tata “problematica”. - Il Nuovo

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tata “problematica”. - Il Nuovo

copertina3 Il NuovoBiancamaria VasiniE’ venerdì sera ed ho acena quattro amici deimiei figli, in tutto sei ragazzidai 18 ai 24 anni:è un’ottima occasioneper farmi aiutare a scattareuna fotografia dellarealtà giovanile a Bellaria!“Ragazzi, Claudio Montimi ha chiestodi scrivere un articolo a commentodegli ultimi fatti accaduti ad operadi giovani e giovanissimi, episodi divandalismo e spaccio ed uso di stupefacenti,mi date una mano a capirecome vive un giovane nel nostro paese?”La loro collaborazione sarà preziosaperché lavorare con i ragazzi mi hainsegnato che le realtà cambiano continuamentenel loro mondo e il miosguardo adulto rischia di perdere ilritmo senza uno scambio aggiornato…Non si fanno pregare ed iniziano a parlarecome un fiume in piena. Si ragionasu come in realtà i comportamentitrasgressivi non siano per nulla raridurante l’adolescenza, sono atti dimostrativi,per lo più bravate, che manifestanoil disagio della condizione ditransito dall’infanzia all’età adulta. Iragazzi riconoscono che a volte ci sispinge troppo oltre i limiti, a ridossodel “rischio”, visto che la percezionedel rischio oggi si è notevolmente abbassata.“Ma questo non vuol dire che tutti gliadolescenti che compiono trasgressionisiano delinquenti o lo diventino -osserva M. - la maggior parte si vuoleconfrontare con le regole del mondoadulto, le vuole sfidare, è alla ricercadi emozioni forti e cerca la prova dellapropria forza in un atto eclatante..”Ma perché si arriva a questo?“Per sconfiggere la noia, per usciredall’anonimato, per farsi notare: alcunitrovano coraggio nell’ebbrezzadell’alcol, altri vivono i riti dell’usodelle sostanze, qualcuno vuole sentirsi“eroe” compiendo l’atto vandalicodavanti al pubblico di coetanei, c’èchi fa acrobazie con il motorino o lolancia a velocità eccessive, c’è chi fail bullo con i più deboli”, risponde A.P. aggiunge: “Se un ragazzo non hala patente e l’auto per migrare la seraa Rimini o a Cesenatico c’è ben pocoda fare nel paese… Ci sono giovani cheVita da giovaniUna cena. Sei ragazzi che discutono a ruota libera.Di loro, degli amici, di ciò che offre la città.Provocati da una domanda posta dal Nuovo.per vincere la noia e per sentirsi riconosciutinel gruppo si improvvisanoprotagonisti di una sfida…”Ma di che cosa avrebbero bisogno secondovoi i ragazzi a Bellaria?“Prima che lo chiudessero si andavaal Gallery, lì si faceva musica alternativa…adesso non c’è nemmenoquello!”, si rammarica P. e lamentala mancanza di locali dove si possadi Biancamaria Vasini *Il rischio, le compagnie e la voglia di sfidareAnche se non è mai piacevole lavarei panni sporchi in pubblico,gli addetti ai lavori non da oggisostengono che a Bellaria IgeaMarina sia abbastanza consistenteil numero di giovani chefanno uso di sostanze stupefacenti:“Le canne sono la norma,così come l’abuso di alcol”, disseuna operatrice di strada qualcheanno fa.La situazione è bennota anche alle forzedell’ordine e agli operatoridel Sert. “Tantisoldi in tasca e unafragilità dovuta ancheai ritmi di vitadell’estate. E così siimpara presto a viveresull’orlo del limitee a volte si cade nel baratro.”Sono analisi non nuove.Anzi, ascoltate di frequente dagliesperti. L’arrivo di tanti giovanistranieri ha inciso ulteriormente:si sono formate piccole“bande” composte da ragazzi bellariesie dai figli degli immigrati,soprattutto albanesi. Negli ultimimesi si è registrata un’impennatadi atti vandalici. Sonostati presi di mira ipresepi nei tini nell’Isoladei platani e ilparcometro in piazzaDi Vittorio. Di nottegruppi di giovani scorazzanoper la cittàspaccando quello checapita: lampioni, cabinetelefoniche, pensilinedelle fermate deltram.fare musica dal vivo.“Le poche occasioni per fare cultura,ad esempio la rassegna teatrale all’Astra,sono poco pubblicizzate fuoridal paese – interviene G., l’intellettualedel gruppo - bisognerebbe attiraregente anche dai paesi vicini, creareoccasioni forti di incontro, i ragazzivanno dove c’è gente… d’estatec’è il Beky Bay che funziona, ma d’inverno?”“Occasioni ce ne devono essere sempre,non solo d’estate perché ci sono ituristi, i giovani devono potersi sentirevivi anche d’inverno a Bellaria!- dice G. - E’ importante creare luoghidi aggregazione e offrire strumenti airagazzi perché possano riempire i contenitoridi contenuti, affinchè possanoimparare a gestire il loro temposentendosi artefici della loro cultura…”“Questo richiede una politica giovanileattenta e mirata che non può esseretale senza il vostro contributo eche vi chiama ad assumervi un ruoloattivo…”, li stuzzico.“E’ quello che vorremmo, mi infastidiscel’opinione pubblica che si muovesolo quando accadono fatti eclatanti,e che si interroga sulle colpe… gliadulti devono tener conto sempre deibisogni dei più giovani e devono interpellarci,esserci per ascoltarci, perrispondere!”, ribatte severo G.“Invece succede che di fronte a fattigravi gli adulti oscillano fra sentimentidi rabbia, che li portano ad esserepunitivi e censori, e sentimenti di sconforto,che li spingono a prendere le distanzedai giovani troppo “scomodi”…”,conclude S.G. sottolinea l’importanza dell’educazionealla legalità impartita da adultiautorevoli, ma ricorda che gli adultise la devono guadagnare l’autorevolezza!Certo questi giovani sono severi connoi adulti, provocano e poi stanno aguardare la nostra tenuta, voglionovedere la nostra coerenza e la nostrastabilità, fanno a volte il braccio diferro con noi, non perché ci voglionofuori dalla scena, al contrario, voglionotestare la nostra forza perché hannobisogno di una sponda che arginile loro insicurezze e le loro paure, voglionoun esempio da seguire, unamappa per uscire dalla palude nellaquale è così facile cadere quando si ègiovani ed inesperti della vita!“Non vorremmo essere consideratisolo consumatori, vorremmo esserealtro, sentirci considerati nella progettualitàdi un paese, avere un ruoloed uno spazio, magari avere dellesperanze…”, conclude A.E’ una richiesta legittima e rispondereun dovere per educatori e politici,un lungimirante investimento,perché un paese che investe sui giovaniinveste sul suo futuro!Bella serata, questa sera….* Psicologa-psicoterapeuta


la città che cambia4Il NuovoGli artigiani del ferroparlano stranieroA Bellaria Igea Marina due botteghe di fabbri sutre sono gestite da cittadini extracomunitari: unoè algerino, l’altro albanese.Professione fabbro. Un algerino chebatte il ferro in una bottega vicinoal forno di Bordonchio. Sembra proprioche il futuro delle professioniartigiane parli un’altra lingua: sutre fabbri che hanno bottega a BellariaIgea Marina, due sono stranieri.Una bella media, che la dice lungasu quanto le professioni artigianepossano sopravvivere grazie all’immigrazione,piuttosto che alla dedizionedi noi, nati italiani. Uno di questiè Ismail Reggab, 38enne residentea Cervia. E’ da 16 anni in Italia, abattere ferro su e giù per lo stivale.Fino a che non si è fermato in Romagna,circa dieci anni fa. “Ero unventenne quando sono partito dalmio paese, e prima di arrivare quisono passato per Napoli, Torino,dove ho lavorato come dipendente.Poi finalmente l’occasione di mettermiin proprio a Cervia. Ci sonoarrivato otto anni fa, ho preso inaffitto un capannone e ho dato il viaall’attività indipendente”. Comemai il trasferimento a Bordonchio?“Per motivi economici. Un affittopiù conveniente”. Tutti questi spostamenti:facile? “Forse, non so,sono stato particolarmente fortunato,ma mi sono trovato bene fin dall’inizio.Mai avuti problemi con lagente. Il mio motto è che se ti comportibene vieni ricompensato allostesso modo. Poi, questo è un mestierein cui non si può prendere in gironessuno: prima di fidarsi di te e comprarei tuoi lavori, le persone vengonoin bottega, ti guardano lavorare,si informano da altri”. E selavori bene, il passaparola fa il resto.Lui è uno che il mestiere ce l’hanel sangue: suo padre, in Algeria,continua ancora a battere il ferrocome si faceva una volta, e dalle suemani Ismail ha carpito i segreti diun mestiere da artista. Che tipo dicommissioni hai, e da quali zone?“Eseguo ogni tipo di lavoro che com-Ismail Reggab, 38 anni, davanti alla sua “bottega” di fabbro a Bordonchio.porti l’uso del ferro trattato a mano,verniciature comprese. Ho clienti daCervia a Rimini, a volte mi è capitatodi spostarmi anche di 400-500chilometri. Ad esempio, lo scorsoanno ho realizzato una scala antincendioper un signore di San Martinodi Castrozza”. Una commissionesu cui ha giocato, ci racconta Ismail,il passaparola di una ditta del postoche produce componenti in acciaio.“Siccome questa persona era a fareacquisti in questa ditta, ha chiestodi un fabbro e gli hanno indicatome”. Quanti operai lavorano con tein bottega? “Ne ho uno solo fisso. Poi,all’occorrenza, ho due o tre operai chevengono ad aiutarmi a giornata,quando c’è un po’ più di lavoro”. Cosati porti dietro del tuo paese? “Ci tornouna volta all’anno, in agosto. Imiei abitano in un paese a 80 chilometridalla capitale. Ora che ho anch’iouna famiglia è diverso, ma primami portavo dentro molta nostalgia.Per il paese, per quando rientria casa e senti suoni e voci familiari”.C’è chi invece, a poca distanza dallabottega di Ismail, la famiglia se l’èportata tutta con sé. Un altro fabbro,questa volta albanese. Iliriangestisce da tre anni una bottega invia Cassandra, dopo il castello Benelli,insieme a suoi due fratelli, attorniatodalla sua infinita famiglia. Mauna importante commissione di lavoronel ravennate ha imposto unriassetto dell’officina. “Staremo lontanoper lavoro ancora per 3 o 4 mesi– ci spiega Ilirian, che di casa sta aBellaria – e mi sembrerebbe più opportunoparlare del mio lavoro appenatorneremo in pianta stabile aBordonchio. Per ora il capannoneviene utilizzato solo come deposito,non vi svolgiamo alcuna attività dilavoro”.Elisabetta SantandreaResidenti in aumento, immigrati in costante crescitaI residenti a BellariaIgea Marina erano17.288 al 31 dicembre2005. E al terminedel 2006 sono salitia 17.716, più 428 inun anno. I maschi sono8.700 e le femmine9.016.E’ molto interessantedare un’occhiata altrend demografico.Alla data dell’unitàd’Italia, 1861, il comune contava2.921 residenti. Quarant’annidopo, nel 1901, erano saliti a3.807. Oltre mille in più si registravanonel 1921, cioè 4.906 residenti.Si procede con aumentiabbastanza contenuti fino al 1951,quando il totale dei residenti arrivaa 7.290. Dieci anni dopo la popolazionebellariese schizza a9.443. Poi, nel 1971, un altro notevoleincremento: 11.281. Occorronoaltri vent’anni per toccarequota 12.813. E nel 2001 un ulterioresalto: 15.409. Alla fine del2004 si passa a 16.954 e quindinegli ultimi due anni l’aumento èstato di 762 unità.Gli stranieri sono cresciuti in manieracostante. Erano 1.263 allafine del 2005, sono 1.497 al 31 di-cembre 2006. Al primoposto ci sono gli albanesi,797. Il restodella classifica vede imarocchini al secondoposto (109), poi vengonorumeni (90), senegalesi(52, tutti maschi)e tunisini, anch’essia quota 52. Rispettoal 2005 tutte lecinque nazionalitàsono in aumento.C’è poi da considerare che i numerisin qui citati riguardano gli stranieriregolarmente residenti e registratiall’anagrafe. Se si comprendonoi permessi di soggiorno,i numeri salgono considerevolmente.Nel 2004, secondo datidella Provincia di Rimini, i residentie i soggiornanti a BellariaIgea Marina raggiungevano quota1.738, pari a 11 stranieri ogni100 residenti, contro una mediaprovinciale di 8,4. Se si guardaalle nazionalità presenti, il totaleè impressionante: ben 64.Molti anche gli alunni stranieriiscritti nelle scuole di Bellaria IgeaMarina: 250 frequentano l’istitutocomprensivo, e anche in questocaso la media è la più alta in ambitoprovinciale.


primo piano 6 Il NuovoCategorie economiche sul piede di guerra e la Regione fa arrabbiare i VerdiLa darsena procede fra incertezze ed effetti specialiChiamate in Municipio alla presentazionedel plastico relativo alla darsena, le categorieeconomiche di Bellaria Igea Marinanon si sono fatte abbagliare dal perfettomodellino in scala che mostra barchetteben allineate, casette ariose, tantissimi alberelliverdi, piazze enormi e strade ancorapiù spaziose. Le associazioni (Aia,Bagnini, Verdeblù, Confesercenti, Chioschisti,Cooperativa piccola pesca, Cna,Circolo nautico...) erano tutte rappresentateai massimi livelli. E nessuno, com’erascontato, ha detto no alla darsena. Matutti, proprio tutti, hanno sollevato un maredi osservazioni. Al primo posto c’è il timoreche possa sparire la spiaggia. “Non cipiace l’idea che imprenditori esterni venganoqui a fare l’affare, lasciando che apagarne le conseguenze siano gli imprenditoridel posto”, spiega Alessandro Giorgetti,presidente dell’Aia. “Gli studi fatti inpassato hanno evidenziato fenomeni erosivisoprattutto a Igea Marina, ma il rappresentantedi Portur presente all’incontrocon le categorie, ha detto che i rischimaggiori potranno aversi a Bellaria. C’èqualcosa che non va”, aggiunge Giorgetti.La stessa preoccupazione circa i destinidell’arenile, l’ha espressa Mario Bassi perla Cooperativa bagnini. Stefano Gori(Coop. marinara) ha fatto notare che l’imboccaturadella darsena non offre garanziedi sicurezza, soprattutto in condizionidi mare avverse. E a giudizio dei marinaiservirebbe una scogliera a “protezione”.Benissimo, ha replicato Bassi, ma in questocaso si rendono necessari ulterioristudi per capire cosa provocherebbe unanuova scogliera. Qui si è inserito ErmannoMorri, che ha ricordato ai presenti gli anniin cui il mare arrivò a “erodere” la spiaggiae a mettere a rischio la prima fila di alberghia Bellaria.Giulio Torroni (che ha collaborato con l’ing.Conti per realizzare il progetto di darsenaapprovato dal ministero), Circolo Nautico,è stato assai critico con la nuova impostazione:ha detto che quella in cantiere èUna delegazione del Comune e di Portur è volatain Germania per sponsorizzare la darsena. Manon sarà quella che partirà, forse, a marzo.Da dove cominciamo per parlare dell’ultimatrovata escogitata per “pompare”l’unico progetto, quello della darsena,sul quale la giunta comunalecontinua ad investire tempo ed energie?Dagli effetti speciali. Partiamodalla trasferta tedesca del sindacoScenna e del vice Ugo Baldassarri, deldirigente al turismo Nerio Zanzini edei due rappresentanti di Portur. Sonovolati a Düsseldorf, in occasione del“Boot 2007” - in programma dal 20 al28 gennaio - per partecipare ad unaimportante fiera nautica internazionalee presentare ai miliardari di Dubaie degli Emirati Arabi, del Canadae dell’America, il progetto della darsenadi Bellaria Igea Marina. Con la speranza,forse, che questi signori venganoun giorno nel porto di Bellaria coni loro yacht da 50 metri. Siccome inGermania c’è un bellariese che conta,e conta parecchio anche in termini dirapporti istituzionali, l’idea del Comuneè stata quella di istituire il premio“Bellariesi nel mondo” e consegnarloallo stilista Tristano Onofri (che se lomerita tutto). E lui ha chiamato a raccoltauna bella platea di autorità equalche giornalista.Il progetto del porto turistico mostratoin Germania, non è però quello che -forse - partirà entro marzo. Stando alladocumentazione presentata da Porture allegata allo screening ambientale,infatti, il progetto che inizierà a prendereforma saràquello approvatonel 1998 dalministero dei lavoripubblici,senza cioè il famosomuro paraondeche invececaratterizza ilnuovo progettocontenuto nell’accordodi programmaapprovatonel consigliocomunaledel 7 luglio scorso.di Claudio MontiTristano Onofri, fra il sindaco Scenna e il Borgomastrodi Düsseldorf, riceve il premio dedicato ai“Bellariesi nel mondo”.Anche a Bellaria Igea Marina l’amministrazionecomunale ha illustrato allastampa e alle categorie economiche ladarsena che verrà, diversa da quellache forse partirà. E lo ha fatto attraversoun plastico. Il sindaco ha spiegatoche le cose andranno così: i lavoripartiranno prima possibile in base allaconcessione esistente e quindi al vecchioprogetto. In corso d’opera, poi, Porturpresenterà una variante e chiederàdi realizzare il nuovo progetto di darsena.A quel punto sarà necessario ununa darsena “doppia rispetto ai posti chesarebbero necessari”, ha fortemente contestatoil muro paraonde, ha parlato di “servizinon adeguati, di grossi problemi perportare le barche nel porto”.Il tema dell’erosione è stato posto ancheda Giorgio Grassi, Chioschisti, secondocui “la spiaggia e il mare sono le principalifonti di reddito e come tali vanno salvaguardate”.Enzo Ceccarelli, presidente di Verdeblù,ha chiesto risposte esaustive su tutti i problemiaperti. Ad esempio: a chi spetta farsicarico del ripascimento delle spiagge chesaranno eventualmente interessate dall’erosione?E fino a che distanza dalla darsena?Il Comune, con l’assessore Bernardi,assicura che “tutti gli atti e le valutazioninecessarie per dare un’esatta consistenzadel problema stanno seguendo l’iterprocedurale previsto dalle norme”.Sul tema dell’impatto ambientale va registrataanche la dura presa di posizionedella consigliera dei Verdi della RegioneEmilia Romagna, Daniela Guerra. L’assessoreall’ambiente, Marioluigi Bruschini, hafinalmente risposto alla interrogazione presentatadalla Guerra, ma ha sostenutoche “le Gizc non hanno alcuna cogenzaal di là della loro forte valenza politica, ead esse i Comuni aderiscono volontariamente,nella più completa autonomia”. Alche la Guerra ha replicato che “la Regioneha alzato bandiera bianca sulla difesadella costa”. Ha aggiunto: “Prendiamo attoche le Province e i Comuni della costa,anche se hanno approvato le Gizc, possonotranquillamente ignorarle senza rischiaresanzioni o perdere la possibilitàdi accedere ai finanziamenti regionali. Vieneda chiedersi quale sia stata l’utilità diavviare questa complessa procedura dipianificazione, costata tempo e danaropubblico”. Ed ha concluso con la richiestache la Provincia avvii “una proceduradi valutazione di impatto ambientale” ed ilComune “si faccia carico di trovare unacollocazione alternativa per Polo Est”.altro screening etutte le autorizzazionidel caso,comprese le verificherelative all’erosione.E sequalcosa dovesseandare storto?Cioè se si dovessescoprire che lanuova darsenaprovocheràun’erosione disastrosa?Nientepaura, ha aggiuntoil sindaco, non ci saranno problemi.E infatti in questo comune siamoabituati a non averne di problemicon le opere pubbliche...Andiamo avanti. La prossima tappa delpercorso sarà il pronunciamento dellaProvincia sulla “procedura di verifica(screening) concernente il progetto dicostruzione di porto turistico” che è statapubblicata sul bollettino regionaleil 17 gennaio. Tutta la documentazioneè visionabile in Comune e in Provinciafino al 16 febbraio, data entrola quale possono essere presentate le osservazioni.Poi la Provincia avrà unaltro mese di tempo per pronunciarsi.Se non ci saranno intoppi, quindi, frala fine di marzo e i primi di aprile, inteoria si potrebbe aprire il cantiere delladarsena, e a questo obiettivo lavoranosia la giunta che Portur. Il sindacoha spiegato che punta ad “avere il portoturistico ultimato prima dell’estate2009”. Ma, si chiedono in molti, comepotranno essere rispettati questi tempi,visto che si dovrà ricorrere ad unavariante e, verosimilmente, anche adun altro studio di impatto ambientalecon tanto di modello matematico? E segli obiettivi del sindaco dovessero realizzarsi,la prossima stagione Polo Estsarebbe costretto a sloggiare. Il villaggiosulla spiaggia per giovani e famigliefinirebbe a fianco del Beky Bay,hanno annunciato Scenna e Baldassarri.A darsena ultimata si vedrà, madifficilmente Polo Est potrà tornare alsuo posto. E questo è uno dei tanti aspettiche hanno fatto arrabbiare le associazionidi categoria (si veda il box inalto). Infine, entro febbraio il consigliocomunale sarà chiamato a pronunciarsisul “progetto unitario convenzionatodella darsena”. Un altro voto e altribrividi per la maggioranza nella qualei Verdi storcono il naso. Nel frattempoi concessionari che dovranno abbandonarele loro attività per far postoalla darsena, non hanno ancora alcunacertezza sul loro futuro.BATTERIEREVISIONE PERIODICA VETTURE E VEICOLI COMMERCIALIVENDITA E ASSISTENZAPRODUZIONE E VENDITA BATTERIE PER:Auto - Moto - Autocarri - Trattori - NauticaVia Giovanni XXIII, 22 - BELLARIA Tel. 0541.343180Bollinoblu


in breveil ditonell’occhioCos’è questa storia delcasinò? Non è che lospazio della politicabellariese si riduce allaaggiunta di un accentoper depistarci?a cura di “La Betta”SCRITTORIPluralia Tantum, l’operad’esordio di Raffaele RizzutiRaffaele Rizzuti,classe 1982, laureatoin Scienzedella comunicazionepresso l’Universitàdi Bologna,ha da pocodato alle stampe“Pluralia Tantum”,Aletti Editore.Si tratta dell’operad’esordio di Raffaele Rizzuti, che vienepresentata domenica 11 febbraio -alle ore 17 - al vecchio Macello (viaFerrarin 30/D).Sono racconti e poesie che danno vitaad “un’opera di carattere psicologico eintimista, che fa della contaminazionefra generi il suo punto di forza”,come spiega l’autore. Si alternano quattroracconti brevi scritti in prima persona,a varie poesie. “La quotidianità eil mondo contemporaneo, i fallimentidell’uomo e le sue delusioni, rappresentanole coordinate su cui si dipanauna costante esplorazione dell’individuoin quanto tale e come frutto dellevesti sociali che indossa.”UILBorsa di studio: domandeentro il 21 febbraioIl sindacato Uil, con sede in via donMilani n.3 a Bellaria, ricorda che il21 febbraio scadono i termini perpresentare la domanda di borsa distudio per la quale è necessario produrrela dichiarazione Isee.Tale dichiarazione può essere compilatapresso la sede della Uil, gratuitamente,tutte le mattine dalle8.30 alle 12.30 e nei pomeriggi dimercoledì e giovedì dalle 14.30 alle18.8La Compagnia della Bell’aria presenta“Questo strano animale”Pensione integrativa e Tfr:è il momento delle scelteAl Teatro Astra, il 9 febbraio, “Lacompagnia della Bell’aria” (con ilpatrocinio del Comune di BellariaIgea Marina) presenta “Questo stranoanimale”. La compagnia, nota ainostri lettori per essercene occupatinella rubrica dei creativi, con lo spettacolodella nuova stagione teatralesi proietta nel mondo ironico e graffiantedel teatro d’autore. Dai “Racconti”di Cechov sapientementeadattati al teatro dal commediografoGabriel Arout, nasce questo spettacoloche riscosse notevole successonegli anni 70 nei teatri Italiani.Un ulteriore nostro adattamento riportala vivacità di lettura del testodrammaturgico ad una interessantecommedia su quello strano animaleche è l’uomo, evocato dal pensierodi un ubriaco in tanti piccolianeddoti tratti dalla famosa prosadi Cechov e la figura che viene ridisegnataè quella di uno strano esseredalle mille sfaccettature e emozioni.Lo spettacolo (con la straordinariapartecipazione al pianoforte del maestroAnna Maria Cortini e del sopranoSonia Ricciardi) è un alternarsidivertentissimo in ritmo serratodi diverse scene con diverse ambientazioni,collocate invero, in una Russiapre rivoluzionaria, che però stranamenteassomiglia moltissimo allanostra odierna realtà. La regia è diDella Del Cherico.Questa volta il conto alla rovesciaè veramente partito e per circa 10milioni di italiani si avvicina ilmomento delle scelte sul tema scottantedella pensione complementare.Infatti la Riforma Pensionistica haimposto il 31/06/2007 come termineultimo per la scelta sul Tfrin maturazione da inizio 2007 (ilTfr al 31/12/2006 non si tocca erimane in azienda): a quella datail trasferimento del Tfr, maturandoin un fondo pensionistico complementareavverrà, in manieraesplicita o tacita, senza deroghe.La strada è quindi obbligata: nonc’è altra soluzione per sopperireal sistema contributivo attuale,entrato in vigore con la riformaDini nel 1995, che ha ridotto drasticamentel’importo delle nostre“future” pensioni mediamente del30 - 50%.I calcoli ufficiali dellaCovip, l’Authority chevigila sui fondi pensione,in questa fase cosìdelicata ci rincuoranomoltissimo: negli ultimitre anni i fondi pensionihanno reso piùdel Tfr e lo hanno fattoanche in maniera netta.Ecco le domande chiave:come calcolare l’importo presuntodella pensione “obbligatoria”?Qual è l’importo invece “atteso”?Come compensare il gap traimporto atteso e quello erogatodall’INPS con le forme di previdenzacomplementare e, ad integrazione,con scelte oculate nelcomparto finanziario?I lavoratori (dipendenti o autonomi)che hanno già un fondo pensionedi categoria saranno agevolatinella scelta, tutti gli altri (tracui artigiani e professionisti) dovrannoessere doppiamente assistiti.Romagna Est, come altri istitutidi credito, è chiamata a svolgereun ruolo di consulenza importantissimo,in particolare ai più giovani,coloro che rappresentano laprima generazione che si troveràa percepire una pensione obbligatoriache non garantiràil normale tenore divita.Occorre pianificare oraper programmare lanostra tranquillità e serenitàfutura. RomagnaEst Ti aspetta per“progettare” il tuo PianoPrevidenziale: consulenza,professionalitàe serietà sono al Tuo servizio.Spazio Romagna EstIl NuovoLA CITTÀ A PORTATA DI NUMEROMunicipioP.zza del Popolo, 1Tel. 0541.343711Iat Informazioni turisticheBellaria: Via Leonardo da Vinci, 2Tel 0541.344108 fax 0541.345491iat@comune.bellaria-igeamarina.rn.itPolizia MunicipaleVia Leonardo da Vinci, 10Tel. 0541.343811Pronto InterventoPiazza del Popolo, 1 - Tel. 0541.327152Pubblica Assistenza Croce BluVia Ricci, 9Tel. 0541.333222CarabinieriVia Giovanni Pascoli, 60Tel. 0541.344104OrientaexpressP.zza Gramsci,4Tel. (e fax) 0541.340144Biblioteca ComunaleViale Paolo Guidi, 108Tel. 0541.347186Nursing ExpressAssistenza infermieristica domiciliareVia Virgilio, 84 Igea MarinaTel. 0541.333653Centro GiovaniTel. 0541.333220CUPTel. 0541-327153Hera (Nettezza Urbana)Tel. 0541.361361Protezione CivileTel. 0541.331148InformahandicapTel. 0541.343782Taxi Bellaria (servizio diurno enotturno) Tel. 0541.343132


itratti10 Il NuovoRaffaella Carrà e Gianni Boncompagniallo Chez Vous. La foto segna l’eventodella rottura tra la Carrà e Bellaria. Una festadi beneficenza doveva essere una piacevoleoccasione per un abbraccio di Raffaella allasua città e viceversa. Invece non si presentònessuno. Qualcuno remava contro?Tutte le immagini del serviziosono di “Foto Angelini”.Quello che faremo oggi, con questapagina dei creativi bellariesi, è unviaggio nel tempo. Un viaggio cheparte dal lontano 1922 fino a giungerefino a noi.Non è facile trovare in un paese, tuttosommato giovane come il nostro,un’attività che può vantare un passatocosì lontano.Di questo invece può fregiarsi “FotoAngelini”, gestito e condotto tutt’oggida Italo Angelini. Lo incontriamopresso il suo negozio in piazza donMinzoni e proviamo a scoprire conlui quella che può essere vista comeuna delle “istituzioni” di Bellaria.“Tutto ebbe inizio con mio padre. Eraimpiegato alle ferrovie. Poi - eravamonel primo dopoguerra, cioè neglianni 1919-20, - si accorse che cominciavanoad esserci turisti, si andavaal mare, le ragazze… Insomma si licenziòe imparò a fare il fotografo.Allora si facevano le foto con la macchinaa cassetta, quelle con telo nerodietro. Mio padre se la costruì da soloed iniziò. Si buttava nelle cose. Nonaveva paura di nulla… Il negozionacque nel 1922-23.”Ma come era allora. Le raccontavasuo padre?Sì. Era dura. Il turismo in realtà siriduceva a poca cosa. Una ventinadi giorni l’estate. Così accadeva anchedi andare a fare la stagione aRapallo, per avere maggiori affari.Certo che qui fu un innovatore. Allorac’erano pochi altri fotografi. Unpaio a Rimini, uno a Santarcangelo,un paio a Cesena e Forlì. Il lavorocomunque era soprattutto alla domenica.Mia madre, che era magliaia,si mise allo sviluppo e al fotoritocco.Allora si faceva tutto da soli.Tutto, anche la stampa…?Pensi che allora si compravano gliacidi, i reagenti e i rivelanti, e li simescolava da soli. Andavamo dallaFarmacia Olivi a prendere le sostanzenecessarie. Occorreva stare attentia miscelare con il giusto ordine ecomposizione. Quando arrivarono iprimi acidi già miscelati dall’AgfaL’album dei ricordi by AngeliniUna famiglia di fotografi dal 1922. Quante foto scattatea turisti, scolaresche e ai tanti cantanti di passaggionei dancing bellariesi. Italo Angelini racconta.di Emanuele PolverelliUn giovanissimo e aitante Italo Angelini, depositata la macchinafotografica, si concede un giro di ballo con una altrettanto giovaneRaffaella Carrà.GianniMorandiquindicennea Bellaria.ci si è liberati da un gran lavoro.E quando si è coinvolto lei, inprima persona?Beh io sono del ’38, mio padre eradel 1898, e appenadiventato piùgrande si èiniziato….Prima si ècoinvoltamia sorellaMiranda,e poi ioche ho rilevatonegozioe attività.


quartieri ritratti11 5Il NuovoPino Blu: un gruppo di genitori, la voglia di conoscersi ed ecco la festa di Natale“E’ un’idea nata per conoscersi eanimare il quartiere”. Poche paroleper spiegare il grande seguito cheha avuto, per il quinto anno consecutivo,la festa di Nataleal Pino blu, tenutasi il 17dicembre scorso. Nientecomitati, associazioni equant’altro, solo la vogliadi incontrarsi e vedersorridere i propri figli,tanta buona volontà daparte di un piccolo gruppodi genitori e una manciatadi sponsor generosi.Ingredienti che anchequest’anno hanno permessodi elargire pacchi natalizi a110 bambini. Altro che crisi dellenascite. “Quest’anno abbiamo avutoanche il trenino che ha portato aspasso i bimbi già dalla mattina –ci racconta Filiberto, uno degli organizzatori– poi dalle 14.30 animazionecon musica, i giochi degliscout di Bordonchio, lo spettacolo dimagia del mago Patrick, che già datre anni anima la nostra festa, iltruccabimbo e infine la distribuzionedei regali con babbo Natale”.Che, uno per uno, chiama a rapportotutti i bambini. E gli ultimidella lista, pazienti, aspettano. Chiorganizza tutto questo? “Siamo cinquegenitori, e i preparativi per lafesta iniziano già dal mese di settembre,con l’iter burocratico perla richiesta dei permessi, il reperimentodegli sponsor; poi ogni famigliadà un suo contributo, ancheaiutando nell’allestimento del buffet.E se alla fine rimane qualcosain fondo cassa, lo devolviamo in beneficenza.C’è stato il sud-est asiatico,quest’anno sarà la volta dellaparrocchia di Bordonchio per la realizzazionedel teatro”. Un successo,nonostante il tempo ci abbiamesso della sua, regalando una domenicabagnata. (E.S.)Nella foto, il gruppo degli organizzatori.Da sinistra: Filiberto Cinarelli,Mario Farfariello, RaimondaMarra, Gianni Gori e Pino Liguori.Come era? Che attività si faceva?Oltre all’attività a spiaggia ed allecerimonie, andavamo presso i localila sera e si fotografava. Iniziò appuntomia sorella presso il Miramare cheera anche dancing. Io invece andavoallo Chez Vous, dove ho fatto fotografieper 40 anni, finché non hachiuso.Da lì ha visto passare la storiadel nostro turismo. Come è cambiato?Il locale era un dancing, che non corrispondealla discoteca attuale. C’eraun’aria diversa. Si andava vestitibene, eleganti, c’era stile e moltaraffinatezza. Inoltre, negli annid’oro, sono passati personaggi di notevolefama. Ne ho immortalati adecine, compresa Raffaella Carràovviamente, rispetto alla quale possovantare un documento eccezionale.Quale?La foto con i bambini vestiti da banda,- vede? - è quella che segna la suarottura con Bellaria. Era una festadi beneficenza a cui lei era invitata.Si coinvolse in prima persona. C’eraBoncompagni con lei. Doveva essereun momento importante, nella suacittà e ci teneva molto. Invece - sidice fosse stata boicottata - non andònessuno. La sala era deserta. Da quelmomento si ruppe qualcosa in manierairreparabile. Poi seguironoanche altre difficoltà, ma l’inizio fuproprio quello.Capisco… Prima mi diceva delcambiamento. Ma cosa è cambiato?La disco-music ha portato il localead avere tantissima gente, ma quelclima si è perso.Festa di carnevale al “Nido della Cicogna”Una bella festa di carnevale amisura di bambino. E’ quantoha pensato di organizzare il“Nido della Cicogna”, che haaperto i battentida qualche mesea due passi dalnuovo centrosportivo “Il Gelso”a Bordonchio.“Per il giorno 20febbraio, alle ore15.30, proponiamouna “festa deibimbi”. In occasionedel carnevaleorganizziamouna sfilataper i più piccini,con una vera epropria commissioneche premieràla mascherapiù bella, alla quale andràun premio”, spiega Sonia CarolinaPercolo, responsabile delNido. Sarà un pomeriggio di allegriae divertimento, fra stellefilanti, le classichechiacchieredi carnevale esimpatici giochicon le “Dade” Sonia,Lara e Licia.Ovviamente l’invitoè esteso atutti.Per parteciparealla sfilata è necessarioiscriversied è possibilefarlo tutti ipomeriggi, apartire dalle ore17, presso lasede, via S. Martino13/17 (telefono339/4859705).E Bellaria è ovviamente cambiata…Si certo. Quel periodo in cui tutti siera pionieri non c’è più. Ma anche lafotografia è cambiata. Oggi il digitaleè comodissimo e la pellicola è rimastaper quelli un po’ romantici.Oggi lei prosegue la sua attivitàcome sempre?Sì certo. Compresa quella nelle scuole.L’attività nelle scuole la iniziò miopadre, andando fino a Roma per richiederel’autorizzazione ministeriale.Allora era necessario. Usava così.Ho fatto foto alle scuole di tutto il litorale…Il segreto per fare un bel ritratto?Quando uno viene qui comefa?Si chiacchiera, si parla del più e delmeno. Scherziamo. Tutto questo èvoluto, perché andare a fare una fotoè comunque qualcosa di innaturale.Sa, mettersi in posa, davanti all’obiettivo.Allora si crea una confidenzae le foto vengono bene!Italo Angelini, a sinistra, e qui sopra BrunoLauzi al Gallery nel 1972.


opinioni12 Il Nuovoil FiccanasoCi avete rotto i ... mattoni!di Cristian ScagnelliCuriosando, anzi ficcanasando, suInternet - la temuta “rete” dove sipuò veramente trovare di tutto - hotrovato diversi commenti sulla nostracittà, compreso qualcuno che hatrascorso le vacanze a Bellaria IgeaMarina. E’ il caso del “Blog di Grissino”.Non c’entra nulla con l’onorevoleFassino, ma c’entra con noi perchéuna sezione ha per titolo: “Bellaria,dove non andare in vacanza conil vostro cane”.Il protagonista della storia ha decisodi trascorrere qualche giorno di vacanzaa Bellaria accompagnato dalsuo cane, nelle prime settimane disettembre. Il racconto inizia così:“Eccomi di ritorno! Sono contentoperché di fatto Bellaria non avevadavvero più nulla da darmi”. Midico: iniziamo bene. Continuo nellalettura: dopo la fredda accoglienzadell’albergatore il nostro Grissinoparte per una passeggiata con il caneal guinzaglio.... “Cammina, cammina,cammina... ma non c’è un parco?!La strada principale è completamentesoffocata dal cemento: dauna parte il largo marciapiede, poila strada e dall’altra la striscia diterreno con gli alberi. Anzi, qualestriscia di terreno, ora che guardomeglio ci sono annegati dentro unsacco di blocchetti di cemento. Nienteda fare anche nelle stradine laterali,veri e propri tunnel di cementofra le case. Del lungomare neanchea parlarne: non esiste! Ne sono rimastosconvolto: è il primo paese dimare senza lungomare”. Grissinoprosegue elogiando il vitto dell’albergoe poi aggiunge: “Nel giro di tregiorni sono diventato stressatissimo:non sapevo dove portare la mia dalmataanche solo per fare pipì, ad ogniangolo c’era un cane pronto a farescene isteriche, e a completare il tuttoil paese ha cominciato a svuotarsicome se fosse arrivata la peste. Salegiochi deserte, negozi chiusi con “arrivederciall’anno prossimo” oppure“orario invernale” (ah, non sapevoche l’inverno iniziasse la secondasettimana di settembre!)”. La descrizioneprosegue molto ma moltodettagliata. Come in ogni Blog è possibilelasciare un commento e, a partequelli legati al cane, il più bello èdi una certa Emy: “Cavoli.. beh ineffetti andare in vacanza in settembreha i suoi difetti… poi Rimini edintorni.... di sicuro non è il migliorposto dove portare il cane in vacanza...non è previsto dal piano regolatore”.Difficile che questo turista e ilsuo cane tornino a Bellaria Igea Marina.La cementificazione ha raggiuntolivelli estremi e ce ne sarà ancoradi più se andranno avanti i progettidei vari motori immobiliari. ForseGrissino si potrà consolare passeggiandosulla diga foranea dellafutura darsena, ma sempre cementosarà.Propongo allora di introdurre nuovisouvenir e nuovi gadget per inostri turisti: dopo vele, barche inlegno, conchiglie, anche un bel setdi cazzuole da muratore, livelle, piccolebetoniere. E invece delle tradizionalicozze e vongole, un bel saccodi cemento. Gelaterie di BellariaIgea Marina, inventate il nuovogusto al mattone, ...tipico!Invece di premiare i bellariesi nelmondo, meglio premiare i concittadiniche rimangono qui a sopportarechi li amministra. Perché, cariamministratori, ci avete rotto imattoni.Il NuovoGiornale di Bellaria Igea MarinaQuindicinaleDirettore responsabile:Claudio MontiRegistrazione:Tribunale di Rimini n. 12/2004Direzione e Redazione:via Orazio n. 101Tel. e Fax: 0541-33.14.43E-mail: cmonti@ilnuovo.rn.itStampa:La Pieve Poligrafica EditoreVilla Verucchio srl(Villa Verucchio)Società Editrice:Editoriale Nuova Comunicazione srlPubblicità: Tel. 0541-33.14.43Tiratura: 7000 copie. Chiuso intipografia il 29.01.2007


la storia13 Il NuovoEzio GiorgettiGiusto fra le nazioniE’ stato un bellariese il primo italiano a riceverel’onorificenza a Gerusalemme. Sul sito internet del“Nuovo” la storia completa e numerose fotografie.Signor Huish, lei era a conoscenzadella presenza di ebrei a Bellaria IgeaMarina durante la seconda guerra?Maurice Huish, ex aviatore della RoyalAir Force ci pensa un attimo, poimi risponde secco. “Sì, al Savoia, poiall’Esperia…erano gli ebrei salvati dalsignor Ezio”. Era l’estate del 2002,ed ero seduta ad un tavolo dell’hotelOnofri di Igea Marina con penna etaccuino di fronte a questo signore,che nel 1944 aveva utilizzato l’Onofricome quartier generale con i suoicommilitoni. La domanda mi nacquespontanea, poiché non era passatomolto tempo dalla realizzazione diqualche articolo e una piccola ricercariguardanti il “Giusto nel Mondo”a noi più vicino. La risposta di Huish,così militarmente ovvia (gli Alleatitenevano segretamente d’occhio tutticoloro che erano anche solo sospettatidi dare aiuto agli ebrei), mi fececomunque sorridere del fatto che laguerra rende tanto piccolo il mondo.In tutti i sensi. E a quante opportunitàdia agli esseri umani di renderegiustizia dell’orrore di soprusi ingiustiriscattando il mondo intero conazioni di una dignità e umanità disarmanti.Ma andiamo con ordine.Parlare della vicenda di Ezio ancoraoggi è utile per due semplici motivi:perché riporta ad una dimensione anoi vicina il Giorno della Memoria,che diventa con Ezio memoria vera,vicina, reale, non solo dei lontanicampi di concentramento di Auschwitze Dachau, ma una geografiafatta di luoghi e nomi a noi vicini. Insecondo luogo, ci è utile per riflettereoggi più che mai sulla natura dell’odiorazziale, arma che la politicaimpugna quando non ha più mezzi,fantasia e umanità per imporre sestessa. Personaggi come Ezio Giorgetticontribuiscono a farci sperare cheatteggiamenti dignitosi verso la vitae l’uomo siano possibili, sempre. Anchein mezzo a una guerra, che rendeil mondo tanto piccolo.Ezio Giorgetti fu il primo italiano adessere invitato nel giugno del 1964dall’Istituto Yad Vashem di Gerusalemmeper ricevere l’onorificenza eil titolo di “Giusto fra le Nazioni”, onoreriservato a tutte le persone che nelcorso del secondo conflitto mondialerischiarono la propria vita per salvareil popolo ebraico dalla minaccianazifascista. La storia di Ezio non è lastoria di un solo uomo, ma della fittarete di contatti che egli seppe costruire.A suo rischio e pericolo. Era l’11settembre 1943 quando da Asolo (Treviso),un gruppo di 27 ebrei fuggitida un campo di internamento civiligiunse a Bellaria a bordo di un autocarro.Capo carismatico e guida delgruppo era l’avvocato Ziga Neumann,catturato nel 1941 a Zagabriadai tedeschi, internato nel campo diconcentramento di Kerestinec, neipressi di Zagabria, e da lì fuggito conla moglie, la figlia Maia e il generoJosef Konforti. Indirizzati all’hotel Miramare,di proprietà del padre di Ezio,da Carla Fieda, nobildonna di Asolo, iprofughi vennero accolti infine daEzio nel suo hotel, il Savoia. “Li accolsi– ricorderà 21 anni dopo Ezio Giorgetti– e solo dopo qualche giorno midi Elisabetta SantandreaGiorgetti dimenticato nella “Giornata della memoria”Il 27 gennaio 2004 il sindaco aveva inaugurato nelParco del Gelso una targa in ricordo di Ezio Giorgetti.Non si sa bene se sia stata imbrattata o danneggiatadalle intemperie (come ha sostenuto l’assessore AlessandroZavatta), sta di fatto che la targa è stata mandataal restauro a novembre del 2006 e tornerà al suoposto la prossima primavera. Nemmeno fosse la Pietàdi Michelangelo. Nel frattempo al “Giusto fra le nazioni”spetta una targa vuota (nella foto). E in occasionedella “Giornata della memoria” il Comune non ha ricordatoin nessun modo Ezio Giorgetti. Biasimo.A fianco, Ezio Giorgetti (anche qui sopraal centro) insieme a Ziga Neumannnel 1964.dichiararono di essere ebrei e di rimettersinelle mie mani. Erano tuttivecchi, donne e bambini. Che avreidovuto fare?”. Al Savoia la vita delgruppo di fuggiaschi si organizzò inmaniera regolare, nonostante la gendarmeriatedesca avesse il proprio comandosituato a 50 metri, presso l’albergoMilano. L’esigenza più grandeera quella di procurasi documentifalsi: fu proprio durante la permanenzaal Savoia che avvenne l’incontrofra Josef Konforti e altre due personeche avranno anche per questoun ruolo importantissimo. Il primoera Giuseppe Rubino, sfollato da Milanoe originario di Barletta, che avràun ruolo non indifferente nell’approvvigionamentodel gruppo e nellafalsificazione dei documenti; l’altroera il maresciallo dei carabinieriOsman Oscar Carugno, la cui condottaprofessionale ed umana gli ha concessodi essere a sua volta riconosciutoda Israele come Giusto nel 1986.In seguito all’ordine del generale tedescoKesselring di evacuare le abitazionisituate sul litorale, Ezio organizzòil trasferimento del gruppo aIgea Marina, presso la pensione Esperia.Poi da qui presso la tenuta dei Torlonia,a San Mauro, dove il gruppoinfittì i suoi rapporti anche con un altrobellariese che, nonostante la suaappartenenza politica, non esitò adaiutarli. Questi era il farmacista GiuseppeOlivi, che strinse una profondaamicizia con l’avvocato Neumann, sostenneil gruppo nel bisogno di cure emedicinali. Il gruppo rimase alla tenutafino a metà febbraio. Poi fu lavolta dell’hotel Italia di Alfonso “Cino”Petrucci, poi della villa dell’onorevoleBettelli, situata a Madonna di PuglianoNuovo; infine delle case degli abitantidi Pugliano Vecchio. Trascorsecosì l’ultimo periodo prima della liberazioneda parte degli Alleati. Ma primadella partenza definitiva, JosefKonforti chiese di poter incontrare ilsuo benefattore. Si rividero a Rimini,grazie alla Brigata Ebraica, raccontandosigli avvenimenti degli ultimimesi, dopo lo sfollamento. Tornaronoinsieme a Bellaria, per constatare idanni causati al Savoia e al paese. Poisi salutarono, ma non per l’ultimavolta: la riconoscenza per l’umanitàdimostrata da Ezio venne ricordata daKonforti e da Neumann, i quali si prodigaronoper poter ricordare al mondoche anche Ezio Giorgetti, albergatorebellariese, ha dato una parte dellasua vita per difendere la vita e ladignità del popolo ebreo.VIA TEANO, 26


direttore ti scrivoSicurezza: più Vigili,meno opuscoliHo visto solo ora l’opuscolodel Comune sulla sicurezza.Mi sembra una cosa del tuttofuori luogo e che purtroppo non rispecchiala realtà. Tra il 22 e il 24 novembresono avvenuti tre furti in altrettanteattività della zona artigianaledi Bordonchio, ad alcune centinaiadi metri da dove abito. E uno sichiede: si fermeranno alle attivitàartigianali o poi vengono anche acasa? Solo il fatto di aver avuto l’impiantodi allarme collegato con la vigilanzaprivata ha evitato il peggio.Certamente non voglio dire che siamoalla catastrofe, ma sostenere cheda noi non si sta male prendendo magariad esempio comuni con una maggiorcriminalità, non mi interessa. Iovivo in questo comune da oltre 40 annie vivo qui, non a New York. Se chiamministra il nostro comune fosse piùattento alla realtà e avesse meno miredi grandezza, si sarebbe accorto chefar crescere la popolazione avrebbeaumentato i problemi (e non solo i soldinelle casse comunali), vedi scuolaad esempio, ma anche sicurezza e controllodel territorio.Sul capitolo del viale Paolo Guidi, lascelta sbagliata fu fatta alla sua costruzione,in particolare l’impianto diilluminazione. Tutte le soluzioni messein atto poi, telecamere comprese,hanno fatto solo la fortuna di chi le havendute, perché in sede processualenessun giudice potrebbe condannareun imputato sulla base delle immagini(quando ci sono, perché in alcuneoccasione non c’erano neppure) ricavatedal sistema di sorveglianza inquanto sono poco più che ombre, ameno che il malvivente non abbia lasfiga di mettersi in posa proprio sottola telecamera pensando di essere suItalia 1. Perché il comune non spendedi più nella Polizia Municipale, cioè inagenti e dotazione?Io ho passeggiato diverse volte sul vialedi sera, ma mai una volta che abbiaincontrato i vigili o i carabinieri, perchépenso siano pochi e occupati altrove.Spendiamo i soldi nell’aumentodell’organico e non nella levigaturadella pavimentazione sui viali, renderebberomolto di più.La sicurezza non si fa con le belle parolema con dei fatti concreti che tuttipossono vedere e toccare con mano,non tanto con gli opuscoli e le telecamere.Carlo Bianchi14Per scrivere al direttorefax: 0541.331443; e-mail: cmonti@ilnuovo.rn.it; posta: via Orazio101, 47813 Igea Marina. Tel. redazione: 0541.331443Il nostro peggior CapodannoOltre al degrado segnalatoda un altro cittadino sulNuovo, altre cose ci sono dasegnalare e da far conoscere alla cittadinanza.Bellaria Igea Marina ha lafortuna di avere la squadra di calcioche milita nel campionato nazionaleprofessionisti di serie C2. Si parla diprofessionismo. Si fanno trasferte anchefuori regione, ed una città turisticacome la nostra deve saper sfruttareal meglio. Anche il sindaco, in unsuo intervento, ha detto di essere orgogliosoche la squadra sia in serie C2,ma allo stadio a sostenere il Bellarianon è mai stato visto. O mi sbaglio? E’stato anche detto che Bellaria IgeaMarina è città che ha origini marinare,ma il porto fa parte della zona degradatache l’altro cittadino non hapotuto segnalare, perché il degrado ètanto. Anche a dire degli amministratori,la sicurezza è ad alto livelloma i fatti dicono il contrario. Per nonandare oltre, basta guardare cosa èstato fatto per attirare i turisti a Natalee a fine anno. Bellaria Igea Marinaè stata abbandonata: se questo è ilbel vedere per la prossima stagioneturistica, la partenza è della peggiori.E’ stato il Capodanno peggiore che cipossa essere stato. Bellaria Igea Marinaè stata l’unica città della costa anon avere fatto nulla. Nel 1999 i comitatituristici hanno fatto cose grandie il risultato si era visto. Veramentecomplimenti a chi ci amministra.Siamo diventati il dormitorio dei lavoratoridelle città limitrofe, perchéda noi scappano anche gli artigiani ele medie aziende. Buona navigazionee tutti.Vittorino BrandiNon si preoccupi, il sindaco sta lavorandoper noi. Sta per regalarci unadarsena che risolverà tutti i nostri problemi:rilancerà l’offerta turistica, destagionalizzerà,modernizzerà, richiameràturisti dall’Italia e dal mondo intero.A primavera, quando le ruspeentreranno in azione, inizierà la nostrarinascita. Lei ci crede alle favole?(c.m.)Un grazie ai CarabinieriProtagonisti silenziosi dellestorie di tutti i giorni, i servizisvolti giorno e notte co-Aree artigianali: situazioneincancrenitaMolti piccoli imprenditorimanifestano, da qualchetempo, la preoccupazionedi non poter iniziare o sviluppare laloro attività per mancanza di spazida destinare a nuovi insediamentiproduttivi. Gli attuali strumenti urbanisticisono, in verità, penalizzantial riguardo: il PRG, adottato oltretuttocon grave ritardo, è stato concepitocon metodi superati, è carentedi una equilibrata programmazionedel territorio comunale ed èinadeguato a soddisfare le esigenzedi chi ha voglia di intraprendere; lostesso PTCP (Piano Territoriale diCoordinamento Provinciale) ne costituisceun impedimento con i suoivincoli insensati.Siamo agli albori del 2005 e pare chenulla sia cambiato rispetto al 1999quando, in campagna elettorale, denunciavola situazione, incancrenitagià a quel tempo. Scrivevo infattinel mio programma: “Pur nei limitiposti dalla Provincia occorre introdurremodifiche al PRG tese ad austituisconoun’ammirevole esempio diumanità, efficienza, cortesia e spiritodi sacrificio; un’opera continua e scrupolosasvolta per la sicurezza di tutti.Come non essere grati?Ringrazio il Comandante dei Carabinieridi Bellaria Igea Marina per leparole di conforto (quando sono statamale), la diligenza del buon padre difamiglia e il sostegno morale; nei momentidifficili della mia esistenza hoavuto fiducia nella sua saggezza e neisuoi consigli.Ringrazio il personale tutto per la solidarietàumana e per la disponibilitàverso mio padre, un signore di oltre90 anni in cerca della sua unica figliae come unico sostegno solo i Carabinieri.Sono stata così a lungo restia nel manifestarepubblicamente questi mieipensieri ma adesso ho ritenuto doverosodimostrare la mia gratitudine ela mia riconoscenza verso questi uominiche si sono prodigati tanto peruna causa umanitaria.Con la bravura e la preparazione cheli contraddistingue, hanno saputo portarein porto una situazione delicatacome la mia.Rosa FortezzaIl Nuovomentare la superficie delle aree artigianalied a stimolare lo sviluppodelle varie attività”. Era, ovviamente,implicita la mia intenzionedi promuovere tutte le iniziativeutili affinché anche la Provincia correggesseil suo piano. Chi ha vinto leelezioni amministrative del 1999 èstato poco lungimirante, mentre ivincitori di quelle del 2004 nonsembrano rendersi conto della portatadel problema, che è sempre lostesso e che, come allora, allarma gliimprenditori e tutti coloro a cui staa cuore il bene di Bellaria Igea Marina.Scrivevo, ancora. “Siamo una cittàche ha nel turismo, per felice sceltadei progenitori, la sua vera forza,ma dobbiamo anche salvaguardarele realtà rurali e marinare e rivitalizzarei settori dell’artigianato e delcommercio che sono l’altra speranzadel nostro futuro. Dobbiamo recuperareed incoraggiare la piccolaimprenditoria. Sono in gioco la qualitàdella vita, la crescita civile edeconomica della comunità e la possibilitàdi lavorio dei nostri giovani”.La mia voce, allora, restò inascoltata;mi auguro che quella che oggi si elevaaccorata abbia migliore fortuna.Alfonso VasiniDisavventura di un automobilistaVorrei raccontare un fattocurioso. Il giorno 20 gennaio,alle ore 15, dovendoandare a Rimini dalla rotonda di viaOrazio giravo a sinistra. Arrivatoallo svincolo che a destra permettedi andare sul cavalcavia per poi inserirsisulla nuova SS16, mi accorgoche lo svincolo è chiuso. Si sta svolgendouna gara ciclistica. Dico alvigile: “Devo andare a Rimini”, e luirisponde: “Ci sono 50 entrate per andarea Rimini”. Mi sembra una bellarisposta da dare agli automobilistiper un agente preposto al traffico.Dopo essere tornato indietro versoBellaria e aver ripreso lo svincolodi immissione per Rimini, mi accorgoche ho impiegato 15 minuti pernulla.Possibile che non si potesse mettereun cartello nelle strade interessatealla corsa per segnalare la chiusurain determinate ore? Ci voleva tanto?Non ho nulla contro le gare ciclistiche,ma sarebbe bastato poco pernon creare disagi ai cittadini.Lettera firmata

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