Bollettino Parrocchiale di Ascona - Parrocchia di Ascona

parrocchiaascona.ch

Bollettino Parrocchiale di Ascona - Parrocchia di Ascona

Il Sacramento della RiconciliazioneSacramento in crisi:storia, ragioni, nomi ed effetti“Sacramento della penitenza”,“Confessione”, “Riconciliazionecon Dio e con i fratelli”, “Festa delperdono”: già la molteplicità deinomi dati a questo Sacramento dellavita cristiana indica che si tratta,da una parte, di un sacramento difficileed impegnativo ed anchemolto in crisi nella coscienza e nellapratica dei cristiani; dall’altra sitratta di un sacramento estremamentericco nei suoi significati enelle ricadute che esso ha su coloroche vi si accostano.Uno dei 7 SacramentiIl “Sacramento della Riconciliazione”(SdR) è uno dei sette sacramenti,riconosciuti dalla Chiesa:essi sono gesti che la comunità deicristiani ha riconosciuto come voluti,istituiti, promossi da Gesù Cristoe da lui consegnati alla comunitàcristiana. Cristo stesso ne haaffidato agli apostoli ed ai loro successorila celebrazione, la cura: sitratta di mezzi che permettono aifedeli in Cristo di conseguire conmaggiore agio la salvezza.Questa salvezza è da intendere comebuon rapporto con Dio e buonerelazioni con gli altri: i sacramentisono strumenti che comunicano lagrazia, la presenza e l’aiuto di Dioin modo tale che, nelle situazioni diogni giorno, il fedele non si ritrovisolo ad operare ed a combattere, mapossa sperimentare la Luce, la Forzae l’Amore di Dio che vengono a sostenerele pur sempre deboli ed insufficientiforze umane.Sacramento “in crisi”Sono molteplici le ragioni di questacrisi del SdR. Da alcuni decenni9


10assistiamo ad un progressivo abbandonodi questa pratica da parte dellecomunità cristiane: abbandonospesso dovuto a minore zelo da partedel clero e di minore richiesta daparte dei fedeli. Eppure rimane veroche il Papa ed il Magistero dellaChiesa non perdono occasione perribadire l’importanza di questo gestosacramentale per la vita del cristiano,nonché i numerosi beneficidi santità che, attraverso di esso, ilfedele può conseguire.Schematicamente, diamo qui accenniad alcune delle ragioni percui il SdR ha conosciuto e conosceattualmente questa crisi. Si trattaprima di tutto di ragioni esterne allavita della Chiesa, in modo particolare:1. La mentalità postcristiana e postmoderna:è la mentalità laicistadel nostro mondo contemporaneo,la quale ritiene che non esisteuna sola “verità”, ma tanteverità quanti siamo noi uomini edonne sulla terra. Ognuno èquindi autorizzato a scegliersi laverità che meglio gli aggrada.Diviene dunque difficile accogliereed accettare quella “Verità”che è Gesù Cristo, e che èaffidata alla Chiesa.2. La crisi del senso di Dio, di GesùCristo e della Chiesa: si ritieneoggi che Dio, se esiste, è un Diodi cui si può fare a meno, perchél’uomo non ne ha bisogno; nonsi ritiene più Gesù Cristo comel’unico mediatore del mondo divino(ma ce ne sono altri, tantiquante sono le religioni: tutte lereligioni sono uguali); inoltrenon si ritiene più la Chiesa comedepositaria della Verità: la veritàla può incontrare ogni uomo edogni donna, anche indipendentementedall’appartenenza allacomunità dei fedeli.3. Crisi della coscienza e del senso delpeccato: in quanto, non esistendouna sola verità, ognuno è legittimatoa decidere da sé ciò che èbene e ciò che è male.Accanto a queste ragioni profondea livello di mentalità, ci sono altredifficoltà che nascono dall’internodella Chiesa, riguardo alla fede oppurealle pratiche ed ai gesti che so-


no custoditi all’interno della comunitàdei cristiani. In modoparticolare al riguardo del SdR:1. Obiezioni alla forma del SdR: p.es. la confessione di fronte al sacerdote,che è pur sempre unuomo e non Dio; la “lista” deipeccati non è un modo adeguatoper confessarsi, soprattutto se ipeccati sono sempre gli stessi; ilconfessionale…2. Confusione del SdR con altre pratiche:p. es. la direzione spiritualeo il dialogo spirituale. Questigesti sono importanti per la vitadel cristiano, ma non sono sostitutividel SdR: i due gesti possonoperò convivere in stretto rapportol’uno per l’altro!3. Sostituzione con altri tipi di gesti acarattere psicologico: p. es. la psicoterapia,la psicanalisi.4. Il SdR non è l’unica forma di perdonoche esiste nella Chiesa: ciòche è verissimo, anche se il SdRne rappresenta la forma piena ecompleta.5. Fatica da parte dei preti a dedicarsia questo ministero: che può esseremolto ripetitivo e faticoso, soprattuttonei tempi forti. È purvero, però, che invece di abbandonarequesto gesto, si tratterebbe,piuttosto, di rieducare i fedeliad una corretta e fecondapratica del Sacramento.6. Rischio di ripetitività: riducendo ilSdR a gesto banale, convenzionale,frettoloso, senza che essoabbia una profondità ed un’incidenzanella vita del cristiano chelo pratica e riceve.DOMANDE E RISPOSTEBisogna ancora confessarsioggi?Sì, secondo la dottrina e la praticadella Chiesa è importante perogni cristiano assolvere il precettominimo, ossia la confessionedei peccati gravi almeno unavolta all’anno e in ogni caso primadi ricevere la Comunione.Il perdono è una questionefra me e Dio…Vero. Ma non si può però maiessere certi che il perdono sia veramenteconcesso da Dio: egli èmisericordioso, è vero; ma è anchegiusto! La mediazione del sacerdoteti dà la possibilità di ricevere– con una certezza del 100%– il perdono di Dio e la piena riconciliazionecon la Chiesa.Non è possibile confessarsiin un rapporto tra mee Dio?Certamente. In particolare sipuò chiedere perdono, anche percolpe gravi, nell’impossibilità diconfessarsi immediatamente (adesempio per poter accedere allaComunione); con l’impegno,però, di confessarsi quanto prima,almeno per le colpe gravi.Don Massimo11


(2ª parte)Il Sacramento della RiconciliazioneSacramento in crisi:storia, ragioni, nomi ed effettiUna storia lunga e travagliataA differenza di altri sacramenti, ilSdR ha avuto una lunga gestazione:la sua forma ha continuamenteoscillato tra diverse forme e diversepratiche, dalle forme più rigide edesigenti (come la penitenza pubblicao i tariffari penitenziali: al tal peccatocorrisponde tale penitenza) alleforme più concilianti e banalizzanti(basta il semplice rossore delle guanceper ricevere il perdono delle propriecolpe).«Nel corso dei secoli la forma concreta,secondo la quale la Chiesa haesercitato questo potere ricevuto dalSignore, ha subito molte variazioni.Durante i primi secoli, la riconciliazionedei cristiani che avevanocommesso peccati particolarmentegravi dopo il loro Battesimo (peresempio l’idolatria, l’omicidio ol’adulterio), era legata ad una disciplinamolto rigorosa, secondo laquale i penitenti dovevano fare pubblicapenitenza per i loro peccati,spesso per lunghi anni, prima di riceverela riconciliazione.A questo “ordine dei penitenti”(che riguardava soltanto certi peccatigravi) non si era ammessi che raramentee, in talune regioni, unasola volta durante la vita. Nel settimosecolo, ispirati dalla tradizionemonastica d’Oriente, i missionariirlandesi portarono nell’Europacontinentale la pratica “privata”della penitenza, che non esige ilcompimento pubblico e prolungatodi opere di penitenza prima di riceverela riconciliazione con la Chiesa.Il sacramento si attua ormai inuna maniera più segreta tra il penitentee il sacerdote.Questa nuova pratica prevedeva lapossibilità della reiterazione e aprivacosì la via ad una frequenza regolaredi questo sacramento.Essa permetteva di integrare in unasola celebrazione sacramentale ilperdono dei peccati gravi e dei peccativeniali.È questa, a grandi linee, la forma dipenitenza che la Chiesa pratica finoai nostri giorni» (Catechismo dellaChiesa Cattolica, no. 1447).9


10I nomi di questo SacramentoI molteplici nomi di questo sacramentoci indicano che ci troviamo difronte ad un gesto “complesso”, ossiache presenta molti aspetti: a secondadelle sottolineature viene poi scelto ilnome confacente. Ma forse, veramente,nessun nome esprime in modopieno la ricchezza di questo sacramento.I libri liturgici portano ilnome di “Penitenza”, mentre il PapaGiovanni Paolo II parlava spesso di“Sacramento della Riconciliazione”.Qui di seguito i nomi più comuniattribuiti a questo Sacramento, conl’indicazione della sottolineatura chene risulta:• Sacramento della conversione: inquanto ne rappresenta il gesto chesegna, di fatto, la svolta e che permettedi ricevere davvero il perdonodi Dio. Egli perdona e santifica.• Sacramento del perdono (per ibambini lo si chiama normalmente“Festa del perdono”): perché è ilgesto che media il perdono di Dioe che l’uomo non può darsi da sestesso.• Sacramento della Riconciliazione:perché ci riconcilia nelle nostre relazioni,con Dio, con noi stessi, congli altri.• La Confessione: perché uno deimomenti essenziali del SdR è la“confessione” dei propri peccati. Èun nome un po’ troppo specificoperché insiste su uno solo degliaspetti del SdR.• La Penitenza: in modo analogo alla“Confessione” si tratta di un nomeche insiste molto sull’aspetto penitenzialedel SdR e sulla penitenzache deve essere assolta per la validitàdel sacramento.• Sacramento della santificazione:perché, oltre a rimettere il peccato,il SdR è portatore di santità, ossiadi sana tensione verso Dio e il suoAmore.I tre effetti del SdRTre sono gli effetti del SdR:1. La remissione del peccato o deipeccati: nel senso che la celebrazionevalida del SdR porta allapiena assoluzione dei peccati daparte di Dio.2. La riconciliazione con Dio, conse stesso, con gli altri: le relazionivengono di nuovo rimesse in gioco,sia la relazione con Dio (rottadal peccato grave), sia la relazionecon se stessi (ferita dalle passionidisordinate), sia le relazioni congli altri (disturbate dai gesti compiutiverso di loro senza carità).3. La santificazione: Dio non solo ciperdona, ci riconcilia, ma addiritturaci dà la sua grazia perché possiamocon rinnovato zelo, rinnovateenergie spirituali e morali,camminare nella santità, in obbedienzatotale alla legge di Dio(comandamento dell’amore e 10comandamenti).


DOMANDE E RISPOSTELa confessione è un fatto privato…Solo in parte; così come il peccato ed il male hanno una rilevanza nonsolo personale ma incidono anche sull’altro e sui rapporti che io ho conlui. La mediazione della Chiesa nei confronti della riconciliazione riguardainnanzitutto il fatto personale, con una certezza di perdono ricevuto;inoltre riguarda anche il fatto comunitario, perché ricevo una riconciliazioneanche con l’assemblea dei fratelli che io ho offeso con il mio peccato.L’ideale, come conseguenza del perdono ricevuto, sarebbe poi una richiestadi perdono alle persone che concretamente sono state toccate daimiei gesti e dalle mie parole.Perché devo andare a dire ad un sacerdote i fatti miei?Perché egli, nel sacramento della riconciliazione, agisce come giudice(misericordioso), aiutando per un discernimento su ciò che viene confessato,ed inoltre agisce “in persona Christi”, ossia come se fosse Cristostesso, nel momento (e solo nel momento) in cui pronuncia le paroledell’assoluzione: “Io ti assolvo da tutti i tuoi peccati”. In quell’istante èCristo stesso che pronuncia su di me le parole che mi liberano dal miopesante fardello. Il sacerdote, infine, è tenuto al segreto della confessione“usque ad effusionem sanguinis”, ossia fino a morire per difendere la segretezzae l’intimità del rapporto da cuore a cuore tra Dio ed il penitente.11Perché non ci si può confessare comunitariamente?Perché il peccato è mio ed io devo ricevere il relativo perdono. Insieme,comunitariamente, ci si può preparare per la confessione, aiutandosi, insieme,a riconoscerci tutti bisognosi di misericordia e proprio per questoperdonandoci a vicenda per tutto il male commesso. Si riceve l’assoluzionegenerale dei peccati lievi e di minore entità all’inizio dell’Eucaristia,quando si chiede perdono per le colpe (le colpe gravi, invece, necessitanoin ogni caso del sacramento apposito): è per questo che vale la pena digiungere puntualmente alla celebrazione eucaristica! Per le confessionicomunitarie, invece, non sussistono in Svizzera le condizioni perché possanoessere celebrate validamente: il Papa ed i nostri vescovi l’hanno ancoraribadito recentemente.


Il Sacramento dellaRiconciliazione12Sacramento in crisi:storia, ragioni, nomi ed effettiI 7 Sacramenti inprospettiva antropologicaI Sacramenti sono stati istituiti e volutida Gesù per l’uomo e per la comunitàdei credenti: sono dei mezzi, perchél’uomo/donna e la comunità cristianapossano rispondere in santità alle esigenzeche la vita pone ad ognuno. Unarisposta da dare in santità, ossia in obbedienzae in realizzazione del comandamentodell’amore e dei dieci comandamenti.Sacramenti dell’iniziazioneI tre Sacramenti dell’iniziazione cristianasono stati pensati da Gesù per introdurcinella vita di amicizia con lui, nellavita di affidamento a lui.1. Il Battesimo rimette il Peccato originale(che ci viene trasmesso pervia generazionale), ci fa dono dellafede e ci introduce in un camminodi santità verso Dio e con coloroche condividono la nostra fede (comunitàcristiana).2. La Cresima ci fa dono della pienezzadello Spirito Santo: questo cipermette di avere un più profondorapporto personale con Dio, ci incorporacon maggiore profonditànel Cristo, rende più saldo il nostrolegame con la Chiesa, ci associa piùsaldamente alla missione che Cristoe la Chiesa hanno nel mondo.3. L’Eucaristia è la celebrazione dellapasqua di Cristo, ossia della suaMorte e Risurrezione; è il Sacramentodella presenza di Cristo; è ilSacramento che esprime e realizzala comunione di tutti i membri dellaChiesa. È il vero obiettivo dei sacramentidell’iniziazione cristiana,nonché il culmine e il cuore di tuttala vita della Chiesa (e quindi anchedei singoli cristiani).Sacramenti degli stati di vitaI due Sacramenti degli stati di vita sonostati pensati da Gesù per rendere fecondala vita familiare e la vita ecclesiale.1. Il Sacramento dell’Ordine fa donodel sacerdozio a singoli credenti,che divengono responsabili dellacelebrazione dell’Eucaristia e ditutti gli altri sacramenti, nonché divengonoresponsabili di tutta la vitadella Chiesa.2. Il Sacramento del Matrimonio rendela vita dei due sposi e la vita familiareimmagine della Trinità edell’unione di Cristo con la suaChiesa. Dona una grazia particolareperché tutti i membri della famiglia,soprattutto gli sposi, possano risponderealle alte esigenze che lavita coniugale e familiare pone aimembri della famiglia.


Sacramenti di guarigioneI Sacramenti della guarigione aiutano isingoli membri, in qualunque stato divita, a vivere meglio la propria esistenzacristiana, soprattutto quando la sofferenza(fisica, psichica, spirituale) o ilpeccato intervengono per disturbare lerelazioni con Dio, con se stessi, con glialtri.1. L’Unzione degli Infermi permetteall’ammalato di offrire la propriasofferenza in comunione con il Signore,affinché egli la redima con ildono della guarigione e la uniscaalla propria sofferenza in vista dellaredenzione del mondo.2. Il Sacramento della Riconciliazione(SdR) rimette il peccato, quandoesso interviene nella vita del cristiano,disturbando o corrompendo laqualità delle sue relazioni con Dio,gli altri, se stesso.Perché ancora il SdR dopoil Battesimo?Il Battesimo rimette il peccato originale,non le sue conseguenze. In noi, anchese siamo in amicizia con Dio e congli altri, rimane la tendenza verso ilmale e verso il peccato: contro questatendenza occorre combattere continuamente.Quando la fragilità umanaed il peccato hanno il sopravvento sullenostre forze, certamente – anche sebattezzati – il nostro rapporto con Dio,gli altri e se stessi risulta compromesso.Ebbene è necessario un sacramento cheoperi la guarigione dal peccato. Il SdR operala remissione completa del peccato;opera la riconciliazione con Dio, gli altri,se stessi; ci reintroduce in un itinerariodi santità e di santificazione.Gesto esteriore egesto interioreIl SdR viene celebrato come un gestoesteriore che ha una valenza interiore:con gesti, simboli e segni visibili Dioopera una conversione interiore, cheavviene nel profondo del nostro spiritoe della nostra anima. È responsabilitàdel penitente cercare di vivere questogesto con la maggiore profondità possibile,evitando qualsiasi tipo di superficialità,di abitudine. Al gesto esterioredeve corrispondere un uguale movimentointeriore.«La penitenza interiore è un radicaleriorientamento di tutta la vita, un ritorno,una conversione a Dio con tuttoil cuore, una rottura con il peccato,un’avversione per il male, insieme conla riprovazione nei confronti delle cattiveazioni che abbiamo commesse.Nello stesso tempo, essa comporta ildesiderio e la risoluzione di cambiarevita con la speranza della misericordiadi Dio e la fiducia nell’aiuto della suagrazia. Questa conversione del cuore èaccompagnata da un dolore e da unatristezza salutari, che i Padri hannochiamato “animi cruciatus [afflizionedello spirito]”, “compunctio cordis[contrizione del cuore]» (Catechismodella Chiesa Cattolica, no. 1431).13


Il Sacramento dellaRiconciliazione (SdR)Sacramento in crisi: storia, ragioni, nomi ed effettidi don Massimo Gaia (4ª parte)La celebrazione del SacramentoAffidiamo alle parole essenziali malucidissime del Catechismo dellaChiesa Cattolica il compito di delucidarele modalità della celebrazionedel SdR, della sua struttura fondamentale,delle sue componenti fondamentali.La struttura fondamentaledel SdREssa comporta due elementi ugualmenteessenziali: da una parte, gliatti dell’uomo che si converte sottol’azione dello Spirito Santo: cioè lacontrizione, la confessione e la soddisfazione;dall’altra parte, l’azionedi Dio attraverso l’intervento dellaChiesa. La Chiesa che, mediante ilvescovo e i suoi presbiteri, concedenel nome di Gesù Cristo il perdonodei peccati e stabilisce la modalitàdella soddisfazione, prega anche peril peccatore e fa penitenza con lui.Così il peccatore viene guarito e ristabilitonella comunione ecclesiale(CCC 1448).Le opere del penitenteLa contrizioneTra gli atti del penitente, la contrizioneoccupa il primo posto. Essa è“il dolore dell’animo e la riprovazionedel peccato commesso, accompagnatidal proposito di nonpeccare più in avvenire” (CCC1451).Quando proviene dall’amore di Dioamato sopra ogni cosa, la contrizioneè detta “perfetta” (contrizione dicarità). Tale contrizione rimette lecolpe veniali; ottiene anche il perdonodei peccati mortali, qualoracomporti la ferma risoluzione di ricorrere,appena possibile, alla confessionesacramentale (CCC 1452).La contrizione detta “imperfetta” (o“attrizione”) è, anch’essa, un donodi Dio, un impulso dello SpiritoSanto. Nasce dalla considerazionedella bruttura del peccato o dal timoredella dannazione eterna e dellealtre pene la cui minaccia incombesul peccatore (contrizione datimore). Quando la coscienza vienecosì scossa, può aver inizio un’evoluzioneinteriore che sarà portata acompimento, sottol’azione dellagrazia, dall’assoluzionesacramentale.Da sola,tuttavia, la contrizioneimperfettanon ottiene ilperdono dei pec-7


8cati gravi, ma dispone a riceverlonel sacramento della Penitenza(CCC 1453).È bene prepararsi a ricevere questosacramento con un esame di coscienzafatto alla luce della Parola diDio. I testi più adatti a questo scoposono da cercarsi nel Decalogo e nellacatechesi morale dei Vangeli edelle lettere degli Apostoli: il Discorsodella montagna, gli insegnamentiapostolici (CCC 1454).La confessione dei peccatiLa confessione dei peccati (l’accusa),anche da un punto di vista semplicementeumano, ci libera e facilitala nostra riconciliazione con gli altri.Con l’accusa, l’uomo guarda infaccia i peccati di cui si è reso colpevole;se ne assume la responsabilitàe, in tal modo, si apre nuovamente aDio e alla comunione della Chiesaal fine di rendere possibile un nuovoavvenire (CCC 1455).La confessione al sacerdote costituisceuna parte essenziale del sacramentodella Penitenza: “È necessarioche i penitenti enumerino nellaconfessione tutti i peccati mortali,di cui hanno consapevolezza dopoun diligente esame di coscienza, anchese si tratta dei peccati più nascostie commessi soltanto contro i dueultimi comandamenti del Decalogo,[cf Es 20,17; Mt 5,28] perchéspesso feriscono più gravementel’anima e si rivelano più pericolosidi quelli chiaramente commessi”:«I cristiani [che] si sforzano di confessaretutti i peccati che vengono loro in mente,senza dubbio li mettono tutti davanti alladivina misericordia perché li perdoni.Quelli, invece, che fanno diversamente etacciono consapevolmente qualche peccato,è come se non sottoponessero nulla alladivina bontà perché sia perdonato permezzo del sacerdote. “Se infatti l’ammalatosi vergognasse di mostrare al medicola ferita, il medico non può curare quelloche non conosce”» (CCC 1456).Secondo il precetto della Chiesa,“ogni fedele, raggiunta l’età delladiscrezione, è tenuto all’obbligo diconfessare fedelmente i propri peccatigravi, almeno una volta nell’anno”.Colui che è consapevole di avercommesso un peccato mortale nondeve ricevere la santa Comunione,anche se prova una grande contrizione,senza aver prima ricevutol’assoluzione sacramentale, a menoche non abbia un motivo grave percomunicarsi e non gli sia possibileaccedere a un confessore. I fanciullidevono accostarsi al sacramentodella Penitenza prima di ricevereper la prima volta la Santa Comunione(CCC 1457).Sebbene non sia strettamente necessaria,la confessione delle colpe quotidiane(peccati veniali) è tuttaviavivamente raccomandata dallaChiesa. In effetti, la confessione regolaredei peccati veniali ci aiuta aformare la nostra coscienza, a lotta-


e contro le cattive inclinazioni, alasciarci guarire da Cristo, a progredirenella vita dello Spirito. Ricevendopiù frequentemente, attraversoquesto sacramento, il dono dellamisericordia del Padre, siamo spintiad essere misericordiosi come lui:«Chi riconosce i propri peccati e li condanna,è già d’accordo con Dio. Diocondanna i tuoi peccati; e se anche tu licondanni, ti unisci a Dio. L’uomo e ilpeccatore sono due cose distinte: l’uomoè opera di Dio, il peccatore è opera tua, ouomo. Distruggi ciò che tu hai fatto, affinchéDio salvi ciò che egli ha fatto.Quando comincia a dispiacerti ciò chehai fatto, allora cominciano le tue operebuone, perché condanni le tue opere cattive.Le opere buone cominciano col riconoscimentodelle opere cattive. Operila verità, e così vieni alla Luce» (CCC1458).La soddisfazioneMolti peccati recano offesa al prossimo.Bisogna fare il possibile perriparare (ad esempio restituire coserubate, ristabilire la reputazione dichi è stato calunniato, risanare le ferite).La semplice giustizia lo esige.Ma, in più, il peccato ferisce e indebolisceil peccatore stesso, come anchele sue relazionicon Dio e con ilprossimo. L’assoluzionetoglie il peccato,ma non portarimedio a tutti i disordiniche il peccatoha causato.Risollevato dalpeccato, il peccatore deve ancora recuperarela piena salute spirituale.Deve dunque fare qualcosa di piùper riparare le proprie colpe: deve“soddisfare” in maniera adeguata o“espiare” i suoi peccati. Questa soddisfazionesi chiama anche “penitenza”(CCC 1459).La penitenza che il confessore imponedeve tener conto della situazionepersonale del penitente ecercare il suo bene spirituale. Essadeve corrispondere, per quantopossibile, alla gravità e alla naturadei peccati commessi. Può consisterenella preghiera, in un’offerta,nelle opere di misericordia, nelservizio del prossimo, in privazionivolontarie, in sacrifici, e soprattuttonella paziente accettazionedella croce che dobbiamo portare.Tali penitenze ci aiutano a configurarcia Cristo che, solo, ha espiatoper i nostri peccati una volta pertutte. Esse ci permettono di diventarei coeredi di Cristo risorto, dalmomento che “partecipiamo allesue sofferenze”:«Ma questa soddisfazione, che compiamoper i nostri peccati, non è talmente nostrada non esistere per mezzo di Gesù Cristo:noi, infatti, che non possiamo nullada noi stessi, col suo aiuto possiamo tuttoin lui che ci dà la forza [Cf Fil 4,13].Quindi l’uomo non ha di che gloriarsi;ma ogni nostro vanto è riposto in Cristoin cui … offriamo soddisfazione, facendo“opere degne della conversione” (Lc 3,8),che da lui traggono il loro valore, da luisono offerte al Padre e grazie a lui sonoaccettate dal Padre”» (CCC 1460).9


L’opera di DioQuando vi è stata la contrizione, laconfessione e l’accettazione dellasoddisfazione, nulla impedisce piùche il penitente possa ricevere ilperdono di Dio. Questo gli vieneconcesso per mezzo della Chiesa,per bocca del sacerdote a nome diCristo: “Io ti assolvo dai tuoi peccati”.La Chiesa, che è sempre madre,prega per il penitente e fa penitenzacon lui.Con tutte queste opere, del penitente,di Dio e della Chiesa, avvienela piena riconciliazione del penitentecon Dio, con la Chiesa (gli altri) econ se stesso.10In sintesi• Atti del penitente• Contrizione: verifico per mezzo di un esame di coscienza ciò dall’ultimaconfessione ha funzionato bene, ciò che non ha funzionato, qualisono gli atteggiamenti che mi portano ad essere peccatore ed a compierepeccati (gravi e veniali–leggeri).• Confessione: confesso al sacerdote innanzitutto la confessio laudis, laconfessione di lode, per tutto ciò che io e Dio insieme abbiamo compiutoin quanto passi verso il bene e verso il meglio; procedo poi allaconfessio peccatorum, la confessione dei peccati. Sono tenuto a confessarecon sincerità e completezza tutti peccati gravi (“piena vertenza/consapevolezzae deliberato consenso”), e tutti i peccati veniali che ricordo.• Soddisfazione: riparazione al male fatto verso gli altri (cose rubate, labuona fama, la riconciliazione…) e gesti di riparazione delle nostrecolpe (penitenza: normalmente gesti di preghiera).• Tutti i tre gesti, contrizione, confessione, soddisfazione, sono essenzialiper la celebrazione valida del sacramento.• Atti di dio per mezzo della chiesa• Perdono di Dio, mediato dalla Chiesa, per mezzo della formula di assoluzionepronunciata dal sacerdote “in persona Christi”.• Sostegno della Chiesa nei confronti del penitente (la Chiesa è sempremadre) con la preghiera e la penitenza.


Per Ascona:Le celebrazioni eucaristiche del sabato hanno luogo normalmente:ore 16.15 Eucaristia vespertina alla Casa Belsoggiornoore 17.30 Eucaristia vespertina in S. PietroTutte le messe della domenica sono sospese(S. Maria ore 08.00; S. Pietro ore 10.00 e 11.15).Vi è una sola celebrazione eucaristica:ore 09.00 Eucaristia festiva in S. PietroIl Sacramento dellaRiconciliazione (SdR)Sacramento in crisi: storia, ragioni, nomi ed effetti8(5ª e ultima parte)Già in altri quattro articoli, apparsinegli ultimi numeri delle “Campanedi Ascona”, abbiamo trattatoampiamente della questione delSacramento della riconciliazione,affrontandone da un lato le regionidella sua crisi attuale, e dall’altraparte proponendo un approcciocostruttivo che mira a far acquisiredi nuovo il gusto per questo sacramentocosì prezioso per la vita cristianae spirituale. Possono permanereperò, a livello personale,alcune obiezioni che, per un versoo per l’altro, ci allontanano dallapratica e dall’affezione a questo sacramento.Per questo motivo intendo concluderequesta piccola serie di interventicon una preziosa parola di ungrande santo. In una citatissimapredica sulla conversione, San GiovanniCrisostomo elenca, infatti, lecinque vie per la remissione dei peccati:ed è straordinario che tra questeegli non citi esplicitamente il sacramento;non perché lo neghi, maperché gli importa di più elencare lecompetenze del laico nella sua laicissimavita. Per il grande maestro,la prima via è la capacità “profetica”di giudicare rettamente il bene e il


male, e la conseguente condannadel peccato. La seconda è l’arte diriconciliarsi con il prossimo medianteil perdono, la tolleranza, lasopportazione. La terza è l’intercessionedella preghiera. La quarta ètutta nelle opere di carità: elemosina,beninteso, ma anche soccorso eaiuto, amicizia e solidarietà: tuttociò che comporta effettiva comunionericonciliata. E la quinta èl’umile accettazione dei propri limitie dei limiti altrui, senza lesmanie di chi rifiuta di fare i conticon la fatica di crescere nella pace.Nessuno di questi mezzi è strettamenteecclesiastico, eppure tutti sonoparte integrante della penitenza,sono materia vera del sacramento.Quando un cristiano li mette inopera, si fa, a suo modo, sacerdote eriparatore del peccato, con la forzadi Cristo che lo anima.don Massimo GaiaLe cinque vie per la remissionedei peccatiDalle «Omelie» di san Giovanni Crisostomo,vescovo (Om. sul diavolo tentatore2, 6; PG 49, 263-264)Volete che parli delle vie della riconciliazionecon Dio? Sono moltee svariate, però tutte conducono alcielo.La prima è quella della condannadei propri peccati. Confessa perprimo il tuo peccato e sarai giustificato(cfr. Is 43, 25-26). Perciòanche il profeta diceva: «Dissi:Confesserò al Signore le mie colpe,e tu hai rimesso la malizia delmio peccato» (Sal 31, 5). Condannadunque anche tu le tue colpe.Questo è sufficiente al Signore perla tua liberazione. E poi se condannile tue colpe sarai più cauto nelricadervi. Eccita la tua coscienza adivenire la tua interna accusatrice,perché non lo sia poi dinanzi al tribunaledel Signore.Questa è dunque una via di remissione,e ottima; ma ve n’è un’altraper nulla inferiore: non ricordare lecolpe dei nemici, dominare l’ira,perdonare i fratelli che ci hanno offeso.Anche così avremo il perdonodelle offese da noi fatte al Signore. Equesto è un secondo modo di espiarei peccati: «Se voi infatti perdonereteagli uomini le loro colpe, il Padrevostro celeste perdonerà anche avoi» (Mt 6, 14).Vuoi imparare ancora una terza viadi purificazione? E’ quella della preghierafervorosa e ben fatta che provienedall’intimo del cuore.Se poi ne vuoi conoscere anche unaquarta, dirò che è l’elemosina. Questaha un valore molto grande.9


10Aggiungiamo poi questo: se uno sicomporta con temperanza e umiltà,distruggerà alla radice i suoi peccaticon non minore efficacia dei mezziricordati sopra.Ne è testimone il pubblicano chenon era in grado di ricordare operebuone, ma al loro posto offrì l’umilericonoscimento delle sue colpe ecosì si liberò dal grave fardello cheaveva sulla coscienza.Abbiamo indicato cinque vie di riconciliazionecon Dio. La prima èla condanna dei propri peccati. Laseconda è il perdono delle offese. Laterza consiste nella preghiera, laquarta nell’elemosina e la quintanell’umiltà. Non stare dunque senzafar nulla, anzi ogni giorno cercadi avanzare per tutte queste vie,perché sono facili, né puoi addurrela tua povertà per esimertene. Maquand’anche ti trovassi a vivere inmiseria piuttosto grave, potrai sempredeporre l’ira, praticare l’umiltà,pregare continuamente e riprovarei peccati, e la povertà non ti saràmai di intralcio. Ma che dico? Neppurein quella via di perdono in cuiè richiesta la distribuzione del denaro,cioè l’elemosina, la povertà èdi impedimento. No. Lo dimostrala vedova che offrì i due spiccioli.Avendo dunque imparato il mododi guarire le nostre ferite, adoperiamoquesti rimedi. Riacquistata poila vera sanità, godremo con fiduciadella sacra mensa e con grande gloriaandremo incontro a Cristo, redella gloria, e conquisteremo persempre i beni eterni per la grazia, lamisericordia e la bontà del Signorenostro Gesù Cristo.LE CINQUE VIEDELLA RICONCILIAZIONEsecondo S. Giovanni CrisostomoLa prima è la condanna dei propri peccati.La seconda è il perdono delle offese.La terza consiste nella preghiera,la quarta nell’elemosina ela quinta nell’umiltà.

More magazines by this user
Similar magazines