A scuola con le intolleranze A scuola con le intolleranze - Il Nuovo

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A scuola con le intolleranze A scuola con le intolleranze - Il Nuovo

L’assessore, le patacatee la realtàdi Claudio Monti“Volevo delle delucidazioni in meritoa quanto in più occasioni è uscito fuorinegli ultimi giorni, in particolaresul Nuovo lo scorso 9 febbraio.” MonicaGiorgetti (Verdi), col tono da Alicenel paese delle meraviglie, nel consigliocomunale del 20 febbraio scorsoha chiesto all’assessore Scarpellini“delucidazioni” sull’articolo pubblicatodal nostro giornale col titolo “Difesicontro le calamità ma non dai ladri”a firma di Luigi Mercadini.Monica (Alice) Giorgetti ha quindi letto“alcune parole”, perché - ha aggiunto- “credo non abbiano bisogno di ulterioricommenti” (e infatti eranoabbastanza chiare). Si è però fermataal sommarietto introduttivo di primapagina: forse a lei è arrivata solo lacopertina del giornale, o forse ha trovatol’articolo di pagina 2 troppo lungoe difficile, o forse non voleva dareun dispiacere all’assessore leggendoanche la lettera degli agenti della Pmche lì era pubblicata. Fatto sta che allaconsigliera dei Verdi è piaciuta la primapagina e quella ha letto. Testuale:“Mentre si assiste a una nuova impennatadi furti negli appartamentie alla recrudescenza di atti vandalici,i nostri vigili urbani vengono di fattosempre più depotenziati. Aumentanoinvece costantemente gli investimentiper la protezione civile, che scegliedi svolgere le sue esercitazioni in esclusivelocalità di villeggiatura – le Tremitie l’Argentario, lo scorso anno –mentre pare che nel 2006 alcuni nostrivolontari andranno a “scuola” inAustralia. Se sotto l’ala protettrice dell’AssessoreFabio Scarpellini la ProtezioneCivile è diventata una potenzache beneficia di grossi quantitativi didenaro, lo stesso non si può dire per laPolizia Municipale: non vengono fatteassunzioni nonostante una leggeregionale preveda che i Comuni sidotino di un Corpo di Polizia Municipaledi almeno 30 unità. La nostraPM invece diminuisce i suoi uomini,ne aveva 28 nel 2000, oggi ne ha 26,e mentre per gli autovelox non si badaa spese (le contravvenzioni hannofruttato 750 mila euro nel 2005), da4 anni mancano i soldi (8 mila euro)per comperare l’etilometro, ce lo prestala PM di Forlì”. Brava. Sa leggerebene la consigliera dei Verdi, che hadetto di riferire la “sorpresa” di “alcunicittadini” che si sono rivolti a leiper avere “chiarimenti in merito.” Perfortuna!, abbiamo pensato. AncheSEGUE A PAG. 12NAnnouovoILDirettore Claudio MontiGiornale di Bellaria Igea MarinaIII, n. 5-9marzo 2006A scuolacon le intolleranzeAd un bambino con una seria intolleranzaalimentare sono stati più volte somministratipasti “normali”. E nelle mense scolastichei musulmani possono scegliere menùsenza carne di maiale, mentre i cattolicinon possono scegliere di non mangiarecarne nemmeno il venerdì di quaresima.“Anche all’inizio di questo anno scolastico,la scuola ha somministrato a miofiglio pasti che non tengono conto dellasua intolleranza alimentare”. Precisa“anche”, perché la stessa cosa è avvenutapure lo scorso anno. Ha un diavoloper capello il papà di un bambinoche frequenta le scuole elementari dellanostra città e che più volte ha dovutoalzare la voce sia in Comune che coni dirigenti scolastici e chiedere spiegazioniper la grave mancanza che hamesso in pericolo la salute del suo bambino.“Per quanto ho potuto appurare,la ragione di ciò che è successo sta nelfatto che nell’elenco dei menù “particolari”inviati alla Gemos, la strutturaesterna che dallo scorso anno preparai pasti per le scuole della città, miofiglio non era stato inserito”, puntualizzail genitore. Una svista non da poco.“Eppure abbiamo presentato il certificatomedico e quindi dubbi nondovevano esserci”. E aggiunge:“Dopo essere stato chiamato a scuolaperché mio figlio aveva mangiatoqualche cucchiaio di una minestrache non avrebbe dovuto mangiare -e il peggio è stato evitato per il tempestivointervento della maestra-SEGUE A PAG. 2A CENA COL “NUOVO”Il valore di unaserata che halasciato il segno“Nasce dal cuore un grazie a tutti! E’un grazie che dobbiamo farci l’un l’altroper essere stati un poco più attentia quanto c’è attorno a noi. Occorreproseguire così e moltiplicare l’energiache si è respirata questa sera.”Sono state queste le parole con le qualiEmanuele Polverelli ha salutato, inconclusione, i 240 partecipanti allacena del Nuovo, il 23 febbraio all’HotelAgostini, cogliendo perfettamentelo stato d’animo di tutti. Una seratanella quale di parole non se ne sonoascoltate molte – già troppe se ne diconoche non sono capaci di incideresulla realtà – ma nella quale è accadutocome un riconoscersi reciproco eun sentirsi attivamente participi dellavita della nostra città.“Vogliamo stare bene ogni giorno nelnostro paese ed è per questo motivoche è nato Il Nuovo, uno strumento diSEGUE A PAG. 3Continua il nostro viaggioalla riscoperta della“perla dell’Adriatico”CINQUANTESIMO: alle pagine 8 e 9La politica non sa piùinterpretare la cittàdi Roberto Turroni*Nel Consiglio Comunale tenutosi ilpomeriggio del 28 febbraio c’è statala prova che la politica con la “P”maiuscola non vive qui a BellariaIgea Marina. In sala c’erano solo seipersone tra cui Arnaldo Gobbi, ilpresidente del Comitato per i festeggiamentidel 50esimo, ad ascoltarei punti di vista della politica dopo50 anni di storia del Comune. Daibanchi della maggioranza non hosentito una riflessione critica. Eppuredi cose sperate e non realizzatece ne sono state tante. Di fronte atanto disinteresse avrei preferito unConsiglio Comunale aperto, un vivaceconfronto della Politica con lacittà.Ascoltando gli interventi del sindaco,del presidente Mara Garattoni edel consiglieri di maggioranza, mirendevo conto dell’attuale incapacitàdella maggioranza che ci governadi portare il nostro paese versomete importanti e approdi sicuri;mi tornava allora alla mentequanto detto negli ultimi tempi dachi osserva la nostra città ma laconosce bene.Uno di questi è Giovanni Pecci, giàdirettore di Nomisma (quello chenel ’96 lanciò l’idea del pullman disegue a pag. 10


il fatto3Il NuovoNella hall dell’albergo Agostini in tanti hanno potuto visionare un filmato(chi non lo avesse visto può, con un po’ di pazienza per i 17 mega,vederlo sul nostro sito, www.ilnuovo.rn.it) che alternava alcune paginede Il Nuovo, a vecchie foto e video d’epoca, davvero rari. Sonofilmati della mareggiata del ’63 e della spiaggia di quegli anni. I disastriprovocati, ma anche una pesca, la vita di spiaggia, il porto. E’ la propostadi una riflessione perchè una vitale e pionieristica Bellaria Igea Marina,che sembranon esserci più, tornia farsi concreta nell’animadei cittadini,così che si possanoinventare nuovestrade.Il servizio fotograficoè di fotoAngelini.SEGUE DA PAG. 1consapevolezza e di conoscenza”,ha detto Polverelli.“Perché tale desiderio divengarealtà, infatti, occorre un rischio,un’intrapresa, un mettersi in gioco.Per questo dapprima due o treamici e poi i quattordici soci de IlNuovo, si sono messi in gioco, rischiandoil proprio volto, il propriotempo ed anche un po’ di danaro.E dietro ad essi, tanti di voihanno fatto lo stesso, scrivendo eimplicandosi. Oggi siamo in tantiqui. Siamo quelli che voglionoche Bellaria, Igea e Bordonchiosiano sempre più vive e vitali.”Nei titoletti finali dei filmatid’epoca che sono stati proiettatiabbiamo scritto: “Il Nuovo vuoleaprirsi alla città, perché la cittàsi apra a se stessa, riprenda a vivere,possa percorrere nuove strade,forte della sua storia”. A tavola,nei dialoghi, sui volti dei presenti,giovani e meno giovani,tutto questo è stato evidente.Il ritratto del giornale lo ha brevementetracciato il direttoreClaudio Monti: “Il nostro tentativoè quello di approfondire, di scavare,di cercare ragioni e chiavidi lettura della nostra realtà, perchécrediamo che di questo ci siaoggi estremo bisogno.”In questo lavoro di raccontare larealtà “guardando sotto la crostadelle apparenze”, capita che siscoprano cosine poco belle, si pestinopiedi, si svelino piani, e questopuò fare arrabbiare qualcuno.La verità però va raccontata,le cose vanno chiamate col loronome, sui problemi va fatta luce,la propaganda non serve ad unpaese che voglia crescere.“Le comunità, e una città lo è,vivono a volte dei momenti di difficoltà,dei passaggi, attraversanodelle crisi. La crisi non è unvicolo cieco: etimologicamentecrisi, dal greco krisis, descrivequel momento della vita in cui cisi trova presi in trappola, in cui siè chiamati a prendere posizionein modo da trovare una via d’uscita.La crisi può essere un momentorisolutivo. Ecco, la nostra cittàè a questo passaggio”, ha dettoClaudio Monti.Noi vogliamo togliere tutti gli alibia chi ci vorrebbe convincereche Bellaria Igea Marina in questomomento stia scoppiando disalute, perché non è così. E’ evidente,lo si vede nelle piccole enelle grandi cose. Lo si vede nellagestione dei servizi, lo si vede nellanon cura per la città, lo si vedenei problemi che si aggroviglianoinvece che dipanarsi, lo si vedein un mare di questioni.Ma vogliamo anche offrire uncontributo per uscire dalle secche,per capire i problemi ed affrontarli.Un giornale, però, può soloraccogliere delle idee, può essereuno strumento per qualcuno. “Iola immagino così la funzione delNuovo”, ha aggiunto ClaudioMonti, “come un giornale che è lavoce del paese vitale e che si senteorgogliosamente paese vitale, diuna società civile che vuole reinvestirei propri talenti per tornaread essere una realtà importante.La nostra città in passato erachiamata la “perla dell’Adriatico”:bella e ricca di manifestazionidi peso nazionale e noi desideriamooffrire il nostro contributoperché possa tornare ad esserlo.”La città ha riposto in maniera incredibilee con notevole entusiasmo.E Il Nuovo ringrazia tutti iconvenuti, quelli che non sonopotuti esserci perché i posti nonerano sufficienti (vero unico dispiaceredella serata) e tutti coloroche hanno prestato il loro lavorocon grande dedizione e professionalitàaffinché la serata potesseavere una buona riuscita.“Credo che chiunque si sia coinvoltocon l’iniziativa - ha dettoancora Polverelli - (da chi ha organizzato,a chi ha lavorato, a chiha messo a disposizione locali,mezzi, merci) abbia potuto percepirel’esistere di un paese che nonintende vedere declinare il proprioterritorio in mezzo ai mille problemiche ci attanagliano”. Il finaleè stata una chicca davvero preziosa:la proiezione (per la qualeringraziamo la Rai, DirezioneTeche, e il sottosegretario agliEsteri Giampaolo Bettamio) delservizio giornalistico di SergioZavoli dedicato ad Alfredo Panzini:fu trasmesso dalla Rai nel1963. Un documento, non soloper i testimoni che raccontanoPanzini (fra gli altri: il figlio Piero,Guidobaldo Valducci, AldoSpallicci), ma anche per le immaginidavvero suggestive dellaCasa Rossa e di Bellaria neglianni ‘60.Io e la Tonina c’eravamo, insieme atantissimi altri, in un clima che...di Antonella BarberiniE’ il giorno dopo San Valentino, il Caffè della piazza esponeun cartello improvvisato dal bancone sottostante la cassa,un semplice foglio A4 scritto a penna sul quale si leggepoco e male: “A cena con Il Nuovo”.Ma quale, penso,“quel Nuovo”? Mi preoccupo e chiedo spiegazionivia e-mail al Direttore, com’è che lo so per sbaglio? E’vero che latito da un po’, ma da qui a sentirmi esclusa, no,proprio non ci sto.Spedisco la mamma a prendere i biglietti, e sto già in fibrillazioneper l’evento ormai prossimo. Alla peggio, mi dico, ci faremole solite due chiacchiere garibaldine tra noi quattro gatti eforse conoscerò finalmente qualcuno di questi illustri e megliopreparati “colleghi di tastiera” di cui sento tanto parlare e di cuileggo colonne e frontespizi. Quando invece…L’aria che tira in riva al mare il giovedì sera non lascia indifferentinessuno dei 240 invitati che hanno scelto di aderireall’iniziativa: una bell’aria sul serio, la sento e la sentiamo tuttistasera. E’ palpabile. Si riflette negli specchi dell’atrio e sullefacce inebetite della gente che si accoda lungo i buffet degliaperitivi e dei vol-au-vent dopo aver lasciato il cappotto nelguardaroba senza la necessità di un addetto, o persino delnumerino, in perfetto accordo e rispetto gli uni delle giacchealtrui (un apprezzabile segno di civiltà per nulla scontato!).Entriamo spettinate e contente, io e la Tonina, e ci accodiamoinsieme agli altri per il brindisi di benvenuto di uno staff storditoe incredulo.Emanuele, alfiere del galà socio-culturale, ci accoglie quasi avolerci dire con gli occhi: visto? Non ci credevo neanch’io.Cerco anche il Direttore, ma lo vedo impegnato con due tizi elo lascio adempiere agli obblighi imposti dal ruolo. Ciò checonta stasera è esserci e esserci tutti. E noi ci siamo. Cisediamo, intanto, prendiamo posto al tavolo numero 20 dopoun paio di giri di CICO l’aperitivo Amico …e della piscina internadove è stata allestita la mostra dei nostri artisti: Silvana,Angelo, Secondo, Roberto. Tanti tra Bellaria e Igea nascondonotalenti creativi che sviluppano anche solo per sé stessi.Ne ho la percezione continua, specie da quando seguo ilNuovo, o meglio, da quando è il Nuovo a seguire me?E così, tra insalatina e mascarpone c’è posto per discutere disviluppo cinese e nostro mercato, schede elettroniche perforni alimentari e carrelli termici, sassolini nelle scarpe, studi epercorsi personali.Una tavolata inmezzo ad altre tavolatein un climadi fervore, attesa,partecipazionecon in mano unbicchiere e unbuon pro!Il Nuovo quasi al completo: da sinistra (e nel riquadro) Emanuele Polverelli, Elisabetta Santandrea,Vittorio Guerra, Antonella Barberini, Claudio Monti e Cristian Scagnelli.Le opere d’arte a far da contorno alla splendida piscina dell’Hotel Agostini: eranoquelle di Angelo Bartolini, Silvana Cardinale, Roberto Pati e Secondo Vannini.


primo piano4Il NuovoIl bluff dellariorganizzazione comunaleSecondo il sindaco avrebbe dovuto migliorare la gestione e diminuirela spesa. Invece oggi il Comune ha un dirigente in meno e glistessi costi. E anche un altro tassello non è andato al suo posto.Più efficienza meno spese. Con questedue finalità all’indomani delle ultimeelezioni amministrative, il sindacoScenna (nella foto) ha messo manoalla “rideterminazione della dotazioneorganica del personale” del Comunedi Bellaria Igea Marina. Ma la riorganizzazionesi è fermata a metà stradae i cambiamenti introdotti nonhanno prodotto nessun risparmio. Lastoria, a quasi due anni di distanza,merita di essere raccontata.Anche i lettori distratti ricorderannoche il progetto del sindaco incontròl’opposizione non solo del sindacato, maanche di due esponenti della maggioranza:Rosanna Rizzo (Verdi, assessoreall’ambiente e ai servizi sociali) eMara Garattoni (Rifondazione comunista,presidente del consiglio comunale).I quali, però, non ottenneroascolto dal primo cittadino, per unavolta stranamente determinatissimo.Le cose andarono così. Il 9 agosto 2004il sindaco affida un incarico a FabioMazzotti, dirigente Organizzazione eSistema Informativo del Comune diRimini. L’obiettivo dichiarato è quellodi “analizzare l’assetto organizzativodel Comune di Bellaria Igea Marinae adottare le opportune misure diriconfigurazione della dotazione organica.”Il fine inconfessabile è invecequello di “liberarsi” di due dirigenti:Michele Bonito, messo dall’ex sindacoLazzarini a capo del settore Lavoripubblici, e Daniele Roverati, comandantedella Polizia Municipale. In chemodo: raggruppando l’apparato organizzativodel Comune in tre grandiaree: gestione del territorio, affari generalied istituzionali, risorse e servizi.La rivoluzione avrebbe dovuto riguardaredue settori, ma per uno èandata in porto mentre per l’altra lavolontà del sindaco non si è potutaconcretizzare perché ha incontratoLa residenza comunale e, in alto, GianniScenna.uno scoglio.La riorganizzazione ha riunito quelliche in precedenza erano due settoricon altrettanti dirigenti (com’era giustoche fosse, vista la loro importanzae la mole di lavoro), cioè lavori pubblicie urbanistica, sotto la guida diun unico superdirigente, Gilberto Facondini.Un modo “scientifico” per allontanareBonito, il quale - giunto allascadenza del suo contratto a tempodeterminato - è stato lasciato a casa.La seconda rivoluzione avrebbe dovutoportare la Pm sotto il controllo di unaltro superdirigente, Ivan Cecchini,almeno nelle intenzioni del sindaco. Ilpercorso si è però incagliato perché ilcomandante della Polizia municipaleDaniele Roverati, è praticamente inamovibile,essendo di ruolo.Davanti alle rimostranze di RosannaRizzo e Mara Garattoni, il sindaco spiegòche non aveva voluto “licenziare”Bonito, ma rendere la macchina comunalepiù efficiente privilegiando ilsettore (urbanistica) maggiormenteinteressato ai progetti in cantiere, erisparmiare circa 60 mila euro l’anno,cioè il “costo” del dirigente ai lavoripubblici. Ma in realtà oggi il Comunespende la stessa somma. Perché nelfrattempo (l’accordo è già stato sottoscritto)ha riconosciuto una indennitàad personam di 30 mila euro a GilbertoFacondini, e tre “posizioni organizzative”di 11 mila euro cadauna adaltrettanti funzionari (Nerio Zanzini,Monica Tassinari e Pietro Masini):sommando il tutto si raggiunge la stessacifra che l’amministrazione corrispondevaall’ing. Michele Bonito, conla differenza che oggi al Comune mancaun dirigente di quel livello.Tutta la partita è stata pianificata inuna delibera di giunta che risale al30 maggio 2005. In essa c’era ancheun altro tassello molto importanteche, ad oggi, non è ancora andato alsuo posto. “Per far fronte alle competenzetecniche necessarie per svolgerele funzioni relative allo SportelloUnico Imprese”, la giunta aveva deliberatodi (si legge nella delibera) “assegnareal settore affari generali e istituzionali,che gestisce tali competenze,l’istruttore direttivo tecnico chefino ad oggi si è occupato di tali materieed è pertanto in possesso della volutae necessaria professionalità”. Inpratica, aveva stabilito che l’architettoGilberto Versari avrebbe dovuto lasciarel’ufficio nel quale lavora, alquarto piano del Municipio, per passareal secondo piano ed occuparsi delloSportello unico imprese. A quasi unanno di distanza da quella decisione,messa nera su bianco in una deliberadi giunta, Versari è ancora al suo postoal quarto piano. Come mai? L’amministrazionecomunale ha cambiatoidea modificando quanto aveva stabilitonella rideterminazione della dotazioneorganica del personale, o Versarinon ne ha voluto sapere di assecondarela decisione della giunta?Due voci fuori dal coroRosanna Rizzo e Mara Garattonisi opposero al progetto.Ma senza risultati.“Ho forti perplessità sul metodoadottato dal sindaco”, dichiaròMara Garattoni ai giornali nell’ottobredel 2004, “un sistemache esprime un modo di affrontarei problemi partendo dalle personepiuttosto che dalle professionalità.”Molto più avanti si spinseRosanna Rizzo, che ingaggiò undeciso braccio di ferro col sindaco:“Non capisco questa decisione,cui mi sono opposta in giunta,purtroppo inutilmente”, dichiaròal Carlino del 29 ottobre2004. “Non capisco e continuo anon capire. Una scelta che per ilmio lavoro è di grave nocumento.Soprattutto non so come faròa portare avanti la programmazione2005 che abbiamo impostatoinsieme”. E aggiunse: “Non simanda via un dirigente con esperienzae competenza, e professionalitàdi primo piano come Bonito,quando devi ancora organizzaretutto. Sono davvero in imbarazzo.Avrò problemi enormi.”Contro la riorganizzazione tuonòanche il sindacato: “La giuntanon ha mai spiegato i criteri guidadella riorganizzazione del Comune”,ha scritto la Rsu nel giugnodel 2005. “Non riusciamo acapire le motivazioni e la logicadelle aggregazioni volute dal Comune.”In politica s’aggiusta sempre tuttoe ormai ci siamo abituati. Sarebbeperò interessante saperedalla Rizzo se le difficoltà le haincontrate veramente e come leha superate. E, appurato che afare acqua non è stato solo il metodoma anche il contenuto dellariorganizzazione comunale, nonha niente da dire la Garattoni?Telefono: +39-0541-758432 - Fax: +39-0541-758216www.trasconti.itVia Marecchiese, 620 - 47828 S. Ermete (RN)47813 IGEA MARINA (RN) - Viale Pinzon, 203 (Lungomare) - Tel. 0541.330292 Fax 0541.331920 E-Mail: agenziamare@libero.it


il ritratto6Il NuovoNel nostro cammino, sempre più riccoe fecondo di risultati, alla ricercadei creativi bellariesi, oggi ci imbattiamoin Giandomenico Guidi, scultoreche ha lasciato impronte nel nostroterritorio cittadino in luoghi a noi tuttiben noti quali, ad esempio, la Chiesadi Bellaria centro e la sede dell’AVIS.Soprattutto incontriamo un artistache ha idee molto chiare su cosa significhioggi “fare arte” e che correla lasua produzione ad orizzonti che sopravanzanola nostra realtà territorialecosì da aprirsi ad un respiro europeo.Partiamo subito chiedendo quale siastata la molla per inoltrarsi nel mondodell’arte… “E’ stato a scuola. Sonooriginario di Borghi e lì il mio docentedi storia dell’arte, molto bravo, avevaintravisto qualcosa di buono in unmio dipinto. Questo mi fece pensareche poteva essere la mia strada. Scelsiil liceo artistico che, allora, era solo aRavenna. Incontrai un ambienteumano straordinario. In quell’ex conventodel Quattrocento, si dipanavala possibilità di un’esperienza fantastica,difficile, eravamo nel ’68, mastimolante. Inoltre ho avuto insegnantieccellenti (Ruffini, Costa), cosìcome poi al primo anno di Accademia,sempre a Ravenna (Arnaldo Pomodoro,Raffaele Degrada e Tono Zancanaro).Seguì, poi, l’infausta scelta di farebiologia, per cambiare dopo un annocon l’Accademia di Belle arti di Bologna,ambiente ancora più aperto alledimensioni universali dell’arte, ed infineil ritorno a Ravenna per seguireun docente innovativo quale lo scultoreGori.Dunque la tua formazione è statauna ricerca ed un inseguire ladimensione definitiva?Sì, consapevole però che questa nonarriverà mai. Neppure oggi mi sentoarrivato ad una tale dimensione. Guaia non rinnovarsi, a non evolversi.L’arte non è mai ferma, così come larealtà.Oggi insegni, vero?Sì, al liceo artistico Serpieri di Viserba.Anche qui un cambiamento continuo,sempre alla ricerca di esperienzenuove. Dall’insegnamento di sculturapresso il liceo privato di Rimini,un’esperienza molto vivace, alla scuolamedia, esperienza invece assai piùdura, ai licei scientifici (storia dell’arte),fino al ritorno all’artistico, ora divenutostatale. La scuola da una partemi impegna molto e mi “toglie” tempoper la mia produzione, dall’altra èL’artista, formidabilerivoluzionarioOggi l’arte è diventata una forma di liberazione,prima di tutto dalla schiavitù dell’immagine.Intervista a Giandomenico Guidi.di Emanuele Polverelliuna fucina di idee. Scolpire, fare artenon è semplicemente “fare”. E’ soprattuttopensare, ideare, progettare. Inrealtà anche quando sono a lezione nonsono mai fermo nella mia attività, nelsenso che nascono idee, progetti…Ma che significa, a tuo parere,fare arte?Oggi fare arte è una forma di liberazione.La prima cosa da cui liberarsi èla schiavitù nei confronti dell’immagine.Per secoli siamo stati schiavi dell’immagine,intesa come copia di quelloche vediamo. Un tempo aveva unsenso, giacchè l’arte era informazione.Oggi le informazioni le riportanole macchine. Abbiamo la fotografia, ilcinema… L’artista, dunque, oggi nonpuò ridursi a riprodurre bene immagini.Non avrebbe senso. Oggi l’artistapuò esprimere del tutto liberamentela propria creatività, ovvero quelloche nasce da dentro. Se imiti la realtà,sparisci tu. Invece fare arte è esserci,è far vibrare le corde del tuo esseresoggetto vivo. Per questo amol’astrattismo. D’altra parte tutte leGiandomenico Guidi e, qui sotto, il suobassorilievo che si trova alla chiesa diBellaria e raffigura S. Apollonia.arti sono astratte. Basti pensare allamusica, alla danza, alla stessa architetturache semmai ha limiti funzionali,ma non riproduce forme “naturali”.Oggi anche la pittura e la sculturapossono finalmente essere tali.Scolpire è come fare musica: riprodurrearmonie, dissonanze, ritmi. Anchequando si fa un ritratto, non è possibileridursi al copiare forme esteriori. E’impossibile fare un vero ritratto senzaconoscere a fondo colui che si ritrae.Nel ritratto, perché sia vero e non unasemplice riproduzione, deve esserepresente tutta la persona e non solo ilsuo corpo.E perché proprio la scultura?La scultura non mente, ha volumireali, permette la dimensione tridimensionale.Inoltre può usufruire deicolori, è completa…Quale la difficoltà, tra i giovanioggi, nel capire l’arte?I giovani sono molto liberi nel consideraread esempio la musica, qualestrumento di novità e di contestazione.Il loro ascoltare e fare musica è dirompentee, anche se non mi trovo amio agio in quell’insieme di generi cheli coinvolge, però capisco che c’è delbuono. C’è energia creativa. Invecequando li si orienta all’arte sono fermiagli schemi figurativi e di frontead un quadro astratto dicono “non cicapisco nulla”. Credo che sia frutto diuna cattiva educazione. Noi ingessiamoi giovani a schemi vecchi e sepolti.Oggi l’arte è soprattutto denuncia,rottura degli schemi, contestazione,provocazione. I giovani lo comprendonospontaneamente nella musica,mentre faticano nelle altre arti.E a Bellaria Igea Marina? Comesta l’arte?Ci sono tentativi importanti e personeimpegnate con zelo e capacità,come testimonia il circolo “Amicidell’arte”. Tuttavia abbiamo la necessitàdi rinnovarci costantemente.Occorre che ci si senta più insoddisfatti,in modo da guardare sempreoltre ed uscire da un orizzonteche altrimenti rischierebbe di essereun po’ “di paese”. Dobbiamo sforzarcidi aprirci alle dimensioni nazionalied europee, incontrare altrerealtà, così da respirare un’aria piùlibera e aperta.E le amministrazioni?Ci sono iniziative, ma manca un progettopiù sistematico. Sarebbe assaiimportante, anche per dare più vitaal paese. E’ possibile riuscire in questo.Città come Treviso, nel giro dipoco sono diventate riferimenti importanti.Anche noi, pur nella nostradimensione più ristretta, potremmofare molto.


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cinquantesimo 8 Il NuovoIl giocattolo si è rotto negli anni ‘80Il clou lo abbiamo raggiunto negli anni ‘60:eravamo una località rinomata con eventi dispessore nazionale. Le cose sono andatebene ancora per 15-20 anni e poi...“Frazione del Comune di Rimini, StazioneF.S. sulla linea Ferrara-Ravenna-Rimini.Per informazioni: AziendaAutonoma di Soggiorno di Rimini,Delegazione di Bellaria.” La guida dell’EnteProvinciale del Turismo di Forlì,che risale agli anni ’50, prima cheil nostro Comune si staccasse da Rimini,dedicava due pagine a Bellaria euna a Igea Marina. Un elegante librettinodi colore verde che oggi è un cimelio.Lo conserva gelosamente, insiemea numerose fotografie, ritaglistampa e brochure promozionali checoprono una storia lunga mezzo secolo,Elio Casalboni (vengono dal suoarchivio tutte le immagini che vedetein queste pagine).Lui nella Delegazione di Bellaria c’èstato dagli inizi, dal lontano 1948. Rispondevaalle richieste dei vacanzierialla ricerca di alberghi e appartamentinei quali trascorrere qualche giornodi riposo nella quiete della “perla dell’Adriatico”.Lo ha fatto fino all’ultimogiorno in cui ha prestato servizioall’Azienda di Soggiorno, nel 1986.Ricorda tutti gli uffici che ha cambiatoin quasi 40 anni: “La Delegazionedi Bellaria dell’Azienda di Soggiornoaprì in via Paolo Guidi, vicino alla piazza,poi si è trasferita a pochi metri didistanza, sempre sul viale, poi di fiancoal bar Iris, ma in seguito è finita invia Mar Ligure, via Pascoli, via Leopardie, dal 1970, nel Palazzo del Turismo,inaugurato il 20 maggio.” ElioCasalboni è un personaggio che la storiaturistica (ma non solo) di BellariaIgea Marina può ben raccontarla. E’noto a tutti nella nostra città, soprattuttoa quanti hanno gestito pensioni,hotel e affittacamere, ma anche a tutticoloro che in qualche modo hannoavuto a che fare col turismo. Classe1924 (il compleanno l’ha festeggiatoil 4 marzo), Casalboni è dell’idea chegli anni gloriosi della nostra città sianopari a quelli che ha messo insiemelui: non più di 82, contati - però - apartire dagli inizi del ‘900. “Fino aglianni ’70 siamo stati una bella città,eravamo davvero la perla dell’Adriaticosia dal punto di vista ambientaleche degli eventi che qui sono nati”,spiega.In questo arco di tempo la crescita èstata palpabile, lo sviluppo costante,pur con la parentesi della grande guerrache ha raso al suolo quasi tutto, edella terribile parentesi dell’erosioneche riuscì a cancellare la spiaggia.“Bellaria e Igea Marina fino agli anni’60 erano dei gioiellini, immersi nelverde, curati, con una marina da sognocostellata di villini, vialetti e localidi intrattenimento. Proponevamomanifestazioni canore, sportive e culturalidi livello nazionale. Il tutto èproseguito, anche se è andato scemandopiano piano, fino a tutti gli anni’70.”La stagione che ricorda Elio Casalboniè quella d’oro, descritta prima nei romanzidi Panzini e poi nelle guide turistiche:“Bellaria era in origine untranquillo e sconosciuto paese di pescatori,ma le virtù della sua spiaggiadolcissima e del suo bellissimo marela trasformarono in una stazione bal-Situato nel centro di Bormio,l’Hotel Nazionale è ai piedidel Parco Nazionale delloStelvio. Immerso in unparco privato con ampioparcheggio e minigolf,dispone di tavernadiscoteca...BORMIO...e di un bellissimo centrowellness (piscina coperta,idromassaggio, saunafinlandese, bagno turco,percorso Kneippe).Gestione e proprietà:Fam. Savini eFam. Giorgetti12 mesi da vivere in vacanzaVia al Forte, 28 - 23032 BORMIO (SO) Tel. 0342.903361-Fax 0342.905294www.hotelnazionale.infohotelnazionale@libero.it


cinquantesimo 9 Il NuovoElio Casalboni, uno dei protagonisti dell’autonomiacomunale. A destra il porto con unabarca-spot: sulla vela si legge “foto Pino”.Nella pagina a fianco due vedute della spiaggia,anni 50-60, e del lungomare di Bellaria.neare di grande rinomanza. Bellissimala spiaggia dunosa, con soffice sabbia.”C’è scritto così nella guida dell’EPT,anni ‘50, e la prova sta nelledue fotografie che accompagnano iltesto: la spiaggia di Bellaria (foto inalto a sinistra nella pagina a fianco)e la pineta di Igea.“La battaglia per la nascita del Comunedi Bellaria Igea Marina ci ha permessodi unire le forze”, dice Casalboni.Lo ha ripetuto, non senza lasciarsiscappare qualche lacrima, anche alPalazzo del turismo in occasione dell’aperturadelle celebrazioni ufficiali,il 17 gennaio: “Dietro la conquistataautonomia c’è una storia fatta di grandieventi ma soprattutto di fatiche edi passione dei suoi cittadini.” QuestaE’ passato lo Tsunami?Prima che le scogliere mettessero al riparo l’arenile diBellaria, la situazione che si era venuta a creare è quelladescritta in queste fotografie (archivio Elio Casalboni)drammaticamente eloquenti, che vengono pubblicateper la prima volta. Il mare, alla fine degli anni ‘50-inizi‘60, aveva completamente inghiottito la spiaggia e illungomare. Meno di cinquant’anni fa la realtà era questa,per nulla rosea, e descrive una città che sembrastata colpita dallo Tsunami. Ma un po’ tutti, pubblicoe privato, si rimboccarono le maniche e in poco tempola nostra città diventò una rinomata località balneare,curata e pronta ad accogliere i tanti ospiti italiani estranieri.storia la conosce bene perché fu propriolui che, “su incarico di TolminoMasacci” (segretario del Comitato promotore)e insieme “all’amico LuigiPoletti”, censì i contribuenti delle frazionidi Bellaria, Igea e Bordonchio all’ufficiodelle imposte dirette e del catastodi Rimini. Un faticaccia che duròotto anni (“lo facevo nelle pause dallavoro”, ricorda, “mangiando un paninosulle panchine dei giardini di piazzaFerrari a Rimini”) e che servì a verificarele potenziali entrate tributariedel nuovo Comune. E la fatica nonfinì lì: “Passammo poi di casa in casaper invitare i cittadini delle tre frazionia recarsi nei vari punti di raccoltadelle firme, posizionati presso il bar Irisa Bellaria e davanti all’Hotel Agostinia Igea.” Furono necessarie due raccoltedi firme per raggiungere la sogliadel 50 per cento più uno, ma alla fineil risultato arrivò.E sia che si guardi dietro a questo risultatoche a quelli via via raggiuntifino alla fine degli anni ‘70, ci si trovadavanti ad una costante: il periodomigliore della nostra storia è stato segnatodall’apporto di personalità eidentità culturali e politiche diverse:i sindaci erano comunisti ma a capodell’Azienda di Soggiorno andaronoErmanno Morri (1960-66), Italo Lazzarini(1966-72) e Ettore Boari(1972-77). Democristiani i primi due,socialdemocratico il terzo. E cosa fuquesta stagione lo vedremo nella prossimapuntata.Proviamo coi sacchi. Per evitare che il mare avanzasse ulteriormente mettendo inpericolo anche la prima linea di case e alberghi, vennero utilizzati dei sacchiriempiti di sabbia. La persona che si vede in volto è Elio Casalboni: di ritorno dalviaggio di nozze dovette mettersi di buona lena.Meglio sdrammatizzarei nostri primi 50 anniLa sera del 28 febbraio al Palazzo del turismoBellaria e Igea Marina. Veraci e litigiose.Una messinscena ricca di comicitàe spunti ironici quella regalataci il 28febbraio scorso presso il Palazzo delturismo dalla compagnia del Serraglio,capace di narrare la nascita e la vitadel nostro paese attraverso piccoli simpaticicamei: fra i tanti, la discussionefra Bellaria e Igea per decidere il nomeda attribuire al nuovo comune, i balli aluci spente al Miramare e una doverosalettura panziniana, con alcuni stralcitratti da “Il padrone sono me”, introdottida una breve testimonianza videodi Rosa Lombardi, contadina alle presecon un Panzini che secondo lei sapevadavvero fare solo il padrone. L’occasionenota era quella di celebrarel’anniversario dell’arrivo a Bellaria IgeaMarina del commissario prefettizio, mala chiave di lettura scelta è stata quellameno istituzionale: messi al bando barbosidiscorsi in pompa magna, AlessiaCanducci ha saputo svolgere con laconsueta maestria d’attrice e narratricel’ingrato compito di tenere i fili di unaserata dove l’ha fatta da padrone il ‘sentire’tipico di un paese, le parole di chi ilproprio mestiere se lo è sudato, di chi ilnostro comune l’ha visto non solo nasceree crescere, ma lo ha vissuto intimamente.Con una significativa cornicedi ragazzi dell’istituto comprensivo,lì a testimoniare la nuova generazionee la sua innegabile multiculturalità, hannosfilato sul palco Guido Matassoni, ideatoredello stemma del nuovo comune,il primo sindaco Nino Vasini, e il ‘sindacodella gente’ Odo Fantini, Carlo DellaChiesa e Adele Lazzarini, il marinaio ela pescivendola, a testimoniare la vivacitàdelle nostre origini marinare, ErmannoMorri, latin lover dei tempi chefurono, a raccontarci le avventure aldancing Miramare, quando era meglioaspettare che arrivasse la mezzanottee che si abbassassero le luci perazzardare a tener più stretta la propriaconquista. E ancora, le radici contadinerivisitate da un’intervista video aMatilde Troiani, testimone diretta dell’immigrazionemarchigiana in Romagnae altri racconti di braccianti. Ma la cilieginasulla torta l’ha portata il rappresentantepiù insigne dell’imprenditorialitàlocale, Aldo ‘Veleno’ Foschi che, scippatoil microfono alla Canducci, invecedi limitarsi alla scaletta fatta di aneddotie curiosità, si è abbandonato a un sibillinoinciso sulla Romagna indipendente,puntando il dito contro il presidentedella provincia Nando Fabbri, reo di essersiespresso negativamente versola secessione romagnola dall’Emilia. Mail tempo stringe, e Alessia Canducci sindacie presidenti li cronometra: “Ha 30secondi per rispondere”, intima scherzosamentea Scenna in principio di serata.E le domande e le rispostediventano inutilità da telequiz: soprassediamo.Elisabetta Santandrea


commenti10Il NuovoRoberto TurroniSEGUE DA PAG. 1Prodi). Pecci ha affermato sul Nuovo:“Bellaria Igea Marina è una realtàstagnante, segnata dalla speculazioneedilizia immobiliare. Sedutae a rischio di degrado irreparabile. Ipubblici amministratori in particolare,negli ultimi anni, sono stati distrattie ubriacati dagli affari quotidiani”.Ha precisato: “Affari nel sensodi gestione, incombenze”. E ha proseguito:“Incapaci di focalizzare edindicare un disegno strategico su cosadebba diventare Bellaria Igea Marina.Occorre una svolta che parta dallaclasse dirigente. Ma soprattuttodalla politica: quella odierna pretendedi gestire mentre dovrebbe averela lungimiranza di stabilire le regoledel gioco”. E Infine: “Se non riusciretead avviare progetti importantiche guardano al futuro sarete condannatiad un degrado irreversibile.Ad esempio: nella zona colonie lasoluzione non è quella di costruire icondomini, neppure se legati ad operedi valenza turistica; nell’area delParco della Musica non dovrannosorgere delle villette ma qualcosa diben più importante; la città non dovràessere sventrata dai sottopassiche sembrano la naturale conseguenzadella metropolitana di costa.Se vedrete spuntare questi progettisarà segno che avrete scelto il declinoirreversibile.”Altro osservatore della realtà di BellariaIgea Marina è il prof. FrancescoIndovina (urbanista e docenteuniversitario) il quale in un recenteincontro ha messo il dito nella piaga:“Il futuro di Bellaria Igea Marinava disegnato con una forte gestionepolitica e ha bisogno di essere governatocon una precisa visione chenon si limiti a gestire il presente.”Ed infine il prof. Giorgio Conti, il qualesulla nostra realtà locale dice: “Neglianni ’30 Bellaria era una importantissimalocalità di villeggiatura,citata insieme alle mete più allaServono nuove ideenon egemonie di parteCome 50 anni fa, la politica torni ad essereservizio per il raggiungimento delbene comune.moda su scala nazionale”. Oggi il turismoè “un vortice infernale determinatoda molti fattori e da aspettilocali e mondiali. Le politiche in questocampo dovrebbero essere taratesui prossimi vent’anni, non di stagionein stagione come sanno fare benissimole nostre amministrazioni comunali”.La ricetta del prof. Contialla fine è stata questa: “Bellaria IgeaMarina deve tornare alle origini, alprogetto di Vittorio Belli, vale a direal concetto di sostenibilità integrata,cioè ambientale, sociale, culturaleed economica”.Mi chiedo se esiste ancora come 50anni fa una volontà comune per affrontarele sfide dell’oggi. Ho la nettasensazione che oggi come allora“il partito egemone” che comandanel Palazzo (ieri Pci oggi Ds) sia recalcitrante,privo di idee ed indecisosul da farsi; tant’è che all’esterno delPalazzo, la segreteria diessina ha dovutocostituire un laboratorio di ideeche ha tutta l’aria di un contro-alta-PISCINECAMPANA & OTTAVIANICOSTRUZIONE PISCINE E VASCHE IDROMASSAGGIOIN CEMENTO ARMATO E PREFABBRICATE(CHIAVI IN MANO)ASPIRAPOLVERE CENTRALIZZATIASSISTENZA TECNICA, PRODOTTI CHIMICI,DEPURAZIONE ACQUE, SALEVia Ravenna, 197 ATel. E Fax 0541.347305 - 47814 BELLARIA (RN)re agli attuali amministratori.Cinquant’anni fa la volontà popolaree la tenacia del Comitato promotoreottennero l’autonomia comunalebattendo ogni indugio e calcolo di parte.Cinquant’anni fa la Politica con la“P” maiuscola intesa come servizioper il raggiungimento del bene comune,“unita e concorde” ha vinto.Anche oggi la Politica come sopra intesa,con intenti comuni e al di làdelle appartenenze e schieramentipartitici, deve saper interpretare lavolontà popolare e le “buone idee”con buonsenso per dare risposte concretealle aspettative della città. Senzapreoccupazioni egemoni.Risolvere l’annosa questione dellazona portuale (darsena e ColoniaRoma), eliminare la barriera ferroviaria,salvaguardare e tutelareambiente e territorio, sono interventiindispensabili per fare della nostracittà e del turismo una perla preziosa.*Lista della Città“Sono pentito di avere appoggiato Scenna”“Abbiamo dato il nostro appoggioal sindaco Scenna in occasionedelle ultime elezioni amministrativein cambio di una precisapromessa: che avrebbecambiato direzione di marcia rispettoal passato sui temi più importantiper Bellaria Igea Marina”.Lo dice Leandro Di Pinto(nella foto) e si riferisce ad un accordoverbale che i Comunisti italiani strinserocon Scenna. Fra i temi importanti mettela darsena e la colonia Roma, la macchinacomunale, viale Pinzon ... “Invece lapromessa non l’ha mantenuta ed anzi lecose sono peggiorate: mi vergogno diaverlo appoggiato, sono pentito di quelladecisione”, dice. Ed elenca: “Il nuovo progettodi darsena è sprovvisto del modellomatematico, col rischio che l’erosionefaccia sparire Igea Marina. Manca ancorail collaudo di viale Pinzon e il sindacoha annunciato nuove speseper sistemare la vergogna diquell’arredo. Il parco della CasaRossa sarà sventrato da unastrada a servizio esclusivo di quellalottizzazione, mentre il sindacoci aveva promesso che si sarebbealmeno collegata con viaDelle Paranze. Il sindaco è incapacedi decidere e si trascina i problemisenza risolverli.” Ne ha per tutti Di Pinto:“Ovunque i Verdi e Rifondazione si sonoopposti alla intitolazione di strade a Quattrocchimentre gli esponenti politici di queipartiti che siedono nel nostro consigliocomunale si sono astenuti. La politica aBellaria Igea Marina continua ad essereun’anomalia”. E conclude: “Sono incertoanche se andare a voltare il prossimoaprile. Non vedo differenze fra il centrosinistraguidato da Prodi, D’Alema e Fassino,e il centrodestra di Berlusconi.”PensierisocialiRitorno al presentedi Vittorio GuerraSarà per via della campagna elettoralenazionale, ma l’impressione è quella diessere tutti proiettati verso il futuro; siondeggia tra le previsioni avveniristichedei prossimi 30-40 anni e il ricordo delpassato: insomma, si ragiona sui tempilunghi ma sembra si eviti accuratamentedi parlare del presente. Tanti posti dilavoro per il futuro, la viabilità del futuroe una migliore qualità della vita per tuttie per il futuro. Così anche Bellaria IgeaMarina, per non essere da meno, avrà ilsuo futuro: ferrovia trasparente, sottopassiciclopedonali, Ferrari in giardino e yachta marina. Non so se sia più difficile spostareuna ferrovia o interrarla, ma renderlatrasparente mi pare quantomeno unamagia complicata.Già si sente parlare di pannelli trasparenticon il mare disegnato da graffiti in tintacon i sottopassi, gli stessi sottopassi che iragazzi sono soliti “abbellire” con le bombolettespray. Naturalmente aumenteràil lavoro dei vigili urbani costretti a sobbarcarsil’ulteriore compito di intercettarele variopinte creazioni e ad ogni nuovascritta, purtroppo, dovranno anche difendersidall’accusa di non fare abbastanza.Ma agli albergatori e commercianti chedovranno accontentarsi di un bel convegnosul futuro del turismo a venire, cosaproponiamo? Non fraintendiamo, benvenga uno studio serio, ma sulle difficoltàdel presente come ci comportiamo? Lapolitica del francobollo, ovvero le iniziativeappiccicate sul territorio, sono le pezzedella crisi. Gli eventi primaverili vannopreparati per tempo, sono un marchiodi riconoscimento, vanno seguiti,coordinati e concordati. Per la ferroviala commissione per i sottopassi è già fattama a Bellaria Igea Marina per il presenteserve anche quell’altra commissione,quella che i sottopassi non li vuole.Ancora una volta, come sempre, vienenegata l’opportunità di più soluzioni.Vi è la necessità di un Ente Locale terzo,che anziché sposare una posizione, elaborialtre ipotesi per poi poterle confrontare.Se il futuro è importante, il presentenon è da meno perché come diceva l’economistaKeynes: l’unica cosa certa suitempi lunghi è che saremo tutti morti.


in breve11La bellezza non abita quiIl NuovoRACCONTI D’@MOREAl primo posto... i baciL’ottavo concorso per testi d’amore,indetto dal Comune di Bellaria IgeaMarina in occasione della Fiera di SantaApollonia, è stato vinto da SergioBelli (nella foto insieme all’assessoreColombari), riminese di 47 anni, diprofessione responsabile organizzativo.Le premiazioni di sono svolte al Palazzodel Turismo.Il racconto in versi di Belli, che descrivecon toni affettuosi il dolce bacio diuna coppia coi capelli bianchi, si è aggiudicatoun buono omaggio di 300euro per un “viaggio d’amore” offertodall’Agenzia Viaggi Boari, sponsor delconcorso.Al secondo posto, a pari merito, si sonoclassificati un racconto in dialetto romagnolodi Germana Borgini, impiegatacomunale di Santarcangelo e unracconto di Giovanni Benini, baristadi Bellaria, che ha scritto un piccolo“noir” su un amore durato il tempo diun autostop. Dal secondo al tredicesimoclassificato, i premi consistono inuna cena per due persone offerta dairistoranti di “Amore e tradizione a tavola”.EVENTIArriva Zelig Lab on the roadTutti i mercoledì, dal 15 marzo al 10maggio, con inizio alle 21.30, il cinemateatro Astra di Bellaria ospita ZeligLab on the road, il laboratorio per nuovepromesse della comicità (che l’assessoreal turismo Stefano Colombari èriuscito a “scippare” a Riccione) cheaspirano a salire sul grande palco diZelig circus. E’ accaduto, fra gli altri,ad Alessandro Politi, alias Martin Scozzese,ospite big della primaserata. Soddisfatto del colpo messo a segno,l’assessore Colombari sottolinea ildecisivo “apporto delle associazioni dicategoria e delle attività commerciali”.Aia e Turismohotel hanno messo adisposizione le stanze per gli artisti e lostaff organizzativo, sobbarcandosi tuttele spese. I bar e i ristoranti che aderisconoall’iniziativa praticheranno unosconto di 2 euro sul prezzo del bigliettodi ingresso ai propri clienti nelle seratedi spettacolo. Ingresso 10 euro.Per continuare la lettera scritta dallaSignora Augusta, vorrei sottoporrea tutta la cittadinanza lo scempiodi piazzetta che abbiamo noi fortunatidi Igea centro. Detta piazzetta,prospiciente il mare, è di una tristezzapaurosa. Mal illuminata, sporcacome nel Bangladesch (poi ogni tantoci sono dei volontari temerari chela puliscono con gran volontà, vedila sottoscritta...), ma dopo un paio digiorni la situazione torna ad essere lastessa. I cestini non vengono maivuotati ...troppo lavoro, mah. Le fiorieresono state reimpiantate nel corsodi questi anni sempre da impavidivolontari, a loro spese naturalmente.Ci si è accorti che sempre più alberghie locali aprono durante i periodidi fiere e questo dovrebbe esserel’ingresso al nostro tranquillo paese?Ci si è accorti che nessuno pulisce oquanto meno tiene in ordine il viale,le luci ecc., nel rispetto di coloro chesono aperti, per dare un tocco di decoroal nostro paese? Tutto questo èmolto triste, io personalmente ringraziol’amministrazione per l’accuratezzanel tenere pulita e ordinatala piazzetta Irakena, ringrazio ilsindaco che fatica duramente a rendereIgea casa ospitale al turista e sperovivamente che rifletta un po’,anche sorridendo ma almeno si rifletta.Eleonora MazzottiContinuate ad inviarci fotografiee segnalazioni su assurdità e brutturepiccole e grandi. Il tema è questo:“la bellezza non abita qui”.Niente più che una denuncia, nellasperanza che chi ha responsabilitàpubblica intervenga. Unadenuncia che è un servizio, perchél’inezia e l’incuria possanoessere allontanate o ridotte. Anchequesto conta, e costa davveropoco, perché un paese sia piùvivibile e bello.Sottopassaggio di via Nepote. “Questa è arte?” Di sicuro è comunicazione.E il fatto che Il Nuovo scriva e la tribù degli imbrattamuri risponda -ovviamente nella maniera ad essa più congeniale - e lo faccia con un pizzicodi ironia, è un particolare non trascurabile.LA CITTÀ A PORTATA DI NUMEROMunicipioP.zza del Popolo, 1Tel. 0541.343711Iat Informazioni turisticheBellaria: Via Leonardo da Vinci, 2Tel 0541.344108 fax 0541.345491iat@comune.bellaria-igeamarina.rn.itPolizia MunicipaleVia Leonardo da Vinci, 10Tel. 0541.343811Pronto InterventoPiazza del Popolo, 1 - Tel. 0541.327152Pubblica Assistenza Croce BluVia Ricci, 9Tel. 0541.333222CarabinieriVia Giovanni Pascoli, 60Tel. 0541.344104OrientaexpressP.zza Gramsci,4Tel. (e fax) 0541.340144Biblioteca ComunaleViale Paolo Guidi, 108Tel. 0541.347186Nursing ExpressAssistenza infermieristica domiciliareVia Virgilio, 84 Igea MarinaTel. 0541.333653Centro GiovaniTel. 0541.333220CUPTel. 0541-327153Hera (Nettezza Urbana)Tel. 0541.361361Protezione CivileTel. 0541.331148InformahandicapTel. 0541.343782Taxi Bellaria (servizio diurno enotturno) Tel. 0541.343132Ha riaperto il 4 marzoOfferta promozionalefino al 12/3:1 chilo di gelatoartigianale a 7,50 euro.Vi aspettiamo!PRODUZIONE PROPRIATORTE E SEMIFREDDIBELLARIA Via Perugia, 15 Tel. e Fax 0541 349122Hai una bici da riparare? Ritiro e consegna sono gratuiti direttamente a casa tuaE per le feste di compleanno dei più piccoli, affittiamo fantastici gonfiabiliSconti e offerte su biciclette delle migliori marcheBici elettriche con assistenza e 2 anni di garanziadi Clementi e MatricardiVia Tibullo, 64/BTel. 0541.330638333.6410146


il caso12Il NuovoSe le cantanoMonica Giorgettie se le suonanoSimpatico siparietto, in consiglio comunale, fraMonica Giorgetti e Fabio Scarpellini. La primaha servito l’assist al secondo, che però l’hasprecato. E chi sia più pataca decidetelo voi.Fabio ScarpelliniSEGUE DA PAG. 1Monica Giorgetti sa farsi interpretedella sorpresa dei cittadini: avevamodubitato un attimo, dopo averla vistapassare indenne attraverso i fischi chele erano piovuti addosso nel consigliocomunale sulla darsena di fine agosto,quando si schierò senza colpo ferirea fianco del sindaco sul progetto didarsena bocciato a furor di popolo pervia del troppo cemento. Bocciato ancheda Daniela Guerra, consigliere regionaledei Verdi. Ma tutto è bene ciòche finisce bene: adesso Monica Giorgettii cittadini ha deciso di ascoltarlie noi speriamo che continui su questastrada.L’assist era buono, non c’è che dire(neanche se fosse stato preparato sarebberiuscito così bene), e quindi l’assessoreScarpellini è partito in quarta.Di seguito vi riferiamo fedelmenteil contenuto della sua risposta.Noi pataca, lui della serie:esportiamo il made in Bellaria“Credo di non aver mai letto tante“patacate” come ci sono qui dentro”,ha detto Scarpellini. “Tra l’altro la consiglieraGiorgetti ha letto solamentela prima pagina, all’interno poi specificameglio quello che c’è. In ogni casotutto nasce, secondo me, da un equivocostrumentale, fatto apposta, su chiè e cosa fa la Protezione Civile.” E cosìha spiegato che “quando si parla diProtezione Civile si parla di Polizia Municipale,perché è un unico settore.”Ha ricordato che il nostro Comune èstato all’avanguardia nel “mettere assiemeProtezione Civile e Polizia Municipale”,anticipando quanto prevede“l’attuale legge che istituiscel’Agenzia Regionale di Protezione Civile,cioè l’accorpamento di Pm e Pc.”Ha detto anche che “il progetto pilotadi Bellaria Igea Marina è stato esportatoin comuni capoluoghi di Provinciacome Reggio Emilia e Modena.”Al che va detto che stimarsi (da stima,vantarsi di se stessi) è bello manon basta. Il Nuovo non ha criticatola scelta di unire la Pm e la Pc, ma hascritto che la Pm negli ultimi anni ècaduta in disgrazia. Non lo diciamonoi, lo dicono i vigili urbani: almenolegga, caro assessore, le lettere che laPm indirizza a lei e al sindaco. Noi unal’abbiamo pubblicata sullo scorso numero,ma altre ne abbiamo e quantoprima le faremo conoscere alla pubblicaopinione. Dicono, in sintesi, i“suoi” agenti: ci avete comprato i mezzi,ci avete messo le telecamere, masenza uomini non si va da nessuna parte.Chiaro?Invece la Pc ha ricevuto e sta ricevendomaggiori attenzioni ed anche troppiinvestimenti. L’elenco lo stiamo preparandoe quanto prima lo pubblicheremo.Ma una cosa è certa da subito:non avete ancora trovato i soldi per assumeredue agenti in mobilità e oggi ilnostro Comune ha meno vigili rispettoa sei anni fa. Pataca ma informati.Telerilevamento che?“Nel nostro comune si è sempre parlatodi sicurezza urbana a 360 gradi,all’interno ci sta anche la ProtezioneCivile”, ha detto Scarpellini in consigliocomunale. “Gli 80 mila euro menzionatinell’articolo fanno parte di unprogetto di sicurezza urbana, esattamenteil telerilevamento del fiumeUso, e comprendono Protezione civile,potenziamento della Pm, sicurezzaurbana e volontariato di Protezionecivile. Con questi 80 mila euro (20finanziati dal Comune, 20 dalla Provinciae 40 dalla Regione), era previstol’acquisto di un mezzo per il volontariato.”Fino a due anni fa - ha spiegatoScarpellini - “il volontariato operavacon mezzi propri quindi se succedevaqualcosa in emergenza poi il proprietariodi quel mezzo ne doveva rispondere,ma soprattutto in caso di incidente,quindi di danno all’auto, dovevapagarsi le proprie spese. Già ivolontari dedicano tempo e passione aquesta cosa, farli rischiare anche inproprio direi che forse era troppo.”Giusto. Ma il problema è un altro.I cittadini chiedono sicurezza nelle lorocase e nelle loro attività e invece voiscegliete di monitorare l’Uso. Liberi difarlo, perché governate voi questa città,ma i cittadini e questo giornalesono liberi di criticarvi perché i fattiche accadono descrivono una città chenecessità di forze dell’ordine e di controllodel territorio.Voi fate investimenti che non tengonoconto dei fatti. E’ una questione dipriorità: nessuno nega che l’attivitàdella Pc sia meritoria e, potendoselopermettere, anche utile e interessante.Ma prima vengono i furti, le rapinee gli atti di vandalismo che costanoal Comune e quindi alla collettivitàcifre importanti. Prima viene la Poliziamunicipale e la caserma dei carabinieri:amministratori lungimirantie attenti al bene comune più che al giocattolinocol quale mettersi in mostra,non farebbero fatica a capirlo.Non vi stiamo dicendo che non sietestati bravi ad ottenere 4 milioni di eurosu progetti che riguardano la sicurezzaurbana. Ma per la sicurezza intesacome sopra, dalla somma di 4 milionidi euro escono le briciole. Vi stiamo dicendoche i cittadini vengono derubatimentre voi vi preoccupate di metterliin salvo dalle alluvioni. Siamo noi ipataca? Oppure se il trofeo dell’AssociazionePataca Romagnoli esistesseancora, avreste buone probabilità disoffiarcelo?Sede della Pm raddoppiata mainagibile per chi è in carrozzinaL’assessore ha anche detto di aver potenziatola Pm, fra l’altro “raddoppiandola sede”. Non ha detto una cosa: ilavori di ristrutturazione dei localihanno aumentato le barriere architettoniche.Se in precedenza si potevausare l’ascensore per salire agli ufficidella Pm al Palazzo del turismo, adessol’ascensore non è più raggiungibile,tant’è che il centralinista (in carrozzina)non può partecipare alle assembleesindacali che si tengono al primopiano. E nelle sue stesse condizionisi trovano tutti i cittadini in carrozzinache devono raggiungere gli uffici.Non è una pataca questa? Almenomettete un uomo della Protezione civileall’ingresso che sia in grado diportare a spalle chi le scale non le puòsalire.“Perché non si assumonoi vigili”? Già, perché?“La domanda potrebbe essere: ma perchénon si assume il personale? Proprioperché i finanziamenti per questiprogetti non sono destinati all’assunzionedi personale. Possono essere solamentespesi per la formazione, per l’informazioneai cittadini, quindi corsi equant’altro, sia per la Pm che nellacittà.” Certo, ma chi vi impedisce difare concorsi e assumere vigili? Perarrivare all’organico di 30 agentientro il 2007, come ha promesso l’assessorein consiglio comunale, i soldibisogna trovarli. Ed è giusto che sianospesi per aumentare l’organico dellaPm, prima che nei gommoni e neipick-up per la Pc. Ci sono i limiti postidalla Finanziaria, ma nessuno vi impediscedi investire nella Pm di più diquanto non stiate facendo.L’Argentario e dintorni“La patacata più grossa è quando si parladi esercitazioni in esclusive localitàdi villeggiature. Sono vere e propriebaggianate: alle Tremiti non c’è maistato nessuno. Periodicamente, tutti glianni, l’associazione di volontariato fauno stage per gli esami dei nuovi volontarisubacquei all’Argentario. Badatebene: ciascun volontario all’Argentariosi paga l’albergo, la benzina,vitto e alloggio. Perché si va là? Perchéqui le profondità di 30-40 metri non leabbiamo. Facendo parte del Corpo Regionaledei Sommozzatori, abbiamobisogno di certe specializzazioni. Perfare questo dobbiamo andare dove èpossibile fare scuola, dove è possibilefare esami. Ecco perché si va all’Argentario”.Sono ancora parole dell’assessorein risposta alla interpellanza diMonica Alice Giorgetti. “Non so da dovevenga fuori la storia dell’Australia, forsela prossima volta si parlerà dellaLuna, poi di Marte. Direi che siamoproprio a livelli di “patacate” galattiche.La cosa che dispiace è che venganocoinvolte persone che dedicano illoro tempo, la loro passione, togliendoloalla famiglia, per fare del volontariato,per intervenire sul territorio diBellaria Igea Marina, sul territorio regionalee sul territorio nazionale, poiquesto è il trattamento che ne traggono.Questa è la cosa che dispiace di più.”Tremiti no. Argentario sì, quindi. Beiposti nei quali lavorare. Pagano i volontari,dice l’assessore. Bene. Ma prendeteo no oltre 21 milioni delle vecchielire di contributo annuo dal Comuneper le spese che riguardano le vostreattività? Sui conti, però, ci torneremoa breve.Non ce l’abbiamo con lei assessore, cheè persona seria, impegnata, e meritevoledi rispetto. E men che meno coni volontari. Qui si criticano le sceltepolitiche e i soldi messi in certi capitoli(Protezione civile) piuttosto che in altri(Polizia municipale). Noi del patacace lo prendiamo volentieri, ma almenoriconoscete che siamo in buonacompagnia: vi ripuliscono la Bibliotecacomunale, in pieno centro e con letelecamere accese e non vi sorge unsospetto? Viva la sicurezza e viva i pataca.lettera PM


direttore ti scrivoAnche la scuola serve afar cassaE’ proprio un bello scherzettodi carnevale quello tiratodall’Amministrazione Comunaledi Bellaria ai suoi concittadiniil 12 gennaio 2006, data di approvazionein Giunta del nuovo regolamentosulla refezione scolastica, dopole furenti polemiche scoppiate a seguitodella “sciagurata” sperimentazioneattuata nei mesi di ottobre, novembree dicembre 2005 durante la qualea molti dei genitori è stata recapitatauna retta pro capite di 124 euro, aprescindere!Il Sindaco, rappresentato dall’AssessoreBernardi, che nella riunione di dicembreu.s. alla Scuola “Ferrarin”aveva illuso i presenti su una rivalutazioneal ribasso delle rette, ha invecedimostrato con questo ultimo provvedimentoche l’interesse primario diquesta Amministrazione è quello di “farcassa” a tutti i costi anche a spese di unbene primario, la scuola.Ciò è giustificato dal fatto che la maggiorparte delle stesse famiglie che sitrovavano in 4^ fascia, ora si trovanoin 5^ ed in 6^ fascia, con una retta chesi attesta sui 140 euro (5^ fascia) e146.50 euro (6^ fascia), calcolandouna frequenza con consumazione delpasto di 22 giorni al mese.Quindi dopo l’inganno, rappresentatodall’approvazione della sperimentazionesenza rendere edotti i contribuenti,ora anche la beffa. E poi finiamola disbandierare su tutti i giornali che lascuola dell’infanzia è gratuita: se dobbiamopagare una quota fissa di euro62,50 (5^ fascia) oppure di euro 75 (6^fascia), questa non è una TASSA?E pensare che la frequenza presso unascuola materna privata di Bellariacosta poco più di 125 euro al mese (frequenza+ pasto prodotto dalla mensainterna): bella soddisfazione sapereche già durante la “sperimentazione”la quota pro capite era praticamenteidentica a quella richiesta dalla strutturaprivata!Nonostante questo, l’Amministrazionecomunale dorma pure sonni tranquilli:il cammino verso le prossimeamministrative è lungo e come si sa,la memoria dell’elettore generico medioè corta. Non la mia. Meditate gente,meditate.Luigi SerafinoZona Valletta: terra dinessuno?Alla Valletta non esiste soloil problema dei fossi di scolo.Questa zona ampia e pocoabitata è formata da poche strade rettilineee scarsamente illuminate. Ciò13Per scrivere al direttorefax: 0541.331443; e-mail: cmonti@ilnuovo.rn.it; posta: via Orazio101, 47813 Igea Marina. Tel. redazione: 0541.331443porta gli automobilisti della domenicaa sfruttare queste vie come fosserodei provetti piloti di F1, e grazie al cielonon è successo ancora niente di particolarmentegrave. Ma non basta: lascarsa illuminazione favorisce eventicriminosi, come i furti, che in zonaormai non si contano più. Come vede,questa zona è molto problematica e abbandonatadal nostro Comune e ci piacerebbesapere quando qualcuno faràqualcosa.Simone BordoniUna città né carne né pesceBellaria Igea Marina, città dimare dove la marineria dalavoro era una realtà, ora èin decadenza. L’entroterra, città di ortolanie agricoltori, sempre in diminuzione.La zona artigianale è ridotta.C’era una volta la marineria di BellariaIgea, ai vertici, per importanza,per tonnellaggio e per personale qualificatoa comandare navi peschereccie direttori di macchina e motoristiper condurre motori di qualsiasi tipo.Il porto, che a fatica si cercava di faredecollare, con le promesse mai mantenute,è nell’abbandono più completo.Quei pochi pescatori rimasti nonhanno spazio per poter svolgere il lorolavoro. I camion che servono per poterportare a destinazione il prodottopescato, sono costretti a dover dividerela zona di scarico con ilparcheggio. Le barche in poche decinedi metri sono obbligate a dividerelo spazio fra zona di scarico, pompagasolio e officina. La zona di scarico fapietà, abbandonata alla voglia di alcunepersone che a fine lavoro rassettanoe puliscono quando possono.Come mai al mercato ambulante settimanale,finito il mercato passano apulire? Anche chi lavora al porto pagal’ICI, ma la pulizia della zona di scaricoè fatta da coloro che a fine lavorohanno buona volontà di farla. La sicurezzadel porto e i servizi per chiamareporto quello che sulla carta è unporto di quarta categoria, non ci sono.Non ci sono regole, regolamenti, o seci sono non si fanno rispettare. Nonpuò decollare nemmeno la marineriada diporto senza servizi. Gli artigianied i piccoli industriali cercano nuovilidi per fare capannoni industriali portandolavoro nelle zone limitrofe. Tantoa Bellaria Igea Marina il lavoro nonserve. E chi ci amministra… si leggeche ha l’ansia. Nessuno che ha un postodi comando può permettersi diavere l’ansia. Stiamo diventando cit-tadini di una città che non si riconoscepiù nelle sue tradizioni, dove il turismodiventa sempre di più scarsaqualità, poi togliamo anche la ferrovia,cosi aspetteremo la nostra agoniain silenzio.Vittorino BrandiChi rema contro la cittàe le attività turisticheCaro direttore,si sta avvicinando l’estate, ecome sempre si cerca di finirein tempo i lavori che porteranno lenostre attività a lavorare nel modo piùproficuo possibile in quei fatidici 4 mesi.Naturalmente tutti si danno da fare,ed anche noi (faccio parte di una societàche gestisce un nuovo stabilimentobalneare, il Koko Bay di Igea Marina)ci stiamo impegnando fisicamente esoprattutto finanziariamente per ottenereil massimo a livello di immagine,di servizi e naturalmente di incasso.Abbiamo chiesto anche aiuto al Comune,soprattutto per quel che riguardacerti permessi e autorizzazioni, e naturalmenteci hanno risposto “picche”.Quindi se vogliamo installare o proporrenuove iniziative anche se non sononovità (per esempio una vasca idromassaggioo un campetto da “beachvolley”), dobbiamo farlo “abusivo”,sperando che la ragione faccia chiudereun occhio a chi controlla o ai vicini.Dobbiamo quindi prenderci dei bei rischi!Pensate, forse non lo sapevate, che unadelibera del Consiglio comunale di gennaioha imposto nel numero di 1 (una),le feste serali che uno stabilimento balnearepuò fare in un mese. Lo scorsoanno erano 2. Considerando che il tempomedio di permanenza del turista èdi giorni 4,5 mi chiedo chi sarà quelfortunato che capiterà nel periodo nelquale potrà divertirsi con la tanto agognatafesta sulla spiaggia (evento richiestodi continuo dai nostri ospiti).I casi sono due: 1) stanno cercando didirottare tutta la popolazione che vuole“vivere” un po’ di più le ore serali al“fallimentare” Beky Bay; 2)hannodeciso che la città deve diventare unenorme dormitorio. Forse è un’insiemedelle due cose, e sfido chiunqueviva nella nostra città a dirmi che lasua percezione di questi fatti non è lastessa della mia. Certo che se mi dicevanoprima che volevano trasformarela città in un dormitorio, magari imiei (e non solo miei) investimenticambiavano sia nella quantità chenella direzione. Inoltre le feste all’aperto,in spiaggia, hanno un permessoIl Nuovo(giustamente) che non supera maicome orario le ore 24,30, quindi senzadisturbare discoteche e locali similiche prima dell’una non aprono nemmeno.Secondo me l’unica politica che porterebbea far crescere turisticamente ilnostro amato paese è solo in una direzione:cura del mare – rispetto dell’ambiente.O forse qualcuno è ancora convintoche la gente viene in vacanza da noiperché c’è l’Isola dei Platani? I turistivengono in Romagna solo per duemotivi: c’è il mare e costa poco, edanche questa volta sfido chiunque adimostrare il contrario. Purtroppo glianni 70 sono finiti. Quindi basta cemento;incrementiamo il verde, diamoaiuto alle attività per modernizzarsied adeguarsi ai tempi (alberghi,negozi, bar e spiagge), investiamo nellacura e nella pulizia del mare, diamouna parvenza di decenza al portoed al lungomare, educhiamo i nostrifigli all’amore per la natura e all’odioper il cemento. Si potrebbe cominciarecon interventi di abbellimento abasso costo ma carini (una passerelladi legno ogni tanto che permetta, amo’ di pontile, di passeggiare sull’acqua,tipo lago del Gelso), si potrebbeimporre a chi rinnova o crea locali difarli con tetti fotovoltaici come coperture,cioè che creano energia elettrica“pulita” con la luce.A questo punto la domanda sorge spontanea:tutte queste cose sono giuste,ma come fa il cittadino a proporle?Questa (e le precedenti) amministrazioneha dimostrato che la sua stradaè nella direzione totalmente opposta aquella della coscienza cittadina e delbuonsenso, quindi l’unico mezzo cheabbiamo noi semplici cittadini peresprimerci a livello pubblico-amministrativoè il voto. Ricordatevi, gente,quando andrete a votare, che probabilmentei vostri figli o nipoti dovrannogirare per strada con le “mascherine”antipolvere. Ricordateviche se un vostro amico vorrà venirea Igea Marina centro, e non c’è maistato, dovrete regalargli un navigatoresatellitare (fortuna che l’hannoinventato), e che dovrete partecipare,come minimo, alle spese per ilcambio degli ammortizzatori della suavettura! Non crediate che le mie sianoesagerazioni, provare per credere.Quest’anno proverò a tirare avanti,anche perché sono nato sulla spiaggia,la mia famiglia ha sempre gestitouna spiaggia (dal 1948), macara Amministrazione comunale,per favore, non costringermi a “vendere”!Gori SpartacoIl NuovoGiornale di Bellaria Igea MarinaQuindicinaleDirettore responsabile:Claudio MontiRegistrazione:Tribunale di Rimini n. 12/2004Direzione e Redazione:via Orazio n. 101Tel. e Fax: 0541-33.14.43E-mail: cmonti@ilnuovo.rn.itStampa:La Pieve Poligrafica EditoreVilla Verucchio srl(Villa Verucchio)Società Editrice:Editoriale Nuova Comunicazione srlPubblicità: Tel. 0541-33.14.43Tiratura: 7000 copie. Chiuso intipografia il 6.3.2006


società14Il Nuovoph. Maurizio Polverelliph. Maurizio PolverelliSotto la maschera tantavoglia di riscoprirsi comunitàDietro il successo della sfilata di carri organizzatadalle Parrocchie di Bellaria Igea Marina.“Un modo per stare insieme, scambiarsiidee e creare qualcosa chevada nella direzione di aggregarevecchi e nuovi residenti”. E portareavanti quella che ormai è da considerarsiuna tradizione. Questo l’imperativodi chi si occupa da anni dellasfilata dei carri di Carnevale aBellaria Igea Marina. Ormai un dovere,da quando, ormai dieci annior sono, l’idea della sfilata è partitada don Pierpaolo Conti, ex parrocodel Sacro Cuore di Bellaria: non sideve decidere se si fa, quello è scontato,ma solo come si fa. Centinaia lepersone coinvolte sin dalle fasi dellapreparazione dei carri a tema, emolte le serate di lavoro rubate alsonno.Ogni anno qualcuno si tira indietro(quest’anno San Mauro mare non hapartecipato per problemi organizzativi),qualcuno di nuovo entra in giocoe nuove idee si fanno avanti, comequella dell’ultima edizione: coinvolgerela banda per l’apertura della sfilatae organizzare un unico puntovendita per i dolci, principale sostegnoeconomico della sfilata, insiemeai contributi del Comune e di diversiistituti di credito.La direzione organizzativa si passa,a mo’ di testimone, da una parrocchiaall’altra di anno in anno: questavolta è toccata a Bellaria monte,l’anno prossimo sarà il turno di IgeaMarina. Dove già si pensa a qualchenuova idea per la sfilata 2007. (E.S.)La volta scorsa abbiamo pubblicatole fotografie di quattro carri mascherati,esattamente quelli proposti da:Bordonchio, Borgata, Stazione e Cagnona.Questa volta vi mostriamo i carri diBellaria Monte (in alto), Igea Marina(qui sopra) e, a destra, il Porto.ph. Maurizio Polverelliph. Maurizio Polverelliph. Maurizio PolverelliShow Room IL CORNICIAIOOGGETTISTICA COMPLEMENTI D’ARREDO CORNICI SU MISURA QUADRI D’ARREDO.ENTRA ANCHE TU NEL MONDO “IL CORNICIAIO”.UN MIX DI IDEE RAFFINATE PER LA TUA CASA.Via Mar Jonio, 14/16 Bellaria Tel. 0541345472VIA TEANO, 2647813 BELLARIA IGEA MARINA RN


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