Acta Ordinis Fratrum Minorum - OFM

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EX ACTIS MINISTRI GENERALIS 243Anche se è responsabilità principale deiMinistri e guardiani di assicurare un accompagnamentomaterno della vita fraterna (cf.Spc 31), tutti noi dobbiamo tener presente chela costruzione della vita fraterna è compito ditutti, come già aveva ricordato il Capitolo del2006 nell’invitarci a prestare «una delicataattenzione da parte nostra» a questa dimensione.Lo stesso Capitolo ci chiede di costruirefraternità-segno, fraternità profetiche chesappiano «leggere i segni dei tempi e incarnareil Vangelo in maniera concreta e comprensibilealla cultura del proprio tempo»(PdV 8).È bene ricordare, pure, che la Fraternità è sìdono, ma è anche compito e che il nostro è tempodi costruzione e di edificazione. E in questolavoro nessuno si può tirare in dietro. Nonsi può essere semplicemente “consumatori” difraternità, ma, soprattutto, si deve essere suoicostruttori. La Fraternità perfetta non esiste.Siamo in un momento di costruzione e la veraFraternità «si edifica sulla debolezza umana»,quindi si deve imparare a vivere il perdono el’amore (cf. Vfc 26). Ecco perché, oltre a quantodetto, il Capitolo del 2006 insiste sulla necessitàdi fomentare tra di noi gesti di perdonoreciproco e di una comunione sempre rinnovata(cf. Spc 31).Nel pensare alla qualità evangelica di vita,è importante avere presenti tutte queste indicazioni,poiché, anche se non è facile accettarlo,non bastano il dialogo, la comunicazione e lafede orizzontale. Un pericolo che vedo nellanostra vita – e quindi anche nella vostra vita,cari Confratelli, che lavorate nella Custodia– è che ognuno pensi di costruirsi il propriomondo, diventando così estraneo agli altri.A dare qualità alla nostra vita di comunionefraterna ci aiuterà molto il progetto di vita emissione, del quale parla il Capitolo del 2009.Con le parole del medesimo Capitolo vi chiedodi entrare in «una cultura di progetto fraternodi vita e missione». Chiedo anche che detto progettotenga conto delle priorità della nostra vita,collocandole «in una dinamica circolare di alimentazionereciproca, all’ interno della qualesi inseriscono i nostri progetti» (PdV 28).Parlando sempre della Fraternità, vogliorichiamare la vostra attenzione su di un ultimoelemento e cioè: la Custodia è una Fraternitàinternazionale e pluriculturale. È questoun aspetto molto importante che la Custodia èchiamata a custodire come un vero e propriotesoro. Non perdere mai questo aspetto veramenteprofetico, particolarmente nella TerraSanta dove sembra impossibile vivere insiemeper coloro che si sentono diversi. È questa unadimensione, a mio parere, che ha salvato la nostrapresenza nella Terra di Gesù. La diversitànon può essere considerata una minaccia allapropria identità, ma è un’epifania, una «buonanotizia di un Dio sempre fecondo» (Spc 4).La pluriculturaliltà è segno di ricchezza per lavita fraterna a tutti i livelli. Sono ben coscienteche non sia facile viverlo, nonostante chesia un bel principio. È necessario una formazionecontinua, un processo di interculturalitànel quale il riconoscimento, l’accettazione,l’intercambio e la complementarietà diventinouna realtà armoniosa. Ci sono molti che parlanodell’interculturalità come dell’imperativodel nostro tempo, un imperativo che tuttinoi, specialmente quanti vivono e lavorano inquesta Terra, dobbiamo assumere se vogliamoessere all’altezza delle esigenze contestuali euniversali che ci vengono dalla convivenza.In ambienti come il vostro, le differenzedi provenienza e di cultura possono suscitarenon poche volte, reticenze, sospetti, pregiudizi,etc. con conseguenze a tutti noi ben note:problemi di convivenza, di adattamento, dinon conformità nel modo di vivere certi valori.La pluriculturalità provoca la comprensionee la vitalità della nostra identità carismatica.Le nostre Fraternità sono sfidate a offrire unsegno inequivocabile dell’amore fraterno al dilà delle razze, popoli, lingue, riti…Come incrementare nella Custodia tuttiquesti aspetti? Ecco una domanda alla qualetutti, a partire dal governo custodiale, devonoseriamente tentare di offrire una risposta. Eccouna dimensione che deve essere molto presentenella formazione permanente e in quellainiziale.La missione evangelizzatriceQuesto è un altro elemento essenziale dellanostra forma di vita. Non si può pensare ad unFrate Minore se non a partire da un’ottica missionaria.L’Ordine dei Frati Minori è un Ordinemissionario, chiamato a proclamare, con laparola e la vita dei suoi membri, «che non c’èDio onnipotente se non Lui» (LOrd 9). D’altraparte, voi non soltanto siete in una missionedell’Ordine, ma nella “perla” delle missionifrancescane. Che caratteristiche deve avere lamissione francescana?Il Capitolo generale 2009 in uno dei suoimandati, il n. 13, ci offre una sintesi degli elementiche devono caratterizzare la missione

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