Segna il confine tra le Marche e l'Abruzzo. - Anpi

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Segna il confine tra le Marche e l'Abruzzo. - Anpi

CuriositàSegna il confine tra le Marche e l’AbruzzoIn guerra anche la querciacon duecento anni di etàdi Francesco NasiniÈ da sempreun simbolodi Sant’Egidioalla Vibrata.I ganci per i cavallidei soldati tedeschiLa quercia di Sant’Egidioalla Vibrata.Voglio raccontare di una vecchiaquercia. Quella di Sant’Egidio allaVibrata. Non risalta solamente perla maestosità e l’imponenza della figura,caratteristiche che le consentono di dominarela scena sul paesaggio circostante,ma anche e soprattutto per la particolaritàdella posizione e per la singolare vicendastorica che la interessa.Osservando la posizione si nota bene comeessa possa considerarsi una vera epropria “quercia di confine”. A pochimetri dall’albero passa una stradina chesegna il confine, non soltanto tra duepaesi, Maltignano e Sant’Egidio, ma anchee soprattutto tra due regioni, le Marchee l’Abruzzo. Non a caso la stradina sichiama “via dei confini” e la nostra querciasi trova solamente a una decina dimetri da essa. Una posizione che fa somigliarequest’albero ad una specie diguardiano della soglia o a un doganiereaddetto a sorvegliare chiunque mettapiede sul suo territorio. Per raggiungerequesto grande patriarca, partendo dall’abitatodi Sant’Egidio si imbocca la provincialeper Ascoli Piceno e da lì, percor-si 2-3 km, sulla destra si avvista un campocoltivato, dietro il quale si innalza laquercia, posta sulla sponda sinistra deltorrente Vibrata.La quercia, da diverse generazioni, appartienealla famiglia Sciamanna, la quale,come ci racconta uno dei suoi ultimidiscendenti, Luigi Sciamanna, per oltre200 anni ha vissuto nella casa colonicavicina alla pianta. Sembra che per questafamiglia la quercia sia stata una presenzacostante, di cui già gli anziani genitori diLuigi, Giuseppe Sciamanna e sua moglieAntonia, scomparsi da qualche anno, ricordavanodimensioni fuori dal comune.Ma un'altra qualità fuori del comune percui, stando al racconto del proprietario,si distingue la quercia, riguarda le dimensionidelle sue radici: sembra infattiche queste si propaghino nel terreno finoa raggiungere il torrente Vibrata, chesi trova a circa un centinaio di metri. Saràuna esagerazione? In ogni caso questeradici debbono avere sicuramente unaestensione impressionante per generareuna tale leggenda.A rendere però del tutto unica la nostraquercia sono le vicende storichedi cui è stata testimone.Si era durante la Seconda guerramondiale, all’incirca neglianni 1943-’44. I tedeschi, inritirata, si erano accampati indiverse zone della Val Vibrata.Una di esse, utilizzata sia comescuderia, per posizionare i cavalli,che come deposito di artiglieria,fu proprio la querciadegli Sciamanna.L’episodio legato ai cavalli, ricoveratisotto l’albero, ha dell’incredibile.Il signor Luigi,che all’epoca aveva 6-7 anni,ricorda come i soldati tedeschi,senza farsi scrupolo alcuno,utilizzarono il legno della piantacome palo per fissare i gancida cui partivano le catene chedovevano tener legati i cavalli.Abbiamo già sentito parlare dialtri scempi perpetrati nei confrontidi diversi grandi alberi46 l patria indipendente l 18 dicembre 2011


durante l’ultima guerra, per cuinon ci meravigliamo eccessivamentedella barbarie usata controla quercia, ma quello che destastupore è che la salute della piantanon abbia in seguito risentito inalcun modo delle ferite inferte.Se si osserva oggi il tronco dellaquercia, si vede chiaramente comeesso non rechi segno di alcun dannoné tracce di alcun oggetto metallico.Il signor Luigi ci racconta infattiche l’albero, col passare degli anni,ha rimarginato perfettamente leferite e che il legno del tronco,crescendo, ha assorbito completamenteal suo interno i ganci cheerano stati inchiodati alla corteccia.Veramente una quercia incre-dibile quella di Sant’Egidio, tantoche le ferite provocate dai militaritedeschi sono state cancellate, curatee rimarginate silenziosamentee con eroica pazienza da questavegliarda, che ha mostrato la suaforza e la sua grandezza non soltantoattraverso la sua mole, 4,73m di circonferenza del fusto e 25m di diametro della chioma, maanche nella capacità di sopravviverealle stoltezze umane.Ma la storia della nostra quercianon termina qui.La sua ampia chioma, ci racconta ilsignor Tonino Talamonti, abitantenelle vicinanze, fu utilizzata ancoradai tedeschi per nascondere icannoni predisposti come artiglieriacontraerea.La Val Vibrata avrebbe dovuto infatticostituire, secondo gli ordinidel comando tedesco, un puntostrategico in cui mettere in atto laresistenza contro gli alleati cheavanzavano da Cassino. Un ordinedel comando aveva infatti individuatoil centro di tale operazionenel paese di Nereto.Ma un malinteso nelle comunicazionitelegrafiche fece intendere“Loreto” invece di “Nereto”, e ilpiano di combattimento fu per taleerrore trasferito nella cittadinalauretana.In tal modo gli abitanti di Sant’Egidioe paesi limitrofi furono risparmiatida sanguinosi combattimentie probabili rappresaglie sugliabitanti.Gli abbonamenti a “Patria” di Roma e di GoriziaLa Sezione ANPI “G. Sangalli” del 7° Municipio diRoma ha sottoscritto abbonamenti a professori estudenti delle seguenti scuole:“San Benedetto”“Ferruccio Parri”“Giovanni Verga”“Istituto Comprensoriale Tor de’ Schiavi”“Guglielmo Marconi”“I.T.I. Giorgi”“I.T.I. Giovanni XXIII”Nel frattempo, il Comitato Provinciale dell’ANPIdi Gorizia ha sottoscritto 26 nuovi abbonamentiper le biblioteche comunali di tutta una serie dipaesi della zona.Ai compagni, agli amici e ai partigiani di Roma edi Gorizia un caldo e sentito ringraziamento daparte di Patria.Si rinnova per il futurol’entusiasmo del passatoAbbonati a PatriaAnnuo € 25,00 (estero € 40,00)Sostenitore da € 45,00 in suVersamento c/c 609008intestato a «Patria indipendente»patria indipendente l 18 dicembre 2011 l 47