Noi non siamo questo! - Il Nuovo

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Noi non siamo questo! - Il Nuovo

Nwww.ilnuovo.rn.ituovoILDirettore Emanuele PolverelliGiornale di Bellaria Igea MarinaAnno VI, n. 6- 20 marzo 2009Giovanni Morigi e l’artedello sguardo(pag 4 e 5)Noi non siamoquesto!Il punto di vista di “Sanpa”sul disagio giovanile(pag.7)Piano Casa e Legge Edilizia.Un po’ di chiarezza(pag. 9)Vi è un degrado palpabile che chiunque può percepire girando per le strade di Bellaria IgeaMarina. Discariche a cielo aperto (con tanto di eternit), case attrezzi nel bel mezzo di unosvincolo, malcostume, incuria nella manutenzione delle strade, uffici che non rispondono,abbandono...A questo, le ultime amministrazioni ci hanno abituato, tanto che quando Il Nuovo denunciasituazioni simili, qualcuno, anzichè risolvere i problemi, non ha niente di più utile da fare chenon accusarci di essere polemici e negativi.Noi invece non siamo il degrado a cui politici autoreferenziali vorrebbero condannarci.Bellaria Igea Marina, chi la abita, chi la ama, non è questo.Ecco perchè occorre raccontarlo, nei modi più creativi e originali, ma anche più veri e prividi ipocrisia.Noi non siamo questo.Siamo la creatività che numero dopo numero descriviamo, siamo l’intrapresa, la capacitàrealistica di approccio ai problemi che abbiamo saputo mettere in atto. Siamo energia ecoesione, solidarietà e vitalità. Tutto ciò, Il Nuovo lo ha descritto per cinque anni e intendecontinuare a farlo.Poi però si incontrano cose così. Come nella foto. E sale un grido di rabbia che dice: “noinon siamo questo, noi non vogliamo diventare questo”.Ma poi la domanda, “chi ci lascia cadere così in basso?”


politica2Il NuovoL’elenco delle candidature alla caricadi sindaco non è ancora completo.Se il centro destra ed il centro sinistrahanno fatto le loro scelte, assestamentiimportanti stanno avvenendo sia all’internodi questi schieramenti che neiloro dintorni. Peraltro appaiono nuoviprotagonisti, che solo qualche mese faparevano del tutto inaspettati.Tra questi, ha già fatto passi chiari RobertoSancisi. Assessore nella passatagiunta, ed ora presidente del Consigliocomunale, si propone con una candidaturapersonale ed autonoma da qualsiasigruppo politico. Come per gli altricandidati lo abbiamo interpellato percapire meglio le sue ragioni.Sancisi come mai questa scelta?E’ una scelta dovuta alla “poca scelta”.A Bellaria Igea Marina ci sono due poli,il centro destra e il centro sinistra, fortima non tali da esprimere le esigenze realidel paese. Bellaria Igea Marina devedecidere da sola i candidati che dovrannoandare a gestire la prossima amministrazione.Non possiamo permettercinuovi diktat delle segreterie di partito oaspettare gli equilibri riminesi. Occorrescegliere liberamente, per governarepoi in autonomia.E come mai solo ora la presentazionedella candidatura?Proprio perché qualora qualcuno si fossefatto carico di questa esigenza, sareistati lieto di collaborare. Ma così non èstato. Allora ho deciso di lanciare unasfida ad un modo di far politica che nonmi piace. Una sfida che innanzi tuttoè nei confronti di me stesso. E’ un’esigenzapersonale di tentare qualcosa dinuovo. D’altro canto numerosi amici michiedevano da tempo una mossa, unadecisione. E’ con questi che abbiamocompiuto i primi passi di questa nuovaavventura politica.Anche Nerio Zanzini sta meditandopercorsi, sta lavorando per aggregare.Qualche affinità?Il discorso di Nerio è sicuramente interessante,ma io vorrei fare un’altracosa. Io intendo unire le forze di centro,di destra e di sinistra che non si ritrovanonella politica espressa dagli attualischieramenti. Credo ci sia bisogno didare rappresentanza a queste voci libere,e credo numerose, che fino ad oranon hanno avuto adeguata espressione.Infatti gli attuali candidati rappresentanoprecise lobby, non solo politiche maanche economiche. Io, a partire dallamia esperienza amministrativa che miha permesso di capire il funzionamentodella macchina comunale, vorrei prendermicarico dei bisogni reali del paese,Roberto Sancisi candidatoIn maniera inaspettata spunta una nuova candidatura(e forse non sarà l’ultima). Roberto Sancisi, giàassessore e presidente del Consiglio comunale lanciauna dura accusa alla “vecchia” politica, e si presentacome civico.a prescindere da tutto ciò che di nonpositivo ruota intorno ad essi.Quali sono i suoi compagni diviaggio?Alla squadra stiamo lavorando. Possointanto dire che è una compagine dipersone varie e composite, che hannoin comune la voglia di fare, di non rimaneread assistere alla non risoluzionedei problemi. Intendiamo raccogliereidee buone, senza vincoli di alcun tipoe senza legami ai poteri forti. I partitihanno occupato militarmente e sistematicamentetutti i posti che contano,ed occorre uscire da questa logica.Qundi parliamo di una lista civica?Sì, senza dubbio.Ma come si concilia con il suo lungopassato politico e la partecipazionealla vita del PD?Io non ho mai avuto tessere di partitoe ho sempre fatto politica da uomo libero.L’unico personaggio politico che hoveramente apprezzato, fino a crederecon coinvolgimento emotivo a quantoandava proponendo, è Walter Veltroni.Per questo sono stato tra i fondatori delPD bellariese, come riportato da Il Nuovolo scorso numero. Era un progetto dipolitica rinnovata a cui valeva la penadare credito. Parlo ovviamente del PDche era stato progettato e non di quantoè emerso. Oggi nel PD hanno vinto levecchie consuetudini e questo spiega ilfallimento di Veltroni. Con questo PD,di cui comunque non ho mai preso latessera, non credo si possa fare un buonlavoro.E come valuta la sua permanenzain una compagine politica di centrosinistra per tanti anni?E’ stata un’esperienza importante, chemi ha permesso una notevole crescitanella conoscenza dei meccanismi dellagestione e del governo del Comune. Allostesso tempo, essendo io al di fuori deimeccanismi di partito, senza tessera,ho vissuto una certa frustrazione, perchéle decisioni venivano prese altrovee calate dall’alto.Quali sono i progetti cardine perBellaria Igea Marina?Abbiamo due grandi progetti già approvatie che vanno assolutamente realizzati.Intendo la Darsena e il Mare d’Inverno.Se avremo la fiducia degli elettorili porteremo avanti con convinzione,al contrario di altri, e li realizzeremo.Intende dire il progetto della Darsenacosì come è ora?E’ quello il progetto che abbiamo, nonve ne sono altri. Se non vogliamo mandareall’aria tutto, perdendo altri annie rischiando un risarcimento danni,occorre proseguire con l’opera iniziata.Piuttosto è una necessità ancorareal progetto Darsena la Colonia Roma.In altri termini, tutta l’area dalla viaRavenna fino al mare va fatta oggettodi attenzione. Deve diventare l’asse nevralgicodel paese, anche attraverso unopportuno intervento sul lungoporto.Altro?Non dobbiamo nasconderci che è unmomento difficile, ma le risorse le abbiamo.La macchina comunale in particolarepresenta potenzialità umane ecompetenze notevoli che vanno messein moto, sia per una rinnovata progettualità,sia per il reperimento delle risorseeconomiche.Un punto che andrà valorizzato adeguatamenteè la spiaggia. Dovrà essereaperta 24 ore su 24, con aree tematiche,opportunamente attrezzate. Il mare ela spiaggia sono il bene più importanteche abbiamo e dobbiamo intervenireper valorizzarlo sul serio.Infine la viabilità. Va studiata, tenendoin considerazione le istanze dei cittadini.Occorre un piano organico, così danon creare situazioni estemporanee einefficaci.Si riferisce alla via F.lli Cervi?Certamente. L’errore lì non è stato tantoil senso unico, quanto l’averlo postosenza uno studio adeguato e una propostaorganica di viabilità. Così come èproposto, non può avere futuro.In caso di ballottaggio come pensatedi collocarvi?Nessun apparentamento. Siamo civici ei giochi della politica non ci interessano.Avendo poi al nostro interno diverseanime, di centro, di destra e sinistra,non sarebbe possibile una scelta successiva.Noi vogliamo porre in esserequalcosa di diverso. A questo propositovorrei ribadire una cosa.DicaSiamo un gruppo aperto e ancora in viadi definizione. Non abbiamo preclusionirispetto a chi, armato di idee e vogliadi fare, voglia mettersi in gioco. Occorrecreare un forte gruppo di personeanimate da questo spirito, per vincerela logica dei partiti e riappropriarsi delpaese. Pertanto invito tutti a prenderecontatto con noi e a muoversi in primapersona.*IMPIANTI ELETTRICI*ANTINCENDIO*FOTOVOLTAICI*DOMOTICA*VIDEOSORVEGLIANZA*AUTOMAZIONE*ANTENNISTAVia Virgilio, 62/E Tel. 0541-330261E-mail: nigigian@nigigiancarlo.191.it*ELETTRODOMESTICI*AUDIO VIDEO*VENDITA, ASSISTENZATECNICA E RIPARAZIONETELEFONIA-COMPUTERELETTRONICA*RITIRIAMO TELEFONINI USATI


il personaggio4Il Nuovo“Rubo il mestiere con gli occhi”. L’artedi Giovanni Morigi nasce da qui. Dallacuriosità, la necessità di conoscere, dauna propensione nell’apprendere chelo ha portato, da autodidatta, ad essereuno dei pittori bellariesi più quotati.Le sue opere sono state vendute in tuttaItalia e all’estero, in Canada, Francia,Svizzera, Germania. Proprio loscorso febbraio, si è conclusa una suamostra oltre confine, in quel di Monacodi Baviera, inaugurata nel dicembre2008. Una serie di quadri che ispiranoleggerezza e intrigante femminilità,con qualche rimando al figurativismodi Egon Schiele. Tele nelle quali ‘vince’la donna, il suo soggetto preferito, dasempre. “Intendiamoci –tiene a precisareMorigi- non intesa come oggetto,ma come soggetto. Quello che amo dipiù, perché rappresenta la continuitàdella vita ed è da venerare, in tutti isensi. Dipingo donne come nel ‘500 sidipingevano sempre i santi e le iconesacre”. Ma Giovanni Morigi, la cui arteè stata citata anche in una tesi di laurea,non è solo pittura. Di poliedricità emanualità innate, si è cimentato, fra glialtri, nella lavorazione e intarsio del legno,della terracotta, della cartapesta,nell’incisione dell’argento. Lasciandosegni, alcuni estremamente significativi,negli edifici e nella vita sociale bellariese:un Cristo su legno e le formellecon dipinte le stazioni della via Crucisnella chiesa di Bellaria Cagnona, dovenegli anni ’90 ha allestito innovativi efantasiosi presepi utilizzando i materialipiù svariati. Per non parlare delsuo apporto creativo ai carri del Carnevalebellariese: la Puraza, Cleopatra,Bella e la bestia. E soprattutto a bassocosto, perché “ho sempre voluto dimostrareche si possono fare cose belleanche con poco”.Giovanni Morigi,il mestiere dello sguardoLa famiglia Morigi sorprende. Dopo l’eleganza dei quadridella figlia, Serena, vi presentiamo l’affermata arte del padre,Giovanni. Intensità e leggerezza che affascinano.Quale percorso di vita l’ha portataverso la pittura?“Non ho avuto una formazione scolastica.La passione per la pittura eraqualcosa di interiore, di innato. Ho incontrato,all’osteria di Gisto, PeppinoBaltrati, un pittore che ha vissuto quimolti anni. Era amico di mio nonno,che spesso beveva con lui in osteria.Ogni tanto, su sua richiesta, gli portavoi miei disegni, lui li guardava e miincoraggiava a proseguire. Poi, quandocominciai ad andare a scuola a Rimini,spesso andavo a vedere la galleriaGiulio Cesare, in piazza Tre Martiri, evedere quadri mi appassionava. Rimanevoancora ai margini, senza addentrarminella pittura, ma la passione mela sono portata sempre dentro. A 17anni ho cominciato a lavorare presso ilcantiere nautico di Giuseppe Lugaresi.Il cantiere era organizzato in reparti:falegnameria, pittura e montaggio. A21 anni dirigevo il reparto pittura, concinque operai da coordinare. Era unlavoro che mi entusiasmava, che mi hadato inoltre l’opportunità di viaggiaremolto per l’allestimento di fiere, a Milano,Firenze, Ancona, Porto Cervo.In quegli anni, mi ha formato molto ilrapporto diretto con Lugaresi, personadi notevole cultura e apertura, con unagrandissima capacità di comunicare.L’incontro vero e proprio con la pittural’ho avuto in quegli anni. Avevodei problemi polmonari con rischiodi pleurite, che mi hanno costrettoper un certo periodo a riposo. Stavo acasa e riempivo il tempo leggendo romanzigialli e disegnando. Un giorno,mio nonno mi regalò dei colori ad olioe tele per dipingere. Così cominciai acimentarmi. Nella mia formazione haavuto molto peso una mia cugina, LuciaZanni, che frequentò l’Accademiadi Belle Arti a Ravenna. E’ stata la miadi Elisabetta Santandreaprima “insegnante”, parlavamo moltodi pittura e ci scambiavamo idee. Leportavo i miei quadri, criticava il miolavoro e mi dava consigli. Io ero moltoattratto dagli impressionisti francesi,che copiavo. Lei mi ha insegnato cheè molto meglio un soggetto dal vero,magari semplice, ma interpretato conpersonalità. Mi ha spronato molto,aiutandomi a superare il timore concui approcciavo la pittura, quasi inpunta di piedi, facendo uscire invecel’aggressività, la sicurezza, il carattere”.Il primo quadro?“La copia di una cartolina di Venezia,uno scorcio di piazza San Marco. L’hovenduto nell’estate del 1963 a una franceseper duemila lire. Erano soldi! Poi,dagli anni ’70, ho cominciato a parteciparea mostre, concorsi ed estemporanee,raccogliendo i primi consensi.Ci parli delle caratteristiche delsuo modo di dipingere.La pittura a olio è stata la mia stradamaestra, nonostante nel mio percorsoda autodidatta abbia sperimentatotutto. Mi distingue l’uso del colore,nel quale mi è riconosciuta da moltiuna maestria innata. Ne uso quattroin tutto, i colori primari (giallo, rossoe blu) più il bianco. A questi, a volteaggiungo il giallo cadmio e il rossocarminio, quando ho necessità di otteneredelle diverse gradazioni di verde.Non dipingo mai su tela vergine, masu fondo preparato col colore spatolato,rimasto sulla tavolozza da quadriprecedenti. A volte preparo fondi anchecon carta di giornale, incollandonepiù fogli sovrapposti. Capita anche, inquesto caso, di lasciare parti del fondo‘a vista’, non coperte dal colore delquadro. Imposto le figure direttamentecol pennello, senza usare matita oaltro. Dipingo sempre dal vero, catturandoscene grazie alla fotografia, fotoche poi utilizzo per comporre i quadri.Perché la pittura acquisti un aspetto‘leggero’ e allo stesso tempo corposo,da un po’ di anni utilizzo la cenere,che garantisce spessore senza alterareil colore sporcandolo. Un particolare:nelle figure, rappresento i visi solo sequesti sono funzionali alla scena. Làdove è il gesto, la posizione che rendel’idea del rappresentato, l’espressionedel viso è del tutto superflua”.La sua esperienza di pittore, inquale modo è legata al contestobellariese?“Ho avuto un’importante esperienzaformativa legata all’insegnamento allescuole elementari, presso la scuola TrePonti, dove venni invitato dal maestroFormica a tenere lezioni di disegno epittura. Ho insegnato dal 1978 fino aiprimi anni ’90, portandomi a casa ilregalo più bello: la raccolta dei disegnidei bambini, corredati di poesie.I bambini sono dotati di una sinceritàstupenda, ti dicono quello che pensanosenza mediazioni. E’ stata un’esperienzain cui ho ricevuto molto più diciò che ho insegnato. Poi c’è l’esperienzalegata al Circolo Culturale Amicidell’Arte AICS, Associazione ItalianaCultura e Sport, di cui esistevano moltesedi a livello nazionale. Noi ci appoggiammoalla sede cesenate. Neglianni ’70, la partecipazione al Circolocrebbe grazie al passaparola. In principioeravamo io, Sergio Barberini, LivioDonati, Cesare Chiari, Angelo Bartolini,Mario Calderoni, Lucia Zanni, GinoLazzarini, Sandro Vasini e RobertoZammarchi. Poi diventammo 15, e infinearrivammo ad essere circa 30. Lanostra prima sede fu il Palazzo del turismo,per circa un paio d’anni. Dopo3-4 anni il Circolo si sciolse come circoloAics, per essere rifondato negli(prosegue a pag. 5)


il personaggio5Il Nuovo(prosegue da pag. 4)anni ’80 da una stretta cerchia di appassionati–cioè Barberini, Calderoni,Vasini, Bartolini e me- come Circoloculturale Amici dell’arte “Alfredo Panzini”.La nostra sede fu per una decinad’anni la biblioteca Panzini, infine, dal1992 al 2000, il Centro Vittorio Belli aIgea. Poi, il Circolo si sciolse definitivamente”.Come mai, cosa successe?“Semplicemente venne meno col tempoil rapporto collaborativo con il comune.Penso che un’associazione culturaledi tipo volontario, per vivere,abbia necessità di avere appoggio daparte delle amministrazioni. Nel corsodegli anni, siamo stati molto gratificatidal rapporto di fiducia che si è creatocon alcuni amministratori. Vogliofare nomi: incontrammo molto favoree sensibilità da parte del sindaco Baldassarri,così come di Maria Anita Serrain veste di assessore”Quale tipo di valenza umana eartistica ha avuto la vostra esperienzanell’ambito bellariese?“Avvicinarsi all’arte ha fatto bene adalcuni ragazzi che vivevano sulla strada,rischiavano di prendere brutte vie.Abbiamo intrapreso diverse iniziative,oltre a svolgere una funzione culturaledi scambio e insegnamento con tutticoloro che hanno frequentato il circolo.Ricordo le iniziative in occasione diSant’Apollonia, dove allestivamo mostredurante la fiera, il concorso di poesiadialettale per le scuole elementari,di cui ancora conservo gli scritti, per ilquale ci sorprese molto la partecipazionedella scuola Pascoli, che presentòben 140 poesie”.Oggi continua l’esperienza discambio artistico con il collettivoForma 5. Da dove nasce?“L’esperienza di Forma 5 nasce dall’incontrofra cinque artisti, due riminesi,Gianni Caselli e Marco Berlini, e trebellariesi, io, mia figlia Serena e ClaudioGori, in arte Bonusso. Il grupposi è formato nel 2007, impostato allostudio del figurativismo. Il nostro èuno scambio continuo di esperienzeartistiche che abbiamo fra noi, ma soprattuttocon tutti quelli che frequentanoil laboratorio per chiedere consigli,imparare, avere un confronto. Nonsolo amatori e autodidatti, ma ancheragazzi che provengono dalle Accademie,che con intelligenza cercano unconfronto con altri artisti, al di fuoridell’ambiente accademico e scolastico.Oggi è molto difficile fare pittura deltutto nuova. Ormai tutto è già visto”.Ricorda qualche episodio curiosolegato alla sua attività di pittore?Un’estate capitò nel mio negozio unosvizzero, voleva comprare dei quadri,e ne indicò uno appeso ad una parete.Si trattava de La metamorfosi, unatela un po’ singolare. Poi disse che glipiacevano tutti i quadri che avevo allepareti e voleva comprarli tutti. Eraquasi ora di cena e cercai di rimandarela vendita al giorno successivo, alle10. Quel signore andò via e io non cipensai più, sicuro che non sarebbe ritornato.Il giorno dopo si presenta alnegozio e picchiando sul suo orologiomi dice ‘Sono le dieci’. Alla fine, hacomprato quattro quadri e, mentre io emia moglie lo aiutavamo a caricare, luila guarda e le dice ‘Guardi bene questoquadro –si riferiva a La metamorfosi,che a mia moglie non piaceva- perchénon lo vedrà più, va in mezzo a Picasso’.E così i miei quadri sono finiti inmezzo ai Picasso originali di quel signore”.Qual’è lo ‘stato dell’arte’ a Bellaria?“A Bellaria ci sono molti artisti, anchevalidi. Viviamo però uno stato di dipendenzabasato sul nostro essere unapaese di provincia. E’ più una convinzione,da cui dovremmo affrancarci.Si pensi solo al movimento culturaleche c’è attorno a chi mette in scena lecommedie dialettali: non parlo solo dichi recita, ma di tutto il lavoro che c’èdietro. E’ una ricchezza che a volte nonriusciamo a comprendere. Si guardasempre alla città, ai ‘numeri 1’. Ma nonsi può essere tutti i primi: ha più valoreessere il 99esimo, ma crescere artisticamentefacendo qualcosa di proprio eoriginale. Alla lunga paga. C’è poi undiscorso importante legato all’integrazione:lo straniero può essere fonte diarricchimento, se accolto e aiutato adintegrarsi”.Nelle immagini Giovanni Morigi e alcunesue opere.specialitàPESCE e CARNERISTORANTE - PIZZERIATAVERNA “DA BRUNO”di MATTEO e BEATRICETel. 0541-344556Viale Panzini, 150BELLARIACOSMI COSTRUZIONIPREVENTIVI PERNUOVE COSTRUZIONI ERISTRUTTURAZIONIInfo e vendita: 0541.331531 - 333.1645365


società6 Il NuovoUn Faro sulla storiadi Bellaria“Il Faro”, prima tavola calda, poi gelateria, è il segno visibile di una Bellariache c’era e che c’è ancora.di Cristian ScagnelliNozze d’oro per la gelateria Faro. Lastagione che sta per cominciare sarà la50esima e la Famiglia Foschi - che dirigeil locale fin dalla sua apertura - perfesteggiare e per seguire le tendenze dimercato ha deciso di cambiare look. Il21 Marzo infatti si riapre con i localirinnovati, pronti ad accogliere e servireal meglio la propria clientela.Il Faro nasce nel 1960 come ristorantepizzeria e tavola calda. Era poco piùche una capanna in legno che peròpoteva sfornare anche mille pizze algiorno. Erano gli anni d’oro di Bellaria,quando la città era piena di localida ballo e vacanzieri. La genialità el’inventiva dei romagnoli, e dei bellariesi,già aveva pensato quello che oggiè un fenomeno assai diffuso: l’asporto.Già nel 1960 era possibile prenotare eritirare al Faro le mitiche lasagne romagnole.Il nome “il Faro” nasce dall’idea dellafamiglia Foschi di mettere alcune lucifuori dal locale - via Perugia allora erauna strada di ghiaia -, luci che richiamavanol’attenzione dei passanti mache facevano anche da punto di riferimentoper i tanti che frequentavano lanostra città in quei tempi.Numerosi tra i giovani bellariesi, enon, che lavoravano al Faro come camerieri,pizzaioli, lavapiatti, ora sonodiventati avvocati, manager, autoritàpubbliche e tuttora non mancano difrequentare il locale. Gli anni passanoe Bellaria cresce a vista d’occhio. ViaPerugia da una stradina di ghiaia diventaun viale e le capanne diventanocondomini.Il 1981 l’anno della svolta. La famigliaFoschi decide di cambiare tipo di attivitàpassando da pizzeria ristorante abar gelateria (uno dei motivi principalifu l’impossibilità di costruire una cannafumaria per il forno a legna nel condominio)seguendo cosi la richiesta dimercato. Allora, infatti, erano pochissimele gelaterie artigianali a Bellaria.La consacrazione ufficiale avviene nel1982 con la premiazione della gelateriaFaro a Longherone, in occasione dellaannuale fiera di settore, come migliorgelato d’Italia.La particolarità della Gelateria Faro -oltre alla cordialità e al servizio - staproprio nel prodotto. Il gelato vienerealizzato ancora con il vero metodoartigianale, dividendo l’uovo, aggiungendozucchero, latte e le materie primecome frutta fresca (per i gusti allafrutta) e altri ingredienti naturali percreare gli oltre 40 gusti che potete trovarenella vetrina.Queste caratteristiche rendono il gelatodel Faro unico nel suo genere, cometestimoniano i chili e chili di gelato cheogni anno vengono serviti tra i tavoli enei coni da passeggio.“All’apertura 2008 abbiamo vendutoin un solo giorno quasi duecentochili di gelato” ci dice Cristina Foschi“quest’anno contiamo di fare altrettantograzie anche al nostro nuovo look”.Moderni e funzionali i nuovi spazi cheaccoglieranno i clienti a partire da sabato21 marzo e che potranno accaparrarsiad una cifra minima delle splendidetazzine da caffè - prodotte in serielimitata - forgiate con vecchie immaginidi Bellaria Igea Marina.


società7 Il NuovoContinua il nostro viaggio negli sconosciutie a volte incomprensibili meandridel disagio giovanile per cercare di comprenderei motivi che spingono, ognianno, tanti ragazzi alla tossicodipendenza.Un tentativo di individuare eventualicolpe e responsabilità di una società chespesso annichilisce la fantasia e frantumai sogni per sostituirli con assurde realtà“virtuali”, quale preludio ai paradisi artificialiofferti dalle sostanze psicoattive.Si vuole capire, come genitori, educatori,membri di una collettività, dove è possibileintervenire per arginare il problema.La Comunità di San Patrignano, fondatanel 1978, è una delle strutture di recuperopiù importanti d’Europa. Il dott. AndreaMuccioli, succeduto al padre Vincenzonella gestione della struttura, ci guideràin questo viaggio. Per capire. Comprendere,lontano dai soliti “luoghi comuni”e soprattutto da facili quanto pericolosespeculazioni.“I ragazzi di San Patrignano” scrisse unavolta “hanno tutti storie di nati due volte,di vite lacere e dissipate prima, rifiorite esofferte poi”. Tra questi, anche alcuni nostriconcittadini.Dott. Muccioli, è possibile tracciareun “profilo” dei giovani che, ognianno, giungono a San Patrignano?I ragazzi che bussano alla porta della Comunità,oggi, sono diciottenni o ventenniche non sanno più controllare la propriavita, allo sbando totale, nella stragrandemaggioranza dei casi con un rapportomagari affettuoso, ma del tutto superficialee privo di profondità, con le propriefamiglie. E spesso i genitori sono, a lorovolta, persone di una superficialità, leggerezzae irresponsabilità pazzesca, che nonconoscono i propri figli, che non si sonomai fatti carico dei processi educativi eche ignorano completamente qualsiasimeccanismo o dinamica di relazione conloro. Infatti, l’età media dei 1600 ragazzidi San Patrignano è, ormai, scesa attornoai 24- 25 anni.Questa è la fotografia reale della “societàdegli struzzi” di cui noi facciamo partedove l’uso di stupefacenti si sta diffondendoin modo sempre più esteso e preoccupante,senza che noi adulti ci rendiamoconto di quanto grave sia la situazione.Osservando i ragazzi della comunità,quali cambiamenti, nel tempo,si possono evidenziare. Come si èevoluto il fenomeno della tossicodipendenza?Il tossicodipendente degli anni ’80 e ’90era un emarginato. Si “faceva” d’eroinae sapeva di compiere un gesto sbagliato,per di più considerato tale da tutta laDisagio ed educazioneDialogo con Andrea Muccioli. Da San Patrignano tante storie di ragazzi incerca di una seconda opportunità.serito Rimini tra le 10 Province italianea rischio disagio e tossicodipendenza.Evidentemente, nel tessuto culturale esociale delle nostre città sono venuti amancare i contenuti formativi ed educativinecessari a mantenere i giovani lontanodalle droghe.Perché i ragazzi si drogano?Se si usa droga, lo si fa per un motivomolto semplice: andare da un’altra parte.Se si usa droga, si scappa, si fugge dallapropria realtà, dalla propria condizione.Se uno va da un’altra parte è perché nonsta bene dove sta. Se sta bene dove sta,se è contento di quello che fa, se stima lepersone che lo circondano, se si diverte,se ha un progetto di vita, se sa far frontealle difficoltà e ai problemi che nella vitalo colpiscono, non ha bisogno di scappareda un’altra parte.Famiglia, scuola, gruppo dei pari,istituzioni, mass media, etc.: dove“nasce” la tossicodipendenza?Quali responsabilità hanno gliagenti di socializzazione primariae secondaria?Purtroppo, i modelli che da anni martellanoi giovani dicono che l’importanteè essere belli, vestirsi tutti con lo stessopaio di jeans e tutti nello stesso modo,con le mutande che vengono fuori, eccetera.Altrimenti sei uno “sfigato”. Se seiuna donna di 30 anni e non ti “punturi”del gran botulino a destra e a sinistra, senon sei apparso almeno due o tre voltein televisione, se non hai una macchinadi un certo tipo o non vai al Centro ComdiLicia Piccininisocietà. Era una persona consapevole diessere in fuga da se stesso e dalla realtà.Oggi, invece, le droghe sono beni di consumo,merci come le altre. Sono entratee fare parte degli stili di vita dei diversigruppi giovanili, così come dei comportamentidi alcuni settori del mondo adulto(se solo osserviamo la diffusione di unasostanza come la cocaina).Oggi, chi si droga non è consapevole dellasua condizione, perché se non usi una siringae non ti “fai” di eroina, non ti senti enon sei considerato un tossicodipendente.E’ uno sciagurato messaggio culturale,che ha contribuito non poco allo sdoganamentoculturale degli stupefacenti ealla loro diffusione.Tra la popolazione di San Patrignano,quanti giovani provengono daiComuni del riminese? Vi sono localitàe/o interi spaccati territorialiche presentano percentuali di consumodi sostanze stupefacenti superiori?Quali le possibili cause?A San Patrignano abbiamo accolto inquesti anni diverse centinaia di ragazzidi Rimini ed oggi in comunità abbiamocirca 300 giovani provenienti dai Comunidella Riviera. Non credo sia possibileidentificare una cittadina dove il problemasia più forte o più grave rispetto adun’ altra. La tossicodipendenza si diffondesuperando ogni barriera economica esociale. Ci si droga nel quartiere “bene” diRiccione, così come nelle case popolari diRimini. Piuttosto, dovremo riflettere suindicazioni come quella che ci provienedal Ministero dell’Istruzione, che ha inmercialea comprare l’ultimo nuovo modellodi chissà cosa, non vali tanto.I modelli sono questi e noi inaridiamocompletamente, siamo sempre più solie privi di riferimenti. Noi adulti abbiamoriempito i nostri figli con delle cose, condei gadget, con della tecnologia, con qualsiasicosa di materiale ci venisse in mente,piuttosto che dire dei ‘no’ e prendercila briga o il peso di parlare con loro, dimettere in atto dei comportamenti diretti,presenti e quotidiani per dare l’esempiodi cosa è giusto e invece sbagliato.Laddove è assente il dialogo, la relazionee l’ascolto, ci si sente più soli, si costruiscemeno senso, si è sempre meno sicuri disé, si vacilla, si fa fatica a fare un progettoprofondo di vita. E in questo vuoto educativoche nasce la tossicodipendenza e,da questo punto di vista, le responsabilitàdi scuola e famiglia sono evidenti.E’ sufficientemente esaustiva oppuretergiversante e ingannevolel’informazione trasmessa daimass-media sulla droga?Quando si parla di droga bisogna pensareche il vero problema non è mai rappresentatodalla sostanza che si usa, ma chequesto è solo l’ultimo e più evidente sintomodel progressivo smantellamento,disgregazione di tutte le strutture socialied educative della nostra società. In questopanorama modelli e riferimenti chespesso passano nel mondo della pubblicitàe della comunicazione sono pericolosie sbagliati. Sei “smart” se tiri coca, creativose ti droghi, divertente se ti ubriachi,sono tutti stereotipi molto dannosi per igiovani e che dovrebbero rimanere lontanida cinema, giornali, TV.Quale “strada” si dovrebbe percorrereper prevenire il disagio giovanilee l’abuso di sostanze psicoattive?La prevenzione è una cosa molto semplice:si chiama educazione. Significa riprenderea essere genitori, padri e madricoerenti e credibili per i nostri ragazzi. Significadire: “Io ci sono. Ho dei difetti, hodei pregi, ma sono disposto a mettermi indiscussione di fronte a te e alla tua vita.Mi interessa ascoltarti, sapere chi sei, sentirequali sono i tuoi dubbi, le tue paure.Se hai qualche fragilità, fidati, con me tipuoi aprire, io non ti giudicherò, ti vogliocapire. Se fai delle cose sbagliate, sono dispostoa lottare per farti capire che sonosbagliate. E mi impegnerò a farti vedere,con i miei comportamenti, ogni giorno,che cosa vuol dire fare le cose giuste”.Questo purtroppo non lo facciamo più edè, invece, ciò che dovremo fare per preveniredisagio e tossicodipendenza.


politica8Il NuovoDopo la candidatura di Ceccarelli, nelcentro destra i motori stanno girando apieno regime. Alcune novità meritano diessere sottolineate. Per fare questo, interpelliamoRoberto Maggioli (FI-PdL), alungo considerato potenziale candidato,e Primo Fonti (Popolari Liberali- PdL).Lavorare per rinnovareAbbiamo chiesto a Roberto Maggioli di raccontarci come staprocedendo il lavoro dopo la candidatura di Ceccarelli. Fonti, intanto,costituisce un nuovo gruppo consiliare che rappresenterà i cattolicidentro la PdL.di Emanuele PolverelliMaggioli, come si presenta la situazione?Come procede il lavoro?Il lavoro è nella fase di preparazione deiprogrammi e delle componenti politichedella coalizione, lavoro che non può cheprocedere in maniera appaiata. C’è ungruppo che sta lavorando molto bene, inchiave unitaria e propositiva. I capisaldidella nostra politica, agli antipodi dallostile amministrativo che abbiamo subitofin d’ora e alla finta alternativa che Bondonie Sancisi stanno elaborando, consistononella sussidiarietà e nel coinvolgimentodelle forze vive del paese, le stesseche questi amministratori hanno ignoratoper anni. Un coinvolgimento che dovràgiungere ad una partecipazione dellostesse nelle decisioni da intraprendere.Questo attraverso un nuovo status deiconsigli di quartieri e l’ascolto delle forzeeconomiche e sociali.Abbiamo già un quadro definitodegli alleati?Posta l’acquisita unità della PdL stiamolavorando, con buone prospettive, perunificare tutte le forze opposte a questaamministrazione, in particolare mi riferiscoalla Lega e alle Civiche. C’è un climadi fiducia.Quale può essere il contributo specificodi Forza Italia, dentro questolavoro?Forza Italia rappresenta oramai una forzache ha maturato una lusinghiera esperienzaamministrativa. Inoltre rappresentala maggiornaza dei cittadini e offrel’opportunità di quegli agganci provincialie nazionali senza i quali il reperimentodei fondi e delle risorse necessarie per realizzarebuoni progetti sarebbe precluso.Gira voce di una lista autonoma digiovani...I giovani avranno un ruolo rilevanteall’interno della nostra coalizione, volendonoi rappresentare un superamento delvecchio modo di fare politica. Se poi debbaessere la forma di una lista autonomache affianchi quella principale o altro, lostiamo vagliando. Vogliamo sicuramentedare voce a quelle realtà giovanili chenon hanno nessuna intenzione di caderefra le maglie soffocanti della politica chesta dietro alla Bondoni. Questa eventualelista, ovviamente sosterrà la candidaturadi Ceccarelli. Ma il problema non è nellostrumento ma nella sostanza: dare voce esperanza ai giovani.Passiamo a Primo Fonti, il quale al prossimoconsiglio comunale formalizzerà lacostituzione di un nuovo gruppo consiliare.Come mai la costituzione di unnuovo gruppo consiliare?Sul piano amministrativo la costituzionedi un nuovo gruppo consiliare a fine legislaturaha un valore puramente simbolico.Sul piano politico, invece, è il segnodell’ appartenenza chiara ed inequivocabilead un sistema di valori e, al contempo,indica la volontà di contribuire, dacattolico, alla formazione del nascentePartito della Liberà.Quali prospettive per i cattolici liberaliall’interno della PdL ?In ogni partito non vale solo la forza deinumeri ma anche quella delle idee.La tradizione politica e culturale dei cattoliciliberali ha molto da dire in un partitodemocratico, popolare, interclassista, diispirazione cristiana e liberal-democratica,alternativo alla sinistra quale vuoleessere il Partito della Libertà.Quali sono i punti forti della candidaturadi Ceccarelli?Enzo Ceccarelli incarna il modello di amministrazione,dialogante e condivisa,capace di segnare la svolta nella nostracittà.E’ il momento della chiarezza. Chi dovessefare scelte diverse, nei fatti, sosterrebbeil vecchio modello di amministrazione,quello che ci ha portato all’attuale livellopiù basso di sviluppo.


società11 Il NuovoOltre 123 milaeuro. E’ l’utilerecord fatto registraredal CampoLavoro Missionariolo scorsoanno. Un bilancioandato al di làdi ogni più roseaprevisione che haconsentito di aumentare i contributialle destinazioni già previste ma anchedi finanziare nuovi progetti dei missionaririminesi che operano nel Terzomondo. Tra questi citiamo la casa diaccoglienza delle suore di Sant’Onofrioad Apucarana, in Brasile, la casa famigliaa Joao Pessoa, sempre in Brasile,l’acquisto di serbatoi per l’acqua potabilea Wassisi in Papua Nuova Guinea.Inoltre il sostegno si è rivolto alle meteoramai tradizionali, come la missionea Kucove-Berat in Albania, dove alcuniCampo (lavoro) di solidarietàIl 28 e 29 marzo torna il Campo lavoro della diocesi. Due giorni in cuiraccogliere ciò che non ci serve più e materiale riciclabile. Il ricavatoverrà indirizzato ad importanti progetti di solidarietànostri scout si sono recati in viaggio dilavoro questa estate, come già documnetatoda Il Nuovo, e l’ospedale a Mutokoin Zimbawe.La 29a edizione del Campo LavoroMissionario avrà luogo il 28 e 29 Marzosu tutto il territorio della Diocesi,con quattro punti di raccolta a Rimini,Bellaria, Riccione, Villa Verucchio.L’obiettivo è ancora quello di sostenerela missione diocesana di don Vaccari inAlbania e l’ospedale di Marilena Pesaresiin Zimbabwe nonché di contribuirealla realizzazione di una mensa peri poveri presso la missione delle suoredi Sant’Onofrio a Oradea, in Romania.Il campo Lavoro raccoglie carta, vetro,metalli, indumenti usati, pelletteria,libri, giocattoli, biciclette e motorini,oggetti per la casa, elettrodomesticiancora funzionanti. Camioncini passerannoper le vie, per raccogliere quantosi intende consegnare.Per la raccolta di materiali particolari eingombranti, chiamare:Bellaria, Parrocchia - Santa Margherita,Via San Mauro, 1 - Tel. 348-9146293Ulteriori informazioni sul sito www.campolavoro.itVILLAGGIO ATHENASVia Orazio Igea MarinaSI VENDONOAPPARTAMENTIBELLARIA IMMOBILIARECentro Commerciale “Il Planetario”Via Ravenna 151/c - BellariaTel. 0541.343199 - Cell. 338.5079615PER INFORMAZIONIRIVOLGERSI AAGENZIA IMMOBILIARE MARELungomare Pinzon, 203Igea MarinaTel. 0541.330292


società11 Il NuovoGenio ofollia? Unadelle due.Questo è ilcaso di CristianoGuidi,meglioconosciutocome Nello, meglio conosciuto ancoracome Arturo Calindri e già apparsosu queste pagine (Il Nuovo n.3 del6 gennaio). “Quando avevo 15 anni imiei amici hanno iniziato a chiamarmiCristianello, e da lì sono presto passatial diminutivo”, spiega, “per tutti ormaisono Nello”. Nello della Golden Boys,salagiochi su viale Ovidio che gestiscedal ’94 e che esisteva prima ancora chelui nascesse, il 6 settembre 1973 a Rimini.“Arturo Calindri è invece un nomeche è nato grazie al posto in cui facevocasino con gli amici”, ricorda, “unavolta mi ritrovavo in un capannone, eanziché parlare di politica e cose serie,bevevamo birra e cantavamo le canzoniche uscivano dallo stereo inventandocitutte le parole”. In questo capannonec’era un poster. “Ora è appeso insalagiochi. Questo poster del CatastoCalindri mi ha ispirato il nome”. Per ipochi che non lo sapessero, il CatastoCalindri è la mappatura della campagnaimmediatamente circostante lacittà di Rimini, e prende il nome daSerafino Calindri, geometra incaricatodella sua esecuzione nel 1774. Eccoquindi nascere il suo alter ego, ArturoCalindri. Cantando con gli amici, CristianoGuidi/Arturo Calindri inizia acreare le sue prime composizioni, braniche ora sono suoi cavalli di battagliacome “Il bar Sam”, una volta “Seasonin the sun” dei Nirvana , “Ho l’Alfavrooom!!”, storpiatura del motivo dellaPantera Rosa, e “Colpa d’Arturo”, rifacimentodi Colpa d’Alfredo” di VascoRossi. Dal capannone alle case dei bellariesiil passo è stato breve, grazie adun programma installato su pc con ilquale Arturo Calindri ha dato forma divera canzone alle sue parodie. Calindricanta con la sua inconfondibile vocestonata testi volgari e assurdi, ma soprattuttoironici, ricalcati sulle note diLa folle genialità deiTroppi Turi DuriGenio o follia? Intanto ci si diverte un mondo. Nello Arturo Calindri si raccontae ci coinvolge con le sue idee pazze.di Michols Mancinibrani famosi e ovviamente non suoi. SuFacebook, Arturo Calindri conta ormai1.200 amici. Dalla forma registrata,anche il passo verso la creazione di unaband è stato breve. Nel gennaio 2007Arturo Calindri fonda i GDM, che staper Gruppo Di M…. (qui mi fermo, maè facile completare la frase) insieme adaltri bellariesi. Si sono chiamati cosìperché suonavano veramente male.“Per la troppa vergogna di aver suonatoin questo gruppo mi hanno pregatodi non citarli coi nomi veri, quindidiremo che alla batteria c’era AlonzoLa Playa, il chitarrista era Manuel VonWürstel, così chiamato perché è lungocome un salsicciotto, Hernandez LaQueya dal Messico e Little John Titordagli States”. Col tempo si è aggiuntoanche Gabriel Fonseca, dall’Argentina,ma a detta di Arturo il gruppo si è ormaisciolto perché sono scappati tutti,pentiti di aver preso parte a questoprogetto. Ovviamente scherza, ma laband ha smesso di esistere realmentedopo una decina di concerti tenuti pertutta Igea Marina come al pub Blumene al ristorante Sirocco, davanti ad uncentinaio di persone ogni volta. Elementoinconfondibile della musica diArturo Calindri e dei GDM è il water,che spesso campeggia al centro delpalco e funge da leggio o da sedia per ilcantante. “Con i GDM sul palco mi portavosempre un cesso”, Arturo ricorda,“siccome tutti avevano uno strumentoda suonare, io che cantavo avevo pensatodi portarmi un water”. E se i TheWho rompevano gli amplificatori, luisul palco rompe i wc. “Tanto li rimediovicino ai cassonetti, dove la gente liabbandona”, ride. Ora che i GDM sonosciolti, Arturo Calindri si è subito riattivatoper continuare a cantare, e cosìsono nati i Troppi Turi Duri In Tour.“Essendo scarso a cantare e avendo conosciutogente molto più brava di me,ho voluto collaborare solo con uno piùscarso, cioè Gino il chitarrista”, racconta,“è il mio gruppo più strano, con duecantanti perché oltre a me c’è ThomasTurbato, detto Il turbato”. Il nome delgruppo è complicato ma ha una spiegazionesemplice. “Io mi chiamo Arturo,che suona bene con il turo, che indialetto è una parola per dire che uno èstravagante”. Con i Troppi Turi Duri InTour sono state composte già 30 canzoni,tutti pezzi completamente propri,tra cui il brano omonimo che parla diloro ed è visibile su Youtube, registratolive dall’Andrea Doria. “Prendo spuntoda tutto quello che ci accade, comein Rimbalzé, canzone che parla di unatipa che ci è passata davanti un giornoe aveva un bel balcone che rimbalzavatutto!”. Su Youtube sono presenti33 video amatoriali che lo ritraggonoin ogni situazione: in concerto; mentrefa la guida turistica a Barcellona;dal barbiere che chiede la riga da unaparte; mentre spiega l’importanza deibaffetti; testimonial dei benefici dellabirra; a cantare la serenata all’amata epersino mentre in riva al mare dà consiglialle giovani generazioni in dialettostretto. Tra le sue missioni nella vitac’è anche il raduno degli uomini coibaffi. “So che ce ne sono molti in Italiaperò questi raduni sono solo all’estero,così l’estate scorsa ci siamo trovati incinquanta con baffi e riga da una parte,da mandare a Talent One!”, gioisce.Attualmente, in attesa di tornarea suonare in pubblico, Arturo Calindrista cercando di costruire la biciclettapiù lunga del mondo. Per ora è arrivatoa 13 metri, ma niente e nessuno lofermerà. Ne siamo sicuri.Arturo ‘Nello’ Calindri di Igea,come anticipato sul precedentenumero de Il Nuovo, ha partecipatoalla dodicesima edizionedel Carnevale dei fantaveicolitenutosi ad Imola il 22 febbraioe si è classificato 24esimo su50 mezzi totali. Un ottimo risultato,dato che è stata la suaprima sfilata ad una manifestazionedi rilevanza nazionale.Davanti a 30mila persone, conla sua bicicletta di 13 metri ottenutasaldando bici donate daamici e trovate vicino ai bidoni,ha riscosso un successo dipubblico indiscutibile. “Eravamotutti belli con la maglietta dacalcio ma qualcuno mi ha dettoche volevo fare il figo senza faticaperché sulla mia bici pedalasolo quello che sta dietro, enon ero io!”, dichiara, “io sonocontento lo stesso perché siamostati uno dei cinque gruppiintervistati dalla televisione!”.Ora è concentrato su prossimetrasferte in sella, forse a Milanoe Ferrara, ma il primo obiettivorimane il record mondiale.“Sto ancora cercando di contattareil Guinness, ma è tuttoscritto in inglese, non riesco acapire come si fa”, aggiunge disperato.Ce la farà?


sport12Il NuovoIl Mondocalcio compie oramai unanno. Il progetto, presentato al Palazzodel Turismo nel maggio del 2007,ha realizzato la fusione delle tre societàsportive operanti sul territorio (A.C.Bellaria Calcio, U.S.D. Igea Marina eA.S.D Dinamo) in un’unica, grande, realtàcalcistica per il settore giovanile. Ese gli italiani sono un popolo di “santi,eroi, navigatori”… ma soprattutto allenatori,pure a Bellaria Igea Marina lapassione per dribbling, assist e fuorigioconon è certo mancata!Prossimi a spegnere quindi la primacandelina, lo staff tecnico e organizzativodel gruppo racconta origini, obiettivie curiosità del calcio bellariese.“Oggi, il mondo” racconta PierluigiMissiroli, coordinatore del Progetto“offre molte vie di ‘fuga’. Soluzioni avolte apparentemente allettanti ma cheprecludono, nel tempo, la possibilità diun futuro consapevole e responsabileper molti ragazzi: droga, alcool, comportamentidevianti e spesso distruttivi,mietono ogni anno troppe vittime. Attraversola pratica sportiva offriamo lapossibilità ai giovani di vivere e condividereuna passione lontano da questesituazioni potenzialmente rischiose. Intal senso, il calcio e lo sport in generalehanno un’indiscutibile valenza socialesoprattutto in alcuni momenti dello sviluppocognitivo durante i quali l’identificazionecon il ‘gruppo’ e il desiderio diaggregazione diventano preponderantiper la definizione di se stessi. Si cerca di“formare” uomini, e per questo motivo,nello svolgimento della nostra attività,ci interfacciamo con parrocchie e scuolein modo tale da non interferire congli altri percorsi educativi, in un climadi serena collaborazione atta a favorireMondocalcio:sinergie, professionalità e passioneSi gioca per divertimento, passione e per imparare i buoni valori legati allosport. Ma intanto piccoli campioni crescono!di Licia Piccininiuna crescita positiva ed equilibrata deinostri atleti”.Armonia e profonda unione di intentihanno caratterizzato pure i rapporti trai dirigenti provenienti dalle tre societàdi calcio. Ciò ha permesso di superarele enormi difficoltà derivanti dalla gestionedi una realtà che conta ben 405tesserati (calciatori), una squadra diterza categoria, 40 collaboratori, 10 volontariati,medici, servizi di segreteria,trasporto e tanto altro ancora.“Le difficoltà” ci spiega Aldo Righini, responsabiletecnico, “riguardano soprattuttol’aspetto logistico. Alcuni campida calcio purtroppo non sono forniti dialcuni servizi essenziali quali spogliatoi,illuminazione, etc. Non abbiamonessun impianto sintetico ormai presentein molti Comuni limitrofi. Moltoimpegno è profuso pure per l’organizzazionedegli orari di allenamento dellesquadre appartenenti ai diversi settori.Con l’introduzione del tempo-pienonelle scuole le incombenze addiritturasi amplificano. Le nostre strutture scolastichedovrebbero essere attrezzatecome gli istituti americani con attivitàpomeridiane dedicate esclusivamente alaboratori e attività ludico-sportive”.In effetti, i ragazzi sono veramentenumerosi e sono suddivisi in diversecategorie, a seconda dell’anno di nascita.Dai 6 agli 11 anni si parla di “scuolacalcio”. Gli obiettivi per questa fasciadi età riguardano principalmente ildivertimento, la possibilità di vivereun’esperienza di squadra nonché ilpoter favorire un corretto e armonicosviluppo fisico-sensoriale. “In questomomento della crescita” spiega Righini“vi è un approccio allo sport liberoda impegni agonistici. Si tratta principalmentedi favorire il coordinamentomotorio e la confidenza con il pallone.A 12/13 anni, il discorso cambia. Vi èuna selezione naturale (molti interromponol’attività sportiva) e si comincianoa delineare le caratteristiche di coloroche hanno buone qualità calcistiche epossibilità di carriera sportiva. Il verocampione spesso è un mix di doti fisichee determinazione anche se la stradaè comunque molto lunga. Con il sistemadella doppia squadra viene offertal’opportunità a tutti i ragazzi di giocare.Per ogni categoria, infatti, vi sono duegruppi che militano in due differenticampionati (professionistici e provinciali)”.Motivo di grande orgoglio è, per lo staff,Gianluca Carestia, 17 anni, da quest’annonella “rosa” della prima squadraA.C. Bellaria Calcio che sta giocandonel campionato di Lega Pro SecondaDivisione (ex C2).Un desiderio nel cassetto? “Poter raggruppareidealmente in un unico grandemovimento sportivo e culturale tuttele risorse agonistiche e amatoriali presentinel nostro territorio tali da permettereuna proficua collaborazione/interazione tra le diverse realtà.”Il “linguaggio” del calcio è universale.A Bellaria Igea Marina, il progettoMondocalcio ha dato vita a un “coro” di800 voci (tra atleti, famiglie e addetti ailavori) che, ogni giorno, alimentano ilsogno di un Comune unito, coeso e collaborativo,nello sport ma soprattuttonella vita di tutti i giorni.


direttore ti scrivo13Il NuovoE l’altalena non c’è piùEgreg. Direttore Polverelli, lescrivo questa email per denunciarela poca attenzione dellanostra amministrazione ai problemidella cittadinanza.Ad agosto dell’anno scorso come vede dallafotografia da me allegata sono sparitele seggioline dell’altalena posta nel parcourbano posto tra via Ravizza e via Pastorein località Pino Blu a Igea Marina.Dopo poco ho telefonato al comune denunciandol’accaduto. Mi hanno rispostoche avrebbero verificato se erano statetolte per essere riparate o meno.Dopo un paio di settimane ho ritelefonatochiedendo come era proceduta la miadenuncia e mi hanno riferito (geometraRighini responsabile ambiente) che lealtalene erano state rubate ma che forsenel quartiere c’era qualcuno che non levoleva e doveva informarsi se sostituirleo meno.A quel punto avevo fatto notare che sequalcuno non le voleva comunque andavanosostituite. Mi sembrava, infatti, unarisposta assurda. Dopo le mie proteste ilgeometra aveva detto che si sarebbe informato.Dopo un paio di settimane ho di nuovotelefonato e sempre il geometra Righiniaveva detto che sarebbero state sostituitePer scrivere al direttorefax: 0541.331443; e-mail: epolverelli@ilnuovo.rn.it; posta: viaVirgilio 24, 47814 Igea Marina. Tel. redazione: 0541.331443ma che non c’erano i soldi, essendo versola fine dell’anno.A quel punto ho telefonato all’assessoreZavatta che mi ha assicurato che le avrebbecambiate, ma anche in questo casonon vi è stato nessun risultato.In seguito ho telefonato diverse volteall’assessore Zavatta responsabile per ilavori pubblici e tutte le volte mi garantivache le avrebbe subito rimesse al loroposto senza invece nessun risultato.Oggi un’altra volta ho telefonato a Righiniil quale molto scocciato ha detto che nonci sono i soldi.Mi chiedo come fa un comune a darequeste risposte e a lavorare con così pocorispetto per i cittadini.Ormai è tornata la primavera e i bambinivorrebbero tornare a usare la loroaltalena. Spero almeno in lei Direttore,affinchè faccia venire a conoscenza diquesto problema la collettività tramite ilsuo giornale.Anticipatamente ringrazio.William BoccaSono io che la ringrazio sig. William,perchè effettivamente è la conoscenzadei problemi che a volte costringe anchela macchina amministrativa più pigra amuovere qualche passo. L’esperienza deIl Nuovo lo dimostra in numerosi casi(un giorno li metteremo in fila!). Questapagina come vede è dedicata a denuncesimili. Tanti episodi di distrazione dalterritorio che non ci fanno onore. Speriamoche qualcosa si muova. Sul numeroscorso, per la prima volta, peraltro, lamacchina comunale ha avuto la bontàd’animo (in realtà dovrebbe essere unospecifico dovere) di rispondere pubblicamentead una lettera di nostri concittadini.Chissà che non sia un buon segnale.Ma, in questo caso, noi speriamo di ricevereuna sua lettera che ci comunichil’avvenuta sostituzione delle altalene! Citenga informati!epLa BellezzaSOTTO.Avevamo già denunciato la pessima abitudine di usare il parcheggio del cimiterodi Bordonchio come discarica (Il Nuovo n. 15 del 24 ott. 2008). Ma al peggionon c’è mai fine. Ci risiamo, con notevoli quantità di rifiuti, tra cui spuntaanche il famigerato eternit, che causa danni irreparabili alla salute umana. Mapossibile che non si possa far nulla per evitare tutto ciò?SOPRA.Ricordate la nostra denuncia della casa per attrezzi costruita sullo svincolodella superstrada in uscita/entrata da Bordonchio? Su terreno dell’Anas vi eraun cartello proprietà privata! Pura follia! Dopo l’intervento de Il Nuovo l’accessoè stato bloccato da una paratia di Jersey, analoghe a quelle poste in autostrada.Ora ci auguriamo che la zona venga ripulita e ripristinato il verde.non abita più qui !


evi14Il NuovoAiuto alla VitaCena di solidarietà alla vitaDomenica 5 aprile, a partire dalle12,30, presso il Centro CongressiEuropeo, si svolgerà un pranzo il cuiricavato sarà devoluto alla racolta difondi per i bambini e le mamme seguitidal “Cetro di Aiuto alla Vita” diBellaria Igea Marina. Occore prenotarsitelefonando al 349-7583366,dove si potranno chiedere ulteriorichiarimenti. Il pranzo sarà allietatodalla presenza del gruppo “Le OndeSonore”. L’organizzione è a cura dellafamiglia Foschi, mentre lo chef è,come di consueto, Marco Rossi.E’ nato un Comitato spontaneoDarsena: parte la diffidaNon ha pace il cammino della Darsena,segno che qualche problemino nelprogetto e nelle procedure intraprese,doveva pur esserci. E’ nato un Comitatospontaneo di operatori che lavoranonella zona (lungofiume) il qualechiede chiarezza sull’inizio e terminedei lavori in zona darsena. Sono unaquindici di firmatari, e precisamentecoloro che hanno un’attività economicache insiste sulla zona porto, latoIgea.Tra questi Massimo Bordoni, che abbimointerpellato. “Siamo sgomenti perl’assenza di risposte da parte dell’amministrazionealle nostre domande.Abbiamo chiesto rassicurazioni suiANDREA SOLERI il mio poetare leggero su fogli volantiDal passato al futuro, nella continuitàIn un Centro Congressi Europeo gremitodi gente, si è tenuto il convegnodi Romagna Est sul tema “Il futuro”,ultimo della serie degli “Incontri delCentenario”. Coordinati da SergioGatti, numerosi ed autorevoli sonostati gli interventi durante la mattinata.Tra gli altri: il vescovo di Rimini mons.Francesco Lambiasi, la giornalista Raidi Linea Blu Donatella Bianchi, lo scrittoree documentarista Folco Quilici.Molti i momenti emozionanti dell’incontro.Tra gli altri, certamente quelloin cui sono apparse sullo schermo leimmagini riferite alla conquista dellamedaglia d’oro olimpica di AndreaMinguzzi. L’atleta azzurro, oltre aparlare di Atene e Pechino, ha volutoanticipare una sua ‘ricetta’ per ripeterel’impresa anche alle prossime olimpiadidi Londra. Ulteriori emozioni, masull’onda della solidarietà, le ha offerteSpazio Romagna EstLA CITTÀ A PORTATA DI NUMEROMunicipioP.zza del Popolo, 1Tel. 0541.343711Iat Informazioni turisticheBellaria: Via Leonardo da Vinci, 2Tel 0541.344108 fax 0541.345491iat@comune.bellaria-igea-marina.rn.itPolizia MunicipaleVia Leonardo da Vinci, 10Tel. 0541.343811Pronto InterventoPiazza del Popolo, 1 - Tel. 0541.327152Pubblica Assistenza Croce BluVia Ricci, 9Tel. 0541.333222CarabinieriVia Giovanni Pascoli, 60Tel. 0541.344104OrientaexpressP.zza Gramsci,4Tel. (e fax) 0541.340144Biblioteca ComunaleViale Paolo Guidi, 108Tel. 0541.343889tempi, sul ripristino della spiaggia einvece abbiamo trovato un muro digomma.” Cosa chiedete? “Vogliamosapere come si intende far procederei lavori. Ad esempio, lunedì dovevanopartire. Ad oggi (mercoledì) non è partitonulla. Tra poco è Pasqua e poi viè la stagione. Non era più ragionevoleattendere la fine dell’estate? Inoltrevorremmo sapere se la spiaggia verràripristinata. Si parla di una scoglieraa pennello, verticale alla spiaggia, manon si fa cenno ad un adeguato ripascimentoed alle sue dimensioni.” E perquesto avete mosso vie legali? “Siamodeterminati a difendere il nostro lavoro,contro una sostanziale irragionevolezzadelle scelte e contro il silenzio el’assena di decisioni. Per questo abbiamodepositato una diffida al Comuneaffinchè non inizi i lavori. La nostracittà prevede per statuto la cura degliaspetti specifici dell’economia turistica,mentre al contrario si fanno partirelavori nel cuore della città a ridossodellla Pasqua e dunque della stagione.Siamo intenzionati ad andare avanti,fin dove gli strumenti giuridici ce lopermetteranno.A questi si aggiunge Gloria Manzelli,direttrice del carcere di San Vittore diMilano, che ha sottolineato l’importanzadel lavoro per coloro che hannovissuto una esperienza di detenzione,un lavoro dignitoso, in grado di consentireloro il mantenimento della famigliae della casa.Stefano Zamagni, docente di economiaall’Università di Bologna, soffermandosisull’attuale situazione economica,ha voluto porre l’attenzione sulladifferenza tra utilità e felicità. “L’utilitarismo- ha detto Zamagni - nonpuò soddisfare il bisogno di felicità,che può essere raggiunta solo con lagratuità, da applicarsi anche all’internodel mercato”.Assai efficace è stato anche l’interventoconclusivo del convegno affidato aldirettore de ‘Il Giornale’ Mario Giordano,incentrato sul tema dell’istruzione.Martina Colombari che s’è ampiamentesoffermata sul suo lavoro svolto adHaiti insieme alla fondazione FrancescaRava, a favore di bambini malati,orfani, desiderosi di apprendere unmestiere. Particolarmente toccante anchela ‘chiusura’ dell’incontro, durantela quale il presidente di Romagna EstCorrado Monti ha ‘donato’ ai presentiun ramo di ciliegio simbolo di speranza,invitandoli inoltre a scegliere una canzonee una parola-guida per i prossimicento anni della Banca. Dal passato alfuturo, ma nella continuità.Nursing ExpressAssistenza infermieristica domiciliareVia Virgilio, 84 Igea MarinaTel. 0541.333653Centro Giovani “Kas8”Tel. 0541.343940CUPTel. 0541-327153Hera (Nettezza Urbana)Tel. 0541.340141Protezione CivileTel. 0541.331148InformahandicapTel. 0541.343782Taxi Bellaria (servizio diurno e notturno)Tel. 0541.343132Centro sociale Alta MareaTel. 0541.346747


società15Il NuovoDurante il consiglio comunale del 25febbraio, tra gli altri punti, è stata trattatala proposta di modificare il Piano diclassificazione acustica e il regolamentoper la protezione dall’esposizione al rumoredegli ambienti abitativi, vigenti dal2004. Questo è un tema che più di unavolta su queste pagine ha portato a segnalazionida parte dei cittadini, l’ultimadelle quali sul Nuovo del 20 febbraio conuna lettera giunta dagli abitanti di viaCornelio Nepote ove risiedeva il panificioMillennium che ha dovuto sospenderel’attività. “In questi anni sono sortenuove realtà che hanno reso necessariemodifiche alla zonizzazione”, spiega l’assessoreal territorio Antonio Bernardi,“si sono allargate del 7% le aree produttive,sono stati trovati ulteriori siti perla scuola e sorte nuove zone per eventipubblici, come il parco intorno al municipioe non più solo Piazza del Popolo”.Il Regolamento acustico attualmente invigore fu modificato una prima volta il 17marzo 2005, in modo da poter accoglieresull’Area 23 - quella del circolo velicod’Igea - una struttura come il Beky Bay,che restava aperta sino alle 4 di notteper concerti e ballo. Da allora si sono aggiuntenuove manifestazioni a caratterestagionale che hanno portato a questaproposta di modifica, in particolare glieventi culturali alla Casa Panzini, il PalatendaCircus, lo sbarco dei saraceni conpalio annesso e, di recente, l’eventualitàche al Beky Bay venga affiancato il rinatoPolo Est. In particolare il Beky Bayè stato considerato da qualcuno comemaggiormente favorito da queste modifiche,ma in realtà né il limite dei decibelPISCINECAMPANA & OTTAVIANICOSTRUZIONE PISCINE E VASCHE IDROMASSAGGIOIN CEMENTO ARMATO E PREFABBRICATE(CHIAVI IN MANO)ASPIRAPOLVERE CENTRALIZZATIASSISTENZA TECNICA, PRODOTTI CHIMICI,DEPURAZIONE ACQUE, SALEVia Ravenna, 197 ATel. E Fax 0541.347305 - 47814 BELLARIA (RN)Regolamento AcusticoAlcune piccole novità in materia di regolamento acustico. Unproblema in realtà più complesso che numerosi cittadini hannosegnalato su Il Nuovoné quello dell’orario di esposizione dellaspiaggia libera è cambiato (è rimasto alle4 di notte, unica zona in tutto il territoriocomunale) mentre a mutare sono statesemmai le sue caratteristiche strutturalie tecniche, ovvero la grandezza - gli sonostati concessi 30 metri per lato da usareper attività collaterali - e la natura di 2delle 4 licenze per la somministrazionedi alimenti e bevande - da temporaneea stagionali, in modo da poter tenereaperti tutte le sere e non più solo nei weekend.Le modifiche proposte al Regolamentoacustico, approvate all’unanimitàda maggioranza e opposizione, non riguardanoi livelli dei decibel (che sonorimasti al limite LASlow di 75 in facciata),ma gli orari di esposizione per tuttele attività oltre al Beky Bay. L’orario, pertutte le discoteche, le attività musicaliall’aperto (come piano-bar a supportodi locali pubblici) e gli alberghi è statoposticipato, rispetto al limite massimoprecedente, che era fissato alle 23,30. Illimite per concerti all’aperto e al chiusocon afflusso superiore alle mille persone,rimane invece la mezzanotte. Primadell’approvazione del nuovo Pianodevono passare 60 giorni entro i qualichiunque, e in questo caso il parere diArpa sarà fondamentale, potrà presentareosservazioni. L’amministrazione hagià annunciato che, con lo scioglimentodei consigli intorno al 20 aprile e vista lanecessità di rispettare i 45 giorni di distanzadalle elezioni imposti dalla legge,l’approvazione definitiva della propostadi modifica non sarà effettuata dall’attualegiunta ma dalla prossima.Michols Mancinile Pillole di salute diKetty Campana e Andrea NeriIl ginocchio.Il ginocchio è un’articolazione che deveessere allo stesso tempo flessibile, perpermettere il cammino, e resistente persopportare il peso del nostro corpo e lediverse sollecitazioni dovute alle nostreattività. È un’articolazione composta datre ossa (femore, tibia e rotula) mantenuteinsieme da struttureattive (muscoli) e passive(legamenti e menischi). Ilginocchio, essendo moltosollecitato, può andareincontro a svariate patologieche possono essere:traumi diretti, malattieinfiammatorie e malattiedegenerative. Tra i traumitroviamo fratture alle ossa, lesioni piùo meno gravi ai muscoli, stiramenti orotture dei legamenti ed infine intrappolamentio rotture dei menischi. Trale patologie infiammatorie più comunitroviamo le diverse artriti (reumatoide,psoriasica, ecc..), la gotta e la condrocalcinosimentre tra le patologie degenerativetroviamo tutte quelle affezioniche riguardano la cartilagine e l’ossosottostante ad essa come ad esempiola comunissima artrosi che nel casodel ginocchio si definisce Gonartrosi.La terapia di tutte le patologie è vincolataal grado di gravità, genericamentesi può dire che in caso di fratture laterapia consiste in un iniziale periododi immobilizzazione a cui segue la riabilitazione.Se il trauma riguarda ilegamenti o i menischi, sempre cheil grado di gravità non necessiti di interventochirurgico, si può intervenirecon riposo, ghiaccio all’occorrenza,eventuali farmaci antinfiammatorisotto consiglio medicoe terapia strumentale(laser, ultrasuono, tecar,ecc…) e successivariabilitazione. I traumimuscolari trovano laloro terapia nel riposo,ghiaccio e farmacicome sopra, bendaggifunzionali, terapie strumentali e manuali(massaggi e fisiochinesiterapia).Infine le patologie degenerative essendonon guaribili del tutto vengono trattatecon terapie atte a mantenere il piùelevato stato possibile di benessere efunzionalità dell’articolazione, questoviene attuato attraverso la fisiochinesiterapia,la terapia strumentale e le ginnastichespecifiche. Possono rivelarsiutili anche le cure termali. È comunquebuona norma chiedere un consultomedico prima di intraprendere unqualsiasi percorso terapeutico.

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