Acta Ordinis Fratrum Minorum - OFM

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EX ACTIS MINISTRI GENERALIS 241di vita, disposti a iniziare e nascere di nuovo(cf. Gv 23,3). È questo che intendiamo quandoparliamo di “rifondazione”: rivitalizzare il nostrocarisma per meglio rispondere, in quantoFrati Minori, alle sfide delle nuove situazioniche stiamo vivendo. È questo che intendiamoquando parliamo della necessità di ripartiredal Vangelo, poiché soltanto dal Vangelo attingeremonuova energia, che ci permetterà dirimanere sempre giovani e attuali, di leggereil momento storico con gli occhi di Dio, di risponderecon fantasia e creatività evangelicheai segni dei tempi, come fecero nel passatotanti dei nostri Confratelli. In definitiva, quelloche si chiede a noi è semplicemente di esseredei cristiani che vogliono prendere sul serio ilVangelo, come fecero Francesco e i suoi primicompagni (cf. PdV 6), così che sia il Vangelo acambiare la nostra vita, come accadde a Francesco(PdV 5).Pilastri per una rivitalizzazione del carismaIl Congresso Internazionale sulla Vita Consacrata,celebrato a Roma nel 2004, ha chiestoa tutti i Consacrati passione per Cristo e passioneper l’umanità. D’altra parte, il Capitologenerale 2003 ci invitava a «tornare all’essenzialedella nostra esperienza di fede e dellanostra spiritualità per nutrire, mediante l’offertaliberatrice del Vangelo, il nostro mondoframmentato, disuguale e mendicante di senso,come fecero nel loro tempo Francesco e Chiara»(Sdp 2). Questo comporta, come abbiamogià detto parlando della grazia degli origini, dicentrarci, concentrarci, decentrarci.Il cammino percorso in questi ultimi anni ciha portato a prendere coscienza della necessitàdi assumere tre priorità: la spiritualità, la fraternitàe la missione, in quanto pilastri della rivitalizzazionedel nostro carisma, della nostra vitae missione. Oggi ripropongo a questo Capitoloe, attraverso di voi, a tutti i Confratelli della Custodiadi Terra Santa queste priorità, convintocome sono che il presente e il futuro della nostravita dipendono necessariamente da queste dimensioniirrinunciabili per una vita veramentesignificativa e una missione efficace.La spiritualità o dimensione contemplativaIl cristiano di oggi e di domani o sarà contemplativoo non sarà nulla. La dimensionecontemplativa esige che si presti speciale attenzionealla dimensione della fede nella nostravita. La fede è la porta, la meta e il fondamentodella dimensione contemplativa. Lafede non è settarismo, ma fiducia in un Dioche non possiamo vedere, ma che sappiamoche esiste, anche solamente perché sentiamola sua forza dentro di noi. La fede non è magia,ma «avere il cuore rivolto al Signore»,avere «lo spirito di orazione e devozione, alquale tutte le altre cose devono essere sottomese»,come chiede il padre san Francesco.La fede è fede, soltanto, quando siamo capacidi “vedere” nell’Oscurità, la Luce. Si tratta,dunque, di una fede che raggiunge la totalitàdella nostra persona, in modo tale che siamointrodotti nell’obbedienza alla Parola (cf. Spc18). Soltanto una siffatta fede, che coinvolgemente, cuore e mani (vita), potrà sostenerci neimomenti della prova ed essere sorgente dellanostra missione. D’altra parte, non si tratta diuna fede meramente intellettuale, ma di unafede che illumina e nutre la vita nella sua quotidianità,nei momenti gioiosi e nei momentidolorosi, di una fede che va oltre la soluzionedei problemi quotidiani. La fede va oltre lapurezza dottrinale, la devozione religiosa e lasana austerità. La fede riposa nelle braccia diDio, ha fiducia nell’oggi, e accetta il domani,poiché sa che, qualunque sia il giorno, Dio sifarà presente. La fede vive nel mistero che èDio e fiorisce nella vita di ogni giorno.Il Capitolo generale 2009 ci invita ad essereautocritici sulla nostra fede e a domandarci«se l’immobilismo e lo stallo che minaccianodi paralizzare ogni dinamismo evangelizzatorenon stiano segnalando una crisi di fede chetocca alcuni di noi» (PdV 12). Questa stessadomanda la rivolgo oggi a voi. Non basta averfatto la professione, non basta neppure curarel’osservanza di quanto è stabilito. Sotto unabito o dietro un’osservanza precisa si può nascondereun ateo praticante, si può nascondereuna persona il cui cuore è lontano da Dio.La dimensione contemplativa, di cui stiamoparlando, comporta anche di dare una realepriorità a Dio nella nostra vita, mettere ilSignore al centro del nostro vivere e del nostroagire, in modo tale che sia Dio stesso ilprincipio integratore della nostra vita e dellavita delle nostre Fraternità (cf. PdV 12). Il chesignifica vederlo come l’Energia stessa che cianima, come lo Spirito che ci guida, come laRealtà che tenta di raggiungere la pienezza innoi, come la Voce interiore che ci chiama allavita, come il Tutto, come lo era per Francesco(cf. LodAl).Questa centralità di Dio nella nostra vitaimplica anche essere uomini di preghiera, at-

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