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Valorizzazione e sviluppo dell'allevamento bovino di razze locali nel ...

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RELAZIONECONVEGNO “LA MARCHIGIANA RITROVATA”FROSINONE 16 NOVEMBRE 2004A.N.A.B.I.C. – ARSIAL – CCIIA FROSINONELA MARCHIGIANA RITROVATAL’azione <strong>di</strong> selezione e miglioramento è svolta dall’ANABIC a livello nazionale e dalleAssociazioni Provinciali Allevatori in periferia, mentre la valorizzazione del prodotto carne <strong>di</strong>queste ottime <strong>razze</strong> è svolta dal CCBI. Le cinque <strong>razze</strong> godono in questi anni <strong>di</strong> un doverosoriconoscimento da parte del mercato che le ha portate ad essere costantemente le <strong>razze</strong> più richiestee più pagate sul mercato: per Marchigiana e Romagnola, come pure per la Chianina certificateIGP “VITELLONE BIANCO DELL’APPENNINO CENTRALE” il prezzo delle mezzene(capi macellati) è quasi doppio a quello delle mezzene <strong>di</strong> capi allevati all’estero: 4,6-5,2euro+iva per chilo <strong>di</strong> peso morto, contro i 2,5-3 euro per le carni estere, 20-35% maggioredelle carni <strong>di</strong> bovini nostrani non qualificati.Le <strong>razze</strong> bovine italiane da carne afferenti all’ANABIC (Marchigiana, Chianina, Romagnola,Maremmana e Podolica) contano in Italia oltre 130.166 capi <strong>di</strong> pura razza in selezione, iscrittial Libro Genealogico Nazionale; a seconda delle aree sono allevate in stabulazione fissa olibera e, in crescente aumento, in modo semibrado, sistema che richiede minore mano d’operama che necessita <strong>di</strong> ampie superfici pascolative. Quest’ultima tipologia <strong>di</strong> allevamento èun’opportunità <strong>di</strong> red<strong>di</strong>to <strong>nel</strong>le aree svantaggiate che altrimenti rischierebbero l’abbandonoda parte dell’uomo.Il progetto <strong>di</strong> recupero della razza bovina Marchigiana in provincia <strong>di</strong> Frosinone si stafelicemente concludendo avendo raggiunto al <strong>di</strong> là <strong>di</strong> ogni aspettativa il risultato: da 139fattrici (vacche) in selezione <strong>nel</strong> 2000 a 582 <strong>nel</strong> 2003 a oltre 1000 fattrici al 31/10/2004, per untotale <strong>di</strong> oltre 2000 capi. Gli allevamenti sono passati da 17 <strong>nel</strong> 2000 a 42 <strong>nel</strong> 2003 a 64 <strong>nel</strong>2004.L’azione <strong>di</strong> recupero è stata accompagnata da una attenta azione <strong>di</strong> aggiornamento tecnico <strong>di</strong> unnotevole numero <strong>di</strong> allevatori che hanno aderito al progetto (oltre ottanta) realizzata con setteseminari sui principali temi dell’allevamento, dell’alimentazione dei bovini, delle tecniche <strong>di</strong>gestione dei pascoli, della produzione e conservazione dei foraggi, della selezione e dellavalorizzazione.Come docenti e relatori sono stati scelti i migliori tecnici che avevano maturato anche una profondaesperienza con gli allevatori per i temi specifici.Sono stati inoltre incentivati l’acquisto <strong>di</strong> riproduttori <strong>di</strong> pura razza iscritti al LibroGenealogico ed al Registro Tori e l’impiego dei migliori tori in fecondazione artificiale, conl’acquisto <strong>di</strong> 1000 dosi <strong>di</strong> seme a <strong>di</strong>sposizione degli allevatori.Molti allevatori hanno aderito sia al Libro genealogico che all’IGP Vitellone Bianco dell’AppenninoCentrale, ponendo le basi per l’attivazione della produzione e della successiva commercializzazionedel prodotto certificato <strong>di</strong> qualità.


NOTA INFORMATIVASITUAZIONE ZOOTECNICA DEL LAZIO E POSSIBILITA’ DI SVILUPPONel Lazio vi sono oltre 11.000 aziende che allevano capi bovini e bufalini (su 62.000 aziendeagricole in totale).Nella Regione sono presenti oltre 270.000 capi bovini e bufalini, <strong>di</strong> cui circa 100.000 sono stimatiessere bovini da carne, <strong>di</strong> cui 50.000 vacche nutrici.L’importante consistenza è però per la maggior parte costituita da soggetti “meticci” (non <strong>di</strong> razzapura) <strong>di</strong> basso valore genetico e commerciale.Il loro valore economico può essere notevolmente aumentato (del 30% - 50% e sino al 100%)impostando un’azione <strong>di</strong> riconversione dei capi <strong>di</strong> basso valore a soggetti <strong>di</strong> <strong>razze</strong> specializzate dacarne e inserite in sistemi <strong>di</strong> produzione per carne <strong>di</strong> qualità certificata quale l’IGP “VitelloneBianco dell’Appennino Centrale”.Il margine <strong>di</strong> miglioramento è dunque enorme ed è in grado <strong>di</strong> giustificare ampiamente intermini <strong>di</strong> maggior valore aggiunto un’azione <strong>di</strong> riconversione degli allevamenti verso circuiti<strong>di</strong> qualità.Consistenze regionali al 2000e capi iscritti al Libro Genealogico al 2000Aziende.con CAPI CAPIAZ. TOT. BOV. BUF. TOTALI L.G. RAZZEVITERBO 7.051 930 39.876 1.850 CH, Marem.RIETI 7.791 1.866 32.440 654 MG,CH.,Marem.ROMA 7.767 1.692 75.102 2.476 CH. Marem.LATINA 4.602 1.610 72.940 235 Marem.FROSINONE 34.832 4.946 51.583 223 MG.TOT.LAZIO 62.043 11.044 271.941 5.438 MG,CH.,Marem.CH= Chianina, MG =Marchigiana; Marem =MaremmanaLe consistenze degli animali iscritti al Libro Genealogico, come è possibile notare dallatabella, registrano un FORTISSIMO aumento <strong>nel</strong>l’ultimo anno. Già <strong>nel</strong> 2001 il Lazio avevaiscritto 1000 capi in più rispetto all’anno precedente valore riconfermato anche dallestatistiche dei due anni successivi.Un notevole aumento percentuale <strong>di</strong> animali iscritti si è avuto in tutte le provincie. SpiccanoFrosinone con un incremento ad oggi pari al 400% dal 2000 al 2003. In particolare questovistoso aumento si è ottenuto grazie all’opera <strong>di</strong> sensibilizzazione svolta dall’ANABIC<strong>nel</strong>l’ambito del progetto finanziato dalla Camera <strong>di</strong> Commercio <strong>di</strong> Frosinone e cofinanziatodall’ARSIAL. Nelle altre provincie le consistenze <strong>di</strong> capi iscritti sono comunque raddoppiateper il positivo effetto <strong>di</strong> aumento del valore dei vitelli svezzati e dei vitelloni da macello dovutoallo IGP Vitellone Bianco dello Appennino Centrale.


OBIETTIVI DI UN POSSIBILE PIANO DI SVILUPPO ZOOTECNICO REGIONALELe linee <strong>di</strong> potenziamento <strong>nel</strong>la Regione Lazio hanno i seguenti obiettivi:- Aumento del numero <strong>di</strong> bovini da carne delle <strong>razze</strong> italiane da carne allevati inpurezza <strong>nel</strong> Lazio, sia tramite la sostituzione <strong>di</strong> bovini meticci o <strong>di</strong> scarso valoregenetico e commerciale con bovini <strong>di</strong> razza pura. (Impiego <strong>di</strong> riproduttori selezionati e<strong>di</strong> embrioni <strong>di</strong> razza pura)- Aumento del numero <strong>di</strong> allevamenti da carne sia <strong>nel</strong>le aree pascolative che in quellepiù vocate all’ingrasso.- Recupero delle aree marginali abbandonate o in stato <strong>di</strong> degrado per un impiego nonottimale.- Miglioramento dei sistemi <strong>di</strong> gestione e <strong>di</strong> alimentazione dei bovini, tramite piani <strong>di</strong>formazione, aggiornamento ed assistenza tecnica agli allevatori.- Attivazione <strong>di</strong> sistemi <strong>di</strong> certificazione e <strong>di</strong> tracciabilità del prodotto carne, già<strong>di</strong>sponibili come <strong>di</strong>sciplinari e procedure applicative per la valorizzazione della carne<strong>di</strong> qualità.- Attivazione <strong>di</strong> una filiera <strong>di</strong> carne <strong>di</strong> qualità sino alla <strong>di</strong>stribuzione (Macellerie e GDO)ed alla ristorazione.

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