Numero 2 del Giugno 2010 - Terzaet@.com

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Numero 2 del Giugno 2010 - Terzaet@.com

uisTimesPeriodico trimestrale registrato presso il Tribunale di Ferrara al numero 4 del 9.2.2010N. 2 GIUGNO 2010AlzheimerPrendersi cura di...chi si prende curaOsteoporosiDiagnosi, prevenzione e curaL’Amministratoredi SostegnoL’ A B CStoria diantichi natali...La Contessa MolteniFocus Terza EtàPoveri pensionati greci...Dopo di noiDisabilità, un futuro...Al via l’AccreditamentoSocio Sanitario


EditorialeCari Lettori,archiviato il primo numero di Quis Times, torniamo in campo con la nostra pubblicazione con ancora più entusiasmoe determinazione. Non nascondo che, nel cominciare questa affascinante esperienza editoriale, ioe tutti gli altri collaboratori della redazione abbiamo pensato a lungo all’impostazione da dare alla rivista, allaveste grafica, ai contenuti. E l’abbiamo fatto immaginando per un attimo ciascun lettore, il ventaglio degli interessie delle preferenze, le varie fasce e competenze delle persone da raggiungere. Alla fine eravamo un po’emozionati, ma particolarmente felici ed appagati e, a giudicare dai tanti complimenti e dagli apprezzamentiricevuti, possiamo ritenerci soddisfatti del risultato ottenuto.Marco FasolinoDirettore Responsabilemarco.fasolino@fabanet.comIn questo secondo numero abbiamo concentrato i nostri sforzi sul concetto di salute, pensato come “un completobenessere fisico, mentale e sociale”. Nostra intenzione è quella di portare al centro del dibattito il temadella qualità dei servizi socio-sanitari, erroneamente considerati dai più, secondari. La grande diffusione dinotizie a carattere socio-sanitario ha portato, si, a dei cambiamenti, ma spesso non è stata capace di produrreun corrispondente aumento di conoscenza, creando spesso confusione ed equivoci.Oggi invece, è grazie all’introduzione di istituti come quello dell’Accreditamento Socio-Sanitario che la collettivitàdisporrà di servizi che rispondono a precisi standard di qualità. Le Residenze Socio Sanitarie rappresentanouna grande realtà istituzionale per l’accoglienza di numerosissime persone anziane, totalmente oparzialmente autosufficienti, alle quali vengono forniti, oltre a prestazioni di tipo alberghiero, anche interventiculturali e ricreativi, nonché servizi specifici a carattere socio-assistenziale. Inoltre, il fenomeno dell’invecchiamentoha determinato un notevole aumento della richiesta da parte di persone con gravi disabilità e dipersone sole o non autosufficienti. Con questo istituto, l’ente pubblico si fa carico di tutelare questi utenti chepotranno scegliere, previa verifica, che le realtà che si candidano ad entrare nel mercato dei servizi, offranostandard minimi di soddisfazione, quali la preparazione degli operatori, le competenze organizzative e la qualitàdelle prestazioni erogate. In assenza di questi requisiti minimi, non potranno essere forniti per conto delServizio Pubblico.Altro importante argomento trattato è la grande innovazione dell’istituto dell’Amministratore di Sostegno.Tale istituto ha fatto sì che l’interesse tutelato si spostasse dalle ragioni di tutela del patrimonio della personaalla tutela e alla protezione di quest’ultima.È necessario, senza ombra di dubbio, rendere migliore la sicurezza sanitaria dei cittadini, favorire la saluteanche attraverso la diffusione di informazioni e conoscenze sui servizi e prestazioni. L’aumento degli anni divita in salute, grazie alla prevenzione delle malattie e alla promozione di politiche che inducano ad uno stiledi vita più sano, è importante non solo per il benessere dei cittadini, ma aiuta anche a far fronte alle sfide delProcesso di Lisbona per quanto riguarda la sostenibilità delle finanze pubbliche, sulle quali incombe l’aumentodelle spese sanitarie e di sicurezza sociale degli anni che verranno.Con questo periodico ci proponiamo di dare il nostro contributo a questo processo, accompagnando ed informandoil lettore sui suoi bisogni primari, sulle patologie ricorrenti (in questo numero Alzheimer ed Osteoporosi),senza peraltro tralasciare l’aspetto più leggero che può essere rappresentato da storie di vita vissuta dianziani, la vita della comunità, interviste ad operatori del settore e tanto altro ancora.Ringraziando tutti per gli apprezzamenti e gli auguri che ci sono giunti da più parti per questa nuova esperienzaeditoriale, ribadiamo l’invito a sottoporci considerazioni e commenti, per consentirci la realizzazione di unarivista sempre in sintonia con le idee di ciascuno di voi.Buona lettura e… al prossimo numero!


Al via l’Accreditamento Socio-SanitarioAccreditamento: chi ècostui?Dopo aver parafrasatoil sommo poeta, proviamoa fornire qualche risposta e,innanzitutto, a definire il processoavviato in Emilia-Romagna per i diversiservizi socio-sanitari rivolti adanziani e disabili.Con le “regole” dell’accreditamento viene delineato un quadrodi riferimento nuovo, finalizzato ad una maggiore qualità, stabilitàed omogeneità nella gestione dei servizi socio-sanitari peranziani e disabili, prevedendo precisi standard qualitativi e definendonuove modalità di interazione tra Amministrazione pubblicae soggetti gestori/erogatori. Per i processi assistenziali a piùelevata efficacia e qualità deve essere garantita la responsabilitàin capo ad un unico soggetto gestore operante in forte integrazionecon i servizi sanitari per la presa in carico complessiva dellepersone e dei loro bisogni.Elemento centrale è la riaffermazione del forte ruolo della programmazioneterritoriale da parte degli Enti locali e delle AziendeSanitarie: il Distretto è la sedeche definisce il livello dei servizida garantire ai cittadini (tipologiae quantità) e l’utilizzo delle risorsedel Fondo Regionale per la NonAutosufficienza.È sulla base di questa programmazioneche viene avviato il percorsodi “accreditamento”. Un percorsoche non riguarda “solo” gli addettiai lavori, ma che avrà ricaduteimportanti sugli utenti diretti deiservizi e dei cittadini in generale.Dare equità nell’accesso e nellemodalità di contribuzionedell’utenza ed uniformità al livelloed alla qualità dei servizi a livelloregionale ed alle modalità di affidamentodei servizi, diventanodunque garanzie importanti per leistituzioni e per i cittadini.Il processo attivato dalle direttiveregionali in materia di accreditamentosocio-sanitario (DGR 772\2007, 519\2009, 2110\2009 e219\2010) rappresenta di conseguenza uno degli assi portantinella costruzione del nuovo welfare regionale delineato dal PianoRegionale Sociale e Sanitario.I TEMPIEntro il 31.12.2010 i soggetti che erogano attualmente servizi inconvenzione (finanziati con risorse pubbliche: Fondo RegionaleNon Autosufficienza; Comuni; AUSL) devono essere accreditati.A tale scopo possono presentare domanda di accreditamentotransitorio al Comune capo-distretto entro il 30/09/2010. Nelladocumentazione da allegare, dovranno indicare tempi e modalitàper la realizzazione dell’unitarietà gestionale dei servizi assistenziali.Lo stesso dicasi per l’accreditamento provvisorio chefino al 2011 si applica ai nuovi servizi da attivare.Il regime dell’accreditamento definitivo si applicherà a partiredal 1° gennaio 2011. A decorrere da tale data, non potranno esserepiù rilasciati provvedimenti di accreditamento transitoriodei servizi ed i provvedimenti già concessi potranno essere trasformatiin accreditamenti definitivi, con applicazione, pertanto,dei requisiti e del sistema di remunerazione previsti e disciplinati4uisTimes


REQUISITII requisiti e le condizioni gestionali ed organizzative che si applicano afar data dal 1° gennaio 2011 a tali servizi ai fini del rilascio dell’accreditamentodefinitivo sono altresì disciplinati dalla dgr 514/2009 negli allegatiA (Responsabilità gestionale unitaria) e D (Requisiti per l’accreditamentodefinitivo). I requisiti per l’accreditamento definitivo (allegato D) valgonoanche per l’accreditamento provvisorio successivamente al 1° gennaio2011.per l’accreditamento definitivo.La trasformazione dei rapporti di accreditamento transitorio in accreditamentidefinitivi dovrà avvenire in presenza di verifica positiva dellacoerenza con il fabbisogno indicato dalla programmazione e della sussistenzadei requisiti e delle condizioni previste dalla normativa, in un periodomassimo di tre anni, decorrenti dalla data di avvio dell’applicazionedel regime di accreditamento definitivo e quindi entro e non oltre il 31dicembre 2013.CHI RILASCIA L’ACCREDITAMENTOL’articolo 38 della legge 2/2003 e successive modificazioni ha previstoche all’accreditamento “provvedono i Comuni referenti per l’ambitodistrettuale”; l’art. 23 della l.r. 4/2008 ribadisce che l’accreditamento èconcesso dai “soggetti istituzionali competenti per l’ambito distrettuale”.L’accreditamento ha dunque una valenza “distrettuale” e si muove nel rispettodei presupposti e dei vincoli adottati dalla programmazione esercitatae valevole in tale ambito.Il percorso decisionale, e per l’accreditamento provvisorio anche l’intenzionedi accreditare, deve garantire adeguate forme di comunicazione aidiversi soggetti interessati.Le decisioni finali devono essere motivate e nell’ambito del procedimentoamministrativo relativo all’accreditamento occorre garantire l’applicazionedegli istituti di partecipazione previsti dalla normativa vigente per isoggetti interessati al procedimento.Nella procedura deve essere assicurata imparzialità di valutazione e lapiena parità di trattamento rispetto ai criteri di valutazione predeterminati,con particolare riguardo all’accreditamento provvisorio quandorisulta necessario effettuare una selezione tra più aspiranti all’accreditamentodel servizio.Le procedure di accreditamento provvisorio dei servizi devono garantireche le domande presentate dai soggetti gestori siano basate sulla preventivaconoscenza degli schemi di contratto di servizio da stipularsi successivamenteper la regolamentazione del rapporto di accreditamento.In particolare, dovranno essere predeterminati ed adeguatamente evi-SERVIZI E ACCREDITAMENTO DEFINITIVOL’accreditamento definitivo viene inizialmente disciplinato in merito arequisiti, condizioni e procedure per i seguenti servizi:- assistenza domiciliare- casa-residenza per anziani non autosufficienti (che ricomprende le tipologiecasa protetta e RSA)- centro diurno assistenziale per anziani- centro socio-riabilitativo residenziale per disabili- centro socio-riabilitativo semiresidenziale per disabili.5uisTimes


Residenza Sanitaria Assistitadenziati le condizioni particolari e gli eventuali impegni ed onerieconomici richiesti al soggetto gestore nella fornitura dei servizistrumentali e di supporto ed eventualmente nell’uso dell’immobileove si svolge il servizio, laddove questo venga messo adisposizione da parte di un ente pubblico.RUOLO E FUNZIONI DELL’ORGANISMOTECNICO DI AMBITO PROVINCIALEL’organismo tecnico di ambito provinciale è il soggetto che, fermerestando le valutazioni effettuate esclusivamente dagli Organismidi cui al punto 3 in ordine al fabbisogno dei servizi edalla coerenza con la programmazione, svolge i compiti tecnici diverifica in merito al rispetto dei requisiti valevoli per la concessionedell’accreditamento.All’organismo tecnico di ambito provinciale spettano le funzionidi:a) istruttoria tecnica di verifica del possesso dei requisiti previstiper l’accreditamento transitorio, provvisorio e definitivo;b) monitoraggio e vigilanza sul mantenimento dei requisiti previstiper l’accreditamento transitorio, provvisorio e definitivo.L’organismo tecnico provinciale svolge le proprie funzioni mediantearticolazioni distrettuali ed assicurando che a livello provincialevenga mantenuto il coordinamento, il monitoraggio el’omogeneizzazione del sistema di applicazione e verifica deirequisiti.FASE DI PRIMA ATTUAZIONE DELL’ACCREDITAMENTOSino alla costituzione dell’organismo tecnico, la funzione istruttoriaè assicurata:per l’accreditamento transitorio, dall’Ufficio di Piano, che laesercita attraverso una verifica documentale;per l’accreditamento provvisorio, dall’Ufficio di Piano che siavvale a tal fine dei tecnici della Commissione istituita ai sensidella DGR 564/2000, nel rispetto del principio dell’assenza diconflitto di interessi.Similmente, sino alla costituzione dell’organismo tecnico, la funzionedi vigilanza sul mantenimento dei requisiti previsti per l’accreditamentoè assicurata dall’Ufficio di Piano, che si avvale deitecnici della Commissione istituita ai sensi della DGR 564/2000,nel rispetto del principio dell’assenza di conflitto di interessi.Stante i requisiti fissati dalla normativa recentemente definita especificato ogni aspetto che riguardi i servizi erogati dalle variestrutture di cura e di assistenza, cui bisognerà attenersi, non ciresta dunque che augurare a tutti un buon lavoro!!!Dott. Felice MaranDirettore Attività Socio-SanitarieAz. U.S.L. di Ferrara6uisTimes


L’ACCREDITAMENTO NEI SERVIZI SOCIO-SANITARI(stralci del DGR 514/2009)Con l’istituto dell’accreditamento (…) si innova il sistema regionale del welfare e cisi propone di assicurare una maggiore coerenza con il sistema complessivo di regolamentazionee programmazione del sistema integrato di servizi sociali e sanitari…L’accreditamento è infatti finalizzato ad individuare i servizi e le strutture necessariper la copertura del fabbisogno espresso nella programmazione territorialel’accreditamento costituisce un percorso a carattere dinamico e temporalmentedelimitato, che deve prevedere valutazioni periodiche sia in ordine alla qualità degliinterventi erogati, sia relativamente alla loro effettiva necessità in relazione almutare dei fabbisogni e della domanda degli interventi socio-sanitari.Nelle procedure di accreditamento vanno ovviamente richiamati e rispettati i principidi pubblicità, trasparenza, non discriminazione, proporzionalità…Al fine di assicurare un avvio graduale del nuovo sistema di committenza ed erogazionedei servizi socio-sanitari, la legislazione regionale ha previsto un percorsoflessibile che si articola su tre tipologie distinte di accreditamento.Le previsioni contenute nel provvedimento riguardano pertanto:- l’accreditamento definitivo dei servizi, che costituisce il modulodi erogazione delle prestazioni socio-sanitarie a carico del servizio sanitario pubblicoe degli Enti locali;- l’accreditamento transitorio, quale percorso facoltativo per l’avvio dell’accreditamentoe la trasformazione dei rapporti esistenti tra Enti Locali (e/o loro formegestionali dei servizi) e AUSL e soggetti gestori per l’erogazione dei servizi sociosanitari,nell’ambito di un processo graduale e progressivo di attuazione dell’accreditamentodefinitivo;- l’accreditamento provvisorio, quale modalità ordinaria per l’instaurazione, attraversomeccanismi trasparenti ad evidenza pubblica, di nuovi rapporti (ovvero,rapporti non ancora esistenti) tra Enti Locali e AUSL e soggetti gestori per l’erogazionedei servizi sociosanitari, che si applicherà sia nella fase transitoria che inquella a regime.I CONTENUTI DEL PROVVEDIMENTOLa Regione disciplina le condizioni e le modalità dell’accreditamento transitorio,definitivo e provvisorio.L’accreditamento comporta l’accettazione del sistema omogeneo di tariffe valevoliper la remunerazione delle prestazioni e dei serviziSERVIZI A CUI SI APPLICA L’ACCREDITAMENTO DEFINITIVO, TRANSITORIO E/OPROVVISORIO- assistenza domiciliare- casa-residenza per anziani non autosufficienti (che ricomprende le tipologie casaprotetta e RSA)- centro diurno assistenziale per anziani- centro socio-riabilitativo residenziale per disabili- centro socio-riabilitativo semiresidenziale per disabiliRUOLO DEL SOGGETTO ISTITUZIONALE COMPETENTE PER AMBITO TERRITORIALEL’accreditamento del servizio viene rilasciato al soggetto gestore che provvede effettivamenteall’erogazione delle prestazioni e che dispone delle relative risorse.Il Comitato di distretto, l’Organismo competente per la forma associativa o il singoloComune effettuano le valutazioni fondamentali di tipo discrezionale preordinateall’accreditamento dei servizi e delle strutture socio-sanitari il percorsodecisionale, e per l’accreditamento provvisorio anche l’intenzione di accreditare,deve garantire adeguate forme di comunicazione ai diversi soggetti interessati;le decisioni finali devono essere motivate e nell’ambito del procedimento amministrativonella procedura deve essere assicurata imparzialità di valutazione e lapiena parità di trattamento, con particolare riguardo all’accreditamento provvisorioquando risulta necessario effettuare una selezione trapiù aspiranti all’accreditamentodel servizio;le procedure di accreditamento provvisorio dei servizi devono garantire che ledomande presentate dai soggetti gestori siano basate sulla preventiva conoscenzadegli schemi di contratto di servizio da stipularsi successivamente per la regolamentazionedel rapporto di accreditamento.Al fine di assicurare la necessaria comunicazione pubblica, su apposito sito webpredisposto a cura di ogni soggetto istituzionalmente competente è data adeguatainformazione sulle attività poste in essere dalle rispettive Istituzioni per quantoriguarda le attività di accreditamento dei servizi.IL RUOLO DELL’ORGANISMO TECNICO DI AMBITO PROVINCIALEL’organismo tecnico di ambito provinciale è il soggetto che svolge i compiti tecnicidi verifica in merito al rispetto dei requisiti valevoli per la concessione dell’accreditamento.All’organismo tecnico di ambito provinciale spettano le funzioni di:a) istruttoria tecnica di verifica del possesso dei requisiti previsti per l’accreditamento transitorio, provvisorio e definitivo;b) monitoraggio e vigilanza sul mantenimento dei requisiti previsti per l’accreditamentotransitorio, provvisorio e definitivo.DISCIPLINA DELL’ACCREDITAMENTO DEFINITIVOL’accreditamento definitivo può essere concesso per i servizi già accreditati in viatransitoria o provvisoria, nonché per i servizi già accreditati definitivamente in sededi primo ed unico rinnovo…I soggetti gestori dei servizi accreditati transitoriamente possono presentare domandadi accreditamento definitivo ai soggetti istituzionali competenti per l’ambitodistrettuale entro tre mesi dalla scadenza del provvedimento di accreditamentotransitorio.La concessione o il diniego dell’accreditamento definitivo deve avvenire entro 6mesi dalla data di presentazione della domanda.A seguito della presentazione della domanda di accreditamento definitivo, il soggettoistituzionale competente verifica ed attesta la coerenza della proposta di accreditamentodefinitivo con il fabbisogno indicato nella programmazione territorialecontenuta nel Piano di zona distrettuale per la salute ed il benessere sociale.L’accreditamento definitivo è rilasciato dal soggetto istituzionale competente perl’ambito distrettuale.L’atto di rilascio dell’accreditamento definitivo indica la struttura o il servizio accreditatoe il soggetto in favore del quale è rilasciato l’accreditamento per la gestionedi tale servizio o Struttura (…) con indicazione della decorrenza e della validità dellostesso, al massimo di durata quinquennale, fatte salve diverse valutazioni del soggettoistituzionale competente.DISCIPLINA DELL’ACCREDITAMENTO TRANSITORIOL’accreditamento transitorio può essere concesso per l’erogazione e la gestionedei servizi socio-sanitari, pubblici o privati, nonché per i servizi per i quali verrannoinstaurati rapporti con il Servizio sanitario regionale, con gli Enti Locali e con leAziende di servizio alla persona a seguito di procedure di gara già attivate.Al fine del rilascio dell’accreditamento transitorio è necessario che:a) il servizio per il quale si richiede l’accreditamento transitorio sia in possesso diautorizzazione al funzionamento, in corso di validità, rilasciata dalla autorità competente;b) venga verificata la permanenza della necessità e della coerenza del servizio rispettoal fabbisogno indicato nella programmazione territoriale;c) sia assicurata l’organizzazione, la gestione e lo svolgimento delle attività assistenzialie di cura in modo unitario e integratoSeguono specifiche indicazioni rispetto ad ogni singola tipologia di servizio.La richiesta di accreditamento transitorio può essere presentata dal soggetto e/odai soggetti gestori del servizio ai soggetti istituzionali competenti per l’ambito distrettuale.La concessione o il diniego dell’accreditamento transitorio deve avvenire da partedel soggetto istituzionale competente per l’ambito distrettuale entro 3 mesi dalladata di presentazione della domanda.L’atto di rilascio dell’accreditamento transitorio indica la struttura o il servizio accreditatotransitoriamente ed il soggetto gestore in favore del quale è rilasciatol’accreditamento per la gestione di tale servizio o struttura.Nel provvedimento di accreditamento transitorio è indicata la decorrenza e la duratadello stesso.LA DISCIPLINA DELL’ACCREDITAMENTO PROVVISORIOL’accreditamento provvisorio permette la realizzazione di un periodo nel quale ilsoggetto gestore del servizio provvisoriamente accreditato può dare concretamenteprova del rispetto dei requisiti previsti e della capacità gestionale in vista dell’accreditamentodefinitivo del servizio.Il soggetto istituzionalmente competente per l’ambito distrettuale individua, previaistruttoria dell’Ufficio di Piano, il fabbisogno di accreditamento di strutture e/oservizi sulla base delle scelte programmatiche contenute nel Piano di zona distrettualeper la salute e il benessere sociale e ne dà adeguata informazione ai soggettiinteressati, assicurando il riconoscimento prioritario del ruolo delle strutture e deisoggetti gestori pubblici esistenti.Ad iniziativa del soggetto istituzionale competente per l’ambito distrettuale vieneformulato ed adeguatamente pubblicizzato, un avviso che indica la tipologia delservizio da accreditare ed i requisiti richiesti per la gestione del servizio.Entro il termine stabilito nel medesimo avviso, i soggetti che dimostrino interessealla gestione del servizio da accreditare provvisoriamente presentano appositamanifestazione di interesse finalizzata ad ottenere un invito alla selezione ristrettaper la gestione del servizio da accreditarsi provvisoriamente.I soggetti invitati presentano la proposta di accreditamento provvisorio, allegandola documentazione indicata nell’invito… L’accreditamento provvisorio è rilasciatoper un periodo minimo di 6 mesi e massimo di un anno, al termine del quale puòessere trasformato in accreditamento definitivo, previa valutazione del rispetto deirequisiti di accreditamento validi al momento della trasformazione.7uisTimes


Osteoporosi:definizione, diagnosi, prevenzione e cura“Dottore, lei che è Reumatologo, per cortesia,mi spiega che cosa è l’OSTEOPOROSI,chi ne è affetto, cosa provoca, come si previene,come si cura?”. Questa domanda miviene sempre più spesso rivolta da pazientiattenti alla propria salute ed io, anche inqualità di Socio Ordinario della Società Italianadell’Osteoporosi, del MetabolismoMinerale e delle Malattie dello Scheletro (SIOMMMS), vi esporrò le ultimeconoscenze al riguardo.Definiamo OSTEOPOROSI una malattia sistemica dello scheletro caratterizzatada riduzione ed alterazioni qualitative della massa ossea, le qualisi accompagnano ad aumento del rischio di FRATTURA. Esistono OSTE-OPOROSI PRIMITIVE, come le post-menopausali e le senili, ed OSTEO-POROSI SECONDARIE, come quelle determinate da un ampio numero dipatologie e farmaci.L’OSTEOPOROSI rappresenta una malattia di grossa rilevanza sociale, poichéla sua incidenza aumenta con l’età sino ad interessare quasi tutta lapopolazione oltre gli ottant’anni.In Italia, a tutt’oggi, circa 3,5 milioni di donne e circa 1 milione di uominirisultano affetti da OSTEOPOROSI, e già questi dati ci fanno capire lapercentuale di prevalenza tra i due sessi, anche se ad onor del vero, studiitaliani recentissimi tendono ad evidenziare una quota maschile ben superiore,ma sotto-diagnosticata.Poiché nei prossimi 20 anni gli Italiani al di sopra dei 65 anni di età sarannoil 25% in più, e poiché la regione Emilia-Romagna è la regione Italianacon la vita media dei propri abitanti più lunga (per fortuna per noi che ciabitiamo!), ci dovremo per forza attendere un proporzionale incrementodell’incidenza dell’OSTEOPOROSI.Le fratture da OSTEOPOROSI hanno importanti implicazioni sociali edeconomiche, oltre che sanitarie : tra gli anziani infatti le fratture osteoporotichefemorali sono una delle maggiori cause di mortalità, paragonabileI giorni 6 e 7 Ottobre 2010,Densitometria Ossea gratuitacon metodo ad ultrasuonipresso “Quisisana Ostellato”Piazza Bassani – Ostellato (FE)In alto la sezione di un osso sano. In basso un osso colpito da osteoporosia quella per ictus e carcinoma mammario. Più del 50% delle donne confrattura femorale presenta una grave riduzione del livello di autosufficienzaed il 20% dei casi necessita di una assistenza a lungo termine.Quindi come fare diagnosi di OSTEOPOROSI? La metodica principe è ladensitometria ossea che può essere eseguita con tecnica a doppio raggioX (DXA), con tecnica TAC quantitativa (QCT) od infine con apparecchi adultrasuoni (QUS). In quest’ultimo caso, utilizzando come distretto osseoun calcagno.Proprio la tecnica QUS si è dimostrata negli ultimi anni affidabile quantole altre, priva ovviamente di radiazioni, dai costi relativamente contenutie raccomandata per indagini epidemiologiche e screenings di primolivello in virtù della propria facile trasportabilità. E proprio per indagareed eventualmente curare la nostra popolazione, grazie alla concessionegratuita di un apparecchio ad ultrasuoni per densitometria ossea da partedi una grossa Ditta Farmaceutica Italiana, nel prossimo mese di Ottobreeseguiremo presso la Residenza Socio Sanitaria “Quisisana Ostellato”esami densitometrici a pazienti, ricoverati ed anche esterni alla Struttura,individuati dai propri medici della Medicina di Gruppo di Ostellato.8uisTimes


Osteoporosi in pilloledi RedazioneIl tè protegge le donne anziane dall’osteoporosiSecondo uno studio condotto dai ricercatoridella University of Western Australia diPerth, bere il tè protegge le donne anzianedall’osteoporosi. I ricercatori hanno seguitoper 5 anni oltre 1.000 donne tra i 70 e gli 85anni, esaminando il loro consumo di calcio eil grado di osteoporosi. E tra queste hannostudiato in un sottogruppo di 275 anziane,la possibile relazione tra consumo di tè edensità ossea. Al termine del periodo di osservazione,le misurazioni effettuate dagliscienziati hanno messo in evidenza, a livellodell’anca, una densità ossea significativamentemaggiore nelle donne che bevevano tè,superiore quasi del 3% rispetto a quelle chenon lo bevevano. Inoltre le donne consumatricidi tè, nel corso dei 5 anni, sono andateincontro ad un minor impoverimento osseo,perdendo in media l”1,6% della densità ossea,contro il 4% perso dalle altre donne.Tuttavia, per ora, non è emersa una relazionetra quantità di tè assunta e densità ossea. Pervalutare le quantità necessarie di tè da bereper ottenere un beneficio, sono necessaristudi più ampi, da cui potrebbero emergereanche indicazioni sul tipo di tè più efficace.Questo è stato valutato tenendo in considerazionel’assunzione di calcio, il fumo,l’attività fisica e altri fattori che possonointerferire con la massa ossea. Il tèsembra quindi proteggere le ossa, riducendola perdita minerale legata all’età.Responsabili di questo effetto protettivosembrerebbero essere alcune sostanzefitochimiche presenti nel tè, come adesempio i flavonoidi, che eserciterebberoun effetto benefico sulle ossa grazie aproprietà simili a quelle degli estrogeni.Lo studio australiano è apparso sull’AmericanJournal of Clinical Nutrition.Veniamo ora al punto che più mi affascina epiù mi vede coinvolto: la prevenzione e la curadell’OSTEOPOROSI. Teniamo presente che laperdita annua di massa ossea nella post-menopausa,ad esempio, è dello 0,5-2%, e che lamaggior parte delle terapie la incrementanodell’1-6%. Quindi ben venga l’uso di farmaci,ora comodi e sicuri nel loro uso, ma FONDA-MENTALE è lo stile di vita e l’alimentazione perprevenire la patologia il più possibile e, quandoessa fosse poi presente, aiutare i farmaci a funzionareal meglio.Evitando il fumo, evitando un abuso degli alcolici(mai più di 2 bicchieri di vino al dì), aumentandola nostra attività fisica camminando dipiù appena possibile, facciamo tanto per prevenirel’OSTEOPOROSI, ma si può fare ancorameglio e di più. Dobbiamo aumentare l’apportodi CALCIO nella dieta, considerando che daindagini recenti si è stabilito che in Italia in generaletale elemento è sottodosato sulle nostretavole, così come la VITAMINA D.Quest’ultima è importantissima non solo perfacilitare l’assorbimento del calcio stesso e perfissarlo nelle ossa, ma anche per accentuare laforza muscolare e ridurre in tal modo il rischiodi cadute, importante causa di frattura negli anzianiosteoporotici. Non dimentichiamoci cheviviamo nel cosiddetto Paese del Sole: prendiamoquindi, con le dovute accortezze, più solepossibile affinché dalla nostra cute venga sintetizzataaltra importantissima VITAMINA D.La soia sembrerebbe curare l’osteoporosiUna ricerca condotta all’Università di Messinaqualche anno fa, e diretta da Herbert Marini,ha stabilito che la soia è utile nella curadell’osteoporosi. La genisteina è un isoflavonedella soia che ha effetti simili a quelli degliestrogeni. In questa ricerca è stata utilizzata laforma chimica pura e ad un dosaggio (54 mgal giorno) che nella popolazione (quantomenoin quella occidentale) non può essere raggiuntosolo introducendo la soia nella dieta.Dopo due anni di trattamento con la genisteina,nelle donne che hanno seguitola cura, si è osservato una densitàminerale ossea nel femore e nellacolonna vertebrale rispetto al gruppo placebo(trattato solo con calcio e Vitamina D3).Steven Wilson, esperto di Biostatistica al NationalJewish Medical and Research Center diDenver (Usa), e coautore dello studio ha spiegato:“Già nel primo anno si notava una significativadifferenza tra i due gruppi”. RosarioD’Anna ha affermato: “Le donne trattate con genisteinanon hanno mostrato variazioni significativedello spessore endometriale uterino”.Inoltre il professor Frank Sacks, uno dei massimiesperti mondiali dell’argomento e docentedi medicina presso il Brigham and Women’sHospital e la Harvard School of Public Healthdi Boston, ha spiegato che “la soia ha grandipotenzialità per l’osso anche se urge una certacautela soprattutto in donne a rischio di neoplasiemammarie ed uterine”.9uisTimes


Nelle tabelle che molto sinteticamente ho creato, ognuno di noi può trovarei cibi che più soddisfano i propri gusti e le proprie abitudini alimentari(vedi tabella 1 e 2).Tabella 1Alimenti ricchi di calcio(Contenuto di calcio in mg per hg di prodotto)Formaggio GranaFontinaMozzarellaLatte interoLatte scrematoPolipoTonnoRucolaFagioliRadicchio verdeSalviaRosmarinoCioccolato al latteSalsiccia di suinoPollo1169 mg/hg870 mg/hg160 mg/hg119 mg/hg122 mg/hg144 mg/hg138 mg/hg305 mg/hg135 mg/hg115 mg/hg600 mg/hg370 mg/hg262 mg/hg53 mg/hg20 mg/hgTabella 2Alimenti ricchi di Vitamina DTuorli d’uovoAringaSalmoneTrotaUn argomento che mi sta molto a cuore è quello delle acque imbottigliate,che si consumano in quantità elevatissime oramai nelle nostre casee che, se scelte con oculatezza, possono compensare se non addiritturasuperare in apporto di CALCIO una o più porzioni di cibo (ad un costoanche inferiore!).(vedi tabella 3 nella pagina accanto)10uisTimes


Accanto a queste terapie NON farmacologiche della OSTEOPOROSI esistonooggigiorno, come spiegavo poco prima, farmaci ottimi e ben tolleratiper la cura di tale patologia. Vi sono, molto sinteticamente, farmaciche inibiscono la demolizione dell’osso ad opera degli osteoclasti (i piùusati), farmaci che stimolano la neo-deposizione di osso ad opera degliosteoblasti (poco usati), farmaci che agiscono su entrambi i livelli. Tranon molto sarà immesso in commercio un farmaco ancora più efficacedegli attuali: il nome di questa molecola è denosumab, e si tratta di unanticorpo-monoclonale (appartenente quindi al famoso gruppo dei farmacibiologici già molto usati in REUMATOLOGIA), che alla dose di 60milligrammisotto cute ogni 6 mesi (questo permette una aderenza alla curada parte dei pazienti molto comoda) riduce significativamente il rischiodi frattura vertebrale, non-vertebrale e di femore.Dott. Marco FranceschettiMedico di Medicina Generale-ReumatologoSocio Ordinario della SIOMMMSTabella 3FerrarelleAcque in bottiglia(Contenuto di calcio in mg per hg di prodotto)365 mg/LCoop M.Cimone33,0 mg/LSan Gemini 331 mg/L Panna 32,9 mg/LSan Pellegrino 179 mg/L Lete 31,4 mg/LUliveto 171 mg/L Norda 30,1 mg/LFracassi 98 mg/L Levissima 21 mg/LVitasnella 85 mg/L Leggerissima 18 mg/LBrio Blu Rocchetta57 mg/L Fiuggi 17 mg/LSan Benedetto 50 mg/L S. Anna 11,3 mg/LVera 35,9 mg/L S. Bernardo 9,6 mg/LLilia 33,9 mg/L Bernina 8 mg/L11uisTimes


Storia di antichi natali: la Contessa MolteniLa mia è una storia che nasce lontano nei secoli, una storia dinobili e di matrimoni importanti.Mia madre aveva un cognome importante, mia madre era MariaLuisa Marazzani Visconti Terzi, portava un cognome lungo, impegnativoe pieno di significato.La famiglia dei Conti Marazzani Visconti è una delle poche famiglie nobilidi Piacenza di cui si ha un archivio completo, che parte dal 1300 circa earriva fino alla fine dell’ottocento. Il cognome Terzi venne aggiunto inseguito ad uno dei più importanti matrimoni del XVIII secolo tra AntonioCamillo Marazzani Visconti e la contessa del Sacro Romano Impero CostanzaTerzi.Marga Molteni, questoè il mio nome. Dellastirpe nobile da cui provienela mia adoratamamma porto solo ilsangue, il mio cognomeè quello di un semplicebanchiere che si innamoròperdutamentedello sguardo penetrantee insolente diuna giovane contessa.Io sono nata il 19 febbraiodel 1921 da questomatrimonio pienod’amore, matrimonioun po’ inconsueto, inverità, per chi viene dafamiglie nobili che perContessa Marga Moltenila maggior parte combinaincroci come fossero fusioni di società monetarie.Ma potessero le mie parole raccontare a chi mi legge quanto sia statoemozionante e stimolante crescere nelle residenze di proprietà della famiglia…Castelli sparsi sull’Appennino nella zona di S. Giorgio Piacentino, in particolareho passato buona parte della mia innocente infanzia nei Castelli diMontechino, di Gropparello e Montanaro.In particolare il Castello di Montechino è stato costruito interamente insasso, in posizione dominante sulle colline ricoperte di boschi del nostromeraviglioso Appennino. Non si hanno date certe sulla costruzione, maconsiderando la base rettangolare con il torrione quadrato tipica del medioevo,si può pensare che sia stato costruito all’incirca nel XIII secolo.Castello di Gropparello (PC)Il Castello di Gropparello, invece, ha subito alla fine del 1800 un periododi grande decadenza, riportato poi all’antico splendore proprio dallamia famiglia materna che, avendolo acquistato nel 1869, ha compiuto ungrande lavoro di restauro.Ancora oggi il Castello di Gropparello conserva tutto il fascino medioevaledell’antica fortezza inespugnabile, infatti a tutt’oggi l’unico ingresso ècostituito dal ponte levatoio.Il castello di Montanaro invece si presenta più come un palazzo settecentescoche come struttura difensiva, e ha subìto notevoli rimaneggiamenti,venendo utilizzato da vari enti. È di proprietà statale e ai suoi tempidoveva essere un fortilizio poderoso, ma “gloria transit...”Castelli che ai miei occhi di bambina apparivano enormi e pieni di odoridi tempi lontani, residenze calde, accoglienti, che assomigliano ad unaanziana signora che non ha paura di mostrare la propria età, ma anzi, cheva orgogliosa dei suoi anni e di tutto il suo vissuto.Gli anni mi hanno poi maturata, la scuola superiore a Milano mi ha fattocrescere, ma il fascino per la mia storia, per la storia della mia famiglianon mi ha mai abbandonata.12uisTimes


Le mie estati le passavo in Svizzera, dove ho avutola fortuna di approfondire la mia conoscenza dell’inglesee del francese. L’amore per la letteratura mi hasempre facilitata nell’apprendimento di lingue straniere,anche se i miei studi sono stati tutt’altro checlassici, avendo io frequentato l’istituto tecnico perragionieri.Mi rivedo nel 1940, quando appena finiti gli studi misono sposata con il Conte Ippolito Gulinelli, ed eccoche ancora una volta il mio sangue nobile si è mescolatonel sacro vincolo del matrimonio con il sanguenobile di un’altra centenaria stirpe.Ecco che arriva Ferrara nel mia vita, città dai mille volti,con pagine di storia che ti osservano ad ogni vicolo,ad ogni piccolo ingresso.Ho formato la mia nuova famiglia a Montensanto,dove ho avuto la fortuna di vivere in una stupendadelizia Estense, costruita attorno al 1450 dall’architettoducale Benvenuto degli Ordini su commissione delDuca Borso d’Este di Ferrara.Splendida Villa piena dei sorrisi e dei canti della mia adorata famiglia, mala guerra ce l’ha strappata, è stata rasa al suolo da un bombardamentoaereo il 18 aprile del 1945.Villa Estense (Montesanto), distrutta durante la II Guerra MondialeMa più di tutto, mi fa sentire a casa l’affetto dei miei familiari quandovengono a portarmi il loro magnifico sorriso che mi riscalda il cuore.Marga MolteniEcco che di nuovo il trasferimento a Ferrara, la ripresa del dopoguerra, lavoglia di noi tutti di riprendere in mano le nostre vite, di ricominciare avivere. Una nuova era di libertà e di giustizia ci aspettava, e tutti noi sentivamola voglia di ricostruire. Il tempo è passato, sono passati gli anni,sono passate le immense gioie e i grandi dolori. Io non vivo più nelleprestigiose residenze di famiglia, ma vivo in una nuova casa dove sonoaccudita e curata 24 ore al giorno.I miei anni mi hanno portata a non essere più autosufficiente, è difficileammettere di avere bisogno di aiuto, ma ho avuto la fortuna di incontrarepersone che svolgono il loro lavoro con passione e che mi fanno sentirecome a casa.Castello di Montanaro - San Giorgio PiacentinoCastello di Montechino (PC)13uisTimes


Progetto IntervistaIntervista al Sindaco di Ostellato (FE)Dopo il successo della prima performance giornalistica, conalcuni ospiti del Quisisana Ostellato impegnati in giro per ilComune di Ostellato muniti di block-notes e macchina fotografica,per carpire risposte e considerazioni da parte dellagente del posto, in merito alla struttura appena inaugurata ed al ruoloed alle opportunità di integrazione per i soggetti disabili, prosegue il nostroprogetto intervista. E rispetto alla prima occasione, i nostri ospiti, inperfetto stile “Iene”, stavolta si sono rivolti direttamente alla persona piùrappresentativa del Comune, il sindaco di Ostellato, eletto di recente, nelmarzo 2010.Questa volta dunque, Milva e Giancarlo, i nostri reporter affermati edormai riconosciuti nel territorio del Comune di Ostellato e dintorni perla loro inesauribile sete di notizie, si sono infilati fin dentro le stanze piùimportanti del Palazzo Municipale, quelle dove si assumono le decisioniindirizzate alla comunità, e hanno costretto il Sindaco adun lungo faccia a faccia.Ecco dunque il testo integrale dell’intervista al Sindaco, riccodi spunti e di curiosità che consentiranno ad ogni cittadinodi conoscere nel dettaglio chi li governa in questo momento.Buongiorno Signor Sindaco, cominciamo a conoscerla attraversoi dati di maggior interesse ed utilità. Può dirci per vore, nome, cognome e data di nascita?Certamente, ma diamoci del tu. Mi chiamo Andreafa-Marchi ed ho….Quindi sei nato nel …., un sindaco giovane.E qual è il tuo segno zodiacale?Sono del segno del Cancro, un segno d’acqua.Benissimo Andrea, a questo punto siamo su-bito pronti per cominciare con una domandaintima e personale. Ti piace il cioccolato?Beh, devo ammettere di essere abbastanza goloso.Tuttavia ho la mia scala di preferenze. Tratutte le barrette in commercio, la mia scelta è rivoltaquasi sempre verso quelle al latte, davveroirresistibili.E se invece dovesse confidarci qualcosa chedetesti? Anzi - rendiamo un po’ più cattiva ladomanda - una persona che detesti…Oddio, il mio ruolo istituzionale non mi con-sentirebbe di pronunciare dichiarazioni di taltipo. Però per voi faccio un’eccezione e vi dicoche, pensandoci un po’, forse le suocere in generale sono le ultime personecon cui mi auguro di avere a che fare dopo una faticosa giornata dilavoro.Grazie per la sincerità. Torniamo quindi, ai gusti personali… qual è il tuonumero preferito?Senza alcun dubbio, il 5!Mentre il colore?Anche in questo caso non ho alcuna incertezza, amo il giallo.Dunque un colore solare ed un numero indicativo di una personalitàestroversa ed allegra. Vediamo se tale profilo è completato da gusti coerentiin tema di animali, scelte artistiche e culinarie. Dunque qualeanimale ti piacerebbe avere in casa?Sicuramente un gatto, di quelli grossi e sornioni. Capaci di fare le fusaquando ti accomodi in poltrona e di essere sufficientemente autonomoper i suoi bisogni quotidiani.Perfetto. E mentre sei in poltrona, quale film ti auguri di poter vederein Tv?Beh, sicuramente un film con la mia attrice preferita, Nicole Kidman. Esia chiaro, non solo perché è una donna magnifica, con una espressivitàinimitabile, ma perché ritengo che le sue qualità artistiche sianoimpareggiabili.A questo punto, ci vorrebbe solo il tuo piatto preferito perrendere la serata indimenticabile…Già. Un magnifico piatto di spaghetti con le vongole.Da mangiare in poltrona, al limite nella tua posizione prefe-rita…Beh, direi di no. A me piace stare in piedi, infatti. Però, quandomangio, preferisco rimanere seduto a tavola, evitandodi girovagare tra divano, sedie e poltrone con il miopiatto di pasta.Prima di approfondire qualche aspetto riguar-dante la tua esperienza di Sindaco, un’ultimadomanda su una questione sia personale chepolitica. Si avvicina l’estate e con essa si ri-fanno vive le solite zanzare. Da uno a cen-to, quanto aspetti questo momento equanto le ami?Sicuramente zero a tutte e due le domande.Non le aspetto e non le amo,anzi, se posso, le combatto.Bene parliamo un po’ di politica, parten-do dal tuo partito di appartenenza. Puoi dirci qual è?Senza alcun problema. Si tratta del Partito Democra-tico.Da Sindaco hai imparato a conoscere ogni ango-lo della nostra Comune, qual è la zona di Ostel-lato che preferisci?Devo dire che per me Ostellato è tutta bella, peròquando posso preferisco uscire e starmene in Piazza della Repubblica.Da quello che ci dici, ci sembra di capire che ti piaccia fare il Sindaco diOstellato.Non è proprio così. A me infatti non è che, semplicemente, piaccia fare ilsindaco di Ostellato… io adoro fare il sindaco di Ostellato.Sicuro?14uisTimes


Senza alcun dubbio, al 100%.Bene, però come ogni Comune, anche Ostellato avrà i suoi problemi, apartire dalle barriere architettoniche.Condivido in pieno la considerazione che le barriere architettoniche rappresentinoun problema. Anzi per molti versi hanno un significato implicitoche è molto più grave della loro manifestazione, diciamo, esteriore.Perché le barriere architettoniche significano esclusione, emarginazionee, laddove esistano, esprimono un atteggiamento di sufficienza e di superficialitàda parte delle istituzione verso una intera categoria di cittadini.Sicuramente una disanima eccellente, ma cosa hai fatto per eliminarle?Tutto quello che la legge prevede, adattando pian piano ogni edificio pubblicoalle esigenze di ciascun cittadino, in modo che vi sia una completaaccessibilità per tutti, anche a costo di importanti investimenti di spesa.Su un piano più generale, invece, come consideri la disabilità e cosapensi dei cittadini disabili?Non c’è molto da pensare. Nel senso che per me i cittadini disabili sono daequiparare ad ogni altro cittadino e vanno dunque valutati e valorizzaticome ciascun residente di questo Comune, di questa Provincia e di questaRegione.Invece cosa ci dici delle persone più anziane?Si tratta di una risorsa cui attingere anche per evitare emergenze di naturasociale ed al tempo stesso di una questione da affrontare con serietà ecompetenza, visto il progressivo aumento della percentuale di anziani e larichiesta di servizi sempre più qualificati e rispondenti alle loro esigenze.A proposito di servizi, puoi dirci come giudichi l’evoluzione delle ResidenzeSocio Sanitarie?Se avessi dovuto dare un giudizio dei vecchi ospizi, mi sarei trovato in difficoltà.Le residenze di oggi rappresentano, invece, un luogo di incontro,di cura e di valorizzazione delle persone e della loro dignità. Un luogo chenel tempo, è riuscito ad affermarsi come un approdo sicuro ed efficienteper quanti intendano ricorrervi.Mentre volendo fare un volo pindarico, se ti chiedessimo di darci la tuavalutazione di una casa chiusa?Mi cogli alla sprovvista… beh, diciamo che la definirei come una sorta dipostribolo.Torniamo a noi, quali sono gli obiettivi per l’immediato futuro?Rendere questo Comune migliore di quello che è. Io credo che Ostellatosia già un comune all’avanguardia, ma creare nuove opportunità per icittadini, sarà determinante per consentire un salto di qualità per tuttala cittadinanza.Invece cosa speri di non sentirti mai dire dai tuoi cittadini?Spero che durante ed alla fine del mio mandato, nessuno possa darmidell’incompetente. Si tratta dell’offesa che sopporto meno, anche perchérispetto ad ogni aspetto da affrontare, ci metto tutto l’impegno e la dedizionenecessaria.Che ne dici allora, per valorizzare il vostro lavoro, di prendere un fuoriclasseper la tua giunta comunale, uno alla Balotelli, per intenderci…No grazie, rifiuto senza incertezze. Ho già tanti problemi e voglio evitarnedi altri. E poi la mia giunta va bene così com’è!Ci sembra di capire che non sei un amante dei colori nerazzurri.Ottima deduzione. Tifo per la Juve, anche se quest’anno non è che ci sianotanti motivi per sbandierarloEvviva la sincerità… chiudiamo l’intervista, a questo punto, con delledomande davvero intime e personali, nella speranza che vorrai mantenereinalterata la schiettezza fin qui avuta. Preferisci le bionde o lemore?Dipende dalle bionde o dallemore. Tendenzialmente però,preferisco le more.Tra le Bindi e la Santanchè, invece?In questo caso accantono ildato estetico e ti dico la Bindi.Il tuo indumento intimo preferito?Da uomo o da donna?!?!? ...ilperizoma, ma non certo da indossare,infatti io non lo metto!!!Calzino lungo o corto?Indiscutibilmente calzino lungo.Che ne dici, chiudiamo l’intervistacon un augurio ai tuoi collaboratori?Certo. Spero che possano mantenereinalterate, la passione ela voglia di fare mostrate fino aquesto momento.Ed invece un saluto per i lettoridel Quis Times, riservandogli,al limite, una frase famosa?Prendendo spunto dai latini eda “L’attimo fuggente”, “carpediem”. Cogli l’attimo. È sempreun ottimo consiglio che vale peri lettori come per ogni altro cuidovessi rivolgere un consiglio.Milva B., argentana doc, classe 1962.Adora il ballo liscio, in particolare ilgruppo “Renzo e Luana“, spesso ospitialla Festa dell’Unità di Filo; ama altrettantola piadina romagnola con la salsicciae la cipolla e la sua squadra delcuore è la Juve.Giancarlo Z., codigorese doc classe1964. Trova stimolante addentrarsi neimeandri delle previsioni meteorologiche,ama la montagna, in particolareil trekking.Arianna MarchettiEducatrice C.S.R.15uisTimes


Caro Diario... una storia d’amore!“...Io ti curerò, perché tuc’hai bisogno di ridere di gustoe ti ringrazierò.”Sembrerebbe essere stata tratta daquesta frase del cantautore LorenzoCherubini, la storia di Vittorioe Luciana, due “ragazzi” ultrasettantenniche hanno fatto diventare unaresidenza per anziani il loro nido d’amore,la loro dolce casa.Una casa, cosa cambia se è una casa di riposo?Non c’è nessun manuale che possaprevedere un luogo dove sia possibile innamorarsi e dove no, qual è l’etàgiusta per amare o quella sbagliata, o qual è lo stato sociale ideale per farbattere il cuore. Anzi, una Residenza per anziani è un luogo di incontro,diventa un luogo di socializzazione e a volte diventa anche il luogo dovenascono nuove storie meravigliose, come la loro storia d’amore.Vittorio, un uomo semplice, molto simile a tanti altri, 74 anni, pensionato,come da prassi con qualche problema di salute o lieve malanno dovutoall’età, che lo costringono a servirsi di una sedia a rotelle per muoversicon facilità. Arrivato in questa comunità dopo una vita vissuta insiemealla mamma, ed in solitudine da quando la madre è venuta a mancare,non avendo familiari che gli possano fare visita.Vittorio è entrato in punta di piedi della nostra residenza, quasi a malavoglia.Non aveva paura della solitudine, anzi, al contrario, aveva paura distare insieme a tanta gente, forse di confrontarsi, ma con il tempo ha imparatoad apprezzare questo cambiamento radicale della sua vita, ha imparatoche cosa significhi essere accuditi ed essere sempre in compagnia.Ha imparato soprattutto ad apprezzare la compagnia femminile, perchéeffettivamente con il passare dei giorni, quasi tutti, ma soprattutto chilavora a stretto contatto con gli Utenti, si sono accorti di un’amicizia moltotenera, fatta di piccole attenzioni, di sguardi malcelati, di un continuo16uisTimes


cercarsi di Vittorio con Luciana.Luciana, una bella signora di 78 anni, vivevanella Residenza già da qualche anno,quando è arrivato Vittorio. Da quando èrimasta vedova, dopo 52 anni di matrimonio,raccontava a tutti della meravigliosastoria d’amore vissuta con suo marito, unavita particolarmente felice, un matrimonioche le ha regalato una bellissima famiglia,3 figli, addirittura 2 nipoti e un pronipotedi pochi mesi.Oggi è più attenta a parlare del Suo passato.Luciana dispensa consigli a tutte leragazze che l’aiutano durante il giorno, chele stanno vicino, lascia pillole di saggezzasu come appianare discussioni, evitare incomprensioni,non avventurarsi in piccolescaramucce con i propri fidanzati, mariti,compagni: “Tra innamorati prima di tuttoci deve essere tanta pazienza e comprensione”- come ama spesso dire – “poi il resto viene da sè”.Le parole di Luciana sanno di verità, hanno quella saggezza che solo lamaturità e l’esperienza ti sanno regalare, 52 anni di matrimonio non ècosa comune, oggi più che mai.È emozionante e tenero vedere che ogni qual volta Vittorio vuole passeggiareper la struttura oppure nel parco, c’era sempre Luciana pronta adaccompagnarlo.E cosi, tra una passeggiata e l’altra, piano piano è iniziata la loro tenerastoria d’amore. Passeggiate in cui lo scorrere delle ore ha fatto da sottofondoalla rievocazione dei ricordi di due vite completamente diverse,due vite che non hanno avuto niente in comune, ma che adesso si trovanoa camminare sullo stesso sentiero.Luciana si fa bella per Lui, cura il suo abbigliamento, si trucca fin dall’oradella colazione, accompagna Vittorio in ogni momento della sua giornata,si siede al suo fianco per leggergli il giornale, lo fa lei poiché gli occhi diVittorio si son presi una vacanza dalla luce, lui è l’uomo perfetto, attentoa lei in tutto quel che fa, sempre pronto a farle complimenti e a vezzeggiarlacon parole affettuose. La chiama la sua “principessa” e non perdeoccasione per farla sentire bella e desiderata.Naturalmente loro non sono venuti subito allo scoperto, hanno cercatodi limitare il “chiacchiericcio” sulla loro dolce storia, ma con molta tenerezzaLuciana è arrivata a raccontare del loro rapporto così fraterno,eppure pieno di dolcezza, fatti di piccoli gesti di passione.Probabilmente il fatto che tutti fossero a conoscenza di questa relazioneha permesso poi a Luciana di trovare il coraggio di parlarne anche alla suafamiglia. Insomma, c’è da scommetterci che non deve essere facile peruna madre raccontare ai figli ormai adulti di essersi innamorata… i figli etutta la sua famiglia hanno compreso i sentimenti di Luciana. D’altronde,cosa c’è di male?Sono due anni ormai che Luciana e Vittorio vivono e dormono in cameraassieme, sono una vera coppia. Quando la portadella stanza di due persone che si amano sichiude, tutto il mondo si zittisce, e quello chesuccede fuori da quelle quattro mura non hapiù nessuna importanza.Non c’è un età per amare, non c’è uno standarddi amore legato all’età, l’amore è sempreamore con i suoi colori e le sue sfaccettature.Quello che ci piace pensare è che i sentimentinon hanno età, che l’amore, così come l’amiciziae la fratellanza siano valori universali, chemantengono inalterata nel tempo la loro forza,l’idea che il cuore e il desiderio non invecchianomai ci fa guardare al futuro con maggiorefiducia......come due innamoratisenza nienteda fare che nonhanno nient’altro che “Unastoria d’amore”...In ogni parte,malgrado tu fossi interamente ignudoo interamente copertoo interamente pazzo,io ti ho visto salire le colline della mia originee non soda vera innamorata qual sonocome tu faccia a conoscermie chi ti abbia messo dentro di me.Sei un foglio,un disegno astratto,uno che vola come un aquilone,uno che manda manciate di salenelle mie ferite aperte,ma non mi importa:è sempre salsedine di quel marepieno di coralli, di pesci,forse di morti e infiniti sottomarini.Quello che mi dici non ha importanza,nessuno dei due ascolta l’altroperchè i nostri richiami sono calati in un mondodove viviamo solo io e tein compagnia di un amoreche non discuterà mai nessunoperchè a nessuno ne abbiamo parlato.“Maria Rosa MilaniImpiegata Quisisana Ostellato“Corpo d’Amore, Alda Merini17uisTimes


L’ABC dell’amministrazione di sostegnoin vigore della legge6/2004, avente la “finalità ditutelare, con la minore limitazionepossibile della capa-L’entratacità di agire, le persone prive in tutto oin parte di autonomia nell’espletamentodelle funzioni della vita quotidiana, medianteinterventi di sostegno temporaneoo permanente” 1 ha arricchito il nostro ordinamento di una nuova figurae di un ulteriore strumento di protezione giuridica: “l’amministrazionedi sostegno” 2 .Ai sensi dell’art. 404 c.c. “La persona che, per effetto di una infermitàovvero di una menomazione fisica o psichica, si trova nella impossibilità,anche parziale o temporanea, di provvedere ai propri interessi, puòessere assistita da un amministratore di sostegno, nominato dal giudicetutelare del luogo in cui questa ha la residenza o il domicilio”.Ma chi è l’amministratore di sostegno?È la persona nominata con decreto dal Giudice Tutelare al fine di assistere,sostenere, rappresentare, con la mino re limitazione possibile dellacapacità di agire, chi per effetto di un’infermità ovvero di una menomazionefisica o psichica, si trovi nell’impossibilità, anche parziale o temporanea,di provvedere in tutto o in parte all’espletamento delle funzionidella vita quotidiana.Chi può richiedere la nomina dell’amministratore di sostegno?Il Giudice Tutelare nomina l’amministratore di sostegno su richiesta presentata,senza l’obbligatoria assistenza tecnica di un avvocato 3 , dal beneficiariostesso (anche se minore, interdetto o inabilitato), dal coniuge,dalla persona stabilmente convivente, dai parenti entro il 4° grado, dagliaffini entro il 2° grado, dal tutore, dal curatore, dal pubblico ministero,dai responsabili dei servizi sanitari e sociali direttamente impegnati nellacura e assistenza della persona (art. 406 c.c.) 4 .tore di sostegno?La pronuncia del decreto deve avvenire entro 60 giorni dalla presentazionedella richiesta, e il provvedimento di nomina deve contenere (art.405 c.c.): le generalità della persona beneficiaria e dell’amministratore disostegno; la durata dell’incarico, che può essere anche a tempo indeterminato;l’oggetto dell’incarico e gli atti che l’amministratore di sostegnoha il potere di compiere in nome e per conto del beneficiario; gli attiche il beneficiario può compiere solo con l’assistenza dell’amministratoredi sostegno; i limiti, anche periodici, delle spese che l’amministratore disostegno può sostenere con l’utilizzo delle somme di cui il beneficiarioha o può avere la disponibilità; la periodicità con cui l’amministratore disostegno deve riferire al giudice circa l’attività svolta e le condizioni di vitapersonale e sociale del beneficiario (art. 405 c.c.).Quali sono i criteri di scelta dell’Amministratore di sostegno che il giudiceTutelare deve rispettare? (Art. 408 c.c.)Il Giudice Tutelare deve, innanzitutto, sempre tenere conto della «cura»e degli «interessi» del beneficiario, deve rispettarne la volontà e, sequest’ultima risulta manifestata dal beneficiario stesso attraverso unadesignazione contenuta in un atto pubblico o in una scrittura privata autenticata(nelle stesse forme il beneficiario può sempre revocare la designazionefatta), il Giudice Tutelare può disattenderla solo in presenza digravi motivi.In mancanza di indicazioni da parte del beneficiario o in presenza di gravimotivi il Giudice Tutelare, nella scelta, deve preferire, ove possibile, ilconiuge non separato legalmente, la persona stabilmente convivente, ilpadre, la madre, il figlio o il fratello o la sorella, il parente entro il quartogrado, ovvero/oppure il soggetto designato dal genitore superstite contestamento, atto pubblico o scrittura privata autenticata.Quale deve essere il contenuto del decreto di nomina dell’amministra-1 . Art. 1 legge 6/20042 . Attualmente le misure di protezione giuridica sono tre: l’amministrazione di sostegno, l’interdizione el’inabilitazione.3. La Cassazione Civile con la sentenza 25366/2006 ha definito il procedimento per la nomina dell’amministratoredi sostegno, il quale si distingue, per natura, struttura e funzione, dalle procedure di interdizionee di inabilitazione e non richiede il ministero del difensore nelle ipotesi in cui l’emanando provvedimentodebba limitarsi ad individuare specificamente i singoli atti, o categorie di atti, in relazione ai quali si richiedel’intervento dell’amministratore. Per contro, necessita la difesa tecnica laddove il decreto che il giudiceritenga di emettere incida sui diritti fondamentali della persona, attraverso la previsione di effetti, limitazionio decadenze, analoghi a quelli previsti da disposizioni di legge per l’interdetto o l’inabilitato, per ciò stessoincontrando il limite del rispetto dei principi costituzionali in materia di diritto alla difesa e ed al contraddittorio.4. Nel caso dell’interdizione e dell’inabilitazione i servizi sono legittimati a proporre la sola segnalazionealla Procura della Repubblica che può attivare d’ufficio i relativi procedimenti.18uisTimes


Il Giudice Tutelare, peraltro, quando ne ravvisi l’opportunità, e nel caso didesignazione dell’interessato, quando ricorrano gravi motivi, può nominareamministratore di sostegno altra persona idonea, diversa da quellesino ad ora indicate, nonché uno dei soggetti di cui al titolo II, libro primodel codice civile (ad es.: associazioni, fondazioni, ecc…).Chi non può svolgere l’incarico di amministratore di sostegno?Ai sensi dell’art. 408 c.c. «Non possono ricoprire le funzioni di amministratoredi sostegno gli opera tori dei servizi pubblici o privati che hannoin cura o in carico il beneficiario».A tale proposito occorre osservare che, allo stato attuale, i Giudici Tutelaridelle diverse province italiane, stanno adottando due differenti prassidi vita.Passando invece ai poteri dell’amministratore di sostegno, gli stessisi evinceranno dal contenuto del decreto di nomina e delle suc cessiveeventuali autorizzazioni del Giudice Tutelare. L’amministratore di sostegnopotrà avere sia poteri di assistenza del beneficiario e quindi poteredi agire insieme al beneficiario, sia poteri di rappresentanza, potendo inquest’ultimo caso agire in sostituzione del beneficiario. L’amministratoredi sostegno potrà essere chiamato ad intervenire per il compimento diatti che riguardano sia la sfera patrimoniale, sia la sfera sanitaria e personaledel beneficiario e l’individuazione dei compiti dell’amministratore disostegno consentirà la definizione di ciò che il beneficiario può continuarea fare in autonomia.operative:a) escludono completamente la nomina dei servizi che hanno in cura o incarico il beneficiario;b) nominano, all’interno del servizio (che ha in cura o in carico la persona)operatori diversi da quelli che stanno direttamente seguendo il caso.In generale il Giudice Tutelare, in seguito ad un’attenta analisi del singolocaso, nel pieno rispetto dell’esigenza di cura e valorizzazione delle capacitàdella persona, della volontà di quest’ultima ove la stessa risulti unavolontà consapevole, provvede alla nomina della persona più adeguata atutelare, con la minore limitazione possibile della capacità di agire, quelbeneficiario attribuendogli i poteri necessari a soddisfare le sue esigenzeAi sensi dell’art. 409 c.c., infatti, «il beneficiario conserva la capacità diagire per tutti gli atti che non richiedono la rappresentanza esclusiva ol’assistenza necessaria dell’amministratore di sostegno. Il be neficiariodell’amministrazione di sostegno può in ogni caso compiere gli atti necessaria soddisfare le esigenze della propria vita quotidiana».Pertanto:• Gli atti che l’amministratore di sostegno può compiere in rappresentanza(e quindi in nome e per conto del beneficiario) saranno preclusi albeneficiario dell’amministrazione di sostegno.• Gli atti che l’amministratore di sostegno può compiere in assistenza delbeneficiario e quindi insieme al beneficiario sono atti che si perfeziona-19uisTimes


no solo con l’intervento sia del beneficiario, sia dell’amministratore disostegno.• Gli atti che non sono riservati alla competenza esclusiva (l’amministratoredi sostegno agisce in nome e per conto del beneficiario) o parziale(l’amministratore di sostegno agisce insieme al bene ficiario) rimangononella sfera di titolarità del beneficiario (il beneficiario manterrà cioè lacompleta capacità di agire per questi atti).• Il beneficiario, indipendentemente dalle previsioni del decreto di nomina,può in ogni caso compiere gli atti necessari a soddisfare le esigenzedella propria vita quotidiana (art. 409 c.c.).Infine con riferimenti ai doveri ed agli obblighi, l’amministratore di sostegnoè tenuto, ex art. 410 c.c., al rispetto di una serie di doveri e piùprecisamente:deve rispettare le aspirazioni ed i bisogni del beneficiario;deve sempre informare il beneficiario circa gli atti da compiere;deve sempre informare il giudice tutelare in caso di dissenso con il beneficiariostesso;è tenuto a continuare nello svolgimento dei suoi compiti per almeno diecianni (se l’amministratore di sostegno è coniuge, convivente, ascendenteo discendente del beneficiario anche oltre i dieci anni);è tenuto periodicamente (annualmente, semestralmente, ecc… in basealla cadenza temporale stabilita dal Giudice Tutelare) alla presentazioneal Giudice Tutelare di una relazione relativa all’attività svolta e descrittivadelle condizioni di vita personale e sociale del beneficiario;deve, al momento dell’assunzione dell’incarico, prestare giuramento impegnandosia svolgere le proprie funzioni con fedeltà e diligenza;è tenuto alla redazione dell’inventario dei beni del beneficiario all’attodell’assunzione dell’incarico se il Giudice Tutelare glielo ordina.L’amministrazione di sostegno rappresenta, dunque, una forma di protezionegiuridica “su misura”, che deve tenere conto della persona inquanto tale, valorizzandone le capacità. Una tutela fondata su un progettopersonalizzato di attività, redatto dal giudice tutelare e dallo stessomodificabile tutte le volte in cui l’interesse del beneficiario lo richieda 5 .Il beneficiario dell’amministrazione di sostegno conserva, infatti, la pienacapacità di agire per il compimento degli atti della vita quotidiana (es:acquisti di modico valore, andare a comperare il giornale, le sigarette, …),continuando altresì ad essere titolare del potere di compiere in via autonomatutti gli atti non riservati alla competenza esclusiva o con funzionidi sola assistenza all’amministratore di sostegno.La legge 6/2004 dà vita ad un sistema flessibile che consente di adottarelo strumento che meglio soddisfa le esigenze del singolo caso concreto,allentando il rigore dell’obbligatoria pronuncia dell’interdizione.L’idoneità dello strumento giuridico prescelto a proteggere nel miglioredei modi possibile e con la migliore garanzia di qualità della vita, la personainteressata può, pertanto, costituire il criterio che permette di sceglierefra l’amministrazione di sostegno, l’interdizione e l’inabilitazione.La stessa Corte Costituzionale con sentenza n. 440/2005 ha stabilito che“la complessiva disciplina inserita dalla legge n. 6 del 2004 sulle preesi-5. Il provvedimento di nomina dell’amministratore di sostegno è un decreto e non una sentenza come nel casodell’interdizione e dell’inabilitazione, ed è pertanto modificabile in base all’eventuale mutare delle esigenze,capacità del beneficiario.stenti norme del codice civile affida al giudice il compito di individuarel’istituto che, da un lato, garantisca all’incapace la tutela più adeguataalla fattispecie e, dall’altro, limiti nella minore misura possibile la suacapacità; e consente, ove la scelta cada sull’amministrazione di sostegno,che l’ambito dei poteri dell’amministratore sia puntualmente correlatoalle caratteristiche del caso concreto. Solo se non ravvisino interventi disostegno idonei ad assicurare all’incapace siffatta protezione, il giudicepuò ricorrere alle ben più invasive misure dell’inabilitazione o dell’interdizione,che attribuiscono uno status di incapacità, estesa per l’inabilitatoagli atti di straordinaria amministrazione e per l’interdetto anche a quellidi amministrazione ordinaria”… 6***In conclusione, dunque, l’amministrazione di sostegno può costituireoggi lo strumento giuridico di protezione “principe” per chi da solo “nonce la fa”, coniugando in maniera equilibrata l’esigenza di tutela del beneficiariocon la necessità di assicurare al beneficiario stesso il rispetto dellasua storia, della sua identità, dei suoi desideri e soprattutto delle sueautonomie.Avv. Francesca Vitulo6. La Suprema Corte di Cassazione, Sez I Civile, con sentenza n. 9628 del 22 Aprile 2009 si è nuovamente pronunciataa favore dell’amministrazione di sostegno, escludendo l’interdizione, ribadendo la natura elasticadi tale strumento, capace di adeguarsi alle esigenze del soggetto carente di autonomia grazie al progetto disostegno graduato dal Giudice Tutelare in modo da “escludere, che, fermo restando il diritto, assicurato albeneficiario dall’art. 409 c.c., di conservare la capacità di agire per gli atti che non richiedono la rappresentanzaesclusiva o l’assistenza necessaria dell’amministratore di sostegno, l’incapace possa svolgere un’attivitànegoziale pregiudizievole, senza per questo alterare legami familiari od impedire gli atti della vita quotidiana”.20uisTimes


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lntervista a/ Prof Marco TrabucchiDirettore Scientifico Gruppo di Ricerca Geriatrica - BsUniversita di Roma Tor VergataQuando il neurologo tedesco Alois Alzheimer descrisse Ia malattia cheha preso il suo nome non ha certo pensato di iniziare una storia che,molto tempo dopa, avrebbe dominato lo scenario clinico. In quellostesso period a fu rona infatti caratterizzate molte patologie che so norimaste confinate in ambiti ristretti; Ia malattia di Alzheimer e divenuta"l'epidemia silente" de l Terzo millennia. Oggi, dopa moltissimi studi ericerche, speriamo possa essere sconfitta attraverso le cure o Ia pre-venzione, perc he non possiamo accettare che Ia piu grande conquistadella nostra epoca, l'allungamento della vita media, sia accompagnatada un evento in controtendenza, cioe Ia diffusione di una malattia cheTutti aspetti che hanna importanti conseguenze c/iniche ma anche soprovocaIa devastazione di quegli anni di vita in piu faticosamente gua-dagnati.Professor Trabucchi, negli ultimitempi Ia malattia di Alzheimer sembrasuscitare meno interesse rispettoa qualche anno fa. Forse non epiu un'emergenza sanitaria?L'Aizheimer e un 'emergenza semprepiu importante, poiche if numero dipazienti sta aumentando. Attua/­mente net nostro Paese ne soffronopiu di 500.000 persone e si registranocirca 80.000 nuovi casi all'anno.Ma Ia situazione e destinata ad aggravarsi:si prevede che dol 2020 inuovi pazienti con Alzheimer sarannocirca 113.000 /'anna.Sarebbe dunque necessaria informareif piu possibi/e if mondo scientificoe /'opinione pubblica su questamalattia, per favorire Ia diagnosi epromuoverne if control/a.lo Studio IDEA (vedi articolonella pagina accanto) ha volutoraccogliere l'opinione dei massimiesperti sugli aspetti piu critici della gestione dei pazienti, fornendouno strumento di guida sulle problematiche cliniche aile quali gli studiclinici attualmente disponibili non danno risposte. Dal punto di vistascientifico, il giudizio basato sull'esperienza degli specialisti puc fornirerisposte valide scientificamente in assenza di trial controllati?Sicuramente evidenze scientifiche e esperienza c/inica concorrono aliadefinizione del comportamento del medico impegnato nella gestionedel paziente, soprattutto net coso di ma/attie camp/esse come /'Alzheimer.II sapere derivato dall'esperienza c/inica e infatti una risorsa indispensabile,soprattutto in quei casi nei quali e diffici/e, se non impossibile,ottenere evidenze scientifiche da studi contra/loti. E proprio questal'obiettivo di IDEA, uno studio di consenso gestito con metodi statistici diprovata validita e che vuole fornire indicazioni agli operatori impegnatinella cura dei pazienti con Alzheimer.La studio ha voluto far chiarezza su aspetti mol to specifici oggi a/ centrodel dibattito scientifico.Fornisce infatti indicazioni sull'individuazione dei fattori predittivi dievoluzione della ma/attia, sul/'utilita di effettuazione di esami geneticie di neuroimaging, sui/a valutazione della risposta ai formaci, i risu/tatiterapeutici ai qua/i mirare, i dosaggi e if confronto tra diversi formaci.ciosanitarie.La valid ita della studio e data anchedol metoda utilizzato per Ia racco/­ta e valutazione delle risposte deglispecialisti, in modo do ridurre a/minima if grado di incertezza e contraddittorietadelle conc/usioni. Netcoso de/1'/DEA, e stato utilizzato ifmetoda Delphi, un sistema statisticodi provata affidabilita.Perche il trattamento deii'AIzheimere cosi complesso?II trattamento della malattia prevedediverse opzioni: Ia terapiafarmaco/ogica, Ia riabilitazionecomportamentale, if counsellingalia famig/ia che assiste if paziente,if control/a dell'alimentazione e deifattori di rischio cardiovasco/are. IIgeriatra deve tener canto di tuttiquesti aspetti e ca/ibrare i diversiinterventi net modo piu opportuno,secondo le peculiarita del singolopaziente e Ia risposta ai diversi interventi.In molti casi una minimavariazione puo risultare malta importante.E dunque foci/mente immaginabile if ruo/o che /'esperienza c/in ica puoavere quando debbano essere considerati cosi tante variabili per definireIa migliore terapia.Attualmente non e ancora disponibile una cura che guarisca !'Alzheimer.In attesa di trattamenti definitivi, cosa si puc ottenere dalleattuali terapie farmacologiche?II forte impegno della rice rca scientifica net mettere a punta formaci dinuova generazione per Ia cura della malattia di Alzheimer mi fa pensareche entro dieci anni arriveranno fino/mente le risposte terapeutiche chestiamo aspettando.


~ .. .. .. ........ .. .. .. "' .. .... .. ............ ...............................................................................................................Nel frattempo, dobbiamo puntare alia riduzione della disabilita funzionaledel paziente, migliorando soprattutto l'abilita mnemonica e idisturbi comportamentali grazie ai trattomenti gia disponibi/i; inoltre,grazie aile nuove vie di somministrazione attese nei prossimi mesi,sara possibile migliorare /'adesione alia terapia. Per far questa, e beneassociare if trattamento farmaco/ogico a interventi non farmacologici.A questa proposito, Ia studio IDEAfornisce indicazioni malta specificheutili per calibrare le terapie e valutarne gli esiti.Quali sono invece le principali problematiche per Ia diagnosi e Iagestione del paziente?Uno dei prob/emi fondamentali si sviluppa a monte e riguarda Ia mancatadiagnosi. Ancora oggi nel nostro Paese, if 30% dei pazienti conAlzheimer rimane senza diagnosi perche non ha Ia possibilita di sottoporsialia comp/essa procedura diagnostica necessaria per stabilire seIa malattia e presente.In rea/to tutti i pazienti che manifestino disturbi di memoria tali dainfluire sui comportamento di tutti i giorni dovrebbero rivo/gersi a mediciin grado di valutare se i sintomi siano quelli tipici deii'Aizheimer.Ma non sempre accade. Spesso infatti i familiari non valutano opportunamenteIa gravita dei sintomi, e pensano si tratti di un effetto dellasenilita.Non considerano dunque necessaria rivolgersi a centri specializzati,che, del resto, non sono cosi capillarmente diffusi sui territorio nazionalee conosciuti. A questa proposito, un ruo/o importante di sensibilizzazionee informazione spetterebbe a/ medico di base, malta spessoif prima inter/ocutore nei casi di malattie in eta avanzata.Come dovrebbe svolgersi I' iter diagnostico necessaria per scoprireIa malattia di Alzheimer?Anzitutto e necessaria raccogliere Ia storia del paziente, le sue abitudini,i sintomi e gli eventuali casi di malattia in famig/ia. Si passa poiai test neuropsicologici, che risultano oggi i test fondamentali per Iadiagnosi. In fine si prescrivono Ia risonanza magnetica o TAC (tecnica dineuroimaging) e eventual mente, esami biochimici opportuni.Genera/mente, chi non ha Ia possibilita di rivolgersi a un medico o adun centro specializzato, non inizia neppure /'iter diagnostico.Professore, mi conceda un'ultima domanda: a chi dovrebbero rivolgersii pazienti e i familiari che considerino necessaria sottoporrei pazienti a test diagnostici per !'Alzheimer o, nel caso esista gia Iadiagnosi, ricevere le cure migliori?A questa proposito, un 'esperienza di successo e rappresentato dalleUnita di Valutazione per /'Alzheimer (UVA} sviluppate qualche annafa e attualmente in funzione. Si tratta di Ambulatori specializzati afferent!aile ASL territoriali deputate alia diagnosi e cura della malattia,che funzionano bene. Eppure non sono cos) diffuse sui territorio (sana500 circa in tutta ltalia) e dunque non tutti i cittadini le conoscono epossono servirsene.La complessita del trattamento rende necessaria una forte specializzazionee una buona organizzazione del sistema assistenziale. A questaproposito, le UVA hanna data buoni risultati e sarebbe auspicabile unaforo maggiore diftusione a livel/o nazionale.•Marco FasolinoDiagnosi precoce e trattamentotempestivo fondamentali per Ia curadei pazienti con Alzheimer• • • • • • •Dopo oltre un secolo dalla scoperta della malattia di Alzheimer(1906), rimangono ancora molti gli interrogativi ai qualiIa Medicina basata sull'evidenza non ha dato risposta. Aquesto proposito, i ri sultati del lo studio IDEA (Innovationthrough Delphi for theEvaluation of AlzheimerDisease) , condotto dalGruppo di Ricerca Geriatrica(GRG), ha raccoltol'opinione di esperti italianisugli aspetti piu dibattutidella gestione dellamalattia di Al zheimer, cheoggi colpisce nel nostroPaese circa 500.000 persanecon 80.000 nuovicasi l'anno.A lois Alzheimer (1864 - 1915) " II sapere derivatodal/'esperienza c/inica -afferma il Prof. Marco Trabucchi, Direttore Scientifico Gruppo di RicercaGeriatrica - Brescia, Universita di Roma Tor Vergata - e una risorsa indispensabile,soprattutto in quei casi nei qua/i e diffici/e, se non impossibile,ottenere evidenze scientifiche da studi control/at!. E proprio questa/'obiettivo di IDEA, uno studio di consenso gestito con un metoda statisticodi provata valid ita, if Delphi, che vuole fornire indicazioni concrete ag/ioperatori impegnati nella cura dei pazienti con Alzheimer. Lo studio havoluto far chiarezza su aspetti malta specifici e oggi a/ centro del dibattitoscientifico. Fornisce infatti indicazioni sull'individuazione dei fattoripredittivi di evoluzione della ma/attia, sull'utilizzazione di esami geneticie di neuroimaging, sui/a valutazione della risposta ai formaci, i risultatiterapeutici ai qua/i mirare, i dosaggi ed if confronto fra i diversi formaci.Tutti aspetti che hanna important! conseguenze c/iniche, ma anche sociosanitarie."Ma quali sono i risultati ottenuti? Anzitutto i clinici concordano sui Ia necessita di un trattamento precoce, che puo avvenire quando Ia diagnosie tempestiva."Vie stato un consenso malta e/evato - spiega Angelo Bianchetti, Respon ­sabile Dipartimento Medicina e Riabilitazione lstituto Clinico 5. Anna diBrescia- Gruppo di Ricerca Geriatrica di Brescia- relativo alia necessita diiniziare precocemente if trattamento, nelle fasi iniziali della malattia, sottolineandoIa necessita di una diagnosi if piu tempestiva possibi/e e cercandodi utilizzare le dosi piu elevate di formaci. lnoltre, si e osservato cheif rallentamento del/'evoluzione ottenuto nelle fasi iniziali ha un impattosuperiore sui/a qua/ita di vita del paziente e quindi anche della famiglia."23u1snes


" Eppure ancora oggi net nostro Paese, - precisail Prof. Trabucchi- i/30% dei pazienti con Alzheimerrimane senza diagnosi. A questa proposito,un ruo/o importante di sensibilizzazione ed informazionespetterebbe a/ medico di famiglia,motto spesso if prima interlocutore nei casi dimafattia."Un altro punta estremamente dibattuto riguardapoi l'efficacia dei trattamenti attualmentedisponibili, gli inibitori del le colinesterasi, ingrado di limitare Ia progressione dei sintomi,tra cui le capacita cognitive, tipiche dei pazienticon Alzheimer."Interessante l'elevato consenso espresso daic/inici - sottolinea il Dott. Bianchetti - sull'importanzadi tenere in considerazione non solo irisultati dei trattamenti sui disturbi di memoria,ma anche sui sintomi comportamentali, sulfastato funziona/e e l'impatto sui benessere deicaregiver. Quest'ultimo elemento e di porticofarerilievo perche scarsamente considerato daitrial randomizzati."Gli esperti ritengono che circa il 30% dei pazientitrattati con inibitori delle colinesterasimigliorano le prestazioni cognitive dopo 6 mesidi trattamento e che oltre il 40% presenta unastabilizzazione. Circa il 20% migliora e quasi il •SO% presenta una stabilizzazione della stato •funzionale.•Dopo un anno di trattamento, poco meno del SO% dei pazienti presenta ancora un migliora-menta o stabilita del deficit cognitivo e funzio- •nale. Si tratta di dati molto importanti: anchese non possiamo an cora sconfiggere Ia malattia\~di Alzheimer, e possibile rallentarne l'evoluzionein una proporzionesignificativadei casi.•Dallo studio IDEA •emerge un forteconsenso nel considerarefondamentaleun approccioclinicoapprofonditoe globale, cheinteressi gli aspetticognitivi,comportamentalie funzionalidella malattia,accanto agli elementisocio-relazionali,al counsellingalia famigl ia e altrattamentopatologiedellesomatiche.Questo va con-•••••••••tro una tendenza •diffusa a fare degli •esami strumentali, •talvolta l'unica guida nelle decisioni terapeutiche.Nella cura dei pazienti con Alzhe imer vieneinvece riaffermata Ia centralita del rapportomedico-paziente-famiglia.Lo studio rappresenta uno strumento di for-mazione e confronto medico di grande valore •e fornisce importanti indicazioni per una mag-giore efficienza dell'uso delle risorse. In tal sen-so, rappresenta un'innovativa e positiva modalitadi proficua collaborazione fra il mondodella Ricerca Scientifica e !' Industria Farmaceutica.••••Redazione •••~ff[jfJf)@[J' nw [})ffOfJ®O@rj)ff IMJ@(J@:§) ~biJiK§!Alzheimer Disease (AD): diagnosi certa solopost mortem!.:Alzheimer Disease (AD) e stata descritta perIa prima volta nel 1906 da l neuropatologoAlois Alzheimer (1863-1915) durante Ia Convenzionepsich iatrica di Tubingen, nel la qualepresent/) il caso di una donna di 51 anni affettada una sconosciuta forma di demenza,descrivendone i cambiamenti intervenuti nelsuo tess uta cerebra le in segui to ad una ma lattiamentale considerata all ora insolita. Questicambiamenti sono ora riconosciuti come lealterazioni cerebra li caratteristiche presentinella Malattia di Alzheimer.Non esiste un test che consenta di individuareIa malattia; Ia diagnosi viene infatti fatta attraverseun'accurata racco lta de lla storia deiproblemi manifestati da ll a persona, basatasu ll e informazioni forn ite dai fami liari. La diagnosidi AD pui:J essere confermata solo daun esame neuropatologico post mortem delcervello.CNR: un nuovo caso di Alzheimer ogni 71 secondifII dato e emerso al recente Convegno suitemafattie degenerative organizzato aRoma da l Consiglio Nazionale delle Ricerche(Cnr). Secondo il Cnr sono circa 800.000le persone colpite da demenza oggi in ltalia,con 97m ila nuovi casi l'anno. La formapiu diffusa di demenza e !'Alzheimer .Nel 2050 in Occidente potranno esserci diecimilioni di ma lati, un nuovo caso ogni 33 secondi.La strada per trovare farmaci e cure eancora molto lunga. La strategia della ricercadovrebbe essere mira ta a comprendere imeccanismi molecolari alia base delle malattieneurodegenerative, studiando Ia differenzatra invecchiamento fisio logico e patologico.Alzheimer: perche colpisce pili le donne degliuomini?La causa potrebbe trovarsi nel corredo geneticofemmin il e. Secondo una rice rca del MayoClinic College, apparsa su Nature Genetics, aesporre le do nn e a un ri schio piu ril evante rispettoagli uomini sarebbe Ia variante di ungene sui cromosama X (presente in doppiacoppia nellefemmine e in una sola nei maschi).Gli studiosi american i hanna identificato unavariante del gene PCDHllX, che sembra essereco llegata a un rischio elevato di malattia.Questo gene controlla Ia produzione di unaproteina, Ia protocaderina, facente parte diuna fam iglia di molecole che aiuta le celluledel sistema nervoso centra le a comunicare tralora. Studi evidenziano che Ia protocaderinapui:J essere spezzata da un enzima collegatoad alcune forme di Alzheimer.• • •Quando i caregiver non reggono to stressLimitati i casi di violenza fisica, ma piuconsueti gli episodi di violenza verbale:lo rivela uno studio su lla condotta di220 familiari che assistono a casa un malatodi Alzheimer (caregivers), residentia Londra e neii' Essex, in Gran Bretagna.La ricerca, condotta da Claud ia Cooperdell' University College of London, e apparsosui British Medical Journal. Secondo gli scienziatilo stress cui e sottoposto il caregiver emolto elevato, in quanta occuparsi di questipazien ti affatica, provoca insonnia, emicrania,mal di schiena, sovrappeso e, in generale, unpeggioramento de ll a qua lita di vita, per cuiqueste persone hanna bisogno di tanto in tantodi periodi liberi da obb ligh i di assistenza ..-


Pet Therapy:quando la terapia è un animale...Fu il neuropsichiatra Boris Levinsonche per primo, nel 1960, aseguito di studi effettuati osservandoi suoi giovanissimi pazienti,descrisse la relazione terapetutica fra l’uomoe l’animale. Il Dott. Levinson concentròla sua attenzione sui risultati terapeuticiche derivano dal rapporto uomo-animalein termini di relazione intra-personale, di interazione affettiva e di comunicazione.A livello intrapsichico constatò come il contatto con l’animale,nei bambini con determinate patologie psichiche, potesse incidere suglistati d’ansia, depressivi e di gestione dello stress.Successivamente altri studiosi approfondirono le argomentazioni di Levinsoncontribuendo ad arricchire la letteratura di casi e di esperienzefino a determinare una forma di terapia sempre più riconosciuta.Gli animali possono diminuire l’ansia epredisporre una stimolazione del sistemanervoso o in altre parole abbassare lo stressdivenendo una fonte di contattopiacevole, una visione rilassante euna percezione disicurezza e tranquillità.““Friedmann & Thomas, 1985Katcher & Friedmann, 1980Nel 1981 viene fondata negli Stati Uniti la Delta Society che si occupa distudiare gli effetti terapeutici sui più giovani pazienti legati alla compagniadegli animali.Il “Sole 24 Ore Sanità” nell’edizione del 19/02/2008 titola: “Pianeta pettherapy in attesa di regole e qualità”; il Comitato Nazionale di Bioeticadefinisce la pet therapy come una vera alleanza terapeutica fra uomoe animale che “allo stato attuale in molte sue ipotesi di lavoro attendeadeguate verifiche con metodologia scientifica e che merita un sostegnopubblico nell’ambito di progetti di ricerca”.Francesca Cirulli e Enrico Alleva, ricercatori del Reparto di Neuroscienzecomportamentali dell’Istituto Superiore di Sanità di Roma, nel RapportoIstasian dedicato alla pet therapy, offrono ampio spazio alla raccolta diesperienze condotte nei vari ambiti di applicazione della terapia uomoanimale.La Pet therapy applicata ai bambini autistici o con problemi neuropsicologici,favorisce, attraverso un maggior senso di sicurezza, una piùelevata motivazione ad interagire socialmente e ad apprendere. Parallelamentela terapia con animali è stata applicata anche a persone in etàavanzata con ampi e favorevoli risultati, come ad esempio in un gruppodi anziani residenti presso una casa di riposo: alcuni studiosi applicandodiversi test psicologici hanno rilevato un aumento del tono dell’umore,con una maggior predisposizione al sorriso ed alla giovialità, dimostrandouna maggior socievolezza e reattività rispetto al gruppo di anzianinon sottoposto al programma di lavoro con gli animali.I risultati più sorprendenti sono stati raccolti da uno studio effettuatosu un gruppo di persone cardiopatiche; l’effetto riscontrato di diminuzionedella pressione arteriosa, non sembra derivare solo e unicamentedalla necessità di effettuare passeggiate quotidiane e regolari per accompagnareil cane, ma anche dall’effetto “rilassamento” che l’animaletrasmette al proprio accuditore.Considerando però, che le persone che normalmente devono ricorrere26uisTimes


I CO-TERAPEUTICane: è l’unico animale domestico ad avere capacità di comunicazionenon verbale simile all’uomo, è impiegato nellacura dei bambini, degli adulti e degli anziani. Mediante la sollecitazioneal gioco e l’effetto di compagnia, stimola i pazientiall’interazione.Gatto: è utilizzato per la sua e facilità di adattamento. Lo sipredilige in casi di persone che vivono sole e hanno difficoltànegli spostamenti.Criceti e conigli: osservare, accarezzare e prendersi cura diquesti animali può arrecare grande beneficio soprattutto aibambini che stanno attraversando una fase difficile della lorocrescita.Cavallo: utilizzato soprattutto per l’ippoterapia medica, rabilitativae psicologico-educativo. A beneficiare dell’ippoterapiasono soprattutto bambini con sindrome autistica, sindromedi Down, disabili motori e probelmatiche comportamentali.Delfino: vengono utilizzati per il trattamento della depressionee disordini legati alla sfera affettiva e mentale. La terapiacon i delfini in alcuni casi risulta efficace sullo status psicologicodei pazienti autistici favorendone l’adattamento sociale.Asino: per le sue caratteristiche (morbido, affettuoso, disponibile)aiuta a recuperare una comunicazione basata sullacorporeità, sulla spontaneità e sul gioco.alla terapia con gli animali sono per lo più bambini, disabili ed anzianiche possono essere a rischio per infezioni da microorganismi e parassiti,è assolutamente necessario programmare per i co-terapeuti un controlloveterinario che ne verifichi nel contempo anche i livelli di stress eventualmentederivanti dagli approcci terapeutici.Albert Schweitzer (1875-1968) disse: “Ci sono due modi per sfuggirel’umana miseria: suonare l’organo e osservare i giochi dei gatti”.Che il rapporto uomo-animale abbia sempre avuto una certa importanzasi è sempre saputo, ciò che ci si auspica è che la comunità scientificapossa tradurre i benefici apportati da questa tipo di relazione e ne costituiscaun metodo terapeutico al pari di altre realtà.Sabrina TrapellaCoordinatrice C.S.R.27uisTimes


La Fisioterapia…Intervista a Laura BassiLa fisioterapia è una professione sanitaria che tratta lo sviluppo,il mantenimento ed il recupero del movimento e delle funzionimotorie durante la vita, specie in quelle circostanze in cui questevengano compromesse da traumi, malattie, fattori ambientaliod età. Si occupa di identificare e massimizzare la qualità della vita eil movimento potenziale entro le sfere della promozione, prevenzione,trattamento/intervento, abilitazione e riabilitazione.In Italia, a norma di legge, le pratiche fisioterapiche possono esserepraticate da fisioterapisti con laurea triennale (secondo il nuovo ordinamento)e dai terapisti della riabilitazione e massofisioterapisti diplomati.Abbiamo intervistato Laura Bassi, 23 anni, laureata nel 2009 pressol’Università degli Studi di Ferrara con 110. Attualmente Laura frequentaun Master di 1° livello in “Riabilitazione dei Disordini Muscoloscheletrici”presso Campus di Savona, Università degli Studi di Genova. Durantegli studi universitari ha effettuato diversi tirocini sia in Italia che in Belgio,ed oggi fa parte dello staff dei fisioterapisti della Quisisana Ostellato,dove siamo andati per incontrarla e per capire meglio i dettagli e le specificitàdi questa professione:Laura, cominciamo con la più classica delle domande, quasi scontata:perché ha scelto la carriera di fisioterapista?Perché è una professione che permette di stare a contatto con le persone,prendendosi cura del loro benessere, e consente di confrontarsi conloro in un rapporto arricchente.Quali sono gli stimoli che spingono un fisioterapista a lavorare con personeanziane piuttosto che con sportivi professionisti?La voglia di aiutare una persona a raggiungere la maggiore autonomiapossibile, che possa essergli utile per il miglioramento della sua qualitàdi vita, piuttosto che per allenare un soggetto già in salute.Qual è il Suo rapporto con la disabilità?Un rapporto di sfida. Il paziente disabile è un paziente che va aiutato avalorizzare le abilità residue ed a modificare l’ambiente che lo circonda,affinché si possano minimizzare i suoi deficit.Che rapporto si stabilisce tra il paziente e il proprio fisioterapista? Unrapporto professionale e basta, od anche un rapporto emotivo?Ovviamente anche un rapporto emotivo. I pazienti sono persone chehanno necessità di cure, quindi con un vissuto emozionale molto ricco.Passando molto tempo con loro è inevitabile che si crei un legame chevada oltre al rapporto professionale.28uisTimes


io come eventuale completamento alla terapia riabilitativa. Credo nellamacchina solo come supporto all’attività dell’uomo.Quali sono comunque gli strumenti oltre le mani che secondo Lei hannouna rilevanza benefica sui pazienti?Non esiste una risposta standard a questa domanda, l’utilità di una terapiafisica va valutata di volta in volta a seconda della patologia delpaziente considerando molti fattori.Vista la sua lunga esperienza con persone anziane, ci dà un consiglioaffinché si arrivi alla terza età “meno acciaccati”? Cosa bisogna fare nelquotidiano per tenere una motorietà del nostro fisico efficace ed il piùa lungo possibile?L’ingrediente migliore è sicuramente la pratica di una moderata attivitàfisico-sportiva (camminare, ginnastica dolce, ecc). Tale attività, infatti,riattiva tutte le funzioni fisiologiche dell’organismo: accelera il metabolismo,aumenta il tono muscolare, rende flessibili le articolazioni, aumentala densità ossea, migliora la circolazione, potenzia il sistema immunitarioe aumenta il rilascio di endorfine, antidolorifici naturali che diminuisconolo stress e migliorano l’umore.Laura Bassi, 23 anni, fisioterapista della Quisisana Ostellato.Che ruolo hanno i familiari dei pazienti?Hanno un ruolo fondamentale nel progetto che accompagna il paziente.Essendo le persone a lui più prossime, possono collaborare in modo attivocon il personale della struttura per migliorare l’assistenza alla personatrattata, ed ottenere il massimo del risultato.Meglio le soddisfazioni di squadra o meglio quelle individuali?Meglio le soddisfazioni in squadra. Sono le più difficili da ottenere male più gratificanti. Quando in uno staff c’èaffiatamento si gode anche delle soddisfazioniche i colleghi ricevono ed ottengonocome risultato della squadra, è come se ilnumero delle soddisfazioni si moltiplicasse.Se avesse la possibilità di parlare con il Ministro della Sanità cosa glichiederebbe?Gli chiederei di investire più risorse nella prevenzione, incentivando stilidi vita più sani.La Redazione di Quis Times si associa a Laura: “Prevenzione!”.Elisa TosiCoordinatrice Quisisana OstellatoQuali sono gli ingredienti per stimolare lasquadra?Obiettivi comuni, comunicazione efficace,rispetto dei ruoli e del lavoro altrui.Lei crede nell’utilizzo di macchinari asupporto della fisioterapia? O meglio,secondo Lei meglio l’uomo o la macchina?La macchina è una macchina e ha quindibisogno dell’uomo per essere usata inmodo efficace. Credo che i macchinari vadanousati con criterio, quando necessa-29uisTimes


Le mie risorse… umaneMi occupo ormai da annidi anziani, della gestionedi Residenze Socio Sanitariee della gestione delpersonale, attività che, credo, rappresentiuno degli ambiti lavorativi più complessipoiché ogni operatore va valutato non solorispetto alla sua professionalità ma soprattuttoin relazione alla sua dedizione.Operare nell’ambito socio-sanitario significa infatti svolgere una professionedifficile e di grande responsabilità, prendersi cura di persone chespesso soffrono, più deboli, a volte sole. E non si può certo immaginaredi improvvisare od inventarsi una predisposizione che invece deve “venireda dentro”, trattandosi di una professione che va vissuta con unapassione ed uno spirito di dedizione tutt’altro che comuni.La nostra missione, pertanto, è quella di aiutare gli anziani a vivere meglio,dimostrando loro empatia e rispetto, ed è nella volontà di riconoscerglitutta la dedizione necessaria che ogni giorno rinveniamo la caricaper affrontare mille problemi e difficoltà.Una cosa che non dimentico mai di dire ai miei collaboratori è che il nostroè un lavoro speciale, che non si ferma con la fine di un turno, che tiassorbe e ti coinvolge profondamente e che, se fatto col cuore, diventauna missione che offre un valore aggiunto alla nostra vita.Ecco allora che accanto alla professionalità ed alla competenza non puòmancare quella capacità di mettersi nei panni di chi veramente soffree provare ad ascoltarne le esigenze, prestare attenzione ai particolari,ai suoi bisogni, a tutto ciò che risulti importante per un Anziano, anchese apparentemente può trattarsi solo di una sfumatura; evitando, ovviamente,che il rapporto umano sia gestito in modo superficiale.Per la salute degli anziani, poi, è di primaria importanza che il luogo dovevivono sia un luogo amicale, funzionale al mantenimento delle relazionifamiliari e delle amicizie nuove e preesistenti.Gli operatori sanno quanto è importante la loro sensibilità nel trattaregli utenti. Entrare in un nuovo ambiente allontanandosi dal suo contestoabituale, per un anziano rappresenta un evento complesso e di sofferenza,perché non solo comporta novità ambientali ed abitudinarie,32uisTimes


ma difficoltà emozionali: difatti, la separazionefisica da chi si ama e le variazioni nei rapportisociali e familiari, possono indurre ad un rifiutoverso tutto ciò che non appartiene al soddisfacimentodei bisogni primari, come per esempio laperdita di interessi e ruoli.Questa situazione può incrementare difficoltàfisiche e funzionali, condurre ad una progressivariduzione dei rapporti sociali, nonché indurre adavere atteggiamenti depressivi, tutte patologieda evitare assolutamente, attraverso la qualitàdell’assistenza ed il rapporto che si stabilisce congli operatori.Per questo ho sempre cercato di essere un responsabiledel personale un po’ vecchio stampo,non mi piace certamente usare parole comemanager d’azienda o manager delle risorse umane,forse perché ho provato a dare più attenzionealla sostanza rispetto alla forma, affrontandole questioni in modo diretto e frontale. Così dacreare con i collaboratori un rapporto di fiduciae di dialogo, condividendo con loro obiettivi,strategie e metodologie di lavoro in un clima dicollaborazione e di comunicazione trasversale.Di un clima sereno, infatti, ne beneficiano tutti,e prima di tutto gli Utenti.Ed è proprio nella comunicazione diretta e costante,la chiave vincente per una gestione efficace:il condividere insieme problemi, difficoltà,ma anche risultati e soddisfazioni, insomma faresquadra!Perché un lavoro, per essere davvero gratificantee soddisfacente, deve avere una dimensioneumana oltre che garantire novità, contenuti,opportunità di creatività e di espressione individuale.Deve essere uno strumento di autorealizzazionee non solo di sicurezza economica.Il mio impegno, quindi, è proprio quello di aiutaregli operatori a crescere professionalmente,ad imparare a lavorare in gruppo in un ambientemotivato e ricco di opportunità, dove ognuno in base al proprio ruolocontribuisce a portare avanti un lavoro di squadra il cui obiettivo finale èla cura ed il benessere degli Utenti. Anche perché l’attività di assistenzaqualificata e di prevenzione è molto più efficace e meno costosa dellaterapia. Tuttavia sarebbe utopico pensare di realizzare una situazioneideale priva di qualsiasi fattore di rischio. Ed allora le prospettive preventivedevono necessariamente essere mirate e realistiche e consentire adogni singolo operatore di muoversi con più agilità e maggiore capacitàdi adattamento al fine di migliorare la sua efficienza lavorativa e le suesoddisfazioni personaliCome un buon allenatore deve determinare insieme ai suoi giocatori ipresupposti per vincere la partita, così anche io mi sono sempre propostacome riferimento per i miei operatori e, insieme a loro, provo ad esserecostantemente pronta e reattiva nel condividere problemi e difficoltà,ma anche tutte le soddisfazioni che è in grado di riservarci un lavoroarricchente e stimolante, basato sui sentimenti, sulle emozioni e sui valoridi fondo della nostra società.Gloria Fasolino - PresidenteSollievo Società Cooperativa Sociale33uisTimes


Poveri pensionati greci… fino ad un certo puntoPoveri pensionati greci… fino adun certo punto.Ci occupiamo di pensioni, quelledegli altri e quelle nostre. Partendoda una vicenda di rilievo internazionale:la crisi greca.Infatti, la cura lacrime e sangue predispostadal governo greco e voluta dall’UEesprime, oltre che tutta la drammaticità di una crisi profonda, anche lanecessità di interventi appropriati sui sistemi socio economici di moltialtri stati nazionali.E quando si parla di interventi di natura sociale, spesso ci si riferisce alwelfare state od al sistema pensionistico, proprio come in parte accadutoin Grecia e come, a breve, potrebbe risultare necessario anche in altrenazioni, tra le quali l’Italia.Sono necessarie tuttavia due premesse. La prima è che il campo di indaginesarà rappresentato esclusivamente dal confronto tra sistemi pensionisticieuropei, la seconda è che la crisi greca rappresenta solo unospunto per valutare ipotetiche implicazioni sui sistemi circostanti, nellaconsapevolezza, tuttavia, che si tratta di un caso particolarissimo e permolti versi a sé stante.Infatti, se consideriamo la tabella riportata di seguito, la Grecia parrebbein linea con buona parte degli stati europei e se la sua crisi dipendessedalla spesa pensionistica, per molti altri governi non ci sarebbe da stareaffatto tranquilli.UominiDonneBE BELGIO 65 64BG BULGARIA 63 59 (60 NEL 2009)CZ REP CECA 63 DAL 2016 59-63 DAL 2019DK DANIMARCA 65 65DE GERMANIA 65 (67 FRA 2012 E 2029) 65(67 FRA 2012 E 2029)EE SPAGNA 63 59 E 6 MESI(63 DAL 2016)EL GRECIA 65 60 (IN CRESCITA A 65)ES ESTONIA 65 65FR FRANCIA 60 60IE IRLANDA 65 65IT ITALIA 65 * 60 *CY CIPRO 65 65LV LITUANIA 62 62LT LETTONIA 62 E 6 MESI 60LU LUSSEMBURGO 65 65HU UNGHERIA 62 (DAL 2009) 62 (DAL 2009)UominiDonneMT MALTANL OLANDA 65 65AT AUSTRIA 65 60 (65 DAL 2033)PL POLONIA 65 60PT PORTOGALLO 65 65FI FINLANDIA 65 65RO ROMANIA 62 (65 DAL 2014) 57 (60 DAL 2014)SI SLOVENIA 63 61SK SLOVACCHIA 62 62 DAL 2014SE SVEZIA 61 61UK REGNO UNITO 65 60 (65 DAL 2020)* Dopo il compimento dell’età occorre attendere l’apertura della “finestra”più prossima, il che può comportare alcuni mesi in più di permanenzaal lavoroMa se escludiamo i fenomeni di corruzione, l’evasione fiscale ed unagestione passata sufficientemente allegra, e scegliamo di concentrarcipertanto sul welfare state e sul sistema pensionistico, non possiamo nonrichiamare una serie di aspetti, previsioni normative e benefici che hannofatto del pensionamento a 65 ed a 60 anni in Grecia una eccezionepiuttosto che la regola.Tre richiami sembrano emblematici:• La norma sulle zitelle d’oro che destinava alle 40 mila figlie nubili deidipendenti pubblici una pensione ereditaria di 1.000 euro al mese, perun costo complessivo di 550 milioni l’anno• Le pensioni anticipate, fissate a 50 anni per le donne e 55 per gliuomini, riguardanti oltre 600 categorie di lavori considerati usuranti tracui parrucchieri, per i danni derivanti dalla tinte, i trombettisti e i presentatoritelevisivi, a rischio, rispettivamente, di reflusso gastrico o di micropopolazionibatteriche dei microfoni, senza contare che fino a pocofa ogni dipendente statale poteva andare volontariamente in pensionedopo soli 25 anni di servizio, in genere prima dei 50 anni di età.• il fenomeno delle pensioni fasulle, soprattutto quelle di invalidità equelle dell’agricoltura stimate in 320.000 pensioni, cioè il 14% di tuttequelle pagate nel paeseEcco perché il piano varato dal governo greco è apparso in primo luogonecessario per una normalizzazione di alcune storture inaccettabili, insecondo luogo assolutamente inevitabile per evitare il rischio bancarottae compromettere l’euro, (con la riemersione di tante piccole nazioniincapaci di competere con la propria moneta ed il proprio mercato ristrettoall’interno del panorama globale).Come premesso tuttavia, il caso greco è solo uno spunto ma, pur riba-34uisTimes


dendo la sua particolarità, dobbiamo comunque chiederci se non sia ilcaso di preoccuparsi anche per l’Italia, perennemente costretta a fronteggiareun debito pubblico elefantiaco ed un sistema pensionistico spessoconsiderato inadeguato e dispendioso.Iniziamo subito col dire che l’Italia è il paese con la più alta percentualedi spesa previdenziale sul totale: il 62% che rappresenta il 16% del Pilnazionale. Tuttavia c’è da notare che nel caso italiano la quota di spesaprevidenziale comprende anche il TFR, altrove inserito sotto altre vocidi spesa. Il TFR pesa per il 5% della spesa sociale totale. Anche Polonia,Lituania, Malta e Grecia si attestano sopra il 50% di “share” delle pensionisul spesa sociale totale. Si tratta di paesi che, insieme all’Italia, supplisconocon la spesa previdenziale anche ad altri bisogni di protezione sociale,come dimostrano i dati sugli altri capitoli di spesa, che impegnano unaquota di spesa complessiva a livello nazionale, pari al 26,4% rispetto al30-35% dei paesi più virtuosi -Svezia e Danimarca in particolare, ma ancheGermania e Francia-.La spesa sociale per settori d’intervento (% sulla spesa sociale totale): unconfronto Italia-Europa (Fonte: Eurostat-Esspros)Previdenza Sanità Disabili FamigliaInfanziaDisocc. Esclus.SocialeItalia 61,8 25,7 6,4 4,1 1,8 0,2Eu-25 45,7 28,3 8,0 8,0 6,6 3,5Permane tuttavia l’evidenza di una spesa previdenziale assolutamente oltrela media e con valori che possono apparire sicuramente fuori norma.Se poi volessimo aggiungere ulteriori ragioni di preoccupazione c’è dadire che, rispetto alla solita tabella di cui sopra, nonostante l’età teoricadi pensionamento in Italia, sarebbe ormai simile a quella degli altri Paesi,quella media effettiva, ossia l’età in cui realmente i lavoratori italiani vannoin pensione, è per gli uomini di 58 anni, per le donne di 57.Per fare un confronto indicativo, in Germania l’età media effettiva di pensionamentoè di 63 anni, 63 contro 65, cioè solo due anni prima; in Italiaè di 58 anni contro 65, i maschi in media vanno in pensione sette anniprima del tempo.Ad abbassare la media in modo così consistente intervengono delle categorieben specifiche cui è dato il privilegio di andare in pensione dopopochi anni di lavoro (i politici ad esempio, siano essi consiglieri regionalio parlamentari, maturano la pensione dopo appena 5 anni di lavoro epossono andare in pensione anche a 60 anni, con una spesa che si aggiraintorno ai 200 milioni annui, considerando solo per le pensioni destinateagli ex parlamentari) insieme a quanti, avendo versato contributi per 40anni, possono andare in pensione dai 59 anni.Ci sono poi i lavori usuranti che includono un buon numero di attività,tutte, a nostro modo di vedere, assolutamente comprensibili nella fattispeciein oggetto, ed infine gli artisti ed altre categorie specifiche numericamentepoco considerevoli, soggetti ad un regime particolare.Ma la fetta grossa di spesa e di sbilanciamento dell’età di pensionamento,è determinato dall’esorbitante numero di pensioni di invalidità: 2 mi-lioni 741 mila che determineranno per il 2010 una spesa di 16,6 miliardi,in crescita rispetto agli anni precedenti. Niente da dire se non fosse chetra tutti gli invalidi regolarmente certificati, si annida un numero di falsiinvalidi altissimo.Dalle prime verifiche condotte dall’INPS su un campione di 200 milacontrolli sono emerse infatti 20.000 pensioni di falsa invalidità, intestatea persone in buona salute, ed altre 20.000 sono in attesa di esame evengono definite a rischio, con un miliardo di euro che ogni anno, dunque,viene riconosciuto a chi riesce a raggirare lo Stato ed approfittaredell’onestà degli altri contribuenti. Se infatti si applicasse la stessa percentualedi falsi invalidi risultante dal campione che, tuttavia, escludevaalcune fasce di invalidità ritenute certe, ne deriverebbero oltre 250.000probabili pensioni di falsa invalidità.Rispetto al quadro descritto, già dal 2010 potrebbero essere applicati iprovvedimenti che, a fronte dell’allungamento dell’attesa di vita, sarebberovolti a ridurre le percentuali del 6-8% della pensione percepita perchi preferisce anticipare i tempi di pensionamento. Mentre sono allo studiomisure per ridurre le finestre di uscita da 4 a 2.Tuttavia, pur condividendo le preoccupazioni relative agli aspetti legatialla spesa pensionistica, vista anche la sua consistenza nell’attuale periododi crisi, l’auspicio è che l’intervento più deciso ed incisivo sia propriorivolto ad eliminare le storture precedente descritte. Tanto più alla lucedel danno complessivamente arrecato alla collettività che tra pensionamentiiper anticipati, trattamenti di favore per determinate categorie,vitalizi corposi e rendite destinate a chi raggira il sistema previdenziale,vede bruciati ogni anno più di un miliardo di euro, sicuramente meglioutilizzabile rispetto alle diffuse esigenze di equità e di contribuzione sociale.Salvatore CatoranoResp. Redazione Terzaeta.comWWW.TERZAETA.COMVia Massarenti 61, 40128 - Bologna35uisTimes


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