GEOmedia 3-2015

mediageo

Speciale INTERGEO 2015

Rivista bimestrale - anno XIX - Numero 3/2015 - Sped. in abb. postale 70% - Filiale di Roma

TERRITORIO CARTOGRAFIA

GIS

CATASTO

3D

INFORMAZIONE GEOGRAFICA

FOTOGRAMMETRIA

URBANISTICA

GNSS

BIM

RILIEVO TOPOGRAFIA

CAD

REMOTE SENSING SPAZIO

EDILIZIA

WEBGIS

UAV

SMART CITY

AMBIENTE

NETWORKS

BENI CULTURALI

LBS

LiDAR

Mag/Giu 2015 anno XIX N°3

La prima rivista italiana di geomatica e geografia intelligente

INTERGEO 2015

A STOCCARDA INCONTRO ANNUALE

DELLA GEOMATICA MONDIALE

Carta dell'erosione

del suolo

Gestione degli

incendi boschivi

Analisi dell'evoluzione

paesaggistica


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infrastrutture, Intergraph® G/Technology Fiber Optic Works semplifica e migliora la

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© 2015 Intergraph Corporation. All rights reserved. Intergraph is part of Hexagon. Intergraph and the Intergraph logo are registered trademarks of

Intergraph Corporation or its subsidiaries in the United States and in other countries.


Da circa dieci anni una missione

spaziale ha iniziato un viaggio verso un luogo

sconosciuto, la cui presenza venne dedotta dalle anomalie delle

orbite dei pianeti più lontani del nostro sistema solare, Uranio e Nettuno.

La sonda interplanetaria New Horizon il 14 Luglio del 2015 è giunta in prossimità di

Plutone e, un passaggio ravvicinato, che ha riguardato anche Caronte, la sua più grande luna, è

avvenuto a circa 50.000 km orari di velocità, dopo 9 anni

abbondanti di un viaggio siderale in cui la sonda ha percorso l’enorme

distanza di 4,9 miliardi di km. Durante il rendez-vous la sonda è stata impegnata, con i suoi sette strumenti

scientifici, per riprendere i due corpi celesti e mapparne fotogrammetricamente la superficie, analizzandone anche

la sua composizione chimica. A marzo scorso Plutone occupava solamente una decina di pixel quadrati nelle immagini

provenienti dalla sonda New Horizons. Non si può fare molto con poche decine di pixel. Probabilmente si vedevano zone in

luce e zone buie, non di certo una mappa. Eppure, era un inizio, perché ora con le immagini acquisite, i crateri, le montagne e le

altre caratteristiche del terreno prenderanno forma in un reticolato, assegnando nomi a elementi caratteristici che identificheranno

alture, vallate, pianure, tutte ancora da esplorare. Si delinea il sistema di riferimento, le latitudini e le longitudini iniziano a identificare

punti notevoli, fissi che per la loro riconoscibilità possano essere usati come punti trigonometrici e si avviano campagne per dare i nomi

appropriati ai nuovi territori anche con iniziative in cui tutti i cittadini della Terra potranno dire la loro, andando su un sito web appositamente

creato: ourpluto.org . La conquista è iniziata e l’esplorazione cartografica, come sempre, apre la via con l’istituzione di un sistema di riferimento e

attribuendo i primi toponimi.

Latitudine, longitudine e toponomastica anche per Plutone

Buona lettura,

Renzo Carlucci

Latitude, longitude and place names for Pluto

For nearly ten years a space mission spent a journey to an unknown place, the presence of which was deducted from the anomalies of

the orbits of the most distant planets of our solar system, Uranus and Neptune. The interplanetary probe New Horizon, on 14th of July

came close to Pluto to flyby, also to its largest moon Charon, at about 50,000 km per hour speed, after nine years of a sidereal journey

in which the probe has travelled the enormous distance of 4.9 billion km. During the rendez-vous the probe has been engaged with its

seven scientific instruments for the two celestial bodies, while mapping photogrammetrically the surface and analysing their chemical

composition. Some months ago Pluto occupied only a dozen square pixels in the images coming from the New Horizons spacecraft.

Not much can be done with a few dozen pixels. They probably show areas in light and dark, certainly not a map. But it was a

beginning, because now with the captured images craters, mountains and other terrain features, the shape arise in a grid and we can

start to assign names to the characteristic elements that identify mountains, valleys, plains, all yet to be explored.

We define the parameters of the reference system, latitudes and longitudes begin to identify significant points, fixed that for

their recognition can be used as trigonometric reference and both initiate campaigns to give the appropriate names to new

territories. There is also a campaign in which all citizens of the Earth can say the names of places, just look at the web site:

ourpluto.org.

The conquest began and the exploration of the cartographer opens the way, as usual, with latitudes, longitudes

and place names.

Enjoy the reading,

Renzo Carlucci


In questo

numero...

FOCUS

REPORTS

LE RUBRICHE

Carta dell'erosione

del suolo del Lazio

meridionale

di Sergio Grauso, Vladimiro

Verrubbi, Alessandro Zini,

Cinzia Crovato e

Alessandro Peloso

8

6 LETTERE

36 MERCATO

50 AGENDA

12

Analisi diacronica

dell'evoluzione

paesaggistica della

Regione Lombardia

di Giovanni Lombardo e

Gianluigi Salvucci

In copertina una imagine di una recente

Conferenza INTERGEO.

Quest’anno INTERGEO si terrà a Stoccarda dal

15 al 17 settembre.

L'ordine del giorno è ricco di argomenti

interessanti che sono al centro del dibattito

politico in corso sul mondo digitale e che

svolgeranno un ruolo fondamentale nel plasmare

il nostro modo di lavorare nel futuro. Con discorsi

programmatici e conferenze plenarie in inglese

e traduzione simultanea prevista per un solo filo

conduttore del convegno nel secondo giorno, è

chiaro che INTERGEO sta diventando sempre

più importante a livello internazionale.

La gestione degli

incendi Boschivi mediante

l’utilizzo di moderne

tecniche cartografiche

L’esperienza del Corpo

Nazionale dei Vigili

del Fuoco

di Fabio Cuzzocrea e Fabrizio Priori

42

www.rivistageomedia.it

GEOmedia, bimestrale, è la prima rivista italiana di geomatica.

Da quasi 20 anni pubblica argomenti collegati alle tecnologie dei

processi di acquisizione, analisi e interpretazione dei dati,

in particolare strumentali, relativi alla superficie terrestre.

In questo settore GEOmedia affronta temi culturali e tecnologici

per l’operatività degli addetti ai settori dei sistemi informativi

geografici e del catasto, della fotogrammetria e cartografia,

della geodesia e topografia, del telerilevamento aereo e

spaziale, con un approccio tecnico-scientifico e divulgativo.


Flood risk

management:

the role of

geoinfORMATION

IN the insurance

industry by Franco

Guzzetti and Alice

Pasquinelli

20

28

19 INTERGEO

special issue

Dronitaly the

evENT for

Unmanned

Vehicle

System in

Milan by Fabrizio

De Fabritiis

Efficient laser

scanning – how

the new Z+F

IMAGER®

5010X profoundly

chANGES the

25

wORKfLOw

Held,

30

Philipp Kresser

by Daniel Blersch, Christoph

SIMP Canosa:

Integrated

System for

Monitoring and

Prevention of

ENvIRONMENT

AL

CRIME by

MASSIMO ZOTTI

INSERZIONISTI

3DZ 37

aerRobotix 17

CGT 46

Codevintec 52

Dronitaly 35

EPSILON 36

ESRI 11

Flytop 7

Geogrà 40

Geomax 41

Intergeo 34

Intergraph 2

Planetek 18

ProgeSOFT 38

Sinergis 51

Sistemi Territoriali 39

Teorema 50

Topcon 47

Trimble 49

48 di

Consapevolezza

della geo

localizzazIONE

nel mondo di

IoT (Internet of

Things), intervista

e riflessioni con

Kanwar Chadha

Mauro Salvemini

una pubblicazione

Science & Technology Communication

Direttore

RENZO CARLUCCI, direttore@rivistageomedia.it

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Fabrizio Bernardini, Luigi Colombo, Mattia Crespi,

Luigi Di Prinzio, Michele Dussi, Michele Fasolo,

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Rivista fondata da Domenico Santarsiero.

Numero chiuso in redazione il 15 luglio 2015.


LETTERE

LETTERA APERTA AL DIRETTORE DI GEOMEDIA

Caro direttore e caro amico,

Tu ben sai come io sia critico nei confronti del programma ministeriale per il corso

dei “periti delle costruzioni, dell’ambiente e del territorio”, in particolare per

quanto riguarda la topografia. Alcuni recenti avvenimenti mi lasciano perplesso e

pur anche sorpreso. Mi rivolgo a Te per sentire il Tuo parere in proposito: io non

ci capisco più nulla.

Apprendo da autorevoli presidenti di Collegi Provinciali dei Geometri, che sarebbe

in atto un passo molto importante del Consiglio Nazionale della categoria: trascrivo

letteralmente da un articolo pubblicato su “Il Seprio”, rivista del Collegio di

Varese:

“L’ambizioso progetto del CNG prevede un percorso formativo già improntato sui

criteri europei di 4 anni di scuola secondaria di secondo grado e 3 di percorso

universitario con una laurea specifica per il Geometra che preveda contenuti

fortemente professionalizzanti, che invogli allo svolgimento di questa professione

e non spinga verso una laurea magistrale che porterebbe poi all’inserimento in

altri ordini professionali”.

Mi limito a osservare che le “lauree” triennali non pare che abbiano avuto grande

successo in Europa; ribadisco, dato che lo ho già scritto molte altre volte, che

il titolo dottorale fornito ai laureati triennali italiani è motivo di sarcasmo

nel resto della Comunità (ove peraltro tale titolo non spetta nemmeno ai laureati

quinquennali, bensì solo ai medici e ai cosiddetti “PhD”). Non sono comunque

contrario al percorso indicato nel periodo sopra riportato, con l’unica perplessità

relativa ai quattro (anziché cinque) anni di scuola secondaria superiore. Ricordo

con amarezza il molto lavoro svolto fra gli anni ottanta e novanta del secolo

scorso, anche da me, sotto l’impulso di due grandi presidenti del CNG, dapprima

Raffaelli e poi Borsalino, per giungere non ad una laurea, bensì a un diploma

universitario riservato a geometri che volessero raggiungere uno “status” analogo

a quello dei loro colleghi francesi, inglesi, tedeschi... Ma tutto finì in niente,

per un complesso di ragioni, fra le quali ricordo la morte della (breve) stagione

dei diplomi universitari biennali e triennali, la nascita delle cosiddette “lauree

triennali” in seguito al famoso “accordo di Bologna” del 19 giugno 1999, ma ancor

prima l’ostilità di altre categorie professionali e la inutile discussione sulle

sedi, ovvero se i corsi avrebbero avuto come luogo istituzionale gli istituti

tecnici oppure le università. Non vedo come ora si possa attuare quel che indica

il CNG, con l’iter necessario: proposta di legge, discussione nei due (ma forse

nel frattempo ve ne sarà uno solo) rami del Parlamento, rinvii su rinvii “more

italico”, eventuale referendum proposto da altri Ordini….

Ma un altro e vicino avvenimento mi stupisce: apprendo che il CNG è disposto ad

ammettere già da quest’anno al tirocinio previsto per l’iscrizione all’albo, i

nuovi periti “CAT”, onde poi permettere loro di iscriversi, a esame di abilitazione

concluso, agli albi provinciali. Ma ciò è veramente previsto, nell’attuale

ordinamento giuridico? Allora, saranno ammessi anche i periti edili?

E poi quelli agrari?

Quale dispositivo giuridico permette che si chiamino “geometri”, e che si possano

poi iscrivere ai corrispondenti albi, anche i “periti” di recente istituzione?

Terzo avvenimento. Un importante istituto tecnico (un tempo “Commerciale e per

Geometri”, ora ridotto più modestamente a “Istituto di Istruzione Superiore”) di

una altrettanto importante città italiana, ha istituito un “comitato tecnicoscientifico”,

composto da rappresentanti dell’ università, di vari settori

6 GEOmedia n°3-2015


LETTERE

operativi, del locale Collegio dei Geometri, e addirittura del CNR, come supporto al

collegio dei docenti che successivamente dovrà decidere alcune proposte relative al

corso per l’appunto dei periti CAT.

Pensa, caro direttore che ti occupi e non certo da oggi della geomatica e del suo

continuo mutare sotto la spinta di ricerche e innovazioni sempre più sorprendenti:

fra i temi da discutere da parte del comitato, vi è la richiesta dell’insegnante di

topografia di poter disporre di una ulteriore ora settimanale, relativa al quinto

anno del corso, sottraendola ad altra disciplina in base ai cosiddetti “spazi

di flessibilità” e al previsto “20% di autonomia”, concessi dai nuovi programmi

ai singoli istituti. Le ore di topografia sono state ridotte com’è noto da 18

settimanali a sole 12 nei tre ultimi anni del corso; si comprendono quindi le

difficoltà, da parte dell’insegnante, di tener lezione, interrogare, fare prove

scritte e poi esercitazioni esterne (?) disponendo di sole 4 ore settimanali per

ogni anno di corso (soprattutto nel quarto e quinto anno). Ma la richiesta di

UNA ulteriore ora settimanale mi sembra soltanto una elemosina, pur considerando

che andrebbe all’ultimo anno, in vista dell’esame finale. Tanto più che tale ora

andrebbe sottratta ad altra materia (costruzioni, matematica, estimo?) che pur

soffre dei tagli apportati dall’estensore del nuovo programma, estensore che mi

riporta alla mente ciò che scriveva un mio caro e illustre collega, recensendo libri

e articoli mal fatti: lapidario, riferendosi al malcapitato autore annotava: “scrive

di cose che non conosce”!

Nel mio articolo su tale programma, articolo come ricorderai sottoscritto anche

dall’insigne collega Carlo Monti, se ne è censurata molta parte, ivi compresa

la scomparsa, “sic et simpliciter”, dell’intera fotogrammetria e per converso

l’introduzione di stupidaggini quale la “coltellazione” in epoca di livelli e stadie

digitali. Non sapevo però di “flessibilità” e altre banalità del genere, che altro

non provocano oltre al litigio fra colleghi di materie diverse. Come siamo caduti

in basso! Che ne pensa la FIG, i cui membri sono tutti di formazione universitaria

anche quinquennale (seppur non “dottori” all’italiana), dei tre problemi sopra

indicati?

Attendo volentieri il Tuo commento, con la speranza che ne nasca una discussione

sincera e priva di ambizioni corporative da parte di chicchessia.

Attilio Selvini


FOCUS

Carta dell'erosione del

suolo del Lazio meridionale

di Sergio Grauso, Vladimiro

Verrubbi, Alessandro Zini, Cinzia

Crovato e Alessandro Peloso

Il Lazio risulta ancora carente

nell'informazione pedologica. Nonostante la

frammentarietà dei dati tuttora disponibili,

col presente lavoro abbiamo inteso

testare l'operabilità del modello RUSLE

e di alcune tecniche di interpolazione e

simulazione geostatistica nella prospettiva

di poter estendere la stessa metodologia

all'intera regione e contribuire alla messa

a punto di strumenti conoscitivi utili per la

pianificazione regionale.

Fig. 1 - Area di studio.

L’

L’erosione superficiale

è un processo lento appartenente

alla naturale

dinamica esogena della

Terra che determina, alla scala

dei tempi geologici, l’evoluzione

del paesaggio. Tale processo può

tuttavia subire un’accelerazione in

conseguenza di una non corretta

gestione del territorio e di estremi

climatici. In particolare, l’erosione

dei suoli agrari può portare

ad una perdita di produttività a

causa dell’incipiente degradazione

della qualità dei suoli stessi ed al

loro graduale assottigliamento

fino alla perdita della risorsa. I

cambiamenti nell’uso del suolo

occorsi negli ultimi 50 anni hanno

influenzato negativamente

gli equilibri naturali e le stesse

attività umane. Inoltre, i cambiamenti

climatici registrati nell’area

Mediterranea, particolarmente

negli ultimi 10-15 anni, hanno

già determinato un incremento

della frequenza di eventi piovosi

di forte intensità e breve durata ed

un prolungamento dei periodi siccitosi

(Ferrara et al. 2007; IPCC

2014). La conseguenza di tale

tendenza è un aumento del potere

erosivo delle piogge e della vulnerabilità

dei suoli. La conoscenza

dei suoli e dei processi in atto è

una premessa indispensabile per

poter mettere in campo le opportune

politiche di conservazione

e di mitigazione degli impatti

climatici e antropici. A tale scopo,

l’utilizzo di modelli per la stima e

la previsione dell’entità dell’erosione,

su base cartografica ed in

ambiente GIS, è di grande aiuto

soprattutto quando ci si riferisce

ad aree di grande estensione come

un bacino idrografico od una

intera regione. In un precedente

report pubblicato su questa stessa

rivista (Fattoruso et al. 2010)

si è trattato questo argomento

presentando un’applicazione del

modello RUSLE (Renard et al.

1991, 1996).

Il Lazio risulta ancora carente

nell’informazione pedologica,

fatta eccezione per alcune singole

aree (Paolanti 2012). Nonostante

la frammentarietà delle informazioni,

in attesa della conclusione

del progetto Regionale di

cartografia pedologica alla scala

1:250.000 (Napoli & Rivieccio

2013), col presente lavoro abbiamo

inteso testare l’operabilità del

modello RUSLE in base ai dati

disponibili e ad alcune tecniche

di interpolazione e simulazione

geostatistica nell’area del Lazio

meridionale p.p. per un’estensione

areale di circa 4000 km 2 (Fig. 1).

Dati e tecniche utilizzati

Il lavoro si è basato su dati pluviometrici,

pedologici, planoaltimetrici

e di uso e copertura del

suolo contenuti in pubblicazioni

scientifiche e database disponibili

sul web. È stata anche condotta

una campagna speditiva di campionamento

dei suoli nell’area dei

monti Lepini, Ausoni ed Aurunci

al fine di colmare la carenza di

dati in quell’area.

8 GEOmedia n°3-2015


FOCUS

Il modello RUSLE esprime la

perdita di suolo media a scala

pluriennale (A), in tonnellate/

ha/anno, come prodotto di due

gruppi di fattori che costituiscono,

rispettivamente, i fattori naturali

che predispongono il suolo

ai processi erosivi e quelli legati

all’azione antropica. Tale prodotto

è espresso mediante la nota formula:

A=(R·K·LS)(C·P)

in cui il primo gruppo tra parentesi

rappresenta il prodotto tra

il principale agente dell’erosione

idrometeorica, ossia l’erosività

della pioggia (R) espressa in MJ

mm ha- 1 h- 1 anno- 1 , ed i fattori

predisponenti costituiti essenzialmente

dall’erodibilità del suolo

(K) espressa in Mg h MJ-1 mm-1

e dalla morfologia del terreno

(LS), quest’ultima espressa attraverso

il prodotto combinato di

lunghezza ed acclività del versante

(adimensionale). Il secondo gruppo

rappresenta invece l’influenza

antropica sui fattori naturali,

espressa dalla copertura del suolo

e tipologia e gestione delle colture

(C) e dalle pratiche di conservazione

e protezione del suolo (P),

entrambi fattori adimensionali.

Nel presente lavoro, il fattore erodibilità

del suolo (K) è stato determinato

mediante la formula di

Römkens et al. (1996) che utilizza

il solo dato tessiturale. Le granulometrie

utilizzate si riferiscono

ad un dataset comprendente le

descrizioni di 87 profili pedologici

pubblicate da Sevink

et al. (1984) in un ampio

Rapporto Tecnico edito

dall’ENEA e le determinazioni

supplementari

effettuate nel corso del

presente lavoro in altri

27 punti per un totale

di 114 punti di osservazione.

Successivamente,

per procedere alla spazializzazione

e mappatura

del fattore K nell’intera area

di studio, sono state provate

e messe a confronto differenti

tecniche di simulazione geostatistica

e interpolazione spaziale dei

dati puntuali: REML-EBLUP

(Restricted Maximum Likelihood

- Empirical Best Linear Unbiased

Prediction); Reti Neurali con

refinement; Variogramma Locale

(Minasny et al. 2005). In base

all’analisi della performance dei

diversi modelli, espressa mediante

diversi indici statistici (analisi dei

residui, errore assoluto medio,

errore quadratico medio, indice

D di Wilmott etc.), la tecnica del

Variogramma Locale è risultata

più affidabile delle altre esaminate.

Anche l’erosività della pioggia (R)

è stata calcolata mediante una

formula di correlazione (Diodato,

2004) a partire da dati relativi a

20 stazioni pluviometriche; in

questo caso, data la scarsità di dati

disponibili, per l’interpolazione

spaziale si è adoperata la tecnica

spline.

Il fattore topografico è stato determinato

per ogni cella del grid relativo

ad un DEM con risoluzione

20x20 metri mediante l’algoritmo

di Van Remortel et al. (2001,

2004) scaricabile alla URL: http://

www.iamg.org/documents/oldftp/

VOL30/v30-09-11.zip.

Il fattore di gestione e copertura

del suolo (C) è stato assegnato

sulla base della cartografia Corine-

Land Cover di 3° livello. I valori

utilizzati sono quelli adoperati da

Rusco et al. (2007) nella regione

Marche. In questo caso, il metodo

di mappatura utilizzato è del tipo

point-in-polygon.

Infine, il fattore relativo alle

pratiche di supporto (P) è stato

trascurato, quindi posto uguale

ad 1, data la valenza trascurabile

rispetto all’estensione dell’area e

l’oggettiva difficoltà di una sua

corretta valutazione su un ambito

geografico molto ampio (Panagos

et al. 2014). L’elaborazione dei

dati è stata effettuata mediante

piattaforma GIS che ha consentito

la produzione delle mappe dei

singoli fattori RUSLE (Fig. 2) e

quella finale dell’erosione (Fig. 3).

Conclusioni

La carta finale della perdita di

suolo (Fig. 3), intesa come valore

medio su scala pluriennale,

ottenuta dalla combinazione dei

singoli layer cartografici, mostra

valori contenuti nei limiti di accettabilità

(< 10 Mg ha- 1 anno -1 )

nelle aree delle pianure costiere e

intermontane mentre evidenzia

Fig. 2 - Mappe dei fattori RUSLE: a) erodibilità K (triangoli neri: punti di campionamento);

b) erosività R (triangoli rossi: stazioni pluviometriche); c) fattore topografico LS; d) uso e

copertura del suolo C.

GEOmedia n°3-2015 9


FOCUS

valori crescenti e maggiormente

significativi sui versanti delle

aree collinari e montane, dove

assumono valori superiori a 200

Mg ha- 1 anno - 1 .

Pur in mancanza di osservazioni

dirette con le quali tentare di

effettuare una validazione dei

risultati ottenuti, i valori di erosione

riportati sono comunque

indicativi per una valutazione di

prima approssimazione alla scala

sub-regionale. D’altra parte

la robustezza e l’affidabilità dei

modelli di correlazione utilizzati

per la determinazione dei singoli

fattori della RUSLE è stata

comprovata da diversi autori e

ne ha consentito l’applicazione

a diverse scale geografiche.

Pertanto, la metodologia qui

presentata può costituire uno

strumento efficace e contribuire

alla messa a punto di strumenti

Fig. 3 - Carta della perdita di suolo reale (A).

conoscitivi per la pianificazione

regionale. Ulteriori approfondimenti

ed aggiornamenti della

carta prodotta saranno possibili

una volta disponibili nuove informazioni

e dettagli.

BIBLIOGRAFIA

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factor in the part of Italy with a Mediterranean

rainfall regime. Hydrology &

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Fattoruso G., Grauso S., Verrubbi V.

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cartografica per la realizzazione della

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Paolanti M. (2012) I suoli del Lazio:

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Dicembre 2012

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di direttiva quadro sui suoli in Europa.

European Commission - Joint Research

Centre, EUR 22953IT, ISSN 1018-5593

Sevink J., Remmelzwaal A., Spaargaren

O.C. (1984) The soils of southern Latium

and adjacent Campania. ENEA

RT/PAS/84/10

Van Remortel R.D., Hamilton M. and

Hickey R. (2001) Estimating the LS

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length processing of digital elevation data.

Cartography 30-1, 27-35

Van Remortel R.D., Maichle R.W.,

Hickey R.J. (2004) Computing the

LS factor for the Revised Universal Soil

Loss Equation through array-based slope

processing of digital elevation data using

a C++ executable. Computers & Geosciences

30, 1043-1053

ABSTRACT

The present work was aimed to test the

operability of the RUSLE prediction model,

on the basis of available data, in combination

with different interpolation methods

in the area of southern Lazio (central

Italy). The work was based on published

rainfall, soil, land-cover and elevation data

archives and on a quick supplementary soil

sampling survey. The RUSLE factors were

computed by means of different correlation

formulae and algorithms. Despite the

lack of information data, the obtained soil

erosion map can provide a useful reference

frame of the soil loss potential for regional

planning purposes.

PAROLE CHIAVE

Erosione del suolo; simulazione geostatistica;

RUSLE; Lazio

AUTORE

Sergio Grauso

sergio.grauso@enea.it

Vladimiro Verrubbi

vladimiro.verrubbi@enea.it

Cinzia Crovato

cinzia.crovato@enea.it

ENEA CR Casaccia

via Anguillarese 301, 00123 Roma

Alessandro Zini

alessandro.zini@enea.it

Alessandro Peloso

alessandro.peloso@enea.it

ENEA CR Frascati

Via Enrico Fermi, 45

00044 Frascati (Roma)

10 GEOmedia n°3-2015


FOCUS

GEOmedia n°3-2015 11


REPORTS

Analisi diacronica dell'evoluzione

paesaggistica della Regione Lombardia

di Giovanni Lombardo e Gianluigi Salvucci

L’articolo presenta un’analisi

diacronica dell’evoluzione

paesaggistica della Regione

Lombardia con strumenti

gis per l’analisi quantitativa

dell’evoluzione del suolo relativa

ad epoche differenti.

Fig. 1 - Carte dell'uso del suolo utilizzate nella costruzione dell'ipercubo di transizione geografica

rielaborazione su Dusaf, Regione Lombardia (http://www.territorio.regione.lombardia.it/)

Lo stato dell’arte

Il presente contributo è

un’evoluzione di un precedente

lavoro degli autori, presentato

alla conferenza Esri del 2014

(Lombardo & Salvucci, 2014).

L’evoluzione paesaggistica è un

tema di grande interesse e in

vari contesti emerge la necessità

di utilizzare strumenti di analisi

quantitativa per sintetizzare

evoluzioni che difficilmente

possono essere evidenziate in

un singolo indicatore. Scopo

di questo di lavoro non è

quello di costruire un modello

probabilistico dell’evoluzione

del paesaggio ma quello di

guardare al passato, cercando

di capire quello che non si è

riusciti a vedere.

In questo contesto il bellissimo

titolo del prossimo convegno

Ispra “Recuperiamo terreno.

Politiche azioni e misure per un

uso sostenibile del suolo.” che

si terrà a Milano il 6 maggio

rappresenterà un’utile occasione

di riflessione. Se non basta

guardare attraverso una finestra

del municipio per accorgersi

che ormai abbiamo occupato

(impermeabilizzato) tutto

quello che ci circonda è forse il

caso di provarci con i numeri,

sperando che possano fungere

da elemento ispiratore verso chi

ha la possibilità di incidere a

livello normativo.

Le matrici di

transizione

L’interpretazione della

cartografia risulta un fattore

sempre più doverosamente

necessario soprattutto

nell’ambito della pianificazione

territoriale che richiede

sempre più spesso l’analisi di

indicatori territoriali e la loro

misurazione. Oggi abbiamo

a disposizione una mole

decisamente sostanziosa di dati

territoriali, a diverse risoluzioni,

contemporanee o addirittura

risalenti a 10.000 anni fa,

ma purtroppo non sempre

sappiamo o vogliamo utilizzarli.

Non basta avere dati, occorre

produrre informazioni ed

essere pronti a trarne le giuste

indicazioni!

Per questo motivo gli strumenti

gis offrono opportunità

di analisi ineguagliabili.

In questo ambito risulta

fondamentale un ritorno ad

un’analisi quantitativa capace di

sintetizzare le caratteristiche del

paesaggio e le sue evoluzioni.

Tutto questo non è sufficiente

a poter giudicare gli interventi

da porre in essere e gli effetti

delle azioni intraprese. Il pregio

di un’analisi di tipo geografico

è indubbiamente quello di

essere in grado di misurare

le variazioni di uso del suolo

intercorse a prescindere dalle

ripartizioni amministrative

esistenti. La letteratura propone

innumerevoli lavori che

utilizzano una metodologia

consolidata poggiante

sull’utilizzo della matrice di

transizione dell’uso del suolo.

La matrice si costruisce per

12 GEOmedia n°3-2015


REPORTS

sovrapposizione degli usi nelle

diverse epoche e riportata nelle

celle le superfici comuni. Le

analisi dell’evoluzione dell’uso

del suolo trovano applicazioni

sia descrittive che predittive

(López, Bocco, Mendoza, &

Duhau, 2001) e naturalmente

dipendono della risoluzione

spaziale con la quale sono

costruiti i dati geografici che si

andranno ad esaminare.

Nel caso in esame il confronto

intertemporale dell’uso del

suolo, relativo agli anni 1954-

1980-2007, risente dell’utilizzo

di metodologie differenti.

Dalla cartografia appare

evidente come la risoluzione

del dato sia indubbiamente

aumentata nel tempo e

quindi risulti difficilmente

esauriente se si scende troppo

nel dettaglio. Occorre inoltre

tenere in considerazione che

le cartografie riguardanti l’uso

del suolo, a livello regionale,

utilizzano la classificazione del

Corine Land cover, standard

europeo per il rilevamento

e il monitoraggio delle

caratteristiche del territorio

ad una scala eccessivamente

elevata. Tenuto conto di questi

problemi aggiunti all’esteso

oggetto dell’analisi (l’intera

regione amministrativa della

Lombardia) e al lunghissimo

intervallo temporale (1954-

2007), si ritiene che i

risultati ottenuti siano molto

apprezzabili per descrivere con

precisione l’evoluzione dell’area.

In questo studio si parte

dalla costruzione di un

ipercubo geografico ottenuto

dall’integrazione delle diverse

matrici di transizioni tra le

diverse epoche. Il database

ottenuto è una fonte

inesauribile di informazioni che

vengono presentate in questo

lavoro preliminare al mero

scopo esemplificativo.

Dati e metodi

La Regione Lombardia ha

reso disponibili, sul proprio

geoportale regionale, un

robusto novero di dati in

formato vettoriale riguardante

l’uso del suolo, relativo agli

anni 1954/1980/2007 (è

stato rilasciato nel corso del

2014 lo strato relativo al

2012 che si sta integrando

nell’ipercubo geografico),

secondo la classificazione

Corine Land cover. Tra le

operazioni preliminari da

effettuare sicuramente troviamo

la verifica dell’utilizzo del

medesimo sistema geografico

di riferimento, e l’eventuale

riproiezione in un sistema di

coordinate proiettate sul piano

per poter procedere con le

operazioni di analisi spaziale.

In questo caso si è scelto la

proiezione cartografica basata

sul sistema di coordinate

geografiche WGS UTM

32 nord, trattandosi della

Lombardia.

Le informazioni dell’uso del

suolo contenute nell’ipercubo

geografico sono state mantenute

su un duplice livello. Su

un livello si è proceduto

all’aggregazione a secondo e

terzo livello della classificazione

Corine Land cover per

poter agevolare l’analisi. Su

un livello ulteriore è stata

mantenuta la diversificazione

fino al quarto livello Corine

allo scopo di esplicitare la

crescita dell’urbanizzazione

individuando anche il tessuto

continuo e differenziandolo

da quello discontinuo. Per

la parte non antropizzata si

è scelto di aggregare aree e

superfici fino al primo livello.

Lo strumento del model builder

ha permesso di automatizzare

un processo che, poggiando

sulla scelta di parametri e livelli

di aggregazione eterogenei tra

loro, sarebbe risultato altrimenti

quasi impossibile da portare a

termine. Il processo è partito

dalla scelta dei tre elementi

vettoriali che rappresentano

i diversi usi del suolo a cui è

stato aggiunto un campo per

permetterne l’aggregazione. È

infatti grazie a tale campo di

controllo che è stato utilizzato il

comando “dissolve” ottenendo il

grado di accuratezza desiderato.

A questo punto si è proceduto

ad intersecare spazialmente

il primo e il secondo uso del

suolo, afferenti alle prime due

annualità (1954 e 1980) per poi

intersecarlo successivamente con

il terzo, relativo all’anno 2007.

Si è reso necessario procedere

con un ulteriore “dissolve”

allo scopo di semplificare

in un unico record la tripla

dei tre diversi usi del suolo

relativa alle diverse epoche. La

procedura si è conclusa con

il calcolo delle aree nell’unità

di misura desiderata. Si è

proceduto all’armonizzazione

dei tre contenuti in maniera

da renderli confrontabili e

successivamente si è proseguito

con una semplificazione in

grado di accorpare a livelli

superiori per facilitare l’analisi

rispetto al tessuto urbano.

Risultati

Dalla sovrapposizione dei

livelli dell’uso del suolo relativi

alle tre epoche considerate

si evince immediatamente

un’enorme sviluppo delle

superfici artificiali (Tabella

2). La contrapposizione dei

tassi di variazione rispetto

al 1954 e successivamente

rispetto al 1980 mostra però

due velocità di evoluzione nei

diversi periodi. E’ chiaramente

emerso che l’espansione urbana

è avvenuta per tappe successive

a danno delle superfici non

antropizzate con una velocità

iniziale notevolmente superiore

al periodo successivo, in un

GEOmedia n°3-2015 13


REPORTS

uso del suolo 1954 1980 2007 var 54-80 var 80-07

1 Superfici artificiali 4,19% 8,14% 14,08% 94,06% 72,97%

2 Superifici agricole utilizzate 55,39% 52,88% 43,71% -4,54% -17,34%

3 Territori boscati e ambienti semi naturali 37,04% 35,78% 38,82% -3,40% 8,49%

4 Zone umide 0,21% 0,19% 0,13% -6,96% -29,81%

5 Corpi idrici 3,17% 3,01% 3,26% -4,90% 8,17%

100,00% 100,00% 100,00%

Tab. 1 - Distribuzione della composizione dell'uso del suolo e sue variazioni

Uso del

suolo 0 1 2 3 4 5 totale 1954

1

2 0,23

3 0,24

4

5

943,80 33,17

2.239,49 9.949,08

170,40 410,98

0,98 18,50

5,88 20,66

modello molto prossimo alla

saturazione.

La superficie invariata, data

dalla somma delle superfici

lungo la diagonale, evidenziata

in grigio nella Tabella 3, è

pari al 83%. In particolare

il tessuto antropizzato è

22,48

969,93

8.206,81

4,53

61,63

0,05 1,68 1.001,19

10,21 52,21 13.221,15

2,04 50,69 8.841,15

18,80 6,33 49,15

0,99 667,13 756,29

totale 2007 0,46 3.360,55 10.432,38 9.265,39 32,10 778,04 23.868,92

Tab. 2 - Matrice di transizione totale 1954-2007, kmq.

aumentato del 10.13% della

superficie totale passando dal

4.19% (1954) al 14.08 (2007).

Seguendo il modello di Sinclair

(in Lloyd, 1986) la maggior

trasformazione è avvenuta a

danno dell’agricoltura che

è passata dal 55.39 (1954)

Zone residenziali a

tessuto continuo

discontinuo e rado

Zone

residenziali

nel 2007

uso suolo

2 Superfici agricole utilizzate 3% 11% 9%

3

Territori boscati e ambienti semi

naturali 0% 2% 1%

4 Zone umide 0% 0% 0%

5 Corpi idrici 0% 0% 0%

12

Aree ind. commerciali e dei servizi.

Reti strad, ferr e infrastrutture 16% 7% 9%

13

Zone estrattive, cantieri, discariche e

terreni artefatti e abbandonati 0% 0% 0%

112

Zone residenziali a tessuto

discontinuo e rado 2% 9% 8%

122

Reti stradali, ferroviarie e

infrastrutture tecniche 0% 0% 0%

141 Aree verdi urbane 0% 1% 1%

142 Aree ricreative e sportive 0% 0% 0%

1111 Zone residenziali a tessuto continuo 75% 60% 64%

1112

Zone residenziali a tessuto

discontinuo e rado 2% 9% 8%

Totale 100% 100% 100%

Tab. 3 - Matrice di provenienza del tessuto urbano del 2007 rispetto il 1954.

al 43.71% (2007). Questa

trasformazione in particolare

implica un cambiamento

notevole del paesaggio che

toglie il tessuto rurale in favore

dell’antropizzato.

Dalla visione comparata

della cartografia regionale,

qui riportata si evince bene

l’espansione del tessuto urbano

nella zona occupata dal comune

di Milano e nella corona dei

comuni che la circondano

Figura 2.

Analisi delle

trasformazioni del

tessuto urbano

Entrando nel dettaglio

descrittivo del tessuto urbano

cioè nella sua principale

suddivisione tra continuo

e discontinuo, l’ipercubo

geografico offre una

visione diacronica della sua

trasformazione. La Tabella

3 mostra la composizione

percentuale del tessuto urbano

per sovrapposizione all’uso

del suolo del 1954 e dal suo

esame si evince che soltanto il

64% della superficie dell’anno

2007 era destinata a questo

uso fin dall’epoca precedente.

Maggiore risulta la quota della

città consolidata: il 75% contro

il 60% di quella continua,

un elemento che dimostra la

proliferazione del fenomeno

dell’urban sprawl ovvero

della dispersione urbana. E

possibile notare come il tessuto

urbano di natura discontinua

14 GEOmedia n°3-2015


REPORTS

sia il maggiore attore della

trasformazione delle superfici

agricole utilizzandone l’11%

per incrementare la sua

superficie. Occorre prendere

atto che la superficie di tessuto

continuo ha trasformato una

quota importante di tessuto

industriale: il suo 16%,

destinato a tale uso nel 1954.

Una sintesi a livello

comunale

L’ipercubo così strutturato

consente di effettuare delle

sintesi a livello comunale per

poter valutare a posteriori le

scelte svolte dai policy makers.

La scelta di una scala comunale

deriva anche dalla metodologia

dei vari uffici tecnici comunali

di strutturare in maniera

particolarmente “localistica” il

proprio piano regolatore, che

risulta essere lo strumento

principale attuato per la

pianificazione territoriale.

Utilizzando l’aggregato del

tessuto urbano composto

dalle codifiche Corine Land

cover 1111 e 1112, è possibile

calcolare, a livello comunale,

la variazione intercorsa tra

il 1954 e il 2007 per la voce

più importante del tessuto

urbanizzato.

Occorre evidenziare come il

vero cambiamento si percepisca

passando al tasso di variazione.

Carugo è il comune che ha

procom

comune

avuto il più alto indice di

variazione del tessuto urbano

(Tabella 5), da soli 4.15 kmq

a 37.36 con un incremento

dell’800% rispetto il 1954

che individua un completo

sconvolgimento dei luoghi

considerati.

urbanizzato

al 1954

urbanizzato

al 2007

incremento %

Basti guardare la cartolina

d’epoca del 1955 del comune

di Carugo: alle spalle del

campanile il paesaggio si apre

in un’aperta campagna oggi

completamente conurbata in

direzione di Giussano (Figura

2 e 3).

incremento

assoluto kmq

15146 Milano 5268,44 8538,51 62,07% 3270,07

17076 Gargnano 460,52 1304,81 183,33% 844,29

17029 Brescia 993,67 1806,68 81,82% 813,00

17187 Toscolano-Maderno 814,40 1512,46 85,71% 698,06

14065 Teglio 230,64 807,22 250,00% 576,59

19036 Cremona 1268,71 1832,59 44,44% 563,87

20065 Suzzara 365,32 852,40 133,33% 487,09

20070 Volta Mantovana 706,78 1161,15 64,29% 454,36

20039 Pegognaga 279,41 698,53 150,00% 419,12

98031 Lodi 248,27 662,06 166,67% 413,79

Tab. 4 - Primi 10 comuni per incremento assoluto del tessuto urbanizzato.

comune

urbanizzato al

1954

urbanizzato al

2007

incremento %

incremento

assoluto kmq

13048 Carugo 4,15 37,36 800,00% 33,21

98061 Zelo Buon Persico 18,88 113,30 500,00% 94,41

12136 Venegono Inferiore 23,52 129,34 450,00% 105,82

16140 Morengo 9,56 47,81 400,00% 38,25

15081 Cologno Monzese 8,40 41,98 400,00% 33,58

16126 Levate 5,53 27,66 400,00% 22,13

13129 Lipomo 4,60 22,98 400,00% 18,38

20035 Moglia 63,70 286,64 350,00% 222,94

13055 Cassina Rizzardi 7,01 31,57 350,00% 24,55

19047 Genivolta 55,72 222,88 300,00% 167,16

Tab. 5 - Primi 10 comuni per variazione percentuale del tessuto urbanizzato

Fig. 2 - Carugo Cartolina d'epoca del 1955, proprietà

dell’autore.

Fig. 3 - Carugo vista panoramica su Google Map (fonte Google Earth).

GEOmedia n°3-2015 15


REPORTS

Quello che da un punto di

vista qualitativo si percepisce

immediatamente guardando

una fotografia non può essere

sintetizzato sul larga scala.

Comprendere e sintetizzare

questi cambiamenti è più

facile attraverso il confronto

nell’ipercubo geografico.

La stessa situazione viene

quindi esaminata attraverso i

dati di copertura riposizionando

il campanile della Chiesa di

San Bartolomeo nel centro di

Carugo.

A confrontare le carte delle

Figura 4 e 5 tornano alla

memoria gli studi del Toschi

(1947) sui differenti tipi di

urbanizzazione, un processo

forse ormai saturo dove quella

che era la nuova città ha ormai

saturato la vecchia campagna

(Celant, 1988) e quelle macchie

verdi sembrano aspettare di

cambiare il colore in un grigio

cemento.

Fig. 4 - Carugo 1954 attraverso l’interpretazione della carta dell’uso del suolo, rielaborazione

su Dusaf, Regione Lombardia (http://www.territorio.regione.lombardia.it/).

Fig. 5 - Carugo 2007 attraverso l’interpretazione della carta dell’uso del suolo, rielaborazione

su Dusaf, Regione Lombardia (http://www.territorio.regione.lombardia.it/).

Transizione dell’uso

del suolo e modelli

geografici: i motivi di

una localizzazione

Esaminando la cartografia

riproducibile attraverso

l’ipercubo si possono effettuare

analisi geografiche di diversa

natura. Sovrapponendo il

grafo stradale e il reticolo

ferroviario di Open Street Map

è evidente come l’evoluzione

dell’espansione urbana

abbia seguito le direttrici

infrastrutturali. Il tasso di

variazione della superficie

urbanizzata sembra seguire il

percorso di strade e ferrovie

aumentando la mobilità

locale. Si vede nei dintorni di

Milano in Figura 6 come le

ferrovie riescano a congiungere

i comuni che hanno subito

la maggior variazione.

Risulta fondamentale il ruolo

policentrico del capoluogo

lombardo.

Conclusioni e

sviluppi futuri

Alla luce della recente

acquisizione dell’uso del suolo

basato sulla codifica Corine

Land cover riguardante gli anni

2012 e 2014, si sta procedendo

ad aggiornare l’ipercubo

geografico. Nel prossimo futuro

si procederà a considerare

la possibilità di correggere

eventuali anomalie nelle

transizioni dell’uso del suolo

che non sembrano coerenti con

un normale processo evolutivo,

e dovute soprattutto alla diversa

16 GEOmedia n°3-2015


REPORTS

risoluzione con le quali

sono state realizzate le

cartografie di base. Come

si è visto, è quanto mai

opportuno integrare i dati

geografici con altre fonti tra

cui le reti infrastrutturali,

ma soprattutto individuare

quei collegamenti con i dati

dell’evoluzione demografica

e industriale per addivenire

ad una visione effettiva

dell’uso del suolo che sia

capace di fare comprendere

come in questi anni

abbiamo saputo o meno

valorizzare il nostro territorio.

Fig. 6 - Tasso di variazione dell'urbanizzato e rete infrastrutturale.

BIBLIOGRAFIA

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PAROLE CHIAVE

Ipercubo geografico; uso del suolo; Regione Lombardia; paesaggio

ABSTRACT

This paper aims to highlight the qualitative and quantitative aspects of the

transformations occurring in the territory of the region of Lombardy analyzing

land cover maps pertaining to different eras. To achieve this objective

after building a database of geographical information on the various

eras we proceeded to work by comparison with the transition matrices

that allow you to highlight the steps quantity among different reporting

periods. The analysis and the return of results is carried out at different

geographical scales offering a complete anthropization exchanged in the

territory. In particular, it highlights the diachronic analysis of land use in

favor of urban nature, distinguishing inside the spread and transformation

of urban-sprawl.

AUTORE

Giovanni Lombardo

lombardo@istat.it

Gianluigi Salvucci

salvucci@istat.it

Frutto di un lavoro comune la prima parte dell’articolo è da

attribuire a G. Lombardo, mentre la seconda G. Salvucci.

Le conclusioni sono in comune ai due autori.

• Rilievi batimetrici automatizzati

• Fotogrammetria delle sponde

• Acquisizione dati e immagini

• Mappatura parametri ambientali

• Attività di ricerca

Vendita – Noleggio - Servizi chiavi in mano, anche con strumentazione cliente

GEOmedia n°3-2015 17


INTERGEO

18 Special Supplement to GEOmedia Journal Issue n°3-2015


Special Supplement to GEOmedia Journal Issue n° 3-2015

INTERGEO

www.intergeo.de

Flood risk

management:

the role of

geoinformation

in the insurance

industry

by Franco Guzzetti and

Alice Pasquinelli 20

25

SIMP Canosa:

Integrated

System for

Monitoring

and

Prevention of

environmental

crime by Antonio

Buonavoglia

28

Dronitaly the

event for

Unmanned

Vehicle

System in

Milan

by Fabrizio De

Fabritiis

Efficient laser

scanning – how

the new Z+F

IMAGER®

5010X profoundly

changes the

workflow

Held,

30

Philipp Kresser

by Daniel Blersch, Christoph

Special Supplement to GEOmedia Journal Issue n°3-2015 19


INTERGEO

Flood risk management: the role of

geo-information in the insurance industry

by Franco Guzzetti and Alice Pasquinelli

The use of Geographic Information Systems

for management purposes is going beyond the

traditional field of territorial government and

new applications are developed supporting

other sectors dealing with territorial issues:

insurance industry is one of the sectors

where spatial data are acquiring importance,

introducing an innovative way for the definition

of flood risk insurance premiums.

During year 2014 the

ABC department of

Politecnico di Milano,

with the technical support of

R3 GIS company, undertook

a research project with a major

insurance company: the scope

was the development of a management

system aimed to support

the underwriting process

of flood insurance policies in

the consumer market. The topic

of flood risk is strictly related

with territorial and geographic

features, such as the presence

of a river, the interference of

human activities, constructions

and modification on natural environment,

the protection and

mitigation measures adopted

in order to reduce assets exposure

(FEMA, 2007): it is clear

how, due to the objective of the

project, GIS technologies and

spatial information came to the

aid (Thompson, 2013).

This partnership is due to the

changes in progress on the

national panorama that might

force insurance sector to provide

access to this kind of coverage

not only in case of high

value properties (like corporations

or big factories) but also

to house owners. The economic

burden of losses related to natural

disasters can no longer be

borne exclusively by the State,

especially in case of predictable

and manageable events: for this

reason since late 2013 Italian

Government started a debate

with the insurance industry

hypothesizing the adoption of a

risk transfer and sharing policy

at national level, providing

financial support to mitigate

their impact on the society

(Institution of Civil Engineers,

1995).

In this context, the need of insurance

companies is to define

a method that allow a quick

estimates of the risk assumed in

case of standard consumer policies

and to deepen all relevant

aspects in case of high value,

tailor made policies: the value

of the insured portfolio and its

exposure have to be constantly

monitored in order to be aware

of the actual possibility to

meet claims in case of event,

as required by European law

(European Directive 2009/138/

CE “Solvency II”). Considering

these needs, an informative

system were structured in order

to allow insurers to evaluate

potential losses related to flood

risks assumption, on the one

hand, and to support commercial

and price strategies in order

to balance refund costs and

guarantee financial solvency, on

the other hand.

The main output of the project

was the creation of a technological

infrastructure supporting

agents during the underwriting

process step by step, up to

the definition of the insurance

premium: the latter is defined

considering building exposure

(its location within or outside

flood prone areas) and all

features that make a building

more or less vulnerable in case

of flood. Building vulnerability

(its propensity to undergo dam-

20 Special Supplement to GEOmedia Journal Issue n°3-2015


INTERGEO

ages) is a crucial factor in the

determination of the insurance

premium and its computation

requires several input parameters

(FEMA, 2007). As primary

parameters concern the geographic

positions of buildings,

the whole management system

were based on a thematic GIS.

Img. 1 and 2 - Results from the relative and absolute

accuracy tests on geocoded addresses.

The “Risk GIS”

In case of a new flood policy

the building evaluation process,

to be carried out at the early

stage of the underwriting phase,

consist of a first desktop assessment

of building exposure,

based on the confrontation

between building position and

flood prone areas; thereafter, if

the policy value is relevant, the

agent will proceed with an onsite

survey collecting detailed

information on building features

that determine its vulnerability.

Building are the objects

covered by the insurance policy

that occupy specific places in

the territory: what determines

the exposure of a building to

hydraulic hazards is its location

which might be inside or outside

a flood prone areas. In order

to detect this kind of information

the geographic knowledge

involved concerns, at least,

two factors: buildings position

and flood areas extent in case

of overflow with different occurrence

probability (return period).

Theoretically, both these

types of information are known:

every building is referenced

on the territory by an address;

specific public authorities are in

charge for the identification and

mapping of flood areas in each

watershed. Practically, the combination

of the aforementioned

information in a geographic

information system is far from

being easy and automatic: addresses

may change in time, and

those stored in archive, like the

one in use in an insurance company,

might be unstructured

and out of date; Italian Basin

Authorities, in charge of hydrogeological

hazard mapping, do

not follow common rules neither

for the definition of flood

areas nor for data structuring

(hazard classification, coordinates

system, …). Therefore

the realization of a “risk GIS”

required hard data cleaning and

harmonization in order to allow

interoperability among datasets.

On the one hand addresses contained

in the insurance company

archives, related to insured

properties, were structured and

georeferenced through a geocoding

tool. The choice of the

geocoder used derives from a

comparative assessment of position

accuracy provided by three

different geocoders (Nokia,

Google and Mapquest).

Quality tests, as described

in (Guzzetti et

al, 2014) concerned:

4 relative accuracy, determining

which tool located the

most of addresses up to

the level of detail of house

number;

4 absolute accuracy, confronting

geocoded addresses and

surveyed addresses in use in

public administration.

Even if results deriving from

the abovementioned test are

satisfactory, geocoded addresses

are not considered certain until

they’re verified on field. As a

consequence buildings positions

are considered as a temporary

data: on-site GPS survey

will be conducted whenever

the company will consider

it worthwhile, like in case of

tailor made policies related to

high-value properties.

On the other hand geographic

data concerning flood areas

were collected, cleaned and reorganized.

Due to their deliberative

and financial autonomy,

each Basin Authority produce

its hazard map independently

and there are no common

procedures or methodologies

about how to model hydraulic

risk: nevertheless, in order

to accomplish the duties related

to the “Flood Directive”

2007/60/CE, the Ministry of

the Environment released national

rules (MATTM, 2013)

leading off a standardization

process of all the risk zone

classification identified by the

Basin Authorities. In order to

produce a nation-wide hydraulic

hazard map the research

group proceeded with a first

quick normalization of existing

maps following rules and

specification delivered by the

Ministry: several aspects made

this a time-consuming process,

Special Supplement to GEOmedia Journal Issue n°3-2015 21


INTERGEO

such as differences in

hazard zones modeling

and classification, coordinate

systems, overlaps

of different classification in

cross-boundary areas, data

availability and accessibility.

Nevertheless it was possible to

create a unified classification,

in three hazard level, of all

Italian flood areas, which may

be substituted with new official

data whose release is expected

by June 2015.

The combination of these two

spatial datasets allow a quick

evaluation of hazard exposure

of insured assets overlapping

buildings positions, generated

by geocoding, and flood areas,

with different hazard level:

this superimposition is realized

through a web-GIS tool accessible

by insurance agents, providing

a first feedback about

properties at risk. When the

feedback is positive agents may

consider, depending on the value

of the properties involved,

whether to apply a standard

fare related to the hazard level

detected or to proceed with

an on-site survey in order to

acquire more detailed information

about building position

and features that might increase

or reduce losses in case

of flood.

The pricing policy adopted by

the insurance company follows

a rewarding mechanism that

make prices decrease when the

hazard level is low or whenever

flood-proofing measures, reducing

buildings vulnerability,

exist. On the contrary, policy

premium for properties falling

within frequently flooded areas

with no mitigation measures

adopted will increase. For this

reason data collection on several

parameters determining

buildings vulnerability have to

be submitted to the system in

order to correctly define the

Img. 3 - Flood areas and geocoded addresses in Vicenza city.

policy price: such parameters

concern, for instance, the

accesses and openings elevation

compared to the height

reached by the water, the presence

of underground floors,

the position of values inside

the building, the adoption of

flood proofing measures.

As a supporting tool for data

collection, a mobile application

integrated with the system

were developed: this smartphone

application lead insurance

agents during the on-site

survey, requiring them to insert

information concerning the

abovementioned parameters.

Some of these information are

acquired automatically, like the

building position and height,

thanks to the GPS antenna

installed in each smartphone;

others have to be inserted by

the operator, like the number

of floors included in the properties.

Data gathered through

the application are then uploaded

to the system and used

in the computation of the insurance

premium.

After the research and testing

phase, the new web-GIS

management system is being

progressively acquired by the

ICT sector of the insurance

company. The resort to GIS

technology involved a cultural

shift toward a geographicbased

approach in a sector, like

the insurance industry, that

traditionally based its business

on historic data and statistical

analysis.

The potential for territorial

risk reduction

The definition of a pricing

policy that reward positive behavior

in buildings protection

contribute to trigger owners

commitment in the adoption

of protection measures, reduc-

Img. 4 - Mobile

interface for

data collection

during on-site

survey (smartphone

version).

22 Special Supplement to GEOmedia Journal Issue n°3-2015


INTERGEO

Img. 5 - One object, many data, different datasets: informative fragmentation concerning

buildings.

ing the amount of damages

that properties might be subjected

to and, at the same time,

allowing the company to apply

fair and competitive price for

insurance coverage. Moreover,

the perspective of further damage

reduction incentivize the

insurance company itself to

finance prevention services or

the purchase of protection devices,

whose price is decisively

lower compared to refund costs

in the aftermath. Even if not

with structural interventions

for risk reduction (like the construction

of levees or overflow

channels) the combined effect

of many punctual protection

measures will contribute in the

general reduction of the effects

and impacts of flood events.

The experience accrued within

this project opens up to some

consideration concerning the

general matter of territorial

management and government.

Traditionally, after catastrophic

events, economic aid for recovery

in disaster areas came from

the central government: up to

the present public resources

have been mainly addressed

to damage refunds, focusing

on emergency intervention.

Preventative measures hardly

get public funding, even if

investments on risk reduction

and mitigation strategies

might reduce the amount of

damages and so restoration

costs in the aftermath. It is not

possible now to know whether

the Italian State will introduce

compulsory flood insurance

for buildings, but it is important

to enable citizens to act

for their safety through the

knowledge of the territory

they live in. For

this reason, the increase

in public awareness

concerning flood risk might

be considered a priority in

the public agenda: the spread

of information to the population

living in flood prone

areas might encourage citizens

themselves to adopt protection

measure, in the same way that

lower prices for insurance policy

could do (Boer et al, 2013).

In the “Google era”, when

interaction with geographic

data became user friendly,

new channels for the communication

of risk information

opened up. Often we state

that data produced at different

level might be open and

accessible, but we should start

to consider that the meaning

of the word “accessibility” is

twofold: from a technical point

of view accessibility concerns

data availability and interoperability,

and spatial information

describing hazards should be

easily retrieved and structured

in a standard format, allowing

a universal comprehension of

information produced by different

authorities (Messner and

Meyer, 2005); from a social

point of view accessibility concern

the possibility to access

knowledge and get a complete

comprehension of events

citizens and assets might be

exposed to before these events

take place, even without being

a flood risk specialist. If, on

the one hand, it is correct that

risk reduction and mitigation

become a public concerns that

include not only public administrator

but also the citizens, on

the other hand the provision of

clear and understandable information

aimed to increase public

awareness is due (Manfré et

al, 2012).

Special Supplement to GEOmedia Journal Issue n°3-2015 23


INTERGEO

The role of geographic

information

in this cultural shift

As mentioned in the project

described, the restoration to

spatial information led to a cultural

shift in the management

of an insurance portfolio. In

the same way, and as recognized

by the technical community,

geographic information management

systems allow an efficient

and integrated territorial

government: unfortunately, this

is far from being a common

practice and even the datasets

integration is still an open issue

(Tóth et al, 2012). If we think

about built assets, information

describing different aspects of

buildings are stored in many

databases: building ownership

is registered in the land registry;

its geometrical features

are described both in technical

cartography and cadastral maps

and documents, with different

level of detail and update,

with no positional or semantical

connection; the related address

recorded in the civil registry

and in use by the municipal

administrator do not necessarily

correspond with the one

recorded in the land registry; it

is possible to determine whether

this building fall within a flood

area only identifying its position

in a specific hazard map.

What is missing is a common

framework that allow the interconnection

among different

datasets related to one specific

object: the building.

One simple solution that could

be adopted to overcome this

problem is the indication of

the coordinate pair, unique in

the world and not subjected to

changes, identifying the building

that data are referred to.

Also, the ongoing cadastral reformation

process represent the

occasion to create a qualitative

informative hub where to collect

all information concerning

buildings, making cadaster a

tool that provides not only support

for fiscal purposes, but that

concentrate knowledge for an

integrated territorial management

and the provision of innovative

services to the citizenry.

Year 2014 was a period when,

due to the high number of

flood events that took place on

our country, the theme of the

impact of natural hazard on

society gained a lot of attention

and the current awareness on

the topic has to be exploited

before that people lose interest

on it: now is the right time for a

cultural shift toward a collective

commitment in risk reduction

that may start from an increased

awareness supported by

the widespread of information,

enabling all stakeholders to contribute

in disaster reduction.

BIBLIOGRAPHY

Institution of Civil Engineers (1995), Megacities: Reducing

Vulnerability to Natural Disasters, Telford (Great Britain).

F. Messner, V. Meyer (2005), Flood damage, vulnerability and risk

perception—challenges for flood damage research, UFZ discussion

paper 13/2005.

European Directive 2007/60/EC “Flood Directive”.

Federal Emergency Management Agency (Homeland Security

Department) (2007), National Flood Insurance Program (NFIP),

Complete Library of FEMA Documents, Homeowner and Builder

Guides, Floodplains, Mapping, Agent Information, Mitigation,

Manuals, Progressive Management 2007.

European Directive 2009/138/CE “Solvency II”.

K. Tóth, C. Portele, A. Illert, M. Lutz, M. Nunes de Lima (2012), A

Conceptual Model for Developing Interoperability Specifications

in Spatial Data Infrastructure, JRC Reference Report.

Luiz A. Manfré, Eliane Hirata, Janaìna B. Silva, Eduardo J.

Shinohara, Mariana A. Giannotti, Ana Paula C. Larocca, José A.

Quintanilha, (2012), An Analysis of Geospatial Technologies for

Risk and Natural Disaster Management, ISPRS International

Journal of Geo-Information.

Ministero dell’Ambiente, della Tutela del Territorio e del Mare

(2013), Indirizzi operativi per l’attuazione della direttiva 2007/60/

ce relativa alla valutazione ed alla gestione dei rischi da alluvioni

con riferimento alla predisposizione delle mappe della pericolosità

e del rischio di alluvioni.

S. Thompson (2013), Be insured with risk mapping, in Geospatial

World Magazine, July 2013.

Joop de Boer, W. J. Wouter Botzen and Teun Terpstra (2013),

Improving Flood Risk Communication by Focusing on Prevention-

Focused Motivation, Risk Analysis, Vol. 34, No. 2, 2014, DOI:

10.1111/risa.12091.

F. Guzzetti, A. Pasquinelli, A. Privitera (2014), M. Ronconi, Test

metrico sulla ricerca automatica della posizione degli indirizzi,

Atti della 18a Conferenza Nazionale ASITA, Firenze 14-16 ottobre

2014 ISBN: 9788890313295.

KEYWORDS

flood risk; flood insurance; risk GIS.

ABSTRACT

During year 2014 the ABC department of Politecnico di Milano, with

the technical support of R3 GIS company, undertook a research project

with a major insurance company for the development of a management

system aimed to support the underwriting process of flood insurance policies

in the consumer market. The scope of the project was the creation

of a GIS-based system that allow, on the one hand, to evaluate potential

damages related to flood risks assumption and, on the other hand, to support

commercial and price strategies in order to balance refund costs and

guarantee financial solvency.

AUTHOR

Franco Guzzetti

franco.guzzetti@polimi.it

Alice Pasquinelli

alice.pasquinelli@polimi.it

Dipartimento ABC - Politecnico di Milano

24 Special Supplement to GEOmedia Journal Issue n°3-2015


INTERGEO

SIMP Canosa: Integrated System for

Monitoring and Prevention of environmental crime

Video surveillance and satellite imagery for the territory monitoring

by MASSIMO ZOTTI

The SIMP Canosa system has developed

a software platform, compliant to

INSPIRE, combining and harmonizing

data from several sources, and enabling

geospatial intelligence tools to the

Municipality departments and the police

staff involved in the monitoring and

prevention of environmental crimes.

The protection of the environment

from crimes

against it is today a priority

for any city. The monitoring

of large or urbanized areas, with

a high level of human pressure,

requires efficient organization

for the management of complex

administrative procedures. In

ad-dition, this happens in a

context of chronic shortage of

economic resources and

personnel.

Illegal building, traffic and

disposal of special waste and

substances hazardous materials,

illegal dumping, damage to the

ecological, archaeological and

natural heritage, are the main

factors that threaten our territory.

Modern survey technologies

can be a valuable aid in order to

fight these illegal activities. With

satellite imagery, sensors, video

surveillance systems, web

reporting tools for citizens, it

is possible to extend the abil-ity

to observe the territory in

a widespread and timely way.

These technologies are spreading

and they are now considered

as standard for the municipal

activities.

We can consider for example

video surveillance systems or

social web channels to collect reports

from citizens about illegal

activities. Their integration and

inclusion in a unique process

of monitoring and land management

permit the maximum

expression of their potentiality.

Urban Control Centers collect

all data and information in a single

environment, managing the

information through processes

and presets and optimized workflows.

This allows the management

of the complex administrative

processes, arising from an

alert of environmental crime.

An Integrated System for

Monitoring and Prevention of

environmental crime.

The SIMP system, Integrated

System for Monitoring and

Prevention of environmental

crime, adopted by the

Municipality of Canosa di

Puglia is a component of the

municipal Urban Control

Center, dedicated to the

activities of monitoring and

prevention of urban

environmental crimes, as well as

to the analysis and control of

the impact of other human

activities in the urban areas.

The whole system is based on a

control center, which is connected

with the three video

surveillance systems active at

municipal level. The SIMP

allows streaming of images captured

by video surveillance directly

on the map and allows to

store and archive georeferenced

images extracted from videos

of the crime (ie. Illegal waste

releases in real-time).

Special Supplement to GEOmedia Journal Issue n°3-2015 25


INTERGEO

The detection of a waste

release can also be made

through alerts by citizens

who communicate with

the administration both in the

traditional way (phone, email)

and through social channels like

Facebook, Twitter or the municipal

web portal.

The SIMP also provides regular

analysis of high-resolution

satellite images over the entire

municipality to identify key

changes on the surface, which

may indicate the presence of

potential illegal construction or

illegal dumping.

All reports, regardless of the

means of generation, flow into

the SIMP that have different

pro-tocols for the management

of different types of warning.

The system allows management

on map of all the resources and

the deployment of operational

teams through their geolocation.

In this way the control of

the means on intervention is

always possible, with a logistics

optimization of displacements.

The classification of the warnings

also allows management

of priority actions based on the

type of operation. This will reduce

the response time and the

environmental impact of the

crimes.

The SIMP, based on Hexagon

technologies, consists

of a control center, a data

repository and an information

management platform. The system

allows locating on the map

and in real time alerts submitted

by both automated detection

and external sources.

Hexagon Geospatial and

Intergraph technologies for the

SIMP

The system supports decisionmaking

and intervention strategies

using established technologies

(Intergraph Planning &

Response IPR) and accessible

workflow through a web platform

(GeoMedia Smart

Client). IPR is a web-based

effective solution for Special

Operations Rooms (SOR) and

Command Staff, which uses

Smart Client tech-nology. It is

designed specifically for

contexts of command and

control, mission planning

and monitoring events and

offers both the opening and

integration with existing infrastructure

and high scalability

(using specific vertical modules

or, where necessary, customized

ad hoc macro). IPR allows

simple and reliable information

sharing, browser independence

and simple administration, to

enable users to focus on the

leadership challenge, even in

extreme situations. It uses active

server-based message and

news delivery in real time (push

system) and all dialogue fields,

forms and workflows can be

configured on the basis of open

standards (using XML).

GeoMedia Smart Client is a

solution that fits right in

between desktop applications

and web GIS mapping

platforms, which supports

decision-making and

intervention strategies, using

consolidated workflow, accessible

to potentially unlimited

users. Providing web tools to

develop efficient and customizable

workflow with advanced

geospatial analysis capabilities

and data editing, it enables the

entire organization to access

and utilize rich geospatial data

in their processes and to

operate full desktop products.

Thanks to these technologies,

users have access to a robust

desktop GIS solution in a

simple web client, with which

26 Special Supplement to GEOmedia Journal Issue n°3-2015


INTERGEO

they can access shared data

within the infrastructure, build

specific workflows, customized

geospatial analysis, and realtime

sharing of its results

reaching a much larger

audience. In this way, the

SIMP system allows management

of phases of the operations,

from data and warnings

collection, to management and

storage of them, thus consolidating

a coordination protocol.

The workflow consists of

different steps:

a) Data Management

The operator can find the

list of various messages and

provide their integration

into the system with data

extracted from documents of

interest and warnings from

sensors and cameras. A full

suite of remote sensing software

tools, based on ERDAS

Imagine and its add-ons,

allows the monitoring of

the whole city area through

satellite images and their fast

analysis.

b) Dossier Management

Dossier is the main data

structure of SIMP, which

allows the operator a

comparison between the

new and exist-ing data and

highlights the presence of a

previously set dossier,

related to the same location

or the same type

of event even if in different

places.

c) Representation of the territory

On the cartographic component

the most important

part of the work of the

operator takes place, as the

map will present a thematic

symbol-ism (symbol, pattern,

color) that will indicate the

current status of the situation

and helps in the decision

making processes.

d) Intervention action

Because of its evaluations, the

operator will propose interventions

by the municipality

or by other persons called to

collaborate with it.

Moreover, the SIMP provides

operator a work agenda useful

to propose actions, places and

teams involved.

Main elements of the SIMP can

be schematically summarized as

follows:

4 System: consists of hardware,

software and infrastructure

in an integrated set of tools

for the collection and management

of data and documentation

of warnings;

4 Database: the periodic acquisitions

of very high resolution

satellite images

and thematic data

extracted are the main

inputs of the system.

Such inputs, combined with

warnings from citizens and

video surveillance allows to

monitor any part of the municipal

area;

4 Training: training on the job

and manuals aims to transfer

the entire know-how to manage

system and input data;

4 Technical assistance: to guarantee

the proper functioning

of the system. To increase

the speed of intervention

tools for fault reporting are

used in combination with

assistance through help

desks and web-based bug

tracking.

The SIMP was created by

Planetek Italia s.r.l. and

Intergraph Italia LLC.

MORE INFORMATION

• Overview and updates about the

project on the Planetek Italia website

http://www.planetek.it/eng/

simp_canosa

KEYWORDS

SIMP; Video surveillance; satellite

imagery; territory monitoring

ABSTRACT

A Decision Support System improving

the capacity of the Municipality forces to

prevent and fight crimes such as traffic of

dangerous waste, illegal landfills, illegal

buildings or archaeological and natural

heritage damages.

AUTHOR

MASSIMO ZOTTI

zotti@planetek.it

Head of Government & Security

SBU

Planetek Italia Srl

Special Supplement to GEOmedia Journal Issue n°3-2015 27


INTERGEO

Dronitaly the event for

Unmanned Vehicle System in Milan

by Fabrizio De Fabritiis

Dronitaly is the event dedicated to all

Unmanned Vehicle Systems (aerial, aquatic

or land) that unites the leading names in

professional remotely piloted systems

market: producers, distributors, aeronautical

operators, service providers, flying schools,

universities, institutions, regulatory

authorities, associations and the media.

Dronitaly (25-26 September,

Congress Center Atahotel Expo

Fiera, Milan, Italy) is a solid

business platform, where companies

can showcase products,

services, solutions and meet

final users, big customers, investors,

representatives from

institutions and the public administration.

After the success of the first

edition (October 2014), which

attracted 2,300 professional

visitors, 50 companies, 80 journalists

and delivered an impressive,

high-profile conference

programme, Dronitaly has become

a reference event for the

professional drone market.

Dronitaly 2015 will be held

on 25-26 September in a modern

and functional venue: the

Atahotel Expo Fiera Conference

Centre, Milan. The venue is

very close to the Universal

Exhibition Expo 2015, a notto-be-missed

event that will

attract thousands of tourists but

also professional operators from

all over the world.

Engineers, surveyors, architects,

managers, investors, public

administration officials dealing

with agriculture, remote sensing,

videoing or technical inspection,

will attend Dronitaly

2015 to find the most suitable

solutions for their business

quickly and easily.

This year visitors are expected

from abroad thanks to the intensive

ongoing relationships

with the main European UAS

associations and the foreign

chambers of commerce.

Dronitaly is also an opportunity

to be brought up to date

thanks to the huge program

of conferences that will again

this year see collaboration with

professional bodies, universities,

institutions and associations

and will give a deep insight of

many topics such as drone rules

& regulations, precision agriculture,

technical inspections by

28 Special Supplement to GEOmedia Journal Issue n°3-2015


INTERGEO

The results of this first

market research will

be presented on 25

September during the

opening conference.

And will provide operators

and the market with

a first snapshot of the

drone industry in Italy.

Plenty of space will be

also given for workshops

presented by exhibitors,

an important opportunity

to show the public

how new technology

and new operating applications

function, in

addition to providing

a showcase for the latest

professional drone

models.

At Dronitaly both visitors

and exhibitors have

the chance to comprehend

trends and evolutions

on the horizon, get

a unique, detailed picture

of products, services

and application and gain

an overview of the sector

that no other event can

guarantee.

drones, remote sensing and topography,

marine drones, disaster

management, FPV piloting

and BVLOS.

Dronitaly is also realizing the

first research on the Italian

market together with the market

research company Doxa

Marketing Advice.

Involving companies from all

areas of the industry (drone

manufacturers, software vendors,

producers of parts, flying

schools, insurance providers

among others), the research will

put particular attention on business

strategy and marketing. It

will also provide operators, the

public and the media with a

valuable instrument for learning

about and enhancing the drone

market.

AUTHOR

Fabrizio De Fabritiis

CEO Dronitaly

fabrizio.defabritiis@mirumir.it

Follow us on Twitter – @dronitaly

Info: info@dronitaly.it |

Tel. +39 02/45471111 |

Web: www.dronitaly.it/en

Special Supplement to GEOmedia Journal Issue n°3-2015 29


INTERGEO

Efficient laser

scanning – how

the new Z+F

IMAGER® 5010X

profoundly

changes the

workflow

by Daniel Blersch, Christoph Held,

Philipp Kresser

Img. 1 - The Z+F IMAGER® 5010X used head first high above the church’s ground floor.

What do you really need regarding new laser scanning hardware to become more efficient? A faster

system? Longer Range? Higher Resolution? The engineers at Zoller+Fröhlich (Z+F) think differently and

redesigned the so-far general scanning workflow instead.

Scanning nowadays is a

matter of a few minutes. A

typical scan can be taken

within one to three minutes.

With colour another four minutes

are needed, at least even

with the best instruments out

there. So instead of saving seconds

here and there, the question

is rather, how to make use

of down-time of the staff while

waiting for the next scan? And

more importantly, how to reduce

scan positions altogether?

The more complex a site is the

more people tend to over-scan

the site, as they lose track of

what has already been scanned.

Have I covered all important

details? Are the targets o.k., or

is there enough overlap for the

registration to work? Hence, instead

of minimizing the amount

of scans, one rather adds another

couple of scans, just to be

sure not to have forgotten any

important detail or to have too

little overlap.

After the scanning procedure

in the field, the scans need to

be registered together. As time

on-site is usually more expensive,

this so-called registration

process happens back at the office.

There are a couple of very

good automatic solutions for

cloud-to-cloud based registration,

however, they do need a

lot of overlap compared to a

target approach. In many cases,

especially because of symmetries,

these algorithms also need

adjustments by the user, so generally

speaking, it takes another

couple of hours or even days to

finish the dataset, depending on

the complexity of the project.

Time which cannot be spent on

other tasks. And what if something

is missing? Going back?

In some cases, revisiting a site

might be too complicated or

simply not possible.

The “Blue” Workflow

Z+F, known for innovations,

has introduced a new, so-called

“blue” workflow, where all

scans are registered automatically,

right on the spot, right on

30 Special Supplement to GEOmedia Journal Issue n°3-2015


INTERGEO

site. After each scan, the data is

quickly streamed to a tablet and

it is automatically registered to

any prior scan position. The

user can also open the scan and

inspect it live on site, to make

sure all details are covered in

high enough resolution. The

download and registration

process is completed within a

few seconds, and finished long

before one has to move the

scanner to another position.

Therefore the entire scanning

procedure will not be held up

or slowed down.

This solution is realized with

new hardware and software.

Current cloud-to-cloud registration

algorithms require

a rough initial alignment of

two scans. The algorithm will

then take this preliminary

registration to refine it. There

are solutions to automatically

guess this initial alignment,

however, on complex sites this

is a very difficult task and the

user needs to intervene often.

To get a rough placement, Z+F

has now integrated additional

navigation sensors into the

Z+F IMAGER® 5010X scanner

to estimate the users current

position. While carrying

the scanner from one position

to the next one, the current

track is recorded and a position

estimate can be shown at any

point. This solution works not

only outdoors via GPS but also

– as an industry first – indoors

with internal sensors.

The scan, together with the

rough position estimate, is

then transferred to a tablet

computer, where the registration

is automatically refined

and finalized. To make sure

the data transfer is running

fast and smoothly even over

longer distances, the scanner is

equipped with large dual band

antennas and operating with

the 802.11n Wifi Standard.

Z+F LaserControl® Scout

Regarding the tablet, Z+F designed

a tablet optimized software

which allows to quickly

check data as well as registration.

Should there be any problem,

e.g. there was not enough

overlap, simply take an additional

scan. There is no need to

over-scan a site anymore or the

risk of forgetting something.

With this immediate feedback

you can scan only what is really

necessary and save a great

amount of time.

Img. 2 - The „Blue Workflow“ (Scanner

and Software on the tablet) in front

of the dome in Cologne.

Z+F provides easy adjustment

tools to deal

with various situations

which could come up while

working in the field. For example,

one can group scans

together for a better overview

of the project when working on

different building levels. It also

easily allows to create new subprojects.

Let’s assume you have

finished scanning a passage and

need to continue somewhere

else in the building, the new

scan cannot be registered to

Special Supplement to GEOmedia Journal Issue n°3-2015 31


INTERGEO

the previous passage, as

there is no overlap yet.

Scout allows putting the

next scan aside and treating

it like a sub-project. Once

there is overlap between the two

sub-projects, they can easily be

merged again.

Synchronization

The solution is thought

through from the beginning

to the end. What happens if

the tablet runs out of battery?

Simply take a new one. Scout

always synchronizes the current

registration with the scanner. If

a new tablet needs to be used,

the scanner will stream all data,

including the most recent registration

onto the new tablet and

you can continue from where

you left off.

Targets

Because of the advancement

of feature-based registration

algorithms, targets are used less

and less, however, in many projects

they still have to be used.

Z+F LaserControl® Scout can

automatically detect all targets

in scans and provide a 3D

feedback for the user to verify

the target center was acquired

correctly. It can also register the

project immediately, in order

to be able to quickly check. If

a target was moved or wasn’t

scanned in proper resolution,

one will notice immediately.

This is probably the strongest

argument for the new scanning

bundle Z+F IMAGER®

5010X and Z+F LaserControl®

Scout. You can check your data

right on the spot and make sure

you have covered everything.

You are enabled to identify issues

on site, where you can still

intervene, and make use of the

time waiting for the next scan

to finish or to resolve more

important things in the scanning

workflow. You will become

more productive and return

with a relaxed feeling, knowing

you have everything you need.

Combined with the integrated

HDR technology for perfect

Img. 3 - Z+F’s newest laser scanner used during the important scanning

project at the dome of Cologne.

32 Special Supplement to GEOmedia Journal Issue n°3-2015


INTERGEO

RGB data even in scenes with

strong contrasts and the proven

Z+F IMAGER® 5010 technology,

the Z+F IMAGER®

5010X is the most efficient and

versatile tool to be used in all

major applications.

The new solution was tested

on several interesting projects,

industrial and cultural heritage.

The most prominent project so

far was the scanning of the cathedral

in cologne.

Zoller + Fröhlich supports

the student project

“3Dom“ of the

Fresenius College in

Cologne

The student project’s objective

is to document the Dome in

Cologne three dimensionally in

order to preserve it for generations

to come. The idea of digitally

conserving monuments,

which may also be part of

UNESCO world heritage sites,

is not new and is already being

exercised by various organizations

– such as the Zamani

Project.

Head of Department

Christopher Wickenden

(Fresenius College) followed up

on this idea for his faculty 3D

Mind & Media and started the

project 3Dom with his colleague

Douglas Pritchard, who works

for Heriot-Watt-University and

has a lot of experience in the

field of 3D documentation. The

project is being supported by

the city of Cologne, cathedral

works and Zoller + Fröhlich

GmbH – a leading manufacturer

of 2D and 3D laser measurement

technology.

“The special challenges in

this project are the size and

the complexity of the object”,

says project manager Douglas

Pritchard, who has already

documented monuments such

as Mount Rushmore in 3D.

Many adorned pillars, ornaments,

towers and statues

require a very detailed measuring

device, many measuring

points and many scan positions.

In addition, the factor

“time” plays a very important

role when it comes to funding

such a project. In order to face

these challenges, the Zoller +

Fröhlich’s Z+F IMAGER®

5010X was used in addition to

the Z+F IMAGER® 5010C.

This laser scanner, equipped

with state-of-the-art technology,

measures more than one

million points per second up to

a maximum distance of 187 m

(approx. 617 ft.). The accuracy

is in sub millimeter range. A

strong advantage of this unique

laser scanner is the determination

of its own position using

internal sensors and transfers

the measured points of each

position to the scanner software

Z+F LaserControl® Scout. The

software puts each scanner position

together automatically and

generates a three-dimensional

image of the entire object, based

on the transferred data of the

scanner. All is performed automatically.

Another advantage of this system

is that it allows the user

to check the progress of scans

or to detect potential gaps. In

case there are any gaps, the Z+F

IMAGER® 5010X can simply

be put to the missing scanning

positions in order to complete

the data set with additional

scans.

The project 3Dom of the

Hochschule Fresenius is divided

in two phases. The first phase

included the documentation

of the entire Dome in Cologne

and was carried out successfully.

This illustrated the possibilities

of high-precision three-dimensional

measurements for archiving

and restoration purposes.

In the second phase, which will

start in this year’s August, the

Dome will be documented in

detail.

Please visit www.zf-laser.com for

more information.

KEYWORDS

laser scanning; 3d laser scanning; 3d laser scanner; automatic registration; efficient

workflow; blue workflow

ABSTRACT

Laser measurement technology is developing at a fast pace. Laser scanners become faster, more

accurate, more reliable and deliver additional information to the scan data – such as color. Yet

not only data acquisition is important in the workflow, but also registration and pre-processing.

Zoller + Fröhlich (Z+F) has recognized this aspect and has recently introduced a new scanner,

which – in combination with a new software – changes the workflow profoundly and results in

a higher efficiency.

AUTHOR

Dott. Arch. Daniel Blersch, Application Engineer at Z+F

Dipl. Inf. Christoph Held, Application Engineer at Z+F

Philipp Kresser, B. A., Marketing Manager at Z+F

Zoller & Fröhlich GmbHSimoniusstrasse

2288239 Wangen im AllgäuDeutschland /

GermanyFon: +49 (0) 7522 9308-284Fax: +49

(0) 7522 9308-252www.zofre.de www.zf-laser.coms.kresser@zofre.deRegistergericht

Ulm - HRB 620324Geschäftsführer: Dr.-

Ing. Christoph Fröhlich

Special Supplement to GEOmedia Journal Issue n°3-2015 33


www.intergeo.de

15 – 17 September 2015

Stuttgart, Exhibition Grounds

along with

63rd German Cartographic Conference

Sponsors:

Host: DVW e.V.

Conference organiser: DVW GmbH and DGfK e.V.

Trade fair organiser: HINTE GmbH


MERCATO

Presentato al Parigi Air Show

2015 il Tandem-L

Il Centro Aerospaziale Tedesco (DLR) ha presentato al Paris

Air Show 2015 il Tandem-L. Tandem-L è una proposta per

una missione completamente innovativa per l'osservazione

globale dei processi dinamici sulla superficie terrestre con una

qualità e risoluzione molto migliore.

Si tratta di una tecnica che utilizza due satelliti radar gemelli

ad apertura sintetica (SAR), operanti in banda L (23,6 centimetri

di lunghezza d'onda). L'utilizzo della speciale tecnica

radar ad apertura sintetica (SAR) permette di migliorare considerevolmente

il processo di imaging ad alta risoluzione della

superficie terrestre indipendentemente dall'orario del giorno.

Offrendo quindi la base ideale per l'osservazione continua dei

processi dinamici sulla superficie terrestre. Inoltre, la lunghezza

d'onda rispetto a X-band (3,1 cm) soddisfa i requisiti per

una misurazione tomografica della struttura tridimensionale

di vegetazione e ghiaccio. L'obiettivo di Tandem-L sarà di produrre

immagini della massa terrestre interferometricamente

una volta alla settimana.

Grazie a queste nuove tecniche di imaging e la vasta capacità

di registrazione, Tandem-L fornirà informazioni per risolvere

le pressanti questioni scientifiche nei settori della biosfera, geosfera,

criosfera, e l'idrosfera. La missione si concentrerà, infatti,

sulla misurazione globale della biomassa forestale e sul rilevare

deformazioni della superficie terrestre a precisione millimetrica,

aiutandoci a comprendere meglio i terremoti, i movimenti

dei ghiacciai, le variazioni del suolo di umidità e l'osservazione

delle correnti oceaniche.

Tutti questi dati dovranno fornire informazioni attualmente

mancanti per una migliore prospettiva scientifica e relative raccomandazioni

socio-politiche.

Accanto all'aspetto risolutivo socio-politico c'è sicuramente

quello scientifico delle compenente tecniche. Tandem-L si distingue

per l'elevato grado di innovazione rispetto alla metodologia

e alla tecnologia. Esempi sono quelli dell'interferometria

SAR polarimetrica per misurare l'altezza della foresta,

l'utilizzazione dell'ultima digital beam e in particolare

l'utilizzo in formazione di due satelliti radar in cooperazione

con distanza regolabile variabile. Questi risultati portano successo

soprattutto al mondo scientifico.

Il concetto di questa missione è stato sviluppato, in dettaglio,

in una pre-fase durata due anni, attraverso una collaborazione

col JPL della NASA. Tandem-L potrà essere realizzato sia

attraverso una collaborazione internazionale che nazionale.

L'implementazione di Tandem-L porterà alla creazione di un

sistema di telerilevamento unico al mondo, superando le prestazioni

dei sistemi esistenti di almeno un ordine di grandezza.

Secondo la pianificazione attuale, i satelliti Tandem-L potrebbero

essere lanciati nel 2019.

(Fonte: DLR)

36 GEOmedia n°3-2015


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MERCATO

La prima immagine di

Sentinel-2 è per l'Italia

Appena quattro giorni dopo essere

stato lanciato in orbita, il

satellite europeo Sentinel-2A ha

rilasciato le prime immagini della

Terra, che offrono uno scorcio

della 'visione a colori' che sarà

fornita per il programma di monitoraggio

ambientale Copernico.

Con una apertura di 290 km, la

prima acquisizione del satellite

è iniziata in Svezia e ha ripreso

una striscia attraverso l'Europa

centrale e il Mediterraneo, che

termina in Algeria. Mentre

l'Europa settentrionale e centrale

erano molto nuvolose, il tipico tempo soleggiato in Italia ha

permesso ai team di ottenere il primo assaggio delle capacità

dello strumento multispettrale sulla parte nord-occidentale del

paese e sulla Costa Azzurra.

I dati sono stati trasmessi in tempo reale alla stazione di terra

di Matera in Italia, dove le squadre aspettavano con impazienza

il loro arrivo per l'elaborazione. Sono rimasti eccitati

da quello che hanno visto. Con una risoluzione al suolo di 10

m per pixel, le immagini mostrano singoli edifici a Milano,

terreni agricoli lungo il fiume Po, e porti lungo la costa meridionale

francese.

"Questo nuovo satellite sarà un punto di svolta nel campo

dell'osservazione della Terra per l'Europa e per il programma

europeo Copernico", ha detto Philippe Brunet, Direttore per

la politica spaziale, Copernico e la Difesa presso la Commissione

Europea.

Il Direttore dei Programmi di Osservazione della Terra

dell'ESA, Volker Liebig, ha commentato: "Sentinel-2 ci permetterà

di fornire dati per i servizi di monitoraggio del territorio

del programma e sarà la base per una vasta gamma di

applicazioni che vanno dall'agricoltura alla silvicoltura e dal

monitoraggio ambientale alla pianificazione urbana”.

L'imager multispettrale è in via di calibrazione in questa fase

di messa in servizio - che richiederà circa tre mesi per essere

completata - ma la qualità di queste prime immagini superano

già le aspettative.

Oltre a dimostrare l'alta risoluzione dell'imager, questi dati

iniziali prefigurano applicazioni terrestri di monitoraggio in

settori come l'agricoltura, le acque interne e costiere e la mappatura

della copertura del territorio.

13 bande spettrali dell'imager, dal visibile e vicino infrarosso

agli infrarossi ad onde corte con risoluzioni territoriali diverse,

consentiranno un monitoraggio del territorio ad un livello

senza precedenti. Infatti, Sentinel-2 è la prima missione di osservazione

ottica della Terra del suo genere, che include tre

fasce dell'infrarosso, che forniscono informazioni chiave sullo

stato della vegetazione.

Sentinel-2A è il secondo satellite del programma Copernico in

Europa, dopo il satellite radar Sentinel-1A lanciato lo scorso

anno.

Progettato come una missione di due satelliti, Sentinel-2

fornirà immagini ottiche su un ciclo rivisitazione di cinque

giorni una volta che il suo gemello, Sentinel-2B, verrà lanciato

nel 2016.

Negli allegati possono essere scaricati liberamente una immagine

complessiva del Nord-Ovest dell'Italia e un dettaglio su

Milano che consente di valutare la massima risoluzione di 10m

(Fonte: ESA)

GEOmedia n°3-2015 37


MERCATO

Cosa aspettarsi dalla prossima versione

QGIS 2.10 Pisa

La prossima versione di QGIS è in via di rilascio e le novità

che sono state introdotte sono molto interessanti.

Tra queste le novità sul Raster, che include funzionalità logaritmiche

(base naturale e 10) per la calcolatrice raster utile

per registri di telerilevamento, per la temperatura della superficie

del terreno, ad esempio via Landsat 8. Le statistiche

zonali per i raster sono

ora incluse come nucleo

di QGIS. Questo permetterà

agli utenti di riassumere

le caratteristiche

del layer raster utilizzando

un layer di poligoni per

l'impostazione delle zone.

Novità anche per la simbologia

e gli istogrammi ove

quando si va a simboleggiare

un livello utilizzando

un schema graduato, è ora

possibile regolare le pause

utilizzando un istogramma

interattivo, simile a quello che si trova in ArcGIS.

Gli effetti Live Layer sono forse la novità più attesa e quella

più discussa, sviluppata come crowd-sourced. E’ stata aggiunta

in pratica la possibilità di avere una varietà di effetti, tra

cui l’ombra. Con gli effetti dal vivo si possono fare cose come

mettere ombre sotto un simbolo, decidendo inclinazione e

taglio. Inoltre è possibile sovrapporre questi effetti uno sopra

l'altro.

Vi è un nuovo motore di geometria che permette alle "vere

curve” di essere rappresentate come deve essere invece di linee

segmentate o poligoni. Questo sarà molto importante per

una varietà di utenti, ma in particolare per gli utenti CAD o

quelli che utilizzano CAD e GIS.

Molte alte novità riguardano

altri aspetti importanti di

QGis e in ultimo anche una

nuova icona del desktop in

quanto per avviare QGIS,

il vecchio neon familiare giallo/verde

"Q" è andato a

favore di un globo verde bicolore,

più professionale per

un'icona.

Per vedere tutte le variazioni introdotte qui:

http://changelog.qgis.org/qgis/version/2.10/

(Fonte: qgis.org)

38 GEOmedia n°3-2015


MERCATO

Hemisphere ha rilasciato Atlas, il nuovo operatore

nel mercato dei servizi di correzione

globale GNSS

Atlas è fornito tramite L-Band

o Internet a livelli di precisione

che vanno dal metro al sub-decimetro.

Il supporto Atlas è stato

introdotto in una vasta gamma

di hardware, tra cui la nuova

antenna intelligente AtlasLink

appena lanciata. A partire dal

19 giugno Atlas sarà disponibile

come sottoscrizione attraverso il

portale web dedicato Atlas in una

serie di prodotti multi-frequenza

RTK di Hemisphere, come AtlasLink,

R330u, V320 e VS330u.

Atlas sarà fruibile anche attraverso

un certo numero di partner

del canale Hemisphere e gli OEM,

come Carlson Software, Inc.

I sistemi di supporto Atlas utilizzano il motore Athena GNSS appena

rilasciato e provato. Per essere in grado di utilizzare le correzioni

Atlas, gli utenti dei sistemi supportati semplicemente bisogno

di aggiornare il firmware di Athena e acquistare un abbonamento

attraverso il portale Atlas.

Per costruire Atlas, Hemisphere GNSS ha messo insieme un team

di sviluppatori esperti la cui esperienza appartiene ai migliori del

settore GNSS. Insieme hanno sviluppato un servizio di correzione

GNSS, disponibile tramite trasmissione satellitare L-Band, che

utilizza le più potenti

tecnologie disponibili

per fornire un servizio

che soddisfa o supera

sistemi della concorrenza

in una serie di parametri,

quali:

Precisione di posizionamento:

Atlas fornisce posizionamento

competitivo

con precisione fino

a due centimetri RMS in

alcune applicazioni.

Livelli di servizio scalabili:

Atlas è stato progettato

per servire tutti. È in grado di fornire praticamente qualsiasi

livello di accuratezza, precisione e ripetibilità nell'intervallo da 5

a 100 cm.

Tempo di convergenza: i tempi di convergenza sono di 10-40

minuti.

(Fonte GPSworld)

GEOmedia n°3-2015 39


MERCATO

A volte ritornano e Loran è di nuovo tra noi

Il segnale a bassa frequenza è emesso da una singola stazione,

una ex Unità Loran a Wildwood, NJ, della US Coast

Guard, che sfoggia un’antenna alta 625 piedi che è stata

inattiva per cinque anni. Il segnale è ricevibile a distanze

fino a 1.000 miglia.

L'impianto ha cominciato a generare

impulsi eLoran con la semplice pressione

di un pulsante di comando per

la cerimonia di partenza di una manifestazione

di durata 12 mesi con programma

di ricerca sotto l'egida del

Dipartimento della Homeland Security

statunitense.

Alcune brevi osservazioni esposte durante

questa accensione hanno messo a

luce i seguenti punti chiave:

4i servizi GPS sono la chiave per la

sicurezza nazionale, ma sono vulnerabili

a interruzioni.

4il segnale di navigazione eLoran ha caratteristiche complementari

rendendo difficile le interruzioni;

4il segnale eLoran potrebbe costituire una parte importante

nel consentire agli UAV di volare in sicurezza nel

nostro spazio aereo.

Le due società di ingegneria, UrsaNav, fornitore di tecnologia

eLoran, e Harris (che ha recentemente acquisito Exelis),

stanno fornendo finanziamenti e tecnologie per le prove

sostenute dal CRADA, organismo costituito dalla US Coast

Guard, dal Dipartimento della Difesa, e dal Dipartimento

della Homeland Security e altre agenzie federali sotto un

accordo di ricerca e sviluppo cooperativo annunciato in

maggio.

Il team valuterà le capacità di eLoran come sistema potenziale

complementare al GPS, esplorando le capacità e i metodi

di eLoran in profondità per individuare tutti i punti di

forza, le capacità e le potenziali vulnerabilità della tecnologia.

Uno degli obiettivi del CRADA è quello di ridurre le

dimensioni, il peso, il costo, le esigenze di alimentazione e

altri aspetti del eLoran, in modalità simili

all’evoluzione già vista per il GPS.

"Si tratta di una fenice in arrivo. Abbiamo

l'opportunità di aggiungere nel

2015 la tecnologia per una vecchia

idea ", ha detto Schue di UrsaNav,

«Un marinaio prudente ha sempre due

sistemi per navigare."

Si è affermato inoltre che eLoran può

raggiungere la precisione di posizionamento

di sei metri o superiore.

Saranno esplorati molti altri posti dove

eLoran può essere distribuito, come i

posti dove il GPS non è disponibile,

i canyon profondi, negli edifici, sotto

le foglie e sotto l'acqua. Saranno coinvolti droni aerei senza

equipaggio, e eLoran potrebbe rivelarsi fondamentale sia in

applicazioni per usi civili che militari.

eLoran in Europa

Le cose si sono spostate un pò più avanti, in Europa, ove

la sperimentazione del nuovo eLoran è iniziata nel 2013,

nel Regno Unito e in Irlanda dove il prototipo eLoran ha

ora una capacità operativa e offre dati PNT a livello di 10

metri, da una rete di alta potenza e a bassa frequenza, di

trasmettitori terrestri.

Fonte: (GPS world)

40 GEOmedia n°3-2015


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REPORTS

Le gestione degli incendi boschivi mediante

l’utilizzo di moderne tecniche cartografiche

L’esperienza del Corpo Nazionale dei Vigili del Fuoco

di Fabio Cuzzocrea

e Fabrizio Priori

La gestione e la pianificazione della flotta

speciale per la prevenzione e la coordinazione

delle emergenze nei periodi di massima criticità

è fondamentale per salvare il nostro territorio.

Le aree maggiormente soggette ad incendi

boschivi sono costantemente monitorate dalla

flotta aerea che viene gestita in tempo reale con

programmi per la geolocalizzazione dei velivoli.

Fig. 1 - Organizzazione della sezione speciale.

Con l'approvazione della

legge 131 del 7 agosto

2012 è stato sancito il

passaggio della flotta antincendio,

composta di n. 19 Canadair

CL-415, dal Dipartimento

di Protezione Civile al Dipartimento

dei Vigili del Fuoco,

del Soccorso Pubblico e della

Difesa Civile.

L’articolo 3 della stessa Legge

introduce importanti novità

sotto l'aspetto organizzativo con

l'istituzione di un nuovo ufficio

denominato Sezione Speciale”

ed incardinato nel Centro Operativo

Nazionale dei Vigili del

Fuoco.

Alla Sezione Speciale sono demandati

specifici compiti in

materia antincendio boschivo

e, più precisamente, il monitoraggio

dellattività AIB in

tutto l’anno con particolare

attenzione ai periodi critici che

si manifestano prevalentemente

nella stagione estiva (periodo di

massima criticità).

L’organizzazione

interforze

La gestione della flotta aerea

antincendio assume un profilo

molto articolato con riflessi nei

settori operativi, amministrativi

ed organizzativi che coinvolgono

i seguenti centri di coordinamento:

4Il Centro Operativo Aereo

Unificato (COAU) presso il

dipartimento di Protezione

Civile che riceve dalle sale

operative regionali le richieste

di intervento sui territori di

competenza e invia i Canadair

secondo criteri di valutazione

che tengono conto di

diverse variabili (vulnerabilità

ambientale, rischio antropico,

abitazioni civili e insediamenti

produttivi, ecc.);

4L’Ufficio Gestione tecnicooperativa

della flotta aerea

antincendio della Direzione

Centrale dell’Emergenza che

emana indirizzi di gestione

raccordandosi con le strutture

preposte a vario titolo

allattività AIB;

4L’Ufficio Sezione Speciale del

Centro Operativo Nazionale

(Direzione Centrale dell’Emergenza)

che, costituendo

il punto di contatto di tutti

i presidi AIB centrali e territoriali

del Corpo Nazionale

Vigili del Fuoco, monitora

durante lanno lintera attivi-

42 GEOmedia n°3-2015


REPORTS

Fig. 2 - Flusso di

comunicazioni operative.

Fig. 3 - Dislocazione basi

in relazione ai periodi.

tà antincendio boschiva con

limpiego dei Canadair;

4L’INAER, società esercente,

che gestisce la componente

piloti, la manutenzione e, più

in generale, gli aspetti tecnico-operativi

dei Canadair;

4La Sala Operativa del Centro

Aviazione Volo (S.O.C.A.V.)

che costituisce il braccio operativo

del COAU attraverso

la gestione delle missioni di

volo dei Canadair.

Il numero dei velivoli e la relativa

dislocazione nelle basi

aeree territoriali varia durante

l’anno in base all’andamento del

fattore di rischio e delle analisi

statistiche relative ad un trend

decennale.

Di seguito sono indicati i tre

periodi di operatività in ed i relativi

schieramenti dei velivoli:

4Periodo denominato P 0,

compreso

tra il 1 gennaio e il 30

giugno e tra il 22 settembre

e 31 dicembre in cui sono

schierati n. 6 Canadair in

prontezza operativa;

4Periodo denominato P int

,

compreso tra il 1 luglio e il

21 settembre, in cui sono

schierati n. 10 Canadair in

prontezza operativa;

4Periodo P max

(inteso come

il periodo con maggiore

probabilità di accadimento

dell’evento incendio

boschivo), compreso tra

l’8 luglio e il 7 settembre,

in cui sono schierati n.

14 Canadair in prontezza

operativa;

In caso di particolari criticità

o di eventi territorialmente

estesi e duraturi nel tempo,

vi è la possibilità di schierare

in aree strategiche ulteriori

velivoli della flotta Canadair

(e comunque non superiore

al massimo schieramento di

19 unità).

Il flusso delle

comunicazioni

Lefficienza operativa è strettamente

correlata alla velocità

del flusso di comunicazioni tra

le strutture di coordinamento

centrali e quelle territoriali, e viceversa.

Negli schemi seguenti

sono rappresentati graficamente

le interazioni tra i vari centri di

coordinamento.

Nella figura 2 si può notare la

funzione strategica della SSC

(Sezione Speciale del CON

Vigili del Fuoco) che costituisce

il punto di contatto con le

strutture strategiche interne ed

esterne al CNVVF.

La prima richiesta di soccorso

del velivolo di Stato è formulata

dal Direttore delle Operazioni

di Soccorso (DOS), compito

nevralgico affidato a personale

del Corpo Forestale dello Stato

e dei Vigili del Fuoco dislocato

in prossimità dellincendio.

A tale figura è richiesta una

capacità professionale altamente

specializzata, raggiungibile

solo con uno specifico corso

formativo e attività di stage

pratico sul campo, in grado

di analizzare ed interpretare il

fenomeno incendio boschivo e

le relative evoluzioni ed effetti

GEOmedia n°3-2015 43


REPORTS

sullambiente ed i presidi sensibili

(case, popolazione, attività

commerciali e produttive, ecc.).

Per tale ultimo scopo il DOS si

serve di un contatto radio diretto

con il pilota del Canadair

il quale fornisce dal suo punto

di osservazione le informazioni

sull’incendio.

Attraverso la stessa comunicazione

radio il DOS supporta

la manovra di lancio dell’estinguente

dal Canadair fornendo

informazioni di dettaglio

sull’incendio da terra.

Nella maggior parte dei casi

sono presenti anche squadre

AIB terrestri a presidio di civili

abitazioni o, più in generale,

presidi da preservare per particolari

interessi.

Le richieste del DOS sopraggiungono

alla Sala Operativa

provinciale/regionale (COR/

SOUP) territorialmente competente

che, previa valutazione del

caso, le inoltra al COAU.

Infine, è compito del COAU

classificare gli incendi secondo

un ordine di priorità ed inviare

i velivoli dalle basi territoriali in

funzione di una serie di fattori

presi in esame (tempo di arrivo

sul fuoco, disponibilità operativa,

condizioni meteo ed orografiche

dello scenario, ecc.)

La flotta di Stato, che si compone

prevalentemente dei Canadair,

annovera anche altri velivoli

in dotazione ad Enti dello

Stato quali elicotteri AB412 del

Corpo Nazionale Vigili del Fuoco

e Marina Militare, Erickson

S-64F del Corpo Forestale dello

Stato e CH47 dell’Esercito Italiano.

Nelle figure seguenti sono graficamente

illustrati i modelli

territoriali della dislocazione dei

Canadair nelle relative basi in

funzione dei tre periodi sopra

citati. Il modello è elaborato secondo

il criterio di massima efficienza

e rapidità di intervento.

La sezione speciale del

Centro Operativo Nazionale

Vigili del Fuoco

Nato in concomitanza con il

passaggio della flotta Canadair

ai Vigili del Fuoco, lUfficio è

incardinato nel Centro Operativo

della Direzione Centrale

Emergenza e Soccorso Tecnico.

Ha il compito di monitorare la

campagna antincendio boschiva

durante l'anno ed in particolare

nel periodo critico di maggiore

intensità (statisticamente il periodo

estivo).

Il monitoraggio è effettuato

attraverso una rete di comunicazioni

tra le strutture di coordinamento

e l'uso di software dedicati

che consentono di acquisire

in tempo reale informazioni

circa la prontezza operativa, le

missioni schedulate e lattività

in volo dei Canadair di cui è,

altresì, possibile individuarne la

posizione grazie ai sistemi GPS

installati a bordo.

In particolare le attività sono

svolte a cadenze differenti (quotidiana,

annuale, episodica)

come di seguito indicato:

4Mappe tematiche (quotidiana,

annuale, episodica)

4Reportistica andamento

campagna (quotidiana, episodica)

4Georeferenziazione attività

AIB (quotidiana, episodica)

4Monitoraggio risorse impiegate

(quotidiana)

4Statistica AIB (quotidiana,

episodica)

4Annuario statistica AIB (annuale)

4Report AIB (quotidiana)

Dette attività sono sintetizzate

in documenti ufficiali i cui contenuti

sono un valido strumento

per le attività operative e decisionali

da parte del management.

I report sono elaborati il più

possibilmente in forma schematica

per una maggiore intelligibilità

e facilità di lettura.

Particolarmente interessanti

ai fini statistici sono risultate

le mappe del fuoco, di seguito

rappresentate a varie scale

(provinciale e regionale) ed

elaborate da personale Vigile del

Fuoco esperto in tecniche cartografiche.

Fig. 4 - Mappa del fuoco.

Fig. 5 - Incidenza provinciale incendi.

Fig. 6 - Incidenza regionale degli incendi.

44 GEOmedia n°3-2015


REPORTS

Fig. 7 Tracce Gps dei velivoli nel corso delle operazioni.

Le mappe localizzano gli incendi

boschivi registratisi nelle

diverse località del territorio e

permettono con immediatezza

di individuare le aree a maggiore

intensità del fenomeno

A riguardo occorre sottolineare

l’importanza della cartografia

digitale a supporto dell’analisi

statistica degli incendi, in

quanto la stessa consente di individuare

con esattezza le coordinate

geografiche DMS, Map

Datum WGS84 in cui si è manifestato

lincendio per il quale

si è ricorso alla flotta di Stato,

nonché di conoscere i dettagli

orografici, territoriali ed antropici

(livelli di infrastrutture e

di insediamenti umani) della

porzione di territorio coinvolta

dallevento.

Sempre grazie alla cartografia

digitale è, inoltre, possibile ricostruire

la rotta del Canadair

durante l'operazione di spegnimento,

permettendo ciò di analizzare

la strategia di approccio

all’incendio da parte del pilota

(rotta di avvicinamento, ricognizione

e attacco al fuoco) e di

localizzare i fronti di fiamma e

le fonte di approvvigionamento

idrico (acqua dolce o salata).

Global Mapper è il software

maggiormente usato dai vigili

del fuoco esperti in cartografia

ed è capace di interfacciarsi

con i programmi di geolocalizzazione

dei velivoli.

Quotidianamente viene

elaborato un report

dellattività AIB di cui

di seguito è illustrato un

format a titolo esemplificativo.

Lintera campagna

AIB è sintetizzata in un

report annuale divulgato

a tutte i presidi Vigili

del Fuoco ed ai centri

strategici di coordinamento.

In esso sono

contenuti rilievi statistici,

cartografie ed

informazioni chiave

sullattività svolta.

Conclusioni

L’esperienza del Corpo

Nazionale Vigili del

Fuoco in materia antincendio

boschivo ha messo

in evidenza una organizzazione

complessa che comprende

la partecipazione di diversi Enti

civili e militari di tipo scalare e

ramificato.

Il modello operativo proposto

si è rivelato efficiente e del tutto

commisurato con lintensità ed

l’estensione degli incendi registrati

nel territorio nazionale.

Esso rappresenta un unicum

nel panorama europeo anche

Fig. 8 - Report quotidiano.

in relazione alla consistenza

della flotta aerea che ci vede al

primo posto rispetto gli altri

Paesi membri comunitari a cui,

in qualche occasione, abbiamo

offerto supporto con l’invio di

Canadair (Svezia ed anche in

nazioni extra europee come la

Libia).

GEOmedia n°3-2015 45


REPORTS

Vi è da dire che il Corpo

Nazionale dei Vigili del

Fuoco, con l’acquisizione

della flotta Canadair, è diventato

a pieno titolo un

punto di riferimento in

materia di lotta agli incendi

di bosco, garantendo un

concreto supporto anche

con squadre di terra che

svolgono un lavoro capillare

finalizzato a preservare

lincolumità della popolazione

ed i beni potenzialmente

minacciati dal fuoco.

E’ importante, infine, enfatizzare

l’impiego delle tecniche

cartografiche quali strumento

di analisi degli eventi

e di supporto alle decisioni

in ambito operativo.

Fig. 9 - Quadro regionale degli incendi con intervento

della flotta di Stato relativi all’anno 2013.

Fig. 10 - Mappatura provinciale degli interventi

della flotta di Stato relativi all’anno 2013.

PAROLE CHIAVE

Geolocalizzazione; Vigili del Fuoco; monitoraggio; real time; prevenzione; salvaguardia;

Gps; Global Mapper

ABSTRACT

The management and planning of the fleet of Canadair for the prevention and coordination of emergencies in times

of maximum criticality is the key to save our territory. The areas most subject to forest fires are constantly monitored

by the air fleet that is managed in real time with programs for geolocation of the aircraft.

AUTORE

ING. Fabio Cuzzocrea

Manager del Centro Operativo Nazionale

fabio.cuzzocrea@vigilfuoco.it

ING. Fabrizio Priori

Direttore del Centro Operativo Nazionale

fabrizio.priori@vigilfuoco.it

46 GEOmedia n°3-2015


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GEOmedia n°3-2015 47


REPORTS INTERVISTA

Consapevolezza della geo

localizzaione nel mondo

di IoT (Internet of Things),

intervista e riflessioni

con Kanwar Chadha

La circostanza che la conferenza

INSPIRE si sia svolta quest’anno

insieme con il GWF ha dato

maggiori possibilità di riflettere

sui dati geografici quale driver

economico ed opportunità di

sviluppo nonché base essenziale

per i servizi ai cittadini. Ho avuto

il piacere di ragionare, intervistandolo,

con Kanwar Chadha

Executive Chairman Binatone

Global & Hubble Connected

Founder SiRF come dice lui una

startup con 56 anni di storia alle

spalle. Subito abbiamo puntato

sulla pervasività del dato geografico

rilevato da GPS nella vita di

tutti i giorni e di tutte le persone!

Oramai dice Kanwar il dato

geo-locazionale è facilmente ottenibile,

talmente che gli utenti

lo usano ma ovviamente non ne

conoscono la provenienza e la

natura. Poco male: la domanda

più frequente dopo avere risposto

al telefono mobile è dove sei?

ed a questa domanda l’utente

non fornisce certo una risposta

digitale. L’altra domanda usuale

è: che cosa stai facendo? In conclusione

la geo-localizzazione fa

parte del nostro attuale pacchetto

di comunicazione interpersonale.

L’attenzione di Kanwar

è rivolta soprattutto al mercato

consumer, quello delle famiglie

e dei cittadini, del resto Binatone

offre sistemi perché i cittadini

possano emotivamente essere

tranquilli avendo conoscenza

e coscienza che le persone, gli

animali e le cose alle quali tengono

sono al sicuro, sapere dove

si trovano e che cosa stanno facendo.

Da qui l’accattivante definizione

della dimensione “emozionale”

delle app che controllano

tutto quello che ci fa stare bene.

In un certo senso è un po’ oltre

la “smartness” ci stiamo avviando

verso una città “emozionale”

superando la “smart city”? ho

chiesto a Kanwar. La città ed il

territorio è vissuto dagli utenti

in funzione del contesto culturale

mi è stato risposto, in India

ad esempio si preferisce chiedere

indicazioni piuttosto che affidarsi

al navigatore GPS ed anche

se lo si fa si preferisce sempre

avere una conferma umana.

Esistono indiscutibilmente delle

barriere alla fruizione del territorio

e delle città che si stanno

modificando rapidamente ponendo

al centro sempre di più

il consumatore. Viene fuori una

realtà dove il consumatore è al

centro di una infrastruttura caratterizzata

da flusso di informazioni

ma anche dalla percezione

della realtà circostante. La vita

del cittadino consumatore ha

più dimensioni di una volta, egli

le vuole utilizzare, vuole avere i

dati che lo fanno essere emozionalmente

tranquillo e scambiare

dati per ottenere il proprio bene.

E’ significativo che in US sempre

di più ci sono hot-spot messi

a disposizione dai cittadini con

un canale pubblico in modo

che chi vuole possa collegarsi

nella convinzione che mettendo

a disposizione tale servizio poi

altri lo faranno e così sempre

una maggior parte di persone

ne trarranno vantaggio. Ma vale

anche per i dati del traffico o

altri reperibili sui social e non

solo.

Dalla California e dal settore

privato delle IT giunge una visione

della ITC orientata alla

emozionalità della persona e della

comunità sia essa la famiglia o

altro. In questo la geo-localizzazione

gioca un ruolo importante

quale componente della consapevolezza

e conoscenza alla base

della emozionalità. Il “dove” ed

il “che cosa” intorno al sensore

che sto interrogando è fondamentale

per fornire conoscenza

e serenità all’utente.

La mia riflessione è che dalla

città “senseable” dell’MIT che

già di per sé è il superamento

della “smart city” si fa strada una

visione della città nella quale il

cittadino deve essere messo in

grado, con poca spesa, di puntare

al soddisfacimento della sua

specifica tranquillità attraverso

IoT ( Internet of Things). Ecco

quindi concretizzarsi la abitazione

“emotional” così come

presentata da Kanwar. Una

abitazione nella e per la quale,

anche se lontano, l’utente può

sentirsi sicuro tenendo sotto

controllo gli accessi, guardando

cosa fanno i suoi cari, sapendo

dove sono i suoi “pet” e che cosa

li circonda, e tutto quanto immaginabile

per fare sì che la sua

tranquillità sia massima. Non si

parla ancora di città emozionale

per il tramite di sensori e di

applicazioni internet ma si tratta

solo di attendere un’adeguata

diffusione di dispositivi e sensori

ed una richiesta di servizi più

sofisticati da parte dei cittadini.

Ad esempio quelli relativi alla

sicurezza personale: muovendosi

nella città un app avverte se si

sta entrando in zone poco sicure

e scorta in qualche modo l’utente

calmando la sua emozione di

insicurezza.

Paradossalmente, ma non poteva

esser altrimenti considerando

l’investimento in ricerca

e sviluppo del settore privato,

è proprio l’industria che sta disegnando

un modello di nuova

smart city organizzata per micro

comunità emozionali che possano

“ fare stare bene” gli utenti

cittadini. Non chiedo niente circa

INSPIRE a Kanwar pronto a

rimbalzare da Lisbona a Hong

Kong e rifletto su quello che la

Commissione ci sta proponendo

come futuro sviluppo delle

attività della direttiva.

La navigazione di INSPIRE

verso le nuove mete teorizzate

della neo-formata Commissione

punta verso una terra chiamata

DSM ( Digital Single Market)

della quale si conosce l’esistenza

ma i contorni sono ancora

ignoti alla Commissione stessa

al contrario del settore privato

che la ha già scoperta e la esplora

e la coltiva. Ma questa è un altro

argomento da trattare. Grazie

Kanwar ed auguri per il futuro.

Intervista a cura di

Mauro Salvemini

48 GEOmedia n°3-2015


REPORTS

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GEOmedia n°3-2015 49


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2-5 settembre 2015

The 2nd International Conference on

Augmented and Virtual Reality

Lecce

http://www.salentoavr.it/

13-18 settembre 2015

AQUA 2015

Roma

www.iah2015.org

14-18 september 2016

6th ESA Advanced Training Course

on Land Remote Sensing

Bucarest (Romania)

https://goo.gl/lMOx7p

17 - 18 settembre 2015

Citytech e BUStech

Roma

www.geoforall.it/k39uh

25-26 settembre 2015

Dronitaly

Milano

www.geoforall.it/k364u

28-30 settembre 2015

ISPRS Laser Scanning 2015 e

GeoSpatial Week

La Grande Motte (Francia)

www.geoforall.it/kkwq9

29 settembre-1 ottobre 2015

XIX Conferenza Nazionale ASITA

Lecco

www.geoforall.it/frca

14-16 ottobre 2015

Smart City Exhibition 2015 "Citizen

Data Festival"

Bologna

www.geoforall.it/k36ch

20- 23 October 2015

Earth Observation for Water Cycle

Science 2015

Frascati

www.geoforall.it/kk8x4

21-23 ottobre 2015

Space Week 2015

Roma

www.geoforall.it/k33qy

27-29 Ottobre 2015

5th International Galileo Science

Colloquium

Braunschweig (Germany)

www.geoforall.it/kk6cc

28-30 ottobre 2015

Smart Mobility World 2015

Monza

www.geoforall.it/k36cr

12 - 13 November 2015

ESA - ESRIN - V EARSeL workshop

Remote Sensing for Cultural Heritage

Frascati (Rome), Italy

www.geoforall.it/k3k4w

23 novembre 2015

Third Eurographics Workshop

on Urban Data Modelling and

Visualisation

Delft (The Netherlands)

www.geoforall.it/kkc39

15-17 settembre 2015

INTERGEO 2015

Stuttgart (Germany)

www.geoforall.it/fryc

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