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RIPARTIRE DAL VANGELO - OFM

ordine dei frati minoriRIPARTIREDAL VANGELOlinee guida di animazioneper il sessennio2010-2015ROMA 2010


RIPARTIREDAL VANGELOlinee guida di animazioneper il sessennio2010-2015


Ufficio ComunicazioniCuria generale dei Frati MinoriVia S. Maria Mediatrice 2500165 Roma - Italiawww.ofm.org


PRESENTAZIONEDEL MINISTRO GENERALECari fratelli e sorelle, il Signore vi dia pace!Terminate le celebrazioni della grazia delle origini,noi fratelli e sorelle siamo chiamati a dare continuità aquanto abbiamo celebrato in questi anni di grazia, checi hanno portato alla celebrazione dell’VIII centenariodella fondazione dell’Ordine dei Frati Minori.Fin dai suoi primi incontri il Definitorio generale,eletto nel Capitolo di Pentecoste 2009, ha pensato di offrirealcuni orientamenti generali per l’animazione dellavita dei Frati nei prossimi sei anni, in continuità con ilprogetto La grazia delle origini, e tenendo sempre presentele Priorità. Frutto della riflessione compiuta è ildocumento che oggi vi presento: Ripartire dal Vangelo.Linee guida di animazione per il sessennio 2010-2015.Il Progetto contempla tre momenti o tappe: vivere ildono del Vangelo (anni 2010-2011), restituire il dono delVangelo (anni 2012-2013) e rifondare le nostre presenze(2014-2015). Ogni momento ruota attorno ai seguentinuclei principali: il Vangelo come punto di partenza, lanostra missione evangelizzatrice, in dialogo con il mondo,rifondare e rinnovare le nostre strutture.Il Vangelo come punto di partenzaIl punto di partenza e il centro del suddetto progettodi animazione sono il Vangelo, da cui il titolo: Ripartiredal Vangelo. Da più di trent’anni, e cioè dal Vaticano II,la nostra vita e missione sono stati oggetto di analisi finoalla sazietà. Senza dubbio dobbiamo continuare a farequeste analisi, se non vogliamo perdere il treno della storia.I tempi delicati e faticosi che stiamo attraversando(cf. VC 13), i cambiamenti continui e rapidi ai quali siamosottomessi, ci obbligano a questo. Però non possiamofermarci alle analisi delle cause che ci hanno portato alla3


situazione attuale, né agli studi scientifici di un passatoirrimediabilmente andato. Non basta nemmeno determinareuna serie di strategie orientate a configurareun futuro ancora incerto. Tutto questo potrebbe esserepericoloso se ci portasse a pensare che il rinnovamentoo la rifondazione profonda della nostra vita e missioneè un compito e non una maniera di vivere. È evidenteche dobbiamo pensare al futuro e prepararlo con luciditàe audacia. È necessario ed ovvio che dobbiamo cercaree porre in atto strategie di futuro. Però non possiamoperdere, dimenticare o rinunciare alla forza e agli obiettividi un presente ricco di passione per il Cristo e perl’umanità. E per questo è necessario accendere un fuoconuovo e iniettare linfa nuova, se no rischiamo di moriredi freddo e morire atrofizzati.Questo fuoco nuovo, questa linfa nuova, ci può veniresolo da un ritorno al Vangelo, nucleo fondamentale efondante la nostra forma di vita (cf. Rb 1,1). Nella nostravita non si tratta semplicemente di optare per una imitazionepiù perfetta di Gesù Cristo, poiché tutti i battezzatisono chiamati ad “avere gli stessi sentimenti di Cristo”(Fil 2,5). Non si tratta neppure di arrogarsi l’esclusivadi certe virtù evangeliche, poiché anche il discorso dellamontagna è per tutti (cf. Mt 5,1ss.). Dato che “il donodel Vangelo è all’origine della nostra fraternità“ (PdV 6),si tratta di porre, in ogni momento e in ogni circostanza,il Vangelo, nelle sue esigenze più radicali, come fondamentodella nostra vita quotidiana e criterio primo e ultimodel nostro agire.4D’altra parte, il Vangelo, nel senso pieno, è Gesù stesso.Ciò significa che aver professato il Vangelo “come regolae vita” non può ridursi ad una mera dichiarazionedi buone intenzioni, ma porta con sé la sfida di esseree di agire come persone evangeliche che, da una forteesperienza di fede, e seguendo la forma di vita checi ha lasciato Francesco, collocano il Cristo al centrodella loro vita e missione, il tutto della loro esistenza:“Ritengo che tutto sia una perdita a motivo della sublimitàdella conoscenza di Cristo Gesù, mio Signore, per il


quale ho lasciato perdere tutte queste cose“ (Fil 3,8ss.).Una vita, quindi, secondo il Vangelo come la nostranon si può ridurre semplicemente all’osservanza di alcunitesti, né ad un elenco di comportamenti, piuttostoconduce ad accogliere il messaggio di Gesù nella suatotalità, e a fare di Gesù la ragione di ciò che siamo efacciamo (cf. Rb 10, 8-10).La grande sfida che abbiamo davanti, se veramentevogliamo essere significativi e rivitalizzare il nostrocarisma, cari fratelli e sorelle, è di ricominciare dalVangelo e lasciarci “abitare” da esso. Solo così potremogarantire il futuro verso il quale ci spinge lo Spirito (cf.VC 110).Testimoni autentici del VangeloQuesta esperienza di sentirsi “abitati” dal Vangelo, citrasforma in testimoni autentici di Gesù. È ciò che chiedeil progetto Ripartire dal Vangelo. Non si tratta semplicementedi predicare il Vangelo, ma di essere testimonidi Gesù. Come i Frati della prima generazione, anchenoi siamo chiamati ad annunciare ciò che viviamo (cf.PdV 7). Il cammino da percorrere ha tre tappe: accogliereil Vangelo come Buona Notizia, lasciare che il Vangelocambi la nostra vita, come cambiò quella di Francesco(cf. PdV 5), e andare per il mondo, in fraternità e minoritàcon il cuore rivolto al Signore, restituendo, con latestimonianza della vita e l’annuncio esplicito, il donoricevuto del Vangelo (cf. PdV 7.10.20). Nessuna di questetappe può essere ignorata.Tale testimonianza comporta una profonda esperienzadi Dio. Questa convinzione è espressa in uno dei mandatidel Capitolo di Pentecoste del 2009, dove si chiedeche l’evangelizzazione “sia sostenuta da una forte esperienzadi Dio” (PdV, Mandati capitolari 13). “Ho creduto,perciò ho parlato” (2Cor 4,13), dice Paolo. “La vitasegnata dal dinamismo del Vangelo si trasforma in passioneincontenibile per il Regno” (PdV 28). Non si può5


annunciare la Parola senza un incontro reale con essa.Non si può evangelizzare senza un incontro personalecon Cristo e il suo Vangelo. Il missionario, l’evangelizzatoredeve essere, come Paolo, una persona raggiunta,trasformata e motivata per il Cristo e per il Vangelo.In quanto fratelli e sorelle del popolo, la nostra missioneè di testimoniare e restituire il Vangelo inter gentes,in comunione con gli uomini e le donne del nostrotempo, in atteggiamento di dare e ricevere (cf. PdV 15),incarnando il messaggio sempre nuovo del Vangelo neidiversi contesti in cui viviamo, adeguando il nostro linguaggioai codici comunicativi del mondo, per rendereintelligibile il messaggio evangelico a quanti ci ascoltano(cf. PdV 16), a partire dalla logica del dono (cf. PdV 9),con fantasia e creatività (cf. PdV 9.10), e attraversandole frontiere per andare incontro all’altro, pur nella suadiversità.Alcune volte questa testimonianza la daremo nei nostriluoghi e culture di origine, altre volte lo Spirito delSignore ci spingerà ad andare fino ai confini del mondo.È la missione ad gentes, espressione piena della missioneinter gentes, che “mette in singolare evidenza il momentoiniziale della fede” (PdV 18), e alla quale l’Ordinenon può rinunciare, poiché in essa si gioca la fedeltà aduna delle sue caratteristiche fondanti (cf. Rb 12). E tuttoquesto in Fraternità, prima forma di evangelizzazione,consapevoli che “nessun progetto di evangelizzazione èiniziativa o patrimonio personale di nessuno: è semprela Fraternità che evangelizza” (PdV 27). Si rende urgentela creazione di Fraternità profetiche, di Fraternità segno(PdV 8).In docilità allo Spirito, unendo le caratteristiche dellamissione inter gentes e della missione ad gentes, leggendoi segni dei luoghi, e a partire dalla nostra condizionedi minori tra i minori della terra, a qualsiasi altro luogodobbiamo preferire di abitare le frontiere, lasciandocisedurre dai chiostri dimenticati e inumani (cf. Sdp 37).Per questo il documento del Capitolo 2009 ci invita a7


decentrarci e ad essere meno autoreferenziali (cf. PdV14). S’impone, cari fratelli e sorelle, che allarghiamo lospazio delle nostre tende (cf. Is 54,2) dell’immobilismo edello stallo che minacciano di paralizzare il nostro dinamismoevangelizzatore (cf. PdV 12).Cari fratelli e sorelle: molte volte abbiamo manifestatola preoccupazione per la distanza che solitamenteesiste tra ciò che diciamo o predichiamo e la nostra vitareale. Non possiamo continuare costatando semplicementeil fatto. È ora di testimoniare il Vangelo, da unaprofonda esperienza di fede, in fraternità e minorità, einseriti nella realtà. È ora di metterci in movimento, diattraversare le frontiere antropologiche e geografiche, dipercorrere i cammini del mondo, essendo meno campanilisti,meno provincialisti. Il mondo ha più bisogno chemai del Vangelo. Non possiamo defraudarlo! È ora dipartire!In dialogo con il mondo“Andate per il mondo intero” (Mc 16,15). Gesù, inviatodal Padre, invia anche noi suoi discepoli. Il campodella missione dei Frati Minori è inter gentes, ossianelle piazze e nelle strade, nei luoghi dove gli uomini ele donne s’incontrano, vivono, lavorano, soffrono e godono.Non possiamo accontentarci solo aspettando coloroche vengono. È necessario metterci in cammino.È necessario andare incontro agli uomini e alle donneper annunciare loro il Vangelo, con fantasia e creativitàevangeliche, benché ciò non sia privo di difficoltà.8Il mondo è il nostro chiostro, ripetiamo con un certoorgoglio. Tuttavia, se vogliamo che sia una piattaformavalida per restituire il dono del Vangelo dobbiamo amarlo,sentire simpatia ed entrare in dialogo con esso, “gettandouno sguardo positivo sui contesti e sulle culture incui siamo immersi, scoprendovi le inedite opportunità digrazia che il Signore ci offre” (PdV 15). La cultura secolarizzatanon deve essere vista solo come una minaccia,


ma anche come una nuova e affascinante opportunitàper annunciare il Vangelo, come una sfida teologica epastorale. Il mondo così non è solo un campo di battaglia,ma soprattutto un luogo preparato per seminareil buon seme. Non possiamo evangelizzare ciò che nonamiamo. Perché non assumere la secolarizzazione comeuno dei segni dei tempi da leggere e interpretare allaluce del Vangelo? Il nostro è il tempo che Dio ci offre perannunciare la Buona Notizia. Il Frate Minore non puòrinunciare a proporre, con la vita e con la parola, la forzaliberatrice del Vangelo. È possibile individuare, tra le realtànegative e di crisi, i sogni emergenti degli uomini edelle donne per aprire canali nella loro vita e anticipareil Regno proclamato e vissuto da Gesù.Essere missionario nel mondo significa, anche, dialogarecon la cultura del frammento, rivedere il linguaggioche utilizziamo, andare fino alla periferia e aprirsi ai nuoviaeropaghi. Questo è il senso profondo del ridimensionamentodel quale parliamo tanto. Questo non consistesolo nel chiudere le presenze e le opere. A volte non c’èche da chiudere per aprirci a questi nuovi aeropaghi.Rifondare e rinnovarele nostre presenzeTutto questo processo si situa in quell’atteggiamentoal quale ci invitava già il documento finale del Capitologenerale straordinario del 2006: entrare in un processocostante di discernimento (cf. Spc 35), rivedere seriamentela nostra missione e osare per sperimentare camminiinediti di presenza e testimonianza (cf. Spc 33).Da questo discernimento e da tale revisione nessunaEntità e nessun Frate può considerarsi esente. È urgentefare una sosta nel cammino per discernere dove stiamo,verso dove andiamo, verso dove ci spinge lo Spirito e versodove vogliamo andare. Questo è ciò che precisamentesi propone il moratorium deciso nell’ultimo Capitolo generale(cf. Mandato 10).9


Data la situazione attuale, in molti casi, questo discernimentoporterà necessariamente al ridimensionamento,processo doloroso, certamente, ma che può esserevissuto come un momento di grazia pasquale pertentare di ridarci un significato in una maniera più profetica(cf. PdV 31).Tutto ciò comporta una rivitalizzazione endogena, unaconversione profonda al Vangelo e alla forma di vita cheabbiamo abbracciato con la professione. Solo così potremoinventare strutture adeguate alle situazioni attuali,che da una fedeltà dinamica alle origini ci permettanodi essere provocatori, di porre interrogativi agli uominie alle donne di oggi, e fare una proposta vocazionaleconvincente.Di fronte a queste esigenze, e se il carisma di Francescoappartiene alla Chiesa e al mondo, e non solo a noi, nonpossiamo permettere che questo muoia. Molte strutturedovranno morire, incluse alcune Entità, però ciò che nonpossiamo permettere è che muoia il carisma, anzi di più,dobbiamo rivitalizzarlo. Questa è la nostra responsabilitànel momento attuale, ad esso tende precisamente ilridimensionamento.10Appello finaleMiei cari fratelli e sorelle, davanti a noi si presentauna grande opportunità che è nello stesso tempo unagrande responsabilità: ravvivare la nostra vita evangelica.Questo può essere il frutto più bello della graziadelle origini che insieme abbiamo vissuto in questi anni.Chiamati a ravvivare in noi l’impulso delle origini, lasciamociimpregnare dal Vangelo e saremo trasformatiin uomini nuovi, liberi, evangelici, autentici servi dellaParola nell’impegno dell’evangelizzazione. In continuitàcon l’esperienza di Francesco anche oggi noi accogliamoe conserviamo nel cuore il Vangelo, perché sia semprelampada per i nostri passi, luce sul nostro cammino (cf.


Sal 118, 105), in modo tale che le nostre opzioni concreterispondano alle esigenze del Vangelo che abbiamopromesso di osservare fedelmente.Cari fratelli e sorelle, io, vostro Ministro e servo, inprofonda comunione con i fratelli del Definitorio, vi supplico,nella carità che è Dio (cf. 1Gv 4,16), che accogliatecon benevolenza le mie parole e poniate in praticaquanto chiede questo progetto di animazione che viproponiamo come Definitorio generale per questi anni2010-2015.“E tutti quelli e quelle che con benevolenza le accoglieranno[…], li benedica il Padre e il Figlio e lo SpiritoSanto. Amen” (2Lf 88).Roma, 2 febbraio 2010.Festa della Presentazione del SignoreFr. José Rodriguez Carballo, ofmMinistro generale OFM11


IL PROGETTOCelebrando la grazia delle origini siamo riandati a sanFrancesco, ed egli ci ha rinviati a Gesù Cristo e al suoVangelo. La Protoregola conteneva poche frasi evangelicheche esprimevano le esigenze radicali della “sequelaChristi”. Per seguire con rinnovata fedeltà il nostro Padresan Francesco, ripartiamo anche noi dal Vangelo, per viverlocon lui incarnando nel nostro tempo le Priorità delnostro carisma.Il Vangelo è la nostra regola e vita (cf. Rb 1,1). Esso èil nucleo essenziale della nostra professione (cf. CCGG5,2). Ciò esige di fare del Vangelo la norma suprema dellanostra vita (personale e fraterna), mettere al centro lapersona di Gesù, lasciare che sia il Vangelo a illuminaree guidare le nostre decisioni, i nostri progetti, lasciarcicoinvolgere nell’avventura di Dio, fidarci, rischiare,aprirci alle Sue esigenze, a quelle più radicali.Ripartire dal nocciolo da cui è fiorito il carisma francescano,il Vangelo appunto, significa riandare all’intuizionecarismatica di Francesco, prima che si mescolassecon l’istituzione e poi con tante strutture materiali (cf.1Cel 84).Noi studiamo e insegniamo la Parola di Dio agli altri,ma spesso non la facciamo entrare dentro il nostrocuore, non ci lasciamo abitare dalla Parola, e non la viviamocon coerenza e autenticità. Abbiamo bisogno dipassare ancora dall’intelletto al cuore, dalla conoscenzaall’adesione personale, da una fede conosciuta ad unafede vissuta, per fare unità nella nostra vita. Abbiamobisogno di riascoltare con rinnovato impegno, l’invito diGesù: “convertitevi, cioè, credete al Vangelo” (Mc 1, 15).13


Noi ci ritroviamo anche spesso a dover “mantenere”tante strutture che abbiamo ereditato e a svolgere la nostramissione evangelizzatrice con tantissime, a voltetroppe, attività che ci affaticano fisicamente e spiritualmente.Abbiamo bisogno di rimettere la persona e lo spiritoal primo posto, e di passare da un’evangelizzazioneaffidata all’attivismo ad una evangelizzazione caratterizzatada nuove presenze autenticamente evangeliche.Il nostro progetto è di ripartire dal Cristo e dal suoVangelo, per vivere e operare sempre alla luce del Vangeloe riproporre alla Chiesa e al mondo la fecondità di Cristo.Tanta gente, che vive una grave crisi di valori e haperso i riferimenti spirituali, attende da noi anzituttouna testimonianza autenticamente evangelica, e ci chiededi essere nel mondo una presenza tangibile di Dio, delsuo Amore, che interroga il mondo stesso.L’itinerarioLe tappe del cammino che vogliamo percorrere insiemesono tre e le esprimiamo in questo modo: 1. Viviamo ildono del Vangelo, per rinnovare la nostra qualità di vita; 2.Restituiamo il dono del Vangelo al mondo con gesti concretie con creatività per rianimare la nostra missione evangelizzatrice;3. Rifondiamo le nostre presenze e struttureper essere più leggeri, liberi, significativi e profetici.Il dinamismo è suggerito dai verbi: viviamo – restituiamo– rifondiamo. Il nucleo centrale è sempre il Vangelovivente che è la persona di Gesù, Parola fatta carne, eche vorremmo “rendere oggi vivente” in noi, nella nostramissione, e persino nelle nostre strutture.14Indicazione metodologicaLe tre tappe tematiche sono contenute nel documentodel Capitolo di Pentecoste 2009, hanno una loro logica


e consequenzialità interna, e crediamo possono fare daguida essenziale e concreta per un cammino di rinnovamentoe di nuova «fedeltà creativa» delle Fraternità edelle Entità dell’Ordine.Ogni tema dovrebbe essere considerato e vissuto nella“tensione” missionaria e nella apertura al mondo, secondol’indicazione del Capitolo (cf. Mandati 1).I temi sono proposti per un cammino biennale, lasciandola libertà alle Province e Custodie di organizzarei loro programmi. Le Entità possono anche prevedere unprogramma annuale, utilizzando in tal caso i sotto-temiinterni.Per ogni tema viene riproposta la ISPIRAZIONE fondamentale,che rappresenta l’ideale verso cui tendere,con testi del Vangelo privilegiati da san Francesco, delledue Regole, delle Costituzioni generali e del documentofinale del Capitolo di Pentecoste 2009 Portatori deldono del Vangelo; si indicano alcune MEDIAZIONI, ossiaprogrammi o attività che sono indicati dai Mandatidel Capitolo generale o promossi dai vari Segretariatie Uffici generali di animazione, e che si consideranocome strumenti di animazione; vengono indicate alcunePROPOSTE CONCRETE (scelte, impegni,); e infine sisuggeriscono alcuni GESTI E SEGNI che possono esseredi aiuto per calare nella vita il tema approfondito. TaliProposte sono varie per dare ad ogni Entità la possibilitàdi scelta secondo i luoghi e le culture.Per gli approfondimenti in Fraternità dei temi“ispirazionali” in particolare consigliamo di usare laMETODOLOGIA DI EMMAUS, con i momenti seguenti:riunirsi; parlare di ciò che si è vissuto in riferimentoal tema; rileggere le esperienze alla luce della Parola edella Regola; pregare e lodare Dio per i doni ricevuti;celebrare la comunione fraterna; tornare ai fratelli e allesorelle che sono nel mondo con la nuova buona notizia(cf. Spc 45).15


Anni2010-2011VIVIAMO IL DONODEL VANGELO«Li chiamò perché stessero con Lui eper mandarli a predicare» (Mc 3,14).«Teniamo ferme le parole, la vita el’insegnamento e il santo Vangelo diColui che si è degnato di pregare pernoi il Padre suo e manifestarci il nomedi lui» (Rnb 22,41).Ripartire dal Vangelo,come Discepoli e Testimoni,in ascolto del mondo di oggi


ISPIRAZIONETutto ha origine da Dio e ogni realtà appare comedono di Dio; il dono più grande che abbiamo ricevuto è«il Vangelo di Gesù Cristo Figlio di Dio, dono che cambiòla vita di Francesco d’Assisi e che cambia quella di ciascunodi noi» (PdV 5). «Il Poverello comprese se stessointeramente alla luce del Vangelo», ha ricordato il PapaBenedetto XVI.Tale forma di vita evangelica è la sequela radicale diGesù, come è stata presentata da san Francesco e approvataoralmente dal Papa Innocenzo III nella Protoregola,e contenuta nella Regola non bollata (cf. Rnb 1,1-5 = Mt19,21; 16,24; 19,29).Abbiamo viva la coscienza che la nostra vocazione,la nostra professione è di essere veri discepoli di Gesù (cf.Rnb 1,1; Rb 1,1) e di vivere il Vangelo «secondo la formaosservata e proposta da san Francesco» (CCGG 1,1)?Vivere il Vangelo in maniera “spiritualmente letterale”significa ripartire dalla radice evangelica che fa ritrovarel’unità fondamentale delle nostre Priorità:• la dimensione contemplativa si alimenta del donodella fede (CCGG 90) e della lettura e meditazioneregolare del santo Vangelo (CCGG 22,1);• la comunione di vita in Fraternità nasce dal «donodonato da Dio» (CCGG 40) che è ogni fratello e siesprime nello stile «evangelico» (CCGG 38) di vita;• la vita in minorità, povertà e solidarietà esprimel’essere «pellegrini e forestieri in questo mondo»(CCGG 64);• la missione del Frate Minore non è che annunciareil Vangelo (CCGG 83,1; 88) attraverso la testimonianzae la parola;19


20• «compito primario della formazione è esporree sperimentare il modo francescano di vivere ilVangelo» (CCGG 127,4);• gli studi devono preparare «ad annunciare ilVangelo» (CCGG 162).L’accoglienza e l’osservanza del Vangelo hanno resoFrancesco e i suoi compagni «capaci di scelte che rendonoconcrete le loro intuizioni», specialmente riguardo all’usodel denaro, all’«andare a cavallo», alla rinuncia dei privilegi,alla fiducia nella Provvidenza, alla cura di una«Fraternità profetica», alla capacità di «leggere i segnidei tempi e incarnare il Vangelo in maniera concreta ecomprensibile alla cultura del proprio tempo» (PdV 8).Ancora, a partire dal dono del Vangelo, a partire dalla“logica del dono”, Francesco ha sviluppato una notevole«fantasia evangelica» (PdV 9) che lo ha portato a divenirel’annunciatore del Vangelo di pace.Seguire Gesù comporta condividere con Lui l’annunciodel Regno, come fu rivelato a san Francesco allaPorziuncola, attraverso il Vangelo dell’invio dei discepoli,che è stato inserito nella Protoregola, ed è presente nellaRegola non bollata (cf. Rnb 14,1-4 = Lc 9,4-5; 10,5-7).San Francesco comprese che non poteva essere verodiscepolo se non diventava anche testimone di Gesù, e questa“rivelazione” lo colmò talmente di gioia che esclamò:«Questo voglio, questo chiedo, questo bramo di farecon tutto il cuore» (1Cel 22). Per Francesco, la vocazioneevangelica è strettamente legata all’evangelizzazione, laquale diventa espressione di un incontro con il Cristo econ la sua Parola (cf. 3Comp 13; 1Cel 22). Per Francesco,vocazione e missione coincidono (cf. LegM 4,2). Così«fin dai primi giorni la Fraternità si scopre chiamata adannunciare quello che vive» (PdV 7).Ed oggi, come ieri, tutti i Frati Minori «sono mandatiaffinché proclamino il Vangelo in tutto il mondo ad ognicreatura» (CCGG 83,1), tutti «partecipino al mandato


di evangelizzazione della Chiesa intera» (CCGG 83,2),e tutti, «dovunque si trovino e qualunque attività esercitino,si dedichino al ministero dell’evangelizzazione»(CCGG 84).La vita come discepoli e testimoni è itineranza e simpatiaper il mondo, che riconosciamo come il nostro chiostro,ed è anche condivisione con la vita dei poveri e diquelli che si trovano lungo la strada (cf. PdV 7).Sappiamo ascoltare gli interrogativi della gente e farcianche noi mendicanti di senso (cf. Spc 6)? Siamo dispostiad accompagnare questo mondo nel cammino verso lasalvezza (cf. PdV 29)?MEDIAZIONI* Una sosta per discernere:Moratorium, n°1(vedere-dove ci troviamo?: analizzare la nostra qualitàdi vita, le sue potenzialità e debolezze, la nostraidentità evangelica e dove ci troviamo nellaChiesa e nel mondo – Anno 2010);Moratorium, n° 2(giudicare-dove ci spinge lo Spirito? – Anno 2011).* Aprire una “scuola di preghiera” in una Fraternitàdella Provincia o della Conferenza (Mandati 9).* Iniziative di animazione dei Segretariati per laFormazione e gli Studi, per le Missioni e l’Evangelizzazione,e dell’Ufficio JPIC.21


PROPOSTE CONCRETE* Favorire l’incontro con il Vangelo e la persona diGesù attraverso la Lettura orante della Parola,personalmente e comunitariamente, in manierafrequente e regolare (Mandati 12; CCGG 22).* Condividere con i laici, con la FamigliaFrancescana e con i cristiani di altre Chiese incontridi formazione biblica, gruppi biblici, letturaorante della Parola.* Curare e/o rivedere la qualità della vita individualee comunitaria secondo le esigenze radicalidella “sequela Christi”; ad esempio: lasobrietà nel vestire e nel mangiare, la proprietàe l’uso privato o comunitario degli autoveicolie di altri mezzi tecnologici, la destinazione deilocali non utilizzati, qualche progetto di solidarietàcon i laici in favore di persone emarginateo per le missioni, ecc.22


GESTI E SEGNI* Fare una celebrazione della riconciliazione inFraternità per purificare e rinnovare la comunionefraterna, in occasione del Perdono di Assisi 2010.* Celebrare in un modo particolare il 25° anniversariodello Spirito di Assisi il 27 ottobre 2011, magarifacendolo precedere da un Triduo (Mandati 29).* Far conoscere la Terra Santa, come il luogo dell’incarnazionedel Vangelo, anche attraverso il DVDdella Custodia.23


Anni2012-2013RESTITUIAMOIL DONO DEL VANGELO«Andate in tutto il mondo e proclamateil Vangelo a ogni creatura» (Mc16,15).«Quello che abbiamo veduto e udito,noi lo annunciamo anche a voi,perché anche voi siate in comunionecon noi» (1Gv 1,3).Andare al mondo(inter gentes e ad gentes),in Fraternità e Minorità,per vivere la nostra missione evangelizzatrice


ISPIRAZIONESan Francesco ci insegna (cf. Rnb 17,17; 23,8) che«nulla ci appartiene, tutto è dono ricevuto, destinato adessere condiviso e restituito» (Spc 19). Il primo grandedono è il Vangelo, che siamo chiamati a restituire con lavita (cf. PdV 10; 11). Noi Frati Minori ci sentiamo chiamatia vivere nella logica del dono che ha la sua fontenell’Eucaristia (cf. Am 1; LOrd 28-29; Spc 22), e a considerarela nostra missione evangelizzatrice come restituzioneagli altri del dono del Vangelo ricevuto.Riconosciamo che il nostro primo impegno è di impararead ascoltare la parola di Gesù e a restituirla agliuomini e alle donne di oggi (cf. PdV 10)?La prima forma di evangelizzazione è la comunione divita in Fraternità (cf. CCGG 87,2).«È sempre la Fraternitàche evangelizza» (PdV 27). Anche se l’attività è svolta daun singolo Frate, questi opera in nome e per mandatodella Fraternità.Perché questo possa avverarsi nella realtà concreta equotidiana è necessario che si elabori un progetto fraternodi vita e missione in modo da «integrare la missioneevangelizzatrice nel contesto della nostra vita e di stabilirvipriorità che guidino le nostre decisioni» (PdV 28).Noi andiamo per il mondo come fratelli e come minori,«come servi e soggetti a tutti, pacifici e umili di cuore»(CCGG 64).Le nostre relazioni fraterne si qualificano per la semplicità,il farsi “più piccoli” di qualsiasi persona che sipossa incontrare (cf. CCGG 67)?27


28Il nostro porci in relazione come minori favoriscel’epifania dell’altro e la dignità di ogni persona umana(cf. CCGG 68,1)?La nostra minorità vissuta ci porta a fare scelte coraggiosee ci conduce laddove vivono tanti migranti (cf. PdV 23)?Una Fraternità evangelica che vuol portare agli altri ildono del Vangelo ricevuto deve saper leggere i segni deitempi per coglierne l’attualità e l’urgenza, e per condividerein profondità la vita dei popoli, con tutta la lorocomplessità (cf. PdV 14).Sappiamo ancora «abitare le frontiere» geografiche eantropologiche del nostro tempo (cf. PdV 22)? Vivendoin spazi comuni, dove coabitano culture e religioni diverse,sappiamo formarci per il dialogo e restituire ilVangelo in questi stessi ambiti (cf. PdV 24)?San Francesco ci ha indicato due modi di evangelizzare:la testimonianza silenziosa (cf. Rnb 16,6; CCGG90-99) e l’annuncio esplicito (cf. Rnb 16,7; CCGG 100-110). In queste due forme si intrecciano «le caratteristichedella missione inter gentes con quelle della missionead gentes, in una sintesi che è resa possibile dalla docilitàallo Spirito del Signore» (PdV 20).Anzitutto i Frati vivono tra le gente [inter gentes] e si fannosoggetti a tutti confessando di essere cristiani, abbracciando«la vita e la condizione sociale dei piccoli, vivendosempre tra [inter] di loro come minori» (CCGG 66,1).La missione inter gentes è un cammino di restituzionedel dono del Vangelo: ha il suo paradigma nel Verboincarnato, comporta di incarnare noi stessi nel nostrotempo e indica «un modo di renderci presenti là dove ilSignore ci invia» (PdV 13).Per vivere e svolgere la nostra missione tra la gente,sappiamo decentrarci da noi stessi (cf. PdV 14)? Sappiamopraticare il dialogo a vari livelli (cf. PdV 15)? Sappiamo


inculturarci di continuo imparando «il linguaggio delmondo e i suoi codici di comunicazione per rendere intelligibileil messaggio» (PdV 16)?«La missione inter gentes trova la sua piena espressionee, in certo modo, il suo compimento nella missione adgentes» (PdV 18; 19) che comporta fare il primo annuncio(Kerigma), chiamare alla conversione, far nascere laChiesa o sostenere e sviluppare le Chiese ancora fragilie incomplete (cf. CCGG 117,2), proporre e impiantare ilcarisma francescano.La missione ad gentes non nasce da una iniziativaumana ma dall’ispirazione divina (cf. Rb 12,1), sospingei Frati ad attraversare i confini sia geografici che antropologici,ad «abitare le frontiere», ad esercitare la nostraitineranza (cf. PdV 22), ad essere solidali con i sofferentie gli emarginati (cf. PdV 23), a «condividere lo spaziocomune» divenuto plurale (cf. PdV 24), a «condividerela nostra missione con i laici come un atto di autenticarestituzione del Vangelo, dono di Dio per tutta la suaChiesa» (PdV 25).Sapremo ritrovare «la forza e l’ardore missionario chetalvolta sembra venire meno» (PdV 20), rinnovando la docilitàallo Spirito e l’accoglienza dell’ispirazione del Signore?MEDIAZIONI* Una sosta per discernere:Moratorium, n° 3(agire-dove vogliamo andare? Opzioni da prendereper il futuro prossimo - Anno 2012).* Sostenere e animare il servizio per il dialogoecumenico, interreligioso e interculturale(Mandati 28).* Far entrare la Provincia «in una cultura del progettodi vita e missione» (PdV 28) accompa-29


gnando «ogni Fraternità locale nell’elaborazionedel progetto di vita fraterna alla luce dellelinee emanate da questo Capitolo» (Mandati 7).* Animazione e iniziative dei Segretariati generaliper la Formazione e gli Studi, per le Missionie l’Evangelizzazione, e dell’Ufficio di JPIC.* Consiglio Plenario dell’Ordine (Mandati 46).PROPOSTE CONCRETE* Promuovere la formazione alla missione evangelizzatrice,a livello sia teorico sia esperienziale(Mandati 17), con « esperienze formativemissionarie» (Mandati 18), coltivando la sensibilitàsociale e la lettura attenta dei segni deitempi e dei luoghi (cf. PdV 29).* Verificare come stiamo percorrendo i camminidi restituzione del dono del Vangelo indicati dalCapitolo generale 2009 (cf. PdV 12-16).* Rendere più “missionaria” la pastorale parrocchialee la pastorale educativa (Mandati 13;19), utilizzando i rispettivi sussidi dell’Ordine.* Rendere presenti nella nostra vita di orazionee devozione, come pure nella vita quotidiana enell’esercizio dei nostri ministeri i valori dellagiustizia, della pace e dell’integrità del creato,che sono radicati nel Vangelo (cf. PdV 30)30


GESTI E SEGNI* Assicurare che almeno una Fraternità nell’Entitàrisponda alle esigenze della nuova evangelizzazione,secondo il Mandato 13.* Assumere il mese di ottobre come un tempo fortedi celebrazioni, formazione e impegno per la missione.* Impegnarsi nella restituzione del Vangelo attraversoun gesto di solidarietà verso le missioni dell’Ordine,con un contributo economico e/o di personale.* La Fraternità promuova un incontro interreligiosoo interculturale con gli immigrati che si trovanonel territorio.31


Anni2014-2015RIFONDIAMOLE NOSTRE PRESENZE«Allarga lo spazio della tua tenda»(Is 54,2).«La condussero [la Povertà] su diun colle e le mostrarono tutt’intornola terra fin dove giungeva lo sguardo,dicendo: questo, signora, è il nostrochiostro» (SCom 63): il nostro chiostroè il mondo!Rivedere e rinnovarele nostre persone,Fraternità, attività e strutture,e sviluppare la collaborazionee il ridimensionamento33


ISPIRAZIONELa nostra opzione fondamentale è di vivere il dono delVangelo secondo la forma proposta da Francesco e direstituirlo al mondo, come fratelli e minori, immersi inun’epoca di rapidi cambiamenti, che offrono paradigmi,categorie e sfide inedite. Tale coscienza ci chiede un discernimentopermanente, una seria revisione delle nostrescelte pratiche, e soprattutto «il coraggio di iniziare camminiinediti di presenza e di testimonianza» (Spc 33).Una valutazione costante della nostra vita ci è richiestaanche dai sintomi di malessere che si registrano nellenostre Fraternità. La stanchezza e rassegnazione in nonpochi Frati che frenano la fantasia e l’entusiasmo di altri;l’affaticamento fisico e spirituale dovuto alle troppeattività che molti Frati s’impongono di svolgere; il debolesenso di appartenenza alla Fraternità locale come aquella provinciale e universale, che rende individualistie/o provincialisti; la chiusura nel locale che impediscel’apertura alla collaborazione anche interprovinciale eindebolisce la significatività e qualità della vita; le molteplicifragilità vocazionali e la sempre più frequentecrisi di fede, la quale non guida più le scelte e i comportamentidei Frati. Questi e altri segni simili ci dicono lanecessità di purificare, rivitalizzare, rinnovare le nostrepresenze con tutto quello che esse comportano.Si tratta di “rifondare” la nostra vita sul fondamentodel Vangelo. Una “rifondazione”, però, che non si limitaalle strutture, ma che vuol partire dalle persone, ossiadai Frati e dalle nostre Fraternità. Non serve ristrutturarele opere o le Province se non si rifonda la nostraqualità di vita evangelica e la nostra missione evange-35


36lizzatrice; è però importante rivedere le nostre struttureperché esse siano sempre e solo al servizio della vita edella missione.È giunto il momento di ricominciare, di ripartiredall’entusiasmo degli inizi, dalla radice del nostro carismache è il Vangelo, dalla persona di Gesù che un giornoci ha chiamato e sedotto.È giunto il momento di “rifondare” la nostra umanitànei suoi aspetti più positivi e nelle relazioni interpersonali;“rifondare” la nostra fede perché sia semprepiù un incontro personale con il Cristo e un’esperienzadell’amore del Padre; “rifondare” e rinnovare la nostraprofessione di vita evangelica e francescana.È giunto il momento di riqualificare le nostre Fraternità,che hanno bisogno di una cura particolare (cf. Spc 27) edi «un accompagnamento e una cura materna non solonella formazione iniziale, ma per tutta la vita» (Spc 32).C’è bisogno anche di ridisegnare le nostre attività e presenze,consapevoli che la persona di ogni Frate Minore vieneprima di qualsiasi attività e prima dei luoghi, e che sideve sempre privilegiare l’essere al fare, la vita all’attività.Non si può continuare ad assicurare gli impegni che venivanocoperti in passato con il doppio del personale attuale.È quindi urgente ridurre le attività e le opere per rafforzarela qualità di vita. È indispensabile fare un discernimentoapprofondito sulle priorità dei vari tipi di attività(parrocchie, santuari, scuole, giovani, nuove formee nuove emergenze) e sulle priorità dei tipi di presenze(Fraternità di formazione, di evangelizzazione tradizionale,di nuova evangelizzazione).Ridisegnare le attività è necessario per rivitalizzarela risposta vocazionale e il progetto evangelico di vita emissione.Anche le Entità dell’Ordine hanno bisogno di essererinnovate e ristrutturate perché siano di sostegno e non


di ostacolo per la fedeltà “gioiosa e creativa“ di ogniFrate minore. «Le strutture sono necessarie, ma devonoessere al servizio della vita. […] Le nostre strutture devonoprovenire dall’interno del nostro proprio carisma diFraternità-in-missione evangelizzatrice e contemplativa»(CPO 2001, Fraternità in missione in un mondo che cambia:documento finale, principi ispirazionali 3).La ristrutturazione comporta necessariamente un cambiamento.Ma oggi, «nel nostro Ordine questo cambiamentoè una realtà che si fa ogni volta più visibile e chepuò rappresentare una inedita opportunità per superarela mentalità provincialista e incrementare la interprovincialitàe il senso di appartenenza alle Conferenze eall’Ordine» (PdV 31).Il cammino di collaborazione interprovinciale, attraversoil quale passa il futuro dell’Ordine, può portare al«”ridimensionamento” delle persone e delle Entità chespesso comporta chiusure e fusioni per le une e le altre»,ma ciò «è parte delle revisioni e ristrutturazioni»(PdV 31).Tale processo di rifondazione delle strutture può essereanche doloroso, siamo tuttavia chiamati a scoprirein esso «un momento di grazia pasquale per tentare diridarci significato, in una maniera più semplice e più vulnerabile,ma anche più profetica e certo maggiormenteda minori, là dove siamo già presenti» (PdV 31).Le nostre ristrutturazioni interne devono essere ispirateanche dalle provocazioni o urgenze che ci arrivanodal mondo di oggi, al quale l’Ordine vuole porre più attenzione(cf. PdV 14), e dalla lettura dei «segni dei tempie dei luoghi» (cf. PdV 29).D’altronde, anche le missioni “ad gentes” richiedono«la collaborazione tra le diverse Entità, in una prospettivadi scambio reciproco tra le Entità più giovani e quelledi più antica tradizione» (PdV 21).37


MEDIAZIONI* Collaborare per lo studio interdisciplinare sullasituazione e sul governo dell’Ordine (Mandati14; 45).* Chiarire «obiettivi, metodi e tipologie» in vistadi un ridimensionamento e di una ristrutturazionedelle attività e delle presenze (Mandati47).* Mettere in atto gli strumenti indicati nel PdV 21per sviluppare la collaborazione interprovinciale.PROPOSTE CONCRETE* Favorire la collaborazione, anche economica,tra le Province, nelle Conferenze e a livello diOrdine.* Aprire e/o sostenere le case di formazione internazionalie interculturali (Mandati 37).* Attuare le indicazioni concrete sull’interdipendenzae sull’internazionalità e interculturalitàproposte dal Capitolo spirituale straordinariodel 2006 (Spc 57).* Ridisegnare le attività nelle Entità e dare nuovadestinazione a tante nostre strutture.38


GESTI E SEGNI* Iniziare e/o sviluppare progetti di evangelizzazionee missione interprovinciali (Mandati 30).* Rafforzare la collaborazione con i laici nelleattività e opere di evangelizzazione (Mandati31).* Curare la formazione alla trasparenza, alla solidarietàe all’eticità «per quanto concerne l’economia,alla luce della nostra spiritualità francescana»(Mandati 54).* Celebrare un Capitolo delle stuoie interprovincialecon la partecipazione della FamigliaFrancescana e dei laici sul tema della nostrapresenza nel mondo di oggi.39


ALTRE ATTIVITÀCOMPLEMENTARIDI ANIMAZIONE


Attività periodiche• Incontro annuale del Definitorio generale con ineo-Provinciali (gennaio), con i Presidenti delleConferenze (maggio) e con i Visitatori generali(novembre).• Incontri del Definitorio generale con leConferenze.• Incontri delle Conferenze (biennali).• Sostegno e sviluppo delle presenze missionarie inTerra Santa, Marocco, Africa, Amazzonia, Asia,Europa occidentale e orientale (Mandati 21-27).• Corsi sul dialogo ecumenico e interreligioso aIstanbul (ottobre di ogni anno).• Master per la formazione dei formatori presso laPUA (annuale).• Corso di GPIC presso la PUA (annuale).• Master di evangelizzazione dell’ITF di Petrópolisin Brasile.• Corsi di formazione missionaria a Bruxelles.43


2010• Capitolo delle Stuoie per le Case dipendenti dalMinistro generale.• Congresso dei Formatori dell’Asia (Maestri deiProfessi Temporanei, dei Postulanti o AnimatoriVocazionali).• Incontro degli animatori GPIC dell’Africa.• Incontro degli animatori GPIC europei in Polonia.• IV° Congresso internazionale degli educatorifrancescani in America Latina.2011• Congresso dei Formatori dell’AmericaMeridionale (Maestri dei Professi Temporanei,dei Postulanti o Animatori Vocazionali).• Congresso dei Formatori dell’Africa (Maestri deiProfessi Temporanei, dei Postulanti o AnimatoriVocazionali).• II° incontro delle Presidenti delle SuoreConcezioniste (Toledo).• II° incontro dei Vescovi, Arcivescovi e CardinaliOFM.• III° incontro dei Vicariati apostolici affidatiall’Ordine.• Partecipazione della Famiglia Francescana allaGMG (Spagna).• Incontro per il 25° anniversario dello Spirito diAssisi (27 ottobre 2011).2012• Centenario dell’origine dell’Ordine di santaChiara (2012).• Congresso dei Formatori dell’Europa Occidentale(Maestri dei Professi Temporanei, dei Postulantio Animatori Vocazionali).• Congresso dei Formatori dell’AmericaSettentrionale (Maestri dei Professi Temporanei,dei Postulanti o Animatori Vocazionali).45


• Congresso dei Formatori dell’Europa Orientale(Maestri dei Professi Temporanei, dei Postulantio Animatori Vocazionali).• II° incontro delle Presidenti delle Suore Clarisse(Assisi).• Incontro internazionale degli Assistenti delleFederazioni delle Clarisse e delle Concezioniste(Assisi).• IV° Capitolo internazionale delle Stuoie dei Frati“under Ten”.2013• Consiglio plenario dell’Ordine.• Congresso internazionale dei Segretariprovinciali per la Formazione e gli Studi - Assisi• I° incontro internazionale degli Archivistidell’Ordine.• Assemblea internazionale della GiFra.2014• Congresso internazionale sulla missioneevangelizzatrice.• Sussidio di formazione permanente sul capitoloV delle CCGG: “Per questo Dio vi mandò nelmondo”.2015• Capitolo generale OFM.46


AbbreviazioniCCGGCPO1Cel3CompLegMPdVRbRnbSComSdpSpcCostituzioni generaliConsiglio Plenario dell’OrdineVita prima di Tommaso da CelanoLeggenda dei Tre CompagniLeggenda Maggiore di san BonaventuraPortatori del dono del VangeloRegola bollataRegola non bollataSacrum CommerciumIl Signore ti dia paceIl Signore ci parla lungo il cammino47


CALENDARIO DEI “TEMPI FORTI”(TF)E ALTRI INCONTRI DEL DEFINITORIO GENERALE (DG)ANNO 2010 2011 2012 2013 2014 2015GennaioMarzoMaggioLuglioSettembreNovembreDicembre11-29TF e Incontrodel DG coni Ministriprovinciali8-19TF10-21TF e Incontrodel DG coni Presidenti2-13TF6-17TF8-19TF e Incontrodel DG coni Visitatori13-17TF10-28TF e Incontrodel DG coni Ministriprovinciali7-18TF9-20TF e Incontrodel DG coni Presidenti4-15TF5-16TF7-18TF e Incontrodel DG coni Visitatori12-16TF9-27TF e Incontrodel DG coni Ministriprovinciali5-16TF7-18TF e Incontrodel DG coni Presidenti9-20TF10-21TF5-16TF e Incontrodel DG coni Visitatori17-21TF7-25TF e Incontrodel DG coni Ministriprovinciali11-22TF11-24TF e Incontrodel DG coni Presidenti8-19TF9-20TF4-15TF e Incontrodel DG coni Visitatori16-20TF13-31TF e Incontrodel DG coni Ministriprovinciali10-21TF5-16TF e Incontrodel DG coni Presidenti7-19TF8-19TF3-15TF e Incontrodel DG coni Visitatori15-19TF12-31TF e Incontrodel DG coni Ministriprovinciali9-20TFCAPITOLOGENERALE


Curia generale dei Frati MinoriVia S. Maria Mediatrice 2500165 Roma - Italiawww.ofm.org

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