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La Campania ha un patrimonio enogastronomicounico per varietà e pregio, giustamente riconosciutofin dai tempi più antichi: Greci e Romaniriconoscevano la superiorità dei vini e la purezzadell’olio di oliva provenienti dalla “CampaniaFelix”. Gli affreschi di alcune ville patrizie dellecittà vesuviane di Pompei ed Ercolano, dissepoltedalla lava del vulcano mostrano gli stessi fruttie gli stessi ortaggi che ancora oggi le massaiecampane acquistano al mercato ed utilizzanoin cucina, come elementi essenziali della ormaicelebre “dieta mediterranea”.Dopo un periodo che ha visto prevalere il bello dellacomposizione dei piatti al buono, con i consumatoripiù attenti all’estetica che alla effettiva qualità diciò che mangiavano, oggi finalmente il nostropatrimonio è tornato alla ribalta. C’è una nuovaconsapevolezza dell’importanza di una correttae sana alimentazione, unita a un rinnovatointeresse per le tradizioni della propria terra eall’attenzione sui temi della sicurezza alimentaree della salvaguardia ambientale.I prodotti alimentari tradizionali e le ricette tipiche,rimasti nel ricordo e nella cultura di una ristrettacerchia di produttori delle aree più interne vengonoricercati non più da pochi appassionati fedeli, mada sempre più larghe fasce di popolazione, che atale ricerca associano la riscoperta delle tradizioni,della cultura, delle bellezze della nostra terra.L’iniziativa “il biologico a tavola” vuole proporrequesto patrimonio, condensato nei menù raccoltiin questo che può definirsi un piccolo vademecumdella gastronomia partenopea e una visitaalle ricchezze della tradizione produttiva agroalimentaredella nostra regione.


L’ Agricoltura Biologica in Campania:i Comparti e le Eccellenze.La Superficie Agricola su cui si sono praticati imetodi di produzione biologica è di circa 15.000ettari (il 2,7 % circa della SAU regionale), ripartitatra i diversi comparti, così come di seguitoriassunto.3.727 ettari a Fruttiferi in guscioLe eccellenze.Castagno, Nocciolo e Noce, sono presenti, per lamaggior parte, nelle aree interne della regione convarietà pregiate e riconosciute tra cui la Castagnadi Montella IGP, la Nocciola di Giffoni IGP, la Nocedi Sorrento IGP.3.169 ettari a OlivoGrande patrimonio varietale e molteplicità diambienti.Un copioso patrimonio varietale, originale e moltodifferenziato, e la molteplicità di ambienti in cuisi articola il territorio regionale costituiscono unavera ricchezza per il comparto regionale; il binomiovarietà/ambiente trasferisce negli olii quei gusti,profumi, note sensoriali e tipicità che sono allabase delle denominazioni di origine. In Campaniasono riconosciute tre DOP di olio extravergine(Penisola Sorrentina, Colline Salernitane, Cilento)ed altre sette sono in corso di istruttoria (CollineBeneventane, Sannio Caudino Telesino, Irpino-Colline dell’Ufita, Terre del Clanis, Terre Aurunche,Colline Caiatine, Terre del Matese).654 ettari a ViteStoria e varietà autoctone.Viti da vino, naturalmente, e vini raffinati comesuggellato da ben 20 vini DOC e dalla DOCGTaurasi, Fiano, Greco di Tufo. La Campania èstata senza dubbio uno dei primi e più importanti“centri” di insediamento, di coltivazione, di studioe di diffusione della vite e del vino nel mondo.


192 Preparatori alimentariNel segmento delle preparazioni alimentari siscorgono evidenti i segni della vitalità del compartoin regione. La gamma di prodotti agroalimentaribiologici certificati è notevolmente estesa ecomprende: olio di oliva extravergine, vino, pastealimentari, pomodoro inscatolato, pomodorinisotto vetro, passata di pomodoro, sughi pronti,succhi e nettari di frutta, legumi secchi, ortofruttadi stagione, limoni, erbe officinali, limoncino,mozzarella ecc. Infatti il panorama dei preparatoriè abbastanza nutrito e composto da soggetti ditipo agroindustriale che lavorano materia prima“biologica” non prodotta da loro.Ai 192 preparatori “puri” sono da sommareperò numerose aziende di produzione di mediagrandezza che certificano i loro prodotti aziendalispesso trasformandoli in prodotti di piccolaquantità, ma di eccelenti caratteristiche.


la ricettaCaponataFreselle e Pomodori di Sorrentoingredienti8 pomodori4 freselle di pane integraleolio extravergine d’oliva DOP Irpinia - collinedell’UfitaoriganoagliobasilicosalepreparazioneImmergete per pochi istanti nell’acqua le fresellee, ancora dure, spezzatele sul fondo di unainsalatiera. Conditele con sale, origano, basilico,aglio e olio. Fate insaporire la caponata perqualche ora prima di mangiarla. La caponata puòessere arricchita a piacere con tonno sott’olio,olive, acciughe, uova sode ed altro.


Pomodoro di SorrentoLa Campania è storicamente terra di pomodori:pomodori di passata per il celebre ragù, pomodorinicome il piennolo del Vesuvio e anche Sorrentovanta il suo.Il Pomodoro di Sorrento è un magnifico frutto perl’insalata di Pomodoro. Questo perchè già da soloha un sapore e un profumo eccezionale. Ha polpacompatta, è dolce, leggermente acidulo, masoprattutto profuma.Ed allora si accompagna perfettamente e crea deiveri e propri piatti tipici: la caponata e l’insalatacaprese.Le origini di questo Pomodoro sono incerte madi sicuro viene da lontano, un ceppo antico chesi ritiene sia arrivato nella zona di produzioneattuale attraverso il commercio degli inizi del ‘900con l’America, quando nell’esportare i limoni, icommercianti sorrentini probabilmente ne avrannoacquistato il seme.Questa ipotesi è avvalorata dal fatto che la zonadi coltivazione ristretta a soli due comuni, è detta“I Colli”, e coincide con quella in cui risiedevanogli armatori esportatori di limoni dove sono stateriscontrate anche altre piante estranee allavegetazione locale, quasi certamente importatenelle stesse occasioni.


la ricettaCalamarata di GragnanoZucca e Provolaingredienti500 gr. di calamarata500 gr. di zucca napoletana250 gr. di provola3 dl. olio extravergine di oliva DOP CollineBeneventaneaglioprezzemolopreparazioneTagliare a fette la provola e passarla con loschiacciapatate, tagliare a dadini la zucca.In una padella rosolare l’olio con l’aglio e la zuccafino a cottura della stessa.Saltare in padella la pasta precedentementelessata e aggiungere contemporaneamente laprovola. Ultimare il piatto con un trito di prezzemolofresco.


La Zucca Lunga di NapoliLa zucca lunga di Napoli, oggetto di unprogramma di stabilizzazione genetica promossodall’assessorato all’Agricoltura della RegioneCampania, è stata recuperata grazie alritrovamento di un seme nell’orto di un conventodi Visciano, nell’hinterland partenopeo; era allabase della ’pasta e zucca’, piatto della tradizionepovera napoletana.Il suo peso è, mediamente, di circa 20-25kg, la buccia è liscia, sottile e di colore verdechiaro o verde scuro; è completamente pieno dipolpa di colore rosso-arancio, soda, dolce e disapore muschiato; presenta una cavità spostataall’estremità che contiene il sistema placentario incui sono presenti numerosi semi di colore bianco,grigio-bruno, ovali, appiattiti, leggermente rugosie con l’orlo marginale nettamente rilevato.La zucca lunga di Napoli, a fronte di unmodestissimo apporto calorico (solo 18 Kcal.Per 100 grammi di prodotto) è ricca di vitaminaA (599 mg per 100 gr.) e risulta facilmentedigeribile. Essa è facilmente trasportabile sia perla forma allungata che per l’alto peso specificocaratteristiche che la distinguono dalle altrezucche presenti sui mercati.Altre caratteristiche positive di questa zuccasono la buccia sottile, facile da pelare, le fettepiene e la colorazione arancio intenso tipico epolpa compatta. Si può consumare cruda (nelleinsalate) marinata, cotta al vapore o al forno, epuò essere impiegata in preparazioni salate comein quelle dolci.


Paccheri di Gragnano con Noci diSorrento e Provoloneingredienti500 gr. di paccheri di Gragnano200 gr. di noci di Sorrento200 gr. di provolone semistagionatoolio extravergine di oliva DOP Colline Caiatineaglioprezzemolola ricettapreparazioneTagliare a dadini il provolone, sminuzzare le noci.In una padella rosolare l’olio con l’aglio e le noci.Saltare in padella la pasta precedentementelessata e aggiungere contemporaneamente ilprovolone e qualche cucchiaio di acqua di cotturadella pasta. Ultimare il piatto con un trito diprezzemolo fresco.Noce di SorrentoLa più pregiata e diffusa varietà campana è la nocedi Sorrento, originaria della penisola sorrentina,che col tempo ha dato luogo a un’ampia gammadi biotipi, tutti commercialmente noti come Nocedi Sorrento. Una delle principali caratteristiche èche, a differenza delle altre cultivar, il gherigliopuò facilmente essere estratto integro, cosache la rende molto apprezzata dai palati e dallaindustria dolciaria. Come spesso accade per altreproduzioni anche al noce sono legati significatipropiziatori o comunque legati all’occulto.Secondo la tradizione, infatti, ai novelli sposivenivano lanciate delle noci in segno beneaugurale,perché considerate simbolo di fecondità. Nellamitologia romana, invece, questo frutto eraconsiderato simbolo degli inferi. L’antica presenzadel noce in Campania, comunque, è testimoniatadal ritrovamento negli scavi di Pompei di albericarbonizzati molto simili agli attuali.


la ricettaGnocchi alla Sorrentinaingredienti1 Kg. di patate200 gr. di farina2 uova1 cucchiaio di olio extravergine d'oliva DOPPenisola Sorrentinasalsa di pomodoro passato profumato al basilico250 gr. di fiordilatte100 gr. di parmigiano reggianoun pizzico di salepreparazioneImpastare le patate bollite e schiacciate, con lafarina, le uova, l'olio o il burro e un pizzico di sale.Quando si ottiene una pasta omogenea, formareun rotolo spesso un dito che bisogna tagliare inpiccoli pezzi uguali, facendoli rotolare sui rebbidi una forchetta in modo da incavare gli gnocchiaffinchè possano accogliere più salsa e quindi piùsapore.Gettarli in acqua bollente e salata. Saranno cottinon appena risaliranno a galla.Dopo essere risaliti a galla sistemarli in una tegliada forno o in piccole terrine individuali, condirlicon salsa di pomodoro, abbondante parmigianograttugiato e dadini di mozzarella. Gratinarlial forno e, al momento di servirli guarnirli conbasilico fresco.


Pomodoro San MarzanoIl pomodoro San Marzano è conosciutoed apprezzato in tutto il mondo per le suecaratteristiche, che vengono esaltatedalla trasformazione in “pelato”.La presenza di una serie di fattori concomitantiquali: il clima mediterraneo e il suolo estremamentefertile e di ottima struttura, l’abilità e l’esperienzaacquisita dagli agricoltori dell’area di produzionenel corso dei decenni, ha contribuito al suosuccesso nel mondo, coronato, nel 1996, dalriconoscimento dell’Unione Europea come D.O.P.Le caratteristiche intrinseche che hanno esaltatoil prodotto, favorendone così la sua conoscenzae il suo consumo sono: sapore tipicamenteagrodolce, forma allungata della bacca condepressioni longitudinali parallele, colore rossovivo, scarsa presenza di semi e di fibre placentari,buccia di colore rosso vivo e di facile pelabilità.Queste, insieme alle caratteristiche chimicofisiche,lo rendono inconfondibile, sia allo statofresco che trasformato.Delizia dei buongustai, profumo delle domenichee delle feste comandate, scandite dal rosso sugoche copriva il bianco della pasta di Gragnano e diTorre Annunziata, il San Marzano assunse grandeapprezzamento dal punto di vista gastronomico versol’inizio del ‘900, quando sorsero le prime industriedi conservazione, ad opera di Francesco Cirio, cheproducevano il famoso “pelato” da salsa.


la ricettaSpaghetti alla Chitarra con Zucchineingredienti500 gr. di spaghetti800 gr. di zucchine3 dl. di olio extravergine d’oliva DOP TerreAurunche50 gr. di burro100 gr. di parmigiano grattugiato100 gr. di caciocavallosalebasilicopreparazioneFriggere in una padella conolio d’oliva, un poco allavolta e a fuoco vivace, glizucchini tagliati a cubettilasciandoli appena dorati.Una volta fritti, disporlia strati in una terrinacondendoli con sale,parmigiano grattugiato ebasilico.Aggiungere, alla fine, duecucchiai dell’olio di fritturae lasciate insaporire perun’ora.A questo punto lessareal dente gli spaghetti erimetterli sul fuoco conun mestolo di acquadi cottura, con il burro,con gli zucchini e concaciocavallo tagliuzzatosottile. Profumare il tuttocon basilico.La pasta del caciocavallosi scioglierà e formerà unostrato cremoso, a tuttovantaggio degli spaghetti.


La Pasta di GragnanoDa oltre 500 anni il nome dellapasta è strettamente legato allacittà di Gragnano. Verso la metàdel 1500 a Gragnano nella generosa Valle deiMulini, stretta tra il mare ed i monti, nascono leprime aziende artigianali per la produzione dellapasta. Grazie alla favorevole posizione, Gragnanoe la sua Valle dei Mulini, rappresentavano il luogoideale per la produzione e l’essiccazione dellapasta. Le fonti delle vicine sorgenti alimentavanoi tanti mulini presenti nella valle; la presenza deimulini favoriva l’approvigionamento della semoladi grano duro, materia prima della pasta. Laparticolare caratteristica di queste acque rendevacaratteristico il sapore dell’impasto.Parte fondamentale del successo e dellatradizione della pasta a Gragnano, era giocatodal clima caldo, ma mai troppo umido rinfrescatodalla vicina brezza del mare. Si determina unaspeciale alchimia che rende questo ambienteideale per l’essiccazione della pasta che venivafatta in origine per le strette stradine cittadine.L’essiccazione avveniva in un ambiente con unacostante temperatura ed umidità che garantivanoal prodotto una perfetta conservazione ed ungusto del tutto originale.Verso i primi anni del 1600 cominciano a nasceredei pastifici gestiti da famiglie che si dedicavanoalla produzione della pasta. La pasta divenne perGragnano il motore dell’economia, tant’è che inoccasione della realizzazione del nuovo pianourbanistico del 1843, la città fu ridisegnata alsolo scopo di favorire questa attività; la larghezzadelle strade, l’altezza dei palazzi, il criterio diesposizione al sole della città furono pianificati inmodo che in ogni momento di luce il sole potesselambire la pasta stesa ad asciugare.Gragnano divenne così la città della pasta, anzi la“città dei maccheroni”.


La Campania produce ben 21vini a Denominazione di OrigineControllata, di cui tre, il Taurasi,il Fiano di Avellino e il Greco diTufo a Denominazione di OrigineControllata e Garantita, massimoriconoscimento che può essere conferitoa un vino. A questi, si accodano 9 vini aIndicazione Geografica Tipica.Si caratterizzano per essere prodotti in areali,spesso limitati a pochi comuni, a forte vocazioneviticola, per i disciplinari di produzione cheimpongono basse rese, per una base varietalerigorosa e fortemente vincolata alla storia e alterritorio. Vini dalla forte “personalità”, di carattere,ma soprattutto unici ed inimitabili.


Risotto al Limoneingredienti400 gr. di riso1 limone80 gr. di burro1 spicchio d’aglio150 gr. di panna liquidaolio extravergine di oliva DOP Colline Salernitane50 gr. di parmigiano reggianosalela ricettapreparazioneTritare molto finemente la scorza del limone; inuna teglia, intanto, soffriggere l’aglio col burro acui andrà aggiunta la scorza di limone tritata e lametà della panna.Lessare al dente il riso e versarlo in una teglia,unendolo al condimento e alla rimanente pannaresidua. Mantecare per qualche minuto e servireil riso cosparso di parmigiano grattugiato.Limone di AmalfiIl nome della varietà Sfusato Amalfitano,che dà luogo alla Indicazione GeograficaProtetta “Limone Costa d’Amalfi”,racchiude due caratteristiche importanti:la forma affusolata del frutto, da cui il termine“sfusato”, e la zona in cui si è venuto, col tempo,a differenziare: la Costiera Amalfitana.Il “Limone Costa d’Amalfi” IGP è un prodottodalle caratteristiche molto pregiate e rinomate:la buccia è di medio spessore, di coloregiallo particolarmente chiaro, con un aromae un profumo intensi grazie alla ricchezza di oliessenziali e terpeni (carattere ritenuto di pregioper la produzione del liquore di limoni).La polpa è succosa e moderatamente acida, conscarsa presenza di semi.E’ inoltre un limone di dimensioni medio-grosse(almeno 100 grammi per frutto).


la ricettaMaccaruncielli Lardiatiingredienti600 gr. di bucatini200 gr. di lardo150 gr. di pomodorini del piennoloprezzemolo, pepe, parmigianopreparazioneSoffriggete il lardo tritato in un tegame. Quandocomincierà a colorirsi mettetevi i pomodorini e delsale; quando il lardo sarà rosolato aggiungere delprezzemolo.Versate la salsa sui maccheroncelli col parmigianoed il pepe nero.Pomodorino del Piennolo DOPE’ ormai in fase finale il riconoscimento daparte dll’Unione Europea del marchio DOPper questo pomodorino, uno dei prodottipiù tipici dell’agricoltura campana, tanto daessere rappresentato nella scena del tradizionale delpresepe napoletano. L’aspetto peculiare di questoprodotto è l’antica pratica di conservazione “alpiennolo” cioè il caratteristico modo per legare fradi loro alcuni grappoli o “schiocche” di pomodorinimaturi, fino a formare un grande grappolo che vienesospeso in locali bene areati assicurando così laconservazione del prezioso raccolto fino al terminedell’inverno. L’area tipica di produzione coincidecon l’intera estensione del complesso vulcanicodel Somma – Vesuvio, a pochi chilometri da Napolie comprende le pendici digradanti fino al livello delmare. I suoli vulcanici, generosi e fertili, donanol’inconfondibile gusto acidulo al pomodorino,rendendolo un prodotto “speciale”. Nel corso deimesi, infatti, il pomodorino assume un saporeunico delizioso, che aggiunge una inconfondibilenota per accompagnare frutti di mare e pesce inpiatti della tradizione culinaria campana.


Gli Olii della CampaniaLa Campania può vantare una storia olivicolamolto antica e una struttura produttiva dallegrandi potenzialità. Nel Cilento, nella Penisolasorrentina, a Paestum, ma anche in numerosealtre aree della regione, la presenza dell’olivo èampiamente documentata.La tradizione vuole che le prime piante fosserointrodotte dai Focesi, nel IV sec. a.C. La Campaniaha una superficie investita ad olivo di 72.587ettari.I punti di forza dell’olivicoltura campana sonoil patrimonio varietale, estremamente ricco ediversificato, (sono descritte 66 varietà autoctonetramandate da secoli), e dalla molteplicità diambienti in cui si articola il territorio.Senza dimenticare l’aspetto del legame dellaproduzione con paesaggio, abitudini sociali eculturali, che trasferisce negli oli i gusti, i profumi,i sapori tipici della nostra regione.La vocazionalità ambientale, insieme all’affinamentodelle tecniche di produzione e di estrazione, consentedi ottenere in Campania oli di eccellente qualità.Il risultato di questo quadro è l’impossibilità di parlaredi un olio campano. Numerosi sono gli ambienti,altrettanto numerosi sono gli oli prodotti, ciascunocon la sua storia e tipicità.Le DOP campane, oggi, sono otto.3 riconosciute dalla CEDOP Penisola SorrentinaDOP Colline SalernitaneDOP Cilento5 approvate dal MipafDOP Colline BeneventaneDOP Sannio Caudino TelesinoDOP Irpinia colline dell’UfitaDOP Colline CaiatineDOP Terre Aurunche


la ricettaCapreseingredienti500 gr. mozzarella di bufala campana500 gr. di pomodori di Sorrento1 dl. di olio extra vergine d’oliva DOP SannioCaudinobasilico frescooriganosalepreparazioneScegliete se possibile mozzarella e pomodoridi dimensioni uguali e affettateli della stessadimensione.Condite le fette di pomodoro con un pizzico disale ed alternatele con le fette di mozzarella.Aggiungete le foglie di basilico fresco, un pizzicodi origano (facoltativo) ed infine insaporite con unfilo di olio extra vergine di oliva.


Mozzarella di Bulala Campana DOPLe prime notizie sulla Mozzarella dibufala risalgono all’XII secolo, quandoi monaci benedettini del Convento diSan Lorenzo di Capua iniziarono adoffrire pane e “mozza” quale segno di ospitalitàai componenti del Capitolo Metropolitano cheogni anno, per antica tradizione, si recavano inprocessione al santuario.E’ un formaggio fresco a pasta filata, prodottonelle pianure umide e costiere della regione.Il latte ottenuto dalle bufale arriva in poche oreal caseificio, dove viene subito lavorato: fasecaratteristica della lavorazione è la filatura,durante la quale la cagliata ottenuta dal lattee lasciata maturare per alcune ore sotto il suosiero viene filata con l’aggiunta di acqua bollentee quindi impastata, fino a ottener una massabianca, omogenea e lucida dalla quale, conesperti movimenti delle mani, il casaro stacca conindice e pollice una parte piccola, la mozzarella.Al taglio, se il prodotto è fresco e fragrante,compare una solcatura di siero, dal tipico profumodato dalla presenza di fermenti lattici vivi, tipicidel latte della bufala.


la ricettaLimoncelloingredienti10 – 12 limoni ovali di Sorrento1 l. di alcol a 90°1 l. di acqua800 gr. di zuccheropreparazioneLavate accuratamente i limoni e tagliatene lascorza sottilissima, stando attenti a non tagliarela parte bianca. Mettete le scorze su un tagliere eriducetele a piccole listarelle.Raccogliete le listarelle di limone in un barattolodi vetro a chiusura ermetica, versateci sopra tuttoil litro di alcol, chiudete e lasciate in infusione per6 giorni.Trascorsi i 6 giorni, preparate lo sciroppo di acquae zucchero.In un pentolino versate zucchero e acquacontemporaneamente, quindi scaldate a fuocodolce fino a che lo zucchero non si sarà tuttodisciolto. Spegnetee fate raffreddare atemperatura ambiente.Unite lo sciroppoall’alcol in infusionemescolando bene.Lasciare riposare perpochi giorni quindifiltrare con un imbutorivestito da una garzao da carta filtro eimbottigliare.Si usa servirlo moltofreddo, ma c’è chi vedein questa pratica unattentato alla fragranzadel limoncello cheperderebbe in parteil suo caratteristico,delizioso, profumo.


la ricettaO’ Scarparielloingredientipenne mezzanepomodorini freschiparmigiano o pecorinosalepeperoncinoolio extra vergine di oliva DOP CilentoagliobasilicopreparazioneIn una padella con l’olio far dorare dell’aglio,schiacciare i pomodorini aggiungerli e portaretutto a cottura.Aggiungere alla fine basilico e sale.Portare a cottura la pasta, scolarla al dente espadellarla con il composto.Mantecare con il formaggio e servire a tavola conpeperoncino e basilico fresco.


Parmigiana di Melanzanealla Napoletanaingredienti4 grosse melanzane300 gr. di fiordilatte lasciato 24 ore in frigo700 gr. di polpa di pomodoro in scatola o fresca2 spicchi d’aglio4 foglie di basilico100 gr. di parmigiano reggiano5 cucchiai d’olio d’oliva1 bicchiere di olio di semi per friggere2 cucchiai di sale finola ricettapreparazioneSpuntate le melanzane e senza sbucciarle,tagliatele a fette di circa mezzo centimetro dispessore. Sistemate le fette di melanzane inuna grande ciotola, salando ogni strato con uncucchiaio colmo di sale fino. Dopo un’ora circa,strizzate le fette di melanzane tra le mani pereliminare più liquido possibile, sciacquatelevelocemente in acqua fredda e asciugatele conun canovaccio pulitissimo. Friggete le fettine dimelanzane in olio bollente finché saranno doratesu ambo i lati. Versate un paio di cucchiai d’oliod’oliva in un pentolino e fatevi soffriggere glispicchi d’aglio sbucciati e sminuzzati, senza farprendere molto colore. Unite la polpa di pomodoroe, dopo 10 minuti circa, quando la salsa non èpiù acquosa, spegnete la fiamma.Unite il basilico, salate leggermente e, sela desiderate poco spessa, passate la salsaattraverso un passaverdure. Ungete una pirofilae disponetevi a strati alterni, fino ad esaurimentodegli ingredienti, le melanzane con il fiordilatte,la salsa, il basilico ed il parmigiano. L’ultimostrato deve essere di salsa, un po’più abbondantein questo caso, sulla superficie. Passate laparmigiana nel forno già caldo a 200° per circa 35minuti. Servire la parmigiana fredda e riposata.


Elenco delle Aziende EspositriciANTICA MASSERIA VENDITTI di Nicola VendittiVia Sannitica, 120/12282037 – Castelvenere (Bn)tel. 0824 940306 fax 0824 940301sito web www.venditti.ite-mail masseria@venditti.itprodotti: vino, grappa, olio extravergine di olivaAZIENDA AGRICOLA DE MEZZA NICOLAVia Pantaniello82030 – Campoli del Monte Taburno (Bn)tel. 0824 873016e-mail cosimodemezza@libero.itprodotti: VinoAZIENDA AGRICOLA VUOLO di Mila VuoloLoc. Passione84135 – Salernotel. 089 282178 fax 089 282178e-mail mila.vuolo@virgilio.itprodotti: olio extravergine di olivaCIOCCOLATO BONTÀ di Tutela AntonioCorso Vittorio Veneto, 15683025 – Grottaminarda (AV)tel. 0825 441792sito web www.cioccolatobonta.ite-mail info@cioccolatobonta.itprodotti: Cioccolato e biscottiGEF Srl di Puzella Ginoc.da Utile82030 – Torrecuso (Bn)tel. 0824 876109 fax 0824 876109sito web www.taburnidomus.come-mail bioprod@libero.itprodotti Vino


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