Sintesi dell'Indagine sul settore del Documentario in Italia - Key4biz

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Sintesi dell'Indagine sul settore del Documentario in Italia - Key4biz

Terra incognitaQuesto documento propone una sintesi della ricerca chel’Istituto italiano per l’Industria Culturale – IsICult ha realizzatosu incarico di Doc.it – Associazione DocumentaristiItaliani, per studiare il mercato italiano dei documentari,anzitutto in una prospettiva socio-economica di analisi disettore.Si tratta della prima indagine mai realizzata in Italia suun settore dell’industria audiovisiva ancora ingiustamentetrascurato (quasi fosse un ufo) sia dalle emittentitelevisive sia dai soggetti istituzionali preposti alsostegno del sistema culturale nazionale.Premesso il carattere assolutamente esplorativo di unaricerca di questo tipo, emergono alcuni dati-chiave:- un fatturato del settore che può essere quantificatoin circa 50 milioni di euro l’anno;- una massa occupazionale intorno a 3.000 persone; gliautori sono circa 500 (anche se solo una minima parte diloro è abitualmente all’opra; gli autori associati a Doc/itsono circa 120);- un tessuto imprenditoriale molto frammentato, al limitedella polverizzazione, con circa 250 società di produzione(di cui le maggiori e le più attive, circa 80, sonoassociate a Doc/it), la gran parte delle quali sono microaziende,poco più di botteghe artigianali: complessivamente,si registra un deficit di industrializzazione (sitratta di un minus, ma paradossalmente può anche rappresentareuna ricchezza, e divenire un plus, se messo“a sistema”, e sfruttato nelle sue potenzialità espressiveed economiche) ed un’intensa interazione tra i ruoli“autoriali” ed i ruoli produttivi, maggiore rispetto adaltri segmenti del settore audiovisivo…A differenza di quel che avviene nei maggiori altri Paesieuropei (e non solo), il cosiddetto “cinema del reale” ela “televisione della realtà” non riescono a superarel’emarginazione nella quale sono costretti da decenni dipolitiche di palinsesto sempre più votate a scelte editorialipoco innovative, spesso schiacciando l’identità deldocumentario nella confusione del “contenitore” ereprimendo le chance anche di audience (si ricordi che,all’estero, i documentari conquistano anche il primetime);le istituzioni hanno trascurato, da sempre, questosettore, concentrando i loro interventi sul cinema “tradizionale”e sulla televisione “classica”… L’apparatonormativo e regolamentare italiano è infatti il più deboled’Europa. Basti ricordare come il rispetto delle quotedi investimento previste dalle normative vigenti vengaverificato dall’Autorità per le Garanzie nelleComunicazioni sulla base di semplici autocertificazionidelle emittenti…Situato in una sorta di no man’s land tra televisionee cinema, il documentario va considerato non solocome un “genere” audiovisivo atipico, incerto, ambiguo(in questa intrinseca indeterminatezza classificatoriaè anche la sua ricchezza sconfinante), ma comestrumento espressivo di coscienza civile, di ricercaestetica, territorio di sperimentazione artistica e diinnovazione linguistica, vera “vitamina” dei palinsestitelevisivi; e, ancora, come settore di attività dell’industriaculturale che deve assumere priorità nell’agendadei policy maker nazionali. Il documentariopuò anche essere uno dei vettori di una maggioreinternazionalizzazione dell’industria audiovisiva italiana(in effetti, sono paradossalmente più le emittentitelevisive straniere, che quelle italiane, adacquistare documentari made in Italy!). Senza dubbio,il modello di riferimento per una “mano pubblica”intelligente e sensibile resta la Francia.In totale, nel 2004 le tv francesi (tra pubbliche e privateed incluse le satellitari e tematiche) hanno investitonei documentari ben 145 milioni di euro. I finanziamentipubblici sono stati nell’ordine di 65 milionidi euro. In totale, i finanziamenti francesi alla produzionedi documentari sono stati 308 milioni di euro, afronte dei 625 milioni di euro della fiction: un rapportodocs / fiction che, osservato dall’Italia, ha dell’incredibile.La ricerca, sviluppatasi nell’arco di 7 mesi, è statarealizzata attraverso una intensa fase di field (l’universodi riferimento è stato formato da circa 750 soggetti,tra autori, produttori, distributori, emittentitelevisive).Questo fascicolo presenta un estratto del “Rapportofinale” di ricerca (che consta di circa 250 pagine). Laricerca IsICult si pone come work-in-progress, comeprima fase di una inedita esplorazione del settore: sitratta, infatti, per l’Italia, di una “terra incognita”,quasi di un black hole, e questa ricerca si pone comeprimo step di un percorso Doc.it, che dovrà affrontareil mercato italiano dei documentari da varie prospettivedi analisi.La ricerca IsICult-Doc/it è stata realizzata grazie al contributodel Ministero delle Attività Produttive,dell’Istituto per il Commercio con l’Estero, di Rai(Direzione Marketing della Corporate, RaiSat,RaiTrade), di Fox International Channels Italy e SkyItalia.Questo fascicolo di sintesi della ricerca è stato realizzato per iniziativa della Rai Direzione MarketingHanno contribuito al convegno di presentazione della ricercaRoma, 23 febbraio 2006Complesso monumentale San Michele a Ripa- Ministero per i Beni e le Attività Culturali- Direzione Generale per la Cinematografia- Raicon la collaborazione di- Istituto Luce- Regione Lazio- Provincia di Roma- Apollo 11Progetto grafico: • mg • Milton Giuliani.com

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