View - Agenzia Interregionale per il fiume Po

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sull’argine per avvistarne prontamentela comparsa e per impedire che siallargassero, circondandoli con sacchettidi sabbia.Data la robustezza degli argini, dallapopolazione anziana Rea è comunquesempre stato ritenuto un postosicuro dove vivere, nonostante lagrande vicinanza al Po.Nelle testimonianze raccolte in questolavoro vi sono molti spunti di interesse;dal punto di vista specifico della difesadalle alluvioni emerge dai raccontila consapevolezza di un progressivomiglioramento generale, dalla drammaticaalluvione del 1951 ad oggi,delle condizioni di sicurezza idraulica.AIPO INFORMA - n° 1/2 - 2009Foto d’epoca: novembreFoto d’epoca: dicembreUn miglioramento che continua ancoraadesso, visto che proprio in unodei Comuni pavesi più colpiti dallealluvioni, Arena Po, è in corso unintervento di messa in sicurezza daparte dell’AIPo che vede soluzioniprogettuali condivise dalla comunitàlocale e capaci di valorizzare peculiaritàambientali e potenzialità turistiche.Un ulteriore argomento toccato durantele interviste ha riguardato glispazi e le occasioni di socialità e difesta. Le sagre di paese erano untempo il principale avvenimento mondanoche metteva in moto l’interacomunità. Si sono raccolte testimo-nianze relative a riti e processioniche riguardano direttamente il fiumePo: come la processione del mesedi maggio a Rea che ha come protagonistauna statua della Madonnatrovata sul greto del Po, la benedizionedel fiume e degli argini il 15di agosto a Mezzanino, la festa sull’acquaa Bastida Pancarana l’ultimosabato di maggio e la tradizione deglignocchi di Sant’Agnese ad Arena,una volta impastati con la farina macinatadai mulini natanti e con l’acquadel Po.Le interviste divise in tracce e riversatesu cd audio sono conservate pressole biblioteche e gli archivi dei Comuniche hanno aderito all’iniziativa a disposizionedi scuole, studiosi o semplicicuriosi e appassionati. Una copiadi tutto il materiale è inoltre conservatapresso la sede centrale dell’Aipo aParma. Come ha affermato la Presidentedell’AIPo, Bruna Sibille, “la memoriadi ciò che è stato non devesolo servire a ripercorrere il passato,magari con un po’ di inevitabile nostalgia,ma spingere ad assumereresponsabilmente le misure necessarieper riproporre il Po come risorsa,su molteplici piani: ambientale, economico,agricolo, culturale-turistico,fino al tema della navigabilità cheinteressa in particolare il medio ebasso corso del fiume. La domandacruciale a cui oggi siamo chiamatia rispondere è se nella situazioneattuale e alla luce delle variazioniclimatiche in atto si possa rilanciareil Po rinunciando ad ogni nuova azione- in sostanza, lasciandolo a se stesso;o se, al contrario, si debba pensaread interventi di risistemazione in gradoda un lato di preservarlo e, dall’altro,di renderlo più fruibile per “consegnarlo”in migliori condizioni alle futuregenerazioni; interventi che non si dovrebberocerto imporre dall’alto, peressere invece condivisi con gli entilocali, le popolazioni, i vari soggettiinteressati. L’AIPo intende aprire unragionamento sulla seconda prospettivadelineata, aperta al confronto eal contributo di tutti, mettendo a disposizionele proprie energie, conoscenzee competenze tecniche. Inquesto percorso, meritano di essereascoltate anche le tante e diversevoci che solcano la ricerca della ‘Memoriadel Po’ ”.31

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