Leggi - Parrocchia di Ascona

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Anno XI n. 2Estate 2006Bollettino Parrocchiale di Ascona


Parrocchia dei Santi ApostoliPietro e Paolo - AsconaMESSE DOMENICALI E FESTIVES. Messa prefestiva ore 16.15 Casa riposo BelsoggiornoS. Messa prefestiva ore 17.30 S. PietroS. Messa festiva ore 08.00 S. Maria (Collegio Papio)S. Messa Comunità Croata ore 09.30 S. MariaS. Messa della Comunità ore 10.00 S. PietroS. Messa delle famiglie,giovani, ragazzi e bambini ore 11.15 S. PietroS. Messa in lingua tedesca,(da Pasqua ad ottobre) ore 11.15 S. MariaS. Messa festiva ore 20.30 S. MariaSospesa inluglio e agostoxxMESSE FERIALI (ORARIO ESTIVO: LUGLIO − AGOSTO)Lunedì ore 08.00 S. Maria (Collegio Papio)Martedì ore 08.00 S. MariaMercoledì ore 08.00 S. MariaGiovedì ore 08.00 S. Mariaore 16.15 Casa riposo BelsoggiornoVenerdì ore 08.00 S. MariaSabato ore 08.00 S. MariaHEILIGE MESSEN AUF DEUTSCH IN LOCARNOSamstag 18.00 Uhr S. FrancescoSonntag 10.00 Uhr S. FrancescoSonntag 11.00 Uhr Madonna del SassoPOSSIBILITÀ DI CONFESSIONIIn S. Maria sempre, specialmente prima e dopole celebrazioni eucaristiche d’orarioRECAPITI TELEFONICIDon Massimo Gaiavia Collegio 5tel. 091 791 21 51Natel 079 659 15 91Centro parrocchialeS. Michelevia Muraccio 21tel. 091 791 47 37Casa di riposoBelsoggiornovia Medere 18tel. 091 786 97 97SagrestiaChiesa di S. Pietrotel. 091 791 06 76Chiesa di S. Mariae Collegio Papiotel. 091 785 11 65In copertinaAffresco nellacappella allaMadonnadella Fontana


Lettera dell’Arcipretearissimi parrocchiani!C Quello spazio che chiamiamo“casa” è certamente sempre quellospazio comune, nel quale si svolgebuona parte della vita quotidiana edei gesti concreti diuna famiglia o di unnucleo familiare.Ma la funzione della“casa” va ben oltre leesigenze pratiche econcrete che riguardanoil vivere insieme,il mangiare, ilriposare, il divertirsi,lo svolgimento delleproprie occupazionipersonali e fami gliari.La “casa” è anche luogo di condivisionedei valori umani, sociali espirituali: se non vi fosse condivisionedei valori fondamentali che sor -reg gono le persone ed il nucleo famigliare,la convivenza all’interno dellacasa stessa sarebbe seriamente minacciatase non addirittura impedita.Quello che diciamo della “casa” vale,per analogia, anche per la cosiddetta“sede”, sia essa quella di un’associazionesportiva, ricreativa, culturale, politica,religiosa. La sede diventa la “casacomune” dei valoricondivisi, attorno aiquali i membri delgruppo o dell’associazionepos sono daun lato riconoscersied iden tificarsi, daun altro quegli stessimembri sono richiamatiai valori condivisi,perché si cerchidi lasciarsi plasmaresempre più e sempremeglio da essi. Per analogia, possiamoapplicare queste indicazioni anche perquanto riguarda quella casa che chiamiamo“chiesa”, inteso come luogoreligioso, oppure per quella “casa” chechiamiamo “Chiesa”, ossia la comunitàdei credenti dentro la quale abitalo Spirito di Dio.3SOMMARIOLa lettera dell’ArcipreteLa 1ª Enciclica del Papa“Deus caritas est”Calendario d’estateSanta Sabina (5ª e ultima parte)Sotto il campanile di San PietroNotizie dall’UgandaLettera di Pietro… in pilloleMemorie nostre


4Questa riflessione mi è stata suggeritain occasione dell’inaugurazione dellarinnovata sede del comando di poliziaad Ascona come pure in occasionedella benedizione delle case e dellefamiglie che in questo periodo stoconducendo ad Ascona. Ritengo cheentrambi le occasioni ci permettanodi rinfrescare nella nostra consapevolezzai valori simbolici della “casa”, inparticolare almeno quattro significati. La “casa” è il “luogo comune” deivalori condivisi per tutti noi, invista di una pacifica convivenzaumana e sociale. E’ luogo di identificazione con ivalori di giustizia, di equità, di legalità;è luogo di identificazionecon i valori del rispetto, della cordialità,della convivenza pacifica; èluogo di identificazione con i valorispirituali dell’amore e della pace. E’ luogo che ribadisce l’intenzionedi tutti i suoi abitanti di rispettaree far rispettare questi valori umani,sociali e spirituali che fondanoil tessuto della società umana. E’ luogo, che – con il suo esserci econ l’esserci di coloro che ne sonoi protagonisti – richiama ad unasempre migliore e maggiore adesionea questi stessi valori. In particolare,la casa è “palestra” di educazioneall’adesione ai valori.E questa è una grande responsabilitàche gli adulti si assumono specialmentenei confronti delle futuregenerazioni: la “casa”, la “sede”,la “(C)chiesa” sono i luoghi in cuisi trasmettono i valori umani, socialie spirituali e si educano lepersone a internalizzarli. Guai aquella società che si impoverisse alpunto da perdere questa dimensioneeducativa della “casa”.Ci rendiamo conto che la sfida postacidalla “casa” è perenne e continua.Che il Signore, morto e risorto pernoi e per la nostra salvezza, ci aiuti esostenga con il suo Spirito Santo,perché sappiamo portare a compimentoquesto compito fondamentaleper tutti noi.


La 1ª Enciclica del Papa:un insegnamento prezioso e validodi Mons. Vescovo Pier Giacomo GrampaIUn testo di grande attualità e di indiscutibile pregiol giorno stesso nel quale veniva La prima, argomentativa piuttostopresentata, ricevevo, da parte del che teorica, illustra l’unità del l’amoreNunzio, il testo della prima Encicli ca nella creazione e nella sto ria della salvezza;la seconda, più pra tica, parladi papa Benedetto XVI. L’ho lettacon avida curiosità, tutta d’un soffio, dell’esercizio dell’amore da parte dellaChiesa quale “comu nità d’amore”.per l’interesse verso l’argomento, maanche per la for ma espositiva avvincente,piana e discorsiva. La ricchezzadelle ri flessioni ponderate richiedetempo per l’approfondimento e l’assimilazione, ma già fin d’ora mi paredi avere sufficienti ragioni per vivamenteraccomandarne la lettura.E’ un testo di grande attualità per iltema che tratta; di indiscutibile pregioper lo stile chiaro, sereno, riflessivo;di positiva concretezza e completezzaper le due parti nelle quali èarticolato.5Una tematica suggestiva per la vita e la fede cristianaUn tema suggestivo, fondamentale,nella prospettiva cristiana trascendente, temporale ed eterno.fragile, interiore e sociale, storico edella vita e della fede, trattato in modoarmonioso, unitario, attento a tut-annoia, ma interessa, coinvolge, invi-Una lettura che mentre insegna nonti gli aspetti ed implicazioni di questa ta alla contemplazione e si con cretizzanell’azione in un comporta men-sublime realtà dell’amore; al tempostesso eros ed agape, corporeo e spirituale,umano e divino, personale e La consiglio vivamente a tutti nellato nuovo e conseguente.relazionale, oblativo e possessi vo, certezza che rappresenterà una let turaliberatorio ed unitivo, perma nente e avvincente, ma anche trasforma trice


del vissuto quotidiano, al quale indicacoordinate precise di cammi no, dicambiamento, di crescita. Un graziecommosso al Santo Padre per il donodi un insegnamento così prezioso evalido. A voi l’invito ac corato di nonlasciarlo cadere nel vuoto, ma di farlofruttificare per la vostra vita.6“Deus caritas est”inno all’amore di papa Benedettodall’Enciclica “Dio è amore” di Benedetto XVINell’amore di o la scelta fondamentale della vita cristianaio è amore; chi sta nell’amo-di mora in Dio e Dio lui... abbia la vita eterna” (3,16). In ununigenito, perché chiunque crede in“Dredimora in lui” (1 Giovanni 4,16). Questeparole della Prima lettera di Giovanniesprimo no con singolare chiarezzail centro della fede cristiana:l’immagine cri stiana di Dio e anchela conseguen te immagine dell’uomoe del suo cammino. Inoltre, in questostesso versetto, Giovanni ci offre percosì dire una formula sintetica dell’esistenzamondo in cui al nome di Dio viene avolte col legata la vendetta o perfinoil dove re dell’odio e della violenza,questo è un messaggio di grandeat tualità e di significato molto concreto.Per questo nella mia primaEnciclica desidero parlare dell’amore,del quale Dio ci ricolma e che da noideve essere comunicato agli altri.cristiana: “Noi abbiamo rico-nosciuto l’amore che Dio ha per noie vi abbiamo creduto”. “Abbiamocreduto all’amore di Dio” – così ilcristiano può esprimere la scelta fondamentaledella sua vita. All’ini ziodell’essere cristiano non c’è una decisioneetica o una grande idea, bensìl’incontro con un avvenimen to, conuna Persona, che dà alla vi ta un nuovoorizzonte e con ciò la direzionedecisiva. Nel suo Vangelo Giovanniaveva espresso quest’av venimentocon le seguenti parole: “Dio ha tantoamato il mondo da dare il suo Figlio


Ecco così indicate le due gran di partidi questa Lettera, tra loro profondamenteconnesse. La prima avrà unaindole più speculativa, visto che inessa vorrei precisare – al l’inizio delmio Pontificato – alcuni dati essenzialisull’amore che Dio, in modo mi-sterioso e gratuito, of fre all’uomo,insie me all’intrinseco legame di quell’Amorecon la realtà dell’amore umano.La seconda par te avrà un caratterepiù concreto, poiché tratterà dell’esercizioeccle siale del comandamentodell’amore per il prossimo (n. 1).Lo sguardo rivolto al fianco squarciato di CristoLa vera novità del Nuovo Testamento non sta in nuove idee, ma parole, ma costituiscono la spiegazio-abbraccia, queste non sono soltantonella figura stessa di Cristo, che dà ne del suo stesso essere ed operare.carne e sangue ai concetti – un realismoinaudito. Già nell’Antico Testa-quel volgersi di Dio contro se stessoNella sua morte in croce si compiemento la novità biblica non consiste nel quale Egli si dona per rialzaresem plicemente in nozioni astratte, l’uomo e salvarlo – amore, questo,ma nell’agire imprevedibile e in certo nella sua forma più radicale.senso inaudito di Dio. Questo agi re Lo sguardo rivolto al fianco squarciatodi Cristo, di cui parla Giovannidi Dio acquista ora la sua formadrammatica nel fatto che, in Gesù (cfr. 19,37), comprende ciò che è statoCristo, Dio stesso insegue la “pecorellasmarrita”, l’umanità sofferente e enciclica: “Dio è amore” (1 Giovanniil punto di partenza di questa Letteraperduta. Quando Gesù nelle sue 4,8). E’ lì che questa verità può essereparabole parla del pastore che va dietroalla pecorella smarrita, della don-ora definirsi che cosa sia l’amore. Acontemplata. E partendo da lì devena che cerca la dracma, del padre che partire da questo sguardo il cristianova incontro al figliol prodigo e lo trova la strada del suo vivere e del suoamare (n. 12).7La Chiesa comunità d’amoreamore del prossimo radicatoL’ nell’amore di Dio è anzitutto uncompito per ogni singolo fedele, maè anche un compito per l’intera comunitàecclesiale, e questo a tutti isuoi livelli: dalla comunità locale allaChiesa particolare fino alla Chiesauniversale nella sua globalità. Anchela Chiesa in quanto comunità devepraticare l’amore. Conseguenza diciò è che l’amore ha bisogno anche diorganizzazione quale presupposto perun servizio comunitario ordinato.La coscienza di tale compito ha avutorilevanza costitutiva nella Chiesa findai suoi inizi: “Tutti coloro che eranodiventati credenti stavano insiemee tenevano ogni cosa in comune; chiaveva proprietà e sostanze le vendevae ne faceva parte a tutti, secondo ilbisogno di ciascuno” (Atti 2,44–45).Luca ci racconta questo in connessio-


ne con una sorta di definizione dellaChiesa, tra i cui elementi costitutiviegli annovera l’adesione all’“in se gnamentodegli Apostoli”, alla “comunione”(koinonía), alla “frazione delpane” e alla “preghiera” (cfr. Atti2,42). L’elemento della “comunione”(koinonía), qui inizialmente non specificato,viene concretizzato nei versettisopra citati: essa consiste appuntonel fatto che i credenti hanno tuttoin comune e che, in mezzo a loro, ladifferenza tra ricchi e poveri non sussistepiù. (cfr. anche Atti 4,32–37) (n. 20)8Il programma del cristiano è «un cuore che vede»attività caritativa cristiana deveL’ essere indipendente da partiti edideologie. Non è un mezzo per cambiareil mondo in modo ideologico enon sta al servizio di strategie mondane,ma è attualizzazione qui ed oradell’amore di cui l’uomo ha semprebisogno.Il tempo moderno, soprattutto a partiredall’Ottocento, è dominato dadiverse varianti di una filosofia delprogresso, la cui forma più radicale èil marxismo. Parte della strategiamarxista è la teoria dell’impoverimento:chi in una situazione di potereingiusto – essa sostiene – aiutal’uomo con iniziative di carità, sipone di fatto a servizio di quel sistemadi ingiustizia, facendolo apparire,almeno fino a un certo punto, sopportabile.Viene così frenato il potenzialerivoluzionario e quindi bloccatoil rivolgimento verso un mondomigliore. Perciò la carità viene contestataed attaccata come sistema diconservazione dello status quo.In realtà, questa è una filosofia disumana.L’uomo che vive nel presenteviene sacrificato al moloch del futuro– un futuro la cui effettiva realizzazionerimane almeno dubbia. In ve-rità, l’umanizzazione del mondo nonpuò essere promossa, rinunciando,per il momento, a comportarsi inmodo umano. Ad un mondo miglioresi contribuisce soltanto facendo ilbene adesso ed in prima persona, conpassione e ovunque ce ne sia la possibilità,indipendentemente da strategiee programmi di partito.Il programma del cristiano – il programmadel buon Samaritano, quellodi Gesù – è “un cuore che vede”.Questo cuore vede dove c’è bisognodi amore e agisce in modo conseguente(n. 31).


Calendario d’estateGiugnoVenerdì 2Sabato 3Domenica 4Domenica 11Mercoledì 14Giovedì 15Domenica 18Domenica 25Primo Venerdì del meseore 17.30 Adorazione e Rosario al Centro S. Micheleore 18.30 Eucaristia al Centro S. Micheleore 20.00 Adorazione mensile per le vocazionichiesa del Monastero di S. Caterina (Locarno)Solennità della Pentecosteore 17.30 Cresima dei ragazzi celebrata da mons. Vescovo(L’Eucaristia in S. Pietro è sospesa)Solennità della Pentecoste Orario festivoSolennità della SS.ma Trinità Orario festivoore 20.15 Concerto di beneficenza alla Madonnadella Fontana della Corale parrocchialedi Ascona, Coro Vos da Cà,Orchestra di fiati “Sacra musica”. Il ricavatodel concerto va al Progetto UgandaIniziano le vacanze estive, entra in vigore l’orario estivoore 16.15 Eucaristia vespertina festivadel Corpus Domini alla Casa BelsoggiornoSolennità del Corpus Domini Orario festivoore 10.00 Eucaristia in S. Pietro con processioneper le vie del borgo e benedizione eucaristica.L’Eucaristia delle ore 11.15 (I/DE) è annullata!Domenica XI del Tempo Ordinario Orario festivo18.6 − 01.7 Camposcuola adolescenti a Rodi-FiessoDomenica XII del Tempo ordinarioGiovedì 29 Solennità dei SS. Pietro e Paolo Orario festivo(festa patronale) ore 19.00 Chiesa di S. Maria: concerto gospel conTopsy Chapman, nell’ambito del JazzAsconaNew Orleans & Classics. Il ricavato saràdevoluto alla colletta “SOS New OrleansJazz Heritage”, istituita dopo la catastrofe 20059


LuglioDomenica 2Domenica 9Domenica 16Domenica 23Giovedì 27Domenica 30Domenica XIII del Tempo ordinario02.7 al 21.7 Colonia per bambini e ragazzi a Rodi-FiessoDomenica XIV del Tempo ordinarioDomenica XV del Tempo ordinarioDomenica XVI del Tempo ordinarioMemoria del Beato Pietro Berno, martire di Asconain India, nella penisola di Salseteore 20.00 Eucaristia in S. PietroDomenica XVII del Tempo ordinario10AgostoMartedì 1Domenica 6Domenica 13Lunedì 15Domenica 20Festa nazionale al Passo del S. GottardoDomenica della Trasfigurazione di GesùDomenica XIX del Tempo ordinarioSolennità dell’Assunzione di Mariaore 10.30 Eucaristia solenne alla Madonna della Fontanaore 15.30 Eucaristia alla Casa Belsoggiornoore 16.30 Lode vespertina alla Madonna della FontanaDomenica XX del Tempo ordinarioSabato 26 ore 20.15 Concerto Eranos nella Chiesa di S. PietroDomenica 27Domenica XXI del Tempo ordinarioSettembreVenerdì 1 ore 17.30 Primo venerdì del meseAdorazione e Rosario al Centro S. Micheleore 18.30 Eucaristia al Centro S. MicheleDomenica 3 Domenica XXII del Tempo ordinario (orario invernale!)Lunedì 4 Riprendono le scuole, entra in vigore l’orario invernaleDomenica 10 Domenica XXIII del Tempo ordinarioDomenica 17 Domenica XXIV del Tempo ordinario


Sabina (5a e ultima parte)Concludiamo l’articolo di A. Poncini apparso sui numeri precedentiNon posso terminare questo studiosenza citare due fatti interessanti:dapprima l’elenco delle bambineche furono battezzate col nome(almeno secondario) di Sabina, natead Ascona tra il 1712 e il 1729, ossiafino a dieci anni dopo l’arrivo dellareliquia. Negli anni successivi l’usocontinuò, ma in modo più saltuario,fino ai giorni nostri. Ecco l’elenco:1712 Sabina Caglioni di Andrea e Maria Caterina Berni1719 Sabina Poncini di Giovan Battista e Anna Antea SimoniSabina Berni di Bernardino e Giovanna Maria Caglioni1720 Sabina Chiodi di Giacomo Antonio e Elisabetta BettetiniSabina Cerri di Cristoforo e Giovanna Maria BettetiniSabina Pancaldi di Antonio Gottardo e Paolina CiechiniSabina Molinari di Carlo Antonio e Maria Caterina PancaldiSabina Abbondio di Cristoforo e Maria Antonia ZenettiniSabina Vacchini di Antonio Filippo e Maria Ginevra Bologna1721 Sabina Botta di Giovanni Antonio e Maria Giovanna AbbondioSabina Cerri di Lorenzo e Maria Margherita CeresaSabina Caglioni di Giovan Giacomo e Maria Margherita Modini1722 Sabina Molinari di Giovanni Antonio e Giovanna Francesca ModiniSabina Botta di Giuseppe e Lucia SelvaticiSabina Modini di Paolo Mainino e Giuseppina Padovani1723 Sabina R.-Vacchini di Antonio Maria e Virgilia Pisoni1724 Sabina Molinari di Giovanni Antonio e Giovanna Francesca Modini1725 Sabina Zenettini di Giovanni Antonio e Orsola Margherita CerriSabina Bettetini di Giuseppe Maria e Paola Antonia ModiniSabina Cerri di Carlo Battista e Apollonia Baciocchi1727 Sabina Quattrini di Bartolomeo e Lucia GaiaSabina Abbondio di Giovan Battista e Giovanna Maria Bettetini1728 Sabina M.-Selvatici di Antonio e Maria Elisabetta CerriSabina Caglioni di Matteo e Bernardina AllidiSabina S.-Modini di Matteo e Maria Margherita Bettetini1729 Sabina Guglielmuzzi di Carlo Francesco e Paolina BerniSabina Bettetini di Giacomo e Giovanna Maria Abbondio11


12Poi l’usanza di trasportare processionalmentel’urna per le vie del borgo,specialmente in caso di gravi calamità.Fu praticato più volte. Cito soltantoil caso del 1785, quando, comeè scritto sul registro dei defunti,Serpeggiò qui ad Ascona, dal novembredell’anno passato fi no a oggi, un’epidemiadi febbre putrida e maligna, della qualemorirono le persone qui registrate, fra lequali i reverendi prevosti Giovan BattistaZenna e Francesco Berni. Quasi tutti iparrocchiani si ammalarono, e molti furonoridotti agli estremi. Tra di loro anch’io,don Raffaele Andrea Pancaldi.Finalmente, dopo ripetuti voti e supplichea Dio, alla Beata Vergine e ai Santi,dopo che furono cantate parecchie Messe eUffi ci dei Morti nella chiesa parrocchialee in altri oratori, e dopo che fu eseguitoun solenne trasporto del corpo sacro di S.Sabina vergine e martire attorno a tutto ilpaese; senza omettere i rimedi di naturaumana, e dopo aver eseguito la dissezionedei cadaveri, ordinata dal Magnifi co Tribunaledella Sanità, e pagata da tutta lacomunità di Locarno, prima sul corpo diFrancesco Dini, poi su quello del signorGiuseppe Orelli, e avendo convocato inconsulto anche medici esteri insieme ainostri, fi nalmente il morbo a poco a pococessò e fu restituita la salute ai malati ealla Patria fu ridata in modo completo laprecedente salubrità dell’aria.La trascrizione sopra riportata è esatta.Non si tratta di un Duni, comeritiene Virgilio Gilardoni, ma di unDini. La famiglia Duni si era estintagià da un secolo, con la morte dell’ultimodiscendente maschio, l’avvocatoGiovan Pietro Duni, deceduto il26 febbraio 1690.A questo punto lo storico ha terminatole sue osservazioni. Ma la teologiaha una parola autorevole e importanteda aggiungere.Conclusione teologicadi don MassimoLa questione delle reliquie è spessocollegata con la domanda riguardoall’autenticità. Se, ad esempio, sidovessero mettere insieme tutti iframmenti della croce di Gesù sparsinel mondo, otterremo una croce chedoveva essere lunga qualcosa comeuna ventina di metri…La ricerca storica può aiutarci a daredelle risposte più o meno certe escientificamente provate riguardo all’autenticitàdi una data reliquia. Maal di là della risposta storica, rimaneun’osservazione teologica e spiritualedi non trascurabile valore da apportarea conclusione di questa appassionataricerca condotta dal nostrocarissimo Alfredo Poncini, che ringraziosentitamente per questo suonotevole contributo storico.Eccezion fatta per l’Eucaristia, che èil Corpo di Cristo stesso e sua Presenzareale in mezzo a noi, le reliquienon vanno “adorate”, ma tuttalpiù“venerate”. Mi spiego. L’Eucaristia è


Cristo stesso, che, in quanto Dio, puòe deve ricevere dai suoi fedeli la massimaforma di rispetto e di amorepossibile, ossia l’Adorazione: in effetti,nell’Eucaristia il “segno” e la “presenzadi Dio” coincidono perfettamente.Diciamo, infatti, “questo è ilCorpo di Cristo”.Nelle reliquie, invece, il “segno” e la“presenza di Dio” non coincidono:per questo motivo riserviamo allereliquie dei santi o ad oggetti sacrispecifici solo la particolare forma dirispetto e di amore che chiamiamo“venerazione”. Ma proprio perché“segno” e “presenza di Dio” noncoincidono, il segno (la reliquia) cirinvia, ci rimanda al mondo del divino(ossia al santo che già si trova inparadiso).Nel nostro caso, possiamo affermarecon ragionevolezza e con rigore storicoche si tratta di reliquie autentichedi una giovane martire che portavail nome di Sabina.Autentiche o no, rimane, però, il fattoche esse sono per noi “segno” venerabile,il quale ci rinvia al misterodi Dio, il solo che possa e debba essereadorato. Benvenga, dunque, lapreziosa presenza nella nostra Chiesaparrocchiale delle reliquie di S. Sabina:esse ci ricordano che solo alnostro Dio va tributata la massimaadorazione, soprattutto nella formadell’Eucaristia; esse, inoltre, ci spronanoalla testimonianza (gr. martire=testimone) della nostra fede nel Signore,l’unico che davvero ci puòsalvare. Ossia Gesù Cristo, il qualeproprio ai suoi testimoni, ai suoi“martiri” (e quindi anche a S. Sabina),dona la forza della testimonianzadi fede fino al dono della vita.Fine13


Sotto il Campanile di S. Pietro14OrarioDestivoal 14 giugno, con la conclusionedell’attività scolastica e l’iniziodelle vacanze estive, entra in vigorel’orario estivo della nostra parrocchia.In particolare è sospesa l’Eucaristiadomenicale in italiano delle ore 11.15,nonché le Messe feriali presso il CentroS. Michele (martedì e venerdì).L’orario invernale riprenderà domenica3 settembre, con l’inizio delnuovo anno scolastico.•Eucaristia prefestiva ore 16.15Casa di riposo Belsoggiorno•Eucaristia prefestiva ore 17.30S. Pietro•Eucaristia festiva ore 08.00S. Maria (Collegio Papio)•Eucaristia ore 09.30della comunità croata S. Maria•Eucaristia festiva ore 10.00della comunità S. Pietro•Eucaristia ore 11.15in lingua tedesca S. Maria•Eucaristia festiva ore 20.30S. MariaDurante il periodo delle vacanze scolasticheviene celebrata una sola Messaferiale alle ore 08.00 in S. Maria(Collegio Papio), nonché al giovedìore 16.15 presso la Casa di riposoBelsoggiorno.CamposcuolaSe Colonia 2006i svolgeranno all’inizio dell’estate,secondo la formula consolidata, ilCaposcuola adolescenti (dalla domenica18 giugno al sabato 1° luglio) e laColonia per bambini della scuolad’infanzia ed elementare (dalla domenica2 luglio al venerdì 21 luglio).Informazioni e iscrizioni presso:don Massimo 091 791 21 51suor Ginetta 091 791 63 95Sig.ra Esther c/o Assofide 091 752 17 52Concerto Gospel peril UJazzAsconana primizia per Ascona: nell’ambitodel festival JazzAsconasi terrà nella Chiesa di S. Maria (CollegioPapio) un concerto gospel, chepersegue lo scopo di raccogliere fondidestinati alla colletta “SOS NewOrleans Jazz Heritage”, istituita nel2005 dopo la grande catastrofe che siè abbattuta sulla città–culla del jazz. Ilgruppo gospel “Topsy Chapman &


Solid Harmony” terrà il suo concertodi beneficenza giovedì 29 giugnoalle ore 19.00.Protagonista la cantante Topsy Chapman,che, dopo aver raggiunto lapopolarità nei primi anni ’80 con lapartecipazione al musical di Broadway“One mo’ time”, si è esibita in tutto ilmondo come eccellente interprete delrepertorio gospel, jazz tradizionale edixieland. L’entrata è di SFr. 10.--Festeggiamenti per il 25° dipresenzaDad Ascona di sr. Ginettaomenica 17 settembre celebreremoil 25° anno di presenza disuor Ginetta ad Ascona. E’ rivoltol’invito a partecipare a tutti gli “exbambini” che hanno trascorso i loroanni più verdi nell’aula e nel cortiledel “Giardino dei piccoli”. E sarà unafolla immensa…pastorale alla comunità di Ascona neiprossimi giorni tra il 10 ed il 12 novembre2006. Il programma dellavisita è in fase di allestimento: ve lopresenteremo nel prossimo numerodel nostro bollettino “Le Campanedi Ascona”.VisiteSall’ospedaleecondo le nuove norme interneagli ospedali ed alle case per anziani,i dati personali delle personevanno protetti: per questo motivo asacerdoti che visitano gli ammalatinon vengono più automaticamentecomunicati i numeri delle camere.Affinché il cappellano oppure il parrocopossano effettuare delle visite aidegenti, è importante che al momentodell’entrata nell’istituto venga firmatoil relativo formulario, con ilquale viene annunciata come desideratala visita di un religioso.Vi è anche la possibilità, in caso didegenza, di comunicare direttamenteal parroco il numero della camera,nel caso si desiderasse la visita delsacerdote.15VisitaApastorale del vescovovremo il piacere e l’onore diospitare mons. Vescovo PierGiacomo Grampa per la sua visita


Notizie dall’Uganda16Michiel Demets da 4 mesiin Ugandametà gennaio, Michiel Demets,A di origine belga ma da diversianni residente in Ticino, è partito perla sua nuova destinazione: l’Uganda.Egli è stato accolto dalla Diocesi diHoima: con ogni probabilità all’iniziodi luglio gli sarà conferito l’Ordinedel diaconato, a metà novembrel’Ordine del presbiterato. Abbiamoricevuto alcune sue fotografie: la pelleè diventata molto più “abbrustolita”,ma per il resto sembra davvero diottimo umore (ha fatto sapere di esseremolto contento di poter operare là)e in buona salute! Solo ancora qualchedifficoltà con la lingua locale…Continua, invece, ancora la raccoltadi fondi per spedire l’ultimo containerin Uganda tramite suor Ginetta.I Rprimi lavori sul postoiuscire a sdoganare i due primicontainer è stata un’impresaalquanto complessa, ma fortunatamentegiunta a compimento. L’asilo èormai a tetto, anche se mancano ancorada completare le rifiniture pergli interni. Questa grande impresa èstata resa possibile dalle donazioniche Michiel ha ricevuto dagli Asconesied in particolare da un donatoreche desidera rimanere anonimo, ilquale ha fatto una generosa offerta aquesto scopo. Nel frattempo Michielha pure iniziato il suo progetto diagricoltura che è già a buon punto:sono già stati seminati 3 dei 5 ettari adisposizione! Michiel sta progettandouna rete di tubazioni per l’approvvigionamentodell’acqua e per l’irrigazionedei campi.ContainerNel frattempo anche il 3° containerè pieno: per questo motivola raccolta di indumenti e materiale èper il momento sospesa.


Un grande ringraziamentoa Ntutta la comunità di Asconaell’impossibilità di farlo personalmente,Michiel Demets,suor Ginetta e don Massimo desideranocordialmente ringraziare tuttala comunità di Ascona per la grandegenerosità a tutti i livelli, dimostrataper questo progetto Uganda. In particolaresi ringrazia il Sig. MicheleBarra, i responsabili del Torneo Unihockey,il Teatro Pulcinella di Magadino,la cantante Monique e tutta lasua equipe musicale. Si ringrazianoanche tutti coloro che hanno collaboratoe partecipato alla Tombola diS. Giuseppe presso le Scuole elementari,riuscita, tra l’altro, ottimamente.MichielCha qualche nostalgia?ertamente degli Asconesi, ma lirivedrà ben presto. Piuttosto hafatto sapere che a Pasqua, quest’anno,gli è mancato il coniglio dicioccolata… Difficile farglieloavere: fa davvero troppo caldolaggiù!17ProssimoCappuntamentooncerto di beneficenzaorganizzato dalla Coraleparrocchiale, dal CoroVos da Cà e dall’Orchestradi fiati “Sacra musica”: avràluogo domenica 11 giugno,dalle ore 20.15, presso laChiesa della Madonna dellaFontana. Il ricavato va al ProgettoUganda.


proiettarsi verso un obiettivo finaledi santità, misurato – addirittura! –sulla misura di Dio stesso: “Siate perfetti,come è perfetto il Padre vostroceleste” (Mt 5,48).Il cammino, l’itinerario prevede diversetappe successive:• “Non conformatevi ai desideri diun tempo”. Il cammino prevede dasubito un taglio netto con il passato,in particolare con ciò che non èconforme alla vita del cristiano.Questo sia a livello di pensieri, disentimenti, come pure a livello diatteggiamenti, comportamenti edazioni. Ma, procedendo nel cammino,altri fattori in contraddizionecon la legge di Dio possono manifestarsi.Anche con essi occorreràfare tutto il possibile per gettarselialle spalle.• “Come figli obbedienti”. Occorreimparare ad essere ad immagine delFiglio: imparare dalla sua obbedienzaal Padre fino al dono totaledi se stesso sulla Croce. Siamo “cristiani”,ossia dei “piccoli cristi”:persone che cercano di imitare intutto, pensieri, parole ed opere, illoro Signore Gesù Cristo.• “Diventate santi anche voi in tuttala vostra condotta”. La misura dellacrescita, della santità è la santità diCristo, la santità di Dio stesso.Un obiettivo estremamente alto,quasi irraggiungibile, ma che èpossibile…• …in virtù del “sangue prezioso diCristo”. Ciò che agli occhi umani èimpossibile diviene possibile grazieal sacrificio sulla croce di GesùCristo: con questo sacrificio il Cristoci ha acquistato un dono di grazia,che, accolto con umiltà e docilitànel nostro cuore, potenzia oltrei nostri limiti le capacità della nostraragione, della nostra volontà,dei nostri sentimenti, delle nostreforze ed energie.• “La vostra fede e la vostra speranzasono fisse in Dio. Amatevi intensamente,di vero cuore”. A partire daldono di fede, si rafforza la speranza:se fede e speranza sono “fisse inDio”, allora è preparato uno spaziosufficientemente sicuro per l’amore.Diviene allora possibile “amarsisinceramente, di vero cuore”: divienepossibile vivere di amore enell’amore.19


Memorie nostreLa nostra preghiera di suffragio interceda presso Dio, perché, nella sua misericordiae perdono, conceda loro la vita eterna.Anna Arosio10 luglio 1918 – 27 febbraio 2006Anselmo Abbondio1923 – 28 febbraio 200620Giuliano Colombo8 ottobre 1948 – 28 febbraio 2006Della vita eterna, di quest’“altra” vita,di questa vita “diversa” e “trasfigurata”,non sappiamo molto: anche i testi sacrisono abbastanza parchi in questo senso (S.Giovanni: “Ciò che saremo non è statoancora rivelato”); pure la teologia a questoproposito balbetta parecchio. Qualchecosa però sappiamo e questo ci basta perlasciarci intuire la bellezza di quanto ci èprospettato.• Dio ci ha promesso questa “vita eterna”e noi, nella fede e nella speranza, siamocerti che questa sua promessa si compirà(Gesù ci lascia parole estremamente consolatorieed incoraggianti a questo proposito:“Nella casa del Padre mio ci sonomolti posti. Io vado a prepararvi un posto;quando sarò andato e vi avrò preparatoun posto, ritornerò e vi prenderò con me,perché siate anche voi dove sono io”).• La vita eterna viene descritta come unostato nel quale non potrà più insinuarsinessuna forma di male: né fisico, némorale, né spirituale.• La vita eterna viene descritta come uno“stare faccia a faccia” con Dio: unosguardo contemplativo che non finiràmai di stupire, di incuriosirci, di saziarci,di farci gioire.


• La vita eterna viene descritta come unabbondante e succulento banchetto, chenon avrà mai fine e nel quale abbonderàla letizia, la gioia, la felicità. Dio stessopasserà a servire coloro che, in questomondo, avranno servito Lui e gli altri.• Nella vita eterna ritroveremo tutti gliaffetti umani più cari: le persone cheavremo amato ci saranno particolarmentevicine in una infrangibile amiciziae comunione. I rapporti che, invece,Waltraud (Wally) Giovanola26 novembre 1940 – 17 marzo 2006Le persone che incontriamo che sannoaccoglierci, sanno essere disponibili neinostri confronti, sanno dedicarsi agli altriesercitano su di noi un fascino particolare eciò non a caso. Questo tratto della disponibilitàè certamente uno dei lati più trasparentied affascinanti della personalità dellanostra Vally (come amava essere chiamata).Un tratto personale che è un rifl esso diquell’amore divino che – nel battesimo – “èstato riversato nei nostri cuori” (S. Paolo):un rifl esso dell’accoglienza, della disponibilitàe della dedizione che Dio dimostra neiconfronti di ogni uomo e di ogni donna chesiano mai apparsi sulla faccia della terra, inogni tempo ed ogni luogo. Essa si è realizzatain modo radicale soprattutto nel la consegna,da parte del Padre, del proprio Figliounigenito sulla Croce. Una dedizione che èdestinata a diventare – ma è una vocazione– una caratteristica portante della persona edella vita del cristiano.Waltraud era nata a Berlino il 26 novembre1940, dove trascorre la sua infanzia edove riceve la propria formazione professionalecome sarta. Diverse circostanzela portano in Ticino, prima nel Luganesee poi ad Ascona, dove giunge all’etàdi 22 anni. Si sposa nel 1962 con Marioe da questo matrimonio nascono tre figli:Mario junior, Loredana e Marino.non avranno funzionato saranno ritrovatidentro un rapporto di riconciliazionecompiuta. Ma anche con tante altrepersone, che non avremo avuto mododi conoscere in questo mondo, sarannoinstaurati rapporti di amicizia e dicomunione, dentro una pace universaleche nulla e nessuno potrà mai turbare.Troppo bello per essere vero? Forza e certezzeche solo la fede ci può dare.Don MassimoVerrà ricordata dai parenti come sposadedicata, come madre esemplare. Donnaenergica e robusta, sotto queste sembianzeserbava e custodiva un cuore grande egeneroso, che ha saputo fare tanto beneper gli altri ed in modo particolare per ifamigliari. Con grande dignità e fortezzaha saputo affrontare anche la prova decisivadella sua vita, ossia una lunga malattiache l’ha colpita sei anni fa: attraverso fasialterne, che lasciavano pure ben sperare inuna guarigione, purtroppo questo male haavuto ragione anche della sua solida temprafisica. Ma non sulla forza morale e spiritualeche, anzi, è emersa e si è rafforzatasempre di più.Don Massimo21


22Bruno Sollberger10 ottobre 1923 – 17 marzo 2006Gesù ha cercato nel suo insegnamento diprofilare il volto del Padre celeste: soprattuttoquando ci ha insegnato il “Padre nostro”ci ha rivelato che il Padre è primadi tutto “Abba”, ossia “Papà”. E questo fapiazza pulita di tante concezioni non adeguatedel volto di Dio. Egli si manifesta anoi, si rivolge a noi, ci guarda e ci sostienecome un papà profondamente affezionatodei suoi figli adottivi, al punto da permettereche venisse sacrificato sulla Croce – pernoi – il suo vero Figlio, Gesù Cristo.Bruno è nato il 10 ottobre 1923, comesecondogenito, in un piccolo paesino dellaValcolla, presso una famiglia semplice epovera. Un’infanzia trascorsa fra lavoro efatiche, con poco spazio per giocare o persognare. Terminate le scuole obbligatoriefu mandato presto, troppo presto per unbambino, lontano da casa, nella Svizzerafrancese, per imparare un mestiere: vistoche cercavano un apprendista panettiere siformò come tale.Ma il suo spirito libero, amante dell’ariaaperta e della natura, lo riportò in Ticinodove lavorò con il padre ed il fratello maggiorepresso la Società Elettrica Sopracenerinadi Locarno. Nel 1955 sposò Edvige,che conobbe proprio qui ad Ascona. Dalloro grande amore nacquero quattro figli.Fra molte fatiche e sacrifici nel 1972 coronaronoil loro sogno e costruirono la lorocasa. Bruno lavorò anche presso l’AziendaMario Agnesetti4 gennaio 1923 – 23 marzo 2006Gesù stesso ha avuto un atteggiamento costantedi “gratitudine” nei confronti del Padre:egli sapeva di aver ricevuto da lui tutto,e che tutto ciò che gli era stato donatoed affi dato doveva essergli ritornato. Ma perquesto dono Gesù ringrazia in continuazio-Elettrica comunale qui ad Ascona per 25anni. Egli fu sempre un grande lavoratore,sapeva fare qualsiasi lavoro manuale, nonsi sottraeva mai alla fatica, era abilissimo eproprio per queste sue capacità e per la suadedizione al lavoro era molto richiesto. Fuuna persona molto conosciuta anche per lasua allegria, la sua disponibilità e pure per lasua modestia e la sua semplicità.Ha dedicato tutta l’esistenza alla sua famigliaed ai suoi figli, lavorando duramenteper poter sempre offrir loro il meglio eperché non mancasse loro mai nulla. Conuna salute di ferro, un’invidiabile energiae una forte positività ha affrontato tutti gliostacoli della vita ed anche in questo ultimoperiodo, dove il segno delle stagionil’avevano consumato, ha affrontato con lastraordinaria personalità che lo contraddistingueval’ultima prova che la vita gli hachiesto – la malattia.Don Massimone: molte volte i Vangeli registrano questoatteggiamento di lode, ringraziamento, gratitudinenei confronti del Padre.Mario è nato il 4 gennaio 1923 in una famigliacontadina povera sulle rive del LagoMaggiore, a Luino. Ha vissuto in prima


persona la 2ª guerra mondiale ed i suoi orrori:nei confronti dei regimi totalitari chene sono stati la causa ha sempre provatoun’avversione profonda, oltretutto rafforzatadal fatto che in questo confl itto Marioha perso un fratello a lui molto caro.E’ stato uomo dedito alla famiglia e allavoro. Professionalmente era un granlavoratore, preciso, ordinato, giusto, apprezzatodai suoi colleghi; è stato per 28anni impiegato all’AGIE di Losone, congrande fedeltà alle sue mansioni ed al suodovere. Alla famiglia ha dedicato particolarepremura, privilegiandola per mezzodell’attenzione alle piccole cose dellavita, nella quotidianità e nella semplicità.Di carattere forse un po’ rigido, a voltemagari un po’ ancorato alle proprie posizioni,forse un po’ burbero negli atteggiamentie parco nelle parole, un po’ solitarioin certi frangenti, nascondeva però, sottola sua corazza esteriore, un grande cuore,intriso di amore incondizionato, immediatoe generoso.Il suo amore lo ha riversato in un mododel tutto speciale sui suoi cari: prima fraCristina Bachmann29 luglio 1944 – 30 marzo 2006Con la pagina del Vangelo del “chiccodi grano” ci stiamo ormai avvicinandoal termine del periodo quaresimale e allacontemplazione del mistero pasquale nellaSettimana Santa. L’immagine del chiccodi grano che accetta di cadere in terra, dimorire ma che proprio con questa accettazionediventa portatore di fecondità edi frutti, illustra molto bene e con la massimasemplicità quella che è la via sceltada Gesù Cristo perché noi tutti potessimogodere della salvezza.E’ la via del chicco di grano, è la via delMorire e del Risorgere, è la via della Croce,la quale ha due facce: sul davanti ilCrocifisso, sul retro il Risorto. Ma è l’uni-tutti per Carla, l’amore della sua vita;amore altrettanto intenso per Nadia, lasua unica figlia, diventata per lui punto diriferimento dopo la scomparsa della moglielo scorso luglio 2005; amore del tuttoparticolare verso la nipote Chantal, cheha visto crescere e che ha contribuito a farcrescere. Per tutto questo non possiamoche essere grati al Signore, ed a lui innalzareun canto di lode e di ringraziamento.Don Massimoca via possibile che Gesù poteva percorrereper “salvarci” da tutte le nostre morti,non da ultima la morte che segna l’uscita23


della nostra persona da questo mondo. Main virtù dell’opera compiuta da Cristo, invirtù del suo Morire e del suo Risorgereanche il nostro morire si apre al fruttodella vita eterna: quella “vita” che duraper sempre, faccia a faccia con Dio, nostroCreatore e Salvatore, vita nella quale nonci sarà più né lacrima, né sofferenza, nédolore, né malattia, né tristezza, né solitudine,né tantomeno vi sarà più un’altramorte. E’ quella vita eterna che Dio permezzo di Gesù Cristo ci ha preparato dasempre e per sempre.E’ allora con serena fiducia che affidiamonelle mani del Signore della vita la nostrasorella Cristina. La sua pur ancora giovaneetà – era infatti nata il 29 luglio 1944 – èstata segnata in questi ultimi tempi dallamalattia che lo scorso giovedì ha avutoragione della sua pur robusta tempra fisicae morale. Ma con serena fiducia osiamosperare che il Signore la accolga, purificatadalla sua stessa sofferenza, nel suo regno diLuce, di Pace e di Amore senza fine.Don Massimo24Mathias Itten12 giugno 1920 – 1° aprile 2006E’ con serena fiducia che affidiamo nellemani del Signore della vita il nostro fratelloMathias. Egli era nato il 12 giugno 1920 aWeimar (in Germania). Ha frequentato lescuole commerciali; si lancia dopo qualcheanno con molta competenza e autorevolezzanel settore immobiliare, dapprima qualeimprenditore ed in seguito quale agenteimmobiliare. Si è sposato nel 1959, e dalsuo matrimonio nascono due figli. Tramiteamici giunge a conoscere la bella Asconae vi si insedia definitivamente. Amava inparticolare le montagne che conosceva peresperienza, avendole percorse in lungo edin largo.Mathias era quello che si potrebbe definireun “personaggio originale”, davvero“sui generis”. Uomo dalla volontà di ferroe dai giusti e retti principi, nascondeva,sotto l’aspetto esteriore forse un po’ scostante,burbero e talvolta alquanto rigidonelle proprie posizioni, un animo gentile,sinceramente preoccupato ed occupato adaiutare le persone, primi fra tutti i suoi cari.E si riusciva a volergli bene nonostante lasua natura poco incline alla socializzazione,a tratti un po’ aspra e direttiva.Si è congedato da questo mondo lo scorsosabato, all’età di 85 anni. Si è trattato di unmomento che la Provvidenza ha ampiamentepreparato: già dalla scorsa estate unabrutta caduta aveva inferto il primo bruttocolpo, ma nei mesi successivi si è davveropotuto assistere ad una rinascita miracolosa.Mathias ha voluto, in seguito, tornare allapropria casa, e chi l’ha conosciuto sa cheegli era consapevole del fatto che il tempoper lui stringeva. Ma ha compiuto generosigesti di riconciliazione con tutte le personecon cui aveva ancora delle questioni aperte,quasi a non voler lasciare questo mondosenza prima aver compiuto tutti i gestinecessari per non aver più alcun conto insospeso. A Mathias vogliamo augurare, congedandocida lui, che il Signore, in pienariconciliazione con Lui e con tutti gli uomini,lo accolga nel suo regno di Luce, diPace e di Amore.Don Massimo


Jrka Regini3 agosto 1932 – 7 aprile 2006“Quando le forze si esauriscono, non sitratta di morte – ma di liberazione”. E’ unaforisma che ben esprime lo spirito di questoparticolare periodo liturgico che stiamovivendo, ormai prossimi alle festività pasquali.La Settimana Santa è quel periodoin cui facciamo la memoria dei grandi gestiche il Signore Gesù Cristo ha compiutoper il nostro bene, per la nostra salvezza, perla riuscita della nostra esistenza.E’ proprio Gesù stesso che, ci attestano iVangeli, a più riprese ha compiuto gesti dirisurrezione nei confronti di persone chegià erano state toccate dalla morte.Abbiamo ascoltato nella pagina del Vangelola risurrezione del figlio della vedova diNain; ma anche in altre occasioni, come adesempio per l’amico Lazzaro, egli compì ilgesto di ridonare la vita a corpi ormai abbandonatidal soffio vitale. Ebbene: la comunitàprimitiva ha trasmesso con moltafede questi gesti compiuti da Gesù, perchéintuisce, in qualche modo, che in essi eragià prefigurato il grande mistero che si sarebbecompiuto a Gerusalemme nei giornidella Pasqua.Paolo, nella lettera ai Romani, insiste suquesto aspetto: nella fede e nel rapporto difede che noi, come cristiani, possiamo averenei confronti di Cristo Gesù, anche a noiè promesso lo stesso destino. Non quello diAdriana Meroni3 gennaio 1915 – 8 aprile 2006Con sentimenti e pensieri sostenuti da questafede, che fu anche la fede della nostracara defunta, in questi giorni della Settimanasanta accompagniamo al riposo eterno lanostra sorella Adriana: si è addormentata loscorso sabato, proprio mentre qui in Chiesaparrocchiale stavamo celebrando l’inizio dellaSettimana più santa dell’anno liturgico.Adriana è nata ad Ascona il 3 gennaio1915; frequenta le scuole e riceve la propriaformazione scolastica e professionaleLazzaro o del figlio della vedova, ma quellodel Cristo, morto e risorto. “Se infatti siamostati completamente uniti a lui con unamorte simile alla sua, lo saremo anche conla sua risurrezione”.In questi giorni della Settimana santa accompagniamoal riposo eterno la nostrasorella Jrka. Chiediamo al Signore, mortoe risorto per noi, di accogliere l’anima diJrka nel suo regno di luce, pace e amore,nella contemplazione gloriosa e gioiosa delsuo volto. In noi cresca in questo periodopasquale la speranza e la certezza della vitaeterna promessaci da Cristo Gesù, nellaquale egli desidera accogliere tutti coloroche l’hanno cercato e lo cercano con mentesincera e con cuore libero.Don Massimo25


26Americo Bariffi19 giugno 1921 – 16 aprile 2006ad Ascona, poi a Locarno e quindi a Bellinzona.Ha iniziato a lavorare nel settoreturistico/alberghiero dapprima in Svizzera,poi all’estero, in particolare in Italia,dove ha conosciuto il futuro maritoAntonio, con il quale ha condiviso perquasi 60 anni un’esistenza di amore e digioia, ma anche di grandi sacrifici. Nellapropria vita passa attraverso vicendedrammatiche segnate dalla guerra che latoccarono da vicino, a fianco del propriomarito chiamato sotto le armi. Proprioin questi frangenti eccezionali, ad Aosta,vide anche morire il suo primo bambino apochi mesi dalla nascita.Tornò ad Ascona nel settembre del 1943,dove nacquero i due figli Marisa e Filippo.Alla fine degli anni ’40 seguì il marito aMilano, dove la famiglia si stabilì: in questacittà lo aiutò nel lavoro, oltre ad occuparsidella famiglia in quanto mogliee madre esemplare. Ritornò poi definitivamentead Ascona nei primi anni ’70,innanzitutto curando amorevolmente ilproprio padre fino alla fine. Ha vissutoserenamente l’ultima parte della sua esistenzaterrena, almeno fino alla morte delproprio adorato Antonio, morte avvenutanel 2001. Adriana ci lascia un esempiodi coraggio, di forza di carattere, di ferreavolontà, ma anche l’esempio di una personafortemente legata ai valori della giustiziae della solidarietà, della famiglia; cilascia l’esempio di un cuore amorevole edisponibile, fiducioso e positivo nei confrontidella vita e del futuro.Don MassimoGiacomo Cerutti4 settembre 1914 – 16 aprile 2006Pierino Barra18 gennaio 1918 – 28 aprile 2006Il tempo pasquale che stiamo vivendo inqueste settimane ci riconduce al centro dellanostra fede. Questo centro è Gesù Cristo,che ha patito, è morto ed infi ne è risorto pernoi. Vi sono due aspetti nella Pasqua delSignore, ossia quello del “morire” e quellodel “risorgere”, e questi due aspetti sono ledue facce della stessa medaglia, due aspettidella stessa realtà: Cristo Gesù, morto e risortoper noi.


Pierino Barra è nato il 18 gennaio 1918 adAscona, dove è cresciuto ed ha ricevuto lasua formazione scolastica. Si è poi formatoprofessionalmente quale capomastro condiploma federale. Incombe la 2ª Guerramondiale e, in quanto detentore della cittadinanzaitaliana, parte quale volontarionell’esercito, partecipando ad avvenimentie ad esperienze a volte difficili, come lacampagna di Russia nel 1941. Ha però lafortuna di tornare indenne dal conflitto eritorna ad Ascona: ben presto proprio nelborgo conosce Rosmarie, con la quale nel1948 formerà la sua famiglia. Dal matrimonionascono i due figli Miriam e Michele.Sempre ancora nel 1948 ritira l’azienda difamiglia. Pierino fu un gran lavoratore mafu molto attivo anche nel settore pubblicoe sociale: a livello di attività politica sedettenel Consiglio comunale e ne fu anche ilpresidente; mentre a livello sociale fu unodei soci fondatori del F C Ascona.Nel 1989 scompare l’adorata moglie, saperò ben presto riprendersi, accetta la solitudinee rivolge tutta la sua attenzionealla propria famiglia (figli e nipoti), famigliache fu certamente per Pierino uno dei valoripiù importanti, se non addirittura il piùimportante. Si dedica anche ai suoi grandihobby come la pittura, una grande passionescoperta dopo il pensionamento, nonché aiRudolf Ritsema3 ottobre 1918 – 8 maggio 2006lunghi e ricorrenti momenti di riposo nellanatura e nella montagna.Nel 2001 un forte ictus limita fortementele sue possibilità fisiche, ma non riescead intaccare la sua forte tempra morale espirituale. Pierino era certamente uomodai tratti signorili, dal cuore generoso, affettuoso,dolce: una persona che anche alsolo incontrarla lasciava trasparire tranquillitàe serenità. Pur soffrendo per le limitazioninell’agire, con docilità si adegua allanuova situazione. E’ deceduto serenamente,accompagnato dalla solerzia dei suoi famigliari,lo scorso venerdì 28 aprile.Don Massimo27Lina Krumm1914 – 12 maggio 2006


G.A.B. 6612 ASCONATipografia Bassi Locarno

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