Profilo Plus Sarrabus 2008 - Sociale - Provincia di Cagliari

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Profilo Plus Sarrabus 2008 - Sociale - Provincia di Cagliari

La popolazione residente (Tavole 1-7)L’analisi degli indicatori demografici, fondamentale per la conoscenza della popolazione diriferimento per il profilo d’ambito, è stata realizzata impiegando i dati ufficiali prodotti dall’IstitutoNazionale di Statistica con riferimento alle statistiche demografiche annuali, disponibili fino al 31dicembre del 2008, nonché ai censimenti della popolazione. É stato possibile utilizzare, inoltre,l’ultimo dato relativo al movimento mensile della popolazione pubblicato dall’Istat con riferimentoal 30 giugno dell’anno in corso. Per tale data (tavola 1), la popolazione dei tredici comunidell’ambito è risultata pari a 23.932 abitanti, ovvero il 4,3 % del totale della popolazione dellaProvincia.Nel leggere i dati presentati occorre tener conto dello sviluppo demografico che ha interessato icomuni dell’ambito a partire dalla fine degli anni cinquanta del secolo scorso.Popolazione residente nei comuni dell'ambito PlusSarrabus - Gerreial 31 dicembre degli anni 1961 e 2008Comunial 31dicembre1961al 31dicembre2008Variazionepercentualenel periodoArmungia 1.132 521 -54,0%Ballao 1.679 930 -44,6%Castiadas 1.096 1.437 31,1%Muravera 4.032 5.183 28,5%San Nicolò Gerrei 1.395 907 -35,0%San Vito 5.277 3.911 -25,9%Silius 1.328 1.297 -2,3%Villaputzu 4.754 5.089 7,0%Villasalto 2.402 1.178 -51,0%Villasimius 1.993 3.537 77,5%Totale Ambito 25.088 23.990 -4,4%Fonte: elaborazione su dati IstatCome mostra la tabella, nel periodo compreso tra il 1961 ed 2008 la popolazionecomplessivamente residente nell’ambito è diminuita di circa 1.100 unità (-4,4%) sulla spinta dellaforte contrazione che ha interessato soprattutto i comuni del Gerrei.La tavola 2 permette di analizzare le variazioni demografiche con riferimento agli ultimi decenni(1981-1991, 1991-2001, 2001-2009). Appare immediatamente evidente come le dinamichedemografiche risultino fortemente differenziate per i comuni appartenenti a ciascuno dei due sottoambitinei quali il territorio in esame può essere suddiviso. Infatti è possibile osservare come ipaesi costieri del Sarrabus abbiano registrato variazioni di diversa entità, ma comunque sempreI


positive, mentre i comuni dell’interno siano soggetti ad una notevole contrazione negativa, convalori molto elevati misurati per Villasalto e Armungia, per i quali il fenomeno appare sostenutoanche negli anni più recenti.Interessanti gli indicatori relativi ai saldi naturali per gli ultimi quattro anni presentati nella tavola3a. Nell’ambito, i valori rilevati appaiono costantemente negativi, in contrasto con i valori misuratiper l’intero territorio provinciale, ma in linea per quelli regionali e per i valori calcolati per l’Italia.Altrettanto interessanti appaiono le indicazioni che derivano dalla tavola 3c, nella quale sonoriportati i dati relativi ai saldi complessivi (naturale + migratorio) negli ultimi quattro anni. Inquesto periodo, la popolazione dell’ambito è cresciuta del 3,0%, valore più elevato rispetto aquello misurato per l’intero territorio provinciale (+1,7%). È importante sottolineare come questaparticolare vitalità demografica dell’area in esame sia dovuta esclusivamente ai centri costieri, per iquali i decrementi derivanti dai tassi naturali negativi sono neutralizzati dai tassi migratoridecisamente postivi. Diversa, come già detto, la situazione dei comuni del Gerrei, per i quali ladifferenza tra iscritti e cancellati risulta costantemente negativa.Le considerazioni fin qui svolte sono compendiate nel grafico “Piramide d’età”, che propone unconfronto per fasce di età tra la popolazione dell’ambito Plus Sarrabus-Gerrei e quella dellaprovincia di Cagliari. È possibile osservare una corrispondenza pressoché uniforme fra la strutturademografica dell’area in esame e quella provinciale; l’ unico dato che emerge con maggioreevidenza risulta essere la presenza più elevata della popolazione anziana (70 anni e più) che,nell’ambito, rappresenta il 14,8% del totale, contro il 12,2 misurato per l’intero territorioprovinciale.La popolazione straniera (Tavole 8a – 10c)I cittadini provenienti da altre nazioni iscritti alle anagrafi dei comuni dell’ambito sono,complessivamente, 435 (tavola 8a), pari al 4,4% del totale della popolazione straniera residentenella provincia di Cagliari. Quest’ultimo valore appare perfettamente corrispondente con l’analogodato riferito al complesso dei residenti nell’ambito (che, si ricorda, è pari al 4,3 % del totaleprovinciale), segnalando un deciso gradimento dei cittadini stranieri verso un territorio che, nellasua parte costiera, offre possibilità di lavoro sia nel settore del commercio ambulante e sianell’agricoltura.I dati relativi alle provenienze dei residenti stranieri sono riportati nella tavola 8b e nel successivografico. L’etnia prevalente nell’ambito è quella tunisina, seguita dalla rumena ed infine dalla cinese.Per quanto riguarda i valori relativi ai saldi naturali e migratori, contenuti, rispettivamente, nelletavole 10a e 10b, è evidente una grande variabilità a seconda dei comuni interessati: ancora unavolta, è possibile leggere i dati attribuendo tali differenze alla dislocazione geografica. Infatti, iII


comuni di Castiadas e Villasimius sono gli unici che mostrano una certa vivacità, in particolare, peri saldi migratori. Peraltro, in alcuni dei centri in esame i saldi risultano negativi, fenomeno raro, seosservato con riferimento alla popolazione straniera.Gli studenti che frequentano gli istituti superiori (Tavole 11a – 19)Per questa sezione di analisi è stato possibile utilizzare i dati relativi agli studenti frequentanti gliistituti superiori della Provincia, per comune di residenza, prodotti dall’ Osservatorio ScolasticoProvinciale.L’analisi per ambito formativo (tavole da 11a a 11c) segnala come la scelta di un indirizzoumanistico venga effettuata nell’ambito da 45 studentesse su 100, valore molto lontano da quellomedio provinciale che si attesta sul 60%. Per i maschi, la quota scende al 27%, contro un analogovalore medio provinciale del 38%. Specularmente, prevalgono, nelle scelte, gli indirizziprofessionali e tecnici, frequentati da poco meno dei due terzi dei giovani residenti (73%). Questidati vanno letti tenendo conto della scarsa articolazione dell’offerta formativa cui i giovani possonoaccedere.Di grande interesse ai fini dell’analisi dei risultati scolastici dei giovani residenti risulta l’esame deidati relativi alla regolarità negli studi (tavole 12a 12b e 12c).Nell’ambito, 37 studentesse su 100 risultano in ritardo rispetto al percorso scolastico, valore diquattro punti percentuali più elevato rispetto a quello medio registrato per la Provincia.Decisamente più pesante appare la situazione dei maschi, 48 su 100 dei quali hanno perso almenoun anno.Particolarmente grave il fenomeno appare per gli istituti professionali, nei quali 2 studenti su 3risultano in ritardo di almeno un anno.L’Osservatorio Scolastico Provinciale, con riferimento agli studenti disabili che frequentano lescuole superiori (tavole dalla 15 alla 19), ha raccolto dati molto interessanti per il profilo di salutedell’ambito in esame.Nell’ambito del Sarrabus Gerrei risiedono 7 studenti con disabilità. L’I.I.S.S. Dessì di Villaputzu, èla scuola nella quale si registra la maggiore frequenza.La povertà (Tavole 20 – 22)Le tavole relative a questo tema contengono sia i dati raccolti e stimati attraverso un’indaginediretta dell’Osservatorio delle Politiche Sociali riferita al 2007 e sia gli analoghi dati prodottidall’Istat con riferimento alla media sarda, nonché alle tre ripartizioni territoriali (Nord, Centro eMezzogiorno) e al totale nazionale. Dai dati rilevati dall’Osservatorio la percentuale di famiglieIII


povere stimata per l’ambito Sarrabus Gerrei (12,3% del totale delle famiglie residenti) risultadecisamente più contenuta rispetto alle medie di riferimento, essendo la media provinciale stimatadall’Osservatorio pari al 25,4%, e l’analogo valore calcolato dall’Istat per la Sardegna (tavola 20)di poco inferiore al 23%.La tavola 22 riporta una sintesi dell’indagine effettuata sulle richieste di aiuto pervenute ai comunicon riferimento al 2007. Per l’ambito in oggetto le domande inoltrate risultano 313 e di esse laquasi totalità (40%) è stata presentata da donne.La lettura integrata dei dati indica come nelle zone periferiche della Provincia la condizioneassimilabile alla povertà, così come comunemente intesa, sia meno immediatamente avvertibile,anche per la differente struttura societaria, ancora basata, soprattutto nelle aree più internedell’ambito, su sistemi di solidarietà familiari e di vicinato.Gli anziani (Tavole 23a – 26)Nelle tavole relative agli anziani sono presentati, innanzitutto, i dati relativi alle strutture diaccoglienza per anziani, analizzate per tipologia (Comunità alloggio, R.S.A., Casa protetta) esistentinel territorio provinciale, censite con riferimento al 30 settembre 2009. Nell’ambito risulta presentesoltanto una struttura di accoglienza, situata nel Comune di Villasalto, che al 30 settembre 2009ospitava complessivamente 24 utenti su 24 posti letto con un coefficiente di utilizzazione pari al100%. La presenza femminile risulta contenuta costituendo soltanto il 30% del totale degli utenticomplessivi, valore decisamente inferiore rispetto al dato medio misurato per la Provincia ch siattesta su un valor superiore al 70%.Nelle tavole 24, 25 e 26 sono riportati alcuni dati di sintesi derivati da una ricerca campionariasvolta dall’Osservatorio con riferimento a febbraio 2009 sempre presso le strutture per anziani. Ilcampione non prevedeva una significatività a livello di ambito Plus, essendo stato progettato conriferimento all’intero territorio provinciale, e tuttavia alcune indicazioni appaiono comunqueinteressanti anche per le riflessioni che potranno essere sviluppate a livello territoriale.Oltre 6 anziani su 10 intervistati ritengono il proprio stato di salute almeno “discreto” e soltanto il18% lo definisce “cattivo”. Si tratta, con tutta evidenza, di un’indicazione di grande interesse,perché segnala un atteggiamento sostanzialmente positivo da parte di una larga maggioranza dellepersone ospitate nelle strutture. Ancora più significativo il risultato della domanda: “Ha desideri peril futuro?”, alla quale più dei due terzi degli anziani intervistati ha risposto “si”, a conferma di undiffuso, sostanziale atteggiamento positivo. Indicazione confermata, peraltro, dai dati della tavola27 che ci dicono come l’84% degli intervistati dichiari di “aver trovato amici” nella comunità. Aquesto riguardo interessante risulta la differenza fra maschi e femmine, dal momento che la quasiIV


totalità degli uomini (94%) risponde di aver fatto nuove amicizie, contro il valore decisamente piùcontenuto delle donne (74%).I minori in affido (Tavole 27a – 31a)Nelle tavole da 27a a 31a vengono presentati i risultati di una ricerca sui minori in affido, svoltadall’Osservatorio con riferimento al 30 giugno 2009, che ha consentito di aggiornare i dati di unanalogo studio fatto a gennaio del 2007. In entrambi i casi il lavoro è stato svolto in collaborazionecon il Tribunale dei Minori di Cagliari. Il piano di ricerca ha previsto tre rilevazioni distinte, anche seprogrammaticamente ed organicamente collegate tra loro. La prima, tesa a censire l’universocomplessivo dei minori in affido, è stata condotta attraverso un’indagine esaustiva presso gliAssessorati alle politiche sociali dei 71 comuni della Provincia. Le altre due, relative,rispettivamente, alla struttura delle comunità alloggio per minori ed ai singoli minori ospitati, sonostate condotte tramite una rilevazione censuaria.Nell’ambito risiedono 13 minori (8 maschi e 5 femmine) che al 30 giugno 2009 risultavano insituazione di affido, 11 dei quali ospitati in comunità alloggio e 2 in affido eterofamiliare. La fasciadi età prevalente è quella fra i 6 e i 13 anni nella quale troviamo più della metà dei minori in affido.Nell’unica comunità alloggio presente nell’ambito (nel comune di Villasimius) sono ospitati 5 minori(4 maschi e una femmina) dei quali uno proveniente da altre province.V

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