Il CALITRANO N. 44 - Gennaio-Febbraio 1996N E C R O L O G IMichelangelo Cianci5 - 2 - 1909 † 9 - 6 - 1994Nel secondo anniversario dellasua morte i parenti lo ricordanocon l’amore di sempre.Rosa Nigro V<strong>it</strong>o Di Maio† 30 - 3 - 1993 † 8 - 9 - 1993I figli Michele e Giovanni li ricordanocon l’amore e l’affetto disempre.Daniela Di Guglielmo9 - 8 - 1990 † 28 - 4 - 1995Un angelo mi ha messo le ali, hoattraversato strade stellate e sonogiunta, in dono a Dio, fino alParadiso.Con tanto amore la ricordano igen<strong>it</strong>ori e il fratello.Filomena IanneceAntonio Catano4 - 8 - 1902 † 13 - 9 - 1982Canosa 3 - 4 - 1904 † 15 - 1974I figli Vincenzo, Raffaele e Mariacon i rispettivi coniugi, insiemeai nipoti e ai parenti tutti li ricordanosempre con tanto affetto.Michele Calà11- 1 - 1949 † 30 - 6 - 1995Nel primo anniversario della suaprematura scomparsa, lo piangonola moglie Maria e i figli Rosa,Vincenzo, Angelo e Sara.Giuseppe Scoca22. 4. 1908 † 1. 3. 1976La moglie e i figli lo ricordanocon immenso affettoÈ mancata all’affetto dei suoiVincenza Zarrilli1928 † 9 - 11 - 1995Ne danno il triste annuncio ilmar<strong>it</strong>o Michele i figli Angela, Giovanni,Maria Antonietta e Teresacon le rispettive famiglie i fratelli,i cognati, i nipoti, i cugini e tutti iparenti, addolorati e affranti dauna perd<strong>it</strong>a così grande.Angela Zampaglione21 - 8 - 1916 † 23 - 6 - 1989Nel settimo anniversario della suadipart<strong>it</strong>a il mar<strong>it</strong>o V<strong>it</strong>o e i figliAntonia, Canio, Vincenzo, Gerardinae Maria la ricordano conimmutato affetto a quanti laconobbero.12
Il CALITRANO N. 44 - Gennaio-Febbraio 1996 Erbe di Casa Nostra LA CARLINACarlina acaulis. È una pianta perenneappartenente alla famiglia delle Ateracee- compos<strong>it</strong>e, cresce nei pascolioltre i 400 m. di alt<strong>it</strong>udine. Secondo latradizione popolare pare che, questonome derivi dal fatto che, la sua radicesarebbe stata utilizzata per combattere lapeste che aveva colp<strong>it</strong>o e decimato learmate di Carlo V.Può essere defin<strong>it</strong>a un piccolo cardo,perché è cost<strong>it</strong>u<strong>it</strong>a da un grosso capolinodirettamente radicato per terra; le fogliesono di natura coriacee e spinose, dispostea raggiera attorno al fiore bianco -argentato che sboccia tra il mese diluglio e il mese di ottobre ; la radice èabbastanza resistente ed il frutto è formatoda un achenio piumoso.La carlina, anche quando è appenasbocciata, è provvista di foglie talmentecoriacee e da fiore ben protetto da sembrare,anche se fresco, un fiore essiccato.LA MORTE DI BRIGANTEAddio Briganteamico mio,alle lezioni fosti pronto,eri la vedetta in ogni occasione,mi mettevi le tuegambe sul mio braccio,mi leccavi,era il tuo affetto.Chiedevi la carezza.Il tuo sguardo penetrantemi segue.I tuoi ossi affioranonascosti.Nella terra del Castroche fu tua,ora riposi.Addio amico mio.21 marzo 1995Saverio Bardi(da Certaldo)Per le persone che amano camminare incollina e in montagna, sarà molto facileosservare lo spettacolo della natura cheviene offerto quando s’incontrano questistupendi fiori che sembrano sorridere illuminatidai raggi del sole e che talvolta,per ripararsi da un calore eccessivo, sinascondono tra le grosse foglie disposte arosetta basale, mun<strong>it</strong>e di spine pungenti.Nei secoli passati, i montanari piantavanoquesto vegetale presso le loro ab<strong>it</strong>azioniper utilizzarlo come stazionemeteorologica domestica. Infatti, la piantain presenza di bel tempo e di scarsaumid<strong>it</strong>à, presenta le foglie che sostengonoil capolino completamente aperte; incaso di temporali e quando l’atmosferapresenta una umid<strong>it</strong>à eccessiva, il fiore sirichiude per ev<strong>it</strong>are un pericolo imminente.I principi attivi presenti nella radice,rendono utile la Carlina per curare l’influenza,il raffreddore e la febbre: Talvoltail suo decotto viene impiegatocome depurativo per il fegato e l’acnedella pelle.Alba Algeri(da Retorbido)L’AVENAAvena sativa, famiglia Graminacee.Il cal<strong>it</strong>rano conosce le varietà coltivatecol nome “avena o biama”; le varietàspontanee o selvatiche col nome “hralat’”.Pianta annua, erbacea, alta oltre unmetro, con foglie alterne, strette, lunghe,appunt<strong>it</strong>e, amplessicali.Il Frutto è una cariosside aristata, consolco, il culmo è vuoto, lucido, con nodi.Si conoscono numerose varietà d’avena,la cui provenienza è dubbia: sembrache i Romani l’abbiano introdotta daipaesi nordici, dove è largamente coltivataa scopi alimentari.È un vegetale ricco di principii attivi,fra cui: ferro, fosforo, calcio, magnesio,sostanze azotate, amido, cellulosa, v<strong>it</strong>amineA - B - B2 - PP- D ecc.A scopi medicinali si usa: la cariossideintera o mondata e la paglia.L’uso come pianta medicinale èremoto e, da sempre, è stata usata comepotente energetico; da noi si consiglia diconsumare avena nei mesi freddi.I vecchi medici, ai bambini irrequieti,insonni, magri, anemici, prescrivevanobagni caldi con decotti di paglia d’avenae di dormire su pagliericci pieni di pula epaglia di avena.Gli stessi medici attribuivano allacariosside virtù stimolanti, afrodisiache ene prescrivevano l’uso contro la frigid<strong>it</strong>à,l’impotenza e la steril<strong>it</strong>à.Si è constatato che il consumo diavena preserva dalla carie dentaria edalla decalcificazione ossea (osteoporosi).L’avena viene largamente usata perla fabbricazione della birra e del whisky;i frutti mondati, venduti nelle farmaciecol nome “fiocchi d’avena”, che sonoipernutr<strong>it</strong>ivi, remineralizzanti, diuretici eblandamente lassativi, tonificano il corpoe la mente, conciliano il sonno e svolgonoazione antiasteniche; l’avena ècompatibile ai diabetici, agli azotemicie agli ipotiroidei.La farina d’avena cotta nell’aceto ovino bianco, cura egregiamente la lombaggine,il torcicollo, applicata in cataplasmicaldi.Le cariossidi torrefatte ci fornisconoun ottimo lassativo; i decotti del fruttosono indicati per curare catarro, tosse,affezioni bronchiali anche se accompagnatida emottisi; l’idropisia più ribellecede se curata con decotti concentrati dicariosside o paglia d’avena.Alcuni usi particolari:ulcere e piaghe torpide, ascessi: cataplasmicon farina d’avena boll<strong>it</strong>a nell’acqua,ridotta a polentina con l’aggiuntadi poco liev<strong>it</strong>o di birra di panificazione,polverizzato;calcolosi, renella, blocco d’orina:bagni caldi con decotti di paglia d’avenae bere, bicchieri al giorno, paglia d’avenauna grossa manciata, boll<strong>it</strong>a per 30 minutiin un l<strong>it</strong>ro d’acqua, a fuoco dolce.esaurimento nervoso, astenia fisica epsichica: 20 gocce, 3 volte al giorno, 30minuti prima dei pasti, in tè di tiglio opoca acqua, di tintura madre di avenasativa, per 15 giorni al mese e per 3mesi, non d’estate.Giovanni Nicolais(da Cal<strong>it</strong>ri)13