Dalle borse asiatiche all'armamento Coeclerici ... - Porto & diporto

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Dalle borse asiatiche all'armamento Coeclerici ... - Porto & diporto

armamento / porto&diportoDalle borse asiaticheall’armamentoCoeclericisulla cresta dell’ondaGli ultimi mesi sono stati densidi novità per il gruppo logistico-armatorialeCoeclerici,esempio cristallino di azienda che neltempo ha saputo espandersi sia verticalmente,focalizzando sul settore carbonierol’originaria attività di shipping eintegrandovi le fasi a monte (miniere) ea valle (logistica e trading), sia geograficamente,divenendo una vera e propriamultinazionale capace di operarein pressoché ogni parte del mondo.Circa due mesi fa la società ha comunicatodi aver ottenuto da un pool dibanche con capofila Banca Carige unanuova linea di credito revolving a tassovariabile, per un valore complessivo di215 milioni di euro per 7 anni. All’ope-razione di finanziamento, organizzatadallo studio Caretti&Associati, oltre aBanca Carige, hanno partecipato IntesaSan Paolo, Unicredit, Monte deiPaschi di Siena, Centrobanca, Cariparma,Mediocredito Italiano e BNL BNPParibas.La linea di credito è destinata al finanziamentodel piano industriale2011-2015 che prevede il rafforzamentodella divisione mining attraverso l’acquisizionedi nuove miniere di carbone,l’espansione del settore trading attraversol’apertura di nuove sedi operativenegli Stati Uniti e nell’Europa orientalee lo sviluppo delle attività di logisticaportuale attraverso la costruzione dinuovi terminal e chiatte galleggianti aservizio dell’industria mineraria.Risale invece a inizio luglio la consegna,da parte del cantiere cinese JiangsuHantong Ship Heavy Industry, diBulk Zambesi, la prima delle due bulkerself-unloading da 56.000 dwt ordinate(per circa 140 milioni di dollari complessivi,con finanziamento garantitoda SACE cui hanno partecipato BNPParibas BNL, Unicredit) da Coeclericiun anno e mezzo fa, che opererà nelporto di Beira, in Mozambico, per contodel colosso minerario brasiliano Vale.“L’accordo firmato con Vale nel 2009 èun contratto di durata ventennale per lafornitura di servizi di trasbordo del carbone,che dal porto verrà portato dallenostre unità 20 miglia al largo, per poi8 - agosto 2011


essere trasferito su rinfusiere di portatamaggiore (capesize da oltre 120.000tonnellate), impossibilitate ad accederealle banchine a causa dei limitidi pescaggio dei fondali” ha spiegatoil presidente Paolo Clerici. Ogni annosaranno movimentati 11-12 milioni ditonnellate di carbone destinato a Brasile,India, Giappone ed Europa. La naveappena consegnata a Coeclerici, classificatadal Rina, rappresenta un’eccellenzatecnologica a livello mondiale soprattuttoper l’equipment di bordo, cheda solo vale la metà del prezzo dellebulker: cinque gru, cinque benne, ottonastri trasportatori e un nastro caricatoresemovente da 37 metri per unacapacità di movimentazione di 3.000tonnellate di carbone l’ora.Tornando al piano industriale Clericiha delineato la strategia di fondo:“Prevediamo di raggiungere i 2 milionidi tonnellate di produzione di carboneentro il 2015 grazie ad investimenti nellanostra miniera Korchakol in Russia.Stiamo inoltre lavorando all’acquisizionedi nuove miniere anche in Indonesia,possibilmente in collaborazionecon imprenditori del posto e integrandola fase di estrazione con la logisticaportuale, magari con la costruzione diun terminal di trasbordo dedicato. Nonescludo poi che si possa tornare anchea nuovi investimenti armatoriali, in particolareper navi panamax o post-panamax,magari in partnership con qualcheshipping company che ne segua poi lagestione tecnica”.Tutti progetti ancora in fase di studiomentre è già realtà la riapertura diCoeclerici Americas, società con sedea Miami che si occuperà di tradingcoprendo non solo il mercato di StatiUniti e Canada, ma anche il centro-sudAmerica con un focus particolare suVenezuela e Colombia, “dove entro il2012 apriremo una società che si occuperàsia di trading che di logistica.La riapertura di una sede da noi direttamentecontrollata è prevista anche inSud Africa” ha proseguito l’imprenditoredi origini genovesi.Ma non è tutto, perché Clerici intendeanche integrare entro un anno tuttele attività di logistica gestite in India e inIndonesia in Coeclerici Asia, una realtàche oggi vale già 300 milioni di dollaridi fatturato ed opera nel trading principalmentedi carbone, strutturata con unhead-office a Singapore e altre sedi aSydney, Mumbai, Giacarta e Pechino.Il “trading puro” sarà dunque affiancatoai servizi di trasbordo di carbone cheCoeclerici offre in India e in Indonesiatramite l’impiego di tre transhipper destinatia diventare sei entro il 2013. “Aquesto proposito - ha aggiunto Clerici- va detto che ci è stata consegnatapoche settimane fa la floating transferstation Bulk Java, che opererà in Indonesia,un paese nel quale intendiamocrescere molto anche tramite la jointventure paritetica avviata con Recapital,primario operatore minerario indonesiano.Tramite questa joint venture- PT Bulk Berau Indonesia - sono statisottoscritti due nuovi contratti decennaliper attività di transhipment di carbone,a seguito dei quali abbiamo commissionatola costruzione di altri due transhipperin consegna a metà 2012 e inizio2013, per un investimento complessivodi 45 milioni di dollari”.Per cementare gli sviluppi asiaticiClerici ha dato mandato a un advisor(Ceccarelli Management Consulting diMilano) di stilare nel dettaglio un pianoindustriale decennale da sottoporreall’attenzione delle maggiori banched’affari internazionali per un’eventualequotazione (tramite ricapitalizzazione)alla Borsa di Hong Kong o, più probabilmente,di Singapore fra il 2013 e il2015.Un’operazione destinata a incrementarei già crescenti (e imponenti) numeridi Coeclerici, che nel 2010 ha realizzatoun fatturato di 468,5 milioni di euro (nel2009 era 441,3 milioni), con un Ebitdadi 33,5 milioni e un Ebit di 26,3 milioni(rispettivamente 25,1 e 18,8 milionil’anno precedente), e un risultato nettodi 16,6 milioni di euro (contro i 10,7 milionidell’esercizio precedente).Andrea Moizoagosto 2011 - 9

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