Acta Ordinis Fratrum Minorum - OFM

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EX ACTIS SUMMI PONTIFICIS 197nel cuore della Sacra Scrittura» (Omelia. S.Messa con i Membri della Commissione TeologicaInternazionale, 1 dicembre 2009).Infine, Duns Scoto ha sviluppato un punto acui la modernità è molto sensibile. Si tratta deltema della libertà e del suo rapporto con la volontàe con l’intelletto. Il nostro autore sottolineala libertà come qualità fondamentale dellavolontà, iniziando un’impostazione di tendenzavolontaristica, che si sviluppò in contrastocon il cosiddetto intellettualismo agostinianoe tomista. Per san Tommaso d’Aquino, chesegue sant’Agostino, la libertà non può considerarsiuna qualità innata della volontà, mail frutto della collaborazione della volontà edell’intelletto. Un’idea della libertà innata eassoluta collocata nella volontà che precedel’intelletto, sia in Dio che nell’uomo, rischia,infatti, di condurre all’idea di un Dio che nonsarebbe legato neppure alla verità e al bene.Il desiderio di salvare l’assoluta trascendenzae diversità di Dio con un’accentuazione cosìradicale e impenetrabile della sua volontà nontiene conto che il Dio che si è rivelato in Cristoè il Dio “logos”, che ha agito e agisce pienodi amore verso di noi. Certamente, comeafferma Duns Scoto nella linea della teologiafrancescana, l’amore supera la conoscenza edè capace di percepire sempre di più del pensiero,ma è sempre l’amore del Dio “logos”(cfr Benedetto XVI, Discorso a Regensburg,Insegnamenti di Benedetto XVI, II [2006], p.261). Anche nell’uomo l’idea di libertà assoluta,collocata nella volontà, dimenticando ilnesso con la verità, ignora che la stessa libertàdeve essere liberata dei limiti che le vengonodal peccato.Parlando ai seminaristi romani – l’annoscorso – ricordavo che «la libertà in tuttii tempi è stata il grande sogno dell’umanità,sin dagli inizi, ma particolarmente nell’epocamoderna» (Discorso al Pontificio SeminarioRomano Maggiore, 20 febbraio 2009). Però,proprio la storia moderna, oltre alla nostraesperienza quotidiana, ci insegna che la libertàè autentica, e aiuta alla costruzione di una civiltàveramente umana, solo quando è riconciliatacon la verità. Se è sganciata dalla verità,la libertà diventa tragicamente principio di distruzionedell’armonia interiore della personaumana, fonte di prevaricazione dei più forti edei violenti, e causa di sofferenze e di lutti. Lalibertà, come tutte le facoltà di cui l’uomo èdotato, cresce e si perfeziona, afferma DunsScoto, quando l’uomo si apre a Dio, valoriz-zando quella disposizione all’ascolto della Suavoce, che egli chiama potentia oboedientialis:quando noi ci mettiamo in ascolto della Rivelazionedivina, della Parola di Dio, per accoglierla,allora siamo raggiunti da un messaggioche riempie di luce e di speranza la nostra vitae siamo veramente liberi.Cari fratelli e sorelle, il beato Duns Scotoci insegna che nella nostra vita l’essenziale ècredere che Dio ci è vicino e ci ama in CristoGesù, e coltivare, quindi, un profondo amorea Lui e alla sua Chiesa. Di questo amore noisiamo i testimoni su questa terra. Maria Santissimaci aiuti a ricevere questo infinito amoredi Dio di cui godremo pienamente in eternonel Cielo, quando finalmente la nostra animasarà unita per sempre a Dio, nella comunionedei santi.Benedetto XVI[L’Osservatore Romano, 8 luglio 2010, p. 1]2. Relazione del Card. Franc Rodé in occasione del 750° anniversario della celebrazione del Capitolo di Narbonne(Narbonne, 12 aprile 2010)LE COSTITUZIONINELLA VITA RELIGIOSA OGGI« … torna oggi impellente per ogni Istitutola necessità di un rinnovato riferimento allaRegola, perché in essa e nelle Costituzioni èracchiuso un itinerario di sequela, qualificatoda uno specifico carisma autentificato dallaChiesa».(Giovanni Paolo ii, Vita Consecrata, 37)IntroduzioneCarissimi fratelli e sorelle, condivido lamia gioia di essere qui tra voi in occasionedella commemorazione del 750° anniversariodella celebrazione del Capitolo generale diNarbonne del 1260. Durante questo Capitolo,le norme elaborate nel Capitolo generale del1239 furono riorganizzate e completate sottola sicura direzione di san Bonaventura. Furonofissate in un corpo organico di leggi che preseil nome di Constitutiones Narbonensi. Diversevolte aggiornate e arricchite di altri Statutie Atti capitolari, le Costituzioni di Narbonnehanno segnato le varie tappe di sviluppo cheha conosciuto l’Ordine francescano, specialmentenei primi secoli della sua lunga storia.

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