15.12.2015 Visualizzazioni

Poesia e Luce

“La poesia unisce i distanti”: è con questa idea che i versi tratti "Il trillo" di Mario Luzi, come un filo luminoso, si snodano per calli e campielli, donando stupore. Marco Nereo Rotelli ha scelto questa poesia dedicata a Venezia per portare una “nuova luce” alla città, per guardare con occhi nuovi e mente fresca, grazie alla parola poetica. Ed ecco allora giungere poesie da tutto il mondo: sono coinvolti 83 poeti contemporanei, 83 come gli anni di Giovanni Bellini di cui la città si appresta a celebrare l’anniversario della morte e a cui sono dedicati i colori dell’installazione luminosa, il blu e l’oro del Trittico dei Frari.

“La poesia unisce i distanti”: è con questa idea che i versi tratti "Il trillo" di Mario Luzi, come un filo luminoso, si snodano per calli e campielli, donando stupore. Marco Nereo Rotelli ha scelto questa poesia dedicata a Venezia per portare una “nuova luce” alla città, per guardare con occhi nuovi e mente fresca, grazie alla parola poetica.
Ed ecco allora giungere poesie da tutto il mondo: sono coinvolti 83 poeti contemporanei, 83 come gli anni di Giovanni Bellini di cui la città si appresta a celebrare l’anniversario della morte e a cui sono dedicati i colori dell’installazione luminosa, il blu e l’oro del Trittico dei Frari.

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Level, Venice<br />

JONAS MODIG<br />

traduzione di Christian Gullette<br />

The balcony that hangs over the canal is slanted,<br />

like the whole house, and steadily descending<br />

to the underworld on which all culture is built.<br />

A lack of balance is on the whole<br />

characteristic of everything of value, all<br />

[that counts<br />

in the long run. Movement downwards<br />

seems inevitable, perhaps even desirable.<br />

If the bubble never moves from its place<br />

between the bars of the level<br />

then it’s not possible to live in these houses,<br />

watches stop, pipes freeze.<br />

The facade must have a slow crack<br />

which lets the pores breath as it grows.<br />

We sink deeper. The palace we’re visiting<br />

is built on a few swampy islands resting<br />

on wooden piles, yet maintains<br />

its steadfast passage to the underworld.<br />

A corner of the balcony’s mouth hangs down<br />

like after a stroke, you notice<br />

how visual fields and words come apart.<br />

Champagne glasses that slowly slip on a tray<br />

glimmer against sun, the canal’s glint.

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