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Dalla presentazione della Mostra su Aldo Riguccini-deRigù, di seguito la relazione introduttiva illustratadal Presidente dalla <strong>Libera</strong> Associazione <strong>Architetti</strong> nell’Altotevere - Architetto Rosita Pazzaglia, inoccasione della <strong>conferenza</strong> stampa di presentazione tenutasi presso la Pinacoteca comunale di Città diCastello nel contesto della Mostra dedicata a Josef Albers. Arte come esperienza: il metodo diinsegnamento di un maestro del Bauhaus.“Benvenuti e grazie di essere qui.E’ con vero piacere che Vi presento, quale Presidente della <strong>Libera</strong> Associazione <strong>Architetti</strong> nell’Altotevere,la mostra organizzata in onore dell'artista tifernate Aldo Riguccini meglio noto, o anche noto, comedeRigù.Vi chiederete perché qui, all’interno della mostra sull'opera di Josef Albers, la <strong>conferenza</strong> stampa dipresentazione di una mostra dedicata a deRigù.Siamo qui perché, in occasione dell’allestimento della mostra di Albers l’Assessore alla cultura alComune di Città di Castello, Dott. Michele Bettarelli, ci chiese di pensare un evento collaterale dedicatoad un artista locale che potesse, per il percorso artistico compiuto, avere un’affinità con l’opera di Alberse con il Bauhaus: la nostra attenzione si è focalizzata su Aldo Riguccini, poliedrico artista tifernate, delquale quest’anno ricorre il centenario dalla nascita.Questa scelta non perché Aldo Riguccini abbia avuto un legame diretto con Albers o il Bauhaus, maperché Riguccini fu un artista poliedrico e versatile, maestro, artista, ceramista, grafico, aperto a tutte leesperienze e sperimentazioni, concentrandosi in particolare sull’artigianato.Il Bauhaus sosteneva la necessità dell’integrazione di tutte le arti, di tutte le competenze artistiche chedovevano fondersi eliminando la differenza fra artista ed artigiano.In questo abbiamo trovato un legame col Bauhaus, parola che tradotta in italiano significa “casadell’architetto”, ponendo attenzione che al termine italiano di “architetto” bisogna dare un valore moltopiù estensivo di quello usuale: architetto come progettista, costruttore, tecnico e pittore.Aldo Riguccini è stato tutte queste cose.Il programma del Bauhaus celebrava “<strong>Architetti</strong>, scultori, pittori noi tutti dobbiamo tornare all’artigianato”come metodo di studio e approccio al superamento del prodotto industriale soltanto funzionale. Perché ilfunzionale possa essere anche bello, e può esserlo se non è un compromesso con il passato ma è fruttodi un progetto e di un nuovo modo di utilizzare i materiali.<strong>La</strong> figura del Maestro-Artista e del Maestro-Artigiano complementari nei metodi di studio teorizzati dalBauhaus, vanno a coincidere nella figura di Aldo Riguccini, artista, artigiano, imprenditore: ed in talsenso ci è sembrato dunque appropriato affiancarlo all’opera di Albers.Un’arte, quella di Aldo Riguccini, che supera l’accademismo e unisce l’idea alla sperimentazione, allarealizzazione, all’artigianato ed all’imprenditoria. Aldo Riguccini studia materiali e tecniche di lavorazioneutilizzandoli con una visione nuova.Aldo Riguccini merita di essere ricordato, e con lui, consentitemi, meritano di non essere dimenticati tutti


quegli artisti, e uomini di cultura tifernati del secolo scorso, in particolare tutti quegli uomini che hannocontribuito alla crescita culturale della città, dell’imprenditoria locale, della migliore gioventù dedicando leloro energie anche alla nascita ed allo sviluppo delle scuole professionali.Perché investire nella scuola, e nella scuola professionale come laboratorio di qualità, è un sicuroinvestimento per il futuro; e per Città di Castello è stato un investimento decisamente vincente. Abbiamocercato altrove soluzioni per risolvere i problemi, dovuti anche alla crisi economica, come se nel nostroterritorio non esistessero le capacità umane e professionali; basti in proposito ricordare il grande valoredei nostri artigiani nella storia della città. Troppo spesso siamo stati travolti dal turbinio dellacommercializzazione perdendo di vista le nostre capacità. Ritrovare dentro di noi, dentro la nostrastoria, dentro le nostre tradizioni le soluzioni alla “crisi” è cosa fattibile.Le nuove generazioni hanno il diritto di conoscere questi uomini ed artisti e noi abbiamo il dovere di farliconoscere, proprio per ritrovare quella vitalità che ci è appartenuta.Prezioso, ed insostituibile, tutto il lavoro di ricerca, di studio e di catalogazione delle opere di AldoRiguccini curato da Luciano Vanni, al quale credo dobbiamo essere tutti sinceramente grati, un lavoroche confluirà a Natale 2013 in una monografia dedicata all'artista tifernate.Una raccolta di tutte le opere già catalogate e di tutte quelle che ci verranno segnalate dai loro proprietarie che su loro richiesta saranno inserite nella monografia. Rivolgo in proposito un invito agli organid’informazione a veicolare tramite le loro testate tale informazione al fine di poter raccogliere quanto piùmateriale possibile.Facciamo si, che le nuove generazioni possano conoscere che accanto ad un grande artista di famainternazionale, Alberto Burri, c’erano uomini ed artisti d’indubbio valore artistico; dedichiamo anche a loroil nostro riconoscimento. Noi, nel nostro piccolo, abbiamo cominciato a farlo.Gli <strong>Architetti</strong> nell’Altotevere si sono prefissi, nelle iniziative in corso ed in quelle a venire, in un'ottica di unprogetto più ambizioso, più grande, e forse utopico, denominato LABORATORIO CITTA' DI CASTELLO,l’obbiettivo di promuovere eventi culturali come questo dedicato ad Aldo Riguccini, ma soprattutto di“vigilare” sulla città al fine di ricreare quell’interesse e quel dibattito che all’interno di una collettività èelemento indispensabile per una sua crescita sociale e culturale.Permettetemi prima di concludere di ringraziare i nostri patrocinanti, senza i quali il nostro impegno nonavrebbe raggiunto l’obbiettivo prefisso: l’Amministrazione Comunale nella figura dell’assessore allacultura Michele Bettarelli, il Presidente del Museo Tela Umbra Luciano Neri, e tutto il personale, per lagrande disponibilità mostrataci, l’Ordine degli <strong>Architetti</strong> della Provincia di Perugia nella figura del collegaArch. Cristian Beccafichi.Un grazie anche ai nostri sponsor: “Grifa Cartotecnica”, per la sapiente realizzazione delle splendide“Giraffe” che troverete sparse per la città ad indicare i luoghi di Aldo Riguccini; “Tandem Pubblicità” per lacartellonistica che già avete avuto modo di vedere; “Wineuropa” per i servizi informatici per la pubblicitàtelematica; Mario Leandri per l’accattivante grafica studiata; l’Istituto Cavallotti e l’Unitre di Città diCastello per l’aiuto e la collaborazione al controllo delle sale espositive concessaci per tutto il periodo diapertura della mostra; tutto il gruppo di lavoro formatosi all’interno dell’Associazione.Vorrei ricordarvi prima di concludere che la manifestazione prevede oltre all’esposizione nel Museo dellaTela Umbra anche una sorta di museo itinerante nella città segnalato da appositi espositori e che vedecoinvolti vari esercizi commerciali della città. Ciò offre a tutti noi la possibilità di tornare ad osservarequesta città con occhi diversi, riscoprendone l’identità nella speranza di trovare in essa un senso pertesserne assieme ai suoi cittadini un futuro migliore.Ci perdoneranno infine gli esperti del settore se coglieranno qualche sbavatura che esperti galleristisicuramente non avrebbero avuto; non è nostra intenzione fare i galleristi; non è il nostro mestiere.Volevamo semplicemente divertirci a fare gli architetti, una professione che potremmo definire in viad’estinzione. Grazie.“

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