Leggi - Parrocchia di Ascona

parrocchiaascona.ch
  • No tags were found...

Leggi - Parrocchia di Ascona

v v pvvvtrrzv v v


Parrocchia dei Santi ApostoliPietro e Paolo - AsconaMeSSe DoMenicali e feStiveS. Messa prefestiva ore 16.15 Casa riposo BelsoggiornoS. Messa prefestiva ore 17.30 S. PietroS. Messa festiva ore 08.00 S. Maria (Collegio Papio)S. Messa Comunità Croata ore 09.30 S. MariaS. Messa della Comunità ore 10.00 S. PietroS. Messa delle famiglie,giovani, ragazzi e bambini ore 11.15 S. PietroS. Messa in lingua tedesca,(da Pasqua ad ottobre) ore 11.15 S. MariaS. Messa festiva ore 20.30 S. MariaMeSSe feRialiLunedì ore 07.00 S. Maria (Collegio Papio)Martedì ore 07.00 S. Mariaore 18.30 Centro S. MicheleMercoledì ore 07.00 S. Mariaore 16.15 Casa riposo BelsoggiornoGiovedì ore 07.00 S. MariaVenerdì ore 07.00 S. Mariaore 18.30 Centro S. MicheleSabato ore 08.00 S. MariaDurante le vacanze scolastiche viene celebrata una solaMessa feriale alle ore 08.00 in S. Maria (Collegio Papio).HeiliGe MeSSen auf DeutScH in locaRnoSamstag 18.00 Uhr in S. FrancescoSonntag 10.00 Uhr in S. FrancescoSonntag 11.00 Uhr in Madonna del SassopoSSiBilità Di confeSSioniIn S. Maria sempre, specialmente prima e dopole celebrazioni eucaristiche d’orarioRecapiti telefoniciDon Massimo Gaiavia collegio 5tel. 091 791 21 51centro parrocchialeS. Michelevia Muraccio 21tel. 091 791 47 37casa di riposoBelsoggiornovia Medere 18tel. 091 786 97 97Sagrestiachiesa di S. pietrotel. 091 791 06 76chiesa di S. Mariae collegio papiotel. 091 785 11 65In copertina“Adorazione dei magi”Paolo Silini, Riva San VitaleOlio su tavola, 2005


L’Lettera dell’ArcipreteEucaristia, al termine del suoAnno (ottobre 2004–ottobre2005), rimane – anche dopo l’annointensamente dedicato a questatematica – fonte e culmine ditutta la vita della Chiesa, e quindirimane anche fonte e culminedell’esserci e della vita di tuttala comunità di Ascona. Essa èchiamata a lasciarsi plasmaresempre più e sempre meglio,attorno al Sacramento dellapresenza reale ed efficace diCristo in noi ed in mezzo a noi.Le Eucaristie di quartiere sonostate il primo passo, una sorta dianticipo, di quella che sarà lavisita e la benedizione delle casee delle famiglie, che sarà svolta durantela prossima Quaresima e Pasqua 2006(cfr. ultima pagina di copertina di questobollettino).nel corso del mese di ottobre ho avuto modo di celebrare l’eucaristianei diversi quartieri di ascona. e’ stato un modo simpatico per vedere davicino la ricchezza dei luoghi di culto che caratterizzano il nostro borgo,nonché l’occasione per presentare alcune delle esigenze che assurgono,oggi più che mai, a priorità per un servizio pastorale che sia davveroefficace. in particolare ho segnalato i seguenti punti.I ricchi ed intensi festeggiamenti di settembreed ottobre (vedi più avanti inquesto bollettino) ci hanno permesso discoprirci e di sentirci maggiormentecome comunità: unacomunità che si sente davverotale e che nella domenica trovail centro gravitazionale.Occorre intensificare la presenzae l’assistenza spirituale pergli anziani e gli ammalati (adomicilio oppure all’ospedale onelle case di cura): per questooccorre però che ci sia un maggiorescambio di informazioni.Se gnalare al parroco questi casi,in modo tale che si possa provvedere!Rimane molto da fare per un coinvolgimentodella gioventù nella vita parrocchialee nella vita della comunità.Non è un compito facile e non esistono3SoMMaRioLettera dell’arcipreteQuale uomo e quale Dionel cristianesimo?Calendario d’invernoPreparazione al Sacramentodel matrimonioSanta Sabina (3ª parte)Sotto il campanile di S. PietroLe iniziative d’Avvento e di NataleUna comunità in festaInsediamento dell’arciprete40 anni di presenzadelle Suore ClaretianeCongedo missionarioda don Emilio e da MichielChiusura dell’Anno dell’EucaristiaNella famiglia parrocchiale: anno 2005Memorie nostre


soluzioni “ricetta”. Ma si tratta anche disperimentare in questo ambito. Granderuolo potrebbe giocare, in questo senso,il Centro S. Michele come occasioneper riscoprire una vita ed un’attività daoratorio.Indipendentemente dal modo in cuiognuno di noi potrà contribuire per larealiz zazione di questi obiettivi, rimanel’invito a tutti di presentare questerichieste al Signore, affinché egli leporti a compimento per la grandezzadella sua misericordia.– don Massimo –Quale uomo e quale Dionel CristianesimoDi Enzo Bianchi, Priore di BoseDio si è fatto uomo perché l’uomo diventi veramente uomo! occorrepercepire tutto lo spessore del fatto che Dio si è fatto uomo in Gesù dinazaret, e questo per mostrarci l’uomo autentico, l’adam veramente suaimmagine e sua somiglianza, e così insegnarci a vivere in pienezza.4Un’affermazione straordinariaTeofilo di Antiochia, un vescovo del IIsecolo, ai pagani che gli chiedevano:“mostrami il tuo Dio” proponeva dimutare la domanda in “mostrami il tuouomo e io ti mostrerò il tuo Dio”. Questaaffermazione è straordinaria, se la sicomprende in tutta la sua profondità. Ametà del II secolo, quando i cristiani sonouna minoranza perseguitata all’internodell’impero romano, i pagani desideranoconoscere il volto del loro Dio, ma Teofilonella sua risposta sembra dire: mostratecila vostra umanità e noi, attraverso la nostraumanità, vi diremo chi è il nostro Dio.In tal modo egli rivela come nel cristianesimol’immagine che ci facciamodell’ uomo, il modo con cui viviamo lanostra umanità, rivela l’immagine delnostro Dio.L’uomo: l’unica vera immagine diDioE questo è vero per due ragioni. Innanzituttoperché secondo la nostra fede Dioha creato l’uomo a sua immagine e a suasomiglianza (CFR. GENESI 1,26-27).L’uomo, l’adam, il terrestre, è stato volutoe plasmato da Dio a sua immagine e somiglianza,sicché è una creatura conforme aDio, capax Dei: egli è capace di stare inrelazione con Dio, ma soprattutto diessere l’immagine di Dio nel mondo,nella storia, in una parola il suo rappresentantenella creazione. Questa verità ètalmente decisiva che nella Torà il comandamentoè “Tu non ti farai alcuna immaginedi Dio” (CFR. ESODO 20,4).E questo sia perché qualunque immaginedi Dio plasmata dall’uomo finisce perdiventare un idolo, sia, ancor più in pro-


Calendario d’invernonovembreDomenica 27Domenica I del Tempo di Avvento / Anno B6DicembreVenerdì 2 Ore 17.30 Primo venerdì del mese (Adorazione)al Centro S. MicheleOre 18.30 Eucaristia al CentroS. MicheleDomenica 4 Domenica II del Tempo di AvventoLunedì 5 Ore 20.30 Catechesi per giovani e adulti:lettura della 1ª letteradi Pietro (1ª parte);Centro S. MicheleMercoledì 7 Ore 16.15 Eucaristia prefestiva alla Casa BelsoggiornoGiovedì 8 Solennità dell’Immacolata Concezione:(orario festivo)Venerdì 9 Adorazione mensile per le vocazioniOre 20.00 Chiesa del Monastero S. CaterinaLocarno (via S. Caterina 2)Domenica 11 Domenica III del Tempo di AvventoLunedì 12 Ore 20.30 Catechesi per giovani ed adulti:lettura della 1ª lettera di Pietro(2ª parte);Centro S. MicheleDomenica 18 Domenica IV del Tempo di AvventoDal 19 al 23 Ore 19.30–20.00 Novena in preparazione al NataleChiesa di S. PietroLunedì 19 Ore 20.30 Catechesi per giovani ed adulti:lettura della 1ª lettera di Pietro(3ª parte);Centro S. MicheleMartedì 20 Celebrazione della Riconciliazioneore 20.30 Con preparazione comunitaria per adulti:S. PietroSabato 24 Ore 10.00–12.00 Possibilità di celebrare la Riconciliazione perragazzi delle elementari e delle medie: S. Pietro


Domenica 25Sabato 31GennaioDomenica 1Venerdì 6Domenica 8Venerdì 13Domenica 15Dal me 18al me 25Ore 14.00–17.00 Possibilità di celebrare la Riconciliazioneper giovani ed adulti:S. MariaOre 16.15 Eucaristia vespertina alla Casa BelsoggiornoOre 24.00 Messa di Natale del Signorein S. PietroOre 24.00 Messa di Natale del Signorein S. Maria (Coll. Papio)Natale del Signore:(orario festivo)Ore 08.00 S. MariaOre 10.00 S. PietroOre 11.15 S. PietroOre 20.30 S. MariaDurante le vacanze scolastiche l’Eucaristia ferialesi tiene alle ore 08.00 in S. MariaEucaristia di fine anno:Ore 16.15Ore 17.30Eucaristia prefestiva alla Casa Belsoggiornoin S. Pietro.Si canta il “Te Deum” come solenne canto diringraziamento al Signore per l’anno che si chiude.Questa Eucaristia vale anche come prefestiva per laSolennità del giorno seguente, della SS. Madre di Dio.Festa della Madre di Dio e giornata mondiale della pace(orario festivo)Ore 17.00 S. Maria concerto e riflessione per l’inizio del nuovoanno civile; seguono i fuochi artificiali in PiazzaFesta dell’Epifania di nostro Signore:(orario festivo)Ore 16.15 Eucaristia festiva anchealla Casa BelsoggiornoFesta del Battesimo di Gesù(orario festivo domenicale)Adorazione mensile per le vocazioniOre 20.00 Presso la Chiesadel Monastero S. Caterinaa Locarno (via S. Caterina 2)Domenica II del Tempo ordinario / Anno BSettimana di preghiera per l’unità dei cristiani7


Sabato 21Domenica 22Martedì 24Mercoledì 25Domenica 29Celebrazione ecumenica della Parola di Dio.Le chiese sorelle cattolica e riformata di Ascona si incontrano per unmomento di preghiera in comune a favore dell’unità di tutti i cristiani.Ore 17.30 Chiesa di S. Maria (Collegio Papio).L’Eucaristia delle 17.30h in S. Pietro è sospesa!Domenica III del Tempo ordinarioPreghiera perenneOre 20.00 Giornata in cui le intenzioni diocesanesono affidate alla nostra parrocchia; in S. PietroConversione di S. Paolo.Ore 20.00 Anniversario dell’ordinazione episcopale del vescovoPier Giacomo Grampa e conclusione della Settimanadi preghiera per l’unita dei cristiani;Eucaristia in S. PietroDomenica IV del Tempo ordinario8febbraioGiovedì 2 Festa della presentazione di Gesù al tempio (Candelora)Ore 19.30 S. Pietro partenza della processioneverso S. Maria, dove verrà celebrata la Messa seraleVenerdì 3 Ore 17.30 Primo venerdì del mese (Adorazione)al Centro S. MicheleOre 18.30 Eucaristia al Centro S. MicheleDomenica 5 Domenica V del Tempo ordinarioVenerdì 10 Adorazione mensile per le vocazioni.Ore 20.00 Presso la Chiesa del Monastero S. Caterinaa Locarno (via S. Caterina 2)Domenica 12 Domenica VI del Tempo ordinarioDomenica 19 Domenica VII del Tempo ordinarioDomenica 26 Domenica VIII del Tempo ordinarioMarzoMercoledì 1 Mercoledì delle ceneri: inizia la quaresima.Ore 20.00 Celebrazione dell’imposizionedelle ceneri. S. PietroVenerdì 3 Ore 17.30 Primo venerdì del mese (Adorazione)al Centro S. MicheleOre 18.30 Eucaristia al Centro S. MicheleDomenica 5 Domenica I di Quaresima / Anno B


12na”), operazioni avvenute nella casa delmedico Andrea Zenna.Ma risparmio ai lettori questo documento,che non porta nulla di nuovorispetto a quanto già visto precedentementee soprattutto non descrive qualefu il vero lavoro dei padri Cappuccini.Risparmio pure i documenti relativi atre altre aperture dell’urna: la primaavvenuta il 13 ottobre 1796, con loscopo di aggiungere tre lastre di vetrosulla parte sinistra dell’urna, parte cheallora era chiusa da una parete di legno;la seconda effettuata il 12 settembre1874 per riparare i danni recati da un’infiltrazionedi acqua; la terza risalente al1908 per il rifacimento delle indorature.Questi tre interventi non hanno interessatola reliquia, ma soltanto l’urna e sonoavvenuti con le solite rigorose formalitàsempre nella casa Pisoni-Zenna situataaccanto alla chiesa.Devo soltanto segnalare che l’urna futrasferita nel 1832, per ordine del vescovodi Como Carlo Romanò, dall’altaredove era stata collocata nel 1719 (e doveadesso si trova), all’altare di fronte, che sitrovava fino al 1952 nella cappella doveora c’è l’organo. Costruito lo strumento,l’urna ritornò al suo posto primitivo, cheevidentemente non è ideale, ma che èdifficilmente sostituibile.Veniamo dunque all’ultima importantericognizione fatta eseguire dall’ arcipretePura. L’urna aveva bisogno dei soliti periodicirestauri e don Pura pensò di approfittaredell’occasione per far esaminare daperiti la statua stessa ivi contenuta.Ottenuta dal vescovo mons. Angelo Jelminiin data 10 luglio 1944 l’autorizzazione“a procedere alla verifica e allapulitura delle reliquie di S. Sabina”, sirivolse al prof. dr. Karl Strasser-Goelz, eal medico dr. J.M. Lusser, entrambidocenti all’università di Basilea.Il rapporto sulla perizia porta due date:rispettivamente la descrizione dell’aperturadell’urna e di un primo esame effettuatoad Ascona il 16 giugno 1944, e poil’esito dell’indagine sulla reliquia vera epropria, in data 20 aprile 1945. E’ firmato,oltre che dai due esperti, anche da quattrotestimoni.In una lettera accompagnatoria il prof.Strasser scrive:Ho eseguito il lavoro nel migliore dei modi edho badato accuratamente che nulla andassedisperso.Ecco la traduzione integrale del documento,il cui originale è in tedesco.Perizia sul contenuto dell’urna della chiesadi Ascona(16 giugno 1944)Erano presenti i rev.di Signori:- don Alfonso Pura,parroco della parrocchia di Ascona- P. Hugo Sander,professore di storia dell’artenel Collegio di Ascona- P. Francesco Salesio Truniger,professore di scienze naturalinel Collegio di Ascona- P. Gaspare Fässler,professore di storia nel Collegio di Ascona(le ultime tre persone sono Padri Benedettinidel convento di Einsiedeln).L’urna venne portata da quattro falegnaminella casa parrocchiale, dove iniziòsubito la perizia.L’urna risulta piuttosto logorata e bisognosadi un urgente restauro.


Nella parte posteriore si trova un telaioche può essere tolto. E’ chiuso con quattrosigilli e alcune viti, che dovetterovenir rimosse insieme a nastri rossicoperti da sigilli. La scritta sui sigilli fuimpossibile da decifrare, perché eratroppo logorata dall’età e dall’umidità.Dopo che l’urna fu aperta nel mododescritto, fu possibile estrarre la statuache giaceva su di un asse amovibile.La statua è lunga 136 cm, larga alle spalle32 cm e larga ai fianchi 26 cm. La testaè troppo piccola, proporzionalmente alresto della statua. La statua è fissata all’asse sul quale riposa mediante viti inseritedal basso.E’ vestita con un ves -tito di seta giapponesegrez za. Sotto la testa c’èun cuscino del medesimomateriale. Appesialle orecchie ci sonodue orecchini. Al colloc’è una piccola collanacon una croce, fissataall’abito con uno spillo.Segue un’indagine piùapprofondita. L’abitocol quale la statua èvestita è simile a una tunica e consiste inseta giapponese grezza e pesante. Duenastri larghi 6 cm, di color azzurro chiarocon ricami in filigrana scendono dallespalle fino alle estremità e seguono l’orlodell’abito.Tolto l’abito, ne apparve un altro, pure diseta grezza e di taglio simile al precedente,di colore rosso-rosa sbiadito. Laseta è ben conservata, non è fragile, maè molto ingiallita.Sotto i due abiti c’è la statua scolpita inlegno di tiglio.Le braccia sono leggermente articolatealle spalle e al gomito, mentre le gambeformano tutt’uno col tronco, essendostate scolpite in un unico pezzo di legno.La testa è fissata al corpo mediante uncavicchio rotondo. Le mani sono benlavorate, i piedi meno. Ai piedi ci sonosandali ricoperti di carta dorata.Le caviglie sono avvolte in un nastro distoffa dorata.Ed ora viene una constatazione importante:Nessun frammento di ossa è statotrovato sulla statua.Il che significa che il procedimento suppostodal Borrani non èstato eseguito comedes critto, ma in mododiverso. Non dunqueuna statua di cera e dipolvere di marmo, impastatacon balsami preziosied acquavite “conmischiati i frantumi diossa”, ma una semplicestatua di legno.Il rapporto prosegueprecisando che:Tutta la statua è stata ricoperta da parecchistrati di un minerale giallo macinato,mescolato con gesso e colla e con ag -giunta di potassa, così come si usavanospalmare i cadaveri mummificati degliIndiani.Ma allora dove si trovavano le ossa checostituiscono la reliquia? Risponde ilrapporto:La mano destra stringeva un’ampolla,chiusa con un tappo di sughero e sigillata,contenente frammenti di ossa, terra,ovatta e sangue secco aderente alle pareti.13


Dunque tutta la reliquia era racchiusanell’ampolla di vetro! Ma siccome iframmenti di ossa, come vedremo, eranopiccolissimi, non era sufficiente un’analisisoltanto visiva per accertarne la natura:occorreva una prova di laboratorio:L’urna venne lasciata nella casa parrocchiale,mentre la statua, rinchiusa in unacassa, venne consegnata al Collegio diAscona per la custodia temporanea.Seguono le firme dei testimoni.La cassa fu preparata da Giuseppe Follini,mentre l’urna fu ridipinta e indorata daAlfredo Mordasini.L’ampolla, ancora sigillata, venne portataa Basilea e sottoposta ad analisi.Il resoconto di questa analisi rigorosanella prossima puntata.(continua)Sotto il Campanile di S. Pietrole iniziative di avventocatechesi per giovani e adultiSecondo le indicazionidi mons. Vesco voPier Giacomo Grampanella sua lettera pastorale2005–2006 (“Signore,da chi andremo?”),leggeremo, in quantocomunità parrocchiale,la 1ª lettera di S. Pietro,un testo del Nuo voTestamento molto interessanteed attuale.Durante la prossima Quaresima 2006,invece, leggeremo insieme la 2ª lettera dellostesso autore. Le date delle catechesi:Lunedì, 5 dicembre, ore 20.30Lunedì, 12 dicembre, ore 20.30Lunedì, 19 dicembre, ore 20.30Centro S. Michele, in via Muraccio 21.novena di nataleDurante i nove giorni che precedono ilNatale, la preparazione diviene ancora piùserrata e stringente. Per evitare la distrazionee la dimenticanza, invitiamo lacomunità cristiana, in particolare i bambini,i ragazzi e le loro famiglie, a parteciparealla Novena in preparazione imminenteal Natale. Cinque le serate previste,pensate come momenti belli e piacevoli;eccovi di seguito le date degli incontri:Lunedì 19 dicembreMartedì 20 dicembreMercoledì 21 dicembreGiovedì 22 dicembreVenerdì 23 dicembreChiesa di S. Pietro, dalle 19.30 alle 20.00.una comunità in festaLa parrocchia di Ascona, negli scorsi mesidi settembre e ottobre, è stata più volte infesta.


Tre le circostanze e le opportunità, che cihanno aiutato, proprio in quanto comunitàdi credenti, ad essere ed a sentirciveramente tale, ossia comunità riunitaattorno al Signore che ci chiama.Sabato 17 settembre: insediamentodell’arciprete. Don Massimo si è rivoltoall’assemblea con queste parole:Ringrazio il Signore per tutte le occasioniche il Signore mi ha concesso di vivere inquesto anno con voi.Le esperienze con i confratelli nonchécon le suore Ravasco e le suore del CollegioPapio sono state molto arricchenti.Gli incontri e le collaborazioni più diversecon i fedeli mi sono state d’aiuto e diconforto.Aver a che fare con un Dio onnipotenteè qualcosa di molto impegnativo, perchési comprende che non si può mai giungerealla perfezione e che sempre rimanedel cammino da fare: questo vale ancheper me, vale anche per la nostra comunitàche è chiamata a divenire sempre più unitain Cristo e sempre più coinvolgente emissionaria verso i fratelli.Ringrazio tutti per la vostra presen za qui:le autorità, voi fedeli tutti, collaboratoriparrocchiali ed i gruppi che si sono impegnatiper l’organizzazione di questa festa.Einen besonderen Gruss möchte ich dem JodlerclubHeimelig Buochs (LU) zuwenden: fürdie musikalische Gestaltung dieses Gottesdienstesmöchten ich und die Gemeinde vonAscona ganz, ganz herzlich danken.15


Sabato 8 ottobre:40° di presenza delle Suore Claretianeal Collegio Papio.Un secondo motivo di festa è stata la presenzada 40 anni delle Suore Claretiane(1965–2005) presso il Collegio Papio diAscona. Durante la celebrazione eucaristica,presieduta da mons. Vescovo PierGiacomo Grampa, le suore hanno salutatoe ringraziato gli asconesi con queste parole.16Nell’ultima fase del Concilio Vaticano II,Mons. Angelo Jelmini, Vescovo di Lugano,e Mons. Geraldo Fernandes, Arcivescovodi Condrina (Brasile), nostro Fondatore,si incontrarono a Roma in occasionedel la chiusura del Concilio. Mons. Jelminichiese al nostro Fondatore se conoscevaqualche Congregazione che potessedisporre di alcune suore per una collaborazioneal Collegio Papio, nella suaDiocesi.Mons. Geraldo rispose che avrebbe parlatocon Madre Leonia Milito, Fondatricedelle Missionarie di S. Antonio MariaClaret. La Madre, infatti, gli avevaespresso il desiderio di uscire dal Brasileper nuove fondazioni in Europa e nelmondo. Nel 1964 la nostra FondatriceMadre Leonia, trovandosi in Italia, colsel’occasione per venire ad Ascona perconoscere questa Scuola; le piacque siaper lo spirito di missionarietà, sia perchéle suore avrebbero lavorato in mezzo allagioventù, come pure per la grande venerazioneche Lei aveva per i Sacerdoti.Questa Scuola era diretta dai Sacerdotidella Diocesi di Lugano. Vi erano il Ginnasioed il Liceo, già allora ben frequentati.Il primo luglio del 1965, accompagnatedalla nostra Fondatrice, arrivarono inCollegio le prime suore. […] Alla fine disettembre, alla presenza del Vescovo


Mons. Jelmini e del rettore don AldoLanini, ebbe inizio il nostro primo annodi scuola. Il Vescovo era molto contento ele sue paterne parole sono state di incoraggiamentoper noi suore arrivate dalBrasile per servire i fratelli in Cristo inCollegio. […]Dal 1965 al 1974 le suore presenti in Collegiofurono otto. […] In seguito, diminuendodi numero, le suore furono sostituiteda laici. […]In questi quaranta anni, nella nostracomunità, sono passate diverse suore.Anche la struttura del Collegio è moltocambiata. Fino al 1974 c’erano solo studentimaschi; in seguito sono stateaccolte anche le studentesse. All’inizio leragazze erano poche e una suora davaloro lezioni di lavoro manuale, comericamo, uncinetto. […]Lo scopo della nostra presenza è stato ed èin ogni caso quello di testimoniare Cristo,essere segno di unione e di amore maternoverso tutti nell’ambiente del Collegio,cercando ogni buona occasione per promuoverel’animazione missionaria infavore dei bisognosi delle nostre missioni.Cerchiamo pure di compiere visite adomicilio nel borgo di Ascona per aiutareanziani, malati ed essere presenti dove c’èbisogno.Dobbiamo umilmente riconoscere chetale presenza è stata molto gradita edapprezzata.Vogliamo rendere grazie a Dio per tuttociò che ci ha concesso di realizzare per laSua Gloria e per il Suo Regno.Affidiamo il nostro avvenire alle Sue manie alla Sua bontà e provvidenza. I nostricari Fondatori, dal cielo, intercedanopresso Dio per noi e per il tempo cheancora ci concederà al servizio di questascuola. Affidiamo tutto al Cuore Immacolatodi Maria, nostra Madre, Maestra eRegina.La Comunità delle Suore Claretiane di AsconaDomenica 16 ottobre:Giornata missionaria parrocchiale.Giornata di festa, seppure velata da unavena di tristezza, anche per la Giornatamissionaria mondiale. In parrocchiaabbiamo dato il congedo da Ascona a duemissionari: don Emilio Conrad, missionarioper una vita intera, che inizia unnuovo ministero in Diocesi; MichielDemets, seminarista, che, dopo un annoad Ascona, inizia una sua nuova missioneall’estero. Riassuntivo di tutti gli interventisuccedutisi durante la celebrazione,17


indichiamo il saluto di Maurizio Checchi,a nome del Municipio del Borgo.Carissimi Don Emilio e Michiel!E’ con particolare piacere che prendo oggila parola per porgere, a nome del Municipio,il più sentito ringraziamento per ilservizio pastorale che avete esercitato nelBorgo di Ascona.Il primo pensiero lo rivolgo a Don Emilio.Dopo una pluridecennale presenza nellamissione diocesana nella lontana Baranquillaè giuntoad Asconadove ha collaborato in Parrocchia, sostituendoDon Mino chia mato a guidare laDiocesi. La sua presenza è stata breve maintensa e significativa, certo non possiamonegare un certo divario tra la povertàmateriale lasciata nella missione inColombia e il benessere un po’ opulentoche hai trovato nella nostra Comunità.Forse questo aspetto ti stava un po’ strettoe certe prediche appassionate ci mancheranno,come ci mancheranno i tuoirichiami alla sobrietà e all’umiltà.Tutt’altra storia il nostro seminaristaMichiel Demets. Giunto ad Ascona percompletare la sua formazione pastoralesceglie ora di partire definitivamente inmissione per l’Uganda. Un mal d’Africache lo porterà ad una sfida non facile néscontata per un giovane candidato alsacerdozio che decide di lasciare un paesecon molte opportunità per svolgere il suoapostolato in una nazione tra le più povere.Dove anche l’essenziale ha un valore.A livello umano Michiel è stato un po’ unciclone: la sua forte carica umana e lasua simpatia ne hanno fatto subitoil beniamino di tutti. Il tuo impegnoverso il prossimo ti porteràin un paese lontano, ed il distacco– te lo garantisco – saràdoloroso, ma da noi troveraisempre sostegno e una manopronta ad aiutarti.Un ultimo pensiero di profondariconoscenza lo rivolgoad entrambi i nostri due cittadinimissionari che dopo la loropermanenza ad Ascona ripartonoper vie diverse.La Comunità asconese ed il suo Municipio,vi ringrazia, vi augura ogni bene eogni migliore auspicio per le vostre sfidefuture. Auguri e ancora mille grazie.Un sentito grazie vada a tutti coloro checon offerte, doni, collaborazione ed aiutomateriale, morale e spirituale hanno contribuitoalla riuscita del Progetto Uganda.Due container con materiale vario sonogià in viaggio per l’Uganda, il terzo staper essere riempito e spedito. Attorno aquesto progetto missionario la comunità


di Ascona si è scoperta anche lei missionaria,partecipando e sostenendo il seminaristaMichiel con il volontariato, ildono di numerosi mezzi materiali, l’offertagenerosa in denaro. A tutti – e sonotanti! – un grandissimo grazie!chiusura dell’anno dell’eucaristia(ottobre 2004–ottobre 2005)L’anno dell’Eucaristia si è conclusoinsieme al mese di ottobre (ottobre2004–ottobre 2005) ed è quindi il tempodi un bilancio, almeno provvisorio, di ciòche abbiamo vissuto insieme in parrocchia,nonché l’occasione per uno sguardoin prospettiva verso il futuro.Forse, ed è la prima osservazione, potevamofare di più. Forse. Ma è anche veroche qualche segno lo abbiamo posto inquesto anno dedicato alla riscoperta delSacramento centrale della nostra fede edella nostra vita.Eucaristia: Sacramento per la quoti -dianità. Abbiamo cercato di evidenziare(anche per mezzo di opportune catechesi)che il gesto domenicale e/o quoti -diano dell’ Eucaristia ci è stato dato indono da Gesù, per vivere al meglio lanostra quotidianità. Quando le energiedell’uomo si esauriscono, inizia ad agirela forza divina che ci è comunicata neldono eucar istico.Eucaristia: Sacramento della presenzadi Dio tra di noi. Un po’ scettici escientisti come siamo, rischiamo di ridurrela “presenza reale” di Gesù nell’Eucaristiaa qualcosa di puramente simbolico,vago, indefinito. Come dicevamo ai bambinidella Prima Comunione, invece, sitratta veramente del Corpo e del Sanguedi Cristo. Certamente. Sicuro – per fede– al 100%. Nella comunione ricevo Diostesso nella mia mano; Dio stesso vienead abitare dentro di me.Eucaristia: Sacramento della comunionee della gioia.Soprattutto in questi ultimi mesi ci siamoriscoperti “comunità” ed una comunità“gioiosa”, capace di rallegrarsi e di gioireper la presenza e l’assistenza di Dio.E’ stato qualcosa di veramente bello e didavvero prezioso. Anche con l’Eucaristiadomenicale delle 11.15 stiamo cercandodi scoprirci sempre più famiglia gioiosaattorno a Gesù.Eucaristia: fonte della missione.L’abbiamo capito soprattutto con la partenzadi Michiel per l’Uganda e di donEmilio per il Luganese. Pure noi siamo inmissione là dove abitiamo, perché grandee forte è il bisogno che rileviamo attornoa noi, ma grande e forte è la risposta cheil Signore dà a chi lo cerca.E in prospettiva futura? I semi ormai sonodivenuti delle piantine e le piantine vannoprotette, curate, fatte crescere. Se dunquetermina l’Anno dell’Eucaristia non terminaperò il nostro compito di incarnarel’Eucaristia dentro la nostra vita personalee comunitaria.Ed il compito più grande rimane quellodi aiutare le nuove generazioni a comprenderee a vivere questo.19– don Massimo –


Battesimi e MatrimoniBattesimiSono entrati nella comunità cristiana, la Chiesa, con l’impegno dei loro genitorie dei padrini a credere in Cristo e nella fede cattolica:20• Madonna Alessia• Perregrini Steven• Meyerhofer Leo• Cassaro Anthony• Mattei Lisa• Mattei Seo• Herrmann Solange• Kolly David• Wehrli Lara• Iacomini Siro• Maissen Ambra• Fallscheer Anna• Samuel Zelia• Menozzi Simona• Ferri Antony• Baccalà Joey• Moresi Sofia• Parpan Samuel• Carlon Luca• Surrey Isabella• Bazzi Federico• Zucconi Riccardo• Giannoni Aline• Carrara Siria• Bressello Alice• Lepri Deepa• Giacchetto Filippo• Amonini Arianna• Roversi Leonardo• Giannini Ilaria• Rüegsegger Nicole• Giannotta Riccardo• Mazza Sara• De-Marchi Melissa• Stadelmann Leticia• Schellenberg InesMatrimoniHanno assunto l’impegno di formare la famiglia con amore perenne ed ispiratoal Vangelo:• Mattei Agostino e Wellensiek Bastienne• Hinzen Dieter e Ohrendorf Elke• Realini Giovanni e Bianda Emanuela• Bressello Ivano e Procaccini Simona• Casarotto–Romer William e Piatti Claudia• Meihsner Alexander e Kuypers Marita• Schälli Daniel e Wiedler Sandra• Brenner Tristan e Cattori Bettina• Bigatto Marco e Anastasi Lisa• Micheletti Giancarlo e Como Francesca Luisa


Memorie NostreLa nostra preghiera di suffragio interceda presso Dio, perché, nella sua misericordiae perdono, conceda loro la vita eterna.paolino Mazza(18 ottobre 1936 – 5 ottobre 2005)Per il pensiero umano, ed anche la storia ce lodimostra e ce lo ha dimostrato, la presenza delmale e della sofferenza nel mondo rimane unaprovocazione continua. Tutte le generazioni,anzi in fondo ogni persona è chiamata a confrontarsicon questo mistero. E’ però una dimensioneestremamente legata alla fede: la Scritturaè di sostegno alla nostra vacillante fede. Attornoa questo Mistero ci interroghiamo, in modo particolare,quando attorno a noi persone a noi caresoffrono oppure affrontano il trapasso all’altromondo dopo lunghe sofferenze. Il Vangelo delleBeatitudini ci lascia intuire che male, sofferenza,dolore e morte sono realtà che appartengonoalla storia dell’umanità: ma proprio dentro questerealtà vi è la possibilità, la “chance”, l’opportunitàdi cogliere una presenza di grazia, diluce, di beatitudine: una presenza inaspettata,sorprendente, paradossale.Queste riflessioni ci accompagnano nelnostro congedarci da Paolino Mazza, deceduto,dopo lunga malattia, lo scorso mercoledì5 ottobre. Era nato ad Ascona il 18ottobre 1936: in paese ha anche svolto il suoapprendistato quale metalcostruttore, unaprofessione che ha esercitato sempre nellastessa ditta, che già aveva contribuito alla suaformazione. Si è sposato nel 1958, al santuariodi Re, con Ester: il profondo legameaffettivo con questa località mariana nasceprobabilmente in questo periodo, in quantosua moglie è originaria di quel luogo. Daquesto matrimonio nascono quattro figli.Ad Ascona si impegna profondamente nelvolontariato: ricordiamo almeno il suocontributo alla Società di salvataggio, allaSocietà di ginnastica, al Corpo dei pompieri,alla Croce Verde. Questa intensa vitapubblica e questa sua dedizione nel volontariatoscaturiscono dalla sua indole tranquillae serena, e hanno fatto di lui unapersona conosciuta, stimata ed apprezzatatra la popolazione del borgo.Dopo il pensionamento, Paolino si trasferiscecon la moglie a Re, con la possibilità diuna vita serena, trascorsa prevalentementeall’aperto. Purtroppo la malattia e la sofferenzaerano in agguato: un anno e mezzo fai primi sintomi lasciavano ben sperare inuna ripresa ed in una completa guarigione.Dall’ottobre 2004, invece, Paolino ha iniziatoil suo calvario di sofferenza e di offertaal Signore. Gli auguriamo, ora, quella beatitudineche il Signore promette e dona acoloro che accettano, pur nell’afflizione, diessere consolati da lui.21


Siegried froriep(1929 – 8 ottobre 2005)erminia naretto(24 settembre 1909 – 13 ottobre 2005)22Ricordare la nostra sorella Erminia, che haconcluso lo scorso 13 ottobre il suo lungocammino terreno all’onorevole età di 96anni, significa anche ricordarla per quell’icona che era divenuta in modo particolarein questi ultimi anni. Icona, dicevo, perchéraramente mi è capitato di incontrare personeche sono capaci di gioire e di sentirsiveramente bene nell’incontro con “l’altro”.Bastava avvicinarsi – anzi, se ti riconoscevasi metteva a gesticolare per attirare la tuaattenzione –, bastava prenderle le mani nelletue e subito vedevi una trasformazione, unatrasfigurazione vorrei dire. Dai lineamentidel volto, dalla tensione in tutto il corpo chesi allentava, si capiva che, nel contatto, attraversoil calore delle mani passava un altrocalore: il calore umano, il calore dell’affetto,il calore dell’amore. E lei ti ricompensavacon un sorriso bellissimo. Un sorriso chediceva da una parte quanto lei si sentissebene, in questo sentirsi calorosamenteaccolta, e dall’altra era davvero una ricompensaed una gioia per quel tuo sforzo diavvicinarti a lei e di relazionarti con lei.Icona, la nostra sorella Erminia, dicevo,della bellezza delle relazioni umane, soprattuttoquando diventano sorgente di calore,trasmissione di affetto, espressione di amicizia,segno dell’amore. Ma la nostra sorellaErminia era, in questo, anche icona delnostro rapporto con “l’Altro”, con colui cheè veramente “altro”,“altro” con l’“A” maiuscola.Il nostro Creatore e Redentore ci amacon un amore infinito, che quando riusciamoa percepirlo, davvero ci fa sentire “qualcuno”.Dio ci ama da sempre, ci ama incontinuazione, e ci amerà per l’eternità: diquesto, però, non sempre abbiamo una percezionechiara. Ma quando questo Amore,questo Amore di Dio, ci raggiunge oppurequando gli permettiamo di raggiungerci,perché abbiamo aperto senza troppe condizionie paure le porte del nostro cuore, allorala gioia, il sorriso, la serenità, sì: la beatitudine,sgorgano nel nostro cuore.In questo momento di congedo da Erminia,icona di colui che si lascia amare daglialtri e da Dio, sgorga spontaneo un augurio.Che Erminia possa incontrare, faccia a faccia,il suo Creatore e Redentore, che lariscalderà con il calore delle sue mani amorose.E allora, Erminia, chissà che sorriso…


vivien Bertolini(+ 21 ottobre 2005)C’è una sorta di filo rosso che intesse tuttala nostra esistenza. Esseri legati alla contingenza,come lo siamo noi, uomini e donne,vale a dire creature inserite in un mondo dicose destinate a passare, cose che oggi cisono e domani non ci sono più, ci troviamospesso in situazione di disagio e di incertezza.Eppure, anche nelle situazioni piùdifficili, c’è un sottile filo rosso che ciaccompagna, ed è la speranza.Anche la sapienza popolare ce lo conferma,affermando che “la speranza è l’ultima a -morire”.Pure Giobbe è mosso e trascinato avanti,attraverso le situazioni difficili e disagevoliin cui si è venuto a trovare, mosso da questofilo di speranza, che le cose cambieranno,che verrà un tempo in cui le lacrimesaranno asciugate, le difficoltà risolte, e sulterreno arido della propria esistenza rifioriràun’oasi di pace e serenità.Fantasia? Illusione? Chimera? La nostrafede, la fede in Gesù Cristo Figlio di Dio,che per noi si è fatto uomo e che ha condivisola bellezza e la durezza dell’esistenzaumana (eccetto che nel peccato), ci dice chequesto filo di speranza, per quanto tenue, èlegato ad una roccia sicura, ferma, solida. E’la roccia che è Gesù Cristo stesso, il quale,vero Dio e vero uomo, come una sorta diponte tiene collegati insieme il mondo diDio ed il mondo degli uomini; il mondo diColui al quale “nulla è impossibile” conil mondo di coloro che sono soggetti alimiti evidenti; il mondo di Colui che nonpasserà mai con il mondo umano, nel qualenulla è destinato a resistere e sussistere.Con questo mondo di Dio siamo e rimaniamocollegati da quel rapporto privile -giato che chiamiamo fede: un rapportointeso non solo come conoscenza di veritàe di concetti, ma soprattutto inteso comerelazione, rapporto vivo da persona a persona.Ed è questa fede che fonda il filo rossodella speranza.Con i sentimenti suscitati da questi pensieri– sentimenti contrastanti di dolore, per ildistacco, ma anche sostenuti, consolati erafforzati dalle promesse divine – ci apprestiamoa dare l’ultimo saluto alla nostrasorella Vivien.La nostra speranza, vorrei dire la nostra certezza,l’augurio che porgiamo a Vivien èche il fil rouge, che l’ha accompagnata pertutta la sua lunga esistenza, si sia ormaicompiuto con il passaggio, attraverso lamorte, dal mondo degli uomini al mondodi Dio.23


aldo arizzoli(12 marzo 1928 – 24 ottobre 2005)24“Beati gli afflitti, perché saranno consolati”: èuna promessa duplice. Proprio nella sofferenzae nell’afflizione, posso sperimentare la beatitudine,la gioia: gioia già qui, sulla terra, mentresono nell’afflizione, e gioia lassù in cielo comericompensa per il mio aver sofferto.Se ciò può sembrare masochistico, occorre eluderequalsiasi equivoco: non è la sofferenza chedà gioia, ma è nella sofferenza che sperimentola presenza graziosa e misericordiosa di un Dioche mi aiuta a sopportare tutto quanto devosopportare. Ed è questa presenza che dà e portagioia. Anzi è una presenza che può portarefrutti del tutto impensabili ed impensati. Comesiamo lontani, in questa visione cristiana, dallamentalità comune che alla sofferenza, aldolore ed alla morte tuttalpiù sa attribuire unsenso di fatalità, di inutilità, di assurdità.Queste riflessioni ci accompagnano nelnostro congedarci da Aldo Arizzoli, che haconcluso lunedì all’alba il suo cammino terreno,per iniziare una nuova giornata eduna nuova vita nel mondo di Dio. Egli eranato il 12 marzo 1928 a Cannobio, ma conla famiglia si trasferisce ad Ascona già intenera infanzia: in borgo cresce, riceve la suaformazione scolastica. Dopo la sua formazioneprofessionale, apre di propriainiziativa una ditta artigianale.Molto giovanile, fu un grande ed appassionatosportivo. Un grave incidente con lamoto, gli impedisce una carriera in ambitosportivo, e lo segna anche a livello di salutein un modo alquanto decisivo. Si sposa nel1952, e dalla sua unione nascono tre figli.Ha sempre condotto una vita semplice; fuanche persona modesta e semplice: lo ricordiamoperò per la sua capacità di appassionarsialle cose belle. Oltre che allo sport, eraanche appassionato per gli animali, perl’arte.La parte finale della sua esistenza è statasegnata da problemi seri con la salute, e,soprattutto negli ultimi anni e mesi, la suavita è stata ciò che si può considerare davveroun calvario.Ma al momento decisivo del passaggio, allasua “pasqua” Aldo è giunto preparato, sostenutoe aiutato con simpatia, cordialità eamore, soprattutto dai suoi famigliari.Ad Aldo vogliamo augurare di incontraresubito quel Dio che consola, sana, guariscee ricompensa ognuno per le proprie fatichee sofferenze: che tu possa vedere e contemplarequel “bel volto” del Signore, che tu, intante cose belle ed appassionanti, hai saputocercare per tutta la tua esistenza.


nadia cossi–nessi(7 novembre 1955 – 2 novembre 2005)C’è una sorta di filo rosso che intesse tuttala nostra esistenza. Esseri legati alla contingenza,come lo siamo noi, uomini e donne,vale a dire creature inserite in un mondo dicose destinate a passare, cose che oggi cisono e domani non ci sono più, di frontealla scomparsa di un nostro caro – magariancora in giovane età e dopo una lunghissimamalattia – ci troviamo spesso in situazionedi disagio e di incertezza. Eppure,anche nelle situazioni più difficili, c’è unsottile filo rosso che ci accompagna, ed è lasperanza. Anche la sapienza popolare ce loconferma, affermando che “la speranza èl’ultima a morire”.Da questo filo di speranza, nascono poitutte quelle qualità che ci permettono disopravvivere nella durezza dell’esistenza: adesempio la pazienza, ossia la capacità di resisteree sopportare nonostante la durezzadelle difficoltà (proverbiale anche a questoriguardo la pazienza di Giobbe); la tenacia,ossia la capacità di puntare e di lottare, senecessario, per raggiungere i propri obiettivinonostante le avversità; il desiderio diricominciare e di voltare pagina, dopoesperienze difficili, protesi verso il desideriodi un futuro diverso.Da questo stesso filo di speranza, nasce lacertezza morale, come dice Giobbe, che “ilmio Redentore è vivo, e che, dopo chequesta mia pelle sarà distrutta, lo vedrò, iostesso con i miei occhi” (GB 19,23–27).E che allora, ben al di là della caducità delnostro essere e del nostro mondo visibile,per noi si apre la prospettiva indicataci daquesto Dio che ci ama, il quale, per mezzodel suo Figlio, ci ha promesso che “chiunquecrede nel Figlio avrà la vita eterna, perchéio lo risusciterò nell’ultimo giorno”(GV 6,37–40).Con i sentimenti suscitati da questi pensieri– sentimenti contrastanti di dolore, per ildistacco ma anche sostenuti, consolati e rafforzatidalle promesse divine – ci apprestiamoa dare l’ultimo saluto alla nostra sorellaNadia. La nostra speranza, vorrei dire lanostra certezza, l’augurio che porgiamo aNadia è che il fil rouge, che l’ha accompagnataattraverso la sua pur breve esistenza,si sia ormai compiuto mercoledì scorso,con il passaggio, attraverso la morte, dalmondo degli uomini al mondo di Dio. Eche lei, già sin d’ora, possa contemplarequel volto divino, volto di Creatore, diRedentore, di Salvatore.25


26Cogli l’attimo: Dio è lìRob è il tipo di persona che ti fa piacereodiare: è sempre di buon umore ed hasempre qualcosa di positivo da dire.Quando qulacuno gli chiede come va, luirisponde: “Se andasse meglio di così, sarei2 persone!” E’ un ottimista. Se un collegaha un giorno no, Rob riesce a farglivedere il lato positivo della situazione.Vederlo mi incuriosiva e così un giornogli chiesi: “Io non capisco, non è possibileessere ottimista ogni giorno, comefai?” Rob mi rispose: “Ogni giorno misveglio e mi dico, oggi avrò 2 possibilità;posso scegliere di essere di cattivo umoreo posso scegliere di essere di buon umore.Allora scelgo di essere di buon umore.Quando qualcosa di brutto mi succede ioposso scegliere di essere vittima o diimparare da ciò. Allora scelgo di imparareda ciò. Ogni volta che qualcuno vienea lamentarsi da me per qualcosa, ioposso scegliere di accettare lelamentele o posso scegliere diaiutarlo a vedere il lato positivodella vita.” “Ma non èsempre facile!” gli dissi. “Sì,lo è -rispose Rob- la vita ètutta una questione discelte, sta a te sceglierecome reagire allesituazioni, sta a tedecidere come la -sciare che gli altriin flu enzino iltuo umore. Tuscegli se esseredi buonoo di cattivou m o r e .Alla fine sei tu a decidere come vivere latua vita.” Dopo quella conversazione ciperdemmo di vista, perché cambiai lavoro,ma spesso mi ritrovai a pensare alle sueparole, quando dovevo fare una scelta nellamia vita, invece di reagire agli eventi.Ho saputo che Rob aveva avuto un bruttoincidente di lavoro, era caduto da 18metri di altezza e dopo molte ore di salaoperatoria è stato rilasciato dall’ospedalecon una piastra di acciaio sulla schiena.Sono andato a trovarlo e gli ho chiestocome si sentisse, mi disse: “Se stessimeglio sarei 2 persone, vuoi vedere lemie cicatrici?” “Ma come fai ad esserecosì positivo dopo quello che ti è successo?”Rob rispose: “Mentre stavo cadendo,la prima cosa che ho pensato è stata lamia bimba. Poi mentre giacevo a terra, misono detto che potevo scegliere se vivereo morire. Ho scelto di vivere.” “Ma nonhai avuto paura?” “Sì, quando in ospedaleho visto l’espressione dei medici, hoavuto molta paura, guardavano come adun morto. Poi un’infermiera mi ha chiestose avessi allergie e io risposi: “Sì”, tuttimi guardarono e io urlai: “Sono allergicoalla gravità!” Tutti scoppiarono a rideree io dissi: “Ed ora operatemi da uomovivo non come se fossi già morto!”Rob mi ha insegnato che ogni giornoabbiamo la possibilità di vivere la vita pienamente.Quindi è inutile preoccuparsisempre per il domani, perché ogni giornoha i suoi problemi, su cui scegliere divivere e domani avremo il tempo per iproblemi di domani.Dopo tutto oggi è il domani di cui ieri tipreoccupavi.


Per le vostre offertePer il bollettino parrocchiale; Per le Opere parrocchiali;Per la Chiesa Madonna della Fontana; Pro opere parrocchiali6612 Ascona CCP 65-1378-8Per la Conferenza di S. Vincenzo (Corner Banca S.A.)6901 Lugano CCP 69-5872-0Conto no.: 211654-01 (8490)Conferenza S. Vincenzo del Beato Pietro Berno6612 AsconaPer la Missione Uganda (Corner Banca S.A.)6901 Lugano CCP 69-5872-0Conto no.: 230001-20 (8490)Michiel Demets Missione Uganda6612 AsconaBollettini di versamento in Chiesa parrocchiale!27


G.A.B. 6612 ASCONABenedizione delle case ad AsconaNelle settimane di Quaresima e di Pasqua effettueremo nel 2006la visita alle famiglie e la benedizione delle case.Vi chiediamo di esprimerci il desiderio di ricevere questa visita tramiteil presente tagliando. Grazie!NomeCognome-Don Massimo-ViaTelefonoNAP–Luogo6612 AsconaFirmaDa spedire entro il 19 marzo 2006 presso: Don Massimo Gaia, Via Collegio 5, 6612 AsconaQuando saranno pervenute tutte le iscrizioni, sarà nostra premura comunicarvi per tempo il giorno el’ora in cui verrà effettuata la visita. Rimaniamo a disposizione per ulteriori chiarimenti.

More magazines by this user
Similar magazines