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Scarica la scheda completa su Adozione internazionale - Unicef

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La Convenzione <strong>su</strong>i diritti dell’infanzia e dell’adolescenza (CRC)La CRC sancisce il diritto del bambino a vivere e crescere nell’ambito del<strong>la</strong> propria famigliad’origine, prevedendo il ricorso a soluzioni alternative solo in via <strong>su</strong>ssidiaria. Questo principiosi ricava da una lettura combinata degli articoli 7, 8, 9, 20, 21.L’art. 7 del<strong>la</strong> CRC riconosce al bambino il diritto a un nome, ad acquisire una cittadinanza e,nel<strong>la</strong> mi<strong>su</strong>ra possibile, a conoscere i <strong>su</strong>oi genitori e ad essere allevato da loro. Così comericonosce il diritto a preservare le <strong>su</strong>e re<strong>la</strong>zioni familiari (art.8) e a non essere separato dai<strong>su</strong>oi genitori contro <strong>la</strong> loro volontà a meno che una decisione in tal senso non sia ritenutanecessaria per il benessere del bambino stesso ( art. 9).L’art. 20, infatti riconosce in questi casi il diritto a una protezione <strong>su</strong>ssidiaria e ad aiutispeciali da parte dello Stato in cui il bambino si trova. Questa protezione <strong>su</strong>ssidiaria puòconcretizzarsi nell’affidamento familiare, nel<strong>la</strong> kafa<strong>la</strong>h di diritto is<strong>la</strong>mico, nell’adozione o, incaso di necessità, nel collocamento in adeguati istituti.In partico<strong>la</strong>re, re<strong>la</strong>tivamente all’adozione all’estero, <strong>la</strong> CRC chiarisce che gli Stati possonoricorrere a questa soluzione in via <strong>su</strong>ssidiaria, cioè quando non sia possibile ricorrere aforme di affidamento o adozione da realizzarsi nello stesso Paese di origine; richiede agliStati di vigi<strong>la</strong>re affinché il bambino abbia il beneficio di garanzie e norme equivalenti a quelleesistenti per le adozioni nazionali e affinché il collocamento del bambino non diventi fonte diprofitto materiale indebito per le persone che ne sono responsabili (art. 21 , lett. b, c, d).Gli Uffici dell’UNICEF nel mondo sostengono il rafforzamento dei sistemi di protezione deiminorenni. Opera con governi, partner delle Nazioni Unite e società civile per <strong>la</strong> protezionedelle famiglie vulnerabili, per assicurare che vengano definite delle cornici giuridiche epolitiche robuste e per costruire <strong>la</strong> capacità del sistema sociale, giuridico e legis<strong>la</strong>tivo.Per quanto concerne le situazioni di emergenza, in occasione del terremoto ad Haiti del2010 l'UNICEF ha ribadito con determinazione <strong>la</strong> priorità di sottrarli al rischio dimalnutrizione, ma<strong>la</strong>ttie, danni psicologici permanenti, sfruttamento ses<strong>su</strong>ale o traffico. Perquesto insieme alle altre Organizzazioni attive <strong>su</strong>l territorio, è stata data prioritàall’individuazione di questi bambini, a registrarli e ad assicurare loro beni per <strong>la</strong>sopravvivenza. Successivamente si è tentato di ricongiungere i bambini rimasti soli alleloro famiglie, ogni volta che ciò è stato possibile. Per coloro per cui <strong>la</strong> riunificazionefamiliare non sarà possibile saranno trovate forme alternative di tute<strong>la</strong>. L’adozione è una diqueste opzioni alternative.In ItaliaL'Italia ha ratificato <strong>la</strong> Convenzione dell’Aja con <strong>la</strong> legge 31 dicembre 1998 n.476, le cuinorme hanno modificato anche <strong>la</strong> legge 4 maggio 1983 n.184 e rego<strong>la</strong>no ora <strong>la</strong> procedura diadozione <strong>internazionale</strong>. È fondamentale attenersi alle norme del<strong>la</strong> legis<strong>la</strong>zione nazionale e<strong>internazionale</strong>, altrimenti l'adozione straniera non sarà ritenuta valida e il bambino non potrànemmeno entrare nel nostro paese. Per di più, in certi casi, l'inosservanza delle leggi<strong>su</strong>ll'adozione può costituire un reato. Con alcuni Paesi che non hanno ratificato <strong>la</strong>Convenzione dell’Aja, l’Italia ha firmato degli accordi bi<strong>la</strong>terali oppure ha sig<strong>la</strong>to dei protocollid’Intesa volti ad apprestare standard di tute<strong>la</strong> e garanzie procedurali per i bambini daadottare. In partico<strong>la</strong>re, i Paesi con cui ha firmato accordi bi<strong>la</strong>terali sono: Vietnam, Bolivia,Federazione Russa, Bielorussia, Cina, Perù. In Italia, le competenze in materia di adozioniinternazionali, previste dal<strong>la</strong> Convenzione de L'Aja del 29 maggio 1993, ai sensi del<strong>la</strong> Legge31 dicembre 1998, n. 476, sono del<strong>la</strong> Commissione per le adozioni internazionali.Lo spirito del<strong>la</strong> Convenzione e del<strong>la</strong> legge italiana è basato <strong>su</strong>l principio di <strong>su</strong>ssidiarietàdell'adozione <strong>internazionale</strong>: l'adozione deve cioè essere l'ultima strada da percorrere perrealizzare l’interesse di un bambino, quando non ci sia stata <strong>la</strong> possibilità di aiutarloall'interno del<strong>la</strong> propria famiglia (ove vi sia) e del proprio paese di origine.2

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