zo è alto: si spaccano i Verdi e la giunta traballa. E per ... - Il Nuovo

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zo è alto: si spaccano i Verdi e la giunta traballa. E per ... - Il Nuovo

copertina2Il NuovoIl porto turistico si sta rivelando unmassacro per Gianni Scenna e la suamaggioranza. Riuscirà il nostro eroe aportare a casa il progetto prima di portarea termine il mandato? Al momento è ilsindaco che sembra vicino alla fine dellacorsa.Undici sì, un astenuto e 9 no. E’ passatocon questa risicata maggioranza il“progetto unitario” della darsena nelconsiglio comunale del 15 febbraio. Masul campo sono rimasti, politicamenteparlando, morti e feriti. Adesso lastrada si è fatta in salita, sia per il portoturistico sia per la giunta Scenna, ecome se ciò non bastasse, la darsena èancora lontana.Dopo aver “ingoiato” molti mattoni, iVerdi hanno deciso di smarcarsi daldiscusso progetto della darsena, masolo uno dei due consiglieri del “Soleche ride”, Simone Faccini, ha fattopropria l’indicazione che è venuta dailivelli superiori, mentre Monica Giorgetti,che dei Verdi era capogruppo,ha votato a favore. Era capogruppo eadesso non lo è più. La darsena procedemandando in frantumi i gruppiconsiliari. Così come aveva fatto GianniGiovanardi il 7 luglio scorso, accompagnandoil suo voto di astensionesulla darsena con l’annuncio dellafuoriuscita da Civica per dar vita adun nuovo gruppo, pure Monica Giorgettiha detto sì al progetto e si è chiamatafuori dai Verdi.Ugo Baldassarri si mostra più“aperto” del sindaco, ma...Anche queste continue spaccature,addirittura le crisi personali (la Giorgettiè scoppiata a piangere in consigliocomunale mentre ribadiva “diaver svolto un lavoro disinteressato edi non avere interessi personali”) e leviolenti polemiche, sono il risultato delbraccio di ferro che, sulla darsena,Gianni Scenna e Ugo Baldassarri stannofacendo da mesi. Il primo a musoduro, quasi obbedendo ad una volontàsuperiore, il secondo non perde inveceoccasione, in privato, per manifestareuna volontà di dialogo, ma ufficialmentenon è ancora riuscito adaffermare una vera disponibilità alconfronto, nemmeno con le categorieLa darsena ad ogni costoè la Caporetto del sindacoIl progetto ottiene un altro via libera ma il prezzoè alto: si spaccano i Verdi e la giunta traballa.E per quale porto turistico non è ben chiaro.di Claudio MontiVerdi ... a fase alternataI Verdi bellariesi e provinciali hanno cambiatolinea sulla darsena. Il 7 luglio scorsonon avevano recepito il “no” di DanielaGuerra, consigliera regionale dei Verdi, alporto turistico (in contrasto col Gizc) e allacementificazione del lungofiume. In quell’occasione,come tutti ricordano, SimoneFaccini - che pure la pensa come la Guerra- uscì dall’aula per non mettere in crisi lagiunta e affondare il progetto, perché colsuo voto contrario le famose cinque deliberenon sarebbero state approvate. Senzadi lui, invece, fu sufficiente l’astensionedi Giovanardi per far esultare il sindacoe gli immobiliaristi variamente distribuiti.La scorsa estate non prese posizionenemmeno Legambiente locale (che invecequesta volta ha tuonato: “La terribilecolata di cemento legata a questo progetto,che investirà la nostra città aggiungendoorrori a orrori, ci fa venire la pelled’oca e ci spaventa l’idea di quello chesarà il nostro lavoro nel futuro”), nonostantela netta contrarietà espressa daLuigi Rambelli, presidente nazionale di Legambienteturismo: “Una nuova lottizzazionedelle proporzioni di quella prevista aBellaria Igea Marina non solo danneggial’ambiente e il territorio, ma reca danni nonrecuperabili alla vocazione turistica del luogo”,disse al Nuovo on line.L’impressione è che il 7 luglio a difenderele delibere (e forse il posto) sia stata l’assessoreall’Ambiente Rosanna Rizzo. Nelfrattempo è cambiato qualcosa nelle filadei Verdi provinciali, i quali stanno cercandodi smarcarsi un po’ dalle giunte “almattone” (lo stanno facendo anche a Riminisul progetto dello stadio). E in questachiave va letta la nomina di Mario Galassoalla presidenza provinciale dei Verdi.Così anche Rosanna Rizzo ha dovuto farfinta di allinearsi al nuovo corso, ma lo hafatto senza troppa convinzione.Mario Galasso e Simone Faccini, invece,hanno virato contro la darsena la posizionedei Verdi, seppure mantenendo alcuneambiguità: tolto infatti il tema delloscreening (i Verdi hanno chiesto di attenderel’esito delle verifiche ambientali primadi approvare la convenzione), non sicapisce perché abbiano atteso il 15 febbraioper porre le loro domande: “Perchéil Comune di Bellaria Igea Marina ha rinunciatoalla realizzazione della darsena neglianni passati essendo già autorizzatoa farlo?”, ha chiesto Mario Galasso. Fuochino:la domanda merita attenzione. AncheFaccini ha fatto qualche affondo: harilevato che il Gizc va in una direzione ela darsena in un’altra. Ha detto che servonoapprofondimenti sul tema dell’erosione.Perché non l’ha detto in consiglio il7 luglio, invece di andarsene? E’ prestoper dire se si stia assistendo ad un risvegliodei Verdi “in sonno” o solo ad unosbadiglio.Non ha invece dormito in passato e nondorme nemmeno adesso, il Wwf, che strigliai Verdi locali (la lettera è a pag. 14).economiche. Non ha preso la parolaquando il sindaco ha sparato sulle categorie“politicizzate”, o quando la capogruppodei Ds, Stefania Vasini, haaccusato di “volgarità” alcuni esponentidelle associazioni. Ha fatto scenamuta anche nell’ultimo e burrascosoconsiglio comunale: chissà cosastarà meditando?Darsena sì,garanzie per la città noPiù ancora che la rottura con i Verdi,l’ultimo atto della commedia sulla darsenasegna un durissimo scontro fra ilsindaco e la sua maggioranza, da unaparte, e le principali associazioni economichedel paese dall’altra: Aia, Confcommercio,Confartigianato e Bagnini.Le quali hanno chiesto al primo cittadinoprecise garanzie in tema di erosione(la loro lettera è pubblicata a pag.4) e si sono viste chiudere la porta infaccia.La convenzione fra Comune e Porturapprovata nel movimentato consigliocomunale del 15 febbraio, contemplasolo (art. 8), “a garanzia della puntualee corretta realizzazione delle opere diurbanizzazione previste nel ProgettoUnitario convenzionato”, una “fideiussioneassicurativa di 500 mila euro”.Una cifra irrisoria e comunque niente,proprio niente, per eventuali fenomenierosivi, problemi legati alla balneazioneed altro ancora. Chi ha realizzatola darsena di Rimini, sette annifa, ha accettato una fideiussione di duemiliardi delle vecchie lire e varie altrecauzioni.Non è che maggiori garanzie non sianostate richieste nel consiglio comunaledi Bellaria Igea Marina. Lista dellacittà ha presentato otto emenda-


copertina3Fermate tutto! Da turista e da esperto vi spiego perché“Per decidere su un’opera importantecome la darsena, inscindibilmentelegata all’offerta turistica, l’amministrazionecomunale dovrebbepreoccuparsi di raccogliere anche ilpunto di vista di chi a Bellaria IgeaMarina trascorre le proprie vacanze.”La proposta arriva da un ospitedi lunga data di Bellaria, uno chel’estate la trascorre qui da una vitainsieme alla sua famiglia. Ma spessoe volentieri ci viene anche ininverno. Si chiama Marco CarloCastelli, nella foto, risiede a Caravaggio(Bergamo), di professionearchitetto ma ricopre diversi incarichi.L’ultimo, che lo porterà ancorapiù di frequente dalle nostre parti,è la presidenza della Fondazione“Monte Titano”, che inaugura il 12marzo la sua attività.Andiamo con ordine. Castelli è sì un“turista” per il quale Bellaria è unameta fissa, ma è anche un esperto.E’ stato assessore al territorio e all’ambientedella Provincia di Bergamo,collabora al Dipartimento dipianificazione, progettazione e urbanisticadel Politecnico di Milanosoprattutto come correlatore di tesisu ecosviluppo ed ecomusei.“Siamo seriamente preoccupati peralcune scelte che gli amministratoristanno facendo, soprattutto quelladella darsena”, attacca Castelli,che si fa portavoce anche di una“cinquantina di famiglie lombardeaffezionate a Bellaria Igea Marina”:“Comincio col dire che, a mio parere,visto che si sta pensando adun’opera che si rivolge principalmenteai turisti, i diretti interessatiLa darsena la fate peri turisti? Allora chiedeteloro se e come lavogliono. E il progettorischia di fare più maleche bene a BellariaIgea Marina.dovrebbero essere consultati”.In che modo?L’occasione dell’estate è ottima perraccogliere il parere dei turisti chesoggiornano a Bellaria Igea Marina.Coinvolgendo le strutture ricettivee alcuni luoghi pubblici, i turistipotrebbero esprimere la loro opinioneattraverso un sondaggio o un referendum,rivolto anche agli stranieri.Mi lasci aggiungere unacosa…Prego.La giunta ha fatto del diritto di votoagli extracomunitari che risiedonoa Bellaria Igea Marina da soli treanni, il suo cavallo di battaglia. Ituristi, che sono i veri portatori diricchezza per la città, molti dei qualisono di casa da decenni, non sonotenuti in nessuna considerazione?Lei conosce il progetto della darsena?Certo, ho avuto modo di vederlo estudiarlo.Cosa ne pensa?E’ un progetto che risale ad oltre diecianni fa e va completamente rivistoprima di essere messo in campo.Le ragioni sono diverse: nel frattemposono mutate le condizioni ambientalie gli studi sull’impatto ambientalecompiuti in anni così lontanisono irrimediabilmente vecchi.E poi?Perché si possa parlare di recuperourbano non si può vincolare il progettodella darsena alla edificazionedi insediamenti abitativi, ma primal’amministrazione dovrebbepreoccuparsi di infrastrutturare ilterritorio e poi decidere se far partireeventuale residenziale o altro.Terzo punto, prima di realizzare unadarsena di così grandi dimensionioccorre obbligatoriamente attuareuna valutazione di marketing territoriale.Per quale ragione.Per capire se sia sovradimensionata,come io penso in effetti sia quellaprogettata. Darsene limitrofesono in “sofferenza” e a Bellaria èeccessivo realizzare due darsene percomplessivi 400 posti barca circa.Anzi, è fuori da ogni logica. Capiscoche lo facciano a Cattolica, che puòcontare su un’industria che costruisceyacht e motoscafi. Ma Bellariaha un turismo familiare, gente cheIl Nuovoviene in albergo e al massimo possiedela seconda casa. Infine, ancor primadi parlare di darsena, è fondamentaleaffidarsi ad un progetto di sviluppoturistico della città: perché la darsenadeve avere l’effetto di volano enon invece mettere a rischio l’economiae il territorio di Bellaria IgeaMarina. Ecco, mi sembra che l’attualeprogetto di darsena vada fuori sistemae non sia inserito in un piano disviluppo turistico, quindi il rischio èche possa fare più male che bene allacittà. O almeno, nessuno - senza studiappropriati - potrebbe escluderlo.Il Nuovo intende avviare su questitemi un confronto facendo tesorodi competenze anche esternealla città: lei è disponibile amettersi in gioco? E guardi chenon abbiamo parcelle da distribuire…Sarei contentissimo di farlo e sonopronto a mettermi a disposizione dellacomunità di Bellaria Igea Marina,che considero anche la “mia” città.La Fondazione “Monte Titano” per lasolidarietà e la libertà dell’uomo, di cuiCastelli è presidente, tiene il suo primoincontro pubblico il 12 marzo nella saladel Castello di Serravalle. A parlare di“società multi-etnica, quale etica”, interverràil prof. Massimo Cacciari.La Fondazione, che ha sede a Domagnano,nella Repubblica di San Marino,è una organizzazione umanitaria indipendentenon lucrativa, di utilità sociale.Nel 2007 ha in programma numerosiconvegni su tematiche sociosanitarie,culturali e dell’innovazione tecnologica.menti, tutti mirati proprio all’obiettivoche sta a cuore agli operatori turisticie ai cittadini. Il dirigente comunalealla gestione del territorio, architettoGilberto Facondini, su quasi tutti haespresso parere favorevole, anche sullarichiesta di fideiussioni bancarie per untotale di 15 milioni di euro, ma ha accompagnatoil suo giudizio tecnico positivocon una aggiunta che a molti non èpiaciuta: l’approvazione di questi emendamenti- ha scritto nero su bianco -“comporterebbe una eccessiva onerositàin capo al soggetto attuatore in virtùdelle molteplici garanzie richieste, talida pregiudicare l’obiettivo di realizzazionedelle opere previste nel progettounitario.” Sarà vero, come ha sostenutoqualcuno, che il presidente di Porturaveva fatto sapere, alla vigilia del consigliocomunale, che se fossero stateinserite in convenzione le fideiussioni,avrebbe tirato i remi in barca?Sta di fatto che la precisazione deldirigente non è piaciuta a CristinaZanotti, che ha espresso seri dubbisulla “legittimità” di un simile parere,visto che “le fideiussioni bancariepotrebbero comportare un costosopportabile” (si sarebbe trattatodi una spesa di 20-30 mila eurol’anno per Portur). Non è stato accoltonemmeno l’emendamento chechiedeva di precisare che gli interventidi ripascimento sono “finalizzatial mantenimento quantomenodell’attuale linea di battigia”.E’ una ferita profondissima quellache si è aperta: senza mezzi termini,gli operatori economici sono convintiche un’amministrazione chenon si preoccupa di prevedere garanziefondamentali per tutelare ilmare a l’arenile (beni primari suiquali si regge l’economia turistica),dimostra di non avere a cuore gliinteressi della città.Anche Vittorio Guerra (Altra Idea)ha presentato diversi emendamenti,compreso quello “di stabilire cheeventuali danni a terzi derivantidagli eventuali fenomeni di erosioneche si dovessero verificare in conseguenzadell’approvazione dellapresente delibera, verranno risarciti”.L’idea di Guerra è la seguente:se il sindaco è convinto che non cisaranno problemi, perché non si assumele proprie responsabilità firmandouna sorta di contratto con ibellariesi?Il plastico: chi l’ha visto?Il plastico della darsena il sindaco l’haportato a Dusseldorf ma il 15 febbraio nonl’ha esposto nella sede del consiglio comunale,il luogo istituzionale per eccellenza,dove i rappresentanti dei cittadini e i cittadinistessi (fra l’altro accorsi in massaal consiglio) l’avrebbero potuto vedere.Finita la tourneè tedesca, il plastico hapreso il volo dalla sala del Municipio. Pareche l’onere di prelevarlo e infilarlo nelgarage di casa, sia toccato all’assessoreAlessandro Zavatta, lo stesso che si erasobbarcato la distribuzione del manifesto“Darsena subito” la scorsa estate. E perchél’avete fatto sparire?, hanno chiestogli esponenti dell’opposizione? “Perché ilprogetto che ci chiedete di approvare è


copertina4Il NuovoLe categorie economiche: «Una garanzia solida a tutela dell’arenile»Le associazioni di categoria avvertonocongiuntamente l’importanzae la caratteristica strategica per ilpaese del tema relativo alla Darsenae alla zona portuale, nonché alleannesse zone implicate nel progetto.Proprio per questo ritengono doverosofar sentire la propria voce inmerito alle numerose preoccupazioniche il suddetto progetto ha sollevatoin più soggetti del paese e innumerosi nostri iscritti.Ci rivolgiamo ai membri dellagiunta e ai consiglieri comunali, fiduciosiche possano farsi portatoridi considerazioni che nascono in chia Bellaria Igea Marina non solo civive, ma ha voluto operare la propria“scommessa economica”, se cosìsi può dire, investendo il territoriodella propria fatica, del proprio denaroe delle proprie idee.Quanto qui espresso, peraltro, nonè nuovo, essendo già stato avanzatoal sindaco, dal quale purtroppo nonè giunta a noi alcuna risposta, népositiva né negativa.Noi non siamo contrari alla realizzazionedi una Darsena a BellariaIgea Marina, com’è ovvio, essendoquesta un sicuro valore aggiuntoofferto al paese. Tuttavia manifestiamola decisiva volontà che venganoofferti chiarimenti e garanziereali in merito ai possibili, ancheingenti, danni causati dall’erosioneconseguente agli interventi.L’impegno di ripristinare l’arenile,peraltro sottoscritto da Portur, vaaffiancato con una garanzia solida,quale una fideiussione di primarioistituto bancario, volta a coprire ilavori di ripristino della spiaggia incaso di erosione.Ricordiamo che la spiaggia è il beneprincipale di questo paese. Un beneprezioso e di alto valore qualitativo,che ha resistito negli anni anche alledifficili condizioni del sistema ecoambientale,le quali tanto hanno,purtroppo, interessato invece ilmare. La nostra spiaggia è sicuramenteinvidiata da tutti e pertantova garantita in ogni modo, con garanziedi indubbia solidità.Inoltre, iniziare i lavori prima dellastagione estiva, comporta almenodue ordini di problemi. La città aPasqua, un periodo di promozionefondamentale per la stagione imminente,si presenterebbe con un bigliettoda visita poco appetibile: cantieri,scavi e quant’altro. Per giuntail tutto nel luogo baricentrico dellasua vita turistica, il porto. Inoltre, ilavori in mare potrebbero creare difficoltàper la balneazione in zone piùampie, per la diffusione di sedimentifangosi presenti proprio nella zonain cui si andrà ad operare.Pertanto chiediamo che:1) venga inserita, nella convenzionecon la società Portur, una garanziafideiussoria di importo equo rispettoai danni possibili e comunquenon inferiore a euro 5.000.000. Lastessa dovrà avere una durata limitatanel tempo, ma rinnovabile qualorasi dovessero presentare problematicherelative a fenomeni erosivi;2) venga posta seria attenzione altema dell’inizio dei lavori, con uncorretto computo dei vantaggi cheoggettivamente potranno nascerenel posticipo a settembre di detto inizio.Aia-Federalberghi, CooperativaBagnini, Confcommercio,ConfartigianatoBellaria Igea Marinadiverso da quello del plastico”, ha sostenutoRoberto Turroni, Lista dellacittà. Per la verità è diverso anche daquello che porta la firma dell’ingegnerConti, che è stato approvato dal ministeroe in base al quale Portur ha ottenutola concessione demaniale. Rispettoal progetto Conti, quello votato amaggioranza a metà febbraio mantienesolo il perimetro della diga foranea,ma senza la torre di controllo esenza nemmeno i servizi a terra, fattaeccezione per “un box-cassa e per ilmanufatto per servizi igienici”. Il chesignifica che occorrerà una variantesostanziale rispetto al progetto Conti equindi diverso tempo che se ne andràin attesa di poter procedere coi lavori.Sarà necessaria una variante checomprenderà anche il muro paraondee quindi un altro screening: probleminon ce ne saranno, ha sostenutoil sindaco, “ed è inutile aspettareche prima venga approvata la variante,tanto vale licenziare subitoquesto progetto perché così sarà possibilecominciare i lavori compatibili fral’attuale progetto e quello futuro, senzaperdere quei mesi di tempo che servirannoa mettere in campo la variante.”In attesa dell’esito delloscreening ambientaleLa prossima scadenza sarà il pronunciamentosullo screening da parte dellaProvincia, che ha ricevuto diverseosservazioni. Fra queste ci sono ancheEcco come hanno votato gliamministratori comunalialle delibere sulla darsena del7 luglio 2006...Sì. Ds: Gianni Scenna, StefaniaVasini, Cristina Belletti, MatteoZannoni, Enzo De Paoli, RobertoSancisi, Christian Corbelli, Verdi:Monica Giorgetti. Margherita:Gianluca Casadei. Sdi-Nuovo Psi:Giancarlo Pari.Astenuto: Gianni Giovanardi(Nuova Civica).No. Lista della città: Fonti Primo,Giorgetti Filippo, Turroni Roberto,Grossi Pierluigi, Maggioli Roberto,Medri Ottaviani Gianluca.Altra Idea: Guerra Vittorio. Civica:Zanotti Cristina. Rifondazionecomunista: Mara Garattoni.Voto ballerinoi rilievi di Rifondazione comunista(che pure ha votato a favore del progetto),che ha chiesto di aggiornare eapprofondire gli studi, perché quellipresentati risalgono agli anni 80-90.La stessa osservazione è stata presentatadalla consigliera regionale deiVerdi, Daniela Guerra che pone la necessitàdi “avviare la procedura perla Valutazione di impatto ambientalein modo da avere una adeguata valutazionedelle ricadute del progetto dalpunto di vista ambientale.” Altre osservazionidepositate recano la firmadi Altra Idea e delle associazioni di categoriabellariesi.Ma la giunta Scenna è aportata di crisiAll’indomani del voto e dell’ennesima“sofferenza” della maggioranza, GiancarloPari e Roberto Vasini, esponentiAssente: Faccini Simone (Verdi).E del 15 febbraio 2007...Sì. Ds: Gianni Scenna, StefaniaVasini, Cristina Belletti, MatteoZannoni, Enzo De Paoli, RobertoSancisi, Christian Corbelli, Verdi:Monica Giorgetti. Rifondazione comunista:Mara Garattoni. Margherita:Gianluca Casadei. Sdi-Nuovo Psi: Giancarlo Pari.Astenuto: Gianni Giovanardi(Nuova Civica).No. Lista della città: Fonti Primo,Giorgetti Filippo, Turroni Roberto,Grossi Pierluigi, Maggioli Roberto,Medri Ottaviani Gianluca.Verdi: Faccini Simone. Altra Idea:Guerra Vittorio. Civica: ZanottiCristina.socialisti che sostengono la giuntaScenna, hanno suonato la sveglia:“Questa maggioranza non ha futuro,così non si conduce in porto la darsenané nient’altro”. Hanno parlato di“maggioranza traballante che si arenaappena esce dall’ordinaria amministrazione”,aggiungendo che “se noninterverranno cambiamenti siamodisposti a trarne tutte le conseguenze.Con i Verdi e Rifondazione non si vada nessuna parte, bisogna aprire agliex Popolari e a Nuova Civica.” I socialistihanno messo in piazza una crisievidente del centrosinistra, destinatamolto probabilmente a far mancare ivoti in consiglio comunale alla prossimascadenza, quella che dovrà dare ilvia alla contestatissima Umi3, cioèalla edificazione a monte della ferrovia.Uno dei due Verdi e Rifondazionehanno già lasciato intendere che nondormiranno in quell’occasione.Lista della città, per bocca di RobertoTurroni, Primo Fonti e Pierluigi Grossi,ha chiesto le dimissioni del sindaco.E Scenna ha risposto di essere dispostoa tutto: “Se voi pensate che l’unicoostacolo all’avviamento di un serioed approfondito confronto politico siail sindaco, allora non ho il minimodubbio nel porre sul tavolo anchequesto ruolo, rimettendo al consigliocomunale la scelta che gli compete.”Pronto a immolarsi pur di ricucirecon gli ex Popolari e mettere la bandierinadella darsena nel suo curriculumpolitico.


il fatto5 Il NuovoIl minuto d’ariaNuovo Cinema Astra: una storia d’amoredi Antonella BarberiniE’ successo, dunque... non è unabufala carnevalesca o una chiacchierarivoltata in padella e intintanell’olio: BELLARIA HAUN TEATRO.Una cosa seria, un Programma,gente che “lo fa” per talento e permangiare, che viene dalla gavettae dalla televisione. Gente che tiviene voglia di andare lì a stringerglila mano e dirgli ‘bravo,complimenti’.Ce lo insegnano i greci, i romani ei video-giochi di simulazione comeSIMCITY: la Cultura fa evolvere iquartieri e le case che ne vengonoinfluenzate, ovvero che da casupolediventano casamenti fino avere e proprie case di lusso.E’ successo, dunque, che il Teatroera pieno e che c’era anche il Sindaco,senza la cravatta rossa, peri fiori di rito alla regista, mercoledì01 febbraio. E’ un fatto Nuovo eimportante, un evento epocale:nella vita culturale di un paeseche vive di fotografie inbianco\nero, cementificazioni selvaggee sfigurazioni topografiche,questa è la svolta.Non ce ne vogliano i Vecchi, quelliche il teatro - a Bellaria Igea Marina- lo hanno sempre fatto dietrola Chiesa, e le battute le imparavanoa tavola sulle sedie di legnocon la paglia e il fiaschetto divino. Questa, Signori, è un’altrastoria. E’ il Nuovo che avanza.E’ successo, dunque, che le donnedel nostro paese si son fatte la piega,si sono vestite “come per andarea teatro”, con i fili di perle, esi sono incontrate per la strada...mantelline con le frange, le giovanialla moda... sciarpa biancaVIP, i signori coi capelli bianchi....occhiale da intellettuale di sinistra,gli intellettuali di sinistra....C’eravamo quasi tutti, anche chinon ci doveva essere, anche chiha fatto l’abbonamento solo perfare un favore al Comune. Pocoimporta aver letto Anton Checove la sua letteratura russa dello “ZioVania”, “Le tre sorelle” e “Il giardinodei ciliegi”. Quello che contaè che c’era Giulio Scarpati: quellodi “Un medico in famiglia”. Pocoimporta se non è stato quel granspettacolo che ti fa ridere e piangereinsieme, che ti travolge e ticambia la vita per un’ora, o anchecinque minuti, quando tiguardi in faccia alla fine, primadi uscire, dopo aver tirato un sospironesulle ultime battute diAnton in punto di morte: “No. Lafelicità non esiste, cagnolino mio.La possiamo solo aspettare, sognare,desiderare... Bisogna vivere,bisogna vivere... “. Come è già finito?e dov’è questa Jalta?Sara Foschi ringrazia lagenerosità dei bellariesi“Sport e solidarietà”, la cena di beneficenzaa sostegno dell’opera missionariadi Sara Foschi, che si è svolta il5 febbraio, ha riscosso un grande successo.Alla serata, organizzata dall’Azionecattolica della Parrocchia diBellaria, al Palacongressi di Aldo Foschi,si sono ritrovate circa 350 personetra cui rappresentanti del mondoeconomico, del volontariato, am-Ammonta a 5.300 euro il ricavato della cena dibeneficenza “Sport e solidarietà” che è andato aministratori comunali (compreso ilsindaco) e tanti personaggi del mondosportivo: i calciatori del Cesena Delsostegno della missionaria bellariese, da sei anniCore, Sabato, Sarti e l’allenatore Castori,Vitiello e Baccin del Rimini ac-in Bangladesh con la “Papa Giovanni XXIII”.compagnati dal preparatore atleticobellariese Danilo Chiodi, il pugileStecca, l’olimpionico di lotta grecoromanaVincenzo Maenza e alcunicalciatori del Bellaria.Nelle aste a scopo benefico sono andatea ruba la maglia di Totti, acquistataper 260 euro, quella di Toni(175 euro) e Del Piero (180 euro). Intotale sono stati raccolti circa 7.500euro con un ricavo complessivo di5.300 euro.Sara Foschi vive da sei anni a Chalnain Bangladesh. Assieme a Rudy eFranca ha fondato, per la ComunitàPapa Giovanni XXIII, una missioneche si prende cura principalmentedei bambini abbandonati e diversamenteabili, di donne reiette ed emarginate.Ospita più di cento persone di Sara Foschi in mezzo ai bambini ospiti del centro creato e gestito da lei e da altri volontari dellatutte le tre religioni principali: islamismo,induismo e cristianesimo. Fracomunità di don Oreste Benzi.le tante attività, Sara si occupa di sostegno allo studio: di recente la co- munità ha acquistato la scuola diocesanaper ristrutturarla, ampliarlae poter fornire ai bambini poveri,non solo quelli della comunità, unaformazione primaria e quindi un futuromigliore. Un altro campo di lavororiguarda la sanità, attraversol’acquisto e la distribuzione dei medicinalidi prima necessità, spesso fuoriportata per l’economia disastrata diquel piccolo villaggio sul golfo delBengala. Sara e gli amici della PapaGiovanni XXIII sono anche impegnatinel “progetto Roby e classi speciali”,per fornire un’educazione scolasticaa Roby, bimbo cieco, e ad un’altradecina di bambini sordomuti, ciechio con handicap psichici e nel “progettoun letto per ogni bambino” grazieal quale accolgono e tolgono dallastrada bambini abbandonati, chenella maggioranza dei casi sono diversamenteabili, orfani senza reteparentale o provenienti da altre situazionidi emarginazione.Il ricavato della serata è stato consegnatodirettamente a Sara il 17 febbraioda Filippo Giorgetti, uno degliorganizzatori della cena di beneficenza,e dalla madre di Sara, che si sonorecati in Bangladesh nella missionedella comunità Papa Giovanni XXI-II. E da parte di Sara, a quanti hannopartecipato all’iniziativa e a tutti ibellariesi, questo bel saluto: “Vi ringrazioper tutto, ma vi chiedo principalmentedi pregare per noi, per lanostra missione e per tutti i poveri” .


primo piano 6 Il NuovoL’irrisolto problema della “città delle colonie”Il lungomare di Bellaria termina in piazza Kennedy. Per il resto, fino alla Cagnona, strade “cieche”.Una città da trasformareUna cittadina balneare come lealtre della costa romagnola. Conle quali ha molti elementi in comunema anche alcuni tratti caratteristicidi diversificazione. Dueneolaureate in architettura pressol’Alma Mater Studiorum di Bologna,sede di Cesena (Facoltà di Architettura“Aldo Rossi”) hanno studiatoil caso Bellaria Igea Marina,ponendosi l’obiettivo, attualissimo,della “Trasformazione di una cittàbalneare: lungomare e spazi pubblicinella città delle colonie. Il sistemaconnettivo del verde e degli spaziaperti”. Questo il titolo della testi dilaurea (Relatore: Prof. Arch. GuidoRonzani, correlatore: Arch. ValentinaOrioli) che porta la firma di unabellariese, Maria Lazzarini, e di unariminese, Michela Montanari. Lequali sono partite dal focalizzare lostato di fatto: “La ricostruzionepost bellica e la grande speculazioneedilizia degli anni ’60, coincidentecon il boom turistico, portanoall’inevitabile intasamento dellafascia costiera a mare della ferrovia.”Una zona della città privadi “spazi pubblici, di relazione everdi nella fascia costiera, congestionatadalla presenza predominantedi strutture ricettive digrandi dimensioni, le quali spessoimpediscono la visuale del mare.”Non solo. Per completare il quadrovanno aggiunte le problematichelegate alla viabilità: strade piccole,una difficile accessibilità e unalinea ferroviaria che taglia in duela città, separando la zona turisticada quella residenziale. In particolarepoi, il territorio è segnatoda una negatività che le amministrazioniche si sono succedute nonsono ancora riuscite a trasformarein positività: “Un altro segno caratteristicodi questo territorio èla grande concentrazione di colonie,costruite prevalentementenegli anni ’50 a Igea Marina, cheBellaria Igea Marina ha bisogno di essere ripensata.Anche urbanisticamente. I problemi provocatida uno sviluppo caotico, sono noti. Iniziamo a discuternea partire da una tesi di laurea dedicata alla“trasformazione di una città balneare”. La nostra.identificano l’ultima propagginedel comune come Città delle colonie.”Le abitazioni a Bellaria IgeaMarina nella seconda metàdel 700.... Dal 1950 al 1960.di Claudio MontiDecisamente interessante è il colpo d’occhio relativo allo sviluppodell’urbanizzato (in rosso) nel corso degli anni, che la tesi di laureaha ricostruito attraverso una ricerca storica e l’ausilio di varie fonti:il Catasto Calindri, i voli dell’I.G.M. e le Carte Tecniche Regionali.... alla fine dell’800. ... negli anni della Secondaguerra mondiale.... Dal 1960 al 1980. ... Dal 1980 al 1990.La domanda che si sono poste leneolaureate è indubbiamente suggestiva:che possibilità di miglioramentopresenta una città cosìstrutturata? Quali ambiti di manovraper una trasformazione urbanisticasignificativa?La viabilità“La viabilità locale, soprattutto aBellaria, risente di uno sviluppo inizialecaotico e senza alcuna regolad’impianto, dovuta alla mancanzadi una normativa che desse un’immaginealla città.” Situazioni di confusionesono conseguenza “di un reticolostradale non ben definito e diassenza di permeabilità tra le particausata dalla frattura della ferrovia.Questa barriera a Bellaria èsuperata attraverso una serie dipassaggi a livello i quali però nongarantiscono, specialmente nel periodoestivo, la necessaria fluiditàdel traffico veicolare.”La più importante delle discontinuitàè però costituita dalla “stradalungomare che improvvisamente siinterrompe, sostituita da un tessutocon prevalente viabilità ortogonaleal mare, residuo dell’impiantostorico della città, in cui i primi villinisparsi sulla spiaggia erano raggiungibiliattraverso piccoli sentieridi terra battuta ortogonali almare. Oggi molti di quei villini sisono trasformati in grandi alberghima la dimensione delle strade è rimastaquasi la stessa.”Non ugualmente caotica è la situazionestradale di Igea Marina, natada un preciso piano redatto dal suofondatore, Vittorio Belli: “Il tessutosi presenta infatti più ordinato conun reticolo ortogonale.” Ma IgeaMarina risente, ancor più di Bellaria,“della frattura della ferrovia, acausa della pressoché totale assenzadi passaggi che ne garantiscano ilsuo attraversamento.”C’è un altro aspetto che merita diessere accennato, ed èla mancanzadi permeabilità” che si spieganella particolare vocazione delle dueIl NuovoGiornale di Bellaria Igea MarinaQuindicinaleDirettore responsabile:Claudio MontiRegistrazione:Tribunale di Rimini n. 12/2004Direzione e Redazione:via Orazio n. 101Tel. e Fax: 0541-33.14.43E-mail: cmonti@ilnuovo.rn.itStampa:La Pieve Poligrafica EditoreVilla Verucchio srl(Villa Verucchio)Società Editrice:Editoriale Nuova Comunicazione srlPubblicità: Tel. 0541-33.14.43Tiratura: 7000 copie. Chiuso intipografia il 26.02.2007


primo piano 7 Il Nuovoparti della città (quella a mare e amonte della ferrovia), da sempre asé stanti: da una parte la città dellecolonie e dall’altra la zona residenziale,caratterizzata soprattutto dallapresenza di serre.Il verdePiù che di verde bisognerebbe parlaredi grigio. Sul territorio di BellariaIgea Marina, decisamente segnatodal cemento, spicca “l’assenzaquasi totale di verde nella zonaal di sotto della ferrovia, fatta eccezioneper i due varchi a mare e peril verde privato rinvenibile nellepertinenze delle colonie (spazi verdiche nel complesso costituisconouna risorsa da valorizzare, soprattuttoper la rarità di spazi liberi aterra in questa fascia di territorio).”I varchi a mare sono una presenzatanto importante quanto rara perIl Parco del Gelso: una delle poche aree pubbliche verdi rimaste a Bellaria Igea Marina.la naturalizzazione di un luogo fortementesaturo quale la costa: unodi questi è il Parco Pavese, ottenutodalla demolizione della colonia omonima,l’altro è la “Locanda delleDune”, area verde privata posta direttamentesulla spiaggia. Cosìcome privato e decisamente da tutelaree valorizzare, è il verde checostituisce la pertinenza della ColoniaOpafs.Le aree verdi pubbliche sono invecequelle dei giardini comunali a Bellariae il grande parco urbano di IgeaMarina. L’unico percorso di rilievonaturalistico a monte della stataleè il sentiero ciclo-pedonale lungo ilfiume Uso, “il quale attualmentenon è inserito in una buona rete dipercorsi per la mobilità ciclo-pedonale,essendo di fatto isolato da quelliesistenti, anch’essi frammentari ediscontinui.”Una serie di piste ciclabili sono statepreviste dal Prg ma solo in parteattuate.1- continua


in breve8“Sessanta e oltre in Festa” XII edizioneal Centro Congressi EuropeoIl NuovoMOSTREContinuano le esposizioni del“Corniciaio” a BellariaSi apre il secondo capitolo dell’interessanteiniziativa del Corniciaio.Ricorderete che presso l’area piùesterna del negozio, posto nei pressidella piazza G.di Vittorio (via MarJonio, 14-16), ha luogo da un paiodi settimane una mostra di quadridi artisti che si alterneranno nel corsodel tempo. Ora è il turno di AntonellaGuidi che inizierà la sua esposizionea partire dal 4 marzo prossimo.L’entrata è libera.Allegria e tanta voglia di stare insiemealla dodicesima edizione dellafesta di carnevale organizzatadall’assessorato ai servizi socialidel Comune di Bellaria Igea Marinae dal Centro sociale Alta Mareaper i “Sessanta e oltre ….in Festa!”.Come gli anni scorsi la tradizionalefesta per gli anziani si è tenutanel pomeriggio di martedì grassoal centro Congressi europeo di BellariaIgea Marina e ha visto la partecipazionedi oltre 500 persone fraanziani, famiglie e bambini in maschera.Hanno portato il saluto dell’amministrazionecomunale il sindacoGianni Scenna, l’assessore ai servizisociali del comune RosannaRizzo e l’assessore provinciale MarcellaBondoni.Sono stati staccati oltre 500 bigliettidella lotteria, mentre il gruppomusicale “Ornella e Jack” ha guidatoi balli. Alle danze popolari instile ‘800 e ‘900 ci ha pensato ilgruppo “Amici delle tradizioni etniche”.Un bel pomeriggio trascorsoin amicizia, che è volato piacevolmente.LA CITTÀ A PORTATA DI NUMEROMunicipioP.zza del Popolo, 1Tel. 0541.343711Iat Informazioni turisticheBellaria: Via Leonardo da Vinci, 2Tel 0541.344108 fax 0541.345491iat@comune.bellaria-igeamarina.rn.itLAVORI PUBBLICIChi ci dà la luce? Il Comune diBellaria Igea MarinaPartono i lavori di pubblica illuminazionein due vie di Bellaria IgeaMarina. Si tratta di interventi straordinarigià previsti nel bilancio del2006, per illuminare via Fornace(dal depuratore fino a via Cesare Battisti)con l’installazione di 35 nuovilampioni collegati all’Enel e del completamentodell’illuminazione pubblicain via Carducci con la sostituzionedi nuovi lampioni al posto diquelli vecchi.“Il costo dell’intervento ammonta acirca 80mila euro e i lavori si protrarrannoper circa un mese”, fannosapere dal Comune.LOCALI DI TENDENZAIl Pjazza ha riaperto conDaniela NicolettiE’ un ritorno al passato quello del Pjazza,che ha riaperto i battenti il 10 febbraioscorso. Se infatti la proprietà ècambiata, perché lo storico locale diBellaria centro è stato acquistato dadue giovani imprenditori (uno di Cesenaed uno di Milano), nel ruolo didirettore artistico torna l’anima delPjazza, Daniela Nicoletti, che avevaraccolto il testimone dal fondatore diquesto originale e famoso punto diincontro, Roberto Mantovani.Sabato 3 marzo al Pjazza arrivano iQutintorigo, mentre il 10 marzo unaltro appuntamento da non perdere:Pia Tuccitto in concert.www.pjazzaclub.itSMS AVVISA e la Carta di Creditoè ancora più sicuraE’ possibile attivare gratuitamentepresso tutte le Filialidi Romagna Est il nuovoservizio “SMS Avvisa” ….tutti i titolari di Carta diCredito Cooperativo riceverannoin tempo reale sulproprio cellulare un messaggioche li informa adogni utilizzo indicando importo,luogo e orario del pagamento.Si potrà, inoltre,richiedere l’avviso ancheper tutti i pagamenti effettuaticon il Pagobancomat.Una soluzione innovativagrazie alla quale RomagnaEst è in grado di garantireai propri clienti la massimasicurezza contro le frodi ealtri utilizzi impropri dellacarta di credito. Un sistemadi controllo degli utilizziche va ad integrare i serviziassicurativi già presentisin dal momento dell’attivazione.Inoltre, i titolari della Cartadi Credito Cooperativo potrannoverificare in qualsiasimomento l’estratto contodelle operazione sul portalewww.cartabcc.it per ottenereil dettaglio degli acquistieseguiti con unamaggiore chiarezza e trasparenzadi utilizzo del credito.Vieni a scoprire tutti i servizied i vantaggi che puoiottenere! Presso gli sportellidi Romagna Est potraiavere tutte le informazioni.Spazio Romagna EstPolizia MunicipaleVia Leonardo da Vinci, 10Tel. 0541.343811Pronto InterventoPiazza del Popolo, 1 - Tel. 0541.327152Pubblica Assistenza Croce BluVia Ricci, 9Tel. 0541.333222CarabinieriVia Giovanni Pascoli, 60Tel. 0541.344104OrientaexpressP.zza Gramsci,4Tel. (e fax) 0541.340144Biblioteca ComunaleViale Paolo Guidi, 108Tel. 0541.347186Nursing ExpressAssistenza infermieristica domiciliareVia Virgilio, 84 Igea MarinaTel. 0541.333653Centro GiovaniTel. 0541.333220CUPTel. 0541-327153Hera (Nettezza Urbana)Tel. 0541.361361Protezione CivileTel. 0541.331148InformahandicapTel. 0541.343782Taxi Bellaria (servizio diurno enotturno) Tel. 0541.343132


in breve9Il NuovoEppur (il Comune) si muoveDopo la denuncia sul Nuovo e lelamentele di alcuni cittadini,l’amministrazione comunale èintervenuta su una delle duecanaline pericolose (foto a sinistra)in viale Ennio. La seconda è stataappoggiata allabene e megliosul suo sito,mentre la primaè stata riempitadi asfalto(foto a fianco).Non è un capolavoroma almenonon c’è il rischioche qualcuno si faccia male.Fantastico Carnevale! E la festa continua sul sito del NuovoUn’edizione super quelladei carri mascherati chehanno sfilato domenica18 febbraio attorno alcomune. Otto erano quellipreparati dalle parrocchiedi Bellaria, Bellariamonte, Igea e Bordonchio,ai quali si sono aggiuntiquelli di San MauroPascoli. Una bellissimafesta alla quale hannopartecipato circa 4milapersone. Sul sito internetdel Nuovo (www.ilnuovo.rn.it) circa 400 fotografie tutte da guardare.Se qualcuno dispone di belle foto e vorrebbe vederle pubblicate sulsito può inviarle a questo indirizzo e-mail: epolverelli@ilnuovo.rn.it.


itratti10 Il NuovoAl centro un giovanissimoGiuseppe Tonini al lavoro e, a sinistra,la madre Iride. La foto è del 1955.Igea Marina non è sempre stata comel’abbiamo descritta nel numero scorso.Che oggi sia in uno stato da “periferiaurbana” è un dato che ha dimostratodi condividere anche il “palazzo”,viste le dichiarazioni del neo-assessoreAlessandro Zavatta, il quale pochigiorni fa di fronte ai quartieri ha riconosciutol’urgenza della situazione.Ma non è sempre stato così e chiara èanche la causa della sua morte precoce,o per lo meno del suo stato di graveagonia, come preferiamo dire, giacchésiamo convinti che non tutto sia perduto.Riprendiamo il filo del discorso dellascorsa volta. Igea Marina ha il suo fulcronella Viona che era l’asse di congiunzionetra monte e mare. Questa erala dinamica che le dava vita e identità.Spezzato questo asse, Igea è rimastaun’idea (lo slogan dell’era di NandoFabbri che doveva renderci più “coesie vitali”, come qualcuno ricorderà) edha smesso di essere una realtà.Conferme autorevoli, perchè agganciatealla realtà dei fatti, le troviamo andandoad interpellare alcuni dei protagonistidegli anni d’oro della vita di Igeaed in particolare del suo cuore pulsante,ovvero, appunto, la Viona o vialeEnnio che dir si voglia.L’occasione di questa disamina vienedalla celebrazione da parte del parrucchiereSarti (uno dei quattro eserciziaperti sul viale), dei 60 anni di attività.Aveva aperto i battenti nel 1947 GuerrinoSarti, padre dell’attuale titolare,Sergio. Ma ancor prima era attivo inviale Ennio un altro parrucchiere “storico”di Igea Marina, che peraltro conSarti aveva condiviso per diversi anni,sempre in viale Ennio, il lavoro: DomenicoTonini, il cui figlio, Giuseppe, oraesercita in via Virgilio e continua a condividereamicizia e collaborazione conla famiglia Sarti.Davanti ad un buon bicchiere di sangiovese,ricostruiamo un po’ la vita delcentro di Igea di quegli anni, intrecciandolacon lo sviluppo delle loro attività,tutt’oggi fiorenti.Iniziamo con Domenico Tonini:quando suo padre venne ad Igea?Era al Pavia, nel 1944, perché convalescentea causa di malattie contrattein guerra. Poi aprì un negoziodi parrucchiere nel 1946, in vialeBarba, capellie un viale vivoQuando Igea Marina era vitale, con 26 attivitàestive aperte in viale Ennio e 12 nei mesi invernali.Due “storici” parrucchieri, Sergio Sarti e GiuseppeTonini, ricordano il passato ma hanno ancheuna proposta per rivitalizzare il centro di Igea.di Emanuele PolverelliEnnio, dove ora c’è l’abitazione diOnofri.E invece suo padre, Sarti?Tornato dalla prigionia nel 1945, scoprìche il suo negozio in via Virgilio,dove ora c’è la ferramenta, era statobombardato. Era completamente distrutto.Così dopo un breve periodoGiuseppe Tonini (a sinistra), Mario Cesari, fotografo, e Guerrino Sarti. Sullo sfondo ilviale Ennio. La fotografia è datata 1962.Il gruppo dei barbieri (1969): a sinistraSergio Sarti e a destra Giuseppe Tonini.Sullo sfondo si vede la Cassa di Risparmio,che un tempo sorgeva in viale Ennio.in via Orazio, arrivò in viale Ennio,in quanto i barbieri di allora, i fratelliGiorgetti (Tullio e Ettore, detto Tillio),avevano lasciato per altre attività(bar, albergo e macelleria). Dopoun paio d’anni mio padre e Tonini sisono messi a lavorare assieme.Parrucchieri per uomo e signora?Tonini. Iniziammo presto a fare entrambi.Eravamo “moderni” perchéoggi si torna ad avere tutti e due iservizi. Il servizio per signore lo iniziòmia madre, Iride, che dopo un apprendistatoa Morciano esercitò quinel nostro negozio.Sarti. Dopo qualche anno si diviseroin due negozi, rimanendo però per unbel po’ vicini, qui sempre in vialeEnnio. Il trasferimento definitivo diTonini in via Virgilio, dove già avevaaperto un ulteriore negozio sottocasa, venne dopo.Come era viale Ennio allora?Tonini. Erano anni di notevole fermento.Tutti aprivano attività e cercavanodi sfruttare al massimo leopportunità del nascente turismo. Lavia era il centro del paese.Ancora ricordo i pullman che giungevanoda Santarcangelo pieni digente che andava al mare. La fermataera proprio vicino al bar K2 e scendevanocentinaia di persone.Riusciamo a ricostruire le attivitàche negli anni ’50 davano


quartieri ritratti11 5Il Nuovovita al viale?Sarti. Erano tante e molte di questeaperte anche in inverno. Basti pensare,soffermandosi sulla zona a maredella ferrovia, che qui vi era la posta,la banca (la Cassa di Risparmio), laTimo (i telefoni), Foto Cesari, la macelleria,un negozio di abbigliamento,l’Isora. Ma poi vi erano ben quattrobar, il K2, il bar Sport, il bar Nerie il bar Faedi, i primi due aperti tuttol’anno. L’edicola era qui in viale Ennioin un chiosco ad angolo con viaTibullo e oltre ai nostri due esercizi,vi era un altro negozio di parrucchiera,Gigi e la Marta.E in estate?Tonini. Le attività raddoppiavano:un orefice, numerosi negozi di abbigliamento,giocattoli e souvenir,un’agenzia turistica (Adriatur),l’Azienda di soggiorno, Foto Bill e ilcinema, la famosa Arena Pineta…Tentando di fare insieme un conto numerico,limitandoci agli anni che vannodal ’55 ai primi del ’60, arriviamo acontare ben 26 attività estive compresenti,delle quali 12 aperte anche in inverno.Diverse tra queste si sono poitrasferite nelle vie vicine, in una ragionevolelogica diallargamentodel paese, ma,nel dialogo, tutticonveniamo cheil tracollo è avvenutocon la chiusuratotale delviale.Tornandoalla vostra attività,60anni sono unbello spaccatodella storiadel nostro paese. Che cosa è cambiatodal punto di vista della vostraattività?Tonini. Dal punto di vista del lavoro,un tempo c’era una cura dell’eleganzanotevole. Le persone venivano ancheprima di uscire la sera a farsi icapelli. Spesso si stava aperti fino alle23, perché si aspettava l’uscita delcinema e quei due o tre clienti che sifermavano per una “aggiustatina”.Sarti. L’altro elemento era la familiaritàche si instaurava con il cliente.Da parte nostra c’era un disponibilitàtotale di accoglienza. Da partedel turista era proprio la principalecosa che cercava. Ancora oggi vengonoclienti decennali e quando li siincontra è come rivedere un vecchioamico.E in effetti bastapassare in estatepresso i nostri,per rimanerestupiti dellacordialità espontaneità ditali rapporticonsolidati con clienti “forestieri”. Lagenerazione di Guerrino e Domenico,e quella di Giuseppe e Sergio sono unichein tal senso perché pare proprioche avessero una vera originalità e genialitàdell’accoglienza. Le generazionisuccessive, pur lodevoli per tantialtri aspetti, hanno un po’ perso questadimensione che contraddistinguela Romagna di quegli anni.Ma da dove viene questa capacitàdi accoglienza?Tonini. Si può dire che un po’ erala necessità e che c’era anche unpo’ di “ruffianeria”, ma la veritàdi fondo è che il senso dell’ospitalitàlo si respirava in casa. Venivaspontaneo, come quello delle famigliedi contadini che il lunedì an-davamo a visitare per tagliarei capelli. Molti infattinon venivano in negozio enoi si faceva il giro dellecase.Sarti. Non c’era danaro, maci riempivano di cose, dalvino, alla farina, uova, ecc.Era un modo molto diretto evivo di affrontare comuniproblemi. Questo passavapoi nel rapporto con il turistaspontaneamente.Ma che fare oggi per rivitalizzareviale Ennio?Sarti. Non c’è dubbio. Occorreriaprire in qualche modoil traffico da monte a mare.Lo si potrebbe fare senza troppisforzi, con un interventominimo e senza eccessivo costo.Il sottopasso è sufficientementeampio. Un senso unico verso mare euna passerella per i pedoni (comein via Italico), magari in legno dipregio, esteticamente adeguata, inmodo da consentire il traffico almenofino a via Tibullo in inverno e inA lato, Sergio Sarti con il padreGuerrino (1970). Sotto, Sergio con lamoglie Rosalba, all’interno della loroattività. Sulla foto, nello spazio bianco, sileggono i saluti di una famiglia ditedeschi, affezionati clienti.In basso Giuseppe e Deanna, titolari dellaboratorio parrucchiere Tonini.certe ore in Estate. In comune diconoche non c’è l’agibilità per il sottopasso.Ma possibile non si possafare nulla per ottenerla?Dunque la strada è tornare a far respiraread Igea l’aria della zona amonte. D’altra parte lo sviluppo cheBordonchio sta vivendo, lascia pensareche questo è tutt’altro che unragionamento pellegrino. Inoltre,senza ombra di dubbio, il territorioassumerebbe equilibri più consoni aduna città viva e composita, e nonquelli di un villaggio turistico (spento)a mare ed un dormitorio a monte.L’appetibilità del territorio (ilmare) verrebbe a coniugarsi con learee di alta densità abitativa. L’immagineforte rimane quella dei pullmanche scaricano centinaia di personeda Santarcangelo al centro perandare in spiaggia, in quanto richiamaaccessibilità, fluidità, movimento,presenza di persone che si riversanosul territorio, dando vita allostesso. Quello che accade, in formadiversa, in località come Cattolica eCesenatico e che da noi non accadepiù.


il caso12 Il Nuovoil FiccanasoA Carnevale ogni multa valedi Cristian ScagnelliDomenica 18 febbraio a Bellaria siè festeggiato il carnevale. Nulla ache vedere con il carnevale di Riode Janeiro o quello famosissimo diGambettola. E’ stata una sfilata dicarri e maschere realizzate dalleparrocchie di Bellaria monte, Bellaria,Igea e Bordonchio e da alcuniquartieri, che ha riempito tutta lapiazza del Comune e le strade vicinedove i carri e le maschere sfilavanosotto gli occhi del pubblico, iltutto accompagnato dalla musica.La festa e il divertimento l’hannofatta da padrone, per l’occasioneanche alcuni carri dei nostri vicinidi casa - San Mauro Pascoli - hannosfilato insieme a quelli bellariesi.Mesi e nottate di lavoro di preparazionedei carri e delle maschere conbudget ridottissimi ma alla fine lasoddisfazione e l’allegria di stareinsieme hanno vinto.Nessun vincitore né vinto tra i varicarri: a vincere sono stati i fortunatiche hanno ricevuto i premi e chiè riuscito ad arraffare caramelle,dolcetti e palloni lanciati dai carri,il tutto sotto una pioggia battentedi coriandoli. Spagna, Brasile, IgeaCircus, la fabbrica del cioccolato etanti altri carri a tema. I più attentinon si saranno fatti sfuggire altridue carri che sfilavano: uno eraquello della Polizia Municipale.Proprio così, un carro dei Vigili urbaniche invece di lanciare coriandolie caramelle hanno “gettato”multe alla folla, bello scherzo! Vistala folla di gente le auto eranoparcheggiate ovunque, fino nellazona dello stadio. Si organizza unevento (finanziato in parte anchedal Comune: 4000 euro circa) perattirare gente a Bellaria Igea Marina,che altrimenti è “morta”, e questicosa fanno? Li multano.Il giorno dopo ho ricevuto diversetelefonate di cittadini che mi hannofatto notare “l’incidente” dellecontravvenzioni ed io, rammaricato,ho detto loro che la storia la conoscevobene, perché anche io sonostato multato. Ebbene sì, hanno fattola multa al Ficcanaso per divietodi sosta nonostante l’auto fosse fuoridalla sede stradale e l’orologio segnassele 14.59..., ora in cui la sfilataancora doveva partire. Perchéci hanno multato? Forse la mia autoo quella di altri ostruiva il passaggiodei carri? No signori, e comunquecon una multa il problema nonsi risolveva. Dal Comando della Pmhanno detto di averne “staccate” 7o 8 in tutto di multe, ma in moltiricordano di averne viste parecchie.Tranquilli: la multa l’ho pagatail giorno dopo, non andrò dicerto ad aumentare la voce di bilanciorelativa alle mancate riscossionidi contravvenzioni. Cari cittadinistate allerta perché sembrache per far quadrare i conti oravada molto di moda la multa facile:nel 2006 630 mila euro di incassoa Bellaria, che diviso per ilnumero degli abitanti (anche i neonatie quelli senza auto) ammontaa circa 36 euro a testa. Non male.Il secondo carro invece è quello delComune che non ha sfilato e nemmenosi è fatto sentire o vedere maqualcuno giura di aver visto il carroin un capannone a Bellaria Monte.Tema? La darsena. Sembra infattiche il plastico della darsena siaparte del carro… E le maschere?Beh, muratori, gruisti, cementisti,progettisti, nuovi geometri... e logicamenteamministratori. Speriamoche si tolgano la maschera dalviso prima che qualcuno restituiscaal mittente i mattoni al postodei coriandoli.Quale è il reale livello di urgenza dellescuole di Bellaria Igea Marina? E’una domanda non oziosa, perché sullabase di questa analisi, occorreràpoi valutare i sacrifici che i genitoridovranno assumersi mediante spostamentitalvolta di non poco conto.Anno scorso ricorderete l’infiammatabattaglia da parte dei genitori delletre attuali quinte per non spostarsida Igea alla scuola media. Si trovòalla fine una soluzione semplice,un’aula alla Ternana in cui trovòposto una prima, che ha iniziato lì ilsuo percorso e pare intenda proseguirlo,essendosi trovata bene.Tuttavia, malgrado ciò, rimane unasituazione didattica assai precaria conspazi compressi, assenza di laboratori,spazio mensa sacrificato e aule taloranon ottimali, in più di un plesso.Come si stanno muovendo amministratorie dirigente scolastico per risolverequesti problemi? Partiamodall’assessore alla scuola, nuova rispettoallo scorso anno, la prof.ssaAlga Franciosi.Quale sarà la strategia della giuntaper far fronte all’emergenza? “Lescuole in emergenza sono in particolarela Tre Ponti e la Ferrarin doveNuovi plessi? Il Comune pensaa un altro motore immobiliareLa “Ternana” potrebbe andare ad un privato incambio della costruzione di una nuova scuola dipari cubatura. Vicino al parco del Gelso.mancano aule. Come giunta stiamoapprontando la costruzione di trenuove aule alla scuola media. I lavoridevono partire ad aprile e la dittacostruttrice garantisce di ultimarliper il prossimo anno scolastico.” E perla Ferrarin? “Qui avremo il raddoppiograzie ai costruttori implicati nelprogetto sulla darsena. La partitadovrà chiudersi a breve, per cui prestosi capirà come procedere. In unmodo o nell’altro si dovrà intervenire.”Alcuni genitori e la lista “per unascuola da amare” chiedono un prefabbricato…“Il prefabbricato nonsarà costruito al Ferrarin. Prevediamonuovi plessi che potranno esserecostruiti con strutture modulari edi Emanuele PolverelliL’assessore Antonio Bernardi.flessibili. Su questo stiamo lavorandocon l’assessore all’urbanistica AntonioBernardi. Per il Ferrarin già siprevede il raddoppio. Ma il problemaè un altro”. Ci dica. “Occorre arrivaread una programmazione vera degliinterventi in campo scolastico,così da far sapere ai genitori qualesarà la sistemazione generale e realedelle scuole bellariesi.” E per quest’anno?“Stiamo approntando soluzionima intendiamo ascoltare anchei genitori. In tal senso prevediamo unincontro tra un paio di settimane.”Interpelliamo anche la dirigenteMara Marani. “Sono anche io in attesadelle proposte dell’amministrazione.Va detto in ogni caso che la situazioneè come al solito congestionata,il che non va bene, ma non peggioredello scorso anno.” Che intende dire?“Al Ferrarin avremo tre prime, salvocrescite tardive di numeri chepurtroppo possono sempre esserci.Quindi, vista la disponibilità dellafutura seconda a permanere alla Ternana,tutto è come quest’anno. AllaTre ponti vi è una classe in più, cosìcome alle medie. Soluzioni anche quisi possono trovare, ma dal punto divista didattico siamo stretti. Mancanospazi importanti, da anni.”REVISIONE PERIODICA VETTURE E VEICOLI COMMERCIALIVENDITA E ASSISTENZABollinoblu


il caso13 Il NuovoDa ultimo sentiamo la voce di AntonioBernardi, assessore all’urbanistica,implicato dalla Franciosi sul temadei nuovi plessi. “Abbiamo già incampo una disponibilità da parte diun privato per una permuta: la Ternana,in cambio della costruzione diun plesso scolastico di pari cubatura.”E dove troverebbe luogo il nuovoplesso? “La collocazione sarà amonte del sottopasso di via Italico,lato Bellaria, a ridosso del parco trala strada e la ferrovia. Lì vi è un’ampiastriscia di terra che potrebbe accogliereanche più di un plesso. Stiamopensando ad una costruzione ditipo eco-compatibile, vista la collocazione.”E i tempi? “Il problema è ilPTCP della provincia, che dovrà subireuna variazione di destinazione,essendo quei terreni ora agricoli. Tuttavia,contatti informali con il responsabileTomasetti e l’assessore Rossini,lasciano ben sperare. Dunque afine anno dovrebbero essere risolte leproblematiche di tipo urbanistico.”E’ da tempo che si sente di questa possibileoperazione. I ritardi sono dovutisolo ad aspetti di procedura? C’èaccordo in giunta? “Da quel che mirisulta c’è pieno accordo.” E sul restodel territorio? “Devo ricordare che treaule per le materne saranno ricavatesempre in zona porto in marginealla trattativa per la darsena. Infinestiamo ragionando sul fronte dellazona Cagnona, altra zona di sofferenza.”Sabrina Forlazzini: “Un prefabbricato alla Ferrarin”Che cosa propongono i genitoria fronte della “emergenzaaule”? Le posizioni della listadel Comitato genitori sono stateespresse nello scorso numerode Il Nuovo. Il presidenteRocco Berardi ribadisce tuttal’intenzione di continuare adinvestire il direttore scolasticoprovinciale della situazione didifficoltà di Bellaria Igea Marina.E rispetto all’urgenza diquest’anno? “Occorre che lagiunta faccia delle proposte, poivaluteremo quella più indolore”,spiega. “Però va chiarito chese si continua a mantenere unasituazione di non intervento,ogni anno saremo da capo”.La lista “Per una scuola da amare”una proposta ce l’ha. “C’èqualcosa che si potrebbe faresubito, ma occorre muoversicelermente ed averne la volontàpolitica. Occorreva per laverità essersi già mossi ma suquesto i genitori sono inascoltati”.Chi parla è Sabrina Forlazzini(nella foto), neoeletta inconsiglio d’istituto: “Già a marzodello scorso anno era emersala proposta di un prefabbricatoalla Ferrarin. I motivi sonochiari e si riducono a questesemplici ragioni:1) si risolverebbe l’emergenzadove essa esiste (i bambini alFerrarin mangiano nei corridoi);2) malgrado il futuro raddoppio,il Ferrarin sarà semprein debito di spazi per l’ampliamentodi abitanti nella zona; 3)i costi per un prefabbricato, anchedi pregio (strutture in legno),sarebbero comunque contenutirispetto a quello che sivede messo a bilancio sia perampliamenti dove non c’è urgenzadi pari livello (Panzini)sia per altre strutture (Centrogiovani); 4) i tempi sarebberorelativamente rapidi.”Ma perché non siete ascoltati suquesta linea? “Non sappiamo imotivi di questa sordità. Forsesi spera tutto nel raddoppio, –continua la Forlazzini – ma itempi sono lunghi e già da dueanni con 200.000 euro o pocopiù si poteva avere una strutturapreziosa, che avrebbe sanatol’emergenza e sarebbe rimastautile in prospettiva. D’altraparte già un vecchio consigliod’istituto l’aveva caldeggiata…”


direttore ti scrivoWwf: cittadini gabbatisulla darsenaOh! Che spettacolo il ConsiglioComunale di giovedì 15febbraio a Bellaria!Quale commedia umana! La miglioredelle tragicommedie recitate sui teatrinidella politica in questi ultimitempi!Sono usciti dal Consiglio con le ossarotte i rappresentanti delle categorieeconomiche, in primis AlessandroGiorgetti, infuriato per la mancatatutela economica degli operatori turisticicontro il rischio erosione. Ma si sacome vanno le cose in Italia, non c’èda preoccuparsi, perché i danni nonsaranno pagati dal privato che realizzala darsena, ma dal pubblico, cioèda tutti i cittadini. Anche in questocaso, come in tanti altri già visti, ilprivato avrà i benefici e il pubblicopagherà i costi per frenare l’erosione etutti i danni che ne deriveranno.Se poi vogliamo andare per il sottile,dobbiamo dire che i cittadini sono statigabbati due volte (anzi tre, ma diquesta parleremo più avanti), perchésubiranno le conseguenze dell’erosionein una spiaggia già ridotta ai minimitermini e poi dovranno sosteneregli operatori danneggiati.Gabbati tre volte, dicevamo, sì, gabbatidalle lacrime di coccodrillo, comesi suol dire, dell’altra Giorgetti, laMonica, la quale si è fatta eleggerenelle liste di un partito che fa dellasua primaria lotta la difesa dell’ambientee che ancora una volta, invece,è stato determinante per l’approvazionedi una enorme colata di cementonecessaria per costruire la darsena.Almeno questa volta la Giorgetti, votandoa favore, come d’altronde avevafatto lo scorso luglio, ha dichiaratodi uscire dal partito dei Verdi. A lei,che ha tradito la fiducia di tutti gliambientalisti e dei suoi elettori, chiediamoperché si era presentata alleelezioni come ambientalista e perchénon è uscita dai Verdi nel luglio scorso,anzi ha atteso quasi un anno. Ma aquesta domanda dovrebbe rispondereanche la sua Assessora, la Rizzo Rosanna,la quale mai si è espressa controla darsena. A costei chiediamo chiarimentisu quanto da ella dichiaratosulla stampa, cioè che ha cercato ditrovare un punto di accordo coi suoiconsiglieri. Quale punto di accordo, ciscusi, pro o contro?Lei afferma inoltre di avere seguito le14Per scrivere al direttorefax: 0541.331443; e-mail: cmonti@ilnuovo.rn.it; posta: via Orazio101, 47813 Igea Marina. Tel. redazione: 0541.331443indicazioni date dal suo partito a livelloprovinciale; ma allora fino alluglio dello scorso anno i Verdi eranod’accordo sulla darsena e sul relativomotore immobiliare? Come mai invecei vostri dirigenti regionali si sonoespressi in modo contrario? Ed oggi,dopo, troppo dopo, avete forse cambiatoidea, oppure il vostro nuovo portavoceprovinciale tuona solo contro ladarsena di Cattolica?Oh! mamma mia, qui non ci si capiscepiù nulla! Questa sì che è una bellacommedia umana!Il fatto è che gabbati son sempre i cittadini,i quali non sanno più a chi credere,a chi dare retta e a chi dare fiducia.Non solo, ma il più gabbato allafine è sempre lui, l’Ambiente, che taciturnosi vendica portando via arenile,cambiando il clima, riempiendocii polmoni di polveri sottili, facendoscarseggiare l’acqua potabile, regalandocile fioriture algali in mareecc... ecc...Gabbato sarà anche il Piano Strutturale,che come al solito, si andrà afare dopo che i buoi saranno scappatidalle stalle.Ma che cosa è poi una darsena, di frontead una poltrona?Maria Teresa Pazzagliaresponsabile WWF sez. RiminiLe “tessere” della comunitàsenza giovaniSabato 10 febbraio 2007,presso il Teatro ASTRA,l’Amministrazione comunaleha voluto onorare con la significativainiziativa “Tessere di una Comunità”,quanti, tra i cittadini, hannoscritto di Bellaria Igea Marina.Sono, le loro testimonianze, le tesserevive e palpitanti che vanno componendoa poco a poco un prezioso mosaicorivelatore dell’anima del nostropaese; sono ricordi fissati in tanti libriper essere tramandati come ereditàuniversale alle future generazioni.Purtroppo, però, se si prescinde dalSindaco che ha introdotto l’incontro,dall’egregio prof. Lazzarini che l’hacondotto, dagli “scrittori” invitati perla circostanza e da qualche concittadino,perlopiù loro coetaneo, nessunaltro era presente, nonostante chel’evento fosse stato preparato con curae pubblicizzato per tempo.Nel Teatro semideserto sono mancatisoprattutto i giovani che, di quelle te-Il Nuovostimonianze, avrebbero dovuto esserei destinatari più interessati.La loro defezione mi ha sorpreso edamareggiato e mi ha indotto a farequalche riflessione sulle ragioni chepossono averla determinata.Forse che ai giovani non interessi lastoria del nostro paese? Forse che nonavvertano il bisogno di attingere dalpassato qualche indicazione utile peril loro futuro? Forse che giudichino leesperienze degli anziani superate edinadeguate rispetto alle loro esigenze?O forse che, con il negarsi all’incontro,abbiano voluto stigmatizzarele colpe di chi li ha introdotti in unmondo difficile nel quale si sentonodisorientati ed insicuri?Se fosse quest’ultima la ragione dellaloro assenza non ci sarebbe molto dameravigliarsi, perché noi anziani,presi come siamo dalla cura dei nostriinteressi venali, li abbiamo lasciatispesso soli con i loro problemi esistenzialialla mercè di quel mondo pericoloso.Per farci perdonare la nostra latitanzanon abbiamo lesinato nel rifornirlidi tutti i confort materiali, al puntoche hanno finito per non apprezzarnepiù il giusto valore, ma poi ci siamoben guardati dallo scrutare il loro animo,dal capire i loro veri bisogni e liabbiamo fatti crescere indifesi, agnosticie senza ideali talchè oggi quei giovani,ai quali presto saranno affidatele sorti della comunità, disertano l’impegnocivile ed eludono le responsabilità.Ma quale futuro potrà mai avere unacittà se i suoi giovani ne snobbano lastoria?Proprio mentre noi anziani rivivevamoil nostro passato e ci abbandonavamoalla nostalgia dei ricordi il silenzioaccusatore, che incombeva sulvuoto della platea, ci ha dolorosamenteresi consci che il messaggio che abbiamovoluto trasmettere attraversoi nostri libri è tardivo, se non addiritturainutile.La morale che traggo da tutto ciò èche, per fortuna, non tutti i giovanisoffrono di questi disagi, ma che restaancora molto da fare per recuperaregli altri alla fiducia ed alla voglia diintraprendere e di partecipare.In primo luogo le famiglie non devonoabdicare al loro ruolo fondamentaleed insostituibile; poi le scuole devonoprofondere il massimo sforzo nell’informarei giovani ai principi etici, acciocchèdiventino cittadini esemplari;infine la “Casa Comune” deve sapereanteporre a qualsiasi altro impegnoquello dello sviluppo delle politichegiovanili, perché senza la formazioneed il coinvolgimento dei giovaninon si costruisce una città, né si garantisceil suo futuro.E chissà che un giorno anche a queigiovani non venga il desiderio di aggiungerealtre tessere al mosaico dellastoria bellariese.Alfonso VasiniFabbri bellariesi e fabbriextracomunitariCaro direttore,volevo dire due parole inmerito all’articolo pubblicatosul Nuovo n.2 di febbraio, dal titolo“I fabbri parlano straniero”. Sinceramentesono rimasto molto stupito daquello che sono venuto a sapere leggendoquelle righe. Prima di approfondirela questione mi presento: sonouno dei titolari della ditta “Su.Ma.”di Bellaria Igea marina, località Cagnona,che come bottega fabbrile esiste,con nomi diversi, da oltre 40 anni.Io svolgo questa attività da più ditrent’anni e con sorpresa ho appresoche nel nostro comune sono rimaste,secondo chi scrive, solo tre botteghedi fabbro, due delle quali gestite daextracomunitari. Per quello che so io,fino a qualche giorno fa, lavoravanoad Igea Marina, oltre ai due citati, altridue fabbri, Tass.fer. e Stil.fer. (aproposito, chi è il terzo fabbro citatonell’articolo?) e le assicuro che siamonati e residenti a Bellaria Igea marina.Forse chi ha scritto quelle righe nonsi è informata bene, o si tratta solo dipubblicità nascosta, o molto più semplicementefa più notizia occuparsi diextracomunitari invece che di noi residenti,che da decenni contribuiamoalla crescita della nostra città.Stefano MassiniCi risultava che gli unici due fabbri chelavorano in nome e per conto propriocon un operaio a bottega ognuno, fosseroIsmail Reggab, Tassinari e uncittadino di nazionalità albanese, cheperò per ora non lavora più qui.La ringraziamo per la sua precisazionema la pubblicità nascosta non è ilnostro mestiere. Gli extracomunitarici sono e sono ormai una realtà di cuirendere conto. Senza nulla togliere achi è nato e da sempre vive e lavoranella nostra città. (c.m.)


direttore ti scrivo15Il NuovoLa darsena e il nostro futuroQuando la società perde i suoivalori, è la società che perde.La nostra comunità, lanostra società, governata con autoritarismodittatoriale, ha creato dei sudditinon più cittadini, e in questo statosi vivono solo guai, così da perdere ivalori più alti: la solidarietà per eccellenza.Oggi abbiamo cittadini di serieA e B. La serie B, i non privilegiati, hainteriorizzato una passività per pauradi avere difficoltà nel difendere ipropri piccoli interessi, e si è perso cosìl’amore per le nostre origini, cancellateda chi ci amministra, da un obliovergognoso, quando è indispensabileconoscere le proprie origini per salvarnei valori. Da tempo si parla della Darsena,è ben chiaro che non è un capriccio,è un bene di tutti, ma non ditutti. Purtroppo a guardare il progettosi capisce che in questa opera nonc’è solidarietà per un gruppo di cittadini,ma solo la consapevolezza di nonpotere fare nulla contro il sopruso e laverità negata dei propri diritti. Questaè la somma dei tanti principi chemuovono la nostra società. La Darsenanon è più un valore sociale, ma unguadagno d’imprenditori che privilegianoil desiderio di demolire questamia città, Bellaria Igea Marina e renderlainefficiente nel suo habitat. Inprimis doveva essere ascoltata la vocedei marinai: solo dalla loro esperienzapuò nascere una costruzione idoneaalle loro esigenze per poter finalmentescrivere all’attivo risultati che rispondonoalla vita della nostra marineria.Sono loro che hanno ideato ilturismo, passando dalle capanne(case) create con il “falasco” prodottodal mare, alle prime case di mattoni elì d’estate hanno ospitato i primi bagnantioffrendo pesce e qualità dellerelazioni umane.I marinai vivevano un grosso problema:eravamo appena usciti dallaguerra e subito avevano iniziato i lavoridi ripristino delle barche e dellereti. La nostra costa ha fondali bassi,adatti per la pesca solo a strascico; lanostra marineria si è attivata per primaalla pesca d’altura.Lasciate quel pezzo di mare, quel pezzodi spiaggia a chi per tanti anni l’hasalvata dalle potenti mareggiate e l’haricostruita andando a prendere la sabbiaa Ravenna dove avevano bisognodi creare fondali più profondi. Lasciatela spiaggia ai nostri marinai bagnini.La zona colonia Roma deve ospitarela Darsena, lì può nascere qualcosadi bello e di utile per risollevare il nostroturismo, altrimenti sarà un buconell’acqua. Facciamo in modo di nonpiangere domani la nostra incapacitàdi valorizzare il nostro territorio,creando un’opera costosa e di nessunautilità. Sul nostro canale c’è già unbrutto e poco pratico ponte, non facciamoaltri errori a favore di chi andràa costruire la darsena. Ai bagninimarinai, a quegli alberghi che nonavranno più spiaggia dico che speroche chi ci comanda ci pensi ancora unpo’ prima di fare un errore madornale.Ai marinai un grazie profondo chevale molto di più di ogni riconoscenzaumana.Maria Teresa LucchiVIA TEANO, 26specialitàPESCE e CARNERISTORANTE - PIZZERIATAVERNA “DA BRUNO”di MATTEO e BEATRICETel. 0541-344556Viale Panzini, 150BELLARIARiviera BioVia Tibullo, 21B - Igea MarinaTelefono e fax 0541.333685

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