aggiornamento rapporto valutazione intermedia 2012 - Regione ...

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Area Generale CoordinamentoSviluppo Settore PrimarioSERVIZIO DI VALUTAZIONE IN ITINERE, INTERMEDIA EDEX POST DEL PSR CAMPANIA 2007-2013AGGIORNAMENTO RAPPORTO VALUTAZIONEINTERMEDIA 2012Marzo 2013


VALUTAZIONE PSR 2007-2013 CAMPANIA: AGGIORNAMENTO RAPPORTO VALUTAZIONE INTERMEDIA 20125.1.4 La “governance”attuativa dell’Asse 4 ................................................................................................ 885.1.4.1 L’andamento delle strategie di sviluppo locale in relazione agli obiettivi originari e al contesto diriferimento e alle procedure di attuazione previste ....................................................................................... 885.1.5 Le implicazioni sull’organizzazione dei GAL, dell’AdG e degli Stapa Cepica in relazione ai compitiprevisti .......................................................................................................................................... 905.2 LA COMUNICAZIONE VERSO I BENEFICIARI DEL PROGRAMMA .................................................................................... 936. LA RISPOSTA ALLE DOMANDE VALUTATIVE ........................................................................................... 996.1 LE DOMANDE VALUTATIVE PER MISURA ............................................................................................................. 996.1.1 Asse 1 - Miglioramento della competitività del settore agricolo e forestale ........................................... 99Misura 111 – Azioni nel campo della formazione professionale e dell’informazione ........................................... 99Misura 112 – Insediamento dei giovani agricoltori ...................................................................................... 107Misura 113 - Prepensionamento ............................................................................................................... 111Misura 114 – Utilizzo dei servizi di consulenza ............................................................................................ 112Misura 115 Avviamento dei servizi di assistenza alla gestione di sostituzione e di consulenza aziendale ........... 115Misura 121 – Ammodernamento delle aziende agricole ............................................................................... 116Misura 122 – Accrescimento del valore economico delle foreste ................................................................... 121Misura 123 – Accrescimento del valore aggiunto dei prodotti agricoli e forestali ............................................ 122Misura 124 Cooperazione per lo sviluppo di nuovi prodotti, processi e tecnologie nei settori agricolo,alimentare e forestale .............................................................................................................................. 124Misura 125 Miglioramento e sviluppo delle infrastrutture connesse allo sviluppo e adeguamentodell’agricoltura e della silvicoltura .............................................................................................................. 128Misura 126 - Ripristino del potenziale produttivo agricolo danneggiato da calamità naturali e introduzione diadeguate misure di prevenzione ............................................................................................................... 129Misura 131 – Sostegno agli agricoltori per conformarsi alle norme rigorose basate sulla legislazionecomunitaria ............................................................................................................................................ 129Misura 132 - Sostegno agli agricoltori che partecipano ai sistemi di qualità alimentare ................................... 130Misura 133 - Sostegno alle associazioni di produttori per attività di informazione e promozione riguardo aiprodotti che rientrano nei sistemi di qualità ............................................................................................... 1316.1.2 Asse 2 - Miglioramento dell’ambiente e dello spazio rurale ............................................................... 134Misura 211 – Indennità a favore degli agricoltori nelle zone montane ........................................................... 134Misura 212 – Indennità a favore degli agricoltori delle zone caratterizzate da svantaggi naturali, diverse dallezone montane ......................................................................................................................................... 134Misura 214 – Pagamenti agroambientali .................................................................................................... 137Misura 215 – Miglioramento del benessere animale .................................................................................... 140Misura 216 – Investimenti non produttivi ................................................................................................... 141Misura 221 – Imboschimento di terreni agricoli .......................................................................................... 144Misura 223 – Imboschimento di terreni non agricoli .................................................................................... 146Misura 225 – Pagamenti silvo-ambientali ................................................................................................... 147Misura 226 – Ricostituzione del potenziale forestale e interventi preventivi .................................................... 148Misura 227 – Investimenti forestali non produttivi ...................................................................................... 1496.1.3 Asse 3 - Miglioramento della qualità della vita e diversificazione delle attività ..................................... 151Misura 311 - Diversificazione verso attività non agricole .............................................................................. 151Misura 312 - Sostegno alla nascita ed allo sviluppo di microimprese ............................................................. 154Misura 313 – Incentivazione delle attività turistiche .................................................................................... 158Misura 321 - Servizi essenziali per l’economia e la popolazione rurale ........................................................... 159Misura 323 - Tutela e riqualificazione del patrimonio rurale ......................................................................... 161Misura 331 - Formazione ed informazione degli operatori economici ............................................................ 1646.2 LE DOMANDE VALUTATIVE TRASVERSALI .......................................................................................................... 165pag. ii


VALUTAZIONE PSR 2007-2013 CAMPANIA: AGGIORNAMENTO RAPPORTO VALUTAZIONE INTERMEDIA 2012pag. iv


VALUTAZIONE PSR 2007-2013 CAMPANIA: AGGIORNAMENTO RAPPORTO VALUTAZIONE INTERMEDIA 20121. INTRODUZIONEIl presente Rapporto di aggiornamento al 2012 della precedente Valutazione Intermedia 2010 delProgramma di Sviluppo Rurale (PSR) 2007-2013 della Campania è stato elaborato da Agriconsulting Spa inqualità di Valutatore indipendente, a seguito dell’incarico ricevuto dalla Regione in data 22 febbraio 2010.Il Rapporto di aggiornamento, non contemplato dall’art. 86 del Reg. CE 1698/2005 ma specificamenteprevisto nel Capitolato d’Oneri che regolamenta il Servizio di Valutazione in itinere, consenteall’Amministrazione Regionale di acquisire elementi di conoscenza e di valutazione del Programma in unafase più avanzata, rispetto al 2010, del suo processo di attuazione e di manifestazione dei suoi effetti.Sono, infatti, illustrati i risultati delle diverse attività svolte dal Valutatore nel corso del 2011- 2012,finalizzate ad aggiornare e soprattutto ad ampliare/integrare le analisi già avviate nella prima fase delprocesso valutativo. Tali attività hanno riguardato, in particolare, la realizzazione o il completamento diindagini dirette presso i soggetti e i territori interessati dalle forme di sostegno del PSR, attraverso il ricorso ametodologie e tecniche valutative differenziate in funzione della natura degli interventi e delle specifichefinalità informative (interviste a campioni rappresentativi dei beneficiari, focus group, analisi di casi studio,rilevi forestali ecc.), le quali hanno consentito l’acquisizione di dati primari utilizzati per la quantificazionedegli indicatori di risultato o impatto, e quindi nella risposta alle domande valutative previste dal QCMV.Va osservato che nel presente Rapporto la risposta alle domande valutative e la stima del valore effettivodegli Indicatori, comuni e supplementari, sono proporzionati allo stato di avanzamento del Programma e delconseguente processo di Valutazione in itinere.Il Rapporto si articola in quattro parti principali:nel capitolo 2 è richiamato il modello generale di valutazione e sono brevemente indicate le fontiinformative di natura primaria e secondaria utilizzate;i capitoli 3, 4, e 5 sono dedicati alla illustrazione delle analisi svolte finalizzate alla valutazione deirisultati a livello di Asse e agli impatti socio economici ed ambientali del Programma, anche attraverso laquantificazione dei rispettivi Indicatori previsti dal QCMV e supplementari regionali;nel capitolo 6, sulla base delle precedenti analisi, vi è la “risposta” alle domande valutative (previste dalQCMV e dal Capitolato) per Misura e a parte delle domande di tipo trasversale;infine, nel capitolo 7, sono presentate le Conclusioni del Rapporto, articolate per Asse e per obiettivoprioritario, alle quali seguono alcune Raccomandazioni del Valutatore finalizzate al miglioramento delProgramma e a fornire proposte ed elementi di riflessione utilizzabili in vista del prossimo periodo diprogrammazione.Nei sei allegati che accompagnano il Rapporto sono presentati i risultati delle specifiche analisi valutativeaventi per oggetto le diverse Misure del PSR (Allegato I) l’efficacia dei criteri di selezione delle operazioni(Allegato II) gli approfondimenti sulla progettazione integrata (Allegato III) le metodologie e le elaborazionidi dettaglio sviluppate per la valutazione della qualità della vita (Allegato IV), la stima degli impattiambientali (Allegato V) e i metodi di raccolta dei dati primari (Allegato VI).La suddetta articolazione e più in generale i temi affrontati sono stati condivisi con l’AdG, nell’ambito delprocesso di scambio e di confronto che si è sviluppato in modo continuativo, e progressivamenterafforzatosi, a partire dall’inizio delle attività (2010) ad oggi. Infatti, nel presente Rapporto si è tenuto inconto delle indicazioni e richieste emerse sia nel seminario di presentazione del Rapporto Annuale diValutazione (RAV) svoltosi il 9 e 10 luglio 2012, sia nell’incontro di Coordinamento tra AdG e Gruppo divalutazione (con la presenza anche del NVVIP e dell’Autorità Ambientale) del 22 novembre 2012. La quasitotalità delle richieste di approfondimento emerse, hanno trovato risposta nelle analisi sviluppate nelRapporto di Aggiornamento, ad esclusione di alcune specifiche tematiche, per le quali si rende necessarioacquisire più ampi ed articolati elementi informativi e di valutazione. Esse riguardano in particolare: iprogressi/effetti degli strumenti di sostegno al credito definiti con il PSR (convenzione con Istituti di credito epag. 1


VALUTAZIONE PSR 2007-2013 CAMPANIA: AGGIORNAMENTO RAPPORTO VALUTAZIONE INTERMEDIA 2012Fondo di Garanzia); l’analisi valutativa delle Azioni agroambientali e2 e f2, relative alla tutela della diversitàgenetica in agricoltura. Tali profili di analisi verranno sviluppati nell’ambito del prossimo Rapporto annuale diValutazione 2012, a seguito della acquisizione dei necessari elementi informativi di natura quantitativa equalitativa.pag. 2


VALUTAZIONE PSR 2007-2013 CAMPANIA: AGGIORNAMENTO RAPPORTO VALUTAZIONE INTERMEDIA 20122. METODI E FONTI INFORMATIVE2.1 Approccio metodologico generaleIl principale e generale riferimento metodologico che ha orientato l’impostazione delle analisi svolte èrappresentato dal Manuale Quadro Comune di Monitoraggio e Valutazione (QCMV) (di cui all’art. 80 del Reg.CE 1698/2005) del quale si è tentata una “contestualizzazione” ed applicazione al processo di Valutazionedel PSR Campania alla luce delle sue specificità, dei fabbisogni valutativi emersi a livello regionale ma anchetenendo conto delle esperienze in tale ambito già svolte direttamente dal Valutatore o da altri soggetti.La Valutazione “è un processo [di ricerca] che permette di giudicare gli interventi in funzione dei risultati edegli impatti [da essi determinati] e dei fabbisogni che intendono soddisfare” (QCMV).Il giudizio deve essere argomentato, basandolo principalmente su analisi di:Efficacia: risultati/obiettiviEfficienza:risultati/risorsePertinenza ed Utilità(In quale misura gli obiettivi sono stati raggiunti?)(Gli obiettivi sono stati raggiunti al minor costo?)(Gli obiettivi perseguiti e i risultati raggiunti rispondono ai fabbisogniprioritari?)Attraverso lo sviluppo di tali analisi la Valutazione assolve al mandato di fornire elementi di conoscenza eproposte operative idonei sia alla “rendicontazione” (accountability) nei confronti della collettività in meritoall’efficace ed efficiente utilizzo delle risorse pubbliche, sia al miglioramento dell’azione dei sostegnoattraverso l’analisi delle esperienze realizzate (learning). Tali compiti della Valutazione, esplicitati nellanormativa comunitaria (artt.84-87 del Reg. CE 1698/05) e ribaditi nel PSR, pur essendo in sostanzialecontinuità con quelli del precedente periodo, assumono nella programmazione 2007-2013 una nuova e piùqualificata centralità. Ciò è in parte la conseguenza di una generale crescita della “cultura della valutazione”nelle politiche pubbliche ma anche, nel campo dello sviluppo rurale, della adozione di un approccioprogrammatico di tipo strategico, incentrato sulla individuazione di priorità. La Valutazione è infatti chiamataa fornire gli elementi informativi e di giudizio in base ai quali verificare, accompagnandone il processo diattuazione, il contributo del Programma a tali priorità, condizione questa ritenuta essenziale per la stessaattivazione delle risorse finanziarie (cfr. in particolare l’art.26, § 3, lettera c), del Reg.(CE) 1290/05 e l’art.61del Reg. CE 1974/06).Il modello teorico di riferimento assunto dal QCMV è rappresentato dal “quadro logico degli interventi”,secondo il quale il processo di valutazione, ripercorrendo in forma inversa la logica di programmazione,analizza gli “effetti” degli interventi, articolati in forma gerarchica e in modo speculare agli obiettivi delProgramma, distinguendosi la seguente tipologia: Prodotti (o output) che rappresentano il primo passo versola realizzazione degli obiettivi operativi dell’intervento; Risultati, cioè gli effetti “lordi” diretti ed immediatidegli interventi sui destinatari degli stessi (aziende, persone, specifici territori) in termini di comportamenti,capacità, rendimenti, livelli di salvaguardia ambientale, ecc; Impatti, inerenti ai benefici generati dagliinterventi e dal Programma nel suo insieme sia sui diretti beneficiari, sia sulla popolazione e il territoriocomplessivo di intervento, “al netto” di altri effetti non determinati dal Programma (situazionecontrofattuale) ma comprensivi di quelli indiretti sia desiderati (moltiplicatori, sinergici) sia indesiderati oimprevisti (es. di spiazzamento, di sostituzione).Il Sistema degli Indicatori, comprende pertanto Indicatori di Prodotto, di Risultato e di Impatto, ai quali siaggiungono quelli di “input”, relativi alle risorse finanziarie o di altro tipo assegnate a ciascun livello diintervento e gli Indicatori iniziali (o “baseline”) relativi al contesto (territoriale, settoriale, ecc.) in cui essoviene attuato. Questi ultimi Indicatori, nell’ambito dell’analisi iniziale del PSR hanno costituito la baseinformativa necessaria per l’individuazione dei punti di forza e di debolezza presenti e quindi dei fabbisogni diintervento; nella Valutazione intermedia ed ex-post rappresentano il principale punto di riferimento perl’analisi degli impatti globali.pag. 3


VALUTAZIONE PSR 2007-2013 CAMPANIA: AGGIORNAMENTO RAPPORTO VALUTAZIONE INTERMEDIA 2012In continuità con l’esperienza del precedente periodo di programmazione, seppure con significativedifferenze, il QCMV include inoltre un Questionario di Valutazione avente la funzione di indirizzare in viaprioritaria gli esiti della ricerca valutativa alla risposta ad una serie di domande, inerenti la capacità dellediverse linee di intervento (domande specifiche di Misura) e del Programma nel suo insieme (domande“orizzontali”) di raggiungere gli obiettivi definiti nei Regolamenti e negli Orientamenti Strategici Comunitari.Per la costruzione di un processo valutativo che risulti fattibile, utile ed utilizzabile (soprattutto nellaindividuazione di elementi volti a migliorare l’azione programmatica) è tuttavia necessario “contestualizzare”le domande valutative comuni del QCMV e/o integrarle con altre supplementari, alla luce delle specificità edella portata del PSR, dei suoi contenuti e modalità di attuazione, dei contesti in cui interviene e delfabbisogno conoscitivo (valutativo) espresso dai diversi “stakeholders” del Programma stesso.Nel "Rapporto sulle condizioni di valutabilità" (versione definitiva Settembre 2010) sono stati definiti, per lesingole Misure del PSR, i Criteri e quindi gli Indicatori utilizzabili per la risposta alle corrispondenti Domandedi valutazione definite nel QCMV. Ciò attraverso una procedura di interpretazione e quindi di “scomposizione”dei concetti introdotti dalla Domanda comune (generalmente dotati di un elevato livello di astrazionesemantica) in sottodimensioni (Criteri) e quindi in variabili misurabili (Indicatori). In tale processo, per moltiaspetti suscettibile di adeguamento ed integrazione si individuano pertanto gli elementi “misurabili” con iquali verificare empiricamente, con la Valutazione, l’ipotesi generale presente nella Domanda. Va osservatoche nel passaggio logico dalla Domanda (formulata nel QCMV per un qualsiasi PSR comunitario) ai Criteri equindi agli Indicatori, tra le numerose opzioni teoricamente possibili di scomposizione del concetto generale,si è cercato di selezionare quelle che risultassero più coerenti e compatibili con la “logica di intervento” delPSR, con la tipologia di interventi effettivamente attivata nell’ambito delle diverse Misure, nonché quelle piùfattibili in termini tecnici e proporzionate alle finalità conoscitive della attività di Valutazione.Il primo esito di tale percorso è stato quindi la costruzione di un sistema di indicatori utilizzabile sia per laverifica della “logica di intervento”, sia soprattutto per la risposta alle Domande valutative. In tale sistemasono compresi oltre agli Indicatori comuni definiti nel QCMV degli Indicatori supplementari, con i qualiampliare la base informativa e quindi poter verificare la manifestazione di “effetti” altrimenti non indagabilicon i primi.2.2 Fonti/metodi per la raccolta e l’elaborazione delle informazioniLe informazioni di base utilizzate nella Valutazione in itinere sono state acquisite da fonti e con modalitàdiversificate, in funzione della loro natura e del loro campo di applicazione. Si distinguono due principalitipologie:• raccolta di dati/informazioni di tipo primario, attraverso specifiche attività di indagine svolte direttamentedal gruppo di valutazione mediante interviste a campioni statisticamente rappresentativi di beneficiari;• acquisizione dei dati/informazioni secondari da fonti pre-esistenti: Sistema Informativo regionale, checontiene le informazioni - finanziarie, procedurali e fisiche - afferenti le singole domande difinanziamento; Piani Aziendali presentati dai beneficiari altre fonti ufficiali (statistiche, studi, banche-dati)disponibili a livello nazionale e/o regionale (Eurostat, ISTAT, ISMEA, SINAB, CCIAA, RICA).Per le ragioni già illustrate nel documento iniziale di impostazione metodologica, le due tipologie diacquisizione/raccolta dei dati (illustrate nei seguenti paragrafi) sono entrambe per la costruzione di una baseinformativa adeguate ai fabbisogni della Valutazione.Di seguito, sono illustrate le principali fonti e modalità utilizzate, dal Gruppo di valutazione, per la raccoltadei dati primari e secondari.pag. 4


VALUTAZIONE PSR 2007-2013 CAMPANIA: AGGIORNAMENTO RAPPORTO VALUTAZIONE INTERMEDIA 20122.2.1 Raccolta dei dati primari (indagini dirette)Modalità di acquisizionedei dati primariIndagini (interviste) acampioni rappresentatividi beneficiari delProgramma, con modalità“face to face” otelefonicheRilievi di campo nellearee di intervento“Casi di studio” di singoliinterventiInterviste e confrontocon/tra testimoniprivilegiati/espertiModalità applicative dell’indagineIndagini dirette presso campioni statisticamente rappresentativi deibeneficiari o di aree d’intervento per estrazione casuale da “gruppid’indagine” omogenei per tipologia di intervento. Il campionamento è ditipo stratificato proporzionale ottimaleSopralluoghi e raccolta di dati dendrometrici e di accrescimento dellepiante, in impianti di imboschimento oggetto di sostegno del PSR in“trascinamento” dai precedenti periodiIndagini dirette presso di interventi/beneficiari rappresentativi delletipologie prevalentiInterviste strutturate a singoli testimoni/esperti (funzionari e tecnici dellestrutture pubbliche coinvolte, operatori economici, beneficiari o meno delPiano, esperti e professionisti locali, rappresentanti delle associazioni diproduttori, ecc.)Tecniche di gruppo per l’acquisizione del giudizio di testimoni privilegiati(focus group, NGT, ecc.) con interazione fra i soggetti coinvoltiMisure/Assi111, 112, 113, 121, 122,123311, 312221 (trascinamenti)215, 226214313, 321, 323Asse 4124, 133215Asse 3 – Asse 4 (Qualitàdella Vita)Nell’Allegato VI sono fornite le specifiche tecniche sulla raccolta dei dati primari attraverso le indagine sucampioni rappresentativi dei beneficiari, dettagliando le modalità di costituzione degli stessi. Per quantoriguarda i rilievi di campo (trascinamenti Misura 221), i “casi di studio” nelle Misure 215 e 226 e le varieattività di intervista a testimoni privilegiati ed esperti si rimanda alle rispettive analisi di Misura presentinell’Allegato I.2.2.1.1 Indagini dirette realizzate su campioni rappresentativi di beneficiari, con modalità “face to face”Sono state realizzate indagini dirette con modalità dell’intervista “face to face” su campioni statisticamenterappresentativi di beneficiari del cluster di Misure 112-121, della sola Misura 121 e delle Misura 311 e 312.Questo è stato ritenuto lo strumento di analisi più adeguato per indagare gli effetti di tali Misure, nelle quali iprogetti, pur sostenendo azioni differenti, perseguono prioritariamente obiettivi di crescita economica edoccupazionale.Nonostante che gli orientamenti metodologici di origine comunitaria (cfr. il Working Paper “Monitoringrelatedquestions on Result Indicators-Final”) richiedano che le rilevazioni di parametri economici avvenganoalmeno due anni dopo la conclusione dell’investimento, in modo che gli effetti dello stesso siano “stabili” econsolidati, i ritardi che hanno caratterizzato l’attuazione delle Misure e l’esigenza di acquisire in tempi utiliindicazioni sugli effetti degli interventi, hanno indotto il valutatore, in accordo con la Regione, a ridurre ad unanno il periodo intercorrente tra la conclusione dell’investimento e l’anno contabile al quale riferire il rilievo“ex-post”. Nel caso della Misura 311, inoltre, si è assunto quale universo statistico di riferimento (dal qualeestrarre il campione rappresentativo) l’insieme delle operazioni finanziate al 2010.Le informazioni primarie desunte dalle indagini sono funzionali alla quantificazione di alcuni indicatoriassociati ai diversi obiettivi previsti dalle Misure e più in generale, alla risposta alle domande valutativedefinite dal Manuale del QCMV ed aggiuntive (regionali). Ciò anche attraverso l’acquisizione di elementi ditipo qualitativo basati sulla percezione ed opinione degli intervistati (es. difficoltà incontrate, risultati attesiecc.). Ad esempio, nel caso dei beneficiari dell’Asse 1 (Misure 112 e 121) inerenti all’introduzione di nuovetecnologie e innovazioni, all’accesso al mercato e la relativa quota, al sostegno ad un’attività permanente esostenibile delle aziende agricole, al miglioramento della competitività del settore agricolo.Nelle Misure 311 e 312 dell’Asse 3, oltre ad elementi quantitativi (essenzialmente: presenze turistiche,occupazione, valore aggiunto da attività agricole e da diversificazione) sono stati indagati aspetti di tipopag. 5


VALUTAZIONE PSR 2007-2013 CAMPANIA: AGGIORNAMENTO RAPPORTO VALUTAZIONE INTERMEDIA 20122.2.2 Fonti informative e modalità di acquisizione dei dati secondariSIRSIANFonte informativa Tipo di informazioni e finalità Misure(procedura dello “scaricodifferito” di BD dalportale)Documentazione tecnicoamministrativaBanca dati RICAProgetto MITO 2000(Rete Rurale Nazionale –LIPU)Cartografia regionaleFonti di dati statistici(ISTAT, Eurostat, Istat,Ismea, Sinab, Cciaa,Rica)Dati fisici (indicatori di prodotto e caratteristiche dei beneficiari), procedurali efinanziari delle domande di aiuto (presentate, ammesse e finanziate) e verbalidi istruttoria relativi alle Misure “non a superficie”.Dati fisici (indicatori di prodotto e caratteristiche dei beneficiari), procedurali efinanziari delle domande di aiuto (presentate, ammesse e finanziate) e dipagamento, relative alle Misure “a superficie”.Informazioni sulle caratteristiche tecniche e le finalità degli interventi proposti,finanziati, collaudati, ricavabili dalla documentazione prodotta dalle struttureregionali, dagli Enti territoriali o dal beneficiario nel corso delle fasi tecnicoamministrativeche accompagnano il ciclo dei progetti.Analisi contro fattuale. I dati RICA sono utilizzati per l’individuazione e l’analisidi gruppi di confronto (non beneficiari).Elaborazione di indicatori di contesto relativi ai livelli di produttività eall’utilizzazione dei fattori di produzione.Elaborazione dei dati di monitoraggio dell’avifauna condotti nella regione,finalizzata a verificare correlazioni territoriali significative tra la ricchezza dellespecie e l’estensione delle superfici agricole interessate dagli interventi dell’Asse2.Carta dell'Utilizzazione Agricola del Suolo; Rete Natura 2000 della RegioneCampania Direttiva 92/43/CEE; Parchi, Riserve e Aree Marine Protette RegioneCampania; Zone Vulnerabili ai Nitrati di Origine Agricola (ZVNOA); PAI.Statistiche economiche, sociali, ambientali.Misure “non asuperficie” (Assi1,2,3,4)Misure “a superficie”(Asse 2)Tutte le Misure112, 121211, 212214, 211, 216Asse 2 (tutte lemisure)Tutte le Misure‣ Il Sistema Informativo regionale (SIR)Il SIR archivia l’insieme delle informazioni, finanziarie, “fisiche” e procedurali, derivanti dalla gestione(informatizzata) delle procedure di finanziamento delle singole istanze. In particolare il sistema gestisce l’iterprocedurale delle domande di aiuto, dalla presentazione fino all’emissione del decreto di concessione delcontributo.Grazie ad una fattiva collaborazione tra l’AdG ed il Valutatore è stata implementata una procedura diestrazione periodica dei dati dal SIR, seguita dalla loro sistematizzazione in un DB in Access dal quale sonostate estratte le informazioni necessarie alla realizzazione delle analisi valutative.Le informazioni ricavabili dal SIR sono state utilizzate, in primo luogo, nelle analisi aventi per oggettol’efficacia di criteri di priorità per la selezione degli interventi (cfr. Allegato II). Inoltre, i dati di monitoraggioelementari o le loro diverse aggregazioni hanno rappresentato la base informativa per: calcolare alcuniindicatori del QCMV; implementare gli strumenti di indagine (es. individuazione e stratificazione dell’universoper l’estrazione dei campioni statistici da sottoporre a indagine diretta); valutare i livelli di efficienza(input/output) attraverso confronti interni od esterni al Programma.Inoltre, sono stati utilizzati diversi documenti tecnici ed amministrativi pubblicati sul sito della Regione oforniti dai Responsabili di Misura, relativi alle domande, alle graduatorie e agli interventi programmati efinanziati.pag. 7


VALUTAZIONE PSR 2007-2013 CAMPANIA: AGGIORNAMENTO RAPPORTO VALUTAZIONE INTERMEDIA 2012‣ Il Sistema Informativo Agricolo Nazionale (SIAN)Le Banche Dati estraibili dal portale SIAN (secondo la modalità del cd. “scarico differito” 1 operativa dal 2011)sono di tipo relazionale, interrogabili mediante Microsoft Access ed organizzate in tabelle tematiche declinatein campi (differenziati per le misure “a superficie” e per le misure “non a superficie”) contenenti diverseinformazioni inerenti i dati anagrafici dei beneficiari, l’iter procedurale delle istanze presentate, ilposizionamento nelle graduatorie regionali, gli aspetti economici e amministrativi, la localizzazione delleaziende beneficiarie e l’estensione di varie tipologie di superfici. In ciascuna tabella compare il campo“ID_DOMANDA” riconducibile al numero progressivo assegnato alla singola operazione, il quale consente dicollegare tra loro le diverse tabelle e di interrogare il database realizzando query o maschere.Le BD ricavabili dal SIAN rappresentano, attualmente, la principale fonte dalla quale sono state acquisite leinformazioni minime per le Misure “a superficie” dell’Asse 2, in particolare i dati di superficie disaggregati persingole domanda e particella, necessari alle analisi territoriali, in ambiente GIS.I risultati informativi derivanti dall’estrazione dal SIAN delle Banche date sono stati, preliminarmente alla loroelaborazione, condivisi con le strutture regionali responsabili della attuazione delle Misure.‣ La documentazione tecnico-amministrativa degli interventiAttraverso l’analisi del Piano aziendale è stato possibile ricavare informazioni utili ai fini della determinazionedella situazione “pre-intervento” e della stima della situazione “post-intervento”. Inoltre le informazionicontenute nei Piani Aziendali sono state utilizzate come base documentale per la realizzazione delle indaginidirette, al fine di fornire ai Rilevatori un quadro generale dell’azienda indagata e dettagliarne gli obiettivi delpiano. Inoltre, sono state utilizzate le informazioni ricavate dai formulari di domanda per comprendere gliobiettivi dei progetti e per valorizzare gli indicatori.‣ Le Banche dati RICA-REALe informazioni contenute nelle Banche dati RICA-REA relative alla regione Campania e agli anni 2008 e2009 sono state utilizzate nell’ambito delle specifiche analisi finalizzate a valutare la pertinenza e l’efficaciadelle indennità compensative erogate (Misura 211).I dati della RICA saranno altresì utilizzati nella valutazione degli impatti di tipo economico (1. Crescitaeconomica, 2. Posti di lavoro creati, 3. Produttività del lavoro) e in particolare nella ricostruzione di situazioniaziendali non beneficiarie o “contro fattuali” necessarie per la stima degli effetti netti del Programma intesicome “differenza tra ciò che osserviamo dopo che l’intervento è stato attuato e ciò che avremmo osservato,nello stesso periodo e per gli stessi soggetti, in assenza di intervento”(Martini, 2006). Identificare ilcontributo netto di un determinato intervento è proprio l’obiettivo conoscitivo dell’approccio contro fattuale.I dati disponibili dalla RICA, per la loro utilizzazione nell’analisi contro fattuale, riguardano un sottoinsiemedelle aziende campione, selezionate come “non beneficiarie” attraverso tecniche di matching.Attualmente il Valutatore ha ricevuto la banca dati RICA relativa agli anni 2008 e 2009 ed ha inoltratorichiesta per la banca dati dell’anno 2010. La quantificazione degli effetti netti sarà realizzata non appenasaranno resi disponibili i dati relativi al 2011, anno di riferimento “post intervento” delle aziende costituenti ilcampione interessato dalle indagini dirette.1 I soggetti autorizzati possono acquisire dal SIAN - secondo una procedura automatica di “richiesta” e di successiva “risposta” da partedel Sistema stesso - Banche Dati contenenti informazioni relative al contenuto e all’avanzamento procedurale delle domande di aiuto edi pagamento presentate per le diverse Misure del PSR.pag. 8


VALUTAZIONE PSR 2007-2013 CAMPANIA: AGGIORNAMENTO RAPPORTO VALUTAZIONE INTERMEDIA 2012‣ Altre fonti informativeIl quadro delle fonti dei dati di tipo secondario si completa con le diversificate fonti statistiche ufficiali e non,a carattere generalista (es. Eurostat, ISTAT. CCIAA) o tematico/settoriale (ISMEA Qualivita, SINAB,FederDOC, disciplinari di produzione) inerenti aspetti economici, produttivi ma anche di interesse ambientali(es. consumi di fertilizzanti, fitofarmaci, energetici ecc.).Per la valutazione degli effetti determinati dalla Misura 112 sul ricambio generazionale, sulla riduzionedell’età media degli agricoltori neo-insediati e sulla permanenza in attività sono inoltre utilizzati quale fonte didati secondari gli elenchi e le relative elaborazioni ricavabili presso le C.C.I.A.A.2.2.3 Metodi e strumenti per l’elaborazione delle informazioni, la quantificazione degliindicatori e la risposta ai quesiti valutativiI dati quantitativi e le informazioni qualitative acquisite attraverso i metodi e gli strumenti prima descritti(fase di “Osservazione” del processo valutativo) hanno costituito la base conoscitiva in funzione della quale siè sviluppata la fase propriamente di “Analisi” del processo, comprendente la quantificazione degli Indicatori(comuni e supplementari) e finalizzata alla risposta ai quesiti valutativi e quindi alla formulazione del giudizio.I metodi e strumenti utilizzati sono descritti, nel dettaglio, nei successivi capitoli 3 (risultati) e 4 (impatti) delrapporto, nonché nell’Allegato II per ciò che riguarda gli impatti ambientali. In generale tali metodi possonoessere aggregati secondo la seguente tipologia:• metodi di analisi statistica dei dati primari e secondari raccolti, attraverso i quali confrontare i valori degliIndicatori calcolati per i beneficiari/interventi del PSR e i valori degli analoghi Indicatori calcolati o stimatinelle situazione “senza intervento” (“contro fattuale”) o nel contesto regionale di riferimento, nonché ilconfronto tra il valore raggiunto dagli Indicatori e il loro “valore-obiettivo” definito nel PSR;• analisi territoriali basate sull’uso del GIS (Geographic Information System) particolarmente utilizzate nelleanalisi sugli effetti ambientali;• tecniche di analisi basate sul confronto tra esperti (Es. “Focus Group”) finalizzate alla interpretazione deidati e alla acquisizioni di aspetti qualitativi;• modelli di simulazione per la valutazione degli impatti ambientali, in particolare per la stima dellariduzione della erosione del suolo a seguito delle azioni agroambientali e di imboschimento.pag. 9


VALUTAZIONE PSR 2007-2013 CAMPANIA: AGGIORNAMENTO RAPPORTO VALUTAZIONE INTERMEDIA 2012Inoltre tra i formati con successo, il 69,7% ha frequentato esclusivamente corsi realizzati dal STAPA, il28,7% solo corsi realizzati da altri Enti di Formazione e l’1,7% sia corsi realizzati da STAPA che da altri Enti.R2. Aumento del valore aggiunto lordo nelle aziende beneficiarieL’indicatore R2 Misura l’evoluzione complessiva del valore aggiunto lordo delle aziende agricole,agroalimentari e forestali beneficiarie del sostegno.L’incremento del valore aggiunto lordo (Δ GVA) è misurato, in linea con le indicazioni del QCMV, sottraendoal Valore aggiunto lordo realizzato dal beneficiario (azienda agricola, azienda forestale, impresaagroalimentare) negli anni successivi al completamento dell’intervento (GVA post) il Valore aggiunto lordodello stesso beneficiario negli anni precedenti la realizzazione dell’intervento (GVA ante).Δ GVA = GVA post – GVA anteIl documento di lavoro finale “Monitoring-related questions re. result indicators” presentato dallaCommissione europea (DG AGRI G1) al IV incontro del gruppo degli esperti sulla valutazione della politica disviluppo rurale (Rete europea sulla valutazione, 15 marzo 2010) chiarisce alcune questioni critiche su diversiaspetti della quantificazione degli indicatori di risultato e in particolare la frequenza di registrazionedell’indicatore R2. Lo schema proposto nel documento di lavoro della CE prevede almeno due misurazioni delvalore aggiunto lordo, nell’anno precedente l’intervento e due anni dopo la sua realizzazione.La principale criticità di applicazione dello schema proposto è legata ai tempi di realizzazione degli interventi,che è avvenuta a partire dal 2010, e quindi alla tempistica di rilevazione delle informazioni per laquantificazione dell’indicatore di risultato che potrebbe avvenire non prima del 2013, successivamente allaconsegna della Relazione di aggiornamento della valutazione intermedia (2012). Per tale motivo si èconcordato di anticipare la rilevazione delle informazioni con riferimento al primo anno successivo alcompletamento degli interventi (anno d’indagine), come illustrato nello schema seguente.Rilevazione dell’indicatore R2 Accrescimento del valore aggiunto lordo (Δ GVA)Aziende 2008 2009 2010 2011 2012 2013 2014 2015ABCDSommaΔ GVAGVA anteCompletamentodegli interventiGVA anteAnno d’indagineGVA postCompletamentodegli interventiGVA anteΔ GVA AAnno dirilevazioneAnno d’indagineGVA postCompletamentodegli interventiGVA anteΔ GVA AΔ GVA BAnno dirilevazioneAnno d’indagineGVA postCompletamentodegli interventiΔ GVA AΔ GVA BΔ GVA CAnno dirilevazioneAnno d’indagineGVA postΔ GVA AΔ GVA BΔ GVA CΔ GVA DAnno dirilevazioneMisurazionedegli effetti nettie valutazionedegli impattipag. 11


VALUTAZIONE PSR 2007-2013 CAMPANIA: AGGIORNAMENTO RAPPORTO VALUTAZIONE INTERMEDIA 2012Il Valore aggiunto lordo è determinato, in linea con le indicazioni del manuale del QCMV (Nota diorientamento I 2 , sottraendo dal valore della produzione i consumi intermedi:GVA = Σ Valore della produzione – Σ Consumi intermediLe voci di bilancio sono differenziate per tipologia di beneficiario (azienda agricola, azienda forestale,impresa agroalimentare). In linea generale, per le aziende agricole e forestali si utilizza lo schema di bilancioadottato dal piano di sviluppo aziendale e/o dalla RICA. Per le imprese agroindustriali e le ditte boschive, ilcalcolo del valore aggiunto lordo scaturisce dalla riclassificazione delle poste del conto economico desuntedai bilanci depositati presso le CCIAA e resi disponibili dalle imprese.Considerando lo stato di avanzamento delle Misure potenzialmente interessate, nell’anno 2011 è statarealizzata un’indagine presso un campione di n. 53 aziende beneficiarie della Misura 121 che hanno conclusogli interventi al 31/12/2010. Nelle 53 aziende agricole sono comprese n. 14 aziende agricole che hannobeneficiato della Misura 121 all’interno del cluster di Misure 112-121. L’universo di riferimento è relativo a n.522 aziende agricole (di cui 149 finanziate all’interno del cluster 112-121) e a 36.583.542 euro diinvestimenti. La ricostruzione del conto economico ha come anno di riferimento pre intervento il 2008 ecome anno di riferimento post intervento il 2011. A riguardo, si precisa che per la quantificazionedell’indicatore relativo alla Misura 112 è stata considerata la quota parte dell’incremento complessivo divalore aggiunto lordo attribuibile al premio di insediamento, sulla base dell’incidenza del premio sul volumetotale d’investimento del piano di sviluppo aziendale.L’incremento di valore aggiunto attribuibile ai premi erogati a valere sulla Misura 112 è pari 284.161 euroche rappresentano il 6% del valore obiettivo stimato. L’indice di efficienza della spesa sostenuta per il premiodi primo insediamento è piuttosto contenuta se paragonato con la previsione fatta in ex ante.Tale risultato è presumibilmente attribuibile alle modeste dimensioni fisiche ed economiche di tali aziende edal fatto che è stato rilevato quale anno contabile post investimento il 2011, cioè l’anno contabile successivoalla conclusione degli interventi; trattandosi di nuove aziende queste si trovano probabilmente in una fase di“startup” e necessitano di un lasso di tempo superiore per poter manifestare appieno gli effetti degliinvestimenti realizzati. Va comunque rilevato che trattandosi di aziende di ridotte dimensioni economiche ivalori percentuali di incremento di Valore Aggiunto raggiungono buoni livelli (+29%).L’incremento di valore aggiunto determinato dall’attuazione della Misura 121 (sia in modalità singola che inmodalità cluster è pari a 4.335.376 euro che rappresentano il 6% del valore target. L’efficienza degliinvestimenti realizzati con la Misura 121 è inferiore alle previsioni effettuate in ex ante soprattutto perquanto attiene gli interventi realizzati in modalità cluster. Tale risultato, al di sotto delle aspettative, èattribuibile alle ridotte dimensioni fisiche (Superficie Agricola Utilizzata – SAU media 17,6 ettari) edeconomiche (Produzione Lorda Vendibile – PLV media 40.728 euro delle aziende interessate Si sottolineainoltre che si tratta delle aziende che hanno concluso per prime gli interventi e presentano una dimensionefinanziaria dell’investimento più contenuta rispetto al totale delle aziende finanziate e con interventiprevalentemente dedicati all’acquisto di macchinari.R3. Numero di aziende che hanno introdotto nuovi prodotti e/o nuove tecnicheL’indicatore misura la diffusione delle innovazioni di processo e di prodotto nelle imprese agricole,agroindustriali e forestali beneficiarie del sostegno. A seconda della finalità, gli investimenti innovativi delleimprese sono distinti in:a) Innovazione/diversificazione di prodotto: a tale categoria fanno riferimento gli investimenti per larealizzazione di nuovi prodotti (anche trasformati), la riconversione varietale ovvero la certificazione diqualità delle produzioni aziendali.b) Innovazioni di processo: a tale categoria fanno riferimento gli investimenti per l’introduzione di nuovetecnologie, di macchine innovative, dell’e-commerce, ecc..Le Misure del PSR interessate sono: la Misura 121 – Ammodernamento delle aziende agricole, la Misura 122– Valorizzazione economica delle foreste, la Misura 123 – Accrescimento del valore aggiunto dei prodotti2 Si fa riferimento alla modifica della Nota di orientamento proposta nel documento di lavoro della CE “Definitions (measurement) of theCMEF Gross Value Added indicators” discusso nell’ambito del Comitato per lo Sviluppo rurale del 19 luglio 2009.pag. 12


VALUTAZIONE PSR 2007-2013 CAMPANIA: AGGIORNAMENTO RAPPORTO VALUTAZIONE INTERMEDIA 2012territoriali, per orientare la riconversione delle aree tabacchicole e promuovere l’efficienza e la competitivitàdi filiere alternative a quella del tabacco.Complessivamente, in seguito alla pubblicazione di 2 bandi ordinari (2009 e 2010) e del bando Health Checkdel 2010 (nel 2011 è stato pubblicato un ulteriore Bando Health Check ma, in seguito all’approvazione dellegraduatorie provvisorie non è stata ad oggi decretata l’ammissibilità) attualmente risultano ammesse afinanziamento 31 iniziative progettuali.Trattandosi di progetti di natura pre-competitiva, gli impatti sul valore aggiunto potrebbero essere anchenulli. La sperimentazione oggetto della misura, in effetti, saggia esclusivamente le opportunità di sviluppoproduttivo o di processo, arrivando alla sperimentazione e alla fattibilità. Tale fattibilità può esserecompromessa da valutazioni di mancata opportunità economica nella realizzazione su larga scala dei prodottirealizzati o dei processi sperimentati. Per questo si rimanda tale valutazione ad una fase successiva, inseguito alla chiusura dei progetti. Attualmente nessuna delle operazioni risulta conclusa, per cui lavalorizzazione dell’indicatore è stata fatta sulla base dell’analisi documentale e attraverso l’acquisizione diinformazioni da fonti secondarie.Le iniziative ammesse sono orientate all’innovazione tecnologica, come indicato nelle procedure di selezionepreviste per la misura. Gli interventi riguardano, prevalentemente, le innovazioni di processo (53%). Nel37% dei casi le operazioni sovvenzionate dalla misura 124 hanno come oggetto lo sviluppo congiunto diinnovazioni di prodotto e di processo. A queste fanno seguito le innovazioni di prodotto tout court (10%),con il miglioramento delle caratteristiche dei prodotti o lo sviluppo di produzione di nuova concezione per imercati. Si tratta di sole 3 iniziative.Prevale il settore lattiero caseario (17% delle iniziativa) anche in virtù della destinazione di riserve specifichenell’ambito del bando Health Check dedicato alla filiera. Seguono il vitivinicolo (10%), l’energetico-biomasse(10%) e poi gli interventi relativi all’ortofrutta (7%) e al risparmio idrico (7%).Attualmente per la misura 124 non è possibile quantificare puntualmente l’indicatore relativo al “Numero diimprese che hanno introdotto nuovi prodotti e nuove tecniche”. Attualmente risultano coinvolte nellesperimentazioni 82 imprese del settore primario (il 6% rispetto all’obiettivo di fine periodo). Trattandosi diattività in itinere, soggette, altresì a modifiche in corso e ad evoluzioni legate all’oggetto dellesperimentazioni si rimanda ad una fase successiva, di approfondimento sui risultati e sulle dinamiche,l’analisi del numero di imprese effettivamente partecipanti ad ogni segmento delle filiere interessate. Aquesta stregua è prevista ex post una rilevazione diretta presso i capofila, successivamente alla chiusuradelle iniziative progettuali.R4 - Valore della produzione agricola soggetta a marchi/norme di qualità riconosciuti.Contribuiscono all’ottenimento dell’indicatore di risultato le misure 132 – “Sostegno agli agricoltori chepartecipano ai sistemi di qualit ” e 133 – “”. Le misure contengonol’elenco dettagliato dei prodotti regionali riconosciuti dai sistemi qualità comunitari e nazionali che possonobeneficiare degli aiuti.Per quanto concerne il livello di partecipazione alla misura 132, al 31.12.2011 risultano finanziate 15domande di aiuto. Il dato evidenzia un livello di adesione limitato, con un’efficacia del 6,9% rispettoall’obiettivo di fine periodo (216 adesioni) e benché la regione Campania abbia una tradizione produttivadove le certificazioni DOP-IGP o DOC sono consolidate, la partecipazione a sistemi diversi dal biologico èminima (una domanda).La distribuzione geografica degli interventi evidenzia una concentrazione sulla provincia di Salerno da cuiprovengono 13 domande su 15 (86%). Altre due domande si riferiscono, rispettivamente, alle provincie diNapoli e di Benevento. Ad eccezione di una delle domande relativa all’adesione al sistema di qualità Limonedi Sorrento IGP, le altre riguardano esclusivamente l’adesione ai sistemi di certificazione biologico. Il valoredella produzione delle imprese aderenti, relativa a tale sistema, da quanto risulta dichiarato in domanda diaiuto è 354.550 euro.pag. 14


VALUTAZIONE PSR 2007-2013 CAMPANIA: AGGIORNAMENTO RAPPORTO VALUTAZIONE INTERMEDIA 2012Complessivamente, per quanto attiene le domande ammesse sulla Misura 132, sulla base dei dati di fatturatodichiarati in domanda dai beneficiari, il valore della produzione agricola soggetta a marchi/noriconosciuti è 373.211 euro. Si tratta di un valore distante (9,5%) dal target di riferimento relativo allaMisura 132 pari a 3.944,000 euro.Relativamente alla misura 133, sono 3 le azioni sovvenzionate al dicembre 2011. Si tratta di un progettorelativo alla Mozzarella di Bufala Campana DOP, un progetto relativo alle produzioni biologiche e uno relativoal Provolone del Monaco DOP.Oltre a questi interventi è prevista l’approvazione di altre 11 iniziative relative alla Progettazione Integrata diFiliera (DOP Pomodoro San Marzano e Olio Colline Salernitane, IGP Melannurca Campana e Vitellone Biancodell’Appennino, DOC Aglianico del Taburno e ad interventi per la promozione delle produzioni biologiche)che, alla data considerata, viste le complessità procedurali dell’approccio PIF, non risultano ancora ammesse.Considerate le sole domande ammesse si registra un’efficacia attuativa pari al 15%. Se si considerasseroanche le 11 operazioni previste nei PIF l’efficacia arriverebbe al 70%. Su questo elemento incide il complessosistema attuativo dei PIF e la tempistica dilatata nell’attuazione degli stessi.Per quanto concerne la valorizzazione dell’indicatore di risultato, i dati rilevati da ISMEA nel 2010 presso iConsorzi di Tutela evidenziano per la Mozzarella di Bufala Campana DOP un fatturato di 289.701.680 euro,con un incremento dell’11% tra il 2009 e il 2010.Rispetto alla mozzarella di Bufala Campana DOP, il Provolone del Monaco rappresenta un prodotto di nicchia,con un fatturato di circa 720.000 euro e una produzione complessiva di circa 40 tonnellate annue.La stima del fatturato complessivo di tutte le produzioni biologiche regionali è pari a circa 45.736.000 euro.Il dato relativo al valore del fatturato all’origine delle produzioni DOP-IGP non ancora ammesse, perchéricadenti nella progettazione integrata, è di 45.599.730 euro. Tali produzioni, fatta eccezione per il VitelloneBianco che registra una contrazione del fatturato all’origine del -2%, registrano degli incrementi sostanzialidei fatturati all’origine dal 2009 al 2010 (+49% per la melannurca, +23% per la DOP olearia CollineSalernitane e +82% per il Pomodoro San Marzano). Nel complesso il valore delle produzioni DOP-IGPsoggette alla misura raggiungere un valore di 335.301.410 euro.La DOC Aglianico del Taburno ha registrato nel 2009, sulla base dei dati FederDOC, una produzione di 5.058hl con un fatturato alla produzione di circa 1.011.000 euro.L’indicatore di risultato R.3, in questo caso, è dato dal valore della produzione agricola soggetta amarchi/norme di qualità riconosciuti aderenti alla misura 133.Tale valore è di 336.157.680 euro considerando solamente le produzioni già ammesse a finanziamento epotrebbe raggiungere i 382.048.410 euro se si considerassero anche le produzioni relative agli interventi PIF.E’ evidente come il valore sia nettamente superiore al target di riferimento e con un’incidenza dellaMozzarella di Bufala pari all’86% del valore complessivo valorizzato.pag. 15


VALUTAZIONE PSR 2007-2013 CAMPANIA: AGGIORNAMENTO RAPPORTO VALUTAZIONE INTERMEDIA 20123.2 Asse 2 - Miglioramento dell’ambiente e dello spazio ruraleR6 Superficie soggetta a una gestione efficace del territorio che ha contribuito con successo ….Con riferimento agli interventi programmati nell’ambito dell’Asse 2 il QCMV propone l’indicatore di Risultatocomune n.6, così definito:“superficie soggetta a una gestione efficace del territorio che ha contribuito con successo:6.a) alla biodiversità e salvaguardia di habitat agricoli e forestali di alto pregio naturale;6.b) a migliorare la qualità dell’acqua;6.c) ad attenuare i cambiamenti climatici;6.d) a migliorare la qualità del suolo;6.e) a evitare la marginalizzazione e l’abbandono delle terre”.L’indicatore comune esprime i risultati del Programma in termini di estensione della superficie agricola oforestale sottoposta, a seguito degli impegni o interventi oggetto di sostegno nell'ambito delle misuredell’Asse, ad una gestione ritenuta favorevole (efficace) rispetto alle finalità definite nell’indicatore stesso.Queste ultime in larga misura corrispondono agli obiettivi specifici/prioritari assegnati alle misure dell’Asse 2nel PSR della Regione Campania (rev. 5 del 2011).Asse 2Obiettivi prioritari PSN – PSRConservazione della biodiversità e del paesaggio agrario etutela e diffusione dei sistemi agroforestali ad alto valorenaturalisticoTutela qualitativa e quantitativa delle risorse idrichesuperficiali e profondeRiduzione dei gas serraTutela del territorioObiettivi specificiAdozione di tecniche produttive biologiche o a bassoimpatto ambientaleImboschimento di terreni agricoli e nonConservazione e valorizzazione di habitat e paesaggio esviluppo di corridoi ecologiciValorizzazione della Rete Natura 2000Sostegno a pratiche agronomiche compatibili con laconservazione qualitativa della risorsa idrica e/ofinalizzate al risparmio idricoGestione forestale attivaSostegno a pratiche agronomiche e zootecnichefinalizzate al contenimento delle emissioni gassoseSviluppo di energie rinnovabili e di materie prime per lafiliera bioenergeticaInvestimenti non produttivi mirati alla valorizzazione delpaesaggio ed alla produzione di beni di pubblica utilitàProtezione del suolo dall’erosione e da dissestiidrogeologiciMantenimento e incremento della sostanza organicaRicostruzione del potenziale forestale e interventipreventiviPrevenzione della contaminazione dei suoliSi evidenziano alcuni aspetti caratterizzanti l’Indicatore, dei quali è necessario tener conto nella suaquantificazione e nel suo uso a fini valutativi:l’unità di misura utilizzata (ettari di superficie) e il suo riferirsi al concetto di "gestione del territorio"rendono l'indicatore particolarmente idoneo per la valutazione dei risultati delle misure 211, 212, 214, e225 le quali prevedono, infatti, l’assunzione di impegni di tipo tecnico-gestionale riferiti (così come irelativi pagamenti) alla superficie agricola o forestale; in altri termini, per queste Misure vi è una direttacorrispondenza tra natura dell'intervento finanziato, la modalità di misurazione in termini realizzativi e lavariabile usata dall'indicatore per la stima dei risultati dell'intervento stesso ("superficie soggetta ad unagestione favorevole a...."). In questa stessa tipologia possono essere ricondotte anche gliimboschimenti (Misure 221, 223) e gli investimenti non produttivi (Misura 216) I quali favoriscono tipi diuso del territorio potenzialmente favorevoli rispetto agli obiettivi ambientali e esprimibili anche in questocaso in termini di superficie;pag. 16


VALUTAZIONE PSR 2007-2013 CAMPANIA: AGGIORNAMENTO RAPPORTO VALUTAZIONE INTERMEDIA 2012come di seguito illustrato, una singola Misura può determinare pratiche o forme di gestione del territorioche contribuiscono a più di un obiettivo definito dall’Indicatore; pertanto i cinque valori assoluti totali(espressi in ettari) in cui esso si scompone si riferiscono a superfici fisiche almeno in parte coincidenti equindi non sommabili tra loro; ciascuno dei cinque valori totali dell'Indicatore R6 rappresenta quindi un"sub-indicatore" che esprime il contributo dell’Asse all’obiettivo specifico rispetto al quale è statocalcolato;in forma analoga, più Misure/Azioni possono concorrere al raggiungimento di uno stesso obiettivo edintervenire sulla medesima superficie fisica agricola o forestale; tale “sovrapposizione” si verifica, inparticolare, tra la Misura 214 e le Misure 211 e 212; pertanto nel calcolo dell’indicatore di Risultato alivello di Asse si rende necessario, per evitare impropri “doppi conteggi”, confrontare le rispettive BD diMisura e considerare solo una volta il valore delle superfici oggetto di sostegno da parte delle Misure.Modalità di calcolo dell’indicatore R6I cinque valori di superficie dell’indicatore sono il “prodotto” di due più specifici elementi di analisi e giudizio:a. il primo, di natura quantitativa, è l’estensione delle superfici agricole o forestali interessate dalle diverseMisure/Azioni dell’Asse, di seguito indicate con l’acronimo SOI (superficie oggetto d’impegno ointervento);b. il secondo, derivante da una valutazione di tipo qualitativa, è la tipologia di effetti generati dallaattuazione delle diverse Misure/Azioni nell’unità di superficie, giudicati coerenti (in rapporto di causalità)con uno o più degli “obiettivi” definiti nell’Indicatore.Il processo si conclude con la quantificazione dei cinque valori totali dell’Indicatore (“sub-indicatori”)attraverso la sommatoria delle SOI delle Misure/Azioni (calcolate nel precedente punto a) attribuite ai singoliobiettivi (in base alla analisi di causalità cui al precedente punto b).Di seguito viene trattato lo sviluppo delle due fasi preliminari, alle quali segue l’illustrazione e l’analisi deivalori effettivi raggiunti dall’indicatore entro il 2011.Per le Misure a “superficie” (211, 212, 214, 221, 223, 225) la variabile considerata è la superficiecomplessiva oggetto di impegno (SOI) relativa all’annualità 2011, escludendo i possibili “doppi conteggi” tra idiversi anni e nell’ambito della stessa Misura. La principale fonte informativa è la banca estratta medianteprocedura di “scarico differito” dal Sistema Informativo Agricolo Nazionale (SIAN).Per la Misure “ad investimento” (216, 226, 227) la principale fonte impiegata per la definizione delle superficioggetto di intervento deriva dal Sistema Informativo centralizzato Regionale (SIR) che ha permessol’acquisizione della documentazione tecnica allegata alle domande di aiuto/pagamento (formulari) e deiverbali di istruttoria.Nel caso delle misure “miste” (221, 223) e “a investimento” (216, 226, 227) sono state considerate ledomande e le relative superfici finanziate nelle diverse annualità a partire dal 2008 fino al 2011. Per itrascinamenti della Misura 221 (ex Reg. 1609/89, ex Reg. 2080/92, ex Reg. 1257/99) seguendo le indicazionidella Commissione europea è stata selezionata l’annualità più consistente in termini di superficie coinvolta(SOI), nel caso di specie l’annualità 2010.Non è stata infine considerata, ai fini del calcolo del presente indicatore, la Misura 215 (benessere animale)nella quale l’impegno è riferito (ed economicamente quantificato) non in base ad una superficie bensì alnumero di UBA.pag. 17


VALUTAZIONE PSR 2007-2013 CAMPANIA: AGGIORNAMENTO RAPPORTO VALUTAZIONE INTERMEDIA 2012Superficie oggetto di impegno o intervento (SOI) per Misure/Azioni – situazione dicembre 2011. Valori inettari.Misure SOI tot (ha) Azioni SOI (ha)211 - Indennità a favore degliagricoltori nelle zone montane212 - Indennità a favore degliagricoltori delle zonecaratterizzate da svantagginaturali, diverse dalle zonemontane214 - Pagamenti agroambientali 103.026160.344 160.34424.040 24.040A - Agricoltura integrata 44.152B - Agricoltura biologica 11.925C - Mantenimento sostanza organica 560D - Azioni extra Buone Condizioni Agronomiche Ambientali 46.278E - Allevamento di specie animali locali in via di estinzione -F1 - Allevamento di specie vegetali autoctone in via di estinzione 63G - Conservazione di ceppi centenari di vite 48216 - Sostegno agli investimentinon produttivi221 - Imboschimento di terreniagricoli223 - Imboschimento di superficinon agricole225 - Pagamenti per interventisilvoambientali226 - Ricostituzione del potenzialeforestale e interventi preventivi4576.03352942.733183.873227 - Investimenti non produttivi 1.277A – Impianto o ripristino di siepi, filari, boschetti 38B- Ripristino e ampliamento di muretti a secco, terrazzamenti eciglionamenti preesistentiA - Costituzione di boschi naturaliformi 102B - Imboschimento a ciclo lungo 269C - Imboschimenti a ciclo breve 18D - Imboschimento a ciclo breve da biomassa 15Trascinamenti (1698/89; 2080/92; H) 5.629A - Costituzione di boschi naturaliformi 1B - Imboschimento a ciclo lungo 528A – Gestione di boschi verso una accentuata naturalizzazionen.d.B – Mantenimento di habitat per la conservazione delle specien.d.A - Rimboschimento aree danneggiate 170B - Sostituzione imboschimenti a specie alloctone infiammabili 946C - Attrezzature monitoraggio incendi e comunicazione 37.249D - Infrastrutture protettive e mezzi antincendio 144.834E - Sistemazioni idraulico-forestali 674A - Recupero ecosistemi di pregio degradati 32B - Fruizione turistico-ricreativa 1.245419Individuazione dei legami di causalità tra le Misure/Azioni e gli obiettivi definiti nell’Indicatore R6E’ questa la fase del processo di maggiore complessità e rilevanza valutativa, basata sulla analisi degli effettideterminati dagli impegni gestionali assunti (pratiche e tecniche di conduzione dei terreni agricoli o forestali)o dagli interventi realizzati dai beneficiari delle diverse Misure/Azioni. Sono questi gli elementi centrali delprocesso logico che ricostruisce i “legami (o catene) di causalità” tra queste ultime e gli obiettivi definitinell'Indicatore, come schematicamente di seguito illustrato.L'adesione allaMisura/SottoMisura comportal'attuazione da parte delbeneficiario di ......Obiettivoprevisto dall'Indicatore R6Impegni/interventiche potenzialmente determinano.......Effetti specifici (risultati)coerenti con il raggiungimento di(almeno) un ....pag. 18


VALUTAZIONE PSR 2007-2013 CAMPANIA: AGGIORNAMENTO RAPPORTO VALUTAZIONE INTERMEDIA 2012Nel seguente quadro sinottico sono in sintesi illustrati i risultati di tale processo: per ciascuna Misura/Azionedell’Asse 2 sono enunciati gli effetti specifici (derivanti dagli impegni o interventi oggetto di sostegno) ingrado di contribuire al raggiungimento di uno o più obiettivi definiti nell’Indicatore.Nelle seguenti Tabelle A e B sono riportati - rispettivamente in dettaglio e quindi in sintesi - i risultati delprocesso di quantificazione dell’Indicatore R6 (totali di colonna).Data la sostanziale omogeneità per finalità e forme di sostegno attivate tra le Misure 211 e 212, si è scelto dieffettuare nell’indicatore di risultato R6, un’analisi valutativa unitaria delle due misure.La sommatoria per obiettivi esclude i “doppi conteggi” derivanti dalla presenza, sulla stessa superficie fisica,di impegni o interventi relativi a diverse misure o azioni, come si verifica tra la Misura 214 e le Misure 211,212. In questo caso, le superfici interessate contemporaneamente dalle due misure (e individuate attraversol’incrocio dei dati catastali ricavati dalle BD) sono state assegnate alla sola Misura 214. Pertanto la superficieoggetto di impegno o intervento (SOI) delle Misure 211/212 considerate ai fini del calcolo dell’Indicatore R6(sub indicatore R6.a) risultano inferiori (104.599 ettari) rispetto a quelle oggetto di sostegno attraversol’indennità (184.384 ettari). Tale riduzione è di 91.900 ettari per la Misura 211 e di 160.300 ettari per laMisura 212.I valori ottenuti sono confrontati (Tab. B) con i rispettivi valori target ricavandone degli indici di efficacia cheesprimono la capacità dell’insieme delle operazioni promosse nell’ambito dell’Asse 2 di rispondere ai rispettiviobiettivi fissati in ex ante.pag. 19


VALUTAZIONE PSR 2007-2013 CAMPANIA: AGGIORNAMENTO RAPPORTO VALUTAZIONE INTERMEDIA 2012Quadro sinottico di correlazione tra Misure/Azioni dell’Asse 2 e Indicatore comune di Risultato n.6Indicatore R6: Superficie soggetta a una gestione efficace del territorio, che ha contribuito con successo:MISURE211AZIONIa) alla biodiversità e alla salvaguardiadi habitat agricoli e forestali di altopregio naturaleSalvaguardia di aree seminaturali e dihabitat agricoli (prati e pascoli)favorevoli alla fauna selvatica e allaflora spontanea.b) a migliorare la qualitàdell’acquac) ad attenuare icambiamenti climaticid) a migliorare la qualitàdel suoloe) a evitare lamarginalizzazione el’abbandono delle terreMantenimento di attivitàagricole (zootecniaestensiva) in aree montane.212A - Agricoltura integrataSalvaguardia di aree seminaturali e dihabitat agricoli (prati e pascoli)favorevoli alla fauna selvatica e allaflora spontanea.Riduzione dei livelli diimpiego di macronutrienti(azoto e fosforo) e pesticidie del loro dilavamento opercolazione nel suolo.Riduzione delle emissioni diGHG (protossido di azoto)da fertilizzanti di sintesichimica.Mantenimento di attivitàagricole (zootecniaestensiva) in areesvantaggiate diverse daaree montane.214B - Agricoltura biologicaC - Mantenimento sostanza organicaD - Azioni extra Buone CondizioniAgronomiche AmbientaliF1 - Allevamento di specie vegetaliautoctone in via di estinzioneG - Conservazione di ceppi centenari diviteAumento della complessitàecosistemica (aumento del “mosaicocolturale”) degli ambienti agricoli.Non utilizzo di fitofarmaci tossici abeneficio della fauna selvatica.Aumento della complessitàecosistemica (aumento del “mosaicocolturale”) degli ambienti agricoliNon utilizzo di fitofarmaci tossici abeneficio della fauna selvatica.Aumento della complessitàecosistemica (aumento del “mosaicocolturale”) degli ambienti agricoli.Salvaguardia e modalità diutilizzazione di aree seminaturali e dihabitat agricoli.Riduzione dei livelli diimpiego di macronutrienti(azoto e fosforo) e pesticidie del loro dilavamento opercolazione nel suolo.Conservazione/aumento dellostoccaggio di carbonio nelsuolo.Eliminazione di emissioni diGHG da fertilizzanti di sintesichimica.Conservazione/aumento dellostoccaggio di carbonio nelsuolo.Riduzione dell’erosionesuperficiale del suolo emantenimento/aumentodel suo contenuto insostanza organica.Mantenimento/aumentodel suo contenuto insostanza organica.Miglioramento dellastruttura con riduzione deifenomeni erosivi.Riduzione dell’erosionesuperficiale del suolo o delsuo contenuto in sostanzaorganica.pag. 20


VALUTAZIONE PSR 2007-2013 CAMPANIA: AGGIORNAMENTO RAPPORTO VALUTAZIONE INTERMEDIA 2012MISURE216221223225226227AZIONIA - Impianto o ripristino di siepi, filari,boschettiB - Ripristino e ampliamento di muretti asecco, terrazzamenti, ciglionamentipreesistentiA - Costituzione di boschi naturali formiB - Imboschimento a ciclo lungoTrascinamenti (1698/89; 2080/92; H)C - Imboschimenti a ciclo breveD - Imboschimento a ciclo breve dabiomassaA - Costituzione di boschi naturali formiB - Imboschimento a ciclo lungoA – Gestione di boschi verso unaaccentuata naturalizzazioneB – Mantenimento di habitat per laconservazione di specie animaliA - Rimboschimento aree danneggiateB - Sostituzione imboschimenti a speciealloctone infiammabiliC - Attrezzature monitoraggio incendi ecomunicazioneD - Infrastrutture protettive e mezziantincendioE - Sistemazioni idraulico-forestaliA - Recupero ecosistemi di pregiodegradatiB - Fruizione turistico-ricreativaa) alla biodiversità e alla salvaguardiadi habitat agricoli e forestali di altopregio naturaleSalvaguardia di elementi naturali eseminaturali e modalità diutilizzazione di habitat agricolifavorevoli alla fauna selvatica e allaflora spontanea.Salvaguardia di elementi naturali eseminaturali e di habitat agricolifavorevoli alla fauna selvatica e allaflora spontanea.Ricostituzione di ambienti naturali.Ampliamento della Rete ecologicaregionale.Ricostituzione di ambienti naturali.Ripristino di habitat e dellabiodiversità ad essi collegata.Ripristino di habitat e dellabiodiversità ad essi collegata.Ripristino e salvaguardia di habitat edella biodiversità ad essi collegata.Indicatore R6: Superficie soggetta a una gestione efficace del territorio, che ha contribuito con successo:b) a migliorare la qualitàdell’acquaRiduzione del dilavamento opercolazione nel suolo dimacronutrienti e pesticidi.Diminuzione degli apporti difertilizzanti e fitofarmaci.Abbattimento dei nutrienti ineccesso.c) ad attenuare icambiamenti climaticiC-sink nella biomassalegnosa. Riduzione delleemissioni di GHG dovute alleattività agricole.Assorbimento e stoccaggiodel C nella biomassa legnosa.Assorbimento e stoccaggiodel C nella biomassa legnosa.Ricostituzione di boschi econseguente recupero dellafunzione di stoccaggio ecarbonio nella biomassalegnosa.Prevenzione delle emissioni diGHG dovute agli incendi.d) a migliorare la qualitàdel suoloRiduzione dell’erosionesuperficiale del suolo emiglioramento dellastruttura.Riduzione dell’erosionesuperficiale del suolo emiglioramento dellastruttura.Contenimento dellaerosione superficiale.Regimazione delle acquesuperficiali e profonde.Contenimento dellaerosione superficiale.Ripristino della funzione diprevenzione di fenomeni diinstabilità idrogeologica.Prevenzione di fenomeni diinstabilità idrogeologica.Prevenzione di fenomeni diinstabilità idrogeologica.e) a evitare lamarginalizzazione el’abbandono delle terreRecupero di pratichesilvicole tradizionali epresidio del territorioDiversificazioni delle attivitàsilvicole e presidio delterritorio.Migliorare la fruibilità e l’usomultifunzionale delle risorseforestali.pag. 21


VALUTAZIONE PSR 2007-2013 CAMPANIA: AGGIORNAMENTO RAPPORTO VALUTAZIONE INTERMEDIA 2012Tabella A - Indicatore di Risultato n. 6, valori raggiunti al 2011, totali e per misura/azione (Valori in ettari)211/212214216Misure/AzioniSuperficie soggetta ad una gestione efficace del territorio che ha contribuito con successo a…a b c d ea migliorare la ad attenuare i a migliorare laqualitàcambiamenti qualità deldell’acqua climatici suoloalla biodiversità ealla salvaguardiadi habitata evitare lamarginalizzazione delle terreIndennità zonemontane/diverse dalle zonemontane104.559 184.384A - Agricoltura integrata 44.152 44.152B - Agricoltura biologica 11.925 11.925 11.925 11.925C - Mantenimento sostanzaorganica560 560D - Azioni extra BuoneCondizioni Agronomiche46.278 46.278AmbientaliF1 - Allevamento di specievegetali autoctone in via di63estinzioneG - Conservazione di ceppicentenari di vite48Totale 214 58.314 56.077 56.637 58.763 -A - Impianto o ripristino disiepi, filari, boschetti38 38 38B - Ripristino e ampliamento dimuretti a secco, terrazzamenti, 419 419ciglionamenti preesistentiTotale agricoltura 163.330 56.115 56.637 59.220 184.384A - Costituzione di boschinaturaliformi102 102 102 102 102B - Imboschimento a ciclolungo269 269 269 269 269221 C - Imboschimenti a ciclo breve 18 18D - Imboschimento a ciclobreve da biomassa15 15Trascinamenti (1698/89;2080/92; H)5.629 5.629 5.629 5.629 5.629223A - Costituzione di boschinaturaliformi1 1 1 1B - Imboschimento a ciclolungo528 528 528 528225 Pagamenti silvoambientali 42.733A - Rimboschimento areedanneggiate170 170B - Sostituzione imboschimentia specie alloctone infiammabili946 946226C - Attrezzature monitoraggioincendi e comunicazione37.249 37.249D - Infrastrutture protettive emezzi antincendio144.834 144.834E - Sistemazioni idraulicoforestali674A - Recupero ecosistemi di227 pregio degradati32 32B - Fruizione turistico-ricreativa 1.245Totale foreste 49.294 6.000 189.761 190.434 7.807Totale indicatore R6 (2011) 212.624 62.115 246.398 249.654 192.191pag. 22


VALUTAZIONE PSR 2007-2013 CAMPANIA: AGGIORNAMENTO RAPPORTO VALUTAZIONE INTERMEDIA 2012Tabella B-Indicatore comune di Risultato n. 6, indici di efficacia al dicembre 2011 (Valori in ettari)Superficie soggetta ad una gestione efficace del territorio che ha contribuito con successo a...Indicatore R6 al 2011a) alla biodiversità ealla salvaguardia dihabitatb) a migliorare laqualità dell’acquac) ad attenuare icambiamenticlimaticid) a migliorare laqualità delsuoloe) a evitare lamarginalizzazionedelle terreValori effettivi R6, di cui: 212.624 62.115 246.398 249.654 192.191- agricoltura 163.330 56.115 56.637 59.220 184.384- foreste 49.294 6.000 189.761 190.434 7.807Valori obiettivo post HC 170.988 110.642 242.507 256.811 197.211Indice di efficacia(valore effettivo/previsto)124% 56% 102% 97% 97%Fatta eccezione per l’obiettivo sul miglioramento della qualità delle acque, i principali obiettivi specificirisultano, al 31 dicembre 2011, complessivamente raggiunti con due anni di anticipo rispetto al terminedell’attuale Programmazione.Si evince come i settori agricolo e forestale partecipino in misura variabile al raggiungimento dei diversiobiettivi. Tutela della biodiversità, miglioramento della qualità dell’acqua e contrasto all’abbandono delleterre vengono essenzialmente assicurati da misure di interesse agricolo, mentre il maggior contributoall’attenuazione dei cambiamenti climatici e alla tutela del suolo viene esercitato grazie agli interventi inambito forestale.I pagamenti agro ambientali (Misura 214) interessano complessivamente oltre 100.000 ettari di superficie, lamaggior parte sotto impegni riconducibili ai sistemi di produzione integrata (circa 44.000 ha) e azioni extraBCAA (circa 46.000 ha).I risultati ottenuti a livello di Sottoasse mettono in luce alcune problematiche legate all’attuazione e allavalutazione delle misure di interesse forestale.Sebbene quattro valori target su cinque risultino sostanzialmente raggiunti si osservano significativemancanze rispetto all’obiettivo di migliorare la qualità dell’acqua. Questo è dovuto alla superficie oggetto diimpegno a valere sulla Misura 225, preliminarmente correlata all’obiettivo e successivamente, alla luce degliimpegni effettivamente assunti dai beneficiari, non conteggiata nel sub-indicatore R6-b (acqua). Pertanto, afronte di una superficie oggetto di impegno (SOI) pari a 42.733 ettari, vista la natura degli impegniconcretizzatisi tra quelli previsti nel PSR, si è ritenuto di non assegnare alcuna superficie all’indicatore.Ad evitare la marginalizzazione e l’abbandono delle terre (sub-indicatore R6-e) concorrono, oltre alle Misure211 e 212 le misure di imboschimento e gli investimenti forestali non produttivi. Questi ultimi, in particolarehanno interessato “indirettamente” una superficie di 1.245 ettari a fronte di un target stimato in 14.400ettari. Nel caso di specie il mancato contributo non è riconducibile alla forma di applicazione della Misura,quanto piuttosto ad un complessivo sotto utilizzo della stessa.Appare infine controverso l’utilizzo dei dati di superficie relativi a talune azioni di cui alla Misura 226. Talisuperfici, dichiarate in domanda dai beneficiari ed estratte dai verbali di istruttoria nell’ambito del SIR, comesuperfici di competenza di interventi puntuali o comunque strutturali, quali ad esempio i mezzi antincendio,risultano talvolta molto estese (ad esempio l’intera superficie amministrata dal beneficiario sia esso unComune, una Comunità montana ecc.). Può rappresentare dunque una forzatura sommare tali superfici conla SOI di altre misure propriamente “a superficie” le quali intervengono direttamente sul territorio andando amodificare significativamente le pratiche di gestione dello stesso.Un ulteriore criterio di valutazione dell’efficienza degli interventi della Asse 2 si basa sul confronto dei valoridell’Indicatore di Risultato n.6 con la superficie agricola regionale (indice SOI/SA) e sulla declinazioneterritoriale di tale indice(cfr. seguente Tabella C). Ciò con lo scopo di valutare la pertinenza e la rilevanzadegli interventi dell’Asse 2, in relazione ai diversificati fabbisogni ambientali presenti nel territorio regionale,esprimibili attraverso la sua zonizzazione per aree prioritarie di intervento, definite dallo stesso PSR edutilizzate quali criteri di selezione delle domande. In particolare: parchi regionali e zone Natura 2000 (nelloro insieme e specificatamente per le aree Natura 2000) per il tema biodiversità; zone designate comepag. 23


VALUTAZIONE PSR 2007-2013 CAMPANIA: AGGIORNAMENTO RAPPORTO VALUTAZIONE INTERMEDIA 2012vulnerabili ai nitrati di origine agricola per la tutela della qualità delle acque e aree a rischio di erosione perquanto riguarda la difesa del suolo.Nell’analisi territoriale e nel calcolo dell’indice SOI/SA sono state, considerate soltanto le Misure chepromuovono interventi/impegni nei territori agricoli, quindi le Misure 211,212,214,216, 221.Tabella C – Territorializzazione dell’Indicatore di Risultato n. 6, ripartizione nelle aree prioritarie e confrontocon la SA regionale. (valori in ettari)Superficie soggetta ad una gestione efficace del territorioRegione Campaniache ha contribuito con successo…Aree territorialiSTSAa) alla biodiversità ealla salvaguardia dihabitatb) a migliorare laqualità dell'acquad) a migliorare laqualità del suoloSOI SOI/SA SOI SOI/SA SOI SOI/SARegione Campania* 1.356.178 771.947 167.010 21,6% 62.027 8,0% 64.844 8,4%Aree protette 476.954 153.956 67.168 43,6%_ di cui Natura 2000 371.104 105.108 60.451 57,5%Zone vulnerabili ai nitrati 156.434 107.148 5.411 5,0%Aree a rischio di erosione ***1) Molto bassa ( < 2 Mg ha-1a-1) 374.785 230.745 18.239 7,9%2) Bassa ( > 2 e 11,2 e < 20 Mg ha-1a-1) 213.879 131.347 9.389 7,1%4) Alta ( > 20 e < 50Mg ha-1a-1) 202.019 114.648 9.363 8,2%5) Molto alta ( > 50 Mg ha-1a-1) 68.192 27.009 3.682 13,6%Pianura ** 564.379 387.123 18.611 4,8% 33.472 8,6% 9.724 2,5%Collina 499.931 290.237 78.337 27,0% 21.353 7,4% 18.540 6,4%Montagna 285.900 92.911 70.021 75,4% 7.129 7,7% 36.540 39,3%ST = superficie territoriale; SA = superficie agricola: SOI = superficie oggetto di impegno o intervento(*) I valori totali regionali delle superfici oggetto d'impegno (SOI) sono inferiori a quelli reali e riportati nella precedente Tabella B perproblematiche legate alla non perfetta coincidenza delle informazioni alfanumeriche con quelle vettoriali (quadro di unione dei fogli dimappa catastali).(**) La somma delle superfici in pianura, collina e montagna non coincide con il totale regionale perché il raster delle altimetrie, sullabase del quale è stata calcolata la superficie, non comprende le isole.(***) La somma delle superfici per classi di rischio d'erosione è inferiore rispetto al totale regionale, perché il raster dal quale è derivatala suddivisione per classi non copre le isole minori, le aree costiere ed alcune aree interne.Si evince che per quanto attiene alla biodiversità dei territori agricoli, il PSR ha fino ad oggi finanziatointerventi nell’Asse 2 che interessano complessivamente il 21,6 % della superficie agricola (SA) totaleregionale. Il raffronto tra tale incidenza e quella nelle aree protette + Natura 2000 o nelle sole zone Natura2000, pari rispettivamente al 43,6 % e al 57,5%, evidenzia una effetto concentrazione della SOI in questearee. Si verifica cioè una positiva distribuzione degli interventi nelle aree prioritarie, dove vi è la presenzadelle condizioni ecologiche idonee alla massima utilizzazione dei benefici derivanti dagli impegni.Relativamente al tema della tutela qualitativa delle acque, la superficie complessivamente coinvolta è di62.027 ettari, valore questo che rappresenta l’8% della SA regionale; nelle zone vulnerabili ai nitrati l’indicedi concentrazione SOI/SA risulta pari al 5%, un valore cioè di circa tre punti percentuali inferiore al datomedio regionale, evidenziandosi quindi l’assenza di concentrazione nelle aree che hanno un maggior“fabbisogno” d’intervento. Tale dato conferma, secondo altri criteri, il mancato raggiungimento del valoretarget programmato nell’Indicatore R6 rispetto all’obiettivo in oggetto (qualità dell’acqua).pag. 24


VALUTAZIONE PSR 2007-2013 CAMPANIA: AGGIORNAMENTO RAPPORTO VALUTAZIONE INTERMEDIA 2012Per quanto riguarda la finalità della tutela del suolo, la superficie degli interventi aventi un effetto positivo intal senso è a livello regionale di circa 65.000 ettari, l’8.4% della SA regionale. La sua distribuzione territorialeevidenzia un indice di concentrazione più alto nelle aree a maggior rischio di erosione: nella classe conrischio “molto alto“ si localizzano 3.682 ettari di SOI che rappresentano il 13,6% della SA nelle stesse aree,valore nettamente superiore all’indice calcolato a livello regionale (8.4%).L’indicatore R6 può essere letto anche verificandone la distribuzione per aree altimetriche di pianura, collinae montagna 3 .Nelle aree di pianura, dove si concentra la quota principale delle attività e delle produzioni agricole regionali,la capacità di intervento delle misure dell’Asse è inferiore rispetto ai dati medi regionali per quanto attiene aitemi della biodiversità e della tutela del suolo, mentre risulta essere sostanzialmente in linea con i valorimedi regionali il rapporto SOI/SAU relativo alla superficie impegnata nella riduzione degli input chimici(fertilizzanti e fitofarmaci) e quindi nel contenimento dell’inquinamento delle acque.Nelle aree di collina l’indice di concentrazione SOI/SAU risulta superiore al dato medio regionale solo per lesuperfici con effetti positivi sulla biodiversità, ed inferiore negli altri raggruppamenti; si evidenzia inparticolare la scarsa incidenza degli interventi di difesa del suolo (indice SOI/SAU 6,4%) nelle aree collinari,nelle quali sono invece molto diffusi i fenomeni di erosione e dissesto idrogeologico.Infine in montagna, si ottiene un indice di concentrazione complessivo SOI/SAU estremamente elevato, siaper quanto attiene agli interventi con effetti positivi sulla biodiversità (75%) che per la difesa del suolo (39%circa); tali percentuali evidenziano una positiva distribuzione territoriale degli interventi rispetto almantenimento della biodiversità nelle zone maggiormente vocate e alla riduzione dei fenomeni erosivi nellearee più sensibili.3 Il file vettoriale derivato dal DEM della Campania, in base al quale è stata effettuata la distribuzione delle superfici in classe altimetricanon copre le isole, per cui la somma delle superfici in queste aree risulta inferiore ai valori derivati dell’intersezione con i fogli di mappacatastali.pag. 25


VALUTAZIONE PSR 2007-2013 CAMPANIA: AGGIORNAMENTO RAPPORTO VALUTAZIONE INTERMEDIA 20123.3 Asse 3 - Miglioramento della qualità della vita e diversificazione delle attivitàIndicatori di risultato7. Variazione del valoreaggiunto lordo ('000 EUR)Target Totali Indici diMisure correlate al raggiungimento del target2007-2013 realizzati efficacia %2007-2011(a)(b) (b)/(a)311 Diversificazione in attività non agricole 2.592 280 11%312 Microimprese 1.658 304 18%313 Incentivazione attività turistiche 832 0Totale 5.083 0311 Diversificazione in attività non agricole 84 9 11%8. Posti di lavoro lordicreati grazie al sostegno9. Incremento presenzeturistiche10. Popolazione ruraleutente di servizi migliorati11. Maggiore uso diinternet nelle zone rurali12. Numero partecipanti312 Microimprese 164313 Incentivazione attività turistiche 46 021Totale 194 0311 Diversificazione in attività non agricole n.d 6.390312 Microimprese n.d 12.600313 Incentivazione attività turisticheTotale40.60010.000 dayvisitors321 Servizi essenziali per l’economia 150.000 12.000 8%322 25.000 NI323 30.000 29.000 94%13%Totale 205.000 41.000 20%321 Servizi essenziali per l'economia 338.321 NITotale 338.321 NI331 Formazione e informazione 1.656 164 10%che ha terminato consuccesso una formazioneTotale 1.656 164 10%NI – applicabile ma non attuato (Misura prevista ma ad oggi non attivata)n.d. – non determinato0 – zero numerico. Misura attivata ma ancora priva di valori (mancano i collaudi, ecc.)Al dicembre 2011 lo stato di attuazione dell’Asse 3 registra diversi progetti conclusi ma, relativamenteall’obiettivo di diversificazione dell’economia rurale, da tempo non sufficiente per esplicitare trend consolidatidi redditività e occupazione. Pertanto, i valori degli indicatori di risultato (R7 ed R8) rilevato dalle indaginidirette risentono del poco tempo intercorso dalla effettiva attivazione delle azioni sostenute.Gli indicatori R9, R10, R12 sono quantificati per i soli progetti conclusi che registrano una spesa erogata asaldo, tenendo conto sia della pertinenza rispetto alle azioni sostenute (R10 per la Misura 323 C), siadell’utilizzabilità del dato di monitoraggio (R10 per la Misura 321).pag. 26


VALUTAZIONE PSR 2007-2013 CAMPANIA: AGGIORNAMENTO RAPPORTO VALUTAZIONE INTERMEDIA 2012Stato di attuazione delle Misure dell’Asse 3 al Dicembre 2011Progetti ammessi e contributo Progetti saldati e contributoMisureconcessoconcessoN° € N° €311 Diversificazione in attività non agricole 114 15.135.051 30 3.895.443312 Sostegno alla creazione e allo sviluppo di microimprese222 29.444.995 45 5.089.812313 Incentivazione delle attività turistiche 144 16.538.777 4 278.959322 Riqualificazione e sviluppo dei villaggi - - - -321 Servizi essenziali per l'economia e la popolazione108 26.565.690 1 85.092rurale323 Tutela e riqualificazione del patrimonio rurale 247 30.451.457 67 8.627.535Totale Asse 3 835 118.135.970 147 17.976.840Fonte: elaborazione su dati di monitoraggio regionaleR7. Aumento del valore aggiunto lordo di origine non agricola nelle aziende beneficiarieL’indicatore di risultato, nell’ambito dell’Asse 3, misura la variazione complessiva di valore aggiunto delleaziende beneficiarie del sostegno, variazione a cui possono contribuire anche fattori non direttamentecorrelati al sostegno ricevuto (effetto lordo).Misura 311 – Diversificazione verso attività non agricoleLa Misura 311 sovvenziona investimenti per la diversificazione delle attività nelle aziende agricole con finalitàdirettamente economiche, misurabili attraverso l’indicatore di risultato R7, che quantifica l’incremento lordodi valore aggiunto determinato dal sostegno nelle aziende beneficiarie (confronto ante/post intervento).Per la stima dell’indicatore R7 si utilizzano, in questa fase, i risultati delle indagini dirette realizzate nel corsodell’anno su un campione rappresentativo di aziende beneficiarie, estratto a partire dall’universo dei progettifinanziati al 31 dicembre del 2010. La situazione ante-intervento è dunque quella riferita all’anno 2009, cherappresenta l’anno di presentazione delle domande d’aiuto indagate, mentre la realtà aziendale postinterventosi riferisce all’anno contabile 2011, rilevato come detto nel corso del 2012. Dal confronto fra ledue situazioni aziendali “fotografate” in momenti successivi scaturisce la stima degli effetti reddituali delsostegno.Il campione di aziende sottoposto ad indagine ha fatto registrare nell’intervallo temporale 2009/2011 unincremento di valore aggiunto medio per beneficiario di quasi 10.000 euro (di cui oltre 9.000 eurodirettamente riconducibili alle sole attività di diversificazione), pari a un aumento percentuale del 62%rispetto alla situazione ex-ante. Riparametrando il dato all’universo delle aziende concluse al 2011, il valoredell’R7 può essere quindi stimato pari a 0,28 Meuro, pari all’11% del valore obiettivo di Misura,sostanzialmente in linea con l’avanzamento dei progetti conclusi rispetto al target (14%).Tale incremento di valore aggiunto, molto forte in termini percentuali, non appare in realtà particolarmentesoddisfacente in valore assoluto (meno di 10.000 euro per azienda contro i 12.000 previsti ex-ante), anchese ciò sembrerebbe dipendere soprattutto da un campione di aziende di dimensioni particolarmente ridotte(fatturato medio: meno di un terzo della Misura 121). La diversificazione delle attività aziendali apparedunque come uno strumento per aziende marginali ed in difficoltà per proseguire l’attività agricola. Gli effettidegli investimenti finanziati devono pertanto essere interpretati anche in quest’ottica: 10.000 euro perazienda sembrano (e sono) pochi ma potrebbero di per sé significare la prosecuzione dell’attività e lamancata chiusura dell’azienda.pag. 27


VALUTAZIONE PSR 2007-2013 CAMPANIA: AGGIORNAMENTO RAPPORTO VALUTAZIONE INTERMEDIA 2012Misura 312 - Sostegno alla nascita ed allo sviluppo di microimpreseLa Misura 312 sovvenziona investimenti per la nascita e lo sviluppo di microimprese nei territori rurali; glieffetti reddituali del sostegno, analogamente alla Misura 311, vengono misurati attraverso l’indicatore dirisultato R7, che quantifica l’incremento lordo di valore aggiunto determinato dal sostegno nellemicroimprese beneficiarie (confronto ante/post intervento).I dati utilizzati per la stima dell’indicatore R7 sono stati rilevati attraverso un’indagine diretta presso uncampione rappresentativo di aziende beneficiarie, estratto a partire dall’universo dei progetti finanziati al 31dicembre del 2010. La stima dell’indicatore scaturisce da un confronto temporale fra la situazione redditualepre-intervento (che nel caso di nuove microimprese sovvenzionate è ovviamente pari a zero) e quella postinvestimento.Gli effetti reddituali prodotti dagli interventi sovvenzionati si assestano a meno di 7.000 euro per azienda,con un effetto ovviamente differenziato fra microimprese esistenti (+2.500 euro medi, pari a un incrementopercentuale del 36,5%) e aziende di nuova costituzione (+7.400 euro ciascuna).Su tali basi è possibile stimare l’indicatore di risultato R7 “Incremento lordo del valore aggiunto nelle aziendebeneficiarie” a circa 0,3 Meuro (il 18% del valore obiettivo fissato ex-ante), dato che sconta i ritardi attuatividella Misura (solo il 20% dei progetti finanziati sono conclusi al 2011).Un incremento reddituale per azienda così limitato (anche inferiore al valore prudenziale ipotizzato ex-ante:circa 8.100 euro per azienda) può dipendere da diversi fattori, primo fra i quali il solo recentecompletamento di molti degli investimenti sottoposti ad indagine (caratterizzati spesso da proroghe e ritardinei lavori) e l’effettivo avvio delle attività. Considerando la composizione del parco progetti sovvenzionato, equindi del campione di microimprese indagate, fortemente sbilanciato verso nuove aziende che offronopernottamento, appare quasi scontato che gli effetti reddituali del sostegno non si siano ancora del tuttodispiegati. Le attività turistiche, soprattutto se attivate in aree rurali non particolarmente conosciute ai grandiflussi turistici, hanno infatti bisogno di un certo tempo per entrare a regime e consolidarsi.Misura 313 – Incentivazione delle attività turisticheIl quadro attuativo della misura, in termini di numerosità e tipologia di progetti conclusi non consente almomento la valorizzazione dell’indicatore.R8. Numero lordo di posti di lavoro creatiL’indicatore misura gli effetti occupazionali prodotti dagli investimenti sovvenzionati, standardizzati in unità dilavoro a tempo pieno (ULT), anche in questo caso tramite un confronto aziendale ante/post intervento.Misura 311 – Diversificazione verso attività non agricoleAllo stesso modo che per l’indicatore R7, gli effetti occupazionali della Misura vengono stimati a partire dallerisultanze dell’indagine diretta svolta presso un campione rappresentativo delle aziende finanziate al 2010.I soggetti indagati fanno registrare un incremento medio di 0,31 ULT/azienda (+32% rispetto alla situazioneiniziale); riparametrando il dato unitario sul totale dei progetti conclusi al 2011 si può stimare il valorecomplessivo dell’R8 a 9 ULT, pari all’11% del valore obiettivo di Misura, anche in questo caso in linea con ilpeso dei progetti conclusi sul valore obiettivo (14%).L’incremento nell’impiego di manodopera aziendale assume ovviamente valori abbastanza diversi qualora cisi riferisca agli agriturismi di nuova apertura (+0,36 ULT/azienda, +41% rispetto alla situazione ex-ante) oad aziende già operanti al momento del contributo (+0,13 ULT/azienda, +10%). Le prime spostanomanodopera disponibile in azienda (soprattutto familiare) e sottoccupata nelle mansioni agricole tradizionaliverso le nuove attività di diversificazione (occupazione agricola: -0,15 ULT, pari a -16% rispetto all’anteintervento), nelle quali si creano opportunità occupazionali consistenti legate alle nuove attività (+0,5 ULT),con un effetto complessivo ampiamente positivo. Nelle aziende con agriturismo già attivo, ad un’occupazionepag. 28


VALUTAZIONE PSR 2007-2013 CAMPANIA: AGGIORNAMENTO RAPPORTO VALUTAZIONE INTERMEDIA 2012agricola stabile si affianca una manodopera impiegata per attività di diversificazione in aumento (+0,13 ULT,+20%).Misura 312 - Sostegno alla nascita ed allo sviluppo di microimpreseSulla base di quanto rilevato direttamente su un campione di microimprese beneficiarie, il sostegno offertodalla Misura 312 determina un incremento nell’utilizzo di manodopera pari a 0,46 ULT per azienda, con uneffetto ovviamente maggiore nel caso di nuove microimprese (+0,51 ULT/azienda) rispetto a quelle giàesistenti al momento della domanda (+0,13 ULT per azienda, pari a un incremento percentuale del 30%).Applicando tali incrementi medi al totale dei progetti conclusi al 2011, è possibile stimare l’indicatore dirisultato R8 “Posti di lavoro lordi creati” a 21 ULT, il 13% di quanto previsto ex-ante (contro il 20% diprogetti conclusi sul totale dei finanziati).Le attività sovvenzionate rappresentano realtà produttive sostanzialmente residuali, sia in termini di redditoche sono in grado di garantire ai titolari sia, quindi, di impegno lavorativo che esse richiedono. Lemicroimprese finanziate impiegano, infatti, in media poco più di mezza ULT ciascuna, andando a configurarsichiaramente come attività part-time che in alcuni casi integrano una fonte di reddito principale delbeneficiario, e che in altri consentono una, seppur solo parziale, autonomia economica a soggetti giovani cheancora vivono in famiglia.In questo senso può essere interessante notare come circa la metà (0,23 ULT per azienda) dellamanodopera aggiuntiva determinata dagli interventi sovvenzionati sia attribuibile a soggetti giovani, mentrela componente femminile rappresenta addirittura il 71% della nuova occupazione creata (0,33 ULT/azienda).E’ dunque importante sottolineare come, nonostante un effetto occupazionale complessivo nonparticolarmente marcato, siano proprio le componenti della popolazione rurale maggiormente sfavorite ed indifficoltà sul mercato del lavoro (giovani e donne) a far registrare gli incrementi maggiori.R9: Turisti in piùL’indicatore è correlato con la Misura 313 (Incentivazione delle attività turistiche) e quantifica l’incrementonel numero di turisti dovuto agli interventi a carattere infrastrutturale e servizi a carattere collettivo,finalizzati al potenziamento dell’offerta turistica rurale.Come indicato nel QCMV, l’afflusso viene misurato in presenze turistiche (numero di giornate trascorse daiclienti negli esercizi turistici sovvenzionati nelle aree rurali) e in visitatori giornalieri (day visitors) di attivitàricreative, musei etc..L’indicatore comune è specifico della Misura 313 ma come indicatore aggiuntivo viene anche correlato allaMisura 311 che finanzia posti letto agrituristici.La Misura 313, rivolta a beneficiari di natura pubblica ed associativa, sostiene la realizzazione di percorsituristici (tipologia a) e attività divulgative e di promozione del territorio (tipologia b); non si finanzianoesercizi turistici ricettivi dove si possano registrare le presenze in termini di giornate trascorse per cuil’indicatore sarà principalmente declinato in termini di Day Visitors.Ad interventi consolidati, la metodologia valutativa prevede l’uso di casi di studio tematici, individuatipreferibilmente all’interno delle aree testimone per l’analisi sul contributo del PSR al miglioramento dellaqualità della vita, con i quali si possa valutare l’effettivo contributo del sostegno al miglioramentodell’attrattività turistica dell’area in termini di presenze in più registrate dal Sistema Statistico Nazionale, negliesercizi ricettivi del territorio.La misura registra 4 progetti saldati al 2011; in due casi (Comune di Giffoni Valle Piana e Acerno) il sostegnoriguarda il finanziamento di eventi, alcuni dei quali già affermati nel territorio e che si ripetono da alcunianni. Nell’ambito dei due interventi sono state finanziate nel complesso 7 manifestazioni; con gli altri dueprogetti la realizzazione di materiale promozionale e informativo e le infrastrutture (segnaletica) a servizio dipercorsi tematici enogastronomici e culturali.pag. 29


VALUTAZIONE PSR 2007-2013 CAMPANIA: AGGIORNAMENTO RAPPORTO VALUTAZIONE INTERMEDIA 2012I flussi turistici che queste manifestazioni sono complessivamente (e mediamente) in grado di attrarresecondo le stime dei testimoni privilegiati interpellati 4 possono quantificarsi in circa 10.000 day visitors. Ildato è sostanzialmente in linea con le previsioni contenute negli allegati tecnici della domanda di aiuto nellequali si prevedevano da 12.000 a 17.000 presenze.Il valore rappresenta il 25% del valore target anche se, come già ribadito, non si tratta di incremento dipresenze turistiche quanto di flussi di turismo pendolare di residenti nel territorio e/o di villeggianti deicomuni limitrofi attratti dagli eventi.E’ possibile fare qualche considerazione sulle potenzialità degli interventi complessivamente finanziati diincidere sull’indicatore sulla base della spesa ammessa e della localizzazione degli interventi.La spesa ammessa si concentra sulla realizzazione di progetti integrati (tipologia A+B) che prevedono unapluralità di azioni: tuttavia il dettaglio delle voci di spesa restituisce un parco progetti prevalentementeorientato su azioni di carattere immateriale come la realizzazione di eventi e manifestazioni, di materialepromozionale (cartaceo e multimediale), di segnaletica a supporto degli itinerari, ovvero su azioni cheaumentano le opportunità ricreative (eventi) e fruizione (materiale promozionale, segnaletica) ma il cuiimpatto, nell’immediato, risulta difficilmente misurabile in termini di aumento delle presenze.I progetti di potenziamento delle infrastrutture, ad esempio di itinerari escursionistici o di locali tematicidestinati all’accoglienza turistica dove è possibile registrare day visitors, sono pochi e ancora in corso direalizzazione.Tuttavia si ritiene che il valore obiettivo possa essere facilmente raggiunto perché, come approfonditonell’analisi di Misura (Allegato 1), il parco progetti, coerentemente con i presupposti strategici, si concentrain aree a potenziale vocazione turistica facendo leva su opportunità reali di sviluppo turistico.Inoltre, il valore target fissato per l’indicatore appare relativamente modesto considerando le presenzeturistiche regionali, e pari allo 0,6 % delle presenze registrate nelle aree rurali intermedie (C) e in ritardo disviluppo (D).Come già evidenziato in sede di valutabilità, lo strumento dei casi di studio tematici/territoriali risulta il piùidoneo a fornire indicazioni sul contributo che gli interventi finanziati possono generare in termini dipotenziamento dell’attrattività del territorio per la popolazione turistica.Gli approfondimenti, oltre alle aree già selezionate per la valutazione del contributo del PSR sulla qualitàdella vita (sotto quest’aspetto particolarmente significative sono le aree di Alento Monte Stella e MontiPicentini) potranno realizzarsi anche negli STS a maggiore concentrazione di interventi come ad esempio ilSTS Vallo di Diano, Bussento e Lambro Mingardo.Come già detto, data la natura degli interventi sovvenzionabili (alloggi agrituristici e microimprese operantinel settore della ricettività, rispettivamente), l’indicatore in esame viene stimato anche per le Misure 311 -Diversificazione verso attività non agricole e 312 – Sostegno alla nascita ed allo sviluppo di microimprese.Misura 311 – Diversificazione verso attività non agricoleGli agriturismi sovvenzionati con la Misura in esame assorbono flussi turistici che possono essere quantificatiattraverso l’indicatore R9, laddove per “turisti in più” si intendono le presenze aggiuntive fatte registraredagli agriturismi sottoposti ad indagine nel confronto ante/post; si è pertanto proceduto alla stima dellostesso anche se la metodologia comunitaria non lo riteneva necessario.Gli investimenti sovvenzionati indagati hanno comportato la realizzazione di oltre 8 nuovi posti letto perazienda ed il miglioramento dell’attrattività complessiva di quelli esistenti (11 in media per azienda)attraverso l’arricchimento dell’offerta complessiva aziendale. L’agire congiunto di questi due effetti(incremento di capacità produttiva e miglior utilizzo di quella esistente) ha determinato 213 presenze annueaggiuntive per azienda. Riconducendo tale dato medio al totale dei progetti conclusi al 2011, l’indicatore R9può essere stimato in 6.390 presenze (non è possibile un confronto col valore obiettivo in quanto nondefinito ex-ante).4 Responsabili di progetto, tecnici comunali e ex assessore Cultura.pag. 30


VALUTAZIONE PSR 2007-2013 CAMPANIA: AGGIORNAMENTO RAPPORTO VALUTAZIONE INTERMEDIA 2012Misura 312 - Sostegno alla nascita ed allo sviluppo di microimpreseAnalogamente alla Misura 311, i flussi turistici assorbiti dalle microimprese ricettive (B&B, affittacamere, casevacanza, ecc.) sovvenzionate nell’ambito della Misura 312 vengono misurati attraverso l’indicatore di risultatoR9 “turisti in più”, inizialmente previsto per la sola Misura 313. L’indicatore quantifica le presenze turisticheaggiuntive determinate dal sostegno nelle microimprese ricettive finanziate e viene stimato sul campione diaziende sottoposto ad indagine mediante un confronto ante/post.Le microimprese beneficiarie che offrono ricettività turistica rappresentano quasi il 90% del totale; esserealizzano in media 8,3 nuovi posti letto per intervento, che vanno a “coprire” un vuoto effettivo nell’offertaturistica di alcune aree rurali della Regione, che soffrono di una relativa scarsità e ridotta varietà dellaricettività turistica. Le presenze sono però al momento abbastanza limitate, circa 280 per azienda (per untasso di utilizzazione dell’11,4%). Riparametrando il dato al totale delle microimprese che hanno concluso gliinterventi al 2011, si può stimare l’indicatore di risultato R9 a 12.600 presenze.R10: Popolazione nelle aree rurali che beneficia dei servizi miglioratiL’indicatore di risultato misura la popolazione residente nelle aree rurali che fruisce dei servizi migliorati. Sitratta di un indicatore di sorveglianza per le Misure 321 “Servizi essenziali per la popolazione”, 322 “Sviluppoe rinnovamento villaggi” e 323 “Sviluppo, tutela e riqualificazione del patrimonio rurale”. Come prevede ilQCMV l’indicatore misura, a progetto concluso, il numero di persone (senza doppi conteggi) che siavvantaggiano di un servizio nell’ambito di una azione. Le fonti dell’indicatore sono essenzialmente ladocumentazione progettuale, il sistema di monitoraggio, le fonti statistiche, integrate eventualmente daapprofondimenti tematici. Va evidenziato che l’applicabilità dell’indicatore R10 è strettamente collegata aicontenuti delle misure.• L’indicatore è applicabile per la Misura 321 "Servizi essenziali per l'economia e la popolazione rurale"che agisce sul territorio rurale per: il potenziamento del sistema del trasporto per migliorarel’accessibilità e la fruibilità del territorio; il potenziamento/attivazione di servizi di telesoccorso etelemedicina per consentire alla popolazioni di usufruire dei servizi di assistenza medica; la promozionedi iniziative e attività culturali, ricreative, sportive e di valorizzazione locale per sviluppare la crescita el’arricchimento sociale e culturale della popolazione a rischio di isolamento;l’implementazione dei servizisociali erogati dalle fattorie sociali iscritte nel Registro Regionale; lo sviluppo coordinato e integrato deiservizi essenziali alle persone nei territori rurali, valorizzando le iniziative locali e il lavoro di rete,l’eliminazione del digital divide; la creazione/adeguamento della piccole infrastrutture per la fornitura deiservizi essenziali (impianti fognari, riscaldamento..). Va però specificato che la banda larga ha unproprio indicatore (R11 Maggiore diffusione di internet nelle zone rurali);• per quanto riguarda la Misura 322 la popolazione che si avvantaggia dei servizi migliorati (valore target25.000 utenti per 20 borghi riqualificati), potrà essere quantificata con riferimento agli interventi chepresuppongono la successiva fornitura di servizi (turistici, culturali, ecc.) nelle strutture riqualificate.Questo sembra essere un obiettivo della misura che interviene sui fabbricati tipici dell’architettura ruraledel luogo, di proprietà pubblica o privata, per la realizzazione di botteghe per la promozione,dell’artigianato tipico, per la realizzazione di spazi museali, di aule polifunzionali. Andrà verificatal’applicabilità dell’indicatore per gli interventi di riqualificazione degli spazi aperti e della viabilità ruralestorica, per i quali il concetto di popolazione servita è assimilabile al bacino di utenza, inteso come lapopolazione residente nel villaggio oggetto di intervento, anche se il valore target probabilmente non neha tenuto conto;• nel caso della Misura 323 che sostiene iniziative di sensibilizzazione ambientale, miranti alla diffusione ealla condivisione delle esigenze di tutela; interventi materiali per il miglioramento della fruizionepubblica di siti di grande pregio naturale e interventi di recupero e di riqualificazione degli elementi tipicidei paesaggi rurali e degli elementi architettonici di valenza culturale (valore target 30.000 utenti),l’applicabilità dell’indicatore dipende dagli obiettivi delle singole tipologie. Nel caso della Sottomisura 323C (unica al momento a registrare progetti conclusi al 2011), l’indicatore è considerato pertinenterelativamente agli interventi dove le strutture riqualificate sono oggetto di pubblica fruizione e dove èpag. 31


VALUTAZIONE PSR 2007-2013 CAMPANIA: AGGIORNAMENTO RAPPORTO VALUTAZIONE INTERMEDIA 2012possibile registrare visitatori/utenti. Per tutti gli altri interventi che riqualificano elementi tipici delpaesaggio rurale (ponti, lavatoi etc..) o elementi architettonici di centri storici (ad esempio torri),finalizzati ad accrescere la generale attrattività verso i visitatori e la popolazione residente, l’indicatorenon è considerato pertinente.Il valore obiettivo dell’indicatore R10 per le tre misure è pari a 205.000 utenti serviti che per il 73% derivanodagli interventi della Misura 321.Al 31 dicembre 2011 il sistema di monitoraggio rileva 355 progetti ammessi a finanziamento sulle due Misure321 e 323 mentre la Misura 322 non è ancora stata attivata.Dei 355 progetti ammessi a finanziamento, sono conclusi e saldati un intervento nella Misura 321 e 67interventi nella Misura 323.La stima del risultato riguarda gli interventi conclusi per i quali si è proceduto alla analisi delle informazionicontenute nella domanda di aiuto, archiviate dal sistema di monitoraggio, e all’approfondimento, attraversoindagini dirette, di 12 progetti nell’ambito della Misura 323 C, pari al 18% dei progetti conclusi al Dicembre2011.Misura 321 - “Servizi essenziali alle persone che vivono nei territori rurali”L’intervento concluso nell’ambito della Misura 321 (HERMES ecobus - Il Messaggero Sociale) riguardal’acquisto di un automezzo da parte del Comune di Baronissi al fine di integrare, attraverso il collegamentosu gomma, i servizi disponibili sul territorio nell’ambito del Piano di Zona Irno e Picentini 5 che coinvolge 17Comuni. I Comuni partecipanti al progetto finanziato dal PSR si impegnano a supportare i costi di gestione ead offrire servizi accessori utili a massimizzare la fruizione degli investimenti identificati. Il bacino di utenzaidentificato nel progetto è pari a circa 47.000 utenti.L’analisi dei punteggi acquisiti dal progetto in fase di selezione 6 (61 punti su 100 disponibili) mostra che ilprogetto è particolarmente dedicato alle fasce di popolazione con maggiore debolezza (anziani, portatori dihandicap, persone senza disponibilità) coinvolge territori non spopolati e con difficoltà media di collegamentoma con fabbisogni in termini di servizi per la disabilità o l’infanzia. Infatti, i Responsabili del progettointervistati direttamente hanno confermato che i mezzi acquistati (pulmini da 8 posti) svolgono servizi di“accompagnamento sociale” delle fasce di popolazione più debole, connettendo i Comuni più periferici emontani sia con trasporto a chiamata, per particolare esigenze, sia con un servizio continuativo svolto neigiorni feriali, verso servizi pubblici (ospedali, carabinieri, eccetera). Il servizio è molto apprezzato dallapopolazione e l’utenza servita nell’arco di un anno è mediamente pari a 12.000 utenti, per un utilizzo daparte di circa 100 persone /giorno.I risultati raggiunti per il solo intervento saldato, mostrano una elevata capacità potenziale del sostegno neiconfronti della popolazione utente.L’analisi che sarà eseguita mediante approfondimenti su progetti o gruppi di progetti in aree di particolareconcentrazione o nelle aree QDV, dovrà cercare di entrare maggiormente nel merito delle iniziative perverificare l’effettiva popolazione utente e il relativo gradimento.5 Il Piano Sociale di Zona Irno e Picentini rappresenta un modello di welfare inclusivo in coerenza con la Carta Sociale Europea,coinvolge 17 Comuni alle prese con nuove sfide nel campo dei servizi alla persona per garantire i Livelli Essenziali di Assistenza (LEA)con l’integrazione finanziaria tra ASL e Comuni, adottando, altresì, il principio della compartecipazione degli utenti.6 Il bando elenca i criteri che per la tipologia A attengono:- Aspetti territorialiAbitanti per Kmq. Diversamente abili su totale della popolazione (%) Bambini 0 - 3 anni sul totale della popolazione (%) Indice di caricosociale Livello di difficoltà per il raggiungimento del centro sanitario o parasanitario più vicino al centro della comunità utente Livello didifficoltà per il raggiungimento della stazione ferroviaria più vicina al centro della comunità utente Intervento ricadente nelle macroaree- Validità del progettoLivello di dettaglio del progetto di finanziamento Grado di miglioramento della mobilità della popolazione Interazione con i soggettiistituzionali preposti alla prestazione dei servizi proposti Numero soggetti istituzionali coinvolti per l’attuazione dei servizi oltre ilproponente Progetti che prevedono il miglioramento del sistema di trasporto per bambini anche diversamente abili Utilizzo di mezzi ditrasporto con alimentazione a basso impatto ambientale Impegno ad erogare il servizio successivamente al vincolo obbligatorio.pag. 32


VALUTAZIONE PSR 2007-2013 CAMPANIA: AGGIORNAMENTO RAPPORTO VALUTAZIONE INTERMEDIA 2012Misura 323 – Sviluppo, tutela e riqualificazione del patrimonio ruraleLe iniziative concluse (e saldate) della Msura 323 riguardano tutte la tipologia c) patrimonio rurale ecomprendono progetti di recupero di manufatti sacri (cappelle, cappelle gentilizie, chiese), da parte di Entiecclesiastici nonché progetti su manufatti rurali concernenti la pratica agricola (frantoi, mulini..), realizzate inmaggioranza da soggetti privati (79%).La Misura prevede che i beni recuperati siano disponibili alla pubblica fruizione.Le indagini dirette svolte su 12 progetti conclusi (pari al 18% del totale dei conclusi al 2011) hannoconfermato che il recupero delle emergenze storico-architettoniche “minori” e la loro tutela e valorizzazionecon finalità d’uso collettivo, di servizio e turistico-culturale, è una condizione essenziale per la permanenzadei valori del paesaggio e, quindi, incide positivamente sulla qualità della vita delle popolazione residente.In questo senso gli interventi esplicitano una funzione di “servizio” sia per la popolazione residente che per ivisitatori e questa interpretazione “estensiva” dell’indicatore conduce a valori evidentemente noncommensurabili con il valore obiettivo.Il bacino potenziale di “popolazione utente” considerando sia la popolazione residente nei comuni dove silocalizzano gli interventi, sia la popolazione turistica, dettagliato per i comuni interessati da interventirealizzati da beneficiari portatori di interessi collettivi (Enti pubblici, Associazioni senza fini di lucro, Entiecclesiastici, Enti Parco), e supponendo per essi una immediata fruibilità pubblica, conduce infatti ad unvalore decisamente superiore al target fissato.Misura 323 C: Popolazione potenzialmente interessata dagli interventiInterventi finanziatiDi cui realizzati da beneficiariportatori di interessi collettiviTotale Conclusi Totale Di cui conclusiInterventi finanziati 210 63 130 13Comuni interessati 115 40 84 11Popolazione residente (2009) 370.711 142.321 246.997 41.136Popolazione turistica (2008) 102.577 35.101 54.131 10.614Fonte: elaborazione su dati di monitoraggio regionale sui progetti per i quali è disponibile il dato della localizzazione; Istat 2009; RRN_Atlante rurale regionale 2008 per Stima popolazione turisticaLa quantificazione dell’indicatore di risultato realizzata sulla base delle indagini dirette considera pertanto tretipologie di popolazione utente:- la popolazione residente, nel caso di valorizzazione beni storici inseriti nei centri abitati (Sant’Agata,Tramonti, Pesco) che migliora il contesto architettonico a beneficio dei residenti. Gli interventi con questacaratteristica interessano 17.632 abitanti residenti;- la popolazione che fruisce dei servizi migliorati legati alla ripristino della funzionalità di edifici di cultoreligioso (interventi di Pago, Tramonti, Montecorvino Rovella, Sant’Agata e Praiano) che, secondo quantoriportato dai testimoni interpellati, può essere quantificata nell’ordine di 7000 abitanti residenti;- i visitatori giornalieri che al momento sono stati registrati nelle strutture valorizzate (Praiano, Tramonti;Vallo della Lucania), che sono molto consistenti nelle strutture di pregio recuperate e più conosciute equantificabili in 13.000 day visitors, mentre quelli registrati prevalentemente in visite guidate negli edificirurali ristrutturati (Vallo della Lucania, Pesco sannita, Sant’Agata- Chiesa di santa Lucia) ammontano acirca 400.Al netto di ripetizioni (che si possono verificare nelle diverse tipologie di utenze) la popolazionecomplessivamente interessata dai servizi diversamente migliorati è di circa 29.000 persone, valorecorrispondente al 90% del target fissato.pag. 33


VALUTAZIONE PSR 2007-2013 CAMPANIA: AGGIORNAMENTO RAPPORTO VALUTAZIONE INTERMEDIA 2012R11: Maggiore diffusione di Internet nelle zone ruraliL’indicatore è correlato con l’azione h) Reti tecnologiche di informazione e comunicazione (ICT) della misura321, che prevede due tipologie di intervento:- Azione A realizzazione di infrastrutture di proprietà pubblica, in aree bianche C e D in digital divide.- Azione B sostegno agli utenti (pubbliche amministrazioni, imprese e popolazioni rurali) per il collegamentoalla tecnologia satellitare.Nell’ambito dell’azione A sono ammissibili la realizzazione di nuove infrastrutture di banda larga incluseattrezzature di backhaul (es: fisse, wireless, tecnologie basate o combinate con il satellitare); l’adeguamentodi infrastrutture di banda larga esistenti, le opere di ingegneria civile quali condotti o altri elementi della rete,le opere di impiantistica (posa di fibra ottica spenta).La misura non prevede azioni riguardanti interventi sulle reti di accesso per il collegamento diretto dellesingole utenze che saranno poste a carico degli operatori interessati alla fornitura del servizio.Nel corso del 2011 sono state avviate le attività propedeutiche all’attivazione della Misura: è stato approvatolo “Schema di Accordo di Programma” (DGR 653 del 06/12/2011) e lo “Schema di Convenzione Operativacon allegato Piano Tecnico” tra la Regione Campania ed il Ministero dello Sviluppo Economico (DRD n.70 del28/12/2011) e sono stati individuati i componenti del Comitato di coordinamento e monitoraggio previstoall’art. 7 dell’Accordo di Programma.La Convenzione Operativa tra il Ministero dello Sviluppo Economico e la Regione Campania è statasottoscritta nel gennaio 2012.Stante lo stato di avanzamento della Misura il valore dell’indicatore non può essere fornito.R12: Numero di partecipanti che hanno terminato con successo una formazioneL’indicatore R12 analizza i partecipanti con successo alle attività formative: la sua valorizzazione viene svoltaa partire dalle azioni di formazione (Tipologia 1) finanziate e concluse nel 2011, sulla base delle informazionifornite dal sistema di monitoraggio regionale.Misura CorrelataMisura 331: Formazione e informazione aglioperatori economici che rientrano nell'Asse 3Numero di partecipanti che hanno terminato con successo una formazioneMaschiFemmine< 25 anni > 25 anni < 25 anni > 25 anniTotale9 79 8 68 1645% 48% 5% 41% 100%Nel corso del 2011 si sono realizzate 15 azioni di formazione a cui hanno partecipato 234 operatori.I tematismi affrontati nelle azioni di formazione hanno riguardato la creazione di nuove imprese e autoimprenditorialità (3 corsi) lo sviluppo delle competenze gestionali e imprenditoriali (9 corsi) e lo sviluppo dinuove competenze professionali (3 corsi).I partecipanti che hanno terminato con successo le azioni formative sono 164, pari al 67% del totale.Le donne partecipanti sono il 43% del totale e hanno mediamente una percentuale di successo maggioredegli uomini (73% contro il 63%) arrivando ad essere il 46% dei formati con successo.Relativamente bassa è la quota di giovani di età inferiore a 25 anni, pari all’11% dei partecipanti totali ed al10% di quelli formati con successo. Questa fascia di età risulta completamente assente nelle azioni formativefinalizzate alla creazione di nuove imprese e auto imprenditorialità.Le azioni dove si registra la maggiore percentuale di successo formativo (73%) sono quelle riguardanti losviluppo di nuove competenze professionali.pag. 34


VALUTAZIONE PSR 2007-2013 CAMPANIA: AGGIORNAMENTO RAPPORTO VALUTAZIONE INTERMEDIA 20124. LA VALUTAZIONE DEGLI IMPATTI DEL PROGRAMMA4.1 Gli impatti socio economici4.1.1 L’andamento degli Indicatori iniziali (“baseline”)Secondo le stime aggiornate dell’Istat 7 nella Regione Campania i dati relativi alla produzione e al valoreaggiunto del settore agricolo nel periodo 2009-2011 si mostrano in leggero aumento dopo il calo registratotra il 2008-2009 (rispettivamente -1,6% e -1,3%). Secondo gli ultimi dati riferiti alle stime per il 2011 ilvalore aggiunto regionale del settore agricolo ammonta a 2.130.709 milioni di euro a fronte di unaproduzione di 3.246.537 milioni di euro e di un valore dei consumi intermedi pari a 1.115.828 milioni di euro.Campania(milioni di euro)2008 2009 2010 2011 Var.08-09 Var. 09-10 Var. 10-11 Var. 09-11 Var. 08-11Produzione 3.190.337 3.140.339 3.178.723 3.246.537 -1,6% 1,2% 2,1% 3,4% 1,8%Consumi intermedi 1.077.736 1.055.838 1.075.174 1.115.828 -2,0% 1,8% 3,8% 5,7% 3,5%Valore aggiunto 2.112.601 2.084.501 2.103.549 2.130.709 -1,3% 0,9% 1,3% 2,2% 0,9%Fonte: Istat, Valore aggiunto ai prezzi di base dell’agricoltura per regione (11 luglio 2012)A livello nazionale si evidenza una maggiore riduzione del valore aggiunto tra il 2008 e il 2009 (-9,9%); ciòincide sulla variazione complessiva registrata tra il 2008 e il 2011 del dato che diminuisce del 4,2%, mentrea livello regionale rimane piuttosto stabile (+0,9%). Di fatto a livello regionale negli anni dal 2009 in poi si èrecuperato il saldo negativo che si era verificato nel 2008 a differenza di quanto avvenuto a livello nazionale.Italia(milioni di euro)2008 2009 2010 2011Var.08-09Var. 09-10Var. 10-11Var. 09-11Var. 08-11Produzione 49.316.134 45.450.807 45.921.684 49.222.084 -7,8% 1,0% 7,2% 8,3% -0,2%Consumi intermedi 22.257.209 21.069.397 21.515.350 23.309.275 -5,3% 2,1% 8,3% 10,6% 4,7%Valore aggiunto 27.058.925 24.381.410 24.406.334 25.912.809 -9,9% 0,1% 6,2% 6,3% -4,2%Fonte: Istat, Valore aggiunto ai prezzi di base dell’agricoltura per regione (11 luglio 2012)Le dinamiche di mercato e gli orientamenti delle politiche comunitarie stanno determinando l’uscita delleaziende di minori dimensioni dal settore agricolo come dimostra il confronto tra i due ultimi censimentidell’agricoltura (2000-2010): si riduce il numero di aziende regionali campane (-45%) insieme a quellocomplessivo nazionale (-37%).Inoltre, rispetto all’ultima indagine dell’Istat sulla struttura delle aziende agricole (SPA, 2007) i dati indicanoun complessivo aumento medio delle dimensioni aziendali; in Italia si è passati da una dimensione media dicirca 5 ha nel 2000 agli 8 ha circa nel 2010. A livello regionale si è registrato un analogo trend di crescitaanche se le dimensioni medie risultano inferiori alla media nazionale (2,4 ha nel 2000 e 4 ha nel 2010).Confronto(anni 2000-2007-2010)Censimento2000CampaniaSPA 2007Censimento2010Censimento2000ItaliaSPA 2007Censimento2010N. aziende 248.931 151.802 136.872 2.593.090 1.679.439 1.620.884SAU 599.953 562.880 549.533 13.212.652 12.744.196 12.856.048Dimensione media aziendale 2,4 3,7 4,0 5,1 7,6 7,9Fonte: Censimenti Agricoltura 2000 e 2010, SPA 20077 Tavole dati “Valore aggiunto ai prezzi di base dell’agricoltura per regione” pubblicato in data 11 luglio 2012.pag. 35


VALUTAZIONE PSR 2007-2013 CAMPANIA: AGGIORNAMENTO RAPPORTO VALUTAZIONE INTERMEDIA 2012Ancora in linea con l’andamento nazionale diminuiscono nella regione le unità di lavoro totali nel settoreagricolo. La riduzione tra il 2008 e il 2011 è del 10% (-4,6% il dato nazionale), mentre con riferimentoall’ultimo anno è pari al 5,2% (-2,8% a livello nazionale).Unità di lavoro totali(Media annua in migliaia)2008 2009 2010 2011 Var.08-09 Var. 08-11 Var. 10-11Campania 101,8 95,3 96,6 91,6 -6,4% -10,0% -5,2%Italia 1.287,1 1.255,3 1.264,3 1.228,3 -2,5% -4,6% -2,8%Fonte: Istat, Valore aggiunto ai prezzi di base dell’agricoltura per regione (11 luglio 2012)Le difficoltà occupazionali sono evidenti anche nei comparti extra agricoli (indicatore di baseline di obiettivon. 28 “occupati non agricoli”: 1.735.200 unità: - 0,43% nel periodo 2003/2007). Le difficoltà occupazionalidella regione sono poi fotografate con chiarezza dal livello del tasso di disoccupazione (indicatore di baselinedi obiettivo n.3), che per le classi di età >25 anni si assesta nel 2011 al 13,1%, più di 6 punti percentualioltre il dato nazionale (6,9%).Dall’analisi sulla qualità della vita emergono tendenze simili: gli indicatori n.11 “occupazione e sua stabilità” en. 12 “occupazione: giovani e donne” assumono un forte interesse strategico da parte della Regione, con unpeso attribuito in entrambi i casi pari a 3 (valore massimo): i tecnici regionali sottolineano la gravità delproblema occupazionale, giovanile e femminile in particolare, soprattutto nelle aree rurali più marginali.Nelle aree selezionate (GAL Irpinia CM Terminio Cervialto, CM Alento Monte Stella) il problema occupazionaleè serio (per tutte le aree campione valore attribuito di 2 su una scala che variava da 1-“pessima situazione”a 5-“ottima”) ed in alcune realtà (GAL Titerno, GAL Cilento Regeneratio) diventa addirittura drammatico perdonne e giovani (valore attribuito pari a 1).4.1.2 I metodi per la valutazione degli impatti socio-economiciLa quantificazione dei risultati di accrescimento di valore aggiunto e occupazione, ottenuti dalla realizzazionedegli interventi, costituisce la base per la valutazione degli effetti del programma misurati in termini dicrescita economica e di posti di lavoro creati. I metodi di valutazione adottati per la quantificazione degliimpatti, infatti, seguono l’approccio ascendente suggerito dal QCMV, basato sull’aggregazione dei risultatiderivanti dalle analisi di dettaglio, qualitative e quantitative, condotte a livello di beneficiari diretti e indiretti ingrado di fornire una stima complessiva degli indicatori.In una prima fase viene stimato l'impatto (effetto netto) a livello dei beneficiari diretti e indiretti (analisicontro fattuale e tendenze contestuali). In una seconda fase, l'impatto (l’effetto netto di cui sopra) vienerapportato alla tendenza generale (osservata sul medesimo indicatore) a livello della zona del programma(andamenti degli indicatori di baseline). Nella logica d’intervento dello sviluppo rurale, gli obiettivi di crescitaeconomica e occupazione sono connessi agli obiettivi di miglioramento della competitività del settore agricoloe forestale e di miglioramento della qualità della vita nelle zone rurali e diversificazione delle attivitàeconomiche.I dati primari per la quantificazione dei risultati derivanti dalla conclusione degli interventi saranno acquisiticompatibilmente con l’avanzamento delle misure. Nel 2012 è stata effettuata la raccolta di dati primari pressoi beneficiari che hanno completato gli investimenti nel 2010 rilevando i risultati economici conseguiti nel 2011,e così via sarà fatto per le annualità successive, con un programma di rilevazione a cadenza annuale.I dati primari raccolti riguardano anche coloro che pur non essendo beneficiari diretti del programma ne sonodestinatari, ad esempio i partecipanti alle attività di formazione.Gli effetti complessivi dovranno essere misurati al netto dei doppi conteggi (determinati dall’adesione deibeneficiari a più misure) e dovranno considerare eventuali effetti di spiazzamento e inerziali (deadweight)che possono ridurre l’impatto complessivo del sostegno e quelli moltiplicativi che invece lo potenziano (adesempio nei progetti integrati).Per la stima del deadweight effect potranno essere utilizzate le risultanze delle indagini dirette svolte (es. ilquesito sottoposto ai beneficiari “Avrebbe realizzato l’investimento sovvenzionato anche in assenza delpag. 36


VALUTAZIONE PSR 2007-2013 CAMPANIA: AGGIORNAMENTO RAPPORTO VALUTAZIONE INTERMEDIA 2012contributo?”). Rispetto al rischio di spiazzamento dovrà essere verificata la presenza di effetti distorsivi chepossono avvantaggiare le aziende/imprese beneficiarie a danno di altre (ad es. nei confronti delle quote dimercato esistenti, piuttosto che nello sviluppo di nuovi mercati, nello spostamento delle forniture delleproduzioni agricole a seguito della realizzazione di un nuovo impianto di trasformazione, ecc.).Per isolare gli effetti netti di crescita economica e occupazionali attribuibili esclusivamente al sostegnoricevuto, è necessario confrontare gli indicatori di risultato rilevati su un campione di aziende beneficiarie(fattuale), con le performance fatte registrare nello stesso periodo da un insieme di aziende, che nonricevono il sostegno, più simile possibile al fattuale (controfattuale).A tal proposito è importante precisare le caratteristiche delle aziende beneficiarie interessate dalla stima degliindicatori di impatto: aziende agricole, aziende forestali, imprese del settore agroalimentare direttamente oindirettamente sovvenzionate, microimprese operanti in settori diversi (turistico, artigianato). Taledifferenziazione tipologica dei beneficiari dovrà naturalmente trovare riscontro in una distinzione simile alivello dei soggetti che saranno presi in considerazione per la determinazione dei gruppi controfattuale.Per le aziende agricole, i risultati rilevati presso i beneficiari verranno confrontati con le variazioni di valoreaggiunto e manodopera rilevate nello stesso periodo di tempo in un insieme di aziende agricole appartenential campione regionale RICA, simili alle aziende beneficiarie per caratteristiche strutturali (localizzazione,orientamento produttivo, dimensioni economiche e operative, tipologia di servizi offerti, ecc.). Gli elementipresi in considerazione per aumentare il grado di “confrontabilità” dei due insiemi di aziende includerannoquelli utilizzati per la stratificazione dell’universo dei beneficiari. Per quanto riguarda il settore agricolo, deveessere messo a punto con la Regione il sistema di utilizzazione delle informazioni RICA necessarie all’analisicontro fattuale.Per il settore alimentare e forestale le informazioni relative alle imprese contro fattuali, laddove esistenti,potrebbero essere acquisite presso le CCIAA. Il metodo per l’individuazione delle imprese contro fattuali è incorso di predisposizione parallelamente alla selezione del fattuale.In tutti i casi menzionati, la metodologia di quantificazione degli effetti netti dovrà essere approfondita ericondotta alle specificità del sistema produttivo regionale e all’universo delle unità locali regionali al fine distimare l’impatto complessivo del sostegno.Per quanto riguarda le microimprese artigiane o turistiche, dato il peso trascurabile che queste assumonorispetto al contesto regionale d’intervento, sarà effettuato un confronto diretto con l’andamento dellecorrispondenti variabili statistiche di contesto (numero di occupati in microimprese/ numero di occupati nelleimprese turistiche). In particolare, si utilizzeranno come variabili di confronto i dati derivanti dalle indaginiISTAT “Conti economici delle imprese” (che consente la suddivisione del dato per classi dimensionalid’impresa) e “Conti economici regionali”, eventualmente integrati da informazioni richieste ad hoc allaCamera di Commercio.4.1.3 Gli impatti sulla qualità della vitaAl fine di cogliere gli effetti della strategia territorializzata e partecipata del programma di sviluppo rurale(macroaree con diversi livelli di ruralità a priorità differenziata) è necessario spostare l’attenzione dal livelloregionale a quello locale. Pertanto, nell’impostare la metodologia di valutazione degli impatti, il sistema degliindicatori del QCMV (crescita economica, occupazione, produttività del lavoro) è stato integrato con indicatoriaggiuntivi relativi alla qualità della vita, valorizzati attraverso il contributo percettivo di testimoni privilegiati -espressione dei destinatari del sostegno (popolazione, imprese) - in realtà territoriali rurali diversamentecaratterizzate (Aree testimone).La valorizzazione degli indicatori conduce ad un indice di sintesi multidimensionale, che rappresenta unasorta di baseline della qualità della vita, non generalizzabile e fortemente ancorata al contesto che l’haprodotta. La rilevazione di tale baseline in momenti successivi “interni” al periodo di programmazionedovrebbe consentire di delineare un trend (T0-Tn) della qualità della vita percepita in una certa areainteressata dal sostegno del PSR relativamente al quale (trend) verificare l’azione del Programma.pag. 37


1 - Nidi, materna, Obbligo2 - Presidi sanitari3 - Assistenza disagiati4 - Gestione e smaltimento rifiuti5 - Sicurezza locale6 - Servizi alla pop. e presidi commerciali7 - Solidità sist. produttivo8 - Sostenibilità agricoltura9 - Infrastrutture turistiche10 - Impegno Amministrazioni per imprend.11 - Occupazione (generale) e sua stabilità12 - Occupazione giovani, donne13 - Reddito e costo vita14 - Reti di collegamento15 - Qualità sistema insediativo16 - Aree verdi e ricreative17 - Salubrità del territorio18 - Attenzione istituz. all'ambiente19 - Patrimonio artistico architettonico20 - Eventi, festival, manifest. culturali21 - Cinema, teatri, musei, biblioteche22 - Produzione culturale23 - Associazionismo e volontariato24 - Governance orizzontale25 - Governance verticaleVALUTAZIONE PSR 2007-2013 CAMPANIA: AGGIORNAMENTO RAPPORTO VALUTAZIONE INTERMEDIA 2012Nel corso del 2011 e nei primi mesi del 2012 si è proceduto alla realizzazione delle attività propedeutiche alladeterminazione dell’indicatore di sintesi della qualità della vita al T0 e delle sue diverse componenti in alcunearee testimone.La qualità della vita espressa dai testimoni nelle aree selezionate è nel complesso moderatamente“insoddisfacente” anche se la sintesi è frutto di situazioni differenziate fra le diverse componenti in cui èstato scomposto il concetto della qualità della vita.Come si nota dalla matrice seguente, in cui si riportano i giudizi espressi dai gruppi, le percezioni sullediverse dimensioni sono abbastanza simili tra le aree e, in linea di massima, più positive per le dimensioni deiservizi, pur considerando lievi squilibri in termini di accessibilità e presenza in particolare dei presidi sanitari,dell’ambiente e della cultura, dimensioni queste nelle quali si arriva in qualche caso anche all’eccellenza.Giudizio molto positivo viene espresso sulla filiera dello smaltimento rifiuti (per la quale si evidenzia un’altaincidenza della raccolta differenziata) e sulla sicurezza locale.Matrici dei tavoli Qualità della vita nelle aree testimone. In alto i “pesi” attribuiti dal programmatoreTavolo pesi 3 3 2 2 2 2 3 3 2 2 3 3 2 3 2 1 2 1 2 1 1 1 1 2 1dimensione servizi economiaInfrastrutture ambiente culturaProcessisocialiGAL Irpinia CM TerminioCervialto 3 2 2 3 4 3 2 3 4 2 2 2 2 4 4 4 5 4 4 2 2 3 4 2 2GAL Titerno 3 4 3 4 4 4 3 3 2 2 2 1 3 2 4 3 4 3 4 4 3 4 3 3 2GAL Colline salernitane 4 3 4 4 4 4 2 2 3 2 2 2 3 2 4 4 4 3 3 5 4 4 4 3 2GAL Cilento RegeneratioCM Alento Monte Stella 3 2 3 4 4 3 2 3 3 3 2 1 3 2 3 4 5 3 4 3 2 3 3 2 2Valori discussivalori discussi e non condivisiSono invece gli indicatori economici, infrastrutturali e di governance più o meno direttamente connessi alPSR ad esprimere in tutte le aree punteggi omogenei verso il basso.Il sistema produttivo è considerato in modo unanime poco solido e poco innovativo e la situazione è resa piùcritica dal carente supporto della Amministrazione pubblica, il cui approccio, concentrato sull’erogazionedella spesa, prescinde dalla qualità della domanda. Il giudizio negativo riguarda pure la valutazione dellagovernance e dei rapporti interistituzionali.Situazioni, anche di estrema criticità, vengono lamentate in merito alla mancanza di opportunitàoccupazionali, in particolare per i giovani e le donne, aggravata anche dalla inadeguata professionalità dellerisorse umane.La percezione nei riguardi della sostenibilità sociale ed economica dell’attività agricola è invece lievementepiù positiva, anche grazie alla diffusione delle attività extra-agricole legate al turismo rurale, ma permangonopag. 38


Giudizio sulla Qualità della VitaPoco buonaBuonaVALUTAZIONE PSR 2007-2013 CAMPANIA: AGGIORNAMENTO RAPPORTO VALUTAZIONE INTERMEDIA 2012elementi critici la debolezza strutturale del sistema agricolo, aggravata dalla scarsa propensioneall’associazionismo ed alla cooperazione che, unitamente alle difficoltà di ricomposizione fondiaria,indeboliscono le opportunità offerte dalla presenza di prodotti di nicchia potenzialmente valorizzabili.Infine, è giudicata molto negativamente la situazione delle reti di collegamento verso i principali centrierogatori dei servizi, con riferimento in particolare alle carenze del sistema di trasporto pubblico (sia sugomma che su rotaia) che aggravano l’inadeguatezza della rete viaria.Per stabilire una relazione tra la pressione programmatoria e le criticità percepite a livello locale, leinformazioni fin qui raccolte sono state “riordinate” ricollocando i giudizi locali sui 25 indicatori, sintetizzatinel valore modale, in quadranti diversi a seconda della strategicità che assumono nella programmazioneregionale (forte pressione della programmazione, peso 3; minore pressione della programmazione peso 1 e2) e della qualità percepita a livello locale (situazione buona punteggio 4; situazione poco buona 2 e 3).MinoreProgrammazioneForte3 - Assistenza disagiati 1 - Nidi, materna, Obbligo9 – Infrastrutture turistiche 2 - Presidi sanitari10 - Impegno Amministrazioni per imprenditoria 7 - Solidità sistema produttivo13 - Reddito e costo vita 8 - Sostenibilità agricoltura18 - Attenzione istituzionale. all'ambiente 11 - Occupazione (generale) e sua stabilità20 - Eventi, festival, manifestazioni culturali 12 - Occupazione giovani, donne21 - Cinema, teatri, musei, biblioteche 14 - Reti di collegamento24 - Governance orizzontale25 - Governance verticale4 - Gestione e smaltimento rifiuti5 - Sicurezza locale6 - Servizi alla pop. e presidi commerciali15 - Qualità sistema insediativo16 - Aree verdi e ricreative17 - Salubrità del territorio19 - Patrimonio artistico architettonico22 - Produzione culturale23 - Associazionismo e volontariatoLa tabella su riportata che, dal punto di vista metodologico, riassume e conclude la prima parte dell’indagine(Fase 1 “Identificazione delle dimensioni della qualità della vita da indagare, Fase 2 “Pesatura da parte deldecisore politico degli indicatori” e Fase 3 “La valorizzazione degli indicatori nelle aree testimone da parte deitestimoni locali”), evidenzia che la pressione programmatoria si concentra verso le criticità più evidentiemerse nelle aree anche se con risultati non sempre percepiti, tenuto conto che il peso espresso dalprogrammatore è una sintesi anche delle priorità che hanno sotteso le precedenti programmazioni.Inoltre, anche se le dimensioni e gli indicatori con cui è stato declinato il concetto complesso di qualità dellavita hanno un’estensione maggiore di quanto oggetto di intervento del Programma di Sviluppo Rurale,l’impostazione dello stesso e l’offerta complessiva di sostegno evidenzia una notevole tensione versol’approccio “integrato” e buona parte degli indicatori risultano intercettati dalle Misure del Programma nelsuo complesso, come sintetizzato nella tabella successiva, anche se ovviamente con intensità diverse.Come noto il PSR declina la propria strategia connotandola con forti elementi territoriali con l’intento diconcentrare le risorse nei territori più sensibili, le macroaree C e D (D1 e D2) e, relativamente almiglioramento qualità della vita, attribuendo un peso decisamente più rilevante alle Misure destinate adaumentare la dotazione di servizi per la popolazione rurale e l’attrattività del territorio nel suo complesso, allequali complessivamente va il 65% delle risorse assegnate all’Asse 3, nell’intento di frenare le tendenze allopag. 39


VALUTAZIONE PSR 2007-2013 CAMPANIA: AGGIORNAMENTO RAPPORTO VALUTAZIONE INTERMEDIA 2012spopolamento ed alla desertificazione sociale che connotano le dinamiche socio-demografiche delle suddettemacroaree.Dette Misure, come si evince dalla tabella, agiscono sulle dimensioni dei servizi, con particolare riferimento aquelli di carattere socio-sanitario, delle infrastrutture in particolare i trasporti e le reti telematiche, dellacultura, intervenendo da un lato sull’offerta culturale e sulla diffusione di centri di aggregazione finalizzatianche alla produzione di cultura, dall’altro sulla valorizzazione del patrimonio architettonico.La dimensione economica viene intercettata dalle tre Misure finalizzate alla diversificazione dell’economiaagricola che supportano, in modo equilibrato da un punto di vista della relativa dotazione finanziaria, unastrategia centrata sul potenziamento delle attività turistiche e, quindi, correlata principalmente all’’indicatoreche descrive l’adeguatezza delle infrastrutture turistiche e dei servizi collegati (sentieristica, centriinformativi…) ad attrarre turisti nella zona. L’obiettivo è inoltre supportato dalle finalità assegnate anche alsostegno per gli interventi di rivitalizzazione dei villaggi rurali (Misure 322 che non ha ancora interventifinanziati) e di valorizzazione del patrimonio architettonico e degli elementi tipici delle ruralità (Misura 323,azione C).Dimensionidella Qualitàdella vitaServiziEconomiaInfrastruttureAmbienteCulturaProcessi socialiIndicatori di Qualità della VitaAsse/Misura che intervienepotenzialmente sull'indicatore1 - Nidi, materna, Obbligo Misura 321 azione G : servizi finalizzati2 - Presidi sanitarialla fruizione allargata e coordinata dei3 - Assistenza disagiatiservizi alla persona4 - Gestione e smaltimento rifiuti5 - Sicurezza locale6 - Servizi alla popolazione e presidicommercialiIndicatori di realizzazione21 interventi finanziati di cui due asilinido7 - Solidità sistema produttivo Misura 312 222 Microimprese finanziate8 - Sostenibilità agricoltura Asse 1, Misura 211 e 212, Misura 3113.691 domande Asse 1.14.970 domande Misure 211 e 212;114 domande Misura 3119 - Infrastrutture turistiche Misura 311, 312, 313144 iniziative turistiche;2000 posti letto creati10 - Impegno Amministrazioni perimprenditoriaPSR e azioni specifiche previste inalcuni PSL -Asse 411 - Occupazione (generale) e suaMisura 121; Misura 311, 312,313stabilità30 ETP con le misure 311 e 31212 - Occupazione giovani, donne Misura 112; Misura 311, 31213 ETP giovani e 20 ETP donne con lemisure 311 e 31213 - Reddito e costo vita235 domande finanziate sulla Misura14 - Reti di collegamento Misura 125; Misura 321 - azione A 125; 15 interventi su azione A dellaMisura 321Misura 321 _azione h_ reti15 - Qualità sistema insediativo tecnologiche di informazione ecomunicazione16 - Aree verdi e ricreative Asse 2 Misura 22749 interventi per fruizione turisticoricreativa delle aree forestali17 - Salubrità del territorio Asse 2441.242 ha di superficiecomplessivamente interessata18 - Attenzione istituzionaleall'ambienteTrasversale al PSR19 - Patrimonio artistico219 interventi di riqualificazione delMisura 322 Misura 323 azione Carchitettonicopatrimonio rurale con Misura 323 C20 - Eventi, festival, manifestazioniMisura 313culturali85 eventi e manifestazioni21 - Cinema, teatri, musei,bibliotecheMisura 31322 - Produzione culturale Misura 321 Azione D 69 centri di aggregazione23 - Associazionismo e volontariato24 - Governance orizzontale Misura 431 e azioni specifiche Gal25 - Governance verticaleDi seguito, si fornisce qualche elemento di valutazione circa gli impatti potenziali sulle dimensioni intercettatedal PSR, con un focus sulle Misure del’Asse 3 e sulle aree oggetto di analisi.pag. 40


VALUTAZIONE PSR 2007-2013 CAMPANIA: AGGIORNAMENTO RAPPORTO VALUTAZIONE INTERMEDIA 2012Nella tabella seguente, dove gli interventi PSR finanziati nelle aree testimone sono ricondotti sia agliindicatori di qualità della vita, sia agli obiettivi prioritari PSN dell’asse 3, si evidenziano le differenze nelladomanda espressa che inducono a ipotizzare impatti più o meno significativi sulle dimensioni analizzate.Interventi finanziati nelle aree oggetto di analisi per Misura ed indicatore qualità della vita correlatoInterventi finanziatiDimensioniC.M.ObiettivoIndicatori di Qualità della Misura che intervieneC.M. C.M.della QualitàAlentoAsse 3Vitapotenzialmente sull'indicatoreMonti Terminiodella vitaMontePicentini CervialtoStellaAttrattivitàdelterritorioOpportunitàdi reddito eoccupazioneC.M.Titerno eAltoTammaro1 - Nidi, materna, Obbligo Misura 321 azione G : servizifinalizzati alla fruizioneServizi2 - Presidi sanitari3allargata e coordinata dei3 - Assistenza disagiatiservizi alla persona22 - Produzione culturale Misura 321 Azione D 2 1 619 - Patrimonio artisticoarchitettonicoMisura 323 azione C11 1 2 16Cultura 20 - Eventi, festival,manifestazioni culturali21 - Cinema, teatri, musei,Misura 313 9 5 1 4bibliotecheInfrastrutture 14 - Reti di collegamentoMisura 125;17 3308Misura 321 - azione Asi1Ambiente 16 - Aree verdi e ricreative Asse 2 Misura 227 3 1 57 - Solidità sistemaproduttivo Misura 31211 1 4 108 - Sostenibilità agricolturaAsse 1, Misura 311 23 101 141 396Misura 211 e 212 379 548 1128 21939 - Infrastrutture turistiche Misura 311, 312, 313 22 7 14 30Economia10 - ImpegnoAmministrazioni perimprenditoriaAzioni specifiche PSL11 - Occupazione (generale) Misura 121; Misura 311,e sua stabilità312,31312 - Occupazione giovani,41 62 121 278donne Misura 112; Misura 311, 312In linea di massima anche la domanda espressa nel territorio è “coerente” con le principali criticità emerseed interviene soprattutto per consolidare il sistema produttivo agricolo e generare occupazione.Il grafico seguente sintetizza la distribuzione delle risorse pubbliche impegnate per obiettivi PSN e mostracome solo nell’area dell’Alento Monte Stella le risorse vadano prevalentemente sull’obiettivo Attrattività; dicontro nell’area Terminio Cervialto la spesa è decisamente sbilanciata sulla creazione di opportunità dioccupazione e reddito. E’ l’area del Titerno Alto Tammaro a concentrare la maggior parte della spesapubblica.pag. 41


VALUTAZIONE PSR 2007-2013 CAMPANIA: AGGIORNAMENTO RAPPORTO VALUTAZIONE INTERMEDIA 2012Il dettaglio della precedente tabella sulla domanda per Misura, indica che nell’area Alto Tammaro si puòipotizzare un processo di potenziamento del sistema produttivo agricolo e di diversificazione dell’economiache potrà avere effetti maggiori anche in termini di occupazione: in quest’area si concentra anche ladomanda per potenziare le infrastrutture a servizio del sistema agricolo (Misura 125). Il notevole accessoall’offerta di sostegno sembrerebbe, in questo caso, in contrasto con la percezione estremamente negativadei testimoni del focus in merito alla debolezza delle aziende agricole dell’area, anche se, parallelamente, lasostenuta domanda di indennità compensativa conferma la necessità delle stesse di compensare idifferenziali di reddito dovuti alla localizzazione in area svantaggiata.Sul fronte opposto si situa l’area dell’Alento Monte Stella, dove il sistema agricolo sembra non aver coltol’offerta di incentivo (anche considerando il basso numero di domande di indennità compensativa) eprevalgono gli interventi che possono incidere maggiormente sull’aumento dell’attrattività turistica a valeresulle Misure 313 e 323 azione C.Nell’area dei Monti Picentini, la scarsa risposta delle aziende agricole all’offerta di incentivo, conferma quantoemerso nel focus sull’indebolimento del sistema (….negli ultimi 15 anni si è vista la morìa del settore) el’indisponibilità anche culturale dei produttori a fare sistema. Dal parco progetti finanziato si può quindipresumere che il contributo del PSR, in linea con i fabbisogni delle aree, si esprima principalmente sugliindicatori economici.I risultati delle indagini dirette, che solo in parte possono rappresentare le aree testimone, confermano ilcontributo positivo sull’occupazione, in particolare giovanile e femminile, ma mettono in luce, per le nuovemicroimprese create, la bassa innovatività degli interventi e professionalità dei beneficiari, aspetti che, seconfermati a dinamiche consolidate, potrebbero diminuire l’efficacia del sostegno sulla solidità del sistemaproduttivo.Gli interventi finalizzati ad aumentare l’attrattività per la popolazione residente e per le imprese sonorealizzati principalmente nelle aree dei Monti Picentini e del Titerno-Alto Tammaro.L’analisi del parco progetti approvato indica che il sostegno intercetta i fabbisogni espressi localmente ointerviene nel mantenere un livello adeguato, laddove i testimoni hanno espresso una moderatasoddisfazione rispetto ad un servizio fornito, riconoscendo l’impegno dell’Amministrazione pubblica.L’area dei Monti Picentini esemplifica questa positività, anche perché al momento è l’unica ad avere qualcheprogetto concluso su più Misure correlate all’obiettivo.Nell’area, dove L’Ente Comunità Montana sta realizzando con il sostegno tre azioni integrate e interconnessefinalizzate al potenziamento dei servizi socio/sanitari, i testimoni giudicano in modo soddisfacente leperformance degli indicatori correlati con qualche ombra legata all’accessibilità di alcune aree ai servizisanitari. Nel territorio infatti l’adeguatezza della rete viaria e dei trasporti pubblici è giudicata moltocriticamente. Molto opportuno sembra quindi anche il progetto attuato dal comune di Baronissi con la Misura321 A (peraltro l’unico concluso sulla misura al dicembre 2011) finalizzato al potenziamento del trasporto sugomma nell’ambito del Piano di Zona Irno e Picentini che coinvolge 17 Comuni ivi inclusi quelli dellaComunità Montana oggetto di analisi.Il bacino di utenza identificato è di circa 47.000 utenti mentre gli utenti serviti nell’arco di un anno sonomediamente pari a 12.000 (I.R10 Popolazione servita) e il servizio è dedicato in particolare alle fasce dipopolazione più debole, connettendo i Comuni più periferici e montani sia con trasporto a chiamata, perparticolare esigenze, sia con un servizio continuativo svolto nei giorni feriali, verso servizi pubblici (ospedali,carabinieri, eccetera).Nella stessa area, nel comune di Montecorvino Rovella, infine sono stati finanziati nell’ambito dellasottomisura 321 D due centri di aggregazione, uno dei quali inaugurato solo recentemente (ottobre 2012),include anche la realizzazione di un auditorium fruibile non solo per i giovani, target individuato dal progetto,ma per l’intera popolazione, perché è l’unica struttura del territorio comunale atta ad ospitare convegni,rappresentazioni teatrali, esecuzioni musicali, proiezioni.L’ente ecclesiastico cha ha realizzato l’intervento ha inoltre sostenuto con un finanziamento sulla misura 323C il recupero funzionale di una cappella rurale resa inagibile dal terremoto del 1981 a servizio di circa 200abitanti residenti.pag. 42


VALUTAZIONE PSR 2007-2013 CAMPANIA: AGGIORNAMENTO RAPPORTO VALUTAZIONE INTERMEDIA 20124.2 Gli impatti ambientaliNei successivi capitoli sono illustrate le attività svolte nel 2011 e 2012 dal gruppo di Valutazione nel loroinsieme finalizzate alla analisi degli impatti ambientali del PSR, in particolare con riferimento alle tematiche labiodiversità, la tutela qualitativa delle risorse idriche, la tutela de suolo e del territorio, l’attenuazione delcambiamento climatico, ai quali corrispondono alcuni obiettivi prioritari del Programma ed Indicatori diimpatto definiti dal QCMV.4.2.1 La conservazione della biodiversità e la tutela di sistemi agricoli e forestali ad alto valorenaturalistico4.2.1.1 Il quadro di riferimento generaleCome indicato negli Orientamenti Strategici Comunitari (Decisione CE 2006/144) uno dei temi rispetto aiquali la politica di sviluppo rurale per il periodo di programmazione 2007-2013 è chiamata a fornire unsostanziale contributo è “la biodiversità e la preservazione e lo sviluppo dell’attività agricola e di sistemiforestali ad elevata valenza naturale e dei paesaggi agrari tradizionali”. Tale priorità viene ulteriormenterafforzata nell'ambito delle integrazioni apportate al quadro normativo [Reg (CE) 1698/2005] a seguitodell’"Health Check" della PAC.A livello comunitario, già a partire dal Piano d'azione a favore della biodiversità in agricoltura [Com (2001)162] è stato evidenziato il legame funzionale tra pratiche agricole, uso del territorio che esse comportano ebiodiversità: la continuazione, il non abbandono o la non intensificazione di pratiche/sistemi agricoliestensivi, l’introduzione di metodi di coltivazione e di allevamento (es. agricoltura e zootecnia biologica)basati sul principio della sostenibilità, sono le condizioni per la conservazione e la sopravvivenza di moltespecie spontanee, numerose delle quali in pericolo di estinzione.Va infine ricordato che il tema della biodiversità e della sua salvaguardia, stante la conferma delle tendenzeal suo declino nei territori europei, continuerà a rappresentare una delle priorità della politica comunitaria edella politica di sviluppo rurale, come indicato nella Comunicazione della Commissione “La PAC verso il 2020[Com (2010) 672/5]. In tale ambito, la Valutazione in itinere assume l’importante compito di fornire, nellaprossima fase di impostazione del nuovo periodo di programmazione, elementi di conoscenza ed analisi ingrado di “dimostrare” il contributo svolto dalle attività di coltivazione e di allevamento oggetto di incentivo esostegno, nel fornire beni pubblici ambientali coerenti con il raggiungimento di tali priorità.In tale quadro generale, la situazione e le dinamiche in atto nella regione Campania possono essere indagateconsiderando l’evoluzione degli Indicatori iniziali (“baseline”) proposti dal QCMV, per i quali è attualmentepossibile un aggiornamento rispetto a quanto realizzato nella Valutazione Intermedia al 2010.Questi indicatori di baseline, tecnicamente analoghi a due indicatori comuni di impatto previsti dal QCMV,sono riportati nel seguente quadro.Indicatori di Impatton. 4 “Ripristino della biodiversità (“Reversing biodiversitydecline”)n. 5 “Conservazione di habitat agricoli e forestali di alto pregionaturale” (“Maintenance of HNV farmland and forestry”Indicatori Iniziali (“baseline”)n. 17 - Biodiversità: avifauna in habitat agricolon. 18 - Biodiversità: habitat agricoli e forestali di alto pregionaturaleSi riporta di seguito un approfondimento delle analisi finalizzato alla stima del valore effettivo degli Indicatoridi impatto n. 4, a supporto della valutazione dell’efficacia degli interventi del PSR in relazione all’obiettivo inoggetto.pag. 43


VALUTAZIONE PSR 2007-2013 CAMPANIA: AGGIORNAMENTO RAPPORTO VALUTAZIONE INTERMEDIA 20124.2.1.2 L’Indicatore comune di impatto n. 4 - Ripristino della biodiversitàL’Indicatore comune esprime la variazione quantitativa e qualitativa nelle popolazioni di specie di uccellinidificanti negli ambienti agricoli – cioè che da esse dipendono per riprodursi o per alimentarsi - che siverifica nell’area di intervento del PSR e che può essere attribuita agli interventi da esso realizzati. Per laquantificazione di tale variazione si fa riferimento al Farmland bird index, un indice adimensionale (anno2000=100) che considera sia la ricchezza in specie di uccelli legati agli ambienti agricoli e presenti nelterritorio indagato, sia l’abbondanza delle rispettive popolazioni appartenenti a tali specie 8 .Le variazioni di questi parametri, e quindi dell’Indice sintetico, sono,infatti, fortemente influenzate(costituendone in definitiva una espressione) dalla evoluzione dei livelli complessivi di biodiversità presenti inun territorio agricolo, a sua volta influenzati dalle attività e pratiche agricole sulle quali alcune delleMisure/azioni del PSR intervengono, in termini di mantenimento o di trasformazione 9 .L’indice FBI, oltre che come Indicatore di impatto, è utilizzato dal QCMV anche come Indicatore comuneiniziale di obiettivo (n.17 - Biodiversità: avifauna in habitat agricolo) per l’analisi della situazione complessivaregionale in tema di biodiversità e quale riferimento per la stima degli impatti del Programma 10 .Un trend negativo segnala che gli ambienti agricoli stanno diventando meno favorevoli per gli uccelli; untrend positivo o stazionario, viceversa, segnala il miglioramento o il mantenimento dello “stato diconservazione” degli ambienti agricoli in relazione alle popolazioni di uccelli.Diverse indagini condotte in passato in Europa (per es.: Tucker e Heath 1994, BirdLife International 2004)hanno evidenziato che le specie ornitiche sono particolarmente sensibili al peggioramento della qualitàambientale delle aree agro-pastorali avvenuto negli ultimi decenni. Di recente, uno studio effettuato con idati raccolti in 21 paesi europei nell’ambito del programma di monitoraggio delle popolazioni degli uccellicomuni PanEuropean Common Bird Monitoring Scheme o Euromonitoring (PECBMS), ha messo in risalto chele specie comuni legate agli ambienti agricoli sono diminuite drammaticamente negli ultimi 27 anni, quasidimezzando i propri effettivi. Questo declino demografico risulta decisamente più grave rispetto a quelloregistrato per le specie forestali e per tutte le specie comuni prese nel complesso (Vořišek et al. 2010).I dati raccolti nell’ambito del progetto MITO2000 (Monitoraggio Italiano Ornitologico; Fornasari et al. 2004),il programma di monitoraggio che fornisce i dati italiani al PECBMS, permettono la quantificazionedell’Indicatore comune anche nel nostro Paese. Dai dati raccolti dal 2000 al 2011 nell’ambito del progettoMITO2000 risulta che in Italia, il Farmland Bird Index (FBI), calcolato su 26 specie proprie degli ambientiagricoli, mostra un lieve declino (- 6%); si nota invece che l’andamento di tutte le specie comuni ètendenzialmente stabile a conferma che gli uccelli degli ambienti agricoli sono una categoria a rischio (ReteRurale Nazionale e LIPU 2010, 2011).In Campania l’indicatore Farmland Bird Index, elaborato sulla base di 2084 punti effettuati nel periodo 2000-2011, mostra un incremento pari al 10,8% (Figura 1; Rete Rurale e LIPU 2011) a suggerire una apparentetendenza al miglioramento dello status complessivo delle popolazioni ornitiche degli ambienti agricoli.Bisogna considerare che, comunque, il campione di punti per il calcolo dell’indice nella regione campana èstato in alcuni anni decisamente esiguo (2006: 74; 2008: 23). Ciò ha sicuramente influenzato l’andamentodell’indice caratterizzato da ampie fluttuazioni. Nel periodo 2000-2011, è risultato oscillante anchel’andamento del 51,7% delle 29 specie considerate per il calcolo dell’indice e per il 6,9% delle specie i datisono risultati insufficienti per delineare le tendenze in atto. Ciò detto, l’incremento di FBI regionale èattribuibile oltre che all’aumento significativo degli indici di popolazione di Gheppio, Rondine e Gazza,8 L’indice viene elaborato utilizzando i dati raccolti nell’ambito del programma di monitoraggio degli uccelli comuni European CommonBird Monitoring scheme (PECBM o Euromonitoring) in cui sono coinvolti 25 Paesi europei con il coordinamento di European Bird CensusCouncil, Royal Society for the Protection of Birds, BirdLife International e Statistics Netherlands. L’Italia partecipa all’Euromonitoring coni dati raccolti nell’ambito del progetto MITO2000 (Monitoraggio Italiano Ornitologico) che ha preso l’avvio nella stagione riproduttiva2000 con il sostegno finanziario del Ministero dell’Ambiente e il coordinamento dell'associazione FaunaViva e del Centro Italiano StudiOrnitologici (CISO). Dal 2009 la LIPU ha affiancato FaunaViva nel coordinamento nazionale della raccolta dati che è proseguita grazie alsupporto della Rete Rurale Nazionale.9 Sull’uso di indici basati sull’evoluzione demografiche di specie ornitiche per la valutazione della qualità ambientale si veda: Gregory R.D., van Strien A. 2010. Wild bird indicators: using composite population trends of birds as measures of environmental health. OrnitholSci 9: 3–22.10 Altri Indicatori iniziali correlati sono il n.18 (Biodiversità: habitat agricoli e forestali al alto pregio naturale) e il n.19 (Biodiversità:composizione delle specie arboree).pag. 44


VALUTAZIONE PSR 2007-2013 CAMPANIA: AGGIORNAMENTO RAPPORTO VALUTAZIONE INTERMEDIA 2012soprattutto alle specie che, pur presentando degli andamenti oscillanti, sembrano comunque evidenziare unaumento numerico delle popolazioni regionali, benché non significativo dal punto di vista statistico. Per lealtre specie si registra un decremento moderato nel 10,3% dei casi e stabilità nel 20,7% dei casi. Le specieper le quali si registra un decremento sono l’Allodola, il Saltimpalo, l’Averla piccola (Figura 2). Queste specierisultano in diminuzione nello stesso periodo, 2000-2011, anche a livello nazionale (Rete Rurale Nazionale eLIPU 2011). Per quanto riguarda le tre specie in aumento a livello regionale, Gheppio, e Gazza lo sono anchea livello nazionale mentre la Rondine risulta in decremento sul territorio italiano.Figura 1 - Andamento del Farmland Bird Index nel periodo 2000-2011 in Campania.Il FBI è adeguato per una verifica complessiva dello stato di salute degli agroecosistemi di una regione, mapuò essere poco efficace per valutare la bontà degli interventi a favore della biodiversità finanziati dal PSR. Ilbasso grado di efficacia è dovuto a diversi fattori, tra i quali, oltre alla già ricordata diffusione limitata degliinterventi finanziati dalle misure agro-ambientali sul territorio regionale, anche la scarsa corrispondenza trala dislocazione dei punti di osservazione/ascolto che vengono scelti con un programma randomizzato e learee interessate dalle azioni del PSR (Rete Rurale e LIPU 2010).Per una valutazione più diretta degli effetti delle azioni della Misura 214, quindi, sono state condotte delleanalisi per cercare di verificare l’esistenza di correlazioni significative tra intensità di intervento delle misureagroambientali e alcuni parametri della comunità ornitica ottenuti con i dati raccolti in Campania per ilprogetto MITO2000 nel triennio 2009-2011 11 .Il campione di partenza per queste analisi sono stati i 374 fogli catastali della regione in cui sono presentipunti MITO. Questo campione si è ridotto ai 311 fogli interessati dalle misure agroambientali. Per ciascuno diquesti 311 fogli sono stati calcolati: la superficie di intervento delle misure agroambientali, l’uso del suolo,l’altitudine media.11 Solo in questo triennio il numero di punti disponibili era sufficiente a compiere le analisi: 2009 (189 punti MITO) 2010 (240 puntiMITO), 2011 (266 punti MITO)pag. 45


VALUTAZIONE PSR 2007-2013 CAMPANIA: AGGIORNAMENTO RAPPORTO VALUTAZIONE INTERMEDIA 2012Figura 2 - Distribuzione nel territorio regionale dei punti MITO presenti nei fogli catastaliTra i fogli catastali in cui sono presenti punti MITO, sono stati selezionati quelli con ambiente agricolopredominante (almeno il 70% di SAU nella superficie del foglio). Il campione di partenza dei punti MITO si èridotto ulteriormente quindi nel 2009 a 86 fogli, nel 2010 a 104 fogli e nel 2011 a 123 fogli.Pertanto è stato stabilito di effettuare delle analisi di regressione ponendo come variabile dipendente laricchezza di specie ornitiche e, come variabili indipendenti, la superficie di intervento dell’azioneagroambientale in esame, la superficie delle diverse categorie di uso del suolo, l’altitudine, la superficie delfoglio catastale. Data la numerosità delle variabili indipendenti si è quindi proceduto ad una loroaggregazione e alla selezione di quelle aventi (a seguito una preventiva analisi statistica) una correlazionecon la ricchezza delle specie.Per quanto riguarda le variabili indipendenti relative agli interventi delle misure agroambientali (espresse in% nel foglio catastale) sono state considerate prima separatamente e quindi unitariamente le azioni 214.A(agricoltura integrata) 214.B(agricoltura biologica) e 214.D (Azioni extra BCAA. Cioè le azioni agroambientalidel PSR regionale che possono avere effetti più spiccati sulla biodiversità anche in virtù del fatto che sono leazioni oggetto di maggiore impegno in aree a predominanza di SAU.Infatti, considerando in modo separato le superfici interessate da tali azioni si è osservata una relazionepositiva tra la loro incidenza nelle unità territoriali considerate (fogli catastali selezionati) e la ricchezza dellespecie ornitiche, anche se, nel modello utilizzato di regressione multipla la prima variabile (indipendente) nonraggiunge la significatività statistica (P = 0,06).pag. 46


no. di specienumero di specieVALUTAZIONE PSR 2007-2013 CAMPANIA: AGGIORNAMENTO RAPPORTO VALUTAZIONE INTERMEDIA 2012Per cercare di ovviare parzialmente a questo problema, le analisi di regressione sono state ripetuteconsiderando tra le variabili indipendenti suddette, una nuova “variabile interventi’ nella quale sono stateaccorpate l’insieme delle superfici interessate dalle azioni 214 A, 214 B, 214 D.Nel 2009 la ‘variabile interventi’ non è risultata correlata significativamente né con la ricchezza di specietotali (r = 0,15; t = 1,42, P = 0,16) né con la ricchezza di specie agricole (r = 0,01; t = 0,15, P = 0,88) nécon la ricchezza di specie a priorità di conservazione (r = 0,09; t = 0,84, P = 0,40).Nel 2010, la ‘variabile interventi’ è risultata correlata positivamente con la ricchezza di specie (r = 0,23; t =2,37, P = 0,02). Tuttavia, in considerazione del fatto che nello stesso anno sono risultate correlate con laricchezza anche le variabili indipendenti ‘Superficie del foglio’ e ‘Ambiente urbanizzato e superfici artificiali’(entrambi correlazione negativa) si è proceduto a un’analisi di regressione multipla a seguito della qualeviene confermato l’effetto significativo della ‘variabile interventi’ sulla ricchezza di specie.In accordo con la funzione della retta di regressione tra la ‘variabile interventi’ e la ricchezza di specie(seguente Fig. 3), si ottiene che nei fogli catastali a un aumento del 10% della superficie degli interventidelle misure agroambientali a favore della biodiversità corrisponderebbe un aumento stimabile in 0,9 specie.Figura 3 - Retta di regressione per la relazione positiva tra la percentuale di superficie catastale interessatada interventi a favore della biodiversità (214A + 214B + 214 D) e la ricchezza di specie.- Anno 20102520151050Y = 9,76+0,09*214_ABD0 5 10 15 20 25 30% 214 ABDNel 2011 i dati indicano che la ‘variabile interventi’ è correlata positivamente con la ricchezza di specie (r =0,19; t = 2,09, P = 0,039). Nondimeno dato che nello stesso anno sono risultate correlate con la ricchezzaanche le variabili indipendenti ‘Prati e pascoli’ e ‘Altitudine’ (entrambi correlazione positiva) e la variabile‘Ambiente urbanizzato e superfici artificiali’ (correlazione negativa) si è proceduto a un’analisi di regressionemultipla (vedi metodi).Nel modello ottenuto con quest’analisi viene confermato l’effetto della ‘variabileinterventi’ sulla ricchezza di specie.Secondo la funzione della retta di regressione tra la ‘variabile interventi’ e la ricchezza di specie (Fig.4), siottiene che nei fogli catastali per un aumento della superficie degli interventi a favore della biodiversità del10% si ottiene un aumento stimabile in 0,5 specie.Fig. 4. Retta di regressione per la relazione positiva tra la percentuale di superficie catastale interessata dainterventi a favore della biodiversità (214A + 214B + 214 D) e la ricchezza di specie.Anno 201120151050Y = 10,9+0,05*214_ABD0 20 40 60 80% 214 ABDpag. 47


VALUTAZIONE PSR 2007-2013 CAMPANIA: AGGIORNAMENTO RAPPORTO VALUTAZIONE INTERMEDIA 2012Nello stesso anno la ‘variabile interventi’ non è risultata correlata significativamente con la ricchezza di specieagricole, mentre è risultata correlata positivamente con la ricchezza di specie a priorità di conservazione (r =0,18; t = 2,05, P = 0,042). Tuttavia la ‘variabile interventi’ non è entrata nel modello ottenuto nell’analisi diregressione multipla effettuata considerando anche le altre variabili indipendenti (superficie del fogliocatastale; Prati e pascoli) risultate correlate in maniera statisticamente significativa con la ricchezza di speciea priorità di conservazione (dati non mostrati).In conclusione, le analisi indicano che le misure agroambientali nel complesso sembrano aver avuto unimpatto positivo sulla ricchezza di specie ornitiche in due dei tre anni investigati. L’assenza di risultatisignificativi nel 2009 potrebbe dipendere dal fatto che, in questo anno, la metodologia adottata non è statain grado di rilevare alcun effetto, oppure potrebbe essere in relazione con il minor numero di punti disponibiliper le analisi nel 2009 rispetto al 2010 e 2011. I risultati, insieme a quelli esposti per le singole azioni,indicano anche che la ricchezza di tutte le specie ornitiche è un parametro più sensibile, rispetto allaricchezza di specie agricole e alla ricchezza di specie a priorità di conservazione, per evidenziare effettisignificativi. Di questo occorrerà tener conto nella predisposizione di future indagini sulla valutazione dellemisure agro ambientali.In base alle relazioni mostrate per i tre anni studiati (2009-2011), ponendo nel 2009 uguale a 0 l’incrementopotenziale di ricchezza di specie in relazione all’incremento di superficie degli interventi delle misureagroambientali, si può stimare mediamente che a un aumento del 10% della superficie degli interventi afavore della biodiversità corrisponda un aumento stimabile in 0,47 specie ornitiche.4.2.2 La tutela qualitativa delle risorse idricheI principali impatti sull’ambiente idrico delle attività agricole coinvolgono sostanzialmente il problema dellefonti diffuse di inquinamento, generate dall’esportazione dal territorio coltivato di nutrienti e fitofarmaci che,attraverso il deflusso superficiale, la percolazione delle acque di pioggia e l’erosione del suolo, raggiungono icorpi idrici, alterandone le caratteristiche chimico-fisiche. Fra i nutrienti, un ruolo prioritario è da attribuireall’azoto, che, sotto forma di nitrato, è molto solubile, quindi molto mobile nell’ambiente e raggiungefacilmente i corpi idrici, divenendo un problema soprattutto per le falde.Di conseguenza, si è definito come indicatore di salvaguardia dei corpi idrici, la riduzione del rilascio di azotonell’ambiente. Fatta questa scelta, si è disaggregata l’analisi, distinguendo fra un indicatore di impattospecifico (inteso come la riduzione dei carichi e del surplus di N sull’ettaro medio, con e senza impegno agroambientale)e indicatore di impatto complessivo, ovvero la riduzione dei carichi gravanti nella regione, graziealla misura. Con quest’ultimo approccio si è potuto considerare la misura anche in termini di superficieinteressata. Le finalità essenziali del programma consistono quindi nel soddisfare questi obiettivi di riduzione,soprattutto in funzione delle condizioni di partenza.4.2.2.1 Condizioni di partenza e tendenze nella regioneLe condizioni di partenza sono definite dall’analisi di contesto e della storia recente dei fattori produttivi inrapporto all’azoto in ingresso al sistema agricolo della Campania, come riportato nella seguente tab.1.Tab. 1 - Quantità di azoto minerale utilizzato tra il 2006 ed il 2010 con andamenti dei prezzi per i prodottiagricoli acquistati (percentuali su base 2005 =100).Indici dei prezzi dei prodotti acquistati dagli agricoltori,Concimi minerali azotati vendutiAnno[Mg]base 2005 (= 100%)Concimi (*) Energia e lubrificanti +combustibiliManutenzione e riparazionemacchine2005 459.947 100 100 1002006 425.227 103,67 110,3 103,62007 355.496 117,18 113,2 107,72008 307.278 193,68 128,5 113,12009 209.749 173,5 115,9 117,92010 215.598 152,67 116,6 121,4(*) I dati riportati nella colonna concimi rappresentano la media degli indici di variazione dei prezzi di tutti i fertilizzanti utilizzati.pag. 48


VALUTAZIONE PSR 2007-2013 CAMPANIA: AGGIORNAMENTO RAPPORTO VALUTAZIONE INTERMEDIA 2012Tra il 2006 ed il 2010 ci sono state importanti riduzioni nell’acquisto di N minerale per i concimi agricoli. Taletendenza è presumibilmente influenzata dall’aumento dei loro prezzi, quasi raddoppiato dal 2005 al 2008,molto più del costo di energia elettrica, lubrificanti, combustibili e manutenzione delle macchine agricole.Nella tabella 2 si riportano i consumi di azoto nel quinquennio considerato e quindi, nella successiva Tabella3, sono ricostruiti i bilanci annuali di azoto (ingressi/uscite rispetto al sistema suolo, normalmente generantiun “surplus”) a livello regionale derivanti dall’equazione di bilancio di massa:S = (AZ+FM) – AN [1]‣ gli Apporti Zootecnici (AZ) sulla base della consistenza zootecnica regionale (Fonte ISTAT);‣ gli apporti dalle Fertilizzazioni Minerali (FM), sulla base delle vendite dei fertilizzanti (Fonte ISTAT);‣ le asportazioni di azoto (AN) da parte delle singole colture, stimate attraverso i coefficienti diasportazione colturale indicati dalla Regione Campania nella Guida alla Fertilizzazione del 2011(pubblicazione dell’Assessorato Agricoltura Regione Campania) 12 e le produzioni riportate nei datiAGRIISTAT. Tale calcolo consente di determinare la quantità di azoto necessaria alle produzioniagricole. Quest’ultimo dato rappresenta il quantitativo teorico di azoto che dovrebbe essere apportato aicampi con le fertilizzazioni, per soddisfare le necessità colturali, al netto degli apporti di azoto dalleprecipitazioni e delle quantità che vengono perse in atmosfera durante le fertilizzazioni stesse. Leasportazioni risultano pari al prodotto fra valori unitari e superfici coinvolte.L’indicatore (surplus di azoto) esprime pertanto la quantità di macroelemento (in Kg/ha) che può venireimmobilizzato nel suolo, che può volatilizzare nell’atmosfera e che può essere trasportata, per scorrimentosuperficiale e per percolazione nelle acque superficiali e sotterranee (rilascio) e che quindi potenzialmentecontribuisce al loro inquinamento.Tab. 2: Azoto di origine minerale e zootecnico per anno.Anno N minerale [Mg] N zootecnico [Mg] N Totale [Mg]2006 42.522,70 28.598,33 71.121,032007 35.549,60 32.580,73 68.130,332008 30.727,80 33.140,38 63.868,182009 20.974,90 35.319,36 56.294,26201021.559,80 36.042,6157.602,41Tab. 3- Sintesi del bilancio dell’azoto.AnnoN minerale[Mg]N zootecnico[Mg]Assunzione N da partedelle colture [Mg]Surplus[Mg]Variazionesurplus (sul2006)2006 42.522,70 28.598,33 35.571,79 35.549,25 **2007 35.549,60 32.580,74 31.970,19 36.160,14 2%2008 30.727,80 33.140,38 33.863,28 30.004,91 -16%2009 20.974,90 35.319,36 34.316,74 21.977,53 -38%2010 21.559,80 36.042,61 33.601,58 24.000,82 -32%Media 30.266,96 33.136,28 33.864,72 29.538,53 -17%12 Il Piano di supporto alla fertilizzazione prodotto dalla Regione Campania ha l’obiettivo di razionalizzare l’uso dei concimi chimici. Essoprevede il rispetto della Guida alla Concimazione per le aziende agricole che aderiscono alle misure Agroambientali 214.a agricolturaintegrata e 214.b agricoltura biologica.pag. 49


VALUTAZIONE PSR 2007-2013 CAMPANIA: AGGIORNAMENTO RAPPORTO VALUTAZIONE INTERMEDIA 2012Se ne traggono le seguenti considerazioni: La variabilità dei surplus di azoto negli anni è molto legata al quantitativo di N di origine minerale, poichéi carichi di origine zootecnica e le asportazioni colturali non hanno grande variabilità. Fra il 2006 e 2007 e tra il 2008 ed il 2009, è molto diminuito il quantitativo di N distribuito comeminerale, in concomitanza con una diminuzione delle superfici coltivate con coltivazioni erbacee.A partire dalle precedenti informazioni e definizioni è’ stato quindi calcolato l’apporto di azoto “teorico”regionale nell’agricoltura convenzionale, ovvero la quantità massima di fertilizzazioni per le diverse colture.Tale apporto teorico è pari alla quantità di azoto per soddisfare le asportazioni colturali (cfr. precedenteTabella 4) più la differenza tra tale quantità e l’azoto disponibile per l’agricoltura “attuale” 13 della RegioneCampania (somma di azoto minerale e zootecnico) nel 2010 (cfr. precedente Tabella 5). In altri termini, ladifferenza fra la quantità di N disponibile per l’agricoltura convenzionale e le asportazioni colturali nellostesso regime convenzionale è la quantità di azoto che viene utilizzata in eccesso. Come di seguito illustrato,tale quantità in eccesso è pari a circa il 70% delle asportazioni colturali.a) Totale N asportazioni colturali: 33.601,58 Mg/annob) Totale N disponibile per l’agricoltura (Nmin + Nzoo): 57.602,41 Mg/annoc)Totale N in eccesso con l’agricoltura convenzionale:Rapporto c)/a)=70,6%24.000,82 Mg/annoSi sono così ricavate le Concimazioni Azotate Effettive (CAE) per singola coltura, aumentando della suddettapercentuale (70%) le asportazioni colturali, ovvero le concimazioni teoriche (medie) che rappresentanol’agricoltura convenzionale della Campania.Tale procedimento consente una validazione del metodo di calcolo adottato ed inoltre fornisce un’indicazioneoggettiva di quanto, almeno mediamente, è l’effettiva quantità di fertilizzante utilizzata per coltura.4.2.2.2 Valutazione degli impatti delle azioni agroambientali sui carichi e sul bilancio (surplus) di azotoSono state considerate, nella valutazione, le azioni agroambientali (e le relative superfici di impegno) aventievidenti effetti sulla gestione (riduzione) dei carichi di azoto. In particolare:Le Azioni 214.a (agricoltura integrata) e 214.b (agricoltura biologica) le quali impegnano i beneficiari alrispetto del Piano Regionale di Consulenza alla Fertilizzazione (PRCFA) cioè ad apportare con le concimazioniquantitativi di azoto non superiori alle asportazioni colturali. In tali condizioni, in prima approssimazione, leconcimazioni non possono produrre surplus di azoto.L’Azione 214.c (conservazione ed incremento della sostanza organica) che prevede l’apporto di ammendantida produzione certificata (ammendanti misti o verdi) come da D.Lgs. 217/06 e s.m.i., interramento deiresidui colturali e lavorazioni superficiali. Non è obbligatorio il rispetto del PRCFA, ma gli apporti diammendante sono diversi a seconda delle macroaree regionali (da un minimo 2,5 t SS/ha ad un massimo di7,5 t SS/ha). Essi in parte sostituiscono l’apporto di azoto minerale, con un rilascio al terreno più lento equindi con meno pericolo di una sua percolazione in falda.Le misure forestali di imboschimento dei terreni agricoli Misura 221, e i trascinamenti (Misura H e 2078), lequali determinando un cambiamento nell’uso del suolo, riducendo il carichi di azoto per un valoreequivalente alla differenza tra un seminativo ed una superfici imboschita.Per la stima delle riduzioni dei carichi e del surplus di azoto a seguito dell’applicazione delle misure/azionidescritte precedentemente si è operato ne seguente modo.13 Con il termine di agricoltura “attuale” si intende, per l’anno di esame, la combinazione tra gli itinerari tecnici dell'agricolturaconvenzionale e quelli dell'agricoltura aderente alle azioni agroambientali del PSR per il periodo di tempo di riferimento.pag. 50


VALUTAZIONE PSR 2007-2013 CAMPANIA: AGGIORNAMENTO RAPPORTO VALUTAZIONE INTERMEDIA 2012Sono stati calcolati i carichi unitari delle singole colture dell’agricoltura convenzionale sommando ai carichinecessari ai fabbisogni, questi ultimi derivanti dalla Guida alla Fertilizzazione del 2011 (pubblicazionedell’Assessorato Agricoltura Regione Campania), un incremento del 70% che rappresenta, come visto, ilvalore di azoto eccedente i fabbisogni. Tali carichi unitari (kg/ha) sono stati moltiplicati per le superfici delconvenzionale ottenendo le quantità totali e il carico medio unitario dell’agricoltura convenzionale. Il surplussi è ottenuto applicando l’equazione (1) riportata precedentemente.Il carico medio unitario e totale delle azioni di agricoltura integrata e biologica sono stati ottenutimoltiplicando i carichi unitari delle colture, quest’ultimi equiparati alle asportazioni indicati nella Guida allaFertilizzazione della Regione Campania, per le superfici oggetto di impegno, il surplus è stato ottenutoapplicando l’equazione (1) ed è risultato pari a zero in quanto i carichi sono stati posti uguali alleasportazioni.I carichi dell’azione 214.c sono stati considerati uguali a quelli dell’agricoltura convenzionale, mentre i carichidelle misure forestali sono stati considerati uguali a zero, ipotizzando che tali superfici non venganoconcimate.Le elaborazioni svolte hanno consentito di stimare l’efficacia del programma, intendendo, con questotermine, la riduzione percentuale ed assolute (kg/ha) dei carichi e del surplus di azoto, sia sullesuperfici oggetto di impegno rispetto alle superfici corrispondenti ad agricoltura convenzionale (senza PSR),sia in termini globali della regione, come confronto dell’agricoltura convenzionale con le quantità di Ndistribuite con l’agricoltura “attuale” della Regione Campania. La superficie in regime di agricolturaconvenzionale è stata calcolata come differenza di SAU tra i dati ISTAT e le SOI delle misure 214.a, 214.b e214.c.Nella successiva Tabella 4 è possibile confrontare i risparmi negli apporti di azoto dovuti alle diversemisure/azioni, con le quantità di N distribuite nell’agricoltura convenzionale della Regione Campania. Questisono espressi anche come carichi areali, dividendo le quantità di N risparmiato per le superfici coinvolte dalleazioni.Tab. 4 - Risparmio di N, rispetto ad una agricoltura completamente convenzionaleMisure/azioniN risparmiato[kg] %N unitariorisparmiato[kg/ha]Riduzione degliapporti rispetto alconvenzionale[%]AZIONE 214.a 1.396.363 56 28,18 31,74AZIONE 214.b 341.513 14 24,62 27,72AZIONE 214.c 0,00 0,00 0,00 0,00rimboschimenti (221 , H, 2080) 741.804 30 123,63 100(*)RISPARMIO TOTALE DI AZOTO CON IL PSR 2.479.680 100,00 35,43 39,91(*)Superfici precedentemente concimate, che passano a bosco.La riduzione/risparmio specifica dei carichi di azoto (ovvero sulle superfici oggetto di impegno delle singoleazioni) presenta i valori più alti con i rimboschimenti e l’azione 214.a. Per quanto riguarda i rimboschimenti,si è ipotizzato che il cambiamento di uso del suolo (da seminativo) determini un apporto di azoto nullo e,quindi, la sua riduzione è del 100% (corrispondente a 123,6 kg/ha).L’azione 214.b agricoltura biologica dove la riduzione è del 27,7%. L’azione 214.c (555,32 ha considerati),non avendo nessun obbligo di rispetto del PRFCA, non apporta nessuna riduzione degli apporti di azoto.Per quanto riguarda le riduzioni assolute, che quindi tengono conto anche delle superfici coinvolte dallesingole azioni, l’agricoltura integrata determina il 56% della riduzione totale di input di azoto, con oltre 1milione di kg di azoto in meno, grazie all’elevata partecipazione (quasi 50.000 ettari), seguono ilrimboschimento e l’agricoltura biologica con il 30% e il 14% rispettivamente.Nella seguente Tabella 5 sono riportati i risultati delle stime inerenti la riduzione del surplus di azotodeterminate dalle azioni agroambientali 214.a, b e c, rispetto all’agricoltura convenzionale.pag. 51


VALUTAZIONE PSR 2007-2013 CAMPANIA: AGGIORNAMENTO RAPPORTO VALUTAZIONE INTERMEDIA 2012Tab. 5 - Surplus di N delle azioni e dell’agricoltura convenzionale.Riduzione del surplus rispettoSUPERFICISURPLUSAzionial convenzionale[ha] kg kg/ha %AZIONE 214.a 49.553 0,00 0,00 39,10 100,00AZIONE 214.b 13.873 0,00 0,00 39,10 100,00AZIONE 214.c 555 21.756 39,18 -0,08 -0,21Totale Misura 63.982 21.756 13,32 25,77 65,92Convenzionale 613.351 23.979.067 39,10Agricoltura attuale 677.333 24.000.823 35,43 3,66 9,36Dalla tabella si ricava che, complessivamente, nella Regione Campania, con le azioni considerate 14 , il surplusè pari a circa 24 Mg di azoto. Come valori unitari il surplus passa dai 39 kg/ha dell’agricoltura convenzionalea 13 kg/ha medi con le misure, determinando una riduzione di 25,7 kg/ha, pari al 65,9%, nelle superfici diintervento.Considerando anche le estensioni in ettari delle superfici agricole interessate dalle azioni agroambientali, sidetermina una riduzione media a livello regionale (“agricoltura attuale”, comprensiva sia delle superficiagroambientali sia le superficie convenzionali) di 3,66 kg/ha, pari al 9,3%.Infine, nella seguente Tabella 6, sono in sintesi riportati i valori complessivi di riduzione per i due Indicatoriconsiderati (apporti e surplus di azoto) nelle superfici di intervento (SOI) e nel territorio regionale.Tab. 6 - Valutazione sintetica dell’efficacia del ProgrammaRiduzione di azotoAgricoltura Agricolturanelle aree diconvenzionale attualeIndicatoriintervento (SOI)Riduzione di azotosu tutto il territorioregionaleObiettivi del PSRRiduzione di surplus di N su tutto ilterritorio regionaleKg/ha % Kg/ha % kg/ha %Carico diN 88,79 85,04 35,40 39,91 3,47 4,22- -Surplusdi N 39,10 35,43 0,34 99,13 3,66 9,36 9,70 20,00Dati gli obiettivi del PSR di riduzione dei surplus delle concimazioni azotate pari a 9,7 kg/ha sull’interoterritorio della Regione Campania, con una percentuale complessiva di riduzione del 20% delle concimazioni,il PSR non ha ancora raggiunto gli obiettivi prefissati, verificandosi, al 2011, una riduzione di 3,6 kg/ha parial 9,3%. Questo probabilmente più per una sovrastima iniziale delle superfici agricole che si prevedevapotessero essere interessate dagli interventi piuttosto che per una ridotta efficacia degli stessi.Infatti, le analisi svolte mostrano una buona efficacia degli impegni agroambientali rispetto all’obiettivo delmiglioramento qualitativo delle acque: nei terreni agricoli in cui tali impegni sono assunti si verifica, comeprima illustrato, sia una riduzione rispetto alla conduzione secondo metodi convenzionali delle concimazioniazotate (carico) di quasi il 40%, sia una riduzione dei conseguenti “surplus” di azoto (di quasi il 10%).4.2.3 La tutela del suoloDi seguito sono illustrati, in forma riassuntiva (rimandando all’Allegato II per le specifiche tecniche) i metodiutilizzati e i risultati della loro applicazione per la valutazione degli impatti del Programma (in particolaredell’Asse 2) rispetto all’obiettivo di tutelare il suolo agricolo e le sue diverse funzioni (produttive, ambientali)dai processi di degradazione che le forme di sua gestione non sostenibile possono determinare. Inparticolare le analisi hanno avuto l’obiettivo di verificare se, e in che misura, le azioni agroambientali e diimboschimento fino ad oggi attuate dal PSR concorrano a due obiettivi specifici: l’incremento del contenutodi sostanza organica nel suolo (successivo § 4.2.3.1) la riduzione del rischio di erosione superficiale del suolo(§ 4.2.3.1). Per ognuno sono stati calcolati pertinenti Indicatori, da considerarsi aggiuntivi a quelli definiti nelQCMV.14 Per la stima del surplus non sono state considerate le Misure forestali poiché non si conoscono le asportazioni di tali colture.pag. 52


VALUTAZIONE PSR 2007-2013 CAMPANIA: AGGIORNAMENTO RAPPORTO VALUTAZIONE INTERMEDIA 20124.2.3.1 L’incremento della sostanza organica nel suoloLa sostanza organica nel suolo (Soil Organic Matter: SOM) è l’elemento fondamentale delle sue funzioniproduttive ed ambientali ed il suo incremento persegue una serie di obiettivi agronomici ed ecologici, quali ilmiglioramento della fertilità del suolo e della sua efficienza ecologica, quindi della biodiversità, ovviamente digrande importanza per la sostenibilità ambientale dell’agricoltura. Inoltre il suo incremento/mantenimento ècorrelato allo stoccaggio del carbonio nel suolo (carbon sink), sottratto quindi all’atmosfera, dove sicomporta da gas clima-alterante.La sostanza organica nel suolo va incontro a processi sia di progressiva mineralizzazione, sia di umificazioneCon il primo meccanismo si ha un progressivo depauperamento della dotazione organica del terreno chedovrà essere nuovamente ricostituita (con apporti di letame, sovesci, ecc.). Con il secondo processo, si ha laparziale decomposizione della sostanza organica e la sua particolare trasformazione in humus (sostanzaorganica stabile) che influenza positivamente la sua fertilità chimica, fisica e microbiologica.In termini generali la stima della Sostanza Organica Stabile (SOM) o humus attribuibile alle diverse azioniconsiderate si effettua applicando la seguente equazione che descrive la variazione dell’humus stabile nelsuolo (G SOS ):G SOS = (SO post *K1 – K2*C*PS*V)-(SO ante *K1-K2*C*PS*V) (1)Dove:SO post = apporto di Sostanza Organica labile post interventoK1=coefficiente isoumico che varia a seconda del materiale consideratoK2 = tasso di mineralizzazione della Materia organica nel suolo che dipende dal tipo di suolo, e dallelavorazioni del suoloC= il contenuto di Materia organica nel suoloPS= Peso Specifico del suoloV= volume di suolo arabileSO Aante = apporto di Sostanza Organica labile ante interventoL’ equazione (1) può essere semplificata considerando che K2, C, PS e V rimangano costanti nella situazioneante e post intervento, ottenendo la seguente:G SOS = SO post *K1–SO ante *k1.A partire da tale quadro metodologico di riferimento l’analisi svolta ha preso in considerazione le azioniagroambientali 214.a (agricoltura integrata) 214.b (agricoltura biologica) 214.c (conservazione edincremento della sostanza organica) 214.d1 (inerbimento degli interfilari nelle colture arboree) e 214.d2(sostegno al pascolo estensivo) i cui potenziali effetti in termini di incremento di sostanza organica del suolorispetto all’agricoltura convenzionale derivano dagli specifici impegni specifici che esse prevedono.Nella seguente Tabella sono riportati i risultati dell’analisi, per i cui particolari tecnici si rimanda all’AllegatoII.pag. 53


VALUTAZIONE PSR 2007-2013 CAMPANIA: AGGIORNAMENTO RAPPORTO VALUTAZIONE INTERMEDIA 2012Tab. 7 - SOM nella agricoltura convenzionale e nelle superfici interessate dalle azioni agroambientaliSuperficie (2011) SOM SOM Incremento di SOM[ha] [kg/anno] [kg/ha/anno] [kg/anno] [kg/ha/anno] [%]Agricoltura convenzionale 600.663 (*) 536.125.335 892 0 0 0214.a / Agricoltura integrata49.553 56.225.878 1.134 11.997.089 242 27214.b / Agricoltura Biologica13.873 17.262.589 1.244 4.879.572 352 39214.c / Conservazione edincremento della sostanzaorganica 557 1.567.421 2.812 1.069.926 1920 215214.d1 / BCAA inerbimento elavorazioni minime 507 648.092 1.277 195.248 385 43214.d2 / BCAA sostegno alpascolo estensivo 12.178 (**) 13.345.172 1.096 2.475.043 203 23Totale Misura 214 76.670,02 89.049.153 1.205,17 20.616.878 269 30(*): Superficie agricola da AGRI-ISTAT 2010, al netto delle superfici impegnate al 2011 nell’ambito delle azioni 214.a, 214.b, 214.c,214.d1, 214.d2. - (**) Solo superfici ricadenti in pianura e collina.Gli apporti di SOM nella situazione convenzionale sono stati stimati tenendo conto dei residui ipogei e epigeidelle colture e delle fertilizzazioni organiche. Il primo contributo è stato stimato in circa 735 Kg/ha/anno,applicando dei coefficienti colturali derivanti dalla letteratura (Bartolini R., Il ciclo della fertilità, Edagricole,1986) alle superfici interessante dalle colture stesse, da AGRI-ISTAT, al netto delle superfici interessate dalleazioni agroambientali. La SOM derivante dagli apporti delle concimazioni organiche nella agricolturaconvenzionale è stata stimata considerando la quantità media di azoto di origine animale calcolata per l’anno2010, pari a 360.426 q/anno, che, distribuita sulla SAU regionale, determina un carico unitario di N di origineorganico pari a 53,2 kg/ha. Ipotizzando che il tipo di refluo zootecnico utilizzato dalle aziende sia per il 75%liquame (C/N=12 e coefficiente isoumico K 1 15 = 0,05) ed il restante 25% letame (C/N=25 e K 1 =0,3) siottengono un C/N medio di 15,2 ed un K 1 medio di 0,112. Ciò determina una SOM derivante dallefertilizzazioni organiche dell’agricoltura convenzionale pari a 157 kg/ha/anno. Pertanto, sommando a talevalore il precedente relativo agli apporti dei residui (735 Kg) si ottiene un valore totale di SOM apportatanell’agricoltura convenzionale pari a 892 Kg/ha/anno.Nella stessa tabella 7 sono riportati i valori di SOM apportata nelle situazioni di applicazione delle azioniagroambientali, stimati tenendo conto degli specifici impegni e dell’ordinamento colturale presente nellesuperfici agricole interessate (per approfondimenti vedere Allegato II).I dati evidenziano il ruolo centrale svolto dall’agricoltura, anche di tipo convenzionale, nell’apportaresostanza organica al terreno, grazie soprattutto alla componente zootecnica. Tale ruolo viene accentuatoattraverso gli impegni agroambientali. L’azione 214.c determina un incremento di SOM pari ad oltre 1900kg/ha (+215%), seguono la 214.d1-BCAA-inerbimento e lavorazioni minime, con un incremento di oltre 385kg/ha (43%), l’agricoltura integrata con un incremento del 27% e l’azione 214.d2 con un incremento di oltre200 kg/ha (23%).Dalle analisi di dettaglio illustrate in Allegato II si ricava che pur avendo le concimazioni organiche un ruolosignificativo sull’arricchimento di SOM al terreno, la differenza importante fra azioni del PSR e sistemi agricoliconvenzionali è incentrata soprattutto sulle tipologie di colture, con i relativi residui e le tecniche colturali cheli generano.I dati riportati nella seguente Tabella 8 consentono una valutazione complessiva degli impatti delle azioniagroambientali a livello regionale, attraverso il confronto tra gli apporti aggiuntivi totali di SOM da essedeterminate con quelli stimati sia per l’agricoltura convenzionale, sia per l’agricoltura “attuale” della regione,intendendo con tale termine l’insieme dell’agricoltura convenzionale e di quella agro ambientale.15 Il K1 coefficiente isoumico rappresenta la percentuale di sostanza organica stabilepag. 54


VALUTAZIONE PSR 2007-2013 CAMPANIA: AGGIORNAMENTO RAPPORTO VALUTAZIONE INTERMEDIA 2012Tab. 8 - Apporti di SOM dovuti alle azioni, all’agricoltura attuale e a quella convenzionaleAZIONISUPERFICI[Ha]SOM[kg/anno]SOM[kg/ha]Incremento SOMrispetto alconvenzionale [%]214.a – 214.b – 214.c – 214.d1 – 214.d2 76.670 89.049.1531.205(media ponderata)35,02AGRICOLTURA ATTUALE (*) 677.333 625.174.488 922,99 3,41AGRICOLTURA CONVENZIONALE (**) 600.663 536.125.335 892,56 -(*) Fonte AGRIISTAT(**) Fonte AGRIISTAT-AZIONI CONSIDERATEQuesti risultati mostrano l’importanza delle misure agroambientali nell’incremento della SOM, che sebbenenon rilevante in termini percentuali sull’intero territorio regionale (pari ad un incremento del 3,41 % conl’agricoltura attuale vs agricoltura convenzionale) è elevato nelle aree di intervento (35%).Gli effetti positivi sul piano dell’impatto ambientale legato all’incremento di SOM delle azioni sono, comedetto in premessa, diversi:- ottimizzazione del ciclo dei nutrienti, che risultano più disponibili per le piante e, quindi, hanno menoprobabilità di lisciviazione nei corpi idrici;- minore propensione al deflusso superficiale delle acque di pioggia e, quindi, minore rischio erosivo per ilsuolo;- riduzione dei volumi di piena e dei tempi di corrivazione delle acque di ruscellamento, con ricadutepositive in termini di difesa dal dissesto idrogeologico e dalle inondazioni;- maggiore fertilità del suolo, che quindi richiederà una minore quantità di fertilizzanti di sintesi, che,favorendo lo sviluppo di microorganismi che sottraggono carbonio al suolo, riducono progressivamente lafertilità e liberano carbonio in atmosfera;- sequestro di notevoli quantità di CO 2 nel sistema suolo.Questi aspetti sono tutti fra loro correlati coinvolgendo anche altre componenti ambientali quali la qualitàdelle acque, la difesa del suolo dalla erosione ed la riduzione dei gas ad effetto serra.Gli effetti positivi delle azioni agro ambientali, in termini di apporti, devono ovviamente essere interpretatianche alla luce dei fenomeni che all’opposto determinano una perdita di sostanza organica del suolo,soprattutto quando coltivato in regime convenzionale e connesso alle lavorazioni o allo stesso uso deinutrienti di sintesi, il quale favorisce lo sviluppo dei microorganismi sottrattori del carbonio del suolo, ascapito di quelli che lo fissano.Si conferma la necessità della massima integrazione possibile fra sistemi zootecnici e agricoli, a maggiorragione se si considera che i reflui zootecnici, slegati dal territorio coltivato, costituiscono un fattore di rischioper la qualità delle acque. È quindi necessaria una politica non solo agricola, ma anche territoriale eambientale, per raggiungere il giusto incontro fra “domanda” e “offerta” di sostanza organica.Nell’ambito delle specifiche politiche agroambientali, occorre rafforzare le pratiche colturali ottimali finalizzateall’incremento della SOM del suolo, che, per le citate sinergie, comportano contemporanei vantaggisignificativi per la qualità delle acque e la difesa del suolo. Le strategie devono essere fortemente integrate,prevedendo:- l’incentivo della fertilizzazione organica, a scapito di quella chimica;- la riduzione/azzeramento di tutti i biocidi;- il miglioramento delle lavorazioni del terreno allo scopo di salvaguardarne la struttura e le proprietà fisicochimicheda essa dipendenti; a tal fine andrebbero eseguite arature in corrispondenza del giusto tasso diumidità del terreno, alla giusta velocità, con il minimo disturbo superficiale e, contemporaneamente,aerando il terreno alla maggiore profondità possibile;- il controllo delle erbe infestanti senza danneggiare il suolo, considerando anche il fatto che la gestione diqueste piante può essere preferibile alla semplice distruzione, in termini di incremento della fertilità e dicarbon sink;- lo sviluppo di colture di copertura, evitando il più possibile i suoli nudi.pag. 55


VALUTAZIONE PSR 2007-2013 CAMPANIA: AGGIORNAMENTO RAPPORTO VALUTAZIONE INTERMEDIA 20124.2.3.2 La riduzione dell’erosione idrica superficialeSui terreni in pendenza dei climi umidi e coperti di vegetazione naturale permanente, avvengono lenteperdite di suolo che fanno parte del normale, ed universale, fenomeno dell’evoluzione del rilievo verso ilpenepiano. In questo caso si parla di erosione geologica o normale.La perdita di suolo può però essere accelerata dall’asportazione della vegetazione (pratiche agricole, incendi,apertura di grandi cantieri ecc.). Il suolo denudato si presenta indifeso all’impatto delle gocce d’acqua che,scaricando la propria energia, provocano prima il distacco delle particelle più fini e poi il loro schizzare via.Questa “dislocazione” delle particelle è la prima fase dell’erosione (detta da schizzo, splash erosion), unfenomeno che provoca contemporaneamente la sigillatura dei pori e l’impermeabilizzazione del terreno,innescando il deflusso che, per azione tangenziale, induce erosione per distacco.Nel presente studio al fine di calcolare i valori di erosione sul territorio regionale si è utilizzato l’ approcciomodellistico basato sull’equazione USLE (Universal SoilLoss Equation) di Wischmeier e Smith (1978, vediLeone, 2011) la quale fornisce la quantità media annua, calcolata su un lungo periodo, della perdita di suoloA su una superficie avente un determinato uso e tipo di copertura vegetale:in cui:A = 2,242 R K L S C P [Mg/ha/anno] 16R = fattore climatico, di aggressività della pioggia o erosivitàK = fattore di erodibilità del suoloL = fattore di lunghezzaS = fattore di pendenzaC = fattore di vegetazione e pratica colturaleP = fattore di tecniche sistematorieAlcune azioni agroambientali e di imboschimento promosse dal PSR contribuiscono a modificare alcuni deiparametri dell’equazione, in particolare il fattore di copertura (vedi successiva Tabella 9) e pertanto unmetodo di stima del loro impatto è quello di applicare l’equazione nei due scenari di erosione del suolo“ante” e “post” impegni.Tab.9 - Valori del fattore C-RUSLE senza e con interventi agroambientali o di imboschimentoAzioniTipologiaAgricolturaconvenzionalePrescrizioniazioni PSRC-RUSLEAgricolturaconvenzionaleC-RUSLEAzioneb. Agricoltuar biologica Pascoli Carico superiore a 2 Riduzione del carico al di 0,04 0,02UBA/hasotto di 2 UBA/had1: Extra BCCA- inerbimentoVigneti Variamente inerbiti Con inerbimento interfilare 0,278 0,163colture arboreeo nudiFrutteti ed altre Variamente inerbiti Inerbiti 0,275 0,126legnose agrarie o nudiOliveti Variamente inerbiti Inerbiti 0,192 0,120o nudid2. Extra BCCA – pascoli e prati Prati /pascoli PascoloPascolo estensivo 0,04 0,01permanenticonvenzionaleBCAA ob.1 standard 1.2 della Seminativi Lavorati Con copertura minima del 0,4 0,0265CondizionalitàsuoloVigneti Variamente inerbiti Con copertura minima del 0,278 0,2o nudisuoloFrutteti ed altre Variamente inerbiti Con copertura minima del 0,275 0,25legnose agrarie o nudisuoloOliveti Variamente inerbiti Con copertura minima del 0,192 0,15o nudisuoloCastagneti Con due lavorazioniall’annoCon una lavorazione a 5 cmdal suolo0,1 0,0716 Il Mg (=10 6 g =1000 kg) corrisponde alla tonnellata del S.I., mentre con il simbolo ton, , si intende la short ton americana, pari a 907kg.pag. 56


VALUTAZIONE PSR 2007-2013 CAMPANIA: AGGIORNAMENTO RAPPORTO VALUTAZIONE INTERMEDIA 2012AzioniTipologiaAgricolturaconvenzionalePrescrizioniazioni PSRC-RUSLEAgricolturaconvenzionaleC-RUSLEAzioneImboschimento ex 2080/92/CE Seminativi Lavorati Arboricoltura da legno 0,4 0,05misura H; 221 b; 223 bmisura 221 a Seminativi Lavorati boschi 0,4 0,03Misura 221 c Seminativi Lavorati Arboricoltura da legno a0,4 0.01rapido accrescimentoMisura 221 d Seminativi Lavorati Arboricoltura per biomasse– specie a rapidoaccrescimento0,4 0,12Questa tabella mostra le notevoli potenzialità del fattore C-RUSLE per il contenimento della perdita di suolo.alle quali bisogna aggiungere l’effetto determinato dalla modifica del fattore k in virtù dell’aumento dellasostanza organica, che seppur in modo minore, incide sulla riduzione dell’erosione.Nella successiva Tabella 10 sono stati riportate le superfici coinvolte dalle misure/azioni considerate ed ivalori di perdita di suolo nelle suddette superfici, espressi in Mg/anno e Mg/ha/anno, nella situazione con esenza gli impegni e per tipologia principale d’uso del suolo.Nel computo dei valori di erosione nella situazione “con intervento” si è tenuto conto dell’effetto determinatodall’applicazione delle norme e degli standard per il mantenimento dei terreni in buone condizioniagronomiche ed ambientali (BCAA) ai sensi del regolamento (CE) n. 73/09.Per ciascun impegno è mostrato inoltre un indicatore di Efficacia sulla SOI di Asse, calcolato nel seguentemodo:L’efficacia indica il contributo specifico di ciascun impegno alla riduzione dell’erosione sul totale dellasuperficie agricola coinvolta dalle misure/azioni aventi analogo effetto. Tale indice tiene pertanto contodell’effetto specifico del singolo impegno e della sua diffusione sull’intero territorio regionale agricolo.Complessivamente, le azioni prese in considerazione fanno ridurre il rischio di erosione di circa 700.000Mg/anno, corrispondenti al 56,8% dell’erosione totale presente nei 98.423 ettari coinvolti. I dati dell’erosionespecifica, con o senza impegni, di ciascun uso del suolo mostrano valori di abbattimento dell’erosione dientità variabile. Essi possono essere paragonati con i valori di erosione cosiddetta tollerabile secondo la FAO.Per facilitare questo confronto nella Tabella 10 si riportano in neretto i valori che superano la soglia stabilita“tollerabile” (6,7 Mg/ha/anno). In particolare, spicca l’abbattimento dell’erosione sulle superfici a seminativo,per effetto del ruolo dei solchi acquai e la relativa interruzione dei pendii ogni 80 m.; in questi casi,mediamente, l’erosione si riduce di 2/3, fino anche al 100%. Un elevato valore di abbattimento riguardaanche le superfici delle azioni d1 e d2 che fanno aumentare in maniera consistente il fattore C-RUSLE.L’imboschimento dei terreni agricoli riduce anch’esso in maniera sensibile l’erosione unitaria.Va tuttavia sottolineato come i valori unitari risentano del contesto ambientale, in particolare della pendenza,non essendoci specifiche strategie territoriali di applicazione delle azioni. C’è poi da considerare l’importanteeffetto di riduzione del fattore C-RUSLE con le BCAA, per cui si è stimato che, globalmente, le azioni portinoil valore medio di erosione da 12,4 a 5,4 Mg/ha/anno, risultato certamente importante.pag. 57


VALUTAZIONE PSR 2007-2013 CAMPANIA: AGGIORNAMENTO RAPPORTO VALUTAZIONE INTERMEDIA 2012Tab.11 - Quadro di sintesi dell’erosione per il PSR CampaniaEfficacia sulla SOI diArea Erosione con la misura Erosione senza misura Riduzione erosioneasseMisura/ AzioneUSO SUOLO(ha) (Mg/anno) Mg/ha anno (Mg/anno) Mg/ha anno (Mg/anno) (%) (%)a b c = b/a d e = d/a f = d-b g = f/d*100 hseminativi 12.776 7.716 0,6 104.911 8,2 97.195 92,6 7,9vigneti 4.465 48.512 10,9 71.868 16,1 23.356 32,5 1,9214 afrutteti 4.548 100.578 22,1 110.636 24,3 10.058 9,1 0,8oliveti 8.450 157.164 18,6 201.244 23,8 44.080 21,9 3,6castagneti 1.304 3.975 3,0 56.879 43,6 52.904 93,0 4,3prati 3.057 633 0,2 1.868 0,6 1.234 66,1 0,1Totale 214 a 34.600 318.580 9,2 547.406 15,8 228.826 41,8 18,7seminativi 2.843 2.372 0,8 27.976 9,8 25.604 91,5 2,1vigneti 605 4.386 7,2 9.766 16,1 5.380 55,1 0,4frutteti 1.019 5.139 5,0 9.897 9,7 4.757 48,1 0,4214 boliveti 2.774 28.741 10,4 59.748 21,5 31.007 51,9 2,5castagneti 4.681 67.270 14,4 124.815 26,7 57.545 46,1 4,7prati 93 9 0,1 37 0,4 28 76,4 0,0pascoli 1.853 3.508 1,9 7.478 4,0 3.970 53,1 0,3Totale 214 b 13.869 111.425 8,0 239.717 17,3 128.292 53,5 10,5seminativi 281 312 1,1 2.790 9,9 2.478 88,8 0,2214 cvigneti 15 38 2,5 97 6,5 59 60,8 0,0frutteti 204 189 0,9 358 1,8 169 47,2 0,0oliveti 31 338 11,1 749 24,5 411 54,8 0,0Totale 214 c 530 878 1,7 3.995 7,5 3.117 78,0 0,3vigneti 19 72 3,8 123 6,5 51 41,4 0,0214 d1frutteti 76 313 4,1 682 9,0 370 54,2 0,0oliveti 393 7.399 18,8 11.838 30,1 4.439 37,5 0,4Totale 214 d1 488 7.783 16,0 12.643 25,9 4.860 38,4 0,4erbai poliannuali pascolati 1.372 374 0,3 1.571 1,1 1.197 76,2 0,1214 d2prati 1.629 242 0,1 964 0,6 722 74,9 0,1pascoli 39.392 73.591 1,9 307.463 7,8 233.872 76,1 19,1Totale 214 d2 42.393 74.207 1,8 309.997 7,3 235.791 76,1 19,31609_2080 arboricoltura da legno 2.343 3.947 1,7 31.574 13,5 27.628 87,5 2,3H arboricoltura da legno 3.269 7.378 2,3 59.026 18,1 51.647 87,5 4,2221arboricoltura da legno e perbiomasse402 378 0,9 4.628 11,5 4.249 91,8 0,4223arboricoltura da legno e perbiomasse529 4.251 8,0 14.444 27,3 10.193 70,6 0,8Totale azioni forestali 6.544 15.954 2,4 109.672 16,8 93.717 85,5 7,7Totale misura 214 91.879 512.872 5,6 1.113.758 12,1 600.886 54,0 49,1Totale 98.423 528.826 5,4 1.223.430 12,4 694.603 56,8 56,8pag. 58


VALUTAZIONE PSR 2007-2013 CAMPANIA: AGGIORNAMENTO RAPPORTO VALUTAZIONE INTERMEDIA 2012Tab. 11 - Simulazione dell’erosione senza e con le opere di contenimento dei pendii.Erosione con opere diErosione senza opere diMisura/AreaRiduzione erosioneUso suolocontenimentocontenimentoAzione[ha][Mg/anno] [Mg/ha/anno] [Mg/anno] [Mg/ha/anno] [Mg/anno] [%]a b c = b/a d e = d/a f = d – b g = f/d*100Seminativi 31.97 40.62 1.27 104.69 3.28 64.07 61.20216 bVigneti 4.97 14.61 2.94 132.68 26.70 118.07 88.99Frutteti 12.58 41.77 3.32 213.33 16.96 171.56 80.42Oliveti 155.15 547.62 3.53 3536.68 22.80 2989.06 84.52Castagneti 5.07 1.49 0.29 9.11 1.80 7.62 83.61TOTALE 216.28 652.70 3.02 4043.10 18.69 3390.40 83.86Al fine di verificare l’efficacia delle misure dell’Asse 2 rispetto al fenomeno erosivo, si è calcolata la media delvalore di erosione per ciascun foglio di mappa catastale, prendendo in considerazione le superfici relative alletipologie colturali (dalla Carta di Utilizzo Agricolo del Suolo, CUAS) idonee per l’adesione alle Misure Azioniconsiderate e cioè i seminativi, i vigneti, gli oliveti e altre legnose agrarie. Sono stati esclusi da tale calcolo ipascoli e prati-pascolo a causa della eccessiva differenza dei loro valori medi di erosione rispetto a quelli deiseminativi e delle legnose.La sovrapposizione geografica dei fogli interessati dalle azioni con la carta della potenzialità erosiva deiterreni agricoli (a livello dei singoli fogli e per l’intero territorio regionale) ha consentito di evidenziare ladistribuzione delle aree oggetto d’intervento rispetto a quelle maggiormente a rischio.Assumendo come riferimento il concetto di erosione tollerabile, definito dal Soil Conservation Service degliUSA e dalla FAO (vedi relazione generale), si è classificato lo strato GIS dell’erosione media per foglio,secondo le 5 classi che scaturiscono dalle soglie di tollerabilità. Ne deriva una carta delle classi di rischioerosivo dei terreni agricoli su base regionale (fig. 2).Figura 2 - Zonazione del rischio erosivo secondo le classi FAO di tolleranza, Regione Campaniapag. 59


VALUTAZIONE PSR 2007-2013 CAMPANIA: AGGIORNAMENTO RAPPORTO VALUTAZIONE INTERMEDIA 2012L’indicazione sulla significatività di incidenza delle Misure rispetto alle aree a maggior rischio, risulta dalconfronto tra la suddivisione delle superfici oggetto di impegno (inclusi gli imboschimenti ma esclusi ipascoli) in classi di rischio e la stessa suddivisione relativa alle superfici agricole totali. I risultati riportati neidiagrammi a torta in fig. 3 mostrano che la concentrazione delle superfici agricole oggetto d’intervento(diagramma di sinistra) presenta un vistoso aumento nelle aree in classe di rischio più elevato rispetto alladistribuzione delle superfici agricole totali. Tale confronto evidenzia quindi l’efficacia delle azioni rispetto alcontenimento dell’erosione superficiale dei terreni agricoli.In termini di superfici (tab. 12), si può notare che le aree interessate dalle misure (in totale poco più di undecimo di tutte le aree agricole regionali) aumentano significativamente nella classe di rischio più elevata,fino a raggiungere quasi un quarto della superficie agricola.Figura 3 - Diagramma di sinistra: percentuale di fogli e superficie con Misure in rapporto alle diverse classi dirischio erosivo. Diagramma di destra: percentuale e superficie di tutti i fogli in rapporto alle diverse classi dirischio erosivo.49703; 67%9340; 12% 3897; 5%3514; 5%4284; 6%3881; 5%0 - 2,22,2 - 4,54,5 - 6,76,7 - 99 - 11,2266447;42%185190;30%56982; 9%0 - 2,22,2 - 4,54,5 - 6,76,7 - 99 - 11,2> 11,232309; 5%37847; 6%48471; 8%> 11,2Tab. 12 - Aree agricole regionali e aree interessate dal PSR, in termini di classi di tollerabilità all’erosione.Classi di rischioΔSuperfici agricole totali [ha]Superfici agricole PSR [ha][Mg/ha/anno][%]0 - 2,2 185.189 9.339 5,042,2 - 4,5 56.981 3.897 6,844,5 - 6,7 48.471 3.513 7,256,7 - 9 37.846 4.283 11,329 - 11,2 32.308 3.881 12,01> 11,2 266.447 49.703 18,65Totale 627.245 74.618 11,90‣ Valutazione degli effetti dell’azione 216.B ai fini della riduzione del rischio erosivoIn ragione dei suoi elementi di specificità e di innovazione, si è ritenuto opportuno sviluppare uno specificoprofilo di analisi avente per oggetto la diminuzione dell’erosione del suolo determinata dagli investimenti nonproduttivi della azione 216.b, finalizzati al ripristino e manutenzione di sistemazioni idraulico-agrarie qualiterrazzamenti, ciglionamenti, ecc.. L’approfondimento si è reso possibili grazie alla disponibilità dello stratovettoriale delle particelle catastali, fornito dalla Regione Campania nel 2012.Ciò ha consentito di georeferenziare gli interventi finanziati (seguente fig. 1) e quindi di evidenziarne laconcentrazione in due specifiche aree (beneventano e cilento) mentre poco interessate dalla Misura sonostate le aree tradizionali a terrazzamento della regione. Inoltre, la georeferenziazione ha permesso dieffettuare l’analisi foto interpretativa (in tre dimensioni) delle particelle di intervento, in base alla quale sonopag. 60


VALUTAZIONE PSR 2007-2013 CAMPANIA: AGGIORNAMENTO RAPPORTO VALUTAZIONE INTERMEDIA 2012state escluse le aree a modesta pendenza, quelle di pertinenza di edifici e le tare dovute a infrastrutture e adaree naturali e seminaturali (bosco, arbusteti e pascolo).Figura 1 - Aree di intervento e macroaree dove era possibile fare richiesta di finanziamento.Con l’applicazione del modello RUSLE si è confrontata l’erosione media stimata in assenza e in presenza delleopere di contenimento. In particolare si è intervenuti sul fattore S-RUSLE, stabilendo un limite massimo dellependenze dei terreni sistemati pari al 15%, oltre il quale è sconsigliato realizzare tali opere per lacoltivazione dei terreni.La suddetta analisi visiva tridimensionale ha confermato che la quasi totalità degli interventi si localizza inaree declivi, mentre solo raramente (i vigneti della costiera cilentana) si hanno veri e propri terrazzi conpiano a pendenza nulla. I risultati per questo specifico approfondimento di analisi lavori sono sintetizzatinella seguente tabella.4.2.4 La mitigazione dei cambiamenti climatici4.2.4.1 IntroduzioneIl quadro di riferimento internazionaleLa questione dei cambiamenti climatici assume piena rilevanza a livello internazionale a partire dagli anni ’80con la creazione del Comitato Intergovernativo sui Mutamenti Climatici (IPCC) – che riunisce i principaliesperti mondiali in materia di clima – e l’avvio del processo negoziale finalizzato all’introduzione di misureinternazionali di lotta ai cambiamenti climatici, culminato nella Conferenza di Rio del 1992. Tra gli accordi inessa sottoscritti figura la Convenzione Quadro sui Cambiamenti Climatici dell’Organizzazione delle NazioniUnite (UNFCCC) che rappresenta il primo impegno multilaterale verso la stabilizzazione e la riduzione delleemissioni antropiche dei gas ad effetto serra (GHG).Gli anni ’90 segnano il riconoscimento del cambiamento climatico come una delle più serie sfide ambientali,sociali ed economiche di interesse globale, superabile solo attraverso l’attuazione di impegni concreti epag. 61


VALUTAZIONE PSR 2007-2013 CAMPANIA: AGGIORNAMENTO RAPPORTO VALUTAZIONE INTERMEDIA 2012vincolanti che portano nel corso della terza Conferenza delle Parti – l’organo supremo dell’UNFCCC –all’adozione del Protocollo di Kyoto (1997) entrato definitivamente in vigore nel febbraio del 2005.L’Unione europea svolge un ruolo fondamentale nello sviluppo della Convenzione (UNFCC) e nel relativoProtocollo di Kyoto, che stabilisce obiettivi legalmente vincolanti per la riduzione delle emissioni GHG daparte dei paesi industrializzati. Gli Stati Membri dell’UE-15 hanno l’obbligo di ridurre entro il 2012 l’insiemedelle proprie emissioni di gas serra del 8% rispetto al reference level del 1990.All’inizio del 2007 il Consiglio europeo ha fatto un ulteriore passo avanti, fissando entro il 2020 il c.d.“obiettivo 20-20-20”, di riduzione del 20% dei GHG (rispetto al 1990), di incremento fino al 20% delleenergie da fonti rinnovabili (rispetto al consumo energetico totale) e di aumento dell’efficienza energeticaper ridurre del 20% il consumo energetico rispetto alle proiezioni.Nel corso del 2009 sono stati pubblicati i seguenti documenti legislativi del pacchetto “Energia –Cambiamenti Climatici” di interesse “agricolo”, la Direttiva 2009/28/CE, sulla promozione dell’energia da fontirinnovabili e la Decisione 406/2009/CE sulla riduzione delle emissioni di gas serra per i settori non regolatidal sistema ETS (Direttiva 2003/87/CE).Il ruolo di capofila dell’Unione nella lotta ai cambiamenti climatici è stato infine recentemente ribadito conComunicazione della Commissione (21/2011) "Un’Europa efficiente nell'impiego delle risorse" dove vengonoillustrati i cardini su cui dovrebbe fondarsi l'azione per il clima promossa dall'UE per favorire il passaggio aun’economia competitiva a basse emissioni di carbonio entro il 2050, con riduzioni delle emissioni di GHG del80-95% rispetto al 1990.Il contesto italianoFin dall'inizio degli anni novanta, l'Italia è stata fra le nazioni più attive nel promuovere una politica diprotezione dell'atmosfera, assumendo i seguenti impegni internazionali: il 29 ottobre 1990, su proposta esotto la presidenza italiana, l’UE ha assunto l'impegno di stabilizzazione delle emissioni di anidride carbonicaai livelli del 1990 entro il 2000 e di controllo delle emissioni degli altri gas-serra; con la legge 15 gennaio1994 n. 65 l'Italia ha ratificato la Convenzione quadro sui cambiamenti climatici.Con la legge n. 120 del 1 giugno 2002 l’Italia ha ratificato il Protocollo di Kyoto. Nel dicembre dello stessoanno con Delibera CIPE n.123/2002 il Governo ha approvato il Piano nazionale di riduzione delle emissioni digas-serra, documento di riferimento per l’attuazione del Protocollo in Italia.Nell’ambito del Protocollo di Kyoto l’Italia si è impegnata a ridurre le proprie emissioni complessive del 6,5%nel periodo 2008-2012 rispetto ai valori del 1990. In termini assoluti ciò equivale a non superare quota 485MtCO 2eq come media annua nel periodo.Quale Parte della Convenzione, l’Italia è obbligata a compilare periodicamente un inventario delle emissionidi gas serra e a redigere un rapporto, noto come Comunicazione Nazionale, riguardante le azioni intrapreseper implementare la Convenzione (UNFCCC). L’Inventario nazionale delle emissioni e degli assorbimenti digas ad effetto serra è lo strumento ufficiale di verifica degli impegni assunti a livello internazionale sullaprotezione dell’ambiente atmosferico con la Convenzione e il Protocollo di Kyoto. La stima delle emissioni e latrasmissione dell’Inventario sono affidate all’ISPRA (ex-APAT). Le metodologie per la quantificazione e lacertificazione delle emissioni e degli assorbimenti del carbonio devono essere conformi con le decisioniadottate dall’UNFCCC e in accordo con le linee guida fornite dall’IPCC.L’inventario nazionale, relativo all’anno 2008, riporta che le emissioni totali di GHG – escludendo gliassorbimenti riconducibili al settore agro-forestale – sono aumentate dal 1990 al 2008 del 4,7%. Nel corsodel 2009 l’effetto congiunto degli impegni ambientali assunti, ma soprattutto della crisi economica mondiale,ha portato all’abbattimento delle emissioni complessive sotto i livelli di riferimento del 1990 (NIR 2011).Questa circostanza ha avvicinato il nostro paese alla possibilità di raggiungere l’obiettivo fissato per il 2012,conseguibile attraverso una ulteriore riduzione del 1,1%.Le azioni previste per il raggiungimento del target nazionale sono molteplici e vanno dalla promozionedell’efficienza energetica in tutti i settori, allo sviluppo delle tecnologie per la produzione di energia da fontirinnovabili e all’incentivazione di impegni volti alla riduzione delle emissioni.pag. 62


VALUTAZIONE PSR 2007-2013 CAMPANIA: AGGIORNAMENTO RAPPORTO VALUTAZIONE INTERMEDIA 2012Al settore agricolo sono imputate circa il 7% delle emissioni annuali di gas serra sul totale nazionale. Talequota parte, apparentemente secondaria, nasconde tuttavia l’importanza del settore primario nell’attuazionedel Protocollo di Kyoto e nella mitigazione dei cambiamenti climatici. Le emissioni del settore agricolo, cosìcome definite e riportate nell’Inventario nazionale delle emissioni di gas-serra, considerano, infatti,esclusivamente le emissioni dei seguenti comparti: fermentazione enterica; gestione delle deiezioni; risaie;suoli agricoli (principalmente fertilizzazioni azotate); bruciatura delle stoppie e dei residui agricoli.A questi comparti di interesse agricolo si aggiungono tuttavia quelli contenuti nel settore LULUCF (Land Use,Land Use Change and Forestry) il quale considera nel loro insieme tutti gli aspetti legati ai differenti usi delsuolo e ai possibili sistemi di gestione dei terreni agro-forestali. Lo strumento deputato alla contabilità degliassorbimenti di carbonio dovuti alle attività LULUCF è il Registro nazionale dei serbatoi di carbonioagroforestali, istituito, gestito e vigilato dal MATTM.Gli articoli 3.3 e 3.4 del Protocollo di Kyoto disciplinano il settore LULUCF identificando rispettivamente leattività eleggibili obbligatorie (afforestazione, riforestazione e deforestazione) e quelle volontarie (gestioneforestale, gestione agricola, gestione dei pascoli e rivegetazione). Tra le attività volontarie eleggibili,nell’ambito dell’art. 3.4, il Governo italiano ha ritenuto opportuno contabilizzare i crediti derivanti dalla solagestione forestale, escludendo, almeno per il periodo 2008-2012, tutte le attività agricole a causa delleincertezze sulle modalità di contabilizzazione e dunque sui possibili rischi connessi.Il bilancio tra assorbimenti ed emissioni dovuti alle attività forestali di cui agli articoli 3.3 e 3.4 è tale darendere il settore un accumulatore netto di CO 2 (C-sink), tanto efficiente da abbattere le emissioni nazionaliper l’anno 2009 di circa 19 punti percentuali.I risultati raggiunti dal settore LULUCF grazie alle sole pratiche forestali e le evidenze scientifiche emersecirca le potenzialità delle azioni di interesse agricolo, particolarmente incentivate dalle politiche comunitarie enazionali sullo sviluppo rurale, rendono indispensabile l’avvio di un processo negoziale che porti allainclusione di tali azioni tra le attività eleggibili e alla definizione di norme di contabilizzazione comuni erigorose. In quest’ottica la quantificazione di specifici indicatori riferiti alle diverse attività LULUCF –comprese quelle attualmente escluse dagli impegni nazionali – può contribuire significativamente a delineareuna strategia nazionale, in materia di mitigazione dei cambiamenti climatici, coerente con gli indirizzicomunitari e sinergica con le politiche agricole ed energetiche dell’UE.Lo sviluppo rurale e le politiche di mitigazione dei cambiamenti climaticiA livello europeo e conseguentemente a livello nazionale, le finalità ambientali perseguite nell’ambito dellosviluppo rurale sono state inizialmente formulate sulla base di obiettivi ben diversi dalla mitigazione deicambiamenti climatici. Le misure agro-ambientali e di forestazione, avviate nei primi anni ’90, vennerointrodotte per contribuire alle finalità generali di tutela dell’ambiente e di salvaguardia del paesaggio.Gli Orientamenti Strategici Comunitari e il Piano Strategico Nazionale alla base dell’attuale programmazione2007-2013 riportano, tra le aree prioritarie cui le misure del PSR partecipano, la lotta al cambiamentoclimatico e il mantenimento degli impegni assunti nell’ambito del Protocollo di Kyoto. Talune misure e azioniprogrammate nell’ambito del PSR 2007-2013 sono caratterizzate da obiettivi che fanno riferimento allamitigazione dei cambiamenti climatici o, in alcuni casi, all’adattamento degli ecosistemi agrari e forestali aimutamenti del clima.Una maggiore ed esplicita considerazione degli obiettivi climatici nelle politiche di sviluppo rurale si è avutacon l’Health Check della PAC che ha rappresentato una verifica di medio termine ed un aggiustamento dellaprecedente riforma Fischler del 2003, con un ulteriore trasferimento di risorse verso il II pilastro. Al fine dirafforzare la strategia ambientale del PSR, tali risorse aggiuntive sono state vincolate a operazioni utili aperseguire le c.d. sei “nuove sfide” tra le quali figurano quelle dei “cambiamenti climatici” e delle “energierinnovabili”.Le proposte di regolamento per il periodo di programmazione 2014-2020, confermano che la gestionesostenibile delle risorse naturali ed in particolare l’azione per il clima rappresenteranno due delle prioritàdella futura politica per lo sviluppo rurale. Agricoltura, selvicoltura e gestione del suolo assumeranno dunqueun ruolo centrale nella lotta ai cambiamenti climatici anche all’interno della PAC e potranno contribuire inmaniera significativa al raggiungimento degli obiettivi europei di riduzione per il 2020.pag. 63


VALUTAZIONE PSR 2007-2013 CAMPANIA: AGGIORNAMENTO RAPPORTO VALUTAZIONE INTERMEDIA 2012Il tema dei cambiamenti climatici ha dunque suscitato, nel corso degli anni, una attenzione sempre crescentearrivando oggi ad assumere un ruolo centrale nelle priorità perseguite dall’Unione europea.L’importanza dell’argomento è inoltre rimarcata dalla considerazione che la politica di sviluppo ruralerappresenta oggi il principale strumento per l’incentivazione di interventi per la riduzione delle emissioni digas-serra del settore agricolo e la fissazione del carbonio nei suoli e nelle biomasse agricoli e forestali.4.2.4.2 Valutazione del contributo del PSR alle sfide “cambiamenti climatici” e “energie rinnovabili”La valutazione del contributo del PSR Campania alle sfide “cambiamenti climatici” e “energie rinnovabili” èstata effettuata ricorrendo a diversi approcci basati, volta per volta, sulle specificità delle diverse misure eazioni, sull’utilizzo degli indicatori comuni previsti nel QCMV e di indicatori supplementari sviluppati ad hoc.Secondo quanto riportato nell’climatici” definito come incremento della produzione di energia rinnovabile, espresso in Ktep (kilo-tonnellatedi petrolio equivalente). La definizione dell’indicatore non è tuttavia priva di ambiguità. Ad esempio,nell’ambito dei 32 Indicatori Agro-ambientali (Agro-Environmental Indicators, AEI) selezionati dallaCommissione Europea, e presentati dall’Eurostat in un suo rapporto, l’indicatore AEI 24 – Produzione dienergia rinnovabile, viene definito come “Quota di energia primaria da colture e sottoprodotti, rispetto allaproduzione totale di energia”; esso non comprende quindi, ad esempio, la produzione di energia solaretermica e fotovoltaica, che pure sono tra le azioni previste dai PSR. Tale interpretazione risulta altresìcoerente con l’indicatore iniziale di baseline correlato agli obiettivi n. 24 – Climate change: production ofrenewable energy from agricolture and forestry, calcolato nel 2011 per le diverse Regioni italiane dal Gruppodi Lavoro tecnico sui Cambiamenti Climatici, avviato da ISMEA nell’ambito delle attività della Rete RuraleNazionale.Il PSR interviene dunque sostenendo anche tecnologie alternative a quelle agro-forestali. Il ricorso a tali fontienergetiche risulta considerevole, basti pensare al volume di investimenti in favore del fotovoltaico o delsolare termico, pertanto la valutazione del contributo complessivo del Programma allo sviluppo delle energieda fonti rinnovabili terrà conto di tutte le possibili componenti.prendendo in considerazione le sole energie rinnovabili. Il Programma sostiene, infatti, una vasta gamma diazioni e impegni in ambito agricolo e forestale i cui effetti in termini di riduzione delle emissioni di GHG(greenhouse gases) risultano significativi e dei quali è opportuno tener conto. Tali impegni vannodall’adozione di pratiche di gestione agricola razionali, le quali determinano abbattimenti delle emissionidirette in atmosfera e/o incrementi nel contenuto di sostanza organica nei suoli, alla messa a dimora dipopolamenti forestali i quali accumulano carbonio nella biomassa legnosa, sottraendo CO 2 all’atmosfera.In questa ottica, diverse amministrazioni hanno utilizzato indicatori diversi dall’energia rinnovabile prodotta oadottato indicatori supplementari (come peraltro previsto dal regolamento comunitario), come ad esempio lariduzione dell’emissioni di GHG nel settore agricolo o l’aumento dello stoccaggio del carbonio nei suoliagricoli e nelle biomasse forestali.La presente valutazione degli impatti sul clima prevede il ricorso a diversi indicatori supplementari misuratiattraverso approcci e metodiche quanto più possibile riconosciute a livello scientifico e coerenti con le normeinternazionali che regolano la contabilizzazione delle emissioni e degli assorbimenti dei gas ad effetto serra.Tale scelta permetterà, tra l’altro, di disporre degli strumenti necessari per rispondere alla domandatrasversale sul contributo del Programma al raggiungimento degli obiettivi del Protocollo di Kyoto.Tale scelta viene confortata dagli indicatori per il monitoraggio e la valutazione della PAC post 2013 in temadi mitigazione e adattamento ai cambiamenti climatici, i quali risultano più articolati rispetto a quelli previstiper l’attuale programmazione e le cui modalità di calcolo e restituzione risultano conformi alle convenzioniinternazionali.Una valutazione complessiva potrà essere comunque espressa attraverso l’aggregazione dei diversi indici inun indicatore sintetico sulla “riduzione di GHG grazie al PSR 2007-2013”, espresso come in termini di tCO 2eq ,che il Valutatore ha parzialmente sviluppato nel Rapporto di Valutazione Intermedia (RVI) del 2010.pag. 64


VALUTAZIONE PSR 2007-2013 CAMPANIA: AGGIORNAMENTO RAPPORTO VALUTAZIONE INTERMEDIA 2012I principali effetti potenziali delle diverse linee di intervento del PSR in relazione alla componente“cambiamenti climatici” ed “energia rinnovabile” sono schematicamente riportati nel seguente quadro.Aspetti analizzati nella valutazione del contributo dal PSR alla mitigazione dei cambiamenti climaticiRiduzione delle emissioni di gas ad effetto serraSettore Agro-forestaleSettore energeticoRiduzione delle emissioni dall’agricoltura Assorbimento del carbonio (C-sink) Fonti energetiche rinnovabiliProtossido d’azoto da fertilizzanti mineraliC-sink nei suoliagricoliC-sink nella biomassa legnosaProduzione di energia da FERIn questa fase, non sono stati presi in esame gli aspetti legati al tema “adattamento ai cambiamenticlimatici” a causa della maggiore complessità delle analisi richieste (che non possono prendere inconsiderazione esclusivamente l’atmosfera come componente ambientale) e la difficoltà di identificare estimare opportuni indicatori. Per le medesime ragioni sono escluse dall’analisi le operazioni di efficientamentoenergetico.4.2.4.3 Il settore agro-forestaleIl contributo dei settori agricolo e forestale alla mitigazione dei mutamenti climatici, così come definito ai finidel presente lavoro, avviene principalmente attraverso la riduzione diretta delle emissioni di gas serradall’agricoltura (N 2 O dai fertilizzanti minerali) e per incremento degli assorbimenti di carbonio nei suoliagricoli e nelle biomasse legnose. La Tabella 13 sintetizza i risultati ottenuti dall’Asse 2.Tab. 13 - Riduzione complessiva delle emissioni di GHG e sequestro del carbonio per le Misure dell'Asse 2Misura/AzioneSOI(ha)Riduzione emissionidall’agricolturaN 2O dafertilizzazioniIncremento nell’assorbimento delC-sink nel suolocarbonio (C-sink)MgCO 2eq·a -1C-sink biomassalegnosa214. A – Agricoltura integrata 49.553 2.428 25.514 - 27.942214. B – Agricoltura biologica 13.873 594 10.377 - 10.971214. C – Conservazione/incremento sostanzaorganica 557 - 2.275 - 2.275214. D1 – BCAA inerbimento e lavorazioni minime 507 - 415 - 415214. D2 – sostegno al pascolo estensivo 12.178 - 5.264 - 5.264TotaleMisura 214 76.668 3.022 43.845 - 46.868Misura 221 6.033 1.290 - 14.887 16.177Misura 223 529 - - 1.288 1.288Asse 2 83.230 4.312 43.845 16.175 64.333Fonte: dati di monitoraggio al 31/12/2011. Le metodologie utilizzate per singola componente sono descritte nei successivi paragrafi.Ciascuna componente considerata viene sinteticamente trattata nei successivi paragrafi limitatamente ai soliaspetti di interesse climatico.pag. 65


VALUTAZIONE PSR 2007-2013 CAMPANIA: AGGIORNAMENTO RAPPORTO VALUTAZIONE INTERMEDIA 2012Riduzione delle emissioni di protossido d’azoto da fertilizzazioni mineraliL’agricoltura rappresenta la principale fonte di protossido di azoto (N 2 O) su scala mondiale. L’N 2 O è un gasche pur essendo presente in modeste concentrazioni nell’atmosfera, rappresenta uno dei principali gas adeffetto serra (GHG).A fronte di emissioni naturali complessive pari a 9,6 Tg N 2 O-N a -1 , l’incremento in atmosfera delleconcentrazioni di N 2 O dipende dalle emissioni dirette e indirette dovute a 17 :i. applicazione di fertilizzanti (4,2 Tg N 2 O-N a -1 );ii. allevamenti zootecnici (2,1 Tg N 2 O-N a -1 );iii. sorgenti industriali (1,3 Tg N 2 O-N a -1 );iv. bruciatura di biomasse (0,5 Tg N 2 O-N a -1 ).I dati palesano la rilevanza del settore agricolo nell’emissione del protossido di azoto e di conseguenza lenotevoli potenzialità di riduzione del comparto, dunque delle azioni previste dal PSR.L’approccio metodologico utilizzato per la stima del N 2 O emesso in atmosfera a seguito delle fertilizzazioniazotate segue una procedura standard definita dall’IPCC nel 1996, in particolare è stata utilizzata unaprocedura semplificata la quale si basa sulle variazioni di carico dei fertilizzanti minerali azotati utilizzati inagricoltura 18 . Le emissioni di N 2 O derivanti dall’attività agricola, in particolare dalla fertilizzazione minerale,vengono classificate dall’IPCC come attività emissiva “SNAP 100100 – Colture con fertilizzanti”. Con questocodice vengono inoltre identificate le deposizioni atmosferiche di azoto dovute all’applicazione di fertilizzantiazotati e gli apporti dovuti al ruscellamento e alla percolazione dei nitrati 19 . L’approccio utilizzato prevede lastima della sola componente dovuta alle concimazioni minerali, le deposizioni dall’atmosfera, il ruscellamentoe la percolazione possono essere trascurati in quanto costanti nelle simulazioni “con” e “senza” l’applicazionedelle misure del PSR 20 .Le riduzioni dei carichi di fertilizzanti azotati minerali derivano dai risultati ottenuti dalle attività descritte nelcapitolo sulla qualità delle acque (cfr. Cap. 4.2.2). Le emissioni di protossido di azoto rappresentano circal’1% degli apporti di azoto minerale, opportunamente corretti per un coefficiente specifico pari a 1,5 (fonteIPCC). Le emissioni di N 2 O possono essere convertite in equivalenti quantità di CO 2eq , moltiplicando il valoreper 310 (fonte IPCC), procedura che permette di riportare le emissioni di N 2 O a una misura che consente disommare le eventuali riduzioni di altri gas effetto serra o di altre tipologie di interventi del PSR.Tab. 14 – Riduzione del carico azoto minerale, del protossido di azoto e della CO 2eq per Misura/Azione:Misure/SottomisureVariazione carichiazoto mineraleSOIVariazione azotominerale distribuitoRiduzioneemissioni N 2ORiduzione emissionidi CO 2eq da N 2OEfficacia(kg/ha·a -1 ) ha (kg·a -1 ) (MgCO 2eq·a -1 ) (%)214. A – Agricoltura integrata 11 49.553 522.240 7.834 2.428 56214. B – Agricoltura biologica 9 13.873 127.726 1.916 594 14Misura 214 10 63.426 649.966 9.749 3.022 70Misura 221 46 6.000 277.435 4.162 1.290 30Totale Asse 2 13 69.426 927.400 13.911 4.312 100Fonte: elaborazione banche dati monitoraggio regionale e applicazione della metodologia semplificata IPCC (1996).17 La concentrazione (3 Tg N 2O-N y -1 ) è passata dai 285 ppbv del 18° secolo ai 314 ppbv del 1997. Fonte: IPCC (2001), Thirdassessment report. Working Group I, Cambridge University Press, Cambridge.18IPCC (1997), Revised 1996 IPCC Guidelines for National Greenhouse Gas Emission Inventories, IPCC/OECD/IEA, IPCC WG1 TechnicalSupport Unit. Chapter 11 table 11. ISPRA (2008), Agricoltura – Inventario nazionale delle emissioni e disaggregazione provinciale, acura di R. D. Condor, E. Di Cristofaro, R. De Lauretis, ISPRA Rapporto tecnico 85/2008.19 EEA (2009), EMEP/EEA air pollutant emission inventory guidebook 2009, Technical report No. 9/2009.20La stima della riduzione del protossido di azoto è stata fatta considerando esclusivamente le riduzioni di azoto minerale, calcolate nelcapitolo sulla qualità dell’acqua, escludendo quindi le eventuali riduzioni dei carichi organici. Si assume che la quantità di azoto prodottodalle deiezioni animali non si riducano a livello regionale grazie alle misure del PSR ma al limite subiscono una differente distribuzioneall’interno della regione tra aziende beneficiarie e non beneficiarie del PSR.pag. 66


VALUTAZIONE PSR 2007-2013 CAMPANIA: AGGIORNAMENTO RAPPORTO VALUTAZIONE INTERMEDIA 2012Le misure del PSR Campania comportano una riduzione dell’apporto di azoto annuo al sistema agricolorispetto all’agricoltura convenzionale di 0,9 Gg, per una riduzioni di emissione di 4.312 tCO 2eq·a -1 (Tabella14). In particolare, la Misura 214 contribuisce per il 70% mentre il restante 30% si ottiene grazie agliimpianti forestali della Misura 221 e relativi trascinamenti. L’azione che determina i maggiori benefici è la 214A – agricoltura integrata, incidendo per il 56% sul totale della riduzione a fronte di una quota parte disuperficie considerata del 71%.Il valore-obiettivo del Programma per la riduzione delle emissioni di gas serra da fertilizzazione minerale, paria 12.464 tCO 2eq , è riferito alle sole misure agro-ambientali (Azioni A-B) pertanto la valutazione sulraggiungimento del target viene effettuata in funzione della sola componente dovuta alla Misura 214, pari a3.022 tCO 2eq , ovvero al 24% del target.L’impatto a livello di Programma sulla riduzione delle emissioni da fertilizzazione minerale viene valutato infunzione delle emissioni regionali complessive di protossido di azoto dal settore agricoltura e più inparticolare delle coltivazioni con fertilizzanti minerali disponibili (Tabella 15).Tab. 15 - Emissioni di N 2 O del settore agricoltura e della sola componente relativa alle coltivazioni confertilizzanti mineraliEmissioni di N20 Regionali Unità di misura 1990 1995 2000 2005 2010Coltivazioni con fertilizzanti minerali MgN 2O 1.152 1.179 1.412 1.355 592SNAP 100100 MgCO 2eq 357.200 365.579 437.578 420.176 183.367MgN 2O 3.331 3.250 3.801 3.573 3.169Macrosettore Agricoltura MgCO 2eq 1.032.712 1.007.602 1.178.305 1.107.764 982.520Fonte: ISPRA, Inventario delle emissioni regionali e provinciali. SNAP - Selected Nomenclature for sources of Air Pollution.Rispetto alle emissioni complessive di protossido di azoto del settore agricoltura della Campania al 2010, paria 3.169 MgN 2 O, il PSR ha determinato una riduzione di queste del 0,4%. Limitando più correttamente ilconfronto alle sole emissioni di legate all’utilizzo di fertilizzanti minerali (SNAP 100100), l’effetto risulta pari al2,3%.Sostanza organica e C-sink nei suoli agricoliI suoli rappresentano il maggiore serbatoio di carbonio terrestre a livello globale. I terreni coltivati occupanocirca un terzo del territorio nazionale e posseggono un enorme potenziale di mitigazione che può essereespresso attraverso la riduzione delle emissioni dovute alle attività agricole ma anche come massimizzazionedell’assorbimento e sequestro di carbonio nella sostanza organica del terreno. Quest’ultimo aspetto puòessere realizzato attraverso l’adozione di pratiche agricole opportune che aumentano gli input di carbonio efavoriscono la stabilizzazione dello stesso nella sostanza umica.Nell’ambito delle attività di valutazione del Programma è stato realizzato un approfondimento tematico voltoalla determinazione delle variazioni nel contenuto di sostanza organica stabile per le principali colture agrariepresenti sul territorio regionale in funzione delle diverse pratiche agronomiche promosse dal PSR attraversola Misura 214 (cfr. Cap. 4.2.3).Il contributo alla mitigazione dei cambiamenti climatici, espresso in termini di CO 2eq , viene calcolata a partiredal contenuto in SOM convertito in carbonio organico (CO) attraverso il fattore di Van Bemmelen (SO=1,724CO) e successivamente in CO 2eq in funzione del rapporto stechiometrico CO 2/ C pari a 44/12.pag. 67


VALUTAZIONE PSR 2007-2013 CAMPANIA: AGGIORNAMENTO RAPPORTO VALUTAZIONE INTERMEDIA 2012Tab. 16 – C-sink nei suoli agricoli grazie alle misure agro-ambientali:Misura - AzioneSOI SOM SOM Δ SOM Δ CO Δ CO 2eqha Mg·a -1 kg/ha·a -1 kg/ha·a -1 Mg·a -1 Mg·a -1 Mg·a -1Agricoltura convenzionale (*) 600.663 536.125 892 0 - - -214.a / Agricoltura integrata 49.553 56.226 1.134 242 11.997 6.958 25.514214.b / Agricoltura Biologica 13.873 17.263 1.244 352 4.880 2.830 10.377214.c / Conservazione/incremento sostanzaorganica 557 1.567 2.812 1.920 1.070 621 2.275214.d1 / BCAA inerbimento e lavorazioni minime 507 648 1.277 385 195 113 415214.d2 / BCAA sostegno al pascolo estensivo (**) 12.178 13.345 1.096 203 2.475 1.436 5.264Totale Misura 214 76.670 89.049 1.205 269 20.617 11.958 43.845(*) Superficie impegnata secondo AGRI-ISTAT sottratte superfici delle misure 214.a, 214.b, 214.c, 214.d. I delta (Δ) rappresentano levariazioni rispetto al confronto fattuale/contro fattuale; (**) sono state considerate solo le superfici ricadenti in pianura e collina.L’incremento unitario di sostanza organica (SOM), ovvero ad ettaro di superficie, risulta pressoché costanteper le azioni considerate dalle quali emerge nettamente la sola azione dedicata (214.C). In termini assolutirisultano preponderanti gli apporti dei sistemi di produzione integrata e biologica, i quali investonocomplessivamente oltre l’80% della SOI considerata nell’analisi.Complessivamente la Misura 214 determina un incremento del C-sink nei suoli agricoli di 43.845 tCO 2eq·a -1 , ilcontributo maggiore viene fornito dalla produzione integrata (58%), seguita dall’agricoltura biologica (24%)e dal sostegno al pascolo estensivo (12%). L’azione dedicata nonostante la considerevole efficacia per unitàdi superficie incide complessivamente per il 5%.Assorbimento e fissazione del carbonio atmosferico nella biomassa legnosa, il C-sink forestaleGli ecosistemi forestali rappresentano uno dei maggiori serbatoi di carbonio presenti sul pianeta. I boschipresentano un bilancio di carbonio sempre positivo in quanto sono in grado di assorbire e immagazzinarenella biomassa, viva e morta e nel suolo grandi quantità di carbonio atmosferico per unità di superficie. Inparticolare i giovani popolamenti che si sostituiscono ad altri usi del suolo meno favorevoli, quali ad esempioi seminativi agricoli, presentano un enorme potenziale di assorbimento. In generale la determinazione delcontributo degli ecosistemi forestali al ciclo globale del carbonio deve confrontarsi con le difficoltà legate aduna stima di tutte le sue componenti, sia epigee (fusto, rami, foglie) che ipogee (lettiera, humus, radici) 21 .I 5 pool di carbonio forestale previsti dal Protocollo di Kyoto sono: biomassa epigea, biomassa ipogea, suolo,lettiera, necromassa. La presente analisi ha considerato i 2 pool afferenti alla biomassa viva, epigea edipogea. Le restanti componenti non sono state prudenzialmente considerate per difficoltà tecniche e al finedi mantenere così un margine (buffer) a compensazione di eventuali sovrastime, infatti come si è detto, ibilanci di tutte i pool sono sempre positivi. Inoltre i comparti suolo e necromassa richiederebbero tempi benpiù lunghi dei periodi di impegno per subire modificazioni apprezzabili nel contenuto di carbonio organico.La metodologia utilizzata per la stima delle variazioni dello stock di carbonio nelle aree agricole imboschite èripresa dalle Linee guida per gli Inventari nazionali dei gas ad effetto serra del settore agricoltura foreste ealtri usi del suolo (AFOLU – Agricolture Forestry and Other Land Use) realizzate nel 2006 dall’IPCC. Taledocumento integra e sostituisce il precedente Good Practice Guidance for Land Use, Land-Use Change andForestry (LULUCF) pubblicato nel 2003. Nello specifico le formule utilizzate sono quelle relative alla sezionededicata all’imboschimento di superfici non forestali (Land converted to forest land) cui si possono ricondurregli interventi di imboschimento dei terreni agricoli realizzabili con le Misure 221 e 223.21 AA.VV., Libro bianco Sfide ed Opportunità dello sviluppo rurale per la mitigazione e l’adattamento ai cambiamenti climatici, ReteRurale Nazionale, Roma, 2012.pag. 68


VALUTAZIONE PSR 2007-2013 CAMPANIA: AGGIORNAMENTO RAPPORTO VALUTAZIONE INTERMEDIA 2012La stima dell’indicatore di impatto supplementare “assorbimento di CO 2 atmosferica e stoccaggio delcarbonio organico nella biomassa legnosa” è stata effettuata sulla base degli incrementi medi di volumelegnoso riconducibili alle differenti tipologie di imboschimento realizzabili grazie al sostegno delle Misure 221e 223.Il C-sink è dato dall’apporto di 3 macrocategorie: boschi permanenti naturaliformi, impianti a ciclo mediolungoper la produzione di legname da opera, impianti a ciclo breve (pioppicoltura).A tal proposito è necessario chiarire che gli impianti di arboricoltura siano essi a ciclo breve o lungo (AzioniB, C, D) non rientrerebbero in tale definizione in quanto la metodologia IPCC prevede un periodo di tempominimo di 20 anni perché si possa parlare di cambio di uso del suolo, mentre le azioni in questione nonprevedono un cambio di uso del suolo ed hanno un periodo di impegno di soli 15 anni. Tuttavia si ritieneopportuno fornire una stima indicativa del carbonio stoccato nella biomassa di tali impianti durante l’arco ditempo del periodo di programmazione.La Tabella 17 riporta i risultati dell’analisi condotta per le superfici di cui alla Misura 221 divise per azioni etrascinamenti. Considerando i soli nuovi impianti ammessi a finanziamento si stima che essi potrannodeterminare complessivamente la fissazione di circa 1.182 MgCO 2eq·anno -1 . Includendo le superfici deitrascinamenti è possibile ottenere il C-sink complessivo garantito dal sostegno della Misura 221 pari a 14.887MgCO 2eq·anno -1 . Tale valore, confrontato con il valore-obiettivo del Programma stimato in 67.373MgCO 2eq·anno -1 , mostra un indice di efficacia del 22%.L’analisi ha interessato inoltre le superfici imboschite nell’ambito della Misura 223. I tassi di accrescimentoutilizzati corrispondono a quelli utilizzati per la valutazione della Misura 221 (cfr. Allegato I). La Misura 223ha finanziato l’impianto di 529 ettari, di cui 528 costituiti da impianti di arboricoltura da legno a ciclo mediolungo,queste formazioni permettono l’accumulo annuo di 1.288 MgCO 2eq·a -1 (Tabella 18).Tab. 17 - Stima del Carbonio fissato nella biomassa forestale degli impianti Misura 221 al 31/12/2011:Tipologia interventoSpecie utilizzataTurno(anni)Superficie(ha)C-sink annuo(MgCO 2eq·a -1 )C-sink a fine turno(MgCO 2eq)Azione A Latifoglie autoctone 60 102 264 15.850Azione B Noce e ciliegio 22 269 654 14.398Azione C Pioppo 10 18 144 1.435Azione D Pioppo - 15 120 1.197Trascinamenti Noce e ciliegio 22 5.629 13.705 301.513Totale Misura 221 - - 6.033 14.887 334.393(*) La metodologia utilizzata per la stima delle variazioni dello stock di carbonio nelle aree agricole imboschite è ripresa dalle Lineeguida per gli Inventari nazionali dei gas ad effetto serra del settore agricoltura foreste e altri usi del suolo (AFOLU – Agricolture Forestryand Other Land Use) realizzate nel 2006 dall’IPCC.Tab. 18 - Stima del Carbonio fissato nella biomassa forestale degli impianti Misura 223 al 31/12/2011:Tipologia interventoSpecie utilizzataTurno(anni)Superficie(ha)C-sink annuo(MgCO 2eq·a -1 )C-sink a fine turno(MgCO 2eq)Azione A Latifoglie autoctone 60 1 3 155Azione B Noce e ciliegio 22 528 1.286 28.282Totale Misura 223 - - 529 1.288 28.437Fonte: elaborazione dati monitoraggio al 31/12/2011.Totalizzando l’apporto delle due misure si ottiene l’accumulo annuo di carbonio organico nella biomassalegnosa degli imboschimenti e piantagioni promossi e sostenuti grazie alle misure forestali pari a 16.175MgCO 2eq·anno -1 .Tali valori non possono essere in vero confrontati con gli impegni regionali e nazionali di riduzione delleemissioni previsti dal Protocollo di Kyoto. Gli impianti di arboricoltura da legno, siano essi a ciclo breve opag. 69


VALUTAZIONE PSR 2007-2013 CAMPANIA: AGGIORNAMENTO RAPPORTO VALUTAZIONE INTERMEDIA 2012medio-lungo, sono, per convenzione internazionale, considerate attività di interesse agricolo (cropland)previste nell’ambito del settore LULUCF (Land Use, Land Use Change and Forestry). Tali attività, definitevolontarie ai sensi dell’articolo 3.4 del Protocollo, non sono state selezionate dal Governo italiano negliimpegni per il periodo 2008-2012. Pertanto solo i crediti generati dai boschi permanenti, i quali rientranonell’ambito dell’articolo 3.3 del PK tra le attività di afforestazione a rendicontazione obbligatoria, potrannoformalmente contribuire al raggiungimento degli obiettivi di Kyoto. Tali impianti ammontano ad oggi a 1.586ettari di cui 102 ha di nuovi impianti Azione A e 1.484 ha di trascinamenti e garantiscono un sequestro dicarbonio nella biomassa legnosa di circa 4.093 tCO 2eq·anno -1 . Nel lungo periodo, una volta giunte a maturità,tali formazioni potranno contribuire allo stoccaggio di circa 245.591 tCO 2eq .4.2.4.4 Settore energetico e sviluppo delle energie da fonti energetiche rinnovabiliLa comunicazione della Commissione europea sui cambiamenti climatici del 2005 ha evidenziato lo strettolegame clima-energia-innovazione da tradurre in precise scelte in politica pubblica incentrate sullo sviluppo ela diffusione delle nuove tecnologie in campo energetico.Il settore agricolo pur avendo una minima incidenza sui consumi regionali di energia, pari a circa il 1,5% deltotale (cfr. Tabella 19), ha un notevole potenziale in termini di sfruttamento delle fonti energeticherinnovabili in rapporto al proprio consumo, considerato che le aziende agricole e zootecniche hanno adisposizione ampie superfici e consumi distribuiti temporalmente.Tab. 19 - Regione Campania: consumi finali elettrici per settore al 2007 (GWh):2003 2004 2005 2006 2007SettoreGWhAgricoltura 228 244 249 247 264Totale Consumi 15.714 15.933 16.334 16.825 17.087Incidenza agricoltura (%) 1,5% 1,5% 1,5% 1,5% 1,5%Fonte: Terna S.p.A.Il Piano Energetico Ambientale Regionalestabilisce gli obiettivi regionali di sviluppodelle energie da fonti rinnovabili infunzione della percentuale di energiaelettrica da FER rispetto al consumo lordoregionale le cui proiezioni al 2020 sonoriportate in Figura 1. Rispetto al Piano diAzione Nazionale (PAN) e agli obiettiviregionali previsti dal c.d.”burden sharing”(cfr. successiva Tabella 25) l’ipotesi piùverosimile risulta essere lo scenario“tendenziale” elaborato dall’ENEA. Ildecreto riporta infatti un obiettivo finale(al 2020) per la Campania pari al 16,7%.Figura 1 - Evoluzione della frazione del fabbisogno lordo regionale di energiaelettrica coperto mediante fonti rinnovabili negli scenari “tendenziale”, “medio” e“avanzato”. Fonte PEAR Campania 2009.Il sostegno allo sviluppo delle energie da fonti energetiche rinnovabili (FER) da parte del PSR avvieneprevalentemente nell’ambito delle misure dell’Asse 1 (Misura 121 e 123) e dell’Asse 3 (Misure 311 e 312). Leseguenti tabelle riportano gli interventi finanziati, aggiornati al 2011, per le quattro misure considerate.pag. 70


VALUTAZIONE PSR 2007-2013 CAMPANIA: AGGIORNAMENTO RAPPORTO VALUTAZIONE INTERMEDIA 2012La Misura 121 rappresenta il principale strumento del Programma per lo sviluppo del settore energeticoregionale in ambito agricolo. Questa ha finanziato 324 progetti per la produzione di energia da fontienergetiche rinnovabili per circa 10 Meuro di investimento complessivo. La tecnologia più diffusa è il solarefotovoltaico, con installazione di impianti di piccola taglia (media 10 kWp) per la produzione di energiaelettrica. Significativa anche la richiesta per piccoli impianti di riscaldamento dell’acqua per mezzo di pannellisolari termici (1,1 Meuro) e di centrali termiche a biomassa (0,8 Meuro).Tab. 20 – Misura 121, progetti finanziati al 31/12/2011 per lo sviluppo delle FERTipologia FER Interventi (n) Investimento complessivo (€) Investimento unitario (€)Solare fotovoltaico 210 7.902.808 37.632Solare termico 104 1.164.477 11.197Eolico 3 139.779 46.593Biomasse (centrali termiche) 7 870.109 124.301Totale Misura 121 324 10.077.173 -Fonte: elaborazione dati monitoraggio al 31/12/2011.Gli interventi finanziati con la Misura 123 risultano essere prevalentemente impianti fotovoltaici di mediedimensioni (circa 50 kWp) per la produzione di energia elettrica. Si rileva inoltre un impianto per laproduzione di energia termica alimentato a biomassa.Tab. 21 – Misura 123, progetti finanziati al 31/12/2011 per lo sviluppo delle FER:Tipologia FER Interventi (n) Investimento complessivo (€) Investimento unitario (€)Solare fotovoltaico 15 2.767.497 184.500Biomasse (centrali termiche) 1 200.000 200.000Totale Misura 123 16 2.967.497 -Fonte: elaborazione dati monitoraggio al 31/12/2011.La Misura 311 contribuisce allo sviluppo delle FER attraverso il sostegno a piccoli interventi accessorinell’ambito della Azione A (agriturismo) e per mezzo dell’azione dedicata (Azione D), la quale ha attivatol’80% degli investimenti interni alla misura. I dati raccolti nella indagine aziendale, sviluppata nell’ambitodelle attività di valutazione della Misura 311, hanno permesso di stimare l’incidenza degli interventi accessoriassociati ai progetti di cui all’Azione A, la tipologia di FER utilizzata e la potenza mediamente installata (cfr.Misura 311 nell’Allegato I).Tab. 22– Misura 311, progetti finanziati al 31/12/2011 per lo sviluppo delle FER:Tipologia FER Interventi (n) Investimento complessivo (€) Investimento unitario (€)Solare fotovoltaico 16 823.781 50.231Biogas 2 1.000.500 500.250Eolico 2 397.907 198.954Totale Misura 311 20 2.222.188 -Fonte: elaborazione dati monitoraggio al 31/12/2011.La Misura 312 non prevede una azione specifica per lo sviluppo di microimprese energetiche, gli impianti perla produzione di energia costituiscono interventi accessori, peraltro favoriti da uno specifico criterio di prioritàil quale risulta rispettato da circa il 90% dei beneficiari. L’indagine aziendale ha evidenziato come il 76%delle aziende abbia integrato il proprio progetto con un piccolo impianto fotovoltaico o, secondariamente,con pannelli solari termici (cfr. Misura 312 nell’Allegato I).pag. 71


VALUTAZIONE PSR 2007-2013 CAMPANIA: AGGIORNAMENTO RAPPORTO VALUTAZIONE INTERMEDIA 2012Tab. 23 – Misura 312, progetti finanziati al 31/12/2011 per lo sviluppo delle FER:Tipologia FER Interventi (n) Investimento complessivo (€) Investimento unitario (€)Solare fotovoltaico 97 1.897.502 19.600Solare termico 67 753.278 11.243Totale Misura 312 164 2.650.780 -Fonte: elaborazione dati monitoraggio al 31/12/2011.La stima della energia “rinnovabile” complessivamente prodotta grazie ai finanziamenti del PSR (cfr. Tabella12) è stata effettuata aggregando l’insieme delle operazioni realizzate per tipologia di fonte utilizzata. Perciascuna tecnologia è stata determinata la potenza complessivamente installata, attraverso i dati dimonitoraggio disponibili e per parametrizzazione degli investimenti realizzati, espressa in kWp. Attraverso ladeterminazione delle ore equivalenti di utilizzo, descritta in tabella, è stato possibile stimare la quantità dienergia da fonti energetiche rinnovabili potenzialmente prodotta in un anno.Tab. 24 - Energia prodotta negli impianti di energia da fonti rinnovabili finanziati al 31/12/2011:Fonti Energetiche Rinnovabili Interventi finanziati Spesa/potenza 1 PotenzainstallataOreequivalenti 2 Energia prodotta 3Tipologia n. Spesa € €/kW kW n. MWh/anno ktep/annoSolare fotovoltaico 338 13.378.820 3.500 3.823 1.226 4.686 0,40Biogas 2 1.000.500 3.000 334 7.000 2.338 0,20Biomasse (impianti termici) 8 1.070.109 800 1.338 3.600 4.815 0,41Eolico 5 537.686 3.316 162 1.560 253 0,02n. € €/mq kWh/mq mq MWh/anno ktep/annoSolare termico 4 171 1.917.755 1.350 788 1.421 1.119 0,10Totale 524 17.904.870 13.212 1,14Fonte: elaborazione db regionale Misure 121, 123, 311, 312; (1) La potenza installata per le diverse tecnologie è stata stimata infunzione dei costi unitari medi (€/kW) reperibili in letteratura per impianti fino a 100 kWp; (2) ore equivalenti di utilizzazione:fotovoltaico, dato medio Regione Campania da Rapporto statistico FER 2009–GSE SIMERI; biomasse, per gli impianti termici si èconsiderata la sola stagione termica; eolico, dato medio regionale da Rapporti statistici FER 2009–2010-2011-GSE SIMERI; (3)coefficiente di conversione (AIE) Agenzia internazionale dell’energia (1tep=11,63MWh); (4) costo complessivo al mq medio tra letecnologie (sottovuoto e piano vetrato) per impianti di piccola dimensione (fonte Cestec).L’energia prodotta dagli impianti finanziati viene espressa in “tep” (tonnellate equivalenti di petrolio),acronimo italiano omologo dell’anglosassone “toe” (tonne of oil equivalent). Al 31 dicembre 2011 l’energiaannua producibile dagli impianti finanziati è pari a 1,14 ktep. Il dato può essere in primo luogo confrontatocon il valore obiettivo dell’indicatore di impatto n. 7 “Contributo alla lotta al cambiamento climatico” pari a1,8 ktep, valore PSR stimato ex-ante in funzione delle ipotesi di allocazione di quote investimento destinatealle FER per le Misure 123 e 123. Target successivamente modificato a seguito di un processo di verifica edadeguamento dei valori-obiettivo degli indicatori di risultato e di impatto condiviso tra Valutatoreindipendente e Autorità di Gestione che ha portato all’inclusione della Misura 311 all’aggiornamentodell’indicatore di impatto sul clima complessivamente pari a 2,09 ktep. Il rapporto, tra l’indicatore di impattocosì calcolato e il valore-obiettivo evidenzia un tasso di raggiungimento del target del 54%.Lo sviluppo delle FER può essere valutato anche in funzione degli obiettivi regionali, intermedi e finali, fissatidal decreto “burden sharing” (cfr. Tabella 25). Questi fissano gli incrementi nella quota complessiva dienergia (termica + elettrica) da fonti rinnovabili sul consumo finale lordo. Dato l’obiettivo al 2012 diincremento dei consumi regionali da FER di 257 ktep rispetto al reference level il PSR ha contribuito per lo0,4%.pag. 72


VALUTAZIONE PSR 2007-2013 CAMPANIA: AGGIORNAMENTO RAPPORTO VALUTAZIONE INTERMEDIA 2012Tab. 25 – Obiettivi regionali di sviluppo delle FER al 2020:Traiettoria obiettivi Regione Campania, dalla situazione iniziale al 2020Obiettivo regionale per l'anno (%)Anno iniziale di riferimento* 2012 2014 2016 2018 20204,2 8,3 9,8 11,6 13,8 16,7Traiettoria consumi regionali da fonti rinnovabili (FER-E + FER-C) (ktep)286 543 647 767 915 1.111Δ rispetto anno diriferimento 257 361 481 629 825Fonte: DM 15 marzo 2012 c.d. Burden Sharing. (*) Il valore iniziale di riferimento è ottenuto dalla somma dei seguenti consumiregionali: Fer-E: produzione regionale elettrica lorda da fonti rinnovabili relativa all'anno 2009 rilevata da GSE, calcolata ai sensi delladirettiva 28/2009; Fer-C: consumo regionale da fonti rinnovabili per riscaldamento/raffreddamento relativi all'anno 2005, forniti daEnea.L’impatto ambientale della energia da fonti rinnovabili prodotta espressa in termini di CO 2eq è consideratonullo in quanto si assume che le FER non contribuiscano alla produzione di CO 2 (solare, idroelettrico, eolico)oppure che le trasformazioni in CO 2 conseguenti all’uso del combustibile vangano assorbite dai processi direintegrazione naturale (biomasse). Tale assunzione può determinare una sovrastima delle emissioni evitatenel caso in cui l’energia prodotta da FER non sia utilizzata in sostituzione di energia “tradizionale” quantopiuttosto per soddisfare nuovi fabbisogni generati dall’intervento stesso.Al fine di esprimere l’energia in termini di emissioni evitate e popolare l’indicatore complessivo di impatto“riduzione di GHG grazie al PSR 2007-2013” si è provveduto a stimare il parametro di conversione dei ktep inCO 2eq il quale dipende dalla natura dell’energia che si ipotizza di sostituire. Pertanto in funzione del mixenergetico della Regione Campania e dei rispettivi fattori di emissione è stato stimato un coefficiente diconversione pari a 3,76 MgCO 2 per ogni tep prodotto 22 . Le emissioni di GHG evitate grazie alla produzione dienergia da FER promossa dal PSR sono pari a 4.276 MgCO 2eq .Il target di riferimento (stimato in funzione di un fattore di conversione di 3,18 MgCO 2 per tep prodotto) èpari 6.360 MgCO 2eq , valore che evidenzia una efficacia del Programma del 67%.4.2.4.5 Il contributo del PSR alla mitigazione dei cambiamenti climatici, una lettura trasversale deirisultatiLa valutazione complessiva dell’impatto del Programma rispetto all’obiettivo strategico della mitigazione deicambiamenti climatici può essere realizzata aggregando le singole componenti analizzate in macrocategorie,macrosettori e infine in un unico indicatore sintetico.L’indicatore viene definito “Riduzione delle emissioni di gas ad effetto serra” ed è espresso in termini diMgCO 2eq·a -1 . Al 31 dicembre 2011 l’indicatore complessivo è stimabile in 68.608 MgCO 2eq·a -1 (Tabella 26).Tab. 26 - Contributo complessivo del PSR alla mitigazione dei cambiamenti climatici:Riduzione delle emissioni di gas ad effetto serra68.608 MgCO 2eq·a -1Settore Agro-forestaleSettore energetico64.333 MgCO 2eq·a -1 4.276 MgCO 2eq·a -1Riduzione delle emissioni dall’agricoltura Assorbimento del carbonio (C-sink) Fonti energetiche rinnovabili4.312 MgCO 2eq·a -1 60.020 MgCO 2eq·a -1 4.276 MgCO 2eq·a -1Protossido d’azoto da fertilizzanti minerali C-sink nei suoli agricoli C-sink nella biomassa legnosa Produzione di energia da FER4.312 MgCO 2eq·a -1 43.845 MgCO 2eq·a -1 16.175 MgCO 2eq·a -1 4.276 MgCO 2eq·a -122 Il mix energetico regionale equivale ai consumi finali per fonte di energia per l’anno 2008 ricavato dalle statistiche energeticheregionali per la Campania anni 1988-2008 realizzate dall’ENEA. I fattori di emissione di ciascuna fonte energetica (kgCO 2eq/tep) utilizzatisono presi da una pubblicazione sulle FER di Punti Energia.pag. 73


VALUTAZIONE PSR 2007-2013 CAMPANIA: AGGIORNAMENTO RAPPORTO VALUTAZIONE INTERMEDIA 2012Considerando le singole componentidell’indicatore complessivo si osservadalla figura che il contributo maggiorealla riduzione dei GHG viene esercitatoattraverso il C-sink nei suoli agricoli(64%) e nelle biomasse legnose (24%),l’insieme di queste due componenticostituisce circa l’88% del totale. Menosignificative risultano le riduzioni dovutealla razionalizzazione nei consumi deiconcimi minerali azotati e le mancateemissioni riconducibili allo sviluppo delleenergie da FER (6%).Ripartizione del contributo all'attenuazione dei cambiamenti climaticiC-sinksuoli agricoli64%C-sinkbiomassalegnosa24%N 2 O fertilizzantiminerali6%Energia da FER6%Il valore complessivo di riduzione di CO 2 , considerando tutti i settori analizzati, non può essere confrontatocon un valore analogo di contesto, in quanto il contributo del settore agricoltura, conteggiato nell’Inventarionazionale delle emissioni e degli assorbimenti di gas ad effetto serra, considera, come già sottolineato, soloalcuni degli aspetti a cui contribuisce il PSR. Pertanto risulta possibile solamente una valutazione per singolacomponente, così come affrontata nei precedenti paragrafi, in funzione dei rispettivi valori obiettivo e deidati di contesto disponibili.pag. 74


VALUTAZIONE PSR 2007-2013 CAMPANIA: AGGIORNAMENTO RAPPORTO VALUTAZIONE INTERMEDIA 20125. ALTRE ANALISI VALUTATIVE5.1 Il valore aggiunto dell’approccio Leader5.1.1 IntroduzioneIl rapporto della Corte dei Conti europea (2010) ha avviato una riflessione sulle potenzialità del metodoLeader e la capacità del mainstreaming di dispiegarle nell’attuale programmazione: una riflessione che hainvestito anche la valutazione dal momento che non apparivano chiari i contorni di ciò che la Corte dei Contidefinisce come “valore aggiunto del Leader”. Si è scelto pertanto di aggiornare il disegno di valutazionedell’Asse 4 per orientarlo verso la misurazione del valore aggiunto Leader.Il Valutatore ha scelto di utilizzare un approccio che ruota attorno all’analisi delle sette “specificità” chehanno accompagnato la programmazione Leader nelle passate edizioni.Il valore aggiunto Leader è stato associato a una serie di fattori che fanno sì che un progetto/domanda diaiuto finanziata attraverso il Leader abbia delle caratteristiche differenti rispetto ad un’ipotetica analogadomanda di aiuto finanziata attraverso i dispositivi ordinari (vedi figura seguente).La scelta metodologica adottata è stata quella di considerare il valore aggiunto Leader come un “di più”presente e misurabile a livello progettuale (l’area gialla nella figura sopra), risultato di una combinazione dipiù fattori, che non è rinvenibile in un progetto finanziato attraverso i dispositivi attuativi ordinari. Ciò nonimplica che debba esistere sempre una sorta di “controfattuale” per verificare l’esistenza di un valoreaggiunto Leader: nel caso in cui il Leader fosse la modalità attuativa esclusiva per alcune Misure del PSR(vedi Azioni specifiche Leader) non vi sarebbe infatti alcuna possibilità di confronto controfattuale.L’approccio utilizzato è stato quello di verificare la presenza di elementi che sono riconducibili esclusivamentead un approccio bottom-up e partecipativo quale il Leader e di conseguenza, nel caso di una loro assenza,ipotizzare che quel tipo di domande avrebbe potuto transitare per una Misura PSR.Visto lo stato di attuazione dell’Asse Leader - a novembre 2012 il contributo concesso sulle Misure 411,412 e413 è pari a meno del 20% della dotazione finanziaria - l’analisi valutativa si è concentrata sui dispositiviattuativi: sul come attraverso un differente “disegno” dei requisiti di accesso alle Misure e la scelta dei criteridi selezione, i GAL hanno la possibilità di selezionare domande di aiuto in grado esprimere un valoreaggiunto. Non si è entrati nel merito delle Azioni specifiche gestite direttamente dal GAL rimandando l’analisial 2013, quando il quadro dei progetti sarà più esaustivo per tutti i GAL. Si è scelto di optare per questo tipodi approccio in modo da fornire all’AdG e ai GAL indicazioni utili in vista della futura programmazionepag. 75


VALUTAZIONE PSR 2007-2013 CAMPANIA: AGGIORNAMENTO RAPPORTO VALUTAZIONE INTERMEDIA 2012L’analisi parte dall’esame dei criteri utilizzati per la selezione delle domande e degli elementi relativi alletipologie di intervento, ai settori prioritari e alla localizzazione degli interventi sui quali i GAL potevanooperare delle scelte nel disegno dei bandi.Il Valutatore ha proceduto ad una rilettura dei criteri di selezione utilizzati o delle scelte effettuate a montedai GAL (su beneficiari, localizzazione e tipologie di intervento) alla luce degli effetti che possono produrrenella selezione delle domande di aiuto classificandoli in base seguenti categorie:1. elementi identitari (valorizzazione delle identità dell’area);2. politiche in atto sul territorio (legame a politiche locali);3. tematismo individuato dal PSL (integrazione attorno ad uno strumento valorizzato dal PSL –itinerari/strade dei vini);4. fabbisogno emerso dalla diagnosi territoriale;5. approccio multisettoriale (legame tra soggetti appartenenti a settori differenti o attori differenti –pubblico e privato);6. approccio integrato (legame tra soggetti differenti di uno stesso settore o tra domande di aiutodistinte);7. caratteristica standard comune al PSR (in questa categoria sono stati associati quei criteri presentinei dispositivi ordinari che poco si adattano alle priorità locali).Il passaggio successivo è stato quello di associare ad ogni criterio/disegno della misura una possibile formadi integrazione o multisettorialità che può essere generata sulla domanda di aiuto.Le forme di integrazione che possono essere favorite dai dispositivi attuativi o dalle modalità attuative(bando, gestione diretta) possono essere ricondotte alle seguenti tipologie:• integrazione tra domande di aiuto riferite allo stesso soggetto beneficiario ma presentate su azionidiverse: potremo paragonarle ad un “pacchetto” di misure, per i Comuni (Misure 313 e 322), formaattivabile anche nei dispositivi ordinari;• azioni/misure che consentono al beneficiario che presenta la singola domanda di aiuto di perseguireun’integrazione a livello di politiche (turismo per lo più, ma anche valorizzazione prodotti o patrimoniorurale). Si tratta di domande di aiuto singole (o eventuale integrazione tra domande che si riferiscono adazioni diverse) afferenti ad un soggetto “collettivo” (consorzi di tutela, consorzi di promozione,Associazioni di strade, Associazioni di comuni..) (Misure, 313 e 322) ma anche ad un soggetto singoloche, per le caratteristiche che possiede, va a integrarsi con un politica in atto sul territorio (adesione astrade/convenzioni con altri soggetti/servizi avente ricaduta collettiva); forma presente anche neidispositivi ordinari;• azioni/misure che consentono al beneficiario che presenta la singola domanda di aiuto di perseguireun’integrazione di processo all’interno dell’unità aziendale, ad esempio con le Misure 311 (tramite ladiversificazione dell’attività aziendale); forma presente anche nei dispositivi ordinari;• integrazione tra domande di aiuto che si riferiscono ad azioni diverse e soggetti diversi(multisettorialità/intersettorialità) guidate da un tematismo, spesso ascrivibile alla valorizzazione turisticadi una strada, un itinerario o alla sua definizione tramite un accordo tra stakeholders (carta di qualità,protocolli di intesa, filiere). E’ un tipo di integrazione che non sempre garantisce la messa a sistema delle“progettualità finanziate” (integrazione tematica “media”). E’ importante anche il legame con domande diaiuto finanziate su altri fondi, alle quali quelle finanziate con il PSL possono andare ad integrarsi(promozione turistica in generale fatta da Associazioni delle strade..);• integrazione tra domande di aiuto che si riferiscono ad azioni diverse e a soggetti diversi(multisettorialità/intersettorialità) o integrazione all’interno della stessa domanda da parte di un soggettoche si accorda con altri partner (accordi con altri soggetti non beneficiari). Spesso tale forma diintegrazione è ascrivibile alla valorizzazione turistica di una strada o di un itinerario oppure all’esistenza dipag. 76


VALUTAZIONE PSR 2007-2013 CAMPANIA: AGGIORNAMENTO RAPPORTO VALUTAZIONE INTERMEDIA 2012accordi tra beneficiari e destinatari degli interventi (contratti di fornitura, accordi di partenariato,convenzioni, accordi con le aziende associate ad un itinerario – da considerarsi come destinatarie - chenon prendono fondi). E’ un tipo di integrazione forte che può garantire la messa a sistema e il raccordodelle “progettualità finanziate”, internamente (stessa domanda, con altri soggetti o destinatari degliinterventi) o esternamente; forma presente nei dispositivi ordinari della progettazione integrata;• in assenza di criteri di priorità che orientano la selezione verso tematismi o in caso di inefficacia dei criteridi selezione (qualora previsti), l’integrazione è di tipo debole, nel senso ciò che si va a finanziare è sìascrivibile ad una forma di “identità” - che può e potrebbe essere legata ad una strategia di valorizzazionee promozione del territorio - ma sulla quale non vi è nessun tipo di “governo” o indirizzo. E’ il singolo o lasingola domanda che deve integrarsi “da sola”.Anche per la multisettorialità, come per l’integrazione, possono esserne individuate forme “diverse”, tenendopresente che i due aspetti, multisettorialità e integrazione, si compenetrano. Vi può essere integrazionesenza multisettorialità ma non viceversa (per definizione, quando si ha multisettorialità, si ha ancheun’integrazione orizzontale); l’ottimo si ha quando coincidono. La caratteristica multisettoriale è stata intesacome una “azione” rivolta o a soggetti differenti come pubblico e privato (in questo assume una forma dimultiattorialità) o a settori differenti (per lo più turismo, agricoltura, riqualificazione del patrimonio rurale):• la definiamo “debole” quando questa azione non prevede integrazioni tra soggetti e politiche, inassenza di criteri o per l’inefficacia di quelli esistenti;• la definiamo “media” quando questa azione prevede un collegamento tra soggetti appartenenti asettori differenti intorno ad un tema che lega il territorio (itinerario, promozione o politica checoinvolge pubblico e privato);• la definiamo “forte” quando questa azione prevede un “accordo” tra soggetti o attori appartenenti asettori differenti (sia pubblico/privato che settori distinti), legata, pertanto, anche ad una forma diintegrazione forte tra soggetti, anche in questo caso può essere interna al progetto (accordi condestinatari partner) o esterna legata anche ad altre domande di aiuto.Infine introduciamo una categoria valida per quei soggetti beneficiari portatori di interessi collettivi chepossono svolgere un’azione multisettoriale/multifattoriale. Un’azione di “sistema”, coincide con una“domanda di aiuto”, intesa come progetto - marchi d’area, promozione territoriale, promozione prodotti, avalere su Misure quali 313, 321 e 322 - o su una modalità di accompagnamento alla formazione dellaprogettualità (Azioni specifiche), realizzata dal GAL che può avere una ricaduta su un area vasta e suisoggetti appartenenti a diversi settori o diverse fasi della filiera come destinatari degli interventi (socicooperative, soci strade, ecc. ecc., o partner di progetto) forma anche presente nei dispositivi ordinari 124.Nell’analisi condotta è importante evidenziare soprattutto quelle forme di integrazione multiple: lacombinazione tra forme generate attraverso dispositivi ordinari con altre ascrivibili ad un approccio dalbasso. Ad esempio, un agriturismo è finanziabile anche con la 311 ordinaria, ma se il soggetto beneficiarioaderisce ad una strada o ad un itinerario, l’azione di promozione che sviluppa l’organismo associativoattraverso la 313, aumenta la ricaduta del singolo investimento e allo stesso tempo beneficia delmiglioramento dell’ ”infrastrutturazione” dell’itinerario derivante dall’investimento singolo.Nei paragrafi successivi l’analisi delle forme di integrazione e multisettorialità possibili sono presentate:a. per Misura rispetto ai criteri di selezione adottati, perché i GAL hanno adottato tutti gli stessi criteriprevisti dai bandi regionali;b. per GAL rispetto agli elementi che potevano essere modificati nel disegno del bando (beneficiari,tipologie di intervento e di spese, localizzazione territoriale e massimali/minimali).pag. 77


VALUTAZIONE PSR 2007-2013 CAMPANIA: AGGIORNAMENTO RAPPORTO VALUTAZIONE INTERMEDIA 20125.1.2 La valutazione degli strumenti di attuazione nell’Asse Leader in relazione al “valoreaggiunto”.Le Disposizioni per l’Attuazione dell’Asse IV - Approccio Leader (adottate con Decreto Dirigenziale n. 54 del22.07.10) prevedono che, qualora il GAL adotti i bandi elaborati dalla Regione, le “eventuali modifiche aibandi, giustificate da particolari condizioni di contesto e volte a garantirne una più efficace e coerenteapplicazione rispetto agli scenari territoriali, alle strategie adottate ed agli obiettivi perseguiti” devono essere“preventivamente approvate dall’AdG”.Dunque ai GAL veniva lasciata la possibilità di adattare i dispositivi attuativi rispetto al contesto locale ecome sarà illustrato nell’analisi, tale facoltà è stata esercitata parzialmente solo in relazione alle condizioni diaccesso alla Misura (tipologia di beneficiari, di interventi, massimali) mentre i criteri di selezione sono statilasciati invariati rispetto ai bandi regionali.L’analisi viene presentata per Asse e Misura; all’interno di ogni Misura vengono presi in esame tutti i GAL chehanno attivato la Misura entro il 31.10.2012, come riportato nella tabella seguente.Come evidenziato dalla tabella, solo un parte dei GAL ha attivato bandi sulle Misure PSR (45 bandi pubblicatisugli 85 potenzialmente pubblicabili dai GAL, pari al 53%). L’analisi dell’efficacia dei criteri di selezione vienerinviata ad un momento successivo della valutazione in itinere.5.1.3 Il disegno dei bandiL’obiettivo dell’analisi è di verificare se e in che misura le “modifiche” apportate dai GAL ai bandi regionali,sulla base dei fabbisogni e delle priorità di intervento locali, consento di orientare la selezione delle domandedi aiuto “a monte” verso le forme di integrazione e multisettorialità descritte nel paragrafo precedente.Per ogni misura viene dunque riportata una lettura sintetica degli elementi che caratterizzano il bando GAL,soffermandosi sui tre aspetti in grado di orientare a monte la selezione delle domande verso le forme diintegrazione:A. area di riferimento e settori e/o tipologie d’intervento;B. tipologie di spese ammesse;C. tipologie di beneficiari.pag. 78


VALUTAZIONE PSR 2007-2013 CAMPANIA: AGGIORNAMENTO RAPPORTO VALUTAZIONE INTERMEDIA 2012Le modifiche ai massimali e/o minimali d’investimento e all’intensità dell’aiuto (% di contribuzione) vienesegnalata, ma non rientrano nelle finalità dell’analisi condotta, consentono comunque di dare un’indicazionedi come i GAL possano puntare su “dimensioni” progettuali più adatte ai contesti in cui operano e possanogarantire una maggiore copertura finanziaria su investimenti in aree marginali.‣ ASSE 1 – Miglioramento della competitività del settore agricolo e forestaleMisura 124 "Cooperazione per lo sviluppo di nuovi prodotti, processi e tecnologie nei settori agricolo ealimentare e settore forestale"La figura seguente illustra rispetto ai 3 elementi presi in considerazione come le scelte effettuate dai GALpossano generare forme di integrazione e multisettorialità.Figura 1: Forme di integrazione e multisettorialità favorite dal disegno dei bandiDalla lettura della figura è possibile evidenziare come, rispetto al bando ordinario, i GAL siano riusciti aoperare delle distinzioni efficaci solo su ambiti operativi e tipologie di intervento prioritarie. L’integrazionecon le politiche locali è riconducibile alla valorizzazione delle produzioni locali o allo sviluppo delle bioenergie,mentre l’integrazione tematica è potenzialmente attivabile con le azioni specifiche e con le Misure degli altriAssi relative alla valorizzazione turistica dei territori configurandosi, pertanto, come un tipo di multisettorialitàmedia (vedi definizione sopra).Tre GAL hanno circoscritto l’operatività del bando ad ambiti (temi) specifici in linea con gli obiettivi strategiciindicati nei rispettivi PSL:• il GAL Vallo di Diano restringe l’ambito alle microfiliere a connotazione locale anche attraverso il recuperoe la reintroduzione di antiche varietà, favorendo una forma di integrazione tematica/multisettorialitàmedia e a livello di politiche locali;• il GAL Casacastra opera prioritariamente sul settore della bioenergia con riferimento anche alle biomasseforestali, al fine di incentivare l’offerta di fonti energetiche rinnovabili (integrazionetematica/multisettorialità media e politiche locali);• il GAL Cilento Regeneratio punta sulle microfiliere pilota con priorità negli ambiti olivicolo-oleario,vitivinicola, fagioli di Gorga , Ceci di Cicerale, fico bianco del Cilento, castagna (integrazione tematica econ politiche locali); e alla cooperazione finalizzata all'innovazione nella produzione di energia da fontirinnovabili (politica sullo sfruttamento delle filiere energetiche locali).Altri tre GAL hanno previsto soltanto una priorità a favore di determinati settori di intervento configurandoun tipo integrazione a livello di politiche a favore delle produzioni locali, mentre un solo GAL non si èdifferenziato dal bando regionale.pag. 79


VALUTAZIONE PSR 2007-2013 CAMPANIA: AGGIORNAMENTO RAPPORTO VALUTAZIONE INTERMEDIA 2012Per quanto riguarda, invece, i minimali e i massimali d’investimento ammessi, si rileva che due GAL nonabbiano previsto alcuna soglia minima, con l’intento di coinvolgere anche quelle possibili forme dicooperazione relative a produzioni agricole tipiche e di nicchia non in grado di attivare investimenticonsistenti ma che da una parte permettono di preservare la biodiversità locale, dall’altra possono,attraverso il sostentamento di colture e tecniche legate alle tradizioni locali, legarsi alla promozione e allavalorizzazione dell’area GAL.‣ ASSE 2 – Miglioramento dell’ambiente e dello spazio ruraleMisura 216 "Investimenti non produttivi in ambito agricolo"Rispetto alle cinque azioni attraverso le quali la Misura viene attuata, i GAL hanno circoscritto l’operativitàdella Misura ad un set limitato di azioni: in particolar modo tutti i GAL hanno attivato l’Azione A (impianto oripristino di siepi, filari, boschetti), due GAL hanno anche attivato l’Azione B (ripristino e/o ampliamento dimuretti a secco, terrazzamenti e ciglionamenti preesistenti), un GAL l’Azione E (Prevenzione dei danni dalupo e da cinghiale.). L’Azione A ha finalità legate al ripristino della biodiversità animale e in manieraindiretta con il paesaggio (infrastrutture ecologiche), l’Azione B ha un legame più diretto con il paesaggiorurale e anche per la prevenzione dell’erosione del suolo, mentre l’Azione E ha una finalità di prevenzione daidanni della fauna selvatica. L’azione B, a giudizio del Valutatore, è l’unica tipologia che può in qualche misuraintegrarsi con un tematismo e con politiche legate alla valorizzazione del paesaggio rurale.Si può evidenziare, inoltre, che due GAL hanno ristretto il campo dei beneficiari: il GAL Vallo di Diano nonprevede soggetti privati tra i potenziali beneficiari, mentre il GAL Cilento Regeneratio restringe ulteriormentel’ammissibilità delle domande a quelle presentabili da Amministrazioni Comunali. Tale scelta potrebbefavorire la presenza di una forma di integrazione tra domande di aiuto presentate dallo stesso Comune avalere su altre Misure – ad esempio le Misure 313 o 323 - che possano concorrere tutte ad un progetto piùampio di valorizzazione del paesaggio rurale. Infine un ulteriore elemento che “caratterizza” i bandi GAL èrappresentato dall’inserimento di una soglia di spesa massima ammissibile per ogni domanda d’aiutopresentata.pag. 80


VALUTAZIONE PSR 2007-2013 CAMPANIA: AGGIORNAMENTO RAPPORTO VALUTAZIONE INTERMEDIA 2012Misura 227 "Investimenti non produttivi in ambito forestale"In questo caso i soli elementi caratterizzanti i bandi GAL si riferiscono principalmente alla volontà di attrarreanche quegli investimenti finanziariamente contenuti e, quindi, non finanziabili dal bando regionale (sogliaminima di spesa ammissibile fissata a 20.000 € per l’Azione A e 50.000 € per l’Azione B e la tipologia Hdell’Azione A): nel caso del GAL Alto Tammaro, l’eliminazione della soglia minima di spesa ammissibile mettein rilievo l’obiettivo specifico il coinvolgimento di quelle risorse forestali marginali e caratterizzate da unbasso livello di antropizzazione, tipiche dell’area Leader, nell’ottica della fruizione turistico-ricreativa. Ai finidell’adattamento del bando per la ricerca di forme di integrazione, tuttavia, solo nel bando del GAL CilentoRegeneratio, per la limitazione dei potenziali beneficiari ai Comunità Montane e ai Comuni – con esclusionedi tutti gli altri soggetti pubblici – può essere rinvenuta una possibile forma di integrazione tra domande diaiuto – analogamente a quanto visto per la Misura 216 – a cui affiancare una forma di azione di sistema chepuò essere portata avanti da un soggetto come la Comunità Montana le cui competenze insistono su unareale sovracomunale.‣ ASSE 3 – Miglioramento della qualità della vita e diversificazione delle attivitàMisura 311 " Diversificazione in attività non agricole"pag. 81


VALUTAZIONE PSR 2007-2013 CAMPANIA: AGGIORNAMENTO RAPPORTO VALUTAZIONE INTERMEDIA 2012Due GAL (GAL Alto Tammaro e GAL Colline Salernitane) hanno riproposto le quattro tipologie di interventopreviste per la Misura, mentre quattro GAL hanno inteso modificare marginalmente il set di spese ammissibilinon prevedendo, in due casi (GAL Alto Casertano e GAL I sentieri del Buon Vivere), l’intervento D(investimenti per la produzione di energia da fonti rinnovabili), in un altro caso (GAL Vallo di Diano),l’intervento B (investimenti per la sistemazione di superfici aziendali) e nell’ultimo caso (GAL CilentoRegeneratio) una tipologia di spesa legata all’Intervento A (ristrutturazioni di volumetrie aziendali dadestinare ad attività artigianali tipiche del mondo rurale). Anche per la Misura 311 gli elementi di maggiorecaratterizzazione del bando GAL rispetto ai bandi regionali pubblicati a valere sulla medesima Misura, sonorappresentati, in cinque GAL su sei, dalla fissazione di una soglia di spesa massima ammissibile e dalla sceltadel GAL di prevedere un’intensità d’aiuto che, sebbene con percentuali di contribuzione differenti, chiama ilbeneficiario privato a partecipare finanziariamente al progetto d’investimento. Ne consegue che il “disegno”del bando della Misura 311 ad opera dei GAL non permette di favorire l’emersione di forme di integrazione edi multisettorialità, se non una forma di integrazione aziendale che è generata dal contenuto stesso dellaMisura (diversificazione delle attività nell’azienda agricola).Misura 312 " Sostegno alla creazione e allo sviluppo delle microimprese"Rispetto ai tre ambiti di intervento previsti dal PSR relativi ai settori imprenditoriali nei quali sostenere lacreazione e lo sviluppo di microimprese, i GAL hanno circoscritto l’operatività del proprio bando con modalitàdifferenti. Quattro GAL hanno previsto tutti gli ambiti di operatività della Misura (integrazione debole),escludendo soltanto il punto 3 della Tipologia C (servizi al turismo: sistemazione di aree esterne dipertinenza delle microimprese con tecniche di riduzione infiltrazioni di acque meteoriche), mentre gli altriquattro GAL hanno previsto l’attuazione del bando o su un unico ambito imprenditoriale (il GAL AltoTammaro, a favore dell’artigianato artistico, tradizionale e tipico locale) o su due ambiti (il GAL Casacastra eil GAL Vallo di Diano hanno escluso il settore dei servizi al turismo, il GAL Alto Casertano ha escluso il settoredella ricettività turistica extra alberghiera e della piccola ristorazione).Tale restringimento delle tipologie di intervento potrebbe far emergere, oltre ad una forma di integrazionelegata a politiche in atto sul territorio, anche una forma di integrazione su un tematismo sviluppato dal PSL.Infine sette GAL hanno fissato una soglia di spesa massima ammissibile inferiore a quella indicata dal PSR (indue casi la soglia massima è stata notevolmente abbassata, passando dai 500.000 € regionali agli 80.000 €GAL). Da evidenziare la scelta della maggior parte dei GAL di prevedere un’intensità d’aiuto che, conpercentuali di contribuzione differenti, chiama il beneficiario a partecipare finanziariamente all’investimentoanche in caso di progetti con spesa ammessa pari o inferiore a 50.000 €.pag. 82


VALUTAZIONE PSR 2007-2013 CAMPANIA: AGGIORNAMENTO RAPPORTO VALUTAZIONE INTERMEDIA 2012Misura 313 " Incentivazione di attività turistiche"Nel caso della Misura 313 gli elementi caratterizzanti i bandi dei GAL si riferiscono principalmenteall’esclusione di alcuni potenziali categorie di beneficiari rispetto all’elenco previsto dal PSR e poi tradotto nelbando regionale. In particolar modo si evidenzia come i GAL indirizzino principalmente la Misura verso iprogetti di Enti Pubblici Locali: infatti in quattro casi su otto i bandi non prevedono come beneficiari gli EntiParco, in cinque casi le associazioni ambientalistiche senza scopo di lucro e le associazioni o organismi dipromozione turistica e in sei casi i soggetti gestori di aree Natura 2000 e siti di grande pregio naturalistico.La natura della Misura 313, consentirebbe a potenziali beneficiari che hanno competenze in materia dipromozione su ambiti sovra comunali, in particolar modo Enti parco, consorzi di promozione turistica e altrisoggetti collettivi (unioni di Comuni) di svolgere ciò che è stata codificata come “azione di sistema”. Pertantoil restringimento del campo dei beneficiari solo ad alcuni soggetti può depotenziare il carattere sistematicoche è intrinseco nella Misura, andando a finanziare tanti interventi a livello comunale che necessitano diun’azione comune di coordinamento.Nel dettaglio, nei bandi del GAL Alto Casertano, GAL Casacastra , GAL Cilento Regeneratio, GAL i Sentieri delBuon Vivere e del GAL Vallo di Diano gli unici beneficiari previsti sono per lo più Enti pubblici Locali. Perquesti GAL dovrà essere indagata in una fase successiva della valutazione in itinere se gli interventi singolisiano stati valorizzati dai GAL attraverso le Azioni specifiche.I bandi GAL fissano come limite massimo di progetti presentabili da ciascun beneficiario, la soglia di un unicoprogetto per ciascuna tipologia di intervento o in alternativa un unico progetto integrato (il limite regionaleprevisto da bando prevede che i soggetti pubblici possano presentare al massimo due progetti per ciascunatipologia di intervento o due progetti integrati).Di per sé la Misura, che prevede sia la realizzazione di percorsi turistici che la sua promozione, attiva unaforma di integrazione a “pacchetto” e a livello di politiche locali di valorizzazione turistica. Per quantoriguarda i minimali e i massimali d’investimento, cinque GAL su sette prevedono delle soglie di spesamassima ammissibile più basse di quella regionale, mentre uno di questi GAL individua anche una sogliaminima di spesa ammissibile.pag. 83


VALUTAZIONE PSR 2007-2013 CAMPANIA: AGGIORNAMENTO RAPPORTO VALUTAZIONE INTERMEDIA 2012Misura 321 " Servizi essenziali alle persone che vivono nei territori rurali"Rispetto alle nove tipologie di intervento previste dal scheda misura del PSR al fine di supportare lo sviluppodei servizi essenziali, i GAL hanno circoscritto l’operatività del proprio bando soltanto ad alcune di esse. DueGAL hanno previsto tre tipologie e un unico GAL, Alto Casertano, ha fatto riferimento a sei tipologie: tutti iGAL hanno previsto l’attivazione della tipologia D relativa alla creazione o al miglioramento di centri diaggregazione comunale. Tali scelte possono preludere alla presenza di forme di integrazione a livello dipolitiche sul welfare locale. Inoltre, sono previste dalla Misura, per alcune tipologie di intervento lacollaborazione ed il coordinamento tra soggetti diversi (Comuni, Comunità montane, ASL) che possonogenerare un’azione di sistema su una determinata politica di welfare locale. Solo in due casi, per il GALCasacastra e il GAL Cilento Regeneratio, l’aver indirizzato il bando esclusivamente ad alla tipologia D (centridi aggregazione comunale) riservandola esclusivamente ai soggetti pubblici, non consente di ipotizzare lapresenza di un’azione di sistema (il Comune è l’unico soggetto che coordina l’intervento).pag. 84


VALUTAZIONE PSR 2007-2013 CAMPANIA: AGGIORNAMENTO RAPPORTO VALUTAZIONE INTERMEDIA 2012Misura 323 " Sviluppo, tutela e riqualificazione del patrimonio rurale"Nel PSR sono previste tre tipologie d’intervento. Tutti i GAL hanno attivato la Misura mediante un bandorelativo alla Tipologia C, riferibile agli interventi di recupero e di riqualificazione degli elementi tipici deipaesaggi rurali e degli elementi architettonici di valenza culturale. Sono state omesse le tipologie A (iniziativedi sensibilizzazione ambientale miranti alla diffusione ed alla condivisione delle esigenze di tutela delle AreeNatura 2000 e dei siti di grande pregio naturale) e B (interventi materiali per il miglioramento della fruizionepubblica di siti Natura 2000 e dei siti di grande pregio naturale) ad eccezione del bando del GAL AltoCasertano che prevede anche la tipologia A. L’elemento che caratterizza tre bandi GAL è, pertanto,rappresentato da una evidente circoscrizione delle tipologie d’intervento finanziabili configurando una formadi integrazione legata a politiche in atto sul territorio e una forma di integrazione per tematismo sulpaesaggio rurale (vedi anche Misura 216). Inoltre tre GAL (Casacastra, Cilento Regeneratio e Vallo di Diano)prevedono come beneficiari della Misura soltanto soggetti di natura pubblica, l’esclusione dei privati limita laricaduta più ampia della Misura prevista dai dispostivi regionali. Quattro bandi, infine, prevedono una spesamassima ammissibile inferiore a quella prevista dal bando regionale (150.000 €) a valere sulla tipologia C.Alla luce dell’analisi condotta il Valutatore ritiene di poter mettere in risalto una questione centrale: in diversicasi si è rilevato un maggior restringimento dei potenziali beneficiari soprattutto per le Misure dell’Asse 2 e leMisure dell’Asse 3 escludendo i soggetti privati (Misure 313,321, 323) e in alcuni casi operando un’ulterioreselezione all’interno dei soggetti portatori di interessi collettivi. In particolar modo, su alcune Misure, 313 e323, si è assistito ad una scelta netta, da parte di alcuni GAL, di prevedere come unici beneficiari gli entipubblici locali, soprattutto i Comuni, escludendo soggetti in grado di esercitare un’azione di sistema su unambito sovra comunale (Enti parco, Associazioni o Consorzi di promozione turistica). Nel prosieguo delleattività di valutazione dovrà pertanto essere indagato come un’effettiva parcellizzazione degli interventi rivoltiall’infrastrutturazione e promozione turistica possa essere valorizzata all’interno di una strategia integrata emultisettoriale d’area. Ciò che emerge dal disegno a monte delle Misure è la volontà del GAL di puntare,attraverso la scelta di alcune tipologie di intervento, ad alcuni puntuali tematismi sui quali ruotano lestrategie locali (paesaggio rurale, agriturismo, artigianato, itinerari turistici); l’effettiva presenza diun’integrazione tematica sarà verificata sulle domande finanziate in un momento successivo.pag. 85


VALUTAZIONE PSR 2007-2013 CAMPANIA: AGGIORNAMENTO RAPPORTO VALUTAZIONE INTERMEDIA 20125.1.3.1 L’analisi sui criteri di selezioneCome già anticipato, i GAL hanno utilizzato gli stessi criteri di selezione presenti nei bandi regionali, nonapportandovi alcuna modifica. Una criticità che è stata rilevata nel corso degli incontri con GAL e AdG risiedein questa rigidità, nonostante fosse prevista la possibilità di approvare i criteri di selezione dei GAL all’internodel CdS per consentire ai GAL di utilizzarli, non è stato avviato un percorso che avrebbe reso possibile questopassaggio. Va sottolineato che questo percorso doveva essere costruito ex novo, dal momento che nei PSLnon vi era nessuna indicazione sui criteri di selezione “Leader”. In ogni PSL, le forme di integrazione emultisettorialità venivano individuate a livello di Misure e Azioni specifiche, ma a giudizio del Valutatore,senza l’utilizzo di criteri di selezione ad hoc, risulta essere più complessa la creazione di forme di integrazionee multisettorialità tra interventi.L’analisi seguente si pone l’obiettivo di verificare se comunque i criteri regionali consentano ai GAL diorientare la selezione delle domande favorendo quelle forme di integrazione e multisettorialità che sonostate introdotte nel disegno dei bandi.Nella figura seguente viene riportata direttamente la forma di integrazione/multisettorialità generata daicriteri regionali per ciascuna Misura del PSR attuata dal GAL. Nel testo invece vengono descritti i nessi dicausalità tra criteri e forme di integrazione/multisettorialità indicate.Dal’esame della tabella, possono essere messe in risalto due considerazioni:• solo alcune Misure sono state dotate di criteri di selezione “aperti”, criteri che si “adeguano” alleparticolarità di ogni area Leader e alle specifiche di ogni singolo PSL. E’ il caso, ad esempio, della Misura313 nel momento in cui viene attribuito un punteggio in caso di risorse storiche, culturali, artistiche ecc.,della Misura 323, per la quale la coerenza del progetto con le risorse presenti nella stessa areacontribuisce ad incrementare il punteggio complessivo in fase di istruttoria, o, infine, della Misura 124,per la quale è oggetto di valutazione l’efficacia del modello organizzativo in funzione del raggiungimentodegli obiettivi previsti per gli ambiti specifici GAL;• tutte le Misure (ad eccezione delle Misure 216-227-311) presentano almeno un criterio di selezionepotenzialmente idoneo per far emergere integrazione e multisettorialità:- 124: l’integrazione del progetto e la partecipazione del soggetto in un contesto programmatico ocomplementare ad altre iniziative di sviluppo (integrazione tematica e a livello di politiche) combinataad un’integrazione e multisettorialità forte generata dalla composizione multi attoriale del partenariatocoinvolto;- 312: l’integrazione del progetto in un contesto programmatico o complementare ad altre iniziative disviluppo costituisce criterio di selezione in grado di favorire forme di integrazione e di multisettorialità(integrazione tematica e a livello di politiche);- 313: integrazione territoriale e, nel caso di tipologia A, realizzazione di itinerari a livello prov/rege accesso/collegamento tra + itinerari realizzati (integrazione tematica e a livello di politiche);- 321, soprattutto per la tipologia d’intervento D: la gestione progetto da parte di più soggetti in formacongiunta (multiattorialità e integrazione forte all’interno del progetto);- 323: integrazione progettuale con altri progetti dell’Asse 3 (integrazione e multisettorialità forte tradomande).pag. 86


VALUTAZIONE PSR 2007-2013 CAMPANIA: AGGIORNAMENTO RAPPORTO VALUTAZIONE INTERMEDIA 2012Figura 2: Forme di integrazione e multisettorialità favorite dai criteri di selezione regionalipag. 87


VALUTAZIONE PSR 2007-2013 CAMPANIA: AGGIORNAMENTO RAPPORTO VALUTAZIONE INTERMEDIA 2012Come già anticipato la verifica dell’efficacia dei criteri di selezione verrà rinviata ad una fase dell’attuazionedell’Asse più avanzata. Tuttavia, il Valutatore ritiene che l’elevata numerosità dei criteri di selezione previstiper ogni Misura e l’omogeneità degli stessi sotto il profilo del punteggio assegnabile, rischia dicompromettere l’efficacia di quei criteri che possono generare forme di integrazione più adatte ad unastrategia integrata e multisettoriale.Un altro aspetto che sarà indagato riguarda l’integrazione tra le domande finanziate con le Misure PSR equanto posto realizzato attraverso le Azioni Specifiche Leader. Allo stato dell’arte non è ancora possibilerilevare se e con quali modalità il GAL sia riuscito a legare Misure PSR e Azioni specifiche. Le considerazionimesse in evidenza in precedenza relative all’assenza, nei bandi PSR, di criteri di selezione definitidirettamente dai GAL lasciano supporre che tale integrazione sia difficilmente perseguibile.5.1.4 La “governance”attuativa dell’Asse 4La valutazione della gestione del processo attuativo è stata sviluppata dal Valutatore attraverso ilcoinvolgimento diretto dei soggetti preposti all’attuazione dell’Asse 4: l’AdG, i GAL e gli Stapa Cepica.L’analisi condotta si è focalizzata su due macro temi tra loro correlati:1. l’andamento delle strategie di sviluppo locale in relazione agli obiettivi originari, al contesto diriferimento e alle procedure di attuazione previste;2. le implicazioni sull’organizzazione dei GAL, dell’AdG e degli Stapa in relazione ai compiti previsti.5.1.4.1 L’andamento delle strategie di sviluppo locale in relazione agli obiettivi originari e al contesto diriferimento e alle procedure di attuazione previsteL’impostazione della dell’Asse IV viene percepita dai GAL in maniera positiva: possono continuare a gestirel’iter amministrativo delle domande di aiuto (le domande di pagamento sono gestite dagli Stapa), è infattiopzionale la possibilità di demandare agli Stapa Cepica la fase istruttoria delle domande di aiuto (hannoesercitato questa opzione 6 GAL su 13), ad animare i potenziali beneficiari verso l’accesso ai bandi, e anche,mediante le Azioni Specifiche, attuare forme di progettualità non previste dalle Misure PSR.Un elemento che è stato affrontato sotto differenti angolazioni (GAL, AdG) è rappresentato dal ProgettoEsecutivo Annuale (PEA). Il PEA viene redatto al fine dell’attuazione dei PSL. Il progetto e la documentazionecorrelata, relativamente alle annualità di realizzazione, dovrà individuare in ogni dettaglio gli interventi darealizzare ed il relativo costo previsto e sviluppato ad un livello di definizione tale da consentirel’identificazione di ogni intervento per tipologia, qualità, dimensione e prezzo. La documentazione da allegareal PEA dovrà, tra l’atro, dimostrare la congruità dei costi e la conformità e ammissibilità delle spese ai sensidella normativa comunitaria, nazionale e regionale in vigore. Se il PSL prevede strategie di cooperazione lapresentazione dell’accordo di cooperazione e l’approvazione da parte della competente AdG sonopropedeutiche per l’emissione del relativo decreto di concessione. (DRD n. 54 del 22-07-10).La prima considerazione valutativa è riferita alla finalità del PEA. Esso rappresenta a tutti gli effetti una piùpuntuale definizione di quanto descritto nei PSL, alla luce delle disposizioni attuative e dei manuali diprocedure redatti in un fase temporale successiva all’approvazione dei PSL. L’intento dell’AdG era dunquequello di ricevere una forma di progettazione esecutiva dei PSL per annualità, in modo da supervisionare nonsolo l’operato del GAL ma anche garantire un’attuazione degli interventi coerente con le disposizioni regionalie con il crono programma indicato nei PSL.A giudizio del Valutatore i PEA sono un passaggio obbligato per richiedere ai GAL una più puntualeprogettazione esecutiva delle Azioni Specifiche che intendono attuare nel corso delle varie annualità (conschede progetto simili a quelle previste per i progetti di cooperazione), ma allo stesso tempo potevanorappresentare il documento tramite il quale richiedere ai GAL una più puntuale definizione dei criteri diselezione da utilizzare per le Misure PSR. Sulla base dell’analisi svolta nel paragrafo precedente la mancanzadi criteri GAL rappresenta un punto di debolezza rispetto alle possibili forme di integrazione e multisettorialitàattivabili.pag. 88


VALUTAZIONE PSR 2007-2013 CAMPANIA: AGGIORNAMENTO RAPPORTO VALUTAZIONE INTERMEDIA 2012I PEA possono e devono costituire lo strumento “guida” nei rapporti tra Regione e GAL, soprattutto perdefinire i margini di operatività per quanto riguarda le Azioni Specifiche Leader: una “piattaforma” diindicazioni sulla quale il GAL “sa di potersi muovere” e per adattare le Misure PSR al contesto di riferimentoin cui operano i GAL.Tuttavia, questa procedura ha prodotto un forte rallentamento nell’attuazione dell’Asse IV rappresentandoun ulteriore obbligo a carico del GAL che ha investito anche l’AdG nella verifica e valutazione dei PEA stessi,allungando così i tempi di avvio dell’Asse IV. A giudizio del Valutatore non essendo un passaggio ineludibile,doveva essere maggiormente presidiato aumentando il numero di soggetti coinvolti nella valutazione deiPEA.La percezione non positiva che i GAL hanno sui PEA è legata anche alla loro rigidità rispetto allerimodulazioni finanziarie tra Misure e alla congruità dei costi. Il Manuale delle procedure dell’Asse IV prevedeinfatti l’impossibilità di apportare varianti finanziarie fra tipologie di interventi sia per il PSL che per i PEA. E’ammessa la variazione temporale di realizzazione di interventi, e pertanto lo spostamento di voci finanziarieda un anno all’altro, purché il totale complessivo relativo a ciascuna tipologia di interventi rimanga invariato.Un’ulteriore fattore di criticità emerso investe l’operatività delle Azioni Specifiche, che prevedono interventiimmateriali sui quali non possono essere concesse anticipazioni. Molti GAL hanno paventato il rischio di nonpoter attuarle in virtù del fatto che non vi sono disponibilità finanziarie da parte dei soci per anticipare lespese previste e pertanto propendevano per uno spostamento delle risorse sulle Misure “PSR”. A questoproposito l’AdG ha manifestato l’intenzione di ammettere rimodulazioni finanziarie tra Misure in virtù del fattoche la crisi economica può aver modificato sostanzialmente le condizioni iniziali di contesto, previagiustificazione delle richieste effettuate anche in relazione agli obiettivi previsti dai PSL.Sulle iniziative a gestione diretta nelle quali il GAL risulta come beneficiario (situazione che si rileva inparticolar modo per le Azioni Specifiche Leader), la documentazione da allegare al PEA dovrà, tra l’altro,dimostrare la congruità dei costi e la conformità e ammissibilità delle spese ai sensi della normativacomunitaria, nazionale e regionale in vigore (DDR. N 54 del 22-07-10). Le disposizioni prevedono tra l’altroche il GAL ”prima di procedere al pagamento dei fornitori di beni e servizi, dovrà validarne l’operatoattraverso un formale atto autorizzativo del pagamento da parte dell’Organo Decisionale, previacomunicazione dell’Ufficio/Responsabile Amministrativo delegato che effettua il controllo dellacorrispondenza e congruità della spesa”. La congruità viene dunque richiesta in due fasi: all’atto dellapresentazione del PEA e nel momento in cui viene presentata la domanda di aiuto. Sono due passaggidistinti che dovrebbero garantire un processo di trasparenza nella gestione delle Azioni specifiche,soprattutto rispetto alle consulenze che possono essere acquisite dai GAL.Tale circostanza viene letta con una connotazione negativa dai GAL non solo perché riguarda spese che ilGAL intende sostenere soltanto in un momento temporalmente più distante, nei PEA i preventiviobbligatoriamente raccolti possono essere non più rispondenti ai prezzi di mercato (i PEA sono articolatisull’intero periodo di programmazione dal 2010 al 2014), ma soprattutto per quanto riguarda quelle spese -ad esempio l’onorario di un professionista unico “esperto” riconosciuto del settore, chiamato a fornire lapropria consulenza al GAL - che si collegano a progetti pilota o innovativi sulle quali, e pertanto i GALsuggeriscono che la definizione di congruità possa essere “riconsiderata” alla stregua del particolare ruolosvolto dai GAL come soggetto attuatore dell’Asse IV e non come semplice beneficiario.Su questo aspetto, il Valutatore, ritiene che le procedure previste dalla AdG rispondano all’esigenza digarantire la trasparenza necessaria a monitorare l’acquisizione di competenze esterne (consulenze) perl’esecuzione dei progetti gestiti dai GAL.Il modello adottato PSL-PEA richiede tuttavia di avviare una riflessione sul come valorizzare al massimo ilruolo dei GAL, garantendo una supervisione del loro operato e allo stesso tempo evitando ridondanze perrendere più spedita la macchina attuativa in vista della futura programmazione.Non è eludibile, infatti, la “complessità” che un Asse come il Leader porta con sé in ogni fase della “filieraattuativa”:• la redazione dei PSL, e loro valutazione;• la redazione dei PEA, e loro valutazione;pag. 89


VALUTAZIONE PSR 2007-2013 CAMPANIA: AGGIORNAMENTO RAPPORTO VALUTAZIONE INTERMEDIA 2012• la redazione dei bandi e l’analisi della loro conformità;• la progettazione dei progetti di cooperazione e la loro valutazione;• fino ad arrivare alla gestione delle domande di aiuto e pagamento.Alcuni di questi elementi saranno affrontati nel paragrafo successivo, quando si entrerà nel merito delleimplicazioni dell’impostazione data sulle strutture organizzative preposte all’attuazione dell’Asse IV. Ciò cheora si vuole porre all’attenzione dei GAL e dell’AdG è come sia possibile coniugare la necessità di selezionaredomande connotate da una componente forte di integrazione e multisettorialità con l’architetturaprogrammatica del Leader.Il confronto con il PSR può essere utile per comprendere come quest’ultimo tipo di programmazione, che ètop down, consenta, a differenza del Leader, di attivare procedure di attuazione in tempi relativamente brevie di selezionare domande in base alle priorità strategiche individuate nel PSR stesso.I PSL sembrano essere uno strumento avulso dal PSR pur rappresentando un differente metodo diattuazione delle stesse Misure previste dal PSR. Per superare questo dualismo, si potrebbero ipotizzarediversi modelli:1. replicazione del modello dell’attuale programmazione. In questo caso, uno dei passaggi cruciali è laprogettazione dei PSL, soprattutto per quelle Misure che sono già previste dagli altri Assi. L’azione diprogettazione deve concentrarsi sull’adattamento delle Misure ai contesti locali (criteri di selezione e diaccesso alla Misura) tale aspetto deve essere una condizione di ammissibilità nella selezione dei PSL eoggetto di valutazione. Per le Azioni specifiche ugualmente deve essere presente un maggior dettagliodi progettazione. L’azione di supervisione della Regione sarebbe più concentrata, dunque, all’atto diapprovazione dei PSL e i PEA, potrebbero rappresentare uno strumento per monitorare i progetti di cuii GAL sono beneficiari;2. modello di progettazione integrata, in questo caso, i PSL dovrebbero avere un’articolazione piùflessibile indicando gli ambiti di intervento, le Misure potenzialmente attivabili e i soggetti beneficiaricoinvolti. I GAL dovrebbero svolgere sui rispettivi territori il ruolo di animatori della progettazioneintegrata, svolgere cioè un compito di accompagnamento e messa a sistema di progetti con più attorie più interventi tra loro legati che siano selezionati attraverso bandi costruiti per la progettazioneintegrata.5.1.5 Le implicazioni sull’organizzazione dei GAL, dell’AdG e degli Stapa Cepica in relazioneai compiti previstiI soggetti coinvolti nell’attuazione sono tre: i GAL, gli Stapa Cepica e la Regione.I GAL sono i Soggetti Attuatori (responsabili della gestione delle domande di aiuto) per tutte le Misure in cuinon figurano come beneficiari. I GAL potevano tuttavia rinunciare a tale funzione, delegando agli StapaCepica la gestione delle istruttorie delle domande di aiuto. Tale opzione è stata esercitata da 6 GAL su 13.Gli Stapa Cepica sono i Soggetti Attuatori sia delle Misure PSR delegate dai GAL, sia delle Misure in cui il GALfigura come soggetto beneficiario; sono inoltre responsabili della gestione delle domande di pagamento.L’Autorità di Gestione sovraintende la gestione di tutto l’iter amministrativo e dell’operato dei GAL rispetto abandi (parere di conformità) e progetti in cui i GAL risultano beneficiari (cooperazione, azioni specifiche efunzionamento del GAL).Richiamando quanto detto sopra in riferimento alla “complessità” che un Asse come il Leader porta con sé,sono state individuate le seguenti fasi che hanno caratterizzato e caratterizzano l’attuazione dell’Asse IV:• la redazione dei PSL, e loro valutazione;• la redazione dei PEA, e loro valutazione;• la redazione dei bandi e l’analisi della loro conformità;• la progettazione dei progetti di cooperazione e la loro valutazione;• fino ad arrivare alla gestione delle domande di aiuto e pagamento.pag. 90


VALUTAZIONE PSR 2007-2013 CAMPANIA: AGGIORNAMENTO RAPPORTO VALUTAZIONE INTERMEDIA 2012La prima fase ha avuto avvio con la pubblicazione del bando previsto dal DRD n.44 del 26 gennaio 2009 perla selezione dei GAL e non dei PSL. Tale bando, oltre a contenere le modalità per la selezione dei GAL, hafissato il termine per la presentazione delle istanze alla data del 3 aprile 2009, successivamente prorogato al20 aprile 2009. Con la graduatoria definitiva approvata con DRD n. 341 del 19 ottobre 2009 sono risultateammissibili, sulle 17 pervenute, le istanze di 4 GAL (due della provincia di Salerno, una della provincia diAvellino ed una di Caserta) in quanto, delle restanti 13, 3 sono state ritenute non ricevibili per carenzadocumentale, 6 sono risultate non ammissibili e 4 non hanno raggiunto il punteggio minimo previsto dalbando. Successivamente, al fine di “consentire ad altri partenariati di cogliere l’opportunità offerta dall’Asse4”, con DRD n. 346 del 19 ottobre 2009 la Regione ha riaperto il bando per le selezione degli ulteriori GALlimitando la selezione agli STS rimasti scoperti. Con la graduatoria definitiva approvata con DRD n. 43 del 26febbraio 2010 sono state dichiarate ammissibili le istanze di altri 9 GAL (3 per ciascuna provincia perAvellino, Benevento e Salerno), per un totale di 13 GAL.Il bando di selezione dei PSL è stata attivato con DRD n. 13 del 22 gennaio 2010, a seguito delle richieste diproroga pervenute alla Regione da parte dei GAL, la Regione, prima della scadenza dei termini fissati per il24 febbraio 2010, con DRD n. 36 del 23 febbraio 2010, ha adottato la formula del bando a scadenza aperta.Attraverso tale procedura la Regione ha previsto che ai fini della selezione dei PSL sarebbero state prese inconsiderazione unicamente le istanze pervenute entro lo scadere di ogni mese (28 febbraio, 31 marzo, 30aprile, 31 maggio). Alla prima scadenza sono pervenute tutte le 13 istanze previste. La Regione, con DRD n.101 del 26/04/2010, ha selezionato 11 PSL su 13, in quanto 2 istanze (GAL Vallo di Diano e GAL CilentoRegeneratio) non hanno superato la soglia minima di punteggio. Alla seconda scadenza, a seguito di unanuova istruttoria delle due istanze suddette, con DRD n. 128 del 1 giugno 2010, è stata approvata lagraduatoria definitiva dei PSL selezionati.Dunque la fase di selezione dei GAL e PSL è durata circa un anno e mezzo, tra selezione dei GAL, redazionedei PSL e loro valutazione.Successivamente all’approvazione dei PSL e con l’emanazione delle disposizioni attuative dell’Asse IV (DRD.n. 54 del 22/07/2010) veniva approvato anche lo “Schema di Progetto Esecutivo Annuale” previsto ai sensidel punto 10 del bando di selezione dei PSL, dando ai GAL 60 giorni di tempo dalla pubblicazione del DRD sulsito web della Regione per presentare i PEA.Con la DRD n. 220 del 09/12/2010 veniva approvato il manuale delle procedure di gestione delle domande diaiuto relativo alla Misura 431 - Gestione dei gruppi di azione locale, acquisizione di competenze e animazionesul territorio” (tale manuale si applica a quelle Misure della 41 in cui il GAL figura come beneficiario). Tragennaio 2011 e ottobre 2011, l’anticipazione del 20% sulla Misura 431 è stata concessa a tutti e 13 GAL. Apartire da gennaio 2011 i GAL hanno cominciato a operare sulle Azioni specifiche su quei progetti chevedevano il GAL come soggetto beneficiario.Nello stesso arco temporale si sono succeduti più provvedimenti che hanno costituito la cornice proceduralesu cui gestire l’operatività dell’Asse IV:• con la DRD n.45 del 17/06/2010 venivano approvate tra l'altro le riduzioni ed esclusioni per inadempienzeai beneficiari dei programmi di sviluppo rurale per le misure di cui all'articolo 63 lettera c) del Reg. CEn.1698/05;• con la DRD n. 77 del 17/05/2011 veniva approvato il Manuale delle procedure per la gestione delleDomande di Aiuto per le Azioni Specifiche Leader e Misure PSR a bando;• con la DRD n. 79 del 20/05/2011 veniva nominata la Commissione per verificare la conformità dei bandipresentati dai GAL;• con la DRD n. 51 del 25/10/2011 veniva approvato il Manuale delle procedure per la Gestione delleDomande di Pagamento;• per quanto riguarda la Misura 421 con la DRD n. 102 del 11/07/2011 veniva nominata la Commissioneincaricata della verifica della congruità dei progetti di cooperazione inseriti nei PEA presentati dai GAL, mala approvazione del manuale del procedure per la gestione della domanda di aiuto è avvenuta nel corsodel 2012 con DRD n. 32 dell'8/05/2012;pag. 91


VALUTAZIONE PSR 2007-2013 CAMPANIA: AGGIORNAMENTO RAPPORTO VALUTAZIONE INTERMEDIA 2012• con la DRD n.38 del 21/05/2012 venivano approvate le linee guida per il sistema di fascicolazione deidocumenti per i soggetti attuatori delle misure dell’asse 4;• con la DRD n.80 del 27/08/2012 venivano approvate le linee guida piste di controllo per l'asse 4.Dunque a partire dal secondo semestre del 2011, i GAL potevano cominciare ad attuare le Misure a bandopreviste dalla 41 (a febbraio 2011 il GAL hanno avviato le Azioni specifiche dirette): dalla selezione dei GALsono passati circa due anni e mezzo. Inoltre, il primo bando sulle Misure PSR è stato pubblicato dai GAL solonell’aprile del 2012, a tre anni e mezzo dalla pubblicazione del bando di selezione dei GAL.Se confrontato con l’iter di avviamento del PSR, i tempi intercorsi evidenziano in maniera inequivocabile unaperformance migliore a favore del PSR: il PSR Campania è stato approvato dalla Commissione a finenovembre 2007, circa 7 mesi dopo la ricevibilità (aprile 2007). A un anno circa dalla decisione dellaCommissione (novembre 2008) sono stati aperti i bandi per tutte le misure ad investimento. Se venissepresa a riferimento la data della notifica del PSR (confrontabile con la data di scadenza per la presentazionePSL), marzo 2007, dall’apertura dei primi bandi è intercorso circa un anno e mezzo.Tale raffronto mette in luce la principale criticità che l’attuazione dell’Asse IV ha fin qui incontrato almenoper quanto riguarda il percorso di attivazione dell’Asse: un insufficiente dimensionamento delle struttureregionali dell’AdG preposte alla gestione dell’Asse IV rispetto ai carichi di lavoro generati dalle procedurepreviste (selezione GAL, selezione PSL, valutazione PEA, redazione manuali procedure, piste di controllo..).Alla luce di quanto sopra, il Valutatore considera prioritario per la Regione, in vista della futuraprogrammazione rispetto alle condizionalità ex ante, di porre molta attenzione all’organizzazione regionaleper consentire di presidiare un’asse complesso come il Leader e dunque garantire un suo avvio in tempi piùceleri.Per quanto riguarda l‘attuazione dei PSL, l’iter procedurale previsto per l’attivazione delle Misure “PSR”prevede una fase di supervisione sui bandi da parte della Regione: il bando viene sottoposto ad una“verifica” tramite la Commissione unica bandi. La Commissione Unica 23 , come previsto sempre dal DRD 77del 17/05/2011, è chiamata a verificare “la conformità del bando a quanto enunciato dalla normativacomunitaria, nazionale e regionale, in relazione alla specifica tipologia di bando, all’importo bandito e alsoggetto che effettuerà l’istruttoria, redigendo apposito verbale”. Tale funzione si concretizza nellaconcessione di un parere di conformità necessario affinché i bandi possano essere approvati dal CdA del GALe pubblicati.Lo svolgimento di tale fase di supervisione non soltanto è andato incontro ad una mole di lavoro notevoleper la presentazione di molti bandi in un arco temporale estremamente circoscritto (da fine aprile a fineottobre 2012, come indicato in precedenza, sono stati sottoposti alla supervisione almeno 45 bandi) ma hafatto emergere, inoltre, un numero eccessivo di bandi presentati dai GAL andati incontro a “non conformità”.In quest’ultimo caso il Manuale delle Procedure prevede che la Commissione Unica, per il tramite delResponsabile di Asse, non si possa limitare a rigettare la richiesta del GAL ma rediga e comunichi allo stessoGAL le prescrizioni per le modifiche necessarie. Ne è conseguito che sono stati registrati notevoli ritardi nellapubblicazione dei bandi.Ciò premesso il Valutatore ritiene, pertanto, di evidenziare due aspetti:• la redazione dei bandi sulle Misure PSR da parte dei GAL ha fatto emergere, in alcuni casi, una serie divizi formali e sostanziali che ne hanno ritardato la pubblicazione. Questo può essere ricondotto ad unpotenziale gap di competenze in capo alla struttura tecnica del GAL;• tali vizi di forma hanno allungato i tempi di pubblicazione dei bandi. La presentazione dei bandi si sarebbepotuta “inserire” all’interno dei PEA, in modo da far coincidere le fasi di supervisione delle azionispecifiche con quella delle Misure PSR.Rispetto ad un possibile gap di competenze presente nelle strutture tecniche del GAL, il Valutatoresuggerisce alla AdG di costituire una task-force dedicata che svolga un audit periodico sui GAL in modo damonitorare e dunque anticipare possibili criticità che possono emergere in corso di attuazione alla luce della23 E’ composta dal Referente di Misura regionale, dai Referenti di Misura provinciali dell’Asse 4 e da un funzionario del Settore ITABI confunzioni di segretariopag. 92


VALUTAZIONE PSR 2007-2013 CAMPANIA: AGGIORNAMENTO RAPPORTO VALUTAZIONE INTERMEDIA 2012“performance” delle strutture tecniche: in base al numero di bandi non conformi, alle numero di domande diaiuto non ammissibili, alle revoche, alle stesse segnalazioni dei GAL.D’altra parte, come già menzionato, coesistono due modelli diversi di gestione delle domande di aiuto sulleMisure PSR: effettuata direttamente dai GAL o avvalendosi degli Stapa Cepica competenti territorialmente 24 .Sono due modelli che implicano un diverso utilizzo delle risorse previste dalla 431:a. per il GAL che effettua le istruttorie, parte della Misura 431 viene assorbita nella gestione delleistruttorie delle domande di aiuto (Responsabile dell’Unità di gestione delle domande di aiuto, Addettoalla ricevibilità, Tecnico Istruttore, Gruppo controlli dichiarazioni sostitutive, Revisore). Richiede unimpegno di risorse finanziarie ed umane che necessariamente vengono “sottratte” alla fase dianimazione e di “lavoro relazionale” sul territorio;b. per il GAL che ha delegato agli Stapa Cepica, quelle risorse della Misura 431 possono essere investitenell’animazione, ma anche nell’acquisizione delle competenze necessarie ad esempio a redigere ibandi, possono essere più funzionali a gestire le fasi propedeutiche all’attivazione dei bandi, allaprogettazione delle azioni specifiche.Nell’ottica della futura programmazione sarà necessario indagare come questi due modelli differenti siano ingrado di generare un valore aggiunto all’interno del PSR, anche se va sottolineato il fatto che la gestionedelle domande di aiuto svolta dal GAL sembra replicare un modello organizzativo già presente e attivo negliStapa Cepica.5.2 La comunicazione verso i beneficiari del ProgrammaLe attività di indagine presso i soggetti beneficiari di alcune Misure del Programma, seppur prioritariamentefinalizzate alla raccolta delle informazioni necessarie per la valutazione dei risultati/impatti degli interventirealizzati, hanno offerto altresì l’opportunità di acquisire ulteriori elementi qualitativi – sottoforma di giudizi eopinioni dei soggetti stessi – sulla conoscenza del Programma e delle opportunità che esso offre.Più specificatamente, nell’ambito delle interviste rivolte a campioni statisticamente rappresentativi dibeneficiari delle Misure 111 (Formazione e informazione) 121 (Ammodernamento delle aziende agricole)Cluster 112+121 (insediamento giovani agricoltori + ammodernamento aziende agricole) 311(Diversificazione verso attività non agricole) e 312 (Sostegno alla nascita di microimprese) sono stateformulate delle comuni domande, di seguito integralmente riproposte.Tabella 1 - Domanda 1 - Attraverso quale principale mezzo di comunicazione è venuto a conoscenza dellapossibilità di ……… chiedere il finanziamento tramite il PSR?(oppure) ……partecipare alle iniziative di formazione attivate attraverso la Misura 111 del PSR ?comunicazioneBollettino Ufficiale della Regione Campania (BURC)Organizzazioni professionaliSito internet della Regione CampaniaOperatori del settore (agricoltori, fornitori di mezzitecnici, ecc.)Comunicazione interpersonale (incontriinformativi/formativi, convegni, seminari diStudi professionali/liberi professionistiaggiornamento)Comunicazione online (altri siti internet, intranet,Altro:(specificare)newsletter, direct mail, posta elettronica, FAQ)_____________________________________Pubblicità (annunci pubblicitari riportati sui quotidiani amaggiore tiratura, spot televisivi e radiofonici, televideoregionale sulla terza rete RAI)Relazioni con i media (comunicati e conferenze stampa,editoriali, articoli, interviste)Attività di front office (Numero verde)Prodotti editoriali (guide operative, brochure, manifesti,cartelloni, ecc.)Altro:(specificare)__________________________________24 6 GAL su 13 hanno trasferito i compiti legati all’istruttoria delle domande di aiuto agli Stapa Cepicapag. 93


VALUTAZIONE PSR 2007-2013 CAMPANIA: AGGIORNAMENTO RAPPORTO VALUTAZIONE INTERMEDIA 2012Tabella 2 - Domanda 2 - Conosce gli strumenti di comunicazione istituzionale attuati dalla Regione sul PSR?molto efficaciEfficacipoco efficaciTabella 3 - Domanda 3 - Sa cosa è il Fondo Europeo Agricolo per lo Sviluppo Rurale (FEASR)(per chi risponde SI) Sa a quanto ammonta la partecipazione dell’Unione Europea al contributo pubblico che Lei riceve?L’analisi delle risposte fornite dagli intervistati a queste domande può quindi fornire prime, e sicuramenteparziali, indicazioni sull’efficacia delle attività svolte nella regione nell’ambito del Piano di Comunicazione delPSR.In premessa va rilevato che la quasi totalità dei beneficiari intervistati – complessivamente poco meno di300, principalmente agricoltori – nel rispondere ad un’altra domanda presente nel questionario relativa aquali fossero state le principali difficoltà incontrate nell’ottenimento dei contributi non aveva, tra queste,indicato una “carenza di comunicazione da parte della pubblica amministrazione”. (Ciò fronte dellasegnalazione di problematiche su altri aspetti, quali i tempi di attesa del contributo, la documentazione daallegare alle domande o il reperimento della propria quota di cofinanziamento, come illustrato nelle Analisiper Misura, riportate nell’Allegato II).Risultato d’altra parte prevedibile, trattandosi di soggetti beneficiari ai quali la comunicazione sulleopportunità del Programma sono, ovviamente, pervenute: le risposte alle suddette Domande consentonotuttavia di verificare attraverso quali mezzi e modalità ciò è avvenuto, nonché di ricavare primissimi elementidi valutazione della loro efficacia.Considerando l’insieme dei beneficiari intervistati (cfr. seguente Tabella 1 e Grafico 1) le risposte allaDomanda “Attraverso quale principale mezzo di comunicazione è venuto a conoscenza della possibilità dichiedere il finanziamento tramite il PSR /partecipare alle iniziative di formazione?” indicano in maggioranza(circa 60%) fonti informative di tipo non istituzionale, principalmente (30% circa) rappresentate da liberiprofessionisti. Confermando quindi l’importante funzione che tali soggetti svolgono nel territorionell’orientare la partecipazione (o meno) dei potenziali beneficiari al Programma, come anche, ma in formaminore, le organizzazioni professionali e gli altri operatori del settore.Grafico 1 – Risposte alla Domanda 1 “Attraverso quale principale mezzo di comunicazione è venuto a conoscenza dellapossibilità di chiedere il finanziamento tramite il PSR /partecipare alle iniziative di formazione?”29%BURC (5%)Pubblicità (1%)Comunicazioneinterpersonale (11%)BURC (5%)Pubblicità (1%)Comunicazioneinterpersonale (11% )Studi professionali/Liberi professionisti (29%)16%ALTRACOMUNICAZIONE61%15%0,392655367 COMUNICAZIONEISTITUZIONALE39%Altri Media (1%)Internet (14%)Prodotti editoriali (6%)Altri Media (1%)Internet (14%)Prodotti editoriali (6%)Operatori del settore (16%)Altro (1%)Altro (1%)Organizzazioni Professionali(15%)pag. 94


VALUTAZIONE PSR 2007-2013 CAMPANIA: AGGIORNAMENTO RAPPORTO VALUTAZIONE INTERMEDIA 2012La comunicazione di tipo istituzionale, sempre per l’insieme dei beneficiari delle Misure indagate, ha un pesominore – il 40% la indica come prioritaria – anche se riteniamo molto significativo, sia in termini assoluti, siase confrontato con quanto emerso da analoghe indagine condotte dal Valutatore in altre realtà regionali. 25 .Per questa componente, l’informazione è veicolata soprattutto (14%) attraverso il sito web della RegioneCampania (specifico portale dedicato al PSR 2007-2013) ma un discreta importanza (11%) hanno avutoanche le diverse attività di comunicazione diretta (“interpersonale”) svolte soprattutto dalla Regioneattraverso incontri, convegni, seminari ecc..; al terzo posto (7%) si colloca la comunicazione attraversoprodotti editoriali di vario tipo; infine molto poco segnalate sono le altre fonti informative, in particolarequelle basate sull’inserimento della comunicazione inerente il PSR nell’ambito di strumenti “ordinari” (es.pubblicità, rapporti con i media).Se si esaminano le frequenze di risposta assegnate dai diversi gruppi di beneficiari (distinti per Misura) sievidenzia come la suddetta prevalenza della comunicazione non istituzionale sia ancor più marcata nel casodei giovani agricoltori aderenti al “Cluster 121+112” ed all’opposto quasi inesistente, cioè in equilibrio con lacomunicazione istituzionale, negli operatori non agricoli aderenti alla Misura 312. Si osservi anche la diversadistribuzione delle risposte date dai beneficiari della Misura 111 (presumibilmente derivanti dalle suaspecificità) rispetto alle altre Misure: per i partecipanti ai corsi di formazione le principali fonti sono il“passaparola” tra operatori del settore (29%) ed sito web della regione (16%).Attraverso la successiva Domanda 2 si è cercato di approfondire il ruolo svolto dagli strumenti dicomunicazione istituzionale verificandone in primo luogo il livello di conoscenza da parte dei beneficiari(ovviamente la non conoscenza è la principale causa delle minori frequenze che essi raggiungono nellaDomanda 1) e quindi, per coloro che comunque dichiarano di averla, un giudizio sulla loro efficacia.Come illustrato nella successiva Tabella 2 e nel seguente Grafico 2, circa il 60% degli intervistati totalidichiara di conoscere gli strumenti della comunicazione istituzionale, incidenza che tuttavia aumenta in modoanche rilevante nelle Misure “ad investimento“ (121, cluster 121+112, 311, 312) mentre è al di sotto del50% per i beneficiari (destinatari finali) della Misura 111. La larga maggioranza (87%) di coloro che hannorisposto positivamente ritiene che tale comunicazione istituzionale sia efficace o anche molto efficace mentresoltanto il 13% la ritiene “poco efficace”. E’ interessante anche in questo caso evidenziare le differenze digiudizio tra i gruppi di beneficiari per Misura: migliore nelle Misure 111, 121 e 311 mentre relativamentepeggiore tra i giovani beneficiari del “Cluster 112+121” e gli operatori non agricoli beneficiari della Misura312, dove le incidenze dei giudizi di “poca efficacia” raggiungono rispettivamente il 33% e il 32% (a frontedel citato valore medio del 13%). Si osserva che nella prima tipologia (giovani insediati) ciò è coerente conquanto risposto nella precedenza domanda, dalla quale si evidenziava, per beneficiari del “cluster112+121”un prevalente ricorso alla comunicazione non istituzionale (circa il 70% del totale). Un’analogacoerenza non si verifica invece per i beneficiari della Misura 312.Grafico 2: Risposte alla Domanda “Conosce gli strumenti di comunicazione istituzionale attuati dalla Regionesul PSR ? e (se SI) …….come li giudica?25 Le indagini condotte dal Valutatore tra i beneficiari di altri PSR 2007-2013 mostrano valori % di risposta per la comunicazioneistituzionale generalmente più bassi. Ad es. il 18% nei PSR del Veneto e dell’Emilia-Romagna, il 13% nel PSR Lazio.pag. 95


VALUTAZIONE PSR 2007-2013 CAMPANIA: AGGIORNAMENTO RAPPORTO VALUTAZIONE INTERMEDIA 2012La terza ed ultima “doppia” Domanda (“Sa cosa è il FEASR ?” ….(“se Si, sa a quanto ammonta ilfinanziamento dell’Unione Europa al PSR ?”) è finalizzata non all’acquisizione di un giudizio o valutazionesulla efficacia della comunicazione quanto a una primissima (e sicuramente molto parziale) verifica del livellodi conoscenza, tra coloro che beneficiano delle forme di sostegno attivate dal Programma, di un elementoinformativo di base, cioè del nome del soggetto (il FEASR) che principalmente contribuisce al finanziamentodel sostegno stesso e di quanto ammonta approssimativamente tale finanziamento.Se si considerano la totalità degli intervistati si ricava che soltanto il 61% dichiara di conoscere il FEASR(specularmente il 39% risponde di non conoscerlo) e di questi il 23% dichiara di non conoscere di quanto,approssimativamente, ammonta l’incidenza del contributo del Fondo comunitario al Programma.Esaminando più nel dettaglio le frequenze parziali si osserva che tale risultato è fortemente influenzato dallerisposte date dai partecipanti alla Misura 111 i quali, in realtà, non sono i beneficiari diretti del relativocontributo finanziario ma esclusivamente i destinatari finali della attività di formazione. Risposte, infatti,molto diverse sono fornite dai beneficiari delle altre Misure “ad investimento” esaminate che all’oppostoricevono i contributi e hanno presumibilmente una maggiore consapevolezza della loro origine. Apparequindi più corretto stralciare dai valori totali quelli della Misura 111, come riportato nell’ultima colonna dellaTabella 3.Considerando quindi esclusivamente i beneficiari delle Misure “ad investimento” – diretti destinatari deicontributi - si ottiene un’incidenza di risposte positive significativamente superiore (72%) ed anche unamaggiore conoscenza dell’effettivo contributo comunitario al Programma. Infatti, la loro larga maggioranza(96%) indica una percentuale di contributo da parte dell’Unione Europea tra il 50% (63% degli intervistati)e il 75% (33% degli intervistati) quindi non lontana da quella effettiva. Soltanto il 4% degli intervistati ritieneche l’Unione Europea finanzi il PSR per il 25%.Grafico 3 – Risposte (in %) alla Domanda: “Sa cosa è il FEASR? (e per coloro che rispondono positivamente)Sa a quanto ammonta il finanziamento dell’Unione Europea al PSR?Circa 25% (4%)Circa 50% (63%)No (28%)Sì (72%)Circa 75% (33%)In sintesi, l’indagine condotta presso i beneficiari conferma l’importanza della comunicazione “nonistituzionale”, svolta soprattutto dai liberi professionisti ed attraverso il “passaparola” che si instaura tra glioperatori del settore; minore appare invece il ruolo, almeno su tale aspetto, svolto dalle associazioni deiproduttori. Il principale elemento di novità e distintivo del PSR Campania è tuttavia individuabile dallarilevanza assunta dalla comunicazione “istituzionale” che viene indicata da una quota significativa dibeneficiari come la principale fonte dalla quale hanno ricevuto le informazioni sulle opportunità offerte dalPSR. Gli strumenti più efficaci (più segnalati) sono stati il sito web del PSR e quelli che vedono lapartecipazione diretta degli operatori (seminari, incontri, convegni ecc..).Va evidenziato che il piano di comunicazione del PSR ha quali destinatari non solo i potenziali beneficiari delProgramma, ma anche i soggetti intermediari (liberi professionisti, associazioni, ecc.) che svolgono verso diessi attività di comunicazione “non istituzionale”.pag. 96


VALUTAZIONE PSR 2007-2013 CAMPANIA: AGGIORNAMENTO RAPPORTO VALUTAZIONE INTERMEDIA 2012Tab. 1“Attraverso quale principale mezzo di comunicazione èvenuto a conoscenza della possibilità di chiedere ilfinanziamento tramite il PSR /partecipare alleiniziative di formazione?”NumeroMisura 111 Misura 121 Cluster 121+112 Misura 311 Misura 312 Totale% sultotNumero% sultotNumero% sultotNumero% sultotNumero% sultotNumero% sultot% suitotaliparzialiComunicazione istituzionale 60 42% 16 41% 39 31% 7 78% 16 44% 138 39% 100%Bollettino ufficiale della Regione Campania 10 7% 0% 4 3% 2 6% 16 5% 12%Sito web Regione Campania 23 16% 7 18% 14 11% 1 11% 6 17% 51 14% 37%Comunicazione interpersonale (incontri informativi/formativi,convegni, seminari di aggiornamento) 7 5% 7 18% 13 10% 6 67% 5 14% 38 11% 28%Pubblicità (annunci pubblicitari riportati sui quotidiani amaggiore tiratura, spot televisivi e radiofonici, televideoregionale sulla terza rete RAI) 2 1% 2 2% 4 1% 3%Relazioni con i media (comunicati e conferenze stampa,editoriali, articoli, interviste) 2 5% 1 1% 3 1% 2%Prodotti editoriali (guide operative, brochure, manifesti,cartelloni, ecc.) 18 13% 5 4% 23 7% 17%Altro 0% 1 1% 3 8% 4 1% 3%Altra comunicazione 83 58% 23 59% 87 69% 2 22% 20 56% 215 61% 100%Organizzazioni Professionali 28 20% 3 8% 20 16% 1 11% 2 6% 54 15% 25%Operatori del settore (altri agricoltori, fornitori di mezzitecnici) 41 29% 5 13% 12 10% 58 16% 27%Studi professionali/Liberi professionisti 14 10% 15 38% 55 44% 1 11% 18 50% 103 29% 48%pag. 97


VALUTAZIONE PSR 2007-2013 CAMPANIA: AGGIORNAMENTO RAPPORTO VALUTAZIONE INTERMEDIA 2012Tab. 2 -Conosce gli strumenti di comunicazione istituzionaleattuati dalla Regione sul PSR? … e come li giudica?Misura 111 Misura 121 Cluster 121+112 Misura 311 Misura 312 TotaleNumero % sul tot Numero % sul tot Numero % sul tot Numero % sul tot Numero % sul tot Numero % sul totTotale intervistati 123 39 86 9 36 207NO, non li conosco 64 52% 9 23% 16 19% 2 22% 5 14% 80 39%SI, li conosco e li giudico …… 59 48% 30 77% 70 81% 7 78% 31 86% 127 61%molto efficaci 8 14% 4 13% 3 4% 0% 3 10% 15 11,8%efficaci 46 78% 25 83% 44 63% 7 100% 18 58% 96 75,6%poco efficaci 5 8% 1 3% 23 33% 0% 10 32% 16 12,6%Tab. 3 -Sa cosa è il FEASR?Misura 111 Misura 121 Cluster 121+112 Misura 311 Misura 312 TotaleTotale (esclusaMisura 111)Numero % sul tot Numero % sul tot Numero % sul tot Numero % sul tot Numero % sul tot Numero % sul tot Numero % sul totSa a quanto ammonta il finanziamentodell’Unione Europea al PSR?Totale intervistati 123 39 86 9 36 293 170NO 65 53% 8 21% 27 31% 3 33% 10 28% 113 39% 48 28%SI 58 47% 31 79% 59 69% 6 67% 26 72% 180 61% 122 72%Circa 25% 3 5% 1 3% 0 0% 1 14% 3 10% 8 4% 5 4%Circa 50% 9 15% 23 77% 35 50% 2 29% 17 55% 86 48% 77 63%Circa 75% 5 8% 7 23% 24 34% 3 43% 6 19% 45 25% 40 33%Non so 41 69% 0 0% 0 0% 0 0% 0 0% 41 23% 0 0%pag. 98


VALUTAZIONE PSR 2007-2013 CAMPANIA: AGGIORNAMENTO RAPPORTO VALUTAZIONE INTERMEDIA 20126. LA RISPOSTA ALLE DOMANDE VALUTATIVE6.1 Le domande valutative per Misura6.1.1 Asse 1 - Miglioramento della competitività del settore agricolo e forestaleMisura 111 – Azioni nel campo della formazione professionale e dell’informazione‣ In che misura le azioni nel campo della formazione professionale e dell’informazione, inclusa la diffusionedi conoscenze scientifiche e pratiche innovative, hanno migliorato la produttività o altri fattori legati allacompetitività nei settori agricolo, alimentare e forestale?La carenza nei livelli d’istruzione e formazione dei conduttori agricoli in Italia è uno dei principali limiti allosviluppo della competitività del settore agricolo e forestale e alla gestione sostenibile del territorio edell’ambiente, mancando le conoscenze di base e le competenze necessarie per l’adeguamento alle nuoveesigenze ambientali e di crescita competitiva, attraverso il miglioramento della gestione aziendale, lasostenibilità e l’innovazione dei sistemi di produzione. L’aumento e la diffusione delle conoscenze necessarieper l’adeguamento dei sistemi produttivi è ostacolata dai bassi livelli d’istruzione e formazione nel settoreagricolo, rispetto ai quali i dati rilevati nel 2010 forniscono un quadro assolutamente non confortante:predomina la presenza di livelli d’istruzione di base (scuola elementare o media), meno di un terzo dei capid’azienda possiede un titolo di studio di scuola superiore o universitario ed è poco diffusa la formazionespecifica nelle materie agricole.I dati relativi al titolo di studio (Istat, 2010) approfonditi a livello di regione Campania mostrano, come nelresto d’Italia, una condizione di forte criticità con solo il 2,2% dei capi d’azienda in possesso di unaformazione agraria di base o completa, il 67,1% in possesso della sola licenza di scuola elementare o mediae il 6% con nessun titolo di studio. La distribuzione dei capi d’azienda agricola per titolo di studio presenta lestesse criticità a livello provinciale e di conseguenza l’esigenza di adeguamento del livello di formazionetecnica ed economica nel settore agricolo è ancora diffusa in tutto il territorio regionale.Titolo di studio del capo Campania Caserta Benevento Napoli Avellino Salernod'azienda agricolan. % n. % n. % n. % n. % n. %Nessun titolo 8.211 6,0% 1.208 5,1% 1.067 4,4% 1.063 7,4% 1.885 7,3% 2.988 6,1%Licenza elementare omedia91.846 67,1% 15.363 64,8% 16.775 69,1% 9.569 66,9% 17.364 67,1% 32.775 67,2%Diploma di qualificaprofessionale (2-3 anni)4.556 3,3% 878 3,7% 781 3,2% 461 3,2% 817 3,2% 1.619 3,3%di cui agrario 533 0,4% 61 0,3% 110 0,5% 64 0,4% 80 0,3% 218 0,4%Diploma di scuolamedia superiore, laurea 32.259 23,6% 6.243 26,4% 5.636 23,2% 3.218 22,5% 5.796 22,4% 11.366 23,3%o diploma universitariodi cui agrario 2.521 1,8% 479 2,0% 496 2,0% 250 1,7% 417 1,6% 879 1,8%Totale capi d'aziendaagricola136.872 100% 23.692 100% 24.259 100% 14.311 100% 25.862 100% 48.748 100%(Fonte: elaborazione dati 6°Censimento dell’agricoltura – Istat, 2010)pag. 99


VALUTAZIONE PSR 2007-2013 CAMPANIA: AGGIORNAMENTO RAPPORTO VALUTAZIONE INTERMEDIA 2012La Misura 111 prevede un finanziamento complessivo di circa 18 milioni di euro destinati alla formazioneprofessionale e all’informazione di tutti coloro che esercitano l’attività nel settore agricolo, forestale ealimentare.L’azione 1. Formazione prevede la partecipazione di n. 7.260 addetti del settore agricolo, forestale eagroalimentare a corsi di formazione della durata massima di 200 ore finalizzati a:lo sviluppo delle competenze imprenditoriali strategiche di marketing e di innovazione tecnica etecnologica;l’uso sostenibile delle risorse e sui cambiamenti climatici e del rispetto delle norme cogenti in materiaambientalela sostenibilità ambientale e la sicurezza alimentare;lo sviluppo di relazioni di filiera nei settori agricolo e alimentare;accrescere le competenze sulla gestione delle attività in materia di sicurezza alimentare;infine, sono previsti interventi formazione e aggiornamento ad alto contenuto specialistico per tecnicidella Pubblica Amministrazione operanti nel settore agricolo, alimentare e forestale.La programmazione delle azioni formative è effettuata sulla base di Programmi annuali che definisconoambiti d’intervento, corsi e risorse disponibili per le attività formative realizzate dai Settori provincialidell’agricoltura (STAPA e CePICA) e dagli Enti di formazione accreditati selezionati con procedura di evidenzapubblica.Le azioni di formazione sono affiancate da attività d’informazione (azione 2) destinate agli operatori delsettore agricolo, forestale e alimentare ma anche ad altri attori territoriali operanti all’interno delle filiereproduttive. Tra le iniziative realizzate spiccano quelle inerenti la diffusione delle conoscenze sulle normenazionali e comunitarie in materia di tutela dell’ambiente, del benessere degli animali e della sicurezzaalimentare.La prima considerazione emerge dal confronto tra valore target dei partecipanti alla formazione (n. 7.260addetti del settore agricolo, alimentare e forestale) e numerosità della popolazione potenzialmenteinteressata per cui, considerando solamente il settore agricolo, le azioni di formazione dovrebberoraggiungere il 5% dei capi d’azienda agricola. Per le azioni d’informazione non è stato stabilito un valoretarget di partecipanti.Una seconda osservazione emerge dall’analisi di efficacia ed efficienza delle attività formative realizzate.Negli anni 2007-2011 si sono svolti n. 95 corsi di formazione con la partecipazione di n. 1.450 addetti delsettore agricolo, alimentare e forestale, di cui 953 formati con successo.Il rapporto di efficacia riportato nella seguente tabella, tra obiettivi quantificati (target 2007-2013) e numeroeffettivo di partecipanti ai corsi di formazione (indicatori di output e di risultato), esprime le difficoltà digestione, descritte nella RAE 2011, incontrate nell’espletamento delle procedure di aggiudicazione ederogazione delle risorse finanziarie per l’avvio e il completamento delle attività di formazione. Nondimeno,nella tabella, attraverso l’indice di efficienza, si evidenzia un elevato tasso di abbandono dei corsi diformazione, per cui solamente il 66% dei partecipanti ha terminato con successo una formazione in ambitoagricolo e/o forestale. In altre parole il 34% dei partecipanti non ha completato la formazione, talepercentuale è eccessivamente elevata in relazione agli obiettivi di effettiva diffusione delle conoscenze inambito agricolo.Misura 111 – Efficacia ed efficienza delle attività di formazione realizzate fino al 2011IndicatoriTarget 2007- Valore realizzato Efficacia2013 2007-2011 (valore/target)Prodotto – Numero unico di partecipanti ai corsi di formazione (al netto didoppi conteggi)7.260 1.450 20%Risultato - Numero unico di partecipanti che hanno terminato con successouna formazione in ambito agricolo e/o forestale (al netto di doppi conteggi)5.808 953 16%Efficienza (risultato/prodotto) 80% 66%Fonte: elaborazione su dati del sistema di monitoraggio (PSR Regione Campania)pag. 100


VALUTAZIONE PSR 2007-2013 CAMPANIA: AGGIORNAMENTO RAPPORTO VALUTAZIONE INTERMEDIA 2012I Programmi delle attività di formazione sono stati approvati per l’annualità 2007 con DGR 739 del 30 aprile2008, per l’annualità 2008 con DGR 126 del 30 gennaio 2009 e per l’annualità 2009 con DGR 333 del 19marzo 2010; inoltre, con DGR 846 del 16 maggio 2008 è stato approvato il “Programma speciale emergenzabrucellosi”. Le attività di formazione complessivamente programmate nei suddetti programmi edeffettivamente realizzate per le diverse tematiche sono riportate nella seguente tabella.Misura 111 - Programmi delle attività di formazione annualità 2007, 2008, 2009TematicheSostenibilità ambientale esicurezza alimentareGestione strategica emarketingITC(Tecnologieinformazioneecomunicazione)Innovazione tecnica etecnologicaImplementazione dellerelazioni di filiera dei settoriagricoli, alimentare eforestaleGestione per la qualità diprocesso e di prodottoProgramma specialeEmergenza brucellosiFormazioneeaggiornamento al settoretabacchicoloFormazioneeaggiornamento ad altocontenuto specialistico pertecnici operanti nel settoreagricolo, alimentare eforestaleAttività di formazione previsteN. corsiN.partecipantiPartecipantipercorsoN. corsiAttività di formazionerealizzateN.partecipantiPartecipantipercorso% attivitàrealizzate/previsteCorsiPartecipantiPartecipanti consuccesso allaformazioneN. %45 743 16,5 35 602 17,2 78% 81% 404 67%36 594 16,5 9 145 16,1 25% 24% 77 53%31 512 16,5 16 280 17,5 52% 55% 231 83%26 429 16,5 12 208 17,3 46% 48% 81 39%18 297 16,5 4 63 15,8 22% 21% 49 78%17 281 16,5 1 15 15,0 6% 5% 12 80%12 180 15,0 12 186 15,5 100% 103% 122 66%6 99 16,5 2 30 15,0 33% 30% 26 87%5 83 16,6 4 82 20,5 80% 99% 35 43%TOTALE 196 3.218 16,4 95 1.611 17,0 48% 50% 1.037 64%Numero unico di partecipanti1.450 953 66%alle attività di formazioneFonte: elaborazione su dati del sistema di monitoraggio (PSR Regione Campania)I Programmi prevedevano di realizzare complessivamente 196 corsi (o moduli) per un totale di 3.218partecipanti, con una media di 16,4 partecipanti per corso (15-18 partecipanti per corso). La realizzazionedei Programmi, come riportato nelle RAE 2009 e 2010, era prevista in circa due anni (programma 2007 entroil 2009, programma 2008 entro il 2010, programma 2009 entro il 2011) ma in realtà al termine del 2011 èstato realizzato solo il 48% dei corsi programmati con il 50% dei partecipanti totali previsti.Il numero totale di partecipanti alle attività di formazione (n. 1611) è al lordo dei doppi conteggi, il numerounico di partecipanti, invece, esclude i doppi conteggi considerando una sola volta il partecipante che hapartecipato a due o più corsi. Nelle ultime due colonne della tabella è riportato il numero di partecipanti consuccesso alla formazione, cui è stato rilasciato l’attestato di frequenza, e la relativa percentuale che esprimeil successo della formazione rispetto al numero di partecipanti.I dati riportati nella tabella mostrano come siano stati realizzati corsi per tutte le tematiche previste dalprogramma, ma con una diversa intensità rispetto al numero di corsi e ai partecipanti. Il numero più elevatodi partecipanti, e quindi di corsi, era previsto per le tematiche riguardanti la sostenibilità ambientale e lasicurezza alimentare, ed effettivamente è stato realizzato il 78% dei corsi programmati con unapartecipazione relativamente più elevata di quella media prevista. Tuttavia, il tasso di successo dei corsi diformazione realizzati è pari al 67%, in altre parole, un terzo dei partecipanti non ha completato laformazione.Il tasso di realizzazione delle iniziative di formazione sulla sostenibilità ambientale e sicurezza alimentare èstato relativamente alto sia come numero di corsi (78%) che di partecipanti (81%) ma il tasso di successo èpag. 101


VALUTAZIONE PSR 2007-2013 CAMPANIA: AGGIORNAMENTO RAPPORTO VALUTAZIONE INTERMEDIA 2012del 67%. Il numero di corsi realizzati sulla gestione delle attività aziendali e il marketing corrisponde al 25%di quelli programmati e il tasso di successo è pari al 53%. La dispersione dei partecipanti è ancorarelativamente più elevata nei corsi finalizzati alla diffusione delle innovazioni tecniche e tecnologiche (tassodi successo 39%) e addirittura nella formazione e aggiornamento dei tecnici operanti nel settore agricolo,alimentare e forestale (tasso di successo 43%) confermando anche in questo caso problematicità nelcompletamento del percorso formativo.La seguente tabella riassume la partecipazione di giovani e addetti del settore agricolo ai corsi di formazione,la percentuale di successo e l’incidenza dei partecipanti sul totale dei capi d’azienda agricola.Misura 111 – Partecipazione ai corsi dei formazione realizzatiPartecipazione totale e con successo dei giovani e degli addetti del settore agricolo aicorsi di formazionePartecipantiPartecipanticon successo% partecipanticon successoa) Numero unico di partecipanti 1.450 953 66%b) Numero unico di partecipanti


VALUTAZIONE PSR 2007-2013 CAMPANIA: AGGIORNAMENTO RAPPORTO VALUTAZIONE INTERMEDIA 201263% dei partecipanti con successo), l’applicazione della normativa in materia di sicurezza sul lavoro (55%),la gestione aziendale e il marketing (55%) e l’innovazione di processo e di prodotto (52%).In seguito è stato chiesto se le conoscenze acquisite durante il corso sono state utilizzate in azienda e il 62%del totale degli intervistati ha risposto positivamente, dichiarando ricadute su diversi aspetti legati allagestione e allo sviluppo aziendale. Nel grafico è riportato il grado di utilizzazione in azienda rispetto alleprincipali tematiche affrontatedurante i corsi, si precisa che leinterviste sono state effettuatel’anno successivo al termine delcorso di formazione e che ognipartecipante poteva fornire unao più risposte. La percentualedi utilizzazione in azienda delleconoscenze acquisite daipartecipanti con successo allaformazione è stata pari al 27%per l’introduzione d’innovazionidi prodotto e di processo, al38% per l’adozione di sistemi diqualità e al 44% per la gestionestrategica e il marketing. Irisultati in termini di gestionesostenibile delle risorse naturalie condizionalità sonoapprofonditi nella domandasuccessiva, infine, le competenze acquisite la sicurezza sul lavoro sono state applicate dal 59% deipartecipanti con successo ai corsi di formazione che hanno affrontato l’argomento in questione.I corsi di formazione realizzati non sono particolarmente efficienti nel determinare ricadute positive inazienda, il divario tra competenze acquisite e miglioramento degli elementi legati alla competitività è troppoelevato. In totale, infatti, è stato realizzato il 48% dei corsi programmati per le annualità 2007-2009, solo il66% dei partecipanti ha terminato con successo un corso di formazione e di questi solamente il 62% (ovveroil 41% del totale dei partecipanti) ha utilizzato le conoscenze acquisite per apportare miglioramenti inazienda. Il tasso di utilizzazione delle conoscenze acquisite è particolarmente ridotto per gli elementi legatialla competitività e tra questi soprattutto all’innovazione e alla qualità.In conclusione, si raccomanda di migliorare il sistema di formazione prestando maggiore attenzione alleesigenze dei partecipanti, affinando le tecniche di coinvolgimento e la pratica sugli argomenti affrontati nellediverse situazioni aziendali e territoriali in cui essi svolgono la propria attività.Infine, si raccomanda un maggiore utilizzo delle azioni d’informazione rivolte agli addetti del settore agricolo,alimentare e forestale, in particolare pubblicazioni divulgative (anche attraverso internet) e seminariincentrati sui temi legati alla competitività e all’ambiente che, come auspicato dagli intervistati,accompagnino e proseguano la formazione anche dopo il termine del corso al fine di un aggiornamentocontinuo.‣ In che misura le azioni di formazione hanno contributo a migliorare la gestione sostenibile del territorio,compresa la gestione sostenibile delle risorse naturali?Le azioni di formazione hanno affrontato gli aspetti legati alla gestione sostenibile approfondendo nei corsirealizzati, seppure non specifici per questi temi, la normativa in materia di ambiente, sanità pubblica ebenessere alimentare (CGO e BCAA) e gestione sostenibile delle risorse naturali (adozione di praticheagricole rispettose dell’ambiente, risparmio idrico, mitigazione dei cambiamenti climatici, risparmioenergetico ed energie rinnovabili).pag. 103


VALUTAZIONE PSR 2007-2013 CAMPANIA: AGGIORNAMENTO RAPPORTO VALUTAZIONE INTERMEDIA 2012Il 63% dei partecipanti con successo ai corsi di formazione ha dichiarato di aver affrontato nei corsiargomenti legati all’uso sostenibile delle risorse naturali e il 58% la normativa riguardante la condizionalità.Riguardo l’utilizzazione delle conoscenze acquisite, come visto in precedenza, i risultati non sonoparticolarmente confortanti; rispetto all’adeguamento ai requisiti della condizionalità, solo il 35% deipartecipanti con successo che ha affrontato l’argomento ha dichiarato di aver adottato metodi di produzioneper l’adeguamento ai CGO e BCAA, piuttosto potrebbe essere che la maggioranza dei partecipanti giàrispetta tali requisiti per cui non è necessario l’adeguamento.Relativamente migliore è l’utilizzazione delle conoscenze in materia di uso sostenibile delle risorse naturali,che ha interessato il 53% dei partecipanti con successo ai corsi di formazione che hanno affrontato i diversiargomenti correlati, riportati nel seguente grafico; si precisa che le risposte sulle ricadute correlate al temadella gestione sostenibile potevano essere multiple, per cui più partecipanti hanno dichiarato ricadutepositive su più aspetti.Il diverso grado di utilizzazione potrebbe essere indicativo anche del grado d’interesse alla tematicaaffrontata, per cui risulta maggiore l’applicazione dei metodi di agricoltura biologica o integrata, adottati dal36% dei partecipanti a corsi sulla gestione sostenibile delle risorse naturali, e il risparmio idrico (26%) siaattraverso il miglioramento dell’efficienza dei sistemi irrigui utilizzati, sia mediante la coltivazione di varietàmeno esigenti nel fabbisogno idrico.pag. 104


VALUTAZIONE PSR 2007-2013 CAMPANIA: AGGIORNAMENTO RAPPORTO VALUTAZIONE INTERMEDIA 2012‣ In che misura i corsi di formazione sovvenzionati rispondono ai fabbisogni e sono coerenti con le altremisure del programma?I corsi programmati sono coerenti conaltre misure del programma in quantopossono facilitarne l’applicazione,soprattutto per quanto concerne lemisure di sviluppo aziendale e ricambiogenerazionale e le misure agroambientali. Dalle interviste emerge che il28% dei formati ha aderito ad altremisure del programma, tuttavia sievidenzia una minore integrazione traformazione e misure agro ambientali(6%) probabile sintomo di una scarsaattenzione al livello di conoscenze ecompetenze necessarie per l’adesione aimetodi di gestione ambientalesostenibile.Il 77% dei formati che partecipa allealtre misure utilizza in azienda leconoscenze acquisite durante il corsodichiarando miglioramenti su diversi aspetti della gestione aziendale; l’utilizzazione in azienda delle capacitàacquisite rispetto ai temi principali affrontati durante i corsi è illustrata nel grafico che segue.I principali argomenti affrontati dai formati che aderiscono alle altre misure, hanno riguardato la gestionesostenibile delle risorse naturali (74% dei formati) e i requisiti e le norme di condizionalità elencate nelleBCAA e CGO (69%), condizioni queste indispensabili per la piena integrazione tra agricoltura e ambiente; ingenerale le ricadute delle conoscenze acquisite su questi aspetti sembrano basse in particolare in meritoall’applicazione delle norme di condizionalità comprese nei criteri di gestione obbligatori e nelle buonecondizioni agronomiche e ambientali (34%). A riguardo, data l’importanza dell’applicazione della tematicaaffrontata, si ravvisa la necessità di verificare la coerenza delle attività di formazione e delle provedimostrative svolte al fine di facilitare al massimo il rispetto degli impegni di condizionalità nelle aziendeagricole. D’altra parte, su questi aspetti andrebbero fortemente sensibilizzati gli agricoltori; inoltre ènecessario indirizzare le aziende beneficiarie verso la formazione sulle misure agro ambientali, cheapportando profonde trasformazioni nei metodi di produzione richiedono competenze specifiche.Tra le altre tematiche emergono l’applicazione della normativa in materia di sicurezza sul lavoro, la gestioneaziendale e il marketing, l’adozione di disciplinari di qualità in azienda e l’innovazione di processo e diprodotto; l’utilizzazione di quest’ultima tematica raggiunge appena il 26% rispetto ad un livello dipag. 105


VALUTAZIONE PSR 2007-2013 CAMPANIA: AGGIORNAMENTO RAPPORTO VALUTAZIONE INTERMEDIA 2012partecipazione del 60%, per cui anche per l’innovazione si raccomanda di verificare la qualità delle attività diformazione, la loro coerenza con i settori produttivi dei partecipanti e le eventuali criticità nella loroapplicazione in azienda.‣ In che misura le azioni di formazione e informazione hanno contribuito a realizzare la strategia regionaledi ristrutturazione e riconversione del settore tabacco? (Domanda aggiuntiva regionale)I corsi programmati sulla tematica “Formazione e aggiornamento al settore tabacchicolo” sono 6; al31/12/2011 ne sono stati realizzati 2 che corrispondono al 33% dell’obiettivo programmato. I partecipanti aidue corsi realizzati sono 30 e corrispondono al 15% del valore stabilito in sede di programmazione perquanto attiene l’indicatore di output “Partecipanti ai corsi di formazione afferenti al settore tabacco”. Coloroche terminano con successo un corso afferente l’aggiornamento al settore in oggetto sono 26 ecorrispondono all’87% dei partecipanti totali.Corsi e partecipanti alla "Formazione e aggiornamento al settore tabacco"Numero di attività programmate inerenti la"Formazione e aggiornamento al settore tabacco" 6Numero di attività realizzate inerenti la"Formazione e aggiornamento al settore tabacco" 2Attività realizzate/Attività programmate 33%Numero di partecipanti ai corsi di formazione afferenti al settore tabacco 30Numero di partecipanti che hanno terminato con successo una formazione afferente al settore tabacco 26Incidenza formati su partecipanti 87%Indicatore di output "Partecipanti ai corsi di formazione afferenti al settore tabacco" 200Efficacia rispetto all'indicatore di output 15%Fonte: elaborazione su dati del sistema di monitoraggio (PSR Regione Campania)Il 59% dei partecipanti con successo alle attività che hanno svolto la formazione e l’aggiornamento per ilsettore del tabacco applica in azienda le conoscenze acquisite durante il corso. L’approfondimento dellericadute in azienda, rilevate con l’indagine campionaria, è restituito nel grafico seguente.Dalla elaborazione dei dati rilevati con le interviste emerge che grazie anche alle conoscenze acquisite il 15%di coloro che dichiarano ricadute modifica l’indirizzo produttivo dell’azienda, l’8% diversifica la produzioneintraprendendo attività nuove o complementari a quella prettamente agricola (Agriturismo/Fattoriapag. 106


VALUTAZIONE PSR 2007-2013 CAMPANIA: AGGIORNAMENTO RAPPORTO VALUTAZIONE INTERMEDIA 2012didattica), il 31% pianifica e redige piani di sviluppo per il miglioramento della propria azienda e il 23%introduce metodi di gestione informatizzata delle attività aziendali.Il 54% migliora la gestione economica delle attività aziendali, il 69% adotta sistemi di qualità delleproduzioni. Per quanto attiene la gestione sostenibile delle risorse naturali e la condizionalità si rileva che il69% di coloro che dichiarano ricadute in azienda modifica le tecniche di produzione ai fini della mitigazionedegli effetti negativi dei cambiamenti climatici agendo anche sul risparmio idrico ed energetico; il 38%adotta metodi o pratiche per l’adeguamento ai requisiti della condizionalità inerenti i criteri di gestioneobbligatori e le buone condizioni agronomiche ed ambientali. Le competenze acquisite in merito almiglioramento della sicurezza sui luoghi di lavoro sono state applicate dal 77% dei formati con successo chehanno partecipato alle attività inerenti la formazione e l’aggiornamento al settore tabacchicolo.Infine, Il 32% dei partecipanti ai corsi di formazione del settore tabacco ha aderito alle Misure 112 e 121,minore è invece l’adesione allemisure agro ambientali.Nella formazione destinata alsettore del tabacco va comunquerilevata la migliore incidenza deiformati con successo (87%)rispetto ai partecipanti totali; inquesto settore invece apparenecessario agire per aumentarel’applicazione in azienda delleconoscenze acquisite durante icorsi (attualmente utilizzate solodal 59% dei partecipanti consuccesso alla formazione nelsettore del tabacco), per questo siraccomanda di verificare lapossibilità di effettuare scambi diesperienze con altri agricoltori, suitemi della riconversione e ristrutturazione del settore, e di aumentare le esercitazioni pratiche, che facilitanola comprensione delle nozioni acquisite e di conseguenza la loro utilizzazione nelle aziende agricole.Misura 112 – Insediamento dei giovani agricoltori‣ In che misura gli aiuti hanno agevolato l’insediamento duraturo di giovani agricoltori di entrambi i sessi?La struttura per età rilevata dal censimento ISTATevidenzia lo squilibrio generazionale a favore delleclassi più avanzate. I giovani beneficiari della Misura112 rappresentano il 7% del totale dei conduttoriregionali con età inferiore ai 40 anni.L’analisi dei dati delle CCIAA rileva per il quadriennio2008-2011 un saldo negativo tra nuove iscrizioni ecessazioni di 7.907 aziende con una perdita mediaannua di 1.797 aziende. L’attuazione della Misura112 riduce tale saldo negativo: i nuovi insediamentifinanziati dalla Misura rappresentano una quotaconsistente di tutte le nuove iscrizioni registrate(8%).I dati dell’indagine diretta rilevano che l’età media dei giovani neo insediati è di 29,2 anni mentre i cedentiinteressati da sostituzione totale nella conduzione hanno un’età media di 61,8 anni determinando quindi unariduzione dell’età del conduttore pari a 32,6 anni. Il contributo della Misura al rinnovamento generazionaledella classe imprenditoriale agricola risulta quindi determinante. Gli insediamenti effettuati da imprenditricipag. 107


VALUTAZIONE PSR 2007-2013 CAMPANIA: AGGIORNAMENTO RAPPORTO VALUTAZIONE INTERMEDIA 2012donne rappresentano il 41% degli insediamenti totali, valore leggermente inferiore al valore obiettivo (45%)ma superiore all’incidenza dei conduttori donne sul totale dei conduttori regionali rilevata dal CensimentoAgricoltura del 2010 (38%).Le domande finanziate al 31/12/2011 sonocomplessivamente 889 e hanno permesso disuperare (129%) il valore obiettivo stimato perl’intero periodo di programmazione. Le prioritàterritoriali individuate hanno concentrato gliinsediamenti nelle aree D, caratterizzate daproblemi complessivi di sviluppo, e in area C, conspecializzazione agricola ed agroalimentare eprocessi di riqualificazione dell’offerta.Il 68% dei beneficiari proviene da settori differentidall’agricoltura. Le motivazioni che sono alla basedell’insediamento riguardano il proseguimentodell’attività familiare e il conseguente mantenimentodella manodopera aziendale (33%) e la mancanzadi alternative occupazionali (32%). l’85% deibeneficiari campione dichiara che la possibilità di accedere ai finanziamenti ha avuto “molta” e “abbastanza”influenza sulla decisione di insediarsi e il 56% afferma che in assenza di contributo o con un contributoridotto non si sarebbero insediato. Tale incidenza raggiunge il 73% negli insediamenti avvenuti in macroareaD. Si conferma quindi la capacità della Misura non solo di avvicinare i giovani all’agricoltura ma anche diconvincerli ad investire in territori marginali caratterizzati quindi dalla presenza di problemi socio economici estrutturali.Le prospettive di sviluppo delle aziende condotte dai giovani insediati risultano positive; il 56% degliintervistati dichiara di essere intenzionato ad incrementare le attuali dimensioni, il 19% prevede di orientarsiverso la trasformazione aziendale delle produzioni e/o la vendita diretta e l’11% intende orientare laproduzione aziendale verso produzioni di qualità certificata.‣ In che misura gli aiuti hanno agevolato l’adeguamento strutturale delle aziende dopo l’insediamentoiniziale di giovani agricoltori?L’opportunità offerta dal PSR di partecipare alla Misura 112 in “cluster” con la Misura 121 ha riscosso unnotevole successo: gli insediamenti avvenuti attraverso la partecipazione al cluster di Misure 112-121 sono866 e rappresentano il 97% del totale degli insediamenti. Elevata risulta la propensione agli investimentidimostrata dai giovani neo insediati con un volume d’investimento previsti dal piano di sviluppo pari a circa148 milioni di euro per un valore medio per azienda di 171.000 euro.Il 50% degli investimenti riguarda l’acquisto dimacchine ed attrezzature ed il 40% la costruzionee l’ammodernamento dei fabbricati agricoli.Discreta rilevanza rivestono gli interventi a finalitàambientale (5,4%) che comprendono gliinterventi per il risparmio energetico, per ilrisparmio idrico e gli apprestamenti protettivi.Marginali appaiono gli investimenti connessi allaproduzione lattiero casearia bovina (0,1%).Le finalità degli interventi realizzati miranoprincipalmente all’aumento della capacitàproduttiva necessaria per assicurare ilmantenimento dell’attività agricola soprattutto inrelazione alle ridotte dimensioni fisiche ed economiche delle aziende in cui avvengono gli insediamenti. Altrefinalità riguardano il miglioramento della sicurezza sui luoghi di lavoro, il contenimento dei costi diproduzione e la protezione dell’ambiente.pag. 108


VALUTAZIONE PSR 2007-2013 CAMPANIA: AGGIORNAMENTO RAPPORTO VALUTAZIONE INTERMEDIA 2012Gli investimenti previsti favoriscono l’introduzione di innovazioni di prodotto e di processo: il 93% delleaziende riceve punteggio di priorità inquanto il piano aziendale prevedeacquisti, opere e/o attività perl'introduzione nel processo produttivodi nuove tecnologie Dall’indaginediretta risulta che l’innovazione hariguardato prevalentemente lameccanizzazione delle operazionicolturali con particolare riferimento allafase di raccolta consentendo di ridurrei costi di produzione, razionalizzarel’uso dei mezzi produttivi, aumentare ilvalore aggiunto della produzione edmigliore la qualità delle produzioni.Buona la propensione dei giovanineoinsediati a sfruttare le altreopportunità offerte dal PSR: il 76% dei beneficiari partecipa ad altre Misure e in particolare: Misura 211 -Indennità a favore degli agricoltori delle zone montane (42%), Misura 214 - Pagamenti agroambientali(39%), Misura 212 - Indennità a favore degli agricoltori delle zone caratterizzate da svantaggi naturali,diverse dalle zone montane (13%) e Misura 114 - Utilizzo dei servizi di consulenza (8%).Infine si rileva il buon apprezzamento dei beneficiari rispetto allo “strumento” piano di sviluppo aziendale conil 79% dei giovani che lo considera molto o abbastanza utile per la valutazione delle problematiche aziendali.‣ In che misura l’aiuto ha contribuito a migliorare il potenziale umano nel settore agricolo?Modesto il ricorso dei beneficiari alle attività di formazione professionale: Il 18% possiede un attestato difrequenza, con profitto, a corsi di formazione in agricoltura e di questi solamente l’8% ha partecipato a corsiorganizzati dalla Regione nell'ambito della Misura 4.16 del POR 2000-2006 o della Misura 111 del PSR 2007-2013. Le indagini campionarie rilevano la buona propensione dei giovani a partecipare in futuro a percorsiformativi (il 79% degli intervistati è intenzionato a partecipare a corsi di formazione promossi dalla Misura111 del PSR) con una domanda formativa rivolta prevalentemente al miglioramento della sicurezza sullavoro, all’innovazione tecnica e tecnologica alla gestione strategica e marketing ed alla qualità e tracciabilitàdei prodotti e certificazioni.Piuttosto contenuto anche il ricorso ai servizi di consulenza promossi dalla Misura 114: solamente L’11% deibeneficiari della Misura 112 usufruisce della consulenza aziendale. La maggior parte (90%) richiede ilpacchetto di consulenza completo che prevede la consulenza per le norme obbligatorie e la consulenza per ilmiglioramento e lo sviluppo globale dell’impresa (CGO + BCAA + SL + RG). Anche in questo caso l’analisidelle risposte al questionario sottoposto al campione di giovani insediati rilevano l’alta percentuale diimprenditori intenzionati in futuro ad avvalersi dei servizi di consulenza finanziati dalla Misura 114 (65%).Nel proseguo delle attività valutative andrà verificata l’attivazione effettiva della domanda potenziale rilevataper le Misure 111 e 114.‣ In che misura l’aiuto ha contribuito a migliorare la competitività del settore agricolo?L’indicatore sintetico utilizzato per Misurare il contributo degli aiuti al miglioramento della competitività delsettore agricolo è l’accrescimento di valore aggiunto, conseguito nelle aziende beneficiarie a seguito delcompletamento degli investimenti sovvenzionati. Per Misurare l’accrescimento di valore aggiunto lordo, ilValutatore ha realizzato indagini campionarie dirette presso i giovani agricoltori beneficiari che hannocompletato gli investimenti; i valori riportati nella presente Valutazione si riferiscono quindi a n. 149 piani disviluppo conclusi nell’anno 2010 e quindi rilevati nell’anno 2012.pag. 109


VALUTAZIONE PSR 2007-2013 CAMPANIA: AGGIORNAMENTO RAPPORTO VALUTAZIONE INTERMEDIA 2012I risultati evidentemente non sono esaustivi di tutti i piani di sviluppo approvati, per i quali bisogneràattendere il completamento degli interventi, ma sono comunque indicativi dell’efficienza degli aiuti rispettoagli obiettivi del programma.L’accrescimento di valore aggiunto è risultato complessivamente pari a 1.009.529 €/anno (in media 6.775€/anno per azienda), ciò a fronte di un volume complessivo d’investimenti pari a €14.557.049 (in media97.698 €/azienda).Piani sviluppo aziendaleValori realizzatiProdotto - Volume totale d’investimento (€) 14.557.049Risultato - Accrescimento totale di valore aggiunto lordo (€) 1.009.529Efficienza % (risultati/prodotti) 6,93%Fonte: Indagine diretta del ValutatoreL’indice di efficienza è piuttosto contenuto se paragonato con la previsione fatta in ex ante. Tale risultato èpresumibilmente attribuibile alle modeste dimensioni fisiche ed economiche delle aziende interessate dainsediamento ed al fatto che è stato rilevato quale anno contabile post investimento l’anno 2011 cioènell’anno contabile successivo alla conclusione degli interventi; trattandosi di nuove aziende queste sitrovano probabilmente in una fase di start up e necessitano di un lasso di tempo superiore per potermanifestare appieno gli effetti degli investimenti realizzati. Va comunque rilevato che trattandosi di aziendedi ridotte dimensioni economiche i valori percentuali di incremento di Valore Aggiunto raggiungono buonilivelli (+29%).‣ Quale è la situazione aziendale in cui sono avvenuti gli insediamenti in termini di caratteristichedell’azienda, del giovane, e dell’eventuale cedente? (Domanda aggiuntiva regionale)Come già accennato le aziende in cui siinsediano i giovani agricoltori hanno unadimensione economica è fisica piuttostomodesta (SAU media aziendale Ha 7,8 PLVmedia aziendale € 23.087). La maggior partedelle aziende in cui si insediano i giovaniappartengono alle filiere cerealicola (34%) efrutticola (21%). Buona rilevanza anche per gliinsediamenti avvenuti in aziende olivicole(10%) e Vitivinicole (10%).Le analisi relative al livello di qualificazione deibeneficiari rilevano che l’8% dei giovanipossiede un diploma di perito agrario oagrotecnico o una laurea in scienze agrarie oforestali percentuale decisamente superiore aquella rilevata dal Censimento Agricoltura 2010 (1,7%). Il 68% dei beneficiari proviene da settori differentidall’agricoltura a testimonianza della buona attrattività del settore agricolo.Ottima risulta la sinergia con la Misura 113: il 19% dei giovaniinsediati rileva l’azienda da un beneficiario della Misuraprepensionamento. Tale risultato supera abbondantemente ilvalore obiettivo fissato che stimava un’integrazione tra le dueMisure pari al 5%. L’età media dei giovani neo insediati è di29,2 anni. I cedenti interessati da sostituzione totale nellaconduzione hanno un’età media di 61,8 anni.L’acquisizione della titolarità aziendale avviene nel 61% deicasi attraverso la cessione di attività esistente con lasostituzione totale del cedente, prevalentemente attraverso lastipula di contratti di affitto; nell’82% di questi casi il cedenteha rapporti di parentela con il giovane beneficiario. Nelrestante 39% dei casi rilevati l’avvio dell’attività agricolaprevede la costituzione di una nuova società.pag. 110


VALUTAZIONE PSR 2007-2013 CAMPANIA: AGGIORNAMENTO RAPPORTO VALUTAZIONE INTERMEDIA 2012Misura 113 - Prepensionamento‣ In che misura l'aiuto al prepensionamento ha contribuito ad un cambiamento strutturale delle aziende, inparticolare attraverso sinergie con altre Misure?La Misura ha finanziato il prepensionamento di 195 imprenditori agricoli e 8 lavoratori che rappresentanorispettivamente il 176% ed il 17% dei valori obiettivostimati. Le aziende cedute dai beneficiari della Misura 113si concentrano prevalentemente nelle macroaree C e Ddove sono localizzate l’84% delle aziende cedute. Talerisultato è attribuibile allo specifico criterio di priorità chepremia le aziende che ricadono in una delle macroareeomogenee regionali classificate prioritarie per la Misura C -D1 - D2. Complessivamente le aziende agricole cedutehanno reso disponibili 1.521 ettari pari al 101% del valoreobiettivo. Mediamente ogni azienda ha ceduto 7,8 ettari.I dati raccolti attraverso l’indaginecampionaria rilevano che, in seguitoall’acquisizione, l’organizzazioneaziendale è migliorata per l’89%degli intervistati. L’acquisizione dellesuperfici aziendali ha consentitoprevalentemente: la conservazionedei livelli occupazionali (84%), ilrafforzamento della competitivitàattraverso l’innalzamento qualitativodelle produzioni (61%), l’incrementodel margine lordo aziendale (52%) ela diversificazione delle attivitàaziendali (32%).La cessione delle aziende avviene nella maggior parte deicasi (87%) verso beneficiari della Misura 112, si tratta dirilevatari che iniziano l’attività agricola ex novo e quindinon risultano particolarmente rilevanti fenomeni diampliamento e accorpamento di attività esistenti.La partecipazione ad altre Misure del PSR da parte dei rilevatari risulta piuttosto diffusa: il 91% hapartecipato o pensa di partecipare ad altre Misure che sono soprattutto la Misura 121 – ammodernamentodelle aziende agricole (87%), grazie anche alla elevata percentuale di rilevatari che partecipa al cluster diMisure 112-121, la Misura 111 – formazione professionale (57%), la Misura 114 – consulenza aziendale(37%) e la Misura 132 - Sostegno agli agricoltori che partecipano ai sistemi di qualità alimentare (26%).‣ In che misura l'aiuto ha contribuito a migliorare il potenziale umano nel settore agricolo?Determinante risulta il contributo della Misura al ricambio generazionale grazie anche alle specifiche prioritàpreviste per i beneficiari della Misura 112 e per i rilevatari con meno di 40 anni. Il 96% dei rilevatari haun’età inferiore ai 40 anni. L’età media dei cedenti è pari a 57,2 anni; la riduzione dell’età media risultacomplessivamente pari a 28,1 anni (28,7 anni se si considerano gli agricoltori prepensionati sostituiti dagiovani beneficiari della Misura 112). Le indagini condotte rilevano un buon livello di qualificazione deirilevatari: complessivamente l’83% ha un titolo di studio superiore e il 12% ha un diploma di scuola mediasuperiore o una laurea o diploma universitario ad indirizzo agrario. Si evidenzia inoltre che il 57% degliintervistati ha aderito o pensa di aderire ad un percorso formativo promosso dalla Misura 111 del PSR.‣ In che misura l'aiuto ha contribuito a migliorare la competitività del settore agricolo?Le analisi valutative condotte per verificare gli effetti della Misura sulle performance economiche aziendali,evidenziano che il 52% dei rilevatari dichiara che l’acquisizione dell’azienda ha avuto effetti positivisull’incremento del margine lordo aziendale. L’indicatore di risultato “Accrescimento di valore aggiunto lordopag. 111


VALUTAZIONE PSR 2007-2013 CAMPANIA: AGGIORNAMENTO RAPPORTO VALUTAZIONE INTERMEDIA 2012nelle aziende dei rilevatari” è stato quantificato sulla base dei risultati ottenuti dalle aziende beneficiarie delcluster di Misure 112-121 rilevati attraverso indagine diretta. Il valore complessivo dell’indicatore è pari a1.321.000 euro (6.775 euro azienda). Il risultato si colloca al di sotto delle previsioni effettuatepresumibilmente a causa delle modeste dimensioni fisiche ed economiche delle aziende ed al fatto che èstato rilevato quale anno contabile post investimento l’anno 2011 cioè nell’anno contabile successivo allaconclusione degli interventi; trattandosi di nuove aziende queste si trovano probabilmente in una fase distartup e necessitano di un lasso di tempo superiore per poter manifestare appieno gli effetti degliinvestimenti realizzati.‣ In che misura l'aiuto ha contribuito a realizzare la strategia regionale di ristrutturane e riconversione delsettore tabacco? (Domanda aggiuntiva regionale)Il contributo della Misura alla realizzazione della strategia regionale di ristrutturane e riconversione delsettore tabacco è in linea con le previsioni effettuate in ex ante. Le aziende cedute appartenenti alla filieratabacchicola rappresentano l’11% del totale e rendono disponibili circa 170 ettari. Tale incidenza vieneconfermata dai dati rilevati dall’indagine diretta, in cui si evidenzia che il 10% delle aziende rilevate èinteressata da interventi di riconversione produttiva riferita alle filiere soggette a crisi di mercato ovverooggetto di trasformazioni indotte dalla riforma della PAC.Misura 114 – Utilizzo dei servizi di consulenza‣ In che misura l’aiuto ha contribuito a migliorare la gestione e la redditività delle aziende agricole eforestali? Fornire precisazioni riguardo: alle competenze organizzative, gestionali; alle tecniche diproduzione; alle norme di qualità; alle condizioni di sicurezza sul lavoro; alla gestione delle risorsenaturali.I servizi di consulenza attivati dal PSR nell’ambito della Misura 114 possono essere erogati secondo duetipologie: la prima è costituita dal pacchetto base che comprende le norme e i criteri obbligatori in materia dicondizionalità ambientale (CGO e BCAA) e di sicurezza sul lavoro; la seconda è costituita dal pacchettocompleto che oltre a quanto previsto nel pacchetto base comprende anche le attività di consulenza inerentilo sviluppo globale dell’impresa e le strategie per l’adattamento ai cambiamenti climatici e per la riduzionedell’emissione dei gas serra.I beneficiari possono quindi utilizzare nelle loro azienda i servizi di consulenza, per l’adeguamento ai requisitiobbligatori in vigore (pacchetto base) oppure possono richiedere il pacchetto completo per implementare losviluppo globale dell’impresa e trattare temi inerenti anche l’introduzione di tecniche innovative diproduzione, l’utilizzazione corretta dei fattori della produzione, il risparmio energetico e la produzione dienergia in azienda, le strategie di marketing per migliorare la collocazione delle produzioni aziendali sulmercato, l’integrazioni al reddito attraverso la produzione di beni e servizi non agricoli (multifunzionalità), lapianificazione ed attuazione degli interventi selvicolturali, l’applicazione delle nuove normative el’introduzione di sistemi di qualitàregolamentati da disposizioni comunitarie enazionali.Al 31/12/2011 hanno beneficiato degli aiutiprevisti per la consulenza 813 aziendeagricole e 3 detentori di aree forestali; lamaggior parte dei beneficiari ha aderito alpacchetto completo (76%) mentre il 24% haaderito solamente al pacchetto base.pag. 112


VALUTAZIONE PSR 2007-2013 CAMPANIA: AGGIORNAMENTO RAPPORTO VALUTAZIONE INTERMEDIA 2012Alla data attuale non sono state svolte indagini specifiche in merito alle ricadute delle consulenze erogatesulle attività aziendali, dato l’esiguo numero di domande concluse (131) rispetto a quelle finanziate (816)non è ancora possibile determinare in modo puntuale il contributo dei servizi di consulenza afferenti agliargomenti specifici riportati in domanda.Le consulenze ammesse hanno riguardato soprattutto il pacchetto completo; è pertanto plausibile prevedereinterventi e quindi ricadute sulle attività aziendali riconducibili all’adeguamento ai requisiti ambientali dellacondizionalità, inerenti i criteri di gestione obbligatori e le buone condizioni agronomiche ed ambientali, allenorme che regolano la sicurezza negli ambienti di lavoro, al fine di evitare infortuni in azienda, e anche sugliargomenti inerenti il miglioramento delle competenze organizzative e gestionali degli imprenditori agricoli,all’innovazione delle tecniche di produzione e all’adesione alla normativa nazionale e comunitaria che regolale produzioni di qualità.Il 12% dei beneficiari della Misura 114 ha presentato istanza di primo insediamento a norma della Misura112 o del Cluster di Misura 112-121.Un’apposita sezione del questionario utilizzato per le indagini svolte su un campione rappresentativo dibeneficiari della Misura 112 è dedicata alla rilevazione di informazioni inerenti la volontà degli intervistati diusufruire in futuro dei servizi di consulenza aziendale promossi dalla Misura 114. L’elaborazione delleinformazioni rilevate è restituita nella tabella successiva 27 .Aspetti della consulenza che interessano i beneficiari della Misura 112 Numero %Beneficiari Misura 112 intervistati 72 100%Beneficiari che in futuro intendono usufruire dei servizi di consulenza 51 71%Consulenza base - Pacchetto base, di cui: 49 68%CGO di cui: 20 28%CGO Ambiente 14 19%CGO Sanità pubblica salute degli animali e delle piante 4 6%CGO Benessere degli animali 5 7%BCAA di cui: 22 31%BCAA Erosione del suolo 17 24%BCAA Sostanza organica del suolo 11 15%BCAA Livello minimo di mantenimento dei terreni e degli habitat 4 6%BCAA Protezione e gestione delle risorse idriche 7 10%SL Sicurezza sul Lavoro 46 64%Consulenza completa - Pacchetto completo, di cui: 12 17%Introduzione di tecniche innovative di produzione 6 8%Corretto utilizzo dei fattori della produzione 4 6%Risparmio energetico e produzione di energia in azienda 9 13%Gestione delle risorse idriche 3 4%Tutela della biodiversità 3 4%Marketing e assistenza volta a migliorare la collocazione dei prodotti sul mercato 2 3%Integrazione del reddito da produzione di beni e servizi non agricoli (multifunzionalità) 3 4%Programmazione, pianificazione ed attuazione degli interventi silvicolturali 0 0%Applicazione di nuove normative 3 4%Introduzione di sistemi di qualità comunitari e nazionali 3 4%BF Criteri minimi e buone pratiche silvo-ambientali di gestione forestale 2 3%Fonte: Agriconsulting SpA – Indagini dirette presso il campione di beneficiari della Misura 112 – anno 2011Dalla rilevazione emerge che il 71% degli intervistati è interessato alle iniziative di consulenza previste dallaMisura 114. In particolare il 68% manifesta interesse per la consulenza di base e il 17% per la consulenzaavanzata. Nello specifico, per quanto attiene il pacchetto base, il 28% manifesta esigenze in merito alrispetto dei criteri di gestione obbligatori, il 31% per le buone condizioni agronomiche ed ambientali e il 64%è interessato al rispetto delle norme previste dalla “sicurezza sul lavoro”. Per quanto riguarda il pacchettocompleto le incidenze più rilevanti si registrano nell’ambito del risparmio energetico e per la produzione dienergia in azienda (13%), per l’introduzione in azienda di tecniche innovative di produzione (8%) e per gliaspetti economici che riguardano la corretta gestione dei fattori produttivi.27 Al quesito è possibile è possibile fornire una risposta multipla.pag. 113


VALUTAZIONE PSR 2007-2013 CAMPANIA: AGGIORNAMENTO RAPPORTO VALUTAZIONE INTERMEDIA 2012‣ In che misura l’aiuto ha contributo a migliorare il potenziale umano nel settore agricolo?In questa fase di avanzamento della Misura, il numero di servizi di consulenza erogati corrisponde al numerodi aziende agricole beneficiarie che, come riportato precedentemente, utilizzano principalmente leconsulenze inerenti il pacchetto completo ossia sono interessate al miglioramento e allo sviluppo globaledell’impresa.Le tematiche trattate hanno riguardato quindi gli argomenti riconducibili al pacchetto base e oltre a questianche l’introduzione di tecniche innovative di produzione, il corretto utilizzo dei fattori della produzione, ilrisparmio energetico e la produzione di energia in azienda, il marketing e l’assistenza finalizzata ad unamigliore collocazione del prodotto sul mercato, la produzione di beni e servizi non agricoli (multifunzionalità),l’applicazione di nuove normative e l’introduzione di sistemi di qualità definiti da regolamenti comunitari e dadisposizioni nazionali. Il ventaglio di tematiche proposte è ampio e appropriato allo sviluppo dellecompetenze professionali nel settore agricolo e l’attuazione della Misura sicuramente aumenta le possibilitàdi accesso alla consulenza da parte degli agricoltori, tuttavia il contributo della misura al miglioramento delpotenziale umano nel settore agricolo risulta attualmente limitato interessando appena lo 0,61% deiconduttori agricoli regionali.‣ In che misura l’aiuto ha contribuito a migliorare la competitività del settore agricolo?L’indicatore utilizzato per valutare il contributo dell’utilizzo dei servizi di consulenza al miglioramento dellacompetitività del settore agricolo è la produttività del lavoro, misurata come accrescimento del valoreaggiunto lordo per unità di lavoro. Non è possibile alla data attuale quantificare l’indicatore in oggetto perchéil numero 28 delle informazioni sui risultati economici delle aziende, che hanno beneficiato anche delle attivitàdi consulenza, rilevate con l’indagine diretta svolta nell’ambito della Misura 112, è bassissimo e non consentepertanto una quantificazione rappresentativa dell’indicatore stesso. La rilevazione dei dati necessari allaquantificazione dell’indicatore in esame sarà effettuata nei prossimi anni, con l’incremento delle adesioni allaMisura 114.‣ In che misura l’aiuto ha contribuito a realizzare la strategia regionale di ristrutturazione e riconversionedel settore tabacco? (Domanda aggiuntiva regionale)Per quanto attiene il contributo alla realizzazione della strategia regionale di ristrutturazione e riconversionedel settore tabacco, va rilevato che le 66 aziende del settore tabacco beneficiarie degli interventi diconsulenza corrispondono all’8% dei beneficiaritotali della Misura 114 e al 24% del valoreobiettivo stabilito in sede di programmazioneper l’indicatore “beneficiari afferenti al settoretabacco”. In merito alle consulenze erogate, lamaggioranza dei beneficiari (83%) aderisce alpacchetto completo dimostrando quindi nonsolo l’intenzione di volersi adeguare al rispettodelle norme ambientali in merito allacondizionalità (CGO e BCAA) e a quanto dettatodalla normativa sulla sicurezza sul lavoro, maanche la volontà degli stessi beneficiari dimigliorare la propria azienda aderendo alleconsulenze di sviluppo globale dell’impresa checomprendono la diversificazione economicadelle attività (multifunzionalità) attraverso la produzione di beni e servizi non agricoli e l’adozione diinnovazioni tecnologiche che possono comportare profondi cambiamenti nell’indirizzo produttivo dell’azienda.28 Le aziende beneficiarie della Misura 114 che risultano beneficiarie anche della Misura 112 (Insediamento dei giovani agricoltori) sono99 e costituiscono l’11,1% dell’universo dei beneficiari della Misura 112 che è stato rilevato con l’indagine diretta; all’interno delcampione rilevato una sola azienda è risultata beneficiaria della Misura 114.pag. 114


VALUTAZIONE PSR 2007-2013 CAMPANIA: AGGIORNAMENTO RAPPORTO VALUTAZIONE INTERMEDIA 2012Misura 115 Avviamento dei servizi di assistenza alla gestione di sostituzione e di consulenza aziendale‣ In che misura l'aiuto ha permesso di agire sui fattori pertinenti per migliorare la competitività del settoreagricolo? Fornire precisazioni riguardo: alle tecniche di produzione, alle norme di qualità, alle condizionidi sicurezza sul lavoro, alla gestione delle risorse naturali.Modesto appare il contributo della Misura al miglioramento della competitività del settore agricolo regionale:al 31/12/2011 sono state ammesse a finanziamento 13 domande per un volume d’investimento di 2.981.802euro. L’efficacia rispetto al valore obiettivo stimato per l’intero periodo di programmazione è pari al 20%.‣ In che misura l'aiuto ha contribuito a migliorare la gestione e la redditività delle aziende agricole eforestali?Rispetto ai valori obiettivo stimati per l’intero periodo di programmazione per le diverse tipologie di serviziattivabili l’efficacia maggiore si rileva per i servizi di assistenza alla gestione delle aziende agricole: infatti dei20 servizi attivati, 13 prevedono l’avviamento di servizi di assistenza alla gestione delle aziende agricoleraggiungendo il 65% del valore obiettivo stimato.Per quanto attiene il sostegno all’avviamento servizi di consulenza aziendale e forestale sono stati attivati 7servizi pari al 10% del valore obiettivo stimato. Non risultano invece attivati servizi di sostituzione.Lo scarso successo della Misura è da ricercare nel difficile momento economico in cui opera il settoreagricolo, che non facilita l’aggregazione delle aziende agricole in Associazioni e/o Consorzi, e dalla difficoltàdi assumere impegni per la continuità del programma di attività nei 5 anni successivi al finanziamento in cuile attività sono a completo carico delle Associazioni.Si rileva inoltre una difficoltà di tipo finanziario per le Associazioni impegnate nella realizzazione delleiniziative in programma relativa al reperimento dei fondi necessari alla conclusione delle attività avviate con ilprimo anno di attività. Tale difficoltà è presumibilmente attribuibile a diversi fattori tra cui l'anticipazioneconcessa del 50% e limitata solo alle spese per investimenti materiali, i tempi di istruttoria dei SAL e i tempidei successivi pagamenti da parte di AGEA.‣ In che misura l'aiuto ha contribuito a migliorare la competitività del settore agricolo?La Misura ha avuto un modesto successo e quindi il contributo alla competitività del settore agricoloregionale risulta trascurabile. Al fine di contrastare lo scarso successo ottenuto dalla Misura, nel corso del2011 è stata svolta un’azione di sensibilizzazione e informazione rivolta alle Associazioni, le Cooperative e leAssociazioni di produttori operanti sul territorio regionale per divulgare gli obiettivi e le opportunità offertedalla Misura per quanto attiene la tipologia b) - avviamento di servizi interaziendali di assistenza alle aziendeagricole (gestione contabile-economica).In generale, si può ritenere che nei primi mesi del 2011 lo stato di avanzamento della Misura è stato in lineacon quelle che erano le nuove aspettative, anche se non ha raggiunto l’adesione auspicabile. La difficoltàprincipale e data dalla scarsa propensione all’associazionismo delle aziende agricole nonché all’impegno daassumere per la continuità del programma di attività nei 5 anni successivi al finanziamento in cui le attivitàsono a completo carico delle Associazioni.‣ Come si è sviluppata la sinergia tra Misura 115 e 114? Come tale sinergia ha migliorato il capitale umanodel settore agricolo?Al 31/12/20111 sono stati attivati 7 servizi di consulenza aziendale pari al 10% del valore obiettivo stimato.pag. 115


VALUTAZIONE PSR 2007-2013 CAMPANIA: AGGIORNAMENTO RAPPORTO VALUTAZIONE INTERMEDIA 2012‣ Quali sono stati gli effetti sulla competitività delle aziende della tipologia avviamento di serviziinteraziendali di sostituzione nelle aziende agricole? (Domanda aggiuntiva regionale)Non risultano attivati servizi interaziendali di sostituzione nelle aziende agricole. La mancata presentazione didomande relative all’avviamento dei servizi di sostituzione è da collegare alla difficoltà del titolaredell’azienda ad accettare l’idea di allontanarsi dalla azienda per lunghi periodi e non presidiare i processiproduttivi in cui ha impegnato tutte le risorse finanziare e professionali indispensabili al sostegno familiare.‣ In che misura l’aiuto ha contribuito a realizzare la strategia regionale di ristrutturazione e riconversionedel settore tabacco? (Domanda aggiuntiva regionale)Per quanto attiene il contributo della Misura alla realizzazione della strategia regionale di ristrutturazione ericonversione del settore tabacco si rileva che nessuna delle 13 domande finanziate è stata presentata daassociazioni che operano specificatamente nel settore del tabacco.Misura 121 – Ammodernamento delle aziende agricole‣ In che misura gli investimenti sovvenzionati hanno contributo a migliorare l’uso dei fattori produttivi nelleaziende agricole? In particolare, in che Misura gli investimenti sovvenzionati hanno agevolatol’introduzione di nuove tecnologie e di innovazione?L’attuazione della misura ha fortementefavorito l’introduzione d’innovazioninelle aziende agricole beneficiarie degliaiuti agli investimenti.L’analisi dei punteggi di prioritàassegnati in fase istruttoria relativa alleaziende che hanno completato gliinterventi entro il 2011 rileva, infatti,che le aziende che introduconoinnovazioni di prodotto e di processosono 1.600 (96% delle aziendecomplessive). Confrontando il valoredell’indicatore di risultato con il valoretarget previsto (numero di aziende chehanno introdotto nuovi prodotti e/onuove tecniche) si rileva unavanzamento pari al 43%.Dalle indagini campionarie svolte presso un campione rappresentativo delle aziende beneficiarie, inoltre, èrisultato che le aziende agricole beneficiarie che a seguito degli investimenti realizzati hanno introdotto nuoviprodotti e/o nuove tecniche sono pari al 89% dell’universo di riferimento, con un’incidenza maggiore per leaziende che realizzano gli interventi inmodalità cluster 112-121 (93% vs87%). Si evidenzia quindi anche unamaggiore propensione dei giovaniagricoltori neo insediati all’innovazione.Le innovazioni introdotte a seguitodegli investimenti sovvenzionati hannoavuto effetti prevalentemente sullameccanizzazione delle operazionicolturali, la variazione delle produzioniaziendali attraverso l’introduzione dicolture orticole e/o frutticole oproduzioni zootecniche e latrasformazione aziendale delleproduzioni agricole.pag. 116


VALUTAZIONE PSR 2007-2013 CAMPANIA: AGGIORNAMENTO RAPPORTO VALUTAZIONE INTERMEDIA 2012L’introduzione delle innovazioni ha comportato vantaggi soprattutto rispetto alla riduzione dei costi, allarazionalizzazione dell’uso dei mezzi produttivi, al miglioramento qualitativo delle produzioni aziendali eall’aumento del valore aggiunto della produzione.Gli effetti degli interventi finanziati sul miglioramento dell’uso dei fattori produttivi sono stati valutatiattraverso la ricostruzione delle performance economiche di un campione di aziende beneficiarie che hannoconcluso gli interventi nel 2010.Indicatori ante intervento post intervento Incremento € Incremento %Produttività del lavoro (VA/UL) 17.877 21.993 4.116 23%Produttività della terra (VA/SAU) 1.452 1.892 440 30%Fonte: Indagine diretta del ValutatoreL’indagine svolta dal Valutatore ha consentito di verificare che la produttività del fattore lavoro, misurata dalrapporto tra il Valore Aggiunto e le Unità di Lavoro, rileva un incremento tra la situazione ante e postintervento di 4.116 € (+23%) e la produttività del fattore terra, misurata dal rapporto tra il Valore Aggiuntoe la Superficie Agricola Utilizzata aumenta di 440 € (+30%).‣ In che misura gli investimenti sovvenzionati hanno rafforzato l’accesso al mercato e la quota di mercatodelle aziende agricole?Il rafforzamento delle aziende rispetto alle richieste di mercato viene perseguita attraverso la trasformazionee la qualificazione delle produzioni aziendali e la riduzione della filiera produttiva. Sono 743 (pari al 31% deltotale delle aziende finanziate) le aziende ammesse a finanziamento che prevedono interventi per larealizzazione di nuovi prodotti (anche trasformati) la riconversione varietale ovvero la certificazione di qualitàdelle produzioni aziendali. Il 20% delle aziende finanziate realizza interventi tesi a ridurre la lunghezza dellafiliera produttiva (impianti di prima lavorazione delle produzioni aziendali, impianti di trasformazione, puntivendita aziendali). L’11% del volume d’investimento (pari a circa 47 milioni di euro) è dedicato all’acquisto diattrezzature ed impianti per la lavorazione delle produzioni aziendali e la loro preparazione per il mercato ealla realizzazione di locali per la lavorazione e/o confezionamento delle produzioni aziendali. Lapartecipazione a sistemi di qualità certificata (DOCG, DOC, DOP, IGP, Biologico) appare piuttosto diffusa trale aziende beneficiarie con il 30% delle aziende iscritte ad albi di produzioni DOCG, DOC, DOP o IGP ovveroiscritta all'ERAB (Elenco Regionale delle Aziende Biologiche).Gli effetti degli interventi sulla qualità delle produzioni aziendali sono stati indagati attraverso una specificadomanda contenuta nel questionario sottoposto alle aziende campione; il 17% delle aziende intervistatedichiara che gli investimenti sovvenzionati hanno contribuito al miglioramento della qualità delle produzioniaziendali soprattutto facilitando il rispetto degli standard necessari per l’iscrizione ai diversi sistemi di qualitàcomunitari. Inoltre gli investimenti effettuati hanno aumentato l’incidenza della produzione di qualità sultotale della PLV aziendale che passa, nelle aziende interessate, dal 56% al 63%. Le indagini dirette rilevanoche il miglioramento qualitativo delle produzioni aziendali ha favorito l’adeguamento della produzione allerichieste del mercato, ha accresciuto il valore della produzione commercializzata ed ha ridotto l’impattoambientale delle coltivazioni e degli allevamenti interessati. Infine per l’11% dei beneficiari il programma diinterventi attuato ha avuto ricadute positive sulla commercializzazione aziendale delle produzioni con unincremento del 26% dellaincidenza della vendita direttasulla PLV.Per quanto riguarda leprospettive di sviluppo si rilevacomplessivamente la bunadinamicità delle aziendebeneficiarie. Si sottolinea lamaggior propensione delleaziende partecipanti al clusterdi Misure 112-121all’incremento delle dimensionie della produzione aziendale,alla modifica dell’attualeordinamento produttivo e un maggiore interesse verso le produzioni di qualità.pag. 117


VALUTAZIONE PSR 2007-2013 CAMPANIA: AGGIORNAMENTO RAPPORTO VALUTAZIONE INTERMEDIA 2012‣ In che misura gli investimenti sovvenzionati hanno contribuito ad un’attività permanente e sostenibiledelle aziende agricole?Le domande di aiuto ammesse a finanziamento entro il 2011 sono 2.344, riguardano 2.275 aziende (40% delvalore obiettivo) e prevedono la realizzazione di un volume totale di investimenti di circa 417 milioni di euro.le modalità di attuazione implementate dalla Regione hanno favorito l’ammodernamento delle aziendeinteressate dall’insediamento dei giovani beneficiari: il 37% delle domande ammesse a finanziamento ed il30% del volume complessivo degli investimenti vengono attuati all’interno del cluster di Misura 112-121.Grazie alle modalità di attuazione e alla priorità che premia gli agricoltori più giovani si evidenzia un’etàmedia degli imprenditori agricoli beneficiari della Misura piuttosto contenuta (40,1 anni).Le aziende beneficiarie si concentranosoprattutto nelle macroaree rurali D,caratterizzate da problemi complessivi disviluppo, e C, con specializzazioneagricola e agroalimentare e processi diriqualificazione dell’offerta. Nellemacroaree B, ad agricoltura intensiva econ filiere produttive integrate, e nellearee A urbanizzate, troviamo una minorepresenza d’interventi, concentrandorispettivamente l’8% e il 9% delle aziendeagricole beneficiarie. A riguardo si ricordala priorità concessa alle aziende ubicate interritori svantaggiati, che ha favorito lapresenza di aziende localizzate nei territoridefiniti “montani” delle macroaree A3 (Aree urbanizzate a forte valenza paesaggistico naturalistica), C (Areecon specializzazione agricola e agroalimentare e processi di riqualificazione dell’offerta), D1 (Aree a fortevalenza paesaggistico naturalistica, con potenzialità di sviluppo integrato) e D2 (Aree caratterizzate daritardo di sviluppo), ovvero caratterizzati da svantaggi naturali diversi dai territori montani, ovvero interessatidall’applicazione delle direttive comunitarie finalizzate alla protezione e tutela delle acque (Direttiva2000/60/CE) e degli habitat naturali (Direttive 92/43/CEE e 79/409/CEE).La ripartizione del volumed’investimento evidenzia chele voci di spesa più rilevantiriguardano l’acquisto dimacchine e attrezzature(46,8%) e la costruzione difabbricati agricoli (37,9%);gli interventi finalizzati alrisparmio idrico raccolgono il4,6% del valore totale degliinvestimenti mentre quelli peril risparmio energeticocompresa la realizzazione diimpianti per la produzione dienergia da fonti rinnovabiliincidono per il 4,2%. Minorel’incidenza degli investimentidedicati alla produzionelattiero casearia bovina(0,2%).pag. 118


VALUTAZIONE PSR 2007-2013 CAMPANIA: AGGIORNAMENTO RAPPORTO VALUTAZIONE INTERMEDIA 2012Il 15% delle aziende beneficiarie ha effettuato altri investimenti oltre quelli finanziati per un importo medioaziendale di 19.500 euro/azienda.Analizzando, infine, le finalità degli interventiriportate nel piano di sviluppo delle aziendeagricole beneficiari oggetto di indagine, èstato rilevato come gli investimenti sonoindirizzati prevalentemente al miglioramentodella produttività aziendale attraversol’incremento del valore aggiunto.Le principali finalità degli investimentisovvenzionati comprendono infatti l’aumentodella capacità produttiva (34%) e ilcontenimento dei costi di produzione (38%).Rilevante appare anche il miglioramento dellasicurezza sui luoghi di lavoro (19%).‣ In che misura gli investimenti sovvenzionati hanno contribuito a migliorare la competitività del settoreagricolo?Oltre il 50% delle aziendebeneficiarie opera nella filieracerealicola e nella filierafrutticola con una buonaincidenza anche delleaziende vitivinicole (12%) ezootecniche (11%). Gliinvestimenti medi perazienda finanziariamente piùrilevanti riguardano leaziende delle filiere orticole(€ 421.238) e florovivaistiche(€ 337.725); le aziende dellafiliera del tabacco realizzanoinvece gli investimenti piùcontenuti (€ 95.349 perazienda).L’indicatore sintetico utilizzato per Misurare il contributo degli aiuti al miglioramento della competitività delsettore agricolo è l’accrescimento di valore aggiunto, conseguito nelle aziende beneficiarie a seguito delcompletamento degli investimenti sovvenzionati. Per misurare l’accrescimento di valore aggiunto lordo, ilValutatore ha realizzato indagini campionarie dirette presso le aziende che hanno completato gliinvestimenti. I valori riportati nella presente valutazione si riferiscono a n. 522 aziende agricole (di cui n. 149aziende agricole che hanno beneficiato della Misura 121 all’interno del cluster di Misure 112-121) che hannoterminato gli interventi nell’anno 2010 e quindi rilevati nell’anno 2012. I risultati evidentemente non sonoesaustivi di tutti i piani di sviluppo approvati, per i quali bisognerà attendere il completamento degliinterventi, ma sono comunque indicativi dell’efficienza degli aiuti rispetto agli obiettivi del programma.L’accrescimento di valore aggiunto è risultato complessivamente pari a 4.335.376 €/anno (in media 8.305€/anno per azienda), ciò a fronte di un volume complessivo d’investimenti pari a €36.583.542 (in media70.083 €/azienda).L’efficienza degli investimenti realizzati è leggermente inferiore alle previsioni effettuate in ex antedeterminando un avanzamento dell’indicatore di risultato (+6%) minore dell’avanzamento dell’indicatore dioutput relativo al volume d’investimento (+8%). La ridotta efficienza può essere attribuita al fatto che sitratta delle aziende che hanno concluso per prime gli interventi e che presentano una dimensione finanziariadell’investimento più contenuta rispetto al totale delle aziende finanziate con investimenti prevalentementededicati all’acquisto di macchinari. Le aziende indagate presentano ridotte fisiche ed economiche: ne derivache in termini relativi l’accrescimento di valore aggiunto aziendale raggiunge buoni livelli (+27%).pag. 119


VALUTAZIONE PSR 2007-2013 CAMPANIA: AGGIORNAMENTO RAPPORTO VALUTAZIONE INTERMEDIA 2012Gli investimenti realizzati dalle aziende beneficiarie della Misura 121 all’interno del cluster presentano indicidi efficienza ancor più contenuti anche se gli incrementi percentuali risultano superiori a quelli registrati perle sole aziende 121 (29% vs 25%). Tale risultato risente delle modeste dimensioni fisiche ed economiche ditali aziende (SAU media 7,8 ha, PLV media 23.087 euro) ed al fatto che è stato rilevato quale anno contabilepost investimento l’anno 2011 cioè nell’anno contabile successivo alla conclusione degli interventi;trattandosi di nuove aziende queste si trovano probabilmente in una fase di start up e necessitano di unlasso di tempo superiore per poter manifestare appieno gli effetti degli investimenti realizzati.Misura 121 Misura 121 Cluster 112-121 TotaleProdotto - Volume totale d’investimento (€) 26.123.993 10.459.549 36.583.542Risultato - Accrescimento totale di valore aggiunto lordo (€) 3.325.847 1.009.529 4.335.376Efficienza % (risultati/prodotti) 12,73% 9,65% 11,85%Fonte: Indagine diretta del ValutatoreL’analisi degli effetti della Misura sui livelli occupazionali rileva nelle aziende oggetto di indagine unincremento medio pari a 0,15 UL/azienda che complessivamente genera la creazione di 76,1 UL.L’incremento medio aziendale risulta superiore per le aziende cluster (+0,2 UL/azienda); l’incrementoriguarda per i 2/3 la manodopera familiare.‣ In che misura gli investimenti sovvenzionati hanno contribuito alla tutela dell’ambiente? (Domandaaggiuntiva regionale)(20% delle domande finanziate).Gli interventi complessivamente rivolti alla tutelaambientale sono pari a circa 37 milioni di euro erappresentano il 10% del totale del volumed’investimento. Gli interventi hanno riguardatoprevalentemente investimenti in macchine oattrezzature che consentono di ridurre leemissioni in atmosfera, ovvero consentono dimigliorare la gestione dei rifiuti aziendali (81%delle domande finanziate), interventi di carattereagronomico (miglioramenti fondiari) oattrezzature che consentono di contenere o diridurre i fabbisogni idrici (34% delle domandefinanziate) e la realizzazione di impiantitecnologici di produzione di energia termica e/oelettrica attraverso l'utilizzo di fonti rinnovabiliLe indagini dirette rilevano che gli interventi destinati alla riconversione dei sistemi irrigui hanno interessatol’11% delle aziende campione; la riconversione ha interessato una superficie media aziendale di 2,4 ettariattraverso la trasformazione di sistemi irrigui a bassa efficienza, quali quelli a infiltrazione laterale e adaspersione, verso sistemi a elevata efficienza come la microirrigazione.Altri miglioramenti ambientali dichiarati dai beneficiari intervistati attengono la riduzione delle emissioni digas ad effetto serra dovuta prevalentemente all’acquisto di macchinari a ridotta emissione di CO2 (83%),alla riduzione degli impatti negativi delle attività agricole sul suolo (32%), al miglioramento della gestionedei rifiuti/scarti della produzione (6%), alla riduzione della produzione di rifiuti aziendali (4%), allarealizzazione, adeguamento e razionalizzazione di strutture ed impianti per lo stoccaggio e il trattamento deireflui provenienti dall’attività aziendale (2%).Gli interventi Health Check destinati al miglioramento ambientale hanno interessato complessivamente 91domande per un volume d’investimento di oltre 8 milioni di euro. La maggior parte degli interventi riguardala gestione delle risorse idriche, dove sono ampiamente superati i livelli obiettivo previsti per numero diimprese beneficiarie (197%) e si raggiunge il 71% per quanto riguarda il volume d’investimento.pag. 120


VALUTAZIONE PSR 2007-2013 CAMPANIA: AGGIORNAMENTO RAPPORTO VALUTAZIONE INTERMEDIA 2012Interventi Health checkMiglioramento dell'efficienza energeticaGestione delle risorse idricheMeccanismi di prevenzione contro gli effetti negatividi eventi estremi connessi al clima (Reti antigrandine)TotaleVariabiliValorerealizzatoValoreobiettivoEfficacian. domande 8 40 20%volume d'investimento (‘000 €) 756 3.428 22%n. domande 77 39 197%volume d'investimento (‘000 €) 2.307 3.265 71%n. domande 6 60 10%volume d'investimento (‘000 €) 540 1.469 37%N. domande 91 139 65%Volume d'investimento (‘000 €) 3.603 8.162 44%Gli interventi finalizzati al miglioramento dell’efficienza energetica hanno interessato 8 aziende per un volumed’investimento di 756.000. Gli interventi finanziati riguardano: investimenti per soluzioni tecnologiche cheaumentano l’efficienza energetica attraverso l‘utilizzo di materiali da costruzione che riducono la perdita dicalore/freddo e l’introduzione o adeguamento di centrali termiche aziendali (per il riscaldamento delle serre,degli impianti per l’essiccazione dei prodotti) ad alto rendimento energetico che garantiscono a parità dienergia termica prodotta un minor consumo di combustibile. Gli interventi destinati alla realizzazione dimeccanismi di prevenzione contro gli effetti negativi di eventi estremi connessi al clima (reti antigrandine)hanno riguardato 6 aziende, pari al 10% del valore obiettivo stimato, per un volume d’investimento di circa1.5 milioni di euro (37% del valore obiettivo stimato).‣ In che misura l’aiuto ha contribuito a realizzare la strategia regionale di ristrutturazione e riconversionedel settore tabacco? (Domanda aggiuntiva regionale)Il contributo della Misura 121 alla realizzazione strategia regionale di ristrutturazione e riconversione delsettore tabacco appare ancora modesto. Le aziende beneficiarie della Misura inserite nella filiera tabacchicolasono 27 pari all’1,2% del totale. Gli interventi promossi prevedono la realizzazione di investimenti per unvolume complessivo di circa 2,5 milioni di euro pari allo 0,6% del totale. Ogni azienda prevede interventi perun valore medio di 95.349 euro. Tali valori risultano piuttosto distanti dai valori target definiti che prevedonoil 5% dei progetti finanziati dalla Misura e 11% del valore degli investimenti dedicati alla ristrutturazione ericonversione delle aziende del settore tabacchicolo.Gli interventi ammessi a finanziamento riguardano soprattutto l’acquisto di macchine e attrezzature (68%),la costruzione di fabbricati agricoli (12%) e interventi per l'utilizzo di energia da fonti rinnovabili (7%).Misura 122 – Accrescimento del valore economico delle foreste‣ In che misura gli investimenti sovvenzionati hanno contributo ad aumentare la diversificazione dellaproduzione delle aziende forestali?Tra le aziende ammesse a finanziamento, una realizza interventi di diversificazione, intendendo per taliattività le operazioni finalizzate sia alla sostituzione di specie alloctone con latifoglie autoctone che allaconversione di boschi cedui in alto fusto, per un costo totale delle operazioni pari a 32.856 Euro, ovverocirca l’8% del volume totale degli investimenti impegnato al 31.12.2011.‣ In che misura gli investimenti sovvenzionati hanno rafforzato l’accesso al mercato e la quota dimercato delle aziende forestali in settori come le energie rinnovabili?Il rafforzamento delle produzioni nelle aziende beneficiarie alle richieste di mercato nel settore delle energierinnovabili e il rafforzamento della posizione economica delle aziende forestali in tale settore appare parziale;per quanto tutti gli investimenti realizzati concorrono ad un aumento delle produzioni legnose utilizzate ascopi energetici (legna da ardere), in nessun caso si verificano investimenti innovativi per far fronte allenuove richieste del mercato in tali settori come, per esempio, il recupero di scarti di lavorazione o laproduzione di pellets.pag. 121


VALUTAZIONE PSR 2007-2013 CAMPANIA: AGGIORNAMENTO RAPPORTO VALUTAZIONE INTERMEDIA 2012‣ In che misura gli investimenti sovvenzionati hanno contribuito a mantenere o rafforzare la gestionesostenibile delle foreste?Gli effetti del sostegno sul rafforzamento della gestione sostenibile delle foreste vengono valutati attraverso icriteri relativi all’utilizzazione delle superfici forestali nel rispetto dei principi di sostenibilità, all’introduzione dimacchine e attrezzature innovative e, soprattutto, all’adozione di sistemi di certificazione forestale.In questo caso si può affermare che, a seguito degli investimenti, sicuramente la gestione del patrimonioboschivo campano è migliorata poiché tutte le aziende, per poter accedere al finanziamento, hanno dovutoprovvedere alla realizzazione di idonei di strumenti di gestione delle superfici boschive (Piani di Gestione per iproprietari privati e Piani di Assestamento Forestali per i Comuni). Anche l’acquisto di nuovi macchinari ha contribuito auna migliore gestione delle foreste. Tuttavia, è possibile sostenere che attraverso il miglioramento del parcomacchine si riducono gli effetti inquinanti (minore emissione dei gas di scarico, della rumorosità, dellaperdita di lubrificanti, del costipamento del terreno e da una migliore ricostituzione del cotico erboso dopo ilpassaggio delle macchine, ecc.) ma non si migliorano le tecniche di lavoro finalizzate ad una gestione piùsostenibile del patrimonio boschivo. Solo l’adozione di sistemi di certificazione, infatti, consente dideterminare in maniera inequivocabile che un territorio boschivo sia gestito secondo criteri di sostenibilità eche, un dato prodotto legnoso, provenga da una foresta gestita in modo tale da mantenere la suabiodiversità, produttività, capacità rigenerativa e vitalità.‣ In che misura gli investimenti sovvenzionati hanno contribuito ad aumentare la competitività del leaziende forestali?La valutazione del contributo della misura al miglioramento della competitività del settore forestale èassociata a indicatori riferiti all’incremento di valore aggiunto lordo registrato nelle singole aziendebeneficiarie e all’impatto che tali investimenti avranno sulla crescita netta del valore aggiunto, sulla crescitanetta di posti di lavoro e sulla produttività del lavoro. Dato lo stato di avanzamento della misura non èancora possibile restituire un giudizio valutativo in merito a tali aspetti.Misura 123 – Accrescimento del valore aggiunto dei prodotti agricoli e forestali‣ In che misura gli investimenti sovvenzionati hanno contribuito all'introduzione di nuove tecnologie e diinnovazione?Al 31 dicembre 2011 risultano ammesse a finanziamento 31 domande di aiuto (23,3% del valore obiettivo),per un volume di investimenti di 68,132 milioni di euro (41,4% del valore obiettivo). La Misura ha avuto unruolo importante nell’attuazione delle politiche aziendali di investimento per l’ammodernamento e larazionalizzazione degli impianti: il 7% del totale degli investimenti fissi relativi alle industrie alimentari, dellebevande e del tabacco regionali, rilevate dall’Istat 29 negli anni 2009 e 2010, hanno ricevuto sovvenzioni dalPSR.Il contributo della Misura a soddisfare il fabbisogno di innovazione delle strutture produttive del settoreagroalimentare emerge, sia dalla maggior propensione all’investimento delle attuali imprese beneficiarierispetto ai dati della passata programmazione (l’investimento medio è stato di 2,197 milioni, con un valoremassimo di 2,7 milioni di euro), sia dal numero rilevante di imprese che hanno introdotto innovazioni (diprodotto e di processo). Le imprese beneficiarie del settore agroalimentare che hanno introdotto innovazionisono 30 (97% del totale delle finanziate al 31.12.2011), di cui 13 (42% del totale) di tipologia mista (diprodotto e di processo) 30 . Il volume totale degli investimenti in innovazione, rilevato sulla base dei dati dimonitoraggio relativi all’istruttoria progettuale, è di 66,9 milioni di euro, il 5,3% della spesa complessiva per29 Istat, Conti Economici Regionali, Novembre 201230 Il dato, riferito alle imprese finanziate entro il 2011, è stato rilevato sulla base dei punteggi assegnati in sede istruttoria al criterio diselezione “grado di innovazione per soluzioni tecnico-organizzative” (con rilevanza medio-alta) e delle informazioni reperite nei formularidi domanda progettuale. Se si restringe la popolazione alle imprese che hanno concluso gli investimenti entro il 2011 (n. 9), il 100%risulta aver introdotto innovazioni di processo; 3 di queste (33%) hanno effettuato anche delle innovazioni di prodotto.pag. 122


VALUTAZIONE PSR 2007-2013 CAMPANIA: AGGIORNAMENTO RAPPORTO VALUTAZIONE INTERMEDIA 2012innovazione delle imprese italiane del comparto “industria alimentare, delle bevande e del tabacco” (1.253milioni di euro, Istat 2010) 31 .L’indice di efficacia della Misura, calcolato sul totale delle imprese finanziate entro il 2011, è pari al 25% delvalore obiettivo (120) e risulta essere in linea con le stime della valutazione ex ante, basate sui risultati dellaprecedente programmazione.‣ In che misura gli investimenti sovvenzionati hanno contribuito a migliorare la qualità dei prodotti agricolie forestali?Al 55% (n.17) delle imprese finanziate (al 2011) è stato attribuito il punteggio per il criterio di selezione“produzione certificata”. La Misura ha avuto un contributo nella sovvenzione degli investimenti finalizzati, invia diretta o indiretta, al miglioramento o alla standardizzazione qualitativa delle produzioni: all’obiettivo fariferimento il 46,8% (31,8 milioni di euro) del totale degli investimenti, relativo a 13 imprese beneficiarie(due localizzate in area D).‣ In che misura gli investimenti sovvenzionati hanno contribuito a migliorare l'efficienza nellatrasformazione e commercializzazione dei prodotti agricoli e forestali?La risposta alla domanda presuppone la raccolta di dati quali-quantitativi di natura primaria. L’indagine saràeffettuata il prossimo anno e riguarderà le 9 imprese beneficiarie del settore agroalimentare che hanno fattorichiesta di saldo 32 entro il 31 dicembre 2011. Esse rappresentano il 29% del totale delle imprese ammesse afinanziamento, a cui corrisponde il 25% del totale degli investimenti sovvenzionati.‣ In che misura gli investimenti sovvenzionati hanno contribuito a rafforzare l'accesso al mercato e laquota di mercato delle aziende agricole e forestali, in settori come le energie rinnovabili?La risposta alla domanda fa riferimento principalmente ai risultati delle imprese beneficiarie del settoreforestale (sottomisura 2), il cui contributo ad oggi è nullo perché l’attuazione della sottomisura è sospesa. Gliinvestimenti sovvenzionati dalla sottomisura 1 (agroalimentare), finalizzati alla creazione e allo sviluppo dellefiliere bioenergetiche, sono relativi a un intervento (installazione di una caldaia) per la produzione di energiada biomasse di origine vegetale, per un volume di investimenti di circa 200 mila euro.‣ In che misura gli investimenti sovvenzionati hanno contribuito a migliorare la competitività del settoreagricolo e forestale?Il contributo della Misura al miglioramento della competitività del settore verrà quantificato nel 2013, aseguito dell’indagine campionaria.‣ In che misura gli investimenti sovvenzionati hanno migliorato le condizioni di remunerazione ecommercializzazione per i produttori agricoli che conferiscono le materie prime alle imprese beneficiarie(Domanda aggiuntiva)Le modalità di attuazione della Misura nel settore agroalimentare hanno contribuito a creare/rafforzare ilegami di filiera, condizione necessaria affinché i produttori agricoli possano beneficiare dei vantaggiconseguiti dalle imprese di trasformazione. In sede di domanda di finanziamento il 100% delle imprese hapresentato contratti preliminari di fornitura/intese di commercializzazione oppure, per le strutturecooperative e i consorzi, l’elenco dei soci con obbligo di conferimento per il 75% del totale della materiaprima lavorata.Le informazioni necessarie per quantificare il miglioramento delle condizioni di remunerazione dei prodottiagricoli verranno reperite nel 2013 in sede di indagine campionaria.31 Fonte: Istat, Statistiche Report “Innovazione nelle imprese negli anni 2008-2010”, novembre 2012.32 Per motivi di significatività statistica, l’indagine prevista nel secondo semestre 2012, relativa all’unica impresa che ha fatto richiesta disaldo entro il 31/12/2010, verrà effettuata il prossimo anno insieme alle altre 8 che hanno chiuso gli investimenti entro il 31/12/2011pag. 123


VALUTAZIONE PSR 2007-2013 CAMPANIA: AGGIORNAMENTO RAPPORTO VALUTAZIONE INTERMEDIA 2012‣ In che misura gli investimenti sovvenzionati hanno contribuito alla tutela dell’ambiente? (Domandaaggiuntiva regionale)La Misura relativamente alla sottomisura 1, ha contribuito alla tutela dell’ambiente sotto diversi aspetti: dalpunto di vista dell’adozione dei sistemi di certificazione ambientale del processo produttivo (ISO 14000,Emas, ecc.), del miglioramento dell’utilizzo delle risorse energetiche e idriche e, infine, sotto l’aspetto dellaproduzione e dell’utilizzo di energia da fonti rinnovabili.Sono 4 le imprese che hanno adottato un sistema di gestione ambientale ISO14000. I comparti interessatisono il lattiero-caseario (2), il vitivinicolo (1) e quello ortofrutticolo(1).Gli interventi di miglioramento dell’utilizzo delle risorse energetiche hanno interessato 3 imprese (454 milaeuro di investimento): si tratta di acquisti di carrelli elettrici o di opere edili finalizzate al risparmiodell’energia termica. Rispetto ai valori obiettivo, ad un consistente grado di efficacia (+42,8%) dei valoriassociati al numero di imprese sovvenzionate, non corrisponde un adeguato livello di efficacia del volume diinvestimenti (7,5%) che, allo stato attuale, risulta sovradimensionato.Il miglioramento della gestione delle risorse idriche ha interessato un’impresa che ha effettuato degliinvestimenti connessi all’impianto di depurazione. Anche in questo caso il livello di avanzamento della misuraevidenzia dei valori obiettivo sovradimensionati rispetto a quanto realizzato fino al 2011 (al 16,6% delnumero di imprese fa rifermento l’8% del volume di investimenti).Infine, gli investimenti inerenti le fonti di energia rinnovabile, in particolar modo il fotovoltaico (15), sonostati importanti per le imprese beneficiarie per le finalità connesse al conseguimento di efficienze di costo e,nel contempo, all’incremento della redditività di impresa. Essi hanno riguardato poco più del 48% del totaledelle imprese; 3 di questi interventi sono relativi a operazioni Health Check. L’investimento complessivo èstato di 2,767 milioni di euro (4% del totale). Se si tiene conto anche dell’intervento relativo all’utilizzo dibiomasse, le imprese che hanno effettuato investimenti connessi all’energia e all’ambiente sono 16, per unammontare di spesa complessivo di 2,967 milioni di euro.Misura 124 Cooperazione per lo sviluppo di nuovi prodotti, processi e tecnologie nei settori agricolo,alimentare e forestale‣ In che misura gli investimenti sovvenzionati hanno migliorato l’accesso al mercato e la quota di mercatodei prodotti primari dell’agricoltura e delle foreste attraverso lo sviluppo di nuovi prodotti, processi etecnologie grazie alla cooperazione degli attori della filiera?Le statistiche ufficiali Eurostat e gli studi condotti per la definizione degli Scoreboard Regionalidell’innovazione (IUS 2011) evidenziano, a livello nazionale, una limitatissima propensione alla cosiddetta“Innovazione Collaborativa”,ossia all’innovazione promossae attuata insieme ad altreaziende o in cooperazione conle università e/o altri centri diricerca.Il relativo indicatorenormalizzato Innovative SMEsco-operating with others (% ofall SMEs) 33 assume, infatti, perl’Italia un valore pari a 5,4%,quindi al di sotto sia dellamedia europea (EU27=11%) e33 L’indicatore misura il livello di collaborazione esterna delle PMI nella realizzazione delle innovazioni. E’ definito da EUROSTATnell’ambito della Community Innovation Survey che raccoglie informazioni campionarie sul territorio dell’Unione Europea sulle modalitàdi sviluppo delle innovazioni, in particolare in materia di ICT. Questo indicatore misura il flusso di conoscenze tra gli organismi pubblicidi ricerca e PMI e tra PMI e ad altre PMI.pag. 124


VALUTAZIONE PSR 2007-2013 CAMPANIA: AGGIORNAMENTO RAPPORTO VALUTAZIONE INTERMEDIA 2012soprattutto di quei Paesi con le performance (come, ad esempio, il Regno Unito 25% o la Danimarca23,4%). Il posizionamento relativo dell’Italia si colloca all’interno del gruppo dei Paesi che si posizionanonella parte bassa del grafico (Slovacchia 5,3%, Spagna 5,1%, Bulgaria 3,5%) confermando quanto sianocomplessi i meccanismi di cooperazione tra imprese a causa della polverizzazione produttiva peculiare delPaese e l’indole autonoma e indipendente dell’innovazione imprenditoriale.La situazione nazionale è definita dalle performance delle regioni. La Campania registra performanceanaloghe a quelle delle regioni del sud, dove l’indicatore di “cooperazione per l’innovazione” registra livellimolto al di sotto della media nazionale. E ciò diventa ancor più critico se rapportato al settore agricolo,improntato su dinamiche competitive di tipo tradizionale.Rispetto a tale criticità manifesta e diffusa sul territorio nazionale e regionale, la Campania ha attivato, tra glistrumenti disponibili nell’ambito dello sviluppo rurale, la Misura 124. Per promuovere la cooperazione traimprenditori agricoli e forestali, l’industria di trasformazione, gli enti di ricerca ed altri operatori economici, inassociazione tra di loro. Gli interventi promossi dalla Misura, sulla base di quanto previsto nelle modalità diattuazione e nelle procedure relative alla stessa, sono finalizzati a sostenere l’attività di ricerca precompetitiva,di introduzione di innovazione, di sviluppo di nuovi prodotti e di presenza su nuovi mercati,soprattutto per i prodotti legnosi e le produzioni tipiche territoriali, per orientare la riconversione delle areetabacchicole e promuovere l’efficienza e la competitività di filiere alternative a quella del tabacco.La misura è in corso di attivazione secondo un’architettura attuativa complessa, che segue differentiapprocci:• attraverso Bandi Ordinari;• attraverso Bandi Health Check;• mediante la Progettazione Integrata;• attraverso l’approccio Leader.L’attuazione all’interno della progettazione integrata e dell’approccio Leader procedono a rilento e sulla basedi meccanismi attuativi peculiari dei due specifici ambiti di riferimento, seguendo procedure e modalitàdiverse dall’ambito ordinario.Considerata, quindi, la disponibilità di informazioni e dati relativi all’approccio Ordinario e ai bandi HealthCeck, sono state formulate una serie di riflessioni per comprendere in che misura gli interventi dicooperazione tra imprese e organismi di ricerca migliorino l’accesso al mercato e la quota di mercato deiprodotti primari dell’agricoltura e delle foreste. Vengono proposti 4 criteri valutativi.Al primo criterio adottato, riguardante il rafforzamento dei rapporti tra imprese del settore primario, industriadi trasformazione e/o commercializzazione e mondo della ricerca, fanno riferimento gli indicatori relativi alnumero di iniziative di cooperazione sovvenzionate per lo sviluppo di nuovi prodotti e al contestuale numerodi soggetti coinvolti nelle iniziative di cooperazione sovvenzionate.Il primo indicatore che permette di fornire una riflessione rispetto alla Misura, riguarda il numero di iniziativedi cooperazione sovvenzionate. Attualmente, risultano ammesse 31 iniziative progettuali, realizzatenell’ambito di partenariati costituiti da imprese e organismi di ricerca, con un livello di integrazione completadelle filiere e la partecipazione di soggetti appartenenti a tutti i segmenti delle stesse, come previsto dalleprocedure attuative.Il secondo indicatore afferisce al numero di soggetti coinvolti nelle attività di sperimentazione. Il valorecomplessivo di organismi interessati è stato stimato rispetto ai dati attualmente disponibili. Si tratta, insostanza, di 133 soggetti, di cui si hanno indicazioni dirette e secondarie, ripartiti in imprese del settoreprimario (n. 82 partecipanti, alcuni dei quali integrano, al proprio interno, il segmento di trasformazione)imprese di trasformazione (n. 23 partecipanti) e gli organismi di ricerca (28 soggetti).L’indicatore è calcolata in un momento in cui le iniziative sono in corso e rispetto ad un livello diinformazione non completo. Il dato si riferisce alle sole imprese che introducono le innovazioni e quindi èpassibile di ridefinizione ex post, una volta considerati i risultati finali dei progetti. Attualmente il datorappresenta solo il 7% dell’obiettivo programmatico pari a 1200 iniziative. Nel 2011 è stato emanato un altrobando a valere sulla Misura 124 (Health Check) e si rimane in attesa degli interventi relativi allapag. 125


VALUTAZIONE PSR 2007-2013 CAMPANIA: AGGIORNAMENTO RAPPORTO VALUTAZIONE INTERMEDIA 2012Progettazione Integrata e all’Approccio Leader, per cui il dato complessivo di iniziative finanziate dovrebbecrescere.Il secondo criterio riguarda i soggetti che sviluppano nuovi prodotti e servizi per il mercato ed è espresso dalnumero di aziende che hanno introdotto nuovi prodotti e/o nuove tecniche e dal numero di iniziativesovvenzionate finalizzate all’innovazione nelle modalità di commercializzazione, anche attraverso la creazionedi reti o circuiti brevi.Gli interventi riguardano, prevalentemente, le innovazioni di processo (53%). Nel 37% dei casi le operazionisovvenzionate dalla Misura 124 hanno come oggetto lo sviluppo congiunto di innovazioni di prodotto e diprocesso. A queste fanno seguito le innovazioni di prodotto tout court (10%), con il miglioramento dellecaratteristiche dei prodotti o lo sviluppo di produzione di nuova concezione per i mercati. Si tratta di sole 3iniziative.In merito al criterio relativo al miglioramento della qualità dei processi produttivi sono stati presi inconsiderazioni due indicatori: il numero di iniziative sovvenzionate tese a favorire l’introduzione diinnovazioni per il miglioramento della sicurezza sul lavoro e gli interventi relativi all’igiene e benessereanimale. Non disponendo attualmente dei dettagli relativi agli interventi promossi nell’ambito delle operazionifinanziate con il bando Health Check lattiero-caseario, senza poter analizzare – quindi – in che parte taliinterventi incidano sul miglioramento del benessere degli animali, per il progetto relativo alla sicurezza sullavoro è stata ammessa una quota di risorse pubbliche pari a 182.929,00 euro. Eventuali riflessioni sulcriterio relativo potranno essere formulate in una fase successiva di analisi, in seguito alla verifica degliinterventi con i Capofila dei progetti.Per quanto attiene l’innovazione nelle modalità di commercializzazione, i progetti intrapresi nell'ambito dellaMisura sono, in prevalenza, di tipo "technology -push", piuttosto che "market-pull". Si tratta,prevalentemente, di interventi guidati dalla sperimentazione tecnologica finalizzata al miglioramento dellaqualità. Tali interventi si trovano nella fase iniziale di sviluppo tecnologico, oppure tendono a saggiareopportunità di mercato per lo sfruttamento delle innovazioni stesse, ma tale fattore potrà essere verificatouna volta concluse le operazioni.Non è possibile, quindi, al momento valutare gli aspetti relativi alla valorizzazione commerciale delleinnovazioni stesse e, comunque, considerato il carattere pre-competitivo delle sperimentazioni, non è detto –anche nel caso di eventuali attività relative ad interventi guidati da logiche di mercato (market-pull, appunto)– che si giunga alla decisione finale di brevettare e lanciare sul mercato nuove produzioni. Nel caso in cui, adesempio, la fattibilità economica per la riproduzione su larga scala comporti degli investimenti rilevanti e nonremunerativi in una logica di analisi costi-benefici per le imprese.Il trasferimento delle innovazioni potrebbe impattare sui volumi di vendita delle imprese e, di conseguenza,sui bilanci aziendali, se il risultato prevedesse un chiaro sfruttamento commerciale dell’innovazione. Occorreattendere la chiusura degli interventi per valutare in quale misura questi riescano ad incidere sulle dinamichedi mercato.‣ In che misura gli investimenti sovvenzionati hanno contribuito al miglioramento della performanceambientale dei processi produttivi?Premesse le difficoltà di quantificazione dei risultati in una fase in cui i progetti sono ancora in fase diattuazione, le osservazioni che possono essere formulate – salvo specifico approfondimento in seno aipartenariati - riguardando lo stato di fatto e gli obiettivi progettuali indicati in fase di progettazione.L’ambito di riferimento riguarda complessivamente 6 iniziative approvate (circa il 19% dei progetti ammessia finanziamento). Pur non potendo contare sui risultati (che potrebbero essere osservati e valutati ex post) ilruolo delle tematiche ambientali e le priorità date sono consistenti. Un quinto dei progetti ammessi riguardadirettamente – come obiettivo di intervento - questo ambito prioritario. Probabilmente altri progetticomprendono attività e intenti legati alla tematica ambientale e al miglioramento delle performanceambientali da parte delle imprese, in un contesto territoriale dove l’efficienza ambientale e la possibilità dievidenziarne le caratteristiche e di promuoverle diventano driver di risultato nei contesti competitivi.Ad un livello di maggiore dettaglio sono 3 le iniziative (circa il 10% di quelle complessivamente approvate)finalizzate a favorire l’introduzione di innovazioni per il miglioramento delle performance ambientali. Unapag. 126


VALUTAZIONE PSR 2007-2013 CAMPANIA: AGGIORNAMENTO RAPPORTO VALUTAZIONE INTERMEDIA 2012relativa alla progettazione e realizzazione di un innovativo prototipo cogeneratore di energia elettrica etermica a biomassa; una seconda riguarda la valorizzazione di reflui oleari per la per la produzione dibioenergia; la terza attiene alla gestione degli scarti di coltivazione e lavorazione nella filiera delle erbearomatiche.Un’analisi approfondita dei progetti e delle attività realizzate permetterà di modificare, eventualmente,l’indicatore.Per quanto attiene il riutilizzo di scarti della produzione, sono state attivate 4 iniziative di sperimentazione,con un investimento pubblico complessivo di 1.475.689 euro. Un progetto riguarda nello specifico lebioplastiche e gli altri l’utilizzo di residui e scarti produttivi.Per quanto riguarda il risparmio idrico risultano in fase di realizzazione 2 progetti relativi al Bando Health –Check (il 33% rispetto all’indicatore target di fine periodo). Complessivamente, nell’ambito dellasperimentazione di nuovi prodotti, processi e tecnologie finalizzate al risparmio idrico sono stati ammessi afinanziamento 1.702.144 di euro di risorse pubbliche su investimenti complessivi per 2.076.529 euro.‣ In che misura gli investimenti sovvenzionati hanno contribuito a migliorare la competitività del settoreagricolo, alimentare e forestale?ridotto del 5,2%, a fronte di una diminuzione del valore nazionale pari -0,6% rispetto al 2008 34 . In un periodo di crisi congiunturale le imprese non riescono a destinare una quotacontinua delle proprie risorse, a causa delle difficoltà economiche, alle attività di ricerca.A questa stregua, il supporto al trasferimento delle innovazioni con strumenti di incentivazione mirati, comela Misura 124, è fondamentale per dare continuità ai rapporti di collaborazione in questo ambito, inparticolare con il sistema dell’offerta regionale di attività di ricerca e sperimentazione.I partenariati tra istituzioni di ricerca e imprese sono, per loro natura, complessi da avviare in Campaniacome in buona parte dell’Italia meridionale, per via di sistemi produttivi polverizzati, con imprese di piccoledimensioni e poco organizzate, nonché avverse alla cooperazione.Ma la debolezza sta anche dal lato del sistema di Offerta di servizi, per via dell’incapacità degli enti di ricercadi rilevare i bisogni delle imprese in maniera strutturata. Il sistema della ricerca è orientato alla produzione diricerca di base, con una ridotta attenzione alle ricadute sul sistema produttivo locale.Per tale motivo le occasioni di cooperazione e di collaborazione sostenute da risorse pubbliche sonofondamentali. Per avviare dinamiche collaborative che smettano di essere sporadiche o disponibili per le soleimprese di medio-grandi dimensioni. Ciò permette di creare competenze e professionalità di caratterespecialistico/scientifico, presso le imprese o presso gli organismi di ricerca con un orientamento alle impresee alle produzioni.Anche in questo caso la domanda riporta l’attenzione sulla valutazione del carattere pre-competitivo deiprogetti, mettendo in discussione l'analisi econometrica che, da sola, non riuscirebbe ad evidenziare il nessotra condizioni di mercato e creazione del valore.Un concetto fondamentale per l’analisi dell’addizionalità, in questo caso, riguarda il cosiddetto “capitalerelazionale”, ossia “un insieme di relazioni di mercato, di potere e di cooperazione che si instaurano tra attorieconomici, imprese, istituzioni e popolazione culturalmente prossimi”. 35Il vantaggio di competitività del sistema produttivo riguarda il lungo termine, con la prossimità culturale,intesa come capacità di interazione tra soggetti, condivisione di valori, che determina un “capitalerelazionale” 36 caratterizzato da livelli di cooperazione esplicita e implicita tra i soggetti, livelli di partenariatopubblico privato, meccanismi di diffusione delle conoscenze.34 L’Agricoltura della Campania in Cifre 2011, INEA, 2012.35 A. Kleinknecht, K. Van Montfort and E. Brouwer, The non-trivial choice between innovation indicators (2002)36 R. Capello, A. Faggian, Conoscenza, innovazione e apprendimento collettivo: una teorizzazione empirica in diversi contesti territoriali .Camagni R., Capello R. (2002)pag. 127


VALUTAZIONE PSR 2007-2013 CAMPANIA: AGGIORNAMENTO RAPPORTO VALUTAZIONE INTERMEDIA 2012In tal caso una trasposizione di tale teoria alla prassi dei progetti della Misura 124 in Campania permette ditrarre le seguenti considerazioni:1) cooperazione esplicita fra soggetti. Le procedure per l’accesso alla Misura prevedono il coinvolgimentodi più attori, imprenditoriali e del mondo della ricerca. Di per sé la costituzione di partenariati, in uncontesto in cui la cooperazione e la collaborazione tra operatori delle filiere agricole e gli organismi diricerca è un’attività complessa, non all’ordine del giorno, rappresenta un risultato evidente nella logicadella valutazione del capitale relazionale;2) cooperazione implicita. I partecipanti ai progetti a valere sulla Misura 124 all’interno delle filierecoinvolte, attivano al loro interno, in maniera implicita, meccanismi di cooperazione nell’ambito deidiversi segmenti in cui avviene l’attività di sperimentazione e trasferimento;3) partenariato pubblico e privato. I progetti riguardano, in linea di massima il coinvolgimento dei sistemiproduttivi unitamente alle università o centri di ricerca pubblici. Tali partenariati hanno, altresì, un fortecarattere di territorialità.In fase ex post si andrà a verificare la capacità innovativa rispetto al contesto esterno della progettazione dinuovi prodotti/processi, analizzando gli eventuali risultati in termini di brevettualità registrate o attivitàsimilari di tutela delle innovazioni. Verificando nel contempo se, le innovazioni sostenute dal supportofinanziario regionale, abbiano un impatto sul sistema produttivo o se, semplicemente, abbiano prodottoeffetti esclusivamente per i soggetti beneficiari. E in tal caso si dovrebbe verificare, altresì, gli eventualiimpatti contabili sul valore aggiunto aziendale.Nonostante l’esigenza di proteggere le innovazioni a fini competitivi, una parte dei progetti prevede attivitàdi trasferimento a livello regionale, probabilmente verso imprese associate o collegate al soggettoproponente. Anche su tale aspetto si dovrà indagare ex post, per saggiare concretamente le modalità ditrasferimento e gli impatti dei progetti stessi oltre che sulle imprese anche sul territorio e sul sistemacompetitivo regionale.‣ In che misura gli investimenti sovvenzionati hanno contribuito a realizzare la strategia regionale diriconversione del settore tabacco? (Domanda aggiuntiva regionale)Nel settore tabacchicolo si intendono effettuare sia azioni in grado di migliorare l’offerta produttiva, siaoperazioni in grado di promuovere la riconversione verso colture alternative.Sono due le iniziative sovvenzionate nell’ambito della filiera tabacco e costituiscono, quindi, il 6% delleiniziative sovvenzionate. Complessivamente sono stati mobilitati 750.000 euro di risorse pubbliche a valeresulla quota FEASR. Uno dei due progetti fa riferimento all’indicatore relativo alla riconversione delle aziendetabacchicole. Il secondo intervento riguarda l’innovazione complessiva della filiera, con l’introduzione dimeccanizzazioni nel processo di raccolta e innovazione delle tecniche colturali.Considerato il numero ridotto di iniziative finanziate (di cui una sola funzionale alla strategia diriconversione), nonché il livello di attuazione ancora in itinere, non è possibile formulare ulteriori osservazioniin merito al contributo alla riconversione della filiera regionale del tabacco.Misura 125 Miglioramento e sviluppo delle infrastrutture connesse allo sviluppo e adeguamentodell’agricoltura e della silvicoltura‣ In che misura l’aiuto ha contribuito a ristrutturare e sviluppare il potenziale fisico grazie almiglioramento delle infrastrutture?La valutazione del contributo della Misura alla ristrutturazione e allo sviluppo del potenziale fisico mediante ilmiglioramento delle infrastrutture si avvale di tre criteri corrispondenti, rispettivamente, al miglioramentodelle condizioni di viabilità rurale, delle infrastrutture irrigue e al potenziamento della rete di elettrificazione.pag. 128


VALUTAZIONE PSR 2007-2013 CAMPANIA: AGGIORNAMENTO RAPPORTO VALUTAZIONE INTERMEDIA 2012Al 31.12.2011 risultano ammesse a finanziate 231 progetti relativi soprattutto al miglioramento almiglioramento della viabilità (80%) e, in misura assai minore, alla realizzazione e/o ristrutturazione diacquedotti in aree rurali, per un volume totale degli investimenti pari a € 63.212.464.Da un punto di vista valutativo si può sostenere che il miglioramento delle infrastrutture finanziate stacontribuendo a ristrutturare e sviluppare il potenziale fisico: la realizzazione o sistemazione di strade rurale ècerto un elemento di miglioramento delle attività agricole e forestali e, quindi, della popolazione residente inquelle aree in cui la carenza infrastrutturale è un fattore limitate. La progettazione, tuttavia, non puòconcentrarsi su quest’unica prerogativa ma necessita di ulteriori interventi, per altro già contemplati nellaMisura ma che trovano ancora qualche difficoltà nella realizzazione.‣ In che misura l’aiuto ha promosso la competitività delle aziende agricole e forestali grazie almiglioramento delle infrastrutture?La valutazione del contributo degli investimenti sovvenzionati al miglioramento della competitività del settoreagricolo viene effettuata attraverso l’analisi dell’incremento del valore aggiunto lordo negli impiantisovvenzionati, della crescita economica netta del valore aggiunto e dell’accrescimento della produttività dellavoro. Lo stato di avanzamento dei lavori non consente ancora la quantificazione degli indicatori preposti:bisognerà attendere che gli investimenti siano terminati perché gli effetti possano essere manifesti e, quindi,misurati.Misura 126 - Ripristino del potenziale produttivo agricolo danneggiato da calamità naturali e introduzione diadeguate misure di prevenzioneAl 31/12/2011 le domande presentate risultano in fase di istruttoria presso i Settori Tecnici ProvincialiAgricoltura. Visto lo stato di attuazione della Misura non è possibile fornire risposta alle domande valutativepreviste dal QCMV.Misura 131 – Sostegno agli agricoltori per conformarsi alle norme rigorose basate sulla legislazionecomunitaria‣ In che misura il sostegno ha aiutato di agricoltori ad attuare prontamente e a rispettare le normerigorose previste dalla normativa comunitaria?Tutte le 8 domande finanziate (pari allo 0,5% del valore obiettivo stimato) sono relative all’adeguamento allenorme per l’utilizzazione agronomica delle acque di vegetazione e delle sanse umide (DGR 398/2006).Secondo i dati censiti nel sistema telematico SIAN, tenuto da AGEA in Campania operano 394 frantoi: laMisura ha quindi interessato il 2% del totale dei potenziali beneficiari.‣ In che misura il sostegno ha contribuito a migliorare la competitività delle aziende agricole beneficiarie?La Misura ha avuto un modesto successo e quindi il contributo alla competitività risulta trascurabile.La mancata adesione alla tipologia a) della Misura 131 è imputabile al fatto che sono escluse dall’interventoun notevole numero di aziende zootecniche della Campania, soprattutto quelle ricadenti nei territori delleprovince di Benevento, Avellino e di Salerno, in quanto la tipologia a) è destinata esclusivamente alle aziendezootecniche che effettuano lo spandimento degli effluenti zootecnici in terreni ricadenti in “Zone vulnerabili ainitrati di origine agricola della Campania”.Per quanto attiene la mancata adesione alla tipologia c) questa è imputabile soprattutto alla esiguità delcontributo e alla possibilità di accedere al premio soltanto per l’imbolatura dei nuovi nati e non per l’interamandria.pag. 129


VALUTAZIONE PSR 2007-2013 CAMPANIA: AGGIORNAMENTO RAPPORTO VALUTAZIONE INTERMEDIA 2012Misura 132 - Sostegno agli agricoltori che partecipano ai sistemi di qualità alimentare‣ In che misura il sostegno ha contribuito a migliorare la qualità e la trasparenza del processo diproduzione a vantaggio dei consumatori?Data l’esiguità del numero di domande (molto al di sotto del target) il contributo della Misura non è daritenersi incisivo rispetto al miglioramento della qualità e la trasparenza del processo di produzione avantaggio dei consumatori. Si tratta di aziende beneficiarie con dimensioni fisiche medio-basse (5 ha il valoremedio) con produzione prevalente di olio e cereali.Considerata, inoltre, la struttura produttiva regionale e l’incidenza delle produzioni soggette a marchio diqualità che posizionano la Regione Campania tra le prime a livello nazionale, nonché consideratol’incremento di aziende di produzione iscritte ai sistemi di qualità tra il 2010 e il 2011 (+12%) come indicatodai dati ISTAT, si evidenzia come la Misura non rappresenti un efficace strumento in grado di favorirel’adesione a tali sistemi, la quale avviene comunque e senza l’ausilio dell’incentivo, da parte delle aziende.‣ In che misura il sostegno ha rafforzato l'accesso al mercato e la quota di mercato e/o il valore aggiuntodei prodotti degli agricoltori beneficiari?Anche in questo caso valgono le considerazioni formulate in merito alla ridotta adesione alla Misura. Perl’esiguità delle domande non sono evidenziabili particolari incrementi del valore aggiunto da parte delleimprese aderenti.‣ In che misura il sostegno ha contribuito a migliorare la competitività del settore agricolo?La questione principale relativa all’attuazione della Misura non attiene alla quantificazione dei risultati e degliimpatti e alla correlazione con gli obiettivi, bensì riguarda una criticità a monte, legata ai meccanismi diaccesso alla Misura stessa. Sostanzialmente il numero delle domande ammesse (15) al 31 dicembre 2011corrisponde appena al 6,9% del target di fine periodo (126 adesioni).In tale senso è stata condotta una riflessione, analizzando la documentazione procedurale e con unconfronto diretto con il Referente di Misura e con il Dirigente di Settore in merito alla formulazione delleprincipali criticità emerse.Un primo aspetto critico messo in evidenza riguarda l’esiguità dei costi di certificazione che per le produzioniDOP, IGP e per il vitivinicolo sono rilasciate dall’Istituto Mediterraneo di Certificazione Agroalimentare. Afronte di un costo “rendicontabile” fino a 3000 euro, la reale spesa che le imprese sostengono per lacertificazione si colloca intorno ad un valore minimo di circa 100 euro e difficilmente supera i 300 -500 euro.A questo si aggiunge la valutazione da parte dei potenziali beneficiari del rapporto costi benefici spostato afavore dei primi, in merito ai tempi, all’onere documentale e alle modalità di istruttoria delle pratiche checomportano, spesso il ricorso a un supporto di un tecnico incaricato alla gestione della domanda. Alla luce diciò sono disincentivate ad aderire alla richiesta di rimborso.Il carattere incentivante potrebbe far leva su altre tipologie di beneficiari, quali ad esempio le imprese ditrasformazione. Tali imprese risentono fortemente della crisi, con una conseguente diminuzione del numerodi adesioni ai sistemi di qualità (-5,9% tra 2010 e 2011) riscontrate ed evidenziate dai dati ISTAT. Itrasformatori rappresentano, nell’ambito delle produzioni soggette a marchio in Campania, un numeroconsistente di soggetti (380 unità) e operano sia nel lattiero-caseario, nella produzione di paste alimentarima anche nel settore carni. In più, per l’adesione ai sistemi di certificazione sostengono dei costi molto piùelevati rispetto a quelli del settore primario, benché non possano aderire alla misura.Su tali aspetti in fase di programmazione, propedeutica alla definizione dei bandi e dei criteri, si sarebbedovuto operare con il supporto dei consorzi di certificazione, per stimare al meglio il numero effettivo didomande e le modalità incentivanti per le imprese.A questi elementi si aggiungono ulteriori e non meno importanti criticità legate in particolare:1. alla procedura individuata per la presentazione delle domande che utilizza la modalità “Stop and Go”con cadenza bimestrale. Tale meccanismo, pensato per accelerare l’iter istruttorio, ha rallentato leattività previste e di conseguenza i tempi di attesa per l’espletamento dei controlli;pag. 130


VALUTAZIONE PSR 2007-2013 CAMPANIA: AGGIORNAMENTO RAPPORTO VALUTAZIONE INTERMEDIA 20122. alle modalità di gestione delle domande di aiuto e di pagamento, in relazione alla duplice istruttoria.Inizialmente erano stati ipotizzati dei modelli di domanda di aiuto che funzionassero, nel contempo,anche come domande di pagamento. Ciò non è stato possibile, perché il sistema necessitava di uncaricamento duplice delle domande e quindi, causava, comunque, una perdita di tempo sia per ibeneficiari che per l’istruttoria;3. alla scelta di delegare l’attuazione della Misura 132 le Province di Napoli e Salerno con un meccanismodi avvalimento per le procedure di selezione relative ai due ambiti territoriali. Ovviamente ciò hacomportato difficoltà nell’attività di “rodaggio” della procedura, nonché ha di fatto, creato meccanismidifferenti di adesione alla Misura sulla base della localizzazione geografica. Questo meccanismo,inoltre, non delega alle Province tutte le competenze istruttorie e, in particolare, l’Organismo PagatoreAGEA non accetta direttamente gli esiti di istruttoria derivanti da questo meccanismo di delega. Pertale motivo le domande istruite, prima di essere trasmesse ad AGEA per il pagamento devono esserevalidate dagli uffici S.T.A.P.A. Ce.P.I.C.A. responsabili dell’istruttoria;4. la definizione di graduatorie provinciali che confluiscono in un’unica graduatoria regionale. Anchequesto passaggio rappresenta un’ulteriore complicazione dei meccanismi di selezione.Per la risoluzione futura di tali questioni occorrerebbe avviare un tavolo programmatico con gli organismi dicertificazione e i consorzi di tutela in modo da definire concretamente le esigenze delle imprese e sviluppareuna procedura snella e che faccia perno sul carattere incentivante dello strumento.Misura 133 - Sostegno alle associazioni di produttori per attività di informazione e promozione riguardo aiprodotti che rientrano nei sistemi di qualità‣ In che misura il sostegno ha contribuito ad aumentare la quota di mercato dei prodotti di alta qualità?Attualmente i progetti in corso di attuazione nell’ambito della Misura sono 3. Oltre a questi interventi èprevista l’approvazione di altre 11 iniziative relative alla Progettazione Integrata di Filiera che, alla dataconsiderata, viste le complessità procedurali dell’approccio PIF, non risultano ancora ammesse.Il valore della produzione agricola soggetta a marchi/norme di qualità riconosciuti, relativo alle produzionibeneficiarie della Misura è di 336.157.680 euro, considerando solamente le produzioni già ammesse afinanziamento, e raggiungerebbe quota 382.048.410 euro se si considerassero anche le produzioni relativeagli interventi PIF.Un primo elemento critico è dato dall’incidenza della Mozzarella di bufala che da sola rappresenta l’86% delvalore complessivo delle produzioni. La filiera della mozzarella DOP riveste un’indiscussa rilevanza economicanell’ambito dell’economia agroalimentare della regione.Sulla base del recente rapporto ISMEA-Qualivita sulle produzioni agroalimentari DOP-IGP-SGT, la Mozzarelladi bufala DOP rappresenta il quinto prodotto di qualità in Italia per fatturato. Dopo il Grana Padano, ilParmigiano Reggiano, il Prosciutto di Parma e il Prosciutto di San Daniele. Ciò evidenzia il posizionamentoampio, a carattere nazionale e internazionale, anche in termini di immagine, che il prodotto assume rispettoal sistema agroalimentare.Il peso relativo della Mozzarella DOP sull’insieme delle produzioni regionali beneficiarie sbilancia quello diproduzioni minori come, ad esempio, il Provolone del Monaco, altra DOP beneficiaria.Alla luce di ciò, lo sbilanciamento evidente di una produzione come quella della Mozzarella –anche solo intermini di immagine- sulle altre potrebbe rendere meno incisivi gli effetti del sostegno da parte della misura.Promuovere una produzione conosciuta, radicata, diffusa e consistente sul territorio non è la stessa cosa chefarlo per produzioni di nicchia con fatturati marginali e che necessitano di essere conosciute o diffuse pressoi consumatori. Le produzioni potrebbero necessitare d’interventi di promozione (ad es. presso la distribuzioneo nei confronti dei consumatori) differenziati per intensità ed esigenze di comunicazione e quindi anche dipriorità e livelli di sostegno diversi. Questa riflessione dovrebbe essere tenuta in considerazione, sia nellalogica di differenziare gli interventi in futuro, sia rispetto all’esigenza di ridefinire priorità e criteri di selezioneper il prossimo periodo di programmazione comunitaria.pag. 131


VALUTAZIONE PSR 2007-2013 CAMPANIA: AGGIORNAMENTO RAPPORTO VALUTAZIONE INTERMEDIA 2012La stima del fatturato complessivo delle produzioni biologiche regionali è pari a circa 45.736.000 euro. Ilvalore riguarda le produzioni biologiche considerate nel loro complesso, con una stima su tutta la superficieagricola biologica in regione, benché a beneficiare della Misura siano, prevalentemente, le filiereortofrutticole. Occorrerebbe verificare ex post, con l’ausilio, se disponibile, di una fonte dati più puntuale, glieffetti delle attività di promozione e comunicazione sulle produzioni specificamente interessate nell’ambitodel biologico, conducendo, ove possibile, delle rilevazioni presso i soggetti beneficiari.‣ In che misura il sostegno ha contribuito a sensibilizzare maggiormente i consumatori sui prodotti dialta qualità?Come già evidenziato sono 3 le operazioni in corso di realizzazione relative all’Azione a) Prodotti di qualitàinteressati dalle attività d’informazione e divulgazione: 1 relativa alla Mozzarella di Bufala Campana DOP, 1relativa alle produzioni biologiche e 1 relativa al Provolone del Monaco DOP.Oltre a questi interventi è prevista in futuro l’approvazione di altre 11 iniziative riguardanti le DOP PomodoroSan Marzano e Olio Colline Salernitane, le IGP Mela Annurca Campana e Vitellone Bianco dell’Appennino, laDOC Aglianico del Taburno e ad interventi per la promozione delle produzioni biologiche. Tali progettiricadono all’interno della Progettazione Integrata di Filiera e quindi, attualmente, a causa dell’allungamentodelle procedure previste dai PIF, non risultano ancora avviate.Trattandosi di operazioni in corso di realizzazione o non ancora avviate non è possibile formulare,attualmente, delle valutazioni in merito ai risultati specifici delle attività di informazione, divulgazione opromozione pubblicitaria.Per una puntuale risposta al quesito si rimanda ad una fase successiva, in seguito alla conclusione degliinterventi.‣ In che misura il sostegno ha contribuito a migliorare la competitività del settore agricolo?Le operazioni sono in corso di realizzazione o non ancora avviate e non è possibile formulare, quindi, dellevalutazioni in merito alla crescita economica e variazione del valore aggiunto.Nella seguente Tabella è indicato il numero di imprese coinvolte delle DOP – IGP oggetto di sostegnonell’ambito della Misura 133, ricavato da fonti Ismea.pag. 132


VALUTAZIONE PSR 2007-2013 CAMPANIA: AGGIORNAMENTO RAPPORTO VALUTAZIONE INTERMEDIA 2012DOP-IGP interessata Aziende Agricole Allevamenti Trasformatori OperatoriInterventi Ammessi al 31.12.2011Mozzarella di Bufala Campana DOP 1.275 1.290 133 1.401Provolone dal Monaco DOP 38 38 14 52TOTALE AMMESSI 1.313 1.328 147 1453Interventi previsti all’interno dei PIFPomodoro San Marzano DOP 177 23 200Olio Colline Salernitane DOP 72 15 87Melannurca Campana IGP 58 7 65Vitellone Bianco dell’Appennino Centrale IGP 2.913 2.956 912 3.825TOTALE PROGRAMMATI PIF 3.220 2.956 957 4.177TOTALE COMPLESSIVO DOP-IGP 4.533 4.284 1.104 5.630Il numero complessivo delle imprese coinvolte risente del peso delle produzioni multiregionali come laMozzarella di Bufala e il Vitellone Bianco dell’Appennino. Complessivamente, considerando le sole produzioniDOP che hanno già avviato i progetti il numero di aziende agricole è pari 1313 unità, più 1328 allevamenti,147 trasformatori e 1401 operatori.Sulla base dei dati SINAB la Campania, con un totale di 1.896 operatori nel 2011, si colloca al decimo postotra le regioni italiane nell’ambito della produzione biologica. Le aziende agricole operanti sul territorioregionale sono aumentate dell’8,3% rispetto al 2010.In termini generali si può evidenziare una ridotta partecipazione dei sistemi di qualità alla Misura, rispetto alnumero di DOP e IGP registrate e presenti in Regione. I beneficiari del bando rappresentano, considerandoanche i soggetti rientranti nell’ambito dei progetti 133 PIF, solo il 31% delle DOP e il 25% delle IGP attive inregione Campania. Le questioni impattanti sul basso livello di adesione da parte delle imprese sono diverse.Criticità relative a meccanismi procedurali e vincoli.Una prima criticità è rappresentata dal vincolo del cofinanziamento da parte dei privati, senza la possibilità dipoter promuovere direttamente i marchi aziendali. In questo caso i Consorzi di tutela, piuttosto che leorganizzazioni di produttori, devono far leva su i propri associati per poter investire sull’attuazione degliinterventi la quota di cofinanziamento privato. E in un periodo di crisi economica è difficile recuperare risorsefinanziarie se il ritorno non è immediato e diretto da parte delle imprese.Una seconda criticità riguarda l’impossibilità di attivare la Misura attraverso un’anticipazione. Sulla base diindicazioni dell’Organismo Pagatore e della Commissione Europea non è stato possibile concedereanticipazioni per le Misure come la 133 che non sono considerate ad investimento. Si tratta, però, di progettidi informazione e promozione che hanno una consistenza economica che rende complessa l’attività direndicontazione dei beneficiari e delle volte li scoraggia a partecipare al beneficio della misura, in unasituazione in cui le liquidità finanziarie sono carenti e i rapporti con gli istituti bancari sono complessi.Un’ulteriore criticità che ha comportato ritardi evidenti nell’attuazione della Misura è relativa alla complessitàdel meccanismo procedurale previsto per i PIF. E’ evidente quanto la presenza degli ulteriori 11 progettiprevisti all’interno dei PIF permetta l’avanzamento della spesa della Misura secondo logiche di qualità. E’fondamentale il ruolo delle iniziative di promozione e informazione attraverso le dinamiche di filiera, cosìcome è importante e strategico l’approccio complessivo dei PIF. Occorre, però, semplificare la procedura erimuovere i vincoli che ostacolano la realizzazione delle iniziative, considerato che sono necessari tempi diattuazione degli interventi e che il periodo di programmazione volge a conclusione. Ovviamente questaconsiderazione è porre in evidenza anche nel corso del prossimo periodo di programmazione, già in fase didefinizione degli strumenti di attuazione.In tal caso, oltre ad una semplificazione procedurale sarebbe opportuno avviare, propedeuticamente, untavolo di confronto con i consorzi di tutela e gli organismi di certificazione, per stimare al meglio il numeroeffettivo di domande, le esigenze promozionali e le modalità di intervento.Un’ulteriore criticità, come per la misura 132 riguarda l’architettura attuativa che prevede l’avvalimento alleProvince di Napoli e Salerno per la gestione delle istruttorie. Ciò costituisce una complicazione che rallenta imeccanismi istruttori, quindi i tempi di risposta per i soggetti privati che hanno bisogno di tempi rapidi, perrispondere celermente e in maniera incisiva alle sollecitazioni e alle dinamiche di mercato.Sarebbe opportuno anche individuare strumenti di ingegneria finanziaria che permettano di anticipare dellerisorse funzionali all’avvio celere dei progetti.pag. 133


VALUTAZIONE PSR 2007-2013 CAMPANIA: AGGIORNAMENTO RAPPORTO VALUTAZIONE INTERMEDIA 20126.1.2 Asse 2 - Miglioramento dell’ambiente e dello spazio ruraleMisura 211 – Indennità a favore degli agricoltori nelle zone montaneMisura 212 – Indennità a favore degli agricoltori delle zone caratterizzate da svantaggi naturali, diverse dallezone montane‣ In che misura le indennità compensative hanno contribuito ad assicurare la continuazione dell’usoagricolo del suolo nelle zone di montagna/caratterizzate da svantaggi naturali diverse dalle zonemontane?L’effetto atteso dal sostegno erogato attraverso le Misure 211 e 212 è di favorire la permanenza, nelle areemontane e nelle aree caratterizzate da svantaggi naturali diverse dalle zone montane, di un uso agricolo delsuolo, contrastando quindi i fenomeni di abbandono o marginalizzazione o di destinazione extra-agricola delterritorio. Ciò nella consapevolezza dei benefici derivanti dalla prosecuzione di attività agricole sostenibili intermini di salvaguardia della biodiversità e del paesaggio rurale.Il confronto tra i dati censuari del 2000 e del 2010 conferma la pertinenza degli obiettivi operativi delleMisure rispetto ai fabbisogni di intervento presenti nelle aree agricole svantaggiate, le quali interessano lamaggior parte (circa 75%) delle aree agricole totali regionali. A fronte di una riduzione complessiva, nellaregione, sia nel numero di aziende (-42%) sia nelle superfici agricole totali (-14%), nelle sole areesvantaggiate tali riduzioni appaiono di minore intensità riguardo alle aziende (– 36%) e invece leggermentesuperiori con riferimento alla superficie agricola totale (– 16%). Fenomeno opposto nelle aree nonsvantaggiate, dove la riduzione riguarda soprattutto il numero di aziende (-50%) e invece meno la superficieagricola totale. Tali diversificati andamenti esprimono due principali fenomeni: da un lato il processo di“concentrazione” in un numero minore di aziende della superficie agricola, tendenza presente in tutte le areema più intensa in quelle non svantaggiate (dove la ST media quasi raddoppia) dall’altro la continuazione delprocesso di perdita di terreno destinato all’uso agricolo, soprattutto nelle aree svantaggiate. La riduzione disuolo agricolo è a carico dei seminativi e delle colture legnose agrarie, mentre si assiste ad un incrementodelle superfici a prati permanenti e pascoli. La tendenza alla “riduzione e concentrazione” si verifica ancheconsiderando le sole aziende zootecniche, in riduzione di numero (-61%) ancor più che di capi (-14%per ibovini) con un conseguente aumento della consistenza media degli allevamenti aziendali, rilevantesoprattutto nelle aree non svantaggiate (+87%).L’efficacia della Misura rispetto all’obiettivo di continuazione dell’uso agricolo del suolo è in primo luogovalutata attraverso gli indicatori comuni “superficie sovvenzionata” e “aziende beneficiarie” il cui valoreeffettivo cumulato al 2011 (e al netto dei doppi conteggi tra gli anni) è per entrambe le Misure,rispettivamente di circa 185.000 ettari e di 15.000 imprese agricole, valori corrispondenti al 107% e al 77%dei valori obiettivo.Esaminando soltanto l’anno 2011, sono circa 134.000 gli ettari sovvenzionati, pari al 34% della SAU presentenelle aree montane e in quelle svantaggiate della Campania potenzialmente finanziabile nell’ambito delle dueMisure. Le aziende beneficiarie sono complessivamente 10.751 nel 2011, rappresentando il 12% di quellecomplessivamente e potenzialmente beneficiabili nelle aree montane e svantaggiate. Si evidenzia unapartecipazione relativamente maggiore delle aziende appartenenti alle classi di dimensione fisica medio-alte,elemento questo rilevabile anche da un valore della superficie finanziata media per azienda (12 ettari)superiore al valore medio “finanziabile” (4,4 ettari).L’impatto territoriale delle due Misure è tuttavia superiore a quello esprimibile sulla base dell’Indicatore “SAUfinanziata” in quanto l’indennità compensativa viene erogata a fronte di un impegno al rispetto dellacondizionalità sull’intera superficie aziendale e non solo per quella interessata dal sostegno.In tale quadro di riferimento, una questione (o domanda) che la Valutazione in itinere ha cercato diaffrontare riguarda la capacità delle indennità erogate nel compensare la perdita di reddito derivante daglisvantaggi che ostacolano la produzione agricola nelle aree svantaggiate. Ciò richiede, preliminarmente, lepag. 134


VALUTAZIONE PSR 2007-2013 CAMPANIA: AGGIORNAMENTO RAPPORTO VALUTAZIONE INTERMEDIA 2012stima di tale perdita di reddito, rispetto alla quale si è verificata la possibilità di ricorrere ai dati dei campioniRICA regionali per gli anni 2008 e 2009. Da una prima elaborazione degli stessi – relativi alle aziende adorientamento tecnico-economico a “seminativi" - si ricavano differenze significative nelle caratteristichestrutturali e nei risultati economici tra aziende operanti in aree non svantaggiate e aziende in aree montane.Nelle seconde si ha un maggior ricorso alla manodopera familiare (circa il 90% della totale), una maggioresuperficie agricola per unità di lavoro (indice SAU/ULT) e una sua redditività unitaria (RN/SAU)significativamente inferiore. Il reddito netto medio aziendale nelle aree montane è meno della metà di quellodelle aziende in aree non svantaggiate, ma la differenza si attenua notevolmente se si pone a confronto ilreddito netto per unità di lavoro (circa 14.700 Euro/ULT nelle aree montane e circa 17.000 Euro/ULT inquelle non svantaggiate) date le differenze nei valori medi di ULT per azienda (rispettivamente 2,1 e 0,9).Estrapolando dal campione RICA regionale relativo alle aree montane (62 aziende) le meno numerose (28 )aziende beneficiarie della Misura 211 si ottiene una incidenza delle indennità mediamente corrisposte pari acirca il 27% del reddito medio aziendale.Questi primi e parziali risultati appaiono condizionati da complessità di ordine metodologico, inerenti ladefinizione dei criteri e delle condizioni per il confronto con appropriate situazioni “controfattuali” e dovrannoquindi essere oggetto di ulteriore approfondimento, di concerto con l’AdG e l’INEA. D’altra parte, l’obiettivodella Misura non appare essere, esplicitamente, quello di assicurare la completa compensazione del deficit direddito quanto piuttosto quello di contribuire ad assicurare agli agricoltori che operano nelle zonesvantaggiate livelli di reddito tali da evitare l’abbandono o la riduzione delle attività agricole. Ciò anche allaluce del ruolo rilevante che su tale scelta assumono fattori o vincoli di natura extraeconomica (residenza,fattori socio-culturali, mancanza di alternative ecc..).‣ In che misura le indennità compensative hanno contributo a mantenere una comunità rurale sostenibilenelle zone di montagna /caratterizzate da svantaggi naturali diverse dalle zone montane?Il contributo della Misura al mantenimento dei caratteri di sostenibilità delle Comunità rurali è da ricercarenella sua efficacia rispetto all’obiettivo del mantenimento di attività agricole e dei corrispondenti usi (agricoli)del territorio. Ciò nella consapevolezza del ruolo svolto da tali attività ed usi del territorio nell’economia enell’ambiente montano e nelle aree svantaggiate.La risposta a questa domanda si prevede possa avvenire in una fase più avanzata del processo divalutazione, nella quale distinguere i benefici diretti per le comunità derivanti dall’erogazione delle indennità(integrazione del reddito) da quelli di tipo indiretto, derivanti dal permanere delle attività agricole sostenibilinelle aree svantaggiate (es. valore paesaggistico, condizioni per lo sviluppo del turismo rurale, ambientale ecc.).I benefici diretti sono rappresentati dall’ammontare complessivo delle indennità erogate il cui valorecomplessivo risulta, per l’intero periodo 2007-2011, pari a circa 120 Milioni di euro, dei quali circa 110 MEuroper le aree montane e 10 MEuro per le altre zone svantaggiate. Per la valutazione dei benefici indiretti, cioèderivanti dalla conservazione di beni di tipo pubblico non oggetto di mercato connessi al permanere diattività agricole sostenibili, si prevede di sviluppare nelle prossime fasi del processo valutativo analisi basatesu metodi quali-quantitativi quali ad esempio i metodi basati sulla “disponibilità a pagare”.‣ In che misura l’aiuto ha contribuito al mantenimento o alla promozione di sistemi di produzione agricolasostenibili?Il contributo delle Misure 211 e 212 al mantenimento e alla promozione di sistemi di produzione agricolasostenibili è implicito nell’obiettivo, delle Misure stesse, del mantenimento di attività agricole in areemontane e svantaggiate essendo esse caratterizzate da sistemi di allevamento estensivi. Sistemi in grado divalorizzare e nel contempo di assicurare la conservazione e la riproducibilità nel tempo delle risorse naturaliutilizzate.Un’importante indicazione di tali caratteristiche si ricava dalla presenza, sia nelle aziende beneficiarie chenelle aziende totali in aree montane e svantaggiate (censimento 2010), delle superfici destinate a pratipermanenti e i pascoli, le quali rappresentano circa il 29% della SAU totale e il 37% della superficiefinanziata con le due Misure, con una incidenza di quest’ultime sulle prime (indice SOI/SAU) pari a circa il45%.pag. 135


VALUTAZIONE PSR 2007-2013 CAMPANIA: AGGIORNAMENTO RAPPORTO VALUTAZIONE INTERMEDIA 2012La sostenibilità ambientale intrinseca dei sistemi di produzione presenti nelle aree montane e svantaggiateviene rafforzata e in qualche modo tutelata – dai fenomeni di abbandono, marginalizzazione o all’opposto diintensificazione – dalle Misure in quanto subordina il sostegno al rispetto, da parte degli gli agricoltoribeneficiari, della “Condizionalità” e degli altri requisiti minimi previsti nel PSR e nei dispositivi di attuazione.Tra di essi, di particolare importanza, il mantenimento di superfici minime di coltivazione, i limiti minimi emassimi di carico zootecnico, le modalità di sfalcio e pascolamento dei prati-pascoli.Inoltre, il sostegno derivante dalla indennità compensativa, in molti casi, si associa alla adesione volontariaagli impegni agroambientali, “aggiuntivi” rispetto agli obblighi della Condizionalità: circa il 43% dellasuperficie agricola interessata dalle Misure 211 e 212 è infatti nel contempo oggetto di sostegno nell’ambitodella Misura 214, principalmente con l’Azione 214.D (azioni extra BCAA) la quale ricade per circa il 70% inarea montana.‣ In che misura le indennità compensative hanno contributo a conservare lo spazio rurale e a migliorarel’ambiente?Il sostentamento economico delle imprese agricole che operano nelle aree montane e non montanesvantaggiate, basate su sistemi di produzione a bassa intensità di capitali e di mezzi tecnici (obiettivooperativo delle Misure), determina effetti positivi in primo luogo sulla biodiversità ad essi associata.I prati permanenti e i pascoli, pari a 50.100 ettari nel 2011, se condotti nel rispetto dei limiti di caricozootecnico ed in generale degli impegni assunti per l’adesione alle due Misure, rientrano nei tipi di uso delsuolo che determinano una copertura di vegetazione seminaturale. La sua presenza in un territorio agricoloconferisce allo stesso caratteristiche di elevato valore naturalistico, ed infatti rappresenta uno dei criteri divalutazione per la identificazione delle “High Nature Value - HNV farmland” (secondo la tipologia 1 propostada Andersen nel 2003). Cioè “quelle zone d’Europa in cui l’agricoltura costituisce un importante (o anzi ilprincipale) uso del territorio, e in cui l’agricoltura stessa si accompagna o serve da sostegno a unaconsiderevole diversità di specie e di habitat, oppure alla presenza di specie la cui conservazione è diimportanza europea, nazionale e/o regionale (o a entrambe le situazioni) 37 .Le Misure 211 e 212 hanno quindi contributo, attraverso il soddisfacimento dei requisiti di “alto valorenaturalistico” previsti nella metodologia comunitaria - e in particolare di quelli basati sulle caratteristiche dibassa intensità del sistema di produzione e di elevata incidenza di aree seminaturali - alla conservazione ealla funzionalità di tali aree (e degli associati sistemi di produzione) da cui dipende molta parte della diversitàin termini di specie e di habitat.Un ulteriore elemento che ha rafforzato l’efficacia delle due Misure in relazione all’obiettivo della salvaguardiadella biodiversità è la maggiore capacità di intervento (espressa in termini di superficie) nelle aree territorialirientranti nella Rete Natura 2000, particolarmente diffuse nelle zone svantaggiate della regione. La superficiesovvenzionata con le Misure 211 e 212 ad oggi ricadente in Natura 2000 è di 94.300 ettari (pari al 90% dellasuperficie totale regionale di aree Natura 2000). Inoltre, la superficie delle due Misure ricadente nei parchiregionali è di circa 48.100 ettari, rappresentando ad oggi il 26% della superficie totale finanziata.Va infine segnalata la funzione di sostegno svolta dalle indennità erogate con la Misura 212 in aree regionali(es. penisola sorrentina e costiera amalfitana) nel favorire la permanenza di sistemi agricoli e di gestione delterritorio (es. terrazzamenti) di elevato valore paesaggistico e il cui abbandono è tra le cause dei fenomeni didissesto idrogeologico. In tali aree la Misura 212 agisce in forma complementare agli interventi diinvestimento non produttivo realizzati nell’ambito della Misura 216.37 Secondo la definizione fornita a livello comunitario ((Definizione EEA 2004 , modificata nel documento IEEP – EENRD “Guidancedocument to the Member States on the application of the high nature value impact indicator”).pag. 136


VALUTAZIONE PSR 2007-2013 CAMPANIA: AGGIORNAMENTO RAPPORTO VALUTAZIONE INTERMEDIA 2012Misura 214 – Pagamenti agroambientali‣ In che misura le misure agroambientali hanno contribuito al mantenimento o alla promozione disistemi di produzione agricola sostenibili?Le misure agro-ambientale interessano, nell’anno 2011, circa 102.000 ettari, il 13 % della superficie agricola(SA) totale regionale distribuendosi territorialmente in modo equilibrato tra le tre principali aree altimetriche(zone di montagna, di collina e di pianura). Tuttavia, la diversa estensione territoriale di quest’ultimedetermina una significativa eterogeneità nella capacità di intervento a cui corrisponde anche unadifferenziazione nella tipologia degli impegni:1. nelle aree di pianura e di collina – in cui si ricadono le principali attività e produzioni agricole regionali –le superfici oggetto di impegno agro ambientale (SOI) corrispondono al 9-10% della Superficie Agricola(SA) totale e in esse si localizzano la maggior parte delle superfici coinvolte dalle Azioni a (agricolturaintegrata) e b (agricoltura biologica);2. nelle aree montane l’incidenza SOI/SA raggiunge il 41%, quale effetto della elevata estensione che intali aree hanno le superfici interessate dalla Azione D (extra BCAA – pascolo estensivo).In definitiva, il contributo della Misura appare essere significativo in relazione all’obiettivo del mantenimentodi sistemi agricoli estensivi delle aree montane, in particolare di quelli basati sull’allevamento (estensivo) el’utilizzazione dei pascoli esistenti. Molto inferiore, invece, è stata la capacità della Misura di intervenire nellearee di pianura e collina e di favorire in esse l’evoluzione dei sistemi di produzione più intensivi, attraversol’introduzione di metodi di coltivazione (agricoltura integrata e agricoltura biologica) aventi una maggiorepotenzialità nel promuovere l’innalzamento dei livelli di sostenibilità, rispetto all’esistente.‣ In che misura le misure agro-ambientali hanno contribuito al mantenimento o al miglioramento deglihabitat e della biodiversità”?La superficie agricola regionale interessata da impegni agroambientali che contribuiscono al mantenimento oal miglioramento degli habitat e della biodiversità è pari a circa 60.000 ettari (Indicatore comune di Risultaton.6.a) e ad essa partecipano principalmente: l’azione 214/d, con circa 46.000 ettari, attraverso ilmantenimento e la gestione sostenibile dei pascoli e prati permanenti, dai quali dipende l'alimentazione e lariproduzione di numerose specie di fauna selvatica, spesso di interesse conservazionistico, oltre checostituire un serbatoio di diversità floristica; l’azione b (agricoltura biologica) per circa 12.000 ettari, chedetermina un aumento del “mosaico colturale” derivante dagli avvicendamenti colturali e la non utilizzazionedi fitofarmaci tossici, con benefici sulla fauna selvatica. Esigue le superfici (circa 100 ettari) interessate dalleazioni f1 (conservazione di ecotipi vegetali a rischio di scomparsa) e g (conservazione dei ceppi centenari divite).Si osserva che la natura degli impegni previsti nelle suddette Azioni sono coerenti con i criteri usati per ladefinizione e l'individuazione delle cd. "aree agricole ad alto valore naturalistico", secondo le metodologieprevalenti in ambito comunitario, in particolare con i “tipi” 1 e 2 di Andersen relativi ad attività agricolecaratterizzate da un’elevata incidenza di vegetazione seminaturale (es. pascoli) da diversità colturale e dasistemi di tipo estensivo.Nelle aree Natura 2000 e protette (Parchi e Riserve naturali) – ove sono presenti habitat e specie diparticolare interesse conservazionistico - la quota di superficie agricola interessata dai suddetti interventi èpositivamente molto più alta (rispettivamente il 28% e 37%) di quella media regionale (7,5%) e ciò neaumenta l’efficacia.Le analisi condotte a partire dai dati derivanti dal monitoraggio ornitologico condotto a livello regionale daRRN-LIPU (progetto MITO 2000) evidenziano che le misure agroambientali nel complesso sembrano averavuto un impatto positivo sulla ricchezza di specie ornitiche in due dei tre anni investigati (2009-2011).L’assenza di risultati significativi nel 2009 potrebbe dipendere dal fatto che, in questo anno, la metodologiaadottata non è stata in grado di rilevare alcun effetto, oppure potrebbe essere in relazione con il minornumero di punti disponibili per le analisi nel 2009 rispetto al 2010 e 2011. I risultati indicano anche che laricchezza di tutte le specie ornitiche è un parametro più sensibile, rispetto alla ricchezza di specie agricole epag. 137


VALUTAZIONE PSR 2007-2013 CAMPANIA: AGGIORNAMENTO RAPPORTO VALUTAZIONE INTERMEDIA 2012alla ricchezza di specie a priorità di conservazione, per evidenziare effetti significativi. Di questo occorreràtener conto nella predisposizione di future indagini sulla valutazione delle azioni agroambientaliIn base alle relazioni per i tre anni studiati (2009-2011), ponendo nel 2009 uguale a “0” l’incrementopotenziale di ricchezza di specie, si può stimare mediamente che a un aumento del 10% della superficiedegli interventi agro ambientali a favore della biodiversità corrisponda un aumento stimabile in 0,47 specieornitiche.‣ In che misura le misure agroambientali hanno contribuito al mantenimento o al miglioramento dellaqualità delle acque?Il contributo delle azioni agroambientali – in particolare le azioni 214.a e 214.b - al miglioramento dellaqualità delle acque deriva soprattutto dalla riduzione che esse determinano nei livelli di input agricoli(fertilizzanti, fitofarmaci) apportati alle colture, potenzialmente inquinanti le risorse idriche superficiali esotterranee. Minore il contributo dell’azione 214.d potenzialmente derivante dalla limitazione dei carichizootecnici e dall’impegno di inerbimento nelle colture arboree, pratica che riduce i meccanismi di trasporto(dilavamento, percolazione) dalla superficie del campo alle falde acquifere degli elementi nutritivi epotenzialmente inquinanti.Complessivamente, l’estensione della superficie agricola interessata dalle due principali azioni primarichiamate (214.a/b) è di circa 56.000 ettari (Indicatore di Risultato comune R6.b) dei quali circa 5.000 ettarisi localizzano nelle Zone Vulnerabili ai Nitrati di origine agricola. In tali aree le superfici agroambientalirappresentano il 5% della superficie agricola totale, incidenza inferiore a quella media regionale (7,3 %).Non si verifica pertanto l’auspicata “concentrazione” o comunque una maggiore intensità dell’interventoagroambientale nelle zone più sensibili all’inquinamento da azoto di origine agricola, nelle quali sono tuttaviapresenti vincoli cogenti a carico degli agricoltori derivanti dalla applicazione del relativo Programma d’Azioneregionale.Le analisi sviluppate dal Valutatore nel periodo 2011-2012 (i cui risultati sono riportati nel Capitolo 4 più indettaglio nell’Allegato V) confermano gli effetti di riduzione negli apporti e nei surplus di azoto (apporti alnetto delle asportazioni colturali) determinati dalle azioni agroambientali indagate (Azioni 214. a, b). Nellearee di intervento, la riduzione degli apporti di azoto rispetto all’agricoltura convenzionale è stimata del 40%(- 35 Kg/ha) e ciò porta ad un quasi azzeramento del surplus di azoto. L’impatto complessivo a livelloregionale, stimato considerando l’effettiva estensione delle superfici agroambientali interessate è,ovviamente, minore cioè del 4,22% per gli apporti e del 9,3% per quanto riguarda la riduzione del surplus diazoto.I risultati di tali analisi, se da un lato confermano l’efficacia delle azioni agroambientali nelle aree diadesione, in relazione all’obiettivo della tutela qualitativa delle risorse idriche, d’altro mettono in luce un loroimpatto complessivo a livello regionale condizionato dall’effettiva estensione di tali aree e in definitiva dailivelli della partecipazione volontaria alla Misura.‣ In che misura le misure agroambientali hanno contribuito al mantenimento o al miglioramento delterreno?Gli impegni agroambientali assunti nell’ambito delle Azioni b (agricoltura biologica) c (mantenimentosostanza organica) e d (mantenimento dei prati e dei pascoli e inerbimento colture arboree) determinanopotenzialmente la riduzione dei rischi di erosione superficiale dei suoli ed interessano complessivamente al2011 una superficie agricola di circa 58.000 ettari. Tali effetti si manifestano, in modo significativo, nelle areeregionali a maggior (medio-alto) rischio di erosione, relativamente estese nella regione Campania (circa il40% della superficie territoriale). In tali aree, la superficie agro ambientale con effetti antierosivi è pari acirca 20.000 ettari, con una incidenza sulla SAU del 4%, quindi inferiore a quella calcolata a livello regionaleper le stesse azioni agroambientali. Tuttavia, se si considerano le sole aree a “molto alto” rischio di erosionel’incidenza delle superfici agroambientali con impegni che riducono tale rischio è positivamente più elevata(13%). Da questo punto di vista la distribuzione territoriale delle suddette azioni agroambientali risultacoerente con l’effetto desiderato della difesa del suolo dai fenomeni di erosioneComplessivamente, le azioni prese in considerazione fanno ridurre il rischio di erosione di circa 600.000Mg/anno, corrispondenti al 54% dell’erosione “senza” la presenza della Misura, nei quasi 92.000 ettaripag. 138


VALUTAZIONE PSR 2007-2013 CAMPANIA: AGGIORNAMENTO RAPPORTO VALUTAZIONE INTERMEDIA 2012coinvolti. I dati dell’erosione nelle superfici oggetto di impegno, con o senza impegni mostrano valori diabbattimento dell’erosione molto elevati per le azioni “c” e “d”, 78% e 75% rispettivamente, seguel’agricoltura biologica che determina una riduzione per ettaro di superficie coinvolta del 53% mentre piùcontenute appaiono le riduzione dell’agricoltura integrata 42%.Considerando anche la diffusione delle singole azioni si osserva che la “d” è quella che presenta l’efficaciamaggiore, pari al 40% della riduzione totale della Misura, segue l’agricoltura integrata con il 38% e ilbiologico con il 21%, molto contenuta l’efficacia dell’azione “c”, a seguito della sua bassa diffusione (530ettari).Altro effetto della Misura sulla qualità del suolo è il mantenimento/incremento del suo contenuto di sostanzaorganica, grazie all’introduzione/mantenimento di pratiche agronomiche favorevoli, derivanti dalla adesionealle azioni 214 a/b/c/d. Si tratta in particolare del contributo delle fertilizzazioni organiche e delle pratiche digestione sostenibile del suolo. Sulla base delle analisi descritte nel Capitolo 4 e nell’Allegato V , si stima chetali azioni agroambientali determinino, nelle superfici di intervento, un incremento della sostanza organica dicirca il 35% rispetto alla situazione “controfattuale” (agricoltura convenzionale). L’impatto sul territorioregionale, stimato tenendo conto della effettiva estensione delle superfici agroambientali è ovviamente moltominore, pari ad un incremento medio del contenuto di sostanza organica nel suolo di circa il 3,4%.‣ In che misura le misure agroambientali hanno contribuito a mitigare i cambiamenti climatici e amigliorare la qualità dell’aria?”Il contributo della Misura 214 all’attenuazione (mitigazione) dei cambiamenti climatici – tenendo conto dellatipologia di impegni in essa previsti - è determinato dai seguenti effetti:• la riduzione dell’emissione di gas ad effetto serra, in particolare di protossido di azoto, in conseguenzadella riduzione delle concimazioni azotate (azioni a e b);• il sequestro del carbonio organico nel terreno (“carbon sink”) in conseguenza delle azioni agroambientalivolte al mantenimento o incremento nel suo contenuto di sostanza organica (azioni a, b,c e d).Le superfici agricole nelle quali si sono verificati i suddetti effetti, cioè interessati dalle suddette azioni, hannouna estensione di circa 56.000 ettari (Indicatore comune di Risultato n.6.d).Si evidenza la connessione tra tali effetti e quelli precedentemente esaminati in relazione agli altri obiettivispecifici della tutela della qualità dell’acqua (a seguito della riduzione di fertilizzanti azotati) e della tutela delsuolo (a seguito del mantenimento ed incremento di sostanza organica).Complessivamente la Misura riduce le emissioni di CO 2eq di oltre 46.000 Mg anno -1 , principalmente attraversol’aumento del C-sink dei suoli determinato dall’incremento del loro contenuto di sostanza organica, segue lariduzione di emissione del protossido di azoto grazie alla riduzione delle fertilizzazioni minerali. Il contributomaggiore deriva dall’azione “a”, agricoltura integrata con il 59% delle riduzioni totali di Misura, seguitadall’Azione “b” (agricoltura biologica) con il 23% e dall’Azione “d2” (sostegno al pascolo estensivo) con circal’11%. L’azione “c” (Conservazione ed incremento della sostanza organica) sebbene abbia una buonaefficacia unitaria sul C-sink contribuisce solo per il 4,9%, in conseguenza della sua bassa diffusione in terminiterritoriali, mentre gli effetti dell’azione d1 (inerbimento e lavorazioni minime) risultano trascurabili (0,4%).pag. 139


VALUTAZIONE PSR 2007-2013 CAMPANIA: AGGIORNAMENTO RAPPORTO VALUTAZIONE INTERMEDIA 2012Misura 215 – Miglioramento del benessere animale‣ In che misura i pagamenti hanno contribuito a incoraggiare gli agricoltori ad adottare standardzootecnici elevati, più vincolanti delle norme obbligatorie?L’importanza socio economica che questo settore riveste per la Campania è evidenziato dalla consistenza delpatrimonio zootecnico e dal numero di aziende coinvolte. Questo conferma la pertinenza della Misurarispetto alle finalità generali di incrementare la sostenibilità ambientale delle attività agricole e nel contempodi favorire una maggiore accettabilità sociale dell´agricoltura, corrispondendo alle esigenze etiche,salutistiche ed ambientali della collettività.L’efficacia della Misura 215 rispetto all’obiettivo del benessere animale è in primo luogo valutata in base ailivelli di adesione delle aziende zootecniche e dalle UBA sotto impegno, il cui valore al 2011 è paririspettivamente a 467 aziende beneficiarie e circa 94.800 UBA.Esaminando la tipologia degli allevamenti più rilevanti - bovini e bufalini - verso la quale si è diretta lamaggioranza delle domande e comparandole con gli analoghi indicatori di contesto, si evidenzia come questecorrispondano rispettivamente a circa il 3% e al 18% delle aziende potenzialmente finanziabili a livelloregionale. In base agli obiettivi di realizzazione della Misura, il numero delle aziende beneficiarie al 2011rappresenta il 13% di quelle programmate, mentre al contrario il valore effettivo delle UBA è pari a circa il228% rispetto al previsto; evidenziando quindi una partecipazione molto alta delle aziende appartenenti aclassi di dimensione fisica maggiore, elemento questo rilevabile da un valore medio di UBA finanziata perazienda (203 UBA) molto superiore al valore medio “finanziabile” (circa 12 UBA) previsto in fase diprogrammazione.‣ In che misura gli investimenti sovvenzionati hanno contribuito ad aumentare modalità di allevamentocompatibili con il benessere degli animali?Il contributo della Misura alla diffusione di tecniche di allevamento ottimali per il benessere degli animali sicaratterizza dall’articolazione di tre diverse Azioni, differenziate in funzione delle tipologie di impegno e dellediverse specie animali interessate.Le valutazioni condotte sugli effetti del benessere del Programma dapprima attraverso un confronto tra“testimoni privilegiati” organizzato con la modalità del “focus group” e successivamente per mezzo diindagini dirette (“casi di studio”), mostrano che l’adesione alla Misura migliora nel complesso le condizioni dibenessere degli animali. Miglioramento sia rispetto alle aziende non beneficiarie (confronto “fattuale -controfattuale”) ma soprattutto all’interno degli stessi allevamenti, rispetto alla situazione antecedentel’adesione alla Misura.In generale, l’adesione alla Misura, indipendentemente dalla tipologia di Azione attuata dalle aziendebeneficiarie, rappresenta, di per sé l’avvio di processi di miglioramento del managment e l’introduzione dibuone pratiche a beneficio del benessere animale. Ciò “indirettamente” offre l’opportunità di rilancio delsettore zootecnico rispondendo adeguatamente ad una emergente e crescente domanda, da parte deiconsumatori, di modalità di allevamento “friendly” e di prodotti alimentari più sicuri.Le aziende che hanno avviato il processo di miglioramento del benessere animale aderendocontemporaneamente ad almeno due Azioni tra quelle previste dalla Misura 215, hanno ottenuto risultatimigliori, come dimostrano i punteggi delle schede di valutazione e i giudizi relativi, rispetto agli allevamentiche hanno scelto invece di aderire ad una sola Azione. In altri termini, l’adesione a più Azioni e quindil’applicazione di una più ampia gamma di impegni, determina effetti sinergici positivi sul benessere deglianimali in quanto consente di intervenire su più aspetti del sistema di allevamento. Il suo miglioramento,delle sue condizioni igienico-sanitarie, dello stato psico-fisico degli animali, della sanità animale, dei sistemi edelle tecniche di allevamento, tra l’altro, comportano un miglioramento delle performance produttive eriproduttive nonché un miglioramento qualitativo della produzione.Dall’indagine condotta si è anche potuto constatare che tale opportunità spesso non sia stata colta, alcunecriticità strutturali e manageriali continuano ad essere presenti anche nelle aziende beneficiarie e potrebberoessere meglio superate ampliando le tipologie degli interventi e/o azioni della Misura 215 della prossimaprogrammazione.pag. 140


VALUTAZIONE PSR 2007-2013 CAMPANIA: AGGIORNAMENTO RAPPORTO VALUTAZIONE INTERMEDIA 2012‣ In che misura i pagamenti hanno contribuito al mantenimento o alla promozione di sistemi diproduzione agricola sostenibili?La azioni e i corrispondenti impegni previsti dalla Misura, volte a migliorare il benessere degli animali, hannoun debole, o comunque non diretto, legame di "causalità" con gli obiettivi ambientali dell’Asse 2(biodiversità, tutela delle risorse idriche, del suolo, cambiamento climatico)Tale legame è potenzialmente individuabile soprattutto nella correlazione che può determinarsi tral’introduzione o il mantenimento di pratiche e modalità di gestione favorevoli al benessere degli animaliallevati e l’aumento (o il mantenimento) di sistemi di allevamento a carattere più estensivo, più sostenibili intermini ambientali.La linea di sostegno presente nella Misura che presenta un parziale collegamento con tale obiettivo è l’AzioneA volta ad assicurare negli allevamenti (bovini, bufalini, suini ed avicoli) uno spazio disponibile per capo chevada oltre i requisiti minimi stabiliti dalla vigente normativa comunitaria e nazionale e/o dalle ordinariepratiche zootecniche adottate nel territorio regionale. Azione destinata esclusivamente agli allevamenti astabulazione libera o che comunque avrebbe potuto incentivare la trasformazione verso questo sistema degliallevamenti a posta fissa, ancora diffusi nel territorio regionale. Tuttavia, l’Azione ha avuto scarsi livelli dipartecipazione, presumibilmente proprio per la maggiore onerosità, anche in termini di interventi strutturali,che essa comporta.In definitiva non si individuano, almeno in questa fase del processo valutativo, espliciti effetti della Misura intermini di incremento della sostenibilità ambientale delle attività agricole o di allevamento. Va tuttaviasegnalato che essa può aver contribuito a migliorare la sostenibilità dei sistemi di produzione zootecnici dapunto di vista sociale: il miglioramento del benessere degli animali allevati, infatti, risponde ad esigenzeetiche, salutistiche ed ambientali della collettività.Misura 216 – Investimenti non produttivi‣ In che misura gli investimenti sovvenzionati hanno contribuito al raggiungimento degli obiettiviagroambientali?Il contributo della Misura al raggiungimento degli obiettivi agro-ambientali è in primo luogo individuabile neirequisiti di accesso, che prevedono, salvo per gli interventi realizzati in area Natura 2000 o nelle zone ad Altovalore naturalistico (così come definite da Piano Territoriale regionale della Campania -L.R. 16/2004 esuccessivi ampliamenti), l’adesione contemporanea alla Misura 214. La misura 216, in considerazione degliimpegni previsti e per la superficie impegnata contemporaneamente alle due Misure, contribuiscepotenzialmente:• all’obiettivo agro ambientale di “Conservazione e valorizzazione dello spazio naturale” con tutte le azioni(anche in funzione della loro destinazione territoriale esclusiva o preferenziale);• all’obiettivo agro ambientale di "Tutela delle risorse idriche", attraverso la realizzazione di siepi, filari,boschetti (Azioni A) la creazione di fasce tampone (Azione C) e la riqualificazione di zone umide (AzioneD);• all’obiettivo agro ambientale di "Tutela del territorio" in virtù degli effetti di contrasto ai fenomeni didissesto idrologico e di erosione del suolo esplicati dall’azione A e dall’azione B “Ripristino e ampliamentodi muretti a secco, terrazzamenti e ciglionamenti pre-esistenti”.Gli apporti positivi della Misura agli obiettivi agro ambientali sono però condizionati dalla non uniformepartecipazione alle suddette Azioni: la scarsa partecipazione alla Azioni a), con due sole domande ammessedi cui solo per una si evidenzia la contemporanea partecipazione alla Misura 214; la nulla partecipazione alleAzioni c) e d) con nessuna domanda presentata; la relativamente elevata partecipazione alle Azione b) con165 domande ammesse di cui 107 con adesione congiunta alla Misura 214; la modesta adesione all’Azione e)con 5 domande ammesse, tutte realizzate contemporaneamente alla Misura 214.pag. 141


VALUTAZIONE PSR 2007-2013 CAMPANIA: AGGIORNAMENTO RAPPORTO VALUTAZIONE INTERMEDIA 2012‣ In che misura l’aiuto ha contribuito alla salvaguardia e valorizzazione della biodiversità di specie ehabitat dei territori agricoli e forestali?La Misura contribuisce alla salvaguardia e valorizzazione della biodiversità attraverso le azioni a),b) ed e) conuna superficie totale interessata pari a circa 376 ettari, per oltre il 94 % ricadenti in aree protette, doveesistono le condizioni idonee alla massimizzazione degli effetti.In considerazione delle superfici impegnate, il contributo alla salvaguardia della biodiversità è relazionabilesoprattutto al ripristino ed ampliamento dei muretti a secco e dei terrazzamenti, che dando ospitalità ad unafauna ed una flora molto varia, determinano la conservazione di importanti situazioni ecotonali. Minore èl’apporto ottenuto grazie all’impianto o ripristino di siepi, filari e boschetti la cui importante funzione dicorridoi ecologici e di serbatoi rifugio per la biodiversità è vanificata dall’esiguità delle strutture impiantate omantenute, ancor più evidente se se ne considera la localizzazione nelle aree protette. Altrettanto esiguorisulta il contributo dell’azione e) che tende a proteggere la biodiversità attraverso l’attenuazione del conflittotra le specie selvatiche e le attività agricole.‣ In che misura l’aiuto ha contribuito a ridurre il conflitto tra le attività agricole e le esigenze di tuteladegli habitat e delle specie ?I danni provocati dalla predazione del lupo agli animali al pascolo e quelli prodotti dai cinghiali alla ricerca dicibo su appezzamenti agricoli, spesso determinano un conflitto tra l’esigenza di tutela delle specie e lenecessità dell’attività agricola. Un efficace sistema di riduzione di tale conflitto consiste nel prevenire i dannida fauna selvatica attraverso la costruzione di recinzioni. Il contributo apportato dall’azione e) della Misura216 alla riduzione di tale conflitto, alla luce delle superfici impegnate, appare però di entità modesta.‣ In che misura l’aiuto ha contribuito al mantenimento delle zone umide e alla qualità delle acquesuperficiali ?La Misura contribuisce al mantenimento delle zone umide e alla qualità delle acque superficiali attraverso leazioni a) c) e d). Come già ricordato le azioni c) e d) non presentano superfici ammesse all’aiuto per cuil’apporto della Misura in tale ambito appare modesto e limitato alla funzione depuratrice o tampone dei siepie filari realizzati con l’Azione a).‣ “In che misura gli investimenti sovvenzionati hanno contribuito a rafforzare in termini di pubblicautilità, le zone Natura 2000 o altre zone di grande pregio naturale?”Gli impegni effettuati in applicazione della misura 216 esplicano un effetto di tutela del paesaggio su tutto ilterritorio ed in particolare nelle zone Natura 2000 e nella aree ad alto valore naturalistico.La Convenzione europea svoltasi a Firenze nel 2000 ha definito il paesaggio una determinata parte diterritorio, così come è percepita dalle popolazioni, il cui carattere deriva dall'azione di fattori naturali e/o umani edalle loro interrelazioni. Il paesaggio, in particolar modo il paesaggio rurale rappresenta la forma delterritorio, creata dall’azione della comunità umana che vi è insediata, che agisce sul suolo imprimendogli isegni della sua cultura. Esso rappresenta un elemento chiave del benessere individuale e sociale e acquistain tal senso il carattere di pubblica utilità. Nelle aree naturali protette e nelle zone agricole di alto valorenaturale il paesaggio rappresenta un elemento fondante ed un bene comune da tutelare.La Misura 216, attraverso le azioni a) e b), svolge un ruolo di rafforzamento delle caratteristiche delpaesaggio rurale attraverso l’inserimento di siepi filari e la ricostituzione dei terrazzamenti, cioè ilreinserimento o mantenimento di elementi tipici di un paesaggio agrario di tipo tradizionale. La superficiecoinvolta incide inoltre positivamente sugli aspetti legati alla diffusione dei sistemi agroforestali ad alto valorenaturale, costituendo le siepi e filari, i boschetti, i muretti a secco ed i terrazzamenti, elementi caratterizzantitali sistemi 38 . La regione Campania ha effettuato una definizione di aree ad alto valore naturalistico38 Questi elementi strutturali sono inseriti nel approccio proposto da Andersen (2003) per la determinazione delle HNV della tipologia 2:aree agricole dominate da agricoltura estensiva o da un mosaico di aree semi-naturali e coltivate, caratterizzate da tipici elementistrutturali di piccola scala, quali siepi, muretti a secco,ruscelli e boschetti..pag. 142


VALUTAZIONE PSR 2007-2013 CAMPANIA: AGGIORNAMENTO RAPPORTO VALUTAZIONE INTERMEDIA 2012applicando in ambito regionale un concetto definito a livello comunitario 39 , e utilizzando a tale fine ladelimitazione proposta dal Piano Territoriale Regionale della Campania (L.R. 16/2004) attraverso i Sistemi diSviluppo Locale (STS) e i Sistemi del Territorio Rurale (STR). Tale delimitazione è stata successivamenteampliata fino a ricomprendere 37 comuni della penisola amalfitana e 9 comuni delle Isole del golfo di Napoli.L’azione di rafforzamento delle caratteristiche del paesaggio acquista, in Natura 2000 e nelle aree ad altovalore naturalistico, maggiore efficacia poiché le superfici interessate incidono in zone già in possesso diqualità paesaggistiche intrinseche. Tanto più che l’accesso alla misura prevedeva nei casi in cui non ci fosseuna contemporanea adesione alla misura 214 l’obbligo per le superfici impegnate di ricadere nelle zoneNatura 2000 o ad Alto valore Naturalistico. Rispetto a tale obiettivo i valori quantitativi di risultato mostranocome ben il 46 % delle superfici impegnate alle azioni a) e b) della misura ricadano in Zone Natura 2000, masolo il 2,6 % di esse insiste nelle aree definite ad Alto valore Naturalistico 40 .‣ In che misura gli investimenti hanno contribuito a conservare lo spazio rurale?Ai fini della quantificazione degli effetti della Misura in riferimento al miglioramento e conservazione dellospazio naturale, si sono considerate le sole superfici dichiarate all’azione 216 b 41 in relazione alla specifichepotenzialità della misura/azione nell’attenuazione delle problematiche del suolo ed in particolare dellamitigazione del dissesto idrogeologico e dei fenomeni erosivi.Rispetto al dissesto idrogeologico sono state prese in considerazione, nello studio effettuato (si vedanell’analisi di Misura in Allegato 1) le particelle dichiarate alla misura/azione e ricadenti nei Bacini idrograficidel Liri Garigliano Volturno (d.s LGV) e del Sinistra Sele (d.s. SS), in questi bacini si localizza infatti il 94%della superficie dichiarata e territorializzabile, cioè la superficie riferita alle particelle catastali presenti nellostrato vettoriale del catasto utilizzato 42 . Dei circa 351 ettari dichiarati e presenti nei due bacini considerati il9,5 % si localizza in aree a rischio di dissesto idrogeologico “elevato “ e “molto elevato” 43 , mentre circa il41% nelle aree zonizzate a medio rischio. La distribuzione delle superfici nei due bacini non risulta peròomogenea e la superficie ricadente nelle aree a rischio elevato e molto elevato è quasi esclusivamenteinterna al bacino del L G V. L’efficacia ambientale degli investimenti potrebbe essere rafforzata attraversol’inserimento di aree preferenziali nelle norme di attuazione della Misura, utilizzando la pianificazione dibacino come strumento di conoscenza del territorio.Per ciò che attiene invece l’incidenza della misura azione sulla riduzione dell’erosione idrica la valutazione èstata effettuata, in applicazione del modello RUSLE, sulle particelle catastali interessate, attraverso ilconfronto tra l’erosione media stimata in assenza ed in presenza di opere di contenimento (si vedaprecedente capitolo 4 del presente Rapporto).Sulla base dei risultati ottenuti si evidenzia che i terrazzamenti mantenuti in buono stato di funzionalitàhanno un incidenza molto alta con un valore di riduzione dell’erosione totale di circa l’84% e punte diincidenza sulle superfici utilizzate a vigneto pari a quasi il 90%.39 Tali aree sono state individuate coerentemente con quanto stabilito dall’Agenzia europea - EEA- (in “High nature value farmland.Characteristics, trends and policy challenger”, 2004), che, tra le tipologie di AVN descrive anche “quell’area agricola dominata daun’agricoltura a bassa intensità, ovvero da un mosaico di aree semi-naturali e coltivate, intervallate da tipici elementi strutturali dipiccola scala, quali siepi, muretti a secco, ruscelli, boschetti”.40 Le superfici qui considerate fanno riferimento alle domande con istruttoria conclusa al 31_12_11 e pertanto non tengono conto dellesuperfici impegnate a seguito del bando scaduto nel ottobre 2011.41 In considerazione del fatto che rispetto a tale obiettivo la superficie dell’azione b) rappresenta il 98% della superficie di misura utile.42 Sul totale delle superfici dichiarate alla misura 216_b (410 ha) ne risultano territorializzabili 373 ha di questi 351,51 si collocano nellearee di pertinenza dei bacini LGV e SS.43 Per il bacino del LGV sono state considerate le seguenti classi di rischio “Area a rischio potenzialmente alto e area d' attenzionepotenzialmente alta”, “Area a rischio molto elevato e area d'alta attenzione”, “Area a rischio elevato e area di medio alta attenzione”,per il Bacino del SS le classi di rischio “Elevato” e “molto elevato”.pag. 143


VALUTAZIONE PSR 2007-2013 CAMPANIA: AGGIORNAMENTO RAPPORTO VALUTAZIONE INTERMEDIA 2012Misura 221 – Imboschimento di terreni agricoli‣ In che misura l’aiuto ha contribuito in maniera significativa alla creazione di zone forestali compatibilicon la protezione dell’ambiente?La riconversione di suoli agricoli in terreni forestali, sia a titolo definitivo che temporaneo, contribuisce allaprotezione dell’ambiente, alla mitigazione dei cambiamenti climatici nonché alla conservazione e alladifferenziazione produttiva e paesaggistica degli ambienti agricoli.Tutta la superficie imboschita e mantenuta con il sostegno della Misura 221 partecipa, seppur con modalità eintensità diverse, alla protezione dell’ambiente. Gli indicatori di prodotto utilizzati forniscono indicazioni sullasignificatività della misura sia in termini di superficie coinvolta, totale e disaggregata per tipologie diintervento, sia per numero di progetti realizzati, includendo, i “trascinamenti” ovvero le superfici imboschitedurante i precedenti periodi di programmazione e attualmente supportate a valere sul bilancio del PSR 2007-2013. La superficie complessivamente interessata dalla Misura (SOI) ammonta a 6.033 ettari, corrispondenteall’1% circa della superficie eleggibile, ovvero la SAU regionale.La riconversione dei terreni agricoli in impianti boschivi ha interessato 1.752 aziende agricole, pari al 1,3%delle aziende agricole presenti in Regione (ISTAT 2010).‣ In che misura l’aiuto ha contribuito a creare zone forestali gestite in maniera sostenibile checontribuiscono a mantenere le funzioni ecologiche delle foreste e a prevenire i pericoli naturali e gliincendi?La domanda è considerata di carattere generale e nel termine “funzioni ecologiche” si è scelto di farconfluire tutti gli obiettivi specifici dell’Asse a cui la misura partecipa. Questi vanno dalla conservazione dellabiodiversità e degli habitat, alla tutela delle risorse idriche e del suolo, alla mitigazione dei cambiamenticlimatici e infine al presidio del territorio e al mantenimento e diversificazione delle attività agricole.Ad ogni obiettivo specifico il cui grado di compimento è espresso dal corrispondente indicatore di risultatocomune n. 6. Al 2011 gli impianti realizzati e sostenuti garantiscono un raggiungimento del valore-obiettivodell’indicatore R6 superiore al 70% per tutte le componenti considerate.Il raggiungimento degli obiettivi è strettamente collegato all’adozione di una coerente territorializzazionedegli interventi, favorita dai criteri selezione definiti nel bando. L’approccio territoriale, esaltando lamultifunzionalità dei boschi, permette di concorrere contemporaneamente al raggiungimento di più obiettivispecifici. In altre parole, l’efficacia degli interventi (intesa come capacità di perseguire gli obiettiviprogrammatici) è funzione non solo delle loro caratteristiche intrinseche, ma del contesto ambientale in cuiessi si realizzano.La territorializzazione delle superfici potenzialmente favorevoli alla conservazione della biodiversità, rispettoalle pertinenti aree prioritarie, permette di valutarne meglio l’efficacia: gli impianti realizzati ricadono per il25% in aree della Rete Natura 2000 e per il 17% in aree protette, siano esse parchi o riserve. Tali risultatipossono essere valutati in funzione della percentuale di superficie eleggibile, la SAU regionale, ricadente neimedesimi ambiti. Considerando che il 13% della SAU regionale ricade in aree Natura 2000, il fatto che il25% degli impianti ricada nello stesso strato, dimostra la capacità della Misura di indirizzare gli investimentiverso tali ambienti prioritari per la conservazione della biodiversità.Il valore dell’indicatore di risultato calcolato con riferimento all’obiettivo specifico sul miglioramento delleacque (R6-b) è di 6.000 ettari, pari al 70% del valore obiettivo. Solo 162 ettari (3%) ricadono nell’areaprioritaria delle zone vulnerabili ai nitrati (ZVN). Il rapporto tra SAU in ZVN e SAU totale è pari al 13% e taledifferenza evidenzia una mancata concentrazione degli interventi di imboschimento nelle aree ad agricolturaintensiva prioritarie per il raggiungimento dell’obiettivo specifico sull’acqua.La classificazione degli interventi per zone altimetriche (pianura, collina, montagna) evidenzia come circa il48% della SOI ricada in aree collinari, il 36% in pianura e il 16%, circa 950 ettari, in aree montane. Se gliimboschimenti in pianura risultano strategici per gli obiettivi sulla biodiversità, l’acqua e il clima, laconcentrazione in aree collinari rappresenta una opportunità per la tutela del suolo e la diversificazione dellepag. 144


VALUTAZIONE PSR 2007-2013 CAMPANIA: AGGIORNAMENTO RAPPORTO VALUTAZIONE INTERMEDIA 2012attività produttive. I terreni destinati agli impianti sono generalmente i meno favorevoli alla produzioneagricola, per via dell’accessibilità, della scarsa produttività, o della sensibilità a fenomeni di dissestoidrogeologico. In questa ottica, oltre alla funzione produttiva di medio lungo termine, l’impianto svolgeun’importantissima azione protettiva sul suolo e sull’acqua.‣ In che misura l’aiuto ha contribuito a conservare lo spazio rurale e a migliorare l’ambiente?Il contributo della Misura al raggiungimento dell’obiettivo generale dell’Asse 2 sul miglioramentodell’ambiente può essere espresso attraverso gli indicatori di impatto e relativi dati di contesto.I soli boschi naturaliformi con vincolo permanente risultano compatibili con la creazione di aree forestali dialto valore naturale (AVN-HNV), d'altronde, le disposizioni riportate nel PSR e negli allegati al Bando perl’attuazione dell’Azione A, sono conformi ai principi di elevata valenza naturale individuati in ambitocomunitario. A queste possono essere comunque sommate le superfici imboschite – a titolo permanente –durante le precedenti programmazioni. Al 2011 la superficie imboschita, potenzialmente AVN, è pari a 1.586ettari di cui 102 ha di nuovi impianti Azione A e 1.484 ha di trascinamenti. Rispetto alla superficie forestaleAVN presente in Campania la Misura 221 ha inciso marginalmente, incrementando le aree AVN dello 0,2%.L’applicazione dell’indicatore comune di impatto “Ripristino della biodiversità”, stimato in funzione dell’indiceFBI (Farmland Bird Index), non ha dato riscontri statisticamente rappresentativi per le superfici imboschitenell’ambito della Misura 221. Tuttavia data la valenza ambientale degli impianti realizzati è verosimile che laMisura sortisca effetti significativi e positivi nei confronti della tutela della fauna minore andando ad integrarela rete ecologica regionale.Le analisi sulla qualità delle acque affrontate a livello di Programma nel capitolo sugli impatti ambientalihanno evidenziato un significativo contributo unitario (ad ettaro) della Misura 221, esclusi gli impianti a ciclobreve. Il passaggio da agricolo (seminativo) a bosco determina una riduzione netta degli apporti difertilizzanti azotati al terreno, cui si aggiunge la funzione di fito-depurazione esercitata dagli apparati radicali.Rispetto alla riduzione complessiva di azoto minerale distribuito in Regione grazie al PSR (214/a; 214/b; 221)la Misura 221 incide per il 30%.Per quanto concerne l’obiettivo sulla riduzione delle emissioni di gas-serra questo è perseguito attraversodue azioni parallele: la riduzione degli apporti di azoto minerale e l’assorbimento del carbonio nella biomassalegnosa. La riduzione delle fertilizzazioni azotate determina una proporzionale riduzione delle emissioni diprotossido di azoto che per la sola Misura 221 è stata stimata, in termini di CO 2eq , in 1.290 tonnellate/anno,pari ad un terzo del contributo complessivo del Programma. Tale risultato determina una riduzione delleemissioni regionali di protossido di azoto da fertilizzazione minerale pari allo 0,8%.La stima dell’indicatore supplementare “assorbimento di anidride carbonica e fissazione del carbonio(tCO 2eq·anno -1 )” è basata sulla metodologia semplificata IPCC e sull’applicazione di parametri diaccrescimento reali ottenuti da rilievi campionari effettuati su 23 impianti (trascinamenti) localizzati in 3Provincie della Regione. Il modello ha permesso di stimare l’impatto della misura in 14.887 tCO 2eq·anno -1 . IlC-sink forestale negli impianti M221 rappresenta il 22% dell’impatto complessivo del Programma.La riduzione dell’erosione (perdita di suolo) nelle aree di pertinenza della Misura 221 è pari a 83.524 t/anno.Il contributo viene esercitato prevalentemente dalle superfici in trascinamento, le quali si dispongonoprevalentemente in collina e in modo particolare gli impianti realizzati con il sostegno della Misura H. Tra leMisure/azioni considerate per l’Asse 2, la Misura 221 si distingue per una elevata efficacia unitaria,principalmente collegata ad un favorevole fattore di copertura del suolo (C-RUSLE), efficienza che risultaridotta in termini di impatto complessivo data la quota parte di superficie interessata, marginale rispetto allemisure agro-ambientali.‣ In che misura l’aiuto ha contribuito al mantenimento o al miglioramento dei paesaggi e delle lorocaratteristiche?Alle domande comuni si aggiunge una domanda integrativa formulata a livello regionale specificatamentefocalizzata sul paesaggio. La peculiarità del paesaggio rurale campano, che costituisce un vero e propriopatrimonio regionale, deve essere assolutamente tutelato e tenuto in considerazione ogni qual volta sivadano a realizzare interventi atti a modificare l’assetto del territorio. L’arboricoltura da legno, in particolarepag. 145


VALUTAZIONE PSR 2007-2013 CAMPANIA: AGGIORNAMENTO RAPPORTO VALUTAZIONE INTERMEDIA 2012la nocicoltura, in Campania ha tradizioni antichissime. Gli impianti multi specifici di latifoglie ben si integranoin un contesto territoriale dove la presenza di altre formazioni boschive, a gruppi (boschetti), o lineari (siepi)è piuttosto diffusa. Essi costituiscono inoltre un elemento di differenziazione del paesaggio che ne esalta lapercezione visiva.Misura 223 – Imboschimento di terreni non agricoli‣ In che misura l’aiuto ha contribuito alla creazione di zone forestali in maniera significativa?La riconversione delle superfici non agricole, così come identificate nel bando, in terreni forestali, sia a titolodefinitivo che temporaneo, contribuisce alla protezione dell’ambiente, alla mitigazione dei cambiamenticlimatici nonché alla conservazione e alla differenziazione produttiva e paesaggistica delle aree rurali.Tutta la superficie imboschita e mantenuta con il sostegno della Misura 223 partecipa, seppur con modalità eintensità diverse, alla protezione dell’ambiente. Gli indicatori di prodotto forniscono indicazioni sullasignificatività della misura, sia in termini di superficie coinvolta, totale e disaggregata per tipologie diintervento, sia per numero di progetti realizzati. La superficie complessivamente interessata (SOI) ammontaa 529 ettari, il 30% del valore-obiettivo, di questi 528 costituiti da impianti di arboricoltura da legno a ciclomedio-lungo. Il numero di beneficiari (14) risulta nettamente inferiore alle attese (2% del target). Il 97%degli impianti hanno interessato la Provincia di Salerno per un totale di 516 ettari. Tali impianti risultano ingran parte realizzati in sostituzione di imboschimenti preesistenti, utilizzati e successivamente abbandonati,riconducibili ai finanziamenti del Progetto Speciale n. 24. Il recupero di tali aree, significativo dal punto divista ambientale, assume una connotazione simbolica e sociale di primaria importanza.‣ In che misura l’aiuto ha contribuito a creare zone forestali gestite in maniera sostenibile checontribuiscono a mantenere le funzioni ecologiche delle foreste e a prevenire i pericoli naturali e gliincendi?I rimboschimenti contribuiscono positivamente alla conservazione della biodiversità e degli habitat nonchéalla mitigazione dei cambiamenti climatici. Ad ogni obiettivo specifico corrispondente una componentedell’indicatore di risultato n. 6. Al 2011 gli impianti realizzati garantiscono un raggiungimento delle singolecomponenti dell’indicatore R6, del 28%.Gli imboschimenti rappresentano un elemento di differenziazione dell’ecosistema agricolo cui si associano lacreazione di nuovi habitat e zone ecotonali comunque favorevoli alla conservazione della biodiversità. Sia iboschi naturaliformi che le fustaie a ciclo lungo costituiscono ambienti particolarmente adatti alla tutela dellabiodiversità e la diffusione di habitat forestali ad alto valore naturale in quanto caratterizzati da turnisufficientemente lunghi. La territorializzazione delle superfici potenzialmente favorevoli alla conservazionedella biodiversità rispetto alle pertinenti aree prioritarie permette di valutarne l’efficacia. Gli impianti ricadonoper il 28% in aree prioritarie per la conservazione della biodiversità (aree Natura 2000 e altre aree protette -EUAP). Nello specifico il 3% degli impianti ricadono in aree della Rete Natura 2000 e ben il 26% di questi inaltre aree protette.Per quanto concerne l’obiettivo di riduzione dei gas serra questo sarà perseguito attraverso l’assorbimentodel carbonio nella biomassa legnosa, la presenza di formazioni arboree determina infatti un bilancio delcarbonio sempre positivo, pur considerando che il processo di sequestro dall’atmosfera, a lungo termine,dipende dall’uso del legno prodotto e dalla gestione del suolo e della sostanza organica. Nel bilancio ènecessario considerare che gli impianti per la produzione di legname contribuiscono a ridurre le utilizzazioni,dunque la pressione, nei boschi naturali con conseguente aumento della provvigione e della capacità distoccaggio dei serbatoi forestali regionali.La tutela del suolo dai principali fenomeni di degradazione, può essere esercitata dagli imboschimentirealizzati in aree soggette a rischio di erosione idrica e gravitativa nelle zone di collina e di montagna.Inoltre, si prevede che gli interventi possano contribuire ad un generale miglioramento delle condizionibiologiche e strutturali del suolo forestale rispetto al suolo agricolo. La classificazione degli interventi perzone altimetriche (pianura, collina, montagna) nelle quali si è realizzato evidenzia come il 79% della SOIricada in aree di pianura, il 21% in aree collinari, mentre, coerentemente con le disposizioni attuative,nessun intervento è localizzato in aree montane.pag. 146


VALUTAZIONE PSR 2007-2013 CAMPANIA: AGGIORNAMENTO RAPPORTO VALUTAZIONE INTERMEDIA 2012‣ In che misura l’aiuto ha contribuito a conservare lo spazio rurale e a migliorare l’ambiente?La ridotta superficie interessata non permette di apprezzare impatti tangibili su biodiversità o aree di altovalore naturale. Tuttavia si ritiene che gli imboschimenti promossi nell’ambito della Misura 223, la quale nonammette a finanziamento impianti a ciclo breve, siano coerenti con tali priorità strategiche.La stima dell’indicatore supplementare “assorbimento di anidride carbonica e fissazione del carbonio(tCO 2eq·anno -1 )” è basata su una metodologia sviluppata a partire dalle linee guida IPCC descritta in allegato.Gli impianti realizzati potranno determinare complessivamente la fissazione e lo stoccaggio di circa 1.288tCO 2eq·anno -1 e di 28.437 tCO 2eq alla fine del ciclo colturale.La riduzione dell’erosione viene determinata per differenza con la situazione ante intervento stimataipotizzando che tutte le superfici fossero precedentemente incolti. Gli ottimi risultati ottenuti in termini diefficacia specifica - si ipotizza una riduzione dell’erosione nelle aree di intervento pari a circa il 70% -risultano riconducibili ad un fattore C, di copertura del suolo, della RUSLE particolarmente favorevole,vengono notevolmente ridimensionati se si considera l’impatto complessivo a livello di Programma, data laquota parte marginale delle superfici non agricole imboschite rispetto alle superfici complessivamenteinteressate dalle misure dell’Asse 2.Misura 225 – Pagamenti silvo-ambientali‣ In che misura gli ecosistemi forestali di alto pregio sono stati mantenuti o rafforzati grazie ai pagamentisilvoambientali?La Misura 225 ha sostenuto impegni silvo-ambientali che hanno contribuito a migliorare l’assetto ecologicodegli ecosistemi forestali della Regione. Al 2011 risultano chiusi 120 contratti per una superficie forestale dicirca 43.000 ettari. L’intervento prevalente, in termini di numero di contratti e superficie coinvolta nell’ambitodell’Azione B “mantenimento delle radure”, 94% della superficie totale. I beneficiari sono per i due terziComuni, pertanto la Misura ha operato prevalentemente in boschi pubblici.I pagamenti silvo-ambientali risultano essere strettamente collegati con la possibilità di vedere sottoscritti,da parte dei beneficiari, impegni direttamente riconducibili all’adozione di pratiche di gestione compatibili conla salvaguardia di “aree forestali ad alto valore naturale” (HNVf – High Nature Value forests), concettopromosso nell’ambito del QCMV come indicatore iniziale (n. 18), di risultato (n. 6.a) e di impatto (n. 5). Vistal’impossibilità di disporre dati circa la localizzazione delle HNV forestali regionali, così come identificate dallaRete Rurale Nazionale, allo stato attuale si è preferito utilizzare, per applicabilità a fini valutativi, un lavoroaffine sulla identificazione a livello nazionale delle High Conservation Value Forests (HCVFs), il qualepermette la spazializzazione dei risultati e la sovrapposizione con le aree di intervento del PSR. Le HCVFscampane ammontano a 318.253 ettari, un valore piuttosto elevato pari al 69% della superficie forestaleregionale. La sovrapposizione della SOI silvo-ambientale con le HCVFs mostra come l’85% della superficieimpegnata ricada in foreste di alto valore conservazionistico. Questo dato, confrontato con il valore medioregionale del 69%, evidenzia la buona capacità della Misura 225 di operare in ambiti territoriali prioritari.‣ In che misura i pagamenti silvoambientali hanno contribuito al mantenimento o al miglioramento dellabiodiversità?Gli impegni sottoscritti sono accomunati principalmente dagli obiettivi sulla tutela della biodiversità e lavalorizzazione di habitat forestali di alto valore naturale. In particolare l’Azione B “mantenimento radure”,prima in quanto a superficie coinvolta, concorre esclusivamente a tale obiettivo. Questa concentrazione haportato al raggiungimento e al superamento del target regionale in termini di superficie coinvolta (120%).Rispetto alla distribuzione degli interventi per aree prioritarie, l’analisi ha fornito risultati decisamenteconfortanti. Oltre l’80% della SOI ricade infatti in aree Natura 2000 o comunque protette.L’indicatore di impatto n. 4 sulla biodiversità, basato sulle variazioni dell’incide FBI, risulta, per definizione,non coerente con l’ambito di applicazione (forestale) della Misura in quanto sviluppato per ambienti agricoli.pag. 147


VALUTAZIONE PSR 2007-2013 CAMPANIA: AGGIORNAMENTO RAPPORTO VALUTAZIONE INTERMEDIA 2012di origine artificiale, in quanto gli stessi non possono prescindere da una attenta analisi della struttura dellacomposizione e della evoluzione del soprassuolo in relazione alle caratteristiche stazionali.Complessivamente i progetti sovvenzionati sono 31 (il 9% dei progetti finanziati dalla misura 226) per unimporto di 2.740.555 (il 3% dei finanziamenti totali).In relazione all’obiettivo di ridurre il rischio di incendi, la misura, con le azioni “C” e “D”, ha dato uncontributo interessante al mantenimento delle foreste, accentuato soprattutto nella ultima fase di attuazione(2011), destinando circa il 30% delle risorse disponibili per interventi di realizzazione e manutenzione diinfrastrutture e strutture specifiche per la lotta attiva agli incendi boschivi. Questi interventi operano insinergia con le operazioni realizzate nell’ambito del Piano Antincendio Boschivo della Regione Campaniamassimizzandone gli effetti.Gli impatti più significativi della Misura si sono tuttavia avuti con l’azione “E” finalizzata al mantenimentodelle foreste attraverso la realizzazione di opere di sistemazione idraulico-forestale che hanno determinatouna riduzione del rischio idrogeologico. Le risorse finanziarie impegnate per tale finalità sono il 66% dellerisorse disponibili complessive. Con i numerosi (110) progetti finanziati si interviene in ambito di bacino e siassicura anche una più ampia protezione delle superfici forestale in esso presenti (obiettivo specifico dellaMisura 226); nei “casi di studio” svolti quest’ultimo effetto non sempre è risultato di immediata e sempliceidentificazione.‣ In che misura gli interventi sovvenzionati hanno contribuito a migliorare la gestione sostenibile deiterreni forestali?La Misura non ha realizzato specifici interventi finalizzati a migliorare la gestione sostenibile dei terreniforestali, salvo tra di essi considerare i già citati interventi selvicolturali di prevenzione dagli incendi (azioneB) richiamati in risposta della precedente Domanda.‣ In che misura gli interventi sovvenzionati hanno contribuito a migliorare l'ambiente?Gli impatti di natura ambientale, di tipo diretto ed indiretto della Misura derivano dalla difesa del patrimonioforestale (e quindi delle sue funzioni ambientali) attraverso le già citate azioni di prevenzione dagli incendi edal dissesto idrogeologico. In relazione alla protezione del suolo gli interventi sovvenzionati dalla Misura 226apportano evidenti benefici al bacino idrografico e contribuiscono ad assicurare una gestione efficiente delreticolo idrico che consente di prevenire dissesti territoriali (frane, smottamenti) e quindi contribuisce alladifesa del suolo in senso lato.L’attenzione per la conservazione della biodiversità si è avuta negli interventi che prevedono piantumazioni inquanto, in genere, si sono utilizzate specie autoctone e materiale reperito in zona.Misura 227 – Investimenti forestali non produttivi‣ In che misura gli investimenti sovvenzionati hanno contribuito al mantenimento o alla promozione disistemi forestali sostenibili?La Misura sostiene specifici investimenti forestali connessi all’adempimento di impegni che rappresentano uncosto netto per il proprietario, senza fornire alcun reddito, ma comunque tesi a valorizzare in termini dipubblica utilità le foreste. La Misura è connessa alla realizzazione di interventi per la manutenzione delterritorio, al fine di potenziare la multifunzionalità dei boschi in termini ambientali, socio-culturali e turisticoricreativi.Risultano finanziate 52 domande per un investimento complessivo di 32 Meuro. I 38 beneficiari sonocomposti prevalentemente da Amministrazioni comunali, salvo due progetti presentati dal Consorzio dibonifica Vallo di Diano e Tanagro. La ripartizione territoriale degli interventi e del volume totale degliinvestimenti per Provincia mostra la netta preponderanza degli stessi nella Provincia di Salerno, seguita daBenevento e Avellino. Infine la Provincia di Caserta, dove risulta un solo progetto finanziato e Napoli, conpag. 149


VALUTAZIONE PSR 2007-2013 CAMPANIA: AGGIORNAMENTO RAPPORTO VALUTAZIONE INTERMEDIA 2012nessuna istanza ammessa. L’assetto risulta coerente con le attese in quanto appare evidente il collegamentotra fabbisogno di tali tipologie di intervento e il territorio montano e forestale in genere.‣ In che misura gli investimenti sovvenzionati hanno contribuito a rafforzare le zone forestali in termini diutilità pubblica?Le operazioni di cui all’Azione B (Investimenti tesi a migliorare o incrementare la fruizione turistico-ricreativain ambiente forestale) rivolti ad un corretto uso pubblico dei boschi, hanno attivato oltre 30 Meuro di spesacoinvolgendo una superficie complessiva di 1.245 ettari. Essi contribuiscono al raggiungimento dell’obiettivospecifico sul presidio del territorio e il contrasto alla marginalizzazione delle aree forestali, con una efficaciadel 9% rispetto al target. Efficacia decisamente più consistente se espressa mediante l’indicatore di prodotto“Volume totale degli investimenti (€)” che si attesta sul 50% del valore-obiettivo.La fruizione a scopo turistico-ricreativo è una delle molteplici funzioni cui assolvono i boschi, in particolare iboschi pubblici. La valutazione del contributo di tali interventi al rafforzamento della pubblica utilità, intermini di incremento della fruibilità, richiederebbe tuttavia la definizione di un insieme di indicatori e di unsistema di monitoraggio specifici ad oggi non sviluppati.‣ In che misura gli interventi sovvenzionati hanno contribuito a migliorare l'ambiente e a preservare ilpaesaggio?Alla luce della natura degli impegni ad oggi sottoscritti (solo 32 ettari per l’Azione A) non si ritiene che laMisura 227 abbia contribuito in maniera significativa al raggiungimento degli obiettivi specifici ambientali chesi era preposta, in particolare la salvaguardia della biodiversità e la tutela del suolo.pag. 150


VALUTAZIONE PSR 2007-2013 CAMPANIA: AGGIORNAMENTO RAPPORTO VALUTAZIONE INTERMEDIA 20126.1.3 Asse 3 - Miglioramento della qualità della vita e diversificazione delle attivitàMisura 311 - Diversificazione verso attività non agricoleLa risposta alle domande valutative fa riferimento soprattutto ai risultati dell’indagine diretta svolta nel corsodell’anno su un campione rappresentativo di aziende beneficiarie della Misura. In alcuni casi (indicatori dioutput) tali informazioni saranno integrate dai dati di monitoraggio ricavabili dal sistema informativoregionale. La domanda relativa agli effetti del sostegno sulla qualità della vita, che per il momento vieneaffrontata a partire dagli elementi desunti dall’indagine campionaria svolta, verrà successivamente integratada quanto emerso dall’analisi specifica svolta su alcuni territori campione.‣ In che misura gli investimenti sovvenzionati hanno promosso la diversificazione delle attività dellefamiglie agricole in attività non agricole? Concentrare l'analisi sulle attività più importanti al riguardoI 114 progetti finanziati al dicembre del 2011 rappresentano solo poco più della metà (53%) del valoreobiettivo e pesano per il 2,4% sul totale delle aziende campane che svolgono altre attività remunerative inazienda (4.790 unità). Gli interventi sovvenzionati con la Misura sono dunque in grado di spostare solomarginalmente l’indicatore di baseline di obiettivo n. 27 “agricoltori con altre attività remunerative” (che èpassato dal 33,6% del 2007 al 35% del 2010), portandolo al 35,8%. La Misura in esame assume peraltro unpeso secondario all’interno dell’Asse 3, sia in termini di numerosità progettuale (il 14% del totale), che diinvestimento attivato (il 16% della spesa totale ammessa nell’Asse), ed anche in considerazione di ciò essariesce ad incidere solo marginalmente sulla più ampia tematica della diversificazione delle attività all’internodell’azienda agricola (criterio “La propensione alla diversificazione nelle famiglie agricole è incentivata grazieal sostegno”).Emerge inoltre con chiarezza come la diversificazione delle attività agricole sia correttamente intesa nellarealtà campana come un mezzo per le aziende più deboli e marginali (ad esempio le aree D pesano per il61% del totale) per “sopravvivere” sul mercato in una fase di profonda e generalizzata difficoltà economica.Le realtà aziendali e territoriali più forti, pur presenti all’interno del parco beneficiari (se ne ha un esempiolampante anche fra le aziende indagate), sembrano invece assumervi un peso percentuale del tuttomarginale.Fra le diverse tipologie d’intervento previste prevale con forza quella relativa all’agriturismo, che fa registrarecirca l’80% della progettualità e della spesa. Si tratta per la quasi totalità di interventi di natura tradizionalevolti all’incremento dei posti letto/ posti tavola agrituristici attraverso la ristrutturazione di immobili disponibiliin azienda ed inutilizzati al momento della domanda: quasi l’80% delle aziende beneficiarie indagate realizzanuovi posti letto (il 67% del totale) e/o posti tavola (il 56%) grazie al sostegno, con una mediarispettivamente di 8,2 e 32,2 per intervento pertinente. Nel residuo 20% degli interventi vengonounicamente introdotti nuovi servizi all’ospite (piscina, aree verdi, sale comuni, bacini artificiali, salepolivalenti, ecc.) nell’ottica di un miglioramento complessivo dell’offerta aziendale. L’interventosovvenzionato ha quindi mirato soprattutto all’incremento quantitativo dell’offerta agrituristica; ilmiglioramento qualitativo dell’ospitalità rurale è stato perseguito solo in combinazione con questa, anche sein misura comunque soddisfacente (criterio “L’offerta agrituristica nelle aziende beneficiarie è potenziata/qualificata grazie al sostegno”). D’altro canto solo il 33% degli agriturismi indagati ritiene che gli ospiti dellapropria azienda la scelgano grazie al ventaglio di servizi offerti, mentre più importante per attrarre flussituristici è ritenuta la posizione dell’azienda (56%), soprattutto se collocata in aree incontaminate e/ocaratterizzate da un bel paesaggio (44%). Coerentemente con tale considerazione, il 44% dei beneficiariritiene inoltre prioritario un intervento pubblico per la valorizzazione turistica del territorio come strumentoessenziale per la crescita ulteriore dell’azienda, mentre un ulteriore 22% si attende interventi diriqualificazione e valorizzazione ambientale e paesaggistica.Altra forma di diversificazione delle attività aziendali prevista dai bandi di Misura è la produzione di energiada fonti rinnovabili, che ha avuto peraltro una fase di avvio molto lenta e difficile e di conseguenza assumeun peso secondario all’interno del parco progetti sovvenzionato. I 10 interventi finanziati per 1,1 Meuro dicontributo pubblico riguardano soprattutto investimenti su pannelli fotovoltaici (6 progetti), ma anchepag. 151


VALUTAZIONE PSR 2007-2013 CAMPANIA: AGGIORNAMENTO RAPPORTO VALUTAZIONE INTERMEDIA 2012iniziative per la produzione di energia da eolico (2 progetti) e biogas (2 domande finanziate). Inoltre sononumerosi gli interventi che, in combinazione con l’investimento principale, prevedono l’uso di tecnologiebiocompatibili o fonti di energia rinnovabile (criteri di priorità). Nel campione indagato solo il 10% introducein azienda attività di produzione di energia da fonti rinnovabili: tutti gli interventi hanno riguardatol’installazione di pannelli fotovoltaici per la produzione di energia elettrica, con una potenza media perimpianto di 9,1 Kwp. Utilizzando i dati di spesa erogata, le risultanze dell’indagine diretta svolta e parametritecnico-economici desumibili da letteratura, la potenza che potrà essere installata può essere stimatacomplessivamente a 637 Kwp.‣ In che misura il sostegno ha promosso la creazione di posti di lavoro supplementari per le famiglieagricole al di fuori del settore agricolo?Le aziende beneficiarie indagate fanno registrare un incremento medio di 0,31 ULT/azienda (+32% rispettoalla situazione iniziale), evidenziando quindi il discreto effetto occupazionale del sostegno (criterio “le attivitàsovvenzionate contribuiscono alla creazione di occupazione, con particolare riferimento alla famigliaagricola”).L’incremento nell’impiego di manodopera aziendale assume ovviamente valori abbastanza diversi qualora cisi riferisca agli agriturismi di nuova apertura (+0,36 ULT/azienda, +41% rispetto alla situazione ex-ante) oad aziende già operanti al momento del contributo (+0,13 ULT/azienda, +10%). Le prime spostanomanodopera disponibile in azienda (soprattutto familiare) e sottoccupata nelle mansioni agricole tradizionaliverso le nuove attività di diversificazione (occupazione agricola: -0,15 ULT, pari a -16% rispetto all’anteintervento), nelle quali si creano opportunità occupazionali consistenti legate alle nuove attività (+0,5 ULT),con un effetto complessivo come già detto ampiamente positivo. Nelle aziende con agriturismo già attivo, adun’occupazione agricola stabile (a fronte comunque di dati di contesto che ne segnalano una complessivariduzione) si affianca una manodopera impiegata per attività di diversificazione in aumento (+0,13 ULT,+20%).Di particolare rilievo l’effetto sulla componente familiare della manodopera: +58%, con un incremento di0,11 ULT per azienda (da 0,19 ULT medie per azienda a 0,30), grazie esclusivamente alle attività didiversificazione (+0,12 ULT/azienda) finanziate, che assorbono anche una manodopera agricola in lieve calo.Le aziende sottoposte ad indagine fanno peraltro ampio ricorso alla manodopera familiare, che nellasituazione ante intervento rappresenta l’83% di quella non direttamente relativa al titolare.Nel complesso, comunque, le attività di diversificazione costituiscono un ottimo strumento per il sostegnoall’occupazione, in particolare di quella familiare, e per il consolidamento delle posizioni lavorative giàesistenti.D’altro canto, gli interventi sovvenzionati sembrano incidere solo marginalmente sulla riduzione dellastagionalità dell’impiego di manodopera, con il 22% dei soggetti indagati che non rileva alcun effetto in talsenso ed il 33% che lo valuta poco importante; nessuno afferma inoltre che gli investimenti sovvenzionaticontribuiscono in misura molto importante a favore di un utilizzo più equilibrato nel corso dell’anno dellamanodopera aziendale (criterio “l’utilizzo di manodopera aziendale nel corso dell’anno è più equilibrato grazieal sostegno).Gli investimenti sovvenzionati contribuiscono però ad accrescere la produttività del lavoro (espressa intermini di v.a./ULT): i nuovi agriturismi fanno registrare un incremento di oltre 5.000 euro/ULT (da 14.700euro/ULT a 20.000), grazie anche alla riorganizzazione dell’assetto aziendale ed all’espulsione dellamanodopera in eccesso dalle attività agricole tradizionali; gli agriturismi esistenti operano già inizialmentecon un’efficienza superiore (18.450 euro/ULT), ma riescono comunque a ottenere un lieve miglioramento(18.700 euro/ULT) grazie agli interventi sovvenzionati. Se dunque non si rileva una vera e propriaqualificazione della manodopera aziendale in termini di mansioni svolte (che restano per lo più ancorate atipologie del tutto tradizionali), è la riorganizzazione aziendale che deriva dall’investimento sovvenzionato arendere maggiormente produttivo il lavoro (criterio “le attività sovvenzionate contribuiscono allaqualificazione della manodopera aziendale”).pag. 152


VALUTAZIONE PSR 2007-2013 CAMPANIA: AGGIORNAMENTO RAPPORTO VALUTAZIONE INTERMEDIA 2012‣ In che misura il sostegno ha contribuito a migliorare la diversificazione e lo sviluppo dell'economiarurale?La Misura in esame ha finalità direttamente economiche, misurabili attraverso l’indicatore di risultato R7“Incremento lordo del valore aggiunto nelle aziende beneficiarie”. Il campione di aziende sottoposto adindagine ha fatto registrare nell’intervallo temporale 2009/2011 un incremento di valore aggiunto medio perbeneficiario di quasi 10.000 euro (di cui oltre 9.000 euro direttamente riconducibili alle sole attività didiversificazione), pari a un aumento percentuale del 62% rispetto alla situazione ex-ante (criterio “le attivitàsovvenzionate contribuiscono all’incremento del valore aggiunto dei soggetti beneficiari”).Tale incremento di valore aggiunto, che sembra particolarmente marcato in termini percentuali, non apparein realtà troppo soddisfacente in valore assoluto (meno di 10.000 euro per azienda contro i 12.000 previstiex-ante). Ciò sembrerebbe dipendere soprattutto da un campione caratterizzato da aziende di dimensioniparticolarmente ridotte, con 28.000 euro di fatturato medio. Gli effetti degli investimenti finanziati devonodunque essere interpretati in quest’ottica: 10.000 euro per azienda sono pochi ma potrebbero di per sésignificare la prosecuzione dell’attività e la mancata chiusura dell’azienda.La maggior parte (il 56%) delle aziende indagate afferma come finalità principale dell’investimento lavalorizzazione patrimoniale dell’azienda, con oltre il 20% dei soggetti intervistati che comunque persegueprioritariamente un incremento del reddito.Una certa differenza nelle performance determinate dall’investimento si nota confrontando le aziende che giàsvolgono attività di diversificazione al momento del contributo (peraltro solo il 25% del campione) con quelleche invece le introducono ex-novo. Per queste ultime, infatti, le attività agrituristiche (soprattutto)rappresentano fonti di reddito completamente nuove all’interno del bilancio aziendale e contribuisconopertanto ad accrescere notevolmente il valore aggiunto complessivo aziendale. L’incremento di valoreaggiunto fatto registrare dai nuovi agriturismi si avvicina infatti ai 12.000 euro contro i 2.700 euro rilevatinegli agriturismi già operanti al momento del contributo. Tale scarto assume un rilievo ancora maggiore se siconsiderano i rispettivi livelli di partenza: se infatti le aziende beneficiarie che introducono attivitàagrituristiche grazie al contributo facevano registrare un valore aggiunto “iniziale” medio di 12.800 euro (equindi l’incremento percentuale di v.a. supera il 90%), gli agriturismi esistenti partivano da livelli di v.a. piùelevati - quasi 24.000 euro per azienda (l’incremento percentuale è quindi solo del 12%). Le prime sonodunque piccole e piccolissime aziende, non particolarmente efficienti, alla ricerca di nuove fonti di redditoche possano affiancare e valorizzare le attività aziendali più “tradizionali”; le seconde rappresentano realtàun poco più forti e consolidate, che già godono di una migliore efficienza operativa guadagnata nel tempoattraverso la valorizzazione reciproca delle due componenti (agricola e agrituristica).I principali effetti reddituali si registrano dunque a seguito di investimenti in agriturismo: gli interventisovvenzionati indagati hanno comportato la realizzazione di oltre 8 nuovi posti letto e 32 coperti per aziendaed il miglioramento dell’attrattività complessiva dei posti letto esistenti (11 in media per azienda) attraversol’arricchimento dell’offerta complessiva aziendale (quasi sempre in combinazione con la prima). L’agirecongiunto di questi due effetti ha determinato circa 213 presenze annue aggiuntive per azienda (criterio “ilpotenziamento e la qualificazione dell’offerta turistica determinata dal sostegno stabilizza e/o incrementa lapresenza turistica”). La “capacità produttiva” (posti letto disponibili) degli agriturismi sovvenzionati vieneutilizzata per meno del 15% delle potenzialità: il tasso di utilizzazione (presenze effettive/presenze massimeassorbibili) subisce nel confronto ante/post un lieve incremento (dal 12,5% al 13,3%), soprattutto grazie allaperformance delle aziende già operanti (dal 12,5% al 15,1%). Congiuntamente al discreto incremento dellepresenze, si rileva una lieve riduzione della stagionalità dei flussi: tutti gli agriturismi già operanti indagatisottolineano un effetto dell’intervento sovvenzionato sull’ampliamento del periodo di presenza dei turisti inazienda, anche se solo un terzo di questi lo ritiene di una certa consistenza.Il grado di informatizzazione delle aziende agricole campane, anche se in crescita, è ancora molto basso: idati del Censimento dell’agricoltura 2010 evidenziano come solo nel 4% dei casi si utilizzi internet e glistrumenti informatici per la conduzione e la gestione amministrativa dell’azienda. Peraltro solo l’11% deisoggetti intervistati introduce tecnologie multimediali grazie all’intervento (internet per la gestione delleprenotazioni e per la pubblicità dell’agriturismo), mentre un altro 11% già ne faceva uso (criterio “Ildinamismo e la propensione all’innovazione delle aziende beneficiarie sono accresciuti grazie al sostegno”).Inoltre il principale canale di pubblicità e commercializzazione degli agriturismi intervistati è di gran lunga ilpassaparola (78%), mentre l’utilizzo del proprio sito internet assume un peso del tutto secondario (10%).pag. 153


VALUTAZIONE PSR 2007-2013 CAMPANIA: AGGIORNAMENTO RAPPORTO VALUTAZIONE INTERMEDIA 2012‣ In che misura gli investimenti sovvenzionati hanno contribuito a migliorare la qualità della vita nellezone rurali?Gli effetti del sostegno sulla qualità della vita delle popolazioni rurali possono essere analizzati e descrittiattraverso le diverse e molteplici dimensioni che la caratterizzano. Per il momento, in attesa che l’analisispecifica in fase di svolgimento giunga ad un adeguato stadio di “maturità”, si forniscono di seguito alcunielementi utili alla comprensione di un “fenomeno” di per sé complesso e multidimensionale.Innanzi tutto l’elemento più direttamente legato agli obiettivi della Misura, quello reddituale (criterio “ilsostegno ha contribuito a migliorare la situazione reddituale delle aziende beneficiarie”) ed occupazionale (“ilsostegno ha contribuito a migliorare la situazione occupazionale delle aziende beneficiarie”). Come già dettoin relazione ai quesiti specificamente a ciò rivolti, gli investimenti sovvenzionati producono degli effetti nontrascurabili sul valore aggiunto (+62%) e sull’impiego di manodopera (+32%) nelle aziende beneficiarie. Talieffetti assumono un’importanza ancora maggiore se inseriti in una situazione di contesto (agricoltura e, piùin generale, economia regionale e nazionale) di complessiva difficoltà 44 . Il quesito specifico che è statorivolto ai soggetti sottoposti ad intervista ha peraltro evidenziato come la grande maggioranza di questi (il78%) non rilevi alcun effetto da parte dell’investimento sovvenzionato sulla propria qualità della vita;laddove però un effetto, seppur minimo, viene rilevato questo viene attribuito esclusivamente a motivazionidi ordine economico (occupazionali ma soprattutto reddituali).Va a tal proposito sottolineato come, all’interno dell’effetto sull’impiego di manodopera, assuma un certorilievo la creazione di opportunità occupazionali per le donne (+0,17 ULT/azienda): in questo senso dunquegli interventi sovvenzionati partecipano al miglioramento della qualità della vita nelle zone rurali mediante uncontributo ad una maggiore uguaglianza di genere (criterio “le iniziative sovvenzionate aumentano leopportunità lavorative delle donne”).Un’altra dimensione della qualità della vita su cui potrebbe intervenire la Misura, attraverso gli interventi diintroduzione/ miglioramento di servizi sociali in azienda, è l’inclusione sociale (criterio “il sostegno hacontribuito a migliorare l’inclusione sociale”). Tale tipologia d’intervento non fa però registrare investimentisovvenzionati al 2011, per cui l’effetto della Misura sull’inclusione sociale, così intesa, è ad oggi nullo.Gli effetti ambientali della Misura, infine, si identificano con quanto realizzato nell’ambito degli investimentiper la produzione di energia da fonti rinnovabili: l’energia prodotta può essere ad oggi stimata in 2.694 Mwhannui (criterio “il sostegno ha contribuito a preservare e/o migliorare le risorse naturali”).Misura 312 - Sostegno alla nascita ed allo sviluppo di microimpreseCome per la Misura 311, la risposta alle domande valutative farà riferimento soprattutto ai risultatidell’indagine diretta svolta nel corso dell’anno su un campione di microimprese beneficiarie della Misura. Inalcuni casi (indicatori di output) tali informazioni saranno integrate dai dati di monitoraggio ricavabili dalsistema informativo regionale. La domanda relativa agli effetti del sostegno sulla qualità della vita, che per ilmomento viene affrontata a partire dagli elementi desunti dall’indagine campionaria svolta, verràsuccessivamente integrata da quanto emerso dall’analisi specifica svolta su alcuni territori campione.‣ In che misura gli investimenti sovvenzionati hanno contribuito a promuovere la diversificazione el’imprenditorialità?I 222 progetti finanziati al 31 dicembre del 2011 eccedono il valore obiettivo di Misura, fissato inizialmente a123 unità e poi portato a 205; l’investimento complessivamente attivato si avvicina a 60 Meuro, pari al96,1% del valore obiettivo. La risposta del territorio rurale all’offerta di incentivo è stata dunque più chesoddisfacente. I progetti conclusi sono però solo 45 (il 20% di quelli sovvenzionati), tutti nel corso del 2011,anche a causa delle numerose proroghe accordate per la realizzazione concreta degli interventi.44 Al momento non sono ancora disponibili i dati RICA riferiti all’anno 2011 necessari a “depurare” l’effetto lordo del sostegno da quantosarebbe comunque accaduto in assenza di questo e a giungere quindi all’effetto netto degli investimenti sovvenzionati.pag. 154


VALUTAZIONE PSR 2007-2013 CAMPANIA: AGGIORNAMENTO RAPPORTO VALUTAZIONE INTERMEDIA 2012Le 222 domande finanziate afferiscono quasi esclusivamente (94%) alla tipologia d’intervento b-Ricettività epiccola ristorazione, che attiva 56,2 Meuro di investimento complessivo. Si tratta per la quasi totalità diinterventi di ristrutturazione di immobili per la creazione di B&B o affittacamere a gestione familiare, mentregli interventi più innovativi assumono un peso del tutto trascurabile all’interno del parco progettisovvenzionato.Oltre il 90% delle microimprese beneficiarie viene creato ex-novo grazie al sostegno; ciò è particolarmenteevidente nell’ambito delle microimprese operanti nel campo della ricettività e della ristorazione, dove solo il7% dei beneficiari già era attivo al momento del contributo (criterio “Il sostegno ha agevolato la creazione dimicroimprese”).La Misura sovvenziona quindi un parco progetti particolarmente omogeneo: piccole attività di pernottamento(quasi esclusivamente: il 95%) e ristorazione a gestione familiare, create ex-novo grazie a consistentiinvestimenti su immobili disponibili e parzialmente inutilizzati. Si tratta di bed & breakfast, affittacamere,country house e altre attività di piccolo pernottamento (facendo leva sui dati rilevati grazie all’indaginediretta svolta, i nuovi posti letto realizzati in quest’ambito sono circa 8,3 per struttura, per un totale di oltre1.500) che vanno a “coprire” un vuoto effettivo nell’offerta turistica di alcune aree rurali della Regione, chesoffrono di una relativa scarsità e ridotta varietà della ricettività turistica. D’altro canto, si tratta troppospesso di microimprese turistiche scarsamente strutturate ed innovative, messe in piedi anche a causa delladisponibilità di un immobile del tutto o parzialmente inutilizzato e della concomitante offerta di contributo daparte del PSR. In questo senso è esemplificativo il fatto che solo il 27% dei soggetti intervistati abbiaindividuato come motivazione principale dell’intervento quella reddituale o occupazionale, mentre la maggiorparte di questi abbia sostenuto l’investimento con finalità soprattutto patrimoniali.Ridotto l’effetto della Misura sulle attività imprenditoriali già operanti, che come detto rappresentano menodel 10% del parco progetti sovvenzionato (criterio “Il sostegno ha consolidato il tessuto imprenditorialeesistente”).‣ In che misura gli investimenti sovvenzionati hanno contribuito a promuovere la creazione di posti dilavoro supplementari nelle zone rurali?Il sostegno determina un incremento nell’utilizzo di manodopera pari a 0,46 ULT per azienda, con un effettoovviamente maggiore nel caso di nuove microimprese (+0,51 ULT/azienda) rispetto a quelle già esistenti almomento della domanda (+0,13 ULT per azienda, pari a un incremento percentuale del 30%) (criterio “Leattività sovvenzionate contribuiscono alla creazione di occupazione supplementare nelle zone rurali”).Il dato, poco soddisfacente in relazione alle attese (0,8 ULT per azienda), risente in primo luogo dellarecente realizzazione degli interventi e dell’inadeguata risposta da parte dei potenziali fruitori (i turisti) dellestrutture realizzate col sostegno. Il settore turistico, soprattutto nelle aree più remote e marginali dellaRegione, è in difficoltà, le strutture realizzate col sostegno restano in parte inutilizzate e l’impiego dimanodopera non può che riflettere questa situazione.Le attività sovvenzionate rappresentano poi realtà produttive sostanzialmente residuali, sia in termini direddito che sono in grado di garantire ai titolari (si veda a proposito la risposta alla domanda n.3) che,quindi, di impegno di tempo che esse richiedono. Le microimprese finanziate impiegano infatti in media pocopiù di mezza ULT ciascuna, andando a configurarsi chiaramente come attività part-time che in alcuni casiintegrano una fonte di reddito principale del beneficiario, e che in altri consentono una, seppur solo parziale,autonomia economica a soggetti giovani che ancora vivono in famiglia.In questo senso può essere interessante notare come circa la metà (0,23 ULT per azienda) dellamanodopera aggiuntiva determinata dagli interventi sovvenzionati sia attribuibile a soggetti giovani (meno di40 anni), mentre la componente femminile rappresenta addirittura il 71% della nuova occupazione creata(0,33 ULT/azienda). E’ dunque importante sottolineare come, nonostante un effetto occupazionalecomplessivo non particolarmente marcato, siano proprio le componenti della popolazione ruralemaggiormente sfavorite ed in difficoltà sul mercato del lavoro (giovani e donne) a far registrare gliincrementi maggiori. Ciò anche nell’ottica di un trend positivo dei tassi di occupazione delle aree rurali: il42% dei soggetti beneficiari intervistati era infatti inoccupato (studenti, casalinghe, ecc.) al momento delladomanda, mentre le microimprese create da persone disoccupate sono solo il 21% del totale. La Misuraagisce dunque non solo sulla riduzione dei tassi di disoccupazione quanto soprattutto sull’incremento deipag. 155


VALUTAZIONE PSR 2007-2013 CAMPANIA: AGGIORNAMENTO RAPPORTO VALUTAZIONE INTERMEDIA 2012tassi di occupazione, inducendo soggetti altrimenti inoccupati a dedicarsi, anche se solo a tempo parziale, adun’attività produttiva.Si tratta comunque di mansioni non particolarmente “innovative” che non richiedono una formazionespecifica. La creazione di manodopera determinata dal sostegno solo raramente si accompagna infatti aduna parallela qualificazione della stessa: solo il 4% dei beneficiari sottoposti ad indagine afferma di“impiegare la manodopera in mansioni innovative e qualificanti”, mentre oltre il 60% degli stessi rileva uneffetto sulla qualificazione della manodopera sostanzialmente nullo (criterio “Le attività sovvenzionatecontribuiscono alla qualificazione della imprenditoria: professioni innovative”).‣ In che misura gli investimenti sovvenzionati hanno contribuito a migliorare la diversificazione e losviluppo dell'economia rurale?Gli effetti reddituali prodotti dagli interventi sovvenzionati si assestano a meno di 7.000 euro per azienda,con un effetto ovviamente differenziato fra microimprese esistenti (+2.500 euro medi, pari a un incrementopercentuale del 36,5%) e aziende di nuova costituzione, per le quali il valore aggiunto post-intervento (7.400euro) coincide ovviamente con l’incremento determinato dal sostegno (criterio “Le attività sovvenzionatecontribuiscono all’incremento del valore aggiunto dei soggetti beneficiari”).Un incremento reddituale così limitato (anche inferiore al valore prudenziale ipotizzato ex-ante: circa 8.100euro per azienda) può dipendere da diversi fattori, primo fra i quali il solo recente completamento di moltidegli investimenti sottoposti ad indagine (caratterizzati spesso da proroghe e ritardi nei lavori) e l’effettivoavvio delle attività. Considerando una composizione del parco progetti sovvenzionato, e quindi del campionedi microimprese indagate, fortemente sbilanciato verso nuove aziende che offrono pernottamento, apparequasi scontato che gli effetti reddituali del sostegno non si siano ancora del tutto dispiegati. Le attivitàturistiche, soprattutto se attivate in aree rurali non particolarmente conosciute ai grandi flussi turistici, hannoinfatti bisogno di un certo tempo per entrare a regime e consolidarsi. In un contesto simile non stupiscedunque che solo il 22% delle aziende indagate rilevi una piena manifestazione degli effetti dell’investimentosovvenzionato al momento dell’intervista.Inoltre, riprendendo quanto affermato in precedenza, solo per alcune aziende (circa il 20%) l’incrementoreddituale costituisce l’obiettivo principale dell’investimento, che invece è spesso correlato a motivazioni dinatura patrimoniale.Il fatto che ci sia ancora ampio spazio per incrementi nel valore aggiunto delle microimprese beneficiarie èchiaramente evidenziato dal ridotto utilizzo da parte di queste ultime della propria capacità produttiva che inquesto caso, trattandosi per la quasi totalità di aziende che offrono pernottamento, è costituita dai posti lettodisponibili. L’intervento sovvenzionato ha determinato, come detto, la creazione di oltre 8 nuovi posti lettoper beneficiario; le presenze che questi hanno assorbito sono però al momento abbastanza limitate, circa280 per azienda. Il duplice fenomeno che vede, da un lato, una notevole creazione di nuovi posti letto e,dall’altro, una risposta finora inadeguata in termini di flussi turistici che si è in grado di assorbire si traduceinevitabilmente in tassi di utilizzazione della capacità produttiva esistente decisamente ridotti (11,4%). Valoridi questo genere sembrano legati ad una scarsa capacità attrattiva che caratterizza nel complesso le attivitàricettive sovvenzionate, che solo in alcuni casi hanno previsto la realizzazione di interventi accessori el’introduzione di servizi aggiuntivi a completamento dell’offerta di pernottamento (criterio “Il sostegno hadeterminato una innovazione nelle attività svolte”).Nel complesso si tratta dunque di effetti reddituali abbastanza ridotti, limitati peraltro quasi esclusivamenteai soli soggetti beneficiari del sostegno. Le microimprese sovvenzionate operano infatti in manieraabbastanza autonoma e “slegata” dalle altre attività produttive operanti sul territorio (es. ristoranti, altriB&B). Nonostante l’incentivo offerto in fase di selezione delle domande (4 punti, ottenuti peraltro dall’84%dei beneficiari), solo il 30% delle microimprese finanziate sottoposte ad indagine afferma di operare insinergia e collaborazione con altre realtà produttive del territorio, andando quindi a limitare fortemente lapotenziale diffusione degli effetti reddituali nelle aree circostanti (criterio “Il sostegno ha determinato unamaggiore integrazione delle imprese nel territorio”).‣ In che misura gli investimenti sovvenzionati hanno contribuito a migliorare la qualità della vita nellezone rurali?pag. 156


VALUTAZIONE PSR 2007-2013 CAMPANIA: AGGIORNAMENTO RAPPORTO VALUTAZIONE INTERMEDIA 2012Gli effetti del sostegno sulla qualità della vita delle popolazioni rurali possono essere analizzati e descrittiattraverso le diverse e molteplici dimensioni che la caratterizzano. Per il momento, in attesa che l’analisispecifica in fase di svolgimento giunga ad un adeguato stadio di “maturità”, si forniscono di seguito alcunispunti utili alla comprensione di un “fenomeno” di per sé complesso e multidimensionale.Innanzi tutto gli elementi più direttamente legati agli obiettivi immediati della Misura, quelli reddituali edoccupazionali, che di solito condizionano fortemente le scelte individuali sulla residenza. Come già detto inrelazione ai quesiti specificamente a ciò rivolti, gli investimenti sovvenzionati producono degli effetti nonparticolarmente marcati sul valore aggiunto (+7.000 euro per beneficiario) e sull’impiego di manodopera(+0,46 ULT medie) nelle aziende beneficiarie. Tali effetti non sembrano dunque in grado, di per sé, dicondizionare la scelta per un eventuale trasferimento da o per le aree rurali sovvenzionate, se non per alcunicasi specifici. La Misura non sovvenziona poi interventi di altro tipo (es. erogazione di servizi alle famiglie edalla popolazione) che possano accrescere l’attrattività complessiva delle aree sovvenzionate (criterio “Ilsostegno ha contribuito a migliorare l’attrattività delle aree rurali come sede di residenza”).Il quesito specifico che è stato rivolto ai soggetti sottoposti ad intervista ha peraltro evidenziato come lamaggioranza di questi (il 57%) non rilevi alcun effetto da parte dell’investimento sovvenzionato sulla propriaqualità della vita. Laddove però un effetto, seppur minimo, viene rilevato questo solo talvolta viene attribuitoa motivazioni di ordine economico (soprattutto occupazionali), mentre subentrano spesso valutazioni di tipoextra-economico (soddisfazione e gratificazione personale, rapporti con gli altri, ecc.).Va comunque ricordato come, all’interno dell’effetto sull’impiego di manodopera, assuma un certo rilievo lacreazione di opportunità occupazionali per le donne (oltre il 70% dell’effetto complessivo): in questo sensodunque gli interventi sovvenzionati partecipano al miglioramento della qualità della vita nelle zone ruralimediante un contributo ad una maggiore uguaglianza di genere (criterio “Le iniziative sovvenzionateaumentano le opportunità di inserimento lavorativo delle donne”).Gli effetti ambientali della Misura si riducono infine in questo caso alle ricadute degli investimenti per piccoliimpianti di produzione di energia da fonti rinnovabili realizzati dalle microimprese sovvenzionate. La Misuranon finanzia spese simili con una specifica linea d’intervento, ma non è raro che all’investimento principale diristrutturazione di un immobile si accompagni l’installazione di pannelli solari per la produzione di energiaelettrica o termica a servizio della struttura ricettiva di nuova apertura.La produzione di energia da fonti rinnovabili ed il risparmio idrico venivano inoltre favoriti in fase di selezionedelle domande attraverso uno specifico criterio di priorità (6 punti su un totale massimo di 100). La rispostadel parco beneficiari è stata a proposito più che soddisfacente: quasi il 90% dei beneficiari ha ottenuto unpunteggio su tale criterio di priorità e circa i tre quarti delle aziende sovvenzionate sottoposte ad indagine hainstallato dei pannelli solari congiuntamente all’investimento principale.Questi sono destinati soprattutto (nel 59% dei casi) alla produzione di energia elettrica a servizio dei bed &breakfast e delle case vacanza finanziati, con una potenza installata di 5,6 Kwp medi per intervento; nelresiduo 41% dei casi viene invece prodotta energia termica per il riscaldamento delle strutture ricettive.Considerando parametri di producibilità media desumibili da letteratura, è dunque possibile stimare a circa757 Mwh annui l’energia da fonti rinnovabili che può essere prodotta grazie agli interventi sovvenzionati(criterio “Il sostegno ha contribuito a preservare e/o migliorare il paesaggio, la biodiversità e le risorsenaturali”).pag. 157


VALUTAZIONE PSR 2007-2013 CAMPANIA: AGGIORNAMENTO RAPPORTO VALUTAZIONE INTERMEDIA 2012Misura 313 – Incentivazione delle attività turisticheVa preliminarmente affermato che lo stato di avanzamento della misura, pur registrando un elevato numerodi iniziative finanziate, non consente di verificare la soddisfazione di tutte le domande.‣ che misura il sostegno ha contribuito a promuovere le attività turistiche? Distinguere fra le attività che sisvolgono nelle aziende agricole e le altreCriterio 1: Il sostegno potenzia e qualifica le infrastrutture rurali destinate allo sviluppo del turismo minoreAl dicembre 2011 sono finanziate 144 nuove iniziative turistiche, ovvero il 79% del target di prodotto per uninvestimento complessivamente attivato pari al 49% del previsto. L’offerta di sostegno risponde ai fabbisognilocali di diversificazione economica e viene per questo recepita dalle comunità locali.ll parco progetti sinora approvato, in termini di spesa impegnata si concentra nettamente su progettiintergrati realizzati prevalentemente da Comuni, che prevedono diverse tipologie di azioni coordinate fraloro.Le azioni però sono prevalentemente di carattere immateriale (in particolare materiale promozionale eeventi) e non potenziano in modo permanente l’infrastruttura turistica del territorio.In sintesi la spesa si concentra per il 48% sulla realizzazione di materiale promozionale e reti telematiche,per il 19% su eventi e manifestazioni; solo il 14% è destinato alla realizzazione di musei o centri visita e il19% per riqualificare la sentieristica.Il sostegno viene utilizzato per migliorare itinerari escursionistici di scala territoriale relativamente ampia: iprogetti di livello provinciale o regionale sono infatti il 31% del totale presentato sulle tipologie A eintegrate A+B (24); di questi, 16 completano (completeranno) nuove tratte di accesso ad itinerari giàrealizzati.i progetti che ricadono in comuni di area D1 e D2 sono il 74% pari all’81% della spesa pubblica, anche pereffetto della concentrazione del parco progetti nella provincia di Salerno dove si localizzano le aree D1 e D2della Regione.Il 44% dei progetti con il 40% della spesa interessa comuni con popolazione inferiore ai 2500 abitanti.Risulta significativa la quota di interventi che pur in area D sono localizzati in comuni con popolazionesuperiore ai 5000 abitanti.In linea di massima la quasi totalità dei progetti si attua in zone caratterizzate da ricchezza di risorseartistiche, storiche e religiose (l’efficacia del criterio criterio A1_ Aspetti territoriali è pari al 94% sia per latipologia a che per la tipologia B).Considerando la distribuzione territoriale del parco progetti si nota che, coerentemente con l’obiettivo dellaregione, esso si concentra in alcune aree a potenziale vocazione turistica, o perché limitrofe ad areeturisticamente sviluppate (ad esempio Alento Monte Stella o Lambro Mingardo), o perché ricadenti in parchi(Vallo di Diano, Antica Volcej): queste aree però non sono ancora sufficientemente attrattive, come sievince dal confronto dei valori di alcuni indicatori turistici nei comuni interessati dagli interventi e nelcomplesso dei Sistemi strategici di sviluppo dove ricadono. Sotto questo aspetto quindi i progetti approvatihanno buone potenzialità di soddisfare efficacemente l’obiettivo.Criterio 2: Il sostegno potenzia l’informazione e la comunicazione verso potenziali fruitoriL’indicatore che al momento soddisfa maggiormente il criterio è la numerosità degli ebìventi e dellemanifestazioni realizzate (85) che si attesta al 170% del target fissato in ex-ante.Mediamente il 60% dei progetti prevedono la promozione verso l’estero dell’offerta turistica (degli eventi oiniziative che si realizzeranno nel territorio dell’intervento accordi con partner istituzionali e non perconvenzioni, protocolli di intesa, lettere di intenti con comuni esteri o con agenzie di viaggio al fine diaumentare i flussi di incoming.pag. 158


VALUTAZIONE PSR 2007-2013 CAMPANIA: AGGIORNAMENTO RAPPORTO VALUTAZIONE INTERMEDIA 2012In sede di bando sono previsti punteggi per gli interventi in cui le nuove tecnologie siano volte alla diffusionee promozione dell’iniziativa oppure essere parte integrante dell’intervento (ad esempio reti wireless, palmaricon GPS per la guida sui sentieri, guide-audio, infopoint, creazione di banche dati, siti interattivi con socialnetwork, etc.).I progetti valutati positivamente in sede di istruttoria sono l’89% ma ciò può essere ragionevolmente ascrittoad una interpretazione piuttosto estensiva del criterio nella prima fase istruttoria che ha indottoall’attribuzione del punteggio anche in presenza di semplici azioni di acquisto di dotazioni informatiche.Criterio 3: Il sostegno promuove l’offerta enogastronomica locale.Il parco progetti sembra essere prevalentemente orientato a questo scopo già che il 94% dei progetti risultapositivo al criterio.In uno dei progetti conclusi alle manifestazioni ed eventi è in effetti associata realizzazione di percorsituristici di percorsi tematici che riguardano l'olio e la nocciola ("Dall'albero alla tavola"); l'enogastronomia"Casali e sapori";Per rendere fruibili gli itinerari ai diversamente abili ed alle scolaresche saranno realizzati dei pieghevolispecifici (in linguaggio Braille per i non vedenti e con fumetti per le scolaresche).Criterio 4: Le iniziative finanziate si integrano con la programmazione territoriale in atto.Mediamente il 76% dei progetti prevede l’integrazione territoriale; trattandosi di progetti approvati inmaggioranza con il primo bando il criterio in sede istruttoria è stato prevalentemente interpretato edattribuito ai progetti che presentano integrazione fra settori produttivi, in particolare agricoltura. L’88% degliinterventi promozionali finanziati nell’ambito dell’azione b infatti è positivo al criterio presumibilmente in virtùdelle azioni di promozioni per i prodotti tipici dell’area interessata.I progetti che completano interventi già avviati con la Misura 414 del POR 2000-2006 sono il 9% del totale.‣ In che misura gli investimenti sovvenzionati hanno contribuito a migliorare la qualità della vita nellezone rurali?Criterio 2: Il sostegno ha contribuito ad accrescere l’attrattività e l’inclusione sociale nei territori ruraliLa programmazione ha dato una notevole attenzione agli aspetti sociali degli investimenti premiando quelli afavore dei minori e dei diversamente abili. Mediamente il 68% dei progetti approvati prevedono interventi afavore dei diversamente abili e, come logico, sono gli interventi sugli itinerari a rispondere in misuramaggiore (85%) al criterio. Buona è anche la percentuale di progetti che prevedono facilitazioni nellafruibilità da parte dei bambini (64%).Misura 321 - Servizi essenziali per l’economia e la popolazione rurale‣ In che misura il servizio fornito ha contribuito a migliorare la qualità della vita delle popolazioni nellezone rurali?La prima domanda del QCMV indaga sul miglioramento della qualità della vita determinato dal sostegno allediverse tipologie di servizio. L’interpretazione del valutatore propone una riflessione sulle scelte operate dalprogramma in termini di “cosa” è stato realizzato attraverso diversi criteri di rilettura delle iniziative sullabase degli obiettivi specifici e operativi della misura.Alla fine del 2012 sono state finanziate 108 iniziative, il 48% del target, con un volume degli investimenti inlinea con il programmato (54%).Per quanto riguarda il criterio “riduzione dell’isolamento” al dicembre 2012 risultano finanziati 15 progettisulla tipologia a) integrazione dei trasporti; la mancanza di un indicatore di realizzazione iniziale nonconsente di effettuare una analisi di efficacia ma l’analisi del parco progetti consente di evidenziare che lepag. 159


VALUTAZIONE PSR 2007-2013 CAMPANIA: AGGIORNAMENTO RAPPORTO VALUTAZIONE INTERMEDIA 2012iniziative rispondono in modo soddisfacente alla strategia regionale, coinvolgendo i Comuni con più altolivello di difficoltà per il raggiungimento dei centri sanitari (67%) o delle stazioni ferroviarie (70%) e nellamaggioranza dei casi intervenendo a supporto delle famiglie con sistemi di trasporto per i bambini e anchediversamente abili.Anche le informazioni raccolte sull’unico progetto concluso al 2011 (HERMES ecobus - Il Messaggero Sociale)confermano la positiva valutazione sia da parte dei responsabili del progetto sia della popolazione verso unatipologia di azione che con un costo contenuto per l’acquisto di mezzi di trasporto, consentel’“accompagnamento sociale ” delle fasce di popolazione più deboli, connettendo i Comuni più periferici emontani e risponde a un fabbisogno particolarmente evidente nelle aree rurali, come risulta dai tavolicondotti nelle aree testimone nell’ambito della indagine sul miglioramento della qualità della vita.Un secondo criterio riguarda l’erogazione di servizi sociali, didattici assistenziali e sanitari alla popolazione. Aldicembre 2012 risultano 91 iniziative finanziate a valere sulle azioni d) centri di aggregazione comunale e g)servizi finalizzati alla fruizione allargata e coordinata dei servizi alla persona. Anche in questo caso, inmancanza di un valore obiettivo non è possibile effettuare una analisi di performance. L’analisi del parcoprogetti evidenzia la sua rispondenza alle priorità regionali in termini di concentrazione in aree di maggioreruralità e raggiungimento di ampie fasce di destinatari.Le informazioni acquisite sull’unico progetto concluso sulla tipologia d) e inaugurato nell’ottobre 2012,Auditorium con annesso un centro di aggregazione giovanile nel Comune di Montecorvino Rovella indicanoche la struttura unica presente sul territorio comunale per ospitare convegni, rappresentazioni teatrali,esecuzioni musicali, proiezioni sarà fruibile dall’intera popolazione residente.Per quanto riguarda i servizi alla popolazione (che vanno dagli asili nido ai centri di accoglienza perdiversamente abili a centri sociali per giovani e/o anziani) dei quali emerge il fabbisogno anche nelle analisisulla qualità della vita, il PSR rappresenta una opportunità per gli enti locali (beneficiari delle iniziative sonocomunità montane o ASL). I progetti prevedono il coinvolgimento di più soggetti nella e l’impegno allaerogazione del servizio oltre il periodo obbligatorio, che sembra rappresentare una garanzia di sostenibilitàdelle iniziative finanziate. Ovviamente l’efficacia rispetto all’obiettivo sarà funzione della qualità dellestrutture realizzate e della capacità di gestione successiva.‣ In che misura il servizio fornito ha migliorato l’attrattiva delle zone rurali? Distinguere tra i diversi settoriCome già detto nella precedente domanda il PSR interviene garantendo in aree marginali la creazione distrutture finalizzate ad ampliare e diffondere l’offerta culturale alla popolazione e la partecipazione (dellapopolazione rurale) alla vita collettiva (criterio di valutazione).L’esperienza dell’Auditorium conferma la validità di queste iniziative ma come già detto l’attrattivitàcomplessiva degli investimenti sostenuti potrà essere garantita se tutti avranno le medesime caratteristichedi fruibilità e gestione. L’analisi della corrispondenza del parco progetti alle priorità regionali evidenzia unrelativamente basso livello di integrazione fra più soggetti per la gestione in forma congiunta del beneriqualificato (punteggio conseguito pari al 36% del massimo conseguibile) mentre molto alta risulta lapercentuale di beneficiari che si impegna ad erogare il servizio successivamente al vincolo obbligatorio,criterio che potenzialmente garantisce appunto la effettiva fruibilità dell’opera. Tali aspetti dovranno essereoggetto di verifica successiva al completamento delle iniziative.L’avanzamento delle realizzazioni non consente di verificare se gli interventi genereranno nuova occupazione(criterio la creazione di servizi ha generato nuove occasioni di lavoro qualificato) anche se l’analisi del parcoprogetti approvato lascia facilmente intuire che per la gestione dei servizi creati (che vanno dagli asili nido aicentri di accoglienza per diversamente abili a centri sociali per giovani e/o anziani) potrà essere necessariol’impiego di nuove unità lavorative.‣ In che misura il servizio fornito ha contribuito ad invertire la tendenza al declino economico e sociale edallo spopolamento delle campagne?La terza domanda proposta dalla Commissione, complementare all’obiettivo generale del miglioramento dellaqualità della vita e promozione della diversificazione, indaga sul contributo dei servizi e del sostegnoall’inversione del declino sociale e demografico nelle zone rurali inteso come spopolamento e invecchiamentopag. 160


VALUTAZIONE PSR 2007-2013 CAMPANIA: AGGIORNAMENTO RAPPORTO VALUTAZIONE INTERMEDIA 2012della popolazione nella consapevolezza che gli interventi finanziati, possono influire solo moltoindirettamente su tali obiettivi, ovviamente influenzate da numerosi altri fattori.Pertanto si rimanda la risposta a questa domanda nella fase T1 della valutazione della qualità della vita nellaquale i testimoni locali saranno chiamati a giudicare l’evoluzione degli indicatori di contesto e il ruolo“percepito” del PSR (allegato 2).Misura 323 - Tutela e riqualificazione del patrimonio rurale‣ In che misura il sostegno ha mantenuto l’attrattiva delle zone rurali?Le domande di riqualificazione degli elementi tipici rurali ammesse a finanziamento nell’ambito dellasottomisura 323 -C sono 219 e si localizzano prevalentemente in aree marginali D1 e D2 (68%), in comunicon densità degli abitanti inferiore a 150 ab/Km e SAT/STC superiore a 60 (73%), di piccole e mediedimensioni (< ai 5000 abitanti (48%); solo il 18% dei progetti si localizza in aree protette.Il parco progetti complessivamente interviene su elementi della ruralità, con potenzialità diverse di incideresull’attrattività territoriale.Il 26% degli interventi riguarda il restauro di cappelle e chiese, il 34% il restauro di fontane, lavatoi eabbeveratoi; il 15% il restauro di mulini e frantoi, mentre il restante prevede restauro e risanamentoconservativo di altri elementi tipici della ruralità (torri, ponti etc..).Le iniziative concluse (e saldate) della misura 323 tipologia c) riguardano in prevalenza cappelle e chiese(45%) e strutture rurali come mulini e frantoi (27%).Dalle analisi valutative svolte su un campione selezionato fra queste ultime, si può affermare che il sostegnoincrementa i valori paesaggistici ed ambientali del territorio.Tutti i progetti che sono stati approfonditi infatti valorizzano elementi tipici del paesaggio e/o rispettano glielementi storici presenti nell’area nonché utilizzano materiali locali (sino al riuso del materiale di risulta dellestrutture oggetto di recupero) e soluzioni progettuali e tecniche architettoniche che riprendono e miglioranole tipologie costruttive tipiche del territorio in cui si localizzano.Nel 44% dei casi i beni sono vincolati (vincoli ambientale paesaggistico e/o beni storici) e in tre casi 45 sonogli stessi beneficiari a richiedere l’apposizione di vincoli a seguito dell’intervento.In tutte le situazioni sono state confermati n ex post il miglioramento e la valorizzazione del paesaggio; ilsuperamento di degrado iniziale; il recupero di funzionalità, la riduzione di impatto ambientale.‣ Il recupero e la valorizzazione del patrimonio edilizio e paesaggistico può potenzialmente generarenuove occasioni di lavoro qualificatoL’analisi valutativa ha approfondito sia l’occupazione temporanea per l’esecuzione dei lavori e ilcoinvolgimento di ditte e maestranze qualificate; sia l’eventuale occupazione mantenuta o creatadirettamente o indirettamente per garantire la gestione e la fruibilità dei beni recuperati.Relativamente al primo aspetto in tutti gli interventi realizzati sono state coinvolte ditte e maestranze locali;generalmente una per intervento ma in tre casi (Reino, Praiano e Vallo della Lucania) le ditte interessatesono state complessivamente 14 e con maestranze particolarmente qualificate sia per la presenza di vincoli(storico- paesaggistici e/o ambientali, Praiano e Vallo) sia per la complessità del recupero e del ripristinodella funzionalità dei fabbricati, delle infrastrutture annesse e degli elementi di lavorazione (Praiano e Reino)I lavori realizzati hanno in qualche caso (es Reino; Praiano) migliorato la visibilità delle ditte coinvolte conpositive ripercussioni sul mantenimento/sviluppo dell’attività imprenditoriale.In due interventi la bonifica delle strutture ha consentito l’impiego successivo di maestranze qualificate(cappelle di San Filadelfo a Pattano, Santa Maria ad Castra a Praiano,) coinvolte nel recupero (in itinere) diaffreschi risalenti al IX - XII secolo e di guide specializzate impiegate nelle visite guidate.45 Comuni Reino, Fragneto e Montecorvino Rovellapag. 161


VALUTAZIONE PSR 2007-2013 CAMPANIA: AGGIORNAMENTO RAPPORTO VALUTAZIONE INTERMEDIA 2012Ancora non espressi sono gli effetti sulla occupazione mantenuta o creata direttamente o indirettamente pergarantire la gestione e la fruibilità dei beni recuperati, perché gli interventi sono chiusi da poco tempo e ibeneficiari stanno organizzando le attività di fruizione.Alcuni fra i progetti analizzati comunque lasciano supporre positivi effetti potenziali, sia perché le strutturefruiscono o hanno già intrapreso attività promozionale, sia (e soprattutto) perché sono già organicamenteinserite in visite guidate. In questo caso a fruire di positivi effetti occupazionali sono le Associazioni turisticheche gestiscono tali visite e che per ora si basano su attività di volontariato (esempio Associazione Ambiente eVita nel Comune di Sant’Agata; la Pro-loco del comune di Praiano; la Fondazione Vico nel comune diPerdifumo).‣ In che modo la misura ha contribuito alla gestione sostenibile dei siti Natura 2000 e sullaconsapevolezza della popolazione rurale sulle tematiche di sostenibilità ambientale?Lo stato di attuazione della sottomisura B non consente di rispondere alla domanda.‣ In che misura il sostegno ha contribuito a migliorare la qualità della vitaLe indagini dirette hanno consentito di rilevare un effetto positivo degli interventi sulla percezione del valoredel territorio e dell’identità rurale.Dalle indagini dirette è emerso che la riqualificazione delle cappelle e chiese è finalizzata prevalentemente alripristino della funzionalità per lo svolgimento del culto religioso ma, in qualche caso (più raro ma altrettantosignificativo) anche per preservare e valorizzare un bene storico architettonico di pregio in grado di agirecome attrattore turistico.La riqualificazione di strutture rurali tipiche come i mulini e frantoi invece ha sia l’obiettivo di incrementarel’attrattività turistica e ricreativa del territorio, sia quello di fornire servizi ai cittadini, in particolare visitedidattiche per la popolazione in età scolare, in minor misura eventi e manifestazioni.Gli altri interventi che agiscono sulla riqualificazione di elementi tipici della ruralità o di edifici storici, speciese collocati nei centri urbani, migliorano i valori paesaggistici di cui tutta la popolazione residente puògodere.La popolazione nei comuni interessati dagli interventi oggetto di indagine diretta è pari complessivamente a39.800 abitanti residenti.Premesso che per molti degli interventi analizzati i collaudi e la conseguente apertura al pubblico sono statirealizzati solo nel corrente anno si può comunque affermare che:- tutti i beni recuperati migliorano i valori paesaggistici a beneficio della popolazione residente;- negli edifici recuperati si realizzano (o si realizzeranno) servizi sia per la popolazione residente che pervisitatori (culto religioso, visite didattiche, eventi e manifestazioni).Per la quantificazione della popolazione rurale che beneficia dei servizi migliorati sono stati considerati:- l’intera popolazione residente nel caso di beni inseriti in centri storici (Es: Sant’Agata; Tramonti; Pesco) lacui valorizzazione migliora il contesto architettonico di cui possono godere i residente. Gli interventi conquesta caratteristica interessano 17.632 abitanti residenti;- la popolazione che fruisce dei servizi migliorati legati alla ripristino della funzionalità di edifici di cultoreligioso (interventi di Pago, Tramonti, Montecorvino Rovella, Sant’Agata e Praiano ) che, secondo quantoriportato dai testimoni interpellati può essere quantificata nell’ordine di 7000 abitanti residenti;- i visitatori giornalieri che al momento sono stati registrati nelle strutture valorizzate (Praiano, Tramonti;Vallo della Lucania) che sono molto consistenti nelle strutture di pregio recuperate e più conosciute equantificabili in 13.000 day visitors, mentre quelli registrati negli edifici rurali ristrutturati prevalentementein visite guidate (Vallo della Lucania, Pesco sannita, Sant’Agata- Chiesa di santa Lucia) ammontano acirca 400.pag. 162


VALUTAZIONE PSR 2007-2013 CAMPANIA: AGGIORNAMENTO RAPPORTO VALUTAZIONE INTERMEDIA 2012Al netto di ripetizioni (che si possono verificare nelle diverse tipologie di utenze) la popolazionecomplessivamente interessata dai servizi diversamente migliorati è di circa 29.000 persone, valorecorrispondente al 90% del target fissato.Il recupero e la valorizzazione del patrimonio edilizio e paesaggistico rende possibile lacreazione/miglioramento di nuovi servizi alla collettività, favorendo la partecipazione della popolazioneGli interventi analizzati possono ricondursi a tre gruppi con caratteristiche e potenzialità diverse:- Beni storici di pregio ad alta suscettività di fruizione turistica.- Edifici rurali dall’elevato valore identitario espressione della civiltà contadina locale.- Progetti integrati che intervengono su una molteplicità di elementi.I beni storici di pregio ad alta suscettività di fruizione turistica sono al momento le strutture dove grazieall’attività Associazioni, Proloco, e Diocesi nella promozione ed organizzazione di eventi si registra un elevatafruibilità da parte sia della popolazione residente che di quella turistica. La cappella di S. Michele Arcangeloin Gete a Tramonti (la cui origine si fa risalire al periodo tra l’VIII e il XII secolo) e lo spazio antistante,grazie all’attività della diocesi, è sede di 4 eventi musicali, la festa del vino, un convegno regionale, mostredi fotografia e di pittura; negli eventi più noti il flusso registrato è di circa 6000 day visitors. La cappella,adottata nel 2004 anche dall’International Asoociation of Lions Clubs- Club Amalfi Costa, è anche meta dituristi di crociera (ma i flussi non sono quantificati).La cappella di San Filadelfo fa parte del complesso monasteriale Italo Greco di S. Maria di Pattano che èsede di un nutrito programma di iniziative culturali promosso dall’Associazione “Badia di Pattano” costituitasinel 1998 proprio per diffonderne la conoscenza: l’associazione è parte della Fondazione Napoli ‘99nell’organizzazione e gestione di progetti didattico-culturali. Da quando è aperta al pubblico con visiteguidate, si sono registrati circa 1000 visitatori/anno.La cappella rupestre di Santa Maria ad Castra pure si inserisce in un noto complesso, meta religiosa, situatosu un punto estremamente panoramico della Costiera Amalfitana (anche se raggiungibile solo a piedi) evalorizzato dalla congiunzione con un antico percorso di trekking molto noto soprattutto ai turistieuropei(Sentiero degli Dei),che va da Agerola a Vico Equense.In questo caso la Pro loco locale sta svolgendo una notevole azione di promozione della struttura sia conl’organizzazione di eventi suggestivi come i “Suoni degli Dei” che si svolgono tra settembre e ottobre, siapromuovendo l’accesso all’itinerario che partendo da Praiano, passa dal complesso per ricongiungersi più amonte all’itinerario. In questo caso le presenze registrate nel periodo Aprile- Maggio (periodo più favorevoleal trekking) sono nell’ordine di 100/giorno.Nel secondo gruppo rientrano tutti quegli interventi che prevedono il restauro e (in qualche caso) anche ilripristino della funzionalità di edifici espressione della civiltà contadina in particolare mulini e/o frantoi o altridi altri elementi rurali tipici.Tutti gli interventi analizzati sono stati compiuti nel rispetto delle tipologie costruttive locali e conl’utilizzazione di materiali tipici e possono agire anche da fattori riqualificanti il territorio dove si inserisconoma perché diventino dei centri di aggregazione o degli attrattori turistici, i beneficiari (prevalentementeimprenditori privati) devono promuovere adeguatamente la struttura e inserirla in percorsi integrati che,sfruttando le emergenze storico – culturali ed ambientali dell’area, possono avere una maggiore capacità diattrazione.In questo caso la presenza di un sito web, la produzione di materiale promozionale o l’inserimento inmateriale promozionale prodotto da terzi, l’inserimento in visite guidate, convenzioni con gli istituti scolastici,l’organizzazione di eventi devono riuscire a colmare il gap rispetto ai beni storici più importanti e noti.Le strutture che registrano presenze, anche se in numero limitato (anche per il poco tempo intercorsodall’apertura della struttura), sono quelle che si sono attivate promuovendo la struttura su siti web,collegandosi ad associazioni ambientaliste che organizzano visite guidate, realizzando eventi o sfruttandoeventi importanti che si realizzano nelle vicinanze.I progetti dove queste attività al momento della indagine presentano uno stato più avanzato di realizzazionesono tre (su un totale di 9 interventi di riqualificazione di mulini e/o frantoi e altri elementi della ruralità).pag. 163


VALUTAZIONE PSR 2007-2013 CAMPANIA: AGGIORNAMENTO RAPPORTO VALUTAZIONE INTERMEDIA 2012In due di esse si sono registrati complessivamente 200 visitatori; l’altra si è inserita negli eventi organizzatinell’ambito dello Slow Festival “Viviamo Cilento” fruendo delle escursioni e facendo conoscere la strutturaprima ancora che fosse aperta al pubblico. In altri due casi le attività si stanno definendo attraversocollaborazioni funzionali con la pro loco locale o con una organizzazione che gestisce un evento di portatainternazionale.La percezione degli interventi da parte della popolazione rurale è positiva: nel restauro delle strutture, inparticolare i mulini e i frantoi che avevano smesso di funzionare negli anni 50-60 la popolazione anziana si èsentita emotivamente coinvolta nel restauro sino partecipare attivamente fornendo informazioni sulfunzionamento e svolgendo il ruolo di “memoria storica”.In altri casi (es: cappella di San Filadelfo) la popolazione di Vallo sta riscoprendo un bene storico di grandepregio grazie al lavoro dell’Associazione che si è costituita proprio per difendere il Monastero di Santa Mariaa Pattano (di cui la cappella è parte integrante) che rischiava di essere distrutto dalla speculazione edilizia.Potenzialmente molto efficace rispetto al criterio sono gli interventi promossi nel Comune di sant’Agata: leopere di restauro del patrimonio sono integrate in un’ottica di valorizzazione turistica del territorio eprevedono sia la sensibilizzazione della popolazione locale con iniziative finalizzate a valere sulla Misura 323tipologia A (Natura 6unica), sia la valorizzazione di itinerari escursionistici con la Misura 313 anche attraversol’eliminazione di detrattori ambientali da realizzarsi con il sostegno del PIRAP.Misura 331 - Formazione ed informazione degli operatori economici‣ In che misura le azioni di formazione e informazioni sostenute migliorano il potenziale umano delle aree ruraliper la diversificazione delle attività agricole in attività extra-agricoleAl dicembre 2011 sono state attivate 15 attività formative. Tali corsi riguardano la creazione di nuoveimprese e auto imprenditorialità (3), le sviluppo di nuove competenze professionali (3) e lo sviluppo dicompetenze gestionali e imprenditoriali (9). Nell’ambito di quest’ultima tipologia sono stati realizzati corsisulla gestione strategica e marketing, le tecnologie dell’informazione e delle comunicazioni e l’uso sostenibiledelle risorse per il rispetto delle norme cogenti in materia ambientale.I partecipanti totali sono stati 243, solo il 12% del valore target: la misura presenta un ritardo attuativoattribuibile alle procedure e ai ricorsi alla magistratura da parte degli Enti di formazione.Analogamente bassa la percentuale di partecipanti che ha terminato con successo le azioni formative: 164allievi, 10% del valore target. Solo il 67% dei partecipanti termina il corso con successo; la percentualecresce un po’ tra le donne (73% delle donne formate con successo contro il 63% degli uomini).Relativamente bassa è la quota di giovani di età inferiore a 25 anni, pari all’11% dei partecipanti totali ed al10% di quelli formati con successo. Questa fascia di età risulta completamente assente nelle azioni formativefinalizzate alla creazione di nuove imprese e auto imprenditorialità. Il contributo del sostegno almiglioramento del potenziale umano nelle aree rurali è lontano dalle attese.‣ In che modo le conoscenze acquisite attraverso i corsi sostenuti sono state utilizzate nell’area interessata?La seconda domanda valutativa indaga sull’efficacia della misura nel promuovere dinamiche di diversificazionedell’economia rurale analizzando in che modo le conoscenze acquisite siano state realmente utilizzate nelle aree.La risposta non può che prendere l’avvio dalla precedente domanda e dalla bassa percentuale di formati consuccesso: solo 164. Molto bassa, per il momento, risulta l’incidenza delle attività formative della misura 331sugli operatori economici dell’Asse3 e sui beneficiari del PSR in genere.L’incrocio tra il database dei formati e dei beneficiari al PSR evidenzia che due soli beneficiari del PSR, di cui unodell’ Asse 3, risulta formato con successo. In uno dei due casi però si tratta di un giovane imprenditoreagricolo che ha ottenuto sia il contributo per la diversificazione delle attività agricole sia il sostegno per ilprimo insediamento, per investimenti aziendali (Misura 121) e per l’utilizzo dei servizi di consulenza (Misura114).pag. 164


6.2 Le domande valutative trasversaliVALUTAZIONE PSR 2007-2013 CAMPANIA: AGGIORNAMENTO RAPPORTO VALUTAZIONE INTERMEDIA 2012In che misura il Programma ha contribuito alla realizzazione delle priorità comunitarie connesse alla strategiadi Lisbona rinnovata per la crescita e l'occupazione ? per quanto riguarda:la creazione di opportunità di occupazione?il miglioramento delle condizioni della crescita?La politica di sviluppo rurale costituisce un campo privilegiato di attuazione della strategia di Lisbona, sia perl’importanza che assume la componente agricola e rurale nel territorio europeo, sia per gli ampi margini dimiglioramento e crescita che essa possiede. Secondo la Commissione europea il contributo degli strumentidello sviluppo rurale alla crescita e all’occupazione riguardano, in particolare, gli investimenti nella societàdell’informazione e lo sviluppo delle tecnologie dell’informazione e comunicazione (ICT); l’innovazione nellacatena di approvvigionamento alimentare; la cooperazione nell’ambito della R&S; la collaborazione trasettore pubblico e privato per la prestazione di servizi locali; la maggiore competitività nel settore agricolo eagroalimentare; la creazione di posti di lavoro e la diversificazione rurale( 46 ).Nelle zone rurali della Campania, a causa della scarsa densità abitativa, rimane insufficiente il livello dicopertura della banda larga, in contrasto con quanto avviene nelle aree urbane. Il programma, a seguito delpiano di ripresa economica promosso dall’Unione europea, finanzia investimenti per la realizzazioned’infrastrutture di banda larga (ADSL 2+ >20 Mbit/s) di proprietà pubblica nei comuni rurali (aree C e D), inparticolare, nelle aree individuate come “aree bianche”, nelle quali cioè i servizi di banda larga per imprese ecittadini o non esistono, o sono insufficientemente diffusi oppure presentano una capacità di connessioneinsufficiente. I lavori sono iniziati nel 2012, dopo la stipula della Convenzione operativa tra Ministero delloSviluppo economico e Regione Campania. La superficie dei comuni interessati dal digital divide è pari a 4.174kmq (30,7% del totale regionale) e la popolazione residente in tali comuni è pari a 338.321 abitanti (5,8%del totale). La maggiore utilizzazione delle ICT è un obiettivo previsto nel programma anche a sostegno delleiniziative di marketing territoriale e promozione turistica e nel settore agricolo e forestale perl’implementazione di sistemi di qualità e tracciabilità, gestione informatizzata delle produzioni e di siti per l’ecommerce.L’incoraggiamento all’uso delle ICT è stato promosso nell’ambito delle iniziative di formazionerealizzate dal programma, che hanno visto la partecipazione “con successo” di 231 (formati) addetti delsettore agricolo e alimentare, con ricadute positive sulla gestione economica delle attività (44% dei formati),il marketing dei prodotti aziendali (75%) e il commercio elettronico (12,5%); i corsi per l’utilizzo delle ICTsono stati programmati anche nell’ambito delle iniziative di formazione in corso di realizzazione rivolte aglioperatori dei settori extra agricoli operanti in ambito rurale.Nella strategia del programma è prevista la realizzazione di progetti integrati di filiera (PIF) “finalizzati apromuovere e realizzare nelle filiere agricole e agroindustriali assetti più dinamici e competitivi, attraversointerventi coordinati per l’ammodernamento strutturale del sistema della trasformazione e dellavalorizzazione commerciale dei prodotti, il trasferimento delle conoscenze, l’introduzione delle innovazioni edil miglioramento della qualità”. La progettazione prevede iniziative di sviluppo con il sostegno delle risorsefinanziarie del FEARS, ma anche del FESR per lo sviluppo delle infrastrutture, della logistica e per la ricercadel FSE per la formazione manageriale. I ritardi nell’attuazione dello strumento, come illustrato nellasuccessiva domanda sull’approccio integrato, hanno determinato l’arresto delle iniziative innovative e per iprodotti di qualità, ad effetto moltiplicatore, comprese nei progetti integrati ammissibili a finanziamento.Il programma ha promosso l’introduzione d’innovazioni attraverso la cooperazione tra enti di ricerca,agricoltori e industria di trasformazione e con percorsi di formazione (81 formati con successo); l’utilizzodelle conoscenze acquisite per l’innovazione però è insufficiente, trovando riscontro solo nel 27% deiformati, essendo forse necessarie anche azioni dimostrative e scambi di esperienze maggiormentecorrispondenti alle esigenze di sviluppo tecnologico e d’innovazione/ diversificazione dell’agricolturaregionale. Attraverso il programma è stato implementato anche il sistema di consulenza alle aziende agricolee forestali, ma relativamente poche lo utilizzano, principalmente per l’adeguamento ai requisiti dicondizionalità, la sicurezza sul lavoro, l’innovazione, le produzioni di qualità, la pianificazione e gestioneaziendale.( 46 ) Newsletter “Lo sviluppo rurale al servizio della crescita e dell’occupazione” DG Agricoltura Commissione UE Edizione speciale, 2006pag. 165


VALUTAZIONE PSR 2007-2013 CAMPANIA: AGGIORNAMENTO RAPPORTO VALUTAZIONE INTERMEDIA 2012Lo sviluppo delle infrastrutture agricole e forestali ha riguardato soprattutto la rete viaria esistente nelle zonerurali; la realizzazione d’interventi per il miglioramento della gestione delle acque irrigue è in ritardo, in talesettore è stato necessario prevedere anche il finanziamento di progetti non immediatamente cantierabili e dimodificare i criteri di selezione a favore di nuove infrastrutture irrigue nei territori non serviti da impianticollettivi gestiti dai Consorzi e dove gli agricoltori utilizzano acque superficiali e prelievi da falda (pozzi). Lacollaborazione tra pubblico e privato, invece, è stata attivata nelle aree rurali per la valorizzazione delpatrimonio rurale e il miglioramento dei servizi alla popolazione (trasporto collettivo, telesoccorso,telemedicina, centri di aggregazione comunale e fattorie sociali); la popolazione rurale utente dei servizimigliorati corrisponde a circa 41 mila abitanti (20% del valore target).Le iniziative finalizzate alla qualità dei prodotti agricoli e all’informazione e promozione dei sistemi di qualitànon hanno avuto successo. Le richieste per l’adesione ai sistemi di qualità sono ostacolate da complessitàamministrative eccessive a fronte dell’esiguità degli aiuti; la promozione e l’informazione ai consumatori hainteressato finora solo tre sistemi di qualità, tra cui la principale denominazione campana per fatturato; ledifficoltà di attivazione di altre undici iniziative di promozione e informazione, sono legate ai ritardinell’attuazione dei progetti integrati di filiera in cui queste iniziative sono comprese.Infine, i risultati del programma rispetto alla creazione di occupazione sono ancora iniziali, seppur indicatividelle prospettive che si realizzeranno al termine degli interventi. Gli interventi di diversificazionedell’economia rurale (agriturismo e microimprese) hanno determinato la creazione di n. 30 posti di lavorolordi (15,5% del valore target). Nelle aziende agricole beneficiarie di aiuti per l’ammodernamento dellestrutture, con la realizzazione degli investimenti, il fabbisogno di manodopera è aumentato in media di circa0,15 unità di lavoro/azienda (circa 76 unità di lavoro in totale).In che misura il programma ha contribuito a conseguire gli obiettivi della coesione economica e sociale perquanto riguarda: la riduzione degli squilibri territoriali?In che misura il programma ha centrato le peculiarità della zona del programma, ad esempio l'esodo rurale ola pressione esercitata dai centri urbani?In che misura il programma ha contributo a mantenere le attività agricole sostenibile nelle aree svantaggiatemontane e collinari?Il riconoscimento dell’importanza della dimensione territoriale è da sempre al centro delle politiche strutturalidell’UE. Negli orientamenti strategici comunitari in materia di coesione, adottati dal Consiglio nel 2006 “lapromozione della coesione territoriale dovrebbe far parte degli sforzi volti a garantire che l’intero territorioeuropeo possa contribuire al conseguimento degli obiettivi dell’agenda per la crescita e l’occupazione”mentre negli Orientamenti strategici comunitari in materia di sviluppo rurale:“ I programmi di svilupporurale possono dare un contributo di prim’ordine all’attrattiva delle zone rurali e contribuire a mantenere unequilibrio sostenibile tra zone urbane e zone rurali nell’ambito di un’economia competitiva e basata sullaconoscenza. Combinate con altri assi del programma, le misure di gestione territoriale possono dare uncontributo positivo alla distribuzione nello spazio dell’attività economica e alla coesione territoriale”.A questo quadro strategico si riferiscono le domande del QCMV e i criteri proposti per una verifica sullacapacità del PSR di incidere sugli obiettivi della coesione territoriale.La Regione Campania è caratterizzata da una doppia dinamica demografica che contrappone aree,prevalentemente di pianura, caratterizzate da densità abitative tra le più alte d’Europa, ad aree collinari emontane interne, nelle quali è in corso, da decenni, un forte processo di desertificazione demografica,insieme causa ed effetto di squilibri nella dotazione infrastrutturale, e nella possibilità di accedere a serviziessenziali da parte delle popolazioni e delle imprese.La ricchezza e l’occupazione si concentrano nelle macroarea urbana A1, mentre nelle aree rurali, chenell’insieme rappresentano l’83% del territorio regionale si produce meno del 20% della ricchezza e siconcentra appena il 20,7% dell’occupazione.Nel triennio 2007- 2009 la dinamica demografica registra un saldo prossimo allo 0 dovuto all’arrestarsiparallelo dei trend positivi registrati nel precedente periodo 2011-2007 nelle aree A2, A3, B e C, e dei fortidecrementi registrati nell’area urbana A1 e in quella Montana con problemi di sviluppo D2. Unica inversionedi tendenza, peraltro lievissima, si rileva nell’area D1.pag. 166


VALUTAZIONE PSR 2007-2013 CAMPANIA: AGGIORNAMENTO RAPPORTO VALUTAZIONE INTERMEDIA 2012Dinamica della popolazione: dettaglio per il periodo 2001-2007 e 2007-2009L’aumento dei comuni con saldi migratori negativi a popolazione sostanzialmente costante, che si osserva inparticolare nell’area D, suggerisce un processo di redistribuzione e assestamento della popolazione siaall’interno del territorio regionale che delle singole macro-aree.Comuni (n°) con saldo negativo nelle aree della zonizzazione del PSR: confronto fra periodi 2001-2007 e2007-2009In questo contesto si inserisce il PSR, il cui contributo alla coesione economica e sociale è ricondottoprincipalmente alle misure riguardanti la qualità della vita (Asse III) e la sostenibilità ed il mantenimentodell’attività agricole (Asse 2, Misura 211-212), specifiche per le aree territoriali C e D e aree svantaggiate.A queste si integrano altre Misure a favore della competitività (Asse 1) e della sostenibilità ambientale (Asse2) che prevedono criteri di priorità di tipo territoriale (Misure 112-121) o Azioni che possono contribuire informa più o meno diretta al miglioramento della attrattività dei territori rurali, al mantenimento di nuoveopportunità occupazionali e di reddito ed al consolidamento e sviluppo della qualità della produzione agricolae forestale (esempio 216 e 226) o ancora azioni che per la loro natura si attuano prevalentemente i territorimontani (esempio 227).pag. 167


VALUTAZIONE PSR 2007-2013 CAMPANIA: AGGIORNAMENTO RAPPORTO VALUTAZIONE INTERMEDIA 2012Obiettivo dedicatoPrioritàterritorialispecifiche peraree C e DDomandafinanziata inaree D (%su totale)Spesapubblica(% sutotale)Misura 112Favorire il ricambio generazionale degli imprenditori agricoli ecreare così le premesse per il rilancio della produttivitàdell’azienda agricola attraverso l’introduzione di nuovesi 45% 51%tecnologie e/o per evitare lo spopolamento delle aree ruraliMisura 121 Migliorare la competitività delle aziende agricole si 47% 38%Misura 125Miglioramento e creazione delle infrastrutture connesse allosviluppo dell'agricolturaNo 62% 62%Misura 211 –Indennità a favoredegli agricoltori nellezone montaneMisura 212–Indennità a favoredegli agricoltori dellezone caratterizzateda svantagginaturali, diversedalle zone montaneMisura 216Compensare il deficit di reddito a carico degli agricoltori cheesercitano la propria attività nelle aree montane caratterizzateda svantaggi naturaliCompensare il deficit di reddito a carico degli agricoltori cheesercitano la propria attività nelle aree svantaggiateValorizzare l’ambiente e lo spazio naturale sostenendo lagestione del territoriospecificaAreesvantaggiateSi (in funzionedella tipologiadi azione)78%35% 40%Misura 226Valorizzare l’ambiente e lo spazio naturale sostenendo la72% 73%gestione del territorioMisura 227Sostenere investimenti tesi a migliorare o incrementare la no 75% 74%fruizione turistico- ricreativa in ambiente forestale, rivolti ad uncorretto uso pubblico dei boschiMisura 311si 55% 60%Misura 312 si 81% 80%Misura 313 Migliorare la qualità della vita nelle aree rurali e promuovere la si 75% 82%Misura 321 diversificazione delle attività economichesi 62% 60%Misura 322siMisura 323 si 60% 67%Lo stato attuativo del Programma consente al momento di definire un contributo elevato ma potenziale allacoesione, basato principalmente sulla localizzazione degli investimenti e sui risultati delle indagini direttesvolte su alcune misure.La tabella seguente indica che il sostegno, grazie alle priorità riconosciute si rivolge in modo consistente aiterritori marginali caratterizzati dalla presenza di problemi socio economici e strutturali; nelle aree C e D siconcentra rispettivamente l’83% della domanda e l’81% della spesa pubblica.Distribuzione domanda finanziata per tipologia di area individuata dalla zonizzazione del PSRAree ruraliDomanda finanziataSpesa pubblicaN° % su totale € % su totaleA1. Aree urbanizzate con spazi agricoli residuali 170 3% 14.986.844 2%A2. Aree urbanizzate con forti preesistenze agricolee diffuse situazioni di degrado ambientale 336 7% 40.255.958 7%A3. Aree urbanizzate a forte valenza paesaggistico naturalistica 68 1% 9.078.043 1%B. Aree ad agricoltura intensiva e con filiereproduttive integrate 282 6% 52.560.660 9%C. Aree con specializzazione agricola edagroalimentare e processi di riqualificazionedell’offerta 1549 31% 162.351.934 26%D1. Aree a forte valenza paesaggistico- naturalisticacon potenzialità di sviluppo integrato 1124 22% 184.765.142 30%D2. Aree caratterizzate da ritardo di sviluppo 1524 30% 153.708.428 25%Campania 5053 100% 617.707.009 100%Fonte: elaborazioni su dati del sistema di monitoraggio (Tutte le Misure a investimento)pag. 168


VALUTAZIONE PSR 2007-2013 CAMPANIA: AGGIORNAMENTO RAPPORTO VALUTAZIONE INTERMEDIA 2012Il contributo pro capite nelle aree D1 e D2 è pari rispettivamente a 540,4 e 867,2 euro/abitante a fronte diuna media regionale pari a 122,3 euro/abitante.Le indagini dirette realizzate su un campione rappresentativo di beneficiari del cluster di Misura 112-121hanno evidenziato la buona capacità della Misura non solo nell’avvicinare i giovani all’agricoltura ma anche difornire adeguati incentivi ad investire in territori marginali: il 73% negli insediamenti avvenuti in macroareaD non sarebbe avvenuto in assenza di contributo o con un contributo ridotto e gli insediamenti nelle aree C eD sono complessivamente superiori al peso relativo dei conduttori giovani delle aziende agricole di questearee della Regione Campania a conferma della buona efficacia della priorità specifica che il PSR riconosceagli insediamenti realizzati in queste aree.Anche nell’ambito della Misura 121 la distribuzione delle aziende beneficiarie per macroarea PSR confrontatacon la distribuzione regionale delle aziende agricole (censimento agricoltura 2010) rileva che le aziendebeneficiarie si concentrano maggiormente nelle macroaree D e C mentre, rispetto alla distribuzioneregionale, risultano meno incidenti le aziende beneficiarie situate nella macroarea A - Aree urbanizzate emacroarea B – Aree ad agricoltura intensiva.Il sostegno fornito alle aree svantaggiate con le Misure 211 e 212 attraverso l’erogazione delle indennitàcompensative annuali per unità di superficie, incide positivamente sulla tenuta delle aziende agricole nellearee svantaggiate che diminuiscono in misura inferiore rispetto a quelle delle aree non svantaggiate, inparticolare rispetto alle aziende più a ridosso dei centri e delle aree urbane e caratterizzate da sistemi diproduzioni agricole più intensivi.Parallelamente il sostegno fornito per il potenziamento delle infrastrutture rurali con la Misura 125 intercettaun fabbisogno molto sentito nei piccoli comuni con meno di 5.000 abitanti delle aree montane osvantaggiate, attestato dalla numerosità della domanda, principalmente volta alla realizzazione di strade aservizio delle aziende agricole, che rispecchia l’esigenza dei Comuni rurali di far fronte agli interventi dimanutenzione straordinaria a fronte di disponibilità finanziarie limitate.Le Misure dell’asse 3 volte alla diversificazione dell’economia si confermano strumenti efficaci per ilmantenimento del reddito e dell’occupazione: in particolare la diversificazione delle attività agricole è unmezzo per le aziende più deboli e marginali per “sopravvivere” sul mercato in una fase di profonda egeneralizzata difficoltà economica, mantenere l’occupazione familiare consolidando le posizioni lavorative giàesistenti.Infine potenzialmente molto elevato potrebbe manifestarsi il contributo del sostegno fornito allo sviluppo deiservizi alla popolazione con la Misura 321: la domanda finanziata interessa 79 comuni delle aree C e D, (22%del totale dei comuni delle aree) dove risiede il 26% della popolazione totale delle aree stesse (276.607abitanti residenti), con una polarizzazione significativa nei comuni delle aree D dove maggiori sono ifabbisogni cui l’obiettivo si rivolge; il 35% dei comuni interessati registravano nel 2007 dinamiche negativedella popolazione residente.Il sostegno intercetta i fabbisogni espressi localmente o interviene nel mantenere un livello adeguatoladdove i testimoni hanno espresso una moderata soddisfazione rispetto ad un servizio fornito.In che misura il programma ha contribuito alla ristrutturazione e alla modernizzazione del settore agricolo?La promozione dell’ammodernamento e dell’innovazione nelle imprese è un obiettivo prioritario dell’Asse 1definito a partire dall’esigenza di superamento delle debolezze strutturali e dalla necessità di accrescimentodell’efficienza economica e produttiva delle aziende agricole. Le risorse finanziarie del programma sonoconcentrate sulla ristrutturazione e modernizzazione del settore agricolo attraverso le misure cosiddette“strutturali” tra cui in particolare la Misura 121 “Ammodernamento delle aziende agricole”; la dotazionefinanziaria pubblica del programma è destinata per il 38% all’Asse 1 e per il 13% alla Misura 121, questamisura quindi utilizza il 34% circa della dotazione dell’Asse 1.I criteri di priorità applicati per la selezione delle domande di aiuto hanno premiato gli interventi diammodernamento caratterizzati dalla coerenza tra obiettivi del piano di sviluppo aziendale e priorità settorialie territoriali definite nel programma (innovazione di processo e di prodotto, miglioramento delle performanceeconomiche, ecc.) determinando un’elevata presenza tra le aziende beneficiarie d’investimenti prioritari. Lepag. 169


VALUTAZIONE PSR 2007-2013 CAMPANIA: AGGIORNAMENTO RAPPORTO VALUTAZIONE INTERMEDIA 2012tipologie di intervento più frequenti hanno riguardato l’acquisto di macchine e attrezzature (47%) e lacostruzione di fabbricati agricoli (38%) in linea con le finalità dei piani di sviluppo aziendali indirizzatiprevalentemente al miglioramento della produttività aziendale attraverso l’aumento della capacità produttiva(34%) e la riduzione dei costi di produzione (38%). L’investimento medio delle aziende agricole beneficiarie(183.368 €/azienda) è indicativo della loro maggiore propensione agli investimenti rispetto al valore targetstimato dal programma (82.784 €/azienda). Le aziende agricole beneficiarie (3,3% delle imprese attiveiscritte alla CCIAA) appartengono alle filiere cerealicola e frutticola e, in misura minore, a quelle vitivinicola,zootecnica, orticola e florovivaistica.Il cluster 112-121 ha rafforzato la sinergia tra esigenze di ammodernamento e ristrutturazione del settoreagricolo, facilitando i giovani agricoltori per l’accesso agli aiuti per gli investimenti nelle aziende agricole (inmedia 172.126 €/azienda). Gli interventi realizzati mirano principalmente all’aumento della capacitàproduttiva (57%) e al contenimento dei costi di produzione (14%). L’attuazione sinergica delle due misureha migliorato le prospettive di sviluppo delle aziende condotte dai giovani agricoltori, il 29% infatti hadichiarato di essere intenzionato ad incrementare le attuali dimensioni. Si sottolinea, quindi, la maggiorepropensione delle aziende “giovani” all’incremento delle dimensioni e della produzione aziendale, allamodifica dell’attuale ordinamento produttivo e a un maggiore interesse verso le produzioni di qualità. Il datoriferito alle dimensioni aziendali assume particolare importanza in quanto aumenta le prospettive future dicrescita consentendo quindi di proseguire il trend positivo (+66,7%) registrato tra i due censimentidell’agricoltura (2000-2010).In che misura il programma ha contribuito a sviluppare ulteriormente i prodotti di alta qualità e ad elevatovalore aggiunto?L’ulteriore sviluppo di prodotti di qualità, seppure previsto dal programma, non è stato ancora raggiunto,eppure, come emerso dalle indagine campionarie presso gli agricoltori beneficiari degli aiuti per gli interventidi ammodernamento aziendale, emerge in prospettiva futura, un maggiore interesse verso le produzioni diqualità. In alcune delle aziende beneficiarie (7%) gli interventi aziendali realizzati facilitano il rispetto deglistandard necessari per l’iscrizione ai diversi sistemi di qualità comunitari e aumentano la quota dellaproduzione di qualità sul totale della produzione lorda vendibile aziendale (dal 56% al 63%). Inoltre, essipermettono di adeguare maggiormente la produzione alle richieste del mercato, accrescerne il valore eridurne allo stesso tempo l’impatto ambientale.In che misura il programma ha contribuito a promuovere un settore agroalimentare europeo forte edinamico?La regione Campania nel proprio Documento Strategico Regionale (DSR) individuava nell’apertura verso ilMediterraneo il nodo strategico del rilancio dello sviluppo regionale. La predisposizione del quadroprogrammatico è stata subordinata a due importanti momenti di conoscenza interpretativa dello spazio geoeconomicodella Campania. Il primo proveniente dall’analisi dei fattori di successo e di insuccesso delprecedente periodo di programmazione e il secondo proveniente dalla conoscenza degli aspetti sociali,economici ed ambientali della regione che ne determinano omogeneità e disparità in termini di sviluppo,occupazione e qualità della vita.Nella valutazione ex ante si evidenziava la necessità di indirizzare la nuova fase di programmazione versopercorsi più innovativi dell’azione politico-programmatoria della Regione. In particolare emergeva che taleazione non poteva prescindere dall’applicazione del principio dell’integrazione per il raggiungimento discenari di sviluppo sostenibili, della spazializzazione delle scelte in funzione delle specificità locali e dellaconcentrazione finanziaria per la produzione di cambiamenti strutturali. Attraverso i programmi operativi deifondi strutturali (PO FESR, PO FSE, PSR) si perseguiva tale linea strategica nella direzione di creare epotenziare i fattori competitivi e di ridurre il divario strutturale con le Regioni europee più competitive.La strategia posta alla base del PSR si è fondata quindi sull’offerta di politiche articolate a livello territoriale esull’integrazione tra gli strumenti d’intervento, seppure condizionata da fattori ambientali, organizzativi e dicontesto. Il quadro strategico finalizzato al miglioramento della competitività del settore agricolo eagroalimentare trovava quindi nella promozione dell’integrazione all’interno delle filiere (approccio di filiera),pag. 170


VALUTAZIONE PSR 2007-2013 CAMPANIA: AGGIORNAMENTO RAPPORTO VALUTAZIONE INTERMEDIA 2012dell’innovazione e della formazione degli operatori le sue azioni chiave da intraprendere per ilraggiungimento degli obiettivi.Le analisi valutative riportate nel presente rapporto evidenziano diverse situazioni di criticità rispetto alraggiungimento di tali finalità programmatiche: l’integrazione di filiera non ha finora trovato concretaapplicazione, a causa dell’elevata complessità procedurale; l’efficacia e l’efficienza degli interventi diformazione non risponde alle esigenze territoriali di sviluppo delle competenze nel settore agricolo eforestale; l’attuazione degli interventi immateriali finalizzati a supportare il “sistema” imprenditoriale è statain generale molto debole, a differenza invece dei più “tradizionali” interventi materiali per il miglioramentodelle infrastrutture e l’ammodernamento delle aziende agricole e delle imprese agroalimentari.Probabilmente le criticità riscontrate derivano solo in parte dallo scarso interesse della base agricola versoalcune misure del PSR, dipendono a volte dall’eccessiva complessità delle disposizione attuative masoprattutto dalle innovazioni strategiche che la Regione si era prefissata (progettazione integrata plurifondo)e che aveva introdotto nel programma.In che misura il programma ha contribuito a promuovere l'innovazione nel settore agroalimentare europeo?La Campania è una delle regioni italiane maggiormente colpiridotto del 5,2%, a fronte di una diminuzione del valore nazionale pari al 5% (-4,3% nel Mezzogiorno). Alcalo del PIL ha contribuito soprattutto la forte caduta del valore aggiunto industriale, che segn0,6% rispettoal 2008. In una situazione di recessione, correlata da debolezze strutturali peculiari del sistemaagroalimentare di tipo tradizionale l’unica via per rilanciare la competitività del settore sui mercati nazionali einternazionali richiede un recupero di efficienza, produttività, organizzazione delle filiere che presuppone unradicale cambiamento strutturale, con consistenti e mirati investimenti in ricerca ed innovazione. Ricerca einnovazione orientate, prevalentemente, all’innovazione di prodotto per competere sui mercati nuovi o perrilanciare situazioni attualmente di bassa competitività in mercati esistenti. Risulta fondamentale, altresì,investire in via sistemica sulle innovazioni di processo, per ridurre i costi, le inefficienze e per miglioraresostanzialmente la qualità delle produzioni.In Campania, però, la quota privata della spesa in Ricerca e Sviluppo è pari al 35% 47 , ben al di sotto dellamedia nazionale che si assesta intorno al 48%. Si tratta di un livello significativamente più basso di quello dialtre regioni con attività economiche di analoga dimensione. In più, in un periodo di recessione, anche leimprese orientate ad innovare non riescono a destinare una quota continua delle proprie risorse, a causadelle difficoltà economiche, alle attività di ricerca. Questi elementi evidenziano la difficoltà ad innovare delleimprese campane, pur in presenza di qualificato sistema della ricerca, in cui operano sette Università e circaquaranta Istituti di ricerca avanzata, dieci centri di competenza e un distretto tecnologico, e portano apensare che sostanzialmente manca un meccanismo di collegamento strutturato ed efficace tra mondo dellaricerca e imprese.A questa stregua, il supporto al trasferimento delle innovazioni con strumenti di incentivazione mirati, comela misura 124, è fondamentale per dare continuità ai rapporti di collaborazione in questo ambito, inparticolare con il sistema dell’Offerta regionale di attività di ricerca e sperimentazione. I partenariati traistituzioni di ricerca e imprese sono per loro natura, molto complessi da avviare in Campania come in buonaparte dell’Italia meridionale, per via di sistemi produttivi polverizzati, con imprese di piccole dimensioni epoco organizzate, nonché avverse alla cooperazione.Ma tale debolezza operativa sta anche dal lato del sistema di Offerta di servizi, per via dell’incapacità deglienti di ricerca di rilevare i bisogni delle imprese in maniera strutturata. Il sistema della ricerca è orientato allaproduzione di ricerca di base, con una ridotta attenzione alle ricadute sul sistema produttivo locale o coninterventi mirati di natura sporadica o contingentati.Per tale motivo le occasioni di cooperazione e di collaborazione sostenute da risorse pubbliche sonofondamentali, per avviare dinamiche collaborative che smettano di essere sporadiche o disponibili per le soleimprese di medio-grandi dimensioni. Ciò permette di creare competenze e professionalità di carattere47 Istat 2008.pag. 171


VALUTAZIONE PSR 2007-2013 CAMPANIA: AGGIORNAMENTO RAPPORTO VALUTAZIONE INTERMEDIA 2012specialistico/scientifico presso le imprese o presso gli organismi di ricerca con un orientamento alle impresee alle produzioni.Risulta fondamentale anche il supporto alle attività di investimento, dato da strumenti come la misura 121che contribuisce all’innovazione strutturale delle imprese, con l’acquisizione di strumentazione e innovazionigià esistenti.Osservando in dettaglio i punteggi assegnati ai beneficiari della misura 121 appare evidente quanto lostrumento incentivante, a conferma della priorità strategica che la Regione Campania si è data, facilitil’accesso e l’acquisizione delle innovazioni. Difatti, le aziende che hanno ricevuto il punteggio sui criterirelativi alla realizzazione di investimenti per l’innovazione di processo o di prodotto sono 1.600 (96% delleaziende complessive) di cui 892 beneficiari della Misura 121 e 708 beneficiari del cluster di Misure 112-121.Tale orientamento manifestato in sede di proposta delle domande di aiuto è confermato altresì daun’indagine valutativa condotta presso le imprese. Difatti, l’89% delle aziende intervistate dichiara di averintrodotto nuovi prodotti e/o nuove tecniche, con una maggiore propensione all’innovazione dimostrata daigiovani agricoltori neo insediati. Questo elemento mette in evidenza il funzionamento del meccanismoincentivante proposto dalla Regione. Se da una parte, però si evidenzia, quanto uno strumento incentivante,come la misura 121, possa contribuire a rimuovere – in parte – gli ostacoli strutturali agli investimentiinnovativi supportando l’acquisizione di tecnologie e strumenti, dall’altro lato si mette in luce, quantoevidenziato precedentemente, rispetto alla debolezza del livello di cooperazione per l’innovazione tra impresee sistema regionale della ricerca.Anche rispetto a tale criticità la Regione Campania ha deciso di attivare, con l’ausilio di molteplici modalità diintervento, la misura 124, per promuovere la cooperazione tra imprenditori agricoli e forestali, l’industria ditrasformazione, gli enti di ricerca ed altri operatori economici, in associazione tra di loro, facendo leva sullacriticità del sistema. Gli interventi sono finalizzati a sostenere l’attività di ricerca pre-competitiva, diintroduzione di innovazione, di sviluppo di nuovi prodotti e di presenza su nuovi mercati, soprattutto per iprodotti legnosi e le produzioni tipiche territoriali, per orientare la riconversione delle aree tabacchicole epromuovere l’efficienza e la competitività di filiere alternative a quella del tabacco.L’attuazione della misura 124 ha permesso di formulare delle riflessioni in merito a tre elementi chiavedell’approccio all’innovazione da parte del sistema agroalimentare regionale:• la tipologia di innovazioni: il lancio di nuovi prodotti o il miglioramento dei processi produttivi, ossia,l’orientamento alla competitività o alla tecnologia;• i meccanismi relazionali: l’attivazione dei partenariati tra imprese e soggetti del mondo della ricerca, perla realizzazione delle attività di sperimentazione e per rompere la consuetudine negativa (il paradigma)che nel settore agricolo caratterizza i rapporti tra tali soggetti;• l’addizionalità degli interventi: rispetto al sistema delle imprese, quanto e come, l’attivazione dimeccanismi di sperimentazione cooperativa contribuisce alla creazione di valore all’interno delle imprese.Per quanto attiene il primo punto, i progetti avviati sono in prevalenza di tipo “technology-push”, piuttostoche “market-pull”; si tratta di interventi guidati dalla sperimentazione tecnologica finalizzata al miglioramentodella qualità, tali iniziative si trovano nella fase iniziale di sviluppo tecnologico oppure tendono a saggiareopportunità di mercato per lo sfruttamento delle innovazioni stesse, ma tale fattore potrà essere verificatouna volta concluse le operazioni. Questo elemento evidenzia quanto nella formulazione del fabbisogno edelle modalità di intervento dei progetti prevalga il ruolo del soggetto che fornisce attività di servizi e ricerca.Non è incisiva, in termini di numerosità, la sperimentazione di prodotti correlata più al fabbisogno di mercatoda parte delle imprese che comporterebbe analisi di fattibilità, prototipazione di prodotti e sperimentazionicommerciali, brevettazione di nuovi prodotti. E’ evidente, però, che il settore di riferimento è quello agricolo.Per cui l’innovazione di processo può rappresentare, in un contesto strutturale di tipo tradizionale, unfabbisogno manifesto da parte delle imprese.La prevalenza dei ruoli e dei fabbisogni porta al secondo elemento di riflessione relativo ai meccanismirelazionali. Nel programma è evidente il ruolo fondamentale svolto dagli organismi di ricerca, tale sceltaappare fondamentale in un quadro complessivo in cui l’innovazione collaborativa assume una prioritàstrategica e in cui le dinamiche partecipative e di strategia partenariale sono il fulcro della progettazioneintegrata nell’attuale periodo di programmazione e diventeranno un elemento chiave per la definizione degliinterventi nel prossimo periodo di programmazione. Occorre verificare quanto il ruolo e la funzione chiave dipag. 172


VALUTAZIONE PSR 2007-2013 CAMPANIA: AGGIORNAMENTO RAPPORTO VALUTAZIONE INTERMEDIA 2012acquisizione delle innovazioni da parte delle imprese non sia prevaricata dal ruolo, dall’esperienza e dallafunzione “istituzionale” degli organismi di ricerca. Questo legame i cui effetti devono necessariamente essereapprofonditi in futuro, deve crescere su una dimensione di equilibrio, favorendo lo scambio paritario diinformazioni e benefici.Infine, per la questione dell’addizionalità, trattandosi di innovazioni di processo e di prodotto “technologypush”o “technology/quality oriented”, ossia non legate a esigenze di mercato ma funzionali allacompetitività futura attraverso il miglioramento della qualità delle produzioni, non è possibile, al momento,valutare gli aspetti relativi alla valorizzazione di mercato delle innovazioni stesse. Comunque, considerato ilcarattere pre-competitivo delle sperimentazioni non è detto – anche nel caso di eventuali attività relative ainterventi guidati da logiche di mercato (market-pull, appunto) – che si giunga alla decisione finale dibrevettare e lanciare sul mercato nuove produzioni, nel caso in cui, ad esempio, la fattibilità economica perla riproduzione su larga scala comporti degli investimenti rilevanti e non remunerativi in una logica di analisicosti-benefici per le imprese.In che misura il programma ha contribuito all'approccio integrato allo sviluppo rurale?Nel PSN sono evidenziati i principi da porre alla base delle azioni integrate che in particolare devono farriferimento non solo alla combinazione di misure di un singolo Asse ma, in linea preferenziale, ad unacombinazione di misure di Assi diversi. Tali tipologie di azione vanno fondamentalmente nella direzione diassicurare una migliore integrazione delle diverse misure non solo a livello di singola impresa ma anche alivello di filiera produttiva e di territorio. Nel PSN si assume da una parte che gli interventi applicabili allasingola impresa possono avere un’efficacia maggiore quando concepiti nelle forma di pacchetti di misura, eallo stesso modo che l’efficacia può essere potenziata se in ambiti territoriali omogenei si favorisse unamaggiore concentrazione e integrazione degli interventi. Per raggiungere questi scopi, a livello regionale (neiPSR), le modalità operative devono però basarsi su una procedura di gestione che si ispiri a modalitàoperative di facile accesso.Il Programma di Sviluppo Rurale della Campania 2007-2013 ha attribuito alla Progettazione Integrata diFiliera un ruolo di fondamentale importanza all’interno del quadro strategico regionale mettendo adisposizione di tale strumento un’elevata dotazione finanziaria (168 milioni di euro).La Regione Campania ha recepito tutte le possibilità offerte dalla progettazione integrata prevedendo per iProgetti Integrati di Filiera un impianto giuridico multifondo piuttosto articolato; nei PIF risultano finanziabilitramite il FEASR gli interventi previsti da alcune misure dell’asse 1; tramite il FESR le misure per lo sviluppodelle infrastrutture e della logistica e per la ricerca e tramite FSE le misure per la formazione manageriale.In particolare attraverso questo strumento la Regione Campania perseguiva lo sviluppo di nuove forme digovernance della filiera che risultassero in grado di mobilitare e favorire alleanze strategiche tra operatorieconomici e non economici. Il compito di elaborare e attuare i PIF, sulla base degli indirizzi specifici adottatidalla Regione, è stato quindi affidato a dei Partenariati di Filiera composti da più soggetti (organizzazioniprivate e pubbliche, operatori economici delle filiere, associazioni di categoria, enti di ricerca, formazione eagenzie pubbliche).L’impegno chiesto ai partner per la buona riuscita dei PIF fa riferimento alla progettazione di iniziative disviluppo coerenti e sostenibili, che coinvolgano le risorse finanziarie del FEASR, del FESR e del FSEnecessarie alla valorizzazione delle performance di filiera e che siano in grado di dar vita a percorsi disviluppo che combinino governance, radicamento territoriale e marketing in un contesto organico.In particolare il bando regionale (Decreto dirigenziale n. 71 del 30 settembre 2009 pubblicato sul BURC n. 59del 5 ottobre 2009) ha previsto cinque fasi per definire il percorso di animazione, costruzione, presentazionee approvazione dei PIF. A gennaio 2010 sono stati quindi presentati 15 PIF ed è stata approvata lagraduatoria definitiva in cui sono stati dichiarati ammissibili a finanziamento 13 progetti integrati (2 progettiper la filiera cerealicola, 3 per quella olivicolo - olearia, 5 per quella ortofrutticola, 1 per quella vitivinicola e 2per quella delle carni). Successivamente l’iter procedurale per l’attuazione definitiva dei progetti ha subitoforti ritardi. Nonostante l’amministrazione regionale con Decreto Dirigenziale n. 59 del 18 giugno 2012avesse già verificato la “persistenza dei requisiti di ammissibilità” (riducendo il numero complessivo di PIFammissibili a 12) e dato avvio alle “attività istruttorie delle domande di aiuto prodotte a valere sulle misurepag. 173


VALUTAZIONE PSR 2007-2013 CAMPANIA: AGGIORNAMENTO RAPPORTO VALUTAZIONE INTERMEDIA 2012dell'asse 1 del PSR Campania 2007/2013” a settembre 2012 non risultavano ancora finanziati gli interventiprevisti nei progetti approvati.Successivamente con Decreto Dirigenziale n. 91 del 18 ottobre 2012, la Regione Campania ha definito le“procedure regionali di natura tecnico-organizzativa finalizzate a definire le modalità di esecuzione delle fasiistruttorie e di valutazione dei progetti esecutivi presentati dai beneficiari coinvolti nella realizzazione degliinterventi previsti nell'ambito dei Progetti Integrati di Filiera (PIF)”. Quest’ultimo decreto mette in evidenza losforzo che la Regione Campania sta compiendo per l'implementazione di un apposito modello organizzativo,teso a migliorare l’efficacia e l’efficienza dell’azione amministrativa regionale stessa.Come evidenziato nel Piano Strategico Nazionale (PSN) il principio cardine, al fine di assicurare l’efficaciadegli interventi promossi dalla programmazione e che prevedono tipologie di azioni integrate, è, infatti,l’individuazione di modalità e di strumenti in grado di migliorare la gestione degli interventi stessi e quindimaggiormente rivolti alla semplificazione delle modalità attuative. Il sistema di governance approntato dallaRegione Campania al fine di promuovere e favorire l’attuazione dello strumento della progettazione integratadi filiera, sebbene ben studiato ed in linea generale in grado di soddisfare i fabbisogni di intervento dellefiliere produttive regionali, non ha finora consentito di rispondere agli obiettivi prioritari stabiliti per l’Asse 1dal PSR; le principali problematiche sono legate all’eccessiva complessità di tale strumento accentuata dalledifficoltà di integrazione tra diversi fondi strutturali all’interno della progettazione regionale.Infine, per quanto riguarda l’attivazione di pacchetti di misure l’opportunità offerta dal PSR di partecipare allaMisura 112 in modalità “cluster” con la Misura 121 ha riscosso un notevole successo (97% delle domandesovvenzionate) favorendo gli insediamenti dei giovani agricoltori. A livello regionale il dato sottolinea lavalidità di sistemi di attuazione semplici ma in grado di stimolare la realizzazione di investimenti anche daparte dei soggetti più giovani (neo insediati).pag. 174


VALUTAZIONE PSR 2007-2013 CAMPANIA: AGGIORNAMENTO RAPPORTO VALUTAZIONE INTERMEDIA 20127. CONCLUSIONI E RACCOMANDAZIONI7.1 Conclusioni sul grado di raggiungimento degli obiettivi del programmaLe analisi ed indagini svolte dal Valutatore nel periodo 2011-2012, illustrate nei precedenti capitoli,consentono di aggiornare ed ampliare le conclusioni alle quali era giunta la Valutazione intermedia del 2010.Ciò anche alla luce dei progressi verificatisi nel periodo sia nell’attuazione del Programma stesso (in terminidi avanzamento procedurale, fisico, finanziario) sia nell’acquisizione degli elementi informativi di baseinerenti alle caratteristiche degli interventi realizzati e ai loro effetti. Requisito quest’ultimo derivante daimiglioramenti intervenuti nella disponibilità dei dati elementari di monitoraggio e dallo sviluppo da parte delValutatore di specifiche attività di indagine diretta (raccolta dati primari).Tenendo conto di questo allargamento della base conoscitiva, di seguito, sono in sintesi riportate le principaliconclusioni delle analisi svolte dal Valutatore, articolate in funzione degli obiettivi prioritari delle componentiprincipali (Assi prioritari) del Programma e quindi espressamente finalizzate a valutarne il loro grado diraggiungimento.7.1.1 Asse 1 – Miglioramento della competitività dei settori agricolo e forestaleLa valutazione del grado di raggiungimento degli obiettivi dell’Asse 1 si basa sui risultati del programmamisurati utilizzando le informazioni secondarie fornite dalle Relazioni annuali di esecuzione e dal sistema dimonitoraggio e, soprattutto, su dati primati rilevati dal Valutatore attraverso indagini dirette presso campionirappresentativi di beneficiari che hanno terminato le attività e/o gli investimenti sovvenzionati. I risultatidelle indagini valutative, seppure ancora non esaustivi dei potenziali risultati finali del programma (misurabiliin fase ex post), evidenziano taluni aspetti su cui è necessario intervenire tempestivamente per la buonariuscita del programma. Dal Valutatore, inoltre, sono state utilizzate le informazioni fornite dall’Autorità digestione del programma, riguardanti gli esiti delle procedure di valutazione, approvazione e ammissione alfinanziamento delle domande di aiuto, per realizzare specifiche analisi sull’applicazione ed efficacia dei criteridi priorità. Rispetto alla Valutazione intermedia (2010) si evidenziano, dunque, i progressi compiutidall’Autorità di gestione nel miglioramento del sistema di monitoraggio, ora in grado di fornire al Valutatoredati di dettaglio sulle caratteristiche e la “qualità” delle operazioni approvate. Le analisi valutative prodotte inquesta fase di aggiornamento della valutazione intermedia, di seguito articolate per obiettivi prioritari delprogramma, evidenziano taluni aspetti di criticità o successo basati sulla coerenza tra domande approvate edesigenze regionali di sviluppo e sui risultati conseguiti in fase di attuazione intermedia del programma.Obiettivo prioritario: MIGLIORAMENTO DELLA CAPACITÀ IMPRENDITORIALE E PROFESSIONALE DEGLI ADDETTI AL SETTOREAGRICOLO E FORESTALE E SOSTEGNO AL RICAMBIO GENERAZIONALEPer migliorare la competitività del settore agricolo e forestale, in Campania come nel resto d’Italia, èimprescindibile aumentare il livello di conoscenze e capacità professionali degli operatori del settore e a ciòcontribuisce la politica di sviluppo rurale, principalmente con la realizzazione di azioni di formazione einformazione (Misura 111). Il conseguimento dell’obiettivo prioritario è valutato nel Piano strategiconazionale (PSN) con l’indicatore di risultato R1 “numero di partecipanti che hanno terminato con successouna formazione in materia agricola e/o forestale” previsto dal QCMV; inoltre con l’indicatore aggiuntivoproposto dal PSN “numero di aziende condotte da giovani agricoltori” è valutato il sostegno al ricambiogenerazionale. L’indicatore di risultato R1 è pari, al termine del 2011, a n. 953 partecipanti con successo alleattività di formazione (16% del valore target); il sostegno al ricambio generazionale è previsto nella Misura112, per la quale risultano beneficiarie n. 889 aziende agricole condotte da giovani agricoltori (129% delvalore target).pag. 175


VALUTAZIONE PSR 2007-2013 CAMPANIA: AGGIORNAMENTO RAPPORTO VALUTAZIONE INTERMEDIA 2012Obiettivo prioritarioMiglioramento della capacitàimprenditoriale e professionaledegli addetti al settore agricoloe sostegno del ricambiogenerazionaleIndicatori(R1) Numero di partecipanti chehanno terminato con successo unaformazione in materia agricola e/oforestale(PSN) Numero di aziende condotteda giovani agricoltoriPrincipalimisure chepartecipanoall’obiettivoRisultatiottenuti al31.12.2011Valori target(PSRCampania)Efficacia111 953 5.808 16%112 889 690 129%Le attività di formazione finanziate dalla Misura 111 sono definite in Programmi annuali approvati dallaGiunta regionale. Nel primo periodo di attuazione del PSR sono stati approvati tre Programmi annuali (2007,2008, 2009) da realizzare ognuno entro due anni; al termine del 2011 è stato realizzato il 48% dei corsiprogrammati e il numero effettivo di partecipanti ai corsi di formazione raggiunge il 20% dell’obiettivoprogrammato. Le azioni di formazione sono state affiancate da azioni d’informazione e di sensibilizzazione sutemi di carattere ambientale, con una ben più alta partecipazione (in totale n. 33.500 utenti), che però nonesime dalla necessità di completamento delle azioni di formazione programmate. La formazione, infatti, èfinalizzata al miglioramento delle competenze imprenditoriali sul marketing, l’innovazione, le relazioni difiliera, la qualità alimentare e la sostenibilità ambientale, vincolante per la pianificazione di qualsiasi azione disviluppo compatibile con esigenze sociali ed economiche.Le difficoltà incontrate dall’Amministrazione regionale, dall’espletamento delle procedure di aggiudicazionefino al completamento delle azioni di formazione, non sono per nulla irrilevanti, soprattutto nella difficilesituazione della Campania, ma proprio per questo motivo è necessaria da parte di ognuno una maggioreattenzione al conseguimento degli obiettivi che possono contribuire allo sviluppo della regione. Il Valutatore,già nel 2010, raccomandava di accelerare e migliorare la realizzazione dei corsi, verificando la qualità delladocenza e del sistema formativo, la rispondenza dei corsi ai fabbisogni formativi, il grado di soddisfacimentodegli utenti e le motivazioni alla base di eventuali abbandoni delle attività di formazione; questeraccomandazioni generali sono ancora valide auspicando che le criticità evidenziate possano essere prestosuperate con le disposizioni adottate dall’Autorità di gestione.Gli esiti delle attività di formazione realizzate, quindi, non sono al momento confortanti; è da rilevare invecela positiva partecipazione dei giovani agricoltori, che sul totale dei formati addetti al settore agricoloraggiunge il 48%, determinando favorevoli prospettive di permanenza e sviluppo dell’agricoltura.A riguardo, abbiamo chiesto ai formati se le conoscenze acquisite sono state utilizzate in azienda, ottenendorisposte positive dal 62% degli intervistati. I miglioramenti hanno riguardato soprattutto la gestionesostenibile delle risorse naturali, ricadute minori invece sono state rilevate nei confronti dell’introduzioned’innovazioni, l’adozione di sistemi di qualità, la gestione strategica e il marketing. In ogni caso, il grado diutilizzazione delle conoscenze acquisite su questi temi è maggiore tra i partecipanti ad altre misure (cluster112-121) impegnati in interventi di adeguamento e ammodernamento delle aziende agricole, che richiedonolo sviluppo di specifiche competenze imprenditoriali e tecniche. In una prospettiva futura, si consiglia dicircoscrivere gli obiettivi della formazione e informazione alle esigenze degli addetti del settore agricolo eforestale e di valutare con attenzione le potenziali sinergie con altre misure del programma, non solo perquelle dirette ai giovani agricoltori, ma anche per quelle che implicano impegni ambientali che apportanoimportanti trasformazioni alla gestione tradizionale degli allevamenti e delle coltivazioni.Al conseguimento dell’obiettivo prioritario in esame partecipa inoltre la Misura 112 (Insediamento di giovaniagricoltori) attuata in sinergia con la Misura 113 (Prepensionamento degli imprenditori e dei lavoratoriagricoli), ma anche le Misure 114 (Ricorso a servizi di consulenza da parte degli imprenditori agricoli eforestali) e 115 che prevede l’avviamento servizi di consulenza aziendale, di sostituzione e assistenza agliagricoltori. Queste misure sono state tutte attivate con bandi pubblici e le domande di aiuto sono stateselezionate applicando i criteri di valutazione (priorità) approvati dal Comitato di sorveglianza.L’agricoltura, come noto, presenta uno squilibrio generazionale a favore delle classi di età più avanzate, cheincide pesantemente sui processi di adeguamento e sviluppo aziendale. La Misura 112 quindi è stataprogrammata per favorire il ricambio generazionale, in “cluster” con la Misura 121 per lo sviluppo delleaziende dove s’insediano i giovani agricoltori. Il successo di tale disposizione di attuazione è ormai assodato,infatti, gli obiettivi sono stati superati (finché possibile senza soluzione di continuità), la quasi totalità deglipag. 176


VALUTAZIONE PSR 2007-2013 CAMPANIA: AGGIORNAMENTO RAPPORTO VALUTAZIONE INTERMEDIA 2012insediamenti sovvenzionati è avvenuta attraverso il cluster 112-121. I bandi che prevedono il solo premiod’insediamento di € 5.000 (Misura 112) hanno un’importanza residua (3% degli insediamenti sovvenzionati).La possibilità di accedere con l’insediamento agli aiuti previsti per l’ammodernamento aziendale è statadecisiva per la gran parte dei giovani e più della metà non si sarebbe insediato in assenza di questi incentivi.Gli effetti sono evidenti sia sul rinnovamento generazionale, l’età media del capo azienda diminuisce di 32,6anni, sia sulla riduzione dell’esodo agricolo a livello di zona rurale, infatti, la maggioranza degli insediamentisovvenzionati (44%) è localizzata nelle aree rurali (D) con i più importanti problemi complessivi di svilupposociale ed economico.Un altro elemento che contribuisce positivamente al ricambio generazionale è, come accennato prima, laformazione. L’analisi dei criteri di priorità applicati alle domande d’aiuto approvate nell’ambito del cluster diMisure 112-121 ha rilevato un livello di formazione dei giovani agricoltori migliore rispetto alla situazionegenerale (l’otto percento possiede un titolo di studio a indirizzo agrario e il 18% ha partecipato a corsi diformazione professionale in agricoltura) ma non particolarmente elevato se si pensa alle sfide che questigiovani dovranno affrontare. L’indagine campionaria condotta dal Valutatore presso i giovani agricoltoribeneficiari del cluster 112-121, ha rilevato un consistente interesse degli intervistati (79%) per lapartecipazione ai corsi di formazione soprattutto sulla sicurezza sul lavoro, la gestione aziendale, ilmarketing, l’innovazione, la qualità e tracciabilità delle produzioni. Questo risultato rafforza laraccomandazione del Valutatore sulla necessità di favorire il miglioramento delle conoscenze e competenzeimprenditoriali dei giovani, prevedendo in futuro anche l’obbligo della partecipazione a corsi di formazioneprofessionale e aggiornamento in agricoltura.Il ricambio generazionale in agricoltura è stato favorito anche con la Misura 113, attraverso il subentro digiovani agricoltori (rilevatari) e l’accorpamento delle unità produttive cedute in aziende di maggioridimensioni. I beneficiari della Misura 113 comprendono 195 imprenditori agricoli che hanno ceduto lesuperfici aziendali e otto lavoratori che hanno smesso l’attività (complessivamente è stato raggiunto il 176%del valore target). La sinergia tra insediamento dei giovani agricoltori e prepensionamento è stata rafforzatacon l’applicazione dei criteri di priorità e la gestione armonizzata delle due misure, per cui la gran parte deirilevatari (87%) delle superfici cedute dagli imprenditori agricoli beneficiari della Misura 113 è un giovanebeneficiario della Misura 112. Le superfici agricole cedute, in genere di piccole dimensioni (media 7,8ettari/azienda), sono concentrate (61%) nelle aree rurali con problemi complessivi di sviluppo (D), ladifferenza tra età media dei cedenti e dei rilevatari corrisponde a circa ventotto anni, il 12% dei rilevataripossiede un titolo di studio a indirizzo agrario. In generale, secondo le informazioni raccolte con le indaginicampionarie, la situazione economica delle aziende agricole è migliorata dopo l’acquisizione delle superficicedute (89% dei rilevatari intervistati), in particolare, sono stati conservati i posti di lavoro (89%), èaumentata la qualità delle produzioni (61%) ed è cresciuto il margine lordo aziendale (52%).Il conseguimento degli obiettivi fissati non è invece soddisfacente rispetto all’utilizzazione dei servizi diconsulenza tecnica. La Misura 114 è stata programmata per fornire di un servizio di consulenza aziendaleagli imprenditori agricoli e ai detentori di aree forestali, impegnati nello sviluppo competitivo delle loroaziende e per l’adeguamento ai principi di sostenibilità ambientale dei processi produttivi. Complessivamentenella regione operano 23 Organismi abilitati all’erogazione dei servizi di consulenza, selezionati con bandipubblici nel 2008 e 2009. Il primo bando per la selezione degli imprenditori beneficiari della Misura 114 èstato attivato nel 2009 per sei bimestri e un altro bando è stato pubblicato nel 2011, semplificando alcuniaspetti relativi all’accesso agli aiuti e alla procedura istruttoria. L’attuazione della misura è stata preceduta daun periodo propedeutico in cui l’Autorità di gestione ha provveduto a pubblicizzare e comunicare ai potenzialibeneficiari le finalità e le procedure per l’accesso agli aiuti ma, nonostante l’attività informativa svolta e lesemplificazioni procedurali adottate, le aziende agricole beneficiarie rappresentano appena il 12% del valoretarget. La maggioranza dei beneficiari (76%) ha richiesto il pacchetto completo, dove oltre alle normeobbligatorie in materia di condizionalità e sicurezza sul lavoro, sono affrontati il miglioramento e lo sviluppoglobale dell’impresa.La Misura 114 appare ora oggettivamente sovradimensionata rispetto alle potenziali domande di aiuto; ariguardo il disinteresse delle aziende agricole potrebbe essere solo apparente e non immediatamenterisolvibile. Il sistema di consulenza aziendale è diretto soprattutto al rispetto dei criteri di gestione obbligatori(CGO) e delle buone condizioni agronomiche e ambientali (BCAA). Forse, per gli agricoltori è difficileaccettare di utilizzare una consulenza per verificare il rispetto delle norme obbligatorie, con il rischio poi disubire sanzioni o, comunque, di dover provvedere da soli a modifiche gestionali e a interventi perpag. 177


VALUTAZIONE PSR 2007-2013 CAMPANIA: AGGIORNAMENTO RAPPORTO VALUTAZIONE INTERMEDIA 2012l’adattamento strutturale dell’azienda agricola, seppure necessari ma finanziariamente insostenibili per molteimprese. Se ciò è vero, nel prossimo periodo di programmazione, potranno essere necessari altri strumenti,oltre all’auspicata semplificazione procedurale e amministrativa, che possano dare un seguito concreto allaconsulenza aziendale, prevedendo procedure specifiche e deroghe che consentano agli agricoltori diaccedere agli aiuti per eseguire gli adeguamenti alla condizionalità prescritti dal servizio di consulenza.L’adeguamento e miglioramento della gestione delle aziende agricole è sostenuto infine dagli aiuti previstidalla Misura 115, nell’ambito della quale sono state finanziate associazioni di agricoltori per l’avviamento diservizi di assistenza alla gestione contabile ed economica e di consulenza agricola e forestale, realizzandoperò un’adesione inferiore alle attese (20% del valore target). Anche per questa misura, lo scarso interessead avviare servizi alle imprese può essere ricondotto a incertezze derivanti dall’assenza di anticipazioni sugliaiuti concessi per i primi cinque anni e soprattutto al timore di non riuscire negli anni successivi ad autofinanziarele attività di assistenza e consulenza agli agricoltori.Obiettivo prioritario: PROMOZIONE DELL'AMMODERNAMENTO E DELL'INNOVAZIONE NELLE IMPRESE E DELL'INTEGRAZIONEDELLE FILIEREL’obiettivo prioritario affianca ai “tradizionali” aiuti introdotti nelle politiche di sviluppo rurale perl’ammodernamento delle aziende, “nuove azioni” dirette all’innovazione e all’integrazione degli interventi inun’ottica di filiera. La programmazione, quindi, ha articolato le misure prevedendo sia azioni di sviluppo delleaziende agricole e forestali e delle imprese agroalimentari (Misure 121, 122, 123), sia azioni di cooperazionetra imprenditori, enti di ricerca e altri soggetti per sostenere lo sviluppo e la diffusione di nuovi prodotti enuove tecniche (Misura 124); inoltre, sono stati predisposti nuovi strumenti di attuazione per favorirel’integrazione tra interventi a livello di azienda (cluster Misure 112-121) e di filiera (PIF).Il Piano strategico nazionale (PSN) per valutare il conseguimento dell’obiettivo, utilizza gli indicatori dirisultato R2 e R3. Per la descrizione puntuale dei risultati di seguito brevemente richiamati si rimanda alparagrafo 3.1 del presente rapporto. Il primo indicatore fa riferimento all’aumento di valore aggiunto lordoottenuto negli anni successivi al completamento degli investimenti sovvenzionati dalle aziende beneficiariedel cluster di misure 112-121 e della misura 121; il risultato è pari al 4% del valore target, essendorelativamente pochi gli interventi completati nel 2010 e che quindi hanno cominciato a manifestare i proprieffetti a partire dal 2011. I risultati delle misure 122 e 123 sono nulli perché a quella data gli interventi nonerano completati. L’indicatore R3 misura il “numero di aziende che hanno introdotto nuovi prodotti e/onuove tecniche” attraverso investimenti realizzati entro il 2011 finalizzati all’innovazione/diversificazione deiprodotti e dei processi produttivi nel cluster 112-121 e nelle misure 121 e 123 e le imprese coinvolte nellesperimentazioni promosse nell’ambito della misura 124.Obiettivo prioritarioPromozionedell’ammodernamento edell’innovazione nelle impresee dell’integrazione delle filiereIndicatori(R2) Aumento del valore aggiuntolordo nelle aziende beneficiarie('000 Euro)(R3) Numero di aziende che hannointrodotto nuovi prodotti e/o nuovetecnichePrincipalimisure chepartecipanoall’obiettivo112-121, 121,122, 123112-121, 121,122, 123, 124Risultatiottenuti al31.12.2011Valori target(PSRCampania)Efficacia4.619 105.280 4%1.712 5.144 33%Lo stato ancora iniziale delle realizzazioni non consente di apprezzare il raggiungimento dell’obiettivo,piuttosto di evidenziare la selezione di operazioni connesse alle esigenze programmatiche d’innovazione eintegrazione. Del cluster 112-121 abbiamo parlato nel precedente obiettivo, in questa sede si vuole rilevarecome l’azione combinata dei due interventi (insediamento e ammodernamento delle aziende agricole) abbiadeterminato incrementi di valore aggiunto lordo per azienda, 29% rispetto alla situazione iniziale,apprezzabili se si considera la dimensione fisica e il volume degli investimenti piuttosto contenuti e che irisultati sono stati valutati in una fase ancora iniziale, appena successiva al completamento degli interventi.La gran parte delle aziende prevede l’introduzione d’innovazioni offerte dalla tecnologia, finalizzatesoprattutto alla riduzione dei costi (attraverso la meccanizzazione delle operazioni colturali e di raccolta) e aincrementare il valore della produzione migliorando la qualità; minore è invece la diffusione d’innovazionipag. 178


VALUTAZIONE PSR 2007-2013 CAMPANIA: AGGIORNAMENTO RAPPORTO VALUTAZIONE INTERMEDIA 2012richieste dal mercato, indirizzate allo sviluppo di nuovi prodotti per diversificare la gamma, acquisire nuoveposizioni di mercato o per entrare in nuovi mercati.Tale tendenza all’introduzione dell’innovazione tecnologica è confermata anche nella Misura 121 dove èpreponderante la meccanizzazione delle operazioni colturali (65%) mentre l’innovazione orientata al mercatoha interessato il 20% circa delle aziende agricole. L’efficienza economica degli investimenti realizzati è inlinea con le previsioni programmatiche, in misura analoga al cluster, l’incremento di valore aggiunto lordorispetto alla situazione iniziale (25%) è valutato positivamente relativamente alle piccole dimensioni delleaziende agricole beneficiarie. L’introduzione d’innovazioni di prodotto e di processo è un’esigenza comune al97% delle imprese agroalimentari finanziate con la Misura 123 con un maggiore orientamento, rispetto alleaziende agricole, all’introduzione anche di nuovi prodotti (42% delle imprese finanziate). L’introduzioned’innovazioni è stata favorita nella selezione delle domande di aiuto con l’attribuzione dei punteggi previstiper le suddette misure nei criteri di priorità legati alla validità del progetto, a riguardo in futuro si potrebberiflettere sull’opportunità di differenziare i punteggi tra innovazioni di prodotto e di processo rispetto allespecifiche esigenze settoriali e finalità degli investimenti; ad esempio nel settore del tabacco potrebbe esserepreponderante l’orientamento al mercato, in altri settori invece potrebbero essere maggiori le esigenze diriduzione dei costi e/o di aumento delle produzioni, migliorando le tecnologie.La Misura 124 è stata attivata attraverso diverse modalità di attuazione (bandi ordinari, progettazioneintegrata di filiera, approccio Leader). L’innovazione promossa attraverso la progettazione integrata di filiera(PIF) non ha contribuito finora all’obiettivo prioritario, per le problematiche incontrate nell’attuazione di talestrumento. I progetti di cooperazione per lo sviluppo di nuovi prodotti e tecnologie coinvolgono numerosisoggetti, ripartiti in aziende agricole (n. 82), imprese di trasformazione (n. 23) e organismi di ricerca (n. 28);l’agricoltura è il principale settore di riferimento tradizionalmente orientato all’innovazione tecnologica. Leiniziative di cooperazione finanziate, infatti, riguardano, prevalentemente, le innovazioni di processo (53%) elo sviluppo congiunto di innovazioni di prodotto e di processo (37%) seguite per ultimo da innovazioni diretteallo sviluppo di nuovi prodotti per il mercato (10%). L’introduzione di alternative produttive è un obiettivolimitato al settore del tabacco, gli obiettivi operativi della Misura infatti sono numerosi e prevalentementeorientati all’innovazione tecnologica, ovvero a migliorare le performance ambientali, di sicurezza sul lavoro,d’igiene e benessere animale, all’utilizzo di prodotti agricoli e residui per la produzione di bio plastiche eimballaggi, al risparmio idrico e alla valorizzazione delle produzioni lattiero casearie; i criteri di selezione,invece, non esprimono scelte in merito alla tipologia d’innovazione e alle esigenze settoriali. Laprogrammazione e attuazione delle iniziative di cooperazione non è affatto semplice e anche la valutazionedei progetti è complessa; questi interventi sono previsti anche per la futura programmazione dove, forse,sarà opportuno definire e finalizzare meglio gli interventi alle esigenze delle imprese agricole, forestali eagroalimentari e allo sviluppo dei mercati dei comparti interessati.Obiettivo prioritario: POTENZIAMENTO DELLE DOTAZIONI INFRASTRUTTURALI FISICHEL’obiettivo prioritario è connesso alla Misura 125 che prevede il miglioramento e lo sviluppo delleinfrastrutture connesse allo sviluppo e all’adeguamento dell’agricoltura e della silvicoltura. Il Piano strategiconazionale (PSN) ha definito un indicatore aggiuntivo che misura il “numero di aziende/imprese servite danuove infrastrutture”. Il valore target dell’indicatore non è stato definito nel PSR Campania; è possibilericavare l’informazione sul numero di aziende servite nella documentazione tecnica allegata ai progetti,oppure nei formulari dove è presente il dato relativo alla SAU dell’area servita eventualmente utilizzabilecome proxy.Obiettivo prioritarioIndicatorePrincipali misureche partecipanoall’obiettivoRisultati ottenutial 31.12.2011Valori target(PSR Campania)Potenziamento delle dotazioniinfrastrutturali fisiche e telematiche(PSN) Numero di aziende/impreseservite da nuove infrastrutture125 nd ndLe infrastrutture finanziate fanno riferimento soprattutto alla sistemazione di strade rurali esistenti (83% delvolume d’investimenti finanziato); la numerosità delle strade rispecchia l’esigenza dei Comuni rurali di farfronte agli interventi di manutenzione straordinaria a fronte di disponibilità finanziarie limitate. Gli interventidi viabilità e gli acquedotti rurali, infatti, sono localizzati prioritariamente nei piccoli Comuni con meno dipag. 179


VALUTAZIONE PSR 2007-2013 CAMPANIA: AGGIORNAMENTO RAPPORTO VALUTAZIONE INTERMEDIA 20125.000 abitanti e in area montana o svantaggiata. Gli interventi per la gestione delle risorse idriche a usoirriguo sono attualmente in istruttoria, a seguito del bando pubblicato nell’aprile 2012, dopo la modifica aicriteri di selezione favorendo anche i nuovi interventi localizzati nei territori in cui le aziende agricoleattingono direttamente dalle falde.Obiettivo prioritario: CONSOLIDAMENTO E SVILUPPO DELLA QUALITÀ DELLA PRODUZIONE AGRICOLA E FORESTALELe azioni direttamente connesse allo sviluppo della qualità della produzione agricola fanno riferimento allemisure 132 e 133; il PSN utilizza per la valutazione dei risultati l’indicatore comune R4 che misura il valoredella produzione agricola soggetta a marchi/norme di qualità riconosciuti, indicati nel PSR e che possonobeneficiari degli aiuti per la partecipazione degli agricoltori a tali sistemi e per le attività d’informazione epromozione. L’efficacia dell’indicatore, però, non è in grado di evidenziare le criticità sottese all’attuazionedelle misure in esame.Obiettivo prioritarioConsolidamento e sviluppodella qualità della produzioneagricola e forestaleIndicatore(R4) Valore della produzioneagricola soggetta a marchi/norme diqualità riconosciuti (Euro)Principalimisure chepartecipanoall’obiettivoRisultatiottenuti al31.12.2011Valori target(PSRCampania)Efficacia132, 133 336.530.891 38.569.000 873%La questione principale, infatti, non è legata alla valorizzazione dell’indicatore ma piuttosto al bassissimolivello di adesione alla Misura 132, attribuibile ai meccanismi di attuazione, peraltro imposti dalle normecomunitarie, che riducono di fatto l’incentivo a richiedere l’aiuto per aderire al sistema di qualità. Il risultatoottenuto in termini di valore della produzione è per gran parte relativo alla DOP Mozzarella di bufalaCampana, che rappresenta uno dei tre interventi finanziati con la Misura 133. Le criticità legate allapartecipazione di altre denominazioni d’origine sono state più volte ricordate, soprattutto le ridottedimensioni delle altre produzioni incentivabili e le difficoltà incontrate nell’attuazione dei PIF.La programmazione degli interventi richiederà nella prossima programmazione una particolare attenzione,venendo meno gli aiuti alla promozione dei sistemi di qualità (attuale Misura 133) e rimanendo, almeno allostato attuale, le condizioni per l’accesso agli aiuti previsti per l’adesione ai sistemi di qualità. L’assenza diquesti strumenti potrà determinare la necessità di prevedere tali incentivi in altri strumenti o misure.7.1.2 Asse 2 – Miglioramento dell’ambiente e dello spazio ruraleGli obiettivi prioritari dell’Asse 2 si articolano in funzione dei principali aspetti o tematiche ambientali(biodiversità, tutela delle acque, tutela suolo e del territorio, attenuazione del cambiamento climatico)rispetto alle quali le diversificate linee di intervento (Misure/azioni) programmate ed attuate possonodeterminare effetti. Esse si caratterizzano per un elevato livello di potenziale integrazione ocomplementarietà rispetto agli obiettivi stessi: ad un singolo obiettivo concorrono spesso più Misure/azioni;una stessa Misura/Azione determina effetti ambientali diversificati, cioè partecipa a più obiettivi.La strategia dell’Asse è inoltre qualificata da un approccio di tipo territoriale nella definizione dei Criteri diammissibilità e di selezione delle operazioni, attuato attraverso l’individuazione di aree o zone prioritarieverso le quali “indirizzare” il sostegno (e quindi le risorse) nella consapevolezza del legame esistente traefficacia degli interventi e contesto territoriale in cui essi si realizzano.Obiettivo prioritario CONSERVAZIONE DELLA BIODIVERSITÀ E TUTELA E DIFFUSIONE DI SISTEMI AGRO-FORESTALI AD ALTOVALORE NATURALISTICOLe diverse Misure/azioni dell’Asse 2 che concorrono all’obiettivo prioritario in oggetto interessano unasuperficie agricola e forestale totale di poco superiore a 200.000 ettari (Indicatore comune di Risultato n.6)pari a circa il 124% dell’obiettivo programmato (e riformulato a seguito della “Health Check”). Ciò derivapag. 180


VALUTAZIONE PSR 2007-2013 CAMPANIA: AGGIORNAMENTO RAPPORTO VALUTAZIONE INTERMEDIA 2012principalmente dai buoni livelli di partecipazione raggiunti nelle Misure/azioni agricole (in particolare con leMisure 211, 212, 214.A, 214.D1) a fronte, tuttavia, di più modeste performance in altre azioniagroambientali (es. 214.B) e soprattutto per i nuovi imboschimenti (221, 223). Sempre in ambito forestale ètuttavia da segnalare il significativo contributo della nuova Misura 225 (pagamenti silvo-ambientali) che hainteressato circa 40.000 ettari, prevalentemente localizzati nelle aree forestali di più alto valore naturalistico.Va inoltre segnalato il ruolo della Misura 216 che attraverso l’azione b) ha consentito il ripristino el’ampliamento di muretti a secco, terrazzamenti e ciglionamenti i quali, oltre a loro valore paesaggistico,rappresentano specifici habitat favorevoli alla fauna selvatica.Con riferimento alla conservazione della biodiversità nei territori agricoli, ulteriori elementi di valutazionepossono essere ricavati considerando la rilevanza e distribuzione territoriale delle superfici coinvolte.Quest’ultime (pari a circa 167.000 ettari) rappresentano il 20% della superficie agricola regionale, quindi nonin grado di determinare impatti significativi sulle tendenze complessive. Tuttavia tale incidenza risultapositivamente superiore nelle aree Natura 2000 o sottoposte ad altre forme di tutela (43% e 57%rispettivamente) cioè negli ambiti territoriali nei quali gli impegni/interventi favorevoli alla biodiversità sonopiù efficaci e più necessari (pertinenti) rispetto alla finalità di assicurare la salvaguardia di habitat e specie diinteresse conservazionistico.Le analisi svolte, elaborando a livello territoriale i dati del monitoraggio ornitologico regionale dell’avifauna(progetto RRN-LIPU) hanno, d’altra parte, confermato, per gli anni 2010 e 2011, una positiva correlazione(legame di causalità) tra la presenza degli interventi agroambientali dell’Asse 2 e la ricchezza delle specie.In conclusione, per l’obiettivo in oggetto si raggiungono dei risultati positivi in termini di estensione edistribuzione territoriale degli interventi, soprattutto per quelli con effetti sulla conservazione dellabiodiversità nelle aree agricole già oggetto di tutela (di più alto valore naturalistico) o comunquecaratterizzate da sistemi agricoli più estensivi, prevalentemente localizzati in aree montane. Va infattiosservato che, nella loro maggioranza, gli interventi attuati hanno determinato il mantenimento di sistemi diproduzione e usi agricoli del territorio (es. prati permanenti e pascoli) favorevoli alla biodiversità. Più scarsa èstata, invece, la capacità di intervento nel modificare pratiche agricole e usi agricoli del territorio cheall’opposto determinano effetti sfavorevoli sulla diversità degli habitat e delle specie selvatiche. E’ in taleambito che presumibilmente dovrebbero essere individuati i possibili miglioramenti ed adeguamenti in vistadella nuova programmazione.Obiettivo prioritario - TUTELARE LA RISORSA ACQUA SIA DAL PUNTO DI VISTA QUALITATIVO CHE QUANTITATIVOLe aree agricole nelle quali, grazie agli interventi dell’Asse 2, sono stati favoriti sistemi di gestione e usi delsuolo coerenti con l’obiettivo della tutela qualitativa delle risorse idriche hanno una estensione di circa62.000 ettari (2011) il 56% dell’obiettivo programmato. Tale superficie è interessata principalmente da azioniagroambientali (agricoltura integrata e agricoltura biologica) le quali favoriscono il mantenimento ol’introduzione di sistemi di produzione con più bassi livelli di impiego di input agricoli (fertilizzanti, fitofarmacie diserbanti) potenzialmente inquinanti le acque e la Misura 221 (inclusi i "trascinamenti) che determinano latrasformazione permanente degli usi del suolo da agricoli a forestali. Il non raggiungimento dell'obiettivoprogrammato, espresso in termini di superficie, è l’effetto della modesta attuazione delle Misure/azioni chepiù avrebbero potuto contribuire a tale obiettivo, quali le Azioni di agricoltura biologica e la Misura per gliimboschimenti dei terreni agricoli. Anche la distribuzione territoriale della superficie di intervento non appareottimale, in quanto non si determina una sua auspicata “concentrazione ” nelle aree prioritarie, dove cioèmaggiori sono i rischi ambientali: nelle Zone Vulnerabili ai Nitrati di origine agricola (ZVN) i circa 5.500 ettaridi superficie agroambientale rappresentano appena il 5% della superficie agricola totale, mentre lo stessoindice, calcolato per la regione nel suo insieme è pari al 7,3%. Tra le probabili cause, la minore convenienzaeconomica da parte degli agricoltori di tali aree (ove di localizza l’agricoltura più intensiva e produttiva)nell’aderire alle azioni agroambientali, accentuata anche da un livello di aiuto inferiore a quello presente nellealtre zone.A fronte di questi risultati non ottimali, gli approfondimenti di analisi condotti dal Valutatore hanno tuttaviaconfermato l’efficacia unitaria delle azioni agroambientali promosse dal PSR in relazione all’obiettivo inoggetto.pag. 181


VALUTAZIONE PSR 2007-2013 CAMPANIA: AGGIORNAMENTO RAPPORTO VALUTAZIONE INTERMEDIA 2012Nelle aree di intervento si determina una riduzione del 40% negli apporti di Azoto, rispetto all’agricolturaconvenzionale; la riduzione media a livello regionale, cioè stimata tenendo conto anche dell’estensione dellesuperfici coinvolte è di circa il 4%. Analoga differenziazione si verifica esprimendo gli impatti in riduzione delsurplus di azoto (apporti al netto delle asportazioni) pari al 100% nelle superfici interessate dagli impegni eal 9,3% a livello regionale, valore quest’ultimo inferiore a quanto inizialmente previsto dal programma(20%). Ciò è la conseguenza sia di una probabile sovrastima delle superfici agricole che si prevedeva dicoinvolgere nelle azioni agroambientali e forestali, sia della generale tendenza nel contesto regionale enazionale (verificabile dai più recenti dati statistici) alla riduzione negli apporti di fertilizzanti, determinata asua volta da ragioni di natura economica (aumento dei prezzi e crisi economica) ma anche da unapresumibile maggiore diffusione, anche nei sistemi agricoli “convenzionali”, di criteri di gestione più razionalie sostenibili dal punto di vista ambientale. Ovviamente, la riduzione dei consumi nella “baseline” (agricolturaconvenzionale) riduce l’effetto di riduzione stimato derivante dagli interventi del Programma.In conclusione, le analisi svolte, da un lato, confermano l’efficacia della tipologia di interventi dell’Asse 2rispetto all’obiettivo della tutela qualitativa delle risorse idriche, d’altro lato, ne evidenziano il modestoimpatto complessivo a livello regionale, quale conseguenza di una minore (alle previsioni) estensione dellesuperfici agricole coinvolte, associata ad una loro non ottimale distribuzione territoriale. Aspetti entrambicondizionati dai livelli di adesione da parte delle imprese agricole potenzialmente beneficiarie. Le possibilitàed opportunità di miglioramento riguardano pertanto l’individuazione di nuove tipologie diimpegno/intervento e/o di nuovi meccanismi attuativi e di incentivazione (per quelle già in essere) volti afavorire un maggiore coinvolgimento delle imprese, in particolare nelle aree e nelle tipologie produttive in cuimaggiori sono le “pressioni” sulla qualità della risorsa idrica.Obiettivo prioritario - “TUTELA DEL TERRITORIO”In tale obiettivo prioritario sono inclusi diversi obiettivi specifici, spesso tra loro correlati in quantoespressione delle diversificate funzioni che le attività agricole e forestali svolgono (o meno) nel territorio,considerato nelle sue dimensioni paesaggistica, socio-culturale, economico-produttiva ed ambientale. Daquesto punto di vista la valutazione dell’efficacia del PSR in relazione a tale priorità comprenderebbetematiche in parte già affrontate con i precedenti obiettivi e in parte ulteriormente da sviluppare.Tuttavia, in coerenza con l’impostazione fornita dal PSN e alla luce dei risultati fino ad oggi raggiunti dalprocesso di Valutazione in itinere, si è ritenuto opportuno focalizzare l’analisi su due obiettivi specifici: ilcontrasto all’abbandono e la marginalizzazione delle terre agricole nelle zone montane e svantaggiate: latutela del suolo e la difesa dai rischi di dissesto idrogeologico.Rispetto al primo dei due obiettivi specifici (contrastare l’abbandono e la marginalizzazione delle terreagricole nelle zone montane e svantaggiate) si quantificano in circa 192.000 ettari le superfici agricole chenel 2011 sono interessate da interventi o forme di sostegno finalizzate al mantenimento di attività agricolenelle aree montane e svantaggiate della regione. Risultato sostanzialmente in linea (97%) al valore obiettivoprevisto nel PSR per l’Indicatore comune di Risultato n.6. Salvo una limitata incidenza degli interventi diimboschimento di terreni agricoli (poco meno di 8.000 ettari in massima parte riferibili a “trascinamenti” daprecedenti periodi) la quota predominante della suddetta superficie è quella interessata dalle Misure 211(per le zone montane) e 212 (per le altre zone svantaggiate). Essa rappresenta quasi il 50%% dellasuperficie agricola censita nel 2010 nelle aree svantaggiate della regione, dato che esprime la rilevanza degliinterventi di sostegno volti a favorire in queste la continuazione di un uso agricolo (e delle connesse attività)e quindi dei benefici ambientali e paesaggistici che tale uso (ed attività) determinano a favore dellacollettività. Tra questi si evidenziano il mantenimento di sistemi di produzione estensivi (principalmentezootecnici) e la conservazione vegetazione seminaturale (prati permanenti e pascoli) ai quali sono associati oda cui addirittura dipendono habitat e specie di interesse conservazionistico (cioè rientranti nelle cd. areeagricole ad “elevato valore naturalistico”).Va inoltre osservato che le aziende interessate dagli interventi risultano inferiori (77%) a quelle previste madi dimensioni medie superiori. Ciò, se da un lato è il probabile effetto di un processo di (auto) selezione deisoggetti partecipanti (maggiore propensione ad aderire da parte delle aziende di maggiori dimensioni)dall’altro, rispecchia l’evoluzione strutturale nel sistema delle imprese in atto nelle aree svantaggiate e nellaregione (evidenziato anche dai dati censuari) che vede una progressiva “concentrazione” delle superficiagricole in un numero più ridotto di aziende.pag. 182


VALUTAZIONE PSR 2007-2013 CAMPANIA: AGGIORNAMENTO RAPPORTO VALUTAZIONE INTERMEDIA 2012Un aspetto affrontato nella Valutazione, ma che dovrà essere oggetto di ulteriori riflessioni edapprofondimenti, riguarda l’efficacia delle indennità compensative erogate nel favorire, la permanenza delleaziende nelle aree montane e svantaggiate: sulla base di prime e parziali elaborazione dei dati RICAdisponibili (2008 e 2009) si stima che l’indennità media erogata per azienda è pari al 27% del reddito nettoaziendale. Essa, pur non assicurando la completa compensazione dei differenziali di reddito rispetto alle areenon svantaggiate, migliora (congiuntamente alle altre forme di sostegno) i livelli di reddito effettivi,contribuendo quindi ad ostacolare l’abbandono o la riduzione delle attività agricole. Ciò nella consapevolezzadel ruolo rilevante che su tali aspetti, assumono anche fattori o vincoli di natura extraeconomica (residenza,fattori socio-culturali, qualità della vita, mancanza di alternative ecc..).Relativamente al secondo degli obiettivi specifici qui considerati (la tutela del suolo e la difesa dai rischi didissesto idrogeologico) un primo elemento di valutazione è ricavabile dalla quantificazione dell’indicatorecomune di Risultato 6.d. La superficie agricola e forestale che, grazie alle misure/azioni dell’Asse, è soggettaad una gestione favorevole è di circa 250.00 ettari, valore anche in questo caso quasi (97%) corrispondentea quello previsto dal Programma, ma determinato da un insieme di interventi aventi in realtà caratteristicheed effetti più specifici e tra loro eterogenei.- da un lato, le Misure/azioni di interesse agricolo, in particolare le azioni agroambientali (214.b, 214.c e214.d) ma anche di imboschimento dei terreni agricoli, i cui principali effetti sono la riduzione dei rischi dierosione superficiale del suolo e l’aumento del suo contenuto di sostanza organica; queste linee diintervento interessano circa 60.000 ettari e presentano una distribuzione territoriale positivamenteorientata verso le aree regionali a maggior rischio di erosione;- dall’altro, le azioni più specificatamente rivolte alla tutela del territorio dai rischi di dissesto idrogeologico,di incendio e di perdita del suo valore paesaggistico, riferibili soprattutto alla Misura 226 e alla Misura 216con l’azione b; la prima riguardante investimenti pubblici di rilevante portata finanziaria e tecnica, lasecondo specificatamente rivolta alla salvaguardia di sistemazioni idraulico-agrarie tradizionali(terrazzamenti, ciglionamenti ecc..) in aree di elevato valore naturalistico ed paesaggistico.Su entrambe le tipologie di interventi e di effetti sono stati svolti approfondimenti di analisi i cui risultatiappare qui utile richiamare.Rispetto all’obiettivo specifico di riduzione dei rischi di erosione superficiale del suolo, gli impegni associatialle tipologie di intervento considerate (azioni agroambientali e imboschimenti) unitamente al rispetto dellebuone pratiche agronomiche (condizionalità) fanno ridurre il rischio di erosione di circa 700.000tonnellate/anno, corrispondenti al 57% dell’erosione totale presente nei 98.500 ettari coinvolti. Inparticolare, spicca l’abbattimento dell’erosione (di 2/3 fino al 100%) sulle superfici a seminativo, per effettodei solchi acquai e la relativa interruzione dei pendii ogni 80 m.; valori elevati di riduzione si stimano anchenelle superfici agricole interessate dalle azioni 214.d1 e 214.d2 e quelle oggetto di imboschimenti, qualeconseguenza del fattore di copertura del suolo. Va tuttavia sottolineato come i valori unitari di riduzionerisentano molto del contesto ambientale in cui gli impegni si realizzano, in particolare della pendenza,evidenziando ancora l’importanza che avrebbe avuto l’adozione di strategie territoriali di loro applicazione.Relativamente allo specifico obiettivo dell'incremento del contenuto di sostanza organica nel suolo ilprincipale contributo deriva dalle azioni agroambientali 214.a/b/c/d le quali prevedonol’introduzione/mantenimento di pratiche agronomiche favorevoli, quali le fertilizzazioni organiche ed altrepratiche di gestione sostenibile del suolo volte ad ostacolare i processi di rapida mineralizzazione dellasostanza organica. Nelle superfici agricole in cui tali azioni vengono applicate, si stima un incremento dellasostanza organica di circa il 35% rispetto alla situazione “controfattuale” (agricoltura convenzionale) mentrel’incremento medio calcolata sull’intero territorio regionale di circa il 3,4%.In definitiva, per le due suddette tipologie di effetti ambientali si ripropongono le analoghe considerazioni giàsvolte per l’obiettivo di tutela qualitativa delle acque: a fronte di impatti specifici, nelle aree di intervento,significativi, l’impatto complessivo sul contesto agricolo regionale risulta limitato o comunque condizionatodell’effettiva estensione delle superfici agricole coinvolte. Possibili margini di miglioramento, sonoindividuabili nell’ampliamento delle tipologie di impegni agroambientali, al fine di favorire sia innovazioninelle tecniche e modalità di lavorazione e gestione del suolo agricolo, sia fertilizzazione organica, ancheattraverso una maggiore integrazione tra attività di allevamento e di coltivazione. Bisognerebbe ancheintrodurre delle zonizzazioni (aree a rischio di erosione, aree a basso contenuto di sostanza organica neisuoli) in grado di concentrare gli interventi nella aree a maggior fabbisogno e quindi in grado massimizzaregli effetti delle misure.pag. 183


VALUTAZIONE PSR 2007-2013 CAMPANIA: AGGIORNAMENTO RAPPORTO VALUTAZIONE INTERMEDIA 2012Il contributo degli interventi dell’Asse 2 alla tutela del territorio dai rischi di dissesto idrogeologico, diincendio e di perdita del suo valore paesaggistico, appare relativamente importante, sia in termini finanziari,sia per l’estensione delle aree più o meno direttamente coinvolte. Ciò è soprattutto l’effetto dell’elevatapartecipazione verificatasi nella Misura 226 (investimenti non produttivi nei terreni forestali) e in particolarenell’Azione “e” finalizzata alla sistemazione idraulico/forestale del territorio, attraverso la quale si è cercato didare risposta (riuscendovi però solo in parte) a una diffusa e rilevante domanda di sostegno provenientedegli enti pubblici territoriali, in aree caratterizzate da gravi fenomeni di dissesto idrogeologico, inprogressiva accentuazione. A fronte di questa elevata pertinenza degli interventi finanziati, rispetto aifabbisogni presenti del territorio, se ne sono anche evidenziati gli elementi di criticità e possibilemiglioramento, rappresentati essenzialmente dal rischio di una loro frammentarietà funzionale e quindiscarsa efficacia (spesso non sono inseriti in progetti o piani organici di gestione del territorio, almeno allivello di alveo o bacino) e dalla difficoltà incontrata nel valutarne gli effetti specifici in termini di difesa dellearee propriamente forestali.Nell’ambito dello stesso obiettivo specifico sono anche da segnalare gli interventi, quantitativamentecircoscritti ma qualitativamente significativi realizzati nell’ambito della Azione b della Miisura 216 per lasalvaguardia di sistemazioni idraulico-agrarie tradizionali (terrazzamenti, ciglionamenti ecc..) in aree dielevato valore naturalistico e paesaggistico ma in alcuni casi anche ad elevato rischio di dissestoidrogeologico. Di quest’ultimo aspetto sarebbe necessario tener conto (assegnando ad esempio priorità allearee classificate a maggior rischio) nella futura programmazione.Obiettivo prioritario “RIDUZIONE DEI GAS SERRA” 48Gli effetti degli interventi dell’Asse 2 – e del Programma nel suo insieme – coerenti con questo obiettivo sononumerosi e differenziati, avendo avuto nel tempo un progressivo adeguamento tipologico e metodologico (siè infatti ampliata la gamma dei possibili effetti da esaminare e valutare) parallelamente alla crescenteimportanza assegnata all’obiettivo stesso, nell’ambito della attuale e futura programmazione della politica disviluppo rurale (a sua volta derivante dal crescente ruolo che il settore agricolo e forestale assume nellapolitica comunitaria per il clima, in applicazione degli accordi internazionali sottoscritti). L’Aggiornamentodella Valutazione intermedia, tenendo conto di questa evoluzione dello scenario politico e metodologico diriferimento, ha ricondotto in un quadro logico unitario le diverse tipologie di effetti del PSR, aggregabili indue principali componenti: il settore agro-forestale e il settore energetico.Gli interventi sviluppati dal PSR nel settore agro-forestale si stima che determinano una riduzione di pocomeno 65.000 tonnellate di CO2 eq./anno, principalmente derivante dall’assorbimento (“sequestro”) dicarbonio sia nei suoli agricoli (quale effetto delle azioni agroambientali che ne aumento il contenuto insostanza organica) sia nella biomassa legnosa. a seguito degli imboschimenti realizzati con le Misure 221 e223 e derivanti dai precedenti periodi di programmazioni.Quantitativamente minori – circa 4.300 tonnellate di CO2 eq./anno – le mancate emissioni di gas ad effettoserra conseguenti alla riduzione dell’azoto minerale distribuito al suolo con le fertilizzazioni, a seguito degliimpegni agroambientali e dei cambiamenti di uso del suolo da agricolo a forestale. La riduzione espressa inprotossido di azoto è il 2,3% di quella totale regionale sempre da fertilizzanti. Un impatto quindi limitato masostanzialmente in linea (essendo comune la determinante) con quello già visto per la riduzione del surplusdi azoto.L’energia prodotta (o producibile) annualmente da fonti di energia rinnovabile con le attrezzature e impiantifinanziati negli Assi 1 e 3 è di 13.200 MWh/anno, corrispondenti a 1,14 ktep/anno, quindi non lontanodall’obiettivo iniziale di programma (1,8) e alla sua rimodulazione avvenuta nel 2011 (2 ktep/anno), quantitàpari ad appena lo 0,4% dell’incremento per il 2012 previsto complessivamente a livello regionale nell’ambitodel decreto “burden sharing”. L’impatto della produzione di energia rinnovabile espresso come mancataemissione di anidride carbonica da fonti fossili è stimato in circa 4.256 tonnellate di CO2 eq./anno, il 67% delvalore programmato (6.360 tonnellate di CO2 eq./anno).48 Per questo obiettivo prioritario le conclusioni considerano, oltre agli interventi dell’Asse 2 anche la azioni di sviluppo della produzionedi energia da fonti rinnovabili, programmate ed attuate nell’ambito degli Assi 1 e 3pag. 184


VALUTAZIONE PSR 2007-2013 CAMPANIA: AGGIORNAMENTO RAPPORTO VALUTAZIONE INTERMEDIA 2012La riduzione complessiva di gas ad effetto serra grazie al PSR stimata per l’anno 2011, considerando tutti isettori analizzati, è quindi di 68.600 tonnellate di CO2 eq./anno. Si osserva che tale valore non può essereattualmente utilizzato quale indicatore di impatto, venendo a mancare sia un analogo valore-obiettivodefinito dal Programma, sia un corrispondente valore “di contesto” cioè calcolato, da una fonte statistica onormativa, sia per l’intero territorio regionale, sia per l’insieme delle componenti prima richiamate. Adesempio, il contributo del settore agricoltura, conteggiato nell’Inventario nazionale delle emissioni e degliassorbimenti di gas ad effetto serra (ISPRA), considera, solo alcuni degli effetti del Programma.La crescente importanza strategica che il tema della mitigazione del cambiamento climatico (come quellodell’adattamento al cambiamento climatico) avrà nel prossimo periodo di programmazione dello svilupporurale, impone la definizione in ambito regionale e nazionale di obiettivi quantificati e/o valori di contestorispetto ai quali confrontare (e poter valutare) gli effetti delle azioni promosse.7.1.3 Asse 3 –Miglioramento della qualità della vita e diversificazione delle attivitàLa valutazione del grado di raggiungimento degli obiettivi dell’Asse 3 si basa su dati primari rilevati dalValutatore attraverso indagini dirette presso campioni di beneficiari che hanno concluso gli investimentisovvenzionati, e sulle informazioni acquisite dal sistema di monitoraggio, incluse quelle fornite dall’Autorità digestione del programma, riguardanti gli esiti delle procedure di valutazione, approvazione e ammissione alfinanziamento delle domande di aiuto.Lo stato di attuazione dell’Asse 3 al dicembre 2011 registra progetti conclusi solo su tre Misure e il tempointercorso, dal termine degli investimenti alla rilevazione dei risultati, non può considerarsi sufficiente peresplicitare trend consolidati di redditività e occupazione e miglioramento complessivo dell’attrattività delterritorio.La strategia dell’Asse si connota per un approccio fortemente territoriale e le Misure attivate nell’ambito deidue obiettivi prioritari presentano un elevato livello di potenziale integrazione o complementarietà rispetto adessi, che però necessita di tempi adeguati per dispiegarsi.Tuttavia, le analisi prodotte, di seguito articolate per obiettivi prioritari del programma, forniscono alcunielementi utili per poter valutare tali potenzialità.Obiettivo Specifico “MANTENIMENTO E/O CREAZIONE DI NUOVE OPPORTUNITÀ OCCUPAZIONALI E DI REDDITO IN AREERURALI”L’obiettivo è perseguito con il sostegno ai processi di diversificazione delle attività e del reddito agricolo(misura 311), alla creazione di nuove microimprese (Misura 312) ed il potenziamento delle infrastruttureturistiche (Misura 313).Le dinamiche di diversificazione promosse sono centrate in particolare sullo sviluppo del settore del turismorurale; all’obiettivo concorrono indirettamente anche le Misure 322 e 323 (azione C) che sostengono ilrinnovamento dei villaggi rurali e la valorizzazione del patrimonio architettonico rurale, finalizzati adincrementare l’attrattività turistica dei territori.Per tutte le Misure le procedure attuative hanno orientato gli interventi nelle aree con problemi di sviluppo, amaggior grado di ruralità D1 e D2.In coerenza con l’obiettivo il sostegno fornito alle imprese (agricole ed extra agricole), con le misure 311 e312 si è rivolto verso quelle strutturalmente più deboli, ai conduttori di giovane età e di sesso femminile eagli investimenti che garantiscono la creazione di occupazione.Per gli interventi territoriali finalizzati allo sviluppo delle attività turistiche, finanziati dalla Misura 313, leprocedure attuative hanno premiato l’integrazione fra settori produttivi, in particolare agricolo, e le maggioriprospettive di auto sostenibilità.Il grado di raggiungimento dell’obiettivo in termini di domanda finanziata è più che soddisfacente per gliinvestimenti della Misura 312 volti alla creazione e/o sviluppo delle microimprese (108% delle iniziative ed il96% del volume di investimenti programmati). Buone anche le performance della Misura 313 che raggiungepag. 185


VALUTAZIONE PSR 2007-2013 CAMPANIA: AGGIORNAMENTO RAPPORTO VALUTAZIONE INTERMEDIA 2012il 79% delle iniziative programmate anche se la spesa impegnata, pari al 54% del programmato, evidenziainvestimenti di dimensioni minori rispetto alle attese.Inferiore risulta l’avanzamento della domanda sulla Misura 311, per un contributo complessivamenteammesso di oltre 15 Meuro pari a circa il 50% della dotazione finanziaria di Misura.L’avanzamento fisico degli investimenti risente di un certo ritardo e la spesa erogata è complessivamente il17% della finanziata; inoltre la maggior parte degli investimenti si è conclusa da un tempo, inferiore ai dueanni, non sufficiente a fornire risposte esaustive circa i potenziali risultati finali del programma (misurabili infase ex post).Nel seguente quadro si riportano i valori raggiunti e i target degli Indicatori comuni previsti per l’Asse 3.Obiettivo prioritarioMantenimento e/ocreazione di nuoveopportunità occupazionali edi reddito nelle aree ruraliIndicatori7. Variazione del valore aggiuntolordo ('000 EUR)8. Posti di lavoro lordi creatigrazie al sostegno9. Incremento presenze turistichePrincipali misureche partecipanoall’obiettivoRisultatiottenuti al31.12.2011Valori target(PSRCampania)Efficacia311 280 2.592 11%312 304 1.658 18%313 0 832311 9 84 11%312 21 164 13%313 0 46311 6.390 n.d312 12.600 n.d31310.000 dayvisitors40.600La domanda di diversificazione delle attività agricole (Misura 311) in aderenza alle priorità strategicheregionali, si concentra prevalentemente nell’area D, e molto alta risulta l’efficacia sulle priorità trasversali digenere ed età con una quota di giovani e donne beneficiari (rispettivamente il 36% ed il 59%) moltosuperiore alla platea dei potenziali beneficiari della Misura (rispettivamente il 10% e 37,7% dei conduttoriagricoli campani).Gli interventi sovvenzionati con la Misura 311 sono stati finalizzati soprattutto all’incremento quantitativodell’offerta agrituristica mentre il miglioramento qualitativo dell’ospitalità rurale è stato perseguito solo inmodo complementare, anche se con risultati soddisfacenti (da 0,6 servizi aggiuntivi rispetto al semplicepernottamento/ristorazione, a 1,4, con un chiaro miglioramento del ventaglio dei servizi offerti).I risultati su reddito e occupazione nelle aziende beneficiarie che hanno completato gli investimenti sonopositivi, mentre gli indici di efficacia in relazione agli obiettivi generali della Misura si attestano all’11% perentrambi gli indicatori essendo ancora numerosi i progetti in fase di realizzazione. La diversificazione delleattività agricole è del resto interpretata dai soggetti beneficiari soprattutto come un mezzo per le aziende piùdeboli e marginali per “sopravvivere” sul mercato in una fase di profonda e generalizzata difficoltàeconomica. Essa costituisce, inoltre, uno strumento efficace per il sostegno all’occupazione, in particolare diquella familiare, e per il consolidamento delle posizioni lavorative già esistenti. Anche se non si rileva unavera e propria qualificazione della manodopera aziendale in termini di mansioni svolte (che restano per lo piùancorate a tipologie del tutto tradizionali), la riorganizzazione aziendale che deriva dall’investimentosovvenzionato nei nuovi agriturismi accresce la produttività del lavoro in modo significativo (oltre 5.000euro/ULT).La domanda per la creazione e/o sviluppo di microimprese finanziata con la Misura 312 si concentra nellearee rurali con problemi di sviluppo, e i giovani e le donne assumono un peso rilevante all’internodell’universo dei beneficiari (le donne rappresentano quasi i due terzi del parco beneficiari, mentre i soggetticon meno di 40 anni sono il 47% del totale) anche se, in questo caso, risulta secondario il ruolo dei criteri dipriorità.Per questa Misura la domanda espressa dal territorio riguarda le attività di ricettività turistica e piccolaristorazione (94%) volti alla creazione di B&B o affittacamere a gestione familiare.pag. 186


VALUTAZIONE PSR 2007-2013 CAMPANIA: AGGIORNAMENTO RAPPORTO VALUTAZIONE INTERMEDIA 2012L’efficacia risulta depotenziata da una domanda complessivamente volta alla creazione di microimprese cherappresentano soprattutto realtà produttive “complementari”, sia in termini di redditi che esse possonogarantire, che di impiego di manodopera richiesto per la loro gestione.Le indagini svolte per la valutazione dei risultati evidenziano alcune criticità ed alcuni elementi di successocomuni ad entrambe le tipologie di sostegno anche se è opportuno ricordare, ancora una volta, che i risultatiinferiori alle attese risentono del tempo insufficiente al dispiegarsi delle potenzialità di utilizzazione dellestrutture sovvenzionate.La domanda finanziata con le misura 311 e 312, come detto, è stata quasi interamente polarizzata sulleattività di natura tradizionale volte all’incremento dei posti letto/ posti tavola solo talvolta accompagnati dainvestimenti accessori per il miglioramento complessivo dell’attrattività aziendale.I nuovi posti letto creati, più di 2000, rappresentano un incremento del 3% del totale registrato nel 2009nelle aree rurali C e D (Indicatore di Contesto 31- posti letto nelle aree rurali): a questo incrementosignificativo però non corrispondono, al momento, significativi tassi di utilizzazione della capacità produttivache variano dall’ 11% delle strutture di nuova apertura al 15% delle aziende agrituristiche beneficiarie giàoperanti.La capacità di utilizzazione delle strutture potrebbe essere limitata dalla scarsa innovatività del parco progettiselezionato e dalla bassa professionalità dei beneficiari, che si traduce in una debole capacità attrattiva checaratterizza nel complesso le attività ricettive sovvenzionate.Appare ridotta sia la capacità delle imprese di interagire con le altre realtà produttive del territorio sia lacapacità di promuoversi sui mercati nazionali ed esteri facendo uso delle nuove tecnologie.Nonostante un effetto occupazionale complessivo non particolarmente marcato, che non si accompagna aduna parallela qualificazione della manodopera creata, il sostegno agisce soprattutto sull’incremento dei tassidi occupazione delle componenti della popolazione rurale maggiormente sfavorite ed in difficoltà sul mercatodel lavoro (giovani e donne).Agli aiuti alle imprese offerti con le Misure 311 e 312 si accompagnano, con la Misura 313, azioni di sistemavolte a migliorare l’attrattività territoriale agendo in particolare sull’integrazione delle risorse agroalimentarinei circuiti turistici, sulla valorizzazione commerciale e sulla internazionalizzazione, sulla creazione edinfittimento delle reti relazionali, fabbisogni individuati in fase di programmazione, confermati anche dalleopinioni di testimoni privilegiati nelle aree testimone per la determinazione del contributo dell’Asse 3 sulmiglioramento della qualità della vita.Tali azioni di sistema sembrano più che mai opportune per ovviare alle generale debolezza della domandafinanziata sulle imprese: gli stessi beneficiari della misura 311 infatti ritengono prioritario un interventopubblico per la valorizzazione turistica del territorio e/o per la riqualificazione e valorizzazione ambientale epaesaggistica, come strumento essenziale per la crescita ulteriore dell’azienda.La domanda finanziata sulla Misura 313 registra un notevole ritardo nell’avanzamento fisico, nonostantel’offerta di sostegno sia stata ampiamente accolta dal territorio.Gli investimenti sovvenzionati riguardano prevalentemente la realizzazione di materiale promozionale e dieventi mentre più ridotti sono gli interventi per la realizzazione o il potenziamento di infrastrutturepermanenti come musei, centri visita, sentieristica.In linea di massima con il sostegno gli Enti pubblici beneficiari intendono realizzare o potenziare eventi dapromuovere anche sul mercato estero (60% dei progetti sovvenzionati) prevedendo convenzioni o protocollidi intesa con comuni esteri o con agenzie di viaggio al fine di aumentare i flussi di incoming.La domanda interviene su un fabbisogno evidenziato anche nelle aree testimone (cfr Allegato 2) dove silamenta l’inadeguatezza dell’offerta culturale complessiva in termini sia di presenza ed attrattività dei sistemimuseali sia delle manifestazioni culturali, eventi, festival di qualità capaci di attrarre visitatori.I risultati rilevati dai due eventi realizzati indicano che le presenze attratte, pur se significative (circa 10.000)riguardano prevalentemente residenti dell’area.In una fase più avanzata di realizzazione degli investimenti la valutazione sarà tesa a cogliere le eventualisinergie determinate dall’agire congiunto del sostegno: il parco progetti complessivamente approvatonell’ambito delle tre misure correlate all’obiettivo si concentra (68%) in area a forte valenza paesaggistica edpag. 187


VALUTAZIONE PSR 2007-2013 CAMPANIA: AGGIORNAMENTO RAPPORTO VALUTAZIONE INTERMEDIA 2012in particolare in comuni ricadenti nei parchi del Cilento e dei Monti Picentini, in comuni limitrofi ad areeturisticamente sviluppate e, quindi, con maggiori opportunità di intercettare i flussi turistici che al momentosi concentrano nei più noti comuni delle costa.I nuovi B&B e Country house finanziati con la Misura 312 si situano in località marittime che, anche graziealle azioni di valorizzazione degli Enti locali, stanno registrando un crescente interesse da parte deimovimenti turistici nazionali ed internazionali, mentre i nuovi agriturismi finanziati con la Misura 311 silocalizzano in comuni più interni.Obiettivo specifico “MIGLIORAMENTO DELL’ATTRATTIVITÀ DEI TERRITORI RURALI PER LE IMPRESE E LA POPOLAZIONE”L’obiettivo è ben sostenuto dalla programmazione regionale che vi destina il 65% delle risorse assegnateall’Asse 3 del Piano, suddivise tra le Misure 321, 322 e 323 che vi contribuiscono direttamente.Un contributo indiretto può essere fornito dalle Misure 311, 312 e 313, attraverso priorità, che favorisconoanche in maniera particolarmente incisiva (Misura 312 C), gli interventi rivolti a “categorie deboli”.La Misura 321 è volta a migliorare l’attrattività del territorio per la popolazione residente mentre lavalorizzazione dei villaggi e del patrimonio rurale sostenute dalle Misure 322 e 323 viene finalizzata allosviluppare del turismo rurale, in sinergia quindi con le misure dell’obiettivo diversificazione e in connessionediretta con il tessuto produttivo locale.Il sistema di priorità ha un buon grado di correlazione sia con gli obiettivi di misura, che con la prioritàstrategica: in tutte le misure è infatti priorizzata la domanda proveniente da territori rurali marginali (aree D)con bassa densità di popolazione e alto grado di ruralità.Nella Misura 321, la coerenza rispetto all’obiettivo è rafforzata dalla ricerca della sostenibilità delle iniziative edella ricaduta sul territorio premiando l’integrazione con altri soggetti e la garanzia della gestione delservizio.Nella Misura 322 oltre ai criteri territoriali che circoscrivono l’ambito di intervento ai piccoli comuni rurali (conpopolazione < 2000 abitanti) non rientranti in Aree Parco (che possono beneficiari dei PIRAP), vengonoadottati criteri che premiano gli interventi con le maggiori ricadute potenziali sul sistema produttivo e cherafforzano le sinergie pubblico-privato.Nella Misura 323 la declinazione dei criteri territoriali nel complesso “spinge” il sostegno nelle aree a forestavalenza naturalistica (D1 e D2 in aree parco Rete Natura 2000), e verso gli interventi coerenti con le risorsedell’area che garantiscono la sostenibilità dell’iniziativa.Coerentemente con i desiderata regionali la domanda complessivamente ammessa sulle Misure concorrentiall’obiettivo sia in termini di interventi (62%) sia in termini di risorse pubbliche (65%) si concentra sulle areeD.Il PSN individua come indicatore di risultato la Popolazione rurale utente dei servizi migliorati (R10) el’incremento nell’utilizzazione delle connessioni veloci (R11), quest’ultimo determinato dall’azione h dellamisura 321 in via di attivazione.Obiettivo prioritarioMiglioramento dell’attrattivitàdei territori rurali per leimprese e la popolazioneIndicatori10. Popolazione rurale utente diservizi migliorati11. Maggiore uso di internet nellezone ruraliPrincipalimisure chepartecipanoall’obiettivo321Risultatiottenuti al31.12.2011Valori target(PSRCampania)Efficacia12.000 150.000 8%322 NI 25.000323 29.000 30.000 94%321Azione h 338.321L’avanzamento fisico e finanziario delle Misure afferenti all’obiettivo sconta però un notevole ritardonell’attuazione degli interventi e, al dicembre 2011, si registrano pochi progetti conclusi, solo sulla Misura323. La Misura 321 pur raggiungendo il 48% del target in termini di iniziative approvate ed il 54% in terminipag. 188


VALUTAZIONE PSR 2007-2013 CAMPANIA: AGGIORNAMENTO RAPPORTO VALUTAZIONE INTERMEDIA 2012di volume di investimenti attivato, al dicembre 2011 registrava un solo progetto concluso, mentre è ancora initinere la selezione della domanda sulla Misura 322, anche a seguito delle complessità attuativa prescelta.La valutazione del grado di raggiungimento dell’obiettivo si basa sui risultati del programma misuratiutilizzando le informazioni secondarie fornite dal sistema di monitoraggio per la misura 321 e su dati primaririlevati dal Valutatore attraverso casi di studio svolti su un campione di beneficiari che hanno terminato gliinvestimenti sovvenzionati nel caso della Misura 323.La domanda per il potenziamento dei servizi finanziata con la Misura 321 ha un forte impatto potenziale sullaqualità ambientale percepita dalla popolazione perché volta prevalentemente alla realizzazione di centri diaggregazione comunale e alla fruizione allargata e coordinata dei servizi alle persone con una elevatapotenziale efficacia in termini di popolazione raggiungibile (Indicatore di risultato R10 - popolazione ruraleutente dei servizi). La quasi totalità dei progetti infatti prevede di interessare più di 500 abitanti residenti.Inoltre il 52% della domanda interviene su comuni con dinamiche negative di popolazione.La domanda sembra tra l’altro intercettare i fabbisogni espressi localmente in particolare riguardo ai servizisocio sanitari e conferma la percezione dei testimoni in merito all’impegno riconosciuto all’amministrazionepubblica nel garantire il servizio. Anche il sostegno per l’integrazione del trasporto pubblico intercetta unaforte criticità delle aree perché la carenza nel sistema di trasporto pubblico (sia su gomma che su rotaia)inasprisce l’inadeguatezza della reti di collegamento verso i principali centri erogatori dei servizi interni oesterni all’area.Il giudizio valutativo seppure supportato al momento da un solo intervento concluso (peraltro in una dellearee analizzate per la qualità della vita) è quindi positivo.La risposta del territorio all’offerta di incentivo per la valorizzazione del patrimonio architettonico ruralefornita con la misura 323 è stata più che soddisfacente, superando ampiamente, in termini di domandafinanziata, il target previsto anche se con volumi di investimenti inferiori al programmato e con realizzazionia valere soprattutto sulla sottomisura 323 C.In coerenza con le priorità, le domande di si localizzano prevalentemente in aree marginali D1 e D2 (68%),in comuni di piccole e medie dimensioni ad alto grado di ruralità e a bassa densità di popolazione; le indaginivalutative svolte su 12 progetti conclusi al 2011 permettono di formulare un giudizio positivo sul contributoche le azioni sostenute forniscono complessivamente all’incremento dell’attrattività dell’area.Tutti gli interventi analizzati infatti incrementano i valori paesaggistici ed ambientali del territorio, perchévalorizzano elementi tipici del paesaggio e/o rispettano gli elementi storici presenti nell’area nonchéutilizzano materiali locali e soluzioni progettuali e tecniche architettoniche che riprendono e migliorano letipologie costruttive tipiche del territorio in cui si localizzano.I progetti realizzati aumentano la percezione del valore del territorio e dell’identità rurale da parte dellapopolazione locale e, nella maggior parte dei casi, il recupero e la valorizzazione del patrimonio edilizio epaesaggistico rende possibile la creazione o il miglioramento di nuovi servizi alla collettività e favorisce lapartecipazione della popolazione.La popolazione utente dei servizi migliorati stimata sui progetti analizzati ed intesa anche nella sua accezionepiù ampia di popolazione residente che grazie all’intervento può godere di un migliore contestoarchitettonico, raggiunge il 90% del target fissato: circoscrivendo la pertinenza dell’indicatore ai soli utentiregistrati nelle strutture/siti riqualificate il valore raggiunto (13.400 day visitors) è pari al 45% dell’obiettivo.Gli investimenti realizzati, inoltre, possono generare nuove occasioni di lavoro qualificato.Appare infine opportuno segnalare come la programmazione abbia inteso, anche con questa misura (oltrealla Misura 322), promuovere l’integrazione funzionale degli interventi aumentando il tetto di spesaammissibile per i progetti integrati presentati da Enti locali, che agiscono su più elementi caratterizzanti ilterritorio. Nell’ambito di una risposta degli Enti locali piuttosto debole, attribuibile ai vincoli di bilancio dovutial rispetto del patto di stabilità, la valutazione segnala l’esperienza molto positiva del Comune di Sant’Agatadove tutti gli interventi realizzati, sia dall’Ente pubblico che da beneficiari privati rientrano nell’ambito di unastrategia finalizzata ad attrarre investimenti stranieri, soprattutto nel settore turistico, che prevede larealizzazione di investimenti a valere anche su altre Misure del PSR.pag. 189


VALUTAZIONE PSR 2007-2013 CAMPANIA: AGGIORNAMENTO RAPPORTO VALUTAZIONE INTERMEDIA 2012In questa chiave di lettura potrà essere utile in uno fase attuativa più avanzata, analizzare le sinergie chepossono dispiegarsi nei comuni dove sono stati realizzati contestualmente interventi di riqualificazione delpatrimonio rurale e di valorizzazione delle infrastrutture turistiche 49 .Nelle indagini dirette è infatti emerso come l’uso turistico e ricreativo dei beni valorizzati con il sostegno, inparticolare degli elementi della ruralità (frantoi, mulini) che di per sé non hanno un grande potenzialeattrattivo, deve essere adeguatamente supportato da azioni promozionali ma anche attraverso l’inserimentoin una offerta territoriale più ricca ed attrattiva.In quest’ottica i GAL che operano sul territorio, nell’ambito dei PSL che sono ancora in via diimplementazione, potrebbero “completare” ciò che è stato iniziato con l’Asse 3 promuovendo azioni disistema, valorizzando le strutture riqualificate con l’attivazione o l’implementazione di itinerari escursionisticiche le integrano, promuovendo l’organizzazione di eventi e manifestazioni.49 Sono 45 e in essi si concentra il 51% della domanda ammessa sulla Misura 313 e il 43% di quella ammessa sulla Misura 323 C; in 27comuni, prevalentemente localizzati nel Parco del Cilento, si attuano più di 4 iniziativepag. 190


VALUTAZIONE PSR 2007-2013 CAMPANIA: AGGIORNAMENTO RAPPORTO VALUTAZIONE INTERMEDIA 20127.2 RaccomandazioniSulla base dei risultati delle analisi svolte si propongono di seguito, in estrema sintesi, alcuneraccomandazioni volte al miglioramento del Programma e delle sue modalità di gestione, al fine diaumentarne l’efficacia in relazione ai suoi obiettivi strategici. E’ necessario rilevare che l’avanzato stato diattuazione del PSR dal punto di vista procedurale e degli impegni di spesa rendono sempre più ristretti glispazi temporali e tecnici per eventuali suoi adeguamenti o modifiche. Pertanto, le raccomandazioniassumono in questa fase il ruolo principale di proposte ed elementi di riflessione e confronto potenzialmenteutilizzabili nella già avviata fase di impostazione del prossimo periodo di programmazione dello svilupporurale.Raccomandazioni relative agli interventi dell’Asse 1A. Completare le procedure di approvazione dei progetti integrati di filiera (PIF) o altrimentiprevedere al più presto modalità alternative di attuazione degli interventi. Nella prospettiva delnuovo periodo di programmazione e in coerenza con l’impostazione per esso adottata, sarànecessario avviare una fase di riflessione sull’esperienza svolta con la progettazione integrata difiliera che esamini i risultati raggiunti e gli elementi procedurali ed organizzativi di criticità che hannoostacolato l’approccio plurifondoB. Si ripropone quanto già indicato nella Valutazione Intermedia del 2010 di accelerare e migliorare larealizzazione delle attività formative, verificandone la qualità e la rispondenza della docenza e delsistema formativo ai fabbisogni; a fronte dei bassi livelli di completamento dei corsi da parte deipartecipanti è necessario indagare sui motivi dell’abbandono e sul grado di soddisfacimento deipartecipanti. Il miglioramento delle conoscenze e competenze imprenditoriali è prioritario soprattuttoper i giovani agricoltori, da ciò il suggerimento di prendere in esame l’ipotesi di rendere obbligatoria,per i giovani agricoltori insediati, la partecipazione a corsi di formazione professionale edaggiornamento in agricoltura, in particolare sui temi riguardanti la sicurezza del lavoro, il marketing,l’innovazione, la qualità e la tracciabilità delle produzioni.C. Nel campo dei servizi di consulenza tecnica (attuale Misura 114) a fronte di fabbisogni e di uninteresse potenzialmente elevati, l’aumento del presente basso livello di partecipazione potrebbeessere favorito: da semplificazioni di tipo amministrativo; dalla definizione di specifiche procedure ederoghe, in particolare nel campo degli adeguamenti alla condizionalità e ad altre normeobbligatorie.D. Nella selezione dei progetti di investimento per la promozione dell’ammodernamento edell’innovazione nelle imprese, differenziare le priorità (usate nella selezione di merito delleoperazioni) tra innovazioni di processo e di prodotto; le prime dovrebbero essere favorite nei settoridove maggiori sono le esigenze di riduzione dei costi e/o aumento delle produzioni; le innovazioni diprodotto sono da incentivare nelle situazioni in cui è prioritario un (ri) orientamento al mercato,come ad esempio nel comparto tabacchicolo. Data l’importanza che assumerà il temadell’innovazione nel prossimo periodo di programmazione sarà utile accompagnare da vicino ilprocesso di attuazione della Misura 124, valutando appena possibile le iniziative di cooperazioneconcluse in termini di pertinenza, fattibilità ed efficacia, cioè in particolare in funzione delle esigenzedelle imprese agricole, forestali e agroalimentari e della prevedibile evoluzione dei mercati agricoli.E. Favorire una maggiore adesione alle Misure/azioni 132 e 133, a sostegno dei sistemi di qualità ealla valorizzazione delle relative produzioni, riducendo al massimo gli oneri tecnici e finanziari acarico del potenziali beneficiari.F. Prevedere una rimodulazione delle risorse finanziarie dell’Asse in relazione dell’effettivaapprovazione delle iniziative comprese nei PIF e tenendo in conto della minore adesione alle misuresui servizi di consulenza e per l’adesione ai sistemi di qualità. Al fine di non alterare sensibilmente lastrategia complessiva, sarebbe utile rafforzare le priorità per il miglioramento della qualità nellemisure ad investimento.pag. 191


VALUTAZIONE PSR 2007-2013 CAMPANIA: AGGIORNAMENTO RAPPORTO VALUTAZIONE INTERMEDIA 2012Raccomandazioni relative agli interventi dell’Asse 2A. Assicurare nel tempo la continuità del sostegno (indennità compensative) agli agricoltori- gestoridel territorio nelle zone montane e svantaggiate, eventualmente introducendo criteri di ammissibilitàpiù selettivi, di tipo territoriale e/o colturale.B. Nelle azioni agro-ambientali (Misura 214) porre maggiore attenzione all’obiettivo della tutelaquantitativa e qualitativa delle risorse idriche e, più in generale, alla finalità di favorire unsostanziale miglioramento dei livelli di sostenibilità ambientale nelle aree o sistemi produttivi agricolipiù intensivi; in tale ambito una particolare attenzione dovrebbe essere rivolta alle Zone Vulnerabili anitrati di origine agricola.C. Esaminare l’opportunità e la fattibilità di un ampliamento della gamma di azioniagroambientali, introducendone di nuove più specificatamente finalizzate alla tutela e allagestione sostenibile del suolo (es. colture di copertura, lavorazioni minime, non lavorazioniecc…), allo scopo di salvaguardare le sue diverse funzioni (produttiva, ambientale, di “serbatoio” dicarbonio ecc…).D. Migliorare l’efficacia della Misura per il benessere animale, ampliando le azioni di sostegnoanche ad altri aspetti della gestione dell’allevamento e favorendo (o rendendo obbligatoria)l’integrazione delle azioni stesse, al fine dei determinare effetti sinergici significativi sulle condizionidi benessere; dovrebbe altresì essere ulteriormente valorizzato il ruolo (l’opportunità) degli impegninel migliorare anche la competitività generale dell’azienda zootecnica.E. Rafforzare e migliorare gli interventi dei soggetti pubblici e privati nelle aree agricole e forestali arischio di dissesto idrogeologico, predisponendo progettazioni e azioni organiche a livello di areeomogenee (es. bacini idrografici), nelle quali far convergere anche il sostegno degli altri Fondicomunitari.F. Confermare ed eventualmente ampliare le linee di intervento, presenti nei vari Assi, in grado dicontribuire all’obiettivo “orizzontale” della mitigazione dei cambiamenti climatici, in particolarein termini di aumento/mantenimento dei “serbatoi” di carbonio nel suolo e nella biomassa forestale,di produzione di biomasse, di riduzione delle emissioni dal comparto zootecnico; in tale otticadefinire, a livello regionale, e nell’ambito della programmazione unitaria, gli obiettivi specifici dellapolitica di sviluppo rurale, esprimibili in termini di riduzione delle emissioni annuali di CO2.G. Ulteriormente rafforzare l’approccio programmatico ed attuativo di tipo territoriale, basatosulla individuazione di aree prioritarie di intervento, in base a criteri di natura ambientale; inaggiunta alle attuali sarebbe utile includere nel Programma zonazioni aventi per oggetto il rischio dierosione, il contenuto di sostanza organica del suolo, il rischio di dissesto idro-geologico, il valorenaturalistico correlato alle aree e ai sistemi agricoli e forestali (“HNV farmland/farming”).Raccomandazioni relative agli interventi dell’Asse 3A. Orientare il sostegno alla diversificazione dell’economia rurale (agendo sui requisiti di ammissibilità ei criteri di priorità) verso le proposte che evidenziano connessioni con le filiere produttive(anche solo di prodotti di nicchia) e con il territorio, tali da poter assicurare la sostenibilitàeconomica degli investimenti.B. Indirizzare maggiormente il sostegno alla diversificazione delle attività agricole/extra-agricole versole tipologie d’intervento più innovative, stimolando le aziende ad ampliare la gamma dei serviziofferti ai visitatori più che ad aumentare la capacità ricettiva; ciò soprattutto per le zone rurali piùlontane dai centri d’attrazione turistica. Subordinare l’aumento dell’offerta o della capacità ricettiva ditipo tradizionale alla individuazione di specifiche attività volte alla promozione dell’azienda sulmercato.C. Qualificare e differenziare l’offerta formativa a supporto dei processi di diversificazione e infunzione dei fabbisogni soprattutto nei settori più innovativi (energia, nuove forme di accoglienza).Rafforzare la partecipazione ai percorsi formativi degli operatori economici che hannointrapreso/vogliono intraprendere attività di diversificazione.pag. 192


VALUTAZIONE PSR 2007-2013 CAMPANIA: AGGIORNAMENTO RAPPORTO VALUTAZIONE INTERMEDIA 2012D. Rafforzare le azioni di sistema volte a migliorare l’attrattività dei territori a fini turistici,soprattutto nelle aree regionali interne, implementando in particolare le reti relazionali e favorendointegrazioni ed effetti sinergici tra le azioni ad approccio Leader nell’ambito dei PSL e gli investimentinell’ambito dell’Asse 3, in primis quelli finalizzati ad aumentare l’attrattività territoriale (Misura 313,321, 323).E. Seppure nella consapevolezza delle maggiori difficoltà attuative dei progetti integrati territoriali(PIRAP) si ravvisa l’opportunità di riproporre nel futuro l’adozione di questo strumento al fine di farconvergere gli investimenti pubblici e privati verso un medesimo obiettivo. In modo analogo aquanto già segnalato per i PIF, in vista del prossimo periodo di programmazione, sarebbe utileavviare una fase di riflessione che esamini gli elementi procedurali ed organizzativi di criticità chehanno ostacolato l’attuazione, attraverso i PIRAP, dell’approccio integrato plurifondo.F. Creare occasioni di confronto per la disseminazione delle buone pratiche e delle iniziative“pilota” realizzate, valorizzandone soprattutto gli elementi di trasferibilità, a livello locale, regionale,interregionale.Raccomandazioni relative agli interventi all’Asse 4A. Rispetto alla gestione delle domande di aiuto da parte dei GAL si suggerisce di costituire una“task-force” dedicata che svolga un “audit” periodico sul loro operato, in modo da monitorare edunque anticipare possibili criticità che possono emergere, alla luce della “performance” dellestrutture tecniche (n° di bandi non conformi, n° di domande di aiuto non ammissibili, revoche).B. In vista della futura programmazione, occorre interrogarsi sul valore aggiunto del GAL nella gestionedi un procedimento (domande di aiuto beneficiari Leader) che replica una funzione già prevista dalmodello organizzativo regionale negli STAPA-CEPICA. Le risorse della Misura 431 potrebbero esserepiù efficacemente valorizzate se fossero esclusivamente indirizzate a sostenere il GAL nelle sueattività di animazione e supporto alla progettazione locale, piuttosto che per svolgerefunzioni tecnico-amministrative relative alle istruttorie delle domande.C. Porre maggior attenzione alle Misure PSR attuate dai GAL, i quali dovrebbero saper adattarle alcontesto locale, non solo attraverso i requisiti di accesso, ma anche con criteri di selezione Leader.Nell’attuale programmazione i criteri dei GAL per poter essere applicati dovevano essere primaproposti dai GAL e poi approvati nel C.d.S. Il ritardo maturato nell’avvio dell’Asse può aver spintoGAL e AdG ad adottare i criteri previsti dai bandi regionali.D. In un’ottica di valore aggiunto, le forme di integrazione e multisettorialità tra domande di aiutoafferenti a soggetti diversi può essere favorita solo da dispositivi attuativi legati alla progettazioneintegrata, che dovrebbe essere prevista nella futura programmazione. Favorire la progettazioneintegrata attraverso il Leader significa, concretamente: costruire un PSL più flessibile e articolato nonper strumenti di finanziamento (misure/azioni) ma per temi o obiettivi; rafforzare e qualificare lacapacità di animazione e di progettazione del GAL (parallelamente, “liberandolo” da oneri di gestioneamministrativa delle domande) che assumerà il principale ruolo di supportare la nascita dipartenariati “di progetto”.Raccomandazioni di natura generale Proseguire nel miglioramento e completamento del Sistema informativo regionale del PSRadeguandolo completamente alle esigenze di gestione, monitoraggio e valutazione del Programmastesso; è auspicabile in particolare il superamento dell’attuale dicotomia nella gestione e disponibilità deidati tra le misure “a superficie” e le misure “non a superficie” (ad investimento). Semplificare le procedure di attuazione con particolare riferimento alla verificabilità e controllabilità,preferibilmente automatizzata, del possesso dei requisiti di ammissibilità e dei criteri di priorità.Individuare un minor numero di criteri di selezione più esplicitamente correlati con gli obiettivioperativi delle misure, rafforzandone l’efficacia escludendo l’uso dei punteggi minimi assegnabili anchein assenza degli stessi.pag. 193


VALUTAZIONE PSR 2007-2013 CAMPANIA: AGGIORNAMENTO RAPPORTO VALUTAZIONE INTERMEDIA 2012 Valorizzare e rafforzare ulteriormente le attività di comunicazione già svolte, stante la loro comprovataefficacia. Dare attuazione alla strategia di ristrutturazione per le imprese del comparto tabacchicolo. Rafforzare in termini quantitativi e qualitativi le misure della “conoscenza” (attuali Misure111,114,115,124,331) cercando di favorire una maggiore partecipazione dei potenziali beneficiari, ancheattraverso il superamento dei vincoli di natura amministrativa e finanziaria che hanno agito nell’attualeperiodo, in particolare consentendo l’erogazione di anticipazioni (limitatamente alla 115 in parte e alla124). La futura impostazione programmatica ed attuativa di tali azioni – secondo un approccio che sianel contempo olistico ed ispirato alla massima semplificazione amministrativa – dovrà tenere in contodella funzione “trasversale” dell’obiettivo prioritario al quale esse partecipano. Il trasferimento delleconoscenze e l’innovazione rappresentano, infatti, dovrà svolgere una funzione di sostegno “trasversale”rispetto agli altri cinque obiettivi prioritari della politica di sviluppo rurale. Sviluppare, di concerto con l’AdG attività di coordinamento, scambio di informazioni e esperienze tra laValutazione in itinere del PSR e l’Autorità ambientale, soprattutto nella analisi delle problematiche epotenzialità ambientali presenti nella regione e nella definizione di obiettivi ambientali per lo svilupporurale; ciò con particolare attenzione alla tematiche relative al cambiamento climatico (mitigazione edadattamento) alle energie rinnovabili, alla tutela quali-quantitativa delle risorse idriche, alla tutela delterritorio. Sviluppare, di concerto con le AdG coinvolte e il NVVIP momenti di riflessione ed analisi sull’esperienzadella progettazione integrata di filiera e territoriale con particolare riferimento agli elementi dicriticità e ai vincoli che hanno ostacolato nell’ambito di tali strumenti l’integrazione tra FEASR e gli altriFondi comunitari, con la finalità di individuare condizioni e metodi per il loro superamento nell’ambito delprossimo periodo di programmazione. Assicurare un’adeguata coerenza funzionale (volta a migliorare l’efficacia e l’efficienza dell’azioneamministrativa) tra, da un lato, il modello organizzativo e di “governance” delle strutture regionalicoinvolte a vario livello territoriale (es. centrale e periferico) responsabilità e competenzanell’attuazione/gestione del PSR e, dall’altro, l’articolazione programmatica e per obiettivi prioritari dellostesso. Su tali questioni sarà utile sviluppare in ambito regionale momenti di approfondimento econfronto nei quali, partendo dall’analisi dell’esperienza in già svolta o in corso, individuare modelli di“governance” coerenti con il nuovo approccio programmatico e in grado di soddisfare i requisiti della cd.“condizionalità ex-ante”.pag. 194

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