View - Agenzia Interregionale per il fiume Po

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A supporto delle istituzioniper il futuro del PoIng. Luigi Fortunato - Direttore dell’AIPoMolti sono gli spunti di riflessione ei motivi di interesse offerti da questonumero di “AIPo Informa”.Nelle pagine che seguono, vi è infatti– certo in modo non esaustivo – unaquota parte significativa delle attivitàsu cui, anche in prospettiva, AIPointende investire le proprie risorsee consolidare il proprio ruolo, sia comesoggetto operativo di gestione delreticolo idrografico affidato, ma anchecome entità strumentale di supportoe affiancamento delle Amministrazioniregionali e non solo.Il “valore aggiunto” conseguente altrasferimento delle funzioni in materiadi difesa del suolo al livello istituzionaleregionale si riflette anche nell’attenzioneche AIPo intende riservare aisoggetti sub regionali e alle realtàsociali ed economiche presenti nelbacino del Po.Sono infatti molto numerose le iniziative,le attività, le pressioni, le ipotesidi sviluppo e di utilizzo, le proposteAIPO INFORMA - n° 1/2 - 2009Piena del Po nel delta venetodi tutela e di vincolo avanzate daisoggetti più diversi che ruotano attornoal nostro grande fiume.AIPo non si pone come “regista” –non ne avrebbe né il ruolo, né l’autorità;si propone, invece, come elementodi connessione in una realtàistituzionale assai articolata, ma anche– proprio per questo – spesso frammentatae disordinata.Il nostro ruolo – tecnico, operativoe strumentale – ci consente di offrire,da una posizione di “terzietà”, un supporto– che mi auguro sempre piùvalido e apprezzato – a chi deve operarescelte strategiche – che sonospesso anche politiche - in un quadrodi coordinamento il più possibile partecipatoe condiviso.Ciò, nella convinzione che i problemidella sicurezza e della certezza dellarisorsa rappresentata dal fiume sipongano come necessariamente strumentalia qualsiasi altra azione interessantel’assetto del territorio; permodo che, in conclusione, quantoviene realizzato sia frutto di una sceltainformata e consapevole ed esito diun confronto basato su conoscenza,esperienza e ragionevolezza.Qualche cenno sui contenuti: i lettoritroveranno alcune considerazioni suipiù recenti fenomeni idrologici chehanno interessato il Po, al terminedi un periodo lungo un anno (da giugno2008, a giugno 2009) idrologicamenteun po’ retrò, durante il qualenon ci sono davvero mancati le piogge,le piene, i dissesti e le situazionidi emergenza.Per l’emergenza e per una coordinatagestione delle situazioni di criticità,è stato avviato dal Dipartimento dellaProtezione Civile una specifica iniziativaper il bacino del Po: ne vieneriportata una sintetica descrizione;sarà un’altra occasione per ricercareutili sinergie e maggiore efficacia neldialogo tra istituzioni diverse.Credo desterà l’interesse del lettoreanche la presentazione del lavorosviluppato da AIPo, insieme a InfrastruttureLombarde, per conto dellaRegione Lombardia, relativamenteall’ipotesi di regimazione del fiumePo. Tema ovviamente assai delicato,ma che – a mio avviso – rappresentaoggi un’opportunità che merita di essereindagata e valutata.Mi preme sottolineare come ad AIPointeressi attuare linee di interventovolte a invertire la tendenza al degradodella morfologia fluviale, contrastareil progressivo peggioramento in attoe tendere, ovunque possibile, versocondizioni di equilibrio più prossimoa quello naturale; si tratta quindi diricercare, in particolare nei molti casidi conflittualità con un contesto antropizzato,la migliore intesa tra ilregime idrologico, l’ecosistema fluvialee le attività umane. È un obiettivomolto ambizioso e complesso cherichiede, per uscire dalle enunciazionidi principio, della certezza di risorsefinanziarie di assoluto rilievo.Troverete altre notizie e comunicazioniche ritengo documentino ulteriormentecome AIPo non sia solo “il muratore”del Po, ma cerchi di affrontare, conun orizzonte il più ampio possibile,la nostra complessa realtà.1


Previsionied allerta meteoGià nella giornata di sabato 25 aprileall’Ufficio Servizio di Piena dell’Agenziasono pervenuti gli avvisi di condizionimeteorologiche avverse emessidal Centro funzionale del Piemonte,dalla Presidenza del Consiglio deiMinistri-Dipartimento della ProtezioneCivile nazionale ed il bollettino Alluvioneemesso dal Centro MeteorologicoRegionale dell’Aeronautica diMilano Linate.Dalla valutazione delle previsioni acquisiteed analizzando le risultanzedel modello di circolazione globaleFNMOC del NOOA tutti gli uffici AIPohanno attivato la reperibilità.Le indicazioni meteo davano la formazionedi una profonda saccaturadi origine nordatlantica in spostamentoverso le regioni del Mediterraneo convogliantecorrenti umide meridionalisull’Italia nordoccidentale che associataalla presenza di una vasta areadi bassa pressione sull’Italia avrebbepotuto dare origine a condizioni ditempo fortemente perturbato su tuttele regioni.La maggiore intensità è stata previstanella zona del bacino Piemontesefino alla confluenza del Ticino conprevisioni di precipitazione per la giornatadel 27 aprile di 90 mm e di ulteriori60 mm per la giornata del 28aprile.Evoluzione cronologicadei fenomeni pluviometriciA partire da domenica 26 aprile inizianoprecipitazioni diffuse sull’interoterritorio del Piemonte. Le precipitazionirisultano di moderata intensitàe localmente forti soltanto nel settoresettentrionale piemontese, ma fortunatamentela quota neve si mantienesui 1500 m.Nella giornata di lunedì 27 aprile ilfenomeno si accentua e di estendealla zona meridionale della regionePiemonte ed alla parte appenninicadel bacino verso le province di Parmae Piacenza.Il martedì 28 aprile continuano precipitazionimeno intense ma estesesul bacino del Sesia e del Tanaro,mentre sul resto del bacino perman-La piena del Podell’aprile-maggio 2009Il presente testo è tratto dalla relazione del Servizio di piena dell’AIPo.Si ringraziano l’ing. Francesco Cerchia e l’ing. Mirella Vergnani.gono isolati rovesci di scarsa intensità.A partire dalla giornata di mercoledì29 aprile il fenomeno tende ad esaurirsie nei giorni successivi si instaurauna situazione di generale bel tempo.I bacini dove si sono registrati le maggioricumulate di pioggia sono Sesia,Toce, Tanaro e gli affluenti di destraBelbo e Bormida.Le intense precipitazioni avvenutetra il 26 ed il 28 aprile sul territoriopiemontese, in particolare lungo l’arcoalpino tra la Val Sesia e la valle Ossola,e nel bacino del Tanaro hannodeterminato significative onde di pienasulle aste dei corsi d’acqua e la formazionedi un’onda di piena importantesull’asta principale di Po.2 AIPO INFORMA - n° 1/2 - 2009


Bacino Stazione di rilevamento Cumulata sull’evento(dal 26-04 al 28-04) in mmToce Pizzanco 220Varzo 194.8Crodo 182Domodossola 234.8Druogno 206Fomarco 249.6Macugnaga Pecetto 205.2Passo del Moro 51.8Candoglia 107Mottarone 201.6Sesia Varallo 309.2Alagna 208.2Albano Vercellese 128Carcoforo 194.4Borgosesia 241Vercelli 103.4Oropa 256.6Masserano 142.8Sabbia 311.6Piedicavallo 264.2Fobello 300.4Trivero 278.2Tanaro e Asti Tanaro 109.4Bormida Colle Barant 30Mondovi 134Montechiaro Asti 108.4Bra 120Perlo 168.6Ponte Nava Tanaro 174Farigliano 133.6Somano 136.6Masio Tanaro 89.4Upega 165.4Mombarcaro 91.2Treiso 112.4S Damiano Borbore 112Alessandria Lobbi 67.4Bergalli 163.6Serole Bric Puschera 115.8Sassello 166.8Mombaldone Bormida QA 130.2Borello 172.8Valdieri 123.2Basaluzzo 86.4Rossiglione 149Ponzone Bric Berton 172.6Ovada 114.6Gavi 102.8Boves 123.02Chiusa Pesio 147.81Cuneo Cascina Vecchia 112.18S. Giacomo Demonte 81.8Vinadio S. Bernolfo 105.8Belbo Somano 136.6Mombarcaro 91.2Bergalli 163.6AIPO INFORMA - n° 1/2 - 2009Tali effetti sono stati sicuramente amplificatia causa del periodo di precipitazioniprolungate e di forte innevamentoprecedente l’evento. Questoha infatti determinato condizioni digeneralizzata saturazione dei suolicon conseguenti effetti di rapido edimmediato innalzamento dei livelliidrici in tutte le sezioni.Il corso d’acqua maggiormente colpitoed in cui si sono determinate le situazionidi maggior criticità di è statoil Tanaro, in particolare nel nodo idraulicodella città di Alessandria e neisuoi affluenti di destra, Belbo e Bormida.Evoluzione della pienasull’asta principale del PoL’asta principale di Po inizia ad essereinteressata dal contributo del bacinoa monte di Torino nella tarda seratadi lunedì 27 aprile dove raggiungeun colmo di 3.76 m s.z.i. alla sezionedi Carignano raggiungendo la sogliadi attenzione ed un valore di circa700 mc/s.Alla sezione di Torino Murazzi superala soglia di attenzione con un colmodi 3.77 m s.z.i. ed un valore stimatodi portata di circa 1100 mc/s nelleprimissime ore di martedì 28 aprile.Alla sezione di Crescentino (confluenzaDora Baltea) il colmo raggiungeil valore massimo di 4.32 m s.z.i edun valore stimato di portata di circa3200 mc/s superando di poco il livellodi guardia.Nel tratto a valle di Crescentino, allaconfluenza con il fiume Sesia, l’ondadi piena inizia ad assumere valorisignificativi incrementati dalla sincronicitàdell’ onda proveniente da montecon le onde in uscita dal Sesia e dalTanaro.La sincronicità delle onde, come descrittoanche nella relazione d’eventodel Centro funzionale Piemontese,ha determinato una portata di circa8000 mc/s alla sezione di Isola S’Antoniocon un colmo di 7.92 m s.z.i.nel tardo di martedì 28 aprile.Alla sezione di Ponte Becca (confluenzaTicino) si raggiunge il colmo di5.51 m s.z.i. nella mattina di mercoledì29 aprile con una portata di circa7800 mc/s, valore inferiore a IsolaS. Antonio probabilmente dovuto alnaturale effetto di laminazione dell’al-3


veo ed ad un apporto non significativoproveniente dal Ticino.L’onda di piena ha raggiunto la sezionedi Piacenza nella tarda seratadi mercoledì 29 aprile con un colmodi 7.60 m s.z.i. ed una portata stimatadi 7500 mc/s.Alla sezione di Cremona il colmo arrivaa 3.98 m s.z.i. con valore di portatadi 8200 mc/s, nella tarda seratadi giovedì 30 aprile.Gli affluenti lombardi ed emiliani nonhanno apportato contributi significativiall’onda di piena la quale ha transitatocon valori al colmo mediamente intornoagli 8000 mc/s nel tratto di medioe di valle raggiungendo il colmo di7.41m s.z.i. alla sezione di Borettoe di 8.07 m s.z.i. alla sezione di Borgoforte.Nella mattinata di venerdì 1 maggioraggiunge la sezione di Pontelagoscuro,chiusura del bacino, con un colmodi 2.46 m s.z.i. ed una portata di 7700c/s.L’entità dell’onda di piena provenienteda monte, sebbene non avesse caratteredi eccezionalità, ha impegnatotutti gli uffici Aipo sull’asta di Po nellosvolgimento delle attività di serviziodi piena per la gestione e la salvaguardiadelle opere idrauliche.Stazione 1926 1951 1994 2000 2002 2009 Livello Sezione di rif.di guardia sez. Brioschie integrazionerilievi 1999Po a Carignano - - 4.61 6.29 2.58 3.76 2.50 -Po Torino Murazzi - - 5.19 5.72 1.50 4.32 2.70 -Po a Crescentino - - - 6.45 1.70 4.32 4.00 Sez. 03B2Po a CasaleMonferrato - - 4.15 5.39 -0.48 0.77 2.50 Sez. 02/1Po Ponte Valenza - 6.74 5.90 5.56 3.68 4.52 3.50 Sez. 01Po Isola S’Antonio - - 12.00 9.30 7.11 7.92 6.50 Sez. 00B/1Po Ponte Becca 7.88 7.85 7.60 7.81 4.96 5.51 4.50 Sez. 6Po a Piacenza 9.63 10.25 9.98 10.60 7.18 7.60 6.00 Sez. 18APo a Cremona 5.20 5.94 5.94 6.15 4.38 3.98 4.19 Sez. 26Po a Casalmaggiore 6.37 7.64 7.64 8.01 6.63 6.46 4.61 Sez. 35Po a Boretto - 8.59 8.43 9.06 7.75 7.41 5.50 Sez. 37BPo a Borgoforte - 9.96 9.28 9.93 8.64 8.07 6.00 Sez. 42Po Sermide - 10.38 - 10.71 9.73 9.38 5.50 Sez. 57Po Castelmassa - - 15.65 16.06 15.26 14.80 13.03 Sez. 57Po a Pontelagoscuro 3.70 4.28* 3.04 3.66 2.61 2.43 1.00 Sez. 65Po a Polesella - 12.60 8.51 10.05 10.10 8.77 9.30 Sez. 69Po a Cavanella - 7.19 5.02 5.28 4.59 - 3.40 Sez. 77Ariano (Po di Goro) - 7.86 5.80 6.08 5.37 3.04 3.55 (Po di Goro)Pila - 2.86 1.39 1.34 1.45 1.15 1.00 Sez. 87* ultimo valore misurato prima della rotta di Occhiobello; stimato in 4.80 senza la rotta.(-) valori mancanti.In corsivo i valori ricostruiti.Criticità sull’astadel fiume PoCome descritto, l’onda di piena nonha avuto carattere di eccezionalitàma i valori raggiunti hanno richiestoun grosso sforzo organizzativo perpoter verificare in ogni momento laperfetta efficienza delle opere idraulichee garantire un tempestivo intervento.Tratto PaveseLa maggior criticità nel pavese è rappresentatadal tratto destro di Po avalle di ponte Spessa in corrispondenzadell'abitato di Arena Po, dovei lavori di messa in sicurezza nonsono ancora stati ultimati e pertantolivelli idrometrici anche non eccezionalipossono determinare situazioni dipericolo a cose e persone.L’Ufficio AIPo di Pavia ha dispostoun costante monitoraggio della zonacon letture a vista orarie che, correlatecon i livelli misurati a monte e le previsionemodellistiche, hanno permessodi valutare il fenomeno in modopreciso e puntuale.Il colmo di piena è transitato senzacausare l’allagamento del centro dell’abitatoe non si sono verificate situazionidi pericolo. Sono stati registratisporadici allagamenti in zone4 AIPO INFORMA - n° 1/2 - 2009


prospicienti il fiume nelle aree cortiliziee nei collegamenti vicinali.Tratto Piacentino LodigianoSulle arginature in destra Po, in spondalodigiana, non sono stati segnalatifenomeni di criticità.Si segnala l’apertura spontanea dell’arginegolenale del Consorzio Muzzaalle ore 13.00 di mercoledì 29 aprileil cui invaso può essere individuatosul grafico dell’idrometro di Piacenzache in corrispondenza dell’invaso dellagolena ha avuto una leggera inflessioneper poi risalire ad allagamentoavvenuto.In sinistra Po, sponda piacentina,oltre alle consuete chiusure delle chiavicheed all’interclusione della stradagolenale Via Nino Bixio a Piacenza,AIPO INFORMA - n° 1/2 - 2009l’Ufficio AIPo di Piacenza ha effettuatocostanti monitoraggi sulle arginatureal fine di verificare possibili fenomenidi filtrazione.La criticità più significativa si è riscontratanella mattinata di giovedì 30aprile in località Sopravivo nel Comunedi Calendasco dove a seguito dellafuoriuscita di un fontanazzo nella cantinadi un fabbricato, a ridosso dell’arginaturamaestra, il proprietarioha iniziato ad allontanare le acquecon l’ausilio di una pompa aumentandole dimensioni del fontanazzo edil trasposto di materiale.Il personale dell’Ufficio, con l’ausiliodei Vigili del fuoco, ha interrotto ilpompaggio e disposto l’allagamentodella cantina fino al raggiungimentodi una quota d’equilibrio che ha permessodi stabilizzare il fontanazzo.Nella stessa mattinata del 30 aprilealle ore 12.30 la notizia del parzialecrollo del ponte stradale sulla SS9 Piacenza-Lodi ha mobilitato il personaledegli Uffici di Piacenza e Milanoper prestare la massima collaborazionenelle attività di soccorso.Sul luogo sono intervenuti subito dopoanche il Direttore dell’Agenzia, accompagnatodal Dirigente del Serviziodi Piena e dai Dirigenti delle areeLombarde ed Emiliane per forniresupporto tecnico nelle operazioni diverifica dell’infrastruttura.Tratto Cremonese-ParmenseL’attenzione nel tratto medio del Poè stata rivolta, oltre alle consueteattività di controllo sulle arginaturemaestre e sulle chiaviche interessatedall’onda di piena, alle aree golenalichiuse per le quali, visti i livelli previstie registrati a monte, si è deciso perla non apertura.Gli Uffici AIPo di Cremona e di Parmasono stati pertanto impegnati con lePrefetture locali in un’azione di costanteaggiornamento al fine di garantireun supporto tecnico alle decisionidi protezione civile di competenzadei Sindaci.Le ordinanze di sgombero, a scopoprecauzionale, si sono limitate allesole due golene in sponda destra diCopermio e di Mezzano Rondani nelcomune di Colorno.Anche in sponda sinistra di Po, sebbenele previsioni non avessero fornitovalori di superamento delle arginaturegolenali, è stato disposto dal Sindacodi Sommo con Porto lo sgomberodella golena a scopo precauzionale.La piena è defluita con regolarità senzadestare preoccupazione per learginature maestre, dove si sono registratisoltanto fenomeni di filtrazioneamplificati anche da elevati livelli difalda.Tratto Reggiano-MantovanoAnche in questo tratto, caratterizzatodalla presenza di numerose golenechiuse, gli Uffici dell’AIPo di Reggio-Emilia e Mantova hanno fornito importantiinformazioni alle Prefettureed agli enti locali per le azioni di Protezionecivile.Il livello registrato a Boretto di 7.41m s.z.i. ha richiesto lo sgombero pre-5


L’emergenza ha evidenziato la necessitàdi verificare e codificare in modounivoco gli zeri idrometrici, i livelli diguardia, allineando e correlando lediverse stazioni ai dati storici cosìda poter valutare e studiare l’evoluzionedel fenomeno anche in relazionealle serie pregresse.E’ già stata avviata la fase di verificaed adeguamento dell’intero sistema,così da poter offrire con un controllorapido ed efficace, che permetta diaffinare le previsioni e valutare consufficiente preavviso la eventuale gravitàdel fenomeno in corso.cauzionale delle golene chiuse diGualtieri e Luzzara che vengono invasateal superamento del livello di7.50 m s.z.i..I livelli registrati sul tratto compresotra Boretto e Ficarolo non hanno causatol’invaso delle aree golenali chiusee l’onda di piena è transitata con regolaritàsenza innescare significativifenomeni di filtrazione.Tratto FerrareseNel tratto ferrarese la piena ha raggiuntovalori superiori di circa un 1.5m il livello di guardia che non hannodestato preoccupazione. Le azionisono state rivolte alla verifica dellaperfetta efficienza delle arginatureed al controllo delle filtrazioni in particolarenelle zone storicamente soggettea tali fenomeni. Grazie alla collaborazionedelle Associazioni divolontariato è stato possibile garantireuna perfetta copertura del territorio.Delta del PoNon essendo state invasate le golenechiuse nel tratto medio del Po i livelliregistrati nel tratto terminale dell’astae nel delta sono stati prossimi a quelliregistrati nella piena del 2002 conun ampio franco arginale.L’attenzione, come nel tratto ferrarese,è stata rivolta al controllo ed alla verificadelle filtrazioni. La piena hainfatti innescato alcuni fontanazzi storiciche sono stati ripresi con l’ausiliodei volontari della Protezione civile.Funzionamento del sistemadi monitoraggio e delprototipo del sistemadi modellistica per laprevisione della pienasull’asta principale del PoLa rete fiduciaria del bacino del Po,composta dalle reti facenti capo aidiversi Enti del bacino del Po riunitiper la visualizzazione nel sistemaGIANO, ha dato sostanzialmente risultatisoddisfacenti.Previsioni di pienaPer le previsioni di piena l’Ufficio Serviziodi Piena ha per la prima voltatestato le risultanze del nuovo sistemadi modellistica.Il modello manca ancora dell’implemetazionedel bacino piemontese(la cui scadenza è prevista per fineluglio) e pertanto il suo funzionamentoè stato vincolato dall’output del sistemadi Previsione Piemontese.Essendo ancora in una fase sperimentalele previsioni emesse hanno richiestouna post elaborazione manualeimportante, svolta in stretta collaborazionetra il personale dell’UfficioServizio di Piena e quello di ARPASIMC sezione di Parma.L’onda di piena osservata, nelle diversesezione del tratto a valle di6 AIPO INFORMA - n° 1/2 - 2009


Ponte Becca, ha confermato i livelliprevisti con un buon grado di precisionesia nel valore al colmo sia neltempo di propagazione.L’utilizzo del sistema in una pienasignificativa, ma non particolarmenteintensa, ha fornito un’ottima occasioneper testare le criticità del sistema edevidenziare quali azioni intraprendereper migliorarne l’affidabilità.Criticità del sistema di previsione– Verifica ed aggiornamentodelle scale di deflussoE’ indispensabile verificare ed aggiornarele scale di deflusso sull’interaasta di Po e definire procedure dicondivisione delle stesse tra i diversisoggetti che operano sul bacino.– Condivisione delle proceduredi valutazione del rischioE’ importante condividere tra diversiCentri funzionali regionali le proceduredi valutazione del rischio, al fine direndere omogenee e coerenti l’informazionee le azioni da intraprendereper la gestione dell’emergenza.– Definizione delle proceduredi raccordo tra i diversi Centrifunzionali regionali per le previsionisull’asta principale di PoGli eventi sull’asta di Po hanno uncarattere ed un interesse sovraregionalee devono essere gestiti con azionicomuni tra i diversi soggetti, al finedi garantire la condivisione delle informazionie previsioni su tutto il bacino.L’accordo siglato nel 2005 tra AgenziaInterregionale per fiume Po, CentriFunzionali delle Regioni Valle d’Aosta,Piemonte Lombardia, Emilia-Romagna, Veneto, Dipartimento dellaProtezione Civile Nazionale e Autoritàdi bacino per la realizzazione di modellisticaidraulica per la previsioneed il controllo delle piene fluviali sull’astaprincipale dei Po, ha permessod’avere un unico modello condivisoa supporto del servizio di Piena ditutta l’asta di Po; occorre ora definiredelle procedure condivise per la validazionee l’emissione delle procedure.AIPO INFORMA - n° 1/2 - 20097


Valutazione degli scenari di rischio idrauliconei bacini del Po e dell’AdigeSi è svolta il 3 aprile presso la sedecentrale di Parma dell’AIPo una riunionepromossa dal Dipartimento nazionaledella Protezione civile finalizzataad una valutazione congiuntadegli scenari di rischio nei bacini delPo e dell’Adige, anche in relazionealle condizioni di innevamento delperiodo, ed all’analisi delle problematicheattuative e di governo delle piene.Il prof. Bernardo De Bernardinis, ViceCapo Dipartimento, ha introdotto l’incontroricordando la necessità di attuareil punto 5 della Direttiva PCMdel 27.2.2004.Finora è stata completata la partedella Direttiva che riguarda l’attivazionedei Centri Funzionali; si trattaadesso di implementare la parte checoncerne il governo delle piene eche, tra l’altro, prevede l’istituzionedell’Unità di Comando e Controllo.De Bernardinis ha evidenziato inoltreche a tal proposito il comma 2 dell’art.10 dell’O.P.C.M. n. 3738/2009 prevedeche il Capo del Dipartimentodella protezione civile della Presidenzadel Consiglio dei Ministri ponein essere ogni iniziativa al fine dipromuovere e sostenere, anche aisensi della direttiva del Presidentedel Consiglio dei Ministri del 27 febbraio2004 e s. m. ed i., il governoe lo sviluppo di adeguati strumentiorganizzativi ed istituzionali, per lagestione delle piene, con il concorsodelle regioni e degli enti locali competenti,con particolare riguardoall'efficacia e all'efficienza del serviziodi piena e del pronto intervento idraulico,nonché dell'unitario coordinamentoe svolgimento delle attivitàdi presidio territoriale idraulico e diregolazione di deflussi dagli invasi,nel bacino idrografico del fiume Teveree del fiume Po.A tal fine il Capo del Dipartimentodella protezione civile della Presidenzadel Consiglio dei Ministri, sentitele Regioni interessate, si avvale dellacollaborazione di due qualificati espertiin materia.Il punto 5 della Direttiva definisce,quale attività di governo delle piene,la previsione, il monitoraggio e lasorveglianza effettuate dalla rete deiCentri Funzionali, il presidio territorialeidraulico posto in essere attraversoadeguate strutture e/o soggetti regionalie/o provinciali e la regolazionedei deflussi.Per quanto riguarda la previsione, ilmonitoraggio e la sorveglianza, i CentriFunzionali decentrati di tutte leRegioni afferenti al bacino del Posono attivi: il Centro funzionale dellaRegione Emilia-Romagna potrebbecostituire il Centro funzionale di riferimentoper il bacino del Po, con un8 AIPO INFORMA - n° 1/2 - 2009


accordo con gli altri Centri funzionaliregionali e con i Centri di competenza,in particolare con l’Autorità di bacino,l’AIPo, gli Enti regolatori dei GrandiLaghi e la Direzione generale per ledighe, le infrastrutture idriche ed elettrichedel Ministero Infrastrutture eTrasporti.Per quanto riguarda il presidio territorialeidraulico il referente potrebbeessere l’AIPo, con uno stretto raccordocon i servizi di piena regionali.La Direttiva altresì prevede la necessitàdi organizzare un’adeguata attivitàdi regolazione dei deflussi dagli invasiartificiali presenti sul bacino, per concorrerea limitare gli effetti della piena.A tal fine l’Autorità responsabile delgoverno delle piene assicura, con ilconcorso dei Centri Funzionali, delleAutorità di Bacino, del Registro italianodighe, dei soggetti responsabili delpresidio territoriale ed attraverso igestori di opere idrauliche, la massimalaminazione dell’evento di piena, attesoo in atto, e lo sversamento inalveo di portate non pericolose peri tratti del corso d'acqua a valle.In questo schema, tutte queste attivitàverrebbero governate dall’Unità diComando e Controllo costituita daiPresidenti delle Regioni, o dai lorodelegati, e dalla Presidenza del Consigliodei Ministri – Dipartimento dellaprotezione civile, con una funzionedi segreteria affidata all’AIPo.Il Dipartimento della protezione civilenel percorso sopra definito svolgerebbeun ruolo di coordinamento e concorso.Sono quindi intervenuti tutti i rappresentantidelle Amministrazioni e deisoggetti interessati presenti alla riunione,che si sono resi disponibili avalutare la proposta del Dipartimentodella protezione civile e a mettere adisposizione le proprie competenzein materia.In particolare le Regioni hanno presentatole attività già corso sull’argomentoevidenziando soprattutto lepeculiarità e le criticità che si sarebberomanifestate a livello regionale,e impegnandosi a tenere conto delleindicazioni che, a scala di bacino,potranno risultare dalle attività regionaliillustrate, nonché degli indirizziche potranno essere adottati a livellosovraregionale.È inoltre stata evidenziata la necessitàdi acquisire in tempo reale i dati delmonitoraggio idrologico degli invasi.In sintesi, dalla riunione è emersal’opportunità che il Dipartimento dellaprotezione civile presenti ai Presidentidelle Regioni le proposte illustratenella riunione, compresa un’ipotesidi funzionamento dell’Unità di Comandoe Controllo; che AIPo e Regioniaffrontino la problematica del presidioterritoriale idraulico; che le Regioni,attraverso i Centri Funzionali, individuinola rete fiduciaria da condividereper la gestione delle piene; che leAutorità di bacino valutino le attivitàda portare avanti per definire la vulnerabilitàa scala comunale; che laDirezione generale per le dighe, leinfrastrutture idriche ed elettriche delMinistero Infrastrutture e Trasporti eTERNA affrontino la problematica dellacondivisione delle informazioni deigestori, che riguarda anche gli Entigestori dei grandi laghi.Nella seconda parte della riunionesono stati esaminati i possibili scenaridi rischio per i mesi successivi, inrelazione al diffuso innevamento delperiodo invernale, grazie alla presentazionedi uno specifico contributodi analisi a cura del Centro Funzionaledecentrato della Regione Piemonte.L’AIPo ha invece presentato lo statodi avanzamento del modello numericomesso a punto per la previsione degliscenari di piena nel bacino del Po.Firmati due protocolli d’intesafra AIPo e parchi fluviali piemontesiIl 5 maggio 2009, presso la sededell’AIPo, sono stati firmati dueprotocolli d’intesa fra l’Agenzia ei Parchi Regionali piemontesi delPo - tratto Torinese e del Po - trattovercellese-alessandrino per lagestione ambientale degli ambitifluviali.Erano presenti all’incontro il Direttoredell’AIPo, Ing. Luigi Fortunatoe il Dirigente aspetti ambientali,Dott. Mario Giannini, il Presidentedel Parco del Po tratto vercellesealessandrinoIng. Ettore Broveglio,il Direttore dello stesso Parco Dott.Dario Zocco e il Direttore del Parcodel Po tratto torinese Dott. IppolitoOstellino.L’iniziativa costituisce la prima attuazioneconcreta dell’indirizzo assuntodal Comitato d’Indirizzo con deliberan. 44 del 18 dicembre 2008 che approvavauna bozza di protocollo d’intesada proporre ai diversi Parchifluviali delle quattro Regioni padaneal fine di pervenire ad una gestionecoordinata e condivisa degli ambitifluviali che tenga in considerazionesia gli aspetti idraulici e di difesa siagli aspetti ambientali.Oltre ad evidenziare e condividereuna serie di principi e finalità, iProtocolli siglati con i Parchi prevedonola costituzione di un TavoloTecnico dove sviluppare il confrontofra tecnici delle due amministrazioni,individuare le azioni comunida condurre e consentire lo sviluppodi efficaci sinergie tra le diverseprofessionalità che caratterizzanoi due Enti.Sono già in corso contatti con altriparchi padani che porteranno allafirma di altri analoghi protocolli.AIPO INFORMA - n° 1/2 - 20099


Gli enti del bacino del Poal 5° World Water Forum di Istanbuldel Po era inserita nell’ambito dellacomplessiva partecipazione italianaal Forum, coordinata dal Ministerodegli Esteri e, su incarico di esso,dall’Istituto Agronomico Mediterraneo(IAMB). Il coordinamento organizzativoe per la realizzazione dei materialidi comunicazione è stato affidato all’Aipo.Le iniziative di informazione e promozionesono consistite, in sintesi:– nell’ allestimento di uno stand specificodel “bacino del Po” presso lastruttura “Expo Tent” del Forum;– la realizzazione di diversi materialiin lingua inglese finalizzati a presentarecaratteristiche e progetti del bacinodel Po, con particolare riferimentoIn occasione della 5ª edizione delWorld Water Forum, svoltosi ad Istanbuldal 16 al 22 marzo 2009 col titolo“Bridging devides for water” e lapartecipazione di 33.058 delegati da138 Paesi, è stato presentato, perla prima volta nella storia dei Forum,il “bacino del Po”, grazie alla volontàcomune delle Regioni Piemonte,Lombardia, Emilia-Romagna, Veneto,Agenzia Interregionale per il fiumePo, Autorità di bacino del fiume Po,Consulta delle Province del Po.La presenza degli enti del bacinoLo stand allestito dagli enti territoriali italianial “Progetto strategico speciale VallePo”: pannelli con mappe tematichedel bacino, un filmato (proiettato incontinuo nel corso del Forum), brochuresa colori, un box con doppioDVD (l’uno con inseriti dati ed informazionidi tutti gli enti partners, l’altrocontenente una copia del filmato),chiavette USB (con gli stessi contenutidel doppio DVD), una scheda per ilfolder distribuito dal Ministero degliEsteri;– organizzazione e partecipazionecon un relatore, a nome del bacinodel Po (dott. Giuseppe Bortone, RegioneEmilia-Romagna), a un “ItalianSide Event”, svoltosi il 18 marzo, dedicatoa un confronto tra bacini fluviali,intitolato “The Po Valley compares10 AIPO INFORMA - n° 1/2 - 2009


itself with big international basins”,promosso in collaborazione conRIOB (International Network of BasinOrganisations), a cui hanno partecipatodelegati di diversi bacini fluvialidel mondo;– partecipazione con un relatore(dott. Bortone) ad una sessione all’internodel programma di eventi“La gestione di bacino e la cooperazionetransfrontaliera” promossodal RIOB, dedicata al “ProgrammaCina-Europa per la gestione dibacino” (18 marzo).Ai momenti di incontro presso lostand e al Side Event internazionalehanno preso parte, in particolare, gliAssessori Regionali all’Ambiente delVeneto, Giancarlo Conta – intervenutoanche a nome del Comitato diIndirizzo dell’AIPo – e dell’Emilia-Romagna, Lino Zanichelli; il Direttoredell’AIPo, Luigi Fortunato; i Direttorigenerali all’Ambiente delle RegioniPiemonte, Salvatore De Giorgio edEmilia-Romagna, Giuseppe Bortone;il Presidente della Provincia di Pia-Giancarlo Conta,Assessore regionale all’Ambiente del Venetocenza, Gianluigi Boiardi, in rappresentanzadella Consulta delle Provincedel Po.I delegati degli enti del bacino delPo presenti al Forum, oltre a supportaregli aspetti organizzativi e adaccogliere i numerosi visitatori allostand, hanno avuto modo di parteciparead eventi, stabilire relazionie scambi con altri soggetti, visionaree reperire materiali utili presentatidalle altre delegazioni presenti.Le opportunità, i progetti, le problematicherelative al bacino del Posono state presentate con completezzae unitarietà, dando un’immaginedi coesione e di coordinamentodei vari Enti preposti alla gestionedel bacino idrografico.Molti sono stati i colloqui e le richiestedi informazioni presso lostand e nel corso della manifestazione.La partecipazione del “bacino delPo” ha inoltre contribuito in modosignificativo a una positiva immaginedell’Italia al Forum.Il side event“La valle del Po si confronta con i grandi bacini internazionali”In occasione del 5° World Water Forumdi Istanbul, le istituzioni del Bacinodel Po hanno organizzato una sessionetematica per porre a confrontol’esperienza del più grande fiume italianocon alcuni dei maggiori corsiAIPO INFORMA - n° 1/2 - 2009Il Side Event sui bacini fluviali del mondod’acqua del mondo. Con l’obiettivodi trovare una soluzione ai problemicomuni a tutti i bacini idrografici, seppuredi varia natura e complessità,sono state poste a confronto diverseesperienze di gestione delle risorseidriche e del territorio, evidenziandoil ruolo strategico svolto dalle istituzionilocali nell’individuazione di best practicesche possano dare un impulsoalla soluzione di problemi globali.L’evento, moderato da Jean FrançoisDonzier – Segretariato Tecnico Permanentedi RIOB/INBO – ha vistola partecipazione di rappresentantiistituzionali dei bacini del San Lorenzo,del Paranà, del Congo, della Schelda,del Rodano, del Rio delle Amazzoni.Il World Political Forum ha inoltrepresentato, per voce di Giulietto Chiesa,il protocollo “Peace with Water”recentemente approvato a Bruxelles(Parlamento Europeo - 12 e 13 febbraio)in presenza del Presidente Gorbachev,che sembra essere un buoncontesto politico per il dialogo tra ibacini idrografici.Il dott. Giuseppe Bortone, DirettoreGenerale Ambiente e difesa del suoloe della costa della Regione Emilia-Romagna, ha presentato l’esperienzadel fiume Po per conto delle istituzionidel bacino partecipanti al Forum.Di seguito una sintesi del suo intervento.11


Distretti di bacino in EuropaCon una superficie di 74.000 km2 euna lunghezza dell’asta principale di652 km, il bacino idrografico del fiumePo è il più grande d’Italia. Seppuredi dimensioni ridotte rispetto ad altrifiumi del mondo, il Po riassume tuttii fattori cruciali della gestione integratadi bacino idrografico, in relazione soprattuttoalle forti pressioni antropichee agli effetti del cambiamento climatico.Di fatto, ci troviamo ad affrontare problemidi siccità ed alluvioni, con cicliidrologici fortemente alterati dal cambiamentoclimatico ma anche dal sovrasfruttamentodelle risorse.Basti pensare che la portata mediaannua (1470 m3/sec) è inferiore aiprelievi idrici autorizzati (1850 m3/sec).Il problema della fornitura di acquanelle adeguate quantità e qualità èquindi una delle sfide maggiori peri prossimi anni: perfino in un territoriocon abbondanti risorse idriche, comel’Italia settentrionale.La quantità di acqua estratta dallefalde acquifere è superiore alla capacitàdi ricarica naturale, mentrel’utilizzo delle risorse superficiali ponea rischio il mantenimento del deflussominimo vitale dei fiumi.D’altro canto, il rischio di alluvioniè molto alto a causa di distribuzionidisomogenee delle precipitazioniComuni rivieraschi12 AIPO INFORMA - n° 1/2 - 2009


e dall’eccessivo deflusso superficiale,proveniente dalle aree urbanizzatein costante aumento.L’aumento di frequenza degli eventiestremi sta cambiando la rispostasociale alla gestione delle risorseidriche.Ormai è evidente che occorre puntaresu un pacchetto di soluzioni, tra cui:maggiore efficienza in agricoltura,riduzione delle perdite, maggiore consapevolezzapubblica e partecipazione,impegno per l’equità ed i dirittisociali, condivisione delle informazioni,maggiore trasparenza e sviluppo dinuove risorse, anche attraverso ilriuso e il riciclo.La nuova strategia della CommissioneEuropea riflette la richiesta di un approcciopiù bilanciato in cui una miglioregestione delle risorse esistentiè completata da investimenti nelleinfrastrutture prioritarie (twin trackapproach).Questo implica un’importante modificadella percezione dei valori: dal considerarel’acqua come un bene diconsumo, spesso alle spese dellepopolazioni vicine o dell’ambiente,al percepire l’acqua di una regionecome una risorsa sensibile da condividereed utilizzare a beneficio dellacollettività.Per raggiungere l’obiettivo dello svilupposostenibile è necessario correggerel’attuale uso delle risorse eYearwater abstraction in the Po RiverAIPO INFORMA - n° 1/2 - 200913


idurre la pressione del carico inquinante,ma anche adottare nuove epiù sostenibili strategie di pianificazionedel territorio. Questo significache la sfida per il futuro è la pienaimplementazione della Direttiva QuadroAcque (WFD, 2000/60/EC) edella Direttiva relativa alla valutazionee alla gestione dei rischi di alluvioni(2007/60/EC). A partire dalla definizionedi un appropriato sistema digoverno rappresentato dalle autoritàdel bacino del Po, espressione coordinatadi tutti i livelli amministrativi,dallo Stato alle Regioni, alle Province,ai Comuni, che deve anche assicurarela partecipazione di tutti gli stakeholders.Questa capacità istituzionale,avviata in Italia sin dal 1989, ha offertomolte opportunità che ora possiamocogliere. Di fatto, abbiamo un set diPiani di gestione delle risorse idrichee di Piani di gestione del rischio idrogeologicogià adottati in tutte le regionidel bacino del Po. Entro l’anno 2009tutti i piani dovranno essere omogeneizzatinel Piano integrato di gestionedel bacino idrografico a livello di Distretto,in accordo alle previsioni dellaDirettiva Quadro Acque.Nel contempo, le istituzioni del Pohanno attivato alcuni progetti“integrati”. Tra questi, il progetto strategicospeciale “Valle del fiume Po”integra azioni e misure per la qualitàdell’acqua, il controllo del rischio daalluvioni, il sistema culturale e turistico,in un periodo di sei anni e per unorizzonte finanziario di 180 milionidi Euro.Il progetto Valle del fiume Po prevedequattro obiettivi specifici ed altrettantelinee d’azione:1. Migliorare le condizioni di sicurezzaidraulica e recuperare gli spazi dimobilità del fiume nei territori dipianura (alzare e rafforzare gli argini,aumentare le aree di ritenzionenaturale, recupero dei sedimentitrasportati, recupero delle caratteristicheidrogeomorfologiche);2. Promuovere la conservazione dell’integritàecologica della fasciafluviale e della risorsa idrica delPo (tutelare la qualità e la quantitàdelle risorse, ridurre il fenomenodella salinizzazione);3. Valorizzare il patrimonio naturalee culturale della regione fluviale,migliorando la fruibilità per la popolazionelocale e per lo sviluppodel turismo sostenibile (tutelare ilpaesaggio, realizzare piste ciclabili,promuovere il patrimonio culturaleed i prodotti tipici);4. Rafforzare il sistema complessivodella governance del fiume Po,aumentare il livello di conoscenzae partecipazione al fine di migliorarela capacità di programmazionee attuazione degli interventi,in un’ottica di sostenibilità (attraversoil Piano Integrato di Gestione,i programmi di conservazionee gestione della siccità, i sistemiinformativi, i cataloghi del patrimoniolocale).14 AIPO INFORMA - n° 1/2 - 2009


Po river:planning the futurePresentiamo il testo in lingua inglesepubblicato nella brochure distribuitain occasione del 5° World Water Forumdi Istanbul.The Po River basin, a drainagedistrict in the European spaceThe Po river drainage basin is thelargest within Italy and is an integralpart of the territory systems identifiedby the European Union with the CommunitarianDirective 2000/60 EC.The Po river rises on Monviso, inthe western Alps at 2,022 meters abovesea level and flows into the Adriaticsea with its delta, one of the mostimportant in Europe. It is fed by severallarge tributaries coming fromthe Alps and Apennines.58% of whole drainage basin of thePo is within the mountain territoryDa destra: Lino Zanichelli, Gianluigi Boiardi, Giuseppe Bortone,Luigi Fortunato, Salvatore De Giorgiowhilst the remaining part consists ofthe alluvial plain.The superficial hydrographical networkis also made up of numerous andThe physical characteristicsTHE GEOGRAPHY OF THE PO RIVER BASINWatershed area (excluding delta) 70.700 km 2Delta Area 4000 km 2Po river lenght652 kmMedium volumetric flow rate 1470 m 3 /sMaximum volumetric flow rate 10300 m 3 /s(recorded in 1951 within the section of closure of the basin)Number of large tributaries 141Coverage of protected areas 517000 hec (26%)(% in comparison with the overall protected areas in Italy)The economical and territorial characteristicsNumber of municipalities in the basin 3210Number of concerned Regions 7Resident population16 millionDensity of population 225 inhabitants/km 2Developed agricultural surfaces2.900.000 hecGDP 2005 (% in comparison with the overall Italian GDP) 536 billion euros (40%) (2005)Hydroelectrical energy 19TWh/year (46%)(% in comparison with the overall Italian production)Thermoelectrical energy 76 TWh/year (32%)(% in comparison with the overall Italian production)AIPO INFORMA - n° 1/2 - 200915


important lakes, that are fed fromAlpine water courses.Over the years, the whole waternetwork system within the basin, hasundergone important activities of transformationand water arrangement.The basin is one of the most developedareas in Europe and economicallystrategic for the country, becauseof a high population density, the presenceof large companies, a greatquantity of small and medium sizedenterprises and numerous agriculturaland zootechnical farms.Adding value to resources:issues to be facedWater defence and morphologicalarrangementSince ancient times, the populationspresent along the Po have tried tolimit the danger due to river floodingand control its course to reclaim landsurfaces to be devoted to agriculturalactivities and settlements of peopleand production places.Large artificial levees have been builtalong the Po and many of its tributariesover the last fifty years to preventflooding of the adjoining countryside.Furthermore, many artificialflood control storage areas have beebuilt, in more recent times. The Poriver levee system extends about 900km along its main course and for 150km along the arms of its delta.This has caused a reduction of theareas of natural expansion: thereforesome projects to restore these areasare now in progress for their renaturation.The engineering works carried outto allow the free water flow commercialnavigation (“groins” and navigationbends) in the middle of 20th centuryhave changed the course of the riverin its medium stretch.In the second half of the 20th century,the excessive extraction of sedimentsfrom the river bed caused the loweringof the river bed height.Water management:quantitative aspectsLa delegazione dell’AIPo presso lo stand “Bacino del Po”Water availability within the Po riverbasin is large. In fact, according tohistoric data, over a long period (90years), it is possible to affirm thatthe water volume flowing yearly inthe basin, is almost 40% of the overallvolume of water within the wholecountry.Flooding events are now approachedthrough strict coordination betweenpublic bodies of the territory and anefficient integration among differentagencies (weather forecast, hydraulicmodels, management of the flood,civil defence).In recent years, hydrological droughtsduring the summer months have occurredvery often: therefore a“coordination centre” was establishedto promote a more rational use ofwater resources and encourage theagreement between various partiesinvolved.Water management:qualitative aspectsSince the second half of the 1900s,the Po river has seen a progressivedegradation from an environmentalpoint of view: the increase in pollutingsubstances, the reduction of hydraulic16 AIPO INFORMA - n° 1/2 - 2009


Lo stand allestito dal Ministero degli Affari Esteriand environmental functionalities ofthe natural and artificial drainingnetwork, risks to the water ecosystemswith the loss of their capabilitiesof self-depuration and thenatural-environmental value of thewater areas.The waters of the Po river have beenassessed as having a acceptable qualityfor 58% of its course, a further23% as poor and very bad for 17.5%.The most influential pollution phenomenonof surface water has beenthe excessive inflow of organic substances(nitrogen and phosphorus)that causes the eutrophication of thewaters with poor ability to exchange,in lakes and in the Adriatic sea.At local level, the presence of toxicsubstances of industrial or agriculturalzootechnicalorigin (for example plantprotection products and heavy metals)is detected.To face these problems there areregulations and activities for the purificationof civil, industrial and zootechnicalwaste and the upgrade ofthe draining network on the plain.AIPO INFORMA - n° 1/2 - 2009River navigationThe Po river is classified as a waterway of international importance andis the supporting column of the VenetoPadano Water Way System.Along the river and a few of its tributaries,there are numerous operatingports and decks that are connectedto the ports of the northern area ofthe Adriatic sea and are an importantopportunity for the growth of commercialtraffic between Northern Europeand the Mediterranean sea.Besides the activities to reinforce riverfacilities, there are now studies toregulate the flow of the Po in orderto increase the navigability of theriver in its most difficult stretches.Tourist and pleasure navigation alsohave an important role and offer importantdevelopment opportunities.Environmentaland cultural resourcesIn the basin of the river Po – besidefamous and ancient cities and numerouscentres of art, history and culture– an important environmental heritageis also present.The mountain areas and the watercourses of the Po Plain are the lastterritories where the highest biodiversityand natural important factors arestill present.The acknowledgment of these valueshas resulted in strategies for theprotection of habitats and bio-diversity,by policies of preservation and environmentalre-balance and the establishmentof 210 protected areas.The Delta of the Po is an area ofparticular natural value: it is protectedand acknowledged at internationallevel by the Ramsar Convention andis also the location of two regionalParks.The river environment of the Po presentstourist itineraries of very highinterest, possibility of pleasure andsport excursions – thanks to severalriver dockings – networks of bicyclepaths, nature trails, “Roads ofFlavours” linked to typical traditionallocal products of the best Italian wineand food.17


The Special StrategicProject of the River Po ValleyThe awareness of the environmental,social and cultural values present inthe river region of the Po has stimulatedbodies and local communitiesto get involved in activities to protectthe territory and “to regain the riverculture”.Initiated by a territorial workshopabout the Po, that initially involvedabout one hundred local bodies witha “bottoms-up” process that graduallyhad taken shape since 2005, theSpecial Strategic Project of the riverPo Valley, now involves numerousinstitutional partners at various levels.The Italian Government is financingthe project with 180 million Eurosduring the programming period from2007 to 2013.The Administrations directly involvedare as follows:– Ministers of the Economical Developmentand Environment– Authorities of the basin of the Poriver (the body responsible for theproject performance)– The Regions of Piemonte, Lombardia,Emilia-Romagna, Veneto;– AIPo (Interregional Agency for thePo River)– The Provinces along the Po river(Cuneo, Torino, Vercelli, Alessandria,Pavia, Lodi, Cremona, Mantova,Piacenza, Parma, Reggio Emilia,Ferrara, Rovigo)– The river Parks along the main courseand delta of the Po.Moreover the territories of more than490 municipalities have interest inthe project.The project is strategic because itis characterized by the following:– Large integration of the variouscomponents of the river system suchas hydraulic, morphological, ecological,economical-social and cultural;– Joint management and integrationfor numerous administrations– Large participations of stakeholdersand citizens.In order to perform the planning ofthe basin, the European Conventionof the landscape and the communitariandirectives of the sector -79/409/EEC Directive (Conservationof wild birds), 92/43/EEC Directive“Habitat”, 2000/60/EC Directive (Waterpolicy), 2007/60/EC Directive (Floodrisks) - the project aims to achievefour specific objectives:1. To improve the hydraulic safetyconditions and recover the areasof river movement within the territoriesof the plain2. To promote and preserve the ecologicalintegrity of the river banksand water resources3. To add value to the natural andcultural heritage of the river regionby improving the use for the localpopulation and for the developmentof a sustainable tourism4. To reinforce the whole system ofthe river governance, to increasethe level of knowledge and the participationto improve the capabilityto program and perform interventions.Il Sütlüce Center di Instanbul, sede del 5° World Water Forum18 AIPO INFORMA - n° 1/2 - 2009


Studio sulla regimazione del Po:linee progettualiIng. Marcello Moretti (AIPo - Ufficio Navigazione)La Regione Lombardia ha affidatoall’AIPo uno studio finalizzato a presentareuna prima versione preliminaredella proposta tecnica di regimazionedel fiume Po, nel trattocompreso tra Cremona e la foce delfiume Mincio. L’idea progettuale prevededi innalzare l’attuale livello idricodi magra del fiume Po, riportandolomediamente alle quote di circa 50anni fa. Il rialzamento proposto rimaneall’interno dell’alveo inciso, senzainteressare le aree golenali e, pertanto,senza produrre alcuna alterazionedel regime idraulico di piena.Tale interventoassume un ruolo fondamentaleper il riassetto del fiume, in quantoattraverso di esso sarebbe possibileraggiungere i seguenti obiettivi:- riequilibrio idraulico/morfologico delfiume: le forme di fondo (barre e canali),che oggi vengono interessatedalla corrente solo nel corso di pienesignificative, verrebbero interessatedai deflussi anche in condizioni dimagra e quindi parteciperebbero maggiormentealle dinamiche di trasportosolido, contribuendo al riassetto morfologicodell’alveo. Oltretutto si ritornerebbead avere anche in condizionidi magra un alveo pluricursale. Inoltre,la riduzione della velocità media dellacorrente in condizioni ordinarie, legataagli effetti di rigurgito indotti daglisbarramenti, comporterà una diminuzionedelle azioni erosive attualmentein atto sul fondo alveo, contribuendoin tal modo a ridurre l’attuale tendenzaalla canalizzazione del fiume;- miglioramento delle condizioni dinavigabilità: l’innalzamento dei livelliidrici di magra potrà garantire le condizionidi navigabilità in classe V pertutto l’anno e il miglioramento dellecondizioni di accesso al porto di Cremona;- produzione di energia idroelettricada fonte rinnovabile: la realizzazionedelle traverse per innalzare i livelliAIPO INFORMA - n° 1/2 - 2009idrici permetterà di ottenere, in corrispondenzadelle stesse, dei dislivelliidrici che potranno essere utilizzati,unitamente alla portata disponibile nelPo, per produrre energia idroelettrica;- miglioramento delle possibilità diderivazione a fini irrigui: l’innalzamentodei livelli idrici di magra potràgarantire migliori possibilità di derivazione;- innalzamento e stabilizzazione dellefalde idriche: l’innalzamento dei livellifluviali permetterà di incrementare ilivelli delle falde;- maggiore disponibilità di risorsa idricada gestire durante i periodi siccitosi:il volume idrico invasabile sia all’internodell’alveo inciso (circa 150 Mm3)che nell’acquifero circostante potràrendersi disponibile, in situazioni dideficit idrico, per incrementare la portatadefluente nel tratto di Po a vallein occasione di periodi di magra eccezionali.Questo potrà indurre diversibenefici, tra cui: migliorare la funzionalitàdelle derivazioni idriche superficialiad uso irriguo ed industriale(raffreddamento delle centrali termoelettrichedi Ostiglia e Sermide), contrastarela risalita del cuneo salinonell’area del delta;- riqualificazione paesistica ed ambientale:con il rialzamento del livelloil fiume sarà invitato a rioccupareparte degli spazi che gli sono statisottratti con l’opera di regolarizzazionedel suo corso.Questo potrà essere guidato conestrema facilità alla creazione di zoneumide, veri e propri biotopi artificiali,che col tempo potrebbero assumereun valore naturalistico proprio, davedere in modo integrato con i SIC-ZPS esistenti.In sintesi, la propostapresenta un carattere multifunzionalee viene a costituire un’opportunitàper l’intero territorio, i cui elementidi attrazione vengono inseriti in uncircuito più ampio e complesso conofferte e prestazioni altrimenti inimmaginabili.Dal punto di vista tecnico, l’interventoprevede la realizzazione di quattrotraverse, ubicate nei pressi di:Motta Baluffi (CR) e Roccabianca(PR);Viadana (MN) e Brescello (RE);Borgoforte (MN) e Motteggiana (MN);Sustinente (MN) e Quingentole (MN),a valle di foce Mincio.Ciascuna delle quattro traverse saràcomposta da:uno sbarramento mobile, o sfioratore;una conca di navigazione;una centrale di produzione idroelettricaad acqua fluente;un’opera specifica per il passaggiodell’ittiofauna.L’intervento in oggetto prevede di19


posizionare la centrale affiancata allosbarramento, in modo tale da nondover realizzare dei canali di restituzione;in tal modo tutta la portatadel Po rimarrà sempre all’interno dell’attualealveo.A monte di ciascuna delle quattrotraverse si produrrà un innalzamentodell’attuale livello del Po, innalzamentoche rimarrà comunque confinato all’internodell’alveo inciso. Il nuovolivello verrà mantenuto fino a che laportata del Po non raggiunga un determinatovalore (variabile da circa2.000 a circa 2.500 m3/s a secondadella traversa); per portate superiori(piene ordinarie e straordinarie) leparatoie di cui sono dotati gli sfioratoriverranno completamente aperte, inmodo da consentire il libero deflussodella portata.E’ importante sottolineare che l’ideaprogettuale si fonda su due criterigenerali che hanno condizionato findall’inizio le scelte progettuali operatenel corso dello studio: garantire latotale trasparenza delle traverse allepiene straordinarie, vale a dire concepirele traverse, ed in particolaregli sfioratori, in modo tale che la loropresenza non aumenti il livello cheil Po raggiunge attualmente in occasionedi quelle piene; far sì che laconfigurazione delle opere (ed in particolaredello sfioratore e della centraleidroelettrica) e le loro regole di gestionegarantiscano un adeguato trasportodel sedimento al fondo e l’apportosolido nei tratti posti a valle difoce Mincio.Sintesi delle criticitàpresenti nel tratto in studioIl tratto in oggetto risulta caratterizzatoda diverse criticità, tra cui le principalisono:– il fondo alveo è in continuo abbassamento,soprattutto nel tratto compresotra Isola Serafini e foce Taro.Tale abbassamento, tra l’altro, induceproblemi strutturali alle opere presentilungo l’alveo (ponti, argini in froldo,difese spondali);– l’apporto solido di sedimenti damonte è ridotto, a causa della presenza,della configurazione e dellagestione dello sbarramento di IsolaSerafini. Tale effetto è corresponsabiledell’abbassamento del fondo alveonel tratto in oggetto;– l’alveo di magra, monocursale ecanalizzato, modificato per consentirela navigazione per portate di 400 m3/s,oggi è in grado di contenere valoridi portata dell’ordine di 4.000-5.000m3/s, per cui l’espansione della correntenelle aree golenali e la riattivazionedelle lanche ancora presentia tergo dei pennelli di navigazioneavviene solo in occasione di eventidi piena di una certa entità. Pertantol’alveo inciso, che prima degli interventidi regimazione della correntemediante pennelli e curve di navigazioneaveva un assetto pluricursale,oggi è monocursale. Anche tale effettoè corresponsabile dell’abbassamentodel fondo alveo nel tratto in oggetto;– l’attuale assetto non garantisce,mediamente, la navigabilità commerciale(obiettivo strategico) dell’interotratto per un periodo di circa 2 mesiall’anno;– il progressivo abbassamento dellequote di fondo alveo ha comportatoun notevole abbassamento anchedel livello idrico, soprattutto in condizionidi magra, peggiorando le possibilitàdi derivazione a fini irrigui eabbassando il livello delle falde circostanti.20 AIPO INFORMA - n° 1/2 - 2009


Le criticità sopra elencate comportanoda un lato un notevole peggioramentodelle condizioni morfologiche ed ambientalidel fiume Po, dall’altro limitanonotevolmente le attività antropichepresenti lungo il fiume.Schema planimetricodegli sbarramentiCiascuno sbarramento sarà costituitodalle seguenti principali opere, chene individuano la tipologia e ne caratterizzanola funzionalità:– una traversa fluviale, il cui compitoè di creare il dislivello altimetrico(o salto) tra il bacino artificiale amonte e il corso naturale del fiumea valle dello sbarramento;– una conca di navigazione, la cuistruttura dà modo ai natanti di superareil dislivello altimetrico realizzatodalla traversa;– una scala di risalita pesci, la cuistruttura consente alla fauna itticadi superare lo sbarramento durantei naturali cicli migratori;– una centrale idroelettrica ad acquafluente, il cui obiettivo è di generareenergia sfruttando il salto utile dellosbarramento.La posizione delle opere in ciascunasezione di sbarramento è stata determinatasulla base delle seguentiscelte costruttive: le opere sarannocostruite in adiacenza ad uno degliargini maestri.Questa soluzione comporta difattiuna serie di importanti benefici, trai quali:– l’accesso alle opere può essererealizzato direttamente dal rilevatod’argine; in tal modo, non essendonecessarie ulteriori opere di collegamento,quali passerelle o viadotti,si riducono gli ingombri in alveodegli sbarramenti e si semplificanole operazioni di manutenzione emovimentazione delle apparecchiaturedella centrale e delle traverse;– durante il deflusso delle piene piùimportanti l’aggiramento in golenadegli sbarramenti può avvenire suAIPO INFORMA - n° 1/2 - 2009un solo fianco con benefici sulla sicurezzae sulla protezione delle opere;– la conca di navigazione sarà posizionatain prossimità del filone principaledella corrente, in questo modosarà sempre garantito il neces-sariotirante d’acqua per i natanti in ingressoed in uscita dalla conca;– la conca di navigazione sarà separatadalla traversa interponendo adesse la struttura della centrale.Questa soluzione nasce dall’esigenzadi assicurare una via di avvicinamentoalla conca quanto più possibile protettadalle correnti in ingresso e in uscitadella traversa durante il rilascio diportate significative.Tabella 1 – Energia annua prodottaImpiantoProduzione di energia idroelettricada fonte rinnovabilePer quanto riguarda la possibilità diprodurre energia idroelettrica da fonterinnovabile, le analisi condotte hannoportato a determinare il valore dell’energiaannua che ciascun impiantopuò produrre, in funzione del tipo dimacchine ipotizzate e nell’ipotesi cheil regime idraulico del Po non si discostida quello medio registrato nelperiodo dal 1982 al 2006.Di seguito si riportano i valori di produzioneenergetica annua per ciascunacentrale; come si può rilevare,l’energia producibile complessivamentedai quattro impianti potrà esserepari a 910.000 MWh all’anno.Energia producibile (MWh)Motta Baluffi - Roccabianca 250.000Viadana - Brescello 230.000Borgoforte - Motteggiana 230.000Sustinente - Quingentole 200.00021


Prove sul modello fisico del manufatto regolatoredella cassa di espansione del torrente ParmaPaolo Mignosa, Sandro Longo, Luca Chiapponi, Marco D’Oria, Andrea Zanini (DICATeA - Università degli Studi di Parma)Domenico Danese, Fabrizio Giuffredi, Monica La Rocca, Gianluca Zanichelli (AIPo)INTRODUZIONENell’ambito della convenzione quadro“Studio delle interazioni tra grandiopere di sbarramento fluviale e sistemaacquifero sotterraneo, in riferimentoanche alle pressioni interstizialiche si propagano alle fondazioni delleopere di sbarramento”, l’Agenzia Interregionaleper il fiume Po ha affidatoal Dipartimento di Ingegneria Civile,dell’Ambiente, del Territorio ed Architettura(DICATeA) dell’Università degliStudi di Parma l’incarico di eseguireuno studio “per la realizzazione delmodello fisico del manufatto regolatoredella cassa di espansione sul torrenteParma”.Il modello è stato realizzato principalmenteallo scopo di fornire indicazionisull’entità delle sollecitazioni che possonomanifestarsi al fondo della vascadi dissipazione del manufatto regolatoredella cassa di espansione sultorrente Parma. Durante le prime provedi invaso, effettuate nella primaverae nell’autunno del 2006, si erano ineffetti riscontrate significative sottopressioniin corrispondenza di alcunipiezometri ubicati nella vasca di dissipazione.Tali sottopressioni, estrapolatealla quota di massimo invaso (cheFigura 1 - Modello fisico visto da vallein quell’occasione non era stata raggiunta)avrebbero dato luogo ad uninadeguato coefficiente di sicurezzanei confronti del sollevamento dellepiastre costituenti la vasca di dissipazione,nel caso di giunti completamentesigillati. Nella realtà i giunti non sonocompletamente sigillati, consentendoalle fluttuazioni di pressione che siverificano nella vasca di dissipazionedi propagarsi al di sotto delle piastreche ne costituiscono il pavimento. Siè ritenuto quindi necessario procederead una modellazione fisica del fenomeno,al fine di individuare l’entitàdelle sollecitazioni pulsanti che agisconoal fondo della vasca.INSTALLAZIONE SPERIMENTALEIl modello fisicoIl modello fisico (Figura 1) è statorealizzato presso il laboratorio di idraulicaN.1 di proprietà dell’AIPo sitonel comune di Boretto (Re).Il modello riproduce:1) il manufatto principale, compostodallo sbarramento tracimabile nel qualesono aperte tre luci di fondo dotatedi paratoie regolabili, da uno sfioratoredi superficie rettilineo sagomato se-condo un profilo Creager e da duesfioratori sagomati a becco d’anatraposti agli estremi dello sfioratore rettilineo;2) la vasca di dissipazione, costituitada una platea depressa rispetto all’alveodi valle, nella quale sono collocatitre blocchi di dissipazione inasse con le tre luci di fondo;3) un breve tratto dell’alveo a valledella vasca di dissipazione;4) una porzione del serbatoio checostituisce la cassa di espansionea monte del manufatto, comprensivodell’arginatura.La realizzazione è stata eseguita seguendoil criterio di similitudine diFroude con scala geometrica, indistorta,pari a 1:50.Il manufatto principale e i blocchi didissipazione sono stati lavorati perfresatura su macchina a controllonumerico a partire da blocchi di resinaureica.L’arginatura (in muratura) è stata modellataper un’estensione limitata masufficiente a garantire la corretta riproduzionedel campo di moto in prossimitàdell’intersezione tra argine eciglio sfiorante.Il serbatoio a monte del corpo diga,pur non rappresentando l’intera superficiedella cassa, presenta dimensionisufficienti a consentire alle portateche alimentano il modello didissipare la propria energia cineticaresidua, evitando distorsioni tra prototipoe riproduzione in scala.La vasca di dissipazione è stata realizzatain muratura e ospita, in destraidraulica, una struttura metallica atraliccio (Figura 1) in cui sono alloggiatele piastre e la relativa strumentazione.A valle della vasca di dissipazione,dopo un breve tratto in cui l’alveo simantiene cilindrico, è stato realizzatouno scivolo (con restringimento dellasezione) al cui termine si trova unaparatoia che permette la regolazionedel livello idrico.22 AIPO INFORMA - n° 1/2 - 2009


Figura 2 - Posizione e numerazione delle piastre strumentateStrumentazioneSono state misurate le seguenti grandezzefisiche: portata transitante; livelloidrico all’interno della cassa diespansione; livello idrico nella sezioned’alveo immediatamente a valle dellavasca di dissipazione; pressione delfluido a monte di un blocco di dissipazionee nella piastra sottostanteuno dei becchi d’anatra; risultantedelle forze agenti sulle piastre checostituiscono la pavimentazione dellaplatea e relativo punto di applicazione.Sono state strumentate quattro piastrerappresentative dell’opera nel suocomplesso. Si è ritenuto di poter escluderele piastre simmetriche rispettoa quelle già sede di misura e le piastreche ospitano i blocchi di dissipazionein quanto ancorate a diaframmi profondiche ne garantiscono la stabilitàin maniera largamente indipendentedalle sollecitazioni della corrente idrica.La Figura 2 mostra la collocazionedella strumentazione nel traliccio cheriproduce parte della platea di valle.La portata è stata misurata nella condottadi alimentazione, a monte dellavalvola che ne consente la regolazione,mediante un misuratore elettromagnetico.La misura dei livelli idriciè stata effettuata mediante trasduttoridi posizione ad ultrasuoni.La misura della forza agente sullepiastre costituenti la platea della vascadi dissipazione ha richiesto un apparatopiù complesso e realizzato adhoc. La Figura 3 riporta una sezionedel traliccio in acciaio inox contenentela strumentazione in cui sono visibili:le celle di carico (vincolate ad unAIPO INFORMA - n° 1/2 - 2009tubolare in acciaio sufficientementerigido da poter essere consideratopressoché indeformabile), la vascain acciaio inox che le contiene, lapiastra sollecitata in alluminio alveolare(e il relativo sistema di vincoloalle celle) e la piastra rigida (semprein acciaio) che chiude la scatola. Traquest’ultima piastra e quella di misuraè stata lasciata un’intercapedine di2 mm che, oltre a permettere la deformazionedelle celle di carico indispensabileper la misura, garantisce,nel caso di prove a giunti aperti, laformazione del sottile film idrico essenzialealla propagazione delle fluttuazionidi pressione.Ciascuna piastra è stata collegataa tre trasduttori di forza. Lo schemadi vincolo adottato, riportato in Figura4, permette, oltre alla stima del modulo,anche quella del punto di applicazionedella componente normaledella sollecitazione.PROVE SU MODELLOED ELABORAZIONICaratteristiche delle provesu modelloSono state realizzate tre serie di provein condizioni di moto mediamentepermanente. In una prima serie (prove1-5) i giunti tra piastra e piastra sonostati mantenuti aperti, consentendoalle sollecitazioni pulsanti di propagarsial di sotto attraverso il sottilefilm idrico che si crea tra piastra dimisura e piastra fissa sottostante.In una seconda serie (prove 6-10)Figura 3 - Sezione del traliccio in acciaio inox contenente la strumentazione23


deriva da una scala di deflusso dellasezione posta al termine della vascadi dissipazione, ottenuta medianteuna modellazione matematica deltratto di valle del torrente Parma effettuatadal DICATeA.Le portate, i livelli, le posizioni delleparatoie e le condizioni dei giunti sonoriassunti nella Tabella 1.Allo scopo di individuare le massimesollecitazioni, dovute alla componentefluttuante delle pressioni al fondo, ladurata delle prove è stata stabilitatra le 10 e le 20 ore.A titolo di esempio la fotografia diFigura 6 rappresenta il funzionamentodel modello durante la prova 9.Figura 4 - Sollecitazione agente sulla piastra e ripartizione sulle tre celle di caricoi giunti sono stati sigillati. Una terzaserie di prove (prove 11-15) è stataeffettuata a giunti aperti realizzandovolutamente su modello il dislocamentodi due piastre, allo scopo di valutarel’influenza sulle sollecitazioni pulsantidell’allineamento tra le piastre e labase del manufatto regolatore. In particolaresi è prodotto su modello ungradino positivo dell’ordine di 1-2 mm(5-10 cm nel reale) tra le piastre numero6 e 7 (Figura 2) ed il manufattoregolatore, in modo che la correnteuscente dalle luci o tracimante dalmanufatto potesse colpire le suddettepiastre parzialmente sul bordo rialzato(Figura 5).Per tutte e tre le configurazioni sonostate effettuate diverse prove variandoil valore della portata transitante attraversoil modello e l’apertura delleparatoie. Il livello idrico di monte,una volta raggiunta la situazione diregime mediamente stazionario, conseguivadirettamente dall’assunzionedelle prime due grandezze, mentreil livello di valle veniva imposto mediantela regolazione della paratoiaposta alla fine dello scivolo del canalecollettore. Il valore del livello impostoFigura 5 - Dislocazione delle piastre 6 e 7 per le prove da 11 a 15Elaborazione dei dati acquisitiLe sollecitazioni idrodinamiche agentisulle singole piastre e di conseguenzasulle singole celle di carico si presentanocome una fluttuazione irregolareche può assumere valori positivi onegativi (compressione o trazione).Per stimare i valori massimi e minimiistantanei delle forze agenti sulle piastre,i segnali acquisiti (ad una frequenzadi campionamento di1000 Hz) sono stati elaborati facendouso di un’analisi di tipo “LevelCrossing” (Bendat & Piersol, 2000).Tale analisi consente di individuare,in funzione di una soglia prefissata(nel caso in esame è stato scelto ilvalor medio della sollecitazione sull’interadurata della prova), il numerodi onde presenti nel segnale acquisito.In ciascuna onda si individua unasemionda positiva (cresta) ed unasemionda negativa (cavo). L’ampiezzadella semionda positiva sommata algebricamentealla media del campionecorrisponde alla massima sollecitazioneagente; l’ampiezza dellasemionda negativa sommata algebricamentealla media del campione,corrisponde alla minima sollecitazioneagente (Figura 7).Per condurre l’analisi di stazionarietàdei valori massimi e minimi di sollecitazionericavati, si è suddiviso ilcampione completo in N sottoinsiemidi durata minore di quella totale. Talisottoinsiemi corrispondono a finestretemporali adiacenti e consecutive delladurata rispettivamente di 30 minuti,60 minuti, 120 minuti, 300 minuti,600 minuti e 1200 minuti (quest’ultimovalore solo per alcune prove).24 AIPO INFORMA - n° 1/2 - 2009


Tabella 1 – Dati caratteristici delle prove: valori sul prototipoGRANDEZZE CORRISPONDENTI NEL PROTOTIPON° Portata Commento portata Livello monte Livello valle Caratteristiche Paratoie Giuntiprova (m3/s) (m s.l.m) (m s.l.m) pelo libero del manufatto1 400 Portata evacuata dalle luci 105.60 92.15 Massimo invaso Parzialmente Apertial massimo invaso aperte (1.7 m)2 580 Portata evacuata dalle luci 105.60 92.35 Massimo invaso Completamente Apertial massimo invaso aperte (2.5 m)3 1910 Portata con tempo 107.97 94.20 Tracimazione Chiuse Apertidi ritorno T=1000 annimanufatto4 1910 Portata con tempo 107.59 94.20 Tracimazione Parzialmente Apertidi ritorno T=1000 anni manufatto aperte (1.7 m)5 1910 Portata con tempo 107.48 94.20 Tracimazione Completamente Apertidi ritorno T=1000 anni manufatto aperte (2.5 m)6 400 Portata evacuata dalle 105.60 92.15 Massimo invaso Parzialmente Chiusiluci al massimo invaso aperte (1.7 m)7 580 Portata evacuata dalle 105.60 92.35 Massimo invaso Aperte Chiusiluci al massimo invaso8 1910 Portata con tempo 107.97 94.20 Tracimazione Chiuse Chiusidi ritorno T=1000 annimanufatto9 1910 Portata con tempo 107.59 94.20 Tracimazione Parzialmente Chiusidi ritorno T=1000 anni manufatto aperte (1.7 m)10 1910 Portata con tempo 107.48 94.20 Tracimazione Completamente Chiusidi ritorno T=1000 anni manufatto aperte (2.5 m)11 400 Portata evacuata dalle 105.60 92.15 Massimo invaso Parzialmente Apertiluci al massimo invaso aperte (1.7 m)12 580 Portata evacuata dalle 105.60 92.35 Massimo invaso Completamente Apertiluci al massimo invaso aperte (2.5 m)13 1910 Portata con tempo 107.97 94.20 Tracimazione Chiuse Apertidi ritorno T=1000 annimanufatto14 1910 Portata con tempo 107.59 94.20 Tracimazione Parzialmente Apertidi ritorno T=1000 anni manufatto aperte (1.7 m)15 1910 Portata con tempo 107.48 94.20 Tracimazione Completamente Apertidi ritorno T=1000 anni manufatto aperte (2.5 m)Tale elaborazione ha permesso divisualizzare e di rappresentare graficamentei valori medi, i massimied i minimi delle ampiezze delle onde(creste e cavi) in funzione della duratadi ogni sottoinsieme.A titolo di esempio in Figura 8 sonoriportati tali andamenti per la provaN. 13 e la piastra N. 4.Come si può notare, passando dai600 ai 1200 minuti le variazioni deiminimi e dei massimi sono inapprezzabili,giustificando la durata di 600minuti adottata nella maggioranzadelle prove.AIPO INFORMA - n° 1/2 - 2009Figura 6 - Portata millenaria evacuata dalle luci di fondo e dallo sfioratore di superficie25


Figura 7 - Esempio di analisi di Level CrossingAnalisi dei risultatie verifiche di stabilitàCon l’analisi descritta nel paragrafoprecedente, sono stati raggiunti gliobiettivi prefissati per la modellazionefisica: la determinazione dei valoriminimi di sollecitazione N MIN per ciascunadelle prove effettuate.Limitatamente alle prove con giuntiaperti è stato poi calcolato il coefficientedi stabilità al sollevamento CS,definito come rapporto tra le forzestabilizzanti (date dal solo peso propriodella piastra) e le forze destabilizzanti(pari alla somma della spintadi galleggiamento e della sollecitazionemassima di trazione). Sempre nelcaso di giunti aperti si è valutato ilmomento massimo MMAX, rispettoad un asse parallelo al manufattoregolatore e passante per lo spigolodi valle di ciascuna delle piastre considerate,in grado di generare unarotazione della piastra che evidenziasseun gradino positivo (come in Figura5) nel verso della corrente (Figura9). Si è poi calcolato il coefficientedi stabilità al ribaltamento CR, definitocome rapporto tra momento stabilizzante(dato dal prodotto del pesoproprio della piastra per la distanzadel baricentro dall’asse di rotazioneipotizzato) e momento destabilizzante(pari alla somma del momento generatodalla spinta di galleggiamentoe del momento massimo dovuto allasollecitazione dinamica).Per l’analisi di stabilità nelle provea giunti chiusi (Figura 10), nelle qualile fluttuazioni di pressione nella vascanon si propagano sotto le piastre, siè invece valutato il carico piezometricoHMAX (m s.l.m.) necessario al pianodi fondazione delle piastre(87.20 m s.l.m.), affinché il coefficientedi stabilità al sollevamento risulti pariall’unità (condizione limite di equilibrio)o pari a 1.3 (livello di attenzione).Figura 8 - Valori medi, massimi e minimi delle sollecitazioni piastra 4 prova 13CONSIDERAZIONI CONCLUSIVENella Tabella 2 è riportata una sintesidelle condizioni di prova ed i risultatiprincipali in termini di coefficienti disicurezza al sollevamento ed al ribaltamentoper le situazioni a giunti aperti,con piastre dislocate e non. Leprove che danno luogo a coefficientidi sicurezza inferiori all’unità si rife-Figura 9 - Momenti stabilizzantie destabilizzanti nel caso di giunti aperti26 AIPO INFORMA - n° 1/2 - 2009


Figura 10Sollecitazioni agenti sulle piastrenel caso di giunti chiusiriscono a condizioni di sollecitazioniinvero eccezionali ed altamente improbabili:portata millenaria perduranteper lungo tempo (!) e piastre dislocatenel prototipo di 5-10 cm (a parte ilcaso della piastra 7 nella prova N.4).Assumendo una portata al colmo duecentennale(Prova 16) i coefficientidi sicurezza ritornano ad essere superioriall’unità, anche in presenzadi giunti aperti e piastre dislocate.Dall’analisi completa delle prove agiunti aperti si evince comunque chela dislocazione tra le piastre ed ilpiede del manufatto è esiziale perla stabilità delle piastre stesse. Infatti,la formazione di un gradino tra piastree manufatto regolatore (tale che lacorrente uscente dalle luci o tracimantedal manufatto possa colpire le suddettepiastre parzialmente sul bordorialzato) favorisce la propagazionedelle sollecitazioni pulsanti attraversoi giunti generando sollecitazioni versol’alto più elevate.Poiché è difficile garantire la perfettacomplanarità delle piastre ed il suomantenimento nel tempo (ad esempio,per piccoli cedimenti differenziali), èopportuno porre particolare attenzioneal giunto tra il manufatto e le piastread esso prossime, eventualmenteprevedendone una sigillatura che possadurare nel tempo.Nella Tabella 3 è riportata una sintesidelle condizioni di prova per le situazionia giunti chiusi. In questa situazionela stabilità delle piastre è condizionatadallo stato piezometricodel corpo filtrante, vista l’ipotizzatasconnessione idraulica tra lo statodel fluido sovrastante la piastra (funzionedelle caratteristiche dell’eventoche le sollecita) ed il corpo filtrantesottostante. In Tabella 3 sono pertantoindicati i valori delle quote piezometriche(espressi alla scala del prototipoin m s.l.m.) nel corpo filtrante allabase delle piastre da non superareper garantire coefficienti di sicurezzapari a 1.0 e 1.3.Tabella 2 – Risultati riassuntivi delle prove a giunti apertiProva Livello monte Portata Apertura Stato Piastra 2 Piastra 4 Piastra 6 Piastra 7N° (m s.l.m.) (m3/s) paratoie (m) dei giunti (1) C S C R C S C R C S C R C S C R1 105.60 400 1.70 A 1.74 1.73 1.71 1.71 1.84 1.89 1.33 1.332 105.60 580 2.50 A 1.78 1.73 1.60 1.55 1.81 1.93 1.47 1.533 107.97 1910 (2) Chiuse A 1.65 1.54 1.27 1.32 1.21 1.14 1.16 1.124 107.59 1910 (2) 1.70 A 1.79 1.68 1.29 1.29 1.38 1.29 1.05 0.975 107.48 1910 (2) 2.50 A 1.76 1.65 1.25 1.26 1.36 1.29 1.16 1.7711 105.60 400 1.70 AD 1.68 1.68 1.78 1.77 1.87 1.90 1.27 1.3512 105.60 580 2.50 AD 1.67 1.68 1.60 1.61 1.84 1.90 1.46 1.5113 107.97 1910 (2) Chiuse AD 1.59 1.44 1.26 1.28 0.83 0.72 0.97 0.9414 107.59 1910 (2) 1.70 AD 1.66 1.52 1.22 1.21 0.98 0.85 0.94 0.8915 107.48 1910 (2) 2.50 AD 1.67 1.55 1.29 1.27 1.01 0.87 0.94 0.9116 107.18 1042 (3) Chiuse AD 1.88 1.79 1.29 1.27 1.12 1.00 1.23 1.17(1) A = Aperti; AD = Aperti e Dislocati(2) Portata al colmo per il dimensionamento dello sfioratore di superficie (millenaria)(3) Portata al colmo di tempo di ritorno T=200 anniAIPO INFORMA - n° 1/2 - 200927


Tabella 3 – Risultati riassuntivi delle prove a giunti chiusiQuota piezometrica max ammissibile (m s.l.m.)Prova Livello monte Portata Apertura Stato per garantire il coefficiente di sicurezza Cs pari a:N° (m s.l.m.) (m3/s) paratoie (m) dei giunti (1) 1.0 1.3 1.0 1.3 1.0 1.3 1.0 1.3Piastra 2 Piastra 4 Piastra 6 Piastra 76 105.60 400 1.70 C 93.88 92.34 93.96 92.40 93.99 92.43 93.69 92.207 105.60 580 2.50 C 94.02 92.45 94.06 92.48 93.94 92.39 94.04 92.478 107.97 1910 (2) Chiuse C 96.68 94.49 94.09 92.50 95.79 93.81 95.02 93.229 107.59 1910 (2) 1.70 C 96.33 94.23 94.11 92.52 95.73 93.76 94.95 93.1610 107.48 1910 (2) 2.50 C 96.31 94.21 93.97 92.41 95.76 93.78 94.97 93.18(1) C = Chiusi(2) Portata al colmo per il dimensionamento dello sfioratore di superficie (millenaria)(3) Portata al colmo di tempo di ritorno T=200 anniPoiché in questa situazione il cuscinod’acqua sovrastante, nonostante lefluttuazioni, è comunque stabilizzante,si sono calcolati teoricamente(Tabella 4) anche i valori delle quotepiezometriche massime ammissibilinel corpo filtrante alla base delle piastreche garantiscono coefficienti disicurezza pari a 1.0 e 1.3 nel casodi vasca con acqua in quiete alla quotadel piano di massi ciclopici a valledella vasca stessa e di vasca vuota.I valori risultanti, superiori di oltre unmetro a quelli ottenuti durante le recentiprove di invaso (AIPo, 2008),fanno ritenere che, anche nell’ipotesidi totale sigillatura dei giunti, la stabilitàdelle piastre sia garantita.In ogni caso le piastre più lontanedal manufatto (piastre 2 e 4) non presentanoparticolari problemi di stabilitàneppure a giunti aperti.Si ritiene, quindi, non opportuno sigillarnei giunti, così da consentirealle eventuali sottopressioni esistential piano di fondazione di sfogarsiattraverso essi.Tabella 4 – Quota piezometrica ammissibile al piano di fondazione delle piastreLivello nella vasca Apertura paratoie Stato dei(m s.l.m.) (m) giunti (1)Quota piezometrica max ammissibile (m s.l.m.)per garantire il coefficiente di sicurezza Cs pari a:1.0 1.390.00 Chiuse C 93.00 91.6689.20 (vuota) Chiuse C 92.20 91.05(1) C = ChiusiBIBLIOGRAFIAAdami A., I modelli fisici nell’idraulica,CLEUP, Milano, 1994.Aipo, Cassa di espansione sul torrenteParma: Quinta fase di invasi sperimentali(17 marzo - 31 luglio 2008).Arganis M. L. e Domínguez R., HydropowerSystem Management Consideringthe Minimum Outflow, AmericanJournal of EnvironmentalSciences, 4 (3), 2008, pp. 164-170.Asianics Agro-Dev. International (Pvt)Ltd. 2000, Tarbela Dam and relatedaspects of the Indus River Basin,Pakistan, A WCD case study preparedas an input to the World Commissionon Dams, Cape Town, www.dams.org.Bellin A. e Fiorotto V., Direct dynamicforce measurement on slabs in spillwaystilling basins, Journal of HydraulicEngineering, ASCE, Vol. 121 N°10, October 1995, pp. 686-693.Bendat J.S. e Piersol A.G., Randomdata: analysis and measurement processes,Third edition, Wiley & Sons,New York, 2000.Bowers C. E. e Toso J., Karnafuliproject, model studies of spillway damage,Journal of Hydraulic Engineering,ASCE, Vol. 114, N° 5, May1988, pp. 469-483.DICATeA - Regione Emilia Romagna,Studio della messa in sicurezza delterritorio parmense, con particolareriferimento alla realizzazione dellacassa di espansione del torrente Baganza- Relazione Idrologica, Universitàdegli Studi di Parma, Parma, marzo2003.Longo S. e Petti M., Misure e controlliidraulici, McGraw-Hill, Milano, 2006.28 AIPO INFORMA - n° 1/2 - 2009


Il progetto di ricerca“La memoria del Po”Testo a cura della Cooperativa Progetti di Pavia, con la collaborazione di “Aipo Informa”Si è concluso nei mesi scorsi il progettodi ricerca “La memoria delPo”, finalizzato alla costituzione diarchivi orali della memoria sulle vicendelegate al Grande Fiume neltratto pavese. L’iniziativa è stata ideatae realizzata dalla società cooperativa“Progetti” di Pavia, con il sostegnodell’AIPo, in base a una convenzione,e la collaborazione della Provinciadi Pavia.Alla base del progetto c’era l’idea diraccogliere testimonianze sul rapportotra le comunità locali e il grande fiumee indagare i cambiamenti intervenutiin tale rapporto nel corso dei decenni.La modalità di lavoro scelta è stataquella delle interviste orali agli anziani,ma non solo, dei paesi coinvolti; intervisteche trasferite su supportoaudio costituiscono un interessantearchivio, offrendo la possibilità diascoltare testimonianze e memoriedirettamente dalla voce dei protagonisti.Sono dieci i comuni rivieraschi, rappresentatividi quasi l’intero corsodel fiume Po nel territorio pavese,che hanno aderito con entusiasmoal progetto: Arena Po, Bastida Pancarana,Corana, Cornale, MezzanaBigli, Mezzanino, Portalbera, Rea,Spessa e San Cipriano Po. Ottantale persone intervistate, di età compresatra i 50 e i 90 anni, per untotale di 67 interviste. Queste, nelloro complesso, forniscono un affrescoquanto mai vario, sfaccettato, interessantee a tratti sorprendente del grandefiume che, data la collocazionegeografica dei paesi coinvolti nell’iniziativa,ha sempre rappresentato unapresenza importante e imprescindibilenella vita delle comunità locali, siacome fonte di lavoro e reddito, siacome elemento naturale ora benigno,ora minaccioso.Numerose le testimonianze relativeai tanti lavori che si svolgevano sul eintorno al Po, con differenze importantida paese a paese. Ad esempio, unruolo fondamentale per le economielocali lo svolgevano i boschi lungo lesponde del fiume, sia quelli spontanei,sia quelli piantati dall’uomo. Dai boschidi alcuni grandi proprietari si ricavavala paleria per le viti dell’Oltrepò, lalegna per i forni e il riscaldamentodomestico, i vimini per i cesti. Andarea fare legna nei boschi spontanei,sulle rive e sui sabbioni del fiume, odirettamente nel fiume, approfittandodei tronchi trasportati dalla corrente,era spesso l’unica possibilità di redditoe di sopravvivenza per intere famiglienella cattiva stagione, quando i lavorilegati alla terra subivano una naturalebattuta d’arresto.Quasi ogni paese aveva poi il suo oi suoi pescatori professionisti. A Reaun anziano ex pescatore di professioneracconta della pesca allo storione(del peso tra uno e due quintali) mala maggior parte dei pescatori prediligevai piccoli pesci di rete, un temporichiestissimi dai ristoranti dell’OltrepòPavese e del Piemonte. Per tantefamiglie la pesca è stata in passatoun mezzo di sussistenza, seppureLa presentazione della ricerca a Pavianon l’attività principale, ed è ancoraoggi un’attività per il tempo libero acui dedicarsi con passione. Stessodiscorso vale per la caccia, un tempopraticata sul fiume con il barchino ela spingarda, sia come professioneche come reddito aggiuntivo o semplicepassione.Diffusa un po’ ovunque, ma soprattuttonei comuni di Rea, Corana, San Cipriano,Portalbera, era l’attività deicavatori di ghiaia e sabbia che finoa pochi anni dopo la seconda guerramondiale operavano manualmente,senza l’ausilio di macchine; strettamentelegato all’attività dei cavatoriera il lavoro di carrettieri e trasportatori.Interessante il fatto che, oltre chesui carri, il materiale veniva trasportatosu barconi che risalivano la correnteattraverso il Po, il Ticino e il Naviglio,anche fino a Milano.Per le popolazioni locali il Po era unamico benigno e noto dove trascorrerele ore di svago, nuotando, andandoin barca, passeggiando, pescando:“D’estate specialmente – raccontauno degli intervistati – andavamo afare il bagno a Po. Allora il mare nonlo conoscevamo, non sapevamo quasineanche che c’era. C’erano spiaggedi sabbia bianchissima e l’acqua sipoteva bere, era pulitissima. C’eraqualche sorgentina che veniva fuori.E allora la bevevamo.”AIPO INFORMA - n° 1/2 - 200929


Eppure il Po sapeva anche essereuna minaccia: oltre ai tristi racconticirca gli annegamenti, particolare rilevanzahanno i resoconti delle piene,sebbene la percezione del Po comepericolo vari di paese in paese, inbase alla presenza o meno di arginie al loro grado di sicurezza.Proprio le testimonianze relative aglieventi di piena e in generale, alletrasformazioni subite dal fiume nelcorso del tempo, sono uno degli elementidi maggiore interesse per l’AIPo.Infatti le osservazioni, le sensazioni,i commenti di coloro che hanno avutodiretta esperienza del fiume e dellesue piene, rappresentano un patrimonioconoscitivo che si aggiunge all’esperienzasul campo degli operatorie ai dati di tipo tecnico-scientifico estatistico. Se è del tutto evidente chele tecnologie, gli strumenti di analisie i test di laboratorio – settori su cuile istituzioni, e tra queste l’AIPo, hannonotevolmente investito negli ultimianni – sono ormai imprescindibili perprevedere e interpretare le situazionie quindi assumere le decisioni piùcorrette ed efficaci, non va sottovalutatal’importanza che ha ancoraoggi, quando si parla di fiumi, la visionein presa diretta, la conoscenzaempirica dei corsi d’acqua e dellaloro trasformazione nel tempo, la memoriadi chi ci ha vissuto a fianco.Tra queste persone, alcune sono persinoin grado di farsi portatrici nonsolo del loro personale vissuto, madi memorie ancora precedenti, tramandateda una generazione all’altra.Particolarmente vivo è il ricordo dellepiene anche di minore entità e di quellericorrenti stagionalmente, ad esempio,nei comuni di Arena e San CiprianoPo.Ad Arena Po gli eventi di piena sonosempre stati subiti in tutta la loro drammaticaevidenza, mista a una sortadi rassegnazione, perché il fiume “faquello che vuole”, mitigata comunquedalla sapienza antica dei gesti giustida compiere in questi casi di estremaemergenza, come portare i mobili aipiani superiori delle case alle primeavvisaglie di pericolo e avvicinare lebarche alle abitazioni.Analogo a quello degli arenesi è ilrapporto con le piene del fiume vissutodagli abitanti di San Cipriano Po. Nel1951 gran parte delle case di SanCipriano fu allagata fino quasi al pianosuperiore. La piena durò tre, quattrogiorni, salendo lentamente e dandomodo a chi aveva la barca di avvicinarlaa casa. Chi non possedevauna barca utilizzava le bigonce perl’uva per spostarsi in mezzo all’acqua,che solo sul finire del terzo giornocominciò a defluire.Pur in tutta la sua tragicità fa riflettereche qualcuno degli intervistati siaarrivato a definire l’evento del 1951come “un’alluvione bellissima”, comeper rendere omaggio a un eventonaturale estremo e potente che meritacomunque rispetto.Foto d’epoca: febbraioFoto d’epoca: giugnoRisalendo il corso del Po, oltre laconfluenza con il Ticino si incontranoi paesi di Mezzanino e Rea, entrambidotati di argini. In tutte e due i comunila maggior parte degli intervistati percepiscecome più pericolosa la pienadel 1951, perché allora l’acqua rimasevicino agli argini per più di venti giorni,mentre, per quanto impetuosa e improvvisa,la piena del 1994 scesealtrettanto velocemente di livello.Giunta a 40, 50 centimetri dall’argine,la preoccupazione non riguardavatanto il rischio che l’acqua lo scavalcassema che penetrasse da sotto:qua e là si formavano infatti dei fontanazzi.Tutta la popolazione era30 AIPO INFORMA - n° 1/2 - 2009


sull’argine per avvistarne prontamentela comparsa e per impedire che siallargassero, circondandoli con sacchettidi sabbia.Data la robustezza degli argini, dallapopolazione anziana Rea è comunquesempre stato ritenuto un postosicuro dove vivere, nonostante lagrande vicinanza al Po.Nelle testimonianze raccolte in questolavoro vi sono molti spunti di interesse;dal punto di vista specifico della difesadalle alluvioni emerge dai raccontila consapevolezza di un progressivomiglioramento generale, dalla drammaticaalluvione del 1951 ad oggi,delle condizioni di sicurezza idraulica.AIPO INFORMA - n° 1/2 - 2009Foto d’epoca: novembreFoto d’epoca: dicembreUn miglioramento che continua ancoraadesso, visto che proprio in unodei Comuni pavesi più colpiti dallealluvioni, Arena Po, è in corso unintervento di messa in sicurezza daparte dell’AIPo che vede soluzioniprogettuali condivise dalla comunitàlocale e capaci di valorizzare peculiaritàambientali e potenzialità turistiche.Un ulteriore argomento toccato durantele interviste ha riguardato glispazi e le occasioni di socialità e difesta. Le sagre di paese erano untempo il principale avvenimento mondanoche metteva in moto l’interacomunità. Si sono raccolte testimo-nianze relative a riti e processioniche riguardano direttamente il fiumePo: come la processione del mesedi maggio a Rea che ha come protagonistauna statua della Madonnatrovata sul greto del Po, la benedizionedel fiume e degli argini il 15di agosto a Mezzanino, la festa sull’acquaa Bastida Pancarana l’ultimosabato di maggio e la tradizione deglignocchi di Sant’Agnese ad Arena,una volta impastati con la farina macinatadai mulini natanti e con l’acquadel Po.Le interviste divise in tracce e riversatesu cd audio sono conservate pressole biblioteche e gli archivi dei Comuniche hanno aderito all’iniziativa a disposizionedi scuole, studiosi o semplicicuriosi e appassionati. Una copiadi tutto il materiale è inoltre conservatapresso la sede centrale dell’Aipo aParma. Come ha affermato la Presidentedell’AIPo, Bruna Sibille, “la memoriadi ciò che è stato non devesolo servire a ripercorrere il passato,magari con un po’ di inevitabile nostalgia,ma spingere ad assumereresponsabilmente le misure necessarieper riproporre il Po come risorsa,su molteplici piani: ambientale, economico,agricolo, culturale-turistico,fino al tema della navigabilità cheinteressa in particolare il medio ebasso corso del fiume. La domandacruciale a cui oggi siamo chiamatia rispondere è se nella situazioneattuale e alla luce delle variazioniclimatiche in atto si possa rilanciareil Po rinunciando ad ogni nuova azione- in sostanza, lasciandolo a se stesso;o se, al contrario, si debba pensaread interventi di risistemazione in gradoda un lato di preservarlo e, dall’altro,di renderlo più fruibile per “consegnarlo”in migliori condizioni alle futuregenerazioni; interventi che non si dovrebberocerto imporre dall’alto, peressere invece condivisi con gli entilocali, le popolazioni, i vari soggettiinteressati. L’AIPo intende aprire unragionamento sulla seconda prospettivadelineata, aperta al confronto eal contributo di tutti, mettendo a disposizionele proprie energie, conoscenzee competenze tecniche. Inquesto percorso, meritano di essereascoltate anche le tante e diversevoci che solcano la ricerca della ‘Memoriadel Po’ ”.31


LA MEMORIADEL POProgetto di costituzionedi archivi oralidella memoria80 intervistati67 intervisteI cd delle intervistee le relative trascrizionisono conservatipresso i comunidi Arena Po,Bastida Pancarana,Corana, Cornale,Mezzana Bigli,Mezzanino, Portalbera,Rea, Spessae San Cipriano Po.Una copia dei materialiè depositatapresso l’Aipo.E’ stato realizzatoun dvd promozionaledell’intervista.Per informazioni:Progetti societàcooperativa peril turismo e la culturaPaviaTel. 0382.53015032 AIPO INFORMA - n° 1/2 - 2009

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