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COSTRUIRE IN LATERIZIOGWJ Baumschlager & Eberle Burkard MeyerCharles Pictet Canevascini&Corecco Gigon/GuyerHuggenbergerfries Buch Liechti Graf ZumstegSvizzera141Il Sole 24 ORE S.p.A.via C. Pisacane, 120016 Pero (Mi)tel. 02 30223002Organo ufficialedell’An<strong>di</strong>l Assolaterizivia Alessandro Torlonia 1500161 Romawww.laterizio.itPoste Italiane S.p.A.Spe<strong>di</strong>zione in abbonamentopostale DL 353/2003(conv. in legge il 27.02.2004n. 46) Art. 1, comma 1, DCB ForlìMaggio/Giugno 2011Anno XXIVRivista bimestraleContiene I.P.€ 6,20


POROTHERM PLAN. L’UNICA GAMMA COMPLETA DI LATERIZI RETTIFICATIAD ELEVATE PRESTAZIONI.Da Wienerberger, leader mon<strong>di</strong>ale nella produzione <strong>di</strong> laterizi, nasce Porotherm Plan, l’innovativa linea <strong>di</strong> laterizi rettificatiche garantisce una posa semplice, un cantiere pulito e abitazioni naturalmente sane e termicamente isolate.Porotherm Plan è una gamma in costante evoluzione che oggi presenta:Porotherm Bio-Plan: blocchi realizzati con argilla e farina <strong>di</strong> legno, per un ambiente biocompatibileche assicura risparmio energetico nel tempo.Porotherm Plan plus: blocchi riempiti <strong>di</strong> perlite, per costruzioni ad elevato isolamento termico.NEWPorotherm PlanA + : i nuovi blocchi riempiti con lana <strong>di</strong> roccia, altamente performanti.LE IMPRESE CHE COSTRUISCONO IL FUTURO SCELGONO WIENERBERGER.Per informazioni visita www.wienerberger.it o contattaci all’in<strong>di</strong>rizzo serviziotecnico@wienerberger.com


CIL141NEWSa cura <strong>di</strong> Roberto GambaSaie Selection 2011È il concorso organizzato annualmenteda BolognaFiere, con l’ausilio <strong>di</strong> Archi-Europe, de<strong>di</strong>cato a studenti e progettistiunder 40. Vuole promuovere eselezionare progetti <strong>di</strong> architettura che,integrando sistemi, prodotti e tecnologieinnovative, propongano e<strong>di</strong>fici <strong>di</strong> nuovarealizzazione e interventi <strong>di</strong> recuperosostenibili. I parametri, richiesti aiprogetti in concorso per l’e<strong>di</strong>zione <strong>di</strong>quest’anno – dal titolo “Innovare,integrare, costruire. Soluzioniinnovative sostenibili” – sono:l’applicazione <strong>di</strong> criteri <strong>di</strong> sostenibilitàin riferimento a tutto il ciclo <strong>di</strong> vitaLa Certificazione <strong>di</strong> Sostenibilità ICMQICMQ ha realizzato, in collaborazionecon la rivista Ambiente&Sicurezza delGruppo Il Sole 24 Ore, il supplementomonografico “Certificare lasostenibilità in e<strong>di</strong>lizia - Dal progetto alcantiere, dal prodotto all’e<strong>di</strong>ficio”,articolato in tre parti. Nella prima,scenari, Piero Torretta, presidente Uni evicepresidente Ance, e LorenzoOrsenigo, <strong>di</strong>rettore <strong>di</strong> ICMQ,argomentano la necessità e laconvenienza del costruire sostenibile edella relativa certificazione. Il sistema <strong>di</strong>garanzia della qualità si basa su treaspetti: la normazione, che definisce lostandard delle attività, dei prodotti e deiservizi; la certificazione, che attesta laconformità allo standard (o le miglioriperformance rispetto allo standard);l’accre<strong>di</strong>tamento. La seconda parte,schemi, vede proposti da Alberto Lo<strong>di</strong>,dell’e<strong>di</strong>ficio; la scelta <strong>di</strong> soluzioniinnovative volte all’integrazione <strong>di</strong><strong>di</strong>fferenti tecnologie, con particolareriferimento agli aspetti energetici; letecnologie particolarmente efficienti inrelazione alla sicurezza nelle operazioni<strong>di</strong> cantiere; infine, la valutazione deicosti <strong>di</strong> progetto, accompagnati daschemi che ne evidenzino il vantaggio intermini <strong>di</strong> oneri <strong>di</strong> costruzione, <strong>di</strong>esercizio e <strong>di</strong> manutenzione. I progettisaranno selezionati e valutati sulla base<strong>di</strong> una delle quattro tecnologieprevalenti adottate: metallo&vetro,legno, calcestruzzo, laterizio. Lascadenza per la presentazione deilavori è il 3 settembre. I progettiselezionati – tre per ciascuna categoria– verranno premiati nel corso <strong>di</strong> SAIE2011, in programma a Bologna dal 5all’8 ottobre, durante il Forum“L’Architettura delle NuoveGenerazioni”, e verranno espostinell’ambito <strong>di</strong> una mostra allestita pertutta la durata della manifestazione. Ilregolamento è scaricabile dal sitowww.archi-europe.com.<strong>di</strong> ICMQ, i principali modelli applicatinel mondo e in Italia relativamente allacertificazione degli e<strong>di</strong>fici. Sonoesaminate nel dettaglio – oltre ai noti“Sistema E<strong>di</strong>ficio” e “CasaClima” – lecertificazioni: “Leed”, illustrata daAndrea Fornasiero (Gbc Italia);“Itaca”, da Silvia Catalino (Gdl E<strong>di</strong>liziasostenibile); protocollo “Sbc-Gna”, daElisa Nuzzo (Green NetworkAssociation). Di seguito, RobertoGarbuglio e Massimo Cassinari,anch’essi <strong>di</strong> ICMQ, spiegano il ruolodella certificazione volontaria <strong>di</strong>prodotto. Successivamente, sonodescritte le caratteristiche degli schemioggi <strong>di</strong>sponibili in Italia: dalla verificadell’asserzione ambientale auto<strong>di</strong>chiarataalla convalida della<strong>di</strong>chiarazione ambientale <strong>di</strong> prodotto(Epd); dalla convalida del contenuto <strong>di</strong>riciclato <strong>di</strong> un prodotto allacertificazione delle caratteristicheenergetiche dei pannelli prefabbricati,fino alla nuovissima certificazione <strong>di</strong>prodotto sostenibile (ICMQ ECO).Nella sezione casi <strong>di</strong> stu<strong>di</strong>o vengonopresentati il grande cantiere PortaNuova Varesine a Milano (Leed) e ilprogetto della Provincia <strong>di</strong> Trento“Case Legno Trentino”. La pubblicazioneè <strong>di</strong>sponibile gratuitamentefacendone <strong>di</strong>rettamente richiesta aICMQ (www.rusconi@icmq.org).Istituto scolastico dei Salesiani a BolzanoL’Istituto Salesiano Rainerum sorgenel centro storico <strong>di</strong> Bolzano. Datra<strong>di</strong>zionale convitto tirolesedell’Impero Austro-Ungarico, nato nel1848, passato attraverso la <strong>di</strong>struzionenel 1944, la ricostruzione nel 1957, gliampliamenti nel 1967 e nel 2005, èinfine <strong>di</strong>venuto un centro educativopolivalente. La nuova ristrutturazioneo<strong>di</strong>erna è stata realizzata da FrancoSani e Roberta Springhetti, che hannoriorganizzato l’e<strong>di</strong>ficio, secondol’impianto a “T” originario, a duecorpi <strong>di</strong> fabbrica. L’ampliamentoattuato ha visto il prolungamentodelle ali est e sud e la conferma degliallineamenti planimetrici e dellacomposizione modulare. Nei pianiinterrati, due gran<strong>di</strong> volumi ad altezzamultipla ospitano l’au<strong>di</strong>torium e lapalestra; i piani fuori terra accolgonol’amministrazione, la cappella, lamensa, la scuola me<strong>di</strong>a, il liceoscientifico ed il convitto studentesco.L’intervento ha perseguito altresì unariduzione del 60% delle <strong>di</strong>spersionitermiche, riconsiderando gli involucri<strong>di</strong> facciata e installando nuoviserramenti a taglio termico. La pitturaesterna è stata rimossa, gli intonacilavati e ricoperti con uno stratoulteriore <strong>di</strong> intonaco termoisolante;l’ultimo piano è stato rivestito conuna nuova “pelle”, che realizza unisolamento a cappotto applicato allanuova muratura in termolaterizio.Particolare attenzione è stata de<strong>di</strong>cataalla definizione dei materiali e deisistemi <strong>di</strong> tamponamento, messi aconfronto <strong>di</strong>retto con la qualità delcontesto urbano. Di conseguenza,considerata la visibilità delle parti <strong>di</strong>ampliamento, in corrispondenza delletestate, ove sono comprese le scaleantincen<strong>di</strong>o, è stata prevista, per laloro schermatura, l’installazione asbalzo <strong>di</strong> doghe in “cotto”, checonsente <strong>di</strong> mantenere un equilibratorapporto tra pieni e vuoti ed unapulizia formale dell’insieme.XXII Premio Scarpa a Taneka BeriLa “campagna <strong>di</strong> attenzioni”, che ognianno la Fondazione Benetton Stu<strong>di</strong> eRicerche <strong>di</strong> Treviso decreta al vincitoredel Premio Internazionale Carlo Scarpaper il Giar<strong>di</strong>no, scelto quale “luogo checontenga patrimoni <strong>di</strong> memoria enatura <strong>di</strong> particolare densità”, pur senon ha consistenza concreta, nèparticolare risonanza, è comunque unriconoscimento <strong>di</strong> alto valore culturalee civile. Esso infatti mette in luce, <strong>di</strong> unterritorio, della comunità che lo abita,delle istituzioni che lo salvaguardano,degli stu<strong>di</strong>osi che lo valorizzano,aspetti che normalmente risultanosottovalutati o sconosciuti. La Giuria,coor<strong>di</strong>nata da Domenico Luciani, hadeciso <strong>di</strong> de<strong>di</strong>care la XXII e<strong>di</strong>zione <strong>di</strong>


CIL141NEWSpagine I-IIquest’anno a Taneka Beri, villaggiodell’Africa occidentale subsahariana,nel nordovest del Benin. Siamo sullecolline, ai pie<strong>di</strong> del massicciodell’Atakora, tra i bacini del Volta, delNiger e dell’Ouémé. Qui i villaggihanno avuto origine nel XVIII secolo,come rifugi per scampare ai razziatori<strong>di</strong> schiavi. Taneka Beri è composto daun migliaio <strong>di</strong> piccoli manufatti, stanze,granai, costruzioni <strong>di</strong> uso <strong>di</strong>verso, perlo più a pianta circolare e a tettoconico, con un <strong>di</strong>ametro <strong>di</strong> due o tremetri, aggregati in insiemi <strong>di</strong> <strong>di</strong>eci,do<strong>di</strong>ci unità, intorno a un cortilemultifunzionale. Ognuno <strong>di</strong> essi dàforma ad un complesso abitativo, nelquale vive una famiglia allargata,appartenente al popolo Tangba,“gran<strong>di</strong> guerrieri”, chiamato anchepopolo Taneka, “quelli delle pietre”.Sono stati identificati, nell’articolazionedel villaggio, i luoghi del sacro, glialtari, le sepolture, gli spazi <strong>di</strong> danzarituale, segnalati da pietre e gran<strong>di</strong>alberi. I mo<strong>di</strong> dell’inse<strong>di</strong>arsi inrapporto simbiotico con la natura,l’invenzione della libertà e <strong>di</strong> unastruttura particolare della societàhanno consolidato un comune senso <strong>di</strong>appartenenza, che non è esclusione, masenso <strong>di</strong> comunità coesa e stabile.“Architettura cosciente”: convegno a Firenzetitolo “Carlo De Carli - Lo spazioprimario” che ripercorre tutte leopere <strong>di</strong> De Carli, dall’architetturaal design. Si parte dagli e<strong>di</strong>fici pergran<strong>di</strong> funzioni collettive, come ilTeatro Sant’Erasmo (1953), la chiesa<strong>di</strong> San Gerolamo Emiliani (1965) aMilano, le scuole professionalidell’Opera Don Calabria a Cimiano(Milano, 1965), il Ricovero perAnziani <strong>di</strong> Negrar, vicino a Verona(1963). Nella chiesa <strong>di</strong>Sant’Ildefonso a Milano (1956, nellafoto), l’evidente telaio-struttura incemento armato fa risaltare itamponamenti in mattoni sabbiati,a vista all’esterno come all’interno,sia nel corpo imponente dellabasilica che nelle due palazzinelaterali, conferendo or<strong>di</strong>ne emaestosità alla piazza circolare sucui il complesso affaccia. Si passapoi, attraverso il suo impegno sultema della residenza, dalle ville aglie<strong>di</strong>fici urbani e ai quartieri, fino adarrivare al design del mobile. Lamostra sarà portata nel biennio2011-12 anche in altre Facoltà <strong>di</strong>Architettura italiane, secondo unpercorso che comprenderà Roma,Napoli, Palermo, Reggio Calabria,Bari, Firenze, Genova, Torino,Ascoli Piceno, Cesena e Venezia. Adogni tappa corrisponderà unconvegno, nel corso del quale ipromotori milanesi siconfronteranno con i docenti e iricercatori locali.“Dome”, cupole per abitareSi è tenuto in marzo, all’Istituto degliInnocenti, la terza e<strong>di</strong>zione <strong>di</strong> unaserie <strong>di</strong> convegni promossi daSanMarco (Gruppo Terreal).Obiettivo <strong>di</strong>chiarato, attraverso il<strong>di</strong>battito con i protagonisti delprogetto architettonicocontemporaneo e l’illustrazione delleloro opere, come vocaboli del<strong>di</strong>zionario possibile <strong>di</strong> un’architetturacosciente e sostenibile, è lacomprensione del significato delleazioni e della responsabilità checiascuna realizzazione comporta. Ilconvegno si è occupato <strong>di</strong> come lera<strong>di</strong>ci della tra<strong>di</strong>zione e i continui“getti” <strong>di</strong> innovazione rappresentinoun’esperienza importante perassicurare sviluppo e qualità delcostruire. A tale riguardo, le ragioni<strong>di</strong> continuità e <strong>di</strong> sopravvivenza dellaterizio, un materiale moderno,capace <strong>di</strong> mantenere il suo carattereantico, sono da ricercare nel fatto cheesso ha trovato, in ogni epoca,Lo spazio primario <strong>di</strong> Carlo De CarliA cent’anni dalla nascita <strong>di</strong> Carlo DeCarli (1910-1999), il Politecnico <strong>di</strong>Milano (dove è stato preside earchitetti e produttori che hannosaputo plasmarne la forma,mo<strong>di</strong>ficarne la texture, migliorarne leprestazioni, rendendolo attuale ecoerente con le esigenze estetiche,funzionali e prestazionali in continuomutamento. In questo senso, si puòlegare al laterizio, quale sinonimo <strong>di</strong>continuità, il concetto <strong>di</strong> tra<strong>di</strong>zione,dal latino tradere, cioè trasmettere ilpeso delle cose del passato, giunte alpresente e proiettate nel futuro. Alconvegno sono intervenuti BenedettaTagliabue (Stu<strong>di</strong>o Miralles-TagliabueEMBT, Barcellona), Adolfo Natalini,Paolo Zermani (nella foto, la chiesa<strong>di</strong> S. Giovanni a Perugia), GiovanniVaccarini, Andreas Kipar, oltre aMarcello Balzani, nella veste <strong>di</strong>moderatore, Saverio Mecca, presidedella Facoltà <strong>di</strong> Architettura <strong>di</strong>Firenze, Alessandra Marino,soprintendente per i BeniArchitettonici e Davide Desiderio <strong>di</strong>SanMarco.docente <strong>di</strong> Architettura degli Interni,Arredamento e Decorazione) hapromosso la mostra itinerante dal“Dome”, cantiere <strong>di</strong>dattico in vialeErmocrate a Siracusa, vede glistudenti della Facoltà <strong>di</strong> Architettura(tutor Luigi Alini) e della Scuola E<strong>di</strong>leimpegnati a realizzare in scala 1:1 unsistema abitativo low-tech. Attraversola costruzione <strong>di</strong> archi, volte e cupolein laterizio, vengono sperimentatimateriali e tecnologie della tra<strong>di</strong>zione.La tecnica adottata si fonda sul“compasso”, metodo desunto dalleantiche costruzioni nubiane, e dalleesperienze dell’egiziano Hassan Fathye dell’architetto Fabrizio Caròla, chele impiega da oltre trent’anni nelMali. Infatti, proprio nel Sahelafricano, la terra, elementoabbondante e a costo quasi nullo,sotto forma <strong>di</strong> mattoni cru<strong>di</strong> o cotti, èil materiale più economico e <strong>di</strong>ffuso.Per utilizzare il mattone (o la pietra)anche in copertura, in sostituzione dellegno, ferro o cemento, bisognaricorrere alle strutture compresse ecioè volte, archi e cupole. Senzasoluzione <strong>di</strong> continuità fra muro etetto, uno stesso operaio puòrealizzare con facilità l’interacostruzione, dalle fondazioni fino allachiusura. Con l’aiuto <strong>di</strong> un“compasso” che funge da guida, eglinon deve fare altro che posizionareogni mattone secondo l’in<strong>di</strong>cazioneche gli dà il particolare <strong>di</strong>spositivo,senza preoccuparsi dell’allineamento,né <strong>di</strong> filo a piombo, né <strong>di</strong> squadri. ASiracusa, il proce<strong>di</strong>mento è statoattuato per fasi successive: il primogiorno è stato gettato il basamento sucui si è ancorato il “compasso” e conla malta autolivellante è stato definitoil piano per la sua rotazione. Diseguito, è stata costruita la centinalignea, realizzato il varco <strong>di</strong> accessoallo spazio interno della cupola,pre<strong>di</strong>sposta la base <strong>di</strong> allettamento deimattoni e, infine, definito il piano <strong>di</strong>imposta della cupola. Poi,progressivamente, sulla centina sonostati posizionati i mattoni. Il cantierevuole essere anche un concretoomaggio a Fabrizio Carola e al suoprincipio <strong>di</strong> non ritenere più ricerca,formazione e professione ambitiseparati dell’arte <strong>di</strong> costruire.


CIL141PRODOTTIpagine III-IVLana <strong>di</strong> rocciain e<strong>di</strong>liziaCertificazione Casa-Clima per SanMarcoSistema ra<strong>di</strong>antea soffitto e pareteBlocchi in laterizioad alte prestazioniProtezione contro gli agenti atmosferici,attento controllo delle variazionitermiche dovute alle sollecitazioni delclima esterno, isolamento acustico peril benessere degli inquilini, contenimentodei consumi energetici: sono lecaratteristiche richieste ad un involucroe<strong>di</strong>lizio <strong>di</strong> alta qualità, progettato e realizzatoin modo corretto. Rockwool,leader mon<strong>di</strong>ale nella produzione <strong>di</strong>lana <strong>di</strong> roccia, ha sviluppato in anni <strong>di</strong>esperienza prodotti e soluzioni per larealizzazione <strong>di</strong> involucri ad alte prestazioni.L’impiego della lana <strong>di</strong> rocciapermette, infatti, <strong>di</strong> ottenere e<strong>di</strong>fici caratterizzatida elevati livelli <strong>di</strong> comforttermo-acustico e protezione dall’incen<strong>di</strong>o,senza per questo venir meno alleLeader nei prodotti e sistemi in laterizioper l’architettura sostenibile, San-Marco Terreal Italia ha ottenuto l’importantericonoscimento <strong>di</strong> “PartnerCasaClima” per l’elevata competenzatecnica e il costante impegno produttivoin un’ottica sostenibile e per l’essersi<strong>di</strong>stinta per un agire responsabileal fine <strong>di</strong> realizzare oggi un mondo <strong>di</strong>domani piacevole e confortevole. Il <strong>di</strong>rettoredell’Agenzia CasaClima, NorbertLantschner, ha consegnato nellemani del <strong>di</strong>rettore generale SanMarco,Fernando Cuogo, l’attestato <strong>di</strong> qualifica“Partner CasaClima”, avendol’azienda superato positivamentel’esame dei rigorosi requisiti richiestidall’ente altoatesino che da anni si èdato l’obiettivo <strong>di</strong> coniugare comportamentoecologico e calcolo economico.“Abitare luoghi sani e rispettosidell’ambiente” è l’obiettivo che accomunala filosofia del sistema Casa-Clima con la mission <strong>di</strong> SanMarco, ilgreen brand che offre una soluzioneb!klimax+ è un sistema integrato <strong>di</strong> riscaldamentoe raffrescamento chesfrutta la capacità dei soffitti e delle pareti<strong>di</strong> scambiare caldo e freddo per irraggiamentocon l’ambiente e con lepersone. RDZ ha voluto sviluppare unnuovo sistema in grado <strong>di</strong> garantirerese termiche ancora più elevate, uniforme<strong>di</strong>stribuzione della temperatura,semplicità d’installazione e versatilità<strong>di</strong> utilizzo. Integrato in modo invisibilenei soffitti e nelle pareti, b!klimax+ permette<strong>di</strong> utilizzare tutti gli spazi <strong>di</strong>sponibilimigliorando l’estetica degli ambienti.Cuore del sistema sono gli elementira<strong>di</strong>anti con isolamento termicoin polistirene o lana <strong>di</strong> roccia, <strong>di</strong>sponi-Bio Term è la nuova gamma <strong>di</strong> prodottia setti sottili che scaturiscedalla continua ricerca dell’aziendavolta a migliorare ulteriormente leprestazioni <strong>di</strong> isolamento termicodegli elementi in laterizio per murature,senza, nel contempo, pregiu<strong>di</strong>carnela capacità portante, la resistenzaal fuoco, l’isolamento acustico,nonché la naturalità dellamateria prima e la semplicità <strong>di</strong> utilizzo.I nuovi blocchi termici fornisconoprestazioni tecniche a 360°.L’abbattimento della conducibilitàequivalente del singolo elemento(λ eq = 0,12÷0,19 kW/mK) riduce la<strong>di</strong>spersione <strong>di</strong> calore attraverso lemurature in inverno mentre, duranteil periodo estivo, l’abbinamentodella bassa <strong>di</strong>spersioneall’alta inerzia termica delle paretiin laterizio garantisce una stabilizzazionedelle temperature interne suvalori più bassi <strong>di</strong> quelle esterne pertutto il giorno. Ottenendo elevateesigenze estetiche, architettoniche e <strong>di</strong>rispetto ambientale. Ne è un esempiomolto interessante l’Energy Park a Vimercatenel quale è stato utilizzato unsistema <strong>di</strong> facciata ventilata con rivestimentoesterno in lamiera <strong>di</strong> acciaio ondulata,parzialmente forata e finituraAluzinc ® . Al fine <strong>di</strong> garantire comfortsia termico che acustico negli ambientiinterni, è stato scelto un isolamento indoppio strato <strong>di</strong> pannelli <strong>di</strong> lana <strong>di</strong> rocciaRockwool a me<strong>di</strong>a densità. L’incombustibilitàdella lana <strong>di</strong> roccia hapermesso <strong>di</strong> garantire i requisiti in<strong>di</strong>catidalla guida tecnica del Ministero degliInterni sulla sicurezza antincen<strong>di</strong>o <strong>di</strong>facciata. Un’altra importante realizzazioneè la riqualificazione <strong>di</strong> un e<strong>di</strong>ficioindustriale convertito a struttura ricettiva,l’hotel “Monza e Brianza Palace”,dove le scelte progettuali hanno previstola combinazione <strong>di</strong> facciata ventilatae cappotto, allo scopo <strong>di</strong> sod<strong>di</strong>sfarele esigenze <strong>di</strong> comfort acustico ed esteticaritenute prioritarie.globale basata sull’impiego dei materialinaturali in laterizio per la nuovae<strong>di</strong>ficazione e il restauro e<strong>di</strong>lizio. San-Marco mette al centro del proprio interessel’uomo, la sua salute e il suo benessere,a testimonianza <strong>di</strong> un nuovoapproccio culturale che mira a far abitarein luoghi convenienti dal punto <strong>di</strong>vista del fabbisogno energetico, ma anchee soprattutto <strong>di</strong> grande qualità oltreche rispettosi dell’habitat naturale. Unconcetto che non riguarda solo lenuove costruzioni, ma anche la ristrutturazionesostenibile <strong>di</strong> vecchi immobili,con l’obiettivo <strong>di</strong> garantire comfortabitativo e qualità della vita senzadanneggiare l’ambiente.bili in tre tipologie <strong>di</strong>stinte: pannellira<strong>di</strong>anti 1.200x2.400 mm in cartongessocon isolamento termico in polistireneo in lana <strong>di</strong> roccia, quadrotti ra<strong>di</strong>antiper soffitti metallici 600x600 mme 1.200x600 mm, pannelli ra<strong>di</strong>antitra<strong>di</strong>zionali con massetto a base <strong>di</strong>gesso fibrorinforzato 600x600 mm,1.200x600 mm, 2.200x600 mm. I pannellira<strong>di</strong>anti b!klimax+, <strong>di</strong> semplice erapida installazione, sono costituiti dauna lastra in cartongesso <strong>di</strong> 2,88 m 2 <strong>di</strong>superficie (1.200x2.400 mm) e 12,5 mm<strong>di</strong> spessore. Sulla superficie della lastrasono stampati i <strong>di</strong>segni dei circuitiidraulici. Sul cartongesso sono fissati,tramite un <strong>di</strong>ffusore metallico in alluminio,4 circuiti idraulici realizzaticon tubazioni in PB <strong>di</strong>am. 6 mm dotate<strong>di</strong> barriera contro la <strong>di</strong>ffusionedell’ossigeno secondo la DIN 4726.Uno strato d’isolamento in polistirenestampato, dotato <strong>di</strong> apposito alloggiamentoper le tubazioni, garantiscel’isolamento termico dell’insieme.resistenze meccaniche, tra gli 11 e i20 MPa, i blocchi Bio Term sono anorma <strong>di</strong> legge per l’impiego inzona sismica (resistenza maggiore<strong>di</strong> 5 MPa in <strong>di</strong>rezione dei carichiverticali e maggiore <strong>di</strong> 1,5 MPa in<strong>di</strong>rezione dei carichi orizzontale nelpiano del muro) e permettono <strong>di</strong> realizzaremurature <strong>di</strong> idonea capacitàportante in grado <strong>di</strong> conservare neltempo le prestazioni meccaniche el’integrità, con manutenzione praticamentenulla. I blocchi Bio Termassicurano una protezione al fuoco<strong>di</strong> Classe EI240 (già con 15 cm <strong>di</strong>parete intonacata).Rockwool Italia spavia Londonio, 220154 Milanotel. 02 346131fax 02 34613321www.rockwool.itinforockwool@rockwool.itSanMarco – Terreal Italia srlstrada alla Nuova Fornace15048 Valenza (AL)tel. 0131 941739fax 0131 959733www.sanmarco.itmarketing@sanmarco.itRDZ spaviale Trento, 101 - S.S. 13 km 64,533077 Sacile (PN)tel. 0434 787511fax 0434787522www.rdz.itrdzcentrale@rdz.itVincenzo Pilone spavia Vecchia <strong>di</strong> Pianfei, 2/B12084 Mondovì (CN)tel. 0174 42468fax 0174 551372www.pilone.itinfo@pilone.it


CIL141PANORAMAa cura <strong>di</strong> Davide CattaneoTra<strong>di</strong>zione del “cotto” fiorentinoper il nuovo Au<strong>di</strong>toriumUn concorso internazionale, un interventocomplesso che va ad inse<strong>di</strong>arsi inuna parte <strong>di</strong> città, rimasta finora marginalee chiamata oggi ad ospitare importantie prestigiose funzioni pubbliche.L’area prevista per la costruzione del“Nuovo Au<strong>di</strong>torium” a Firenze, al bordodel Parco delle Cascine, <strong>di</strong> fronte alla stazioneLeopolda, è posta lungo la linea <strong>di</strong>confine che separa la Firenze <strong>di</strong> pietradalla sua principale dotazione ambientale.Alla scala architettonica, il progettodello Stu<strong>di</strong>o ABDR vuole assicurare lamigliore configurazione per un modernopolo musicale, attraverso un’offerta prestazionalerilevantissima e <strong>di</strong> assoluta eccellenzasul piano della musica lirica,concertistica, da camera e rock, in uncomplesso realmente polifunzionale eflessibile. Questo sarà composto da unasala lirica da 1.800 posti, una concertisticada 1.000 ed una grande cavea perspettacoli musicali all’aperto. Particolareattenzione è stata prestata alla scelta deimateriali costituenti la superficie esternadegli e<strong>di</strong>fici, alle morfologie costruttive edalla qualità architettonica complessiva.Requisito fondamentale per la scelta èstata la facilità <strong>di</strong> manutenzione associataall’esigenza <strong>di</strong> un’architettura in grado <strong>di</strong>contestualizzarsi rispetto alla città circostante,ai suoi rapporti tipo-morfologici,alle sue finiture, ai suoi materiali, ai suoicolori. Proprio per queste esigenze, lascelta per i rivestimenti esterni si è in<strong>di</strong>rizzataverso prodotti in grado <strong>di</strong> reinterpretare,attualizzandola, la tra<strong>di</strong>zione locale.I due volumi delle sale, la cavea <strong>di</strong> coperturae la pavimentazione del giar<strong>di</strong>no <strong>di</strong>copertura della sala piccola saranno realizzaticon colori che richiamino la tra<strong>di</strong>zionedei marmi policromi fiorentini, cosìda risaltare rispetto al grigio del basamento,come elementi principali del progetto.Il materiale scelto per il rivestimentodella torre scenica è il “cotto”Sannini, tipico della tra<strong>di</strong>zione fiorentina,reinterpretato tenendo conto delle sfumature<strong>di</strong> verde dei marmi policromi fiorentini,su base grigia, così da richiamare ilgrigio e il verde della piastra basamentalee delle volumetrie delle sale. La paretesarà realizzata in frangisole fissi in laterizio,montati a secco su intelaiatura internain allumino estruso e struttura portantein acciaio zincato a caldo, ancorataalle pareti esterne dell’e<strong>di</strong>ficio tramitemensole in aggetto. Il rivestimento delparamento esterno sarà costituito da elementiin “cotto” aventi sezione rettangolare<strong>di</strong> <strong>di</strong>mensioni 150x60x330 cm, conuna superficie materica, non completamenteliscia, e smaltati in più colorazioni<strong>di</strong> <strong>di</strong>verse tonalità <strong>di</strong> grigio e verde così daaumentarne la profon<strong>di</strong>tà e la vibrazionepercettiva, a realizzare una seconda“pelle” esterna <strong>di</strong> finitura <strong>di</strong>scosta dallamuratura continua <strong>di</strong> circa 80 cm. Per lefiniture interne, la scelta dei materiali èstata finalizzata ad assicurare elevate performanceacustiche; in particolare, per lasala lirica, l’obiettivo è stato quello <strong>di</strong>unire alle prestazioni richieste valenze architettoniche<strong>di</strong> pregio. La percezionevolumetrica della sala è resa attraversouna superficie troncoconica a base ellittica,a rievocare la conformazione del“ferro <strong>di</strong> cavallo” tipica del teatro all’italiana;tale superficie è realizzata con unarete tesata. Il controsoffitto viene realizzatoin cartongesso <strong>di</strong> <strong>di</strong>verse masse, perassicurare le <strong>di</strong>fferenti risposte acustichenecessarie all’interno della sala.Sannini Impruneta spavia Provinciale Chiantigiana, 13550023 Ferrone - Impruneta (FI)tel. 055 207076fax 055 207021www.sannini.it


CIL141PANORAMAa cura <strong>di</strong> Davide CattaneoSoluzioni <strong>di</strong> eccellenzaper il “pacchetto tetto”Da sempre interlocutore privilegiatoper progettisti e architetti, ai qualipropone soluzioni che coniuganoinnovazione e qualità, unite ad unaparticolare attenzione al servizio e allecaratteristiche peculiari <strong>di</strong> ogni progetto,Industrie Cotto Possagno hamesso a punto i nuovi pacchetti tettoper proseguire questo rapporto privilegiatoe consolidato, attualizzandoloper andare incontro alle più recentiesigenze <strong>di</strong> mercato. L’azienda propone5 soluzioni complete che interessanola copertura, a partire dallo “strato”che si trova imme<strong>di</strong>atamente al <strong>di</strong>sopra della struttura, senza tralasciarealcun accessorio, fino a comprenderegli elementi in “cotto”, in<strong>di</strong>fferentementecoppi o tegole. Tutti i sistemirispondono a quanto previsto dallanormativa vigente (D.Lgs. 311/2006)o, se necessario, a quella per accederealle detrazioni del 55% in sede <strong>di</strong>ristrutturazione (D.M. del 26.01.2010),per il regime invernale, oltre a garantireun’adeguata ventilazione allacopertura. Si fa riferimento, inoltre,anche a quelli che sono i parametriestivi così come vengono definiti dalD.P.R. n. 59/2009. Le proposte <strong>di</strong> IndustrieCotto Possagno si <strong>di</strong>fferenzianosostanzialmente per il tipo <strong>di</strong> isolanteutilizzato, Eps Neopor, poliuretano olana <strong>di</strong> roccia, e per l’ancoraggio su cuiviene fissato l’elemento in laterizio.Queste le caratteristiche tecniche dellesoluzioni “tetto” prospettate:• Palla<strong>di</strong>o: prevede l’utilizzo <strong>di</strong> unpannello modulare in Eps Neopor(polistirene espanso sinterizzato arricchitocon grafite) sagomato, che permettel’ancoraggio <strong>di</strong>retto del manto<strong>di</strong> copertura in laterizio;• Tiepolo: prevede l’utilizzo <strong>di</strong> un pannellouniversale in Eps Neopor accoppiatocon un OSB3, sopra il qualevengono collocati i profili in acciaioalluminato forato per il fissaggio deglielementi in laterizio;• Canova: prevede l’utilizzo <strong>di</strong> un pannellouniversale in Eps Neoporunito ad un doppio listello inmetallo per l’ancoraggio delletegole o a componenti abaionetta in polipropilenevergine per ilfissaggio dei coppi;• Giorgione: prevedel’utilizzo <strong>di</strong> un pannellomodulare in poliuretanoe <strong>di</strong> un profilo metallicoinserito su uno dei lati lunghi dello stessoper il fissaggio del manto in “cotto”;• Tiziano: prevede l’utilizzo <strong>di</strong> un doppiopannello in lana <strong>di</strong> roccia intervallatoda listelli <strong>di</strong> legno trattati in autoclave,sopra i quali vengono posizionatii profili metallici forati per il fissaggio<strong>di</strong> tegole e coppi.L’EPS Neopor® impiegato nei pannellimodulari (in alternativa al poliuretanoo alla lana <strong>di</strong> roccia) permette <strong>di</strong>ridurre i costi energetici negli e<strong>di</strong>fici e<strong>di</strong> rispettare i parametri previsti dallanormativa vigente. Inoltre, grazie allasua particolare struttura fisico-chimica,è impermeabile all’acqua e permetteuna buona traspirazione deltetto. Tutti i pacchetti <strong>di</strong> copertura siposano agevolmente e si adattano inmodo versatile alla struttura esistente,grazie alla caratteristiche tecniche e<strong>di</strong>mensionali <strong>di</strong> ogni componente.Industrie Cotto Possagno spavia Molinetto, 8031054 Possagno (TV)tel. 0423 9205fax 0423 920910www.cottopossagno.cominfo@cottopossagno.com


CIL141PANORAMApagine VII-VIIIAmpliamento dell’Ospedale“Valli del Noce”La psicologia ambientale è un temapoco conosciuto in Italia e si basa sumeto<strong>di</strong> e principi della progettazioneorganica che punta l’attenzione su ambientipiù gradevoli e rilassanti, in<strong>di</strong>spensabiliper un più veloce recuperopsico-fisico, senza trascurare anchemeto<strong>di</strong> orientali, come il Feng Shui,che aiutano a creare nell’uomo unostato <strong>di</strong> armonia interiore. L’ospedale“Valli del Noce” è un e<strong>di</strong>ficio particolarmenteamato da tutta la comunità<strong>di</strong> Cles (TN), ma anche dai tanti ospitie turisti che soggiornano in quest’areamontana per perio<strong>di</strong> più o meno lunghi.Oltre all’aspetto funzionale-ricettivolegato all’aumento dei posti letto,il progetto complessivo esprimegrande attenzione per una maggioreefficienza dei servizi in senso olistico.Nell’ospedale supertecnologico vengonocosì integrati aspetti che prendonoin considerazione la luce, in<strong>di</strong>spensabileanche per l’orientamentoall’interno dell'e<strong>di</strong>ficio, la psicologiadel colore, la qualità dell’aria, la protezionedal rumore, il verde esterno e<strong>di</strong>nterno, le barriere architettoniche epsicologiche e l'arte come tensione innatadella natura umana.Ciò che infatti non si vuole perderesono quei valori e quelle spinte etichee <strong>di</strong> solidarietà che avevano giustificatola costruzione, il mantenimento eil recupero dell’ospedale <strong>di</strong> Cles, natoappunto con l’obiettivo <strong>di</strong> migliorarela salute della persona, ma che neglianni si è evoluto anche e soprattuttocome importante luogo <strong>di</strong> cultura.All’interno del nuovo blocco ospedaliero,sono state inserite le funzioni <strong>di</strong>emo<strong>di</strong>alisi, laboratorio <strong>di</strong> analisi,blocco operatorio, centrale <strong>di</strong> sterilizzazione,ostetricia e ginecologia, geriatria.L’aspetto esteriore dell’ospedalesvolge un importante ruolo comunicativo.Per coniugare i criteri <strong>di</strong> umanizzazioneed efficienza tecnologica, iprogettisti, lo Stu<strong>di</strong>o Azzali <strong>di</strong> Trento,hanno scelto per le facciate un rivestimentoin laterizio. Il risultato è unaarchitettura nuova che accoglie gliutenti con il calore delle tavelle <strong>di</strong> argillanaturale, ma che per il suo contenutotecnico-innovativo induce sensazioni<strong>di</strong> protezione e sicurezza.Grande attenzione è stata de<strong>di</strong>cata, infase progettuale, ai dettagli tecnologici,in particolare della facciata.Nello specifico, il sistema <strong>di</strong> rivestimentoall’esterno prevede l’uso <strong>di</strong> lastrein “terracotta” <strong>di</strong> grande formato,posate a secco su struttura metallicaintegrata al pacchetto isolante, conl’ausilio <strong>di</strong> speciali <strong>di</strong>spositivi <strong>di</strong> chiusuralaterale e angolare, con partedella struttura portata sulla superficiedel manufatto a creare un <strong>di</strong>segno geometrico.Il calore e la brillantezza del colorerosso arancio caratteristico dell’argilla,con la quale sono state realizzatele tavelle, si stagliano nello splen<strong>di</strong>docontesto delle Alpi nelle quali l’ospedaleè inserito.La matericità del rivestimento in“cotto” gioca con le facciate continuein vetro intersecandosi con gli elementiin alluminio a vista in un continuorimando <strong>di</strong> riflessi e immagini.SanMarco - Terreal Italia srlstrada alla Nuova Fornace15048 Valenza (AL)tel. 0131 941739fax 0131 959733www.sanmarco.itmarketing@sanmarco.it


CIL141IN PRIMO PIANOpagine IX-XIVTP BENNETT ARCHITECTSQuartiere generaledella Hanson Buil<strong>di</strong>ngProducts Ltd a Stewartby,Regno UnitoStewartby è un villaggio operaio che prende il nome da Sir Malcolm Stewart,l’uomo che portò la London Brick Company nella contea <strong>di</strong> Bedfordshire, dove,nel periodo del suo massimo svilupp o economico, si arrivò a produrre oltre 650milioni <strong>di</strong> mattoni all’anno. Il villaggio, de<strong>di</strong>to quasi esclusivamente alla produzione<strong>di</strong> laterizio, sorse nel 1926 ma, nel 2008, fu “<strong>di</strong>smesso” grazie, soprattutto,alla recente legislazione inglese, più restrittiva in materia <strong>di</strong> emissioni <strong>di</strong> origineindustriale nell’aria. Oggi la vicenda <strong>di</strong> Stewartby costituisce un interessanteesempio <strong>di</strong> conversione architettonica (e sociale) in itinere <strong>di</strong> un’area ex-industriale.Attualmente la proprietà, Hanson Buil<strong>di</strong>ng Products Ltd, sta cercando, attraversoun masterplan elaborato da Roger Evans Associates, <strong>di</strong> convertire i 57 ettari<strong>di</strong> superficie a nuove funzioni (residenza e mixed-use), lasciando solo 4 ciminierecome un simbolico ricordo del suo passato produttivo, in un cielo ormai privodegli alti camini fumanti delle numerose fornaci sottostanti.Il progetto qui illustrato, opera dello stu<strong>di</strong>o lon<strong>di</strong>nese TP Bennett Architects, èuno dei primi lavori realizzati all’interno dell’area e rappresenta una risposta concretaalla sfida che la società <strong>di</strong> oggi lancia in tema <strong>di</strong> sviluppo sostenibile.Il nuovo volume pronto ad ospitare il quartiere generale della Hanson, secondo ilprotocollo BREEAM (Buil<strong>di</strong>ng Research Establishment Environmental AssessmentMethod) – uno dei più <strong>di</strong>ffusi strumenti <strong>di</strong> valutazione ambientale al mondo –, èstato giu<strong>di</strong>cato con il punteggio”Excellent”. Ciò significa che, tra l’altro, utilizzaquasi interamente la ventilazione naturale, il suo calore è fornito da pompe geotermiche(situatesotto il parcheggio <strong>di</strong> superficiepermeabile)e dagli scambiatori termici,ha un’elevata massatermica ed emette unbasso valore <strong>di</strong> anidridecarbonica.L’e<strong>di</strong>ficio “verde”,posto ai marginidel sito, è compostoda tre parti<strong>di</strong>stinte: due ali <strong>di</strong>forma rettangolare,aperte a ventaglio versoil grande lago <strong>di</strong>Disegno con in<strong>di</strong>cazioni perla posatura dei vari corsi <strong>di</strong> mattoni.Planimetria (orientata a nord).Nella pagina a fianco: dettagliodel volume contenente le scale<strong>di</strong> emergenza.Stewartby, e l’atrio centrale, uno spazio <strong>di</strong> accoglienza e smistamento a triplaaltezza, che fa da cerniera tra le parti, rivolto verso un laghetto più piccolo adovest. Nei complessivi 7.000 m 2 , oltre a ospitare uffici commerciali e amministrativi(piani superiori), contiene sale per riunioni, un ristorante-mensa, una palestra, unasilo-nido e servizi comuni (piano terra). Una grande scala in c.a. <strong>di</strong> forma trapezoidaleoccupa lo spazio “vuoto” dell’atrio centrale; essa è stata assemblata in situmescolando elementi prefabbricati con la struttura costruita in maniera tra<strong>di</strong>zionale.L’intero progetto forma un campionario completo su come il laterizio possaessere utilizzato nelle costruzioni: come rivestimento (facciate ovest delle duelunghe ali rettangolari dell’e<strong>di</strong>ficio); come muratura portante (le 3 scale <strong>di</strong> emergenza,situate nell’estremità nord, sud e in centro); come parte del sistema strutturale(i 15 pilastri portanti del fronte curvo dell’atrio centrale).Gli involucri esterni, che contengono le scale <strong>di</strong> emergenza, anch’essi <strong>di</strong> formarettangolare e realizzati in muratura portante come supporto per le scale prefabbricatein c.a., hanno un’altra particolarità molto interessante: nelle file regolaridell’apparecchiatura muraria sono stati inseriti, secondo un <strong>di</strong>segno finto casuale,numerosi blocchi in acrilico che trasmettono la luce in maniera superiore adun vetro dello stesso spessore. Ciò crea effetti sorprendenti assicurando alle scaleun’abbondante illuminazione naturale.Il prospetto curvo dell’atrio centrale è formato da una grande vetrata interrottada 15 pilastri alti 14 m. Essi, seguendo un’inclinazione <strong>di</strong>versificata tra <strong>di</strong> loroper fornire un’accurata ombreggiatura alla facciata, supportano strutturalmentela copertura dell’atrio realizzata in c.a.Tutto l’e<strong>di</strong>ficio costituisce un ottimo esempio <strong>di</strong> architettura sostenibile, ricca <strong>di</strong>soluzioni innovative, <strong>di</strong>mostrando che è possibile eseguire progetti <strong>di</strong> qualitàstando attenti agli aspetti ambientali, anche per riqualificare siti industrialicome Stewartby.Progettotpbennett: Doug Smith, Committente; Mark Stewart, Direttore;Emiliano Acciarito, Vice Direttore (inizial. Architetto progettista);Susanne Flau, Venkatesh Kamat, Tomas Pujanek, architettiIngegneri strutturaliScott WilsonIngegneri meccanici ed elettriciWaterman BS<strong>Architetti</strong> paesaggistiWhitelaw Turkington Landscape Architects Grontmij LtdCronologia<strong>di</strong>cembre 2005 - settembre 2010, inizio-fine lavoriFotografieHufton + CrowTestoIgor Maglica


Nella pagina a fianco:dettaglio costruttivodel prospetto e dellasezione del frontecurvo dell’atriocentrale.Particolare dell’attaccoa terra <strong>di</strong> uno dei 15pilastri.Vista parziale dell’atrioa tripla altezza.Il fronte est dell’e<strong>di</strong>ficio.Pianta del piano terra(a sinistra) e del pianotipo.Vista parziale delcolonnato con i pilastri.


Vista interna e particolare della sezione <strong>di</strong> un volume contenente le scale <strong>di</strong> emergenza.


Qui e nella pagina a fianco: vista complessiva del fronte ovest.Tavola con dettagli costruttivi <strong>di</strong> una porzione del fronte ovest.


CIL141IN PRIMO PIANOpagine XV-XVIIITRAVERSO-VIGHYPalermo Airport retail,Punta Raisi, PalermoL’attuale complesso dell’aeroporto internazionale “Falcone e Borsellino” <strong>di</strong>Palermo, realizzato a metà degli anni ’90, si trova a circa 35 km dalla città, inlocalità “Punta Raisi”, nel comune <strong>di</strong> Cinisi. La struttura aeroportuale, che sicolloca in un complesso paesistico <strong>di</strong> indubbio fascino, tra il gruppo <strong>di</strong> montagnedella “Conca d’oro” ed il mar Tirreno, è organizzata in un unico terminale,composto da quattro livelli (piano sotterraneo, piano terra, piano primo epiano secondo, con arrivi e partenze in ambedue i livelli superiori), su un’ampiezzatotale <strong>di</strong> 450 ettari, con due piste <strong>di</strong> 2,150 e 3,420 km <strong>di</strong> lunghezza.Le trasformazioni da attuare sull’aeroporto “Falcone e Borsellino” sono pianificatenel tempo, ne seguono la crescita, prevedono l’ampliamento della strutturaesistente e una espansione delle aree commerciali interne. Il progetto, infatti, sisviluppa a livello <strong>di</strong> masterplan, con una programmazione dell’incremento deglispazi de<strong>di</strong>cati ai negozi per fasi successive e con uno stu<strong>di</strong>o delle attività <strong>di</strong>fferenziateper offerta merceologica, con l’obiettivo <strong>di</strong> valorizzare il senso <strong>di</strong>appartenenza al territorio. In tale contesto, in forte trasformazione, si ricercanoidentità e un rapporto intenso tra esperienza ed emozione: si tratta <strong>di</strong> pensarein modo innovativo uno spazio che è sempre più presente nella vita contemporanea,l’area “retail”. In questo caso, i vincoli progettuali con cui confrontarsierano: <strong>di</strong>fferenziazione merceologica, uso <strong>di</strong> materiali legati al territorio, valorizzazionee corretta esposizione dei prodotti, percorsi in funzione dei flussipasseggeri, contenimento delle spese <strong>di</strong> gestione, continuità degli spazi commercialicon le sale aeroportuali, pianificazione dei sistemi e dei livelli <strong>di</strong> illuminazione.Lo stu<strong>di</strong>o Traverso-Vighy si occupa, da svariati anni, delle relazioni traluce e architettura, proponendo e<strong>di</strong>fici “leggeri”, basati su sperimentazione,prefabbricazione ed economia <strong>di</strong> risorse. È stato naturale, quin<strong>di</strong>, che la strategiadel progetto si articolasse attraverso un rapporto intenso tra l’esperienzavissuta all’interno dello spazio e l’emozione, in modo che i luoghi <strong>di</strong> attesa e <strong>di</strong>acquisto non fossero indefiniti e basati solo su una socialità <strong>di</strong> transito. Perquesto, la valorizzazione del senso <strong>di</strong> appartenenza al territorio è stata sviluppatanell’elemento chiave del progetto che, a sua volta, caratterizza la sala partenze:si tratta <strong>di</strong> “pareti sensoriali” che fanno da filtro tra i negozi e gli spazi<strong>di</strong> attesa; composizioni <strong>di</strong> forme e materiali che suggeriscono esperienze fisicheed emotive in grado <strong>di</strong> richiamare l’identità regionale. È, infatti, una sorpresatrovarsi <strong>di</strong> fronte a colorate pianelle <strong>di</strong> “cotto fatte a mano”, che personalizzanol’ambiente e lo rendono caldo ed accogliente, rimandando alle suggestionievocate da un retroterra <strong>di</strong> colori e sapori tipicamente siciliano. Traendo spunto,in prima battuta, dalla creta, dai cretti <strong>di</strong> Gibellina e dalle pavimentazioniinformi <strong>di</strong> vie e “viuzze”, si delinea la forma della parete. Successivamentesono i colori che, variando dall’arancio degli agrumeti della “Conca d’oro” albianco delle saline, dal blu del mare al verde della “macchia” me<strong>di</strong>terranea,creano una miscellanea che affascina i passeggeri.Le “pareti sensoriali” sono costituite da elementi pieni <strong>di</strong> laterizio “in pastamolle” in tre <strong>di</strong>versi formati (54x54, 54x25 e 25x25 cm), colorati lungo i bor<strong>di</strong>ed inseriti in una struttura metallica in modo da creare un <strong>di</strong>segno che, sintetizzandole forme spontanee del territorio, ricor<strong>di</strong> la trama delle pavimentazionipalermitane in lastre <strong>di</strong> pietra, i balatu, tipiche del centro storico della città.Gli aspetti chiaroscurali sono poi messi in risalto dal sistema <strong>di</strong> retroproiezione:sul telaio posteriore, infatti, sono tesi i teli in barrisol bianco che <strong>di</strong>ffondonola luce <strong>di</strong> lampade fluorescenti. Le tavelle, create a mano dall’argilla, richiamanola terra, un elemento fortemente connotante gli stati d’animo e il caratteredella popolazione e quin<strong>di</strong> la socialità ed, in genere, il modo <strong>di</strong> rapportarsicon gli altri. Il materiale lavorato artigianalmente ha gran<strong>di</strong> potenzialità tattili.I mattoni giuntati sul loro centro possono ruotare, così da spingere i passeggeriin attesa ad interagire con il materiale costruttivo. Infatti, gli elementi presentano,al loro interno, uno o due fori che permettono sia una composizionegeometrica fissa nella costruzione della parete, sia la loro movimentazione daparte delle persone. L’intento non è solo <strong>di</strong> coinvolgere nella sensazione chederiva dal toccare la grana grezza del “cotto”, ma anche quella <strong>di</strong> dare unamutevolezza continua alle pareti. I lati dei mattoni sono smaltati con <strong>di</strong>versetonalità cromatiche: il variare dei colori, in relazione all’inclinazione che iviaggiatori, interagendo con la “parete sensoriale”, danno agli elementi in terracotta,rende lo spazio <strong>di</strong>namico e carico <strong>di</strong> suggestioni; a richiamare la tipicaprospettiva urbana palermitana, con i suoi lunghi viali paralleli, le tende colorate,i ballatoi e la variopinta biancheria stesa <strong>di</strong> guttusiana memoria.ProgettoTraverso-VighyCollaboratoriN. Capellari, C. Cavalieri, G. Dalla Gassa, E. Muterle,V. Rossetto, M. Teran ParadesRealizzazioneEssequattroDiagrammi esplicativiSalottobuonoCronologia2009, progetto-fine lavoriFotografieAlberto SinigagliaTestoRosario A. GulinoRender dei percorsi sensoriali in laterizio nella sala partenzecon gli interni degli spazi commerciali.Nella pagina a fianco: vista interna dello spazio airside.


Render con gli interni degli spazicommerciali.Nella pagina a fianco: esplosoassonometrico della sala partenze.Qui e nella pagina a fianco: la paretesensoriale è composta da mattoni interattiviche possono ruotare sul loro asse mettendoin mostra la cromaticità dei bor<strong>di</strong> smaltati;questo effetto chiaroscurale evoca gli scorcidelle città siciliane.Forme e colori del territorio definiscono lamatrice e le tonalità della parete sensoriale.


CIL141FOCUSMaterialità <strong>di</strong>gitaleLa crescente complessità che caratterizza l’architettura contemporanea è stata accompagnata, negli ultimi anni,dallo sviluppo <strong>di</strong> sofisticati sistemi <strong>di</strong>gitali <strong>di</strong> supporto alle decisioni. L’approccio strategico alla progettazionee<strong>di</strong>lizia <strong>di</strong> “terza generazione” è ormai consegnato alla storia del recente passato. Da una con<strong>di</strong>zione in cui glistrumenti <strong>di</strong> ausilio al lavoro progettuale erano sostanzialmente finalizzati alla gestione della complessità, si èpassati a modelli interpretativi della complessità. L’architettura <strong>di</strong>gitale «si serve della cibernetica per generareforme che non sono altro che calcolo» (1) . Questa affermazione, <strong>di</strong> Greg Lynn, ben sintetizza lo scenario che glistrumenti <strong>di</strong> progettazione <strong>di</strong>gitale hanno aperto all’architettura contemporanea. L’apporto <strong>di</strong> “gruppicomputazionali”, ormai una costante <strong>di</strong> design team, ha integrato lo staff <strong>di</strong> progettisti con esperti delle nuovetecnologie <strong>di</strong>gitali. L’architettura parametrica basa la generazione <strong>di</strong> forme architettoniche su algoritmi, cosa chenon comporta lo svilimento della componente “poetico-creativa” a vantaggio dell’algida generazione <strong>di</strong> formeaffidata al software, realizzando, invece, un’estensione dell’ambito entro il quale si sviluppa l’azione cognitiva chemette in crisi le tra<strong>di</strong>zionali categorie spaziali consegnateci dalla cultura architettonica <strong>di</strong> matrice razionalista.Lo spazio architettonico cartesiano, la geometria euclidea sono sostituiti da superfici topologiche (2) continue,fluide, <strong>di</strong>namiche. Le coppie oppositive dentro/fuori, sopra/sotto, volume/superficie perdono <strong>di</strong> senso. Sono piùpregnanti le interconnessioni, le interagenze che le <strong>di</strong>stinzioni. La forma è una entità teorica algoritmica dotata <strong>di</strong>qualità fisiche. Il terreno del sensibile e dell’immateriale orienta quello materiale, riducendo sempre più le <strong>di</strong>stanzetra architettura e design, tra progettazione e realizzazione.La complessità formale e costruttiva, in apparenza risultato <strong>di</strong> un arbitrario gesto scultoreo, è governata dauna raffinata e sfuggente logica soggiacente. L’utilizzo del computer non è cioè circoscritto al <strong>di</strong>scorso formale,bensì è funzionale alla definizione <strong>di</strong> uno schema interpretativo della complessità, alla possibilità <strong>di</strong> integrare in ununico modello variabili <strong>di</strong> natura eterogenea: geometrie, ottimizzazione del rapporto struttura forma, produzione,flussi e scambi energetici, ecc.La <strong>di</strong>fferenziazione, la variazione adattiva, l’ottimizzazione del rapporto forma-struttura sono temi <strong>di</strong>stintivi <strong>di</strong>un linguaggio architettonico il cui co<strong>di</strong>ce generativo è espresso da scripts, formulazioni che traducono in co<strong>di</strong>cealfanumerico nozioni <strong>di</strong> fisica tecnica, prestazioni energetiche e strutturali, ecc. Le potenzialità <strong>di</strong> questi nuovistrumenti sono facilmente intuibili e gli avanzamenti della ricerca nel campo delle “strutture mutabili” – free-form–, le sperimentazioni <strong>di</strong> form-fin<strong>di</strong>ng e <strong>di</strong> free-form shell, applicate anche ai materiali tra<strong>di</strong>zionali, restituisconorisultati incoraggianti (3) .Nell’età post-industriale, legno, pietra, laterizio hanno progressivamente perso la loro tra<strong>di</strong>zionale forma <strong>di</strong>impiego strutturale, fino ad essere relegati quasi esclusivamente nell’ambito delle superfici <strong>di</strong> finitura, a vantaggio<strong>di</strong> soluzioni che solo apparentemente si sono mostrate economicamente più convenienti. Solo in alcune areegeografiche del nord Europa, la forza della tra<strong>di</strong>zionale cultura materiale è riuscita a garantire la permanenza <strong>di</strong>alcuni caratteri del costruito, all’interno tuttavia <strong>di</strong> un repertorio <strong>di</strong> soluzioni che è pressoché invariato da secoli.Nel caso del laterizio, la forma <strong>di</strong> innovazione più ricorrente è sovente circoscritta a nuove texture, relegando laricerca su un reale uso innovativo, anche in chiave strutturale, a pochi casi eccezionali.I nuovi strumenti <strong>di</strong> progettazione parametrica aprono oggi a molteplici forme d’uso dei materiali tra<strong>di</strong>zionali,attraverso un processo <strong>di</strong> aggiornamento, anche <strong>di</strong> carattere semantico, che li rende più aderenti alle istanze dellacontemporaneità ed economicamente competitivi con i ricorrenti sistemi costruttivi in calcestruzzo e acciaio.La prova tangibile <strong>di</strong> tale assunto è il grande interesse che hanno suscitato le sperimentazioni <strong>di</strong> Raffaello Galiottocon i “muri <strong>di</strong> pietra” o quelle <strong>di</strong> Pongratz Perbellini Architects sulle hyper-surfaces, insolite superfici <strong>di</strong> pietrasulle quali sembrano emergere dalla profon<strong>di</strong>tà “latenze litiche” immaginifiche; così come le opere <strong>di</strong> Snoetta,quelle del gruppo inglese 3XNielsen Architects o quelle <strong>di</strong> Gramazio e Khoeler nel campo della prefabbricazionerobotizzata e della ottimizzazione delle performance strutturali del laterizio, in un ambiente in cui la tecnologiaincontra la creatività (4) .Ma l’ottimizzazione delle prestazioni strutturali è solo una parte significativa <strong>di</strong> una più ampia “rivoluzione”che le tecnologie <strong>di</strong>gitali hanno determinato. Si tratta <strong>di</strong> meccanismi noti ai quali aveva già fatto ricorso ancheAntonio Gaudì per generare azioni <strong>di</strong> sola compressione all’interno delle strutture concepite per la chiesa del ParcoGuell. Altri illustri antecedenti sono il Pa<strong>di</strong>glione ovale realizzato dell’ingegnere russo Vla<strong>di</strong>mir Shukhov nel 1896,a Nizhny Novgorod, e più recentemente le ricerche sulle strutture leggere condotte da Frei Otto (5) .Le regole sono note. Quello che muta è il livello <strong>di</strong> comprensione intrinseca che le nuove tecnologieconsentono. Ad esempio, l’ESO method ha consentito <strong>di</strong> determinare la forma della struttura che meglio si adattaalle con<strong>di</strong>zioni <strong>di</strong> carico date. Grazie ai modelli <strong>di</strong>gitali parametrici sono stati esplorati sistemi strutturali –parametric space frame, tensegrity – aperti e multi-performanti. Tali stu<strong>di</strong> hanno <strong>di</strong>mostrato che alla“deformazione” è possibile attribuire un valore <strong>di</strong> “informazione”. L’era <strong>di</strong>gitale pone, quin<strong>di</strong>, il progettista<strong>di</strong>nanzi ad una sfida che investe non solo il “cosa” si sta progettando ma anche il “come”: le tecnologie, glistrumenti impiegati e il loro potenziale generativo.Nella progettazione parametrica, l’algoritmo generativo che definisce la geometria del sistema – morfonogenesi<strong>di</strong>gitale – rappresenta un’equazione le cui variabili influenzano, sia staticamente che <strong>di</strong>namicamente, i modelligenerati e le loro prestazioni misurate sulla base <strong>di</strong> un ambiente simulato.Il potenziale al quale la progettazione <strong>di</strong>gitale fa accedere è quin<strong>di</strong> nella processualità – computation – delprogetto che, espresso in forma <strong>di</strong> “regole generative”, consente anche <strong>di</strong> determinare prestazioni strutturalilocalizzate e <strong>di</strong>fferenziate degli elementi del sistema. È possibile cioè progettare le prestazioni <strong>di</strong> singoli elementi,<strong>di</strong>fferenziandone il comportamento strutturale anche per singole sezioni resistenti, fino a renderle più confacenti aspecifiche necessità funzionali o performative.Il caso <strong>di</strong> stu<strong>di</strong>oNew York, da sempre, è unacittà aperta, permeabile, attentaa quanto avanza nelmondo della ricerca architettonicacontemporanea, allesuggestioni e agli avanzamenti<strong>di</strong>sciplinari <strong>di</strong> settoriconfinanti con l’architettura,come l’industrial design. Senegli anni Novanta l’introduzione<strong>di</strong> tecniche <strong>di</strong> modellazioneelettronica ha permesso<strong>di</strong> sperimentare in architetturaproposte ra<strong>di</strong>calicome il Corean Presbiterian <strong>di</strong>Greg Lynn, a segnare questanuova generazione <strong>di</strong> progettifigli della <strong>di</strong>gital fabricatione delle sue numerosedeclinazioni - <strong>di</strong>gital materiality;parametric design, computazionaldesign, generativearchitecture, ecc. - <strong>di</strong> improntacostruttivista sono sicuramentele architetture <strong>di</strong>gruppi come SHoP ArchitectsPC o Archi-Tectonics, solo percitarne alcuni. Gruppi cheoperano alle <strong>di</strong>verse scale delprogetto sperimentando soventel’accostamento <strong>di</strong> tecnicheestremamente raffinate amateriali arcaici. Questa commistione<strong>di</strong> “antico” e <strong>di</strong>“ipertecnologico” è accompagnatadalla ricerca <strong>di</strong> nuovequalità spaziali, ambientali,ecc. Mulberry, opera delgruppo SHoP Architects PC, èun esempio para<strong>di</strong>gmatico <strong>di</strong>questa nuova tendenza: unacostruzione contemporanea,con facciate prefabbricate <strong>di</strong>mattoni <strong>di</strong> laterizio a vista,realizzata come un sofisticatoprodotto industriale.Mulberry è un e<strong>di</strong>ficio residenzialeubicato nel quartiere<strong>di</strong> Nolita, nella Città <strong>di</strong> NewYork, e pur non essendo un“e<strong>di</strong>ficio verde” ingloba alcuniprincipi e caratteri <strong>di</strong> sostenibilitàambientale.New York è una città che perio<strong>di</strong>camenteè colpita datemperature record, che varianoda -20 °C a gennaio a+40 °C a luglio. Inverni fred<strong>di</strong>e piovosi si alternano adestati calde ed umide. Le


CIL141FOCUSpagine XIX-XXPer alcuni, questo approccio contiene ilrischio latente <strong>di</strong> una forma <strong>di</strong> tecnocrazia deglistrumenti, facendo confondere mezzi con fini,esaltando il ricorso a forme complesse comeesercizio <strong>di</strong> puro stile: una visione critica, figliadella poca conoscenza delle tecniche <strong>di</strong>elaborazione parametrica che, per definizione,prescindono da aprioristiche assunzioni formali.La forma è, infatti, l’esito <strong>di</strong> elaborazioni in cuiagiscono in maniera integrata con<strong>di</strong>zioni <strong>di</strong>vincolo tradotte in algoritmo. Più che allaforma, la questione è riferibile invece a qualisono e come entrano in gioco i parametri checostituisco gli elementi generativi dello spazioarchitettonico. È questa la domanda cherestituisce al progettista la centralità dell’azione<strong>di</strong> responsabilità sociale cui l’architetto el’architettura sono chiamati. Una responsabilitàche lo libera dallo svilimento <strong>di</strong>“formalizzatore”, legato ad un tempo che non èpiù, e che rappresenta un imperativo morale chelo pone <strong>di</strong>nanzi a necessità irrinunciabili, qualil’ottimizzazione delle risorse, la riduzione deiconsumi energetici, senza peraltro rinunciare aspingere le proprie idee oltre il già stato, verso ilnon ancora. Con la progettazione parametrica,si apre la possibilità <strong>di</strong> indagare la naturainterna della materia, la forma come eidos, ilnucleo invisibile della sua sostanza ontologica,F. Gramazio & M. Khoeler. Pike Loop, Manhattan, New York.ciò per cui il molteplice può essere or<strong>di</strong>nato.Il processo <strong>di</strong> e<strong>di</strong>ficazione, non solo quellafisica, dovrebbe, dunque, saper rispondere aquest’attesa immateriale per costruire rapportiemozionali al <strong>di</strong> là dell’utile, perché “tutti gli uomini aspirano ad abitare poeticamente” (6) . La messa a punto <strong>di</strong>nuovi strumenti cognitivi ha, infatti, aperto la strada a nuove spazialità, oltre che a nuovi processi costruttivi. Inalcune sperimentazioni <strong>di</strong> avanguar<strong>di</strong>a, parti del’involucro, ad esempio, mutano forma e prestazioni al mo<strong>di</strong>ficarsidelle con<strong>di</strong>zioni ambientali (luce, temperatura, ecc.), secondo un comportamento adattivo simile a quello deisistemi organici in natura.Un caso interessante è la Seed Cathedral – pa<strong>di</strong>glione inglese all’Expo 2010 <strong>di</strong> Shanghai –, progettata dalbritannico Thomas Heatherwick: un chiaro esempio <strong>di</strong> architettura non convenzionale. L’e<strong>di</strong>ficio è caratterizzatoda un involucro formato da 60.000 asticelle a fibre ottiche trasparenti, spesse 20 mm e lunghe 7,5 m, che simuovono sotto l’azione del vento. Durante il giorno, i filamenti delle fibre ottiche “trasportano la luce” naturale eilluminano lo spazio interno; <strong>di</strong> notte, invece, si illuminano facendo brillare la struttura nel buio. I migliaia <strong>di</strong>filamenti che rivestono la struttura, come delle terminazioni sensoriali, consentono <strong>di</strong> percepire, <strong>di</strong> “sentire” lospostamento delle nuvole ed i mutamenti della luce naturale tramite una morbida e fluttuante variazione dellaluminosità dello spazio interno. Come su un grande monitor, le singole fibre ottiche restituiscono un’immaginesintetizzata delle variazioni dell’ambiente, determinando un’inattesa sensazione osmotica tra l’esterno e l’interno,accentuata dalle vibrazioni generate dal movimento delle fibre ottiche sotto l’azione del vento (7) .Senza l’ausilio <strong>di</strong> strumenti <strong>di</strong>gitali parametrici sarebbe stato impossibile non solo concepire un’opera comequesta, ma anche realizzarla. Gli strumenti <strong>di</strong>gitali offrono, dunque, un potenziamento delle nostre abilità, sia sulpiano cognitivo, sia su quello fattuale.Shapeshift, ad esempio, è un progetto <strong>di</strong> ricerca che il Politecnico Federale <strong>di</strong> Zurigo sta sviluppando peresplorare le potenzialità d’uso <strong>di</strong> polimeri elettro-attivi (EAP) alla scala del componente e<strong>di</strong>lizio: un ponte fratecniche avanzate <strong>di</strong> design/fabrication e scienza dei materiali. La materia è indagata in una <strong>di</strong>mensione che vaoltre la sua cristallizzazione in una forma data, definitiva, in cui confluiscono il movimento, la densità, lageometria, le prestazioni ambientali, aspetti che non possono essere contestualmente incorporati in un processo <strong>di</strong>elaborazione analogico-tra<strong>di</strong>zionale.Gli strumenti <strong>di</strong> controllo <strong>di</strong>gitale svincolano, dunque, la forma da una con<strong>di</strong>zione <strong>di</strong> arbitrarietàdeterminandola in ragione <strong>di</strong> pressioni, forze, con<strong>di</strong>zioni <strong>di</strong> vincolo: un principio che applicato ai materiali dellatra<strong>di</strong>zione ne estenderebbe le possibilità d’uso innovativo. Legno, pietra, laterizio, calcestruzzo armato vivono cosìuna nuova stagione; una metamorfosi che nasce dal modo completamente nuovo <strong>di</strong> pensare ai processi <strong>di</strong>produzione, alla qualità dello spazio architettonico e alle possibili relazioni tra interno ed esterno.L’involucro amplifica così la gamma delle sue prestazioni consolidate ed assume sempre più un ruolo chiave inquesto percorso <strong>di</strong> rivisitazione semantica. L’e<strong>di</strong>ficio residenziale Mulberry Street, a New York, del gruppoamericano Shop Architects, è un caso interessante <strong>di</strong> questo fenomeno (8) . La costruzione è caratterizzata da uninvolucro formato da cortine murarie prefabbricate in mattoni <strong>di</strong> laterizio “faccia a vista” e calcestruzzo armato.escursioni termiche giornonottesono molto brusche;i venti prevalenti provengonoda sud-ovest; la me<strong>di</strong>a deigiorni luce-anno è <strong>di</strong> 234. NewYork è anche una delle città piùdensamente popolate degliStati Uniti, e l’area <strong>di</strong> Manhattan,proprio per effetto <strong>di</strong> questaconsistente urbanizzazione,è soggetta al fenomenodelle cosiddette “isole <strong>di</strong> calore”(UHI-Urban Heat Island).Diversamente da altre aree delnord-est, dove è prioritariotrattenere il più possibile il caloreper ridurre i consumi e migliorareil comfort termico, ilmicro-clima <strong>di</strong> Manhattan richiede,invece, la necessità <strong>di</strong>ridurre la trasmissione <strong>di</strong> caloredurante i mesi più cal<strong>di</strong>.Queste considerazioni rendonopiù chiari ed evidenti le sceltecostruttive e tecnologiche assunteda SHoP Architects PCper il progetto <strong>di</strong> Mulberry.Normalmente, nei climi fred<strong>di</strong>la facciata meri<strong>di</strong>onale è progettataper massimizzare la ritenuta<strong>di</strong> calore ra<strong>di</strong>ante d’inverno,prevedendo, invece,adeguate schermature ombreggiantiper l’estate.Il ricorso a facciate prefabbricatein mattoni <strong>di</strong> laterizio facciaa vista – una necessità normativaimposta dal regolamento<strong>di</strong> piano – ha rappresentatoper i progettisti l’opportunitàper sperimentare nuoveforme d’uso del laterizio. Mulberryrientra in un’area in cui lenorme <strong>di</strong> piano impongonol’uso del mattone faccia a vistalungo tutte le facciate che prospettanosulla strada. L’involucro,definito su base parametrica,integra <strong>di</strong>verse necessitàe funzioni ed è stato realizzatograzie all’ausilio <strong>di</strong> strumenti<strong>di</strong>gitali. Il principio della massimaefficienza strutturaledella materia è interpretato daldesign team anche in chiaveambientale.Lo sviluppo della facciata harichiesto un’azione integrata <strong>di</strong>molteplici professionalità ecompetenze ed un costanteconfronto con i costruttori, alfine <strong>di</strong> definire la procedura <strong>di</strong>costruzione più confacente. Ipannelli della cortina muraria


CIL141FOCUSIl lavoro sviluppato dal team <strong>di</strong> progettisti sulle giaciture, sulle texture, sugli aspetti <strong>di</strong> produzione dei casseri nonsarebbe stato possibile senza l’ausilio <strong>di</strong> strumenti <strong>di</strong>gitali <strong>di</strong> fabbricazione.La “geometria input” è stata infatti determinata attraverso un processo <strong>di</strong> coor<strong>di</strong>nazione 3D ricondotto ad unasequenza operativo-costruttiva che ha fatto largo uso <strong>di</strong> macchine a controllo numerico per la produzione deisingoli pannelli prefabbricati. Un approccio analogo, che estremizza il ricorso a forme <strong>di</strong> robotizzazione, è quellosviluppato dal gruppo <strong>di</strong> lavoro coor<strong>di</strong>nato da Gramazio e Khoeler presso l’ETH <strong>di</strong> Zurigo. “Materialità <strong>di</strong>gitale”è il termine coniato dai due ricercatori svizzeri per esprimere il processo <strong>di</strong> trasformazione <strong>di</strong>gitale della materia.Le coppie archetipiche materia/luce e massa/sottigliezza, assunte come para<strong>di</strong>gma, sono reinterpretate sulla base <strong>di</strong>nuove relazioni spaziali.Nell’esperienza <strong>di</strong> Gramazio e Khoeler, l’opera muraria assorbe le istanze della contemporaneità, si adegua anuove necessità. L’interazione tra progetto e produzione industriale è l’ambito entro cui i due ricercatori evolvonola loro sperimentazione: prodotti e componenti realizzati come oggetti <strong>di</strong> alto artigianato industriale. L’innovazionenon è solo nell’innalzamento prestazionale e qualitativo della soluzione in<strong>di</strong>viduata; è soprattutto nell’uso, neilivelli <strong>di</strong> precisione con cui viene impiegato il materiale. Nell’ambito del programma <strong>di</strong> ricerca sul muroprogrammato, Gramazio e Kohler applicano al processo e<strong>di</strong>lizio sistemi <strong>di</strong> prefabbricazione robotizzata trasferitidal settore automobilistico. La possibilità <strong>di</strong> gestire l’informazione anche sul piano fattuale ha spinto i duericercatori a sperimentare l’impiego della robotica nelle operazioni <strong>di</strong> taglio, giuntura e assemblaggio <strong>di</strong>componenti. La produzione <strong>di</strong> strutture verticali traforate in laterizio, legno, calcestruzzo è uno dei temi su cui sisono esercitati, con risultati decisamente interessanti.Texture murarie <strong>di</strong>ventano oggetti sofisticatissimi, ottenuti semplicemente con procedure standard; la luce, leombre sono materia <strong>di</strong> progetto. L’esito è affascinante, come <strong>di</strong>mostra la collaborazione <strong>di</strong> Gramazio e Kohler congli architetti svizzeri Bearth e Deplazes per il progetto della Cantina Gantenbein: ogni singolo mattone dei louver sicomporta come un pixel, reagisce alla luce. L’effetto è tanto più spiazzante perché ottenuto con elementi standard,comuni mattoni UNI. Le giaciture dei singoli elementi escono dal piano, ruotano.La facciata, da elemento bi<strong>di</strong>mensionale, si trasforma in schermo-scultura tri<strong>di</strong>mensionale; ingloba ilmovimento del fruitore, in ragione del quale si mostra sempre <strong>di</strong>versa e con un grado <strong>di</strong> trasparenza che varia infunzione della posizione dell’osservatore (9) . I risultati a cui pervengono Gramazio e Kohler evidenziando conchiarezza una nuova stagione per l’impiego del laterizio in architettura, nel solco della continuità <strong>di</strong>sperimentazioni che da Ela<strong>di</strong>o Dieste arrivano fino a quelle più recenti <strong>di</strong> Kisho Kurokawa. Sperimentazioni in cuil’interazione fra <strong>di</strong>gitale e processi <strong>di</strong> costruzione genera una nuova realtà. Le caratteristiche fisico-meccaniche delmateriale, le geometrie generative, la programmazione e definizione <strong>di</strong> processi realizzativi sono integrate danuove tecniche <strong>di</strong> fabbricazione <strong>di</strong>gitale che permettono all’architetto <strong>di</strong> operare su “materiale informato”,prefigurando un’espressività capace <strong>di</strong> inglobare livelli <strong>di</strong>versi della percezione umana. La materia è arricchitadalle regole dell’immateriale.“Or<strong>di</strong>ni” espressi in forma <strong>di</strong>gitale mostrano i <strong>di</strong>versi prodotti al <strong>di</strong> là della loro struttura primaria, esprimonouna logica che può essere intuita, percepita, ma non necessariamente spiegata: da una parte il materiale, dall’altra unnuovo modo <strong>di</strong> pensarlo attraverso l’informazione che lo sintetizza. La sua “sostanza operativa” sembra rivelare lanatura intrinseca del materiale che, in con<strong>di</strong>zioni d’uso estreme, si spinge ad<strong>di</strong>rittura a contrad<strong>di</strong>re il dato sensorialecon<strong>di</strong>viso dall’esperienza comune. La pietra manifesta una dura morbidezza, il vetro la sua trasparente opacità.Vengono così sovvertiti modelli operativi consolidati da secoli. L’information technology ha mutato non solo letecniche costruttive, ma anche il modo <strong>di</strong> pensare l’architettura, fino a far emergere quella ”forma soggiacente”,<strong>di</strong>namica, fluida, legata al movimento, alla densità, alla sensibilità e alla deformabilità che vede la materialità comesostanza mossa da una energia interna. L’innovazione tecnologica libera nuovi processi creativi penetrando nelle fibredei materiali, accompagnando il progettista oltre lo spazio dell’immagine nel quale era stata relegata la virtualità.Luigi AliniThomas Heatherwick. Pa<strong>di</strong>glione britannico all'Expo 2010, Shanghai.sono stati prefabbricati fuoriopera, anche in risposta ad unaspecifica necessità <strong>di</strong> organizzazione:l’area del cantierecoincide con quella <strong>di</strong> costruzione.L’impossibilità <strong>di</strong> stoccaregran<strong>di</strong> quantità <strong>di</strong> materialiha orientato i progettistiverso una forma <strong>di</strong> prefabbricazione“spinta” dell’involucro,anche per garantire livelli <strong>di</strong>qualità <strong>di</strong> esecuzione non altrimentiraggiungibili.La ricerca del team <strong>di</strong> professionistied il ricorso ad alcunespecifiche sperimentazionihanno determinato un innalzamentodel know-how del produttoreche si è adeguato aglistandard e alle strumentazioniimposte da questo nuovo sistema<strong>di</strong> produzione a controllo<strong>di</strong>gitale.La facciata, pur conservando lecaratteristiche del sistemamassivo tra<strong>di</strong>zionale, estremizzale geometrie ottimizzandonela performance strutturalee ambientale.I pannelli sono concepiti comeuna sequenza <strong>di</strong> pieghe (fol<strong>di</strong>ng),una tecnica tipica dellaprogettazione parametrica. Laconformazione dei singoli componentiè esaltata dall’alternanza<strong>di</strong> luci ed ombre. Mulberry,pur non essendo un e<strong>di</strong>ficocon un marcato carattere <strong>di</strong>sostenibilità, tipico della produzionedel gruppo SHoP ArchitectsPC, esprime comunqueuna visione etica nell’usodelle risorse.I pannelli sono stati costruitisecondo una sequenza <strong>di</strong> quattrofasi. Nella prima fase una“mascherina” <strong>di</strong> gomma a basesiliconica viene utilizzata per“fissare i mattoni” nella posizionecorretta, secondo quantodeterminato dal software parametricoimpiegato. Una voltaposati i mattoni, viene sovrappostauna seconda sagoma <strong>di</strong>legno prima <strong>di</strong> procedere alla<strong>di</strong>sposizione delle armature eal getto <strong>di</strong> calcestruzzo. Unavolta avvenuta la presa, lagomma e la sagoma <strong>di</strong> legnovengono rimosse. La produzionedelle “maschere”, necessariaai fini <strong>di</strong> un semplice ecorretto posizionamento deglielementi <strong>di</strong> laterizio, ha richie-


CIL141FOCUSpagine XXI-XXIIsto una complessa modellazioneparametrica: ciò ha resopossibile anche interfacciarsi,in fase <strong>di</strong> produzione, con lemacchine a controllo numericoche hanno prodotto i casseri.L’esperienza <strong>di</strong> Mulberry nell’ambitodel ricorso a sistemicostruttivi consolidati esploranuove possibilità espressive,senza cadere in forme <strong>di</strong> ‘estremismotecnologico’, sovente figlie<strong>di</strong> ideologie consolidate cheentrano in conflitto con la‘nuova’ coscienza ecologica.Una consapevolezza che oggipiù che mai impone scelte ancoratealla sostenibilità, all’usoresponsabile delle risorse materiche,energetiche, tecnologiche.Il progetto, luogo del confrontoe dell’azione responsabile<strong>di</strong> conoscenze inter<strong>di</strong>sciplinari,conserva una aliquota <strong>di</strong>incertezza, un margine <strong>di</strong> imponderabilitàche alla visioneclassico-razionalista <strong>di</strong> matricepositivista ne affianca un’altraavente carattere <strong>di</strong>alogico, ricorsivo.Una strategia dalle relazionimolteplici, multi<strong>di</strong>rezionalie interattive.SHoP Architects PC. 290 Mulberry Condominiums, New York.Note1. Greg Lynn, How calculus is changing architecture, 2009.2. La definizione è <strong>di</strong> Peter Eisenman.3. Si segnalano Stone Pavilion, opera del maestro Kengo Kuma, realizzato per “Il Casone” nell’ambito <strong>di</strong> una ricerca sui materiali lapideiche ha coinvolto la Facoltà <strong>di</strong> Architettura <strong>di</strong> Ferrara e quella <strong>di</strong> Catania; Paper Pavilion, prototipo <strong>di</strong> micro-architettura in cartoneondulato realizzato da un gruppo <strong>di</strong> ricercatori della Facoltà <strong>di</strong> Architettura <strong>di</strong> Siracusa coor<strong>di</strong>nato dall’Autore; le ricerche e lesperimentazioni su prototipi in scala 1:1 <strong>di</strong> Grid Shell in legno che il prof. Sergio Pone sta sviluppando nell’ambito delle attività delDottorato <strong>di</strong> Ricerca in Tecnologia dell’Architettura presso la Facoltà <strong>di</strong> Architettura <strong>di</strong> Napoli.4. Un’ampia ed esaustiva trattazione <strong>di</strong> questi “casi” è consultabile sul sito www.architettura<strong>di</strong>pietra.it.5. Vla<strong>di</strong>mir Shukhov è stato il pioniere della tecnica <strong>di</strong> calcolo <strong>di</strong> tensostrutture a membrana a doppia curvatura, tecnica ripresa esviluppata da Frei Otto che ha aperto la strada allo stu<strong>di</strong>o sulle strutture a superficie minima ancora oggi al centro delle ricerchedell’Istituto per le strutture leggere, da lui fondato, della Technisch Universitat <strong>di</strong> Stoccarda.6. Cfr. Benedetto Gravagnuolo, Tra normalità e meraviglia. Nuovi scenari dell’architettura, in “La complessità del progettocontemporaneo”, AA.VV., Di Baio, 2008.7. La realizzazione e <strong>di</strong>sposizione sulla struttura <strong>di</strong> legno del pa<strong>di</strong>glione dei migliaia <strong>di</strong> fori, all’interno dei quali si inseriscono le fibreottiche, sono state rese possibili solo grazie al ricorso a strumenti <strong>di</strong> gestione parametrica della forma, che ha consentito anche lavalutazione della gamma <strong>di</strong> mutazioni formali del sistema.8. <strong>Architetti</strong> SHoP, l’azienda newyorkese che ha progettato 290 Mulberry, è stata fondata nel 1996 da Christopher Sharples, CorenSharples, William Sharples, Kimberly Holden e Gregg Pasquarelli.9. Cfr. Adolfo F.L. Baratta, Gramazio & Kohler, Informing architecture, Costruire in Laterizio, n. 124, 2008, lug-ago, pp. 48-51.BibliografiaCampioli Andrea, Laterizio e formecomplesse, in Costruire in Laterizio,n. 124, lug-ago 2008, p.66-69.Converso Stefano, Il progetto <strong>di</strong>gitaleper la costruzione. Cronache <strong>di</strong>un mutamento professionale,Maggioli, Rimini, 2010.Daniels Klaus, Low-tech, Lighttech,High-tech. Buil<strong>di</strong>ng in the informationage, Birkhauser, Basilea,1998.Detail (Rivista <strong>di</strong> architettura),n. 5/2010 e n. 12/2007.Gramazio F., Kohler M., Digital Materialityin Architecture, Lars MullerPublishers 2008.Iwamoto Lisa, Digital Fabrications:Architectural and Material Techniques,Princtone ArchitecturalPress, New York, 2009.Martegani P., Montenegro R., Design<strong>di</strong>gitale. Nuove frontiere deglioggetti, Testo&Immagine, 2001.Pitozzi Enrico, L’impermanentetrasparenza del tempo. Conversazionecon Christine Buci-Glucksmann,www.undo.it.Sala N., Cappellato G., Architetturedella complessità. La geometriafrattale tra arte, architettura e territorio,Angeli, Milano, II ed., 2008.Tedeschi Arturo, Architettura parametrica,Le Penseur, Potenza. IIed., 2010.Zellner Peter, Hybrid Space: NewForms in Digital Architecture, RizzoliInternational, New York, 1999.


l’evoluzionedel frangisolewww.fornace.unieco.it/ Rivoluzionario sistema <strong>di</strong> sostegno che utilizza ancoraggi totalmente invisibili // Facilità nella manutenibilità e/o sostituibilità // Versatilità negli abbinamenti con ogni tipo <strong>di</strong> superficie /( cemento armato, intonaco, vetro, ferro, facciavista, legno … )/ Compatibilità con facciavista Unieco e <strong>di</strong>sponibilità <strong>di</strong> oltre 30 colorazioni in gamma // Rispetta le normative dei sistemi schermanti esterni (d.Lgs 311/2006 - UNI TS 11300-1/2008) // Sistema garantito e certificato sia alla non gelività che alla portanza /artcobaleno.it


COSTRUIRE IN LATERIZIONEWSI a cura <strong>di</strong> Roberto GambaPRODOTTIIII a cura <strong>di</strong> Davide CattaneoPANORAMAV a cura <strong>di</strong> Davide CattaneoSOMMARIOIN PRIMO PIANOIX TP Bennett Architects Quartiere generale della Hanson Buil<strong>di</strong>ng Products Ltda Stewartby, Regno UnitoIgor MaglicaXV Traverso-Vighy Palermo Airport Retail, Punta Raisi, PalermoRosario A. GulinoFOCUSXIX Materialità <strong>di</strong>gitaleLuigi Alini. . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . .EDITORIALE2 Mattoni svizzeriAlberto CarusoPROGETTI4 GWJArchitekturCampus Careum a ZurigoIgor Maglica10 Baumschlager & EberleIntervento residenziale a Rosenbüchelstrasse, St. GallenChiara Testoni16 Burkard Meyer ArchitektenE<strong>di</strong>fici residenziali a Pfungen, ZurigoClau<strong>di</strong>o Piferi22 Charles PictetPa<strong>di</strong>glioni nel parco <strong>di</strong> una villa a Vandoeuvres, GinevraCarmen Murua28 Huggenbergerfries ArchitektenE<strong>di</strong>ficio residenziale a Zurlindenstrasse, ZurigoAdolfo F. L. Baratta34 Buch Liechti Graf Zumsteg ArchitektenBiblioteca cantonale <strong>di</strong> LiestalAlberto Ferraresi38 Canevascini&CoreccoScuola dell’infanzia a Gordola, Canton TicinoRoberto GambaINTERVISTA42 Intervista a Fabio GramazioVeronica Dal BuonoTECNOLOGIA46 L’e<strong>di</strong>ficio passivo nel clima me<strong>di</strong>terraneoGiuseppe MarganiRICERCA50 Blocchi termici in laterizio: analisi teorico-sperimentaleRoberto Fioretti, Paolo Principi56 Qualità acustica <strong>di</strong> pareti in laterizio in e<strong>di</strong>fici esistentiElisa Nannipieri, Simone SecchiDETTAGLI62 Coerenza matericaAlessandra ZanelliRECENSIONI66 a cura <strong>di</strong> Roberto Gamba68 ENGLISH SUMMARY / CONTRIBUTI A CURA DI / ELENCO INSERZIONISTI141 GiugnoRivistabimestraleAnno XXIVMaggio/2011in copertina: Charles Pictet. Internodel pa<strong>di</strong>glione nel parco della villaa Vandoeuvres, Ginevra (foto: FrancescaGiovanelli).Direttore ResponsabileManaging E<strong>di</strong>torGianfranco Di CesareComitato DirettivoManaging BoardCatervo Cangiotti (Presidente),Daniele Castellari, Roberto Danesi,Giorgio Giavarini, Michele Marconi,Alessandro VardanegaComitato ScientificoScientific Advisory BoardAlfonso Acocella (Università <strong>di</strong> Ferrara),Andrea Campioli (Politecnico <strong>di</strong> Milano),Jean Luc Chevalier (CSTB Parigi), MarcoD’Orazio (Università Politecnica delleMarche, Ancona), Manuel Garcìa Roig(ETSAM Madrid), Zheng Shilling (TongjiUniversity Shanghai), M. Chiara Torricelli(Università <strong>di</strong> Firenze)Comitato <strong>di</strong> RedazioneE<strong>di</strong>torial BoardAdolfo F. L. Baratta, Veronica Dal Buono,Alberto Ferraresi, Roberto Gamba,Igor Maglica, Chiara TestoniCoor<strong>di</strong>namento RedazionaleE<strong>di</strong>torial Coor<strong>di</strong>nationDavide Cattaneo, Caterina ZanniArt DirectorIgor MaglicaGrafica EsecutivaArtworkGraphic Line, FaenzaOrgano Ufficialedell’ANDIL Assolaterizivia Alessandro Torlonia 1500161 Romatel. 0644236926 (r.a.)fax 0644237930an<strong>di</strong>l@laterizio.itwww.laterizio.itASSOCIATO A:ASSOCIAZIONE NAZIONALEEDITORIA PERIODICA SPECIALIZZATAAutorizzazione del Tribunale <strong>di</strong> Milano n. 869del 18.2.1987. Iscrizione al registro operatoridella comunicazione n. 6357 - ISSN 0394-1590.La Direzione non risponde delle idee odopinioni espresse dagli Autori degli articoli.Proprietario ed E<strong>di</strong>tore: Il Sole 24 Ore S.p.A.Sede Legale: via Monte Rosa, 91 – 20149 MilanoPresidente: Giancarlo CeruttiAmministratore Delegato: Donatella TreuDirettore E<strong>di</strong>toriale Business Me<strong>di</strong>a: Mattia LosiSede Operativa: via C. Pisacane, 1 – 20016 Pero (Mi) – tel. 02 30223002Ufficio Pubblicità: lorena.villa@ilsole24ore.com – tel. 02 30226836Ufficio Traffico: impianti.e<strong>di</strong>toriaspecializzata@ilsole24ore.com – tel. 051 6575842Abbonamenti: servizioclienti.perio<strong>di</strong>ci@ilsole24ore.com – tel. 06 30225680Stampa Faenza Industrie Grafiche, Faenza (Ra) – Tiratura <strong>di</strong> questo numero 18.000 copiemain sponsorSoluzioni Tecnicheper l’Architetturae le CostruzioniSALONE INTERNAZIONALE DELL’EDILIZIA


E<strong>di</strong>torialeAlberto CarusoMattoni svizzeriQui e nella pagina a fianco: Burkard Meyer Architekten.E<strong>di</strong>ficio <strong>di</strong> appartamenti in Martinsbergstrasse, Baden,Svizzera (Costruire in Laterizio n. 110, marzo-aprile2006, pp. 14-19; foto: Reinhard Zimmermann).Le architetture rivestite in laterizio, pubblicate in questo numero della rivista, sonosituate in Svizzera, un Paese nel quale l’in<strong>di</strong>scusso simbolo dell’architettura moderna èil beton. L’occasione si presta, innanzitutto, per riflettere sul semperiano “principio delrivestimento” nell’ambito della tra<strong>di</strong>zione elvetica del Moderno. Poche sono, infatti, learchitetture in laterizio nella storia moderna svizzera. L’unico architetto <strong>di</strong> fama che haadottato il mattone <strong>di</strong> “cotto”, facendolo <strong>di</strong>ventare l’elemento più riconoscibile delsuo modo <strong>di</strong> progettare, è il ticinese Mario Botta, che <strong>di</strong>chiara apertamente la suaappartenenza alla cultura architettonica italiana e la sua passione per la cittàme<strong>di</strong>terranea, per le piazze e la densa socialità della penisola. Non è tanto unaquestione <strong>di</strong> estraneità culturale, quella del mattone <strong>di</strong> “cotto”, rispetto alla modernitàelvetica, quanto <strong>di</strong> <strong>di</strong>stanza delle proprietà del materiale rispetto alle tecnichecostruttive (queste sì assurte a vera e propria tra<strong>di</strong>zione, continuamente rinnovata) checostituiscono, nella formazione degli architetti e degli ingegneri, fondamento della lorocultura. È in Svizzera che, quando si parla del mestiere, si può appropriatamente usareil termine “cultura tecnica”, componendo due sostantivi attraverso l’aggettivazione <strong>di</strong>uno <strong>di</strong> loro rispetto all’altro, che in italiano sono invece comunemente usati unocontro l’altro. In Italia, la rottura illuministica dell’unità dellacultura tecnica tra ingegneri, costruttori e architetti esteti non èmai stata compiutamente ricomposta. Al contrario, oggi lamarginalità sociale del mestiere dell’architetto (e lacorrispondente residuale incidenza del suo apportoprofessionale nella produzione e<strong>di</strong>lizia) sta conquistando livelli<strong>di</strong> <strong>di</strong>ffusione che nessun successo internazionale delle poche archistar riesce acorreggere. La struttura <strong>di</strong> cemento armato degli e<strong>di</strong>fici elvetici è continua e forma lascatola perimetrale, e quin<strong>di</strong> il paramento <strong>di</strong> mattoni <strong>di</strong> “cotto” svolge un ruolo <strong>di</strong>rivestimento del muro portante. L’isolamento è situato tra il “faccia a vista” <strong>di</strong> laterizioe la struttura resistente (come nel progetto <strong>di</strong> Gigon e Guyer pubblicato nella rubrica“Dettagli”), con il primo agganciato puntualmente alla seconda. Oppure, lo stratocoibente è situato all’interno rispetto al muro portante, e allora il ponte termicoformato dalle solette (anch’esse in cemento armato per consentire, unitamente al settoperimetrale continuo, gran<strong>di</strong> luci e libertà <strong>di</strong>stributiva) è risolto separando la loro massadall’involucro. In ogni caso, si tratta <strong>di</strong> un rivestimento, <strong>di</strong> un elemento aggiunto alloschema strutturale finito e funzionante; mentre nella più comune muratura “a cassavuota”, tipica del “costruire italiano”, con struttura a telaio in c.a., il muro <strong>di</strong> lateriziocostituisce a tutti gli effetti l’involucro <strong>di</strong> tamponamento tra un pilastro e l’altro. E nellapiù <strong>di</strong>ffusa tra<strong>di</strong>zione costruttiva, ancora adottata alle nostre latitu<strong>di</strong>ni negli e<strong>di</strong>fici <strong>di</strong>altezza limitata, il paramento <strong>di</strong> “cotto” svolge anche una funzione portante.Tuttavia va detto anche che, nei “trattati” elvetici più aggiornati, come nel Architekturkonstruieren: vom Rohmaterial zum Bauwerk: ein Handbuch, scritto da Andrea Deplazes peril Politecnico <strong>di</strong> Zurigo, il muro <strong>di</strong> mattoni non viene illustrato come rivestimentodella struttura in beton, ma come elemento portante, o abbinato a blocchi, sempre <strong>di</strong>laterizio, dotati <strong>di</strong> proprietà isolanti e/o resistenti (ve<strong>di</strong> il <strong>di</strong>segno nella pagina a fianco).A livello culturale, evidentemente, l’antica natura <strong>di</strong> materiale portante oppone ancoraresistenza. In Svizzera, è il muro <strong>di</strong> beton l’elemento con funzioni strutturali pereccellenza che ha sostituito l’antica cortina muraria <strong>di</strong> pietra. L’utilizzo dellestraor<strong>di</strong>narie proprietà plastiche del beton è <strong>di</strong>ventato poetica, e <strong>di</strong>verse costruzionirecenti vengono realizzate con una doppia parete <strong>di</strong> cemento, con interpostol’isolamento, in modo da godere sensorialmente del materiale sia dentro che fuori.Alla fine degli anni ’90, si è assistito, nella Svizzera tedesca, ad uno spostamentodell’approccio progettuale verso la “pelle” degli e<strong>di</strong>fici. Una tendenza della ricerca cheè stata indotta da nuovi concetti percettivi dell’architettura, per cui lo strato più esterno<strong>di</strong> una costruzione viene concepito come appartenente alla città o al paesaggio, quale2 CIL 141


Burkard Meyer Architekten. Sezione costruttivadell’e<strong>di</strong>ficio (da Andrea Deplazes, Architekturkonstruieren: vom Rohmaterial zum Bauwerk: einHandbuch, Birkhauser, Basel).elemento deputato a stabilire le relazioni esterne. Jacques Herzog, che ama esprimere isuoi concetti in forma efficacemente iperbolica, ha sostenuto che …Un e<strong>di</strong>ficio è une<strong>di</strong>ficio. In questo siamo assolutamente anti-rappresentativi. La forza dei nostri e<strong>di</strong>fici risiedenell’impatto viscerale e imme<strong>di</strong>ato che essi hanno sullo spettatore. È questo che è importante inarchitettura (El Croquis n. 84, 1997). L’architettura della “pelle” è stata sostenuta, comepuò avvenire soltanto in un ambiente culturale così fortemente impegnato sul pianotecnologico, da una vasta ricerca tecnica sui materiali, che ha prodotto nuovimanufatti e modalità innovative come le “pareti ventilate”. In questa atmosfera, hannotrovato nuovo spazio anche esperienze <strong>di</strong> rivestimento con il laterizio, che hannorecuperato significativi riferimenti con i maestri della tra<strong>di</strong>zione moderna del mattone,importante soprattutto nella storia dell’architettura tedesca. Considerare, quin<strong>di</strong>, il“cotto” come rivestimento vuol <strong>di</strong>re esaminare, sia dal punto <strong>di</strong> vista della criticaarchitettonica che della effettiva pratica del mestiere, il materiale da una prospettiva<strong>di</strong>versa da quella generalmente considerata più usuale. Un’occasione, dunque, perricercare e scoprire materialità <strong>di</strong>verse e nuove, con un atteggiamento laicamentespregiu<strong>di</strong>cato rispetto a convinzioni sull’appropriatezza ritenute in<strong>di</strong>scutibili. I blocchiresidenziali pubblicati in questo numero <strong>di</strong> Costruire in Laterizio hanno in comune unageometria rigorosa ed elementare. Essi ospitano tuttavia <strong>di</strong>stribuzioni complesse, dotate<strong>di</strong> gran<strong>di</strong> bucature aperte sugli spazi pubblici, ed uniscono l’aspetto astratto e minimale,scevro da ogni riferimento regionalista, con la ricerca <strong>di</strong> nuove domesticità. Questiesempi richiamano un tema interessante della più recente architettura elvetica, quellodella politica dei gran<strong>di</strong> centri urbani, principalmente Zurigo, <strong>di</strong>retta a favorire “ilritorno in città”, a promuovere l’inversione della tendenza alla <strong>di</strong>ffusione inse<strong>di</strong>ativache, negli scorsi decenni, ha cominciato a mo<strong>di</strong>ficare anche il paesaggio elvetico, purcon caratteri e quantità <strong>di</strong>verse dall’Italia. Dopo la fase delle trasformazioni residenzialidelle gran<strong>di</strong> aree industriali <strong>di</strong>smesse, l’attenzione della politica e della culturaarchitettonica svizzera si è rivolta agli interventi <strong>di</strong> nuova costruzione-sostituzioneampliamento<strong>di</strong> e<strong>di</strong>fici nella città più strutturata. La cultura antiurbana, che haprovocato la periurbanizzazione delle campagne, è stata alimentata dall’inadeguatezzaalla nuova domanda dell’offerta <strong>di</strong> alloggi nei gran<strong>di</strong> immobili realizzati tra le guerre enell’ultimo dopoguerra: abitazioni in serie, con <strong>di</strong>stribuzioni troppo economiche erigide, con scarsa privatezza degli affacci esterni, che corrispondevano a fabbisognisociali superati da tempo. In assenza <strong>di</strong> alternative, è stata l’abitazione unifamiliareisolata a rappresentare l’in<strong>di</strong>vidualità e la flessibilità necessaria alla mobile composizione<strong>di</strong> gruppi familiari <strong>di</strong> soggetti giovani, istruiti e con red<strong>di</strong>ti più elevati. Il “ritorno incittà” viene favorito da una progressiva mo<strong>di</strong>fica dei criteri progettuali, interessanteanche le case in affitto, che si richiama alla tra<strong>di</strong>zione della casa borghese più che aquella delle case sociali che hanno scritto la storia del razionalismo mitteleuropeo. Lenuove abitazioni, realizzate anche rinnovando i fabbricati pluriplano, che hannostoricamente costituito i gran<strong>di</strong> isolati urbani, offrono alloggi più gran<strong>di</strong>, con<strong>di</strong>stribuzioni flessibili e personalizzate e garantiscono spazi <strong>di</strong> privacy. Una politica<strong>di</strong>retta a <strong>di</strong>mostrare che l’intensità delle relazioni sociali propria della compatta città delNovecento può coniugarsi con la riservatezza ed il comfort dell’alloggio in<strong>di</strong>viduale.Ecco allora il fiorire della ricerca <strong>di</strong> nuovi riferimenti necessari per realizzare progetti<strong>di</strong> densificazione sociale della città. Dalla riscoperta degli esempi del protorazionalismoa quella del piano libero corbusiano, all’architettura degli anni ’40 e ’50, si è aperta unafase <strong>di</strong> innovazione architettonica basata soprattutto sulla sperimentazione <strong>di</strong> nuovelibertà tipologiche e <strong>di</strong>stributive. Realizzate soprattutto attraverso i concorsi, promossianche e soprattutto nelle iniziative private, queste innovazioni sono rese possibili dapolitiche urbane dal respiro strategico e largamente con<strong>di</strong>vise, sorrette da un’idea <strong>di</strong>città, da visioni capaci <strong>di</strong> elevarsi al <strong>di</strong> sopra della ricerca del consenso socialeimme<strong>di</strong>ato. Politiche <strong>di</strong> cui in Italia si sente un grande bisogno. 3EDITORIALE


ProgettiIgor MaglicagwjarchitekturCampus Careuma ZurigoUno degli spazi “attrezzati” tra gli e<strong>di</strong>fici attraversol’uso <strong>di</strong> <strong>di</strong>fferenti quote altimetriche, pareti <strong>di</strong> cinta,zone ver<strong>di</strong> e <strong>di</strong>versi tipi <strong>di</strong> pavimentazione.Nella pagina a fianco:rampa <strong>di</strong> risalita, parallela alla strada, che conduceai due e<strong>di</strong>fici residenziali <strong>di</strong> Pestalozzistrasse. Sulfondo, uno scorcio dell’e<strong>di</strong>ficio a corte Careum 1.FOTOGRAFIE René DürrNel 1880 il pastore svizzero HermannWalter Bion suggerì <strong>di</strong> istituire unospedale e una scuola professionale perinfermiere nel quartiere Fluntern <strong>di</strong> Zurigo,sotto l’egida della Croce Rossa. Inseguito ad una crisi gestionale, nel 1997,l’ente fu tuttavia costretto a far cessare leattività. Ciò costrinse gli amministratoria ripensare con decisione al futuro dellaFondazione, facendo emergere la necessitàdella sua in<strong>di</strong>pendenza economica espingendoli ad assumere il ruolo <strong>di</strong> promotoriimmobiliari. Due anni dopo, infatti,invitano 5 stu<strong>di</strong> <strong>di</strong> progettazione aduna gara per la realizzazione <strong>di</strong> un campusospedaliero sull’area <strong>di</strong> loro proprietà.La commissione giu<strong>di</strong>catrice scelse ilprogetto dello stu<strong>di</strong>o GWJArchitektur<strong>di</strong> Berna, che in seguito fu realizzato indue fasi e, una volta completato, inauguratonel 2007 durante un open dayrivolto alla popolazione.Il Campus Careum sorge in una zonacentrale della città chiamata “Die Platte”,<strong>di</strong> fronte al quartiere ospedaliero, accantoa quello universitario e “sotto” (per <strong>di</strong>fferenza<strong>di</strong> quote altimetriche) la vastaarea <strong>di</strong> ville altoborghesi <strong>di</strong>slocate sulmonte Zürichberg (631 m). Per la suaposizione geografica e morfologica, ilcomplesso svolge un compito importanteall’interno della maglia urbanisticadella maggiore città svizzera, assumendoil ruolo <strong>di</strong> trait d’union tra un elitarioquartiere residenziale e zone più popolaricon funzioni sociali.Il Campus è composto da 5 e<strong>di</strong>fici, <strong>di</strong> cui2 assolvono a funzioni scolastiche e 3 aquelle residenziali (i proventi degli affittidei 42 appartamenti sono utilizzati perfinanziare le attività della Fondazione).Tre volumi (orientati nord-sud) vicini aimargini meri<strong>di</strong>onali dell’area hannoaltezze uguali, mentre i due e<strong>di</strong>fici“<strong>di</strong>etro”, <strong>di</strong> altezze maggiori, sonoruotati <strong>di</strong> 90°. L’intera composizione,posta dentro un’area <strong>di</strong> forma trapezoidalecircondata sui 3 lati da strade urbane,presenta un’aria or<strong>di</strong>nata e gradevole incui i volumi sono <strong>di</strong>sposti come un pezzo<strong>di</strong> città. I progettisti hanno abilmentesfruttato la forte pendenza del sito (circa15 m) in <strong>di</strong>rezione nord-sud per dareforma, negli spazi residui tra i volumi, acortili, vicoli e terrazze, configurati dapareti murarie, scale, scalinate, opered’arte all’aperto e zone ver<strong>di</strong> progettatedal paesaggista Klötzli Friedl.I 5 e<strong>di</strong>fici, che utilizzano forme architettonichenette, sono stati interamente rivestitiin laterizio proveniente dalla Germania,con sfumature <strong>di</strong> rosso e blu, doveogni mattone è <strong>di</strong>verso, come se realizzatoartigianalmente. Ciò conferisce alcomplesso un’omogeneità visiva, caratterizzandolodal punto <strong>di</strong> vista espressivo,anche se ogni singolo volume partecipaattivamente all’insieme architettonico.Il linguaggio è rigoroso e volutamenteessenziale, scan<strong>di</strong>to dall’alternanza dei“vuoti” e “pieni” delle facciate.Le fasce orizzontali, corrispondenti allospessore della soletta e dello spazio liberosotto la finestra (o apertura), sono caratterizzateda una posa tra<strong>di</strong>zionale deimattoni, mentre le altre superfici rimanentihanno una texture più elaboratache conferisce un <strong>di</strong>segno meno monotonoal complesso.I due e<strong>di</strong>fici (Careum 1 e Careum 2) cheospitano funzioni <strong>di</strong>dattiche, posti nellaparte ovest dell’area, sono collegati traloro al terzo livello. Il primo, <strong>di</strong> formaquasi quadrata, è organizzato in piantaintorno a un cortile coperto, una Stu<strong>di</strong>erhof,luogo in cui passare il tempo liberostu<strong>di</strong>ando e “socializzando”.Questo volume, che tra l’altro ospita unacaffetteria al piano terra, si <strong>di</strong>stingue daglialtri per la sua forma (i 4 restantihanno configurazioni rettangolari) e perla posizione strategica rispetto alla città(è all’incrocio tra due vie urbane importanti,<strong>di</strong> fronte al quartiere ospedaliero). 4 CIL 141


5PROGETTI


Vista del collegamento al terzopiano tra gli e<strong>di</strong>fici scolasticiCareum 1 e Careum 2.Pianta del piano terra.


Vista del cortile tradue e<strong>di</strong>fici residenziali<strong>di</strong> Pestalozzistrasse.MOUSSONSTRASSE.Pianta del terzo livello.GLORIASTRASSEPESTALOZZISTRASSE


UGVUGVScorcio della Pestalozzistrasse. Sullo sfondole due testate degli e<strong>di</strong>fici residenziali.Scheda tecnicaProgetto: GWJArchitektur AGTeam: Nick Gartenmann, Mark Werren, DonatSenn, Daniel Steck (PL), Peter Abt, Olivervon Allmen, Madeleine Bodmer, SabineDäscher, Regula Deutsch, ChristianFrischknecht, Chris Gubelmann, RetoHinden, Daniel Iseli, Roland Iseli, RogerJor<strong>di</strong>, Simone Siegenthaler, RudolfScheidegger, Stefan Schneider, ChristianSchwertfeger, Jasmine Steiner, SandraSteiner, Peter Recrosio, Katrin Rochor,Janine Rohrbach, Xavier Zen RuffinenStrutture: Henauer Gugler AG, ZurichPaesaggio: Klötzli + Friedli AG, BernIlluminazione: Reflexion AG, ZurichCliente: Stiftung Careum, ZürichImporto: 80 milioni CHFCronologia: 2000, primo premio gara ad inviti; 2001,progetto definitivo; 2003, inizio cantiere;2007, fine dei lavoriUGVDettaglio <strong>di</strong> sezione dell’e<strong>di</strong>ficio Careum 1.Qui e nella pagina a fianco:vista dalla quota altimetrica alta: in primopiano l’e<strong>di</strong>ficio Careum 2, a destra Careum 1e a sinistra l’e<strong>di</strong>ficio residenziale<strong>di</strong> Moussonstrasse.Nella pagina a fianco:vista dall’incrocio citta<strong>di</strong>no traGloriastrasse e Pestalozzistrasse.


9PROGETTI


ProgettiChiara Testonibaumschlager & eberleIntervento residenzialea Rosenbüchelstrasse,St. Gallen“In genere <strong>di</strong>co ai miei collaboratori chele linee non mi interessano. Le linee in architetturanon esistono. Ogni cosa è costruitacon un certo materiale, ha una sua particolareconsistenza e un proprio peso (…).Non c’è mai una linea sulla carta che noinon sappiamo esattamente cosa sia”.Con queste parole, riportate in un’intervistasul numero 11 della rivista “2G”,Dietmar Eberle - dello stu<strong>di</strong>o Baumschlager& Eberle - <strong>di</strong>chiarava apertamentela sua personale interpretazionedel fare architettura, un mestiere chetroppo spesso indulge a sterili formalismi<strong>di</strong>menticando l’obiettivo prioritario adesso correlato, cioè quello <strong>di</strong> una tettonicache resista concretamente al trascorreredel tempo e che ottemperi coscientementealle esigenze funzionali epsicologiche dell’utenza. L’interventoresidenziale <strong>di</strong> Rosenbüchelstrasse,a St. Gallen, è una convincenteprova della sensibilità progettuale che loStu<strong>di</strong>o austriaco ha da tempo sviluppato.Il complesso abitativo è situato in uncontesto in cui le frange meri<strong>di</strong>onali urbanizzatedel capoluogo svizzero sfumanogradualmente in un ambito rurale<strong>di</strong> notevole pregio ambientale, vivacementeanimato da un’orografia variabile.Le monolitiche architetture residenzialiintroducono indubbiamente un elemento<strong>di</strong> forte trasformazione del luogostabilendo, con grande decisione e senzaintenti falsamente mimetici, il predominiodell’intervento “antropico” sul paesaggio“naturale”. Tuttavia, a <strong>di</strong>fferenzadelle purtroppo frequenti costruzioni“estensive” che sacrificano agli appetitispeculatori degli impren<strong>di</strong>tori immobiliari<strong>di</strong> tutto il mondo ampie porzioniintegre <strong>di</strong> territorio, soprattutto periferico,lo Stu<strong>di</strong>o ha inteso perseguire unmaggiore controllo in termini <strong>di</strong> usodello spazio. È stato così concepito undenso impianto e<strong>di</strong>ficato, sviluppato soprattuttoin altezza, a beneficio dellaconservazione in pianta <strong>di</strong> ampie areeinterstiziali a verde a cui è demandatauna funzione connettiva tra i fabbricati.Il risultato è una realizzazione dalla forteconnotazione massiva che non rinunciaa garantire l’in<strong>di</strong>spensabile qualità abitativadel complesso, percepito dagli abitanticome un “quartiere” chiaramentericonoscibile, dove le relazioni <strong>di</strong> vicinatomaturano e si consolidano nellepiacevoli aree ver<strong>di</strong> comuni, attrezzatecon percorsi pedonali, da cui si apronoincantevoli scorci sul paesaggio circostante.L’intervento è stato realizzato intre stralci funzionali, dal 2004 al 2007: ilprimo stralcio ha visto la costruzione <strong>di</strong>7 blocchi, il secondo <strong>di</strong> 4, il terzo <strong>di</strong> 3,per un totale <strong>di</strong> 14 fabbricati. Attualmente,è in corso <strong>di</strong> progettazione unquarto stralcio funzionale. Gli e<strong>di</strong>ficisono collocati in aderenza a un ripidodeclivio, con accesso da Rosenbüchelstrasseai fabbricati situati alla quota superioredella scarpata e da Oberstrasse aquelli al livello inferiore. Ciascuno dei 14blocchi ospita unità immobiliari <strong>di</strong>slocatein numero <strong>di</strong> due o tre per piano,con superficie variabile tra 80 e 170 m 2 .Gli ultimi due piani sono arretrati rispettoal filo esterno della facciata, pergarantire una maggiore <strong>di</strong>sponibilità <strong>di</strong>spazio alla terrazza superiore con vista sulpaesaggio. Il piano interrato, scavato nellanaturale morfologia del terreno, ospita leautorimesse e le cantine. L’intervento sicaratterizza per una configurazione decisamenteomogenea: l’acceso cromatismoe la vibrante qualità tattile dellesuperfici in laterizio faccia a vista costituisconoil leitmotiv della realizzazione.I fabbricati sono connotati da volumirigorosi che rifuggono la banalizzazione<strong>di</strong> rigide simmetrie e <strong>di</strong>vengono efficacioccasioni per esplorare le molteplici variantisul tema del contrasto tra “compattezza”e “apertura” della massa mura-10 CIL 141


Sezione trasversale.Vista dei fabbricati da Oberstrasse.Nella pagina a fianco:planimetria generale conin<strong>di</strong>cazione dei 14 fabbricati inquestione (stralci 1°, 2°, 3°) a sudeste dell’e<strong>di</strong>lizia residenzialepreesistente a nord-ovest.FOTOGRAFIE©Eduard Hueber/archphoto11PROGETTI


1234567891011121314151614Vista dei fabbricatida Oberstrasse.Nella pagina a fianco:piante del piano terra e piano tipo.917181920Dettaglio della sezione esecutiva.Legenda:1. elemento prefabbricato rivestito in laterizio2. barra <strong>di</strong> irrigi<strong>di</strong>mento degli elementi prefabbricati3. klinker sp. 11,5 cm4. parapetto in calcestruzzo5. canale <strong>di</strong> sgrondo acqua6. giunto <strong>di</strong> <strong>di</strong>latazione7. protezione anticaduta8. davanzale prefabbricato9. impermeabilizzazione giunto <strong>di</strong> <strong>di</strong>latazione10. architrave prefabbricato11. sistema <strong>di</strong> oscuramento (veneziane)12. intercape<strong>di</strong>ne13. guaina traspirante14. pannello in fibra <strong>di</strong> gesso15. lana minerale16. barriera al vapore17. rivestimento in laterizio18. supporto strutturale in c.a.19. isolante20. schiuma <strong>di</strong> vetro12 CIL 141


13PROGETTI


ia. Le superfici continue vengono cosìerose da finestrature a tutta altezza aritmo variabile, che generano un vivace<strong>di</strong>namismo nei prospetti, e da ampielogge e balconi. Le bucature offrono superbevedute verso il paesaggio, suggerendo,attraverso l’intima relazione percettivatra architettura e contesto naturale,lo specifico plusvalore dell’intervento.La scelta <strong>di</strong> impiegare un materiale durevolee <strong>di</strong> notevole qualità espressivacome il laterizio faccia a vista denunciachiaramente l’intento dei progettisti <strong>di</strong>rimarcare l’importanza da loro attribuitaal valore della permanenza nel costruire, a<strong>di</strong>spetto <strong>di</strong> tante performance contemporaneefrutto <strong>di</strong> una progettualità che ambisceesclusivamente a stupire ma cherimane goffamente vittima della transitorietàdelle mode. Un intervento profondamenteequilibrato, dunque, in cuil’inflessibile <strong>di</strong>segno dell’ architetturaveicola un’ idea <strong>di</strong> “abitare” stabile, rassicurantee gradevole, in coerenza con ilprincipio archetipico che dovrebbe starealla base <strong>di</strong> qualsiasi processo <strong>di</strong> mo<strong>di</strong>ficazionedello spazio. Scheda tecnicaProgettazione: 1° stralcio, Baumschlager & EberleLochau ZT GmbH, Lochau, AT2°- 3° stralcio, BaumschlagerEberle Architekturbüro, Vaduz, FLReferenti: Marc Fisler, Torsten Guder, ElmarHaslerCollaboratori: Marius Cerha, Sonja Funk, MarkusIndrist, Ivonne Gramlich-Maier,Christian NäffPaesaggistica: Rotzler Krebs Partner GmbH,WinterthurStrutture: Gruner + Wepf Ingenieure, St. GallenAcustica: Zumbach und Partners SA, FlawilImpianti: Enplan AG, St. GallenSteger AG, AadorfCommittente: Swiss Life, Lebensversicherung eRentenanstalt, ZürichImpresa: Senn BPM AG, St. GallenDimensioni: sup. del lotto, 32.200 m 2 ;sup. e<strong>di</strong>ficabile, 17.800 m 2 ;area <strong>di</strong> costruzione, 6.150 m 2 ;volume, 80.200 m 3Cronologia: 2004, progetto; 2007, fine lavoriVista <strong>di</strong> scorcio dei fabbricati prospicienti Oberstrasse.Nella pagina a fianco:vista dei fabbricati alla quota superioredella scarpata, da Rosenbüchelstrasse.14 CIL 141


15PROGETTI


ProgettiClau<strong>di</strong>o Piferiburkard meyer architektenE<strong>di</strong>fici residenzialia Pfungen, ZurigoProspetto frontale.Nella pagina a fianco:prospetto est sugli accessi pedonali.FOTOGRAFIE Roger FreiIl complesso residenziale, progettatoda Burkard Meyer Architekten,sorge all’interno <strong>di</strong> una vasta area soggettaad un interessante piano <strong>di</strong> recuperourbano. Quando nel 2000 cessòdefinitivamente la produzione <strong>di</strong> elementiin laterizio per coperture, l’ex areaKeller a Pfungen, <strong>di</strong> circa 40.000 m 2 <strong>di</strong>estensione, fu oggetto <strong>di</strong> un articolatopiano <strong>di</strong> riconversione e riqualificazioneche prevedeva la costruzione <strong>di</strong><strong>di</strong>versi complessi.La localizzazione del lotto è particolarmenteinteressante in quanto, collocatoin posizione sopraelevata, si affaccia anord tra le colline della regione vinicolazurighese e a sud sull’ampia zonaalluvionale del Tössebene, <strong>di</strong>stante dallaviabilità principale ma vicino alla stazioneed in prossimità <strong>di</strong> e<strong>di</strong>fici pubbliciquali scuole ed uffici postali. Loskyline è ancora dominato dalla presenzadella ex ciminiera della fornace,mentre tutta l’area sta assumendo semprepiù le caratteristiche <strong>di</strong> un borgoresidenziale invece che <strong>di</strong> un’area industriale<strong>di</strong>smessa.Il “piano <strong>di</strong> riqualificazione”, a memoriaproprio del passato industriale, prevedevaper tutti gli e<strong>di</strong>fici l’impegno adutilizzare il laterizio faccia a vista, presentein molte delle costruzioni dellazona; inoltre, l’impostazione generaledel programma, in aggiunta alla realizzazione<strong>di</strong> un nuovo asse viario <strong>di</strong> accessoall’area nella zona est, collegato<strong>di</strong>rettamente con un parcheggio pubblico,contemplava molteplici destinazionid’uso, quali residenziale, <strong>di</strong>rezionalee commerciale. La possibilità <strong>di</strong> riqualificarealcune costruzioni esistenti erealizzare nuovi volumi, utilizzando illaterizio faccia a vista come leit-motiv delcostruito, ha permesso <strong>di</strong> inserire coerentementei nuovi e<strong>di</strong>fici nel tessutoesistente creando un “quartiere organicoche <strong>di</strong>aloga ottimamente con il passatoma profondamente proiettato verso ilfuturo” (dalla relazione <strong>di</strong> progetto).L’intervento, progettato da BurkardMeyer Architekten, riguarda soltanto ladestinazione residenziale e, sebbene appaiacome un unicuum, può essere sud<strong>di</strong>visoin due blocchi ognuno dei qualicomposto da due corpi <strong>di</strong> fabbrica: unblocco è caratterizzato dalla presenza <strong>di</strong>14 appartamenti, mentre l’altro è compostoda 16 appartamenti.I quattro e<strong>di</strong>fici appaiono ben sal<strong>di</strong> sulterreno in forte pendenza, <strong>di</strong> cui ne seguonoil profilo. La massività è data daifronti che, seppur caratterizzati dallapresenza <strong>di</strong> molte bucature (balconi,terrazze, cortili e finestre), appaiono comunquecompatti e soli<strong>di</strong>.Le superfici in laterizio sono interrotteda aperture quasi sempre a tutta altezza,posizionate al filo interno. La particolarecollocazione degli infissi, in alluminio, ela presenza <strong>di</strong> una cornice bianca leggermenteaggettante dal piano della facciataaccentuano la profon<strong>di</strong>tà dellamuratura e generano giochi chiaroscuraligeometrici e netti. Ognuno dei 4volumi è composto da un corpo scalacentrale <strong>di</strong> forma quadrata su cui si organizzanoi locali destinati ad abitazione.Al piano interrato sono presenti le cantineed i locali tecnici, mentre gli appartamentisi sviluppano dal piano terra alterzo. Ad ogni piano sono collocati 2appartamenti <strong>di</strong> <strong>di</strong>fferenti metrature aseconda della presenza <strong>di</strong> balconi o terrazzepiù o meno ingombranti, tranneall’ultimo piano dei due corpi più amonte che prevedono la presenza <strong>di</strong>un’unica grande abitazione a vano scala.Il paramento <strong>di</strong> facciata, montato su <strong>di</strong>una struttura portante in setti <strong>di</strong> calcestruzzoarmato, è realizzato utilizzandoun particolare mattone della Keller AG,posato <strong>di</strong> punta invece che <strong>di</strong> piatto, coni giunti orizzontali allineati e quelli ver-16 CIL 141


17PROGETTI


Prospetto est.Piante del piano primo.ticali sfalsati, caratterizzato da forma irregolaree finitura cangiante. L’assenza <strong>di</strong>regolarità geometrica e superficiale deglielementi in laterizio, a contatto conla luce, genera una vibrazione che alleggeriscel’immagine della facciata.Quest’ultima, anche per merito dellebucature <strong>di</strong>sposte irregolarmente (avolte allineate una sull’altra, oppure leggermentespostate rispetto all’asse centrale),appare, a seconda delle ore delgiorno, come una tenda <strong>di</strong> un tessuto,variante dal rosso al rosa, che ondeggiaal vento. Il rosso-rosato del mattone èinterrotto soltanto dal bianco e dal grigiodel calcestruzzo faccia a vista utilizzatoper le copertine dei balconi e dallebalaustre metalliche.18 CIL 141


I muri <strong>di</strong> cinta in calcestruzzo faccia avista grigio chiaro, caratterizzanti fortementeil progetto, esaltano ulteriormente,con il loro contrasto, la colorazionee la massività del mattone. Planimetriageneraledell’intervento.Scheda tecnicaProgetto: Burkard Meyer Architekten BSACollaboratori: U. Burkard, A. Ruegg, A. Dorsch,B. Hertle, S. Holenstein, I. Kuhn, P.Ru<strong>di</strong>suli, M. Sigg.Strutture: Walt+Galmarini AG, ZurigoImpianti: PGMM Schweiz AG (HLSK),Herzog Kull Group (Elektro),Wichser AkustiK u. BauphysikDimensioni: superficie utile 4.741 m 2 ,superficie lorda 5.500 m 2 ,volume 19.588 m 3Costi: 14.375.000 CHFCronologia: 2005, piano <strong>di</strong> recupero;2006, progetto; 2009, realizzazioneN19PROGETTI


Prospetto laterale e sezione trasversale.25 4 2.23 24 23 3.02 28 12 2.48 28 12 2.48 28 12 2.48 24 81 6Nella pagina a fianco:texture <strong>di</strong> facciata.20 CIL 141


21PROGETTI


ProgettiCarmen MuruaL’architetto ginevrino Charles Pictet– con la presente opera, terminata nel2008 e premiata nel 2010 con la Distinctionromande d’architecture – si è confrontatocon la progettazione <strong>di</strong> un’orangerie,sorta <strong>di</strong> giar<strong>di</strong>no d’inverno o limonaia, e<strong>di</strong> alcuni spazi agricoli e <strong>di</strong> svago ad essaannessi. La nuova costruzione, e<strong>di</strong>ficataall’interno <strong>di</strong> un vasto parco appartenentead una villa ottocentesca a Vandoeuvres,spicca tra gli alberi e la vegetazione,in una posizione isolata, ma benvisibile, fondendosi perfettamente conla natura. Il risultato finale, grazie ad un<strong>di</strong>segno razionale che ne accompagnal’integrazione nell’ambiente circostante,charles pictetPa<strong>di</strong>glioni nel parco <strong>di</strong>una villa a Vandoeuvres,Ginevraè un armonioso connubio tra natura earchitettura.L’or<strong>di</strong>nata e rigorosa composizione, ottenutacon l’impiego <strong>di</strong> un modulo quadratoricorrente, ha portato ad un impiantogeometrico molto chiaro, conl’organizzazione planimetrica <strong>di</strong> duepiccoli pa<strong>di</strong>glioni. Questi sono <strong>di</strong>spostiasimmetricamente secondo assi ortogonalie in modo tale da lasciare tra loropiacevoli spazi all’aperto che accolgonole nuove piante, le serre degli ortaggi euna piscina all’aperto. Il risultato generaleè un’equilibrata composizione <strong>di</strong>pieni e vuoti da potersi godere in unapromenade architettonica.I due e<strong>di</strong>fici sono addossati ad un lungomuro <strong>di</strong> recinzione che delimita unastrada carrabile <strong>di</strong> servizio e chiude laproprietà del parco sul lato nordest; inoltre,i due volumi sono impostati su quote<strong>di</strong>fferenti sfruttando la lieve pendenzadel terreno. In quella più alta, e vicina allavilla, si trova il giar<strong>di</strong>no d’inverno apertoverso dei prati ricolmi d’erbe me<strong>di</strong>cinali;si tratta <strong>di</strong> una costruzione longitu<strong>di</strong>nalecostituita dalla sequenza interna <strong>di</strong> seipiccole celle, con un prospetto caratterizzatoda tre gran<strong>di</strong> riquadri che accolgonovasche per le erbe aromatiche.Alla quota altimetrica più bassa è situatol’e<strong>di</strong>ficio con le stalle, con gli ingressi rivoltiverso gli altri fronti, che presentauna forma ad “U”, tale da configurareun piccolo cortile. Nonostante l’autonomiae l’in<strong>di</strong>pendenza dei due fabbricati,l’intervento risalta per il carattereunitario ed omogeneo, grazie al ruolorilevante dei muri <strong>di</strong> mattoni a vista, <strong>di</strong>sposti<strong>di</strong> lista, che, con la loro presenza,tanto all’interno come all’esterno, generanouna grande coesione dell’insieme.I muri portanti, <strong>di</strong> consistente e insolitospessore, compongono facciate prived’ogni aggettivazione decorativa od ornamentale.Si è rinunciato, inoltre, al <strong>di</strong>segnodei prospetti poiché la bellezza ètutta insita nel materiale utilizzato: unmattone lungo e sottile, <strong>di</strong> un bel coloregrigio-bruno. Le aperture ritagliate neifronti hanno i serramenti montati consemplici angolari <strong>di</strong> ferro, senza mazzetta,in modo da non interrompere lacontinuità e la consistenza muraria.La costruzione dei solai è avvenuta seguendoil sistema tra<strong>di</strong>zionale artigianaledelle piccole volte parallele a botte, coni mattoni <strong>di</strong> volta appoggiati su dellecentine che scorrono sopra regoli fissatisu piccole travi in cemento armato.Il colore scuro del mattone capta l’illuminazionenecessaria per mettere inrisalto le forme dei muri, la loro soli<strong>di</strong>tàstatica e per far sì che i loro contorni si<strong>di</strong>segnino con decisione su un fondocontrastante e armonico in mezzo allarigogliosa natura circostante .Pictet, in maniera semplice, ma appuntoper questo assai sapiente, ha dato unsenso scenografico all’intervento e, conun’attitu<strong>di</strong>ne più scultorea che pittorica,ha saputo valorizzare le qualità tattili deimuri, il loro aspetto massivo e tettonico,riuscendo a rendere la propria architetturauna presenza atemporale perfettamenteintegrata nel parco della villa. 22 CIL 141


I due pa<strong>di</strong>glioni sono integrati in perfetta armoniacon la natura del parco.Planimetria generale.FOTOGRAFIE Francesca GiovanelliScheda tecnicaProgetto: Charles PictetCollaboratore: Soazig LemarchandStrutture: Erbeia, Damien Wälti, CarougeImpresa: BonnetDimensioni: 290 m 2 sup. complessivaCronologia: 2007-08, progetto e fine lavori23PROGETTI


Accesso al piccolo cortile configurato nell’e<strong>di</strong>ficio con le stalle.Sezione longitu<strong>di</strong>nale e trasversale.Modello del progetto senza coperture.Nella pagina a fianco:i pa<strong>di</strong>glioni visti dai prati d’erba me<strong>di</strong>ca.Fronte sud e pianta del piano terra.24 CIL 141


25PROGETTI


Vista dell’orangerie con le vascheper le erbe aromatiche.Particolare delle stalle.Sezione dell’orangerie con le piccole volteparallele a botte.Vista della copertura a botte in fase <strong>di</strong>costruzione.Nella pagina a fianco: le serre per gliortaggi collocate tra i due pa<strong>di</strong>glioni.26 CIL 141


27PROGETTI


ProgettiAdolfo F. L. BarattaA partire dall’antico centro storico, lacittà <strong>di</strong> Zurigo è sud<strong>di</strong>visa in do<strong>di</strong>ci quartieri:tra questi, quello residenziale <strong>di</strong>Wie<strong>di</strong>kon è stato e<strong>di</strong>ficato nell’ultimodecennio dell’Ottocento ed è contrad<strong>di</strong>stintoda ampi giar<strong>di</strong>ni e viali alberati chegli conferiscono un carattere omogeneoed accogliente. Si tratta <strong>di</strong> una zona conuna immagine urbana coerente, con caratteristicheformali e <strong>di</strong>mensionali piuttostoomogenee, che possiede con Idaplatzuno dei pochi <strong>di</strong>stretti a traffico limitatodella città. È proprio un e<strong>di</strong>ficioresidenziale, destinato a cinque famiglie,quello che lo stu<strong>di</strong>o HuggenbergerfriesArchitekten ha progettato per saturarehuggenbergerfries architektenE<strong>di</strong>ficio residenzialea Zurlindenstrasse,ZurigoNella pagina a fianco:oltre che dall’articolazione dei volumi,l’e<strong>di</strong>ficio è caratterizzato dalla presenza<strong>di</strong> gran<strong>di</strong> superfici vetrate.FOTOGRAFIE Beat Bühler, Zürich & Daniel Gerberuno dei pochi vuoti rimasti lungo ilcompatto fronte stradale che caratterizzaun grande plesso a corte <strong>di</strong> ottocentescamemoria. La scelta progettuale è stataquella <strong>di</strong> <strong>di</strong>chiarare l’appartenenza alcontesto urbano proponendosi, però,come elemento “eccezionale”: un componenteforte che serve a confermarel’elevato standard qualitativo delle costruzioniche si affacciano su Zurlindenstrasse.Da qui anche la scelta del linguaggioda adottare: un’architettura semplice,ma non per questo banale o retorica, imme<strong>di</strong>atamentericonoscibile, in grado <strong>di</strong>inserirsi <strong>di</strong>rettamente nell’immaginario<strong>di</strong> chi la incontra. Un e<strong>di</strong>ficio emergenteche trae il proprio significato dal rapportoche istituisce con il resto del quartiere.Il fabbricato è guidato da un usodella geometria (bi e tri<strong>di</strong>mensionale) edella <strong>di</strong>stribuzione che si compenetranocontinuamente, in una costante verificadello spazio concreto che rimane sempreal centro del pensiero architettonico delprogettista. In un impianto planimetricoregolare, si configura un volume caratterizzatoda aggiunte e sottrazioni. L’originarioe<strong>di</strong>ficio, parallelepipedo, è stato infatti“scavato” nella parte centrale lasciandoin evidenza una doppia loggia aipiani interme<strong>di</strong>, mentre una parte emergenteè stata aggiunta all’ultimo piano,visibile sul fronte principale. L’involucroè inoltre intagliato da ampie aperture cheannullano i filtri tra interno ed esterno,quasi estendendo le abitazioni privateverso gli spazi stradali. L’e<strong>di</strong>ficio è formatoda sei piani destinati a residenze eda un piano interrato riservato a locali <strong>di</strong>servizio. Dal marciapiede alberato <strong>di</strong>Zurlindenstrasse, si raggiunge l’ingresso ela spaziosa hall illuminata da gran<strong>di</strong> apertureposte su due lati. L’eterogeneità socialeche da anni contrad<strong>di</strong>stingue laSvizzera ha indotto il progettista a concepirealloggi con <strong>di</strong>fferenti caratteristiche:i primi quattro occupano ognuno unpiano mentre ad un duplex sono destinatigli ultimi due livelli. Ogni appartamentoha almeno un terrazza (tutte sfalsate traloro per garantire la privacy), oltre che unaffaccio sui due lati contrapposti, così daassicurare una adeguata ventilazione trasversale.La zona giorno è posta sul fronteprincipale, mentre la zona notte si trovanella parte più protetta e riservata che siaffaccia nella corte interna. Il forte contrasto<strong>di</strong> facciata è enfatizzato anche dalgioco cromatico fra le chiare e luminosesuperfici intonacate che contrad<strong>di</strong>stinguonol’attacco a terra dell’e<strong>di</strong>ficio, oltreche dalle larghe cornici delle aperture, edallo scuro del vibrato smalto del clinkerche definisce una cortina muraria compattaed unitaria. L’alternanza del lateriziocon le superfici intonacate e i rapportiche si stabiliscono tra pieni e vuoti sonosicuramente il risultato <strong>di</strong> una ricerca tecnicae linguistica nella quale sono sperimentateoriginali relazioni nell’impiegodel rivestimento murario.La scelta del clinker è dovuta anche allavolontà <strong>di</strong> “interrompere”, con un materialealtamente resistente, duraturo e facilmentepulibile, il riferimento cromaticopresente in molte architetture della28 CIL 141


29PROGETTI


Piante del quarto piano (in alto a sinistra)e del piano terra (in basso a sinistra).Piante del secondo piano (in alto a destra)e del primo piano (in basso a destra).0 1 2 3 4 5 10 20 m30 CIL 141


città. L’elegante carattere della costruzioneè ulteriormente accentuato dallefiniture interne: gli infissi, così come lepavimentazioni, sono prevalentemente <strong>di</strong>colore chiaro così da fondersi con il candoredelle superfici intonacate. La sceltamaterica degli spazi interni, che ha pienamentesod<strong>di</strong>sfatto la committenza, hacontribuito a creare degli ambienti conun’atmosfera piacevole ed armonica. Scorcio dell’immobile sul’asse stradale principale.Planimetria generale.Scheda tecnicaProgetto: Huggenbergerfries ArchitektenCollaboratori: Lena Bertozzi, David Bossert,Nicolàs Pirovino, Peter Reichenbach,Bettina Sche<strong>di</strong>Strutture: Aerni+Aerni IngenieureCosto: 3.500.000 CHFCronologia: 2004, progetto; 2006, costruzione31PROGETTI


Il quartiere Wie<strong>di</strong>kon è della fine dell’Ottocentoe presenta una trama urbana compassata all’internodella quale l’e<strong>di</strong>ficio dello stu<strong>di</strong>o Huggenbergerfriessi inserisce perfettamente.Il forte contrasto tra la cornice bianca delle aperturee il grigio antracite delle pareti è uno degli aspettipiù gradevoli dell’intervento.Nella pgina a fianco:sezione trasversale e longitu<strong>di</strong>nale.Pulizia formale e semplicità funzionale sonole matrici anche del progetto degli spazi interni.Così come per gli esterni, anche gli alloggi sonocaratterizzati dagli sfalsamenti <strong>di</strong> piani e livelli.33PROGETTI


ProgettiAlberto Ferraresibuch liechti graf zumsteg architektenBiblioteca cantonale<strong>di</strong> LiestalLa maggiore nettezza delle linee costitutivecaratterizza la sagoma del fabbricato<strong>di</strong> Liestal dopo l’intervento <strong>di</strong>riqualificazione. Senza orpelli in aggetto,né in alzato, l’opera rende evidenti le solegeneratrici geometriche del volume, siadel suo corpo costruito, sia del suo coperto.Così facendo, all’interno <strong>di</strong> unpaesaggio eminentemente montano, lanuova biblioteca richiama simbolicamentele nuove fattezze <strong>di</strong> una cima rocciosa:<strong>di</strong> giorno, la sommità è il punto incui la parte solida sfuma confondendosicon il cielo; dopo il crepuscolo <strong>di</strong>viene,invece, presenza luminosa visivamenteseparata dal suolo. La costruzione si organizzasu cinque livelli oltre il pianoterra. Un volume d’aria innesta al centrotutti i piani, collegandoli visivamente esegnando il cuore dell’intero e<strong>di</strong>ficio, sostenutoda possenti montanti lignei. L’internotraguarda e comunica con l’esternome<strong>di</strong>ante ampie finestrature, eccezionalmenteapprezzabili da estensioni a terrazzadei piani, e pure degli spazi de<strong>di</strong>catialla consultazione ed allo stu<strong>di</strong>o. Percomprendere il significato formale delleaperture nella composizione complessivadelle facciate, ancora si deve tornarealla copertura, anch’essa confermatacomplessivamente nelle sue fattezze daiprogettisti quale elemento <strong>di</strong> continuitàcon il passato, segno rappresentativo edella memoria. L’originario tetto, già caratterizzatoda una ben marcata doppiapendenza, era punteggiato dalla presenza<strong>di</strong> numerosi lucernari simmetricamente<strong>di</strong>sposti sulle falde, allineati alle finestraturesottostanti. L’eliminazione deglisporti ha ridotto inevitabilmente le <strong>di</strong>stanzefra i lucernari e le posizioni perimetralitipiche delle gronde, qui sor-prendentemente mancanti. Le vetrazionidei lucernari più alti preservati scavalcanonettamente il bordo delle falde, legandonei piani inclinati con le verticalitàdegli affacci ed impartendo loro allineamentie posizioni puntuali, con farerigoroso e per certi versi rassicurante allosguardo <strong>di</strong> chi ricor<strong>di</strong> le collocazionioriginarie. Appena oltre i cristalli a tuttaaltezza, all’interno della biblioteca, trovanocollocazione sale lettura in<strong>di</strong>viduali,totalmente in<strong>di</strong>sturbate e con ampiavisuale sull’esterno. Lo sporto è stato<strong>di</strong> fatto annullato, scoprendo così la sommitàammattonata delle pareti perimetralidella preesistenza. Con unico gestoprogettuale, si è pertanto proseguita perun tratto verticale, corrispondente aquanto già precedentemente in laterizio,la soluzione adottata per il manto <strong>di</strong> copertura;oppure, viceversa, si potrebbepensare ad un ribaltamento sulle paretiperimetrali del tratto <strong>di</strong> sporto cui si èrinunciato: la copertura ha infatti ricoperto<strong>di</strong> “scandole” parte delle pareti,dove prima era il mattone. È in realtàpreservata la gronda al limitare dellefalde, ma occultata alla vista, come incavatanella falda stessa. Proprio in prossimitàdella gronda, le ventilazioni inseritenelle stratigrafie dell’involucro esternotrovano un punto chiave ai propri equilibri.La facciata è ventilata, così come loè il tetto: a ridosso delle lamiere piegate,negli spessori della copertura, avvengonogli scambi d’aria con l’esterno, replicati<strong>di</strong> nuovo e specialmente a ridossodel colmo vetrato. Anche per quanto riguardal’aerazione interna all’e<strong>di</strong>ficio, lasommità del tetto si rivela essere puntochiave, svolgendo contemporaneamenteil doppio ruolo <strong>di</strong> lucernario e camino<strong>di</strong> ventilazione. Sul tetto, oltre alla gronda,gli unici elementi metallici sono per trattenerela neve; allo stesso scopo concorronole due pendenze caratteristiche <strong>di</strong>falda, più lievi verso il perimetro del fabbricato.Il manto <strong>di</strong> copertura è in “scandole”laterizie, arrotondate verso l’estremitàinferiore, pure applicate, colorate, ariprodurre scritte <strong>di</strong> grande visibilitàdalla <strong>di</strong>stanza. 34 CIL 141


La sagoma della biblioteca in evidenzadalla stazione ferroviaria.Il dettaglio della sommità della copertura nel gioco<strong>di</strong> luci naturali ed artificiali, al crepuscolo.Nella pagina a fianco:l’e<strong>di</strong>ficio originario prima della riqualificazione.FOTOGRAFIE René Rötheli e Henri-Pierre Schultz35PROGETTI


E5 mL’assonometria stu<strong>di</strong>a la continuità del mantoin “scandole” e l’integrazione con le componentiin lamiera.Scheda tecnicaProgettazione: Buch Liechti Graf ZumstegArchitektenCommittente: Cantone Basel-LandschaftImporto: 16.300.000,00 CHFCronologia: 1999, concorso; 2005, realizzazioneLe superfici terrazzate permettono al fruitore la percezione <strong>di</strong>retta del paramento laterizio.HERHCECR36 CIL 141


Il dettaglio costruttivo mostra il rapportofra “scandole” laterizie, compresenze metallichee ventilazioni naturali.Sezione trasversale della biblioteca.La sezione del fabbricato mostra le altezzecaratteristiche del progetto e delle imme<strong>di</strong>atea<strong>di</strong>acenze.Nella pagina a fianco:pianta generale al piano terra dell’e<strong>di</strong>ficio e piantadel secondo piano.La partitura delle aperture sulle facciate dell’e<strong>di</strong>ficio, in continuità fra i fronti ed il tetto.37PROGETTI


ProgettiRoberto GambaIn Svizzera <strong>di</strong> regola, prima delle elementari,i piccoli frequentano per dueanni la scuola dell’infanzia, che è gratuitae deve servire a promuovere losviluppo del bambino e a sostenere eintegrare l’educazione dei genitori.Gordola è un comune del Canton Ticino<strong>di</strong> 4.400 abitanti, <strong>di</strong> antica origine,sulla sponda sinistra del fiumeVerzasca, situato all’imbocco della valleche da questo prende il nome, lungo lastrada che da Lugano conduce a Locarno.Nel territorio comunale è compresauna parte del lago <strong>di</strong> Vogorno.L’area pianeggiante dove sorge lascuola si trova tra le case, con giar<strong>di</strong>no,canevascini&coreccoScuola dell’infanziaa Gordola, Canton Ticinoche punteggiano il paese.Il progetto, redatto dallo stu<strong>di</strong>o <strong>di</strong> architettiticinesi (coetanei, entrambi <strong>di</strong>plomatial Politecnico Federale <strong>di</strong> Zurigo“Ethz”), frutto <strong>di</strong> un concorso acui hanno partecipato e vinto nel2001, è stato realizzato con la cura e laqualità che contrad<strong>di</strong>stingue le costruzioniin questa regione.La pianta ha una geometria molto semplice:il fabbricato si <strong>di</strong>stende a pochimetri dal bordo stradale, oltre un filare<strong>di</strong> alberi, e si <strong>di</strong>stacca dal limite oppostodel lotto, con l’area a giar<strong>di</strong>no, fino alconfine con il rilevato ferroviario.Comprende tre nuclei educativi, ciascunocon una propria aula, una dotazione<strong>di</strong> servizi igienici, una sala pranzoe una stanza all’aperto, affacciata sulgiar<strong>di</strong>no.Le tre sezioni sono <strong>di</strong>sposte secondouno schema “centrifugo”, con orientamenti<strong>di</strong>versificati.La loro organizzazione interna segueun criterio analogo: attorno ad unblocco che ospita gli spazi deposito e<strong>di</strong> servizio, che necessitano <strong>di</strong> unachiusura maggiore, ruotano le altre attività,in contatto più <strong>di</strong>retto, sia visivoche fisico, con il giar<strong>di</strong>no.Nell’intenzione dei progettisti, la tipologiadella scuola esprime la volontà <strong>di</strong>uno spazio unico, fluido e non sistematicamentesud<strong>di</strong>viso fra le singolesezioni.Le entrate alle aule sono segnate daaperture zenitali sostenute da pareti colorateche, oltre ad articolare l’altezza deilocali, offrono un’illuminazione suggestivae facilitano l’orientamento.Il cuore della scuola è rappresentatodall’atrio d’ingresso, a cui si accededall’area esterna, dove convergono duelame in calcestruzzo che legano l’e<strong>di</strong>ficioal tessuto del paese e all’a<strong>di</strong>acentemercato coperto, importante luogod’incontro pubblico, benché e<strong>di</strong>ficiomodesto.Da esso si <strong>di</strong>partono gli accessi aglispazi <strong>di</strong>dattici principali e ai locali destinatiagli insegnanti.I materiali utilizzati per i prospetti sottolineanoi <strong>di</strong>versi contesti della scuola:calcestruzzo a vista, gettato tra tavolegrezze, finito con una velatura <strong>di</strong> protezionesiliconica, e serramenti in metallo,verso la zona <strong>di</strong> arrivo, più pubblica;mattoni faccia a vista, <strong>di</strong> duecolorazioni <strong>di</strong>verse, e serramenti in rovereper gli spazi dei bambini apertiverso il giar<strong>di</strong>no.All’interno, vi è un uso del colore e deimateriali che <strong>di</strong>stingue le funzioniospitate ed un richiamo alle finiture incalcestruzzo d’entrata per i blocchi deiservizi che sostengono staticamente lagrande copertura.Esternamente, lungo la via, sono stati<strong>di</strong>sposti i parcheggi e l’accesso al pianointerrato, dove sono situati il rifugiopubblico e la centrale termica (unatermopompa aria-acqua). Il fabbricato con i parcheggi si <strong>di</strong>stende a pochimetri dal bordo stradale .FOTOGRAFIE Alessandro Crinari38 CIL 141


I materiali utilizzati peri prospetti: calcestruzzoe mattoni faccia a vista.Planimetria.0 1 2 5m39PROGETTI


Dettaglio costruttivo.Legenda:1. ceraroof 70 mm o ghiaia 8/16 colorata 50 mm2. raccordo strati sovrapposti, impermeabilizzazionecon manti bituminosi 10 mm3. strato termoisolante in pannelli <strong>di</strong> vetro cellulare140 mm + 45 cm lungo il bordo tetto 140/150 mm4. rasatura in pendenza verso tetto e<strong>di</strong>ficio 20 mm5. impermeabilizzazione liquida in poliuretanoresistente ai raggi UV fino a filo facciata6. cordolo in ca faccia a vista tipo 4-14; velatura <strong>di</strong>protezione siliconica incolore7. gocciolatoio 20x10 mm a 40 mm dal bordo8. isolamento in lana <strong>di</strong> roccia inserito in armatura<strong>di</strong> ripresa 60 mm9. muratura in mattoni faccia a vista, <strong>di</strong>mensioni240x115x52 mm10. pannelli in lana <strong>di</strong> roccia 100 mm11. pilastro in ca 175 mm, L = 500 mm12. spalmatura preliminare supporto con laccabituminosa13. soletta in ca 280 mm superficie frattazzata14. pannello isolante in getto 20 mm, L = 1250 mm15. intonaco <strong>di</strong> gesso 5 mm16. intonaco <strong>di</strong> fondo 15 mm; finitura con stabiliturafine 0,5 mm17. resina sintetica 3/5 mm18. betoncin0 e serpentine 95 mm19. foglio polietilene20. strato termoisolante in poliuretano 2x40 mm21. scaletta in ca 328 mm22. beton magro 50 mm23. soletta in ca 400 mm (cassero <strong>di</strong> testata tipo4-14); velatura <strong>di</strong> protezione siliconica incolore24. strato drenante e <strong>di</strong> protezione25. spalmatura con lacca bituminosa+ 3.21- 0.180 5 28 14 1 532 8 9 5 0 5121314151617181920123451 517 56100 5 20419 511 510 5 15varia45678910112321222425Dall’area esterna a prato si accede all’atriod’ingresso.Nella pagina a fianco:le aule sono a contatto <strong>di</strong>retto, sia visivo che fisico,con il giar<strong>di</strong>no.Sezioni.Scheda tecnicaProgetto: Canevascini&Corecco(Paolo Canevascini, Stefano Corecco)Collaboratori: Penelope Soler, Carlo SchwitterD.L.: Rolando SpadeaStrutture: Lucio Spadea, Rolando SpadeaImpianti: Elettroingegneria P. Tomatis, Stu<strong>di</strong>oRigozzi, GiubiascoCostruzioni: Bossi&BersaniCommittente: Comune <strong>di</strong> GordolaCronologia: 2001, concorso; 2009, realizzazione40 CIL 141


41PROGETTI


Veronica Dal BuonoL’intervistaIntervistaa Fabio GramazioFabio Gramazio & Matthias Kohler sono architetti eprogrammatori, specializzati nell’applicazione <strong>di</strong> tecnologie<strong>di</strong>gitali all’architettura. Le ricerche da loro condotte presso ilPolitecnico Federale <strong>di</strong> Zurigo, dove sono docenti della cattedra<strong>di</strong> Architettura e fabbricazione <strong>di</strong>gitale, e quin<strong>di</strong> estese aiprogetti del loro stu<strong>di</strong>o professionale, si concentrano sullepossibilità <strong>di</strong> utilizzo del braccio meccanico automatizzato nelcampo dell’architettura. Il robot è in grado <strong>di</strong> assemblareelementi modulari secondo forme progettate e calcolate construmenti <strong>di</strong> <strong>di</strong>segno tri<strong>di</strong>mensionale <strong>di</strong>rettamente connessi allamacchina.Architetto, la ricerca che assieme a Matthias Kohlerconduce già da <strong>di</strong>versi anni risulta assolutamenteoriginale e innovativa. Come ha preso avvio e qualipresupposti l’hanno resa possibile?Abbiamo seguito con molto interesse gli sviluppi tecnicoinformaticidegli anni ’90, imparando entrambi a servirci dellaprogrammazione nel senso <strong>di</strong>retto del termine: programmarele macchine per creare forme, organizzare moduli. All’epoca,tutto ciò era virtuale, esisteva solo a livello <strong>di</strong> immagine e <strong>di</strong>dati e non era possibile, né vi era intenzione, tradurre questieccitanti e nuovi risultati in architettura costruita. Anzi, eraconsuetu<strong>di</strong>ne leggere questi aspetti del progetto come due<strong>di</strong>scipline in antitesi l’una contro l’altra. La “realtà virtuale” inarchitettura era antagonista della creatura analoga reale, fisica,costruita. La motivazione che ci ha condotto lungo la stradache stiamo percorrendo ora è stata la speranza che si trattassesolo <strong>di</strong> una <strong>di</strong>stinzione arbitraria, motivata dalla mancanza <strong>di</strong>concetti e <strong>di</strong> tecnologie che potessero consentire la traduzioneda una realtà all’altra, riconducendo “virtuale” e “reale” ad unasola <strong>di</strong>mensione. Quando, nel 2000, fondammo il nostro stu<strong>di</strong>oabbiamo investito tempo, energia e risorse nell’investigazione<strong>di</strong> questi fenomeni. Proprio in quegli anni, le tecnologie <strong>di</strong>produzione <strong>di</strong>gitale cominciavano a <strong>di</strong>venire, se non propriamente“normali”, almeno “pensabili” in architettura. Macchinari,che fino a poco prima non erano <strong>di</strong>sponibili o eranotroppo costosi, oppure producevano in <strong>di</strong>mensioni non interessantiper l’architettura, <strong>di</strong> colpo sono entrati nel mercato.I nostri primi esperimenti erano praticati con macchine createper l’industria automobilistica e dell’aviazione, cosa fino apochi anni prima impensabile.Quanto ritiene che il contesto nel quale operate vi abbiainfluenzato e quale ere<strong>di</strong>tà della cultura elvetica èsottesa al vostro lavoro?L’attenzione per il dettaglio e l’interesse per la costruzionesono i concetti che, più che “svizzeri” in generale, rappresentanola costante pedagogica dell’ETH, il Politecnico Federale<strong>di</strong> Zurigo. In 150 anni <strong>di</strong> storia, la scuola del Politecnico nonha mai deviato da questa prospettiva, non si è mai lasciata<strong>di</strong>rottare da mode o contingenze. Il senso spiccato verso latecnologia delle costruzioni, come parte integrante, generativadell’architettura, è l’importante regola che l’Istituzione pressola quale lavoriamo ha saputo mantenere. Il lato positivo (emeno noioso!) è proprio la coscienza dell’importanza del dettagliocostruttivo; dettaglio che <strong>di</strong>viene centrale appena sicomincia a pensare a macchine <strong>di</strong> precisione come quelle cheadottiamo noi: non è possibile realizzare un progetto <strong>di</strong>gitalesenza occuparsi dei dettagli.Che cosa intende attraverso i concetti <strong>di</strong> “informingarchitecture” e <strong>di</strong> “<strong>di</strong>gital materiality”?L’espressione, più datata e generale, “informare l’architettura”significa integrare il materiale <strong>di</strong> una qualità astratta:l’informazione. Può essere un’informazione relativaall’organizzazione, oppure alla performance del materiale.Pren<strong>di</strong>amo per esempio il muro in mattoni, tema cuiabbiamo de<strong>di</strong>cato i primi esperimenti: esso è solo unmuro in mattoni come tanti, ma arricchito dell’informazionedella rotazione dei singoli elementi. Il concetto sipuò estendere a piacimento fino ai materiali intelligenti,smart. L’espressione “materialità <strong>di</strong>gitale” l’abbiamo coniatain occasione dell’omonima pubblicazione (Gramazio42 CIL 141


& Kohler, Digital Materiality in Architecture, Lars MüllerPublishers, Baden 2008) e vuole descrivere una creazionecompletamente artificiale che rispecchia il mondo <strong>di</strong>gitale,immateriale <strong>di</strong> cui parlavo prima. Tali categorie, finoagli anni ’90 non conciliabili, per noi formano un’unitàpiù ricca del solo <strong>di</strong>gitale o materiale. Nella fusione, sigenerano effetti che sono unici, specifici del fenomeno“materialità <strong>di</strong>gitale”. Proprietà morfologiche che benconosciamo, appartenenti al mondo <strong>di</strong>gitale, come graficheche si manifestano solo nello screen, se inserite nelmateriale <strong>di</strong>ventano un’esperienza fisica, sensuale. Così imateriali, se arricchiti improvvisamente <strong>di</strong> proprietàfacenti parte, a livello <strong>di</strong> logica, <strong>di</strong> un altro “dominio”,vengono trasformati. È un neologismo che continuiamoad arricchire <strong>di</strong> significati.Considera la vostra indagine applicata ad un metodoprogettuale o costruttivo, o piuttosto ad entrambi?La riflessione che <strong>di</strong>parte da questa osservazione è propriose la progettazione architettonica possa essere consideratain analogia ai meto<strong>di</strong> <strong>di</strong> elaborazione delle informazioni,ovvero se sia un metodo top down o bottom up(rispettivamente, dall’alto verso il basso o dal basso verso l’alto).Per provare a rispondere, probabilmente <strong>di</strong>rei “entrambicontemporaneamente”. Posso affermare che nel nostrometodo il sistema costruttivo è sempre il punto <strong>di</strong> partenza.Ciò non significa che tutto sia sottomesso ad esso,sarebbe riduttivo - il livello del progetto, molto spesso topdown,vi è sempre - eppure la base costruttiva rimane lafonte <strong>di</strong> ispirazione originaria.Può spiegarci come nasce il progetto <strong>di</strong> un “muroalgoritmico” e come si realizza?L’esempio del “muro” è basilare e, per la sua linearità,perfetto a spiegare il concetto. Il primo passo è cercare <strong>di</strong>capire a livello fisico, empirico, cosa succede assemblandodegli elementi <strong>di</strong> laterizio uno sull’altro, quanto si possafarli sporgere uno sull’altro. A partire da queste osservazioniempiriche, creiamo delle regole specifiche che sipossono paragonare alla logica <strong>di</strong> connessura tra gli elementi,alla regola <strong>di</strong> tessitura. Raggiunta questa conoscenzaattraverso l’esperimento, si formalizza in un programma<strong>di</strong> regole che possono avere un grado <strong>di</strong> complessitàalquanto superiore a quelle possibili nel lavoro manuale<strong>di</strong> muratura. Una volta che il programma è scritto e definiscein maniera univoca e chiara la sequenza e la posizionedegli elementi, la sequenza può essere letta da unrobot che eseguirà il programma.Quali sono le principali caratteristiche del robot?Il robot è più interessante <strong>di</strong> altre macchine perché antropomorfoe può eseguire dei processi simili a quellidell’uomo, a livello <strong>di</strong> abilità e movimento nello spazio,eppure seguendo regole completamente <strong>di</strong>fferenti. Inparticolare, il robot a controllo numerico non necessita <strong>di</strong>referenze ottiche. Per spiegarmi: l’essere umano può collocareelementi uno accanto all’altro molto velocemente;quando è aggiunta la richiesta <strong>di</strong> ruotarli <strong>di</strong> un valorepreciso in gra<strong>di</strong>, allora è necessario introdurre la misurazionee così l’uomo <strong>di</strong>venta inefficiente. E l’inefficienzain architettura significa denaro, tempo e non realizzabilità.L’interessante, dunque, è la complementarietà che si creacol robot. Senza mo<strong>di</strong>ficare la velocità e con la stessa efficienza,il robot può eseguire 10.000 operazioni precisenello spazio in tempo reale. Inoltre, è poco costoso, robustoe grande, rispetto ad altre macchine <strong>di</strong> prototipazione<strong>di</strong>gitale (per esempio le frese). Se vogliamo parlare <strong>di</strong>industrializzazione del settore e<strong>di</strong>lizio, questi sono datiimportanti perché non si lavora in laboratorio maall’aperto, sotto la pioggia, e il denaro è sempre limitato.Un materiale della tra<strong>di</strong>zione, il laterizio, ed una tecnicaassolutamente innovativa. Com’è nato il progetto per lafacciata della cantina Gautenbein (ve<strong>di</strong> Costruire inLaterizio n. 124, luglio-agosto 2008) e la collaborazionecon il committente?Stavamo concludendo le prime sperimentazioni con laterizie robot - cercando <strong>di</strong> sondare le possibilità a livello <strong>di</strong>estetica e <strong>di</strong> statica, <strong>di</strong> costruzione, sostituendo la colla allamalta - quando si è presentata la possibilità <strong>di</strong> interveniresull’involucro <strong>di</strong> questo e<strong>di</strong>ficio. L’idea era quella dellafacciata classica in laterizio, con aperture regolari per laluce, tuttavia con termini temporali estremamente strettie il cantiere già avviato. Progettualmente, non vi eranodunque margini <strong>di</strong> intervento. Questa occasione fortunataci ha consentito <strong>di</strong> lavorare su scala più grande <strong>di</strong> quellada laboratorio e <strong>di</strong> sfruttare le tecnologie <strong>di</strong>gitali coinvolgendoin particolare un’azienda <strong>di</strong> produzione <strong>di</strong>laterizio, creando fiducia, esperienza ed obiettivi comuni.Siamo riusciti a concludere la facciata nei termini previsti,realizzandola nei laboratori dell’università sotto la supervisionedell’impresa stessa che poi si è assunta la responsabilitàdel prodotto, facendo seguire a questa collaborazionealtri progetti, che però non posso ancora anticipare.Il “muro <strong>di</strong>gitale” ha una propria forte ed autonomaqualità estetica e insieme sod<strong>di</strong>sfa anche esigenzeprogettuali legate al contesto ed alle necessità funzionalidella costruzione. Come si conciliano questi aspettiattraverso il vostro lavoro?Nel progetto della cantina, questa coincidenza tra esteticafunzionale e costruttiva è riuscita molto bene. La muraturacon aperture è stata la tipologia costruttiva ideale perapplicare le nostre prime sperimentazioni. Inizialmente, il43 L’INTERVISTA


muro <strong>di</strong>gitale era solo un muro aperto, non poteva essereisolato, né impermeabilizzato, aspetti che a tre anni <strong>di</strong><strong>di</strong>stanza oggi sono <strong>di</strong>venuti possibili. Il progetto prevedeva<strong>di</strong> creare un grande spazio semibuio, che evitasse laluce <strong>di</strong>retta che può guastare l’uva e la sua lavorazione,con la giusta ventilazione, e al tempo stesso assicurare unailluminazione <strong>di</strong> base che permettesse <strong>di</strong> lavorare senzaluce artificiale. L’impiego del laterizio era ideale in quantoquesto materiale crea massa e la giusta temperaturainterna con i medesimi cicli <strong>di</strong> quella esterna. A livello <strong>di</strong>progetto architettonico, abbiamo utilizzato il motivo“allegorico” delle sfere tri<strong>di</strong>mensionali. Essendo la cantinaun oggetto isolato nel vigneto e visibile anche a grande<strong>di</strong>stanza, si presta bene al gioco visivo secondo una strategia<strong>di</strong> immagine non <strong>di</strong>retta. Il motivo della sfera (analogiaall’uva) identificabile a <strong>di</strong>stanza, da vicino o in altrecon<strong>di</strong>zioni <strong>di</strong> luce sparisce completamente. In alcuneorientazioni, si percepiscono altre <strong>di</strong>namiche, come forzesulla superficie o un campo <strong>di</strong> grano mosso dal vento, e inessi con la sfera e la sua figuratività si <strong>di</strong>ssolvono.Il progetto riesce ad esprimere le potenzialità figurative,luministiche e tattili del materiale laterizio. Com’èpossibile armonizzare la sensibilità poetico-espressivacon il processo ideativo e creativo “<strong>di</strong>gitalizzato”?Il risultato della <strong>di</strong>gitalizzazione non è creato dalla macchinama dall’intelligenza umana, quin<strong>di</strong> la <strong>di</strong>mensionepoetica è già inclusa. Il secondo aspetto importante è lafisicità del materiale, quin<strong>di</strong> la sua capacità <strong>di</strong> reagire ainostri sensi, come per esempio la temperatura, il colore.Vi sono del resto materiali più o meno espressivi. Il laterizio,con la sua superficie irregolare, è un materiale poetico;ogni elemento è unico, imperfetto, aspetti che nelmondo astratto del computer non esistono.Partendo dal presupposto che esiste una muta relazionetra forme e materiali, in che modo il progetto <strong>di</strong>gitale e ilvostro metodo <strong>di</strong> progettazione influiscono sullepotenzialità tecnologiche dei materiali, esaltandonenuove potenzialità espressive?Una strategia <strong>di</strong> progetto è sicuramente quella della fabbricazionecon processo ad<strong>di</strong>tivo. “Architettura” è perdefinizione ad<strong>di</strong>zione <strong>di</strong> elementi più o meno complessie primitivi. Grazie alla possibilità <strong>di</strong> posizionare con ilrobot un numero molto elevato <strong>di</strong> elementi <strong>di</strong> piccole<strong>di</strong>mensioni, il limite dell’aumento <strong>di</strong> tempo lavorativo,che altrimenti sarebbe esponenziale, può essere superato.Negli anni ’90, la tendenza era <strong>di</strong> lavorare con elementisempre più gran<strong>di</strong> in facciata: l’idea sottesa era senza dubbioquella <strong>di</strong> ridurre i costi <strong>di</strong> cantiere costruendo moltipiù metri quadrati in meno tempo. È evidente, però, chepiù grande è l’elemento più <strong>di</strong>minuiscono le possibilitàespressive. Ora abbiamo la possibilità <strong>di</strong> controllare lacostruzione con un algoritmo e quin<strong>di</strong> costruirla con ilrobot. Quali siano le leggi che agiscono sulle possibilitàespressive da un lato, quelle economiche dall’altro, il livello<strong>di</strong> precisione, sono tutti fattori connessi tra loro e <strong>di</strong>nostro interesse. Il laterizio, avendo la possibilità <strong>di</strong> essereapplicato a tutto lo spessore, una volta risolto il problemadell’isolamento, potrebbe riguadagnarsi una posizione <strong>di</strong>materiale completo, dove il muro intero viene realizzatoin maniera omogenea.Quali potrebbero essere essenzialmente i vantaggi inun’architettura realizzata, interamente o per componentispecializzate, attraverso il proce<strong>di</strong>mento <strong>di</strong>programmazione <strong>di</strong>gitale?Io penso che per noi architetti le potenzialità che ci motivano<strong>di</strong> più siano estetico-architettoniche. Ci sono poialtri vantaggi nella <strong>di</strong>gitalizzazione dell’intero processo <strong>di</strong>costruzione, come la maggior precisione, la riduzionedella percentuale <strong>di</strong> errore, tutti i processi <strong>di</strong> razionalizzazionefinalizzati alla migliore qualità del prodotto finale,alla riduzione dei costi, al minor spreco <strong>di</strong> risorse naturali.Questi sono i parametri che motivano la ricercanell’industria delle costruzioni che, rispetto ad altri settori,è ancora arretrata. La <strong>di</strong>gitalizzazione del processo è anostro giu<strong>di</strong>zio la via logica da percorrere. Promette <strong>di</strong>rendere possibile la razionalizzazione del processo costruttivosenza perdere l’in<strong>di</strong>vidualità del prodotto, cosa fondamentalein architettura, ancor più che nell’industriaautomobilistica, perché in architettura la <strong>di</strong>versificazioneè fondamentale.Quale il futuro del lavoro artigianale e quali conseguenzesulla formazione delle maestranze?Io penso che la <strong>di</strong>gitalizzazione avverrà comunque nellarealtà del cantiere e del progetto, con trasformazioni strutturaliche altre industrie hanno già visto. Non credo peròche la macchina riduca il numero <strong>di</strong> persone necessariealla realizzazione del progetto. Queste sono paure che simaterializzano regolarmente durante la ristrutturazione<strong>di</strong> ogni industria e si sono sempre rivelate false. A contifatti, ci sarà lo stesso importante numero <strong>di</strong> personeimpiegate nel settore dell’e<strong>di</strong>lizia. Nel processo <strong>di</strong> trasformazione,si presenteranno momenti non adatti a tutti. Perle industrie ora la potenzialità è enorme. Vi è il rischio <strong>di</strong>uscire dal mercato per chi non reagisce abbastanza infretta, per i gran<strong>di</strong> come per i piccoli: come possono perderela battaglia persino i gran<strong>di</strong>, così i piccoli potrebberoriposizionarsi completamente, attraverso l’elaborazioneinnovativa <strong>di</strong> un know-how spen<strong>di</strong>bile sul mercato. Chisarà capace <strong>di</strong> fornirlo, come succede in ogni ristrutturazione,sarà sicuramente tra i vincitori. 44 CIL 141


Gramazio & Kohler.Facciata della cantina Gantenbein,Fläsch, Svizzera, 2006(foto: © Gramazio & Kohler, ETH Zurich).45 L’INTERVISTA


Giuseppe MarganiTecnologiaL’e<strong>di</strong>ficio passivonel clima me<strong>di</strong>terraneoLo standard Passivhaus, nato per i climi fred<strong>di</strong>, dev’essere opportunamente adattato ai climical<strong>di</strong> dei Paesi me<strong>di</strong>terranei, per i quali le esigenze del raffrescamento estivo prevalgono suquelle del riscaldamento invernale. Questo nuovo standard, per garantire non solo bassiconsumi energetici, ma anche un adeguato comfort ambientale, è opportuno che attinga allesoluzioni dell’architettura vernacolare, quali l’impiego <strong>di</strong> murature massive, la limitazionee la schermatura delle aperture e la ventilazione naturaleL’utopia dell’International Style haper anni illuso i progettisti <strong>di</strong>poter concepire un tipo e<strong>di</strong>liziovalido per tutto il mondo e quin<strong>di</strong> unamaniera <strong>di</strong> costruire adeguata a tutte lelatitu<strong>di</strong>ni e longitu<strong>di</strong>ni.Seguendo una moda architettonica tuttorain voga, sono state realizzate ovunqueenormi scatole <strong>di</strong> cristallo, altamenteenergivore, che imprigionanoincolpevoli utenti all’interno <strong>di</strong> involucriche spesso vengono totalmente sigillati,in maniera da assecondare il funzionamento<strong>di</strong> complicati e costosi impianti<strong>di</strong> climatizzazione. Questa internazionalizzazionedello stile architettonico e,<strong>di</strong> conseguenza, l’in<strong>di</strong>fferenza alle con<strong>di</strong>zioniclimatiche locali e la propensioneal controllo meccanico dei parametritermoigrometrici degli ambienti interni,sono stati resi possibili da una larga<strong>di</strong>sponibilità <strong>di</strong> energia a basso costo.Ma la crisi petrolifera iniziata negli anni’70 e l’aumento del costo delle fontienergetiche hanno contribuito a mutarel’approccio alla progettazione. È natacosì, nel decennio successivo, unanuova sensibilità bioclimatica che haportato ad una definizione <strong>di</strong> casa “passiva”:un e<strong>di</strong>ficio, cioè, che impiegasistemi solari cosiddetti “passivi”, ovverosistemi che, per garantire il comfortambientale, utilizzino le sole risorse climatichenaturali (come la ra<strong>di</strong>azionesolare in inverno e la “frescura” notturnain estate), senza ricorrere a fonti <strong>di</strong>energia non rinnovabili (1) . Si tratta pertanto<strong>di</strong> costruzioni che devono esserestrettamente legate alle caratteristichedel sito e del clima in cui sorgono e, inparticolare, al corso del sole. Nel ventennioseguente, gli allarmanti scenariprospettati dalle alterazioni climaticheprodotte dall’emissione incontrollata <strong>di</strong>gas serra hanno reso imprescin<strong>di</strong>bilel’esigenza <strong>di</strong> uno sviluppo sostenibile,incentivando <strong>di</strong> fatto la sperimentazione<strong>di</strong> e<strong>di</strong>fici passivi.Il modello della “Passivhaus” peril clima continentale Soprattutto iPaesi dell’Europa centrale e settentrionalehanno approfon<strong>di</strong>to il tema, che siè evoluto fino a giungere alla definizionedella “Passivhaus” formulata neglianni ‘90 da Wolfgang Feist: un e<strong>di</strong>ficioche consente <strong>di</strong> raggiungere il benesseretermico senza bisogno <strong>di</strong> impianti<strong>di</strong> riscaldamento convenzionali. In terminiquantitativi, secondo ilPassivhaus Institut <strong>di</strong> Darmstad, <strong>di</strong>rettodallo stesso Feist, la “Passivhaus”deve sod<strong>di</strong>sfare i seguenti requisiti:• fabbisogno energetico annuale per ilriscaldamento non superiore a 15 kWhper m 2 <strong>di</strong> superficie abitabile;• tenuta all’aria dell’involucro e<strong>di</strong>lizion 50 ≤ 0,6/h (2) ;• richiesta annuale <strong>di</strong> energia primariaper tutti i servizi energetici (riscaldamento,acqua calda sanitaria, utilizzielettrici obbligati) non superiore a120 kWh per m 2 <strong>di</strong> superficie abitabile.46 CIL 141


A conti fatti, nei climi continentali,una “Passivhaus” consuma meno <strong>di</strong>1,5 l/m 2 <strong>di</strong> olio combustibile l’anno,con un risparmio <strong>di</strong> circa l’85% rispettoagli standard dettati in Italia dallalegge 10/1991. Questo notevole risultatosi raggiunge seguendo due sempliciregole:• ridurre le per<strong>di</strong>te energetiche;• ottimizzare i guadagni termici gratuiti.A tal fine, occorre rispettare i seguentiprincipi bioclimatici (fig. 1):• forma compatta dell’e<strong>di</strong>ficio;• isolamento dell’involucro (infissicompresi) con eliminazione dei pontitermici;• guadagno solare me<strong>di</strong>ante ampievetrate isolanti <strong>di</strong>sposte a sud;• ricambi d’aria tramite ventilazionemeccanica controllata con recupero <strong>di</strong>calore (3) ;• produzione <strong>di</strong> acqua calda sanitariame<strong>di</strong>ante collettori solari o pompe <strong>di</strong>calore;• utenze elettriche (elettrodomestici,illuminazione) a basso consumo.Applicando queste regole, le <strong>di</strong>spersioni<strong>di</strong> energia in inverno risultano talmentecontenute che i semplici apportidovuti al guadagno solare, al caloreumano e agli elettrodomestici possonospesso risultare sufficienti a garantireil benessere ambientale. Con la“Passivhaus” si vuole riproporre unasituazione analoga a quella <strong>di</strong> una personache dorme in un letto: anche inun ambiente freddo, bastano copertesufficientemente pesanti per isolare ilcorpo e mantenerlo caldo, trattenendoil calore prodotto fisiologicamente.Ove necessario, nelle giornate più fredde,la temperatura interna può essereincrementata con <strong>di</strong>spositivi pocoenergivori, come stufe a legna, impiantisolari o pompe <strong>di</strong> calore ad alta efficienza.A partire dagli anni ’90, fino adoggi, in Europa sono già state costruiteoltre 10.000 “Passivhaus”, dotate <strong>di</strong>apposita certificazione, ed in alcuniPaesi come l’Austria, lo standard“Passivhaus” dal 2015 sarà obbligatorioper tutti gli e<strong>di</strong>fici.1. Funzionamento <strong>di</strong>una “Passivhaus”, conevidenza del sistema<strong>di</strong> ventilazione.impianto solare termico(opzionale)doppiavetrocamera(tripla lastra)ariaimmessaariaimmessaIl modello della “Passivhaus” peril clima me<strong>di</strong>terraneo Tuttavia, se èvero che questi e<strong>di</strong>fici si comportano inmaniera efficiente nei climi continentali,non altrettanto può <strong>di</strong>rsi nei climime<strong>di</strong>terranei, dove il benessere termicosi raggiunge maggiormente grazieal raffrescamento estivo che non al riscaldamentoinvernale. Infatti, gli involucrisigillati e superisolati e le ampievetrate determinano, nelle zone temperate,fenomeni <strong>di</strong> surriscaldamento cherendono inadeguate le “Passivhaus”,specialmente in estate. Per questa ragione,la Comunità Europea ha recentementeportato a termine un progetto <strong>di</strong>ricerca e <strong>di</strong>ffusione, denominato “Passive-On”,con l’intento <strong>di</strong> definire equin<strong>di</strong> promuovere la progettazione ela realizzazione <strong>di</strong> case passive valideper le latitu<strong>di</strong>ni calde e temperate.Il consorzio “Passive-On” ha quin<strong>di</strong> in<strong>di</strong>catoi criteri progettuali che stabilisconolo standard “Passivhaus” per i Paesi delsud Europa (4) , riportati in tab. 1.Questi requisiti sono stati ulteriormentespecificati, come in<strong>di</strong>cato nelletabb. 3 e 4 (6) , in modo da sod<strong>di</strong>sfare ilivelli <strong>di</strong> comfort estivo previsti dallanorma EN 15251 (7) , in funzione dell’utilizzoo meno <strong>di</strong> sistemi <strong>di</strong> raffrescamentoattivi.In tali tabelle, a seconda della strategiaadottata, si fa riferimento a due modelli<strong>di</strong>stinti <strong>di</strong> comfort termico estivo: il mo-super-isolamentodell'involucroariaestrattaariaestrattasistema <strong>di</strong> ventilazionecon recupero <strong>di</strong> calorescambiatore geotermicoingressoaria frescauscitaaria viziatadello “adattivo”, da applicare agli e<strong>di</strong>ficiclimatizzati passivamente, e il modello<strong>di</strong> Fanger, da applicare agli e<strong>di</strong>fici climatizzatimeccanicamente.Senza voler entrare nel dettaglio, ilprimo tiene conto della capacità chehanno le persone <strong>di</strong> adattarsi al climastagionale e locale, ovvero <strong>di</strong> adeguareil valore della temperatura <strong>di</strong> comfort aseconda della stagione e della località,e quin<strong>di</strong> in funzione della temperatura edell’umi<strong>di</strong>tà dell’aria esterna (8) ; il secondosi basa, invece, sulle correlazioniriscontrate tra la sensazione soggettiva<strong>di</strong> benessere ambientale e le con<strong>di</strong>zionitermiche all’interno <strong>di</strong> un locale chiusoe controllato (temperatura, umi<strong>di</strong>tà, tassometabolico, abbigliamento, ecc.) (9) .Rispetto a quello <strong>di</strong> Fanger, il modello“adattivo” definisce e ammette temperature<strong>di</strong> comfort maggiori e più flessibilie pertanto incoraggia l’integrazione<strong>di</strong> tecnologie <strong>di</strong> raffrescamento naturale.In altre parole, le tolleranze termicheaccettate dagli occupanti <strong>di</strong> e<strong>di</strong>ficiraffrescati passivamente risultanomeno rigide rispetto alle esigenzeespresse per e<strong>di</strong>fici dotati <strong>di</strong> sistemi <strong>di</strong>climatizzazione attivi. Questa circostanzaincoraggia pertanto il risparmioenergetico.Una volta definito il cosiddetto standard“Passivhaus esteso”, con l’ausiliodella simulazione termo<strong>di</strong>namica, ilconsorzio “Passive-On” ha realizzato47TECNOLOGIA


<strong>di</strong> raffrescamento attivo per garantire ilcomfort estivo. Infatti, impiegando sistemipuramente passivi, per gran partedel mese <strong>di</strong> agosto si raggiungono i32,5 °C, superando il valore della temperaturalimite <strong>di</strong> comfort secondo ilmodello “adattivo”; inoltre, anche conun raffrescamento attivo significativo(circa 9 kWh/m 2 a), la temperatura <strong>di</strong>neutralità viene superata spesso adagosto, pur rimanendo al <strong>di</strong> sotto delvalore limite.Per le città <strong>di</strong> Milano e Roma, invece, ilraffrescamento passivo ha comportatotemperature interne massime <strong>di</strong> circa30 °C. Anche se qui la strategia <strong>di</strong> ventilazionenotturna risulta efficace, appareopportuno ridurre le temperature inopportunimodelli per determinare ilfabbisogno <strong>di</strong> riscaldamento e raffrescamentoin <strong>di</strong>verse località italiane(Milano, Roma e Palermo) e per verificarela vali<strong>di</strong>tà degli standard sopra in<strong>di</strong>cati.L’analisi ha confermato che ingenere è possibile fronteggiare i carichi<strong>di</strong> raffrescamento con le sole strategiepassive, limitando il fabbisogno energeticoestivo e invernale a meno <strong>di</strong>15 kWh/m 2 a (fig. 2).Pur tuttavia, in alcune città, come Palermo,caratterizzate da escursioni termichegiornaliere poco sensibili (in me<strong>di</strong>asolo 3 °C d’estate), le strategie basatesulla ventilazione naturale notturnanon sono risultate sufficienti.Di conseguenza, occorrono <strong>di</strong>spositiviterne me<strong>di</strong>ante una piccola pompa <strong>di</strong>calore reversibile. Infatti, modesti consumienergetici avvicinano tali valorialla temperatura <strong>di</strong> neutralità definitadal modello <strong>di</strong> comfort “adattivo”. Sitratta <strong>di</strong> risultati senza dubbio confortanti,soprattutto se paragonati ai datipubblicati sul “Libro Bianco” dell’ENEAdai quali si deduce che in Italia un appartamentostandard (concepito secondole prescrizioni della legge n. 10del 9.1.1991), per il solo riscaldamento,consuma me<strong>di</strong>amente 120 kWh/m 2 a.Peraltro, sempre secondo il progetto“Passive-On”, rispetto ad un’abitazionestandard, la “Passivhaus” consente unrisparmio non solo in fase <strong>di</strong> gestione,ma anche nell’ambito dell’analisi <strong>di</strong> co-1Standard“Passivhaus” esteso ai Paesi del sud Europa.1. Criterio del riscaldamento domanda <strong>di</strong> energia utile per il riscaldamento ≤ 15 kWh/m 2 a2. Criterio del raffrescamento domanda <strong>di</strong> energia sensibile utile per il raffrescamento ≤ 15 kWh/m 2 a3. Criterio dell’energia primariadomanda <strong>di</strong> energia primaria per tutti i servizi energetici (climatizzazione, acqua calda sanitaria, usi elettrici obbligati eausiliari) ≤ 120 kWh/m 2 a4. Tenuta all’aria tenuta all’aria dell’involucro e<strong>di</strong>lizio n 50 ≤ 1,0/h, per località con temperature <strong>di</strong> progetto invernali esterne <strong>di</strong> circa 0°C (5)5. Criterio del comfort invernale in inverno, la temperatura operativa può essere mantenuta sopra i 20°C, usando le quantità <strong>di</strong> energia sopra in<strong>di</strong>cate6. Criterio del comfort estivo7. Criterio <strong>di</strong> verificanelle stagioni calde e umide, la temperatura operativa deve rimanere nell’intervallo <strong>di</strong> comfort definito dalla EN 15251.Inoltre, se s’impiega un raffrescamento attivo, la temperatura operativa può essere mantenuta sotto i 26°Ctutti i valori <strong>di</strong> richiesta energetica sono calcolati secondo il Passive House Planning Package (PHPP 2007) e si riferisconoalla superficie netta abitabile2Pere<strong>di</strong>fici senza sistemi <strong>di</strong> raffrescamento meccanico.Requisiti <strong>di</strong> comfort interno come definiti dal modello adattivo proposto dall’allegato A.2 della EN 15251Domanda <strong>di</strong> energia utile per raffrescamento e riscaldamentoDomanda <strong>di</strong> energia primaria per tutti i servizi energetici≤ 15 kWh/m 2 a≤ 120 kWh/m 2 a3Pere<strong>di</strong>fici con sistemi <strong>di</strong> raffrescamento meccanico.Requisiti <strong>di</strong> comfort interno come definiti dal modello <strong>di</strong> Fanger proposto dalla EN 15251Domanda <strong>di</strong> energia utile per riscaldamentoDomanda <strong>di</strong> energia sensibile utile per raffrescamentoDomanda <strong>di</strong> energia primaria per tutti i servizi energetici≤ 15 kWh/m 2 a≤ 15 kWh/m 2 a≤ 120 kWh/m 2 a4Confrontoin termini economici tra una “Passivhaus” e una casa standard in Italia e in Spagna (elaboraz. su dati “Passive-On”, Part 1).NazioneExtra-costi per realizzareuna “Passivhaus”Risparmio energeticototale per annoRisparmio LCCin 10 anniRisparmio LCCin 20 anniTempo <strong>di</strong> recuperodell’investimento (anni)Italia 5% 65,4% 1,74% 10,26% 8Spagna (Granada) 3,35% 57,3% 6,04% 12,11% 4Spagna (Siviglia) 2,85% 40,7% 2,32% 5,89% 548 CIL 141


sto del ciclo <strong>di</strong> vita (LCC).Come in<strong>di</strong>cato in tab. 4, a fronte <strong>di</strong> unextra-costo iniziale per la realizzazionedella “Passivhaus” stimabile tra il 3 e il5%, già dopo 10 anni il Life Cycle Cost(LCC) <strong>di</strong> una casa passiva in Spagna e inItalia risulta inferiore rispetto all’e<strong>di</strong>ficiostandard, con un tempo <strong>di</strong> recuperodell’investimento variabile tra i 4 e gli 8anni. Alla luce <strong>di</strong> questi dati, anche neiclimi cal<strong>di</strong>, investire sulle abitazioni esulle strategie passive risulta dunquevantaggioso. Tuttavia il semplice rispettodei requisiti in<strong>di</strong>cati dalle tabelle1 e 3, pur assicurando notevoli risparmienergetici, non sempre è sufficiente agarantire anche il benessere ambientalenei Paesi cal<strong>di</strong>. È infatti opportunoattingere, comunque, a quella serie <strong>di</strong>accorgimenti costruttivi, derivanti dallatra<strong>di</strong>zione delle popolazioni me<strong>di</strong>terraneee poi approfon<strong>di</strong>ti dal movimentobioclimatico, che possono essere ricondottialle seguenti raccomandazioniprogettuali primarie:• massima attenzione all’orientamentoe alle sue conseguenze in rapporto alcorso del sole nelle varie stagioni(ambienti primari con preferenza a sud,ma anche a est e quin<strong>di</strong> a nord; servizia ovest);• limitazione delle vetrature (soprattuttoad ovest);• schermatura esterna delle finestrature(serrande, persiane, frangisole,tende);• involucri massivi, ad elevata capacitàtermica;• finiture esterne <strong>di</strong> colore chiaro;• verifica della ventilazione, che può essereimplementata all’interno sia degliambienti, sia delle coperture e dei sottotettio <strong>di</strong> apposite intercape<strong>di</strong>ni e verande.Conclusioni Il movimento bioclimatico,iniziato negli anni ’80, ha avuto ilmerito storico <strong>di</strong> aver sensibilizzatol’opinione pubblica e gli espertisull’importanza del progetto, ai finidella soluzione della problematica delrisparmio energetico; problematicache allora emergeva per la prima voltakWh/m 2 aPassivhaus Milano Passivhaus Roma Passivhaus Palermoa livello mon<strong>di</strong>ale. È sorta così la “progettazionebioclimatica”, che ha avutoun’evoluzione <strong>di</strong> 25 anni e ha prodottofra l’altro il modello della “Passivhaus”.Questo para<strong>di</strong>gma, nato neiPaesi a clima continentale freddo, nonè però ben adeguato alle con<strong>di</strong>zionidelle aree del bacino del Me<strong>di</strong>terraneo.Ulteriori stu<strong>di</strong> hanno consentito <strong>di</strong>ampliare il modello tramite l’estensione“Passive-On”. Si è così verificatoche, anche nelle regioni in cui la forzanteclimatica è eminentementeestiva, si può ottenere, con opportuniaccorgimenti, un’architettura capace <strong>di</strong>garantire contemporaneamente bassiconsumi energetici e un adeguatocomfort ambientale.Alcuni <strong>di</strong> questi accorgimenti, qualil’impiego <strong>di</strong> murature massive, la limitazionee la schermatura delle aperturee lo sfruttamento della ventilazionenaturale (specie quella serale enotturna), sono peraltro tra<strong>di</strong>zionalmentelegati al vernacolo storicodell’architettura me<strong>di</strong>terranea. Anchese tali correttivi possono talvolta faraumentare il costo <strong>di</strong> costruzione, convienecomunque investire sulle casepassive; del resto, certe soluzioni d’involucrosono recentemente <strong>di</strong>ventateobbligatorie per legge. Questa conclusioneappare ancor più valida oggi, nelterzo millennio, nel quale si sta finalmenteraggiungendo un livello <strong>di</strong> coscienzaambientale ed ecologica piùmaturo e con<strong>di</strong>viso a misura <strong>di</strong> quel“villaggio globale” che i trasporti e lecomunicazioni hanno reso una realtàconcreta. 2. Fabbisognoenergetico per ilriscaldamento (in rosso)e per il raffrescamento(in blu) per una“Passivhaus” a Milano,Roma e Palermo (da“Passive-On”, Part 1).Note1. Secondo Edward Mazria «la più comune definizione<strong>di</strong> un sistema passivo <strong>di</strong> riscaldamento eraffrescamento è: un sistema in cui i flussi termiciavvengono per mezzi naturali come l’irraggiamento,la conduzione e la convezione naturale»(E. Mazria, Sistemi solari passivi, F. Muzzio & C.Ed., Padova 1980, p. 39).2. Ciò significa che l’e<strong>di</strong>ficio deve presentare unrisultato al test <strong>di</strong> pressurizzazione (a 50 Pa esecondo la EN 13829) non superiore a 0,6 h -1 . Sitratta del cosiddetto blower door test, che consistenel collocare davanti ad un infisso un ventilatore,in modo da determinare una <strong>di</strong>fferenza <strong>di</strong>pressione, tra interno ed esterno, pari a 50 Pa; ilcorrispondente tasso <strong>di</strong> ricambio d’aria complessivo(n 50 , espresso in h -1 ) in<strong>di</strong>ca la permeabilitàall’aria dell’involucro e<strong>di</strong>lizio.3. Il sistema <strong>di</strong> recupero consente <strong>di</strong> trasferireall’aria fresca in ingresso circa l’80% del calorecontenuto nell’aria calda (viziata) in uscita.Inoltre, l’aria fresca entrante può essere preriscaldatame<strong>di</strong>ante il passaggio attraverso condottisotterranei; infatti il suolo si trova ad unatemperatura <strong>di</strong> almeno 5°C anche nei perio<strong>di</strong> incui l’aria esterna è ben al <strong>di</strong> sotto dello zero.4. Cfr. B. Ford et Al., The Passivhaus standard ineuropean warm climates. Design guidelines forcomfortable low energy homes – Part 1. A reviewof comfortable low energy homes, Passive-On,University of Nottingham 2007, p. 4.5. Questo valore viene considerato accettabileper città come Roma e Milano (rispettivamentein zona D ed E secondo il D.P.R. 412 del26.08.1993), ma eccessivamente conservativoper città come Palermo (zona B), dove l’aria infiltrataè più calda e incide quin<strong>di</strong> meno sui consumienergetici (cfr. Ibidem, p. 18; B. Ford et Al.,The Passivhaus standard in european warm climates.Design guidelines for comfortable lowenergy homes – Part 2. National proposals indetail: Italy, Passive-On, University ofNottingham, 2007, pp. 12, 18).6. Cfr. B. Ford et Al., op. cit., Part 1, p. 7; AA.VV.,Passivhaus…, cit., pp. 9-10.7. Cfr. EN 15251:2007, Indoor environmental inputparameters for design and assessment of energyperformance of buil<strong>di</strong>ngs addressing indoor air quality,thermal environment, lighting and acoustics.8. Cfr. EN 15251:2007, Allegato A.2, Temperatureinterne accettabili per la progettazione <strong>di</strong> e<strong>di</strong>ficisenza sistemi <strong>di</strong> raffrescamento meccanici”.9. Cfr. ISO 7730:2005, Moderate thermal environments- Determination of the PMV and PPD in<strong>di</strong>cesand specification of the con<strong>di</strong>tions for thermalcomfort.49TECNOLOGIA


Roberto Fioretti, Paolo PrincipiRicercaBlocchi termiciin laterizio: analisiteorico-sperimentaleLa ricerca valuta la possibilità <strong>di</strong> incrementare le prestazioni termiche dei blocchi <strong>di</strong> laterizioper murature attraverso l’uso <strong>di</strong> soluzioni innovative concentrandosi su due tecnologie, inseguito brevettate: una per l’incremento della capacità termica attraverso l’inserimento <strong>di</strong>PCM (materiali a cambiamento <strong>di</strong> fase) nelle cavità; l’altra per la riduzione della trasmittanzatermica attraverso il trattamento delle superfici delle cavità con coating a bassa emissivitàL’Levoluzione normativa nel settore dell’efficienza energetica hamo<strong>di</strong>ficato, negli ultimi anni, gli stan dard minimi per gli elementidell’involucro, imponen do valori <strong>di</strong> trasmittanza e inerziatermica sempre più stringenti. Il laterizio, nella cultura costruttivaitaliana, ha sem pre avuto un ruolo fondamentale come componentedell’involucro, evolvendo nel tempo per sod<strong>di</strong>sfare le esigenze <strong>di</strong>isolamento, con soluzioni avan zate come i blocchi termici “alleggeritiin pasta”. Grazie a questa rivoluzionaria tecnologia produttiva eallo stu<strong>di</strong>o geometrico e <strong>di</strong>mensionale degli elemen ti, è stato possibilefino ad ora assolvere contemporaneamente la funzione strutturale,termica ed acustica con pareti monostra to costituite da blocchi.Negli ultimi anni, il gruppo <strong>di</strong> lavoro del Dipartimento <strong>di</strong> Energeticadell’Università Politecnica delle Marche (AN) ha sviluppato soluzionitecnologiche innovative caratterizzate dall’utilizzo <strong>di</strong> materialia cambiamento <strong>di</strong> fase (PCM) all’interno <strong>di</strong> elementi costruttivi,con ducendo ricerche e sperimentazioni in ambito nazio nale e internazionale.Su incarico <strong>di</strong> uno dei più qualificati consorzi che raggruppai maggiori produttori <strong>di</strong> laterizi ter mici, ha progettato e ottimizzatoil <strong>di</strong>segno <strong>di</strong> blocchi per murature allo scopo <strong>di</strong> incrementarnele prestazioni isolanti. In questo contesto, è stata avviata unacolla borazione per effettuare stu<strong>di</strong> sulla possibilità <strong>di</strong> au mentare leproprietà coibenti dei singoli elementi attraverso l’utilizzo <strong>di</strong> tecnicheinnovative e sperimentali, tali da creare nuovi prodotti, non solorispondenti alle attuali norma tive, ma adatti ad essere utilizzati ine<strong>di</strong>fici altamente efficienti e dal comportamento attivo. Sono statepertanto analizzate due possibili soluzioni tecnolo giche per l’incrementodella resistenza e dell’inerzia termica della muratura, quin<strong>di</strong>riguardanti due pa rametri fondamentali per la prestazione invernaleed estiva dell’involucro e dell’e<strong>di</strong>ficio. Per la riduzione della trasmittanza,avendo constatato che le caratteristiche isolanti del bloccoderivano in gran parte dalla resistenza termica apportata dalla presenza<strong>di</strong> forature (lo scam bio termico avviene principalmente perirraggiamen to), sono stati ipotizzati dei rivestimenti basso emissiviper le cavità. Peraltro, il principio del trattamento basso emissivo è giàutilizzato in altri elementi e<strong>di</strong>lizi, quali vetri e isolanti: attraversol’utilizzo <strong>di</strong> vernici, o semplicemente depositi metallici, è infatti possibileridurre sensibilmente lo scambio termico all’interno <strong>di</strong> cavità,in particolare <strong>di</strong> quelle <strong>di</strong> <strong>di</strong>mensioni contenute. L’altro aspetto su cuisi è concentrata la ricerca è sta to l’incremento dell’inerzia termicaattraverso l’in serimento, in alcune forature dei blocchi, <strong>di</strong> materiali acambiamento <strong>di</strong> fase (PCM), sostanze che sfruttano il calore latente<strong>di</strong> fusione e in piccola parte quello sensibile, per accumulare e rilasciareenergia utile al mantenimento delle con<strong>di</strong>zioni <strong>di</strong> comfortabitativo, riducendo il contributo dell’impianto <strong>di</strong> con<strong>di</strong>zionamento.I ma teriali a cambiamento <strong>di</strong> fase trovano, ormai da tem po, applicazionein una moltitu<strong>di</strong>ne <strong>di</strong> campi: da quello aerospaziale a quelloalimentare o del vestiario. Nel settore delle costruzioni, sono statevalutate no tevoli varietà <strong>di</strong> impiego, tutte comunque fina lizzate almiglioramento del comfort termico e alla riduzione dei consumienergetici per la climatizza zione estiva ed invernale, attraverso l’aumentodella massa termica dell’e<strong>di</strong>ficio. Esistono già alcuni esempi <strong>di</strong>applicazione <strong>di</strong> PCM in e<strong>di</strong>fici reali dove, per carat teristiche climaticheparticolari, l’applicazione si presenta vantaggiosa se confrontatacon la massa termica apportata dai materiali tra<strong>di</strong>zionali. Obiettivodell’indagine svolta è stato quello <strong>di</strong> ottene re, attraverso l’integrazione<strong>di</strong> questi elementi tec nologici, blocchi <strong>di</strong> laterizio con prestazionitermiche superiori, senza l’introduzione <strong>di</strong> isolanti termicispecifici e incrementi significativi della massa perimetrale.50 CIL 141


(°C)(W/m 2 )tempotempo1. Curve e funzioni della temperatura esterna (a sinistra) e dell’irraggiamento (a destra) considerate nelle analisi svolte.Materiali a cambiamento <strong>di</strong> fase I materiali a cambiamento<strong>di</strong> fase (PCM) sono sostanze organiche ed inorganiche, <strong>di</strong> originenaturale e non, che vengono utilizzate per accumulare e rilasciareenergia termica durante il passaggio <strong>di</strong> fase tra lo stato solido equello liquido, e viceversa, sfruttando, non solo la capacità termicasensibile, ma anche quella latente <strong>di</strong> fusione. L’energia latente accumulatadurante il pas saggio <strong>di</strong> fase non è altro che l’energia che sispen de per la rottura dei legami molecolari, processo che iniziaquando la temperatura del materiale raggiunge quella <strong>di</strong> fusione,<strong>di</strong>fferente da materiale a materiale. La capacità termica <strong>di</strong> questesostanze, quin<strong>di</strong>, non è costante nel campo delle temperature, manifestandoun incremento quando la temperatura è vicina a quella<strong>di</strong> fusione. Il vantaggio che si ha nell’utilizzo <strong>di</strong> mate riali a cambiamento<strong>di</strong> fase, rispetto a quelli tra<strong>di</strong>zio nali, per quanto riguardal’accumulo <strong>di</strong> energia, è che, a parità <strong>di</strong> peso, essi hanno, in un intervallo<strong>di</strong> tempe rature vicino a quello <strong>di</strong> fusione, una capacità 80-100 volte superiore. Inoltre, la capacità termica varabile al variaredelle temperature, caratteristica dei PCM, per mette <strong>di</strong> avere uncomportamento dell’e<strong>di</strong>ficio attivo e sensibile alle <strong>di</strong>verse con<strong>di</strong>zioniclimatiche. Durante il passaggio <strong>di</strong> fase, il materiale rimane auna tempe ratura pressoché costante, vicina a quella <strong>di</strong> fusione, evitando,ad esempio in fase estiva, il surriscaldamen to degli elementinei quali è impiegato. La ricerca è stata condotta utilizzando <strong>di</strong>versemeto dologie <strong>di</strong> valutazione, teorica e sperimentale, alcu ne dellequali appositamente stu<strong>di</strong>ate per questo tipo <strong>di</strong> indagine.Membrane e vernici a bassa emissività Lo scambio termicoper irraggiamento rappresenta uno dei processi dominanti <strong>di</strong> trasmissione<strong>di</strong> energia tra materiali a <strong>di</strong>fferente temperatura. Per questomotivo, in <strong>di</strong>verse applicazioni, si sfrutta la ridotta capacità <strong>di</strong> emetterecalore (rispetto ad un corpo nero ideale) <strong>di</strong> alcune sostanze nel campodell’infrarosso, in particolare <strong>di</strong> alcuni metalli, o ossi<strong>di</strong> <strong>di</strong> metalli, perridurre lo scambio termico con l’ambiente. Con riferi mento alleapplicazioni in e<strong>di</strong>lizia, per esempio, nella tecnologia del vetro si utilizzanoi depositi (pirolitici o magnetronici) <strong>di</strong> metalli, quali l’argento,per incre mentare la resistenza termica dell’intercape<strong>di</strong>ne dei vetricamera;oppure, negli isolanti “riflettenti” dove ripetuti strati <strong>di</strong> fogli<strong>di</strong> alluminio e materiale traspa rente creano, in pochi millimetri, lostesso effetto <strong>di</strong> <strong>di</strong>versi centimetri <strong>di</strong> materiale coibente tra<strong>di</strong>zionale.Analisi numerica Per determinare le caratteristiche termiche<strong>di</strong> un blocco in laterizio, in accor do con la UNI EN 1745:2005,è stata effettuata una mo dellizzazione bi-<strong>di</strong>mensionale utilizzandoil metodo degli elementi finiti descritto nella UNI EN 10221-1.Per una prima analisi, sono stati scelti due blocchi correntementecommercializzati. La densità del laterizio preso in esame è <strong>di</strong>1550 kg/m 3 , a cui corrisponde, considerando i valori presentinella norma UNI EN 1745:2005, prospetto A.1, una condu cibilitàtermica λ <strong>di</strong> 0,39 W/mK e un calore specifico pari a 1 kJ/kg K.La resistenza termica <strong>di</strong> un blocco <strong>di</strong> laterizio è de terminata ingran parte dalla presenza delle cavità d’aria, all’interno delle qualilo scambio termico avviene per convezione ed irraggiamento.Ai fini del calcolo, si determina la resistenza termica della ca vità,per poi trasformarla in un parametro teorico, la conducibilitàtermica equivalente, utile alla sche matizzazione dello strato d’ariacome una materiale opaco ed omogeneo.Per determinare la resistenza termica della cavità, è stato utilizzatoil metodo de scritto nella UNI EN ISO 6946:2008, appen<strong>di</strong>ceB, che definisce le modalità <strong>di</strong> calcolo della resistenza termicadelle cavità d’aria partendo dai valori <strong>di</strong>mensio nali dellastessa, in relazione alle temperature e alle proprietà termofisichedei materiali, in particolare l’emissività. Utilizzando questa metodologia,è pos sibile calcolare la conducibilità termica equivalentedelle cavità, attraverso la relazione:d λ eq= –––––(1)Rgdove:d = <strong>di</strong>mensione della cavità nel senso del flusso ter mico [m]R g= resistenza termica della cavità [m 2 K/W].La resistenza termica della cavità si ottiene dalla for mula:1R g= –––––––––––––––––––––––––––––––– (2)h a+ l/2 • E • h ro(1 + √1 + d 2 / b 2 – d/b)dove:b = larghezza della cavità [m]h a = coefficiente <strong>di</strong> convezione/conduzione [W/m2 K](massimo tra 1,25 e 0,025/d)51RICERCA


temperatura superficialeh ro= coefficiente <strong>di</strong> irraggiamento del corpo nero [W/m 2 K](a 20°C = 5,7)E = emittanza tra le due superfici.Quest’ultima si calcola come segue:1E = ––––––––––––– (3)1/ε 1+ 1/ε 2– 12. Output dell’analisi FEM.EXT.INT.L’analisi è stata condotta introducendo delle con <strong>di</strong>zioni costantinello strato interno (in conformità con la UNI 10339:1994): unatemperatura <strong>di</strong> 26°C e una adduttanza <strong>di</strong> 7,7 W/m 2 K; all’esterno,invece, è stata considerata un’oscillazione della temperatu ra sinusoidale(4) ottenuta interpolando dei valori massimi estivi <strong>di</strong> progettopresenti nella UNI 10349:1994 per la località <strong>di</strong> Ancona,con un coefficiente <strong>di</strong> ad duttanza esterna pari a 25 W/m 2 K. Inaggiunta, è stato considerato l’effetto della ra<strong>di</strong>azione solare, inquesto caso una funzione esponenziale (5), otte nuta sempre perinterpolazione dei valori massimi estivi per una superficie verticaleorientata a sud, ridotta del 10% per considerare l’assorbanzadella superficie esterna:3,14 . tT(t) = 27,3+2,8 • sen (––––––– + 2,5) (4)12I(t) = 514 • e –0,06(t – 12)2 (5)3. Cavità riempite <strong>di</strong> materiale a cambiamento <strong>di</strong> fase.1Trasmittanza termica <strong>di</strong> un elemento standard <strong>di</strong> laterizio infunzione <strong>di</strong> <strong>di</strong>versi valori <strong>di</strong> emissività delle cavità interne.Valori con emissività standard (0,9)T me<strong>di</strong>a [°C] 10 20 30q [W] 0,158 0,166 0,173C [W/m 2 K] 0,664 0,698 0,730U [W/m 2 K] 0,596 0,624 0,649Valori con emissività ridotta (0,5)T me<strong>di</strong>a [°C] 10 20 30q [W] 0,116 0,120 0,123C [W/m 2 K] 0,487 0,504 0,518U [W/m 2 K] 0,447 0,464 0,476riduzione % 24,55 25,60 26,662Valori (con PCM) della trasmittanza termica dell’elemen to<strong>di</strong> laterizio considerato.T me<strong>di</strong>a [°C] 10 20 30q pcm [W] 0,169 0,179 0,186C pcm [W/m 2 K] 0,713 0,753 0,782U pcm [W/m 2 K] 0,636 0,667 0,690Variazione dell’emissività delle cavità Si è voluto ipotizzareun incremento delle prestazioni termiche dei blocchi andandoa variare l’emissività delle superfici interne delle forature. Come giàpreci sato, lo scambio termico, per questo tipo <strong>di</strong> cavità, avviene ingran parte per irraggiamento e in piccola parte per conduzione/convezione, e quin<strong>di</strong> una ridu zione dell’emissività delle superficiinterne può por tare ad una significativa riduzione della trasmissione<strong>di</strong> energia termica. Per verificare le potenzialità <strong>di</strong> questa ipotesi, siè valutata, calcolandola secondo la norma, la trasmit tanza termicadei laterizi al variare dell’emissività delle camere interne.Applicazione <strong>di</strong> PCM L’applicazione <strong>di</strong> materiale a cambiamento<strong>di</strong> fase nei blocchi <strong>di</strong> laterizio può essere effettuata andan doa riempire alcune delle cavità degli elementi. Da ricerche precedentementeeffettuate su involucri contenenti PCM, per le con<strong>di</strong>zioniclimatiche tipiche del centro Italia, al fine <strong>di</strong> ridurre i carichi termiciestivi, questo dovrebbe essere inserito negli strati più esterni dellaparete in modo da riuscire ad as sorbire l’energia proveniente dallara<strong>di</strong>azione solare e, durante le ore notturne, rilasciare verso l’esternol’energia accumulata. In base a questa considera zione, si è ipotizzatol’inserimento nella prima fila <strong>di</strong> fori, partendo dall’esterno, <strong>di</strong> materialea cam biamento <strong>di</strong> fase (sali idrati, temperatura <strong>di</strong> fusione32,4°C) con conducibilità 0,6 W/mK (fig. 3). Dalle valutazioninumeriche svolte, si <strong>di</strong>mostra come l’effetto dell’applicazione <strong>di</strong>materiale a cambia mento <strong>di</strong> fase comporti una variazione sostanzialedel comportamento <strong>di</strong>namico in fase estiva, mentre pro duceuna leggera riduzione della resistenza termica del blocco, derivantedalla riduzione del numero <strong>di</strong> cavità d’aria presenti nell’elemento.52 CIL 141


Analisi sperimentale La verifica sperimentale delle prestazioni termicheed energetiche dei materiali indagati è stata effet tuata attraverso ilconfronto <strong>di</strong> blocchi in laterizio nella configurazione corrente (quin<strong>di</strong>prodotti stan dard) con prototipi <strong>di</strong> blocchi energeticamente mi glioraticon le due tecnologie illustrate (trattamenti basso emissivi e PCM). Dallevalutazioni teoriche, secondo la UNI EN 1745, effettuate sul blocco basee sul blocco migliorato, si evince la possibilità <strong>di</strong> una riduzione teoricadella trasmittanza termica e un incremento dell’inerzia termica dellesoluzioni <strong>di</strong> involucro realizzate con tali prodotti. Le modalità <strong>di</strong> provasono state estrapolate dalla meto dologia prevista dalla UNI 7891:1978/83per la determinazione della conduttività termica con il metodo deitermoflus simetri. Il metodo descritto dalla norma consiste nella valutazionedei flussi termici e delle temperature at traverso il blocco, generatime<strong>di</strong>ante due piastre, una calda e una fredda, poste sul lato interno edesterno dell’elemento. Con questo metodo, è stato possibile determinaresia la conducibilità termica equivalente, una volta accertata la stazionarietàdelle con<strong>di</strong>zioni e atteso il tempo necessario per l’eliminazionedell’effetto <strong>di</strong>namico dovuto all’inerzia termica del blocco. La normaUNI 7891 descrive le caratteristiche fon damentali dell’apparecchiaturae stabilisce le mo dalità <strong>di</strong> esecuzione delle prove e <strong>di</strong> valutazione deirisultati per la determinazione della conduttanza e della conduttivitàtermica in regime stazionario <strong>di</strong> materiali asciutti compatti, cellulari, infibre o gra nuli, quando sia comunque possibile realizzare pro vini concaratteristiche fisiche omogenee, a forma <strong>di</strong> lastre quadrate o circolari,delimitate da superfici frontali piane e parallele tra loro. Questa normati vaè specifica per materiali isolanti, ma può essere adattata allo stu<strong>di</strong>o <strong>di</strong>altre tipologie <strong>di</strong> prodotti; in particolare, è stata presa come riferimentonella costruzione dell’apparecchiatura <strong>di</strong> prova, nonché nelle modalità<strong>di</strong> conduzione del test e nell’analisi dei risultati. Il metodo <strong>di</strong> provaconsiste nel creare un gra<strong>di</strong>ente <strong>di</strong> temperatura tra due facce paralleledel provino, mi surando, una volta stabilizzate le con<strong>di</strong>zioni, il flussotermico che attraversa il provino stesso, rilevato con termoflussimetri.Questi vengono posizionati in cor rispondenza delle superfici <strong>di</strong> contattotra le piastre termostatate e le facce dei blocchi in laterizio. Dalrapporto tra il flusso termico e la <strong>di</strong>fferenza <strong>di</strong> tem peratura superficialeè possibile calcolare la condut tanza termica equivalente dell’elementoin esame. Per queste misure sono stati utilizzati termoflussimetri Microfoilheat flux sensors 27070-2 prodotti dalla RdF Corporation.Misura dell’emissività Al fine <strong>di</strong> valutare l’effettivo valore <strong>di</strong> emissivitàdel la vernice utilizzata per il trattamento delle cavità del blocco, sonostate effettuate misure sperimentali per la determinazione del valore <strong>di</strong>emissività reale. Sono stati realizzati dei provini <strong>di</strong> vetro trattati con vernicea bassa emissività e con vernice nera opaca ad emissività nota. Ciascunprovino è stato successi vamente scaldato ponendolo su una lamieradell’in volucro del bagno termostatico, a contatto con un liquido caldo atemperatura costante. Con l’ausilio <strong>di</strong> una termocamera ad infrarossi NECTH 7800, so no state rilevate le temperature superficiali al va riare dell’emissivitàimposta sulla termocamera e confrontate con la sonda RTD100 perla misura delle temperature superficiali posta sul vetrino. Sono state raccolteimmagini al variare dell’emissivi tà fino a rilevare il valore correttodella temperatu ra e, quin<strong>di</strong>, desumere l’emissività delle superfici.(°C)4. Confronto delle temperature superficiali sul lato interno del blocco, con e senzal’inserimento <strong>di</strong> materiale a cambiamento <strong>di</strong> fase (PCM).(W/m 2 )5. Confronto dei flussi termici attraverso il blocco, con e senza l’inserimento<strong>di</strong> materiale a cambiamento <strong>di</strong> fase (PCM).(°C)temperatura superficiale interna(sec)flusso termico lato interno(sec)temperatura del materiale a cambiamento <strong>di</strong> fase(sec)6. Temperatura del materiale a cambiamento <strong>di</strong> fase.53RICERCA


1• 2•3•7. Immagine termografica del provino e apparecchiatura <strong>di</strong> prova: punto 1, vernice con polvere <strong>di</strong> alluminio (basso emissiva); pun to 2, pellicola <strong>di</strong> alluminio; punto 3,vernice nero opaco con emissività nota (0,97 ÷ 0,98).3Emissività e temperature misurate.emissività T [°C]Temperatura rilevata dalla termoresistenza RTD 100 a contatto – 53,31Temperatura del punto 1 rilevata con termocamera 0,50 53,40Temperatura del punto 2 rilevata con termocamera 0,20 54,00Temperatura del punto 3 rilevata con termocamera 0,97 53,30Prove in regime stazionario Il metodo descritto dalla normaconsiste nella valu tazione dei flussi termici e delle temperature sui latidel blocco, con un gra<strong>di</strong>ente <strong>di</strong> temperatura creato attraverso duepiastre, una calda e una fredda, poste sul lato interno ed esterno delblocco da testare. Le prime prove, condotte su 2 provini <strong>di</strong> laterizioallo stato attuale, al fine <strong>di</strong> determinarne le prestazioni base, sono stateeseguite mantenendo le con<strong>di</strong>zioni al contorno (temperatura dellepiastre) stabili per almeno 8÷10 ore e misurando le <strong>di</strong>verse grandezzeutili per il calcolo della conduttanza, data dal rap porto tra le me<strong>di</strong>edei flussi termici e la <strong>di</strong>fferenza <strong>di</strong> temperatura misurata sulle duefacce del blocco. Per ottenere un miglioramento delle prestazioni delblocco in laterizio, successivamente, sono state trat tate con vernice abase <strong>di</strong> alluminio le superfici delle facce delle cavità interne, con lafinalità <strong>di</strong> abbassare lo scambio termico ra<strong>di</strong>ativo tra le facce stesse,re sponsabile <strong>di</strong> circa 2/3 della trasmissione <strong>di</strong> calore, grazie alla riduzionedell’emissività e dell’assorbanza delle superfici.Prove in regime <strong>di</strong>namico Per verificare il miglioramento ottenibilecon l’inse rimento <strong>di</strong> materiale a cambiamento <strong>di</strong> fase (PCM),e quin<strong>di</strong> l’incremento dell’inerzia termica del blocco in laterizio,sono state condotte prove in regime <strong>di</strong> namico.La <strong>di</strong>namicità delle prove è stata ottenuta facendo variare la temperaturasuperficiale <strong>di</strong> un lato del laterizio, simulando le oscillazioni dellatempe ratura superficiale esterna <strong>di</strong> una parete verticale a sud durantela giornata tipo estiva. Per determinare la curva sinusoidale <strong>di</strong> variazionedella temperatura esterna, sono stati presi, come valorirappresentati vi, quelli ricavati dalle simulazioni numeriche effet tuatesul blocco <strong>di</strong> prova sottoposto alle con<strong>di</strong>zioni climatiche (temperaturae irraggiamento) ricavate dalla UNI 10349 per la località climatica <strong>di</strong>Ancona e i coefficienti <strong>di</strong> scambio termico interno ed esterno in <strong>di</strong>catinella UNI 6946. La temperatura interna è stata mantenuta costanteriproducendo la configurazione <strong>di</strong> locale climatizzato a 20°C.La variazione <strong>di</strong> tem peratura della piastra calda è stata controllata daun programma in Basic che, in funzione dell’ora, faceva variare latemperatura del fluido termovettore.Con la simulazione delle variazioni termiche esterne, si è voluto indagareil comportamento dell’involucro e<strong>di</strong>lizio in con<strong>di</strong>zionipseudo-reali, particolarmente significativo nel nostro Paese in largaparte caratterizzato da una climatologia tipica me<strong>di</strong>terranea a cuicorrispondono consistenti consumi energetici durante l’estate perassicurare idonee con<strong>di</strong>zioni <strong>di</strong> comfort abitativo.4Parametrimisurati.laterizi standardprovino T1 [°C] T2 [°C] T3 [°C] T4 [°C] T5 [°C] Flux1 [W/m 2 ] Flux2 [W/m 2 ] C [W/m 2 K]1 30,16 30,17 6,27 6,36 19,79 -24,01 25,50 1,041 30,67 30,67 10,58 10,67 23,08 -19,42 20,96 1,014 30,36 30,40 11,07 11,64 23,22 -20,17 18,45 1,014 30,36 30,39 11,09 11,65 19,61 -20,06 20,11 1,05laterizi con cavità trattate1 trattato 30,29 30,35 11,03 11,48 22,13 -14,40 15,97 0,791 trattato 30,12 30,24 10,15 10,32 22,61 -14,07 17,55 0,7954 CIL 141


conduttanza misurata8. Provini oggetto della sperimentazione.9. Confronto delle conduttanze, prima e dopo il trattamento con vernici basso emissive.flusso termico lato interno(W/m 2 )(°C)(W/m 2 K)blocco standardblocco con trattamentotemperature <strong>di</strong>etro al materiale a cambiamento <strong>di</strong> fasetempo10. Flussi termici registrati sulla superficie interna del blocco <strong>di</strong> laterizio, con e senza PCM.11. Temperatura <strong>di</strong>etro lo strato <strong>di</strong> PCM.tempoSviluppi futuri Attraverso le prove sperimentali e le analisinumeri che effettuate, è stato possibile <strong>di</strong>mostrare e quanti ficare ibenefici apportati dall’utilizzo <strong>di</strong> vernici basso emissive, per la riduzionedello scambio termico nelle cavità, e <strong>di</strong> materiali a cambiamento<strong>di</strong> fase, per l’in cremento dell’inerzia termica del blocco. Nelcaso dei blocchi trattati con vernici basso emissive, sono state condotteprove utilizzando vernici a solventi con pol veri <strong>di</strong> alluminio,con emissività misurata pari a circa 0,50. Attraverso le prove, si èriscontrata una riduzio ne della conduttanza e della trasmittanza deiblocchi in esame <strong>di</strong> circa il 23%, valore ottenuto anche con le analisinumeriche (condotte secondo il metodo <strong>di</strong> calcolo standar<strong>di</strong>zzato).Le <strong>di</strong>verse tipologie <strong>di</strong> pro ve effettuate con i materiali a cambiamento<strong>di</strong> fase hanno evidenziato un miglioramento delle prestazionienergetiche del blocco, più o meno evidenti a seconda del tipo <strong>di</strong>oscillazione termica simulata. In particola re, si è ottenuto un aumentodella capacità termica del blocco, verificata con temperaturetipiche estive (località climatica <strong>di</strong> riferimento Ancona), ottenendoun incremento dell’attenuazione e dello sfasamento del flusso termico(4 ore in più <strong>di</strong> sfasamento e una riduzione del flusso massimodel 26%). Dai confortanti risultati ottenuti, si apre una moltitu<strong>di</strong>ne<strong>di</strong> possibili sviluppi, relativamente alle tipologie <strong>di</strong> prove (su pare tiin e<strong>di</strong>fici sperimentali sottoposte a con<strong>di</strong>zioni reali), alla valutazionedella combinazione degli effetti, alla sperimentazione <strong>di</strong> materiali acambiamento <strong>di</strong> fase e vernici basso emissive, maggiormente adattia questo scopo, e, non per ultimo, lo stu<strong>di</strong>o <strong>di</strong> forme che otti mizzinoil contributo apportato dalle due tecnologie. BibliografiaAA.VV. Annex 44 IEA-ECBCS, Integrating Environmentally Re sponsive Elements inBuil<strong>di</strong>ngs.A. Abhat, Low temperature latent heat thermal energy sto rage, Heat storage materials SolarEnergy, volume 30, issue 4, pp. 313-332, 1983.A. Carbonari, M. De Grassi, C. Di Perna, P. Principi, Numeri cal and experimental analysesof PCM containing sandwich panels for prefabricated walls, Energy and Buil<strong>di</strong>ngs,volu me 38, issue 5, May 2006, pp. 472-483.K. Darkwa, P.W. O’Callaghan, Simulation of phase chan ge drywalls in a passive solar buil<strong>di</strong>ng,Applied Thermal Engineering, volume 26, issues 8-9, pp. 853-858, 2006.M. Lemma, R. Fioretti, M. Imperadori, Development of a technology for inserting a PCMlayer in buil<strong>di</strong>ng envelopes, Atti del XXXIII IAHS World Congress “Housing, Process& Pro duct”, Pretoria 2005.P. Principi, L. Fantini, R. Fioretti, Analisi teorico-speri mentale del comportamento energetico<strong>di</strong> pannelli foto-voltaici raffreddati da materiali a cambiamento <strong>di</strong> fase, Atti del 63° CongressoATI, Palermo ISBN 978-88-7758-839 5, 2008.P. Principi, R. Fioretti, Passive solar wall integrated with a latent solar layer, InternationalConference Sustainable Buil<strong>di</strong>ng South Europe, SB07, Torino 2007.P. Principi, R. Fioretti, Applicazione <strong>di</strong> materiali a cambia mento <strong>di</strong> fase negli e<strong>di</strong>fici, L’Industriadei Laterizi, gennaio-febbraio 2007.55RICERCA


Elisa Nannipieri, Simone SecchiRicercaQualità acustica <strong>di</strong> paretiin laterizio in e<strong>di</strong>ficiesistentiLa ricerca ha come oggetto sia l’analisi delle prestazioni acustiche degli e<strong>di</strong>fici residenziali esistentisia la determinazione <strong>di</strong> soluzioni tecnologiche atte a limitare la trasmissione del rumore nel campodella ristrutturazione e riqualificazione e<strong>di</strong>lizia. L’indagine si basa su un’analisi <strong>di</strong> tipo statisticodelle tecnologie maggiormente <strong>di</strong>ffuse per la costruzione degli e<strong>di</strong>fici italiani dal dopoguerra ad oggie sui risultati <strong>di</strong> misurazioni e valutazioni previsionali per le prestazioni acustiche dei <strong>di</strong>versicomponenti e<strong>di</strong>lizi interessatiIl rumore domestico, secondo vari stu<strong>di</strong> condotti a livello europeo,è una delle principali cause <strong>di</strong> <strong>di</strong>sturbo sonoro. In ambitoresidenziale, infatti, le attività dei vicini sono da sempre fonte<strong>di</strong> fasti<strong>di</strong>o, non solo per la natura e il contenuto energetico dellesorgenti, ma anche per le <strong>di</strong>verse abitu<strong>di</strong>ni <strong>di</strong> vita delle persone,per i fattori psicologici e per i rapporti umani.Il quadro normativo italiano ha per lungo tempo ignorato l’isolamentoacustico degli e<strong>di</strong>fici e, per questo motivo, la sensibilitàprogettuale e le esperienze acquisite risentono oggi <strong>di</strong> un considerevoleritardo rispetto ad altri contesti europei. Le città, inoltre,sono spesso più rumorose <strong>di</strong> quanto lo fossero qualche decenniofa e questo impone migliori livelli <strong>di</strong> protezione acustica rispettoai rumori. Alcuni Paesi europei (Francia, Gran Bretagna, Spagna)hanno cercato <strong>di</strong> risolvere la questione adottando co<strong>di</strong>ci <strong>di</strong> praticamodellati su tecnologie <strong>di</strong>sponibili e ormai consolidate. L’Italianecessita <strong>di</strong> un documento simile, ma con soluzioni tecniche chetengano conto della pratica esecutiva tipica del nostro contestonazionale. La ricerca oggetto <strong>di</strong> questa nota, originata da tali presuppostie sviluppata dagli autori presso il Dipartimento <strong>di</strong> Tecnologiedell’Architettura dell’Università <strong>di</strong> Firenze, con la collaborazionedel Gruppo <strong>di</strong> Acustica E<strong>di</strong>lizia dell’Associazione Italiana <strong>di</strong>Acustica, si è posta il duplice obiettivo <strong>di</strong> delineare le qualità fonoisolantidegli e<strong>di</strong>fici residenziali costruiti in Italia dal dopoguerraad oggi e <strong>di</strong> determinare le soluzioni tecnologiche atte a migliorareil comfort abitativo.Sulla base degli obiettivi prefissati, la metodologia <strong>di</strong> ricerca scelta haaffrontato il problema su più livelli conoscitivi e attraverso punti <strong>di</strong>vista <strong>di</strong>versi. La prima fase, rivolta a conoscere la recente tra<strong>di</strong>zionecostruttiva del Paese e le prestazioni acustiche degli e<strong>di</strong>fici residenziali,è stata caratterizzata dallo stu<strong>di</strong>o delle soluzioni costruttive e deimateriali e<strong>di</strong>li utilizzati negli ultimi sessanta anni e dall’analisi, su basestatistica, delle prestazioni acustiche dei singoli componenti. La secondafase ha avuto un approccio sperimentale per conoscere sulcampo (con misure <strong>di</strong> laboratorio ed in situ) le problematiche piùricorrenti e cercare <strong>di</strong> in<strong>di</strong>viduare i punti deboli della messa in operadei componenti. La terza fase, <strong>di</strong> carattere prevalentemente propositivo,è consistita nella definizione delle soluzioni tecnologiche piùappropriate a sod<strong>di</strong>sfare le classi acustiche proposte dalla nuovanorma UNI 11367 [1] . I risultati presentati nell’articolo sono limitatiai <strong>di</strong>visori verticali interni; analoghe indagini sono state condotte sui<strong>di</strong>visori orizzontali e sistemi <strong>di</strong> facciata [2] .La situazione normativa Il primo documento legislativoemanato in Italia sull’isolamento acustico degli e<strong>di</strong>fici è la CircolareMinisteriale n.1769 del 30 aprile 1966, “Criteri <strong>di</strong> valutazionee collaudo dei requisiti acustici nelle costruzioni e<strong>di</strong>lizie” [4] . Essa avevalo scopo <strong>di</strong> stabilire le modalità per la valutazione qualitativa equantitativa della protezione contro i rumori in un e<strong>di</strong>ficio; lein<strong>di</strong>cazioni della Circolare, che in<strong>di</strong>viduava due classi d’isolamentoacustico (normale e superiore), erano però riferite alle solecostruzioni <strong>di</strong> e<strong>di</strong>lizia civile sovvenzionata.I requisiti <strong>di</strong> protezione acustica dei nuovi e<strong>di</strong>fici sono stati successivamentenormati in maniera completa e cogente dal DPCM 5/12/97 [5] ;tale documento, che nasce come decreto attuativo della Legge Quadron. 447/95, determina i requisiti acustici delle sorgenti sonore interneagli e<strong>di</strong>fici e i requisiti acustici passivi degli e<strong>di</strong>fici e dei loro componentiin opera, al fine <strong>di</strong> ridurre l’esposizione umana al rumore.Il provve<strong>di</strong>mento normativo classifica, secondo categorie <strong>di</strong> destinazioned’uso, gli ambienti abitativi e, per ciascuna categoria, stabiliscei limiti accettabili per i <strong>di</strong>fferenti parametri acustici.56 CIL 141


% %100100 98809088 8885708070607760505040403030201720100Parete in elementi<strong>di</strong> laterizio7 8555330 1 2 230 0,820 0,2Parete in pannelli<strong>di</strong> cartongessoo blocchi <strong>di</strong> gessoParete in pannelli<strong>di</strong> calcestruzzoParete in blocchi<strong>di</strong> calcestruzzo1001950 1960 1970 1980 1990 2000 2010anni1. Evoluzione delle scelte costruttive utilizzate per realizzare i <strong>di</strong>visori verticali interni. 2. Diffusione delle pareti a doppio strato con intercape<strong>di</strong>ne isolata.anni 50 anni 60 anni 70 anni 80 anni 90 anni 00dati realidati stimatiNel prossimo futuro dovrà essere pubblicato il nuovo testo legislativoconcernente i criteri per la progettazione, esecuzione e ristrutturazionedelle costruzioni e<strong>di</strong>lizie e la determinazione dei requisitiacustici passivi degli e<strong>di</strong>fici. Per un approfon<strong>di</strong>mento sulla materia,si rimanda all’articolo pubblicato su questa stessa rivista (Secchi S.,Nannipieri E., La classificazione acustica degli e<strong>di</strong>fici. Principi base, metodologiae casi stu<strong>di</strong>o, Costruire in Laterizio n. 137, sett-ott. 2010).In tabella 1 sono riportati i valori limite dei requisiti acustici passiviin<strong>di</strong>viduati dai documenti citati [1, 4, 5] .Le partizioni verticali interne: tecnologie costruttive emateriali I risultati <strong>di</strong> alcune ricerche universitarie [6, 7] , le indaginistatistiche condotte da Cresme, An<strong>di</strong>l e Anit [8, 9, 10] e i dati annuirelativi alla produzione dei materiali hanno permesso <strong>di</strong> in<strong>di</strong>viduarele tipologie costruttive più <strong>di</strong>ffuse, nel periodo compreso tra il 1949e il 2009, per la realizzazione dei <strong>di</strong>visori verticali interni.In fig. 1 (1) è riportata, per ogni decennio preso in considerazione,l’incidenza in percentuale <strong>di</strong> ogni tipologia <strong>di</strong> parete.I <strong>di</strong>visori in elementi <strong>di</strong> laterizio, come mostra il grafico, sono particolarmente<strong>di</strong>ffusi nel nostro territorio, a <strong>di</strong>fferenza delle altre tecnologiecostruttive che, nel corso degli anni, hanno avuto un’incidenzaminore. Le pareti in pannelli <strong>di</strong> cartongesso o in blocchi <strong>di</strong>gesso hanno avuto la loro maggiore <strong>di</strong>ffusione negli anni ’70, mentrele pareti in pannelli prefabbricati <strong>di</strong> calcestruzzo si sono incrementatetra la fine degli anni ’70 e i primi anni ’80; infine, le paretiin blocchi <strong>di</strong> calcestruzzo alleggerito hanno avuto nel tempo unatendenza alla crescita, seppure caratterizzata da percentuali basse rispettoal totale delle pareti realizzate. Nel corso degli anni, grazie allamaggiore sensibilità nei confronti del benessere acustico e termico,si è <strong>di</strong>ffuso l’uso delle pareti a doppio strato con intercape<strong>di</strong>ne isolata(fig. 2) (1) , nonostante la presenza <strong>di</strong> materiale isolante nell’intercape<strong>di</strong>nenon sia sufficiente a garantire un buon isolamento acustico, siaper i comuni errori <strong>di</strong> messa in opera, sia per il processo <strong>di</strong> deterioramentosubito da alcuni dei materiali coibenti impiegati.Le partizioni verticali interne: evoluzione delle prestazioniacustiche Le mo<strong>di</strong>fiche alle tecniche costruttive che si sonoverificate in questi anni e il perfezionamento della normativa e dellalegislazione vigente in materia hanno avuto importanti ricadute sullaqualità acustica degli e<strong>di</strong>fici realizzati nel nostro Paese. Per analizzarel’evoluzione delle prestazioni acustiche dei <strong>di</strong>visori verticali interni,sono stati utilizzati dati provenienti sia da misurazioni in opera cheda stime basate sulle caratteristiche dei materiali e sulle tecnologiecostruttive adottate. In questo secondo caso, che riguarda i decennidel secolo passato, la massa areica e il potere fonoisolante dei singolielementi sono stati determinati da certificati <strong>di</strong> laboratorio o da valoririportati in letteratura; in alcuni casi, per determinare il valore delpotere fonoisolante è stato invece necessario ricorrere a formule empirichebasate sulla massa superficiale delle singole pareti considerate.Il potere fonoisolante apparente (R’ w), comprendente anche le trasmissionilaterali, è stato infine stimato applicando il metodo semplificatodefinito dalla parte 1 della UNI EN 12354[11, 12].La prestazione acustica degli e<strong>di</strong>fici realizzati nell’ultimo decennio èstata, invece, valutata sulla base dei risultati <strong>di</strong> un’indagine proposta econdotta dagli autori nel biennio 2008-2009. La ricerca ha raccoltodati provenienti da circa <strong>di</strong>eci gruppi <strong>di</strong> tecnici <strong>di</strong> università, enti <strong>di</strong>controllo e stu<strong>di</strong> professionali che hanno condotto misure acustiche1Requisiti acustici passivi in<strong>di</strong>viduati dai documenti normativinazionali che si sono succeduti nel corso degli anni.Requisito Circ. Min. n. 1769/1966 DPCM 5/12/97 UNI 11367Isol.superioreIsol.normaleI II III IVR’ w (dB) 42 36 50 56 53 50 45L’ nw (dB) 68 74 63 53 58 63 68D 2m,nT,w (dB) 40 43 40 37 32L Aeq (dB) 33 36 35 25 28 32 37L Amax (dB[A]) 36 40 35 30 33 37 4257RICERCA


R’ w (dB)3. Valori <strong>di</strong> R’ w dei <strong>di</strong>visori interni verticali analizzati nei vari decenni.%525048464442401950 1960 1970 1980 1990 2000 2010anni403530252015105038 41 44 47 50 53 56 59R’ w (dB)4 . Valori <strong>di</strong> R’ w delle pareti analizzate nel periodo <strong>di</strong> riferimento della ricerca (1950-2010).% 1009080706050403020100dati realidati stimatie<strong>di</strong>fici italiani costruitinel dopoguerra38 41 44 47 50 53 56 59R’ w (dB)5. Percentuale <strong>di</strong> valori <strong>di</strong> R’ w rispetto al decennio <strong>di</strong> costruzione dell’e<strong>di</strong>ficio.anni 50 anni 60 anni 70 anni 80 anni 90 anni 00in e<strong>di</strong>fici residenziali nel centro e nel nord Italia (Emilia Romagna,Friuli Venezia Giulia, Liguria, Lombar<strong>di</strong>a, Piemonte, Toscana, TrentinoAlto A<strong>di</strong>ge, Umbria, Veneto) [14] .La fig. 3 illustra l’evoluzione del potere fonoisolante apparente (R’ w)del “<strong>di</strong>visorio verticale tipo” in<strong>di</strong>viduato per ogni decennio. Il limiteimposto dall’attuale normativa in materia è raggiunto solo dalle ultimepareti realizzate; il dato evidenzia chiaramente l’effetto dell’entratain vigore (nel 1998) del DPCM 5/12/97, che ha reso obbligatorioil rispetto dei requisiti <strong>di</strong> protezione acustica passiva degli e<strong>di</strong>fici.Tra gli anni ’50 e ’60, invece, si nota un modesto peggioramento delleprestazioni acustiche dei <strong>di</strong>visori verticali interni, dovuto principalmentead una concezione della muratura più leggera rispetto al decennioprecedente. Le linee tratteggiate nel grafico mostrano i valoriche sono stati stimati, mentre le linee piene in<strong>di</strong>cano valori in<strong>di</strong>viduaticon misure in opera. Sulla base dei dati relativi all’epoca <strong>di</strong>costruzione degli e<strong>di</strong>fici, è stato possibile determinare l’andamento inpercentuale della prestazione acustica dei <strong>di</strong>visori verticali interninegli e<strong>di</strong>fici residenziali costruiti dal dopoguerra ad oggi. Nell’insieme,solo una modesta percentuale <strong>di</strong> alloggi garantisce attualmenteun livello <strong>di</strong> isolamento al rumore aereo, tra unità immobiliari confinanti,sufficiente (fig. 4). In fig. 5, è rappresentato l’andamento inpercentuale della prestazione acustica (R’ w) dei <strong>di</strong>visori verticali internirispetto al decennio <strong>di</strong> costruzione dell’e<strong>di</strong>ficio.Correzione acustica <strong>di</strong> <strong>di</strong>visori verticali interni Per limitarela trasmissione <strong>di</strong> rumore in ambienti interni, sono state in<strong>di</strong>viduatealcune soluzioni tecnologiche da applicare alle partizioni esistenti.I sistemi proposti offrono un incremento dell’isolamento acusticosfruttando <strong>di</strong>verse caratteristiche come l’inerzia della parete o il<strong>di</strong>saccoppiamento strutturale degli strati componenti.A seguire, sono riportate alcune delle tecnologie conosciute permigliorare la prestazione acustica <strong>di</strong> <strong>di</strong>visori verticali in laterizio.La controparete su or<strong>di</strong>tura metallica in lastre <strong>di</strong> gesso rivestito, accoppiatea pannelli fonoassorbenti, consente <strong>di</strong> incrementare sensibilmenteil potere fonoisolante <strong>di</strong> un <strong>di</strong>visorio esistente.Il miglioramento prestazionale dovuto a questo tipo d’intervento èdovuto al fatto che esso realizza un sistema <strong>di</strong> due masse <strong>di</strong>saccoppiate;il funzionamento ottimale si ottiene limitando le connessionirigide tra struttura <strong>di</strong> base e controparete. L’entità del miglioramento<strong>di</strong>pende dal potere fonoisolante iniziale, e quin<strong>di</strong> dalla massa superficialedella muratura <strong>di</strong> partenza, dalla frequenza <strong>di</strong> risonanza delsistema risultante e dalle caratteristiche del materiale fonoassorbenteposto nell’intercape<strong>di</strong>ne.Nella messa in opera, la controparete deve essere completamentedesolidarizzata dalle strutture laterali con bande resilienti e, se compostada due strati <strong>di</strong> pannelli in cartongesso, i giunti <strong>di</strong> questi devonoessere stuccati e fra loro sfalsati.Il rivestimento a pelle resiliente è costituito da materiale fonoassorbenteapplicato a lastre <strong>di</strong> cartongesso installate <strong>di</strong>rettamente sullastruttura <strong>di</strong> base.Il comportamento acustico <strong>di</strong> questa soluzione è simile a quellodescritto per la controparete su or<strong>di</strong>tura metallica; l’incremento del58 CIL 141


1 2 3 4 5 61 2 3 4 5 1 2 3 4 5 1 2 3 4 5 1 2 3 4 51. intonaco (1,5 cm)2. mattone forato (12x25x25 cm)3. intonaco (1,5 cm)4. pannelli in fibre <strong>di</strong> poliestere(40 mm)5. lamina <strong>di</strong> rivestimentoin polipropilene (4 mm)6. controparete con lastre<strong>di</strong> cartongesso (2x12,5 mm)1. intonaco (1,5 cm)2. mattone forato (8 cm)3. intonaco (1,5 cm)4. pannelli <strong>di</strong> lana <strong>di</strong> vetro (40 mm)5. lastra <strong>di</strong> cartongesso (12,5 mm)1. intonaco (1,5 cm)2. mattone forato (12x25x25 cm)3. intonaco (1,5 cm)4. lamina <strong>di</strong> poliestere ad altadensità rivestita da feltro<strong>di</strong> poliestere, 10 mm5. lastra <strong>di</strong> cartongesso (12,5 mm)1. intonaco (1,5 cm)2. mattone forato (12x25x25 cm)3. intonaco (1,5 cm)4. pannello in lana <strong>di</strong> legno (50 mm)5. lastra <strong>di</strong> cartongesso (12,5 mm)1. intonaco (1,5 cm)2. mattone forato (8 cm)3. intonaco (1,5 cm)4. pannello <strong>di</strong> lana <strong>di</strong> roccia (50 mm)5. nuovo strato muratura in forati(12 cm)6. intonaco (1,5 cm) 6 . Soluzioni tecnologiche <strong>di</strong> <strong>di</strong>visori prese in esame per limitare la trasmissione <strong>di</strong> rumori aerei interni (il costo si intende al m 2 ).potere fonoisolante è legato allo spessore del materiale fonoassorbentee della lastra stessa. Questa soluzione può sostituire o completareil tra<strong>di</strong>zionale intonaco.La controparete in muratura, caratterizzata da un’elevata massa superficialee da un materiale fonoassorbente posto nell’intercape<strong>di</strong>ne,permette <strong>di</strong> realizzare una parete a doppio strato a partire da una asingolo strato. La soluzione non è sempre applicabile dal momentoche comporta un consistente aumento <strong>di</strong> spessore del <strong>di</strong>visorio;inoltre, se non realizzata con i dovuti accorgimenti (desolidarizzazionedel nuovo strato in muratura dalle strutture laterali, riempimentoadeguato con malta dei giunti verticali e orizzontali, fissaggiodel materiale fonoassorbente alla parete esistente con apposititasselli o adesivi), la posa in opera può ridurre sensibilmente leprestazioni acustiche del sistema parete-controparete rispetto ai valorimisurati in laboratorio.L’inserimento <strong>di</strong> materiale isolante all’interno dell’intercape<strong>di</strong>ne <strong>di</strong> unaparete a doppio strato permette <strong>di</strong> creare un sistema che abbina acomponenti rigi<strong>di</strong> e <strong>di</strong> massa elevata (i due <strong>di</strong>visori) un materialefonoassorbente e smorzante. I materiali iniettati sono solitamenteschiume dalle proprietà fonoassorbenti. Attualmente non esistonorapporti <strong>di</strong> laboratorio per certificare il miglioramento acusticodella soluzione proposta.Per ognuna delle tecnologie in<strong>di</strong>viduate, è stata compilata unascheda con le caratteristiche base dei componenti <strong>di</strong> ogni sistema,le modalità per una corretta messa in opera, i dettagli costruttivi,alcuni valori certificati della prestazione acustica e un’analisi dettagliatadei costi basati sui dati forniti <strong>di</strong>rettamente dai produttori deisingoli componenti o pubblicati, nell’autunno del 2009, dal prezziariodel Bollettino degli Ingegneri della Toscana. Alcune delleprestazioni acustiche delle soluzioni in<strong>di</strong>viduate sono state certificatein laboratorio dagli autori.Applicazione ad un e<strong>di</strong>ficio tipo delle soluzioni in<strong>di</strong>viduateLe soluzioni in<strong>di</strong>viduate sono state applicate, per ogni decennio,ad un alloggio tipo ritenuto rappresentativo <strong>di</strong> quel periodo.Le nuove prestazioni acustiche, ottenute a seguito dei vari interventidescritti, sono state valutate sul piano economico con riferimento ailivelli prestazionali previsti dalla nuova norma sulla classificazioneacustica [1] . La descrizione dei <strong>di</strong>visori verticali e orizzontali tipo,rappresentativi <strong>di</strong> ogni decennio, è stata definita sulla base <strong>di</strong> un’indagine<strong>di</strong> tipo statistico sugli e<strong>di</strong>fici costruiti nei vari perio<strong>di</strong>.Nella tab. 2 è riportato il dettaglio dei vari <strong>di</strong>visori con le caratteristichefisiche, geometriche e prestazionali dei singoli componenti.I valori <strong>di</strong> R’ we <strong>di</strong> L’ nwsono stati, in alcuni casi, stimati e in altriestrapolati da certificati <strong>di</strong> prova originali dell’epoca a cui fanno riferimento.Successivamente, sono stati stimati, con i modelli empiriciin<strong>di</strong>cati dalla serie <strong>di</strong> norme UNI EN 12354, gli in<strong>di</strong>ci <strong>di</strong> valutazionedel potere fonoisolante apparente R’ wdel <strong>di</strong>visorio internoverticale e del solaio, del livello normalizzato <strong>di</strong> rumore da calpestioL’ nwdel solaio e dell’isolamento acustico <strong>di</strong> facciata D 2m,nT,w.Infine, è stata valutata la classe acustica dell’unità immobiliare tiposulla base della procedura definita dalla norma UNI 11367 [1] .costo intervento (€)8500750065005500450035005337. Costo e prestazione acustica <strong>di</strong> alcuni interventi <strong>di</strong> risanamento proposti permigliorare la prestazione <strong>di</strong> <strong>di</strong>visori verticali interni: il numero sopra l’in<strong>di</strong>catorein<strong>di</strong>ca la soluzione tecnica riferita all’elenco <strong>di</strong> figura 6.349 50 51 52 53 54 55R’ w (dB)anni 50 anni 60 anni 70 anni 80 anni 9022441159RICERCA


2Descrizionee classificazione degli appartamenti tipo in<strong>di</strong>viduati per ogni decennio.Corridoio, ripost.: 12 m 2 ; 19 mcm (24 cm solaio strutt. + 6 cm pav.), m’ = 361 kg/m 2 intonacata. Spess. 10 cm (1 cm int. + 8 cm for.Sup. finestra: (1,4x1,5) m 2 + 1 cm int.), m’ = 100 kg/m 2w nw R w = 41 dBParete esterna Parete tra alloggiMuratura a due teste in mattoni pieni, intonaco Parete semplice in elementi <strong>di</strong> lateriziointerno. Spess. 27 cm (25 cm mat. + 2 cm int.), intonacata. Spess. 15 cm (1,5 cm int. + 12 cm for.anni 50m’ = 444 kg/m 2 . Finestra con vetro semplice + 1,5 cm int.), m’ = 150 kg/m 2Sup. totale: 84 m 2(3 mm), telaio in legno.R w = 43 dBCucina:10 m 2 R; 13 mw,muro = 53 dB, R w,vetro = 23 dBBagno:6 m 2 ; 11 mSoggiorno: 20 m 2 ; 18 mD 2m,nT,w = 30 dBR’ w = 42 dBCamera matrim.: 20 m 2 ; 18 mSolaioTramezzaII camera: 16 m 2 ; 16 mSolaio in laterocemento gettato in opera. Spess. 30 Parete semplice in elementi <strong>di</strong> laterizioR’ w = 47 dB; L’ nw = 85 dBClasse acustica D 2m,nT,w : nc Classe acustica R’ (2) w : nc Classe acustica L’ nw : ncSoggiorno: 15 m 2 ; 16 mCamera matrim.: 15 m 2 ; 16 mSolaioTramezzaII camera: 14,3 m 2 ; 15,2 mSolaio in laterocemento con travetti prefabbricati.Corridoio, ripost.: 9 m 2 ; 15 mSpess. 30 cm (24 cm solaio strutt. + 6 cm pav.),Sup. finestra: (1,3x1,5) m 2 R w = 50 dB, L nw = 84 dBParete esterna Parete tra alloggiParete a cassetta con strato esterno in mattonipieni e strato interno con forati intonacati.Spess. 30 cm (12 cm mat. + 5 cm aria + 8 cm for.anni 60+ 1,5 cm int.), m’= 382 kg/m 2 . Finestra conSup. totale: 70 m 2vetro semplice (3 mm), telaio in legno.RCucina:10 m 2 w,muro = 52 dB, R w,vetro = 23 dB; 13 mBagno:6 m 2 ; 11 mD 2m,nT,w = 33 dBR’ w = 42 dBR’ w = 47 dB; L’ nw = 86 dBParete semplice in elementi <strong>di</strong> lateriziointonacata. Spess. 15 cm (1,5 cm int. + 12 cm for.+ 1,5 cm int.), m’ = 150 kg/m 2R w = 43 dBParete semplice in elementi <strong>di</strong> lateriziointonacata. Spess. 10 cm (1 cm int. + 8 cm for.+ 1 cm int.), m’ = 100 kg/m 2R w = 41 dBClasse acustica D 2m,nT,w : IV Classe acustica R’ w (2) : nc Classe acustica L’ nw : ncParete a cassetta in elementi <strong>di</strong> laterizio,intonacata. Spess. 20 cm (1 cm int.+8 cm for.+ 2 cm aria + 8 cm for. + 1 cm int.),m’ = 150 kg/m 2R w = 44 dBanni 70Sup. totale:Cucina:Bagno:II camera:Corridoio, ripost.:Sup. finestra:Soggiorno:Camera matrim.:73 m 210 m 2 ; 13 m5,3 m 2 ; 10 m7 m 2 ; 16,8 m(1,3x1,5) m 223 m 2 ; 19,215,2 m 2 ; 16 m12,3 m 2 ; 14,8Parete esternaParete a cassetta in elementi <strong>di</strong> laterizio,intonacata. Spessore 28 cm (1,5 cm int. + 12 cmfor. + 4 cm aria + 8 cm for. + 1,5 cm int.)m’ = 267 kg/m 2 . 1970-76 finestra con vetrosemplice (4 mm), telaio legno.1976-79 finestra con vetro camera (4/6/4),telaio in metallo o legnoR w,muro = 47 dB, R w,vetro = 27 dBD 2m,nT,w = 33 dBSolaioSolaio in laterocemento con travetti prefabbricato.Spess. 30 cm (24 cm solaio strutt.Parete tra alloggiTramezzamR’ w = 43 dBm+ 6 cm pav.), m’ = 340 kg/m 2R w = 50 dB, L nw = 84 dBR’ w = 46 dB; L’ nw = 86 dBParete semplice in elementi <strong>di</strong> lateriziointonacata. Spess. 10 cm (1 cm int. + 8 cm for.+ 1 cm int.), m’ = 100 kg/m 2R w = 41 dBClasse acustica D 2m,nT,w : IV Classe acustica R’ w (2) : nc Classe acustica L’ nw : ncCamera matrim.: 14 m 2 ; 15 mSolaio in laterocemento con travetti prefabbricati eII camera: 14 m 2 ; 15 mpav. galleggiante. Spess. 30 cm (24 cm solaio strutt.Corridoio, ripost.: 5,4 m 2 ; 13,8 m+Sup. finestra: (1,2 x 1,35) m 2 3 mm sughero + 6 cm pav.),R w = 50 dB, L nw = 84 dBParete esterna Parete tra alloggianni 80Sup. totale: 70 m 2Parete con blocchi <strong>di</strong> laterizio, intonacata. Spess.33 cm (1,5 cm int.+30 cm blocco+ 1,5 cm int.)m’=330 kg/m 2 . Finestra con vetro camera(4/6/4), telaio in metallo/legnoR w,muro = 46 dB, R w,vetro = 31 dBCucina:9,1 m 2 ; 12,2 mBagno:3,6 m 2 ; 7,8 mD 2m,nT,w = 35 dBR’ w = 46 dBSoggiorno: 14 m 2 ; 15 mSolaioTramezzaR’ w = 46 dB; L’ nw = 85 dBParete a cassetta in elementi <strong>di</strong> laterizio,intonacata. Spess. 28 cm (1 cm int. + 12 cm for.+ 2 cm aria + 12 cm for. + 1 cm int.),m’ = 268 kg/m 2Rw = 47 dBParete semplice in elementi <strong>di</strong> lateriziointonacata. Spess. 10 cm (1 cm int. + 8 cm for.+ 1 cm int.), m’ = 100 kg/m 2Rw = 41 dBClasse acustica D 2m,nT,w : IV Classe acustica R’ w (2) : IV Classe acustica L’ nw : ncIII camera: 9,1 m 2 ; 12,2 me pav. gallegiante. Spess. 34 cm (24 cm solaioCorridoio, ripost.: 5,4 m 2 ; 13,8 mstrutt.+Sup. finestra: (1,2 x 1,35) m 2 4 cm polietilene esp. + 6 cm pav.),R w = 51 dB, L nw = 70 dBParete esterna Parete tra alloggianni 90Parete a cassetta in elementi <strong>di</strong> laterizio,intonacata. Spessore 27 cm (1,5 cm int. + 12 cmfor. + 4 cm lana <strong>di</strong> vetro + 8 cm for. + 1,5 cm int.)m’ = 234 kg/m 2 . Finestra con vetro cameraSup. totale: 80 m 2(4/12/4), telaio in legno o metallo a taglio termicoCucina:9,1 m 2 R; 12,2 mw,muro = 51 dB, R w,vetro = 31 dBBagno:3,6 m 2 ; 7,8 mSoggiorno: 16 m 2 ; 16 mD 2m,nT,w = 33 dBR’ w = 46 dBCamera matrim.: 14 m 2 ; 15 mSolaioTramezzaII camera: 9,1 m 2 ; 12,2 mSolaio in laterocemento con travetti prefabbricatiR’ w = 47 dB; L’ nw = 74 dBParete a cassetta in elementi <strong>di</strong> laterizio,intonacata. Spess. 22 cm (1 cm int. + 8 cm for.+ 4 cm lana <strong>di</strong> vetro + 8 cm for.+ 1 cm int.),m’ = 98 kg/m 2R w = 50 dBParete semplice in elementi <strong>di</strong> lateriziointonacata. Spess. 10 cm (1 cm int. + 8 cm for.+ 1 cm int.), m’ = 100 kg/m 2Rw = 41 dBClasse acustica D 2m,nT,w : IV Classe acustica R’ w (2) : IV Classe acustica L’ nw : nc


Dalla tabella 2 emerge che gli e<strong>di</strong>fici esaminati, con le prestazioniipotizzate, non possono essere classificati acusticamente secondo icriteri stabiliti dalla nuova norma. Vengono quin<strong>di</strong> proposte <strong>di</strong>versesoluzioni, valutate anche a livello economico, per migliorare l’isolamentoal rumore aereo e al rumore impattivo. In fig. 6 sono riportatealcune delle soluzioni in<strong>di</strong>viduate per limitare la trasmissione <strong>di</strong>rumore attraverso i <strong>di</strong>visori verticali interni, mentre in tab. 3 sonoriportati i costi e le prestazioni acustiche delle pareti <strong>di</strong>visorie tipiche<strong>di</strong> ogni decennio dopo l’intervento <strong>di</strong> risanamento.La tabella 3 evidenzia che intervenire sugli e<strong>di</strong>fici esistenti per migliorarnele qualità fonoisolanti è possibile anche se il corretto isolamentoacustico <strong>di</strong> un’unità immobiliare già costruita e abitata è spessoun’operazione onerosa. Per costo dell’intervento, infatti, si intendenon solo la spesa necessaria a realizzare l’intervento stesso, ma anchela per<strong>di</strong>ta <strong>di</strong> valore dell’immobile dovuta ad una <strong>di</strong>minuzione dellasuperficie calpestabile degli ambienti. Non sono state prese in esame,invece, le eventuali spese per il trasferimento degli abitanti dell’unitàimmobiliare durante il periodo dell’intervento. Inoltre, quando laper<strong>di</strong>ta <strong>di</strong> superficie comporta il venir meno delle con<strong>di</strong>zioni perl’abitabilità degli alloggi tipo considerati per i vari decenni, l’intervento<strong>di</strong> risanamento acustico non è stato preso in considerazione.In fig. 7 sono state messe a confronto le soluzioni progettate permigliorare l’isolamento acustico dei <strong>di</strong>visori verticali interni deglie<strong>di</strong>fici tipo. Il costo dell’intervento aumenta in maniera proporzionalecon il crescere delle prestazioni richieste. e quin<strong>di</strong>, con riferimentoalla nuova norma UNI, con classi acustiche più elevate.Conclusioni L’indagine ha mostrato che in me<strong>di</strong>a gli e<strong>di</strong>fici realizzatiprima dell’entrata in vigore del DPCM 5/12/97 hanno prestazioniacustiche tali da non poter essere classificati secondo i requisitidella nuova normativa. L’evoluzione tecnologica dei prodottida costruzione consente oggi <strong>di</strong> scegliere tra una casistica <strong>di</strong> soluzionimolto ampia per garantire il comfort acustico interno. Purtroppo,non tutte le soluzioni sono applicabili a un e<strong>di</strong>ficio esistentee in caso <strong>di</strong> ristrutturazione, per migliorare la qualità acustica <strong>di</strong> unacostruzione, è necessario valutare l’intervento più economico e,soprattutto, meno invasivo tra quelli <strong>di</strong>ffusi nella pratica del costruire.La nuova norma concernente la classificazione acustica deglie<strong>di</strong>fici potrebbe incentivare la qualificazione dell’esistente creandoun rapporto <strong>di</strong> trasparenza con l’utente, oltre ad allineare l’Italia aglialtri Paesi europei. Migliorare il comfort interno degli e<strong>di</strong>fici garantirebbeun maggior stato <strong>di</strong> benessere tra la popolazione. Note1. Il grafico è il risultato dell’elaborazione <strong>di</strong> dati provenienti da <strong>di</strong>verse fonti. Perriferimenti dettagliati, si rimanda alla consultazione della tesi <strong>di</strong> dottorato “Analisidella qualità acustica degli e<strong>di</strong>fici italiani dal dopoguerra ad oggi e soluzioni perl’adeguamento degli e<strong>di</strong>fici ai nuovi standard acustici” [2] .2. Me<strong>di</strong>a energetica del potere fonoisolante apparente del <strong>di</strong>visorio verticale e <strong>di</strong>quello orizzontale.Bibliografia[1] UNI 11367, Acustica in e<strong>di</strong>lizia. Classificazione acustica delle unità immobiliari.Procedura <strong>di</strong> valutazione e verifica in opera, luglio 2010.[2] Nannipieri, E., Analisi della qualità acustica degli e<strong>di</strong>fici italiani dal dopoguerra ad oggie soluzioni per l’adeguamento degli e<strong>di</strong>fici ai nuovi standard acustici, tesi <strong>di</strong> dottorato in3Prestazioni acustiche raggiunte con l’applicazione degli interventiproposti: è riportato l’in<strong>di</strong>ce <strong>di</strong> valutazione del potere fonoisolanteottenuto per il <strong>di</strong>visorio tra alloggi e la relativa classe acustica.anni 50Intervento 1 Intervento 2 Intervento 3 Intervento 4R’ w 54 dB 52 dB 52 dB 53 dBCosto stimato 3.492 € 1.224 € 3.006 € 2.196 €Per<strong>di</strong>ta sup. tot. 1,7 % 1,2 % 0,7 % 1,4 %Classe acustica II III III IIanni 60R’ w 54 dB 52 dB 51 dB 53 dBCosto stimato 3.376 € 1.100 € 2.672 € 1.952 €Per<strong>di</strong>ta sup. tot. 1,7 % 1,2 % 0,7 % 1,4 %Classe acustica II III III IIanni 70Intervento 3 Intervento 1, 2 e 4R’ w 51 dBNon sono applicabili per rispettareCosto stimato 2.432 €le <strong>di</strong>mensioni minime <strong>di</strong> camere e soggiornoPer<strong>di</strong>ta sup. tot. 0,7 %(Art. 2 del DM 5/7/75)Classe acustica IIIanni 80Intervento 5 Intervento 1, 2 e 4R’ w 50 dBNon sono applicabili per rispettareCosto stimato 4.550 €le <strong>di</strong>mensioniminime <strong>di</strong> camere e soggiornoPer<strong>di</strong>ta sup. tot. 0 %(Art. 2 del DM 5/7/75)Classe acustica IIIanni 90Intervento 5 Intervento 1, 2 3 e 4R’ w 50 dBNon sono applicabili per rispettareCosto stimato 4.550 €le <strong>di</strong>mensioniminime <strong>di</strong> camere e soggiornoPer<strong>di</strong>ta sup. tot. 0 %(Art. 2 del DM 5/7/75)Classe acustica IIIanni 2000Non si ritiene opportuno intervenire sul <strong>di</strong>visorio verticale interno essendogarantito il livello prestazionale minimo previsto dalla normativa; l’applicazione<strong>di</strong> un controplaccaggio ridurrebbe infatti la superficie dei vani e comporterebbela demolizione <strong>di</strong> uno strato della muratura per sostituire l’isolante.Tecnologia dell’Architettura e Design, Dipartimento TAeD, Università degli stu<strong>di</strong><strong>di</strong> Firenze, aprile 2010.[3] Secchi, S., Cellai, G., Relazione tra prestazioni acustiche passive degli e<strong>di</strong>fici e comfortacustico degli ambienti interni: la trasmissione dei rumori aerei, in Rivista Italiana <strong>di</strong>Acustica, ottobre-<strong>di</strong>cembre 2008, vol. 32, n.4, pp. 51-55.[4] Circolare del Ministero dei Lavori Pubblici n. 1769 del 30 aprile 1966, Criteri <strong>di</strong>valutazione e collaudo dei requisiti acustici nelle costruzioni e<strong>di</strong>lizie.[5] DPCM 5 <strong>di</strong>cembre 1997, Determinazione dei requisiti acustici passivi degli e<strong>di</strong>fici, inG.U. serie generale n. 297 del 22 <strong>di</strong>cembre 1997.[6] Arlati E., Garaventa S., Magnani P., Martellacci E., Scarpini G., Tronconi O.,Vannuccini F., L’evoluzione del settore e<strong>di</strong>le, Milano, CLUP, 1982.[7] Capomolla R., Vittorini R. (a cura <strong>di</strong>), L’Architettura INA CASA. 1949-1963,Roma, Gangemi E<strong>di</strong>tore, 2003.[8] Cresme, Quaderno 16, Come si costruisce in Italia. Principali risultati <strong>di</strong> una ricerca <strong>di</strong>mercato nel settore dei materiali e impianti per l’e<strong>di</strong>lizia, Roma, 1971.[9] Cresme, Il mercato dei prodotti in laterizio [in linea], saggio a cura del Cresme [citato gennaio2009], <strong>di</strong>sponibile da: http://www.costruzioni.net/articoli/laterizi/mercato%20laterizio.pdf.[10] Erba, V., Analisi del trend nelle nuove costruzioni e nelle ristrutturazioni., in atti del1°Convegno Nazionale sui Materiali per l’Isolamento Termico e Acustico,Sirmione, 20-21 novembre 2009.[11] UNI EN 12354, Acustica in e<strong>di</strong>lizia. Valutazioni delle prestazioni acustiche <strong>di</strong> e<strong>di</strong>fici apartire dalle prestazioni <strong>di</strong> prodotti, novembre 2002.[12] UNI/TR 11175, Acustica in e<strong>di</strong>lizia. Guida alle norme serie UNI EN 12354 per laprevisione delle prestazioni acustiche degli e<strong>di</strong>fici - Applicazione alla tipologia costruttivanazionale, novembre 2005.[13] Cellai G., Nannipieri E., Fausti P., Secchi S., Il contesto costruttivo italiano rispetto aisistemi europei <strong>di</strong> classificazione acustica: analisi <strong>di</strong> risultati sperimentali in e<strong>di</strong>fici residenziali,in atti del 35 Convegno nazionale AIA, Milano, 11-13 giugno 2008.[14] Nannipieri E., Secchi S., L’evoluzione della qualità acustica degli e<strong>di</strong>fici italiani, inatti del 36 Convegno AIA, Torino, 10-12 giugno 2009.[15] Nannipieri, E., La riqualificazione acustica dell’e<strong>di</strong>lizia italiana, in atti del 37°Convegno AIA, Siracusa, 26-28 maggio 2010.61RICERCA


Alessandra ZanelliDettagliCoerenza matericaNel 2005 gli architetti svizzeri Gigon e Guyer si aggiu<strong>di</strong>cano, tramite concorso, la progettazione ela costruzione <strong>di</strong> un nuovo centro servizi a completamento del museo archeologico <strong>di</strong> Osnabrück,in Germania, a<strong>di</strong>acente al parco <strong>di</strong> KalkrieseIl museo archeologico Kalkriese, attivo dal 2002, si articolain più corpi <strong>di</strong> fabbrica in laterizio e gran<strong>di</strong> tetti spioventi,innestati a “T” su un tra<strong>di</strong>zionale e<strong>di</strong>ficio Fachwerk,con strutture lignee dai colori scuri e paramenti murari ingraticci ricoperti <strong>di</strong> argilla rossa, con impasto <strong>di</strong> ciottoli elaterizio. Le attrattive delle tombe megalitiche e delle testimonianzedel neolitico e dell’età del bronzo, così come laricchezza paesaggistica delle foreste della Bassa Sassonia,hanno portato al museo Kalkriese oltre mezzo milione <strong>di</strong>visitatori in pochi anni, così da giustificare la richiesta daparte della municipalità <strong>di</strong> ban<strong>di</strong>re, nel 2005, un concorso perla realizzazione <strong>di</strong> uno spazio da de<strong>di</strong>care espressamenteall’accoglienza dei turisti. Il nuovo e<strong>di</strong>ficio viene inauguratonel maggio del 2009 e <strong>di</strong>venta il fulcro <strong>di</strong> una nuova modalitàfruitiva dell’intera area archelogica, del suo parco cosìcome del suo museo.Gli architetti che l’hanno ideato sono <strong>di</strong> Zurigo, AnnetteGigon e Mike Guyer, e propongono un volume dalla stereometriapura, dal sapore contemporaneo, interamente rivestitoin laterizio con tessitura a cortina e con i giunti <strong>di</strong> malta rossiin sintonia con le preesistenze dell’intorno.Il tetto è piano, il volume è puro, mai segnato da grondaie, néda pluviali a vista, caratterizzato da una raffinata simmetriacompositiva tra vuoti e pieni: cinque finestre a nastro suentrambi i lati lunghi del parallelepipedo, una finestra in posizionedecentrata su entrambi i fronti corti. Nel suo insieme,il volume appare tutt’altro che liscio, e quanto mai sensibileal percorso solare e alle emergenze ambientali del contesto: isuoi prospetti sono, infatti, sagomati dalle pronfonde ombrecreate dalle rientranze al piano terra, sia a est, dove si troval’ingresso, che a ovest, dove il centro visitatori si rivolge versoil parco e il nuovo accesso all’area archeologica. Anche alpiano primo, la stereometria pura è incisa dalle ombre ritmatedalle gran<strong>di</strong> vetrate dai serramenti color bronzo, che arretrano<strong>di</strong> 28 cm, evidenziando la tessitura dei due mattoni <strong>di</strong>testa alternati ad uno <strong>di</strong> lista, a formare lo spessore del vanofinestra. Il nuovo centro per visitatori comprende tutto quantorichiesto dal concorso, ovvero servizi <strong>di</strong> ristorazione ecatering, un negozio del museo, un’area museale de<strong>di</strong>cata aibambini e spazi per convegni e mostre temporanee, gestibiliin modo flessibile tramite la possibilità <strong>di</strong> separare fino a setteampie stanze contemporaneamente. Al primo piano, infatti, ilvolume delimita un unico grande spazio <strong>di</strong> straor<strong>di</strong>naria qualitàluminosa, caratterizzato da cinque finestre a doppia luceper ciascuno dei due lati lunghi, verso nord e verso sud. Talesalone con la doppia visuale sul paesaggio circostante è moltoadatto per organizzare esposizioni ed eventi, senza mai perdere<strong>di</strong> vista il contesto ambientale in cui il museo è inserito.Una serie <strong>di</strong> pareti scorrevoli lo trasformano in salette piùpiccole, da usarsi per molteplici occasioni, mentre, all’occorrenza,le tende su binari oscurano dall’interno le gran<strong>di</strong> finestree il salone può così accogliere proiezioni <strong>di</strong> film o concertimusicali. Ma il punto <strong>di</strong> forza del progetto dello Stu<strong>di</strong>ozurighese è certamente ravvisabile nella precisa posizione incui viene inserito il nuovo volume, a nord est dell’area e conl’asse longitu<strong>di</strong>nale parallelo all’e<strong>di</strong>ficio Fachwerk preesistente,ovvero con il lato stretto ortogonale all’unica strada <strong>di</strong>accesso, così da instaurare un <strong>di</strong>alogo evidente con il fronteprincipale del museo. Da quella precisa posizione, il centrovisitatori determina una nuova qualità dello spazio aperto checirconda il museo, delimitando, al centro, una piazza adattaper pranzare all’aperto o per allestire eventi quando la stagionelo consente, isolando una porzione <strong>di</strong> verde protetto anord ovest per il gioco dei bambini e, infine, fornendo <strong>di</strong> unidoneo parcheggio l’area antistante la strada verso est. Il centrovisistatori amplia le possibilità fruitive del museo, non soloin senso letterale fornendo una dotazione <strong>di</strong> nuovi spaziall’interno del volume a due piani, ma soprattutto creandouna molteplicità <strong>di</strong> fruizioni all’aperto da parte dei visitatoriche possono liberare lo sguardo verso il paesaggio e le suepreesistenze antiche, ma anche verso l’arte contemporaneaospitata nelle nuove gallerie espositive.Gigon e Guyer nella relazione <strong>di</strong> progetto affermano espressamenteche la materialità è il legante tra il nuovo interventoe la preesistenza: il laterizio viene scelto come elementoarchitettonico capace <strong>di</strong> alimentare una profonda coerenza,leggibile sia nell’insieme che nei dettagli, <strong>di</strong>screti quanto incisivi,<strong>di</strong> tutta la costruzione. 62 CIL 141


Annette Gigon/Mike Guyer, Visitors Centre, Museum Kalkriese, Germania, 20091DettaglioProspetto est e sezione orizzontale con proiezionedel soffitto in laterizio dell’ingresso.DescrizioneIl centro per i visitatori si relaziona con ilmuseo archeologico esistente, contribuendoa delimitare una serie <strong>di</strong> nuovi spazi aperti <strong>di</strong>fruizione collettiva: una piazza al centro, unparcheggio verso est, uno spazio giochi anord-ovest, dove è previsto anche l’accessoall’area archeologica. Il nuovo e<strong>di</strong>ficio mostrail suo lato più compatto verso est, dove l’ingressoarretrato e il volume a sbalzo superioreinvitano i fruitori all’interno dell’area.Legenda:1. mattoni <strong>di</strong> rivestimento del soffittodell’ingresso2. mattoni <strong>di</strong> rivestimento del paramentomurario3. intercape<strong>di</strong>ne d’aria e strato isolante4. muro in cemento armato5. intonaco interno.Planimetria generale con il nuovo volume attestatoa nord del preesistente museo e l’area archeologicaa ovest dell’intero complesso e<strong>di</strong>ficato.Scorcio dell’angolo sud-est del nuovo volumecon il museo preesistente sullo sfondo.FOTOGRAFIE Klemens Ortmeyer63DETTAGLI


Annette Gigon/Mike Guyer, Visitors Centre, Museum Kalkriese, Germania, 20092DettaglioPorzione <strong>di</strong> prospetto con finestra e sezioneverticale.DescrizioneUn estremo rigore compositivo caratterizza laparte superiore del nuovo volume: cinquefinestre a doppia luce sui lati lunghi a nord ea sud; una finestra a luce singola sui lati a este ovest. Le relazioni con l’intorno circostantesono tutte ricercate al piano terra, dove i muriche delimitano l’e<strong>di</strong>ficio si aprono oarretrano, <strong>di</strong> volta in volta in modo <strong>di</strong>fferente,creando spazi coperti e riconnettendo il<strong>di</strong>segno delle aree ver<strong>di</strong> e degli accessi.Legenda:1. rivestimento in mattoni con posa acortina, spessore 12 cm2. isolante da 12 cm con intercape<strong>di</strong>ned’aria <strong>di</strong> 5,5 cm3. muro in cemento armato, spessore 30 cm4. serramento scorrevole in alluminio colorbronzo5. tenda a rullo <strong>di</strong> oscuramento interno6. tenda esterna <strong>di</strong> protezione solare7. banchina della finestra in lamiera piegatacolor bronzo8. solaio in c.a. con sottofondo in cls eriscaldamento a pavimentoProspetto sud e vista del fronte sud.64 CIL 141


Annette Gigon/Mike Guyer, Visitors Centre, Museum Kalkriese, Germania, 2009Dettaglio 3La tessitura muraria tra due finestre e relativasezione orizzontale.DescrizioneQuattro liste <strong>di</strong> mattoni da 28 cm in<strong>di</strong>viduanola misura della parte opaca tra le cinque finestrea nastro dei fronti lunghi. L’effetto stereometricoè ricercato e crea uno stacco decisocon la preesistenza, mentre le scelte <strong>di</strong> dettagliovanno a sottolineare una continuità congli e<strong>di</strong>fici del passato: in primis con la tessiturain laterizio, ma anche con la ripresa deicolori bronzati nei profili dei serramenti enelle banchine delle finestre.Legenda:1. serramento scorrevole in alluminio colorbronzo2. banchina della finestra in lamiera piegatacolor bronzo3. rivestimento in mattoni con posa acortina, spessore 12 cm4. isolante da 12 cm con intercape<strong>di</strong>ned’aria <strong>di</strong> 5,5 cm5. muro in cemento armato, spessore 30 cmProspetto ovest e vista del fronte ovest.65DETTAGLI


Riflessioni sull’archittura elveticae ticineseMonoliticità<strong>di</strong>aloganteVisita a uno scenariocontemporaneoRecensionia cura <strong>di</strong> Roberto GambaLa rivista “Archi” è l’organo dellaSIA (Società Svizzera degli Ingegnerie <strong>Architetti</strong>) e della OITA(Or<strong>di</strong>ne Ticinese Ingegneri e <strong>Architetti</strong>),che ha preso il posto, dal1998, <strong>di</strong> “Rivista tecnica”. Pubblicatoa Bellinzona, il perio<strong>di</strong>co, acadenza bimestrale, tratta urbanistica,architettura e ingegneria;presenta progetti ticinesi e, più ingenerale, elvetici, in relazione coni temi <strong>di</strong> altre regioni europee. AlbertoCaruso, progettista milanese,è il suo <strong>di</strong>rettore e il libro, che haper sottotitolo “A propositodell’architettura della Svizzera italiana1998-2007”, ne raccoglie glie<strong>di</strong>toriali, estratti dalla rivista e or<strong>di</strong>natidai curatori, Stefano Milane Graziella Zannone. In questomodo, essi assumono un’autonomialetteraria, come racconto critico<strong>di</strong> un decennio <strong>di</strong> vicendearchitettoniche. La pubblicazioneè avvenuta in occasione dei <strong>di</strong>ecianni della rivista e riporta unbreve scritto <strong>di</strong> Luigi Snozzi, conpresentazioni <strong>di</strong> Paolo Fumagalli eFrancesco Collotti. In questi saggi,si delinea l’impegno profuso daCaruso nella sua attività <strong>di</strong> “lettore”e interprete della cultura <strong>di</strong>quel Paese, animatore <strong>di</strong> <strong>di</strong>scorsipiù ampi, che propongono descrizioni<strong>di</strong>verse degli aspetti professionalie delle manifestazioni artistiche.Si dà atto che la rivista Archi“ha cercato <strong>di</strong> raccontare ilModerno, introducendo i progetticon la sequenza degli e<strong>di</strong>torialistessi, che hanno spinto le questionipiù in là, richiamando quelliche, in altre stagioni, si sarebberodefiniti compiti <strong>di</strong>menticati per ilmestiere dell’architetto”. Carusodefinisce l’architettura ticinese“riconoscibile, tuttavia complessae contrad<strong>di</strong>ttoria. Un carattere comunead altre terre <strong>di</strong> confine che,per geografia e storia, sono luoghi<strong>di</strong> transito tra culture <strong>di</strong>verse… dauna parte il rigore dell’architetturasvizzero-tedesca… dall’altra ilconsumismo dell’architettura italiana…”.Egli affronta via via i temidel Moderno, dell’architetturacome mestiere, cita Aldo Rossi,Giorgio Grassi, Gregotti, le questioniurbanistiche che riguardanocentro e periferia, città e territorio,monumenti e aree, loghi e nonluoghi, lo sviluppo parallelodell’arte cinematografica e dell’architetturamoderna; analizza i caratteridell’identità culturale dellaregione del Ticino; definisce il“concorso <strong>di</strong> architettura il modopiù evoluto, più civile e democraticoper attribuire i mandati <strong>di</strong>progettazione”; parla <strong>di</strong> qualità,dell’importanza del <strong>di</strong>segno; celebral’opera <strong>di</strong> Livio Vacchini;espone vicende che riguardano lasua Milano, come pure altre città enazioni dove le questioni <strong>di</strong> architetturatengono banco; ma, soprattutto,affronta molti dei temi cheriguardano la terra ticinese, daperfetto rappresentante della sua“anima”. Il quadro che ne derivariporta compiutamente lo spiritoe l’energia, sviluppati da un territorioche, nel suo riferimento culturalee professionale ai centriuniversitari, rappresentati, a nord,dai Politecnici <strong>di</strong> Losanna e Zurigo,a sud da quello <strong>di</strong> Milano, hasaputo oggi far rappresentare la suaautonoma intellettualità dalla prestigiosaed efficiente Accademia <strong>di</strong>Architettura <strong>di</strong> Mendrisio. Glie<strong>di</strong>toriali, cinque o sei per ognianno <strong>di</strong> pubblicazione, dal 1998 al2007, sono 56, corredati da svariateimmagini, rigorosamente inbianco e nero, <strong>di</strong> architetture, paesaggi,urbanizzazioni. Caruso,dopo essere stato docente <strong>di</strong> Storiadell’Architettura al Politecnico <strong>di</strong>Milano, ha ricoperto varie cariche<strong>di</strong> materia urbanistica presso organiistituzionali. Ora è membrodella Società Svizzera degli Ingegnerie <strong>Architetti</strong> e della FAS (Federazione<strong>Architetti</strong> Svizzeri).Alberto CarusoLa resistenza critica del ModernoTarmac, Mendrisio, 2008132 pp., € 19,00Il libro si compone semplicemente<strong>di</strong> un saggio iniziale, introduttivoalla presentazione <strong>di</strong> 60 architetture,impaginate secondo la cronologiadel loro inizio costruzione,dal 1955-1961 fino al 2007-2008.Comprende in fondo anche lebiografie dei 38 stu<strong>di</strong> <strong>di</strong> architettura,autori delle opere, <strong>di</strong>sposti suun territorio sud<strong>di</strong>viso in 5 macroaree, riconducibili a scuole e connotazioniarchitettoniche: il CantonTicino, con i lavori <strong>di</strong> tre generazioni<strong>di</strong> architetti; i Grigioni; laSvizzera Romanda; l’area tra Bernae Basilea; infine la regione <strong>di</strong> Zurigo.Gianluca Gelmini, assistenteall’Accademia <strong>di</strong> Architettura <strong>di</strong>Mendrisio, nell’introduzione,mette in luce le caratteristiche <strong>di</strong>un “luogo fisico e culturale felicementepre<strong>di</strong>sposto ad accoglierearchitetture capaci <strong>di</strong> <strong>di</strong>alogare conil contesto storico e territoriale”;che si avvia a <strong>di</strong>ventare un’unica“città nastro”, un agglomerato or<strong>di</strong>natamentepianificato; che perseguesenza rumore un modernismoin grado <strong>di</strong> <strong>di</strong>alogare con itemi della contemporaneità (minimalismo,eco-sostenibilità, tutelaterritoriale); che mostra, al <strong>di</strong> làdelle singole <strong>di</strong>fferenze e declinazioni,una produzione architettonicacaratterizzata da una certamonoliticità. Evidenzia il ruolodella corrente ticinese, da talunidefinita “scuola”; delle istituzioniculturali e politecniche; dell’opera<strong>di</strong> tre architetti del dopoguerra,Max Bill, Rudolf Olgiati, WalterMaria Federer; della tra<strong>di</strong>zione ingegneristicae delle tecniche costruttivedei ponti in legno; deiprogetti urbani <strong>di</strong> Roger Diener;delle più recenti tendenze espresseda Herzog & De Meuron, Zumthore Valerio Olgiati.Gianluca GelminiArchitettura contemporanea.Svizzera24 Ore Cultura, Milano, 2009142 pp., € 34,00Sviluppatasi in una felice situazionegeografica, fra i colli delloZürichberg e dell’Uetliberg, sullesponde dell’omonimo lago e dellaLimmat, Zurigo è la città più popolosae vivace della ConfederazioneElvetica; la sola che abbiaraggiunto un impianto urbano <strong>di</strong>proporzioni metropolitane. Il librettosi compone <strong>di</strong> brevi capitoliche inquadrano, nell’or<strong>di</strong>ne e storicamente,gli aspetti culturali, icaratteri sociali ed economici, laformazione urbana della città e,successivamente, le origini e glisviluppi delle sue scuole <strong>di</strong> architettura.L’autore, docente al Politecnico<strong>di</strong> Milano, argomentaesclusivamente i temi e gli avvenimenticostruttivi del ‘900, cheprendono il via dalla costituzione,nel 1912, dell’ETH (EidgenössischeTechnische Hochschule), la scuola <strong>di</strong>architettura formatasi presso il localePolitecnico. Si riferisce del<strong>di</strong>battito, sviluppatosi, dagli anniSettanta del Novecento, sullo stu<strong>di</strong>odei caratteri tipologici deglie<strong>di</strong>fici, sulle relazioni tra forma,tettonica, spazio e storia, a cui partecipòattivamente Aldo Rossi. Poi,si inquadrano le questioni progettualiapertesi più <strong>di</strong> recente e gliaspetti dell’espansione urbana. Infine,sono proposti sei itinerari <strong>di</strong>visita ad una lunga serie <strong>di</strong> architetture,del primo Novecento, <strong>di</strong> Bernoulli,Maillart, Moser, Salvisberg;agli esperimenti razionali <strong>di</strong> Haefeli,Le Corbusier, Roth; alle piùinteressanti espressioni dello scenariocontemporaneo, <strong>di</strong> Burkhalter& Sumi, Camenzind Evolution,Gigon & Guyer, Hotz, Calatrava(Stazione Stadelhofen, 1991),Scarpa (Casa Zentner, 1968),Campi e Pessina (IBM, 1995), brevementeillustrate e descritte.Matteo MoscatelliZurigo. La ricerca dell’essenzialeMarsilio, Venezia, 200696 pp., € 9,9066 CIL 141


Modernità senzaostentazioneDettagli in formato“tascabile”TipologiespettacolariTipo, tecnologia,innovazioneSi possono apprezzare il valore e ilsignificato architettonico <strong>di</strong> un libroche illustra delle ville quando,come in questo caso, gli esempiche riporta rappresentano quasiun aspetto identitario <strong>di</strong> un territorio.Il volume si focalizza suglisviluppi recenti del <strong>di</strong>battito architettonicoelvetico, attraverso unaselezione <strong>di</strong> recenti episo<strong>di</strong> residenziali.Modernità ed eleganza,non ostentazione, uniforme manifestazione<strong>di</strong> sobrietà, “pulizia”,essenzialità, ricerca in termini <strong>di</strong>innovazione e sperimentazionetecnologica sono i caratteri checontrad<strong>di</strong>stinguono le case monofamiliariillustrate, che possonoapparire, in scala ridotta, quali archetipi<strong>di</strong> un modo <strong>di</strong> costruireche, della Svizzera, fa emergere ilpragmatismo, la coerenza, la precisionecostruttiva, la perfezionetecnica. Nelle 17 ville, <strong>di</strong> altrettantiautori <strong>di</strong>versi, presentate inpiù pagine, con foto <strong>di</strong> alta qualità,<strong>di</strong>segni graficamente ottimizzati euna breve relazione descrittiva,sono coniugati in modo <strong>di</strong>versificatosia il legno che il cemento <strong>di</strong>finitura. La curatrice del volume,già docente in più università europeee americane, autrice <strong>di</strong> varivolumi monografici <strong>di</strong> architettura,propone anch’essa, nel saggiointroduttivo, alcune considerazioniinterpretative <strong>di</strong> questa tipologia.Le sue definizioni sul modo<strong>di</strong> esprimersi dell’architettura elvetica,sul suo “linguaggio dellafabbricazione”, che si <strong>di</strong>mostrageneratore <strong>di</strong> un’arte concreta eminimale, sono argomentate citandoi più noti progettisti ticinesi,o <strong>di</strong> altri cantoni, anche attraversol’ausilio delle note introduttive alleschede <strong>di</strong> presentazione delleopere pubblicate.Questo libretto, quinta guida praticadella collana delle <strong>di</strong>spensetecniche, elaborate dagli studentidel master Casaclima, <strong>di</strong> cui è <strong>di</strong>rettriceCristina Benedetti, illustraalcuni no<strong>di</strong> critici <strong>di</strong> costruzioni astruttura in legno, in laterocementoed in calcestruzzo, per unarealizzazione che unisca ai bassiconsumi <strong>di</strong> energia l’impiego <strong>di</strong>materiali correttamente assemblati.I dettagli sono raccolti incinque classi <strong>di</strong> elementi tecnici(con riferimento alla nomenclaturariportata nella norma UNI8290:1981): fondazioni, attacco aterra, partizioni verticali ed orizzontali,infissi e coperture. La loroanalisi è riportata su schede che,evidenziando l’elemento tecnicoe il sistema <strong>di</strong> riferimento, illustrano,me<strong>di</strong>ante descrizioni sintetichee foto <strong>di</strong> cantiere, alcuni passioperativi e le fasi <strong>di</strong> posa dei materialiche conducono alla realizzazionedel manufatto. Lo “schema<strong>di</strong> riferimento” mostra sinteticamentela posizione del particolarecostruttivo, al fine <strong>di</strong> facilitarne lacorretta in<strong>di</strong>viduazione: per lefondazioni evidenzia i fattori <strong>di</strong>protezione contro l’acqua e <strong>di</strong> isolamentotermico; per l’attacco aterra in<strong>di</strong>vidua soluzioni per limitarel’incidenza delle <strong>di</strong>spersionida ponte termico; per le partizioniaffronta il nodo parete – solaio; pergli infissi prende in esame tutto ilnodo serramento, ovvero controcassa,bancali, spallette esterne,contorni in marmo, cassonetti peroscuranti; per le coperture, in legnoo in laterocemento, analizzaisolamento termico e acustico,permeabilità al vapore, sfasamento,in particolare nei loro punti deboli,quali camini, lucernari, uscitedegli impianti.Nel 2009, il 12° Convegno <strong>di</strong> Jesi,– promosso dalla Fondazione AngeloColocci –, ha indagato lo sviluppotipologico degli organismiper lo spettacolo che, nell’Otto-Novecento, è stato più ricco <strong>di</strong>quello delle strutture ospedaliere edegli e<strong>di</strong>fici industriali. Nel volume,dopo la nota dei curatori (Santini èdocente ad Ancona; Mozzoni è <strong>di</strong>rettricedei Musei Civici <strong>di</strong> Jesi),Luciano Patetta, nell’introduzione,<strong>di</strong>stingue 9 tipologie: il grande teatro“all’italiana” a palchi, la grandesala senza palchi con platea, il teatroper la comme<strong>di</strong>a borghese, la sala daconcerto, il teatro <strong>di</strong>urno nei giar<strong>di</strong>nipubblici, il teatro delle esposizioni,il politeama, le sale per il varietàe il café chantant, il teatro popolare.Poi i saggi <strong>di</strong> 18 autori <strong>di</strong>versipropongono una cospicua documentazioneletteraria e iconografica.Fabio Mangone parla dei teatriPiccinni e Petruzzelli della Bari ottocentesca;Guido Zucconi dellapersistenza <strong>di</strong> un modello all’italiananei teatri <strong>di</strong> Fellner e Helmer;Massimiliano Savorra del teatro <strong>di</strong>Garnier a Parigi; Silvia Cuppini <strong>di</strong>“decorazione e teatro;” PierLuigiCiapparelli del teatro nell’Italiadell’Unità; Andrea Maglio delle architettureteatrali a Berlino; TobiaPatetta dell’opera lirica; GemmaBelli della ricerca <strong>di</strong> Auguste Perret;Beatrice Bettazzi <strong>di</strong> teatri, cafès chantante cinematografi nelle opere enegli scritti <strong>di</strong> Muggia; Paola Barberae Gabriella Cianciolo del Politeamae del “Massimo” <strong>di</strong> Palermo;Alessandro Martini <strong>di</strong> teatri in Italiatra le due guerre mon<strong>di</strong>ali; AlbertoPellegrino del cinema nelle Marche;Elisabetta Pagello e RosangelaSpina <strong>di</strong> Catania; Giulio Petti eGiovanni Issini dei teatri d’operaasiatici <strong>di</strong> Saigon e Hanoi.Il volume fa parte della collana“Professioni in tasca”, report <strong>di</strong>progettazione e<strong>di</strong>lizia a cura <strong>di</strong>Luigi Paolino e Angela Silvia Pavesi:monografie su temi tipologici,tecnologici, materiali, processocostruttivo, con un tagliomanualistico. L’autore – docenteal Politecnico <strong>di</strong> Milano e progettista– nell’introduzione ricordagli aspetti che con<strong>di</strong>zionanooggi la progettazionedell’e<strong>di</strong>lizia residenziale: normativa,valore economico, sostenibilità,sperimentazione. Sviluppadefinizioni e considerazioni rispettoal modo <strong>di</strong> intendere latipologia e<strong>di</strong>lizia e l’innovazione.Approfon<strong>di</strong>sce i caratteri dell’abitare,rispetto alla società, alla città,alla tra<strong>di</strong>zione territoriale, specificandonela composizione spaziale,le attività materiali che sisvolgono nell’abitazione, le esigenze<strong>di</strong> flessibilità. Propone tabellesintetiche riguardo ai requisitiprestazionali del sistema e<strong>di</strong>lizioe schemi grafici sulle <strong>di</strong>mensionidegli spazi d’uso e degli arre<strong>di</strong>.La cospicua raccolta <strong>di</strong> opereresidenziali, <strong>di</strong> gran<strong>di</strong> e piccole<strong>di</strong>mensioni, ben illustrata nel volume,è rappresentativa <strong>di</strong> qualità,novità tecnologica e spaziale, <strong>di</strong>stile <strong>di</strong> vita, <strong>di</strong> confronto con leesigenze degli utenti, <strong>di</strong> rapportocon il contesto. I 37 interventipresentati comprendono realizzazionieuropee, giapponesi, unastatunitense, una cilena e numeroseitaliane. Il cd allegato riportaun approfon<strong>di</strong>mento delle norme<strong>di</strong> riferimento e alcuni file grafici,proposti per la progettazione. Lanormativa, insieme alle fonti, allabibliografia e ai cre<strong>di</strong>ti dei progettisti,è anche citata nelle ultimepagine della pubblicazione.Mercedes DaguerreVille in SvizzeraElecta, Milano, 2010208 pp., € 58,00Cristina Benedetti (a cura <strong>di</strong>)Appunti <strong>di</strong> cantiereBolzano University Press, 2010150 pp., € 15,00Stefano Santini e Loretta Mozzoni(a cura <strong>di</strong>)Architettura dell’eclettismoLiguori, Napoli, 2010500 pp., € 33,50Alessandro TrivelliE<strong>di</strong>lizia residenziale innovativaMaggioli, Santarcangelo<strong>di</strong> Romagna (RN), 2011212 pp., € 44,0067RECENSIONI


ENGLISHSUMMARYpages IX-XIVThe Stewartby buil<strong>di</strong>ng offersan excellent example ofsustainable architecture offeringinnovative solutionsand demonstrating thatquality design can also beenvironmentally friendly.pages XV-XVIIISensorial paths in “terracotta” make the space inPalermo airport alive andhighly evocative. Localforms and materials suggestphysical and emotionalexperiences expressing Sicilianidentity.pages XIX-XXIIArchitectural research hasextended its interest intouse of <strong>di</strong>gital decision-makingsupport systems. Thescenario that <strong>di</strong>gital designtools have opened up forarchitecture is functionalfor definition of a modelfor interpreting complexity,for the possibility of integrating<strong>di</strong>fferent kinds ofvariables in a single model.pages 2-3The projects published inthis issue share a strict, elementarygeometry, yet theyhouse complex layouts andcombine a minimal appearancedevoid of regionalistreferences with study of thenew domesticity.pages 4-9The Careum Campus, composedof 5 buil<strong>di</strong>ngs, standsin a central part of the cityacross from the hospital<strong>di</strong>strict, next to the university<strong>di</strong>strict and “under” (dueto the <strong>di</strong>fference in elevation)the upper class villason Mt. Zürichberg.pages 10-15This residential project includesrigorous bare brickbuil<strong>di</strong>ngs in which thecompactness of the masonrymass is eroded bylarge openings to guaranteean effective perceptiverelationship with thelandscape.pages 16-21When brick productionceased, the Keller area wasredeveloped using barebrick in memory of its industrialheritage.pages 22-27Weight-bearing wallsmade of unusually long,thin bricks in a greyishbrown colour give shapeand unity to two pavilionsarranged in perfect harmonywith nature in thegarden of a nineteenthcenturyvilla.pages 28-33In a nineteenth-centuryneighbourhood, a youngSwiss architectural practicehas built an imme<strong>di</strong>atelyrecognisable construction,the outstan<strong>di</strong>ngfeature of which is its relationshipwith its setting.pages 34-37An existing buil<strong>di</strong>ng surroundedby mountains behindthe railway lines isupdated and adapted as apublic library. The characteristicgeometry of theroof is preserved andfreed of later ad<strong>di</strong>tions topreserve the memory ofthe past. The “shingle”roof drops vertically toprovide ad<strong>di</strong>tional shelterfor the façades.pages 38-41The project is the result ofa competition won in2001. The geometry ofthe layout is very simple.The buil<strong>di</strong>ng includesthree educational areas,each with its own classroom,toilets, <strong>di</strong>ning roomand outdoor area.pages 42-45Interview with Swiss architectand computer programmerFabio Gramazio,a specialist in <strong>di</strong>gital technologiesfor architectureand professor of Digitalarchitecture and constructionat the Federal Polytechnicin Zurich.pages 46-49The Passivhaus standard,originally created for coldclimates, must be adaptedto warm Me<strong>di</strong>terraneanclimates in which coolingin summer is more importantthan heating in winter.pages 50-55The study looks at opportunitiesto improvethe thermal performanceof brick blocks for masonrythrough innovativetechnologies, concentratingon two particulartechnologies, laterpatented.pages 56-61This study analyses theacoustic performance ofexisting residential buil<strong>di</strong>ngsand seeks technologicalsolutions for limitingnoise transmission in renovationand redevelopmentof buil<strong>di</strong>ngs.pages 62-65In 2005 Swiss architectsAnnette Gigon and MikeGuyer won the competitionto design and builda new service centre tocomplete the Osnabrückarchaeological museumnear Kalkriese park.CONTRIBUTIA CURA DILuigi Alini è professore associato<strong>di</strong> Tecnologiadell’Architettura presso laFacoltà <strong>di</strong> Architettura <strong>di</strong>Siracusa. I suoi interessi <strong>di</strong>ricerca sono riferiti alleconnessioni tra progetto einnovazione tecnologica,con particolare riferimentoai processi <strong>di</strong> industrializzazionee<strong>di</strong>lizia e alla gestioneintegrata del progetto.Adolfo F. L. Baratta architetto,dottore <strong>di</strong> ricerca, ricercatorepresso l’Università<strong>di</strong> Firenze. La sua attività<strong>di</strong> ricerca è rivoltaall’approfon <strong>di</strong> mento delleconoscenze <strong>di</strong> base e all’acquisizione<strong>di</strong> strumenti metodologicirelativi alla <strong>di</strong>sciplinadelle Tecnologiedell’Architettura.Alberto Caruso (1945),ha uno stu<strong>di</strong>o <strong>di</strong> architetturaa Milano, associato conElisabetta Mainar<strong>di</strong>. Hapubblicato progetti su Casabella,Domus, Zo<strong>di</strong>ac.Dal 1998 <strong>di</strong>rige la rivistasvizzera Archi. Nel 2008ha pubblicato La resistenzacritica del moderno, TarmacPublishing Mendrisio.Davide Cattaneo laureatoin Architettura al Politecnico<strong>di</strong> Milano nel 2003, dal2005 è cultore <strong>di</strong> Storiadell’Architettura Contemporanea.È redattore dellarivista “Area”, collaboracon le riviste “Materia”,“Arketipo” e con il portale“Archinfo”.Veronica Dal Buono architetto,dottore <strong>di</strong> ricercain Tecnologia dell’Architetturapresso la Facoltà <strong>di</strong>Ferrara; la sua attività <strong>di</strong>ricerca si sviluppa intornoal rapporto tra l’uomo e imateriali dell’architettura,tra tra<strong>di</strong>zione e innovazionedel progetto.Alberto Ferraresi si laureain architettura conDanilo Guerri. Si accostaall’opera <strong>di</strong> Guido Canali.Progetta restauro e nuovacostruzione, a scala architettonicae urbana. Svolgeattività critica in varie occasioni<strong>di</strong>sciplinari.Roberto Gamba laureatoin Architettura nel 1977, èprogettista e pubblicista;presenta notizie, libri,opere e risultati dei concorsi<strong>di</strong> architettura su varigiornali e riviste.Rosario A. Gulino ingegneree<strong>di</strong>le, ha condotto attivitànel campo del restauroe recupero, caratterizzazionestrutturale e collaudo.Si è de<strong>di</strong>cato a ricerchee sperimentazioni su materialie tecnologie applicate.È responsabile dell’areaProdotto&Mercatodell’ANDIL.Igor Maglica laureato nel1986 presso la Facoltà <strong>di</strong>Architettura del Politecnico<strong>di</strong> Milano, dottore <strong>di</strong> ricercain Composizione Architettonica(1997, IUAV <strong>di</strong>Venezia); dal 2001 è redattore<strong>di</strong> “Costruire in Laterizio”e caporedattore <strong>di</strong> “AL”.Giuseppe Margani ingegnere,professore associato<strong>di</strong> “Architettura tecnica”,svolge attività <strong>di</strong> ricercapresso il Dipartimento <strong>di</strong>Architettura <strong>di</strong> Catania sulletematiche del recuperoe<strong>di</strong>lizio e dell’architetturasostenibile.Carmen Murua si laurea eottiene il titolo <strong>di</strong> dottore<strong>di</strong> ricerca in ComposiciónArquitectonica (1999) pressol’ETSAM <strong>di</strong> Madrid. Èstata per vari anni corrispondentein Italia delle riviste“Arquitectura y Tecnologia”e “Arquitectura”.Elisa Nannipieri architetto,dottore <strong>di</strong> ricerca inTecnologia dell’Architettura,svolge attività <strong>di</strong> ricerca,presso il Dip. TAeD <strong>di</strong>Firenze, prevalentementesul tema della protezioneacustica degli e<strong>di</strong>fici.Clau<strong>di</strong>o Piferi architetto,dottore <strong>di</strong> ricerca in Tecnologiadell’Architettura, docente<strong>di</strong> Tecnologia dell’Architettura,svolge attività <strong>di</strong>ricerca presso il DipartimentoTAeD <strong>di</strong> Firenze.Paolo Principi è professoreOr<strong>di</strong>nario <strong>di</strong> Fisica TecnicaAmbientale pressol’Università Politecnicadelle Marche. Durante lasua carriera ha sviluppatoricerche su tematiche energeticherelative agli e<strong>di</strong>ficie allo sfruttamento delleenergie alternative.Simone Secchi ricercatoreconfermato presso il DipartimentoTAeD <strong>di</strong> Firenze,è docente <strong>di</strong> Fisica TecnicaAmbientale e Acustica;svolge attività <strong>di</strong> ricercaprevalentemente nelcampo della protezioneacustica degli e<strong>di</strong>fici.Chiara Testoni architetto,affianca l’attività <strong>di</strong>project manager e progettazionearchitettonica inambito <strong>di</strong> Lavori Pubblicia quella <strong>di</strong> carattere teorico-culturale,e<strong>di</strong>toriale e<strong>di</strong> ricerca in materia <strong>di</strong> architetturastorica e contemporanea.Alessandra Zanelli architetto,è ricercatore in Tecnologiadell’Architetturaal Politecnico <strong>di</strong> Milano,dove svolge attività <strong>di</strong>ricerca presso il Dipartimento<strong>di</strong> Scienza e Tecnologiedell’AmbienteCostruito.ELENCOINSERZIONISTIMade ExpoMade Eventiviale della Mercanzia 138Bl. 2B - Gall. B - CP 4640050 Funo Centergross(Bologna)tel. 051.6646624www.madeexpo.itGruppo Ripabiancavia Santarcangiolese, 183047822 Santarcangelo<strong>di</strong> Romagna (RN)tel. 0541.626132www.ripabianca.itSAIE 2011viale della Fiera, 2040127 Bolognatel. 051.282111www.saie.bolognafiere.itTerreal Italia - San Marcostrada alla Nuova Fornace15048 Valenza (AL)tel. 0131 941739www.sanmarco.itUnieco Laterizi & Covia Fosdondo, 5542015 Correggio (RE)tel. 0522 740211www.fornace.unieco.itlaterizi@unieco.itWienerberger Brunorivia Ringhiera, 140020 Bubano<strong>di</strong> Mordagno (BO)tel. 0542.56811www.wienerberger.itInformativa ex D.Lgs. 196/2003(tutela della privacy)Il Sole 24 ORE S.p.A., titolare deltrattamento, tratta, con modalitàconnesse ai fini, i Suoi datipersonali, liberamente conferiti almomento della sottoscrizionedell'abbonamento od acquisiti daelenchi contenenti dati personalirelativi allo svolgimento <strong>di</strong> attivitàeconomiche ed equiparate, per iquali si applica l’art. 24, comma 1,lett. d) del D.Lgs. 196/2003, perinviarLe la rivista in abbonamentoo in omaggio.Il Responsabile del trattamento è ilDirettore Responsabile, cui puòrivolgersi per esercitare i <strong>di</strong>rittidell'art. 7 D.Lgs. 196/2003(accesso, correzione, cancellazione,ecc) e per conoscere l’elenco <strong>di</strong> tuttii Responsabili del Trattamento.I Suoi dati potranno essere trattatida incaricati preposti agli or<strong>di</strong>ni, almarketing, al servizio clienti eall’ammnistrazione e potrannoessere comunicati alle società delGruppo 24 ORE per ilperseguimento delle medesimefinalità della raccolta, a societàesterne per la spe<strong>di</strong>zione dellaRivista e per l'invio <strong>di</strong> nostromateriale promozionale.Il Responsabile del trattamento deidati personali raccolti in banchedati <strong>di</strong> uso redazionale è il DirettoreResponsabile a cui, presso ilcoor<strong>di</strong>namento delle segreterieredazionali (fax 02 39646926), gliinteressati potranno rivolgersi peresercitare i <strong>di</strong>ritti previsti dall'art. 7D.Lgs. 193/2003.Gli articoli e le fotografie, anche senon pubblicati, non si restituiscono.Tutti i <strong>di</strong>ritti sono riservati; nessunaparte <strong>di</strong> questa pubblicazione puòessere riprodotta, memorizzata otrasmessa in nessun modo o forma,sia essa elettronica, elettrostatica,fotocopia ciclostile, senza ilpermesso scritto dell'e<strong>di</strong>tore.AbbonamentiLa rivista esce a metà dei mesi pari.Gli abbonamenti partiranno dalprimo numero raggiungibile epossono essere effettuati me<strong>di</strong>anteversamento del relativo importo• sul c/c postale n. 87729679• a mezzo vaglia postale• con assegno bancarionon trasferibile da inviare aIl Sole 24 Ore S.p.A.via Goito 13, 40126 Bologna• per pagamenti con carta <strong>di</strong>cre<strong>di</strong>to:VISA - Carta Sì - American Express -Diners Club, si prega inviare alnumero <strong>di</strong> fax 051/6575823.Per il rinnovo attendere l’avviso <strong>di</strong>scadenza.Per i cambi <strong>di</strong> in<strong>di</strong>rizzo <strong>di</strong>abbonamenti in corso è necessarioinviare a: Il Sole 24 Ore S.p.A.via Goito 13, 40126 Bologna,la richiesta, in<strong>di</strong>cando chiaramentesia il vecchio in<strong>di</strong>rizzo completo<strong>di</strong> CAP, sia il nuovo.L’ IVA sugli abbonamenti, nonchésulla ven<strong>di</strong>ta dei fascicoli separati, èassolta dall’E<strong>di</strong>tore ai sensidell’art. 74 primo comma lettera Cdel DPR 26/10/72 n. 633 esuccessive mo<strong>di</strong>ficazioni e<strong>di</strong>ntegrazioni. Pertanto verràrilasciata ricevuta solo se richiesta.I pagamenti devono essere fatti<strong>di</strong>rettamente solo aIl Sole 24 Ore S.p.A.oppure alle Librerie Autorizzate daIl Sole 24 Ore S.p.A.Prezzi <strong>di</strong> ven<strong>di</strong>ta ItaliaUn fascicolo separato € 6,20Un fascicolo arretrato(+50%) € 9,30Abbonamento (6 n.) € 37,00Studenti (30% <strong>di</strong> sconto) € 26,00(allegare fotocopiaiscrizione all’Università)Abbonamento EsteroEuropa e bacino del Me<strong>di</strong>terraneo(prioritaria) € 60,00Africa/America/Asia(prioritaria) € 78,00Oceania (prioritaria) € 85,00


CIL140MONOGRAFIE SUL LATERIZIOa cura dell’ANDILPareti leggeree stratificatein laterizio<strong>di</strong> Adolfo F. L. BarattaF.to 21x28 cm, 300 pp.,200 figure • € 30,00Il manuale dei solaiin laterizio<strong>di</strong> Vincenzo BaccoF.to 21x28 cm, 400 pp.,illustrazioni e grafici acolori • € 35,00Le pavimentazioniin laterizio<strong>di</strong> Antonio LaurìaF.to 21x28 cm, 318 pp.,370 figure • € 30,00Questa importante pubblicazione, de<strong>di</strong>cata astudenti, professionisti ed imprese, è una raccoltasistematica <strong>di</strong> in<strong>di</strong>cazioni progettuali e<strong>di</strong> modalità esecutive, corrette e collaudate,un co<strong>di</strong>ce <strong>di</strong> pratica ricco <strong>di</strong> dettagli e regolepratiche. Un manuale tecnico, dunque, ingrado <strong>di</strong> guidare scelte e proporre soluzioniaffidabili affinché le pareti non strutturalipossano fornire risposte adeguate alle nuoveesigenze funzionali, conformemente allenuove normative comunitarie.La pubblicazione tratta dettagliate in<strong>di</strong>cazioniprogettuali e accurati risconti normativi a confermadell’affidabilità e dell’efficacia costruttivadelle strutture orizzontali in laterizio.Censimento <strong>di</strong> prodotti e sistemi oggi <strong>di</strong>sponibili,definizione delle aree prestazionali, analisidelle normative <strong>di</strong> riferimento, esempi <strong>di</strong> calcolo,schemi e particolari costruttivi, valutazionicritiche incernierate su specifici “punti <strong>di</strong>osservazione” corrispondenti ai più importantiparametri tecnici e costruttivi.Dopo una suggestiva Introduzione che toccatutti gli argomenti <strong>di</strong> pertinenza, nella PrimaParte (“Produzione e prodotti”) si descrivonole caratteristiche prestazionali dei manufatti,nella Seconda (“I fattori <strong>di</strong> progetto”), lecaratteristiche complessive delle pavimentazioniin laterizio, nella Terza (“L’esecuzione”),le problematiche inerenti la realizzazione ed iltrattamento.Raccomandazioniper la progettazione<strong>di</strong> e<strong>di</strong>fici energeticamenteefficienti<strong>di</strong> Andrea Campiolie Monica LavagnaF.to 21x28 cm, 156 pp.,figure e tabelle a corredo• € 15,00Tavelloni e tavellein laterizio<strong>di</strong> Antonio LaurìaF.to 21x28 cm, 128 pp.,circa 200 <strong>di</strong>segnioriginali in quadricromia• € 25,00I manti <strong>di</strong> coperturain laterizio<strong>di</strong> Antonio LaurìaF.to 21x28 cm, 120 pp.,150 <strong>di</strong>segni e tabelle• € 25,00Nel testo vengono illustrate, in modo sistematico,le normative <strong>di</strong> riferimento, le informazionitecniche e i principi <strong>di</strong> funzionamento relativi siaal comportamento energetico dell’e<strong>di</strong>ficio intesocome sistema (norme e procedure <strong>di</strong> calcolo delfabbisogno energetico), sia al comportamentotermico dell'involucro (in regime stazionario e inregime <strong>di</strong>namico sinusoidale), sia, infine, alleprestazioni termiche dei prodotti e<strong>di</strong>lizi chevanno a comporre l’e<strong>di</strong>ficio.Oltre a descrivere ti po logie e prestazioni deiprodotti, come pre scritto dalla re cente normativaUNI 11128/2004, si af fron tano e sviluppanogli specifici campi ap plicativi deltavellame. Per ciascuna unità tecnologica,attraverso schede <strong>di</strong> approfon<strong>di</strong>mento tematico– solai e pareti contro terra, rivestimenti <strong>di</strong>strutture, architravature, facciate ventilate,schermature, solai misti, tramezzature, copertureventilate, abbaini, coronamenti, ecc.La pubblicazione af fronta e sviluppa argomentazioniinerenti la progettazione del“sistema tetto”, evidenziandone le complessitàinsite nelle nuove funzioni che oggi unamoderna copertura è chiamata ad assolvere,sempre più interconnesse con il comfort abitativo,il risparmio energetico, il recuperoe<strong>di</strong>lizio e non ultimo, l’ambiente, fornendonel contempo soluzioni progettuali ine<strong>di</strong>te epuntuali dettagli costruttivi.Tetti in laterizio<strong>di</strong> Alfonso Acocella,con scritti <strong>di</strong> Mario Pisanie acquerelli<strong>di</strong> Mauro AndreiniF.to 21x29.7 cm,520 pp., 872 figure• € 61,97L’architetturadel mattonefaccia a vista<strong>di</strong> Alfonso AcocellaF.to 21x29.7 cm,440 pp., 739 figure• € 54,23Il manualedel mattonefaccia a vista<strong>di</strong> Giorgio F. BrambillaF.to 22x31 cm, 428 pp.,500 foto e 600 <strong>di</strong>segni<strong>di</strong>gitali a colori• € 62,00La copertura nella storia - I valori del“roofscape” - Co strui re nelle preesistenze -Costruire per la nuova città - Costruire nellanatura - La composizione dei tetti -Morfologie e costruzione - I manti <strong>di</strong> coperturain laterizio - Tipi e criteri <strong>di</strong> posa -Apparati.I laterizi faccia a vista - Il buon murare -Murature - Pilastri e colonne - Aperture -Volte - Diaframmi - Cornici - Decorazioni evirtuosismi - Laterizi e genius loci - Spaziurbani - Durata e invecchiamento - Apparati.Il volume affronta in dettaglio gli a spetti principalidel la progettazione e costruzione delleopere in mattoni faccia a vista. Il volumeriporta vari dettagli costruttivi <strong>di</strong> opere <strong>di</strong>architettura contemporanea, e costituisce uncorposo “co<strong>di</strong>ce <strong>di</strong> pratica” per la progettazionee la realizzazione <strong>di</strong> questo tipo <strong>di</strong> opere.Le monografie sul laterizio e<strong>di</strong>te dall’An<strong>di</strong>lpotranno essere richieste <strong>di</strong>rettamente all'in<strong>di</strong>rizzo:Laterservice srl, via Alessandro Torlonia15, 00161 Romatel. 06 44236926 • fax 06 44237930 • s.alpestre@laterizio.it


Laura Elisabetta MalighettiRecupero e<strong>di</strong>lizioStrategie per il riuso e tecnologie costruttiveIl libro si articola in due parti: la prima inquadra il tema del recupero e illustratale <strong>di</strong>verse strategie per intervenire sul patrimonio e<strong>di</strong>lizio esistente a partire dalleobsolescenze (fi gurative, funzionali, tecnologiche) riscontrate. Esse possono esserecatalogate in interventi <strong>di</strong> “ad<strong>di</strong>zione-sottrazone”, <strong>di</strong> inserimento <strong>di</strong> nuove “scatole”e<strong>di</strong>lizie entro la “scatola” esistente, <strong>di</strong> trasformazione attraverso l’aggiunta <strong>di</strong>pelli e volumi che mo<strong>di</strong>fi cano l’involucro e ne incrementano le prestazioni in rapportoa obiettivi energetici e <strong>di</strong> sostenibilità. I saggi raccolti nella prima parte sonoa cura <strong>di</strong> progettisti esperti <strong>di</strong> recupero che da anni operano nel variegato settoredel recupero e<strong>di</strong>lizio (restauro, rifunzionalizzazione del patrimonio <strong>di</strong> e<strong>di</strong>lizio <strong>di</strong>ffuso,recupero delle periferie e riqualifi cazione energetica dei complessi e<strong>di</strong>lizi anniSettanta) con un approccio <strong>di</strong> coraggioso affi ancamento del nuovo all’esistente.La seconda parte del libro documenta i <strong>di</strong>versi aspetti del costruire sul costruitoattraverso l’illustrazione puntuale <strong>di</strong> 12 progetti realizzati in Europa nell’ultimodecennio che comprendono interventi su e<strong>di</strong>fi ci storici, complessi <strong>di</strong> archeologiaindustriale, nuclei storici minori e architettura <strong>di</strong>ffusa. Le realizzazioni sono presentateattraverso un’accurata descrizione delle specifi cità dell’e<strong>di</strong>fi cio oggettod’intervento e delle motivazioni che hanno guidato le scelte <strong>di</strong> progetto. Un approfon<strong>di</strong>mentoparticolare è de<strong>di</strong>cato alla progettazione tecnologica con <strong>di</strong>segni <strong>di</strong>dettaglio costruttivo 1:50, 1:20, 1:5 corredati da legende con in<strong>di</strong>cazione completa<strong>di</strong> tutte le stratigrafi e.Pagg. 304 - € 70,00Il prodotto è <strong>di</strong>sponibileanche nelle librerie professionali.Trova quella più vicina all’in<strong>di</strong>rizzo:www.librerie.ilsole24ore.comPer informazioni contattareil servizio clienti e-mail:servizioclienti.libri@ilsole24ore.comPuoi acquistare anche on linewww.shopping24.it


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Il perio<strong>di</strong>co de<strong>di</strong>cato all’arte del costruire tra tra<strong>di</strong>zione e innovazioneCOSTRUIREIN LATERIZIOBimestrale in lingua italiana.La rivista testimonia e valorizza lacontinua e stimolante integrazione dellaterizio con i nuovi materiali. Pubblicagli interventi e<strong>di</strong>lizi <strong>di</strong> prestigio in Italia eall’estero e le informazioni pratiche perchi vuole accostarsi all’uso moderno <strong>di</strong>un materiale senza tempo.MODALITÀ DI PAGAMENTO1) Bollettino <strong>di</strong> conto corrente postale n. 87729679 intestatoa Il Sole 24 Ore S.p.A.2)3)COUPON DI ABBONAMENTORitagliare e spe<strong>di</strong>re per posta in busta chiusa all’in<strong>di</strong>rizzo Il Sole 24 Ore S.p.A - ufficio abbonamenti -via Goito, 13 - 40126 Bologna.Oppure inviare un fax al numero 051 6575823COSTRUIRE IN LATERIZIO (6 numeri) ......................................................................................... .............€ 37,00Per ulteriori informazioni SERVIZIO CLIENTI tel. 051 6575823Carta <strong>di</strong> cre<strong>di</strong>to (si prega inviare al numero <strong>di</strong> fax 051/6575823)Allego assegno bancario non trasferibile intestato a:a Il Sole 24 Ore S.p.A.Sì, desidero abbonarmi per un anno alla rivista COSTRUIRE IN LATERIZIO.(prezzo <strong>di</strong> abbonamento valido solo per l’Italia)studente (30% <strong>di</strong> sconto) € 26 (allegare attestato <strong>di</strong> frequenza Università)Cognome ________________________________________________________________________________________Nome ___________________________________________________________________________________________Professione ______________________________________________________________________________________Società __________________________________________________________________________________________Via _____________________________________________________________________n° ______________________CAP ___________________Città _________________________________________Prov ______________________Tel. __________________________________________________ Cell._________________ _____________________e-mail ___________________________________________________________________________________________Informativa If ex DL D.Lgs. n. 196/03 (tutela (ttl dll della privacy):Il Sole 24 ORE S.p.A., titolare del trattamento, tratta, con modalità connesseai fini, i Suoi dati personali, liberamente conferiti al momento della sottoscrizione dell’abbonamento od acquisiti da elenchi contenentidati personali relativi allo svolgimento <strong>di</strong> attività economiche ed equiparate, per i quali si applica l’art. 24, comma 1, lett. d) del D.Lgs.196/2003, per inviarLe la rivista in abbonamento o in omaggio. Il Responsabile del trattamento è il Direttore Responsabile, cui puòrivolgersi per esercitare i <strong>di</strong>ritti dell’art. 7 D.Lgs. 196/2003 (accesso, correzione, cancellazione, ecc) e per conoscere l’elenco <strong>di</strong> tuttii Responsabili del Trattamento. I Suoi dati potranno essere trattati da incaricati preposti agli or<strong>di</strong>ni, al marketing, al servizio clientie all’ammnistrazione e potranno essere comunicati alle società del Gruppo 24 ORE per il perseguimento delle medesimefinalità della raccolta, a società esterne per la spe<strong>di</strong>zione della Rivista e per l’invio <strong>di</strong> nostro materiale promozionale.Il Responsabile del trattamento dei dati personali raccolti in banche dati <strong>di</strong> uso redazionale è il Direttore Responsabilea cui, presso il coor<strong>di</strong>namento delle segreterie redazionali (fax 02 39646926), gli interessati potranno rivolgersi peresercitare i <strong>di</strong>ritti previsti dall’art. 7 D.Lgs. 193/2003. Gli articoli e lefotografie, anche se non pubblicati, nonsi restituiscono. Tutti i <strong>di</strong>ritti sono riservati; nessuna parte <strong>di</strong> questa pubblicazione può essere riprodotta,memorizzata o trasmessa in nessun modo o forma, siaessa elettronica, elettrostatica, fotocopiaciclostile, senza il permesso scritto dell’e<strong>di</strong>tore.4)Contrassegno al ricevimentoClausola contrattuale: la sottoscrizione dell’offerta dà <strong>di</strong>ritto a ricevere informazionicommerciali su prodotti e servizi del Gruppo “Il Sole 24 ORE”. Se non si desiderariceverle barri la seguente casella.............................................................................................COSTRUIRE IN LATERIZIO è una pubblicazione


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