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SERGIO MARINI > GIANNI LETTA - Rotary Club Cagliari Nord

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PAULROT A R Y MA G A Z I N EPAUL> GI A N N I LE T TASERVIRE LO STATO F U O R I DALLA MISCHIA> SE R G I O MA R I N ICI B O: LE COSE C H E N O N VA N N OPE R I O D I C O DI S T R E T T O 2080 R.I.> MA R I A GABRIELLA PASQUALINIDO N N E IN U N I F O R M E: U N T R A G UA R D OAN N O II - N° 9 - GI U G N O 2009PO S T E ITA L I A N E S P A - SP E D I Z I O N E INA B B O NA M E N T O P O S TA L E - D.L. 353/2003(C O M. IN L. 27/02/2004) AR T.1 CO M M A 1,LA T I N A/AU T. N°118/2008


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PAULROT A R Y MA G A Z I N EPAULPE R I O D I C O DI S T R E T T O 2080 R.I.AN N O II - N° 9 - GI U G N O 2009PO S T E ITA L I A N E S P A - SP E D I Z I O N E INA B B O NA M E N T O P O S TA L E - D.L. 353/2003(C O M. IN L. 27/02/2004) AR T.1 CO M M A 1,LA T I N A/AU T. N°118/2008> GI A N N I LE T TASERVIRE LO STATO F U O R I DALLA MISCHIA> SE R G I O MA R I N ICI B O: LE COSE C H E N O N VA N N O> MA R I A GABRIELLA PASQUALINIDO N N E IN U N I F O R M E: U N T R A G UA R D OSOMMARIO> In copertina: Gianni Letta, a pag. 8812SOMMARIO6812162024283234364054EditorialiServire lo Stato fuori dalla...CIbo: le cose che non vanno...Donne in uniforme...La visita del Presidente Intern.La parola al marmo ed...Un poliziotto dal cuore d’oroAttività DistrettualiAttività Distrettuali<strong>Rotary</strong> FoundationDai <strong>Club</strong>Pillole di Storia> Perchè PaulAbbiamochiamatoil nuovo magazinedel Distretto 2080 R.I.“PAUL”; dal nome delfondatore del <strong>Rotary</strong>International.Nel 1905 Paul Harrisinsieme a tre amici diedeluogo al primo club.Azioni di servizio,collaborazioni con realtàistituzionali ed economiche per far emergereleadership, formazione, amicizia sono soloalcuni degli elementi della ruota, simbolo emotore dell’azione rotariana.Principi, contenuti ed obiettivi di cui “PAUL,ROTARY MAGAZINE” sarà interprete perché:“Nella comunicazione è importante raggiungereil maggior numero di persone, rotariani e nonrotariani, e non è possibile farlo rivolgendosi aciascuno singolarmente”.Paul Harris 190516 2024PAUL ROTARY MAGAZINEMAKE DREAMS REALPA U L RO T A R Y MA G A Z I N EPE R I O D I C O D E L DI S T R E T T O 2080 R.I.W W W .R O T A R Y2080.O R GGI U G N O 2009 - AN N O II - N°9PO S T E ITA L I A N E S P ASP E D I Z I O N E IN A B B O NA M E N T O P O S TA L EDL 353/2003 A R T. 1 C O M M A 1DCB LA T I N A - CO S T O C O P I A P E R S O C I O1,50 EU R O. AS S O L T O C O N Q U O T AA S S O C I AT I VA.28 32 3436 40 54Periodico del Distretto 2080 R.I.Registrato al Tribunale di Latina il 7/8/08 al n°903del Registro della Stampa.Anno 2, numero 9 - Giugno 2009PROPRIETÀAlberto Cecchini, in qualità di Governatoredel Distretto 2080 R.I.REDAZIONEPiazza Cola di Rienzo, 69 Romae-mail: paulrotarymagazine@gmail.comEDIZIONE, IMPAGINAZIONE E DISTRIBUZIONERaimondo Editori sasVia P.L. Nervi 172/D LatinaT. 0773.605765 - mob.335.7050100DIREZIONEIgnazio Raimondoignazioraimondo@blumagazine.itART DIRECTORClaudio RaimondoCOMITATO DI REDAZIONEDomenico Apolloni, Angelo Cherchi, Romano DallaChiesa, Stefania Del Gaizo, Ignazio Ingrao, Carlo NotoLa Diega. Hanno collaborato: Giorgia Cingolani, SilvioPiccioni.FOTOGRAFIEClaudio Raimondo, fornite dagli uffici stampa, dallepersone intervistate o dai <strong>Club</strong>.Foto di copertina: Claudio RaimondoPUBBLICITÀ E MARKETINGRaimondo Editori sas, Mariano Marotta.STAMPACSDPROGETTO GRAFICO DI BASEMaurizio GuerraQuesto numero di Paul, <strong>Rotary</strong> Magazine è statochiuso il 23/06/09. Del contenuto degli articoli e degliannunci pubblicitari sono legalmente responsabili isingoli autori e committenti.5PAUL


di Alberto Cecchini> Editoriale 1Guardare il mondo con occhi nuovieditorialiGovernatore del Distretto 2080editoriali“Con le nuove pubblicazioni il Distretto2080 presenta e promuove un <strong>Rotary</strong> forte,attivo, in crescita”, queste parole ricevuteda un past governor di un altro Distrettoitaliano sono la testimonianza che ilnostro piano di comunicazione è statodai più compreso e ringrazio tutti coloroche in questi mesi hanno testimoniato illoro supporto sicuro di poter interpretareil pensiero di tutta la redazione e dellaCommissione per la Comunicazione ePR che hanno lavorato all’idea di questanostra rivista. Un grazie di cuore ai PAULMAKERS, il fantastico gruppo che hapensato e fatto crescere in questi dodicimesi la nostra rivista. Le diverse sceltedi indirizzo del governatore Di Martinononché la consapevolezza che nellacomunicazione bisogna continuamentesperimentare, anticipare i tempi,raccogliere sollecitazioni ci ha portato adipotizzare un nuovo percorso per PAUL,un’evoluzione verso un web magazinea servizio del nuovo incarico che vedràcoinvolto il sottoscritto: sensibilizzare epromuovere la raccolta fondi per la sfidada 200 milioni di dollari per la Polioplus> Editoriale 2per Italia, Spagna, Portogallo, Albania,Malta, San Marino. Una nuova avventura,un nuovo impegno nel servizio.Un pensiero a conclusione di questaesperienza. Spesso ragioniamo su cosa puòfare il <strong>Rotary</strong> per la società: l’impegnonelle aree prioritarie (acqua, sanità,alfabetizzazione), l’eradicazione dellapolio, i programmi educativi. Meno difrequente pensiamo a cosa può fare il<strong>Rotary</strong> per i rotariani. Credo che la piùgrande opportunità che offre è quelladi esercitarsi a “guardare il mondo conocchi nuovi”: confrontarsi con le diversità(cultura, razza, religione, età, formazioneprofessionale), superare gli steccati dove ingenere siamo portati a ritirarci, costruirela pace attraverso i gesti quotidiani chemettendoci in rete con il resto del mondo ciaiutano a riconsiderare le nostre posizionie ad aprirci verso il confronto.Grazie a tutti i lettori per l’attenzione checi avete riservato. Grazie al mio fantasticodream team. Grazie a coloro che a voltecon una semplice parola di apprezzamentoo di condivisione hanno dato forza al nostrocammino.> di Ignazio RaimondoMa Paul?Direttore responsabile10 uscite. 3 milioni e 360.000 paginesfogliate da decine di migliaia di lettori.Decine di persone intervistate, centinaiadi notizie dei <strong>Club</strong> riportate, informazionisulle attività del <strong>Rotary</strong> International, delDistretto, temi di attualità, protagonistidella vita istituzionale, economica,culturale, associativa. Centinaia diimmagini, fotografie, profili, idee,progetti, valutazioni. Tutto questo èstato PAUL. Il nome della nuova testatadel Distretto dapprima mal digerito èdivenuto familiare, sinonimo di ricchezzadi contenuti e di qualità estetica-grafica,di un approccio alla comunicazionerotariana innovativo ed accattivante. IlDistretto ha conquistato così un nuovostrumento per proporsi ancor più di primacome protagonista della vita economico esociale delle realtà territoriali in cui opera.Sale d’attesa di studi, enti, istituzioni,aziende, abitazioni hanno accolto concuriosità, dapprima, con benevolenza econdivisione poi l’arrivo di questa nostranuova rivista. E’ nostra direi, del <strong>Rotary</strong>.Si chiama Paul come il suo fondatore, PaulHarris. Quando ne proposi al GovernatoreCecchini l’ideazione ed il lancio non ebbedubbi, nemmeno sul nome, avvincentema in qualche modo ardito. Albertofece una scelta coraggiosa, premiante agiudicare dai risultati raggiunti, e non lodico io, ma abbiamo testimonianze, nelsenso sopraproposto, quasi unanimi. Orala ruota gira ed il Governatore Di Martinolascia Paul, non sarà più la rivista delDistretto 2080 R.I.. Luciano ha compiutola sua scelta, io e gli altri Paul Makersche ringrazio, siamo comunque pronti,interpretando, credo, l’autentico spiritorotariano, a continuare a dare il nostrocontributo all’amato <strong>Rotary</strong>.


Gianni Letta> Sottosegretario alla Presidenza del Consiglioper tanti anni, a protagonista inprima persona nel governo delPaese come ha visto cambiare inquesti anni il rapporto tra cittadinied istituzioni?Servire lo Statofuori dalla mischiagi a n n i le t t a , So t t o S e g r e t a r i o a l l a pr e S i d e n Z a d e l co n S i g l i o , S i d e F i n i S c e u n c i v i l S e r v a n t e r i t i e n ec H e l’o S S e r v a n Z a de l l e re g o l e e de l l a co S t i t u Z i o n e Si a il mi g l i o r v i a t i c o pe r go v e r n a r e in a r m o n i a .> di Ignazio RaimondoL’abbiamo incontrato durantela giornata dedicata al PremioCasalegno, abbiamo chiestoun intervista per Paul, ecco ilrisultato.Ha Presieduto la Giuria delPremio del <strong>Rotary</strong>, durante laproclamazione dei vincitori hasottolineato come quello di CarloCasalegno costituisca un esempioParte dell’intervista è tratta dal libro “Chi è stato” di Luigi Tivelli.raro da seguire e da indicare aigiovani come modello, in quantoimpegnato civilmente e studioso“applicato” al giornalismo. DaGiornalista, Direttore de “Il Tempo”“Chiunque sia entrato in Parlamentonegli anni passati, fino a qualchelegislatura fa, come è capitatotante volte anche a me quandofacevo il giornalista, sentiva quasiistintivamente e subiva la solennitàdel luogo. Tutto appariva imponente,solenne, austero, in qualche modograve. Tutto parlava di una dignitàe di un decoro che induceva per séal rispetto, al riguardo, quasi alladevozione. Non era come entrarein un Ministero o in qualunque altroedificio pubblico. Passata quellasoglia, sentivi che eri nel cuore delleistituzioni, il simbolo e la sede dellarappresentanza democratica. E icomportamenti erano conseguentie naturali. Quelli dei Deputati e deiSenatori, come quelli dei giornalisti,dei funzionari o dei commessi. Tuttiimprontati a quella compostezzaaustera ispirata e suggerita dallasolennità del luogo. Oggi non èpiù così. Si entra e si esce anchedall’Aula senza cravatta e magari injeans e maglietta, con i sandali. Tiaccompagna un vociare ed un disordineche ti induce a comportamenti moltolontani a quelli legati al vestitoscuro ed al parlare sotto voce. Nonc’è differenza tra il Parlamento o unaltro ufficio pubblico dove troppospesso sembrano di casa la sciatteriaed il disordine. Si è persa, almeno misembra, quella sacralità del luogo cheinvece dovrebbe essere propria dellaprima Istituzione della Repubblica.Un segno dei tempi, si dice, quasi agiustificare un comportamento in lineacon quelli fuori del Palazzo. Se è vero,come è vero, che i simboli a volte sonopiù eloquenti delle parole, verrebbeda chiedersi se non sia anche qui ladifferenza tra la Prima e la SecondaRepubblica. E come meravigliarsiallora dei comportamenti in aula? Diquel modo chiassoso e irriverente,qualche volta goliardico, spessopersino rissoso, che caratterizza ormaigli scontri ricorrenti tra maggioranzaed opposizione? Non che gli scontrisiano mancati anche in altre epoche.C’erano eccome, ed anche aspri. Maforse c’era allora un rispetto dei ruolie delle Istituzioni che pare si vadaperdendo. Forse il contagio è passatodall’esterno all’interno, il disordine difuori si rischia di ritrovarselo dentro,con conseguenze, a mio parere, moltonegative. Sembra infatti, mancare,sempre più spesso, quel senso dellostato e quel culto delle istituzioni senzai quali nessuna democrazia può viveree crescere nella coscienza popolare.9PAUL


Gianni Letta> Sottosegretario alla Presidenza del Consiglioe le distruzioni della guerra.Ma forse il discorso non riguardasolo la classe politica, e potrebbeinvestire tutta la classe dirigente diun Paese che sembra aver smarrito ilvalore delle tradizioni e qualche voltapersino la buona educazione.”Attenzione allo spirito di Patria edosservanza delle regole e di alcuniprincipi di comportamento formaleguidano l’azione del <strong>Rotary</strong>,che notoriamente è apoliticoed apartitico, Lei pur essendoespressione di una maggioranzagode della stima e della fiducia ditutti gli schieramenti, come fa adessere di fatto bipartisan in mezzoad una classe politica quasi sempredivisa?“La risposta è semplice: sta nelmodo in cui ho concepito e svolgoil mio lavoro alla Presidenza delConsiglio. Istituzionale e non politico.Ho accettato questo incarico acondizione di poterlo fare con spiritorigorosamente istituzionale e nonpolitico. E così faccio. Non è maistata per me una formula di rito ilgiuramento prestato al momentodi assumere l’incarico. E non l’homai dimenticato. L’ho pronunciatocon forte e visibile emozione, maanche con la piena consapevolezzadell’impegno che assumevo e dellaresponsabilità che comportava.Fedele a quel giuramento mi sonomesso al servizio dello Stato contotale dedizione, senza fare politica,ma in piena e totale lealtà al Governodi cui faccio parte. Proprio comefanno e debbono fare quegli uominie quelle donne che credono nelleIstituzioni e a loro danno l’anima,facendone la storia. Sono i civilservant della cultura anglosassoneo i grand commis dell’esperienzafrancese. Quelli che, nella nostratradizione, vengono chiamati,appunto, i grandi servitori dello Stato.Una tradizione, la nostra, che affondanello spirito risorgimentale che hasegnato la formazione dello Statounitario e che, poi, attualizzandosi emodernizzandosi, ha accompagnato viavia le diverse fasi della vita nazionale,fino ad ispirare e caratterizzare larinascita repubblicana dopo le feriteUn Paese finalmente modernocaratterizzato dall’ordinatosvolgimento delle funzioni, unsistema improntato ad una correttafisiologia democratica che consenta,nell’alternarsi, il formarsi di Governiin grado di governare un Paeseseriamente riformato e capaceperciò di competere liberamentein Europa. Sembrano obiettivipossibili oppure la classe politicanon è in grado di lavorare in questadirezione?“La classe politica deve provare acambiare le cose, ma è solo e tuttadella politica la responsabilità deldecadimento del sistema Italia? Nonlo penso e non lo dico, come pureoggi sembra di moda. Non mi piaceil conformismo, tanto meno quandonasce e prospera sulla demagogia esul populismo dilagante che allontanail cittadino dalle Istituzioni più chedalla politica e crea un alibi per tuttele inadempienze personali e per certidiscutibili comportamenti. Come èpossibile credere che tutti i problemidel Paese siano addebitabili solo allapolitica? E le attuali condizioni dellanostra economia conseguenza edeffetto dei costi della politica? E chebasti abbattere questi per risolverequelli? Non è così che si rigenera lapolitica, non è così che si rafforzano leIstituzioni, non è così che si fa crescerequel senso civico di cui purtroppo, gliitaliani tanto difettano”.Con quale obbiettivo lavora e sullabase di quale presupposto?“Credo sia profondo il cambiamentonecessario per ridare slancio all’Italia.Riguarda le Istituzione certamente,ma riguarda anche i comportamentiindividuali e collettivi, la cultura,il costume, l’educazione, il sensocivico, l’identità, l’appartenenza, ilsentimento nazionale, il senso delloStato, lo spirito unitario, la disciplina,la condotta personale, la passionecivile. Quel sentirsi italiani che fa laforza di un popolo. Sono cose che sipossono fare solo insieme. Che si fannoinsieme. Tutti quelli che sentono laresponsabilità verso il proprio Paese,prima di tornare a dividersi, persfidarsi e confrontarsi dialetticamente,ed anche a scontrarsi per la conquistadel Governo del Paese, com’è giustoche sia. Che ognuno poi provvederà adamministrare e a governare secondo ipropri principi, in forza delle proprievisioni e dei propri ideali, sulla basedel proprio programma. Principi,ideali, programmi ovviamente diversie contrapposti che esigono però, peressere realizzati, una base comunee condivisa. Ci sono modi diversi diservire l’interesse generale ed il benecomune. E’ giusto che ognuno intendafarlo e lo faccia alla sua maniera.Solo se tutti, però, riconoscono econdividono l’interesse generale ed ilbene comune, perché risultino chiari esul manto erboso i limiti del gioco, delfallo e del rigore. Illuminiamolo quelcampo, e giochiamoci le nostre bellepartite. E poi…vinca il migliore!”Da molte parti si ritiene che GianniLetta sia il fuoriclasse che mancaalla sinistra, qual è il segreto e labussola che guida il suo lavoro?“La mia guida è riassunta in unlibretto del Prof. Cassese dove c’èforte il richiamo ai motivi ispiratoridelle grandi riforme del personalepubblico negli ultimi quattro secoli:separazione tra interesse privatoed interesse pubblico e distinzionetra politica ed amministrazione.Scelta del personale in base a criteriobiettivi, fondati sul merito. Stabilitàdelle funzioni. Principi che bisognacontinuare a tenere a mente comecerco di fare avendo responsabilitànella Pubblica Amministrazione.”11PAUL


Sergio Marini> Presidente della ColdirettiCibo: le cose che nonvanno nella filieraproduttivail pr e S i d e n t e d e l l a co l d i r e t t i l a n c i a l’a c c u S a c o n t r o l a g r a n d e d i S t r i b u Z i o n e e d a l t r i m e c c a n i S m i c H ed i S t o r c o n o il “m e r c a t o cH e a r r i v a in ta v o l a ”.> di Ignazio RaimondoOrganizzazione degli imprenditoriagricoli a livello nazionale ed europeo.E’ una forza sociale che rappresentale imprese agricole e valorizzal’agricoltura come risorsa economica,umana e ambientale, con l’obiettivodi garantire alle imprese agricoleopportunità di sviluppo e redditoin un quadro di piena integrazionedell’agricoltura con gli interessieconomici, ambientali e sociali delPaese. Una forza sociale radicatasul territorio, con 19 Federazioniregionali, 97 Federazioni provincialie interprovinciali, oltre 724 uffici dizona e 5.668 sezioni periferiche conoltre ventimila dirigenti territoriali,che sono il riferimento dellamaggioranza assoluta delle impreseagricole italiane.Un ambito mai esaminato da Paul,eppure di grande interesse.L’agricoltura, l’allevamento, iprodotti sulle nostre tavole tutti igiorni, frutta verdura, carni, pasta,essenziali per nutrirci.In che modo hanno risentito dellacrisi economica, come sono cambiatele imprese che li producono ed altroancora nell’intervista al Presidentedella Coldiretti Sergio Marini.E’ a capo della Coldiretti, chemondo rappresenta la suaassociazione? Quanti associati ecome è organizzata?La Coldiretti con un milione emezzo di associati è la principaleQuali effetti ha avuto la crisieconomica sul settore cherappresenta?I prezzi dei nostri cereali, del nostroolio, della nostra carne e del nostrolatte, della nostra ortofrutta e delnostro florovivaismo, del nostro vinoe dei nostri formaggi non sono troppobassi per la crisi, visto e consideratoche i prodotti alimentari continuanoad essere acquistati e ben pagati daiconsumatori. Se fosse la sola crisia dettare le regole, ad esempio,nel caso della pasta crollerebberoprima i consumi, poi i prezzi e solodopo il valore dei cereali. Qui èaccaduto l’opposto, anzi il contrariodell’opposto: c’è difficoltà nellefamiglie e, dunque, il prezzo dellapasta è aumentato con conseguentecrollo dei cereali. Assurdo! Laquestione, la vera questione agricola,quella dei bassi prezzi dei nostriprodotti risiede nel fatto che a noinon arriva niente perché non abbiamopotere contrattuale sulla filiera. Unavolta è la trasformazione, una voltal’intermediazione, una volta (quasisempre) la Grande DistribuzioneOrganizzata, sta di fatto che c’èsempre qualcuno a dettare le regole.Qualcuno che sa ben vendere la fiduciae la qualità che noi abbiamo prodotto,ma che ha imparato a incartare, conla stessa fiducia, barattoli “anonimi”.C’è una tendenza in questoperiodo ad allontanarsi dalle cittàe a riscoprire il mito della ruralità:l’orto, gli animali, la possibilità divivere in campagna godendo di unaqualità della vita migliore. Cosa nepensa?Nel nostro Paese si è effettivamenteaffermata una “voglia di campagna”che spinge non solo a scegliere divivere fuori dalle città, ma anche adallontanarsi dal caos quotidiano pertrascorrere il tempo libero all’ariaaperta, e ancora a voler gustare eriscoprire i sapori del territorio. Bastisottolineare che la vacanza verde acontatto con la natura in campagna,nei parchi o nelle oasi naturalisticheè quella che, secondo le previsioni,farà registrare il più alto tasso dicrescita per l’estate 2009. E perchi vuole garantirsi la genuinitàdel cibo e consumare prodottilocali la Coldiretti ha promosso ilprogetto a “chilometri zero”, alquale aderiscono imprese agricole,cooperative, agriturismi, ristoranti elocali, per favorire il consumo diprodotti locali e di stagione che nondevono percorrere lunghe distanzecon mezzi di trasporto inquinantiprima di giungere sulle tavole. Alivello nazionale sono presenti 18milaagriturismi e 60.700 frantoi, cantine,malghe e cascine dove è possibile13PAUL


Sergio Marini> Presidente della Coldirettiacquistare specialità alimentaridirettamente dal produttore, aiquali si aggiungono i mercati degliagricoltori (i farmers market “Mercatidi Campagna Amica”) aperti dallaColdiretti nell’ambito del progetto(presentato lo scorso 30 aprile 2009al Palalottomatica di Roma allapresenza di 20 mila imprenditoriagricoli) per “una filiera agricolatutta italiana” nelle piccole e grandicittà, dei quali quasi la metà giàaccreditati nel rispetto di un precisodisciplinare.Quali sono gli obiettivi della SuaPresidenza e quali i progetti su cuipunta?Il progetto che ci impegnerànei prossimi mesi è quello dellacostruzione di una filiera agricolatutta italiana. Prodotto agricolo“cento per cento italiano” senzatrucchi, firmato dagli agricoltori, saràofferto attraverso la più estesa retecommerciale nazionale che coinvolgeduemila mercati di campagna amicae duemila punti di vendita dellecooperative, mille dei consorzi agrari,cinquemila agriturismi e diecimilaaziende agricole, ma coinvolgeràanche la rete della ristorazione “achilometri zero” e la distribuzioneche intenderà partecipare. Sarannocoinvolte le piccole e le grandi cittàcon l’obiettivo di dare l’opportunitàa tutti i consumatori di acquistare iprodotti dell’agricoltura italiana conil miglior rapporto prezzi/qualità.L’effetto della riduzione dei passaggie delle intermediazioni con unrapporto più diretto tra agricoltorie consumatori garantisce, infatti,maggiore efficienza per assicurareacquisti convenienti alle famiglie esostenere il reddito degli agricoltoriin un momento di difficoltàeconomica.Problemi di etichettatura egenuinità, trasparenza, originedocumentata, con quali strumentisi scongiura l’immissione sulmercato di prodotti non “buoni”che allontana la gente dal consumodel “fresco”?Oggi due prodotti alimentari su treche arrivano sulle tavole, all’insaputadei consumatori non contengonomateria prima agricola provenientedagli allevamenti o dai campi italiani.Un inganno purtroppo legale cheriguarda due prosciutti su tre venduticome italiani, ma provenienti damaiali allevati all’estero, ma anche trecartoni di latte a lunga conservazionesu quattro che sono stranieri senzaindicazione in etichetta, oltre unterzo della pasta che è ottenuta dagrano che non è stato coltivato inItalia all’insaputa dei consumatorie la metà delle mozzarelle non adenominazione di origine che sonofatte con latte o addirittura cagliatestraniere. La soluzione più efficaceè l’etichettatura obbligatoriadell’origine della componenteagricola in tutti gli alimenti perla quale abbiamo raccolto oltreun milione di firme. Non mancanoperò le buone notizie. Grazie alnostro pressing metà della spesadegli italiani è ora trasparente, dallacarne bovina all’ortofrutta fresca,dalle uova al miele, dal latte frescoalla carne di pollo, alla passata dipomodoro. E dal primo luglio 2009 c’èanche l’obbligo di indicare l’originedelle olive impiegate nell’olioextravergine. L’etichetta resta peròanonima per la carne di maiale,coniglio e agnello, per la pasta, leconserve vegetali, ma anche per illatte a lunga conservazione e per iformaggi non a denominazione diorigine. Da qui il nostro impegno perarrivare all’origine obbligatoria pertutti gli alimenti che, smascherandouna volta per tutte gli inganni delfalso made in Italy, consentirebbe aiconsumatori di fare scelte trasparentie alle imprese agricole di vederevalorizzato il proprio prodottoCosa sarebbe necessario fare ea livello governativo ed a livellodi mercato affinché la filiera checaratterizza la commercializzazionedei prodotti agricoli non portasse aprezzi dei prodotti spesso troppoelevati?Dinanzi a una forbice dei prezzi cheoggi aumentano in media quasi cinquevolte nel passaggio dal campo allatavola occorre innanzitutto mettere intrasparenza la filiera agroalimentare,eliminandone inefficienze edistorsioni. Da parte loro le istituzionidevono creare le condizioni perchéciò possa accadere, ovvero unapolitica delle regole che eviti ingannie concorrenza sleale, a partire dallagià citata introduzione dell’obbligodell’etichetta d’origine. Confido anchenella collaborazione dei soci dei club<strong>Rotary</strong> che occupano posti di granderesponsabilità nel Paese. Con il lorocontributo, anche nell’ambito dellaFondazione Campagna Amica cheabbiamo costituito per rispondere alledomande e alle aspettative di questospecifico momento storico, economicoe culturale che nascono dalla societàe dal mondo agricolo, possiamotrovare risposte soddisfacenti perla spesa delle famiglie e fornire lapremessa per un rafforzamento delruolo dell’imprenditore agricolo edel suo peso politico e contrattuale.Credo sinceramente che con irotariani, uomini vocati all’azione,alla concretezza e al servizio,molto possiamo fare in difesa dellanostra agricoltura e di quel grandepatrimonio di sapori, di genuinità,di qualità, di sicurezza e culturacostituito dall’agroalimentare deinostri territori italiani.15PAUL


Maria Graziella Pasqualini> L’esperienza a NassiriyaDonne in uniforme:un traguardo di civiltàmar i a ga b r i e l l a pa S Q u a l i n i (co m i t a t o c o n S u l t i v o d e l ca p o d i St a t o ma g g i o r e d e l l a d i F e S a p e r i lS e r v i Z i o v o l o n t a r i o m i l i t a r e F e m m i n i l e ) F a u n b i l a n c i o d e l l’i n g r e S S o d e l l e d o n n e n e l l e Fo r Z e a r m a t e er a c c o n t a l a Su a dr a m m a t i c a e S p e r i e n Z a a na S S i r i Y a .> di Ignazio IngraoIl mio appuntamento con la morteè stato il 12 novembre 2003 aNassiriya in Iraq. Avevo chiesto divisitare la Multinational SpecializedUnit dei Carabinieri operante inquell’area. Avevo trascorso la nottenella base comando. Alle 9.40 hoattraversato l’Eufrate e sono passatadavanti alle altre palazzine della basedei carabinieri. Ho chiesto al mioautista se dovevamo fermarci ma ladecisione fu di proseguire e di entrarenella base solo al ritorno da un sitoarcheologico che intendevo visitare,nonostante avessi un appuntamentoper un caffè con gli amici della Tuteladel Patrimonio culturale. Così abbiamoproseguito. Alle 10.40, quandoeravamo già sulla strada del ritorno,abbiamo visto le colonne di fumo chesi alzavano dalla base. Arrivati sulluogo abbiamo visto l’enorme craterelasciato dall’esplosione provocatadai terroristi. Sull’altra riva delfiume, l’onda d’urto provocata dalgigantesco scoppio aveva mandatoin frantumi tutti i vetri. Migliaia dischegge erano conficcate sulle paretidei container. Ho impiegato mesi perriprendermi dallo shock di aver vistomorire molti dei militari con i qualiavevo parlato fino a poche ore prima”.E’ il drammatico racconto di MariaGabriella Pasqualini, vicepresidentedel <strong>Rotary</strong> <strong>Club</strong> Roma Sud Ovest.Docente di Storia e Istituzionidell’Africa Mediterranea e del VicinoOriente all’Università di Perugia e diPalermo, consigliere culturale in Iran,Francia e Messico, studiosa di storiamilitare, Pasqualini ha tra l’altrolegato il suo nome all’istituzione delservizio volontario militare femminilein Italia. Abituata ad agire dietro lequinte, con discrezione, Pasqualiniattribuisce ad altri il merito di averdato anche alle donne l’opportunità dientrare a far parte delle nostre ForzeArmate: “Se devo citare qualcunoche va ringraziato per aver raggiuntoquesto importante traguardo, nonposso fare a meno di ricordareSilvia Costa e l’onorevole BeniaminoAndreatta che per vent’anni si sonospesi in questa direzione”. In realtà inqualità di vicepresidente del Comitatoconsultivo del Capo di Stato Maggioredella difesa per il servizio volontariomilitare femminile, Pasqualini hadato un apporto decisivo per aprirele porte delle caserme anche alledonne. E oggi non è affatto pentitadi questa battaglia: “A distanza dianni posso dire che il contributoche le donne stanno dando alleForze Armate è straordinario.Anzitutto portano professionalità edeterminazione. La loro presenzaha influito positivamente sugli stilidi comportamento e sul linguaggionelle caserme e ha creato una sanacompetitività con gli uomini”. Certosiamo ancora agli inizi, ma Pasqualinisi azzarda a pronosticare che, magarifra 30 anni, anche una donna potrebbediventare Capo di Stato Maggiore.17PAUL


Maria Graziella PasqualiniLa professoressa è stata ancheaddetto culturale e consigliereculturale in Iran, prima e dopola rivoluzione khomeinista. Parlacorrentemente il farsi (la linguapersiana) e ha studiato a lungo larealtà di quel Paese. L’Iran oggi è sulleprime pagine di tutti i giornali per lecontestate elezioni che avrebberosancito la riconferma di MahmoudAhmadinejad alla presidenza e per ilrischio che questo Paese si trasformiin una nuova potenza nucleare ingrado di minacciare il mondo intero.Ma Pasqualini non si stupisce affatto:“Ahmadinejad ha un grandissimoseguito soprattutto fuori Teheran,nelle campagne. E sa interpretaremolto bene lo spirito iraniano, inparticolare l’acceso nazionalismo”. Laprofessoressa ricorda che già primadella rivoluzione lo scià di Persiaamava sentirsi considerato come “ilguardiano del Golfo persico” in nomedella civiltà millenaria che sta allespalle dell’Iran. A distanza di oltre 30anni “il Paese ha lo stesso obiettivoe vuol presentarsi come la forza ingrado di riportare ordine e stabilitànella regione”.Nella storia professionale e umanadi Pasqualini c’è infine una grandepassione per la storia militare. “Unapassione nata quasi per caso peraver scritto, su impulso dell’addettonavale italiano in Iran, un saggio sullaMarina militare italiana e la Persia”.A questo scritto ne sono seguitidecine di altri, di alto valore storicoe accademico, sempre dedicati alleForze Armate. Tuttavia, pur andandoin giro per il mondo, Pasqualini nonha perso lo spirito rotariano. Anzil’aver visto da vicino, ad esempio,l’impegno delle missioni militari dipace italiane all’estero ha ancora dipiù rafforzato in lei la convinzionedell’importanza del valore dellasolidarietà e dell’impegno per glialtri. “Sono entrata nel <strong>Rotary</strong> ametà degli anni ’90 perché mi avevacolpito la capacità che aveva il clubdi incidere nel sociale”, racconta.Allora, ad esempio, “aiutavamoBiagio Conte che assisteva i poveri diPalermo e suor Biagina che lavoravanel degradato quartiere popolaredello Zen. Io venivo da Città delMessico dove ero stata addettoculturale e avevo fatto un’esperienzasimile raccogliendo, nel tempolibero, fondi per aiutare le famigliepiù disagiate di quella metropoli. DaPalermo quindi mi sono trasferita aRoma e sono entrata nel Roma SudOvest dove conoscevo diversi amiciche condividono i miei stessi valori”.Per Pasqualini, insomma, il <strong>Rotary</strong> èuno strumento prezioso per portareaiuti e solidarietà dove c’è piùbisogno.


La visita di Dong Kurn Lee> Presidente <strong>Rotary</strong> InternationalLa visita del PresidenteInternazionale editaliani, del Past President del<strong>Rotary</strong> Internazionale Carlo Ravizzaaccompagnato dalla sig.ra Rossana,i Past Board Directors Umberto Laffie Raffaele Pallotta d’Acquapendentecon la sig.ra Mariolina, il PDG delD2050 e futuro Chairman di zona dellaFondazione <strong>Rotary</strong> Gianni Jandolo.Forte anche il coinvolgimento delleambasciate coreane sia presso laSanta Sede che presso lo StatoItaliano, che hanno affiancato lail Progetto Enfasidue mo m e n t i im p o r t a n t i a cH i u d e r e un a n n o di a t t i v i t à ro t a r i a n e d a v v e r o im p e g n a t i v e .Il Presidente sta concludendo isuoi viaggi, sarebbe suo desiderioconcludere i suoi incontri e visitecon i rotariani italiani visitando Romaed incontrando il Santo Padre”. Conquesto messaggio ricevuto dallasegreteria del Presidente Lee allafine di aprile, si è messa in moto lamacchina organizzativa per accoglierea Roma la più alta carica dellanostra Associazione. La collaudataesperienza nell’ organizzazionedi visite di presidenti del <strong>Rotary</strong>International che quasi ogni annoscelgono Roma come loro destinazioneè stata di grande aiuto nella corsacontro il tempo per accogliere almeglio il nostro Presidente. Sentititutti i governatori abbiamo deciso diriprogrammare la giornata conclusivadel progetto ENFASI che ha coinvolto9 dei dieci distretti italiani, che hatrovato nella splendida sede dell’AulaGiulio Cesare in Campidoglio unastraordinaria ospitalità. La rispostadei rotariani del nostro Distretto èstata come sempre generosissima, iPresidenti hanno riprogrammato leloro attività ed hanno coinvolto i sociper poter far testimoniare con la loropresenza il senso di appartenenza al<strong>Rotary</strong> che il nostro distretto è in gradodi esprimere. Il 9 e 10 giugno sonostati quindi due giorni fitti di impegnicon il Presidente DK e la gentile sig.raYoung, alla presenza dei governatorinostra organizzazione per tutta ladurata della visita. Durante la visitadunque del Presidente Internazionalesi è conclusa la prima edizione delProgetto Enfasi. Con tale progetto il<strong>Rotary</strong> finanzia la ricerca e lo sviluppodi protocolli e/o prototipi originali perla produzione di energia sostenibilea basso costo con l’integrazione ditecnologie avanzate e tradizionali,particolarmente adatti per i Paesi in Viadi Sviluppo. Il premio viene assegnatoin virtù di una valutazione che èstata effettuata in base ai seguentiobiettivi qualificanti, riportatinel bando: efficacia energetica,impatto ambientale, utilizzazione efacilità di industrializzazione, livellodell’innovazione, uso integrato ditecnologie avanzate e tradizionali peravere semplicità, facile manutenibilità,scelte tecnico-economiche perottenere bassi costi di impianto e diesercizio. Si sono inoltre preferite lericerche che non fossero riferite adun particolare posto geografico, o conparticolari condizioni al contorno, mafossero facilmente implementabili inqualsiasi luogo della terra che avessele caratteristiche richieste, quali adesempio valori elevati di irraggiamentosolare, di ventosità o quant’altro. Alpremio su base nazionale hanno presoparte numerosi gruppi di ricerca.Sono risultati vincitori i seguentisoggetti proponenti. S. Parmigiani,“Motore Ringbomstirling alimentatoa biomasse per la generazionedistribuita di energia elettrica”;gruppi di ricerca dell’Università diBrescia e del Politecnico di Milano.P.Santarsia, “Tecnologie per lagenerazione di energia elettrica ecalore da biomassa: l’elettrocamino”;laureato presso il Politecnico diBari. G. Santori, “realizzazione diuna macchina frigorifera solareper la conservazione dei vaccini odelle derrate alimentari”, Gruppodi ricerca dell’Università Politecnicadelle Marche (Ancona). F, Venturoli, “CHEAPSE: Cogeneration of Heat AndPower from Solar Energy”, gruppodi ricerca dell’ Università di Bologna.Proponenti: Riccardo Accorsi, FilippoBindi, Davide Carini, Fabio Venturosi;Tutor Universitario: Mario Gamberi,Università di Bologna. La giornatadi proclamazione dei vincitori si èsvolta il 9 giugno presso l’Aula GiulioCesare del Campidoglio, alla presenzadel Presidente Internazionale D.K.Lee. La stessa splendida giornata cheha visto gli incontri del PresidenteInternazionale con Sua Santità, conil Vice Sindaco di Roma, si è conclusacon un affollata cena di gala che siè svolta allo Spazio Etoile in PiazzaSan Lorenzo in Lucina a Roma. Unabella occasione per il nostro Distrettodi concludere un anno rotarianoall’insegna del motto “Concretizziamoi sogni” con la presenza di chi haispirato questo motto.21PAUL


Pick Center> Sedi prestigiose per ogni esigenzaInformazione CommercialeFlessibilità, dinamismoe qualità: l’ufficio che cercaviSed i pr e s t i g i o s e , n e s s u n co s t o di a v v i a m e n t o , e c o n o m i c i t à e va n t a g g i de l Pi c k Ce n t e r , l e a d e r in It a l i a t r a i bu s i n e s s ce n t e r .Utilizzare temporaneamente unufficio o uno spazio di lavoroper un periodo che muti in base allecaratteristiche della propria attivitào delle necessità del momento . E’questa l’esigenza cui vuole dare unarisposta Pick Center, leader italiano nelmercato dei business center. Nell’eradell’economia veloce, in cui le paroled’ordine sono dinamismo, capacitàdi reazioni immediate ma anchealta rappresentatività e capacità dirisparmio, l’offerta di Pick Centersoddisfa appieno gli imprenditori oi professionisti che cerchino uffici diprestigio e servizi di altissima qualitàsenza che debbano impegnare perquesto sostanziose risorse e per tempilunghi. Il Palazzo dell’Arte Modernaall’Eur o due palazzi umbertini inPrati possono così divenire le seditemporanee di aziende, di studilegali e commerciali, di professionistio di artigiani che puntino ad unorganizzazione efficiente e adun’immagine vincente.Per comprendere il fenomeno delbusiness center della capitaleabbiamo incontrato, proprio nellaprestigiosa sede dell’Eur, attiva dal2006, il fondatore: il Dott. LorenzoCea. Rotariano del <strong>Club</strong> Roma <strong>Nord</strong>Est ci spiega come è nata l’idea direalizzare il Pick Center “Ho sempreoperato nel settore immobiliarepoi, nei primi anni 80, mi accorsicompiendo viaggi di lavoro negliStati Uniti che anche in Italia potevanascere l’esigenza degli “ufficitemporanei”. Iniziai allora a lavorarcied oggi posso dire che i servizi cheil nostro business center assicuranon hanno molti rivali per qualità etecnologia offerta”.Perché?“Sin da subito decisi che la nostrafilosofia sarebbe stata di reinvestirel’utile per migliorare semprepiù il servizio offerto a livellotecnologico, ambientale, di comfortin uffici accuratamente arredati, conpersonale altamente specializzato econ caratteri propri di un attenzioneassoluta alla soddisfazione delcliente”.Sulla base di quali valutazioni hascelto in questi anni le sedi dei PickCenter?“L’immobile si deve prestareperfettamente ad una divisioneche tenga conto del fatto cheogni ufficio deve essere luminosoe delle dimensioni giuste. Poi hopuntato anche al valore estetico e diimmagine e non a caso l’ultimo PickCenter nato ha sede nel prestigiosoPalazzo dell’Arte Moderna all’Eur.”Perché e chi sceglie di rivolgersi adun business center e quindi al “suo”Pick?“Essenzialmente chi ha bisognodi flessibilità nella gestione dispazi lavoro. Abbiamo ad esempio“ospitato” importanti aziende in fasedi sturt-up o di traslochi impegnativi elunghi. Le dimensioni dei nostri uffici,il fatto che si possa prenotare conscarso anticipo un ufficio o una salariunioni tecnologicamente attrezzataall’avanguardia a costi congrui, lapossibilità di avere da noi anche solouna domiciliazione telefonica, postaleo legale o una presenza saltuariarende il nostro un servizio vincente.”Che cos’è Pick CenterE’ il Business Center leader dellacapitale; è nato da un idea di unrotariano: Lorenzo Cea. Pick Centerpuò contare su tre prestigiose sedi:Roma Centro – via Attilio Regolo 19 evia Boezio – oltre 2000 metriquadrati diuffici, sale riunioni e spazi attrezzati.Da 1 a 200 postazioni di lavoro. Saleriunioni fino a 40 persone. Roma Eur –P.zza Marconi – Da 1 a 200 postazionidi lavoro in oltre 2200 metri quadraticon sale riunioni fino a 45 persone.Pick Center offre i seguenti servizi:Day Office, da 1 ora ad 1 giorno.Reception /Sala Attesa/Coffee area.Uffici virtuali. Domiciliazione in unindirizzo di prestigio. Front e BackOffice. Hot Desking: postazioni dilavoro in aree multimediali. Accesso 24ore su 24. Sale meeting/formazione/show room. Audio e videoconferenza.High speed internet.NUMERO VERDE 800.189.099Email info@pickcenter.com;www.pickcenter.com23PAUL


Roberto Joppolo> Artista scultoreLa parola al marmoed al bronzol a m a t e r i a p u Ò a n c H e e S p r i m e r S i , S u c c e d e S e m p r e Q u a n d o È l a v o r a t a d a l l e m a n i d i u n ar t i S t a ,l’i n t e r v i S t a co n ro b e r t o Jo p p o l o , r o t a r i a n o ed a r t i S t a di Fa m a in t e r n a Z i o n a l e .> di Domenico ApolloniPercorrendo l’Autosole, da Milano aRoma, si resta sempre affascinatidal candore di una Madonna checi guarda in prossimità del casellodi Orte; la dolcezza del volto ela mossa delle braccia protese alcielo diffondono quella serenità cheispira la prudenza nella guida. Unasuggestione ed un messaggio chel’artista che l’ha creata aveva benein mente e che passa per l’opera.Centrato dunque l’obbiettivo dellos cultore Rob er to Jopp olo che cons e gnòla statua per l’inaugurazione a PapaGiovanni Paolo II. Ricordo di averloconosciuto all’inizio della scorsaestate e di averci parlato a lungo,sulla scalinata del Palazzo Farnesedi Caprarola; di lui, un giovanissimosettantenne padre di quattro figlie felicemente sposato da 40 anni,mi colpirono subito l’affabilità e ilsorriso arguto dell’uomo che ha moltoviaggiato e che è riuscito a collocarele sue opere nei posti più disparati,dai Giardini del Vaticano, al Brasile,dalla Sicilia al Giappone e, pure, nellaViterbo che tanto ama. Roberto è unodegli Artisti viventi più conosciuti e lastima della critica la merita tutta: isuoi lavori aggiungono valore a tanteChiese bellissime e ben figurano indiversi Musei e spazi dedicati.Ha esposto a Venezia, a Roma e intante altre città; il Sovrintendenteper il Polo Museale Romano, Prof.Claudio Strinati, ha detto di lui: . Per mestesso e per tutti i lettori di Paul, gliho rivolto alcune domande:Oggi sei considerato un grandedella scultura moderna, come haiiniziato?L’Arte è stata sempre la mia valvoladi sfogo fin da giovanissimo. Stavobene quando disegnavo o realizzavopiccole sculture sognando di poternefare sempre di più grandi. Non avevoperò i mezzi per poter dedicare tuttoil mio tempo a questo tipo di attivitàe d’altro canto, nessuno in famigliami incoraggiava in quello che, allora,non era considerato un vero e propriolavoro. Così ho dovuto coltivare la miapassione dividendomi, per anni, tral’impiego statale e l’attività artisticada autodidatta. Ho studiato, hofrequentato botteghe, ho sperimentatofino a convincermi che “quella” era lamia strada. Nei primi anni settanta,con gli apprezzamenti di critica e dipubblico, arrivarono anche le prime25PAUL


Roberto Joppolo> Artista scultoreproduzione artistica, lo spazio perlavorare diventa sempre più stretto ela necessità di silenzio e di solitudine,mi portano a trasferirmi, con lafamiglia, in una nuova casa sullaRoma; nel farlo hai pensato lestesse cose in cui credi adesso, daRotariano?Quando fui incaricato, dal Ministerodegli Esteri, di realizzare un’operache potesse rappresentare l’impegnodella FAO nel Mondo, non ero ancoraun Rotariano. Ma i principi chemi hanno ispirato e che cerco diinfondere in tutte le mie opere sonogli stessi che ho ritrovato nel <strong>Rotary</strong>:speranza, fiducia e solidarietà. Ilgermoglio è la sicura conseguenza.Quali sono i tuoi impegni attuali e ituoi obiettivi a breve?Attualmente sono impegnato nellarealizzazione, in bronzo, delle porteimportanti commissioni. Seguirono,poi, mostre personali, partecipazionia collettive ed installazioni di operepubbliche; peraltro, non ho maipensato di tralasciare la ricerca e lasperimentazione: ritengo che questasia la linfa vitale per un Artista.Perché ti sei trasferito in campagna,lontano dalla vita convulsa dellacittà?Verso la fine degli anni ottanta,con l’aumento vertiginoso della miacollina viterbese. Qui ho la possibilitàdi godere di un panorama stupendoe ho tutto lo spazio necessario:fattori determinanti per intensificareulteriormente il lavoro e provare lagioia di faticare sulla materia.Le porte delle “tue” Chiese sonobellissime: preferisci questo lavoroa quello della statua?Sia le porte in bronzo che le statuea “tutto tondo” figurative, sonoopere che richiedono un particolareimpegno, in quanto, “frutto” dicommissioni. E la commissione, perme, ha rappresentato sempre unarealtà da privilegiare: mi gratifica, mientusiasma, mi sfida. In particolarela porta di una Chiesa.Il tuo “seme che germoglia”, del2001, venne scelto anche peril francobollo emesso a ricordodell’insediamento della FAO inlaterali della Basilica Cattedraledi Viterbo. E’ un’opera moltoimpegnativa che va a completarel’intera facciata già arricchita nel2005 dalla Porta Maggiore in bronzo:la mia conosciutissima “Portadella Luce”. Il 2009 poi, è l’ottavocentenario della Regola Francescanae, per l’occasione, ho realizzatodi recente una statua bronzea diS. Francesco che è stata installataall’interno della Basilica Inferioredi Assisi, nella cappella giottescadella Maddalena, all’ingresso dellacripta che custodisce le spoglie delSanto; in contemporanea, ho purefatto una medaglia commemorativa,commissionata dalla ProvinciaToscana dei Frati Minori Conventuali.A 70 anni ho ancora tanti progettida realizzare e sto’ lavorando allagestione del Museo già organizzatoda tempo presso la mia abitazione;quest’ultimo è in fase di espansionee contiene oltre 400 opere. È adisposizione del pubblico e si trova aViterbo, in località Strada Palomba, 11.Ogni informazione la si può prenderesul sito www.robertojoppolo.comIl mio obiettivo a breve è quello dicoinvolgere, in questo mio lavoro, igiovani: sono la speranza reale dellanostra Società.27PAUL


Francesco Capelli> Dirigente del Ministero dell’InternoUn poliziotto dalcuore d’oro e...Si di v i d e t r a il ro t a r Y ed a l t r e a S S o c i a Z i o n i , n u t r e pa S S i o n i cH e l o a S S o r b o n o , c i o n o n o S t a n t e ...> di Giorgia CingolaniL’avevo conosciuto telefonicamenteper motivi rotariani; sempredisponibile, generoso, pronto atrovare soluzioni per dare speditezzaall’attività del <strong>Rotary</strong> di cui è grandeappassionato. Ricopre ormai da unpo’ il delicato incarico di assistentedel Governatore. E’ FrancescoCapelli. Un personaggio, è infattiun alto servitore dello Stato ma haanche svariate passioni che perseguecon attenzione e scrupolo; come sela sua giornata non fosse fatta di 24ore come quella di tutti gli altri. Perquesto Paul ha deciso di intervistarlo,ne esce un quadro interessante edindicativo di come i rotariani sianospesso impegnati su più fronti, segnodi grande dinamismo ma anche di unagrande volontà di dare una mano.Sei un alto funzionario delMinistero dell’Interno, un rotarianoimpegnato, ma sei molto attivoanche in altri settori quali?“Amo i cani, le motociclette, e leferrari e ad ognuna di queste passionicorrisponde un impegno attivo”.Cominciamo da quello che si usadefinire come l’amico più fedeledell’uomo, da dove nasce questointeresse per i cani?Tutto è iniziato con l’acquisto di uncucciolo di pastore tedesco di cuipoi sono divenuto un grosso esperto,oggi infatti sono un giudice formatoreproprio per questa razza, in praticasono chiamato a decidere se un animalepresenta determinate caratteristichenecessarie per il pedigree. Questapassione per i pastori tedeschi miha condotto a realizzare un piccoloallevamento cui mi dedico in modoamatoriale ma con ottimi risultatitendenti al miglioramento della razzamediante lo studio delle monte ed unattento addestramento dei cani. E’ lamia passione quotidiana cui dedicomolto tempo ma che mi da bellesoddisfazioni come quella di avere “incasa” tre campioni italiani ed un caneche si piazzò centesimo in un concorsomondiale. Mi piacciono i cani perchécon loro nasce automaticamente uncerto feeling, il tempo che dedicoloro, le soddisfazioni che mi dannohanno creato tra l’altro in me unacerta base emotiva, sono ormaipresenze importanti che in alcunimomenti difficili della mia vita mihanno consentito di andare avanti”.Sei molto impegnato anche in ambitomotociclistico…Nasco come ducatista, poi per unincidente non ho potuto più inforcareil cavallo d’acciaio ora dedico parte delmio tempo ad una Harley Davidson. Lamoto mi da un grande senso di libertà,sentire gli odori mentre viaggi, facciaall’aria, trasmette gioia ed una grandecontaminazione con la natura con iluoghi in cui viaggi. Con la moto sonostato in Spagna, in Tunisia …sono sociodell’associazione di Harleysti, un clubmolto attivo che organizza viaggiin gruppo, week end turistici moltointeressanti.Un’altra associazione dunque?Credo molto nel valore del lavoroche viene svolto nelle associazioni,nel <strong>Rotary</strong> come in altre si dagenerosamente senza chiedere nullae questo porta a risultati davveroapprezzabili. A proposito di risultatiad esempio, con l’associazione dimotociclisti delle Forze dell’Ordine dicui sono Presidente Onorario abbiamostudiato e realizzato una bellainiziativa. Abbiamo raccolto giocattoliper i bambini delle zone terremotate,ed una domenica in circa duecentosiamo partiti con le moto ed abbiamoaccompagnato fino alle varie tendopoliabruzzesi il camion che li contenevaper distribuirli.Cosa dai alle associazioni cui seiiscritto?Se faccio una cosa la voglio farebene. Mi piace essere propositivo erisolvere i problemi, adoro portare29PAUL


Francesco Capellia casa il risultato finale. Questaè la filosofia che guida la miaattività professionale come quellaassociativa. Quando ad esempiosono stato Questore di Frosinoneho pianificato nei minimi dettagli ilpiano vecchietti che d’estate davaassistenza agli anziani, è stato unsuccesso.Quando ero a capo dell’UfficioImmigrazione di Roma in pochi mesisiamo riusciti con una macchinaorganizzativa prodigiosa a dare108.000 permessi di soggiorno, unrisultato insperato.Qual è il segreto, nel lavoro comenell’associazione, per raggiungereil risultato?Innanzitutto una approfonditaconoscenza del problema daaffrontare, una esatta strategia perrisolverlo ed una base organizzativaperfetta, una squadra cioè che lavorimotivata e preparata in un’unicadirezione.Sei un alto funzionario del Ministerodell’Interno esperto di PubblicaSicurezza che opinione ti sei fattodel cosiddetto allarme sicurezzache l’Italia vive in questo periodo?Le statistiche relative ai delitti commessie tentati, ed altri elementi, fanno ritenereche sia più un problema di percezione,falsato dal circuito della comunicazione.Ma è un fatto che il territorio in cui lagente vive sia sempre più caratterizzatoda una maggiore difficoltà di controllodal punto di vista della sicurezza. Laperiferia romana, ad esempio, per comeè strutturata, con soli palazzi dormitorioe senza un tessuto anche urbanistico chefavorisca l’instaurarsi di rapporti umaniche possano favorire forme di controllo,non è facile da tutelare. Comunquenell’ultimo periodo c’è stato un grandesforzo per aumentare sul campo ladisponibilità di personale addettoalla pubblica sicurezza ed i risultati siiniziano già a vedere.Hai ricoperto diversi importantiincarichi, qual è l’aspetto del Tuolavoro che ti piace di più?Mi appassiona tutto, dall’attività diPolizia Giudiziaria, all’informativa,all’amministrativa, all’attività sul campo,ho fatto un po’ di tutto, l’importante èche quello che si fa lo si faccia bene, soloin questo caso si può essere soddisfattidella propria vita.


DAL DISTRETTO> Iniziative DistrettualiMo m e n t i f o r m at i v i, g l i i n co n t r i, i s e m i n a r i o r g a n i z z at i dallea u t o r i tà d i s t r e t t u a l i.DAL DISTRETTODerby dei due scudetti per il <strong>Rotary</strong>La Lazio di D’Amico ha battutola Roma di Spalletti, l’incassodella manifestazione al progetto“Lasciamoli respirare” ed aiterremotati d’Abbruzzo. La cronacadel torneo.Grande successo della manifestazione“Derby della Solidarietà”, o “Derbydei due Scudetti”, organizzatasu idea del <strong>Rotary</strong> Internationaldistretto 2080 (grazie all’iniziativadel governatore Alberto Cecchini)e della Croce Rossa Italiana,nell’ambito del progetto “Lasciamolirespirare” che raccoglie fondi per laformazione di personale scolastico acontatto con i bambini tendente allaconoscenza delle misure di prontointervento in caso di ostruzione delleprime vie respiratorie. L’incasso èstato questa volta devoluto per lametà ai terremotati d’Abruzzo. Iltriangolare di calcio che si è giocatoallo stadio “Tre Fontane” dell’Eur èstato vinto dalla Lazio degli scudetti1974-2000, che ha superato prima laNazionale Giornalisti e poi la Romacon gli identici punteggi di 1-0 (gol diBruno Giordano e di Marco Anselmi,conduttore di Radio 6 inserito nelsecondo tempo nella formazione deibiancoazzurri). Nella terza partitadel torneo, la Roma ha battuto laNIG per 3-1. La Lazio schierava,fra gli altri, l’attore Pino Insegno,il secondo portiere dello scudetto2000 Ballotta e il suo compagnodi reparto Pancaro, un pimpantePiscedda al centro della difesa, unmobilissimo Venturin a centrocampo,un sempreverde Giordano al centrodell’attacco, con una spalla in granvena come Bezzi, e un sapiente esmagrito D’Amico in cabina di regia.Nel derby con la Roma, la squadrabiancoazzurra, è stata guidatain panchina dal formidabile trioLovati-Wilson-Manzini, assistiti daidue massaggiatori dello scudetto1974 Armando Esposito e LuigiTrippanera. Il dottor Alicicco, cheha vinto lo scudetto del 1974 conla Lazio come secondo di Ziaco edentrambi gli ultimi due scudettiNela e uno Spalletti incontenibile.Due volte Cappioli e una Scarchillibattevano il valorosissimo Pucci.Il triangolare si è deciso quindinella terza gara, l’attesissimoderby dei due scudetti, dove c’eraancora molta NIG (Lomonaco si èaggiunto ai precedenti prestiti allaRoma, Milioni e Bezzi sono rimastia ingrossare le file della Lazio). Uninesauribile D’Amico, che per nonperdere lucidità aveva rinunciato alsecondo tempo del primo match coni giornalisti, è salito in cattedra, nonha più chiesto cambi e ha dettato itempi alla propria squadra durantetutta la partita fino a condurla allavittoria. Era quindi capitan D’Amicoa ricevere dal promotore dellamanifestazione Alberto Cecchiniun bellissimo trofeo messo. Grandesuccesso della manifestazioneconfortata da un pubblico folto, daidella Roma, ha giustamente fatto laspola fra una panchina e l’altra. Nellaseconda partita, la NIG ha accusatoevidentemente contro la Roma degliscudetti 1983-2001 un calo fisicoe forse anche di tensione dopo ladelusione patita. Tuttavia è andatain vantaggio per prima con una bellatriangolazione Matteo Recanatesi-Occhi che ha superato Tancredi conun piatto sinistro. Poi sono saliti incattedra i giallorossi – rinforzati (?)da alcuni giornalisti della NIG di federomanista: Massimo Tecca, Mino edEmilio Fuccillo, Vasco Pirri, FabrizioBandinelli – trascinati da capitancollegamenti in diretta di SkySport24(con interviste ai principali giocatorie al capo dell’organizzazione FrancoRecanatesi) e di molte radio romane.Alla fine, assalto degli spettatori ailoro beniamini per foto e autografi.Particolarmente gettonato LucianoSpalletti che in veste di giocatoreha mandato in visibilio il pubblico difede romanista e che, dando provadi grande sensibilità e generosità, havoluto versare un personale contributoal progetto “Lasciamoli respirare”.33PAUL


DAL DISTRETTO> Iniziative DistrettualiMo m e n t i f o r m at i v i, g l i i n co n t r i, i s e m i n a r i o r g a n i z z at i dallea u t o r i tà d i s t r e t t u a l i.DAL DISTRETTOal Workshop per i Presidenti eletti su“Come gestire un club efficiente”.2080 PROTAGONISTA A BIRMINGHAM…Pirisi ai vertici mondiali: per ilRotaractE’ sempre un’emozione parteciparead una convention del <strong>Rotary</strong>International, lo stesso rituale, maogni volta con un’atmosfera nuovapropria del luogo che ospita l’eventoe con la ricchezza di umanità chearriva da tutto il mondo rotarianoche si riunisce per l’occasione.Quest’anno Birmingham ha accoltogli oltre 20.000 rotariani riuniti percelebrare la 100sima conventioninternazionale e la conclusionedell’anno rotariano. Il “Make dreamsreal” è diventato “I made dreamsreal” un muro di adesivi con questomotto che si possono staccaredonando per la polio e scoprendopian piano il logo del <strong>Rotary</strong> ed iltema dell’anno, una delle tanteparticolarità di quest’anno. E poicome sempre la sessione di aperturaricca di colori, quest’anno basata sulmix east-west, la cultura occidentaleche incontra e si fonda con quellaorientale, anche grazie alla presenzadi bellissimi gruppi folkloristicicoreani in onore del Presidente Lee.Ed ancora lo straordinario interventodel Segretario delle Nazioni Unite,le parole toccanti che vanno diretteal cuore, ma senza retorica, di MiaFarrow. E con molto orgoglio unDistretto 2080 fortemente presente.L’immagine del Colosseo con la scrittaEnd Polio Now che imperversa: èstata proiettata nel workshop dellaPubblica Immagine, in quello dellaPolio e soprattutto con grandesorpresa e commozione nella sedutaplenaria alla presenza di circa16.000 persone durante la relazionedel Presidente della Fondazione<strong>Rotary</strong> J. Majiyagbe. La presenza delnostro Distretto nell’elenco, semprepresentato in sessione plenaria, dei100 distretti che faranno parte delProgramma pilota della fondazione<strong>Rotary</strong> ed ancora l’applauditarelazione di Pier Giorgio Poddighe“Non so veramente grazie a qualimeccanismi io sia sta nominato comemembro dell’organismo del <strong>Rotary</strong>che a livello internazionale decidecome seguire ed impostare l’azionedel Rotaract, è un onore inatteso edun grande privilegio”. Con questeparole a caldo Filippo Maria PirisiGovernatore del Distretto 2080nell’anno 2002-03 ha commentatoil suo ingresso in quel ristrettissimoorgano di soli 6 elementi che a livellomondiale si occupa del Rotaractcostituendo l’organo di consultazionedel Presidente Internazionale cheelabora programmi, organizza lapreconvention dedicata al RTC, studiala situazione e propone cambiamentiper il governo dei giovani rotaractors.Pirisi vanta una tradizionefamiliare davvero importante inambito rotariano, il Papà Renzo fuGovernatore nel 76-77. Filippo è difatto nel <strong>Rotary</strong> dal 67 quando fondo’il Rotaract <strong>Club</strong> <strong>Cagliari</strong>, è stato RD,poi ha occupato ruoli sempre piùimportanti nel <strong>Rotary</strong> fino ad essereresponsabile di zona della <strong>Rotary</strong>Foundation per (tra il 2002 ed il2006) ed istruttore distrettuale. E’Professore Ordinario di Chimica deglialimenti presso l’Università di <strong>Cagliari</strong>ed è stato eletto da qualche giornoPreside della Facoltà di Farmaciapresso la medesima Istituzione. Ora loattende un nuovo incarico in ambitorotariano per cui ha già le idee chiare“Ritengo che ci sia qualcosa chenon va nell’organizzazione attualedel Rotaract, – esordisce Pirisi –innanzitutto c’è un gap troppo altotra il diciottenne ed il trentenne,difficile che stiano bene insieme, epoi se si considera che oggi tra i 26-27 anni si è già maturi per il <strong>Rotary</strong>,credo sia giusto abbassare l’età dimassima permanenza tra i giovanie facilitare un accesso anticipatotra i rotariani. Per il resto trovo chespesso i rotaractiani siamo moltobravi nell’organizzare attività direperimento di fondi, a volte piùdei rotariani, dovrebbero però a talproposito iniziare ad utilizzare piùspesso gli strumenti che la <strong>Rotary</strong>Foundation mette loro a disposizione,il Matching grant ad esempio. In talmodo potrebbero raddoppiare ilrisultato, certo in questo caso c’èda lavorare un po’ di più (un conto èaffidare denari ad un soggetto, altroè costruire un progetto di matchinggrant) ma ne vale la pena”.Idee chiare e schiette, (tipico delpersonaggio), frutto di una conoscenzaapprofondita del Rotaract e del<strong>Rotary</strong> e di una passione per taleassociazione che viene da lontano,ecco il vero motivo dell’ingresso nelboard per l’RTC: un riconoscimentoed un premio meritato.35PAUL


ROTARYFOUNDATIONecco u n e s t r at t oda l “dia rio” dilu ci o Pl a n er a,r o ta r i a n o d elcl u B Mo n t i le Pi n i,su l l a s u a v i s i ta ai“P r o J ec t site” d elMat c H i n g gr a n tPo s t ts u n a M i.> Il <strong>Rotary</strong> ed il progetto post tsunamiROTARY“…..decisi di andare in Tailandiaquando il Governatore, inoccasione del SeminarioDistrettuale della Fondazione<strong>Rotary</strong> tenutosi a Roma, incitòi rotariani a visitare in quelPaese i Centri della St. CamillusFoundation of Thailand pressoi quali si svolgevano le attivitàdi educazione e prevenzione/protezione dal virus HIV/AIDS previste dal programmanoto come “Progetto Post Tsunami”. Taleprogramma, che beneficia di un contributodella <strong>Rotary</strong> Foundation”, è statofinanziato dal Distretto 2080 (il nostro)grazie alla raccolta fondi effettuata inoccasione della tragedia che colpì il SudEst Asiatico nel dicembre 2004. Al progettopartecipano anche il Distretto 2060 edil <strong>Rotary</strong> <strong>Club</strong> Bangkok South. La nostrapresenza personale avrebbe dimostratoai padri Camilliani, partners operativi delprogetto, la vicinanza del nostro Distrettoe l’apprezzamento per l’opera svolta. Ipreparativi sono stati frenetici. La preziosaassistenza di Renato Porzio, del RC BangkokSud, e del Coordinatore Distrettuale RFSilvio Piccioni mi ha fatto comprendereancora di più cosa significa, nel <strong>Rotary</strong>,“instaurare rapporti di tipo amichevole”(ho solo sei mesi di militanza rotariana!).Dopo l’arrivo presso il Centro Camillianodi Takua Pla nella provincia di PangNga abbiamo assistito ad una sedutadimostrativa di educazione allaprevenzione, networking ed accesso allecure. Una ventina i partecipanti, uominiROTARYFOUNDATIONROTARYFOUNDATIONMolto amichevole la riunione conil RC Bangkok South, Presieduto daRobert Brown. Particolari parole diringraziamento e apprezzamento atutti i rotariani del nostro Distrettoper aver scelto il loro territorio perl’importante intervento umanitario.Rituale scambio dei guidoncini deirispettivi <strong>Club</strong>. A nome del GovernatoreAlberto Cecchini ho consegnato anchequello del Distretto 2080 con il logoed il motto del Presidente del <strong>Rotary</strong>International D.K.Lee e, naturalmente,il nome di Alberto. Sempre conl’assistenza dell’amico Renato, l’incontrocon Padre Giovanni Contarin, responsabiledei Centri Camilliani per la prevenzione e lacura dell’HIV-AIDS di Rayong, Lat Krabang ePang Nga. Parlandoci delle sofferenze chel’AIDS comporta, Padre Giovanni (Alumnodei Centri Rotariani per la Pace) ci haaccompagnato a visitare i malati distesiormai senza più forze su file di lettini postiin ampie camerate. E ci ha parlato dellemorti che la malattia provoca.Padre Giovanni ci ha invitato a mangiare conquei bambini festosi, chiamandoli per nome,uno per uno e, solo dopo aver capito a modosuo che forse eravamo pronti, ci ha fattopartecipi del suo sogno di poter sconfiggerel’HIV-AIDS grazie anche all’aiuto del <strong>Rotary</strong>.Dopo averci ben fatto comprendere che ladiffusione della malattia è causata dallagrande propensione degli uomini tailandesia tradire le proprie mogli, ha accennatoalla diffusione del sesso incontrollato trai giovani ed alle situazioni di abuso comeelemento di diffusione dell’infezione ainostri giorni. A seguito delle campagne dicura e prevenzione il numero dei malatilocali è passato dai circa 1,5 milioni diROTARYFOUNDATIONe donne tutti sieropositivi; hanno primadiscusso su come si diffonde l’HIV, comesi sviluppa e come si trasforma in AIDS.Poi la dimostrazione sulla diffusione delcontagio. Ognuno aveva un bicchierinod’acqua: rappresentava il sangue. Uno solodei bicchierini conteneva una soluzionereagente che, al contatto con un particolareprodotto chimico, si sarebbe colorata dirosso. Mediante l’utilizzo di una siringaognuno ha versato acqua nel bicchierino dialtri partecipanti, ricevendone a sua volta:il gesto stava a significare la promiscuitàdell’attività sessuale. A conclusione delloscambio in tutti i bicchierini è stato aggiuntoil particolare prodotto chimico. Solo alcunisi sono colorati di rosso: avevano ricevutol’acqua dall’unico bicchiere considerato“infetto”, quello con la sostanza reagente.Successiva discussione imperniata sullanecessità che il sieropositivo, una voltavenuto a conoscenza dell’infezione ne diacomunicazione alla famiglia vivendo conresponsabilità il suo nuovo stato. Moltointeressante la questione sui comportamentiche individuo e comunità dovrebbero tenerenel pubblicizzare e combatterel’infezione per costruireun’attitudine positiva basatasulla misericordia e sul perdono.Finalmente Bangkok! Incontro conil vero regista del nostro viaggio:Renato Porzio, Past President delRC Bangkok South. Ovviamenteimmediato invito a cena conaltri amici rotariani. Fra gli ospitianche il Nunzio Apostolico per laThailandia, S.E.Mons. SalvatorePennacchio.10 anni fa agli attuali 300 mila che, conopportune cure, potrebbero essere salvati.Per combattere la diffusione del virus HIVe’ necessaria un’azione coordinata di tutticoloro che sono coinvolti nei programmi atutti i livelli. L’integrazione delle attività(educazione alla prevenzione, protezione,cura di adulti e bambini e ricerca scientifica)è la carta vincente che in pochi decennipotrebbe aver ragione sulla malattia. Lastrategia dei Camilliani è di recuperareal massimo il rapporto della gente con lapropria cultura, le tradizioni ed il propriocredo. In questi anni, ha concluso PadreGiovanni, “ho potuto notare come questiprogrammi, che si trasformano in processieducativi con partecipazione attiva,siano l’elemento portante per un risultatopositivo in termini di prevenzione dal viruse miglioramento della qualità della vita.”Egli considera il nostro progetto del tuttocoerente con le esigenze locali. Al riguardomi ha incaricato di ringraziare i rotarianidel nostro distretto per aver voluto ilprogetto che, nei tre anni della sua durata,sarà di grande aiuto per la lotta al virus.Sull’aereo del ritorno ho riflettuto sulmotto “Make Dreams Real” ed alla figurastilizzata della madre con bambino che loaccompagna. Ho pensato anche ai tantibambini che, grazie al lavoro di PadreGiovanni, ho visto sorridere. A 10 mila metridi altezza improvvisamente mi è sembratodi uscire dal frastuono, di percepire ilrumore sommerso della sorgente, il sensodella vita e della dignità di ognuno di noi.Grazie <strong>Rotary</strong>!37PAUL


ROTARYFOUNDATIONun s u cc e s s o av e rc e n t r at o l’i n g r e s s on ei “M a g n i f i c i 100”,si lv i o Pi cci o n i,co o r d i n at o r ed i s t r e t t u a l erf Pr esenta lec a r at t e r i s t i c H e d elP r o g e t t o.ROTARYFOUNDATIONIl Distretto 2080 ha superato la selezione occorrenze in una delle sei aree diper far parte dei 100 “Distretti Pilota” interesse. Per accedere alle sovvenzioniche, in tutto il mondo, parteciperanno i <strong>Club</strong> ed i Distretti dovranno qualificarsialla sperimentazione triennale del nuovoPiano.La fase pilota avrà inizio il 1 luglio 2010 eded essere “certificati”: al riguardo verràimpostata un’adeguata attività formativa.Per i Distretti Pilota la formazione eil Piano andrà a regime nel 2013.la pianificazione avranno inizio nelNel 2017 la <strong>Rotary</strong> Foundation celebrerà 2009/10. Governatori Eletti e Presidentiil suo primo secolo di vita. In previsione delle Commissioni RF concluderanno ledi questo importante anniversario gliamministratori hanno sviluppato un pianodestinato a semplificare i processi perle sovvenzioni ed indirizzare maggioririsorse a progetti di grande impatto. Nuoveopzioni dei programmi agevoleranno larealizzazione degli obiettivi locali e globali.Ai Distretti verrà dato maggior poteredecisionale. Il tutto anche con l’intento,non secondario, di aumentare la visibilitàal <strong>Rotary</strong>.attività formative a San Diego (California)nei giorni che precederanno l’AssembleaInternazionale.Un adeguato piano di transizione consentiràil passaggio da un modello all’altro. Alcunidegli attuali programmi e tipi di sovvenzioneverranno gradualmente eliminati. Fra questile Borse degli Ambasciatori pluriennalie culturali, le sovvenzione per docentiuniversitari e le sovvenzioni per servizi divolontariato.Fatto pressoché nuovo per noi sarà losviluppo di partenariati strategici conorganizzazioni specializzate nelle sei areedi interesse.Il primo passo per lo sviluppodel nuovo piano è stata l’adozione di unanuova missione della Fondazione <strong>Rotary</strong>:“consentire ai rotariani di promuovere lacomprensione, la buona volontà e la pace nelmondo migliorando le condizioni sanitarie,sostenendo l’istruzione e alleviando lapovertà”. Da questa formulazione dellamissione derivano sei aree di interesse:Pace e prevenzione/risoluzione dei conflitti,Prevenzione e cura delle malattie, Acquae servizi sanitari, Maternità e salute deibambini, Alfabetizzazione ed educazione dibase, Sviluppo economico e comunitario.Secondo il nuovo modello le sovvenzionia sostegno dei programmi saranno di duetipi:Sovvenzioni distrettuali: a valere dei Fondidi Designazione Distrettuale. I Distrettipotranno utilizzare il 50% dei FODDcon minori vincoli rispetto all’attualesistema. A loro saranno devolute attivitàamministrative e di controllo fin qui svoltedai servizi della <strong>Rotary</strong> Foundation.Sovvenzioni globali: destinate a finanziareprogetti a carattere umanitario ededucativo di importo più elevato e di grandeimpatto, purché destinati a fronteggiare> Distretto vincente per la <strong>Rotary</strong> Foundation


DAI CLUBINIZIATIVE - INCONTRI - PREMIDAI CLUBSolidarietà ed amicizia senza frontiereDAI CLUBINIZIATIVE - INCONTRI - PREMI> >Nel maggio delle ginestre e delle rose,il <strong>Club</strong> ha consegnato un ImpiantoFotovoltaico completo alla Congregazionedei Padri Giuseppini del Murialdo; lastrumentazione fornirà energia elettricaalla costruenda Scuola della Missione,in uno dei Paesi più poveri del Mondo: laGuinea Bissau.L’incontro, svoltosi il 15 maggio, hatalmente coinvolto i presenti, cheil successivo dibattito è stato più lungodell’introduzione al difficile argomento,effettuata dall’Avv. Domenico Inzitari.Una breve nota ce la manda Sergio La Via,Segretario del <strong>Club</strong>, e noi ne riportiamo leparti salienti.L’Istituto sarà in grado di accogliere finoa 350 alunni e potrà, con l’elettricitàprodotta in proprio, far fronte alle proprienecessità, magari prolungando l’attivitàanche nelle ore serali.Il Progetto del <strong>Club</strong> si è concretizzatoanche grazie al concorso Distrettuale(attraverso un contributo reso disponibileda <strong>Rotary</strong> Foundation come SovvenzioneSemplificata), ma ha poggiato sulle solidebasi fornite da una apposita raccolta fondiiniziata lo scorso anno tra i Soci del <strong>Club</strong>e i loro amici; tutto questo dimostra che,operando nella linea di continuità, siarriva a realizzare pure i Progetti di ampiaportata, quelli che difficilmente si portanoa termine nel singolo anno.Un plauso al <strong>Club</strong> che ha mandato airagazzi e agli operatori della Missione,oltre all’affetto e alla testimoniatavicinanza dei Rotariani, anche un po’ diluce per alleviare, almeno in parte, i disagiquotidiani da affrontare.La questione centrale è se la leggeabbia di fatto introdotto un aspetto ditotale novità, addirittura vietato dallaCostituzione, quello della responsabilitàpenale delle Persone Giuridiche. Adoggi, ad onor del vero, si parla di solaresponsabilità amministrativa, ma sisente già il sapore di sanzione penale ela moderna tecnica legislativa sembrapiù indirizzata a ritenere responsabile direati non solo le Persone Fisiche che licommettono, ma anche quelle Giuridicheche se ne avvantaggiano. Da esempio cisono la legislazione in materia di privacyo quella recente sulla sicurezza del lavoro.Tra i giuristi, c’è chi si dichiara sconvoltoda questa novità, che ha brutalizzato unmodo millenario di ragionare, ma c’è chinon è contrario a questa impostazione,anche se nota che la vaghezza delle normee la costante “inversione dell’onere dellaprova” stiano rendendo impossibile ladifesa (e le Imprese vengono condannate,qualunque cosa dicano o facciano).DAI CLUBRicordare chi ci ha preceduto nutre la speranza nel futuroPo r tat o a t e r M i n e il P r o g e t t o d el cl u B “su B i aco”. il cl u B “ca g l i a r i su d” co M M e M o r a Ma rio de so t g i u,so ci o fo n d at o r e e P o i Pr esidente.al cl u B ro M aca ssia È s tat odiBat tuto u ni M P o r ta n t e t e M agiuridico.>I profili della Responsabilità Amministrativaas s e g n at o a l“Ba n co sa n i ta r i o”il Pr e M i o d el cl u B“ro M a est”.> “Una Goccia nel Mare” giunge alla decima edizioneGiunto alla X Edizione, il Premio “unaGoccia nel Mare” è stato assegnatoquest’anno alla nuova iniziativa disolidarietà denominata “Banco Sanitario”.Il Banco Sanitario è un nuovo Progettoche si affianca al Banco Alimentare nellaraccolta di materiale sanitario destinatoa minori, anziani e bisognosi di cura esostegno. La raccolta del materiale, pressole farmacie di Roma, è iniziatanel maggio e utilizzerà la retedi volontariato che ha già fornitoeccellente prova nelle giornatedi raccolta promosse dal BancoAlimentare. Merita ricordareche quest’ultimo nacquesull’iniziativa supportata dallamaggior parte dei <strong>Club</strong> Romani.Le finalità del nuovo Banco sonostate illustrate, al momentodella consegna del Premio, daMassimo Perrotta, Presidentedell’Associazione BancoAlimentare. Con l’assegnazioneal “Banco Sanitario” del PremioNel ricordarlo, con grande rimpianto, ilPresidente del <strong>Club</strong> Alberto Desogus hariportato alla memoria il suo attaccamento,la sua correttezza e le molte seguitissimeconferenze tenute. Quel mercoledì 11marzo 2009, all’Hotel Mediterraneo di<strong>Cagliari</strong> erano molti i convenuti e tuttiavevano qualcosa da rammentare; delresto, Mario è stato anche Sindaco dellaCittà e Rappresentante della Municipalità,nella sentita Sagra di S. Efisio, per ben setteanni. Tra gli interventi, c’è stato quellodel giornalista Giovanni Sanna che ne haricordato le doti morali e anche il passato dibuon giocatore di calcio. Lo scrittore PaoloFadda, invece, ha voluto esaltarne l’impegnopolitico e la correttezza di comportamentoin ogni occasione. Ha concluso l’incontro ilPresidente del <strong>Club</strong> che ha ringraziato glioratori e ha voluto spendere ancora paroleappassionate nel commosso saluto finale.“una Goccia nel Mare” (una dote in denaroe un simbolico oggetto artistico), si è volutodare risalto al costante impegno di tuttii Soci del <strong>Club</strong> stesso. Il Premio, volutoda Roberto Panella, nel ricordo di MarioLucherini, nel passato è andato a personaggicome: Don Mario Picchi, Alberto Cairo, DonMario Molisano, Paolo Bonolis, Don PietroPugliesi, Renata Polverini e altri.41PAUL


DAI CLUBINIZIATIVE - INCONTRI - PREMIAlla inaugurazione erano presenti,oltre ai Soci e al Presidente del<strong>Club</strong> Pietro Bernabei, il Sindaco di SezzeAndrea Campoli, il Presidente dell’AstralDAI CLUBUn Parco Giochi intitolato a Paul HarrisDAI CLUBINIZIATIVE - INCONTRI - PREMI> >in a u g u r at o d i r ecente È s tat o r e a l i z z at o da l cl u B “lat i n a Mo n t i le Pi n i”.Titta Giorgi, l’Assistente del Governatore<strong>Rotary</strong> Angelo Nicotra ed il CoordinatoreDistrettuale della Fondazione <strong>Rotary</strong>Silvio Piccioni. E’ stata una bellissimafesta e il Parco, già disponibile per lagioia dei bambini e la tranquillità di nonnie genitori, avrà servizi aggiuntivi nelprossimo autunno.La soddisfazione dei Soci del <strong>Club</strong> eragrande: far sentire nel proprio territoriouna presenza concreta era il sogno di tuttie, finalmente, questo sogno si è avverato;forse, il sogno stesso avrà un seguito. Neglianni a venire, infatti, potrebbero essereDomenica 24 maggio 2009 a Marino,presso la stele commemorativa di ViaQuasimodo, si è ricordato l’ottantesimoanniversario dell’incidente occorso alSergente Luigi Teggia e al Motorista GiuseppeCiaraglia; i due avieri sono caduti sul nostroterritorio nell’adempimento del dovere il 7maggio del 1929, mentre sperimentavanonuove tecniche di volo. Per l’occasione, il <strong>Club</strong>DAI CLUB80° anniversario da ricordareil cl u B “ro M a ca stelli ro M a n i” H a o n o r at o la s co M Pa r s adi d u e Pi o n i er i.aveva già provveduto alla ristrutturazionedel monumento. , hadetto il Sindaco di Marino Palazzi La “Ruota d’Oro” assegnata all’Istituto Nazionale per la Graficail cl u B “gu i d o n i aMo n t ec e l i o”Pa r t e co n la Pr i M aed izi o n e.>Un Premio per Giornalisti e PraticantiIl Premio “Grazio Ammaturo”, intitolatoal Giornalista e Uomo di Cultura chetanto ha fatto nella sua breve vita permantenere ed elevare il valore di Guidoniae della sua Gente, è cosa realizzata.Come preannunciato sul Paul dello scorsosettembre (a pagina 50), il Premio di milleeuro e il Trofeo appositamente preparatosono assegnati in base al Regolamento giàpubblicato. La presenza alla cerimoniadel 25 giugno, presso il Grand Hotel Ducad’Este, è quella delle grandi occasioni: oltrea firme prestigiose del giornalismo italiano,sono coinvolte le Istituzioni locali e i verticidel <strong>Rotary</strong>: l’augurio che l’iniziativa possaproseguire ininterrottamente negli anni ècosa semplicemente scontata.trovati altri spazi da attrezzare, perchéil <strong>Rotary</strong> sia presente fattivamente anchesul posto, come lo è da sempre dovunqueci sia da fare qualcosa.Pr e M i o d el cl u B“ro M a su d ov est”È s tat o co n f e r i t o il19 M a g g i o.Roberto Ristori ci manda un resocontodella cerimonia, che pubblichiamo insintesi: .43PAUL


DAI CLUBINIZIATIVE - INCONTRI - PREMIDAI CLUBIl Premio “Tevere” assegnato al Sindaco di Roma Gianni AlemannoDAI CLUBINIZIATIVE - INCONTRI - PREMI> >il P r e s t i g i o s o r i co n o s c i M e n t o d el cl u B “ro M a te v er e”È g i u n t o a ll a Xiii e d izi o n e.DAI CLUBAncora a proposito della Crisi Economicaun’i n i z i at i va d elcl u B “ca g l i a r ino r d” co n u n o“s P o r t e l l o”d e d i c at o ai g i o va n i.Nella cornice dell’Hotel Flora in Roma,il 30 giugno 2009 il Premio passanelle mani di Gianni Alemanno, Sindacodell’Urbe ormai da più di un anno. Lamotivazione, che accompagna la TargaRicordo già consegnata nel passato aPersone e Istituzioni per attività meritorielegate allo storico Fiume, ripete lo scopodell’iniziativa e collega questo alla missionedel <strong>Rotary</strong>: “Nel suo ruolo di Sindaco diRoma, l’Ing. Gianni Alemanno si è trovatoa dover fronteggiare nel Febbraio 2009la situazione di emergenza scaturita dauna piena assolutamente eccezionale delfiume Tevere e dei suoi affluenti. In taleevenienza, nel quadro degli interventi>Ascoltare i giovani per favorirne il futuroLo scorso 19 maggio, nella sala dellaGiunta Comunale di <strong>Cagliari</strong> a PalazzoBaccaredda, è stato firmato un Protocollod’Intesa importante fra il <strong>Club</strong> <strong>Rotary</strong>e l’Assessorato alle Politiche Giovanilidel Comune: è così nato lo “sportello diascolto” per i giovani, al fine di favorirelo sviluppo culturale e professionale dellenuove generazioni. Il Sindaco di <strong>Cagliari</strong>Dott. Emilio Floris, il Presidente del <strong>Club</strong><strong>Rotary</strong> Dott. Gabriele Andria e l’AssessoreDott.ssa Daniela Noli hanno presentato allastampa il Progetto che permette a ragazzee ragazzi di <strong>Cagliari</strong>, o che gravitano nelterritorio per studio o lavoro, di incontrareProfessionisti Rotariani; questo saràpossibile negli spazi del Centro Giovanigestito dal Comune, dove verranno daterisposte ai quesiti inerenti le varie categorieprofessionali rappresentate. Il Progettodella Protezione Civile, ha personalmentecoordinato con particolare competenzale azioni di difesa, di informazione e disoccorso necessari, atti a scongiurareogni pericolo per le persone e per ilpatrimonio abitativo e monumentaledella Città. Ha fatto seguire alla soluzionedell’emergenza, l’avvio di una serie diopere e di studi progettuali ..”. Il premioè stato consegnato dall’Ing. GiuseppeFabio, Presidente in carica del <strong>Club</strong>.Un Presidente che ha voluto conferireal Premio un carattere interregionaleiniziando a coinvolgere i <strong>Club</strong> <strong>Rotary</strong> postigeograficamente sul percorso del Teveredalla sorgente alla foce, per cercarefuture sinergie progettuali e per favorirela conoscenza e l’amicizia reciproche.è stato realizzato grazie alla disponibilitàdei Soci del <strong>Club</strong>, che intendono offrireconsigli e collaborare con le Istituzioni,per mettersi fattivamente al servizio dellacomunità.Lo sportello informativo è attivo tutti imartedì pomeriggio, dalle 16 alle 19.Pr o M o s s o, il9 M a g g i o, u nco n v eg n o da l cl u B“ca g l i a r i no r d”.Nel prestigioso salone del ConsiglioProvinciale di <strong>Cagliari</strong>, a PalazzoRegio, ricca di storia e di significato perle Istituzioni Sarde, il <strong>Club</strong> ha organizzatouna Tavola Rotonda su di un argomentoquanto mai attuale: “Crisi economica,fasce deboli e povertà”.Dopo l’introduzione di Gabriele Andria,Presidente del <strong>Club</strong>, il Dott. Roberto Pili,Presidente del Consiglio Provinciale che hapatrocinato l’evento, ha sottolineato comenegli anni scorsila classe dirigentedel nostro Paeseabbia sottovalutatoi segnali dellaCrisi in arrivo ecome adesso sianecessario faredelle scelte cherestituiscanofiducia alla gente.Le singole relazionisono state svoltedai RotarianiAngela Quaquero(AssessoreProvinciale allePolitiche Sociali),su “l’aumento del rischio dipovertà nella Provincia di<strong>Cagliari</strong>”, Francesco Severino(Direttore Provinciale dell’INPS),su “le iniziative dell’INPS perle fasce deboli nella Provinciadi <strong>Cagliari</strong>” e Giuseppe Scura(Direttore di Confcommercio<strong>Cagliari</strong>), su “riduzione deiconsumi e crisi economica”. Moltointeresse ha destato l’interventodi Don Marco Lai (Direttore dellaCaritas Diocesana di <strong>Cagliari</strong>),che ha evidenziato la crescita delnumero di famiglie che toccanola soglia della povertà, magariper l’improvvisa perdita del postoo soltanto perché non basta piùuno stipendio per fronteggiare leesigenze di una famiglia.Due dati drammatici sono emersidagli interventi: la quintultima posizionedella Sardegna fra le Regioni Italiane perdisponibilità di reddito e il fatto che sianole donne le prime vittime della crisi (nonriescono a mettere insieme lavoro e famiglia,spesso mantengono i figli da sole e trovanooccupazioni “in nero”). Al Convegno è statodato ampio risalto dalla Stampa locale, cheha tratto spunto dall’iniziativa Rotarianaper diffondere informazioni e commenti sulgrave problema.45PAUL


DAI CLUBINIZIATIVE - INCONTRI - PREMI>DAI CLUBE se gli Stranieri imparassero la lingua italiana?in c a M P o u nP r o g e t t o d elcl u B ro M a te v er ec H e servir eBBea n c H e a n o i.Punto cardine nel Programma delPresidente Giuseppe Fabio, il temaè rientrato nel Progetto di più ampiorespiro, ideato per favorire l’integrazionedi gente che proviene da realtà diverse.Per ottenere un risultato completo, infatti,il <strong>Club</strong> ha organizzato un Corso indirizzatosia ai comparti sanitario e istituzionale dellavoro, che alla conoscenza della nostralingua. Il Corso ha coinvolto alcuni Socidel <strong>Club</strong> (Professori, Avvocati, Medici edIngegneri), che hanno prestato volentieri laloro opera intellettuale ai prenotati Allievi;l’appuntamento era dalle ore18 alle 20 di ogni giovedì,presso una sede romanadella C. R. di Fabriano e diCupramontana (mostrandouna solidarietà, che nonsiamo abituati a riscontrarein una Banca, ha messoa disposizione la propriasala riunioni come “auladidattica”). Velocemente èstata superata la fase iniziale(del resto, la difficoltà difar conoscere il progettoe di ottenere le adesioni,era nel conto) e 16 personehanno seguito il Corsoassiduamente; i Soci del <strong>Club</strong>hanno avuto la soddisfazionedi constatare l’interesse diFilippini, Bielorussi, Ucrainie Peruviani, non solo per la linguadel Bel Paese, ma anche verso i suoiaspetti culturali, sanitari e normativi.Alla chiusura di metà giugno sono statirilasciati gli Attestati di partecipazione alCorso e qualcuno sta’ pure pensando aduna Conviviale per il formale saluto traDocenti e Allievi. Il successo è stato taleche si è pensato di replicare il Progettonel prossimo anno, rendendolo disponibilea tutti i <strong>Club</strong> che volessero utilizzarne ilformat, magari chiedendo ai Docenti unadisponibilità anche domenicale.


DAI CLUBINIZIATIVE - INCONTRI - PREMI> Il carnevale a Venezia: diario postumoDAI CLUBINIZIATIVE - INCONTRI - PREMIun a g i tac ar at teristic a Peril cl u B ca g l i a r ino r d.Il diario di bordo, redatto da LeonardaSforza, è pieno di entusiasmo e lopubblichiamo in sintesi: .49PAUL


DAI CLUBINIZIATIVE - INCONTRI - PREMI>DAI CLUBINIZIATIVE - INCONTRI - PREMIil cl u B “ro M aol g i ata”, co n laPa r t ec i Pa zi o n e d ia lt r i 8 cl u B, s taP o r ta n d o ava n t iu n i M P o r ta n t eP r o g e t t o.Il Progetto “Tanzania 2009/Isola diMafia”, per aiutare la popolazionedel Villaggio di Utende, nacque da uncolloquio del Presidente del <strong>Club</strong> PieroNannini con la Presidente di “OnlusKaribuni” Cecilia La Rosa. Si proponevadi costruire un pozzo con pompe a mano(nella zona, con gravi deficienze idriche,è comunque sconsigliabile usare pompeelettriche ad immersione) e di fornirequasi 500 zanzariere trattate nonchéDAI CLUBIl “terremoto finanziario” non ferma il <strong>Rotary</strong>medicinali antimalaria per gli oltremille bambini del Villaggio.Impostato per la formula MatchingGrant di <strong>Rotary</strong> Foundation(interessando il <strong>Club</strong> locale “Dares Salaam”), guadagnò subitol’appoggio di due <strong>Club</strong> della Grecia(“Kerkyra” e “Kerkyra <strong>Nord</strong>”),di un <strong>Club</strong> della Germania (“BadHomurg”) e di altri cinque <strong>Club</strong>Italiani (“Acquaviva/Gioia delColle”, “Matera”, “Viterbo”, “RomaForo Italico” e “Roma Palatino”);abbandonata tale formula, divenutanon realizzabile nel breve, il <strong>Club</strong>“Roma Olgiata” ha deciso di attivarsicomunque, ottenendo immediataapprovazione da parte degli altri<strong>Club</strong> già disponibili e raccogliendo,come “capofila”, il denaro necessarioper agire direttamente. Così, alla “OnlusKaribuni”, sono stati dati 12.600 dollariper realizzare quanto previsto. Laconsegna della somma è avvenuta ai primidi maggio, nella splendida Isola di Corfùdove si sono ritrovati, per “una cinquegiorni da sogno” alcuni Soci dei <strong>Club</strong>Italiani e Greci coinvolti (accompagnati daamici dei <strong>Club</strong> romani “Cassia” e “AppiaAntica”).Marina Gorga, Segretario del <strong>Club</strong>“Olgiata”, ha raccontato quel soggiornonell’Isola dei Feaci per ; cosìha concluso la sua bellissima relazione e noine prendiamo alcuni punti, proponendoliai nostri lettori che amano il personaggiodi Ulisse (o di Odisseo, come Omero vollechiamarlo): così Marina riprende il VCanto dell’Odissea per fotografarel’arrivo dei Rotariani Italiani aCorfù e prosegue sull’incontrocon i Rotariani Greci, prendendoa prestito le parole che Ulisserivolse nell’VIII Canto ad Alcinoo. Tutta la narrazionesuccessiva è attraente, dalladescrizione del Monastero diPaleokastritsa, del Castellodi Angelokastro, della Villa diElisabetta (una felice PrincipessaSissi diventata triste Regina d’Austria,che visse a lungo nell’Isola per curare lasalute e dimenticare il figlio, il Rodolfodella tragedia di Mayerling), fino alla rarabellezza delle frasi sul rientro, che poggianosui versi del XIII Canto dell’Odissea 51PAUL


Il meglio di PILLOLEdiSTORIAROTARIANA> Come nacque il <strong>Rotary</strong>LE ORIGINI ED I P R I M I S O C I D E LCL U B D I CH I C A G O.STORIAI primi 4 soci del <strong>Rotary</strong> natoil 23 febbraio 1905, a Chicago,da un’idea dell’avvocato PaulPercival Harris, avevano originidiverse, appartenevano a religionidiverse e svolgevano lavori eprofessioni differenti. L’irlandeseGustavus E. Loehr, professionistaingegnere meccanico era cattolico,Silvester Schiele commerciante dicarbone, tedesco di origine ebreamentre Hiram Shorey, artigianosarto svedese, era protestantecome l’avvocato americano PaulPercival Harris. Nel 1905 entrail 5° rotariano, tipografo, HarryRuggles ed il gruppo prende ilnome di “<strong>Rotary</strong> <strong>Club</strong> di Chicago”.Nel 1907 Harris e soci svolsero laprima azione di interesse pubblico,raccogliendo fondi per dotare ditoilettes pubbliche i dintorni delPalazzo Municipale di Chicago.L’idea <strong>Rotary</strong>ana si diffuse tantorapidamente che già nel 1910 i club<strong>Rotary</strong>ani erano 16 con 1.500 soci.il cl u B d e laHava n a Èu n o d ei PiÙa n t i c H i.> Cuba ed il <strong>Rotary</strong>1915-1916: Viene aperto unclub a Cuba, primo Paese nonin lingua inglese del <strong>Rotary</strong>. Ilfondatore è Angelo L. Cuesta,membro del <strong>Club</strong> sponsordell’iniziativa, il <strong>Rotary</strong> <strong>Club</strong>di Tampa in Florida. Nel1917 il <strong>Club</strong> de La Havanaconta già quasi 100 membriimpegnati primariamentenell’acquisire spazi per parchipubblici, palestre e luoghi dibalneazione.Per sostener e>Nasce la Fondazione <strong>Rotary</strong>g l i o B i e t t i v id el l’a s s o ci a zi o n eecco il B r acci oo P e r at i v od el l’a s s o ci a zi o n e.1916–1917: Arch C. Klumph, Presidente del<strong>Rotary</strong> International, propone la creazione diun Fondo di dotazione destinato a “fare delbene nel mondo”. Nel 1928 il Fondo superai 5.000 USD, viene ribattezzato “Fondazione<strong>Rotary</strong>” e diventa un’entità autonomaall’interno del <strong>Rotary</strong> International. Cinqueamministratori, tra cui Klumph, vengonoincaricati di “conservare, investire e gestiretutti i fondi e le proprietà della Fondazionecome un ente fiduciario, per sostenere gliobiettivi del <strong>Rotary</strong> International”. Dueanni dopo, la Fondazione elargisce la primasovvenzione, devolvendo 500 USD alla I.S.C.C.la società internazionale per bambini paraliticicreata dal Rotariano Edgar F. Allen.

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