Anno 15 - N. 28 - Dicembre 2011 - Comune di Aldeno

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Anno 15 - N. 28 - Dicembre 2011 - Comune di Aldeno

IndiceL’ARIONENOTIZIARIO DEL COMUNEDI ALDENOAnno 15 - N. 28 - Dicembre 2011Autorizzazione n. 959 del 21/05/ 1997del Tribunale di TrentoPresidente:Alida Cramerotti(Assessore alla Cultura)Direttore responsabile:Mattia FrizzeraComitato di Redazione:Angela BaldoLucio BernardiMaurizio CadonnaCristina ContSamuele ContAnna FortiMattia MaistriDanilo MichelettiDirezione - Redazione -Amministrazione:presso Comune di AldenoPiazza Cesare Battisti, 5www.comune.aldeno.tn.itLettere e comunicazioni a:L’ARIONEpresso Biblioteca comunaleVia Giacometti, 638060 AldenoTel. 0461/842816aldeno@biblio.infotn.itGrafica e impaginazione:L’ORIZZONTEAgenzia di pubblicità38060 AldenoVia Verdi, 15/1Tel. 0461/843200 Fax 0461/842943www.lorizzonte.itinfo@lorizzonte.itStampa:GRAFICHE DALPIAZ srl38040 Ravina (TN)z.i. Via Stella, 11/bwww.grafichedalpiaz.comTel. 0461/913545 Fax 0461/913186Foto:Remo MosnaIl saluto del Sindaco di Emiliano BeozzoIn primo pianoLibro come motore culturale: 40 anni di bibliotecadi Giovanni Mosna e Afra ScalziAgricolturaBiologico o integrato, dove andrà il mercato? di Mattia FrizzeraMele bio solo per l’export? di Mattia FrizzeraEconomiaMondoMerlot 2011: 148 vini e più di 100 volontari di D. DallagoSocietàEmergenza accoglienza: dalla Somalia a Garniga di A. Lacchè58 possibilità di scegliere cosa fare da grande di M. CadonnaCosa tiene accese le stelle? di don Daniele MorandiniStoriaAldeno negli anni ‘40 di Lucio BernardiCramerotti: caretoni, dòri o cislai? di Samuele ContParliamo del tempo... di Danilo MichelettiGiovaniA Pristina tra il bastone e la carota di Mattia MaistriDirty Job(s): rock alternativo, degradante, sporco di A. FortiLa democrazia chiama i giovani di Paolo BisestiCulturaRacconti dal Trentino di Lorenzo LucianerAlvarez, pittore romantico e gentiluomo di Cristina ContVita sempre in avanti per 85 universitari di Marcello EnderlePoesiaL’Arione di Ivo Condini MosnaSport30 anni a corpo libero di Sheila MosnaOltre la crisi... sportivamente di Paolo BisestiAssociazioniTeatro: finestra per guardar fuori, ma soprattutto oltre!di Lara CoserGrazie a Lorenzo Baldo di Rudy CimadomGrazie, grazie, grazie, grazie! di Cornelio MuragliaCuori sempre connessi col mondo di Alma OslerIl medioevo dà spettacolo di Alessandro CimadomLabOratorio di Tania BisestiCon l’Apecar nel sangue di Alberto BaldoBanda a Custoza con Cisco e Freak Antoni di Gloria BernardiLa SAT sulla Costiera Amalfitana di Gino BridiCimone e Garniga TermeAutoimprenditorialità e sostegno allo sviluppo di S. RomeoGiunta e consiglioAldeno InsiemeAldeno per il FuturoLega NordLe scelte dell’Amministrazione351113151719212325272833353739434546485153545556586061636567697173


Il saluto delSindacoCari concittadini,come ricorderete nel mio saluto sull’ultimo numerode L’Arione, vi mettevo al corrente del nuovoimportante progetto amministrativo al qualestavamo lavorando. Un progetto, quello dell’Unionedei servizi dei tre Comuni, elaborato incollaborazione con le Amministrazioni di Cimonee Garniga Terme che andava ben oltre le giàimportanti convenzioni stipulate con gli stessicomuni e con il Comune di Trento. Purtroppoquesto importante accordo che, senza retorica,avrebbe avuto una portata storica per le nostrecomunità, ha subito una battuta d’arresto chemette in discussione addirittura la sua realizzazione.L’Unione ci era sembrata la risposta improcrastinabilealle difficoltà delle nostre amministrazionidi migliorare o perlomeno di mantenereil livello di qualità dei servizi erogati ai cittadininel prossimo futuro. I comuni di Aldeno,Cimone e Garniga Terme, di fatto esclusi dallagrande riforma delle Comunità di Valle, potevanotrovare spazi di manovra, risorse finanziarie eanche prospettive di sviluppo dentro la nuova istituzione.Di fatto si trattava di un importante processodi razionalizzazione e di riorganizzazione degliuffici preposti all’erogazione dei servizi ai cittadiniche avrebbe portato alla creazione di un organismosovra comunale gestito dalle tre Amministrazioni.Un processo difficile ma importantesul quale valeva la pena scommettere. Abbiamolavorato con grande impegno, insieme, con leAmministrazioni di Cimone e Garniga Terme,mettendo in campo tutte le energie disponibili,impegnando a fondo gli uffici comunali di Aldeno(che ringrazio sentitamente) coinvolgendo ilnostro segretario che ha dato prova di grandecompetenza e spirito di abnegazione.Il progetto dell’Unione dei comuni è stato approvatodai tre consigli comunali in tempo peressere inoltrato alla Regione Trentino – Alto Adige,poi… la doccia fredda. L’Amministrazione regionalee quella provinciale, con la quale peraltro avevamo lavorato fianco a fianco, hannocambiato indirizzo, in modo improvviso, cambiandole carte in tavola a partita in corso. Certo viviamoun momento particolarmente difficile, caricodi contraddizioni e spesso anche gli amministratoriprovinciali devono adeguare programmie progetti a situazioni che mutano rapidamente,ma non posso tacere l’impressione ricavata dallalettura della prima versione della legge regionale,di essere stato preso in giro, non personalmente,ma nella mia funzione di sindaco.L’ARIONE3


Credo quindi che sia stato commesso quantomenoun atto di svalutazione dell’istituzione comunale.Più di me penso ne abbiano sofferto icolleghi di Cimone e Garniga Terme che hannoanche dovuto affrontare una fronda campanilisticache li accusava di voler “svendere” autonomiastoria e tradizioni dei rispettivi comuniproprio mentre stavano imboccando l’unica stradarealistica per salvarli da un processo inevitabiledi marginalizzazione. Un destino e un rischioche, sebbene in misura diversa, riguarda anchenoi.Per questi motivi ci siamo fatti parte attiva intutte le sedi affinché potesse essere riscritta labozza del disegno della legge regionale, in modoche i tre comuni non fossero penalizzati. Io sonoun ottimista per natura e quindi credo che il buonsenso finirà per avere il sopravvento, perché credofermamente che la strada imboccata sia giustae che a breve il discorso dovrà necessariamenteessere ripreso. Poi c’è un aspetto positivoche voglio sottolineare: abbiamo imparato a conosceremeglio le amministrazioni dei comuni vicini,abbiamo lavorato insieme, abbiamo capitoche è possibile affrontare insieme i problemi eprogettare soluzioni comuni.Prima di passare agli auguri per le festivitàimminenti, voglio parlarvi brevemente di un piccoloma significativo progetto che è andato velocementea buon fine: “Gli orti urbani sociali”, inmodo più semplice un appezzamento trasformatoin piccoli orti coltivabili che saranno assegnatia chi vuole dedicarsi alla produzione in propriodella verdura per consumo familiare. Dopo le trattativeandate a buon fine con il proprietario, ilSig. Andrea Friz, che ha mostrato grande sensibilitàe disponibilità, i tecnici comunali stannopredisponendo un progetto per l’organizzazionedella zona. Per circa trenta “nonni” rappresenteràla possibilità di cimentarsi nell’arte dell’ortolanoin un posto vicino al paese che diventeràanche un luogo di socializzazione. Una piccolacosa che ci dice anche quanto sia cambiata lanostra comunità negli ultimi decenni, ma che misembra simpatica e beneaugurante.Non mi rimane che farvi, a nome mio e di tuttal’Amministrazione comunale, i migliori auguridi buon Natale e felice Anno Nuovo.Vi ricordo che anche quest’anno saluteremoinsieme il 2012 con il nostro tradizionale concertonella Chiesa di Aldeno il giorno di Capodanno.4L’ARIONE


In primo pianodi Giovanni Mosnae Afra SlanziLibro come motoreculturale: 40 anni dibibliotecaNel 1971 nasceva ad Aldeno la biblioteca, importante traguardoper la comunità di allora, ma anche punto di partenza per numeroseiniziative sociali. Concerti, recital, conferenze, piccoli spettacoli.Tanti ricordi per la storia collettiva, ma anche piccoli frammentipersonali di vita per molti aldeneri. Giovanni Mosna ha sentito BrunoMarchel, il primo bibliotecario, quindi Afra Slanzi in prima personaracconta la sua esperienza fino al 1990.Quando fu inaugurata la Bibliotecacomunale di Aldeno il 10Giugno 1971, ero uno studenteuniversitario. Passavo buona partedella settimana a Verona e tornavoad Aldeno soltanto per ilweekend. Anche allora comunqueero molto legato al paese, oltre allafamiglia anche i miei amici più carierano qui e poi in paese c’era unavita sociale così intensa che eradavvero difficile distaccarsene. Lanotizia dell’apertura della bibliotecafu comunque di quelle importanti.La nuova sede che andai a visitareera nella casa delle ACLI,sopra il bar. La saletta polverosache veniva utilizzata in precedenzaanche per riunioni di giovani,piccole proiezioni, conferenze erastata restaurata e trasformata inmodo accogliente, con mobili nuovie scaffalature rosse, vivaci.I libri foderati in trasparenteerano lì belli e lucenti a promettereletture di ogni tipo.Bruno Marchel, che fu il primobibliotecario di Aldeno ricorda tuttocon precisione: ”All’inaugurazione,oltre al Sindaco GiuseppeBaldo, parteciparono anche VitoLucianer, già sindaco per 17 annie allora consigliere provinciale epromotore della biblioteca di Aldeno(aveva iscritto il comune alSistema Bibliotecario Provinciale)e l’Assessore provinciale alla culturaGuido Lorenzi. C’era grandesoddisfazione e anche un po’ diorgoglio campanilistico, poichéavevamo battuto sul tempo comunipiù grossi del nostro che ora ciinvidiavano.”C’era inoltre una grande novitàche fu subito molto apprezzatadai giovani: l’angolo fonoteca conLa prima sede della Biblioteca, sopra l’attuale Bar Centrale.i 33 giri in vinile di musica leggera.C’erano i dischi dei Beatles, deiNomadi, dei Pooh, di Lucio Battisti,di Lucio Dalla ma anche i dischidi musica classica avevano unpubblico attento. “Di lì a poco –continua Bruno – il Maestro ArmandoFranceschini avrebbe fondatol’apprezzatissimo coro AltinumSchola Cantorum, per cuic’era attenzione e curiosità ancheverso quel tipo di musica.” Il coro,prima soltanto femminile, poi mistoavrebbe tenuto concerti nellasaletta della biblioteca nel corsodegli anni Settanta.All’inizio la dotazione fu di cir-L’ARIONE5


In primo pianoAnni ‘70: la Biblioteca promuove anche concorsi di pittura tra i giovani.ca un migliaio di libri. La narrativamoderna era assicurata dal CentroBiblioteconomico della Provincia,dotato di un originale e colorato“Bibliobus” sempre carico dilibri che riforniva le varie bibliotechedel circuito. C’erano poi i quotidianie i settimanali che attiravanoun numero sempre crescente dilettori. Insomma, la sala della bibliotecaera un po’ il cuore delmondo culturale aldenese.“Certo - prosegue Bruno – sitenevano piccoli concerti, conferenze,recital di poesie e canzoni,concorsi di pittura e disegno. Pensateche la saletta della bibliotecaospitò anche il primo spettacolodegli Spiazaroi di Andrea Castelli:Re Arturo da Trent. Ricordo leconferenze del professor FrancescoSpagnolli sui vini e quelle storico– politiche del compiantoFranco Battisti: il clima politico inquegli anni era molto acceso e ipartecipanti molto numerosi.Credo fu anche merito di questofervore se si ottenne dal Comuneuna prima ristrutturazione delTeatro comunale che così avrebbepotuto ospitare eventi di maggiorportata.” Poi venne il periododelle “ricerche” scolastiche, nonc’era ancora Internet e così i ragazziattingevano alle enciclopediedella biblioteca. L’orario di aperturaera di un paio d’ore al pomeriggioe un paio alla sera per favorirel’accesso degli adulti e deglistudenti delle superiori.Premiazione del concorso alla presenza dell’allora sindaco Sandro Nicolodi (con lacravatta). A destra, un giovane Bruno Marchel, primo bibliotecario di Aldeno.Poi il posto di Bruno Marchel,che lavorava con un contratto delComune di Aldeno e contemporaneamentefaceva il maestro elementare,fu messo a concorso nell’ambitodi una riorganizzazione delsettore. Bruno Marchel, che avevaanimato con passione la bibliotecaper circa otto anni, continuòa dedicarsi all’insegnamento e inbiblioteca arrivò Afra Slanzi.Afra vive in Toscana da qualcheanno, l’ho contattata ed hamandato questo bel ricordo.* * *Ricordo ancora il primo viaggioin motorino da Trento - doveabitavo - ad Aldeno. Era la metàdi luglio del 1979 e io iniziavo ilmio primo giorno di lavoro. Miavevano comunicato 2 o 3 giorniprima che ero stata nominata vincitricedel concorso per assistenteamministrativo-bibliotecario delcomune di Aldeno.Mi ero trovata coinvolta, quasiper caso, in quel concorso. Due6L’ARIONE


In primo pianoanni prima, poco dopo la fine delliceo, avevo vinto una borsa di studiobandita dall’assessorato attivitàculturali della Provincia autonomadi Trento (che aveva in quellostesso 1977 legiferato in materiadi biblioteche) per preparare 6persone a catalogare il patrimoniobibliografico antico. Avevo appenaconcluso questa preparazione,quando usci il concorso e, sollecitatadalla mia famiglia, inoltrai domandadi partecipazione. A onordel vero ero un poco riluttanteperché il mio desiderio sarebbestato quello di andare a Berlinoper imparare meglio il tedesco.Dalla mia c’era che occuparmi diuna biblioteca, visto il mio amoreper la lettura, era comunque unagrande bella opportunità.Mi sono trovata catapultatanella realtà di Aldeno, paese cheho visto per la prima volta il giornoin cui ho consegnato la domandadi partecipazione in Comune.Aldeno: così vicino a Trento, eppurecosì lontano, è stata la miaprima sensazione. Una realtà dipaese simile a quella che avevolasciato qualche anno prima in Valdi Sole per andare con la mia famigliaad abitare a Trento. Un postodove tutti si conoscono, dovec’è solidarietà fra le persone quandove n’è bisogno, ma - come altrafaccia della medaglia - dove èforte il controllo (anche quello sociale)e spesso anche il giudizio.Ad Aldeno, alla fine degli anniSettanta, non erano ancora statecostruite le numerose unità abitativeprivate (e di edilizia pubblica)che hanno poi caratterizzato la vitadel paese negli anni successivi. Perquesto motivo i ‘foresti’ erano piùidentificabili e creavano in qualchemodo notizia. Al mio arrivo sonostata vista come ‘foresta’ che occupavaun posto pubblico - chepoteva essere di uno del paese -e, per di più, donna. Mi hanno riferitoche questi erano, più o meno,i commenti-mormorii che giravanoin paese qualche mese dopo ilmio arrivo. Contemporaneamentela biblioteca cominciava ad essereben frequentata , ed io, nonAnni ‘80: suor Aurelia e i piccoli lettori della scuola materna, nella sede al secondopiano del Municipio.me ne ero proprio accorta.Il mio contratto prevedeva chelavorassi 15 ore in comune e 25 inbiblioteca. In Comune i dipendentierano 4, compreso il segretario.Bruno Marchel, maestro e facentefunzione di bibliotecario, mi consegnòla biblioteca che contavaallora circa 3000 volumi e occupavagli spazi sopra il bar Acli.Marisa e Sergio, i miei colleghi negliuffici comunali, accolsero ben volentieriil mio arrivo: mi potevanodelegare una piccola parte del lorocarico di lavoro che stava aumentandonotevolmente per le competenzeche, via via, passavanodalla Provincia agli enti locali.Io, però, cominciai presto ascalpitare. Credevo nella forzaculturale e sociale della bibliotecae volevo che questa diventasseveramente un servizio pubblico eun’opportunità per tutti i cittadini,per cui chiesi alla Giunta di allora- guidata da Sandro Nicolodi - dipoter svolgere tutte le mie ore dilavoro occupandomi esclusivamentedella biblioteca. Sarà statoper la mia motivata insistenza, saràstato perché la Giunta comunalecominciò a credere che la bibliotecapotesse essere un’occasionedi crescita per la comunità, ma dilà a qualche mese, mi trovai a svolgeresolo il mio lavoro di bibliotecaria.Cominciai con l’estensione dell’orariodi apertura della biblioteca,organizzando - da subito - visiteguidate per le classi elementarie medie. I bambini e ragazzi arrivavanoin biblioteca con gli inse-L’ARIONE7


In primo pianoAnni ‘80: promozione della lettura per i più piccoli.gnanti e io spiegavo loro il ruolodella biblioteca, i servizi erogati,come erano organizzati i libri sugliscaffali. Leggevo loro una storia epoi, compilavo la scheda di prestitoper ciascuno di loro, invitandolia portarsi a casa il libro chedesideravano e a tornare quandoavessero voluto, in biblioteca, nelleore pomeridiane. Tanti accolserocon entusiasmo l’invito e la bibliotecacominciò ad essere un luogoconosciuto e frequentato ogni pomeriggio.I bambini, i ragazzi, venivano,svolgevano i compiti (Internet eraancora lontano) ed in bibliotecatrovavano anche enciclopedie generalie tematiche. Insegnavo lorola modalità di consultazione, li invitavoa prendere e a sfogliare libridi narrativa e di altro genere;quando potevo, leggevo loro qualchepagina.Prendevano in prestito i libri etornavano. Per alcuni bambini,l’appuntamento in biblioteca eraquotidiano e se un giorno mancavano,si sentivano in obbligo di giustificarsi.Ricordo una splendidabambina, con due occhi dolcissimi,che il giorno dopo il suo mancatoappuntamento arrivò dicendomiche il giorno prima non avevapotuto venire, “perché la miamamma ha sbianchezzato”.Il Comune, in base alla leggeprovinciale sulle biblioteche del1977, riceveva finanziamenti perl’acquisto di libri e attrezzature. Alconsiglio di biblioteca (compostoda rappresentanti del comune,degli utenti e delle associazioniUn folto pubblico assiste al concerto di Alessandro Cramerotti.operanti sul territorio), proponevo- ogni due o tre mesi - unalista di libri da acquistare, elencoche proveniva dai desiderata degliutenti e da un aggiornamentodelle varie sezioni della biblioteca.I finanziamenti erano, al tempo,generosi per cui, man mano la bibliotecasi arricchiva di nuovi eimportanti volumi. Acquistavo libridi divulgazione delle varie discipline,oltre, naturalmente, aquelli di narrativa; curavo con particolareattenzione la sezione bambinie ragazzi. Andavo spesso inlibreria e quando qualche utente mirichiedeva un libro che non trovavonelle librerie di Trento, o eratroppo ‘specialistico’, lo andavoa prendere in prestito alla Bibliotecacomunale di Trento e lo portavoall’utente; il prestito interbibliotecario- allora - era solo unsogno. Ero e sono convinta cheproporre una vasta ed aggiornatascelta di libri fosse fondamentaleper portare bambini e adulti adappassionarsi alla lettura.Contagiare il piacere di leggereè stato il mio primo obiettivo,8L’ARIONE


In primo pianoobiettivo che mi entusiasmava eche risultava a portata di mano, conbambini che trovavano ben prestoil piacere nella lettura. Ma eraessenziale che fossero loro propostitanti libri e che la lettura nonfosse finalizzata ad un compito. Inquesta direzione era impostata lamia collaborazione con la scuola.Mio compito era catalogare i libriman mano che entravano in biblioteca,così potevo conoscere - almenosommariamente - ogni libroche poi collocavo sugli scaffali.Anche per questo mi risultava facileorientare le persone nelle lorosingole richieste.In un primo tempo, la bibliotecaera frequentata soprattutto dabambini e ragazzi, poi qualche genitoreche accompagnava i figli hacominciato ad incuriosirsi e a prenderelibri per sé. Dopo qualchemese di apertura (durante il soloorario giornaliero) cominciaronoad affacciarsi timidamente anchepersone che erano già lettori appassionati,ma che per vari motivisi sentivano un poco a disagio afrequentare la biblioteca: qualcunopensava che prendere i libri inprestito fosse in qualche modo disdicevole,come se ciò mettessein evidenza una particolare situazionedi indigenza, qualcun altropensava di essere giudicato (negativamente)dagli altri, come unperdigiorno, uno che non ha nienteda fare e tanto tempo da perdere.Un signore anziano, molto gentilee simpatico, veniva regolarmentecon i libri presi in prestito avvoltiDon Valerio Bottura presenta un suo libro.in un vecchio giornale, in modo chegli altri non potessero vedere chelui aveva “tempo da perdere”, cosìmi disse. Per fare conoscere la bibliotecaorganizzai (anche durantel’apertura serale) corsi di vario genere:di lingue, di teatro, di approccioal computer, ma anche di tomboloe serate a tema su vari argomenti.Ricordo una delle prime acui parteciparono una settantina dipersone: avevo invitato un medicoa parlare di alimentazione. Fra gliinteressanti argomenti che proposenel corso della serata, illustròanche come il brodo di carne potesseessere definito come brododi “cadavere”. Questa affermazionedoveva avere colpito molto parecchiepersone tanto che, FrancescoMaistri - allora assessore - miriportò, fra il serio e il faceto, diavere avuto un calo di vendite nellasua macelleria.Dopo un primo periodo, proposial consiglio di biblioteca e allaGiunta di estendere la bibliotecaanche in orario serale: fu così checominciò ad essere aperta per tresere in settimana fino alle 22.00.Già studenti delle medie superiorie anche qualche universitario, avevanocominciato a frequentare labiblioteca, da quel momento aumentònotevolmente l’affluenza diragazzi e giovani.Si davano appuntamento in biblioteca,ascoltavano musica (labiblioteca disponeva di un buonfondo di dischi di musica di tutti igeneri che aggiornavo di continuoanche con l’aiuto dei ragazzi), sfogliavanolibri, ne prendevano inprestito e poi se li consigliavanol’uno con l’altro o, se un libro erapiaciuto, mi chiedevano “avresti unlibro come questo?”E così, fra una chiacchiera, unosguardo furtivo lanciato a chi in quelmomento era oggetto dei loro sogni(ho visto nascere amori delicatie densi di aspettative) attecchivanelle ragazze e nei ragazzi il contagiodel piacere di leggere. Sonoconvinta che questo contagio allalettura è stata ed è la base per diventarepoi degli adulti consapevoli,capaci di responsabilità e di scelta.La comunità di Aldeno che -attraverso i suoi rappresentanti -L’ARIONE9


In primo pianoAlcuni titoli, riguardanti la biblioteca di Aldeno, dei quotidiani locali degli anni’80.ha creduto nella forza culturale esociale della biblioteca e l’ha sempresostenuta, ha fatto una sceltadi grande civiltà. Lo posso dire oracon ancora maggior convinzione eintensità: ora che vivo in un’altraregione, dove le biblioteche nonsono né capillarmente diffusecome in Trentino, né “sponsorizzate”come luogo di crescita e disocialità.Vi assicuro che la differenza frail Trentino e le altre regioni si notaanche in questo ambito, nella differenzadi approccio culturale (allavita) che diventa poi capacità disaper scegliere privatamente e nellacomunità. Leggere apre la mente,induce a porsi domande, favoriscel’ampliamento dei propri orizzonti,permette all’essere umano disviluppare le proprie potenzialità,aumenta la creatività e facilita laLettura nell’angolo morbido dell’attuale sede di via Giacometti.consapevolezza di sé. Sono davverocontenta di avere contribuito- nel mio piccolo - al “contagio”alla lettura.Sono andata via da Aldeno nel1990, stavo aspettando il mio secondofiglio, avevo fatto un concorsopresso il Servizio attivitàculturali della Provincia, concorsoche mi avrebbe permesso un orariopiù adeguato alle esigenze dellamia famiglia: l’ho vinto e me nesono andata.È stato faticoso e anche unpoco doloroso lasciare la Comunitàdi Aldeno che ho tuttora nelcuore. Approfitto di questo spazioper salutare con affetto chi mileggerà e per ricordare con altrettantoaffetto e nostalgia chi ci hagià preceduti nel mondo di cui nonconosciamo gli orizzonti: DanieleBaldo e Franco Battisti, assessorialla cultura nel periodo in cui iosono stata ad Aldeno. Loro hannosempre sostenuto con convinzionela biblioteca. Ringrazio dicuore anche Teresa Malnech chenon mi ha mai fatto mancare unpasto caldo (quando mi fermavodi sera) e con lei suo marito RemoBaldo e il loro amato figlio Renato;Umberto Dallago, collega delComune; Modesto Perini che,con arguzia e senso dell’humor, miha aiutata a vedere la comunitànella sua storia; Maurizio Contche, da dietro il banco delle Acli,ha contribuito a farmi sentire partedella comunità di Aldeno.10L’ARIONE


Agricolturadi Mattia FrizzeraBiologico ointegrato, doveandrà il mercato?Al magazzino Sft di Aldeno vengono conferite la maggior parte dellemele bio del Trentino. Il direttore Armando Paoli vede bio ed integratosempre più vicini in termini salutistici. Tanto che fra qualcheanno potrebbero essere sullo stesso piano in termini di remunerazioniper i produttori. Oltre al mercato locale si guardano con interessele scelte dei consumatori nel Nord Europa e nel Medio Oriente.Non c’è molta differenza sulpiano salutistico tra mela coltivatacon la lotta integrata e quella conpratiche biologiche. Questo il pensierodi Armando Paoli, direttoredella Sft. Nelle sue parole c’è tuttala pragmatica nonesa, ma nonostantequesto l’attenzione versoil biologico ad Aldeno resta forte.Tutte le mele da agricoltura biologicaprodotte all’interno del consorzioLa Trentina vengono lavoratenel nuovo stabilimento Sft. Esi fanno notare per la loro vestediversa: i cassoni infatti non sonoverdi, ma arancioni.Al 2 novembre, perciò alla finepraticamente della raccolta, sonoarrivati in magazzino 401mila quintalidi mele, dei quali 25mila provenientida agricoltura biologica.Che è bene ripetere non vuol diresenza l’ausilio della chimica, masenza l’utilizzo di prodotti di sintesi.Nel magazzino Sft arrivanoprodotti dei 15 soci a sud di Trento,di 2 soci del Consorzio 5 Comunidi Lavis, 2 della Cofav diCaldonazzo, 5 della Valli del Sarcadi Pietramurata.Nel 2011 ci sono due nuovi sociche hanno chiesto di poter conferirele loro mele biologiche.«Ad Aldeno - spiega Paoli - siconferiscono mele da agricolturabiologica da 10 anni, ogni anno c’èqualche nuovo socio che chiede dientrare. Il coltivare biologico è unpercorso molto impegnativo perchèserve maggiore preparazionee capacità professionale».Una figura quindi che si avvicinadi più all’imprenditore che alsemplice contadino. «In campagnaci sono più rischi nel fare bio -spiega - perchè il raccolto puòessere messo in pericolo. Lavoranocon il metodo biologico spessoperiti agrari, molto aggiornati intermini tecnologici».Sembra un po’ di capire chequindi il biologico di 30 anni fapartiva con presupposti molto carichidi ideali, oggi invece ci sonomotivazioni più vicine a quelle tradizionalidi tipo economico?«Molti di quelli che avevanocominciato allora si sono poi riconvertitialle pratiche tradizionali.Oggi conviene di più coltivarecon metodo biologico perchè vienegarantita una maggiore resaArmando Paoli.L’ARIONE11


AgricolturaUn reparto di lavorazione della nuova Sft.economica».Va bene, però di mele biologichenon se ne vedono molte in giroper i nostri supermercati?«I canali tradizionali snobbanoquesti prodotti, abbiamo continuatoa proporre il bio, ma non vamolto nemmeno nei nostri spacci,segno che dal punto di vista salutisticoil consumatore non vede moltadifferenza rispetto al prodotto coltivatoattraverso la lotta integrata».Girando per lo stabilimentovedo per la prima volta dei cartonidi colore verde chiaro, con ilmarchio Trentina Bio. Mentre sullamaggioranza delle scatole risaltail colore rosso scuro. Sembranopomodori. Invece sono i cartonidi Mohammed Sharbatly(www.sharbatlyfruit.com). Da Aldenofino al porto di Jeddah, inArabia Saudita, quindi i pomi trentinivanno nei paesi del Nord Africae del Medio Oriente. Addiritturanello stabilimento ad elevatatecnologia di Aldeno, con campionaturainformatizzata, c’è una lineadedicata all’importatore saudita,dove le mele vengono lucidate conla cera d’api.Poi c’è un’altra scommessa,quella dei cartoni di From(www.from.bz.it), il consorzio regionaledelle mele per andare primasul mercato russo e poi provareanche in India.Tornando al biologico, dove vaa finire? «La richiesta - rispondePaoli - viene soprattutto dal Nordeuropa,quindi Scandinavia, GranBretagna, Austria e Germania».Sul mercato locale il bio trentinova nelle mense, grazie ai beneficiportati dalla legge provinciale 13del 2009.Secondo Paoli «la richiesta delprodotto biologico è ancora superiorealla domanda, ma fra 2-3anni c’è il rischio che il gioco delladomanda e dell’offerta porti a livellareverso il basso anche le remunerazioniper gli agricoltori cheoperano nel biologico».Rimarrebbe quindi più l’idealeche la convenienza economica.Anche perchè in Alto Adige sonopartiti molto prima, con 400milaquintali di mele bio su 12milioni diquintali di produzione complessiva.In Trentino siamo a 50mila quintalibio su 5milioni complessivi.La partita sul futuro del bio sigioca quindi su due campi: nellestrutture di vendita dove i consumatoripossono dare il loro orientamentoal mercato ed a Bruxelles,dove si discute della Politicaagricola comunitaria.12L’ARIONE


Agricolturadi Mattia FrizzeraMele biosolo per l’export?Maurizio Forti, socio Sft 56enne di Romagnano, coltiva frutta esclusivamentein maniera biologica. Scelta ecologica ma anche economica.Il bio in Trentino va soprattutto nelle mense, ma comincia aduscire dalla nicchia ed interessare anche l’assessorato trentino all’agricoltura.Ed in futuro si parlerà sempre di più, secondo la volontàeuropea, di agroambiente, agricoltura strettamente correlataall’ambiente.La coltivazione biologica mi fafare un parallelo con chi decide diacquistare un auto a metano. Visono evidenti benefici ecologici edeconomici, altrettanti pregiudizi deltipo non ci sono distributori, vapiano in salita, è pericolosa. In fondoil problema è solo di mentalità,di attitudine al cambiamento.Maurizio Forti non è un hippie,en «scavelon»; è un agricoltore,come tanti altri. Ha 56 anni, quindiè lontano dagli ardori giovanili.Alla coltivazione biologica ci è arrivatoper gradi.Durante la seconda settimanadi novembre è ancora tra i filari,tra l’A22 e l’Adige, per raccoglierele sue Pink Lady bio. Il cassone èdiverso, arancione invece che verde.C’è un rumore di fondo permanente,quello delle auto chetransitano, proprio all’altezza delcartello «Terme del Trentino».Mezzo secolo fa in zona perònon c’erano acque salutari, «c’eralo stagno - spiega Maurizio Forti- infatti la località si chiama Busaed è stata bonificata dopo l’alluvionedel 1966».Dicevamo che l’approccio diMaurizio, coltivatore di Romagnanosocio di Sft, è stato graduale albiologico, con quali passaggi?«Ho cominciato 15 anni fa coni kiwi smettendo di fare trattamenticon chimica di sintesi, solo concimiorganici. Poi dieci anni fa, visti irisultati ho deciso anche per il vignetodi passare all’agricoltura biologica».Quali sono state le reazioni deituoi amici contadini?«Uno in particolare mi prendevain giro, poi si è «convertito»anche lui. Mi sono convinto con ilpassare del tempo. Ci sono costimaggiori per quanto riguarda lamanodopera, perchè il diserbodeve essere effettuato meccanicamente».Scusa però non dirmi che tuttequeste auto che passano a oltre100 Kmh non ti lasciano residui incampagna?«Non c’è più piombo nelle benzineed è stato dimostrato che idepositi avvengono immediatamentesulla sede stradale, non cisono in campagna».I controlli comunque da partedegli enti certificatori sonio molteplici,tanto che l’iter di passaggiodall’agricoltura convenzionale aquella biologica durano 4 anni.Difficile pensare di fare agricolturabiologica in una zona non bendelimitata, come gli 11mila metriquadri di Maurizio alla Busa, perchèaltrimenti sono troppo elevatii rischi di «derive», cioè trattamentiprovenienti da campagne vicine.Forti ha chiaro in mente che nonpotendo giocare la carta della chimicadi sintesi è fondamentale laconoscenza, l’aggiornamento. Anchegrazie a tanti tecnici dell’Isti-Maurizio Forti.L’ARIONE13


AgricolturaMele in partenza per i paesi arabi.tuto agrario di San Michele.«Ci ho sempre creduto al biologico,proprio per la mia formamentale. Ad esempio la botrite(muffa) della vite si può risolveresul piano agronomico. Invece perquanto riguarda il ragno rosso troviamodegli antagonisti che controllanol’insorgenza del problema.Sono 20 anni che non uso degliacaricidi».Quindi nella campagna di Mauriziosi usano zolfo, rame e polisolfuricon funzione diradante-antioidioed antiticchiolatura. «I dosaggisono però molto bassi perettaro, ad esempio per il ramesono di 6 kg per ettaro l’anno, unquinto rispetto a quanto consentitonell’agricoltura tradizionale». Siaspetta quindi una soglia di dannoprima di intervenire con un trattamento.Va bene ma il prodotto bio nonsi vede molto in giro...«Le mele bio vanno soprattuttonelle mense, hanno un prezzocirca del 30% superiore, si vendonosoprattutto nei mercati delNordeuropa. Peccato, dovremmopuntare di più sul bio anche in Italia».Maurizio ha fatto anche la sceltalungimirante di mettere sottoretela sua produzione tra autostradae Adige, salvaguardando la suaproduzione in un 2011 decisamentecaratterizzato dalla grandineestiva. «La rete costa tra i 15 ed i18mila euro all’ettaro». Investimentocomunque azzeccato, dalmomento che comunque coltivandobio c’è un minor costo per itrattamenti e la resa media al kg èdi «0,45 euro rispetto agli 0,30 delconvenzionale».E le coloratissime Pink Ladysono ancora di più un investimento,«perchè sono le ultime a maturare,ci mettono 200 giorni dallafioritura, un anno me le hanno pagateaddirittura 0,80 euro al kg.Ho chiesto di poterne piantare altre,ma non mi è stata data l’autorizzazione».Un mercato europeo regolatodalle quote, avversate in alcunicasi, ma positive in altri perchèconsentono di garantire una certasoglia di reddito.Forti dà un’ultima prova di convinzionenei confronti del biologico:«ogni anno c’è qualche sostanzache non può essere più usatanel convenzionale, perchè si scopronoeffetti negativi per l’uomo».Ed il biologico comincia aprendere piede anche nella cabinadi regia dell’agricoltura trentina.A metà novembre la Giuntaprovinciale ha http://trentinowine.files.wordpress.com/2011/11/agricoltura_biologica.jpgapprovato il progetto “Conoscerel’agricoltura biologica: azioniinformative ed esperienze in campo”.La quota spettante al Trentino,a seguito della presentazionedel progetto predisposto dall’Ufficioper le produzioni biologiche,assomma a 63.684 Euro. «Il biologicoè una strada che vogliamoassolutamente perseguire valorizzandonela filiera – commenta l’assessoreMellarini – perchè raccoglieuna sempre crescente domandada parte del consumatore eperchè bene rappresenta la valenzaed il valore del nostro stessocontesto ambientale e colturale.Intendiamo dare direttive preciseper lo sviluppo del biologico anchealla Fondazione Mach, affinchèintensifichi le proprie azioni inquesto settore al quale si stannotra l’altro rivolgendo nuovi e giovaniagricoltori. Il progetto approvatooggi è un passo in questa direzione».14L’ARIONE


Economiadi Damiano Dallago*MondoMerlot 2011:148 vini e più di 100volontariA Ruben Larentis, enologo dell’anno, il premio “Traguardi trentini”.Ebbene sì. Archiviata la 12esimaedizione della manifestazionepossiamo affermare senza alcundubbio che anche quest’anno Aldenoha avuto, se mai ce ne fossestato bisogno, l’ennesima confermadel prestigio che MondoMerlotha saputo conquistarsi in ambitonazionale.Il nostro evento infatti rappresentaattualmente l’appuntamentoenoico più importante che si svolgein ambito provinciale e sicuramenteuna delle più seguite manifestazionidi settore in Italia. Questodato è facilmente riscontrabiledalla rassegna stampa che ognianno viene raccolta e che ci permettedi verificare l’attenzione chegiornali, riviste, radio, televisioni,siti web riservano all’evento.Di MondoMerlot si è parlatoinfatti sui media provinciali e regionalima anche sui mezzi nazionalicon articoli e servizi dedicatiai vari momenti della manifestazioneche è bene ricordare è una dellepochissime in Italia a non averregistrato cali nella partecipazionedi aziende ma, viceversa, ad averanche quest’anno aumentato il numerodi vini in concorso ed inmostra.A Palazzo Geremia di Trento il sindaco Beozzo, la giornalista Elena Caccia, Adua Villae il sindaco di Trento Andreatta.La magnifica aula magna di Palazzo Piomarta a Rovereto.Un traguardo eccellente dunque,raggiunto grazie alla qualitàdella manifestazione che ha saputonegli anni mantenere e se possibileaumentare il valore dell’offerta attraversola presenza di varie personalitàdi caratura nazionale e talvoltainternazionale che hanno portatoAldeno alla ribalta del mondoenoico italiano.In questo contesto va sottolineatoche anche questa edizione haproposto momenti davvero unici edi grande appeal quali la degusta-L’ARIONE15


Economiazione con sei enologi nazionali “artistidel Merlot” (fra questi oltre altrentino Roberto Cesconi ancheGraziana Grassini, attuale enologodell’azienda che produce il “vino/mito” Sassicaia) svoltasi nella magnificaAula Magna di Palazzo Piomartaa Rovereto con successivavisita guidata al Mart.E ancora una volta grande fascinonella sala di rappresentanza diPalazzo Geremia a Trento per ladegustazione dei vincitori il concorsonazionale e per il conferimento delpremio “Traguardi trentini” a RubenLarentis di Garniga, eletto anche migliorenologo dell’anno.Ad Aldeno, cuore della manifestazione,altri prestigiosi eventi/degustazionesui vini francesi (curatada Mariano Francesconi presidenteAIS del Trentino) e su San Leonardoe i bordolesi internazionali(condotta da Luciano Rappo eAnselmo Guerrieri Gonzaga); nelteatro comunale come sempre laMostra dei Merlot d’Italia con lapresenza di ben 148 vini fra i qualianche una selezione speciale dedicataai classici bordolesi trentini, viniche hanno costruito la storia dellaIn cucina con lo chef Alfio Ghezzi e glistudenti della scuola alberghiera Enaip diTione.nostra vitienologia.Particolarmente apprezzati e frequentatigli eventi enogastronomiciche si sono susseguiti nella tre giornidi MondoMerlot presso la salaristorazione della Cantina Aldenodove sono stati protagonisti grandichef (Alfio Ghezzi, Armin Mairhofer,Giorgio Nardelli, Michele Nardelli,Andrea Voltolina) assieme aglistudenti Alta formazione professionalee tecnico di cucina creativaEnaip di Tione, il centro alberghieroda anni protagonista della formazionepiù innovativa.La chiusura della dodicesimaedizione anche quest’anno con il“baccanale” e lo spettacolo di LucioGardin ha visto una grandissimapartecipazione di pubblico cheha letteralmente preso d’assaltotutti i posti a disposizione in sala.Una grande manifestazionequindi con una grande qualità negliappuntamenti proposti grazie anchealla collaborazione con i giornalistiAlessandro Torcoli ed Elena Caccia(rivista nazionale “Civiltà delbere”) e con Adua Villa, noto voltotelevisivo di Rai e Sky.Aldeno e Merlot, Merlot e Aldenoun binomio oramai consolidato,conosciuto ed apprezzato oltre iconfini provinciali; un binomio che siè rilevato utile e importante per lacrescita del nostro comparto vitienologico(della Cantina Aldeno inparticolare) che in questi anni ha avutola possibilità e il privilegio di potersiconfrontare con realtà produttiveed economiche nazionali di variagrandezza e potenzialità.Un’occasione quindi per verificareipotesi di lavoro, di sviluppo edi miglioramento in ambito di programmazionee di operatività territorialeper le nostre aziende.Per concludere un doveroso ringraziamentoad enti (Apt Trento-Monte Bondone-Valle dei Laghi eTrentino Marketing in primis), comuni,provincia, società, privati ein particolare agli oltre cento volontariche ogni anno mettono a disposizioneil loro tempo libero peril successo di MondoMerlot, unamanifestazione che suscita ammirazionesia all’interno che all’esternodella provincia.Alla prossima edizione!La ristorazione presso la sala allestita alla Cantina Aldeno.*Coordinatore tecnico MondoMerlot16L’ARIONE


Societàdi Alessandro LacchèEmergenzaaccoglienza: dallaSomalia a GarnigaAldeno, Cimone e Garniga collaborano con il Cinformi per ospitare6 profughi scappati dalla guerra nel Nordafrica. Solidarietà, maanche aiuto nel complesso cammino dell’integrazione.Se è vero che ogni accadimentopuò essere analizzato dadifferenti angolazioni e possiedeuna pluralità di elementi impossibilida analizzare sotto un unicopunto di vista, le rivolte arabe nonsfuggono certamente a questa leggeed anzi possono essere benconsiderate come uno degli esempipiù calzanti. Scoppiate la scorsaprimavera in Tunisia, con la Rivoluzionedel Gelsomino, queste sisono presto estese a macchiad’olio in quasi tutto il Maghreb edhanno finito con interessare quadrantigeopolitici diversi, dall’Europaall’Asia minore.Molti fattori hanno concorsoalla formazione di questo dissensogeneralizzato, non da ultimol’apporto dei moderni strumenti dicomunicazione di massa che hannomesso in connessione gli abitantidi questi territori con molti altripaesi, mostrando le diversità ditrattamento, le lacune democratiche,l’assenza di libertà personalie civili che i regimi dittatoriali Nordafricanihanno per lungo temposoppresso. Una grande vittoria peril processo democratico, quindi.Seppur con le difficoltà insite inogni processo di transizione successivoalla rivoluzione popolare,libere elezioni sono state indette inTunisia, Egitto, e in ultimo anchein Libia.Ma le rivolte arabe hanno anchedegli aspetti oscuri. Le violentemanifestazioni di piazza, le repressioni,le guerre hanno portato allamorte di molte migliaia di persone.All’interno di queste dinamicheil conflitto libico rappresenta certamenteil momento di massimatragedia di tutta la primavera araba.Il permanente stato di guerracivile, l’instabilità, la paura quandonon anche l’intimidazione daparte dell’esercito di Gheddafi,hanno portato alla fuga generalizzatadi migliaia di civili residenti inLibia verso l’ultimo avamposto asud dell’Unione Europea: Lampedusa.L’Italia si è trovata dunque adaffrontare, per la seconda voltadopo l’esodo delle popolazioni dietnia albanese, un disastro umanitariodi immane portata. Circa30000 persone sono sbarcate sullecoste italiane, mentre non si conosceil numero esatto di quelleche hanno perso la vita nel tentativodi raggiungerle. Il Governo hadunque dovuto varare un decretod’urgenza per far fronte a tale pro-L’ARIONE17


Societàblematica, stanziando fondi e interessandole varie realtà locali.Dopo il passaggio attraverso grandicentri di accoglienza, gli enti locali,con ripartizione territoriale inbase alla popolazione residente,hanno ciascuno preso a tutela unaparte degli esodi in fuga dalle guerredel Nord Africa. Come provenientida territori in cui erano perseguitatie in cui il loro rischio dimorte era altissimo, queste personesono considerate richiedentiprotezione internazionale da partedell’Italia.La Provincia Autonoma diTrento ha messo in atto un pianopeculiare, e ciò in virtù dell’ampiomargine discrezionale garantitodalle direttive guida concertate alivello nazionale. La parola chiaveper comprendere il piano trentinoè “Emergenza accoglienza”. E’dunque un intento molteplice quellomesso in atto dalle autorità, miranteda una parte a concorreread affrontare l’emergenza che interessal’Italia tutta, dall’altra agarantire un processo di accoglienzadegno di questo nome.Sono garantiti infatti tutti i servizisanitari, un sussidio giornaliero,la possibilità di muoversi all’internodel territorio, l’assistenzada parte di personale specializzato,l’accompagnamento e la tutelada parte di una serie di realtà operantisotto il cappello Centro Informativosull’Immigrazione (Cinformi),un livello di scolarizzazioneminimo e un prolungato studiodella lingua. Ma a parte tutto è sicuramenteil sistema degli alloggiamentiquello in cui la politica delTrentino si dimostra particolarmenteattenta e vicina alle dinamiched’immigrazione. Accoglienza significaanche e soprattutto il tentativodi calare queste persone all’internodel tessuto sociale, inserirlenelle comunità di accoglienza, permettendoglie permettendoci unaprofonda conoscenza reciproca.Dopo una breve permanenzanel campo della Protezione Civilesito a Marco, infatti, i richiedentiasilo sono stati distribuiti sull’interoterritorio del Trentino, e ciòprincipalmente per evitare di crearezone-ghetto e combattere inpartenza un eventuale processo dimarginalizzazione. Oltre alle moltecase Itea utilizzate per far frontealla crisi umanitaria, alcuni comunidel Trentino hanno manifestatola volontà di contribuire maggiormentemettendo a disposizioneulteriori alloggi. Il comune diGarniga Terme è tra questi. Oggisono sei persone che risiedono sulsuo territorio.Come molti dei loro compagni,questi ragazzi provengonodall’Africa sub-sahariana. Si trovavanoin Libia al momento delloscoppio della guerra civile perquestioni differenti. Alcuni già esulidal paese natale per ragioni politicoreligiose, altri scappati percercar fortuna nel ricco paese diGheddafi. Tutti insieme hanno assistitoalle rivolte di piazza scoppiatein Cirenaica e poi estesesiin tutta la Libia. Tutti insieme hannovisto crescere di giorno ingiorno il pericolo di perdere la vitae hanno infine deciso di scappareda quel paese disastrato. Oggisono sei sorridenti ragazzi curiosidel territorio che li contorna, riconoscentialla comunità che liaccoglie e desiderosi di una conoscenzareciproca più profonda.A questo scopo il Cinformi, incollaborazione con i comuni diGarniga Terme, Cimone e Aldeno,sta promuovendo una serie diiniziative per avvicinare la realtàlocale. Uno su tutti, la partita dicalcio tra volontari e richiedentiasilo organizzata nella splendidacornice di Garniga, culminata conil rinfresco organizzato in unastruttura messa gentilmente a disposizionedel Sindaco AndreaFriz. Mi permetto di ringraziareSofia per la sua splendida disponibilitàsenza la quale sarebbe statotutto molto più difficile. Ma leproposte in cantiere sono moltealtre, lo dimostra il recente incontrotra operatori e volontari Cinformicon personalità locali e realtàamministrative, dibattito proficuoe importante dal quale prenderannosicuramente avvio molteiniziative.Invito tutti quelli che voglionocollaborare a mettersi in contattocon gli operatori o con chi è giàimpegnato nel processo di accoglienza.La possibilità che abbiamodavanti non è da dar per scontato:non capita tutti i giorni di poterpartecipare al confronto con realtàa noi tanto diverse, e da taleconfronto non può che essere generatoun arricchimento personalecivico e spirituale.18L’ARIONE


Societàdi Maurizio Cadonna58 possibilità discegliere cosa fareda grandeMolti ragazzi stanno scegliendo in questi giorni la loro strada formativa,il percorso futuro da seguire. Ai genitori trentini è richiesta«condivisione e corresponsabilità».“Un viaggio di scopertenon è cercare nuove terre, maavere nuovi occhi” (MarcelProust) – Nuovi occhi, cioè unadiversa capacità di leggere il mondo,attendono le ragazze ed i ragazzidelle Terze Medie dell’IstitutoComprensivo Aldeno-Mattarello,alle prese con la difficile sceltadella scuola superiore. Nuoviocchi saranno necessari anche ailoro genitori, per sostenerli in questa“prima scelta da adulti”,come la ha definita Graziano Zuffi,esperto in orientamento, che haincontrato le famiglie degli allieviin una serata ricca di spunti e diapprofondimenti.“Condivisione e correspon-Ragazzi di terza media chiamati alla scelta.sabilità”, le parole-chiave dell’atteggiamentorichiesto ai genitori.Condivisione, innanzitutto, di unascelta, di una sfida, ma anche dellagioia che ogni sfida comporta.E poi “Corresponsabilità”, che significa“esserci”, “essere accanto”,incentivando la dimensione dellaprogettualità, per abituare pianopiano i nostri giovani a disegnare illoro futuro, con fiducia e speranza,essendo loro accanto nei momentidi successo ma anche nelle,inevitabili, situazioni di crisi o didifficoltà.Le diverse riforme succedutesinegli ultimi anni hanno modificatoprofondamente l’assetto dellascuola italiana e trentina. Oggi nellanostra Provincia sono attivi:- 6 percorsi liceali (Liceoartistico, con gli indirizzi in Arti figurative,Architettura e ambiente,Design, Audiovisivo e multimedia-L’ARIONE19


SocietàÈ ancora buio quando i ragazzi partono per raggiungere le scuole superiori, a Trento.le, Grafica, Scenografia, Liceoclassico, Liceo linguistico, Liceomusicale e coreutico, Liceo scientificocon l’opzione delle scienzeapplicate, Liceo delle scienze umane,con l’opzione economico-sociale),classico, scientifico, dellescienze umane, linguistico, musicale-coreutico);- 10 percorsi di istruzione tecnica,di cui 2 nel settore economico(con indirizzi in “amministrazione,finanza e marketing” e “turismo”)e 8 nel settore tecnologico,con indirizzi in “costruzioni,ambiente e territorio”, “informaticae telecomunicazioni”, “trasportie logistica”, “meccanica, meccatronicaed energia”, “informatica etelecomunicazioni”, “elettronica edelettrotecnica”, “chimica, materialie biotecnologie”, “agraria ed agroalimentare”.- 2 percorsi di istruzione professionale(con indirizzo in Servizisocio-sanitari, presso il “DonMilani” di Rovereto ed in “Servizisocio-sanitari –arti ausiliarie delleprofessioni sanitarie - Odontotecnico”,presso il “De Carneri” diCivezzano).- 22 percorsi di qualifica e 18percorsi di diploma di istruzionee formazione professionale in10 macrosettori (agricoltura edambiente, industria ed artigianato,legno, abbigliamento, terziario,animazione turistico-sportiva e deltempo libero, grafico, servizi sanitarie socio-assistenziali, servizi allapersona, alberghiero e ristorazione).La scuola trentina si caratterizzaper un “biennio unitario”,cioè per il fatto che nei primi dueanni di scuola superiore le materieculturali (italiano, matematica,due lingue straniere, storia, scienze,)sono comuni a tutti i percorsi,così da facilitare il “passaggio”da una scuola all’altra per queigiovani che dovessero incontraredifficoltà nell’indirizzo di studi intrapresodopo la terza media. Ilsecondo biennio invece vede unapprofondimento di tutte le materietipiche della scuola scelta el’ultimo anno, il quinto, ha un carattere“orientativo” rispetto allascelta di proseguire gli studi all’Universitào di cominciareun’attività lavorativa.“L’importante è che il sognosia molto grande” cantava RobertoVecchioni, citato da Zuffi;auguriamo a tutti le ragazze ed iragazzi di Aldeno di saper inseguireun sogno grande, per essereprotagonisti nella nostra comunità,nel nostro Paese, nel mondoche li attende…20L’ARIONE


Societàdi don Daniele MorandiniCosa tiene accesele stelle?Le riflessioni di don Daniele per il Natale 2011.È Natale. Luci colorate, alberi,presepi, babbi natale, tutto ciparla di festa, colori e vita, ma inrealtà le stelle brillano ancora? C’èsperanza e dove la troviamo? Lavita di oggi per molti sembra essereaffamata di sazietà, di soddisfacimentodei bisogni immediati,di un’agiatezza che però si scontracon una crisi anche, ma nonsolo, economica. Il nostro cuoreinquieto non è placato da soddisfazionicontingenti. In tempo dicrisi si fa esperienza della fatica,dell’incertezza, della precarietà. Etuttavia proprio questi momentipossono diventare tempi di riflessionesu ciò che è veramente importantenella nostra vita: gli affetti,l’impegno nella solidarietà, unaascesi che fa valutare meglio il valoredei beni materiali e soprattuttoil rapporto con Dio. Il Natale è«l’apertura del cielo sopra di noi».Una volta uno psichiatra americanostufo di pelare soldi inutilmenteai suoi pazienti, ha scrittoun libro, esordendo così: la vita èdifficile. Molti dei nostri probleminascono proprio nel momento incui cerchiamo dimenticare questasemplice realtà. Questa consapevolezzache la vita è difficile, mancaa molti degli uomini contemporanei.Cresciamo, volenti o nolenti,in un clima culturale di spensieratezza.Quando le difficoltà arrivanosembrano sempre tragiche,e sempre impreviste, ingiuste eimmeritate. Invece sono parte dellavita. Quelle piccole e le grandi.Uno dei motivi per cui oggi ilVangelo fatica ad arrivare al cuoredell’uomo contemporaneo, è inmolti casi che manca l’uomo e primadi tutto la consapevolezza delladurezza della vita, della fatica diportare a casa la pagnotta. Ai tempidi Gesù le sue parabole, le sueparole arrivavano più direttamente,perché la consapevolezza dellafatica della vita, di non dare nienteper scontato, la percezione dellaincredibile fragilità e la consapevolezzadell’esistenza di Qualcunodi più grande erano nel patrimonioculturale comune. L’illusionedel controllo che per esempioci danno tecnica e tecnologia èappunto un’illusione, perché il malec’è e agisce nelle nostre vite e nonlo si può completamente dominare.Le nostre vite sicure sono un’illusione.Accettare questa realtàsignifica dire sì alla prima nostravocazione, quella alla vita, tutta, ilpacchetto completo. Poi c’è lavocazione ad essere cristiani, adaccettare che sia Gesù Cristo lanostra via. Infine la terza, la vocazionespecifica, quella che imponeL’ARIONE21


Societàche a una certa età si cominci inqualche modo concreto a dare lavita, a portare frutto, a diventaredono per i fratelli, a somigliare aGesù Cristo, ed è questa la santitàe il Natale: il segno che abbiamoimboccato la strada giusta è chegli altri cominciano a chiederci dadove prendiamo quella forza checi rende in grado di reggere pernoi stessi e per qualcun altro checi chiede una mano. Si diventa credibili,se si è persone serie, e siconvincono gli altri, che in qualchemodo cominciano a venirti dietroIl Natale è la festa della nostraciviltà nel senso che è la festa diun uomo nuovo fondato su una visionedel nostro destino aperto subeni misteriosi ma sicuri, che sonoquelli che prendono forma nel discorsodelle Beatitudini: «Beativoi, poveri, perché vostro è il regnodi Dio. Beati voi, che ora avetefame... Beati voi, che ora piangete…Sono ancora impresse nellanostra mente le immagini dell’alluvionein Liguria. Ma accanto aqueste ci sono rimaste impressequelle dei cosiddetti «angeli delfango». La «bomba d’acqua» hafatto esplodere la solidarietà. I giovanisi sono raccolti e hanno messoa disposizione le loro energie.Migliaia di volontari si sono affiancatia vigili del fuoco e Protezionecivile. Una testimonianza fra le tantelette sui giornali: «Sono ragazzistraordinari. Sono arrivati qui in piùdi cento. E non è stato necessariochiamarli a raccolta: si sono trovatiin piazza e si sono detti: “c’èbisogno di dare una mano, andiamo”».Sul profilo Facebook di unodei tanti volontari appare una fotoche ritrae un gruppo di questi «angelidel fango» che si abbraccianoin una strada devastata del capoluogoligure. A commento, una frasescritta da un’amica: «Tante volteci siamo detti che far bene fa bene,e qui non è uno slogan, ma unaevidenza. Noi, che lo sappiamo ono, siamo fatti per il bene». Allorache cosa, oggi, tiene accese le stelle?Solo le testimonianze efficaciche ci aiutano a vedere nella notte,a non credere che le tenebrehanno vinto la luce: testimonianzeche non solo ci aiutino a sperareche dopo la notte viene il giorno,ma a vedere che nel buio dellanotte brillano le stelle. Testimonianzesignifica persone concrete.Di questo c’è bisogno nel nostroNatale: ancora una volta reagire alpessimismo e aprirsi alla speranza.Più di tremila testimonianzeabbiamo nel nostro comune, personeche vivono nello stesso paese,che si stimano a vicenda, chesi correggono (con amore) quandoserve, che sanno dare spazioai giovani, che costruiscono spazidi socialità all’interno delle associazioni,della politica, dello sport,della scuola, della parrocchia. Tremilapersone attente a chi soffre, achi è solo, a chi è anziano, povero,malato. Tutto questo tiene accesele stelle e rende più bello ilnostro Natale. La vita è difficile,ma tremila potenziali stelle in unostesso paese non sono poche, nonspegniamole e sarà sempre Natale.Tanti auguri don Daniele.22L’ARIONE


Storiadi Lucio BernardiAldenonegli anni ‘40Stella Pittui profuga di guerra, con la sua famiglia, vive per tre anniad Aldeno durante il secondo conflitto mondiale. A distanza di oltre65 anni scrive una lettera alla nostra redazione dove racconta lasua permanenza ad Aldeno con riferimenti e dettagli storici puntualie precisi, noti ai nostri lettori più adulti e, probabilmente, sconosciutiai più giovani.Stella, seconda di sette fratelli,arriva ad Aldeno con la sua famigliaquando ha otto anni e qui viresta per tre. Trovano alloggio nellacasa del Bepi “Bianco” Lorandi(bianco perché faceva il mugnaio).Durante la permanenza nascel’ultima sorella, Chiara, venuta almondo nella scuola elementaresotto la premurosa assistenza dellamoglie del “Pesata”, bidello dellascuola. In quegli anni, in circostanzetragiche, muore il papà, ricordatocome un papà tutt’altro cheDa sinistra Alcide Cont “el pistór”, RinaBrighenti e Stella Pittui.premuroso. La notizia del decessoviene comunicata loro dal parrocoDon Rigotti e dal Podestà ABeccara, ricordato con l’appellativo“faccio io”. La notizia si diffondein paese e nonostante lemodeste condizioni di vita in moltiintraprendono un’azione solidaleche aiuta e sostiene la famiglia rimastaorfana. Stella fa memoriadelle persone a loro più vicine che,per non farsi notare, portavanoviveri e vestiario quando era buio.Sono ancora nitidamente impressii nomi della Siora Rina, mamma diOlivo Dallago e la Gigiota Cimadom,anche se quest’ultima avevauna famiglia numerosa. La generositàdi Gigiota si manifestò fin dasubito; è presentissimo infatti il ricordoche, appena arrivati in paese,prese i loro panni, che avevanorecuperato dalle macerie della casacrollata a Milano, ed andò alla“roza” a lavarli. Poi rammenta VigilioLorandi, all’epoca militare, chetornando a casa non scordava maidi portarle le saponette. RicordaBasilio, simpatica macchietta, chefaceva il barberie, la moglie Basiliaed il nipote, pure lui, Basilio. Omonegrande che le fece omaggio diun coniglio. Nel suo ricordare è rimastoben presente il “trato marzo”simpatica e piccante filastroccagridata a primavera dalla stradache saliva a Garniga e che accoppiavauomini e donne soli in modoanche bizzarro. La maestra Rossirimaneva sempre sola e veniva puntualmentelasciata “all’ombra delcampanil”.Dai suoi ricordi affiora RobertoPescador, bravissimo a ripara-Alcide Cont e Dino Brighenti, amici aldenesidi Stella.L’ARIONE23


Storiare biciclette, spesso gratuitamenteai bambini. Marco Cimadom cheregolarmente le portava i fiori. Lebrave Lisa Marchelli ed AnnaMalfer, che assieme gestivano ilnegozio di verdura che si trovavanell’immobile che sorgeva doveoggi c’è il giardino della farmacia;il figlio della prima, Corrado Nicolodicon il quale è tutt’ora incontatto. Cesare Maestri, anche luisfollato con la sua famiglia, e la suamamma che non negava mai unfetta di polenta e zucchero (nonc’era altro). Poi la Teresina “mezzapreta”e le sue gustosissime torte.Il Domenico della posta. Il postinoMarsilio che, in gita con lasua Ape alle Viote, si accorge soloal suo arrivo che, affrontando letortuose curve dopo Garniga, avevaperso la moglie per strada. Lamaestra Camilla Gottardi, che anchedopo la fine della guerra, provvedeva,in occasione del Natale edella Pasqua, ad inviarle un vagliapostale di lire 25. Poi la maestraBaldo, Italo Franceschini e BrunaBaldo padrini di battesimo di Chiara,la sorella nata ad Aldeno. AncoraEmilio ed Angelina, abitavanoin via Marconi una delle stradeper salire su ai “fereri”. Di loro raccontadi una mangiata di polenta elumache raccolte, pulite e cucinatein poco più di un’ora; praticamente“polenta e lumazi” vivi.Rammenta Mario Baldo deiNadai, nella sua cantina ci si rifugiavaper ripararsi dalle serali perlustrazionidel “Pipo” (bombardiere)e nel “volt” si mangiava “el zuc”.Un pensiero speciale viene rivoltoad Alcide Cont “pistor”, rimastonel cuore come un papàamorevole per le sue premuroseattenzioni rivolte a lei ed alla suafamiglia. Sottolinea come sia statapersona molto buona e speciale,padrino di molti bambini aldenesie meritevole di essere ricordato.Cita che quando si recava da luiper prendere il latte col “celet” erain vigore la tessera ed alla loro famigliaspettava un quarto di litro,insufficiente per i 7 fratelli; AlcideStella alle elementari di Aldeno. In fondo alla classe la maestra Teodolinda Baldo.In vacanza sulle montagne trentine.preso dalla compassione permettevache Stella ritornasse più voltenello stesso giorno a prendernedell’altro segnando una sola consegna.Ed ancora la Fortuna, bambinache faceva la pipì in piedi, ilMosca e la Giustina, fratelli cheavevano un negozio di barbierevicino al negozio della Lisa.A seguire in ordine sparso famemoria di Luigino Bisesti, IertaRossi ed i suoi due fratelli Mario eBruno (gli regalavano la legna),Angelina e Miriam Cimadom, lafamiglia Innocenti, Pierina Baldo,Amelia Bottura, Cesira Cont, dott.Mario Piffer, Camillo Stedile, Brunoe Mariota Baldo, Paola Lissoni,Lida Peterlini, Palmo Schir, Silvanae Nello Beozzo, Giuseppinae William Mazzurana, Rosetta edOlivo Dallago, Rina e Dino Brighentie Massimiliano Beozzo primoSindaco dopo la fine dellaguerra.Stella infine, conscia di dimenticarequalcuno, abbraccia e salutacon grande affetto quanti haconosciuto durante la permanenzanel nostro paese.24L’ARIONE


Storiadi Samuele ContCramerotti:caretoni, dòri ocislai?Nuova puntata di «E ti de chi set?». Stesso albero genealogico, diversisoprannomi.Capita a volte, quando si parladel proprio passato o dei propriantenati, di scoprire intrecci elegami di parentela che si erano dimenticati.Succede così che neltentativo di ricostruire la storia diun soprannome aldenero ci si ritrovadi fronte a numerosi raccontie persone che rimangono uniti dall’appartenenzaal medesimo ceppogenealogico. Di fatto il soprannomeè sempre stato uno “strumento”dovuto alla necessità di poterdistinguere o individuare con esattezzauna determinata persona,ancor più per distinguere personecon lo stesso cognome.Ecco allora che invece di rifarsiad una ricostruzione per parentela(il figlio di..., fratello del...) siNella fotografia (scattata nel 1924/1925) i discendenti della linea dei Dòri. In primo pianoErminio Cramerotti, figlio di Teodoro, insieme alla moglie Anna Baldessari e tutti 10 figli,tra cui Rino Cramerotti, non visibile perché ancora “nella pancia della mamma”.Aldeno 1938: in piedi da sx Remo, Saverio, Olindo, Sisto, Armirio e Albino Cramerotti.Seduti Maria, Salvina e Fertile.ricorre spesso a storpiature o abbreviazionidel nome di un antenato,riuscendo così a contraddistinguereun intero ramo genealogico.Questi sono quei soprannomiche, come cita don Bottura nellasua poesia, “i vegn storpiandoa panza i altri nomi”.E’ in queste premesse che si inseriscela ricostruzione dei soprannomidella famiglia Cramerotti, ceppoforse proveniente dalla Bosniacon il nome di Kramer o Cramer.Le notizie relative al ceppo famigliarepartono 1650 circa, in cui èattestato il matrimonio fra GiovanniCramerotti e Domenica. Dal 1809inizia in seno alla famiglia una primalinea, detta dei “Caretoni”. Pro-L’ARIONE25


Storiababilmente tale soprannome è daricondursi all’attività di GiuseppeCramerotti (figlio di Stefano eMaria Baldo), il quale per mezzodi carretto e asino trasportavamateriale nel paese, e per questochiamato per l’appunto “Caretom”.Dai due matrimoni avuti edai successivi discendenti derivanodiverse linee di soprannomi.Dal primo matrimonio con EufemiaBeozzo nascono Teodoro(1834) e Giuseppe (1830). Conl’unione fra Teodoro e Anna Rensiha inizio il soprannome dei Dòri,dovuto all’abbreviazione del nomedell’avo. Mentre, con i tre figlimaschi nati dal matrimonio fra Giuseppee Carlotta Rossi hanno inizioaltre tre linee dinastiche, tuttederivanti dal nome proprio di questi:Berto, Adriano e Fertili.In seguito al secondo matrimonio,avvenuto con Maria Baldo,nascono Albino, Simone, Giovannie Venceslao. Dal figlio Giovanni hainizio la dinastia dei Nani caretoni,soprannome legato all’abbreviazionedel suo nome in “Nani”.Per le stesse ragioni è da ricondursia Venceslao l’inizio del ceppoCislai; questi non ebbe figli ma,poiché viveva assieme alla famigliadel fratello Simone, trasmiseai suoi discendenti il soprannomedei Cislai.Antonino Paradiso e l’emozione per una visita specialeAntonino Paradiso, figlio dell’Appuntato Salvatore (fotoin alto a dx), con il Maresciallo Erminio Paternuosto, invisita alla canonica di Aldeno.Nel corso dell’estate l’amministrazione comunale haavuto il piacere di ospitare un nostro concittadino emigrato,nato ad Aldeno nel 1944. Si tratta del figlio dell’AppuntatoSalvatore Paradiso, in servizio nel nostro paese neglianni ’40. Antonino Paradiso ha voluto visitare il paese chelo vide nascere e, grazie al Maresciallo Paternuosto, haincontrato gli amministratori e ricevuto con grande commozioneil suo certificato di nascita originale, manoscrittodai funzionari dell’epoca. Nel corso della visita ha consultatoi registriparrocchiali evisitato ogni luogodel paese.Ora ci fa piaceresapere che grazie a L’Arione anche Antoninoe i suoi fratelli, trasferitisi in Svizzeraper motivi di lavoro negli anni Sessanta, sonorimasti in contatto con Aldeno e ricordanocon grande affetto il paese natale.Certi che anche questo numero del nostrogiornale raggiungerà Antonino in Svizzera,lo salutiamo con affetto e auguriamo alui e alla sua famiglia un sereno Natale e unfelice anno nuovo!26L’ARIONE


Storiadi Danilo Micheletti“Il dialetto trentino nasce sulfinire del Medioevo, continuandosuccessivamente a evolversi, mamai sostituito completamente conla lingua italiana. Stiamo perdendoun po’ alla volta la matrice diun linguaggio con il quale generazionisu generazioni sono riuscitea relazionare. Da questo ragionamentoè nata l’idea di ricordareproverbi, filastrocche e detti. Purtroppola traduzione di essi nellalingua italiana spesso non riesce adesprimere lo stesso significato. “Iltempo meteorologico è semprestato al centro dei discorsi quotidianidel vivere:“Sant ‘Antoni elsera i cogni”. Il giorno di S. Antonio(di Capua) 17 gennaio, iniziail vero freddo. I cunei sonooggetti che servono per chiuderetutti gli spazi liberi rimasti fra glioggetti e metaforicamente quindinon c’è più spazio per il caldo delsole.“Sant Agnese le bisergole leva for per le zese”. 21 gennaio,inizio di qualche spiraglio di sole.Le lucertole in questa data dovrebberoiniziare ad uscire dal letargoesponendosi al sole fra cespuglie rovi.“Da la madona dela Zeriola da l’inverno semfora” . 2 febbraio. E già in questadata , il duro inverno dovrebbeessere praticamente finito.“Quando le nugole le va versBolzan, to la zapa e va per pam.Quando le nugole le va vers Veronatò la zapa e va zapona”. Ilsenso della nuvola determina lapossibilità o meno di precipitazionie quindi di poter lavorare neicampi.“Se el piove da le Santecros va sbuse tutte le nos”. Datarimossa, si presume appartenga almese di maggio, quindi secondo latradizione popolare la salute dellenoci, a causa dei tarli particolarmentevoraci con un clima piovoso sarebbestata compromessa.“Tonide agost l'è tut piche e most” .Con l’alta frequenza di temporali,quindi tuoni e fulmini, si avrebbeParliamo deltempo...“Storie dialettali raccontate nelle strade del borgo vecchio. Le osservazioniempiriche di avvenimenti meteorologici diventano quasi«scienza» nella tradizione popolare.“ Storielle dialettali che aiutanoa capire un mondo ormai perso raccontate nei filò e sulle “banchete”sparse nelle strade del borgo vecchio.avuto un'annata di produzione abbondanedi uva e ricchezza di mosto.“Se ‘l piove da San Roc l’eibona se el seita ancora en poc…“ 16 agosto. Se in questa data siverificavano precipitazioni , si auspicavache continuassero anchenei giorni successivi .“Se ‘ltonezaavanti piover dal camp no te mover”.Se tuona prima di piovere sicuramentenon ci saranno precipitazioni,puoi continuare il tuo lavoronei campi.“Come si può evincereda questi piccoli aneddoti, il lessicopopolare cercava di dare spiegazioniagli eventi atmosferici , traendoesperienza dalle precedentiannate, calandole nella quotidianitàe con una certa presunzione, riconoscerlecome scientificamente valide.“L’ARIONE27


GiovaniA Pristina trail bastone e la carotaIntervista a Daniele Pancheri, classe 1980, funzionario dell’UnioneEuropea impegnato in Kosovo.di Mattia MaistriDa un lato la globalizzazioneeconomica e dall’altro la strettarelazione tra le diverse istituzionalinazionali ci costringono, volenti onolenti, a fare i conti sempre piùcon organismi internazionali o sovra-nazionali,le cui operazionideterminano lo scenario geopoliticonel quale ci ritroviamo a vivere.Per capirne un po’ di più abbiamoriallacciato i contatti conDaniele Pancheri, un vecchio compagnodella squadra di calcio, eora funzionario dell’Unione Europeain Kosovo.Molti aldenesi ti conoscono,ma visto che manchi da diversianni dal paese credo che unatua presentazione per i lettorisia necessaria.Una brevissima presentazioneè più che opportuna, dal momentoche sono un aldenese espatriatoda parecchio tempo. Dopoaver felicemente trascorso i mieianni scolastici tra Aldeno e Trento,ormai undici anni fa ho iniziatoun percorso di vita che, tra serviziomilitare, studi universitari e lavoro,mi ha portato prima nei Balcani,in Bosnia, poi a Bologna, inOlanda, negli Stati Uniti ed infine,forse per chiudere un ciclo di vitadecennale, di nuovo oltre Adriatico,ma questa volta in Kosovo.Una vita intensa! Andiamocon ordine.Ho lasciato Aldeno, innanzi tutto,per fare l’alpino, partecipandoad una missione di pace in Bosnia.Mi sono poi laureato in scienzepolitiche e relazioni internazionalitra Bologna, Maastricht e Denver,e dopo alcune esperienze professionalia New York sono finito alavorare in Kosovo come funzionarioprima per l’Onu ed ora perl’Unione Europea.Con i bimbi non vedenti di un istituto di Dacca (Bangladesh).Hai vissuto molto all’estero,tra Europa e Stati Uniti. Maiavuto l’idea di tornare ad Aldeno?Continuo ad avere una certasmania di viaggiare ed esplorare ilmondo, ma confesso di avere unacrescente voglia di mettere radicie vedo nel Trentino, compresoAldeno, una possibile base ideale.Più tempo trascorro all’esteropiù mi rendo conto di quanto lanostra provincia rimanga una realtàpolitica, sociale ed economi-28L’ARIONE


GiovaniLa grande ospitalità del padrone di casa a Pristina.ca di cui, tutto sommato, si puòesser fieri e che potrebbe certamenteesser fonte d’ispirazione infatto di crescita e stabilizzazioneper contesti alquanto differenti.Ora lavori a Pristina, in Kosovo,ma la tua esperienza balcanicarisale a quando giocavamoinsieme a calcio e, contemporaneamente,indossavi ladivisa di militare. Perché avent’anni hai fatto una sceltacosì radicale? E, soprattutto, larifaresti?Se c’è qualcosa che rifarei nellamia vita senza esitazione alcuna èproprio il servizio militare da alpino.Fu certamente una scelta radicale,che lasciò famiglia e amicispiazzati, ma avevo bisogno dichiarirmi le idee su cosa fare nellavita dopo lo spartiacque della maturitàclassica e sentivo che il serviziomilitare mi avrebbe aiutato.Fortunatamente non mi sbagliai. Fuun’esperienza formativa unica, chemi fece crescere moltissimo comeindividuo e come uomo. So checiò può suonare estremamente retorico,soprattutto in tempi comequesti dove il senso della moralitàe dell’umiltà vengono denigratianche da chi, ai livelli più alti, dovrebbedare il buon esempio, mal’anno trascorso come alpino miha inculcato valori e principi sani esolidi ai quali continuo e continueròa fare riferimento con orgoglioe determinazione.Ricordo una sera, dopo allenamento,quando mi parlastidel grande clamore - e ancheAl festival di musica folkloristica a Guca (Serbia).timore - dovuto alle notizie sullacontaminazione da uranioimpoverito e delle resistenze deicomandanti a fare chiarezza.Hai mai capito se la tua vita èstata realmente a rischio inquel periodo?Onestamente non ho mai avutola sensazione che la mia vita oquella dei miei amici e colleghi alpinisia stata in pericolo durante lamissione in Bosnia a causa del rischiodi contaminazione da uranioimpoverito. Ma certamente il problemaera e rimane molto serio enon può essere sottovalutato. Ilclamore ed orrore destato dallemolte (troppe) morti sospette iniziatealla fine degli anni Novantaebbe almeno un effetto positivosulla mia compagnia ed i nostriimmediati superiori, dal momentoche ci indusse ad alzare il livello diallerta ed a stare molto attenti acome muoverci sul terreno. Miauguro comunque che i vertici militaried il Ministero della Difesaitaliano compiano ulteriori sforziper fare chiarezza sul problema,L’ARIONE29


GiovaniL’auto ONU di Daniele danneggiata dai sostenitori del movimento di autodeterminazionekossovaro - albanese.alla luce soprattutto della recentesentenza del Tribunale civile diCagliari che ha condannato il Ministeroa risarcire i familiari di ValeryMelis, un militare della BrigataSassari morto dopo una lungamalattia che lo aveva colpito al ritornoda una missione in Kosovo.Cosa sta accadendo in Kosovooggi? È davvero lo Statoal servizio delle mafie, comesostengono alcuni, o è l’esempiodi un’autodeterminazioneriuscita, come sostengono altri?Questa è davvero una domandadifficile. Credo che il Kosovosia un po’ entrambe le cose: unprecedente di autodeterminazionealmeno parzialmente riuscito ed unneo-Stato indubbiamente intaccatoda fenomeni di criminalità organizzata.A posteriori, il Kosovo postconflittualeè stato comprensibilmentecostruito da gran parte dellacomunità internazionale presentesul campo con l’implicito scopo ditraghettarlo verso l’indipendenza.Ciò è avvenuto nel 2008, tuttavianon come esito naturale di un percorsograduale e consensuale, mapiuttosto come una forzatura impostada alcuni a seguito di un impassepolitica a livello internazionale,dove le “grandi potenze” nonsono riuscite a decidersi sul da farsi.E adesso le cosiddette“grandi potenze” che fanno?L’indecisione di cui parlavoprima perdura e sta avendo conseguenzenefaste per il futuro delKosovo e delle comunità che viIn riunione.appartengono, albanesi e serbiin particolare, lasciando appuntol’autodeterminazione incompiuta.Il risultato è ciò che staaccadendo in queste settimanenella parte settentrionale delKosovo, dove la comunità serbo-kosovarasi rifiuta di accettarel’autorità albanese di Pristinacome legittima ed ha alzatole barricate nelle strade perimpedirle l’accesso al proprioterritorio. D’altro canto, credosia ora importante continuaread assistere Pristina nel consolidareistituzioni sostenibili, democratichee multi-etniche, cosìda garantire al Kosovo un futuroin Europa, come per il restodei Paesi balcanici, assicurandosiche lo spettro della guerrarimanga tale. Nel fare ciò, rimangoconvinto che i politicieuropei ed americani debbanocalibrare attentamente l’usonon solo della carota ma anche,ogni tanto, del bastone, facendoin modo che le autorità kosovarecombattano seriamenteil crimine organizzato ed i traf-30L’ARIONE


Giovanifici illeciti che indubbiamentepassano anche per il Kosovo.Il principio di autodeterminazioneè senza dubbio un elementocardine della formazionedemocratica di un territorio.Ma non si corre il rischio,in certi casi, che si venga a creareuna spaccatura all’internodello Stato, gettandolo magariin conflitti etnici più dannosidello stesso autoritarismo centrale?Certamente l’atomizzazione subase etnica è un pericolo concretoinsito nel processo di autodeterminazione.Per esempio, proprio inKosovo l’indipendenza autoproclamatada Pristina nel 2008 può considerarsicome uno degli elementiche ha contribuito a radicalizzareprogressivamente le spinte secessionistedei serbi della parte settentrionaledel territorio kosovaro. Asua volta, se il nord del Kosovodovesse formalmente separarsi,potrebbero esserci rivendicazionisimili da parte dei serbi della RepubblicaSrpska (che fa ora partedella Bosnia Erzegovina), ma anchedi minoranze albanesi che vivonoin Serbia e Macedonia. È ilcosiddetto effetto domino che moltecancellerie europee ed oltre Atlanticotemono possa riaccendere lapolveriera balcanica.negoziate capaci di bilanciare ilcentro e la periferia. L’autodeterminazionesi può declinare concretamentein molti modi, che non includonosolo l’opzione dell’indipendenzatout court, ma anche,come sappiamo bene noi trentini,varie forme di autonomia capacidi assecondare esigenze particolarie neutralizzare conflitti senzaportare a delle rotture.Parliamo, a tal proposito,dell’Italia: ancora oggi in Sudtiroloc’è chi chiede l’autodeterminazionedella provincia e,un po’ più a sud, qualcuno invocala secessione. Chiedo a te,in qualità di studioso di scienzepolitiche e funzionario europeo:è un fenomeno marginaleo integrabile in un discorsopiù ampio?Fenomeni secessionisti e movimentiindipendentisti sono sempreesistiti nel contesto di imperi,regni e Stati-nazione e continuerannoad esistere, perché, comehai notato tu in precedenza, l’autodeterminazionefa parte delle dinamichedemocratiche. Persinonell’Europa integrata di oggi continuanoad esistere forze politichedi tale impronta, come testimoniatonon solo dalla Lega nord italiana,ma anche, solo per citarne alcuni,dal Fronte nazionale francese,dal Partito indipendentista inglesee dal meno pacifico partitoindipendentista basco. Senza dubbiotutti questi movimenti politiciriflettono particolari specificità locali,ma sono anche quasi tutti accomunatida un forte scetticismoo spesso da un’aperta opposizionenei confronti di fenomeni comela globalizzazione, l’integrazioneeuropea, l’immigrazione e, più ingenerale, il nuovo che avanza. Nonè un caso che quasi tutti i partitieuropei di questo stampo stianonello stesso gruppo parlamentareall’Europarlamento. In un mondodove culture, etnie, religioni ed interessidi ogni genere si incontranosempre più spesso e rapidamente,non deve sorprendere cheparte di una società reagisca tentandodi chiudersi ed evitando ilconfronto per paura di perdereChe fare per evitarlo?Per scongiurare tale scenariocredo sia fondamentale sempre ecomunque cercare con tenacia edeterminazione soluzioni politicheAl consiglio di sicurezza dell’ONU a New York.L’ARIONE31


Giovaniposizioni e privilegi, a ragione o atorto, guadagnati in precedenza.L’importante è però non incoraggiaretale chiusura a riccio perchéun popolo, come ci insegna la storia,cresce e si arricchisce solo attraversoil confronto culturale insenso lato e gli scambi di ogni tipocon altre genti.Torniamo al tuo lavoro: neldettaglio di cosa ti occupi aPristina?Lavoro nell’Ufficio del Capo digabinetto della Missione per loStato di diritto dell’Unione europeain Kosovo. La missione, chesi chiama EULEX e conta quasitremila dipendenti tra personaleinternazionale e locale, è in Kosovoallo scopo di assistere le autoritàlocali nello sviluppare e rafforzareun servizio di polizia, un sistemagiudiziario e di dogane chesiano in grado di operare in manieraefficiente e sostenibile, nelrispetto di criteri internazionali. Ilmio ufficio si occupa di coordinaretutte le attività della missione inmaniera uniforme ed integrata, assicurandosiche ciò avvenga inconformità con il mandato conferitoad EULEX dai 27 Stati membridell’Ue, che finanziano la missioneed hanno ovviamente legittimiinteressi nel far sì che svolga isuoi compiti con successo.Immagino non sia stato semplicegiungere al ruolo che attualmenteoccupi. Com’è il cursushonorum all’interno delleistituzioni internazionali?Non è stato per nulla facile, dalmomento che non esiste un percorsochiaro e specifico. Oltretutto lacompetizione per un lavoro inun’organizzazione internazionale èsempre “globale” ed uno si trova aconfrontarsi con decine di migliaiadi persone. Di recente mi sono candidatoper un lavoro per il quale,ho poi scoperto, si erano fatteavanti più di trentamila persone. Pergiunta, i posti a tempo indeterminatosono pochissimi ed uno è continuamentecostretto a cercare nuoveopportunità professionali dalmomento che tali missioni, una voltaraggiunti gli scopi prefissati, chiudono.Ciò è certamente fonte diincertezza a livello individuale, mafornisce anche costanti stimoli amigliorarsi, acquisire nuove specializzazioniper farsi più competitivi emettersi frequentemente alla prova.Infine, la conoscenza delle linguestraniere è fondamentale, dal momentoche si lavora sempre e soloin inglese e, in minor misura, francesee spagnolo.Dove è cominciata la tua“carriera”?Ho iniziato facendo un tirociniopresso l’Ufficio del Coordinatorepolitico della Missione diplomaticapermanente dell’Italiaall’Onu a New York. Ho poi ottenutoun assegno di ricerca perun istituto di politica internazionaledi stanza a New York ed infine,con un po’ di fortuna e tantadeterminazione, sono finito inKosovo, prima con l’Onu e poicon l’Ue.Veniamo ad argomenti piùleggeri. Non dirmi che haismesso di giocare a calcio!No, come potrei! La passioneper il calcio rimane viva e vegeta.Ma ora mi limito alla partitella infrasettimanalea calcio a cinque edal calcio guardato in televisione.Anche in Kosovo vanno matti peril pallone, quindi da questo puntodi vista mi sento a casa. Più viaggioe più mi rendo conto di quanto ilcalcio sia un potenziale veicolo diamicizia, fratellanza e pace. Ovunquesia stato mi sono ritrovato adiscutere di Mondiali e scudetti esu chi fosse più forte tra Pelè eMaradona. Persino in Bangladesh,dove il cricket è molto più importantedel pallone, ho incontrato genteche di calcio ne sapeva molto piùdi me e rimpiangeva il fatto che illoro Paese non fosse mai riuscito aqualificarsi per i Mondiali.Tra qualche anno sarai unfunzionario in carriera a Bruxelles,a New York o...?Chi lo sa! Davvero non ne hoidea, poiché questo tipo di carrierati può portare davvero in milleposti differenti. E chissà che nondecida addirittura di cambiare professioneod almeno provarci. Dipenderàda molti fattori, ma al dilà della lavoro, per me sarà importantemantenere una relazione fortee costante con i miei genitori edavere al mio fianco la mia ragazzaed i miei cani. Alla fine le cose cherendono felici nella vita sono le piùgenuine e semplici. Il resto è relativo...32L’ARIONE


Giovanidi Anna FortiDirty Job(s):rock alternativo,degradante, sporcoTra i vari gruppi musicali che nell’ultimo anno sono giunti da dentroe fuori regione per esibirsi sull’ormai ambito palco del Circologiovanile culturale e ricreativo (CG), troviamo anche quattro giovanialdenesi: Lorenzo Cosi, Gianmarco Cramerotti, Mattia Frizzi eTommaso Spagnolli, in arte Dirty Job(s).24 gennaio 2011. Data importante.Compleanno di un’amica,di una sorella, di una fidanzata.Cos’altro potrebbero fare tremusicisti per diletto in una situazionecome questa? Semplice, creanoun gruppo e le regalano unconcerto, chiaramente al CG.Com’è stato preparare questoconcerto e suonare per laprima volta in pubblico?“Grazie a quest’idea abbiamocominciato a trovarci regolarmenteal CG per fare prove. Lollo allavoce e alla chitarra, Tom alla chitarraed io li accompagnavo conla batteria” afferma Gianmarco eTommaso aggiunge: “abbiamosuonato delle cover di vari generiin acustico, passando da De Andrèagli Arctic Monkeys, da EddieVedder ai Nirvana, con deglistrumenti che definirei agricoli inquanto a qualità dei suoni, ma anchenoi in effetti eravamo veramentealle prime armi”. “Infatti”- prosegueLorenzo- “non avevamo inprogramma di andare avanti, pensavamosarebbe stata un’esperienzacircoscritta alla festa”.Poi invece avete deciso dicontinuare...Sì, è stata un’esperienza emozionanteanche se ancora un po’abbozzata, ma sentivamo di averequalcosa di nostro da esprimere.In più poco tempo dopo siamostati invitati a Cimone per suonareil 14 maggio al San Rock e questoè stato un ulteriore incentivo perproseguire con questo progettomusicale e per dargli un nome: DirtyJob(s).San Rock e la svolta.Al concerto di San Rock ci siamoripresentati con un repertoriodi cover in acustico e alcune primebozze di canzoni nostre. Ma èstato in quell’occasione che abbiamosuperato le nostre titubanze ariguardo e, grazie al consiglio di altrimusicisti, abbiamo capito di averbisogno di un bassista. Il caso vuoleche la persona che cercavamofosse presente a quell’evento esuonasse con il gruppo dei Butterless.State parlando di MattiaFrizzi. Cos’è cambiato daquando è entrato nel gruppo?Abbiamo contattato Mattiaqualche settimana più tardi perL’ARIONE33


Giovaniproporgli una collaborazione in vistadel Kick Sound Festival diSardagna, che si sarebbe svolto il16 luglio.“La partecipazione al KickSound Festival con i Dirty Job(s)è stata per me una specie di prova.Inizialmente non avevamo previstoche io restassi, ma poi misono reso conto che il gruppo avevadel potenziale nel quale valevala pena di credere e ho deciso dirimanere. Così sono seguiti altriconcerti, fra cui è da ricordare ilLive at Albere Park, qui ad Aldeno.Inoltre, devo dire, siamo andatisubito d’accordo e questo èun elemento fondamentale perpoter fare dei progetti per il futuro”,racconta Mattia.Lo stesso entusiasmo vieneespresso anche dai tre fondatori,che spiegano: “Con l’ingresso diFrizzi nel gruppo è cambiato letteralmentetutto in meglio! Sostanzialmenteabbiamo rivoluzionato idue fattori fondamentali: siamopassati dall’acustico all’elettrico eabbiamo incominciato a crearecanzoni nostre, lavoro che ci haportati negli ultimi concerti a nonaver più bisogno di ricorrere allecover”.Musica in elettrico e canzoniproprie, cosa hanno comportatoqueste trasformazionida un punto di vista pratico?Suonare in elettrico comportala necessità di trovare dei suoniche si addicano esattamente al branoe al tipo di sonorità che si vuoleesprimere. Per questo è statonecessario dotarci di una strumentazioneelettronica nostra e quindiinvestire nell’acquisto di chitarreelettriche, pedali volume, amplificatoriecc. Infatti, specifica Tommaso,“senza la propria strumentazionenon è possibile dedicare iltempo necessario alla creazione disuoni personali, in quanto è fondamentaleche essi assumano esattamentela tua personalità, devonostarti addosso come fossero unvestito”.La sistemazione dei suoni peròviene dopo. Per creare una canzoneserve per prima cosa un’ispirazioneiniziale, generalmente riguardoil giro di chitarra e la melodiavocale. Poi Lorenzo associai testi e noi per libera interpretazioneci lasciamo trasportare eaggiungiamo volta per volta qualcosadi nuovo, finché il brano nonci sembra completo. “Diciamo cheLollo arriva in sala prove con unabozza di quel che sarà la canzone,poi si crea in progressione, tuttiinsieme mentre si suona”, precisaGianmarco.Di cosa parlano le vostrecanzoni?Risponde Lorenzo: “Non semprele canzoni che scrivo hanno unsenso compiuto. Mi spiego: alcunevolte voglio esprimere un messaggiochiaro e mi focalizzo su untema preciso; ma più spesso leparole derivano direttamente dallamusica, è come se un determinatopassaggio armonico me lesuggerisse ed io le canto. In questocaso quindi emergono dei testiche hanno un significato proprio enei quali ognuno può inserire il sensoche preferisce”.In definitiva, come definiresteil vostro genere musicale?La musica che facciamo è unmisto d’influenze diverse. Ci ispiriamoun po’ ai Verdena, ai Nirvana,agli Arctic Monkeys e leggermenteanche ai Pink Floyd, main realtà quello che ne emerge èun qualcosa di originale. Trovareuna definizione adatta a questogenere non è facile, potremmo direche è una sorta di alternative rockdegradante sporco (da qui il nome)molto sperimentale e anche un po’psichedelico.Quali progetti per il futuro?In generale l’obiettivo è quellodi continuare questo progetto, diandare avanti e crescere musicalmentegiorno per giorno così com’èstato fino ad ora. Nello specificoabbiamo in programma didedicare la maggior parte dellenostre energie alla realizzazione diun demo presso il Centro Musicadi Trento, che conterrà sei dellenostre canzoni.Qualcosa da aggiungere?Grazie a tutti quelli che hannocreduto in noi, in primo luogo StefanoRossi e Stefano Cench, ainostri fans, a “quei de Sardagna”,al Centro Musica di Trento (sedeattuale delle nostre prove) e naturalmenteal CG, che è la nostracasa.34L’ARIONE


Giovanidi Paolo BisestiLa democraziachiama i giovaniUn progetto importante di conoscenza delle istituzioni nel 2012 delPiano giovani Arcimaga.Quante volte leggendo ungiornale, ascoltando esponenti politici,attori istituzionali, semplicementegente comune si sente parlaregenericamente di democrazia.Ma fino a che punto i cittadini nesono effettivamente parte? E, soprattutto,fino a che punto i giovanine sono consapevoli? E’ propriopartendo da questa considerazione,solo apparentemente qualunquista,che abbiamo pensatoall’interno dell’attività per il 2012del Piano Giovani di Zona “Arcimaga”,di realizzare un progettorivolto principalmente a giovaniadulti, in età universitaria e postuniversitariadelle comunità di Aldeno,Cimone,Garniga Terme e lecircoscrizioni di Mattarello e Ravina-Romagnano.una riflessione critica, non solo rivoltaa possibili soluzioni delle questioniad essi sottese, ma indirizzata,nell’ottica di una comparazionetra la situazione trentina, italianaed europea, a fornire quellistrumenti utili ad uno sviluppo dellacapacità di analisi generale del giovane, capacità poi spendibile nelcorso di tutta la sua “carriera dicittadino”.In questo periodo di grandeindignazione sociale per una classepolitico-dirigenziale, che appareai più lontana dalla realtà quotidiana,incapace di dare una rispostaalle pressanti esigenze di trasparenza,efficienza, rinnovamento,il termine democrazia torna attualepiù che mai. Ma di che democraziaparliamo? Il concetto didemocrazia non si è cristallizzatonell’arco del tempo, in una solaversione o in un’unica concreta traduzione,ma può trovare ed ha trovato,la sua espressione storica indiverse espressioni ed applicazioni.L’idea di un passaggio storico,che nasce da un dibattito apertogià nel secolo scorso, da una piùantica forma di democrazia, autoritariae “quantitativa”, esercizioesclusivo di una maggioranza, aquella odierna, autorevole e “qualitativa”in grado di fornire garanziealle minoranze; ci impone diguardare oltre una vuota retoricaL’obiettivo è quello di aprirespazi di confronto e dialogo suitemi di fondo della società contemporaneae di stimolare la partecipazioneattiva dei giovani all’elaborazionedi un pensiero criticoed informato su di essi. Tuttociò al fine di contribuire ad unaformazione civica del giovane chesi traduce in in-formazione di qualitàsui temi proposti, stimolandoL’ARIONE35


Giovaniche presenta la democrazia comeun valore assoluto, facendone unfatto di “supremazia morale” darivendicare nei confronti dell’avversariodi turno, per soffermarcisu una democrazia che sia capacitàdi confronto e valorizzazionedei diversi punti di vista in un’otticadi rispetto reciproco ed esercizioqualitativo e qualificante perl’intera comunità.E’ alla luce di tutto questo chenasce l’idea di un percorso caratterizzatoda una rassegna di dialoghiaperti e multidisciplinari, chepossano esser momento di formazioneed arricchimento personale,ma soprattutto momento di confrontoe laboratorio di idee chepossa esser occasione di crescitaper la comunità e il territorio. Nonsi tratta di dar vita a momenti di“catechizzazione” per i più giovani,ma, ed è questa la vera sfida,offrire loro l’opportunità di farequalcosa di attivo per crescere eformarsi come persone e comecittadini, nella consapevolezza cheil tempo delle scuse e delle faciliconsiderazioni qualunquistiche siafinito, e che la costruzione di quellache sarà la nostra futura società,dipenda dall’impegno che ognunodi noi, di loro, saprà e vorràtradurre in pratica. Il filo conduttorenon può che esser rappresentatodal binomio giovani e democrazia,riferimento essenziale sulquale andranno a ruotare alcunearee tematiche e d’interesse. Abbiamol’opportunità e il dovere,credo, di dare ai più giovani e nonsolo, la possibilità di costruire erisvegliare un interesse per la cosapubblica, che non sia fatto solo dicritica fine a se stessa, ma che sitraduca in interesse ed impegnodiretto al territorio. Non dobbiamoperdere l’occasione.Una comunità, grande o piccolache sia, sarà organizzata davveroin maniera democratica quandociascun soggetto porterà il suopersonale contributo alla gestionecollettiva con un impegno che vaal di là della pura delega rappresentativa.Non basta più semplicementeprender atto del decadimentodell’interesse collettivo nelledinamiche pubbliche, nè rifugiarsiin sconsolati e superficiali commentiche lasciano solamente spazioal disinteresse e alla non partecipazione.Nelle riflessioni cheauspichiamo questo progetto favorisca,vogliamo che i giovani sianoprotagonisti attivi, proprio queigiovani che spesso vengono accusati,in parte forse a ragione, di unacerta apatia, ma che abbiamo l’ambizionedi dimostrare, essere ingrado di porsi in maniera propositivanei confronti di tutta la società.Seppur limitata l’iniziativavuole comunque offrire un contributoall’aumento della forza delleidee nella consapevolezza dell’importanzadell’intervento di ciascuno.E’ proprio questa in sintesil’anima del progetto. Rendere protagonistail giovane, con le proprieidee, aspettative, sogni, della crescitae sviluppo del proprio territorio.Non si tratta di formare un’opinione comune ma di dar vocealle peculiarità dei singoli, comerisorsa importante per il bene comune.Si tratta in ultima analisi diun forte e chiaro appello al singolocittadino, ai giovani, ai meno giovani,indipendentemente da convinzionepolitica ed estrazione sociale,perché ritorni a mettersi ingioco in prima persona, perché diavoce e corpo alle proprie idee,perché contribuisca con il proprioimpegno e le proprie capacità acostruire il proprio domani.36L’ARIONE


Culturadi Lorenzo LucianerRenzo Francescotti,racconti dal TrentinoPresentato in Comune l’ultimo volume di Renzo Francescotti. Lanonna di Garniga, un passato da rifugiato ad Aldeno, le proprietàdi famiglia lavorate da mezzadri aldenesi legano lo scrittore al paeseed alla sua storia.Il rigoglio dell’adolescente negliocchi che si accendono d’entusiasmo,la saggezza dell’età, larisolutezza dell’uomo che ha studiatoe vissuto, che ha esperito edelaborato molto ed ha titolo perraccontare. Renzo Francescottiparla di sé e della sua gente, dellasua infanzia, terreno di conquistacomune alla sua generazione; giardinomagico, dove attingere almito, per quelle successive. Raccontadi eventi, di costumanze, diambienti: ingredienti di storie chetravalicano l’episodio e si estendononello spazio universale dell’uomo.Storie dentro le quali ciascunoriconosce un po’, forsemolto, di se’, del suo passato e delsuo presente.Francescotti, i suoi 20 racconti“dal” Trentino: non “del”, o “nel”, o“sul”: punto di partenza, la sua terrae la sua gente, per il lungo viaggiodi una vita che, “dal” Trentinogiunge a capolinea inattesi, lontaninel tempo, nelle città, centrifugati inepiloghi sorprendenti.La fuga dalla città bombardataed il rifugio aldenese, le radici nelpiccolo villaggio di Garniga, le figureconsuete ed eccezionali chehanno popolato la sua esistenza, imestieri del suo tempo, gli animalie le piante, le lingue – il dialetto,prima di tutto, poi anche l’italiano– che lo hanno messo in comunicazionecon il mondo. RenzoFrancescotti non ha scritto questiracconti per un’autobiografia.Ma, tutti insieme, compongono unabiografia ambientale, condivisadagli abitatori dell’epoca. Racconta,nelle storie, la sua storia, che èanche storia di tutti, identificazioneprofonda.Si intrecciano persone ed accadimenti:un suicidio sventato dauno sciopero, lo zio prigioniero diguerra in Australia, la crudeltà diun funerale negato, un tradimentotra i partigiani, la tragedia dei mortiammazzati ad Aldeno tedeschi epartigiani a guerra quasi finita, l’ingannodell’Opus Dei, la scopertadi un biotopo, la morte di uno scoiattolo,impatto desolante della civiltàindustriale sulla natura, la vitadegli animali accanto all’uomo, unasciagura aerea, altri suicidi, perdelusione e solitudine, il silenziosolinguaggio delle piante.Queste ed altre storie, architetturedi una vita, dentro la quale siattraversano inviluppi di pensieri.Architettura di un libro scritto inprima persona, ma in panni diversi:di ferrovieri, piloti, cacciatori,padri, partigiani, bambini, madri,coltivatori di mele, viaggiatori eprofughi.La più difficile di queste vesti-L’ARIONE37


Culturazioni: indossare le gonne di unadonna, i suoi capelli, il suo corpo,il suo pensiero. Ci ha provato,Francescotti, riuscendoci, per giudizioconcorde delle lettrici, le unichea poter dire se il professoreha vinto la sua scommessa. Personaggioemblematico e sublime“La Tata”, la governante: riscattoda una pregiudiziale sottomissionecome destino, in forza di unamente flessuosa come i fianchi dellefemmine, adattabile come laloro pazienza.Vicende pensose, tutte, con laguida dell’autore e la forza dei fatti,che rendono docile l’ego del lettorepiù riottoso, convincente sentieroverso una solidità morale chenon si fa confondere. Narrazionee riflessione, antigiornalismo, commistionedi vita e meditazione, nessunaseparatezza, giustapposizionedi piani diversi, così com’è naturaleche sia nella testa degli uomini,con-fusione creativa e vitale.La fierezza del dialetto comelingua degna, senza soggezioni, unalezione appresa dalla strada e confermatadagli studi: un’opportunità,una marcia in più, dice Francescottia coloro che pretendono diprivarne i figli, in adesione al piùfrainteso dei modelli culturali diprovincia. Francescotti è, del resto,poeta dialettale e poeta “sociale”.Non rinnega la sua borghesiadi professore e studioso, la integranella cultura umanistica di unacomune ed eguale dignità, tempratadalle esperienze della vita e dellamorte, che rendono identici gliuomini. La cattiveria, l’indegnità,non sono di classe: sono dell’uomo,risalgono ed attengono alla suaresponsabilità personale. Francescottiuomo di scuola, educatore,prima ancora che scrittore e delpoeta, la vede così. Risponde senzatentennare all’intervista che sidipana nella sala attenta: quelledomande, le ha lungamente postea se stesso, le risposte gli sono familiari,stanno negli incontri dellasua vita.La scrittura? “Una faticaestenuante, un documentarsimaniacale, una sfida agli scetticied ai saccenti, ricerca di veritàa prova di confutazione”.Il ritmo del racconto? “Si ottienecon la scansione graficadei sintagmi / separati dalloslash / la barra obliqua / soltantoladdove l’azione si fa veloce/ e la scrittura non può farsi sopraffare/non può restare indietro”.Come la musica di strada, il“rap”? “Sì, può essere un rap.Siamo in pochi ad usarlo.”Poeta sociale, va bene? “Sì, miva bene. Ma non cantore dei vinti.Cantore della dignità e dell’orgoglio,piuttosto, dell’identità.Avvelenatore di pozzi, comediceva Franco Fortini, insinuatoredi dubbi, interrogativi, fòmitedi cambiamenti”.La Resistenza? “Hanno fattopiù male alla Resistenza i partigianidell’ultima ora, opportunistisenza idealità”.L’infanzia? “Le bombe suTrento, i bagni nell’Adige vecchioad Aldeno, Garniga, il Bondone,il fiume nella città, Trento,il fascino ruspante dei figlidel popolo, la lotta per conquistareuno spazio tra di loro, compagnidi strada, veri”.L’al di là? “…uno spazio-tempodi luci ed ombre che non sidelimitano, non si contrappongonosino a darsi l’illusione delleforme. Una ricombinazioneimmateriale di ciò che noi chiamiamospirito, di ciò che alcunichiamano anima”.Il dialetto? “La differenza stanel passato prossimo, un’azionenon conclusa, senza la saracinescadel passato remoto, il perfetto,il tempo definitivo, che neldialetto non esiste. Tutto puòancora divenire, modificarsi. Leconseguenze ultime delle azionie dei pensieri, nel dialetto, debbonoancora disvelarsi. Nel dialettoc’è sempre un’attesa, peruna potenzialità misteriosa,aperta”.Che insegnare ai bambini? “…gli insegnerei a guardarsi dentro,gli insegnerei cosa scegliere,cosa volere, e a lottare perottenerlo, gli insegnerei ad alzarele spalle a chi si prende giocodi lui perché è diverso, gli insegnereiad amare profondamentee a difendere la sua identità,gli insegnerei che la pecora neraè unica, che vale mille insignificantipecoroni bianchi, gli direiche il suo cuore e il suo cervellopossono e debbono essere liberidi provare e pensare ciò che vogliono,se con quello che vogliononon recano danno o doloreagli altri”.38L’ARIONE


Culturadi Cristina ContRaggiungo Maso Case Carliattraverso la lunga strada poderale,ora asfaltata, che fiancheggia laprovinciale a sud del paese. Lacampagna è un tripudio di colori,odori, profumi, anche d’inverno.Accompagnano il mio passo decisoil volo lieve ed elegante di unairone cinerino e il blu metallico diun martin pescatore che, tra i cannetilungo l’Arione, vola rasentel’acqua in un gioco di luci e trasparenze.Sembra quasi di trovarsi in unparadiso terrestre, l’ideale per unpittore con l’esigenza di staccarela spina, di stare ai margini di unmondo che va sempre di fretta, alquale quasi tutti siamo costretti adadattarci.Alvarez, pittoreromantico egentiluomoEnnesimo riconoscimento per il “pittore di clown e vecchi con lapipa” che vive alle Case Carli, a sud dell’abitato di Aldeno. Unacarriera artistica in costante ascesa; da poco è stato eletto Artistadell’anno dal prestigioso Catalogo Internazionale di Arte Moderna,diretto dal critico d’arte Remo Alessandro Piperno.Maso Case Carli.Alvarez al cavalletto, nel suo studio.Silenzio e natura circondano ilpittore Alvarez e la sua casa-ateliere lo aiutano a fissare sulla telacolori, luci, sensazioni, emozioni.Alvarez Festi, in arte Alvarez -il nome rimanda a mondi spagnoleggianti,ma è semplicemente ilsuo nome di battesimo – è nato aNomi e da dieci anni vive e lavorain un’ala ristrutturata delle CaseCarli, a sud di Aldeno, al confinecon Nomi.Alvarez dipinge da oltre cinquant’anni,anche se ammette chenon è semplice campare con l’arte.In più di un’occasione, soprattuttoai primi tempi, è stato costrettoa condividere il pane con altricolleghi, piegandosi alle leggi nonL’ARIONE39


CulturaPagliaccio impressionista.scritte del mondo dell’arte e delcommercio. Ma l’amore per la pitturaè stato più forte, anche deibisogni materiali.Questa passione per l’arte, eper la pittura in particolare, gli èstata trasmessa da un lontano parente,maestro d’arte, specializzatoin arte sacra. Lo zio – cosìera chiamato l’uomo da Alvarezbambino -avvicina il discepoloalla pittura sacra, lo porta con séad affrescare le chiese, a restaurarei mosaici, gli insegna i primirudimenti di quest’arte. E proprioa questa iniziazione si può ricondurreuno dei temi tanto cari adAlvarez, quello dei chierichetti.Bambini con i lunghi camicionibianchi e rossi, ritratti in atteggiamentinaturali, vivaci, spesso birichini,inseriti in preziosi internidi chiese. E proprio nel riprodurregli interni delle chiese l’artistafa sfoggio della propria maestria:raffinati capitelli resi nei minimiparticolari, altari barocchi, marmipolicromi, luci, foglia d’oro edi rame.Alvarez ama definirsi un pittoreautodidatta, o quasi. Per quattroanni frequenta l’Accademiadi Brera, a Milano. Esperienzaformativa, ma che lo ha lasciatocon l’amaro in bocca: - “A Breranon si prendeva mai il pennelloin mano, ore ed ore a discutere,a parlare di filosofiaorientale davanti ad una telainteramente pennellata di viola,per me era solo una distrazione”-.Tornato alla solitudine del suostudio, abbraccia la tecnica maggiormentein voga negli anni Sessanta:pennellate brevi, fitte, nervose,macchie di colore alla manieradegli Impressionisti. - “Senon dipingevo così, non vendevo,anche se io ho sempre preferitola pittura classica, tradizionale,dovevo mangiare, questoera quello che chiedeva lacommittenza”.Angelo custode.Ma proprio alla pittura tradizionaletorna negli anni successivi.Le ultime sue produzioni sono unaserie di Angeli custodi, che ricordanoi vecchi santini che avevanoil compito di vigilare e proteggerele vite dei più piccoli. Altra serie40L’ARIONE


CulturaLa copertina del Catalogo Internazioale d’Arte Moderna dedicata ad un’opera di Alvarez.recente, di cui possiamo apprezzarequalche tela lungo le pareti dicasa, è un omaggio a Caravaggio.Al pittore cinquecentesco l’artistatrentino si è avvicinato conumiltà e soggezione solo negli ultimitempi, in età matura. In questaserie possiamo ammirare splendidiparticolari di nature morte, canestridi frutta dove l’intinto spingead accarrezzare la buccia vellutatadella pesca in primo piano,la scorza ruvida del melone, adavvicinare il naso ad una margheritaper coglierne il profumo.Da decenni Alvarez è un pittorecon la P maiuscola ed i riconoscimenti,anche internazionali, nonsi sono fatti attendere. Il primo, aSanremo nel 1976, il più recentenel 2010 quando è stato nominato“Artista dell’anno” dal CatalogoInternazionale d’Arte ModernaMDS curato da Piperno. Riconoscimentiche, a ragione, inorgoglisconoe ripagano l’artista ditanti sacrifici.Anche Vittorio Sgarbi ha scrittodi Alvarez, pittore di clown evecchi con la pipa. Lo ha definito“un artista che nella sua assolutaistintività, nella sua arcaicacomplicità con la naturaè in grado di inserirsi a pienotitolo nel dibattito sull’arte contemporanea,proponendo un linguaggiofigurativo a spiccatocarattere espressivo che parla dicose semplici e si rivolge a personecomuni...”. È vero: la pitturadi Alvarez piace a molti, perchécomprensibile da tutti, nulla èartificioso nei suoi quadri.Non possiamo parlare di Alvareze non citare i clown, soggettomolto caro a generazioni di artistie al quale è forse dovuta la suaAlvarez, nel suo studio, mostra con orgoglio lo speciale dossier “Artista dell’anno” a luidedicato.L’ARIONE41


CulturaPagliaccio.maggior popolarità e che gli ha valso,nel 1997, il Premio Elite a Firenze.A chi non è rimasto impresso,in qualche angolo del cuore, ilvolto di un suo pagliaccio dagli occhimalinconici, quasi sconfinantinella tristezza? Chi non ha provatoun senso di smarrimento neiconfronti di un clown con gli occhigonfi di lacrime? Pagliacci variopinti,col naso rosso, il trucco esageratoe un sorriso stampato sullelabbra, ma dagli occhi infelici,specchio di un’anima anch’essaafflitta dal dolore. Occhi carichid’espressione – presi in prestito daPapaveri e spighe.persone vicine al pittore, spesso ilfiglio Elio - che possiamo ritrovareanche nei vecchi, nei vagabondi,nei barboni, nei suonatori distrada che Alvarez ama tanto ritrarre.Nei suoi paesaggi, nelle suecomposizioni floreali troviamo inveceun tripudio di colori allegri,di rossi, di blu, di giallo oro, coloristesi con padronanza e maestriadall’artista trentino.Alvarez, pittore tradizionalista,è un uomo riservato, schivo, gentile,lontano anni luce dallo stereotipodell’artista genio e sregolatezza.Prima di lasciarlo alla sua tavolozza,gli chiedo quali sono i suoiprogetti per il futuro e lui, con garboe un sorriso, risponde: - “Asettant’anni non ho più le energieper spostarmi, per fare mostrein giro per l’Italia e l’Europa.Adesso la mia soddisfazionepiù grande è accogliere le personeche vengono a trovarmi, aguardare i miei quadri. Perquanto riguarda pennelli e tavolozza,spero di continuare adusarli ancora per molti anni, almenofino a quando non mi verràl’artrosi al braccio destro”.È ormai sera quando lascio, amalincuore, la sua casa, il cavallettoal centro del salotto, i pennellisparsi ovunque, il calore dellastufa ad ole. Lo lascio tornare allaamata solitudine, alla tavolozza,alle tele, ai tubi di colore. Rientro,a passo lento, verso norddove intravedo la silhouette delcampanile avvolto dalle luminarieVecchio con pipa.natalizie. La mente non mi segue,torna indietro, al pittore, alla suavoglia di raccontare e raccontarsi,alla sua umiltà, al suo dipingerecose comuni per gente comune.Ecco dove corrono i pensieriche non seguono i miei passi: versoun altro pittore aldenese, unautodidatta vero, che ha condivisocon Alvarez, se non i colori, letecniche ed i soggetti, sicuramentela semplicità e l’umiltà, la ricercaappassionata, l’attaccamentoagli ambienti della propria infanziae della quotidianità della sua gente:Giuseppe Comper “’l Bepi Pùbio”.Da poco ci ha lasciato, interrompendoil filo di un lunghissimodialogo con il paese, il suomondo. Restano di lui i suoi quadri,i suoi colori, il tratto del suopennello: lenti speciali con le qualiosservare la quotidianità, quella dicui oggi non ascoltiamo più la vocee che solo attraverso la sensibilitàdell’artista ritrova le parole, diventandostraordinaria.42L’ARIONE


Culturadi Marcello EnderleVita sempre inavanti per 85universitariLa sezione di Aldeno dell’Università della terza età e del tempodisponibile compie 10 anni. La cultura della consapevolezza e dellaserenità coinvolge anche molti uomini, 18. Un invito a continuare atenere viva la propria curiosità.L’Università della Terza Etàe del Tempo Disponibile è una realtàormai fortemente radicata adAldeno. Nata nel 2001 raggiungequest’anno i dieci anni di attivitàformativa e tra gli iscritti c’è ancoratanto entusiasmo e curiosità perle proposte formative, concretaoccasione per migliorare la qualitàdella vita tramite conoscenza eformazione.Questi dieci anni trascorsi insiemein aula danno la coscienzadel valore di un’esperienza rivoltaad un obiettivo sostanziale: acquisireuna ricchezza che potremodefinire “la cultura della consapevolezzae della serenità”.Conoscere, aggiornarsi, sentirsiancora protagonisti, offrire la propriapersonalità a tanti stimoli chevengono offerti dalla cultura ed inun clima di amicizia e di reciprocaintesa è senza dubbio possibile,anche in età matura.E allora, anche dopo dieci anni,non si guarda indietro a traguardiraggiunti, ma si tende verso nuoviprogrammi, nuovi progetti: “la vita…è sempre in avanti” con la consapevolezzache l’apprendimentolungo tutto l’arco della vita è undiritto irrinunciabile, ma anche undovere sociale.È con questa riflessione cheauguriamo a tutti gli 85 iscritti unbuon lavoro e una fattiva partecipazioneai momenti di incontro; loauguriamo soprattutto ai nuoviamici di percorso ed ai 18 iscrittimaschi, sapendo che questo dato,ormai storico, mette la sede di Aldenotra le prime a livello provincialeper percentuale di iscrizionemaschile.Diamo qui una sintesi per titolidegli argomenti che sono in trattazionenel corrente anno accademico2011-2012.- Questioni di bioetica, il testamentobiologico: 4 incontri condottida Mattia Maistri- Bibbia e cinema: 2 incontricondotti da Piergiorgio Rauzi eGiorgio Butterini.- Storia contemporanea: 4 incontricondotti da Diego Mazzoleni.- Viaggio nel cosmo, elementidi astronomia: 4 incontri condottida Francesco Moser.- Introduzione al diritto: conferenza(1 incontro) con LorenzoEccher- Introduzione alla medicinanon convenzionale: conferenza (1incontro) con Ruggero Cappello.- La donna nella religione islamica:conferenza (1 incontro) conNibras Breigheche.L’ARIONE43


Cultura- La leggendaria spedizione diCarlo Magno da Bergamo in valCamonica e Trento: conferenza (1incontro) con Luciano Imperatori.Tutte le lezioni e conferenze sisvolgono il venerdì dalle ore 14.30alle 16.30 nella sala consigliare delComune di Aldeno e si ricorda chesono aperte non solo agli iscritti maanche a tutti i residenti con oltre35 anni d’età.L’attività del gruppo però nonsi esaurisce negli incontri di formazioneprogrammata ma si prolungain altri numerosi momenti chenascono proprio dagli stimoli checrescono in aula. La curiosità culturale,l’attenzione agli aspetti dellasocietà e della persona si realizzanoe si esprimono allora in iniziativeculturali e sociali di orizzontepiù ampio: visite a musei e luoghidi valore storico locale e nazionale,visite a mostre d’arte, a esposizioni,incontri con personalitàdella cultura e della politica, gitedi uno o più giorni, attività ginnichee motorie.È anche questo un modo perriconoscersi e insieme caratteriz-zarsi fortemente nel tessuto socialedel paese, un modo di sentirsiparte attiva nella crescita civile eculturale attraverso anche momentidi aggregazione e gioioso divertimento.Vogliamo chiudere la nota informativasull’attività di quest’annoaccademico con un invito rivoltoa tutti, alle autorità del paese, inparticolare al Consiglio comunaleche tanto ci supporta sul piano logistico:festeggeremo questo decimoanno formativo con un eventopubblico e con la distribuzionedegli attestati di fedeltà a quantisono iscritti dal primo anno.Desideriamo che questa giornatanon sia solo riservata agliiscritti della Utetd ma che, comesempre è stato nostro desiderio,diventi festa per la comunità, festaofferta da anziani impegnati in una“vita sempre in avanti” e che voglionosentirsi presenti a buon titolonella vita del paese.PIFFER E DELAITI ESPONGONO AL CENTROFIOREDal 15 al 30 settembre Jolanda Piffer e Teresa Delaiti hanno esposto i loro lavori alCentrofiore di Romagnano. Jolanda si è cimentata con le ceramiche decorate a mano:vasi, piatti, soprammobili, portalampade conmotivi floreali, frutta e paesaggi. Teresa ha dipintograndi tele con nature morte e paesaggicoloratissimi.Jolanda mostrava le sue opere per la primavolta, dopo aver frequentato per molti anni conpassione i corsi di pittura promossi dalla Bibliotecacomunale di Aldeno, in particolarequello su ceramica tenuto da Annamaria Degasperi.44L’ARIONE


PoesiaL’Arionedi Ivo Condini MosnaL’acqua la porta vita ‘n dei paesi,e noi col nos torente el saem,elo el passa a l’am dodese mesi,“Arione” i l’ha ciamà quei de Naldem.El perché se poderia anca intuirlo,la brezza fresca porta en del paes,basta nar su ai “Fereri” e li sentirlo,quel corentim che tira sempre…o spes.L’Arione nasce propri al lac de Zei,el score calmo fora per la piana,el bina a um sortive e anca ruscei,e l’acqua de le Pale e de Zendrana.El torente oramai gros, el s’ha scavàna gola così fonda, streta e scura,e che la “Val dei Inferni” è stà ciamà,a narghe dentro, la fa quasi paura.‘N altro l’è stà rifat da na persona,che con sapienza el l’ha riportà ‘n gloriae per “dimostraziom” questo ‘l funziona,così l’è testimone de la storia.Da noi l’agricoltura la è cambiada,e gram no se ‘n somena pù ormai,e alor anca la zent la sa agiornada,molini non va pù, i è arbandonai.Po’… l’acqua ‘n del paese i la sfrutava,gh’era le “lavandare” per le donee con canai diversi i la deviavacosì da beverar tute le zone.Con competenza i veci de sti aniL’Arione ‘n del paes i ha ‘ncanalàPerché no ‘l vaga for e ‘l faga dani,con do bei muri che lo tegn badà.Zo ‘n font en de sta val tetra e sassosa,score veloce l’acqua viva e bianca,che a forza de sbalzar la vegn rabiosa,ma utile a la zent… guai se la manca.I omeni sti ani i la sfrutava,i ha costruì fusine e anca molini,e con sapienza l’acqua i ‘ncanalava,così i feva girar rode e rodini.Na “centrale” funzionava a me ricort,e la turbina feva la “corente”,ades chi la gestiva ‘l sarà mort,de la centrale resta poch o gnente.En Val dei Inferni ghè anca i molini,pu sta centrale e’n par de “fusine”,de uno al so posto ghè sol spini,e de la casa resta sol rovine.L’ARIONE45


Sport30 annia corpo liberoLa ginnastica artistica ad Aldeno compie 30 anni. Il racconto entusiastadi Sheila Mosna attraverso le esperienze raccolte in giro perl’Italia. Con ancora tanta voglia di divertirsi ed emozionarsi.di Sheila MosnaTrent’anni fa la ginnastica artistica,è entrata nella vita della nostracomunità e nella mia... e non ne è piùuscita! Trent’anni... di saggi, di gare,di spettacoli, di viaggi, di emozioni, dirisate, lacrime e sudore... che dire?Potrei scrivere un libro, con tutte leesperienze meravigliose che ho vissutopraticando e insegnando questafantastica disciplina... mi limiterò allepiù salienti...Nel 1983 la ginnastica aldenesefa la sua prima apparizione sulla scenanazionale. Infatti dopo una vittoriainaspettata alle fasi provinciali dei Giochidella Gioventù di Ginnastica Artistica,la squadra della Scuola Mediadi Aldeno formata da Elisabetta Brunelli,Cinzia Baldo, Maddalena eRoberta Cont, Maria Spagnolli, CristinaPiffer ed io, allenate da RosannaEvangelista, ha partecipato alle fasinazionali a Roma.Ricordo, come fosse ieri, le lacrimedi gioia... era la nostra primagara... eppure ce l’avevamo fatta!Che esperienza meravigliosa fuquel viaggio!! Di crescita umana, culturale,sociale... ha talmente segnatoin positivo la mia vita che, poi, da al-1999 - Le ginnaste aldenesi a Göteborg,da sx: Sara Cramerotti, Alice Baldo, SheilaMosna, Monica Pallaver, Stefania Mosna,Sonia Candioli, Eleonora Maistri eRoberta Cramerotti.lenatrice, quando ho potuto ho sempreportato i miei allievi in trasferta,ovunque fosse possibile!E così nel 1996 arriviamo alla secondatrasferta nazionale della ginnasticaaldenese... dopo aver vinto laFesta regionale, si parte per Riccionealla volta della Festa nazionale dellaGinnastica!E anche lì, ci attende un successoinaspettato!!! La nostra coreografiasulle note di “Per colpa di chi?” diZucchero (che era interpretato dalnostro mitico Alessio Micheletti!), vieneselezionata per partecipare al GranGalà di apertura del Festival internazionaledel sole! Non solo eravamola prima squadra trentina che partecipavaad una Gymnaestrada nazio-46L’ARIONE


SportDa sx: Alessio Micheletti, Sara Cramerotti, Marika Piffer, Sonia Candioli, Alice Baldo,Stefania Mosna, Marilena Liberi, Maura Baldo, Sheila Mosna, Germano Morellato(delegato FGI). Sotto da dx: Roberta Cramerotti, Monica Pallaver, Eleonora Maistri,Diana Cramerotti.nale, ma addirittura venivamo scelte,tra i colossi della ginnastica delle maggioricittà italiane, per un galà internazionale...incredibile!!! Che avventurastupenda... tanto impegno, ma...non è mancato sicuramente il divertimentonella perla dell’Adriatico! Anchequesta ha segnato la mia vita perchè,per un anno e più, ho sognatoche andavo in trasferta e perdevo unallievo!!Ma gli incubi non mi hanno fermatae questo fu solo il primo di unalunga serie di viaggi e di successi!!Ogni gara, una qualificazione sul gradinopiù alto del podio e via... semprepronti a partire! Ai vari CampionatiNazionali ad Abano Terme, Pesaro(nel 1998, dove Sara Cramerottisi è classificata terza assoluta allatrave), e più volte a Fiuggi (dal 1999al 2007 quando la squadra delle ragazzedelle superiori ha vinto l’argento),alle varie Gymnaestrade nazionalidove le nostre coreografie sonosempre state scelte tra le migliori dieciper partecipare ai galà di chiusura,a 6 edizioni del Festival internazionaledel sole a Riccione, alla prima eunica edizione del Concorso internazionale«Ginnastica in Danza» al’Aquila e poi ancora manifestazionie stage a Cattolica, a Ravenna, aGambettola... e più recentemente aCesenatico, 4 volte al Festival internazionaledegli Sport acrobatici... insommane abbiamo fatta di strada! Eogni volta ci chiedevano ma dov’ é,oppure (!) cos’è Aldeno?Tra tutte, l’esperienza più straordinariadella nostra storia è stata quandola Ginnastica Aldeno ha varcato iconfini nazionali, nel 1999, partecipandoa Göteborg, in Svezia, alla GymnaestradaMondiale, che è l’Olimpiadenon competitiva della Federazioneginnastica d’Italia! La rappresentativaera formata da Monica Pallaver, AliceBaldo, Sonia Candioli, Roberta eSara Cramerotti, Eleonora Maistri eStefania Mosna. Che esperienza stupenda...emozioni straordinarie, indescrivibiliche sono rimaste indelebili neinostri cuori! Migliaia di persone di tuttoil mondo radunate nello stesso postoper lo stesso, unico scopo... fareginnastica!Ma non per fare una gara, peravere poi una classifica e ricevere unpremio, ma semplicemente per esprimereun messaggio attraverso il movimento...non c’era competizione,agonismo... solo la gioia di fare ginnasticae di vivere!!! Perchè lo sportdovrebbe essere soprattutto questo!(e qui mi fermo...!)In conclusione vorrei ringraziaretutti i ginnasti e tutte le persone che inquesti 30 anni, in qualche modo, hannocontribuito perchè si arrivasse aquesto fantastico traguardo per laCenerentola degli sport!E... vi aspettiamo tutti per festeggiaree vivere con noi ancora tante“ginniche” emozioni, in occasione deltrentesimo saggio nel 2012!(Le iscrizioni ai corsi sono sempreaperte!! per info Sheila Mosna347/4480339)L’ARIONE47


SportOltre la crisi...sportivamenteAldeno e la sua polisportiva affrontano momenti difficili sul pianoeconomico, nei quali emerge la «passione civile» di tanti volontari.Magari il 2012 sarà l’anno buono per riprendere, con entusiasmo enuove forze, la strada verso l’alto anche nel tamburello.di Paolo BisestiIn un momento difficile per ilcontesto sociale ed economico,come quello che stiamo attraversando,diventa essenziale concentrarsiproprio su quella che è lanostra “mission” principale, ossiala promozione dello sport. Tuttosommato, la situazione ci permettedi staccarci un momento daquella che è la nostra quotidianaattività per chiederci cosa significafare sport nella nostra realtà.Se si ignorano le accecanti lucidi un professionismo, o pseudotale, che molte volte vengono assuntea modello da parte di tanti,troppi, addetti ai lavori, dimenticandouna realtà quotidiana fattasì di passione, ma dai connotati,grezzi e forti, tipici di un fare sport,passatemi il termine, “agricolo”,abbiamo l’occasione di fermarciun attimo e chiederci quale è, infondo, la natura del nostro lavoro.Guardandoci da una diversa prospettiva,potremmo dire che il nostrolavoro può rappresentare unvero e proprio servizio sociale, chela nostra passione, oltre che sportiva,sia in un certo senso passionecivile. Molti di voi potrannovedere in questa storia la storiacomune di tante altre associazioniche, come noi, hanno saputo portarenel ricco e variegato mondodel volontariato locale una partecipazione,attiva e propositiva chetrova le sue basi proprio in queivalori d’impegno e passione, chesono l’espressione di un lavoroincessante e quotidiano, di tutticoloro che regalano il loro tempoe le loro energie a questo mondo,diventandone, di fatto, gli essenzialipunti di riferimento. Dire questo,non significa dimenticare qualesia la nostra natura. Dire questo,rivendicare una profonda e unicavalenza sociale per quella che è lanostra attività, non significa ignorarecome quest’ultima sia fruttodi una passione per lo sport cheper noi tutti è motivo di orgoglioed elemento qualificante. Sintetizzandopotremmo dire che è proprioquesta nostra passione, fattadi un interesse per uno sport cheprende vita nei colori che più ciappartengono, siano essi il verdedel campo da calcio, il legno dellapalestra, o il rosso della terra battutadel tamburello, a diventare nellavoro di tanti dirigenti, accompagnatori,giovani e meno giovaniatleti, un servizio sociale per lenostre comunità.Ma non vivendo sulla Luna, civiene spontaneo chiederci come48L’ARIONE


SportI pulcini della S.S. Aldeno.queste parole si traducano in fatti.E allora viene facile rispondere chesi traducono perfettamente in unaattività giornaliera che ci accompagnapraticamente per tutto l’anno,in una attività che attraverso,allenamenti, partite, tornei, weekend pieni e intensi sui campi di tuttala provincia, mette a dura provala pazienza e la preparazione dichi per motivi diversi, e a molti incomprensibili,consacra allo sportmolto del suo tempo libero. Questodisegno, comune a molte associazionie società sportive, nonè un facile tentativo di autocelebrazione,perché nulla di così specialeinfondo si tratta, ma ci aiutaa comprendere meglio quelli chesono i valori che sottintendono lanostra attività. Fare sport apertoa tutti e rivolto a tutti significa, soprattuttoa livello di formazione giovanile,mettere in secondo piano irisultati sportivi fini a se stessi, nontanto per spirito “decoubertiniano”,quanto perché il primo obiettivovuol essere la formazione e lacostruzione del giovane come calciatore,judoka, pallavolista e tamburellista.Una formazione, sportivae umana, che non vuole, nepuò, nascere da una selezione, mache vuole esaltare le singole peculiarità,dando a tutti la possibilitàdi crescere sia come ragazzi checome atleti con l’aiuto di allenatorie dirigenti preparati, promuovendocosì uno sport a portata ditutti, ma che rimane sport, con lasue caratteristiche di gioco e competizione.E’ in quest’ottica che irisultati assumono valore, e chediventano riconoscimento di unlavoro che dà i suoi frutti. E’ inquest’ottica che ha senso dire“vinca il migliore”.In queste settimane, che ci vedonoriporre palloni e divise negliarmadi, e ci permettono di guardarecon più calma ai mesi passatie quelli futuri, non può sfuggirci chequesta società deve, oggi e domani,affrontare tanti problemi sportivi,amministrativi ed economiciche inevitabilmente ne influisconoi programmi. E’ inutile nascondersiil fatto che questi stessi programmisono purtroppo semprepiù dipendenti da una cronica difficoltànel reperire adeguati mezzieconomici. Diventa quindi essenziale,adesso e in futuro, individuarenuove risorse e programmare semprepiù una politica economicasocietaria attenta e rigorosa, l’unicastrada che possa garantirci neltempo una maggiore tranquillitànella realizzazione delle nostre iniziative.Per una Società Sportivacome la nostra, e credo che moltivoi saranno d’accordo con me,diventa in tal senso strategico rin-L’ARIONE49


SportTutto il calcio... ad Aldeno.forzare quella capacità di costruireoccasioni, che creino possibilitàdi confronto e relazione, nonsolo tra di noi, ma anche, e in particolarmodo, verso tutti quegli entipolitici, amministrativi ed economicisono al pari nostro legati saldamentealla realtà territoriale locale.La possibilità di crescere,progredire, programmare, fornirea noi e chi in noi crede, basi sicuree valide nel tempo, dipenderà sicuramenteda come sapremo coltivaree curare queste importantirelazioni.Continua anche per questa stagionela collaborazione con la PolisportivaTorrefranca, con corsi dimini volley rivolto a bambine e ragazzeunder 14. Si tratta di un’importanteiniziativa per la nostrasocietà, un ritorno stabile nell’ambitodel volley dopo qualche annodi assenza. Siamo contenti di averpotuto così mettere a disposizionead oltre venticinque giovanissimeragazze di Aldeno la possibilitàdi scoprire, praticare ed avvicinarsial mondo del volley senzadover per forza allontanarsi dalpaese.Arrivati alla conclusione nonpossiamo non volgere un pensieroalle difficoltà che in questi annista attraversando il movimento deltamburello ad Aldeno. La storialocale di questa disciplina è inevitabilmentela nostra storia. Unastoria fatta di volti e persone chein oltre quarant’anni di attività, hannolegato la pratica del tamburelloal nome di Aldeno. Ognuno, chinei propri ricordi, chi attraverso iricordi di altri, porta con sé la memoriadi annate memorabili, o piùsemplicemente, la nostalgia di unperiodo in cui il tamburello era indiscutibilmenteuno dei vanti delnostro Paese. Onorare questa storianon significa per forza voler viveredi ricordi. Onorare questastoria significa mettere da parte rivalitàe incomprensioni, accettarel’idea che rilanciare il tamburelload Aldeno implica necessariamenteun impegno di tutti, nel rispettodei ruoli e delle responsabilità.L’unica strada percorribile deveessere quella di avvicinare nuovamentele persone a questo sport,e in tal senso massima è, ora comesempre, la disponibilità della societàa promuovere questa disciplinatra i più giovani, perché senzadi loro qualsiasi tentativo rischiadi diventare un puro è semplicepalliativo. Ma dobbiamo essereconsapevoli che questa strada èpercorribile solo se troviamo nuovamentequell’impegno, disponibilità,cultura del lavoro che devenecessariamente accompagnare esostenere l’attività sul campo.C’è bisogno di trovare un po’ dientusiasmo, anche magari coinvolgendopersone nuove che possanoaffiancare nel lavoro chi intutti questi anni non ha mai smessodi regalare il proprio tempo epassione alla causa del tamburello.50L’ARIONE


Associazionidi Lara CoserTeatro: finestra perguardar fuori, masoprattutto oltre!Vademecum per la stagione teatrale e cinematografica nel teatro diAldeno.Nella migliore tradizione delteatro anche il cartellone dellaprossima stagione di prosa, presentatadall’Amministazione comunalecon l’Associazione Teatroe Spettacolo, sarà vario.Apre il cartellone degli spettacoliin programma Lucio Gardin,autore e sceneggiatore perRai e Mediaset, ha scritto perStriscia la Notizia, Solenghi, Iacchetti,i Fichi d’India, Gnocchi,Luciana Litizzetto. E’ spessoospite con Lillo e Greg su RadioRai 2 oltre che di Ottovolante edha partecipato a svariati programmi.Il pubblico trentino loconosce soprattutto per la rubricadomenicale Gardring sul quotidianol’Adige e il programmaquotidiano Il Megabait che va inonda su Rttr.In questo spettacolo, che nonè solo cabaret, Gardin porta inscena molti dei nostri tic quotidianicon la sua forza dell’umorismo,il suo sapersi concedere anima ecorpo al pubblico, coinvolgendoloin improvvisazioni fuori temache, proprio per la loro estemporaneità,regalano l’emozione diassistere a qualcosa di unico e irripetibile.La stagione teatrale proseguecon Andrea Castelli, che torna“mattatore” sabato 14 gennaio con“Trentini & Trentoni”.Lo fa dopo esser stato e saràancora attore per lo Stabile diBolzano. Riveste l’abito del “monologante”.S’infila, “ il Castelli”, nel ruolodi colui che fa ridere di vizi e virtùcomuni senza mai nascondere deltutto una vena critica.Andrea Castelli, sabato 14 gennaio ad Aldeno.L’ARIONE51


Associazioni“Ora Veglia - Il silenzio e la neve”, il 25 aprile ad Aldeno.La satira punterà l’indice sullapre-esistente crisi d’identità che ciportiamo appresso da secoli ( “Talianio tedeschi”?) e cerca di allargarelo sguardo fuori dalle montagne,per accettare il futuro senzarestare con la testa rivolta all’indietro,ma con attenzione a nondimenticare chi ha lavorato benee onestamente per farci arrivaredove siamo.Sabato 25 febbraio apre il sipariola Filodrammatica di SanMartino di Fornace con “Liolà” diLuigi Pirandello. E’ una commediatratta dal romanzo “Il fu MattiaPascal” scritta nel 1916 in dialettoagrigentino. Il regista CamilloCarestia l’ha tradotta in dialettotrentino. Pirandello racconta unambiente contadino, fatto di personaggisolari, di fertilità, di canti,ma anche di ipocrisia, di interessegretto e meschino. In questo contestogli attori hanno modo di impersonarei personaggi allegramentee talvolta in modo drammatico,come richiede il testo pirandelliano.Proseguiamo , sabato 17 marzo,con Estravagario Teatro “IlCampiello”di Carlo Goldoni.“Una commedia popolare insenso profondo, non solo per ilcalore umano o per i suoi protagonisti:lo è senza risparmio. Il registaAlberto Bronzato ha seguitola linea che gli ha suggerito Goldoni,leggendo questo capolavorocosì straordinario, ricchissimo,tenero in un amore per il popolopovero e senza carnevali, in ungiorno di carnevale!”Sarà presente, mercoledì 25aprile, uno spettacolo sulla Resistenzain Trentino e in Veneto.L’Associazione culturale Arie Teatroin coproduzione con TeatroBlu presenta lo spettacolo “OraVeglia – il silenzio e la neve” diSusanna Gabus.Lo spettacolo si ispira alla storiadelle due partigiane trentine OraAncilla Marighetto e Veglia ClorindaMenguzzato, medaglie d’oroal valor militare per la resistenza,morte giovanissime per la libertà.Accanto alle proposte rivolte alpubblico adulto non mancherannoquelle dedicate alla scuola, congli spettacoli proposti in orario dilezione ai bambini della scuolamaterna, elementare e media.Spettacoli proposti al fine difavorire l’incontro tra nuove generazionie mondo del teatro, maanche per approfondire temi qualila diversità e la fiducia in se stessi,diventando interessanti spunti diriflessione.Continua la collaborazione traCoordinamento Teatrale Trentinoe i comuni, fra cui anche il nostro,per quel che riguarda “Il piaceredel Cinema”. I film che proponiamoin questa rassegna autunnalesono per il venerdì sera “Le donnedel VI piano” di Philippe LeGuay, “Le amiche della sposa” diPaul Feig, “Ex-amici come prima”di Carlo Vanzina, “Cose dell’altromondo” di Francesco Paterno,“Questa storia qua” di AlessandroParis e Sibille Rigetti.Lo spazio riservato alla domenicapomeriggio è appuntamentoper i più piccoli con “I pinguini dimister Popper” di Mark Waters,“Kung fu panda 2” di Jennifer Yuh,“I puffi” di Raya Gosnell, “Happyfeet 2” di Gorge Merrel.Nell’attesa di rivederci a teatro,non posso dimenticare di ringraziarei volontari dell’Associazione Teatroe Spettacolo per il loro impegnoe l’aiuto che sanno dimostrare,indispensabile per la realizzazionesia della stagione teatrale che per IlPiacere del Cinema.Ma ora…le luci si abbassano,il sipario si apre lentamente, lospettacolo ha inizio. Buon Teatroe Buon Natale a tutti!52L’ARIONE


Associazionidi Rudy CimadomGraziea Lorenzo BaldoI vigili del fuoco volontari di Aldeno festeggiano Lorenzo Baldo, chedopo 33 anni di servizio lascia il corpo.La sera del 3 dicembre, pressola casema dei pompieri, abbiamofesteggiato e salutato allegramente ilnostro collega Lorenzo Baldo, chedopo 33 anni di servizio nel Corpoha dovuto lasciare a causa del raggiungimentodel limite di età.Alla festa erano presenti anchegli ex pompieri, sempre orgogliosidi partecipare alle nostre iniziative.La serata si è svolta con la consegnadi una targa di riconoscimentoda parte del Corpo per il servizioprestato e un’ altra da parte dell’amministrazione comunale, consegnatadal sindaco.Il nostro ex pompiere Ivo Condiniha voluto ricordare, con commozioneil vigile onorario MarcelloMuraglia. La serata è proseguita conla cena preparata da Gianluca Oliana,sempre disponibile nei nostri confronti.Musica, canti, balli e allegriaci hanno accompagnati fino all’alba.ICE – in caso di emergenza – aggiornate la rubrica dei vostri telefonini!Il programma ICE (in caso di emergenza- in case of emergency) è stato concepito da Bob Brotchie, unparamedico del Regno Unito, nel 2005. L’idea, dietro questo progamma, è di permettere ai primi soccorsi incaso di emergenza (sanitari, vigili del fuoco, forze dell’ordine) di identificare le persone e di contattare i loroparenti prossimi per ottenere informazioni mediche (allergie a farmaci, patologie particolari ecc.). Il consiglioè di inserire nella rubrica del proprio cellulare il numero da contattare, appunto, in caso di emergenza,registrandolo sotto il nome ICE. Qual’ ora si vogliano indicare più numeri da chiamaresi può usare il seguente formato: ICE mamma, ICE papà, ICE moglie ecc.ecc. E’ un sistema facile da utilizzare, molto utile e non costa nulla. Se riteneteopportuno che questo sia efficace, applicatelo e divulgate l’ iniziativa a parenti ,amici e conoscenti. Con l’augurio che non serva mai!L’ARIONE53


AssociazioniGrazie, grazie,grazie, grazie!Il Gruppo alpini di Aldeno si è impegnato per aiutare chi è in difficoltàin quattro occasioni. Quattro grazie a tutta la comunità.di Cornelio MuragliaSpesso il gruppo alpini di Aldenoè presente sul territorio persollecitare tutta la popolazione aun piccolo sostegno verso chi sitrova in difficoltà.Con questo piccolo resocontovogliamo evidenziare la grandegenerosità di tutta la nostra comunità.L’iniziativa “L’orchidea Unicefper i bambini” ha permesso la raccoltadi • 810,00 destinati direttamenteall’obiettivo di salvare lavita a quasi 400mila bambini sottoi 5 anni entro il 2014.Altri 238,00 • sono stati raccoltia favore della fondazioneAIDO.La collaborazione con i volontaridel Banco alimentare nellagiornata del 26 novembre pressola Famiglia cooperativa di Aldenosono stati raccolte 75 scatole dialimenti vari per un totale di quasinove quintali. In questa giornata inregione la colletta ha raggiunto le220 tonnellate di prodotti. Graziea questo grande atto di generositàcirca 5mila famiglie in difficoltàdella nostra provincia saranno sostenutecon degli aiuti.In collaborazione con il Gruppomissionario è stata raccolta lasomma di • 100,00.Grazie a quanti hanno volutoesprimere la loro solidarietà.I volontari con le scatole di alimenti raccolti durante la giornata del Banco alimentare.54L’ARIONE


Associazionidi Alma OslerCuori sempreconnessi col mondoGli animatori missionari di Aldeno mantengono vivo il contatto conpersone discriminate ed impoverite. Senza battere la grancassa, macon le antenne indirizzate a catturare la voglia di fare del bene.Se non fosse un po’ buffo daimmaginare, il logo del nostroGruppo potrebbe essere “Un cuorecon le antenne”. Descrive abbastanzabene l’essenza del Gruppomissionario di Aldeno.Nato nel 1970, come GruppoAma ¨Animatori Missionari Aldeno,è formato prevalentemente dadonne, quando è nato era formatosoprattutto da uomini, perché?Ci prendiamo a cuore situazionidi popoli discriminati ed impoveriti,con i quali operano i nostrimissionari. Senza presunzione vorremmoessere punto di riferimentoper le persone della nostra comunità,ancora abbastanza per fortuna, che sanno di non disperdererisorse aiutando i missionari, cheportano civiltà e amore, dove nonci sono.Siamo stati i primi ad Aldeno acaptare il segnale del riuso. Da almeno5 anni, due volte l’anno raccogliamoil superfluo del vestiarioe di altre suppellettili e le proponiamogratis a chi ne ha bisogno enon ha la possibilità di acquistarle:cose ovviamente in buono stato,anche perché vengano riempiti discaricheo bidoni, ma siano riutilizzateal meglio.Scopriamo ogni giorno unbene nascosto (ecco le antenne!)gente che tutto l’anno fa lavorettiper le missioni con gioia e generosità,anche piccole cose, ma chediventano preziose, unite alle altre.Riceviamo grazie e riscontri dachi aiutiamo, non sempre li rendiamopubblici è vero, ma ci sono.Anche le raccolte in Chiesa , denotanosensibilità e una buonapartecipazione da parte della nostragente.Noi siamo in collegamento colCentro Missionario Diocesano, siaper sentirci “famiglia” che per esseresicuri e informati che le nostreofferte, sempre più preziose escarse, non vadano sprecate.Auguriamo un sacco di bene:al mondo, al nostro paese e aognuno di noi. Che il Natale cristianoci porti riflessioni e propositidi voler cambiare le coseche non vanno bene, dentro efuori di noi per quanto ci è possibile.Grazie a tutti e Buon AnnoNuovo.Non vogliamo sostituirci allaProtezione civile nell’arrivare doveci sono calamità naturali e non pretendiamodi andare a costruire anostra misura scuole e chiese.Il nostro è un gruppo che nonfa rumore: ci vedete soltanto quandovendiamo i ceppi natalizi o duranteil mercatino di fine invernoper raccogliere un po’ di aiuti.Volontarie del Gruppo Missionari impegnate nella giornata del riuso.L’ARIONE55


AssociazioniIl medioevo dàspettacoloL’Ordine della torre va oltre ai confini di Aldeno, ricercando nellastoria passata, per scoprire personaggi, costumi, eventi e contestinecessari alla ricostruzione della vita civile e militare del medioevotrentino.di Alessandro CimadomTutto iniziò in una notte senzaluna. Le fitte tenebre abbracciavanoogni cosa lasciando il mondoin un soffocato silenzio. Ciò chedapprima sembrava un timido temporaleall’orizzonte si trasformòpresto in un ritmico borbottio epoi, con costante crescendo, in unboato martellante. Dal profilo dellacollina spuntò una luce, poi un’altraed un’altra ancora.In pochi istanti un fiume di fuocoinondò il paesaggio. Erano migliaiale torce che scendevano dalcrinale in mano a oscure figure. Ilrumore che sembrava irreale inquel momento prese forma: pesantipassi di uomini in marcia.Il principe vescovo, con la Bibbiain una mano e con la mazzanell’altra era dunque arrivato a riportarsulla giusta via le pecorellesmarrite. La battaglia stava per iniziare.Sotto gli elmi qualcuno pregava,molti piangevano, tutti tremavano.Li, sul campo, non c’eraspazio per la paura, i nervi si tendevano,i muscoli si contraevanopronti a scattare.. e urla di incitamento...un attimo di silenzio e poilo schianto dei due schieramenti.Non c’era spazio per eroismi, nonsi cercava la gloria, si moriva perobbligo verso il proprio signore oper danaro.Spade che si schiantavano suscudi e cotte di maglia. Gli esercitisi fondevano in un unica grandemischia e veniva il momento in cuila disciplina, frutto di innumerevoliore di allenamento, cedeva la stradaall’istinto più profondo, quelloche cancella i limiti umani e il giovanescudiero può diventar perqualche attimo signore del campoe seminar terrore fra i nemici. Mail più delle volte è l’abilità che conta,quella che viene dall’esperien-56L’ARIONE


AssociazioniCostumi fatti appositamente a mano per le rievocazioni storiche.za mischiata al coraggio.”La nostra missione è la ricercadella storia passata, finalizzata ascoprire personaggi, costumi,eventi e contesti necessari alla ricostruzionedella vita civile e militaredel medioevo trentino. Graziea questo lavoro riusciamo darvita agli stessi sentimenti e le stesseemozioni che potremmo assaporareanche in una narrazionecome quella sopra riportata.Il 2011 è stato un anno importantissimosia dal punto di vistadell’organizzazione associativa siaper le attività svolte.A febbraio abbiamo fatto richiestadi affiliazione alla Federazionedei circoli culturali e ricreatividi Trento e siamo stati accettaticon nostra grande soddisfazione.Con l’arrivo dell’estate sonoiniziate le manifestazioni. Ad aprirele danze il consueto appuntamentoofferto dal Comun Comunale,svoltosi quest’anno a Pomarolo.Purtroppo la pioggia non hadato tregua e non abbiamo avutomodo di intrattenere il pubblico alIl disegno dei costumi.di là dello spettacolo principaledurante i giochi.A luglio si sono spalancati iportoni di Castel Corno, magnificafortezza arroccata sulle rocceche dividono Patone e Lenzima.Le corti del castello sono statescosse dallo schianto delle spadee dal rullar dei tamburi all’ombradelle torce.Settembre ci ha visti prima aTrento, per il rione di San Giuseppe,e in seguito a Leno, provinciadi Brescia. È scontato raccontaredi quanto ci abbia riempiti d’orgogliol’essere ingaggiati dall’organizzazionedi una manifestazioneextraprovinciale.L’evento, denominato “All’ombradell’Abbazia” ha coinvoltonumerose compagnie di rievocazionemedievale e ci ha permessodi mettere in atto gli spettacolia lungo preparati. Ci siamo confrontaticon gli altri gruppi per potercimigliorare ma la cosa forsepiù importante è l’aver stretto nuoveamicizie grazie le quali stiamogià fissando appuntamenti per ilprossimo anno.A novembre è iniziato il progetto“Alla ricerca dei mestieriperduti” in collaborazione con ilpiano di zona A.R.Ci.Ma.Ga. Duepercorsi, uno di cucito e uno dipelletteria con relatori di eccezione:professionisti o esperti pensionati.Cogliamo l’occasione per ringraziarequindi la sarta Rita e lecollaboratrici Carmen e Carmela.Avete voglia di combattere odi calarvi in un’atmosfera? Contattateci!Lascio il numero telefonico diriferimento per contattarci:3407114621(Alessandro Cimadom).L’ARIONE57


AssociazioniLabOratorioEsperimenti per una comunità che cresce.di Tania BisestiUn venerdì come tanti. Ore19.00.È tutto il giorno che la mammae il papà parlano dell’oratorio.Hanno detto che mi ci porteranno,ma non riesco a capire perchéci devo andare. Loro dicono checonoscerò nuovi amici: ma, michiedo, cosa hanno che non vaquelli che già conosco? Poi continuanoa ripetermi che imparerògiochi nuovi, ma io ne conoscotanti di mio. A cosa me ne servonoaltri? Alcuni miei amici già civanno all’oratorio e pure mio fratellopiù grande, che frequenta lemedie. Eppure non sono ancoraconvinto, ma ci dovrò andare comunque…Matteo Daldoss, decora la nuova parete di arrampicata all’oratorio.Un sabato, che non è mai comegli altri. Ore 19.00.Quando sono arrivato, sonoentrato in una sala piena di bambinipiù o meno della mia età.C’erano anche dei ragazzi piùgrandi (fin troppo sorridenti) chedovrebbero essere degli “animatori”,quelli che organizzano tutti igiochi, e pure don Daniele, chevedo sempre la domenica sera amessa, è lì tutto impegnato a parlareed a suonare la chitarra. Quest’annoall’oratorio si prepara unrecital, a cui partecipano tutti ibambini; si può scegliere tra balletto,canto, lavoretti e recitazionee ognuno sceglie ciò che più glipiace.Dopo aver sgobbato un bel po’- il recital lo vedrà infatti tutto ilpaese! - c’è l’ora della merendacon pane e cioccolata, the e biscotti.Ma non c’è tempo da perdere,perché poi si partecipa tutti58L’ARIONE


Associazioniassieme a giochi vecchi e nuovi,oppure si possono sfidare a calciogli animatori … che non fannomai goal. Se invece fa un po’ piùfreddo si rimane nelle sale dove cisono calcetto, biliardo e perfino untrampolino. Ho visto addiritturauna parete per arrampicata in costruzione!Alla fine è vero, anche se qualchegioco lo conoscevo già non misono mai divertito così tanto. Giocandoin molti di più, ci si diverteanche di più e la mia squadra eradecisamente la più forte, anche senon abbiamo vinto … Penso proprioche ci ritornerò a questo oratorio,anche perché io e i miei nuoviamici vogliamo la rivincita inqualsiasi gioco!Morale della favola …Don Daniele e gli animatori siimpegnano per creare sempre nuoveoccasioni di divertimento e crescitae per dare a tutti un luogodove potersi incontrare e stareassieme. Ma l’unico modo perdescrivere l’oratorio è attraversogli occhi dei bambini, perché sonoproprio i bambini a dargli un’anima.A onor del vero dovremmoparlare di due oratori: quello “pomeridiano”per i bambini, che giocaun ruolo di continuità nell’insegnamentodel rispetto, dell’amicizia,della collaborazione e dell’impegno,e quello “serale” per i ragazzidelle medie, che offre un luogosicuro di ritrovo per chi vuoledivertirsi in compagnia. Qui i ragazzipossono scegliere fra varieproposte formative: chitarra, danza,cucina, addirittura mineralogia!In tal senso l’oratorio è una realtàeducativa anomala. Qui i ragazzinon vivono la realtà del gruppoorganizzato dove l’adulto ha unafunzione di comando. E non vivononemmeno le dinamiche delgruppo spontaneo, dove l’adultoè assente ed evitato. L’oratorio èuna via di mezzo, perché l’adultoc’è e non c’è.Il nostro è in buona sostanzaun LabOratorio, aperto a tutti gliscienziati che cercano la formulaperfetta della comunità …L’ARIONE59


AssociazioniCon l’Apecarnel sangueL’Avis continua la sua attività di promozione, organizzando ancheun evento in memoria di Mattia Debiasi.di Alberto BaldoCome Avis abbiamo un compitomolto impegnativo e nobile:stimolare la solidarietà, la generosità,l’altruismo gratuito, con ladonazione di sangue. Non c’è unritorno immediato, ma la consapevolezzadi avere alleviato una sofferenza,di aver contribuito a salvareuna vita, ad una persona chenon conosceremo mai. L’appagamentomorale intimo è molto grandee mette in secondo piano le difficoltàdella donazione stessa. Nonda trascurare il poter tenere sottocontrollo costante la propria salute.L’ultima uscita promozionale,tenuta a Cimone durante la sagradella Madonna a settembre, hadato l’opportunità a 7 persone difare la domanda di diventare donatori.Quest’anno siamo così arrivatia circa una trentina di domande,alcune di paesi limitrofi, l’importanteè che i donatori aumentino!Una bella notizia: quest’annofesteggiamo 1 medaglia d’oro consmeraldo (101 donazioni) 1 medagliad’oro con rubino (63 donazioni)e 1 medaglia d’oro (40donazioni) che saranno consegnatedurante l’assemblea annuale afebbraio.Continua da parte nostra l’attivitàdi promozione.Abbiamo partecipato alla realizzazionedel “1° Memorial MattiaDebiasi - Aldeno Trophy”,manifestazione organizzata assiemeall’Aldeno Team Racing, incollaborazione con il Principato diRoe Basse e il Circolo Giovaniledi Aldeno, per ricordare la prematurascomparsa di Mattia Debiasi.Mattia Debiasi era un ragazzosolare, pieno di vita: un assurdoincidente stradale se lo porta via a18 anni. Attorniato da tantissimigiovani, aveva la passione perl’Apecar, motociclo molto amatodai giovani ed è così che è natal’idea di ricordarlo con una garadi Apecar nel piazzale della Soa.Domenica 16 ottobre una cinquantinadi concorrenti si sono sfidatilungo un percorso tortuoso dapercorrere tre volte per staccareil miglior tempo. Lo spettacolo èstato bellissimo, le sfide a suon diderapate, sorpassi e qualche innocuoincidente ha galvanizzato unnumeroso pubblico che da una tribunanaturale ha assistito alle gare.Bello il messaggio,per i giovani, sulportale del traguardo che recitava:“non correre sulla strada vienia correre con noi”Il Circolo Giovanile ha curatoun fornitissimo punto di ristoro.Come Avis comunale di AldenoCimone Garniga Terme, siamomolto soddisfatti della risposta daparte della comunità, non solo perla manifestazione in sé ma perchétestimonia che il ricordo di Mattiaè fortissimo dentro tutti. Ringraziamoinfine tutti coloro che hannovoluto vivere la manifestazione etutte le persone che hanno collaboratocon l’ auspicio di ritrovarsinuovamente l’anno prossimo.A tutti, ed in particolare alledonatrici e i donatori, alle lorofamiglie, la direzione augura unBuon Natale ed un Felice annonuovo.60L’ARIONE


Associazionidi Gloria BernardiBanda a Custozacon Ciscoe Freak AntoniImportanti collaborazioni della Banda sociale di Aldeno con artistinazionali di grande preparazione ed esperienza musicale. Prossimoappuntamento domenica 25 dicembre, concerto di Natale con il fisarmonicistaDenis Negroponte.Il 2011 per la Banda Socialedi Aldeno è stato un anno davverospeciale, un anno caratterizzato daimportanti ed indimenticabili collaborazionicon artisti nazionali digrandissima preparazione ed esperienzamusicale, e con caratteristichepersonali uniche nel loro genere.Ma andiamo per ordine: dopo iconcerti dell’estate 2010 che hannovisto la Banda Sociale di Aldenoesibirsi con Michele Ascolese econ i musicisti dell’Iguazù Project,i contatti fra i bandisti e il MaestroAscolese, il mitico bassista Meo eil Maestro fisarmonicista DenisNegroponte sono continuati neltempo con intensità ed entusiasmo,tanto da portare le due realtà musicalia fondersi nuovamente in unaltro stupendo progetto.Il Maestro Ascolese ha propostoalla Banda, all’inizio della scorsaprimavera, di partecipare ad unevento organizzato da un’associazioneveneta che intrattiene con luirapporti professionali da molto tempo:l’associazione si chiama CRÉA– Associazione Culturale e di PromozioneSociale con sede a Custoza.Quest’associazione in occasionedei festeggiamenti per i 150 annidell’Unità d’Italia stava organizzandoun concerto per onorare i Milledi Garibaldi, manifestazione che sisarebbe denominata “RisorgimentalPop: canto per i mille”. I componentidel direttivo della Banda aiquali Ascolese ha proposto il progetto,memori della bellissima esperienzafatta durante i precedenticoncerti, hanno accettato immediatamentel’invito.Michele Ascolese ha cominciatosubito ad arrangiare per la Bandai pezzi che sarebbero stati suonatia Custoza il giorno del concerto,e cioè il 2 luglio 2011.Dopo qualche prova eseguitanei mesi precedenti al concertopresso la sede della Banda, per sistemarele parti e decidere qualimodifiche effettuare alle stesse perrenderle perfette, il sodalizio musicalealdenero è partito per Custoza(Verona) in un caldissimo 2 luglio,piena di curiosità ed entusiasmoe con la raccomandazione daparte degli organizzatori di portarsiun cappellino, perché il palco dovesi sarebbe suonato era montato all’apertoe quindi le prove pomeridianele avremmo fatte sotto il sole.Quando il pullman è arrivato adestinazione, il posto che avrebbeaccolto musicisti e spettatori ha incantatotutti: una meravigliosa cascina,e precisamente la cascinaCavalchina di Custoza, attorniata dainterminabili e perfetti filari di vigne,luogo storico che vide svolgersi neisuoi dintorni le ultime fasi della battagliadel 24 giugno 1866. Il concertoera una dedica ai Mille diGaribaldi, al loro coraggio e al lorosacrificio e per sottolinearlo condecisione l’organizzazione ha decisodi mettere in vendita 1089 bigliettid’ingresso al concerto, tantiquanti erano gli uomini di GaribaldiL’ARIONE61


AssociazioniFreak Antoni prova prima del concerto.alla partenza da Marsala per la conquistadell’Italia.I brani proposti nel corso delconcerto sono stati eseguiti dai numerosiartisti che si sono succedutisul palco negli arrangiamenti curatiper l’occasione dal Maestro MicheleAscolese e scelti fra i tanti delpanorama canoro dell’epoca, cosìricco di ballate e di testi popolari digrande fascino, ed interpretati inchiave rock e pop secondo unintento che è stato ben sintetizzatodall’immagine che è stata scelta perpubblicizzare lo spettacolo: il garibaldinocon la chitarra elettrica.Fra gli artisti che la Banda Socialedi Aldeno ha accompagnatonelle esecuzioni canore è assolutamenteda citare Freak Antoni leader,cantante, paroliere del grupporock demenziale Skiantos, consideratouno degli autori più stimolantinell’ambito del movimento artisticoculturale post 77. Laureatoall’Università degli Studi di Bolognain Discipline delle Arti, dellaMusica e dello Spettacolo (Dams),facoltà di Lettere e Filosofia, discutendouna tesi sui Beatles, è esponentedi punta del genere Rockdemenziale, definibile come rockironico e dissacrante.Agli Skiantos viene attribuito ilmerito di avere inventato il generemusicale denominato rock demenzialebasato su testi ironici e apparentementebanali dei quali emergespesso una satira intelligente, graffiantee surreale. La loro canzoneforse più famosa è “Mi piaccion lesbarbine”.La Banda Sociale di Aldeno hasuonato con Freak Antoni alla voce“Giovanottino dalla bruna chioma”testo del 1848.Un altro “duetto” particolare edemozionante che è stato propostoal numeroso pubblico presente èstata l’esecuzione di “Partire Partirò”con Stefano Bellotti in arte Cisco,cantautore italiano di musicafolk rock. Il soprannome Ciscoderiva dalla sua passione per il calcio,infatti tutte le volte che da ragazzogiocava a pallone con gliamici, indossava una maglietta conla scritta San Francisco, via via usuratasifino a lasciare solo le ultimecinque lettere, per l’appunto Cisco.Leader e cantante dei ModenaCity Ramblers per più di un decennio,ha avviato da poco una carrierada solista.Un altro momento che ha riscossoapprovazione dal pubblico è statal’esecuzione con la cantante RaffaellaBenetti de “La bella Gigogin”,e a conclusione di serata, l’esecuzionedi “Camicia Rossa” con tuttigli artisti che hanno partecipato all’evento.Lo spettacolo è risultato un verosuccesso: l’Associazione CRÉAper mezzo del Presidente haespresso riconoscimento e stimaper la Banda Sociale di Aldeno e ilMaestro Paolo Cimadom, e il pubblicoha risposto con calore ed entusiasmononostante la temperaturabollente del pomeriggio fossesolo un ricordo, infatti la serata èstata caratterizzata da un freddopungente.Con l’occasione vogliamo ringraziareil Maestro Michele Ascoleseper la fiducia che ha ripostonella Banda Sociale di Aldeno perle emozioni genuine ed intense cheha permesso di vivere a bandisti eMaestro.E comunque non è finita qui,perché l’amicizia nata durante questiincontri musicali sta producendoun altro stupendo ed originaleprogetto, che avrete il piacere discoprire durante il Concerto diNatale 2011 che si terrà come tuttigli anni, presso il Teatro Comunaledi Aldeno la sera del 25 dicembre2011. Vi possiamo anticipare chegli ospiti speciali del Concerto diNatale 2011 saranno Denis Negropontee la sua fisarmonica. Sietetutti invitati a non perdere l’opportunitàdi godere delle capacità edelle emozioni che Denis ci regalerà!!La Banda Sociale di Aldeno rappresentatadal Presidente WalterRossi e dal Maestro Paolo Cimadom,augura agli abitanti di Aldenoe a chi legge l’Arione, un Buon Nataleed un Felice Anno Nuovo, sperandoche la salute e la musica nonmanchi mai nelle nostre vite.62L’ARIONE


Associazionidi Gino BridiLa SAT sullaCostiera AmalfitanaVedere nuovi paesaggi, visitare siti culturali e percorrere sentierisconosciuti. La cronaca di un’uscita dei satini di Aldeno.Tra le molteplici attività edescursioni che la Sat di Aldenoorganizza ogni anno per i proprisoci e simpatizzanti la gita turistico-escursionisticaè senzadubbio, l’appuntamento ormaiconsolidato di primavera, nelquale si fondono perfettamenteil desiderio di vedere nuovi paesaggi,visitare siti culturali e percorreresentieri a noi sconosciuti.La nostra splendida Italia offreinnumerevoli località che nullahanno da invidiare a paesaggiesotici, a volte ambiti, perchéproposti da mode del momentooltre che da uno sfrenato consumismo.Quindi lo scopo della gita primaveriledella Sat è abbinare lavisita di località indimenticabilidal punto di vista sia paesaggisticoche culturale ed approfittaredell’occasione per un’escursionein ambienti nuovi e tutti dascoprire.Quest’anno, nei primi giornidi giugno, ci siamo recati sullaCostiera Amalfitana. Partiti daAldeno giovedì 2 di buon mattinoabbiamo sostato a Tivoli pervisitare Villa d’Este e i suoi stupendigiardini ed in serata abbiamoraggiunto il nostro Hotel aCava dei Tirreni. Dopo cena cisiamo incontrati con la localesezione del Cai per un’interessanteillustrazione dell’ambiente,dell’attività e dei loro itinerariescursionistici nei dintorni.Il giorno seguente da Salernocon il battello abbiamo raggiuntoe visitato i luoghi più pittoreschidella costiera: Positano coni suoi vicoli coperti da enormibouganvilles fiorite ed il suo variegatomercatino; Amalfi ricca distoria, di angoli caratteristi el’imponente Duomo costruito incima ad una enorme e ripida scalinata.Sabato abbiamo visitato l’Abbaziadi Cava dei Tirreni, costruitanell’anno 1011, con il chiostroed il cimitero longobardo scavatinella roccia, la stupenda basilica,la sala del capitolo con lo splendidopavimento in piastrelle maiolicateed i suoi scranni lignei tutt’intornoe non ultimo il ricco museodell’abbazia.Dopo la visita un folto gruppoaccompagnato, o meglio, guidatodal presidente ed un paiodi soci del Cai di Cava dei Tirreniè partito per un’escursionesulle tracce delle antiche vie chedall’abbazia portano al mare conpaesaggi indescrivibili sui montiche sovrastano la costiera. Losparuto gruppo dei “pigri” haproseguito in pullman attraversopaesini e borghi altrettanto belli,tra i quali Ravello dove ha visitatole splendide villa Rufolo evilla Cimbrone, e quindi nel pomeriggio,a Maiori, i due gruppisi sono ricongiunti per il rientroin Hotel.La serata è stata dedicata aduna passeggiata nel centro storicodi Cava dei Tirreni, dove approfittandodei negozi aperti ci siamodedicati allo shopping di rito.Il giorno seguente era purtroppodedicato al rientro, conun’ultima tappa prevista all’imponenteReggia di Caserta doveuna guida ci ha mostrato e descrittole sue maestose sale riccamentearredate.Il tempo tiranno e… piovosoci ha impedito di visitare peresteso il parco della Reggia, maci siamo consolati con un ottimopranzo conclusivo in un amenoristorante di Cassino per poi proseguirealla volta di Aldeno.L’ARIONE63


AssociazioniS.A.T. ALDENO - Calendario Attività 2012GennaioDomenica 15 - Giovani – Uscita con slitteVenerdì 20 - Serata AVIS su alimentazione sport e montagnaDomenica 22 - Ciaspolada Paganella-GazzaVenerdì 27 - Assemblea di SezioneFebbraio Sabato 4 - Ciaspolada notturna al Rifugio PotzmauerDomenica12 - Ciaspolada a Pissola in Val del ChieseDomenica 19 - Giovani – Uscita NivologicaVenerdì 24 - Serata naturalisticaMarzo Sabato 3 - Cena SocialeDomenica 11 - Gita sulla neve a Plan de CoronesDomenica 18 - Giovani – Uscita con slitteSab.Dom. 24-25 - Manutenzione sentieriAprile Lunedì 9 - Escursionistica ultimo tratto sentiero Frassati – Vervò-S.RomedioDomenica 22 - Giovani – Corso rocciaMer.Gio.Ven.Sab. 25-26-27-28 - Gita Turistico-escursionistica in Costa AzzurraMaggio Domenica 13 - Traversata in Val di ConceiDomenica 13 - Giovani – Corso rocciaDomenica 20 - Festa di primaveraGiugno Domenica 3 - Escursionistica con Giovani al Rifugio Don Zio sul Monte CasaleDomenica 17 - Cicloturistica in Valsugana Levico-BassanoVen.Sab. 29-30 - Giovani – Val di MelloLuglio Domenica 1 - Giovani – segue Val di MelloDomenica 8 - Escursionistica ferrata SantnerDomenica 22 - Escursionistica sentiero dei fiori Adamello PresanellaSabato 28 - Giovani – Corso roccia progreditiAgostoSab.Dom. 4-5 - Alpinistica sull’AlphubelSab.Dom. 18-19 - Giovani – Corso roccia progreditiDomenica 19 - Escursionistica al Passo delle VaccheSab.Dom. 25-26 - Giovani – Corso con forestaliSettembre Sab.Dom. 1-2 - Manutenzione sentieriDomenica 9 - Giovani – Raduno provinciale SAT giovanileDomenica 16 - Giovani – Gita con meta da destinarsiDomenica 30 - Escursionistica sul Monte MisoneOttobreDomenica 7 - Congresso SAT a VezzanoDomenica 14 - Uscita sul Sentiero di S. Vili (2° tratto)Domenica 21 - Corsa in Montagna: 17° Trofeo Fabio Stedile – Michele ContDomenica 28 - Törggelen – Castagnata in Alto AdigeNovembre Domenica 11 - Escursionistica sul Monte CimoneSabato 24 - Passeggiata al chiaro di lunaDicembre Mercoledì 26- Fiaccolata di S. Stefano64L’ARIONE


di Serena Romeo*Autoimprenditorialitàe sostegno allosviluppoLa cronaca di una serata a Garniga dedicata al lavoro ed alle nuoveopportunità in un mondo che cambia.Mercoledì 23 Novembre si èsvolta nella sala Polifunzionale delComune di Garniga Terme la seratainformativa “ Strumenti di sopravvivenza”,promossa dall’assessoratoalle pari opportunità.L’iniziativa nasce dalla forteesigenza , sentita a livello locale,di trovare risposta ad interrogativiquotidiani su come gestire i moltepliciimpegni giornalieri, le difficoltàeconomiche portate dallacrisi e la conciliazione tra lavoro efamiglia; interrogativi che vengonoespressi sotto forma di disagio,fatica e di solitudine, anche a causadell’ignoranza o della parzialeconoscenza delle possibilità offertedal territorio.Il Comune di Garniga Terme hasentito la necessità di attivarsi perdare una risposta concreta, si ècosì pensato di proporre una seratasotto forma di evento partecipativodove i relatori presentiavevano il compito di descriverele attività svolte e di spiegare lemodalità con cui possono aiutarele donne, ma non solo, a gestire laquotidianità.La serata aveva due scopi principali:da una parte far conoscerele realtà associative o cooperativeche operano sul territorio a favoredella donna e dall’altra far sentirele donne meno sole e più consapevolidegli strumenti che hanno adisposizione siano essi interiori (competenze e capacità personali)sia esterni ( aiuti di terzi).Viviana Tarter, in rappresentan-Cimone e Garniga TermeL’ARIONE65


Cimone e Garniga Termeza della Struttura multifunzionaleterritoriale «Ad Personam», haspiegato come l’istituzione deiBuoni di Servizio da parte dellaProvincia costituisca uno strumentodi aiuto alle donne lavoratriciper favorire la conciliazione traimpegno personale e famigliare.Poi ha preso la parola l’avvocatoAlessandro Baracetti delForo di Trento che ha fornito spiegazionidettagliate riguardo al “patrocinioa spese dello Stato”, lapossibilità di poter accedere alservizio giustizia in cause civili –penali ed amministrative da partedei cittadini detti “non abbienti”,con redditi inferiori ai 10mila 500euro annui.Michele Tessari, Direttore ufficioaffari amministrativi, generalie contabili dell’Agenzia del Lavoro,dopo aver narrato la storia dellastruttura, nata nel 1983 per farfronte ad un emergenza occupazionaleha spiegato che ora si dedicaa lavoratori, cassa integrati,mobilità.Dal 2008 l’Agenzia del Lavoroha promosso iniziative e varieopportunità per affrontare una gravecrisi che ci tocca ancora oggi,si è attivata con sostegni al redditoerogati a persone che hannorequisiti di debolezza sul mercatodel lavoro, incentivi per l’autoimprenditorialitàe interventi a sostegnodello sviluppo ( ex prestitod’onore).L’ultima relatrice è stata LauraRosina, responsabile del Serviziolavoro ed immigrati del PatronatoAcli, la quale ha parlato degliassegni regionali, del reddito digaranzia e dell’assegno alle famiglienumerose: interventi che sostengonoi cittadini che si trovanoad affrontare momenti di difficoltà.Gli obiettivi principali dell’iniziativaerano fornire tutte le informazioninecessarie per risolvereeventuali problemi legali e lavorativie per dirimere questioni personalie famigliari, approfondire laconoscenza delle strutture cheoperano sul territorio , fornendogli strumenti e le informazioni adeguatiper sfruttare queste risorse.L’obiettivo con il quale è stataorganizzata la serata informativaera quello di ridurre il senso di disagio,solitudine e fatica della donne,facendo loro sentire che le istituzionipubbliche e private sonoloro vicine e si fanno carico dellenecessità e preoccupazioni, stimolaree attivare un senso di fiducianelle loro capacità per poter affrontarele difficoltà e i problemiche si trovano a fronteggiare.Al termine era previsto unospazio per le domande del pubblico,che benchè non fosse numerososi è dimostrato interessatoe attento.E’ nostro auspicio che questaserata possa portare ad un circolovirtuoso di auto-mutuo-aiutoperchè chi è stato aiutato è portatoad aiutare, attraverso il passaparola, ad informare chi si trova indifficoltà.Inoltre, in un momento comequesto di sfiducia verso le istituzioni,che vengono sentite lontanedai reali bisogni delle persone e didifficoltà nel trovare o cambiarelavoro, questo evento ha rappresentatoun segnale forte ai cittadinie alle cittadine, mostrando chele istituzioni ci sono.* Assessore alle Pari Opportunitàdel Comune di Garniga66L’ARIONE


Tutti i gruppi consigliari hannomandato i loro articoli entro il 7dicembre (ndr).Quest’ultimo scorcio di legislaturadel 2011 è stato caratterizzatodalla decisione di intraprendereun progetto, sicuramente innovativoe importante, denominato“Unione dei servizi dei comunidi Aldeno, Cimone, Garniga Terme”che ha visto impegnati i treConsigli Comunali nell’approvarela nuova organizzazione.Tralasciamo volutamente le polemicheche hanno accompagnatoquesta scelta, a nostro giudizio talvoltaspropositate, per riproporrele nostre convinzioni portate nell’ultimoconsiglio comunale e persottolineare l’importanza di questoprogetto.Siamo fortemente convinti chequesta iniziativa, oltre ad essereprevista dalla legge regionale, siauna risposta importante per contenerein questo periodo di crisi lespese su servizi essenziali per lenostre comunità. Solo utilizzandoin maniera rigorosa le risorse sipossono mantenere i servizi a vantaggiodi tutte le tre comunità.È questo in sintesi ciò che dovrebbeessere l’unione dei comuniin altre parole solo l’applicazionedi un unico sistema nel gestire iservizi in modo integrato al fine didiminuirne i costi e migliorane leprestazioni. Si tratta insomma diunire le forze, di mettere a disposizioneenergie e intelligenze perconservare le nostre specificità diun territorio che non vuole diventaresuccube di altre entità.Tale operazione amministrativadiventa dunque una grande operazionesociale: si ritiene così di interpretarenel modo più coerentele istanze che provengono dallastessa nostra gente, molto spessopiù avanti e matura di ciò che si èportati a pensare. Nel progettopreliminare presentato in tutti e trei consigli comunali e approvati amaggioranza dagli stessi, si esprimefiducia nei cittadini nell’affrontarequesto passaggio, per la necessitàdi superare pesanti criticitàfinanziarie e organizzative deiAldeno InsiemeTavolo diconcertazione per laciclabileRicerchiamo le soluzioni assieme alle categorie per la realizzazionedi un percorso ciclabile. Ringraziamo inoltre sindaco e giunte diAldeno-Cimone-Garniga per la dedizione al progetto di unione deiservizi.singoli comuni e per l’opportunitàdi costituire un soggetto istituzionaledi maggior peso e forza contrattualenella gestione dei rapporticon il comune di Trento.La volontaria istituzione dell’unionedei servizi nasce, infatti,con l’obbiettivo comune, di difenderele tre comunità in modo dapreservarne l’identità, i valori, lastoria e tutte le caratteristiche chedifferenziano i nostri territori, dallarealtà cittadina attraverso unaequilibrata operazione d’ingegneriaorganizzativa che lasci peròspazio e progetti di autocostruzionedi una comunità di persone, distorie e di prospettive.Aggiungiamo inoltre che già datempo le tre amministrazioni comunalisi trovano a collaborare suspecifici ambiti: ricordiamo la gestionedell’asilo nido, la gestionedelle scuole medie di Aldeno, ilconsorzio per la vigilanza boschiva,per la vigilanza urbana e per ilpiano giovani di zona. Su questoneo progetto crediamo che siadovere di tutti quelli che si sentonola responsabilità delle nostrecomunità di perseguirlo fino al suocompimento senza confondere ilfuturo con i diritti riguardanti il pro-Giunta e ConsiglioL’ARIONE67


prio territorio maturando una visioned’insieme.Vorremmo, in questo spazio,ringraziare i sindaci e le loro giunteper il lavoro e la dedizione rispettoa un progetto di questa portata.Siamo pienamente consapevoliche i risultati delle nostre decisioni,potranno condizionare anchela vita delle generazioni future,quindi la responsabilità che ciassumiamo è grande, ma le sceltedevono essere fatte.Altro argomento che in questigiorni ha avuto grande rilevanza èquello delle “piste ciclabili” nel nostroterritorio comunale. Di recentedurante l’assemblea della Sft il sindacoEmiliano Beozzo si è espressoin maniera contraria alla realizzazionepromiscua di un percorsociclo-pedonabile con le attuali stradeinterpoderali, come presentatodi recente dalla Provincia. Talepresa di posizione è stata condivisaanche dalle categorie agricoledella zona, facendo notare la pericolositàdi tale utilizzo. Vogliamoribadire che il gruppo Aldeno Insieme,e con lui anche il sindaco,mai si sono espressi contrari allacostruzione di un percorso ciclopedonale ex novo sul territoriocomunale di Aldeno, anzi il nostrogruppo è particolarmente sensibilea questo tema, lo dimostra unamozione presentata dalla LegaNord nel consiglio comunale del23 giugno 2009 e votata ad unanimità;per dovere di cronaca siriporta testualmente il dispositivodi delibera della mozione “ di impegnarel’amministrazione avalutare la realizzabilità di uncollegamento ciclabile che dalpaese raggiunga l’attuale pistaciclabile”. Ed inoltre, riguardoalla mozione, il gruppo Aldeno Insiemeaveva chiesto all’amministrazionecomunale di promuovereun tavolo di concertazione conle categorie contadine, per evidenziarei problemi e cercare insiemedelle soluzioni, al fine di verificareanche la realizzazione di un percorsociclo pedonale e carrabilein sicurezza.L’approssimarsi della fine dell’annoporta inevitabilmente a farebilanci, come gruppo ci chiediamoquanto il mandato che la popolazioneha voluto consegnarci,sia stato portato avanti con competenzae spirito di servizio. Conmolta umiltà speriamo di esserestati all’altezza di una responsabilitàcosì grande, e ci impegniamoa proseguire con entusiasmo ededizione. Quanto ai buoni propositi,sarebbe bello se il 2012fosse un anno all’insegna del dialogo,della ricerca condivisa disoluzioni eque e sostenibili, noi ciimpegneremo perché lo sia!E’ un piacere poter augurare atutti un Buon Natale e un felice2012 pieno di serenità, gioia e tantasalute.Giunta e Consiglio68L’ARIONE


Aldeno per il FuturoCiclabile e turismoenogastronomicoUna ciclabile per Aldeno, mobilità turistica ed itinerante da integrarecon l’ostello, nuova struttura ricettiva.Nello scorso numero dell’Arioneil nostro gruppo non hainviato nessuna riflessione suquanto portato avanti dall’amministrazionecomunale nell’ultimoperiodo.Viste le importanti scelte politichefatte, non è stata certo facilela volontaria decisione di non sfruttarelo spazio assegnato sul notiziario.Tralasciando i dettagli, visto lospazio concesso, il tutto è fondamentalmentericonducibile alla“nuova” impostazione del giornalinoe del suo regolamento.Una sorta di “protesta giornalistica”contro la volontà politicache punta esclusivamente al solomantenimento dello status quo,manovrando astutamente nominee articoli al fine di limitare, per nondire eliminare, qualsiasi possibilitàdi confronto democratico.Come esempio del livello didemocrazia e di pari dignità, bastipensare che 9 componenti su 10del comitato di redazione vengononominati dalla sola parte politicadi maggioranza.In questo teatrino di facciatanon ci siamo nemmeno voluti entrare,non solo evitando la nominadell’unico rappresentate per tuttele minoranze ma, come successo,evitando la pubblicazione sulla primaedizione di questo “nuovo”Notiziario.E i temi, ben oltre il regolamentodel notiziario, non sarebbero certomancati.Basti pensare alla convenzionecon Trento-Cimone-Garniga, alprogetto di Unione dei Servizi, allescelte urbanistiche impattanti e amolte altre, più o meno importanti.Di tutto ciò la comunità ne sasempre poco o nulla.E in ogni caso sempre a giochiormai fatti ed esclusivamente perbocca di una sola parte politica,nell’arrogante maniera di chi fa lescelte senza considerare che glieffetti si ripercuotono comunquesu tutti quanti.La convenzione Trento-Aldeno-Cimone-Garniga,così come ilprogetto di Unione dei Servizi, èstata portata avanti senza mai coinvolgerele minoranze e sono molte,a nostro avviso, le questioni darivedere.Per la convenzione tra Trento,Aldeno, Cimone e Garnigaè necessaria la definizione di alcunivincoli urbanistici a difesa delnostro territorio, vincoli che nonsono espressamente fissati ma suiquali si è semplicemente sorvolatobasandosi su libere e arbitrarieinterpretazioni personali.Per il progetto di Unione diservizi con Cimone e Garnigamolti aspetti sono più che condivisibilima, se non altro per gli ultimiritocchi delle leggi regionali enazionali, diversi punti sono invecealtrettanto discutibili e da rivedere.Non ultima, per esempio, larappresentatività del nostro territorio:Aldeno rappresenta quasi il75% della popolazione residentema nel progetto di Unione sarebbeequiparato agli altri comunicoinvolti (33% per ogni comune).Anche in questo caso si dovrà ragionareper non lasciare sempre adGiunta e ConsiglioL’ARIONE69


altri le decisioni che riguardano ilnostro territorio.In questo senso, ma solo inquanto argomento più recente,vogliamo spendere un po’ più dispazio per il discorso collegato alprogetto di “ciclabile per Aldeno”.Non certo per pura polemicain merito alle prese di posizione delpresidente della Sft e del attualesindaco di Aldeno, ma riteniamogiusto aprire un ragionamento sull’importanzadi una pista ciclabileper la comunità di Aldeno.Perché non sostenere una mobilitàa impatto zero rispettosa dell’ambiente?Perché non favorire la nascitadi un turismo gastronomico e itinerante?Perché voler sospendere unprogetto di collegamento in sicurezzaper tutti tra Trento Sud, Aldenoe Nomi?Il progetto della Provincia prevedela realizzazione della ciclabilea fianco delle attuali viabilità provincialie non, come molti pensano,in mezzo alle “vigne” o alla“plaga” agricola del fondo valle.Se prendiamo in considerazioneil fattore sicurezza, un tema certamentecaro a tutti e visto chesulle strade interessate sono comunquepresenti ciclisti e pedoni,un chiaro percorso ciclopedonale,definito lungo le viabilità principali,limiterebbe al minimo l’intromissionenelle campagne e, di fatto,ridurrebbe i possibili rischi durantele attività lavorative.Certo un’infrastruttura di questotipo comporta una minima perditadi terreno agricolo ma, dall’altraparte, questo sacrificio potrebbeessere certo colmato e superatodallo sfruttamento turisticodel territorio e dei suoi prodotti.Basti pensare al successo deivari Bici Grill, ad un ciclo-gastronomico“porta a porta” che sappiaaccogliere il turista e che, soprattutto,sappia valorizzare il nostroterritorio e promuovere i fruttiprodotti.Sempre in tema di promozionee valorizzazione del territorio, vorremoprecisare che questo tipo dimobilità, in quanto turistica e itinerante,si potrebbe ben integrarecon la nuova struttura ricettiva(ostello) che dovrebbe essere realizzatadal comune di Aldeno grazieai finanziamenti del Servizio turismodella Provincia.Essendo le strade di tutti, in particolarmodo del Comune di Aldeno,l’ideale sarebbe stato coinvolgeretutte le comunità interessate,non solo un’esigua rappresentanzadi una singola classe produttiva.Viste le festività, concludiamocon i migliori auguri di buone festea tutti.Giunta e Consiglio70L’ARIONE


Lega NordCosa ne sarà delleex scuole elementari?di Mirko BisestiCon un’interrogazione consiliareil gruppo Lega Nord Trentinoha chiesto quale sia il progettodella giunta comunale per quelloche si può certamente definire unodei simboli di Aldeno. Per anni leex scuole elementari con il loropiazzale hanno rappresentato ilcentro del paese, il cuore di Aldeno.L’interrogazione è mossa dauna reale preoccupazione, ormaicondivisa da molti: la politica disvendita del patrimonio immobiliaredel paese attuata dalle ultimeamministrazioni locali. Le ex scuoleelementari rappresentano una storiaricca di significato, un simboloe, soprattutto, un patrimonio deicittadini di Aldeno da preservare.Lega: Unica forzad’opposizioneNell’ultimo numero dell’Arioneil gruppo Lega Nord Trentinospiegava come Bossi e la Legacombattessero al governo per ladifesa delle pensioni d’anzianità.Ora, in pochi mesi, lo scenariopolitico nazionale è mutato profondamente:l’Italia è stata commissariatadall’Ue e il governo legittimatodai cittadini italiani non esi-ste più. La Lega Nord è passatagiustamente e con orgoglio dalgoverno all’opposizione. Giustamente,perché nell’ultimo periododi governo – per vari motivi tra cuila fuoriuscita di Fini (che nonostantela promessa di dimettersi sel’avesse fatto Berlusconi, deveancora lasciare Montecitorio) e letroppe inchieste giudiziarie su Berlusconi– non c’erano più i numeriper governare. Con orgoglio, perchéquesto è un governo illegittimo.Se ci fosse stata la volontà, intempi brevi si sarebbe potuti andarea nuove elezioni e avere unnuovo governo. Inoltre, visto cheper i mercati internazionali non c’èstato, almeno per ora, l’effettoMonti, tanto valeva andare alleelezioni. Echi dell’anomala situazionepolitica italiana giungono anchedal Parlamento europeo, earrivano al grande pubblico soprattuttograzie ad internet e all’informazionelibera. Il deputato ingleseNigel Farage, del partitodello Ukip, ha espresso ai leadereuropei il suo sdegno per i ribaltonipolitici imposti alla Grecia eall’Italia, denunciando il fatto chesi fosse deciso altrove e lontanodai cittadini chi dovessero essere igovernanti di questi due Paesi. E’stato rovesciato completamente ilconcetto di democrazia, che fortunatamenteperò a qualcuno ancorapiace. L’ovvia obiezione sarebbe“basta che ci risolvano lasituazione” tradotto “no me enteresabasta che i ne porta fora dalestraze”. Tuttavia, basta ragionarcisolo un momento per capire chenon è questa la strada vincente peruscire dalla crisi. Aumentare le tassea chi già le pagava e non farnulla per farle pagare alla metà delPaese che non le paga, non ci sembrauna soluzione né geniale néaccettabile.Adesso la Lega si troverà attaccatacome non mai. Ma il fattodi essere stati coerenti, aver semprecreduto e combattuto per leGiunta e ConsiglioL’ARIONE71


idee che sosteniamo ora, come 15anni fa, siamo sicuri che il futuro cipremierà.Aldeno, grazie alla mozionedella Lega Nord i costi dellapolitica scendonoDopo più di due anni di amministrazionedi centro sinistra adAldeno, il gruppo Lega NordTrentino, visto il periodo di crisieconomica, ha presentato unamozione chiedendo di ridurre del50% i costi della politica per ilnostro comune. Ricapitolando, Aldenoha: una giunta con un sindacoa tempo pieno, due assessoriesterni non eletti dai cittadini e chevanno ad aumentare il numero dellepoltrone, un vicesindaco e un altroassessore. Costo annuo di taleapparato, 100.000,00 (centomila/00)euro. A questi aggiungiamoca. un altro 8-10 mila euro fraCommissioni e Consiglio. Ora ilConsiglio Comunale, grazie allamozione della Lega, ha trovato unaccordo per rinunciare al gettonedi presenza per i soli consigliericomunali.Sicuramente saremmo più soddisfattidella mozione, se anche ilSindaco ed i suoi assessoriavessero rinunciato almeno ad• 1,00 (uno) del loro compenso.Sappiamo però che la strada èancora lunga, visto che dei centomilaeuro di costo è stato risparmiatocirca solo un 5%. Infatti, inun momento di crisi come questo,secondo noi è doveroso risparmiaredove si può, aiutando chidalla vita ha avuto meno.Sempre in riferimento ai costidella politica vorrei poi ricordareche, a livello provinciale, la LegaNord organizzerà una raccolta firmeper il referendum abrogativodelle Comunità di valle.Si coglie l’occasione per augurarea tutti:Buon Natale e Felice AnnoNuovoTesseramento SezioneLega Nord AldenoSe vuoi partecipare, fare latessera del partito o altro, contattail Presidente della Sezione,Riccardo Comper al 3470027824o il Cons. comunale Mirko Bisestial numero 3336213339.Giunta e Consiglio72L’ARIONE


Dal MunicipioLe sceltedell’AmministrazioneVi proponiamo una selezione delle delibere e delle determinazionipiù rilevanti.AREA ISTITUZIONALEDelibere delConsiglio Comunalen. 48 del 28.11.2011Presa d’atto della relazione dellaGiunta Comunale al Consiglio Comunalein ordine alle risultanze complessivedi bilancio nonché allo statodi attuazione dei programmi.n. 49 del 28.11.2011Variazione n. 1 al bilancio di previsione2011 e I^ modifica al programmagenerale delle opere pubbliche2011 – 2013.n. 50 del 28.11.2011Approvazione modifiche ed integrazionial Regolamento comunale diContabilità, del Servizio di Economatoe delle Spese di rappresentanza.Delibere dellaGiunta Comunalen. 107 del 03.10.2011Convenzione con l’Istituto ComprensivoAldeno-Mattarello, l’AssociazioneSportiva Ginnastica Aldeno,la Società Sportiva Aldeno e laS.A.T. – Sezione di Aldeno per l’utilizzodella palestra della ScuolaMedia.n. 108 del 03.10.2011Organizzazione manifestazione“XII Edizione MondoMerlot” e IXConcorso Nazionale “Merlot d’Italia”.Approvazione del progetto organizzativo.Atto di indirizzo.n. 114 del 17.10.2011Delega al rilascio di autorizzazionitemporanee su strada Pianezze.n. 118 del 02.11.2011Associazione Comun ComunaleLagarino. Adeguamento quotaannuale di adesione.n. 121 del 21.11.2011Concessione contributo straordinarioal Corpo Volontario dei Vigilidel Fuoco di Aldeno.n. 123 del 05.12.2011Nomina Commissione comunaleper le politiche giovanili.Determinazionidel Segretario Comunalen. 194 del 11.10.2011XII Mostra Nazionale MondoMerlote IX Concorso Nazionale Merlotd’Italia. Impegno di spesa per affidamentodel servizio di consulenzaed organizzazione all’Agenzia“L’Orizzonte S.n.c. di CramerottiMauro & C.” di Aldeno.n. 217 del 08.11.2011Rimborso quota spese cremazionedefunti.n. 223 del 10.11.2011Assistenza tecnica hardware eacquisto.Determinazioni del CaposervizioContabilità e Bilancion. 10 del 15.11.2011Asilo Nido - Approvazione graduatoriaper inserimenti nel mesedi gennaio 2012 - Sede di Aldeno.OPERE PUBBLICHE, URBANISTICA, , CANTIERE COMUNALEDelibere dellaGiunta Comunalen. 119 del 07.11.2011Affitto terreni in località Bagnereper realizzazione intervento denominato“Orti Urbani Sociali”: attodi indirizzo e approvazione schemacontrattuale.Determinazionidel Segretario Comunalen. 199 del 11.10.2011Incarico alla Ditta RW PAVI-MENTI di Rossi Walter di Aldenodell’appalto per l’esecuzione dei lavoridi levigatura e verniciatura delpavimento della platea del Teatrocomunale di Aldeno - CIGX5601DBDF8.n.201 del 18.10.2011Progetto Azione 10 – 2011. Determinazioneimpegno di spesa.n. 211 del 26.10.2011Affido del servizio di puliziaL’ARIONE73


Dal Municipiopresso la locale palestra della ScuolaMedia di Aldeno alla ditta T.S.Service s.r.l. di Rovereto (Tn) – CIGZB301AE8FA.n. 212 del 31.10.2011Approvazione della perizia divariante per i lavori di “Rifacimentodella segnaletica orizzontale nelcentro abitato di Aldeno”.n. 218 del 08.11.2011Servizio pronta reperibilità persgombero neve stagione invernale2011-2012.n. 219 del 09.11.2011Affidamento incarico alla DittaTendastil S.n.c. di Povo per la fornituradei pezzi di ricambio e per lasistemazione delle tapparelle esterneguaste della Scuola Elementaredi Aldeno - CIG Z47023601E.n. 225 del 17.11.2011Approvazione capitolato specialed’appalto per il servizio di manutenzionecon assistenza per gli impiantidi sollevamento del Municipioe della Scuola Media di Aldenoper il periodo 01.01.2012 –31.12.2014. Determinazione a contrarre.CIG Z88025A663.n. 226 del 17.11.2011Approvazione della lettera invitoe dell’elenco delle ditte da interpellareper l’affidamento del serviziodi manutenzione con assistenzaper gli impianti di sollevamentodel Municipio e della Scuola Mediadi Aldeno per il periodo 01.01.2012– 31.12.2014. Determinazione acontrarre. CIG Z88025A663.n. 230 del 07.12.2011Affido della proroga del serviziodi pulizia della sede municipale all’Impresadi pulizie “R. Gentilini d.i.”di Zambana per il periodo08.12.2011 – 07.12.2013.Determinazioni delResponsabile del ServizioTerritorio e Lavori Pubblicin. 46 del 24.10.2011Autorizzazione allo scarico deireflui domestici nella fognatura neracomunale. Risposta a d.d. 28/09/2011n. 64 del 30.11.2011Concessione loculo ossario.n. 66 del 01.12.2011Proroga autorizzazione occupazionetemporanea suolopubblico per installazione ponteggi.VOLOLONTONTARIAARIATOTO, , CULTURTURA, , SPORTDelibere dellaGiunta Comunalen. 106 del 03.10.2011Università della Terza Età e delTempo Disponibile. Convenzionecon l’Istituto Regionale di Studi eRicerca Sociale di Trento per le attivitàfornite negli Anni Accademici2009/2010 – 2010/20112011/2012. Approvazione del programmaUTEDT 2011/2012. CODICE CIGZC201DBDAAn. 111 del 17.10.2011Affidamento incarico alla ScuolaMusicale “Il Diapason” di Trentoper il “Progetto di educazionemusicale” – codice CIGZC401F5BF6.n. 113 del 17.10.2011Concessione contributo straordinarioal Corpo Volontario dei Vigilidel Fuoco di Aldeno.n. 115 del 02.11.2011Erogazione contributo per gestioneamministrativa ed organizzativadella Stagione di prosa 2011/2012 a favore dell’Associazione peril Coordinamento Teatrale Trentinodi Trento.n. 117 del 02.11.2011Approvazione progetto di prevenzionee promozione rivolto aiminori e agli adolescenti (progettisociali ex legge 285/1997 e L.P. 14/1991 art. 23) valevole per il periodo01 marzo - 31 dicembre 2011.Determinazioni delSegretario Comunalen. 203 del 20.10.2011Progetto A.R.Ci.Ma.Ga 2011 –Progetto n. 15: “School of rock”.Integrazione impegni di spesa.n. 205 del 24.10.2011Progetto A.R.Ci.Ma.Ga. 2011 –Progetto n. 14: “Smanettoni. Sapersiarrangiare e aiutare gli altri”. Impegnidi spesa.n. 214 del 07.11.2011Conferimento incarico di collaborazionee consulenza a favore delComune di Aldeno per il progetto diprevenzione e promozione rivolto aigiovani ed agli adolescenti (ottobre– dicembre 2011).n. 215 del 08.11.2011Incontro con alunni di prima elementare“Divento amico della Biblioteca”.n. 216 del 08.11.2011Progetto A.R.Ci.Ma.Ga 2011 –Progetto n. 9: “Giovani per il sestoobiettivo”. Impegni di spesa.La Fotolito Srl - CIGX24010F760Rotooffset Paganella sas – CIGZA102425EB.n. 222 del 10.11.2011Progetto A.R.Ci.Ma.Ga. 2011 –Progetto n. 01: “Alla ricerca deimestieri perduti..o quasi.” Impegnidi spesa.Ditta Bazar Moser S.a.s. – CIGZB20242694Ditta Calzature Pio Dusini – CIGZC202426F8n. 229 del 06.12.2011Progetto A.R.Ci.Ma.Ga. 2011 –Progetto n. 07: “Imparando a conoscersi.Genitori e figli a confronto.”Impegni di spesa.74L’ARIONE


Notizie utiliPROMEMORIAInformazioni utili, di pronto impiego, per accedere ai servizi del Comune di AldenoCOMUNE DI ALDENO tel. 842523 - 842711 - www.comune.aldeno.tn.itOrario di apertura al pubblico: Dal lunedì al venerdì dalle ore 8.00 alle ore 12.30Orario ricevimento Sindaco Lun. 8.00 - 10.00 / 16.30 - 17.30da Martedì a Sabato mattina previo appuntamentoOrario ricevimento Vicesindaco e Assessori Lun. 16.30 - 17.30da Martedì a Sabato mattina previo appuntamentoNumero utile segnalazione guasti - Ufficio Tecnico 0461.843222 - Segreteria attiva 24 oreBIBLIOTECA COMUNALE DI ALDENO tel. 0461.842816 Orario di apertura al pubblico:20.00 - 22.0014.00 - 18.00LunedìMartedì - MercoledìGiovedì - VenerdìPOLIZIA MUNICIPALEVigili urbani Aldeno: tel. 0461.843188 - Centralino Polizia Municipale Trento: tel. 0461.889111FARMACIA DOTT. G. BARBACOVIOrario di apertura : 8.30 - 12.00 15.30 - 19.00 - Chiusura: sabato pomeriggio - tel. 0461.842956DOTT. MARCO GIOVANNINI Via Florida, 1 - tel. 0461.843221 - cell. 335.364950 Orario di ricevimento:AldenoCimoneGarnigaLunedì - GiovedìMartedìVenerdìSabatoMercoledìMercoledì8.00 - 10.3016.00 - 18.308.00 - 10.30 19.00 - 20.00su appuntamento11.00 - 11.309.30 - 10.30DOTT. MAURO LUNELLI Via Florida, 1 - tel. 0461.843221 - cell. 328.6912852 Orario di ricevimento:AldenoLunedì - Martedì - Mercoledì 9.00 - 12.30Venerdì15.00 - 19.00Sabato9.00 - 12.00CimoneMercoledì15.00 - 16.30GarnigaMartedì15.00 - 16.00DOTT. MAURO PIFFER Via Roma, 38 - tel. 0461.842865 Orario di ricevimento:AldenoCimoneGarnigaLunedìMercoledì - GiovedìVenerdìMartedìMartedì15.00 - 19.0015.00 - 19.00 su appuntamento10.00 - 13.009.00 - 11.0011.00 - 12.00DOTT.SSA MARINA CESTELE - PediatraAldeno: via Florida, 1 - Trento: Via Gramsci, 40/ATel. 340.1504738 preferibilmente dalle 8.00 alle 9.00 e al di fuori degli orari di visita per impegnative,appuntamenti o informazioni in ambulatorioOrario Trento (su appuntamento): Lunedì 14.30-17.30 - Martedì 9.00 - 11.30 Venerdì 9.00 - 12.00Aldeno (su appuntamento): Lunedì: 10.00-12.00, Mercoledì: 14.15 - 16.15, Giovedì: 9.00-11.30PUNTO PRELIEVI Via Florida, 1Martedì14.00 - 18.008.30 - 11.3014.00 - 18.007.00 - 9.00CONSULTORIO INFERMIERISTICO Via Florida, 1 - tel. 0461.843221dal Lunedì al Venerdì9.30 - 10.00ASSISTENZA SOCIALE tel.0461.843313Assistente Sociale MARCO DEGASPERI - area minori - Martedì 10.00 - 12.00Assistente Sociale CINZIA BRUSCHETTI - area adulti e anziani - Mercoledì 9.00 - 11.00ORARIO APERTURA CRM (Centro Raccolta Materiali)Martedì: 13.30-15.30 - Giovedì: 15.00-18.00 - Sabato: 8.30 - 12.30L’ARIONE75

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