Poesia e Luce
“La poesia unisce i distanti”: è con questa idea che i versi tratti "Il trillo" di Mario Luzi, come un filo luminoso, si snodano per calli e campielli, donando stupore. Marco Nereo Rotelli ha scelto questa poesia dedicata a Venezia per portare una “nuova luce” alla città, per guardare con occhi nuovi e mente fresca, grazie alla parola poetica. Ed ecco allora giungere poesie da tutto il mondo: sono coinvolti 83 poeti contemporanei, 83 come gli anni di Giovanni Bellini di cui la città si appresta a celebrare l’anniversario della morte e a cui sono dedicati i colori dell’installazione luminosa, il blu e l’oro del Trittico dei Frari.
“La poesia unisce i distanti”: è con questa idea che i versi tratti "Il trillo" di Mario Luzi, come un filo luminoso, si snodano per calli e campielli, donando stupore. Marco Nereo Rotelli ha scelto questa poesia dedicata a Venezia per portare una “nuova luce” alla città, per guardare con occhi nuovi e mente fresca, grazie alla parola poetica.
Ed ecco allora giungere poesie da tutto il mondo: sono coinvolti 83 poeti contemporanei, 83 come gli anni di Giovanni Bellini di cui la città si appresta a celebrare l’anniversario della morte e a cui sono dedicati i colori dell’installazione luminosa, il blu e l’oro del Trittico dei Frari.
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Venezia terminus<br />
RUXANDRA CESEREANU<br />
traduzione di Giovanni Magliocco<br />
Si è spenta la vita della splendida Venezia,<br />
Nei palazzi strisciano serpentine Lucrezie,<br />
Non odi canti, non vedi luci di balli;<br />
La laguna marcisce, i dogi giocano a dadi.<br />
Su scale di marmo, per antichi portali,<br />
Giacciono indolenti gli amanti senza lauro.<br />
Penetra la luna inargentando le pareti.<br />
Oh, vieni, Morte, con mistici secreti!<br />
Okeanos si lamenta per i canali…<br />
Liquori e stanze sbiadite fermentano amari,<br />
Egli solo in eterno è nel fiore dell’età giovanile,<br />
Canal Grande, cadavere nella bara mattutina,<br />
Alla dolce sposa donerebbe il soffio della vita,<br />
bacio immondo bramato da colei che<br />
[della nausea è imperatrice.<br />
Con onde sonanti, colpisce mura antiche.<br />
La tomba dei gondolieri si innalza sulle rive.<br />
La città è muta come un cimitero.<br />
Acquosa, l’anima degli annegati si dimena.<br />
Sacerdote di antichi evi<br />
Il Gran Gondoliere solleva le anguille-remi.<br />
San Marco batte lugubre la mezzanotte.<br />
Sul molo danzano allucinati donne sfrenate<br />
[ed ebbri mendicanti.<br />
Con voce profonda, con parole di Sibilla,<br />
Un angelo viola con piume di giacinto,<br />
Con ritmo cadenzato dolcemente dice:<br />
– Vecchia città, che porti anelli d’agata<br />
[alle dita,<br />
Non risorgono i morti – tutto è vano…<br />
I coppieri del purgatorio brindano con calici<br />
di calce in mano.