Acta Ordinis Fratrum Minorum - OFM

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240 AN. CXXIX – MAII-AUGUSTI 2010 – N. 2profondamente rinnovati, sono in contatto conla vera novità: la presenza di Dio nel mondo.Tale consolante realtà, che in ogni generazionecioè nascono santi e portano la creativitàdel rinnovamento, accompagna costantementela storia della Chiesa in mezzo alle tristezze eagli aspetti negativi del suo cammino. Vediamo,infatti, secolo per secolo, nascere anche leforze della riforma e del rinnovamento, perchéla novità di Dio è inesorabile e da sempre nuovaforza per andare avanti».Cari Fratelli e Sorelle, vorrei lasciarvi condue pensieri di Camilla Battista che mi hannoparticolarmente colpito. Commentando legrande tentazioni vissute, avrebbe poi scrittocon convinzione: «Beata quella creatura cheper nessuna tentazione tralascia il bene incominciato!». D’altra parte, cresciuta nella spiritualitàdella restituzione così cara a Francesco,Camilla pregava: «Fa che io ti restituisca amoreper amore, sangue per sangue, vita per vita».Tutto un esempio di fedeltà e perseveranza nelbene, e del vivere nella logica del dono totaledi se stessa a Colui che l’ha amata per primo.Fratelli e Sorelle, siamo santi come Lui èsanto! La santità è la vocazione più alta allaquale può tendere un uomo, una donna. Lasantità è la nostra vocazione.Camerino, 5 luglio 2010Vostro fratello, Ministro e servoFr. José Rodríguez Carballo, ofmMinistro generaleProt. 10119812. Discorso del Ministro generale al Capitolo della Custodia di Terra SantaGerusalemme, 14 luglio 2010RIVITALIZZARELA NOSTRA VITA E MISSIONECarissimi confratelli,il Signore vi dia pace!Sono veramente contento di essere in mezzoa voi al termine del Capitolo custodiale 2010.Vi saluto tutti con affetto, in modo particolareil Visitatore generale e Presidente del Capitolo,Fr. Francesco Bravi. Al Padre Custode, Fr.Pierbattista Pizzaballa, e ai membri del nuovoDiscretorio vanno le mie congratulazioni e imigliori auguri per un proficuo lavoro.GratitudineCon queste parole voglio, innanzitutto, ringraziarvidel servizio che, a nome della Chiesae dell’Ordine, svolgete nel territorio dellaCustodia e, in modo particolare, nella TerraSanta. È un servizio prezioso per la Chiesa eper l’Ordine.I Papi hanno valorizzato grandemente lapresenza continua, ininterrotta, di noi FratiMinori, nonostante le difficoltà. Lo ricordavaLeone XIII nel lontano 1887: «I Frati nonabbandonarono mai un campo tanto nobile».Più recentemente lo ha ripetuto Paolo VI: «IFigli di san Francesco sono rimasti, da allora(s. XIII), nella terra di Gesù durante un periodoininterrotto di anni». Giovanni Paolo II haaggiunto: «D’allora i francescani non hannointerrotto la loro benefica presenza…». BenedettoXVI, infine, ha lodato in diverse occasioniil servizio che noi Frati Minori abbiamoprestato e prestiamo in Terra Santa.Ma la vostra presenza non è soltanto importanteper la Chiesa. Lo è anche per l’Ordine. Anome dell’intera Fraternità oggi vi dico: grazieFratelli per quello che siete e per quanto fate.Grazie, anche a nome personale per quantola Custodia mi ha dato per la mia formazionefrancescana e biblica.Una grande storia da raccontare e da costruireSi può dire, senza esagerare, che siamo statiprotagonisti nella storia di Terra Santa per piùdi sette secoli. Non si tratta di trionfalismo, madi un dato reale e storicamente dimostrabile.La Custodia, cari Fratelli, ha una «gloriosastoria da ricordare e da raccontare». Per questastoria ringraziamo il Signore e chi l’ha scritta,a volte con il proprio sangue e sempre con tantapassione, pazienza, competenza, zelo e conil sostegno della grazia del Signore. Soltantocosì si può spiegare la nostra permanenza inquesta terra.Ma davanti a voi avete, pure, «una grandestoria da costruire» (VC 110). Come costruirequesta storia?Giovanni Paolo II, nella Lettera apostolicaNovo Millennio Ineunte, oltre ad invitarci aguardare il passato con gratitudine, ci esortaa vivere il presente con passione, per abbracciareil futuro con speranza (NMI 1). In altreparole: siamo chiamati a vivere coerentementela nostra vocazione di Frati Minori. Daquesto dipenderà il nostro futuro. Per questosiamo costantemente chiamati a rivisitare, inatteggiamento di conversione, la nostra forma

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