Quaderno inviato da ISDE e MDFGe - Urban Center - Comune di ...

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Quaderno inviato da ISDE e MDFGe - Urban Center - Comune di ...

La Grondadi GenovaD I B AT T I T O P U B B L I CO1 febbraio - 30 aprile 2009Quadernodegli attoriPresentato daCircolo Genovese del Movimento per la Decrescita Felicee Sezione locale dell’ISDE (Medici per l’Ambiente)16 aprile 2009


Quaderno degli attoriMDFGe - IsdeDry Baltic Index– 2000-2008Qualcuno interpreta, e noi con loro,questo crollo del movimento marittimodelle merci, unito alla crisieconomico-finanziaria ed alla volatilitàdel prezzo dei combustibilifossili, come segnali dell’avvenutosuperamento di quei limiti dellosviluppo che cinquant’anni di culturadella crescita infinita ci hannocostretto ad ignorare.Per molti l’attuale, non è la solitaciclica crisi congiunturale, ma unavera crisi sistemica, che sta mettendoin discussione i fondamentalirapporti di produzione e di scambio.Ovviamente non abbiamo la veritàin tasca. Ma pensiamo che unacerta prudenza sarebbe opportuna.Giocare sempre al rialzo produceinevitabilmente crolli e disastri.Quindi, pur nel doveroso rispettodelle scelte programmatiche internead un ente come l’Autorità Portualee concordando con la sceltadi ottimizzare le attuali risorse produttive,pensiamo sia irrealisticofarlo in funzione di una “crescita”che probabilmente ha già superatoil proprio livello massimo.Quindi, nella già ottimistica prospettivadi mantenere i traffici attuali,le ipotesi di nuovo trafficomerci indotto dai traffici portualisul sistema autostradale non ci appaionosufficientemente supportateda dati oggettivi di crescita.


Quaderno degli attoriMDFGe - IsdeL’autostrada è lasoluzione o il problema?Ogni mattina, a Genova come altrove,migliaia di persone escono dicasa salgono in auto nella fideisticaaspettativa di trovare strade e parcheggiliberi indipendentementedalla direzione scelta e dalla metaprevista. Poi in realtà, avvicinandosiai centri di attrazione, inevitabilmente,si formano ingorghi e non sitrovano parcheggi.“…Per sfuggire alla congestionesi allontana la residenza dai centriurbani, moltiplicando il trafficonecessario a raggiungerli, non soloper andare e tornare dal lavoro, maanche per lavorare ed accedere aiservizi: due processi che rendonola mobilità urbana sempre più erratica….”(Guido Viale. Vita e mortedell’automobile).Quindi, paradossalmente, più è efficientela rete viaria (autostradale enon) e più aumentano i mezzi privatiin movimento fino al limite dellasaturazione: una consulente autorevole,durante il dibattito pubblico,ha affermato che se non ci fossero icaselli a filtrare il traffico autostradalein uscita, il traffico in città collasserebbeimmediatamente.Il modello americano dello sprowlurbano, della città diffusa a bassadensità, sta mostrando i propri limiti:città nate a scala di automobilecome Los Angeles, con autostradead otto corsie sempre sature, sistanno faticosamente dotando disistemi di trasporto pubblico metropolitano,che dovendo ovviamentestrutturarsi lungo assi fortidi servizio, non riescono a servireun territorio enorme sostanzialmenteindifferenziato: il trasportopubblico ha bisogno di punti fortidi aggregazione distribuiti possibilmentelinearmente.Genova, stretta fra mare e monti,è da sempre una città lineare, essendonata nel 1926 dalla conurbazionedi comuni serviti da unalinea tranviaria rimasta attiva finoal 1966.Lungo la linea costiera e la Valpolcevera,poi, al sistema tranviarioera affiancata la linea ferroviaria,che, nonostante inefficienze gestionalie la totale assenza di una seriapolitica di ammodernamenti, da piùdi un secolo svolge anche un serviziodi collegamento metropolitano,collegando i diversi centri di aggregazionesviluppatisi attorno ai vecchicomuni conurbati. Ascensori efunicolari collegavano e colleganotuttora i fondovalle e la costa con leparti alte della città.Il trasporto pubblico locale dellaGenova anteguerra era un modellomolto efficiente, che, nonostantela sostituzione dei tram con gli au-


Quaderno degli attoriMDFGe - Isdetobus ed l’interferenza del trafficoprivato continua a funzionare servendoancora oggi oltre il 40% deglispostamenti urbani. Se a questoconteggio si aggiungono gli spostamentipedonali e ciclistici, si puòaffermare con sicurezza che i trasportisu mezzo non privati superanoil 50% degli spostamenti urbani.In pratica la maggioranza della popolazioneaccetta spostamenti urbanioggettivamente disagevoli inautobus, treno, piedi e bicicletta,per permettere ad una minoranza,particolarmente aggressiva, dimuoversi, comodamente in auto oin moto.Integrazione intermodaledella mobilitàLa soluzione alla Mobilità Urbana,a Genova come altrove, non puòcontinuare ed essere ricercata nelvecchio modello autocentrico, marichiede uno sforzo di fantasia nelcercare di mettere a sistema i diversitipi di mobilità, ottimizzando lespecificità di ciascuno, facendo cioèuna Programmazione Intermodaledella Mobilità e dei Trasporti.è quindi necessario uscire dall’ideologiautopica della “grande opera”salvifica: Gronda, Terzo Valico,strada a mare, etc. per scenderesul piano concreto e faticoso dellaprogrammazione coordinata fra entipubblici e privati, sotto la regia ed ilcontrollo degli enti pubblici competentiper territorio, gli unici democraticamenteeletti, e quindi gli unicititolati al confronto coi cittadini.Il Dibattito Pubblico si è dimostratoun buon strumento: usiamolo. Magià al momento della programmazione,non per decidere il colore deicaselli.Integrazione intermodale significa,prima di tutto, porre al centro dellamobilità non più un mezzo di trasporto,pubblico o privato che sia,ma l’utilizzatore, la persona che talemezzo usa. Si tratta di restituire dignitàalle persone, piuttosto che aimezzi di trasporto.


Quaderno degli attoriMDFGe - IsdeQuindi, se l’obiettivo è la mobilitàdelle persone, bisognerà porre tuttile modalità di trasporto nelle stesecondizioni di servizio, soprattutto intermini di qualità complessiva, perchéè evidente che se il disagio diprendere un autobus affollato nonviene compensato da una maggiorerapidità del mezzo pubblico, o seandando a piedi permane l’intralciodelle auto sui marciapiedi o andandoin bicicletta si rischia di essere tamponati,chi potrà continuerà a preferirel’evidente comodità del mezzoprivato.Un Sistema Integrato di RiequilibrioIntermodale della Mobilità dovrà:1.2.3.verificare gli effetti sulla mobilitàurbana degli interventi previstiper il Nodo Ferroviario Genovese,e ripristinare le fermatecittadine della ferrovia Genova-Casella.riprogrammare il Trasporto PubblicoLocale (TPL), attraversol’estensione ed il potenziamentodelle linee dedicate in sede propria,sia su ferro (tram, metro,funicolari, ascensori, etc.), sugomma (autobus, filobus), chevia mare (navebus).privilegiare l’accessibilità aimezzi privati in servizio d’uso,rispetto a quelli in proprietà: carsharing, bike sharing, taxi, noleggio,servizi a chiamata, etc.4.5.6.realizzare un Piano dei Parcheggiche quantifichi la reale domandae l’effettiva offerta di parcheggi,sia pubblici che privati sul territoriocomunale, allo scopo diprevedere la realizzazione diparcheggi residenziali solo inzone di conclamata carenza e afronte della concreta eliminazionedi un corrispondente numerodi posti auto pubblici, oltre ad unlimitato numero di parcheggi diinterscambio, periferici, volti afavorire il passaggio dal mezzoprivato a quello pubblico. Il pianodovrebbe prevedere anche ladismissione di parcheggi in areecentrali che si rivelassero fortiattrattori di traffico.Interconnettere e porre in sicurezzai percorsi pedonali, soprattuttocasa-scuola, sia storici“creuse”, che di nuovo impianto.applicare interventi di Moderazionedel Traffico privato e“Zone 30” che omogeneizzino, avantaggio delle utenze deboli, levelocità medie dei diversi utentidella strada: pedoni, ciclisti,merci, moto, auto, etc.In particolare la moderazione deltraffico privato dovrà avvenire nontanto e non solo attraverso politichedi divieto, ma attraverso un vero eproprio ridisegno complessivo deglispazi pubblici che restituiscano


Quaderno degli attoriMDFGe - Isdealle strade la loro primaria funzionedi luoghi di socialità e di incontro.L’aspetto e la geometria della stradadevono dare a chi guida un’automobilela percezione della necessitàdi adeguare spontaneamente ipropri comportamenti e la propriavelocità a quella degli altri utenti,pedoni, ciclisti, percependo, il differenzialedi pericolosità fra il propriomezzo e gli altri.In tal modo Genova potrebbe tornaread essere un autentico modellodi Mobilità Urbana.SaluteContinuando a ripetere e a sentirripetere ad ogni dibattito sullaMobilità e sul Traffico, che la vitasedentaria e l’uso indiscriminatodella mobilità privata è fra le principalicause delle malattie cardiachee dell’obesità, già in età infantile;che gli incidenti stradali sono inassoluto la principali fonte di morti(6.000 all’anno in Italia) e feriti (piùdi 200.000); che l’inquinamentoambientale di aria, acqua e suolo,nonché di quello acustico prodottodal traffico automobilistico sonosempre più spesso causa o motivodi aggravamento di numerosepatologie; che molti processi patologicitrovano una loro eziopatogenesiin cause ambientali; che lemalattie polmonari acute (bronchiti,broncopolmoniti,ecc.) e croniche(BPCO, enfisema,ecc). sono correlatea picchi di inquinamento atmosferico;etc. viene il sospetto, anzi lacertezza, che il vero inquinamentoormai non sia più di tipo fisico, ormaiassolutamente dimostrato econclamato, ma di tipo mentale.Questa volontà ostinata che ormaicaratterizza tutte le cosiddette“grandi opere” di voler modificarel’orografia, e spesso la geografia,dei territori: il progetto della Grondaprevede lo scavo di 10 milioni dimc. di roccia, in gran parte amiantifera,per realizzare, fra l’altro, più


Quaderno degli attoriMDFGe - Isdedi 36 km. complessivi di gallerie,con cantieri che dureranno almenodieci anni, con costi stimati di 5miliardi di euro, per permettere lospostamento di qualche migliaio diautomobili in più, assomiglia sempredi più alla metafora del cannoneutilizzato per uccidere un moscerino.Questa evidente incapacità di fareun bilancio fra risorse impegnatee obiettivi da raggiungere, questonon riuscire o voler vedere i limitiall’azione umana viene giustificatacon la continua necessità di farcrescere l’economia: solo una economiain continua crescita sembrapoter garantire guadagni, posti dilavoro, benessere. Ma, per quellache è la nostra esperienza di medici,l’unico tipo di crescita infinitache conosciamo è una patologiache chiamiamo tumore. Per glieconomisti la crescita infinita èun segnale di benessere, per noi èsintomo di una malattia.ConclusioniIl dibattito pubblico ci sembra abbiaevidenziato con chiarezza:1.2.3.4.l’ovvia necessità di fornire ai cittadiniinformazioni corrette ecomplete prima di fare scelteche li riguardano, evitando quindiogni soluzione precostituita.che le scelte strategiche sullamobilità non possono esserefatte da soggetti privati, ma debbonoinserirsi all’interno dellapianificazione urbanistica, gestitadagli enti pubblici competentiper territorio.che i flussi di traffico, come tuttele dinamiche socio-economiche,non possono continuare ad essereconsiderati come variabili indipendentiin continua crescita,ma vanno relativizzati alla limitatezzadel contesto ambientaleed adeguati agli evidenti “limitidello sviluppo”.che le grandi infrastrutture autostradalinon sono la vera rispostaai problemi della mobilità,che anzi proprio nella loroapparente disponibilità, impediscono,da un lato, di mettere asistema tutte le risorse trasportistichedisponibili sul territorio,dall’altro, di attuare politiche diriequilibrio territoriale che rendanola mobilità complessiva-


Quaderno degli attoriMDFGe - Isde5.mente meno autocentrica.che, infine, il modello di mobilitàcentrato sull’utilizzo indiscriminatodell’auto privata e del trasportomerci su gomma è fra iprincipali responsabili dell’incrementodei fattori di inquinamentoambientale.a cura diGianfranco Porcile - ISDE ItaliaAlberto Ariccio - MDFGe(Movimento per la Decrescita Felice Circolo Genovese)10


Quaderno degli attoriMDFGe - IsdeCommissione per il Dibattito Pubblico sulla Gronda di Genovac/o Ufficio Città Partecipata – Comune di Genova – Via di Mascherona, 19 – 16123 – GenovaTel. 010/20976208 – Sito web: http://urbancenter.comune.genova.itMail: commissionedibattitopubblico@comune.genova.it11

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