Guida al corretto impiego dei prodotti fitosanitari - Agricoltura
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REGIONE LAZIOASSESSORATO ALL’ AGRICOLTURAAREA SERVIZIO FITOSANITARIO E RISORSE GENETICHEGUIDA AL CORRETTO IMPIEGODEI PRODOTTI FITOSANITARIElaborato a cura dell’Area Servizio Fitosanitario e Risorse GeneticheEdizione 2009COLLANA DEI SERVIZI DI SVILUPPO AGRICOLO
La terza edizione è stata rielaborata d<strong>al</strong> gruppo di lavoro formato da:Direzione Region<strong>al</strong>e <strong>Agricoltura</strong> Area Servizio Fitosanitario e Tutela delle Risorse Genetiche- Maria Luppino- Luigi RugginiDirezione Sistema Sanitario Region<strong>al</strong>e – Area Prevenzione Igiene e Sicurezza nei luoghi di lavoro- Meris Di GiulioASL RM C Dipartimento di Prevenzione Servizio Igiene Alimenti e Nutrizione- Saba MinnielliCRA - Istituto Speriment<strong>al</strong>e per la Meccanizzazione Agricola- Marcello BioccaArea Decentrata dellʼ<strong>Agricoltura</strong> di Rieti- Mirella ArgentieriCentro antiveleni Milano- Franca DʼAvanzoCoordinamento editori<strong>al</strong>e e revisione testo:- Giovanna Sinatradisegni di:- Luigi RugginiVERSIONE AGGIORNATA 2009RISTAMPA CURATA DA ARSIAL – AREA SERVIZI SPERIMENTALIPubblicazione re<strong>al</strong>izzata con i fondi del Piano Annu<strong>al</strong>e <strong>dei</strong> Servizi di Sviluppo AgricoloPUBBLICAZIONE DISTRIBUITA GRATUITAMENTE - VIETATA LA VENDITATESTI E DISEGNI CONTENUTI NEL PRESENTE OPUSCOLO POSSONO ESSERE UTILIZZATI SOLOPREVIA AUTORIZZAZIONE E CITANDO LA FONTE.2
INDICEPag.Presentazione 5Cap. 1. L’ambiente e i <strong>prodotti</strong> <strong>fitosanitari</strong> 71.1 Definizione ecosistema 71.2 <strong>Agricoltura</strong> biologica 7Cap. 2. I <strong>prodotti</strong> <strong>fitosanitari</strong> e la s<strong>al</strong>ute dell’uomo 82.1 Normativa 9Cap. 3. Classificazione <strong>dei</strong> <strong>prodotti</strong> <strong>fitosanitari</strong> 10Cap. 4. Produzione e vendita <strong>dei</strong> <strong>prodotti</strong> <strong>fitosanitari</strong> 11Cap. 5. Acquisto, trasporto e conservazione <strong>dei</strong> <strong>prodotti</strong> <strong>fitosanitari</strong> 125.1 Acquisto 125.2 Trasporto 145.3 Conservazione 15Cap. 6 Difesa delle colture agrarie 166.1 Difesa a c<strong>al</strong>endario 166.2 Difesa guidata 176.3 Difesa biologica 186.4 Difesa integrata 196.5 Scelta <strong>dei</strong> <strong>prodotti</strong> <strong>fitosanitari</strong> 20Cap. 7. L’etichetta <strong>dei</strong> <strong>prodotti</strong> <strong>fitosanitari</strong> 227.1 Nome commerci<strong>al</strong>e 227.2 Registrazione Ministero della Sanità 227.3 Composizione 227.4 Formulazione 247.5 Caratteristiche e mod<strong>al</strong>ità d’azione 247.6 Campo d’<strong>impiego</strong> 267.7 Dose d’<strong>impiego</strong> 277.8 Epoca d’<strong>impiego</strong> 277.9 Compatibilità 287.10 Fitotossicità 287.11 Classificazione tossicologica 287.12 Frasi di rischio 307.13 Indicazioni di prudenza 307.14 Informazioni per il medico 307.15 Tempo di carenza 307.16 Rischi di nocività 317.17 Sm<strong>al</strong>timento 313
Cap. 8. I rischi per la s<strong>al</strong>ute degli agricoltori 328.1 Elementi di tossicologia <strong>dei</strong> <strong>prodotti</strong> <strong>fitosanitari</strong> 328.2 Segni di una intossicazione acuta 338.3 Segni clinici di una intossicazione cronica 348.4 Possibili effetti tossici <strong>dei</strong> <strong>prodotti</strong> <strong>fitosanitari</strong> 348.5 Come proteggersi 368.5.1 Sorveglianza Sanitaria 408.6 Pronto soccorso 408.6.1 Come comportarsi in caso di intossicazioneda <strong>prodotti</strong> <strong>fitosanitari</strong> 408.6.2 Il centro antiveleni 41Cap. 9. Le macchine per i trattamenti antiparassitari 429.1 Classificazione e caratteristiche 429.2 La scelta della macchina 439.3 Regolazione, manutenzione e sicurezza 439.4 Il servizio di controllo e la taratura della macchina in uso 45Cap. 10. I trattamenti antiparassitari 4610.1 Preparazione del prodotto 4610.2 Esecuzione del trattamento 4710.3 Pulizia delle attrezzature 4710.4 Procedure per un <strong>corretto</strong> sm<strong>al</strong>timento degli imb<strong>al</strong>laggi<strong>dei</strong> <strong>prodotti</strong> <strong>fitosanitari</strong> 49Cap. 11. Il registro <strong>dei</strong> trattamenti 50Cap. 12. Sanzioni 5212.1 Sanzioni per l’<strong>impiego</strong> 5212.2 Sanzioni per lo sm<strong>al</strong>timento 52Allegati 53Elenco delle frasi di rischi e <strong>dei</strong> consigli di prudenzae delle loro relative combinazioni 55Glossario 59Bibliografia 78Modulistica 79Elenco <strong>dei</strong> centri antiveleni 85Indirizzi utili 874
Regione Lazio - <strong>Guida</strong> <strong>al</strong> <strong>corretto</strong> <strong>impiego</strong> <strong>dei</strong> <strong>prodotti</strong> <strong>fitosanitari</strong>PRESENTAZIONEL’<strong>impiego</strong> in agricoltura di <strong>prodotti</strong> chimici di sintesi (insetticidi, fungicidi, erbicidi, ecc) perdifendere le produzioni agricole ha permesso un aumento delle produzioni agricole ma ha causatoprofonde modifiche nell’equilibrio degli ecosistemi e gravi ripercussioni sulla s<strong>al</strong>ute umana.La Regione Lazio, sensibile <strong>al</strong>le problematiche relative <strong>al</strong>la tutela della s<strong>al</strong>ute umana e dellas<strong>al</strong>ute dell’ambiente, ha ritenuto opportuno, <strong>al</strong>le luce <strong>dei</strong> nuovi provvedimenti normativi qu<strong>al</strong>i il DPRn. 290 del 23 aprile 2001 (recepito con la D.G.R. 31 maggio 2002 n. 669 e con la DGR 4 luglio 2003,n. 607), elaborare una nuova edizione della “<strong>Guida</strong> <strong>al</strong> <strong>corretto</strong> <strong>impiego</strong> <strong>dei</strong> fitofarmaci in agricoltura”.La guida vuole essere, innanzitutto, un supporto didattico per tutti gli operatori agricoli chedevono obbligatoriamente frequentare i corsi per sostenere l’esame per l’ottenimento del “patentino”per l’acquisto e l’<strong>impiego</strong> <strong>dei</strong> <strong>prodotti</strong> Molto tossici, Tossici e Nocivi.Data la molteplicità degli argomenti trattati è auspicabile che la pubblicazione possa servire dastimolo per l’approfondimento di tematiche specifiche da parte <strong>dei</strong> tecnici del settore e possa essereuno strumento educativo per un <strong>corretto</strong> e razion<strong>al</strong>e utilizzo <strong>dei</strong> fitofarmaci in agricoltura.Daniela V<strong>al</strong>entiniAssessore <strong>al</strong>l’<strong>Agricoltura</strong> della Regione Lazio5
Regione Lazio - <strong>Guida</strong> <strong>al</strong> <strong>corretto</strong> <strong>impiego</strong> <strong>dei</strong> <strong>prodotti</strong> <strong>fitosanitari</strong>INTRODUZIONES<strong>al</strong>vaguardare l’ambiente è un dovere di tutti. Chi utilizza i <strong>prodotti</strong> <strong>fitosanitari</strong> può causareintossicazioni a se stesso, a terze persone, agli anim<strong>al</strong>i e inquinare l’ambiente se il trattamento e/olo sm<strong>al</strong>timento <strong>dei</strong> contenitori <strong>dei</strong> <strong>prodotti</strong> stessi non vengono eseguiti in modo <strong>corretto</strong>.La riedizione della “<strong>Guida</strong> <strong>al</strong> <strong>corretto</strong> <strong>impiego</strong> <strong>dei</strong> <strong>prodotti</strong> <strong>fitosanitari</strong>” nasce d<strong>al</strong>la necessità diaggiornarla con le nuove disposizioni di legge, nel campo <strong>dei</strong> <strong>prodotti</strong> <strong>fitosanitari</strong>, introdotte d<strong>al</strong>D.P.R. 23 aprile 2001 n. 290, che ha abrogato il DPR 1255/68, d<strong>al</strong>la normativa region<strong>al</strong>e di recepimentoe d<strong>al</strong>le norme in materia di tutela ambient<strong>al</strong>e.Data la complessità dell’argomento e i numerosi aspetti agronomici, sanitari, ambient<strong>al</strong>i, strettamentelegati tra loro, questa guida è stata re<strong>al</strong>izzata da un gruppo di lavoro interdisciplinare perdare, pur se a carattere divulgativo, una informazione completa in materia <strong>fitosanitari</strong>a. La guidariporta sistemi di difesa <strong>fitosanitari</strong>a innovativi, mod<strong>al</strong>ità corrette di acquisto, trasporto, conservazione,uso e sm<strong>al</strong>timento <strong>dei</strong> <strong>prodotti</strong> <strong>fitosanitari</strong> che devono essere seguite per s<strong>al</strong>vaguardare l’ambientee tutelare la s<strong>al</strong>ute degli operatori agricoli e quella <strong>dei</strong> consumatori. Altresì, contiene utiliinformazioni rivolte <strong>al</strong>l’utilizzatore di <strong>prodotti</strong> <strong>fitosanitari</strong> in caso di incidenti che possano provocareintossicazioni ivi compresi i numeri di telefono <strong>dei</strong> Centri Antiveleni.Gli argomenti trattati saranno ulteriormente approfonditi e discussi durante i corsi fin<strong>al</strong>izzati <strong>al</strong>rilascio o <strong>al</strong> rinnovo del patentino di abilitazione <strong>al</strong>l’acquisto e <strong>al</strong>l’uso <strong>dei</strong> <strong>prodotti</strong> <strong>fitosanitari</strong> e lorocoadiuvanti.IL DIRIGENTE DELL'AREAServizio Fitosanitario e Tutela delle Risorse GeneticheDott.ssa G. Sinatra6
Regione Lazio - <strong>Guida</strong> <strong>al</strong> <strong>corretto</strong> <strong>impiego</strong> <strong>dei</strong> <strong>prodotti</strong> <strong>fitosanitari</strong>1. L’AMBIENTE E I PRODOTTI FITOSANITARI1.1 DEFINIZIONE DI ECOSISTEMAEcosistema è una parola composta da “eco”, equiv<strong>al</strong>ente ad ambiente, inteso come posto pervivere e da “sistema” inteso come l’insieme <strong>dei</strong> componenti che lo caratterizzano.Un ecosistema può avere dimensioni variabili, per esempio uno stagno, un lago, una foresta; icomponenti che lo costituiscono stabiliscono delle relazioni fra loro che permettono <strong>al</strong>l’energia difluire da un componente <strong>al</strong>l’<strong>al</strong>tro del sistema consentendo così la trasformazione e il riciclo dellamateria.L’<strong>impiego</strong> in agricoltura di <strong>prodotti</strong> chimici di sintesi (insetticidi, fungicidi, erbicidi, ecc) perdifendere le produzioni agricole ha permesso un aumento delle produzioni agricole creando il tipicocaso del “cane che si morde la coda” ciò in quanto ha modificato l’equilibrio natur<strong>al</strong>e dell’ecosistemacon le seguenti conseguenze:❐ i parassiti anim<strong>al</strong>i e veget<strong>al</strong>i sono diventati via via più resistenti ai trattamenti, per cui vengonoimpiegati <strong>prodotti</strong> <strong>fitosanitari</strong> sempre più potenti e in genere a dosi più elevate conmaggiori rischi di tossicità per l’uomo;❐ l’uso, spesso indiscriminato, <strong>dei</strong> <strong>prodotti</strong> <strong>fitosanitari</strong> ha <strong>al</strong>terato l’ecosistema agricolo infatti:- numerosi insetti e funghi, una volta innocui per le piante sono diventati dannosi;- numerosi insetti, uccelli insettivori utili, in quanto nemici natur<strong>al</strong>i <strong>dei</strong> parassiti dellepiante, sono diminuiti;❐ accumulo, con particolare riguardo nel terreno, di <strong>prodotti</strong> e loro derivati, estranei <strong>al</strong>l’ambientenatur<strong>al</strong>e, molti <strong>dei</strong> qu<strong>al</strong>i pericolosi;1.2 AGRICOLTURA BIOLOGICACon il termine <strong>prodotti</strong> biologici si intendono generi <strong>al</strong>imentari che sono stati ottenuti utilizzandosostanze natur<strong>al</strong>i qu<strong>al</strong>i i fertilizzanti organici <strong>al</strong> posto <strong>dei</strong> concimi chimici e adottando opportunestrategie agronomiche (es. rotazioni coltur<strong>al</strong>i, sovesci, consociazioni, lavorazioni superfici<strong>al</strong>i,pacciamatura ecc.) <strong>al</strong> fine di evitare i trattamenti e il diserbo chimico. I vantaggi di questo tipo diproduzione sono dovuti <strong>al</strong> risparmio di energia, <strong>al</strong>la riduzione dell’inquinamento e <strong>al</strong>la maggiore tutelasanitaria dell’operatore agricolo e del consumatore.Allo scopo di migliorare le garanzie offerte ai consumatori, quando acquistano <strong>prodotti</strong> biologici,l’Unione Europea ha emanato una apposita normativa che disciplina questo tipo di produzione.La normativa in questione riguarda i tipi di <strong>prodotti</strong> che possono essere impiegati per trattarele piante o il terreno, nel caso di cere<strong>al</strong>i, frutta e verdura, e i tipi di mangimi e di medicin<strong>al</strong>i che possonoessere impiegati negli <strong>al</strong>levamenti. Poiché <strong>al</strong>cuni <strong>prodotti</strong> possono lasciare nel terreno residuiper un lungo periodo dopo l’<strong>impiego</strong>, l’Unione Europea richiede agli agricoltori il rispetto dellanormativa per <strong>al</strong>meno due anni prima che i loro <strong>prodotti</strong> possano essere qu<strong>al</strong>ificati biologici. Consideratoche il passaggio d<strong>al</strong>la produzione convenzion<strong>al</strong>e a quella biologica richiede due o più anni,l’UE offre varie forme di sostegno agli agricoltori che desiderano porre in atto questa nuova sceltadi produzione.7
Regione Lazio - <strong>Guida</strong> <strong>al</strong> <strong>corretto</strong> <strong>impiego</strong> <strong>dei</strong> <strong>prodotti</strong> <strong>fitosanitari</strong>2. I PRODOTTI FITOSANITARI E LA SALUTE DELL’UOMOI <strong>prodotti</strong> <strong>fitosanitari</strong> (ex presidi sanitari), detti anche fitofarmaci, antiparassitari e pesticidi,sono quei <strong>prodotti</strong> che possono essere distribuiti sulle colture, sulle derrate <strong>al</strong>imentari e sul terrenoper la difesa dai parassiti.L’uso sempre crescente di queste sostanze sta causando gravi danni <strong>al</strong>l’ambiente e quindi <strong>al</strong>l’uomo.In particolare, per effetto degli scambi esistenti nell’ecosistema, l’acqua e gli <strong>al</strong>imenti sonocontaminati dai residui <strong>dei</strong> <strong>prodotti</strong> <strong>fitosanitari</strong> che, attraverso la catena <strong>al</strong>imentare cioè il trasferimentodi “cibo” dai veget<strong>al</strong>i, agli erbivori, ai carnivori, si accumulano e si concentrano sempre più,ad ogni passaggio (processo di biomagnificazione).L’uomo, che si trova <strong>al</strong> vertice della catena <strong>al</strong>imentare, assume, quindi, più di tutti, nel proprioorganismo i residui di <strong>prodotti</strong> <strong>fitosanitari</strong> o i loro metaboliti quando si <strong>al</strong>imenta con veget<strong>al</strong>i contaminatioppure con <strong>prodotti</strong> anim<strong>al</strong>i e loro derivati (latte, uova, etc...) ottenuti da bestiame <strong>al</strong>imentatocon mangimi contenenti i residui di <strong>prodotti</strong> <strong>fitosanitari</strong>. A subire i maggiori rischi è l’operatoreagricolo che usa questi <strong>prodotti</strong>, esponendosi ad un fattore di rischio aggiuntivo per la sua s<strong>al</strong>ute.Processo di accumulo progressivo attraverso la catena <strong>al</strong>imentare di molti <strong>prodotti</strong> <strong>fitosanitari</strong>.8
Regione Lazio - <strong>Guida</strong> <strong>al</strong> <strong>corretto</strong> <strong>impiego</strong> <strong>dei</strong> <strong>prodotti</strong> <strong>fitosanitari</strong>2.1 NORMATIVALa necessità di tutelare l’uomo e l’ambiente dai rischi sopra evidenziati, derivanti da un <strong>impiego</strong> irrazion<strong>al</strong>e<strong>dei</strong> <strong>prodotti</strong> <strong>fitosanitari</strong>, ha indotto da tempo il legislatore a regolamentare la vendita e l’<strong>impiego</strong> dit<strong>al</strong>i <strong>prodotti</strong>. Di seguito si elencano le norme più importanti:Regio Decreto 9 gennaio 1927 n. 147 approvazione del regolamento specifico per l’<strong>impiego</strong> <strong>dei</strong> gastossici.Legge 30 aprile 1962 n. 283 che detta disposizioni sulla tutela degli <strong>al</strong>imenti e delle bevande Disciplinaigienica della produzione e della vendita delle sostanze <strong>al</strong>imentari e delle bevande.Direttiva 91/414/CE che detta disposizioni per l’armonizzazione a livello comunitario delle autorizzazionidi immissione in commercio <strong>dei</strong> presidi <strong>fitosanitari</strong>.Decreto Legislativo 19 settembre 1994 n. 626 Attuazione delle direttive n. 89/391/CEE, 89/654/CEE,89/655/CEE, 89/656/CEE, 90/269/CEE, 90/270/CEE, 90/394/CEE e 90/679/CEE riguardanti il miglioramentodella sicurezza e della s<strong>al</strong>ute <strong>dei</strong> lavoratori sul luogo di lavoro, riveduto modificato e <strong>corretto</strong>d<strong>al</strong> decreto legislativo 242/96.Decreto Legislativo 17 marzo 1995 n. 194 attuazione della direttiva 91/414/CE in materia di immissionein commercio di <strong>prodotti</strong> <strong>fitosanitari</strong>.Decreto legislativo 16 luglio 1998 n. 285 attuazione di direttive comunitarie in materia di classificazione,imb<strong>al</strong>laggio ed etichettatura <strong>dei</strong> preparati pericolosi a norma dell’articolo 38 della legge 24 aprile1998 n. 128.Decreto Presidente della Repubblica 23 aprile 2001 n. 290 regolamento di semplificazione <strong>dei</strong> procedimentiautorizzativi <strong>al</strong>la produzione, <strong>al</strong>la immissione in commercio e <strong>al</strong>la vendita <strong>dei</strong> <strong>prodotti</strong> <strong>fitosanitari</strong>e relativi coadiuvanti.Deliberazione Giunta Region<strong>al</strong>e 31 maggio 2002 n. 669 regolamento per il rilascio ed il rinnovo dell’autorizzazione<strong>al</strong>l’acquisto e <strong>al</strong>l’<strong>impiego</strong> <strong>dei</strong> <strong>prodotti</strong> <strong>fitosanitari</strong> molto tossici, tossici e nocivi e relativicoadiuvanti ai sensi del DPR 23 aprile 2001, n. 290.Decreto legislativo 18 agosto 2002 n. 258 disposizioni correttive e integrative del decreto legislativo n.152/99 in materia di tutela delle acque d<strong>al</strong>l’inquinamento.Deliberazione della Giunta Region<strong>al</strong>e 4 luglio 2003, n. 607 Linee <strong>Guida</strong> per l’attuazione del D.P.R. 23aprile 2001, n.290 in materia di deposito e vendita di <strong>prodotti</strong> <strong>fitosanitari</strong> e coadiuvanti di <strong>prodotti</strong> <strong>fitosanitari</strong>.Deliberazione della Giunta Region<strong>al</strong>e 25 luglio 2003, n. 718 Piano di controllo uffici<strong>al</strong>e sul commercioed <strong>impiego</strong> <strong>dei</strong> <strong>prodotti</strong> <strong>fitosanitari</strong> 2003-2006.- Deliberazione della Giunta Region<strong>al</strong>e 3 aprile 2009, n°219 "Disciplina per il rilascio ed il rinnovodell'autorizzazione <strong>al</strong>l'acquisto, detenzione e <strong>impiego</strong> <strong>dei</strong> <strong>prodotti</strong> <strong>fitosanitari</strong> molto tossici, tossici e nocivi,e relativi coadiuvanti, ai sensi del DPR del 23 aprile 2001, n°290" Sostituzione dell'<strong>al</strong>legato <strong>al</strong>la deliberazionedi giunta Region<strong>al</strong>e n°669 del 31 maggio 2002.- Determinazione del Direttore del Dipartimento Economico ed Occupazion<strong>al</strong>e n°C1757 del 13 luglio2009 "Aggiornamento <strong>dei</strong> quesiti da somministrare per la prova d'esame necessaria <strong>al</strong> rilascio ed ilrinnovo dell'autorizzazione <strong>al</strong>l'acquisto, detenzione e <strong>impiego</strong> <strong>dei</strong> <strong>prodotti</strong> <strong>fitosanitari</strong> molto tossici, tossicie nocivi, e relativi coadiuvanti, ai sensi del DPR del 23 aprile 2001, n°290 e modifica degli <strong>al</strong>legati<strong>al</strong> documento "Disciplina per il rilascio ed il rinnovo dell'autorizzazione <strong>al</strong>l'acquisto, detenzione e <strong>impiego</strong><strong>dei</strong> <strong>prodotti</strong> <strong>fitosanitari</strong> molto tossici, tossici e nocivi, e relativi coadiuvanti, ai sensi del DPR del23 aprile 2001, n°290"9
Regione Lazio - <strong>Guida</strong> <strong>al</strong> <strong>corretto</strong> <strong>impiego</strong> <strong>dei</strong> <strong>prodotti</strong> <strong>fitosanitari</strong>3. CLASSIFICAZIONE DEI PRODOTTI FITOSANITARII <strong>prodotti</strong> <strong>fitosanitari</strong>, a seconda del settore di <strong>impiego</strong> e/o del parassita da controllare, si distinguono in:ANTIPARASSITARI- Fungicidi o anticrittogamici contro funghi o crittogame: es. peronospora, oidio, bolla, botrite, ticchiolatura;- Insetticidi contro gli insetti: es. tignole, afidi, cocciniglie, mosche;- Acaricidi contro gli acari: es. ragnetto rosso, ragnetto gi<strong>al</strong>lo;- Nematocidi contro i nematodi;- Limacidi contro le lumache e le limacce;- Rodenticidi contro i topi, i ratti e le arvicole;- Repellenti <strong>al</strong>lontanano diversi tipi di parassiti.ERBICIDIFITOREGOLATORICOADIUVANTIDetti anche diserbanti, servono per il controllo delle erbe infestanti:gramigna, coda di topo ecc.Ormoni veget<strong>al</strong>i o di sintesi impiegati per regolare <strong>al</strong>cune funzioni fisiologichedelle piante: <strong>al</strong>leganti, nanizzanti, cascolanti.Sono sostanze che hanno la funzione di migliorare l’efficacia della sostanzaattiva: bagnanti, adesivanti, emulsionanti.10
Regione Lazio - <strong>Guida</strong> <strong>al</strong> <strong>corretto</strong> <strong>impiego</strong> <strong>dei</strong> <strong>prodotti</strong> <strong>fitosanitari</strong>4. PRODUZIONE E VENDITA DEI PRODOTTI FITOSANITARIIl DPR 23 aprile 2001, n. 290 stabilisce che:LA PRODUZIONE <strong>dei</strong> <strong>prodotti</strong> <strong>fitosanitari</strong> è consentita solo negli stabilimenti autorizzati. I<strong>prodotti</strong> <strong>fitosanitari</strong> sono posti in commercio solo previa registrazione da parte del Ministero dellaS<strong>al</strong>ute.LA VENDITA <strong>dei</strong> <strong>prodotti</strong> <strong>fitosanitari</strong> è consentita solo a persone maggiorenni che:1) siano in possesso di un PATENTINO DI ABILITAZIONE ALLA VENDITA che viene rilasciatod<strong>al</strong>l’Azienda Sanitaria Loc<strong>al</strong>e competente per territorio dopo aver frequentato uncorso di formazione e superato un esame;2) dispongano di loc<strong>al</strong>i, idonei <strong>al</strong> deposito e/o vendita, autorizzati d<strong>al</strong> Comune competente perterritorio.Il patentino di abilitazione <strong>al</strong>la vendita ha durata di 5 anni ed <strong>al</strong>la scadenza viene rinnovatocon le stesse mod<strong>al</strong>ità del rilascio.Sono esentati d<strong>al</strong> frequentare il corso e d<strong>al</strong> sostenere gli esami i laureati in scienze agrarie escienze forest<strong>al</strong>i, i periti agrari, i laureati in chimica, medicina, medicina veterinaria, scienze biologiche,farmacia, i diplomati in farmacia, i periti chimici, gli agrotecnici.I <strong>prodotti</strong> <strong>fitosanitari</strong> devono essere venduti esclusivamente in confezioni sigillate.Al fine di predisporre programmi di prevenzione mirati <strong>al</strong>la s<strong>al</strong>ute dell’uomo, degli anim<strong>al</strong>i edell’ambiente natur<strong>al</strong>e è stato previsto che i rivenditori di <strong>prodotti</strong> <strong>fitosanitari</strong> trasmettano i dati divendita (denominazione e quantità venduta) <strong>al</strong>la ASL competente per territorio, che a sua volta, licomunica <strong>al</strong> Servizio Informativo Agricolo Nazion<strong>al</strong>e (SIAN) del Ministero delle Politiche Agricolee Forest<strong>al</strong>i.11
Regione Lazio - <strong>Guida</strong> <strong>al</strong> <strong>corretto</strong> <strong>impiego</strong> <strong>dei</strong> <strong>prodotti</strong> <strong>fitosanitari</strong>5. ACQUISTO, TRASPORTO, CONSERVAZIONEED UTILIZZAZIONE DEI PRODOTTI FITOSANITARI5.1 ACQUISTOLa vendita <strong>dei</strong> <strong>prodotti</strong> <strong>fitosanitari</strong> è consentita solo a chi è in possesso del patentino.Chi ha necessità di acquistare e, quindi, conservare ed utilizzare i fitofarmaci classificati come:MOLTO TOSSICI, TOSSICI, NOCIVI, deve essere in possesso di una apposita autorizzazionerilasciata d<strong>al</strong>l’Area Decentrata <strong>Agricoltura</strong> competente per territorio dopo aver frequentato un corsodi formazione e superato un esame.Sono esonerati d<strong>al</strong>la partecipazione <strong>al</strong> corso e d<strong>al</strong>la v<strong>al</strong>utazione fin<strong>al</strong>e, ai sensi dell'articolo26, comma 6, del D.P.R. n°290/01, i laureati in scienze agrarie, i periti agrari e gli agrotecnici.D<strong>al</strong> momento dell’acquisto l’acquirente diventa responsabile civilmente e pen<strong>al</strong>mente deltrasporto, dell’<strong>impiego</strong> e della conservazione <strong>dei</strong> <strong>prodotti</strong> <strong>fitosanitari</strong>. T<strong>al</strong>e responsabilità comincianel momento in cui l’acquirente firma il “modello per l’acquisto <strong>dei</strong> <strong>prodotti</strong> <strong>fitosanitari</strong> molto tossici,tossici, nocivi” di cui <strong>al</strong>l’<strong>al</strong>legato I del DPR 290/01 (Vedi <strong>al</strong>legato 1).Gli acquirenti e gli utilizzatori di <strong>prodotti</strong> <strong>fitosanitari</strong> classificati molto tossici, tossici e12
Regione Lazio - <strong>Guida</strong> <strong>al</strong> <strong>corretto</strong> <strong>impiego</strong> <strong>dei</strong> <strong>prodotti</strong> <strong>fitosanitari</strong>nocivi devono conservare in modo idoneo, per il periodo di un anno, le fatture di acquisto nonchéla copia <strong>dei</strong> moduli di acquisto.È proibita la vendita di <strong>prodotti</strong> <strong>fitosanitari</strong> in forma sfusa.I <strong>prodotti</strong> <strong>fitosanitari</strong> non possono essere ceduti, a qu<strong>al</strong>siasi titolo, ad <strong>al</strong>tra persona, anche se in possessodi patentino.I <strong>prodotti</strong> <strong>fitosanitari</strong> devono essere venduti esclusivamente in confezioni sigillate.RACCOMANDAZIONEAl momento dell’acquisto controllare e acquistare solo: le confezioni <strong>dei</strong><strong>prodotti</strong> <strong>fitosanitari</strong> (scatole, barattoli, bottiglie, ecc) sigillate, integre e munitedi regolare etichetta che rechi l’autorizzazione ministeri<strong>al</strong>e.NON utilizzare gli imb<strong>al</strong>laggi <strong>dei</strong> <strong>prodotti</strong> <strong>fitosanitari</strong> per contenere cibi,bevande e mangimi.13
Regione Lazio - <strong>Guida</strong> <strong>al</strong> <strong>corretto</strong> <strong>impiego</strong> <strong>dei</strong> <strong>prodotti</strong> <strong>fitosanitari</strong>5.2 TRASPORTOPer un <strong>corretto</strong> trasporto è necessario adottare le seguenti misure:❐ Controllare che il piano di carico del mezzo di trasporto non presenti sporgenze o punte taglientiche potrebbero danneggiare le confezioni <strong>dei</strong> fitofarmaci, facendo disperdere il prodotto nell’ambiente;❐ Non trasportare persone, anim<strong>al</strong>i, derrate <strong>al</strong>imentari, medicin<strong>al</strong>i, indumenti, ecc. insieme ai <strong>prodotti</strong><strong>fitosanitari</strong>.Non devono essere trasportate persone, anim<strong>al</strong>i, derrate <strong>al</strong>imentari, medicin<strong>al</strong>i, indumenti, ecc.insieme ai <strong>prodotti</strong> <strong>fitosanitari</strong>.In caso di accident<strong>al</strong>i perdite di <strong>prodotti</strong> <strong>fitosanitari</strong> occorre:❐ <strong>al</strong>lontanare d<strong>al</strong> mezzo persone ed anim<strong>al</strong>i;❐ non fumare né avvicinare fiamme;❐ assorbire i liquidi fuoriusciti con terra o segatura;❐ recuperare le polveri o i <strong>prodotti</strong> granulari e sm<strong>al</strong>tire il tutto, insieme <strong>al</strong>le confezioni danneggiate,secondo le leggi vigenti (vedi paragrafo 10.4);❐ pulire bene le parti contaminate del veicolo, sempre lontano da corsi d’acqua ed abitazioni;❐ non consumare né somministrare agli anim<strong>al</strong>i <strong>al</strong>imenti contaminati;❐ avvertire la A.S.L o i Vigili del Fuoco se la perdita è abbondante; adottare tutti gli accorgimentiutili a limitare i danni.14
Regione Lazio - <strong>Guida</strong> <strong>al</strong> <strong>corretto</strong> <strong>impiego</strong> <strong>dei</strong> <strong>prodotti</strong> <strong>fitosanitari</strong>5.3 CONSERVAZIONERegole di sicurezza da osservare per una corretta conservazione <strong>dei</strong> <strong>prodotti</strong> <strong>fitosanitari</strong>:❐ utilizzare loc<strong>al</strong>i asciutti ed aerati evitando cantine e seminterrati;❐ tenere i <strong>prodotti</strong> lontano da abitazioni, st<strong>al</strong>le e fonti di c<strong>al</strong>ore;❐ chiudere a chiave la porta del loc<strong>al</strong>e utilizzato per la conservazione in modo da evitare chebambini, estranei ed anim<strong>al</strong>i vengano a contatto con i fitofarmaci;❐ porre un cartello di pericolo sulla porta con la scritta “DEPOSITO VELENI” o “PERICOLOVELENI”;❐ utilizzare loc<strong>al</strong>i che non contengono scorte <strong>al</strong>imentari;❐ assicurarsi che le confezioni parzi<strong>al</strong>mente utilizzate siano ben chiuse;❐ controllare periodicamente che non ci siano perdite o deterioramenti delle confezioni;❐ v<strong>al</strong>utare in anticipo i consumi aziend<strong>al</strong>i per acquistare solo le quantità necessarie;❐ conservare i <strong>prodotti</strong> <strong>fitosanitari</strong> esclusivamente nei contenitori origin<strong>al</strong>i;❐ conservare i <strong>prodotti</strong> MOLTO TOSSICI, TOSSICI e NOCIVI separati da <strong>al</strong>tri <strong>prodotti</strong> <strong>fitosanitari</strong>.I <strong>prodotti</strong> <strong>fitosanitari</strong> devono essere conservati sotto chiave e deve essere apposto un cartellocon la scritta “DEPOSITO VELENI” O “ PERICOLO VELENI”in mancanza di loc<strong>al</strong>i idonei, seguire le seguenti raccomandazioni:❐ usare armadi, possibilmente in met<strong>al</strong>lo, facili da pulire e che non assorbano eventu<strong>al</strong>i gocciolamentidelle confezioni;❐ chiudere a chiave l’armadio e porre su di esso un cartello di pericolo.15
Regione Lazio - <strong>Guida</strong> <strong>al</strong> <strong>corretto</strong> <strong>impiego</strong> <strong>dei</strong> <strong>prodotti</strong> <strong>fitosanitari</strong>6. DIFESA DELLE COLTURE AGRARIEL’agricoltore per proteggere le piante coltivate e le derrate <strong>al</strong>imentari dai parassiti può adottare,tra le diverse strategie di difesa, quella che ritiene più adatta <strong>al</strong>la situazione.La difesa delle colture va attuata utilizzando, opportunamente, tutte le tecniche a disposizionein un contesto sostenibile d<strong>al</strong> punto di vista ambient<strong>al</strong>e ed economico. Una strategia di questo tipo èla difesa integrata. Tradizion<strong>al</strong>mente si ricordano i seguenti schemi di difesa con vantaggi e svantaggi:6.1 DIFESA A CALENDARIOLa lotta a c<strong>al</strong>endario prevede trattamenti con <strong>prodotti</strong> chimici, a cadenze fisse, <strong>al</strong>lo scopo ditenere la coltura sempre protetta. Con questo metodo non si v<strong>al</strong>utano i re<strong>al</strong>i pericoli di attacco e didanno, ma il trattamento viene effettuato a prescindere d<strong>al</strong> fatto che sia necessario o meno.Difesa a c<strong>al</strong>endario.Questo metodo presenta solo SVANTAGGI che sono di ordine:❐ economico: numerosi trattamenti sono inutili o non vengono eseguiti <strong>al</strong> momento igiusto;❐ sanitario: l’operatore agricolo è particolarmente esposto ai <strong>prodotti</strong> tossici;❐ ecologico: produce un elevato inquinamento ambient<strong>al</strong>e unitamente <strong>al</strong>la selezione di parassitiresistenti (uso di <strong>prodotti</strong> sistemici senza i dovuti accorgimenti) e <strong>al</strong>la riduzione di specieutili (es. insetti predatori o parassiti degli insetti dannosi <strong>al</strong>le colture).16
Regione Lazio - <strong>Guida</strong> <strong>al</strong> <strong>corretto</strong> <strong>impiego</strong> <strong>dei</strong> <strong>prodotti</strong> <strong>fitosanitari</strong>6.2 DIFESA GUIDATALa Lotta <strong>Guida</strong>ta prevede l’uso <strong>dei</strong> <strong>prodotti</strong> <strong>fitosanitari</strong> in tempi e modi stabiliti in base <strong>al</strong> gradodi infestazione od infezione ed <strong>al</strong>le condizioni meteorologiche. In <strong>al</strong>tre parole: trattare soloquando è necessario ed economicamente conveniente.Difesa guidata.In questa strategia di difesa 1’agricoltore svolge un importante ruolo attivo e, pertanto, deve conoscere:❐ il ciclo biologico del parassita, per intervenire quando “l’avversario” è più vulnerabile;❐ il ciclo biologico degli organismi utili per evitare, quando è possibile, di trattare con <strong>prodotti</strong>che riducono fortemente la presenza di questi preziosi “<strong>al</strong>leati”;❐ le caratteristiche della pianta da proteggere: fasi vegetative più delicate (germogliamento,fioritura, <strong>al</strong>legagione), varietà (<strong>al</strong>cune sono più sensibili, <strong>al</strong>tre più resistenti);❐ i dati meteorologici, o meglio, le relazioni tra pioggia, temperatura, umidità ed il grado di infestazione(insetti, acari) o probabilità di infezione (crittogame);❐ le caratteristiche <strong>dei</strong> <strong>prodotti</strong> <strong>fitosanitari</strong>: tossicità per l’uomo e per gli organismi utili, costo,selettività, sistemicità, miscibilità, fitotossicità, potenzi<strong>al</strong>e inquinante, ecc.;17
Regione Lazio - <strong>Guida</strong> <strong>al</strong> <strong>corretto</strong> <strong>impiego</strong> <strong>dei</strong> <strong>prodotti</strong> <strong>fitosanitari</strong>❐ le tecniche di campionamento <strong>dei</strong> parassiti che servono per esaminare un campione rappresentativodi piante o parti di esse (foglie, rametti, frutti);❐ le caratteristiche delle trappole (sessu<strong>al</strong>i, cromotropiche, ...) per la cattura degli insetti, comesi posizionano, la densità ad ettaro, ma soprattutto come si interpretano i dati rilevati (numerodi insetti);❐ le soglie economiche di danno: la densità massima del parassita (%) che può essere tolleratasenza che l’entità del danno superi il costo del trattamento.VANTAGGI❐ minori rischi per l’operatore;❐ minori rischi per il consumatore;❐ minori costi;❐ migliore qu<strong>al</strong>ità del prodotto;❐ minore danno ambient<strong>al</strong>e;❐ crescita della profession<strong>al</strong>ità dell’agricoltore.SVANTAGGI❐ bisogna garantire la presenza costante in azienda per monitorare il rischio <strong>fitosanitari</strong>o;❐ è di difficile applicazione senza un sistema organizzato.La consulenza è affidata a tecnici speci<strong>al</strong>izzati che effettuano rilevamenti periodici in aziende rappresentativedel territorio, dando assistenza agli agricoltori sia individu<strong>al</strong>mente che collettivamente.I consigli sui trattamenti da eseguire (o da evitare) per ogni coltura e per ogni parassita, comprensividella sostanza attiva da impiegare e delle dosi di <strong>impiego</strong>, sono divulgati attraverso un bollettinodi avvertimento fitopatologico settiman<strong>al</strong>e diffuso tramite internet, avvisi pubblici, manifesti,giorn<strong>al</strong>i, segreteria telefonica della struttura che fornisce assistenza tecnica <strong>al</strong>l’agricoltore.6.3 DIFESA BIOLOGICANella lotta biologica non si utilizzano <strong>prodotti</strong> chimici ma organismi viventi (insetti, acari,funghi, virus, batteri, ecc.), che sono nemici natur<strong>al</strong>i <strong>dei</strong> parassiti delle piante.Adulto di coccinella che preda un afide.Imenottero che parassitizza una cocciniglia.18
Regione Lazio - <strong>Guida</strong> <strong>al</strong> <strong>corretto</strong> <strong>impiego</strong> <strong>dei</strong> <strong>prodotti</strong> <strong>fitosanitari</strong>La lotta biologica può essere re<strong>al</strong>izzata:• conservando ed incrementando i nemici natur<strong>al</strong>i già presenti “in campo”;• immettendo specifici organismi utili, presenti in commercio, <strong>al</strong>lo scopo di controllare determinatiparassiti.Attu<strong>al</strong>mente questo metodo di difesa non è applicabile su vasta sc<strong>al</strong>a, perchè costoso e nonsempre risolve completamente i problemi <strong>fitosanitari</strong> delle coltivazioni agrarie. Tuttavia brillanti risultatisi sono ottenuti contro <strong>al</strong>cuni fitofagi soprattutto in ambiente protetto (serre).6.4 DIFESA INTEGRATALa lotta integrata prevede l’uso congiunto e razion<strong>al</strong>e di mezzi chimici, meccanici, fisici,agronomici e biologici:mezzi chimici: <strong>prodotti</strong> <strong>fitosanitari</strong>;mezzi meccanici:mezzi fisici:scortecciarnento, spazzolatura, distruzione <strong>dei</strong> residui coltur<strong>al</strong>i;acqua (sommersione, lavaggio);fuoco (distruzione organi infestati, pirodiserbo, ecc.);luce (trappole fototropiche);colore (trappole cromotropiche);radiazioni (raggi X, raggi gamma);mezzi agronomici: sistemazioni del terreno;scelta di cultivar resistenti;lavorazioni;potature di <strong>al</strong>levamento e di produzione;fertilizzazioni;irrigazioni;avvicendamenti (rotazioni);mezzi biologici:nemici natur<strong>al</strong>i <strong>dei</strong> parassiti;feromoni.Per attuare questo tipo di strategia v<strong>al</strong>gono i principi già espressi nei paragrafi dedicati <strong>al</strong>l<strong>al</strong>otta guidata e <strong>al</strong>la lotta biologica, integrati d<strong>al</strong>la messa in pratica di <strong>al</strong>cuni accorgimenti di tecnicacoltur<strong>al</strong>e, che ostacolano l’insediamento e lo sviluppo <strong>dei</strong> parassiti nelle piante.Per re<strong>al</strong>izzare un programma di difesa integrata su un territorio occorre, anche, un sistema organizzatoan<strong>al</strong>ogo a quello descritto per la lotta guidata; in questo caso i bollettini di avvertimentoriportano, oltre ai consigli relativi ai trattamenti, anche le indicazioni su <strong>al</strong>tre operazioni coltur<strong>al</strong>i daeffettuare.19
Regione Lazio - <strong>Guida</strong> <strong>al</strong> <strong>corretto</strong> <strong>impiego</strong> <strong>dei</strong> <strong>prodotti</strong> <strong>fitosanitari</strong>6.5. SCELTA DEI PRODOTTI FITOSANITARIL’agricoltore, durante i periodici controlli <strong>al</strong>le colture, può trovarsi di fronte a diversi tipi diavversità da combattere. Pertanto, da solo o meglio con l’aiuto di un tecnico speci<strong>al</strong>izzato, deve v<strong>al</strong>utarela situazione e scegliere, prima di acquistare i <strong>prodotti</strong> <strong>fitosanitari</strong>, la strategia di difesa più efficace,di minor impatto per l’ambiente e che offra minori rischi di tossicità per l’operatore ed ilconsumatore.A t<strong>al</strong>e scopo è opportuno che l’agricoltore si ponga le seguenti domande:• qu<strong>al</strong>’è il parassita che causa danni <strong>al</strong>la coltura?• qu<strong>al</strong>’è la perdita presunta di prodotto ?• il danno presunto, il costo economico e i rischi di contaminazione dell’operatore e del futuroraccolto, giustificano un intervento con i <strong>prodotti</strong> <strong>fitosanitari</strong>?A questo punto, se l’agricoltore decide di eseguire il trattamento dovrà v<strong>al</strong>utare i seguenti aspetti:• in qu<strong>al</strong>e stadio di sviluppo si trova il parassita che si vuole combattere (uova, larve, micelio,spore);• in che fase di sviluppo si trova la coltura (riposo vegetativo, fioritura), quanto tempo manca<strong>al</strong>la raccolta;• qu<strong>al</strong>i sono le condizioni meteorologiche (pioggia, temperatura, vento);• qu<strong>al</strong>i sono le conseguenze dell’intervento chimico sull’ ambiente (selvaggina, bestiame, insettiutili, corsi d’acqua);• se sono disponibili e praticabili mezzi natur<strong>al</strong>i per risolvere l’avversità;20
Regione Lazio - <strong>Guida</strong> <strong>al</strong> <strong>corretto</strong> <strong>impiego</strong> <strong>dei</strong> <strong>prodotti</strong> <strong>fitosanitari</strong>Fig. 11 - esempio di etichetta di un prodotto <strong>fitosanitari</strong>o.23
Regione Lazio - <strong>Guida</strong> <strong>al</strong> <strong>corretto</strong> <strong>impiego</strong> <strong>dei</strong> <strong>prodotti</strong> <strong>fitosanitari</strong>si trova espressa in millilitri (ml. di s.a./ 100 ml di prodotto). La restante parte del contenuto è costituitadai coadiuvanti, che vengono indicati con la dicitura “quanto basta fino a 100” (q.b. a 100).Esempio: se in 100 grammi di prodotto commerci<strong>al</strong>e ci sono 10 grammi di sostanza attiva (s.a.) i restanti90 grammi sono coadiuvanti.RACCOMANDAZIONENon confondere la quantità di sostanza attivariportata in etichetta con la dose da usare.7.4 FORMULAZIONEIndica lo stato fisico del prodotto <strong>fitosanitari</strong>o <strong>al</strong> momento dell’acquisto.Le formulazioni più comuni sono:→ polveri solubili;→ polveri bagnabili;→ polveri secche;→ concentrati emulsionabili;→ liquidi solubili;→ liquidi microincapsulati→ paste fluide;→ sospensioni concentrate;→ granuli;→ liquidi fumiganti.In commercio esistono <strong>prodotti</strong> <strong>fitosanitari</strong> con la stessa sostanza attiva, disponibili con formulazionidiverse, a seconda delle esigenze d’uso.7.5 CARATTERISTICHE E MODALITÀ DI AZIONEIn etichetta, spesso, sono riportate ulteriori informazioni sulle caratteristiche del prodotto <strong>fitosanitari</strong>oe tra queste la mod<strong>al</strong>ità di azione.In base <strong>al</strong>le mod<strong>al</strong>ità di azione, i <strong>prodotti</strong> <strong>fitosanitari</strong> sono classificati:❐ a largo spettro: quando “colpiscono” indiscriminatamente più organismi, compresi quelli utili;❐ selettivi: quando la loro azione è diretta a combattere uno specifico agente dannoso; spessoquesti <strong>prodotti</strong> rispettano gli organismi utili.I <strong>prodotti</strong> <strong>fitosanitari</strong>, una volta distribuiti, possono agire in maniera diversa per cui si definiscono:➜ di contatto o superficie: quando il prodotto, distribuito sulla pianta, rimane loc<strong>al</strong>izzato sullasuperficie esterna della pianta;➜ citotropici o translaminari: quando il prodotto, distribuito sulla coltura, penetra <strong>al</strong>l’interno24
Regione Lazio - <strong>Guida</strong> <strong>al</strong> <strong>corretto</strong> <strong>impiego</strong> <strong>dei</strong> <strong>prodotti</strong> <strong>fitosanitari</strong>Mod<strong>al</strong>ità d’azione <strong>dei</strong> <strong>prodotti</strong> <strong>fitosanitari</strong><strong>dei</strong> tessuti della pianta e vi rimane loc<strong>al</strong>izzato;➜ endoterapici o sistemici: quando il prodotto penetra <strong>al</strong>l’interno <strong>dei</strong> tessuti della pianta, entrain circolo e raggiunge così anche parti della pianta non interessate direttamente d<strong>al</strong> trattamento;Nei riguardi delle m<strong>al</strong>attie provocate da funghi o crittogame, i fungicidi o anticrittogamici esplicanouna azione gener<strong>al</strong>mente preventiva e quindi impediscono l’inizio dell’ infezione.I fungicidi, t<strong>al</strong>volta, possono avere un’azione:❐ curativa: quando l’infezione è avvenuta ma i sintomi non sono ancora evidenti;❐ eradicante: quando i sintomi della m<strong>al</strong>attia sono evidenti.Per le m<strong>al</strong>attie provocate da insetti ed acari, esistono in commercio gli insetticidi e gli acaricidi chepossono agire per:❐ ingestione: quando il parassita ingerisce cibo trattato con fitofarmaci;❐ contatto: quando la sostanza attiva viene a contatto con la superficie esterna del parassita;❐ in<strong>al</strong>azione e/o asfissia: quando il prodotto impedisce <strong>al</strong> parassita di respirare.25
Regione Lazio - <strong>Guida</strong> <strong>al</strong> <strong>corretto</strong> <strong>impiego</strong> <strong>dei</strong> <strong>prodotti</strong> <strong>fitosanitari</strong>INGESTIONECONTATTOINALAZIONE/ASFISSIAMeccanismi di azione di insetticidi e acaricidi.Per le infestazioni da m<strong>al</strong>erbe, gli erbicidi o diserbanti possono agire per:❐ contatto: quando disseccano gli organi o le parti delle piante con cui vengono a contatto;❐ traslazione: quando sono assorbiti d<strong>al</strong>le piante e ne provocano la morte.Alcuni diserbanti si degradano velocemente mentre <strong>al</strong>tri, detti residu<strong>al</strong>i, agiscono sia sui semiche sulle piantine e, rimanendo nel terreno per lunghi periodi di tempo, possono influenzare lecolture successive.7.6 CAMPO D’IMPIEGOIndica le colture ed i parassiti sui qu<strong>al</strong>i è consentito usare il prodotto <strong>fitosanitari</strong>o.Si può verificare che una sostanza attiva autorizzata per controllare un parassita di una coltu-26
Regione Lazio - <strong>Guida</strong> <strong>al</strong> <strong>corretto</strong> <strong>impiego</strong> <strong>dei</strong> <strong>prodotti</strong> <strong>fitosanitari</strong>ra, non sia autorizzata per controllare lo stesso parassita su una coltura diversa. Alcuni <strong>prodotti</strong> sonoautorizzati, anche per usi extragricoli, su argini, fossi, can<strong>al</strong>i e sedi ferroviarie.RACCOMANDAZIONEUsare il prodotto <strong>fitosanitari</strong>o SOLOsulle colture indicate in etichetta.7.7 DOSE DI IMPIEGOSu ogni confezione viene indicata la quantità (dose) di prodotto da utilizzare per un trattamento.Le dosi possono essere riferite:• ai volumi di distribuzione, quando indicano i grammi o i millilitri di prodotto per ogni ettolitrodi acqua (g/hl o mL/hl) a volume norm<strong>al</strong>e (1.000 litri/ha);• <strong>al</strong>la superficie da trattare, quando indicano i chilogrammi o i litri di prodotto per ogni ettarodi coltura da trattare (Kg/ha o litri/ha).Gener<strong>al</strong>mente vengono indicate sia la dose minima che quella massima; l’agricoltore determineràla quantità da impiegare tenendo conto <strong>dei</strong> seguenti fattori:• fase vegetativa della coltura da trattare;• stadio di sviluppo del parassita o dell’infestante;• condizioni ambient<strong>al</strong>i;• intensità dell’ attacco;• numero di piante ad ettaro (densità di impianto);• efficienza della macchina irroratrice.RACCOMANDAZIONERispettare rigorosamente la dose prescritta in etichetta perché:1) aumentando la dose oltre il limite massimo indicato in etichetta l’efficaciadel trattamento non aumenta;2) si accrescono i rischi di inquinare l’ambiente;3) si rischia di commerci<strong>al</strong>izzare <strong>prodotti</strong> con elevati residui;4) si rischia di provocare danni <strong>al</strong>la coltura (fitotossicità);5) si aumentano i costi di produzione;6) diminuendo la dose <strong>al</strong> di sotto del limite minimo indicato in etichetta, si rischiadi non ottenere i risultati desiderati e si può favorire lo sviluppo diparassiti resistenti.7.8 EPOCA D’IMPIEGOIndica il periodo più idoneo per effettuare il trattamento in relazione <strong>al</strong>le fasi di sviluppo dellacoltura e del parassita.27
Regione Lazio - <strong>Guida</strong> <strong>al</strong> <strong>corretto</strong> <strong>impiego</strong> <strong>dei</strong> <strong>prodotti</strong> <strong>fitosanitari</strong>L’etichetta, t<strong>al</strong>volta, riporta anche gli interv<strong>al</strong>li di tempo che bisogna rispettare tra un trattamentoed il successivo, da non confondere con il tempo di carenza di cui si tratta nel paragrafo 7.15.7.9 COMPATIBILITÀIndica la possibilità di miscela tra due o più <strong>prodotti</strong> <strong>fitosanitari</strong> senza che questi perdano l<strong>al</strong>oro efficacia sui parassiti e senza arrecare danno <strong>al</strong>la pianta. L’<strong>impiego</strong> di miscele “sbagliate” puòprovocare gravi danni sulle colture (‘fitotossicità’).I <strong>prodotti</strong> <strong>fitosanitari</strong> a seconda delle loro caratteristiche chimiche possono avere reazione acida,basica (<strong>al</strong>c<strong>al</strong>ina) o neutra.È possibile miscelare:<strong>prodotti</strong> a reazione con <strong>prodotti</strong> a reazioneacida ” acida o neutrabasica ” basica o neutraneutra ” acida, basica, neutraRACCOMANDAZIONENon inventare miscele con la convinzione di aumentarel’efficacia del trattamento, in caso di dubbio consultare iltecnico agrarioperché:mentre si conoscono gli effetti delle miscelesugli agenti infestanti da combattere, non sono, invece,noti gli effetti sull’organismo umano.7.10 FITOTOSSICITÀIndica il rischio che il prodotto <strong>fitosanitari</strong>o possa causare <strong>dei</strong> danni ad <strong>al</strong>cune colture, provocandoustioni, defogliazioni, ingi<strong>al</strong>limenti, ecc.Bisogna rispettare le dosi indicate in etichetta e distribuire il prodotto solo sulle colture elencateper evitare rischi di tossicità per le piante.7.11 CLASSIFICAZIONE TOSSICOLOGICAQuesta classificazione indica il tipo di pericolosità del prodotto <strong>fitosanitari</strong>o per l’uomo e pergli anim<strong>al</strong>i.Ai sensi del Decreto legislativo 17 marzo 1995, n.194 (attuativo della Direttiva 91/414/CEE)sono state abolite le tradizion<strong>al</strong>i quattro classi di tossicità (I- II - III e IV classe) e sostituite con laclassificazione Comunitaria che distingue i <strong>prodotti</strong> <strong>fitosanitari</strong> in:28
Regione Lazio - <strong>Guida</strong> <strong>al</strong> <strong>corretto</strong> <strong>impiego</strong> <strong>dei</strong> <strong>prodotti</strong> <strong>fitosanitari</strong>❐ MOLTO TOSSICI❐ TOSSICI❐ NOCIVI❐ ALTRI PRODOTTIL’indicazione della pericolosità del prodotto e quindi della sua tossicità nei confronti dell’uomoè sempre accompagnata da un disegno (TESCHIO, CROCE DI S. ANDREA, ecc.).L’effetto dannoso provocato da una sostanza tossica sull’uomo è denominato intossicazione.È importante sapere che, t<strong>al</strong>volta, anche i coadiuvanti possono provocare effetti tossici, acuti ea lungo termine, inclusi effetti potenzi<strong>al</strong>mente cancerogeni.T<strong>al</strong>volta, un principio attivo che non risulta potenzi<strong>al</strong>mente cancerogeno produce, mentre sidegrada, sostanze che invece potrebbero esserlo. Un’azione di cancerogenesi può anche non esseredovuta <strong>al</strong> principio attivo, ma può generarsi quando esso viene a contatto con <strong>al</strong>tre sostanze usate inagricoltura o in ambiente domestico. Gli aspetti tossicologici sono trattati nel capitolo 8.Altri simboli che possono comparire sulle confezioniI simboli sono figure di colore nero su fondo arancio29
Regione Lazio - <strong>Guida</strong> <strong>al</strong> <strong>corretto</strong> <strong>impiego</strong> <strong>dei</strong> <strong>prodotti</strong> <strong>fitosanitari</strong>7.12 FRASI DI RISCHIOIndicano i probabili rischi cui l’agricoltore va incontro usando i <strong>prodotti</strong> <strong>fitosanitari</strong>.L’assorbimento <strong>dei</strong> fitofarmaci durante i lavori in agricoltura avviene attraverso la pelle, labocca e il naso e può provocare danni <strong>al</strong>la pelle, <strong>al</strong>l’apparato respiratorio e <strong>al</strong>l’apparato digerente.Le frasi di rischio sono indicate sull’etichetta come frasi R o combinazioni di frasi R. Ad es.R40 significa che la sostanza può avere effetti irreversibili.Il rischio più immediato è l’intossicazione acuta; vi sono, inoltre, problemi sanitari che si manifestanonel tempo costituendo un’intossicazione cronica.L’elenco completo delle frasi di rischio è riportato nell’<strong>al</strong>legato n. 1 (a pag. 55)7.13 INDICAZIONI DI PRUDENZASotto questa dicitura sono elencate le precauzioni da adottare durante l’<strong>impiego</strong> <strong>dei</strong> <strong>prodotti</strong><strong>fitosanitari</strong>.Il rischio di intossicazione aumenta lavorando senza protezione, pertanto bisogna usare in tuttele fasi di lavoro i mezzi idonei di protezione person<strong>al</strong>e (tuta, guanti, maschera, ecc.). Nel caso ditrattamenti con mezzi dotati di cabina con filtri adatti non è necessario utilizzare i sistemi di protezioneindividu<strong>al</strong>i.Le indicazioni di prudenza sono indicate in etichetta come frasi “S” (ad esempio S 27 significatogliersi immediatamente gli indumenti contaminati) o combinazioni di frasi S.L’elenco completo è riportato nell’<strong>al</strong>legato n. 1.Vedi paragrafo 8.5 “Come proteggersi”.7.14 INFORMAZIONI PER IL MEDICOSono le notizie utili per il medico nell’eventu<strong>al</strong>ità di un’intossicazione tra cui il tipo di sostanzaattiva, i sintomi, la terapia necessaria e <strong>al</strong>tre particolari avvertenze.È buona norma conservare un’etichetta del prodotto <strong>fitosanitari</strong>o utilizzato, <strong>al</strong>lo scopo di facilitareeventu<strong>al</strong>i misure di pronto soccorso.7.15 TEMPO DI CARENZA O INTERVALLO DI SICUREZZAIndica il numero di giorni che l’agricoltore deve aspettare dopo aver effettuato l’ultimo trattamentoe prima di iniziare a raccogliere il prodotto. Per le derrate <strong>al</strong>imentari immagazzinate è il numero<strong>dei</strong> giorni che deve trascorrere tra l’ultimo trattamento e l’immissione in commercio.Il tempo di carenza non dipende d<strong>al</strong>la classe tossicologica del prodotto <strong>fitosanitari</strong>o, ma d<strong>al</strong>lacapacità di degradazione della sostanza attiva.Rispettare il tempo di carenza e le dosi riportate in etichetta è un obbligo di legge. Ciòpermette di rientrare nel “Limite leg<strong>al</strong>e di tollerabilità” o “Limite di tolleranza” che rappresenta ilresiduo massimo di sostanza attiva tollerata nei <strong>prodotti</strong> agricoli ammessi <strong>al</strong> consumo.30
Regione Lazio - <strong>Guida</strong> <strong>al</strong> <strong>corretto</strong> <strong>impiego</strong> <strong>dei</strong> <strong>prodotti</strong> <strong>fitosanitari</strong>RACCOMANDAZIONI❐ Rispettare sempre l’interv<strong>al</strong>lo di sicurezza.❐ Rispettare l’interv<strong>al</strong>lo di sicurezza anche per i trattamenti <strong>al</strong>le colture araccolta sc<strong>al</strong>are.❐ Non modificare l’interv<strong>al</strong>lo di sicurezza quando il prodotto raccolto vienesottoposto <strong>al</strong> lavaggio o ad <strong>al</strong>tre lavorazioni (congelamento, surgelamento)o quando viene conservato.❐ Rispettare il tempo di carenza più lungo quando si effettua un trattamentocon una miscela di <strong>prodotti</strong> con diverso tempo di carenza.❐ Non confondere i giorni del tempo di carenza con i giorni di efficacia delprodotto.❐ Diminuendo la dose del prodotto utilizzato nel trattamento il tempo di carenzanon varia.7.16 RISCHI DI NOCIVITÀSono le avvertenze che indicano qu<strong>al</strong>i organismi possono essere intossicati d<strong>al</strong> prodotto <strong>fitosanitari</strong>o.RACCOMANDAZIONI❐ Durante i trattamenti e nel periodo immediatamente successivo <strong>al</strong>lontanare glianim<strong>al</strong>i domestici;❐ evitare il pascolo degli anim<strong>al</strong>i nei campi trattati;❐ evitare trattamenti durante la fioritura delle piante per tutelare l’attività impollinatricedelle api, oppure <strong>al</strong>lontanare le arnie e sf<strong>al</strong>ciare le erbe spontanee primadi effettuare il trattamento;❐ mantenere, durante il trattamento, una distanza di <strong>al</strong>meno 10 metri da corsid’acqua, stagni, campi limitrofi, anche non coltivati, che ospitano flora e faunaselvatica, sia in fase di miscelazione che di trattamento;❐ non effettuare trattamenti nel raggio di metri 200 da sorgenti o pozzi di acquautilizzati per il consumo umano;❐ non trattare gli anim<strong>al</strong>i domestici con <strong>prodotti</strong> <strong>fitosanitari</strong>.7.17 SMALTIMENTOIndica le corrette procedure che bisogna eseguire per lo sm<strong>al</strong>timento <strong>dei</strong> contenitori <strong>dei</strong> <strong>prodotti</strong><strong>fitosanitari</strong>.Vedi paragrafo 10.4 “Procedure per un <strong>corretto</strong> sm<strong>al</strong>timento <strong>dei</strong> rifiuti”.Uno sm<strong>al</strong>timento s<strong>corretto</strong> <strong>dei</strong> rifiuti puo’ provocare:❐ intossicazione a coloro che li raccolgono;❐ inquinamento delle acque e del suolo;❐ deturpamento del paesaggio.31
Regione Lazio - <strong>Guida</strong> <strong>al</strong> <strong>corretto</strong> <strong>impiego</strong> <strong>dei</strong> <strong>prodotti</strong> <strong>fitosanitari</strong>8. I RISCHI PER LA SALUTE DEGLI AGRICOLTORI8.1 ELEMENTI DI TOSSICOLOGIA DEI PRODOTTI FITOSANITARIL’<strong>impiego</strong> non <strong>corretto</strong> <strong>dei</strong> <strong>prodotti</strong> <strong>fitosanitari</strong> può essere causa di tossicità acuta e cronica,pertanto è indispensabile che l’utilizzatore conosca:- le caratteristiche tossicologiche <strong>dei</strong> <strong>prodotti</strong> <strong>fitosanitari</strong> e <strong>dei</strong> loro coadiuvanti;- i sintomi o le m<strong>al</strong>attie associate <strong>al</strong> loro uso;- le misure più idonee che deve adottare per tutelare la sua s<strong>al</strong>ute.L’ intossicazione da <strong>prodotti</strong> <strong>fitosanitari</strong> e/o dai loro coadiuvanti può essere:❐ ACUTA: gli effetti si manifestano immediatamente dopo l’<strong>impiego</strong> del prodotto; è causata d<strong>al</strong>l’assorbimentodi una grossa quantità di sostanza tossica in un breve periodo di tempo (ad esempioin fase di preparazione della miscela o di incidenti durante la distribuzione).❐ CRONICA: gli effetti si manifestano dopo molto tempo d<strong>al</strong>l’<strong>impiego</strong> del prodotto; è causata d<strong>al</strong>l’assorbimentoripetuto di piccole quantità di sostanza tossica in un lungo periodo di tempo.L’efficacia del prodotto <strong>fitosanitari</strong>o contro il parassita o la m<strong>al</strong>attia da controllare non dipended<strong>al</strong>la classe tossicologica.Ogni prodotto <strong>fitosanitari</strong>o prima di essere commerci<strong>al</strong>izzato viene sottoposto a studi e provedi tossicità che permettono di stabilirne la classificazione.Per i formulati solidi e liquidi il parametro più importante che viene c<strong>al</strong>colato è la DOSELETALE 50 (DL 50), che può essere assorbita per via or<strong>al</strong>e e per via cutanea; per i formulati gassosiinvece è la CONCENTRAZIONE LETALE 50 (CL 50) assunta per in<strong>al</strong>azione.32
Regione Lazio - <strong>Guida</strong> <strong>al</strong> <strong>corretto</strong> <strong>impiego</strong> <strong>dei</strong> <strong>prodotti</strong> <strong>fitosanitari</strong>La DL 50 indica la quantità di sostanza che uccide la metà (50%) di un campione di anim<strong>al</strong>ida laboratorio. Essa viene c<strong>al</strong>colata in laboratorio somministrando agli anim<strong>al</strong>i da esperimento lasostanza da studiare a dosi crescenti .La DL 50 si esprime in milligrammi (mg) di sostanza ingerita per chilogrammo di peso corporeo(peso vivo) di anim<strong>al</strong>i da esperimento.La DL 50 indica la quantità di sostanza che uccide la metà (50%) di un campione di anim<strong>al</strong>i di laboratorio.Esempio: se le DL 50 di due <strong>prodotti</strong> <strong>fitosanitari</strong> sono rispettivamente 30 mg e 500 mg il primoprodotto sarà più tossico del secondo, perché ne bastano solo 30 milligrammi per uccidere lametà degli anim<strong>al</strong>i da laboratorio.Per cui minore è il v<strong>al</strong>ore della DL maggiore è il grado di tossicità, cioè più una sostanza ètossica, minore è la quantità sufficiente a provocare <strong>dei</strong> danni. Il v<strong>al</strong>ore DL 50 esprime la tossicitàacuta (immediata), ma non quella cronica (nel tempo) e quindi non tiene conto degli effetti causatid<strong>al</strong>l’assorbimento di piccole quantità durante un lungo periodo. Pertanto, può accadere che un prodottocon bassa tossicità acuta (es. IRRITANTE) abbia un’elevata tossicità cronica.8.2 SEGNI DI INTOSSICAZIONE ACUTASi manifestano subito dopo l’<strong>impiego</strong> del prodotto e sono:❐ lacrimazione e disturbi visivi;❐ m<strong>al</strong> di testa, confusione ment<strong>al</strong>e;❐ irritabilità;❐ sonnolenza, insonnia, spossatezza;❐ capogiri o vertigini, tremori;❐ aumento della s<strong>al</strong>ivazione;❐ nausea e vomito;❐ dolori addomin<strong>al</strong>i, diarrea;❐ prurito o irritazioni della pelle;❐ sudorazione;❐ tosse;❐ difficoltà respiratoria e/o senso di oppressione toracica;❐ ridotto “gradimento” delle bevande <strong>al</strong>coliche;❐ crampi fino ad arrivare, nei casi più gravi, a perdita di coscienza e morte.33
Regione Lazio - <strong>Guida</strong> <strong>al</strong> <strong>corretto</strong> <strong>impiego</strong> <strong>dei</strong> <strong>prodotti</strong> <strong>fitosanitari</strong>8.3 SEGNI CLINICI DI INTOSSICAZIONE CRONICAVi sono rischi dovuti ad una esposizione ripetuta ai <strong>prodotti</strong> <strong>fitosanitari</strong>; essa può comportareuna intossicazione cronica dovuta <strong>al</strong>l’accumulo nel tempo o <strong>al</strong>l’interferenza di <strong>prodotti</strong> <strong>fitosanitari</strong>sull’organismo umano, indipendentemente d<strong>al</strong>la classe tossicologica.Può derivare da esposizione profession<strong>al</strong>e oppure accident<strong>al</strong>e o assunzione nel tempo di <strong>prodotti</strong><strong>al</strong>imentari contenenti residui di <strong>prodotti</strong> <strong>fitosanitari</strong>.I segni sono:❐ diminuzione della vista;❐ dolori muscolari e perdita di forza;❐ c<strong>al</strong>o di peso;❐ diminuzione della memoria e della concentrazione;❐ depressione.8.4 POSSIBILI EFFETTI TOSSICI DEI PRODOTTI FITOSANITARII possibili effetti tossici <strong>dei</strong> <strong>prodotti</strong> <strong>fitosanitari</strong> sono a carico:❐ delle parti esposte del corpo con irritazioni qu<strong>al</strong>i: congiuntiviti, dermatiti, faringo-laringiti;❐ del sistema nervoso centr<strong>al</strong>e e periferico: polinevriti e danni centr<strong>al</strong>i;❐ dell’apparato digerente e del fegato (induzione enzimatica e danni cellulari);❐ dell’occhio, qu<strong>al</strong>i: miopia, <strong>al</strong>terazioni retiniche e cataratta;❐ dell’apparato respiratorio: bronchiti e fibrosi polmonare;34
Regione Lazio - <strong>Guida</strong> <strong>al</strong> <strong>corretto</strong> <strong>impiego</strong> <strong>dei</strong> <strong>prodotti</strong> <strong>fitosanitari</strong>❐ del rene: lesioni del tubulo, glomerulo e interstizio;❐ del sistema endocrino ed in particolare sulla tiroide: ipertrofia e gozzo;❐ dell’apparato cardiovascolare e del sangue, ad esempio anemie;❐ dell’apparato riproduttore: danni <strong>al</strong>la fertilità;È dimostrato che <strong>al</strong>cuni <strong>prodotti</strong> <strong>fitosanitari</strong> hanno effetti mutageni, teratogeni, cancerogeni,immunodepressivi e <strong>al</strong>lergizzanti:MUTAGENI: possono favorire <strong>al</strong>terazioni del patrimonio genetico delle cellule dell’organismo,con possibile insorgenza di tumori o m<strong>al</strong>formazioni nelle generazioni successive;TERATOGENI: possono provocare danni <strong>al</strong> feto durante la gravidanza;CANCEROGENI: possono indurre tumori.IMMUNODEPRESSIVI: possono diminuire le difese dell’ organismo nei confronti delle m<strong>al</strong>attieinfettive.ALLERGIZZANTI: possono indurre m<strong>al</strong>attie <strong>al</strong>lergiche (oculo-riniti e dermatiti).Studi cliniciL’esposizione ad esteri fosforici e carbammati può essere rilevata per mezzo diuna an<strong>al</strong>isi del sangue che misuri il livello di specifici enzimi chiamati colinesterasi. Nel1992 uno studio condotto nella zona di Aprilia (LT) d<strong>al</strong> Servizio di Igiene Pubblica dellaex U.S.L. LT e d<strong>al</strong>l’Osservatorio Epidemiologico della Regione Lazio ha evidenziatouna riduzione <strong>dei</strong> livelli ematici di t<strong>al</strong>i enzimi in commercianti di <strong>prodotti</strong> fltosanitari ein agricoltori addetti ad operazioni coltur<strong>al</strong>i durante il periodo del “rientro” (48 ore d<strong>al</strong>trattamento). Una più marcata riduzione è stata evidenziata in un gruppo di soggetti addetti<strong>al</strong> trattamento <strong>fitosanitari</strong>o, dopo l’uso degli insetticidi sopra citati. (A. Faustini ed<strong>al</strong>. -Med Lav. 1992; 83,2:135-145). Un’ importante indicazione del rischio per la s<strong>al</strong>utederivante d<strong>al</strong>l’inquinamento ambient<strong>al</strong>e da <strong>prodotti</strong> <strong>fitosanitari</strong> è fornita d<strong>al</strong> grado dicontaminazione degli <strong>al</strong>imenti, soprattutto se destinati <strong>al</strong>l’infanzia; i risultati di una ricercacondotta nel territorio di Frosinone su campioni di latte vaccino e campioni di latteumano hanno mostrato la presenza nel latte umano di <strong>al</strong>cuni insetticidi clororganici(p-p’ e o-p’DDT, HCB e p-p’DDT) in concentrazione variabile mentre, nel latte vaccinoessi risultavano <strong>al</strong> di sotto <strong>dei</strong> limiti di determinazione (Sanità-Rapporti, 1997, vol.2,n.1, pagg. 61-68).Uno studio della mort<strong>al</strong>ità per tumori - condotto d<strong>al</strong>l’ Osservatorio Epidemiologicodella Regione Lazio su un gruppo di 1127 agricoltori della Provincia di Latina - haevidenziato negli esposti ai <strong>prodotti</strong> <strong>fitosanitari</strong>, rispetto <strong>al</strong>la popolazione gener<strong>al</strong>e, unlieve aumento di rischio, anche se non significativo, di contrarre tumori dello stomaco,del rene, della pelle e leucemie. Si è riscontrato, <strong>al</strong>tresì, un aumento <strong>dei</strong> tumori del renenei soggetti più giovani come possibile effetto della pregressa esposizione ad insetticidi,specie il D.D.T. (A. Faustini et <strong>al</strong>. Med Lav 1993; 84,1:31-41).35
Regione Lazio - <strong>Guida</strong> <strong>al</strong> <strong>corretto</strong> <strong>impiego</strong> <strong>dei</strong> <strong>prodotti</strong> <strong>fitosanitari</strong>Un <strong>al</strong>tro studio sulla mort<strong>al</strong>ità degli agricoltori nell’It<strong>al</strong>ia centr<strong>al</strong>e - condottod<strong>al</strong>l’Osservatorio Epidemiologico della Regione Lazio in collaborazione con <strong>al</strong>tri Istituti- ha evidenziato: 1) un aumento della frequenza di tumori dello stomaco e del rischio ditumori pancreatici e ren<strong>al</strong>i nei coltivatori di olivi e patate; 2) la possibilità di una associazionefra: a) coltivazione di grano e tumori prostatici; b) la coltivazione di olivi e patate etumori ren<strong>al</strong>i; c) la coltivazione della frutta e tumori del colon e della vescica (F. Forastiereet <strong>al</strong>. Scand J Work. Environ He<strong>al</strong>th 1993, vol.19, n.6: 382-389).Ancora uno studio - condotto d<strong>al</strong>l’Osservatorio Epidemiologico della RegioneLazio in collaborazione con <strong>al</strong>tri Istituti, nella Provincia di Viterbo - ha evidenziato negliagricoltori che utilizzano erbicidi appartenenti <strong>al</strong>la classe <strong>dei</strong> fenossiacidi (2,4-D e4cloro-2-metil fenossiacetico) una diminuzione nel sangue <strong>dei</strong> livelli e delle attività ditutte le popolazioni di linfociti, cioè <strong>dei</strong> globuli bianchi coinvolti nelle difese d<strong>al</strong>le m<strong>al</strong>attieinfettive (A. Faustini e <strong>al</strong>. Occupation<strong>al</strong> and Environment<strong>al</strong> Medicine 1996;53:583-585).8.5 COME PROTEGGERSI: I DISPOSITIVI DI PROTEZIONE INDIVIDUALEI dispositivi di protezione sono efficaci se abbinati a tutte le <strong>al</strong>tre precauzioni che l’agricoltore deveadottare in ogni fase di preparazione e distribuzione <strong>dei</strong> fitofarmaci.I dispositivi di protezione individu<strong>al</strong>e devono proteggere la pelle, che è la princip<strong>al</strong>e via di assorbimento,gli occhi e l’apparato respiratorio e devono essere:❐ adatti <strong>al</strong>le proprie caratteristiche fisiche, quindi della giusta misura;❐ impermeabili agli agenti chimici;❐ leggeri e traspiranti per il corpo;❐ facilmente lavabili.RACCOMANDAZIONEInformarsi sui modo <strong>corretto</strong> di indossare, utilizzare econservare i mezzi di protezione e non scambiarli con<strong>al</strong>tre persone.Per proteggere gli occhiIn caso di uso di semimaschere che lasciano scoperta parte del volto bisogna usare occhi<strong>al</strong>i con protezionilater<strong>al</strong>i.Per proteggere la pelleusare:❐ guanti impermeabili: consentono facilità d’uso, sensibilità e precisione nei movimenti dellamano, qu<strong>al</strong>i quelli di gomma nitrilica. Non vanno usati guanti da lavoro di pelle o stoffa.❐ tuta impermeabile: è indispensabile per ridurre l’assorbimento di <strong>prodotti</strong> <strong>fitosanitari</strong> attraversola pelle. Nella scelta si deve tenere conto di vari aspetti: comfort, impermeabilità e condizionid’uso.Esistono tute di vari materi<strong>al</strong>i: gomma, cotone, poliestere, tyvek, gore-tex.Le tute di cotone e di gore-tex sono quelle più confortevoli, quelle gommate offrono la mi-36
Regione Lazio - <strong>Guida</strong> <strong>al</strong> <strong>corretto</strong> <strong>impiego</strong> <strong>dei</strong> <strong>prodotti</strong> <strong>fitosanitari</strong>37
Regione Lazio - <strong>Guida</strong> <strong>al</strong> <strong>corretto</strong> <strong>impiego</strong> <strong>dei</strong> <strong>prodotti</strong> <strong>fitosanitari</strong>gliore protezione; ognuna di queste, comunque, costituisce una barriera <strong>al</strong>le goccioline di fitofarmaco.Le tute di cotone possono essere impermeabilizzate con trattamenti idrorepellenti che conservanol’efficacia solo per <strong>al</strong>cuni lavaggi (4-5).RACCOMANDAZIONE❐ impiegare la tuta gommata nei trattamenti invern<strong>al</strong>i;❐ impiegare la tuta di cotone, possibilmente di colore chiaro, non aderente,con poche cuciture e cerniere nei trattamenti primaverili-estivi;❐ indossare la tuta tenendola fuori dagli stiv<strong>al</strong>i;❐ avviare la tuta <strong>al</strong>lo sm<strong>al</strong>timento qu<strong>al</strong>ora sia contaminata con un prodottoconcentrato; lavare accuratamente la tuta dopo ogni utilizzo;❐ sostituire la tuta quando l’uso e i lavaggi ne hanno deteriorato il tessuto;❐ usare stiv<strong>al</strong>i in gomma o c<strong>al</strong>zature traspiranti con suole antisdrucciolo;❐ riporre gli indumenti usati per il trattamento separatamente dagli <strong>al</strong>tri.Per proteggere le vie respiratorie usare:❐ caschi, maschere a schermo facci<strong>al</strong>e e semi-maschere per proteggersi d<strong>al</strong>la nube irrorante. La miglioreprotezione si ottiene utilizzando la maschera intera o il casco che diventano indispensabiliper i trattamenti eseguiti nelle serre. Nella scelta di queste attrezzature tenere conto: di eventu<strong>al</strong>iproblemi di tollerabilità del casco, la presenza della barba o di una particolare conformazione delviso che possono ridurre l’aderenza <strong>al</strong> volto.❐ Filtri per filtrare l’aria e trattenere i <strong>prodotti</strong> <strong>fitosanitari</strong> e le polveri in essa contenute. Si consigli<strong>al</strong>’<strong>impiego</strong> di filtri di tipo P per le polveri ( colore bianco) e filtri di tipo A per gas e vapori organici(colore marrone). Il filtro P viene classificato in base <strong>al</strong>la sua capacità filtrante, in classi da1 a 3 (P1=bassa, P2=media, P3=<strong>al</strong>ta); anche il filtro tipo A è di classe variabile da1 a 3 secondo leconcentrazioni da assorbire.In pieno campo, durante il norm<strong>al</strong>e <strong>impiego</strong> di <strong>prodotti</strong> <strong>fitosanitari</strong>, è consigliato l’uso di “filtricombinati” per polveri e vapori organici (colore bianco e marrone).ATTENZIONESi tenga presente che aumentando la capacità filtrante aumenta la fatica respiratoria, inquanto l’aria passa con maggiore difficoltà.Nel caso di filtri accoppiati antigas-antipolvere, è necessario montarli come indicato in figura.38
Regione Lazio - <strong>Guida</strong> <strong>al</strong> <strong>corretto</strong> <strong>impiego</strong> <strong>dei</strong> <strong>prodotti</strong> <strong>fitosanitari</strong>La durata del filtro dipende:❐ d<strong>al</strong>la concentrazione del prodotto <strong>fitosanitari</strong>o;❐ d<strong>al</strong>le ore di utilizzo: la durata media <strong>dei</strong> filtri è intorno <strong>al</strong>le 40 ore di lavoro; per un <strong>impiego</strong> continuativodeve essere sostituito ogni settimana; se usato in modo discontinuo, deve essere sostituitoogni 6 mesi;❐ d<strong>al</strong>l’umidità ambient<strong>al</strong>e: in condizioni di umidità relativa superiore <strong>al</strong> 65% la durata del filtro diminuiscerapidamente;❐ d<strong>al</strong>le condizioni di conservazione: l’efficacia <strong>dei</strong> filtri è ottim<strong>al</strong>e se l’umidità relativa è inferiore<strong>al</strong> 50%, pertanto, i filtri (chiusi in busta sigillata) vanno conservati in luoghi freschi e asciutti.RACCOMANDAZIONEAl momento dell’acquisto <strong>dei</strong> filtri controllare la data di scadenzae la confezione per verificare che sia sigillata.Norm<strong>al</strong>mente il filtro deve essere sostituito <strong>al</strong>la data di scadenza.Nel caso in cui si avverta l’odore della sostanza impiegata, è necessariosostituirlo anche se non ancora scaduto.Manutenzione della tutaÈ importante:❐ lavare la tuta subito dopo l’uso. È opportuno eseguire il pre-lavaggio o 1’ammollo prima del lavaggioper facilitare l’eliminazione del prodotto <strong>fitosanitari</strong>o dai tessuti;❐ lavare la tuta e gli <strong>al</strong>tri indumenti contaminati separatamente dagli <strong>al</strong>tri capi person<strong>al</strong>i;❐ utilizzare temperature di lavaggio elevate (60 gradi o più per il cotone) in quanto maggiore è latemperatura dell’acqua, maggiore è la capacità di detergenti e sbiancanti (candeggina) di rimuoverei residui tossici; il solo risc<strong>al</strong>damento dell’acqua senza detergenti non migliora l’eliminazione<strong>dei</strong> residui;❐ eseguire <strong>al</strong>meno due risciacqui;❐ <strong>al</strong>la fine del lavaggio effettuare un risciacquo a vuoto della lavatrice per eliminare i residui;❐ effettuare l’asciugatura ad aria c<strong>al</strong>da, se possibile.Manutenzione di maschera, semi-maschera e guantiÈ importante:❐ dopo ogni <strong>impiego</strong>, svitare il filtro e lavare maschera e semi-maschera solo con acqua;❐ lavare i guanti con acqua e sapone;❐ non usare mai solventi (benzine, ecc.), perché possono ridurre l’efficacia protettiva;❐ terminate le operazioni di pulizia delle attrezzature, togliersi gli indumenti tenendo presente che iguanti vanno tolti <strong>al</strong>la fine, sfilandoli contemporaneamente a poco a poco in modo da non toccarlimai con le mani nude;❐ lavarsi accuratamente con acqua e sapone, effettuando possibilmente una doccia, per eliminare iresidui degli antiparassitari che comunque possono essere penetrati attraverso le protezioni. È beneutilizzare acqua non troppo c<strong>al</strong>da per evitare la dilatazione <strong>dei</strong> pori della pelle e quindi unmaggiore assorbimento <strong>dei</strong> residui.39
Regione Lazio - <strong>Guida</strong> <strong>al</strong> <strong>corretto</strong> <strong>impiego</strong> <strong>dei</strong> <strong>prodotti</strong> <strong>fitosanitari</strong>8.5.1 Sorveglianza SanitariaIl Decreto Legislativo 626/94 e successive modifiche ed integrazioni, che recepisce otto direttivecomunitarie sul miglioramento della sicurezza e della s<strong>al</strong>ute <strong>dei</strong> lavoratori nei luoghi di lavoro, stabilisceche i lavoratori che utilizzano <strong>prodotti</strong> <strong>fitosanitari</strong> devono sottoporsi a visite di idoneità.Almeno una volta l’anno, è raccomandata una visita medica con accertamenti di laboratorioper v<strong>al</strong>utare <strong>al</strong>terazioni, anche inizi<strong>al</strong>i, degli organi bersaglio. Il lavoratore può rivolgersi <strong>al</strong> “medicocompetente aziend<strong>al</strong>e”, <strong>al</strong> Servizio di Prevenzione e protezione degli Ambienti di Lavoro delleA.S.L., oppure <strong>al</strong> proprio medico di famiglia.Devono evitare qu<strong>al</strong>siasi esposizione ai <strong>prodotti</strong> <strong>fitosanitari</strong>:- le donne in gravidanza;- i bambini;- le persone affette da:congiuntivitim<strong>al</strong>attie della pellem<strong>al</strong>attie neurologichem<strong>al</strong>attie respiratoriem<strong>al</strong>attie ren<strong>al</strong>im<strong>al</strong>attie del fegatom<strong>al</strong>attie del sangue e della coagulazionem<strong>al</strong>attie del sistema immunitarioRACCOMANDAZIONEIl lavoratore deve informare il suo medico qu<strong>al</strong>ora assumaabitu<strong>al</strong>mente farmaci e nel caso in cui avvertam<strong>al</strong>esseri o disturbi, anche lievi.8.6 PRONTO SOCCORSO (TEL. 118)Esiste sempre, anche nel caso in cui vengono adottate tutte le misure preventive consigliate eprescritte, un rischio di intossicazione accident<strong>al</strong>e da <strong>prodotti</strong> <strong>fitosanitari</strong> che è un vero e proprio infortuniosul lavoro.8.6.1 Come comportarsi in caso di intossicazione da <strong>prodotti</strong> <strong>fitosanitari</strong>Le misure di primo soccorso sono:❐ sospendere l’uso del prodotto <strong>fitosanitari</strong>o e <strong>al</strong>lontanarsi o <strong>al</strong>lontanare l’intossicato d<strong>al</strong>la zona arischio;❐ in caso di contaminazione della pelle togliere i vestiti impregnati, asciugare le parti interessatecon panni o carta, quindi lavare con acqua tiepida senza sapone;❐ in caso di contaminazione degli occhi lavarli a p<strong>al</strong>pebra aperta, con acqua per 5 - 15 minuti;❐ in caso di in<strong>al</strong>azione aprire gli abiti intorno <strong>al</strong>la gola e <strong>al</strong> petto per facilitare la respirazione;40
Regione Lazio - <strong>Guida</strong> <strong>al</strong> <strong>corretto</strong> <strong>impiego</strong> <strong>dei</strong> <strong>prodotti</strong> <strong>fitosanitari</strong>❐ in caso di ingestione: sciacquare la bocca con acqua, non tentare di provocare vomito a meno checiò non sia espressamente indicato in etichetta e comunque solo se il soggetto è cosciente, nonsomministrare <strong>al</strong>cuna sostanza ivi comprese latte e <strong>prodotti</strong> <strong>al</strong>colici;❐ è consigliabile rivolgersi immediatamente ad un medico, anche in presenza di minime manifestazionidi disturbi;❐ in presenza <strong>dei</strong> gravi disturbi descritti nel paragrafo 8.2 e nell’elenco delle frasi di rischio recarsiurgentemente presso un’unità di Pronto Soccorso, portando con sé l’etichetta del prodotto responsabiledell’intossicazione;❐ non somministrare mai <strong>al</strong>cool o <strong>al</strong>tre bevande anche in caso di intossicazioni poco gravi.8.6.2 Il Centro AntiveleniPrima di telefonare ad un Centro Antiveleni (CAV) accertarsi di avere possibilmente a disposizionele seguenti informazioni:1. nome commerci<strong>al</strong>e del prodotto e ditta produttrice; avere a portata di mano il flacone ol’etichetta che permette anche di verificare il principio attivo e la classe di appartenenzadello stesso;2. la diluizione che è stata operata, poiché per ciascuna sostanza la tossicità deve essere v<strong>al</strong>utatain base ad una quantità (di solito milligrammi) su peso corporeo del soggetto che manifestai sintomi;3. la mod<strong>al</strong>ità di utilizzo, più precisamente se il prodotto è stato utilizzato con le mani nude,oppure con la pompa a sp<strong>al</strong>la, oppure distribuito con il trattore cabinato o aperto ecc., e soprattuttose il fatto è avvenuto in serra o in campo;4. l’utilizzazione o meno di dispositivi di protezione individu<strong>al</strong>e (DPI) è una ulteriore informazioneindispensabile in quanto dà una spiegazione della possibile relazione tra l’agentecaus<strong>al</strong>e e i sintomi presentati d<strong>al</strong>l’intossicato. Se il soggetto presenta sintomi di irritazione<strong>al</strong>le vie aeree, dopo aver utilizzato un prodotto che può provocarli, ma era dotato di mascheracon i filtri funzionanti, in quanto la manutenzione era stata eseguita correttamente,può far supporre che la causa sia un’<strong>al</strong>tra; <strong>al</strong>lo stesso modo un arrossamento della cute chesi manifesta in un soggetto che era dotato di tuta adeguata e adeguatamente manutenutasuggerisce di ricercare un’<strong>al</strong>tra causa;5. il tempo di esposizione (minuti, ore di durata del trattamento) e l’interv<strong>al</strong>lo di tempo cheè trascorso d<strong>al</strong>l’esposizione <strong>al</strong>la comparsa <strong>dei</strong> sintomi sono parametri importanti per v<strong>al</strong>utarela possibilità di mettere in relazione i sintomi presentati <strong>al</strong>l’agente in causa.La v<strong>al</strong>utazione <strong>dei</strong> sintomi presentati permette di prevedere anche qu<strong>al</strong>e sarà l’evoluzionee la gravità dell’intossicazione anche in relazione <strong>al</strong>la durata dell’esposizione.41
Regione Lazio - <strong>Guida</strong> <strong>al</strong> <strong>corretto</strong> <strong>impiego</strong> <strong>dei</strong> <strong>prodotti</strong> <strong>fitosanitari</strong>9. LE MACCHINE PER I TRATTAMENTI ANTIPARASSITARI9.1. CLASSIFICAZIONE E CARATTERISTICHELe macchine per la difesa antiparassitaria possono essere classificate in relazione <strong>al</strong> tipo diprodotto che distribuiscono:❐ Irroratrici: vengono utilizzate per i trattamenti liquidi su colture erbacee e arboree e costituisconola tipologia più diffusa.❐ Impolveratrici: distribuiscono <strong>prodotti</strong> in polvere (es. zolfo).❐ Fumigatrici: utilizzate per trattamenti a base di liquidi fumiganti e gas veri e propri (es. disinfestazionedel terreno, magazzini, serre).Le macchine irroratrici in relazione <strong>al</strong> modo in cui avviene la polverizzazione del liquido, ovvero laformazione delle gocce possono essere a :❐ polverizzazione meccanica (la tipologia più diffusa) dove la frantumazione del liquido avvieneper il passaggio del liquido a pressione attraverso gli ugelli;❐ polverizzazione pneumatica, quando la frantumazione (ed il trasporto) del liquido avvengonoper effetto di una corrente d’aria generata da appositi ventilatori (es. atomizzatori pneumatici);❐ polverizzazione centrifuga (meno diffusa), se la formazione delle goccioline avviene per la forzacentrifuga impressa la liquido da un disco che gira ad <strong>al</strong>ta velocità.Si parla di irrorazione con aeroconvezione (o getto portato) quando le gocce formate dagli ugelli sonospinte verso il bersaglio da una corrente d’aria generata da appositi ventilatori.Caratteristiche <strong>dei</strong> diversi tipi di irrorazioneTipo diirrorazioneMeccanica(a getto soloproiettato)Aria del ventilatoreVelocità(m/s)Portata(m 3 /h)- -Diametrogocce(micron)200 ÷ 300200 ÷ 450>450Applicazioneottim<strong>al</strong>eMaggior parte <strong>dei</strong>trattamentidiserbanti einsetticidiErbicidi daincorporare <strong>al</strong>terrenoConcimazioneliquidaVantaggi• Semplicità erobustezzacostruttiva• Versatilità• Costod’acquisto ridottoBassa deriva• Bassa potenzaassorbitaSvantaggi• Minoreautonomia• Serbatoiingombranti• Rischioperdite pergocciolamentoMeccanica(a gettoportato) 40 ÷ 6040.000 ÷80.000200 ÷400Pneumatica 80 ÷ 100 100 ÷ 200Trattamentiinsetticidi eanticrittogamiciColture erbacee involumeTrattamentiinsetticidi eanticrittogamiciViticoltura efrutticoltura• Relativamentesemplici e versatili• Maggioreautonomia• Notevoleuniformità didistribuzione• Ridottoingombro• Più costosedelle precedenti• Maggioremanutenzione• Maggiorepotenza assorbita• Rischio diperdite per deriva• Complessitàcostruttiva• Maggiorecosto d’acquisto• Maggioremanutenzione• Elevatapotenza assorbita42
Regione Lazio - <strong>Guida</strong> <strong>al</strong> <strong>corretto</strong> <strong>impiego</strong> <strong>dei</strong> <strong>prodotti</strong> <strong>fitosanitari</strong>9.2 LA SCELTA DELLA MACCHINANell’acquistare una macchina nuova è consigliabile scegliere irroratrici che siano di buonaqu<strong>al</strong>ità costruttiva. Molte case costruttrici sottopongono i nuovi modelli a certificazione di idoneità<strong>al</strong>l’<strong>impiego</strong> per le qu<strong>al</strong>i sono state progettate. La certificazione, che ha tuttora base volontaria, vienerilasciata d<strong>al</strong>l’ENAMA, che compie delle prove standardizzate sulle macchine agricole nuove pressocentri particolarmente speci<strong>al</strong>izzati. Una macchina certificata fornisce sempre una maggiore garanziadi qu<strong>al</strong>ità <strong>al</strong>l’utilizzatore. È inoltre importante accertarsi che qu<strong>al</strong>siasi macchina acquistataabbia tutte le caratteristiche di legge relative <strong>al</strong>la sicurezza (marchi CE) e <strong>al</strong>la circolazione su strada.Nello scegliere una macchina non bisogna lasciarsi influenzare da accorgimenti o funzioni soloapparentemente innovativi; in caso di incertezza è sempre meglio orientarsi verso modelli chesiano stati già sperimentati nelle condizioni operative in cui si dovrà lavorare.9.3 REGOLAZIONE, MANUTENZIONE E SICUREZZAAffinché un trattamento antiparassitario sia eseguito correttamente e risulti più efficace occorreutilizzare attrezzature idonee e in buono stato. È quindi necessaria una corretta regolazione eduna attenta manutenzione delle attrezzature.La regolazione va effettuata prendendo in considerazione i seguenti parametri:❐❐❐il volume da distribuire [litri/ettaro] = Q (scelto in base <strong>al</strong>la coltura, <strong>al</strong> suo stadio fenologicoe <strong>al</strong>la macchina utilizzata);la velocità d’avanzamento del mezzo [km/h] V (determinato d<strong>al</strong>le caratteristiche della macchinae del terreno);la larghezza di lavoro [m] L (data d<strong>al</strong>la larghezza della barra nelle colture erbacee e d<strong>al</strong>l’interfilanelle colture arboree).Partendo da questi v<strong>al</strong>ori è possibile c<strong>al</strong>colare la portata (p) di ogni singolo ugello (espressa in l/min):p = (Q x L x V) / (600 x n° ugelli)Questo c<strong>al</strong>colo consente di scegliere l’ugello adatto per il trattamento che si intende effettuare. Levariazioni della pressione d’esercizio tra quelle minime e massime consentite per l’ugello impiegatodetermineranno una certa variazione di portata e una variazione delle dimensioni delle gocce e dellaforma del getto.La corretta manutenzione della macchina consente un <strong>al</strong>lungamento della vita della macchina,con conseguente riduzione <strong>dei</strong> costi di ammortamento e una maggiore efficacia di intervento.Le operazioni più frequenti che l’agricoltore deve eseguire sono:❐❐❐❐controllo, pulizia dopo ogni trattamento e periodica sostituzione <strong>dei</strong> filtri;controllo degli ugelli, loro <strong>corretto</strong> orientamento e pulizia;sostituzione degli ugelli nei tempi consigliati e sempre <strong>al</strong> verificarsi di variazioni di portataintorno <strong>al</strong> 10-15%;controllo dell’integrità del circuito idraulico e della tenuta <strong>dei</strong> raccordi;43
Regione Lazio - <strong>Guida</strong> <strong>al</strong> <strong>corretto</strong> <strong>impiego</strong> <strong>dei</strong> <strong>prodotti</strong> <strong>fitosanitari</strong>❐❐lubrificazione delle parti in movimento;lavaggio accurato (interno ed esterno) dopo ogni trattamento.Ai fini della sicurezza, le irroratrici devono essere dotate <strong>dei</strong> seguenti dispositivi:❐❐❐❐❐❐❐❐❐protezioni degli organi in movimento (cuffie del cardano, griglia del ventilatore con magliedi dimensioni t<strong>al</strong>i da non consentire di raggiungere le parti in movimento, carter sulle cinghiedi trasmissione);serbatoio di acqua pulita, per lavarsi in caso di contaminazione con il prodotto fitoiatrico;superfici di s<strong>al</strong>ita (predellino per il controllo del serbatoio) con zigrinature antisdrucciolo e<strong>al</strong>zatine later<strong>al</strong>i;vasca di premiscelazione e per il lavaggio delle confezioni;tubazioni a perfetta tenuta e conformi <strong>al</strong>le norme CE;v<strong>al</strong>vola per il controllo del filtro con il serbatoio pieno;fermi a coppiglia sulle barre per impedirne l’apertura accident<strong>al</strong>e quando sono ripiegate ecollocazione delle maniglie per l’apertura a distanza dagli snodi;segn<strong>al</strong>atori acustici per i sistemi automatici di apertura delle barre;collocazione <strong>dei</strong> comandi nella cabina t<strong>al</strong>e da consentire di operare con i vetri chiusi.NO!OK!OK!NO!Pulizia corretta e scorretta degli ugelli44
Regione Lazio - <strong>Guida</strong> <strong>al</strong> <strong>corretto</strong> <strong>impiego</strong> <strong>dei</strong> <strong>prodotti</strong> <strong>fitosanitari</strong>9.4 IL SERVIZIO DI CONTROLLO E LA TARATURA DELLA MACCHINA IN USODa <strong>al</strong>cuni anni molte regioni, tra cui il Lazio, hanno costituito i servizi di verifica e controllosulla funzion<strong>al</strong>ità delle irroratrici in uso per raggiungere l’obiettivo fin<strong>al</strong>e di assicurare che i trattamentisiano effettuati con la massima sicurezza ed efficacia possibili. Le macchine avviate ai controlli,che si svolgono in centri speci<strong>al</strong>izzati dotati delle attrezzature e degli strumenti necessari, sonosottoposte ad una verifica meccanico-funzion<strong>al</strong>e e ad una taratura, che ha lo scopo di adattarel’irroratrice <strong>al</strong>la coltura e <strong>al</strong>la fase fenologica in cui si effettua il trattamento.La Direzione Region<strong>al</strong>e <strong>Agricoltura</strong> della Regione Lazio, attraverso le Aree Decentrate e gliEnti convenzionati per l’assistenza tecnica, ha attivato, in collaborazione con l’Istituto Speriment<strong>al</strong>eper la Meccanizzazione Agricola, un Servizio di controllo delle macchine irroratrici in uso. Attu<strong>al</strong>mentela Regione dispone di un furgone (“Unità Mobile”) specificatamente attrezzato per questoscopo e di una rete di 15 centri (tre per Provincia), ciascuno attrezzato con i banchi prova e tutte leattrezzature necessarie ai controlli.I controlli sono riportati in sintesi nella tabella seguente.Parametro Controlli RilievoStrumen. VisivoAssetto barra Orizzont<strong>al</strong>ità •Sistema filtri Adeguatezza, usura, presenza v<strong>al</strong>vola su•aspirazioneSerbatoio Indicatore del livello, tenuta, sistema agitazione,•v<strong>al</strong>vola svuotamentoTubazioni Tenuta •Antigoccia Presenza e funzion<strong>al</strong>ità •Compensatore Funzion<strong>al</strong>ità •Manometro Posizione, dimensioni, sc<strong>al</strong>a e precisione • •Portata ugelli Uniformità •Velocità avan. Misura del dato effettivo •Distribuzione In funzione della taratura •Al termine <strong>dei</strong> controlli viene rilasciata una “diagnosi” dello stato di efficienza dell’irroratrice,sia essa una barra o un atomizzatore, che consente di individuare qu<strong>al</strong>i siano gli eventu<strong>al</strong>i interventidi manutenzione straordinaria necessari.La verifica e la taratura sono obbligatorie per gli agricoltori che aderiscono <strong>al</strong>le misureagroambient<strong>al</strong>i del PSR 2001-2006, ma non è escluso che nel futuro essa assumerà i caratteri di certificazioneobbligatoria per tutte le macchine in uso (così come avviene in <strong>al</strong>tri paesi europei).Le macchine vanno controllate <strong>al</strong>meno una volta nel periodo dell’<strong>impiego</strong> e devono essereportate <strong>al</strong> centro di controllo rispettando delle condizioni minime di funzionamento e di sicurezza.45
Regione Lazio - <strong>Guida</strong> <strong>al</strong> <strong>corretto</strong> <strong>impiego</strong> <strong>dei</strong> <strong>prodotti</strong> <strong>fitosanitari</strong>10. I TRATTAMENTI ANTIPARASSITARI10. 1 PREPARAZIONE DEL PRODOTTOIl momento dell’utilizzazione <strong>dei</strong> <strong>prodotti</strong> <strong>fitosanitari</strong> è quello in cui l’operatore deve prestarela massima attenzione per evitare danni <strong>al</strong>la propria s<strong>al</strong>ute e <strong>al</strong>l’ambiente.Egli deve attenersi scrupolosamente <strong>al</strong>le seguenti prescrizioni:❐ non fumare e non mangiare;❐ non bere <strong>al</strong>colici, perché l’<strong>al</strong>col può aumentare gli effetti tossici <strong>dei</strong> <strong>prodotti</strong> <strong>fitosanitari</strong>;❐ indossare i dispositivi di protezione person<strong>al</strong>e;❐ preparare la miscela <strong>al</strong>l’aperto, in assenza di vento, il più vicino possibile <strong>al</strong> campo da trattare;❐ pesare il prodotto con una bilancia adibita solo a questo scopo, c<strong>al</strong>colando la quantità necessariaper il trattamento;❐ se il prodotto è in polvere: riempire la botte con metà dell’acqua necessaria, sciogliere a parte conpoca acqua il prodotto, immettere il tutto nella botte e riempirla agitando;❐ preparare il quantitativo di soluzione effettivamente necessario per il trattamento;❐ non riempire mai fino <strong>al</strong>l’orlo la botte per evitare fuoriuscite di prodotto;❐ farsi aiutare solo da persone che indossino i dispositivi di protezione person<strong>al</strong>e e siano in possessodel patentino se si usano <strong>prodotti</strong> Molto Tossici, Tossici, Nocivi;❐ preferire sempre <strong>prodotti</strong> della stessa casa produttrice;❐ non “inventarsi” miscele fra più <strong>prodotti</strong> senza aver consultato un tecnico agrario.I trattamenti, in base <strong>al</strong> volume (quantità) d’ acqua distribuito ad ettaro possono essere:- ad <strong>al</strong>to volume oltre 700 1/ha- a medio volume da 300 a 700 l/ha- a basso volume fino a 300 l/haSulle etichette <strong>dei</strong> fitofarmaci spesso si trova l’indicazione “Volume norm<strong>al</strong>e”: esso corrisponde<strong>al</strong>l’<strong>al</strong>to volume (1000 l/ha).I <strong>prodotti</strong> <strong>fitosanitari</strong> concentrati possono essere usati, senza bisogno di diluirli in acqua, solamentein <strong>al</strong>cuni casi e con attrezzature speci<strong>al</strong>i.RACCOMANDAZIONI❐ la quantità di sostanza attiva da distribuire ad ettaro non deve essere cambiatasia che si operi ad <strong>al</strong>to o a basso volume; nei due casi cambierà, quindi, soltantola concentrazione della miscela fitoiatrica;❐ segn<strong>al</strong>are l’avvenuto trattamento ponendo ai bordi del campo cartelli con scrittea caratteri visibili “ATTENZIONE CAMPO TRATTATO” o frasi simili;❐ per un certo periodo di tempo, definito “tempo di rientro” di minimo 48 ore, s<strong>al</strong>vodiversa indicazione, non entrare nel campo in quanto con i vapori <strong>dei</strong> <strong>prodotti</strong>si corre il pericolo di intossicarsi (vedi paragrafo “Frasi di rischio”);❐ non confondere il tempo di rientro con il tempo di carenza;❐ effettuare le operazioni coltur<strong>al</strong>i di diradamento <strong>dei</strong> frutti, potatura verde, ecc.su piante trattate, solo dopo un certo numero di giorni d<strong>al</strong> trattamento, <strong>al</strong>menopari <strong>al</strong>l’interv<strong>al</strong>lo di sicurezza (tempo di rientro) e indossare i dispositivi di protezioneperson<strong>al</strong>e.46
Regione Lazio - <strong>Guida</strong> <strong>al</strong> <strong>corretto</strong> <strong>impiego</strong> <strong>dei</strong> <strong>prodotti</strong> <strong>fitosanitari</strong>Classificazione <strong>dei</strong> trattamenti in base <strong>al</strong> voume di acqua distribuita per ettaro.10.2 ESECUZIONE DEL TRATTAMENTODurante la distribuzione del prodotto <strong>fitosanitari</strong>o bisogna attenersi scrupolosamente a preciseregole di comportamento, qu<strong>al</strong>i:❐ non trattare in presenza di vento;❐ non trattare in fioritura;❐ non trattare vicino ad abitazioni e corsi d’acqua;❐ eseguire i trattamenti nelle ore più fresche della giornata.Le avvertenze sopra indicate devono essere sempre rispettate con particolare attenzione quandosi opera in ambienti chiusi (serre, magazzini), in quanto la dispersione delle sostanze tossiche è piùlenta che <strong>al</strong>l’aperto e la possibilità di intossicazione è più elevata.10.3 PULIZIA DELLE ATTREZZATURELa pulizia delle attrezzature è fondament<strong>al</strong>e per la propria sicurezza e per evitare che la miscelarimasta nel serbatoio e nelle tubature possa compromettere la funzion<strong>al</strong>ità della macchina, causandoincrostazioni, otturazione degli ugelli e fenomeni di corrosione con conseguente aggravio di spesa.È importante:47
Regione Lazio - <strong>Guida</strong> <strong>al</strong> <strong>corretto</strong> <strong>impiego</strong> <strong>dei</strong> <strong>prodotti</strong> <strong>fitosanitari</strong>La distribuzione <strong>dei</strong> fitofarmaci non deve avvenire in presenza di vento, in fioriturae in prossimità di abitazioni e corsi d’acqua.RACCOMANDAZIONI❐ per la pulizia delle attrezzature utilizzare una soluzione di acqua e soda dafar circolare, nelle stesse attrezzature, per circa dieci minuti, in modo da facilitarela rimozione <strong>dei</strong> residui tossici, risciacquando ripetutamente con acquapulita fino <strong>al</strong>la completa eliminazione degli eventu<strong>al</strong>i residui;❐ per la pulizia delle irroratrici con pompa a membrana utilizzare solo acqua;❐ controllare, comunque, sui manu<strong>al</strong>i in dotazione la possibilità di utilizzaredeterminate sostanze e soluzioni detergenti.❐ i recipienti ed i contenitori eventu<strong>al</strong>mente utilizzati per preparare la misceladevono essere accuratamente lavati dopo l’uso;❐ le acque di lavaggio <strong>dei</strong> <strong>prodotti</strong> <strong>fitosanitari</strong> sono considerate rifiuti pericolosi,pertanto vanno sm<strong>al</strong>tite in conformità <strong>al</strong>le vigenti disposizioni di legge.Non spargerle nel terreno, non scaricarle nelle acque superfici<strong>al</strong>i.48
Regione Lazio - <strong>Guida</strong> <strong>al</strong> <strong>corretto</strong> <strong>impiego</strong> <strong>dei</strong> <strong>prodotti</strong> <strong>fitosanitari</strong>10.4 PROCEDURE PER UN CORRETTO SMALTIMENTO DEGLI IMBALLAGGIDEI PRODOTTI FITOSANITARIÈ fatto obbligo di sm<strong>al</strong>tire gli imb<strong>al</strong>laggi <strong>dei</strong> <strong>prodotti</strong> <strong>fitosanitari</strong> in conformità a quanto prescrittod<strong>al</strong>le normative vigenti.Ai sensi del Decreto Legislativo 5 febbraio 1997, n. 22 “Decreto Ronchi” e delle successive modificheed integrazioni, i rifiuti costituiti da <strong>prodotti</strong> <strong>fitosanitari</strong> o da recipienti da essi contaminati (rifiutiagrochimici) vengono definiti “SPECIALI PERICOLOSI”.Gli obblighi per gli agricoltori derivanti da t<strong>al</strong>e classificazione sono:❐conferire i rifiuti a imprese esercenti il servizio di sm<strong>al</strong>timento iscritte <strong>al</strong>l’Albo nazion<strong>al</strong>edi cui <strong>al</strong>l’art.30 del D.Lg .vo 22/97.Ai sensi dell’art.3 del D.Lg.vo 173/98, <strong>al</strong> fine di agevolare la consegna di piccole quantità di rifiutipericolosi agli appositi centri di raccolta, i produttori agricoli sono esentati d<strong>al</strong>l’ iscrizione <strong>al</strong> predettoAlbo qu<strong>al</strong>ora trasportino direttamente ai centri di raccolta le seguenti tipologie e quantità di rifiuti:• cinque contenitori di <strong>prodotti</strong> <strong>fitosanitari</strong> per singolo trasporto;• quindici litri di olio esausto per singolo trasporto;• due accumulatori esausti per singolo trasporto.Sono ugu<strong>al</strong>mente esentati d<strong>al</strong>l’obbligo di iscrizione <strong>al</strong>l’Albo i trasporti di rifiuti pericolosi chenon eccedano la quantità di trenta chilogrammi o di trenta litri <strong>al</strong> giorno effettuati d<strong>al</strong> produttore deglistessi rifiuti, ai sensi dell’art. 1, comma 19, della legge 9 dicembre 1998, n, 426.❐ compilare il formulario di identificazione <strong>dei</strong> rifiuti;Ai sensi dell’art. 4, comma 23, della legge n. 426 del 9-12-1998, sono esentati d<strong>al</strong>la compilazionedel formulario di identificazione coloro che trasportano rifiuti che non eccedano le quantitàdi trenta chilogrammi <strong>al</strong> giorno o di trenta litri <strong>al</strong> giorno effettuati d<strong>al</strong> produttore <strong>dei</strong> rifiuti stessi.❐ tenere il registro di carico e scarico <strong>dei</strong> rifiuti;I soggetti la cui produzione annua di rifiuti pericolosi non supera una tonnellata possonoadempiere <strong>al</strong>l’obbligo di tenuta <strong>dei</strong> registri anche tramite le organizzazioni di categoria o loro societàdi servizi.❐inviare comunicazione annu<strong>al</strong>e <strong>al</strong> Catasto <strong>dei</strong> Rifiuti - ARPA Sezione region<strong>al</strong>e del Lazio,relativa ai rifiuti sm<strong>al</strong>titi.Da t<strong>al</strong>e obbligo sono esentati gli imprenditori agricoli di cui <strong>al</strong>l’art. 2135 del codice civile conun volume di affari annuo non superiore a 7.746,85 euro.49
Regione Lazio - <strong>Guida</strong> <strong>al</strong> <strong>corretto</strong> <strong>impiego</strong> <strong>dei</strong> <strong>prodotti</strong> <strong>fitosanitari</strong>11. REGISTRO DEI TRATTAMENTI (QUADERNO DI CAMPAGNA)L’agricoltore che utilizza i <strong>prodotti</strong> <strong>fitosanitari</strong> deve tenere in azienda un registro (VEDI SCHE-DE n. A, B) sul qu<strong>al</strong>e deve riportare i trattamenti effettuati con tutti i <strong>prodotti</strong> <strong>fitosanitari</strong> e loro coadiuvanti(Circolare 30.10.2002 del Ministero delle Politiche Agricole e Forest<strong>al</strong>i).La conoscenza della storia <strong>dei</strong> trattamenti effettuati sulla coltura aiuta ad attuare strategie di difesa piùappropriate e permette, in ambito sanitario, di attuare studi scientifici volti <strong>al</strong>la programmazione di interventidi prevenzione mirati <strong>al</strong>la tutela della s<strong>al</strong>ute degli operatori <strong>dei</strong> consumatori e dell’ambiente.RACCOMANDAZIONIIl registro <strong>dei</strong> trattamenti è un modulo aziend<strong>al</strong>e che riporta cronologicamentel’elenco <strong>dei</strong> trattamenti eseguiti nelle diverse colture, oppure, in <strong>al</strong>ternativa,una serie di moduli distinti relativi ciascuno ad una singola coltura.Esso va conservato <strong>al</strong>meno per l’anno successivo a quello cui si riferisconogli interventi annotati.Sul registro devono essere riportati i trattamenti effettuati con tutti i <strong>prodotti</strong><strong>fitosanitari</strong> e loro coadiuvanti utilizzati in azienda (classificati come moltotossici, tossici, nocivi, irritanti e non classificati) entro 30 giorni d<strong>al</strong>l’esecuzionedel trattamento stesso.Sul registro <strong>dei</strong> trattamenti, per ciascuna coltura presente <strong>al</strong>l’interno dell’azienda,vanno annotate le fasi fenologiche ed in particolare le date di semina(o trapianto), inizio fioritura e raccolta.L’acquirente e l’utilizzatore <strong>dei</strong> <strong>prodotti</strong> <strong>fitosanitari</strong> è, gener<strong>al</strong>mente, il titolare dell’aziendache <strong>al</strong> termine dell’anno solare deve sottoscrivere il registro. Se l’utilizzatore non coincide con il titolaree con l’acquirente, il registro può essere compilato e sottoscritto da persona diversa, purchè inazienda sia presente, unitamente <strong>al</strong> registro, anche la relativa delega sottoscritta d<strong>al</strong> titolare.Se i trattamenti sono re<strong>al</strong>izzati da contoterzisti il registro deve essere compilato d<strong>al</strong> titolaredell’azienda, sulla base del modulo di cui <strong>al</strong>la SCHEDA E, rilasciato per ogni singolo trattamentod<strong>al</strong> contoterzista. In <strong>al</strong>ternativa il contoterzista potrà annotare i singoli trattamenti direttamente sulregistro dell’azienda, controfirmando ogni trattamento effettuato.Nel caso di cooperative di produttori che acquistano <strong>prodotti</strong> <strong>fitosanitari</strong> ed effettuano trattamentiper conto <strong>dei</strong> loro soci (con person<strong>al</strong>e e mezzi delle cooperative) il registro <strong>dei</strong> trattamenti,unico per tutti gli associati, potrà essere conservato presso la sede soci<strong>al</strong>e e dovrà essere compilato esottoscritto d<strong>al</strong> leg<strong>al</strong>e rappresentante, previa delega rilasciata dai soci.Il registro deve essere compilato anche quando gli interventi <strong>fitosanitari</strong> sono eseguiti per ladifesa delle derrate <strong>al</strong>imentari immagazzinate ( vedi SCHEDA D).Il registro dovrà essere esibito su richiesta dell’autorità competente ASL che ha facoltà di effettuarecontrolli e riscontri nelle aziende agricole.In caso di corpi aziend<strong>al</strong>i separati e distanti, il registro può essere unico e conservato presso la sedeleg<strong>al</strong>e della azienda agricola. In <strong>al</strong>ternativa possono essere tenuti più registri, quanti sono i corpi aziend<strong>al</strong>i.In quest’ultimo caso il registro deve riportare solo gli interventi relativi <strong>al</strong> singolo corpo aziend<strong>al</strong>e.Le registrazioni effettuate d<strong>al</strong>le aziende agricole che aderiscono ai regolamenti comunitaripurché corredate di tutte le informazioni previste d<strong>al</strong>l’art. 42, comma 3, del DPR 290/2001, equiv<strong>al</strong>gono<strong>al</strong>la tenuta del registro <strong>dei</strong> trattamenti.50
Regione Lazio - <strong>Guida</strong> <strong>al</strong> <strong>corretto</strong> <strong>impiego</strong> <strong>dei</strong> <strong>prodotti</strong> <strong>fitosanitari</strong>Il registro <strong>dei</strong> trattamenti deve essere utilizzato anche per gli impieghi in ambito extra- agricolo(verde pubblico, diserbo can<strong>al</strong>i, sedi ferroviarie) e in caso di trattamenti eseguiti da conto terzisti,con le mod<strong>al</strong>ità sopra indicate (vedi SCHEDA C).Sono esentati d<strong>al</strong>la tenuta del registro i soggetti che utilizzano <strong>prodotti</strong> <strong>fitosanitari</strong> esclusivamentein orti e in giardini familiari il cui raccolto è destinato <strong>al</strong> consumo proprio.51
Regione Lazio - <strong>Guida</strong> <strong>al</strong> <strong>corretto</strong> <strong>impiego</strong> <strong>dei</strong> <strong>prodotti</strong> <strong>fitosanitari</strong>12. PRINCIPALI SANZIONI IN MATERIADI IMPIEGO DEI PRODOTTI FITOSANITARI12.1 SANZIONI PER L’IMPIEGOAi sensi del D.Lg.vo n. 194/95, in attuazione della Direttiva CEE 91/414 in materia di immissionein commercio di <strong>prodotti</strong> <strong>fitosanitari</strong>, sono previste le seguenti sanzioni per:❐ <strong>impiego</strong> di <strong>prodotti</strong> <strong>fitosanitari</strong> non autorizzati (art.23 comma 1): arresto fino a sei mesi o ammendada euro 2582,28 a euro 15493,70;❐ inosservanza degli obblighi di <strong>impiego</strong> e conservazione di <strong>prodotti</strong> <strong>fitosanitari</strong> (art.3, comma 3, letterac): arresto fino a tre mesi o ammenda da euro 1549,37 a euro 9296,22 (art. comma 4);❐ inosservanza del termine fissato per l’eliminazione e lo sm<strong>al</strong>timento delle scorte di <strong>prodotti</strong> <strong>fitosanitari</strong>non autorizzati (art. 5, comma 18): arresto fino a tre mesi o ammenda da euro 1549,37 aeuro 9296,22 (art.23, comma 4);❐ inosservanza dell’obbligo di registrazione <strong>dei</strong> dati relativi <strong>al</strong>la vendita o <strong>al</strong>l’utilizzazione <strong>dei</strong> <strong>prodotti</strong><strong>fitosanitari</strong> è prevista l’ammenda di euro 774,63 (art. 17 della legge 30.4.1962 n. 283 “i contravventori<strong>al</strong>le disposizioni contenute nel regolamento gener<strong>al</strong>e di esecuzione della presente legge e ai variregolamenti speci<strong>al</strong>i sono puniti con l’ammenda fino a lire 1.500.000”. Il DPR 290/2001 costituisce ilregolamento speci<strong>al</strong>e che sostituisce il DPR 1255/1968).12.2 SANZIONI PER LO SMALTIMENTOAi sensi del D. Lg.vo n. 22/97, in materia di rifiuti pericolosi, imb<strong>al</strong>laggi e rifiuti di imb<strong>al</strong>laggio, sonopreviste le seguenti sanzioni per:❐ omissione della comunicazione annu<strong>al</strong>e <strong>al</strong> Catasto relativa ai rifiuti sm<strong>al</strong>titi: sanzione amministrativada euro 2582,28 a euro 15493,70 (art, 52, comma 1);❐ omissione della tenuta del registro di carico e scarico: sanzione amministrativa da euro15493,70 a euro 92962,24 (art. 52, comma 2);❐ omissione della compilazione del formulario di identificazione <strong>dei</strong> rifiuti: sanzione amministrativada euro 2582,28 a euro 9296,22 (art. 52, comma 2);❐ omissione del conferimento a ditta autorizzata o iscritta <strong>al</strong>l’<strong>al</strong>bo <strong>dei</strong> trasportatori (gestionerifiutipericolosi non autorizzata): arresto da sei mesi a due anni e ammenda da euro2582,28 a euro 25822,84 (art. 51).52
ALLEGATI1 Elenco frasi di rischio e <strong>dei</strong> consigli di prudenza2 Glossario3 Bibliografia4 Allegato I del DPR 290/015 SCHEDE A, B, C, D, E (elaborazione a cura della Regione Veneto)6 Indirizzi utili53
Regione Lazio - <strong>Guida</strong> <strong>al</strong> <strong>corretto</strong> <strong>impiego</strong> <strong>dei</strong> <strong>prodotti</strong> <strong>fitosanitari</strong>ELENCO DELLE FRASI DI RISCHIO R E DEI CONSIGLIDI PRUDENZA S E DELLE LORO RELATIVE COMBINAZIONIELENCO DELLE FRASI DI RISCHIO RR1 Esplosivo <strong>al</strong>lo stato secco.R2 Rischio di esplosione per urto, sfregamento, fuoco o <strong>al</strong>tre sorgenti d'ignizione.R3 Elevato rischio di esplosione per urto, sfregamento, fuoco o <strong>al</strong>tre sorgenti d'ignizione.R4 Forma composti met<strong>al</strong>lici esplosivi molto sensibili.R5 Pericolo di esplosione per risc<strong>al</strong>damento.R6 Esplosivo a contatto o senza contatto con l'aria.R7 Può provocare un incendio.R8 Può provocare l'accensione di materie combustibili.R9 Esplosivo in miscela con materie combustibili.R10 Infiammabile.R11 Facilmente infiammabile.R12 Estremamente infiammabile.R14 Reagisce violentemente con l'acqua.R15 A contatto con l'acqua libera gas estremamente infiammabili.R16 Pericolo di esplosione se mescolato con sostanze comburenti.R17 Spontaneamente infiammabile <strong>al</strong>l'aria.R18 Durante l'uso può formare con aria miscele esplosive/infiammabili.R19 Può formare perossidi esplosivi.R20 Nocivo per in<strong>al</strong>azione.R21 Nocivo a contatto con la pelle.R22 Nocivo per ingestione.R23 Tossico per in<strong>al</strong>azione.R24 Tossico a contatto con la pelle.R25 Tossico per ingestione.R26 Molto tossico per in<strong>al</strong>azione.R27 Molto tossico a contatto con la pelle.R28 Molto tossico per ingestione.R29 A contatto con l'acqua libera gas tossici.R30 Può divenire facilmente infiammabile durante l'uso.R31 A contatto con acidi libera gas tossico.R32 A contatto con acidi libera gas <strong>al</strong>tamente tossico.R33 Pericolo di effetti cumulativi.R34 Provoca ustioni.R35 Provoca gravi ustioni.R36 Irritante per gli occhi.R37 Irritante per le vie respiratorie.R38 Irritante per la pelle.R39 Pericolo di effetti irreversibili molto gravi.R40 Possibilità di effetti cancerogeni - Prove insufficienti.R41 Rischio di gravi lesioni oculari.R42 Può provocare sensibilizzazione per in<strong>al</strong>azione.R43 Può provocare sensibilizzazione per contatto con la pelle.R44 Rischio di esplosione per risc<strong>al</strong>damento in ambiente confinato.R45 Può provocare il cancro.R46 Può provocare <strong>al</strong>terazioni genetiche ereditarie.R48 Pericolo di gravi danni per la s<strong>al</strong>ute in caso di esposizione prolungata.R49 Può provocare il cancro per in<strong>al</strong>azione.R50 Altamente tossico per gli organismi acquatici.R51 Tossico per gli organismi acquatici.R52 Nocivo per gli organismi acquatici.R53 Può provocare a lungo termine effettivi negativi per l'ambiente acquatico.R54 Tossico per la flora.R55 Tossico per la fauna.55
Regione Lazio - <strong>Guida</strong> <strong>al</strong> <strong>corretto</strong> <strong>impiego</strong> <strong>dei</strong> <strong>prodotti</strong> <strong>fitosanitari</strong>R56 Tossico per gli organismi del terreno.R57 Tossico per le api.R58 Può provocare a lungo termine effetti negativi per l'ambiente.R59 Pericoloso per lo strato di ozono.R60 Può ridurre la fertilità.R61 Può danneggiare i bambini non ancora nati.R62 Possibile rischio di ridotta fertilità.R63 Possibile rischio di danni ai bambini non ancora nati.R64 Possibile rischio per i bambini <strong>al</strong>lattati <strong>al</strong> seno.R65 Può causare danni polmonari se ingerito.R66 L’esposizione ripetuta può provocare secchezza e screpolatura della pelle.R67 L’in<strong>al</strong>azione <strong>dei</strong> vapori può provocare sonnolenza e vertigini.R68 Possibilità di effetti irreversibili.COMBINAZIONI DELLE FRASI DI RISCHIO RR14/15 Reagisce violentemente con l'acqua liberando gas estremamente infiammabili.R15/21 A contatto con l'acqua libera gas tossici estremamente infiammabili.R20/21 Nocivo per in<strong>al</strong>azione e contatto con la pelle.R20/22 Nocivo per in<strong>al</strong>azione e ingestione.R20/21/22 Nocivo per in<strong>al</strong>azione, contatto con la pelle e per ingestione.R21/22 Nocivo a contatto con la pelle e per ingestione.R23/24 Tossico per in<strong>al</strong>azione e contatto con la pelle.R23/25 Tossico per in<strong>al</strong>azione e ingestione.R23/24/25 Tossico per in<strong>al</strong>azione, contatto con la pelle e per ingestione.R24/25 Tossico a contatto con la pelle e per ingestione.R26/27 Molto tossico per in<strong>al</strong>azione e contatto con la pelle.R26/28 Molto tossico per in<strong>al</strong>azione e per ingestione.R26/27/28 Molto tossico per in<strong>al</strong>azione, contatto con la pelle e per ingestione.R27/28 Molto tossico a contatto con la pelle e per ingestione.R36/37 Irritante per gli occhi e le vie respiratorie.R36/38 Irritante per gli occhi e la pelle.R36/37/38 Irritante per gli occhi, le vie respiratorie e la pelle.R37/38 Irritante per le vie respiratorie e la pelle.R39/23 Tossico: pericolo di effetti irreversibili molto gravi per in<strong>al</strong>azione.R39/24 Tossico: pericolo di effetti irreversibili molto gravi a contatto con la pelle.R39/25 Tossico: pericolo di effetti irreversibili molto gravi per ingestione.R39/23/24 Tossico: pericolo di effetti irreversibili molto gravi per in<strong>al</strong>azione e a contatto con la pelle.R39/23/25 Tossico: pericolo di effetti irreversibili molto gravi per in<strong>al</strong>azione ed ingestione.R39/24/25 Tossico: pericolo di effetti irreversibili molto gravi a contatto con la pelle e per ingestione.R39/23/24/25 Tossico: pericolo di effetti irreversibili molto gravi per in<strong>al</strong>azione, a contatto con la pelle e per ingestione.R39/26 Molto tossico: pericolo di effetti irreversibili molto gravi per in<strong>al</strong>azione.R39/27 Molto tossico: pericolo di effetti irreversibili molto gravi per a contatto con la pelle.R39/28 Molto tossico: pericolo di effetti irreversibili molto gravi per ingestione.R39/26/27 Molto tossico: pericolo di effetti irreversibili molto gravi per in<strong>al</strong>azione e a contatto con la pelle.R39/26/28 Molto tossico: pericolo di effetti irreversibili molto gravi per in<strong>al</strong>azione ed ingestione.R39/27/28 Molto tossico: pericolo di effetti irreversibili molto gravi a contatto con la pelle e per ingestione.R39/26/27/28 Molto tossico: pericolo di effetti irreversibili molto gravi per in<strong>al</strong>azione, a contatto con la pelle e per ingestione.R40/20 Nocivo: possibilità di effetti irreversibili per in<strong>al</strong>azione.R40/21 Nocivo: possibilità di effetti irreversibili a contatto con la pelle.R40/22 Nocivo: possibilità di effetti irreversibili per ingestione.R40/20/21 Nocivo: possibilità di effetti irreversibili per in<strong>al</strong>azione e a contatto con la pelle.R40/20/22 Nocivo: possibilità di effetti irreversibili per in<strong>al</strong>azione ed ingestione.R40/21/22 Nocivo: possibilità di effetti irreversibili a contatto con la pelle e per ingestione.R40/20/21/22 Nocivo: possibilità di effetti irreversibili per in<strong>al</strong>azione, a contatto con la pelle e per ingestione.R42/43 Può provocare sensibilizzazione per in<strong>al</strong>azione e contatto con la pelle.R48/20 Nocivo: pericolo di gravi danni per la s<strong>al</strong>ute in caso di esposizione prolungata per in<strong>al</strong>azione.R48/21 Nocivo: pericolo di gravi danni <strong>al</strong>la s<strong>al</strong>ute in caso di esposizione prolungata contatto con la pelle.R48/22 Nocivo: pericolo di gravi danni <strong>al</strong>la s<strong>al</strong>ute in caso di esposizione prolungata per ingestione.56
Regione Lazio - <strong>Guida</strong> <strong>al</strong> <strong>corretto</strong> <strong>impiego</strong> <strong>dei</strong> <strong>prodotti</strong> <strong>fitosanitari</strong>R48/20/21 Nocivo: pericolo di gravi danni <strong>al</strong>la s<strong>al</strong>ute in caso di esposizione prolungata per in<strong>al</strong>azione e a contatto con la pelle.R48/20/22 Nocivo: pericolo di gravi danni <strong>al</strong>la s<strong>al</strong>ute in caso di esposizione prolungata per in<strong>al</strong>azione e ingestione.R48/21/22 Nocivo: pericolo di gravi danni <strong>al</strong>la s<strong>al</strong>ute in caso di esposizione prolungata a contatto con la pelle e per ingestione.R48/20/21/22 Nocivo: pericolo di gravi danni <strong>al</strong>la s<strong>al</strong>ute in caso di esposizione prolungata per in<strong>al</strong>azione, a contatto con la pellee per ingestione.R48/23 Tossico: pericolo di gravi danni <strong>al</strong>la s<strong>al</strong>ute in caso di esposizione prolungata per in<strong>al</strong>azione.R48/24 Tossico: pericolo di gravi danni <strong>al</strong>la s<strong>al</strong>ute in caso di esposizione prolungata a contatto con la pelle.R48/25 Tossico: pericolo di gravi danni <strong>al</strong>la s<strong>al</strong>ute in caso di esposizione prolungata per ingestione.R48/23/24 Tossico: pericolo di gravi danni <strong>al</strong>la s<strong>al</strong>ute in caso di esposizione prolungata per in<strong>al</strong>azione e a contatto con la pelle.R48/23/25 Tossico: pericolo di gravi danni <strong>al</strong>la s<strong>al</strong>ute in caso di esposizione prolungata per in<strong>al</strong>azione ed ingestione.R48/24/25 Tossico: pericolo di gravi danni <strong>al</strong>la s<strong>al</strong>ute in caso di esposizione prolungata a contatto con la pelle e per ingestione.R48/23/24/25 Tossico: pericolo di gravi danni <strong>al</strong>la s<strong>al</strong>ute in caso di esposizione prolungata per in<strong>al</strong>azione, a contatto con la pellee per ingestione.R50/53 Altamente tossico per gli organismi acquatici, può provocare a lungo termine effetti negativi per l'ambiente acquatico.R51/53 Tossico per gli organismi acquatici, può provocare a lungo termine effetti negativi per l'ambiente acquatico.R52/53 Nocivo per gli organismi acquatici, può provocare a lungo termine effetti negativi per l'ambiente acquatico.R68/20 Nocivo: possibilità di effetti irreversibili per in<strong>al</strong>azioneR68/21 Nocivo: possibilità di effetti irreversibili a contatto con la pelle.R68/22 Nocivo: possibilità di effetti irreversibili per ingestione.R68/20/21 Nocivo: possibilità di effetti irreversibili per in<strong>al</strong>azione e a contatto con la pelle.R68/20/22 Nocivo: possibilità di effetti irreversibili per in<strong>al</strong>azione e ingestione.R68/21/22 Nocivo: possibilità di effetti irreversibili a contatto con la pelle e per ingestione.R68/20/21/22 Nocivo: possibilità di effetti irreversibili per in<strong>al</strong>azione, a contatto con la pelle e per ingestione.ELENCO DEI CONSIGLI DI PRUDENZA SS 1 Conservare sotto chiave.S 2 Conservare fuori della portata <strong>dei</strong> bambini.S 3 Conservare in luogo fresco.S 4 Conservare lontano da loc<strong>al</strong>i di abitazione.S 5 Conservare sotto (liquido appropriato da indicarsi da parte del fabbricante).S 6 Conservare sotto (gas inerte da indicarsi da parte del fabbricante).S 7 Conservare il recipiente ben chiuso.S 8 Conservare <strong>al</strong> riparo d<strong>al</strong>l'umidità.S 9 Conservare il recipiente in luogo ben ventilato.S 12 Non chiudere ermeticamente il recipiente.S 13 Conservare lontano da <strong>al</strong>imenti o mangimi e da bevande.S 14 Conservare lontano da (sostanze incompatibili da precisare da parte del produttore).S 15 Conservare lontano d<strong>al</strong> c<strong>al</strong>ore.S 16 Conservare lontano da fiamme e scintille - Non fumare.S 17 Tenere lontano da sostanze combustibili.S 18 Manipolare ed aprire il recipiente con cautela.S 20 Non mangiare nè bere durante l'<strong>impiego</strong>.S 21 Non fumare durante l'<strong>impiego</strong>.S 22 Non respirare le polveri.S 23 Non respirare i gas/fumi/vapori/aerosol [termine(i) appropriato(i) da precisare da parte del produttore].S 24 Evitare il contatto con la pelle.S 25 Evitare il contatto con gli occhi.S 26 In caso di contatto con gli occhi, lavare immediatamente e abbondantemente con acqua e consultare il medico.S 27 Togliersi di dosso immediatamente gli indumenti contaminati.S 28 In caso di contatto con la pelle lavarsi immediatamente ed abbondantemente (con <strong>prodotti</strong> idonei da indicarsi da parte delfabbricante).S 29 Non gettare i residui nelle fognature.S 30 Non versare acqua sul prodotto.S 33 Evitare l'accumulo di cariche elettrostatiche.S 35 Non disfarsi del prodotto e del recipiente se non con le dovute precauzioni.S 36 Usare indumenti protettivi adatti.S 37 Usare guanti adatti.S 38 In caso di ventilazione insufficiente, usare un apparecchio respiratorio adatto.57
Regione Lazio - <strong>Guida</strong> <strong>al</strong> <strong>corretto</strong> <strong>impiego</strong> <strong>dei</strong> <strong>prodotti</strong> <strong>fitosanitari</strong>S 39 Proteggersi gli occhi/la faccia.S 40 Per pulire il pavimento e gli oggetti contaminati da questo prodotto, usare... (da precisare da parte del produttore).S 41 In caso di incendio e/o esplosione non respirare i fumi.S 42 Durante le fumigazioni/polimerizzazioni usare un apparecchio respiratorio adatto [termine(i) appropriato(i) da precisare daparte del produttore].S 43 In caso di incendio usare... (mezzi estinguenti idonei da indicarsi da parte del fabbricante. Se l'acqua aumenta il rischioprecisare "Non usare acqua").S 45 In caso di incidente o di m<strong>al</strong>essere consultare immediatamente il medico (se possibile, mostrargli l'etichetta).S 46 In caso d'ingestione consultare immediatamente il medico e mostrargli il contenitore o l'etichetta.S 47 Conservare a temperatura non superiore a... °C (da precisare da parte del fabbricante).S 48 Mantenere umido con... (mezzo appropriato da precisare da parte del fabbricante).S 49 Conservare soltanto nel recipiente origin<strong>al</strong>e.S 50 Non mescolare con... (da specificare da parte del fabbricante).S 51 Usare soltanto in luogo ben ventilato.S 52 Non utilizzare su grandi superfici in loc<strong>al</strong>i abitati.S 53 Evitare l'esposizione - procurarsi speci<strong>al</strong>i istruzioni prima dell'uso.S 56 Sm<strong>al</strong>tire questo materi<strong>al</strong>e e relativi contenitori in un punto di raccolta rifiuti pericolosi o speci<strong>al</strong>i autorizzato.S 57 Usare contenitori adeguati per evitare l'inquinamento ambient<strong>al</strong>e.S 59 Richiedere informazioni <strong>al</strong> produttore/fornitore per il recupero/riciclaggio.S 60 Questo materi<strong>al</strong>e e il suo contenitore devono essere sm<strong>al</strong>titi come rifiuti pericolosi.S 61 Non disperdere nell'ambiente. Riferirsi <strong>al</strong>le istruzioni speci<strong>al</strong>i schede informative in materia di sicurezza.S 62 Non provocare il vomito: consultare immediatamente il medico e mostrargli il contenitore o l'etichetta.S 63 In caso di incidente per in<strong>al</strong>azione, <strong>al</strong>lontanare l’infortunato d<strong>al</strong>la zona contaminata e mantenerlo a riposoS 64 In caso di ingestione sciacquare la bocca con acqua (solamente se l’infortunato è cosciente).COMBINAZIONI DEI CONSIGLI DI PRUDENZA SS 1/2 Conservare sotto chiave e fuori della portata <strong>dei</strong> bambini.S 3/7 Tenere il recipiente ben chiuso in luogo fresco.S 3/9/14 Conservare in luogo fresco e ben ventilato lontano da... (materi<strong>al</strong>i incompatibili da precisare da parte del fabbricante).S 3/9/14/49 Conservare soltanto nel contenitore origin<strong>al</strong>e in luogo fresco e ben ventilato lontano da... (materi<strong>al</strong>i incompatibili daprecisare da parte del fabbricante).S 3/9/49 Conservare soltanto nel contenitore origin<strong>al</strong>e in luogo fresco e ben ventilato.S 3/14 Conservare in luogo fresco lontano da... (materi<strong>al</strong>i incompatibili da precisare da parte del fabbricante).S 7/8 Conservare il recipiente ben chiuso e <strong>al</strong> riparo d<strong>al</strong>l'umidità.S 7/9 Tenere il recipiente ben chiuso e in luogo ben ventilato.S 7/47 Tenere il recipiente ben chiuso e a temperatura non superiore a... °C (da precisare da parte del fabbricante).S 20/21 Non mangiare, nè bere, nè fumare durante l'<strong>impiego</strong>.S 24/25 Evitare il contatto con gli occhi e con la pelle.S 29/56 Non gettare i residui nelle fognature.S 36/37 Usare indumenti protettivi e guanti adatti.S 36/37/39 Usare indumenti protettivi e guanti adatti e proteggersi gli occhi/la faccia.S 36/39 Usare indumenti protettivi adatti e proteggersi gli occhi/la faccia.S 37/39 Usare guanti adatti e proteggersi gli occhi/la faccia.S 47/49 Conservare soltanto nel contenitore origin<strong>al</strong>e a temperatura non superiore a...°C (da precisare da parte del fabbricante).S 47/49 Conservare soltanto nel contenitore origin<strong>al</strong>e a temperatura non superiore a...°C (da precisare da parte del fabbricante).58
Glossario <strong>dei</strong> termini(tratto da” Agricolturà - Regione Emilia Romagna - n. 10 Ottobre 1993; aggiornamento a cura dellaRegione Lazio).Spesso, durante una conversazione inerente l’utilizzo degli antiparassitari nella lotta fitopatologica,capita di commettere errori nell’uso o nell’interpretazione <strong>dei</strong> termini adottati.59
Regione Lazio - <strong>Guida</strong> <strong>al</strong> <strong>corretto</strong> <strong>impiego</strong> <strong>dei</strong> <strong>prodotti</strong> <strong>fitosanitari</strong>Di seguito si riporta un glossario, per meglio chiarire i possibili dubbi e fornire agli operatori agricoliuno strumento di consultazione, da utilizzare sia nella interpretazione delle indicazioni sulle etichette<strong>dei</strong> fitofarmaci, sia nella comunicazione con i tecnici <strong>dei</strong> programmi di difesa antiparassitaria.AACARI: minuscoli ragnetti; possiedono quattropaia di zampe articolate, due regioni corporee,nessuna antenna né <strong>al</strong>i.ACARICIDA: antiparassitario impiegato per ilcontrollo degli acari.ACROPETO: andamento di una manifestazione,in una pianta, d<strong>al</strong> basso verso l’<strong>al</strong>to.ACUPRICO: anticrittogamico non rameico.ADDITIVO: si veda Coadiuvante.ADESIVANTE: sostanza coadiuvante della sostanzaattiva che aumenta l’aderenza del prodotto<strong>fitosanitari</strong>o <strong>al</strong>la superficie trattata.ADESIVITÀ: proprietà di una sostanza di aderiread una superficie.ADULTICIDA: antiparassitario attivo controparassiti anim<strong>al</strong>i nel loro stadio di adulti.AEROMETRO BAUMÈ: strumento idoneoper la determinazione del grado di concentrazione(densità) di una soluzione.AEROSOL: sospensione di un solido o di un liquidoin aria o gas, usato come veicolo disperdenteAEROSOLIZZATRICE: macchina utilizzatain genere per impieghi speci<strong>al</strong>i su derrate, <strong>prodotti</strong>non agricoli ed anche su piante.AFICIDA: insetticida destinato a combattere inmodo specifico gli afidi.AFIDE: insetto polifago appartenente <strong>al</strong>l’ordinedegli emitteri, sottordine omotteri, volgarmentechiamato pidocchio o gorgoglione, d<strong>al</strong> ciclo biologicocomplesso. Danneggia le piante perchéne succhia la linfa e può trasmettere virosi.AGENTE DISPERDENTE: sostanza che riducel’attrazione tra le particelle.AGITAZIONE MECCANICA: azione di rimescolamentoe sbattimento attuata da partimeccaniche che consentono di mantenere il prodotto<strong>fitosanitari</strong>o ed ogni <strong>al</strong>tro additivo in unostato di continua ed omogenea mescolanza nelserbatoio dell’attrezzatura di distribuzione.ALGHICIDA: prodotto impiegato per combatterele <strong>al</strong>ghe.ALLEGAGIONE: stadio inizi<strong>al</strong>e della formazionedel frutto, in cui l’ovario si evolve, dopola caduta <strong>dei</strong> resti del fiore.ALLEGANTE: fitoregolatore che favoriscel’<strong>al</strong>legagione.AMPELOPATIA: m<strong>al</strong>attia che riguarda la vite.ANTAGONISMO: diminuzione di efficaciache si ha quando due o più <strong>prodotti</strong> chimici noncompatibili vengono esposti gli uni agli <strong>al</strong>tri omiscelati tra loro.ANTIBIOTICO: sostanza chimica di origineveget<strong>al</strong>e o sintetica ad azione battericida o batteriostatica,impiegata per curare determinate m<strong>al</strong>attiei cui germi sono sensibili <strong>al</strong>la sua azione.Non esistono antibiotici registrati per la difesadelle piante.ANTIBUTTERATURA: fisiofarmaco a base dicloruro di c<strong>al</strong>cio, indicato per prevenire e curarela butteratura delle mele.ANTICASCOLA: fitoregolatore atto a prevenireo arrestare la cascola <strong>dei</strong> frutti.ANTICRITTOGAMICO: prodotto idoneo perla lotta contro le crittogame. Sul piano pratico sidistinguono in antimicotici (combattono i funghi)ed antibatterici (combattono i batteri).ANTIDERIVA: prodotto additivo che si unisce<strong>al</strong>la miscela antiparassitaria per evitare l’effettoderiva.ANTIDETOSSIFICANTE: sostanza che se assorbitadagli insetti ne blocca ogni difesa di barrieracontro gli insetticidi, divenendo pertantofacile bersaglio da parte di questi ultimi.ANTIDOTO: sostanza o cura che viene fattaper neutr<strong>al</strong>izzare l’effetto di un avvelenamentoda fitofarmaci in genere somministrabile da unmedico.ANTIEVAPORANTE: prodotto additivo che siunisce <strong>al</strong>la miscela antiparassitaria per evitarnela rapida evaporazione dopo il trattamento.ANTIGERMINELLO: prodotto ad azione erbicidache controlla le infestanti nel periodo cheintercorre tra la fase di germinazione <strong>dei</strong> semi61
Regione Lazio - <strong>Guida</strong> <strong>al</strong> <strong>corretto</strong> <strong>impiego</strong> <strong>dei</strong> <strong>prodotti</strong> <strong>fitosanitari</strong>(sui qu<strong>al</strong>i possono agire anche direttamente) e lafase di plantula.ANTIGERMOGLIANTE: fitoregolatore capacedi impedire la germogliazione (ad es. <strong>dei</strong> tuberidi patata).ANTIOSSIDANTE: composto che aggiunto inpiccole quantità ad una sostanza è in grado diimpedirne o ritardarne l’ossidazione ed il conseguentedegrado.ANTIPARASSITARIO: si veda Prodotto Fitosanitario,Fitofarmaci; Presidi sanitari.ANTIPARASSITARIO AD AMPIO SPET-TRO: prodotto <strong>fitosanitari</strong>o non selettivo checontrolla o è tossico per un’ampia gamma diparassiti.ANTIPARASSITARIO SELETTI-VO:prodotto <strong>fitosanitari</strong>o non tossico per lepiante coltivate o per gli insetti utili.ANTIRISCALDO: prodotto <strong>fitosanitari</strong>o capacedi prevenire il risc<strong>al</strong>do delle mele durante laconservazione.ANTIRUGGINE: prodotto <strong>fitosanitari</strong>o idoneoper la lotta contro la rugginosità <strong>dei</strong> frutti dellepomacee.ANTISCHIUMA: additivo capace di impedirela formazione di schiuma durante la preparazionedelle miscele antiparassitarieANTISPORULANTE: prodotto che agisce suifunghi impedendo che questi differenzino i loroorgani di disseminazione.ANTITRASPIRANTE: prodotto chimico cheriduce la perdita di acqua della pianta (previenel’appassimento) per traspirazione.ANTOFAGO: specie anim<strong>al</strong>e (ins. ecc..) cheattacca fiori cibandosene.ANTOGENO: fitoregolatore che favorisce ladifferenziazione delle gemme a fiore.APIFUGO: soluzione repellente adatta a farfuggire le api, che non ne gradiscono l’odore.APOPLESSIA: termine usato per indicare il rapidoessiccamento della pianta dovuto a diversecause (virosi, batteriosi, disaffinità di innesto,ecc...).APPETENTE: sostanza che stimola ed es<strong>al</strong>ta lefunzioni che presiedono <strong>al</strong>l’<strong>al</strong>imentazione degliinsetti, <strong>al</strong> fine di indurre gli stessi ad ingerire piùvelocemente gli insetticidi.APPLICAZIONE FOGLIARE: distribuzionedi un prodotto <strong>fitosanitari</strong>o nelle parti aeree dellapianta: fusto, foglie, aghi e lamine di pianteerbacee sopra il tronco per arbusti ed <strong>al</strong>beri.AS: sigla indicante un formulato per trattamentiaerei.ASFISSIA: nei fitofagi la morte per asfissia avvienein seguito <strong>al</strong>l’assunzione attraverso l’apparatorespiratorio di una sufficiente quantità diprodotto tossico <strong>al</strong>lo stato gassosoASSUEFAZIONE: si manifesta quando gli insetti,gli acari o i funghi diventano resistenti aduna determinata sostanza attiva a seguito di trattamentiripetuti.ATOMIZZATORE: macchina irroratrice a gettoportato utilizzata per trattamenti antiparassitari<strong>al</strong>le colture arboree.ATROFIA: arresto dello sviluppo e riduzionedel volume di un determinato organo di unapianta.ATTIVATORE: prodotto che aggiunto ad unadeterminata sostanza attiva ne es<strong>al</strong>ta l’azione.ATTIVITÀ RESIDUALE: capacità di un antiparassitariodi colpire un organismo per un periododi tempo relativamente lungo dopo la suaapplicazione.ATTRATTIVO: si dice di particolari <strong>prodotti</strong>che vengono impiegati per attrarre e distruggereinsetti nocivi.AUSILIARE: organismo utile che esplica lapropria attività ostacolando lo sviluppo delle popolazionidi insetti ed acari dannosi <strong>al</strong>l’agricoltura.Sono costituiti soprattutto da artropodi (indicaticon il nome di entomofagi), da vertebrati(es. uccelli) e da funghi, virus e batteri.AUXINA: sostanza ad azione ormon<strong>al</strong>e contenutanei tessuti veget<strong>al</strong>i che stimola la crescitadelle piante.AVENICIDA: erbicida attivo contro le aveneselvatiche.AXENIA: meccanismo difensivo che impediscead un pianta di ospitare un qu<strong>al</strong>unque fitoparassita.BBAGNANTE: sostanza coadiuvante. Riduce latensioni superfici<strong>al</strong>e di un prodotto <strong>fitosanitari</strong>ofavorendo, in pratica, l’aumento dell’area cheuna determinata quantità di liquido può ricopri-62
Regione Lazio - <strong>Guida</strong> <strong>al</strong> <strong>corretto</strong> <strong>impiego</strong> <strong>dei</strong> <strong>prodotti</strong> <strong>fitosanitari</strong>re, consentendo, pertanto, una più regolare distribuzionedel prodotto <strong>fitosanitari</strong>o.BASIPETO: andamento di una manifestazione,in una pianta, d<strong>al</strong>l’<strong>al</strong>to verso il basso.BATTERI: sono microrganismi unicellulari construttura molto semplificata. Penetrano nellapianta seguendo le vie stomatiche o attraversopiccole lesioni fogliari, radic<strong>al</strong>i, del fusto.BATTERICIDA: antiparassitario impiegato peril controllo <strong>dei</strong> batteri.BERSAGLIO: area, edificio, anim<strong>al</strong>e, pianta oparassita che viene trattato con un antiparassitario.BIOCIDA: qu<strong>al</strong>siasi prodotto impiegato in agricolturanella lotta contro i diversi fitoparassiti.BIOINSETTICIDA: insetticida con meccanismod’azione biologico.BIOLOGIA: l’insieme delle scienze che studianoi fenomeni della vita anim<strong>al</strong>e e veget<strong>al</strong>e e leleggi che li governano.BIOREGOLATORE: si dice di sostanza chesvolge funzioni importanti nella vita degli anim<strong>al</strong>ie delle piante (enzima, ormone, vitamina).BIOSISTEMIA proprietà di particolari fitofarmacisistemici (es. il Fosetyl-<strong>al</strong>uminium), di stimolarele natur<strong>al</strong>i sostanze di difesa delle piante,consentendo, in t<strong>al</strong> modo, una protezionebiologica indotta.BIOSTIMOLANTE: prodotto chimico che è ingrado di stimolare <strong>al</strong>cuni norm<strong>al</strong>i processi vit<strong>al</strong>idelle piante (es.: anticipo nella maturazione <strong>dei</strong>frutti)BRACHIZZANTE: fitoregolatore che induceuna riduzione della taglia della pianta, comeconseguenza dell’accorciamento degli internodie <strong>dei</strong> germogli.CCALIBRARE: regolare l’apparecchiatura didistribuzione <strong>al</strong> fine di applicare la quantità desideratadi prodotto <strong>fitosanitari</strong>o per una determinataarea.CANCEROGENO: sostanza o agente in gradodi causare tumori nell’uomo.CANCRO: formazione neoplastica (tumor<strong>al</strong>e)m<strong>al</strong>igna. Processo necrotico di <strong>al</strong>cuni tessuti veget<strong>al</strong>ilegnosi determinato d<strong>al</strong>l’attacco di agentipatogeniCAPTASPORE: apparecchiatura idonea per ilmonitoraggio delle spore di funghi presenti nell’aria.CARBAMMATI: gruppo di antiparassitari organicidi sintesi, contenenti carbonio, idrogeno,azoto e zolfo; sono s<strong>al</strong>i o esteri dell’acido carbonico.I carbammati possono essere acaricidi,fungicidi, diserbanti o nematocidi.CARPOFAGO: specie anim<strong>al</strong>e (insetto, ecc..),che attacca i frutti.CARTUCCIA FILTRO: la parte del respiratoreche assorbe fumi e vapori dell’aria prima chel’operatore li respiri.CASCOLA: caduta precoce di fiori oppure difrutti per cause di natura diversa (meteoriche,parassitarie ecc...).CASCOLANTE: fitoregolatore che si impiegaper la raccolta <strong>dei</strong> frutti (es. olive), provocandonela caduta.CELLULA: elemento costruttivo fondament<strong>al</strong>edi tutti gli esseri viventi.CHEMIOPATIA: <strong>al</strong>terazione causata da sostanzechimiche.CHEMIOPROFILASSI: prevenzione del patogenocon l’utilizzo di mezzi chimici, prima delsuo attacco <strong>al</strong>le colture.CHEMIOSTERILIZZANTE: sostanza adazione insetticida avente come scopo la sterilizzazionedi un sesso (maschile o femminile), <strong>al</strong>fine di ottenere, tramite l’accoppiamento, uovanon feconde.CICATRIZZANTE: fisiofarmaci in grado difavorire la formazione del c<strong>al</strong>lo di cicatrizzazionenelle ferite provocate d<strong>al</strong>la potatura, da un innestoe da traumi su piante legnose.CINGHIATURA: <strong>al</strong>terazione dovuta a causenon parassitarie che si manifesta con la presenzadi un anello rugginoso leggermente infossato escrepolato in prossimità del c<strong>al</strong>ice delle pere.CITOTOSSICO: che esercita azione tossicasulle cellule.CITOTROPICO: si dice di un prodotto <strong>fitosanitari</strong>oche effettua una penetrazione superfici<strong>al</strong>enegli organi della pianta; è limitata, cioè, aiprimi strati di cellule sottostanti l’epidermidecon cui viene a contatto. Il prodotto <strong>fitosanitari</strong>oè dilavabile in maggior o minor misura in funzionedella velocità di penetrazione; è soggetto63
Regione Lazio - <strong>Guida</strong> <strong>al</strong> <strong>corretto</strong> <strong>impiego</strong> <strong>dei</strong> <strong>prodotti</strong> <strong>fitosanitari</strong>in genere ad essere degradato ad opera di enzimio di <strong>al</strong>tre sostanze prodotte d<strong>al</strong>la pianta.CLASSE DI TOSSICITÀ: si veda la descrizionedettagliata nell’apposito capitolo della <strong>Guida</strong>.CL 50 (concentrazione let<strong>al</strong>e): indica la concentrazionedella sostanza attiva nel mezzo (aria,acqua) in grado di uccidere il 50% degli anim<strong>al</strong>iin esso contenuti. Gener<strong>al</strong>mente viene espressain ppm (parti per milione) se sotto forma di gaso vapore, e in microgrammi per litro se sottoforma di polvere o nebbiolina. (Attenzione: piùbasso il v<strong>al</strong>ore della CL 50, più tossico è il prodotto).CLOROSI: ingi<strong>al</strong>limento <strong>dei</strong> tessuti veget<strong>al</strong>idovuto <strong>al</strong>la carenza di clorofilla, per distruzionedella stessa da parte di agenti chimici o per m<strong>al</strong>attia,o per sua impossibilità a formarsi.COADIUVANTE: qu<strong>al</strong>siasi sostanza aggiunta<strong>al</strong>la formulazione di un antiparassitario che permettadi migliorare gli effetti della sostanza attiva(adesivanti emulsionanti, penetranti, coprenti,bagnanti).COEX: contenitore di materi<strong>al</strong>e plastico impiegatoanche per il confezionamento <strong>dei</strong> fitofarmaci,che presenta il vantaggio di poter esserebruciato, una volta utilizzato, senza rischi diproblemi tossicologici.COLEOTTERI: ordine di insetti. Sono dotatidi apparato bocc<strong>al</strong>e masticatore ben sviluppato erisultano dannosi <strong>al</strong>le coltivazioni sia <strong>al</strong>lo statodi larva che di adulto (es. antonomo).COMPATIBILITÀ: possibilità di unire due opiù fitofarmaci in una miscela, senza che vengadiminuita la loro efficacia.CONCENTRATO EMULSIONABILE: formulazioneliquida, diluibile, contenente una elevataconcentrazione di sostanza attiva prodottadissolvendo la sostanza tossica ed una agenteemulsionante in un solvente organico.CONCENTRAZIONE: quantità di sostanza attivacontenuta in una determinato volume o pesodi solvente (g/l, g/Kg).CONCIA: trattamento <strong>dei</strong> semi a scopo di prevenzionecontro l’attacco di parassiti anim<strong>al</strong>i eveget<strong>al</strong>i.CONFETTATURA: trattamento <strong>dei</strong> semi consostanze inerti sotto forma di impasto con pocaacqua, come avviene per il fango od il cemento,con lo scopo di ridurre la rugosità del seme emigliorare la sua distribuzione.CONFUSIONE SESSUALE si veda Disorientamentosessu<strong>al</strong>eCONTATTO: nella lotta antiparassitaria indicaun’azione che avviene per semplice contatto tr<strong>al</strong>a superficie trattata e le appendici del corpo <strong>dei</strong>fitofagi.COPERTURA: si dice di un prodotto <strong>fitosanitari</strong>oche esercita la sua azione soltanto sulle superficiveget<strong>al</strong>i su cui è presente; non penetranegli organi della pianta; è dilavabile e degradabiledagli agenti atmosferici.CORRETTIVO: si dice di materi<strong>al</strong>e che, aggiunto<strong>al</strong> terreno, ne modifica il pH, cioè correggel’eccessiva acidità o <strong>al</strong>c<strong>al</strong>inità.CRISALIDE: stadio pre-adulto di metamorfosidelle farf<strong>al</strong>le.CRISOMELIDI: famiglia di insetti dell’ordine<strong>dei</strong> coleotteri.CRITTOGAME: veget<strong>al</strong>i (<strong>al</strong>ghe, funghi, licheni)appartenenti d<strong>al</strong> punto di vista tassonomico adiversi ordini caratterizzati da organi riproduttivinascosti.CUPRICO: anticrittogamico a base di rame(ossicloruro, solfato di rame, ecc..).DDEFOLIANTE: sostanza chimica capace diprovocare la caduta delle foglie e di distruggerela vegetazione in genere.DEGRADAZIONE: passaggio di una sostanzainorganica o organica da una forma complessaad una più semplice; questo processo può essereil risultato dell’azione di microrganismi, acqua,aria, luce solare od <strong>al</strong>tri agenti.DENDROCHIRURGIA: intervento straordinarioche veniva attuato <strong>al</strong> fine di risanare piante(solitamente specie veget<strong>al</strong>i di interesse ambient<strong>al</strong>e,paesaggistico e monument<strong>al</strong>e), che presentavanogener<strong>al</strong>mente il tronco compromesso daattacchi di carie o da <strong>al</strong>tre cause.DERATTIZZAZIONE: disinfestazione volta<strong>al</strong>la distruzione <strong>dei</strong> topi e <strong>dei</strong> ratti, attuata conesche avvelenate ed <strong>al</strong>tri mezzi chimici.DERIVA: nella lotta antiparassitaria spostamentodelle sostanze lanciate da una macchina irroratricefuori d<strong>al</strong>l’area stabilita, provocato da per-64
Regione Lazio - <strong>Guida</strong> <strong>al</strong> <strong>corretto</strong> <strong>impiego</strong> <strong>dei</strong> <strong>prodotti</strong> <strong>fitosanitari</strong>turbazioni atmosferiche. Dicesi anche della nubestessa andata fuori zona a causa del vento.DETOSSIFICARE: processo chimico atto a rimuovere,asportare o neutr<strong>al</strong>izzare una sostanzavelenosa presente nell’organismo ed eliminarel’effetto tossico.DIAGNOSI: individuazione di una m<strong>al</strong>attia.DIFESA FITOSANITARIA: si veda Lotta antiparassitariaDIFFUSATO SINTETICO: sostanza che, distribuitain terreni infestati da nematodi incistidati,ne fa emergere le larve in momenti sfavorevoli<strong>al</strong>la loro sopravvivenza.DILUENTE additivo che facilita la completadiluizione e l’uniforme distribuzione della sostanzaattiva in una miscela antiparassitaria.DIRADANTE: fitoregolatore che favorisce ildiradamento natur<strong>al</strong>e <strong>dei</strong> frutticini.DISALGO: operazione che consiste nell’eliminarele <strong>al</strong>ghe da un determinato ambiente.DISERBANTE: sostanza chimica capace di distruggereo danneggiare gravemente le erbe infestanti.DISINFESTANTE: sostanza chimica capace didistruggere anim<strong>al</strong>i nocivi (topi insetti, ecc..) inun ambiente.DISINFETTANTE: sostanza che uccide o inattivaorganismi presenti sulla pianta, in parti diquesta o nell’ ambiente circostante.DISORIENTAMENTO SESSUALE: metododi lotta contro gli insetti che consiste nel diffonderenell’ambiente una dose elevata di attrattivosessu<strong>al</strong>e (feromone), <strong>al</strong>lo scopo di disorientare imaschi <strong>al</strong> richiamo delle femmine ed ostacolarecosì gli accoppiamenti.DITTERI: ordine di insetti (es. mosca domestica).Sono dotati di apparato bocc<strong>al</strong>e succhiatoree pungente succhiante.DL 50 (dose let<strong>al</strong>e): esprime la tossicità <strong>dei</strong>componenti ed individua la dose o la quantità disostanza attiva che, quando ingerita od assorbitad<strong>al</strong>la pelle, provoca la morte di metà degli anim<strong>al</strong>i(cavie) trattati. La DL 50 viene gener<strong>al</strong>menteespressa in mg/Kg (milligrammi per chilogrammodi peso vivo) (attenzione: piu’ bassoil v<strong>al</strong>ore della DL 50, più tossico è il prodotto).DOSE D’IMPIEGO: la dose di un fitofarmacoè riferita <strong>al</strong>la quantità di acqua (grammi o millilitriper ettolitro), oppure viene espressa in percentu<strong>al</strong>esulla medesima. La dose, in particolareper il diserbo, viene indicata anche come quantità(Kg o litri) per ettaro: in questo caso, eccettoper i formulati granulari e per le polveri, è opportunoindicare anche la quantità di acqua dadistribuire in ogni ettaro da trattare.EECCIPIENTE: polvere inerte che favorisce launiforme distribuzione di un prodotto <strong>fitosanitari</strong>oin polvere per trattamenti a secco.ECDISONE: ormone della muta e della metamorfosidella differenziazione in adulto degli insetti.ECTOFAGO: insetto parassita che vive <strong>al</strong>l’esternodel corpo dell’ ospite.ECTOFITA: veget<strong>al</strong>e parassita (crittogama)che vive sul corpo di <strong>al</strong>tri organismi (es. fumaggine).ECTOPARASSITA parassita che vive sulla superficiedel corpo parassitato (es. cocciniglie,afidi).EMATOFAGO: specie anim<strong>al</strong>e (insetto, ecc...)che succhia il sangue.EMERGENZA: termine con cui si indica lafuoriuscita delle piantine d<strong>al</strong> terreno.EMIPARASSITA: si dice di pianta che, purdisponendo di foglie, si nutre in parte a spese di<strong>al</strong>tre piante.EMITTERI: ordine di insetti (es. cimici, afidi).Sono dannosi sia <strong>al</strong>lo stato di neanide che diadulto, e sono caratterizzati da un apparato bocc<strong>al</strong>eatto a pungere e succhiare.EMULSIONANTE: sostanza che provoca l’emulsionedi due liquidi norm<strong>al</strong>mente non miscelabili.EMULSIONE: miscela in cui fini particelle ominuscole goccioline non solubili sono sospese(ben miscelate) in <strong>al</strong>tro liquido.ENDOFAGO: si dice di un parassita che si nutredell’ insetto vivente, aggredendolo d<strong>al</strong>l’interno.ENDOFARMACO: prodotto <strong>fitosanitari</strong>o cheagisce <strong>al</strong>l’interno degli organi della pianta.ENDOFITA: veget<strong>al</strong>e saprofita, o anche parassitasimbionte, che vive <strong>al</strong>l’interno di un organismoveget<strong>al</strong>e.65
Regione Lazio - <strong>Guida</strong> <strong>al</strong> <strong>corretto</strong> <strong>impiego</strong> <strong>dei</strong> <strong>prodotti</strong> <strong>fitosanitari</strong>ENDOFITO: fitofago che divora d<strong>al</strong>l’interno lapianta o l’organo veget<strong>al</strong>e di cui è parassita.ENDOPARASSITA: parassita che vive <strong>al</strong>l’internodel corpo parassitato (es larva di Carpocapsapomonella o verme delle mele).ENDOTERAPICO: prodotto <strong>fitosanitari</strong>o cheagisce <strong>al</strong>l’interno degli organi della pianta trattata(si veda citotropico, sistemico).ENDOTOSSINA: sostanza velenosa contenutanel corpo <strong>dei</strong> batteri che manifesta la propriaazione dopo il disfacimento <strong>dei</strong> batteri morti.ENTOLETER: macchina utilizzata nei modernimolini per uccidere, attraverso la centrifugazione,insetti ed acari presenti nel seme.ENTOMOFAGO: insetto distruttore (predatoreo parassitoide) di <strong>al</strong>tri insetti.ENTOMOLOGIA: parte della zoologia chestudia insetti ed <strong>al</strong>tri artropodi, la cui azione(dannosa o utile) interessa le piante coltivate.ENTOMOLOGO: studioso e speci<strong>al</strong>ista nelsettore degli insetti.ERADICANTE: antiparassitario che sterminacompletamente il patogeno dopo la sua applicazioneevitando la possibilità di una nuova infezione.ERBICIDA: preparato atto a distruggere le erbeinfestanti senza danneggiare le piante coltivate(si veda Diserbante).ERBICIDA DI CONTATTO: sostanza chimicache provoca danni <strong>al</strong>la pianta nei punti in cuiviene a contatto con essa.ERBICIDA DI POST-EMERGENZA: diserbanteapplicato dopo l’emergenza della coltura;gener<strong>al</strong>mente si tratta di diserbanti selettivi.ERBICIDA DI PRE-EMERGENZA: diserbantedistribuito a scopo preventivo, prima delprevedibile verificarsi dell’emergenza in unacoltura agraria.ESCA AVVELENATA: cibo od <strong>al</strong>tra sostanzagradita d<strong>al</strong> fitofago, a cui viene miscelato conl’antiparassitario. Il parassita ne viene attratto,se ne ciba e rimane ucciso d<strong>al</strong> suo contenutotossico.ESOFARMACO: prodotto <strong>fitosanitari</strong>o chesvolge la propria azione <strong>al</strong>l’esterno degli organidelle piante.ESPOSIZIONE: si ha quando il prodotto <strong>fitosanitari</strong>oviene a contatto con la pelle (derm<strong>al</strong>e),con la bocca (or<strong>al</strong>e), con i polmoni (per in<strong>al</strong>azione),o con gli occhi.ESUVIA: rivestimento di cui l’insetto si liberanel corso di una muta.ETICHETTA: indicazioni tecniche e commerci<strong>al</strong>idel prodotto: Può essere incollata sulla confezioneo stampata direttamente su di essa.EUPARASSITA: si veda Oloparassita.EVAPORAZIONE: passaggio di un liquido <strong>al</strong>lostato gassoso.FFAGOINIBITORE: sostanza che impediscel’<strong>al</strong>imentazione di un parassita (es. insetto). Èun mezzo di lotta.FENOLOGIA: studio delle fasi vegetative dellepiante nel corso del loro ciclo annu<strong>al</strong>e (germogliamento,epoca e modi della fioritura, maturazionedel frutto, caduta delle foglie), in rapportoai fattori ambient<strong>al</strong>i.FEROMONE o FERORMONE: sostanza volatilesecreta d<strong>al</strong>l’organismo anim<strong>al</strong>e, che consentescambi di messaggi fra insetti della medesimaspecie (es. feromone sessu<strong>al</strong>e).FILLOPTOSI: caduta delle foglie.FISIOFARMACO: prodotto in grado di prevenireo curare le fisiopatie.FISIOPATIA: <strong>al</strong>terazione dovuta a fattori abiotici,qu<strong>al</strong>i: climatopatie, carenze o eccessi di elementinutritivi, chemiopatie, frigopatie, idropatie,traumopatie.FITOALESSINA: sostanza tossica per i funghiche viene prodotta d<strong>al</strong>le piante, in genere dopoun’infezione.FITOBIOLOGIA: biologia veget<strong>al</strong>e.FITOCIDA: si veda Diserbante.FITOFAGO: che si nutre di piante o di materieveget<strong>al</strong>i in genere (es: insetti).FITOFARMACIA: parte della scienza farmaceuticache si occupa dello studio e dell’applicazionedi <strong>prodotti</strong> chimici per la protezione e lacura delle piante contro i parassiti anim<strong>al</strong>i e veget<strong>al</strong>i.Rivendita di fitofarmaci gestita da un tecnicoche può fornire <strong>al</strong>l’operatore agricolo ancheuna qu<strong>al</strong>ificata assistenza.FITOFARMACO: ora detto prodotto <strong>fitosanitari</strong>o.Prodotto impiegato per la protezione dellepiante dai parassiti. Sono fitofarmaci: anticritto-66
Regione Lazio - <strong>Guida</strong> <strong>al</strong> <strong>corretto</strong> <strong>impiego</strong> <strong>dei</strong> <strong>prodotti</strong> <strong>fitosanitari</strong>gamici o fungicidi, insetticidi, acaricidi, erbicidio diserbanti, <strong>prodotti</strong> per la lotta a chiocciole elimacce, gas impiegati nella difesa delle piante odelle derrate immagazzinate, rodenticidi (usaticontro i roditori nocivi), bagnanti, adesivanti edemulsionanti ed ogni <strong>al</strong>tro prodotto destinato adimpedire danni <strong>al</strong>le colture agrarie e forest<strong>al</strong>i daparte di <strong>al</strong>tri esseri viventi (si veda Presidi sanitari).FITOFARMACO REGISTRATO: prodotto<strong>fitosanitari</strong>o registrato presso il Ministero dellaS<strong>al</strong>ute.FITOIATRIA: scienza che si occupa dello studio<strong>dei</strong> fitofarmaci, del loro <strong>impiego</strong> e <strong>dei</strong> loroeffetti.FITOPARASSITA: parassita di una o più specieveget<strong>al</strong>i.FITOPATIA: m<strong>al</strong>attia di una pianta.FITOPATOGENO: microrganismo che provocam<strong>al</strong>attie negli organismi veget<strong>al</strong>i.FITOPATOLOGIA: si veda Patologia veget<strong>al</strong>e.FITOPATOLOGO: colui che studia la fitopatologia.FITOREGOLATORE: sostanza capace di regolarel’accrescimento delle piante. Si tratta disostanze prodotte d<strong>al</strong>le stesse piante per regolarei processi fisiologici. Lo stesso termine vieneimpiegato comunemente per indicare quei <strong>prodotti</strong>chimici ottenuti per sintesi che sono capacidi agire in maniera an<strong>al</strong>oga, predeterminata, regolandol’attività vegetativa di molte specie dipiante, inibendo o modificando t<strong>al</strong>uni processifisiologici.FITORMONE: sostanza organica che influenza1’accrescimento <strong>dei</strong> veget<strong>al</strong>i. Ormone veget<strong>al</strong>e.FITOSANITARIO: che è diretto <strong>al</strong>la difesedelle piante utili contro i parassiti anim<strong>al</strong>i veget<strong>al</strong>i(si dice di un presidio, di un istituto, di unconsorzio, ecc...).FITOTERAPIA: insieme <strong>dei</strong> provvedimentiidonei per combattere una determinata m<strong>al</strong>attiadi una pianta.FITOTOSSICITÀ: azione dannosa del prodotto<strong>fitosanitari</strong>o sulla pianta (es. defogliazione,ustione, ecc...).FITOTOSSINA: tossina di provenienza veget<strong>al</strong>e.FLOWABLE: formulati flowable sono sospensionistabili costituite da un principio attivo finementesuddiviso e disperso in un veicolo acquoso.Vengono indicati anche con i termini dipasta fluida, pasta liquida, sospensione concentrata,pasta colloid<strong>al</strong>e (nel caso le particelle costituentiabbiano dimensioni inferiori <strong>al</strong> micron).Rispetto <strong>al</strong>le polveri bagnabili evidenzianodistinte caratteristiche differenzi<strong>al</strong>i, qu<strong>al</strong>i: facilitàdi dispersione in acqua (non necessitano dipreparazione preliminare) per la presenza di particellemolto fini; migliore sospensività; uniformitàe stabilità della poltiglia; maggiore uniformitàdi copertura della vegetazione e del terreno;maggiore persistenza e resistenza <strong>al</strong> dilavamento.Si evita la formazione di polvere e siprestano meglio ad essere impiegati con attrezzaturea bassissimo e ultrabasso volume.FOGGER: apparecchiatura di distribuzione difitofarmaci; generatore d’aerosol. Suddivide gliantiparassitari semplici in finissime goccioline(aerosol o fumi) ed invia la nebbia così formata<strong>al</strong>l’interno dello spazio trattato.FOGGING: sistema di trattamento con mezziaeragricoli, che utilizza i gas di scarico dell’aereoper nebulizzare il liquido antiparassitario dadistribuire sulle colture.FORMULAZIONE: indicazione della formuladi un prodotto (concime, antiparassitario, ecc.).Miscela della sostanza attiva con gli additivi necessari.FOTOPATIA: <strong>al</strong>terazione causata da squilibridi illuminazione.FOSFORGANICO: antiparassitario organicodi sintesi che contiene carbonio, ossigeno idrogenoe fosforo. Molto pericoloso per l’uomo egli anim<strong>al</strong>i in quanto blocca l’attività di una sostanzacontenuta nel sangue chiamata colinesterasi.FOTOLABILE: sostanza attiva degradabilequando esposta <strong>al</strong>la luce.FRIGOPATIA: <strong>al</strong>terazione causata da condizioniambient<strong>al</strong>i di conservazione in frigorifero,FUMIGANTE: prodotto che, distribuito in ambienteo immesso nel terreno, origina vapori nociviper diverse specie di parassiti (nematodi, insetti,ecc).FUMIGATORE o FUMIGATRICE: attrezzaturaidonea per iniettare nel terreno sostanze antiparassitarievolatili (fumiganti) i cui vapori,67
Regione Lazio - <strong>Guida</strong> <strong>al</strong> <strong>corretto</strong> <strong>impiego</strong> <strong>dei</strong> <strong>prodotti</strong> <strong>fitosanitari</strong>permeando lo strato attivo del suolo, distruggonoi parassiti.FUNGHI: organismi molto semplici, per lo piùmicroscopici, privi di clorofilla, agenti di marciumi,muffe e m<strong>al</strong>attie delle piante. In base <strong>al</strong>tipo ed <strong>al</strong>le mod<strong>al</strong>ità di nutrizione, si distinguonoin:saprofiti, quando si nutrono di sostanza organicain decomposizione;parassiti, quando sottraggono <strong>al</strong>l’ospite le sostanzeplastiche e nutritive necessarie <strong>al</strong> lorosviluppo;micorrizici, quando instaurano con le piante superioriuna vera e propria simbiosi in quantocompensano la sottrazione di sostanza organica,facilitando <strong>al</strong>la pianta l’assorbimento <strong>dei</strong> s<strong>al</strong>i edell’acqua d<strong>al</strong> terreno. I funghi eduli appartengonoa quest’ultima categoria.FUNGICIDA: antiparassitario impiegato per icontrollo <strong>dei</strong> funghi.FUNGISTATICO: prodotto chimico in gradodi inibire la crescita <strong>dei</strong> funghi.GGEODISINFESTANTE: si dice di prodottoidoneo per la disinfestazione del terreno.GEODISINFETTANTE: prodotto idoneo perla disinfezione del terreno.GEOSTERILIZZANTE: prodotto idoneo asterilizzare il terreno.GIBERELLINA: ormone veget<strong>al</strong>e. Sostanzasintetica che possiede azione fitormonica.GRAMINICIDA diserbante attivo contro legraminacee.GRANULI IDRODISPERSIBILI : si dice diun formulato secco a microgranuli che si disper<strong>dei</strong>n acqua.GRANULARE: antiparassitario commerci<strong>al</strong>izzatosotto forma di p<strong>al</strong>line (granuli) di diametrovariabile, ma più grandi delle particelle di polvere.Una formulazione granulare è secca epronta <strong>al</strong>l’uso. In genere è formata da una modestaquantità di sostanza attiva, inglobata in unvettore inerte.HHABITAT: area ed insieme delle condizioniambient<strong>al</strong>i in cui vive una specie veget<strong>al</strong>e o anim<strong>al</strong>e.IIDROLISI: demolizione, scissione di un compostoper mezzo dell’acqua.IDROPATIA: <strong>al</strong>terazione causata da squilibriidrici.IDROREPELLENTE: sostanza che ha scarsao nessuna affinità con l’acqua.IFA: filamento costituito da un’unica o da piùcellule; questo, insieme con <strong>al</strong>tre ife, da origine<strong>al</strong> micelio <strong>dei</strong> funghi.IMENOTTERI: ordine di insetti dotati di apparatobocc<strong>al</strong>e masticatore, sono dannosi <strong>al</strong>le coltivazioniprev<strong>al</strong>entemente <strong>al</strong>lo stato di larva.IMMUNE: stato di un organismo per il qu<strong>al</strong>euna determinata m<strong>al</strong>attia o sostanza tossica nonproduce effetto (resistenza tot<strong>al</strong>e).IMPUPAMENTO: nella metamorfosi degli insettipassaggio d<strong>al</strong>lo stato di larva a quello dipupa,INCOMPATIBILITÀ: impossibilità di usocongiunto di più <strong>prodotti</strong>; si ha quando due opiù fitofarmaci vengono miscelati fra loro, e ciòcomporta una diminuzione dell’efficacia di unoo più di essi. In caso di mescolanza di due o più<strong>prodotti</strong>, sono inoltre possibili fenomeni di fitotossicità.INCORPORAZIONE AL TERRENO: miscelazionedi un prodotto <strong>fitosanitari</strong>o nel terrenocon mezzi meccanici. Di solito consiste nell’applicazionedel prodotto <strong>al</strong> suolo seguita da lavorazionidel terreno.INCUBAZIONE: periodo che intercorre fra iltermine dell’inoculazione (inizio dell’infezione)e la comparsa <strong>dei</strong> primi sintomi della m<strong>al</strong>attia.INDICE CHEMIOTERAPICO: rapporto fr<strong>al</strong>a dose del prodotto <strong>fitosanitari</strong>o necessaria perla protezione della pianta dai suoi fitoparassiti ela dose massima del medesimo che può esseretollerata (senza danno) d<strong>al</strong>la pianta stessa.INDICE DI LEACHING: indica la mobilità invertic<strong>al</strong>e degli erbicidi nel terreno. I v<strong>al</strong>ori sono68
Regione Lazio - <strong>Guida</strong> <strong>al</strong> <strong>corretto</strong> <strong>impiego</strong> <strong>dei</strong> <strong>prodotti</strong> <strong>fitosanitari</strong>in genere compresi fra 1 e 30 (1 per i <strong>prodotti</strong>praticamente immobili, 30 per i <strong>prodotti</strong> moltomobili).INERTE: si dice di sostanza presente nella formulazionedi un prodotto (antiparassitario, concime),che agisce soltanto come coadiuvante ovettore della sostanza attiva, senza parteciparead <strong>al</strong>cuna reazione chimica.INFESTAZIONE: presenza di organismi indesiderati(parassiti), in un’area coltivata o in unluogo loc<strong>al</strong>izzato.INFEZIONE: insediamento di un patogeno o diun parassita in un ospite. L’insorgere di una m<strong>al</strong>attiaè conseguenza diretta dell’infezione.INGESTIONE: la morte <strong>dei</strong> fitofagi avvienesolo mediante assunzione, da parte degli stessi,di una sufficiente quantità di sostanza attiva tossica.INOCULAZIONE: introduzione nell’organismodi medicamenti o sostanze immunizzanti,effettuata mediante iniezione o incisione.INSETTICIDA: prodotto impiegato per estinguereo contenere un’infestazione di insetti dannosi.Può essere inorganico, organico (di origineveget<strong>al</strong>e o di sintesi) e fumigante.I. asfissiante: agisce per asfissia attraverso le vierespiratorie del parassita e si usa solo in particolaricircostanze, perché particolarmente pericolosoper gli operatori.I. biologico: mezzo di lotta non chimico controgli insetti.I. di contatto: agisce per contatto con l’insetto,sul cui corpo ha azione caustica.I. microincapsulato: ha la sostanza attiva rivestitada una membrana semipermeabile che ne diminuiscela tossicità per l’uomo e per l’ambiente.I. per ingestione: combatte i fitofagi con apparatobocc<strong>al</strong>e masticatore e lambente succhiante,I. poliv<strong>al</strong>ente: agisce in vari modi.INSETTIFUGO: prodotto che tiene lontano gliinsetti da un determinato ambiente, senza tuttaviadanneggiarli.INSETTO: esemplare della classe di anim<strong>al</strong>i(comprendente diversi ordini) del tipo Artropodi,che ha il corpo diviso in tre regioni: capo toracee addome, munito di sei zampe (è definitoperciò anche esapodo). Altri suoi organi caratteristicisono: le antenne (portate d<strong>al</strong> capo) e le <strong>al</strong>i(non sempre evidenti). Gli ordini di maggioreinteresse agrario sono: Isotteri, Ortotteri, Tisanotteri,Rincoti (o Emitteri), Lepidotteri, Ditteri,Coleotteri, Imenotteri.INTERVALLO: tempo intercorrente fra dueapplicazioni successive di antiparassitari. Inoltre,il periodo di tempo fra l’ultimo trattamentoe la raccolta (si veda Tempo di carenza).IPERPARASSITA: parassita di un <strong>al</strong>tro parassita.IRRORATRICE: macchina per eseguire i trattamentiantiparassitari delle colture mediante<strong>prodotti</strong> liquidi finemente suddivisi in goccioline.IRRORAZIONE: aspersione di un liquido sullepiante (acqua, miscela antiparassitaria o concimante,ecc...).I. ad <strong>al</strong>to volume: trattamento in cui si impieganopiù di 200 l/haI. a basso volume: applicazione in cui si impieganoda 50 a 200 l/ha.I. ad ultra basso volume: viene effettuata in generesenza diluizione e con speci<strong>al</strong>i apparecchiature.ISOTTERI: ordine di insetti (es: termiti).JJUVENOIDE: insetticida di produzione sinteticao di estrazione natur<strong>al</strong>e, in grado di agire suiprocessi che regolano le varie fasi di sviluppopre-immagin<strong>al</strong>e degli insetti.LLARVA: il primo stadio di sviluppo degli insettiche depongono le uova. È soggetta a metamorfosi.LARVICIDA: prodotto attivo contro le larve .LEPIDOTTERI: ordine di insetti (farf<strong>al</strong>le). Acausare il danno <strong>al</strong>le colture è la larva, dotata diapparato bocc<strong>al</strong>e masticatore.LIMACCIA: mollusco appartenente <strong>al</strong>la classe<strong>dei</strong> Gasteropodi, famiglia Limacidi (es. lumaca).LIMACIDA: (o Molluschicida): prodotto che siimpiega per la lotta contro le lumache e lechiocciole.69
Regione Lazio - <strong>Guida</strong> <strong>al</strong> <strong>corretto</strong> <strong>impiego</strong> <strong>dei</strong> <strong>prodotti</strong> <strong>fitosanitari</strong>LIMITE DI TOLLERANZA: la quantità massima(espressa in ppm, parti per milione) di residuodi antiparassitario, stabilita per legge e sullabase <strong>dei</strong> limiti di sicurezza, di cui è autorizzat<strong>al</strong>a presenza su un prodotto agricolo <strong>al</strong> momentodella commerci<strong>al</strong>izzazione.LISCIVIAZIONE: processo per cui le sostanzeorganiche ed i s<strong>al</strong>i miner<strong>al</strong>i solubili, dagli stratisuperfici<strong>al</strong>i del suolo filtrano verso quelli inferiori,per effetto della percolazione delle acquepiovane.LOTTA ANTIPARASSITARIA: complesso diazioni volte a contenere la diffusione <strong>dei</strong> parassitianim<strong>al</strong>i o veget<strong>al</strong>i che danneggiano le coltureo a mitigarne la virulenza. Difesa <strong>fitosanitari</strong>a,Lotta autocida o genetica: è basata sulla sterilizzazionegenetica <strong>dei</strong> maschi ottenuta con radiazioni(radio- sterilizzazione), oppure con sostanzechimiche (chemio -sterilizzazione).Lotta biologica: si basa sull’antagonismo tra organismi,in particolare tra specie fitofaghe especie predatrici e parassite. Si ritengono mezzidi lotta biologica anche l’<strong>impiego</strong> di <strong>al</strong>cuni <strong>prodotti</strong>(ormoni, tossine, ecc...) di metodi genetici(incroci sterili, immissione di geni let<strong>al</strong>i, ecc...).Lotta chimica: viene eseguita esclusivamentecon antiparassitari derivati da sintesi chimica.Lotta guidata: mira a ridurre il numero <strong>dei</strong> trattamenti<strong>al</strong>lo stretto necessario. Si interviene soloquando la diffusione del parassita raggiunge osupera la soglia di intervento.Lotta integrata: sistema di controllo degli organismidannosi che utilizza tutti i fattori e le tecnichedisponibili (metodi chimici, biologici,agronomici, genetici, ecc...), nel rispetto <strong>dei</strong>principi ecologici, tossicologici ed economici.È fondament<strong>al</strong>e l’<strong>impiego</strong> di fitofarmaci selettivi.Lotta biologica: è attuata con l’utilizzazione diorganismi viventi (insetti, acari, virus, funghi,batteri, ecc...).MMALATTIA: qu<strong>al</strong>siasi <strong>al</strong>terazione della piantache interferisce negativamente ed in modo continuocon le sue norm<strong>al</strong>i strutture, funzioni o v<strong>al</strong>oreeconomico (può essere provocata da batteri,funghi, virus ed organismi simili).M<strong>al</strong>attia endemica: quando procura, in un determinatoluogo e per un certo tempo, una diffusionet<strong>al</strong>e da non minacciare la sopravvivenza dellapopolazione su cui si è insediata.M<strong>al</strong>attia epidemica quando procura, in un determinatoluogo o per un certo periodo di tempouna condizione anorm<strong>al</strong>e che tende <strong>al</strong>la distruzionedella popolazione su cui si è insediata.MASCHERA ANTIGAS: tipo di respiratoreche copre l’intero volto e protegge gli occhi cosìcome il naso e la bocca. Filtra e pulisce l’ariaassai meglio del respiratore a cartuccia ed è menoprobabile l’infiltrazione dai bordi.METAMORFOSI: complesso di modificazionio trasformazioni gradu<strong>al</strong>i od anche brusche, diordine anatomico, morfologico e fisiologico,che gli anim<strong>al</strong>i a sviluppo indiretto (in particolaregli insetti e gli anfibi) subiscono per passared<strong>al</strong>lo stadio preimmagin<strong>al</strong>e a quello di adulto odi immagine.MICELIO: insieme delle ife costituenti la partevegetativa <strong>dei</strong> funghi.MICOFAGO: specie anim<strong>al</strong>e (insetto, ecc.) chesi nutre di funghi.MICOLOGIA: parte della botanica che studia ifunghi.MICOPLASMI: microrganismi affini <strong>al</strong>le Rickettesiedotati di capacità vit<strong>al</strong>e autonoma.MICOSI: m<strong>al</strong>attia dovuta a parassiti fungini.MICOTOSSINE: sostanze contenute nei funghi,tossiche per l’uomo e/o gli anim<strong>al</strong>i,MICROFAGO: che si nutre di microrganismi.MICROINCAPSULATO: tipo di formulatodegli antiparassitari, in cui le particelle della sostanzaattiva vengono ricoperte di materi<strong>al</strong>einerte ed immerse in soluzione acquosa. I <strong>prodotti</strong>così formulati possiedono ottima stabilita eliberano la sostanza attiva gradu<strong>al</strong>mente.MICRONIZZATO: prodotto antiparassitarioche risulta costituito da particelle il cui diametrosi aggira intorno <strong>al</strong> micron.MICRORGANISMO: organismo vivente anim<strong>al</strong>eo veget<strong>al</strong>e (protozoi, <strong>al</strong>ghe, batteri, virus,ecc.) infinitamente piccolo, per lo più unicellulare,visibile solo <strong>al</strong> microscopio.MINATRICE: larva parassita che scava g<strong>al</strong>lerienel tessuto sotto epidermico delle foglie.70
Regione Lazio - <strong>Guida</strong> <strong>al</strong> <strong>corretto</strong> <strong>impiego</strong> <strong>dei</strong> <strong>prodotti</strong> <strong>fitosanitari</strong>MISCIBILITÀ: proprietà reciproca di due sostanze(es. antiparassitari) di unirsi in miscelasenza perdere le rispettive capacità di azione,cioè senza <strong>al</strong>terarsi né generare interazioni dannose.MISURE DI PREVENZIONE: qu<strong>al</strong>siasi attivitào tecnica coltur<strong>al</strong>e atta ad eliminare o ridurreil numero di parassiti presenti in una determinataarea. Comprende anche la rimozione dipiante amm<strong>al</strong>ate, infestate ed infette, m<strong>al</strong>erbe emateri<strong>al</strong>e veget<strong>al</strong>e morto.MODALITÀ D’AZIONE: il modo con il qu<strong>al</strong>eun antiparassitario tiene sotto controllo il parassita(es. contatto, ingestione ecc). Inoltre, il modoin cui un antiparassitario risulta nocivo <strong>al</strong>l’uomoo ad <strong>al</strong>tri mammiferi.MONITORAGGIO: con questa tecnica si v<strong>al</strong>ut<strong>al</strong>a densità di popolazione <strong>dei</strong> fitoparassiti.Può essere re<strong>al</strong>izzato con l’<strong>impiego</strong> di feromoni.Il monitoraggio è fin<strong>al</strong>izzato <strong>al</strong>la re<strong>al</strong>izzazionedella lotta guidata ed integrata.MUTA: abbandono, da parte di un anim<strong>al</strong>e (insetto,serpente, uccello), di tutto o parte del suorivestimento nel corso del suo sviluppo, con ilrisultato, t<strong>al</strong>volta, di diversa conformazione delcorpo (es.: insetti).MUTAGENO: si dice di azione, prodotto chimicoo radiazione, capace di causare una lesione<strong>al</strong> DNA delle cellule germin<strong>al</strong>i e di <strong>al</strong>terare pertantola costituzione del patrimonio genetico.NNANIZZANTE: si dice di un fitoregolatore odi portinnesto capace di indurre una riduzionedella taglia della pianta (accorciamento <strong>dei</strong> germoglie degli internodi).NEANIDE: stadio giovanile degli insetti eterometaboli(es afidi, cimici, cav<strong>al</strong>lette ecc.). Laneanide è simile <strong>al</strong>l’adulto da cui differisce princip<strong>al</strong>menteper le dimensioni ridotte, l’immaturitàdell’apparato sessu<strong>al</strong>e e per la mancanzadelle <strong>al</strong>i.NEBULIZZATORE: apparecchiatura simile adatomizzatore, ma che impiega un volume di acqua<strong>al</strong>quanto basso ed una più elevata velocitàdell’aria, producendo goccioline estremamentepiccole.NECROSI: processo degenerativo irreversibileche in un organismo vivente provoca la morte diun gruppo di cellule, di un tessuto o di un organo.Può avere origine fisica, chimica, biologica,fisiologica.NEMATOCIDA: antiparassitario impiegato peril controllo <strong>dei</strong> nematodi.NEMATODI: organismi gener<strong>al</strong>mente microscopicisimili a vermi, individuati comunementecon il nome di “anguillule”. Vivono <strong>al</strong>l’internodelle piante o nel terreno che circonda le radici.Si cibano di succhi veget<strong>al</strong>i, in <strong>al</strong>cuni casi trasmettonovirosi.NEMICI NATURALI: agenti biologici (es. artropodipredatori e parassiti, mammiferi, virus,funghi ecc.), in grado di contenere la diffusionedi una <strong>al</strong>tra specie.NEOPLASIA: formazione tumor<strong>al</strong>e.NICOTINA: <strong>al</strong>c<strong>al</strong>oide contenuto nel tabacco,impiegato anche come insetticida.NINFA: stadio giovanile degli insetti eterometaboli(afidi, cav<strong>al</strong>lette ecc.) caratterizzato d<strong>al</strong>lapresenza di abbozzi <strong>al</strong>ari. Dopo una serie di stadininf<strong>al</strong>i durante i qu<strong>al</strong>i le <strong>al</strong>i crescono, gradu<strong>al</strong>mente,la ninfa si trasforma in adulto.NINFOSI: insieme di processi che, negli insetti,porta <strong>al</strong>la formazione della ninfa.NOME CHIMICO: nome scientifico della sostanzaattiva di un prodotto <strong>fitosanitari</strong>o che indic<strong>al</strong>a sua formula o sostanze di cui è formato.NOME COMMERCIALE (NOME REGI-STRATO) nome attribuito d<strong>al</strong>l’industria ad unprodotto.OOCELLO: ciascuno degli occhi semplici neglianim<strong>al</strong>i dotati di occhi composti (es. insetti).OLOPARASSITA: parassita che ricava tutto ilsuo nutrimento d<strong>al</strong>l’ospite.OMEOPLASIA: produzione patologica di nuovotessuto, simile a quello confinante, negli organismiveget<strong>al</strong>i.OMOGENEITÀ: proprietà di una mescolanzaper cui tutti i componenti della stessa sono distribuitiin ogni parte nella stessa proporzione.OMOTTERI: sottordine di insetti, dell’ordinedegli emitteri, in cui sono compresi <strong>al</strong>cuni <strong>dei</strong>71
Regione Lazio - <strong>Guida</strong> <strong>al</strong> <strong>corretto</strong> <strong>impiego</strong> <strong>dei</strong> <strong>prodotti</strong> <strong>fitosanitari</strong>piu’ temibili parassiti delle piante (es. cocciniglie)ONCOLOGIA: settore della medicina che sioccupa dello studio delle neoplasie (tumori).ORDINE: nella classificazione botanica zoologica,unità sistematica di grado superiore <strong>al</strong>la famigliaed inferiore <strong>al</strong>la classe.ORECCHIETTE DI TOPO: stadio fenologicodelle piante pomacee, in cui le gemme sono appenaschiuse e le prime foglioline hanno l’aspettoche ne giustifica il nome. Si assume comemomento di riferimento nel c<strong>al</strong>endario <strong>dei</strong> trattamentiantiparassitari.ORMONE: sostanza organica prodotta daghiandola a secrezione interna che, riversata direttamentenei liquidi circolanti, raggiunge determinateparti dell’organismo stimolando lafunzione di specifiche cellule o organi.ORTOTTERI: ordine di insetti (ne fanno partele cav<strong>al</strong>lette).OVICIDA: si dice di antiparassitario particolarmenteattivo contro le uova del parassita.OVIPARO: si dice di anim<strong>al</strong>e che prolifica mediantela deposizione di uova da cui, dopo unperiodo di incubazione, sguscia il giovane individuo.OVOPOSITORE: organo attraverso il qu<strong>al</strong>e lefemmine di molti insetti depongono le uova.PPARASSITA: d<strong>al</strong> punto di vista zoologico siintende un organismo che vive a spese di unavittima senza tuttavia causarne la morte immediata(es.: zecche. pulci, ecc..).PARASSITISMO: forma di simbiosi disarmonica,nella qu<strong>al</strong>e un anim<strong>al</strong>e o un veget<strong>al</strong>e, incapacedi procurarsi autonomamente il nutrimento,lo assume parzi<strong>al</strong>mente o tot<strong>al</strong>mente da un<strong>al</strong>tro organismo causando a quest’ultimo danni espesso la sua morte.P. endofitico: si ha quando il parassita penetranei tessuti dell’organismo parassitato.P. epifitico: si ha quando il parassita agisce <strong>al</strong>l’esterno,<strong>al</strong>la superficie dell’organismo parassitato.PARASSITOIDE: organismo pluricellulare ilcui sviluppo avviene a spese di un solo individuoospite. Gli adulti depongono le uova <strong>al</strong>l’internodel corpo o delle uova dell’ospite o inprossimità di essi; le larve che nascono d<strong>al</strong>le uovadeposte, si nutrono dell’ospite durante il lorosviluppo.PARTENOGENESI: forma di riproduzione incui è soppresso l’atto della fecondazione (puòessere spontaneo o provocato artifici<strong>al</strong>mente).PATENTINO: documento di autorizzazione <strong>al</strong>l’acquisto<strong>dei</strong> <strong>prodotti</strong> <strong>fitosanitari</strong> Molto Tossici,Tossici, Nocivi, rilasciato d<strong>al</strong>l’ Area Decentrata<strong>Agricoltura</strong>.PATOGENESI: meccanismo secondo cui si instauraun processo morboso (m<strong>al</strong>attia).PATOGENO: qu<strong>al</strong>siasi agente responsabile diprodurre una m<strong>al</strong>attia, <strong>al</strong>terazione o danneggiamento.PATOLOGIA: scienza che studia le m<strong>al</strong>attiedegli organismi viventi (si divide in: gener<strong>al</strong>e,anim<strong>al</strong>e, veget<strong>al</strong>e).PATOLOGICO che si riferisce <strong>al</strong>la patologia,<strong>al</strong>le m<strong>al</strong>attie e <strong>al</strong> loro decorso.PATOLOGO: studioso e speci<strong>al</strong>ista nel compartodella patologia.PERSISTENZA: capacità di un prodotto <strong>fitosanitari</strong>odi resistere <strong>al</strong>l’azione rimovente degliagenti atmosferici e, pertanto, di permanere <strong>al</strong>ungo dopo l’applicazione sulle piante trattate.PESTICIDI: espressione di <strong>impiego</strong> internazion<strong>al</strong>econ cui si designano gli antiparassitari ingenere. T<strong>al</strong>e termine deriva d<strong>al</strong>l’inglese pesticides(pest = organismo dannoso) con il qu<strong>al</strong>e siintendono appunto i <strong>prodotti</strong> velenosi utilizzaticontro anim<strong>al</strong>i, veget<strong>al</strong>i e microrganismi dannosi.PH: sc<strong>al</strong>a di misura utilizzata per indicare l’aciditào l’<strong>al</strong>c<strong>al</strong>inità di una soluzione. Ad esempio,un pH ugu<strong>al</strong>e a sette, indica la neutr<strong>al</strong>ità. Un pHcompreso tra uno e sette indica acidità; un pHche va da sette a quattordici rientra nel campodell’<strong>al</strong>c<strong>al</strong>inità (più il v<strong>al</strong>ore del pH si abbassa,più l’acidità è forte più si <strong>al</strong>za, maggiore risult<strong>al</strong>’<strong>al</strong>c<strong>al</strong>inità).PIDOCCHIO: si veda Afide.PIRETRO: pianta dai cui fiori si ricava unprincipio attivo che ha potere insetticidaPIRODISERBO: tecnica del diserbo che utilizz<strong>al</strong>’elevata temperatura per devit<strong>al</strong>izzare, in unabreve frazione di tempo, le erbe infestanti. Con72
Regione Lazio - <strong>Guida</strong> <strong>al</strong> <strong>corretto</strong> <strong>impiego</strong> <strong>dei</strong> <strong>prodotti</strong> <strong>fitosanitari</strong>il pirodiserbo si provoca una lessatura (e nonbruciatura) dell’erba e la morte delle piante sopravvienenell’arco di pochi giorni.PLANTULA: embrione della pianta, contenutonel seme o <strong>al</strong>l’inizio della germinazione.POLIFAGO: che si nutre di molte specie dianim<strong>al</strong>i o di veget<strong>al</strong>i (es. insetto).POLIFITO: si dice di specie parassita capacedi attaccare vari ospiti.POLTIGLIA: miscela di liquidi e sostanze polverulente.Poltiglia bordolese: soluzione di solfato di ramee c<strong>al</strong>ce spenta in percentu<strong>al</strong>i diverse, impiegataa scopo anticrittogamico.Poltiglia borgognona: soluzione di solfato di ramee carbonato sodico, sciolti separatamente esuccessivamente mescolati.POLVERE: tipo di formulato <strong>dei</strong> <strong>prodotti</strong> antiparassitari.Polvere bagnabile: formulazione polverulentache viene applicata dopo essere stata dispersa inacqua. È costituita da un principio attivo solidoo liquido insolubile in acqua. Al principio attivosi aggiungono tensioattivi per favorirne l’efficacia.Polvere secca: la sostanza attiva è diluita conpolveri inerti.Polvere solubile: la sostanza attiva è solubile inacqua.POLVERIZZATORE: macchina per trattamentiantiparassitari mediante sostanze polverulente(es. solforatrice).PRECIPITATO: in una soluzione, compostosolido che si separa e si deposita sul fondo mediantel’azione di reagenti. Dopo t<strong>al</strong>e reazione,la parte liquida è di solito limpida.PRECOCENI: nuovi gruppi di insetticidi adazione antiormon<strong>al</strong>e, capaci di indurre metamorfosiprecoci (da cui il nome), con comparsadi adulti nani e non vit<strong>al</strong>i.PREDATORE: anim<strong>al</strong>e (insetto) che si nutre dianim<strong>al</strong>i di <strong>al</strong>tre specie, divorandole o succhiandonela parte interna del corpo.PRESIDI SANITARI: (ora detti <strong>prodotti</strong> <strong>fitosanitari</strong>)vengono definiti:a) i <strong>prodotti</strong> destinati a combattere organismianim<strong>al</strong>i, veget<strong>al</strong>i e microrganismi nocivi <strong>al</strong>laproduzione agricola ed <strong>al</strong>la conservazione dellederrate <strong>al</strong>imentari;b) i <strong>prodotti</strong> destinati ad impedire con azione direpulsione, di ostacolo, di prevenzione, il dannocausato dagli organismi viventi indicati <strong>al</strong>la letteraa);c) i <strong>prodotti</strong> destinati ad essere impiegati comebagnanti, adesivanti ed emulsionati, messi incommercio a t<strong>al</strong>e scopo, per favorire l’azione di<strong>al</strong>tri presidi sanitari;d) i gas tossici destinati <strong>al</strong>la difesa delle piante e<strong>dei</strong> loro <strong>prodotti</strong>, nonché <strong>al</strong>la protezione dellederrate <strong>al</strong>imentari immagazzinate;e) tutti gli <strong>al</strong>tri <strong>prodotti</strong> che vengono usati perdeterminare o coadiuvare l’azione di protezionedelle piante e <strong>dei</strong> loro <strong>prodotti</strong> e di difesa dellederrate <strong>al</strong>imentari immagazzinate.PREVENZIONE: azione volta a prevenire unevento (es. infestazione da parte di parassiti).PRINCIPIO ATTIVO: ora detto sostanza attiva,in un antiparassitario (confezione commerci<strong>al</strong>e)è la sostanza che uccide o tiene sotto controllol’organismo nocivo (corrisponde <strong>al</strong>la partere<strong>al</strong>mente velenosa).PRODOTTO DI SINTESI: ottenuto chimicamentein laboratorio; procedimento di formazionedi un composto a partire dagli elementi.PRODOTTO FITOSANITARIO: prodottoimpiegato per la protezione delle piante daiparassiti. Sono fitofarmaci: anticrittogamici ofungicidi, insetticidi, acaricidi, erbicidi o diserbanti,limacidi (usati per la lotta a chiocciole elimacce), gas impiegati nella difesa delle pianteo delle derrate immagazzinate, rodenticidi (usaticontro i roditori nocivi), bagnanti, adesivanti edemulsionanti, ed ogni <strong>al</strong>tro prodotto atto ad impediredanni <strong>al</strong>le colture agrarie e forest<strong>al</strong>i daparte di <strong>al</strong>tri organismi viventi (si veda Presidisanitari, Fitofarmaci).PROFILASSI: complesso di misure atte a prevenirel’insorgenza e la diffusione di una m<strong>al</strong>attia.PROGNOSI: previsione circa l’esito di unam<strong>al</strong>attia.PRONUBO: si dice di anim<strong>al</strong>e adatto <strong>al</strong> trasportodel polline da un fiore <strong>al</strong>l’<strong>al</strong>tro che assicur<strong>al</strong>a fecondazione nelle piante (insetti, uccellipronubi).PROTOZOO: anim<strong>al</strong>e microscopico unicellulare,autonomo funzion<strong>al</strong>mente (in quanto dotatodi piccoli organi speci<strong>al</strong>izzati <strong>al</strong> suo interno).73
Regione Lazio - <strong>Guida</strong> <strong>al</strong> <strong>corretto</strong> <strong>impiego</strong> <strong>dei</strong> <strong>prodotti</strong> <strong>fitosanitari</strong>PRUINA: formazione, secrezione cerosa costituitada minutissimi granuli, stratificati sui frutti(susine, ecc,..), o sulle foglie (cavolfiori, iris,ecc...) di molte piante; gener<strong>al</strong>mente di colorgrigio-bluastro.PUPA: Stadio degli insetti olometaboli (lepidotteri,ditteri, coleotteri, imenotteri) che precede lostadio adulto durante il qu<strong>al</strong>e l’insetto, immobile,non si nutre e mostra abbozzate le caratteristichedell’adulto.PUSTOLA: piccolo rigonfiamento <strong>dei</strong> tessutisuperfici<strong>al</strong>i, provocato speci<strong>al</strong>mente da funghi.QQUADERNO Dl CAMPAGNA: si veda Registro<strong>dei</strong> trattamenti.RRADICANTE: fitoregolatore idoneo a favorireil processo di rizogenesi in t<strong>al</strong>ee erbacee e legnose.RECETTIVITÀ: predisposizione a subire azionistimolanti o modificatrici delle condizioninorm<strong>al</strong>i dell’organismo. In senso patologico èun particolare stato dell’organismo o una sua caratteristicacongenita, propizia <strong>al</strong>l’insorgere diuna determinata m<strong>al</strong>attia.REFRATTARIETÀ: è una resistenza pre-infezion<strong>al</strong>edelle piante; può essere riferita <strong>al</strong>la contaminazione,<strong>al</strong>la inoculazione ed <strong>al</strong>la diffusionedella m<strong>al</strong>attia.REGISTRO DEI TRATTAMENTI: si veda ilcapitolo specifico sulla <strong>Guida</strong>.REGOLATORE DI CRESCITA: si veda fitoregolatore.REPELLENTE: si dice di un prodotto che <strong>al</strong>lontanadeterminati parassiti, per le sue caratteristichedi odore, colore, effetto meccanico,ecc...RESIDUO TOSSICO: quantità di sostanza tossicache rimane nel prodotto commestibile, dopoche la coltura è stata trattata.RESISTENTE: si dice di un organismo anim<strong>al</strong>eo veget<strong>al</strong>e che non viene danneggiato da unantiparassitario utilizzato nelle mod<strong>al</strong>ità e nelledosi previste d<strong>al</strong>le norm<strong>al</strong>i tecniche di difesa.RESPIRAZIONE: funzione comune agli anim<strong>al</strong>ie <strong>al</strong>le piante, attraverso la qu<strong>al</strong>e l’organismo,procurandosi l’ossigeno elimina l’anidridecarbonica.RICKETTSIE: microrganismi che si collocano,come dimensioni, tra i virus e i batteri. Causanot<strong>al</strong>volta m<strong>al</strong>attie molto gravi per l’uomo,trasmesse da insetti ed acari.RINCOTI: si veda Emitteri.RIZOFAGO: specie anim<strong>al</strong>e (insetto, ecc,..)che si nutre delle radici delle piante.RODENTICIDA: si dice di un prodotto che siimpiega per la lotta contro i roditori dannosi (topi,ratti).RUGGINOSITÀ: <strong>al</strong>terazione della buccia di<strong>al</strong>cuni frutti, in particolare di mele della cv. GoldenDelicious che si presenta di aspetto rugginoso.È dovuta a t<strong>al</strong>uni antiparassitari e anche atendenza costituzion<strong>al</strong>e <strong>dei</strong> frutti.SSACCHETTI IDROSOLUBILI: sono sacchetticostituiti da un sottile velo di plastica, caratterizzatoda elevata resistenza, contenenti laformulazione del prodotto <strong>fitosanitari</strong>o. T<strong>al</strong>e velo,che si dissolve rapidamente in acqua, isolacompletamente il prodotto d<strong>al</strong>l’ambiente e d<strong>al</strong>l’operatore.Con i sacchetti idrosolubili è facilitat<strong>al</strong>a preparazione della miscela e si consentedi sm<strong>al</strong>tire le confezioni vuote, non contaminate,senza accorgimenti particolari.SAFENERS: sostanze capaci di proteggere unapianta coltivata d<strong>al</strong>l’effetto di un erbicida nonselettivo. Funzionano come antidoti rendendol’erbicida perfettamente selettivo anche in stadidella coltura (es. inizi<strong>al</strong>i) sensibili <strong>al</strong>l’azionedell’erbicida stesso.SAPROFAGO: specie anim<strong>al</strong>e (insetto, ecc.)che vive a spese di sostanze in decomposizione.SAPROFITA: organismo veget<strong>al</strong>e che vive sumateri<strong>al</strong>e organico in decomposizione, utilizzandolocome <strong>al</strong>imento (si veda Funghi).SCLEROSI: indurimento, spesso patologico, ditessuti o organi anim<strong>al</strong>i o veget<strong>al</strong>i (in quest’ultimocaso lignificazione).SEDIMENTAZIONE: fenomeno per cui in una74
Regione Lazio - <strong>Guida</strong> <strong>al</strong> <strong>corretto</strong> <strong>impiego</strong> <strong>dei</strong> <strong>prodotti</strong> <strong>fitosanitari</strong>sospensione si ha il distacco della fase disperdenteda quella dispersa.SELETTIVITÀ: qu<strong>al</strong>ità di un prodotto <strong>fitosanitari</strong>odi avere uno spettro d’azione limitato(selettivo nei confronti di determinati parassiti).SELETTIVO: si veda Antiparassitario selettivo.SFARFALLAMENTO: complesso delle fasi inseguito <strong>al</strong>le qu<strong>al</strong>i l’insetto adulto si libera dell’involucropup<strong>al</strong>e, fuoriesce <strong>al</strong>l’aperto ed èpronto ad iniziare la propria attività.SIMBIONTE: in biologia, individuo che vivein simbiosi.SIMBIOSI: convivenza di anim<strong>al</strong>i o di piantecon vantaggio reciproco.SINDROME: complesso <strong>dei</strong> sintomi di unam<strong>al</strong>attia.SINERGISMO: incremento di attività di due opiù <strong>prodotti</strong> usati insieme che supera l’effetto<strong>dei</strong> fitofarmaci presi singolarmente. Contrario diantagonismo.SINTOMO: manifestazione che caratterizza econsente di diagnosticare una m<strong>al</strong>attia.SISTEMICO: si dice di prodotto <strong>fitosanitari</strong>ocon proprietà di penetrazione profonda e traslocazionea distanza, attraverso la corrente linfaticaascendente (xilematica) e/o discendente(floematica): quindi con protezione o danneggiamento(erbicidi) anche di organi non direttamenteirrorati. Il prodotto <strong>fitosanitari</strong>o è dilavabilein maggior o minor misura, in funzione dellavelocità di penetrazione; è soggetto gener<strong>al</strong>mentead essere degradato ad opera di enzimi odi <strong>al</strong>tre sostanze prodotte d<strong>al</strong>la pianta.SLUPATURA: operazione di chirurgia su <strong>al</strong>beriche presentano tronchi cavi <strong>al</strong> fine di asportarele parti <strong>al</strong>terate e la messa a nudo del legno sano,che deve essere poi opportunamente disinfettato.SLURRY: è un metodo di concia umida del seme.Consiste nel conferire <strong>al</strong> seme un certo gradodi umidità poco prima dell’aspersione dellapolvere conciante: ciò <strong>al</strong> fine di fissare più tenacementet<strong>al</strong>e polvere <strong>al</strong> seme ed evitare nel contempodispersioni della stessa nell’ambiente.SOGLIA: grado di dannosità corrispondente adeterminate densità di un fitofago.Soglia di dannosità economica: corrisponde <strong>al</strong>ladensità di popolazione del fitofago <strong>al</strong>la qu<strong>al</strong>ecomincia ad aversi danno economico.Soglia di intervento: corrisponde <strong>al</strong>la densità dipopolazione del fitofago <strong>al</strong>la qu<strong>al</strong>e occorre intervenireper impedire il danno economico.Soglia di tolleranza: corrisponde <strong>al</strong>la densità dipopolazione del fitofago <strong>al</strong>la qu<strong>al</strong>e si ha un dannoeconomico limitato, che non giustifica un interventoantiparassitario.SOLANINA: <strong>al</strong>c<strong>al</strong>oide che si forma nei tuberidi patata conservati in condizioni non idonee.SOLARIZZAZIONE: tecnica con la qu<strong>al</strong>e siattua la sterilizzazione del terreno sfruttando l’energiasolare.SOLUZIONE: la miscelazione di una o più sostanze(soluto) in un mezzo disperdente (solvente).Gener<strong>al</strong>mente un liquido nel qu<strong>al</strong>e ognicomponente risulta completamente discioltosenza che le sue proprietà chimiche venganomodificate. Questa miscela non decanterà (deposito)o si separerà durante il norm<strong>al</strong>e <strong>impiego</strong>.SOLVENTE: sostanza liquida che ha il poteredi sciogliere in sé <strong>al</strong>tre sostanze.SOSPENSIONE: formulazione antiparassitarianella qu<strong>al</strong>e particelle solide, finemente suddivisedi sostanza attiva, sono miscelate (disperse)in un liquido e non disciolte.SOSPENSIVANTE: sostanza tensioattiva capacedi favorire la dispersione uniforme di un prodottonel mezzo disperdente, cioè di agevolarela formazione di una sospensione uniforme.SOSTANZA ATTIVA: ex principio attivo in unantiparassitario (confezione commerci<strong>al</strong>e), è lasostanza che uccide o tiene sotto controllo il patogeno(corrisponde <strong>al</strong>la parte re<strong>al</strong>mente velenosa).SPETTRO D’AZIONE: per un prodotto <strong>fitosanitari</strong>oindica l’ampiezza dell’azione esplicata.Poliv<strong>al</strong>ente: capace di esercitare il proprio effettotossico su organismi appartenenti a gruppi ancheassai diversi. In particolare, molti fitofarmaciagiscono sia contro le specie dannose checontro quelle utili.Selettivo specifico: quando esercita la sua attivitàsolo nei confronti di <strong>al</strong>cuni gruppi di organismi,per lo più sistematicamente affini. I principiattivi selettivi o specifici sono senza dubbio ipiù interessanti e quelli cui possibilmente accordarepreferenza.75
Regione Lazio - <strong>Guida</strong> <strong>al</strong> <strong>corretto</strong> <strong>impiego</strong> <strong>dei</strong> <strong>prodotti</strong> <strong>fitosanitari</strong>SPORA: corpo riproduttore asessuato uni o pluricellulareche, staccatosi d<strong>al</strong>la pianta madre, neeffettua la riproduzione (es. fungo).STABILIZZANTE: si dice di sostanza capacedi rendere stabile un prodotto nel tempo (emulsioneo sospensione).STERILIZZANTE: sostanza che elimina neiparassiti la capacità di procreare.STERILIZZAZIONE DEL TERRENO: interventocon il qu<strong>al</strong>e si tende ad eliminare i parassitie i patogeni d<strong>al</strong> terreno. Può essere attuatacon l’<strong>impiego</strong> del vapore che <strong>dei</strong> fumiganti,nonché con la solarizzazione.STIMOLANTE: si dice di fitoregolatore chestimola lo sviluppo o una particolare funzionedella pianta.STOMA: piccola apertura disposta sulle partierbacee delle piante in particolare sulle foglie,con la funzione di permettere gli scambi gassosicon l’esterno.STRESS: qu<strong>al</strong>unque condizione biotica (infezioneda virus, funghi, ecc…) o abiotica che,esercitando uno stimolo dannoso sull’organismone provoca una reazione sotto sforzo.STRIATURA: insieme di strie (righe) sulla superficiedi un organo (es. per effetto di virosi).SUSCETTIBILE: si dice di organismo anim<strong>al</strong>eo veget<strong>al</strong>e in grado di venire danneggiato, diamm<strong>al</strong>arsi o di essere intossicato da un prodotto<strong>fitosanitari</strong>o. Individuo non immune. -TTANATOSI: fenomeno per il qu<strong>al</strong>e <strong>al</strong>cuni anim<strong>al</strong>i(in particolare insetti), simulano la morterimanendo immobili, in presenza di un pericoloincombente.TEMPO DI CARENZA o TEMPO (o interv<strong>al</strong>lo)DI SICUREZZA: il periodo di tempo(espresso in giorni) che deve intercorrere fr<strong>al</strong>’ultimo trattamento chimico e la raccolta delprodotto e, per le derrate <strong>al</strong>imentari immagazzinate.tra l’ultimo trattamento e la loro immissione<strong>al</strong> consumo. Interv<strong>al</strong>lo di tempo che garantisceuna presenza di antiparassitari inferiore ai limitidi tolleranza fissati d<strong>al</strong>la legge (residui).TEMPO Dl RIENTRO: il periodo di tempoche si deve attendere dopo un trattamento per ilrientro in aree trattate a scopo di attività lavorativa,senza le protezioni (es.: tuta, ecc...) previsteper l’esecuzione <strong>dei</strong> trattamenti.TENSIOATTIVO: si dice di prodotto che facilit<strong>al</strong>a emulsionabilità, la disperdibilità, l’applicabilitàe il potere bagnante di un prodotto <strong>fitosanitari</strong>o.TERAPIA: insieme di provvedimenti in gradodi combattere una determinata m<strong>al</strong>attia.TERATOGENO: si dice di azione, prodottochimico, radiazione, capace di causare <strong>al</strong>terazionimorfologiche e funzion<strong>al</strong>i nel prodotto dellafecondazione (feto).TERMOLABILE: soggetto ad <strong>al</strong>terazione pereffetto del c<strong>al</strong>ore.TISANOTTERI: ordine di insetti. Sono minuscoli,di colore scuro con un corpo molto <strong>al</strong>lungato,dotati gener<strong>al</strong>mente di due paia di <strong>al</strong>i strette,bordate di frange.TOLLERANZA: capacità di un organismo divivere in condizioni sfavorevoli.TOSSICITÀ: grado di velenosità di un prodottoantiparassitario.Tossicità acuta: genera sintomi e disturbi entrobreve tempo d<strong>al</strong> momento in cui il prodotto tossicoè stato ingerito o assorbito per via respiratoriao cutanea.Tossicità cronica: non genera sintomi appariscenti,ma l’intossicazione provoca disturbi, dopoun certo tempo, anche per l’accumulo nell’organismoin seguito a ripetuti contatti.TOSSICOLOGIA: scienza che studia la naturadelle sostanze velenose e i loro effetti sull’uomoe sugli anim<strong>al</strong>i.TOSSICOLOGO: studioso di tossicologia.TOSSINA: sostanza derivata d<strong>al</strong> metabolismodi microrganismi (es. batteri) che, anche in piccoledosi, turba la norm<strong>al</strong>ità delle funzioni nell’organismoospitante.TRANSLAMINARE: si dice di un antiparassitariocapace di penetrare profondamente in un<strong>al</strong>amina fogliare fino a raggiungerne la parte opposta.Il prodotto <strong>fitosanitari</strong>o è dilavabile inmaggior o minor misura in funzione della velocitàdi penetrazione. È soggetto gener<strong>al</strong>mente adessere degradato ad opera di enzimi o di <strong>al</strong>tresostanze prodotte d<strong>al</strong>la pianta.TRAPPOLA ALIMENTARE: strumentazioneidonea a catturare determinate specie di insetti76
Regione Lazio - <strong>Guida</strong> <strong>al</strong> <strong>corretto</strong> <strong>impiego</strong> <strong>dei</strong> <strong>prodotti</strong> <strong>fitosanitari</strong>tramite esche <strong>al</strong>imentari.TRAPPOLA CROMATOTROPICA: strumentazioneidonea a catturare determinate speciedi insetti che vengono attirati da determinaticolori (trappole gi<strong>al</strong>le e bianche).TRAPPOLA SESSUALE: strumentazione idoneaper la cattura <strong>dei</strong> maschi di determinate speciedi insetti.TRATTAMENTO ANTIPARASSITARIO:pratica che si esegue per somministrare, <strong>al</strong>lo statoliquido, polverulento o gassoso, preparati (fitofarmaci)nocivi ai parassiti anim<strong>al</strong>i e veget<strong>al</strong>i,<strong>al</strong> fine di impedire che le piante divengano sededi infestazioni ed infezioni o di combatterlequando si siano manifestate.Trattamento a pieno campo: trattamento uniformedi un’intera area coltivata.Trattamento loc<strong>al</strong>izzato: l’applicazione di un antiparassitariosu zone definite di coltivazione(fasce, bande o particolari piante).Trattamento preventivo: antiparassitario distribuitoprima che si manifesti effettivamente l’infezione.Trattamento curativo: antiparassitario distribuitodopo il manifestarsi dell’infezione.TRAUMOPATIE: <strong>al</strong>terazione meccanica provocatada ferite.TROFOBIOSI: fenomeno per il qu<strong>al</strong>e aument<strong>al</strong>a fecondità di <strong>al</strong>cuni fitofagi, a seguito di modificazioniindotte da un trattamento chimico neitessuti delle piante trattate.TUMORE: neoplasia caratterizzata da tendenzadelle cellule a proliferare. Nome generico di diverse<strong>al</strong>terazioni in organi veget<strong>al</strong>i ed anim<strong>al</strong>i.UUMIFAGO: specie anim<strong>al</strong>e (Insetto, ecc...) chesi nutre di Humus.UNICELLULARE: si dice di organismo inferiorecostituito da una sola cellula.ULTRA BASSO VOLUME (o ULV): particolaremod<strong>al</strong>ità di distribuzione di un antiparassitarionella qu<strong>al</strong>e la sostanza attiva resta pressochépura; il prodotto viene irrorato in quantitàestremamente piccole su un’ampia area.VAPORE: sostanza <strong>al</strong>lo stato aeriforme, che sitrova ad una temperatura sufficientemente bassada poter essere liquefatta con la sola compressione.VARIEGATO: carattere di un organo (es. foglia)che presenta colorazione diversa d<strong>al</strong> norm<strong>al</strong>e,screziato o con striature diverse d<strong>al</strong> coloredi fondo.VEICOLANTE: sostanza che aggiunta <strong>al</strong> prodotto<strong>fitosanitari</strong>o ne agevola una distribuzioneuniforme.VELENO: sostanza tossica con diversi caratterichimici e biologici.VERDERAME: nome generico, con il qu<strong>al</strong>evengono indicati sia ossido di rame che la Poltigliabordolese.VETTORE: portatore. In biologia si usa per indicareportatori di infezione (es. gli afidi vettoridi virus).VIRESCENZA: <strong>al</strong>terazioni <strong>dei</strong> pet<strong>al</strong>i che tendonoa divenire verdi come le foglie e t<strong>al</strong>voltapresentano deformazioni iperplastiche (aumentodelle dimensioni <strong>dei</strong> tessuti).VIROLOGIA: scienza che studia i virus.VIRULENZA: capacità di moltiplicazione invivo (cioè <strong>al</strong>l’interno dell’organismo parassitato)da parte di un microrganismo. Sinonimo divelocità di riproduzione.VISCOSITÀ: indica la resistenza <strong>al</strong> flusso diun liquido o, in <strong>al</strong>tri termini, la resistenza che sioppone <strong>al</strong>lo scorrimento relativo <strong>dei</strong> diversistrati di un fluido in moto.VIRUS: letter<strong>al</strong>mente (d<strong>al</strong> latino): veleno. Elementomicroscopico, invisibile ad occhio nudo,privo di struttura cellulare, che può produrreun’infezione (sia nelle piante che nell’uomo).VOLATILE: sostanza che evapora facilmente erapidamente cambiando lo stato fisico inizi<strong>al</strong>e(liquido o solido).XXILOFAGO: si dice di insetto che si nutre dilegno o di sostanze lignificate.77
Regione Lazio - <strong>Guida</strong> <strong>al</strong> <strong>corretto</strong> <strong>impiego</strong> <strong>dei</strong> <strong>prodotti</strong> <strong>fitosanitari</strong>BIBLIOGRAFIA• AA.VV : Glossario <strong>dei</strong> termini di difesa antiparassitaria, da “AGRICOLTURA” , Regione EmiliaRomagna - 11.10 Ottobre 1993.• AA.VV. <strong>Guida</strong> <strong>al</strong>l’uso razion<strong>al</strong>e <strong>dei</strong> <strong>prodotti</strong> chimici - schede di orientamento, Ed. AGER.• P. B<strong>al</strong>sari, G. Airoldi: Macchine per la distribuzione <strong>dei</strong> fitofarmaci e per il controllo delle m<strong>al</strong>erbenelle colture erbacee, Ed. SAVE• A. Betta, E. Desideri, P. Londini: Le protezioni person<strong>al</strong>i e la loro efficacia. Atti del Convegno“Antiparassitari e Prevenzione”, Sondrio 1991• F. Bonciarelli: Fondamenti di Agronomia gener<strong>al</strong>e, Edagricole, 1989• Coordinamento SPISLL Regione Emilia Romagna: Fitofarmaci, 1989• O. Goidanich: Manu<strong>al</strong>e di patologia veget<strong>al</strong>e, Edagricole, 1983• A. Faustini ed <strong>al</strong>. -Med Lav. 1992; 83,2:135-145• A. Faustini et <strong>al</strong>. Med Lav 1993; 84,1:31-41• A. Faustini e <strong>al</strong>. Occupation<strong>al</strong> and Environment<strong>al</strong> Medicine 1996; 53:583-585).• F. Forastiere et <strong>al</strong>. Scand J Work. Environ He<strong>al</strong>th 1993, vol.19, n.6: 382-389• Istituto Oncologico Romagnolo: Biotossicità da fitofarmaci, 1986• Istituto Speriment<strong>al</strong>e per la patologia veget<strong>al</strong>e: Sostanze attive autorizzate in agricoltura, Ministero<strong>Agricoltura</strong> a Foreste, 1988• M. Muccinelli: Prontuario <strong>dei</strong> Fitofarmaci, Edagricole cd., 2000• G. Pellizzi: Meccanica agraria, Edagricole, Bologna Regione Emilia Romagna, Assessorato <strong>Agricoltura</strong>e Alimentazione: <strong>Guida</strong> <strong>al</strong>l’<strong>impiego</strong> <strong>dei</strong> fitofarmaci, 1989• E. Sartorelli: Trattato di Medicina del lavoro, Ed. Piccin, 1981, Sanità-Rapporti, 1997, vol.2, n.1,pagg. 61-68• Serva<strong>dei</strong>- Zangheri- Masutti: Entomologia gener<strong>al</strong>e ed applicata, CEDAM, 1972 -• A. M. Sisto- L. Pollastro: Fitofarmaci, Reda,1991• A. M. Sisto: Uso <strong>corretto</strong> <strong>dei</strong> fitofarmaci e normativa <strong>dei</strong> <strong>prodotti</strong> <strong>fitosanitari</strong>, Atti seminarioF.I.D.A.F., 1990• E. Tremblay Entomologia applicata , Liguori Editore, 1988• L.Villa et <strong>al</strong>: Frutta sana e s<strong>al</strong>ute, IJ.S.S.L. 22, Sondrio 199078
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Regione Lazio - <strong>Guida</strong> <strong>al</strong> <strong>corretto</strong> <strong>impiego</strong> <strong>dei</strong> <strong>prodotti</strong> <strong>fitosanitari</strong>INDIRIZZI UTILIDirezione Region<strong>al</strong>e <strong>Agricoltura</strong>Area Servizio Fitosanitario e Tutela delle Risorse GeneticheVia R.Raimondi Garib<strong>al</strong>di, 7 00145 Romatel. 0651683448 - 6819 -6821- 6816 fax 06/51686828Area Decentrata <strong>Agricoltura</strong> di RomaVia Pianciani, 16 00181 Romatel. 0651686660 fax 06/51686629Area Decentrata <strong>Agricoltura</strong> di FrosinoneVia Adige., 41 03100 Frosinonetel. 0775/851660 fax 0775/851670Area Decentrata <strong>Agricoltura</strong> di LatinaVia Villafranca 2/d 04100 Latinatel. 0773/480016 fax 0773/696747Area Decentrata <strong>Agricoltura</strong> di RietiVia Raccuini, 21/A 02100 Rietitel. 0746/2641 fax 0746/264799Area Decentrata <strong>Agricoltura</strong> di ViterboVia Maresci<strong>al</strong>lo Romiti, 80 01100 Viterbotel. 0761/342001 fax 0761/309990Direzione Region<strong>al</strong>e Servizio Sanitario Region<strong>al</strong>eArea tutela della s<strong>al</strong>ute in ambienti di vita e di lavoroVia del Caravaggio 105 00147 RomaTel. 06/51688302ASL RM CDipartimento di Prevenzione Servizio Igiene Alimenti e NutrizioneVia G. Marotta 11, 00143 RomaTel. 06/51005433 fax 06/51005438CRA Istituto Speriment<strong>al</strong>e per la Meccanizzazione Agricola Forest<strong>al</strong>eVia della Pascolare, 1600016 Monterotondo - (RM)tel 06/9067951 fax 06/9062559187
Stampa Agnesotti - VtOttobre 2005