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le al via Un passo condiviso verso l’innovazioneIL PARERE DELLE CINQUE AMMINISTRAZIONI COINVOLTE NEL PROGETTOil mese febbraio 2008«Un’attenzione sempre più mirata e coordinata in uno deisettori più “sensibili” del rapporto tra amministrazione e cittadini».Da qui la soddisfazione di Cristina Merusi, sindaco di SalaBaganza, che sottolinea come l’innovazione rappresentata dallanuova Azienda, nata dall’esigenza dei comuni di attrezzarsi invista di una gestione diretta degli interventi socio-sanitari,permetta di andare oltre questo compito,puntando all’eccellenza e al miglioramentodei servizi già offerti. Compiacimento chefa il paio con quello del primo cittadino di Collecchio, GiuseppeRomanini, che aggiunge che «la creazione di PS non deriva dalbisogno di portare fuori la governance dei servizi alla persona, madalla necessità dei comuni di riappropriarsi della gestione deglistessi in un’ottica di approccio integrato ai bisogni espressi da unasocietà in continuo mutamento. In altre realtà si stanno sperimentandoforme analoghe di cooperazione,semplicemente non ci siamo fatti sorprendere dagli eventi. D’altraparte questo progetto non nasce dal nulla, è figlio dell’Associazioneintercomunale». Anche per il sindaco di Montechiarugolo,Fabrizio Bolzoni, la nascita della nuova Azienda costituisce unpassaggio importante, che prelude al rafforzamento delle sinergiesu altri fronti o all’ipotesi, in prospettiva, dell’adozione di unaopzione più “forte”, come quella dell’Unionedi comuni. «Certo - spiega Bolzoni,attualmente presidente dell’AssociazionePedemontana -, stiamo attraversando unmomento di assestamento, che ha causato qualche timore tra lemaestranze, preoccupate del rischio di perdere lo status didipendenti pubblici. Abbiamo avuto un confronto sindacale che siè concluso positivamente il 27 dicembre scorso. Credo che ilavoratori siano ormai persuasi che non vi sarà nessun arretramentocontrattuale, anzi, il fatto di essereinseriti in una struttura “dedicata” potrebbe offrire maggioriopportunità di crescita». Stesso avviso di Barbara Lori, sindaco diFelino, che spiega come queste difficoltà siano nate dal fatto chela scelta sia stata prima politica e poi organizzativa. «Mal’Azienda è a tutti gli effetti un organismo “pubblico”. Per quantoriguarda la nostra esperienza, poi, la sinergia già sperimentatacon Sala Baganza nella gestione dei servizi agli anziani non puòche deporre a favore di una simile integrazione, che consentiràuna presa in carico a 360°, a tutto vantaggio dell’ottimizzazione edella qualificazione degli interventi». Un vantaggio anche sul piano “pratico”, secondoAlberto Pazzoni, sindaco di Traversetolo, «visto che a regime i cittadini potranno fruire inuna stessa sede del doppio sportello (per anziani e minori) senza doversi recare instrutture differenti per richiedere le prestazioni. Questa esperienza è un grande passo inavanti per collaudare un modo di stare insieme che in futuro potrebbe allargarsi agli altricomuni del distretto. Senza nulla togliere al prezioso lavoro svolto in questi annidall’AUSL che ha gestito con grande competenza le nostre deleghe, a cui va un sentitoringraziamento». [Glenda Pelosi]Dall’alto verso il basso: Cristina Merusi (Sala Baganza), Giuseppe Romanini (Collecchio),Fabrizio Bolzoni (Montechiarugolo), Barbara Lori (Felino) e Alberto Pazzoni (Traversetolo)consulenza genitoriale, agli inserimenti incomunità educative, all’integrazione alreddito famigliare.L’area relativa ai minori con handicapprevede interventi come assistenza domiciliare,contributi economici, inserimentilavorativi, attività ricreative. Una terza areaè destinata agli adulti con problematichesociali, anche legate alle tossicodipendenzee all’accoglienza di immigrati. Vi sonopoi servizi a favore di disabili adulti e unavasta casistica di interventi mirati per lapopolazione anziana.Un servizio a trecentosessanta gradi,dunque, che servirà anche a testare, invista magari di nuovi progetti, il grado dimaturità e di sinergia raggiunto in questianni di collaborazione, di condivisione edi scambio tra realtà vicine ma differenti,ognuna con il proprio portato di esperienzee problematiche, ognuna con elementidi criticità e di eccellenza diversi seppursimili.Naturalmente questi obiettivi non escludonouna collaborazione con gli altri comunidel Distretto socio-sanitario sud-est:al contrario vi è l’impegno da parte dellecinque amministrazioni pedemontane apartecipare attivamente alle iniziativedella nuova ASP distrettuale.Tenuto conto che in ognuna delle realtàcoinvolte, pur con i necessari distinguo,esisteva già un’efficiente offerta,strutturata e collaudata, di servizi allapersona, quali sono dunque le finalità, leambizioni da cui ha preso corpo l’idea diPedemontana Sociale? Lo Statuto parlachiaro: “l’Azienda ha come scopo il miglioramentodella qualità dei servizi erogatiai cittadini e l’utilizzo solidale dellerisorse territoriali disponibili, attraversol’integrazione di comuni che presentanoproblematiche affini e che hanno già avviato,nei fatti, diverse azioni in formaassociata”. Tutto ciò in un’ottica di flessibilitàe personalizzazione degli interventi,in grado di intercettare i nuovi bisognisociali enfatizzando la centralità e la partecipazioneattiva dei destinatari e delleloro famiglie. E puntando, infine, allaomogeneizzazione dei servizi offerti sututti i territori interessati.Solidarietà, integrazione, associazione,omogeneità: sembrano proprio questi,fuori da ogni retorica, gli strumenti “operativi”per far fronte alle sfide di un welfareal passo con i tempi. Una soluzionecon tutta probabilità “esportabile” in altrerealtà della nostra provincia e, perchéno, mutuabile anche in altri settori e contestidella cosa pubblica, dalla sicurezza,all’ambiente alle politiche educative.33

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