Acta Ordinis Fratrum Minorum - OFM

ofm.org

Acta Ordinis Fratrum Minorum - OFM

244 AN. CXXIX – MAII-AUGUSTI 2010 – N. 2evangelizzatrice in chiave francescana. Eccoquesti elementi.1. La missione evangelizzatrice francescanadeve essere sostenuta da una forte esperienzadi Dio. Solo partendo dalla centralitàdel Dio uno e trino nella nostra vita sipotranno avere l’ardore missionario «chetalvolta sembra venire a meno» (PdV 20).Soltanto partendo da questa esperienzapotremo comprendere «che la missioneevangelizzatrice è inerente alla nostra vocazionefrancescana». Soltanto partendodalla fede in «un Dio che è Padre e che dagliabissi della sua intimità di comunionee amore invia il suo Figlio ad annunciaree a rendere presente la buona novella delsuo Regno per l’azione dello Spirito Santo»(PdV 12), avrà senso l’invio missionario.2. La missione evangelizzatrice francescanadeve essere fatta «in fraternità e con latestimonianza della vita fraterna», poiché«nessun progetto di evangelizzazione è iniziativao patrimonio personale di nessuno;è sempre la fraternità che evangelizza»(PdV 27). La Fraternità, come l’abbiamodescritta prima, è, oggi più che mai, un segnodi missione evangelica e cristiana e unagaranzia della sua efficacia.3. La missione evangelizzatrice francescanadeve caratterizzarsi per presenze «in zonesconosciute, difficili, rischiose e di vicinanzaai più poveri, sofferenti, esclusi».Per questo siamo chiamati ad attraversarecostantemente le frontiere, ad «abitare lefessure di un mondo frammentato» (PdV22). La sfida dei chiostri inumani continuaad essere un appello per tutti noi seguaci disan Francesco (cf. Sdp 37), come è ancheun appello urgente quello di relazionarcicon tutti in un atteggiamento di minorità(cf. Spc 30), che ci permetta toglierci isandali davanti al mistero dell’altro in cuisi manifesta il Mistero (cf. Spc 28). E tuttociò come conseguenza del mistero dell’Incarnazione,per il quale «il Verbo si ponedal lato delle periferie, della vulnerabilità,della povertà» (PdV 23). Il Capitolo 2006 ciponeva questa domanda: avremo la luciditàe l’audacia per vivere la buona notizia dellaminorità? È una domanda che anche voi,cari Fratelli della Custodia, dovete porvi.Che cosa risponderemo?4. La missione francescana deve tener presentei segni dei tempi, così come la situazioneattuale del mondo. La lettura attentadei segni dei tempi deve considerarsi prioritariasu qualunque adeguamento strutturale.D’altra parte, non possiamo mai voltarele spalle al divenire del mondo (cf. PdV 29).Questo esige di essere meno autoreferenziali(cf. PdV 14), comporta avere simpatiae empatia per il nostro mondo (cf. PdV29) e assumerlo come nostro chiostro. Implica,anche, incarnarsi realmente e affettivamente«nella realtà socio-culturale delpopolo», come condizione ineludibile perla nostra missione (cf. PdV 13); scoprire leopportunità che il Signore ci offre in questasituazione, restando ferma la necessità diavere un giudizio critico in riferimento almondo per rimanere nel mondo senza esseredel mondo (cf. PdV 15). Comporta, pure,dare e ricevere allo stesso tempo (cf. PdV15), parlare una lingua comprensibile per ilmondo d’oggi (cf. PdV 16) e formarsi per ildialogo (cf. PdV 24).Proprio parlando del dialogo sappiamobene che questa è un’esigenza fondamentaledella vostra missione in Terra Santa.In questo contesto, mi sono ricordato delleparole di Papa Giovanni Paolo II, nella suaEsortazione Apostolica Vita Consacrata,dove ha scritto che tutte le persone consacrateper la professione dei consigli evangelicidevono essere impegnate nel dialogocon tutti (cf. VC 100ss). Questo tema è statoripreso nell’Istruzione Ripartire da Cristo,dove si parla dell’apertura ai grandi dialoghi(RdC 40ss). Siamo così tutti chiamati adaprirci al dialogo – ecumenico con altri cristiani,inter-religioso con le persone di altrefedi, e con i non-credenti – e nessun Istitutodi vita consacrata e nessuna persona consacratapuò sentirsi dispensato da questaapertura al dialogo (cfr. RdC 41): «La vitaconsacrata non può contentarsi di viverenella Chiesa e per la Chiesa. Essa si protendecon Cristo verso le altre Chiese cristiane,verso le altre religioni, verso ogni uomo edonna che non professa alcuna convinzionereligiosa» (RdC 40). Queste parole scritteper tutti i cristiani devono trovare in voiuna risonanza particolare. Senza dimenticare,come afferma Giovanni Paolo II, che ilcontributo fondamentale ai grandi dialoghicontemporanei da parte delle persone consacrateè la testimonianza di una vita autenticamenteevangelica, vissuta con impegnoe con entusiasmo, aperta all’ascolto di tuttele altre persone.

More magazines by this user
Similar magazines