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Vista del nuovo isolato urbano dalla strada retrostante. © Henning Larsen ArchitectsLa superfi cie complessiva dell’area di intervento è di39.000 mq e il progetto dovrebbe essere completatonel corso del 2015.Situata a sud del fi ordo di Trondheim, Trondheim èla terza città più grande della Norvegia e la capitaledella regione Trøndelag. Il quartiere Leüthenhaven sitrova a sud-ovest del centro della città e attualmenteè utilizzato come parcheggio. Obiettivo del concorsoera di creare un nuovo punto di incontro per gliabitanti della città attraverso il progetto di uno spaziourbano fortemente connesso con il centro storicodi Trondheim e destinato a ospitare uffi ci, struttureper le organizzazioni culturali locali, un cinema, unparcheggio sotterraneo, un terminal bus e una piazza.Leüthens Kulturhage costituirà un nuovo e dinamicospazio urbano, punto di incontro per i cittadini e polod’attrazione per i visitatori. Il progetto dei nuovi uffi ciper Trondheim City a Leüthenhaven collega in modofunzionale il nuovo edifi cio con il cinema, la piazzaantistante e il teatro esistente, così come le moltealtre istituzioni culturali ed educative presenti <strong>nell</strong>azona.Con la sua struttura aperta, il nuovo edifi cio invitale persone ad entrare e l’edifi cio stesso restituiscequalcosa alla città, in uno scambio biunivoco.Rivestita in materiali naturali, la facciata spicca perl’interfaccia accogliente e avvolgente dell’involucro.Il progetto è ispirato al masterplan realizzato daJohan Caspar De Cicignon per la città di Trondheim,il cui concept si rifl ette nei riferimento storici che inuovi edifi ci e gli spazi aperti restituiscono.La piccola scala dell’edifi cio per uffi ci, per quantoriguarda altezza, materiali e geometria, è una sceltacollegata al paesaggio urbano circostante. L’edifi cio,a misura d’uomo, incontra la città ad “altezza occhi”e la disposizione dei livelli e degli scorci visualicontribuisce ad aprire l’edifi cio al suo contesto.Quattro semplici e chiari principi defi niscono eregolano il progetto:8


Vista interna dell’auditorium. © Henning Larsen ArchitectsA partire dal 1960 lo studio ha lavorato a diversiprogetti in Norvegia: nel 1978 è stata inaugurataa Dragvoll la Trondheim University, oggi chiamataThe Norwegian University of Science andTechnology, mentre la Jåttå Vocational Schoola Stavanger è stata realizzata nel 2007. A Oslolo studio ha progettato il centro di radioterapia(2006) e l’istituito di ricerca (2009) del NorwegianRadium Hospital. Attualmente è in corso direalizzazione un edifi cio commerciale a Oslo incollaborazione con NCC Property DevelopmentCurrently e un nuovo campus universitario ad Aas,<strong>nell</strong>a periferia di Oslo.Sito internetwww.henninglarsen.com*Henning Larsen Architects è uno studiointernazionale di architettura con sede aCopenhagen, Danimarca, con forti radiciscandinave. Il suo obiettivo è quello di creareedifi ci sostenibili che vadano al di là di loro stessie diventano un valore duraturo per gli utenti e perla società e la cultura in cui essi sono incorporati.Dall’anno della sua fondazione, nel 1959, lostudio ha acquisito una conoscenza globale deimolti aspetti legati all’architettura, dallo schizzodi progetto ai disegni esecutivi, dal cantiere allefasi di consulenza e gestione, con competenzein continuo sviluppo grazie a rapporti dicollaborazione con partner, esperti, consulenti. Illoro lavoro punta a sfi dare, modifi care e formarel’ambiente fi sico attraverso masterplan, progetti10


Vista interna dell’edifi cio per uffi ci. © Henning Larsen Architectsdi spazi urbani e architettura d’interni, conl’obiettivo di fornire agli utenti progetti particolarie visionari ma sempre coerenti con i diversicontesti. Lo studio attribuisce grande importanzaalla progettazione rispettosa dell’ambiente eall’utilizzo di soluzioni integrate ad alta effi cienzaenergetica. I loro progetti sono caratterizzatida un elevato grado di responsabilità sociale,non solo in relazione ai materiali e ai prodottima anche per quanto riguarda la creazione dispazi funzionali alla società, alla comunità eall’integrazione. I loro progetti sono sviluppatiin stretta collaborazione con i committenti egli utilizzatori fi nali, al fi ne di realizzare edifi cidi lunga durata e riducendone i costi del ciclodi vita. Questo approccio basato sul valoredell’architettura è la chiave dei loro progetti,realizzati in tutto il mondo.Lo studio è diretto da Mette Kynne Frandsen,executive director, e dai design directors LouisBecker e Peer Teglgaard Jeppesen.SCHEDA PROGETTONew LeüthenhavenIncaricoPrimo premio al concorso internazionaleCommittenteMunicipalità di TrondheimLocalizzazioneTrondheim, NorvegiaProgettistiHenning Larsen ArchitectsTeam di progettazionePeer Teglgaard Jeppesen (responsible partner),Michael Sørensen (design manager), MikkelEskildsen, Rafel Crespo, Chenqi Jia, GryTaraldhagen e Hung-Kai LiaoLandscape architectGullik GulliksenSuperficie lorda39.000 mqCronologiaProgetto: <strong>2012</strong>Realizzazione: 201511


Vista notturna del nuovo edifi cio. © Henning Larsen Architects12


Vasi comunicantiProgetto di riqualifi cazione di un viale pedonale a Capriolo, Brescia<strong>Architetti</strong> Mirco Vacchi, Fabiana Aneghinidi Fabiana Aneghini e Mirco VacchiIl progetto si sviluppa lungo una striscia di asfalto checosteggia per circa 700 metri il margine orientale dellavia Palazzolo (SP469) a Capriolo, Brescia. Il vialettopedonale è separato dalla carreggiata attraverso unsemplice guard-rail in acciaio zincato, ripetutamenteinterrotto in corrispondenza delle intersezioni stradalio per consentire di raggiungere i numerosi accessicarrabili alle aree di pertinenza privata che si attestanolungo il percorso. Il fronte interno è caratterizzatoda un progressivo dissolvimento del tessuto storicoconsolidato, con prevalenza di tipologie a villettaunifamiliare con giardino, piccole attività commercialiubicate al piano terra di edifi ci residenziali plurifamiliarie attività produttive di piccola e media dimensione.Il vialetto non presenta il carattere di uno spaziopedonale ma appare piuttosto come un prolungamentolaterale della strada provinciale. Questo sia acausa dell’uguaglianza di materiale e di linguaggio,l’asfalto e la segnaletica verticale e orizzontale, siain conseguenza delle numerose interruzioni fi sichee visive della viabilità pedonale longitudinale dovuteai fl ussi trasversali di viabilità carrabile in ingresso ein uscita. L’esile guard-rail di separazione non svolgea pieno la sua funzione di elemento di protezionefi sica, visiva e acustica e in molti tratti la presenzadell’automobile ha preso il sopravvento su quelladel pedone, come testimoniano i parcheggi pubbliciritagliati a ridosso delle recinzioni private cherestringono sensibilmente la larghezza dello spaziopedonale libero, incrementando i punti di confl itto tra idiversi tipi di utenza.L’assenza di elementi di arredo urbano amplifi ca ilcarattere prevalente di non-luogo, impedendo all’areadi svolgere in maniera effi cace la sua funzione diIl nuovo spazio pubblico in corrispondenza di un fronte interno a destinazione residenziale13


Schema di presentazione del progettospazio pubblico a servizio della collettività. Eppurel’ambito presenta alcuni importanti punti di forzalatenti che, potenziati attraverso un’adeguataoperazione di riqualifi cazione, consentirebberodi ribaltare il suo ruolo nei confronti del contestourbano limitrofo e dell’intera città. Primo fra tutti lapresenza del Cimitero Comunale e di altre emergenzearchitettoniche o urbane di minore importanza chefungono da elementi di riferimento all’interno delpercorso e, allo stesso modo delle attività commercialie dei servizi dislocati lungo il percorso, defi niscono unasuccessione di spazialità pubbliche o semipubblicheche incrementano i fl ussi di percorrenza dell’area.La larghezza del vialetto, mai inferiore a cinque metri,consente inoltre di trattare l’area di intervento comeuno spazio pedonale, non un semplice marciapiede oun percorso, sfruttandone il potenziale inespresso perconferirgli una nuova identità urbana.In prossimità del complesso cimiteriale è infi nepresente una grande area inedifi cata (verosimilmenteconnessa alla fascia di rispetto dell’edifi cio pubblico)che apre la vista del passante verso est, offrendosuggestivi scorci panoramici sul paesaggio montuosodelle Prealpi Bresciane e Gardesane.Partendo da questi presupposti il progetto si muove<strong>nell</strong>a direzione di favorire la crescita di una nuovaspazialità urbana e sociale condivisa.Il progetto è stato sviluppato con l’intento di ribaltareil rapporto tra spazio pedonale o ciclabile e spaziocarrabile, riorganizzando la gerarchia dei fl ussiveicolari attraverso un sistema di ripartizione dellasezione stradale funzionale e fl essibile, capace diadattarsi di volta in volta alle differenti situazioni chescaturiscono dal rapporto con la via Palazzolo e con ilfronte interno edifi cato. Il processo di trasformazionedel vialetto pedonale in spazio pubblico condiviso,ugualmente fruibile da tipologie di utenza differenziata(pedoni, ciclisti, persone con disabilità, bambini,anziani, residenti e non), trae ispirazione da unsemplice oggetto di uso comune, intrinsecamentelegato alla sfera domestica quotidiana: il vaso dagiardino.Il suolo. La ri-urbanizzazione dello spazio orizzontaleLa nuova confi gurazione del vialetto prevede lasuddivisione del suolo in tre fasce longitudinali dilarghezza variabile:- una fascia centrale con pavimentazione naturalein terra stabilizzata, destinata al transito ciclabile epedonale, di larghezza costante pari a 2,5 metri;- una fascia verde interna, costituita da terrenovegetale inerbito rinforzato da una griglia strutturale inPVC, di larghezza variabile da 0 a 1,5 metri;- una fascia verde esterna, anch’essa costituita daterreno vegetale inerbito rinforzato da una grigliastrutturale in PVC, caratterizzata da una larghezzaminima pari a 1,3 metri, corrispondente alla profonditàdella nuova barriera di protezione.La larghezza e la posizione delle tre fasce variano infunzione della destinazione d’uso degli spazi e degliedifi ci che si attestano sul fronte interno.In corrispondenza delle aree residenziali, il percorsociclo-pedonale si allontana dal fronte edifi cato pergarantire la privacy delle aree di pertinenza e la fasciaverde interna si amplia, assumendo la funzione dispazio di prolungamento dei giardini privati. La fasciaverde esterna si riduce al minimo (1,3 metri) perconsentire l’installazione della barriera di protezionedal traffi co della via Palazzolo.In prossimità degli spazi commerciali la larghezza dellafascia verde interna si riduce a 0,5 metri, favorendol’avvicinamento dei passanti ma preservandola distinzione tra i due ambiti e la riconoscibilitàdel confi ne che separa spazio pubblico e spaziosemiprivato. La fascia verde esterna si allarga perospitare, oltre alla barriera di protezione, aree di sostaattrezzate.In adiacenza alle aree non edifi cate, aperte verso ilpaesaggio, la fascia verde interna scompare in modo14


In alto, abaco dei vasi attrezzati; sotto, planimetria generale del comparto sud15


Il sedime delle nuove aree verdi verrà letteralmenteinvaso da centinaia di vasi in terracotta, proiettandoverso l’esterno l’immagine e la scala del giardinoprivato e generando un paesaggio urbano fl uidoin cui si avvicendano senza soluzione di continuitàscenari differenziati di microdiversità urbana, sociale evegetale; una ripetizione seriale di elementi modulariin cui l’unica variabile è il loro contenuto.A tal proposito è stata studiata una casistica dipossibili utilizzi del vaso come contenitore di elementidi arredo urbano e di attrezzature a servizio dellacollettività.Per ottimizzare le possibilità di impiego dell’oggettosi è deciso di scegliere quattro differenti tipologiedimensionali di vaso da giardino di forma standard -con altezze e diametro di 30, 50, 70 e 90 cm - a cuicorrispondono diversi tipi di utilizzo, dai vasi più grandiche formano la barriera di protezione e possono adesempio contenere arbusti di medie dimensioni, palidella pubblica illuminazione, segnali stradali e totemfotovoltaici o catarifrangenti, a quelli di dimensioniintermedie che possono ospitare segnali informativi,essenze arboree cespuglive, attrezzature didatticheo per la cura o la coltivazione autogestita degli spaziverdi, contenitori per la raccolta differenziata dei rifi uti,sedute, portabiciclette, ecc., fi no ai più piccoli conprevalente funzione ornamentale.Lo studio degli oggetti ricavabili a partire dal vaso ciha portato a defi nire una vasta gamma di possibilicombinazioni di funzioni da attribuire alle tipologie dispazio pubblico individuate attraverso la ripartizionedel suolo in fasce funzionali: dagli spazi di sosta perle biciclette e i pedoni alla barriera di protezione daltraffi co veicolare della via Palazzolo, dagli orti urbani aigiardini didattici, dagli spazi ludici alle aree attrezzateper la raccolta differenziata.La versatilità del vaso attrezzato genera spazi pubblicia misura d’uomo, situazioni a metà tra l’urbano eil domestico in cui l’immagine dello spazio privato,proiettata all’interno della sfera pubblica, incoraggia ilsenso di appartenenza al luogo da parte dei cittadini,spingendoli ad utilizzare e a vivere lo spazio al di fuoridel proprio recinto privato come prolungamento idealedella propria intimità residenziale.Il denso strato di vasi in terracotta diventa il collantetra le esigenze oggettive di riorganizzazioneIl nuovo spazio pubblico in corrispondenza del fronte di accesso al Cimitero Comunale17


Il nuovo spazio pubblico in corrispondenza di un fronte interno non edifi cato con vista panoramica18


Planimetria generale comparto nordfunzionale del suolo urbanizzato e quelle soggettiveconnaturate ad ogni singolo fruitore dello spaziopubblico, giustifi cando e valorizzando la presenza ditutte le attrezzature necessarie alla gestione e allafruizione del luogo e riducendo al minimo la necessitàdi ricorrere ad oggetti di arredo urbano di design asupporto dell’intervento di riqualifi cazione urbana.Una barriera verde a protezione del nuovo habitaturbanoLungo il confi ne con la via Palazzolo i vasi assumonole sembianze di una massiccia barriera protettiva interracotta: una piccola muraglia in vasi di laterizio dialtezza pari a 90 centimetri, protetta a sua volta sullato esterno da un doppio tubolare in acciaio zincatomontato su supporti verticali a gomito saldamenteancorati al suolo.Considerato il contesto urbano e il limite di 50 km/hche caratterizza il tratto di strada provinciale, si èscelto di non utilizzare una barriera di tipo standard,preferendo un elemento equivalente in termini disicurezza e di requisiti imposti dal Codice della Strada,ma maggiormente integrato con la geometria, illinguaggio compositivo e l’immagine della cortina dilaterizio.Le dimensioni dei vasi consentono di connotare lanuova barriera come fronte urbano omogeneo anchein corrispondenza dei tratti interessati da molteinterruzioni a causa della presenza di accessi carrabiliravvicinati. All’interno di ogni vaso che compone labarriera potranno essere “messi a dimora” arbusti dimedia dimensione, ma anche pali illuminanti, segnalistradali e dispositivi per la produzione di energiarinnovabile.Oltre a costituire un elemento insormontabile diprotezione fi sica dello spazio ciclopedonale, labarriera attutisce la percezione del rumore prodottodal traffi co della strada provinciale, allontanandola viabilità ciclopedonale dalla via Palazzoloe schermando la vista dei veicoli dall’interno,interrompendosi sempre con largo anticipo incorrispondenza delle intersezioni e degli accessicarrabili per garantire un’adeguata visibilità aifruitori dello spazio ciclo-pedonale e ai veicoli iningresso e in uscita. In aggiunta alla segnaleticaverticale ed orizzontale previste dal codice dellastrada, i vasi posti alle estremità dei tratti di barrierasaranno attrezzati con totem catarifrangentiche faciliteranno la riconoscibilità degli accessi,allertando l’attenzione degli utenti in prossimità deipunti più pericolosi.Didattica, Sostenibilità e Partecipazione. Per unacultura dello spazio pubblicoIl progetto non si limita a proporre un nuovo disegnodegli elementi compositivi dello spazio pubblico,spingendosi oltre per offrire spunti di rifl essionesul ruolo dello spazio pubblico all’interno della cittàcontemporanea, stabilendo una serie di punti fi ssiindispensabili a garantire la funzionalità minimadell’ambiente urbano (primo fra tutti il capovolgimentodell’assetto viario mediante il confi namento delleporzioni di suolo interessate dal traffi co veicolare) elasciando “aperta” la possibilità di modifi care alcuniaspetti in base alle esigenze presenti e future deicittadini e della Pubblica Amministrazione.La compresenza di numerose attività e di tipologie difruitori e, soprattutto, il coinvolgimento dei cittadini<strong>nell</strong>’ideazione e <strong>nell</strong>a gestione degli spazi, consentirà20


agli abitanti del quartiere di percepire il giardino comeluogo urbano di riferimento.È prevista la possibilità di dare in gestione alcuni spaziverdi attrezzati agli abitanti di Capriolo e del vicinato divia Palazzolo, i quali potranno prendersi cura in primapersona dello spazio davanti a casa, concepito comeestensione del proprio giardino privato. La condivisionedella cura dello spazio pubblico stimolerà il ruolodel cittadino come parte attiva per il mantenimentodell’ambiente collettivo e la creazione di microdiversitàsociali e urbane. A questo proposito è prevista larealizzazione di postazioni attrezzate con erogatori disemi, annaffi atoi e attrezzi da lavoro e, per incentivarela cultura e la cura dello spazio pubblico, le stesseattrezzature potranno servire anche come piattaformedi supporto per l’organizzazione di laboratori didatticidi giardinaggio rivolti ai giovani delle scuole locali, conl’obiettivo di educare le nuove generazioni al rispettoper l’ambiente naturale.In linea con i concetti di riappropriazione condivisa erinaturalizzazione “domestica” dell’ambiente urbano,l’intervento affronta il tema di sostenibilità sotto diversipunti di vista. L’impiego di materiali naturali e superfi cidrenanti azzera il carattere prevalente di spazio “amisura di automobile”, promuovendo una sorta didepaving a grande scala che fa riaffi orare in superfi ciegli strati terrosi attualmente ricoperti dall’asfalto. Laversatilità del vaso-contenitore verrà anche sfruttataper installare diverse attrezzature per la produzione dienergia rinnovabile. Totem fotovoltaici alimenterannoparzialmente la rete della l’illuminazione pubblica.Grandi imbuti di acciaio consentiranno il recuperodell’acqua piovana per la cura delle piantumazionida parte di soggetti pubblici o privati. Davanti alleabitazioni sarà inoltre possibile realizzare postazionidomestiche per la raccolta differenziata, perfettamenteintegrate con gli altri elementi di arredo urbano.L’impiego di elementi standard, facilmente reperibilie sostituibili senza alterare l’aspetto generale nécompromettere l’utilizzabilità dello spazio, determineràuna notevole semplifi cazione delle operazioni dimanutenzione del nuovo spazio pubblico, presentandonumerose affi nità con le attività domestiche chesottendono la cura dei giardini privati, a cui il progettosi ispira in termini di atmosfera e di scala.Gli elementi di arredo urbano ricavati dal vaso daFronti interni a destinazione commerciale e residenziale. Piante e sezioni di dettaglio21


giardino saranno composti da oggetti di sempliceconcezione, funzionali e realizzabili a basso costo. Soloper fare alcuni esempi, le sedute saranno costituite davasi da 50 cm riempiti in calcestruzzo. I portabiciclettesaranno ricavati accostando in successione un certonumero di vasi, i cestini per i rifi uti attrezzando i vasicon un coperchio. Lo strato omogeneo di terracottasvolgerà la funzione di connessione tra il livelloorizzontale del suolo ri-urbanizzato e quello verticaledello spazio verde attrezzato, conferendo al luogol’immagine di un habitat urbano ancestrale e a misurad’uomo, all’interno del quale i segnali stradali, i paliilluminanti, le attrezzature didattiche e l’arredo urbanosi trasformano in elementi vegetali artifi ciali, in perfettasimbiosi con l’ambiente naturale ricostituito.Millecinquecento vasi invaderanno lo spazio pubblicodel nuovo vialetto ciclopedonale in fregio alla viaPalazzolo per comunicare alla città il valore dellospazio pubblico.Disegni © Fabiana Aneghini e Mirco VacchiSCHEDA PROGETTOVasi ComunicantiProgetto partecipante al Concorso di idee per lariqualifi cazione del vialetto pedonale in fregio avia Palazzolo (SP 469)Ente banditoreComune di Capriolo, BresciaProgettistiFabiana Aneghini, architettoMirco Vacchi, architettoCronologiaPubblicazione bando: aprile 2011Progetto: maggio-ottobre 2011Il nuovo spazio pubblico in corrispondenza di un fronte interno a destinazione commerciale22


Concept di progetto: diagramma compositivo del complesso ad alta densità. © AQSO arquitectos offi ceConcept di progetto delle aree verdi. © AQSO arquitectos offi ce25


Schemi assonometrici delle unità residenziali. © AQSO arquitectos offi ceSchemi assonometrici delle torri e degli spazi commerciali. © AQSO arquitectos offi ceSchema delle diverse tipologie residenziali. © AQSO arquitectos offi ceTabella delle superfi ci delle diverse tipologie residenziali. © AQSO arquitectos offi ce26


Pianta tipo del complesso residenziale ad alta densità. © AQSO arquitectos offi cePlanimetria del verde urbano “fl essibile”. © AQSO arquitectos offi cedinamiche urbane e creare una mappa immaginariadella città sulla base degli hutongs di Pechino.La prima parte del progetto si è concentrata suun’analisi della situazione attuale delle città cinesi,prendendo Pechino come caso studio e l’area diDashilan come esempio di conservazione deglihutong. Nello scenario urbano eterogeneo diPechino, profondamente infl uenzato dalla recentecrescita economica, esiste ancora un modellotradizionale urbano dove il “sociale” e il tessutourbano convivono in armonia. Uno spazio fattoper e dal popolo: gli hutong. La ricerca ha cercatodi comprendere e analizzare come questa anticaconformazione urbana può essere conservatae come può essere adattata alle condizioni, adesempio, della moderna Pechino, considerandocome fattore chiave di una nuova evoluzione dellacittà la conciliazione con il modello tradizionale.La mostra è il punto di partenza di un programmasperimentale di ricerca che <strong>nell</strong>e fasi successivecoinvolgerà anche le università e gli studenti perlavorare sulla condizione urbana di Pechino e di altrecittà asiatiche.Coerentemente con questa ricerca e con l’approcciourbano “rigenerativo” e sulla base degli studieffettuati sulla situazione delle città cinesi e sulloro sviluppo urbano, gli architetti hanno elaboratoil progetto Spliced Towers nel contesto urbano diGuangyuan, <strong>nell</strong>a provincia di Sichuan, una città conuna popolazione di 2.484.123 abitanti.Il progetto è concepito come un forte elementoin consonanza al contesto collinare circostante.Gli edifi ci si ergono al di sopra del paesaggioconfi gurandosi come un punto di riferimento sobrioed espressivo che risolve le richieste progettuali:ottenere il rapporto di superfi cie edifi cata desideratoaumentando l’area verde e riducendo al minimol’ingombro al suolo dell’edifi cio.La volumetria del masterplan tiene conto dellecaratteristiche del sito e dell’orientamento degliedifi ci. Al fi ne di minimizzare il numero di blocchiedifi cati nel complesso e per conferire un’immagineunitaria e urbana agli edifi ci situati sul lato nord-est,il progetto combina isolati residenziali ed edifi ci atorre.Il lato sud del lotto presenta un forte carattereresidenziale, con isolati orientanti in direzionedell’asse nord-sud situati all’interno di un parco incui si trovano i servizi pubblici. D’altro canto, il latonord è concepito come un ambiente urbano in cui lequattro torri principali, che caratterizzano il progetto,così come indica il titolo evocativo del concept,Spliced Towers, sono situate su una sorta di podio adestinazione commerciale, stabilendo una relazionereciproca con il resto della città e seguendo unorientamento che privilegia la vista del paesaggiourbano e delle montagne.La quinta complessiva del comparto urbanounisce un carattere domestico e sobrio. Gli edifi ciresidenziali evidenziano la disposizione dei livelli,al fi ne di rafforzare l’orizzontalità compositiva; unaserie di aperture verticali occupano, come feritoie,lo spazio tra le “lastre” in una disposizione casuale:il risultato è una pelle permeabile realizzata conpersiane scorrevoli, che lasciano la libertà a ogniresidente di controllare l’esposizione alla luce solare.La presenza verticale e monolitica delle torri èrafforzata da un rivestimento irregolare in legno epietra.Al fi ne di ottimizzare la ventilazione e l’illuminazionenaturale delle singole unità, la larghezza degli edifi ci27


Sezioni. © AQSO arquitectos offi cePianta del piano terra. © AQSO arquitectos offi cePianta del primo piano. © AQSO arquitectos offi cePianta di un piano tipo. © AQSO arquitectos offi ce28


Residenze, medium block, piano tipo. © AQSO arquitectos offi ceResidenze, small block, piano tipo. © AQSO arquitectos offi ceResidenze, large block, piano tipo. © AQSO arquitectos offi ceResidenze, tipologia B, piano tipo. © AQSO arquitectos offi ce29


Residenze, tipologie C e D, piano tipo. © AQSO arquitectos offi ceResidenze, tipologie E1, E2, piano tipo. © AQSO arquitectos offi ceResidenze, tipologie E3, E4, piano tipo. © AQSO arquitectos offi ceResidenze, tipologie F, G, H, piano tipo. © AQSO arquitectos offi ce30


Vista del complesso residenziale. © AQSO arquitectos offi ceè stata fi ssata a 12,5 metri defi nendo la grigliastrutturale per gli edifi ci e per il parcheggio situato allivello seminterrato.A contrastare la disposizione razionale degli isolatiresidenziali, le aree verdi sono organizzate conpercorsi fl essibili e organici. Una serie di cortiinterne situate tra gli isolati defi niti dai blocchiresidenziali sono collegate da un percorso ad a<strong>nell</strong>oche conferisce una dimensione domestica all’areadove sono collocati i servizi per i residenti. Questipercorsi di circolazione secondaria sono poi collegatida strade rettilinee posizionate diagonalmente checollegano i nodi principali del sito. Svariate stradedalle caratteristiche diverse si diramano dal centroper collegare i diversi punti di accesso, sottolineandoil carattere “elastico” del paesaggio. Gli spazi diinterconnessione sono stati progettati con diversi tipidi vegetazione, a seconda del loro utilizzo.Density, green e social sono i principi guidageneratori del progetto, così come, assieme amoblity, rappresentano le parole chiave della ricercacomplessiva sull’evoluzione dell’assetto urbanoche AQSO arquitectos offi ce sta portando avanti traconservazione, modernizzazione e re-immaginazionedelle città cinesi.Sito internetwww.aqso.net*AQSO arquitectos office è uno studio multidisciplinarecomposto da un gruppo internazionale di giovaniprofessionisti che opera nel campo dell’architetturacontemporanea, della pianificazione urbanistica e dellaricerca culturale. La loro filosofia unisce un approcciorigoroso e pragmatico a una visione innovativa. Consede in Spagna e in Cina, lo studio affronta ogni progettocon ambiziosa metodologia, che indaga e analizza gliaspetti sociali, economici, tecnologici e sostenibili. I loroprogetti comprendono una vasta gamma di tipologie escale dimensionali, dagli edifici pubblici, commerciali eresidenziali alla pianificazione urbana. AQSO consideral’architettura come un processo multidisciplinare, unapproccio globale al di là degli spazi di vita quotidiana,che concretizza attraverso la cooperazione con diversiprofessionisti e consulenti al fine di configurare il lorolavoro come nesso coerente tra immaginazione e realtà.Il team di lavoro possiede flessibilità, esperienza, unavisione internazionale e l’abilità per gestire ogni progettodal concept alla direzione lavori. Lo studio, fondato daLuis Aguirre, è in partnership internazionale con SergioBlanco, James Tendayi e XiaoPu Liu. Il loro lavoro si basasu un team multiculturale di architetti con esperienzadi lavoro trasversale in varie discipline. AQSO è statopremiato a diversi concorsi internazionali di progettazionetra cui Europan 9 e il concorso Self-sufficient IaaCricevendo diversi premi a concorsi pubblici o a inviti inSpagna e in Cina, dove lo studio ha sede.31


Prospetti del complesso residenziale con schematizzazione delle texture. © AQSO arquitectos offi ce32


Schemi di dettaglio del sistema di facciata. © AQSO arquitectos offi ce33


Vista di dettaglio dal basso dei materiali di facciata: la pietra e il legno. © AQSO arquitectos offi ce34


Vista del complesso residenziale e del basamento delle torri. © AQSO arquitectos offi ceSCHEDA PROGETTOSpliced TowersLocalizzazioneGuanyuan, CinaProgettoAQSO arquitectosoffi cePartner localeGP&D (Chongqing)Engineering and consultingLKS Ingeniería, S. CoopSuperficie del lotto110000 mq35


Vista notturna del modello del nuovo comparto urbano. © AQSO arquitectos offi ce36


Layer by layerIl progetto di recupero urbano del rione Traiano, Soccavo, Napolistudio Corvino+Multari*a cura di Federica MaiettiIl Programma di recupero urbano del rione Traiano diSoccavo, a ovest di Napoli, su progetto dello studioCorvino+Multari, è stato recentemente approvato,dando il via agli interventi di riqualifi cazione deltessuto urbano e a una rigenerazione complessivache avrà un’importante ricaduta sulla vivibilità delquartiere.L’approvazione del PRU sblocca una situazioneferma dal 2008, anno in cui il progetto defi nitivo erastato redatto ma sospeso a causa della mancatabonifi ca di un canale naturale di defl usso delleacque; i lavori per il risanamento del collettorefognario sono previsti contestualmente all’avvio delprogetto di riqualifi cazione.Il progetto di recupero urbano, che prevede larealizzazione di una serie di opere pubbliche qualil’asilo nido e la scuola materna, un parco, un’areasportiva scoperta, parcheggi, un mercatino all’apertoe opere di urbanizzazione primaria, oltre che opereprivate quali residenze, terziario di base e unagalleria commerciale, si concretizza in una strategiache vede la sovrapposizione di un sistema di layersa ricucire frammenti di città e la cui valenza socialesta nel guardare con occhi diversi al ruolo delleperiferie, concedendo un’opportunità a luoghi incui le specifi cità di storia e paesaggio realizzanodifferenti identità.L’area oggetto di intervento è ubicata <strong>nell</strong>a zonaoccidentale della città di Napoli nel quartiere diSoccavo, rione Traiano, posto ai piedi della Collinadei Camaldoli.L’idea di progetto, a partire da un giudizio di valoreVista aerea del progetto di recupero urbano del rione Traiano, Soccavo, Napoli. © studio Corvino+Multari37


Planimetria e planivolumetria dell’area di intervento nel rione Traiano, Soccavo, Napoli. © studioCorvino+Multari38


Vista di progetto degli edifi ci a destinazione commerciale. © studio Corvino+Multarisull’attuale quartiere, guarda a un paesaggio piùampio a cui l’area di concorso appartiene. Leggele confl uenze, le contraddizioni, la geografi a, perassegnare al progetto un ruolo di “centralità” nelsistema urbano. Il progetto interpreta i luoghi a cuiappartiene e “dialoga” con il disegno complessivo diriqualifi cazione urbana previsto dal P.R.U. approvatodalla Amministrazione Comunale di Napoli.L’idea assegna al sito una valenza di luogo collettivoper una parte urbana più ampia, disegna un parcocon le attrezzature pubbliche e private, un’area incui la geografi a e l’orografi a dettano le condizioni diuna permeabilità dell’area, abbatte l’idea di recintie costrizioni. A partire da queste considerazioniil progetto recepisce le indicazioni urbanistichepreviste per l’area, rivedendo la zonizzazione dellefunzioni per tentare una risposta più complessa incui spazio pubblico e privato, residenze, terziarioe attrezzature, verde e infrastrutture si diffondonosul territorio “contaminando” i luoghi di “frammentidi città”. Luoghi a più funzioni nel quale ritrovarsio abitare, aree prive di barriere in cui l’uomo ha lapossibilità di riconoscersi in un habitat semplice,confortevole, sicuro.In questo modo, nel rispetto delle quantità didestinazioni d’uso previste nel Sub-Ambito, l’insiemedi opere pubbliche e opere private disegna l’interaarea in un sistema di layers sovrapposti consentendouna diffusa mobilità all’interno dell’area e tra questae le aree al suo contorno anche di progetto previstenel P.R.U. In tale strategia il progetto individuail luogo della piazza-parco, agorà a cui tutto ilquartiere appartiene, in un’area centrale “morbida”nei lati, connessa al sistema di viabilità pubblicaal suo contorno che invoca una unità su cui sipresentano le attrezzature della scuola materna-asilonido, dei servizi di terziario di base e delle residenze.Un sistema insediativo-orografi co che fa dei vincoliuna risorsa per sentirsi in rete, ma soprattutto unluogo da attraversare per connettere parti che sonoconcepite per stare insieme.La morfologia dell’area di progetto è tale che ognicentro è percepito a distanza e in avvicinamento,ogni centro ha un fondale e ogni centro appareunico, ma al contempo simile all’altro. È il caso deglispazi tra le case, degli spazi di relazione (pubblicie privati di uso pubblico), destinati alle attività disocializzazione e di incontro nonché a verde dipertinenza delle residenze anche per uso di orticoltivati.Un luogo tra le case proprio di una condizione di vitadella casa a corte che caratterizzava la città storicadi Soccavo. Spazi comuni condivisi, protetti, daproteggere e curare.Il nuovo quartiere guarda con occhi diversi alruolo delle periferie, tenta di assegnare a parti di39


Vista di progetto dei nuovi edifi ci residenziali. © studio Corvino+Multari40


essa un ruolo sempre invocato e mai realizzato,un’opportunità per immaginare l’area metropolitanadi Napoli come una serie di “ricuciture” tenuteinsieme anche da un sistema infrastrutturale suferro (metropolitana e cumana) che consente disentirsi sempre in rete, cittadini di un’unica città chedovrà vivere di più luoghi in cui le specifi cità di storiae paesaggio realizzano differenti identità.Elemento essenziale su cui si basa la nuovastrategia dell’area di progetto è la presenzadel verde: elemento strutturante il processo ditrasformazione. Il nuovo paesaggio scaturisce dalluogo e si svilupperà anche a partire dagli elementiche ne sono l’essenza: suolo e acqua.Un luogo che ospita un ambiente di alberi e prati,aree ciclo-pedonali e aree per lo sport all’apertolungo i tracciati delle curve di livello presenti<strong>nell</strong>’area.L’elemento primario per lo sviluppo dei processinaturali è l’Acqua e il suo ciclo. L’acqua scorre<strong>nell</strong>’area, preesiste al nuovo tracciato mentre ilparco dà vita a dinamiche ed ambienti d’acqua,regimenta le acque meteoriche e superfi ciali inequilibrate condizioni idrogeologiche ed idrografi che.La fi nalità è valorizzare il paesaggio e creare alfruitore l’emozione di trovarsi inserito in un ambiente“riconquistato” dalla Natura dove sarà possibileconciliare le tracce della geografi a agraria con lanuova struttura urbana.Sito internetwww.corvinoemultari.comPlanivolumetrico del nuovo asilo nido. © studio Corvino+Multari41


Elaborati di progetto del nuovo asilo nido: prospetti. © studio Corvino+Multari*Corvino+Multari. Vincenzo Corvino (1965) eGiovanni Multari (1963) dal 2008 sono professoriincaricati del Laboratorio di Progettazione dieccellenza per la città storica - Master di II, livellopresso l’Università degli Studi di Napoli “FedericoII”. Sono stati invitati, in qualità di tutors, a diversiWorkshop Internazionali di progettazione e sono statiprofessori presso l’Università degli Studi di Napoli“Federico II” e l’Università degli Studi di Bologna“Alma Mater Studiorum” - Facoltà di ArchitetturaAldo Rossi di Cesena.Nel 1995 fondano lo studio corvino + multari consede a Napoli e uffi ci a Milano, partecipano a diversiconcorsi internazionali a seguito dei quali realizzanoedifi ci per abitazioni, uffi ci pubblici e privati eriqualifi cazione di spazi pubblici aperti.Nel 2000 con Piazza dei Bruzi e nel 2003 conla Sede degli Uffi ci della Azienda Ospedaliera diCosenza sono segnalati con targa d’argento alPremio Europeo “Luigi Cosenza”, nel 2001 conil Recupero del Quartiere Militare Borbonico aCasagiove sono vincitori della III edizione del PremioCentocittà bandito dalla Compagnia di San Paolo.Progetti e realizzazioni sono stati esposti in mostrepersonali e collettive a Milano, Roma, Napoli,Bolzano, Lucca, Narni, Parma, Graz, Cracovia,Praga, Varsavia, L’Avana, Parigi, Berlino, Londra,Barcellona, Zurigo e New York e pubblicati su rivistenazionali ed internazionali di architettura tra le qualiCasabella, Abitare, Domus, Area, d’A, Concept, WorldArchitecture.Diverse sono le opere e i progetti che testimonianoun dialogo contemporaneo tra arte e architetturadestinato a disegnare e realizzare luoghi pubblici incontinuità con le testimonianze della città storica.Esperienze sono state condivise con MimmoPaladino, Nino Longobardi, Sergio Fermariello, AnnaMaria Pugliese, Lello Esposito.Nel 2005 la rivista Ventre ha dedicato il primonumero monografi co della collana Ventre zoom alloro lavoro, pubblicando la monografi a: Corvino +Multari 1995-2005.Nel 2006 con il progetto del Restauro del GrattacieloPirelli sono vincitori del Premio Speciale per ilRestauro al Concorso Medaglia d’Oro all’ArchitetturaItaliana 2006 indetto dalla Triennale di Milano.Nel 2006 con il progetto per la nuova stazione diCastellammare di Stabia partecipano alla X Biennaledi Architettura di Venezia.Tra i progetti in corso: Casa della Musica e degliSpettacoli a Napoli, Centro integrato per l’artigianatoed il commercio a Pompei (Napoli), StazioneCastellammare Centro della Circumvesuviana,Mercato Coperto a Reggio Emilia, Piazza Ohma Milano, Centro per le Creatività Emergenti aPontecagnano Faiano (Salerno), Piano UrbanisticoEsecutivo a Ponticelli (Napoli), Programma direcupero Urbano a Soccavo (Napoli), SpaResort aRaciechowice (Polonia), Progetto C.A.S.E. e ProgettoM.U.S.P. per la ricostruzione post terremoto inAbruzzo.42


Elaborati di progetto del nuovo asilo nido: sezioni. © studio Corvino+Multari43


SCHEDA PROGETTOProgramma di Recupero Urbano Ambito diSoccavo, Rione Traiano, ambito 4Ente banditoreComune di Napoli - Direzione Centrale VI- ServiziProgrammi di Riqualifi cazione UrbanaDirigente del Servizio PRU: ing. A. CamporaAssessore all’Urbanistica e all’Edilizia del Comune diNapoli: arch. Luigi De FalcoProgetto architettonicoCorvino+Multari, Napoli-MilanoImpresaPA.CO Pacifi co Costruzioni spa, NapoliStruttureIng. Carmine Mascolo, NapoliImpiantiElleti Partners Engineering, SalernoCosto dell’interventoOpere pubbliche: € 15.000.000Opere private: € 19.000.000Totale complessivo: € 34.000.000Superficie complessiva76.558 mqDestinazioni d’usoOpere pubblicheAsilo nido e scuola maternaParco pubblicoArea sportiva scopertaParcheggi a rasoParcheggio interratoParcheggio entro-fuori terraMercatino scopertoOpere di urbanizzazione primariaOpere privateResidenzeTerziario di baseGalleria commercialeCronologiaProgetto defi nitivo: 2008Progetto esecutivo: 2011Realizzazione: <strong>2012</strong>-2015Vista di progetto del nuovo asilo nido. © studio Corvino+Multari44


Vista del parco. © studio Corvino+Multari45


Vista aerea complessiva del progetto di recupero urbano. © studio Corvino+Multari46


UGM / Maribor Art GalleryProgetto per il nuovo centro culturale di Maribor, SloveniaStudio UP*, Lea Pelivan+Toma Plejića cura di Federica MaiettiLa città di Maribor, Slovenia, ha bandito nel 2009un concorso internazionale per la progettazionedel nuovo UGM / Maribor Art Gallery. Attraversoil concorso, la municipalità ha voluto stimolareproposte per l’edifi cio che diventerà il principalecentro culturale contemporaneo, motore dellarigenerazione del comparto urbano lungo la rivadel fi ume Drava ed esempio di progettazionearchitettonica sostenibile. Il nuovo edifi cio dovrebbeessere completato entro il <strong>2012</strong>, quando Mariborriceverà il titolo di Capitale Europea della Cultura.L’UGM / Maribor Art Gallery ospiterà una collezionedi arte slovena moderna e contemporanea, mostredi arte contemporanea nazionali e internazionalie offrirà un programma espositivo eterogeneo persoddisfare tutte le generazioni. L’obiettivo è di creareun’istituzione aperta con contenuti di alto livello,forza trainante di conoscenza e creatività e punto diunione per le attività creative.Il concorso richiedeva di elaborare una soluzionearchitettonica per il nuovo complesso e un progettourbanistico per l’area di terreno edifi cabile collocataa nord-est. Gli spazi del nuovo complesso culturaledovevano includere gallerie espositive (8000 mq),l’Architectural Centre (500 mq), il Children’s Museum(700 mq), il Center of Creative Industries (1200 mq),il Museum Café (650 mq), spazi aperti (1500 mq) eun garage sotterraneo.Più di duecento studi di architettura di tutto il mondohanno partecipato al concorso. Il primo premio èstato assegnato a Tamás Lévai e Ágnes Jószai, diBudapest, Ungheria; il secondo a Family Architects- Dong-Ping Wong, Oana Stanescu di New York; ilVista esterna del progetto per il l’UGM / Maribor Art Gallery. © Studio Up47


terzo premio a pari merito a Pedro Oliveira, GilbertoReis, Pedro Morujao, Guilherme Carrilho de Graca,Leonor Cheis di Lisbona, e a Studio Up - Lea Pelivan,Toma Plejić, di Zagabria, Croazia.Il <strong>2012</strong> è un anno di svolta per la città di Maribor,occasione che può essere sprecata riproponendovecchi modelli o sfruttata per sviluppare un propriopercorso come capitale della cultura, fornendo lecondizioni essenziali per cambiare la qualità dellavita dei suoi abitanti. L’approccio progettuale diStudio Up parte dal particolare contesto urbano esociale di Maribor, dal punto di vista della cultura,dell’arte e dello stile di vita. Un tessuto che favorisceuna particolare creatività e libertà progettuale:permettere alle persone di trascorrere un tempolibero creativo e di qualità, dare nuova vita alfi ume Drava attraverso l’impulso dell’architetturacontemporanea, mettendo a disposizione deivisitatori un’ampia scelta nel campo dell’arte,regalare alla città un nuovo spazio innovativo perla creazione, la socializzazione e l’apprendimento,favorire lo sviluppo urbano incentivando un utilizzodi maggiore qualità dello spazio in questa posizionechiave della città, stimolare la produzione locale dicultura, diventano quindi gli obiettivi principali delprogetto per il nuovo UGM / Maribor Art Gallery.Situato proprio accanto alle mura dell’antico centrodella città, tra il mercato all’aperto e alcuni edifi cistorici, tra il nuovo e il vecchio, il nuovo UGM hal’obbligo di interpolarsi con il tessuto esistente,accelerando l’impulso urbano e funzionando darigeneratore di uno spazio più ampio.Il concept di progetto punta ad accentuare gli aspettisociali dell’intervento, insistendo sul fatto cheMaribor ha bisogno di sostanza più che di forma,rifi utando sistemi rigidi e prediligendo un sistemaspaziale pubblico aperto.Le diverse funzioni che il complesso culturale deveospitare sono unite da una sorta di piastra collocataal livello della promenade lungo il fi ume Drava: gliedifi ci sono collocati su una piattaforma sull’acqua, adiretto contatto con il fi ume, creando da un lato unatensione tra gli elementi e dall’altro un’atmosferameditativa. L’elemento acqua/fi ume ha un signifi catoesistenziale in questo contesto, allo stesso tempoaffascinante e pericoloso, assumendo l’acqua comesimbolo di instabilità, pericolo, sfi da e tentazione;gli elementi del complesso sono come zattere sullasuperfi cie fl uida, che condurranno i suoi occupantiovunque vogliano andare. All’interno di questastruttura frammentata è possibile immaginare unaserie di “scenari”, da una moltitudine di singoliallestimenti fi no a un unico grande evento che sisvolge in tutto il complesso.Il nuovo UGM opera su diversi livelli di presenza eirradiazione dell’arte <strong>nell</strong>a vita quotidiana della città.Orientato verso il fi ume Drava, la city daily room, lospazio polivalente dotato di due caffetterie e delloshop del museo, si propaga verso l’auditorium elo spazio per la lettura, e vi si gode la vista versol’a<strong>nell</strong>o centrale che si snoda attorno al cortileinterno. Questo percorso centrale circolare (PeristyleExhibition) incorpora l’ingresso al museo deibambini, al centro di architettura, alla bibliotecaarchivioe alla collezione “galleggiante”. L’area offrediverse caratteristiche spaziali, adatte per grandieventi o per installazioni intimiste.Lo spazio per le esposizioni temporanee èconfi gurato come un’appendice naturale della dailyroom centrale, ed è collocato al medesimo livello.Le mostre temporanee modifi cano le caratteristichedell’a<strong>nell</strong>o tra lo spazio espositivo in between ela corte interna. Lo spazio, neutrale e con il minornumero possibile di elementi costruttivi, ha lecaratteristiche di una grande hall e può essereorganizzato come un ambiente unico o suddiviso inspazi più piccoli con ingressi separati.La collezione permanente è collocata sullapiattaforma, si “erge” da essa a sottolinearnela preziosità, levita al di sopra della superfi ciedell’acqua e crea uno spazio porticato lungo lastrada interna dalla quale, attraverso una rampa, siaccede allo spazio dell’a<strong>nell</strong>o, dal quale il visitatoreviene trasportato, attraverso la scala mobile, allivello più alto, per discendere attraverso una seriedi sale dalle caratteristiche diverse: la small room, lamedium room e la big room.La collezione permanente, a differenza delleesposizioni temporanee, è contenuta in uno spaziodalle caratteristiche familiari, domestiche, uno spazioVista planimetrica del progetto. © Studio Up48


Pianta del piano interrato. © Studio Up49


Pianta del piano terra e sezione trasversale. © Studio Up50


Pianta del primo piano e sezione trasversale. © Studio Up51


Pianta del secondo piano e sezione trasversale. © Studio Up52


Piante del terzo e quarto piano. © Studio Up53


Sezioni longitudinali. © Studio Up54


Vista esterna dell’ingresso al’UGM / Maribor Art Gallery. © Studio Upin cui le persone si sentono a proprio agio e possonogodersi in tranquillità gli oggetti d’arte in mostra.Il grande auditorium, confi gurato come unapiattaforma di osservazione verso il fi ume Drava,collega lo spazio polivalente e la caffetteria, collocatial livello inferiore, con il ristorante al piano superiore.Al secondo piano sono collocati gli uffi ci e alcunispazi per workshop, mentre la biblioteca, l’archivioe la sala per la lettura sono all’ultimo piano, sotto adun’ipnotica copertura a due falde con vista verso ilfi ume.Il Museo dei bambini è suddiviso in diversi ambientidotati di day care units, servizi collocati al pianoterra direttamente collegati con il giardino esterno.La House of experiments collega l’ingresso e lospazio polivalente al livello superiore, dove sonocollocate altre day care units per i bambini.L’Architectural Center ha un ingresso indipendente:dalla piattaforma sull’acqua si accede, attraversoil ponte, all’area di entrata, dotata di una bibliotecae alcune work stations. Al piano superiore vi èun ambiente unico in cui è possibile organizzareconferenze o grandi allestimenti espositivi.Il Centre of Creative industry, pensato perospitare i lavori di giovani artisti e creativi, èposizionato lungo la strada interna che suddivideil complesso e dialoga con l’Art Gallery creando uncontrappunto e vivacizzando lo skyline dell’isolato.Alcuni appartamenti e due studi sono progettaticome continuazione del Creative centre, creandouna nuova strada parallela, la artist in residencegallery.Sito internetwww.studioup.hr55


Vista dell’articolazione volumetrica dell’a<strong>nell</strong>o centrale che si snoda attorno al cortile interno. © Studio Up* Lea Pelivan (Spalato, 1976) e Toma Plejic´ (Rijeka,1977) si sono laureati alla Facoltà di Architetturadi Zagabria nel 2001. Per i primi due anni dopo lalaurea hanno lavorato come liberi professionisti aZagabria e a Spalato, e hanno fondato, nel 2003,lo Studio Up, studio di architettura e urbanisticacon sede a Zagabria. Nel 2003 hanno ricevutoil Grand Prix allo Zagreb Salon e nel 2004hanno rappresentato la Croazia alla IX Biennaledi Architettura di Venezia. Nello stesso annohanno partecipato alla mostra “Mare Nostrum”e alla seconda e terza Biennale Internazionale diArchitettura di Rotterdam. Nel 2008 hanno espostoi loro progetti alle mostre “Balkanology” a Basilea,“Peacebuilding” a Roma e “New trajectories:Contemporary Architecture in Croatia and Slovenia”a Boston. Tra i premi si segnalano: il Premio Piranesi(menzione) e l’Award of City of Koprivnica nel 2007,il Vladimir Nazor Award e il Cemex Award nel 2008,il Mies van der Rohe Award - Emerging ArchitectSpecial Mention, l’ORIS Award e il Drago Galic´’Award nel 2009 e il Bernardo Bernardi Award nel2010.Hanno vinto i concorsi per il Gymnasium diKoprivnica (2003), “ZagrebForum” (Buzincrossroads) hybrid-building a Zagabria (2004),“Chromos-Savica” sport campus a Zagabria (2005),Croatian Institute for Health Insurance building(2006) e “P10” mixed use building a Spalato(2006), “Contarini” mixed use building a Spalato(2008), “Spalato Business Tower” (2008) e “IvanMestrovic Atelier” a Spalato (2010).56


Vista dal cortile interno del complesso museale. © Studio Up57


ECOlegoTrasferimento e riutilizzo di un padiglione espositivo per l’Expo di Shanghai a Bazzano, L’Aquila, comeservizi per la popolazione terremotataMichela Avato, Maria Rosaria Durante, Alberto Sangiorgio*di Michela Avato, Maria Rosaria Durante, Alberto SangiorgioSmontabilità e componibilità, accessibilità efl essibilità degli spazi, sostenibilità, risparmioenergetico e riciclo sono i temi attorno a cui ruotail progetto ECOlego, concepito come costruzionedi un padiglione espositivo per l’Expo di Shanghaipensato per essere completamente smontato eriutilizzato al termine dell’Esposizione Universale.La “seconda vita” del padiglione prevista dalprogetto si concretizza a Bazzano, L’Aquila, dovesi integrerà, con una nuova destinazione d’uso, dauna parte con la New Town, il centro residenzialedi nuova costruzione realizzato dopo il terremotoche devastò l’Aquila nel 6 aprile 2009, e dall’altracon la vecchia città di Bazzano semidistrutta. Ilprogetto nasce da esperienze di studio effettuateda un lato sul tema delle esposizioni universalie, <strong>nell</strong>o specifi co, sull’impatto delle esposizioniuniversali sulle città che le ospitano, e sullapossibilità di riutilizzo dei padiglioni espositivistessi; dall’altro lato dell’idea di riutilizzo deipadiglioni espositivi dismessi in situazioni diemergenza.L’obiettivo primario del riutilizzo del padiglionenel contesto di Bazzano è quello di creare unnuovo polo attrattivo e facilmente accessibile, cheracchiuda in sé tutti i servizi mancanti necessarialla popolazione, dagli spazi commerciali almercato settimanale, dalla palestra alla biblioteca,dalla piazza civica alla scuola materna, dallachiesa alla piazza, ecc., trasformando il contestoattraverso una nuova modellazione del tessutourbano della New Town. Secondariamente, l’ideaè quella di connettere il centro semistrutto dellaVista complessiva del progetto ECOlego a Bazzano, L’Aquila58


Planimetria del contesto attualeConcept planVista dello stato attuale dell’area di progetto, dominata da grandi edifi ci per abitazioni disposti in lineaRender di progetto. Vista dall’alto verso la città vecchia di Bazzano59


Masterplan di progettovecchia Bazzano con il nuovo centro residenziale,ad oggi separati da una strada a quattro corsie,la “SS 17 ter”, che collega Bazzano alla parteest de L’Aquila. Questo nuovo collegamentoincentiverebbe la ricostruzione e la ripopolazionedella città vecchia dando allo stesso tempo nuovoslancio vitale alla New Town.L’idea del riutilizzo di una struttura espositivaè scaturita dopo un sopralluogo effettuato nelmarzo 2010 che ha riguardato, oltre agli effettidevastanti del sisma sugli edifi ci de l’Aquila,anche il centro residenziale di nuova costruzionedi Bazzano. Durante questa esperienza sonoemerse, anche parlando in prima persona congli abitanti coinvolti, problematiche relative allamancanza di un’urbanità in grado di trasformarequella che oggi è una città-dormitorio in un vero eproprio centro cittadino.La progettazione ha visto <strong>nell</strong>a prima fase losviluppo del progetto preliminare del padiglioneespositivo, attraverso lo studio dei materialie delle tecnologie proprie dell’architetturasostenibile e che integrassero, fi n dalle fasiiniziali, strategie impiantistiche, strutturali efortemente incentrate sul tema del riciclo, intesosia come riutilizzo dei materiali del padiglioneespositivo di Shanghai per la costruzione diBazzano che come utilizzo di materiali riciclati ericiclabili a basso contenuto di energia grigia.In seguito sono stati sviluppato il concept plane poi il masterplan dell’intervento nel paese diBazzano, decidendo oltre agli altri interventisecondari la collocazione del “main project”:l’edifi cio ponte (Ponte Nuovo).Fin da questa fase si sono sviluppati i progettitecnologico, strutturale, impiantistico,illuminotecnico e antincendio, in un processostrutturato a feedback e costituito da fasi dianalisi, di sintesi delle soluzioni e di confrontotra le alternative al fi ne di raggiungereil compromesso che permettesse lamassimizzazione del risultato.Il progetto è quindi stato approfondito partendodall’architettonico fi no ad arrivare all’esecutivo equindi potenzialmente cantierizzabile.La struttura è composta da moduli di dimensionevariabile costituiti da fondazioni in cementoarmato e telai in acciaio S 275. Questi sonocompletati con una sottostruttura che integraporzioni vetrate modulari con tamponamentiin pan<strong>nell</strong>i sandwich in poliuretano rivestiti60


esternamente con materiali differenti quali: vetroserigrafato di colore verde e arancio, lamiera dialluminio forata, doghe in polistirene riciclato, epan<strong>nell</strong>i di legno impiallacciato.La parte interna delle pareti è costituita da lanadi legno, poliestere riciclato o lana di vetro elana di roccia. Questi materiali sono combinatiin modo tale da garantire uno sfasamentodell’onda termica ottimale, stimato intorno alle13 ore, e elevate prestazioni energetiche con unatrasmittanza U = 0,123 W/m2K per le pareti e U= 0,13 W/m2K per le chiusure orizzontali. Anchequeste sono composte da pan<strong>nell</strong>i sandwichin poliuretano fi ssati sulle travi in acciaio eulteriormente isolati con pan<strong>nell</strong>i in lana di legnoe lana di vetro. I rivestimenti interni sono costituitida una sottostruttura in alluminio che sorreggepan<strong>nell</strong>i in gesso rivestito per le pareti e uncontrosoffi tto modulare per le porzioni orizzontali.Tutti gli elementi costruttivi sono stati concepitia partire da tecnologie stratifi cate e assemblatea secco, necessarie a stabilire un ottimalecompromesso tra elevate prestazioni energetiche,utilizzo di materiali a bassa energia grigia epossibilità di avere pacchetti costruttivi facilmentemontabili e smontabili.Per quanto riguarda l’edifi cio-ponte, defi nitoPonte Nuovo, la struttura è sempre in acciaioma è costituita da quattro travi parete che losorreggono in tutti i suoi 25 metri di luce.L’intero edifi cio è alimentato da tre pompe dicalore geotermiche, per un totale di quindicisonde geotermiche. A loro volta le pompe dicalore attivano impianti a pavimento radiante peri negozi e di condizionamento ad aria e pan<strong>nell</strong>iradianti a soffi tto per il ristorante. Il tutto ècompletato da un impianto a pan<strong>nell</strong>i fotovoltaicidi 555 mq che copre il fabbisogno elettrico totaleper il 70%.Il risultato fi nale del progetto è una strutturasemplice che integra un edifi cio-ponte chesi colloca in classe A di risparmio energetico,concepito per resistere ai carichi del vento e aquelli sismici controllando sforzi e deformazionisulla struttura.Il progetto dimostra che con una adeguataSchema funzionale-distributivo sui diversi livelli del Ponte NuovoPianta di dettaglio del “Ponte Nuovo”: il percorso ciclabile e quello pedonale sonodefi niti da diverse pavimentazioni e da quote diverse. Un’ampia scalinata conduce fi noalla Piazza delle Can<strong>nell</strong>e, ed è affi ancata da risalite interne all’edifi cio61


Planivolumetrico del progetto: le linee generatrici sono quelle cartesiane, da un lato ricavate dall’inclinazione della strada,e dall’altro dall’inclinazione dalle residenze vicineSezione e prospetto del “Ponte Nuovo”progettazione è possibile sintetizzare soluzioniarchitettoniche e dettagli tecnici, tecnologie avanzatee tradizionali, strategie di risparmio energetico attivee passive, in un unicum che possa diventare uncriterio da seguire per le costruzioni future al fi ne diottenere uno sviluppo urbano sostenibile.Il progetto, dal concept iniziale fi no allaprogettazione architettonica, è stato ideatomettendo al centro dell’attenzione i bisogni dellapopolazione attuale e futura del paese di Bazzano.Gli effetti positivi del progetto sull’area in cui sicolloca sono stati considerati in modo tale cheinfl uenzino le aree limitrofe, prime fra tutte il centrosemidistrutto dal sisma e quasi completamentedisabitato della Bazzano vecchia. Si ritiene infattiche collegando la New Town con il centro storicosia possibile dare uno slancio alla ricostruzione.Il collegamento tra i due centri è inoltre progettatoin modo tale da garantire un’accessibilitàottimale per i pedoni e i ciclisti, proponendo unacamminata/pista ciclabile che percorre tuttal’area e impedendo l’ingresso delle macchine.Nonostante l’area sia caratterizzata da una mediapendenza, l’accesso a un’utenza diversamenteabile è garantito da un sistema di rampe <strong>nell</strong>a zonadelle piazze, e da un sistema di ascensori, distribuitiall’interno del complesso, che permettono, adesempio, di passare dal livello della “Piazza delleNuove Can<strong>nell</strong>e”, uno dei nuovi spazi previsti dalprogetto, fi no alla quota del ponte (+10 m).L’attenzione alla sostenibilità è stata declinatasu differenti livelli: il progetto risulta esseresostenibile innanzitutto da un punto di vistaarchitettonico e formale, confi gurandosi comeelemento fortemente connotativo dell’areasenza prevaricare sul contesto in cui si colloca.Al contrario, la forma architettonica si sviluppalasciandosi plasmare dall’ambiente che la ospita:la topografi a, l’arco solare, la direzione deiventi predominanti sono tutti fattori che hannocondizionato lo sviluppo dei volumi che, dalpunto di vista architettonico, si esprimono conforme pure e giochi di contrasto tra rivestimenticaratterizzati da texture, materiali e cromiedifferenti. Nella fase iniziale della progettazionesono stati inoltre selezionati elevati standard dibenessere termico, illuminotecnico e acustico,rispettati grazie all’utilizzo di diverse combinazionidi materiali a seconda delle necessità. I materialistessi, inseriti in un ampio meccanismo diriutilizzo e di riciclo, e l’utilizzo di energierinnovabili hanno permesso di ottenere un edifi ciocaratterizzato dal minimo impatto ambientale.Il progetto è stato sviluppato come tesi di laureain Ingegneria Edile-Architettura presso la VIFacoltà di Ingegneria del Politecnico di Milanoed è vincitore della settima edizione del PremioIQU - Innovazione e Qualità Urbana per lacategoria Premio on-line - Sezione Nuovi utilizzie progettazioni. La cerimonia di premiazionesi è tenuta lo scorso 14 dicembre 2011 <strong>nell</strong>acornice di Palazzo Tassoni, sede della Facoltà diArchitettura dell’Università degli Studi di Ferrara.62


Passaggio sul “Ponte Nuovo”Viste della “Piazza delle Nuove Can<strong>nell</strong>e” ispirata alla Piazza delle 99 Can<strong>nell</strong>e de l’Aquila, rivisitata in modo tale che le can<strong>nell</strong>e contenute <strong>nell</strong>a fontana centrale diventino 309 come le vittime del terremoto63


Il progetto, attraverso il calcolo impiantistico, illuminotecnico e strutturale, manifesta un forte legame con i concetti di sostenibilità intesa come risparmio energetico e basso impatto ambientale, e innovazione in termini di tecnologie avanzate eottimizzate per il caso specifi co. A sinistra, schema di riutilizzo e riciclo, in alto fasi di montaggio del modulo base. Lo studio delle unità tecnologiche, come materiali e come procedimento di montaggio, consente di inserire il processo di costruzionein un meccanismo di riciclo64


Vista del bar-terrazzaVista di progetto della “Piazza delle Nuove Can<strong>nell</strong>e”Vista di progetto del ponte e del ristorante localizzato nei volumi rivestiti in vetro serigrafato verdeVista della terrazza del ristorante65


Vista notturna della “Piazza delle Nuove Can<strong>nell</strong>e”*Michela Avato (1986), Maria Rosaria Durante(1984) e Alberto Sangiorgio (1986), conseguonola laurea in Ingegneria Edile-Architettura, VI facoltàdi Ingegneria del Politecnico di Milano, il 3 ottobre2011. Condividono il percorso di studi per tutti icinque anni, e dopo numerosi esami e laboratorisvolti insieme, al termine del corso di InnovazioneTecnologica, tenuto dal prof. Marco Imperadoriil V anno, vengono selezionati per partecipare alconcorso internazionale “Premio Compasso Volante”del 2010. Dopo un workshop tenutosi a Istanbul sulletematiche relative alle esposizioni universali, e unworkshop tenutosi tra Makau e Hong Kong, sui temidello sviluppo urbano in relazione alla modernitàe alla conservazione del patrimonio storico, il loroprogetto viene giudicato da una giuria d’eccezioneche vede come presidente l’architetto CarlosMarreiros, classifi candosi come secondo. In seguito,<strong>nell</strong>a premiazione uffi ciale del Premio CompassoVolante, tenutasi <strong>nell</strong>a città di Lecco, i tre progettistiraggiungono il terzo posto, primi tra gli studenti delPolitecnico di Milano.Dopo la partecipazione al concorso i tre vengonoselezionati dal dipartimenti BEST e DIAP perpartecipare, in qualità di consulenti del Politecnicodi Milano, al workshop tenutosi a Jakarta, sullaprogettazione di un’intera porzione urbana incollaborazione con alcuni esponenti, studenti eprofessori, dell’Universitas Indonesia.Disegni © Michela Avato, Maria Rosaria Durante,Alberto Sangiorgio66


Città pubblica, città degli eventi, città connettivaInterpretare i segni identitari dei luoghi. Ri-costruire la morfologia urbana. Il progetto di riqualifi cazione del centro di Luvinate, VareseDario Vanetti, UrbanStudio*di Dario VanettiIl progetto di riqualifi cazione delle aree centralidi Luvinate muove dal riconoscimento dellecaratteristiche identitarie del luogo nel tentativo diintrodurre nuovi valori entro il più generale contestourbano. L’insieme delle aree centrali del paese,incastonate tra capisaldi che segnano il territorio(le tre torri: il campanile della chiesa, il monasterobenedettino del XII secolo, oggi sede del Golf ClubVarese, e villa Mazzorin), non dimostra oggi caratterispaziali defi niti e riconoscibili. Il progetto perseguela costruzione di nuovi luoghi centrali caratterizzatida segni identitari riconoscibili attraverso laridefi nizione fi sico-morfologica degli spazi chearticolano le relazioni urbane. A tale fi ne, il progettointerpreta la necessaria relazione tra la città pubblicae la città degli eventi quale convergenza di luoghiurbani molteplici, che possono conformarsi anche infasi differenti (in relazione alle risorse economichedisponibili); la riconoscibilità delle singole parti vienericondotta a unità dal prevalere delle nuove relazioniurbane che si vengono ad instaurare <strong>nell</strong>’interventoproposto.Tale azione è compiuta attraverso la confi gurazionedi piani pavimentati integrata dalla introduzionedi dispositivi e trattamenti di suolo fi nalizzati alladefi nizione tridimensionale dei luoghi. Il progettoassume quale approccio generale la strutturazione ela riqualifi cazione di spazi riferibili all’ente pubblico,quindi subito disponibili alla progettualità, evitando diintervenire con azioni di trasformazione interessantiproprietà private. Tale assunto appare utile, oltre chealla effettiva fattibilità del progetto, al contenimentoLuvinate, Varese: vista della passeggiata lungo il nuovo spazio pubblico di via Vittorio Veneto67


Luvinate e il suo territorio: le relazioni fra il progetto e il contesto urbanoTracce, memorie, relazioni: luoghi di identità e spazi di connessionedegli eventuali impegni economici derivantidall’acquisizione delle aree; si è comunque ritenutodi proporre la riqualifi cazione del sagrato per il suouso prevalentemente pubblico (e in ogni caso nonse ne prevede l’acquisizione) e il nuovo passaggio,ausiliario al marciapiede esistente, che mette inrelazione Via San Vito in prossimità dell’intersezionecon Via Vittorio Veneto con le aree pertinenziali delcentro sociale e da qui a Piazza Cacciatori delle Alpi.Sito internetwww.urbanstudio.it*UrbanStudio è una struttura di coordinamentodi esperti che intendono operare nel settore dellatrasformazione del territorio secondo alcuni obiettivifondativi di ricerca: eticità, sostenibilità, innovazionee qualità. Avviato nel 2001 per iniziativa di DarioVanetti, oggi UrbanStudio è una struttura dotata di unnucleo stabile, costituito da diverse fi gure operantinel settore della pianifi cazione urbanistica, dellaprogettazione urbana e del paesaggio, del verde edell’ambiente, delle infrastrutture e della architettura.Il nucleo centrale delle attività di UrbanStudio ècostituito dalla progettazione urbana, alle diversescale, e della progettazione ambientale, oltre chedalla progettazione di infrastrutture e di interventidi riqualifi cazione degli spazi pubblici, fi no ai grandiinterventi di trasformazione urbana.Dario Vanetti si laurea in ingegneria civile trasportisettore territoriale al Politecnico di Milano, nel 1984.Svolge attività di libera professione nel settore dellapianifi cazione urbanistica, del progetto urbano edella mobilità, con una specifi ca attenzione agliaspetti di sostenibilità, ambiente e paesaggio. Èdocente presso la Facoltà di Architettura e Societàdel Politecnico di Milano, con un insegnamento diprogettazione urbanistica. Nella sua attività poneparticolare attenzione alla integrazione tra progettourbano e ingegneria del territorio, con applicazioniche svariano dalle verifi che di impatto sulla viabilitàalla progettazione di interventi di riqualifi cazione allascala urbana ed edilizia.68


Planimetria generale della proposta progettualePlanimetria di progetto di piazza Cacciatori delle AlpiLa riqualifi cazione del sagrato della chiesa e la nuova “terrazza” pubblica sul Parco del Sorriso69


Il nuovo spazio pubblico lungo via Vittorio Veneto, affacciato sul Parco del SorrisoLa nuova piazza Cacciatori delle AlpiLa risalita al municipio da piazza Cacciatori delle AlpiLa “terrazza” sul Parco del Sorriso70


Vista zenitale notturna di piazza Cacciatori delle Alpi71


Vista zenitale notturna di via Vittorio VenetoDefinizione spazi per la riqualificazioneurbanistica, ambientale, paesaggistica edarchitettonica della “Città pubblica” e della“Città degli eventi” del comune di LuvinateConcorso2011 - 1° classifi cato ex aequoLuogoLuvinate, VareseEnte banditoreComune di LuvinateProgettoDario Vanetti - UrbanStudioCollaboratoriMarco Barbero, Maurizio Rini, Luca Salvarezza,Walter Villa72

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