Leggi Scoop in formato PDF - Cooperativa Sociale Cadiai

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scoop@cadiai.it - www.cadiai.itPoste Italiane s.p.a.Spedizione in Abbonamento PostaleD.L. 353/2003(conv. in L. 27/02/2004 n° 46)art. 1, comma 2, DCB BOnumero 27marzo 2010Residenza Parco del NavileUn nuovo servizioper gli anziani di BolognaI progetti dellacampagna“Legacoop per Haiti”Inaugurato il gruppoappartamentoper disabili ABSIn corso latrattativa per ilrinnovo del CCNL


numero 27marzo 2010sommarioPeriodico trimestrale di CADIAIRegistrazione Tribunale di Bologna:n. 7703 del 18/10/2006Direttore Responsabile:Mattia MianiComitato di redazione:Ornella Montanari, Gloria VerricelliProprietario ed Editore:CADIAI Cooperativa Socialevia Boldrini 8 - 40121 BolognaDirezione e Redazione:via Boldrini 8 - 40121 BolognaTel 051 74 19 001Fax 051 74 57 288Coordinatore di redazione:Roberto MalagutiCollaboratori:Cristina Anteghini,Vincenzo Baldari,Rosy Blanco, Silvia Bonazzi, GiuseppeDal Bosco, Anna Di Lucia, Paola Finelli,Fabio Liistro, Caterina Mastrosimone,Paola Pettazzoni, Laura Piana,Brunella Piatesi, Maria Angela Piccinelli,Raffaela Rossi, Giuseppina Reto,David Rossi, Fabio Strazziari, RosariaTessier, Donato Testoni.Progetto grafico Impaginazione:Service Group - Galleria dei Notai, 140124 BolognaStampa:Casmatipolitovia Provaglia 3/b, 3/c, 3/d40138 BolognaQuesta rivista è stata stampata sucarta riciclata 100% ecologica che haottenuto il marchio Greenlabel dell’UnioneEuropea riservato ai prodottia minor impatto ambientale.Per un corretto smaltimento, eliminareil punto metallico prima di gettareScoop nella raccolta differenziata.1 Editoriale2 In copertinaResidenza Parco del Navile4 CooperazioneGovernance:questioni di generePolitiche del lavoro: è in corsola trattativa per il CCNL5 Le coop sociali: Legacoop inEmilia-Romagna6 I progetti della campagna“Legacoop per Haiti”7 Presentata la Guida perl’informazione sociale 20108 Cooperare conLibera TerraAl via la prima cooperativaLibera Terra in CampaniaSi è svolta il 20 marzo laquarta Assemblea dei Soci diCooperare con Libera Terra10 Attività sociale“S. Isaia 96 – Una casaper uscire”Secondo viaggio in Palestinadal 13 al 16 febbraio12 Gita sociale all’Oasi diCampotto in aprile/maggioCome sta andando ilDono-Presto-CercoImmagine 3d della Residenza Parco del Navile14 Sin Fronteras13 Il gruppo soci sullapartecipazione “in missione”a Reggio Emilia14 MonografiaIl Centro Diurno per anziani“Ca’ Mazzetti” di Casalecchiodi Reno16 ServiziProve di... partecipazione17 Caffè Alzheimer18 Un nonno in camice biancoracconta…19 Amarcord…20 Il nido “La Cicogna” di SanLazzaro di Savena compie unanno21 CADIAI ha inaugurato ilgruppo appartamento ABS22 La sezione Arcobalenoracconta...23 La stimolazione basale24 Il paese delle scarpe25 Luci di via Abba26 Altre realtàCentro Italiano diDocumentazione sullaCooperazione e l'EconomiaSociale28 RubricheConvenzioni e vantaggiper i SociDono-Presto-CercoNati in CADIAIPillole VerdiDiamo i numeri


editorialenumero 27marzo 2010editorialeLa residenzaParco del NavileNel linguaggio corrente l’abbiamosempre chiamata “Via del Sostegnazzo”perché la nuova residenzaper anziani che CADIAI aprirà a metàdell’anno prossimo, è appunto sita invia del Sostegnazzo, là dove, fino amaggio dello scorso anno, c’eranosolo i ruderi abbandonati di una vecchiacartiera.Oggi ha però già un nome proprio,che è appunto “Residenza Parco delNavile”, e tutte le attività che devonoessere sviluppate per giungere allasua realizzazione sono già state messein campo: il cantiere procede ad unbuon ritmo ed è già stato costruito ilsecondo piano fuori terra; è nata l’”ImmobiliareNavile” ovvero la società immobiliareche si è impegnata all’acquistodell’immobile, una voltaultimato; è già operativo il gruppo dilavoro congiunto CADIAI – GULLIVERche curerà la progettazione e la gestionedel servizio.Ma come siamo arrivati fino qui?CADIAI ha incominciato a lavorare intornoal progetto di una nuova residenzaper anziani a Bologna all’indomanidella perdita della RSA “VirgoFidelis”.Quell’avvenimento, che ancora moltidi noi ricordano con rabbia e forte delusione,ci fece prendere drammaticamenteatto del rischio che la gestionein convenzione comporta, peril mantenimento nel tempo dei postidi lavoro e per la conservazione dell’esperienzamaturata sul campo.“Virgo Fidelis” era entrata a fondo nelcuore dell’attività della cooperativa eil fatto di perderla è stato grave propriocome se quel cuore ce lo avesserostrappato via.Da lì la forte determinazione a realizzarea Bologna un nuovo progetto diresidenza per anziani, non più legatoagli incerti destini delle gare d’appalto,ma fondato sulla proprietà diretta,seppur parziale, della struttura edell’attività complessiva.Nel corso degli anni non è stato facileraccogliere intorno a questa idea lerisorse e le alleanze necessarie: è natoil consorzio INRETE, che si prefiguravacome lo strumento più adatto ad affrontarequesta sfida, si è consolidatala collaborazione tra le cooperativecomponenti, si è cercato e trovato ilsostegno, all’interno del movimentocooperativo, di un partner finanziarioimportante.Tra un anno circa questo progetto diventeràrealtà, ma questo non vuoldire che le sfide saranno finite.Come si vede dalle schede tecnicheche presentiamo all’interno del giornalino,si tratta di una struttura da 108posti, nella quale lavoreranno più di80 operatori, comprendendo tutte leprofessionalità previste; sarà disponibileall’accoglienza di persone anzianenon autosufficienti ma anche adulticon gravi disabilità acquisite; ci saràinoltre un nucleo specializzato per ledemenze, con annesso giardino specializzato.Si tratta quindi di una struttura complessa,che richiederà un forte impegnonella gestione, al fine di assicurare,come è nel nostro stile, un serviziodi eccellenza.Anche questo impegno può essere vistocome una sfida, così come è e saràuna sfida affrontare un così importanteinvestimento in tempi così difficilicome sono questi.Non ci nascondiamo quindi le faticheche abbiamo davanti, da sommare aquelle fatte per arrivare fino qui, maalcune certezze ci sostengono e cispingono ad andare avanti.Proprio in questo momento di crisi, cisiamo costruiti la possibilità di realizzarenumerosi nuovi posti di lavoroed è una prospettiva che ci fa guardarecon minore preoccupazione allemanovre di riduzione dei servizi chealcuni enti locali stanno mettendo incampo oggi.Proprio all’indomani della messa inatto del nuovo regime dell’accreditamento,che porterà ad un notevoleriassestamento dell’offerta di serviziper anziani sul territorio, possiamocontare su di una struttura nuova, chepotrà compensare il venir meno di postiletto nelle strutture cittadine piùvetuste.Per questo la “Residenza Parco del Navile”è la struttura che più di altre rappresentaper CADIAI il futuro; è progettoche meglio di altri esprime lavolontà della cooperativa di durarenel tempo, di assicurare a se stessa,ovvero ai propri soci, ai dipendenti ea tutti gli altri soggetti interessatidalla nostra attività, una prospettivadi sviluppo.Franca GuglielmettiPresidente di CADIAI1


numero 27marzo 2010in copertinaLa ResidenzaParco del NavileIl progettoBasato su di un permesso di demolizionee fedele ricostruzione rilasciatodal Comune di Bologna, il progetto sorgeràin via del Sostegnazzo 5 (zonaArcoveggio) sul limite settentrionaledell’attuale perimetro urbano.Nello specifico si tratta del recupero didue fabbricati collegati sulle spondedel canale Navile: funzionanti fino al1950 come cartiera industriale ed in seguitoabbandonati in una zona di riqualificazioneambientale all’internodella cornice naturalistica del Parco Fluvialedel Navile.Ideata ed autorizzata quale ResidenzaSanitaria Assistenziale di 108 posti letto,la struttura è attualmente sottopostaalle opere di ricostruzione secondo lenormative vigenti e nel rispetto dellenuove disposizioni relative alle misureantisismiche e al risparmio energetico.I lavori sono di competenza della dittaB&B di Bologna, società di costruzionipresente e riconosciuta sul territorio;già partner di CADIAI in alcune realizzazioni,quali la ristrutturazione dell’attualesede e il nido “Trenino CiufCiuf” di Bologna.La titolarità del progetto è affidata allapartecipazione congiunta delle cooperativesociali CADIAI e Gulliver, attraversoil sostegno del consorzio IN RETE.I serviziProgettata per rispondere ai bisognidi una popolazione anziana semprepiù caratterizzata da livelli complessidi non autosufficienza, la nuova CasaResidenza “Parco del Navile” ospiterà108 posti letto suddivisi in tre tipologiedi ospiti:• 76 non autosufficienti stabilizzati• 16 gravi disabilità acquisite• 16 Alzheimera cui verrà fornita assistenza tutelareed alberghiera integrata con un adeguatolivello di prestazioni mediche, infermieristichee riabilitative.Le camere in dotazione sono esclusivamentedoppie e singole, collocatesu 4 livelli.Attrezzata di cucina interna, palestra,spazi comuni ad ogni piano ed un ampiosalone affacciato sulla zona verde, lastruttura si propone non solo come potenzialerisposta al deficit di posti lettoconvenzionati sul territorio della provinciadi Bologna, ma anche come propostain grado di intercettare partedella cospicua domanda privata di assistenzacontinuativa.Ancora in fase progettuale è l’ipotesidi realizzare, accanto alla struttura, minialloggi protetti in favore di anziani conun maggior grado di autonomia interessatia forme di sorveglianza socio-sanitariameno intense e più flessibili.Il servizio, a regime, impiegherà circa85 operatori tra addetti all’assistenza,infermieri, coordinatori di nucleo, terapisti,animatori, addetti ai pasti ealle pulizie.2


numero 27marzo 2010I partnerGulliverLa cooperativa sociale Gulliver progettae gestisce servizi sociali, assistenziali,educativi, rivolti alla persona dal maggiodel 1996.I soci fondatori provengono dall’esperienzaimprenditoriale della CooperativaC.S.A. attiva nella realizzazione diservizi alla persona di carattere socialee sanitario, fondata nel 1977.Gulliver svolge la sua attività prevalentementenell’ambito territoriale dellaProvincia di Modena e ha tra i propricommittenti tutti i principali Comuni,IPAB/ASP e l’Azienda USL di Modena.Gulliver, nata all’interno del movimentocooperativo modenese, aderente a Legacoop,si colloca attivamente all’internodella rete territoriale dei servizisocio - assistenziali - sanitari, educativie dell’associazionismo.Tra le attività caratteristiche delle gestionidi Gulliver è da segnalare il PoliambulatorioPrivato Gulliver srl: societàcontrollata della cooperativa checon la sua attività specialistica nel settoremedico-sanitario, offre servizi specialisticialla cittadinanza modenese.In ReteIN RETE è un consorzio di impreseper lo sviluppo dei servizi alla persona.Si tratta di una rete di organizzazioni/impreseche operano nellostesso mercato, amministrano processigestionali simili, detengono competenzedi base similari e posseggonocompetenze specialistiche complementaried integrabili.IN RETE si propone di realizzare, tramitesocietà di scopo, iniziative di costruzionee gestione di strutture socioassistenziali,sanitarie ed educative,nell’ambito della programmazione pubblicao del privato accreditato, ricercarele migliori condizioni di acquisto dei prodotti/serviziutilizzati dalle imprese consorziatee di rete, proporre iniziative a favoredell’ente pubblico in un’ottica dico-progettazione.Del consorzio IN RETE fanno parte: lecooperative sociali Proges (PR), Coopselios(RE), Guliver (MO), CADIAI (BO),Cidas (FE); gli enti finanziatori Coopfonde CCFS.Gestioni avviateVIADANA (MN) - Centro di Riabilitazionee Geriatria per complessivi 30 postiletto.Concessioni di prossima attivazioneTORINO - Residenza Sanitaria Assistita eResidenza Sanitaria Flessibile “Villa Serena”per un totale di 170 posti letto.Manifestazioni di Pubblico Interesseper i seguenti progetti:- ROMA: 4 Nidi d’Infanzia di 69 posticiascuno in località Cesano, Mellano,Romanina, Casal Fattoria.- ROMA: 2 Nidi d’Infanzia di 69 posticiascuno in località Lunghezzina eRocca Fiorita.- PORTO TOLLE: Centro polifunzionalesocio-sanitario.3


numero 27marzo 2010cooperazioneGovernance:questioni di generePassato l’8 marzo, appassite le mimose,vogliamo parlare di donne. Partiamo danoi. Nelle Cooperative Sociali associate aLegacoopsociali operano oggi nonmeno 100.000 persone, soci lavoratori(circa 82%) e lavoratori dipendenti.Almeno 73.000 sono donne. Quanto siriflette questa realtà nella composizionedegli organi dirigenti della nostraassociazione?Vediamo i numeri. Le cooperatrici sonoPolitiche del lavoro:è in corso la trattativaper il rinnovo delCCNLUn commento di PaolaMenetti, Presidente diLegacoopsocialioggi: il 43% nell’Assemblea nazionaledei Delegati (129 su 300); il 38,61% (39su 101) nella Direzione nazionale; il 27%(3, tra cui la Presidente dell’Associazione,su 11) nel Comitato di Presidenza; il 40%(2, tra cui la Presidente del Collegio, su 5)nel Collegio dei Revisori; il 20% (1 su 5)nel Comitato dei Garanti; il 23,8% (5 su21) tra i Responsabili regionali dellaCooperazione Sociale. Con l’ultima Assembleacongressuale di ottobre 2009si è registrato un buon passo avantiverso l’equilibrio di genere negli organiassociativi, e le percentuali attuali sonocertamente significative, largamenteIl CCNL delle cooperative sociali, rinnovatolo scorso 30 luglio 2008, è scadutoil 31/12/2009. A fine luglio 2009 è statainviata dalle Organizzazioni Sindacali lapiattaforma per il rinnovo.La piattaforma prevede il rinnovo pertre anni (1/1/2010 – 31/12/2012), siadella parte economica che di quella normativa,e questo è coerente con l’accordotra Governo e parti sociali del 22gennaio 2009.Questa trattativa si colloca in un contestodi non poca problematicità per lecooperative sociali.Gli effetti della crisi complessiva si fannosentire anche nel nostro settore. In particolare,nell’ultimo biennio si evidenziauna ulteriore contrazione dei marginidi redditività delle imprese, sia perché almaggior costo del lavoro conseguenteall’ultimo rinnovo contrattuale non haad oggi corrisposto un sufficiente adeguamentodei livelli tariffari da partedella committenza, che per le accresciutecriticità finanziarie dovute al pesanteallungamento dei tempi di pagamento.In questa situazione, il mandato che laDirezione ha dato alla nostra delegazionesi sintetizza in due punti sostanziali:lavoriamo in modo serio e costruttivoper giungere al rinnovo,perché il CCNL rappresenta per il settoreun indispensabile strumento diregolazione del mercato, di valorizzazionedel lavoro e di riconoscimentodella qualità imprenditoriale delle cooperative;il nostro obiettivo è un accordoche sia positivo e utile per il settore,che si collochi cioè con coerenzain un quadro di imprescindibile compatibilitàeconomica ed effettiva sostenibilità,in relazione allo stato delsettore, alle sue prospettive strategicheed alle condizioni di contesto incui opera.Il negoziato ha preso avvio lo scorso25 novembre 2009 e, successivamente,le parti si sono incontrate quattrovolte (14 dicembre 2009, 19 gennaio,9 febbraio, 9 marzo 2010).Il prossimo incontro è fissato per giovedì8 aprile 2010.(Fonte: Newsletter n.2di Legacoopsociali – Marzo 2010)superiori a quanto in media si registranel mondo Legacoop sia a livello territorialeche settoriale (per un approfondimentoin merito ricordiamo che laCommissione Pari Opportunità di Legacoopha presentato pubblicamentela ricerca “Il potenziale femminile nellecooperative”). Sono, tuttavia, percentualiancora insufficienti per una rappresentanzacoerente con la effettivapresenza femminile nelle basi socialidelle cooperative.Non puntiamo alle bandierine: il problemaè di sostanza, convinti comesiamo che l’equilibrio nella presenza digenere, a maggior ragione in un settorecome il nostro, da un lato sia condizionee fattore di democrazia effettiva, di partecipazione,di qualità nella “gestionedelle risorse umane”, di valorizzazionedelle persone, e dall’altro sia cartina ditornasole della coerenza con cui questiriferimenti di principio vengono effettivamenteperseguiti nelle scelte e nellepolitiche di governance.Nell’associazione, certo, ma in primoluogo nelle coop. Un passo importanteè stata, in occasione del Congresso,l’approvazione del documentosulla governance nelle cooperative.Mentre l’assemblea annuale dei delegati,che si riunirà ad ottobre, sarà l’occasioneper portare a prime sintesi illavoro su questi temi.Paola MenettiPresidente di Legacoopsociali(Fonte: Newsletter n.2 diLegacoopsociali – Marzo 2010)4


numero 27marzo 2010Le coop socialiLegacoop in EmiliaRomagnaLe prospettive e ilposizionamentoCirca un anno fa, la Direzione RegionaleLegacoopsociali decise di fare ilpunto sullo “stato di salute della cooperazionesociale in Emilia Romagna”,anche alla luce del nuovo CCNL di settore,dell’accreditamento dei servizisocio-sanitari in Emilia Romagna, delledinamiche dei rapporti interni al sistemadelle cooperative.Legacoop Emilia-Romagna proposedi prefigurare le scelte strategiche futuresulla base di una analisi dell’attualeposizionamento. È nata così la ricerca“Cooperative sociali Legacoopin Emilia Romagna. Il posizionamentoattuale e le prospettive future”.Mi preme sottolineare che questoprogetto è stato realizzato con lecompetenze e le risorse umane edeconomiche del sistema Legacoop,cui hanno dato un importante apportometodologico l’Università diBologna e Aiccon.La ricerca aveva l’obiettivo di comprendere“Chi siamo, cosa facciamo,cosa vorremmo fare, ma più che altrocosa potremmo fare in futuro…“ conl’intenzione di consegnare a tutte lecooperative sociali aderenti a LegacoopEmilia Romagna (e non solo aloro) un quadro informativo utile afornire uno stimolo per aprire riflessioniche condurranno a realizzarescelte future.I primi risultati del lavoro sono statipresentati nell’ambito dell’AssembleaCongressuale del Comitato regionaleEmilia Romagna di Legacoopsociali il23 settembre 2009.Nel mese di novembre la ricerca è statapubblicata dalle edizioni Maggioli.Molteplici sono gli stimoli e le riflessioniemersi.Mi limito a segnalarne alcuni.Tante cooperazioni socialiLa prima riflessione che emerge è chele cooperative sociali aderenti a Legacooppresentano modelli organizzativie imprenditoriali diversificati. Cooperativedi tipo A “grandi” (14, nel2008, hanno un fatturato superiore ai10 milioni) e “piccole”, di tipo B, plurime,e tanti consorzi. Forse uno deifattori di successo è legato proprio allavalorizzazione di queste diversità chenon si sono omologate ad un unicomodello, ma sono riuscite a trovare undialogo anche grazie al coordinamento-regiadelle legacoop Provinciali.Un modello che continuerà adessere fattore di successo se riuscirà avalorizzare-integrare le buone praticheinnovative e a valorizzare la costituzionedi reti esistenti e future.Il lavoro socialeValorizzare il lavoro sociale svolto daisoci-lavoratori, è questo uno degliobiettivi principali delle cooperativesociali aderenti a Legacoop Emilia Romagnache per questa ragione applicanointegralmente il contratto collettivonazionale di lavoro. Non è certo irrilevanteoggi che 26.000 persone, inEmilia Romagna, possano fare riferimentoa doveri diritti che garantisconotredicesima, maternità, ferie,malattia, un salario mensile.Non è scontato perché in tante, tropperegioni italiane il CCNL è ancora unachimera e anche perché anche in questaregione grande parte del lavorosociale oggi viene realizzato da assistentifamiliari (le cosiddette badanti)che al massimo “beneficiano” di uncontratto di lavoro stipulato dalla famigliae ben diverso da quello applicatodalle coop sociali.Alberto AlberaniResponsabile LegacoopsocialiEmilia Romagna5


numero 27marzo 2010cooperazioneI progetti dellacampagna “Legacoopper Haiti”Buona l'adesionedei lavoratori di CADIAIalla raccolta fondiCome è noto, la notte del 12 gennaio,un terribile terremoto ha colpito Haiti,con conseguenze devastanti: un numerodi morti superiore a 220.000persone, la maggior parte degli edificie delle infrastrutture è andata distrutta.Questa tragedia si abbatte su uno deiPaesi più poveri al Mondo: infatti, su9,8 milioni di abitanti, il 54% della popolazionevive con meno di 1 dollaroal giorno e il 78% con meno di 2 dollari;l’aspettativa media di vita è 57anni e quasi metà della popolazioneconsiste di giovani sotto i 18 anni. Perquanto riguarda l’istruzione, la metàdella popolazione complessiva è analfabeta,così come il 33% dei ragazzitra i 15 e i 18 anni.All’indomani del tragico evento, la Presidenzadi Legacoop Nazionale ha lanciatouna campagna di raccolta fondi“Legacoop pro Haiti”, chiamando lecooperative associate e tutta la basesociale a contribuire ad uno straordinarioimpegno di solidarietà per la popolazionehaitiana, all’interno dellosforzo congiunto che il movimentocooperativo internazionale ha avviatosotto l’egida dell’Alleanza CooperativaInternazionale.Allo stesso tempo, la Presidenza Legacoopha cominciato a lavorare con alcunipartner di sviluppo già presentiad Haiti, sulle modalità più efficaci di rispondereda un lato, all’emergenzaumanitaria e dall’altro, alla ricostruzionee alla riabilitazione del tessutocooperativo locale.Sono stati identificati i seguenti partnercon i quali collaborare al progetto“Per Haiti”: GVC, UCODEP e MediciSenza Frontiere. Si tratta di organizzazionidi consolidata esperienza che giàoperavano ad Haiti prima del terremotoe con le quali Legacoop e moltedelle sue associate hanno rapporti dicostante collaborazione.Medici Senza Frontiere lavora a Haitidal 1991 con progetti di assistenza sanitariadi base gratuita e cure maternoinfantilie gestisce tre ospedali che sonostati gravemente danneggiati. Subitodopo il disastro le équipe di MediciSenza Frontiere erano già operative sulterreno per rispondere all’enorme richiestadi interventi chirurgici salvavita.Le unità chirurgiche a Port auPrince lavorano 24 ore su 24 dando lapriorità ai casi più gravi.GVC è presente nel Paese, e nella contiguaRepubblica Dominicana, dal2009, con alcuni interventi nel settoredella protezione ambientale (riforestazionee protezione). A seguito delterremoto, GVC si è immediatamenteattivato, sia ad Haiti che in RepubblicaDominicana, in coordinamento conpartner locali e ONG italiane, per individuarei primi interventi, in particolarein due quartieri della capitale (Citéde Soleil e Martissant) e nella Regionedi Petit-Goâve.Recandosi ad Haiti, il GVC ha ancheportato un primo container di aiuti alimentari,distribuiti in strutture diprima accoglienza per i terremotati.Inoltre, in collaborazione con l’UfficioRelazioni Internazionali di Legacoop,ha già avviato rapporti con l’organizzazionedelle cooperative di Santo Domingoe con alcuni rappresentanti delmovimento cooperativo haitiano.Ucodep è presente ad Haiti nell’areadi Les Cayes a circa un centinaio di kmdi distanza dall’epicentro del sisma, conun progetto di sviluppo agricolo. Dal12 gennaio si è mobilitato tutto il per-sonale residente nella Repubblica Dominicanaper una prima risposta all’emergenza.Nel distretto di Les Cayes,secondo le ultime informazioni, sistanno assembrando diverse decine dimigliaia di persone, in una sorta di controesodorurale che sta caratterizzandotutto il paese e coinvolgendo circa 2milioni di persone (quasi il 20% dellapopolazione haitiana).Insieme a GVC, UCODEP e MSF, alle organizzazionicooperative e dell’associazionismolocale di Haiti e di SantoDomingo, Legacoop intende articolareil progetto in due fasi: una primafase dedicata alla risposta dell’emergenzaumanitaria, e una seconda fase,di ricostruzione del tessuto cooperativo,attraverso moduli da realizzare a secondadelle risorse che verranno raccolte.Al fine di garantire il coordinamento, ilcoinvolgimento delle strutture e impreseLegacoop e un’informazionetempestiva sulle fasi di implementazionedel progetto, verrà creata una cabinadi regia nazionale, coordinata dallaPresidenza Legacoop, e sarà curato unaggiornamento costante all’interno deinostri organi di informazione.Naturalmente rimane fondamentaleriuscire a raccogliere una quantità di risorseche sia più consistente possibile.Ricordiamo che è possibile contribuireal Fondo Legacoop effettuando donazionisul conto corrente intestato a“Legacoop pro Haiti”,presso Ugf Banca, Codice Iban:IT95T0312703200000000001007Al momento sono 156 i lavoratoridi Cadiai che hanno partecipatoalla sottoscrizione.6


numero 27marzo 2010Presentata la Guidaper l'informazionesociale 2010Venerdì 12 febbraio si è tenuta, pressola Libreria Coop Ambasciatori di Bolognala presentazione della nuova edizionedella “Guida per l’informazionesociale” dell'Agenzia giornalistica RedattoreSociale.Si tratta di uno strumento unico a disposizionedi giornalisti, operatori, amministratorie di chiunque deve occuparsidi temi sociali. Più di 600 pagine,suddivisione in capitoli tematici, tabelle,sitografie, migliaia di dati e notizieper l'anno sociale 2009.I 13 capitoli tematici (Carcere, Infanziae adolescenza, Famiglia, Anziani,Lavoro, Salute, Emarginazione e povertà,Disabilità fisica e mentale, Droghee dipendenze, Criminalità, Giustiziae sicurezza, Economia e finanzaetica, Volontariato e terzo settore, Immigrazione)presentano dati, tabelle,box di approfondimento, notizie e riferimentisui vari temi oggi al centrodei fenomeni delle marginalità e dellepolitiche per il welfare in Italia.Non mancano indirizzi web da consultare(1.156), tabelle statistiche (158)e segnalazioni bibliografiche (336) perchi volesse approfondire.Giunta ormai alla sesta edizione, laguida, che esce ogni due anni, è statarealizzata dall’Agenzia giornalisticaquotidiana Redattore Sociale con il sostegnodella Fondazione Unipolis.Quest´anno, per completare, è presenteal suo interno anche una ricercaesclusiva sulla criminalità degli immigratirealizzata per Redattore Socialedall’équipe del Dossier Caritas-Migrantes,che smonta le più diffuse convinzionisull’argomento.Dall’alto a sinistra, sono intervenutialla presentazione dlela “Guida perl’informazione sociale 2010”:don Vinicio AlbanesiPresidente della Comunitàdi CapodarcoPierluigi StefaniniPresidente di UGFe Fondazione UnipolisFranca GuglielmettiPresidente di CADIAIAntonio MumoloPresidente dell’associazioneAvvocati di StradaFlavia FranzoniDocente di "Metodi e tecnichedel Servizio Sociale" pressol’Università di BolognaFoto gentilmente concesse dall’agenzia Redattore Sociale7


numero 27marzo 2010cooperare conLibera TerraAl via la primacooperativa LiberaTerra in CampaniaDalle terre di Gomorra alleterre di Don Peppe DianaÈ stato pubblicato il bando pubblicoper la selezione di 5 figure professionaliche andranno a costituire la cooperativasociale che gestirà, nella fase iniziale,un caseificio, terreni agricoli, operantequindi nei settori lattiero -caseario e agroalimentare sui terreniconfiscati alla camorra nei comuni diCancello ed Arnone, Carinola, CastelVolturno, Pignataro Maggiore e Teano.Prende il via la cooperativa "Le Terredi Don Peppe Diana - Libera Terra”che vede insieme le Istituzioni e la societàresponsabile per lavorare al riscattoculturale, sociale ed economicodi un territorio, che non vuole più essereterra di camorra.Trasformare queste terre, confiscate aspietati criminali, nelle "Terre di donPeppe Diana", per continuare, nel suosegno, a costruire comunità alternativealle mafie è il sogno di quanti, in questianni, hanno tenuta accesa la fiaccoladella memoria del giovane sacerdoteucciso dalla camorra nella sua chiesa.Sono 5 le figure professionali richieste:un operaio agricolo trattorista, dueoperai aiuto casaro, un agronomo oagrotecnico o perito agrario, un responsabileprodotto.Con il bando pubblico si vuole favorirele capacità, i talenti e le sensibilità localial fine di selezionare un gruppo di giovaniche, dopo una fase di formazionee di start-up, concretizzerà il pianod'impresa della prima cooperativa LiberaTerra in Campania.Lo studio di fattibilità, elaborato dall'AgenziaCooperare con Libera Terragrazie alle competenze messe a disposizionedai soci Granarolo, Alce Nero,CIA e Legacoop Campania, prevede larealizzazione di una impresa cooperativaattenta alle produzioni biologichedi alta qualità e rispettose delle tradizionilocali, capace di coinvolgere altriproduttori sani del territorio promuovendoanche attività di fattoria didatticae di turismo responsabile.Particolare attenzione verrà data anchealla fase di selezione e formazione professionaledei candidati, grazie all’esperienzadegli associati ObiettivoLavoro e Erfes Campania.Prima dell’avvio dell'attività imprenditoriale,il bene confiscato a CastelVolturno è stato utilizzato come benecollettivo.Molte organizzazioni del mondo sindacale,imprenditoriale, economico,culturale, istituzionale hanno aderitoall'invito di presidiare la struttura rendendolaviva, con iniziative, eventi,campi di volontariato, infopoint e sportellidi servizio.Il grano raccolto nel comune di PignataroMaggiore è stato trasformato neipaccheri Libera Terra, distribuiti e commercializzatiin tutta Italia.(FONTE: www.liberaterra.it)Si è svolta il 20marzo la quartaAssemblea dei Socidi Cooperare conLibera TerraIn concomitanza conla giornata della Memoriae dell'Impegno in ricordodelle vittime innocentidelle mafieIl 20 marzo scorso si è svolta a Milano lamanifestazione nazionale in memoria edell’impegno delle vittime innocentidelle mafie, promossa da LiberaTerra, unavvenimento che ha richiamato la partecipazionedi circa 120.000 persone, soprattuttogiovani, che hanno voluto testimoniarecon la propria presenza, lavolontà di combattere l’illegalità ed ilcrimine organizzato.La manifestazione, giunta alla 15ª edizione,è cresciuta di anno in anno fino adiventare il punto di riferimento nazionaleper tutte quelle realtà impegnatenell’affermare valori di legalità e giustiziasociale, valori costitutivi anche per il movimentocooperativo.Durante la giornata molti sono stati glieventi e gli intrattenimenti: dibattiti, seminari,confronti, testimonianze; si è anchesvolta la quarta Assemblea dei Socidi Cooperare con Libera Terra, l’agenziaper lo sviluppo cooperativo e la legalità,di cui CADIAI è socia.8


numero 27marzo 2010Dopo la Sicilia, con un itinerario nei terrenirestituiti alla legalità attraverso il lavorodelle cooperative di Libera Terra,quest’anno l’Assemblea dei soci di Cooperarecon Libera Terra si è spostata alNord. L’Agenzia con la propria esperienza,testimonia l’attualità di questi valorie li pratica nella co-responsabilità.L’Agenzia è un concreto esempio di cooperazionetra cooperative, capace di svilupparenuova impresa.È un incrocio di percorsi, di reciprochecontaminazioni, che creano nuovospirito cooperativo e nuova cittadinanzademocratica unendo, alla pari, ilNord e il Sud del nostro Paese. Il problemadelle mafie non riguarda solamenteil Mezzogiorno, ma attraversa lapenisola e oltre.Al Nord operano cellule mafiose chesono al centro del narcotraffico, sfruttanolavoro nero, riciclano denarosporco, investono capitali nell’ediliziae nel commercio, alterando l’economiadi mercato. È la mafia dei collettibianchi che agisce dove ci sono piùpossibilità di business.“Cooperare per una nuova economia”è stato il tema centrale della nostraAssemblea e significa scegliere di organizzarela legalità contro il crimineorganizzato, significa porre al centrol’etica e la responsabilità d’impresa peruno sviluppo economico sano e realedel nostro Paese. Significa far frontecomune, Nord e Sud, per liberare l’Italiadalle mafie.Dopo la relazione di Gianpiero Calzolari,presidente di cooperare con LiberaTerra,hanno discusso insieme Carlo Borgomeo,presidente della Fondazione delSud, Alfredo De Bellis, responsabile SettoreSoci e Consumatori di Coop Lombardia,Giuliano Poletti, Presidente di Legacoop;a moderare Simone Fabbri, chesi occupa del coordinamento dell’Agenzia.La platea gremita ed interessataospitava anche alcune nostre “vecchieconoscenze”, Paola Menetti e Rita Ghedini,ex presidenti di CADIAI.I lavori sono terminati ricordando le paroledi Don Ciotti: “L’etica è la ricercadell’autenticamente umano, è la responsabilità,anzi la corresponsabilità,degli uni verso gli altri”. Parole sante,parole sagge, parole dal cuore.Gloria VerricelliConsigliera di Amministrazione di CADIAI(FONTE: www.liberaterra.it)9


numero 27marzo 2010attività sociale“S. Isaia 96 – Unacasa per uscire”Dopo l’interesse riscontrato a giugno2009 in Sala Borsa, CADIAI ha riproposto,dal 10 al 28 Febbraio, la mostra fotografica“S. Isaia 96 – Una casa peruscire” in uno spazio del Museo dellaSanità e dell’Assistenza, messo gentilmentea disposizione dall’AziendaUSL di Bologna.Le foto raccontano la storia del GruppoAppartamento di via Sant’Isaia n. 96,aperto nel giugno del 1986, che accoglievacinque persone disabili provenientidall’ex Ospedale Psichiatrico“FrancescoRoncati”, dove avevano trascorsodai venti ai trent’anni della loro vita.Foto di Gilberto VeronesiDal 2008 il Gruppo Appartamento divia Sant’Isaia n. 96, pur avendo mantenutolo stesso nome, si è trasferitopresso il Centro Sperimentale Polifunzionale“Alessandro Ancona”,in via Portazza n. 5, ed accoglie personemolto diverse da quelle originarie:si tratta di giovani con lievi disabilità,che hanno l’opportunità diuscire dalle loro famiglie di origine,così come fanno tutte le persone lorocoetanee, e di vivere una vita autonoma,seppur con qualche aiuto esostegno da parte degli operatori.Le foto della mostra sono state realizzateda Orlando Strati e GilbertoVeronesi.Secondo viaggioin Palestinadal 13 al 16 febbraioCronaca della visita alle scuole dell’infanziapalestinesi della nostra coordinatricepedagogica, Daria Quaglia,nell’ambito del progetto “Alidella Colomba.Il progetto, che ha come partner ilComune di Bologna, ARCI e l’Associazionepalestinese ECRC (TheEarly Childhood Resource Centre) diGerusalemme, vuole essere occasionearricchente per entrambe lerealtà, portando l’esperienza deiservizi all’infanzia bolognesi in uncontesto così diverso.Siamo partite Daria Balestrazzi, funzionariadel Comune di Bologna ed io, inuna fredda mattina di Sabato 13 febbraio.Il meteo dava neve e noi temevamoche il nostro volo diretto a Francofortealle 5,30 del mattino potesseessere cancellato. Tutto è andato beneinvece ed atterrate a Francoforte, l’aereoche doveva portarci in Israele, a TelAviv, era già pronto.Ci siamo imbarcate su un Jumbo gigantescoa due piani, che conteneva470 persone, quasi tutti pellegrini provenientidall’Est e diretti in Terra Santa,così continuano a chiamare quei territori.Sì perché quella è una terra santaper tutti, cristiani, ebrei, mussulmani,ma anche armeni, copti, cristiani maroniti,anglicani, evangelisti, drusi etc. Edin quell’aereo erano rappresentati tutti.Atterrate a Tel Aviv ci siamo rese contoche avevamo sbagliato completamenteabbigliamento, c’erano 32 gradie per noi che venivamo dalla freddaEuropa è stato uno shock.All’aeroporto ci sono venuti a prendereStefano Brugnara, vicepresidente diARCI Bologna e responsabile del progetto“Ali della Colomba” e Raffaele10


numero 27marzo 2010RevisionecooperativaDal 20/11/2009 al 27/11/2009 la Cooperativaè stata sottoposta alla revisionerelativa all’anno 2009 svolta dalrevisore contabile incaricato da Legacoop,dottoressa Marilena Minarelli,nell’ambito dell’esercizio dellavigilanza sugli Enti Cooperativi previstadal D.Lgs. 2 agosto 2002 N. 220,delegata dal Ministero delle AttivitàProduttive.La revisione ha dato esito positivo,come attestato dal certificato di revisione,confermando la coerenza dellagestione con gli scopi statutari, il caratteremutualistico della società el’adeguatezza della gestione e dell’amministrazionedella Cooperativa.Il verbale di revisione è esposto nellebacheche della Sede Sociale di ViaBoldrini 8 a Bologna; copia del verbalepotrà inoltre essere fornito aisoci che ne facciano richiesta.Spiga funzionario della Regione EmiliaRomagna che vive e lavora da 5 anni aGerusalemme, come responsabile deiprogetti della nostra regione in quell’aerea,Miriam Traversi, responsabilescientifica, ci aspettava in albergo.È cominciato così il secondo viaggio inquella zona, con l’obiettivo di incontrareil nostro partner nel progetto, l’organizzazionenon governativa ECRC (EarlyChildhood Resource Centre), per concordarei contenuti del seminario che siterrà a Bologna il 15 Giugno a conclusionedella prima parte del progetto.Il programma prevedeva la visita ad alcunescuole dell’infanzia che sono stateristrutturate dal progetto “Ali della Colomba”,l’incontro con alcune delle formatriciche sono venute a Bologna nelGiugno del 2009 e alcune visite piùistituzionali con il console italiano aGerusalemme Ovest, con il Ministrodell’Educazione palestinese, con alcunisindaci di paesi vicini ad Hebron.Vorrei soffermarmi sugli aspetti più interessantidella visita.Intanto i saluti delle formatrici che abbiamoospitato a Bologna che ringrazianotutta la cooperativa per l’accoglienza,poi informarvi della volontà diECRC di gemellare alcuni servizi nido inGerusalemme con i nostri, poi farvi sapereche è stata condivisa la volontà diimpegnarci per il seminario su alcuneparole chiave, la partecipazione dellefamiglie, la promozione di interventilaboratoriali nei servizi e… una riflessionesull’identità.Questa riflessione non è facile, la stiamoconducendo in un nostro servizio, ilnido “Abba”, insieme ad altri servizi regionali,e richiede nervi saldi e unabuona assunzione di responsabilità.Sappiamo tutti infatti che l’identità sicostruisce fin dai primi giorni di vita tradue istanze che possiamo per facilitàchiamare, la continua transizione trasingolare io e plurale il tutto.Il nostro tutto però non prevede l’identitànazionale sulla quale invece i nostriinterlocutori Palestinesi fondanoil focus del lavoro educativo.Da qui prendo lo spunto per parlarvi diciò che ho visto ad Hebron. Hebron èuna città di 170.000 abitanti a 20 Km daGerusalemme in un territorio che sarebbedestinato ai Palestinesi.Ci hanno accompagnato nella visita alcuniosservatori di una delegazione internazionalecomposta da sei paesi, trai quali il nostro; questi osservatori sonosmilitarizzati e girano nella città osservandociò che accade e relazionandopoi al proprio Paese, lo fanno a loro rischioe pericolo e gli incidenti ci sono,ci hanno accompagnato infatti comeprimo approccio sul monumento didue osservatori di 25 anni uccisi ad unposto di blocco. Abbiamo raggiunto ilcentro storico, ristrutturato recentementecon i soldi dell’Unione Europea,il giro prevedeva la visita al Suk, allaTomba dei Patriarchi e alla piccola coloniaebraico/israeliana proprio nelcuore del centro storico.Bene, abbiamo passeggiato, se così si puòdire, nel Suk/mercato con gli occhi rivoltiad una rete fittissima che proteggeva latesta dei Palestinesi che vivevano nel Suk,non penso che si possa trasmettere perfettamentel’idea. Sarebbe come andarein piazza 8 Agosto di Venerdì ed essereprotetti da una rete fittissima posta soprail mercato per proteggerci dal lancio disassi, sedie, tavoli e tanti altri oggetti chepiovono dalle finestre delle case degliisraeliani che abitano sopra il Suk. Nellostesso modo, il quartiere israelita è completamenteprotetto e circondato da filospinato, cavalli di frisia, muri di contenimentoe soprattutto check point che controllanoil passaggio.La sensazione è quella di due popoli chesi sono reciprocamente messi in galera eche il lavoro educativo sulla costruzionedi una identità fondata sull’appartenenzanazionale, sia insufficiente ad affrontarela realtà complessa nella qualevivono e vivranno. Ma io chi sono perpoterlo affermare. In mezzo a questo infernoci sono i bambini, che giocano, lemamme che li portano a scuola e checredono che il domani possa essere miglioreper i loro figli e per questo lottanoe letteralmente risparmiano perpagare loro le scuole, perché tutte lescuole sono a pagamento e a circa 30Km da Ramallah abbiamo visitato unascuola dell’infanzia, che è sostenuta dauna cooperativa di mamme che partecipanoal lavoro delle insegnanti, affiancandoletutti i giorni, perché non ci sonofondi sufficienti per aumentare il numerodelle educatrici.Devo dire che è stato tutto molto istruttivoe una cosa dovrebbe insegnarci,tutto questo,… ad accontentarci e adapprezzare l’abbondanza nella quale viviamo…ma forse anche a metterla in discussione.Daria QuagliaCoordinatrice pedagogica11


numero 27marzo 2010attività socialeIn gita all’OasiNaturalistica di CampottoIl gruppo soci sulla partecipazione havolentieri accettato l’invito, pervenutocidal direttore della Bonifica RenanaAgostino Parigi, ad effettuare una visitaguidata, aperta ai soci della CA-DIAI, all’Oasi Naturalistica delle Vallidi Campotto vicino ad Argenta.Quest’Oasi è una delle zone umide piùvaste dell'Italia settentrionale; i 1.100ettari di canali, casse di espansione,boschi ed argini costituiscono tra l’altrol'ambiente ideale per molte speciedi animali.La visita è prevista prima dell’Estate.La data e le modalità saranno comunicatea tutti i servizi.Sin FronterasUn resoconto delle attivitàdel 2009 dell’associazionesostenuta da CADIAILa fiducia in noi riposta merita chiarezzae riteniamo particolarmente importantetenervi aggiornati sugli sviluppi dei nostriprogetti.Nel 2009 abbiamo operato maggiormenteper la zona di Yacuiba in Boliviadove opera un nostro diretto incaricatoche ci tiene aggiornati e supervisiona losviluppo dei progetti.Abbiamo aperto la pizzeria “Rincon Italiano”con 9.000 euro allo scopo di darelavoro ai ragazzi che hanno terminato ilCome sta andando ilDono-Presto-CercoAd alcuni mesi dall’inizio del Dono-Presto-Cerco,il gruppo soci sulla partecipazionesi è riunito per fare un po’ ilpunto della situazione.Da parte di tutti si è riscontrata unafase iniziale di diffidenza e di ironia (trale tante battute, anche l’offerta di unrene…) che avevamo messo in conto.Poi sono arrivate le prime segnalazioni,vere. “Un frigorifero, un fornello, delle sedie???Queste cose non andranno maivia…”, ci siamo detti. E invece sono andatevia immediatamente! Poche invecele segnalazioni su vestiti per ibimbi, vestitini che tra l’altro sono statirichiesti solo successivamente.Questa cosa ci ha un po’stupito, perchél’idea del Dono-Presto-Cerco era natapensando alle tante mamme della Cooperativae a quegli oggetti, di usomolto limitato nel tempo ma di grandeutilità e costo (come passeggini, seggiolini,vestitini, giocattoli, etc.), che segirano possono essere di notevoleaiuto alle famiglie.Ci siamo però detti che su queste cosepercorso riabilitativo alla Comunità Terapeutica,abbiamo acquistato la monovolumeper il Dormitorio “Capanna Betlemme”con circa 6.000 euro, abbiamoaperto il laboratorio di taglio e cucito“S.Lucia”per dare lavoro alle donne schizofrenichecon 3.200 euro e da agostostiamo sostenendo i costi di gestione delCentro Diurno Disabili “Angel de laGuarda”con 500 euro mensili.Continueremo a sostenere i costi di gestionedel Centro de Educacion Especial“San Francisco de Asis” con circa 3.000euro annui, sosterremo i costi per l’acquistodi cibo e medicinali per la ComunitàTerapeutica “Renacer a la vida” cheaccoglie i ragazzini di strada che sniffanola colla con 6.000 euro annui e sosterremoi costi di gestione del Centroin realtà fra le mamme già esistonodelle reti consolidate.L’altra cosa che abbiamo notato è la difficoltà(ma lo sapevamo!) a ricordare ilnome “Dono-Presto-Cerco”… La tipicatelefonata è del tipo “Chiamo per ilDono… come si chiama…?”. Abbiamoanche provato a pensare ad un nome,un’etichetta accattivante, ma… comepotevamo trovarne una proprio noi chelavoriamo nella “Cooperativa AssistenzaDomiciliare Infermi Anziani Infanzia”detta CADIAI? Gliel’abbiamo data su…Che aspettative abbiamo con il Dono-Presto-Cerco?Non abbiamo l’obiettivo di “movimentare”chissà quali quantitativi per poterdire che l’iniziativa ha avuto successo.Vogliamo semplicemente che si sappiache esiste questa rete, una sorta di“comunitàCADIAI”, utile soprattutto a queinostri colleghi che vengono da altreparti d’Italia o dall’estero e che, specieinizialmente, non hanno al di fuori dellavoro tanti amici e conoscenze.Per questo pubblicheremo in ogni numerodi Scoop un richiamo sull’iniziativa,con l’elenco dei referenti.Roberto MalagutiDiurno Disabili “Angel de la Guarda”con 500 euro mensili.Non ultimo l’intento di acquistare ilpulmino per la numerosissima casa famiglia“S. Clara” che accoglie personecon problemi psichiatrici che necessitanodi visite periodiche in centri specializzatia S. Cruz a oltre 600 chilometridi distanza; questo pulmino serviràinoltre per trasportare i ragazzi disabilial Centro Diurno“Angel de la Guarda”.Numerosi progetti continuano a giungerealla nostra attenzione ormai daogni parte del mondo e come sempresarà nostro intento impegnarci nellabuona riuscita.Paola Viviani, Sin Fronteras Onluswww.sinfronterasonlus.it12


numero 27marzo 2010Da sinistra: Lara Girotti, Laura Piana, Roberto Malaguti, Cristina Anteghini, Claudia Manzini,Anna Di Lucia, Roberta Meotti.Il gruppo socisulla partecipazione“in missione”a Reggio EmiliaUna delegazione di CADIAIha fatto visita a CoopseliosIl treno è in orario. Il paesaggio dal finestrinoè molto bello, la pianura copertadi neve, il sole che illumina tutto.Non è una gita, una parte del grupposoci partecipazione sociale è in “missione”:incontrare la cooperativa socialeCoopselios di Reggio Emilia.Tutto è partito dalla voglia di capire e diconfrontarsi con altre cooperative percapire quali iniziative mettano in attoper aumentare il senso di appartenenzae quali strategie potremmo adottare inCADIAI per aumentare la motivazione adiventare soci.Coopselios è una cooperativa socialedi tipo A, si è costituita come Elios nel1984, occupandosi di anziani e infanzia.Tra il ’94 e il 2002 si è fusa con altre duecooperative, consolidando la propriaesperienza nel settore della psichiatria,dei disabili e dei minori.Arrivati a destinazione siamo accoltidalla responsabile dell’Ufficio Soci,Claudia Manzini. Anche il PresidenteGuido Saccardi è venuto a farci un salutoe, nonostante i suoi impegni, si èintrattenuto con noi per più di mezz’ora.Claudia, che da subito ci è apparsauna persona solare e disponibile,ci ha presentato la struttura organizzativadi Coopselios.La cooperativa ha avuto un notevoleampliamento territoriale, passandodalla dimensione locale a quella nazionale:lavorano in Veneto, in Lombardia,Liguria, Toscana, Piemonte, TrentinoAlto Adige, Lazio.Abbiamo cercato di capire come sianopossibili senso di appartenenza e partecipazionedei soci al governo di unacooperativa con una estensione territorialecosì vasta e quali iniziative pensinodi mettere in campo in una fasecome l’attuale che prevede, con il passaggiodal salario medio convenzionalealla contribuzione piena, la libera sceltadei dipendenti di diventare soci.Circa un anno e mezzo fa è stato costituitoun Ufficio Soci ed in ogni regionenella quale lavorano almeno 100 operatoriesiste una “Sezione soci”. Coopseliosha sentito la necessità di recuperarei rapporti in particolare con i socidistanti dalla sede centrale di ReggioEmilia ed ha deciso di inviare una letteraa tutti spiegando questa volontà ele modalità per realizzarla. Si sono cosìcostituite le sezioni dirette da soci volontariche costituiscono i direttivi (formatida 5 a 11 persone) un responsabilee un vice. Questi direttivi hanno possibilitàdi avanzare diverse proposte chespaziano dal Regolamento Elettorale alregalo di Natale ai soci.Sul fronte dei vantaggi per i soci, Coopseliosha attivato varie convenzioniche vanno dalla polizza assicurativa sanitaria(molto interessante il rimborsodei ticket sanitari fino a 1500 Eurol’anno), agli abbonamenti teatrali, aicentri sportivi, etc.A parte la polizza sanitaria, le altre iniziativesono tarate a seconda delle esigenzeche esprimono i soci nei diversiterritori. Claudia ci ha raccontato dicome molti soci abbiano apprezzato laconvenzione per alcuni alloggi in Toscanadove trascorrere le vacanze, gitea Praga e Monaco.Stanno anche vagliando alcune propostemolto interessanti venute in particolaredalle socie, come la costituzionedi ludoteche per il dopo scuola dei figlidelle lavoratrici e un servizio di babysitterper i figli ammalati.Potete immaginare cosa ha scatenatonella nostra fantasia quest’ultima proposta:un servizio che potrebbe aiutarele lavoratrici che non hanno una rete famigliarealla quale affidare il propriobimbo impossibilitato a frequentaretemporaneamente il nido o la scuola enon dovere rinunciare al lavoro.Una volta tornati, abbiamo portatol’esperienza di questa visita all’internodel gruppo, condividendola con chinon era riuscito a partecipare.La sensazione che tutti abbiamo avutoè stata molto positiva e ci ha portato ariflettere sulla possibilità di proporreanche nella nostra cooperativa alcunedelle iniziative che ci sono state illustrate.Per il gruppo soci sulla partecipazioneLaura Piana13


numero 27marzo 2010I rapporti con la rete locale riguardanoin particolar modo:- la collaborazione (quindicinale) conil Coro “Percorsi di pace”;- il progetto (mensile) ”Vorrei ritornarebambino” in collaborazione con laScuola Materna “Esperanto”;- la frequentazione del Centro Sociale“Garibaldi” che ci ospita in occasioniparticolari come feste e merende;- l’accoglienza da parte del CentroDiurno dei tirocinanti inviati dallescuole per operatori socio sanitari;- la collaborazione continua con laPubblica Assistenza anche per evenmonografiaIl Centro Diurnoper anziani“Ca’ Mazzetti” diCasalecchio di RenoIl Centro Diurno“Ca’Mazzetti”viene affidato(con contratto di concessione dalComune di Casalecchio di Reno) il19.2.2007 al Consorzio Aldebaran, aggiudicatariodell’appalto. L’associataCADIAI è incaricata della gestione direttadel servizio.Il Centro Diurno è situato in via dell’Esperanton° 20 e deve la sua denominazioneal cognome della famigliadi contadini che costruì la casa colonicache lo ospita.Il Centro, strutturato su due piani, conampia terrazza e giardino esterno, è affiancatodal centro sociale “Garibaldi”.Nella stessa via è situata anche laScuola Materna “Esperanto”, con laquale si hanno frequenti rapporti.“Ca’ Mazzetti” è una struttura socio assistenziale,semiresidenziale, che si occupadi anziani ultrasessantacinquennicon diverso grado di non autosufficienzae residenti nel Comune di Casalecchiodi Reno.Obiettivo principale è quello di rimandareed evitare il ricovero a tempoindeterminato in struttura, tramite ilmantenimento e lo stimolo delle capacitàresidue dell’anziano coinvoltonel progetto.Obiettivo secondario è quello di daresostegno alle famiglie in difficoltà.La modalità di accesso avviene tramiteil Servizio Assistenza Anziani (SAA) delComune di Casalecchio di Reno in cuioperano varie assistenti sociali, tra cuiquella di riferimento per il CentroDiurno che si occupa della lista d’attesae definisce il Piano di Lavoro perl’utente.La quota di contribuzione per il servizioviene stabilita in sede comunale.Il Centro Diurno può ospitare fino a 25anziani al giorno per 5 giorni alla settimana,oppure a giorni alterni, ed èaperto dalle 8.00 alle 17.30. Ad oggisono in carico 38 utenti con modalità difrequenza diversificata.La giornata tipoIl servizio della Pubblica Assistenza accompagnagli anziani al Centro a partiredalle 8.15 circa fino alle 9.15, ora incui tutti gli anziani, anche quelli chevengono accompagnati da parenti,sono presenti.Viene preparata la colazione per unbuon numero di essi, dopo di che, comincianole varie attività programmatesettimanalmente e che consistononella ROT (Terapia di Orientamento allaRealtà), lettura del giornale, attivitàmnemoniche, ludiche, cognitive; vengonopreparati anche semplici manufatti,in occasione di ricorrenze particolario feste.Segue poi il pranzo (stabilito da unmenù scelto giornalmente dagli utenti).In caso di compleanni, finito il pastol’anziano viene festeggiato con undolce offerto dal centro diurno.Segue circa un’ora di riposo: una partedi anziani si accomoda in una saletta at-trezzata con comode poltrone, mentrealtri possono socializzare, leggere ogiocare a carte.Poi si ricominciano le attività pomeridianeche coinvolgono il grandegruppo di anziani. In alternativa ilgruppo si può suddividere, per favorireattività più specifiche ed individuali.Segue una piccola merenda.Verso le 15.45 gli anziani vengono riaccompagnatial proprio domicilio dallaPubblica Assistenza.Dalle 16.30 alle 17.30 il Centro rimaneaperto per gli ultimi utenti che vanno acasa accompagnati dalla famiglia, e perle pulizie finali della giornata.Il personale è costituito da 5 operatoriche ruotano (all’infuori di uno) su turnisettimanali di circa 36 ore e sono inpossesso dei requisiti previsti dallenorme specifiche in materia. La coordinatriceè presente per 20 ore alla settimana,la musico terapeuta è presentedue volte alla settimana.14


numero 27marzo 2010ti straordinari;- la collaborazione con le borse lavoroaffidateci;- l’interazione costante con le AssistentiSociali del Comune per l’aggiornamentosugli ospiti.Vi sono inoltre scambi di visite con glialtri centri diurni gestiti da CADIAI econ quello di Villa Magri del Comune diCasalecchio.Paola PettazzoniCoordinatrice del Centro Diurno“Ca’ Mazzetti”Festa di CarnevaleIl 16 febbraio scorso si è svolta a “Ca’Mazzetti”una grande festa di carnevaleche ha coinvolto più di 50 persone traospiti ed operatori. Per la prima voltasono stati coinvolti tutti e quattro i centridiurni gestiti da CADIAI (oltre a “Ca’mazzetti, “I Tulipani”, “Il Castelletto” e“Pizzoli”): durante la mattinata gli anzianihanno partecipato a giochi fantasiosiproposti dalla nostra animatriceAnna Chiara, in collaborazione con tuttigli operatori, fino a giungere alla pre-sentazione dei costumi di Carnevalepreparati nelle settimane precedentida operatori ed ospiti. Al primo posto siè classificato il costume presentato da“Ca’ Mazzetti” indossato da un ospiteparticolarmente vivace. È seguita lapremiazione di tutti e quattro i centried in seguito gli anziani hanno pranzatocon gli operatori e poi di nuovo alpomeriggio hanno fatto baldoria alritmo di musica e canti. È stata una pia-cevolissima giornata, faticosa per tutti,soprattutto per i preparativi e l’organizzazionerichiesta, che ha però dimostrato,al di là della gara del costume,che ciò che si riteneva quasi impossibilefare, in realtà con una buona attitudinementale, fisica e spirito di collaborazione,è fattibilissimo!!!Paola Pettazzoni,coordinatrice del Centro Diurnoe gli operatori Antonio, Bambina,Marcella, Marinella, SimonaLa rondineDalla mia finestraho veduto una rondineche volava assai desta,ma quando mi vedevaaver paura pareva,lontano andava, lontano andava,poi tornava, tornava,ma cercava soloil luogo miglioreper il suo volo,candido, spensierato,calmo e spedito.Poesia di Orlando Lorenzi,maestro novantatreenne in pensione ospitedi “Ca’ Mazzetti”.“La rondine” ha vinto il 1° Premio “Poesia peril Centro Diurno” nell’ambito del nonoConcorso di Poesia e Racconti indetto dallaCasa Protetta “Il Corniolo” di Baricella.15


numero 27marzo 2010serviziPubblicate le sceltee gli importi del 5per mille del 2008192 personehanno scelto CADIAIper un ammontaredi 5.270 EuroSono state pubblicate dall’Agenziadelle Entrate le scelte e gli importirelativi al 5 per mille dell’anno finanziario2008.Ricordiamo che la legge finanziariaaveva riproposto la possibilità peri contribuenti di destinare unaquota pari al 5 per mille dell’impostasul reddito delle persone fisicheper finalità di interesse sociale,prevedendo, fra le varie possibilità,il sostegno del volontariato, delleonlus, delle associazioni di promozionesociale e delle associazioniriconosciute.Anche CADIAI, cooperativa sociale eonlus, risulta fra i beneficiari.Ecco i dati relativi alla nostra cooperativa:- numero di scelte: 192- importo scelte espresse:€ 4.732,73- importo proporzionale per lescelte generiche: € 537,66Totale: € 5.270,39Prove di... partecipazionetra nidi e famiglie.Riflessioni a voce altatra passato e direzioni future.Tuzla-SpazioAperto,Giovedì 15 aprile 2010, ore 15Sala Falcone e Borsellino (presso la sede del Quartiere Reno)Via Battindarno 123, Bolognaun’occasione Autobus n. 36 dalla stazione, fermata per deposito condividere.ATC BattindarnoL’inclusione dei minori disabili e l’esperienzadella cooperazione internazionale.Partecipare è sempre un’azione positiva, un esercizio di democrazia,che mette in contatto mondi apparentemente paralleli, in realtàprofondamente intrecciati,come quelli delle famiglie e dei nidi d’infanzia.Mondi che collaborano ad un obiettivo comune: il benessere dei bambini.Giovedì 22 Aprile 2010, dalle 15.00 alle 17.30Centro Italiano di Documentazionesulla Cooperazione e l’Economia SocialeViaProgrammaMentana 2, BolognaSaluti iniziali: Franca Guglielmetti Presidente di CADIAIIntervengono:LoRobertoscorsoMaffeoanno una delegazione di CADIAI si è recata a Tuzla a visitare alcuni ServiziCoordinatore Pedagogico dei Comuni di Pianoro e VignolacheDanielalavoranoOrsinell’ambito della disabilità. Ora, in occasione della visita a CADIAI daPedagogista, Quartiere San VitaleparteEnricodellaMantovanidelegazioneCoordinatorebosniaca,Pedagogico,si è organizzatoCADIAIun incontro nel quale raccontarequest’esperienza Silvia Travaglini Coordinatrice alla luce delle Pedagogica, possibili CADIAI proposte di collaborazione internazionale.Lucia Zucchi Coordinatrice Pedagogica, CADIAIVania Bergonzini Educatrice del Nido “Anatroccolo”, Comune di Castel MaggioreApre e modera i lavori: Franca Guglielmetti Presidente di CADIAIEleonora Persiani Educatrice del Nido “Anatroccolo”, Comune di Castel MaggioreCondivisione Sara Baraldi dell’esperienza:Educatrice del Nido “Abba” di Bologna, CADIAILuca Chiara Fanti Ferrari Responsabile Educatrice Centro del Diurno Nido “Spazio “Rodari” Aperto” di Anzola CADIAI Emilia, CADIAILucia Simonetta Zucchi Pedagogista Girotti Mamma CADIAI del Nido “Abba” di BolognaAndrea Ricciotti Neuropsichiatra Infantile, N.P.I.A. Azienda USL di BolognaSelma Modera: Hodzic Daria Coordinatrice Quaglia Coordinatrice Centro Documentazione pedagogica di dei Tuzlanidi CADIAILuisa Conclusione Zaghi Coordinatrice dei lavori Centro alle di ore Documentazione 17.30 per l’Integrazione di CrespellanoAndrea Canevaro Professore Ordinario Dipartimento di Scienze dell’Educazione presso l’Università di BolognaL’esperienza dell’inclusione All’interno dei ragazzi del seminariodisabili e il valore della cooperazione internazionaleGiacomo Anastasi verrà Esperto presentato in cooperazione internazionale il Quaderno CADIAIRoberta Trovarelli “Fili Internazionalizzazione di partecipazione: e Progetti Internazionali Legacoop Emilia Romagnaincontri con le famiglie nei nidi di infanzia” Per Informazioni: CADIAITel 051 74 19 001info@cadiai.it - www.cadiai.itPer Informazioni:CADIAITel 051 74 19 001info@cadiai.it - www.cadiai.it16


numero 27marzo 2010Caffè AlzheimerAl cinema per imparareDue interessanti iniziative a propositodi anziani a San Pietro in CasaleSabato 27 marzo il Cinema Italia di SanPietro in Casale ha ospitato un seminariosu “La nutrizione enterale eparenterale sul territorio: il ruolodel Medico di Medicina Generale”,organizzato dai MMG dell’RSA “VirginiaGrandi”.Nel corso della mattinata sono stati esaminatii diversi aspetti legati alla gestionedell’anziano fragile sottopostoa nutrizione artificiale, in residenza protettao al domicilio. Come il dottorCarlo Lesi, direttore dell’UOC di Dietologiae Nutrizione Clinica dell’OspedaleMaggiore di Bologna ha più volte sottolineato,l’impiego della nutrizione artificialeè prioritariamente volto a favorireil rientro del paziente al propriodomicilio, previa educazione della famigliae qualora non siano presentiquadri patologici o disfunzionali tali dasconsigliare la gestione domiciliare.I medici dell’RSA – Orlando Drago,Giuseppe Parente, Rosalba Giofrè – sisono occupati degli aspetti clinici e organizzativiconnessi alla gestione delpaziente con PEG o CVC. Monica Gamberoni,fisioterapista di CADIAI, ha presentatouna relazione stilata dal gruppodei riabilitatori dell’RSA (oltre a Monica,Francesco Sicilia, fisioterapista, RosaliaGiannotta, logopedista e LorenaRoffi, fisiatra), che negli ultimi due annisi è trovato a lavorare in modo continuativocon quattordici anziani ad elevatacomplessità riabilitativa nutriti pervia enterale. Fabio Gallerani, infermiereprofessionale dell’’RSA, ha inveceillustrato con molta efficacia il nursingdei dispositivi di nutrizione enterale.Sono inoltre intervenuti M. Malaguti,dietista dell’UOC di Dietologia e NutrizioneClinica, che ha fornito prezioseindicazioni sulla gestione delle dietecremose e il dottor Carlo Lesi, che haanalizzato le indicazioni, il monitoraggioe i limiti della nutrizione enterale.Chiunque fosse interessato ai materialipresentati nel corso della mattinata potràrichiederli all’RSA Virginia Grandi,virginiagrandi@cadiai.itSabato 22 maggio il Cinema Italia ospiteràinvece un seminario molto particolare,quasi un piccolo happening, dedicatoalla pubblicazione del volume“Di Cafè in Cafè. Tra Alzheimer Cafè eMeeting Center, un percorso cheprende forma”, curato dall’associazioneAMA-Amarcord e dal CentroStudi RiattivaMente.La giornata seminariale è il risultato di unlavoro che ha impegnato i rappresentantidegli Alzheimer Café di Bologna eprovincia e della provincia di Forlì-Cesena,sotto la guida del professor RabihChattat, per più di un anno ed è statapreceduta da una serie di incontri patrocinatidalla Provincia di Bologna edalla Regione Emilia Romagna.Gli Alzheimer Café e i Meeting Centersono esperienze di sostegno/consulenza/condivisionenate nel Nord Europae rivolte ai malati di demenza e ailoro familiari.La tesi della giornata è che, mutuate inItalia, queste esperienze hanno rapidamentecambiato natura, adattandosi allacultura mediterranea e a contesti istituzionalidiversi, pur mantenendo integrala loro funzione.Obiettivo del seminario è di fornire sufficientielementi a chi, in qualunquepunto della regione o della nazione, abbiavoglia di replicare l’esperienza di unservizio ‘a bassa soglia’, di basso costo edi elevata efficacia, facilmente integrabilenella rete e altrettanto facilmenteaccessibile dal territorio.Hanno partecipato ai lavori di preparazionee parteciperanno alla giornataseminariale Christine Melon e SabrinaStinziani, rappresentanti del CaffèSan Biagio, promosso e sostenuto daCADIAI e dal Distretto di Casalecchiodi Reno.Il volume “Di Café in Café” si avvale delcontributo di tutti gli Alzheimer Caféche hanno partecipato agli incontriprovinciali e sarà consegnato gratuitamentea tutti gli iscritti al seminario.L’iscrizione è gratuita.La brochure del seminario e la schedadi iscrizione saranno disponibili intempi brevissimi sul sito www.cadiai.itM. Christine Melon17


numero 27marzo 2010serviziUn nonno in camicebianco racconta…Gli anziani dei centridiurni CADIAI incontranoi bambini dei repartipediatrici dell’ospedaleS. Orsola-Malpighidi BolognaLa casa protettaSan Biagio croceviadi scambi con il territorioplicemente uno scambio “a distanza”attraverso il mio ruolo di musicoterapeuta,parte attiva sia nei laboratori dimusicoterapia del reparto di EndocrinologiaPediatrica per il Progetto Tamino(terapie ed attività musicali inospedale) che per le attività dei quattrocentri diurni per anziani CADIAI.Infatti fino ad ora il Centro Diurno “IlCastelletto”del Quartiere Savena, il“Ca’Mazzetti”di Casalecchio di Reno, il CentroDiurno“Pizzoli”del Quartiere Navilee “I Tulipani” del Quartiere San DonatoNel corso di questi anni ci siamo resiconto di come la struttura residenzialefosse diventata un crocevia di incontrie scambi con il territorio circostante.Nel tempo si sono infatti sviluppate varieattività per favorire la socializzazionee l’integrazione dei nostri anziani.La casa protetta non è solo un luogo diprotezione e ricovero per anziani fragili,ma è prima di ogni cosa una CASA, laloro casa, dove è bello ancora“poter ricevere”qualcheospite dall’esterno, soprattuttoquando arriva per allietare erallegrare la giornata.Un’attività in particolare col tempo ècresciuta sempre di più fino a rappresentareper gli anziani un momento importantee fortemente atteso: è quellacreata insieme alla Parrocchia di SanBiagio e le signore volontarie.Con loro gli appuntamenti sono due:il lunedì mattina per il rosario, duranteil quale insieme alla tradizionale recitadei misteri si intercalano vari cantidedicati alla Madonna e il mercoledìmattina, in cui il parroco di San Biagio,Don Sanzio, celebra la Santa Messanella cappellina della Casa Protetta,aprendo la funzione anche agli abitantidel quartiere. Il momento è resoancora più speciale in quanto tutti itempi della preghiera sono accompagnatidalla chitarra.Questi appuntamenti si protraggonoda diverso tempo; l’attività del “rosariocantato”è cominciata nel 2004 quandoContinua, all’interno del progetto “Unnonno in camice bianco”, la collaborazioneiniziata da Giugno tra i centridiurni anziani CADIAI e i bambini dei repartipediatrici dell’ospedale S.Orsola-Malpighi di Bologna, con il supportodell’associazione Amaci. Protagonistisono gli anziani in un reciproco scambiocon piccoli degenti.Fino ad ora questo gemellaggio, traospedale e centri diurni, è stato semsisono impegnati con l’aiuto degli operatoria realizzare e donare festoni, cartelloni,manufatti per rallegrare gli spazidel reparto di Endocrinologia Pediatricae hanno devoluto parte del ricavatodei mercatini di Natale, all’acquistodi materiale didattico e ludico per lascuola dei reparti pediatrici.A Dicembre scorso, durante il concertodi Natale, organizzato dall’OrchestraMozart, si è pensato di consolidarequesto legame occasionalecreato tra due generazioni diverse, in-ancora vi era solo un nucleo di CasaProtetta e gli anziani insieme ai volontarisi riunivano nel salone a pianoterra in uno spazio dedicato, mentrela celebrazione della Messa è iniziatanel 2009, al termine dell’ampliamentodella Casa Protetta.Gli anziani gradiscono molto questimomenti, sia per la possibilità diesprimere la propria fede, sia perchéè un momento di saluto, incontroe dialogo.Un ringraziamento particolare peril sostegno e l’affetto che dimostranoai nostri anziani va a Carla,Graziella , Francesca, Armandina, Ermelinda,Antonia, Antonietta, LauraTina, Rosaria e Laura, le volontariedella Parrocchia.Fabio LiistroOperatore del Centro DiurnoSan Biagio di Casalecchio18


numero 27marzo 2010vitando anche gli anziani dei centridiurni interessati.Anziani e bambini in quella giornatahanno potuto respirare insieme l’ariadi festa, attraverso l’ascolto di branimusicali natalizi e non, suonati dalquartetto di giovani musicisti dell’OrchestraMozart e anche condividerel’allegria e la gioia nei giochi musicalida me diretti.Per gli anziani dei centri è stata unagiornata di forte impatto emotivo inquanto hanno potuto rimuovere i loroproblemi senili concentrando l’attenzionesulle sofferenze dei bambini inun gesto di solidarietà e altruismo.Da qui l’idea che l’anziano potesse sentirsiutile in prima persona, vero e proprioprotagonista di un “percorso terapeutico”,replicando al pubblico deibambini ospedalizzati tutte quelle attivitàrealizzate all’interno dei centri durantele festività.Fiabe, racconti, filastrocche, poesie,canti, vengono presentate ai bambinidel S. Orsola dagli anziani stessi, creandodei momenti in cui il bambinostacca dalla sua solitudine ed dall’inattivitàospedaliera.Il primo incontro è avvenuto il 19 Marzonell’aula del seminterrato pad 13 del S.Orsola, con gli anziani del CentroDiurno Pizzoli, che hanno presentatola fiaba della maga Fricantela. Coreografia,costumi, canzoni hanno allietatoe divertito i bambini, che sono ritornatifelici in reparto con un palloncino coloratoda appendere nella loro stanza edisegni da colorare.L’appuntamento di Aprile vedrà il centrodiurno del Castelletto che presenteràil racconto “L’uovo di Ortone” edda qui altri incontri che si protrarrannofino al mese di Dicembre, appuntamentoin cui i 4 centri diurni si unirannoinsieme in un finale ricco di allegriae creatività.Anna Chiara AchilliMusicoterapeutaAmarcord…Gli anziani del centrodiurno “Il Castelletto”ritornano al cinemaDal mese di Gennaio, nel Centro Diurno“Il Castelletto” del Quartiere Savena diBologna, ha preso avvio un interessanteprogetto culturale cinematograficodal titolo “Amarcord”, dal celeberrimofilm di Federico Fellini, che indialetto significa “mi ricordo”.Il progetto, che proseguirà fino all’Estate,è nato dall’esigenza e dal bisognodegli anziani di rivedere film delpassato che hanno segnato tappe importantidella loro vita e a cui sono profondamentelegati emotivamente, daquelli italiani di Alberto Sordi, Totò, SofiaLoren, a quelli stranieri.Il cinema usa un linguaggio polisemanticoche coinvolge profondamentela nostra soggettività.Attraverso i meccanismi della proiezionee dell’identificazione riusciamo asuperare la nostra realtà per entrare inuna realtà immateriale, di cui via via cominciamoa cogliere l’intreccio dellestorie individuali, le abitudini, le regoledi vita, i ruoli dei personaggi…Succede spesso che un film sfiori lospettatore toccando corde molto intimee segrete, lasciando una sensazioneindefinita, intrisa di emozioni,piacevoli o spiacevoli e che questesensazioni lo accompagnino per uncerto tempo o che la notte si concretizzinoin un sogno, o si sarà ritrovatoa piangere più o meno a dirotto sucerte scene che lasciavano altri più omeno indifferenti.Seguendo questo filone legato all’emozione,in America va di moda laMovie Therapy, la terapia che usa filmopportunamente selezionati per provocareuna sorta di moto liberatorioche spinga la persona a raccontare di sésotto la spinta emotiva del film e a rileggerevissuti che sono stati sepolti, ricordidel passato dimenticati.Per quanto uno degli obiettivi del progettosia quello della stimolazione delladimensione emotiva dell’anziano, e dunqueanche del ricordo, è evidente cheun lavoro di tale genere investe necessariamenteabilità cognitive, linguistiche,metalinguistiche e metacognitive.È ciò che avviene infatti nel percorso didatticoche succede alla visione delfilm, quando si individuano e si discutedelle scene principali, dei personaggi edegli interpreti, dell’ambientazione storicain cui è girato ecc…È un parlare delle parole, un pensare ipensieri, un sentire le emozioni chesposta il livello cognitivo ai piani altidel metapensiero e della metaemozionecon una crescita ed un arricchimentoglobale della personalità che siesprime e si concretizza nella voglia diapprofondire, di problematizzare, di individuarepercorsi originali e personaliattraverso esclusivamente la relazione,la comunicazione, la partecipazione ditutto il gruppo.Anna Chiara AchilliMusicoterapeuta19


numero 27marzo 2010serviziIl nido “La Cicogna”di San Lazzaro diSavena compieun annoLa leggenda che i bambini nascanoportati dalla cicogna viene da lontano,da un periodo in cui l’uomo conducevauna vita più semplice, a contattocon la natura e si concedeva anche iltempo di trovare delle spiegazioni unpo’ poetiche a degli eventi naturalicome la Nascita.Proprio la cicogna, uccello per antonomasiaportatore di vita, con il suomantello bianco simbolo di purezza,purezza che ben simboleggia l’infanzia,dal volo leggero, pacato, senzafretta così come dovrebbe essere lacrescita di quel bimbo che porta consé, un bimbo che necessita di essereguardato, accudito, tenuto così comela natura ben sa fare proprio all’internodi un nido.Vogliamo parlare proprio di un nidod’infanzia nato un anno fa e che portail nome “La Cicogna”.Che coincidenza: la cicogna, uno diquegli animali speciali, non domestici,che sceglie in tutta libertà di vivere acontatto con l’uomo, ha scelto di costruirela sua abitazione-nido conquella di un gruppo di lavoro… qualivissuti!!! Quali emozioni!!!Eccone alcune:« ...e andare verso un qualcosa (aperturanido) che non si è mai fatto, unqualcuno (colleghe, e coordinatori) chenon si conosce, appunto preoccupazione!Cosa si fa? Che tipo di lavoro miaspetta, sarò capace? Chi saranno lecolleghe? E i bambini? Come saranno? Igenitori, cosa si aspettano, come ci immaginano?Molti gli interrogativi maanche immaginare che le altre colleghe,così come i genitori possano pensare lestesse cose che ho pensato. È naturaleche ci sia una reciprocità, perché siamoesseri umani e l’ignoto, il non conosciutoprovoca sempre “paura”, (mi siconsenta il termine!) proprio perchénon si sa a cosa e a chi si va incontro…Momenti di grande crescita, una crescitareciproca che si ha quandoognuno di noi si fida dell’altro... a questopunto citerei una canzone “Mi fidodi te“ di Lorenzo Cherubini “mi fido dite... cosa sei disposto a perdere?...” chesignifica non perdere in maniera negativabensì perdere nel senso di lasciarequalcosa di sé all’altro/a».«Il primo giorno di lavoro non vedevol’ora di arrivare, un’estate intera per pensaree immaginare come sarebbe andata!!!La voglia di conoscere i bambiniprima di tutto e poi ovviamente la collegacon cui avrei dovuto condividerel’intero anno mi riempivano di curiositàe di ansia, un’ansia di quelle positive cheti fanno capire anche quanto ci tieni aquello che fai, perché vuoi che tuttovada bene!»«Soddisfazione più grande è vedere tuttii giorni il sorriso dei bambini... l’emozionepiù forte la si sente quando entriamocon il carrello in sezione e i protagonisti,con entusiasmo, ci chiamano“le dade della pappa”... »«Ricordo l’euforia e la voglia di crearemista all’agitazione dei primi giorni, lacuriosità di scoprire e conoscere nuovecolleghe, con le loro esperienze e le loropaure che, pian piano, capivo esseremolto simili, anzi, uguali alle mie».«Nel mio lavoro si dà molta importanzaall’inserimento e il primo giornoche sono arrivata al nido “La Cicogna”mi sono messa nei panni di un bambinoal “primo giorno di asilo”, eropiena di paure e di domande: entrare afar parte di un nuovo gruppo non èmai facile. Lavoro qui da soli sei mesi,ma un po’ di questo nido lo sento anche“mio” e posso affermare che il miopiù che un inserimento è stato solo unambientamento».Il gruppo di lavorodel Nido “La Cicogna”20


numero 27marzo 2010CADIAI hainaugurato il gruppoappartamento ABSOspita quattro disabiliadultiIl 9 marzo scorso si è tenuta l’inaugurazionedel gruppo appartamento per disabiliadulti“ABS”, situato in via via Mazzini170/2 a BolognaAlla presenza di Franca Guglielmetti,presidente di CADIAI, Adriano Salsi, responsabileUSSI dell'Azienda USL di Bologna,e Agostino Parigi, direttore generaledel Consorzio della BonificaRenana, sono state ufficialmente consegnatele chiavi dell'appartamento aquattro ragazzi che da gennaio abitanoi locali di proprietà della Bonifica Renanae consegnati alla Cooperativa CADIAInello scorso mese di ottobre.L'appartamento è il punto centrale di unservizio innovativo nel settore della disabiltàadulta, già sperimentato consuccesso nel campo della psichiatria.L'idea che sta alla base del progetto è lacoabitazione di un gruppo di pari, quattropersone disabili adulte nello specifico,che possano sviluppare attraversola convivenza un progressivo incrementodella propria autonomia.Il gruppo appartamento di via Mazziniviene tecnicamente definito A BassaProtezione perché, a differenza di esperienzesimilari in cui il livello di controlloè generalmente più elevato, in questocaso la presenza dell'operatore viene limitataalle sole ore pomeridiane perconsentire agli utenti di svolgere unavita più autonoma e responsabilizzata.Punto centrale e peculiare di questaesperienza è la consegna concreta dellechiavi dell'appartamento agli utenti,ai quali spetta la gestione autonomadelle mansioni quotidiane quali la preparazionedei pasti e l'igiene personalee degli ambienti.Così ha commentato l'evento la presidentedi CADIAI, Franca Guglielmetti: “Ilgruppo appartamento ABS di via Mazziniè la nuova tappa evolutiva raggiunta dalsistema dei servizi ai disabili di Bologna.Un percorso che per CADIAI inizia 25 annifa con l’apertura del gruppo appartamentodi via S. Isaia 96 e che oggi conoscequesto nuovo traguardo: un servizio persperimentare la vita autonoma, potendocontare sul confronto e il conforto dellapresenza discreta di personale educativoaltamente professionalizzato. Insommauna vita autonoma “con un piccolo aiutodagli amici”.Tocca adesso a questi quattro giovani,compresi tra i 22 e i 37 anni, compiereconcretamente questo ulteriore passonel proprio percorso di acquisizione diautonomia. Un percorso comune perdue di loro, provenienti dallo storicogruppo appartamento S.Isaia presso ilcentro polifunzionale “Alessandro Ancona”di via Portazza, analogo per gli altridue, ugualmente avvezzi ad esperienzein gruppi appartamento adelevata protezione e pronti a sperimentarequesta nuova forma di convivenzacome un ponte verso la pienaautonomia.Vogliamo dedicare alla collegaRoberta Cricca, prematuramentescomparsa, questa poesia chesappiamo amava molto.Per il mio cuorePer il mio cuore basta il tuo petto,per la tua libertà bastano le mie ali.Dalla mia bocca arriverà fino in cielociò che stava sopito sulla tua anima.E in te l’illusione di ogni giorno.Giungi come la rugiada sulle corolle.Scavi l’orizzonte con la tua assenza.Eternamente in fuga come l’onda.Ho detto che cantavi nel ventocome i pini e come gli alberi delle navi.Come quelli sei alta e taciturna.E di colpo ti rattristi, come un viaggio.Accogliente come una vecchia strada.Ti popolano echi e voci nostalgiche.Io mi sono svegliato e a volte migranoe fuggonogli uccelli che dormivano nella tuaanima.Pablo Neruda21


numero 27marzo 2010serviziLa sezioneArcobalenoracconta...Un nuovo tipo didocumentazionesperimentato dalleeducatrici del nido “GattoTalete” di Castel MaggioreNegli ultimi anni il tema della documentazioneè stato, con sempre maggiorefrequenza, al centro dell'attenzioneanche nei servizi educativi; ècertamente cresciuta la consapevolezzache la documentazione rappresentauna risorsa fondamentale per laprofessionalità di tutti gli educatori impegnatiad utilizzare al meglio le conoscenzeprodotte in altri contesti e daaltri colleghi, dato che essa è la modalitàcon la quale vengono rappresentate,comunicate e diffuse le conoscenzeprodotte.Non tutte le cose che facciamo peròsono documentate: è facile che ognunodi noi abbia una fotografia di un propriocompleanno e lo è meno averneuna che ci ritrae mentre ci laviamo identi; tendiamo a documentare lecose per noi importanti ma all'inverso,le cose della nostra vita che sono, comunque,documentate acquistanoimportanza.Da questo punto di vista, la documentazionesi propone come strumento per:1.la costruzione di un profilo del bambino,che consenta, ad esempio, albambino, di rintracciare la storia delsuo percorso e costruirsi un'identità,agli educatori, di poter progettare inbase a tale storia interventi adeguatitenendo presente bisogni, capacità epotenzialità, ai genitori di condividerel'esperienza del nido con il lorobambino;2.arricchire la professionalità deglieducatori, che in tal modo prendonocoscienza del proprio agire educativoin un'ottica di cambiamento e miglioramentoche valorizzi il sapereprofessionale rendendolo visibile.3.la diffusione di conoscenze e validazionedi esperienze, per concorrere apromuovere la cultura dell'infanziadal nido verso contesti più ampi.Essa risulta essere una componentechiave del lavoro educativo che insiemeall'osservazione, progettazione,valutazione, va pensata prima che realizzata.Il passaggio dall'esperienza, ad esempioun progetto realizzato, alla documentazione,richiede costanza e fiducia,“cinqueminuti al giorno, suggerisce Paul Auster,pochi minuti per fermare il tempo. Senzaquel tempo il passato si annebbia, rimanesolo una traccia labile che si confondecon le urgenze del presente.Chi racconta adempie ad un impegnoprezioso per una comunità, dal momentoche la documentazione del lavorosvolto con i bambini fornisce unaprova delle loro potenzialità e contribuiscea creare quella cultura dell'infanziache va sempre più conosciuta efatta conoscere, affinché si possano migliorarela cura e l'educazione dei bambini.Sappiamo bene che all'inizio è unastrada che risulta difficile, e di fatto lo è,sia perché esige tempo, sia perché richiedeuna serie di competenze tecnichee professionali che non sono di persé naturali né scontate.Per questo, risulta importante prima ditutto cercare di organizzare all'internodel nido gli spazi e i materiali necessariaffinché questo lavoro sia alleggeritodalle difficoltà organizzative, chespesso ne impediscono e ne intralcianola realizzazione.Seguendo tali tracce, per quest'annoeducativo, abbiamo pensato di sperimentareun nuovo tipo di documentazionenata con il contributo di tutte leeducatrici della sezione Arcobaleno delnido “Gatto Talete” di Castel Maggioreche consiste nella raccolta sistematicaed organizzata delle “parole” dei bambiniche prenderanno forma in un diariodi bordo individuale che verrà lorodonato alla fine dell'anno.Ogni giorno annotiamo pensieri, conquistee aneddoti di ogni singolobambino e riponiamo il tutto in appositifavorit, predisposti per la raccolta,nell'atelier della sezione.Così scopriamo, ad esempio, che Michele(3 anni):il 16-02-2010, dopo la nanna pomeridiana…Dada Cinzia: “Michele, hai dormitobene?”Michele: “Si, ho sognato che ero un vigileurbano e che facevo le multe!”Dada Cinzia: “le multe? E a chi?”Michele: “ma le faccio per finta e poi fischiavo,ma le macchine non si fermavanoe poi è passata una Ferrari velocissima!Dall'altro lato, abbiamo proposto ai genitori,durante l'assemblea tenutasi agennaio, di annotare loro stessi su unquadernone predisposto all'entratadella sezione quello che raccontano iloro bambini a casa. Attualmente diversepagine sono già state scritte, c'èchi ci racconta che a Giulia piace andarecon la mamma a prendere suo fratelloda scuola o che Martina canta “seidiventata nera nera nera come il carbon”mentre gioca nella sua cameretta.BibliografiaD'Odorico L., Cassibba R., Osservare pereducare, 2007, Carocci, Roma.Di Pasquale G., Maselli M., L'arte di documentare,perché e come fare documentazione,2002, Marius edizioni srl,Milano.Galardini A. L., I genitori nel nido: coinvolgimentoe collaborazione, in “Crescereal Nido”, Carocci Editore, Roma.Anita DimattiaEducatrice della sezione Arcobaleno,Nido “Gatto Talete”, Castel Maggiore22


numero 27marzo 2010La stimolazionebasaleUn’esperienza nuova per ilcentro diurno per minoridisabili “Spazio Aperto” diSan Giovanni in PersicetoLa stimolazione basale…. che cos’è?Consiste in un intervento riabilitativo diaccompagnamento e di sostegno, perle persone con grave disabilità.Si rivolge a bambini, adolescenti edadulti non autonomi, che percepisconoe comunicano con il mondo esternosolo attraverso il loro corpo.Lo scopo principale è quello di tentaredi trasmettere alla persona disabile, unagamma di esperienze sensoriali attraversoun’interazione con il proprio educatore,che aiuta a far sfruttare tutti isensi del proprio utente (anche se deficitari),nelle interazioni quotidiane…L’obiettivo principale di un approcciomultisensoriale è quello di accompagnarela persona nella sua crescita, creandoattorno a lei un contesto sereno,rassicurante, motivante e stimolante,un angolo raccolto dove ognuno sperimentai sensi, ma soprattutto sperimentase stesso…L’esigenza di far provare nuove esperienzeall’utenza del centro diurno‘’Spazio Aperto’’ha fatto sì che nel mesedi ottobre 2009, la pedagogista di CA-DIAI Rosy Blanco abbia svolto un corsosulla stimolazione basale, rivolto al personaledella struttura.Durante la serie di incontri si è provatasulla propria persona una serie di esperienzesensoriali che realmente permettonouna sorta di comunicazioneattraverso il corpo.Sono stati effettuati quattro tipi diesperienze: TATTILE - OLFATTIVA - VI-SIVA e UDITIVA.Per rendere possibile la parte praticadel corso è stata allestita la stanza morbidadel Centro Diurno, il tutto con materialedi riciclo e a basso costo.La priorità era quella di creare un ambientecaldo e accogliente, con lucisoffuse (candele, led… ) e creare un’atmosferasurreale con della musica disottofondo o rumori calmi della natura,tipo il mare o il soffio di un ventoprimaverile, etc…L’esperienza TATTILE-UDITIVA è statasvolta creando un tappeto di palloncini,delle docce secche composte dapasta da cucina infilata in cordini, oggettidi creta legati in sequenza che, setoccati, riproducevano un suono metallico,ma non sgradevole, e la piscinadi palline morbide.L’OLFATTIVA, creando un percorso di 3-4 metri, con degli step (3-4), compostida basi contenenti un qualcosa di profumato…da creme aromatizzate dausare su viso/mani/piedi… ad essenzevarie…La VISIVA, creando un percorso luminosovisibile soltanto oscurando l’interoambiente (sono state usate lucinatalizie, candele profumate e vari ledcolorati)…È stata un’esperienza breve ma intensa,che ha permesso di vivere inprima persona delle sensazioni che avolte si danno per scontate e non simettono a fuoco.Dopo la pratica su se stessi si è passatialla via operativa vera e propria: farprovare ai nostri ospiti la stimolazionebasale… e per una buona percentualesi sono riscontrati bei risultati, soprattuttoper ciò che riguarda il benesserepsico-fisico.Personalmente posso solo ribadire chenel nostro settore, benché ci si “navighi”da anni, non si finisce mai di impararee scoprire tutto il potenzialeche possono mettere in campo i nostriutenti, soprattutto la naturalezza conla quale si mettono in gioco… cosache per noi, cosiddetti normodotati,non è a volte altrettanto semplice oscontata.David RossiEducatore23


numero 27marzo 2010serviziIl paese delle scarpeLaboratorio della sezioneMargherite del Nido AbbaPer l’anno scolastico 2009/2010 la sezioneMargherite del nido“Abba”di Bolognaha deciso di inserire nella propriaprogrammazione un laboratorio“Teatrale”, liberamente ispirato a “FareTetro al Nido” di M. Bricco. I bambinisono i principali attori della programmazione:saranno protagonisti diun’esperienza costruita sull’idea chefare teatro al nido voglia dire dedicareuno spazio, un tempo ed una modalitàoperativa per rafforzare il gioco d’imitazioneprima e quello simbolico poi;permettendo al bambino di muoversigiocando nel mondo complesso deisentimenti e delle emozioni. L’attivitàteatrale con bambini così piccoli nonsta chiaramente nel farli recitare o nelcreare un prodotto finito e visibile. Lospazio teatrale è un luogo che favoriscela possibilità del bambino di interveniredirettamente e attivamente suglielementi che lo attorniano, dando loroun significato. Il piacere del fare è statoil vero conduttore di questa attività.Germana, Teresa e LuciaAl nido “Abba” è successoun fatto incredibile,inimmaginabile… sonomisteriosamente scomparsele scarpe di Lillo il Coccodrillo…Così adesso è molto triste……allora Lillo ci ha chiestose possiamo accompagnarlonella sua ricerca.Chissà dove si sono nascostequeste scarpe???AL MARE!!!Ma come fare per andare fino a là?!?Ma certo il TRENO!!!!Ma ci serve il Biglietto…Cerca…cerca…cercama delle scarpe nessuna “orma”.Allora Lillo ci saluta e ci chiede aiutoper un'altra avventura.Eccoci arrivati al mare……dopo un lungo viaggio in treno, passando attraverso un piccolo passaggiosegreto …SORPRESA …IL PAESE DELLE SCARPE!!! E INDOVINATE UN PO’?!?LE SCARPE DI LILLO ERANO SEMPLICEMENTE TORNATE A CASA!!!24


numero 27marzo 2010Luci di via AbbaFotoracconto di una festadi stradaVia Abba di giorno con il suo caos: auto,autobus... mamme affannate di corsache accompagnano i loro bambini.Su questa strada si affacciano percorsidi vita che coinvolgono i bambini daiprimi mesi sino alle porte della loro adolescenza;c’è un nido una scuola d’infanziae una scuola elementare.Il 18 settembre 2009, dalle 17 a tardasera, via Abba è stata chiusa al trafficoper dar vita alla festa “Luci di Via Abba– Festa di strada”organizzata dal QuartiereSavena.Commercianti, scuole, associazioni eprivati hanno allestito stand e banchettilungo tutta la via.Noi abbiamo contribuito e partecipatocosì:abbiamo aperto i cancelli del Nido, invitatoalcuni ospiti dei centri diurni perdisabili “Graziella Fava” e “Casa dei Boschini”,che hanno esposto i propri manufattia fianco di quelli prodotti dall’atelierper disabili“Il Maggiociondolo”e dal Centro Integrato per Anziani diGranarolo.L’entrata del Nido era allestita comeuna galleria d’arte, i quadri esposti realizzatidai bambini durante i laboratori“espressivi” hanno ottenuto l’attenzionee l’ammirazione dei visitatori.Questa iniziativa ha dato la possibilitàdi far conoscere la nostra realtà agliabitanti del quartiere e non solo, numerosepersone sono transitate all’internodel servizio.Il personale del Nido ha intrattenuto i visitatoricon giochi di altri tempi: rubabandiera la corsa dei sacchi e il tiro allafune.In tardo pomeriggio un clown ha coinvoltoi bambini presenti con giochi finoall’arrivo della pioggia ma…Nonostante le ”LUCI DI VIA ABBA” sisiano ormai spente ancora ci pare di sentirequalcuno che canticchia “mamamama mia …”A cura di Giorgia, Maria Angelae Patrizia del Nido “Abba”25


numero 27marzo 2010Archivio iconograficoIl patrimonio iconografico comprendecirca 30 mila stampe e alcune migliaiadi manifesti, che illustrano la comunicazionesociale del Movimento Cooperativodagli anni cinquanta ad oggi. Deimanifesti conservati, oltre 1.500 sonostati digitalizzati ed è possibile visualizzarliattraverso la consultazione online.Le raccolte fotografiche offronoprevalentemente immagini relative alaltrerealtàCentro Italiano diDocumentazionesulla Cooperazione el'Economia SocialeNel 1987, in occasione del 16° Congressodella Lega delle Cooperative eMutue di Bologna, il presidente AlessandroSkuk propose la creazione di unluogo dedicato alla tutela e alla conservazionedelle fonti storico-archivistichesulla Cooperazione.Nacque così, nel maggio del 1988, ilCentro Italiano di Documentazionesulla Cooperazione e l'Economia Sociale,con l'obiettivo di favorire una piùampia conoscenza e diffusione deiprincipi e dei valori del MovimentoCooperativo italiano.L'Istituto è specializzato nelle disciplineeconomiche, storiche e sociali riguardantiil Movimento Cooperativoitaliano, con particolare riferimentoalla dottrina cooperativa e all'economiasociale.In questi anni l'attività si è concentratanecessariamente, in totale assenza diuna precedente raccolta programmata,nell'opera di «ricostruzione» della memoriastorica cooperativa, attraverso ilrecupero delle fonti documentarie, perseguendouna politica di acquisizionifocalizzata sulla raccolta di materialisulla Cooperazione ed editi principalmentedalle cooperative e dalle lorostrutture nazionali di rappresentanza.Questa scelta si è rivelata premiante, inquanto sia la provenienza, sia la tipologiadel patrimonio conservato (archivi,bollettini, manifesti, materiale fotograficodi cooperative, nonché una riccadotazione di letteratura grigia, che documentala vita istituzionale delle diversecentrali di rappresentanza cooperativa)conferiscono al Centro quellaoriginale peculiarità che ne caratterizzail ruolo nel panorama nazionale delladocumentazione del settore.Sezione archivisticaIl patrimonio archivistico è costituitoda archivi completi di cooperative cessateo incorporate e da pregevoli archivistorici di cooperative ancora attive.Sono inoltre raccolti documentiprovenienti dalle diverse associazionidi rappresentanza cooperativa anchedi competenza nazionale.La copertura cronologica del materialesi può datare dal 1945 a oggi, con alcunifondi fine Ottocento.Nell'ambito dei fondi archivistici relativialle associazioni di rappresentanza cooperativaè da evidenziare l'archivio diLegacoop Bologna, con una cospicuadocumentazione politico-amministrativache descrive le ingenti perdite subitedalle cooperative aderenti allaLega durante il periodo fascista.L'archivio documenti societari dellecooperative di Bologna e Provincia, databiledal 1880 ai giorni nostri, raccoglieoltre 20 mila atti relativi a statuti, bilanci,atti costitutivi e modificativi dellecooperative nate nel nostro territorio.Sezione bibliotecaLe aree di interesse della biblioteca riguardanogli aspetti economici, giuridici,storici e sociologici relativi allacooperazione, nonché le disciplinespecifiche riguardanti i settori d'attivitàin cui operano le singole societàcooperative.Il patrimonio bibliografico catalogato,oltre 20 mila opere, è costituito principalmenteda monografie di caratteregenerale sul tema della cooperazione:manuali, trattati, raccolte legislative, resocontistorici e pubblicazioni promosseo riguardanti cooperative.Sono presenti anche materiali multimedialie documentazione a caratterepromozionale sulle cooperative (depliant,opuscoli, brochure). I periodiciconservati sono nazionali e locali, conpreferenza per le testate di produzioneinterna al movimento cooperativo (notiziari,bollettini), o per le riviste specialistichedi settore (commercio, marketing,consumo, costruzioni ecc.).Il catalogo della Biblioteca è consultabileon-line (www.cooperazione.net).26


numero 27marzo 2010l'attività istituzionale di enti cooperativie associazioni (convegni, congressi, celebrazioni)e sono costituite inoltre daalcuni archivi fotografici d'impresacompleti che documentano momentidi vita associativa e immagini di lavoro.Banche datiBanca dati delle cooperative di Bolognae provinciaLa banca dati comprende la descrizionedella storia anagrafica di tuttele cooperative, aderenti alle diversecentrali di rappresentanza cooperativa,costituitesi a Bologna e provinciadal 1883 al 1987.Network: database nazionale degli archivicooperativiIl Network italiano sulla cooperazionee l'economia sociale è il risultato delcensimento dei luoghi presso i qualisono conservate fonti documentariesul movimento cooperativo a livellonazionale. I dati censiti sono raccoltiin un database consultabile on-line(www.cooperazione.net).Bibliocoop - bibliografia italiana sullacooperazioneIl Centro e la Soprintendenza ai BeniLibrari della Regione Emilia Romagnasi sono proposti l'obiettivo di censirele pubblicazioni in lingua italiana lacui area tematica fosse riferibile allacooperazione. Il lavoro bibliograficoha prodotto una banca dati on-line(www.cooperazione.net), Bibliocoop,che contiene circa 11 mila notizie di argomentocooperativo.Banca dati “La cooperazione italiana”Una delle fonti basilari per gli studi cooperativiè la rivista “La CooperazioneItaliana” poiché copre un arco temporaledi oltre cento anni (il numero 1 èdel 1887). Ha preso avvio il progetto didigitalizzazione e indicizzazione delleannate comprese tra il 1887 e il 1960.Una parte di annate è già consultabileon-line (www.cooperazione.net).Museo Virtuale della CooperazioneNel corso del 2008 la Fondazione Unipolisha proposto al Centro l'acquisizionee la successiva gestione del sito“Museo Virtuale della Cooperazione”.L’opportunità offerta ha permesso disalvaguardare e valorizzare il pregevolelavoro già svolto e di arricchire l'offertainformativa del sito istituzionale delCentro. La consultazione dà la possibilitàdi attingere informazioni, dati, normativee ricerche sul Movimento Cooperativonazionale e internazionale.EditoriaAttraverso questa attività viene offertaalle cooperative l'opportunità di pubblicarestudi e ricerche all'interno di unprogetto editoriale interamente riservatoalla Cooperazione, che ne consentala distribuzione nei circuiti editorialinazionali."Storia e studi cooperativi”Nel 2000, a cinquant'anni dalla ricostruzionedel Movimento Cooperativo,il Centro ha dato vita alla collana“Storiae studi cooperativi”, edita dalla casa editriceIl Mulino.Il progetto editoriale intende favorireuna lettura complessiva della storia edella presenza cooperativa nei vari settoridell'economia e della società italiana....segue a pag. 2827


numero 27marzo 2010rubriche...segue da pag. 27La collana conta ad oggi, fra le sue numerosepubblicazioni (28 volumi), diversistudi sullo sviluppo storico, economicoe sociale del MovimentoCooperativo in Italia.“Esperienze e immagini cooperative”La collana nasce, nel 2007, dall'esigenzadi valorizzare e diffondere la culturacooperativa attraverso la pubblicazionedi opere a carattere divulgativo, celebrativo,fotografico.Elena RomagnoliDirettrice del CentroCentro Italiano di Documentazionesulla Cooperazionee l'Economia SocialeVia Mentana, 2 - 40126 Bolognawww.cooperazione.netConvenzioni infavore dei soci al01/02/2010Assicoop SicuraAgente UNIPOLUGF assicurazioni - UGF BancaConvenzione assicurativa e bancariaper i soci CADIAI e familiari conviventi.Condizioni di miglior favore edi sconti sulle principali polizze (adesempio: R.C. Auto, polizze per lapersona, la famiglia e la casa, polizzevita e gestione del risparmio, Unisalute- piani di assistenza sanitaria) esui prodotti e servizi bancari UGFBanca (conti correnti, mutui, prestitipersonali).Per ulteriori informazioni contattare:il Centro Servizi Telefonici UNIPOLallo 051 28 18 888o la consulente AssicoopSig.ra Rossana Peritoreal cell. 320 78 58 357“Le Coccinelle”Calzature per BimbiVia Toscana 8/b a Bologna(zona mulino Parisio)Telefono 051 44 23 36Chiuso il lunedì mattina.Sconto del 20% su tutte le calzature,non cumulabile con altre offerte opromozioni.Fini SportNei punti vendita di Bologna:via Indipendenza 52, Centro Borgo,viaSanGiuseppe1/C,piazzaVIIIAgosto4/DSconto del 10% in tutti i punti venditasugli articoli non scontati, in promozioneo saldo.Farmacie Comunali di BolognaSconto del 10% sui prodotti di parafarmaco.Sono esclusi i medicinali e imedicinali omeopatici.Disco FriscoNegozio di dischiVia De’ Monari 1/A/1B a Bologna(all’angolo con via Indipendenza).Sconto del 10% su tutti gli acquisti.Libreria “Mel Books”via Rizzoli a BolognaSi applicano i seguenti sconti:7% sui libri scolastici, 10% sui librinuovi, 15% sui dizionari, 10% sui dvd.Farmacia S. AnnaVia Don Minzoni,1 - BolognaTel. 051 252452 / 051 252273-15% su parafarmaco-10% e 20% su prodotti da banco.FerredProdotti sostenibilità per l’infanziae la collettivitàIn tutti i servizi è consultabile un listinocon tutti i prodotti e i prezzi vantaggiosiespressamente rivolti ai socidi CADIAI.Trattamenti di ShiatsuPer le socie e i soci il costo è di 25 euro(inclusa tessera associazione “Spaziovita”)per un trattamento della duratadi un’ora.Per informazioni e appuntamenti:Annalita Bellei: 339 8878831Roberto Rinaldi: 349 6460655Nuovo Ambulatorio Felsineovia F.lli Cairoli 2 a BolognaTel 051 42 10 644Ai soci che si rivolgeranno all’ambulatorioper attività diagnostiche e diterapia fisico-riabilitativa, verrà applicatoun prezzo vantaggioso rispetto aquello di listino.Teatro “Arena del Sole” di BolognaViene applicato lo stesso sconto del20% sui biglietti di ingresso così comeprevisto per tutti gli associati dellecooperative aderenti a Legacoop.28


numero 27marzo 2010Dono-Presto-CercoLa rete di CADIAIper mettere in contattole persone e incrociarei loro bisogni.Il DONO-PRESTO-CERCO è una modalitàdi donazione e/o prestito, frai soci e i dipendenti della cooperativa,di quegli oggetti che hanno peri singoli terminato la propria utilità.È prevista anche la possibilità diCHIEDERE (“cerco la tal cosa…, c’èqualcuno che ce l’ha?”), perché il bisognodi qualcuno può far ricordaread altri di avere degli oggetti inutilizzatie magari sollecitare la disponibilitàa prestarli o donarli.Come funziona?Chi vuole donare, prestare o cercare,fa la propria segnalazione ad unodei seguenti referenti*, contattandolidirettamente presso i servizi incui lavorano:• Cristina Anteghini, Monica Bernabiti,Eudochia Smochina (Residenzaper disabili“La Corte del Sole”diSan Giovanni in Persiceto);• Anna di Lucia (Casa Protetta “SanBiagio” di Casalecchio);• Lara Girotti, Laura Piana e CinziaCapecchi (Nido ”Gatto Talete” diCastel Maggiore);• Roberto Malaguti (uffici della sede);• Roberta Meotti (Casa protetta“Torre di Galliera”);• Nada Peric (Nido “Abba” di Bologna);• Giuseppina Reto (Balenido” di Casalecchio);• Anna Paola Turatti (Sad Savena).* Questa lista di persone è naturalmenteaperta ad altre che vi si volesseroaggregare.Le segnalazioni vengono espostenelle bacheche dei servizi e ripor-tate in una apposita pagina del sitowww.cadiai.itIl DONO-PRESTO-CERCO è una reteinformativa che mette in contattole persone e le loro disponibilità edesigenze.Non è prevista alcuna modalità distoccaggio o deposito degli oggetti:le persone si accordano autonomamenteper le consegne.Pillole verdiPiccoli consigli di sostenibilitàambientaleNon lasciar scorrere inutilmentel’acqua quando ci si lava i denti.Per sciacquare la bocca basta unbicchiere d’acqua!Nati in CADIAICongratulazioni alle neo mammeGiorgia BianchiTamara CherniavskaSerena DestitoAneta KurylowskaArianna PulignanoMarianna SpensieratoDiamo i numeriI consumi di CADIAInel 2009Metri cubi di acqua 25.390Metri cubi di gas 252.481kwh luce 1.155.760Questi totali non comprendono alcuni servizi(come ad esempio “Corte del Sole” e“Le Farfalle”) per i quali, per contratto, paghiamodei forfait, e per i quali non abbiamodocumentazione dei consumi.Per ricevere ogni mese la nostra newsletter nella tua casella di posta elettronica, iscriviti inserendo il tuo indirizzonell’apposito spazio della pagina principale del sito www.cadiai.it


Il Cinque per mille a CADIAI(codice fiscale 00672690377)cinque per millecinque per millecinque per millecinque per milleAnche quest’anno il contribuente può scegliere di destinare una quota pari al 5per mille dell’imposta sul reddito delle persone fisiche, a finalità di sostegno anchedelle ONLUS (organizzazioni non lucrative di utilità sociale).CADIAI - cooperativa sociale e ONLUS - rientra tra i soggetti a cui può esseredevoluto.I fondi raccolti contribuiranno alla realizzazione di progetti rivolti agli utentidei nostri servizi.Per destinare il 5 per mille a CADIAI, basta apporre la firma nell’appositoriquadro del 730 e inserire il codice fiscale della Cooperativa 00672690377.Chi volesse scrivere una lettera può farlo via mail all'indirizzo scoop@cadiai.ito per posta a Scoop c/o CADIAI - Via Boldrini, 8 - 40121 Bologna

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