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32sta voglia di conoscere è aumentata quando,adolescente, ho iniziato ad ascoltare iBeatles. Cercavamo nuove sonorità, nellevoci, negli strumenti e ogni LP che uscivaera una scoperta. L’esigenza di provarenuove cose c’è sempre ma oggi, in confrontoad esempio a venti anni fa, sono più criticoin quello che faccio e in questo anchela mia compagna ha la sua influenza. Ladifferenza tra ora e allora è la maturità cheporta alla semplicità. Un modo di essere edi vivere inteso come punto di arrivo e noncome andicap. Oggi continuo a sperimentaree da due, tre anni mi sto avvicinandoa nuovi strumenti come ad esempio (ce lomostra, ndr) il prototipo di una fisarmonica,chiamata Bercandeon, a doppia tastierainviatomi da due ricercatori italiani chemi hanno chiesto di testarlo. Gli strumentihanno una loro storia e per me è imprescindibilenon avere un rapporto d’amorecon essi, un trasporto, una passione. Cosìcome ho un personale rapporto con le personeche me li costrui scono, sono affezionatoa tutti gli strumenti che studio e le cuisonorità portano in un mondo completamentediverso uno dall’altro».Sonorità che possono convivere benissimocon l’elettronica, intesa però comesupporto di lavoro e non come colonnaportante del creare. Ci tiene a sottolinearloil nostro ospite che ci mostra e poi cifa dono di alcuni suoi CD. Come l’ultimo,AlTempAlPassa, protagonista dell’attualetournée che raccoglie 15 pezzi in vari dialettiincentrati sui vecchi mestieri. Un progettoimportante costato un anno e mezzodi lavoro.«La cosa che mi dà più fastidio è lamusica noiosa. È vero che utilizzo moltogli strumenti acustici, ma ho lavorato moltoanche con l’elettronica. Ho imparato latecnica per poter fare quello che voglio.Nell’ultima fatica ad esempio vi sono diversipezzi costruiti sul ritmo delle intervistedi persone che raccontavano la lorovita – spiega ancora il cantautore –. Raccontiin dialetto, che ritengo un’espressionelinguistica importante, e scelto non permoda ma perché serve a dare il profumodel contenuto a ogni brano». La chiacchieratacontinua e nel frattempo a noi siunisce anche Renata, donna affascinanteed elegante, a cui non possiamo nonchiedere, mentre l’intervistato va a prendereuno strumento greco da mostrarci(il Bouzouki), come è vivere con lui. Cirisponde che la passione per la musica liunisce molto e che grazie a questo legamela convivenza risulta più semplice. Maecco che torna Marco Zappa a cui invecechiediamo cosa pensa del far musica daparte dei giovani. «Oggi esiste una generazionedi giovani musicisti che hanno lapossibilità di studiare, di usare le modernetecnologie, che posseggono una letteraturamusicale molto alta, una tecnica superiore– continua l’artista –. Tutte cose che nonavevamo noi che abbiamo imparato daautodidatti. Certo esiste anche il rovesciodella medaglia. Il pericolo per un giovaneAl Philarmonic Hall di Liverpool nel 2011. Da sinistra Ginger Poggi, Stefania Verità,Renata Stavrakakis, Marco Zappa e Roberto Petroli.di oggi è di avere molti, troppi, materiali adisposizione e non sapere da che parte girarsi.Tocca quindi a lui trovare la sua strada.Da questo punto di vista mi ritengo piùfortunato perché ho avuto la possibilità diavvicinarmi ad una musica più vergine, hopotuto seguire giorno dopo giorno quelloche accadeva vivendo in prima persona levarie trasformazioni nel panorama musicalee la nascita di nuovi generi: dallamusica beat all’elettronica, dalla disco alpop».In continua evoluzioneIn effetti Marco Zappa è stato testimonedi importanti cambiamenti che hasaputo usare come spunto per seguire lapropria strada. Nel 1970 ad esempio creail gruppo Stanhope con cui inizia una sintesitra lo stile della musica rock e quellodella musica classica. Nei primi anni Settantainoltre si laurea all’università di Milanocon una tesi sui rapporti psicoanaliticitra Sigmund Freud e il suo allievo svizzeroKarl Gustav Jung; un’impostazionepsicoanalitica e un’attenzione alle motivazioniinconsce profonde d’ogni azionedell’uomo che saranno sempre unacostante nei testi e nelle composizioni diZappa. Nel 1975 esce il primo LP Changee dieci anni dopo nell’album Zytgloggelive si presenta per la prima volta dal vivocon i suoi due figli: Daria e Mattia che purseguendo la carriera di concertisti nonmancano di collaborare con il padre ancoraoggi. Conosce poi il pittore zurigheseHelmi Sigg con il quale idea un nuovoprogetto musicale-pittorico sicuramenteall’avanguardia per quei tempi e chiamatoSiZap Project. Nel 1987 si concretizzacosì il nuovo album RockArt a cui seguiràuna serie di esposizioni dei nuovi Quadrimusicali in grado di riprodurre autonomamentela musica del cantautore ticinese,grazie a un mini impianto stereo integratonella cornice. Gli anni Ottanta sonoanche gli anni della collaborazione con laTSI: partecipa alle trasmissioni Tuttifruttie In bocca al lupo. Un’esperienza allorapositiva. «Oggi la rifarebbe», chiediamo?«Sarebbe interessante – risponde Zappa –ma si correrebbe il pericolo di essere classificatiin un certo modo perché la gente tivede lì». La carriera prosegue tra concerti,nuove collaborazioni e CD alla ricercadella semplicità e della trasparenza dellesonorità, di una musica fruibile anche dalvivo, in cui i colori, i significati e le peculiaritàdi ogni strumento e di ogni parolasiano recepibili e comprensibili nel modopiù naturale possibile.Suo, accanto alle chitarre, l’uso comedetto di svariati strumenti acustici ancheinusuali, quali il saxonette, gli organettidiatonici, il mountain dulcimer, i flautiin legno di varie dimensioni e sonorità diRenata Stavrakakis. Negli anni NovantaZappa concentra la sua attività nella preparazionedi un nuovo progetto musicaleche, assieme ai figli, vedrà impegnati questavolta anche un’orchestra da camera, ilCorelli Ensemble, e diversi esponenti dispicco del jazz svizzero. 1991 Compagnidi viaggio è il titolo del nuovo spettacoloche i Marco Zappa Strings presentanoe registrano dal vivo l’11 gennaio 1991 aBellinzona nella tenda di Mario Botta,in occasione dell’apertura ufficiale deifesteggiamenti del 700° della Confederazionesvizzera. Nel 2002, dopo la morte diGeorge Harrison che per quasi sei mesiera stato in cura all’ospedale di Bellinzona,la Fondazione del Patriziato dellacittà chiede a Marco Zappa di preparareun concerto e un CD in onore del Beatlescomparso. Il cantautore si mette al lavoroe in maggio presenta al teatro Sociale ilnuovo CD Marco Zappa & friends – Tributeto George Harrison mentre in agostoviene di nuovo invitato alla BeatlesWeek di Liverpool dove tiene nove importanticoncerti. Anche i riconoscimenti


non mancano: nel 1996 riceve il premioSwiss Music Worldwide assegnato da RadioSvizzera Internazionale alle miglioriproduzioni svizzere dell’anno per il lavoroStorie di legno (storie autobiograficheper la cui stesura dei testi si avvale dellacollaborazione di poeti come GiovanniOrelli e Franco Ferrari, ndr) e, semprenello stesso anno, gli viene assegnato ilpremio Maschera d’argento, Oscar internazionaledello Spettacolo, assegnato dalComune di Campione d’Italia. Qualcheanno dopo, nel 2003, riceve il Premio internazionaleMyrta Gabardi Una vita perla musica, una musica per la vita che gliviene assegnato a Milano, al Centro culturalesvizzero e in seguito anche a Sanremo,durante il Festival della canzone.Il cantautoree il suo pubblicoInsomma, un percorso lavorativo ecreativo costellato di successi e di esibizioni.Esibizioni sempre molto apprezzateda un pubblico eterogeneo che vuolesentire una musica d’autore, parteciparealla storia e compartecipare a quelloche succede sul palco. «Il pubblico connoi non è mai sicuro e può restare un po’sconcertato dalla nostra musica che cambiaanche a dipendenza dal luogo in cui ciesibiamo – aggiunge ancora Zappa –. Èvero che non siamo personaggi conosciuticome altri e così la gente arriva e scopreil concerto per quello che è e finora ci hasempre dato grandi soddisfazioni». Edessere libero vuol dire anche questo. Suonaredove e quando lo si vuole, creandocanzoni non per entrare in una hit paradeo per vendere di più, ma perché le si sentonoe le si vivono.Tante e tante altre cose ha creato efatto il nostro ospite, tra le quali ancheuna lunga e positiva parentesi come docentealle medie di Minusio, ma il tempoa nostra disposizione sta finendo (chi vo-33lesse saperne di più può consultare il sitowww.marcozappa.ch) e quindi per concluderegli chiediamo, mentre ci accompagnaa visitare il suo studio di registrazione,l’MZ Sound Studio, decorato allepareti da diverse chitarre mentre in unangolo fa bella mostra di sé il primo sintetizzatoreusato dal cantautore, quali sonoi progetti futuri.«Negli scorsi mesi con la tournée abbiamotoccato diversi paesi, dall’Italia allaGermania, dall’Inghilterra alla Grecia,all’Albania mentre quest’anno vorremmoconcentrarci maggiormente sulla Svizzera– chiosa il nostro interlocutore –. Naturalmentecontinuerò a sperimentare nuovistrumenti. Strumenti che spero di inserirenel nuovo spettacolo a cui stiamo già lavorandocosì come spero di istaurare dellecollaborazioni con nuovi musicisti chesono sempre delle esperienze molto arricchenti».Katia BarboneÈ ripresa la stagione congressuale del Centro Stefano Franscini di AsconaTre Winter Schools, 25 convegni internazionali e 2 conferenze pubblicheLa comunità scientifica al Monte VeritàLa sede del Centro Stefano Franscini al Monte Verità di Ascona.Ha preso avvio, domenica 15 gennaio,l’attività congressuale del Centro StefanoFranscini, sede di incontro della comunitàscientifica internazionale al Monte Veritàdi Ascona, gestito da oltre un ventenniodal Politecnico federale di Zurigo.Le settimane di studio invernali («WinterSchools»), che si sono svolte nelle primetre settimane, erano centrate su temi qualila biofisica cellulare (15 – 20 gennaio),la fisica delle particelle elementari (22 – 29gennaio) e quei materiali chiamati «multiferroici»(29 gennaio – 3 febbraio). Aquesti seminari residenziali hanno presoparte, in totale, quasi 200 giovani ricercatoriguidati da professori attivi in Svizzerae all’estero.Il programma dei tradizionali convegnidel Centro Stefano Franscini, quelliaperti ad un pubblico internazionale dispecialisti, si aprirà a marzo, con la consuetavarietà di tematiche/discipline indagatea livello accademico. Per citarnealcune, si parlerà di musica nelle neuroscienzea marzo, di attività cerebraledurante il processo di presa di decisioni(«decision making» – maggio), di utilizzosostenibile delle risorse e di dinamicheeconomiche (giugno), dei misteri dellamateria oscura (luglio), dell’effetto placebo(agosto), della teoria sociologica del«signaling» (ottobre), dei rischi per la salutedei campi elettromagnetici (ottobre).Il primo e l’ultimo convegno citati inquesto elenco faranno oggetto di una momentodi apertura appositamente pensatoper il pubblico italofono del CantoneTicino e della vicina Italia. Si tratterà diuna doppia conferenza pubblica (… accompagnatada un clavicembalo) nell’ambitodel convegno dedicato alla musica ealle neuroscienze (18-23 marzo) intitolata«Suono, musica e cervello», giovedì 22marzo. Questa manifestazione si inserirànel programma di divulgazione scientifica«Asconosc(i)enza» che interesserà ilLocarnese nel prossimo mese di marzo.Il secondo evento pubblico si svolgeràinvece nell’ambito del convegno dedicatoai rischi per la salute dei campi elettromagnetici,mercoledì 24 ottobre .Per maggiori informazioni sull’attivitàcongressuale e pubblica del Centro StefanoFranscini: info@csf.ethz.ch, www. csf.ethz.ch; telefono 091 785 40 55.

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