Perugia Relazione sui restauri della Cappella del Beato ... - OFM

ofm.org

Perugia Relazione sui restauri della Cappella del Beato ... - OFM

Informazioni di carattere storicoL’Oratorio fu costruito sul luogo frequentato da Egidio, il terzo compagno di san Francesco, vissutoal Monte dal 1229 al 1262, proprio per ricordare le sue lunghe ore di contemplazione e l’incontrocon “sorella morte”. Sopra l’altare, sulla parete ogivale, vi è un affresco di autore ignoto piuttostorovinato da fenomeni di umidità; tra la figura del Beato e la cornice si può leggere una data: 1436.Ma non è la data della sua realizzazione. La datazione più sicura dell’affresco e della Cappella èuno dei risultati del lavoro di restauro. Il crocifisso, che ha un migliore stato di conservazione, ècoperto da un perizoma, leggero, lungo e trasparente. Tale modalità iconografica e la sinopia coevaattestano che la data di composizione dell’opera è da ritenersi intorno alla metà del 1300. Sotto lostesso altare, sono conservate le reliquie del corpo del Beato, in un’urna di legno dorato, opera diOrfei di Perugia.Relazione descrittivaUna visuale ad angolo dell’Oratorio appena dopo il restauroPrima dell’intervento direstauro le pareti dellacappella si presentavanocompletamente intonacatead eccezione della paretedi fondo, occupatadall’affresco raffigurantela Crocifissione con ilsottostante altare e gliimbotti delle finestrelasciati con muratura inmattoni a faccia vista.Il dipinto raffigura alcentro il Cristo in croce,con la testa reclinata, gliocchi semisocchiusi e labocca leggermente aperta.Dal costato esce unozampillo di sangue dal colore giallo evidentemente alterato. Le ginocchia sono leggermente piegate,i piedi sono rappresentati uniti inchiodati ad una piccola mensola. In basso il profilo curvilineo delCalvario. In alto ai lati della croce l’impronta di due dischi raffiguranti il sole e la luna. Sullo sfondogrigio-azzurro, in origine blu lapislazzuli, è raffigurata a sinistra la Madonna con il gesto delle maniche invitano a guardare il Figlio e san Francesco con le mani incrociate al petto con i segni evidentidelle stigmate. A destra san Giovanni e il beato Egidio con le mani giunte nell’atto di pregare.Tutta la scena è rappresentata all’interno della semilunetta di fondo, circoscritta da unacornice dipinta a finte modanature, delimitate, in adiacenza con la verticalità delle pareti e dellavolta, da una piccola fascia rossa. In basso, come evidenziato dai saggi di scopritura, il dipintocontinuava probabilmente con altri motivi decorativi, ma interventi successivi hanno alterato lasituazione originaria. Fra questi l’inserimento di due piccole grate di metallo disposte ai latidell’altare per creare la ventilazione all’interno della cappella, forse per deumidificare l’intonacodipinto ad affresco. Le superfici delle pareti interne della cappella e della volta eranocompletamente intonacate e tinteggiate, ad eccezione degli strombi delle due finestre a sinistra e delvano di collegamento fra la cappella e la sacrestia. L’ambiente era illuminato da una lampada diferro in stile, posta al centro della volta e da due appliques, sempre in ferro e della stessa epoca, eposte ai lati della porta laterale.


Per verificare lo stato di conservazione e la quantità di intonaco antico presente sulle pareti dellacappella, sono stati eseguiti, in accordo con la direzione lavori, ulteriori saggi, che hanno valutato lapresenza di intonaco antico intorno al 60% della superficie complessiva della cappella.Ultimato il lavoro di rimozione a bisturi della tinteggiatura di colore avana, finalizzata alla messa inluce della superficie dipinta nei primi anni del Novecento, si è potuto constatare che la leggibilitàdella decorazione a tempera era piuttosto scarsa, con il disegno non definito e la pellicola pittoricacompletamente abrasa, complessivamente di assai difficile lettura. La perdita del colore era dovutaal lavoro di preparazione, passaggio con spatola metallica sulla superficie, eseguito prima direalizzare la tinteggiatura di colore avana. Di fronte a tale stato di conservazione era giustodomandarsi se fosse stato opportuno attuare il progetto di restauro, soprattutto se messo in relazionecon il risultato estetico finale condotto secondo i criteri del restauro scientifico. Un lavoro che nonsarebbe ritenuto accettabile per un luogo destinato essenzialmente al culto che richiedeva un decororaggiungibile solo con una totale riproposizione della decorazione. Lo stato conservativo dellapellicola pittorica della decorazione geometrica era talmente compromesso che una reintegrazionepittorica con la tecnica dell’abbassamento di tono o del puntinato, non avrebbe dato risultatisoddisfacenti per la determinazione dell’apparato decorativo.A seguito di queste difficoltà è stato ritenuto opportuno, con il consenso della direzione dei lavori,mettere in luce l’intonaco antico sottostante che, a seguito dell’interpretazione dei dati incorrispondenza dell’affresco di fondo, si è dimostrato essere precedente all’affresco stesso e quindiappartenente al periodo appena successivo alla presenza del beato Egidio.A seguito di tale decisione sono stati eseguiti i seguenti interventi di restauro:Intonaco antico1) Rimozione con bisturi della tinteggiatura dei primi anni del Novecento;2) Fissaggio dell’intonaco antico con iniezioni di malta idraulica fluida (tipo Ledan) nelle aree didistacco più estese e con iniezioni di resina acrilica nelle parti di distacco puntuali;3) Rimozione degli intonaci cementiti eseguiti ad integrazione della perdita dell’intonaco anticonella fase di esecuzione della decorazione geometrica dei primi del Novecento;4) Rimozione dell’impianto elettrico e della malta che saturava le tracce per il passaggio dei filielettrici,5) Stuccatura dei bordi delle lacune al fine di conservare la materia originaria;6) Stuccatura delle lacune, di varie dimensioni, eseguite con malta aerea costituita da un impasto digrassello di calce e sabbia di fiume, lavorata in superficie con la spatola e la cazzuola per realizzareuna finitura simile all’intonaco antico esistente;7) Patinatura dell’intonaco antico con colori ad acquerello miscelati in acqua diluiti in modo dauniformare il colore generale dell’intonaco antico. In corrispondenza delle lacune, ove è statoeseguito il nuovo intonaco, la patinatura finale è stata preceduta da una preparazione a calce e terrenaturali.8) Integrazione delle sinopie e delle scritte al fine di aumentarne la leggibilità.Dipinto raffigurante la Crocifissione1) Rimozione dei sali con acqua distillata imbevuta su batuffoli di cotone. Estrazione a tamponeeseguita sui bordi del dipinto. Tale operazione si è resa indispensabile per non alterare o modificarela reintegrazione del precedente restauro;2) Rimozione dei sali con impacchi di carta giapponese ed acqua distillata. Estrazione a tamponeeseguita sui bordi della lacuna.3) Revisione del fissaggio degli strati preparatori del dipinto con iniezioni di resina acrilica (Acril33);4) Spolveratura generale del dipinto con pennelli di martora;5) Revisione generale della integrazione pittorica del dipinto.


ConsiderazioniL’intervento di restauro ha evidenziato :1) La presenza di due piccoli accessi ai lati dell’altare. Durante la demolizione delle lacune, non coeveall’intonaco antico, in corrispondenza delle pareti ai lati dell’altare, sono venute alle luce due aperturetamponate con una muratura mista. La dimensione dei varchi, stretti e bassi, a destra e sinistra dell’altare, chemettevano in comunicazione l’interno con l’esterno della cappella, hanno fatto pensare ad un percorsopenitenziale. I fedeli entravano dall’esterno attraverso una porta, passavano dietro l’altare del beato euscivano dall’altra. Una ipotesi da verificare con prove documentali.2) L’esistenza di due piccole nicchie sovrapposte, sulla parete destra della cappella, prossima alla mensad’altare. Le due nicchie erano anch’esse occultate dall’intonaco appartenente alla fase dei dipinti a caratteregeometrico. Demolendo l’intonaco sono state trovate le due nicchie tamponate con muratura di recupero.Rimosso il materiale, si è potuto constatare che le due nicchie, per continuità di intonaco, appartenevano allastessa fase costruttiva della cappella originaria. Le due nicchie erano utilizzate per riporre gli arredi liturgici.3) L’intonaco è anteriore al dipinto della Crocifissione. I saggi eseguiti in corrispondenza della parte bassadel dipinto ad affresco, hanno evidenziato una discontinuità fra il supporto del dipinto della Crocifissione elo strato dell’intonaco antico. La sequenza delle fasi vede l’intonaco antico corrispondere ad uno stratosottostante quello della Crocifissione.4) L’intonaco antico era stato realizzato anche come supporto per dipinti da eseguire ad affresco sullavolta. Durante i lavori di restauro, incorrispondenza dell’intradosso della volta, sonovenuti alla luce tratti incerti di una sinopia.Eseguita la pulitura dell’intonaco con leggeriimpacchi di carbonato di ammonio, si è potuto“leggere” il disegno del dipinto, raffigurantesan Francesco che riceve le stimmate. A destrasono leggibili le linee essenziali di una facciatadi una chiesa, in alto un angelo sospeso in volo,a sinistra i rilievi di una roccia, il tuttodelimitato da una cornice rettangolare. Sullasinopia, raffigurante san Francesco, che ricevele stimmate, non è stata rilevata la presenza disegni di demolizione dell’eventuale intonachinodipinto. Le sinopia implica l’esecuzione di undipinto a affresco, ma sulla superficie non siconserva alcuna traccia di intonachino. Si puòquindi ipotizzare la volontà di eseguire unaffresco, poi mai realizzato, e concepito nellostesso periodo del Crocifisso, intorno alla metàdel 1300.5) Presenza di graffiti e disegni. Sull’intonacoantico delle pareti della cappella sono statitrovati graffiti e disegni a carattere sacro,testimonianze di fede dei pellegrini chevisitavano la chiesa. A destra si trova, dipintocon colore rosso sinopia, il monogramma IHScon in lato una piccola croce. Sotto la secondafinestra della parete di destra una piccola crocecon stelo dipinta di colore nero.Dottor. Bernardino SperandioPadre Luigi GiacomettiPerugia 30 agosto 2012

More magazines by this user
Similar magazines