ottobre - Konrad

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n.170 0tt0bre 2011 distribuzione gratuita il mensile del vivere naturaleresurrezione dell'informazione nel mondo della retepoche novita, tutte pro-cemento / trieste la bella addormentata`il ponte sul canal grande: elemento che unisce o divide? / torneranno i tram?


Konrad è on line all'indirizzo www.konradnews.itInviate commenti e suggerimenti a info@konradnews.itCercaci anche su FacebookSOMMARIO3 Poche novità, tutte pro cemento4 Resurrezione dell'informazione nelmondo della rete5 A proposito dell'intervista di Loris Rosenholz6 Il ponte sul Canal Grande:elemento che unisce o divide?7 Trasporti e ambienteTorneranno i tram?8 Un mondo diverso è possibile9 Trieste la bella addormentata10 LibriElogio del silenzio11 GiovaniUn articolo per Giuseppe "Peppino" Impastato11 Tre canti per Luciano12 Rubrika.pika.siSalve, come stai?13 Le farfalle e le cavalletteSabbie ferrose e tartarughe14 Radio Natura15 Siamo tutti intelligentiFacciamo un rebus?16 Percorsi d'arteBiennale di Venezia, Padiglione Italia, FVG17 Tra isole e mare18 Turismo consapevole nella Russia di Putin (I)19 Montona, passato e presente20 CinemaLa fine del mondo all'italiana21 Teatri di confineDieci spettacoli per una stagione22 AlimentazioneMal di zucchero23 Capofonte, un bene storico distrutto e dimenticato24 Colonna vertebraleErnia del disco cervicale25 Brevi26 Gli appuntamenti di ottobrekonrad 170 - ottobre 2011KonradMensile di informazionedi Naturalcubo s.n.c.Redatto dall’Associazione Konradvia Corti 2a - 34123 TriesteFax 1782090961info@konradnews.itwww.konradnews.itAut. Trib. di Udine n. 485del 5/9/80 Aut. fil. di TriesteDirettore editoriale:Roberto ValerioDirettore responsabile:Dario PredonzanPubblicità:Alex Cibincell. 340 4000934advertising@konradnews.itHanno collaborato:Beatrice Achille, Maria Grazia Beinat, Nadiae Giacomo Bo, Michele Colucci, StefanoCrisafulli, Adriana De Caro, Giorgio Dendi,Giorgia Facis, Sergio Franco, AlessandroGiadrossi, Francesco Gizdic, Mauro Mollo,Óscar García Murga, Luisella Pacco, GiulianoPrandini, Livio Prodan, Riccardo Redivo, LinoSantoro, Tanja Seganti, Marco Segina, GianniUrsini, Patrizia Vascotto, Barbara Žetko.Progetto graficoe impaginazione:Erratacorrige, Triestewww.erratacorrige.orgStampa:Tip. Villaggio del Fanciullo - Opicina TriesteKonrad non è responsabile della mancatapubblicazione degli annunci o di eventualiinesattezze.Konrad inoltre non si assume la responsabilitàdei contenuti degli annunci e degli spazipubblicitari. Il rinvenimento del giornale inluoghi non autorizzati non è di responsabilitàdell’editore.è vietata la riproduzione e l’utilizzazioneesterna del materiale qui pubblicato, salvoespressa autorizzazione scritta dell’Editore.Informativa sulla legge che tutela la privacy.In conformità della legge 675/96 sarà nostracura inserire nell’archivio informatico dellaredazione i dati personali forniti, garantendonela massima riservatezza e utilizzandoliunicamente per l’invio del giornale. Ai sensidell’art. 13 della legge 675/96 i dati potrannoessere cancellati dietro semplice richiesta dainviare alla redazione.


editoriale redazione@konradnews.itPoche novità, tutte pro-cemento3 Konrad ottobre 2011Somiglia sempre più ad una farsa la vicenda del nuovo piano regolatoredi Trieste. Konrad ne ha scritto ripetutamente, l’ultima volta con un riassuntoaggiornato (“A volte ritornano”) nel numero 169 di settembre.Nel mese trascorso da allora, poco o nulla è successo di quanto annunciato,salvo che il cemento ha ripreso a colare.Gli ambientalisti avevano chiesto di poter esaminare i progetti presentati,conformi alla variante “illyana” n. 66, il cui iter di approvazione è ricominciato– e quelli che sono stati presentati ex novo – dopo la decadenzadelle norme di salvaguardia imposte con l’adozione della variante “dipiazzesca”n. 118. Richiesta rimasta ancora senza esito.Nel frattempo però, si è appreso dalla stampa, 12 progetti per complessivi17.432 metri cubi hanno ottenuto il permesso di costruire e altri 5 – per4.286 mc – verosimilmente l’otterranno a breve.Ci sono poi altri 28 progetti, per complessivi 48.842 metri cubi.Molti di questi riguardano zone di pregio ambientale e paesaggistico, sulCarso (Basovizza, Opicina), nelle zone verdi periferiche (Scala Santa, Vicolodelle Rose, ecc.) e sulla fascia costiera (Contovello, viale Miramare, ecc.).Sono gli effetti, ampiamente prevedibili e previsti, della “finestra” apertasidopo l’abbandono della variante 118, la conseguente decadenza dellenorme di salvaguardia ed il ritorno in vigore della precedente variante 66,che prevede edificazioni massicce anche – e soprattutto – in aree verdi dipregio e in zone prive di infrastrutture (viabilità di accesso, fognature, ecc.)adeguate.Costruttori e speculatori immobiliari, però, saranno contenti e d’altrondeil sindaco Cosolini dichiarava sul PICCOLO del 23 settembre che «Lapaventata corsa al cemento non si è materializzata per niente. I permessirilasciati riguardano iniziative sostenibili dal punto di vista ambientale.E per fortuna che ce ne sono, almeno un po’ di quelle, pure l’edilizia èun’attività economica, che fa girare l’economia del nostro territorio».Peccato che la “sostenibilità” effettiva dei progetti approvati (anche unpiccolo edificio può produrre danni gravi, se piazzato in un’area paesaggisticamentedelicata) non si sia potuta verificare, come detto, né verosimilmentesi potrà verificare quella dei progetti ancora inistruttoria.Gli ambientalisti avevano anche chiesto che (per unelementare principio di trasparenza) tutti i progetti edilizivengano divulgati nel sito internet del Comune, per consentirea chiunque di esaminarli e – se del caso – formularepareri ed osservazioni in merito. Anche in questo caso,nessuna risposta.Il nodo principale è tuttavia quello del nuovo piano regolatore,annunciato con grande enfasi dal sindaco.La divulgazione della bozza delle direttive, atto preliminarealla stesura del piano, era stata annunciata perFerragosto: doveva seguire un ampio “processo partecipativo”,coinvolgendo categorie economiche, ordiniprofessionali, associazioni ambientaliste, ecc. Il tutto conl’obiettivo dell’approvazione definitiva delle direttive entrometà settembre.La bozza delle direttive è stata consegnata invece il 21settembre agli ambientalisti e alle categorie interessate.Seguirà un “processo partecipativo” rapidissimo: entroil 27 saranno raccolte le osservazioni sulla bozza, chesarà quindi eventualmente rielaborata il 28 e discussa inun’assemblea “plenaria” il 29.Subito dopo la Giunta comunale approverà in via preliminareil testo delle direttive, vi aggiungerà le norme disalvaguardia (che la bozza non contiene) e si avvierà l’iteristituzionale, con la raccolta dei pareri delle Circoscrizioni,l’esame nella Commissione urbanistica del Consigliocomunale ed il voto finale nell’aula del Consiglio entro il15-20 ottobre.Peccato che la bozza consegnata – oltre che priva, comedetto, delle norme di salvaguardia - sia di sconcertante genericità e priva delbenché minimo contenuto concreto. Si tratta sostanzialmente di una serie divaghi auspici e indicazioni, nella totale assenza di obiettivi chiari e strategieprecise.Perfino le direttive del 2007, predisposte in funzione di quella che diventòpoi la variante 118, pur carenti anch’esse sotto molti punti di vista (fortifurono allora le pressioni del mondo delle costruzioni per “annacquarne” icontenuti), appaiono di gran lunga più concrete della bozza cosoliniana.Un testo, insomma, da riscrivere completamente, se si vuole che abbia lavalenza di direttive vere e proprie, in grado di indirizzare la redazione delnuovo piano. Ma lo si vuole?WWF, Legambiente e Italia Nostra hanno perciò proposto di integrare iltesto della bozza con una serie di obiettivi strategici precisi: riduzione deiperimetri delle zone residenziali “B” (estese in modo abnorme nella variante66), eliminazione delle zone di espansione “C”, riuso - con prioritàalle strutture scolastiche e di ricerca e all’edilizia sovvenzionata – per learee dismesse (ex caserme, ex fiera, ecc.), eliminazione delle nuove areeindustriali, commerciali e turistiche previste sull’altopiano carsico e sullafascia costiera, tutela per gli elementi caratteristici del paesaggio (pastini,siepi alberate, doline, muretti a secco, ecc.) e così via.Al momento in cui scriviamo è impossibile sapere se le direttive sarannointegrate e migliorate, oppure no. Si può star certi, però, che se non losaranno, sarà anche di fatto impossibile costruire norme di salvaguardiaefficaci, in grado di impedire l’attuazione di quanto permesso dalla variante66. Ne beneficerebbe soltanto l’attività edilizia “che fa girare l’economia delterritorio”. E che distrugge, però, quando aggredisce aree verdi e di pregioambientale (anziché dedicarsi alla riqualificazione e al riuso dell’immensostock edilizio esistente, in condizioni di degrado e spesso inutilizzato), unpatrimonio dell’intera comunità per l’interesse speculativo di pochi.la vignetta di colucciDario Predonzan


4 Konrad ottobre 2011Resurrezione dell'informazione nel mondo della reteSul controverso rapporto tra internet e informazione abbiamo intervistatoSergio Maistrello, giornalista freelance e docente in Giornalismo e nuovimedia all’Università di Trieste. A partire dalle modalità di accesso deicittadini all’informazione online per arrivare al nuovo ruolo del giornalistaci siamo trovati di fronte ad un punto di vista estremamente interessantee propositivo.Lei afferma che internet ci permette di essere noi stessi filtro delle informazioni.Non si tratta di una finta libertà, dal momento che sono i motoridi ricerca ad indirizzarci verso un sito piuttosto che un altro in base allenostre ricerche precedenti?No, penso che sia una sinergia. L’algoritmodel motore di ricerca ci indirizzaad un sito piuttosto che ad un altrocercando man mano di capire ciò a cuisiamo interessati. Lo fa in modo potenteed automatico, imparando costantementedalle persone.In questo modo il motore di ricerca non èpiù uno strumento neutraleNo, ma non lo è già da molti anni ormaied è un meccanismo che funziona bene.Se una persona è interessata ad unanotizia, su internet è abbastanza facileche ci arrivi. Gli adolescenti americaniaddirittura dicono: se una notizia mi interessa mi arriva da sola. Nonleggo i giornali perché se è utile che una notizia mi arrivi lo fa attraverso imotori di ricerca, i filtri dei social network, gli aggregatori.Non si rischia di escludere dalla fruibilità del lettore altri contenuti chepotrebbero comunque interessargli?Sì, in teoria sì. Nei fatti però ognuno esplora la rete ed ha la responsabilitàdi trovare il meglio per sé stesso. Non c’è più qualcuno che selezionale notizie per un lettore che si limita a leggere più giornali possibile eguardare la televisione per avere un’idea abbastanza completa di quelloche succede. Oggi c’è un mondo enorme di informazione con dei confinimolto labili, nel quale la funzione della testata si attenua molto.L’abbattimento di questi confini non rende tutto dispersivo, dando lostesso valore ad informazioni più e meno importanti?Io insisto sulla responsabilità di ognuno. Ciascuno di noi è responsabile ditrovare nella rete il meglio per sè stesso, questa è la vera sfida. Ciò implicaun avvicinamento, un addestramento alle culture digitali che noi oggistiamo sottovalutando enormemente. Non si può pensare alla rete comesi pensa ad un giornale. Il funzionamento è molto diverso, così come èmolto diversa la partecipazione di ciascuno di noi.Ed è un processo ancora in evoluzioneCerto, e la situazione è già migliorata tantissimo rispetto a cinque anni fa.Il cambiamento sta nel capire che una notizia di qualità non è più quellache tutti dovrebbero leggere, ma quella che interessa al singolo fruitore inun determinato momento. Quali libri dovrei assolutamente leggere nellamia vita? Non li leggerò mai tutti, leggerò quelli che mi capitano per caso,attraverso i suggerimenti, gli stimoli che ricevo o per qualche altro motivo.Il lettore medio però non ha sempre la possibilità di verificare che la notiziache gli interessa sia attendibile. Non dovrebbe comunque esserci, purmagari in una forma diversa da quella a cui siamo abituati, una qualchestruttura che controlli e verifichi?I giornalisti. Non è pensabile un’autorità garante della qualità di tutte lecose che contiene la rete perché le dimensioni la renderebbero inattuabile.Ciò non toglie che ci sia bisogno di persone che con la continuitàdi una professione abbiano la capacità di capire le informazioni megliodel lettore medio. C’è bisogno di esperti che nel loro piccolo condividanole proprie specializzazioni. Ma c’è bisogno anche che ognuno di noiriesca, come già in molti casi succede, ad aiutare gli altri a discriminarele informazioni sugli argomenti che conosce meglio. Ogni informazioneche arriva su internet per definizione è falsa fino a prova contraria. Sesi ragionasse così il rapporto con internet sarebbe già molto più sano.Ognuno poi dovrebbe imparare atrovare quel minimo di puntelli per farsiun’idea formata e definitiva delle cose.Il giornalismo in Italia però non sembrainteressato ad avere fonti oggettive,e questo si riflette in rete dove vieneprivilegiata un’informazione emotiva cheguarda in modo preferenziale da unaparte piuttosto che dall’altra. Per questoc’è bisogno per il bene di tutti di moltafreddezza e di molta oggettività.Come si possono preparare i giornalistia gestire una situazione del genere?Una volta la scuola di giornalismo erala redazione, oggi probabilmente lascuola di giornalismo è sguazzare nellarete. Bisogna diventare utenti molto consapevoli, persone che hannopienamente compreso come funzionano le reti sociali e come utilizzarle almeglio. Ci sarà sempre la necessità di andarsi a trovare una storia, peròin un certo senso, portando il discorso all’estremo, le storie oggi cadonoin mano. La capacità del giornalista diventa quindi quella di ricostruire.Se l’informazione è un flusso continuo in cui tutte le notizie si accavallanoci dev’essere qualcuno che riesca a costruire, a trovare dei punti fermiinquadrando la notizia in un panorama molto più ampio.Un giornalista può riuscire a mantenersi con questo tipo di lavoro?In questo momento non c’è nessuna garanzia. È una delle cose chebisogna inventarsi da zero. Vedo questa fase come un passaggio moltodrammatico e complesso dall’industria pesante all’artigianato dell’informazione:immagino un giornalista come un buon artigiano che tanto piùè in grado di vivere la sua professione quanto migliore è la sua capacitàdi gestire la notizia. Certo c’è bisogno di buttarsi, di investire molto sulleproprie capacità e sulle proprie specificità.Oggi i giornalisti sono sempre più spesso freelance che vengono assuntiper singoli pezzi. Il dibattito all’interno di una redazione più o meno stabileè dunque destinato a non esserci più?Quello che vedo adesso è molta più discussione nelle scelte che fannole redazioni. Il prodotto finale viene comunque discusso dai lettori con icommenti online. A volte addirittura si mettono insieme le competenze deilettori con quelle del giornalista per creare un prodotto migliore. Ancheil lavoro di un freelance che lavora sul suo sito in modo indipendente èesposto ad una grande quantità di occhi critici di persone che possonofargli le pulci e spesso gliele fanno, e questo mi sembra a prescinderemeglio di un dibattito che rimane chiuso all’interno della redazione. Bisogneràtrovare un equilibrio in questo senso.Quanto durerà questa ricerca di equilibrio secondo lei?Dipenderà dalla capacità di conservazione, dalla tenacia che avrannole grandi produzioni di giornalismo industriale. Non è facile per le grandi


strutture editoriali adeguarsi a questo mondo. Lo stanno facendo, con iloro tempi. Alcune abbastanza velocemente, altre meno. Io sono più ottimistaper chi riesce ad inventarsi giornalista artigiano che fa pezzi unicipensando alle persone e non al datore di lavoro.Diverse redazioni in tutto il mondo hanno reagito a questo cambiamentoe si stanno muovendo velocemente facendo cambiamenti anche moltoradicali. Com’è la situazione italiana?L’Italia si sta muovendo molto poco e molto timidamente, con un tassodi conservazione molto più alto rispetto alla capacità di innovare e disperimentare. Credo che in questo momento l’unico vero errore sia nonsperimentare. Salvo alcune eccellenze, in Italia non c’è ancora una lineadi produzione che considera il web come canale preferenziale, nonostantesia quello sempre disponibile e su cui si può lavorare in continuazione.E questo è dovuto a componenti diverse. C’è sicuramente una dose dipreoccupazione e di conservazione della professione ma anche grosserigidità sindacali e limiti editoriali.Ad esempio?Editori che finchè non vedono un guadagno diretto in rete non sono prontiad investire su di essa. Inoltre il giornalismo italiano ha tutta una seriedi norme che a livello sindacale creano resistenza. Ormai il giornalistadella carta deve vivere in qualche modo dentro al sito. Questo ancora inItalia non è possibile, i due ruoli rimangono separati. Cè una chiusura, nelmodo in cui la professionalità è organizzata, che impedisce di innovare.Bisogna scardinare certi meccanismi: è meglio proteggere oggi quel pocoche abbiamo e cheva sempre più in crisio è meglio abbracciarel’innovazione ecercare di rinnovare,di trovare nuovepossibilità?5 Konrad ottobre 2011Forse sarebbe megliotrovare un equilibriotra protezione einnovazioneCerto, ma il rischiooggi è che si proteggaSergio Maistrelloquel poco che c’èe che tra cinque anni non ci sarà più in ogni caso. L’alternativa è che siconceda di più, si prendano certi rischi, si accettino certe forzature rispettoa come oggi è concepito il giornalista. Il giornalista oggi in Italia è ancoraconsiderato un’entità al di sopra delle parti che dev’essere protetto nellasua indipendenza che però nei fatti non esiste già più. I giornali oggi nonsono interamente scritti da una casta di giornalisti professionisti duri e purivotati alla verità suprema. La battaglia di principio va bene, ma confrontiamocianche con la realtà. Non prendere oggi certi rischi o non fare dellescommesse su uno strumento che bene o male condizionerà l’informazionefutura non conviene, bisogna cominciare a cercare la via più breve perarrivare ad una situazione migliore.Giorgia Facis...a proposito dell'intervista a Loris RosenholzNella trascrizione di un’intervista l’omissione, come un taglio, può eliminare le sfumature, i processi teorici che preparano, introducono o svolgono determinatiargomenti e determinate riflessioni: questa nota serve a mettere in chiaro alcuni di questi punti della mia intervista, uscita sul precedente Konrad(n°169), allo psicopedagogista Loris Rosenholz.Il primo punto che preme ampliare è quello del passaggio sulle educatrici: quel non avere loro nessuna preparazione o cultura va riferito a un sistema (loStato, le Leggi) che trascura, da sempre, il lavoro con l’infanzia. Per cui, la mancanza di preparazione le mette in condizione di dover spesso improvvisare:molte lo fanno bene, ma altre non ci riescono perché non ne hanno la capacità; se avessero però una costante supervisione esterna (di un psicologo, di unesperto, che Rosenholz suggerisce da anni) ne sarebbero all’altezza.Il secondo punto riguarda le madri, cioè le vecchie madri, le nonne che, puntualmente, per una serie di motivi storici e culturali della città (per es. nell’educazioneaustroungarica, vecchio retaggio di un’educazione antiquata), si opponevano (e si oppongono tutt’ora: questo è il problema) a che i bambini sianomessi in un nido. Solo in questo caso il loro comportamento risulta dannoso, altrimenti sono da considerare come figure estremamente favorevoli allacrescita dei bambini.Riccardo Redivo


6 Konrad ottobre 2011IL PONTE SUL CANAL GRANDE : ELEMENTO CHE UNISCE O DIVIDE?Il dibattito sviluppatosi a Trieste sull’utilità o meno di costruire un nuovoponte sul Canal Grande, e in tal modo modificare la prospettiva verso lachiesa di S. Antonio Taumaturgo, infiamma gli animi non solo di politici etecnici, ma anche, e forse soprattutto, di semplici cittadini. Le questionisono principalmente due. La prima riguarda l’utilità di spendere denaro pubblicoper un’opera considerata non indispensabile in un momento di crisieconomica. La seconda è legata invece a un giudizio estetico, assolutamentesoggettivo, che tocca la sensibilità di buona parte della cittadinanza.La controversia rispecchia, seppure in misura decisamente minore, quellasviluppatasi qualche anno fa con la costruzione di un altro ponte, sempresul Canal Grande, ma questa volta in una città innegabilmente più delicatada un punto di vista architettonico, quale è Venezia. La costruzione,progettata dal grande architetto e ingegnere spagnolo Santiago Calatrava,suscitò all’epoca innumerevoli polemiche, soprattutto da un punto di vistafunzionale, perché il ponte non garantiva la sicurezza dei passanti, risultandopericoloso a causa del cambio di ritmo delle pedate, ma anche daun punto di vistaeconomico,perché il costopreventivatosi dimostrò digran lunga inferiorea quelloeffettivamentesostenuto.Minori furonoinvece lepolemiche sulvalore esteticodell’opera esul fatto che leIl ponte di Calatrava sul Canal Grande a Veneziasue forme noncercassero inalcun modo dirifarsi a quelle degli altri tre ponti veneziani esistenti sul Canal Grande.Come architetto formatosi all’Università di Venezia posso affermare chemai mi è stato trasmesso l’insegnamento che l’esteticamente valido èsinonimo di mimetico. Ogni epoca ha un suo linguaggio e questo vale siaper la musica, sia per la pittura o per le altre arti figurative. L’architetturanon fa eccezione e non possiamo pretendere di parlare oggi con un linguaggiodi cento o duecento anni fa. Le mode cambiano, i materiali si trasformano,le tecnologie si evolvono e l’architettura deve necessariamenteseguire i mutamenti che sono dovuti allo scorrere del tempo. Il problemasta nel fatto che i gusti della maggior parte di noi cambiano un po’ piùlentamente e si adeguano al nuovo con estrema difficoltà. Alle architetturedel passato, invece, e al susseguirsi di elementi compositivi e decorativianche fortemente diversificati, ci siamo lentamente abituati.La città è un organismo vivo e come tale deve modificarsi. Una cosa staticaè una cosa morta; una cosa in movimento, in trasformazione, è una cosaviva. Cosa vogliamo che siano le nostre città? Dei musei all’aperto, utilizzatisolamente dai turisti per trascorrevi il fine settimana, o preferiamo piuttostopartecipare alla loro crescita e sostenere progetti innovativi e soluzioniall’avanguardia? Lo sviluppo delle città e del turismo ad essa collegato sibasa anche su proposte coraggiose. Basti pensare a cosa è successo aBilbao, dove il museo di arte contemporanea progettato dall’architetto FrankGehry ha portato alla città spagnola enormi vantaggi sia economici sia di immaginee l’ha trasformata in un importante centro di attrazione turistica. Moltiprobabilmente rabbrividirebbero davanti alle forme inconsuete dell’opera delgrande architetto canadese e anche in questo caso innumerevoli furono lecritiche, ma i vantaggi che ne derivarono furono talmente tanti, che anche ipiù severi oppositori dovettero rassegnarsi ed accettare l’opera.Pur essendo in linea di principio contraria alla globalizzazione del linguaggioarchitettonico e credendo che esista un genius loci, ossia uno spirito, un ca-rattere particolare in ogni luogo, per cui ciascuna architettura deve dimostrarsicompatibile con esso ed entrare in sintonia con tutto ciò che la circonda, credoperò che certi segni forti e marcati, certi modi espressivi propri di un grandearchitetto, ben si inseriscano in qualsiasi contesto, sia esso un centro storicomedievale, un quartiere ottocentesco o una periferia degli anni cinquanta. Lescelte di dialogare con l’esistente, di adeguarsi al clima o ad una situazioneparticolare, non implicano il doversi inserire in maniera anonima e senza carattere.L’architettura sostenibile è certamente quella che si integra con l’ambientecircostante, ma ciò non vuol dire che si annulli, si appiattisca e si mimetizzifino a scomparire. Le nostre città hanno bisogno di elementi puntuali che valorizzinole aree circostanti, che rappresentino un punto significativo attorno a cuisi possano riqualificare parti o quartieri che fino ad ora sono rimasti ai marginidella trasformazione urbana e quindi non valorizzati o sottoutilizzati.Vorrei rivolgermi a coloro che, seppur armati delle più buone intenzioni,vogliono fare la guerra a quelle che possono sembrare delle offese allaqualità architettonica della loro città. È pur vero che certe architetture altronon sono che autocelebrazioni di progettisti megalomani, desiderosi dilasciare ai posteri un segno forte del loro passaggio in questo mondo, mamolti sono di converso i progettisti sensibili che si rendono conto del caratteresociale del costruire e dell’impatto che un intervento necessariamenteha sullo spazio urbano, e di conseguenza sulla qualità della vita. Vorreiesprimere le mie forti perplessità per quei suggerimenti rivolti ai progettistidel ponte sul Canal Grande da persone non sempre competenti che vorrebberoveder realizzata una struttura leggera e quasi invisibile che nonstoni con il contesto, ma si inserisca armoniosamente in esso, richiamandopossibilmente anacronistiche forme ottocentesche, considerate le più adatteper l’inserimento di una struttura che dovrebbe esercitare pur sempre uncerto impatto sull’ambiente circostante.Pur essendo convinta che la partecipazione attiva dei cittadini alla trasformazionedella città debba essere un motivo di orgoglio per ogni Paese democratico,e che la città appartenga ai cittadini che la guardano, la usano ela vivono, mi preme sottolineare quanto distorte possano essere a volte leconvinzioni della popolazione in merito al bello e al brutto, spesso condizionatedai mezzi di comunicazione di massa. La libertà dei cittadini di vedere,capire e apprezzare viene messa in pericolo da chi, per puro opportunismo,cerca di insinuare modelli di città e di vita tali, da consentire la tutela degliinteressi di ristretti gruppi di persone, ma non certamente della collettività.Siamo diventati insensibili al brutto, ma nemmeno ce ne rendiamo conto,siamo circondati da costruzioni scadenti, ma ormai siamo anestetizzati enon le vediamo neanche. Possono costruire attorno a noi autostrade, aeroporti,aprire cantieri ovunque, ma quasi non ce ne accorgiamo. La televisionenon viene usata per informare, istruire, educare al gusto e all’armonia.L’architettura sembra non esistere, non avere alcuno spazio all’interno dellanostra vita. Due mondi separati, quello dei progettisti e quello dei fruitori,che non comunicano e non si scambiano opinioni o suggerimenti, ma tutt’alpiù si criticano e scambiano accuse reciproche. E la politica, che dovrebbesvolgere un ruolo di mediatore, resta impegnata in altre battaglie e nonsembra interessata a far dialogare le due parti. Così, di critica in critica, sialzano muri di incomprensione e si alimenta un malessere generale chenuoce non solo allo sviluppo della città, ma soprattutto ai suoi abitanti.Alla fine può succedere che un ponte, nato per unire due parti, si ritrovi adassolvere un compito che non gli è consono: dividere. Sarebbe invece auspicabileche l’opera rappresentasse il punto di partenza per una proficuacollaborazione di tutte le parti in causa, con l’intento comune di proseguiresulla strada del miglioramento dell’ambiente urbano in generale e della valorizzazionedell’area circostante in particolare. Come più volte in passatoabbiamo potuto constatare, la pedonalizzazione di vie utilizzate perlopiùcome parcheggi fungerebbe da volano alla riqualificazione di tutta l’area.Ma questo è un altro discorso, su cui varrebbe la pena di soffermarsi conpiù calma. Nel frattempo invito i lettori ad esprimere la loro opinione in merito,scrivendo a: info@konradnews.itBarbara Žetko


trasporti e ambiente 7 Konrad ottobre 2011Torneranno i tram? Dibattito sul trasporto pubblico a TriesteIl 30 agosto u.s. si è svolto nella redazione di “Konrad” un dibattito trapersone qualificate sul trasporto pubblico a Trieste.Vi hanno partecipato il dr. Vittorio Zollia, assessore provinciale aitrasporti, il dr. Mario Ravalico, consigliere comunale di Trieste e presidentedella commissione urbanistica, il sig. Claudio Ermani, attentoosservatore e conoscitore del settore trasporti sia in Italia che negli altriPaesi d’Europa. La discussione ha riguardato sopra tutto la situazionedi Trieste e la sua provincia.L’assessore Zollia ha aperto la riunione, attirando l’attenzione sul fattofondamentale che il trasporto pubblico locale è regolato sulla base del pianoregionale per le 4 province del Friuli Venezia Giulia. Senza modificare ilpiano regionale non è possibile introdurre alcuna novità. Dal punto di vistadella disponibilità chilometrica e del budget finanziario, le caratteristichegestionali per la provincia di Trieste sono le seguenti: l’area servita è di 212Kmq, la rete si estende per 340 km, gli autobus impiegati ammontano a272, 13 milioni sono i chilometri percorsi in un anno, 70 milioni i passeggeritrasportati, 1.400 le fermate presenti nell’ambito territoriale. Zollia ha ricordatoche la spesa è stata di 46 milioni, più 19 milioni di euro derivati dallavendita dei biglietti (dati riferiti ad un anno), sicché soltanto il 30 % del costoè stato coperto dagli introiti. Percentuale di tutto rispetto, ha ricordato Zollia,se paragonata ai bilanci delle altre aziende di trasporto pubblico in Italia.Infatti quella di Trieste si colloca ai primi posti nella graduatoria nazionale.Ha precisato che la convenzione esistente fra la provincia di Trieste e laTrieste Trasporti è stata prorogata sino al 31 dicembre 2014.Il consigliere Ravalico interviene per ricordare che nel programma del SindacoCosolini si prevedono nuove modalità di trasporto “più agili” lasciando,peraltro, campo libero alle possibili soluzioni praticabili. Ricorda che moltecittà sono tornate al tram e al filobus. Gli esempi non mancano anche incentri urbani delle dimensioni di Trieste. Lo scopo sarebbe anche quello diridurre l’inquinamento atmosferico. Un’ipotesi (da approfondire e valutareattentamente) potrebbe essere quella di pensare ad una linea filoviaria dalcentro alla riviera di Barcola (attuale autobus 36 estivo). Certamente perintrodurre queste novità sarà opportuno procedere gradualmente.Interviene Ermani per ricordare che il tram ha un costo elevato all’inizio, cheviene però ammortizzato con gli anni. Palermo si appresta ad impiantare 5linee tranviarie, mentre Padova, Firenze, Salerno hanno dato vita a sistemidi metropolitana dal centro alla periferia. A Padova e a Mestre sono stati introdottitram su gomma (ad evitare le strutture fisse come i binari). Il serviziopubblico, comunque, sottolinea Ermani, non deve mirare al profitto.L’assessore Zollia ribatte polemicamente che il trasporto pubblico è pur sempreun’impresa economica e non un ente di beneficenza. Per quanto riguardail trasporto a trazione elettrica, Zollia si esprime a favore di una “metropolitanaleggera” in provincia di Trieste, tanto più che il progetto “Adria A” prevede unaserie di collegamenti ferroviari sino a Venezia.Ma si badi, precisa Zollia, che la metropolitana in questione dovrebbe avereuna estensione territoriale che ne consenta la profittabilità da ogni punto divista. Non certamente su un percorso breve come quello ipotizzato tra CampoMarzio e Aquilinia. Al momento, tuttavia, esistono solamente studi di fattibilità.Interviene Ravalico per dichiararsi a sua volta favorevole alla ipotesi di metropolitanaleggera, questa sì espressamente prevista nelle linee programmatichedi Cosolini.Riprende la parola Ermani, per affermare la necessità di cambiare mentalitàe di guardare al trasporto pubblico come organizzato in altri Paesi d’Europa.Per quanto riguarda il servizio di trasporto pubblico a Trieste, Ermani lamenta,inter alia, l’eccessivo numero di fermate di bus in città, che appesantisconoinutilmente il sistema. A questa affermazione ribatte prontamenteZollia, ricordando che con la frequenza delle fermate si viene incontro alleesigenze del pubblico. Ermani insiste che in tutta la zona pianeggiante dellacittà sarebbe possibile e utile ripristinare le linee tranviarie. Zollia affermainvece che per migliorare la situazione del traffico sarebbe importanteaumentare il numero delle corsie preferenziali per gli autobus. Ravalico concordacon tale proposta e ricorda a tale proposito che purtroppo la città èancora priva del nuovo piano del traffico, in gestazione da molti, troppi anni.Ermani illustra brevemente la situazione del trasporto pubblico in alcunecittà europee, caratterizzata dovunque dalla presenza congiunta di metro elinee tranviarie.Verso la conclusione dell’incontro, Zollia ricorda che incessante è lo sforzodella Provincia di far fronte alle esigenze del pubblico. Ricorda che per ognichilometro di percorrenza bus aggiunto si affronta un costo aggiuntivo di circa3,5 euro. Rammenta ancora che bisognerà riuscire ad ottenere in futuroun budget provinciale per non venire sacrificati nell’ambito della Regione.Sottolinea che i controlli della Provincia sull’operato della Trieste Trasportisono frequenti ed accurati, anche con l’ausilio di mezzi tecnici avanzati. Nonsi dimentichi, inoltre, l’impegno della Provincia a favore dei disabili, voltoad incrementare l’uso delle pedane di accesso ai mezzi. Ricorda, infine, lapositività del trasporto via mare per Muggia e le località della costiera.Ravalico, non volendo assolutamente passare per un ”nostalgico del buontempo antico”, ribadisce la necessità che a Trieste non si elimini l’argomentoin modo pregiudiziale e che, al contrario, si realizzi una seria analisitecnico-economica sulle possibilità di reintrodurre un sistema di trasportopubblico a trazione elettrica. Ricorda l’importanza del tram di Opicina, damigliorare e potenziare anche in funzione turistica (di cui si scorgono segnicrescenti di sviluppo a Trieste), come avviene da anni per ferrovie e tranviesimili alla nostra in Paesi vicini (soprattutto Austria e Svizzera).Ermani chiude ribadendo la sua posizione di assoluto favore al ripristinodelle linee tranviarie, sia pure con la necessaria gradualità.“Konrad” ha ringraziato vivamente i partecipanti al dibattito, nella convinzioneche sia sempre utile discutere i problemi della collettività con unosguardo rivolto all’avvenire.Sergio Franco


Un mondo diverso è possibileLetture di fine estateIn queste giornate di fine estate mi sono dedicato alla lettura di due stimolantisaggi. Il primo, di Nunzia Penelope, Soldi rubati, descrive un’Italialevantina (tante scuse ai levantini), in cui dominano evasione ed elusionefiscali, riciclaggio di denaro sporco, illegalità, corruzione, abusi edilizi,lavoro nero, truffe, criminalità organizzata; tutti o in gran parte in qualchemodo correlati fra loro come esito di un medesimo disegno, di una gestioneperversa del Paese, in cui i concetti di etica sociale e di solidarietà nonsono un vanto di civiltà, ma un demerito da relegare a coloro che peccanodi scarsa furbizia e difettano di sagacia politica. L’altro saggio offre inveceun quadro consolatorio: di fronte al dramma della crisi globale che sconvolgeil mondo, dove il 2% della popolazione adulta si arricchisce con laspeculazione finanziaria, quanto più la crisi avanza, possedendo oltre lametà di tutta la ricchezza mondiale, potrebbe esistere una via d’uscita:l’economia dei beni comuni.Il saggio di EnricoGrazzini si intitola infattiIl bene di tutti. L’economiadella condivisioneper uscire dalla crisi.Il saggio della Penelope,che è supportato daun’ampia, dettagliata epuntuale analisi di datipubblicati da agenzieufficiali, presenta il quadrodell’area perversadell’economia del nostroPaese, in cui annualmentel’evasione fiscaleammonta a 120 miliardidi euro, vengono distribuiti60 miliardi percorrompere, cui vannoaggiunti oltre 500 miliardinascosti nei paradisifiscali (secondo la seguentefiliera: si evade,si nascondono i soldi, si corrompe per nasconderli, e poi una volta ripulitiattraverso il riciclaggio, si usano per corrompere ulteriormente), la criminalitàorganizzata fattura 100 miliardi, l’economia sommersa vale 350 miliardi,il che corrisponde al 20% della ricchezza nazionale, Solo sommandoi 120 di evasione con i 60 di corruzione e moltiplicando per 10 (10 annidi evasione e corruzione) si ottengono i 1.800 miliardi, corrispondenti allostock del debito pubblico italiano. Si chiede la Penelope se il malaffare inItalia sia ormai strutturale, se il nostro sistema economico, o almeno unasua parte consistente, abbia fatto dell’illegalità il suo asset principale. Delresto in Italia nuove leggi hanno indebolito la lotta al crimine economico efinanziario: scudi fiscali, depenalizzazione del falso in bilancio, riduzionedei tempi di prescrizione dei processi, tanto per ricordarne alcune.La tesi di Penelope è che se fosse recuperato almeno in parte questoenorme flusso di denaro, ovvero se evasione, corruzione etc. raggiungesseroun livello fisiologico tipico degli altri Paesi dell’occidente europeo,l’Italia potrebbe potenziare il trasporto su ferrovia, le infrastrutture, gliospedali, le scuole, raddoppiare l’importo della cassa integrazione, incrementarele pensioni fino a un livello dignitoso, estendere a tutti i senzalavoro un’indennità mensile paragonabile a quella degli altri Paesi europei.E noi potremmo aggiungere: risolvere i problemi dell’adeguamentoantisismico degli edifici in particolare, e quelli degli interventi sul dissestoidrogeologico del territorio, finanziare la cultura e la ricerca, per renderlacompletamente indipendente, incentivare lo sviluppo e le applicazionitecnologiche della green economy. Con 250 miliardi recuperati all’illegalitàsi potrebbe investire per il recupero economico del mezzogiorno, dotareNunzia PenelopeSoldi rubatiPonte Alle Graziepp. 335, 14,60 €Enrico GrazziniIl bene di tutti. L’economia dellacondivisione per uscire dalla crisi.Editori Internazionali Riunitipp. 367, 16,00 €8 Konrad ottobre 2011tutta l’Italia della banda larga, raddoppiarele risorse per la scuolapubblica, impedire la fuga dei cervelli.E così via.Come è detto nella prima di copertinadel testo di Grazzini, esistonobeni che non possono e non devonoessere commercializzati . L’acqua,il territorio, internet, la cultura,le reti di trasporto e di comunicazione, le conoscenze sono commons, cioèbeni di tutti. Difenderli deve essere il compito principale delle politiche edelle economie dei Paesi di tutto il mondo sostenendo un’economia diversa,che rispetti i cittadini e le comunità e ostacoli il mondo della finanzasenza scrupoli, colpevole di averci gettato nel tunnel senza uscita dellacrisi mondiale.Nella prima parte del saggio Grazzini esamina le dinamiche della crisi, ilruolo oscuro del mondo bancario che si divide fra credito e finanza, doveil grosso delle transizioni finanziarie avviene al di fuori dei mercati regolamentaritramite derivati, credit default swap, subprime, ed altri prodotti“innovativi” venduti direttamente o indirettamente ad aziende, enti pubblicie anche al largo pubblico p.e. tramite i fondi d’investimento. I valori piùrischiosi sono collocati in società finanziarie ad hoc spesso situate neiparadisi fiscali e promosse per gestire gli affari più rischiosi da non consolidarenei bilanci. Ed è il capitalismo e in particolare il modello neoliberista,nato nella famigerata scuola di Milton Friedman all’Università di Chicago,che ormai pervade, sotto varie interpretazioni, il mondo occidentale, ma haconquistato anche la Russia, e in parte anche la Cina e l’India oltre a partedel Sud America. L’economia finanziaria soverchia l’economia produttiva ene gestisce la sorte. La crisi economica mondiale è quindi la crisi inevitabiledel capitalismo nella sua più deteriore manifestazione.Grazzini individua tre scenari di uscita dalla crisi: uno conservatore,caratterizzato dal “tutto come prima o quasi”; l’altro progressista favorevole“al capitalismo buono ed equilibrato”; e un terzo che contiene delleproposte “alternative” al sistema attuale. Viene scartato il primo scenarioperché non prospetta nessun cambiamento sostanziale a livello delladistribuzione dei redditi e del potere, ma anche il secondo perché seppurprogressista non può superare le contraddizioni del sistema, ovvero lecause che hanno generato la speculazione. Il terzo scenario invece proponesoluzioni di “economia alternativa” ed è promosso da una pluralitàdi forze sociali e culturali spesso non rappresentate o sotto-rappresentatedal sistema politico: le forze sindacali e gli intellettuali più radicali e di sinistra,gli ecologisti, le forze religiose più sensibili ai problemi della giustiziae della povertà, le organizzazioni non governative, i movimenti new global.È uno scenario che propone delle decise riforme strutturali e prevede cheaccanto al mercato e all’intervento pubblico, si sviluppi un terzo settoreeconomico basato sulla gestione dei beni comuni e sulle organizzazionino profit e forme di democrazia diretta che dovrebbero prevedere la partecipazionedei lavoratori ai boards delle aziende, perché la drammaticacrisi energetica ed ecologica richiede una sostanziale trasformazione deimodelli produttivi e di consumo. Grazzini non si illude di aver scoperto lasoluzione a tutti i problemi: la realtà è complessa e l’analisi dei tre scenarie l’interpretazione delle loro conseguenze non forniscono una soluzioneimmediatamente percorribile. Quello che si riesce a percepire è che ènecessario un cambiamento che conservazione e riformismo non sono ingrado di prospettare, mentre è necessario sviluppare sia sul piano culturalesia su quello pratico alcuni elementi di economia alternativa, ovveroun’economia della condivisione. Che si sta effettivamente realizzandonell’ambito dei beni comuni immateriali come le economie di rete, con losviluppo di relazioni sia a livello scientifico sia a livello di comunicazionegenerale attraverso la diffusione di internet, che favorisce la diffusione nonmercantile delle conoscenze. Sta facendosi strada quindi una innovativacomunità di rete, esempio di democrazia diretta che organizza la partecipazionea manifestazioni di protesta e che ha avuto un ruolo importantenei cambiamenti degli scenari geopolitici in corso, dove si assiste a unoscontro culturale fa conservazione e innovazione. Con quale esito?Lino Santoro


9 Konrad ottobre 2011Trieste la bella addormentataBeniamino PagliaroTrieste. La bella addormentataEdizioni Biblioteca dell’immagine,pp. 148, € 12,00Chi sono i destinatari di un libro dedicato all’analisi degli ultimi eventi politici esociali di una città? In generale i cittadini stessi, ma se Trieste è la città in questione,allora la curiosità può toccare un campo di lettori più esteso. Non moltopiù esteso, ovviamente, si parla sempre dello sparuto plotone di lettori italiani.Stiamo parlando del libro Trieste, la bella addormentata, di BeniaminoPagliaro, giovanissimo giornalista con collaborazioni all’Ansa, MessaggeroVeneto e La Stampa e vogliamo affrontare il punto di vista di due tipi dilettore: di chi certi fatti li conosce bene perché a Trieste vive e lavora, emagari di alcuni episodi è stato attore, anche se di secondo ordine, e di chidi Trieste ha solo un ricordo.Come infatti scrive lo stesso autore molti che ci sono nati o che ci hannoabitato ora si sono spostati altrove per lavoro. Pur non potendo essere consideratia pieno titolo cittadini, sono comunque avidi di notizie: scrutano trale righe il ritratto della città amata come si farebbe nel cercare di riconoscereda una foto recente i tratti di una persona che non s’incontra da tempo.Inoltre, specie nell’anniversario dei centocinquant’anni d’Italia, questa città,che è stata uno dei luoghi sacri della costruzione di un’identità nazionale,può costituire un caso esemplare per chi voglia esplorare l’evoluzione delnostro Paese.Dei modi per accostarsi al libro, pertanto, quello di quest’ultimi è farsi raccontarela città com’è oggi; l’altro, quello dei cittadini, ascoltare un’altra vocedel dibattito in corso, per capire, concordare o negare. Non a caso nellapresentazione del libro, per quello che si può intendere dalla cronaca, si èparlato, più che del libro stesso, della protagonista: Trieste.Per chi si accosta al libro nel primo modo, per curiosità intellettuale onostalgia, la prima cosa che salta agli occhi è ancora il carattere arcaicodella città, un piccolo paradiso terrestre dove la qualità di vita è altissima puressendoci, a detta dei triestini, tantissimi problemi.Una città il cui scenario politico è ancora la pagina cittadina de “Il Piccolo”,il quotidiano locale, in anni in cui altre prestigiose testate fronteggiano unfuturo buio per la scomparsa dei lettori.Una città dove la pausa pranzo, che altrove basta appena per guadagnareun bar affollato e trangugiare un panino, qui permette di raggiungere Barcolae fare un tuffo in mare.Dove l’aria è mondata da un vento estroso ma immancabile, e comunqueè rinnovata da due polmoni naturali, tra i quali l’area abitata è racchiusa: ilmare e il Carso.Certo, il senso di colpa italiano per le offese e le amnesie del dopoguerrahanno viziato l’economia che oggi è in grande maggioranza dipendentedallo Stato. Con vicini industriosi come veneti e “furlani”, per contrastoquesto sembra un male. Che il vecchio ruolo di porto dell’Est sia sempre piùlontano così come molti giovani debbano lasciare la città in mano a vecchilongevi e in salute, anche.Tuttavia, a chi vive afflitto dalla nebbia, dall’inquinamento, dal traffico, dairitmi ossessivi delle industrie in crisi appare così criticabile il ruolo di una“bella addormentata”?La risposta è no e l’analisi di Pagliaro, peraltro mai prolissa ma precisa edesauriente, lo conferma, anche se da triestino avanza tutte le preoccupazionied i dubbi del caso.A Trieste d’altra parte il libro non è passato inosservato. Ha suscitato interesseed è andata subito esaurita la sua prima edizione. I lettori triestini, nonmolti ma notoriamente voraci, non erano abituati agli instant book o ai librisulla storia più recente della città. Mancava un’analisi degli ultimi vent’annidi governo della città. Pagliaro disegna i ritratti personali dei tre sindaci,Riccardo Illy, Roberto Dipiazza e Roberto Cosolini. Il momento da cui il libroparte è quello dell’uscita della democrazia italiana dal sistema dei partiti checoincise con l’elezione diretta dei sindaci da parte dei cittadini. In assenzadi un rapporto con le forze politiche che li espressero, essendo questeultime a loro volte entrate in crisi quali enti esponenziali degli interessi deicittadini, Illy e Dipiazza operarono in apparente autonomia. Dietro il secondosi stagliava l’ombra del senatore, Giulio Camber. Il libro include un’intervistaa questo personaggio, certamente atipico nell’odierno panorama politico,che molti hanno voluto mitizzare forse non avendo mai avuto l’interesse, ilcoraggio o la statura per affrontarlo.Pagliaro, di questi personaggi, tratteggia le origini, il carattere, i vezzi. Lapenna scorre veloce sul taccuino dell’intervistatore. Non è quella del giornalistad’inchiesta, non si intrufola in quella palude intricata di piccoli interessiimprenditoriali, professionali e di bottega che in questi anni hanno strizzatol’occhio all’uno e all’altro sindaco, che ne hanno sostenuto le campagneelettorali con l’aspettativa di favori ed incarichi.Quello che fa bene è l’analisi spigliata e intelligente di dati demografici estatistici ben noti. Pagliaro confronta questi numeri con l’assioma: Trieste sipiace troppo per cambiare.Ecco che “la bella addormentata” si trasforma in un Narciso che si specchianella sua immagine dorata, quella che la fa amare da chi ci vive, da chi ci havissuto e da chi l’ha visitata e compresa.Roberto Cosolini nel libro trova poco spazio. È al futuro che vogliamo guardare,ed è forse questo limitarsi all’analisi della dinamica del momento chefrena l’autore a cercare una risposta diversa.Per esempio quella di una cittadinanza assai più moderna e matura rispettoad altre, che non si fa abbindolare dalle proposte che le organizzazioniimprenditoriali triestine sono state sempre pronte a sostenere, senza unminimo di autonomia di giudizio. Se fosse per loro dovremmo compiacerci diavere una Ferriera che associazioni e comitati sostengono ammorbi la città,accogliere felici due rigassificatori nel Golfo, far finta di non aver contaminatola zona industriale e di aver realizzato due discariche a mare di rifiutipericolosi, a pochi passi dai più frequentati stabilimenti balneari.I triestini certamente sono preoccupati per il futuro della città. Constatanol’inesistenza di una classe politica, contestano gli enti incapaci di gestireanche la manutenzione del loro patrimonio immobiliare (un esempio sono lescuole), vedono la città sprofondare nelle classifiche nazionali sulla qualitàdella vita quando si tratta dei temi della raccolta differenziata, dell’uso delleenergie alternative e delle piste ciclabili.Chi vive a Trieste sa che basta qualche scelta sbagliata per rendere Triestemeno bella con la soddisfazione di aver sacrificato il proprio appeal turisticoad esempio per assumere la funzione di polo energetico nazionale.Un buon governo, invece, potrà rendere questa città “bellissima” o conservarla“nobilissima” secondo la definizione che Croce volle per la sua Napoli.Roberto Cosolini ha ricevuto dai cittadini il mandato di amministrare Trieste.Per ottenere degli ottimi risultati non è necessario essere il principe chesveglia la “bella addormentata”: basta volerla ben amministrare.Mauro Mollo – Alessandro Giadrossi


librielogio del silenzioBoris BiancheriElogio del silenzio2011, Feltrinelli228 pagine, € 17,0010 Konrad ottobre 2011Il giorno in cui ho scoperto questo libro ero reduce da un imbarazzante incontrocon una persona prodigiosamente loquace e invadente, quel generedi individuo che, se ti chiede da che parte vai, merita una sola risposta:“Dall’altra!”. E non ti resta che sgambettare sperando che non ti segua…Con le orecchie fumanti, la testa ingombra di confidenze non richieste, nonpoteva non attrarmi quel titolo benedetto che occhieggiava dallo scaffale:Elogio del silenzio.Autore (autorevole), Boris Biancheri, classe 1930, diplomatico dalleprestigiose origini (figlio di un diplomatico e di una baronessa, nonchénipote di Giuseppe Tomasi di Lampedusa) e dalla luminosa carriera. Mortolo scorso luglio, Biancheri è stato ambasciatore italiano a Tokyo, a Londra,a Washington, e infine è stato segretario generale del Ministero degli Affariesteri, cioè la più alta carica della diplomazia italiana.Già autore di altri libri (L’ambra del Baltico: carteggio immaginario conGiuseppe Tomasi di Lampedusa, Il ritorno a Stomersee, Il quintoesilio, tutti editi da Feltrinelli, per non parlare dei saggi di politica internazionale)alla presentazione di Elogio del silenzio Biancheri aveva dichiaratoche da anni pensava a come rendere omaggio al silenzio, al suo valoremorale, al suo mistero. Gli sarebbe piaciuto scrivere un saggio, ma – loammetteva con encomiabile modestia – era un progetto superiore alle sueforze. E così, aveva optato per un romanzo, una narrazione pura che piùpura non si può: personaggi eterei, molti dei quali senza nome; un paese,forse europeo, non identificato; una città latente, diafana, che fa da sfondoleggero (ricorda certe Città invisibili di Italo Calvino); una trama trasparentecome l’ala di una farfalla, ma densa di metafore. E una fine che si presta amolte interpretazioni.Il protagonista è Felix. Lo conosciamo bambino piccolo, in quell’età in cuisarebbe naturale che iniziasse a parlare, o almeno a provarci, puntando ilditino e sillabando il nome di ciò che vede. Ma Felix, attento intelligente emite, non parla. I genitori ne sono costernati prima, e disperati poi. Temonoper lui una vita da sordomuto, chiamano i dottori. Quel bimbo troppo quietoè per loro un oggetto oscuro, che quasi li imbarazza. Dopo anni, come sefosse naturale così, Felix pronuncia finalmente una parola: “Bello”. Ne diràaltre, pian piano. Comunque poche. Parlerà sempre con avarizia, prudenza,come se sapesse che in fondo sarebbe preferibile tacere.Ma Felix ha anche delle doti eccezionali. Ha una memoria visiva e uditivastraordinarie. Negli anni del silenzio totale, ha osservato e memorizzatotutto. Ha classificato i ricordi come un archivista, attribuendo a ogni ricordoun numero. A cosa corrisponde il numero 21? Felix ormai adulto (arrivatoormai oltre le migliaia di ricordi catalogati) saprà dirlo... Il 21? Ah sì, quellavolta in cui a due anni sono entrato da solo in una vasca di ferro smaltato...Ricordi minimi, personalissimi, e per la maggior parte inutili.Solo un professore intuisce che il suo talento va indirizzato meglio, e gliinsegna a interessarsi a tutto. Se memoria dev’essere, che sia memoriadel mondo e non solo di se stesso. Discutono di politica, arte, costume.Aperta la mente, Felix si iscrive alla facoltà di filosofia, e lì conosce il GranPresidente che, oltre ad essere docente universitario, è anche Presidentedel Consiglio.Anch’egli si accorge di Felix, del suo genio stralunato e taciturno. Ne fa ilsuo assistente, segretario particolare, allievo, pupillo, confidente, erede…Il Gran Presidente ha uno strano modo di governare – non fare assolu-tamente niente – ed èapprezzato per questo. Èbonario, affabile, cortesecon tutti, i suoi discorsi nonsono decifrabili, l’obiettivoprimario è evitare chele cose accadano, che iproblemi si pongano.Esemplare è il caso che gliviene sottoposto dal capodei servizi segreti. In uncarcere sta per scoppiareuna rivolta ed è un ben determinatogruppo di detenuti a soffiare sul fuoco. Che fare? Ebbene, il GranPresidente suggerisce che questi vengano trasferiti, che vicino alla frontierasi finga un incidente stradale, che le guardie voltino opportunamente lespalle... I carcerati certamente fuggiranno, oltrepassando il confine, ed eccoche il problema sarà risolto!Un giorno, il Gran Presidente viene ucciso da un pazzo. Si pone il problemadella successione. Felix, che ha fama di esserne l’erede morale e intellettuale,è subito designato. La sua impassibilità, la sua pacatezza, il modo diascoltare, piacciono.Ma questo modo di governare lo mette a disagio. Felix non è poi così nullafacentecome il defunto presidente, ritiene che i problemi vadano almeno affrontatise non risolti. Felix, insomma, sente un insopprimibile bisogno di verità.La verità doveva essere messa al centro di ogni azione degli uomini e di chi ligoverna, perché veniva prima della sicurezza, prima della libertà, prima dellalegge stessa. E la verità era questa: che il paese stava affondando, insiemealle infinite piccole macerie di cose ignorate, rinviate e non fatte, tra il disprezzodi molti e l’indifferenza dei più. A questo lui avrebbe cercato di porre rimediocon una energica azione del suo Governo. Occorreva risvegliare gli spiritisonnolenti per dare maggior giustizia a tutti e maggior benessere a chi lomeritava. Sapeva di correre il rischio di commettere sbagli, ma aveva fiducianei mezzi che la sorte gli aveva dato e nel sostegno dei presenti.Presenti che, invece, non hanno mai sentito nulla di simile, e delle intenzionidi Felix capiscono poco...Felix si ritira nella casa del padre, per scrivere in pace un discorso cheabbia forza, rigore e prospettive. Il giorno fissato, si reca alla sede delParlamento, dove tutti attendono di ascoltarlo. Ma a Felix non esce parola.Muove la bocca, agita le mani, ma dalla sua gola non proviene alcun suono.L’imbarazzo è generale. Viene accompagnato fuori, si pensa o si vuolpensare a un malore. Sarebbe l’unica spiegazione onorevole.Ma Felix non sta male. In lui è scattato qualcosa di profondo e autentico. Sirende conto che non potrà continuare a fare politica, men che meno come presidente.Prende un treno, va alla frontiera, in un bar beve un cognac e chiededove si trova. Gli risponde un uomo, vago e sapiente. Chi può dire esattamentedove si trova, in ogni momento della sua vita? Quel che posso dire è che qui lacittà finisce. [...] Un piccolo muro. Al di là di quello, non c’è nulla.Solo il mare, verso il quale Felix si incammina sereno, deciso, mentre dietrodi lui rimane il paese, la città, putridi di parole bugiarde. Decide di morire?Potrebbe sembrare, ma la domanda resta intatta. Le domande dopotuttosono intriganti quanto il silenzio.Qual è il messaggio di questo romanzo elegante e incorporeo, elusivo emisterioso? Che cosa voleva dirci, della politica, un uomo come Biancheriche l’ha vista da una prospettiva così delicata e profonda come quelladiplomatica?Forse, che in politica non c’è spazio per la verità. Se si volesse dirla - madirla davvero - mancherebbero le parole, i suoni. La politica non ha nulla ache vedere con la verità. Il Gran Presidente, buon’anima, era lì per non diree non fare nulla di vero, ed era questo che lo rendeva, paradossalmente, unpolitico perfetto...Luisella Pacco


giovaniUn articolo per Giuseppe"Peppino" ImpastatoIl giornalino della mia scuola tende ad autocensurarsi, ovvero sonogli studenti stessi ad evitare il dialogo e la discussione, ma nonè solo paura. Parlare di mafia infatti è definito “troppo di parte”,parlare di razzismo è definito “troppo di parte”, criticare la scuola èdefinito “troppo di parte”. Pensare è “troppo di parte”.Ecco perché mi sono rifugiata in Konrad per poter pubblicare un articolosulla mafia, un semplice scritto, niente di più, ma che almenopossa ricordare un eroe.Sognai, in una notte qualsiasi, di ritrovarmi seduta ad un bar diCinisi, vicino a Palermo. Sorseggiare il solito caffè, leggere il consuetogiornale e mentre ammiravo il sole cocente del Mezzogiornouna voce carismatica catturò la mia attenzione. Battute, imitavanoqualcuno, ma io non riuscivo a capire cosa stessero dicendo quellevoci finchè non riconobbi la sigla: “Radio Aut”.Mi svegliai. Purtroppo.Per un secondo provai unasensazione terribile: una fitta alcuore, le lacrime che pulsavanonegli occhi, la testa che bruciava eurlava: “Non è possibile lui è morto!Morto, non tornerà mai più! Lohanno ucciso, ucciso!”. Ora che ciripenso mi metto a ridere, appenami svegliai dal sogno mi sembrò diessere stata catapultata in un’altrarealtà, non ero più a Cinisi e Peppinoera stato ucciso anni e annifa, eppure mi sembrava tutto cosìreale, mi era apparso per davverodi sorseggiare quel capuccino, nesentivo l’amarezza impressa trale labbra, percapivo concreta trale mie mani la carta del giornale,provavo veramente il calore sullamia pelle del sole estivo, comela voce di Peppino nelle orecchie Giuseppe "Peppino" Impastatosembrava così vicina a me.Peppino Impastato fu, ed è ancora, un punto fermo, una certezzaassoluta, un dogma indiscutibile. Sarà per sempre uno degli eroiche più ammiro e rispetto. Averlo percepito vivo per un solo secondoanche in sogno mi spezzò il cuore. E come se s’immaginassead occhi aperti il proprio idolo che ti abbraccia, ti bacia, ti protegge,chiacchiera con te e dopo in un momento di chiarezza, in cui i pieditoccano di nuovo terra, rendersi conto che questo mito non esistepiù fa male. Sarà perché a 15 si divinizza tutti e tutto, ma io Peppinol’ho fatto anche diventare la mia stessa forza: se ho un problemaripenso a lui e tutto mi sembra così stupido.Fu lo Stato ad ucciderlo non solo la mafia. Lo ammazzarono conviolenza e una ferocia disumana solo perché parlava. La libertà èuno dei nostri pochi diritti, lui fu uno dei pochi ad avere il coraggio dicombattere per ricordare agli Italiani che questo diritto non ci deveessere tolto. Fu lo Stato ad ucciderlo perché gli fu resa giustiziasolo nel 2002 (Peppino fu assassinato nel 9 maggio del 1978). Lamadre aspettò 24 anni per vedere Tano Badalamenti condannatodalla corte italiana. 24 anni di lotta senza tregua. Sopravvisse alfiglio e gli diede giustizia dopo che Peppino sopravvisse alla mafia erimase nel cuore di moltissimi italiani.Quello che ho scritto non mi è mai apparso “troppo di parte” ma miinchino a cotanto giudizio se si ritiene che le mie parole abbiano ilsolo scopo di propaganda politica.tre canti per lucianoCon Luciano Comida c’era molto non detto che aspettava di dirsi pian piano,di scoprirsi, ma il tempo preferì fermarsi a una primavera acerba. Unacoincidenza però può forse rendere l’idea di questo inespresso: chiacchierandoprima ancora che andasse in ospedale, credo fosse fine novembre,scoprimmo che stavamo facendo la stessa identica cosa e ce lascambiammo subito: tutti e due stavamo lavorando contemporaneamentea un racconto-cornice (di quello scambio mi rimangono i suoi appunti, lesue correzioni e i suoi suggerimenti, che conservo come tesori).Da tre lustri ormai sono solito scrivere poesie, che non leggo mai al difuori della piccola cerchia del mio cuore. Ne ho scritto una (il cui nucleorisale al 25 maggio) in tre tempi, per Luciano, forse neppure delle piùbelle, ma estremamente sentita. Insomma, la sua incerta bellezza vienebattuta dall’intensità della sua stesura. Per lui ora la trascrivo a voi, per laprima volta oltre il mio cuore. Mi si perdoni la voce.Riccardo RedivoI. Trasformazioni dell'’altroveSe esisti in qualche consapevolezzaalleggerisci il dolore ai tuoi noi.Se la tua volontà ha una formae può volare, le fiamme placadella lontananza e rigarrisci,rondine emigrata a primavera,lettera illuminata dal sole.Superiore all'’esplosioneè il silenzio che ne seguema il ricordo del boatoporta il vento oltre il desertoverso il mondo che occupiamo.II. RecisioneIl prato del futuro ha un fiore in meno,tocca allargarci il passatoin un diverso orizzonte.III. LeggerezzaLo sappiamo tutti che Idefixlo nascondevi dentro la barbaperché a lui piaceva quella stoffa,giocare del ventofra nuvole e inchiostro.Beatrice Achille


ubrika.pika.si 12 Konrad ottobre 2011Salve, come stai?Benvenuti al secondo appuntamento con rubriKa.piKa.si (rubrica punto si).Nell’articolo di settembre si è parlato del suffisso–ica presente nelle parole lipica (leggi lipizza, tiglietto)e kavica (leggi cavizza, caffettino). Ricordobrevemente che il suffisso –ica viene usato percreare i diminutivi e i vezzeggiativi dei sostantivi digenere femminile.Facciamo un ultimo esempio con il suffisso –ica. Iltermine streha significa tetto. L’accento cade sulla e.In sloveno esistono vari tipi di accento. Tanto per fare un esempio la vocale epuò essere lunga e chiusa (é) , lunga e aperta (ê) oppure breve e aperta (è).La e di streha è lunga e chiusa: stréha. Negli esempi successivi l’accento nonverrà tuttavia approfondito. Ci limiteremo a sottolineare la lettera che portal’accento (streha). Per chi si avvicina allo studio dello sloveno un’ulterioredifficoltà consiste nel fatto che l’accento di solito non viene segnalato.Torniamo alla nostra streha (tetto). Per pronunciare correttamente questaparola occorre aggiungere che l’ h slovena non è mai muta, ma viene pronunciatacon un suono molto aspirato. Alla parola streha posso aggiungerel’ormai noto suffisso –ica e creare così la parola strešica (leggi strescizza).Il primo significato di questa parola è piccolo tetto, tettuccio, un tettuccioche potrebbe stare per esempio sopra una porta d’ingresso. Immaginiamoora di disegnare una casetta con un tettuccio (strešica), di rovesciare lanostra strešica e di collocarla sulla lettera s. Otteniamo così la š. Con iltermine strešica (leggi strescizza) si designa quindi anche il simbolo graficoche si trova su tre lettere slovene. In italiano viene chiamato pipa o pipetta.Vediamo ora come si pronunciano queste lettere.La prima che ho citato è la š. Il suono della š è presente anche in italianonella parola sci. La š corrisponde quindi alla sc italiana. Scuola in sloveno sidice šola e si legge sciola.La seconda lettera slovena che porta la strešica è la č. La lettera č sipronuncia come la c di ciliegia. Cioccolato in sloveno si dice čokolada e silegge ciocolada.L’ultima lettera slovena che porta la pipetta è la ž. Essa non trova in italianoun suono corrispondente. Il suono della ž è presente nella lingua francesenel termine gigolo. Palla in sloveno si dice žoga e si legge quindi come la gdi gigolo.Nell'articolo di settembre Tigli, tiglietti e caffè abbiamo visto come si invita insloveno qualcuno a bere un caffè. Vediamo ora come si saluta in slovenoun amico. Il saluto informale è živio (leggi žiujo, ž di gigolo, j come Jesolo) ecorrisponde all'italiano salve, ciao.Dopo il saluto segue di solito il come stai:Živio (leggi žiujo), kako si? (leggi caco si – la k si legge come la c di cane)La domanda kako si? significa come stai, letteralmente come sei. Kakosignifica come, si equivale al verbo sei. Questa domanda ricorda moltol'inglese how are you? Anche in inglese infatti per chiedere come stai si usail verbo essere.Fate bene attenzione all'accento di kako. Durante la mia esperienzad'insegnamento ho notato che i corsisti di madrelingua italiana tendono amettere l'accento sulla prima a di kako: invece di pronunciare kako diconokako. Questo è forse dovuto al fatto che in italiano la parola come portal'accento sulla prima sillaba. Viene quindi spontaneo porre anche in slovenol'accento sulla prima sillaba pronunciando kako. Ma se dico kako si? stoformulando la domanda in croato.La somiglianza tra le due lingue è in questo caso eclatante: basta spostarel'accento e si passa dallo sloveno kako si? al croato kako si? Entrambe leespressioni significano come stai.Lo sloveno e il croato appartengono al gruppo delle lingue slave meridionali.Allo stesso gruppo linguistico appartengono anche il serbo, il macedonee il bulgaro. Tutte queste lingue slave hanno un avo comune: esse derivanoinfatti da un'antica lingua chiamata protoslavo. Di questo avo si sono persele tracce. Si sa che è esistito perché le lingue slave presentano molteaffinità. Il protoslavo è una lingua di cui non si ha alcuna testimonianzascritta. Essa veniva parlatadai popoli slavi presumibilmentefino al V, inizioVI secolo dopo Cristo. Ilprotoslavo è stato ricostruitograzie alla linguistica comparata.Detto in altri termini:studiando le corrispondenzefra le lingue slave modernei linguisti sono riusciti aricostruire abbastanza verosimilmenteil protoslavo.Nonostante le somiglianzetra lo sloveno e il croato di cui si parlava poco fa, vorrei specificare che sitratta pur sempre di due lingue, ognuna delle quali segue le proprie regolegrammaticali. Non basta quindi spostare l'accento per imparare il croato.Torniamo all'incontro con il nostro amico sloveno che chiameremo Borut.Živio (leggi žiujo, ž di gigolo, j di Jesolo ), kako si?,Borut risponde: Dobro. In ti?Questa risposta significa bene (dobro) e tu (in ti)?Per semplificare il più possibile apporterò una sola variante al dialogo. Borutpotrebbe infatti rispondere alla nostra domanda in svariati modi. Citiamonealcuni:Živio (leggi žiujo), kako si?Borut: V redu (leggi uredu). In ti?V è una preposizione. Essa corrisponde all'italiano in. Per non complicaretroppo diremo che la preposizione v viene pronunciata come una u.La risposta v redu (leggi uredu) significa letteralmente in ordine. In italianopotremmo tradurre con tutto a posto.Passiamo ora alla seconda variante:Živio (leggi žiujo), kako si?Borut: Odlično. In ti?Odlično è un avverbio che significa ottimamente, magnificamente. Ricordiamociche la č va pronunciata come la c di cena.Vediamo ora la terza variante:Živio (leggi žiujo), kako si?Borut: Gre. In ti? (la g è sempre gutturale, come la g nella parola gufo)In questo caso Borut risponde con un verbo. Si tratta del verbo andareconiugato alla terza persona singolare. Gre significa va. Confrontando lerisposte dobro (bene), v redu (leggi uredu, in ordine), odlično (ottimamente)con gre (va) è chiaro che da quest'ultima risposta non traspare alcunapositività. Nella battuta gre si cela uno stato d'animo neutrale: non va nébene, né male.Ma se incontrassimo il nostro amico Borut in uno stato di malessere, lui alladomanda kako si? risponderebbe slabo (leggi sslabo, la s viene letta comese fosse doppia). Slabo è un avverbio che significa male. La pronunciacorretta esige l'accento sulla o finale. Nella parlata slovena del Carso edi Trieste sentirete l'accento spostato sulla a, sentirete quindi slabo (leggisslabo).Per concludere questa seconda lezione di sloveno aggiungerò un'ultimaversione del dialogo, in cui rispondiamo a Borut. Salutiamolo quindi perl'ultima volta e chiediamogli come sta:Živio (leggi žiujo), kako si?Borut: Hvala, dobro. In ti?Tudi dobro.Hvala significa grazie, la parola va pronunciata con l' h aspirata, la v va inquesto caso pronunciata come v perché segiuta da vocale. Nella parlataslovena locale che comprende Trieste e il Carso, si tende a pronunciare laparola hvala con la u. Sentirete quindi la forma non corretta huala.La risposta che ho scelto per completare il dialogo è tudi dobro. Tudisignifica anche, dobro – ormai lo sappiamo – significa bene.Qui finisce il nostro secondo approfondimento della lingua e cultura slovena.Vi chiediamo cortesemente di inviare le vostre osservazioni, critiche esuggerimenti al seguente indirizzo mail: slovenosipercheno@libero.itTanja Seganti


le farfalle e le cavallette 13 Konrad ottobre 2011Sabbie ferrose e tartarugheMolti mari, tra cui il Mediterraneo, stanno morendo.In Italia, tra il 14 e il 19 giugno scorso, il WWF ha organizzato la settimanadedicata alle tartarughe marine. Ogni anno sulle coste del Mediterraneone muoiono oltre 40.000 esemplari per l’inquinamento, per la distruzionedell’habitat naturale, per le grandi opere antropiche, per la pesca a strascico(le tartarughe muoiono annegate) e per la pesca a palangrese con fili lunghichilometri e con migliaia di esche, adoperati per la cattura del pesce spada,che nascondono ganci dai quali l’animale non può liberarsi. In Europa moltitipi di tartarughe sono ormai estinte. La tartaruga marina è un animalepreistorico che abita il pianeta da milioni di anni.La tartaruga deve oggi affrontare un’altra lotta: l’uomo, suo nemico, hascoperto sulle coste del Pacifico l’esistenza di sabbie ricche di materialeferroso.In nuova Zelanda, nella provincia di Taranaki, nel lontano 1841 si è parlatoper la prima volta di queste sabbie come di una base per la produzionedi ferro e per 40 anni molti scienziati, studiosi e industriali hanno cercatoun processo per adoperare queste sabbie, contenenti anche titanio, alloscopo di produrre il ferro a costi sostenibili. Nel 1881, nella regione diOnehunga, venne utilizzato il sistema di riduzione diretta inventato daun industriale del New Jersey (USA). Dopo un breve interessamento diHenry Bessemer, la società di Onehunga, che attraversava un periodo dicrisi economica, venne assorbita dalla Banca della Nuova Zelanda. Perstudiare il sistema di estrarre industrialmente il ferro da queste sabbiesono stati consultati scienziati della Germania, della Norvegia, della GranBretagna e degli USA, che hanno risolto i problemi tecnici nel 1972,ma non l’opposizione delle popolazioni autoctone maori che, per la lorocultura, consideravano i coloni europei predatori dei loro diritti sulla costae sul mare di Taranaki. La questione è stata risolta con un accordo, inrealtà non molto rispettato, nel 2005. È da considerare comunque chela produzione di ferro della Nuova Zelanda non riusciva a raggiungere il10% della produzione australiana. Di conseguenza il gigante australianoBroken Hill Proprietary BHP ha assorbito la proprietà neozelandese.L’istmo centroamericano ha una curiosa conformazione: si trova tra dueoceani ed è una zona con più di 40 vulcani, tra i quali diversi particolarmenteattivi. In America Centrale, sulla costa del Pacifico le sabbie sononere e ricche di ferro. Le spiagge del Pacifico hanno zone dove le tartarughesono protette e ogni 3-4 anni, come per un miracolo della natura,ritornano a deporre le uova sulle stesse spiagge dove erano nate (100uova ognuna), riattraversando migliaia di chilometri senza mai perderel’orientamento.La Cina ha bisogno di ferro per la produzione dell’acciaio. Una societàcino-australiana è venuta a conoscenza che in America Centrale, sulla costadel Pacifico, si trova in forma di sabbia ferrosa il 12% dei giacimenti diferro di tutto il mondo. I costi d’estrazione sono inferiori a quelli della NuovaZelanda e nella sabbia si trova pure titanio: un’eventuale fonte addizionaledi guadagno.La società cino-australiana è riuscita ad avere tre licenze per esplorarele spiagge maggiormente ricche di ferro. Dopo l’esplorazione dovrà peròessere fatta una valutazione dell’impatto ambientale e dovranno essereproposte eventuali mitigazioni e bonifiche.Nella lavorazione delle sabbie si adopera il vanadio, che è un metallopesante molto inquinante e dannoso per la salute.Il processo comprende:– l’escavazione della sabbia fino a 10-20 o 50 metri di profondità– il trasporto della sabbia a una prima unità di concentrazione del prodotto– il prodotto concentrato viene depositato all’aperto formando piccolecolline artificiali– il prodotto concentrato passa poi a una seconda unità di macinazione eseparazione magnetica per formare un altro deposito di prodotto all’apertoin colline artificiali– il trasporto fino alle grandi navi da carico e il carico alla rinfusa per iltrasporto fino in Cina.Il tutto significa un enorme impatto ambientale. Non è noto quali siano leproposte di mitigazione dell’impatto ambientale e le proposte per la ricollocazionedella sabbia estratta a processata.Óscar García Murga


Radio NaturaLa volta scorsa abbiamo visto comel’invenzione per antonomasia, laruota, sia stata realizzata dallanatura ben prima di noi. E che diredi un’invenzione umana molto piùrecente – e complessa – comequella della radio?La risposta è che anche in questocaso siamo stati preceduti. Ovviamentela natura non fa uso divalvole, transistor o microchip, incompenso vi sono molti corpi celestiche per vari meccanismi fisici producono emissioni radio. Interessante è ilcaso delle pulsar, scoperte nel 1967 da Jocelyn Bell e Anthony Hewish, iquali catturarono un segnale talmente regolare – quanto un orologio atomico– che sembrava incredibile potesse essere di origine naturale. Motivo per cuitale segnale fu scherzosamente chiamato “LGM”, ovvero Little Green Men(piccoli omini verdi). Anni dopo l’origine di questi impulsi fu individuata in unanuova classe di corpi celesti denominati pulsar. Si tratta di oggetti densissimiche hanno un periodo di rotazioneche va da qualche secondo a pochimillisecondi (sic!). Ma anche le stellenormali, il Sole e i pianeti generanovari segnali radio, caratteristiciper ogni corpo celeste. La Nasa harealizzato dei CD sui suoni assurdie un po’ inquietanti prodotti nelsistema solare. Su YouTube se nepossono sentire alcuni campioni.Sembrano alieni che giocano con ilsintetizzatore.La stessa Terra è un’autentica miniera di segnali di questo tipo. Fenomeniestremamente diversi l’uno dall’altro – come le meteore, le aurore boreali,i fulmini e i terremoti – sono in grado di generare onde elettromagnetiche afrequenze molto basse, che nel loro insieme costituiscono quella che vienepittorescamente chiamata “Radio Natura”.Le frequenze di Radio Natura vanno dai pochi hertz a qualche decina dimigliaia di hertz. A frequenze così piccole corrispondono lunghezze d’ondaenormi: la banda più bassa dello spettro radio, denominata ELF, che va dai3 ai 30 hertz, corrisponde a lunghezze d’onda tra i 10000 e i 100000 km.L’antenna ideale per captare questi segnali dovrebbe raggiungere le stessedimensioni, ma per fortuna ci si può accontentare di una frazione di questalunghezza.Personalmente alcuni anni fa ho realizzato un interessante esperimento,con un’antenna autocostruita, un piccolo amplificatore audio e un computerportatile per elaborare il segnale.Ciò è stato sufficiente per captarei segnali emessi dalle “lacrime diSan Lorenzo”, ovvero lo sciamemeteorico il cui picco cade attornoal 12 agosto di ogni anno. L’impattodelle rocce spaziali con l’atmosferaproduce degli sfrigolii e dei crepitiicaratteristici.Al riguardo, capita a volte checoloro che vedono cadere unameteora sentano dei suoni, comebotti, fischi e borbottii, suoni cheperò non sempre vengono uditi dagli altri testimoni dell’evento. Inoltre talisuoni vengono percepiti contemporaneamente allo stimolo visivo, senzaalcun ritardo, come dovrebbe accadere, e come avviene ad esempio con iltuono che segue il fulmine. Per queste ragioni un tempo si pensava fosse unfenomeno di origine psicologica e allucinatoria. Invece si è scoperto poi chein determinate circostanze le onde elettromagnetiche, interagendo con oggettimetallici e non (ad esempio alberi, steccati e perfino le stanghette degliocchiali o i capelli) riescono a convertirsi direttamente in onde acustiche,percepibili dall’orecchio. Tale fenomeno è noto con il nome di “elettrofonìa”.Anche le aurore boreali, che si formano a 100 km e più di altezza, doveè impossibile che si producano suoni, possono a volte farci sentire la loro“musica”.Anche i movimenti tellurici producono disturbi elettromagnetici. È possibileche, per il fenomeno sopra descritto, alcuni animali riescano a percepiredelle onde sonore che li avvisano dell’approssimarsi di un terremoto.Ne sappiamo molto poco al riguardo, resta comunque una possibilitàinteressante.In Italia siamo stati fra i primi, una dozzina di anni fa, a studiare le ondeelettromagnetiche come possibili precursori sismici. A portare avanti questistudi sono soprattutto appassionati e radioamatori. Il Giappone nel 1996ha dato il via al progetto internazionale IFREQ per il monitoraggio e lostudio delle onde elettromagnetiche collegate ai movimenti del sottosuolo.L’esatto meccanismo con cui i terremoti producono onde radio è tuttorada comprendere. Una delle teorie più accreditate è la piezoelettricità,ovvero la capacità di certe rocce di produrre corrente elettrica se vengonocompresse.Anche i fulmini e i temporali sono dei potenti generatori di onde elettromagnetiche,rilevabili a centinaia di chilometri di distanza. Vengono emessidiversi tipi di segnali udibili nella banda radio, come le cosiddette sferiche,che sembrano degli scoppi, i whistler (fischi), gli hiss (sibili).Un altro segnale molto singolare è il “chorus”, prodotto talvolta dalla levatadel sole, in particolare nei periodi caratterizzati da tempeste magnetiche.Assomiglia al cinguettio di centinaia di uccelli. Anche le aurore borealiproducono un simile “concerto”, mescolando cinguettii, fischi ed ogni sortadi suoni, in una sinfonia sempre diversa.Gli esseri umani invece usano molto poco queste particolari bande.Questo perché per trasmettere sulle frequenze di Radio Natura servonopotenze enormi, antenne gigantesche e la quantità di informazioni che èpossibile veicolare per unità di tempo è molto piccola. Esistono pochissimitrasmettitori di questo tipo al mondo, e servono per lo più per comunicarecon i sommergibili. Le onde ELF sono infatti le uniche in grado di penetraresott’acqua, anche se per poche decine di metri.In compenso, a livello di inquinamento elettromagnetico, siamo benpresenti anche su queste frequenze: i cavi della corrente alternata, infatti,creano un potente e ronzante disturbo a 50 hertz. Per questo motivo perascoltare le frequenze di “Radio Natura” è necessario allontanarsi daicentri abitati.Per chi fosse interessato, rimando al sito di Stephen McGreevy, http://www-pw.physics.uiowa.edu/mcgreevy/, ricco di notizie e di campioni audiodi questo affascinante fenomeno. McGreevy ha tra l’altro realizzato dei CDcon i suoni più interessanti. Segnalo inoltre l’unico libro in italiano sull’argomento:“Radio Natura”, di Renato Romero, edizioni Sandit 2006.Nelle immagini, da sinistra:– fulmini durante un temporale.– suna pioggia di meteore– un'aurora boreali14 Konrad ottobre 2011Francesco Gizdicbizzarro@bazardelbizzarro.netwww.bazardelbizzarro.netSLOVENO SIUTILE E BELLO DA SAPERECorsi a vari livelli gratuiti e a pagamentoInizio settembre e ottobrelezioni pausa pranzo, pomeriggio e seraIscrizioni: Ente Italiano per la conoscenza e della lingua e culturaSlovena, a Trieste dal 1970 in via Valdirivo 30, II pianoorario di segreteria dalle 17.00 alle 19.00Tel. 040 761470 in altri orari cell. 338 2118453e-mail: centroitalosloveno@libero.it


Le porte scorrevoli si apronoe il mondo del biologico e deiprodotti naturali mi accoglie,nello stesso luogo di semprema con una nuova veste, unnuovo nome e una nuova indipendenza.La biolife, unendo esperienza e professionalità nel campo del biologico edel naturale dal 1997, si trasforma in un superbiomercato. Parola nuova,dal suono lungo ma particolare che unisce un luogo ad un concetto in manieraarmoniosa, scandendo nella mente il suo significato. Mi piace, comedel resto apprezzo l’eleganza di questo supermercato di prodotti naturaliche sa ridisegnarsi con grande cura e molta attenzione ai particolari, dasempre quelli che danno un tocco di classe e di distinzione.Contestualizzato in un’era moderna di continui cambiamenti, è in gradodi soddisfare il cliente, da sempre e ora in maniera tuttavia maggiore,offrendo prodotti biologici naturali a prezzi competitivi grazie ad una nuovapolitica di eliminazione di costi superflui come per esempio tessere,raccolte punti e promozioni stampate su volantini. Questa strategia incidefavorevolmente sul prezzo finale al consumo e comporta un minor impattoambientale. In un mondo in cui la carta è diventata un bene preziosoda non sprecare, offerte, promozioni e iniziative in corso arriverannodirettamente tramite Newsletter, oppure potranno essere visualizzatedirettamente on-line sul sito www.superbiomercato.it.In questo contesto vengono rivalutati con particolare attenzione molti pro-Biolifespazio a cura dell'inserzionista15 Konrad ottobre 2011dotti regionali, sostenendo inquesto modo l’economia delFriuli Venezia Giulia e offrendogenuinità e freschezza. Inun negozio in cui l’attenzione ètotalmente puntata sul benesseredella persona, non manca unangolo dedicato alla cultura. Molti ilibri in vendita. Si parte da una vastascelta di Macro Edizioni, passando attraversolibri per e sui i bambini, muovendosi poi attraverso diete esalute giungendo quindi a Steiner, grande filosofo, pedagogista eispiratore della agricoltura biodinamica.Un modo per conoscere o riscoprire questo nuovo mondo è partecipareall’inaugurazione, contemporanea nei tre punti vendita di Trieste,Udine e Monza, che si terrà sabato primo ottobre dalle 9.30 alle 19.30,quando il superbiomercato vi farà scoprire i suoi prodotti con degustazioniofferte durante tutto l’arco della giornata.Io ci sarò sicuramente. E spero anche voi.ADCsiamo tutti intelligentiFacciamo un rebus?Chiacchierando in redazione, mi è stato chiesto come si fa un rebus… misembra una bella domanda, e adesso cercheremo di rispondere.Intanto un rebus è formato da una vignetta, un disegno, con delle lettere,chiamate “grafemi”. Bisogna interpretare gli oggetti segnati dai grafemi,e dare loro un nome; unendo questo nome al grafema, si ottiene unanuova frase. Ci possono essere più oggetti, e il nome dell’oggetto puòprecedere o può seguire i grafemi. Ad esempio, se ci fosse un’oca consopra la lettera F, la soluzione sarà “oca F”, oppure “F oca”, e il buonsenso ci dice che la risposta esatta è FOCA. Invece che dare il nome adun oggetto, potrebbe capitare di dover interpretare un’azione: la personaP che varca la porta, mediante il ragionamento “P esce” conduce allasoluzione PESCE.Componiamo ora noi un rebus? Sì, ovviamente. Pensiamo ad un personaggiodal nome facile, che verrà raffigurato. Mi piacciono i film di Albertone,e allora penso ad una frase con all’interno “SORDI”: mi viene inmente la parola ESORDI che si otterrà ponendo il grafema E sulla foto diSordi; ora trovo un aggettivo che sia attinente agli ESORDI, che mettonoansia, e quindi potrebbero esser TEMUTI; ecco, per rappresentare TE-MUTI posso inserire la foto di Ornella MUTI con i grafemi TE. Soluzione:E Sordi, TE Muti = Esordi temuti. Il pregio è che le due immagini stannobene vicine, data la professione dei due protagonisti.Ora penso al sindaco di Trieste, COSOLINI, e vediamo se viene fuoriqualcosa. Siccome nessuna parola contiene COSOLINI, devo dividere laparola in due o più parti. Posso fare ???COSO - LINI???, in quanto esistonoparole terminanti per COSO e altre inizianti per LINI, ma nessunadelle frasi ottenute mi pare decente. Ad un tratto, penso di dividere COSO– L - INI e la frase potrebbe essere BELLICOSO, L’INIZIO… o qualcosadel genere. Con un paio di rimaneggiamenti, ottengo V orti, Cosolini ZI,O danno = vorticoso, l’inizio d’anno. In questo rebus andranno disegnatidegli ORTI, il sindaco COSOLINI, e un’ammaccatura, un DANNO,sulla carrozzeria di un’auto.Il sindaco di Gorizia, ROMOLI, può entrare in frasi del tipo magROMOLIsano, che non riesco a completare, oppure… ecco la soluzione: sudei mappamondi, alle estremità, c’è il grafema C, e sul sindaco Romoli igrafemi BRO. Soluzione: poli C, Romoli BRO = policromo libro.Vorrei dedicare un rebus al mio amico Luciano COMIDA, dal cui cognomela prima frase che mi viene è il mitiCO MIDA, ma non saprei completare;ecco però ora un’idea, ed ecco il rebus che ne è uscito.Spero sia agevole per tutti risolverlo (le lettere delle singole parole sono: 61’5 7). Se avete piacere, pensate ora ai cognomi dei vostri amici, e vedetese c’è qualche frase che li potrebbe contenere. Tra i cognomi conosciutida molti triestini, mi vengono in mente ROVIS (ROVIStare…), MAGRIS(MAGRI Sciatori), SANTIN (peSANTI N…), SABA (rovinoSA BAttaglia). Iomi chiamo DENDI, e adesso cercherò qualcosa con adDENDI…Non è semplice, e i primi rebus non sempre sono dei capolavori, ma casomaivenga fuori qualcosa… significa che siamo tutti intelligenti. I coraggiosipossono mandare alla redazione i risultati ottenuti. Ciao.© Giorgio Dendi


percorsi d'arte16 Konrad ottobre 2011Biennale di Venezia padiglione italia, friuli venezia giulia’Mi incammino verso l’ormaifamoso magazzino 26.La strada verso l’arte è costeggiatada abbandono e disusoma non agita l’animo. Sembra dipercorrere un cammino dimenticatoe la mente ritorna al lontanoOttocento quando tutto questoera in fervente attività, attivitàsenza sosta, quando l’ImperoAsburgico aveva scelto la nostraTrieste come sbocco dell’Austria,quando l’abbandono che si leggein questa parte della città erainimmaginabile.Alla fine degli anni settanta, nellaparte iniziale del Porto Vecchioarrivavano ancora piccole navi,greche, albanesi. Bagnarole alconfronto delle navi odierne chesolcano i mari. Erano costruitecon la classica stiva dove sitrasportavano le merci chevenivano caricate e scaricate mediante gru con funzionamento idraulicoad acqua. Storia narra che vicino all’attuale magazzino 26 ci sia statauna centrale termica a carbone che pompava l’acqua necessaria alle gru.Il camino che l’occhio intravede uscendo dal magazzino era il caminodella centrale. Gli inverni erano meno miti di ora e spesso la temperaturascendeva sotto lo zero, facendo ghiacciare l’acqua nelle tubature con ilconseguente blocco di ogni attività. Altri tempi.Ora, il mondo in cui viviamo è in continua evoluzione, denso di cambiamenticontinui e mai come oggi, nulla è per sempre. Il trasporto marittimosi è evoluto e quelle piccole, antiche, insicure navi non solcano più i mari,le loro stive sono vuote ormai da tempo e le gru ad acqua non scaricanopiù nulla in alcun luogo del porto. Le merci viaggiano in container e questaparte di città, dal sapore antico, è stata dimenticata dai più che fino a pocotempo fa non avevamo mai avuto l’occasione nemmeno di vederla. Orale porte si sono aperte e lasciano intravedere quello che fu e quello chepotrebbe essere. Edifici dimenticati, abbandonati ma sopravvissuti e pieniancora di un’anima silente da poter ascoltare con l’udito del cuore.Il magazzino 26 è un esempio di quello che si può fare di eccellente in questatanto discussa città. È stato trasformato in un luogo bellissimo, la suaanima è intatta seppur variata nei dettagli e l’atmosfera che vi si respira haqualcosa di magico. Le sue ampie sale uniscono sapientemente mura bianche,di un bianco ottico e luminoso, a parti in muratura di sapore genuino eartistico. Grandi colonne in pietra si ergono alte e forti a sorreggere i ricordipersi negli anni e vivi nei soffitti di questo magazzino antico. Il magazzino26 è l’esempio di come non occorre sempre distruggere tutto per ricreare.L’esempio di come, a volte se non spesso, sia meglio costruire sull’antico,mantenere il buon gusto che fu e non costruire senza anima e troppo “futuristicamente”.L’esempio di come anche le costruzioni hanno un’anima.La sala dedicata alla fotografia ospita opere molto grandi di vari fotografiche si amalgamano tra loro nella loro diversità. Immagini moderne dibellezza condivisibile o meno, opere classiche, immagini di antico sapore,si stagliano prendendo vita propria e offrendosi al visitatore che le scruta,le critica, le ammira. Elio Ciol, Ulderica Da Pozzo, Pierpaolo Mittica sonosolamente alcuni dei nomi presenti in questa sala.Il piano superiore accoglie i visitatori con ambienti grandissimi, diversi daquelli visti in precedenza ma con il denominatore comune di eleganza,buon gusto e particolarità. Travi in acciaio si intersecano con soffitti dicemento armato, donando al visitatore un aspetto moderno e antico allostesso tempo.Lo sguardo viene attratto immediatamente sulla vastità e sulla perfezionetecnica di Rossana Longo con la sua splendida opera Centaurochia insanguigna su carta da scenografica in cui il culto della Madre Terra si fondecon battaglie di cavalli, natura e uomini, opera che si offre al visitatorein una lunghezza di venti metri. Francesca Martinelli presenta un’installazionein cui vestiti si amalgamano con chiome, cornici con posate, letterecon fotografie antiche nella sua opera dedicata al mito delle agane, creatureappartenenti al mito delle tre madri, tre parche, mezze fanciulle e mezzestreghe in un contesto di modernità di non donna, non madre, non fertileil cui nome, Le cattive madri, nasconde un significato profondo. Particolarissimal’installazione di Paola Pisani che trasporta il visitatore tra giardinidimenticati, suoni magici appartenenti alla natura e finestre dove luoghisospesi ci riportano al coraggio di abbandonarli mentre il classico vieneritrovato con Marta Reale che offre un acquerello capace di infondere pacee armonia denso di colore.Sempre un piacere ammirare un’opera di Serse, matita su carta incollatasu alluminio dal titolo Ai Sali d’argento in cui ogni singolo tratto possiedevita donando anima e cuore alla sua immagine. Claudio Palcic con la suaListen amalgama con sapienza colore e raffinatezza del tratto, Lucio Perinicon la sua fotografia su pannello Virgo Fidelis alla soglia di un violento nonbello ma esistente e da accettare. E ancora Consuelo Rodriguez con lasua Essenza e Forma in cui calore e sensualità si fondono in un percorsointeriore che la tela rispecchia nel tempo. Le opere sono intervallate daimmagini fotografiche, come ad esempio quelle di Olga Micol e IsabellaPers. Olga Micol presenta un’immagine del porto surreale, fantastica dovetoni del rosso sfociano nel bianco intersecandosi con il nero, che vuolerappresentare lo stato irreale in cui vive il Porto Vecchio ora e ci ricordalo stato di triste abbandono in cui si trova mentre Isabella Pers offre unavisione di scie di memorie future dove modelle e veli sinuosi si appoggianoad ampi scaloni, in cui il tempo cessa di esistere. E ancora armadi dacui fuoriescono le sabbie dei tempi e dell’illusione di Claudio Bach che ciimmerge in un senso di staticità che si sovrappone al mondo affollato diesseri inventati (o no?) e rielaborati di Gaetano Bodanza.Le opere si mescolano le une con le altre armoniosamente, senza fastidioper l’occhio. È proprio la diversità delle opere che racchiude un valorespeciale in queste sale immense.Le opere sono tantissime e lo spazio poco. Molti gli artisti emergenti emolti quelli di antica esperienza.L’arte che trova posto all’interno del magazzino 26 può essere condivisa omeno, può essere di buon gusto o meno, ma è arte e abbellisce un contestomagnifico colorandolo e donandogli un’eleganza di tocco speciale.Visitabile fino al 27 novembre da lunedì a giovedì dalle 10 alle 21 e davenerdì a domenica e festivi dalle 10 alle 23.Adriana De CaroLiceo artistico G. Sello, Udine


tra isole e marea passo lento dall'istria al quarneroBack to nature. Bello slogan, l’utopia della modernità cui tanti, forsetroppi, anelano. Mangiare naturale, farsi l’orto sul terrazzo, scegliere imercati alternativi, fare la spesa in erboristeria, affidarsi alla medicinaomeopatica.Eppure, tutto ciò rischia di esseresemplicemente un ulteriore bocconeper il mercato del consumismo, chenon ha perso tempo a trovare spaziper riviste specializzate, linee di prodottialimentari e cosmetici rispettosidell’ambiente, rubriche di agricolturafai-da-te, lasciandoci nella dolceillusiane di essere Buoni Selvaggi delVentunesimo secolo che si dedicanoa cantucci di naturalità ritagliati nelleindividuali frenesie quotidiane.Ma la vera meta è la conquista di unritmo nuovo, e quindi va fatto l’elogiodella lentezza: vogliamo solo raccontaredi un viaggio particolare, un viaggio guidatoda un amico – Marino Vocci – chesa fondere la voglia di andare e il sensodel tempo con l’amore per la terra, per isuoi frutti trasformati in ciboe la sua cultura tradotta nella vitaquotidiana. Un viaggio con uno spiritospeciale, quindi, che può ispirare ciascunodi noi, in ciascun momento, conqualunque meta. Basta attenersi al filo conduttore che, riformulato intitolo, potrebbe essere La rivincita del passo lento.Tanto per cominciare, mettersi in strada affidandosi ai mezzi pubblici,che ci impongono tempi lunghi, decretati dai chilometri, dai limitidi velocità, dalle condizioni atmosferiche, ma che garantiscono disprecare meno risorse e inquinare di meno. Bus catamarano e di lineaci portano da Trieste a Fiume, e a Cherso, a Lussino e a Ilovik – lenostre mete isolane.E poi, affidarsi al passo, cadenzato dal piacere della scoperta a piedi.Sull’isola dell’Asinello (Ilovik), divisa dal mare ma unita dalla storia aSan Pietro in Nembi che le sta difronte, è facile: è una piccola terra nelmare, che non concede comunque spazio alle automobili. Costeggiareil profilo che si immerge nelle acque trasparenti e invitanti; infilarsi nellemacchie mediterranee per uscire in brevi radure accompagnati da17 Konrad ottobre 2011lentisco, mirto e corbezzolo; salire su modesti rilievi dove una chiesa o unmonastero, una fortezza o un castelliere o un bunker, hanno pur sorvegliatopassaggi di navi, di pirati, di mercanti, di soldati e di inavveduti intrusi.Abbandonarsi al dolce struggimento di una cena consumata nell’abbracciodel vento di bora, al gusto irripetibile del pesce di quel mare e non di altri(esotici ma estranei), al silenzio dei vicoli ormai vuoti perché la stagione èfinita, alle voci dei paesani rimasti e al profumo intenso di elicriso e di fiorisbocciati in un finale d’estate caldissimo. E lasciarsi andare alle onde del tramonto,farsi rubare dal sonno avvolto di stelle, e rapire alrisveglio dall’aurora che ha ancora le dita rosate cantateda Omero.Ma il passo lento è anche quello della parola. Ascoltare.Marino, che ci apre la via e ci consegna la chiaveper farci capire la strada; Sandro, che dall’isola viene,che ne conosce ogni foglia e ogni zolla, ogni pagina distoria, ogni schizzo di mare, che ci offre i sapori di erbearomatiche. Paolo, che sull’isola è nato, che racconta lavita – il passato e il presente, che ci apre la casa, che ciinsegna a guardare ogni piega del vento, che ci spiegale carte. Elsa, che trasforma il cibo in piacere, il servizioin sorriso. Sabina, che fila spedita sul mare, che governale onde, che traghetta noi – turisti ansiosi di esserepiuttosto viaggiatori, sul versante più nudo della grandeelegante Signora del Mare, Lussino.E ci avvinghia subito, Lussino, con l’intensità del suomantello verde, con l’impervia salita alle sue vetteaffanticandoci il passo, ma appagandoci i sensi con unfiordo simile a un lago alpino, con l’arcipelago quarnerinodisegnato nel golfo, con i tetti di Lussingrande accovacciatiai piedi della cappella di San Giovanni. E la sera nelporto il sapore lento del tempo che scorre depositandosiadagio nell’anima, per farsi gustare fino all’ultima goccia.Ossero – minuscola, cinta da mura, sovrastata dal monte– ha due anime: lussiniana e chersina. È avamposto di pietra per Cherso,battuta dal vento, puntinata di arbusti e di ulivi. San Martin-Martinščica dallesemplici case disposte sulle onde che luccicano. Lubenice aggrappata astrapiombo sul mare e irrorata di sole. Cherso città sul mandracchio pieno dibarche e colori, Caìsole – antico luogo romano dove volano alti i grifoni.Ed è lui, un grifone imponente, che decide di darci il viatico per il nostroritorno alla vita di mondo. Vola, altissimo sul mare, bassissimo sulla nostrastrada, affiancandoci mentre filiamo sulla dorsale dell’isola diretti all’imbarco,rubandoci gli occhi (e gli obiettivi). Vola, le ali arcuate all’insù con le penneche sembrano dita, con la testa diritta, gli occhi puntati alla rotta. Vola, comevorremmo fare anche noi, almeno una volta. Ma noi siamo uomini. E citocca volare coi piedi per terra.Patrizia Vascotto


Turismo consapevole nella Russia di Putin (I)’18 Konrad ottobre 2011Arrivo a Mosca, all’albergo “Peking”. Costruito nel 1955, faceva parte assieme alle “Sette Sorelle”, i famosi grattacielineogotici, del piano di ricostruzione postbellica voluto da Stalin.Percorro il lungo corridoio di quella che un tempo era proprietà del Kgb, immagino la babuska che guardasospettosa, i funzionari delle delegazioni che scivolano via di fretta. Oggi tutto è cambiato. Il personale sorrideed è cortese, nella sala al pianterreno una gigantografia della New York degli anni trenta, un video alterna ElvisPresley a Bruce Springsteen, e in atrio gruppi di turisti iniziano la visita della città.Allo “Stagno del Patriarca”, è vicino, cerco di immedesimarmi nella conversazione dei “due cittadini” con cuiBulgakov apre “Il Maestro e Margherita”. È un luogo tranquillo, circondato da edifici liberty, con le mamme e ibambini che giocano, e sulle panchine attorno al laghetto degli anziani.Non posso non andare alla Piazza Rossa. Entro nella Cattedrale di San Basilio con le piccole e alte “chiese” epoi ai magazzini Gum, con prodotti di lusso e le firme dei più noti stilisti. Mi fermo di fronte alla tomba del militeignoto per il cambio della guardia. Poche settimane prima la polizia aveva impedito a un gruppo di manifestantigay di deporvi una corona.Faccio fatica a trovare la sede di Amnesty International, l’ingresso è in un cortile appartato, non c’è targa. IncontroFriederike, la responsabile: “le persone non si avvicinano ad Amnesty facilmente, sono preoccupate, temono dimettersi nei guai. Ad esempio degli insegnanti che avevano partecipato ad un corso sull’educazione ai diritti umanifurono poi interrogati dal FSB (Servizi Federali di Sicurezza, l’ex KGB). Subiamo molte restrizioni imposte dallalegge. Le autorità hanno creato un’immagine ostile delle Ong (organizzazioni non governative - NdR), sostengonoche sono anti- russe, lavorano per governi stranieri, ricevono molto denaro dall’estero, denaro che non viene usatoper aiutare la gente di qui....La situazione rispetto a dieci anni fa è molto peggiorata. Il tentativo di organizzare unaqualsiasi manifestazione (sulla tortura, sui gay...) viene immediatamente impedito e i partecipanti arrestati. Bisognaavere il permesso anche per la più piccola iniziativa. Le autorità temono una “colour revolution” come quelleavvenute in Ucraina e Georgia...È importante che le persone di tutto il mondo continuino a spedire gli appelli, a farpubblicare le denunce sui giornali. Ciò crea un forte impatto e le Ong russe lo apprezzano molto”.Prendo la metropolitana, le stazioni sono opere d’arte monumentali volute da Stalin. Volevo vedere qui, e poi aSan Pietroburgo, i pittori russi. La Galleria Nazionale Tretjakov è la più grande collezione d’arte russa. Trascorroun intero mattino passando dalle icone di Andrej Rublyov ai quadri di Ivanov, Perov, Repin.Mosca ha vastissime aree verdi. Il parco Izmailovo, uno dei più grandi della città, è meta favorita dei moscovitidurante il fine settimana. Al Gorky Park passeggio lungo le rive della Moscova. Poi entro nella Nuova GalleriaTretjakov con i capolavori di Kuzma Petrov-Vodkin, Tatlin, Malevich, Kandinsky, Chagall, Goncharova. Altre saleespongono quadri del socialismo reale e quadri anti- conformisti e di “protesta”.Nella sede di Memorial, la più importante Ong russa, incontro Oleg Orlov, il presidente. È statoda pochi giorni assolto dall’accusa di diffamazione contro il presidente della Cecenia Ramzan Kadyrov. Nessunose lo aspettava. Oleg aveva dichiarato di ritenere Kadyrov responsabile dell’omicidio di Natalia Estemirova,un’altra esponente di Memorial, rapita e uccisa in Cecenia nel luglio 2009. Gli dico degli appelli inviati ancheda Trieste. Per ricordare Natalia, nel secondo anniversario della morte, viene proiettato il documentario “Chi haucciso Natascia?”. Il nuovo lavoro affronta i motivi che hanno causato la morte dell’attivista per i diritti umani edenuncia il sistema di violenza contro chi parla apertamente di violazioni in Cecenia.Il monastero di Novodevichij è il più bello della città. Costruito nel XVII secolo in stile barocco moscovita, è cintoda un lungo muro con torri. Accanto, il cimitero monumentale con le tombe dei “grandi” della Russia, da Krusciova Cechov, da Bulgakov a Prokofiev.Arbat ha perso il fascino bohémien del periodo sovietico e si è ridotta a un banale insieme di caffè, ristoranti,chioschi. Unico interesse, alla fine della strada pedonalizzata, la Casa Museo di Puškin, dove il poeta vissealcuni mesi e l’attigua Casa Museo dello scrittore simbolista Andrej Belyi.Imperdibile il capolavoro liberty della Casa Museo di Gorkij, che Stalin assegnò allo scrittore dopo il suo rientrodall’Italia. Qui Gorkij visse fino alla morte nel 1936.In Piazza Puškin manifesti pubblicitari invitano al concerto di beneficienza con star internazionali, c’è anche ilnostro Bocelli, per soccorrere gli ospedali, sprovvisti di tutto. Il battello “Bulgaria” affonda sul Volga, sono oltrecento le vittime. Precipita un altro antiquato aereo, un An-24, questa volta in Siberia; il presidente Medvedevinterviene, ma non ci sono i mezzi per sostituirli. Il gigante russo fa fatica a rialzarsi.Le autorità e lo stesso presidente non sembrano accorgersene, hanno appena approvato un piano per più cheraddoppiare entro vent’anni l’area coperta dalla capitale russa.Giuliano PrandiniDall'alto in basso:– L’albergo “Peking” con la statua del poeta Mayakovsky.– Lo “Stagno del Patriarca”; qui ha inizio “Il Maestro eMargherita” di Bulgakov.– La cattedrale di San Basilio celebra il 450° anniversariodella fondazione.– La chiesa di Nostra Signora di Smolensk all’interno delmonastero di Novodevichij.


cinema20 Konrad ottobre 2011La fine del mondo all'italianaCari lettori. Nel numero precedente avevo scritto ben 5 recensioni, equalcuno mi ha detto che forse erano un po’ troppe. Così adesso neho confezionato solo due. Olè! Dopo l’orgia estiva di filmoni americanispettacolari e commerciali, sono cominciati ad arrivare sugli schermialcuni film italiani provenienti dalla Mostra del Cinema diVenezia. Tra essi Cose dell’altro mondo di FrancescoPatierno, che aveva suscitato forti polemiche negliambienti della Lega Nord, tanto che alcuni esponenti diquel partito hanno esplicitamente invitato il pubblico aboicottarlo. In realtà il film è dichiaratamente il remakedi una co-produzione messicana-spagnola-statunitensedel 2004, Un giorno senza messicani di Sergio Arau.Il film di Arau mostrava le conseguenze catastrofichedella sparizione improvvisa per un evento soprannaturaledi tutti gli otto milioni di messicani che abitano lostato della California e che sono disprezzati da buonaparte della popolazione di razza bianca. Nel film italianoa sparire invece sono gli immigrati, ma le conseguenzesono praticamente le stesse. La pellicola getta unosguardo satirico sulla vasta gamma di effetti che unsimile avvenimento provocherebbe nella popolazioneitaliana: sconcerto, paura, rabbia, disperazione. Cisono le famiglie agiate che non sanno cosa fare senzacamerieri e badanti. Ci sono i ricchi proprietari terrieriche improvvisamente non hanno più manodopera perla raccolta dei pomodori ed altri prodotti della terra.Cantieri edili, ospedali, officine, botteghe artigiane, ristoranti,ogni cosa si blocca per l’assenza di lavoratori.Non a caso la bella colonna sonora cantata da SimoneCristicchi parla della fine del mondo. Tutta codestaemergenza nazionale però viene osservata dal puntodi vista di una piccola cittadina del nord Italia dovequasi tutti votano Lega e l’industriale Golfetto (DiegoAbatantuono), che non sopporta gli immigrati nellamaniera più assoluta, scarica tutta la sua xenofobia inuno spazio a lui riservato nella tv locale che finanzia.Altri personaggi sono Ariele (Valerio Mastandrea), un poliziotto con lamadre malata di Alzheimer, e Laura (Valentina Lodovini), una maestrinache aspetta un figlio da un africano. La storia si sviluppa in questo microcosmocon ritmo serrato, alternando i punti di vista dei tre protagonisti,che fanno ridere amaramente e che, pur nella loro complessità e nei lorodualismi, rappresentano attitudini verso lo straniero che ben conosciamo:falso buonismo, condanna urlata, indifferenza. Il film procede bene intutta la prima parte, ma poi finisce per mettere una quantità eccessiva dicarne sul fuoco, e nel finale molto triste lascia troppe cose in sospeso.Comunque contiene una coraggiosa condanna del razzismo italico, e vaapprezzato per questo. Rimaniamo in argomento e passiamo ad un altrofilm apocalittico, L’ultimo terrestre di Gianni Pacinotti, maggiormenteconosciuto nel mondo del fumetti come Gipì. Al posto di una “ProdigiosaScomparsa” qui abbiamo un vero e proprio “Avvento Cosmico”. Il filmpresenta un ritratto del Belpaese ancora più triste e disperato di quellomostrato in Cose dell’altro mondo, anche se diciamo pure che Pacinottinella sua “opera prima” ha ammorbidito leggermente i toni dell’agghiaccianteromanzo grafico di Giacomo Monti Nessuno mi farà del male(pubblicato dalle edizioni Canicola nel 2011,) al quale ilsuo film è ispirato. In un’Italia berlusconizzata dove imperauna spaventosa miseria morale, l’annuncio dell’arrivo sullaTerra di una missione di pacifici extraterrestri viene accoltonella più grande indifferenza. Ognuno pensa per sé econtinua a farsi gli affari propri, tutti chiusi nel loro piccolomondo egoistico ed ipocrita. Gli unici ad essere interessatisono i soliti venditori di fumo, che ne approfittano perimbrogliare i gonzi e far loro credere di essere in contattocon le intelligenze provenienti dallo spazio profondo. Comenel vecchio film di Vittorio De Sica Il Giudizio Universale(1961), il vero obbiettivo del regista sembra essere quellodi mostrare le reazioni della gente comune di fronte adun evento straordinario di portata ultramondiale. Perfarlo si serve di attori bravissimi pressoché sconosciuti,come Gabriele Spinelli ed Anna Bellato. La presenza delgrande attore teatrale Roberto Herlitzka nobilita ulteriormentel’operazione. Facciamo così conoscenza con LucaBertacci, un uomo solo che lavora come cameriere in unallucinante ristorante di nome Bingo, vessato da colleghibeceri e maligni. Oltretutto Luca è stato abbandonato dallamadre in tenera età ed è rimasto talmente traumatizzatoda avere un’enorme difficoltà a rapportarsi con il gentilsesso. La giovane vicina di casa che lui adora da lontano,va a letto con un bellimbusto presuntuoso ed arrogante,che arriva addirittura ad ammazzarle il gatto di nascostoperché disturbato dai suoi miagolii. L’unico amico di Lucaè un transessuale conosciuto fin dall’infanzia, sfigato purelui e preso in giro da tutti. Sembrerebbe una situazionesenza speranza, ma l’arrivo degli alieni spariglia le carteed offre nuove opportunità agli sfortunati, ai deboli edai poveracci, perché i piccoli alieni argentei dai grandiocchi luminosi e dalla testa rotonda, sono molto meno pacifici di quelloche sembrano. All’inizio appaiono come dei semplici osservatori, che simanifestano nei posti più impensati, ma ben presto si rivelano spietatinel punire la cattiveria, la meschinità e l’egoismo che imperano nelmondo contemporaneo. Nulla viene perdonato, nemmeno l’uccisione diun semplice gattino. I malvagi vengono puniti con il fuoco, ed inceneritinel corpo e nello spirito. I puri di cuore, gli onesti e gli innocenti invecevengono chiamati verso un luogo diverso dalla nostra Terra, in un esododi proporzioni bibliche. L’Umanità intera è stato giudicata da un tribunalecosmico, ed il verdetto non è stato favorevole. Solo pochi eletti avrannoil permesso di rimanere sul nostro pianeta, ed uno di essi sarà proprioLuca Bertacci. A lui nessuno farà più del male. Così termina il film, e cosìfinisco questa mia recensione.Gianni UrsiniLa Bottega delle Spezieerboristeriadott. Manuela Zippospezie e tè dal mondo - cioccolate selezionateintegratori alimentari - fitocosmesivia combi 12 - trieste - tel. 040 303555


teatri di confine21 Konrad ottobre 2011dieci spettacoli per una stagioneNonostante la crisi, nonostante i tagli, the show must go on. E visto chesettembre è arrivato, puntuale come una zanzara al crepuscolo, siamonuovamente qui a parlar di teatro. Rossetti, Contrada, Miela e Sloveno aTrieste, Nuovo e Contatto a Udine, il Comunale di Monfalcone e quellodi Pordenone (oltre a tutte le altre realtà regionali), stanno scaldando imotori per la stagione in arrivo. Molti di questi teatri hanno già presentatoil calendario 2011/2012. Ma questa rubrica, stavolta, non farà un mero enoioso elenco: l’idea è quella di mettere in risalto i dieci migliori spettacolida vedere in regione. È chiaro che neppure lo scrivente può sapere giàadesso se gli spettacoli scelti confermeranno le aspettative, oppure no.Lo sapremo solo a fine stagione. Ad ogni modo, il catalogo è questo:1) 18 mila giorni. Il pitone - Teatro Comunale di Monfalcone, 26/3/2012.Testo di Andrea Bajani, regia di Alfonso Santagata. Ma è soprattutto lastraordinaria bravura di Giuseppe Battiston ad annunciare che questospettacolo potrebbe essere uno dei più belli della stagione. Se poi ciaggiungi un cantautore del calibro di Gianmaria Testa, allora forse nonc’è nemmeno bisogno di usare il condizionale.2) Reportage Chernobyl - Teatro Comunale di Monfalcone, 26/1/2012. Die con Roberta Biagiarelli, regia di Simona Gonella (coautrice). Un viaggiotra ‘L’atomo e la vanga, la scienza e la terra’, per ricordare il disastrodella centrale atomica ucraina e lanciare un ulteriore monito a chi giocacon le vite degli altri per rincorrere il mito del nucleare sicuro. Con unintervento video di Roberto Herlitzka.3) Sconcerto - Teatro Comunale G. Verdi di Pordenone, 24 e 25/10/2011.Con il grande Toni Servillo, che cura anche la regia, e il testo di FrancoMarcoaldi. Un ‘one man show’ con controcanto orchestrale.4) 2984 - Teatro Nuovo Giovanni da Udine, 6/2/2012. (anche a Pordenone)Inserito nella sezione ‘Cross Over’ del cartellone udinese, la rivisitazionedel 1984 orwelliano è opera del ‘Teatro della TossÈ, nelle persone di EnricoRemmert e Luca Ragagnin. Uno spettacolo necessario, che utilizzanumerosi video e monitor per ricostruire un mondo che dalla letteratura siè ormai trasferito nella realtà. Partecipazione video di Enrico Ghezzi.5) L’innocenza di Giulio. Andreotti non è stato assolto. Teatro Comunaledi Monfalcone, 29/11/2011. Di e con Giulio Cavalli, regia di Renato Sartie con la collaborazione di Giancarlo Caselli e Carlo Lucarelli. In effetti iltitolo ha ragione, Andreotti non è stato assolto e questa pièce di teatrocivile racconterà perché. Musiche dal vivo di Stefano ‘Cisco’ Bellotti, exleader dei Modena CityRamblers.6) Berline, elsewhere- Teatro Palamostredi Udine, 29/10/2011.Teatro danza di importazione,porta la firmaregistica e coreograficadi Constanza Macras,allieva di Pina Bausch.Nella stagione delGiuseppe Battiston e Gianmaria Testa in 18.000 giorni – Il pitoneTeatro Contatto.7) Rumore di acque- Teatro Comunale G. Verdi di Pordenone, 10 e 11/2. Il Teatro delle Albeporta in scena un lavoro polifonico e suggestivo su Mazara del Vallo,con il patrocinio di Amnesty International. Protagonisti Marco Martinelli eErmanna Montanari. Musiche dei fratelli Mancuso.8) La resistibile ascesa di Arturo Ui - Teatro Rossetti di Trieste 8-12/2. UnBrecht d’annata con Umberto Orsini e la regia di Claudio Longhi. Coninquietanti somiglianze tra il personaggio Arturo Ui e i dittatori di turno.9) ITIS Galileo - Rossetti di Trieste 11-16/10. (anche a Udine e Monfalc.)Marco Paolini è una garanzia, può raccontare qualsiasi cosa e il pubblicolo sta ad ascoltare. Vedremo cosa ne sarà della storia di Galileo.10) Il principe di Homburg - Teatro Nuovo Giovanni da Udine, 12-16/10Dopo ‘Il vecchio e il cielo’, Cesare Lievi mette in scena il testo di VonKleist, che aveva affascinato anche il cineasta Marco Bellocchio.Da questa lista molti spettacoli sono rimasti fuori, ma avrebbero anchepotuto esserci. Penso ad Organon, storia inedita della filosofia per mezzodel corpo danzante di Marta Bevilacqua, al Palamostre di Udine, o alRacconto d’inverno shakespeariano reinventato da Ferdinando Bruni eElio De Capitani, al Nuovo, o ancora all’intramontabile Paolo Poli che allaContrada porterà Il Mare, dai racconti di Anna Maria Ortese. Certo è che aTrieste ci si aspettava qualcosa di più dalla sezione ‘Altri percorsi’ del Rossetti.Com’è possibile che uno spettacolo come 18mila giorni qui non siaarrivato? E perché bisogna andare a Monfalcone o a Udine per assisterea messe in scena meno rassicuranti e tradizionali?Stefano CrisafulliA PORDENONE DALL'UNO ALL ‘OTTO OTTOBRE ARRIVA LA 30° EDIZIONE DELLE GIORNATE DEL CINEMA MUTOLe Giornate del cinema muto compiono trent’anni ! Un traguardo invidiabile per una manifestazione nata quasi in sordinanel 1982, con una piccola rassegna dedicata al comico Max Linder, quando l’associazione “Cinemazero” di Pordenoneaveva appena 4 anni di vita. Oggi le Giornate del cinema muto sono diventate una prestigiosa rassegna internazionaleche ospita personaggi famosi nell’ambiente del cinema, e polarizza l’attenzione dei collezionisti e degli amatori di tutto ilmondo. Nonostante ciò non è stata risparmiata dai tagli operati dal Governo nel mondo dello spettacolo, e l’anno scorsoa Pordenone sono stati costretti a ridimensionare alcune importanti manifestazioni collaterali. La rassegna si articolerà inotto giornate dall'1 all’8 ottobre con proiezioni nel pomeriggio ed alla sera al cinema – teatro Verdi di Pordenone dove sipotranno apprezzare parecchie decine di pellicole provenienti da tutto il mondo. Tra le chicche The white shadow, un filmbritannico inedito del 1924 recentemente ritrovato in uno scantinato della Nuova Zelanda con il grande Alfred Hitchcockcome aiuto regista, mentre la serata inaugurale del 1° ottobre sarà dedicata al cinema russo con la proiezione de Lanuova Babilonia, di Grigori Kozintsev & Leonid Trauberg. Questa volta il manifesto ufficiale della rassegna pordenoneseè dedicato a Charlie Chaplin, ed infatti sono in programma molte pellicole del genio statunitense, tra cui Il Circo,L’avventuriero, Strade pericolose, ed altri. Ma è impossibile descrivere la mole enorme del materiale a disposizione, tracui alcuni rarissimi esempi del cinema italiano degli inizi del secolo ventesimo, pellicole introvabili risalenti al 1912 ed al1913. Dagli albori del cinema di animazione giapponese ai primi esperimenti cinematografici nella Georgia sovietica, fino alla primavera del cinema muto magiarodi Mihàly Kertesz , le Giornate del Cinema Muto offrono una panoramica insuperabile del cinema senza parole. Tutte le pellicole sono accompagnate daprofessionisti al pianoforte, e nelle serate più importanti le musiche saranno eseguite da una vera e propria orchestra secondo la partitura originale dell’epoca.Un appuntamento imperdibile per tutti veri appassionati di cinema e per gli amanti delle cose perdute.Gianni Ursini


alimentazioneMal di zuccheroCosa si nasconde dietro questa polverina bianca...22 Konrad ottobre 2011Cominciamo con un po’ di storia: lo zucchero è uncomposto organico della famiglia dei carboidrati,il cui nome scientifico è disaccaride saccarosio.Le sue origini si perdono nella notte dei tempi:Si ritiene che sia stato portato dagli abitanti delleisole polinesiane in Cina e in India. Qui i persianidi Dario I lo trovarono coltivato nel 510 a.C. Nel325 a.C. Alessandro Magno portò la notizia chenei territori orientali si trovava un “miele che nonaveva bisogno di api”. Nell’XI secolo i Genovesi e iVeneziani presero ad importare modeste quantità diciò che veniva chiamato sale arabo che le crociateresero ancora più diffuso. Lo zucchero restò permolto tempo una spezia rara e preziosa, vendutadagli speziali e dai farmacisti a carissimo prezzocome medicina in uso per sciroppi, impacchi edenteroclismi. Solo i ricchi potevano permettersi diusarlo come dolcificante. Con la scoperta delleAmeriche gli spagnoli introdussero la coltivazionedella canna da zucchero a Cuba e nel Messico, iportoghesi in Brasile, inglesi e francesi nelle Antille, in quei territori cioèdell’America centrale e meridionale che ancora oggi ne sono tra i maggioriproduttori. Nacque un fiorente traffico di importazione che rese il prodotto,per quanto di lusso, più comune. Dobbiamo però aspettare gli inizi del ‘900con l’abbattimento delle numerose accise ed imposte che gravavano sullozucchero, e parallelamente lo sviluppo della coltivazione della barbabietolada zucchero in tutta Europa, per vedere crollare i prezzi e quindi rendereaccessibile a tutti questa sostanza così amata. Dall’inizio dello scorsosecolo lo zucchero conobbe uno sviluppo impressionante, tanto che oggi ilconsumo procapite in Europa è di 32kg all’anno!Tutto questo zucchero fa bene o fa male? Finora gli studi scientifici (esoprattutto la pubblicità delle industrie produttrici) hanno sempre sostenutoche lo zucchero sia importante per la salute, in quanto apporta energia,soprattutto al cervello che si nutre appunto di glucosio. Già però da moltianni l’Organizzazione Mondiale della Sanità avverte che un consumoeccessivo può portare carie, obesità e diabete, anche se poi non viene maispecificata la quantità massima da assumere giornalmente. Alcuni nutrizionistisostengono che il fabbisogno quotidiano di zucchero sia di 90g, mabisogna tener presente che molti cibi, come la pasta, il pane, la frutta e illatte, per non parlare della pasticceria, ne contengono già molto.Sul Corriere della Sera (14 settembre 2011) viene pubblicato un articolodal titolo allarmante: “Mai più di otto cucchiaini al giorno”. secondo gliesperti della Società italiana di diabetologia (Sid) occorre rimanere sotto illimite di 8 cucchiaini al giorno (circa 50 grammi per gli uomini, e 40 per ledonne, ancor meno per i bambini), Superarlo mette a rischio, soprattutto alungo termine, la salute, portando scompensi sui trigliceridi nel sangue esull’insulino resistenza, le complicanze dunque del diabete che è fattore dirischio cardiovascolare perché la glicemia alta, soprattutto dopo i pasti, famale al cuore.Ma c’è di più: sempre il "Corriere della Sera" (21 gennaio 2010) da notiziadi una ricerca scientifica in cui si dimostra chiaramenteche se lo zucchero a disposizione scarseggia, le cellulenormali vivono più a lungo, quelle pre-tumorali muoiono.C’è dell’altro: valutando l’espressione e l’attività di alcunigeni-chiave delle cellule i ricercatori si sono accorti cheuna dieta a basso contenuto di zucchero stimolava unaumento dei livelli di telomerasi, l’enzima che «mantienegiovani» i telomeri (le strutture terminali dei cromosomiche si accorciano man mano che si invecchia); inoltre,la scarsità di glucosio riduceva l’attività di un altro geneche invece rallenta la funzione della telomerasi.Riassumiamo i risultati delle principali ricerche scientifichesullo zucchero di questi ultimi 10 anni: L’assunzionedi zucchero raffinato sottrae vitamina C all’organismocome fanno le sigarette, uccide alcuni batteri simbiontiche nel nostro organismo producono vitamine delcomplesso B e altera il ciclo di regolazione glicemica.Il pancreas reagisce allo zucchero puro con unaipersecrezione di insulina, cui segue da una parte unaipoglicemia, dall’altra a lungo andare il surplus di lavorodel pancreas può portare al diabete. L’assunzione di zucchero inoltre causasonnolenza post pranzo, altera il metabolismo e influisce sugli ormoni,decalcifica le ossa e può portare alle carie dentarie. Anche l’aumento deicasi di cancro è correlato all’assunzione sempre più elevata di zucchero. Ipopoli che non conoscono ancora lo zucchero non conoscono nemmeno ilcancro. Il più bassolivello di casi di cancro si è registrato in Olanda due anni dopo l’occupazionenazista, quando zucchero e caffè erano quasi scomparsi dalla tavola:tutti gli studi sulla prevenzione e la cura naturale del cancro (regolazionealimentare e metabolica) confermano che più si mangia zucchero e piùsi rischia di sviluppare il tumore. Ci sono inoltre studi che dimostrano illegame fra zucchero e ulcera, fra zucchero e malesseri psicologici, frazucchero e allergia...la situazione è grave: sia per gli effetti che per l’assordantesilenzio di chi dovrebbe tutelare la salute dei cittadini.Un ultimo avvertimento: da molti anni si pubblicizza il consumo dei dolcificantiartificiali, come l’aspartame e così via, ma sempre più studi stannodimostrando che sono ancora più tossici dello zucchero bianco.Che fare dunque? Prima di tutto ridurne il consumo, sia diretto che indiretto(quello presente nei cibi e nelle bevande – una lattina ne può contenere38g!). Poi sostituirlo con lo zucchero integrale, il miele o meglio ancora ilmalto di cereale (che si trova principalmente nei negozi di alimenti biologici).Infine, fare movimento fisico subito dopo l’assunzione in modo daconsumarlo e quindi evitare che si depositi nell’organismo.P.S. per un maggior approfondimento sui danno dello zucchero raffinatoconsigliamo il libro “Sugar Blue’s – il mal di zucchero” di William Dufty(Macro Edizioni).Nadia e Giacomo Bowww.ricerchedivita.it!"#$%&'(#)%"#!*#+,!)%-#)%"#*(#'."/.-#)%"#*%#,0!&!/%® ®GYROTONIC GYROKINESISyoga * tai chi * reiki * feldenkraisCorsi colletivi e lezioni individualilocale climatizzato1112+,!%$%&'(,/34!%2!/®!"#$%!$&'(()*+',-).+/),01212310045,6,78719:8219Elisirdi Elisabetta TuratiTriesteVia Crispi, 17tel 040 3480704elisir.erboristeria@libero.it


Capofonte, un bene storicodistrutto e dimenticatoSembra incredibile, eppure nonostante le numerose segnalazioni eproteste da parte dei cittadini che chiedevano la tutela dell’AcquedottoTeresiano, bene di proprietà pubblica dal grande valore storico e culturalerisalente al XVIII secolo e come tale sottoposto a tutela ope legis ai sensidell’art. 12 D.Lgs.42/2004 (codice Urbani), nessuno sembra più ricordarsidello scempio perpetrato nel corso dei lavori di consolidamento della stradasoprastante, preliminari alla ristrutturazione delle case Ater di BorgoSan Pelagio, nel rione di San Giovanni a Trieste.La Procura della Repubblica sta in silenzio, la Soprintendenza ai Beni Architettonicidel Friuli Venezia Giulia e gli altri enti coinvolti non rispondonoalle richieste dei cittadini, il Direttore dei Civici Musei sembra disinteressarsidel caso.In una prima lettera indirizzata al sindaco di Trieste, Roberto Dipiazzae alla presidente dell’Ater di Trieste, Perla Lusa, datata 9 maggio 2008,infatti, il Direttore regionale per i beni culturali e paesaggisticidel Friuli Venezia Giulia, architetto RobertoDi Paola, invitava le amministrazioni a riferire inmerito, sospendendo cautelativamente qualsiasi operazioneche potesse mettere in pericolo il bene storico.In una successiva lettera del 13 agosto 2008, laDirezione elencava dettagliatamente i danni riportatidall’edificio storico riscontrati durante un sopralluogoeffettuato in data 30 giugno 2008 e sottolineava lanecessità di un restauro, previa presentazione diun progetto esecutivo alla competente Soprintendenzaper i beni architettonici e il paesaggio e per ilpatrimonio storico, artistico e demoetnoantropologicodel FVG.Allo stesso tempo la Direzione suddetta segnalava che - se accertate - lealterazioni del regime idrico sotterraneo, causate dai maldestri lavori diconsolidamento dell’Acquedotto Teresiano, avrebbero potuto comprometterele condizioni di conservazione dello stesso.Le Associazioni Il Capofonte Onlus, WWF Trieste, Italia Nostra presentavanoin data 12 maggio 2008 un esposto alla Procura della Repubblicadi Trieste (le indagini, a quanto è dato sapere, sono ancora in corso), conampia documentazione inerente i lavori per la messa in sicurezza delbene storico e i conseguenti gravi danni causati durante il posizionamentodella soletta superiore di protezione proposta e progettata dall’Ater eaccettata dagli uffici tecnici del Comune di Trieste.Nella relazione consegnata al magistrato, si evidenziava come durante ilavori di scoprimento dell’estradosso della galleria interna, fu intercettatoil flusso d’acqua che normalmente scorreva dalle gallerie superiori tramiteuna tubazione di ghisa. Tale tubazione fu successivamente ostruita dalcemento nel corso dell’attività di infissione dei micropali, causando l’innalzamentodella soglia di travaso dell’acqua a 98,2 metri sopra il livellodel mare. Era stato infatti accertato, in data 27 aprile 2008, l’allagamentodi tutte le gallerie superiori con un innalzamento di circa 2,3 metri e unaccumulo d’acqua pari ad almeno 500 metri cubi. Il fatto veniva divulgatotramite conferenza stampa dall’Associazione Il Capofonte, e i tecnici Aterdecidevano di intervenire per rimediare al danno vuotando, con l’utilizzodi apposite pompe, le gallerie superiori e creando un pozzetto drenanteper raccogliere le acque che non scorrevano più nella loro sede originale.Durante questo ulteriore intervento veniva però abbattuta la pareteinterna di chiusura della galleria e, con estrema fretta, coperto lo scavo,precludendo di fatto ogni possibilità di intervenire sulla regolazione deiflussi idrici a monte del Capofonte Teresiano.Più volte è stato ribadito il concetto che il bene storico doveva esseretutelato nella sua complessità sia strutturale sia funzionale, tanto è veroche negli anni furono effettuati numerosi sopralluoghi e convocate diverseCommissioni consiliari congiunte (lavori pubblici, trasparenza, cultura) delComune di Trieste.I danni furono verificati di persona anche dal dott. Dugulin dirigentedell’area Cultura e dall’ing. Tevini per l’area Lavori Pubblici del Comune diTrieste, nonché dal presidente della VI Circoscrizione Gianluigi PesarinoBonazza. Preme ricordare che in data 3 giugno 2008 l’architetto Anselmidella Soprintendenza dichiarava in Commissione Lavori Pubblici che ilCapofonte Teresiano è un bene culturale e in quanto tale va mantenutonelle sue funzioni, e ancora le dichiarazioni del consigliere comunaleSasco, che definiva il manufatto storico e architettonico di importanzaprimaria e sottolineava che il regime idrico non andava modificato odanneggiato. Ribadiva anche la necessità del ripristino originale ed evidenziaval’importanza primaria di decidere chi avrebbe dovuto eseguirel’intervento ulteriore, chi lo avrebbe pagato e chi avrebbe verificato lacorretta esecuzione dei lavori.Alle proteste dei cittadini, che nel giugno 2008 in 1.600 sottoscrisserouna petizione in favore dell’attività svolta dall’Associazione “Il Capofonte”,riconoscendone l’operato di manutenzione e conservazione della zonaboschiva e delle risorse naturali ipogee ed epigee presenti, nonché l’attivitàdi salvaguardia dell’Acquedotto Teresiano, rispose ancora una volta laIV Commissione consiliare permanente del Comune, nella riunione del 12marzo 2009, quando dopo una discussione nella quale si prendeva attoDa sinistra a destra:– Interno delle Gallerie Superiori allagate dell’Acquedotto Teresiano– Il grave degrado in cui versa il Capofonte Teresiano attualmente23 Konrad ottobre 2011di un danno esistente, chiedeva che venisse eseguita in tempi brevissimiuna perizia idrogeologica al fine di verificare la situazione e intervenire perun ripristino dopo aver individuato le responsabilità.Da allora fino ad oggi di studi e verifiche tecniche non si è più parlato: gliabitanti rimangono preoccupati della situazione, mentre le Associazionihanno ribadito la necessità di una perizia idrogeologica urgente nell’area.Solo attraverso un’adeguata valutazione del rischio idrogeologico, infatti,sarà possibile accertare la reale situazione del cambiamento dei flussiidrici sotterranei. La preoccupazione tangibile è che con la consegnadei nuovi alloggi Ater del Borgo San Pelagio tutta la vicenda cada neldimenticatoio e nulla venga più fatto per ripristinare l’opera ingegneristicadi captazione e trasporto idrico delle acque voluta dall’ImperatriceMaria Teresa d’Austria, che con l’editto del 19 novembre 1749 ordinò lacostruzione dell’acquedotto per far fronte alle necessità idriche dovuteall’aumento della popolazione di Trieste nel XVIII secolo. Il Capofontee le gallerie di captazione dell’acqua hanno un grande valore storico eculturale e devono essere salvaguardati perché testimonianza preziosaper la storia della nostra città.Maria Grazia BeinatPresidente dell’Associazione Il Capofonte ONLUSdott. Majaron LeonardaBilanciamento craniosacrale - CromopunturaTest intolleranze alimentari - Fiori di BachDieta PsicosomaticaAssociazione Regionale Via San Lazzaro, 7 - TriesteBiodinamica Cranio Sacrale 347 6910549 www.bcstrieste.itCentro Trattamento e Formazione info@bcstrieste.it


colonna vertebraleErnia del disco cervicale24 Konrad ottobre 2011Lo scorso numero abbiamo affrontato l’argomento della “brachialgia” eviste le richieste di maggiori informazioni abbiamo ritenuto opportuno approfondirel’argomento con una delle cause tipiche di “brachialgia” acuta:l’ernia del disco cervicale.È un problema frequente, i più colpiti sono gli adulti sopra i 30 anni e sottoi 60. Ogni anno infatti vi sono circa 83 nuovi casi ogni 100.000 abitanti.L’ernia può essere “molle”, o “dura” a seconda della “consistenza”. Tipicamentesi manifesta con dolore e debolezzaal collo e ad un’arto superiore. Quando peròl’ernia è particolarmente voluminosa, essa puòdeterminare anche compressione sul midollospinale, compromettendo la forza e la sensibilitàdegli arti inferiori.Ernia “molle”È la classica ernia del disco: consiste nellafuoriuscita del nucleo polposo (parte centraledel disco) attraverso una lacerazione completadell’anulus fibroso (anello che lo contiene) conla conseguente compressione (nel 90% deicasi) di una o più radici nervose spinali e/o delmidollo.Cause: tipicamente vi è un’usura progressivadell’anulus con continue micro lacerazioni edebordamento progressivo, (condizione dettabulging o protrusione discale) fino al suo completocedimento con conseguente erniazionedel nucleo. Posture errate protratte, movimentiripetitivi in posizioni scorrette e carichi elevatisugli arti superiori sono cause tipiche di usuradell’anulus.Anche traumi importanti possono essere la causascatenante di un’ernia ma raramente essisono sufficienti a lesionare un disco perfettamenteintegro, generalmente sono determinantisolo su dischi già quantomeno parzialmentelesionati. Recentemente poi è stata scoperta una certa famigliarità, (fattorigenetici) a determinare la predisposizione di ognuno di noi a soffrire d’erniadel disco.Usualmente si riscontra prima dei 50 anni. Il livello più colpito è C6-C7(70%), segue C5-C6 (20%). La manifestazione prevalente è il dolore albraccio ed al collo, che spesso insorge acutamente al risveglio mattutino.Tipicamente è presente anche forte rigidità del collo, con dolore acutonei movimenti. Tipicamente il dolore al braccio può spingersi sino alledita della mano, con formicolii od altri sintomi, il dito indice ed il medionella maggioranza dei casi, il mignolo ed il pollice sono coinvolti menofrequentemente. Talvolta possono essere presenti solo i sintomi al braccioe/o dita senza che apparentemente vi siano problemi al collo.È importante ricordare che un’ernia C5-C6 può portare ad avere sintomisimili a quelli di un infarto miocardico mentre la sofferenza di C8 invecepuò accompagnarsi a una “sindrome di Horner” incompleta, ossia un’alterazionedel diametro pupillare.Ernia “dura”L’ernia “dura” è un falso nome per indicare un conflitto radicolaresostenuto da un becco osseo al margine del corpo vertebrale (osteofitosimargino-somatica). Questa condizione generalmente insorge dopo i 55anni ed una radiografia in posizione obliqua può essere sufficiente amostrare la riduzione del canale neurale, la dove la radice nervosa escedal canale vertebrale. L’insorgenza dei sintomi è solitamente più gradualedell’ernia “molle”, con dolore radicolare a cui spesso si associano deficitsmuscolari ed alterazioni dei riflessi. Talora sonocoinvolte più radici, perché il processo spondilotico,a differenza della semplice ernia “molle”,normalmente interessa più di un livello.DiagnosiMentre per l’ernia molle prevalgono i segniradicolari, ossia dolore e debolezza al braccio,in caso di ernia dura bisogna discernerel’interessamento radicolare da quello midollare.Infatti all’ernia “dura” è spesso associata la sofferenzadel midollo spinale ed il coinvolgimentodegli arti inferiori. L’iter diagnostico-terapeuticocomunque presenta delle similitudini.TerapiaLa terapia medica mira al controllo dell’infiammazionee del dolore. I farmaci piùcomunemente impiegati sono i FANS (farmaciantinfiammatori non steoirdei) che associanoin proporzioni più o meno diversa, anche un’attivitàanalgesica. Altri farmaci possono essereprescritti dal medico quando si vuole un’azionepiù intensa. Siccome l’irritazione meccanicaprodotta da certi movimenti del collo contribuiscead esacerbare i sintomi, risulta efficace laFisioterapia attraverso l’identificazione di queimovimenti ed esercizi specifici, contrari a quellinocivi, che possono aiutare a ridurre la compressioneradicolare e favorire la risoluzione del processo infiammatorio.Inoltre alcune terapie fisiche come la Tecar-Terapia, o le manipolazioni,possono avere un effetto decontratturante ed antalgico e possono contrubuirea superare la fase acuta con minor dolore e disabilità.Chirurgia?Di solito questa strada viene scongiurata (salvo nei rari casi di urgenzae/o nei casi con importanti deficit di forza/sensibilità o di compressionemidollare) e generalmente viene considerata solamente una volta esauritele possibilità offerte da un appropriato approccio fisioterapico. (cheandrebbe tentato almeno 1 mese prima di poter trarre delle conclusioni).Nella maggior parte dei casi infatti la Fisioterapia specifica, in sinergiaagli eventuali approcci medici conservativi, (es. farmaci prescritti dallospecialista dove necessari) a circa 2 mesi dall’episodio acuto, porta aduna remissione soddisfacente dei sintomi ed ad un buon recupero.Dott. Ft. Marco Segina


Meraviglie ed enigmi di un capolavoro del Rinascimento egiziano25 Konrad ottobre 20117 ottobre, Conferenza pubblica del prof. Francesco Tiradritti, Sala San Nicolo', via Dante 6, ore 17,30. Dal 1996 laMissione Archeologica Italiana a Luxor è attiva nello scavo del Complesso funerario di Harwa e Akhimenru a Luxor. Si trattadi due sepolcri della prima metà del VII secolo a.C., periodo che corrisponde alla fase finale del dominio di sovrani di stirpenubiana (XXV dinastia) sull’Egitto. Le ricerche effettuate sino a questo momento hanno consentito di riportare alla lucedecorazioni di fattura e delicatezza mirabili ispirate al passato delle civiltà faraonica che hanno portato a coniare il termineper l’epoca in cui furono prodotte di “Rinascimento egiziano”. La vastità della Tomba di Harwa (4000 metri quadrati) è provatangibile dell’importanza di questo personaggio. Nel corso degli scavi è stata ritrovata una statuina funeraria che lo ritraecon in mano le insegne della regalità faraonica. Il problema è di stabilire se questa effigie è soltanto espressione di velleitàpersonali o rispecchia una realtà di fatto che attribuirebbe a Harwa il ruolo di governatore plenipotenziario di tutto l’Egitto meridionale.Francesco Tiradritti, direttore della missione ed egittologo, prima di dare inizio alle ricerche presso il complesso funerario di Harwa e Akhimeru ha compiutoscavi in Italia, Sudan e in Egitto, dove lavora dal 1988. Ha lavorato tredici anni come consulente presso la collezione egizia delle Civiche Raccolte Archeologichedi Milano ed è stato docente presso l’Istituto Universitario “Suor Orsola Benincasa” di Napoli e l’Università di Foggia. Nel 2004-2005 ha ottenuto lacattedra di eccellenza in Storia dell’Arte presso l’Università di Memphis (Tennessee). Ha fatto parte della commissione per lo studio del piano di prefattibilitàdel Nuovo Museo di Giza e per il progetto di rinnovamento del Museo Egizio di Torino. Ingresso libero; info@percorsidicultura.itOpen day delle foreste in Friuli Venezia GiuliaIl Friuli Venezia Giulia presenta una grande varietà di ambienti naturali che si differenziano per tipo, clima, suolo e altitudine.Le sue foreste, che ammontano a circa 324.000 ettari - il 41 % del territorio regionale - per la loro elevata biodiversità,rappresentano uno scrigno di elementi naturali floristici, faunistici e geomorfologici di interesse internazionale.Nell’ambito dell’ ”Anno Internazionale delle Foreste” - proclamato dall’ONU a sostegno della gestione forestale sostenibile,della protezione e della valorizzazione di alberi e foreste di tutto il mondo - il Corpo forestale regionale, in collaborazionead altri enti ed associazioni del Friuli Venezia Giulia e del Veneto, ha organizzato per la giornata di domenica 2 ottobre un“open day” di sensibilizzazione in cinque caratteristiche foreste della regione. Dalle 8.00 alle 16 .00 sarà possibile usufruiredell’accompagnamento di forestali e di esperti naturalisti per una serie di facili visite guidate nella Foresta di Fusine aTarvisio, nel Bosco del Cansiglio, nella Selva di Arvonchi a Muzzana del Turgnano, nel Bosco Plessiva e nel Bosco Igouzaa Basovizza. In ogni bosco sarà realizzato un punto di accoglienza dove i visitatori potranno registrarsi, ricevere informazioni sulle varie opportunità di visita nell’arcodella giornata e raccogliere i materiali divulgativi preparati dalle varie organizzazioni che hanno collaborato all’evento. Presso la “reception”, inoltre, potranno assisteread alcune dimostrazioni pratiche dell’attività istituzionale del Corpo forestale regionale e statale. Sarà quindi possibile scegliere tra diverse escursioni e attività,alcune delle quali riservate ai bambini, cimentarsi su percorsi di orienteering, partecipare a passeggiate mirate all’osservazione dell’avifauna, seguire escursionistoriche, geologiche o floristiche, ascoltare intermezzi musicali proposti da alcuni cori, visitare musei e centri visite naturalistici, osservare dimostrazioni di praticheforestali quali l’ abbattimento, l’allestimento, la classificazione del legname e altro ancora. Il programma completo degli eventi nei cinque boschi è reperibile sul sitodella Regione www.regione.fvg.it.VENERDI 7 OTTOBRE IMMAGINI DAGLI USA AL DOPOLAVORO FERROVIARIO DI TRIESTEOgni primo venerdì del mese alle ore 20.30 da parecchi anni presso la sala riunioni del palazzo delle ferrovie in piazzaVittorio Veneto a cura della Sezione diapositive dell’Associazione Dopolavoro Ferroviario di Trieste vengono proiettateimmagini da tutto il mondo, ma non solo. Numerose sono state anche le proiezioni scientifiche e culturali dedicate a Triestee dintorni. Ma venerdì 7 ottobre grazie al socio Walter Skof, la protagonista sarà la famosa Monument Valley, uno spettacolarefenomeno naturale presente nell'Arizona (USA) e conosciuto in tutto il mondo grazie ai film western del regista JohnFord. Un tempo presso il DLF di Trieste vi erano svariate sezioni dedite al teatro, alla biblioteca, alla pittura, alla filateliaed altro. Negli ultimi anni invece gradualmente sono state privilegiate le attività sportive. Oggi tra le attività culturali è rimasto solo il Museo Ferroviario di TriesteCampo Marzio, vero fiore all’occhiello dell’ associazione, sostenuto dal gruppo S.A.T. , tutti volontari appassionati di treni e ferromodellismo. Ma esiste, sia pure intono minore, l’impegno nel settore audiovisivo che resiste sulla breccia dal oltre 15 anni. Tutto iniziò nel novembre 1994, quando in una saletta laterale del MuseoFerroviario che oggi è stata trasformata nella Sala Apparati Centrali ebbe luogo la proiezione di oltre 300 diapositive di una socia che aveva viaggiato a lungo nelMadagascar. La mancanza di riscaldamento suggerì ai soci di trasferirsi con l’accordo dell’allora Presidente del DLF Franco Bandelli nella sala riunioni del DLFche allora era situata in via Galatti. Fu in essa che ebbe luogo la seconda proiezione dal titolo La Montagne di Kugy perché proprio in quel periodo cadeva il 50°anniversario della morte del grande scrittore e scalatore triestino Julius Kugy. Fin dall’inizio come leader del gruppo si affermò il macchinista in pensione LucianoMuran, e tale è rimasto ancora oggi, nonostante abbia già superato gli ottanta anni di età. Dopo 15 anni il numero di proiezioni effettuate dal gruppo è salito adoltre un centinaio, ma l’attività continua senza soste, con l’appoggio dell’attuale Presidente dell’Associazione DLF Claudio Vianello. Attualmente le proiezioni didiapositive a dissolvenza incrociata stanno lasciando il posto alle immagini digitali. Gli incontri sono aperti a tutti i soci che amano le immagini, i viaggi, le foto, lacompagnia di un gruppo di amici. Se volete proiettare le vostre diapositive, contattate il DLF al 040-3794.620- Oppure il sig.Luciano Muran, tf. 040-910484 .


APPUNTAMENTI DI OTTOBRE26 Konrad ottobre 2011su www.konradnews.it gli annunci di novembre entro il 21 ottobreTrieste1 sabato ingresso liberoFrancese e musica per bambiniLaboratorio gratuito dai 4-5 anni in super scoprire la musicalità della linguafrancese attraverso giochi, canzoni e filastroccheaccompagnate dal piano. 16.30-17.30. Comitato pro-ELIC Via Mazzini 30,3° piano Info 040 260239, 320 0488202.1 sabato ingresso liberoDualità e non-dualitànella tradizione vedica e biblica. L’Instituteof Yogic Culture invita all’incontro confr. Martin Kuvarapu (sw. Sahajananda)alle ore 20 al centro Veritas in via MonteCengio 2. Info 040 635718.1 sabato ingresso liberoAlla scoperta del Tai ChiPomeriggio di illustrazione e sperimentazionecon il Tai Chi Chuan, movimentoarmonioso fonte di benessere e longevità,presso l’ass. OmNiaction, via San Francesco15, ore 15-18. Info 3284253103.1 sabato ingresso liberoScuola Ayurveda Abyangam JoytinatAlle ore 17 presentazione del programmadettagliato della Scuola “InternationalCollege of Ayurveda Joytinat” del MaestroSwami Joythimayananda. Il programmaillustrato sarà in accordo con le disposizionieuropee in materia. La Scuola puòessere seguita sia in forma culturale cheprofessionale. Ass. Joytinat Yoga Ayurvedavia Felice Venezian 20 - segreterialun-mer-ven ore 18/20. Info 040 3220384,www.joytinat-trieste.org1 sabato ingresso liberoL’entrata di urano in ariete:uno sguardo sul futuro. Conferenza dellaFacoltà di Cosmobiologia dell’UNINT - UniversitàInternazionale della Magna FraternitasUniversalis. ore 18.30 Via Mazzini 303° p. Info 040 2602395, 333 4236902.2 domenica ingresso liberoOpen day della foresta a BasovizzaNell’anno internazionale delle foreste,anche in provincia di Trieste sarà organizzatol’ “Open day della foresta” con l’aperturadalle ore 10 alle ore 18 del Centrovisite del Centro didattico naturalistico diBasovizza (loc.Basovizza,224) e dalleore 8 visite guidate con attività nel boscoIgouza. Programma in visione su www.regione.fvg.it. Info 040 3773677.2 domenica ingresso liberoMeditazione guidata al JoytinatPer festeggiare il 15° anno della fondazionedella nostra associazione, abbiamoscelto il giorno simbolico della nascita diGandhi per ricordare il nostro percorsosvolto con semplicità, impegno, professionalitàe servizio. Alla meditazione seguirannotisane, dolcetti e fiori. Ore 18 invia Felice Venezian 20. Info 040 3220384,Om Shanti Shanti Shanti.2 domenica ingresso liberoGiornata mondiale della NonviolenzaGiornata mondiale della Nonviolenza volutadalle Nazioni Unite, Anniversario dellanascita del Mahatma Gandhi in Piazzadella Borsa alle ore 11.30. Riflessionisulla condizione del Popolo Palestinesea cura del Comitato Pace Convivenza eSolidarietà “Danilo Dolci” e di altre Associazioni.Info 338 1652364.2 domenica - 23 domenicaCorso di euritmiaL’insegnante B. Berden guiderà il corsodi Euritmia presso la Casa-Dom BrdinaOpicina v.di Prosecco 109 Ip. ore 10-12.Organizza l’Ass. Agricoltura Biodinamica.Info 333 7864810.3 lunedì ingresso liberoPresentazione corso di conoscenzaPresentazione del corso: Ampliamentoalla conoscenza per scegliere in libertàovvero: macro-sofia. Alle ore 20,30 c/oSettimocielo Edizioni via della Guardia13. Il corso inizierà il 17 ottobre. infoe prenotazioni 040 7606402, Centro IlSettimocielo.3 lunedì ingresso liberoIniziati i corsi di Tai ji/Kung FuLezione di prova: lunedi 3 Tai ji ore 19-20.30 con Walter Mauri presso A.S.D.Avvolgere in via Carducci 12. Domenica9 inizia il corso di massaggio (Tuina) suimeridiani con il dott. Zhao Ning Jun. Info328 7352067, info@avvolgere.it3 lunedì ingresso liberoA.y.a.: dedicato a Yoga mammeDalle ore 10.30 alle 12 invitiamo Mammein attesa a partecipare ad un programmaesperenziale basato su pratiche di Yogae Ayurveda. Associazione Joytinat YogaAyurveda via Felice Venezian 20 - segreterialun-mer-ven ore 18/20. Info 0403220384, www.joytinat-trieste.org3 lunedì ingresso liberoSan Giovanni si prepara...ad incontrare il Sindaco. Alle ore 18, alcentro rionale di San Giovanni, via SanCilino 40/2, incontro pubblico tra i cittadiniinteressati a preparare le domande darivolgere al sindaco in occasione dellasua venuta in rione del 4 ottobre. Info 3382118453, prolocosgc@libero.it3-31 ogni lunedì ingresso liberoMeditazione di luce per la terraUn invito di cuore a tutti e a chi si chiedeil perchè dei cambiamenti in atto, dovestiamo andando, perchè siamo qui ora? IlSalto quantico 2012, meditazione di Luceper la Terra e l’ Umanità, guidata da ArleenSidhe, in connessione i regni della naturae rete di luce del pianeta; l’incontro saràintrodotto da una breve spiegazione a titoloinformativo, e dopo la meditazione seguiràun aggiornamento sull’Ascensione, la situazioneattuale del passaggio di frequenzae cambiamento di coscienza della Terra.Ogni lunedì alle 20.30 presso Assoc. Lam-IlSentiero, in piazza Benco 4. Info ArtLight347 2154583, arleensoundlight@libero.it4 martedì ingresso liberoElaborazione del luttoLa Società Antroposofica organizza ogniprimo martedi del mese un incontro con ilgruppo di sostegno per l’elaborazione dellutto, seguendo il testo “Confrontarsi conla morte” Ed. Novalis in via Mazzini 30,I p - ore 18.15-19.45. Info 339 7809778,lorenzolucchetti18@gmail.com, www.rudolfsteiner.it4 martedì ingresso liberoCasa internazionale delle donnePresentazione del laboratorio di autostima:Il governo delle donne alle ore 17in via Pisoni 3. Alle ore 18 l’ass. AnticaSorgente presenta Spagyria: le piante dicasa nostra.4 martedì ingresso liberoCorso base di avvio al buddhismoCorso di base di avvio al Buddhismo,meditazione e concentrazione sarà tenutodalla monaca Sherab Choden (MalvinaSavio) tutti i martedì ore 19 presso ilCentro Sakya di via Marconi 34 Trieste.Info 040 571048.4 martedìCorso di yogaInizio corso di Yoga, con Antonio Contini,ogni martedì, dalle 18.30 alle 20, pressoil Centro Joytinat di via Madonnina n. 3 aTrieste. info 040 7600131, 338 4593395.4 martedì ingresso liberoLo yoga, la sua base fisiologica...e il suo significato. Conferenza organizzatadal Centro Culturale di Yoga Jñanakandaore 17.30 presso la Libreria Borsatti,via Ponchielli 3. Info 040 2602395,333 4236902.4 martedì ingresso liberoIl Sindaco incontra i cittadini...a San Giovanni. Alle ore 18, nel tendonechiesa, in piazzale Gioberti. Verrannotrattate varie problematiche del territorio,comprese quelle legate al futuro pianoregolatore. Info 338 2118453, prolocosgc@libero.it5 mercoledìAcsd Ombellyki Danza OrientaleRisveglieremo la Dea che è in noi in unpercorso di conoscenza e consapevolezzache riduttivamente chiamiamo “Danzadel Ventre”. Corsi ogni Mercoledì dal 5ottobre ore 19.45-20.45 Base e 20.45-21.45 Intermedio-Avanzato c/o ArteffettoDanza,via Machiavelli 17 I°p. Provagratuita. Su richiesta corsi in altri orari edincontri mensili. info 333 4573184, www.ombellyki.it, ombellyki@tiscali.it5 mercoledì ingresso liberoIl Respiro che trasformaAlle 20.30 presso Il Giardino di piazzaBenco 1 si terrà la conferenza gratuita di“Transformational Breath” (Il Respiro chetrasforma), cui seguiranno 4 seminari.La conferenza sarà condotta da PeterPuschel (trainer di TB). Info 040 671940,335 7523100, Peter Puschel.5 e 19 mercoledìCorso di pitturaL’Ass. Agricoltura Biodinamica organizzaun corso guidato dalla pittrice BarbaraDonadel sul tema “Esperienza di diversipaesaggi” presso la sede di v.Mazzini 30 Ip. ore 17.45-19.30. Info 333 7864810.6 giovedì ingresso liberoI geroglifici egiziFondamenti Simbolici ed Archetipici deiGeroglifici Egizi. Lettura dei Segni Sacrivolta a risvegliare la facoltà intuitiva delpensiero, essenziale per accedere almondo arcano dei Misteri. Conferenzatenuta dal dott. Roberto Colautti, ore 20,30presso La Casa della Musica (Auditorium)Via Capitelli, 3 Trieste. Info 349 8901350,ass Tra Cielo e Terrawwf triesteconversazioni a casa del pandaMercoledì 5 ottobre, ore 18:00 – Conflitti ambientali: esperti, politicae istituzioni nelle controversie ecologiche. Il caso del rigassificatoredi Porto Viro, con gli autori dell’omonimo libro, di recente edito daIl Mulino, Giorgio Osti e Luigi Pellizzoni, docenti di sociologia dell’ambientenell’Università di Trieste. La conferenza si terrà presso la sededell’Associazione.Mercoledì 26 ottobre, ore 18:00 – Presentazione del libro Per Aquileia.Realtà e programmazione di una grande area archeologica, diAndrea Benedetti, docente all’IUAV di Venezia e Luigi Fozzati, Soprintendenteper i beni archeologici del Friuli Venezia Giulia. La conferenzasi terrà presso la sede dell’Associazione.Venerdì 14 ottobre, dalle ore 10:00 alle ore 17:00, WWF: da 40 anni aTrieste per la tutela dell’ambiente, il Convegno si terrà presso SpazioVillas nel Parco dell’ex Ospedale psichiatrico. Una ventina direlatori proporranno un’analisi comparativa della questione ambientaletra l’inizio degli anni “70 e oggi, evidenziando nelle conclusioni – per irispettivi settori di competenza – quali siano gli indirizzi d’azione chel’Associazione di Trieste dovrà perseguire. Ulteriori informazioni e ilprogramma completo sul sito wwftrieste.blogspot.com


APPUNTAMENTI DI ottobre27 Konrad ottobre 2011su www.konradnews.it gli annunci di novembre entro il 21 ottobreTrieste6 giovedìOli essenzialiPrevenire e contrastare lo stress congli oli essenziali. Corso con la Dott.ssaMiriam Pinausi. Info presso ErboristeriaAromatica, via Lazzaretto Vecchio 18/1,040 3229675.6 giovedìAcsd Ombellyki Danza Orientale SoftDa Giovedì 6 ottobre ore 11-12.15 Corsoper mamme in attesa, zie che hanno attesoabbastanza e nonne che non è maitroppo tardi! Partecipazione solo su prenotazionetelefonica. Info 333 4573184,Prova gratuita6 giovedì ingresso liberoPresentazione di KonradIn prossimità delle scelte sulle direttiveper il nuovo Piano Regolatore di Trieste,alle ore 18, al centro rionale di S. Giovanniin via S. Cilino 40/2, avrà luogo lapresentazione pubblica del numero diottobre della rivista Konrad. Si entrerà nelmerito del ruolo che questo strumentoinformativo gratuito offre ai cittadini, alleassociazioni e ai comitati. Alcuni membridella redazione si soffermeranno suarticoli che trattano temi di attualità e dipubblico interesse. Saranno disponibilianche materiali di WWF, Legambiente eItalia Nostra che informano sulle diversequestioni che impegnano queste associazionia livello locale, regionale e nazionale.Abituiamoci a ritrovarci una volta almese per leggere insieme Konrad ed altrimateriali utili proposti dalle varie associazioniambientaliste Invito divulgato dalCoordinamento Più verde meno cementoe da altre associazioni. Info 338 2118354,piuverdemenocemento@libero.it6-27 ogni giovedì ingresso liberoMamme & papà separatiAssociazione per la tutela dei diritti dei figlinella separazione, rivolge i propri servizia chiunque sia coinvolto direttamente oindirettamente nelle problematiche inerentile separazioni coniugali in presenza di figli,offre gratuitamente sostegno psicologicoe legale servendosi del volontariato diprofessionisti quali psicologi, avvocati epedagogisti, nonché della presenza di Sociche già hanno vissuto in prima personale esperienze della separazione. Incontriogni giovedì alle ore 20.30 nella sede diBanca Etica in via Donizetti 5/a. Info 0409896736, trieste@mammepapaseparati.org, www.mammepapaseparati.org7 venerdìCorso sulla dieta zonaInizio Corso sulla Dieta Zona in 3 giornateil 7 ottobre alle 18.30 tenuto dalladott.ssa nutrizionista Lidia Mosca ZoneConsultant in via San Maurizio 2. Info eiscrizioni 339 150509, 040 636469.7 venerdì ingresso liberoAlimentazione ragionataQuali cibi sono adatti alla nostra alimentazione?Come possiamo combinarli almeglio? Serata colloquiale con ShantiBenussi alle ore 20.30 all’AssociazioneCulturale Shanti Trieste in via Carducci12. Info www.shanticenterts.it7 venerdìPercorsi di arteterapiaSono aperte le iscrizioni ai corsi diarteterapia: Corso di Pittura e DisegnoSensibile Base e Avanzato, seminari diTessitura di Vita e seminari a Tema- AssociazioneReiki... la via del Cuore. Info333 3462198.7 venerdì ingresso liberoI primi tre anni del bambinoNel ciclo dedicato al sostegno alla genitorialità,la Metamorphosis soc. coop.soc. Onlus, organizza la conferenza conla relatrice Annamaria Zuccherato diVenezia presso il Circolo Culturale “IvanGrbec” in via di Servola 124 alle ore 20.Info 040 229474, 366 9300300, info@ilpiccolocarro.org7 venerdì ingresso liberoGli esodi nella storiaConferenza del Centro di Studi Generali- CEGEN con il Dr David Juan FerrizOlivares della Magna Fraternitas Universalisalle ore 17.30 alla Libreria Borsatti,via Ponchielli 3. Info 040 2602395, 3334236902.8 sabatoSabato nella piramideUn’intera giornata per provare personalmentegli effetti energetici, ringiovanentidella piramide e conoscerne i molteplicibenefici. Con Shanti Benussi e FedericoSangermano. Dalle 8 alle 20 su appuntamentoentro il 7 ott. all’AssociazioneCulturale Shanti Trieste in via Carducci12. Info www.shanticenterts.it8 sabatoIncontri di Tai ChiDa ottobre corsi di Tai Chi serali e mattutini.Sklad Mitja Čuk, Opicina (TS), viadi Prosecco 131. Info 040 212289, info@skladmc.org8 sabato ingresso liberoFiori di Bach: fiori del benessereA chi e quando servono, conoscerli perutilizzarli meglio: indicazioni e controindicazioniper trovare vero beneficio. Alleore 20 in via Imbriani 4, studio Spachtholz.Info 335 5409328, www.tecnichedelbenessere.comsabato 8, 13, 25Arte_Scuola del VedereIniziano i nuovi corsi di: nudo (disegnatoe/o modellato con creta) con modella,ritratto, disegno, pittura, anche per bambinie ragazzi (con insegnanti qualificatie metodi comprovati). Info 040 311885,www.scuoladelvedere.it9 domenicaProgr. Neuro Visiva (psicocybernet)Ore 10/18 1° liv. Programmare la propriaguarigione attraverso la visualizzazionee la meditazione consapevole. Un corsoche cambia la visione della vita. ViaImbriani 4 studio Spachtholz. Info 3355409328, www.tecnichedelbenessere.com prenotazione obbligatoria.10 lunedì ingresso liberoL’attenzione nella pratica meditativaMeditare non significa rinchiudersi inun isolamento interiore quanto piuttostoimparare, anche con l’aiuto di tecnichespecifiche, a prestare attenzione a 360gradi nella vita quotidiana. Conferenzadel dott. Piero Vattovani, nell’ambito delcorso “Meditazione e medinamica” - Ass.Espande, ore 20.30, via Coroneo 15. Info380 7385996, www.trieste.espande.it10 lunedì ingresso liberoAya: dedicato a massaggio neonatiDalle ore 10.30 alle 12 invitiamo Mammee Papà a partecipare ad un incontrodivulgativo-dimostrativo sull’importanza dimassaggiare i propri figli fin dal momentodella nascita. Associazione Joytinat YogaAyurveda via Felice Venezian 20 - segreterialun-mer-ven ore 18/20. Info 0403220384, www.joytinat-trieste.org11 martedìCorso base di fotografia digitaleTecnica generale, composizione delleimmagini, gestione file digitali, con particolareriguardo alla fotografia di viaggio.8 lezioni ogni martedì ore 18 - 20 all’Ass.Culturale Shanti, via Carducci 12. Info040 3478445, Paolo 366 1005124.11 martedìIncontri per genitoricorso con la dott.sa Miriam Pinausi:Come favorire l’autonomia e l’autostimanei bambini. Info Erboristeria Aromatica040 3229675.11-25 martedìWorkshop fotografia naturalisticaNei luoghi più belli del Carso triestino egoriziano insieme a fotografi professionistiamanti della Natura! Dall’11 al 25ottobre lezioni in aula e escursioni. InfoRogos 333 4056800, inforogos@gmail.com, www.riservanaturalegradina.com12 mercoledì ingresso liberoLa psicologia al caffèNella splendida cornice dell’antico caffè S.Marco sarà possibile prendere una consumazionee parlare di psicologia. Incontriaperti a tutti a cura dell’Ass. Psicoattività.Dott. M. Pizzi psicologo-psicoter. dott.ssaL. Marghi psicologa-psicoter.: Sessuologia2.0, viaggio all’interno della coppia nelDuemila. Dieci anni di consulenza in internet.Alle ore 18 al Caffè S. Marco in viaBattisti 18. Info www.psicoattivita.it12 mercoledì ingresso liberoBioenergeticaInizio del Laboratorio Bioenergetico 2011-12, per regalarsi uno spazio di riconquistadel proprio benessere psico-corporeo. IlLaboratorio è aperto a tutti per una provagratuita. Alle ore 20 all’Ass. Il ricordo diSé in via XXX Ottobre 4. Per prenotarela prova e info Stefano 328 7429516,s.bio@hotmail.it12 mercoledì ingresso liberoConoscere il Pranic HealingUn insegnamento straordinario che ciintroduce nel mondo dei trattamenti energetici,per migliorare il benessere fisicoed emotivo attraverso l’uso del prana (oenergia vitale) e della meditazione. PressoNew Age Center, via Nordio 4. InfoElisa Del Forno 340 6858339.12 mercoledì ingresso liberoMal di schiena e mal di colloConferenza informativa aperta a tutti sulletecniche riabilitative innovative del “CentroRieducazione Colonna Vertebrale” apartire dalle 18 presso PoliambulatorioFisiosan di Via Genova 21 Trieste. Postilimitati. Info e prenotazioni 040 3478678.13 giovedì2012 cosa accadrà? La scienza spiegaSpiegazioni e slide per sapere cosaaccadrà nel 2012 e cosa sta già accadendo.Preparazione per la meditazioneche si effettua ogni mese. Via Imbriani 4studio Spachtholz 335 5409328 graditaprenotazione13 giovedì ingresso liberoPunto vegetarianiIncontro in-formativo mensile con SusannaBeira e Marco Bertali, medici delegatidell’Ass.Vegetariana It. Via Donizetti 5/a;dalle 17 alle 18.30.13 giovedì ingresso liberoSos cervelloCampagna sociale di psicofarmaco-vigilanza.Incontro in-formativo mensile conlo psichiatra Marco Bertali. Via Donizetti5/a, dalle 18.45 alle 20.15.14 venerdì ingresso liberoFra i Dinka del sud Sudanquando “costruire una scuola” non èsolo “costruire una scuola”. Incontrocon Orsola Pignatti e Paolo Gallina alle20.30 presso l’Institute of Yogic Culture,v.S.Francesco 34. Info 040 635718.14 venerdì ingresso libero2012 e ascensione planetariaContinuano gli incontri mensili sul 2012,con i nuovi aggiornamenti aperti a tutti:Cosa accadrà? I grossi cambiamenti alivello individuale, sociale e planetario, segnalidi risveglio di coscienza e spirituale.Messaggi guida di condivisione per vivereal meglio questi momenti di trasformazioneinteriore, nel corpo, nell’ anima, nel quotidiano.Tema di oggi: Relazioni e stili di vitanella nuova energia e l’ umanità galattica.Conduce Arleen Sidhe, operatrice perl’Ascensione planetaria e trasformazionequantica, terapeuta del Suono, riequilibrienergetici esseni e lettura dell’Aura. Alleore 20.30 presso Associazione LAM-IlSentiero, in piazza Benco 4. Info ArtLight347 2154583, arleensoundlight@libero.it15 sabato ingresso liberoGiornata aperta e sede rinnovataLeviedelblu amplia i propri spazi e tiaspetta sabato 15 ott dalle ore 9 alle 17con dimostrazioni pratiche delle attività edei trattamenti individuali proposti in viaSan Francesco 15. Info 320 1431175.15 sabatoOli curativi ed oleoliti fai-da-tePreparati con oli essenziali, fiori di Bach,spezie, erbe officinali, ecc. Con attestatoed oleolita da portare a casa. A cura diSusanna Berginc naturopata. Info 3479842995, naturalmente.it@libero.it


APPUNTAMENTI DI ottobre28 Konrad ottobre 2011su www.konradnews.it gli annunci di novembre entro il 21 ottobreTrieste15 sabato ingresso liberoTavolo sul trasporto degli animaliLa Sede Territoriale della LAV (lega AntiVivisezione) sarà presente in via SanLazzaro angolo via Ponchielli con untavolo informativo sul trasporto di animaliin Europa. Al tavolo si potrà firmare lapetizione per abolire i viaggi della morteche durano più di 8 ore.15 sabatoUna pianta al mese: il carciofoSei incontri mensili su botanica, uso tradizionalee officinale delle piante, forme edindicazioni per l’uso con cenni d’anatomiae fisiologia degli organi interessati allaloro azione 16-17.30 Magna FraternitasUniversalis v. Mazzini 30. Info 0402602395, 333 4236902.16 domenicaKundalini: un’esperienza occultaCome risvegliare l’energia dormientepresente in ognuno di noi? Come poterutilizzare a pieno le nostre potenzialità?Seminario teorico pratico con ShantiBenussi. Dalle 13,30 alle 18,30 all’AssociazioneCulturale Shanti Trieste in viaCarducci 12. Info www.shanticenterts.it16 domenicaL’astuzia del GolemIl Golem è simbolo dell’identificazioneegoica e degli errori terribili che si commettonomettendo la propria vita nellemani di tale mostro. Sauro Tronconiconduce un seminario di rivelazioni oveincontreremo il nostro personale Goleme lo metteremo alla prova con rebus eindovinelli, con emozioni e verità sino aricondurlo al suo posto od annientarlo.Info 380 7385996, www.trieste.espande.it19 mercoledì ingresso liberoL’aspetto fisico dell’energiaAlle ore 20.15 conferenza introduttiva almetodo Qi Ray, relatrice Sonia Rizzi. Laconferenza sarà interattiva in quanto siavrà l’opportunità di sperimentare alcunetecniche insegnate nel percorso. Seguiràin data 12 e 13 novembre il primo livello.In via Palestrina 8, presso il CentroStudi e Ricerche Olistiche. Info 3387592945,www.qi-ray.it, info@qi-ray.it21 venerdì ingresso liberoLa fine è il mio inizioPer il ciclo: Il viaggio come metafora, allaricerca del senso della vita e della morte.Serata colloquiale con filmato guidata daClara Dessenibus alle ore 20 all’AssociazioneCulturale Shanti Trieste in viaCarducci 12. Info www.shanticenterts.it21 venerdì ingresso liberoRiflessioni leggeresul (nostro) tempo. Il tempo nella vita enella fisica... Incontro con Fabio Benattialle ore 20.30 presso l’Institute of YogicCulture, v.S.Francesco 34. Info 040635718, yogaway@tin.it22 sabatoSabato di test AyurvediciUn’ intera giornata dedicata alla scopertadel proprio dosha per sapere come raggiungereun elevato stato di benesseree di equilibrio. Con Shanti Benussi eFederico Sangermano. Dalle 8 alle 20su appuntamento entro il 21 ott. all’AssociazioneCulturale Shanti Trieste in viaCarducci 12. Info www.shanticenterts.it22 sabatoPrimo livello Reiki UsuiCorso di Primo livello Reiki Usui, pressol’associazione Reiki... la via del cuore invia Marconi 14, dalle ore 09 alle 18. Prenotazioneobbligatoria. Info 333 3462198.22 sabato ingresso liberoLinux day 2011 a Trieste!L’Associazione culturale LUGTrieste organizzail Linux Day, dalle ore 9 dell’edificioH2 dell’Università di Trieste. Info epreregistrazione http://trieste.linux.it22-30 sabato-domenicaFestival del cinema Latino AmericanoAl teatro Miela è in programma la XXVIedizione del Festival del Cinema LatinoAmericano. Decine di pellicole inediteprovenienti dal Sud America, documentari,incontri, dibattiti e mostre fotografiche.23 domenicaChakra, fiori bach, oli essenzialiSentire, comprendere e riequilibrare ichakra con i rimedi dell’anima ed esercizi.A cura di Susanna Berginc naturopata.Info 347 9842995, naturalmente.it@libero.it24 lunedìCorso sulla dieta zona e altroInizio Corso sulla Dieta Zona ed educazionealimentare adeguata di 3 giornateil 24 ottobre tenuto dalla dott.ssa nutrizionistaLidia Mosca Zone Consultant invia San Maurizio 2. Info e iscrizioni 339150509, 040 636469.25 martedì ingresso liberoLa famiglia in trasformazioneLa Società Antroposofica organizza l’incontromensile per una possibile comprensionedelle tematiche familiari, seguendoil testo “La famiglia in trasformazione”Ed.Novalis in v.Mazzini 30, I p ore 18.15-19.45 Info 339 7809778, lorenzolucchetti18@gmail.com,www.rudolfsteiner.it26 mercoledì ingresso liberoLa psicologia al caffèNella splendida cornice dell’antico caffèS. Marco sarà possibile prendere unaconsumazione e parlare di psicologia.Incontri aperti a tutti a cura dell’Ass. Psicoattività.Dott. A. Vegliach psicologo-psicoterapeutapresso Strutt. Compl. DipendenzeSost. Legali A.S.S.n.1 Triestina:Le nuove modalità del bere patologico:dall’alcoolismo ai problemi alcolcorrelati.Alle ore 18 al Caffè S. Marco in via Battisti18. Info www.psicoattivita.it27 giovedì ingresso liberoIntroduzione alla KinesiologiaVieni ad imparare gratuitamente comeeseguire il test muscolare utilizzato nellakinesiologia Touch For Health, con ContiniAntonio, istruttore e kinesiologo professionale,alle ore 19, presso il CentroJoytinat di via Madonnina n.3 a Trieste.Info 040 7600131, 338 4593395.28 venerdì ingresso liberoNuove pillole di felicità :-)La nuova serata di ChAngel per impararea coltivare la tua saggezza interiore evivere più felice. Seminario alle ore 20.30al Centro Yoga di via San Francesco34. Prenotazione obbligatoria. Info 3939895861 Marta.28 venerdì ingresso liberoPillole di felicità, capitolo 2Serata gratuita di formazione per continuaread allenare la saggezza interiore,organizzata da ChAngel presso Institute ofYogic Culture, v.S.Francesco 34. E’ richiestala prenotazione. Info 327 8458086.28 venerdì ingresso liberoErnia del disco e stenosiIncontro aperto con gli esperti del “CentroRieducazione Colonna Vertebrale” sulletecniche fisioterapiche innovative adottatedal centro per trattare queste patologie. Apartire dalle 18.15 presso Poliambulatoriofisiosan in Via Genova 21, Trieste. Postilimitati. Info e prenotazioni 040 3478678.28 venerdì ingresso liberoCure di luce per la nuova terraTerapie essene e lettura dell’ Aura; Unincontro con sè stessi, di guarigione e armoniainteriore, fisica e sottile; il sistemadei chakra e relativi organi, la circolazionepranica e sottile dei nadi, il Suono, gli oliessenziali, i campi aurici e i corpi di luce;il legame e origine delle malattie e le FormePensiero; Un aiuto alle problematiche,le disarmonie, i disagi del corpo e dell’anima,secondo gli insegnamenti di Anne eDaniel Merois-Givaudan. Conferenza diArleen Sidhe, terapeuta certificata allascuola di formazione di terapeuti di AnneGivaudan e del dott. Antoine Achram, alleore 20.30 presso Assoc. Lam-Il Sentiero,piazza Benco 4. Info 347 2154583, arleensoundlight@libero.it29-30 sabato e domenicaPranic Healing: corso baseIl Pranic Healing è una tecnica che utilizzail Prana o Energia Vitale per migliorarela salute fisica ed emozionale. In questocorso esperienziale imparerete a conoscerel’anatomia sottile dell’essere umano,percepire le aure ed i centri energeticidel corpo, trattare i disturbi più comuni.Presso l’Associazione Alma, via Tor SanPietro 16. Info Istituto Pranic Healing Italia0432 691448, Elisa 340 6858339.29-30 sabato e domenicaSistema Inochi®Seminario di primo livello del SistemaInochi®, Trainer Maurizio Battistella,presso il Centro Studi e Ricerche Olistiche,Via Palestrina 8, Trieste. Il corso èa numero chiuso. Info ed iscrizioni 3387592945, www.inochi.it, info@inochi.it29-30 sabato e domenicaScuola Istruttori Yoga UISPRiapre la scuola per diventare istruttoriYoga che fornisce diploma UISP (CONI).Info 347 1312034, www.metamorfosys.org, in via Milano 18 Trieste, associazioneMetamorfosys.Una donna da non dimenticareConcorso letterario annuale intitolato a Elca Ruzzier indetto dalla Casa Internazionale delle Donne di Trieste e dalla Sezione della Regione Friuli VeneziaGiulia della Società Italiana delle LetterateElca Ruzzier ha lavorato molto per la nascita della Casa Internazionale delle Donne di Trieste e ne ha condiviso gli obiettivi. Con questo premio vogliamocurare la memoria di questa donna straordinaria e diffondere la conoscenza e la valorizzazione di figure di donne da non dimenticare del presente edel passato. Il concorso si articola in tre sezioni:1) Scritture soggettive: lettera, pagine di diario, memorie, con al centro una figura di donna da non dimenticare.2) Saggio breve o presentazione narrativa di una donna della Regione Friuli Venezia Giulia da non dimenticare.3) Saggio breve o presentazione narrativa di una donna da non dimenticare di altri luoghi nazionali e internazionali.Si concorre inviando entro il 30 ottobre 2011 una singola opera di lunghezza non inferiore alle 5.000 battute e non superiore alle 14.000 battute spaziinclusi. Sono ammesse al concorso opere inedite in lingua italiana, slovena, friulana o altre lingue con traduzione in italiano non premiate in altri concorsi.Il premio consisterà nella pubblicazione di un'antologia degli scritti vincitori. Opere d’arte, diplomi e menzioni speciali sono previsti per gli scritti selezionati.Regolamento e altre informazioni vanno richiesti all'indirizzo info@casainternazionaledonnetrieste.org


APPUNTAMENTI DI ottobre30 Konrad ottobre 2011su www.konradnews.it gli annunci di novembre entro il 21 ottobre19 mercoledì ingresso liberoRidere di gustoquando tu ridi tu cambi e quando cambiil mondo intorno a te cambia-Lo yogadella risata con Cinzia Visentin LeaderLaughter Inernational School Dr.Katariaore 20.30 sc.element.Via Boito, 2 RomanoVigonovo Fontanafredda Pn. Infoe prenotazioni 349 2879089, cinzia@cerchiumvitae.it21 venerdì ingresso liberoEft conferenza informativaEft Friuli propone un incontro informativoper presentare questa innovativa tecnicaenergetica, alle ore 20.30 a Pordenone alVillaggio del Fanciullo Padiglione D. Info335 8445140 Franco, www.eft-friuli.it24 lunedì ingresso liberoGenitori e figlicon le costellazioni familiari. Incontroalle 20.30 con Leontien Homulle pressola sc.element. Via Boito 2 RomanoVigonovo di Fontanafredda PN. Infoe prenotazioni 349 2879089, cinzia@cerchiumvitae.it26 mercoledì ingresso liberoCome restare giovaniconsigli per il nostro benessere. Conferenzacon Walter Pansini alle 20.30 nellasala riunioni della scuola elementare invia Boito 2 a Romano Vigonovo FontanafreddaPn. Info 349 2879089, cinzia@cerchiumvitae.it29-30 sabato e domenicaCorso professionale di ShiatsuInizia il corso di Shiatsu della Scuola IlSoffio di Pordenone, certificata da ASSI(Associazione Scuole Shiatsu Italiane)per la qualità formativa e professionaledella scuola e degli insegnanti. Info 3475102713, 338 9075470, ilsoffio@yahoo.it,www.ilsoffio.netUdine1-2 sabato e domenicaCampane tibetane e Raja YogaSeminario esperenziale dedicato acoloro che desiderano trovare la propriacentralità e serenità in una atmosfera dibenessere e armonia. Centro RashmiUdine Info 328 3919462.3 lunedìCorsi Yoga alla scuola SanghaLe iscrizioni ai corsi Yoga Tradizionalesono aperte: 1°livello: lunedì dalle 19 alle21 e giovedì dalle ore 8 alle 9.30. Qualorasi dovessero ricevere richieste in oraridiversi, si vaglieranno le proposte. InfoGianna 340 2233994, giannashanti@libero.it, www.sanghaudine.com3 lunedì ingresso liberoEsercizi di BioenergeticaInizio delle classi d’esercizi di Bioenergeticacondotte da Claudia Maregadiplomata SIAB Società italiana di analisibioenergetica presso il Ristorante Rivieradi Pradamano. Info 346 4717858.da 3 a 9 lun.-dom. ingresso liberoPower Yoga Italy a.c.s.d. a UdineApre Power Yoga Italy A.C.S.D. Ti invitiamoa provare gratuitamente tutte le lezioni chevuoi dal 3 al 9 ottobre, visita il sito www.poweryogaitaly.com. Info 334 3529943.4 -5 martedì e mercoledìMeditazioni attive di OshoUn percorso di consapevolezza attraversoil Movimento e l’Osservazione senzagiudizio. Otto incontri a UD il martedì e aMagnano il mercoledì (h.21-22.30). InfoAditi 349 2828221, prem_aditi@virgilio.it5 mercoledì ingresso liberoIl significato dell’ArteIl significato dell’Arte e l’Arte dell’educazione.Conferenza dell’AssociazioneParsifal alle ore 20.45 presso il CinemaVisionario. Info 331 4580638, info@parsifaludine.it,www.parsifaludine.it7 venerdì ingresso liberoAscoltare l’Anima:verso una medicina della consapevolezza.Conferenza con il Dott. StefanoClauti, medico alle ore 20.30 alla Biotecain via Villa Glori 41.12 mercoledì ingresso liberoRebirthing - la salute del respiroUna potente tecnica che sblocca leemozioni trattenute, scioglie le tensionie gli stress, aiuta la salute psicofisica edona pace. Conferenza con GiacomoBo - via S. Rocco 142 - ore 20.30. Info0432 728071.13 giovedì ingresso liberoIncontro di Costellazioni FamiliariPer conoscere in prima persona questostraordinario metodo che fa emergerele dinamiche nascoste responsabili deiproblemi di vita. Via S. Rocco 142 - ore20.30. Info Giacomo Bo, www.lecostellazionifamiliari.net14 venerdì ingresso liberoMeditazione e preghieraConferenza con Fusaro Andrea, teosofo,studioso della Scienza Dello Spirito, insegnantedi Raja Yoga e Meditazione, alleore 20.30 alla Bioteca in via Villa Glori 41.Info 348 6805377.14 venerdì ingresso liberoConoscere la meditazionePresentazione video dell’Intensivo diIlluminazione, straordinario ritiro di meditazionefamoso in tutto il mondo. Via S.Rocco 142 - ore 20.30 Info Giacomo Bo,www.intensivodiilluminazione.it15 sabatoArte per l’AmbienteL’unl’Altro danza, in collaborazione conWWF, presentano lo spettacolo Nothing’sImpossible, al Teatro comunale GustavoModena di Palmanova alle ore 20.30. Regiae coreografia di Daniel Heuline, con Alessiode Franzoni, Elena Pontini e l’ensembleL’unl’Altro danza FVG. Co-coreografo JorgeRizzardi, testi di Cristina Marchesan, scenografiedi Nevia Geronazzo. Lo spettacolo èispirato all’Anno internazionale delle foreste,indetto dall’ONU per il 2011, contro la deforestazionee in difesa del suolo boscato.16 domenicaL’altra nostra guancia...Incontro di meditazione e condivisionesulla tematica del conflitto nella vita quotidiana.Un’occasione per osservare i nostrimeccanismi di azione o re-azione quandoci sentiamo colpiti. Organizzato dall’AIETcon OdA, dalle ore 9.30 alle 17.30 c/o lasala civica di Tavagnacco. Info e adesioniEgidio Karam 335 8424860.17 lunedì ingresso liberoAiutare per aiutarsi: insieme si puòI gruppi di auto mutuo aiuto. Conferenzacon il dott. Daniele Boschi, psicologo e RaffaellaRattazzi, facilitatrice gruppi a.m.a. alleore 20.30 alla Bioteca in via Villa Glori 41.18 martedì ingresso liberoScuola Counselling H.Q.I.Presentazione della nuova Scuola diCounselling Naturopatico Integrativo HQI acura del dott. G.Giacconi, mart. 18 ott. ore20.30 presso Centro di Salute IntegrataVia Stiria 36/2A Udine. Info 0432 602530.20 giovedì ingresso liberoInvito alle Costellazioni FamiliariIncontro dimostrativo e pratico di questoparticolare metodo che risolve le dinamichefamiliari passate che impediscono ilsuccesso nella vita. Via S. Rocco 142 - ore20.30. Info Giacomo Bo, 0432 728071.21 venerdì ingresso liberoLe radici dell’aggressivitàLe radici dell’aggressività e le sue fonti.Conferenza con Donatella Baccin, fondatricedella Scuola L’Angelo Solare,terapeuta, insegnate di Raja Yoga eMeditazione, alle ore 20.30 alla Bioteca invia Villa Glori 41. Info 335 7082203.21 venerdì ingresso liberoL’arte della stregoneriaLa stregoneria del presente, le nuovefrontiere della mente umana, le nuovetecnologie: una visione del futuro. Cene parla Fabio Ghioni alle 20.30 all’Ass.Waira-aiar in via S.Rocco 2/a, Udine.da venerdì 21 a domenica 23Corso di massaggio lomi-lomiRivolto a professionisti e principianti perapprendere l’antica arte del MassaggioHawaiano in cui mani e avambracci scivolanosul corpo come le onde del mare. InfoAditi 349 2828221, prem_aditi@virgilio.it26 mercoledìCorso di Meditazione e Raja YogaMeditazione Arte della Conoscenza disé, potente mezzo per ripristinare i flussienergetici della coscienza. Corso con laDr Pigani Psicologa Insegnante Yoga. Damer. 26 ott al Centro Rashmi Udine. Info339 7496155.28 venerdì ingresso liberoShiatsu ed acqua alcalina ionizzataLo Studio Shiatsuhaus della Dott.ssaPatrizia Bortolotti organizza un incontrosui benefici delle Terapie energetichee dell’acqua alcalina come strumenti dibenessere. Ore 20.40 all’associazioneGEM in via Canova 13, Feletto Umberto(UD) info 347 5896872, www.shiatsuhaus.sanuslife.net28 venerdì ingresso liberoIl coma, una esperienza di premorteValter Maestra ci racconta cosa ha vissutodurante le giornate passate in coma, allaluce delle sue conoscenze e dei suoi studisulle energie sottili. Appuntamento alle20.30 presso l’Ass. Waira-aiar in via SanRocco 2/a, Udine.28 venerdì ingresso liberoRicette della Bibbia:Ricette della bibbia: tutto era già statoscritto nel libro sacro. Conferenza con laDott.ssa Teresa De Monte, pediatra e medicoayurvedico alle ore 20.30 alla Biotecain via Villa Glori 41.da domenica 30 a martedì 1Intensivo di illuminazioneStraordinario ritiro di meditazione sullemontagne della Carnia alla scoperta dise stessi. Tre giorni immersi nella natura,a meditare sul vero Sé e sul valore dellavita. Info Giacomo Bo, www.intensivodiilluminazione.itCorso di musicoterapiaCorso di Formazione in Musicoterapia inambito educativo e preventivo 21 e 22gennaio e 11 e 12 febbraio 2012. Pressoil Centro ArteMusica di Campoformido viaZorutti 115/11. Info 320 8974581, www.centroartemusica.itCorso di massaggio PresselAssociazione Parsifal organizza a Mortegliano(Ud) un corso di formazione perMassaggio del dr. Pressel tenuto da BarbaraKuchelmeister della durata totale di30 gg. lavorativi con rilascio di attestato.Primo incontro 31/10-10/11/2011. Sonorichieste basi conoscitive di Antroposofia.Info 331 4580638, info@parsifaludine.it,www.parsifaludine.itConoscersi attraverso il movimentoRiprendono le attività dell’associazioneGruppo Ricerca Metodo Feldenkrais chepropone lezioni di gruppo, individuali eseminari. Info su dove e quando 3478188431, 328 9580419, www.grmfeldenkrais.itAssociazione enosis:Yoga IntegraleCorsi di Yoga il lunedì aUdine ore 20, il mercoledì aLatisana ore 20.15 e il giovedì a Cervignanoore 20.30. Info 340 2768293, 3331822378, www.associazione-enosis.itEscursioni23 domenicaYoga e naturaEscursione nel Cividalese con osservazioniambientali e semplici pratiche yoga,con Franco Salvi dell’Institute of YogicCulture. Info e adesioni (per l’organizzazione!)040 635718.


Inaugurazione!Sabato 1 ottobreFesteggia con noi!Tante degustazioni tutto il giorno, i consigli di un esperto erboristae un bel regalo per tutti i clienti, dalle 9.30 alle 19.30 no-stop!ogni giornotante promozionianchesulle novitàed i prodottiregionaliTRIESTEVia Economo 12/9Tel. 040 314653UDINEViale Venezia 406Tel. 0432 534085Scuola di Arti Marzialiamici

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