Radiazioni Ottiche Artificiali misurare

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Radiazioni Ottiche Artificiali misurare

MISURAZIONE E VALUTAZIONE DELL’ ESPOSIZIONEPERSONALE A RADIAZIONI OTTICHE INCOERENTILa misurazione e/o il calcolo dei livelli delle radiazioni ottiche artificiali ai qualisono esposti i lavoratori, in conseguenza della presenza delle sorgenti,vengono effettuati in conformita’ alle norme della Commissioneelettrotecnica internazionale (IEC), per quanto riguarda i laser, ed in basealle raccomandazioni della Commissione internazionale perl’Illuminazione (CIE) e del Comitato Europeo di Normazione (CEN), perquanto riguarda le radiazioni incoerenti (NON Laser).Nelle situazioni di esposizione che esulano dalle suddette norme eraccomandazioni, fino a quando non saranno disponibili norme eraccomandazioni adeguate dell'Unione europea, si seguono le specifichelinee guida individuate od emanate dalla Commissione consultivapermanente per la prevenzione degli infortuni e per l'igiene del lavoro o, insubordine, linee guida nazionali o internazionali scientificamente fondate.In tutti i casi di esposizione, la valutazione tiene conto dei dati indicati daifabbricanti delle attrezzature, se contemplate da pertinenti direttivecomunitarie di prodotto.NELLO SPECIFICO:NORMA UNI EN 14255-1Misurazione e valutazione dell’esposizione personale a radiazioni ottiche incoerentiParte 1: Radiazioni ultraviolette emesse da sorgenti artificiali nel posto di lavoroLa norma specifica le procedure per la misurazione e la valutazione dell’esposizionepersonale alle radiazioni ultraviolette (UV) emesse da sorgenti artificiali, quando glieffetti negativi di questa esposizione non possono essere facilmente esclusi.NORMA UNI EN 14255-2Misurazione e valutazione dell’esposizione personale a radiazioni ottiche incoerentiParte 2: Radiazioni visibili ed infrarosse emesse da sorgenti artificiali nel posto dilavoroLa norma specifica le procedure per la misurazione e la valutazione dell’esposizionedelle persone a radiazioni visibili (VIS) ed infrarosse (IR) emesse da sorgenti artificiali,nei casi in cui non si possano del tutto escludere effetti nocivi.La norma si applica ad esposizioni VIS ed IR nei posti di lavoro interni ed esterni.Essa non si applica alle esposizioni VIS e IR nel tempo libero.La norma non si applica alle esposizioni VIS ed IR causate dal sole.La norma non specifica valori limite per le esposizioni VIS e IR. Essa è di supportoall’applicazione dei valori limite stabiliti da regolamenti nazionali o da raccomandazioniinternazionali.


inizioESAME PRELIMINAREL’esame preliminare è richiesto per stabilire se è necessaria o no unavalutazione dettagliata del rischio basata su misure.Se si decide di EFFETTUARE LA MISURA:ANALISI delle ATTIVITA’Per determinare l’esposizione a radiazioni ultraviolette sul posto di lavoro è necessariocondurre una analisi dettagliata della mansione lavorativa.Dovranno essere prese in considerazione tutte le attività durante le quali le personepossono venire esposte a radiazioni; per ciascuna di queste attività la situazione diesposizione deve essere accuratamente analizzata.Questa analisi comprende:a) numero, posizioni tipo (ad es. lunghezze d’onda, geometria) di sorgenti diradiazioni da considerare;b) spettro delle radiazioni cui sono esposte le persone;


c) costanza o variazione nel tempo dello spettro e/o dell’irradianza /radianza;d) distanza fra persone esposte e sorgenti di radiazione;e) cambiamenti nella postazione delle persone esposte durante il turno di lavoro(rispetto all’intera durata dell’esposizione);f) tempo di permanenza delle persone in differenti locazioni in relazione allesorgenti di radiazione e alle durate dell’esposizione in queste locazioni;g) quali potenziali effetti sulla salute devono essere presi in considerazione (dannoagli occhi, alla pelle, effetti a breve e lungo termine, ranges di lunghezze d’onda);h) quali valori limite considerare;i) elevata fotosensibilità, individuale o collettiva causata da predisposizionepatologica o indotta dall’uso di droghe medicali o cosmetici o da prodotti chimicipresenti nell’ambiente di lavoro;l) tipo e caratteristiche delle misure protettive, se adottate;m) dispositivi di protezione personale se adottati e loro caratteristiche tecniche;n) numero di turni di lavoro annui con esposizione a radiazioni UV, VIS o IR.TABELLE (esempi) PER L’ANALISI LDELLEMANSIONI LAVORATIVEoppure VIS, IR


MISURA DELL’ESPOSIZIONEESPOSIZIONELe misure devono essere pianificate tenendo in considerazione lo scopodelle misure (misure di controllo o misure da confrontare con i valori limite) ele condizioni di esposizione.E’ importante definire quali metodi di misura verranno usati e come dettemisure verranno condotte.Si deve tener conto dei seguenti punti:Pianificazione• grandezze da determinare• spettro della radiazionea) UV, VIS, IRdelle misureb) continuo o spettro di linee• variazione dello spettro nel tempo: costante o variabile• livello di esposizione• il range di misura della strumentazione deve essere adattata al livellodell’esposizione• posizioni di stazionamento e spostamenti delle persone la cui esposizionedeve essere misurata• scelta di adeguati metodi di misura• protezione dalle radiazioni del personale tecnico che esegue le misureGRANDEZZE DA DETERMINARELe grandezze radiometriche da misurare devono essere scelte conriferimento a quelle nelle quali sono specificati i valori limite.I valori limite di esposizione per le radiazioni incoerenti sono riportati nell’allegatoXXXVIII, parte I, tabella 1.1. I valori limite sono raccomandati da organizzazioniinternazionali, quali l’ICNIRP, o stabiliti dalle autorità nazionali. Sono espressi per mezzodelle seguenti grandezze:


Norma UNI EN 14255 -1Per la regione spettrale λ = 180 a 400 nm l’ICNIRP raccomanda dideterminare le grandezze:• esposizione radiante effettiva Heff per λ = 180 a 400 nm• esposizione radiante H per λ = 315 a 400 nm• irradianza E per λ = 315 a 400 nmNorma UNI EN 14255 -2Per la regione spettrale λ = 300 a 3000 nm l’ICNIRP raccomanda dideterminare le grandezze:• radianza efficace termica retinica LR per λ = 180 a 1400 nm• radianza efficace della luce blu LB per λ = 300 a 700 nm• dose di radianza della luce blu GB per λ = 300 a 700 nm• esposizione radiante efficace alla luce blu HB per λ = 300 a 700 nm• irradianza efficace della luce blu EB per λ = 300 a 700 nm• irradianza E per λ = 380 a 3000 nm• radianza efficace termica retinica LR per λ = 780 a 1400 nm (rischi per la retina daradiazioni infrarosse)• esposizione radiante H per λ = 380 a 3000 nmPer la scelta dei valori limite applicabili è spesso necessariodeterminare anche le grandezze:• durata dell’esposizione, Texp• angolo sotteso della sorgente, α1 – sorgente2 – rilevatore3 – apertura


Metodi di misuraNorma UNI EN 14255 -2Nell’allegato C delle due norme tecniche sono descritti gli strumenti dimisura più comunemente usati.Allegato C, strumenti di misuraPer le misure di irradianza o dell’esposizione radiante possono venire usati iseguenti strumenti:Spettroradiametro con scansione monocromaticaIn tal caso le diverse lunghezze d’onda vengono scannerizzate una alla volta in alcuniminuti. Il risultato delle misure è uno spettro che può essere usato per calcolareirradianze pesate e non pesate ed esposizione radiante. Risultati affidabili possonoessere ottenuti soltanto se l’intensità di radiazione è costante durante il tempo diintegrazione.Spettroradiametro con radiazioni ad arrayIn tal caso le diverse lunghezze d’onda vengono misurate istantaneamente (qualchesecondo). Si possono distinguere due tipi di strumenti:a) ad una fila di sensori: in questo caso lo spettro misurato è proiettato su una filadi sensori usando una grigliab) con un array bidimensionale di sensori: questo tipo di strumento offre unamigliore possibilità di escludere luce parassita non desiderata, se comparatacon lo strumento ad una sola fila di sensori.


Radiometro con sensibilità spettrale costanteCon questo strumento la radiazione viene misurata nell’intero range di lunghezzed’onda con la stessa sensibilità a tutte le frequenze. Il risultato della misura è unvalore integrato sopra l’intero range di lunghezze d’onda. I limiti del range dilunghezze d’onda può venire dato dallo strumento o può essere scelto usando filtriottici. Così ad esempio l’irradianza E per UVA (315-400 nm) può essere determinatacon una sola misura. Alcuni tipi di radiometro consentono misure integrate nel tempo,in modo da potere ottenere anche l’esposizione radiante Hs.Radiometro con sensibilità spettrale conforme ad una specificatafunzione di pesaturaCon questo strumento la radiazione viene misurata nell’intero range di lunghezzed’onda con una specificata funzione s(λ). Il risultato della misura è un valore di rischioda esposizione all’ultravioletto. Ad esempio l’irradiamento ponderato per il rischio aradiazioni ultraviolette Eeff per UV-A/B/C (da 180 a 400 nm) può essere misurato conuna sola misura. Alcuni tipi di radiometro consentono misure integrate nel tempo, inmodo da potere ottenere anche l’esposizione radiante Hs.e dosimetri personali attivi e passiviCon questi strumenti la radiazione può venire misurata sulle parti esposte del corpo.Dopo la misura è necessaria una valutazione addizionale per ottenere il risultato.Tempo di integrazioneTempo di risposta del sensore:Per densità di flusso della radiazione variabili nel tempo il tempo di rispostadel sensore deve essere breve abbastanza da consentire la completaevoluzione temporale della variazione.Tempo di misura:Le misure dovranno essere estese per l’intera durata dell’esposizione, o, se ladensità di flusso è costante o varia in maniera regolare, deve essere scelto untempo di misura rappresentativo della durata completa dell’esposizioneLa calibrazione degli strumenti deve essere tracciabile ad un laboratorio distandard nazionale. Gli intervalli di calibrazione devono essere scelti inrapporto ai requisiti di incertezza.CalibrazioneIntervallo di lunghezze d’ondadSistemi di misura integrali devono essere sensibili attraverso l’intero intervallodi frequenze specificate per le grandezze da misurare, ma non devono esseresensibili all’esterno di tale intervallo


Geometria delle misureL’analisi della mansione lavorativa mette in evidenza tutte le attività per lequali le persone sono esposte a radiazioni ultraviolette.Per tutte queste attività verrà misurata l’irradianza o l’esposizione radiantenelle posizioni tipiche e ad orientamenti tipici verso le sorgenti di occhi, manio altre parti del corpo.Le misure devono essere eseguite in maniera da garantire che i risultati sianorappresentativi dell’esposizione personale.Nota: Può essere sufficiente porre una sonda fissa in una posizione tipica epuntarla in direzione della più elevata densità di flusso della sorgente. Tuttavia puòsuccedere che il livello di radiazione dipenda dall’attività lavorativa. In questo caso obisognerà tenere la sonda in prossimità della parte del corpo esposta, o bisognerà fareuso di un dosimetro posto su parti rappresentative del corpo.Durata delle misureLa durata delle misure dovrà essere rispondente all’insieme dei valorilimite applicati.In caso di radianza/irradianza costante la durata della misura non èspecificata, ma deve essere sufficiente a fornire una misura accurata.Espressione dei risultatiI risultati delle misure devono essere calcolati e dichiarati nelle grandezze e unità dimisura nelle quali sono fissati i valori limite di esposizione.Devono anche essere calcolate e dichiarate le incertezze dei risultati delle misure.Confronto con il valorelimiteIl risultato delle misure deveessere confrontato con ilvalore limite di esposizioneapplicabile, considerandoanche l’incertezza delrisultato della misura1Informazioni aggiuntiveValutazione dell’esposizioneesposizioneDichiarazioneDeve essere dimostrato che il valore limite diesposizione è stato rispettato o non è stato rispettato.Nota: In generale un confronto dell’esposizione misurata conil valore limite d esposizione applicabile permette unavalutazione dell’esposizione a radiazioni ottiche in un posto dilavoro. Lo scopo è quello di ottenere un risultato certo cheindica se un valore limite è “rispettato” o “superato”. Sel’incertezza della misura esistente non permette di stabilire unrisultato certo, la misura dovrebbe essere ripetuta con unaprecisione maggiore (possibilmente dopo unaimplementazione delle misure protettive)In aggiunta, devono essere identificate tutte quelle attività e fattori checontribuiscono all’esposizione UV delle persone osservate32


Quindi: per un efficacePROTOCOLLO DI MISURA1) Essere a conoscenza delle realtà aziendale e delle mansioni che comportanol’esecuzione di attività che eventualmente espongono i lavoratori a radiazioni otticheartificiali.2) A seguito di colloquio con il Datore di Lavoro o persona incaricata, censiretutte le potenziali sorgenti di radiazioni ottiche artificiali, localizzarle suplanimetria di riferimento ed individuare e localizzare sulla stessa planimetria le“postazioni operatore” del personale esposto.3) Per tutte le sorgenti censite reperire i dati tecnici da manuale d’uso odalla targa apposta sull’attrezzatura (in particolare è indispensabileconoscere l’intervallo di lunghezza d’onda λ caratteristico dell’emissione, equindi identificare componenti ultraviolette, visibili ovvero infrarosse)4) Ragionare sull’opportunità di non effettuare in parte o del tutto lemisure, basandosi su dati di letteratura noti, studi tecnici ovvero datiacquisiti sui manuali a corredo delle attrezzature5) Per le sorgenti che necessitano di misurazione diretta strumentale, stimare nellamaniera più accurata possibile il tempo di esposizione dei lavoratori alla singolasorgente, ed aver cura di aver riportato in planimetria l’angolo sotteso dellasorgente α (nel caso in cui non sia direttamente misurabile l’angolo suddetto, ènecessario conoscere il diametro della sorgente o media aritmetica delladimensione maggiore e minore D, l’angolo φ e la distanza di visione r, ricordandoche α = DL /r e DL = D cos φ)6) Procedere all’ esecuzione della misura, rispettando i dettatidelle norme UNI EN 14255 - 1 e UNI EN 14255 - 2 e conoscendo le specifichetecniche dello strumento di misura a disposizione.7) A seguito della misura, lo strumento fornisce una serie di valori corrispondentiad irradianze spettrali E λ , caratteristiche dell’intervallo di lunghezze d’ondadella sorgente monitorata.Si può così procedere alla VALUTAZIONE DEL RISCHIO


Approfondimento:“Giustificare le sorgenti”Condizioni nelle quali la valutazione del rischio può concludersicon la “giustificazione” secondo cui la natura e l’entitlentità deirischi non rendono necessaria una valutazione più dettagliataTalune sorgenti di radiazioni ottiche, nelle usuali condizioni d’impiego, non danno luogoad esposizioni tali da presentare rischi per la salute e la sicurezza. In questi casi ègiustificato non dover procedere ad una valutazione del rischio più dettagliata.Premesso che inizialmente occorre sempre individuare (censire) ogni sorgente diradiazione ottica artificiale, il termine “giustificazione” riportato dal legislatorenell’art. 181, comma 3 del D.Lgs. 81/2008, si riferisce a tutte quelle situazioni espositiveper le quali si può affermare che non è necessario effettuare unapprofondimento della valutazione come, ad esempio, nel caso delle sorgenti diilluminazione utilizzate per uso residenziale.D’altra parte l’approfondimento della valutazione è necessario in tutti quei casi diesposizione a ROA i cui effetti negativi non possono essere facilmente esclusi.Tutte le apparecchiature che emettono radiazione ottica non coerente classificate nellacategoria 0 secondo lo standard UNI EN 12198:2009 sono giustificabili, così come lelampade e i sistemi di lampade, anche a LED, classificate nel gruppo Esente dallanorma CEI EN 62471:2009Esempio di sorgenti di gruppo “Esente” sonol’illuminazione standard per uso domesticoe di ufficio, i monitor dei computer, idisplay, le fotocopiatrici, le lampade e icartelli di segnalazione.Sorgenti analoghe, anche in assenza dellasuddetta classificazione, nelle correttecondizioni di impiego si possono “giustificare”.Norma UNI EN 12198:2009Per quanto riguarda le macchine, qualora manchino norme specifiche di prodotto, lanorma UNI EN 12198:2009 consente al fabbricante di assegnare alla macchina unacategoria in funzione del livello di emissione di radiazioni secondo i valori riportatinella appendice B della suddetta norma. Sono previste tre categorie di emissione,per le quali sono previste diverse misure di protezione, informazione, addestramento,secondo la Tabella sottostante


Approfondimento: Elenco non esaustivo di situazionilavorative che devono esser certamente valutateLa tabella seguente riporta le principali sorgenti non coerenti di radiazioneottica che vanno valutate ai fini della prevenzione del rischio per i lavoratori.Le sorgenti di radiazioni UV sono tratte dalla pubblicazione edita dall’ICNIRPdal titolo Protecting workers from ultraviolet radiation (ICNIRP 14/2007).


Quesito: E’ sempre necessario misurare e/o calcolare?Secondo l’art. 216 del D.Lgs. 81/2008, nell’ambito della valutazione deirischi il datore di lavoro valuta e, quando necessario, misura e/o calcola ilivelli delle radiazioni ottiche a cui possono essere esposti i lavoratori.Per comprendere se la valutazione dei rischi possa non contemplaremisurazioni, occorre verificare se le sorgenti sono “giustificabili”.Se le sorgenti non sono giustificabili, la valutazione senza misurazioni può essereeffettuata quando si è in possesso di dati tecnici forniti dal fabbricante (comprese leclassificazioni delle sorgenti o delle macchine secondo le norme tecniche pertinenti), o didati in letteratura scientifica o di dati riferiti a situazioni espositiveanaloghe. Anche l’analisi preliminare della situazione lavorativa e della sorgentetalvolta permettono di evitare la necessità di effettuare le misure.In questo caso, in generale è necessario conoscere:•il numero, la posizione e la tipologia delle sorgenti da considerare,•la possibilità di riflessioni (scattering) della radiazione da pareti,•apparecchiature, oggetti contenuti nell’ambiente;•i dati spettrali della sorgente (lo spettro può essere•ricavato dalle specifiche tecniche fornite dal costruttore);•se l’emissione della sorgente è costante o variabile;•la distanza operatore-sorgente e le caratteristiche del•campo visivo professionale;•il tempo di permanenza dell’operatore nella posizione esposta.Grazie per l’attenzione!l

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