IL CALITRANO N. 24 - Ilcalitrano.it
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N. <strong>24</strong> n.s. – Settembre-Dicembre 2003 <strong>IL</strong> <strong>CALITRANO</strong>URGE UN RINNOVAMENTO INTERIOREUNA RITROVATA COSCIENZALe opere della “Pace” nascono dal cuore e si esprimonoparticolarmente in coerente stile di v<strong>it</strong>a e nell’acquisizionedi una sempre maggiore capac<strong>it</strong>à di dialogo, di condivisione, di accoglienza del diverso.Tutti siamo testimoni che oggi la praticadei sacramenti è in crisi e in nomedella personal<strong>it</strong>à e del carattere insost<strong>it</strong>uibiledi ogni persona si contestae si mette in discussione il “sacramento”che si presenta come un r<strong>it</strong>o moraleggiante…e privo d’interesse nellamisura in cui pare distaccato dalla v<strong>it</strong>ae collocato fuori di essa. Questo rifiutodel sacramento, anche se mette in discussione– per una confusione di termini– soltanto gli aspetti esteriori,contiene in se il rifiuto per quel tipo di“Chiesa” nella quale v<strong>it</strong>a di fede e v<strong>it</strong>asociale erano strettamente intrecciatee dove i sacramenti rassomigliavanoassai a r<strong>it</strong>i d’aggregazione sociale.Così punti di riferimento che, persecoli, sembravano immutabili ed incrollabilisono scomparsi; come determinareallora, in questo nostro mondodivenuto incerto ed instabile, la relazionedell’uomo con Dio, e come collocarein essa il posto e il ruolo dei sacramenti?Tutte problematiche di profondospessore che vanno affrontate in mododiverso da come si affrontano i probleminormali, perché la Chiesa non è unasocietà ideologica e non è un part<strong>it</strong>o: isuoi punti di riferimento non sono dichiarazioniprogrammatiche più o menoidealiste, ma sono i sacramenti, attidi Dio ancorati all’esperienza umana.Appare, perciò, necessario ed irrinunciabileche le molteplici istanze (religiose,sociali, finanziarie ecc.) presentioggi nella nostra società, venganoaffrontate attraverso un costume dipubblico dibatt<strong>it</strong>o improntato ad unforte spessore etico, le ragioni di unacomune speranza e l’energia creativacapace di costruire un comune avvenireper tutti in un contesto mondiale socio-pol<strong>it</strong>icoche susc<strong>it</strong>a preoccupazionesoprattutto per quanto concerne la dign<strong>it</strong>àdella persona umana.Occorrerà fare delle scelte precisesui temi da trattare, individuando alcunesfide emergenti, augurandoci chela comun<strong>it</strong>à sociale in se stessa e nellesue componenti, prenda più viva coscienzae assuma più esplic<strong>it</strong>o impegnodi fronte a queste emergenze.Purtroppo a guardarsi intorno e aseguire le polemiche che si svolgono– in modo non sempre decoroso – si hal’impressione che non emergano nèfatti nuovi capaci di mutare il panoramanebioso ed asf<strong>it</strong>tico che ci deprime,nè persone in grado di condurcifuori da questo guado stagnante.I dibatt<strong>it</strong>i sanno di stantìo e soprattuttole persone che a questi dibatt<strong>it</strong>isi dedicano non hanno di certo la staturache sarebbe necessaria ed indispensabilein momenti come questi, ilmer<strong>it</strong>o delle cose viene sopraffatto daldelirio ideologico e dalla furia di fazione.Spegnere le inimicizie e gettare lefondamenta di nuovi patti di pace, sapendoche esiste un rischio che è quellodi cadere nell’equivoco di compiereatti di culto al Signore senza che siacoinvolto il cuore, senza permettere alSignore di entrare veramente nella nostrav<strong>it</strong>a e senza compiere poi il camminodi un<strong>it</strong>à, di speranza e di salvaezza;perché ascoltare significa lasciars<strong>it</strong>rasformare, a poco a poco, fino ad esserecondotti su strade spesso diverseda quelle che avremmo potuto immaginarechiudendoci in noi stessi conuna vera e propria eclissi del sensomorale e con la scarsissima trasmissionedella memoria storica, non per irrigidircio ripiegarci sul passato, bensìper trasmetterne lo spir<strong>it</strong>o, pur nel necessariomutare delle forme, perchénessuno può saggiamente guardareavanti senza confrontarsi seriamentecol proprio passato.Ecco perché oggi si avverte più acutal’esigenza di combattere l’indifferenza,la sfiducia generalizzata nelleist<strong>it</strong>uzioni, il disimpegno, occorre superareuna impostazione statica dellapace e della libertà, per concepirle inmodo dinamico, come conquista cheimpegna tutto l’uomo e tutti gli uomini,in un confronto perenne con la giustiziae nel rispetto costante della libertà persconfiggere quella ragnatela di corruzionein cui risulta prigioniera buonaparte della classe dirigente del paese.Eroismo quotidiano che è il vincerese stessi e dedicarsi agli altri, senzacompromessi e cedimenti nel difficilissimomestiere di essere uomini.Raffaele SalvanteVogliamo ricordarecon il dovutocompianto,gli eroi di NASSIRYAche ci hanno fattoriscoprirei valori dell’ITALIA,nazione liberae democratica3