Carri Pantera per il R.E. Pagina 1 di 4 di Nicola Del Bono

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Carri Pantera per il R.E. Pagina 1 di 4 di Nicola Del Bono

alcune delle varie “sottoscrizioni” indette nella RSI allo scopo di acquistare armi (parliamo quindidel 1944/1945) avrebbero riguardato anche l’acquisto di Panther, a dispetto della “linea politicaufficiale tedesca” che avversava la costituzione di corpi corazzati Italiani. Superfluo sottolineareche nella realtà nessun Panther fu mai acquistato o fu mai ceduto ad alcun reparto della RSI.CONCLUSIONINaturalmente la storia non si fa con i se e le supposizioni, ma le suddette vicende permettonocomunque qualche ulteriore considerazione. Possiamo innanzitutto dire che l’adozione del Panterada parte del RE non si trasformò in un effettivo utilizzo solo per mera mancanza di tempo(sopraggiunto armistizio). Entrambe le vie infatti (cessione e/o licenza di costruzione) erano statepreviste, e riguardo la prima si era appunto lavorato anche all’apposito carro di trasporto.Viene da domandarsi piuttosto se i vari progetti autarchici concorrenti (P43, P43bis) fossero deireali e concreti tentativi di produrre materiale equivalente in casa oppure degli espedienti perportare alla “calende greche” il tutto (e privilegiare gli interessi privati del gotha industriale italiano).Ovviamente, non essendo mai stato ceduto un campione, né costruito un prototipo (fatti salvi isimulacri in 1/10 in legno citati prima) va da se che non si può parlare di alcun impatto bellicodiretto relativo alle vicende italiane.D’altra parte, il fatto che l’industria italiana (almeno nelle intenzioni) stesse virando la suaproduzione verso materiale di discreta od ottima qualità (P40, eventuali sviluppi di P43 e P43bis ePantera in licenza) potrebbe aver giocato un ruolo nelle strategie alleate, quantomeno nellostabilire gli obiettivi dei bombardamenti e la loro intensità. Seppure in grandissimo ritardo infatti cisi stava finalmente indirizzando verso soluzioni valide e potenzialmente efficaci.MODELLISMOVisto che siamo in un sito di modellismo qualche ultima considerazione relativa a questo campo,dove sul carro Pantera si è naturalmente già detto e scritto di tutto. Sicuramente è un “peccato “(modellisticamente parlando, evidentemente) che non sia possibile realizzare un soggetto in forzaal RE, se non inquadrandolo in un esercizio di fantasia (fantasy/what if) che può comunque avereun suo spazio e riconoscimento. Un modello di Panther con livrea monocolore verde scurometropolitano o a tre toni “ad amebe”, con Araldiche di circostanza, sarebbe indubbiamente ecromaticamente accattivante.Per gli “italianofili” resta comunque la possibilità di realizzare un Panther D1, poi D, appena uscitodalla catena di montaggio (il modello di cui si discuteva la cessione tra Roma e Berlino), oppurequello da addestramento ispezionato dai carristi Italiani al centro di Padeborn nellaprimavera/estate del 1943, quando era in corso la loro preparazione sui carri Tigre; entrambe lesituazioni in linea di massima permetterebbero almeno di omettere l’apposizione della Balkenkreuzsullo scafo (la seconda persino l’inclusione di un figurino italico).Stimolante infine sarebbe la riproduzione di un carro Pantera di fianco ad un L35, riprendendo lacelebre foto menzionata sopra, che ritrae un simulacro in legno del carro veloce accanto ad unimponente modello di Panther; si avrebbe così, in una sola basetta, la sintesi dell’ intera storia deicarri armati Italiani della seconda guerra mondiale, dall’ inizio sino al mancato sviluppo finale.Nicola Del BonoPrincipali dati tecnici del Panther:Lunghezza 8,86 mLarghezza 3,27 mAltezza 3 mCarri Pantera per il R.E. Pagina 3 di 4 di Nicola Del Bono

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