IL QUINTO SECOLO - Aguaplano

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IL QUINTO SECOLO - Aguaplano

assegna stampa 2010>2012il quinto secolo


«Archai: revista de estudos sobre as origens dopensamento ocidental», 7/2011.«Peitho - Examina Antiqua», 1/2011 (II).


Non so se questo sia il caso di tutte le raccolte disaggi in onore di uno studioso, ma Il quinto secolo.Studi di filosofia antica in onore di Livio Rossetti,sembra presentarsi come la più autentica rispostaal ricco e personale percorso che questo intellettuale hacompiuto fin qua.Già il fatto che questo volume nasca dall’iniziativa didue giovani studiose che hanno così voluto rendere un degnotributo al loro maestro è un primo indizio del successo cheLivio Rossetti ha avuto nel suscitare ammirazione e affettonei suoi allievi.Non si può peraltro dire che la risposta al progetto diStefania Giombini e Flavia Marcacci non sia stata ampia epartecipata come appare evidente anche solo dalla mole diquesto volume e dalla lunga lista di nomi contenuti nellaTabula gratulatoria.Il prodotto di questo lavoro si presenta, del restocome un’opera ben costruita in cui evidenti appaiono lecorrispondenze tra la biografia intellettuale di Rossetti -brevemente tratteggiata nella prima parte dell’Introduzione- e i numerosi saggi che sono raccolti nel volume.L’ampio raggio delle ricerche e delle reti di scambiointellettuale - ed umano - che Rossetti ha avviato, èchiaramente espresso dalla complessità del tema chedà il titolo a quest’opera: Il V secolo. La scelta diquesto macrocontentitore - nel nostro caso - non è tantosignificativa per il suo richiamo all’età d’oro della vitapolitica e culturale della civiltà greca, quanto per ilriferimento a un periodo storico in cui venivano alla lucee si sviluppavano molteplici forme di sapere senza chesi arrivasse ad una netta distinzione tra loro e tra leattività politiche e sociali ad esse connesse.Anche le diverse unità tematiche in base a cui sonosuddivisi i diversi saggi - Physis, Logos, Ethos, Pathos- ad eccezione dell’ultima - Per L’amico Livio - siriferiscono ad altrettanti concetti chiave della cultura


greca intorno a cui la riflessione si è andata svolgendo conparticolare vivacità nel V secolo, senza che, peraltro,sia stata raggiunta una formalizzazione teorica di talinozioni. In una maniera per certi versi affine, nell’attivitàintellettuale di Livio Rossetti si intersecano tra lorointeressi di studio, iniziative di scambio culturale e formedi didattica a vari livelli, difficilmente distinguibili eclassificabili tra loro.Per fare chiarezza, sia sulla vivace esperienzaintellettuale di questo studioso, che sull’ampia gamma ditemi toccati dagli studi raccolti in questo volume, apparepertanto molto utile l’Introduzione delle curatrici e labibliografia completa degli scritti di Rossetti presentatanelle pagine immediatamente successive.La varietà e il gran numero di contributi contenuti nelnostro libro, peraltro, non permette certo di dare conto -anche solo in maniera cursoria - di ciascuno di essi. Sembrapreferibile, pertanto, concentrarsi su alcuni temi intornoa cui ha ruotato, in vario modo, l’attività intellettualedi Rossetti e cercare di vedere in che maniera, studiosipiù o meno influenzati dal suo pensiero, ne hanno trattatonei saggi a lui offerti in questa raccolta.Come molti di voi certamente sanno, fin dagli annigiovanili, Rossetti ha nutrito un forte interesse perSocrate, per la forma dialogica legata al suo insegnamentoe per i Socratici. Questo interesse ha portato alla stesuradi un gran numero di contributi - gli ultimi dei quali sonoraccolti in Le dialogue socratique, uscito per le BellesLettres proprio all’inizio del 2011- e alla promozione diuna serie di incontri dedicati alla letteratura socraticaantica. Si pensi solo a Socratica 2005 e a Senigallia,Socratica 2008 a Napoli.A tale interesse risponde, in questo volume, ilcontributo dell’amico Giuseppe Mazzara (Università degliStudi di Palermo) che, pur condividendo la proposta -sostenuta con forza da Aldo Brancacci - di inserire il4


pensiero di Antistene, anche in campo retorico, all’internodella tradizione socratica, cerca di valutare, in manieraequilibrata, quale influenza possano avere esercitato sullasua opera i Pitagorici e, soprattutto, Gorgia.Tra i saggi raccolti nel Quinto secolo dedicati a Socrate,si distinguono, tra l’altro, da un lato i contributi diRachel Gazolla (Pontíficia Universidade Católica de SãoPaulo) e di Gilbert Romeyer Dherbey (Université ParisSorbonne) che si concentrano sull’attività di Socratecome educatore, dall’altro, quelli che considerano lacostruzione del personaggio socratico ad opera di Platone.Si pensi, ad esempio, alla lettura che Thomas Robinson(University of Toronto) fa delle argomentazioni di Socratesull’immortalità dell’anima nel Fedone e alle interessanticonsiderazioni di Giovanni Cerri (Università degli StudiRoma Tre) sugli intenti ideologici e propagandistici con cuiPlatone avrebbe costruito la rappresentazione che Socratefa della sua ricerca del vero sapiente nell’Apologia.Un altro tema che ha polarizzato l’attenzione di Rossettinel corso degli anni è l’interesse per le diverse formedi comunicazione, considerate sia in relazione al mondoantico - come è evidente dai suoi numerosi studi sullastruttura dialogica e sulla retorica - che in rapportoai differenti metodi e strumenti di comunicazione delsapere nel mondo contemporaneo, come dimostra la sualungimirante consapevolezza - fin dai primi anni novanta- della grande utilità che l’informatica può avere nellatrasmissione di conoscenza. Si può peraltro supporre che,proprio l’attenzione verso la situazione comunicativa nelmondo antico e i suoi effetti possa essere stata alla basedell’interesse di Rossetti verso nuove forme di comunicazionenella realtà contemporanea, portandolo a realizzare - tragli altri suoi numerosi contributi in questo settore - l’edizione dell’Eutifrone di Platone nella forma di ipertestodialogico-interattivo. A questo proposito, nella sezionefinale del Quinto secolo, è possibile leggere l’interessante5


contributo di Massimo Capponi (Università di Perugia) chemette bene in evidenza l’importante ruolo che l’opera diRossetti ha ricoperto nella recente storia dell’applicazionedegli strumenti informatici alla didattica.Come viene ben messo in luce da Chiara Chiapperini nelsuo contributo al volume, è forse proprio da una riflessionee da una rielaborazione in chiave fortemente personaledella maieutica di Socrate che prende forma un progettocome Amica Sofia - divenuta Associazione sociale su basenazionale nel 2008 - che si pone il fine di praticare lafilosofia con i bambini e con i ragazzi e di diffonderequesta pratica tra docenti e pedagoghi.All’interno di questa raccolta si trovano, del resto,numerose riflessioni sulle diverse forme del discorso nelmondo antico e sui loro effetti nella elaborazione delpensiero filosofico. Tra queste, basti ricordare il brevesaggio di Tomás Calvo-Martínez (Universidad Complutensede Madrid) in cui si sostiene che, nel Fedone, le dueconcezioni della dialettica come “arte del dialogo” ecome “metodo delle ipotesi” non siano contrapposte ma,piuttosto, intrecciate tra loro. Nello stesso ambito sipuò inserire anche lo studio di Stefania Giombini (GualdoTadino, Perugia) e Flavia Marcacci (Pontificia UniversitàLateranense, Città del Vaticano) sulla posizione tra logica eretorica dell’antilogia. Si pensi, inoltre, all’interessantecontributo di Diskin Clay (Duke University, Durham NC) suivari modi in cui Platone cita, con diverse finalità, i testia lui precedenti, a volte per fare emergere con poche paroleun più ampio contesto, altre per proporre una nuova analisidi un testo famoso, altre ancora dando l’impressione diinventare una citazione o di alterarla deliberatamente.All’interno di una riflessione sulle diverse formeattraverso cui un pensatore tenta di trasmettere il suomessaggio, sembra iscriversi anche il suggestivo confrontoche Giovanni Casertano (Università degli Studi di Napoli“Federico II”) propone tra il modo in cui il mito del re di6


Lidia Candaule e del suo usurpatore Gige viene narrato inun passo delle Storie di Erodoto e la maniera in cui questoracconto viene riformulato nel II libro della Repubblicadi Platone. Alla diversa costruzione del mito nei dueautori, corrisponde un diverso messaggio: mentre nellostorico si vuole sottolineare la necessità di “un destinoche sovrasta gli attori del dramma umano”, nell’opera delfilosofo ateniese la necessità non viene dall’esterno,ma dall’interno dell’individuo: si tratta della forzacostrittiva delle passioni.Un’analisi specifica di come il linguaggio visivo delteatro tragico abbia contribuito, nel corso del V secolo,alla formulazione della concezione di anima come mente sipuò leggere nel contributo di Lidia Palumbo (Universitàdegli Studi di Napoli “Federico II”). [Nestor Cordero(Université de Rennes 1), per parte sua, si occupa dianalizzare il modo in cui Antifonte si proponeva di curarele sofferenze dei suoi pazienti attraverso i discorsi].Un altro dei poli di interesse intorno a cui ha ruotatol’attività di Rossetti è proprio la polymathia - intesacome varietà e ricchezza di saperi - che caratterizza ilpensiero del V secolo e, in particolar modo, quello dei“Presocratici”. In questa direzione appare di particolareinteresse il contributo di Laura Gemelli Marciano(Universität Zürich) che, attraverso l’analisi di alcunitrattati del Corpus Hippocraticum, individua, all’internodella nascente techne medica, da una parte, una tendenzaall’apertura ad altre discipline - in particolare allameteorologia con le sue teorie sulla nascita e composizionedell’uomo e del cosmo - dall’altra, un atteggiamentofavorevole ad una concezione più ristretta e specialisticadella medicina come quello degli autori del De veteremedicina e del De natura homininis.Alla figura del medico nel mondo antico e alla suacondizione socialmente fragile è dedicato il bel saggiodi Mario Vegetti (Università degli Studi di Pavia).7


Nell’analisi di questo studioso, se da una parte la suadebolezza istituzionale porta il medico a non raggiungeremai una completa stanzialità e all’impossibilità diriferirsi a una serie di garanzie pubbliche di competenza edi correttezza morale, dall’altra, può essere consideratauna delle ragioni della particolare audacia e indipendenzadi questi specialisti.Tra i cosiddetti “Presocratici”, il primo ad avereattirato con forza le attenzioni di Rossetti è Eraclito.Proprio a Rossetti si deve, infatti, l’organizzazione - giànel 1981 - del primo Symposium Heracliteum a Chieti, cui hafatto seguito, venticinque anni dopo, grazie all’iniziativadi Enrique Hülsz Piccone, un secondo Symposium Heracliteuma Città del Messico. In consonanza con questo interessetroviamo, nel nostro volume, la ricostruzione dell’esordiodel libro di Eraclito - seguita da ampio commento - di unostudioso che ha fatto dell’opera eraclitea la passione diuna vita come Serge Mouraviev (Gaillard, Mosca).In questa sede, del resto, non si può non ricordare ilgrande contributo che Livio Rossetti ha dato allo sviluppodegli studi su Parmenide e sugli Eleati, anche attraversol’ideazione di un’iniziativa come “Eleatica” - giunta ormaialla VI edizione - in cui, da alcuni anni si incontrano,nel luogo in cui praticavano il loro sapere Parmenidee Zenone, esperti e appassionati del settore e, graziealla quale, l’antica città di Elea si arricchisce, ognianno, di nuovi cittadini onorari.Il primo di questi, NestorCordero, ha rivolto un saluto e un caloroso ringraziamentoal concittadino Rossetti in uno dei testi conclusivi delnostro volume.Numerosi, non a caso, sono i contributi di questaraccolta dedicati al pensiero degli Eleati. Tra questivorrei ricordare la nuova interpretazione che Beatriz Bossi(Universidad Complutense de Madrid) ha proposto di un testodifficile come il frammento B 16 di Parmenide. Secondotale lettura, in questi versi, l’Eleate non insisterebbe8


- come invece sembra intendere Aristotele - sull’aspettomutevole e soggettivo della conoscenza umana, ma, piuttosto,sugli elementi del processo conoscitivo comuni a tuttigli uomini. In questo modo, tale frammento si porrebbemaggiormente in linea con il discorso veritiero della deadi quanto emerga da una lettura che tende a inserirlo deltutto nel discorso ingannevole delle doxai dei mortali. Unariflessione più generale sull’opera di Parmenide e sullasua posizione all’interno della tradizione del pensieroarcaico, sorretta da una discussione ben documentata delproblema del rapporto tra le diverse parti del poema,si può leggere nel contributo di Dario Zucchello (Liceoclassico “A. Volta”, Como).Per un altro verso, la grande attenzione rivolta daRossetti all’opera di Platone lo ha spinto ad organizzare,nel 1989, un Symposium Platonicum a Perugia, durante ilquale è avvenuta la fondazione dell’International PlatoSociety (IPS). Il ruolo fondamentale di Rossetti nellarealizzazione di questa importante associazione vieneespressamente riconosciuto da Thomas Robinson in uno deicontributi della sezione finale di questo volume.Gli stessi meriti vengono riconosciuti a Rossettida Christopher Rowe (Durham University) in una notaintroduttiva alla sua concisa ma densa analisi del ruoloche il personaggio di Socrate sembra ricoprire nel Politicodi Platone, fondata sulla lettura di un passo in cui ilgiovane interlocutore dello Straniero di Elea suggerisceuna certa analogia tra l’arte del governare e il giocodella petteia.Sul rapporto tra Parmenide e Platone è peraltro possibileleggere, all’interno di questo volume, due interessanticontributi. Franco Ferrari (Università degli studi diSalerno) propone, infatti, un’attenta analisi del modoin cui Platone costruisce il personaggio di Parmenidenell’omonimo dialogo - in particolare nella sezionededicata alla gymnasia - nel tentativo di individuare le9


sue corrispondenze con la figura storica dell’Eleate e dicomprendere il rapporto che il filosofo ateniese intendestabilire con il pensiero del suo illustre predecessore.Chiara Robbiano (Universiteit Utrecht), per parte sua,tenta di capire perché Platone nella Repubblica suggeriscadi attribuire alle rappresentazioni degli dèi presenti neiracconti per bambini, uno dei tratti distintivi dell’essereparmenideo: la sua immutevole immobilità. Al fondamentalevalore metafisico ed epistemologico che questo attributo hain Parmenide si aggiungerebbe, nell’opera platonica, unavalenza morale dipendente dalle nozioni di perfezione edautosufficienza. La rappresentazione degli dèi come esseribuoni, che non mentono e che non cambiano forma può cosìfungere da modello per i bambini, futuri guardiani dellacittà.Uno dei tratti più significativi della vita e dell’attivitàintellettuale di Rossetti, è peraltro, la sua capacitàdi stringere rapporti con personalità di diversa età edesperienza e di instaurare scambi e contatti con studiosie università di diversi paesi. Dell’intenso rapporto discambio con professori dell’Universidad Nacional Autónomade México costituisce un’intensa testimonianza il contributodi Gerardo Ramirez Vidal e Omar Álvarez nella sezioneconclusiva del volume.Evidente, peraltro, anche dal buon numero di contributidi studiosi che afferiscono a università sudamericanecontenuti nella nostra raccolta è la stretta collaborazionedi Rossetti con diverse istituzioni culturali argentinee brasiliane. Dei rapporti con paesi europei in cui glistudi di filosofia antica non godono di una lunga tradizionecostituisce significativa testimonianza l’accoratoringraziamento di Marian Wesoly (Univ Poznan, Polonia)posto a suggello di questo volume.Che l’ideale di una vita filosofica in comune siauno dei valori che hanno mosso l’attività di Rossettiviene riconosciuto esplicitamente da Gabrielle Cornelli10


(Universidade de Brasília) all’inizio di un interventodedicato alla trattazione sistematica degli elementi chepermettono di definire - accogliendo una proposta di WalterBurkert - la comunità pitagorica come una setta. Non acaso, tra questi tratti distintivi, spiccano proprio ivalori di koinonía e di philía che Livio Rossetti ha cercatodi praticare e di diffondere nel corso di tutto il suopercorso intellettuale.11

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