Presentazione di PowerPoint - Dipartimento di Comunicazione e ...

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Presentazione di PowerPoint - Dipartimento di Comunicazione e ...

Processi culturali e comunicativi(Corso serale)


Presentazione del corsoA chi è rivolto• Il Corso è rivolto agli studenti del primo anno dei Corsi di Laureain Scienze e Tecnologie della Comunicazione e Scienze dellaComunicazione Pubblica e Organizzativa.• In particolare, il corso intende rispondere alle esigenzeorganizzative degli studenti lavoratori che non hanno la possibilitàdi frequentare le lezioni al mattino.• Ovviamente, il corso può essere frequentato anche da studenti atempo pieno che, per disparati motivi, avessero difficoltà a seguire ilcorso mattutini.• Settore scientifico disciplinare SPS/08Crediti 12Anno di corso 1Titolo Presentazione 19/03/2012Pagina 2


Presentazione del corsoContenuti• Il corso ripercorre le teorie e i modelli che hanno fondato la nascita dellescienze della comunicazione con una particolare attenzione ai classicidella produzione empirica e teorica statunitense.• L'idea di fondo è quella di individuare quegli elementi di continuità checonsentano di rileggere studi e approcci pionieristici alla luce delleacquisizioni teoriche e dell'evoluzione tecnologica più recenti.• Saranno oggetto di specifico approfondimento e, se possibile, di produzionelaboratoriale, due aree specifiche di produzione comunicativa:– nesso tra media sociali, partecipazione e mediatizzazione dellapolitica;– rapporto tra social media e comunicazione scientifica.Titolo Presentazione 19/03/2012Pagina 3


Presentazione del corsoModalità di valutazione dell’apprendimento e prova diesame• Per i frequentanti, l’apprendimento sarà valutato in itinere edurante gli appelli d’esame.– La valutazione in itinere prevede:– attività laboratoriali in aula cui sarà attribuito un giudizio di idoneità.– Una prova di fine corso cui sarà attribuito un punteggio da 0 a 3.– L’esame conclusivo prevede:– Una prova orale, svolta durante gli appelli dell’a.a. 2011-2012, efocalizzata sulla parte di programma non oggetto della valutazione initinere. Al punteggio ottenuto nell’esame conclusivo si sommerà quelloottenuto nella prova di fine corso.Sono considerati “frequentanti” gli studenti che parteciperanno alle attivitàlaboratoriali svolte in aula e alla prova di fine corsoTitolo Presentazione 19/03/2012Pagina 4


Presentazione del corsoTesti d’esameIl programma di esame si articola in 3 testi di carattere monografico, un numeromonografico di una rivista e 2 articoli tratti da riviste internazionali:1. M. Morcellini, G. Fatelli, Le scienze della comunicazione, Roma, Carocci, 2006.2. J. B. Thompson, Mezzi di comunicazione e modernità, Bologna, Il Mulino, 1998.3. M. Wolf, Teorie delle comunicazioni di massa, Milano, Bompiani, 1986.4. Un numero a scelta della rivista Comunicazionepuntodoc. Rivista del Dottorato inScienze della Comunicazione http://www.comunicazionepuntodoc.it/. La rivista èdisponibile presso la "Libreria Kappa", via Salaria 121/E5. A. Marwick, d. boyd, I Tweet Honestly, I Tweet Passionately: Twitter Users, ContextCollapse, and the Imagined Audience in "New Media & Society", published online 7 july20106. N. Colineau, C. Paris, Talking about your health to strangers: understanding the use ofonline social networks by patients in "New Review of Hypermedia and Multimedia",2011, 16: 1, 141-160ENTRAMBI GLI ARTICOLI SONO DISPONIBILI E SCARICABILI GRATUITAMENTEDALLE RISORSE BIBLIOTECARIE DI ATENEOTitolo Presentazione 19/03/2012Pagina 5


Informazione: alla ricerca di una definizioneinformazione[in-for-ma-zió-ne] s.f.1 Trasmissione, scambio informazioni, di notizie: facilità, difficoltà d'i.2 Ogni notizia, ogni elemento conoscitivo comunicato o acquisito: i. precise, false,tendenziose || servizi informazioni di sicurezza, apparati dello stato che svolgono compitidi controspionaggio e di sorveglianza interna |ufficio, sportello informazioni, in aziende edenti pubblici, ufficio preposto a rispondere alle richieste del pubblico3 dir. libertà d'i., diritto a informare nonché a essere informati attraverso la pluralità delle fontidi conoscenza | i. di garanzia (detta anche avviso di garanzia), avviso che il pubblicoministero è tenuto a inviare a chi è oggetto di indagini per informarlo dei fatti intorno aiquali indaga4 teoria dell'i., studio matematico della trasmissione e della ricezione di messaggi intesi comeserie di eventi soggetti a leggi probabilistiche5 biol. i. genetica, il complesso dei messaggi ereditari presenti nei geni dei cromosomi di unacellula6 filos. Atto che dà a un essere la sua propria formaTitolo Presentazione 19/03/2012Pagina 6


Informazione: alla ricerca di una definizione• L’informazione è la “percezione di una differenzache genera un’altra differenza” (Bateson, Versoun’ecologia della mente, 1972, trad.it 1994).• Il soggetto che percepisce la differenza non deveessere necessariamente un essere umano.• L’informazione “pura” (ossia le differenze percepite)diventa significato quando siamo in grado diidentificare una struttura ricorrente dell’informazioneTitolo Presentazione 19/03/2012Pagina 7


La comunicazione come “trasferimento diinformazione” (Shannon e Weaver,1949)Titolo Presentazione 19/03/2012Pagina 8


La stele di Rosetta• La struttura a codicetriplo ha consentitol’interpretazione deigeroglifici egizi. Lastessa iscrizionecompare infatti sia ingreco che in demoticoTitolo Presentazione 19/03/2012Pagina 9


Il cruciverbacrittografato• In mancanza delledefinizioni e sapendo che“a numero ugualecorrisponde letterauguale” possiamodecifrare il cruciverba.• In mancanza di letteregià inserite ci affidiamoalle ridondanze dellalingua e alle nostrecompetenze linguistiche.Titolo Presentazione 19/03/2012Pagina 10


Il corteggiamento..• Alcune informazioni sonochiare o decodificabilisecondo regole rigide.• Altre informazionirimangono a lungo in unlimbo di significato.Titolo Presentazione 19/03/2012Pagina 11


Verso un’ecologia della menteTitolo Presentazione 19/03/2012Pagina 12


La comunicazione: alla ricerca di una definizionecomunicazione[co-mu-ni-ca-zió-ne] s.f.1 Trasmissione, partecipazione, diffusione di qlco. agli altri: c. del messaggio delpresidente; estens. testo che viene comunicato: c. scritta ||mezzi di c. (dimassa), stampa, radio e televisione2 Relazione presentata a un convegno3 Collegamento attuato attraverso mezzi tecnologici di trasporto o didiffusione: vie di c.; mettersi in c. || mezzo di c., mezzo di trasporto4 ling. Scambio di informazioni mediante uno o più linguaggi (verbale, gestuale,musicale ecc.) tra un emittente e un destinatario5 dir. c. giudiziaria, atto con cui si informava il potenziale imputato dell'apertura diun procedimento penale a suo carico, poi sostituito dall'avviso di garanziaTitolo Presentazione 19/03/2012Pagina 13


Come aumentare l’efficacia della comunicazione?• Scegliere il canale meno soggetto a rumore a conmaggiore ampiezza di banda• Scegliere un codice condiviso (codice come sistemadi corrispondenze tra i valori di un insieme A e ivalori di un insieme B, come il codice Morse)• Codificare il messaggio in forma ridondante…Se la persona che amate vi urlasse ripetutamente:…..“non ti voglio più vedere!”….La diversità della vostra reazione introduce al concettomoderno di “comunicazione”.Titolo Presentazione 19/03/2012Pagina 14


Un’idea complessa di comunicazione: il codice• Sintassi: studio dei singoli elementi di un codice edelle loro possibili combinazioni• Semantica: studio delle relazioni tra codice e glioggetti che indica• Pragmatica: studio delle relazioni tra codice, coloroche lo usano e il loro comportamento conseguentea questo uso (Morris,Segni, linguaggio ecomportamento, 1946, trad.it 1977)Titolo Presentazione 19/03/2012Pagina 15


La comunicazione come “processo ditrasformazione”• L’accento è posto sulla interpretazione o decodificadel messaggio da parte del destinatario• Nei modelli semiotici i problemi comunicativi (la“decodifica aberrante”) non sono visti comepatologici ma come una possibilità costitutiva diogni comunicazione che, proprio in quantotrasformazione, è sempre imperfetta eimprevedibile• Nei modelli ascrivibili ai Cultural Studies ladecodifica aberrante è addirittura sollecitataTitolo Presentazione 19/03/2012Pagina 16


E’ possibile non comunicare?La Scuola di Palo AltoErvin GoffmanTitolo Presentazione 19/03/2012Pagina 17


1. La comunicazioneinterpersonale: illinguaggio gestuale•Non permette dicomunicare eventiaccaduti lontanonello spazio (“al miopaese sono unuomo ricco estimato”) e neltempo (“ho fattonaufragio tre mesifa”)•E’ altamenteambiguo e arbitrarioTitolo Presentazione 19/03/2012Pagina 18


2. La comunicazione interpersonale: i linguaggi“numerici” e “analogici”• Il linguaggio numericoè “discreto” (ossia unagrandezza con confinidefiniti) e basato suconvenzioni arbitrarie(un cane).• Il linguaggio analogico(come un urlo) è“continuo”Titolo Presentazione 19/03/2012Pagina 19


3. La comunicazione interpersonale: significato,significante, indici, icone e simboli• Significante: è il mezzoche usiamo perrappresentare ilsignificato (“l’immagineacustica”)• Significato: è l’idea cheidentifichiamo (“ilconcetto”)• Cane• Il bauTitolo Presentazione 19/03/2012Pagina 20


3. La comunicazione interpersonale: significato,significante, indici, icone e simboli• Indice: quando esisteuna relazione dicontinuitàpropriamente fisica trail significato e ilsignificante• L’altezza raggiuntadalla colonnina dimercurio è indice dellatemperaturaTitolo Presentazione 19/03/2012Pagina 21


3. La comunicazione interpersonale: significato,significante, indici, icone e simboli• Icona: Quando siamoin presenza di unasimilitudine o dianalogia trasignificante esignificatoTitolo Presentazione 19/03/2012Pagina 22


3. La comunicazione interpersonale: significato,significante, indici, icone e simboli• Simbolo: quando ilrapporto tra significatoe significante èpuramente arbitrario oconvenzionaleTitolo Presentazione 19/03/2012Pagina 23


3. La comunicazione interpersonale: I segnali• Indicano una certaquantità precisa edefinita diinformazione. Adifferenza dei simbolinon sono ambigui.• Segnali e simbolirichiedono un processodi apprendimento delsistema di convenzioniadottatoTitolo Presentazione 19/03/2012Pagina 24


1. La comunicazione verbale: la “relativitàlinguistica” (Sapir-Whorf)• La lingua determina ilmodo in cui parliamodel mondo ma ancheciò che di questomondo conosciamo• Non possiamo pensarecose per le quali nonabbiamo parole adisposizioneTitolo Presentazione 19/03/2012Pagina 25


2. La comunicazione verbale: il potere dellinguaggio politico• Il leader del partitoavverso• La sinistra• I fascisti• I disobbedienti• La prescrizione• L’assoluzione• Il processo breve…Titolo Presentazione 19/03/2012Pagina 26


3. La comunicazione verbale: atti locutori,perlocutori, illocutori• Gli atti locutori sonorappresentati dalla sempliceazione di pronunciarequalcosa, secondo le regolelinguistiche• Gli atti perlocutoricomprendono leconseguenze dell’attolinguistico nell’ascoltatore:persuasione, intimidazione,ecc.Titolo Presentazione 19/03/2012Pagina 27


3. La comunicazione verbale: atti locutori,perlocutori, illocutori• Gli atti lillocutori costituisconoazioni che si compiono proprioper il fatto di pronunciaredeterminate parole.• Non hanno solo valoresimbolico ma rendono a tutti glieffetti valide le azioniconseguenti.• Le azioni coinvolgono personesocialmente situate ossia conle loro emozioni e paura e leloro relazioni con altre personeTitolo Presentazione 19/03/2012Pagina 28


1. La comunicazione non verbale: la prossemica el’aptica• La distanza intima che va da 0a 45 centimetri.• La distanza personale (45-120cm) che riguarda l’interazionetra amici.• La distanza sociale (1,2-3,5metri) usata per lacomunicazione tra conoscentioppure tra insegnante edallievo.• La distanza pubblica (oltre i 3,5metri) per le pubblicherelazioni• Aptica: le diverseforme di contatto fisicocodificato in modoformale (come lastretta di mano, il bacioaccademico) oinformale (abbracci,baci, schicchere…)Titolo Presentazione 19/03/2012Pagina 29


1. La comunicazione come “sistema relazionale”.La Scuola di Palo Alto• Ogni comunicazione ha unaspetto informativo, dicontenuto, e un aspetto di"comando", di relazione. Ed èquesto secondo aspettoche imprime una forma alcontenuto, che ne definisce ilsignificato comemetacomunicazione. (Implicita)Paul Watzlawick, Pragmatica dellacomunicazione umana, 1967Titolo Presentazione 19/03/2012Pagina 30


La comunicazione di massa. La massa• I sociologi politici élitisti: Mosca, Pareto e Michels– In tutte le forme di società, la massa non è altro che unostrumento di manovra a disposizione delle élite.– L’inevitabilità di tale situazione deriva dalla forzadell’organizzazione propria delle élite – in grado di costituirsicome un gruppo omogeneo – contrapposta alla dispersione edisorganizzazione propria delle masse.– Ne discende inevitabilmente l’accettazione di una minoranzaorganizzata che governa una maggioranza disorganizzata.Titolo Presentazione 19/03/2012Pagina 31


La comunicazione di massa. La massaJosé Ortega y Gasset (La ribellione delle masse, 1930, trad.it. 1962, p.8)«La massa è tutto ciò che non valuta se stesso – né in benené in male –mediante ragioni speciali, ma che si sentecome tutto il mondo e tuttavia non se ne angustia, anzi sisente a suo agio nel riconoscersi identico agli altri»Titolo Presentazione 19/03/2012Pagina 32


La comunicazione di massa. La massaGeorg Simmel,1917, Grundfragen der Soziologie(Individuum und Gesellschaft), G.J. Göschen, Berlin(trad. it. Forme e giochi di società, Feltrinelli, Milano1983).«Le azioni della massa puntano diritto allo scopo ecercano di raggiungerlo per la via più breve: questo fa sìche a dominarle sia sempre una sola idea, la più semplicepossibile. Capita assai di rado che, nelle loro coscienze, imembri di una grande massa abbiano un vastocampionario di idee in comune con gli altri» (p. 68)Titolo Presentazione 19/03/2012Pagina 33


La comunicazione di massa. La società di massa• Claude-Henri Saint-Simon (1760-1825)«Società organica» ossia una società equiparata a un organismoall’interno del quale tutti i soggetti non sono che parti.• Comte Corso di filosofia positiva (1934) divisione dei compiti trai vari soggetti nell’obiettivo di mantenere un’armoniacomplessiva: specializzazione. L’eccesso di specializzazionerischia di produrre distanza e incomunicabilità tra individui.A fronte dell’indispensabilità dellaspecializzazione delle funzioni, si colloca il rischio di una perditainsostituibile di una rete di relazioni sociali significative per gliindividui, rappresentati sempre più come soli e isolatiTitolo Presentazione 19/03/2012Pagina 34


La comunicazione di massa. La società di massa• Ferdinand Tönnies (1855-1936) Comunità e società(1887)– Gemeinschaft (comunità)• si riferisce a un modo di sentire comune, che fa sì che gli uomini si sentanoparte di un tutto, che partecipino della realtà nella quale vivonoimmedesimandosi completamente con essa.– Gesellschaft (società)• impersonale e anonima, basata sulla forma di relazione sociale tipica delcontratto tra individui in vista di un tornaconto personale.Titolo Presentazione 19/03/2012Pagina 35


La comunicazione di massa. La società di massa• Émile Durkheim La divisione del lavoro sociale (1893,trad. it. 1971)Solidarietà meccanica:– deriva dalle somiglianze tra gli individui, si accompagna a unadivisione del lavoro elementare e si caratterizza per dare vita aun essere collettivo.Solidarietà organica:– trae origine dalla eterogeneità tra gli individui, si traduce in unadivisione del lavoro molto sviluppata e vive a seguitodell’introduzione di numerose relazioni formali eframmentate.Titolo Presentazione 19/03/2012Pagina 36


I postulati della Società di massaa) Nella società contemporanea si è verificata la scomparsadei gruppi primari;b) gli individui sono isolati;c) gli individui annullano l’esaltazione dei tratti personaliper lasciare spazio a quelli impersonali della massa;d) il pubblico delle comunicazioni di massa è un pubblicoatomizzato;e) i mezzi di comunicazione di massa sono onnipotenti(“effetti forti dei media”) e consentono a chi li controlladi manipolare gli individui.Titolo Presentazione 19/03/2012Pagina 37


Sul fronte comunicativo• Sviluppo del cinema e della radio rispetto aiprecedenti mezzi a stampa• Grande espansione e organizzazione dellapubblicità negli Stati Uniti• Apparente successo delle dittature nell’uso dellapropaganda tramite i mass mediaTitolo Presentazione 19/03/2012Pagina 38


Tra “apocalittici” e “integrati”• I media rischiano di manipolare le masse indifese.• I media danno vita ad una nuova polis consapevole einformata.• “Coloro che hanno visto nei mass media una nuova alba didemocrazia e coloro che invece vi hanno visto gli strumenti diun disegno diabolico, avevano in realtà la stessa immaginedel processo delle comunicazioni di massa. Essi muovevanoin primo luogo dall’immagine di una massa atomizzata dimilioni di lettori, ascoltatori e lettori pronti a ricevere ilmessaggio. In secondo luogo, immaginavano ogni messaggiocome stimolo diretto e potente, tale da produrre un’immediatarisposta” (Statera, 1993, p.45)Titolo Presentazione 19/03/2012Pagina 39


I “padri fondatori” della Communication ResearchHarold Lasswell• Propaganda Tecnique in the World War, New York,Knopf, 1927.– Analisi del contenuto dei temi ricorrenti nella propaganda bellicatra il 1914 e il 1917.• Il Linguaggio della politica, Torino, Eri, 1979.– Analisi degli slogan adottati e diffusi dalla propaganda ufficialesovietica in occasione del primo maggio.– Analisi delle frequenze dei singoli simboli-chiave (“diritti”, “libertà”,“democrazia”, ecc) e calcolo dei coefficienti di correlazione fra laricorrenza di alcuni simboli e l’accento posto su di essi in diversiperiodi da parte dell’URSS.Titolo Presentazione 19/03/2012Pagina 40


Il modello di Lasswell (1948)Titolo Presentazione 19/03/2012Pagina 41


I “padri fondatori” della Communication ResearchCarl Hovland• In Communication and Persuasion (1953) cosìdefinisce il mutamento d’opinione “Le opinioni sonoconsiderate come risposte verbali che l’individuo dàin risposta a situazioni-stimolo in cui si pongonodomande generali”. (p.93)• Con Experiments in Mass Communication (1949)prendono il via i “breviari del persuasore”Titolo Presentazione 19/03/2012Pagina 42


I “padri fondatori” della Communication ResearchKurt Lewin• Group decision and social change (1952) Readingsin Social Psychology, New York, Henry Holt.• La rete dei piccoli gruppi e i condizionamenti delgruppo sull’individuo• La realtà sociale: “Ciò che esiste come realtà perl’individuo è determinato in larga misura da ciò cheviene socialmente accettato come realtà. Ciò valeanche per i fatti fisici…La realtà non è dunqueassoluta ma differisce a seconda del gruppo cuiappartiene l’individuo.” (cit. in Statera, 1993, p.55)Titolo Presentazione 19/03/2012Pagina 43


I “padri fondatori” della Communication ResearchPaul F. Lazarsfeld e colleghi• Voting: A Study of Opinione Formation during in aPresidential Campaign (1954)• The People’s Choice: How the Voter Makes up hisMind in a Presidential Campaign (1948)• Personal influence. The Part Played People in theflow of Mass Communication (1955)Titolo Presentazione 19/03/2012Pagina 44


Linee di indagine di quattro innovatori nella CommunicationReserachInnovatore Opere principali Disciplina specifica Interessi Metodi e materialiLasswellPropagandaTecnique in theWorld WarScienza PoliticaStudi politiciDocumentarioIl Linguaggio dellapoliticaIl potereAnalisi del contenutoLazarsfeldThe people’s choiceVotingPsicologia socialetendente allasociologiaAnalisi di mercatoProcessidecisionaliPubblico ed effettiInchieste conquestionario sucampioneCondizione “naturaleapprossimata”LewinInformal socialcommunicationPsicologiasperimentaletendente allapsicologia socialeRelazioni personalinei piccoli gruppiInfluenza ecomunicazione nelgruppoContesto sperimentale“quasi naturale”HovlandCommunication andpersuasionExperiments in MassCommunicationPsicologiasperimentaletendente allapsicologia socialeAnalisi psicologicaeffetti dei mediaEsperimentolaboratorialiTitolo Presentazione 19/03/2012Pagina 45


Sul concetto di modello• “In una teoria matematica che cerchi di spiegare eprevedere gli eventi nel mondo che ci circonda siprende sempre in esame un modello semplificatodel mondo, un modello matematico contenentesoltanto gli elementi relativi al comportamento inesame.”Norbert Wiener, “Cybernatics. Control and Communication in the Animal and the Machine”,1948 cit, in J.R. Pierce, La teoria dell’informazione. Simboli, codici, messaggi, Milano,Arnoldo Mondadori Editore, 1963, p.54Titolo Presentazione 19/03/2012Pagina 46


Il modello Stimolo-RispostaTitolo Presentazione 19/03/2012Pagina 47


Tipologia degli effetti dei mediaEffetti intenzionaliBreve termine• Risposta individuale• Campagna dicomunicazione• Acquisizione diinformazione• Reazione individuale• Reazione collettivaEffetti involontari• Promozionedello sviluppo• Diffusione dell’informazione• Distribuzione del sapereLungo termine• controllo sociale• socializzazione•Impatto sugli eventi• Definizione della realtà• Cambiamento istituzionale•Mutamento culturale


Tipologia degli effetti dei mediaEffetti intenzionaliAcquisizione informazioniControllo socialeInduzione comportamentoAumento della conoscenzaBreve termineLungo termineCostruzione realtàAllarme socialeEffetti involontari


Lo sviluppo degli effetti dei media• Fase 1:Media onnipotenti• Fase 2: Effetti limitati deimedia• Fase 3: Ritorno al concettodi media potenti


I postulati della Teoria ipodermicaa) Nella società contemporanea si è verificata la scomparsadei gruppi primari;b) gli individui sono isolati e hanno rapporti impersonali;c) Ad uno stesso stimolo corrisponde una identica risposta;e) i mezzi di comunicazione di massa sono onnipotenti ehanno effetti di manipolazione.Titolo Presentazione 19/03/2012Pagina 51


Lo sviluppo della ricerca empirica:dalla “manipolazione” alla “persuasione selettiva”(anni ’30-’60)


Il modello comunicativoTitolo Presentazione 19/03/2012Pagina 53


I due filoni degli effetti limitati• Approccio psicologico– Quadro teorico: dimensione individuale del comportamento– Approccio metodologico: effetti in un contesto artificiale e supiccoli campioni– Oggetto: singolo messaggio– Effetto: cambiamento di atteggiamento• Approccio sociologico– Quadro teorico: dinamiche relazionali e appartenenza– Approccio metodologico: effetti nel contesto naturale e sucampioni ampi– Oggetto: insieme di messaggi o flusso comunicativo– Effetto: cambiamento di comportamento (ma nonsolo…attivazione e rafforzamento)Titolo Presentazione 19/03/2012Pagina 54


La verifica del paradigma dei media onnipotenti• Studi del Payne Fund negli Stati Uniti primi anni’30: variabili cognitive, modalità d’uso del mezzo,variabili sociologiche.• Cantrill (1940) “la Guerra dei mondi”.• Hovland (approccio empirico sperimentale o dellapersuasione).• Lazarsfeld (approccio empirico sul campo).Titolo Presentazione 19/03/2012Pagina 55


«Payne Fund Studies»12 ricerche dal 1928 al 1935• Sviluppo dei metodi di ricerca empirica (laboratory studies, opinion poll, ricerchedi mercato, analisi del contenuto, audience research)• Incredibile successo di pubblico registrato dal cinema• Nel 1922: 40 milioni di biglietti venduti ogni settimana. Nel 1929: 40 milioni iminori presenti tra gli spettatori cinematografici• Dieci generi maggiormente presenti: crimine, sesso, amore, mistero, guerra,infanzia, storia, avventura, commedia e questioni sociali• il 75 per cento dei film analizzati va a cadere nei generi “crimine”, “sesso”,“amore”• Spesso venivano ritratti individui che consumavano tabacco e alcool (alloraproibito nel paese).I risultati confermavano la pericolosità di un’offerta che si poneva talvolta in apertocontrasto con i valori e i comportamenti delle generazioni adulte e integrate.Titolo Presentazione 19/03/2012Pagina 56


«Payne Fund Studies»12 ricerche dal 1928 al 1935• Analisi del contenuto di centinaia di film e misurazione dei rapporto tracomportamenti messi in scena e costumi sociali.• Valutazione degli effetti dei media quali: effetti sulle emozioni, sull’insonnia,performances scolastiche, valutazioni dei professori, scelte sociometriche,condotte delinquenziali, attitudini generali.• Questions research:– Con che frequenza i bambini vanno al cinema?– Che tipo di scene vedono?– Quanto ricordano di ciò che vedono?– Quali effetti su attitudini e ideali?– Quali effetti su sonno e salute?– Quale influenza sul comportamento?– Esiste una relazione tra visione e delinquenza?– Come educare i bambini, dal punto di vista artistico e morale, a distinguere ifilm “buoni” da quelli “cattivi”?Titolo Presentazione 19/03/2012Pagina 57


«Payne Fund Studies»Lo studio degli effetti del cinema sugli atteggiamenti degli individuiPeterson e Thurstone (1933)• Orientamento dei bambini nei confronti di: gruppi etnici, soggetti dinazionalità diversa, su alcune questioni sociali come la pena di morte• L’atteggiamento del bambino venne misurato, una prima volta, inprocinto di vedere il film, e una seconda volta al terminedell’esposizione• I risultati ai quali pervennero i ricercatori sottolinearono l’effettivainfluenza esercitata dai film sugli atteggiamenti dei bambini, inparticolare di quelli più piccoli• l’esposizione a più film relativi a una medesima tematica favorivacon maggiore frequenza un mutamento di atteggiamentoTitolo Presentazione 19/03/2012Pagina 58


Esempio di scala Thurstone(Scala a variabili soggettivamente equivalenti)D.45. Metta una croce accanto alle affermazioni con cui si trovad’accordo:a) Mi piace frequentare la Chiesa per lo spirito di amiciziache trovo in essab) Sento che andare a messa mi aiuta a vivere megliodurante tutta la settimanac) Penso che tutte le chiese siano nemiche della verità edella scienzad) Credo a quello che la chiesa insegna ma ho le mie riservementaliTitolo Presentazione 19/03/2012Pagina 59


«Payne Fund Studies»Lo studio degli effetti del cinema sul comportamento quotidiano degli individuiHerbert Blumer e l’Interazionismo simbolico• Allievo di Georg Mead• “Un uomo ha tanti sé sociali quanti sono i gruppidistinti di persone la cui opinione consideraimportante…L’individuo non ha una direttaesperienza di se stesso come tale ma solo unaesperienza indiretta che gli deriva da particolari puntidi vista di altri individui del medesimo gruppo o delgruppo cui sente di appartenere” (Blumer, 1937 cit. inGrassi 2002, p.41)Titolo Presentazione 19/03/2012Pagina 60


«Payne Fund Studies»Lo studio degli effetti del cinema sul comportamento quotidiano degli individuiBlumer (1933)• Ricerca su relazioni di 1800 uomini, donne, adolescenti, bambini• Influenza sui giochi infantili, imitazione di stili di vita, proiezioni e fantasie,coinvolgimento emotivo• Il cinema influenza la vita dei bambini quando propone soggetti nei qualiidentificarsi e quando suggerisce nuove scene, situazioni e dinamiche dicomportamento da adottare nei giochi con i compagni• Al crescere dell’età, il cinema offre altro: consente l’acquisizione di unlinguaggio e di uno stile. Diviene per molti una «scuola di etichetta» dafrequentare e alla quale rivolgersi: lì si può imparare lo stile femme fatale, sipossono avere suggerimenti per condurre un corteggiamento, si può impararecome vestirsi• Il cinema consente anche di immaginare una vita diversa da quella reale: dueterzi delle relazioni contenevano fantasie che spaziavano dal guidare una slittatrainata da cani tra le nevi dell’Alaska per gli uomini, al cadere tra le braccia diaffascinanti corteggiatori per le donne.Titolo Presentazione 19/03/2012Pagina 61


«Payne Fund Studies»La teoria della socializzazione: Herbert Blumer (1900-1987)• Studiando il rapporto tra gli stili di vita delle giovanigenerazioni ed il modo di gesticolare, parlare, vestiredelle star di Hollywood, Blumer verifica che il cinemamodellizza il mondo: svolge una azione di trasmissione dicriteri sociali e di sistemi di valorizzazione• I media non sono dunque strumenti manipolatori maproduttori sociali di valori, agenti di socializzazione• Nozione freudiana di “Esportazione del lutto”:trasferimento del nodo conflittuale dall’individuo allasocietàTitolo Presentazione 19/03/2012Pagina 62


«Payne Fund Studies»Folla, massa, pubblico: Herbert Blumer (1900-1987)• Distingue tra folla, massa e pubblico– Folla “casuale”: ha un’esistenza effimera, momentanea, e una organizzazionelibera e poco unitaria– Folla “stilizzata”: come gli spettatori davanti ad un partita di baseball– Folla “attiva”: ha un obiettivo verso il quale dirigere l’azione (“rivoluzionaria”)– Folla “espressiva” o “danzante”: investe nella motilità fisica invece che dirigerlaverso uno scopo– Massa: si forma nella partecipazione a comportamenti collettivi comecondividere una moda, interessarsi a quanto riportato dalla stampa, ecc. e ha:• Una composizione sociale eterogenea• Individui che non si conoscono• Basso grado di interazione tra i membri• Priva di leader– Pubblico: “un gruppo di persone che (a) è posto al confronto col medesimoproblema; (b) ha idee diverse su come reagirvi; (c) apre un dibattito sullaquestione. Così si forma l’Opinione pubblicaTitolo Presentazione 19/03/2012Pagina 63


«La Guerra dei mondi»• Il 30 ottobre 1938 la CBS trasmise regolarmente ilprogramma Mercury Theatre on the Air, che prevedeva,per quella domenica, la messa in onda del radiodrammadi Orson Welles dal titolo La Guerra dei mondi• Radio: 32 milioni di ascoltatori complessivi; su circa 6milioni di radioascoltatori che seguirono il dramma circa1 milione credette che gli Stati Uniti fossero stati invasieffettivamente dai marziani


«La Guerra dei mondi»The invasion from Mars: A Study in the Psychology of PanicCantrill (1940) individuò i fattori di realismo:• Il tono realistico• L’affidabilità della radio• L’uso di esperti• L’uso di località realmente esistenti «quando dissero“Signore e Signori, non usate la strada numero 23”, nonebbi più dubbi»• La sintonizzazione dall’inizio del programma o aprogramma già cominciato


«La Guerra dei mondi»: le 4 categorie di ascoltatorie la “abilità critica”• coerenza interna del programma• controlli esterni• pur avendo tentato la strada dei controlli esterni alcuni si convinsero che eraeffettivamente caduto un meteorite («Guardai fuori dalla finestra e vidiWyoming Avenue piena di macchine; immaginai che le persone• stessero scappando [...] Nessuna macchina veniva giù per la mia strada;pensai che il traffico fosse scomparso per la paura che le vie dicomunicazione potessero essere distrutte»).• nessun tipo di controllo«la capacità di valutare uno stimolo in modo tale da essere in grado dicoglierne le caratteristiche essenziali, valutarle e reagireappropriatamente» (Cantrill,1940, p. 111).


L’abilità critica• Livello di istruzione dei soggetti: tra gli ascoltatori intervistaticredette che si trattava di informazione giornalistica:– Il 28% di coloro che avevano frequentato il college– Il 36% di coloro che avevano frequentato la high school– Il 46% dei radioascoltatori che non era andato oltre la scuolaelementare• La variabile religiosa si correla negativamente con il concetto diabilità critica: gli eventi sono frutto della volontà divina• Fattori di personalità: insicurezza emotiva, mancanza di fiducia in sestessi diminuiscono l’abilità critica


La multimedialità: una vecchia definizione• L’articolazione del contenuto attraverso diversicanali sensoriali ed espressivi: suoni, testi, grafici,immagini.• E’ sempre esistita, ma oggi è molto spinta: lafruizione di un contenuto può avvenire senzasoluzione di continuità e con l’ausilio di un unicosupporto fisico e di un unico strumento di letturaTitolo Presentazione 19/03/2012Pagina 68


Le innovazioni nel sistema dei media (Van Duk, 1999)Titolo Presentazione 19/03/2012Pagina 69


La remediation• “Il contenuto di un medium è sempre un altro medium. Ilcontenuto della scrittura è il discorso, così come la parolascritta è il contenuto della stampa..” (M. McLuhan)• Nel loro processo evolutivo i media incorporano semprecaratteristiche strutturali dei media precedenti.• I media digitali sono frutto di un processo di incorporazioneesasperato di tutti gli altri media.• Il concetto di multimedialità è allora ricompreso in un “networkdi rimediazioni” che alimenta la tensione dialettica tra “vecchi”e “nuovi media”Titolo Presentazione 19/03/2012Pagina 70


La remediation• La logica dell’immediatezza: il pubblico si trova difronte ad un contenuto e non di fronte ad unospecifico medium.• La logica dell’ipermediazione: nei programmi dellatv generalista osserviamo una articolazione perfinestre tipica della navigazione ipermediale chemoltiplica i segni della mediazione.• La logica dell’intermedialità: Web, tv, spot,videoclip, videogiochi, chat, sms sono connessi inun groviglio di rimandi e citazioni reciproche.Titolo Presentazione 19/03/2012Pagina 71


Il piccolo gruppo nelle scienze socialiGli esperimenti di Hawthorne• Obiettivi: effetti sulla produttività di un gruppo di soggetti al variare dellecondizioni di lavoro• Effetti dell’esperimento: comunque variassero le condizioni di lavoro laproduttività del gruppo crescevaa) non devi produrre troppo: se lo fai, sei uno «sgobbone»;b) non devi produrre troppo poco: se lo fai, sei un «perditempo»;c) non devi mai dir nulla al sovrintendente che possa andare a danno di un tuocompagno: se lo fai, sei uno «spione»;d) non devi cercare di tenere le distanze sociali e di agire con troppo zelo. Sead esempio sei un collaudatore, devi agire come se non lo fossi• L’influenza del gruppo: gli operai trovavano comunque piacevole lasituazione. Si trattava di un gruppo coeso, composto da buoni amici cherispondevano con gratitudine alle attenzioni ricevute dal ricercatori e dalladirezione aziendale


Il piccolo gruppo nelle scienze socialiThe American Soldier• Obiettivi: valutare l’atteggiamento dei soldati americani durante laseconda guerra mondiale• Effetti dell’esperimento: la ragioni più importanti della favorevoledisposizione al combattimento risiedono in fattori quali la protezionedegli amici e l’esigenza a conformarsi alle aspettative del gruppo dicolleghi• L’influenza del gruppo: la motivazione al combattimento è associataall’attaccamento ad un gruppo informale che si costituiscespontaneamente all’interno di più ampie strutture sociali formali• La privazione relativa: Non solo l’appartenenza a un gruppo primario èdeterminante nel favorire la predisposizione al combattimento; essa lo èaltrettanto nella costruzione del concetto di “privazione relativa” (vale adire quello stato di privazione che non deriva da una definizione dellasituazione ma da un modello di aspettativa)


Il piccolo gruppo nelle scienze socialiIl gruppo in un contesto comunitario• Obiettivi: valutare il funzionamento del sistema di status all’interno diuna comunità. In quale modo le persone attribuiscono prestigio adaltri soggetti?• Effetti dell’esperimento: invalidata l’ipotesi iniziale secondo la qualel’attribuzione di status è il risultato di variabili quali reddito, famiglia,età, etc.• L’influenza del gruppo: i rapporti intessuti dal soggetto con ilgruppo primario si accreditano quale variabile indipendente esignificativa per l’attribuzione di status. “Non è molto alla manoperché va in giro con il gruppo di X”; Ha una così alta stima di séperché frequenta il gruppo di Y”


Bureau of Applied Social Research• Fondato da Robert Merton e Paul F. Lazarsfeld neiprimi anni Quaranta sulle ceneri dell’Office of RadioResearch della Princeton University, il Bureau siconfigura come un centro di ricerche collegato aldipartimento di sociologia della Columbia Universityma dotato comunque di una discreta autonomiaoperativa e finanziaria che gli consentono diraccogliere ingenti finanziamenti provenienti dasponsor pubblici e privati.Titolo Presentazione 19/03/2012Pagina 75


Le ricerche• La prima indagine ha per oggetto la definizione delprofilo del lettore della rivista Time nella contea diDover, New Jersey, ed è diretta da Merton (1949).Tale profilo viene ricostruito dall’autore associando,in fase esplicativa, le preferenze di lettura per Timea tipi sociologici specifici denominati “opinionleader”Titolo Presentazione 19/03/2012Pagina 76


Le ricerche• La seconda indagine diretta da Bernard Berelson nel 1944 grazie ad unfinanziamento della casa editrice Macfadden.• Apprezzamento e la diffusione della rivista popolare True Story all’interno diuna piccola comunità. Tuttavia,• gli opinion leader individuati da Merton sono sostanzialmente autodesignati.• Al contrario, nella ricerca del 1944 ci si propone di seguire un percorso diinfluenza dal suo momento iniziale (un soggetto che dà un consiglio ad unaltro soggetto), intervistando le persone che un individuo del campioneoriginale dichiara di aver consigliato su qualche questione.• In questo modo, la stima della capacità di influenzare opinioni ecomportamenti non viene tanto affidata all’auto-percezione, quanto allaricostruzione di una rete effettiva di influenze (Martire, 2006, p.76).Titolo Presentazione 19/03/2012Pagina 77


The People's Choice. How the Voter Makes Up HisMind in a Presidential Campaign• Panel di 600 cittadini di Erie County• Verificare in che modo le personegiungono ad una decisione di voto nelcorso della Campagna (decisionmaking)• Confrontare l’efficacia dei media e deicontatti interpersonali sulla decisionedi voto


Schema di ricercaa) analisi del contenuto dei media (stampa eradio) ricevuti nelle piccole comunitàamericane in cui si svolgeva la ricerca (Erie,Elmira);b) analisi del comportamento di voto (e diconsumo) di un panel di cittadini dellacontea (Erie, Elmira, Decatur);c) misurazione e valutazione e dell’influenzaesercitata dai media o dalle persone sugliorientamenti di voto.


Ipotesi (sbagliate)• Il comportamento di voto può essere studiato allostesso modo del comportamento di consumo– All’interno di un esercizio commerciale sono espostediverse marche di prodotti così come nel mercatoelettorale vi sono diversi candidati– Il prodotto è la somma di attributi estetici (confezione,etichetta, ecc.) e di caratteristiche sostanziali (contenuto,gusto, ecc.) così come il candidato si presenta all’elettorecon la sua immagine e la sua esperienza– L’avventore e l’elettore pervengono ad una sceltamonitorando il mercato e seguendo le indicazioniprovenienti dai media


100%90%80%70%71236161360%50%1440%30%20%81507110%0%REPUBBLICANI (362) DEMOCRATICI (176) TOTALE (538)NON CAMBIANO INTENZIONE DI VOTO OSCILLANO TRA ASTENSIONE E PARTITO OSCILLANO TRA PARTITI


Tra rafforzamento e conversione• Dopo mesi e mesi di campagna:• il 53 per cento rafforzamento• il 26 per cento attivazione• il 5 per cento conversione


DISCUTONO CON PERSONE DEL LORO STESSO PARTITO (369)88%11%1%NON RICORDANO DISCUSSIONI RECENTI (81)76%22%2%DISCUTONO CON PERSONE DI DIVERSO PARTITO (104)78%9%13%VOTANO PER IL PARTITO DICHIARATO IN AGOSTO DIVENTANO ASTENUTI CAMBIANO PARTITO


Personal Influence• Panel di 800 donne di Decatur (60.000 abitanti nelMiddlewest)• Strumenti sociometrici (chi sceglierebbero per chiacchierare dicerti argomenti, per andare al cinema, per avere consigli ecosì via)• Acquisto di oggetti di uso domestico; la moda; la scelta deglispettacoli cinematografici; la formazione di opinioni• Hanno assunto decisioni?• Chi le ha influenzate (media o contatti personali)?• Se i contatti personali, chi?• X ha effettivamente influenzato?• Ha influenzato qualcuno?• Qual è il flusso di influenza? (nella moda: dalle giovani alleanziane)


L’efficacia dei contatti interpersonali• In primo luogo, il peso dei contatti personali è da attribuirsi allaloro casualità e alla non intenzionalità della comunicazione(aggiramento della selettività).• In secondo luogo, i contatti personali si caratterizzano perl’elemento della flessibilità, che può aiutare, in determinatesituazioni, a evitare effetti boomerang.• In terzo luogo, i contatti personali offrono una ricompensaimmediata a seguito della condivisione di un’opinione e, nelcaso ciò non accada, possono dar vita a forme diemarginazione.• Infine, nelle interazioni personali gioca un ruolo rilevantel’elemento della fiducia e del prestigio.


VALORI PERCENTUALI TRA DIPLOMATI O CON TITOLO SUPERIORE83647168636658565950515245 45404333303336MOLTO INTERESSATIALLE ELEZIONIMOLTO INFORMATIELEVATA ESPOSIZIONEAI MEDIACORRETTA PERCEZIONEDI TRE O QUATTROISSUES ELETTORALIHANNO UN'OPINIONE SUTUTTE LE SEI ISSUESPENSANO DI POTERINFLUNZARE "MOLTO" O"ABBASTANZA" LEPOLITICHE DEL GOVERNOAPPARTENGONO A DUEO PIÙ ORGANIZZAZIONIMASCHIPARLANO DI POLITICAFUORI DALLA FAMIGLIACONOSCONO ATTIVISTIDI PARTITOOPINION LEADERSALTRI


Two-step flow of communicationMass mediaMass mediaLeader d’opinioneAltri componenti dei gruppisociali di cui fa parte il leaderd’opinione(Katz-Lazarsfeld,1955)


Gli Opinion Leader(R. Merton, 1949)• Opinion Leader locale: vive principalmenteall’interno della comunità, rapporti socialiindifferenziati finalizzati a moltiplicare i contattiinterpersonali, partecipa ad organizzazioni formali,non ha competenze specifiche• Opinion Leader cosmpolita: vive prevalentementefuori dalla comunità, possiede competenze suargomenti specifici

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