2010 - 14 Ottobre Numero 36 - L'Informatore Agrario

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2010 - 14 Ottobre Numero 36 - L'Informatore Agrario

Obiettivo36 - 2010in collaborazione conMERCATO ITALIANO GRANO TENEROottobre, la situazione del mercato nazionale è al momento in fase di ridefinizione.I prezzi del prodotto panificabile francese sono aumentati di circa 20 euro/t nelgiro di qualche giorno e al momento è difficile dire se questi rialzi si travaseranno inmaniera automatica anche sul prodotto nazionale; probabilmente sarà necessarioaspettare qualche giorno per capire dove si assesteranno i mercati esteri e qualesarà il loro effetto sul prezzo del prodotto nazionale. In ogni caso il grano francesearrivo via camion viene offerto ora fra 255 euro/t e 260 euro/t arrivo.ANDAMENTO dei prezzi nazionali ed esteridel grano tenero (2010)350,00325,00300,00275,00Prezzi (euro/t)250,00225,00200,00175,00150,00125,00100,007 lug.14 lug.21 lug.28 lug.4 ago.11 ago.18 ago.25 ago.1 set.8 set.15 set.22 set.29 set.6 ott.13 ott.Ager BO N. Spring Ager BO Classe 1Ager BO Classe 3Francese partenza


GRANO DURODopo qualche settimana di immobilità conseguente anche alla pesantezza del mercatodegli altri cereali, per il grano duro lo scenario di mercato potrebbe significativamentemigliorare nei prossimi giorni anche grazie alla rinnovata competitività nell’utilizzozootecnico. Prima delle stime Usda il mercato continuava a essere calmo con valori fra215 e 220 euro/t partenza; ad oggi è impossibile dire dove si riposizionerà.ANDAMENTO dei prezzi nazionali ed esteridel grano duro (2010)3152952752552352151951751551357 lug.14 lug.21 lug.28 lug.4 ago.11 ago.18 agoPrezzi (euro/t)25 ago.1 set.8 set.15 set.22 set.29 set.6 ott.13 ott.Ager BO Fino CentroFrancese partenza2 Hard Fob US Ager BO Fino Nord MAIS E SOIACome per gli altri cereali, le stime Usda di ottobre hanno avuto un effetto dirompentesul mercato nazionale.Il prodotto dai Paesi dell’Est arrivo via camion è offerto a circa 10-15 euro/t in piùrispetto a qualche giorno fa con gli acquirenti che, disorientati dalla nuova situazione,si pongono in atteggiamento di attesa. Con il raccolto nazionale tuttora al 50% econ la crisi di consumo che si protrae ormai da diverso tempo, è difficile dire se gliaumenti del mercato internazionale si riverseranno nello stesso modo sul mercatoitaliano. Nominalmente il mais italiano vale da 210 a 215 euro/t partenza sul pronto,mentre il prodotto estero via camion dovrebbe avere gli stessi prezzi arrivo Lombardiaed Emilia. I prezzi del seme di soia nazionale sono circa pari a 360 euro/t.


MERCATO ESTEROGRANO TENEROEuropa. Come già detto, le stime Usda di ottobre hanno avuto un effettodirompente sui mercati: le quotazioni del grano sul Matif sono aumentate nelledue sedute successive alla pubblicazione dei dati di oltre 20 euro/t con valori paria 227-228 euro/t, mentre non si ha ancora una chiara situazione sui prezzi delprodotto dalle altre origini comunitarie.Nella scorsa settimana le licenze di esportazione concesse dall’Ue sono state di480.000 tonnellate, di cui 334.000 t dalla Germania e 85.000 dalla Francia. Iltotale di campagna è ora pari a 6,8 milioni di t, contro i 5,1 milioni della scorsastagione.Mondo. A seguito di un leggero calo nella produzione mondiale di grano (da 643a 641,44 milioni di t) e un aumento nel consumo (da 661,19 a 663,31 milioni dit), lo stock finale di campagna è stato diminuito dal rapporto Usda di ottobre da177,79 a 174,66 milioni di t. Questi numeri non modificano drammaticamente loscenario mondiale del grano e indicano una disponibilità di prodotto che continuaa essere molto ampia considerato che nel 2008, anno con cui si fa spesso ilconfronto, lo stock finale nel mondo era di circa 50 milioni di t inferiore a quellodella presente campagna.Gli aumenti di prezzo che hanno fatto seguito a questi dati sono stati in buonaparte dovuti al mercato della soia e soprattutto del mais.Grazie anche alla debolezza del dollaro le esportazioni di grano USA procedonoa buon ritmo con 808.447 t esportate nella scorsa settimana, il 29% in più dellasettimana precedente.La trebbiatura del grano in Canada continua a essere in consistente ritardo e soloil 51% del grano primaverile è già stato raccolto. A seguito di un raccolto di soli38 milioni di t di cereali, pari al 17% in meno dall’anno precedente, il governoUcraino si accinge a imporre un razionamento nelle esportazioni che fino alla finedell’anno dovrebbe prevedere quote di 2 milioni di t di mais e 500.000 t ciascunoper grano e orzo. Ad oggi in Russia sono stati raccolti 40,78 milioni di t di granocontro i 57,38 milioni di tonnellate dello scorso anno.La siccità continua a penalizzare il raccolto australiano di grano che è ora previstoa circa 22-23 milioni di tonnellate. I prezzi Fob in dollari/t sono pari a 298 dagliUsa e 295 dall’Argentina.GRANO DUROEuropa. Il dato ufficiale del governo francese indica una produzione di grano duro di2,47 milioni di tonnellate.Le importazioni di grano duro nell’Ue nella corrente campagna sono di 665.000tonnellate contro le 829.000 t della campagna scorsa.Mondo. I prezzi Fob in dollari/t sono pari a 340 dal Canada e 253 dagli Usa.


MAIS E SOIAEuropa. Nelle due sedute successive alla pubblicazione dei dati Usda i prezzi delmais sul Matif sono aumentati di 17,5 euro/t raggiungendo per novembre i 212euro/t.Ovviamente gli scambi sul mercato dei futures del Matif sono molto più «fluidi»di quelli del mercato della merce fisica; ci vorrà probabilmente qualche giorno percapire quale sarà il reale livello al quale avverranno realmente gli scambi.Sul mercato Ungherese solo una parte degli aumenti degli altri mercati sono statirecepiti con quotazioni in aumento di «soli» 7-8 euro/t, complice anche un leggerodeprezzamento del Fiorino: il prezzo partenza Ungheria è passato da 160-162 euro/t a 168-170 euro/t per consegna al raccolto.Per quanto riguarda i raccolti, la trebbiatura è iniziata sia in Ungheria sia in Romania;in quest’ultimo Paese la situazione del mais sembra essere particolarmente buonae qualche fonte locale parla addirittura di un raccolto di oltre 9 milioni di t contro i7,5 milioni dello scorso anno.Mondo. Le stime Usda di ottobre hanno riportato un calo dello stock finale di maisnel mondo di 3,2 milioni di tonnellate, da 135,56 a 132,36 milioni di t; lo stockiniziale è stato aumentato di ben 9 milioni di t, ma la produzione è calata da 826a 819 milioni di t e il consumo è aumentato da 829,5 a 835,36 milioni. Il dato piùsignificativo è lo stock finale negli Usa che, essendo pari a 22,9 milioni di t (da 28,35milioni di t della stima precedente), è il più basso degli ultimi 15 anni. A questi datii mercati hanno reagito con consistenti aumenti sia sul Cbot (circa 100 cent/bushelin due sedute) che sul Matif. I mercati si aspettavano negli Usa una resa media di160 bushel/acro e, di fronte a un dato di soli 155 bushel/acro, sono partiti gli ordinidi acquisto da parte degli operatori finanziari che hanno determinato nella sedutadi venerdì 8 Ottobre la chiusura del Cbot per eccesso di rialzo.Vi è grande confusione sui dati della produzione cinese di mais: in funzione dellafonte si passa da 169 milioni di t del governo cinese ai 166 milioni di t dell’Usdaai 155 milioni di tonnellate dell’Usgc. Da notare che la differenza fra massimo eminimo corrisponde all’intero raccolto francese. I prezzi Fob in dollari/t sono pari a245 dagli Usa, 215 dal Brasile e 205 dal Sudafrica.


VARIEPREZZI DI MAIS E SOIAAL MASSIMO DEGLI ULTIMI DUE ANNICon l’apertura dei lavori per la Giornata mondiale dell’Alimentazione promossadalla Fao le quotazioni del mais e della soia si sono impennate arrivando a toccarevalori abbondantemente superiori a quelli massimi da due anni, quando erano statiraggiunti rispettivamente i 5,4 euro/bushel per il mais e gli 11 dollari/bushel per lasoia.È quanto emerge da una analisi della Coldiretti sull’andamento delle contrattazionial Chicago Board of Trade in occasione dell’inizio dei lavori per la giornata mondialedell’alimentazione della Fao. Negli ultimi due anni - sottolinea la Coldiretti - il prezzodel mais era sceso fino a 3,4 euro/bushel dimostrando una volatilità che mette arischio l’attività di coltivazione e l’allevamento.La spinta in alto viene adesso giustificata - sottolinea la Coldiretti - dalle previsioninon positive di raccolto a causa delle condizioni climatiche avverse negli Stati Unitidove secondo l’ultimo rapporto dell’Usda la produzione di mais dovrebbe essere di12,7 miliardi di bushel con un calo del 3 per cento rispetto allo scorso anno, quelladi soia di 3,41 miliardi di bushel con un calo del 2 per cento mentre sul granopesa il calo del 25 per cento della produzione in Russia che era tra i principali paesiesportatori e dell’Ucraina. Anche nell’Unione Europea a 27 per la raccolta di cerealile stime rivelano che - riferisce la Coldiretti - la produzione si attesta sui 274 milionidi tonnellate, con una diminuzione del 5% rispetto alla produzione del 2009 acausa delle condizioni climatiche sfavorevoli verificatesi in numerosi Stati membridurante la raccolta. Il livello dei prezzi per il mais, ma anche per gli altri cereali,rimane comunque - continua la Coldiretti - ancora molto lontano dai valori massimidi oltre 7 dollari per bushel raggiunti nel marzo 2008.In realtà - denuncia la Coldiretti - l’andamento delle quotazioni dei prodotti agricoliè sempre più condizionato dai movimenti di capitale che si spostano con facilitàdai mercati finanziari a quelli dei metalli preziosi come l’oro fino alle materie primecome grano, mais e soia. Manovre finanziarie sul cibo che stanno «giocando» senzaregole sui prezzi delle materie prime agricole dove hanno provocato una grandevolatilità impedendo la programmazione e mettendo a rischio le coltivazioni el’allevamento in molti Paesi.

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