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n. 4 - ottobre - dicembre 2006 - Associazione Nazionale Granatieri ...

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ORGANO UFFICIALE DELLA PRESIDENZA DELL'ASSOCIAZIONE NAZIONALE GRANATIERI DI SARDEGNAANNO LIX - N. 4 - OTTOBRE - DICEMBRE <strong>2006</strong> - PUBB. TRIMESTRALE - SPEDIZIONE IN ABBONAMENTO POSTALE ART. 2 – COMMA 20/C D.L. 353/2003 CONV IN L. N. 46 ART. 1 COMMA 1 D.C.B. ROMADi noi tremò la nostra vecchia gloria.Tre secoli di fede e una vittoriaG. D'AnnunzioKosovo: missione compiuta


LA LETTERA DAL DIRETTORECon questo numero della rivista si chiude il <strong>2006</strong>. Come avevo annunciato nel numero precedente il n. 3/<strong>2006</strong>, si sta cercandodi recuperare i ritardi verificatisi nella pubblicazione dello stesso.Fortunatamente, a rendere meno pesante e grave il “disservizio”, c’è il fatto che la periodicità trimestrale svincola necessariamentela pubblicazione da quella che potremo definire “attualità” e, quindi, il rapporto temporale, fra gli eventi verificatisie la loro pubblicazione, diviene meno pressante e più elastico. A conferma dell’inevitabile scollegamento temporale,fra le notizie e la loro pubblicazione, c’è il fatto che, mentre la copertina di questo numero riporta la Bandiera diguerra del 1° Reggimento nel momento in cui, ai primi giorni di gennaio, lo stesso ha lasciato il Teatro Operativo kosovaro,nel suo interno sono pubblicati degli articoli pervenuti mentre l’operazione di pace, durata sei mesi, era ancora inatto.Purtroppo, il lavoro della Redazione è aggravato, e in alcuni casi reso impossibile, dalla scarsa cura con cui ci vengonoinviati i pezzi da pubblicare. Alcuni sono scritti con grafia illeggibile, altri vengono proposti con testi abnormi e logorroici,rispetto all’entità delle notizie contenute, altri, infine privi di fotografie o con immagini fornite i fotocopia e quindi nonpubblicabili. Di contro, una sezione, pensando di fare un’ottima cosa, ci ha inviato 532 foto su CD (tempi di lettura circa3 ore). In un altro caso, invece, un Presidente provinciale si è lamentato del contenuto di un testo che noi, d’iniziativa,avevamo pubblicato a fronte di alcune fotografie, che ci erano pervenute da altri e che lui si era ben guardato di inviarci.Perché: sì, molti ancora vedono la rivista come una vetrina dove esporsi!L’attività delle Sezioni è sempre intensa. Su tutto il territorio nazionale è un continuo fiorire di iniziative, alcune importantialtre meno, che dimostrano la vitalità del nostro sodalizio e l’encomiabile iniziativa dei Presidenti ai vari livelli.Fra le attività, delle quali facciamo menzione, quelle che ruotano attorno alla figura di fra’ Gianfraco Chiti, hanno continuatoa riscuotere il più gran numero di partecipanti. E di questo dobbiamo dare atto ai Presidenti delle Sezioni di Spoletoe di Pesaro e ai rispettivi Centri regionali. E, in primis, al grande carisma di fra’ Gianfranco per il quale, da più parti,si comincia a parlare di processo di beatificazione. Noi, comunque, seguiamo la cosa e vi terremo aggiornati.Direttore responsabile: Antonino TorreRedazione:Claudio Conti, Alba Maria Mendico,Guido Tamburini, Adalberto BendinelliSegreteria: Feliciano di Feliceindirizzo email: ilgranatiere@libero.it–––––––––––––Autor. Trib. N. 5244 del 22-5-1956Iscrizione al Registro degli Operatori della Comunicazione (R.O.C.)n. 1599 del 10 <strong>ottobre</strong> 2001–––––––––––––Composizione: Topsygraph snc - Via Buccari, 300195 Roma - Tel. 06/39746446 - info@topsy.it–––––––––––––Stampa: Arti grafiche Romaper conto di Grafiche Professionali - Roma - graf.professionali@libero.it–––––––––––––Editore: ASSOCIAZIONE NAZIONALE GRANATIERI DI SARDEGNA00185 Roma, piazza Santa Croce in Gerusalemme, 7Tel 06/7028289 - Fax. 06/7021752http://clik.to/granatieriPresidente Onorario: On. Lino FornalePresidente: Mario BuscemiVice Presidente: Gianfranco ImperatoriSegretario <strong>Nazionale</strong>: Antonio LattanzioComitato Centrale: Corrado Trambusti, Gian Maria Setti Carraro,Antonino Torre, Roberto Santelli–––––––––––––CONDIZIONI DI CESSIONE DEL PERIODICOUna copia Euro 2,00Abbonamento ordinario Euro 5,00Abbonamento sostenitore Euro 15,00Abbonamento benemerito Euro 25,00Una copia arretrata Euro 2,50Gli abbonamenti possono essere sottoscritti anche mediante il c/c postalen. 34577007 intestato alla Presidenza <strong>Nazionale</strong> ANGS avendocura di indicare nella causale: “sottoscrizione abbonamento”–––––––––––––Quanto espresso dai singoli autori negli articoli firmati nonrispecchia necessariamente il pensiero dell'editore e del direttoreLa collaborazione al giornale avviene a titolo volontario e gratuito. Tutto il materiale cheperviene in Redazione, anche se non pubblicato, non viene restituito. La redazione si riservala facoltà di modificare e/o sintetizzare i testi che vengono forniti.Chiuso in tipografia il 16 febbraio 2007In copertina: Kosovo. La Bandiera di Guerra del 1° Reggimento <strong>Granatieri</strong> il giorno23 gennaio 2007. Servizio a pagina 20IN QUESTO NUMEROIntervista alGen. Emilio Marzo,Sottocapo di SMEA OrvietoricordatoPadre ChitiLe trasmissionie i <strong>Granatieri</strong> connubioinscindibile in ambienteoperativoAttivitàassociativa410Un nuovo addestramentoper un nuovoimpiegoda1819222 <strong>ottobre</strong>-<strong>dicembre</strong> <strong>2006</strong>


L’INTERVISTAIntervista al Gen. Marzo,Sottocapo di SMEMi sento un po’ a disagio. Oggi mi trovo, nella veste di giornalista,nei locali in cui per tanti anni ho prestato servizio come ufficiale.L’atmosfera ovattata della sala d’aspetto, pur se a me già nota, contribuiscea tenermi in ansia per il personaggio che ho chiesto di intervistare.Ansia che dovrebbe sembrare del tutto ingiustificata, ovesi consideri che, per lungo tempo, sono stato uno dei collaboratori delgenerale di Corpo d’Armata Emilio Marzo, già Comandante dellaBrigata <strong>Granatieri</strong>, l’attuale Sottocapo di Stato Maggiore dell’Esercito:la persona che mi ha concesso l’intervista.Nel momento del caloroso saluto, ogni preoccupazione viene rimossaed entrambi cerchiamo di entrare nei ruoli che ci siamo assegnatiper la particolare circostanza: io in quello di giornalista e il generaleMarzo in quello di intervistato.Lei, è a capo dello StatoMaggiore dell’Esercito Italiano,qual è il ruolo delloSM oggi?Lo Stato Maggiore dell’Esercitosvolge un ruolo centrale nell’ambitodell’organizzazionedell’Esercito. Ha infatti il ruolodi pianificare, coordinare econtrollare i vari settori di attivitànei quali opera la Forza Armataconsentendo al Capo diStato Maggiore l’esercizio delleattribuzioni che gli sono conferiteper legge. Per far ciò è organizzatoin Reparti e Dipartimenti,secondo una suddivisioneper materia delle competenze.Specifiche procedure dicoordinamento delle attività attivanoi collegamenti tra i variReparti che permettono intempo reale sia l’individuazionedi soluzioni a problematichecomplesse sia lo sviluppodi attività di comune interesse.Lo Stato Maggiore risponde, parimentiad altre strutture organizzative,a due esigenze fondamentali:la divisione del lavoroe dei compiti e il loro coordinamento.Costituisce, inaltre parole, parte di quella tecnostrutturanecessaria per il coordinamentoorganizzativo chedeve rispondere alle esigenzedel contesto individuando compiti,responsabilità e linee d’azione.In che misura i tagli di bilanciodella Difesa influenzerannole attività dell’Esercito?Alla funzione difesa è stato assegnatoquest’anno solo lo0,84% del Pil e, probabilmente,nel triennio <strong>2006</strong>-2008 dovremoaffrontare ancora difficoltà intermini di bilancio che s’innestanosu una situazione pregressagià deficitaria. Soprattuttoin un momento storicoparticolarmente critico, sia perl’entità e la durata degli impegnioperativi sia per la necessitàdi completare il processo diprofessionalizzazione dellostrumento.Una prima battuta d’arrestoverrà registrata dall’ammodernamento,basti pensare che nel<strong>2006</strong> l’investimento si è pressochédimezzato rispetto al2005. Ma, ancor più gravi, soprattuttose rapportato al livellodegli impegni<strong>Granatieri</strong> in Kosovo4 <strong>ottobre</strong>-<strong>dicembre</strong> <strong>2006</strong>


operativi, saranno le conseguenzedei fortissimi tagli nelsettore dell’esercizio, ossiadelle spese di funzionamentodel “sistema Esercito” quantificabiliattorno al 42%. Questoporterà ad una drastica riduzionedel livello di efficienzadei mezzi e dei materiali macomporterà anche, e soprattutto,riflessi negativi sulla formazionedel personale e sull’addestramento.Anche il soldatoprofessionista, infatti, alpari di qualsiasi altra professionalitàaltamente specializzata,non esaurisce la sua preparazionecon la formazione inizialema dev’essere costantementeaggiornato, pena il decadimentodelle sue stesse capacità.In sostanza, la riduzione dellaspesa si tradurrà nel breve terminein un abbassamento dellacapacità operativa dell’interocomparto terrestre. E proprioper la natura di questo strumento,profondamente legataal “sistema d’arma uomo”, potrebberodeterminarsi effetti negativisoprattutto sulla sicurezzadel personale in quantochiamato ad operare senza unadeguato addestramento e impiegandomateriali e mezzi conlivelli di efficienza ben lontanidagli standard nazionali ed internazionalifinora ritenuti accettabili.Proprio a fronte delle notedifficoltà di bilancio siparla spesso, per l’Esercito,di una revisione del modelloa 112.000 uomini con un ulterioretaglio degli effettiviper liberare risorse finanziare.Potrebbe esserequesto il modo per ottenereun’ vero risparmio?Le spese per il personale incidonosul bilancio di tutte leForze Armate. Tuttavia, il tagliodegli effettivi finalizzato al “risparmio”non produrrebbe, nelbreve e medio termine, significativiguadagni dal punto divista finanziario ma condizionerebbedi sicuro la “presenzasul terreno” dell’uomo-soldato,rivelatasi fattore determinantenelle recenti missioni. In sintesi,pur senza inutili preclusioniconcettuali, credo che risparmiaresull’elemento a “piùalta redditività”, l’uomo, nonrappresenti una scelta oculata.Più in generale, il problema<strong>Granatieri</strong> in Kosovonon è legato al numero di uominiquanto alle capacità che lostrumento nella sua interezza èchiamato ad esprimere. La dimensionequantitativa è il risultatoe non la premessa di unprocesso che partendo dal livellodi ambizione del Paesedefinisce le capacità che lo strumentomilitare deve possedere.In un simile approccio, peraltro,è necessario considerarenel suo complesso, come insiemeintegrato, sia la quantitàsia la qualità degli uomini (livellodi addestramento) che laquantità e la qualità dei mezzi,materiali in dotazione (livellotecnologico).Per l’Esercito si prevedono112.000 uomini dei quali75.859 volontari. Come procedeil reclutamento?Dopo la definitiva sospensionedella Leva, avvenuta un annofa, l’introduzione delle nuovefigure di Volontario in fermaprolungata hanno fornito indicazioniconfortanti: nei concorsipossiamo disporre di 3candidati per ogni posto a concorso.Il reclutamento di Ufficiali eSottufficiali è tradizionalmentesu livelli sempre soddisfacenti.Per l’Accademia Militare, infatti,abbiamo 45 domande perogni posto da Allievo Ufficialedisponibile, mentre per Viterboil rapporto è ancor più favorevolequasi 130 candidati perogni futuro Sottufficiale.Tuttavia, nel settore del reclutamentol’obiettivo della forza armataè quello di rendere appetibilee concorrenziale la professionemilitare sul mercatodel lavoro. Gli strumenti perraggiungere questo scopo sonoessenzialmente il continuo miglioramentodella qualità dellavita, da conseguire attraversol’attuazione di alcuni provvedimentiin diversi settori, tra iquali, in primo luogo, quellodelle infrastrutture, con particolareriferimento agli alloggi peril personale volontario. A questisi aggiungono gli interventi finalizzatia dare risposta alleaspettative dei nostri uomini edelle nostre donne, sia dalpunto di vista delle possibilitàdi carriera sia da quello di unamigliore remunerazione di rischi,disagi e responsabilità, tipicidella condizione militare.L’Esercito, nonostante lanon facile situazione finanziariaaffronta numerosiimpegni all’estero. Potrebbeillustrarmi qual è la “fotografia”di questo impegno?Attualmente oltre 7000 militarisono impegnati fuori dai confininazionali, in teatri operativisovente caratterizzati da alto livellodi degrado e di rischio. Gliuomini e le donne dell’Esercitoitaliano operano in Bosnia, Albania,Kosovo, Afghanistan,Iraq e in altri 14 Paesi nell’ambitodi missioni internazionalidi osservazione e di cooperazionesotto l’egida dell’ONU odell’Unione Europea e a seguitodi accordi bilaterali. Negliultimi 10 anni la media giornalieradel personale impiegatofuori area è di oltre 8.000 unità,pari a circa il 75-80% dellosforzo militare italiano nellesegue a pagina 6L’INTERVISTA<strong>ottobre</strong>-<strong>dicembre</strong> <strong>2006</strong> 5


L’INTERVISTAmissioni multinazionali. Sullacomponente terrestre ricadequindi l’onere maggiore per losviluppo delle attività connessecon le Crisis Response Operationse gli interventi di ricostruzione,stabilizzazione e assistenzaumanitaria.A testimonianza dell’impegnodella Forza Armata, è doverosoricordare che dal 1947 ad oggil’Esercito ha avuto 60 caduti eoltre 350 feriti nell’ambito dellemissioni all’estero.Complessivamente, tenendoanche conto di coloro chehanno operato a sostegno dellevarie operazioni, nel corsodegli ultimi 5 anni l’Esercito èstato impiegato nei diversi scenarioperativi con circa 100.000unità e nell’operazione Domino,per il controllo dei puntisensibili in territorio nazionale,con 30.000 unità, con unamedia annua di circa 26.000 uominie donne.Si tratta di un sforzo quantitativoma anche qualitativo notevole,che non ha precedentidalla fine del 2° conflitto mondiale.E questo impegno ha ricevutoun riconoscimento internazionalein quanto all’Italiaè stata assegnata la guida dellemissioni in Bosnia, Kosovo e inAfghanistan. In particolare,stiamo parlando della guida per9 mesi, della missione ISAF inAfghanistan avuta fino alloscorso 5 maggio e del ComandoNato in Kosovo e diquello dell’Unione Europea inBosnia ancora in atto.Completano il quadro degli impegnidell’Esercito gli interventiin Patria di pubblica utilità effettuaticome la partecipazionedi elicotteri della forza armataalle campagne antincendio e gliinterventi degli artificieri delGenio che ogni anno effettuanocirca 3000 operazioni di bonificasu tutto il territorio dellapenisola.Inoltre, non và dimenticato ilcontributo dell’Esercito nell’ambitodegli impegni assuntidall’Italia nel quadro dell’AlleanzaAtlantica e dell’UnioneEuropea. In questo l’Esercitocontribuisce alla componenteterrestre delle Forze di Reazionedella NATO con un Comandodi Corpo d’Armata, ilRapid Deployable Corps Italy –NRDC-IT oltre a fornire degliassetti alla formazione del 1° e2° Multinational CBRN (chemical,biological, radioactive,nuclear) Defence Battalion, rispettivamentea guida ceca e tedesca.Per quanto riguarda invece leiniziative dell’Unione Europeanel settore della difesa e dellasicurezza, il contributo complessivodell’Esercito Italianocomprende: un Comando diCorpo d’Armata ovvero un Comandodi Divisione; forze dimanovra su quattro Brigate ealtre unità di supporto. Nel suocomplesso, il “pacchetto” offertodall’Italia ammonta a ventimilauomini, tra i quali potrannoessere di volta in voltascelti assetti per un impiegomassimo di tredicimila uominicontemporaneamente.Ai suddetti impegni si aggiungela recente iniziativa europeaper la costituzione di “battlegroup a schieramento rapido”.L’Esercito ha offerto un battlegroup nazionale, a partire dal2005, ed uno multinazionale subase Multinational Land Forcecon la partecipazione della Sloveniae dell’Ungheria a partiredal 2007.Completano il panorama degliimpegni della Forza Armata icontributi alle iniziative multilateralipolitico-militari con altriPaesi Europei che includono: laMultinational Land Force, conSlovenia e Ungheria, orientataall’esecuzione delle missionicontemplate dall’Unione Europeanel quadro della dichiarazionedi Petersberg che, inprospettiva, fornirà uno dei duebattle group citati precedentemente,la Stand-by High ReadinessBrigade for United Nationsoperations – Grande Unità di livelloBrigata, la MultinationalPeace Force South Eastern Europe,ulteriore Grande Unità di<strong>Granatieri</strong> in Kosovo6 <strong>ottobre</strong>-<strong>dicembre</strong> <strong>2006</strong>


L’INTERVISTAIn tale quadro, è fondamentalel’acquisizione nei tempi pianificati,ossia a partire dal <strong>2006</strong>,della nuova piattaforma blindatadenominata VBC 8X8.Il tutto sostenuto da una nuovalogistica integrata che sta facendoproprio il concetto di effectbased operations.Lei ha parlato del ruolo crescentedella tecnologia. Inquesto campo l’Esercito italiano,come quelli di altripaesi della NATO, ha puntatosulla digitalizzazionedel campo di battaglia avviandoun proprio progetto?L’Italia, analogamente a quantoavviene nei principali Paesi occidentali,ha in corso un programma,denominato “Soldatofuturo”, finalizzato ad incrementarel’efficienza operativadei soldati appiedati attraversol’impiego delle più modernetecnologie applicate alle cinquearee che la NATO considerafondamentali: protezione, letalità,comando e controllo, mobilitàe autonomia.Lo sviluppo di equipaggiamentiindividuali innovativi completamenteintegrati tra loro condurràalla realizzazione di un“sistema soldato”, basato sullasinergia uomo-dotazione,idoneo ad assolvere i compitiderivanti dai profondi mutamentiintervenuti nello scenariointernazionale. In tale quadro, isoldati italiani potranno continuaread operare, anche nelprossimo futuro, sia in ambitointerforze sia in contesti d’impiegomultinazionali.Il sistema sarà modulare edespandibile, pertanto risulteràefficacemente configurabile infunzione delle diverse situazionid’impiego e progressivamenteaggiornabile alla lucedelle innovazioni tecnologichenei singoli settori. La sua integrazionenel sistema automatizzatodi Comando e Controlloconsentirà, inoltre, il completoinserimento delle unità, fino aiminimi livelli, nel processo didigitalizzazione che già datempo caratterizza le Forze Armate.Il programma “Soldato futuro” èun programma di ricerca e sviluppoavviato nel 2002 e di previstaconclusione nel <strong>2006</strong>. Altermine dello sviluppo, i prototipidisponibili, realizzati da unraggruppamento di imprese nazionali(Selenia Communications,Aero Sekur, Galileo Avionica,Beretta, Larimart e SistemiCompositi), saranno sottopostiad un ciclo di prove operativeprima della distribuzione alleunità, che è prevista a partiredal 2007.Il “Soldato futuro” sarà equipaggiatocon una nuova armacalibro 5,56 mm, dotata di unapparato che consentirà il puntamentoed il tiro in tutte le situazionioperative, in ambientediurno e notturno ed anche daposizioni riparate (ad esempioda dietro gli angoli delle case).Inoltre, il soldato potrà inviareautomaticamente via radio alproprio comandante l’immaginedi ciò che viene inquadratodal suo sistema di puntamento.Al fucile potrà essereabbinato un lanciagranate da 40mm, idoneo a lanciare sia granateesplodenti sia colpi ad elevatadeformabilità “non letali”.La protezione individuale saràaccresciuta grazie all’integrazionedelle tecnologie che assicuranola difesa contro la completagamma di minacce presentiin un moderno scenariooperativo.In tale quadro, sono in corso disviluppo nuove protezioni balistichee tute protettive controgli aggressivi chimici e biologici,le fiamme e il rilevamentolaser ed infrarossi.Il “Soldato futuro” disporrà diun sensore fisiologico che ne rilevacostantemente lo stato disalute, di un GPS che gli indicacostantemente la propria posizionesul terreno, di una radioindividuale e, soprattutto, di uncomputer personale nel qualesaranno convogliati tutti i datiprovenienti dai propri sensori etutte le informazioni ricevutedai comandanti in merito allaposizione delle forze amiche edi quelle nemiche, alla missioneda compiere ed agli eventualiallarmi.Gli attuali zaini saranno sostituitida un sistema modulareper il trasporto del carico, diconcezione innovativa edidoneo ad integrare tutti i nuoviequipaggiamenti. Anche il movimentodi notte non rappresenteràpiù un problema,perché tutti i soldati sarannodotati di un apparato individualeper la visione notturna diultima generazione.<strong>Granatieri</strong> in KosovoLei ci presenta il quadro diuna Forza Armata e soprattuttodi un soldato semprepiù immerso e dipendentedalla tecnologia. E’ la fine diun’era?Ribadisco che, nonostante ladisponibilità di questi ausili tecnologici,l’Esercito consideraancora il “fattore uomo” alcentro del sistema. L’uomo soldato,con le sue qualità morali eprofessionali nonché con la suacapacità di giudizio e di discernimento,rimane l’elemento discriminantein grado di caratterizzarequalsiasi Esercito efficiente.L’uomo-soldato costituisceil fattore centrale, il piùimportante per lo svolgimentodelle moderne operazioni mili-8 <strong>ottobre</strong>-<strong>dicembre</strong> <strong>2006</strong>


L’INTERVISTA<strong>Granatieri</strong> in Kosovotari, sotto il duplice aspettoquantitativo e qualitativo.Dal punto di vista quantitativo,proprio le esperienze maturatesul campo hanno messo in evidenzala necessità di un riesamecritico del teorema chevede nell’implementazione tecnologicala possibilità di realizzareeconomie quantitative. Seciò è concettualmente pur veroin termini generali, in terminipratici necessita di essere interpretatonel senso che un processodi riduzione degli strumentimilitari non può comunquescendere a valori inferiorialla cosiddetta massa critica,corrispondente al numerominimo di uomini e/o sistemid’arma in grado di esprimereuna capacità in modo congruoper garantire l’assolvimento diun compito.Qualitativamente oggi i soldatiitaliani dispongono di sistemiad alta tecnologia che certamentene esaltano le potenzialitàma che non sono in gradodi sostituirli nei contesti operativinei quali la presenza dellapopolazione - il fattore umano -rappresenta una variabile cherichiede soprattutto qualità“umane”, che si concretizzanonella presenza capillare sul territorio,nella capacità di comprensione,nel dialogo e soprattuttoin una elevata flessibilità eauto-disciplina.In sintesi, si può affermare chela Forza Armata è un’organizzazionebasata sull’uomo che, arricchitodai valori tradizionali, èin grado di controllare l’ambienteoperativo, grazie ad unaelevata flessibilità, all’uso di sistemiavanzati ed alla capacitàdi coniugare il valore della personacon l’evoluzione delle innovazionitecnologiche, al finedi garantire una decisa superioritànei confronti di semprenuove e mutevoli minacce.Uno dei punti di forza dell’Esercitoè il riconoscimentodel valore delle tradizioni.Qual è il rapporto frala Forza Armata e l’Associazionismo?Il legame fra l’Esercito e le associazionid’Arma è fortissimo erappresenta in un certo senso lacontinuità delle tradizioni a cuiLei accennava. La Forza Armataannette grande importanza aquesti sodalizi ed è impegnata asostenere tutte le Associazionicombattentistiche e d’Arma;veri custodi dei valori e delletradizioni militari e strumentiessenziali per il rafforzamentodel legame fra Paese e ForzeArmate. Le ristrettezze di bilancio,che colpiscono anchequesto settore, impongono diesplorare soluzioni strutturaliche consentano alle Associazionidi superare le connessecriticità finanziarie in manierasistematica. Una possibile ipotesi,al riguardo, potrebbe esserequella di costituire dellefondazioni ONLUS (organizzazionenon lucrativa di utilità sociale)per attività di Volontariatoe di protezione Civile che,affiancate alle stesse Associazionid’Arma, consentirebberol’accesso ad agevolazioni fiscalida parte dello Stato e a eventualicontributi dedicati ai sensidel decreto legislativo 4 <strong>dicembre</strong>1997, n. 460. L’ANA el’ANGET hanno da tempo assuntoquesta fisionomia conpositivi risultati per la loro crescita.Questa eventualità potrebberendere meno difficoltosal’opera delle Associazioni,sia ai fini di acquisizione delconsenso sia di promozione deireclutamenti.Antonino TorreIntervista rilasciatanel mese di giugno <strong>2006</strong><strong>ottobre</strong>-<strong>dicembre</strong> <strong>2006</strong> 9


ATTUALITA’Ricordo di Padre Chitidel Sindaco di OrvietoLa cerimonia organizzata a Orvieto il 19 novembre<strong>2006</strong> dal Presidente regionale Rossi, perpartecipazione di <strong>Granatieri</strong> arrivati da tuttal’Italia e coinvolgimento della popolazione locale, hariscosso un eccezionale successo. Ma al di là dell’indubbioimpegno degli organizzatori, una cosa ècerta: il merito maggiore va alla figura di Chiti,questo grande uomo che, anche da morto, riesce a suscitareprofondi sentimenti nei confronti di chi ebbela ventura di conoscerlo su questa terra. E sono tanti!In quella esaltante giornata granatieresca, tantihanno parlato del “frate”. Molto bella, ad esempio, èstata la commemorazione fatta nel Duomo dal nostroPresidente emerito, generale Roberto Di Nardo. Comealtrettanto belle sono state le parole del Presidente regionalePaolo Rossi recepite, con ampio spazio, dallastampa locale.Noi, come scelta editoriale, abbiamo ritenuto di pubblicarele sole parole di saluto del Sindaco di Orvieto,il dottor Stefano Mocio, che, a nostro avviso, risultanomolto più importanti in quanto formulate da un’autoritàcivile esterna alla famiglia dei Bianchi Alamarie non condizionata, quindi, nel suo dire, dallo spiritodi Corpo che potrebbe rendere le parole meno credibili.“E’ con grande rammarico, che invio questo breve salutoscritto; con grande rammarico perché non mi èpossibile essere fisicamente presente a questa giornatadi ricordo di Padre Gianfranco Chiti.Sul prossimo numero, la prima puntatadella straordinaria avventura del CapitanoGianfranco Chiti in Somalia,dal titolo:Fratello più che amico;padre più che fratello(di C. Conti)L’Assessore, delegato dal Sindaco legge il discorsoDi questo grande uomo – santo – perché un santo èun uomo fino in fondo, c’è un aspetto che vorrei sottolineareguardando in prospettiva la sua gigantescafigura: il suo grande amore per la realtà, tutta la realtàcome segno della presenza di un Mistero buono.Più volte Padre Chiti ha affermato che la sua vocazioneè sorta – anche se è stata assecondata solomolto dopo – in quella carneficina che fu il Fronterusso, durante la rovinosa e tremenda ritirata nell’inverno‘42/’43, che ha segnato la vita e la vocazione dimolti grandi personaggi del secolo scorso, dal notissimoDon Carlo Gnocchi, al meno noto, ma altrettantogrande scrittore, ancora vivente, Eugenio Corti.Eppure, di quel tremendo disastro egli vedeva latrama originaria, il nesso, il significato, dolorosissimo,ma reale con il tutto >.Per Padre Chiti, tutta la realtà, anche quella dellaguerra, anche quella misteriosissima e assurda realtàdi dolore ha un significato. Ma, non solo tutta la realtàha un significato, ma tutte le persone hanno un compitobuono nella vita e nella storia, anche i soldati. Diloro, ed era uno di loro, Padre Chiti amava dire cheerano gli operatori di pace di cui Gesù parla nel “Discorsodella montagna” e ricordava anche che del Centurione,che si recò da lui perché il suo servo era ammalato,Gesù ammirò la fede, non ne disprezzò la divisa.E non è un caso che, quando la sua vocazione si ècompiuta, egli sia entrato nell’ordine dei Cappuccinidi San Francesco, il carisma - quello francescano – cheprobabilmente più di ogni altro ha sempre sottolineatola carnalità, l’umanità, la concretezza e il realismodel cristianesimo. E della totalità di questi aspettila figura di Gianfranco Chiti è stato il riverbero perfetto.”10 <strong>ottobre</strong>-<strong>dicembre</strong> <strong>2006</strong>


Navigando su internet:Pieve di Teco e i <strong>Granatieri</strong>LA STORIAUniformi del Reggimento <strong>Granatieri</strong> Guardie dal 1659 al 1848Partendo dalla parola:<strong>Granatieri</strong>, affidata aun “motore di ricerca”,siamo giunti a Pieve di Teco,comune in provincia di Imperiae abbiamo letto la storiadel paese così come riportatanel sito.“Cenni storici: Pieve di Teco(dal latino “Plebs” = comunità,chiesa da cui dipendono altrechiese rurali, il territorio e ilpopolo dipendente da essa; e“Theicos”, antica divinità celtica,da cui deriva il nome delmonte ai cui piedi essa sorge)è un centro assai antico cheancora conserva quasi intattala struttura del borgo medioevale,borgo a pianta lineare,completamente trasformatodopo il 1386, quando, scomparsii Clavesana, che già inprecedenza si erano riconosciutivassalli di Genova, quest’ultimariorganizzò tuttal’alta valle e le assicurò largosviluppo civile ed economico,facendola sede di un “capitaneo”che reggeva militarmentequesta marca di frontieradella Repubblica verso lacrescente pressione piemontese.Dal 1426 al 1436 fu occupatada Francesco Spinola. Nel1512 passò sotto il governodella Banca di San Giorgio e,cinquant’anni dopo, ritornòalla Repubblica di Genova.Fu vittima di numerose invasionie più d’una volta iPiovesi dovettero riedificarladalle rovine ancora fumanti.Le fortificazioni e il castellovennero abbattuti durante laguerra savoina del 1625.Nel 1672, una contesa traRezzo (Signoria deiClavesana, sudditi di Genova)e Cenava, compresa nelMarchesato del Maro, vassallodei Savoia, fu la scintilla chediede origine a un ennesimoconflitto tra la Repubblica diGenova e il Ducato di Savoia.Per ostacolare la marcia deisavoiardi, Genova assoldòtruppe mercenarie dallaCorsica, le quali, dopo averseminato il terrore in tutta labassa valle dell’Arroscia, affrontaronoi piemontesi in regione“Savonera” e procuraronoloro ingenti perdite.All’alba del 21 luglio, sopraggiuntii rinforzi, i piemontesicontrattaccarono a loro volta isoldati corsi con un reparto“Guardie” e li sconfissero inlocalità “Paperera”, che da allorasi chiamò “Paperera delleGuardie”.Una lapide, andata distruttadurante la guerra partigiana,ricordava questa data perchéil “Corpo speciale dei<strong>Granatieri</strong> di Sardegna colàaveva ricevuto il battesimo difuoco …”.Questa è la dimostrazione chela memoria storica del valoredei <strong>Granatieri</strong> si mantiene eviene conservata nelle popolazionianche quando le lapidiche ricordano i fatti vengonodistrutte da eventi, forse, accidentali.Valentina Pompei<strong>ottobre</strong>-<strong>dicembre</strong> <strong>2006</strong> 11


LA STORIAIl Colonnello Pietro Billone“è andato avanti”Isuperstiti bolognesi dell’anticoCorso Allievi Ufficiali<strong>Granatieri</strong> di Sardegna,presso la scuola di Arezzo, delquale nel 1941 ha fatto partePietro Billone, desideranoricordarel’amico “andatoavanti” il 30 <strong>ottobre</strong><strong>2006</strong>.Pietro Billone, neldopoguerra, è statouno dei fondatoridellaBonificaCampiMinati inItalia(B.C.M.).Per la Regione Emilia-Romagna,Marche e, all’inzio, anche per ilVeneto, nell’ambito dell’AmministrazioneMilitare ha ricoperto l’incaricodi Capo sezione B.C.M.Per la sua conoscenza profondaspecifica nel campo, ha insegnatoper molti anni presso la Scuola delGenio alla Cecchignola di Roma.Ha elaborato e dato alle stampe imanuali tecnici che ha creato inquel suo lavoro generoso, apertoal rischio e irto di situazionispesso imprevedibili.E’ stato l’ispiratore morale e materialeper il monumento nazionalecommemorativo dei CadutiB.C.M. che si trova in una piazzadi Castelbolognese.I vecchi rastrellatori della B.C.M.ricordano in Pietro Billone, salvatoredi tante vite, il loro maestro.Umberto SgarziBriciole di Storia:La B.C.M. e la ricostruzione nazionaleLa guerra sul territorio nazionale nonera ancora finita quando si manifestòla necessità impellente di bonificare lezone ormai pacificate dagli ordignid’aereo inesplosi e dalle mine che in alcunesiti di particolare interesse tatticoerano state poste con una densità chearrivava alle quattro mine per metroquadrato. Alla fine d’aprile del 1945,cessato il conflitto e completato ilquadro generale dell’infestazionebellica, lo Stato Maggiore dell’Esercito,d’intesa con i Comandialleati, ritennedi potenziare e razionalizzarelastrutturaB.C.M. cheaveva cominciato aoperare, fin dal settembredel 1944, in maniera chesi potrebbe definire abbastanzaartigianale. Alledipendenze dell’UfficioCentrale B.C.M. si costituironocinque Comandidi Zona (Capua, Roma, Firenze,Bologna e Genova) i quali si articolavanoin 20 Comandi di Sottozona, 79nuclei, 233 Sezioni che comprendevano710 squadre di Rastrellatori dimine di circa 3-4 elementi ciascuna.L’opera svolta dalla B.C.M., in quanto abonifica del territorio da mine e ordigniesplosivi, nei primi quattro anni d’attività(1944-1948), raggiunge, sul pianoquantitativo, delle cifre che oggi potrebberosembrare incredibili. Furono effettuatiaccertamenti su oltre 5 milioni diettari di territorio provvedendo a rimuovereo a far brillare 12 milioni di minecollocate su oltre 200.000 ettari. Si controllarono6.721 comuni facendo brillarecirca 13 milioni di ordigni, recuperandonealtri 100 milioni e distruggendo22.500 quintali di esplosivo, oltrea recuperare 300mila armi portatili,5.000 artiglierie e 4.500 automezzi.Il numero dei Caduti e dei feriti eguagliaquello di una cruenta battaglia.Caddero, nell’adempimento del dovere,ben 4 ufficiali, 170 Rastrellatori delleCompagnie militari, 393rastrellatori civili chesi vanno aggiungereai 260 militari e civilicaduti nel recuperodei soli ordigni d’artiglieria.Grazie al loro sacrificio,la vita poté tornare alla normalità e,con animo più sereno, la gente italianaav-viò la ricostruzione del tessuto socialee economico nazionale.ANTTOR12 <strong>ottobre</strong>-<strong>dicembre</strong> <strong>2006</strong>


Caro generale Torre,abbia pazienza perché scrivo con i mezzi che ho in montagna, ma desidero farlo per informarlache l’estate passata, nel salone del Municipio di Asiago, Paolo Volpato – che lei conoscebene – ha presentato il suo volume dal titolo “ Monte Cengio, storia e leggenda di una battaglia”,alla presenza di un folto pubblico.Volpato, il cui padre recentemente scomparso, vicentino di origine, era mio caro conoscentein quanto lavorava alla Camera dei Deputati, è stato non bravo, ma bravissimo e molto applauditoe ha saputo compiere un meraviglioso servizio in favore e ad onore del Corpo dei<strong>Granatieri</strong> di Sardegna e del nostro Monte Cengio e della sua gloriosa storia. In particolare, mihanno colpito e perfino commosso la conoscenza e la preparazione, oltrechè l’oratoria diPaolo Volpato che dovremmo nominare “Granatiere ad honorem”!Abbia i miei più cordiali saluti.Lino Fornale.Caro Presidente, ho letto il bellissimo libro e quindi condivido le sue parole di elogio nei confrontidell’Autore e dell’opera. Spero, quanto prima, di poter organizzare una presentazionedell’opera presso il Museo dei <strong>Granatieri</strong>, occasione questa in cui l’<strong>Associazione</strong> potrebbeconcedere a all’amico Paolo un riconoscimento simbolico, come da Lei auspicato.ereticaGIAN LUIGI LE DIVELECPF 339VA’ DOVE TI PORTAIL PROMOTORETUTTO QUELLO CHE C’È DA SAPERESU CONSULENTI E PROMOTORI FINANZIARIE CHE NESSUNO VI HA MAI DETTOIN UN ROMANZO DALLA PARTE DEL CONSUMATORES T A M P A A L T E R N A T I V ACaro Direttore,a partire dal 20 gennaio p.v. sarà nelle maggiori librerie italiane il mio libro "Vadove ti porta il promotore". Ti mando copia della copertina.Saranno gradite eventuali critiche sul blog di recensione reperibile all’indirizzo:http://www.stampalternativa.it/wordpress/Molto cordialmenteGian Luigi le DivelecLETTERE AL DIRETTOREPubblichiamo l’offerta di collaborazione, a tutte lestrutture associative, fattaci pervenire dal Vice Presidentedel centro regionale del Piemonte, Pier Andrea FerroCome tutti ben sanno, negliultimi tempi è sempre piùdifficile ottenere la presenzadella Brigata <strong>Granatieri</strong> diSardegna (Banda, picchetto,Museo storico) alle manifestazioniche, a vario titolo,vengono organizzate, conimmutato entusiasmo, daicentri regionali e/o dalle sezioniANGS. Ancora unavolta, dunque, tocca rimboccarsile maniche e trovarenuove idee per diffonderee mantenere viva nelPaese la trisecolare storiagranatieresca.A tal fine, informo che lamia collezione di cimeli deigranatieri è da oggi a disposizionedi quanti, nell’ambitoassociativo, la richiederannoper organizzare unamostra sui <strong>Granatieri</strong> in occasionedi manifestazioni odi raduni.La collezione comprendeoltre 300 “pezzi” fra: cartoline,copricapo, elmetti, granate(disattivate), accessoridi uniforme, medaglie e distintivi,crest, documenti,foto e stampe d’epoca,quadri; nonché l’insiemedei soldatini di piombo dame realizzati, fra cui i 30 inscala 54 mm., raffiguranti lenostre uniformi, uguali aquelli da me donati edesposti presso il Museo Storico.Per la mia disponibilità, nonchiedo altro che il rimborsodelle spese di viaggio e disoggiorno nelle localitàdelle manifestazioni; gli organizzatori,ovviamente,dovranno provvedere a fornirei supporti espositivi(vetrine, espositori, illuminazione,ecc.) per la duratadell’esposizione.Per ogni chiarimento, gli interessatipotranno contattarmiai mie recapiti.Gra. Pier Andrea FerroViale XXV Aprile, 159/10/P10133 TorinoTel. 011 6615410cell. 347 4283090<strong>ottobre</strong>-<strong>dicembre</strong> <strong>2006</strong> 13


LETTI PER VOILA GRANDE BUGIAdi Giampaolo Pansa - Sperling & Kupfer EditoriQuesto libro, stampato aFirenze nel 1983, lo abbiamo ricevutocon preghiera di farnemenzione, dal Presidente delCR Toscana, solo il 12 settembre<strong>2006</strong>, subito dopo il decesso avvenutoil 26 agosto scorso, delsuo Autore, il signor AldoArcangeli che prestò servizio,con il grado di tenente, nel 2°Reggimento<strong>Granatieri</strong>, repartoche lasciòalla finedi giugno del1943 per malattia,conuna licenza diconvalescenzadi 90giorni.Alla comunicazionedell’armistizio,l’Autore sitrovava inE’la conferma e il seguito che l’Autorevuole dare ai suoi precedentilibri, specialmente a “Il Sangue deiVinti” che tanto successo hanno ottenuto.Sarà probabilmente così anche per questaopera, non perché sia di suggestiva piacevolelettura, tutt’altro. C’è da rabbrividireper l’argomento trattato. Ma l’attenzione dellettore viene catturata dai fatti e misfatti, mairesi noti, avvenuti ancora dopo il 25 aprile1945, data della Liberazione e fine dellaguerra 1940-1945.Ciò che si verificò nel Nord dell’Italia, non fu unaguerriglia armata fra le due parti contrapposte, partigianie repubblicani di Salò. Fu una guerra civile, unospietato accanimento della sinistra, più sinistra, controi “vinti”. Gente ormai inerme, non più in grado di difendersi,gente innocente, come ragazzi e ragazze, appenapoco più che decenni. Avevano avuto il solotorto,per dirla con unluogo comune, di trovarsi dallaparte sbagliata nel momento sbagliato. O, magari,avevano avuto un parente fascista.L’Autore tiene a ribadire la sua collocazione politicanell’ambito della sinistra. Pur non pretendendo di essereconsiderato uno storico, afferma di aver amatosempre la ricerca storica approfondita, testimoniata. Equesto, già da quando era studente e consultava gliarchivi a Torino. Frequentava, allora, storici di professione,politici e persone che, per le esperienze vissute,avevano molto da raccontare ma non avevano maipotuto parlare, per quella sorta di paura che, nell’immediatodopoguerra, ancora persisteva. Perché nell’ariasi avvertiva ancora il terrore di queipartigiani che si erano attestati su posizionidi intransigenza comunista. Questo si leggenel libro e tante sono le spietatezze documentatee descritte, avvenute specialmentein quel “triangolo rosso” nell’Emilia-Romagna, nel Veneto, in Lombardia e inPiemonte.Furono vendette personali, furono appropriazioniindebite,f u criminalità congenitao forse fu la presunzione, il vanto, di affermarsiloro, solo loro comunisti, come vincitoridella Guerra di Liberazione.Tutte ritorsioni che, spesso, caddero anche sui compagnidi lotta ma di tendenze politiche diverse e piùmoderate, come le formazioni cattoliche o la BrigataOsoppo. Ecco “la grande bugia”, la manipolazionedella sinistra estrema della verità sulla lotta partigianadopo il 25 aprile 1945: la bugia del silenzio.L’Autore, però, non si limita alla denuncia e all’elencazionedei tanti tragici episodi. Egli, infatti, trova ilmodo di esprimersi contro i detrattori delle sue rivelazionie controbatte le accuse che gli vengono rivolte di”voltagabbana”. Si tratta di ex colleghi, giornalisti dellastessa testata,o amici di diversa opinione politica o diintervistatori, parlamentari, storici. Di questi personaggiG. Pansa cita testualmente nomi, cognomi, soprannomi,luoghi e date precise di incontri, interviste,discussioni. Un libro denso, che chiama in causa le coscienzeper eliminare “le zone d’ombra” di una certaguerra “partigiana”.Alba Maria MendicoLA FORMAZIONE TRICOLORE PERSEOconvalescenza in Toscana doveaderì alla resistenza per finireinquadrato nella formazione“Perseo”, una delle tantissimeformazioni, probabilmente, nondi ispirazione comunista. Per ilsuo comportamento nellaGuerra di Liberazione meritò laconcessione della Medagliad’Argento al valor Militare.Il libro, di ridotte dimensioni(65 pagine), è in effetti un diario, “compilato nel 1947 e poismarrito per essere ritrovato fortunosamenteai tempi dell’alluvionedi Firenze”. In esso“l’Autore racconta che dopovari anni nell’Esercito, qualeufficiale dei <strong>Granatieri</strong> diSardegna e dopo molto servizionella Capitale, si trovò a comandarereparti partigiani,sempre mosso dal desiderio diservire il proprio Paese”.Riportiamo la foto messa adapertura del piccolo, ma interessanteopuscolo. Riportal’Autore con l’uniforme da ufficialedei <strong>Granatieri</strong>, anche se, riteniamo,egli, come tanti altripurtroppo, non ritenne mai diaderire alla nostra associazione.Ci auguriamo di sbagliare!ANTTOR14 <strong>ottobre</strong>-<strong>dicembre</strong> <strong>2006</strong>


Ad Anagni la musicad’ordinanza dei <strong>Granatieri</strong>“Fanfara dei <strong>Granatieri</strong>”- olio di Luigi Nono (1850-1918) Copia gentilmente fornita da Giovanni Scarpelli.In occasione della cerimonia di concessione temporaneaalla città di Anagni della “Bolla Indulgentiarum”,emessa da Papa Bonifacio VIII, la Musicad’ordinanza dei <strong>Granatieri</strong> ha avuto un ruolo moltoimportante nel corteo storico che ha percorso le viecittadine per sottolinerare l’importante evento.Riportiamo il commento che la presenza dei<strong>Granatieri</strong> ha avuto, con molto risalto, nel giornale locale“Ciociaria oggi”.“... ad accogliere Sua Eminenza e le altre autorità invitateall’evento, ci sarà la Banda dei <strong>Granatieri</strong> diSardegna diretta dal Maestro Domenico Morlungo,che torna ad Anagni dopo 13 anni. In quell’occasione,diretta dal maresciallo Nicolò Cammarata, era il 3 novembre1993, venne invitata dall’allora giovanissimoSante De Angelis, già presidente del Comitato organizzativodelle celebrazioni del decennale della mortedel generale Carlo Alberto Dalla Chiesa. Oggi, è lostesso organizzatore d’allora a ricevere nuovamentel’ambito complesso bandistico, che farà gli onori agliospiti della Perdonanza. Sin dal lontano 1786, anno incui furono costituite le prime bande musicali, laMusica d’Ordinanza dei <strong>Granatieri</strong> ha sempre ricopertoun ruolo di primissimo piano. E’ proprio graziea questa secolare tradizione che la musica d’ordinanzaha saputo adattarsi alla moderna scena musicale,senza aver perso lo stile e la formalità che ha semprecaratterizzato la Specialità <strong>Granatieri</strong>. Il tutto si racchiudein un’atmosfera che riesce ad amalgamare l’aspettoartistico con quello militare, grazie a cerimonialie comportamenti formali. La musica d’Ordinanzadei <strong>Granatieri</strong>è costituita da sottufficiali, da volontari in servizio permanente,volontari in ferma breve e prefissata e che sidedicano con passione allo studio della musica. Essaviene impiegata in occasione di visite ufficiali di Capidi Stato, incontri sportivi internazionali e molteplicimanifestazioni militari e civili. Dal 1° gennaio 2001, èdiretta dal primo maresciallo, Maestro DomenicoMorlungo“.<strong>Granatieri</strong>: non solo rappresentanza,esercitazioni, operazioni,ma anche… attività CimicEccoci qui!! Sono ormai piùdi due mesi che il 1° Reggimento“<strong>Granatieri</strong> di Sardegna”è giunto nel Teatro OperativoKosovaro, assumendo ladenominazione di ManoeuvreGroup “Aquila” e, da una visioned’insieme, piuttosto che un’Unitàalla seconda esperienza operativaall’estero, sembra di vederedei veterani delle missioni.Posso affermare questo, perchél’attività svolta dalla mia Cellula,porta me e i miei collaboratori apercorrere chilometri e chilometriin tutta l’Area di Responsabilitàe, quindi, a poter osservaretutte le unità operanti sul terrenoe non.Come? Chi siamo? Ma siamo la S5Cell del Manoeuvre Group“Aquila”, coloro che si occupanodella Civilian Military Cooperation(CIMIC), coloro che hanno ilcompito di mantenere e svilupparei rapporti con le autorità civiliinternazionali, con le autoritàsegue a pagina 16ALAMARI CON LE STELLETTE<strong>ottobre</strong>-<strong>dicembre</strong> <strong>2006</strong> 15


ALAMARI CON LE STELLETTEIncontro con un capo villaggio kossovaro-serbo (Dresnik)Distribuzione aiuti umanitari a Ljevosalocali, con le autorità religiosee con le NGO’s,GO’s, IO’s (OrganizzazioniNon Governative),allo scopo di evitare chedisagi di vario genere, malcontentie manifestazioni della popolazionepossano condizionarele attività operative.Il nostro compito è quello diagevolare le relazioni che il nostroComandante, il colonnelloAttilio Monaco, intrattiene conle autorità locali, civili, militari,la popolazione civile, leagenzie internazionali e le organizzazionigovernative e nongovernative, nell’ambito dell’areadi impiego.La perfetta conoscenza degliaspetti sociale, politico, culturale,religioso, economico, ambientalee umanitario in cui sitrova il Kosovo ora, portano laCooperazione Civile Militaread assumere un ruolo fondamentalenell’ambito della missione.In ogni operazione NATO, ilCIMIC agisce da interfaccia trala Forza di pace e le Organizzazionicivili, la popolazione, leautorità civili; stabilisce quindicollegamenti e si coordina ai livelliappropriati con i Comanditerritoriali della nazione ospitante,gli alti esponenti governativicivili locali, (polizia, vigilidel fuoco ecc.), le OrganizzazioniInternazionali e NonGovernative, e le autorità civililocali.È importante, quindi, conoscere,raccogliere, analizzare,valutare e disseminare informazionicivili nell’ambito dellacatena militare e, quando appropriato,alle agenzie civili;contribuire allo sviluppo diprogetti presenti in teatro, peril ripristino della funzionalitàdelle infrastrutture necessarie amigliorare la qualità della vitadella popolazione, agendo inmaniera imparziale e contribuendoin tal modo ad aumentareil consenso della popolazionenei confronti delle forzemilitari presenti in area di operazione,quindi, sottrarre “terreno”a quanti si oppongono alritorno alle normali condizionidi vita sociale, attraverso attiterroristici o avversi alla popolazionee alle forze militari impegnatenella missione.In particolare, la Cellula S5 delManoeuvre Group “Aquila”, inbase alle esigenze prospettatesiall’arrivo in Teatro e alle attitudinidelle risorse umane disponibili,è stata suddivisa in treteams: Team HumanitarianAid, Team Resettlement, TeamHealth.Il Team Humanitarian Aid, ècostituito da 1 Sottufficiale edue Caporali. Esso provvedeallo stoccaggio degli aiuti umanitari,alla ricognizione per lavalutazione delle necessitàdella popolazione e alla distribuzionediretta dei materiali.La difficoltà principale dell’attivitàdi questo team è rappresentatadalla valutazione dellapriorità degli interventi nel rispettodei principi a cui l’attivitàCIMIC deve ispirarsi. Inbuona sostanza, ogni giorno cipervengono una quantità infinitadi segnalazioni di esigenzedi ogni genere, sia da partedelle unità KFOR che operanosul terreno, sia dalle organizzazionicivili disseminate nellanostra Area di Responsabilità; èchiaro che la scarsità delle risorsea nostra disposizione e lanecessità di un ritorno in terminioperativi, ci obbligano adeffettuare delle scelte; unavolta definita la destinazionedei beni, la distribuzione vieneeffettuata esclusivamente dalnostro personale e non è assolutamentedelegata ad alcuno,in modo da evitare la dispersioneo l’uso improprio degliaiuti. A sottolineare la multinazionalitàdella nostra Cellula,spesso effettuaiamo attivitàcongiunte con unità CIMIC dialtre Task Forces, al di fuoridella nostra AoR; ultimamente,un esempio fra i tanti, la cellulaG9 della MNTF (C), su base16 <strong>ottobre</strong>-<strong>dicembre</strong> <strong>2006</strong>


americana, ci ha fornito un numerocospicuo di sedie a rotelle,donate da una aziendadegli USA, per una associazionedi supporto ai bambiniaffetti da handicap che operanella nostra zona (HAN-DIKOS), che noi abbiamoprovveduto a distribuire.Il Team Resettlement, compostoda due Sottufficiali, si occupadella monitorizzazionedei villaggi e delle enclave abitatidalle minoranze etniche,allo scopo di controllare ilflusso dei rientri dei profughi,che hanno abbandonato le lorocase durante la guerra. È proprioattraverso il colloquio congli abitanti di questi villaggiche si riesce ad avere la percezionereale delle loro difficoltàdi reinserimento in una società,composta per circa il 95% daalbanesi, in termini di lavoro edi sicurezza. In questo campo,numerose sono le NGO’s cheoperano e con cui ci si interfacciaquotidianamente in sededi conferenze, meeting e attivitàcongiunte, volte a garantirela convivenza fra etnie.Il Team Health, composto daun Sottufficiale ed due Caporali,nell’ambito della CooperazioneInternazionale a carattereumanitario, provvede adistruire le pratiche e a monitoraretutte le attività connesseall’invio in Italia di pazienti Kosovari,di tutte le etnie presentisul territorio, affetti da particolaripatologie, che non possonoessere curati in Kosovo,per mancanza di strutture e/oattrezzature sanitarie idonee.Senza scendere nei particolaridelle procedure che regolanoquesta particolare attività, èchiaro che alla base di tutto ilpercorso burocratico è necessariauna dichiarazione medicache attesti che la patologia dicui trattasi non è curabile inKosovo. In sintesi questo Teamprovvede, presso la sede distaccatadell’Ambasciata dellaSerbia e del Montenegro in Pristina,a far apporre il visto sulpassaporto; al trasporto su vettoreaereo del paziente, ma soprattuttoalla ricerca di un enteo privato che finanzi l’interventoe/o le cure necessarie.Oltre ai compiti specifici dei treteam, c’è tutto il complessodelle relazioni che devono esserecreate e mantenute conRietro dall’Italia, dopo le cure fornite in Italia, della bimba Liridona Gashjtutte le organizzazioni civilipresenti in T.O. e non, nazionalied internazionali, NGO’s,GO’s, ed autorità locali, necessarieper il coordinamentodelle attività CIMIC, questo è ilcompito del Capo Cellula S5.Merita, in conclusione diquesta panoramica, un’accennol’organo superiore, il G9Branch, inquadrato nella MNTF(W), che oltre a dare le direttivealla Cellula S5, impiega ifondi finanziari stanziati dalloStato Italiano, per la realizzazionedi progetti a medio e alungo termine, nel campo dellasanità, dell’educazione, delleinfrastrutture. In esso è inquadratoil Team Reconstruction,Partecipazione al funerale del piccolo Elshaniche provvede sia alla progettazioneche alla direzione dei lavori.Nella fase di realizzazionedei progetti, dove si può, si impieganole nostre unità delGenio presenti in T.O., ma laddoveè necessaria una dittaspecializzata, è all’impiego deilavoratori locali che ci siorienta.È chiaro quindi che il filo conduttoredi tutte le attività CIMICnon è l’assistenzialismo, ma ilcompimento di attività volte afare in modo che il paese ungiorno, si spera non troppolontano, possa incominciare dinuovo a camminare da solo.Capitano dei <strong>Granatieri</strong>Alessandro CrocenziALAMARI CON LE STELLETTE<strong>ottobre</strong>-<strong>dicembre</strong> <strong>2006</strong> 17


ALAMARI CON LE STELLETTEUn nuovo addestramentoper un nuovo impiegoIl controllo della “folla” al primo posto nelle operazioni dimantenimento della paceL’importanza di addestrare ilsoldato nella condotta dell’attivitàdi controllo della folla,in realtà operative caratterizzateprincipalmente dallo spiegamentodi punti di controllo veicoli (vehiclecheck point) e di posti di osservazione(observation posts) sul territoriodi propria competenza, è aumentatanel corso degli ultimi anni.A partire, infatti, dagli eventi relativiil G8 di Genova, passando per gliscontri di piazza a Parigi lo scorsoanno, fu chiara l’esigenza di incrementareil livello addestrativo delleunità che si sarebbero povute trovarea fronteggiare folle di entità numericaconsistente, e di fornire allestesse equipaggiamenti adatti, elevandoinoltre la capacità di utilizzareassetti che non comprendano,nel loro interno, esclusivamentearmi da fuoco.Il ruolo svolto dal 1° Reggimento“<strong>Granatieri</strong> di Sardegna” in Roma,che ha assunto in kosovo il nomeconvenzionale di Gruppo di Manovra“Aquila”, grazie all’esperienzamaturata durante le varie attivitàcondotte a presidio della Capitale enell’Operazione “Domino” per laprotezione dei siti sensibili all’attivitàterroristica, si sposa perfettamentecon l’intento del comandoKFOR che è quello di lavorare suunità a livello compagnia pienamenteequipaggiate per l’impiegoCRC (Crowd and Riot Control – controllo anti-sommossa),con l’obiettivo di riuscire a spiegare tali repartiin qualsiasi momento ed in qualsiasi luogo,anche attraverso l’utilizzo di elicotteri e non solo diveicoli ruotati.Per raggiungere tale obiettivo e unificare le varie tecnichedi movimento, vengono organizzate operazioni,che coinvolgono le unità di diversi eserciti presentiin teatro operativo; un esempio su tutti è statal’operazione “Podujevo plus” che ha avuto luogo inIstok e che ha visto operare la 3^ compagnia fucilieri“Palermo” dei <strong>Granatieri</strong> di Sardegna e un plotonedella Brigata Spagnola “Castillejos”, unità entrambesotto il comando della MNTF – W (Brigata di manovraOvest).Durante tale operazione, il concetto di escalation hatrovato ragion d’essere, attraverso l’uso di assetti specificirealizzati a questo scopo; sono stati infatti impiegatilancia fumogeni e proiettili di gomma. Grazie,inoltre, all’incremento dell’esperienza in questocampo, si è registrata e si registra tuttora, un’evoluzionenegli assetti CRC, evoluzione intesa come miglioramentodei materiali che vengono utilizzati durantetali attività, materiali quali elmetti, visiere, stick(manganelli), scudi, gomitiere, ginocchiere e corpetti.Tutto ciò permette di raggiungere un altro obiettivoimportantissimo e cioè quello di garantire la sicurezzadella popolazione civile che vive nelle zone in cuivengono svolte manifestazioni violente. Concetto diCRC che trova attualità anche nella difesa degli appartenentialle minoranze etniche, i cosiddetti PrDSS(Property Designated Special Status) e nell’eventualeevacuazione di autorità da edifici fatti oggetti di manifestazionipoco pacifiche; in quest’ultimo caso le unitàoperanti dovranno essere in grado di creare un “areacuscinetto” tra l’edificio e i manifestanti in modo taleda proteggere le persone da evacuare.Tenente dei <strong>Granatieri</strong> Massimiliano David18 <strong>ottobre</strong>-<strong>dicembre</strong> <strong>2006</strong>


Le trasmissioni e i <strong>Granatieri</strong>connubio inscindibilein ambiente operativoL’inizio dell’autunno èsempre stato un momentodi intensa attivitàdi addestramento (training) e attivitàoperative. Il Reparto Comandoe Supporti Tattici, nonda meno a questi impegni, perespresso richiesta del Comandantedella Brigata “<strong>Granatieri</strong>di Sardegna”, generale AntonioVenci, ha svolto nella secondametà di <strong>ottobre</strong>, presso l’areaaddestrativa di Monte Romano,una prova di schieramento diun Posto Comando Tattico(PCT), preludio alla medesima epiù grande attività del mese dinovembre nella quale la Brigatastessa testerà il proprio potenzialelogistico-operativo in vistadella futura proiezione nel teatoOperativo Kossovaro.E dire che l’attivitàera nata in sordina … inoti tagli dovuti ai provvedimentifinanziari dell’annoin corso hanno resotutto più evanescente e daicontornipoco definiti. Ma nulla ferma<strong>Granatieri</strong> e trasmettitori! Così,armati di indiscutibile professionalitàe infinita sete di ulterioriesperienze, le giovaniforze delRE.CO.SU.TAT., sottol’occhio vigiledel Comandante, tenentecolonnello Paolo Iacullo, inmeno di un giorno hanno approntatoil Posto Comando, rendendolooperativo nel “solo” intervallodall’alba al tramonto divenerdì 20 <strong>ottobre</strong>.Ma cos’è che rende effettivamenteoperativo un Posto ComandoTattico? Bisogna parlaredella componente C4, graziealla quale l’attività di Comandoe Controllo trova applicazione.Sorta nella notte dei tempi, e dasempre al fianco delle unità sulterreno, l’arma delle trasmissionirisulta ora un supporto imprescindibilein ambiente operativo.E’ la Caserma “Ruffo” diVia Tiburtina, già storica sededel 2° Reggimento <strong>Granatieri</strong>,Battaglione “Cengio” a ospitarela Compagnia Trasmissionidella Brigata “<strong>Granatieri</strong> di Sardegna”.Prestigioso reparto in cui prestareservizio, la CompagniaTrasmissioni inquadra oggi Ufficiali,Sottufficiali e Volontari,uomini e donne. Il grande contributoin esperienza apportatodal capitano Pierfrancesco Sam-ALAMARI CON LE STELLETTE<strong>ottobre</strong>-<strong>dicembre</strong> <strong>2006</strong> 19


ALAMARI CON LE STELLETTEpaolo, attuale Comandantedella Compagnia, ha consentitodi risolvere in scioltezza i diversiproblemi operativi che laCompagnia stessa, nonostanteesperienze decennali, ha dovutoaffrontare per raggiungerelo scopo. Al termine dell’approntamento,il Posto ComandoTattico era egregiamente servitodai diversi assetti C.I.S. richiesti,con linee sotrin, fax, terminalidi rete e di utenza e gli immancabiliassetti radio tattici ed operativi.A testimoniare l’irrinunciabileunità delle trasmissioni,che collegano ciò che lo spaziodivide (“spatia devinco disiunctaconiugo” recita l’imponentescritta che domina lapiazza d’armi della ScuolaTrasmissioni e Informatica), viè stata la collaborazione con il3° Reggimento Trasmissioni diRoma che, come sempre, ha garantitol’innesto alla R.N.I. dallaS.R.I. di Poggio Nibbio, fiore all’occhiellodi SME-C4.I recenti scenari di impiego, checomportano in ambiente dioperazione le così dette “minacceasimmetriche” impongonosicurezza ed elevate capacità“combat”: la CompagniaC4, che nelle sue componentidistacca numerosi nuclei isolatiper la costituzione di centri nodali,posti relè e ritrasmissione,scorte radio, ha svolto, nell’ambitodella stessa esercitazione,un’attività di pattugliamento ricognitivo.Si è trattato di movimentosul terreno in atteggiamentotattico, con esercizi di topografiae codificazione di messaggicon codici speditivi e trasmissionedegli stessi con procedureNATO; il tutto, reso piùstimolante da un “nucleo attivatori”e due contatti con ”partigianilocali”. I militari impiegatihanno risposto non solo conprofondo impegno e disciplina,ma anche con grande entusiasmoe interesse, operandocon professionalità e andandoben oltre i prefissati obiettivi addestrativi.Cap. Domenico PasquarelliCap. Pierfrancesco SampaoloVillaggio “Italia”, cambioal comando della task force “Aquila”L’Ufficio Pubblica Informazione, della Brigata multinazionale West (MNTF –W) ci ha inviato il seguentecomunicato stampa:Il 23 gennaio 2007, alle ore 11, presso il “Villaggio Italia”, sede della MNTF – W, la Brigata multinazionaleKFOR, a guida italiana, si è svolta la cerimonia di passaggio di consegne della Task Force “Aquila”tra il colonnello Attilio Monaco, comandante del 1° reggimento <strong>Granatieri</strong> di Sardegna e il colonnelloGiuseppe Ognimé, comandante del 5° reggimento fanteria “Aosta”.La cerimonia è stata presieduta dal comandante della Brigata Multinazionale, generale di brigata AttilioClaudio Borreca.Dopo 5 anni trascorsi dall’ultima missione internazionale, il1° reggimento <strong>Granatieri</strong> di Sardegna, consede in Roma e a Spoleto, è stato nuovamente impegnato in un Teatro Operativo.Per oltre sei mesi i <strong>Granatieri</strong> hanno condotto la propria missione, garantendo sicurezza, stabilità e libertàdi movimento alla popolazione Kosovara, senza distinzione di etnia e religione.Il particolare, la protezione di alcuni siti di grandissima importanza storico-religiosa e considerati dall’UNESCO“Patrimonio dell’Umanità” per il valore artistico, come i Monasteri di Decane e Budisavci ela sede del Patriarcato di Pec, sono stati affidati proprio al 1° reggimento <strong>Granatieri</strong> di Sardegna.Il nostro Reggimento, come sempre nella sua storia di tanti secoli, si è comportato egregiamente smentendoquanti, nelle segrete stanze del “Palazzo”, volevano relegarlo a un ruolo esclusivamente “territoriale”e di rappresentanza.Bravi, ragazzi! Vi siete dimostrati degni della “Vecchia Guardia”, e ... non c’erano dubbi!Grazie da tutti noi, granatieri in congedo, e dalla Nazione.20 <strong>ottobre</strong>-<strong>dicembre</strong> <strong>2006</strong>


RitrovarsiIlPresidente della Sezione di Bassano delGrappa, Luciano Maria Bortolaso, ci hainviato la fotografia che pubblichiamo e cheritrae gli atleti del 1° Reggimento <strong>Granatieri</strong> diSardegna per i giochi dell’VIII COMILITER del1962. Nella foto lui, che all’epoca era sergente dicpl e preparatore atletico della squadra, è il terzoin piedi da sinistra.“Se ti riconosci, scrivimi, ti manderò la foto”dice il nostro Bortolaso e noi, a seguire, pubblichiamoil suo indirizzo.Gian Maria BortolasoVia Roma, 58 – 36028 Fossano Veneto✩✩✩FIOCCO ROSA A CASA LEONEIl 13 marzo <strong>2006</strong> è nata Marianilde, figlia del granatiereGianfranco Leone, Consigliere della sezione diVigevano e della Lomellina. La piccola è stata accoltacon grande gioia, specialmente dal fratellino Edoardodi due anni.La Sezione, a nostro mezzo, porge al granatiereLeone, alla gentile Signora Manuela, e alla piccolanata, i più sinceri e sentiti voti augurali.✩✩✩FIOCCO ROSA ANCHEA CASA FIORENTINILa Sezione di Verona si congratulacon il granatiere MatteoFiorentini e con la gentileSignora Silvia, per la nascitadella bellissima primogenitaFrancesca. , ciha confidato il PresidenteRoberto Pellegrini nel comunicarcila notizia del lieto evento.✩✩✩ONORIFICENZA A BALDIIl capitano (R.O) Sante Baldi, collaboratore dellaPresidenza nazionale, ha ricevuto, con il D.P.R. del 2giugno <strong>2006</strong>, l’onorificenza dell’Ordine al meritodella Repubblica. Un bravo a Baldi che, da quandocollabora con la Presidenza, ha accumulato due o trepromozioni e almeno due onorificenze.✩✩✩I NOVANTA ANNI DI CAPITANIIl 4 settembre, <strong>2006</strong> è stata festeggiata la 90ª primavera,del commendator Gino Capitani, Presidentedella Sezione ANGS di Palanzano.Capitani è uno dei pochi granatierisuperstiti dell’affondamentodel piroscafo “FrancescoCrispi”, avvenuto il 19 aprile1943, durante un trasferimentodi militari nella Corsica occupata.A tale proposito, egli gradirebbeconoscere se c’è ancoraqualche granatiere che abbiavissuto quella terribile tragedia.Il Presidente Capitani, nonostantela ragguardevole età, conduce la Sezione diPalanzano, fondata nel 1995, con grande vitalità edentusiasmo, facendone una delle più attive e numerosedella Regione.A nostro mezzo, un sincero e sentito “BuonCompleanno” da tutti i commilitoni della Sezione edai numerosi “amici dei <strong>Granatieri</strong>”. Noi, ovviamente,ci uniamo nel formulare i voti augurali.✩✩✩PRESEPIO A CASA LE DIVELECPresepio originale a casa di Gian Luigi Le Divelec, inbarba a tutti quelli che, in nome di una non meglioapertura verso le altre religioni hanno contestato talesimbolo della cristianità. A casa del nostro Consiglierenazionale, il Presepio era addirittura vivente. I personaggierano rappresentati rispettivamente dai nipotidi Gian Luigi: Michele (18 anni) – Giuseppe; Allegra(15 anni) – Maria; Federico (6 mesi) - Bambinello;Ludovica (3 anni) - l'Angelo; Niccolò (5anni), Fiamma(6 anni), e Neri (9 anni) – i tre Re Magi.✩✩✩I FIGLI DEL TROMBETTIEREMostriamo, all’ammirazionedei nostri lettori,i figli che sonol’orgoglio del nostro“trombettiere”Raffaele Gubiotti.Rachele di 12 anni eSamuele di 3 (tracirca 20 anni un futuroufficiale deiGRANATIERI).BREVI E LIETE<strong>ottobre</strong>-<strong>dicembre</strong> <strong>2006</strong> 21


ATTIVITA’ ASSOCIATIVARinnovi o conferme delle cariche associativeCENTRI REGIONALI20 giugno <strong>2006</strong> SiciliaPresidente: Rocco GalluccioConfermato dalla Presidenza nazionale inquanto unico Presidente di Sezione esistente28 gennaio <strong>2006</strong> MarchePresidente: Claudio Conti; V/Presidente:Giordano MassaccesiCENTRI PROVINCIALI22 <strong>dicembre</strong> <strong>2006</strong> BergamoPresidente: Franco Pomgali16 novembre <strong>2006</strong> MantovaPresidente: Roberto Bonini10 <strong>dicembre</strong><strong>2006</strong> TerniPresidente: Gianfranco Lo Storto10 gennaio 2007 BresciaPresidente: Enrico OnofrioSEZIONI22 <strong>ottobre</strong> <strong>2006</strong> BolognaPresidente: Roberto Padovani; Segretario:Giovanni Bettini; Consiglieri: Denis Malagodi,Alberglini22 <strong>ottobre</strong> <strong>2006</strong> BergamoPresidente: Mario Franchioni; V/Pres. eSegretario: Claudio Burini; Consigliere OttorinoZoccolan22 <strong>ottobre</strong> <strong>2006</strong> CalcinatePresidente: Riccardo Locatelli; V/Pres. AntonioArmani; Consiglieri: Francesco Ciardello,Riccardo Pezzoni, Domenico Berlotti; Segretario:Gaudenzio Asperti.24 <strong>ottobre</strong> <strong>2006</strong> MagliePresidente: Giuseppe Rizzo; V/Pres. AntonioBaccaro; Segretario: Mario Toma14 novembre <strong>2006</strong> CataniaPresidente: Giuseppe Aiello; Segretario: FilippoBarrile.1 <strong>dicembre</strong> <strong>2006</strong> Potenza PicenaPresidente: Alessandro Marzola; V/Pres. PietroMorresi; Alfiere: Mario Morresi.3 <strong>dicembre</strong> <strong>2006</strong> PortogruaroPresidente: Bruno Cesco; V/Pres. ArturoBellomo; Consiglieri: Davide Drigo, Mario Cesco,Pietro Posin; Segretario: Vittorino Faresi.10 <strong>dicembre</strong> <strong>2006</strong> CuneoPresidente: Danilo Rotolone; V/Pres. BrunoBongiovanni; Consiglieri: Giuseppe Pedata,Roberto Donadio, Giuseppe Verde; Segretario:Giuseppe Pedata.11 <strong>dicembre</strong> <strong>2006</strong> Sinalunga (neo costituita)Presidente: Siro Albini; V/Pres. Sauro Terrosi;Consiglieri: Athos Biagiotti, Vitaliano Cencini,Giorgio Acerbi, Giuliano Scarpini, Segretario:Enrico Pacini.15 <strong>dicembre</strong> <strong>2006</strong> AmeliaPresidente: Maurizio Ceccotti; Consiglieri: VanniBonelli, Albano Grilli, Samuele Proietti;Segretario:Marco Barcherini.16 <strong>dicembre</strong> <strong>2006</strong> TerniPresidente: Gianfranco Lo Storto; V/Pres. SiroCappanelli; Segretario: Raffaello Gubiotti.10 gennaio 2007 LumezzanaPresidente: Mario Bugatti; Presidente onorario:Giovanni Pedrini (Presidente da 35 anni)7 gennaio 2007 Varallo ValsesiaPresidente: Ugo Debiaggi; V/Pres. e Segretario:Pier Giuseppe Gattoni; Consiglieri: RenatoBergamini, Luigi Rossi.I dati riportati vengono desunti dalla copia deiVerbali d’assemblea. La redazione prega i compilatoridi scrivere in stampatello i nominatividegli eletti che, attualmente, in alcuni casi risultanoilleggibili.COMPLETATOIL MONUMENTODI MELZOA Melzo, in provincia di Milano,la locale SezioneANGSS nel 1999 ha inauguratoun monumento dedicatoai <strong>Granatieri</strong> di Sardegna.Una bella granata in bronzosormonta una colonna dipietra collocata su una piazzoladi forma quadrata,sempre di pietra, con posizionatiai quattro vertici, altrettantiproiettili di artiglieria.Quest’anno, la zona commemorativadei <strong>Granatieri</strong>, situataall’interno di unospazio verde,è stata completatacon la messa in opera diun palo per l’alza-bandierada utilizzare nelle ricorrenzenazionali. Il monumento,con l’occasione, è stato dedicatoal Presidente EttoreFontana che, per tanti anni,ha guidato con impegno, dedizioneed entusiasmo, la sezionefino all’improvviso decessoavvenuto nel giugnodel 2002.Tiziano Poncina22 <strong>ottobre</strong>-<strong>dicembre</strong> <strong>2006</strong>


FESTA ANNUALE DELLA SEZIONEDI PALANZANOIl 4 giugno <strong>2006</strong>, si è svolta a Palanzano (Parma)l’annuale festa dei <strong>Granatieri</strong>, organizzata dall’instancabileGino Capitani, Presidente della localeSezione.La giornata è iniziata con la Santa messa celebratada don Pietro Montali, seguita dalla deposizione diuna corona d’alloro al monumento dei Caduti.Il vicesindaco, Emilio Pigoni, ha particolarmenteelogiato i granatieri più anziani presenti, reduci diguerra, .Numerosi sono stati anche i ringraziamenti cheCapitani ha ricevuto dalle autorità presenti per laperfetta organizzazione dell’evento, giunto alla suadodicesima edizione.Tante le Colonnelle e i granatieri che hanno partecipatoalla festa, a dimostrazione che l’appuntamentopalanzanese è sempre fra i più “gettonati”.Tra i tanti intervenuti, anche il Presidente regionaleANGS dell’Emilia e Romagna, Roberto Padovaniaccompagnato dal vicepresidente GilbertoBergonzini; quello della Liguria, Giorgio Spalatra eil Presidente della sezione di Sarzana, Tonino Fiori;le rappresentanze delle Sezioni ANGS di Sassuolo,Mantova, Castelgoffredo e Vignola.La festa, però, non è stata solo dei <strong>Granatieri</strong>, maanche di tanti simpatizzanti di tale corpo.Per questo, non hanno voluto mancare all’appuntamentole altre associazioni di Palanzano (Alpini,Carabinieri, Croce Rossa, Avis, Admo, Partigiani,Combattenti), gli Autieri di Traversatolo, iBersaglieri e i Combattenti di Fontevivo.La giornata è proseguita, come consuetudine, conil “pranzo sociale” in un noto ristorante della zona.Il convivio è stato allietato dal granatiere ClaudioIotti che, con il suo “piano-bar”, ha intrattenuto inallegria i numerosi partecipanti.SEZIONE DI ANAGNI (FR)Il 16 settembre <strong>2006</strong>, nella città di Anagni, che tantaimportanza ha avuto nella storia dei Papi, al puntodi essere citata come “Città dei Papi”, si è svolto unevento di grande interesse storico, culturale e religioso.Su concessione del Vescovo della Diocesi diAvezzano, custode del documento, è stata espostanel famoso “Salone dello schiaffo” del palazzo cheospitò Papa Bonifacio VIII, la “Bolla Indulgentiarum”,emanata dallo stesso papa nel periodo delsuo forzato esilio nella città natale.Nel corteo storico che ha accompagnato l’eventoche ha coinvolto l’intera città, ha destato tantissimaLa rappresentanza ANGS accanto al gonfalone di Anagniammirazione la Musica d’Ordinanza dei <strong>Granatieri</strong>,come riportiamo nella rubrica “Alamari con le stellette”.L’<strong>Associazione</strong> <strong>Granatieri</strong> era presente con il Presidenteregionale, Gianfranco Sorbi, il marescialloDe Luca, Presidente della locale Sezione e il granatiereSuperchi della Sezione di Frosinone.Alessandro De LucaLA SEZIONE A.N.G.S. IN PRIMA FILANELLE CELEBRAZIONI PER IL 300°DELL’ASSEDIO DI TORINOI granatieri torinesi si sono ben distinti in primalinea anche stavolta, pur se fortunatamente, in manierameno cruenta rispetto ai loro antenati delReggimento “Guardie” che nel 1706 difesero vittoriosamentela capitale sabauda assediata dallo strapoterefrancese del “Re Sole”.Nella ricca panoramica di eventi allestita da Comunee organizzatori privati,la sezione di Torino hasvolto un ammirato serviziod’ordine e d’onore all’inaugurazionedella mostra “1706– L’alba di un Regno” nellasede del Museo <strong>Nazionale</strong>d’Artiglieria, il cui direttorecolonnello Russo è sbottatoin un .La mostra multimediale,allestita nella duplicesede del citato museopresso il Mastio della Cittadella(ultima costruzione superstitedelle istallazioni mi- Il Presidente Costamagnasegue a pagina 24ATTIVITA’ ASSOCIATIVA<strong>ottobre</strong>-<strong>dicembre</strong> <strong>2006</strong> 23


ATTIVITA’ ASSOCIATIVAlitari di superficie risalente all’assedio) e del Museo“Pietro Micca” sorto sulla scala dove si svolse l’eroicosacrificio del minatore di Sagliano Micca, resteràaperta sino al giugno 2007; ingresso gratuitocon orario ore 9 – 19 chiusa il lunedì. Tra quantoesposto di notevole pregio vi sono anche alcunisoldatini riproducenti personaggi e militari dell’assedio,opera del granatiere Pier Andrea Ferro, vicepresidente A.N.G.S. Piemonte.<strong>Granatieri</strong> in prima fila anche ad applaudire il concertoserale della Banda dell’Esercito nella suggestivacornice della piazzetta Reale, antistante il palazzosede del primo e d’Italia, come pure tra glioltre 10.000 spettatori accorsi ad assistere alla rievocazionestorica della battaglia, resa possibiledalla caparbietà del generale Guido Amoretti cheha riunito oltre 400 figuranti, in uniformi fedelmenteriprodotte, giunti da tutta Europa. Tra essi,nella posizione più esposta dell’attacco, come tradizionevuole, ecco il plotone granatieri del ReggimentoGuardie del gruppo storico “Pietro Micca”comandato dall’arcigno Costamagna, il quale vestei panni di ufficiale settecentesco non appena puòdimettere quelli di presidente della SezioneA.N.G.S. di Torino.Le celebrazioni sono state chiuse la domenica conla parata,scandita dal suono dei tamburi, deigruppi per le eleganti vie e piazze del centro cittadino,tra due ali di folla entusiasta che non ha lesinatogli applausi a chi apriva il corteo a fianco delGonfalone della Città: la colonnella della sezionedi Torino dell’A.N.G.S. A rendere gli onori finali,ecco ancora i granatieri del “Micca” reduci dall’interagiornata di guardia a Palazzo Reale.Pier Andrea FerroNel prossimo numero riporteremo una interessanterievocazione storica sugli eventi.TRENT’ANNI DOPO. I GRANATIERIPICENI TORNANO NEI LUOGHIDELLA LORO GIOVINEZZADomenica 1° <strong>ottobre</strong> <strong>2006</strong> è stata una bellissimagiornata per il Centro regionale delle Marche: dopotrent’anni di quiescenza, tre colonnelle della provinciadi Ascoli Piceno: Ascoli, San Benedetto eFermo, in testa a oltre cento granatieri, sono ritornatenei luoghi più cari a chi ha indossato l’uniformecon i bianchi alamari: il Museo storico diSanta Croce e la caserma di Pietralata.Alle dieci del mattino la bella comitiva è giunta inpiazza Santa Croce in Gerusalemme; a fare glionori di casa il Generale Venci, comandante la Brigata<strong>Granatieri</strong> e il nostro Presidente Buscemi.Quindici granatieri - contributo eccezionale daparte della Brigata in considerazione della giornatadomenicale e della lontananza del reggimento, distanza in Kosovo - dimostravano ancora una volta,se ce ne fosse stato bisogno, l’attenzione e la considerazioneattribuita dai granatieri in armi ai lorocommilitoni non più in servizio. Alle belle parole,ricche di ricordi personali, risalenti alle prime esperienzenel nostro Reggimento, del Generale Vencie del Presidente Buscemi, ha fatto seguito, nel gremitosalone d’onore del museo, un breve discorsodel presidente regionale gra. Conti: di ringraziamentoai Sigg. Generali e di saluto ai partecipanti.A tutti Conti ha voluto esternare la sua soddisfazioneper aver potuto vedere, dopo dieci anni dicomune impegno, completata la copertura di tuttele province delle Marche e, quindi, di poter realizzarenell’anno il riassetto dell’organigramma operativodi tutto il Centro. Le province di Ancona, Pesaro,Macerata e Ascoli Piceno, infatti, costituisconoormai un unico Centro dell’ A.N.G.S., purconservando la loro autonomia nell’organizzazionedi eventi associativi.Il merito, per quanto concerne la rifondazionedelle tre sezioni picene, ha precisato Conti, è da attribuireall’impegno e all’abnegazione del granatiereBruni, attuale Presidente provinciale, che haunito uno straordinario attaccamento alla Specialitàalla elevate capacità manageriali derivanti dallasua notevole esperienzaprofessionale.Ultimo a parlare, il Presidente Bruni visibilmentecommosso.La visita particolareggiata del Museo che è seguitaè stata assistita con competenza , nonostante, ripetiamo,la giornata festiva, da tutto il personalemilitare e civile, ulteriore dimostrazione della disponibilitàe della cortesia della Brigata e dei suoicomponenti..Alle 12,30, come da programma, l’ingresso allaGandin e la istituzionale cerimonia presso il monumentoai Caduti di tutte le guerre cui i <strong>Granatieri</strong>24 <strong>ottobre</strong>-<strong>dicembre</strong> <strong>2006</strong>


nei loro 347 anni di storia hanno partecipato. Unbreve girovagare per la deserta caserma a rinverdirericordi di gioventù e il meritato ristoro pressole sale dell’accogliente circolo sottufficiali, concludevanol’intensa mattinata.Nel pomeriggio la visita a alla Villa d’Este a Tivoli,regale e romantica dimora del cardinale Ippolitod’Este, segnava il termine della gita e l’inizio delviaggio di ritorno per i centocinque granatieri, unpo’ stanchi, ma prontissimi, come sempre avvieneal termine di un’esperienza rivelatasi piacevole, aripeterla quanto prima.CLACBUTTIGLIONE IN VISITA AIGRANATIERI DI TORREMAGGIOREInvitato, quale ospite d’onore, a concludere i lavoridella Terza Festa dell’UDC, tenutasi il primo <strong>ottobre</strong><strong>2006</strong> a Torremaggiore (Foggia), il granatiere,senatore Rocco Buttiglione, Presidente nazionaledi quel partito, ultimato il suo impegno presso l’assemblea,non ha perso l’occasione di fare una capatinanella Sezione dell’<strong>Associazione</strong> <strong>Granatieri</strong>di Sardegna che funge anche da Centro regionaledi tale Sodalizio.Una volta pervenuto nel locale della Sezione, il tenentein congedo dei <strong>Granatieri</strong>, RoccoBottiglione, dopo aver indossato il bavero associativoguarnito con gli Alamari, da storico quale è,ha fatto una rievocazione delle origini di tale contrassegnogranatieresco.Venuto a conoscenza che la Sezione ANGS diTorremaggiore si è fatta promotrice, con grandesuccesso, della concessione di un attestato in pergamenaa tutti i Reduci della 2^ Guerra mondiale,il tenente, senatore, presidente Buttiglione ha promessola propria disponibilità a presenziare alla secondaedizione della cerimonia di consegna dellepergamene che si terrà quanto prima.Severino CarlucciLa Sezione di Torremaggiore non cessa di stupirci,come non cessa di stupirci il Centro regionaledella Puglia che, per tanti anni, non dimostravatanta vitalità. Dobbiamo concludere che ilPresidente di entrambi, il granatiere Giovanni DiBiase è veramente in gamba. Non a caso era delmitico IV battaglione meccanizzato! (divagazionedel Direttore, anche lui granatiere meccanizzato.Da sinistra: Luigi Ciavella (Segretario), Giuseppe Iammarone(Vice Presidente), Senatore Rocco Bottiglione, SeverinoCarlucci, Giovanni Di Biase (Presidente e Consigliere nazionale),Antonio Giacomella.CIVITAVECCHIA INIZIAL’ATTIVITA’ SOCIALEMichele Corrado circondato dai partecipanti all’incontroCosa c’è di meglio di un pranzo, per un buon iniziodell’attività sociale? E quello che è stato fatto dallasezione di Civitavecchia dove il Presidente, il granatiereAndriani, ha voluto organizzare per i socidella sezione un pranzo che si è tenuto il 7 <strong>ottobre</strong><strong>2006</strong> in un noto ristorante della cittadina laziale.Graditi ospiti sono stati i granatieri di Frosinone,capeggiati dal Presidente regionaleGianfrancoSorbi. Fra i soci granatieri si è notata la presenzadel granatiere Michele Corrado (già decano deigranatieri in servizio) e della gentile signora chehanno contribuito a “nobilitare” il convivio,Presenti all’appelo erano anche i granatieri: EnricoMalizia e signora, Ruggero Lucarini e signora,Bruno Bizzarri proveniente da Grottaferrata, l’ultranovantenneFrancesco Bellovino accompagnatodal figlio Alessandro, il maggiore Raffaele Barba esignora, Umberto Cocumazzi, Francesco Cristini esignora, Domenico Rotolo, Enzo Fratini e signora,Sandro Vergati e signora.Prima del convivio, nella chiesa di Piazzale degliEroi è stata celebrata una Messa in suffragio di tuttiquelli che, in pacè in guerra, sono andati avanti ein memoria del mai dimenticato fra’ GianfrancoChiti.Visti i brillanti risultati “organizzativi” che si sonoavuti nell’incontro, i presenti, su invito del granatiereSorbi, hanno deciso di definire ulteriormentele “strategie dell’attività sociale” in una trattoria diFondi o di Ceccano.CENTRO REGIONALE PIEMONTEFESTA DELL’AMICIZIAA ROCCAFORTE MONDOVI’L’8 <strong>ottobre</strong> si è rinnovato il grande successo della“Festa dell’amicizia tra le Associazioni d’Arma” …evento che ritorna ogni anno organizzato egregiamentedal Centro Regionale ANGS Piemonte alprimo cader delle foglie … e delle castagne.L’iniziativa ha mobilitato non solo le sezioni ANGSpiemontesi (presenti con le colonnelle: Alba,Cuneo, Fossano, Grignasco, Mondovì, Saluzzo, Torino,Tortona), ma anche quelle del Centro Regionaledell’ Emilia-Romagna con Bologna e Modena;del Centro Regionale Veneto con. Campo SanPietro (PD) e Portogruaro (VE). Hanno pure par-segue a pagina 26ATTIVITA’ ASSOCIATIVA<strong>ottobre</strong>-<strong>dicembre</strong> <strong>2006</strong> 25


ATTIVITA’ ASSOCIATIVAtecipato, con grande spirito di fratellanza: l’Intendenzadi Finanza e il Comando Carabinieri diMondovi’, la Sez. Carabinieri di Villanova M.vi’, lasez. Bersaglieri di Bra, le locali Sezioni Alpini emolte rappresentanze di associazioni di volontariato:C.R.I., AVIS, AIDO, Guardie d’Onore al Pantheon,nonche’ comitive di amici dei <strong>Granatieri</strong>,fedeli da anni a questo appuntamento.Hanno portato il loro contagioso entusiasmo il granatiere,generale Antonio Lattanzio, Segretario <strong>Nazionale</strong>ANGS, e il colonnello Massimo Meinero,91° Comandante del 1° Rgt <strong>Granatieri</strong> di Sardegna!Li ringraziamo con affetto e doverosamente!Ringraziamo anche le autorità e personalità istituzionali:l’on. Raffaele Costa, Presidente della Provinciadi Cuneo; il sindaco Occelli e l’assessore alturismo Magnaldi di Roccaforte; Sorella EnricaMondin ispettrice provinciale del coprpo delle InfermiereVolontarie della C.R.I.; e la Sigora AlidaD’Amico, dirigente settore Manifestazioni dellaCittà di Torino: … tutte persone che onorano i<strong>Granatieri</strong> con la loro concreta amicizia.L’impegnativo programma della giornata è iniziatocon gli onori ai Caduti: la Bandiera Italiana amezz’asta ricordava i recenti lutti che hanno colpitola Forza di pace italiana in missione all’estero.In particolare, monsignor Luigi Dho , cappellanomilitare, nella Messa al campo ha rievocato le figuregenerose dei cinque Alpini – da lui conosciutipersonalmente – uccisi nel compimento del lorodovere.Al grande convivio sociale l’onorevole Costa haespresso il saluto suo e dell’Amministrazione provinciale,elogiando l’<strong>Associazione</strong> <strong>Nazionale</strong> <strong>Granatieri</strong>nel complesso e il Centro Regionale, in particolare,per le numerose iniziative realizzate nelterritorio, dall’indimenticabile Raduno <strong>Nazionale</strong>2002 di Cuneo ai vari raduni ed eventi che richiamanopersone e associazioni nel Cuneese, comel’odierna Giornata dell’Amicizia.Nel pomeriggio, i momenti di festa popolare: lagran lotteria, la tradizionale “castagnata” in piazza,il ballo. Quindi la rievocazione storica curata dalVicepresidente regionale, granatiere Ferro cav. PierAndrea,con protagonisti: le Guardie del Gruppo“Pietro Micca” di Torino (agli ordini di Valter Costamagna,granatiere D.O.C.G.); il gruppo “ <strong>Granatieri</strong>Brandenburghesi” di Pianezza; il “ReggimentoSavoia”; gli Alpini 1883; la “Guardia Imperiale francese“; le Crocerossine del 1915.Il “ 2° Artiglieria 1800” coronava con gli assordantibotti del vetusto cannone da campagna l’intensagiornata “interforze”, svoltasi egregiamente conpiena soddisfazione del Presidente regionale.Gallo cav. Sebastiano, dei suoi infaticabili collaboratorie di tutti gli intervenuti. Il tutto, naturalmente,sotto il segno degli Alamari!Angelo MasperoneCENTRO PROVINCIALE DI COMONello scorso mese di <strong>ottobre</strong>, in una solenne cerimoniache ha visto la partecipazione numerosa digranatieri lombardi e loro famigliari, guidati dalPresidente regionale, architetto Mario Bovati, allapresenza del Sindaco di Como e di altre autorità civili,militari e religiose, è stata intitolata al ”mitico”granatiere comasco Felice Baratelli, una piazzettasul lago di Como, situata in prossimità del monumentoche ricorda il tenente dei granatieri GiuseppeSinigallia, campione del mondo di remo eeroe della 1^ Guerra mondiale.Il Baratelli, per decenni, è stato il Presidente provincialedella nostra associazione. Seturiero, fabbricantedi stoffe per cravatte e pregiatissimi tessutiper paramenti sacri, con la sua opera costante hamantenuto saldi i vincoli di appartenenza alla nostraSpecialità, sia nella provincia di Como, sia nellaValtellina.26 <strong>ottobre</strong>-<strong>dicembre</strong> <strong>2006</strong>


A Como, in particolare, egli viene ricordato peraver istituito i sodalizi “La Stecca” e “La Rosa d’oro”che accomunano le varie classi d’età al compimentodel cinquantesimo anno in un’azione di solidarietàa favore dei nosocomi comaschi e degliindigenti.Ai figli, Piero e Silvia, che ne continuano la tradizione,le nostre più vive congratulazioni.Nicola CanarileLA SEZIONE DI POMPEI FESTEGGIAIL PRIMO PRESIDENTESabato 21 <strong>ottobre</strong> <strong>2006</strong>, la Sezione di Pompei havoluto festeggiare il granatiere Arturo Cavaliere(classe 1915), suo fondatore nel 1945 e primoPresidente. Il festeggiato prestò servizio militarenel 1937, nei ranghi del 1° reggimento <strong>Granatieri</strong>.A seguito delle vicende belliche, fu richiamato poinel 1940 per essere assegnato al 3° reggimento<strong>Granatieri</strong> con il quale si trovò a combattere, sulFronte Greco-Albanese, come capo squadra mortaid’assalto, fino al suo rientro in Italia avvenuto a seguitodi congelamento di 2° grado a entrambi gliarti inferiori.Il granatiere Cavaliere è sempre stato legato agliAlamari e, quando nel 1945 il Presidentedell’<strong>Associazione</strong> Combattenti e Reduci gli proposedi fondare la sezione <strong>Granatieri</strong> a Pompei,non esitò un attimo e con entusiasmo iniziò la suaazione di ricerca che lo portò al successo.Andato in pensione,è tornato a Devio in provinciadi Lecco, suo paese natale, e ogni anno ritorna aPompei dove vivono alcuni suoi famigliari e si ritrovafra i <strong>Granatieri</strong> della cui sezione fà ancoraparte, in quanto anche molto legato all’attualePresidente Salvatore Cascone.La giornata iniziata con una visita ai meravigliosiscavi Oplonti (Torre Annunziata) nella cosiddettaVilla di Poppea, seppellita a seguito dell’eruzionedel Vesuvio nel 79 d.C., è proseguita con un incontroconviviale nel corso del quale il Presidentedel C.R. Campania, granatiere Formicola, ha consegnatouna targa di riconoscimento a Cavaliere,fra gli applausi dei soci e delle rispettive consortipresenti.RICORDATI A FLAMBRO I GRANATIERIDEL 2° REGGIMENTOI <strong>Granatieri</strong> del Centro Regionale Friuli VeneziaGiulia hanno ricordato lo scorso 29 <strong>ottobre</strong>, aFlambro (Udine), la battaglia che ha visto coinvoltoil 2° Reggimento nel lontano 1917, nei giorni successivialla disfatta di Caporetto.Dopo la deposizione delle Corone al monumentosul fiume Tagliamento, ai Caduti, all’erma dellaMOVM colonnello Emidio Spinucci, al cippo ovefu colpito a morte e alla stele che ricorda tutti i granatieriCaduti sui Campi dell’Onore, si è svolta laSanta Messa, celebrata dal granatiere del 2°, padreDefendente Belotti, a cui hanno partecipato anchei cittadini della comunità locale.A dare il giusto valore alla giornata associativa, èstata la presenza del Presidente dell’<strong>Associazione</strong>,generale Mario Buscemi che, assieme al Sindaco,professoressa Anna Maria Toneatto e al granatiereNicola Puntin, Presidente Regionale, hanno ricordatoil momento storico.L’afflusso di numerosi radunisti provenienti dallaregione, ma anche dalle regioni limitrofe, ha sottolineatol’importanza di ricordare fatti e protagonistiche con la propria vita e nel nome del Dovere sepperodare tutto senza chiedere nulla se non il riseguea pagina 28ATTIVITA’ ASSOCIATIVA<strong>ottobre</strong>-<strong>dicembre</strong> <strong>2006</strong> 27


ATTIVITA’ ASSOCIATIVAcordo.La Cerimonia è stata accompagnata dalle esecuzionidel Corpo Bandistico di Castions di Strada(UD) che per l’occasione ha eseguito anche le notedelle musiche granatieresche. L’appuntamentoviene rinnovato fin da ora all’ultima domenica di<strong>ottobre</strong>, quando ricorrerà il “90° di questo avvenimento,data che vogliamo sia un momento di fraternoriunirsi per tutti i <strong>Granatieri</strong>.A tutti i partecipanti, il grazie dei granatieri delFriuli Venezia Giulia.”Nicola PuntinMESTRE RICORDA I CADUTIIN GUERRASabato 28 <strong>ottobre</strong> <strong>2006</strong>, presso il Forte “Marghera”situato a Mestre, si è svolta la cerimonia per l’inaugurazionedi un cippo a ricordo dei Caduti di tuttele guerre passate e presenti. Alla cerimonia ha partecipatouna discreta rappresentanza dei granatieridella locale Sezione con al seguito la Colonnella.Erano inoltre presenti le rappresentanze delle associazioniBersaglieri, Alpini, Artiglieri, Lagunari,Marinai e il Labaro del Nastro Azzurro. Per i militari,presiedevano la manifestazione un maggiore deiCarabinieri e un capitano dei Lagunari. A fare dacornice all’evento, un gruppo di figuranti nelle uniformistoriche di varie epoche e nazionalità. Dopole allocuzioni del direttore del Forte, l’ingegnerFoffano e del rappresentante della Municipalità diMestre, due figuranti, uno con l’uniforme italianadella Grande Guerra e l’altro con quella austriacadello stesso periodo, deponevano una corona d’alloroal cippo commemorativo dove, subito dopo,veniva collocata, sempre da due figuranti, una targain ceramica a ricordo di chi ha sacrificato la propriavita per un grande ideale. Al termine della cerimoniaun vino d’onore per tutti i partecipanti chehanno avuto occasione di poter visitare l’interessantemuseo allestito all’interno del Forte.Massimiliano ScarpaLA SEZIONE DI MAGLIEFA IL PUNTO DELLA SITUAZIONEDopo la scomparsa del Presidente, il granatiereGiuseppe Cesari, la piccola Sezione ha avuto unmomento di crisi. Preso atto di quanto stava avvenendo,si è pensato di indire un’assemblea degliiscritti, per decidere le azioni da intraprendere persuperare le difficoltà del momento. L’assemblea,presieduta, per volere unanime, dal granatiere DonCristoforo Maggio aveva come Segretario il granatiere,professor Umberto Miccoli. In apertura, i presentihanno ascoltato le parole di Don Cristoforo inmerito al futuro che la Sezione avrebbe dovutoavere, che a sua detta, doveva essere .Subito dopo, Miccoli, che ha ricoperto per sei annil’incarico di Presidente della Sezione e diPresidente del Centro regionale Puglia, ha ricordatotutte le attività svolte dai granatieri di Maglie in taleperiodo sottolineando come, .Miccoli ha continuato la sua esposizione persottolineare >. Miccoli ha conclusodichiarando la sua impossibilità a riassumerela carica di Presidente, come da più parti si richiedevae sollecitando, comunque, tutti i presenti acollaborare per mantenere in vita una così importanteeredità.Dopo gli interventi di alcuni soci (Brogna, Toma,Iannone, Fanciullo, Merico e Ronzini), vista la disponibilitàdata dal granatiere Giuseppe Rizzo, nipotedel defunto Cesari, lo stesso veniva eletto all’unanimitàPresidente della Sezione. A lui vada ilnostro più sincero e affettuoso “in bocca al lupo!.ANTTORFoto BoniniDOPO 63 ANNI; ONORI MILITARIA DUE EROICI MARTIRIIl 2 novembre <strong>2006</strong>, i granatieri di Jesi e dell’Abruzzohanno vissuto a Chieti una giornata memorabile.Nell’ambito della cerimonia di commemorazionedei Caduti di tutte le guerre, organizzatadal locale Presidio militare interprovinciale,è sta celebrata una solenne onoranza a due granatierimartiri, caduti nell’ultimo conflitto mondiale.Il rito religioso di suffragio è stato celebratopresso la Cattedrale dall’Arcivescovo metropolitaEcc. Bruno Forte, teologo di fama internazionale,che ha pronunciato un’omelia di elevato contenuto.Dietro l’altare maggiore facevano ala nu-28 <strong>ottobre</strong>-<strong>dicembre</strong> <strong>2006</strong>


merosi Gonfaloni di province e comuni, Colonnelledei granatieri e Vessilli di associazioni e Istituzioni.Un coro e una banda di militari ha accompagnatotutta la celebrazione. Le autorità militari,fra cui generali Leonardo Brizzi, GiovanniAntolini e Gianfranco Rastelli, rispettivamentecomandanti regionali dell’Esercito, dei Carabinierie del Centro Amministrativo regionale deiCarabinieri, e i rappresentanti delle amministrazioniregionali e provinciali, nonché dei comunidi Jesi (AN) e di Villa Santa Maria, insieme a ungran numero di cittadini, si sono poi portatepresso il Sacrario militare nazionale.Dopo l’alzabandiera, ha avuto luogo la cerimoniacivile e militare di omaggio ai Caduti ivi sepoltinell’esedra marmorea monumentale, o ricordatidalle lapidi poste nel parterre del Parco della Rimembranza.Diverse le corone d’alloro e tanti ifiori recati dai presenti.Il Presidente Scarpelli mentre ricorda le figure dei due eroi.La parte più rilevante della cerimonia è consistitanello scoprimento delle lapidi dedicate ai granatieri,generale di brigata Alberto Trionfì di Jesi esottotenente Camillo Di Cicco diVilla SantaMaria, entrambi barbaramente trucidati daWaffen S.S. naziste, dopo l’armistizio dell’8 settembre1943. Il primo (MAVM), durante un forzatotrasferimento in Polonia, dopo 17 mesi didura prigionia in un lager; il secondo, in Montenegroper aver rifiutato la resa dopo due mesi dicombattimento in fedeltà al giuramento prestatoe in ottemperanza agli ordini impartiti dal Comandosuperiore. De Cicco, in particolare, comecomandante di compagnia, si offerse volontariamenteai tedeschi per evitare che i superstiti delsuo reparto, ormai sopraffatto, venissero giustiziatisommariamente per rappresaglia.I drappi tricolore di copertura delle due lapidisono stati sollevati da donna Maria Trionfi, figliadel generale che dopo 63 ha ricevuto gli onorimilitari e la memoria imperitura dei <strong>Granatieri</strong>, edalla professoressa Rita Di Cicco, nipote dell’eroicosottotenente che, finalmente, ha una tombasimbolica in quanto i suoi resti mortali, oggettodell’indegno scempio nazista, non sono stati mairitrovati.Il Presidente regionale della nostra <strong>Associazione</strong>,il tenente colonnello Giovanni Scarpelli, ha commemoratoi due eroici Caduti, illustrandone lapersonalità e sottolineando i loro sublimi sacrifici.Gli onori militari sono stati resi da un picchettoin armi del 123° reggimento fanteria“Chieti”. Unica nota di rammarico è stata l’assenzadi <strong>Granatieri</strong> in servizio.G.S.UN GIORNO DA RICORDAREAlla presenza del Presidente della Provincia di Macerata,on.le Giulio Silenzi, del Sindaco di Petriolodr. Maurizio Castellani, con la partecipazione dellaColonnella Regionale e di tutte quelle delle Sezionidelle Marche al seguito del Presidente, gra.Claudio Conti, i cittadini di Petriolo, ridente paesedell’entroterra piceno, domenica 5 novembre u.s.,hanno voluto accompagnare le spoglie di quattroloro concittadini dal locale Camposanto al restauratoSacrario dei Caduti.Il Centro Regionale delle Marche, con il contributodi OnorCaduti delle Stato Maggiore Esercito tramitee del Comando del Reggimento Piceno, distanza ad Ascoli, ha assicurato alla cerimonia unosvolgimento solenne: un’autocarro militare, sulquale erano state deposte, coperte dal Tricolore,le quattro cassette contenenti i resti dei quattro Caduti,è giunto sulla piazza Umberto I scortato dacarabinieri motociclisti; ad attenderlo, come abbiamodetto, il Presidente della Provincia, il Sindacodi Petriolo, il Corpo bandistico municipale eun picchetto del Reggimento Piceno. Gli alunnidella scuola elementare G. Ginobili, con le loro insegnanti,tenevano il mano una lunghissima strisciatricolore. Dopo la benedizione impartita dalparroco, il corteo, aperto da quattro fanti che sostenevanole quattro piccole bare, ha raggiunto ilSacrario, all’esterno del quale era stato allestito unaltare. Dopo la Santa Messa, il Sindaco ha dato letturadel telegramma inviato dal Ministro della Difesa,impossibilitato a partecipare, nel quale l’onorevoleParisi plaudeva all’iniziativa che ancorasegue a pagina 30ATTIVITA’ ASSOCIATIVA<strong>ottobre</strong>-<strong>dicembre</strong> <strong>2006</strong> 29


ATTIVITA’ ASSOCIATIVAuna volta vedeva uniti in una cerimonia dal grandevalore morale, cittadini, militari e associazionid’Arma, e al ruolo svolto, in questo caso, dall’<strong>Associazione</strong><strong>Nazionale</strong> <strong>Granatieri</strong>.Al rapporto esistente tra <strong>Granatieri</strong> in congedo eAmministrazione comunale ha improntato il suodiscorso il Sindaco Castellani, che non ha mancatodi descrivere alla folla presente, con competenza eprecisione, i fatti salienti dei 347 anni della storiadella Specialità.Particolarmente apprezzata dai cittadini di Petrioloè stata la presenza, nella schierante per la resaonore ai Caduti, di un numeroso gruppo di donnesoldato.Al termine della toccante cerimonia in tutti i presentisi è diffuso il convincimento che il 5 novembredel <strong>2006</strong> rimarrà indelebile nella loro memoria.Claudio ContiIL IV NOVEMBRE A CIVITAVECCHIASingolare e molto appariscente la mostra delle uniformistoriche dei <strong>Granatieri</strong> di Sardegna allestita inCorso Centocelle, presso il negozio “Pierucci”, inonore della annuale Festa delle Forze Armate.. Una storia tri-secolare,quella dei <strong>Granatieri</strong> di Sardegna, in una mostrache va dal 1659 (anno di fondazione dellaSpecialità ndr) fino ad arrivare ai giorni nostri eresa ancora più elegante da alcune statue dibronzo. .da Centumcellae New” del 5/11/<strong>2006</strong>MESSA PER I CADUTI IN GUERRAIl giorno 16 novembre <strong>2006</strong>, a Roma, nella Chiesadi Piazza Salerno, è stato officiato un rito di suffragioper i Caduti di tutte le guerre. La Messa èstata celebrata nella Cappella situata sotto il pianostradale che, durante il regime fascista, fu dedicataai Caduti della Milizia Volontaria Sicurezza<strong>Nazionale</strong> (MSVS).L’officiante, nel corso della Messa, ha letto le paroledi partecipazione di S.S. Benedetto XVI, delPresidente della Repubblica e del Sindaco di Roma.Numerose le autorità militari e civili presenti.Ai lati dell’altare, erano schierati il gonfalone dellacittà di Roma e i labari di numerose associazionid’Arma.I <strong>Granatieri</strong> erano presenti con una rappresentanza,guidata dal generale Nicola Canarile e laColonnella della Sezione dell’Urbe.ALPHA BETAPESARO RICORDA PADRE CHITINEL SECONDO ANNIVERSARIODELLA SCOMPARSALa signora Kathleen ChitiCon una cerimonia intima e suggestiva, domenica19 novembre scorso, i granatieri pesaresi hannovoluto rendere omaggio alla memoria diGianfranco Chiti con la visita alla Sua tomba e conla partecipazione alla Santa Messa presso ilCamposanto della bella città adriatica.30 <strong>ottobre</strong>-<strong>dicembre</strong> <strong>2006</strong>


Ai granatieri della sezione del Presidente Borghi sisono unite colonnelle di altre sezioni regionali, labari,bandiere e gagliardetti di Associazioni d’Armae, soprattutto, il Medagliere Provinciale dell’Istitutodel Nastro Azzurro che tra i suoi decorati annoveraanche l’allora tenente dei <strong>Granatieri</strong> GianfrancoChiti.Kathleen Chiti, cognata di Padre Gianfranco, è venutada Milano, come sempre, ad assistere alla cerimonia.A tutti gli intervenuti il Presidente, gra. AmatoBorghi, ha voluto esprimere il ringraziamento deigranatieri pesaresi ricordando, nel contempo, ilgrande appuntamento del 5 e 6 maggio 2007, allorché,in occasione dell’ottantaseiesimo anniversariodella nascita di Gianfranco Chiti, affluiranno aPesaro granatieri e non granatieri provenienti daogni parte d’Italia.CLACIL CONFLITTO IN LIBANONel pomeriggio del 29 novembre <strong>2006</strong>, presso laSezione ANGS di Roma, si è tenuta la consuetaLA “GIORNATA DELLA SEZIONE”DI VIGEVANOL’ultima domenica di novembre costituisce tradizionalmente,per i <strong>Granatieri</strong> vigevanesi e lomellini,l’occasione di incontro e di ritrovo per la celebrazionedella “Giornata della Sezione”. Così è avvenutoanche lo scorso 26 novembre. Nella Chiesadelle Suore Maddalene, il Cappuccino, Padre PierRenzo,ha celebrato una Messa in ricordo dei<strong>Granatieri</strong> scomparsi.Al rito religioso hanno partecipato molti granatiericon i loro famigliari e una rappresentanza dell autoritàcittadine e delle locali Associazioni combattentistichee d’arma; erano presenti, inoltre, con ilPresidente del Centro regionale della Lombardia,architetto Bovati, le Colonnelle delle Sezioni diMilano, Abbiategrasso, Modena, Pavia,Cassolnovo, Cerano e Gravellona Lomellina, accompagnateda una nutrita rappresentanza di<strong>Granatieri</strong>. Al termine della cerimonia religiosa, èiniziata la parte più informale della giornata.A cura delle gentili Signore, è stato offerto ai presentiun aperitivo accompagnato da salame d’oca ealtre specialità gastronomiche locali; quindi, pressoil ristorante “Bellaria”, nei pressi del Ticino, si èsvoltoil tradizionale pranzo granatieresco, nelquale si sono rivissuti i tempi passati in compagniadei vecchi commilitoni.Nel corso dell’incontro conviviale il PresidenteCav. Groppelli ha ripercorso gli eventi più significatividell’anno e ha ringraziato per la collaborazionealla riuscita della giornata il ConsiglioDirettivo, il Segretario di Sezione, granatiere Bezzie tutti i soci e amici, in particolare i signori Lavagnodi Frassinello Monferrato, Zagari di Abiategrasso eCeroni di Pavia.Successivamente il Presidente Bovati ha volutoporgere un breve saluto, accolto come sempre congrande calore dei presenti. Alla fine della bellagiornata, dopo lo scambio di auguri per le Festivitàdi Natale e di inizio del 2007, un arrivederci a tuttie l’appuntamento per la prossima Festa della sezione.conferenza mensile.Questa volta il temaera di grande attualitàe aveva come titolo “Ilconflitto Israele-Libano: La tregua e ilContingente ONU”.Conferenziere, il generaledei granatieriSaverio Cascone che,sullo specifico argomento,possiede unaprofonda e consolidatapreparazione.Egli, infatti, è attualmenteinsegnante di“Geopolitica eSicurezza globale” inalcuni master in corsoIl Presidente Sorvillo presentail conferenzieredi svolgimento presso gli istituti universitari diRoma e Piacenza.Grande è stato l’interesse di tutti i presenti chehanno seguito con grande attenzione la presentazionedel tema che, ovviamente, oltre a essere inquadratonella complessa situazione medio-orientale,ha affrontato le tematiche relative alle finalitàdel nostro ritorno nel “paese del cedro” (il primoavvenne nel 1983 e ebbe un epilogo non esaltanteper i risultati conseguiti), e ai compiti affidati ai nostrisoldati.La presentazione di Cascone è stata avvincente ecaratterizzata da semplicità e eleganza di linguaggio,cosa questa che ha reso perfettamentecomprensibile la particolare materia che, al primoimpatto, potrebbe risultare abbastanza ostica per legrandi e diversificate implicazioni internazionaliche comporta.“Penne all’arrabbiata”, innaffiate da un ottimo vinodei Castelli, hanno chiuso in allegria l’interessantepomeriggio culturale.ALPHA BETACERIMONIA ANNUALEA PORTOGRUAROSi è svolta domenica 3 <strong>dicembre</strong> <strong>2006</strong>, la cerimoniaannuale per ricordare i Caduti di tutte le guerre.I partecipanti si sono ritrovati, in prima mattinata, asegue a pagina 30ATTIVITA’ ASSOCIATIVA<strong>ottobre</strong>-<strong>dicembre</strong> <strong>2006</strong> 31


ATTIVITA’ ASSOCIATIVAConcordia Saggittaria, dove risiedono buona parteei <strong>Granatieri</strong> iscritti alla Sezione di Portogruaro edove è stata effettuata una visita agli scavi archeologicipresenti nella cittadina ricca di storia.La Santa Messa è stata celebrata in Cattedrale allapresenza del Sindaco, Cesare Valerio e del comandantedella Polizia municipale,dottor Luigi Drigo.Erano inoltre presenti, per l’<strong>Associazione</strong>, ilPresidenti provinciali, granatieri Lino Marian(Venezia), Gianfranco Rosin (Treviso), Renzo Ros(Pordenone).Dopo la Santa Messa, la benedizione della coronad’alloro e in corteo, per la deposizione della stessa,al seguito del Gonfalone comunale, della Bandieradella Protezione Civile e di ben 14 Colonnelle delleSezioni della provincia di Venezia e delle altre provincepresenti.A seguire, brevi discorsi del Presidente dellaSezione, Bruno Cesco e del Sindaco che ha manifestatola volontà di riproporre, per il futuro, la manifestazionenella cittadina di ConcordiaSaggittaria, con grande soddisfazione delPresidente Cesco e di tutti i <strong>Granatieri</strong> delMandamento.Poi, tutti all’incontro conviviale presso il Ristorante“da Bertin”.Al termine della giornata, i soci della sezione diPortogruaro si sono riuniti in assemblea ed hannoriconfermato, con un grande applauso, la carica diPresidente al granatiere Bruno Cesco.Lino Mariangià appartenente alla Compagnia VolontariUniversitari in Africa settentrionale, per molti anniPresidente della sezione stessa e “Giusto Tra leNazioni” (titolo attribuitogli dal Governo diGerusalemme per aver salvato un giovane ebreodurante l’ultima guerra).La cerimonia si è svolta nella Giornata del tesseramento,iniziata con una Messa nella Chiesa degliScalzi, con presenza di decine di Colonnelle ai latidell’altare, assieme al Labaro del Nastro Azzurro diVerona e alla Bandiera UNSI, sorretti rispettivamentedagli Amici dei <strong>Granatieri</strong> Mazzeo eValbusa, e proseguita con un’allegra riunione convivialeche ha visto la partecipazione di circa 90granatieri, amici e loro famiglie.Tra gli altri, erano presenti i Vice Presidenti delVeneto e della Lombardia, Marian e Bonini, nonchéi Presidenti provinciali Toffanin (VR),Onofrio (BS),e Ros (PN) e i Presidenti delle Sezioni diSommacampagna, Albertini, di Minerbe,Monzardo, di Lumezzane, Bugatti, di Monselice,Pavanello, di Marmiolo, Moioli, di Villa Poma,Perezzani e di San Bonifacio, Franco.La splendida giornata si è conclusa con la consegnadi un attestato di benemerenza, per trentaanni di iscrizione, al granatiere Paolo Cristani, validissimoSegretario della Sezione.Roberto PellegriniGRANATIERI A VOLTERRAGIORNATA DEL TESSERAMENTOA VERONAIl giorno 10 <strong>dicembre</strong> <strong>2006</strong>, una targa di ottone,con la scritta “Sala Luigi Perez”, è stata apposta all’ingressodella sede della Sezione di Verona. Conquesta significativa dedica, i granatieri veronesihanno voluto ricordare la figura del conte Perez,Volterra è una delle più significative città di origineetrusca della Toscana. I <strong>Granatieri</strong> di quella regionehanno voluto quindi ritrovarsi lì alla ricercadelle antiche origini e si sono dati appuntamentoin Piazza dei Priori sabato 19 <strong>dicembre</strong> <strong>2006</strong> perscambiarsi gli auguri e festeggiare insieme la finedell’anno. Tutto ciò è stato possibile grazie all’organizzazionecurata dal granatiere Paolo Zopfi diSaline di Volterra e iscritto alla sezione di Pisa.Sono convenuti in Piazza dei Priori <strong>Granatieri</strong> daFirenze e da Pisa. Da Vetulonia è giunto il granatiereSergio Micheli, mentre da Pescia è arrivato, insiemecon la moglie, il granatiere Paolo BrachettiMontorselli. Il gruppo ha voluto fare un giro dellacittà visitando il Duomo ed il Museo Civico, dove èconservata una pregevole opera del pittore manieristaRosso Fiorentino. E’ seguita la visita al MuseoEtrusco ricco di numerosi reperti ma soprattutto famosoper la statua bronzea filiforme denominatal’Ombra della sera. E’ stato quindi consumato unricco pranzo al ristorante “il Sacco Fiorentino”, altermine del quale il Presidente regionale Gian32 <strong>ottobre</strong>-<strong>dicembre</strong> <strong>2006</strong>


Luigi le Divelec ha voluto dividere, con tutti gli intervenuti,il dolce con l’immagine della Granata. Sisono quindi svolti i brindisi bene augurali al terminedei quali i <strong>Granatieri</strong> si sono dati appuntamentoper l’anno 2007.G.L.l.DAUGURI DI FINE ANNOALLA SEZIONE DI ROMAIl 21 <strong>dicembre</strong> <strong>2006</strong>,giornata del solstiziod’inverno, i dirigentidel Consiglio direttivodella Sezione diRoma e i collaboratorisi sono riuniti perun brindisi alle prossimefestività nataliziee al nuovo anno.Il Presidente, granatiereBruno Sorvillo,nella sua breve allocuzioneha auspicato e per la Sezione,attualmente in ribasso in quanto a iscrizioni, unanuova crescita.ALPHA BETAriuscita manifestazione presso l’Ospedale Civile diLegnano(MI) nei reparti Pediatria e Nursery, dovesono state distribuite, ai bambini degenti e neonati,riproduzioni della Befana e dolciumi. Alla manifestazioneè stata organizzata dalle Associazioni legnanesi(<strong>Granatieri</strong>, Fanti, Paracadutisti eProtezione Civile di San Vittore Olona) con la preziosacollaborazione dei Vigili del Fuoco del distaccamentodi Legnano.Le associazioni partecipanti hanno raccolto deifondi che sono stati donati alla Sezione di Leganodelll’associazione, di recente costituzione“Difendere la Vita con Maria”.IL C.R. TRENTINO – ALTO ADIGESALUTA FAITIl granatiere Igino Fait di Folgaria era della Classe1920. Ha appartenuto alla 121^ compagnia granatieriCannoni da 47/32, inquadrata nel 53°Reggimento della Divisione “Sforzesca”. Ha partecipatoalle Campagne di guerra sul FronteOccidentale, nei Balcani e in Russia ed è stato decoratodi Croce al Merito con Encomio solenne.E’ venuto a mancare all’affetto dei suoi cari e deicommilitoni dopo una lunga e dolorosa malattia.Ai suoi funerali, avvenuti a Folgaria (Trento), aiprimi di gennaio scorso, hanno partecipato, con laColonnella provinciale dei <strong>Granatieri</strong>, il Presidente,granatiere Franco Natale, l’Alfiere e due granatieridella sezione di Pergine, la Colonnella della sezionedi Verona e la Colonnella dei VolontariUniversitari di Verona, accompagnate dai rispettivipresidenti e da alcuni soci. Alle esequie funebri,inoltre, erano presenti il Gagliardetto e gli Alpini diFolgaria, la bandiera del’associazione Combattentie reduci di Folgaria, accompagnata da alcuni soci,e la Colonnella degli ex Internati e Reduci di Russiascortata da soci del Centro Trentino di tale sodalizio.Igino Fait era un uomo di grande fede granatieresca,molto conosciuto e apprezzato in zona eprovincia e amico di tanti granatieri veronesi. Haraggiunto Padre Gianfranco Chiti al quale era unitoda fraterna amicizia. Sicuramente, lascia un grandevuoto fra i suoi concittadini.BombonatoATTIVITA’ ASSOCIATIVALA BEFANA ARRIVA A LEGNANO…CON GLI ALAMARILa Sezione ANGS di Legano ha partecipato ad unaRINGRAZIAMENTOLa Sezione di Roma ringraziasentitamente, a nostro mezzo, ilsocio, granatiere avv. AntonioScalera che, con una consistenteelargizione in denaro haconsentito l’acquisizione di unnuovo computer in sostituzionedi quello esistente, ormai nonpiù utilizzabile. C’è da dire, sull’argomento,che l’avvocatoScalera non è nuovo a questotipo di interventi a sostegnodella sezione. Egli, infatti, nelcorso degli anni ha varie voltedimostrato la sua grande generositàe disponibilità.Il socio, avvocato AntonioScalerasegue a pagina 30


ATTIVITA’ ASSOCIATIVALa stessa sezione, inoltre, segnala con tanta commozionee simpatia il caso della signora Teresa Rivellesiche, mamma di un granatiere che ha persola vita in un incidente stradale, continua a ogniinizio d’anno a inviare la quota d’iscrizione del figlio,insieme a una offerta di denaro.ALPHA BETAIL <strong>2006</strong> DELLA SEZIONE DI SALERNOLa sezione granatieri di Salerno, dopo un periododi assenza dal contesto associativo, ha ripreso appieno,dai primi giorni del <strong>2006</strong>, la propria attività.Il Presidente della sezione, Rosario Capaldo, dopoaver riallacciato i contatti con i propri iscritti, hacercato di portare i “baveri rossi” nelle principalimanifestazioni svoltesi sul territorio salernitano, fradi esse vanno ricordate, oltre a quella del 25 aprilegià menzionata nel numero scorso, quella del 2giugno, Festa della Repubblica, che ha visto la partecipazionedi autorità civili, militari e religiose, tracui il comandante del distretto di Salerno, colonnelloOsvaldo Di Egidio, e ha avuto come atto conclusivoil lancio di paracadutisti sul lungomare delcapoluogo.Nel mese di <strong>ottobre</strong>, i granatieri salernitani sonostati presenti alla cerimonia d’insediamento delnuovo Comandante del Presidio di Salerno, e il 4novembre, in occasione della Festa delle ForzeRINGRAZIAMENTOIl destinatario di questoringraziamento è una diquelle persone che seguonoalla lettera quanto indicato,dal motto dell’antico IVbattaglione granatieri dellaGrande Guerra: “agere nonloqui”. Invero, stanno diventandopurtroppo semprepiù rare le persone chealle chiacchiere preferisconoi fatti. Ma lui, credetemi,è una di quelle.Parlo del colonnello dei granatieriMassimo Ceci, giàcomandante del battaglioneArmate, hanno reso omaggio ai caduti insieme allealtre associazioni d’arma.Da sottolineare che tutte le cerimonie hanno avutofra gli organizzatori il colonnello dei granatieri,Rosario Biraglia.A conclusione di queste brevi note di cronaca, sipuò affermare, senza tema di smentita, che: ”I<strong>Granatieri</strong> di Salerno ci sono !”.C.R.CampaniaOperazione IBIS in Somalia. Il web-master, allora Capitano, è il primo da sinistra.“Asietta” e, per un breve periodo, del 1° reggimento, e che, attualmente, svolge lafunzione di web-master del sito ufficiale dell’ANGS. Dire web-master, è estremamentelimitativo perché Ceci il sito lo ha progettato, lo ha realizzato, lo ha migliorato e lotiene costantemente aggiornato. Da solo. A costo zero per l’associazione, che se loritrova come un dono piovuto dal cielo. Forse, tutto sommato, dovuto.A Ceci, quindi, vada almeno il mio più sentito e sincero ringraziamento per quanto hafatto e continua a fare per l’associazione. Grazie a lui, l’ANGS, fra tutte le associazionid’arma in rete, dispone di uno dei siti più belli e aggiornati.Il DirettoreIl sito si trova all’indirizzo:http://clik.to/granatieri34 <strong>ottobre</strong>-<strong>dicembre</strong> <strong>2006</strong>


OFFERTE PER IL POTENZIAMENTO DEL GIORNALE:Sezione di VERONA Euro 30,00Sezione di MONZA (in memoria del Gra. Barni Fiorino, del Gra. Beretta Alessandroe del Gra. Colombo Luigi Gaspare “ 20,00Sezione di JESI (in memoria dei Gra. Fonda Aldo e Pambianchi Guido) “ 20,00Sezione di ROMA “ 20,00Famiglia QUARESMINI (in memoria del Gra. Quaresmini Guido) “ 30,00Gra.SELLERI Giorgio (in memoria del Gra. Ferrari Giuseppe) “ 50,00Gra. BACCHIA Nello (dall’Australia) “ 15,46Gra. CIVATI Carlo “ 50,00Gra. SERIO Pietro “ 8,00OFFERTE PER IL FONDO DI SOLIDARIETA’“Granatiere Stenio Contigliozzi”:Gra. CAVIUCCHIOLI Albano (in memoria di Padre Chiti) Euro 20,00Sezione di CEREA (in memoria del Gra. Marzotto Angelo) “ 10,00CONTRIBUTO PER L’ASSOCIAZIONEGra. PELZZIARI Emilio (in memoria del Gra. Pelizziari Virginio) Euro 50,00Sig.ra PRATINI Edy (in memoria del marito Gra. Pratini Angelo) “ 50,00Sezione di JESI (in memoria dei Gra. Fonda Aldo e Pambianchi Guido) “ 20,00Per eventuali offerte, si prega voler utilizzare il conto corrente postale n. 34577007indicando la causale (Potenziamento giornale, Abbonamento, Fondo solidarietà)<strong>ottobre</strong>-<strong>dicembre</strong> <strong>2006</strong> 35


SFILERANNO SEMPRE CON LE NOSTRE COLONNELLELa rubrica “Sfileranno sempre con le nostre colonnelle” è finalizzata a ricordare i soli soci dell’<strong>Associazione</strong> chehanno lasciato questo mondo per ritornare alla casa del Padre. Si sottolinea: I SOLI SOCI.Chi segnala il triste evento per la pubblicazione, dovrà comunicare le seguenti informazioni necessarie per la stesuradel necrologio:Sezione d’appartenenza; Data di nascita e di morte; Motivi del decesso; Reparto <strong>Granatieri</strong> nel quale il defunto haprestato servizio; Eventuali campagne di guerra e decorazioni ricevute; Eventuali cariche associative rivestite.E’ opportuno, inoltre, che venga inviata una foto originale del defunto e non, come spesso avviene, fotocopie ocopie riprese da giornali. Tutti i testi, comunque, non supereranno le 12 righe, salvo le eccezioni che si potrannoavere a insindacabile giudizio della Redazione.La Redazione, infine, sarà particolarmente grata a chi, avendone la possibilità, invierà un’offerta come, del resto,è previsto dal comma 5 dell’articolo 13 del Regolamento dell’<strong>Associazione</strong>.Aldo FondaGuido Pambianchi Oreste Bertagnoli Natale BisonALDO FONDASezione di Jesi (AN)(Pola 1920- Ancona <strong>2006</strong>) Dopoaver trascorso gli anni della giovinezzatra Tieste e Pola, venne ammessoa frequentare l’Accademiadella Farnesina in Roma proprio all’entratain guerra dell’Italia. Nel1941 si arruola per essere destinatoal Corso Allievi Ufficiali di Arezzodal quale esce con il grado di sottotenenteper essere destinato al 3°reggimento <strong>Granatieri</strong> in Atene.Nel 1942, rientra in Patria per sosteneregli esami, brillantemente superatialla Farnesina. Da Roma vienescelto per rinsanguare i ranghi decimatidegli ufficiali del battaglioneSan Marco, a quel tempo di stanza aPola. Gli eventi bellici lo vedononell’occupazione della Corsica esuccessivamente in Tunisia, comandantedel plotone fucilieri nella zonadi Biserta. Alla capitolazione, vienefatto prigioniero dalle truppe americanee internato negli Stati Uniti.Dopo il rientro in Patria, il forzatoesodo delle popolazioni dell’Istria edella Dalmazia lo costringe in Piemonte,a Saliano Micca (VC) e poi aBiella dove inizia la carriera di insegnantedi Educazione Fisica poi conclusasia Roma. Dopo la morte deisuoi amatissimi genitori, si trasferiscead Ancona, città in cui viveva lacugina Violetta Trolis e nella quale èvissuto fino alla morte.Viene con lui a mancare “unesempio e un punto di riferimentoper tutti coloro che lo hanno conosciutoe amato”.GUIDO PAMBIANCHISezione di Jesi (AN)Nato a Senigallia, il 17 luglio del1927, é andato avanti il giorno 11luglio <strong>2006</strong> a Belvedere.Di lui hanno scritto: “ Il caro Guidoera veramente fiero di aver fattoparte del Corpo dei <strong>Granatieri</strong>.Spesso ricordava ai suoi famigliari levicissitudini del periodo militare e,nonostante non abbia sempre potutopartecipare ai raduni con i suoivecchi commilitoni, ha costantementetenuto vivo nel suo cuore ilperiodo in cui aveva indossato ibianchi Alamari. Non avrebbe maicreduto di poter avere, nel giornodella sua commemorazione funebre,un così nutrito picchetto d’onore deisuoi commilitoni ... anche se era unodei suoi più grandi desideri”.La famiglia ringrazia, piena di commozione,i granatieri che, con stimae affetto, hanno partecipato al salutodel proprio congiunto.ORESTE BERTAGNOLISezione di VeronaEra il Presidente Onorario della Sezione.Classe 1919, è ritornato allacasa del Padre alla fine di maggiodel <strong>2006</strong>, circondato dall’affettodella sua splendida famiglia. Durantela 2^ Guerra mondiale, dopol’addestramento a Roma, durante ilquale fu premiato per la precisionenel tiro, combattè in Africa Settentrionaleinquadrato nella 21^ compagniaAnticarri, prima in Libia e,successivamente, in Tunisia, fino alglorioso ma sfortunato epilogo diTacruna. Fece quasi tre anni di prigioniatra Suez e Alessandria. Neglianni sessanta, per lavoro, ebbemodo di tornare in Libia neiuoghiella memoria. L’orgoglio di appartenenzaal nostro Corpo.gli fece erigere,nelgiardino della sua villetta,un cippo commemorativo del suoreparto. Un vero piccolo, grandemonumento. Durante i suoi funerali,in una Chiesa gremita, è stato pronunciatodal granatiere Cristiani, trala commozione generale, un appassionatoricordo della sua figura,prima della lettura solenne della nostrapreghiera.NATALE BISONSezione di VercelliCon grande rimpianto, la Sezionecomunica la scomparsa del granatieredeceduto il 31 <strong>ottobre</strong> <strong>2006</strong>.Iscritto, da oltre un ventennio, all’<strong>Associazione</strong>,ha sempre partecipato atutti i Raduni e alle manifestazioniassociative locali. I commilitoni dellaSezione vercellese si inchinano allasua memoria ed esprimono alla moglie,al figlio e ai famigliari tutti, ilsenso del più vivo cordoglio, partecipandoal loro grande dolore.36 <strong>ottobre</strong>-<strong>dicembre</strong> <strong>2006</strong>


SFILERANNO SEMPRE CON LE NOSTRE COLONNELLEBruno Olivi Vittorio Sassano Alessandro Beretta Luigi Gaspare ColomboBRUNO OLIVISezione di Spinea (VE)Nato il 5 <strong>ottobre</strong> del 1933, è venutoa mancare all’affetto dei suoi cari edei commilitoni il 6 giugno <strong>2006</strong>.Aveva militato, agli inizi degli annicinquanta, nel1° reggimento <strong>Granatieri</strong>di Sardegna nel momento incui si stavano ricostruendo le filedell’Esercito Italiano.Il periodo della “naja” trascorsa nei<strong>Granatieri</strong> è stata per lui sempremotivo di grande orgoglio. L’attaccamentoal Corpo dei bianchi Alamarilo ha dimostrato nell’ambitoassociativo. Egli, infatti, è stato fra isoci fondatori della Sezione e, nelcorso della vita, ha partecipato conentusiasmo e dedizione a tutte leattività del sodalizio.I <strong>Granatieri</strong> di Spinea, per il tramitedel V/Presidente Bruno Stevanato,si uniscono al dolore della famiglia.VITTORIO SASSANOSezione di PescaraIl 27 <strong>ottobre</strong> <strong>2006</strong> è scomparso,dopo lunga malattia. Nato il 30gennaio 1918, molisano, era l’ultimodei veterani che l’11 maggio1962, costituirono formalmente laSezione. Ne era Consigliere continuòa esserlo per molti anni. Inguerra, aveva valorosamente combattutosul Fronte Albanese neiranghi del 3° reggimento <strong>Granatieri</strong>e fu uno dei primi feriti avendo subitouna grave invalidità. Personalitàdi spicco nell’ambiente pescarese,fu dirigente dell’ufficio provincialedel Tesoro e Assessore comunale.Durante la vita si è prodigato perl’assistenza ai mutilati, invalidi e orfanidi guerra e ha ricoperto le carichedi Presidente provinciale e regionaledell’<strong>Associazione</strong> e dell’Operanazionale Mutilati e Invalidi diGuerra che, per suo merito e fattività,si dotarono di belle sedi a Pescarae all’Aquila.Unanime è il compianto per lagrave perdita di un uomo che tantoha dato alla collettivitàper generositàe doti mirabili. (G.S.)FIORINO BARNISezione di Monza e BrianzaClasse 1927, è venuto a mancare all’affettodei suoi famigliari e deicommilitoni l’8 maggio <strong>2006</strong>. Avevaprestato servizio nel 1° reggimento<strong>Granatieri</strong> di Sardegna negli anni1948-1949. Nonostante si sia avvicinatoall’associazione solo da pochianni, ha sempre dimostrato attaccamentoai bianchi Alamari. Alla moglie,la gentile signora Gina e aisuoi figli, le più sentite condoglianzeda partedi tutti i <strong>Granatieri</strong>della Sezione. (C.C.)Senza fotoALESSANDRO BERETTASezione di Monza e BrianzaClasse 1933, ha prestato servizio,come fuciliere della 2^ compagnia,del 1 reggimento <strong>Granatieri</strong> di Sardegna,negli anni1951-1952.Iscritto all’<strong>Associazione</strong>, fin dallafine degli anni settanta, haa sempresostenutola sezione in tutti i modi,non appena una necessità richiedevail suo intervento. Il 7 agostodel <strong>2006</strong> ci ha improvvisamente lasciato.Alla moglie, gentile signoraPiera, e ai figli vadano le più sentitecondoglianze di tutti i granatieridella sezione. (C.C.)LUIGI GASPARE COLOMBOSezione di Monza e BrianzaClasse 1917, ha prestato servizionel1° reggimento <strong>Granatieri</strong> di sardegnadurante la 2^Guerra mondiale,partecipando alle Operazioninei Balcani e alla Difesa di Roma.Chiamato da tuti “Carletto”, dalnome del padre caduto nellaGrande Guerra pochi giorni dopola sua nascita, è deceduto il 9 <strong>ottobre</strong>del <strong>2006</strong>.E’ stato uno dei soci della ricostituitaSezione nel 1962, ed è statomembro del Consiglio Direttivodella stessa negli anni che vannodal 1980 al 1989. I <strong>Granatieri</strong> dellasezione sono vicini ai fgli in questotriste momento,porgendo le piùsentite condoglianze. (C.C.)GIANFRANCO FRANZINSezione di CivitavecchiaNato a Civitavecchia, il 14 apriledel 1937, ha militato nei <strong>Granatieri</strong>nel 1958-1959, sotto il comando delcolonnello Enrico Falconi.Iscritto alla Sezione, fin dalla suacostituzione, rivestiva ‘incarico diAlfiere della Colonnella sezionale.Uomo dalle eccelse virtù umane,nel corso della vita ha saputo esprimereentusiasmo per gli Alamari eper tutto ciò che riguardava la suaesperienza di granatiere.I commilitoni, con la loro Colonnella,hanno partecipato numerosialle esequie e si sono uniti al doloredella inseparabile consorte, lagentile signora Gabriella e deglialtri congiunti. (A.A.)ANGELO MARZOTTOSezione di Cerea ( VR)Appartenente alla Classe 1915, militònel Corpo dei <strong>Granatieri</strong> in unmomento in cui l’Italia era in unostato di guerra. Nel lontano 1959,fu tra i soci fondatori della Sezione,assicurando fin quando ha potuto,la sua presenza a tutte le manifestazionie attività del sodalizio. I commilitoni,con la Colonnella, glihanno reso l’ultimo saluto al ritofunebre ed esprimono le più sentitecondoglianze, unendosi al doloredella moglie e del figliosegue a pagina 38<strong>ottobre</strong>-<strong>dicembre</strong> <strong>2006</strong> 37


SFILERANNO SEMPRE CON LE NOSTRE COLONNELLEGianfranco Franzin Angelo Marzotto Marino Magni Guido QuaresimiMARINO MAGNISezione di MelzoApparteneva alla Classe 1926 ed èvenuto a mancare, improvvisamente,nel mese di maggio del <strong>2006</strong>.Le esequie, svoltesi a Pozzuolo Martesana,hanno visto la presenza dimoltissime persone e di numerosisoci della Sezione, accompagnatidalla Colonnella listata a lutto. Dopola lettura della “Preghiera del Granatiere”,la bara è stata tumulata nel cimiterodel paese. Marino,come tutti i<strong>Granatieri</strong> che l’hanno precedutonell’ultimo viaggio, è “andatoavanti” e disciplinatamente, comedice nella poesia “L’ultimo contrappello”Padre Gianfranco Chiti,è“pronto a rispondere Presente ognigiorno, per sempre. (T.P.)GUIDO QUARESMINISezione di Castel Goffredo,Castiglione delle Stiviere e AltoMantovanoEra nato a Montichiari (BS) il 20marzo del 1938. Svolse il servizio militarenel Corpo dei <strong>Granatieri</strong>, infatti,fu assegnato dopo il CAR al 1°Reggimento da dove si congedò il 29marzo 1960. E’ deceduto il 26 <strong>ottobre</strong>del <strong>2006</strong>, nel comune di Medole,nell’Alto Mantovano, dove risiedevacon la famiglia. Socio ANGS,è stato colto dalla morte nel momentoin cui aveva chiesto di trasferirsialla Sezione.Era una persona stimata, altruista esempre disponibile. A lui si deve, fral’altro, l’organizzazione di molte iniziativedi tipo ricreativo a beneficiodella comunità del suo pese. I suoicommilitoni gli hanno reso onorecon la loro presenza al rito funebre econ la partecipazione commossa aldolore che ha colpito la moglie e ifigli.LODOVICO SPONSILLISezione di PescaraIl 30 giugno del <strong>2006</strong> ha segnato lasua dipartita all’età di 85 anni. Dopouna vita trascorsa fra impegni militari,promozione di molteplici attivitàsportive nella regione, insegnamentodell’Educazione Fisica in diversiistituti della provincia. Da tenentedei <strong>Granatieri</strong> di Sardegna, volontariodel raggruppamento “CurtatoneMontanara” (1943/44) avevacombattuto a Montelungo e Cassino,dopo aver partecipato alle operazionimilitari in Corsica. Fu tra queiveterani di guerra che promossero lacostituzione della Sezione e delcentro provinciale di Pescara.Lascia un vuoto incolmabile in chiebbe la ventura di conoscerlo. (nelprossimo numero, un ricordo storicodel granatiere Giovanni Scarpelli).Senza foto38 <strong>ottobre</strong>-<strong>dicembre</strong> <strong>2006</strong>


MATERIALE PROMOZIONALEDISPONIBILE PRESSO LA PRESIDENZAALAMARO A SPILLO ARGENTATO Euro 5,00AUDIOCASSETTA "MARCE DEI GRANATIERI” ” 2,50BAVERO Dl PANNO ROSSO CON ALAMARI ” 6,00BASCO Dl PANNO NERO ” 6,00CREST ARALDICO DELL'A.N.G.S. ” 23,00COPPIA Dl GRANATINE IN METALLO BIANCO PER BAVERO ” 4,00GRANATINE A SPILLO/CLIPS IN SIMILORO/SILVER PER GIACCA ” 2,00CARTOLINE EPOCHE VARIE ” 0,50CRAVATTA REGGIMENTALE IN POLIESTERE ” 11,00DISCO AUTOADESIVO PER MACCHINA ” 0,50FREGIO METALLICO PER BASCO ” 3,50GEMELLI ARGENTATI CON SCUDETTO QUATTRO MORI ” 16,00LIBRO "IL IV BATTAGLIONE CONTROCARRO" ” 4,50LIBRO "LE STAGIONI BALCANICHE" ” 5,00LIBRO "I QUADRI DEL 3° RGT. GRANATIERI Dl SARDEGNA" ” 8,00MEDAGLIE DEI VARI RADUNI NAZIONALI ” 5,00PORTACHIAVI IN SILVER RETTANGOLARI A MOLLA ” 1,30PORTATESSERA ASSOCIATIVO IN PELLE ROSSA ” 5,00PORTATESSERA ASSOCIATIVO IN PLASTICA ROSSA ” 1,00STATUETTA "GRANATIERE 1848" ” 21,00STEMMA ARALDICO IN METALLO PER TASCHINO ” 14,00STEMMINO METALLICO CON ALAMARI E GRANATINA ” 4,00TARGA IN OTTONE "GIACCONE" CON ASTUCCIO ” 18,00VIDEOCASSETTA "STORIA DEL 1° RGT. GRANATIERI” ” 8,00Ai costi dei singoli articoli vanno aggiunte le spese dell’eventuale spedizione<strong>ottobre</strong>-<strong>dicembre</strong> <strong>2006</strong> 39

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