Speciale Fiera 2006 - Comune di Lonato del Garda
Speciale Fiera 2006 - Comune di Lonato del Garda
Speciale Fiera 2006 - Comune di Lonato del Garda
Trasformi i suoi PDF in rivista online e aumenti il suo fatturato!
Ottimizzi le sue riviste online per SEO, utilizza backlink potenti e contenuti multimediali per aumentare la sua visibilità e il suo fatturato.
Via C. Battisti, 37Tel. 030.9130747Fax 030.9133248sede@castelgoffredo.bcc.itwww.castelgoffredo.bcc.it
48 a <strong>Fiera</strong> RegionaleLONATOQUALE FUTURO PER LA FIERA DI LONATO?Siamo giunti alla 48ªe<strong>di</strong>zione <strong>del</strong>la fiera <strong>del</strong>lanostra città ed il leone <strong>di</strong>San Marco <strong>del</strong>la piazza havisto passare sotto il suovigile sguardo una societàin continua evoluzione:un’evoluzione che haassunto un ritmo freneticonel corso degli ultimidecenni non solo nel camposcientifico e tecnologico, ma anche in quello deivalori <strong>di</strong> riferimento, <strong>del</strong>le abitu<strong>di</strong>ni <strong>di</strong> vita, <strong>del</strong>lacultura.Anche la fiera <strong>di</strong> Sant’Antonio ha subìto pesantementegli effetti <strong>del</strong>la corsa <strong>del</strong> tempo: era la primafiera <strong>del</strong>l’anno, importante per l’esposizione ed ilcommercio degli animali, poi per quello <strong>del</strong>le macchineagricole. Negli ultimi anni, per una serie <strong>di</strong>cause, non è riuscita a tenere il passo con le fiere <strong>di</strong>Verona e Montichiari. Dobbiamo unire le nostre forze(citta<strong>di</strong>nanza, maggioranza ed opposizione, forzesociali, impren<strong>di</strong>tori e commercianti) per avviareun profondo <strong>di</strong>battito volto a rilanciare la nostra fiera,cercando uno sbocco in quegli in<strong>di</strong>rizzi ed inquelle nicchie <strong>di</strong> mercato che offrono tante possibilità<strong>di</strong> sviluppo.Dobbiamo rivitalizzare la nostra fiera per colmareanche quei profon<strong>di</strong> deficit che hanno caratterizzatole gestioni degli ultimi anni e che non sono piùsopportabili dal bilancio comunale, onde destinarenuove risorse a priorità urgenti.Ci conforta, tuttavia, la grande affluenza <strong>di</strong> pubblicorichiamato dalla fiera <strong>di</strong> <strong>Lonato</strong> a testimonianza<strong>del</strong>l’interesse e <strong>del</strong>l’affetto non solo dei Lonatesi,ma anche degli abitanti <strong>del</strong> vasto territorio circostante.L’impegno <strong>del</strong>l’Amministrazione comunale per iprossimi anni sarà pertanto quello <strong>di</strong> adoperarsi perridare smalto e futuro alla fiera <strong>di</strong> Sant’Antonio, trovandonuove strade più adatte al nostro secolo cherichiede innovazione e fantasia, per venire cosìincontro a quello che è il desiderio <strong>di</strong> tutti i Lonatesi.Per ora go<strong>di</strong>amoci questi quattro giorni <strong>di</strong> festanon <strong>di</strong>menticando Sant’Antonio Abate, protettoredegli animali e sperando nella clemenza <strong>del</strong> tempo.dott. MARIO BOCCHIOSindaco <strong>di</strong> <strong>Lonato</strong>3
48 a <strong>Fiera</strong> RegionaleLONATOSALUTO DEL PRESIDENTEDELLA 48ª EDIZIONE DELLA FIERA DI LONATOÈ con orgoglio e piacere che, anche quest’anno, qualcuno ha la possibilità <strong>di</strong> scrivere <strong>di</strong>quanto si sia organizzato per la nostra storica fiera <strong>di</strong> <strong>Lonato</strong> che ha ormai raggiunto la48° e<strong>di</strong>zione.Ricorderete, come il compito <strong>di</strong> organizzare la manifestazione, è affidato, d’anno in anno,ad un comitato fiera nominato dall’amministrazione comunale in carica.Chi scrive oggi è il nuovo presidente <strong>del</strong>la fiera, Germano Sigurtà, che con il comitato haavuto l’onore e l’onere <strong>di</strong> organizzare la nuova e<strong>di</strong>zione.Da commerciante lonatese ed espositore nella nostra fiera da ormai se<strong>di</strong>ci anni, ho potutovivere in prima persona, d’e<strong>di</strong>zione in e<strong>di</strong>zione, i molti cambiamenti e le varievicissitu<strong>di</strong>ni subite dalla manifestazione, maturando la speranza <strong>di</strong> poterle dare una soluzione definitiva.Devo riconoscere al mio predecessore, come in questi ultimi anni, con molto impegno e de<strong>di</strong>zionesia riuscito a rianimare una manifestazione ormai da qualche anno sofferente e con scarsi contenuti.Vorrei tranquillizzare tutti, confermando il mio impegno nel continuare l’opera <strong>di</strong> chi mi ha preceduto in modoproficuo e positivo mantenendo il livello d’importanza, con alcuni cambiamenti mirati a caratterizzare lamanifestazione e nel limite <strong>del</strong> possibile a ridurre i costi <strong>di</strong> gestione complessivi.In tal senso ci siamo posti alcuni obiettivi da raggiungere: incrementando il numero degli espositori e dei visitatori,cercando <strong>di</strong> trovare quelle “attrazioni” che siano più attinenti con la nostra fiera.Raggiungendo i risultati prefissati, tutto quello che si andrà ad organizzare collateralmente alla fiera, potrà esseremantenuto ed eventualmente incrementato negli anni futuri.Quest’anno avremo il Mercantico <strong>del</strong>la domenica, le frazioni, i produttori lonatesi uniti in un consorzio battezzato“Terre <strong>di</strong> <strong>Lonato</strong>”, spettacoli ippici, convegni, concerti, esposizioni agricole, gare gastronomiche.Il nostro intento ultimo è quello <strong>di</strong> rendere i citta<strong>di</strong>ni Lonatesi fieri <strong>del</strong>l’unica manifestazione che per alcuni giorni faemergere la nostra splen<strong>di</strong>da Città, <strong>di</strong>vertendoci e unendoci per le vie <strong>di</strong> <strong>Lonato</strong>.Germano Sigurtà5
48 a <strong>Fiera</strong> Regionale8LONATOÈ TORNATA A RISPLENDERELA SALA CONSILIARELa Sala Consiliare <strong>del</strong> cinquecentesco Palazzo Municipale ha riacquistato ilsuo pieno splendore.Dopo l’accurato lavoro <strong>di</strong> restauro, è stata “inaugurata” dal Consigliocomunale svoltosi il 23 novembre scorso.Al certosino lavoro <strong>di</strong> restauro <strong>del</strong> soffitto e <strong>del</strong>l’importante pala <strong>del</strong> Celesti“La peste” (voluto dalla ex giunta Perini), si è sommato anche il restauro<strong>del</strong>le pareti, voluto dall’assessore ai Lavori Pubblici Monica Zilioli.Nel <strong>2006</strong> proseguirà l’opera <strong>di</strong> restauro <strong>del</strong> municipio con la messa a nuovo<strong>del</strong>la rampa <strong>di</strong> scale che accedono al primo piano <strong>del</strong> municipio.“Se la nostra priorità è una serie <strong>di</strong> opere pubbliche in<strong>di</strong>spensabili allacomunità, abbiamo comunque a cuore la rivalorizzazione <strong>del</strong> patrimonioartistico lonatese, a cominciare dal luogo simbolo <strong>del</strong> governo <strong>del</strong> territorio:il cinquecentesco Palazzo <strong>del</strong> <strong>Comune</strong>”.
48 a <strong>Fiera</strong> RegionaleLONATOPROGRAMMA DELLE MANIFESTAZIONISabato 7 gennaio8.00 Apertura iscrizioni per le gare <strong>di</strong> gimkane contrattori e le gare gastronomiche “El mè salam lèpo’ bù <strong>del</strong> tò”, valutazione <strong>del</strong> salame più buonoe “El chisöl de la mè nöna”, valutazione <strong>del</strong>lamigliore torta.20.30 Apertura <strong>del</strong>la manifestazione gastronomica “ATutto Porcello”.Giovedì 12 gennaio21.00 Gran Galà <strong>di</strong> apertura <strong>del</strong>la 48° <strong>Fiera</strong> regionale<strong>di</strong> <strong>Lonato</strong> presso la <strong>di</strong>scoteca Dehor (ex Genux),presentazione <strong>del</strong> Programma e <strong>del</strong> numeroUnico <strong>del</strong>la <strong>Fiera</strong>, sfilata <strong>di</strong> moda, stage <strong>di</strong> balloLatino Americano <strong>del</strong>la scuola lonatese LatinWork (corso baby). La serata verrà allietata dallacabarettista vincitrice <strong>di</strong> “La sai l’ultima“ ValentinaPersia.Venerdì 13 gennaio9.00 Apertura stands <strong>del</strong>la 48° e<strong>di</strong>zione <strong>del</strong>la <strong>Fiera</strong>Regionale <strong>di</strong> <strong>Lonato</strong>20.00 Convegno sui tappeti erbosi “Gestione primaverile<strong>del</strong> tappeto erboso e scelte varietali”, relatoreDott. Antonio Scopazzo, presso l’Aula Magna<strong>del</strong>le Scuole Me<strong>di</strong>e.20.30 Conferenza: “Energia da fonti rinnovabili inAgricoltura”, introdurrà l’ing. Giuseppe Negrinelli,Direttore <strong>del</strong> Consorzio Me<strong>di</strong>o Chiese. Laconferenza si terrà presso l’Aula Celesti sede <strong>del</strong>Consiglio Comunale, piazza Martiri <strong>del</strong>la Libertà.22.00 Chiusura Stands.11Valentina Persiaattrice - cabarettistaVincitrice <strong>di</strong>“La sai l’ultima”.Ospite in numerosiprogrammi televisivi.Applau<strong>di</strong>ta per lastraor<strong>di</strong>naria simpatiae vena artistica.
48 a <strong>Fiera</strong> RegionaleLONATO12Sabato 14 gennaio9.00 Apertura Stands.9.00 Convegno, “La Riforma <strong>del</strong>la PAC un anno dopo:quali opportunità per le imprese agricole?”.Relatore dott. Luciano Floraino (Direttore coltivatori<strong>di</strong>retti <strong>di</strong> Brescia) e dott. Gualtiero Bigotti(responsabile <strong>di</strong> zona dei Coltivatori <strong>di</strong>retti) pressol’Aula Celesti sede <strong>del</strong> Consiglio Comunalepiazza Martiri <strong>del</strong>la Libertà.9.30 Raduno “Alfa Romeo Storiche” presso il CentroCommerciale “La Rocca”.10.00 Partenza per la sfilata “Alfa Romeo Storiche”con il seguente percorso: Via C. Battisti, ViaRepubblica, Via Trento, Via Trieste, Via DeGasperi, Via S. Zeno. Il corteo passerà anche perla frazione <strong>di</strong> Sedena. Ritorno per Via Montebello,Via Borgo Clio e C.so Garibal<strong>di</strong>. A seguiremostra statica in C.so Garibal<strong>di</strong>.10.00 Apertura manifestazione in C.so Garibal<strong>di</strong>. Partecipanotra gli altri i comitati <strong>del</strong>le frazioni, leaziende agricole lonatesi, l’Exodus. Apertura <strong>del</strong>mercatino enogastronomico con ven<strong>di</strong>ta edegustazione in Piazza Martiri <strong>del</strong>la Libertà.10.00 Apertura manifestazioni ippiche in Via S. Giovanni(<strong>di</strong> fronte al Centro Commerciale “La Rocca”):salto e monta western.10.00 Inizio prove in campo <strong>di</strong> macchinari agricoli,movimento a terra. Dimostrazione pratica <strong>di</strong> Biotriturazione e produzione compost.10.00 Inizio gare gastronomiche, “El mè salam lè po’bù <strong>del</strong> tò” (valutazione <strong>del</strong> miglior salame) e “Elchisöl de la mè nöna”(valutazione <strong>del</strong> migliorchisöl) presso lo Stand ANGA, Piazzale <strong>del</strong>leScuole Ma<strong>di</strong>e.10.00 Spettacolo <strong>di</strong> acrobazie canine lungo un tracciatoad ostacoli, l’evento si terrà nel Piazzale antistantele scuole elementari <strong>di</strong> Via Marchesino.10.30 Inaugurazione Ufficiale con le Autorità <strong>del</strong>la48° <strong>Fiera</strong> Regionale <strong>del</strong>la Città <strong>di</strong> <strong>Lonato</strong>presso l’ingresso <strong>di</strong> Viale Roma.10.30 Rievocazione storica <strong>del</strong>la mietitura con macchinarid’epoca.11.00 Intervento itinerante <strong>del</strong>la Banda Musicale“Città <strong>di</strong> <strong>Lonato</strong>” presso il campo fiera.Ven<strong>di</strong>talatte crudofresco <strong>di</strong> giornata...dal produttore al consumatoreGustoso, <strong>di</strong>ssetante e nutrientePotrai trovare il LATTE CRUDO al <strong>di</strong>stributore automaticoposto in via Cesare Battisti a <strong>Lonato</strong> presso il parcheggio<strong>del</strong> Centro Commerciale “La Rocca”.AZIENDA AGRICOLA F.LLI LISIOLIVia Fossa, 30 - LONATO (Brescia) - Tel. 030.9913788
48 a <strong>Fiera</strong> RegionaleLONATO14.30 Manifestazioni ippiche in Via S. Giovanni (<strong>di</strong>fronte al Centro Commerciale “La Rocca”): musicacountry con <strong>di</strong>mostrazione <strong>di</strong> monta western.14.30 Spettacolo <strong>di</strong> acrobazie canine lungo un tracciatoad ostacoli, l’evento si terrà nel Piazzale antistantele scuole elementari <strong>di</strong> Via Marchesino.15.00 Convegno Ornitologico, “Allevamento e riproduzioneuccelli da richiamo”, relatore GuarneriFederico. Presso l’aula magna <strong>del</strong>le scuoleme<strong>di</strong>e.15.00 Concerto Rock Live presso il Palazzetto <strong>del</strong>loSport.20.30 Concerto <strong>di</strong> musica classica con quartetto <strong>di</strong> chitarre<strong>del</strong>la scuola musicale “Paolo Chimeri” pressol’Aula dei Celesti Piazza Martiri <strong>del</strong>la Libertà.22.00 Chiusura stands.Domenica 15 gennaio8.00 Apertura manifestazione e partenza gara“Quater Pass a Lunà”. Corsa competitiva e non<strong>di</strong> km 11/4/1.5. Punto <strong>di</strong> ritrovo presso il CentroSportivo <strong>Lonato</strong> 2.8.00 Convegno <strong>del</strong>la Confederazione Italiana Agricoltori.“Legge 626, prevenzione infortunisticain Agricoltura”. Presso l’Aula Magna <strong>del</strong>le scuoleMe<strong>di</strong>e.9.00 Apertura stands.9.00 Apertura manifestazioni C.so Garibal<strong>di</strong> e ViaTarello; tra<strong>di</strong>zionale Mercantico <strong>di</strong> <strong>Lonato</strong>-Ed. St.Antonio. Apertura manifestazioni ippiche in Viacesare battisti <strong>di</strong> fronte al Centro Commerciale“La Rocca”.9.23 1ª Corsa Treno Storico <strong>del</strong> Gusto (3ª e<strong>di</strong>zione).Viaggio in carrozze d’epoca con locomotiva avapore e degustazione <strong>di</strong> prodotti tipici locali.Partenza dalla stazione FF.SS <strong>di</strong> <strong>Lonato</strong>, arrivo aPeschiera alle ore 10.40.10.00 Apertura manifestazioni ippiche in Via S. Giovanni(<strong>di</strong> fronte al Centro Commerciale “La Rocca”):salto e monta western.10.30 Rievocazione storica <strong>del</strong>la mietitura con macchinarid’epoca.11.00 Partenza <strong>del</strong>la gara campestre organizzata da“Atletica <strong>Lonato</strong> Lem Italia”, il percorso si snodaattorno alla Rocca <strong>di</strong> <strong>Lonato</strong>.13
Treno Storico <strong>del</strong> Gusto48° FIERA REGIONALE DI LONATODOMENICA 15 GENNAIO <strong>2006</strong>STAZIONE FF.SS. - LONATOViaggio in carrozze d’epoca conlocomotiva a vapore e degustazione<strong>di</strong> prodotti tipici localiServizio Cateringsul treno:LINUS LONATOin collaborazionecon<strong>Lonato</strong> - Peschiera <strong>del</strong> <strong>Garda</strong> A/R1° Corsa: ore 10.00 - Arrivo 11.182° Corsa: ore 12.00 - Arrivo 13.183° Corsa: ore 15.00 - Arrivo 16.184° Corsa: ore 17.00 - Arrivo 18.18Biglietto unico con degustazione: 15,00 €Biglietto con spuntino: 8,00 €Bambini sotto i 6 anni gratis, senza <strong>di</strong>ritto al postoInformazioni e ven<strong>di</strong>ta biglietti:OCEAN VIAGGI - LONATO Tel. 030.9131461
48 a <strong>Fiera</strong> RegionaleLONATO10.00 Convegno “Basilea 2” presentato dall’Assessoratoalle attività produttive, i relatori sarannoMaurizio Poli (ADM Italia, Associazione DirettoriMarketing), Roberto Vornoli (Hypo Alpe AdriaBank), Clau<strong>di</strong>a Pellegrino (Pellegrino consulting-Service Srl). Il moderatore sarà il giornalista MatteoAsti <strong>del</strong>la redazione Economica <strong>di</strong> Bresciaoggi.Il convegno si terrà presso la sala Celesti, inpiazza Martiri <strong>del</strong>la Libertà.11.23 Partenza 2ª Corsa <strong>del</strong> Treno Storico <strong>del</strong> Gusto,arrivo a Peschiera alle ore 12.40.14.00 Inizio Gara <strong>di</strong> Gimkana con trattori presso il piazzaleantistante la ex acciaieria Busi in Via Montebello.14.23 Partenza 3ª Corsa <strong>del</strong> Treno Storico <strong>del</strong> Gusto,arrivo a Peschiera alle ore 15.40.14.30 Manifestazioni ippiche in Via S. Giovanni (<strong>di</strong>fronte al Centro Commerciale “La Rocca”): musicacountry con <strong>di</strong>mostrazione <strong>di</strong> monta western.15.00 Concerto Rock Live presso il Palazzetto <strong>del</strong>loSport.16.23 Partenza 4ª Corsa <strong>del</strong> Treno Storico <strong>del</strong> Gusto,arrivo a Peschiera alle ore 17.40.16.30 Premiazione <strong>del</strong>la gara <strong>di</strong> gimkana con trattoripresso il campo gara in Via Montebello.17.30 Premiazione <strong>del</strong>le Gare Gastronomiche “El mèsalam lè po’ bù <strong>del</strong> tò“ e “El chisöl de la mènöna”. La premiazione avverrà nel Piazzale <strong>del</strong>leScuole Me<strong>di</strong>e.Martedì 17 gennaio9.00 S. Messa presso la Chiesa <strong>di</strong> Sant’Antonio Abate,Patrono <strong>del</strong>la <strong>Fiera</strong> celebrata da Don Giovanni,parroco <strong>di</strong> <strong>Lonato</strong>.10.00 Bene<strong>di</strong>zione dei trattori presso la Chiesa <strong>di</strong> Sant’Antonio Abate e successiva sfilata attraverso leVie <strong>del</strong> Paese.15.00 Tra<strong>di</strong>zionale Bene<strong>di</strong>zione degli animali presso ilsagrato <strong>del</strong>la Chiesa <strong>di</strong> Sant’Antonio e premiazionipresso il quartiere Citta<strong>del</strong>la.Il programma potrà subire <strong>del</strong>le mo<strong>di</strong>fiche <strong>del</strong>l’ultimominuto, ce ne scusiamo e ci impegnamo a darne imme<strong>di</strong>atae visibile comunicazione.15
48 a <strong>Fiera</strong> RegionaleLONATOIN NOME DI ANTONIO<strong>di</strong> ROBERTO DARRADunque siamo arrivati al significativo traguardo dei quarantottoanni. Una tappa importante. Compleanno non in<strong>di</strong>fferenteper una rassegna espositiva che è riuscita a navigare in tempicertamente non sempre facili. Con problemi sempre nuovi. Lanecessità <strong>di</strong> utilizzare ancora degli e<strong>di</strong>fici scolastici, la crisi economica,le crescenti specializzazioni fieristiche, i nuovi in<strong>di</strong>rizzi<strong>del</strong> comparto agricoltura, i conti da far quadrare. Tanto per citarealcuni elementi <strong>del</strong> variegato puzzle-fiera. Ma non vogliamooccuparci <strong>di</strong> analisi o <strong>di</strong> previsioni (doverose e necessariecomunque per l’interca classe politica) ma piuttosto <strong>di</strong> sfogliareun aspetto che lega da sempre la gente alla sagra.Insomma un simpatico costume. Parliamo <strong>del</strong>la bene<strong>di</strong>zione16
48 a <strong>Fiera</strong> RegionaleLONATOdegli animali. Una processione, un rito molto forteche unisce natura e religione. Un connubio moltosentito nelle campagne. Dunque cani, gatti, cavalli,conigli, pappagalli e tanti altri animali domestici il17 gennaio saranno benedettie passeranno così sotto laprotezione <strong>di</strong> Sant’Antonioper tutto il <strong>2006</strong>. Ma chi eraquesto Sant’Antonio?Diciamo subito che nullaha in comune con il S. Antonio<strong>di</strong> Padova. Nacque nel251 presso Eracleopoli nelme<strong>di</strong>o Egitto e morì nel suoeremo a centocinque anni.Antonio è famoso per averecombattuto le mille tentazioni<strong>del</strong> Diavolo e per il suostraor<strong>di</strong>nario amore agli animali.Tutto iniziò con unmaialetto, suo inseparabilecompagno nell’immagineme<strong>di</strong>oevale, e oggi, nelleimmaginette popolari. In unprimo momento, però, si volleraffigurare il santo con ilsuino per significare la vittoria<strong>del</strong>l’ascetismo cristianosulla lussuria e su tutti i vizi.Secondo questa interpretazione, il porco, che comeun’ombra segue S. Antonio, era insomma una <strong>del</strong>leincarnazioni <strong>di</strong> Satana.Poi, piano piano, quel rapporto cambiò natura.Cioè, <strong>di</strong>ventò amichevole e protettivo, e la bene<strong>di</strong>zione<strong>del</strong> santo si estese a tutti gli animali domestici.Anche perché, sebbene Antonio non avesse maiscritto una vera e propria regola, nel frattempo eranato l’or<strong>di</strong>ne degli Antoniani, i quali avevano il particolareprivilegio <strong>di</strong> allevare maiali in convento.Era loro <strong>di</strong>ritto lasciarli liberi per i borghi <strong>del</strong>le città,perché, riconosciuti dalla tipica campanella al collo,venissero rispettati. I confratelli <strong>di</strong> S. Antonio vestivanoun saio nero con una croce azzurra sul pettoed erano monaci ospedalieri.Con i prosciutti dei loro suini sfamavano i sofferenti<strong>di</strong> quella terribile malattia, allora epidemica,chiamata fuoco sacro o <strong>di</strong> S. Antonio. Il furto o lasoppressione dei maiali destinati ad essere sacrificatie <strong>di</strong>stribuiti negli ospedali dal 17 gennaio, eraconsiderato ad<strong>di</strong>rittura un sacrilegio e puniti <strong>di</strong>conseguenza con la condanna all’inferno. Cioè alfuoco eterno.Tutto fa pensare alla leggenda <strong>di</strong> S. Antonio, l’eremita.Leggenda ambientata a Mamoiada, in provincia<strong>di</strong> Nuoro. Si racconta che un tempo al mondonon esisteva il fuoco e i paesani, l’inverno avevanoun gran freddo.Un giorno alcuni uomini decisero <strong>di</strong> andare neldeserto egizio da S. Antonio, per pregarlo <strong>di</strong> risolverequel problema. Il santoallora, accompagnato dall’inseparabilemaialino, andòa bussare <strong>di</strong>rettamente allaporta <strong>del</strong>l’inferno, dove si sail fuoco abbonda. I <strong>di</strong>avoliperò agguantarono subito ilmaialino e sbatterono la portain faccia al cristiano. Ma ilmaialino, una volta all'inferno,cominciò a combinare unsacco <strong>di</strong> guai.Finché esasperò la giàscarsa <strong>di</strong>sponibilità dei <strong>di</strong>avoli,che persero definitivamentela pazienza.S. Antonio fu richiamatoallora in tutta fretta, perchévenisse a riprenderselo. Ilfurbissimo eremita, che avevastu<strong>di</strong>ato il piano moltostrategicamente, si ripresentòall'inferno con il suobastone <strong>di</strong> canna e approfittando<strong>di</strong> un momento <strong>di</strong> confusioneriuscì a infilarvi qualche bracia ardente.Una volta in superficie, Antonio, applicò le braci aduna catasta <strong>di</strong> legna facendo felici i sar<strong>di</strong> e il mondointero. Solo il buon porcello non ne fu entusiasta,anzi, sicuramente si sentì tra<strong>di</strong>to dal suo protettore.Perché gli uomini con l’uso <strong>del</strong> fuoco scoprironoanche il gusto <strong>del</strong>l’arrosto. Povero maiale!!!17
Avete voglia <strong>di</strong> passare una giornataall’insegna <strong>del</strong> <strong>di</strong>vertimento?... BENE!!!Siete tutti invitati alla <strong>Fiera</strong> Agricola <strong>di</strong>Sant’Antonio che si terrà a <strong>Lonato</strong>.Avete passione per la gastronomia el’agricoltura?... sarete contenti <strong>di</strong>sapere che si terranno gare con ricchipremi.L’attività relativa al settore agricolo è la«Gimkana dei Trattori». L’obiettivo èquello <strong>di</strong> percorrere un tragitto aostacoli impiegando il minor tempopossibile (con <strong>di</strong>fficoltà a sorpresa).Chi è interessato al settoregastronomico e <strong>del</strong>le tra<strong>di</strong>zioni ruralipotrà partecipare alle seguenti gare:«El me salam lè po’ bù <strong>del</strong> tò» ed«El chisöl de la mè nöna».Il salame ed il chisöl sono due alimentitra<strong>di</strong>zionali <strong>del</strong>la provincia <strong>di</strong> Brescia.Due giurie, poi, saluteranno quale saràil chisöl ed il salame più buono,attribuendo ai vincitori bellissimi premi.GIMKANAE PROVA DI ABILITA’◗ Data <strong>di</strong> svolgimento: Domenica 15 gennaio<strong>2006</strong>. Ore: 14.00-16.00◗ Luogo: Piazzale antistante ex Ferriera Busivia Montebello◗ Tipo <strong>di</strong> prova:GIMKANAAD OSTACOLI◗ Luogo e tempid’iscrizione: presso l’Istituto d’Istruzione Superiore«Dandolo» <strong>di</strong> <strong>Lonato</strong> in località San Tomaso- Tel. 030 9130440 entro il 14-1-06 dallunedì al venerdì ore 8.00-13 e presso l’Ufficio<strong>Fiera</strong> dal 13 al 15 gennaio dalle ore 10 alleore 12. - Tel. 030 9131456◗ Costo d’iscrizione: 10 Euro◗ Premi: Utensileria e attrezzature agricole offertedai commercianti lonatesi◗ Data e luogo <strong>di</strong> premiazione: ore 16,30presso Campo Gara.GARA GASTRONOMICA◗ Data <strong>di</strong> svolgimento:sabato 14 gennaio <strong>2006</strong> - Ore: 10.00-12.30◗ Luogo <strong>del</strong>la prova: stand ANGA davanti alpalazzetto <strong>del</strong>lo Sport.◗ Tipo <strong>di</strong> gara:Gara 1: «El mè salam lè po’ bù <strong>del</strong> tò»(valutazione <strong>del</strong> salame più buono);Gara 2:«El chisöl de la mè nöna»(valutazione <strong>del</strong> miglior chisöl)◗ Luogo e tempi d’iscrizione: presso l’istitutod’Istruzione Superiore «Dandolo» <strong>di</strong> <strong>Lonato</strong> in localitàSan Tomaso entro il 13/01/06 dal lunedì alvenerdì ore 8.00-13.00 e presso l’Ufficio <strong>Fiera</strong> dal13 al 15 gennaio dalle 10 ore alle ore 12.◗ Luogo e tempi <strong>di</strong> consegna dei prodotti ingara: venerdì 14/01/’06 dalle ore 9.00 alle ore13.00 presso la sede <strong>del</strong>l’Istituto d’Istruzione Superiore«Dandolo» <strong>di</strong> <strong>Lonato</strong> in località San Tomasoe presso l’Ufficio <strong>Fiera</strong> dalle 10 ore alle ore 12.Caratteristiche e modalità<strong>di</strong> consegna dei prodotti:SALAME◗ Peso minimo: 800 gr.;◗ Stagionatura minima <strong>di</strong>:45 giorni.◗ Tipo <strong>di</strong> confezionamento: sacchetto <strong>di</strong> cartacon allegato gli ingre<strong>di</strong>enti utilizzati, nome, cognomeed in<strong>di</strong>rizzo <strong>del</strong> concorrente.◗ Data e luogo premiazione: Domenica alle ore17.30 nel piazzale <strong>del</strong>le Scuole Me<strong>di</strong>e.◗ Premi: 1° 300 €; 2° 150 €; 3° 100 €CHISÖL◗ Peso minimo: 1/2 kg.◗ Tipo <strong>di</strong> confezionamento: scatola <strong>di</strong>cartone per torte con allegato: gli ingre<strong>di</strong>enti utilizzati,nome, cognome ed in<strong>di</strong>rizzo <strong>del</strong> concorrente◗ Data e luogo premiazione: Martedì 17 gennaio- ore 17 presso il <strong>Comune</strong> <strong>di</strong> <strong>Lonato</strong>◗ Costo <strong>di</strong> iscrizione: gratuito◗ Premi: Utensili da cucina <strong>di</strong> pregioModulo d’iscrizione✃Segnare con una crocetta la gara a cui si vuolepartecipare:■ preparazione <strong>del</strong> salame■ preparazione <strong>del</strong> chisol■ gimkana trattoristica.Nome .....................................................................................................Cognome ...........................................................................................Età: ...................................................................Sesso: MIn<strong>di</strong>rizzo: ..............................................................................................N°<strong>di</strong> telefono: .................................................................................Nome <strong>del</strong>l’azienda: ..........................................................................................................................................................................................Il modulo compilato dovrà essere consegnatopresso l’ufficio <strong>Fiera</strong> <strong>del</strong> comune <strong>di</strong> <strong>Lonato</strong> opresso l’Istituto d’Istruzione Superiore «Dandolo»<strong>di</strong> San Tomaso <strong>di</strong> <strong>Lonato</strong>.PREMI OFFERTIGara Gimkane:Attrezzature agricole ed utensileria.Gara Salame:1° 300 €; 2° 150 €; 3° 100 €Gara Chisöl:Utensili da cucina <strong>di</strong> pregioF
48 a <strong>Fiera</strong> RegionaleLONATO<strong>di</strong>mora degna <strong>del</strong>la sua <strong>di</strong>gnità e <strong>del</strong> suo rango.Scrive il Brunati: “Nella contrada (<strong>di</strong> Salò detta Barbarano),alla riva <strong>del</strong> lago, l’illustrissimo ed eccellentissimosignor Marchese Sforza Pallavicino,Governator General <strong>del</strong>la milizia e <strong>del</strong>le armi <strong>di</strong>questo serenissimo dominio, fece per sua abitazioneuna fabbrica grande e sontuosa con porto e giar<strong>di</strong>no”.Si tratta <strong>del</strong>la villa oggi conosciuta come”Terzi-Martinengo”, una <strong>del</strong>le più belle <strong>del</strong>la Riviera Bresciana.Il palazzo Pallavicino-Martinengo-Terzi vennecostruito, infatti,nel 1558. Ampie notizie sono statepubblicate da Fausto Lechi nel volume V <strong>del</strong>l’operapreziosissima ”Le <strong>di</strong>more bresciane”, pagine 254-256.Nella villa sul <strong>Garda</strong> il Condottiero morì nel1585. La salma fu trasportata a Cortemaggiore esepolta nella chiesa dei Francescani. Un manoscritto<strong>del</strong>l’archivio <strong>del</strong> Convento conserva la interessantecronaca dei gran<strong>di</strong>osi funerali, riportata dalCavalli:”In domenica, dopo l’Ave Maria, furonocompiute le esequie <strong>del</strong>l’illustrissimo signor Sforza.Vi partecipano la compagnia dei battuti, i preti <strong>di</strong>Monticelli, Busseto, Fiorenzuola con quelli <strong>del</strong> contadoFrati cinquanta. Vi erano sei trombettieri acavallo con tamburi, un cocchiere a cavallo con lacorona in mano, sei cavalli da sella coperti <strong>di</strong> gualdrappe,sei alfieri con gli stendar<strong>di</strong> tirati per terra,uno con la lancia enorme tirata anch’essa per terra,uno con uno scudo e l’elmo tirati per terra, un altroancora con il corsaletto e <strong>di</strong>etro un cocchio a cavallocol bastone <strong>del</strong> generalato <strong>del</strong> serenissimo dominioveneto e <strong>di</strong>etro ancora l’alfiere con lo stendardo <strong>del</strong>detto generalato, do<strong>di</strong>ci alabar<strong>di</strong>eri si tiravano <strong>di</strong>etrole alabarde. Ecc.”.Lo Sforza Pallavicino morì senza lasciare figli. Ilfeudo <strong>di</strong> Cortemaggiore e la villa <strong>di</strong> Barbarano passaronoad Alessandro Farnese dei Marchesi <strong>di</strong>Zibello.Del figlio Fulgenzio e <strong>di</strong> Donna Elisabetta (unalonatese?) che vengono nominati nel Registro Parrocchiale,non si hanno notizie.Degli altri personaggi che il primo gennaio 1549si portarono in Duomo a <strong>Lonato</strong> è stato possibilestabilire alcune piccole in<strong>di</strong>cazioni.Bernardo e Giovan Battista Segala appartenevanoal ramo dei Segala <strong>di</strong> Desenzano, non a quello <strong>di</strong><strong>Lonato</strong>, come si potrebbe supporre.Bernardo appare negli elenchi dei 505 capi <strong>di</strong>famiglia <strong>di</strong> Desenzano <strong>del</strong> 1566.Un Girolamo Segala da Salò, dottore ”in ambe leleggi” fu, nel 1577, nominato dallo Sforza Pallavicino“au<strong>di</strong>tore e giu<strong>di</strong>ce in civile ed in criminale perle contese che insorger potessero frà soldati e famigliarisuoi”.Merita <strong>di</strong> essere evidenziata, inoltre, la presenza<strong>del</strong>l’ ”aromatarius” de Conis da <strong>Lonato</strong>. L’aromatariocommerciava e preparava aromi e spezie, stavafra il droghiere ed il farmacista, funzione, a queitempi, <strong>di</strong> alto rilievo sociale e <strong>di</strong> prestigio.Il <strong>Comune</strong> <strong>di</strong> <strong>Lonato</strong> aveva attivato, il 5 luglio1512, la “spezieria” pubblica che aveva sede nel pianerottolo<strong>del</strong> Palazzo <strong>del</strong> Provve<strong>di</strong>tore (l’attualeIstituto Magistrale <strong>del</strong>le Ancelle <strong>del</strong>la Carità). L’amministrazione<strong>del</strong>la spezieria era affidata a ben 12deputati. Il primo speziale fu certo dottor Gio. GiacomoSalo<strong>di</strong>no, al quale successe il dottor fisicoFrancesco Papa <strong>di</strong> <strong>Lonato</strong>.Due anni prima <strong>del</strong>la morte e precisamente il 31luglio 1583, il Generalissimo Sforza Pallavicino visitavala fortezza <strong>di</strong> <strong>Lonato</strong> per compiere una missione<strong>di</strong> poca rilevanza: scartare i fucili <strong>del</strong>le cernidenon più utilizzabili, che il <strong>Comune</strong> vendeva allaRepubblica Veneta.La figura <strong>del</strong> Tarello, a mio parere, assume una<strong>di</strong>mensione nuova se viene collocata accanto a quella<strong>del</strong>lo Sforza Pallavicino, dei Segala, <strong>del</strong> Conis e<strong>del</strong> Savolda (ora Savol<strong>di</strong>).Egli, <strong>di</strong> origini umili, certo non nobili, con tra-21
48 a <strong>Fiera</strong> RegionaleLONATO22scorsi burrascosi, tanto che nel 1542 fu persino ban<strong>di</strong>todalla città <strong>di</strong> Brescia e suo territorio per <strong>di</strong>ecianni, un caratteraccio duro, ruscì a raggiungere unacon<strong>di</strong>zione civile rispettabile ed una certa agiatezzaeconomica, quest’ultima probabilmente grazieanche alla dote ricevuta dalla moglie Barbara.Si <strong>di</strong>ede, inoltre, una <strong>di</strong>screta formazione culturale,sia in funzione <strong>del</strong>la necessità <strong>di</strong> dare una vestepiù cre<strong>di</strong>bile e dotta alla sua invenzione, ma anchein funzione <strong>del</strong>le amicizie che, fuori dalla tenuta<strong>del</strong>la Marcina, amava coltivare recandosi a <strong>Lonato</strong>,Maguzzano e Salò.Un uomo che conduceva, sotto un certo aspetto,una doppia vita: rissosa, inquieta e <strong>di</strong>staccata aGavardo, dove rimase sempre un ”Forestiero”,nutrita <strong>di</strong> interessi ed amicizie a <strong>Lonato</strong> ed in Riviera;sempre però accompagnato dalla sua segretainvenzione, dalla quale pensava <strong>di</strong> avere quellesod<strong>di</strong>sfazioni che riteneva <strong>di</strong> meritare.È evidente che se il generalissimo Sforza lochiamò quale primo dei padrini <strong>del</strong> figlio Fulgenziolo riteneva il più importante ed il più caro dei suoiamici <strong>di</strong> <strong>Lonato</strong>, dove ebbe questo figlio illegittimosì ma pubblicamente riconosciuto e portato conogni solennità al fonte battesimale.Non è certo possibile stabilire quale fu il contributoche tanto potente amico procurò al Tarello in occasione<strong>del</strong> privilegio da parte <strong>del</strong> Senato Veneto ed alriconoscimento dei <strong>di</strong>ritti <strong>di</strong>scendenti dalla pubblicazione<strong>del</strong> “Ricordo”, ma possiamo fondatamenteritenere che sia stato determinante , anche se fu portatoavanti in forma molto riservata e non ufficiale .Un’ ultima piccola notizia .Nel primo Registro dei Morti <strong>del</strong>la Parrocchia <strong>di</strong><strong>Lonato</strong>, che inizia nel 1577, in data 12 Agosto 1582viene annotata la morte <strong>di</strong> “Barbara, vedova <strong>di</strong>Camillo Tarello” (scritto con una “elle” sola ).Il Berengo riferisce che, quattro mesi dopo lamorte <strong>del</strong> marito, Barbara vendette il fondo <strong>del</strong>laMercina e si ritirò a Brescia.Anch’essa originaria <strong>di</strong> <strong>Lonato</strong>, desiderò chiuderequi la sua vicenda terrena, concedendo così aiposteri <strong>di</strong> leggere, in un documento ufficiale <strong>del</strong>lasua patria, per l’ultima volta, il nome illustre <strong>di</strong>Camillo Tarello.SupermercatiBRESCIA• Be<strong>di</strong>zzole Via Benaco, 2• Palazzolo S/O. Via S. Pancrazio, 14• Palazzolo S/O. Via Romana, 5• Capriolo Via Palazzolo, 130• Chiari Via Cologne, 1/a• Iseo Via Roma, 82/a• Pisogne Via De Gasperi, 14• Lumezzane Via Monte Grappa, 84• Concesio Via Europa, 110/eBERGAMO• Grumello D/M. Via Roma, 94• Trescore B. Via Nazionale, 41• Sarnico Via Suardo, 16CREMONA• Castellone Via S. Giovanni Bosco, 7• Soresina Via Caldare, 50/gPAVIA• S. Martino S. Via Piemonte, 18/20
48 a <strong>Fiera</strong> RegionaleLONATO24“1796-1996 Bataille de <strong>Lonato</strong> -Defense du fontainone 19 Julliet 1996”.(Fotografia <strong>del</strong>l’autore)e l’Impero Francese, dall’altra, alleato con il Regno <strong>di</strong>Piemonte. Fu proprio sul tenere <strong>di</strong> <strong>Lonato</strong> che siaccesero le ostilità (alla “Madonna <strong>del</strong>la Scoperta”)che poi si sono estese a tutto il fronte <strong>del</strong>lo scontro: aSolferino sulla destra; a S. Martino sulla sinistra. Ed ipiani <strong>di</strong> quella che fu la più sanguinosa battaglia <strong>del</strong>l’Ottocentofurono accordati proprio a <strong>Lonato</strong> tral’Imperatore dei Francesi ed il Re <strong>di</strong> Piemonte pocheore prima che si sparassero le prime cannonate.È stato giusto marcare a Parigi il nome <strong>di</strong> Solferino,ma era ragionevole ricordare anche <strong>Lonato</strong> che inquelle circostanze subì una devastazione da partedegli Austriaci, prima <strong>del</strong>lo scontro, e successivamentefu preziosa base logistica con il suo scalo ferroviarioutilizzato anche dai Francesi.Ci sono poi le vicende <strong>del</strong>la “Grande Guerra”, <strong>di</strong>cui in apertura ho riportato un episo<strong>di</strong>o, quando nel1917 i soldati francesi giunsero ancora una volta sullerive <strong>del</strong> Lago <strong>di</strong> <strong>Garda</strong>; ed anche in quella occasione<strong>Lonato</strong> fece la sua parte come base per accantonamenti<strong>di</strong> retrovia prima che i reparti venissero avanzatisulle zone <strong>del</strong> fronte.Ed ancora – nel 1918 – <strong>Lonato</strong> è coinvolto in avve-GESTIONE SERVIZI E MOVIMENTAZIONI FERROVIARIEVia IV Novembre 1918, n. 8 - 46044 Goito (MN)Tel. 328.4332530 - 338.9647699Fax 030.9907882info@libero.it - www.railfer.itISO 9001:2000
48 a <strong>Fiera</strong> RegionaleLONATOParigi - La cupola dorata <strong>del</strong>l’Hotel des Invalides(Tomba <strong>di</strong> Napoleone).(Fotografia <strong>del</strong>l’autore)nimenti che riguardano la Francia perché il nostropaese è stato scelto come luogo <strong>di</strong> concentramento ebase <strong>di</strong> partenza , questa volta verso il fronte francese,<strong>di</strong> una spe<strong>di</strong>zione militare i cui convogli uscironodallo scalo <strong>di</strong> <strong>Lonato</strong> giungendo a ridosso <strong>del</strong>le trincee<strong>del</strong>la Marna. E là sono tuttora raccolte le spoglie<strong>di</strong> cinquemila Caduti che riposano sulla collina <strong>di</strong>Bligny.Perché non ricordarli con un simulacro marmoreoche richiami tutti insieme i <strong>di</strong>versificati e bellicosilegami che hanno collegato <strong>Lonato</strong> alla Francia?C’è in Italia città più meritevole <strong>di</strong> essere menzionatafra le strade <strong>del</strong>la Capitale Francese?In verità a Parigi qualcosa c’è <strong>di</strong> <strong>Lonato</strong>: si tratta <strong>di</strong>una lapide collocata, probabilmente fin dal 1840, sottola cupola <strong>del</strong>l’imponente “Hotel des Invalides”dove è stato posto il gigantesco sarcofago in marmorosso che contiene le ceneri <strong>di</strong> Napoleone; lapide sullaquale è inciso il nome <strong>di</strong> <strong>Lonato</strong> fra quelli <strong>di</strong> altriluoghi che videro le sfolgoranti vittorie napoleonichedurante la prima Campagna d’Italia (foto sul NumeroUnico <strong>del</strong>la <strong>Fiera</strong> 1990).Ma il nostro paese, particolarmente “segnato” inquegli anni, non poteva avere maggiore rilevanzacon la de<strong>di</strong>ca <strong>di</strong> una strada, o <strong>di</strong> una piccola piazzetta,o <strong>di</strong> un giar<strong>di</strong>no lungo il percorso parigino <strong>del</strong>laSenna, o lungo i Campi Elisi?Forse questa mancanza fu dovuta ad ingenuità o<strong>di</strong>nsensibilità dei Lonatesi allorquando fosse stato utile“farsi valere e sentire”. E l’occasione non è mancata!Nel luglio <strong>del</strong> 1896, nel centenario <strong>del</strong>la battagliache si combattè fra <strong>Lonato</strong>, Castiglione e Montichiari,il Console francese ed alcuni membri <strong>del</strong>la Coloniafrancese rappresentante l’Ente Morale “Le SouvenirFrançais” – con sede a Parigi – fecero domandaal <strong>Comune</strong> <strong>di</strong> Montichiari <strong>di</strong> ripristinare il monumento,a suo tempo innalzato dall’Armata d’Italia, icui resti giacevano abbandonati in un locale annessoal Teatro.Il <strong>Comune</strong> <strong>di</strong> Montichiari approvò, e <strong>del</strong>le procedureesecutive venne incaricato l’ing. Cosimo Canovettiil quale, il 21 Luglio 1896, presentò analogarichiesta al <strong>Comune</strong> <strong>di</strong> <strong>Lonato</strong> coll’intento <strong>di</strong> farapporre una lapide, da fissare sotto il portico <strong>del</strong>Municipio, e dandone le <strong>di</strong>mensioni e le fattezze,nonché raccomandando la presenza <strong>di</strong> quattro borchiein bronzo raffiguranti la “N” <strong>di</strong> Napoleone.Ed il 7 agosto 1896 anche il <strong>Comune</strong> <strong>di</strong> <strong>Lonato</strong>aderì alla domanda <strong>del</strong>l’ing. Canovetti (che agiva per25VIVAIPIANTEGIARDINISTUDIO TECNICOGeom. Mongar<strong>di</strong> MauroPROGETTAZIONI EDILI DI INTERNIPRATICHE CATASTALIPIANI DI SICUREZZA L. 494PRATICHE ANTINCENDIO L. 818Via S. Cipriano25017 <strong>Lonato</strong> (Brescia)Tel. e Fax 030.9913199Cell. 335.702684525017 LONATO - Via Regia Antica, 12425080 SOIANO D/L - Piazza Umberto ITel. 0365.679044 - Fax 0365.676710e-mail: geommongar<strong>di</strong>mauro@tele2.it
48 a <strong>Fiera</strong> RegionaleLONATO26conto <strong>del</strong> Consolato Francese) “per dar vita alpatriottico pensiero...” come prescrive la <strong>del</strong>iberaconsiliare.E questa avrebbe potuto essere l’occasione miglio-Montichiari - Monumento eretto nel 1896 nel centenario<strong>del</strong>la battaglia <strong>di</strong> Castiglione.(Fotografia <strong>del</strong>l’autore)re per suggerire che anche il nome <strong>di</strong> <strong>Lonato</strong> venissericordato fra le strade <strong>di</strong> Parigi! (Ma non è mai troppotar<strong>di</strong>).E mentre a Montichiari veniva riassemblato ilmonumento, che fa tuttora mostra <strong>di</strong> sè innanzi all’e<strong>di</strong>ficio<strong>del</strong> Vecchio Ospedale, nulla è dato sapere(per ora) circa la mancata collocazione a <strong>Lonato</strong> <strong>del</strong>lalapide offerta dai Francesi.Bisogna segnalare, comunque, che a <strong>Lonato</strong> inquei mesi c’erano ben <strong>di</strong>verse preoccupazioni edaffanni. In marzo si era combattuta una tremendabattaglia ad Adua, ai confini tra l’Etiopia e l’Eritrea,dove metà dei <strong>di</strong>ecimila soldati italiani, che partecipavanoalla spe<strong>di</strong>zione coloniale, furono uccisi o catturatida centomila Abissini coalizzati sotto la guida<strong>di</strong> Re Menelik e <strong>del</strong>la Regina Taitù (nomi che, per<strong>di</strong>leggio, <strong>di</strong>verrano famosi nella Prima Metà <strong>del</strong>Novecento).Inoltre il Governo Italiano, con alcuni Comitati <strong>di</strong>soccorso, stava trattando con Menelik per il riscatto<strong>di</strong> molti prigionieri. E a <strong>Lonato</strong> erano alcune decine imilitari dei quali, da troppo tempo, si aspettavanonotizie dall’Africa (erano <strong>del</strong> Capoluogo, ed anchedei Barcuzzi, <strong>di</strong> Montesemo, <strong>del</strong> Trivellino, ecc.).Uno dei sopravvissuti già rimpatriati dal MarRosso fu Cipriani Valentino, <strong>di</strong> Malocco, (classe 1873)che a 21 anni era caporal trombettiere <strong>del</strong> 59° Fanteriae che, durante il ripiegamento <strong>del</strong>la sua colonnaverso Massaua, fu colpito alla schiena da una lanciadei Dervisci e fu salvato a stento dai compagni pressogli avamposti italiani (prefazione 1859-1898 a “ IlNovecento-Memorie Lonatesi <strong>di</strong>...”).Successivamente a <strong>Lonato</strong> scoppiò una polemicamolto accesa “all’ombra <strong>del</strong>la Cattedrale” in seguitoall’avvenuto furto <strong>di</strong> due statuette dalla Chiesa <strong>di</strong> S.Martino.Il <strong>di</strong>ssi<strong>di</strong>o – chiamato “Guerra dei preti” – vedevacontrapposti il corrispondente locale <strong>del</strong> giornale“La Provincia” contro il nuovo Parroco, don SilvioOgheri, definito “L’Esotico Monsignore con i suoiesotici Satelliti”. Quest’ultimo, a sua volta, ribatteva
48 a <strong>Fiera</strong> RegionaleLONATOle asserzioni <strong>del</strong>la “Provincia” scrivendo sulle pagine<strong>del</strong> “Citta<strong>di</strong>no” – e qualificando il giornalista “<strong>di</strong>fensoredei Don Rodrighi Lonatesi”. Contrasti che,anche con appigli <strong>di</strong> cultura, finirono in minacciatequerele e che, rivisitati ai nostri giorni, sono ripetuti egustosi episo<strong>di</strong> <strong>del</strong>la contesa fra “clericali” e “liberali”– fieri e baldanzosi, quest’ultimi, ad ogni rinnovarsidei festeggiamenti patriottici <strong>del</strong> “XX Settembre”.Ma da allora tanta acqua è passata sotto i ponti , edei propositi reminescenziali francesi si è persamemoria. Non così per l’eco <strong>del</strong>le battaglie napoleoniche<strong>del</strong>le quali, nel secondo Dopoguerra, scriveprima (brevemente) Carlo Ughi, e successivamenteAlberto Piazzi e Lino Lucchini con Giuliana Robazzi.In verità, si può affermare che allo scadere <strong>del</strong>secondo centenario <strong>del</strong>la Battaglia <strong>di</strong> Castiglione, il<strong>Comune</strong> <strong>di</strong> <strong>Lonato</strong> ha riparato agli equivoci <strong>del</strong> 1896,sia organizzando un convegno sull’argomento – cone<strong>di</strong>zione <strong>di</strong> un pregevole volumetto <strong>di</strong> Lucchini eRobazzi – e sia riproponendo con spettacolare e moltoapprezzata scenografia, una finta battaglia conl’ausilio <strong>di</strong> numerosi figuranti e con fragorose cannonate.Inoltre è stata inaugurata una lapide collocata invia Fontanella sui muri <strong>del</strong>l’e<strong>di</strong>ficio nel quale si raccontache: “Qui Napoleone dettava a quattro scrittorii piani <strong>del</strong>la battaglia <strong>di</strong> Castiglione”.È stato il 21 Luglio 1996.Ma il “passato” è passato, ed ora è opportunopensare al presente ed al futuro nell’ottica <strong>di</strong> una prestigiosarivisitazione – a sanatoria <strong>del</strong>lo sbia<strong>di</strong>to 1896– <strong>del</strong> progetto “<strong>Lonato</strong> a Parigi” tenendo conto che<strong>Lonato</strong> ha già fatto il “primo passo”.Se la proposta, che può sembrare una bizzarrafantasia, verrà esaminata e valutata – senza pregiu<strong>di</strong>zi– negli ambienti scolastici e culturali, e poi daglioperatori economici e dai Responsabili Istituzionalilonatesi, non resterebbe che scegliere quale forma <strong>di</strong>“rilievo” si volesse suggerire al Sindaco <strong>di</strong> Parigi perinserire (e con vali<strong>di</strong> titoli storici e monumentali!)anche <strong>Lonato</strong> nei circuiti culturali e turistici <strong>del</strong>laCapitale Francese alla quale la nostra citta<strong>di</strong>na risultalegata da tante affinità.Chi, per esempio, non vorrebbe essere presenteall’inaugurazione <strong>di</strong> un cimelio, o <strong>di</strong> una colonna, <strong>di</strong>foggia vagamente simile alla nostra Torre, che abbiasui quattro lati <strong>del</strong>la base lo stemma <strong>di</strong> <strong>Lonato</strong>, e poile date 1796-97; 1859; 1917-18; oltre ai nomi dei benefattori(che oggigiorno si chiamano “sponsor ”)?Cimelio da collocarsi nei parchi <strong>del</strong>le “Tuileries”tra il Museo <strong>del</strong> Louvre e “Place de la Concorde”;oppure nei giar<strong>di</strong>netti <strong>di</strong> “Place d’Italie”; o in millealtri luoghi tra i quali anche gli spazi che circondanola Tomba <strong>di</strong> Napoleone.Ciò fatto, il successivo e derivante traguardo <strong>del</strong>progetto potrebbe essere l’ideazione e l’utilizzo <strong>di</strong> un“logo” (parigino) che sia <strong>di</strong> prestigio per l’IstitutoMunicipale, e contemporaneamente <strong>di</strong>venti un utilesupporto promozionale a <strong>di</strong>sposizione <strong>del</strong>le nostreattività impren<strong>di</strong>toriali che si misurano ogni giornocon l’Europa.Per questo è necessario crederci, da subito, e stimolarela volontà e l’entusiasmo <strong>di</strong> qualche concitta<strong>di</strong>nocapace <strong>di</strong> affrontare i necessari passaggi burocraticicon decisione e convinzione.È ovvio, tuttavia, che nel giorno in cui il ConsoleFrancese dovesse eseguire una preventiva visita a<strong>Lonato</strong>, sarebbe auspicabile che i vergognosi esempi<strong>di</strong> indolenza civica e <strong>di</strong> degrado ambientale, che datroppo tempo si affacciano su via Gerar<strong>di</strong> e via Tarello,fossero finalmente eliminati, al fine <strong>di</strong> conformareun percorso decoroso ed ingentilito per entrare nellanostra bella Piazza e per accedere alla pregevolezona monumentale <strong>del</strong> centro storico lonatese.Infatti, a nessuno sfugge che le strade <strong>di</strong> <strong>Lonato</strong>,in questa fredda domenica 4 <strong>di</strong>cembre 2005, hannobisogno <strong>di</strong> una ragionata azione <strong>di</strong> bonifica e <strong>di</strong>riqualificazione, da decenni vagheggiata, semprepromessa, e solo parzialmente affrontata.27AZIENDA AGRICOLABresciani GiovanniProgettazione - ManutenzionePARCHI e GIARDINIVia Barcuzzi, 55 - 25017 <strong>Lonato</strong> (BS)Tel. 030.9132478 - Cell. 328.7530520
1 - Il Centro miglioramento <strong>del</strong>la carne bovina IZPF<strong>di</strong> Brescia ha l’azione <strong>di</strong> consulenza e controllonegli allevamenti <strong>di</strong> bovini, controllando la sanitàdegli alimenti che sono esclusivamente <strong>di</strong> originevegetale come mais, soja, orzo, crusca, barbabietolee loro derivati per tutto il ciclo fino alla macellazione,nel rispetto <strong>del</strong> <strong>di</strong>sciplinare <strong>di</strong> produzioneapprovato dal ministero <strong>del</strong>le politiche agricole il21 settembre 2001.2 - AIA associazione nazionale <strong>di</strong>allevatori che fornisce il programma<strong>di</strong> etichettatura ETIAIA riconosciutodal ministero <strong>del</strong>le politiche agricoleil 16 giugno 2002 dove vengonoconvogliati tutti i dati dei bovini inallevamento consorziato, dalla razza,sesso, data <strong>di</strong> nascita, alimentazionee l’allevamento da cui proviene, tutti dati aggiuntivi che dannogaranzie e tracciabiltà e riportate inetichetta al momento <strong>del</strong>l’acquisto<strong>del</strong> pezzo <strong>di</strong> carne.3 - Agroqualità e PAI enti <strong>di</strong> controlloesterno che certificano tutto l’operato<strong>del</strong> Consorzio, dall’allevamentofino al banco ven<strong>di</strong>ta convolgendol’intera filiera.Negli allevamenti associati al Consorziosono allevate <strong>di</strong>verse razze <strong>di</strong>bovini: dalla Frisona nazionale(ovvero vitelli nati e allevati inazienda e ingrassati), alle ben noterazze francesi Limousine, Charolaisee i suoi incroci, ristallati dai pascoliin 2 linee (animali dai 9/12 mesi o davitelli <strong>di</strong> 30 giorni svezzati e ingrassatifino ai 16/19 mesi).Ma com’è la situazione nazionaleoggi?Attualmente è in vigore un sistema<strong>di</strong> etichettatura nazionale obbligatoriaper la carne bovina che forniscelo stato <strong>di</strong> nascita, <strong>di</strong> allevamento,stato <strong>di</strong> macellazione e impianto<strong>di</strong> sezionamento e lotto <strong>di</strong> partita<strong>del</strong> singolo pezzo <strong>di</strong> carne; troppopochi per dare una corretta informazione,visto che la produzioneitaliana è autosufficiente solo per lametà <strong>del</strong>la carne che viene consumataquoti<strong>di</strong>anamente sulle nostretavole.La Col<strong>di</strong>retti <strong>di</strong> Brescia con il progettonazionale Campagna Amica e ilConsorzio carni bovine scelte hanno l’obiettivo <strong>di</strong>promuovere, informare e sensibilizzare l’opinionepubblica e <strong>di</strong> arrivare in quei punti critici dove ilconsumo <strong>del</strong>la carne bovina è carente e non da legaranzie corrette; ad esempio nelle mense scolastiche,nella ristorazione e anche nelle macelleriedove spesso un anonimo cartoncino conscritto”nostrano” non dà le necessarie garanzie <strong>di</strong>tracciabiltà.È importante sapere che il Consorzio mette a <strong>di</strong>sposizione<strong>del</strong>le macellerie aderenti o che voglionoaderire al progetto <strong>di</strong> filiera, tutto il materialeadatto all’etichettatura <strong>del</strong>la carne, unitamentealle bilance ed al sistema informatizzato, abilitatiad etichettare con informazioni complete e marchio<strong>di</strong> riconoscimento il prodotto finale.Concludo citando che, recentemente, il Presidente<strong>del</strong>la Repubblica Ciampi, in occasione <strong>di</strong> un suointervento pubblico, promuoveva il consumo <strong>del</strong>MADE in ITALY, che oltre ad essere <strong>di</strong> qualità e sinonimo<strong>di</strong> garanzia è in<strong>di</strong>spensabile per dare un rilancioalla nostra economia nazionale: così facendol’agricoltura, in questo caso bresciana, può ri<strong>di</strong>ventaremotore <strong>di</strong> traino e non un peso sociale, conl’eccezionale beneficio <strong>di</strong> tutti quegli elementi collegatialla catena alimentare, compreso chi ne è acapo, l’uomo, padrone e consumatore.Per rimanere sempre informati visitate il nuovo sitointernet <strong>del</strong> consorzio: www.cbs.bs.it, dove troveretetante novità legate al nostro impegno e alleaziende associate.INNOCENZO MENAPACEpresidenteConsorzio Carni Bovine ScelteConsorzio Carni Bovine ScelteVia San Zeno, 6925124 BresciaTel. 030.2457599
48 a <strong>Fiera</strong> RegionaleLONATOTESORI NASCOSTI, I POZZI ANTICHIprof. A.F. STRANIERIGli alunni <strong>del</strong>la classe 3ª C <strong>del</strong>la scuola me<strong>di</strong>a statale “C. Tarello”, nello scorso anno scolastico sono andatialla ricerca dei più antichi e caratteristici pozzi <strong>di</strong> <strong>Lonato</strong>, e con l’aiuto <strong>del</strong>la signora Marì Viola, esperta <strong>di</strong>storia lonatese, <strong>del</strong>la professoressa Marina Cesari e <strong>di</strong> coloro che hanno cortesemente aperto le loro case,hanno preparato questo breve ma interessante catalogo.Il sottosuolo <strong>di</strong> <strong>Lonato</strong>, ricco <strong>di</strong> abbondanti e salubri acque, ne ha permesso fin dall’antichità un generosoutilizzo, me<strong>di</strong>ante l’escavazione <strong>di</strong> numerosi pozzi dei quali esistono tuttora interessanti testimonianze.Pozzo situato nella parte alta <strong>del</strong>laRocca denominata Rocchetta. Sipresume essere il più antico pozzo<strong>di</strong> <strong>Lonato</strong>. La sua datazione infattipuò risalire all’epoca <strong>del</strong>le sue primefortificazioni, elevate a <strong>di</strong>fesa<strong>del</strong>le invasioni barbariche, attornoall’anno mille.30Notevole la patera in pietra cherappresenta due cani che si fronteggianoin atteggiamento aggressivo.Questo pozzo sitrova sul latodestro <strong>del</strong> cancelloall’ingressoalla casa <strong>del</strong>Podestà, ma provienedalla Piazzetta<strong>del</strong>la Citta<strong>del</strong>la,dove servivacome pozzopubblico <strong>del</strong> primonucleo abitato<strong>del</strong> paese.Mappa che riportala posizione (aln. 8) <strong>del</strong> pozzo <strong>di</strong>Citta<strong>del</strong>la.Bellissimo pozzo-cisterna posto nel vastoprato <strong>del</strong>la parte alta <strong>del</strong>la Rocca. Reca lostemma <strong>del</strong> leone alato <strong>di</strong> S. Marco, atestimoniare il dominio veneto su questocastello.
48 a <strong>Fiera</strong> RegionaleLONATOPozzo e muro, situato sulconfine <strong>di</strong> due proprietà, perl’utilizzo <strong>del</strong>l’acqua, in contemporanea,da parte <strong>del</strong>ledue famiglie confinanti.Pozzo a “muro”come il precedente,dove èancora visibilela duplice aperturache venivachiusa da ognilato da massicceante a battentee chiavistello.Questo romantico pozzo è situato in un ombroso e riparatogiar<strong>di</strong>no, protetto da alte mura <strong>di</strong> cinta. Si presumedatare, come la stessa casa a cui appartiene, al secoloXVII.31Ricco <strong>di</strong> fascino misterioso, questo pozzo situatonelle tenebrose ed oscure cantine <strong>di</strong> palazzo Carpeneda( sec. XVII ) è ancora ricco <strong>di</strong> abbondanteacqua.Leva che regola l’afflusso d’acqua al pozzo <strong>di</strong>palazzo Carpeneda.
48 a <strong>Fiera</strong> RegionaleLONATORimasto ancora autenticamenteintatto,questo pozzo <strong>di</strong> pubblicoservizio sito inVicolo <strong>del</strong> Pozzo eraprobabilmente l’unicoapprovvigionamentod’acqua <strong>del</strong>le zoneovest <strong>del</strong> paese.”Pozzo comunale”, così<strong>di</strong>ce la scritta posta sullatavoletta <strong>di</strong> pietrasopra l’apertura <strong>del</strong>pozzo ora murato. Sitrovava in prossimità<strong>del</strong>la Porta Cremoneseo Porta Stoppa.32Ferramenta - UtensileriaColorificio - Articoli VariStufe a PelletVen<strong>di</strong>ta PelletAde Athena AresVia Molini, 53 - 25017 <strong>Lonato</strong> (BS) - Tel. 030.9133216 - Fax 030.9134917
48 a <strong>Fiera</strong> RegionaleLONATOIL CONCORSO CIBI E RICETTEDELLA TRADIZIONE POPOLARE LOCALELo scorso anno il Comitato <strong>Fiera</strong> ha lanciato unconcorso rivolto agli alunni <strong>del</strong>la scuola primaria esecondaria inferiore.Il tema <strong>del</strong>lagara era: “Cibi ericette <strong>del</strong>la tra<strong>di</strong>zionepopolarelocale: esperienze,esperimenti,personaggi, racconti”.L’obbiettivo<strong>del</strong> concorso,oltre a coinvolgerei ragazzinegli eventi fieristici,era <strong>di</strong> farconoscere le tra<strong>di</strong>zioniculinariematurate neitempi passatiriscoprendo evalorizzandoprodotti e cibiche, non sostenutida pubblicitàluccicanti e milionarie, ci possono sembrare talvoltasuperati e troppo modesti, a volte ad<strong>di</strong>rittura impresentabili.Al concorso hanno partecipato alunni singoli,gruppi e classi intere <strong>del</strong>l’Istituto scolastico comprensivostatale e <strong>del</strong>l’Istituto “Paola <strong>di</strong> Rosa” <strong>di</strong><strong>Lonato</strong>. L’invito in realtà ha toccato bambini, ragazzie famiglie che insieme hanno riscoperto moltipiatti e sapori che danno grande gioia, non solo perchésono buoni, fatti con cibi sani e, spesso, nostrani,ma anche perché ci fanno sentire in sintonia con lanostra terra e con il nostro passato, con ra<strong>di</strong>ci solidee profonde nella nostra cultura.Bisogna ricordare, infatti, che tra le mille educazionicui è oggi chiamata la scuola, non ultima è arrivataanche l’educazione alimentare. Gli insegnantihanno, quin<strong>di</strong>, il compito <strong>di</strong> sostenere lotte imparicon il potente mezzo televisivo che passando tutto eil contrario <strong>di</strong> tutto, spesso, in questo campo pre<strong>di</strong>cabene (ve<strong>di</strong> trasmissioni <strong>di</strong> cucina sana e naturale)ma razzola male (ve<strong>di</strong> seducenti pubblicità <strong>di</strong> cibigià pronti e supersfiziosi fatti per essere consumatiin quantità e spesso in barba a qualunque ragionevoleregola alimentare).Per stimolare la partecipazione al concorso, e aiutarepoi i partecipanti, è stato pubblicato un opuscoloriportante materiale vario: una piccola raccolta <strong>di</strong>ricette da riscoprire,vecchimenù, elenchi <strong>di</strong>ricette bresciane,con cibi, sapori ericor<strong>di</strong> <strong>del</strong>lacucina povera <strong>di</strong>una civiltà in cuiera più <strong>di</strong>fficilemettere insiemeil pranzo con lacena che <strong>di</strong>gerirli.La risposta<strong>del</strong>le scuoleinterpellate è statapositiva anchedal punto <strong>di</strong>vista qualitativo.L’obbiettivo <strong>di</strong>far incontrare igiovani con lepersone portatrici <strong>di</strong> esperienza e conoscenze inquesto campo ha avuto pieno successo: ve<strong>di</strong> alcunidei testi riportati in seguito. Insieme agli insegnantie alle famiglie cre<strong>di</strong>amo <strong>di</strong> aver contribuito a farincontrare questa particolare cucina ai bambini;incontro fondamentale perché solo nell’infanzia sipuò dare l’imprinting <strong>del</strong>la cucina tra<strong>di</strong>zionale, proporrel’incontro con sapori speciali che poi <strong>di</strong>venterannoi sapori <strong>di</strong> quando ero bambino.I premi, sud<strong>di</strong>visi nelle sezioni elementari eme<strong>di</strong>e, consistevano in buoni acquisto spen<strong>di</strong>bili inmateriale <strong>di</strong>dattico e libri per un valore complessivo<strong>di</strong> 1.320 euro.Sono risultati vincenti per la sezione“ALUNNI DELLA SCUOLA PRIMARIA”1° classificato: Intervista alla nonna - euro 100Giada Bettini - Classe 5ª - Istituto “Paola <strong>di</strong> Rosa”Insegnante <strong>di</strong> riferimento: Ambra RipamontiElaborato in forma <strong>di</strong> <strong>di</strong>alogo-intervista con quattrononne; raccoglie interessanti testimonianze sulla cucina<strong>di</strong> un tempo e riflessioni sui contrasti stridenti trale abitu<strong>di</strong>ni alimentari <strong>di</strong> un tempo e quelle <strong>di</strong> oggi.33
48 a <strong>Fiera</strong> RegionaleLONATO342° classificato: Il quaderno <strong>di</strong> zia Rina - euro 250Classe 4ª D - Scuola primaria “don Milani”Insegnante <strong>di</strong> riferimento: Lucia MorLavoro collettivo ben curato nella presentazione graficae “<strong>di</strong> atmosfera” per presentare in forma originaledue ricette interessanti e gustose.3° classificato: Natale al castello - euro 150Classe 4ª B - Scuola primaria “don Milani”Insegnante <strong>di</strong> riferimento: Daniela CarassaiOriginale rielaborazione in chiave giornalistica e fantasiosa<strong>del</strong> materiale presentato sul libretto <strong>di</strong> supportoal concorso.Segnalato: El saltarelMattia Plebani - Classe 4ª E - Scuola primaria “donMilani”Insegnante <strong>di</strong> riferimento: Annamaria SalaorniRicerca ricca <strong>di</strong> interessanti notizie, documentataanche con fotografie sui primi anni <strong>del</strong>la <strong>Fiera</strong> lonatese.Purtroppo mancante <strong>di</strong> sufficienti riferimenti allacucina popolare che era il tema <strong>del</strong> concorso.Vincitori per la sezione“ALUNNI SCUOLA SECONDARIA DI 1° GRADO”1° classificato: Tra<strong>di</strong>zioni e ricette - euro 80 a testaMarco Agosti, Enrico Baccoli, Gianluca Martinelli,Gioele Orizio - 2ª D - Istituto comprensivoInsegnante <strong>di</strong> riferimento: Annamaria RossiBuon lavoro che unisce una raccolta <strong>di</strong> interessantemateriale scritto e grafico rielaborato con notizie sulletra<strong>di</strong>zioni legate alla norcineria e alle ricette <strong>del</strong> maialesperimentate personalmente.2° classificato: El mangià cativ - euro 60Nicolò Biligotti - 3ª A - Istituto “Paola <strong>di</strong> Rosa”Insegnante <strong>di</strong> riferimento: Elena MerigoElaborato che raccoglie una ricerca <strong>di</strong> materiale scrittoe orale, ricette, considerazioni e detti interessanti;espresso in forma cruda, in certi passaggi, ma compiuta.3° classificato: Lo spiedo - euro 40Giulia Tomasi - 1ª C - Istituto “Paola <strong>di</strong> Rosa”Insegnante <strong>di</strong> riferimento: Elena MerigoLavoro che racconta in buona forma e con accuratezzail complesso rito <strong>del</strong>lo spiedo, riportando anche tra<strong>di</strong>zioniorali e consuetu<strong>di</strong>ni <strong>di</strong> famiglia che personalizzanoil tutto.Segnalati per la sezione“ALUNNI SCUOLA SECONDARIA DI 1° GRADO”“La folaga selvatica con olive”Maria Rizzonelli - 3ª A - Istituto “Paola <strong>di</strong> Rosa”Insegnante <strong>di</strong> riferimento: Elena MerigoUna ricetta presentata in modo personale, in buonaforma e sperimentata con la nonna.Premio speciale ad un lavoro consideratomolto meritevole per la qualità degli argomentiesposti ma non rispondente al requisitolunghezza massima <strong>di</strong> 3 pagine:“Vita in cascina” - euro 80Classe 2ª C - Istituto comprensivoInsegnante <strong>di</strong> riferimento: Federica StranieriLunghezza massima superata: non è stato ammessoalla gara. Ma la giuria riconoscendo il valore <strong>del</strong>laricerca accurata, ricca <strong>di</strong> interessante materiale scrittoe fotografico ha ritenuto <strong>di</strong> riconoscere il valore <strong>del</strong>lavoro con un premio fuori concorso.Di seguito pubblichiamo alcuni dei lavori premiatio segnalati scusandoci se non è stato possibilepubblicarli tutti.RICHMOND DENIMD&G - RICHMOND XCLASS CAVALLIFRANKIE MORELLOANDREW MACKENZIEDIRK BIKKEMBERGSPiazza Savol<strong>di</strong>, 1 - 25017 <strong>Lonato</strong> (BS) - Tel. 030.9919710Via G. Falcone, 24 - San Benedetto <strong>di</strong> Lugana - Tel. 045.6401599REDIGHIERICOMPENSATI<strong>di</strong> PANEGALLI GIANCARLOLEGNAMI COMPENSATIE PRODOTTI AFFINI
48 a <strong>Fiera</strong> RegionaleLONATOSezione “Alunni <strong>del</strong>la scuola primaria”INTERVISTAALLA NONNADalle interviste cheabbiamo fatto allenostre nonne abbiamoricevuto <strong>del</strong>le rispostecuriose, <strong>di</strong>vertenti mache ci hanno anche fattoriflettere su come era<strong>di</strong>versa la vita <strong>di</strong> untempo. Ogni cosa eradavvero preziosa, nullaveniva sprecato o<strong>di</strong>sprezzato e noi abbiamoiniziato a riflettere...Ecco alcune domandee risposte <strong>del</strong>le intervisterivolte alle nostrenonne.Quando hai imparatoa cucinare e chi ti hainsegnato?Nonna Giuseppina.Ho imparato a cucinarea 9 -10 anni e mi hainsegnato la mamma.Per le ragazze era moltoimportante saper cucinare.Come <strong>di</strong>ce un detto:pa e nus, majà dè spus,nus e pa, majà dè ca.Pane e noci cibo dasposi, noci e pane ciboda cane, cioè le giovanispose che non hannoancora imparato a cucinaredevono farlo perchéall’inizio il maritoinnamorato mangiapane e noci, ma allalunga si stanca.Com’era la cucina <strong>di</strong>casa tua quando eripiccola e cosa si mangiava<strong>di</strong> solito?Nonna Angiola. Lacucina era molto grande,con un bel fuoco euna stufa a legna sullaquale si cucinava. Inmezzo c’era un lungotavolo con tante se<strong>di</strong>e einvece <strong>del</strong> frigoriferouna cantina. Per le provviste c’era una <strong>di</strong>spensa.Nonna Rosa. Di solito si mangiava polenta, lardo euova.Nonna Giuseppina. Tutti i giorni si mangiava lapasta fatta in casa e al mattino, per colazione, bevevoil latte appena munto <strong>del</strong>la mucca che avevamoin stalla.Hai mai fatto i capricci per qualcosa che non tipiaceva? Se si, come si comportava la tua mamma oil tuo papà?Nonna Angiola. Sì, non mi piaceva il brodo d’anatrache faceva mia mamma, perché secondo me puzzava<strong>di</strong> pollo.Nonna Rosa. Sì, ogni tanto facevo qualche capriccioe i miei genitori mi sgridavano perché non c’eranessun altra cosa da mangiare.Nonna Giuseppina. Qualche volta sì, ma il miopapà mi <strong>di</strong>ceva che se non volevo mangiare facevo ameno, perché c’era solo quello.Nonna Maddalena. No, non ho mai fatto capricciperché c’era poco da mangiare. Quando si ha fame ètutto buono.C’è il ricordo <strong>di</strong> un episo<strong>di</strong>o particolare, o <strong>di</strong>un’abitu<strong>di</strong>ne andata perduta, legati alla vita incucina <strong>del</strong>l’epoca?Nonna Rosa. A Natale c’era l’abitu<strong>di</strong>ne <strong>di</strong> fare itortelli con la zucca, mi piacciono molto. In invernosi uccidevano i maiali e si cucinava il sanguinaccio.Nonna Giuseppina. Una volta ho bruciato lo spiedo...che guaio!!!C’è una ricetta <strong>del</strong>la tra<strong>di</strong>zione popolare checucini ancora oggi, anche se magari un po’ mo<strong>di</strong>ficata?Nonna Rosa. Anche oggi cucino il chisol cotto nellebraci.Nonna Angiola. La ricetta è ancora come quellache faceva la mia mamma una volta per prepararegli gnocchi dei poveri. Occorre pane raffermo, farina,un uovo, un pizzico <strong>di</strong> sale e poi dopo aver formatoun impasto cremoso si mettevano nell’acquabollente a cuocere.Sezione “Alunni scuola secondaria <strong>di</strong> 1° grado”TRADIZIONI E RICETTELEGATE AL MAIALEIn questi giorni ci siamo riuniti per mettere insiemericor<strong>di</strong> dei nostri nonni e <strong>di</strong> altre persone che abbiamointervistato sulle usanze conta<strong>di</strong>ne <strong>di</strong> tanti annifa. Un tempo l’economia (<strong>di</strong> <strong>Lonato</strong> e <strong>del</strong>l’Italia ingenerale) era basata soprattutto sull’agricoltura esull’allevamento <strong>del</strong> bestiame.Non c’era famiglia che non allevasse galline,conigli e maiali.L’uccisione e la macellazione <strong>del</strong> maiale, che35
48 a <strong>Fiera</strong> RegionaleLONATO36avveniva <strong>di</strong> solito inautunno inoltrato, erauna festa per tutti. Delmaiale si utilizzavatutto: carne, grasso,ossa, pie<strong>di</strong> e coda. Inparticolare, a <strong>Lonato</strong> ,la ven<strong>di</strong>ta dei maialiavveniva a gennaio inoccasione <strong>del</strong>la fiera <strong>di</strong>S. Antonio.Per festeggiare l’evento,con il sangue<strong>del</strong> maiale, si preparavala torta <strong>di</strong> sangue. A mezzogiorno si mangiavapolenta, fegato, braciole e verze cotte.Alla sera si invitavano tutti coloro che avevanocollaborato alla lavorazione e trasformazione <strong>del</strong>lecarne, si faceva il “risotto con il puntel” le palline <strong>di</strong>salame e le braciole venivano arrostite; quello cheavanzava si metteva in cantina. Il giorno dopo venivanopreparati i “ciccioli” col grasso, i cibi si cuocevanoal fuoco e il salame veniva appeso al baldacchinovicino al camino. Alcune ricette con la carne <strong>di</strong>maiale ci sono anche oggi e noi abbiamo provato adeseguirne alcune. Ad esempio, per preparare lecostine <strong>di</strong> maiale alle verze si usano i seguenti ingre<strong>di</strong>enti:un chilo <strong>di</strong> costine <strong>di</strong> maiale, una verza, quattrocipolle, cinque cucchiai <strong>di</strong> olio <strong>di</strong> oliva, sale epepe. Verso le due <strong>del</strong> pomeriggio abbiamo affettatole quattro cipolle e, dopo averle messe in una pentolacon <strong>del</strong>l’olio, abbiamo aggiunto le costine <strong>di</strong> maialemescolate insieme alle verze, tagliate a fettine sottili,poi abbiamo aggiunto un po’ <strong>di</strong> brodo con <strong>del</strong>sale e <strong>del</strong> pepe. Successivamente abbiamo lasciatocuocere il tutto per due ore, mescolando ogni tanto.Per preparare il risotto <strong>del</strong>la sera <strong>del</strong> maialeabbiamo utilizzato il risotto, il cuore <strong>del</strong> maiale, ilbrodo e le ossa.Abbiamo fatto soffriggereil cuore <strong>del</strong>maiale macinato, poil’abbiamo fatto bollirecon il brodo preparatocon le ossa <strong>del</strong> maialeper circa tre ore; successivamenteabbiamoaggiunto il riso.Dopo alcuni giornici siamo ritrovati perpreparare gli ingre<strong>di</strong>enti<strong>del</strong>la torta <strong>di</strong>sangue: un litro <strong>di</strong> sangue <strong>di</strong> maiale, pinoli, uva passa,zucchero, formaggio e pane grattugiato. Questaricetta si può fare in un altro modo: raccogliendo ilsangue, cuocendolo, pestandolo e amalgamandolocon <strong>del</strong> latte, mescolandolo e lasciandolo raffreddare.Per le salsicce <strong>di</strong> maiale alla cacciatora la ricettanon è stata eseguita da noi, ma abbiamo trascritto gliingre<strong>di</strong>enti e la preparazione dai libri <strong>di</strong> cucina. Civogliono 400 g <strong>di</strong> salsicce fresche, 200 g <strong>di</strong> funghiporcini, olio <strong>di</strong> oliva, mezza cipolla, polpa <strong>di</strong> pomodoro,sale e pepe. Punzecchiare la salsiccia e metterlaal fuoco lento, cuocere piano per <strong>di</strong>eci minuti, poisgocciolare e metterla in un piatto.Nel tegame <strong>di</strong> cottura far rosolare la cipolla e lospicchio d’aglio, aggiungere la polpa <strong>di</strong> pomodoro, ifunghi affettati, sale, pepe e cuocere per circa ventiminuti. A questo punto rimettere la salsiccia neltegame e continuare la cottura per circa quin<strong>di</strong>ciminuti. Servirla con purè.È in onore <strong>del</strong>la festa <strong>di</strong> S. Antonio che abbiamopreparato e scritto queste ricette, sperando, cosìfacendo, <strong>di</strong> contribuire a continuare le tra<strong>di</strong>zioni <strong>di</strong>una volta.LORENZONI snc<strong>di</strong> Lorenzoni Giovanni, Giuseppe, MarioCave - ScaviFornituraGhiaiaSede Legale: - <strong>Lonato</strong> - Vicolo PozzoTel. .Cantiere - Ufficio: - <strong>Lonato</strong> - Via MantovaTel. . - .Fax .
48 a <strong>Fiera</strong> RegionaleLONATOSezione “Alunni scuola secondaria <strong>di</strong> 1° grado”“EL MANGIÀ CATIV”Era quello <strong>del</strong>le campagne, <strong>del</strong> sudore, dei callidei conta<strong>di</strong>ni. Spesso viene ricordato dai nostri nonniinsieme alla nostalgia dei sapori genuini, <strong>del</strong>legran<strong>di</strong> tavolate, <strong>del</strong>la feste comandate, accompagnatodal detto: “Sà Sstaà mei quando sa staà pes”.Andando alla ricerca <strong>di</strong> questo “peggio si ritrovanomo<strong>di</strong> molto poveri e scomparsi d’intendere la tavolache restano comunque alla base <strong>del</strong>la nostra tra<strong>di</strong>zioneculinaria, sebbene questa sia stata arricchitanel corso degli anni con ingre<strong>di</strong>enti che un tempoerano considerati veri e propri lussi. Molte ricette <strong>di</strong>allora sono oggi irriproducibili o forse improponibili.Chiamerò quin<strong>di</strong> le ricette cheproporrò <strong>di</strong> seguito “Pietanze perstomaci forti”.Per risalire all’origine <strong>di</strong> questericette bisogna tornare allatra<strong>di</strong>zione e cercare <strong>di</strong> capirel’importanza <strong>del</strong>l’evento <strong>del</strong>l’uccisione<strong>del</strong> maiale. Ricorrerò perquesto alla citazione <strong>di</strong> un brano<strong>di</strong> Giambattista Muzzi, ritrovatosul testo: “Sapori e storie <strong>del</strong>laCucina Bresciana”, che ci aiuteràad andare a ritroso nel tempofimo ad imbatterci nel “rito” concui si dava sfogo all’attesa <strong>di</strong> unanno; era una festa che iniziavacosì:“Nelle buie e fredde mattinate<strong>di</strong> fine novembre <strong>di</strong> qualchedecennio fa, e pare il Me<strong>di</strong>oevo,l’aria <strong>del</strong>le nostre campagne el’acqua dei laghi e l’eco <strong>del</strong>le valli venivano lacerateda acutissimi urli <strong>di</strong> porci, colpiti al cuore dall’infallibilestiletto <strong>del</strong> ‘masadùr’: cori melo<strong>di</strong>osi per leorecchie dure degli affamati conta<strong>di</strong>ni che riponevanoin quelle carni grasse e succulente la speranza <strong>del</strong>futuro. Non c’era lotta tra la bestia ed il norcino, nonera una sfida e nemmeno una corrida; era un ritovecchio come la fame, attraverso il quale si immolavala vittima sacrificale. E poi si mangiava”.Siccome non si buttava via nulla l’uccisione <strong>del</strong>maiale era subito seguita dalla raccolta <strong>del</strong> sangueche colava copioso e caldo e veniva imme<strong>di</strong>atamenteraccolto e mescolato ad altri ingre<strong>di</strong>enti in mododa poter essere consumato.E via al detto... “Quando i porsei i crida, el padrù elrit”.“La torta <strong>di</strong> sangue” (da non confondere con ilsanguinaccio)È una ricetta <strong>del</strong>la Vallecamonica per la quale siponeva una pa<strong>del</strong>la piuttosto alta sul treppiede e sifacevano rosolare porri e cipolle tagliati fini. Siaggiungevano sangue <strong>di</strong> maiale e sapori, guancialetagliato a da<strong>di</strong>ni e latte. Si copriva quin<strong>di</strong> la pa<strong>del</strong>lacon un coperchio (el tèst) dal cui centro partiva unmanico verticale che permetteva <strong>di</strong> manovrarlo. Sulcoperchio i conta<strong>di</strong>ni <strong>di</strong>stribuivano uno strato <strong>di</strong>brace (la burnìs) e lasciavano cuocere il tutto fra duefuochi. L’impasto lievitava come una vera torta dalrisultato sorprendente con le calorie necessarie peraffrontare una giornata <strong>di</strong> duro lavoro.Dopo tanta fatica, alla sera, finalmente si mangiavaun gustoso piatto <strong>di</strong> riso in brodo con<strong>di</strong>to abbondantementecon l’impasto <strong>del</strong> salame: “El ris sporc”.Si rosolava nel burro la cipolla tritata, si aggiungevanoavanzi <strong>di</strong> carne <strong>del</strong>la lavorazione <strong>del</strong> maialee frattaglie, per cuocere il tuttodolcemente. Si bagnava quin<strong>di</strong>con <strong>del</strong> vino bianco secco e silasciava evaporare per poiaggiungere <strong>del</strong> brodo sufficienteper fare una minestra. Alla fine siuniva il riso e si cuoceva perquin<strong>di</strong>ci minuti.Queste pietanze non si consumavanoin trattorie o ristoranti,ma all’interno <strong>di</strong> case private neicui cortili, o porcili, si allevavanomaiali all’aperto.Il risultato <strong>del</strong>la fatica <strong>di</strong> ungiorno intero che impegnava piùpersone alla lavorazione <strong>del</strong>lecarni <strong>del</strong> maiale era un “baldacchino”<strong>di</strong> salami che veniva consideratocome un “tesoro”, ben<strong>di</strong>feso dai malintenzionati espesso custo<strong>di</strong>to, come mi hannoraccontato i miei nonni, anche nelle camere da letto.Del resto rappresentava una grande risorsa, da consumarsicon parsimonia lungo un anno intero,facendo così onore ad un animale tanto bistrattato,le cui carni però hanno notevoli proprietà nutritive:un etto <strong>di</strong> carne suina fornisce un terzo <strong>del</strong> fabbisognogiornaliero <strong>di</strong> vitamine e ferro, un terzo <strong>di</strong> vitamineB6 e B 12, metà <strong>del</strong> fabbisogno proteico , laquasi totalità dei minerali. Questo i nostri nonni <strong>di</strong>sicuro non lo sapevano, ma certamente... l’avevanointuito.Sezione “Alunni scuola secondaria <strong>di</strong> 1° grado”LA FOLAGA SELVATICA CON OLIVEOggi sono sempre più <strong>di</strong>ffusi alimenti precotti,tramezzini, patatine fritte ed hamburger e il ciboviene sprecato con troppa facilità. Si sono persi i concetti<strong>di</strong> genuinità e semplicità, sostituiti da quelli <strong>di</strong>como<strong>di</strong>tà e rapi<strong>di</strong>tà. Certamente non è semplice fare37
48 a <strong>Fiera</strong> RegionaleLONATO38a meno <strong>di</strong> questiultimi, consideratala frenesia<strong>del</strong>la vitamoderna, matentare <strong>di</strong> ritrovarela tranquillitàanche soloin qualche piccoloaspetto<strong>del</strong>la quoti<strong>di</strong>anità,gioverebbesenz’altro a tutti. Un tempo le cose erano ben <strong>di</strong>verseda oggi: malgrado le numerose <strong>di</strong>fficoltà, la gentegodeva <strong>di</strong> armonia. In cucina, ad esempio, ogni piattoveniva preparato con cura e parsimonia e non ci sipoteva permettere <strong>di</strong> sprecare. Oltre che saggia, lamaggior parte <strong>del</strong>la gente era anche povera. Secondomia nonna Anita è molto importante che io siaconsapevole <strong>di</strong> questa <strong>di</strong>fferenza con il passato; così,per farmi assaggiare concretamente i sapori dei“suoi tempi”, ha deciso <strong>di</strong> cucinarne un piatto tipicoinsieme a me: la folaga selvatica con olive.Dopo che mia nonna ha spennato e privato l’anatra<strong>del</strong>le interiora e <strong>del</strong>le zampe, l’abbiamo lavata,fatta sgocciolare e frollare (esposta all’aria) per ungiorno. Preparata una pentola <strong>di</strong> acqua bollente, poi,ve l’abbiamo immersa, cambiato l’acqua e aggiuntoqualche cucchiaiata <strong>di</strong> aceto per togliere l’odore <strong>di</strong>pesce <strong>di</strong> cui il selvatico si è nutrito. Poi, mentre lanonna tagliava a pezzi l’anatra cotta per alcuniminuti, io ho tritato un gambo <strong>di</strong> sedano, una carota,uno spicchio d’aglio ed una cipolla. Per preparare 50grammi <strong>di</strong> lardo “pestàt” c’è stato bisogno <strong>del</strong>lamano esperta <strong>del</strong>la nonna, che lo ha velocementesminuzzato con il coltello. Il compito <strong>di</strong> preparare ilsoffritto con tutti i suddetti ingre<strong>di</strong>enti ed un po’d’olio è invece spettato a me. Poi abbiamo aggiuntoal soffritto ed alla carne una foglia d’alloro ed unpizzico <strong>di</strong> timo per aromatizzarli e li abbiamo fattirosolare per un po’. Abbiamo eliminato il grassoprodotto dalla carne e dal lardo per poi versare nellapentola due bicchieri <strong>di</strong> vino rosso; la cottura èdurata fino alla completa evaporazione <strong>del</strong> vino.Durante questa operazione, piuttosto lunga, ci siamoun po’ riposate sul <strong>di</strong>vano <strong>del</strong>la cucina, chiacchierando<strong>del</strong> più e <strong>del</strong> meno. Dopo<strong>di</strong>ché, salato epepato lo spezzatino, ho sciolto in acqua calda uncucchiaio <strong>di</strong> conserva <strong>di</strong> pomodoro e l’ho utilizzataper ricoprire la carne. La cottura è proseguita a fuocolento per circa due ore e, poco prima <strong>del</strong> termine,ho aggiunto una manciata <strong>di</strong> olive.E’ sorprendente per me vedere come gli adulti esoprattutto gli anziani, abituati, in questo caso, acucinare, sappiano dosare il cibo senza la bilancia:mia nonna parla <strong>di</strong> pugni, cucchiai, pacchetti, “ideine”,mentre io, senza il peso preciso, non mi soorientare.Tornando alla nostra ricetta, comunque, l’abbiamoservita a pranzo e devo <strong>di</strong>re che anch’io, che nonsono una grande amante <strong>del</strong>la carne, ho apprezzatomolto la folaga. Ho dunque dovuto dare ragione amia nonna, secondo la quale i piatti <strong>di</strong> una volta,oltre ad essere parte integrante <strong>del</strong>la cultura bresciana,sono davvero molto gustosi anche oggi, se preparati“come Anita comanda”. Ella ritiene infattiche, oltre a molta cura ed attenzione durante la preparazione,siano necessari anche ingre<strong>di</strong>enti <strong>di</strong> qualità,quali possono essere solamente quelli <strong>del</strong>l’orto e<strong>del</strong> pollaio, cui la nonna tiene molto.Ovviamente la folaga non era e non è tuttora unpiatto quoti<strong>di</strong>ano, ma veniva riservato per i giorniimportanti, come la domenica o particolari festivitàe cucinato nella tipica pentola per carni in umidodetta “bronsalì” .Ciò che èlegato allatra<strong>di</strong>zione èdunque pregnante<strong>di</strong>ricor<strong>di</strong>, significato,saporie passioni, alcontrario <strong>di</strong>ciò che ci propinaognigiorno lamodernità.Premio specialeVITA IN CASCINARacconta la nonna <strong>di</strong> Andrea che quando erabambina viveva nella cascina “Il Tirale”, nella zona<strong>del</strong> Cominello. Abitavano insieme tre famiglie equando ci si sedeva a tavola tutti insieme, si eraad<strong>di</strong>rittura in venticinque. Si occupavano <strong>di</strong> preparareil pranzo e la cena, a turno, tutte le donne <strong>del</strong>lafamiglia; nella settimana che toccava a una <strong>di</strong> loro,doveva rifare i letti, spazzare i pavimenti e occuparsi<strong>di</strong> tutto ciò che riguardava la casa. Solo il bucatoveniva fatto da tutte le donne insieme, perché eraun’operazione molto lunga e faticosa. La cascina incui si trovava nonna Lucia era quasi autosufficiente,perché nei campi che la circondavano coltivavanoun po’ <strong>di</strong> tutto: frumento, mais, viti e alberi da frutta;c’era anche la “melonera” per la gioia dei bambinie degli adulti. Naturalmente si tagliava anche l’erbaper gli animali e, una volta seccata, la si conservavanel fienile. Ai più giovani toccava invece ilcompito <strong>di</strong> raccogliere l’insalata, gli spinaci, i pomodorie anche le foglie <strong>di</strong> gelso che servivano a nutri-
48 a <strong>Fiera</strong> RegionaleLONATOre i bachi da seta; spesso, poi, si arrampicavanosugli alberi da frutta per cogliere fichi, cachi, ciliegie,mandorle, noci e, soprattutto, le giuggiole, conle quali qualche nonna era capace <strong>di</strong> fare, con unaricetta segreta un ottimo brodo.In autunno, durante la vendemmia, a fine giornatasi faceva volentieri festa mangiando cotechino epolenta, poi una parte <strong>del</strong>l’uva brunesca veniva stesasu dei graticci <strong>di</strong> legno per conservarla; era <strong>di</strong>vertenteanche la raccolta <strong>del</strong>le castagne, che venivanomangiate o abbrustolite sulla brace o lessate, oppure,senza buccia, cotte nel latte. Sempre in autunno, sottoil portico, al fresco <strong>del</strong> tardo pomeriggio, si spannocchiavail grano turco. Infine alla sera, soprattuttoin inverno, ci si rifugiava nella stalla, insieme aglianimali a raccontare storie e a lavorare a maglia o aricamare. Nelle stalle <strong>del</strong>la cascina si allevavanomucche, buoi, cavalli, mentre le galline scorrazzavanolibere per il cortile, cosicché le uova bisognavaandarle a cercare un po’ ovunque: una specie <strong>di</strong><strong>di</strong>vertente caccia al tesoro. Le uova depositate dallegalline il Venerdì Santo, venivano conservate perberle crude il giorno <strong>di</strong> Pasqua perché allontanasseroqualunque malattia. A Pasqua, poi, i ragazziindossavano i vestiti nuovi, mentre a Pasquetta siandava in collina a mangiare uova, salame o i resti<strong>del</strong> pranzo <strong>di</strong> Pasqua. Per le cascine passavano imugnai a raccogliere i sacchi <strong>di</strong> grano che convertivanoin farina e i pesciaioli, che fornivano sar<strong>di</strong>ne ebaccalà. Nei giorni <strong>di</strong> bucato, lunghi e faticosi, ledonne mettevano sul fuoco una minestra che cuocesselentamente senza bisogno <strong>del</strong> loro intervento.I CIBILa colazioneRacconta nonna Lucia che ai pasti tutta fa famigliasi ritrovava insieme ed erano momenti a allegriae magari anche <strong>di</strong> un po’ <strong>di</strong> confusione. Al mattinosi beveva una sco<strong>del</strong>la <strong>di</strong> latte con <strong>del</strong> pane,oppure <strong>del</strong>le croste <strong>di</strong> polenta nel latte (come inostri cereali <strong>di</strong> oggi).Il pranzoDurante la settimana spesso era la polenta il piattoprincipale, ma al venerdì veniva invece preparatain casa la pasta, perché bisognava mangiare <strong>di</strong>magro e si continuava col baccalà, mentre un belsecchio <strong>di</strong> frutta chiudeva il pranzo. Si mangiavanovolentieri anche gli gnocchi <strong>di</strong> polenta, <strong>di</strong> farina o <strong>di</strong>patate che venivano fatti in casa; infatti le mammepreparavano da sole molti cibi che oggi siamo abituatiad acquistare, come il burro e lo stracchino.Gli uomini, invece, dopo aver ucciso il maialepreparavano gustosi salami ed appetitosi cotechini;anche i “ciccioli” piacevano molto a tutti (grepole).Alla domenica, invece, le cose cambiavano unpo’ e in tavola arrivava una minestra dì fegatini epollo ripieno. Solo nelle feste si mangiava il dolce: aPasqua veniva preparata una soffice torta margherita,cotta in una speciale pentola col buco che venivamessa sulle braci; a carnevale, invece, come ai giorninostri, si facevano scorpacciate <strong>di</strong> lattughe e frittelle.Alla festa <strong>di</strong> Sant’Antonio si gustavano il “chisol”o la torta “macada”, così chiamata perché veni-39CENTRO VENDITA E ASSISTENZAPNEUMATICIAUTOVETTURE - MOTOCICLIAUTOCARRIMACCHINE AGRICOLEE MOVIMENTO TERRAGOMMEVASTO ASSORTIMENTO COPERTURENUOVE E RICOSTRUITEDELLE MIGLIORI MARCHECERCHI IN LEGALONATOVia Roma, 43Tel. 030.9130035 - 030.9131282Fax 030.9130035EQUILIBRATURA E CONVERGENZACOMPUTERIZZATEMASSIMA GARANZIA
48 a <strong>Fiera</strong> RegionaleLONATO40va schiacciata (ammaccata)con le <strong>di</strong>ta. Da ricordare èanche una bella usanza <strong>del</strong>lenostre famiglie <strong>di</strong> untempo: nella credenza d’ognicasa conta<strong>di</strong>na c’erauna ciotola bella e ben tenuta,che nessuno <strong>del</strong>la famigliadoveva toccare, perchéera riservata all’accoglienzadei poveri che passavano.Venivano accolti con grandecortesia i poveri, li sitrattava con simpatia e sidava loro buon cibo, non gliscarti. Li si faceva sedere atavola, ad<strong>di</strong>rittura al postod’onore, poi a fine pranzo,vicino al fuoco, il padrone<strong>di</strong> casa li intratteneva conversando.La padrona <strong>di</strong>casa, invece, lavava e rammendavai loro abiti, sostituendoli,quando era necessario, con altri in miglioricon<strong>di</strong>zioni. Ogni famiglia aveva i suoi, poveri, cheregolarmente ritornavano dopo un lungo giro neipaesi vicini. Il povero veniva trattato bene perchérappresentava Gesù stesso.Nonna Lucia racconta che anche il postino facevain modo <strong>di</strong> arrivare alla cascina per l’ora <strong>di</strong> pranzo espesso si autoinvitava.Una cosa da non <strong>di</strong>menticare è il pranzo <strong>di</strong> nozze,che si svolgeva in casa <strong>del</strong>la sposa e proseguiva finoa notte; si cominciava con un antipasto <strong>di</strong> salumi,poi c’era una minestra <strong>di</strong> tagliolini fatta col brodo<strong>del</strong> bollito, quin<strong>di</strong> seguiva un arrosto, <strong>di</strong> solito <strong>di</strong>pollo. Per riposarsi, ad un certo punto, gli sposi siallontanavano per una lunga passeggiata nei campi.Nei mesi successivi venivano invitati a pranzo, ognidomenica, dai convitatiper ricambiare.La merendaA metà pomeriggio, aibambini sempre affamati,venivano dati degli spuntini;un uovo fresco <strong>di</strong>giornata, un caco appenaraccolto, un buon bu<strong>di</strong>no<strong>di</strong> mosto preparato dallanonna o, se avanzava,qualche fetta <strong>di</strong> polenta;la si mangiava cosparsa<strong>di</strong> zucchero.La cenaAlla sera non mancavamai una saporitaminestra accompagnatada un buon bicchiere <strong>di</strong>vino rosso. Solo alla vigilia<strong>di</strong> Natale si preparavanoravioli con ripieno<strong>di</strong> pollo, lumache con gli spinaci, mostarda, torronee frutta secca. Al primo <strong>del</strong>l’anno si mangiava l’uvache si era conservata e, invece, nelle sere più fredde,si beveva volentieri <strong>del</strong> vin brulè.Lo spiedo, com’è natoSecondo una nostra ipotesi, l’uso <strong>del</strong>lo “spiedo”ha lontane origini nelle abitu<strong>di</strong>ni dei soldati che,durante i bivacchi notturni, cucinavano la carne infilatanei loro spie<strong>di</strong>, affilate e lunghe armi. Abbiamoanche chiesto al signor Fausto Masina, che fin daragazzo si de<strong>di</strong>ca occasionalmente alla preparazione<strong>del</strong>lo spiedo, come è nata in lui questa passione e ciha raccontato che ha imparato a cucinare lo spiedoosservando i suoi genitori. Si ricorda che una voltalo si faceva davanti al fuoco, facendo girare l’astad’acciaio con un<strong>di</strong>spositivo a mollache bisognava continuamentericaricare.Le braci venivanoprese dal fuoco e messesotto la carne perchécuocesse moltolentamente. Lo spiedosolitamente viene preparatonel periodoinvernale, perché c’èpiù selvaggina; infattisi utilizzano carni <strong>di</strong>coniglio, <strong>di</strong> pollo, coppae uccelli (anche sesono proibiti).
48 a <strong>Fiera</strong> RegionaleLONATOPer finire una raccolta <strong>di</strong> Proverbi e detti Brescianiriguardanti il piacere e i problemi <strong>del</strong>la tavola.Il primo gruppo era pubblicato sull’opuscolo <strong>di</strong>stribuito per lanciare il concorso,il secondo è il lavoro <strong>del</strong>la classe 5ª - Scuola primaria <strong>del</strong>l’Istituto “Paola <strong>di</strong> Rosa”La fam l’è la mèi pietansa.La fame è la miglior pietanza.Quant se g’ha fam, la polenta la par salam.Quando si ha fame la polenta sembra salame.Gràsa cusìna màgher testament.Se si sperpera in cucina resta poco per il testamento.Sach vöt no ‘l stà ‘n pé.Sacco vuoto non sta in pie<strong>di</strong>.La boca no l’è straca se no la sènt de àca.La bocca non è stanca se non sente il sapore <strong>di</strong> vacca (formaggio).So <strong>del</strong> parèr de Galilei: la polenta uta la va so mèi.Sono <strong>del</strong> parere <strong>di</strong> Galilei: la polenta unta va giù meglio.A pansa piena se ragiuna mèi.A pancia piena si ragiona meglio.Laà la caren, d’acquà ‘l vì, batesà ‘n paesà:l’è töta acqua sbatida vià.Lavare la carne, annacquare il vino, battezzare un paesano:è tutta acqua buttata via.Pégher a majà pégher a laurà.Chi è lento a mangiare è lento a lavorare.Pansa piena no pensa a chèla öda.La pancia piena non pensa a quella vuota.O de pàja o de fé, el stomech el ghe öl pié.O <strong>di</strong> paglia o <strong>di</strong> fieno lo stomaco ci vuole pieno.El cafè l’è bu broènt, sedènt e che ‘l coste niènt.Il caffè va gustato bollente, seduti e offerto gentilmente.Pà, vì e söche, se ’l völ fiocà ch’el fioche.Pane vino e zucche, se vuol nevicare che nevichi(sono cibi che garantiscono dalla fame).Pà e nus mangià de spus, nus e pà mangià de cà.Pane e noci cibo da pranzo <strong>di</strong> nozze, noci e pane cibo da caniChi mangia prest mör tarde.Chi mangia presto muore tar<strong>di</strong>.Chi tira de mira, chi suna la lira, chi pesca col lam,i crepa de fam.Chi caccia <strong>di</strong> fino, chi vive suonando, chi pesca con l’amo,crepa <strong>di</strong> fame.El pà dei alter el gà set croste.Il pane degli altri ha sette croste (sembra sfami <strong>di</strong> più).Attraverso i nostri nonni, bisnonni, genitori e parenti,abbiamo raccolto alcuni proverbi che ci parlano <strong>di</strong> un tempoin cui trovare un pasto completo non era una con<strong>di</strong>zionescontata come oggi...La mèi pietanza che ghè sia l’è ‘n bèl contorno dè alegrìa.La miglior pietanza che ci sia è un bel contorno <strong>di</strong> allegria,ovvero possono bastare cibi poveri e allegria per passareuna gradevole serata in compagnia.Potòst che ròba ànse, cripì pànse.Piuttosto che il cibo avanzi, crepate o pance. Nulla va sprecato,all’opposto <strong>di</strong> quanto succede troppo spesso oggi!Polènta noa, osèi dè passata, vì de bòssa, che gran paciada!Polenta nuova, uccelli <strong>di</strong> passata, vino <strong>di</strong> bottiglia,che gran mangiata!Galine e capù, bucù dè padrù.Galline e capponi, bocconi da padroni.Èl ris èl nàs né l’acqua, ma ’l mor ontéra nèl vì.Il riso nasce nell’ acqua, ma muore volentieri nel vino.Se tè ot passà l’inverno ’n pas, vì, farina,legna e porsèl gras.Se vuoi trascorrere l’inverno in pace, vino, farina,legna e maiale grasso.ÈI vì l’è el lat dei vèci.Il vino è il latte dei vecchi.Lòng come la fam.Lungo come la fame L’ora <strong>del</strong> pasto è lunga ad arrivare per chi hamolta fame.A beèr l’acqua canta le rane ’n pansa.A bere l’acqua crescono le rane in panciaCaristia preìsta l’è za mèza pruista.Carestia prevista è mezza provvista. Era saggezza popolare prevederetempi <strong>di</strong> carestia e correre ai ripari.41
48 a <strong>Fiera</strong> RegionaleLONATOEMOZIONI IN MUSICA<strong>di</strong> OSVALDO BADINELLIPresidente <strong>del</strong>la Banda “Città <strong>di</strong> <strong>Lonato</strong>”42Le luci si abbassano, la platea tace... il sipario siapre ed i musicisti – intonato il proprio strumento –attendono “l’attacco” dato dalla bacchetta <strong>del</strong> maestroCarlo Righetti... Le vibrazioni sonore invadonol’aria e, piano piano, proiettano gli ascoltatori nellepiù <strong>di</strong>verse atmosfere: i “vecchi” strumentisti sicompiacciono <strong>del</strong>l’esecuzione, mentre le “nuoveleve” vivono con eccitazione l’emozione <strong>del</strong>l’esor<strong>di</strong>o.I brani si susseguono, introdotti dalla semprepresente signora Margherita Tonesi Polato, preziosapresentatrice “ufficiale”... un altro concerto si concludee già si pensa al prossimo! Altri mesi <strong>di</strong> “prove”bisettimanali, altri spartiti da “leggere”, altreore <strong>di</strong> de<strong>di</strong>zione ad uno strumento musicale che,per chi è agli inizi, chiede tanto senza dare troppo incambio! Ma ciò che anima il musicista è la passioneper la musica, la sod<strong>di</strong>sfazione <strong>di</strong> eseguire la propria“parte” per dare voce ad un gruppo coor<strong>di</strong>natoed intonato, la consapevolezza <strong>di</strong> esprimersi nell’unicolinguaggio veramente “globale”. Si tratta, infondo, <strong>del</strong>la metafora <strong>del</strong> vivere sociale: l’unione <strong>di</strong>più forze verso uno scopo comune. Ed è in ciò cherisiede un importante compito educativo che labanda “Città <strong>di</strong> <strong>Lonato</strong>” assolve da anni con successo,anche attraverso la Scuola <strong>di</strong> Musica ed i corsi <strong>di</strong>“avviamento” agli strumenti musicali.Il corpo ban<strong>di</strong>stico lonatese ha intrapreso, annifa, un percorso teso alla ricerca <strong>del</strong>la qualità <strong>del</strong>l’esecuzione,attraverso una maggiore attenzione allesonorità e un ampliamento dei generi musicali proposti.La “varietà” è un punto <strong>di</strong> forza <strong>del</strong>la banda“Città <strong>di</strong> <strong>Lonato</strong>”. Il repertorio, molto vasto, spaziadai ritmi sudamericani alla musica ed all’operetta,dai componimenti liturgici e sacri alla musica leggera,dalle colonne sonore dei gran<strong>di</strong> films allamusica per banda ed alle “marce”.A <strong>di</strong>mostrazione <strong>del</strong>l’ottimo livello <strong>di</strong> preparazioneraggiunto, la banda ha realizzato, nel corso<strong>del</strong> 2005, un CD contenente esecuzioni brillanti,ottenendo i consensi degli ascoltatori.Si spera <strong>di</strong> “bissare” presto, magari con un CD “atema” (musiche natalizie, classica, soundtracks, ecc.,ecc.) così come aleggia l’idea <strong>di</strong> concerti “mirati”agli ever-green latino-americani.La risposta <strong>del</strong> pubblico lonatese è sempre prontaed entusiastica ed i ban<strong>di</strong>sti faranno <strong>di</strong> tutto pernon <strong>del</strong>udere le aspettative!
48 a <strong>Fiera</strong> RegionaleLONATOCENTRO SPORTIVO DEL GARDA,UN PROGETTO PER I GIOVANIa cura <strong>del</strong> PresidenteIl Centro Sportivo <strong>del</strong> <strong>Garda</strong> <strong>di</strong> Via Rassica a<strong>Lonato</strong>, ha le sue origini nel desiderio <strong>di</strong> fornire agiovani e non, la possibilità <strong>di</strong> poter trascorrerequalche ora all’insegna <strong>del</strong>lo sport e <strong>del</strong>la sana competizione,in un ambiente confortevole.Il Centro nasce cinque anni fa, ma la mia avventurarisale a questa primavera, quando mi si è presentatala possibilità <strong>di</strong> fare qualcosa <strong>di</strong> concreto e utileper il mio comune d’origine partendo con questanuova sfida.Abbiamo apportato migliorie alla struttura, cercandoper quanto possibile <strong>di</strong> mantenere l’organico<strong>del</strong>la precedente gestione; possiamo vantare ancheper questo primo periodo un buon numero <strong>di</strong> iscritti,circa 500. Proprio grazie alla fiducia accordataci,abbiamo in progetto <strong>di</strong> realizzare una struttura piùcompleta per i mesi estivi.Attualmente il Centro <strong>di</strong>spone <strong>di</strong> due campi dacalcio a 5 e due da squash, sport che si sta affermandosempre <strong>di</strong> più nella nostra provincia, e <strong>di</strong> unazona ricreativa dove i nostri ragazzi possono ristorarsie conversare.L’ambiente riscaldato e pulito offre un’importantepraticità nel cambio dei campi.Nel Centro vengono anche organizzati tornei, conpremi e classifiche.Il sano entusiasmo <strong>di</strong> chi frequenta, non solo icampi da calcio, ma anche da coloro che vengono adallenarsi o a giocare a squash, ci gratifica e ci spronaa migliorare continuamente.Lo squash è uno sport che ha origine intorno al1800. Nasce nelle prigioni inglesi come deterrenteper far scaricare le tensione ai detenuti, che giocanofino allo sfinimento. Poi emigra in tutte le colonieinglesi ed in breve tempo fa il giro <strong>del</strong> mondo toccandol’America, l’Oceania e anche nazioni comeEgitto e Pakistan.In Italia il n° 1 è bresciano e si chiama Davide Bianchetti.Brescia è anche il tarmpolino <strong>di</strong> lancio <strong>di</strong> tutti imigliori giocatori italiani che poi si trasferiscono aLondra, capitale europea <strong>del</strong>lo squash. Qual è ilsegreto <strong>del</strong> successo <strong>di</strong> questo sport? La sua semplicità!È in assoluto uno degli sport più <strong>di</strong>vertenti, mabisogna provare per credere, stare fuori dal camponon rende appieno l’idea.Presso il Centro Sportivo <strong>del</strong> <strong>Garda</strong> ci sono duecampi e tre bravissimi istruttori: Fulvio Marai, FabioMilazzotto e Andrea Taglietti e con loro è possibile siafare il corso collettivo mirato a far apprendere le semplicissimeregole base che fare anche lezioni in<strong>di</strong>viduali.Inoltre c’è un calendario A.S.S.I. - AssociazioneSquash Italia con un ampia programmazione <strong>di</strong> Tornei.Per la prima volta, da quest’anno offriamo, nelleore pomeri<strong>di</strong>ane, la possibilità ai più piccoli <strong>di</strong> avvicinarsial tennis, grazie alla competenza dei nostriistruttori che organizzano corsi appositi ed anchelezioni per chi piccolo non lo è più!Siamo aperti dal lunedì al sabato; per contattarcitelefonate allo 030/9919712, oppure consultare il sitowww.cs<strong>del</strong>garda.it.43PaesaggisticaCIMA F.LLIsnc <strong>di</strong> Cima Roberto & C.REALIZZAZIONEMANUTENZIONEPARCHI-GIARDINI<strong>Lonato</strong> - EsentaVia San Marco, 6Tel. - Fax 030.9105028Cell. 335.5643566335.5643567www.paesaggisticacima.itONORANZE FUNEBRIZ A M B O N I<strong>di</strong> Nerino ed Emilianonuova sede: <strong>Lonato</strong>Via Cavalieri <strong>di</strong> Vittorio Veneto 17/19Tel. 030 9131504 - Cell. 335 6058888SERVIZI FUNEBRI COMPLETISERVIZI CIMITERIALI E FLOREALI
48 a <strong>Fiera</strong> RegionaleLONATOISTITUTO D’ISTRUZIONE SUPERIORE”V. DANDOLO”44Sapete chi siamo?Lo scopo principale <strong>del</strong>la nostra scuola è formare<strong>del</strong>le persone, prima <strong>di</strong> formare dei tecnici esperti<strong>di</strong> agricoltura e ambiente; quante scuole si preoccupano<strong>di</strong> questo e, soprattutto, quante scuole riesconoa raggiungere veramente almeno il secondoobiettivo?Non è molto consueto presentarsi con unadomanda, ma come genitoridovrebbe essere la prima daporsi quando dobbiamo in<strong>di</strong>rizzarei nostri figli in una sceltacosì importante per la lorovita, quale la scuola.Noi offriamo un ambientefamiliare dove i ragazzi imparanoad imparare, perché in unmondo in continuo cambiamentoè l’unico strumento peradattarsi alle nuove necessità.La nostra scuolaVia S.Tommaso25017 <strong>Lonato</strong>BresciaTelefono:030.9130440Fax:030.9139982Posta elettronica:ipaalonato@tin.itoppureipaalonato@tiscalinet.itÈ interessante venircia trovare perché...Siamo una scuola in crescitache realizza anche progetti realizzaticon i nostri studenti eche ha a <strong>di</strong>sposizione struttureper realizzarne <strong>di</strong> nuovi, in collaborazionecon altre scuole,ma anche con altri enti o aziendeprivate.Sarebbe infatti inutile <strong>di</strong>rviche svolgiamo attività pratichese non fossimo in grado <strong>di</strong><strong>di</strong>mostrare i risultati reali <strong>di</strong>tali attività, con le quali talvoltariusciamo anche a finanziare alcune spese <strong>del</strong>lanostra scuola.Sarebbe inutile <strong>di</strong>rvi che svolgiamo attività pratichese non potessimo mostrarvi il nostro vigneto, ilnostro frutteto, le nostre serre, ecc..Siamo felici <strong>di</strong> mostrarvi alcune fotografie edalcune in<strong>di</strong>cazioni sui vari progetti realizzati o infase <strong>di</strong> svolgimento come:• la realizzazione <strong>di</strong> un Orto biologico, <strong>di</strong> aiuole <strong>di</strong>piante officinali, e <strong>di</strong> aiuole <strong>di</strong> piccoli frutti pressola Scuola Materna “Bianchi” <strong>di</strong> Calcinato;• pratiche colturali sulle piante orticole, ornamentali,dafrutto e officinali, allevate nella Scuola Elementare<strong>di</strong> San Vito <strong>di</strong> Be<strong>di</strong>zzole;• piantumazione <strong>di</strong> piante officinali e da fiore,semina e piantumazione <strong>di</strong> piante orticole pressola Scuola Me<strong>di</strong>a G.B. Alberti <strong>di</strong> Montichiari;• organizzazione <strong>del</strong>la Gara <strong>del</strong> “Chisöl” e <strong>del</strong>“Salam”e <strong>di</strong> una gimcana trattoristica che si svolgerannodurante la <strong>Fiera</strong> Agricola <strong>di</strong> <strong>Lonato</strong> agennaio <strong>2006</strong>;• realizzazione <strong>di</strong> un giar<strong>di</strong>nobotanico, con essenze arboreeed arbustive <strong>del</strong>le collinemoreniche presso la scuolaMe<strong>di</strong>a <strong>di</strong> Be<strong>di</strong>zzole... e moltialtri ancora.Come lavoriamoA titolo <strong>di</strong> esempio vi presentiamodue lavori in fase <strong>di</strong>sviluppo.La realizzazione <strong>del</strong>l’ortobotanico, <strong>del</strong>l’aiuola <strong>di</strong> pianteofficinali e <strong>di</strong> piccoli frutti consisterànelle seguenti attività:– sud<strong>di</strong>visione <strong>del</strong>l’orto e <strong>del</strong>leaiuole in parcelle attraverso ilposizionamento <strong>di</strong> erbablok;– lavorazione <strong>del</strong> terreno;– piantumazione <strong>di</strong> piante officinali,<strong>di</strong> piante orticole, <strong>di</strong> piccolifrutti (ribes, more, lamponi,ecc);– riconoscimento <strong>del</strong>le pianteorticole, officinali e piccoli frutti(con posizionamento <strong>di</strong> cartellini).Gli obiettivi che ci prefiggiamo sono:RELAZIONALI• Insegnare ai ragazzi a saper lavorare in gruppo.• Insegnare ai ragazzi a sapersi relazionare conragazzi più giovani (per l’IPAA) o con studentipiù gran<strong>di</strong> (per la Scuola Materna).• Saper collaborare con adulti (docenti e non )anche non appartenenti alla propria scuola.EDUCATIVI• Apprendere le <strong>di</strong>fficoltà derivanti da lavorimanuali.
48 a <strong>Fiera</strong> Regionale• Imparare ad amare e rispettare la natura.• Imparare a riconoscere le piante orticole, i piccolifrutti, le piante officinali (menta, lavanda, limoncello,ruta, melissa).DIDATTICI• Imparare ad eseguire alcunilavori attraverso la conoscenzae l’utilizzo <strong>di</strong> attrezzispecifici ( vanga, rastrello,ba<strong>di</strong>le, zappa, trapiantatoi).• Imparare ad effettuare misurazionequali <strong>di</strong>stanza tra lepiante, profon<strong>di</strong>tà <strong>di</strong> piantumazione,ecc..ProgettoZone Umide<strong>di</strong> <strong>Lonato</strong>LONATOL’aforisma preferitodai nostri studenti:“Possiamo saperequanti semici sonoin una mela,ma non quante meleci sonoin un seme”.Gli stagni, i laghetti artificiali,i canneti e in generale tuttele realtà con una forte presenza<strong>del</strong>l’elemento acqua (<strong>di</strong>qui la denominazione “zonaumida”) costituiscono aree <strong>di</strong>grande rilevanza dal punto <strong>di</strong>vista faunistico e floristico:rappresentano luoghi <strong>di</strong> transizione-connessionemolto fragilie complessi.Questi particolari ecosistemi sono aree a rischio,soggette a forti impatti ambientali, provocati dallapressione antropica (infrastrutture, inquinamentoetc.). Con la Convenzione <strong>di</strong> Ramsar (1977) è statoper la prima volta riconosciuto il problema <strong>del</strong>latutela <strong>del</strong>le cosiddette ”zone umide”: le aree umide,infatti, sono state spesso considerate dallapopolazione solo come terreni improduttivi, fonte<strong>di</strong> malattia, si pensi alla malaria.Il territorio <strong>del</strong> <strong>Comune</strong> <strong>di</strong> <strong>Lonato</strong>, nella splen<strong>di</strong>dacornice morenica, offre un ambiente ricco <strong>di</strong>tali aree che ben si presta ad uno stu<strong>di</strong>o approfon<strong>di</strong>to.Il progetto affrontato da alcune classi <strong>del</strong> nostroIstituto mira anche a riconsiderare la zona umidanella sua complessità <strong>di</strong> ecosistema: non come“occasione mancata” <strong>di</strong> sviluppo economico, macome possibile momento <strong>di</strong> incontro e <strong>di</strong> conoscenza<strong>di</strong> un fragile equilibrio uomo-ambiente. Un progettoquin<strong>di</strong> che rientra appieno nella missione <strong>del</strong>nostro Istituto: un’occasione <strong>di</strong> conoscenza ed analisicritica <strong>del</strong> territorio.Basandosi su un lavoro realizzato dai Prof. G.Zola, Prof.ssa L. Brambilla denominato “Censimento<strong>del</strong>le zone umide <strong>del</strong> <strong>Comune</strong> <strong>di</strong> <strong>Lonato</strong>”, nell’a.s. 2001-2002, quest’anno la classe 1ªM staapprofondendo lo stu<strong>di</strong>o già svolto: i ragazzi sonoorganizzati per gruppi (cartografi,fotografi, rilevatori <strong>di</strong>vegetazione e gruppo prelievoacqua), che durante le usciteraccolgono e catalogano <strong>di</strong>ligentementei dati riscontratisul campo (aspetti vegetazionali,pressione antropica, prelievo<strong>di</strong> campioni d’acqua). Diparticolare interesse operativorisulterà la fase <strong>di</strong> analisi <strong>del</strong>leacque: i campioni prelevatidurante le campagne verrannoanalizzati dai ragazzi nel laboratorio<strong>del</strong>l’Istituto , che provvederannopoi a re<strong>di</strong>gere unarelazione sulla qualità <strong>del</strong>l’acqua<strong>del</strong>le zone umide <strong>del</strong> territorio<strong>di</strong> <strong>Lonato</strong>.La nostra propostaagli operatori<strong>del</strong> settoreLa scuola non può e nondeve restare fuori dal territorioe dal contesto economico-sociale in cui opera.Permetteteci <strong>di</strong> collaborare con Voi che operatenel settore ambientale ed agricolo e potremo assicurarvioperatori nuovi, in grado <strong>di</strong> entrare nelmondo <strong>del</strong> lavoro <strong>di</strong>rettamente, senza ulteriorespreco <strong>di</strong> Vostre risorse per la formazione <strong>del</strong> personale.Investite ora sui vostri futuri collaboratori, utilizzandole risorse <strong>di</strong>sponibili.Ristorante“Antico Corlo”Specialità<strong>di</strong> AMERIGHI G. & C. sncPESCE DI MARECACIUCCO ALLA LIVORNESEPAELLA ALLA PESCATORASPAGHETTI ALLO SCOGLIORISO ALL’INDIANAFILETTO AL PEPE VERDECOSTATE ALLA FIORENTINAVia Repubblica, 74 - LONATO - Tel. 030.9132323 - 9913004 - Chiuso il lunedìSI AFFITTANO CAMERE45
48 a <strong>Fiera</strong> RegionaleLONATOIMPORTANTE CONVENZIONE DEL COMUNEPER IL MONDO AGRICOLO46È stata sottoscritta in questi giorni la convenzionetra il <strong>Comune</strong> <strong>di</strong> <strong>Lonato</strong> e E.P.A.C.A. - Ente <strong>di</strong>Patrocinio e Assistenza per i Citta<strong>di</strong>ni e l’Agricoltura,riconosciuto dallo Stato, soggetto alla vigilanza <strong>del</strong>laPubblica Amministrazione secondo le <strong>di</strong>sposizioni<strong>del</strong>la legge 30-03-2001, n. 152. Il PatronatoEPACA, promosso dalla Confederazione NazionaleCol<strong>di</strong>retti, svolge istituzionalmente la sua attività <strong>di</strong>assistenza gratuita per la tutela dei <strong>di</strong>ritti previdenziali,assistenziali, infortunistici e sociali in genere,le pratiche relative al conseguimento <strong>di</strong> prestazioniin materia <strong>di</strong> previdenza e quiescenza obbligatorienonché <strong>di</strong> prestazioni <strong>di</strong> carattere socio assistenzialee <strong>di</strong> tutela infortunistica. A titolo esemplificativo:pratiche pensionistiche, verifica posizioni contributive,riscatti e ricongiunzioni, assegno al nucleofamiliare, indennità <strong>di</strong> <strong>di</strong>soccupazione, indennità <strong>di</strong>maternità, contributi lavoratori parasubor<strong>di</strong>nati,contributi volontari, riconoscimento infortuni sullavoro, valutazione <strong>di</strong> postumi invalidanti, tutelame<strong>di</strong>co-legale, prestazioni sociali agevolate, ecc..Ha la propria sede Provinciale a Brescia in via S.Zeno, 69 - tel. 030.2457834, è presente sul territorioprovinciale con 13 uffici periferici. L’ufficio competenteper il <strong>Comune</strong> <strong>di</strong> <strong>Lonato</strong> è sito in via C. Battisti,37 - tel. 030.2457858 e, a partire dal 1-1-<strong>2006</strong>, <strong>del</strong>personale specializzato sarà inoltre presente pressol’ Assessorato ai Servizi Sociali <strong>del</strong> <strong>Comune</strong> <strong>di</strong><strong>Lonato</strong> ogni mercoledì pomeriggio dalle 14.30 alle17.30.È stata stipulata analoga convenzione tra il<strong>Comune</strong> <strong>di</strong> <strong>Lonato</strong> e il CafCol<strong>di</strong>retti, che svolge iservizi <strong>di</strong> assistenza fiscale con le modalità ed i termini<strong>di</strong> cui al decreto legislativo 28 <strong>di</strong>cembre 1998 n.49 ed in conformità agli in<strong>di</strong>rizzi forniti dal Ministero<strong>del</strong>le Finanze.La raccolta <strong>del</strong>le <strong>di</strong>chiarazioni (mo<strong>del</strong>li 730 e730/1) è effettuata dal CafCol<strong>di</strong>retti che, contestualmente,rilascia al <strong>di</strong>pendente/pensionato assistitoricevuta <strong>del</strong>l’avvenuta consegna.Tale raccolta può avvenire, presso la sede <strong>del</strong>CafCol<strong>di</strong>retti, in Via Cesare Battisti 37, ovvero pressogli uffici <strong>del</strong>l’Assessorato Servizi Sociali ognimercoledì pomeriggio dalle 14,30 alle 17,30.A fronte <strong>del</strong>le prestazioni effettuate dal CafCol<strong>di</strong>rettiil <strong>di</strong>pendente/pensionato corrisponderà alCafCol<strong>di</strong>retti l’importo <strong>di</strong> euro 36,00 iva compresaper ciascuna posizione fiscale assistita; nessun costoè invece previsto per il <strong>di</strong>pendente/pensionato cheusufruirà solo <strong>del</strong>l’elaborazione <strong>del</strong>la <strong>di</strong>chiarazione730/02, producendo al CafCol<strong>di</strong>retti il mo<strong>del</strong>lo 730base debitamente compilato unitamente alla bustasigillata contenente la destinazione <strong>del</strong>l’8per mille.STUDIO DI PROGETTAZIONEDott. Arch. Sira Savol<strong>di</strong> - Geom. Renato Savol<strong>di</strong>Via Corobbiolo 7 – 25017 <strong>Lonato</strong> Bs - tel..fax. 030 9130073 - 328 0778176Via Garibal<strong>di</strong> 33a – 25015 Desenzano d/G. - tel. 030 9121111 – 328 0778175email: renatosavol<strong>di</strong>1@virgilio.itprogettazione architettonica - design d’interni - progetto <strong>del</strong> verderilievi - pratiche catastali - sicurezza cantieri e legge termicaconsulenza e compraven<strong>di</strong>taRecuperandoRestauro e conservazioneSezione restauroe conservazionecon Recuperandogruppo <strong>di</strong> lavorospecializzato nelrecupero storico-architettonico
48 a <strong>Fiera</strong> RegionaleLONATOVACANZE TERAPEUTICHE:I BAMBINI BIELORUSSI CERCANO OSPITALITÀL’associazione umanitaria “IN VOLO PERLONATO”, ha iniziato la sua attività nel 1997 eaccoglie ogni estate un gruppo <strong>di</strong> bambini bielorussia scopo terapeutico. I bambini contaminati dall’esplosione<strong>del</strong>la centrale nucleare <strong>di</strong> Cernobyl,costretti a mangiare cibi fortemente ra<strong>di</strong>oattivi presentanoun abbassamento <strong>del</strong>le <strong>di</strong>fese immunitarie<strong>del</strong> loro organismo. Nutrendosi con cibi sani i bambiniperdono fino il 50% <strong>del</strong> cesio 13 (il ra<strong>di</strong>onuclidepiù <strong>di</strong>ffuso) presente nel loro organismo. Anchequest’anno <strong>di</strong>ciotto bambini bielorussi sono statiaccolti in alcune famiglie lonatesi nei mesi <strong>di</strong> luglioe agosto; con gioia ed entusiasmo i giovani ospitihanno vissuto questa esperienza; vederli ripartirepimpanti, ben vestiti ma soprattutto sapendo cheavranno meno cesio nel loro organismo è stata unagrande gioia, che ripaga sicuramente i sacrifici <strong>del</strong>lefamiglie che li hanno accolti.Il comitato lonatese spera che il prossimo anno lasolidarietà e la <strong>di</strong>sponibilità possa ulteriormentecrescere; l’obiettivo è quello <strong>di</strong> accogliere un numerosempre maggiore <strong>di</strong> bambini; tutto ciò è possibilecon il sostegno e la collaborazione <strong>del</strong>le famiglielonatesi.Un notevole sostegno all’associazione “In voloper <strong>Lonato</strong>” viene dall’amministrazione comunale,sensibile al problema; il supporto organizzativo vieneinvece assicurato dall’associazione “<strong>Garda</strong> Solidale”<strong>di</strong> Desenzano, che organizza i viaggi da e perla Bielorussia.Le famiglie interessate ad ospitare per un mese odue (luglio, agosto o nel periodo natalizio) un bambinobielorusso possono rivolgersi per informazioni:– sig. Benamati Francotel. 030.9130960– sig. Lisioli Mariotel. 030.9132632– sig. Marini Luigitel. 030.9132403.47
48 a <strong>Fiera</strong> RegionaleLONATOIL CORO “ARCANGELO DA LONATO”QUASI VENT’ANNI DI AMORE PER IL CANTO<strong>di</strong> ERNESTO CENEDELLA - Presidente <strong>del</strong>l’Associazione48L’associazione amici <strong>del</strong>la musica “Coro Arcangeloda <strong>Lonato</strong>” è presente nella comunità lonateseda una ventina <strong>di</strong> anni.L’associazione, per scelta statutaria, è libera,apartitica e senza fini <strong>di</strong> lucro.Ha assunto questa denominazione per ricordareed onorare un musicista <strong>di</strong> origine lonatese, monacobenedettino cassinese, <strong>del</strong> se<strong>di</strong>cesimo secolo,compositore e <strong>di</strong>rettore <strong>di</strong> cori conosciuto appuntocon il nome <strong>di</strong> Arcangelo da <strong>Lonato</strong>.L’associazione ha come scopo statutario la conservazionee la <strong>di</strong>ffusione <strong>del</strong>la cultura musicale ingenere e organizza il coro, <strong>di</strong>viso in quattro voci,bassi, tenori, contralti e soprani.Nel corso degli anni, con la variazione <strong>del</strong>l’organicocorale ed il succedersi dei <strong>di</strong>rettori, si è mo<strong>di</strong>ficataanche l’impostazione e la natura <strong>del</strong> repertorio.Con il primo <strong>di</strong>rettore, e socio fondatore, ilsoprano lonatese Donatella Gallerini, che ha svoltoper <strong>di</strong>versi anni con passione e competenza questoruolo, era stato privilegiato il repertorio lirico, unitamentead un adeguato repertorio sacro e liturgico,per animare le celebrazioni religiose.In seguito, pur non abbandonando totalmente ibrani lirici, il coro si è in<strong>di</strong>rizzato verso la musicapopolare e folkloristica, con la riscoperta e la ripresa<strong>di</strong> brani legati alla cultura popolare <strong>del</strong>le nostreterre, conservando ed aggiornando il repertorioAGRIMARKETTutto per cani, gatti e animali domesticiRegalo, cuccioli,gattini e... suocere!!!CIAO BEI!SERGIO DISCONSIVen<strong>di</strong>ta animalida cortileVia Regia Antica, LONATO (BS) - Tel. .liturgico per la solennizzazione <strong>del</strong>le Sante Messe.Nella <strong>di</strong>rezione artistica <strong>del</strong>l’associazione e nella<strong>di</strong>rezione corale si sono succeduti il prof. GiuseppeGan<strong>di</strong>ni, noto esponente <strong>del</strong>la cultura lonatese,la prof.ssa Anna Brandolini, musicista e docente inconservatorio, il prof. Luciano Fregoni, musicista ecompositore, la cui prematura scomparsa ha lasciatotutti i coristi nella costernazione e la signoraMonica Morales, insegnante <strong>di</strong> musica e <strong>di</strong>rettrice<strong>di</strong> cori, <strong>di</strong> origine argentina.A tutti loro va la sincera riconoscenza e la gratitu<strong>di</strong>nedei componenti <strong>del</strong>l’associazione per lacompetenza e la de<strong>di</strong>zione con cui hanno svoltol’importante incarico.Attualmente la <strong>di</strong>rezione è affidata a MargheritaFregoni, figlia <strong>del</strong> compianto Luciano Fregoni, checon coraggio e grande impegno ha voluto continuarel’opera <strong>del</strong> padre.L’associazione, che ha sede in Piazza Corlo, a<strong>Lonato</strong>, presso l’antica e bellissima chiesa <strong>del</strong>la BeataVergine <strong>del</strong> Corlo in <strong>Lonato</strong>, nel secentesco salone<strong>di</strong> riunione <strong>del</strong>la Confraternita dei Disciplini,ringrazia sentitamente l’amministrazione <strong>del</strong>laCasa <strong>di</strong> Riposo <strong>di</strong> <strong>Lonato</strong> che le permette l’uso <strong>del</strong>prestigioso locale. Ringrazia inoltre il gruppo <strong>di</strong>volontari “Amici <strong>del</strong> Corlo” che stanno profondendoda anni impegno e energie per la conservazionee il restauro <strong>di</strong> questo straor<strong>di</strong>nario complessoarchitettonico.L’associazione, reduce da una ventennale attività,quasi un record per un sodalizio che non haalle spalle alcun ente od istituzione, ma che trae linfae sostentamento dall’amore che i soci hanno per ilcanto e per l’espressione musicale corale, vorrebbearricchire l’organico corale con nuove voci, maschilie femminili.Con un poco <strong>di</strong> impegno, e tanto amore per lamusica, ognuno può cantare in un coro, non occorre,per questo, nessuna preparazione specifica.A chi decidesse <strong>di</strong> accettare l’amichevole invitogarantiamo un’accoglienza fraterna e la possibilità<strong>di</strong> trascorrere insieme ore serene, che possono aiutarea superare i tanti piccoli, e gran<strong>di</strong>, problemi<strong>del</strong>la vita quoti<strong>di</strong>ana ed a curare lo stress che questicausano. Provare per credere!
48 a <strong>Fiera</strong> RegionaleLONATOA LUME DI CANDELA E DI TORCIA,L’ILLUMINAZIONE NEL MEDIOEVO<strong>di</strong> ALESSANDRO ROBAZZIAssociazione “Amici <strong>del</strong>la Fondazione Ugo da Como“Un giorno mi sono chiesto come eranoilluminate le abitazioni dei nostri avi.Così è nata una interessante storia <strong>di</strong> usie <strong>di</strong> costume dove l’uomo, alla ricercacontinua <strong>di</strong> perpetuare il giornoe la propria attività, contendevaalle tenebrei favori <strong>del</strong>la luce.Un tempo, nella antichità, dopo il tramonto, ilsole cedeva il passo unicamente al fuoco che ardevanei bracieri in una eterna staffetta che si ripetevaogni giornata, in cui la luce era il “testimone” <strong>del</strong>l’evolversi<strong>del</strong>la vita e <strong>del</strong>la civiltà.Il fuoco concedeva il suo dono prezioso con parsimoniadeterminando una percezione visiva <strong>di</strong>fferentedegli interni e degli oggetti che vi erano contenutie ben <strong>di</strong>versa da quella che noi abbiamo oggi,dove le stanze sono completamente illuminate.Il primo prototipo <strong>di</strong> “can<strong>del</strong>a” nasce con la culturaEtrusca e Romana.Infatti Vitruvio, architetto romano <strong>del</strong> I sec. d.C.,autore <strong>di</strong> manuali su materiali e tecniche <strong>di</strong> costruzione,descrisse in un suo trattato le can<strong>del</strong>e <strong>di</strong> quell’epocacome mezzo d’illuminazione, le quali eranocomposte <strong>di</strong> cera d’api ed avevano uno stoppinorigido in giunco.Questo tipo <strong>di</strong> can<strong>del</strong>a, usato raramente daentrambe le popolazioni, era utilizzato in alcune49Elettrodomestici - TV Color - TelefoniaHI-FI - Antenne Satellite - Riparazioni25017 <strong>Lonato</strong> (BS) - Via Molini, 71/aTel. 030.9130123 - Fax 030.9913737
48 a <strong>Fiera</strong> RegionaleLONATO50festività per onorare gli dei <strong>del</strong> Pantheon, o per lasolennità <strong>del</strong>la commemorazione dei propri avi,Lari, spiriti degli antenati venerati come protettori<strong>del</strong>la casa e <strong>del</strong>la famiglia.Tale usanza venne riproposta dai cristiani <strong>del</strong> IVsecolo con l’abitu<strong>di</strong>ne <strong>di</strong>porre le can<strong>del</strong>e ai lati <strong>di</strong>immagine sacre, <strong>di</strong> Cibori oper la commerazione deidefunti.La can<strong>del</strong>a <strong>di</strong>venterà inquel momento il testimone<strong>del</strong>lo scorrere <strong>del</strong>la vitaquoti<strong>di</strong>ana e <strong>del</strong>la storiaumana.Il termine can<strong>del</strong>a provienedalla parola in tardolatino dei secoli III e IVdopo cristo “candeo - candere”che significa rifulgente,essere splendente, incandescente.Per le popolazioni <strong>del</strong>Me<strong>di</strong>oevo l’illuminazioneserale <strong>di</strong> qualsiasi abitazione<strong>di</strong>pendeva solo dallaluce prodotta dalle can<strong>del</strong>ee dalle lucerne.Il materiale <strong>di</strong> composizione<strong>del</strong>le can<strong>del</strong>e me<strong>di</strong>evalinon era <strong>di</strong>ssimile daquello <strong>del</strong> periodo antico.Questo tipo <strong>di</strong> materiale proveniva quasi esclusivamentedalla combustione <strong>di</strong> grassi animali comeil sego/sevo (grasso <strong>di</strong> equini, ovini ma specialmente<strong>di</strong> bovini) o <strong>di</strong> vegetali come l’olio <strong>di</strong> oliva enella quasi totalità olio <strong>di</strong> sansa.Queste sostanze erano contenute, se liquide, inlucerne mentre, se solide, costituivano ceri <strong>di</strong> varie<strong>di</strong>mensioni e lunghezza. Rare volte, per il prezzoesorbitante e per la mancanza <strong>di</strong> materiale, le can<strong>del</strong>eerano prodotte con la cera d’api e queste venivanoesclusivamente utilizzate in particolari cerimonieliturgiche.Sia nelle Lucerne chenelle Can<strong>del</strong>e vi era postoun Lucignolo; tale termine“Licinium” proviene ancheesso da tardo latino e significa“Filaccia - Filo”. Essoera composto da un insieme<strong>di</strong> fibre vegetali ritorte epurificate dalle impuritàprovenienti dalle piante <strong>di</strong>Lino e Canapa.Molte volte le can<strong>del</strong>evenivano confezionate nellostesso ambito domestico,soprattutto se riferito agrosse comunità residenzialiquali conventi, abbazie,castelli o le gran<strong>di</strong>aziende agricole, le “Curtis”.Generalmente, però, eranogli Speziali a curarne laconfezione e la ven<strong>di</strong>ta.Un inventario stilato nel1437 dallo Speziale/ Farmacista“Apothecarius”friulano Cristoforo Facio ci illustra il proce<strong>di</strong>mento<strong>di</strong> fabbricazione <strong>di</strong> una can<strong>del</strong>a:• La cera d’api o il grasso <strong>di</strong> sego veniva liquefattoin una caldaia e privato <strong>di</strong> eventuali impuritàusando mestoli forati o dei setacci a trama me<strong>di</strong>a,fine e finissima.LOMBARDIA - EMILIA - VENETOServizio Sponda IdraulicaTrasporti in ADRSede: Via M.Cerutti, - LONATO(BS) - Tel. Tel. e Fax Recapiti: MILANO c/o Verzoni, Via Broni, - BRESCIA c/o LANCINI, Via G.<strong>di</strong> Vittorio /Bwww.zanottietagliani.it
48 a <strong>Fiera</strong> RegionaleLONATO• Poi il tutto si colava in apposite forme entro lequali vi era <strong>di</strong>steso il lucignolo <strong>di</strong> lana, lino o canapalasciato fuoriuscire ad una estremità con lunghezzavariabile.• Appena soli<strong>di</strong>ficate le nuove can<strong>del</strong>e venivanoripulite da possibili colature con piccole spatole equin<strong>di</strong> appese annodando il lungo lucignolo che almomento <strong>del</strong>l’uso veniva tagliato nella <strong>di</strong>mensioneidonea.Rispetto alla cera d’api, quelle create con il sevoanimale erano molto economiche,ma avevano losvantaggio <strong>di</strong> una combustionespesso maleodorantee fumosa.La can<strong>del</strong>a potevaessere utilizzata comesegna tempo, infatti lungol’asta <strong>del</strong>le can<strong>del</strong>e aintervalli regolari eranolegati dei cerchietti <strong>di</strong>spago con appeso unapiccola sfera <strong>di</strong> pietra o<strong>di</strong> metallo la quale, unavolta consumata la can<strong>del</strong>a,cadeva sul pie<strong>di</strong>stallo<strong>del</strong> can<strong>del</strong>iere, costituito <strong>di</strong> metallo o <strong>di</strong> pietra, facendo rumore ed in<strong>di</strong>cando ap-prossimativamenteil passaggio <strong>di</strong> un periodo <strong>di</strong> tempo preciso.Spesso nelle abitazioni <strong>di</strong> aristocratici, <strong>di</strong> alti prelatio dei mercanti <strong>del</strong>la metà <strong>del</strong> Cinquecento erafacile vedere posta nelle vicinanze <strong>del</strong> can<strong>del</strong>abro unoggetto particolare: la pinza smoccolatrice. Questaoriginale pinza serviva per tagliare lo stoppino e perraccogliere le colature <strong>del</strong>la cera non consumata.Le can<strong>del</strong>e erano poste su Can<strong>del</strong>ieri o Can<strong>del</strong>abri,che in epoca romana erano <strong>di</strong> forma molto semplice.Essi erano formati da un lungo stelo sul cuifusto poggiava un rilievo cavo e traforato nel qualeriporre la can<strong>del</strong>a e sostenuto da zampe leonine chefungevano da pie<strong>di</strong>stallo.In età Romanica (X- XII sec d.C.) compare nellecelebrazioni liturgiche il Can<strong>del</strong>abro monumentale.Esso veniva usato in occasione <strong>del</strong>le cerimonie <strong>del</strong>laSettimana Santa per contenervi il cero pasqualeed era riccamente decorato come quello che si trovatutt’oggi presso la Cappella Palatina a Roma o quellopresso il bel Duomo <strong>di</strong>Gaeta.Durante il XIII sec. si<strong>di</strong>ffonde il can<strong>del</strong>abronor<strong>di</strong>co, a foggia <strong>di</strong> alberosostenuto da un basamentoa forma <strong>di</strong> drago edecorato da figure umane,simile a quello che sipuò ammirare nel Duomo<strong>di</strong> Milano attribuito aN. <strong>di</strong> Verdun. Alla fine<strong>del</strong>lo stesso secolo questomo<strong>del</strong>lo verrà sostituitoda un mo<strong>del</strong>lo a colonnatortile cioè a spirale.Tuttavia i can<strong>del</strong>ieri manterranno una formamolto semplice, pratica e lineare e saranno collocatioltre che sui mobili anche entro nicchie <strong>del</strong> muro.I ceri potevano essere contenuti all’interno <strong>di</strong>lanterne <strong>di</strong> forma cilindrica o parallepipeda protetteda vetri per evitare lo spegnimento.Spesso i lumi venivano utilizzati per particolaricerimonie come quella <strong>del</strong>la Settimana Santa prima<strong>del</strong>la Pasqua o come in Francia per la festa <strong>di</strong> Sant’Antonio Abate il 17 gennaio. In quella particolarefestività i conta<strong>di</strong>ni francesi durante il giorno, acce-51ELENA FIORIArte FlorealeFlower ExpressVia Repubblica, 23/a - 25017 <strong>Lonato</strong> (BS)Tel. 030.9130340 - 338.4201779C.so Garibal<strong>di</strong>, 68/a - 25017 <strong>Lonato</strong> (BS)Tel. 030.9131580Tel. Casa 030.9130150
48 a <strong>Fiera</strong> RegionaleLONATO52devano dei lumicini nelle stalle per chiedere al Santola protezione <strong>del</strong> bestiame da malattie e pestilenze.È sorprendente leggere che a metà <strong>del</strong> Me<strong>di</strong>oevovi era “la tassa <strong>del</strong>la Can<strong>del</strong>a”; tale tassa era richiestadal giu<strong>di</strong>ce o dall’avvocato come rimborso <strong>del</strong>laspesa in can<strong>del</strong>e consumate per stu<strong>di</strong>are o re<strong>di</strong>gerele varie pratiche non presso i tribunali ma fra le propriemura domestiche. Essa era inpratica una sorta d’onere per prestatoservizio.Oltre le can<strong>del</strong>e, ad illuminarele abitazioni, vi erano le Lucerne;la parola proviene dal latino“Lucernam” che significa splendente.L’uso <strong>del</strong>le lucerne era molto<strong>di</strong>ffuso nell’antichità quanto nell’altome<strong>di</strong>oevo; le troviamo ad<strong>di</strong>ritturacitate nella parabola <strong>del</strong>leVergini sagge e stolte detta daGesù e riportata nel Vangelo <strong>di</strong>Matteo (25 , 1-13).Le lucerne per uso domesticoerano realizzate in ceramica o in metallo (<strong>di</strong> solito inbronzo o in ferro) e possedevano un profilo tondeggiante,o triangolare o a mandorla.Il beccuccio era proceduto da una linguetta atta atenere sollevato lo stoppino per permettere unamigliore aerazione <strong>del</strong>la fiamma e quin<strong>di</strong> unamiglior combustione.Lo stoppino era costituito da fibre vegetaliintrecciate e <strong>del</strong>la stessa natura <strong>del</strong> lucignolo.Le lucerne metalliche erano dotate sulla partesommatale <strong>di</strong> una asticciola che terminava a gancioe che permetteva <strong>di</strong> appenderle ad anelli infissi allepareti o al soffitto o in appositi lucernai. Ve ne eranoFALEGNAMERIACHIARAMONTISERRAMENTI INTERNI-ESTERNIARREDAMENTI INTERNI SU DISEGNO<strong>Lonato</strong> - Via Aldo Moro - nuova zona artigianaleTel e Fax 030.9130435SNCaltre che finivano con arpione e si potevano inserirein travi lignee.In palazzi nobiliari, <strong>di</strong> confraternite religiose opresso le abitazioni <strong>di</strong> ricchi mercanti le lucerne e lecan<strong>del</strong>e erano fissate a veri e propri lampadari osostituiti da semplici cerchi sospesi tramite corde ocatene al soffitto.In alcuni casi in sostituzione<strong>del</strong>le can<strong>del</strong>e venivano utilizzatipezzi o ra<strong>di</strong>ci <strong>di</strong> legno resinoso chesi appoggiavano a sostegni <strong>di</strong>metallo o <strong>di</strong> argilla a forma <strong>di</strong> can<strong>del</strong>iere.Per l’uso esterno venivano utilizzate<strong>del</strong>le comuni torce. Questeerano composte da grosse trecce <strong>di</strong>fibra vegetale o pezzi <strong>di</strong> legnoavvolti <strong>di</strong> stracci imbevuti <strong>di</strong>sostanza infiammabile come peceo resina.L’estremità superiore <strong>del</strong>la torciaera tagliata da una fen<strong>di</strong>turaatta a trattenere gli stracci <strong>del</strong>lefiamma e la sua resistenza alla pioggia e alle folate<strong>di</strong> vento. La parte inferiore era a punta per potersiadattare agli anelli <strong>di</strong> sostegno in cui veniva inseritao alla fen<strong>di</strong>tura in cui veniva collocata.Certamente la vita <strong>del</strong> Me<strong>di</strong>oevo era cadenzataessenzialmente dalla luce <strong>del</strong> sole che ne regolavaampiamente il comportamento e <strong>di</strong> cui la can<strong>del</strong>a ela lucerna era solo un prolungamento utile e vantaggiosoanche se a volte molto costoso.Le can<strong>del</strong>e <strong>di</strong> oggi, pur nella forma simile a quelle<strong>del</strong>l’antichità, sono <strong>di</strong> natura completamente<strong>di</strong>versa. Il materiale che le costituisce è un sotto prodotto<strong>del</strong> petrolio: paraffina.Le can<strong>del</strong>e fanno ancora parte <strong>del</strong> nostro stile <strong>di</strong>vita e le utilizziamo per i più svariati motivi fra iquali: la ricorrenza <strong>del</strong>la commemorazione deidefunti come nell’antichità, o davanti agli altari deisanti come atto devozionale, per testimoniare lapropria presenza in cortei o pellegrinaggi o percreare un certo tipo <strong>di</strong> atmosfera romantica in casa.Invece le lucerne, in alcune nazioni come la Spagna,sono <strong>di</strong>venute bei sopramobili testimonianza<strong>di</strong> un illustre passato.Un illustre passato, quello <strong>di</strong> can<strong>del</strong>e e lucerne,pieno <strong>di</strong> speranze per un mondo migliore <strong>di</strong> cui laluce è <strong>di</strong>venuta il simbolo più concreto. L’affermazione<strong>del</strong>l’uomo sulla natura è immagine <strong>di</strong> una tecnologiasempre in avanzamento e la can<strong>del</strong>a è lamuta testimone <strong>del</strong>l’evolversi <strong>del</strong> tempo e <strong>del</strong>laciviltà <strong>del</strong>l’uomo.
48 a <strong>Fiera</strong> RegionaleLONATOLE INVENZIONI MEDIEVALI. I MULINI<strong>di</strong> ALESSANDRO ROBAZZIAssociazione “Amici <strong>del</strong>la Fondazione Ugo da Como“L’uomo ha cercato <strong>di</strong> piegare a suo favoregli elementi <strong>del</strong>la natura o <strong>di</strong> porli al suoservizio in modo da ottenere un vantaggioeconomico per se stesso e per la suacomunità. Certamente lo sfruttamento <strong>di</strong>elementi fra i più presenti in natura qualiacqua e vento ha portato alla creazione <strong>di</strong>strumenti <strong>di</strong> lavoro importantissimi come“I Mulini” e tuttora, con la costruzione <strong>di</strong>centrali idroelettriche e <strong>di</strong> centrali eoliche,rappresentano una base per un prossimofuturo energetico.I Mulini sia adacqua che a ventofurono dei congegniche rivoluzionaronola storia, l’economia eil paesaggio <strong>del</strong>l’Europaa partire dall’altoMe<strong>di</strong>oevo fino aiprimi anni <strong>del</strong> XXsecolo.La parola Molino oMulino è <strong>di</strong> originetardo latina (fine <strong>del</strong>II sec. d.C.) e derivadalla parola “Molere”che significa macinare/frantumare.Imulini fecero la loroprima comparsa inCina nella parte settentrionale <strong>del</strong>la Turchia, mentrein Europa in Danimarca a partire dal I secolo dopoCristo; ma solo dal VIII sec. iniziò una lenta e inesorabile<strong>di</strong>ffusione in tutta Europa Occidentale.I Romani <strong>del</strong> periodo <strong>del</strong>la fine <strong>del</strong>l’impero, cioèfra il III e il IV secolo, conoscevano l’utilizzo <strong>del</strong>mulino ad acqua, ma lo sfruttarono poco; infatti lapresenza abbondante <strong>di</strong> schiavi rendeva in quelmomento superfluo il suo utilizzo.Gli schiavi non provenivano dalle razzie effettuatedurante le campagne militari o come bottino <strong>di</strong>guerra ovverosia soldati vinti, ma spesso in quelperiodo la schiavitù era costituita da persone indebi-53Bar Lady<strong>di</strong> Solazzi EricaVia Pantaleone25017 - <strong>Lonato</strong> (BS)NOLEGGIO AUTOBUS GTAUTOVETTURE CON CONDUCENTELONATO 030 6871055Fax. 030 6876875Cell. 335 5691792e-mail: crescini.marco@tin.it
48 a <strong>Fiera</strong> RegionaleLONATO54tate o insolventi che pagavano il loro debito con lavorimanuali.È stato calcolato che due schiavi con un mulino abraccia producevano in un ora fra gli 8 e i 12 chilogrammi<strong>di</strong> farina, mentre un mulino ad acqua producevanel medesimo tempo circa 150 chilogrammi.Nel Me<strong>di</strong>oevo la <strong>di</strong>ffusione dei mulini <strong>di</strong> entrambii tipi, sia quello ad acqua che quello a vento, <strong>di</strong>vennerouna costante in Italia e in Europa. A partire dalXI secolo, con il considerevole aumento demografico,vennero a cambiare le esigenze alimentari con unconsumo imperniato sempre maggiormente suicereali che non trovava riscontro nei quattro secoliprecedenti. Grano, segala, orzo, avena e farro entrarononel sistema alimentare <strong>del</strong>l’uomo me<strong>di</strong>evaleattraverso pane, minestre e birre come elementi principali<strong>del</strong>l’alimentazione.Nell’alto Me<strong>di</strong>oevo la popolazione falci<strong>di</strong>ata dafrequenti pestilenze, da guerre e scorribande <strong>di</strong> brigantie da frequenti eventi calamitosi come inondazioni,perio<strong>di</strong> fred<strong>di</strong> molto prolungati, alternati aperio<strong>di</strong> <strong>di</strong> ari<strong>di</strong>tà e siccità, aveva imperniato la suaalimentazione su prodotti <strong>del</strong>la pastorizia accompagnatada prodotti spontanei che si trovavano nellegran<strong>di</strong> foreste europee integrati da modeste quantità<strong>di</strong> alimentari coltivati e <strong>di</strong> produzioni cerealicole.Durante il X secolo, il<strong>di</strong>sboscamento progressivo<strong>del</strong>la Pianura padana e <strong>del</strong>learee pedemontane e collinari,che in bresciano e bergamascovengono definiteRonchi, comportò l’incremento<strong>del</strong>la produzione <strong>di</strong>cereali e la <strong>di</strong>ffusione deimulini ad acqua.Dal IX fino al XIII secoload opera dei frati Benedettinivi fu un incrementocapillare dei mulini in tuttaEuropa.Una stima in<strong>di</strong>cativa cisuggerisce che verso la fine<strong>del</strong> XII secolo nell’interaEuropa vi fossero circa 300mila mulini ad acqua, i qualivenivano utilizzati permolteplici scopi.Intorno all’anno 1000 inmolte zone <strong>del</strong>la Francia ilmulino veniva utilizzatoper la produzione <strong>del</strong> maltoper la birra e nella follaturadei panni e <strong>di</strong> piccolematasse <strong>di</strong> lana; in Italia perla preparazione <strong>del</strong> mosto.Attraverso l’opera deimulini il follatoio respingevaverso il fondo le vinacceimpedendo al vino <strong>di</strong> inaci<strong>di</strong>rsi.In epoche successive inSvezia veniva utilizzato perla lavorazione <strong>del</strong> ferro, inGermania e Italia per lamacinatura <strong>di</strong> stracci <strong>di</strong>canapa e lino e per la produzione<strong>di</strong> carta <strong>di</strong> stracci.Nel XVI- XVII secolo la
48 a <strong>Fiera</strong> RegionaleLONATOforza motrice <strong>del</strong>l’acqua fu utilizzata per muoverecomplicati mulini da seta che consentirono all’Italia<strong>di</strong> raggiungere il primato nella produzione serica.Se si può affermare che il mulino ad acqua fu unprodotto essenzialmente europeo, ben <strong>di</strong>versa è laprovenienza <strong>del</strong> mulino a vento.In un testo <strong>del</strong> VII secoloil Califfo Omar I conquistatore<strong>del</strong>la Persia nel 636/642or<strong>di</strong>nò ad un persiano lacostruzione <strong>di</strong> questa macchinache era sconosciuta inepoca greco-romana. Nel950 due dotti persiani fornironouna descrizione particolareggiatae completa <strong>di</strong>questi congegni che dal quelmomento verranno definiti“Mulini Persiani”.I primi congegni eranomolto semplici: la ruota apale non si trovava in posizioneverticale sull’e<strong>di</strong>ficioma era posta in posizioneorizzontale sul tetto <strong>del</strong>l’e<strong>di</strong>ficio;la ruota azionava unlungo palo verticale che trasmetteva<strong>di</strong>rettamente ilmoto circolare alla macinamessa all’interno <strong>del</strong>l’e<strong>di</strong>ficio.La prima attestazione <strong>di</strong>questa tipologia <strong>di</strong> mulini siha nel 1154 nel “Libro <strong>del</strong> re Ruggero” <strong>del</strong> geografoAl-Idrisi dove si legge che in Sicilia, nelle vicinanze<strong>di</strong> Erice, vi era una cava in cui si tagliavano pietre permulini ad acqua e mulini <strong>del</strong> tipo “persiano”.Negli anni successivi si ha testimonianza <strong>di</strong> mulinia vento in Norman<strong>di</strong>a, in Inghilterra e in Franciaad Arles. Questi meccanismi ebbero un ruolo <strong>di</strong> primopiano nelle pianure <strong>del</strong>l’Europa settentrionalecaratterizzate da venti regolari e da pochi rilievi collinari<strong>di</strong> modesta altezza, o dove vi era scarso apportoidrico.Si ha notizia <strong>di</strong> presenza <strong>di</strong> mulini a vento nonsolo in Olanda con variefunzioni, ma anche in Portogallo,in Spagna (vengonocitati da Cervantes nel DonChisciotte) e negli statutisenesi dove, per la scarsitàd’acqua, si fece ricorso allosviluppo <strong>di</strong> mulini a vento.Il mulino europeo con ilpassare <strong>del</strong> tempo, si perfezionò.All’inizio era completamentein legno e concepitoin modo da poter ruotare suse stesso per posizionare lepale nella <strong>di</strong>rezione <strong>del</strong> vento.A partire dalla fine <strong>del</strong>XIII secolo verranno costruitii mulini in pietra definiti a“Torrione”: una struttura inpietra dove all’interno vierano gli strumenti e unapiccola abitazione mentre laparte superiore, dove eranocollocate le pale, risultavamobile in modo da poterruotare su se stessa e permetterealle medesime pale d’essere in accordo con la<strong>di</strong>rezione <strong>del</strong> vento permettendo <strong>di</strong> sfruttare almeglio l’energia eolica.La ruota <strong>del</strong> mulino era spesso abbinata al concetto<strong>di</strong> ruota <strong>del</strong>la fortuna e all’idea <strong>di</strong> prosperità.Tale riferimento lo troviamo citato in un prover-55F.lli TONOLI<strong>di</strong> TONOLI STEFANO & C. S.N.C.RIVENDITOREAUTORIZZATOPRODOTTI PETROLIFERI PER RISCALDAMENTOAUTOTRAZIONE ED AGRICOLTURAVENDITA LEGNA PER STUFA E CAMINETTOOLII LUBRIFICANTIUfficio e deposito: Via S. Zeno, 2 - 25017 <strong>Lonato</strong> (BS)Tel. 030.9130314 - Fax 030.9913851Via Repubblica, 9 - <strong>Lonato</strong> (BS) - bruno@garuffo.itTel. e Fax 030.9913258
48 a <strong>Fiera</strong> RegionaleLONATO56bio veronese con il concetto <strong>di</strong> “Portare l’acqua alproprio mulino” da parte <strong>del</strong> novelliere veroneseSacchetti. Il poeta fa riferimento ad un epoca storicaben precisa quella in cui Mastino <strong>del</strong>la Scala, Signore<strong>di</strong> Verona e <strong>di</strong> molti territori posti intorno al lago <strong>di</strong><strong>Garda</strong>, portò all’apice il potere <strong>del</strong>la famiglia scaligerafra il 1329 e il 1351.L’interessantissimo brano in volgare afferma“Quando Messer Mastino era al colmo <strong>del</strong>la rota nellacittà <strong>di</strong> Verona, facendo una sua festa, tutti i buffonid’Italia, come sempre interviene, corsono a quellaper guadagnare e recar acqua al proprio mulino”.Il concetto <strong>di</strong> massimo potere politico e militarequanto quello <strong>di</strong> prosperità e splendore è raffiguratonel brano dal “colmo <strong>del</strong>la ruota <strong>del</strong> mulino” mentreil concetto <strong>di</strong> proprio tornaconto viene rappresentato“dal portare acqua al mulino”.Certamente chi possedeva un mulino pur facendoun lavoro faticoso, viveva in una situazione relativamenteagiata.Con il passare <strong>del</strong> tempo e il raffinarsi <strong>del</strong>la tecnicail molino <strong>di</strong>venne una struttura solida nelle cuia<strong>di</strong>acenze vi erano magazzini <strong>di</strong> deposito, stanze <strong>di</strong>pesatura, ma anche abitazioni dove risiedeva ilpadrone o l’affittuale e coloro che vi lavoravano, stalleper cavalli e buoi per il trasporto dei sacchi <strong>di</strong> farina.Anche nel territorio <strong>di</strong> <strong>Lonato</strong> erano presentimulini ad acqua; fra i più antichi che si ricordano vi èquello che viene riportato su un documento notarilein lingua volgare <strong>del</strong> 1158 che concede alle suorecistercensi <strong>del</strong> convento <strong>di</strong> Santa Maria <strong>del</strong>la FontanaCoperta (oggi Madonna <strong>del</strong>la Scoperta) <strong>di</strong> costruireun mulino a due ruote azionato dall’acqua <strong>del</strong> torrenteil “Vorabioso”, ovverosia il torrente Redone (ilquale aveva una portata d’acqua costante e superiorea quella attuale), con annessi magazzini.Il mulino <strong>di</strong>veniva luogo d’incontro come quelloin località Maccarona presso Maguzzano (MulinoReciago); infatti in tale località si trovava il mulinoche prende nome dal circolo letterario a cui appartenevaTeofilo Folengo soprannominato Merlin Cocai(Mantova 1491/Bassano <strong>del</strong> Grappa 1544), frate eru<strong>di</strong>tobenedettino, scrittore in quel <strong>del</strong>l’ Abbazia <strong>di</strong>Maguzzano <strong>di</strong> una <strong>del</strong>le opere letterarie satiriche piùimportanti <strong>del</strong> XVI secolo: Il Baldus scritto in latinomaccheronico.Anche al limitare <strong>del</strong> paese <strong>di</strong> <strong>Lonato</strong> vi erano deimulini (tre erano i mulini nelle vicinanze <strong>del</strong> paese)quello chiamato Corlo situato nella contrada Molini,quello situato nella contrada Filatoio, il mulino Levadore,mentre sulla strada verso Castiglione ve ne erauno chiamato Folo.Documenti <strong>del</strong> 1794 accertano che tutti questi eranoa tre ruote e <strong>di</strong> proprietà <strong>del</strong> comune <strong>di</strong> <strong>Lonato</strong>,che li riteneva come nel Consiglio generale <strong>del</strong> 21Luglio 1794, “materia si importante, com’è <strong>di</strong> primanecessità alla vita umana”.Tutti questi mulini erano azionati dall’acqua corrente<strong>del</strong>la roggia lonata ad eccezione <strong>di</strong> quello <strong>del</strong>Mulino Levadore che era azionato da una cascatad’acqua.Oltre a questi vi erano anche altri mulini ad unasola ruota: uno sulla strada <strong>di</strong> Castiglione <strong>del</strong>le Stivierecon annessa segheria ed uno detto “Burnata”nel territorio <strong>di</strong> Maguzzano.La vita <strong>di</strong> chi lavorava nel mulino era de<strong>di</strong>catacompletamente al mulino che non poteva essereabbandonato. Vi doveva essere sempre qualcuno atutela <strong>del</strong>la struttura , altrimenti chi lasciava il mulinoincusto<strong>di</strong>to incorreva in sanzioni pecuniarie moltosalate.Sempre da documentazione datata 1794 veniamoa conoscenza che l’affittuario “Abbocatore” dovevapagare ogni mese l’affitto all’esattore, da versare allamunicipalità oltre una certa quantità <strong>di</strong> polvere daDittaCanale<strong>di</strong> Razzi F.lli sncDISTRIBUZIONE:ACQUE - BIBITE - BIRRE - VINI - LIQUORICONSEGNE A DOMICILIOLONATO - Via M. Cerutti, 92 030 9132192 fax 030 9135130LONATOVia C. A. Dalla Chiesa, 4/aTel. 030.9130833 - Fax 030.9134091
48 a <strong>Fiera</strong> RegionaleLONATOsparo – 8 kg – che veniva consegnata 5 giorni prima<strong>del</strong>la festa <strong>del</strong> Corpus Domini e 5 giorni prima <strong>del</strong>lafesta <strong>di</strong> San Giovanni Battista “Precursore e protettore<strong>di</strong> questa fortezza in <strong>Lonato</strong>”.Oltre a ciò vi era una regalia che il Molinaro offrivaal Podestà veneto per le feste Natalizie che consistevain due capponi.Una serie <strong>di</strong> leggi or<strong>di</strong>nava all’affittuario <strong>del</strong>Mulino <strong>di</strong> dare un salario al Molinaro e a i suoi assistentidetti Menasacchi.Il lavoro dei “menasacchi” ovverosia garzoni <strong>di</strong>bottega era quello <strong>di</strong> assistere il mugnaio nel suolavoro ma anche quello <strong>di</strong> recarsi presso i proprietariper caricare i covoni o fascine <strong>di</strong> grano, pesarle, condurleal molino e dopo aver macinato e sud<strong>di</strong>viso lacrusca dalla farina, pesare i sacchi davanti ai proprietari.Il molinaro o mugnaio era il responsabile <strong>del</strong>laqualità <strong>del</strong>la macinatura e <strong>del</strong>le pietre per la macina ,le quali dovevano essere sempre in buono stato esenza crepe o screpolature che potessero in qualchemodo rovinare la macinatura; per tale motivo spessole doveva sostituire con nuove ruote. Sanzioni pecuniariee penali colpivano chi non adempiva all’efficienza<strong>di</strong> tutto il sistema meccanico e strutturale <strong>del</strong>mulino.L’affittuario aveva la responsabilità <strong>del</strong>lo stato<strong>del</strong>l’e<strong>di</strong>ficio, dei depositi annessi, <strong>del</strong>le bilance cheservivano per la pesa dei sacchi, dei setacci e <strong>di</strong> tuttigli arnesi utilizzati nel mulino i quali dovevano esseresempre in or<strong>di</strong>ne essendo un bene per la Comunità.Negli statuti <strong>del</strong> luglio 1797 si viene a conoscenzache esisteva una procedura <strong>di</strong> macina dove per primavenivano macinati i cereali e legumi per i poverie per le associazioni caritatevoli poi quelli <strong>del</strong>lacomunità lonatese e poi i cereali provenienti da altrelocalità viciniore.Indubbiamente il mulino fu uno strumento d’evoluzione<strong>del</strong>la civiltà verso un progresso comune. Èquin<strong>di</strong> è doveroso recuperare dove sia possibile questoantico strumento che fu un passo determinanteper lo sviluppo <strong>del</strong>le civiltà conta<strong>di</strong>ne e citta<strong>di</strong>neeuropee fino a non molto tempo fa.57VENDITA MACCHINE PER GIARDINAGGIOSANGIORGITRATTORINI - TOSAERBA - DECESPUGLIATORINoleggio arieggiatori e catenarieCentro assistenza e riparazioniBoschetti RobertoPadenghe S/G - Via <strong>del</strong>l’Artigianato, 1 - tel. e fax 0309908527
48 a <strong>Fiera</strong> RegionaleLONATOARTISTICAAQUILE LONATO58Domenica13 novembre leginnaste <strong>del</strong>lasezione “ArtisticaAquile<strong>Lonato</strong>” hannochiuso il proprioanno sportivopartecipandoalla terzatappa <strong>di</strong> “GymSeries 2005 -Trofeo Kiwi”organizzato nelsempre impeccabileCentroSportivo <strong>di</strong> Calvisano.Tra le squadre partecipanti le associazioni sportive:A.N.P.A. Calvisano, Libellule <strong>di</strong> Ru<strong>di</strong>ano, Palazzolosull’Oglio, Polisportiva Caprino, Rocesi Caprioloe Terno, per un totale <strong>di</strong> 90 ragazze.Le nostre atlete hanno conquistato sette medaglie:2 d’oro, 2 d’argento (al volteggio, alle parallele, allatrave e al suolo) da Alessia Gallina; 1 oro (alla trave)da Jennifer Bonatti; 1 oro (al volteggio) da PaolaPedrotti e 1 bronzo (alle parallele) da Lucia Weinhol.È un risultato impensabile dopo la lunga pausaestiva, ma rappresenta la giusta ricompensa all’impegnoed al sacrificio sopportato, tanto durante gliallenamenti che nel regime <strong>di</strong> vita con l’intento <strong>di</strong>raggiungere sempre più alti livelli.Per la primavolta nella storia<strong>del</strong>la “GinnansticaArtisticaAquile <strong>di</strong><strong>Lonato</strong>”, lenostre atletesono salite sulpo<strong>di</strong>o bendo<strong>di</strong>ci volte nel2005 (4 ori, 4argenti e 4bronzi). Taleprestigiosorisultato ci consente<strong>di</strong> guardarecon fiduciaal futuro,anche se, quasi tutte le ragazze il prossimo annodovranno passare alla categoria superiore.Non è ancora finito, invece, l’anno sportivo per idue nuovi giu<strong>di</strong>ci regionali: Stefania Klunpnerova eBarbara Stromczynska (Aquile <strong>Lonato</strong>) convocatedall’Uisp Lombar<strong>di</strong>a per arbitrare le gare regionali <strong>di</strong>1ª e 2ª categoria.A loro il nostro “in bocca al lupo”.Ai nostri tifosi e ai nostri sponsor (Impresa E<strong>di</strong>leGoffi Giovanni, Euforia Intimo e Mare, Event srl ForContest e Banca Valsabbina - sede <strong>di</strong> <strong>Lonato</strong>), assicuriamoil massimo impegno per poter ottenere sempremaggiori sod<strong>di</strong>sfazioni e successi nel prossimo annosportivo.Sede Legale: Viale Tiziano 2120143 Milanos.c.a.r.l.Amministratore: Scalvini CarloCell. 335.8250775scalvini@consorziovela.it - www.consorziovela.itSede Operativa: Via Chiassi, 8246043 Castiglione <strong>del</strong>le Stiviere (MN)
48 a <strong>Fiera</strong> RegionaleLONATOSI AMPLIA L’OFFERTA DELL’ISTITUTOPAOLA DI ROSA:APRE IL LICEO SCIENTIFICO<strong>di</strong> STEFANIA POZZIL’attività educativa <strong>del</strong>l’Istituto Paola Di Rosa a<strong>Lonato</strong>, gestita dalle Congregazione <strong>del</strong>le Ancelle<strong>del</strong>la Carità, comincia nel lontano 1852, quando lascuola comprendeva solamente un orfanotrofiofemminile.Nel corso <strong>del</strong>la sua lunga storia (ormai più <strong>di</strong> 150anni) la scuola ha ampliato i suoi ambiti <strong>di</strong> insegnamentoe ha continuamente aggiornato le sue proposte,<strong>di</strong>venendo oggi Istituto Paritario comprensivo<strong>di</strong> Micro-Nido, Scuola <strong>del</strong>l’Infanzia, Scuola Primaria,Scuola Secondaria <strong>di</strong> primo grado e Liceo Sperimentalea tre in<strong>di</strong>rizzi: Pedagogico, Linguistico eScientifico.Quest’ultimo sarà attivato a partire dall’annoscolastico <strong>2006</strong>/2007, aggiungendosi, come nuovaproposta, agli in<strong>di</strong>rizzi liceali già consolidati, natinel 1988 da un progetto sperimentale autonomo,che intendeva coniugare una tra<strong>di</strong>zione educativoculturaleperfezionata nel tempo con un’aperturaintelligente alle richieste <strong>del</strong>la società o<strong>di</strong>erna.Il Liceo scientifico accoglie in sé le novità proposteper la riforma <strong>del</strong>la Scuola Secondaria Superioreoffrendo un percorso <strong>di</strong> stu<strong>di</strong> rinnovato e attentoalle esigenze <strong>del</strong>l’università e <strong>del</strong> mondo <strong>del</strong> lavoro,agile nel percorso, ma sostenuto nei contenuti. Ilcorso garantisce infatti una preparazione globaleampia, flessibile e critica, grazie alla valenza culturale<strong>del</strong>le <strong>di</strong>scipline <strong>del</strong>l’area scientifica integrate dauna solida formazione umanistico-filosofica. Nontrascurabile neppure la conoscenza <strong>di</strong> due linguestraniere.I tre in<strong>di</strong>rizzi liceali si articolano su 30 ore settimanalisud<strong>di</strong>vise in cinque giorni (sabato libero).Nel corso degli anni l’Istituto Paola Di Rosa si èmosso verso la ricerca <strong>di</strong> una sempre più profondasintonia collaborativa con le famiglie, mettendo alcentro <strong>del</strong> proprio operare l’attenzione alla persona<strong>del</strong>l’alunno accolto nella sua peculiare in<strong>di</strong>vidualità,accompagnato nel suo percorso <strong>di</strong> crescitaumana e culturale, guidato alla scoperta <strong>del</strong>le propriecapacità.Alle molteplici attività infra ed extra-scolasticheproposte dall’Istituto durante l’anno (viaggi d’istruzionein Italia e all’estero, visite a mostre, rappresentazioniteatrali, vacanze stu<strong>di</strong>o estive) si èaggiunta nel tempo un’apertura sempre più motivataal territorio, che ha permesso la partecipazionedegli studenti a stages formativi e la realizzazione<strong>di</strong> progetti inter<strong>di</strong>sciplinari svolti in collaborazionecon Enti e Associazioni.A questo proposito non è possibile <strong>di</strong>menticarela produzione <strong>del</strong> Lunario lonatese, calendario artisticoa tema, realizzato dalla Scuola e stampato grazieal sostegno economico <strong>di</strong> Aziende locali e <strong>del</strong>l’AmministrazioneComunale <strong>di</strong> <strong>Lonato</strong>.Lunario Lonatese <strong>2006</strong>.Paesaggi da fiabaSi è rinnovata anche quest’anno la tra<strong>di</strong>zione,ormai più che decennale, <strong>del</strong> Lunario Lonateserealizzato dalla classe IV Liceo degli in<strong>di</strong>rizziPedagogico e Linguistico <strong>del</strong>l’Istituto Paola Di Rosa,con il supporto degli insegnanti <strong>di</strong> storia <strong>del</strong>l’arte e <strong>di</strong>lettere, M. Gioia Casagrande e Stefania Pozzi.Il tema conduttore è quella <strong>del</strong>la fiaba, da cui tuttisiamo stati affascinati quando eravamo bambini; maun po’ <strong>di</strong> fantasia non guasta neppure nell’età adulta.Così è nato il calendario. Mese dopo mese i <strong>di</strong>segnisuggestivi degli studenti ci accompagnano in unviaggio singolare attraverso il territorio <strong>di</strong> <strong>Lonato</strong> e<strong>di</strong>ntorni trasformatosi in un mondo fantastico,popolato via via <strong>di</strong> boschi misteriosi, castelli incantati,personaggi straor<strong>di</strong>nari, quali maghi o babau.Lì sono state ambientate favole antiche e raccontimoderni, tutti nati dallo stesso bisogno <strong>del</strong>l’uomo <strong>di</strong>liberare la sua fantasia, inventando una realtàimmaginifica in cui proiettare le sue speranze,sconfiggere le sue paure, superare ansie epreoccupazioni. Perché, come <strong>di</strong>ce Calvino, “le fiabesono vere. Sono, nella loro sempre ripetuta e semprevaria casistica <strong>di</strong> vicende umane una spiegazionegenerale <strong>del</strong>la vita…; sono il catalogo dei destini chepossono darsi a un uomo e a una donna”.59
48 a <strong>Fiera</strong> RegionaleLONATOINIZIATIVE ENERGETICHEDEL CONSORZIO DI BONIFICA MEDIO CHIESE60Per contenere i costi <strong>di</strong> gestione <strong>del</strong> servizio irriguo,il Consorzio <strong>di</strong> Bonifica Me<strong>di</strong>o Chiese ha, datempo, pre<strong>di</strong>sposto un piano <strong>di</strong> sviluppo <strong>del</strong>l’attivitàidroelettrica per la produzione <strong>di</strong> energia dautilizzare principalmente per i propri impianti <strong>di</strong>sollevamento consortili, onde conseguire risparmisui costi energetici e sui costi <strong>di</strong> gestione dei canaliprincipali <strong>di</strong> derivazione.Dal 1989 e dal 1990 sono in funzione due centraliidroelettriche, una con produzione me<strong>di</strong>a annuale<strong>di</strong> Kwh. 2.000.000, <strong>di</strong> proprietà <strong>del</strong>la SocietàIdroelettrica M.C.L. situata in Calcinato, l’altra conproduzione me<strong>di</strong>a annuale <strong>di</strong> Kwh. 4.000.000, situatain <strong>Comune</strong> <strong>di</strong> Be<strong>di</strong>zzole in comproprietà tra ilConsorzio <strong>di</strong> Bonifica Me<strong>di</strong>o Chiese ed il <strong>Comune</strong><strong>di</strong> Be<strong>di</strong>zzole.Oltre a tali centrali idroelettriche è stata realizzatanel 2002 la Centrale Idroelettrica <strong>di</strong> Esenta <strong>di</strong> proprietà<strong>del</strong> Consorzio <strong>di</strong> Bonifica Alta e Me<strong>di</strong>a PianuraMantovana e <strong>del</strong> Consorzio <strong>di</strong> Bonifica Me<strong>di</strong>oChiese.Il Consorzio ha, <strong>di</strong> recente, avviato l’iter necessarioper la realizzazione <strong>di</strong> altre due centrali idroelettriche:l’impianto idroelettrico in <strong>Comune</strong> <strong>di</strong> <strong>Lonato</strong>denominato “Centrale <strong>del</strong> Maglio” e l’impiantoidroelettrico sul canale Naviglio Grande in <strong>Comune</strong><strong>di</strong> Prevalle, per un investimento presunto complessivo<strong>di</strong> circa 4.000.000 <strong>di</strong> euro ed una produzioneprevista annua <strong>di</strong> circa 5.650.000 Kwh.Sia le iniziative energetiche che il Consorzio haintrapreso che quelle che lo stesso intende svilupparevedono come soggetto operativo la Società IdroelettricaM.C.L. s.c.r.l..La suddetta Società che opera nel settore energeticoda circa 17 anni è costituita dal Consorzio <strong>di</strong>Bonifica Me<strong>di</strong>o Chiese, dal Consorzio Idroelettrico<strong>di</strong> Salago, dalla Società Lago d’Idro e dai Comuni <strong>di</strong>Calcinato, Montichiari, Be<strong>di</strong>zzole, Borgosatollo,Castenedolo, Mazzano e Rezzato, con varie partecipazioni.I principali in<strong>di</strong>rizzi verso cui è orientata l’attività<strong>del</strong>la Idroelettrica MCL sono la costruzione eVeduta aerea <strong>del</strong>la centrale idroelettrica <strong>di</strong> Calcinato.
48 a <strong>Fiera</strong> RegionaleLONATOgestione <strong>del</strong>le centraline idroelettriche proprie odegli associati, lo stu<strong>di</strong>o e realizzazione <strong>di</strong> nuoviimpianti <strong>di</strong> produzione <strong>di</strong> energia me<strong>di</strong>ante l’utilizzo<strong>di</strong> altre fonti rinnovabili, la <strong>di</strong>stribuzione <strong>del</strong>l’energiaelettrica per consentire agli associati economiesui costi energetici e <strong>di</strong> usufruire <strong>di</strong> altri servizi.In relazione alla <strong>di</strong>sponibilità <strong>del</strong>la risorsa idricaderivata dal fiume Chiese me<strong>di</strong>ante i canali consortili,la centrale <strong>di</strong> Calcinato nel triennio 2002/2004ha avuto una produzione me<strong>di</strong>a annua <strong>di</strong> Kwh.2.065.062.L’andamento <strong>del</strong>la produzione <strong>di</strong> energia elettricanegli anni <strong>di</strong> riferimento viene illustrata nel graficoseguente:61Analogamente per lacentrale idroelettrica <strong>di</strong>Salago <strong>di</strong> Be<strong>di</strong>zzole, entratain esercizio nel 1989,con una potenza installata<strong>di</strong> Kw. 650, ha avuto unaproduzione me<strong>di</strong>a annuanel triennio 2002/2004 <strong>di</strong>Kwh. 4.091.723L’energia prodotta, perla quota parte <strong>del</strong> Consorzioè stata utilizzata finoall’anno 1999 in regime <strong>di</strong>scambio con l’ENEL dallenostre cabine <strong>di</strong> sollevamentodei Distretti Lonata,Calcinata, Montichiara eBe<strong>di</strong>zzole, consentendoparticolari vantaggi all’utenzairrigua <strong>di</strong>strettuale<strong>del</strong> comparto pluvirriguo.Purtroppo le mo<strong>di</strong>fichenormative che regolano gliscambi <strong>di</strong> energia, dall’anno2000 non hanno piùconsentito questo tipo <strong>di</strong>Centrale idroelettrica <strong>di</strong> Salago.
48 a <strong>Fiera</strong> RegionaleLONATOutilizzo particolarmente vantaggioso per la nostrautenza agricola e pertanto l’energia prodotta è statatotalmente ceduta.Il seguente grafico mette in evidenza l’andamento<strong>di</strong> produzione <strong>di</strong> energia elettrica nello scorsotriennio.62Nel maggio 2002 è stata inaugurata la nuova centraleidroelettrica <strong>di</strong> Esenta che sfrutta il salto idraulico<strong>di</strong> metri 23,50 sul canale Arnò in località Esenta<strong>di</strong> <strong>Lonato</strong>.Il Consorzio Idroelettrico <strong>di</strong> Esenta è partecipatoin ragione <strong>del</strong> 60% dal Consorzio <strong>di</strong> Bonifica Alta eMe<strong>di</strong>a Pianura Mantovana e per la restante partedal Consorzio Me<strong>di</strong>o Chiese.La centrale <strong>di</strong> Esenta nel triennio 2002/2004 haavuto una produzione me<strong>di</strong>a annua <strong>di</strong> Kwh.2.918.602, particolarmente con<strong>di</strong>zionata dalla limitata<strong>di</strong>sponibilità <strong>del</strong>la risorsa idrica e dal necessariotransitorio avviamento <strong>del</strong>la centrale. E’ <strong>di</strong> particolarerilevanza l’attenzione posta affinché leinfrastrutture <strong>del</strong>la nuova centralina idroelettrica,situate in una zona <strong>di</strong> rilevante interesse ambientalee poste all’interno <strong>del</strong> centro abitato <strong>del</strong>la frazioneEsenta <strong>di</strong> <strong>Lonato</strong>, minimizzassero l’impatto sull’inse<strong>di</strong>atocircostante.Gli sviluppi futuri, in relazione ai <strong>di</strong>sciplinari <strong>di</strong>concessione <strong>del</strong>l’utilizzo <strong>del</strong>le acque irrigue ad usoidroelettrico <strong>del</strong> canale Naviglio e Roggia Lonatarelativamente ai due futuri impianti citati in premessa,vedono l’avvio dei lavori entro il prossimoanno <strong>2006</strong>. La realizzazione dei nuovi impiantiverrà effettuata in collaborazione con la IdroelettricaM.C.L. che si occuperà anche <strong>del</strong>l’avviamento e<strong>del</strong>la gestione <strong>del</strong>le stesse.CarpenteriaBianchini Roberto<strong>di</strong> Gan<strong>di</strong>ni Marco & Mauro sncVia A. De Gasperi, 6 - 25017 <strong>Lonato</strong> (BS)Tel. 030.9913437 - Fax 030.9919338e<strong>di</strong>lgan<strong>di</strong>nisnc@virgilio.itVia Trivellino, 28/a - 25017 <strong>Lonato</strong> (BS)Tel. e Fax 030.9131221bianchin49@carpenteriabianchini191.it
48 a <strong>Fiera</strong> RegionaleVeduta d’insieme <strong>del</strong>la centrale idroelettrica <strong>di</strong> Esenta.LONATOSeppur trattasi <strong>di</strong> produzionilimitate, nello scenario<strong>del</strong> consumo energetico nazionaleche secondo stimerecenti ammonta a circa 280miliar<strong>di</strong> <strong>di</strong> Kwh, sud<strong>di</strong>visi inuna produzione <strong>del</strong> 60-70%proveniente dal termoelettrico,per il 15% circa dall’idrologicoe geologico e per un15-20% proveniente dall’estero,appare comunque strategicoperseguire la realizzazione<strong>di</strong> questi piccoli impianti<strong>di</strong> produzione, se poniamol’attenzione al fatto che buonaparte <strong>del</strong>l’energia importataproviene da impiantinucleari posti imme<strong>di</strong>atamenteal <strong>di</strong> là <strong>del</strong> confine <strong>del</strong>l’Italiain Francia e Svizzera, eil 60% dei combustibili fossiliutilizzati negli impianti nazionaliprovengono principalmenteda paesi extra comunitari.Va inoltre sottolineato chegli impegni assunti dall’Italianel noto protocollo <strong>di</strong> Kyotoprevedono la riduzione <strong>di</strong>emissioni <strong>di</strong> “CO2 equivalente”(gas che provocanol’effetto serra e conseguenticambiamenti climatici) <strong>del</strong>6,5% entro il 2010 (con riferimentoal 1990).Poiché l’utilizzo <strong>di</strong> com-63POLLINI VINCENZO & C. sncIMPRESA COSTRUZIONI EDILILONATO - Via Tonale, 7Tel. 030.9130858RISTRUTTURAZIONIE VENDITA DIRETTAEDIFICI INDUSTRIALI E CIVILIVENDITA DIRETTAABITAZIONI CIVILIBATTAGINBATTAGIN S.N.C. DI SILVANO & C.INFISSI IN ALLUMINIO PER OGNI CHIUSURAVETRINE E PARETI MOBILIFACCIATE CONTINUE CIVILI E INDUSTRIALILONATO - Via Molini, /A - Zona ArtigianaleTel. . - Fax . - e-mail: battagin@inwind.it
48 a <strong>Fiera</strong> RegionaleLONATO64bustibili tra<strong>di</strong>zionali non consente la riduzione <strong>del</strong>l’emissione<strong>di</strong> tali inquinanti, si rende necessario e<strong>di</strong>nderogabile per migliorare lo stato <strong>del</strong>l’ambiente erispettare gli impegni assunti, ridurre le emissioni<strong>di</strong> tali particelle, in<strong>di</strong>rizzando la produzione <strong>di</strong>energia verso fonti pulite e rinnovabili <strong>di</strong> cui i miniimpianti illustrati sono sicuramente un ottimoesempio. Basti solo pensare che, con la produzione<strong>di</strong> energia dei tre piccoli impianti illustrati degliultimi tre anni, pari complessivamente a circa 9milioni <strong>di</strong> Kwh è stato possibile risparmiare l’emissionein ambiente <strong>di</strong> 9.075 tonnellate <strong>di</strong> anidridecarbonica (CO2), 12.705 chili <strong>di</strong> anidride solforosa(SO2) e 18.150 chili <strong>di</strong> ossido <strong>di</strong> azoto (NO2), tuttigas che sono responsabili <strong>del</strong>l’effetto serra, <strong>del</strong>lemo<strong>di</strong>fiche climatiche in atto e degli ulteriori varifenomeni <strong>del</strong>eteri.Seppur limitata, l’autoproduzione <strong>di</strong> energiame<strong>di</strong>ante fonti rinnovabili ed alternative va certamentenel segno <strong>di</strong> risolvere o lenire le gravi problematicheevidenziate anche se purtroppo non certamenterisolutive <strong>del</strong>la problematica complessiva.Ecco come queste iniziative assunte rientranonelle finalità istituzionali <strong>del</strong> Consorzio che vedonooltre all’attività destinata al sostegno <strong>del</strong> compartoagricolo anche la tutela <strong>del</strong> territorio e la salvaguar<strong>di</strong>a<strong>del</strong>l’ambiente in aggiunta all’obiettivo che ilConsorzio persegue da anni, con l’attivazione <strong>di</strong>nuove iniziative in campo energetico, per il contenimentodei costi <strong>del</strong> servizio irriguo con un risparmiosui costi <strong>di</strong> energia elettrica per il funzionamentodegli impianti <strong>di</strong> sollevamento e pompaggioconsortili.Grazie allo sviluppo <strong>di</strong> tali iniziative in futuro sipotrà quin<strong>di</strong> contare su una maggiore produzione<strong>di</strong> energia derivante dalle nuove centrali idroelettrichein fase <strong>di</strong> realizzazione, con sicuro beneficio afavore degli utenti irrigui <strong>del</strong> Consorzio gravati dauna situazione economica che ha ormai raggiunto,in alcune zone, soglie <strong>di</strong> <strong>di</strong>fficile sopportabilità edulteriori miglioramenti <strong>del</strong>l’ambiente nel qualeviviamo.Martedì 8.30 - 12.00 / 14.00 - 18.30Mercoledì 8.30 16.00Giovedì 8.30 - 12.00 / 14.00 - 18.30Venerdì 8.30 18.30Sabato 8.00 18.30Extension senza utilizzo <strong>di</strong> resineSolarium trifacciale e docciaSi esegue la ricostruzione JoicoRicerca <strong>di</strong> personale qualificato
48 a <strong>Fiera</strong> RegionaleLONATOLETTERA APERTA AI CITTADINI LONATESIDAL PRESIDENTE A.C.A.T.Cari citta<strong>di</strong>ni,l’associazione Gardesana alcolisti in trattamento, si occupa <strong>del</strong>la prevenzionee <strong>del</strong> sostegno a persone con problemi alcool-correlati, e grazie al <strong>Comune</strong><strong>di</strong> <strong>Lonato</strong>, simo riusciti ad aprire una sede anche a <strong>Lonato</strong> in Via Girelli 3.L’associazione esercita già da tempo in vari comuni <strong>del</strong>la Gardesana, a Vestone,Salò, Gardone Riviera, Vobarno, Gargnano, Be<strong>di</strong>zzole e Prevalle.Inten<strong>di</strong>amo aiutare tutti coloro che abusano <strong>di</strong> alcool, piaga socialeche coinvolge, senza <strong>di</strong>stinzione sociale, uomini-donne, giovani e meno giovani.L’argomento che trattiamo è complesso e <strong>di</strong>fficile; chi ha questo problema,molto spesso si chiude in se stesso, rifiuta <strong>di</strong> farsi aiutare negando il problema.I nostri collaboratori, sono dotati <strong>di</strong> una profonda umanità e con capacitàe pazienza spesso ottengono buoni risultati.Mi rivolgo a tutti coloro che hanno questo problema, alle loro famiglieod ai loro conoscenti, affinché si rivolgano presso la nostra sede ogniprimo giovedì <strong>del</strong> mese, oppure telefonicamente al numero: 338.1490001.65L’ALCOOL FA MALE, FATTI AIUTARE.Cor<strong>di</strong>ali saluti.Il presidente <strong>del</strong>l’A.C.A.T GardesanaGianni CappucciniGoffi FulvioCOSTRUZIONI EDILI STRADALILONATO Via Reparé, 11 030 9130773 - Fax 030 9913859e-mail: goffi.fulvio@numerica.it
COMECA S.p.A. COSTRUZIONI MECCANICHE - CARPENTERIA - Capitale Sociale e 2.800.000 I.V.<strong>Lonato</strong> (BS) - Via Campagna, 4 - Tel. 030.9913621 r.a. - Fax 030.91302880 - www.comecaspa.it - info @comecaspa.it
48 a <strong>Fiera</strong> RegionaleLONATOREGISTRO ITALIANO GIULIA A LONATO<strong>di</strong> GIULIO RERegistro Italiano GiuliaA seguito <strong>del</strong>l’interessesuscitato dallascorsa e<strong>di</strong>zione, anchenel <strong>2006</strong> il Registro ItalianoGiulia sarà presentea <strong>Lonato</strong> in occasione<strong>del</strong> primo raduno<strong>del</strong>la stagione.Il freddo pungenteed intenso che haaccompagnato la scorsa manifestazione non ha pernulla intimorito gli organizzatori, né il loro proposito<strong>di</strong> dare vita ad una giornata più ricca <strong>di</strong> vetture e<strong>di</strong> partecipazione da parte dei soci e <strong>di</strong> tutti quanti sitroveranno ad assistere alla festa <strong>di</strong> S. Antonio Abate,che si svolgerà il prossimo 14 gennaio a <strong>Lonato</strong>.La passata e<strong>di</strong>zione <strong>del</strong> raduno, la prima organizzatain questa località dal sodalizio milanese, havisto partecipi oltre quin<strong>di</strong>ci vetture Giulia, contornateda altri affascinanti e significativi mo<strong>del</strong>li <strong>del</strong>laproduzione Alfa Romeo presenti per l’occasione.Il registro Italiano Giulia continua quin<strong>di</strong> a portarein giro con successo le sue vetture, le Giulia chechiunque riconosce e ricorda con interesse e nostalgia.Durante i raduni, le sfilate o le manifestazioniche anno dopo anno muovono per il nord Italia,sono tanti i commenti compiaciuti <strong>del</strong>la gente che sitrova al cospetto <strong>del</strong>le impeccabili vetture che ilRegistro è sempre orgoglioso <strong>di</strong> presentare.C’è chi le ricorda come immagine storica <strong>del</strong>laPolizia e dei Carabinieri,viste come protagonistein<strong>di</strong>scusse <strong>di</strong> tantifilm, durante i quali laGiulia era spesso, percontro, la macchina preferitadei malviventi.Incontrare una Giuliafa sempre un certoeffetto, perché è cometrovarsi <strong>di</strong> fronte una sorta <strong>di</strong> “personaggio”, unqualcosa che è appartenuto ad un glorioso passato eche si può ancora e sempre più spesso rincontrarenel presente, quel presente fatto <strong>di</strong> automobiliuguali le une alle altre che faticano sempre più aconquistarsi un’identità ben definita.A <strong>Lonato</strong> il Registro Italiano Giulia sa <strong>di</strong> potercontare su una calorosa accoglienza, già ad essoriservata durante la scorsa e<strong>di</strong>zione, da parte <strong>del</strong>l’Amministrazionelocale che ha messo volentieri a<strong>di</strong>sposizione <strong>del</strong> club un’intera via <strong>del</strong> centro storico,nel cuore <strong>del</strong>le celebrazioni <strong>del</strong>la festa citta<strong>di</strong>na.Le vetture quin<strong>di</strong>, anche quest’anno costituirannoun’ideale cornice alla già ricca manifestazioneorganizzata dal <strong>Comune</strong>, durante la quale le interessantiiniziative poste in essere dagli organizzatoricitta<strong>di</strong>ni contrasteranno efficacemente il freddo chenon mancherà <strong>di</strong> accompagnare la giornata, con ilcalore proprio <strong>di</strong> tutte le <strong>di</strong>verse e suggestive opportunità<strong>di</strong> svago che anche questa volta la tranquilla eaffascinante citta<strong>di</strong>na <strong>di</strong> <strong>Lonato</strong> saprà offrire.67REGISTRO ITALIANO GIULIAGIÀ OSPITE A LONATONEL 2005Il 16 gennaio <strong>del</strong>lo scorso anno, allaprima uscita stagionale, siamo statigra<strong>di</strong>ti ospiti <strong>del</strong>la 47ª e<strong>di</strong>zione <strong>del</strong>la<strong>Fiera</strong> Regionale <strong>di</strong> <strong>Lonato</strong>.Dopo un interessante percorso nellecampagne circostanti la città, abbiamoraggiunto il centrale Corso Garibal<strong>di</strong>dove, le nostre vetture, sono stateammirate da un folto pubblico <strong>di</strong>appassionati e non.
48 a <strong>Fiera</strong> Regionale68La <strong>di</strong>ffusione <strong>del</strong>le pratichesportive in quasi tutte le società<strong>del</strong> mondo contemporaneo è ilsegno evidente <strong>del</strong>l’importanza chelo sport ha assunto in quelle realtà daun punto <strong>di</strong> vista sociale, economico epolitico. Ma già nell’antica Grecia, la culla<strong>del</strong>la nostra civiltà, filosofi come Socrateed Aristotele erano a conoscenza<strong>del</strong>l’inestimabile importanza che lo sportrappresenta per l’educazione ericonobbero che lo sport era salutare nonsolo per il benessere fisico, bensì ancheper quello mentale.La Commissione Europea nel Trattato <strong>di</strong>Maastricht <strong>del</strong> 1998, ha riconosciuto unaparticolare rilevanza allo sport,attribuendogli cinque funzioni: educativa,sanitaria, sociale, culturale e lu<strong>di</strong>ca.Nella convinzione che le attività sportivepossano e debbano contribuirepositivamente allo sviluppo generale <strong>del</strong>lepersone, alle capacità sociali, come pureal rafforzamento <strong>del</strong>la <strong>di</strong>sponibilità alleprestazioni ed alla crescita personale <strong>di</strong>ognuno, auspico che lo sport siapraticato e vissuto come “palestra <strong>di</strong> vita”,con lealtà, amicizia e <strong>di</strong>vertimento.LONATOASSOCIAZIONI E CENTRI SPORTIVIA LONATOASSOCIAZIONIGoju Karate <strong>Lonato</strong>Karate / Ju-JitsuVia Ariosto, 15 - 25017 <strong>Lonato</strong>Tel. 030.9131508 / 334.1504970Viale Italia, 2 - 25017 <strong>Lonato</strong>Tel. 348.8090887Associazione Calcio FeralpiCalcioViale Roma, 43 - 25017 <strong>Lonato</strong>Tel. 030.9130035Atletica LemAtletica leggeraVia V. Veneto, 2 - 25017 <strong>Lonato</strong>Tel. 030.9131581Basket AquilePallacanestroGinnastica artisticaVia Cene<strong>del</strong>la, 3 - 25017 <strong>Lonato</strong>Tel. 030.9913962 / 335.1027444Centro Volley <strong>Lonato</strong>PallavoloVia Repubblica, 25 - 25017 <strong>Lonato</strong>Tel. 030.9131700Gruppo Ciclistico FeralpiCiclismoVia Dugazze, 33 - 25017 <strong>Lonato</strong>Tel. 338.4443092Gruppo Po<strong>di</strong>stico <strong>di</strong> <strong>Lonato</strong>Atletica leggeraVia Tarello, 7 - 25017 <strong>Lonato</strong>Tel. 030.9131137 / 339.5617060Gruppo Sportivo CampagnaCalcioPallacanestroCiclismoVia Campagna Sotto, 24 - 25017 <strong>Lonato</strong>Tel. 030.9130741Via Trivellino - 25017 <strong>Lonato</strong>Tel. 030.9131221Gruppo Sportivo CentenaroCalcioCorsi <strong>di</strong> ginnasticaKarateVia Lavagnone, 9 - 25017 <strong>Lonato</strong>Tel. 030.9103478Gruppo Sportivo EsentaCalcioPallavoloVia Lamarmora, 3 - 25017 <strong>Lonato</strong>Tel. 030.9105115Gruppo Sportivo <strong>Lonato</strong> 2CalcioGioco <strong>del</strong>le boccePing-pong e freccetteVia Cerebotani, 4 - 25017 <strong>Lonato</strong>Tel. 030.9131962 / 030.9132713
48 a <strong>Fiera</strong> RegionaleLONATOGruppo Sportivo SedenaGinnastica dolceVia Capri, 3 - 25017 <strong>Lonato</strong>Tel. 030.9132432 / 338.5460791La Fenice PallavoloPallavoloVia Campagnola Sopra, 2/a - PozzolengoTel. 030.9918740 / 348.3316881Pattinaggio Artistico <strong>Garda</strong>lagoPattinaggio artisticoVia Zini, 10 - 25017 <strong>Lonato</strong>Tel. 030.9103331 / 338.8720900Scuola Calcio Centro GiovanileCalcioVia Antiche Mura, 14 - 25017 <strong>Lonato</strong>Tel. 030.9132882 / 338.9004271Ballet Stu<strong>di</strong>oDanza classica e modernaVia Antiche Mura, 14 - 25017 <strong>Lonato</strong>Tel. 349.2584414Il Drago che nuotaThai chi chuan e Qi gongCorsi presso Palestra <strong>del</strong>la Scuola Me<strong>di</strong>aTel. 347.5383915Kick Boxing & Ju-jitsuEsibizioni <strong>di</strong> Kick Boxing e Ju-JitsuPalazzetto <strong>del</strong>lo SportTel. 030.9103403 / 328.7220363Associazione A.S.P.R.A.Pattinaggio e basket a favore <strong>di</strong> soggetti<strong>di</strong>versamente abiliCorsi presso Palestra <strong>del</strong>la Scuola Me<strong>di</strong>aTel. 328.2866540 / 328.5650599CENTRI SPORTIVI ➬69
48 a <strong>Fiera</strong> RegionaleLONATOCENTRI SPORTIVI701 Campi Calcio Basket BocceV.le Roma2 Palazzetto <strong>del</strong>lo SportVia Regia Antica, 513 Palestra Nevy SportCorsi FitnessVia Lazzaretto, 30 - Tel. 030 91331354 Palestra Oratorio Paolo VIVia Antiche Mura - Tel. 030 91314795 Centro Sportivo Tempo LiberoCorsi fitness - danza e balliVia Rassica, 27 - Tel. 030 91319346 Centro ippico Spia d’ItaliaCorsi <strong>di</strong> equitazioneVia M. Cerutti, 61 - Tel. 030 91302337 Palestra Operazione FitnessCorsi fitness - danza e balli - yoga -spin bikeZona Artigianale <strong>Lonato</strong>Tel. 030 91317578 Centro Sportivo La FornasettaTennis - Calcetto - Beach VolleyVia Fornasetta, 21 - Tel. 030 91035019 Parco con piscine La CavallinaVia S. Tomaso, 24 - Tel. 030 913032910 Scuderia Mi EsperanzaCorsi <strong>di</strong> equitazioneVia Stoppini - Tel. 333 380302511 KartodromoSouth <strong>Garda</strong> KartingPista <strong>di</strong> kartingLoc. Campagnoli - Tel. 030 991995812 Trap ConcaverdeTiro a voloVia Slossaroli - Tel. 030 999020013 Parco Aquatico La QuieteVia Fenil Vecchio, 18 - Tel. 030 910317114 Centro Sportivo <strong>del</strong> <strong>Garda</strong>Via Rassica - Tel. 030 9919712
48 a <strong>Fiera</strong> RegionaleLONATOA TUTTO PORCELLORassegna gastronomica a base <strong>di</strong> maialedal 7 gennaio al 5 febbraio <strong>2006</strong>PIZZERIA TRATTORIA“DA EZIO”dei F.lli Ro<strong>del</strong>laVia Corobbiolo, 6LONATO (Brescia)Tel. 030.9131778Chiuso il MercoledìAffettati misti <strong>del</strong>la casa con Focaccia,Polenta e GuancialeTagliatelle fresche con ragù <strong>di</strong> MaialeBraciole <strong>di</strong> maiale alla griglia eEmpiom <strong>di</strong> maiale alla grigliaContorni <strong>di</strong> stagioneChisol1/4 <strong>di</strong> Vino Rosso Scolari <strong>del</strong> <strong>Garda</strong>, Acqua, Caffè18 euroSolo su prenotazione con due giorni <strong>di</strong> anticipoin sostituzione dei secon<strong>di</strong> Maialino da Latte al Forno23 euroPizzeriaVia Corrobbiolo, 6<strong>Lonato</strong> (BS)Tel. 030.9131778TrattoriaChiuso il mercoledìda Eziodei F. lli Ro<strong>del</strong>la
<strong>di</strong> Battaglia Giovanni25011 Calcinato (BS) - Via Colomberino (strada per Esenta)Tel. e Fax 030.9131086 - Cell. 329.8523203battaglia.gio@libero.itAllevamentoMacellazioneVen<strong>di</strong>ta Ingrosso/Dettaglio<strong>di</strong> carni bovine, suinee salami <strong>di</strong> produzionepropriaS.S. <strong>Lonato</strong> - MontichiariVia Trivellino, 625017 <strong>Lonato</strong> (BS)Tel. 030.9133230savol<strong>di</strong>carnidoc@virgilio.it“fattoria la regina” <strong>di</strong> Tosoni S.S.Via Battaglie, 21/b - Castelvenzago <strong>di</strong> <strong>Lonato</strong> (BS)Tel. 030.9919992www.fattorialaregina.com - info@fattorialaregina.comPasticceriaLa StazioneVia Montegrappa25017 - <strong>Lonato</strong> (BS)Cascina “Spia d’Italia”Via Ceruti Marziale, 6125017 - <strong>Lonato</strong> (BS) - Tel. 030.9130233CALVINOGusto supremo<strong>di</strong> Stefano BerettaVia Calvino, 4 - Padenghe sul <strong>Garda</strong> (BS)Tel. e Fax 030.9900451www.calvingusto.it - calvingusto@tiscalinet.itRistoranteAL CONVENTOAZIENDA AGRICOLA F.LLI LISIOLIVia Fossa, 30 - LONATO (Brescia) - Tel. 030.9913788Via Statale per Desenzano25017 - <strong>Lonato</strong> (BS)Tel. 030.9132046
48 a <strong>Fiera</strong> RegionaleRISTORANTE“IL RUSTICHELLO”Famiglia Zaniboni dal 1980Viale Roma, 92LONATO (Brescia)Per prenotazioni e info 030.913010725 euroTRATTORIA“DA ACHILLE”Via Parolino, 2LONATO (Brescia)Tel. 030.913055823 euroLONATOCrustù col LardCodeghì nostrà e salsa verdeFrìta<strong>di</strong>na coi Articioc e PansetaImpiom coi Fasoi e PolentaRisot col “Tastasal”Pursilì de Lat arost e PolentaPatate noele rostide col SigolotTurta Sabiusa co la crema al ZabaiùDalla cantina:Vin Ross de chel bùnMoscat dulsCoppa, Pancetta, Lardo <strong>di</strong> Colonnata,Fagioli con le cotiche,Quadratini <strong>di</strong> Polenta con Salamele,Fagottini <strong>di</strong> Verdure, Sott’olioGnocchetti Sar<strong>di</strong> al sugo <strong>di</strong> Maiale e finocchiettoRisotto col ra<strong>di</strong>cchio rosso e guancialeLonza al Latte, Stinco, Cosciotto PorchettatoVerdure al CarrelloDolce <strong>del</strong>la casaVino Rosso Rubino, AcquaCaffè con pasticcini assortitiAZIENDA AGRICOLA VIVAIO PIANTECherubini Egi<strong>di</strong>o& Figli s.n.c.Progettazione - Realizzazionemanutenzione verde pubblicoe privatoimpianti <strong>di</strong> irrigazionee arredo urbanoSede: 25017 LONATO (BS)Via Fornaci dei Gorghi, 4Tel. 030.9919963Esposizione:25015 DESENZANO DEL GARDA (BS)Via Vò, 7 - Tel. e Fax 030.9120083www.vivaicherubini.itvivaicherubiniegi<strong>di</strong>o@libero.it
Il GRUPPO FERALPI ha sviluppato negli anni la propria attività principalmente nellasiderurgia al servizio <strong>del</strong>l’e<strong>di</strong>lizia, <strong>di</strong>versificandola in seguito in altri settori quali l’ambiente,l’ecologia, la finanza e l’ittica.Nell’ambito siderurgico, lo sviluppo programmato ha portato nel tempo all’acquisizione <strong>di</strong>importanti società sia in Italia che nel resto <strong>del</strong>l’Europa. Il Gruppo si presenta oggi con acapo Feralpi Hol<strong>di</strong>ng S.p.A., e, per quanto riguarda le società a “core business” siderurgico,troviamo: Feralpi Siderurgica S.p.A., Acciaierie <strong>di</strong> Calvisano S.p.A. e Dieffe S.r.l. inItalia; ESF Elbe-Stahlwerke Feralpi GmbH, EDF Elbe-Drahtwerke Feralpi GmbH e FeralpiStahlhan<strong>del</strong> GmbH in Germania; Feralpi Praha S.r.o. nella Repubblica Ceca; FeralpiHungaria K.f.t. in Ungheria; Ductil Steel S.A. e Beta S.A. in Romania. Con oltre 2.700addetti ed una produzione <strong>di</strong> 4,5 Mio <strong>di</strong> tonn./anno tra acciaio e prodotti finiti (tondo percemento armato in barre e rotoli, vergella, rete elettrosaldata e altri derivati), il Grupposi colloca oggi fra i maggiori e più qualificati produttori europei <strong>del</strong> settore.GRUPPO FERALPISede legale - Via Aurelio Saffi, 15 - 25122 BRESCIA - ITALIASede amministrativa e stabilimento - Via Carlo Nicola Pasini, 11 - 25017 <strong>Lonato</strong> (BS) ITALIATel. 0039 030 9996.1 r.a. Fax 0039 030 9132786-9996265 www.feralpi.it e-mail:feralpi@feralpi.it
48 a <strong>Fiera</strong> RegionaleTRATTORIA“BETTOLA”Menù <strong>di</strong>sponibileSABATO e DOMENICA.Gli altri giorni su prenotazioneTel. 030.913023722 euroLONATOSalame nostrano con Polenta,Prosciutto Crudo,Speck e Sott’OlioRisotto con Pesteum,Crespelle alla ValdostanaFiletto <strong>di</strong> Maiale alle Mele,Lonza al forno con PatateDolce <strong>del</strong>la CasaCaffèVino e AcquaTRATTORIA“NUOVO LONATINO”Via Piave, 4LONATOTel. 030.9919761Prenotazione consigliata24 euroLardo all’erbette fini con Crostini e PolentinaAffettati misti con Verdure in AgrodolceLuganega e Fagioli in umido con polentinaPendette con Funghi e SalsicciaCarrè <strong>di</strong> Maiale al forno affumicatoVerdure <strong>di</strong> StagioneDolceCaffèAcqua e Vino <strong>del</strong>la CasaFORNERIAStuani GiordanoVia Bagnole, 7 - 25017 <strong>Lonato</strong> (BS)Tel. 030.9130384Pane da agricoltura Biologica• pane integrale <strong>di</strong> grano duro• pane integrale <strong>di</strong> grano tenero• pane integrale senza sale• pane integrale <strong>di</strong> segale• pane bianco BIO• pane integrale al farro• pane cassetta• pane azzimo• pane sesamino• grissini• pizza• focaccia• focaccia olive• focaccia cipolle• focaccia primavera• focaccia pomodoro• pane all’uvaISTITUTOMEDITERRANEO DICERTIFICAZIONE
48 a <strong>Fiera</strong> RegionaleLONATOOSTERIAMADONNA DELLA SCOPERTA<strong>di</strong> Tosoni LuigiVia Madonna <strong>del</strong>la Scoperta, 1/3Centenaro <strong>di</strong> <strong>Lonato</strong> (Brescia)Tel. 030.9103303Antipasto <strong>di</strong> Salumi Nostrani, Sottaceti Misti,Insalata RussaMaccheroni con l’ImpiomTagliolini con lo SpeckBraciole, Costine e Salamele alla GrigliaCotechino con PolentaCotiche con FagioliInsalata MistaDolce <strong>del</strong>la CasaAcqua, Vino Bianco Rosso22 euroTRATTORIALE BAGNOLE DA NADIAVia Bagnole25017 LONATO (Brescia)Tel. 030.913284420 euroRISTORANTE“ANTICO CORLO”Via Repubblica, 74LONATOTel. 030.913232323 euroAffettato misto Nostrano, Polenta e Lardo,Involtino <strong>di</strong> Morta<strong>del</strong>la, Frittatine,Melanzane, Zucchine GrigliateMaccheroncini alla RusticaTortelli al ProsciuttoSalame Agher, Costine e Salamina,Mumbulì Arost e PolentaContorni <strong>di</strong> StagioneDolce <strong>del</strong>la Casa1/4 Vino, Acqua, CaffèProsciutto <strong>di</strong> Parma, Salame,Spumone al Porcellino RosaRisotto con Ra<strong>di</strong>cchio e salsicciaStinco <strong>di</strong> Maiale in Umido,Misto <strong>di</strong> Carne alla GrigliaInsalata MistaDolce <strong>del</strong>la CasaCaffèVino Rosso da Tavola “Cantine Pietro Zerbio”Acqua MineraleStu<strong>di</strong>o TecnicoGeom. Roberto AbateCAMPIONECAMPIONEDEL MONDOD’ITALIA1992 1991-1992-1994sede: 25017 <strong>Lonato</strong> (Brescia) - Via C. Battisti, 19Tel. 030 9130076 - Fax 030 9913448Titolare Armeriapresso campo tiro TRAP CONCA VERDELocalità Basia - 25017 <strong>Lonato</strong> (Brescia)Progetti civili ed industrialiArredamentiConsulenzeVia A. Campagna Franceschini - 25017 <strong>Lonato</strong> (BS)Tel. e Fax 030.9913877 - Cell. 333.3331743abatestu<strong>di</strong>otecnico@libera.it
48 a <strong>Fiera</strong> RegionaleAZIENDA AGRICOLA AGRITURISTICA“IL ROVERE”Via S. CiprianoTel. 030.912005722 euroLONATOSpeck, Pancetta, Salame,Verdura in agrodolce,Frittata con Salsiccia e Cipolla,Polenta Erbette e LardoTorcetti alla rusticaTagliatella pattona(con vellutata <strong>di</strong> patate e salciccia)Grigliata mista:Salamella, Costine,Coppa alla Brace con PolentaCotiche con fagioliContorni Misti <strong>di</strong> StagioneSbrisolona con liquore alle prugne,oppure torta <strong>di</strong> mele calde con pinoli e cannellaCaffèAcquaVino d.o.c <strong>di</strong> produzione “Il Rovere”DigestivoProgettazione - Creazione - ManutenzioneGiar<strong>di</strong>ni, Terrazze - Vivaio Piante25015 DESENZANO DEL GARDAVia Vallio <strong>di</strong> sopra, 1 (str. per Maguzzano)Tel. e Fax 030.9121801www.leforbici.cominfo@leforbici.com
48 a <strong>Fiera</strong> RegionaleLONATOIL SOCIALE A LONATO78Via Valsorda, 425017 LONATO (Brescia)Tel. e Fax 030.9130276lonexodus@numerica.itIl Progetto Exodus era una <strong>del</strong>le Opere <strong>del</strong>laCongregazione dei Poveri Servi <strong>del</strong>la Divina Provvidenzafondata nel 1907 da don Calabria, un giovaneprete veronese, che accolse nella sua abitazionealcuni giovani bisognosi. Il 9 <strong>di</strong>cembre <strong>del</strong> 1949l”Arcivescovo <strong>di</strong> Milano, Car<strong>di</strong>nale Shuster, si recòa Verona per incontrare don Calabria e chiedergliuna “casa” a Milano. Gli venne così offerto <strong>di</strong> utilizzareun’ampia area in Via Pusiano ai margini <strong>del</strong>Parco Lambro.Alla fine degli anni ’70, don Antonio Mazzi giungevaa Milano, <strong>di</strong>rettore <strong>del</strong>l’Opera don Calabria <strong>di</strong>Via Pusiano, proveniente da varie esperienze pastoralinell’emarginazione e devianza giovanili. Proprioa Milano, a ridosso <strong>del</strong> Parco Lambro, nel 1984,don Antonio Mazzi, insieme ad alcuni collaboratori,fece nascere il Progetto Exodus che il 6 agosto 1996STUDIO TECNICO e GEOLOGICOSCALVINIGeom.AngeloLONATO (BS)Dott.DamianoREALE MUTUAASSICURAZIONI• Subagenzia <strong>di</strong> LONATOStu<strong>di</strong>o Tecnico Geom. EUGENIO SCALVINIVia San Giuseppe, 3 - 25017 LONATOTel. 030.9913861 - Fax 030.9134644• Agenzia Principale <strong>di</strong> DESENZANOVia Dal Molih 14/d - 25015 DESENZANOTel. 030.9142633 - 9144781MENDENI Rag. Giuseppe e GOTTARDI MauraC’È UNA GRANDEASSICURAZIONECHE VI TRATTA DA REANZI, DA SOCIREALE MUTUAASSICURAZIONIAGRICOLTURA • INDUSTRIACOMMERCIO • CIVILE • AUTOPIANI PREVIDENZIALI VITADal 1828 Soci,non semplici assicurati.
48 a <strong>Fiera</strong> RegionaleLONATOsi trasforma in un ente autonomo e prende il nome<strong>di</strong> Fondazione Exodus.Questo nuovo stato giuri<strong>di</strong>co, ha garantito maggiorautonomia e velocità decisionale permettendo,in questi anni, non solo <strong>di</strong> consolidare l’esperienzaacquisita, ma <strong>di</strong> aprire nuovi progetti <strong>di</strong> lavoro sullaspinta <strong>del</strong>le <strong>di</strong>verse esigenze espresse da unasocietà in continuo mutamento.È così che nasce, nel 2002, lacooperativa Pegasus, ossia unacooperativa sociale <strong>di</strong> tipo B, cheoffre ai ragazzi <strong>del</strong>la sede <strong>di</strong> Sedena<strong>di</strong> <strong>Lonato</strong> (<strong>del</strong>la FondazioneExodus Onlus <strong>di</strong> don Mazzi) la“PEGASUS”soc. coop.ONLUSpossibilità <strong>di</strong> avere uno sboccolavorativo e <strong>di</strong> essere seguiti nelreinserimento sociale, ultima fase<strong>di</strong> un percorso comunitario volutoidealmente <strong>di</strong>videre in quattro fasi (ossia accoglienza,cammino, rimotivazione e responsabilità ed infineinserimento).Per questo motivo la cooperativa ha stipulato unprotocollo d’intesa con la Fondazione Exodus, perrendere la collaborazione ancora più efficace ed efficiente.Tra i tanti obiettivi, uno dei più importanti èquello <strong>di</strong> reinserire soggetti socialmente svantaggiati,attraverso il lavoro che nel caso specifico sisviluppa nella cura e manutenzione <strong>del</strong>le aree ver<strong>di</strong>,siano esse pubbliche o private.Altro obiettivo è quello, attraverso collaborazionicon Enti e società <strong>di</strong> settore, <strong>di</strong> sviluppare progetti<strong>di</strong> Fondazione che permettono a queste persone<strong>di</strong> imparare un mestiere ed arrivare quin<strong>di</strong> preparatinel mondo <strong>del</strong> lavoro.Inoltre la sede Exodus <strong>di</strong> Sedena, da qualcheanno sta portando avanti un’attività equestre gratuitacon ragazzi <strong>di</strong>versamente abili, l’obiettivo è <strong>di</strong>proporre qualcosa <strong>di</strong> <strong>di</strong>verso nel loro tempo libero,e questo è possibile anche grazie al lavoro deivolontari <strong>del</strong> nostro paese e dei ragazzi ospiti <strong>del</strong>lacomunità.Infine, la sede Exodus <strong>di</strong> <strong>Lonato</strong>, in rappresentanza<strong>del</strong>la Fondazione stessa, in collaborazionecon la Fondazione argentina Lanna stanno portandoavanti un progetto denominato “Despertar enPatagonia” (Risveglio in Patagonia), che si sviluppain tre fasi salienti, e che ha come obiettivo quello <strong>di</strong>accompagnare i bambini <strong>di</strong> strada in un percorso <strong>di</strong>prevenzione.LOCATELLIS.r.l.UTENSILERIAARTICOLI TECNICIPENUMATICAOLEODINAMICATRASMISSIONIBULLONERIATUBI IN GOMMAUTENSILI ELETTRICIMEGADYNE<strong>Lonato</strong> - Via Cene<strong>del</strong>la, 2Tel. 030.9130022 - Fax 030.9130400e-mail: locatellisrl1@virgilio.it
48 a <strong>Fiera</strong> Regionaleagricola gastronomica commerciale artigianale<strong>di</strong>LONATOCosciente <strong>del</strong>l’impegno e <strong>del</strong>lo sforzo lavorativo svolto dal Comitato <strong>Fiera</strong>e dai vari settori <strong>del</strong>l’amministrazione comunale,sento il dovere <strong>di</strong> ringraziare sentitamente tutti coloro i qualihanno collaborato ad organizzare la nostra <strong>Fiera</strong>,giunta ormai alla 48ª e<strong>di</strong>zione.Devo, altresì, dare giusto rilievo all’operato <strong>del</strong>l’ufficio commercioed in particolar modo al dott. Erminio Forzaniniper l’impegno, la perseveranza e per l’ottimismo palpabileda noi sentito nei mesi <strong>di</strong> lavoro trascorsi assieme;alla sig.na Camilla Vanaria che, da futura giornalista,ha coor<strong>di</strong>nato e raccolto materiale per la realizzazione<strong>del</strong> “48° numero unico” pubblicato ogni anno in occasione <strong>del</strong>la <strong>Fiera</strong>.Devo anche ringraziare per la collaborazione l’ufficio tecnicoed in modo particolare l’arch. Mara Bonomelli,la geom. Laura Sottini e l’ing. Giorgio Sguazzi.Un grazie particolare all’assessore al commercio Valentino Leonar<strong>di</strong>,che con la sua costante presenza, luci<strong>di</strong>tà ed obbiettività ha contribuito,passo dopo passo ed in modo profiquo, all’organizzazione <strong>del</strong>la manifestazione.E infine, ma non per ultimi,ringrazio tutti gli espositori che, con la loro partecipazione,fanno <strong>del</strong>la nostra <strong>Fiera</strong> una tra le manifestazioni regionali più apprezzate.Cor<strong>di</strong>ali saluti.Il presidente <strong>del</strong> Comitato fieraGermano Sigurtà
PRONTO, ASMPreventivi, attivazioni, subentri, cessazioni, variazioni ?Segnalazione dei consumi? Informazioni su bollette e servizi ?Numero verde 800-011639dal lunedì al venerdì dalle 8 alle 20il sabato dalle 8 alle 15Per le segnalazioni dei guastiil numero è attivo 24 ore su 24Poiché le chiamatesi concentrano prevalentementedal lunedì al venerdìdalle 10 alle 12,si consiglia <strong>di</strong> chiamarenelle altre fasce orarie o il sabato.800-011639