Il Cantiere Sociale

ilcantieresociale.it

Il Cantiere Sociale

Nuova serie - n. 2La Goletta sbarca al Lago di FondiIl Monumento Naturale prima tappa verso l’istituzione del Parco dei Monti Ausonidi Angela IannoneIn che condizioni versano le acquedel Lago di Fondi? A dircelo sonostati i volontari di LegambienteLazio, che lo scorso 26 luglio sonosbarcati sulle coste lacustri in occasionedi “Goletta dei laghi – CignoAzzurro”, una delle più famose campagneitineranti dell’associazioneambientalista, che si occupa dimonitorare lo stato di salute dell’ecosistemalago.un momento della manifestazioneIl responso non è stato dei migliori,ma questo si può osservare anchesenza analisi scientifiche, poiché illago è da anni un’enorme discaricadi agenti inquinanti provenienti daicampi agricoli circostanti, mentre lesue coste sono tormentate da unonon continuare a ciurlare sull'argomentovisto che non vi possono esserealtre motivazioni giuridiche e/oprocessuali che impediscono taleatto di ripristino della legalità.La verità, che abbiamo più volteribadito, è che l'istituzione delMonumento Naturale del Lago diFondi ha compromesso in modosperiamo definitivo il sogno di unamaxi operazione di aggressione speculativaa quella parte importantedel nostro territorio. Il MonumentoNaturale e l'istituendo Parco deiMonti Ausoni non potranno chefavorire uno sviluppo sostenibile delnostro territorio anche e, soprattutto,dal punto di vista delle struttureturistiche-ricettive-alberghiere indispensabiliallo sviluppo equilibratodella nostra economia. Ma lo sviluppoturistico deve andare di parispietato abusivismo edilizio.L’ultima tappa della Goletta è iniziatain realtà dal laghetto degli Alfieri,facente parte assieme al Lago diFondi del Monumento Naturale istituitodalla Regione nel 2006. Qui findalla mattinata si è svolto un interessantedibattito dal titolo “Il lagoda salvare”, organizzato dai circoli diLegambiente Fondi e Monte SanBiagio, con la presenza delPresidente di Legambiente Lazio,Lorenzo Parlati.Tema principale dell’incontro è statola necessità di istituire - nel minortempo possibile - il Parco dei MontiAusoni e del Lago di Fondi, per valorizzareed ottimizzare il patrimonionaturalistico del nostro territorio.Un progetto sul quale da tempoLegambiente, assieme al Comitato dicui fa parte – composto dal WWFFondi e Terracina, AssociazioneMurales e le associazioni Cibele eCaponnetto – stanno lavorando, inattesa dell’approvazione della leggeregionale che concretizzerà il tuttoin un’area protetta ed aperta a tuttiepiù propensa ad un turismo equosostenibile.Nel frattempo, come ha spiegatopasso con le esigenze dell'intera collettivitàfondana di non vedersi sottrarreda gruppi di potere economici,magari in odore di camorra, interefette del nostro territorio; bisognafare in modo che i cittadini di Fondidebbano trovare possibilità di investimentieconomici ma nel rispettodella legalità e del bene comune.Noi chiediamo alla Regione Lazio dicontinuare nell'opera intrapresa disalvaguardia del nostro territorio edi dare la definitiva veste di conversionein legge del MonumentoNaturale del Lago di Fondi e MonteSan Biagio, con il suo inserimentonel Parco Naturale dei MontiAusoni. Ciò nell'interesse dell'interacollettività fondana.Bruno FioreSegretario DS FondiGiuseppe Marzano – ResponsabileMonumento Naturale Lago di Fondie dirigente del Parco Naturale MontiAurunci – si sta portando avanti coni guardaparco un monitoraggio dellecoste del lago circa il numero dicostruzioni realizzate sul territorio. Idati che ne sono venuti fuori sonosconcertanti: ad oggi, soltanto con il40% del territorio esplorato, risultanocostruite circa 126 costruzionidiverse, alcune in muratura, altreaddirittura in amianto.Edifici che, una volta approvata lalegge, dovranno essere smantellati,sempre se le amministrazioni localisapranno mettere da parte le reticenzeche hanno nell’affrontareseriamente il problema dell’abusivismo.Il dibattito – al quale hanno partecipatoanche assessori comunali dellecittà di Fondi, Terracina e MonteSan Biagio – si è concluso con unadegustazione di prodotti biologicilocali, serviti in piatti e posate biodegradabili,per imparare a rispettarela natura anche a tavola. Nel pomeriggioinfine, escursioni a piediattorno al laghetto degli Alfieri, doveSilvio D’Alessio, dell’AssociazioneCibele, ha spiegato ai numerosi presentiil funzionamento della stazionedi inanellamento per uccelli che neimesi di aprile e maggio è stata presentesul territorio.La manifestazione si è conclusa conun giro in barca nelle acque del Lagodi Fondi. Un giro che ha fatto comprenderecome un territorio dall’estremabellezza paesaggistica nonpossa essere più privilegio di queipochi che hanno accesso al lago, madeve diventare esempio di un ecosistemaunico per l’intera comunità.7


Il Cantiere SocialeConstatazioni e domandedi Luigi Di BiasioFUOCHI ESTIVIQuella parte di monte Passignano, per noi fondani “Petrulo”, che ancora non era bruciata, ovvero,che ancora non erano riusciti a bruciare, è stata per buona parte divorata dalle fiammenella notte tra il 23 e 24 luglio. D'inverno, in una non rara giornata tersa e non ventilata chi sisiede ad un tavolino del bar “Castello” e guarda dietro l'edificio scolastico, verso “Petrulo”, può vedereil fianco verde tenero della collina cosparso di rettangolini bianchi: sono mucche al pascolo che ladistanza rende macchie immobili. Chissà se quelle mucche mangiano anche le punte degli asparagiselvatici, nel periodo in cui spuntano? Le punte di asparago che si raccolgono nei terreni percorsi dalfuoco pare siano tra le migliori per sapore, tenerezza ed abbondanza.Il 23 luglio un aereo canadair impegnato nell'opera di spegnimento incendi in Abruzzo è precipitato.Il pilota è morto.Nell'estate 2006, grazie anche ad una situazione climatica diversa, gli incendi sono stati di menotanto che furono emessi dai responsabili comunicati stampa in cui si lodava l'efficienza dei serviziantincendio.Quanto costa, in termini economici, oltre che umani ed ambientali, l'annuale guerra tra apparati pubblici,volontari ed incendi?Ogni autorità, ogni qual volta deve dire la sua sul fenomeno, dichiara che la stragrande maggioranzadegli incendi è di origine dolosa. Le maggior parte delle montagne e dei boschi bruciano perché qualcunovi da volutamente fuoco.Chi è, chi sono costoro? Maniaci degli incendi? Qualcuno.Creatori di spazi per future speculazioni edilizie? In alcuni casi e situazioni.Fomentatori di malcontento,contro le autorità superiori come ai tempi delle rivolte contadine del sudsubito dopo l'unità d'Italia? Possibile?Difensori di posti di lavoro clientelari come quelli di addetti al rimboschimento o di addetti allo spegnimentoincendi? Ci auguriamo che questa ipotesi valga per zone diverse dalla nostra.Riassumendo: gli incendi dalle nostre parti rientrano in queste categorie o vengono appiccati perscopi più semplici? Magari per raccogliere asparagi o creare pascoli di erba tenera per gli animali d'allevamento?Il comune di Fondi affitta ancora i terreni collinari demaniali per il pascolo? Si chiama fida pascolo.Tra questi terreni ci sono anchequelli percorsi quasi ogni annodagli incendi? Vengono fatticontrolli al riguardo e presiprovvedimenti consequenziali?Il comune di Fondi non ha ancoraapprovato il catasto delle areepercorse dal fuoco, catasto chefa diventare operative le normadi legge che vietano per annil'uso per diversi scopi a partiredal pascolo e dall'edificazionedei terreni bruciati.Se non lo ha fatto lo possiamoconsiderare complice dei piromani?Costa di più potenziare edattrezzare meglio i presidi destinatialla prevenzione e al prontointervento e attuare le prescrizionidi legge o pagare profumatamentei voli dei canadair? Se iIncendio a Fondi in località Valmaiura, 26 luglio 2007costi degli interventi causati daincuria delle amministrazioni e dei presidi locali gli fossero addebitati, cosa succederebbe?Pare non ci sia a Pasqua miglior capretto di quello allevato sui pascoli delle nostre colline.Perché ogni estate gli incendi si sviluppano nelle stesse zone e con gli stessi metodi senza che succedaniente o quasi a livello di colpevoli e cacciatori di colpevoli? Di recente è stato arrestato un piromaneche appiccava incendi il sabato e la domenica. Le colline però bruciano tutti i giorni.Vedremo ancora, l'inverno prossimo, stando seduti al bar in una bella giornata, quelle macchiolinebianche “fisse” sul fianco di monte “Petrulo”? Io credo di si.8


Nuova serie - n. 2“Porte aperte”Le assurde pretese di un “ordine minore”di Luigi Di BiasioNon è il caso di lanciarsi nellacontestazione delle più o menofantasiose ricostruzioni delrapporto nella storia tra la comunitàfrancescana e la città di Fondi. Questaricostruzione spetta agli studiosi:quelli seri. Non è il caso neanche diapprofondire il come e il perché dellaproprietà dell'immobile di Piazza IVnovembre. Allo stato dei fatti è di proprietàdell'intera collettività fondana,chiesa compresa. Neppure vale lapena polemizzare troppo sulla legittimitào meno del diritto di chi non ne èil proprietario di chiedere l'autorizzazioneamministrativa per poter aprireo “ripristinare” una porta.È invece il caso di dare atto al parrocodella parrocchia di San Francesco”ildinamico padre Luigi Rossi” (cfr IlTempo, sabato 14 luglio 2007) diLiberate quel... carcere!A due anni dai lavori di restauro, l’edificioprigioniero dell’inconcludenza del centro-destraQuando nel 2001, in seguito ad unesposto del PRC, laSoprintendenza dei Beni architettonicievitò l'abbattimento stabilitodall'amministrazione di centrodestra,dell'ex carcere mandamentalerisalente agli anni '30, si ritennescampato ogni rischio di demolizionee abbandono. L'amministrazioneprovinciale di Latina dovette, infatti,stanziare circa 1.200.000 euro per ilavori di recupero di tale struttura,portati a termine nel 2005. Tuttavia,oggi è sotto gli occhi di tutti l'incapacitào la negligenza dell'amministrazionecomunale di dare una destinazioned'uso consona e permanenteall'edificio. L'irrealizzataproposta iniziale di realizzarviun centro polivalente per attivitàartistiche e socio-culturali,appariva alquanto vaga eormai è purtroppo più che unaconferma, considerando chel'ex carcere è stato declassatoad area di supporto logisticoper le attività che si svolgononell'adiacente Piazza CesareBeccaria. In ogni caso, qualunquedestinazione d'uso possibile,dovrà tener conto di due aspetti fondamentali:in primo luogo, l'effettivasuddivisone dello spazio interno cheriflette la funzione originaria; e poi,l'individuazione dei bisogni della cittadinanza.Un'officina culturale perle giovani band emergenti, una ludotecacomunale o un asilo nido pubblico,sembrano tutte soluzionimolto utili ed in grado di "liberare"questo luogo per restituirgli un'immaginenuova ed espressiva.Daniela BarbatoImperia Di Girolamoavere, nel già citato articolo, saputosinteticamente inquadrare la questione,dal suo punto di vista, in due puntiessenziali. Padre Luigi afferma che “ilripristino (e non lo “sfondamento”,come definito) della porta incriminataè dunque metafora di una questionepolitica”. Lo dice a mo' di chiusa dopoavere perentoriamente affermato che“con il trasferimento degli uffici municipalisarà dunque possibile ridare aifrati ciò che è sempre stato dei fratiseppure la proprietà sia oggi a disposizionedel Comune.” Intanto ci vienevoglia di congratularci con il dinamicofrate per la sua raffinatezza linguisticache lo porta a discettare quasi inmaniera subliminale sul valore(nullo?) di una “proprietà a disposizione”e sul valore (sostanziale?) di“ciò che è sempre (?) stato dei frati”.Ma dopo le congratulazioni è il caso diritornare ai fatti, ai nudi fatti.Per padre Luigi è pacifico che il conventospetti gratis ai francescani ed aimpedire questo ci sono solo questionipolitiche o, più precisamente, “la metaforadi una questione politica”. Ci permetta,il dinamico frate, di dissentirecompletamente da questi due assiomi.I francescani a Fondi hanno tra l'altrouna “proprietà ... a disposizione”, l'exvilla Squizzero, di cui non risulta faccianoun uso pubblico, che gli è legittimamentepervenuta tramite una donazione.Il comune di Fondi dispone diPalazzo San Francesco in seguito aleggi dello Stato, condivisibili o meno,ma leggi. Anni fa un irresponsabile funzionariodello Stato, indifferente aldanno patrimoniale arrecato a tutta lacollettività, regalò alla parrocchia l'usodel piano terra del palazzo. Per la parrocchiaè una testa di ponte per la conquistadefinitiva dell'intero edificio, perquei pochi fondani che hanno a cuorela proprietà pubblica, fu per lo menouna evidente forzatura. Ma i francescanivogliono veramente palazzo SanFrancesco? Lo acquistino. A prezzo dimercato. Non è detto che il centrodestranon glielo venda. Con i soldiincassati potrebbe abbassare alcunetariffe pubbliche e vincere ancora,anche con questi metodi, nuove elezioni.In questo caso si potrà più appropriatamenteparlare di “metafora diuna questione politica.”11


Il Cantiere SocialeLa biblioteca di Fondi: un “non luogo” torrido e desertoParole vuote, parole pienedi Maria Ilaria ParisellaLa biblioteca di Fondi in questoperiodo è un “non luogo,” torridae deserta, decaduta di fattosoltanto a mera distribuzione ditesti: si richiedono libri da leggere acasa o si consegnano dopo averliletti, si firma il registro delle presenzee si scappa subito via. È ridotta aduna forma vuota, privata com’è diqualsiasi sua fruizione peculiarequale la ricerca paziente ed intrigantedei testi, la loro lenta consultazione,la lettura, lo studio. Il perché diquesto stato di fatto, più che alla finedell’anno scolastico (i suoi fruitorinon sono soltanto gli alunni delleprimarie e delle secondarie), è dovutoall’ambiente non consono allafinalità della sala per il caldo eccessivoed opprimente che impera: lì persinole mosche muoiono!Tranne tre condizionatori posizionatiin alto, dietro al banco del personale,poco restio a lasciare le suepostazioni, ovunque si boccheggiasotto la sferza di una luce, che siriflette dal vetro della tettoia, luceincombente e fastidiosa, che stendela sua calura sui libri esull’arredo. Inaugurataad hoc, nel breve lassodi tempo antecedentele elezioni amministrative,la biblioteca èstata progettata e realizzatacome parte integrantedel CentroMultimediale cittadino,che sino ad oggi dimultimediale ha soltantoil nome.È questo l’ennesimoesempio di strutture ametà, non funzionali, che stannodivenendo una caratteristica dellanostra città. Centro Multimediale:uno dei tanti sintagmi altisonanticon parole svuotate e abusate, mache a volte ritornano alla ribalta contutto il peso del significato e delsenso ritrovato: oltre alla biblioteca,specializzata in cinema e nelle artifigurative, in omaggio rispettivamentea Giuseppe De Santis e aDomenico Purificato, ferma ad unadotazione datata di cassette-videoed audio ed ad una rassegna stampa,specchio della linea politica degliamministratori del momento, non viè più niente. Costituisce, invece, unosquisito corollario a tale status lanon attivazione della ricerca multimedialee la mancanza, da alcuneamministrazioni fa, di televisori concuffie per la visione e l’analisi deifilm in un ambiente apposito ed idoneo.In compenso il Centro consisteanche in una sala convegni dotata,unicamente, di eleganti sedie nerecon tavolo, sinora preservata dall’usoe concessa al potere ugualitario edemocratico della polvere; parte daessa un lungo e piuttosto largo corridoio,spreco inutile di spazio, immaginedi ostentata velleità esteticoartistiche.È assente ogni attività culturale: unabiblioteca, intitolata ad uno studioso,quale Dan Danino Di Sarra, especializzata nelle arti nelle qualiGiuseppe De Santis, Pasqualino DeSantis e Domenico Purificato hannosegnato un’epoca, dovrebbe, quantomeno, essere un centro propulsoredi cultura. Sarebbe questa unamodalità per eternare questi audacifondani, amanti del loro paese sino alasciarlo, per dar forma ed espressioneal loro genio, di cui la nostra ela loro terra è stata musa sotterraneaed ancestrale. Ma i loro nomi, purtroppo,servono soltanto ad abbellirecome una tiritera imparata a memoria,banali ed, a volte, inutili, discorsidi circostanza per qualche inaugurazionee qualche ricorrenza celebrativaper dar smalto “alla nostra ebella amata città” (sintagma preferitodei politici nostrani di grido). Eniente altro.Di fatto la biblioteca è un cimitero dilibri dimenticati, molto diverso daquello che si incontra tra le paginedel romanzo L’ombra del vento diCarlos Ruiz Zafon, pubblicato in sordinain Spagna nel 2001 e divenuto,grazie al tam tam di lettori un bestseller. Il Cimitero dei libri dimenticatiè il luogo dove Daniel Sempierreviene portato dal padre, libraio antiquario,la mattina del suo undicesimocompleanno. È una bibliotecanella quale migliaia di volumi vengonoconservati, non per mera forma oper essere abbandonati, ma peressere salvati e sottratti all’oblio.“Ogni libro, ogni volume che vedipossiede un’anima, l’anima di chi loha scritto, di chi ha vissuto e di chiha sognato grazie ad esso. OgniEPOCHE A CONFRONTO di Fabrizio FaiolaPiazza De Gasperi, anni ‘50: gli alberi piantatifoto di O. Zannettino, dal libro “Storia di Fondi perimmagini (1930-1960)”Piazza De Gasperi, Luglio 2007: gli alberi tagliatifoto di F. Faiola12


volta che un libro cambia proprietario,ogni volta che un nuovo sguardone sfiora le pagine, il suo spiritoacquista forza”. Sono queste alcuneparole che il padre rivolge al figlioinvitandolo, secondo tradizione, adadottare uno dei libri e a prometteredi averne cura per tutta la vita.La scelta ricade, come per malia, suun testo di un autore sconosciuto:L’ombra del vento di Julian Carax.Daniel ne è rapito: legge il libro inuna notte ed inizia a cercare altrilibri dello stesso autore, ma scopreche quella in suo possesso è forse l’unicacopia sopravvissuta di tutte leopere di Carax. Un uomo misteriosodall’odore di bruciato e dalle fattezzeinquietanti, da anni cerca gli scrittidi Carax per darli alle fiamme. Si fachiamare Lain Coubert. È il personaggiodel diavolo nei libri di Carax.Intrigato dal mistero Daniel inizia adindagare sullo scrittore, riportandoalla luce storie di famiglie distrutte,di amori e infanzie difficili, di amiciziae di follia. Tutto si svolge in unaBarcellona decadente, non semplicesfondo, ma parte attiva del romanzo;la sua storia, crudelmente incisadalla guerra civile e dal franchismo,si intreccia e si snoda con le storie,che si strutturano e nascono dallealtre già narrate.La ricerca dura anni e vede il protagonistacrescere, mentre tutta una seriedi eventi e di circostanze simili a quellivissuti da Carax si fanno largo nellavita di Daniel e sulla pagina. Un libroquesto pieno di malia che dietro lastoria di Daniel e di Carax parla dellibro come altro da sé, proiezione evita dell’autore, dei personaggi e dellettore, ma soprattutto parla del poteredelle parole, della loro anima e dell’animadi chi le ha scritte e di chi lelegge. Un libro da consigliare ai nostriamministratori, solerti quanto ripetitivinelle loro citazioni e frasi fatte, alpunto che le parole smarrisconosignificato e senso, indifferenti quantoassenti dalla frequentazione di luoghiove echeggiano, invece, parole cherichiamano un sapere non mai finito,primario discrimine tra umanità ebestialità. Parole come queste:“Considerate la vostra semenza: /fatti non foste a viver come bruti, /ma per seguir virtute e canoscenza”.Alfine, anch’io ho citato, sicura, però,che chi è alto, nel potere dai più conferito,conosca almeno la differenzatra “bruti” e “brutti”, tra “abbrutimento”e “bruttezza”.C’è chi vuole costruire sull’anfiteatrodi Fondi vennerealizzato nei primi secoliL’anfiteatrodell’Impero, quando il centrourbano e la sua immediata periferiasono oggetto di una serie diinterventi di prestigio. Anche se ogginulla è visibile di questa struttura,diversi indizi ci permettono di recuperareinformazioni preziose.Nell’importanteCodexDiplomaticus Cajetanus si parladella chiesa di S. Maria iuxta amphiteatrum,cioè “vicino l’anfiteatro”,da identificare con S. Maria MaterDomini; ed è proprio nelle vicinanzedi questa chiesa che si trova un’areanon edificata che conserva ancora latipica forma ellittica caratteristica diun anifteatro romano. Quest'area è apoca distanza dal centro urbano, sulversante esterno, secondo una consuetudineconsolidata per l’etàimperiale. Dagli indizi a nostra disposizionenon è possibile ricostruirele dimensioni della struttura se nona grandi linee: le mappe catastalisuggeriscono una lunghezza di circa95 metri per una larghezza di circa75, misure ben confrontabili con lamedia degli anfiteatri noti nei centrivicini (Formia: 105 x 76; Minturnae:lunghezza di circa 100; Cassino: 80 x68). Cosa sappiamo degli spettacoliNuova serie - n. 2Breve storia di un’areaarcheologica a rischiodi Massimiliano Di Fazioche qui avvenivano?Una epigrafedel II secolo d.C.,che oggi è nelMuseo civico,ricorda che gli ediliLucio RunzioGemello e MarcoUlpio Natale meritaronol’onore diuna statua da partedei cittadini fondaniper aver organizzatogiochi pubblicimolto apprezzati:è probabileche questi si sianosvolti proprio nel-l’anfiteatro.Il complesso deve essere stato inbuona parte demolito a partire dall’etàtardoantica, quando l’uso dismantellare edifici precedenti perriutilizzare il materiale in nuovecostruzioni era molto diffuso. Unostudioso locale di inizi ‘900, Conte-Colino, sostenne addirittura che iblocchi di travertino sottratti all’anfiteatroerano stati utilizzati nel XVsecolo per realizzare il basamentodel maschio del Castello Caetani; maquesta tesi appare al momento pococredibile, se non altro per la distanzatra i due monumenti. Certamentel’anfiteatro potrebbe rivelare informazionimolto utili sulla storia politicaed artistica della nostra città:ricordiamo infatti che questo tipo distrutture rivestiva un importanteruolo non solo per l’aspetto ludico,ma anche come centri di riunionedella cittadinanza e per le decorazioniartistiche ed architettoniche di cuispesso erano forniti. Sarebbe dunquemolto interessante poter avviareindiagini specifiche sul sito, approfittandodel fatto che l’area in cui ilmonumento sorgeva è stata risparmiatadall’espansione edilizia.Almeno per ora.13


Il Cantiere SocialeM U S I C ALe note mancantiProposte e idee per rilanciare la musica a Fondidi Salvatore CoccolutoCarlo PietrosantoÈormai un dato di fatto che suonareuno strumento musicalecontribuisca alla crescita eall’evoluzione di una persona. C’è dadire, però, che se non si hanno spazi,mezzi e progetti su cui contare, è difficileappassionare i giovani allamusica e presentare al mondo ilnuovo Paganini. A Fondi, per esempio,i talenti non mancano. Sono leiniziative e i programmi a non esseresufficienti. C’è bisogno di progettifreschi che coinvolgano i musicisti inerba. Qualche idea a riguardo ce l’hadata Carlo Pietrosanto, trombettistafondano da anni membro dellaTestaccio Art of Jazz, che ha suggeritoun modo per restituire alla musicaun ruolo di primo piano.Carlo, qual era la situazione aFondi quando hai iniziato asuonare?Ho cominciato ventiquattro anni fa epoi, appena quindicenne, mi sonoiscritto al conservatorio, diplomandominel 1995. In quel periodo aFondi non c’erano molti musicisti ingrado di mettere a disposizione laloro esperienza. Ma nonostantetutto, grazie al maestro Avallone,riuscimmo a creare un grandecomplesso bandistico cheebbe un discreto successo.Negli ultimi anni, invece,mi sembra di capire chesono aumentati i musicisticon una preparazioneelevata, pronti a dare unamano alle nuove leve, masono venute meno le possibilitàdi esprimersi conla musica. È così?Sì. Anche molti dei miei colleghifondani suonano più altroveche qui. Il problema poi èche non ci sono dei progettiunitari e coinvolgenti cheavvicinino i giovani alle sette note.Oggi avremmo degli spazi perfettiper suonare, l’auditorium di SanDomenico per esempio, ma vengonosfruttati solo saltuariamente.Secondo te, quali sono le iniziativeche potrebbero stimolarela crescita musicale nel territoriofondano?Sicuramente la formazione di unaorchestra di musica leggera potrebbeessere una proposta molto interessante.Darebbe la possibilità aigiovani artisti del posto di confrontarsicon persone che hanno un’esperienzamaggiore, quindi rappresenterebbeanche uno stimolo eun’occasione di crescita. Mi viene inmente anche un nome per la direzionedell’orchestra: il maestro SilverioCortesi, un professionista moltonoto nel panorama romano e chespesso risiede dalle nostre parti.Sicuramente conferirebbe al progettoun respiro ancora più ampio. Unesperimento affascinante potrebbeessere la rivisitazione in chiavemoderna delle canzoni tradizionalifondane, che le nuove generazioniancora non conoscono.Il narcisoSpigolature“L'idea di una settimanaculturale fondana è nata nelmomento stesso in cui, un annofa, ho accettato la carica diassessore alla cultura e alleattività produttive. Investire incultura e promuovere losviluppo mi era sembrata allorala strada da seguire per poterpotenziare il programma dirinnovamento intrapreso daquesta amministrazionecomunale per consolidare lapropria identità urbana, apartire proprio da quellaculturale. ... Questa è la miaidea, questa è la miascommessa politica.”Un colto“C'è un termine senza il qualenon è possibile comprendere ilsignificato profondo della nostratradizione gastronomica evitivinicola: questo termine è“cultura” “.Il modestoNella splendida cornice deglispalti del castello baronale conlo sfondo della torre delmaschio, echeggeranno ... versidi Saffo, Catullo, Dante,Angiolieri, Fried, Rumi,Michelstaedter, Gatto, Lorca,Prèvert, Fiore, Ungaretti.brani tratti dal programmadella settimana culturalefondana, 22-29 luglio 2007;“titoli” della redazione14


Riceviamo e pubblichiamoSPERLONGA Nuova serie - n. 2La politica del Marchese del GrilloPolitici “giusti” e sbagliati a Fondi, Sperlonga e in Italiadi Nicola Reale*Si fa un gran parlare delladistanza tra politica e cittadini,della politica che non sa interpretarei bisogni veri della gente enon sa dare risposte concrete edeque a quei bisogni. Per dare unsegnale di cambiamento, i politicisembrano ora aver assunto tra lepriorità quella di ridurre i costi dellapolitica, anche come segno di avviodi un nuovo processo di moralizzazione.La credibilità di tali buoniintendimenti va subito in crisi quandoleggiamo episodi come quello,recentissimo, di un politico targatoUDC, firmatario della legge per iltest anti-droga ai parlamentari eportabandiera della lotta allo sfruttamentodella prostituzione, che trascorreuna notte a luci rosse con duesquillo, una delle quali finita inospedale per overdose.Sempre a proposito di credibilità, erestando questa volta nell’ambitodel nostro territorio, c’è da mettersile mani ai capelli quando apprendiamodi un noto politico, con caricaistituzionale, che va nelle scuole ainsegnare ai giovani il valore dellalegalità, dimenticandosi di avere sulgroppone un paio di rinvii a giudizioe di essere oggetto di diversi procedimentidi indagine da parte dellamagistratura.Viene allora da pensare che il primopasso che si dovrebbe compiere sullastrada del rinnovamento della politicasia quello di mettere al bando l’ipocrisia.Per molti politici, infatti,principi e valoricome l’etica, lalegalità, l’onestàsono come ilvestito buono daindossare nelleoccasioniimportanti, enon la prassi ditutti i giorni.Secondo un vecchiodetto, lamoglie di Cesarenon deve soloessere ma ancheapparire onesta.Ci sono politici, invece, la cui tracotanzae il cui senso di impunità sonotali che, benché operino costantementeai margini della legalità, senon al di fuori della legalità, nonsentono nemmeno il bisogno dimascherarlo. Anzi, esibiscono questaloro capacità come un vanto, unasorta di valore aggiunto che favoriscel’allargamento del consenso elettorale.Non è da escludere, ad esempio, chela notizia dell’intenso carteggio tral'ex presidente del Consiglio regionalenell'era Storace, attuale senatoredi Forza Italia e presidente diAcqualatina Claudio Fazzone e l'amicomanager della Asl, BenitoBattigaglia, per «segnalare» medici,infermieri e amici per concorsi eincarichi di responsabilità, se per unverso potrà creare qualche momentaneoe banale fastidio giudiziario alpotente Senatore, per l’altro avràavuto l’effetto di consacrarlo agliocchi di buona parte dei cittadinielettoricome il politico “giusto” alquale rivolgersi per ottenere spintarellee raccomandazioni. Perché èquesto che la gente è abituata a chiederealla politica e questo la politicaè abituata a dare alla gente.E che dire sul conto di quel “compagnodi merende” dell’On. Fazzone,quell’Armando Cusani, già sindacodi Sperlonga, attuale capogruppo diForza Italia nel consiglio comunaledel paesino costiero, nonché presidentedella provincia e sponsor ufficialedi Acqualatina? Il buonArmandino è uno specialista dellacosiddetta politica del bastone edella carota, con una piccola varianteperò: il bastone in testa e la carotanel sedere, in omaggio al famosomotto del Marchese del Grillo, ilquale giustificava i suoi sfacciati privilegio qualunque sopruso ai dannidel popolino affermando orgoglioso:“Io so io e voi nun siete un cazzo”.I cittadini-elettori lo sanno e proprioper questo apprezzano o temono evotano tali personaggi, nella speranzadi poter accedere, prima o poi,almeno ad una piccola parte dei vantaggiche costoro hanno garantito ase stessi proprio grazie alla loro attivitàpolitica.Considerazioni finali. Ma davvero lapolitica è distante dai cittadini se poii suddetti personaggi riescono a raccoglieredecine di migliaia di voti?Un certo Cavour, un secolo e mezzofa, ebbe a dire: ”Abbiamo fattol’Italia, ora bisogna fare gli italiani”.Attualizzando il concetto, potremmoforse dire che oggi, prima di riformarela politica, bisognerebbe riformarei cittadini-elettori. Il che significa,per chi fa politica, avere la capacità ela volontà di essere portatori di valori,di idee, di proposte e di metodologieradicalmente alternative a quelleche oggi, soprattutto dalle nostreparti, risultano vincenti. Significa,altresì, saper dare una personaletestimonianza di un modo diverso diconcepire la politica e il rapporto trapolitica e cittadini. Una testimonianzache, purtroppo, almeno sul nostroterritorio, fatica a trovare fulgidiesempi anche nell’area del centrosinistra.Una latitanza (a volte unaconnivenza) che spesso porta l’uomocomune a dire dei politici: sono tuttiuguali. E finché il centrosinistra nonavrà la capacità di dimostrare con ifatti che “tutti uguali” non siamo, lateoria del Marchese del Grillo continueràa farla da padrona.*CapogruppoL’Ulivo - Sperlonga15


Il Cantiere SocialeMONTE SAN BIAGIOIl progresso regressoMonte San Biagio: un paese reso invivibile dal trafficoNegli ultimi decenni i processidi globalizzazione liberista,legati ad una certa crescitaeconomica, hanno segnato un vertiginosoaumento della produzioned’automobili e conseguentementedella loro circolazione. Il quadroItaliano è significativo: 592 automobiliper 1000 abitanti (media più altain Europa). L’unica via d’uscitaauspicabile si può rintracciare inpolitiche e direttive promotrici diuna mobilità “sostenibile”, che partanodalla consapevolezza del cattivostato di salute del pianeta (semprepiù degenerante) e mirino ad eliminarnele sue effettive cause. Tuttaviaistituzioni e autorità, pur dovendopromuovere politiche in questa direzione,sono costrette a rispondere aibisogni pratici degli automobilistiche nel nostro paese sono riconducibilia sicurezza, viabilità e parcheggio.Per la legge transitoria, i grandiproblemi globali di cui sopra, siriflettono identici a livello locale.Osservando Monte San Biagio, èpossibile vedere come la nostra realtàrientri benissimo in questa logicadeleteria. Abbiamo visto nel nostroterritorio la realizzazione e progettazionedi grandi opere sulle qualiemergono molti punti di discussione:Corridoio Tirrenico, inadeguatezzaFrosinone – Mare, etc. Il parcheggioFF.SS è un’indecorosa gettatadi catrame, per ¾ è inutilizzato,“ben” incustodito, senza zona d’ombra,segnaletica orizzontale incomprensibile,mancanza di striscepedonali tra stazione e parcheggio.Nella frazione di Vallemarina i nodida sciogliere, in termini di mobilità,riguardano la qualità del manto stradalenonché l’assenza di visibilità instrade principali che mette a repentagliola sicurezza degli automobilisti.Si rendono necessari interventipiù impegnativi di una semplicemanutenzione ordinaria, senzaaspettare che prima succeda qualcosadi non piacevole.La zona di Madonna delle spiaggenecessita di un parcheggio, mamolte sono le perplessità che scaturisconoriguardo al progetto attuale.Un parcheggio multilivello che, nonostantesi presenti all’avanguardia,Arrestato un piromane!Vallemarina, luglio 2007. Gliincendi sono ricominciati, piùforti e imponenti. Ma più prepotentisono i piromani che, sicuri di rimanereimpuniti, non hanno elemosinatodistruzione. Hanno appiccatofocolai divenuti mega incendi invarie zone, quasi contemporaneamente.Il comune di Monte SanBiagio è stato colpito sia nella frazionedi Vallemarina, e più precisamentenella zona dei Poverelli e sulmonte Andresone, sia nella zona diPortella. In questo punto proprio inprossimità delle abitazioni. I dannisono incenti, migliaia sono gli ettaridi bosco e macchia mediterraneadistrutti. Questa volta però un corpospeciale della Guardia Forestale èriuscito a catturare un piromane inflagranza di reato. L’uomo è statoaccusato di vari incendi in una zonaMonte S. Biagio:il parcheggio della stazioneficoltà. Tuttavia ciò non può esserelegato ad una mancanza di posteggio,infatti, il più delle volte si trattadi casi in cui l’automobilista vorrebbeentrare direttamente nelle varieattività commerciali con il propriomezzo. Stesso discorso per l’ufficiopostale di Monte San Biagio.Situazioni di questo genere si colleganoin maniera naturale con unacarenza di controlli dovuta in granparte all’esigua dotazione di Vigiliurbani da parte del comune, altroannoso problema questo, visto ilmutamento del paese in tutte le sueforme.a cura delPrc di Monte San Biagiorischierebbe di non esseresufficiente alle esigenze.Tale progetto prevede lapresenza di 40 posti auto (cisi chiede se siano state conteggiatele macchine checostantemente sostano nellezone interessate, se sì forse idubbi non sarebbero solo inostri), inoltre da sottolineareil costo di tale opera,1.000.000 €! Riusciranno gli amministratoria trovare tali fondi?Oppure i cittadini si troveremo aconvivere con una struttura cominciatae mai finita come nel caso dellapalestra della scuola media?L’area del Castello in periodo estivonon riesce a reggere la presenza dituristi e residenti, eppure ci sono sitiattualmente inutilizzate che potrebberotornare di grande utilità.Parallelamente alle carenze infrastrutturalibisogna fare i conti concomportamenti e abitudini individualiche ledono al benessere dellacomunità. Nelle porte del paese,Viale Europa (altezza tabacchi e farmacia),si formano costantementedoppie file che creano ingorghi e difruraledi Fondi, ha 38 anni, ed è unallevatore. Arrestati anche due compliciche lo aiutavano nella fuga. Ilmovente, probabilmente, è da ricollegarsial tentativo di sfruttamentodelle terre arse come zone per ilpascolo del bestiame. La cosa piùimportante che va oltre la cronaca, èla collaborazione che i residenti dellezone toccate dal fuoco hanno saputodare nell’indicare la vettura del piromane.Infatti l’arresto è stato possibilegrazie alle segnalazioni pervenutealla G.F.Dalle pagine del Cantiere Socialelancio un appello. Chiunque vedapersone e animali d’allevamentogironzolare sulle terre arse chiamiimmediatamente il 1515. ProntoIntervento Emergenza Ambientale.Silvio Contestabile16

More magazines by this user
Similar magazines