Acta Ordinis Fratrum Minorum - OFM

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246 AN. CXXIX – MAII-AUGUSTI 2010 – N. 2perché così si è sempre fatto. Questo sarebbela morte della Custodia stessa, poiché la vostravita e missione non sarebbero più significative.Mantenete viva la fedeltà creativae ravvivate in voi la passione per Cristo e lapassione per l’umanità. Se vi chiedo questoè perché conosco le vostre grandi possibilitàe il grande amore che avete per questa amatamissione. Non cedete mai alla tentazione dellastanchezza, della rassegnazione. Il momentoche viviamo non è facile. Ma si deve viverecome un kairos, come un tempo di grazia perripartire dal Vangelo, assumendolo come buonanovella, prima di tutto per noi e, facendolonostro, per donarlo agli altri.Ora dobbiamo guardare in avanti, dobbiamoprendere il largo, confidando nella paroladi Cristo: «”duc in altum!”... non c’è tempoper guardare indietro, tanto meno per adagiarsinella pigrizia. Molto ci attende…» (NMI 15).È vero, come ho ricordato all’inizio, abbiamouna grande storia da ricordare e raccontare, maabbiamo anche «una grande storia da costruire»(VC 110).DUC IN ALTUM.Fr. José Rodriguez Carballo, ofmMinistro generale13. Omelia a conclusione del Capitolo diTerra SantaGerusalemme, Santo Sepolcro, 15.07.2010È RISORTOCari fratelli e sorelle,il Signore vi dia pace!Pur celebrando oggi, a conclusione del Capitolodella Custodia di Terra Santa, la Dedicazionedella Basilica del Santo Sepolcro, lanostra attenzione si concentra non tanto suquesto fatto, ma, sul sepolcro vuoto davanti anoi, sull’evento della Risurrezione del Signore.In questo luogo santo risuonano, con piùforza ancora che in altri luoghi, le parole delVangelo: «So che cercate Gesù il crocifisso.Non è qui. È risorto, come aveva detto; venitea vedete il luogo dove era deposto» (Mt 28,6).Questo è l’annuncio che cambia definitivamentela storia dell’umanità, la storia personaledi ciascuno di noi. Questo è l’annuncio checi pone in cammino per gridare ai quattro punticardinali: Colui che era morto è risorto, viveper sempre, è passato definitivamente al luogodei vivi e cammina in mezzo a noi. La morteè stata definitivamente vinta, il peccato è statodistrutto, l’umanità ha futuro.«È risorto!», la Buona Notizia: fondamentodella nostra fede, ragione della nostra speranza,sostegno dell’amore e della gioia che riempionoil nostro cuore, spinta irresistibile per lanostra missione.«È risorto!», una parola dalla quale nasconotutte le altre parole della nostra predicazione,della nostra catechesi, della nostra vita.Senza quest’esperienza la nostra morale sarebbeuna catena, la nostra vita resterebbe vuota,la nostra morte non sarebbe altro che l’ultimadisgrazia, la più grande disgrazia, che sarebbecaduta sull’uomo.«È risorto!» la luce di Cristo risorto entranel luogo impuro dei morti, l’umanità divinizzatadi Gesù risplende per sempre nello splendoredella luce di Dio.«È risorto!», e Cristo risorto ci dona la suapace: «Pace a voi» (Gv 20,19), dice ai suoidiscepoli riuniti nel Cenacolo. «Pace a voi»,ci dice oggi a ciascuno di noi, comunicandocila pienezza della salvezza, il dono della vitaeterna – questo è infatti il senso profondodella pace messianica –, che prima di morireaveva dato ai suoi amici (cf. Gv 14,27). Unapace, quella di Gesù, che non risparmia provee tribolazioni a chi la riceve, ma che è semprefonte di una serenità e di una felicità che nessunopotrà mai toglierci. Una pace che comportauna profonda comunione con Dio e congli uomini. Una pace che ha la sua radice piùprofonda nell’amore, e che conduce a una veracomunione tra i popoli e tra gli uomini.È questa pace, cari fratelli, che noi cristianie, particolarmente noi “Frati della corda”, dobbiamoproclamare e costruire in ogni momentoe in ogni situazione, soprattutto in contesticome quello che si vive nella Terra di Gesù.L’autentica pace non è semplicemente assenzadi guerre e di conflitti. La pace che vogliamoper tutti, ma in particolare per questa Terra,non è neppure semplicemente tolleranza, maè comunione, è amore, è rispetto, è riconoscimentodella dignità dell’altro e dei diritti ditutti: cristiani, ebrei e musulmani. Questa pacevogliamo, per questa pace preghiamo. Questapace chiediamo, per questa pace ci adoperiamotutti noi che crediamo che Gesù «non è qui.È risorto!».Si, «è risorto!». E il Cristo risorto ci donaanche il dono della gioia. La sua risurrezione è

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